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Kid Pass Days 2026, il weekend perfetto per scoprire musei e città con i bambini

8 mai 2026 à 16:30

Il 9 e 10 maggio 2026 tornano i Kid Pass Days, uno degli appuntamenti più attesi dalle famiglie italiane. La manifestazione coinvolge oltre 100 musei, siti culturali e realtà educative da Nord a Sud con circa 150 attività dedicate ai bambini da 0 a 12 anni. Laboratori creativi, visite immersive, trekking nella natura, incontri con animali e giochi interattivi trasformano il patrimonio culturale italiano in una grande esperienza family friendly.

Da Milano a Caserta, passando per Trento, Genova e Venezia, i Kid Pass Days 2026 diventano anche un’ottima occasione per organizzare un weekend culturale con i bambini, tra arte, scienza e divertimento. Qui abbiamo messo una selezione di 6 eventi, per scoprirli tutti e per avere maggiori informazioni sugli orari, consultare il sito ufficiale kidpass.

Escape room regale alla Reggia di Caserta

Tra gli eventi più originali dei Kid Pass Days 2026 spicca la speciale escape room organizzata alla Reggia di Caserta. I bambini potranno esplorare gli ambienti della celebre residenza borbonica attraverso enigmi, indizi e prove ispirate alla storia della corte reale.

L’esperienza unisce gioco e scoperta culturale, rendendo la visita coinvolgente anche per i più piccoli. Un’attività ideale per le famiglie che vogliono visitare uno dei siti monumentali più affascinanti d’Italia in modo diverso e dinamico.

Incontri ravvicinati all’Acquario di Livorno

Per chi ama il mare e gli animali, i Kid Pass Days propongono esperienze immersive all’Acquario di Livorno. I bambini potranno partecipare a incontri speciali dedicati alle specie marine e scoprire curiosità su tartarughe, meduse e squaletti. L’animazione sarà accompagnata da una guida biologa in versione tartaruga, uno degli animali più saggi del mare.

Arte e tecnologia alla Città dei Bambini e dei Ragazzi di Genova

Alla Città dei Bambini e dei Ragazzi la tecnologia diventa protagonista grazie a TRATTO, un’esperienza innovativa che trasforma i movimenti del corpo in arte digitale.
I bambini potranno interagire con installazioni multimediali e contribuire a un progetto di ricerca scientifica legato al riconoscimento delle emozioni. Un’attività perfetta per avvicinare i più giovani al legame tra movimento e sentimenti attraverso il gioco.

Laboratori creativi a Bologna

Il Palazzo Fava – Palazzo delle Esposizioni di Bologna propone un laboratorio creativo per entrare della “Scuola di Bristol” e diventare un esperto di street art. L’iniziativa punta a far conoscere storie, tecniche e segreti di artisti come Banksy. Durante il laboratorio ogni partecipante creerà il proprio book personale.

Trekking tra natura e archeologia ad Artimino

Tra le attività outdoor più interessanti dei Kid Pass Days 2026 c’è il trekking alla Necropoli etrusca di Prato Rosello ad Artimino in Toscana. Il percorso permette alle famiglie di esplorare un importante sito archeologico immerso nella natura.

Durante l’esperienza è previsto un laboratorio dedicato alle erbe spontanee in collaborazione con una guida ambientale escursionistica. Un’occasione perfetta per unire movimento all’aria aperta, storia e scoperta del territorio toscano.

Venezia tra storia e archeologia

Kid Pass Days farà tappa anche a Venezia, nella sede del Museo archeologico nazionale di Piazzetta San Marco.
Le famiglie potranno scoprire curiosità e capolavori del museo per votare poi alla fine la propria opera preferita. Un percorso coinvolgente che invita bambini e genitori a scoprire le creazioni del museo più antico di Venezia. Alla fine ci sarà un gadget per ogni bambino.

Arriva Santa Lucia con eventi, tradizioni e sorprese in meravigliose località italiane

11 décembre 2025 à 07:30

Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, come ogni anno, torna la magica tradizione di Santa Lucia, che in alcune zone d’Italia porta proprio come Babbo Natale i doni ai bambini “buoni”. Una ricorrenza imperdibile e molto sentita, celebrata secondo tradizioni diverse lungo lo Stivale.

Vissuta tra III e IV secolo, Santa Lucia è la protettrice della vista e il simbolo della luce che vince il buio. Nel tempo la sua figura è diventata protagonista di tradizioni amatissime dai bambini, soprattutto nel Nord Italia, dove la notte dei doni è un rito attesissimo. Dalle province di Bergamo e Brescia a Trento, dalla sua città natale Siracusa fino alla Sardegna, la devozione per Santa Lucia unisce territori diversi con storie, usanze, tradizioni culturali e tanta meraviglia.

Santa Lucia a Brescia

A Brescia (insieme a Bergamo) Santa Lucia è la tradizione natalizia più amata. Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, la Santa arriva con il suo asinello portando dolci e piccoli doni ai bambini buoni… e un po’ di carbone a chi è stato monello. In molte zone del bresciano si lascia sull’uscio latte, fieno e biscotti: un ringraziamento per il lungo viaggio notturno della Santa.

La mattina successiva è pura magia: i bimbi trovano sotto l’albero proprio i regali che avevano chiesto nella loro letterina a Santa Lucia, una sorta di Babbo Natale “al femminile” tutta locale.

Nei giorni che precedono la notte più attesa, molti borghi si animano con la misteriosa Santa Lucia itinerante, che passa con il suo carretto, suona la campanella e distribuisce caramelle ai bambini accorsi in strada. Non mancano poi gli eventi in tutta la provincia: a Brescia il Museo di Santa Giulia propone laboratori per famiglie (12 dicembre, ore 16:30), mentre nei diversi paesi si susseguono spettacoli, cortei e momenti di festa. A Rodengo Saiano, in Franciacorta, ad esempio, i bambini consegnano la letterina tra zucchero filato e bevande calde, mentre sul lago di Garda, a Desenzano, la magia continua con teatro, merenda e corteo.

Santa Lucia a Bergamo

Anche a Bergamo, quella tra il 12 e il 13 dicembre, è sempre la notte più attesa dai bambini: Santa Lucia, riempie la città e la provincia di appuntamenti pensati per famiglie, tra emozioni, storie e tradizioni che si tramandano da generazioni. Quest’anno, fino al 14 dicembre, la Santa “viaggia” attraverso quattro percorsi tematici – tra musei, teatro, cinema e città – trasformando quartieri e spazi culturali in luoghi dove scoprire la natura, l’arte, la scienza e la narrazione attraverso laboratori creativi, spettacoli, letture e proiezioni.

Tappa fissa anche nella chiesetta di via XX Settembre dove, dopo aver consegnato la letterina alla santa più amata dai bambini, molti approfittano per una passeggiata sul Sentierone, il cuore pulsante di Bergamo Bassa dove negli stessi giorni ci sono le ormai celebri bancarelle di Santa Lucia.

Letterine lasciate dai bambini a Santa Lucia
IPA
Letterine lasciate dai bambini a Santa Lucia a Bergamo

Sempre in città, il cuore pulsante della festa è il suggestivo Luna Park delle Meraviglie, allestito nel Monastero del Carmine: un percorso immersivo che invita piccoli e grandi a riscoprire stupore e immaginazione.

Ma la festa corre anche in tutta la bergamasca. Venerdì 12 dicembre, sul sagrato della Chiesa Parrocchiale di Presezzo, una speciale lettura dedicata a una giovane ballerina farà da preludio all’arrivo di Santa Lucia, che distribuirà dolci, caramelle e bevande calde a bambini e famiglie. Anche lo splendido borgo di Lovere (affacciato sul lago d’Iseo) dedica un pomeriggio speciale ai bambini, che devono aiutare l’asinello a tornare da Santa Lucia all’Oratorio (alle ore 17:30). Anche in questo caso, potrete trovare appuntamenti per tutta la famiglia in moltissimi borghi della provincia bergamasca.

Santa Lucia a Trento

Anche a Trento Santa Lucia è molto sentita, amata persino più di Babbo Natale. La notte del 12 dicembre, la santa dal volto velato (simbolo di cecità) passa nelle case dei bambini accompagnata dal suo inseparabile asinello, portando dolci e piccoli doni.

La tradizione più attesa? Le “strozegade”: cortei rumorosi in cui i bambini trascinano per le strade barattoli e lattine legati a un filo, chiamando a gran voce la Santa. Mentre i piccoli ricevono dolcetti e il classico pane a forma di asinello, gli adulti si scaldano con tè fumante o vin brulè. Prima di dormire, ogni bambino lascia un piattino con sale, farina gialla e carota per l’asinello e latte e biscotti per Santa Lucia. Un gesto semplice che conserva tutta la magia dell’attesa.

Nei giorni in cui si celebra la santa, inoltre, Trento si accende di magia: dalla Fiera di Santa Lucia, con oltre 350 bancarelle nel weekend del 13 e 14 dicembre per le vie del centro storico, passando per il parco divertimenti con giostre e attrazioni in piazzale Sanseverino, attivo fino al 6 gennaio, con iniziative rivolte ai bambini e alle famiglie, fino ai giochi tradizionali e i punti ristoro di piazza Fiera.

Santa Lucia a Siracusa

Anche in Sicilia Santa Lucia è molto sentita e in particolare è Siracusa a celebrarla in grande come patrona della città. “Fidem Servavi” è il filo conduttore della Festa di Santa Lucia 2025, che in città torna a sorprendere con uno dei momenti più attesi dell’anno. Le celebrazioni, iniziate il 29 novembre con la tredicina, hanno il 12 dicembre come giorno della tradizionale traslazione, mentre il 13 dicembre, alle 10.30, la solenne celebrazione eucaristica sarà presieduta dal cardinale Baldassare Reina.

In città si respira un’atmosfera vibrante: luminarie, mercatini, musica e iniziative culturali animano il centro storico, insieme ad attività dedicate anche ai più piccoli. Una festa che unisce fede, tradizione e partecipazione popolare, diventando ogni anno un’occasione per riscoprire le radici siracusane e condividere la magia della Santa della luce.

Piazza Duomo a Siracusa
iStock
Piazza Duomo a Siracusa nel periodo natalizio

Le Notti di Santa Lucia a Nurachi (Sardegna)

Sono tre giorni di fuoco, tradizioni e magia, quelle che animano il borgo di Nurachi (provincia di Oristano): dal 12 al 14 dicembre, le Notti di Santa Lucia accendono una festa che trasforma il paese in un mix irresistibile di tradizioni antiche, street food, arte e spettacoli di fuoco. Il grande falò è il cuore degli eventi: un rito che affonda nei secoli e che oggi vive grazie ai ragazzi del paese, protagonisti di un passaggio simbolico ricco di storia e significato.

Le Notti di Santa Lucia a Nurachi (Sardegna)
Ufficio Stampa
Le Notti di Santa Lucia a Nurachi (Sardegna)

Tra laboratori di ceramica aperti a tutti, mostre d’autore dedicate alla sartoria sarda, musica, balli tradizionali, cantine in festa e giochi in legno per grandi e bambini, il borgo si anima come un vero palcoscenico a cielo aperto. E ogni sera, tra profumi di castagne, vini del territorio e spettacoli di luce, Nurachi si trasforma in un luogo sospeso nel tempo, perfetto da vivere in famiglia o con gli amici.

A Trento riunione Arge Alp: tra i temi Olimpiadi e politiche coesione

24 octobre 2025 à 15:51

Le Olimpiadi come occasione per promuovere la pace tra i popoli e il ruolo chiave dei territori nelle politiche di coesione sono stati i temi al centro di due dichiarazioni congiunte approvate, a Trento, nel corso della 56ª Conferenza dei Capi di Governo Arge Alp, la Comunità di lavoro che riunisce le regioni dell’arco alpino di Germania, Austria, Italia e Svizzera. All’incontro ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.

Olimpiadi e politiche di coesione al centro di riunione Arge Alp: Giochi come occasione di pace

il sottosegretario Cattaneo partecipa a Trento a riunione Arge Alp dove si è parlato di olimpiadi e politiche di coesione

Nello specifico, in merito al testo sulle Olimpiadi, Cattaneo ha sottolineato l’importanza di sfruttare questo evento come un momento di confronto per favorire il dialogo e promuovere solidarietà e rispetto. “Con questa dichiarazione congiunta – ha spiegato – la Conferenza dei Capi di Governo Arge Alp ha manifestato il proprio sostegno unanime alle Olimpiadi. I membri della Comunità hanno voluto lanciare un segnale forte promuovendo la tregua olimpica, nella consapevolezza che le Olimpiadi rappresentano da sempre un’occasione di dialogo e di costruzione della pace.

