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Oltre 127 turisti per ogni residente: è questa la meta più satura d’Europa

20 août 2026 à 11:00

C’è una parte d’Europa in cui il numero dei pernottamenti turistici supera di gran lunga quello degli abitanti. A fotografare questa particolare concentrazione sono i dati Eurostat relativi al 2024, analizzati dal Greek Reporter, che mettono in cima alla classifica una delle aree più amate del Mediterraneo. È l’Egeo meridionale, in Grecia, dove lo scorso anno si sono contati 127,2 pernottamenti turistici per ogni residente.

Primo posto per l’Egeo meridionale

Il primato europeo spetta dunque alla regione greca dell’Egeo meridionale, territorio che comprende alcune delle isole più conosciute del Paese, tra cui Santorini, Rodi e Kos. Lo scorso anno sono stati registrati oltre 41,5 milioni di pernottamenti, a fronte di una popolazione di circa 326.000 abitanti.

Il rapporto tra presenze turistiche e residenti raggiunge così quota 127,2 notti per abitante, il valore più elevato tra le zone dell’Europa considerate nell’analisi. Un dato che restituisce con immediatezza la pressione esercitata dal turismo su un territorio relativamente piccolo e fortemente legato all’accoglienza.

Subito dopo si trovano le isole Ionie, sempre in Grecia, con 102,6 pernottamenti per residente e 20,5 milioni di notti complessive. Anche qui il rapporto è particolarmente significativo, considerando una popolazione di circa 200.000 persone. Nessun’altra regione europea si avvicina ai livelli registrati dalle due aree greche. Il dato non indica necessariamente il numero di persone presenti nello stesso momento, ma misura il rapporto tra le notti trascorse dai visitatori e la popolazione residente. È quindi un indicatore utile per capire il peso del turismo sui territori.

La meta più satura d’Europa
123rf
Folla in attesa di fotografare il tramonto a Oia, Santorini

L’Italia presente con Bolzano

La prima destinazione italiana nella classifica è la provincia autonoma di Bolzano, conosciuta anche come porta d’accesso alle Dolomiti nelle Alpi italiane. Qui sono state registrate 68,9 notti turistiche per ogni abitante, un valore che colloca il territorio ai vertici europei per concentrazione delle presenze.

Il dato racconta quanto sia forte l’attrattiva dell’Alto Adige durante tutto l’anno, grazie a paesaggi alpini, località sciistiche, sentieri e turismo naturalistico. La provincia si inserisce infatti in una graduatoria dominata dalle grandi destinazioni balneari e insulari del Mediterraneo, mostrando come anche una regione montana possa raggiungere livelli molto elevati di saturazione turistica.

Le altre mete più (e meno) affollate

Alle spalle di Bolzano si trova la costa adriatica della Croazia, con 67,5 pernottamenti per residente. È l’area che comprende anche celebri città come Dubrovnik e Spalato, tra le destinazioni più richieste del Paese. Seguono le isole Baleari spagnole, con 60 notti per abitante: Ibiza e Maiorca contribuiscono a rendere questo arcipelago uno dei principali poli turistici d’Europa.

Al sesto posto compare ancora la Grecia, con Creta, che raggiunge 55,6 pernottamenti per residente. Il peso del turismo, tuttavia, varia molto all’interno dell’Unione Europea. Nella maggior parte delle regioni analizzate si registrano meno di 15 notti turistiche per abitante.

È il caso anche dell’Egeo settentrionale, altra regione greca, che con 14,9 pernottamenti per residente si colloca al 24° posto. All’estremo opposto della graduatoria figura invece Mayotte, territorio francese nell’Oceano Indiano e parte dell’UE, con appena 0,5 notti per abitante. Poco sopra si trova la Mazovia, la regione polacca che circonda Varsavia, ferma a 0,7.

Svelate le isole più tranquille al mondo: in classifica spicca anche un’italiana

20 août 2026 à 07:30

Dimenticare il rumore, le folle e il ritmo frenetico delle località turistiche più conosciute è diventato un desiderio sempre più diffuso tra i viaggiatori, che cercano quei luoghi dove si può veramente staccare la spina e godersi un po’ di quiete. A fotografare questa tendenza è il nuovo Unspoilt Index di BookRetreats, che ha analizzato 100 isole in tutto il mondo per individuare quelle dove natura, silenzio e spazi poco affollati resistono ancora al turismo di massa.

La ricerca ha preso in considerazione diversi fattori, tra cui naturalità del territorio, densità della popolazione, traffico stradale e aereo, affollamento, inquinamento luminoso e presenza di coste rimaste incontaminate, elaborando un indice dedicato alla tranquillità delle destinazioni. Al primo posto nel mondo c’è un’isola neozelandese, mentre a dominare la classifica europea è una piccola isola greca che si trova a circa un’ora da una delle mete più affollate del Mediterraneo. Ma anche il Belpaese sorprende: nella top 25 mondiale compare anche un’isola italiana.

L’isola più tranquilla del mondo

Il primo posto assoluto spetta a Stewart Island, in Nuova Zelanda, una destinazione dove la presenza umana è ancora minima rispetto alla vastità della natura.

Sull’isola vivono poco più di 500 persone, mentre il territorio è celebre per il kiwi bruno di Stewart Island, una delle specie simbolo della Nuova Zelanda. A contribuire al primato è anche il livello quasi inesistente di inquinamento luminoso: qui si trova infatti il Santuario internazionale del cielo buio (i Dark Sky Sanctuaries) più meridionale del mondo, una condizione che rende l’isola particolarmente adatta all’osservazione delle stelle e, quando le condizioni sono favorevoli, della spettacolare aurora australe.

Aurora australe a Stewart Island
iStock
Spettacolare aurora australe a Stewart Island (Nuova Zelanda)

Stewart Island non è però soltanto una destinazione per gli appassionati di cieli notturni. Il suo territorio è dominato da foreste, baie, sentieri e paesaggi selvaggi, in un ambiente dove la natura, con il Parco nazionale di Rakiura, resta decisamente protagonista.

L’isola più tranquilla d’Europa

Per trovare la prima destinazione europea bisogna scendere soltanto di una posizione nella graduatoria. Anafi, nelle Cicladi, conquista infatti il secondo posto mondiale ed è la più tranquilla d’Europa. Il dato più curioso è la sua vicinanza a Santorini: le due isole distano appena circa un’ora di traghetto, ma l’esperienza di viaggio è completamente diversa.

Con una superficie di circa 40 chilometri quadrati, conta appena 300 abitanti, non ha un aeroporto e il traffico stradale è molto limitato: sono questi fattori ad aver contribuito al suo elevato livello di tranquillità, valutato 92 punti su 100 dall’indice.

Qui il paesaggio conserva un carattere ancora selvaggio, tra montagne, sentieri e spiagge poco frequentate. Tra quelle da scoprire ci sono Roukounas, Klisidi e Katsouni, dove la sabbia dorata incontra acque trasparenti.

Isola di Anafi, in Grecia
iStock
Scorcio sull’Isola di Anafi, in Grecia

L’unica italiana in classifica

L’Italia compare una sola volta nella top 25 mondiale e lo fa con una destinazione che sembra particolarmente adatta alla ricerca di silenzio e natura: Salina, nelle Eolie. L’isola siciliana si piazza al 23° posto, precedendo diverse destinazioni esotiche e confermando la capacità dell’arcipelago siciliano di offrire anche angoli lontani dal turismo più frenetico.

Salina è caratterizzata da rilievi vulcanici, terrazzamenti, vigneti e vegetazione mediterranea, con piccoli centri affacciati sul mare, calette segrete e specialità da gustare durante un viaggio a passo lento lontano dalla frenesia quotidiana.

Scorcio dell'isola di Salina, Eolie
iStock
Favoloso scorcio dell’isola di Salina

Le altre isole europee più tranquille

La top 25 dell’Unspoilt Index 2026 comprende molte altre isole europee. Al 5° posto mondiale si trova St Martin’s, nelle Isles of Scilly, al largo della Cornovaglia, che contano appena 135 residenti. La piccola isola è nota per i suoi paesaggi naturali e per la possibilità di fare snorkeling nelle acque dove vivono anche le foche.

All’11° posto si trova invece l’Isola di Skye, in Scozia, mentre Herm, nelle Isole del Canale, occupa il 14° posto. Quest’ultima è una delle destinazioni più particolari della graduatoria: qui ci vive solo una sessantina di abitanti e non circolano automobili.

Anche la Croazia è presente con due isole nella top 20: Mljet, al 17° posto, e Vis, al 19°. La prima si trova al largo di Dubrovnik ed è conosciuta per i suoi paesaggi naturali, mentre la seconda è una delle isole dalmate più interessanti per chi cerca un’atmosfera meno movimentata rispetto alla vicina Hvar.

Più in basso troviamo Milos, in Grecia, al 22° posto, e poi Salina, Ilha das Flores, nelle Azzorre portoghesi, e La Gomera, una delle 8 Isole Canarie ancora poco conosciuta.

La classifica completa

Riportiamo di seguito la classifica completa con le 25 isole più tranquille del mondo, tutte da scoprire:

  1. Stewart Island, Nuova Zelanda;
  2. Anafi, Grecia;
  3. Ilha Grande, Brasile;
  4. Lord Howe Island, Australia;
  5. St Martin’s (Isole Scilly) Inghilterra;
  6. Tioman Island, Malaysia;
  7. Koh Chang, Thailandia;
  8. Koh Rong, Cambogia;
  9. Havelock Island, India;
  10. Santa Catalina Island, Stati Uniti;
  11. Isle of Skye, Scozia;
  12. Isla Holbox, Messico;
  13. Magnetic Island, Australia;
  14. Herm, Isole del Canale;
  15. Boa Vista, Capo Verde;
  16. Salt Spring Island, Canada;
  17. Mljet, Croazia;
  18. La Digue, Seychelles;
  19. Vis, Croazia;
  20. Palawan, Filippine;
  21. Viti Levu, Fiji;
  22. Milos, Grecia;
  23. Salina, Italia;
  24. Ilha das Flores, Portogallo;
  25. La Gomera, Spagna.

Oceania, le location del live action sono perle meravigliose nel cuore delle Hawaii

19 août 2026 à 18:00

Le location di Oceania (il cui nome originale è Moana), il live action remake dell’omonimo film d’animazione del 2016 ora nelle sale, hanno un compito fondamentale: dare consistenza al mondo in cui vive l’eroina Disney, un mondo fatto di antiche tradizioni e rituali di passaggio e soprattutto di forte rispetto per una natura inevitabile co-protagonista dell’esistenza di ciascuno.

Per ottenere tale risultato la produzione ha scelto di girare direttamente là dove la cultura polinesiana è nata e continua a prosperare, nonostante la turistificazione all’agguato: sullo schermo si alternano così panorami costieri selvaggi, baie nascoste, spiagge meravigliose dove la sabbia è bianca e l’acqua cristallina e altri preziosi tesori hawaiani.

Di cosa parla

Vaiana Waialiki (Catherine Laga’aia), la figlia del capo tribù dell’isola Motunui, riceve fin da piccola la chiamata del mare e cresce per questo nutrendo grande rispetto e fascinazione nei suoi riguardi. Una volta grande, incoraggiata dalla nonna e nonostante il disaccordo iniziale del padre, la principessa decide di partire alla scoperta di cosa c’è al di là della barriera corallina ispirata anche dal lungo passato da navigatori del proprio popolo. In viaggio Vaiana incontra Maui (Dwayne Johnson), un semidio polinesiano che l’aiuta a comprendere meglio i segreti del mare e a dominarli per ridare prosperità alla propria gente.

Il 19 agosto arriva nelle sale "Oceania": un live action remake dell'omonimo film d'animazione Disney
Walt Disney Pictures
Una scena di “Oceania”

Dov’è stato girato il film

Il nuovo film Disney è stato girato sull’isola di Oahu: la terza più grande dell’arcipelago delle Hawaii. Le location di Oceania si trovano, più nel dettaglio, sulla costa occidentale dell’isola: quella che conserva ancora più intatta la sua bellezza naturale e la forte eredità culturale, al contrario di zone come Waikiki, molto frequentate dai turisti e che per questo hanno visto smorzata negli anni parte della propria identità.

