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Premio Bancarella 2026

28 juin 2026 à 00:00
COMUNICATO STAMPA

Il Premio Selezione Bancarella torna nelle Biblioteche del Sistema BANT
Il Sistema bibliotecario BANT (Biblioteche Associate Novarese e Ticino) è onorato di ospitare per il terzo anno consecutivo i sei vincitori del Premio Selezione Bancarella, annunciati negli scorsi giorni a Milano presso la sede di Vittoria Assicurazioni nel corso di un incontro presieduto da Ignazio Landi, Presidente della Fondazione Città del Libro.
La volta giusta di Lorenza Gentile (Feltrinelli)
Mi chiamo Ruggine di Gianlivio Fasciano (Castelvecchi)
Scandalo a Hollywood di Felicia Kingsley (Newton Compton)
L'Anna che verrà di Annalisa Menin (Giunti)
Io che ti ho voluto così bene di Roberta Recchia (Rizzoli)
Io sono perfetto di Paolo Ruffini (La Nave di Teseo)
Due eventi di grande qualità, uno a Cerano (27 giugno) e uno a Gozzano (28 giugno) per conoscere da vicino i libri e gli autori che si contenderanno il prestigioso premio letterario assegnato dai librai e dalle libraie e il cui vincitore verrà proclamato il prossimo 26 luglio durante la cerimonia ufficiale di premiazione nella storica Piazza della Repubblica di Pontremoli (MS).
Sabato 27 giugno 2026 dalle ore 15.30 presso la Biblioteca di Cerano, Aurora Tamigio (vincitrice del premio Bancarella 2024 con Il cognome delle donne, Feltrinelli) dialogherà con le autrici Roberta Recchia, Felicia Kingsley, e Annalisa Menin.
L'incontro con i tre titoli finalisti sarà introdotto da Roberto Lazzarelli, già titolare della Libreria Lazzarelli di Novara, erede di una delle storiche famiglie di librai pontremolesi. L'evento avrà un sottofondo musicale a cura di Christian "Peda" Castelletti From Tal Neunder. Dopo l'intervista alle autrici, la musica proseguirà accompagnando anche lo spazio dedicato al firmacopie.
Domenica 28 giugno 2026 dalle ore 10.00 sarà il Cortile del Municipio di Gozzano a far da cornice all'incontro con gli autori finalisti Lorenza Gentile, Gianlivio Fasciano e Paolo Ruffini. L'intervento di apertura è affidato a un'altra storica famiglia di librai pontremolesi nella persona di Vilma Giovannacci, titolare della Libreria Giovannacci di Biella, al cui racconto seguirà l'intermezzo musicale a cura della Missklang Band. A moderare l'incontro di presentazione con gli autori sarà Paola Jacobbi, (finalista del Premio Bancarella 2025 con il romanzo Luisa, Sonzogno). L'appuntamento si concluderà anche in questo caso con un secondo momento musicale che accompagnerà il firmacopie.
Un fine settimana dedicato alla letteratura di alto profilo, una vera e propria festa dedicata a un Premio letterario di grande tradizione nel panorama italiano, resa unica dalla commistione tra letteratura e musica e impreziosita dalla presenza di due storici librai, eredi di due famiglie profondamente legate alla storia del Premio e rappresentanti dei librai pontremolesi che del "Bancarella" sono l'anima.
Grazie ai due momenti di incontro con gli scrittori il pubblico dei lettori entra in contatto diretto con gli autori anche attraverso il coinvolgimento dei Gruppi di lettura del Sistema Bibliotecario BANT che, nelle scorse settimane, si sono cimentati con la lettura dei sei titoli insigniti del Premio Selezione Bancarella.
Gli eventi, gratuiti e aperti al pubblico (gradita la prenotazione), sono organizzati in collaborazione con la libreria Piccola Officina del Libro di Oleggio, l'Associazione culturale "Amici del Bancarella", l'Unione Librai Pontremolesi, la Fondazione Città del Libro e l'Unione Librai delle Bancarelle.


Per informazioni e prenotazioni:

biblioteca@comune.cerano.no.it
biblioteca@comune.gozzano.no.it
biblioteca@comune.cameri.no.it