“Il messaggio – ha aggiunto – sostiene inoltre la cooperazione transfrontaliera, di cui l’arco alpino è un esempio virtuoso, e promuove i valori olimpici di rispetto, unità e amicizia tra le comunità. Auspichiamo così che Olimpiadi e Paralimpiadi siano non solo una vetrina per lo sport, ma anche una manifestazione di solidarietà e pace”.

Cattaneo: politiche di coesione diano voce ai territori

Per quanto riguarda, invece, la dichiarazione congiunta sul futuro delle politiche di coesione, il sottosegretario si è detto contrario alla riduzione delle risorse e alla centralizzazione della loro gestione. “Come Regione Lombardia – ha affermato – chiediamo che la voce dei territori alpini venga pienamente ascoltata. E’ inoltre fondamentale che la proposta relativa al prossimo bilancio europeo 2028-2034 sia rivista secondo un’autentica prospettiva sussidiaria. Il tutto con l’obiettivo di destinare risorse adeguate alle politiche di coesione e di mantenere la gestione a livello territoriale”.

Riunione Arge Alp: da olimpiadi e politiche di coesione a gestione dei grandi carnivori

Nel corso della conferenza, Cattaneo ha espresso, inoltre, a nome della Regione Lombardia, parere favorevole anche su altre due risoluzioni. La prima è relativa al monitoraggio e alla gestione coordinata dei grandi carnivori nelle aree alpine. La seconda è invece dedicata ai giovani residenti nei Comuni di montagna. “La collaborazione tra le regioni alpine nel monitoraggio e nella gestione dei grandi carnivori – ha detto Cattaneo – è fondamentale. In questo modo si garantisce la sicurezza delle persone e tutelare l’agricoltura e la zootecnia di montagna in un equilibrio tra uomo e natura. Per contrastare lo spopolamento delle aree alpine, inoltre, servono politiche abitative mirate. A queste misure deve aggiungersi un rafforzamento dei servizi essenziali, a partire dai trasporti, sempre con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale”.

Progetto su valorizzazione lane alpine

La Lombardia ha infine presentato il progetto ‘Sapere e lane transumanti. Reti e buone pratiche per la salvaguardia del living heritage delle regioni alpine’. L’iniziativa ha come obiettivo mettere in connessione giovani pastori, allevatori e innovatori della filiera delle lane alpine. L’iniziativa punta a preservare e trasmettere un patrimonio di conoscenze e tradizioni artigianali, anche attraverso una ‘textile summer school’, un percorso formativo dedicato alla condivisione delle pratiche custodite dagli artigiani delle comunità Arge Alp in tema di tessitura e filatura.

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Cosa vedere a Trento, la città del Natale dal fascino elegante e alpino

Par : elenausai10
23 octobre 2025 à 14:30

Trento, capoluogo del Trentino, incastonata ai piedi delle Dolomiti, è considerata da molti la base ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del turismo attivo. Da qui, infatti, sono infinite le possibilità per trascorrere le proprie giornate con escursioni, ciclismo, sci e altre attività alpine. Trento, però, non è solo questo: la città stessa ha molto da offrire.

In passato, Trento fu più volte conquistata, fino a entrare a far parte del Sacro Romano Impero e diventare sede di un Principe Vescovo. La città è probabilmente più famosa per aver ospitato il Concilio di Trento, evento che segnò l’inizio della Riforma Cattolica e fu supervisionato da tre papi diversi. In tempi più recenti, dopo ulteriori passaggi di dominio, dagli Asburgo a Napoleone fino agli Austriaci, la Prima Guerra Mondiale portò infine all’annessione di Trento all’Italia.

Non stupisce, quindi, il suo splendido mix architettonico, che può essere ammirato con una passeggiata tranquilla nel centro storico, seguita da una visita ai castelli storici e ai musei moderni, accompagnate da una degustazione di vini Marzemino rossi e Trento DOC.

Nel dettaglio, questi i nostri consigli su cosa vedere a Trento per scoprirla al meglio!

Castello del Buonconsiglio

Iniziate a scoprire Trento (città leader nella sostenibilità ambientale premiata da Ecosistema Urbano 2025) dal luogo più maestoso e ricco di storia: il Castello del Buonconsiglio, oggi museo e simbolo della città, che domina l’angolo orientale del centro storico. Al suo interno sono custoditi preziosi affreschi risalenti al Quattrocento, mentre le sue sale raccontano secoli di potere e arte. Un tempo residenza dei Principi Vescovi, il Buonconsiglio ebbe la fortuna di sopravvivere indenne ai bombardamenti della Prima Guerra Mondiale.

Se desiderate ammirare la celebre Torre Aquila, con il suo straordinario ciclo dei mesi, consigliamo di prenotare in anticipo: l’accesso è limitato e avviene solo in fasce orarie dedicate.

Piazza del Duomo

Dopo aver visitato il castello, dirigetevi verso Piazza del Duomo. Qui, il Duomo di Trento domina il lato sud della piazza con la sua imponente architettura romanica, mentre sul lato est si affaccia il Museo Diocesano, custode di preziose testimonianze della storia religiosa cittadina. Entrambi gli edifici, con le loro linee sobrie e armoniose, si fondono con i caffè e le botteghe che circondano la piazza, dove l’atmosfera alpina delle Dolomiti si intreccia con eleganti influssi italiani e austriaci. Al centro, infine, si erge la splendida Fontana del Nettuno.

Piazza Duomo nel cuore di Trento
iStock
Piazza Duomo nel cuore di Trento

MUSE – Museo delle Scienze

Progettato dal celebre architetto Renzo Piano, il MUSE-Museo delle Scienze, si distingue nettamente dalle solide architetture in pietra del centro storico di Trento. Le sue linee affilate, le ampie superfici vetrate e gli spazi inondati di luce creano un contrasto sorprendente con l’antico tessuto urbano della città.

Situato nel moderno quartiere universitario, il museo offre un percorso interattivo e coinvolgente dedicato alla storia naturale di Trento e delle Dolomiti. È una tappa imperdibile per famiglie, curiosi di ogni età e amanti della montagna.

Parco Naturale del Doss

Dal museo, raggiungete il Parco del Doss, situato su un piccolo rilievo appena oltre il fiume Adige. Immerso nel verde, il parco custodisce diverse sorprese: i resti di una basilica paleocristiana, il maestoso mausoleo a colonne dedicato all’eroe della Prima Guerra Mondiale Cesare Battisti e il Museo Nazionale degli Alpini. Da qui, lo sguardo abbraccia l’intera città di Trento, con scorci particolarmente suggestivi al tramonto.

I mercatini di Natale

Trento è conosciuta anche come la “città del Natale”! Imperdibili, quindi, i mercatini dove il dolce aroma del vin brûlé si mescola a quello delle specialità locali. Tra le caratteristiche casette in legno di Piazza Fiera e Piazza Mostra, si possono scoprire creazioni artigianali, decorazioni, prodotti tipici e tante idee regalo, immersi in un incantevole scenario alpino.

L’edizione 2025 dei Mercatini di Natale inizia il 21 novembre 2025 e termina il 6 gennaio 2026, accogliendo i visitatori tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00.

Natale a Trento
TrentinoSviluppoS.p.A-Marco Simonini
Piazza Duomo a Natale

Ecosistema Urbano 2025, la classifica delle migliori città italiane per la sostenibilità

21 octobre 2025 à 07:30

È uscita la nuova classifica delle città italiane più (e meno) sostenibili, firmata da Legambiente e Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Il rapporto Ecosistema Urbano, giunto alla 32ª edizione, analizza 19 indicatori per 106 capoluoghi, suddivisi in cinque macroaree: aria, acqua, rifiuti, mobilità e ambiente urbano.

La fotografia che emerge mostra luci e ombre: alcune città fanno passi avanti verso la sostenibilità, mentre altre restano ferme ai blocchi di partenza. Sul podio? Trento, Mantova e Bergamo, le uniche a superare il 75% del punteggio totale.

Anche in Italia puoi vivere le atmosfere dell’Oktoberfest: gli eventi da non perdere

6 septembre 2025 à 15:55

Anche l’Italia ha il suo Oktoberfest. Le atmosfere suggestive dell’Oktoberfest di Monaco di Baviera, che ogni anno torna per più di due settimane per celebrare la birra e le tradizioni gastronomiche bavaresi, rivivono anche in alcune delle località più belle dello Stivale.

Occasioni uniche per assaporare i piatti e le birre della tradizione in un’atmosfera festosa, ideali per chi non riesce a raggiungere la celebre festa tedesca o semplicemente vuole immergersi tra buon cibo, show folkloristici, musica dal vivo e tanto divertimento. Ecco 5 Oktoberfest in Italia da non perdere quest’anno, da Trento a Varese e Genova, da Roma a Ferrara.

Oktoberfest Trento

Il primo appuntamento con la tradizione bavarese è l’Oktoberfest di Trento, conosciuto anche come “Trento e la Baviera”. Un evento legato storicamente ad Andrea Michele Dall’Armi, il trentino espatriato a Monaco fondatore del celebre Oktoberfest.

Giunto alla sua tredicesima edizione, promette di divertire tutti con gruppi folkloristici e band d’intrattenimento, spettacoli originali, specialità tipiche gastronomiche con i piatti tipici della cucina tirolese e trentina e tanta buona birra HB Hofbräuhaus Traunstein. Un’occasione speciale che celebra lo scambio culturale tra Trentino e Baviera.

L’Oktoberfest Trento 2025 si tiene alla Trentino Music Arena, da venerdì 12 settembre a domenica 5 ottobre. La festa inizia con la tradizionale cerimonia di apertura, alle ore 20:00, con la spillatura della prima botte di birra in legno. Ad accogliere i visitatori ci sono due tendoni: il Festzelt principale e il “BOM. #cuoretrentino Arena”, dedicato alla musica con spettacoli che animano la festa dalle 22:00.

L’ingresso all’Oktoberfest Trento prevede il pagamento di un biglietto di 5 euro (gratis per i bambini sotto i 12 anni), ma chi indossa l’abbigliamento tipico bavarese avrà l’ingresso omaggio.

Oktoberfest Genova

Passiamo all’unica festa ufficiale in Italia dedicata alle tradizioni bavaresi e riconosciuta dalla Germania: l’Oktoberfest di Genova. Dall’11 al 28 settembre 2025 torna in piazza della Vittoria l’evento più atteso dagli amanti della buona birra e della gastronomia bavarese, in un’atmosfera autentica tra musica ed eventi nella cornice meravigliosa del cuore di Genova.

L’ingresso e gli eventi in programma sono a ingresso gratuito. Nel tendone principale vi aspettano i grandi tavoli su cui viene servita la cucina tipica bavarese e la birra HB servita nel tradizionale boccale, con band bavaresi dal vivo a rendere l’atmosfera ancora più suggestiva. E chi vuole proseguire la festa può farlo nel tendone “Out! Festival” dove a dominare è la musica, con band, dj e spettacoli ogni sera. Non mancano gli eventi Kindergarten dedicati ai più piccini.

Oktoberfest Gorla Maggiore

A un’ora d’auto da Milano spicca un altro evento dedicato alle tradizioni bavaresi: l’Oktoberfest di Gorla Maggiore, comune in provincia di Varese e situato a circa 10 km da Busto Arsizio.

Dal 20 settembre al 5 ottobre, nell’Area Seven del borgo prende vita una vera Oktoberfest con tutte le caratteristiche dell’originale di Monaco: le 6 birre ufficiali di Monaco (Hacker-Pschorr, Löwenbräu, Augustiner, Paulaner, Hofbräu e Spaten), menu tipico bavarese, spettacoli e concerti ogni sera.

Un evento speciale che vi trasporta direttamente nelle atmosfere tipiche di Monaco di Baviera. L’ingresso è libero e gratuito.

Oktoberfest Roma

Torna anche l’Oktoberfest di Roma, dal 18 al 21 settembre 2025, alla Città dell’Altra Economia della Capitale, in Largo Dino Frisullo.

Giunto alla quarta edizione, l’evento è a ingresso gratuito e vi aspetta con i 6 birrifici di Monaco, 24 diverse birre da assaggiare, street food corner a tema, bancarella dei bretzel in un’area allestita di oltre 8.000 mq all’aperto in cui assaporare anche le pietanze della tradizione, dallo stinco di maiale con crauti e patate ai bratwurst. Non mancano live show e musica tutti i giorni, ma anche giostre, area kids e laboratori per i più piccoli.

Oktoberfest Ferrara

Spettacoli, concerti, birra e specialità bavaresi aspettano gli appassionati all’Oktoberfest di Ferrara, giunto alla quinta edizione, per tre weekend di festa: 25–28 Settembre, 2–5 Ottobre e 9–12 Ottobre.

La location è il Ferrara Fiere Congressi e l’ingresso è gratuito. Anche qui salsicce, pretzel, piatti di carne e dolci tradizionali accompagnano i tipici boccali di birra bavarese Paulaner. L’atmosfera richiama quella dell’Oktoberfest di Monaco di Baviera è arricchita da musica folkloristica, spettacoli e giostre per grandi e piccini. Un’occasione perfetta per unire la visita al centro storico di Ferrara a momenti di divertimento e spensieratezza.