"Oceania", il nuovo live action Disney, è girato alle Hawaii sull'isola di Oahu
iStock
La meravigliosa isola di Oahu

Pokai Bay, Oahu

Le scene nel villaggio e quelle a bordo delle imbarcazioni sono state girate, in particolare, a Pokai Bay: una splendida insenatura di sabbia dorata circondata da verde dove rilassarsi al sole, nuotare tra i pesci, godersi il contatto con la natura e – con un po’ di fortuna – poter avvistare i delfini.

Nei pressi della baia si trova il sito di Kuilioloa Heiau, molto significativo per la storia raccontata in Oceania: si tratta infatti di un luogo ritenuto sacro nella cultura polinesiana, dove i prescelti come la principessa Vaiana imparavano l’arte di navigare il mare osservando le stelle, le correnti e altri segnali offerti dalla generosità della natura.

Le location di "Oceania" sull'isola di Oahu
iStock
La splendida Pokai Bay

Makua Beach

Altra location di Oceania è Makua Beach: un tratto di costa che con il suo profilo frastagliato, la natura incontaminata e le vedute panoramiche sull’oceano, uniche, trasmette un senso di potenza incontrastata che ben si adatta al mood del nuovo live action Disney e della sua eroina. La forza della natura sembra accompagnare infatti la principessa Vaiana, e con lei tutti gli spettatori, a scoprire i talenti ricevuti in dono e le missioni a cui è destinata.

"Oceana": dov'è stato girato il remake live action del film d'animazione Disney
iStock
Il panorama unico di Makua Beach

Altre location

In alcune inquadrature è possibile riconoscere templi (heiau) tradizionali hawaiani e altri siti in cui ancora oggi viene preservata e tramandata l’identità e la cultura delle popolazioni originarie della zona: si tratta di location scelte, ancora una volta, tenendo conto di ciò che racconta Oceania e del suo essere a un tempo una storia d’avventura e di formazione.

L'eredità culturale delle popolazioni hawaiane è co-protagonista del remake di "Oceania"
Walt Disney Pictures
Una scena di “Oceania” in un luogo sacro per la cultura hawaiana

Nel remake Disney non mancano scene girate in studio, ai Trilith Studio di Atlanta, e con l’ausilio di effetti digitali e computer grafica.

Dove andare a fine agosto, 8 mete insolite e affascinanti tutte da scoprire

16 août 2026 à 15:00

Ferragosto è ormai passato e l’estate inizia ad accorciarsi, ma moltissime persone sono pronte a partire per un sorprendente viaggio di fine agosto, che sia organizzato da tempo oppure last minute: se le ferie devono ancora iniziare o si ha ancora qualche giorno libero da sfruttare, la fine del mese può essere un ottimo momento per partire. Non soltanto perché in alcune destinazioni l’atmosfera comincia lentamente a cambiare, ma anche perché esistono mete capaci di offrire una vacanza diversa dalle solite destinazioni prese d’assalto nel cuore dell’estate.

Dalla costa italiana alle isole più selvagge, passando per una valle alpina dove cercare un po’ di fresco, fino ad arrivare a località europee meno scontate, sono diverse le possibilità per organizzare un viaggio last minute negli ultimi giorni di agosto. Abbiamo selezionato 8 mete tra Italia ed Europa, puntando su luoghi meno scontati che permettono di combinare diverse esperienze tra mare, natura, borghi, cultura e attività all’aria aperta. Pronti a partire?

L’isola che stava morendo ora rinasce: il nuovo volto della paradisiaca Tanera Mòr

Par : elenausai10
13 août 2026 à 13:00

Al largo della costa nord-occidentale della Scozia, davanti alla penisola di Coigach, si trova Tanera Mòr, la più grande delle Summer Isles. Fino a pochi anni fa appariva come un luogo abbandonato: edifici storici in rovina, pochissimi abitanti, ampi tratti di terreno riconquistati dalla natura.

Kanifushi, il paradiso delle tartarughe (e degli umani) delle Maldive

11 août 2026 à 17:51

Prima ancora che nascesse un resort, quest’isola era stata scelta come luogo ideale dalle tartarughe marine che, ogni anno, ancora oggi, percorrono migliaia di chilometri per venire indisturbate a deporvi le uova. Con queste parole di benvenuto, Swatheesh Udupa, manager dell’isola-resort delle Maldive, dove sono atterrata dopo un volo di circa 35 minuti dalla Capitale Malé, che dista 120 km, mi accoglie a Kanifushi.

Mi spiega anche che la spiaggia dove ci sono i nidi, sulla punta estrema dell’atollo di Lhaviyani, una delle poche isole abitate di questo magnifico anello corallino, si trova sul lato opposto rispetto a dove atterrano gli idrovolanti, è protetta e assolutamente non è accessibile agli ospiti, proprio perché deve restare intatta e intoccabile.

Non organizzano neppure attività quando è il momento della schiusa delle uova e ciò significa rispetto nei confronti di un habitat che si sta lentamente riprendendo il proprio spazio. E sento di essere arrivata in un paradiso terrestre.

Swatheesh mi spiega che questo è anche il paradiso delle mante, che arrivano spesso a fare bella mostra di sé nelle acque su cui s’affacciano le water villa e che gli ospiti possono ammirarle stando tranquillamente sul jetty o sul deck della loro piscina privata.

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Atmosphere
Le splendide water villa a Kanifushi

L’isola eco-friendly

Su questa isola lunga 2 chilometri e stretta meno di cento metri che, vista dall’alto, ricorda la forma di una mazza da jockey, 13 anni fa è stata aperta una struttura che a malapena si nota tra la fitta vegetazione tropicale, gestita dal gruppo Atmosphere e che mette la sostenibilità al primo posto. Swatheesh, che sarà la mia guida e il mio angelo custode per tutto il soggiorno (mi ha aiutata a ritrovare un oggetto a me molto caro che ormai credevo perduto per sempre coinvolgendo tutto lo staff!), mi spiega che sull’isola si gira a piedi, in bicicletta (ogni ospite ha diritto a una due ruote color Tiffany, che poi è il colore dell’acqua che circonda Kanifushi, che poi è il mio preferito…) o con i caddy elettrici che fanno avanti e indietro lungo il viale principale, una lunga striscia di sabbia bianca all’ombra di palme, banani, piante di frangipane i cui fiori, quando cadono a terra, formano un tappeto bianco dal profumo inconfondibile (e che viene spontaneo infilarsi tra i capelli).

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Atmosphere
In bicicletta per l’isola di Kanifushi

In mezzo al verde che ricopre tutta la superficie si nascondono le beach villa, con o senza piscina privata (su tutta l’isola, tra grandi – una adults only – e piccole, ce ne sono ben 102), che piacciono tanto agli stranieri, mentre noi italiani, appena vediamo il mare (e che mare!), non pensiamo ad altro (qui bisogna solo ricordarsi di indossare le scarpine di gomma perché la marea porta con sé centinaia di frammenti di coralli), e il famoso bagno maldiviano ovvero tutto all’aperto, dove si fa la doccia in compagnia di simpatici e innocui gechi.

Il mare di Kanifushi

Chi viene alle Maldive lo fa per godersi il mare e le attività legate all’acqua. L’atollo di Lhaviyani, il cui nome locale è “Faadhippolhu”, è famoso per le immersioni. E a Kanifushi c’è un centro diving, Oceanix, super professionale, che organizza non soltanto escursioni per snorkeling due volte al giorno gratuite nei vicini reef, ma anche spettacolari immersioni per tutti coloro che scelgono questo arcipelago per i suoi celebri fondali marini.

Snorkeling e immersioni

Tra gli spot più incredibili, c’è Hanifaru Bay Manta and Whale Shark Point, dove l’avvistamento di mante, ma soprattutto di squali, è garantito (oltre agli squali balena e a una miriade di altri pesci colorati). Inoltre, il centro si occupa di alcuni programmi di conservazione marina, come la raccolta delle plastiche nel mare, causa numero uno dell’inquinamento dell’Oceano Indiano, e naturalmente la tutela delle tartarughe.

Il diving collabora direttamente con il Naifaru Turtle Rehabilitation Centre che si trova sull’isola più grande e più densamente popolata dell’atollo (circa 8mila abitanti). Si può prendere parte in prima persona alle attività del centro come volontari, purché si sappia nuotare e avere compiuto i 18 anni, oltre ad avere una passione per il mare, aiutando i biologi marini a salvare e a curare le tartarughe bisognose.

Un eco-resort di lusso

Nonostante sia una piccola isola, sulla spiaggia di Kanifushi si ha la sensazione di essere soli al mondo. Tra l’altro, un solo lato dell’isola è balneabile perché l’altro è colpito dalle correnti molto forti che hanno traportato anche delle rocce. Su questa spiaggia selvaggia però s’affacciano un bar, un’altalena e alcuni punti molto romantici.

Solo se si frequentano gli spazi comuni (i sei ristoranti e i tre bar, la mega spa dove, se si soggiorna per almeno quattro notti si ha un trattamento free, il pontile dove ogni sera, dopo cena, arrivano gli squali attratti dalla luce) ci si rende conto che sull’isola c’è altra gente. Se non uscite a colazione – tra le esperienze tipiche che si possono fare alle Maldive e quindi anche qui c’è il floating breakfast in piscina – in pratica non s’incontra mai nessuno.

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Atmosphere
L’area dei water sport Oceanix sull’isola

Se però si viene per una vacanza in famiglia, ci sono tanti luoghi di aggregazione, dalla Club House per i ragazzi al kids club con servizio baby-sitting, dal Sunset Bar – dove si ammirano tramonti spettacolari – al Pier Six dove si sta a piedi nudi sul sabbia, dalla zona dei water sport ai campi da tennis e padel al cinema sotto le stelle. Un paradiso vero per chi lo sta ancora cercando. Io l’ho trovato, angelo incluso 😇.

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Atmosphere
La spiaggia bianca di Kanifushi

Gattari cercasi su un’isola greca: vitto e alloggio gratis nell’offerta che fa sognare

Par : elenausai10
11 août 2026 à 15:00

Passare le giornate a coccolare gatti non farebbe già gola a qualsiasi amante dei felini? E se questo significasse anche vivere gratis su un’isola greca? Detta così sembra un sogno, ma è esattamente quello che propone Syros Cats, organizzazione no profit che da anni si occupa dei gatti randagi e recuperati dell’isola di Syros, nelle Cicladi.

In cambio di qualche ora di lavoro al giorno, offre vitto, alloggio e utenze gratuite a chi è disposto a trasferirsi per un periodo prolungato. Non una vacanza, non un lavoretto estivo: un’esperienza pensata per chi vuole vivere la Grecia da dentro, tra ciotole, coccole ai cuccioli e giornate scandite dal ritmo dell’isola.

Come funziona l’offerta

Syros Cats porta avanti da tempo un programma di sterilizzazione (TNR, Trap-Neuter-Return) per tenere sotto controllo la popolazione felina dell’isola, insieme a cure veterinarie, somministrazione di farmaci e assistenza a lungo termine per gli animali che non potrebbero sopravvivere da soli per strada. Un piccolo team fisso, però, non basta: l’organizzazione si affida a volontari che si alternano nel tempo per garantire continuità alla cura quotidiana.

In cambio dell’impegno, i volontari ricevono una camera privata in un alloggio condiviso, colazione inclusa, utenze coperte (elettricità, acqua, WiFi) e la possibilità di vivere sull’isola senza pagare l’affitto. Il soggiorno minimo richiesto è di un mese, il tempo necessario per entrare nel ritmo del lavoro. Le giornate tipo prevedono circa cinque ore di attività, cinque giorni a settimana, soprattutto al mattino: nutrire i gatti, pulire le aree comuni, socializzare con i cuccioli o i gatti più diffidenti, somministrare farmaci, dare una mano nelle visite veterinarie, occuparsi del giardino e accogliere i visitatori.

Non serve esperienza pregressa con gli animali, ma costanza: il lavoro è fisico, a volte poco glamour, e richiede persone indipendenti e a proprio agio nella vita comunitaria. I volontari under 25 vengono raramente accettati, mentre chi lavora da remoto può partecipare se riesce a conciliare i turni fissi con la propria attività.