Contatti stampa: ufficiostampabant@comune.cameri.no.it


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Premio Bancarella 2026

27 juin 2026 à 00:00
COMUNICATO STAMPA

Il Premio Selezione Bancarella torna nelle Biblioteche del Sistema BANT
Il Sistema bibliotecario BANT (Biblioteche Associate Novarese e Ticino) è onorato di ospitare per il terzo anno consecutivo i sei vincitori del Premio Selezione Bancarella, annunciati negli scorsi giorni a Milano presso la sede di Vittoria Assicurazioni nel corso di un incontro presieduto da Ignazio Landi, Presidente della Fondazione Città del Libro.
La volta giusta di Lorenza Gentile (Feltrinelli)
Mi chiamo Ruggine di Gianlivio Fasciano (Castelvecchi)
Scandalo a Hollywood di Felicia Kingsley (Newton Compton)
L’Anna che verrà di Annalisa Menin (Giunti)
Io che ti ho voluto così bene di Roberta Recchia (Rizzoli)
Io sono perfetto di Paolo Ruffini (La Nave di Teseo)
Due eventi di grande qualità, uno a Cerano (27 giugno) e uno a Gozzano (28 giugno) per conoscere da vicino i libri e gli autori che si contenderanno il prestigioso premio letterario assegnato dai librai e dalle libraie e il cui vincitore verrà proclamato il prossimo 26 luglio durante la cerimonia ufficiale di premiazione nella storica Piazza della Repubblica di Pontremoli (MS).
Sabato 27 giugno 2026 dalle ore 15.30 presso la Biblioteca di Cerano, Aurora Tamigio (vincitrice del premio Bancarella 2024 con Il cognome delle donne, Feltrinelli) dialogherà con le autrici Roberta Recchia, Felicia Kingsley, e Annalisa Menin.
L’incontro con i tre titoli finalisti sarà introdotto da Roberto Lazzarelli, già titolare della Libreria Lazzarelli di Novara, erede di una delle storiche famiglie di librai pontremolesi. L’evento avrà un sottofondo musicale a cura di Christian “Peda” Castelletti From Tal Neunder. Dopo l’intervista alle autrici, la musica proseguirà accompagnando anche lo spazio dedicato al firmacopie.
Domenica 28 giugno 2026 dalle ore 10.00 sarà il Cortile del Municipio di Gozzano a far da cornice all’incontro con gli autori finalisti Lorenza Gentile, Gianlivio Fasciano e Paolo Ruffini. L’intervento di apertura è affidato a un’altra storica famiglia di librai pontremolesi nella persona di Vilma Giovannacci, titolare della Libreria Giovannacci di Biella, al cui racconto seguirà l’intermezzo musicale a cura della Missklang Band. A moderare l’incontro di presentazione con gli autori sarà Paola Jacobbi, (finalista del Premio Bancarella 2025 con il romanzo Luisa, Sonzogno). L’appuntamento si concluderà anche in questo caso con un secondo momento musicale che accompagnerà il firmacopie.
Un fine settimana dedicato alla letteratura di alto profilo, una vera e propria festa dedicata a un Premio letterario di grande tradizione nel panorama italiano, resa unica dalla commistione tra letteratura e musica e impreziosita dalla presenza di due storici librai, eredi di due famiglie profondamente legate alla storia del Premio e rappresentanti dei librai pontremolesi che del “Bancarella” sono l’anima.
Grazie ai due momenti di incontro con gli scrittori il pubblico dei lettori entra in contatto diretto con gli autori anche attraverso il coinvolgimento dei Gruppi di lettura del Sistema Bibliotecario BANT che, nelle scorse settimane, si sono cimentati con la lettura dei sei titoli insigniti del Premio Selezione Bancarella.
Gli eventi, gratuiti e aperti al pubblico (gradita la prenotazione), sono organizzati in collaborazione con la libreria Piccola Officina del Libro di Oleggio, l’Associazione culturale “Amici del Bancarella”, l’Unione Librai Pontremolesi, la Fondazione Città del Libro e l’Unione Librai delle Bancarelle.


Per informazioni e prenotazioni:

biblioteca@comune.cerano.no.it
biblioteca@comune.gozzano.no.it
biblioteca@comune.cameri.no.it

Contatti stampa: ufficiostampabant@comune.cameri.no.it


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Cosa vedere a Guadalajara, la città del Messico che ospita le partite di FIFA 2026

12 juin 2026 à 17:00

Guadalajara, nello Stato di Jalisco in Messico, è una delle città più affascinanti e dinamiche del Paese, considerata la patria della tradizione messicana grazie al suo forte legame con i mariachi, la tequila e i charros.

In vista della Coppa del Mondo FIFA 2026, la seconda città più grande del Messico sta vivendo un nuovo momento di visibilità internazionale, attirando viaggiatori da tutto il mondo. Tra architettura coloniale, quartieri artistici, mercati storici e una scena gastronomica in continua evoluzione, Guadalajara offre un mix perfetto tra autenticità e modernità. Visitare questa metropoli significa immergersi in un’esperienza culturale completa, dove ogni quartiere racconta una storia e ogni strada può trasformarsi in una scoperta incredibile.

Centro storico di Guadalajara

Il cuore della città è il Centro Histórico, dove si concentrano alcuni dei monumenti più importanti e simbolici. Qui si trovano la Cattedrale di Guadalajara con le sue iconiche torri neogotiche, la Plaza de Armas con il Palacio de Gobierno e la Plaza de la Liberación con il Teatro Degollado e la statua di Miguel Hidalgo (Padre della Patria).

L’area è ricca di edifici coloniali, musei e caffè all’aperto che rendono la visita particolarmente suggestiva. Camminando tra le sue strade si percepisce la vera anima della città, fatta di contrasti tra passato e presente. Passeggiare tra artisti di strada, bancarelle e vibes locali, è ideale per iniziare a conoscere Guadalajara.

Hospicio Cabañas

Uno dei luoghi culturali più importanti del centro storico di Guadalajara è l’Hospicio Cabañas, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Questo edificio che un tempo ospitava orfani, anziani e persone in difficoltà, è oggi un centro culturale che ospita mostre d’arte e installazioni contemporanee.

Il complesso è famoso soprattutto per i murales di José Clemente Orozco, tra cui “L’uomo di fuoco”, considerato uno dei capolavori del muralismo del Messico. La struttura, con i suoi cortili simmetrici e la sua architettura neoclassica, offre un percorso immersivo tra arte e storia. Questa è una tappa immancabile per chi vuole conoscere la profondità culturale della città.

Itinerario di viaggio a Guadalajara
iStock
L’interno dell’Hospicio Cabanas a Guadalajara

Tlaquepaque

A pochi minuti dal centro storico si trova Tlaquepaque (anticamente chiamata San Pedro), uno dei villaggi più pittoreschi dell’area metropolitana. Questo quartiere è famoso per le sue strade acciottolate, le case color pastello e le gallerie d’arte, i negozi di artigianato locale, ceramiche e vetro soffiato.