Spiagge per nudisti e naturisti sui laghi della Lombardia

11 août 2025 à 09:00

C’è un motivo per cui molte persone frequentano le spiagge per nudisti: ci si sente felici di poter nuotare senza costume, abbronzarsi integralmente e, soprattutto, fa sentire completamente liberi. C’è chi trascorre una vacanza intera in questo modo, in particolare in tutte quelle destinazioni europee dove è maggiormente regolamentato ed esistono persino campeggi, e chi invece desidera vivere il naturismo anche solo per qualche giorno, magari in spiaggia.

E in Italia? È possibile praticarlo esclusivamente nelle zone adibite, solitamente un’area specifica di una spiaggia o di un lago. Queste sono presenti in diverse regioni, comprese la Lombardia dove, seppur non sia ufficialmente regolamentata, la pratica del naturismo è tollerata in diversi laghi.

Se volete provarli, questi sono i laghi per nudisti e naturisti della Lombardia!

Spiaggia di Porto d’Adda

Incastonata tra le rive sassose e i boschi del Parco Adda Nord, la spiaggia di Porto d’Adda offre un rifugio intimo in Lombardia per chi desidera immergersi nella natura in totale libertà. Questa riva appartata, raggiungibile tramite una camminata di circa venti minuti, è un’area rinomata da chi pratica naturismo perché offre uno spazio in cui il rispetto e la discrezione valorizzano l’esperienza. Attenzione però alla corrente: è consigliato bagnarsi solo nella piccola ansa a sinistra della spiaggia.

Spiaggia di Endine Gaiano

La spiaggia naturista di Endine Gaiano, affacciata sulle tranquille acque del lago omonimo in provincia di Bergamo, è un piccolo angolo di pace nascosto tra vegetazione rigogliosa e sassi levigati. Frequentata soprattutto da naturisti locali, offre un’atmosfera riservata e rispettosa, ideale per chi desidera vivere il contatto diretto con la natura lontano dalla folla. L’accesso è semplice, grazie alla vicinanza della strada statale e a comodi parcheggi, ma una volta arrivati sembra di trovarsi in un mondo tranquillo e silenzioso.

Spiaggia di Canneto di Desenzano

In direzione Riva del Garda, lungo la statale SS 572, troverete la spiaggia di Canneto di Desenzano. Si tratta di una piccola caletta semi-nascosta, frequentata soprattutto da chi cerca privacy e contatto diretto con la natura. Seppur non sia una spiaggia ufficiale, il naturismo è tollerato ed è frequentata anche dalla comunità gay che qui trova un ambiente discreto, rilassato e amichevole.

Se cercate un luogo suggestivo e raccolto per vivere un’esperienza nudista a contatto con le acque cristalline del Garda, lontano dai contesti più affollati, questo è il luogo perfetto per voi.

Spiaggia della Rocca di Manerba

Sempre sul lago di Garda troviamo la spiaggia della Rocca di Manerba, situata all’interno della Riserva Naturale della Rocca e del Sasso. Grazie al suo ambiente suggestivo e appartato, è apprezzata anche dalla comunità naturista che qui potrà rilassarsi liberamente in una location circondata da falesie, vegetazione mediterranea e acque limpide, lontano dalle zone più affollate.

L’accesso richiede una breve camminata lungo sentieri panoramici, ma la vista e la tranquillità ripagano ampiamente lo sforzo. Qui, nel rispetto dell’ambiente e della privacy reciproca, è possibile praticare il naturismo in un contesto incontaminato e pittoresco, con il panorama del lago che si apre maestoso all’orizzonte.

Spiaggia di Pavia Ticino

Fin dagli anni ’70, la spiaggia situata a valle del Ponte della Becca, sul fiume Ticino, nei pressi di Pavia, è frequentata con discrezione dagli appassionati del naturismo. Nascosta in un contesto fluviale tranquillo e immerso nella natura, la spiaggia è una meta non ufficiale, ma molto amata per vivere l’esperienza della nudità in un clima di rispetto reciproco, lontano dagli stereotipi.

Le sue sabbie e la cornice naturale offrono un’atmosfera intima, ma è importante ricordare che la zona non è formalmente autorizzata dal Comune e che chi vi partecipa lo fa sotto la propria responsabilità.

Cremona Beach

Situata lungo le tranquille sponde del fiume Po, la spiaggia di Cremona Beach rappresenta una riva dedicata al naturismo, considerata una delle migliori in Lombardia. L’ambientazione silenziosa e verdeggiante permette di vivere l’esperienza a contatto diretto con la natura in un’atmosfera di libertà autentica, ideale per chi desidera una pausa dal mondo, lontano dai clamori delle spiagge più affollate.

Spiaggia Il Sabbione

Tra le gemme nascoste del naturismo in Lombardia spicca la spiaggia Il Sabbione, nascosta lungo il fiume Po, subito dopo il celebre Ponte della Becca. Questo tratto di sabbia fine, facilmente raggiungibile, è frequentato da appassionati di nudismo perché offre un’atmosfera informale e rilassata, dove il contatto con l’acqua e la natura diventa un’esperienza liberatoria.

Pur non essendo una spiaggia ufficialmente istituzionalizzata, è riconosciuta e rispettata all’interno della comunità naturista locale, rendendo Il Sabbione una tappa perfetta per chi desidera una giornata in mezzo al verde, lontano dalla folla e dai luoghi affollati.

Spiaggia di Borgoforte

Anche qui siamo lungo le rive tranquille del fiume Po, in provincia di Mantova, dove chi pratica naturismo in Italia troverà la location ideale. La spiaggia di Borgoforte, situata nei pressi di Motteggiana, si raggiunge facilmente a piedi seguendo l’argine del fiume dopo aver superato il ponte: la camminata, breve e panoramica, conduce a una zona appartata, ma accogliente.

Frequentata da naturisti e dalla comunità LGBTQIA+, questa spiaggia si distingue per il suo ambiente rispettoso e rilassato, perfetto per chi desidera una fuga dal ritmo quotidiano in totale armonia con il paesaggio circostante.

Turismo, con progetto Garda unico obiettivo mercati di qualità

25 juillet 2025 à 15:36

Tavolo di lavoro a Desenzano del Garda per il progetto ‘Garda Unico‘ sulla promozione e valorizzazione del turismo con un unico marchio  al quale lavorano le Regioni Lombardia e Veneto e la Provincia autonoma di Trento

Progetto Grada unico, modello di governance  per il turismo

“Con il progetto Garda Unico – spiega l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda della Regione Lombardia, Barbara Mazzali – abbiamo scelto di unire le forze con Veneto e Trentino-Alto Adige, per dar vita a una strategia condivisa, strutturata e lungimirante. È un modello di governance turistica che supera i confini amministrativi per valorizzare, in modo integrato, l’intero bacino gardesano”.

Durante la riunione, le tre Regioni hanno definito una programmazione congiunta focalizzata sull’individuazione di nuovi mercati di riferimento.

Tavolo di lavoro a Desenzano del Garda con Barbara Mazzali assessore al Turismo di Regione Lombardia per il progetto 'Garda Unico' sulla promozione e valorizzazione del turismo con un unico marchio.Obiettivo: turismo di qualità, consapevole e rispettoso

“Abbiamo scelto di puntare su Paesi del Nord Europa e del Nord America – sottolinea l’assessore Mazzali – con l’obiettivo di intercettare un turismo di qualità, consapevole, rispettoso e interessato all’autenticità del territorio. Non ci interessa inseguire i numeri, ma attrarre viaggiatori che generino un impatto economico sostenibile e duraturo per le nostre comunità locali”.

Navigazione dei laghi

Elemento centrale del progetto è anche il ruolo della ‘Navigazione Laghi‘, l’ente governativo che gestisce i servizi di trasporto pubblico via acqua del Garda, Maggiore e Como.

“La rete dei collegamenti lacustri – evidenzia l’assessore – rappresenta un’infrastruttura strategica non solo per una mobilità turistica sostenibile, ma anche per rendere più accessibili i borghi, le spiagge, i siti culturali e paesaggistici, nel pieno rispetto dell’ambiente”.

Turismo lombardo, meta unica nel panorama internazionale

“Garda Unico – conclude Mazzali – è un esempio concreto di come la collaborazione istituzionale possa trasformarsi in visione. Vogliamo rafforzare il posizionamento del Lago di Garda come destinazione d’eccellenza, attraverso un racconto condiviso che ne esalti le peculiarità, l’anima autentica e la capacità di offrire esperienze indimenticabili, tutto l’anno. È un patrimonio di inestimabile valore per il turismo lombardo, non solo per la sua straordinaria bellezza naturale, ma anche per l’offerta culturale, enogastronomica e sportiva che lo rende una meta unica nel panorama nazionale e internazionale”.

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Variante Idro-Vestone, presentato progetto con 28,5 milioni da Regione

3 juillet 2025 à 16:39

Si stringono i tempi per la realizzazione della variante Idro-Vestone, lungo la SP237 del Caffaro. Nella giornata di giovedì 3 luglio 2025, nella sede della Comunità Montana a Vestone (Brescia) è stato presentato il progetto esecutivo del primo stralcio che prevede la realizzazione di due rotatorie e un ponte, nell’ambito del progetto complessivo da 60.511.757 di euro totali. Di questa cifra, 28.511.757 sono stati messi a disponibili da Regione Lombardia, 27.500.000 dalla Provincia Autonoma di Trento e 4.500.000 dal Fondo dei Comuni Confinanti. L’opera, attesa da tempo, rappresenta una soluzione per favorire il decongestionamento del traffico dei centri abitati, concentrato sull’unica via di comunicazione che collega i territori dell’Alta Valle Sabbia e le province di Brescia e Trento.

Variante Idro-Vestone, l’inizio dei lavori

Le prime attività riguardano gli interventi di bonifica bellica e di installazione del cantiere. Seguiranno le operazioni di movimentazione terre e costruzione. Il cronoprogramma stabilisce una durata dei lavori per il primo stralcio pari a 13 mesi. L’inizio è previsto a ottobre 2025.

Terzi: nuova infrastruttura fondamentale per il territorio

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Claudia Maria Terzi, intervenuto alla presentazione della variante Idro-Vestone“La ex SS 237 del Caffaro – sottolinea l’assessore alle Infrastrutture e Opere Pubbliche di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi – è la direttrice storica che collega il territorio bresciano a quello di Trento e ai comprensori sciistici di Madonna di Campiglio. Questa strada attraversa la media e alta Val Sabbia e la riviera occidentale del lago d’Idro, territorio condizionato da vincoli orografici e urbanizzativi che hanno progressivamente compromesso la sua funzione di collegamento”.

“Con il progetto di questa variante, finanziata con oltre 28,5 milioni di euro da Regione Lombardia – precisa Terzi – si agevola l’accessibilità alle valli e aree montane e si decongestionano dal traffico i centri urbani nel tratto tra Nozza e il Lago di Idro. Un ulteriore esempio del sostegno regionale verso investimenti importanti destinati a realizzare nuove infrastrutture fondamentali per rispondere alle esigenze legate alla mobilità di chi vive quotidianamente questi territori e dei turisti, oltre a migliorare la sicurezza stradale e la qualità della vita degli abitati di questa zona”.

Sertori: opera capace di unire al lavoro enti diversi

L’assessore regionale Massimo Sertori sulla variante Idro-Vestone“Quest’opera – spiega Massimo Sertori, assessore alla Montagna, Enti locali, Energia e Rapporti con le Province autonome di Regione Lombardia – ha un enorme valore strategico, perché ha unito attorno ad un tavolo di lavoro due Province (Brescia e Trento), due Regioni (Lombardia e Trentino), una Comunità Montana (Valle Sabbia) e molti Comuni”.

“All’interno di Regione Lombardia – continua Sertori –, inoltre, c’è stata una sinergia tra le politiche infrastrutturali, quelle degli enti locali e la gestione del Fondo Comuni Confinanti che, in questo caso, conferma la sua importanza e concretezza nello sviluppo del territorio al confine. Per la Variante Idro-Vestone, attraverso questo fondo, abbiamo infatti stanziato risorse significative pari 4,5 milioni di euro”.

Variante Idro-Vestone, il cronoprogramma del progetto del primo stralcio

Il progetto esecutivo del primo stralcio, che comprende il lato Vestone con le due rotatorie e il ponte che attraversa il fiume Chiese ha preso avvio nel mese di aprile 2025 ed è, a luglio 2025, in fase di verifica e validazione. A giugno 2025 sono iniziate le attività di bonifica bellica, che si svolgeranno entro l’estate 2025, ed è stata pianificata l’installazione del cantiere. A partire dal mese di ottobre 2025, verranno attivate le opere di movimentazione terrea e costruzione.