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123RF
La spiaggia di Galissas a Syros in Grecia

Bambini e animali domestici non sono ammessi e chi arriva da fuori UE deve rispettare i limiti di soggiorno Schengen (90 giorni su 180). Le domande per il 2027 apriranno a settembre 2026: chi è interessato può tenere d’occhio il sito e i canali social di Syros Cats.

Casa tipica greca sull'isola di Syros
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Syros aspetta nuovi volontari per i suoi gatti

Il fascino discreto dell’isola di Syros

Com’è Syros, l’isola pronta ad accogliere nuovi volontari per i suoi gatti?

Passeggiando per Ermoupoli, considerato il più imponente tra i centri storici delle Cicladi, si alternano vicoli pedonali, mercati e localini, con piazza Miaouli, circondata da palme e caffè, dominata dal municipio neoclassico, come punto di ritrovo per l’aperitivo serale.

Poco fuori dal centro, la costa si apre in una serie di spiagge diverse tra loro: Kini, sabbiosa e riparata, amata dalle famiglie; Galissas, con le sue casette bianche e blu; Ari, più isolata e tranquilla. Chi ha tempo per un’escursione può salire fino al borgo collinare di Ano Syros, con la sua cattedrale cattolica affacciata sul mare, o spingersi fino al remoto villaggio di San Michalis, tra vigneti e viste sulle isole vicine.

Favignana, la farfalla sul mare diventata l’Itaca di Nolan

8 août 2026 à 15:00

Favignana, la più grande e celebre isola dell’arcipelago delle Egadi, è una delle mete più affascinanti e desiderate della Sicilia occidentale. A pochi chilometri dalla costa di Trapani, emerge nel Mediterraneo con un profilo inconfondibile e un susseguirsi di calette selvagge, scogliere chiare e acque trasparenti che cambiano tonalità con la luce, passando dall’azzurro al turchese più intenso.

Visitarla significa lasciarsi conquistare innanzitutto dal mare, ma fermarsi soltanto alle sue spiagge sarebbe riduttivo: vanta, infatti, una storia legata alla pesca del tonno, alle cave di calcarenite, alla famiglia Florio e a un paesaggio modellato tanto dalla natura quanto dal lavoro dell’uomo. Non a caso è conosciuta anche come la “farfalla sul mare”: osservata dall’alto, la sua forma sembra proprio quella di due ali dispiegate sulle acque del Mediterraneo.

Mn non soltanto: oggi Favignana possiede anche un nuovo volto cinematografico: Christopher Nolan l’ha scelta tra le location della sua Odissea, trasformandola sul grande schermo nella patria di Ulisse, Itaca.

Favignana oltre il mare, dal Forte di Santa Caterina alle cave

Il profilo di Favignana è dominato dall’alto dal Forte di Santa Caterina, conosciuto anche come Castello di Santa Caterina, che sorge sulla cima dell’omonimo monte a circa 310 metri di altitudine: visibile persino da Trapani e da Erice, è uno dei punti di riferimento dell’isola e racconta secoli di avvistamenti, difesa e controllo del territorio.

La sua storia inizia nel IX secolo, quando i Saraceni costruirono sulla sommità una torre di avvistamento: furono poi i Normanni a trasformarla in un fortino, ampliato nel XV secolo da Andrea Riccio, allora signore di Favignana. In epoca borbonica la struttura venne utilizzata come carcere e poi come presidio militare, fino all’abbandono nel secolo scorso.

Da allora, il tempo sembra essersi fermato tra le mura dell’antico maniero, mentre la sua posizione continua a essere spettacolare: dall’alto lo sguardo abbraccia Favignana, le altre Egadi e la costa della Sicilia occidentale, con il mare che si estende tutt’intorno e rende ancora più evidente la particolare forma dell’isola.

Forte di Santa Caterina a Favignana, Egadi, Sicilia
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Il maestoso Forte di Santa Caterina a Favignana

Un’altra tappa fondamentale è l’Ex Stabilimento Florio: con i suoi 32 mila metri quadrati, per tre quarti coperti, fu tra le più grandi tonnare del Mediterraneo e oggi rappresenta un vero gioiello di archeologia industriale. Nel 1841 la famiglia Florio prese in affitto la tonnara dalla famiglia Pallavicini di Genova, inaugurando un capitolo destinato a lasciare un’impronta profonda nella storia di Favignana. I grandi ambienti che un tempo erano protagonisti dell’attività della tonnara permettono di comprendere quanto la pesca del tonno abbia contribuito a plasmare la comunità locale e quanto il nome dei Florio sia ancora oggi legato all’identità dell’isola.

Ma Favignana porta impressa la propria storia anche nella pietra: per lungo tempo l’uomo ha scavato il territorio per estrarre blocchi di calcarenite, comunemente chiamati tufi, dando forma a cave, gallerie e pareti verticali che hanno cambiato per sempre il volto dell’isola.

Terminata l’attività estrattiva, alcune cave sono state abbandonate e riconquistate dalla vegetazione: da questo incontro insolito tra natura e intervento umano sono nati i giardini ipogei, una delle particolarità più sorprendenti di Favignana.

Il caso più affascinante è quello dei Giardini di Villa Margherita, frutto della visione di Maria Gabriella Campo, figlia di un cavatore: con passione e determinazione, un’antica cava di tufo dismessa è stata bonificata e trasformata in un giardino spettacolare che oggi si sviluppa tra cunicoli, gallerie e grotte risalenti al Settecento e all’Ottocento.

Il percorso occupa un territorio di circa 35 mila metri quadrati e accoglie oltre 300 specie e varietà provenienti da differenti parti del mondo. Muoversi al suo interno significa entrare in un paesaggio inaspettato, dove piante e fiori crescono tra alte pareti di pietra e spazi un tempo scavati dai cavatori. Sulle superfici sono ancora visibili le tracce lasciate dai diversi sistemi di taglio utilizzati nelle varie epoche estrattive.

La stessa relazione tra pietra e mare torna protagonista al Bue Marino, uno dei luoghi più particolari della costa dove si trova un’antica cava di tufo a livello dell’acqua, in cui l’azione dell’uomo si è unita nel tempo con quella degli elementi naturali dando origine a tunnel, piattaforme, anfratti e pareti rocciose. La luce filtra tra le aperture, incontra l’acqua e ne esalta le sfumature azzurre: uno scenario suggestivo e molto diverso dalla classica spiaggia mediterranea.

Le spiagge più belle di Favignana

Favignana è soprattutto un mare che sa sorprendere ogni volta perché lungo i suoi circa 33 chilometri di costa non si presenta mai allo stesso modo: spiagge di sabbia chiara lasciano spazio a calette racchiuse tra le rocce, baie più appartate si alternano alle antiche cave, mentre le sfumature dell’acqua cambiano dal celeste quasi trasparente al blu più intenso.

Tra tutti questi scenari, Cala Rossa è probabilmente quello che più di ogni altro rappresenta Favignana nell’immaginario dei viaggiatori e può essere raggiunta sia via mare sia a piedi. In quest’ultimo caso, il percorso e soprattutto la discesa richiedono un po’ di attenzione e scarpe adeguate, ma una volta arrivati davanti all’acqua la fatica passa in secondo piano. Le pareti rocciose, le tracce delle antiche attività estrattive e il colore intenso del Mediterraneo compongono uno scenario che la rende differente dalla classica spiaggia sabbiosa.

Cala Rossa, una delle migliori spiagge di Favignana, Egadi, Sicilia
iStock
Cala Rossa, una delle migliori spiagge di Favignana

Più semplice da raggiungere è Cala Azzurra, indicata anche per le famiglie con bambini: il fondale basso, la sabbia chiara con sfumature rosate e il mare trasparente creano un ambiente ideale per trascorrere qualche ora in acqua. La facilità di accesso dal centro abitato la rende inoltre una delle tappe più comode durante una giornata alla scoperta dell’isola.

Atmosfera più raccolta a Cala Rotonda, apprezzata sia dalle famiglie sia dalle coppie in cerca di tranquillità. Il momento più suggestivo per raggiungerla è il tramonto, quando la luce diventa più morbida e trasforma i colori della costa. Sotto la superficie si trova anche una grotta conosciuta dagli appassionati di immersioni, il cui ingresso è posto a circa otto metri di profondità.

Se preferite una vera distesa di sabbia, Lido Burrone è una delle spiagge di riferimento: poco distante dal paese di Favignana è caratterizzato da un ampio arenile di sabbia chiara e fondali bassi.

Spostandovi verso la parte occidentale dell’isola incontrerete Cala Grande, raggiungibile solo a piedi seguendo la direzione del faro di Punta Sottile: piccoli tratti di sabbia e vegetazione incorniciano le acque cristalline, in un paesaggio più appartato e meno immediato da raggiungere rispetto ad altre spiagge.

Ancora più selvaggia è Cala Faraglioni: una stradina impervia, percorribile soltanto a piedi, conduce alla spiaggia rocciosa, protetta da un’imponente parete naturale. Nei dintorni si possono incontrare anche suggestive grotte marine che aggiungono ulteriore fascino a cotanto tratto di costa.

Come arrivare a Favignana

Favignana è raggiungibile via mare dalla costa occidentale della Sicilia grazie ai collegamenti in partenza da Marsala e, soprattutto, da Trapani.

Proprio Trapani è uno dei punti di partenza più comodi: scegliendo l’aliscafo, la traversata dura circa 30 minuti; in alternativa potete optare per il traghetto, soluzione utile anche per trasportare un veicolo nei periodi e secondo le modalità in cui l’imbarco è consentito.

Sterling Point – L’isola dei segreti, le location idilliache del nuovo teen drama

4 août 2026 à 20:00

Le location di Sterling Point – L’isola dei segreti contribuiscono all’atmosfera spensierata, estiva, a tratti idilliaca che permea il racconto: scopriamo insieme dov’è stata girata la nuova serie di Megan Park, a metà tra teen drama e racconto di formazione, disponibile dal 5 agosto 2026 su Prime Video.

Di cosa parla

Annie Jacobson (Ella Rubin) è cresciuta a New York con il padre (Jay Duplass) e il gemello Connor (Keen Ruffalo). Quando il nonno Gordon, con cui da tempo la famiglia non ha più rapporti, muore la ragazza scopre che le ha lasciato in eredità un’isola sul Lago Muskoka, in Canada, e decide di andare a visitarla.

Qui incontra Ramona, una ragazza che potrebbe essere sua sorella. Mentre stringe amicizia con altri giovani del posto e vive i primi amori, infatti, Annie viene a conoscenza di segreti di famiglia tenuti nascosti per decenni.

Dov’è stata girata la serie

L’isola dei segreti citata nel titolo del nuovo teen drama di Prime Video è, va da sé, un luogo di fantasia funzionale allo sviluppo della narrazione. Il Lago Muskoka con il suo waterfront, i dintorni popolati da cottage e un’atmosfera romantica, a tratti quasi d’altri tempi, sono invece reali: tra i luoghi dov’è stata girata la serie Sterling Point c’è, infatti, la regione dei laghi dell’Ontario (in Canada).

"Sterling Point - L'sola dei segreti": dov'è stata girata la nuova serie Prime Video
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Un classico paesaggio dell’Ontario

Muskoka Lake

A circa due ore da Toronto, quella del Lago di Muskoka è una zona molto amata da chi vuole immergersi nella natura e ritrovare un po’ di pace e tranquillità. Ai tre laghi principali – Lake Joseph, Lake Rosseau e Lake Muskoka – si aggiungono oltre settantacinque altri piccoli bacini d’acqua dolce che rendono unico il paesaggio e permettono di pescare, andare in barca o semplicemente fermarsi sulle rive a rilassarsi e godersi la vista (come hanno fatto nel tempo numerosi pittori).

Tra le location di "Sterling Point - L'isola dei segreti" c'è il Lago di Muskoka
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Al Muskoka Lake il panorama è unico

Le camminate e il trekking, in autunno alla ricerca del foliage che in Canada è una sorta di “specialità del posto”, sono tra le altre attività da concedersi in questa zona lacustre dell’Ontario. L’impressione, soprattutto se si è abituati a vivere in città, può essere la stessa provata dai protagonisti della serie di un tuffo in uno scenario ameno, quasi d’altri tempi.