Il cuore pulsante della zona è El Parián, punto di ritrovo per viaggiatori e local. Costruito come mercato coperto e poi trasformato nel tempo in un complesso di ristoranti e locali con musica mariachi dal vivo.

Tlaquepaque è il luogo ideale per acquistare souvenir unici e vivere un’atmosfera più tradizionale rispetto alla modernità del centro urbano. Passeggiare qui significa entrare in un Messico più intimo e artistico, dove ogni angolo celebra la cultura messicana.

Cosa visitare nei dintorni di Guadalajara
iStock
La colorata Tlaquepaque

Basilica di Zapopan

Un altro punto di grande interesse a pochi minuti dal centro di Guadalajara è la Basilica di Nuestra Señora de Zapopan, uno dei principali luoghi di culto della regione. Questo santuario è dedicato alla Vergine di Zapopan, molto venerata nello stato di Jalisco, e rappresenta una delle mete religiose più importanti del Paese. L’architettura barocca della basilica e la piazza circostante creano un ambiente suggestivo, spesso arricchito da celebrazioni e processioni.

Nelle vicinanze si trova anche il Museo di Arte Wixárika dedicato all’arte indigena.

Eventi e iniziative legate a FIFA 2026

Per i Mondiali FIFA 2026, Guadalajara ha attuato una serie di interventi e iniziative dedicate ai visitatori internazionali. L’Estadio Akron (situtato a Zapopan e chiamato per l’occasione Guadalajara Stadium) è uno dei protagonisti del torneo, ospitando 4 partite (11, 18, 23 e 26 giugno) della fase a gironi della Coppa del Mondo, inclusa la seconda gara della fase a gironi della nazionale co-organizzatrice.

Per il periodo del torneo, la città ha organizzato fan zone, eventi culturali, concerti e proiezioni pubbliche delle partite. Anche i quartieri centrali sono coinvolti con installazioni artistiche e attività legate al calcio, trasformando l’intera città in un grande spazio celebrativo. L’obiettivo è quello di offrire un’esperienza immersiva che unisca sport, cultura, proposte gastronomiche e intrattenimento.

Guadalajara, città messicana protagonista dei Mondiali FIFA 2026
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Akron Stadium di Guadalajara

Scena gastronomica

La scena gastronomica di Guadalajara è uno dei suoi punti di forza. La cucina locale si basa su sapori intensi e tradizioni radicate, con piatti iconici come la birria (stufato di carne a lenta cottura), le tortas ahogadas (panini croccanti serviti con una salsa piccante a base di pomodoro) e le tipiche tortillas messicane.

Lo Stato di Jalisco è anche la culla dei famosi tacos e della tequila (assolutamente consigliata una visita nella vicina cittadina di Tequila, dove è nato il famoso distillato e dove ammirare paesaggi di agavi dichiarati Patrimonio mondiale dell’UNESCO).

Mercado San Juan de Dios

Per entrare davvero nello spirito locale, il Mercado de San Juan de Dios è una tappa imperdibile. Considerato uno dei mercati coperti più grandi dell’America Latina, offre un’incredibile varietà di negozi e prodotti (artigianato, abbigliamento, spezie, street food e articoli tradizionali). Perdersi tra i suoi corridoi significa scoprire la vita quotidiana dei residenti e assaporare la cucina locale in un contesto autentico.

Qui è possibile provare piatti tipici come le tortas ahogadas o i tacos preparati al momento. Fare un giro in questo mercato regala un’esperienza sensoriale completa, fatta di colori, profumi e suoni che rappresentano perfettamente lo spirito di Guadalajara.

Cosa vedere a Guadalajara
iStock
Il mercato San Juan de Dios

Come arrivare e muoversi

Guadalajara è ben collegata grazie all’Aeroporto Internazionale Miguel Hidalgo y Costilla, che riceve voli diretti dalle principali città del Nord America e non solo. Infatti Aeromexico opera collegamenti diretti anche da Madrid raggiungibile dall’Italia con varie compagnie aereo low cost. Dall’aeroporto al centro città si può arrivare in taxi o con servizi di ride sharing in circa 30-40 minuti.

Una volta in città, il sistema di trasporto pubblico include autobus, linee di metropolitana leggera e il sistema di trasporto rapido Mi Macro Periférico che collega le principali aree urbane. Le principali attrazioni sono raggiungibili a piedi una volta arrivati in centro e per tutta la durata della Coppa del Mondo sono promosse iniziative di mobilità sostenibile e viene incentivato l’uso del trasporto pubblico.

Palazzo Salis, uno dei tesori storici più affascinanti della Valtellina

12 juin 2026 à 16:00

Nel cuore del centro storico di Tirano, Palazzo Salis rappresenta una delle residenze nobiliari più importanti e suggestive della Valtellina. Da quasi 500 anni questo straordinario edificio appartiene alla famiglia Salis (oggi Sertoli Salis) e conserva intatto il fascino della sua storia, tra sale affrescate, arredi d’epoca e uno dei più celebri giardini all’italiana della Lombardia.

Grazie a un lungo e accurato intervento di restauro durato 20 anni, oggi il palazzo ha riaperto le sue porte al pubblico per la stagione 2026 e costituisce una delle principali attrazioni culturali della provincia di Sondrio.

La storia di Palazzo Salis

La storia della famiglia Salis affonda le sue radici nel Medioevo e si intreccia profondamente con quella della Valtellina. I Salis, originari della Val Bregaglia, ricoprirono ruoli di primo piano durante il dominio dei Grigioni, contribuendo alla vita politica e amministrativa della valle con governatori, podestà e vicari.