Progetto esecutivo primo stralcio variante idro-vestoneNella parte bassa della Provinciale, tra Brescia, Vobarno e Barghe, sono già stati effettuati alcuni ammodernamenti con la realizzazione di diverse gallerie per eliminare numerosi attraversamenti urbani.

Nel tratto tra Nozza e il lago di Idro, invece, sono ancora molti gli attraversamenti diretti di centri abitati, che causano un significativo rallentamento dei flussi e un notevole impatto acustico oltre che, più genericamente, ambientale e di sicurezza.

Gli interventi nel centro abitato di Lavenone (BS)

Il progetto stradale, nel tratto che permette l’attraversamento del centro abitato di Lavenone (Brescia), compreso tra la zona a nord dell’abitato di Vestone, nel Comune omonimo, e l’ingresso al centro abitato di Pieve Vecchia, frazione del Comune di Idro, inizia al km 38+500 della SPBS 237, con una rotatoria a tre bracci. Da qui, il tracciato devia a destra, superando il fiume Chiese con un ponte in acciaio di 44 metri. Dopo il ponte, un’altra rotatoria connette la nuova strada ai fabbricati e ai fondi agricoli, pensata anche per futuri collegamenti.

Moraschini (Provincia di Brescia): intervento atteso da tempo

“Si tratta di un intervento di indubbia rilevanza – afferma il presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini – e che era atteso da tempo. È un’opera la cui realizzazione risulta fondamentale per la qualità della viabilità e della vita di un’area particolarmente ampia”.

Fugatti (Provincia autonoma di Trento): opera infrastrutturale molto attesa

“Per il nostro territorio – spiega il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti – si tratta di un intervento infrastrutturale molto atteso per il miglioramento della strada del Caffaro. Questo garantirà il collegamento con la Lombardia ed è importante per il turismo trentino, così come per l’economia e i servizi”.

L’obiettivo principale è, certamente, quello dell’alleggerimento del traffico, con ricadute positive anche sulla riduzione dei livelli sonori, delle emissioni di inquinanti atmosferici e anche maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti che si muovono a livello locale.

Il secondo stralcio

Con il secondo stralcio, i cui lavori sono in via di definizione, sarà realizzata la prosecuzione della deviante. Questa, secondo progetto, prosegue verso nord-est, quasi parallela al fiume Chiese, con una curva a destra di ampio raggio. Una strada di servizio affiancherà questo tratto, sottopassando la deviante. Il tracciato si sviluppa alternando tratti in rilevato e in scavo, con un manufatto scatolare per il sottopassaggio della strada locale. Dopo un tratto rettilineo e una curva a sinistra (raggio di 500 metri), il tracciato raggiunge l’imbocco della galleria di ‘Cima Antegolo’ (circa 900 m). La galleria permette di evitare un’ansa del fiume, riducendo il percorso e l’impatto ambientale.

A metà della galleria, una lunga curva riporta il tracciato parallelo al fiume, che viene nuovamente attraversato con un ponte in curva di 65 metri. Segue un tratto in galleria (Monte Coste) e un adeguamento della SPBS 237 esistente. Il progetto termina con una rotatoria a due bracci all’ingresso di Pieve Vecchia (Idro), dopo uno sviluppo di circa 3100 metri.

Flocchini (Comunità Montana): momento storico e di grande soddisfazione

“È momento storico e di grande soddisfazione per gli amministratori e per l’intera Valle, perché questo progetto – afferma il presidente della Comunità Montana di Valle Sabbia Giovanmaria Flocchini – rappresenta senza dubbio, l’avvio del programma di soluzione dei problemi annosi che gravano su un contesto viabilistico di particolare rilievo. Pongo l’attenzione a un’ulteriore necessità, in modo da porre le basi per cominciare a pianificare la riqualificazione di un ulteriore tratto della SP 237, quello tra Barghe nord e Vestone nord: pensiamo a un nuovo tratto in galleria che libererebbe i centri abitati e renderebbe più fluida la circolazione”.

Variante Idro-Vestone, i presenti all’evento

Alla presentazione del progetto esecutivo del primo stralcio ha partecipato, tra gli altri, l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi. Presenti anche la dirigente del settore Strade della Provincia di Brescia, Pierpaola Archini, il consigliere provinciale di Brescia delegato alle Strade, Paolo Fontana, il presidente della Comunità Montana di Valle Sabbia, Giovanmaria Flocchini. Hanno partecipato, infine, anche i sindaci di Idro, Vestone e Lavenone, Aldo Armani, Renato Verdelli e Franco Delfaccio.

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Sentiero di San Vili: da Trento a Madonna di Campiglio

Par : cdelgiudice
30 juin 2025 à 15:50

Qualcuno ha già soprannominato il Sentiero di San Vili come un “piccolo Cammino di Santiago” e non è difficile capire il perché. Questo affascinante percorso si estende per oltre 100 chilometri, collegando Madonna di Campiglio a Trento, attraverso sentieri antichi che si snodano tra la Valle dell’Adige e le Dolomiti di Brenta.

Il Sentiero di San Vili non è solo una meravigliosa escursione in montagna, ma anche un viaggio storico e spirituale, seguendo le orme di San Vigilio, patrono di Trento, che percorse questi luoghi già nel IV secolo d.C. durante la sua opera di evangelizzazione. Oggi, questo itinerario è un’attrazione imperdibile per chi ama la natura, la storia e il trekking in Trentino-Alto Adige.

Dove si trova il Sentiero di San Vili?

Il Sentiero di San Vili si snoda tra Trento e Madonna di Campiglio, attraversando paesaggi mozzafiato che spaziano dalle valli alpine fino alle spettacolari Dolomiti di Brenta. Questo percorso nel cuore dell’Italia permette di esplorare la natura incontaminata, con boschi fitti, laghi cristallini e vette imponenti, ma anche di immergersi nella cultura locale, passando attraverso piccoli borghi e villaggi storici che sembrano essersi fermati nel tempo.

Il cammino è suddiviso in sei tappe, con due possibili varianti: un percorso alto, più montano e impegnativo, e un percorso basso, più accessibile e vicino ai centri abitati. Il sentiero può essere percorso sia in direzione di Trento, che verso Madonna di Campiglio, proponendo a ogni viandante l’opportunità di vivere l’esperienza del cammino a proprio ritmo.

Madonna di Campiglio
iStock
Sguardo su Madonna di Campiglio

Due percorsi: alto e basso

Il Sentiero di San Vili offre due varianti: il percorso alto e il percorso basso:

  • Percorso alto: questo itinerario è ideale per i trekker esperti, in quanto prevede dislivelli significativi e tratti più impegnativi. Il Sentiero Alto attraversa aree montuose remote, offrendo spettacolari vedute panoramiche, ma richiede una buona preparazione fisica.
  • Percorso basso: questa variante è perfetta per chi desidera vivere l’esperienza del cammino senza affrontare grandi difficoltà tecniche. Il Sentiero Basso è più accessibile e si snoda vicino ai centri abitati, offrendo comunque paesaggi meravigliosi e punti di interesse culturale.

Le sei tappe del percorso alto

Tappa 1: da Trento (Vela) a Covelo

(15 km, 850 D+, 5h)

Dal quartiere Vela, poco fuori Trento, il sentiero si addentra nei boschi del versante occidentale del Monte Bondone. Il primo tratto regala ampie vedute sulla Valle dell’Adige e sulla città, con il profilo della Cattedrale di San Vigilio visibile in lontananza.

Si raggiungono poi i suggestivi Laghi di Lamar, immersi in una fitta vegetazione e meta di sosta ideale. Poco oltre si trovano il Lago Santo e le rovine dell’antico Castello di Lamar. L’arrivo a Covelo, borgo arroccato a 930 m di quota, chiude la tappa con scorci rurali e panorami sulle Giudicarie Esteriori.

Tappa 2: da Covelo a Moline (San Lorenzo in Banale)

(14 km, 620 D+, 5h30)

Si prosegue tra radure e boschi attraversando i villaggi di Monte Terlago e Ranzo, caratterizzati da case in pietra e chiesette montane. Il momento più suggestivo è l’attraversamento delle Gole del Sarca, un canyon scavato dal fiume tra pareti verticali, raggiungibile grazie a un ponte sospeso.

Salendo si entra nel territorio del Parco Naturale Adamello Brenta. L’arrivo a Moline, frazione di San Lorenzo in Banale (uno dei “Borghi più belli d’Italia”), regala un tuffo nella vita contadina alpina, tra masi antichi e piccoli orti di montagna.

Tappa 3: da Moline a Irone

(10 km, 480 D+, 4h30)

La tappa conduce al villaggio fantasma di Irone, gioiello nascosto della memoria trentina. Il sentiero passa accanto a boschi di larice e castagno, attraversando antichi pascoli e resti di muretti a secco.

Irone fu un tempo abitato ma fu abbandonato dopo la peste del 1630: oggi è un luogo sospeso nel tempo, con ruderi in pietra, silenzio assoluto e una piccola chiesetta restaurata che ne custodisce la storia. La tappa è breve ma intensa dal punto di vista emotivo, immersa in un paesaggio che invita alla riflessione.

Tappa 4: da Irone a Passo Daone

(12 km, 820 D+, 5h30)

Questa è una delle tappe più impegnative. Si sale verso Passo Daone, valico alpino situato a 1.300 metri. Il percorso attraversa foreste di abete rosso, radure popolate da fauna selvatica e tratti di crinale con viste spettacolari sulla Val Rendena e sulle cime del Brenta.

Lungo il percorso si incontrano malghe in pietra, segni della pastorizia alpina, e alcuni tratti pavimentati con antiche selciature medievali. Il passo è un balcone naturale sulle valli circostanti e spesso frequentato da escursionisti e ciclisti.

Tappa 5: da Passo Daone a Pinzolo

(14 km, 300 D-, 5h)

Dal Passo Daone il sentiero scende lungo la pittoresca Val Rendena, tra boschi, prati falciati e nuclei rurali come Casarole e Fisto. Attraversato il Ponte di Vigo, si risale lievemente fino alla Pieve di San Vigilio a Pinzolo, monumento simbolo del cammino.

La chiesa, edificata nel luogo del presunto martirio del Santo, conserva affreschi del ciclo della Danza Macabra, splendida testimonianza dell’arte gotica alpina. Il paese di Pinzolo, vivace e ben attrezzato, offre numerose possibilità di ristoro e pernottamento.

Tappa 6: da Pinzolo a Madonna di Campiglio

(16 km, 650 D+, 6h)

Ultima tappa, immersa in un ambiente alpino da cartolina. Il sentiero sale tra boschi di conifere, attraversa il torrente Sarca di Campiglio e regala scorci indimenticabili sulle Dolomiti di Brenta. Si raggiungono piccoli alpeggi e malghe attive, dove è possibile degustare formaggi locali.

L’arrivo a Madonna di Campiglio, perla delle Alpi e storica località turistica, segna la conclusione del cammino. La chiesetta di Santa Maria Antica, con la statua dedicata a San Vigilio, è un luogo perfetto per riflettere sul cammino percorso.

Le sei tappe del percorso basso

Tappa 1: da Madonna di Campiglio a Caderzone Terme

(20 km, 60 D+, 5h30)

La prima tappa del percorso basso inizia nel centro di Madonna di Campiglio e scende dolcemente verso la Val Rendena, costeggiando il torrente Sarca.

Lungo il cammino si attraversano Sant’Antonio di Mavignola e Pinzolo, dove merita una sosta la splendida Chiesa di San Vigilio, decorata con affreschi tardo-gotici tra cui la celebre Danza Macabra. L’arrivo a Caderzone Terme, borgo termale tra i più antichi del Trentino, conclude una tappa immersa nella cultura alpina e nella quiete rurale.

Tappa 2: da Caderzone Terme a Saone

(20 km, 300 D+, 6h30)

Il cammino prosegue nella parte bassa della Val Rendena, toccando Strembo, Spiazzo (dove si trova un’altra pieve dedicata a San Vigilio), e Tione di Trento, cuore amministrativo delle Giudicarie.

L’ambiente alterna tratti boschivi a spazi coltivati, con ponti, fontane storiche e antichi mulini. La tappa si conclude a Saone, frazione immersa nel verde, da cui si godono belle vedute sulle valli circostanti.

Tappa 3: da Saone a Tavodo

(16 km, 520 D+, 5h30)

Questa tappa risale verso le Giudicarie Esteriori, passando per Bolbeno, Bleggio Superiore e la frazione di Santa Croce, famosa per la sua chiesa romanica affrescata.

Il paesaggio diventa più collinare, con campi terrazzati, castagneti e vecchie malghe ristrutturate. Si raggiunge infine Tavodo, sede della Pieve dell’Assunta, uno dei più importanti edifici religiosi dell’area.