Tra le location di Sterling Point – L’isola dei segreti, a proposito di eredità del passato, c’è Mortimer’s Marina: un molo gestito da diversi decenni dalla stessa famiglia dove chi frequenta il lago può approfittare di vari servizi, dal rifornimento di carburante per le barche al solarium e le lezioni di pilates.

Altro luogo dov’è stata girata la serie Sterling Point è Sparrow Lake Camp: un campo estivo in prossimità di Severn Bridge che per intere generazioni di bambini canadesi è stato “il posto” dell’estate, dove divertirsi tra animazione, giochi, sport, attività educative e nuove amicizie da portare a casa dopo le vacanze. Questa location è quella che più richiama la componente teen drama della nuova serie di Megan Park su Prime Video e, soprattutto, la rende perfetta per l’estate e per chi ha una certa nostalgia per l’adolescenza.

Toronto

A Toronto, tra strade trafficate e quartieri residenziali, sono state girate le scene urbane della serie, quelle riguardanti la vita di Annie e Connor prima che scoprissero di aver ereditato un’isola sul lago. Il contrasto di ambientazione è volutamente esasperato nel tentativo di raccontare, anche visivamente, due stili di vita completamente diversi e come allontanarsi dalla propria quotidianità possa innescare cambiamenti inattesi e, forse, non sperati.

C'è anche Toronto tra le location della nuova serie Prime Video "Sterling Point - L'isola dei segreti"
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L’inconfondibile skyline di Toronto

Il volto più genuino dell’Adriatico è qui: Sveti Klement, l’isola dove l’unico suono è il canto delle cicale

3 août 2026 à 19:00

L’orizzonte di Hvar resta sempre vicino, eppure Sveti Klement (la maggiore isola dell’arcipelago delle Pakleni, in Croazia) è la casa di un paesaggio che sorprende per il verde intenso, una rarità lungo molti tratti della costa dalmata. Pinete, agavi, fichi, ulivi secolari e arbusti aromatici ricoprono gran parte dei suoi rilievi, creando un mosaico naturale che accompagna lo sguardo fino alle baie dalle sfumature turchesi.

Lunga circa 3 km, è stata per lunghi secoli il riparo per marinai e pescatori, tanto da diventare uno dei punti di riferimento della navigazione lungo l’Adriatico. Qui, tra le altre cose, non c’è traffico automobilistico e il rumore del vento tra gli aghi dei pini insieme al canto delle cicale accompagna gran parte della giornata. Sveti Klement regala così un volto della Croazia che conserva ancora il fascino delle piccole isole dalmate.

Cosa vedere e fare a Sveti Klement

Pochi viaggiatori sanno che Sveti Klement custodisce una trama complessa di percorsi interni tracciati originariamente dai pastori e dai pescatori per muoversi da un lato all’altro dell’isola senza dover affrontare le correnti marine. Questi sentieri intercettano manufatti di pietra a secco edificati per difendere lo scarso terreno coltivabile dall’erosione del vento.

Gran parte del fascino, infatti, nasce dall’equilibrio tra natura e presenza umana: ville immerse nel verde, antiche konobe, sentieri e piccoli approdi raccontano una storia iniziata molti secoli fa e ancora ben riconoscibile.

Palmižana, il cuore dell’isola

Palmižana rappresenta il luogo simbolo di Sveti Klement. Il suo porticciolo accoglie imbarcazioni provenienti da tutta la Dalmazia e ospita una delle marine più apprezzate dell’Adriatico centrale. Il piccolo borgo si fa adorare per la sua anima elegante ma rilassata, fatta di ristoranti affacciati sul mare, gallerie d’arte, ville nascoste tra la vegetazione e terrazze ombreggiate dai pini.

Il giardino botanico della famiglia Meneghello

Tra le grandi unicità di Sveti Klement c’è il giardino botanico creato dalla famiglia Meneghello agli inizi del ‘900. Il botanico Eugen Meneghello, infatti, trasformò parte dell’isola in un vero laboratorio verde all’aria aperta, introducendo centinaia di specie provenienti da vari continenti.

Palme, cactus, bambù, bouganville, aloe, agavi e numerose piante tropicali convivono con la vegetazione mediterranea in un insieme sorprendente. Nel tempo questo posto è diventato anche un punto d’incontro per artisti, pittori e musicisti, contribuendo alla fama bohémien di Palmižana.

Vinogradišće, la baia simbolo delle Pakleni

Sul versante meridionale si apre Vinogradišće, probabilmente la baia più fotografata dell’intero arcipelago. L’acqua assume tonalità che passano dal verde smeraldo al turchese, mentre i pini arrivano quasi fino alla riva.

Numerose imbarcazioni scelgono questo approdo grazie alla posizione riparata e alla vicinanza con alcuni dei ristoranti più rinomati della zona. Un sentiero attraversa il bosco collegando Vinogradišće a Palmižana in pochi minuti, regalando scorci continui sul mare.

Vlaka e il volto più antico dell’isola

Sul lato settentrionale compare Vlaka, piccolo insediamento che conserva l’atmosfera della Sveti Klement di un tempo. Tra edifici in pietra, una semplice chiesetta e antichi terreni agricoli riaffiora il passato rurale dell’isola, quando oliveti e vigneti rappresentavano la principale fonte di sostentamento. Una storica konoba, inoltre, mantiene viva la tradizione gastronomica dalmata attraverso ricette tramandate da generazioni.

I sentieri nella macchia mediterranea

Una fitta rete di percorsi attraversa l’interno dell’isola collegando baie, boschi e punti panoramici. Durante il tragitto il profumo della salvia, della lavanda e del rosmarino accompagna il panorama sulle Pakleni, su Hvar e sul canale che separa l’isola dalla terraferma.

Le spiagge più belle di Sveti Klement

La costa di questa isoletta della Croazia presenta una composizione morfologica particolare, alternando tratti calcari impervi a calette riparate dove il mare assume sfumature azzurre e smeraldo: sì, le insenature cambiano aspetto nell’arco della giornata grazie alla luce che si riflette sull’Adriatico.

  • Palmižana: è una delle rarissime spiagge naturali di sabbia dell’arcipelago. L’ingresso in mare risulta particolarmente dolce, caratteristica che la rende molto apprezzata anche dalle famiglie.
  • Vinogradišće: celebre per l’acqua cristallina e per la vegetazione che arriva fino alla riva, mette a disposizione un fondale limpido che regala ottime condizioni per osservare pesci e piccoli organismi marini.
  • Mlini: vicino, sull’isola di Marinkovac, è una baia tranquilla caratterizzata da acque calme e trasparenti, circondata da pini che regalano ampie zone d’ombra durante le ore più calde.
  • Taršće: si trova nella parte occidentale dell’isola e conserva un’atmosfera particolarmente silenziosa. Le colline ricoperte di vegetazione proteggono questa insenatura, molto frequentata dai diportisti.
  • Zdrilca: collocata tra Sveti Klement e l’isola di Marinkovac, sfoggia fondali ricchi di rocce e tratti sabbiosi che rendono il mare straordinariamente limpido.

Dove si trova e come arrivare

Sveti Klement appartiene alla Regione Spalatino-Dalmata e fa parte dell’arcipelago delle Pakleni, distribuito davanti alla costa sud-occidentale dell’isola di Hvar quasi come fosse una collana di perle. Il collegamento più semplice parte dal porto di Hvar tramite dei taxi boat che effettuano corse frequenti durante la stagione turistica. Le imbarcazioni raggiungono Palmižana in circa 10-20 minuti, e sono disponibili numerose escursioni giornaliere che includono anche soste nelle baie principali dell’isola.

Molti visitatori scelgono anche il noleggio di una piccola barca, soluzione che permette di esplorare le numerose insenature sparse lungo la costa con tempi più flessibili. Chi naviga lungo la Dalmazia trova nella ACI Marina Palmižana uno degli approdi più apprezzati dell’Adriatico centrale.

La posizione riparata, i servizi nautici e la vicinanza a Hvar hanno trasformato questo porto in una tappa quasi obbligata per gran parte delle rotte tra Spalato, Vis, Korčula e le altre isole della regione. Sveti Klement viene spesso descritta come il volto più verde delle Pakleni. Un soprannome che sintetizza perfettamente il suo carattere: tra giardini botanici, baie scolpite dal mare e una natura rimasta protagonista, questo piccolo lembo di Dalmazia è la vera culla di quella quiete che ha reso celebri le isole croate ben prima dell’arrivo del turismo internazionale.

L’arcipelago incantato che protegge la Croazia è Pakleni, un vero paradiso nascosto

26 juillet 2026 à 13:00

Davanti alla città di Hvar, affacciata sulla costa occidentale dell’omonima isola croata, c’è una specie di collana verde e azzurra che sembra disegnata per essere esplorata dal mare. Sono le Isole Pakleni, conosciute anche con il nome croato Paklinski otoci, un piccolo arcipelago della Dalmazia centrale formato da 16 isolotti e scogli che si allungano per una decina di chilometri.

Si tratta di un universo di rocce bianche, acque trasparenti, profumo di macchia mediterranea e baie protette dai pini. Il loro nome potrebbe trarre in inganno. La parola “Pakleni” viene spesso associata all’inferno per una somiglianza con il termine croato pakao, ma la storia racconta qualcosa di molto diverso: l’origine deriva da paklina, una resina scura ricavata dai pini che per secoli venne utilizzata dai marinai di Hvar per impermeabilizzare gli scafi delle imbarcazioni in legno.

Un materiale prezioso per i calafati locali, gli artigiani specializzati nella costruzione e nella manutenzione delle navi. Più che isole dell’inferno, quindi, sono le “isole della resina”, un nome legato al mare, al lavoro e alla lunga tradizione nautica della regione. Protette dal 1968 e inserite nella rete ecologica Natura 2000, le Pakleni custodiscono habitat preziosi, fondali ricchi di vita e paesaggi rimasti fedeli alla loro anima mediterranea.

Sveti Klement, il cuore verde delle Isole Pakleni

L’isola più grande dell’arcipelago porta il nome di Sveti Klement, ovvero San Clemente, e rappresenta il punto di riferimento per chi arriva da Hvar. Qui si concentra gran parte della vita delle Pakleni, grazie alla presenza di 3 piccoli insediamenti, sentieri immersi nella vegetazione, ristoranti sul mare e alcune delle baie più celebri della Croazia.

Il suo angolo più famoso è Palmižana, una baia riparata sul lato settentrionale dell’isola, conosciuta per la sua marina ACI, una delle più apprezzate dell’Adriatico, e per il suggestivo giardino botanico Meneghello che ospita piante esotiche, agavi, palme, lavanda e rosmarino. La vicina baia di Vinogradišće, invece, è il luogo più fotografato dell’arcipelago in quanto il mare assume sfumature che passano dal verde smeraldo al turchese intenso.

Baia di Vinogradišće, Croazia
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La meravigliosa Baia di Vinogradišće

Poco più lontano si trovano angoli meno affollati come Taršće, considerata da molti una delle baie più belle delle Pakleni, grazie ai fondali limpidi abitati da pesci, ricci di mare, granchi e piccoli polpi. Un altro luogo speciale è Soline, una baia legata al passato romano dell’isola: qui sono stati ritrovati resti di una villa dell’epoca e tracce di antiche attività termali.

Tra Palmižana e Soline si apre anche Perna, una piccola rarità nell’Adriatico croato per via delle sue spiagge sabbiose che sono poco frequenti lungo questa costa.

Marinkovac, l’isola dai due volti tra baie tranquille e feste leggendarie

A breve distanza da Sveti Klement si trova Marinkovac, la seconda isola più grande dell’arcipelago. Il suo carattere è completamente diverso rispetto alla vicina San Clemente, poiché qui convivono due anime opposte, una più rilassata e naturale, l’altra legata alla mondanità estiva. Sul lato più tranquillo si trovano le baie di Mlini e Ždrilca, amate da famiglie e diportisti grazie alle acque calme e ai punti perfetti per una sosta in barca.