Il palazzo, costruito tra il 1630 e il 1703, divenne la dimora dei Salis. La struttura presenta una facciata tardo-cinquecentesca affiancata da due torri e impreziosita da un elegante portale barocco realizzato sul disegno del Vignola.

Dopo oltre vent’anni di restauri, Palazzo Salis ha recuperato il suo splendore originario, offrendo ai visitatori un prezioso patrimonio artistico e architettonico che racconta la storia della nobiltà valtellinese tra Seicento e Settecento.

Visitare il Palazzo

La visita a Palazzo Salis permette di immergersi in ambienti di grande valore storico e artistico. Il percorso museale si sviluppa attraverso dieci sale decorate e affrescate, raggiungibili percorrendo l’imponente scalone d’onore e il magnifico Salone d’Onore, caratterizzato da decorazioni pittoriche settecentesche attribuite al pittore Cucchi.

Tra gli ambienti più significativi spicca il celebre Saloncello, elegante sala affrescata che tra il XVII e il XVIII secolo fu uno dei principali luoghi d’incontro del potere politico valtellinese. Le sale custodiscono inoltre stucchi, soffitti lignei policromi, arredi storici e una ricca documentazione dedicata alla storia locale.

Di particolare interesse è anche la cappella gentilizia dedicata a San Carlo Borromeo, realizzata nel 1612. Tutti gli ambienti si affacciano sull’antica corte cinquecentesca, conosciuta come “corte dei cavalli”.

Un altro gioiello del complesso è il raffinato giardino all’italiana che presenta eleganti siepi di bosso che formano quattro quadranti geometrici, antichi roseti, alberi da frutto e un maestoso cedro del Libano che da oltre due secoli domina il parco.

Palazzo Salis in Lombardia
Ufficio Stampa
Il giardino all’italiana di Palazzo Salis

La stagione 2026

Per la stagione 2026 Palazzo Salis ha riaperto le proprie porte al pubblico, offrendo la possibilità, con un “Tour Classico” di visitare le 10 sale affrescate, la cappella privata e il giardino all’italiana. La visita dura circa 45-50 minuti e può essere svolta in autonomia.

Il biglietto d’ingresso standard costa 10 euro e include un’audioguida multilingue. Sono inoltre disponibili (tutto l’anno) visite guidate in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo su prenotazione.

Per chi desidera un’esperienza più approfondita è previsto anche un “Tour Esteso” che comprende anche le cantine cinquecentesche e l’antica ghiacciaia. Questo tour è disponibile solo con guida privata, dura circa 1 ora e 10 minuti e costa 13 euro (più la quota fissa per la guida: 60 euro ogni 15 persone).

Il museo è aperto dal lunedì al sabato, dalle 10:00 alle 17:00, fino alla fine di settembre.

Stagione 2026 di Palazzo Salis
Ufficio Stampa
Cantine cinquecentesche di Palazzo Salis

Dove si trova e come raggiungerlo

Palazzo Salis si trova nel centro storico di Tirano, in provincia di Sondrio, a circa dieci minuti a piedi dalla stazione ferroviaria, che è anche il punto di partenza del Bernina Express, il celebre treno panoramico patrimonio UNESCO.

La cittadina è facilmente raggiungibile sia in auto (circa 1 ora e 15 minuti da St. Moritz) sia in treno.

Una terra selvaggia emersa della Toscana: Capraia, l’isola dei paesaggi scolpiti dal fuoco

12 juin 2026 à 15:00

La chiglia della nave taglia un’acqua di un blu così denso da sembrare solido, una sfumatura liquida che appartiene soltanto ai punti in cui il Mar Ligure cede il passo al Tirreno. Davanti alla prua si staglia un profilo aspro, una fortezza di basalto scuro che i cartografi chiamano Capraia, ovvero l’unica isola interamente vulcanica dell’Arcipelago Toscano.

Nata 9 milioni di anni fa dalle fratture della crosta terrestre, si trova a 54 chilometri di distanza dalla costa, un isolamento che ha inevitabilmente preservato paesaggi, tradizioni e atmosfere che altrove si sono trasformati nel tempo. L’isola è anche attraversata da una dorsale montuosa da nord a sud fino a raggiungere il Monte Castello, che domina il paesaggio dall’alto dei suoi 445 metri. Intorno si estendono valloni, alture e pianori ricoperti da una vegetazione profumata fatta di erica, lentisco, corbezzolo, mirto ed elicriso.

A rendere ancora più speciale questo angolo del nostro Paese contribuisce una presenza umana discreta: gli abitanti sono meno di 400 e la vita quotidiana continua a seguire ritmi autentici.

Cosa vedere a Capraia

Il mare c’è ed è bellissimo, ma questa perla della Toscana è anche un pullulare di antiche fortificazioni, percorsi naturalistici e testimonianze di una storia complessa. L’isola, quindi, rivela un patrimonio sorprendente che merita tempo e curiosità.

Fortezza di San Giorgio

La sagoma della Fortezza di San Giorgio domina il borgo storico e rappresenta il simbolo più riconoscibile dell’isola. L’attuale struttura venne realizzata nel XVI secolo dai Genovesi del Banco di San Giorgio per difendere la popolazione dalle incursioni dei corsari barbareschi e ottomani.

Le mura massicce, i bastioni e la posizione strategica raccontano un periodo in cui il controllo del Tirreno aveva un valore fondamentale: dall’alto, infatti, lo sguardo abbraccia il porto, le montagne e il mare aperto.