Tappa 4: da Tavodo a Vezzano

(18 km, 300 D+, 5h30)

Il sentiero si snoda attraverso la Val d’Ambiez e la suggestiva Val Lomasona, paradiso per la biodiversità. Si toccano i paesi di San Lorenzo in Banale, uno dei Borghi più belli d’Italia, e Margone, arrampicato sul versante orientale. Si prosegue poi lungo la strada romana di Castel Terlago, fino a Vezzano, antico borgo vinicolo della Valle dei Laghi.

Tappa 5: da Vezzano a Sopramonte

(12 km, 400 D+, 4h30)

Tra campi coltivati, vigneti e piccole aziende agricole, si costeggiano i laghi di Santa Massenza e Toblino, con l’omonimo castello affacciato sull’acqua. Il paesaggio qui è dolce e collinare, ricco di testimonianze rurali e architettura popolare. Salendo a Sopramonte, si entra nel territorio urbano di Trento, ma ancora immersi nel verde.

Tappa 6: da Sopramonte a Trento

(8 km, 100 D-, 2h30)

Ultimo tratto breve ma ricco di significato. Il sentiero scende verso il sobborgo di Vela e quindi al centro storico di Trento, dove il cammino si conclude davanti alla Cattedrale di San Vigilio, luogo simbolico e spirituale del percorso. L’arrivo nella piazza del Duomo, dopo giorni di cammino, chiude l’esperienza con una forte carica emotiva.

La storia di San Vigilio e il significato del sentiero

San Vigilio, da cui prende il nome il sentiero, è una figura centrale nella storia del Trentino-Alto Adige. Vescovo di Trento nel IV secolo d.C., San Vigilio dedicò la sua vita all’evangelizzazione delle popolazioni montane, percorrendo i sentieri della regione per diffondere il cristianesimo. Secondo la tradizione, il percorso attuale del Sentiero di San Vili segue i passi del Santo durante i suoi spostamenti tra le valli trentine.

Il cammino fu inaugurato nel 1988 dalla Società Alpinisti Tridentini (S.A.T.) e, sebbene non sia nato con un’intenzione religiosa, molti lo considerano un cammino spirituale grazie al legame con la figura del santo. Le numerose chiese e cappelle dedicate a San Vigilio sparse lungo il tragitto, tra cui la splendida Cattedrale di Trento, testimoniano la profonda devozione popolare.

Come raggiungere il Sentiero di San Vili

Il Sentiero di San Vili è facilmente raggiungibile sia da Trento che da Madonna di Campiglio. Trento è ben collegata via treno e autobus, mentre Madonna di Campiglio è servita da numerosi trasporti pubblici e servizi navetta. Se si parte da Trento, l’accesso al cammino inizia dal quartiere di Vela, a breve distanza dal centro della città.

Per chi arriva in auto, ci sono parcheggi disponibili sia a Trento che a Madonna di Campiglio, rendendo facile l’organizzazione del viaggio.

Pasqua 2025 in Italia, un ricco calendario di eventi speciali e aperture straordinarie

Par : elenausai10
17 avril 2025 à 07:30

C’è chi ha già preparato le valigie, chi trascorrerà le vacanze di Pasqua in famiglia e chi, invece, non ha ancora fatto programmi. Se fate parte della terza categoria, non disperate: anche restando in Italia ci sono tanti eventi speciali e aperture straordinarie che vi permetteranno di trascorrere al meglio queste giornate. Noi di SiViaggia abbiamo selezionato le iniziative più interessanti da segnare in agenda, per una Pasqua all’insegna della cultura, del divertimento e dell’aria aperta.

Visita guidata e caccia alle uova al Castello di Avio, Trento

Sabato 19, domenica 20 e lunedì 21 aprile 2025, torna l’appuntamento pasquale al Castello di Avio, la suggestiva fortezza situata sulla sommità di uno sperone del Monte Vignola, in Trentino. Qui, dentro le sue mura storiche, sono state organizzate diverse iniziative a partire dalla famosa caccia alle uova, che i bambini possono fare in totale autonomia. Tra il Giardino della Contessa e la terrazza della Casa delle Guardie, invece, troverete la mostra mercato dove 20 produttori e artigiani del territorio esporranno le loro eccellenze. Questa si svolgerà dalle 10:00 alle 18:00 (con ultimo ingresso alle 17:00).

Durante la giornata sarà possibile anche scoprire il maniero con le visite guidate a orario fisso previste alle 11:00, 14:00 e 16:00. L’ingresso al castello compreso di visita guidata e caccia al tesoro costa 13 euro per gli adulti e 8 euro per i bambini e i ragazzi dai 6 ai 18 anni.

Musei aperti a Torino

Chi vuole sfruttare le vacanze di Pasqua per immergersi nelle bellezze culturali italiane può approfittare dell’apertura dei musei. A Torino, per esempio, i Musei Reali saranno aperti anche domenica 20 e lunedì 21 aprile 2025, dalle 9:00 alle 19:00: questa è la vostra occasione per visitare la mostra “Da Botticelli a Mucha. Bellezza, natura, seduzione”, un viaggio nella seduzione e nella bellezza espresse attraverso il mito, la natura e l’universo femminile.

In occasione della Pasqua, anche la Galleria d’Arte Moderna (GAM), il Museo d’Arte Orientale (MAO) e Palazzo Madama saranno aperti con orari prolungati. Domenica 20 aprile (Pasqua) e lunedì 21 aprile fino alle 19:00, mentre venerdì 25 aprile (per la Festa della Liberazione) entrata con tariffa speciale di 1 euro per la collezione e la mostra su Giosetta Fioroni in corso alla GAM dal 16 aprile fino al 7 settembre. Aggiungendo 1 euro, si potranno visitare anche la mostra di Fauso Melotti e quella di Alice Cattaneo.

Anche il Museo Egizio sarà aperto nelle festività pasquali: domenica 20 aprile è prevista l’apertura prolungata dalle 9:00 alle 21.00, così come a Pasquetta, lunedì 21 aprile dalle 9: alle 18:30. Il museo si potrà visitare anche venerdì 25 aprile con orario prolungato dalle 9:00 alle 21:00 e giovedì 1 maggio (Festa dei Lavoratori) dalle 9:00 alle 21.00.

Pasqua nei musei a Roma

Dal 17 al 24 aprile 2025, anche Roma permette di visitare alcuni dei suoi musei e le aree archeologiche gratuitamente, oltre che offrire ai bambini e agli adulti la possibilità di partecipare a laboratori, mostre e visite guidate.

Per quanto riguarda i musei e le aree archeologiche, aperte anche a Pasquetta, l’ingresso è libero per i possessori della MIC Card ai Fori Imperiali, al Circo Massimo, all’Area Sacra di Largo Argentina e al Parco Archeologico del Celio. Le mostre da non perdere, invece, sono “I Farnese nella Roma del Cinquecento” e “Tiziano, Lotto, Crivelli e Guercino” ai Musei Capitolini, la mostra di arte contemporanea “Amano Corpus Animae” al Museo di Roma e la retrospettiva su Franco Fontana all’Ara Pacis.

Se siete interessati ai laboratori e alle visite, invece, per i quali è necessaria la prenotazione, il programma prevede il 17 aprile il laboratorio su Carlo Levi alla Galleria d’Arte Moderna; il 18 aprile la visita interattiva “Piante nella Preistoria” al Museo di Casal de’ Pazzi; il 19 aprile la decorazione delle uova pasquali al Museo della Repubblica Romana; il 20 aprile il laboratorio musicale sull’800 italiano.

Aperture straordinarie a Firenze

Anche a Firenze, Pasqua e Pasquetta 2025 diventano sinonimo di cultura grazie alle aperture straordinarie dei musei e agli ingressi gratuiti in alcune giornate specifiche. Le Gallerie degli Uffizi (che comprendono gli Uffizi, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli) resteranno aperte domenica 20 aprile, mentre lunedì 21 aprile sarà chiuso solo Palazzo Pitti. Il 25 aprile, invece, l’ingresso è gratuito.

Anche i Musei Civici (Palazzo Vecchio, Torre d’Arnolfo, Museo Novecento, Complesso di Santa Maria Novella) saranno aperti con il solito orario il 20 aprile, mentre il 21 aprile sarà chiuso solo il Museo Gino Bartali.

Infine, i Musei del Bargello rimarranno aperti regolarmente secondo i consueti orari. Il 25 aprile, invece, aderiranno all’iniziativa del Ministero della Cultura e saranno eccezionalmente aperti al pubblico con ingresso gratuito, secondo i consueti orari di visita.

Attività pasquali nei musei di Milano

Anche Milano ha organizzato un calendario ricco di attività. Alla Pinacoteca di Brera, domenica 20 alle 15:30, potete partecipare a “Brera e i suoi capolavori”, una visita guidata per tutta la famiglia che vi aiuterà a cogliere tutti dettagli nascosti nei dipinti e per la quale è obbligatoria la prenotazione online.

Al Museo Civico di Storia Naturale, invece, sempre domenica 20, è in programma “Uova sorprendenti”, un laboratorio rivolto a famiglie con bambine e bambini dai 6 ai 10 anni in cui imparare a conoscere la varietà di forme, colori e adattamenti legati alle uova nella natura.

Infine, al Museo Archeologico, sabato 19 aprile, ci sarà “Speciale Pasqua – Viaggio a Cesarea Marittima tra storia e archeologia”: qui, partendo dai materiali esposti nella sezione dedicata a Cesarea Marittima, approfondirete la realtà storica, culturale e religiosa che fece da sfondo alla vita di Gesù.

Il papiro ritrovato, una scoperta straordinaria al Castello del Buonconsiglio di Trento

19 mars 2025 à 12:14

Un ritrovamento inaspettato al Castello del Buonconsiglio di Trento ha attirato l’attenzione in questi giorni. Durante alcuni lavori di riordino e studio dei materiali egizi conservati nel museo, avviati dall’archeologa Annamaria Azzolini e l’egittologa Barbara Gilli, sono stati identificati quattro frammenti del papiro di Senemnetjer. Una scoperta straordinaria che avrà un forte impatto a livello internazionale poiché questo reperto risale al 1450 a.C. ed è uno dei più antichi papiri provenienti dalla regione di Menfi, riconducibile al regno di Hatshepsut/Thutmosis III.

Fino ad oggi un frammento era custodito nel Museo archeologico di Firenze e un altro era disperso ma noto grazie a una riproduzione dell’egittologo Karl Richard Lepsius. Tuttavia non si era a conoscenza dell’esistenza di altri frammenti esistenti. Questo papiro, realizzato dall’ammiraglio di flotta e capo dei rematori del tempio di Ptah di Menfi, è stato rinvenuto a Saqqara e il testo geroglifico è stato riconosciuto come uno scritto funerario, confermato anche dalla figurazione. Si tratta di uno dei più antichi papiri del “Libro dei morti”.

I papiri del Libro dei Morti

In egiziano “Formule per uscir di giorno”, il “Libro dei Morti” è una raccolta di scritti funerari che dovevano guidare e aiutare i defunti nell’affrontare il percorso nell’aldilà. L’usanza di seppellire con il corpo alcuni rotoli di papiro risale fin dai tempi della XVII dinastia (1539-1292 a.C.) a Tebe dove si colloca anche l’origine del papiro ritrovato che riporta testi a colonne e l’inserzione di vignette. Molti papiri del “Libro dei Morti” datati come questa recente scoperta provengono da Tebe, mentre quelli ascrivibili alla necropoli menfita sono rari.

Esistono altri quattro manoscritti che risalgono all’epoca più recente e sono considerati completi. Un testo della nutrice reale Bakai che ora è custodito al Museo Nazionale di Varsavia, e il papiro di Nebseni che si trova al British Museum di Londra.

La collezione egizia di Tonelli

Il papiro ritrovato al Castello del Buongustaio di Trento sarà esposto al pubblico alla fine del 2025, probabilmente nel periodo delle feste di Natale. La collezione egizia del Castello venne donata da Taddeo de Tonelli nell’800. Quest’ultimo era un ufficiale dell’Impero austro-ungarico, appassionato dell’antico Egitto e fervido collezionista, la cui raccolta fu esposta dal 1921 nelle sale del museo cittadino. Tra il 1821 e il 1827 Tonelli è stato comandante delle truppe austriache nel Granducato di Toscana quando stavano arrivando al porto di Livorno i reperti egizi provenienti da Alessandria.

Nel 1820 ci fu una prima spedizione di manufatti approdati in Italia, destinati alla corte imperiale di Vienna, a cui fece seguito un secondo invio nel 1822, organizzato dal cancelliere consolare d’Austria in Egitto, Giuseppe Nizzoli. Questi reperti vennero acquistati dalle Gallerie Reali di Firenze, grazie all’opera mediatrice portata avanti da Michele Arcangelo Migliarini, già direttore delle raccolte fiorentine e, tra questi materiali, vi è il frammento di papiro di Senemnetjer ritrovato a Trento.