Mlini viene spesso indicata tra le baie più belle delle Pakleni. Al centro del piccolo golfo appare un isolotto che, in base al livello della marea, sembra trasformarsi in una penisola o in una piccola isola. La parte più famosa di Marinkovac è invece Stipanska, sede del celebre Carpe Diem Beach. Nato negli anni Duemila, questo beach club è diventato uno dei simboli della vita notturna di Hvar.

Durante il giorno propone una versione elegante del relax mediterraneo, con piscina, lettini, cocktail e musica. Dopo il tramonto l’atmosfera cambia e il luogo si trasforma in uno dei punti di riferimento per chi cerca feste e DJ internazionali. Poco distante si trova Ždrilca, un canale naturale frequentato da numerose imbarcazioni nei mesi estivi in cui sorgono ristoranti tradizionali affacciati sull’acqua, tra cui locali che conservano lo spirito delle antiche konoba dalmate, le tipiche trattorie nate dalla cultura contadina e marinara della regione.

Jerolim, l’isola selvaggia con la spiaggia naturista più antica dell’Adriatico

La piccola Jerolim è la più vicina a Hvar e sembra quasi un prolungamento naturale della città. La sua fama è legata soprattutto a Kordovon, una delle prime spiagge naturiste dell’Adriatico. La tradizione FKK, abbreviazione tedesca di Freikörperkultur, ovvero cultura del corpo libero, arrivò qui negli anni Cinquanta grazie ai primi visitatori tedeschi che scelsero questa costa per vivere il rapporto con il mare in modo più libero.

Ancora oggi Jerolim conserva quell’atmosfera semplice e autentica, lontana dal turismo più rumoroso. Le coste rocciose dell’isola offrono numerosi punti per fare il bagno in acque profonde e limpide. Tra pini e rocce chiare si trovano piccoli angoli appartati, frequentati soprattutto da chi cerca una giornata tranquilla tra natura e mare.

Pokonji Dol e Galešnik, i sentinelle storici del canale navale

I due isolotti più piccoli dell’arcipelago si trovano proprio all’ingresso del porto di Hvar, svolgendo una funzione strategica di protezione navale fin dal Medioevo. Pokonji Dol si distingue chiaramente all’orizzonte grazie al suo faro monumentale costruito nel 1872 dalla Marina Austro-Ungarica. La struttura quadrata in pietra bianca risalta al centro dello scoglio circolare, sormontata da una lanterna metallica alta circa 15 metri che continua a segnalare la rotta sicura ai pescherecci e ai traghetti. La costa rocciosa dell’isolotto è battuta dalle correnti della manica e accoglie colonie di gabbiani reali che nidificano tra gli anfratti calcarei.

Galešnik, posizionata a soli 200 metri dal porto cittadino, custodisce una storia affascinante legata alle difese militari. Sulla sua superficie ridotta sorge un forte militare in pietra edificato dalle truppe francesi all’inizio del XIX secolo, durante il breve periodo di dominazione napoleonica. Le mura spesse e le feritoie pensate per i cannoni sono state recentemente restaurate, trasformando la vecchia polveriera in un piccolo museo con taverna tipica. Da questo punto della costa la vista sulla piazza principale di Hvar e sulla fortezza Fortica risulta semplicemente impareggiable.

Navigare tra questi piccoli scogli rivela la vera anima delle isole Pakleni, un mosaico d’architettura marittima, fondali incontaminati e storia dalmata in grado di incantare chiunque decida di esplorarne i segreti.

Isola di Molara, il gioiello segreto della Sardegna tra piscine turchesi e natura selvaggia

25 juillet 2026 à 13:30

Nel braccio di mare che separa la terraferma gallurese dai complessi calcarei del nord-est della Sardegna, sorge un’isola rotondeggiante la cui silhouette ricorda una macina da grano. Parte del territorio comunale di Olbia, rientra nei confini protetti del parco marino di Tavolara – Punta Coda Cavallo ma, a differenza della vicina sorella maggiore che è un’imponente cattedrale di calcare bianca e ripida, questo scoglio si distingue per la matrice geologica interamente granitica, caratterizzata da rilievi dolci erosi dallo scirocco. Parliamo della strepitosa Isola di Molara.

Il suo nome, probabilmente derivato dalla forma simile a una mola da mulino, racconta già qualcosa del suo profilo: l’assenza di centri abitati, la presenza di pochi edifici storici e la tutela ambientale l’hanno trasformata in un rifugio prezioso per fauna e flora mediterranee. Tra olivastri secolari, lentischi, ginepri e cisti profumati trovano riparo specie rare di uccelli, mentre il mare custodisce una biodiversità tra le più ricche della Sardegna.

L’isola, oltre a spiagge favolose, piscine naturali che incantano e un mare dai colori brillanti, vanta vicende storiche millenarie. Vi basti pensare che durante il III secolo dopo Cristo le autorità romane inviarono qui in esilio Papa Ponziano (almeno secondo la tradizione) insieme al sacerdote Ippolito. L’evento segnò la storia cristiana del Mediterraneo, portando alla successiva edificazione di un monastero e di un piccolo borgo intitolato a San Pietro.

Le spiagge più belle dell’Isola di Molara

La costa di Molara alterna piccole cale, scogli levigati dal vento e tratti sabbiosi raccolti. Il granito crea forme morbide, mentre il fondale chiaro amplifica i riflessi del sole fino a regalare tonalità che passano dall’azzurro al verde smeraldo. Gran parte delle baie resta raggiungibile esclusivamente dal mare e, anche se potrebbe sembrare un limite, è proprio questo dettaglio a rendere quest’isola della Sardegna un vero paradiso.

Le Piscine di Molara

Rappresentano il simbolo dell’isola e uno degli scorci più fotografati della regione. Parliamo delle Piscine di Molara, che si trovano sul versante sud-occidentale e devono la loro fama alla trasparenza straordinaria dell’acqua. Il fondale sabbioso, ricoperto da pochi metri d’acqua, mette in scena un effetto ottico sorprendente che fa sembrare le imbarcazioni sospese sull’azzurro.

Lo snorkeling regala incontri ravvicinati con occhiate, castagnole, saraghi e piccoli branchi di pesci che vivono indisturbati grazie alla protezione dell’area marina. La limpidezza dell’acqua, inoltre, rende visibile anche il più piccolo dettaglio del fondale.

Cala dei Francesi

Tra le insenature più suggestive di Molara, Cala dei Francesi conquista grazie alla combinazione tra rocce granitiche levigate e mare cristallino. La piccola spiaggia di sabbia chiara si inserisce in un ambiente dominato dalla vegetazione mediterranea, dando vita a un contrasto cromatico spettacolare. Il fondale digrada lentamente e permette di osservare con facilità pesci e stelle marine già a pochi metri dalla riva.

Cala della Tartaruga

Il nome richiama la presenza passata delle tartarughe marine che frequentavano queste limpide acque. La baia alterna sabbia e scogli bassi modellati dal mare, favorendo angoli perfetti per chi ama osservare il paesaggio senza fretta. Il colore dell’acqua muta continuamente durante la giornata, passando dal verde al turchese intenso secondo la posizione del sole.

Cala Finanza

Meno conosciuta rispetto alle precedenti, Cala Finanza conserva un’atmosfera particolarmente tranquilla. La vegetazione arriva quasi fino alla riva e il granito scolpisce piccole terrazze naturali affacciate sul mare. L’isolamento contribuisce a rendere questa cala uno degli angoli più affascinanti dell’isola, soprattutto nelle prime ore del mattino.

Cala Spagnola

Per ultima, ma non per importanza e bellezza, la piccola e raccolta Cala Spagnola, la quale rappresenta uno degli approdi più utilizzati durante le escursioni organizzate. Da qui partono alcuni dei percorsi che conducono verso le testimonianze storiche disseminate nell’entroterra e verso le antiche costruzioni agricole sorte durante il XIX secolo.

Cala Spagnola, Isola di Molara
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La favolosa Cala Spagnola

Cosa vedere sull’Isola di Molara

Sì, Molara riesce a conquistare anche lontano dalla costa con le sue colline granitiche, le antiche fortificazioni e i sentieri che attraversano un paesaggio che racconta secoli di storia, dalle vicende romane fino all’epoca giudicale.

  • La chiesa di San Ponziano: custodisce i resti di un edificio medievale legato alla tradizione dell’esilio di Papa Ponziano.
  • Il Castello di Molara: occupa la sommità del Monte Casteddu. La fortificazione, costruita in epoca giudicale, faceva parte del sistema difensivo della Gallura insieme al castello di Pedres e ad altri punti strategici destinati alla sorveglianza della costa.
  • I ruderi del villaggio medievale: raccontano un periodo durante il quale Molara ospitava una piccola comunità stabile. Alcuni documenti attestano anche la presenza di un monastero femminile nel XV secolo.
  • L’antica azienda agricola ottocentesca: testimonia una fase più recente della storia isolana. Tra pascoli e terreni coltivati si allevavano bovini e capre destinati soprattutto alla produzione casearia. Ancora oggi alcuni animali vivono allo stato brado tra le colline.
  • Villa Tamponi: costruita nella parte occidentale dell’isola a circa 158 metri sul livello del mare, domina il panorama sulla Gallura e sulla vicina Tavolara. La famiglia Tamponi mantiene ancora la proprietà dell’isola.
  • La macchia mediterranea: costituisce uno degli elementi più caratteristici del paesaggio. Olivastri secolari, lentischi, mirti, ginepri e cisti convivono con specie botaniche endemiche, tra cui il limonio a foglie acute e l’asteroide di Sardegna.
  • L’avifauna: il gabbiano corso, specie simbolo del Mediterraneo occidentale, trova qui un importante sito di nidificazione insieme al falco pellegrino e al cormorano.
  • Il relitto di Molara: si trova a circa 1 miglio a sud dell’isola a 40 metri di profondità e costituisce una delle mete più apprezzate dagli appassionati di immersioni. Si tratta del mercantile francese Oued Yquem, affondato nel 1941 durante la Seconda Guerra Mondiale e oggi ricoperto da spugne colorate, cernie, ricciole, dentici e saraghi.

Dove si trova e come arrivare

L’Isola di Molara appartiene al comune di Olbia e si trova davanti alla costa nord-orientale della Sardegna, nel tratto di mare compreso tra Porto San Paolo, Capo Coda Cavallo e San Teodoro. Insieme a Tavolara, Molarotto e a numerosi isolotti minori forma uno degli ecosistemi marini più importanti dell’isola.

L’accesso avviene esclusivamente via mare e durante la stagione estiva partono escursioni giornaliere dai porti di Olbia, Porto San Paolo, Puntaldìa e Capo Coda Cavallo. Molti tour includono anche la navigazione tra Molarotto, Isola Piana, Isola dei Cavalli e Tavolara.

L’isola è privata e gran parte del territorio terrestre resta visitabile soltanto attraverso visite organizzate dall’Associazione Culturale Molara, impegnata nella valorizzazione del patrimonio storico e ambientale.

Favignana è il regno di Ulisse: i luoghi del film Odissea di Christopher Nolan

18 juillet 2026 à 15:00

C’è un modo nuovo di scegliere la prossima meta per le vacanze: lasciarsi guidare dalle immagini viste sullo schermo. Un panorama intravisto in una scena, una spiaggia che sembra appartenere a un altro tempo, una strada percorsa da un personaggio amato, un castello trasformato in simbolo.

Con l’arrivo nelle sale di The Odyssey, il nuovo kolossal di Christopher Nolan ispirato al poema di Omero, l’attenzione torna a posarsi sul Mediterraneo e sui paesaggi che, da secoli, custodiscono l’eco del viaggio di Ulisse. Il film, interpretato da Matt Damon nei panni di Odisseo, ha portato la produzione in svariate località del mondo, dalla Grecia al Marocco, dall’Islanda alla Scozia, fino all’Italia, dove la Sicilia ha avuto un ruolo di primo piano. E tra i luoghi più suggestivi scelti per dare corpo all’immaginario omerico spicca Favignana, la maggiore delle Isole Egadi.