Il borgo del paese

Poche località conservano un impianto urbanistico così particolare. Le abitazioni storiche assumono l’aspetto di piccole case-fortezza, costruite per garantire protezione durante gli attacchi provenienti dal mare.

Vicoli stretti, archi e scorci improvvisi restituiscono l’immagine di una comunità che per secoli ha vissuto in equilibrio tra difesa e sopravvivenza.

Torre dello Zenobito

Nella parte meridionale svetta nei cieli una delle architetture più affascinanti di Capraia: la Torre dello Zenobito, risalente al 1545. Sta lì, possente, a sorvegliare un tratto di costa spettacolare e in passato rappresentava un presidio essenziale lungo le rotte marittime verso la Corsica.

La sua posizione, affacciata su scogliere vulcaniche dai colori accesi, crea uno dei panorami più suggestivi dell’intero arcipelago.

Lo Stagnone

Nella zona centrale si trova la più importante area umida dell‘Arcipelago Toscano che prende il nome Stagnone. Il suo è un valore naturalistico straordinario, grazie soprattutto alla presenza di numerose specie migratorie.

Durante la primavera la superficie si ricopre delle spettacolari fioriture del ranuncolo acquatico, trasformando il paesaggio in un mosaico di colori inatteso per un’isola mediterranea.

I sentieri dello Zenobito e dello Stagnone

Capraia rappresenta anche una meta privilegiata per gli escursionisti. La rete sentieristica gestita dal Parco Nazionale raggiunge circa 20 chilometri e attraversa scenari estremamente vari.

Il percorso dello Zenobito conduce verso il settore più meridionale, passando in ambienti dominati dall’elicriso e da panorami che sembrano appartenere a un’altra latitudine. L’itinerario dello Stagnone solca invece il cuore geografico dell’isola.

Percorso botanico

Lungo l’antica strada che collega porto e paese si sviluppa un itinerario dedicato alla flora locale. Cartelli e punti informativi permettono di riconoscere le specie tipiche della macchia mediterranea.

L’esperienza risulta particolarmente interessante perché Capraia ospita oltre 650 specie vegetali censite e numerosi endemismi, tra cui la Linaria capraria e il fiordaliso di Capraia.

I palmenti e la memoria agricola

Tra le testimonianze più curiose figurano i palmenti, antiche vasche scavate nella roccia utilizzate per la produzione del vino. Queste strutture narrano un passato agricolo spesso ignorato da chi associa l’isola esclusivamente alla pesca e alla navigazione.

L’ex colonia penale agricola

Dal XIX secolo fino al 1986 una vasta porzione settentrionale del territorio ospitò una colonia penale agricola. Le vecchie strutture, oggi in parte recuperate, sono una pagina importante della storia contemporanea di questa peculiare terra emersa.

CEA Info Park La Salata

Vicino al porto, il CEA Info Park La Salata è un centro visitatori tramite cui comprendere l’origine geologica dell’isola e il valore ambientale del Santuario Pelagos.

Le spiagge più belle di Capraia

Come le migliori terre vulcaniche, anche Capraia vanta una costa frastagliata e spettacolare. Del resto, è stata modellata da milioni di anni di eruzioni e dall’azione continua delle mareggiate. Molte cale risultano raggiungibili soltanto via mare, caratteristica che contribuisce a mantenerne intatto il fascino.

  • Cala Rossa: considerata uno dei luoghi più scenografici del Mediterraneo, sfoggia rocce rosso vinaccia generate dalle antiche attività vulcaniche che vanno a contrastare con il blu intenso dell’acqua.
  • Cala della Mortola: presenta fondali sabbiosi e tonalità che oscillano tra verde smeraldo e azzurro brillante. La conformazione della spiaggia cambia in base alle correnti e ai venti.
  • Cala del Ceppo: molto apprezzata dagli amanti dello snorkeling grazie ai fondali ricchi di vita marina. Le acque limpide valorizzano le sfumature chiare della sabbia.
  • Cala dello Zurletto: dominata da uno scoglio dalla forma verticale che ricorda una torre naturale, è una delle cale più facilmente raggiungibili dal paese.
  • Cala del Vetriolo: celebre per le spettacolari colate laviche e per una suggestiva grotta con due aperture sul mare.
  • Cala del Moreto: ampia insenatura rivolta verso sud-ovest, piena di paesaggi differenti che alternano pareti rocciose, fondali profondi e tratti più riparati.

Dove si trova e come arrivare

Capraia si raggiunge esclusivamente via mare. I collegamenti partono dal porto di Livorno attraverso un servizio attivo durante tutto l’anno e la traversata richiede circa 2 ore e 45 minuti. Una volta sbarcati si scopre subito una delle peculiarità dell’isola: le automobili hanno un ruolo marginale e gran parte degli spostamenti avviene a piedi oppure tramite i collegamenti pubblici locali.

Il periodo migliore coincide con la primavera e l’inizio dell’autunno. Tra aprile e giugno la vegetazione raggiunge il massimo splendore, le fioriture colorano i sentieri e le temperature favoriscono le escursioni. Settembre e ottobre regalano invece mare ancora piacevole e una luce particolarmente intensa che esalta le tonalità delle rocce vulcaniche.

Isola di Capraia, Toscana
iStock
L’incredibile bellezza dell’Isola di Capraia

L’estate resta ideale per chi desidera dedicare più tempo alla navigazione, allo snorkeling e all’esplorazione delle cale, mentre l’inverno mostra il volto più autentico e silenzioso di quella che molti considerano la più selvaggia e misteriosa tra le isole dell’Arcipelago Toscano.