Proprio la presenza dell’Ufficiale in Toscana in anni cruciali per l’arrivo dei reperti dall’Egitto e la vicinanza al direttore delle Gallerie, Migliarini, più volte menzionato nella corrispondenza personale come suo consulente, induce a ipotizzare che Tonelli abbia potuto acquisire parti di questo straordinario papiro attingendo alla seconda spedizione Nizzoli. A riprova di ciò, altri oggetti presenti nella collezione di Trento trovano una loro corrispondenza nella raccolta fiorentina.

Nuova scoperta nel cuore di Trento: trovata una necropoli monumentale di 3.000 anni fa

Par : elenausai10
11 février 2025 à 18:33

Durante gli scavi in via Santa Croce, nel cuore di Trento, una squadra di archeologi ha riportato alla luce una necropoli monumentale di 3.000 anni fa. Si tratta di un ritrovamento eccezionale avvenuto a seguito dell’attività di tutela preventiva condotta dall’Ufficio beni archeologici dell’Umst (Unità di missione strategica soprintendenza per i beni e le attività culturali) della provincia autonoma di Trento, in occasione dei lavori di restauro e riqualificazione di un edificio storico.

Secondo i primi accertamenti, le tombe presenti sarebbero circa 200, rappresentando “qualcosa di mai visto fino ad ora. Ogni giorno, ogni minuto siamo a contatto con i resti di queste popolazioni antiche: una forte emozione personale nello svolgere questo lavoro che è il più bello del mondo”, ha dichiarato un addetto ai lavori.

La scoperta della necropoli monumentale a Trento

Questa importante scoperta archeologica arricchisce la storia di Trento non solo perché apre nuovi scenari e suggestive ipotesi interpretative, ma anche perché rappresenta una rarità nel territorio dell’arco alpino. Inoltre, solleva nuove problematiche per quanto riguarda le modalità di autorappresentazione in ambito funerario del gruppo sociale di appartenenza di cui, al momento, resta ignoto il contesto.

Quest’ultimo è rimasto perfettamente conservato attraverso i millenni grazie agli episodi alluvionali che hanno sigillato il deposito archeologico. La necropoli, che si è sviluppata sulla porzione mediana del conoide alluvionale del torrente Fersina, ha permesso di scoprire 200 tombe, complete di prestigiosi corredi, caratterizzate dal rito della cremazione indiretta, che rappresentano soltanto una parte di quelle potenzialmente conservate nel sottosuolo ancora da indagare.

A guidare le indagini archeologiche è la dott.ssa Elisabetta Mottes dell’ufficio beni archeologici della provincia autonoma di Trento, coordinate sul campo dal dott. Michele Bassetti e dalla dott.ssa Ester Zanichelli di Cora Società Archeologica di Trento e dalla loro equipe di ricerca.

Necropoli Trento
Fonte: iStock
La necropoli scoperta a Trento

I ritrovamenti che hanno sorpreso gli archeologi

La necropoli ritrovata durante gli scavi risale alla prima Età del Ferro (IX-VI secolo a.C.) ed è situata a circa 8 metri di profondità rispetto al livello attuale della strada. Gli archeologi ipotizzano che l’area possa contenere molte altre sepolture ancora da esplorare e che forniranno maggiori informazioni sulle abitudini funerarie dei popoli che abitarono queste zone. Le ricerche, infatti, proseguiranno al fine di approfondire il contesto storico e sociale della comunità che utilizzava la necropoli.

I ritrovamenti che hanno sorpreso maggiormente gli archeologi sono le imponenti stele funerarie alte fino a 2,40 metri, disposte in file subparallele con orientamento nord-sud. Secondo gli esperti, ogni stele segnalava la posizione di una tomba principale in cassetta litica, coperta da un tumulo e circondata da numerose sepolture secondarie. Il team di ricerca ha riconosciuto anche le pietre utilizzate per le stele, provenienti dalla collina est di Trento.

Gli altri reperti rinvenuti sono armi e gioielli con elementi in ambra e pasta vitrea, i quali testimoniano legami culturali tra i popoli alpini e le grandi civiltà italiche dell’epoca. In generale, lo scavo delle tombe ha permesso agli esperti di documentare la complessità dei rituali funerari utilizzati durante l’Età del Ferro. All’interno delle cassette litiche, infatti, sono stati rinvenuti resti di ossa calcinate, spesso raccolti in contenitori deperibili o vasi ossuari, talvolta avvolti in tessuti chiusi con spilloni o fibule.

Turismo, Mazzali: con ‘Garda Unico’ una sola voce per promozione lago

29 janvier 2025 à 17:20

Un unico progetto, con un unico marchio e una sola voce con cui promuovere le bellezze del  Lago di Garda nel mondo. Questo il fulcro del progetto ‘Garda Unico‘, presentato a VeronaFiere dagli assessori al Turismo dei tre territori interessati. Presenti Barbara Mazzali  per Regione Lombardia, Federico Caner della Regione Veneto e Roberto Failoni per la Provincia Autonoma di Trento. Con loro anche Paolo Artelio, presidente di VisitGarda.

Promozione del turismo virtuosa con progetto Garda Unico

Il Progetto ‘Garda Unico’ rappresenta un’iniziativa strategica e ambiziosa per la valorizzazione turistica del Lago di Garda, simbolo di eccellenza e attrattività dell’Italia. All’incontro è intervenuto anche Pietro Marrapodi, responsabile della Gestione Navigazione Laghi. L’ente  si occupa, in particolare,  del servizio di trasporto pubblico sui laghi Maggiore, Garda e Como.
Grazie a un investimento pluriennale di 900.000  euro, suddiviso equamente tra le tre istituzioni, questo progetto mira a consolidare la competitività internazionale del Garda. Tutto ciò  attraverso una strategia condivisa che valorizza le peculiarità di ogni area territoriale e rafforza il coordinamento tra le regioni coinvolte.

Mazzali: icona nel mondo

“Il Lago di Garda – ha spiegato Barbara Mazzali – è una risorsa inestimabile per il turismo lombardo e un’icona riconosciuta in tutto il mondo. Con il progetto ‘Garda Unico’ abbiamo deciso di unire le forze, lavorando  in sinergia con le altre Regioni”.

“Questo – ha proseguito l’assessore – ci permetterà di affrontare le sfide del futuro con maggiore forza e consapevolezza. La presenza di Marrapodi certifica il nostro impegno e la nostra visione amministrativa. Affrontare insieme temi come la navigazione, il trasporto e le infrastrutture ci consentirà infatti di aumentare la nostra forza nel raggiungimento degli obiettivi. Il  turismo è una leva economica fondamentale, e con ‘Garda Unico’ potremo valorizzare al meglio i nostri territori”.

Un impegno condiviso per un obiettivo comune

Il progetto ‘Garda Unico’ nasce dalla sottoscrizione di un accordo tra Regione Lombardia, Regione del Veneto e Provincia Autonoma di Trento. L’impegno  è quello di finanziare l’iniziativa con diverse modalità.

– Regione Lombardia e Regione del Veneto contribuiscono con 300.000 euro ciascuna, utilizzando risorse già stanziate dal Comitato Paritetico – Fondo Comuni Confinanti. Tutto questo nel rispetto dei programmi strategici approvati.

– La Provincia Autonoma di Trento finanzia invece la propria quota attraverso i fondi previsti per il marketing turistico e la promozione territoriale del Trentino.

L’attuazione del progetto sarà affidata a Trentino Marketing spa, l’agenzia di promozione turistica della Provincia di Trento, che coordinerà le attività operative con il supporto del Consorzio VisitGarda-Garda Unico scrl. Quest’ultimo unisce le tre Dmo (Destination management organization) Consorzio Lago di Garda Lombardia scrl, Fondazione Verona e Garda Destination e Garda Trentino Spa, e rappresenta i Comuni del bacino gardesano e gli operatori turistici del territorio.

Un’eccellenza italiana da promuovere insieme

Il Lago di Garda, con i suoi 50 Comuni, 300.000 abitanti e una superficie di oltre 1.800 km quadrati, è uno dei gioielli del turismo italiano ed europeo.  Grazie a una capacità ricettiva che supera i 240.000 posti letto, distribuiti tra 1.150 strutture alberghiere e 7.549 strutture extralberghiere, rappresenta una destinazione unica per la sua varietà paesaggistica, culturale ed enogastronomica.
Nel 2023, il turismo gardesano ha generato un indotto economico stimato in oltre 4 miliardi di euro, confermando il Lago di Garda come una delle principali mete turistiche nazionali. Se fosse considerato una regione autonoma, il Garda si posizionerebbe al settimo posto in Italia per numero di arrivi turistici e presenze.

Un progetto strategico per il futuro del Lago di Garda

Il progetto ‘Garda Unico’ mira a rafforzare il posizionamento del Lago di Garda come una delle destinazioni turistiche più prestigiose a livello internazionale attraverso una strategia innovativa e condivisa. In primo luogo, l’obiettivo è quello di sviluppare una comunicazione unitaria e coordinata, capace di presentare il Garda come un’unica grande meta, esaltandone le peculiarità e le eccellenze di ogni singola area, da nord a sud, e rendendolo immediatamente riconoscibile sul mercato globale.

Un altro aspetto fondamentale è l’ottimizzazione delle risorse. Il progetto vuole superare la frammentazione promozionale che spesso caratterizza i territori amministrativamente divisi, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni. In questo modo, si garantirà una maggiore efficienza degli investimenti e si concentreranno gli sforzi su iniziative con un impatto più significativo.

Il progetto intende costruire un’offerta turistica capace di rispondere alle esigenze di una vasta gamma di viaggiatori, sempre più alla ricerca di esperienze personalizzate e autentiche. Il Lago di Garda, infatti, rappresenta una destinazione ideale per soddisfare diversi tipi di turismo: da chi desidera rilassarsi immerso nella natura, tra panorami mozzafiato e acque cristalline, a chi ama gli sport acquatici e outdoor; da chi è appassionato di storia, arte e cultura, a chi vuole scoprire il territorio attraverso i sapori unici dell’enogastronomia locale, che spazia dai vini rinomati agli oli extravergine di oliva d’eccellenza.

Garda Unico valorizza specificità

In questo modo, ‘Garda Unico’ punta non solo a consolidare l’immagine complessiva del lago, ma anche a valorizzare le specificità di ogni area, permettendo a ogni visitatore di trovare l’esperienza che meglio si adatta ai propri desideri. Questo approccio integrato e sinergico consentirà al Garda di consolidarsi come una delle mete più competitive e apprezzate d’Europa.

Esempio virtuoso di collaborazione

Il progetto, come è stato sottolineato in conferenza stampa, è un esempio virtuoso di collaborazione tra le massime istituzioni, in grado di potenziare l’identità e la competitività di un territorio unico nel suo genere.

Paolo Artelio: ulteriore passo avanti

“Il nuovo progetto Garda Unico  – ha affermato Paolo Artelio – è un ulteriore passo avanti nel percorso che, dal 2008, ha visto il Consorzio VisitGarda – Garda Unico lavorare per superare i confini amministrativi e promuovere il Lago di Garda come una destinazione unitaria e coesa. Grazie agli assessori al turismo di Veneto, Lombardia e Trentino, questo è prima di tutto un progetto di squadra, un programma ambizioso con cui vogliamo che il Lago di Garda sia non solo una meta turistica, ma un modello di eccellenza, sostenibilità e innovazione”.

Federico Caner: lavoro di squadra

“La sola parte veneta del lago di Garda – ha aggiunto Caner – ha fatto registrare nei primi 11 mesi del 2024 14.271.000 presenze (+ 0,4% sul 2023) generate da 3.287.000 arrivi (+ 2,9%). Dati importantissimi, anche rispetto al periodo pre-pandemico, che testimoniano l’impegno della Regione del Veneto nel promuovere questa destinazione. Oggi però compiamo un passo ulteriore, nello spirito per cui ‘da soli si fa prima ma insieme si va più lontano’: il progetto Garda Unico realizzato assieme alla Regione Lombardia e alla Provincia di Trento, rafforzerà il posizionamento del Lago come una delle destinazioni turistiche più prestigiose a livello internazionale”.

Roberto Failoni: carte in regola

“Il lago di Garda – ha fatto presente l’assessore Failoni – ha tutte le carte in regola per diventare una delle principali mete turistiche per i viaggiatori internazionali. Con il progetto ‘Garda Unico’, uniamo le forze dei nostri territori per offrire un’esperienza unica e integrata, capace di attrarre nuovi flussi turistici e consolidare il nostro ruolo di eccellenza nel panorama italiano. Il nostro impegno si concentra in modo particolare sul mercato nordamericano, che ha enormi margini di sviluppo, con il Trentino al fianco di Veneto e Lombardia, per offrire un’esperienza di viaggio senza confini, capace di valorizzare ogni singola area del lago”.