Favignana, l’isola delle Egadi che guarda al mito

A Favignana, le coste di roccia chiara, le cave di tufo, le calette trasparenti e il mare che cambia colore a ogni ora del giorno sembrano appartenere a un racconto antico e non stupisce che sia stata scelta da Christopher Nolan per alcune delle sequenze italiane di The Odyssey, in un progetto che ha puntato su paesaggi reali e attraversabili, più che su mondi costruiti soltanto in via digitale.

La maggiore delle Egadi spicca al largo della costa occidentale della Sicilia, dinanzi a Trapani, ed è da tempo legata all’immaginario dell’Odissea: secondo alcune interpretazioni, infatti, potrebbe corrispondere alla leggendaria isola delle capre citata nel poema omerico, il luogo in cui Ulisse e i suoi uomini avrebbero fatto sosta prima di proseguire il loro viaggio e affrontare nuove prove.

Inoltre, il suo antico nome greco, Aegusa, rimanderebbe proprio alle capre.

Cala Rossa, il mare cristallino delle coste selvagge

Cala Rossa, Favignana, Sicilia
IPA
La meraviglia di Cala Rossa

Tra i luoghi più rappresentativi di Favignana c’è Cala Rossa, uno degli scenari che meglio raccontano la forza visiva dell’isola, dove il mare assume sfumature abbaglianti, dal turchese al blu più intenso, mentre le pareti di tufo e le rocce chiare creano un paesaggio scolpito, luminoso e severo allo stesso tempo.

Cala Rossa ha il fascino di una costa selvaggia, di un approdo naturale, di uno spazio in cui il mare è protagonista. Non ha l’aspetto “addomesticato” delle spiagge più comode e lineari: è fatta di roccia, tagli, riflessi, discese verso l’acqua, prospettive che mutano passo dopo passo.

Proprio una simile natura aspra e cristallina la rende perfetta per evocare le rotte di Ulisse, i suoi sbarchi, l’incontro con un Mediterraneo bellissimo e imprevedibile. Arrivando da queste parti, troverete un paesaggio che sembra già cinema: il mare trasparente sotto le cave, il bianco della pietra, l’atmosfera di un’isola antica dove ogni angolo può diventare racconto.

Cala Azzurra, l’approdo più luminoso dell’isola

Se Cala Rossa conquista con la potenza rocciosa, a Cala Azzurra le acque turchesi e i fondali luminosi creano uno scenario ideale per immaginare i momenti di approdo durante il lungo viaggio di Odisseo. Non ha bisogno di grandi effetti per restare impressa: èsufficiente il contrasto tra l’acqua trasparente, la costa chiara e quella luce mediterranea che avvolge tutto.

Nel racconto turistico legato al film, Cala Azzurra diviene una delle tappe più evocative per seguire l’atmosfera dell’Odissea a Favignana. Non tanto perché il viaggiatore debba cercare una corrispondenza esatta tra ogni inquadratura e ogni metro di costa, quanto perché qui si percepisce bene l’anima dell’isola scelta da Nolan: un luogo luminoso ed essenziale dove il mare sembra indicare una direzione.

Cala del Bue Marino, il volto più avventuroso di Favignana

A Cala del Bue Marino il paesaggio si fa più drammatico, modellato da pareti di tufo, grotte marine, piattaforme rocciose e acque profonde.

Proprio per questo si inserisce alla perfezione nell’immaginario dell’Odissea. Il viaggio di Ulisse non è mai un percorso lineare ma è contraddistinto da approdi incerti, prove, incontri, pericoli e meraviglie. Cala del Bue Marino, con le rocce scavate e l’atmosfera più aspra, restituisce una tale dimensione in modo naturale.

Le altre coste rocciose, tra faraglioni e baie nascoste

Calette a Favignana, Sicilia
IPA
Il suggestivo panorama delle calette di Favignana

Oltre alle cale più note, Favignana è impreziosita da un susseguirsi di tratti rocciosi, piccole baie, insenature meno accessibili e punti di costa che contribuiscono a costruire l’immaginario dell’isola. È proprio questa varietà a renderla così adatta a un film come The Odyssey: in pochi chilometri, il paesaggio cambia volto più volte, passando da acque placide e luminose a scogliere più severe, da punti panoramici aperti a calette raccolte che sembrano nascondere storie.

Le coste rocciose dell’isola permettono di ricreare un Mediterraneo arcaico, fatto di approdi e partenze, di luoghi raggiunti dal mare più che dalla terra, di confini naturali che sembrano separare il mondo conosciuto da quello dell’avventura. In questo senso, Favignana è una vera interprete del mito.

Basta osservare le cave di tufo, i faraglioni, le baie scavate nella pietra e le acque limpide per intuire perché l’isola possa diventare, nell’immaginazione, un territorio percorso da Ulisse e dai suoi uomini.

Il Castello di Santa Caterina, lo sguardo dall’alto

Castello di Santa Caterina a Favignana, Sicilia
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Veduta del possente Castello di Santa Caterina

Uno dei luoghi più scenografici dell’isola è il Castello di Santa Caterina, che domina dall’alto il territorio e il mare tutt’intorno. La sua posizione lo rende un punto di osservazione straordinario, capace di offrire una visione ampia sull’isola, sul porto, sulle Egadi e sull’orizzonte.

Proprio il castello è tra i luoghi associati alle riprese di The Odyssey, e Matt Damon ha raccontato anche la fatica delle salite e delle giornate di lavoro in quota.

Nel viaggio sulle tracce del film, il Castello di Santa Caterina aggiunge una dimensione diversa rispetto alle cale: è il luogo dello sguardo da cui Favignana si contempla dall’alto, come una mappa di pietra e mare.

L’Ex Stabilimento Florio, la memoria e la macchina del cinema

Un altro luogo centrale nel racconto di Favignana è l’Ex Stabilimento Florio, l’antica tonnara che testimonia una parte fondamentale della storia dell’isola. Grande complesso di archeologia industriale, legato alla lavorazione del tonno e alla stagione dei Florio, è una delle tappe simbolo di Favignana, perché racconta il rapporto profondo tra la comunità, il mare e il lavoro.

Durante la produzione di The Odyssey, l’Ex Stabilimento Florio è stato indicato da varie fonti come base logistica del set, uno spazio operativo temporaneo per costumi, attrezzature, uffici e organizzazione delle riprese.

Il suo ruolo è interessante perché unisce due anime dell’isola: quella storica e quella cinematografica. Da un lato, l’ex tonnara conserva la memoria di Favignana, il suo passato produttivo, la sua identità marinara. Dall’altro, con l’arrivo della troupe di Nolan, è diventata parte della grande macchina del cinema internazionale, a dimostrazione di come un luogo possa continuare a cambiare funzione senza perdere la propria forza simbolica.

Spiagge da film, sulle tracce di Odissea di Christopher Nolan tra i meravigliosi set sul mare

17 juillet 2026 à 11:30

L’uscita di Odissea di Christopher Nolan ha riacceso la voglia di scoprire i luoghi che hanno fatto da sfondo al viaggio di Ulisse. Tra le location più spettacolari del film spiccano alcune spiagge e cale dal fascino selvaggio, capaci di evocare il Mediterraneo raccontato da Omero. Ma quella di Nolan è solo l’ultima produzione ad aver trasformato paesaggi naturali in set cinematografici.

In questo caso, però, sono proprio le coste scelte dal regista a raccontare il mito: isole, baie e spiagge dove il mare diventa protagonista del lungo viaggio dell’eroe greco verso Itaca.

Cala Rotonda, Favignana

L’isola di Favignana, nelle Egadi, ha conquistato Nolan al primo sguardo: “Abbiamo cercato location più pratiche e facilmente accessibili, ma non siamo mai riusciti a toglierci Favignana dalla testa“, avrebbe dichiarato il regista premio Oscar.

Tra le spiagge legate a Odissea c’è Cala Rotonda. La produzione ha scelto questo angolo della Sicilia per girare alcune scene ambientate durante il viaggio per mare di Ulisse, sfruttando un paesaggio caratterizzato da acque limpide, scogliere modellate dal vento e una natura ancora selvaggia, ma anche per ricreare antichi porti greci.

A Favignana anche l’isolotto di Preveto è stato usato come set cinematografico.

Le coste delle Isole Eolie

Anche le Isole Eolie sono state scelte come scenario per alcune sequenze di Odissea. L’arcipelago siciliano, con le sue coste vulcaniche, le acque profonde e i paesaggi modellati dal fuoco della terra, è da sempre associato al mito.

Tra i luoghi coinvolti nelle riprese ci sono diverse aree costiere delle isole, tra cui Lipari con l’insenatura di Porto Pignattaro e con i due famosi faraglioni che separano l’isola da quella di Vulcano (Pietra Lunga e Pietra Menalda).

Inoltre nel film appaiono anche scorci di Panarea e in particolare Pietra del Bagno e l’isolotto di Basiluzzo.

Voidokilia Beach, Peloponneso

Nel Peloponneso, una delle spiagge più riconoscibili legate alle riprese di Odissea è Voidokilia Beach, considerata una delle baie più spettacolari della Grecia. La sua caratteristica forma a mezzaluna, la sabbia chiara e le acque turchesi hanno reso questa spiaggia una location ideale per riportare sul grande schermo il mondo dell’antica Grecia.

Da Voidokilia parte un sentiero a piedi per la Grotta di Nestore, una cavità ricoperta di stalagmiti e stalattiti.

Le spiagge nel film Odissea di Nolan
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Vista aerea della spiaggia di Voidokilia

Almyros Beach, Creta

Tra le spiagge scelte da Christopher Nolan per il film Odissea c’è anche Almyros Beach, una delle coste più suggestive dell’isola di Creta. Situata nei pressi di Agios Nikolaos, nella parte nord-orientale dell’isola, questa lunga distesa di sabbia chiara si distingue per il paesaggio naturale che unisce il mare cristallino alla foce del fiume Almyros e alle montagne dell’entroterra.

La spiaggia è stata scelta dalla produzione per la sua capacità di evocare un mondo antico e incontaminato, perfetto per raccontare il viaggio di Ulisse lontano dalla civiltà.

La Duna Bianca di Dakhla, Marocco

Tra le location costiere più sorprendenti di Odissea c’è anche la Duna Bianca di Dakhla, nel Sahara Occidentale. Qui il deserto incontra l’oceano creando uno scenario fuori dal comune, scelto da Nolan per rappresentare l’isola mitologica di Ogigia, dove Ulisse viene trattenuto dalla ninfa Calipso per sette anni.

La distesa di sabbia chiara che emerge dalle acque turchesi dell’Atlantico offre un paesaggio quasi irreale, capace di unire isolamento, bellezza naturale e senso di leggenda. Una spiaggia diversa dalle classiche coste mediterranee, ma perfetta anche per praticare sport acquatici.

L’isola che ha cancellato le auto per farsi ascoltare solo dal mare: Spetses, la piccola dolce vita greca

16 juillet 2026 à 15:00

Ci si lascia alle spalle (e per fortuna, verrebbe da dire) il rumore di Atene per salire su un traghetto. Poi, quasi come un miraggio, appare un porto che dona la sensazione di aver cambiato ritmo prima ancora di mettervi piede. Si è arrivati a Spetses (in italiano Velvina), isola dove il mare ha costruito fortune, la guerra ha trasformato armatori in eroi e il gusto contemporaneo ha aggiunto boutique, ristoranti curati e yacht lucidi.

Gli italiani potrebbero chiamarla la Forte dei Marmi delle Isole Saroniche, un paragone un po’ irriverente ma parecchio azzeccato. Spetses è infatti l’isola esclusiva dell’Argosaronico, frequentata da una borghesia greca benestante che qui arriva appena può, soprattutto nei fine settimana estivi.

Eppure, appena ci si allontana dal porto, la faccenda prende una piega diversa: le colline sono coperte di pini, la strada costiera le gira intorno per circa 24 km e il profumo della resina si mescola all’aria salmastra. Non manca la storia che, anzi, parte da molto indietro con insediamenti già in età micenea, attorno al 2000 a.C. Poi arrivano i navigatori, i grandi armatori, le dimore dei capitani e la Rivoluzione greca del 1821. Spetses colpisce perché sì, è elegante, ma anche (e soprattutto) con mani ancora sporche di pece e legno.