Federparchi - LIFE A-MAR NATURA2000: il Piano After LIFE per continuare a proteggere i siti marini Natura 2000

Dopo la conclusione del progetto, con Federparchi capofila, arriva uno strumento per proseguire le attività di tutela dei siti marini
(12 Jun 26)     Con la conclusione del progetto LIFE A-MAR NATURA2000, il lavoro realizzato in questi anni non si ferm[...]

Oltre la cartolina del Tigullio: Bargone e la Liguria che non ti aspetti

Par : elenausai10
12 juin 2026 à 14:00

In Liguria, bastano pochi chilometri verso l’interno per incontrare un paesaggio dominato dalle geometrie dei terrazzamenti, dove la roccia e l’ulivo sostituiscono la sabbia più gettonata degli stabilimenti balneari. In questo contesto collinare si inserisce Bargone, una frazione che si sviluppa sopra l’abitato di Casarza Ligure.

Lungi dall’essere un semplice rifugio panoramico, questa località si rivela un crocevia inaspettato di vicende storiche e fermenti intellettuali, capace di capovolgere la narrazione tradizionale del territorio attraverso i propri contrasti e le proprie silenziose eccellenze.

Cosa vedere a Bargone

L’impianto urbanistico di Bargone conserva la fisionomia tipica dell’insediamento difensivo medievale, articolandosi attraverso una fitta rete di elementi architettonici che ne testimoniano il passato strategico. Camminando tra i vicoli si incontrano archi a tutto sesto ben conservati e i resti delle antiche fortificazioni che un tempo vigilavano sulla vallata. L’elemento che definisce l’identità visiva del luogo è l’uso della pietra locale: le scalinate monumentali si distinguono per il marmo caratterizzato da intense striature rosse e nere, un dettaglio materico che spezza la monotonia dell’ardesia.

La complessità del borgo si riflette anche nelle biografie delle personalità che qui hanno avuto le proprie radici. Bargone è la terra natale di Santo Agostino Roscelli, nato nel 1818. Figura centrale nel contesto sociale dell’Ottocento risorgimentale, Roscelli venne ordinato sacerdote nel 1846 e legò il suo nome a Genova, dove fondò la Congregazione delle Suore dell’Immacolata.

L’istituto, focalizzato sull’assistenza agli infermi e sull’istruzione delle fasce giovanili marginalizzate attraverso orfanotrofi e asili, valicò presto i confini regionali per diffondersi in Italia e nelle Americhe, portando alla canonizzazione del fondatore nel 2001 da parte di Papa Giovanni Paolo II.

Gli eventi da non perdere a Bargone

Se la pietra racconta il passato religioso e militare, il paesaggio custodisce la memoria artistica della frazione. Umberto Fracchia, giornalista, critico letterario e fondatore nel 1925 della celebre rivista La Fiera Letteraria, scelse di abbandonare i circuiti metropolitani per trasferirsi stabilmente a Bargone nel 1928, dopo averne frequentato le stanze nella casa della nonna durante l’infanzia.

Considerato l’autore del primo romanzo Liberty italiano, Fracchia impresse nei suoi ultimi scritti i tratti del paesaggio agrario circostante. Oggi la Biblioteca Comunale custodisce il suo fondo librario, donato dalla consorte all’Università di Genova e gestito dal Comune.

Questa eredità si traduce in un evento culturale: il Premio Fracchia, che dal 22 al 28 giugno 2026 trasforma il borgo sotto il tema conduttore “Terreno di Meraviglia”. Il festival non si limita ai tradizionali panel d’autore, ma integra la letteratura all’interno dello spazio fisico del paese.

Il giardino storico di Villa Fracchia ospita sessioni mattutine di yoga all’aria aperta, mentre l’oliveta che circonda il mausoleo dello scrittore diventa lo scenario per degustazioni di olio extravergine d’oliva, unendo la memoria letteraria alla cultura materiale del podcast PassionEvo-Il Grand Tour dell’Olio.

Il programma del festival accoglie figure di rilievo internazionale come il saggista argentino Pablo Maurette e i principali protagonisti della narrativa italiana contemporanea (tra cui Erica Cassano, Luca Bianchini, Mattia Insolia, Fabio Bacà e Giuliana Salvi), culminando con la prima tappa nazionale del tour del Premio Strega Saggistica.

Dove si trova e come arrivare

Bargone è situato in una posizione sopraelevata rispetto al fondovalle della Val Petronio, nel territorio comunale di Casarza Ligure. Per raggiungere la frazione in automobile, il punto di riferimento principale è l’autostrada A12 Genova-Livorno.

L’uscita consigliata è quella di Sestri Levante; da qui si seguono le indicazioni per la Strada Statale 523 in direzione di Varese Ligure. Una volta superato il centro di Casarza Ligure, una strada comunale segnalata sale sulla sinistra, inerpicandosi lungo il versante collinare con una serie di tornanti che offrono una vista progressiva sulla vallata sottostante.

RomaNatura - Marco Visconti, Presidente RomaNatura, all'incontro "Ingegneria del Verde, Eccellenza Italiana"

Il Presidente dell'Ente porterà l'esperienza di RomaNatura nel confronto nazionale sul ruolo del verde urbano e delle aree naturali protette
(Roma, 12 Jun 26) Sabato 13 giugno 2026 il Presidente di RomaNatura, Marco Visconti, prenderà parte all’incontro “Ingegne[...]