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Cosa vedere e cosa fare in Valsugana

12 janvier 2025 à 21:46

La Valsugana è una bellissima vale del Trentino, situata nella zona orientale della regione, e rappresenta una destinazione perfetta per chi desidera fuggire dal caos e dalla frenesia cittadina ed immergersi nella natura incontaminata, scoprire le affascinanti tradizioni locali e, soprattutto, vuole vivere esperienze assolutamente indimenticabili, con la propria famiglia e non, in ogni periodo dell’anno.

Grazie a queste sue caratteristiche, quella della Valsugana è una destinazione unica in grado di offrire diverse opportunità adatte ad escursionisti, famiglie, amanti dello sport, acquatici o invernali, ed appassionati di cultura. Ecco, allora, cosa vedere e cosa fare in Valsugana, a seconda della stagione scelta.

Cosa vedere e fare in Valsugana in estate

L’estate è la stagione probabilmente più ideale per godere delle bellezze naturali di questo territorio, grazie anche alla presenza di laghi bellissimi e sentieri di montagna che si snodano in mezzo alla natura, ma non solo. Ecco, di seguito, cosa fare in estate.

Laghi di Levico e Caldonazzo

Fra i laghi presenti in questa parte del Trentino, e tra i principali protagonisti dell’estate in Valsugana, si trovano i laghi di Levico ed il lago di Caldonazzo. Si tratta di due laghi stupendi, caratterizzati da acque limpide e, soprattutto, balneabili, premiate con la Bandiera Blu grazie alla loro pulizia e sostenibilità.

Per tutti coloro che amano stare a contatto con l’acqua, in questi laghi è possibile passare le giornate praticando nuoto, canoa, paddleboard, windsurf o rilassarsi a bordo di un pedalò con la propria famiglia. Inoltre, su entrambi i laghi è possibile godere della presenza di spiagge attrezzate con aree picnic.

Invece, per chi preferisce effettuare delle escursioni, è presente un sentiero attorno al lago di Levico dove poter passeggiare lungo un percorso panoramico, oppure al lago di Caldonazzo è possibile allenarsi lungo sentieri ideali per la corsa o una pedalata rigenerante.

Spiaggia del lago di Levico in Valsugana, con area picnic
Fonte: iStock
Area picnic sulle rive del lago di Levico

Arte Sella

Per gli amanti della cultura è impossibile perdere Arte Sella, una delle attrazioni più amate della Valsugana. Si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto, dove è possibile vedere come arte contemporanea e natura si fondono. Queste opere sono realizzate con materiali naturali come legno e pietra e sono state distribuite lungo un percorso nella natura davvero suggestivo, che permette di ammirare le opere immergendosi nei boschi della Val di Sella.

Si consiglia di prendersi tutto il tempo necessario per ammirare ogni installazione, così da scoprire anche il significato che gli artisti hanno attribuito a queste installazioni. Arte Sella si può anche considerare un’esperienza educativa molto interessante per le famiglie con bambini.

Escursioni in natura: ciclabile della Valsugana e sentieri nel Lagorai

Per chi ama effettuare attività a cielo aperto, la Valsugana è probabilmente la meta ideale. In particolare, per gli appassionati di ciclismo si consiglia la ciclabile della Valsugana, ovvero un percorso di 80 chilometri che collega il lago di Caldonazzo a Bassano del Grappa, percorribile anche con biciclette elettriche noleggiabili in diversi negozi del posto. Si tratta di una pista pianeggiante e che per questo è adatta ai ciclisti di tutti i livelli. Inoltre, lungo il percorso si trovano diversi borghi davvero affascinanti, come Borgo Valsugana, che risultano perfetti per una sosta gastronomica: l’occasione giusta per scoprire i sapori del posto.

Chi ama, invece, fare lunghe passeggiate ed escursioni allora non può perdere la catena montuosa del Lagorai con la sua vasta rete di sentieri, che passano da semplici passeggiate a trekking più impegnativi. Insomma, un vero e proprio paradiso per gli amanti della montagna. Uno dei percorsi assolutamente da non perdere è quello che porta al lago di Erdemolo, molto amato dai camminatori, che regala una vista mozzafiato sul panorama circostante e la possibilità di fare un picnic rigenerante ad alta quota.

Castelli e borghi storici

Infine, durante l’estate, essendo la Valsugana un territorio ricco di storia e cultura, ai turisti si consiglia di visitare alcuni fra i borghi storici e castelli più interessanti della zona. Ad esempio, si organizzano spesso eventi culturali all’interno di Castel Pergine e Castel Ivano, antiche fortezze che è possibile visitare anche attraverso visite organizzate. Inoltre, una passeggiata nei borghi storici di Pergine Valsugana e Borgo Valsugana, dove è presente anche il pittoresco Castel Telvana.

Cosa vedere e fare in Valsugana in inverno

L’inverno in Valsugana è qualcosa di davvero speciale. Il paesaggio innevato offre uno spettacolo unico, che accoglie i turisti che decidono di passare qui le proprie vacanze o i propri weekend invernali. Di seguito alcune delle attività migliori da fare in Valsugana in inverno e cosa vedere.

Sci, snowboard e ciaspolate: il paradiso degli sport invernali

Per gli amanti degli sport invernali scegliere la Valsugana non è mai sbagliato. Sciare nel comprensorio sciistico di Passo Brocon è l’ideale, sia per famiglie con bambini, che per principianti e sciatori più esperti. Sono presenti piste ben curate e moderni impianti di risalita, in grado di offrire un ambiente tranquillo ed accogliente.

Per tutti coloro che sono alle prime armi, sono presenti diverse scuole di sci, che offrono sia corsi per adulti, che per bambini, e che rendono questo luogo perfetto per poter fare la prima esperienza su sci o snowboard. Inoltre, per gli appassionati di freestyle, è presente uno snowpark attrezzato.

Ci sono anche molti sentieri per tutti coloro che vogliono fare escursioni con le ciaspole e passare una giornata a stretto contatto con la natura e godere di viste panoramiche verso Malga Valpiana.

Uomo pronto alla discesa su snowboard in Valsugana
Fonte: iStock
Neve e snowboard: Valsugana in inverno

Mercatini di Natale a Levico Terme

Per il periodo natalizio non possono mancare visite ai bellissimi mercatini di natale del Trentino. Tra questi il mercato di Levico Terme, probabilmente uno dei più visitati della Valsugana, dove è possibile assaggiare le specialità locali, come la polenta, i canederli ed i dolci tradizionali, accompagnati da un buon bicchiere di vin brulè, oltre che acquistare alcuni ricordi grazie alla presenza di diverse casette di legno dove gli artigiani vendono prodotti unici e fatti a mano.

Visita ai forti della Prima Guerra Mondiale

Non può mancare un’esperienza anche per tutti gli amanti della storia italiana, che vogliono scoprire curiosità e fatti del passato della Valsugana. In particolare, qui nella valle sono presenti i forti del Lagorai, un’importante testimonianza storica, che raccontano della Prima Guerra Mondiale, con testimonianze che raccontano la storia del posto durante il grande conflitto internazionale.

Cosa vedere e fare in Valsugana senza sciare

Chi non pratica sport invernali può comunque visitare la Valsugana d’inverno? Assolutamente sì! Ecco alcune delle attività da fare per chi non ama queste attività ed è alla ricerca di un’esperienza rilassante.

Passeggiate panoramiche

Per gli amanti della natura, passeggiare lungo i percorsi attorno ai laghi di Levico e Caldonazzo è la soluzione giusta per rilassarsi ed ammirare la natura circostante. Questi sentieri, infatti, permettono ai camminatori di poter passare una giornata a stretto contatto con la natura: un’esperienza piacevole anche nelle giornate più fredde.

Relax alle terme

Chi, invece, vuole scappare dal caos cittadino e concedersi una vera a propria giornata rigenerante, in Valsugana può godere delle strutture termali di Levico Terme e Vetriolo, dove le acque arsenicali-ferruginose offrono ai visitatori notevoli benefici per la salute ed il benessere personale. Tra le altre cose, in questi centri termali è possibile usufruire di trattamenti benessere come massaggi, fangoterapia e percorsi wellness.

Degustazioni enogastronomiche

Spazio anche alla gola in Valsugana. Infatti, in questa parte del Trentino è possibile anche dedicarsi ad esperienze enogastronomiche uniche, grazie alla presenza di prodotti di altissima qualità, conosciuti anche a livello internazionale, e che fanno della regione una meta molto apprezzata. Sono presenti diversi agriturismi e ristoranti locali dove degustare piatti tipici come i formaggi di malga o i salumi artigianali, ma anche diversi luoghi dove partecipare a visite guidate in alcune delle più belle cantine della regione, dove poter assaggiare i famosi vini del Trentino.

Panoramica di Borgo Valsugana, con ponte in primo piano e castello sullo sfondo
Fonte: iStock
Borgo Valsugana e Castel Talvana

Cosa fare in Valsugana con bambini

La Valsugana è una anche destinazione perfetta per famiglie con bambini, grazie alle numerose attività pensate per i più piccoli.

Parco Avventura Agility Forest e parchi giochi

Nei pressi del lago di Caldonazzo è presente il Parco Avventura Agility Forest, un parco divertimento che permette a grandi e bambini di divertirsi e passare una giornata a stretto contatto con la natura, tra percorsi sospesi tra gli alberi, zip line e giochi all’aria aperta. L’occasione giusta per divertirsi con i più piccoli in totale sicurezza e passare un’esperienza davvero indimenticabile.

Inoltre, per chi desidera divertirsi dopo una lunga passeggiata attorno ai principali laghi della Valsugana, sono presenti numerose aree attrezzate, come parchi giochi e minigolf, ideali per una bella pausa.

Bambino gioca su un ponte sospeso in un parco divertimenti della Valsugana
Fonte: iStock
Bambino in un parco divertimenti

Fattorie didattiche

Visto il contesto e vista la posizione, perché non approfittare della situazione e far vivere ai bambini esperienze educative che rimarranno sicuramente impresse nella loro memoria? In Valsugana, infatti, sono presenti diverse fattorie didattiche la cui visita farà divertire grandi e piccini. Ad esempio, è possibile visitare le diverse malghe che ci sono in zona, all’interno delle quali è possibile scoprire i diversi animali da fattoria, come produrre i formaggi e passare una giornata immersi nel verde, a contatto con la natura.

La Valsugana è una destinazione ricca di opportunità, adatta ai visitatori di tutte le età, grandi e bambini, dove tutto l’anno, sia in estate che in inverno, è possibile passare giornate all’insegna del divertimento e del relax, lontani dal caos cittadino. L’occasione perfetta per una vacanza indimenticabile!

Le migliori province italiane per qualità della vita: la classifica

Par : elenausai10
16 décembre 2024 à 11:15

È dal 1990 che il Sole 24 Ore pubblica ogni anno la classifica dedicata alle province italiane dove si vive meglio tenendo in considerazione diversi parametri. Analizzando fattori quali ricchezza, consumi, ambiente, servizi, salute o cultura, la provincia che ha primeggiato è stata Bergamo, seguita da Trento e da Bolzano. Rispetto all’anno passato, invece, perdono posizioni Bologna, Milano, Firenze e Roma, mente il Sud rimane fanalino di coda con il punteggio peggiore raggiunto da Reggio Calabria, seppur siano stati evidenziati dei segnali positivi per il futuro.

La top 10 delle migliori province italiane

È Bergamo che per la prima volta ottiene il riconoscimento come città più vivibile d’Italia, dimostrando un’incredibile capacità di ripresa soprattutto dopo il periodo buio attraversato durante il Covid. Il secondo e terzo posto è occupato dalle province di Trento e Bolzano, storicamente presenti nelle classifiche dedicate alla qualità della vita. Trento, infatti, è stata prima per ben tre volte e nelle prime tre posizioni per 14 volte, mentre Bolzano ha primeggiato per 5 volte, occupando il podio per 18 volte in tutto.

Nella top 10 compare al quarto posto Monza e Brianza, seguita da Cremona e da Udine, vincitrice dell’edizione 2023 e che, secondo il report del Sole 24 Ore, ha registrato performance positive anche quest’anno. Al settimo e all’ottavo posto troviamo Verona e Vicenza, al nono Bologna, l’unica grande area metropolitana presente nella top 10 e, infine, Ascoli Piceno.

Qui la classifica completa:

  • Bergamo
  • Trento
  • Bolzano
  • Monza e Brianza
  • Cremona
  • Udine
  • Verona
  • Vicenza
  • Bologna
  • Ascoli Piceno

Il metodo usato per l’indagine

Per realizzare questa classifica relativa alle migliori province italiane per qualità della vita, il Sole 24 Ore ha utilizzato 90 indicatori, divisi a loro volta in 6 grandi categorie tematiche: “ricchezza e consumi”, “affari e lavoro”, “ambiente e servizi”, “demografia, salute e società”, “giustizia e sicurezza” e “cultura e tempo libero”.