Cosa vedere a Spetses

La prima sorpresa di Spetses riguarda il modo in cui la storia si lascia incontrare senza bisogno di cercarla troppo. Una targa, una facciata, un cortile in ciottoli e improvvisamente il passato smette di essere un qualcosa da rintracciare.

Dapia e il lungomare fino al Porto Vecchio

Dapia è il porto principale e il punto giusto per iniziare a prendere le misure all’isola. Il lungomare parte dal Poseidonion Grand Hotel, inaugurato nel 1914 e ancora oggi simbolo dell’eleganza locale. La sua architettura richiama i grandi alberghi aristocratici europei e la posizione, affacciata sul porto, spiega bene il ruolo che ha avuto nell’immaginario di Spetses.

La strada prosegue tra caffè, edifici neoclassici e le antiche kapetanospita, le case dei capitani. Sono dimore imponenti, costruite dalle famiglie arricchite grazie alla navigazione, con facciate curate e interni un tempo pieni di legni pregiati, ricami e mobili importati. Verso il Porto Vecchio il paesaggio cambia. Baltiza è il cuore marinaro dell’isola e i karnagia, i cantieri tradizionali, conservano ancora la costruzione manuale delle barche in legno.

La chiesa di Agios Nikolaos e il campanile della Rivoluzione

Nel 1821 il campanile della chiesa di Agios Nikolaos fu legato alla partecipazione di Spetses alla Rivoluzione contro gli Ottomani. E questo merita uno sguardo attento, così pure il monumento ai caduti. Molto bello è anche il cortile che protegge splendidi votsalota, i mosaici realizzati con ciottoli disposti secondo motivi decorativi.

La casa-museo di Laskarina Bouboulina

Qui la storia ha una protagonista difficile da dimenticare: Laskarina Bouboulina nacque in un’epoca in cui il potere militare e politico apparteneva quasi esclusivamente agli uomini. Lei comandò una flotta, finanziò la causa rivoluzionaria con il proprio patrimonio e partecipò alle operazioni navali contro gli Ottomani.

La sua casa è oggi un museo e la visita guidata dura circa 40 minuti. Gli ambienti hanno mobili, lettere, armi ed effetti personali. Il dettaglio più sorprendente resta il soffitto scolpito del salotto, una decorazione raffinata dentro la casa di una donna che, in mare, guidava una nave da guerra.

Il Museo di Spetses nella dimora di Hatzigiannis Mexis

Il Museo di Spetses occupa la residenza di Hatzigiannis Mexis, armatore e figura della Rivoluzione, poi primo governatore dell’isola nel nuovo Stato greco. La collezione percorre circa 4.000 anni di storia, con ceramiche micenee, monete romane, icone bizantine, costumi e reperti legati alla guerra d’indipendenza.

Il Porto Vecchio, Baltiza e il faro

Poi il Porto Vecchio, ovvero la parte più teatrale dell’isola. Gli yacht occupano l’acqua, i vecchi cantieri conservano la memoria della cantieristica e la penisola conduce verso il faro. Lungo il percorso si incontrano le sculture in bronzo di Natalia Mela, tra animali e creature mitiche. Al tramonto il faro regala uno dei momenti più belli dell’intero soggiorno.

Kasteli e Kounoupitsa

Kasteli sale sopra il porto ed è la culla di una delle chiese più antiche dell’isola, la Dormizione della Vergine Maria, con una posizione che regala una prospettiva ampia sulla città e sul mare. Kounoupitsa, dal canto suo, ha un’atmosfera più residenziale, con edifici neoclassici e giardini curati.

La Grotta di Bekiris e i sentieri dell’isola

La Grotta di Bekiris si trova sulla costa sud-occidentale, presso Agii Anargiri. Durante il periodo ottomano fu utilizzata come rifugio per donne e bambini. Si può raggiungere anche dal mare e all’interno si trova una piccola spiaggia. Per chi vuole conoscere l’entroterra, i Sentieri Culturali Greci riuniscono 19 percorsi per circa 65 km complessivi.

Le spiagge più belle di Spetses

Le spiagge di quest’isola della Grecia hanno acque limpide, ciottoli, sabbia grossolana e pinete spesso vicinissime alla riva. Alcune baie sono attrezzate, altre mantengono un’atmosfera più appartata.

  • Agia Paraskevi: tra le più scenografiche. La piccola chiesa e i pini quasi appoggiati al mare creano un paesaggio da cartolina, con ciottoli e mare trasparente;
  • Agii Anargiri: è la più grande dell’isola e ha lettini, taverna e strutture per gli sport acquatici;
  • Zogeria: qui la pineta arriva quasi fino alla riva e l’acqua ha quella trasparenza che invita a restare in silenzio;
  • Vrellos: alterna sabbia e ciottoli, con pini alle spalle e una dimensione più raccolta rispetto alle spiagge principali;
  • Agia Marina: si trova a breve distanza dal Porto Vecchio ed è attrezzata con lettini, ombrelloni, bar e attività acquatiche;
  • Ligoneri: conosciuta anche come Kaiki, è vicina alla città e ha un’atmosfera più giovane.
Agia Paraskevi, Grecia
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La scenografica Agia Paraskevi

Dove si trova e come arrivare

Spetses si trova nel Golfo Argosaronico, al largo della costa meridionale dell’Argolide e vicino al Peloponneso. È l’isola più meridionale del gruppo Argosaronico e appartiene amministrativamente all’Attica, pur avendo un legame geografico fortissimo con il Peloponneso. Dal Pireo partono traghetti veloci e collegamenti convenzionali. Il viaggio dura circa 1 ora e 45 minuti con i mezzi più rapidi, mentre le corse tradizionali richiedono più tempo.

Per chi arriva dal Peloponneso, la soluzione più pratica è Porto Heli oppure Kosta. Da quest’ultima il passaggio in barca dura quasi 15 minuti. È importante sapere che a Spetses il traffico automobilistico è fortemente limitato. La macchina rimane quindi sulla terraferma, perché qui si vive con scooter, biciclette, taxi e i tradizionali calessi trainati da cavalli.

Il consiglio è semplice: Spetses merita più di una giornata, ma va scelta con un minimo di strategia. Un fine settimana estivo può trasformarla in una piccola passerella affollata. Qualche giorno infrasettimanale restituisce invece l’isola più vera. La sua unicità, infatti, sta nel fatto che ha imparato a essere chic senza cancellare la propria storia.

Le Isole Eolie conquistano la stampa estera: “Un viaggio da film”

15 juillet 2026 à 07:30

Le Isole Eolie tornano sotto i riflettori internazionali e questa volta a celebrarle è la stampa estera. Il quotidiano spagnolo t ha dedicato un lungo reportage all’arcipelago siciliano, definendolo un vero “viaggio da film”, un itinerario che intreccia paesaggi vulcanici, mitologia, cinema, enogastronomia e mare cristallino.

Un racconto che arriva in un momento particolarmente favorevole per le Eolie, anche grazie all’attenzione suscitata dalle riprese di “The Odyssey” di Christopher Nolan, girato tra Lipari e Vulcano nel 2025, e che conferma l’arcipelago come una delle destinazioni più affascinanti del Mediterraneo.

Le perle custodite dalle onde dell’Adriatico: le magnifiche Isole della Dalmazia

14 juillet 2026 à 17:00

Lungo la costa orientale del Mare Adriatico prende forma uno degli scenari più affascinanti d’Europa, quello dell’Arcipelago Dalmata, che raccoglie decine di isole abitate e centinaia di isolotti. In zona la geografia (insieme alla maestria di Madre Natura) ha modellato un mosaico fatto di promontori calcarei, boschi di pini, scogliere scolpite dal vento e piccoli porti nati secoli fa attorno alle rotte commerciali veneziane.

Fin dall’antichità queste terre rappresentarono un punto strategico nel Mediterraneo orientale. Greci, Romani, Bizantini, Veneziani e Austro-Ungarici lasciarono tracce ancora perfettamente riconoscibili tra mura possenti, cattedrali, monasteri e palazzi costruiti con la celebre pietra bianca locale. Basta osservare il riflesso della luce sulle facciate per capire il valore di questo materiale, utilizzato persino per edifici simbolo lontani migliaia di chilometri dalla Croazia.

Navigare tra le isole significa assistere a continui cambi di panorama: una baia lascia spazio a una scogliera, una pineta precede campi di lavanda, un piccolo villaggio di pescatori introduce piazze eleganti animate dai tavolini all’aperto. Ecco quali sono le Isole della Dalmazia da non perdere.

Hvar, l’isola del sole e della lavanda

Hvar viene spesso definita l‘isola più glamour della Croazia, ma la verità è che il suo fascino va molto oltre gli yacht ormeggiati nel porto principale. Grazie a uno dei più alti numeri di ore di sole dell’Adriatico, il paesaggio alterna filari di vite, uliveti secolari, cespugli di rosmarino e distese profumate di lavanda che, tra giugno e luglio, colorano l’entroterra con sfumature violacee.

Hvar, Croazia
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Veduta dall’alto di Hvar

La città di Hvar conserva un patrimonio architettonico nato durante il dominio della Serenissima. Piazza Santo Stefano, tra le più grandi della Dalmazia, introduce alla cattedrale dedicata al santo patrono, ricostruita tra il XVI e il XVII secolo dopo gli attacchi ottomani. Poco più in alto domina la Fortezza Spagnola, edificata nel XVI secolo sulle fondamenta di una struttura medievale. Dal bastione lo sguardo raggiunge il porto e le isole Pakleni, piccolo arcipelago disseminato di calette.

Sul versante settentrionale compare Stari Grad, fondata nel 384 a.C. dai coloni greci provenienti dall’isola di Paro. Si tratta di uno dei centri urbani più antichi della Croazia. La piana agricola che la circonda mantiene ancora oggi la suddivisione originaria dei terreni tracciata in epoca ellenistica, caratteristica che ha permesso l’inserimento tra i siti Patrimonio UNESCO.

Brač, la patria della pietra bianca

C’è poi Brač, che conquista all’istante grazie a Zlatni Rat: è la spiaggia simbolo della Croazia. Il motivo è da ritrovare nel fatto che la sua forma affusolata cambia direzione seguendo venti e correnti marine, regalando un profilo differente nel corso dell’anno. Ciottoli candidi e acqua trasparente trasformano questo lembo di terra in una delle immagini più celebri dell’Adriatico.

Zlatni Rat, Croazia
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Zlatni Rat, meraviglia della Croazia

L’isola, però, custodisce una tradizione molto più antica del turismo balneare. Dalle cave di Brač proviene una pietra calcarea apprezzata fin dall’epoca romana per resistenza e luminosità. Numerosi edifici storici della Dalmazia vennero realizzati con questo materiale, scelto anche per importanti costruzioni internazionali, tra cui la Casa Bianca di Washington (quantomeno stando a una tradizione ampiamente tramandata).

Bol rappresenta il centro più vivace dell’isola con i suoi vicoli lastricati, le case in pietra e i piccoli moli che conservano una lunga storia marinara. Nell’entroterra prosperano ulivi appartenenti alla rara varietà Buhavica, coltivata fin dal periodo veneziano e utilizzata per un olio dal gusto intenso.

Korčula, la piccola Dubrovnik

Tra gli abitanti di Korčula circola una convinzione tramandata da generazioni; Marco Polo avrebbe visto la luce proprio qui. La certezza storica continua ad alimentare il dibattito, mentre la tradizione resta parte integrante dell’identità locale. La città vecchia riceve spesso il soprannome di “Piccola Dubrovnik“, per via della presenza di possenti mura, torri cilindriche e bastioni che racchiudono un dedalo di strade disposte secondo un originale schema a lisca di pesce.

Una soluzione urbanistica affascinante, che favoriva la circolazione dell’aria e offriva protezione dai venti più forti. Al centro del borgo svetta la Cattedrale di San Marco, magnifico esempio di architettura gotico-rinascimentale completato nel XV secolo. Portali scolpiti, decorazioni in pietra e campanile dominano il profilo cittadino. Attorno al centro storico si sviluppano vigneti che producono il celebre vino bianco Pošip, ottenuto da un vitigno autoctono ormai conosciuto ben oltre i confini croati.