Laudemio, il lago glaciale più meridionale d’Europa tra faggete antiche e vette del Sirino

12 juin 2026 à 13:00

A prima vista sembra un piccolo lago alpino finito per errore nel cuore della Basilicata, quasi uno “scherzo” della natura. Ma il Lago Laudemio, conosciuto anche con il nome di Remmo, occupa per davvero una conca montana a 1.525 metri di altitudine sulle pendici del Monte Papa (la vetta principale del Massiccio del Sirino). Le sue acque limpide, i profili boscosi e i rilievi che superano i 2.000 metri costruiscono uno scenario sorprendente per chi associa il Sud Italia soprattutto a coste e paesaggi mediterranei.

La sensazione più intensa arriva osservando il contesto che lo circonda: faggi alti e compatti delimitano gran parte del perimetro, mentre gli ontani contribuiscono a dar vita a una cornice vegetale particolarmente rara per queste latitudini. L’area rientra nella Riserva Naturale Regionale del Lago Laudemio, istituita nel 1985 per tutelare un patrimonio naturalistico considerato tra i più preziosi del nostro meridione.

Cavalieri del passato, briganti in cerca di riscatto e pastori transumanti utilizzavano questo angolo riparato come rifugio sicuro durante i lunghi spostamenti stagionali tra lo Ionio e il Tirreno. Oggi, invece, il sito accoglie i viaggiatori con la sua aria frizzante (e non solo). Del resto, stiamo parlando del lago glaciale più a sud d’Italia e d’Europa.

Origine e formazione del Lago Laudemio

La storia del Lago Laudemio inizia migliaia di anni fa, durante il Quaternario, quando il clima del Vecchio Continente era dominato da grandi glaciazioni. In quel periodo un vasto ghiacciaio occupava il versante settentrionale del gruppo montuoso Sirino-Papa. La massa di ghiaccio scendeva dalle quote più elevate del Monte Papa per circa 4 chilometri, raggiungendo l’area di Pétina Chiana.

Durante il lento ritiro del ghiacciaio si formò una morena frontale, cioè un accumulo di detriti trasportati dal ghiaccio. Proprio questa barriera naturale trattenne le acque di fusione, dando origine al lago visibile ancora oggi. Un’origine molto particolare e che rende il Laudemio un caso eccezionale: oltre a essere il lago glaciale più meridionale d’Italia e d’Europa, è uno dei pochissimi bacini di questo tipo presenti nell’Appennino. L’estensione supera di poco i 2 ettari, dimensioni contenute ma che contribuiscono al suo fascino raccolto e quasi intimo.

L’intero territorio conserva importanti testimonianze del passato geologico della Basilicata. Nella zona Sirino-Papa sono stati rinvenuti fossili di grande interesse scientifico che sono simboli di ambienti radicalmente diversi da quelli attuali. Tra i reperti studiati dagli specialisti figurano resti appartenenti a mammut, rinoceronti, orsi, iene e antichi rettili.

Anche la flora presenta caratteristiche peculiari. Salendo verso le quote superiori, infatti, compaiono specie botaniche estremamente rare, tra cui la Vicia sirinica e l’Astragalus sirinicus, piante presenti esclusivamente su queste montagne. Un’eccezionale caratteristica che conferisce ulteriore valore naturalistico all’intera area protetta.

Cosa fare e vedere al Lago Laudemio

Dobbiamo essere onesti sin da principio: tra sentieri panoramici, ambienti forestali e punti d’osservazione naturali, il Lago Laudemio offre molto più di una semplice sosta fotografica. L’esperienza acquista profondità dedicando tempo all’esplorazione dei suoi dintorni, ricchi di dettagli che spesso passano inosservati con una sola visita veloce.

Ammirare il Lago Remmo da vicino

Il primo incontro con il Laudemio lascia quasi sempre sorpresi perché appare all’improvviso tra gli alberi, racchiuso da rilievi che sembrano proteggerlo dal resto del mondo. Nei periodi più tranquilli la superficie riflette il profilo del Monte Papa e delle faggete circostanti.

Erbe acquatiche, foglie palustri e alghe contribuiscono al suo affascinante aspetto, ricordando la sua origine antichissima e il delicato equilibrio ecologico che lo caratterizza.

Esplorare la faggeta della riserva

Gran parte del fascino del Laudemio nasce dal rapporto tra acqua e bosco. La faggeta circonda circa due terzi del perimetro lacustre e rappresenta uno degli elementi più suggestivi dell’area.

Tronchi slanciati, radure luminose e sottobosco ricco di vegetazione accompagnano l’escursione lungo i percorsi che attraversano la riserva. Durante l’autunno il paesaggio assume tonalità dorate e ramate che trasformano completamente l’ambiente.

Salire verso il Monte Papa

Per gli escursionisti più allenati, il sentiero che conduce al Monte Papa rappresenta una delle esperienze più appaganti della zona. Il percorso si sviluppa lungo il versante settentrionale del massiccio, attraversando inizialmente il bosco e successivamente ambienti più aperti e rocciosi.

Intorno ai 1.900 metri di quota compaiono le specie botaniche endemiche che hanno reso celebre il Sirino tra naturalisti e studiosi.

Osservare panorami tra i più ampi della Basilicata

Nelle giornate caratterizzate da buona visibilità, il Monte Papa offre vedute straordinarie: verso nord si distinguono l’alta Val d’Agri, il Monte Volturino e il Monte della Madonna di Viggiano: a est emerge il profilo del Monte Alpi, mentre a sud si estende il grande patrimonio forestale del Lagonegrese.

Cercare le tracce della fauna appenninica

La riserva custodisce una fauna particolarmente interessante. Tra gli abitanti più emblematici figura il lupo appenninico, simbolo della natura selvaggia dell’area. Boschi e valloni ospitano inoltre diverse specie di rapaci, piccoli mammiferi e anfibi.