Per ogni indicatore viene dato un punteggio da 0 a 1000: più la provincia è vivibile, più punti ottiene. Per ottenere la classifica generale, il punteggio per le altre province si distribuisce in funzione della distanza rispetto agli estremi (1000 e 0). Successivamente, per ciascuna delle sei categorie, si individua una graduatoria determinata dal punteggio medio riportato nei 15 indicatori, ciascuno pesato in modo uguale all’altro (1/90). Infine, la classifica finale è costruita in base alla media aritmetica semplice delle sei graduatorie di settore.

La città migliore e quella peggiore per qualità della vita

Quali sono gli indicatori che hanno permesso a Bergamo di ottenere il primo posto? Dopo il Covid, la città si è rimboccata le maniche per migliorare in tanti settori, in particolare quello relativo alla salute. Nell’indicatore riguardante l’emigrazione ospedaliera si è dimostrata autosufficiente: da una parte non esiste emigrazione sanitaria, dall’altra il sistema sanitario è considerato altamente attrattivo anche dai pazienti provenienti dalle altre regioni italiane.

Inoltre ha raggiunto ottimi punteggi nelle categorie “ambiente e servizi” e “demografia e società”, primeggiando nell’indice di “sportività”, calcolato in base al numero di atleti tesserati e società sportive. I punteggi peggiori, invece, li ha ottenuti nella categoria “ricchezza e consumi”, posizionandosi 98esima per crescita del PIL procapite.

In fondo alla classifica, invece, troviamo Reggio Calabria, dove hanno inciso fattori come la bassa aspettativa di vita, il divario nella parità salariale tra uomini e donne, il numero delle imprese in fallimento, i livelli di criminalità e la disoccupazione. In generale, però, il Sole 24 Ore ha evidenziato una maggiore crescita economica al Sud dove si stanno registrando tassi di crescita del Pil più elevati.

Fondo Comuni Confinanti, 57 milioni per tre interventi nel Bresciano

7 novembre 2024 à 17:22

È stato ridefinito, grazie ad un accordo siglato dall’assessore agli Enti Locali di Regione Lombardia, Massimo Sertori, e dal presidente del Fondo Comuni Confinanti (FCC), Dario Bond, il piano di interventi a favore di alcune aree della provincia di Brescia contenuto nel programma di progetti strategici della programmazione 2013-2018. Il Fondo destina ai progetti dei territori di confine fondi provenienti dai bilanci delle Province autonome di Trento e di Bolzano. I Comuni confinanti lombardi si trovano in provincia di Brescia e in provincia di Sondrio.

In particolare, Lombardia e FCC hanno convenuto di trasferire dal programma – definito in precedenza –  alla nuova programmazione 2019-2027 la realizzazione di un centro termale e di benessere. Obiettivo, integrare l’offerta turistica dell’alta Valle Camonica. Il nuovo impianto natatorio a servizio della media Valle Camonica, nel comune di Breno, è il secondo intervento. A questi si aggiunge il terzo, previsto,  intervento per l’accessibilità del comune di Idro, in Valle Sabbia, con più risorse finanziarie e maggiori tempi di realizzazione.

Le risorse secondo il nuovo accordo

In base al nuovo accordo, il costo complessivo degli interventi previsti nel programma di interventi strategici a favore della provincia di Brescia della programmazione 2013-2018 è rideterminato in circa 57 milioni di euro. Di questi 27.672.000 sono il finanziamento del Fondo Comuni Confinanti indicati nella Convenzione.

Sertori: progetti concreti per il territorio

“La ridefinizione delle convenzioni per realizzare gli interventi finanziati nell’ambito della provincia di Brescia – ha spiegato l’assessore Sertori – getta le basi per il trasferimento di tre importanti progetti nella nuova programmazione. Iniziative concrete e strategiche per il territorio, con possibilità di ulteriori tempistiche di realizzazione. Ma anche di risorse finanziarie aggiuntive per 8,32 milioni di euro”.

“Prosegue quindi l’impegno di Regione Lombardia – ha concluso Sertori – per opere fondamentali che concorreranno a promuovere lo sviluppo economico e sociale dei territori di confine. Con benefici a lungo termine per le comunità”.

Fondo Comuni Confinanti, grande occasione per provincia di Brescia

“Siamo di fronte a una grande occasione di crescita per il nostro territorio – ha dichiarato Emanuele Moraschini, presidente Provincia di Brescia -. I Fondi dei Comuni Confinanti sono da sempre una grande opportunità per le zone montane, per i servizi che promuovono,  il turismo e l’economia.  Quando c’è piena collaborazione tra le istituzioni, e l’obiettivo è comune, i risultati che si ottengono sono importanti”.

“La rideterminazione degli importi del programma 2013-2018 va nella direzione di dare attuazione concreta e adeguata ai progetti individuati – ha sottolineato Bond, presidente FCC -. Sono davvero molto soddisfatto della collaborazione e dell’unità di intenti che anche in questa occasione il territorio e gli enti coinvolti hanno manifestato. E’ un segno di grande maturità e responsabilità verso i cittadini”.

La Lombardia è componente del Comitato paritetico ed è coinvolta altresì, nella gestione dei progetti finanziati dal fondo. Svolge attività istruttoria sui progetti strategici e collabora, nell’ambito della Segreteria Tecnica, allo sviluppo dei bandi, alla costruzione degli strumenti attuativi e alla implementazione di modalità di collaborazione con i comuni.

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Trentino, parte il treno di Natale tra borghi, castelli, presepi e mercatini

29 octobre 2024 à 13:10

Per gli appassionati di Mercatini di Natale, ma anche di borghi, di castelli e, perché no, anche di presepi, quest’inverno, in occasione delle festività natalizie, partirà un treno speciale che farà immergere i visitatori nella magica atmosfera di Natale. Un viaggio ideale per le famiglie, ma non solo ovviamente, che partirà da Trento per immergersi nella magia delle valli alpine della Regione, la Val di Non e la Val di Sole.

Il viaggio a bordo del Christmas Train

Il “Christmas Train” è la versione invernale del Trenino dei castelli del Trentino che, ogni estate, porta alla scoperta di quattro dei più bei manieri delle due splendide valli. È la prima volta che questo treno parte anche nella stagione invernale, ma ha già tutte le carte in regola per ottenere un successo sicuro. Si viaggia attraverso uno spettacolare paesaggio alpino per scoprire gli imponenti manieri della Val di Non e della Val di Sole accompagnati da guide esperte che ripercorreranno le origini e descriveranno, nel dettaglio, gli elementi architettonici e artistici più rilevanti dei castelli.

Si fa tappa a Mezzana, in Val di Sole, per poi raggiungere, con il pullman, il borgo di Ossana, uno dei Borghi più belli d’Italia per ammirare i 1600 presepi artigianali allestiti lungo le vie e nei palazzi. Segue, quindi, la visita al Castello di San Michele, celebre per l’imponente mastio, alto ben 25 metri.

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Fonte: @Archivio GreenPress - Gianni Penasa
I presepi di Ossana in Trentino

Dalle montagne della Val di Sole il percorso proseguirà in Val di Non per ammirare Castel Valer, un’elegante residenza poco distante dal paese di Tassullo immersa tra i meleti e riconoscibile dalla torre poligonale, la più alta della Provincia. La giornata termina con la visita al Mercatino di Natale di Trento, per immergersi in un’atmosfera magica, tra profumi e sapori tipici del territorio.

Le tappe del Treno di Natale

Ossana e Castello di San Michele, Val di Sole

A Ossana, oltre alle migliaia di presepi, c’è anche un bellissimo castello, conosciuto anche come Castello di San Michele, dal nome del Santo a cui è dedicata la cappella, e sorge su uno sperone di roccia in posizione strategica nell’omonimo borgo. Risale all’epoca dei Longobardi. Il castello ha nel suo possente mastio, alto 25 metri, l’elemento più caratteristico e meglio conservato.

Ossana Trentino
Fonte: @Archivio GreenPress
Il borgo di Ossana in Trentino

Castel Valer, Val di Non

Solitamente queto castello è chiuso al pubblico, ma lo si può visitare per quest’occasione grazie alla disponibilità del proprietario. Il castello è in una posizione panoramica e ha una splendida torre ottagonale alta 40 metri, la più elevata del Trentino. Le diverse cinte murarie racchiudono due serie di edifici: la più antica, del XIV secolo, è detta Castel di Sotto, mentre la seconda, del XVI secolo, Castel di Sopra.

Trento, il Mercatino di Natale e il Castello del Buonconsiglio

Il Capoluogo trentino è sede di uno dei più antichi Mercatini di Natale e l’esperienza del “Christmas Train” si conclude proprio con la visita alle bancarelle natalizie. Due sono i luoghi del Natale, piazza Fiera (dove spuntano le splendide mura merlate della città) e piazza Mostra, davanti al famoso Castello del Buonconsiglio, che domina dall’alto la città. Composto da una serie di edifici di epoca diversa, racchiusi entro una cinta di mura, merita sicuramente una tappa.

Quando parte il Christmas Train

Il “Christmas Train” del Trentino parte dalla stazione della Trento-Malè Trento per quattro sabati consecutivi dal 30 novembre al 21 dicembre. Diretto verso la Val di Non e la Val di Sole, conduce i viaggiatori alla scoperta di manieri storici e luoghi ricchi di magia come i presepi di Ossana, i castelli Valer e di San Michele e il Mercatino di Natale di Trento. A bordo sono previsti dei gustosi intermezzi enogastronomici, con tanto di musicisti e cantori a bordo e una tappa per il pranzo in un ristorante di Cles.

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Fonte: @T. Prugnola
A bordo del Christmas Train in Trentino

Il programma

  • Ore 8:10 – Ritrovo a Trento presso la stazione ferroviaria Trento-Malè
  • Ore 8:40 – Partenza del trenino di Natale
  • Ore 10:30 – Visita dei presepi di Ossana e del Castello di San Michele, pranzo presso il ristorante Giardino di Cles e visita a Castel Valer
  • Ore 16:00 – Rientro a Trento e visita al Mercatino di Natale.

Quanto costa

Il biglietto interno costa 89 euro. I minori di 16 anni pagano 79 euro. Per i bambini fino ai quattro anni (non compiuti) il viaggio è gratuito, così come per le persone invalide, con certificazione di invalidità superiore al 74% (certificato da inviare a treninodeicastelli@trento.info), mentre l’accompagnatore di persone invalide hanno uno sconto del 50% (44,50 euro). La prenotazione è obbligatoria. Non sono consentiti animali, anche se di piccola taglia.

Questo viaggio in treno permette di scoprire, lungo le tappe intermedie del percorso, il fascino antico di edifici senza tempo e di luoghi immersi nella natura, di vivere l’atmosfera natalizia più tradizionale con i presepi e più goliardica con i mercatini, le casette di legno e l’immancabile vin brulè.

Mercatini-di-Natale-Trento
Fonte: @Daniele Mosna - Archivio APT Trento
Il Mercatino di Natale di Trento

Navigazione in sicurezza sul Lago di Garda,sottoscritto Protocollo d’intesa

29 juillet 2024 à 14:18

“È una giornata importante per la navigazione lombarda e in particolare per il lago di Garda. La sicurezza del sistema lacuale è per noi una priorità, tant’è vero che per il 2024 abbiamo destinato 242.000 euro per garantire i servizi di vigilanza, intervento e soccorso sui bacini lacuali lombardi”.

Questo il commento dell’assessore  ai Trasporti e Mobilità sostenibile della Regione Lombardia  Franco Lucente, dopo la firma del protocollo d’intesa ‘Servizio sicurezza naviganti Lago di Garda’. Documento sottoscritto anche da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Veneto, Provincia autonoma di Trento, Comunità del Garda e Autorità di Bacino Laghi Garda e Idro. Oggetto del protocollo è l’effettuazione dei servizi di pronto intervento, soccorso e vigilanza a tutta l’utenza nautica sul lago di Garda. Particolare riguardo anche  al diporto e alla polizia di sicurezza della navigazione.

Navigazione in sicurezza sul Lago di Garda

“Il documento – ha proseguito Lucente – certifica un’unità d’intenti tra diverse istituzioni impegnate sul tema della sicurezza, fondamentale ovunque. Particolare attenzione  va quindi ad un bacino vasto e complesso come quello del Garda. Regione Lombardia fa convintamente la sua parte. Ogni anno infatti eroga risorse a favore degli enti preposti alla gestione del demanio lacuale affinchè possano esercitare i loro compiti di controllo e vigilanza. Il nostro impegno da questo punto di vista è costante”.

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