Nel lago vivono trote e salamandre, mentre le zone forestali forniscono habitat ideali a numerosi animali tipici della zona. Anche senza avvistamenti diretti, la percezione di trovarsi in un ambiente ancora integro accompagna gran parte della visita.

Raggiungere il Lago Zapano

Poco distante dal Laudemio si trova il Lago Zapano, situato a circa 1.380 metri di quota nel Vallone del Cacciatore. Oggi appare molto più piccolo rispetto al passato a causa dei depositi accumulati nel corso dei secoli, ma nonostante ciò è una preziosa testimonianza dell’antica presenza dei ghiacciai sul Sirino.

Dove si trova e come arrivare

Il Lago Laudemio si trova nel territorio comunale di Lagonegro, in provincia di Potenza, all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e della Riserva Naturale Regionale che tutela il bacino. L’accesso più comodo avviene attraverso l’autostrada A2 del Mediterraneo.

Dopo l’uscita Lauria Sud si seguono le indicazioni per il Monte Sirino e per la stazione sciistica. La strada sale progressivamente tra boschi e pendii montani fino a raggiungere l’area attrezzata dalla quale partono i principali itinerari escursionistici. Lagonegro dista pochi chilometri e rappresenta il punto di riferimento principale per servizi, strutture ricettive e ristorazione.

Tra antichi ghiacciai, foreste d’alta quota e panorami che raccontano milioni di anni di storia geologica, il Lago Laudemio custodisce un volto della Basilicata sorprendente e poco conosciuto: è uno di quei luoghi che riesce ancora a trasmettere il senso della scoperta, qualità sempre più rara nei paesaggi contemporanei.

Dal cacio al pesce, dalla pizza al vino, le migliori sagre e gli eventi del weekend dal 12 al 14 giugno 2026 in Italia

12 juin 2026 à 12:00

Un weekend ricco di feste, sagre, ricorrenze e di eventi anche di un certo spessore quello che sta per iniziare. Dalle feste dedicate a Sant’Antonio, che si celebra ogni anno il 13 giugno (e non soltanto a Padova) alle tavole gourmet con chef stellati, dalle degustazioni dei vini dei nostri territori alle celebrazioni folkloristiche italiano e anche straniere. Ce n’è per tutti i gusti, insomma.

Abbiamo selezionato i dieci eventi imperdibili del weekend del 12, 13 e 14 giungo (ma anche oltre) secondo noi, adatti a tutta la famiglia, dove gli adulti potranno divertirsi e i ragazzi svagarsi festeggiando la fine della scuola.

La Gabbia 12h di Locana

1 août 2026 à 00:00
La Gabbia 2026
Piazza Gran Paradiso, Locana (To
)
un weekend di sport e divertimento in concomitanza con la manifestazione "la Gabbia 12h di Locana", con tornei dedicati a giovani e adulti.

Sabato 1 Agosto – La Gabbia Giovani
Inizio torneo: ore 14:00

Informazioni
- Suddivisione dei ragazzi in base all’età.
- Organizzazione delle squadre a baraonda.
- Orari e calendari delle partite verranno comunicati nei giorni precedenti al torneo.

Possibilità di cenare in piazza con panini vari e patatine fritte.

Domenica 2 Agosto – La Gabbia 12h di Locana (2 vs 2)
Inizio torneo: ore 10:00

Formula

- Torneo 2 vs 2
- Massimo 24 squadre
- Squadre composte da 2 o 3 giocatori
- Quota di iscrizione €75 a squadra
Premi

1° premio: €800
2° premio: €400
3° premio: €200

I premi espressi in euro saranno convertiti in buoni carburante. Nel caso in cui non venisse raggiunto il numero di 24 squadre, i premi saranno ridotti di conseguenza.

Durante la manifestazione sarà presente un servizio bar con possibilità di pranzare e cenare in piazza con panini e patatine fritte.

Domenica 2 Agosto – Beach Volley della Gabbia
Torneo Beach Volley 4 vs 4 misto
Inizio torneo: ore 9:00

Requisiti
- Età minima: 14 anni
- Quota di iscrizione €10 a persona

Durante la manifestazione sarà presente un servizio bar con possibilità di pranzare e cenare in piazza con panini e patatine fritte.

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Benessere in Natura - Percorso Olistico

27 juin 2026 à 00:00
27 Giugno 2026

Dalle 8:30 alle 12:15 e dalle 14:30 alle 18:30

presso Vecchio Mulino – Locana

Programma mattino
8:30
Accoglienza
Dalle 8:45 alle 9:30
Yoga Pilates per adulti
Dalle 9:40 alle 10:40
Bagno Sonoro e meditazione
Dalle 10:50 alle 11:50
La voce che cura – La voce delle piante e musica a 432 hz
Dalle 11:55 alle 12:15
Laboratorio “Come fare gli smudge (incensi naturali)”

Banchetto di: Smudge, cristalli, giardini zen, sacchetti porta fortuna, oggettistica a tema

Programma pomeriggio
Dalle ore 14:30 alle 15:30
Yoga Pilates per adulti
Dalle 15:40 alle 16:40 Bagno sonoro e meditazione
Dalle 16:50 alle 17:50 La voce che cura – La voce delle piante e musica a 432 hz
Dalle 18:00 alle 18:30
Laboratorio “Come fare gli smudge (incensi naturali)”

Banchetto di: Smudge, cristalli, giardini zen, sacchetti porta fortuna, oggettistica a tema

Contributo € 15,00 (percorso mattina o percorso pomeriggio)

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