Vis, l’isola rimasta segreta per decenni

Vis, dal canto suo, rappresenta la più lontana tra le grandi isole abitate della Dalmazia. Proprio questa posizione contribuì al suo destino: venne trasformata in base militare e rimase chiusa ai visitatori stranieri fino al 1989. Tale isolamento ha preservato paesaggi e villaggi dall’espansione edilizia osservabile altrove.

Il porto di Komiža mantiene l’atmosfera di un antico centro dedicato alla pesca, pieno di barche colorate che oscillano accanto alle case in pietra, mentre il lungomare invita a rallentare il ritmo della giornata. Tra le immagini più spettacolari c’è senza dubbio Stiniva, baia racchiusa da alte pareti rocciose che lasciano filtrare il mare attraverso una stretta apertura.

Poco distante, sull’isolotto di Biševo, la Grotta Azzurra regala un fenomeno naturale sorprendente: alcune ore del mattino permettono ai raggi solari di attraversare una cavità sommersa, colorando l’acqua di un blu luminosissimo. Fortificazioni, tunnel navali scavati nella roccia e reperti archeologici testimoniano un passato ricco di episodi militari e commerciali.

Mljet, il cuore verde dell’Adriatico

Bellissima è anche Mljet, la quale viene spesso indicata tra le isole più verdi della Croazia. Una vasta copertura forestale, infatti, riveste gran parte del territorio, mentre il settore occidentale appartiene al Parco Nazionale istituito nel 1960. Il tratto più celebre comprende dei laghi salati collegati al mare da uno stretto canale naturale. Sono Veliko Jezero e Malo Jezero, che presentano sfumature che cambiano continuamente tra turchese e smeraldo grazie alla luce e alla profondità dell’acqua.

La verdeggiante isola di Mljet in Croazia
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Veduta panoramica dell’isola di Mljet

Al centro del lago maggiore affiora l’isolotto di Santa Maria, dove un monastero benedettino del XII secolo domina tutto. Chi raggiunge il complesso in battello ritrova cortili in pietra, chiostri essenziali e un’atmosfera che riesce a evocare secoli di spiritualità.

Lastovo, il regno del cielo stellato

Lontana dalle rotte turistiche più frequentate, Lastovo conquista grazie a un carattere schivo. Fa parte di un parco naturale che tutela mare, vegetazione e biodiversità. L’inquinamento luminoso ridottissimo ha regalato all’isola la fama di paradiso per l’osservazione delle stelle. Il villaggio principale si sviluppa sul pendio di una collina, con case in pietra calcarea che mostrano gli originali fumari cilindrici decorati.

Vigneti, uliveti e piccoli orti accompagnano il paesaggio fino alla costa frastagliata. Non mancano fondali ricchi di grotte sommerse che attirano appassionati di immersioni provenienti da tutta Europa.

Dove andare ad agosto in Grecia: isole, borghi e atmosfere estive oltre le solite mete

Par : elenausai10
13 juillet 2026 à 17:00

Per chi guarda alla Grecia per una vacanza estiva, la scelta ricade quasi sempre sugli stessi tre o quattro nomi: Mykonos, Santorini, Creta. Eppure il Paese non è fatto solo delle sue isole più famose. Tra le migliaia di chilometri delle sue coste e i luoghi dell’entroterra ad agosto, con il suo carico di calura, luce accecante e feste di paese, c’è spazio per scoprire anche i borghi di montagna, le penisole selvagge della terraferma e le isole minori rimaste ai margini delle rotte più battute, dove il mare non è meno bello, ma la folla, quella sì, è molto più contenuta.

Ecco sette luoghi, tra isole meno conosciute, villaggi autentici e appuntamenti che si ripetono ogni anno, da segnare in agenda o nell’itinerario per il vostro viaggio dell’estate.

Paleokastritsa, la baia a trifoglio di Corfù

Sulla costa nord-occidentale di Corfù, a circa 25 chilometri dalla città, si trova una delle spiagge più spettacolari, e ancora relativamente sottovalutata, di tutta la Grecia: Paleokastritsa. Non si tratta in realtà di un’unica spiaggia, ma di cinque baie ravvicinate incastonate tra promontori verdissimi, con acque che virano dal turchese allo smeraldo.

La baia principale, Agios Spiridonas, è ideale per lo snorkeling grazie alle acque calme, mentre le insenature più piccole come Agia Triada, Platakia o Ambelaki regalano momenti di quiete anche in alta stagione. A vegliare su tutto è il Monastero di Theotokou, fondato nel 1225, che si raggiunge con una piacevole passeggiata di 10-15 minuti e ospita, tra le altre cose, un antico pozzo dei desideri.

Zante e la Festa di San Dionisios

Famosa per le sue scogliere a picco sul mare e la famosa spiaggia del relitto, Zante ad agosto, seppur particolarmente affollata, rivela anche un’anima inaspettata, profondamente legata alle sue radici culturali e spirituali. Il 24 agosto, infatti, l’isola celebra il proprio patrono, San Dionisios. Durante la ricorrenza, una solenne processione attraversa le vie del centro cittadino, accompagnata dal suono a festa delle campane, dai canti tradizionali e dalle note delle bande musicali locali.

Oltre alle spiagge, per vivere appieno questo periodo il consiglio è di abbinare le celebrazioni e il relax a un tour esplorativo dell’entroterra: tra uliveti secolari, borghi collinari e taverne a conduzione familiare, ritroverete lo spirito nativo e più vero dell’arcipelago ionico anche in alta stagione.

Karpathos, l’isola segreta del Dodecaneso

Incastonata tra Creta e Rodi, Karpathos conserva un’indole fiera e viscerale, ancora distante dai grandi flussi turistici dell’Egeo. Il suo cuore identitario batte a Olympos, un borgo arroccato a nord dove la vita quotidiana segue ritmi d’altri tempi: qui le donne indossano ancora abiti tradizionali ricamati e si parla un dialetto d’origine arcaica.

Il litorale regala un forte contrasto paesaggistico, alternando scogliere ventose amate da chi pratica windsurf a cale scenografiche come Apella, Kyra Panagia e le più appartate Kato Lakos e Ai-Giannis. Ad agosto, l’isola si accende durante le panigiria, feste popolari dove la musica del Dodecaneso e i piatti tipici uniscono vallate e piazze. Inoltre, raggiungere questo angolo di Grecia è facile dall’Italia perché dal 5 agosto 2026 debutta il volo diretto Volotea da Verona, operativo ogni mercoledì, perfetto per organizzare una fuga estiva tra mare incontaminato e cultura locale.

Strade colorate del villaggio di Olympos, Karpathos
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Strade colorate del villaggio di Olympos

Tinos e il pellegrinaggio della Panagia

Se c’è un’isola in cui il Ferragosto greco raggiunge il suo apice, quella è Tinos, nelle Cicladi. Ogni 15 agosto migliaia di fedeli si recano in pellegrinaggio, spesso a piedi e in ginocchio, fino alla chiesa di Panagia Evangelistria, che custodisce un’icona considerata miracolosa: è uno dei momenti più intensi e suggestivi di tutta la Grecia religiosa, paragonabile per importanza a Lourdes o Fatima.

Ma Tinos non è solo devozione: l’isola, meno frequentata di Mykonos e Santorini, nonostante sia a un passo da entrambe, custodisce oltre quaranta villaggi tradizionali, spiagge incontaminate come Kolymbithra e Agios Sostis, sentieri escursionistici tra paesaggi quasi lunari e una lunga tradizione di marmisti che l’hanno resa nota anche come “l’isola degli artisti”.

Il Pelion, la penisola di terraferma tra mare e montagna

Chi pensa che per fare il bagno in Grecia sia necessario per forza imbarcarsi su un traghetto, non conosce ancora il Pelion (o Pilio), la penisola montuosa della Tessaglia che si tuffa nel Mar Egeo, poco a est di Volos. Qui, il paesaggio non ha nulla a che vedere con le Cicladi da cartolina: boschi fitti, uliveti secolari e villaggi di pietra arroccati sulla montagna, che digradano verso spiagge selvagge raggiungibili spesso solo a piedi.

Il borgo più celebre è Damouchari, piccolo porto naturale diventato famoso per aver ospitato alcune scene del film Mamma Mia!, ma tutta la costa orientale regala calette spettacolari come Fakistra, Mylopotamos (divisa in due da un arco di roccia) o Papa Nero. Per gli amanti del trekking, un giro sul trenino a vapore che collegava un tempo Volos a Milies è un’esperienza da non perdere, così come le passeggiate tra i villaggi di Makrinitsa e Tsagarada, con le loro piazze ombreggiate dai platani secolari.

Il villaggio greco di Agia Kiriaki
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Il villaggio greco di Agia Kiriaki nella regione del Pelion

Agistri, nel Golfo Saronico

Probabilmente non avete mai sentito parlare dell’isola di Agistri, con i suoi soli 13 chilometri quadrati. Dominata dai profumi di resina dei pini d’Aleppo che digradano fino a riva, si gira facilmente lungo l’unica strada interna che collega il porticciolo di Skala, dominato dalle cupole azzurre della chiesa di Agioi Anargyroi, fino al tranquillo borgo rurale di Limenaria.

Le spiagge regalano un litorale vario e limpidissimo: dalla sabbia ideale per famiglie a Skala alla baia scenografica di Chalikiada incastonata tra pareti rocciose, fino alla piattaforma naturale di Mariza. Il punto più iconico resta Aponisos, una laguna smeraldina collegata alla terraferma da un pontile, perfetta per giornate di mare lento tra tuffi e tappe nelle classiche taverne di pesce.

Zagorochoria, i villaggi di pietra dell’Epiro

Chiudiamo i nostri consigli con una meta che sfata il luogo comune “Grecia uguale mare”. Vi suggeriamo, infatti, Zagorochoria, un altopiano montuoso dell’Epiro, al confine con l’Albania, che raccoglie 46 villaggi di pietra incastonati tra i monti del Pindo settentrionale.

È la Grecia più fresca e verde che si possa immaginare, perfetta per una coolcation, quindi per chi cerca sollievo dal caldo di agosto senza rinunciare al fascino ellenico: case in pietra con tetti d’ardesia, piazze ombreggiate da platani secolari e ponti a schiena d’asino che attraversano torrenti limpidi.

Il cuore dell’area è la Gola di Vikos, il canyon più profondo al mondo in rapporto alla sua larghezza: la si può ammirare dai punti panoramici di Oxya, a Monodendri, o di Beloi, raggiungibile con una breve camminata dal villaggio di Vradeto.

Ponte di Noutsos a Zagorochoria
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Il ponte di Noutsos a Zagorochoria

Zero traffico e panorami aperti sull’Adriatico: Unije è l’isola croata che vive al ritmo del mare

11 juillet 2026 à 10:00

Per fortuna (e sì, bisogna urlarlo forte) esiste ancora una Croazia lontana dalle località celebri e dai grandi porti turistici. L’Isola di Unije (in italiano Unie) appartiene a questa categoria. Parte dell’arcipelago di Cres e Lussino, è la più esterna del gruppo, quasi una sentinella affacciata verso il Quarnaro.

Possiede appena 17 km² di superficie, nei quali però alterna dolci rilievi calcarei, uliveti, macchia mediterranea e un fitto intreccio di sentieri che attraversano l’intero territorio (anche il mare sì, splendido). C’è un unico centro abitato che, tra le altre cose, porta lo stesso nome dell’isola e accoglie il visitatore con una disposizione scenografica: le abitazioni salgono lungo il pendio formando una sorta di anfiteatro rivolto verso il porto.

Le facciate, larghe e basse rispetto agli edifici delle isole vicine, hanno il gusto architettonico del XIX secolo. Gran parte delle case possiede una cisterna privata, memoria concreta di una risorsa preziosa quale l’acqua dolce, arrivata per lungo tempo via nave cisterna. E poi c’è la caratteristica che forse più conquista chi cerca il posto ideale per le proprie ferie: l’assenza di automobili, che inevitabilmente contribuisce a dar vita a un’atmosfera rarissima nell’Adriatico contemporaneo.

Cosa vedere a Unije

A Unije i monumenti spettacolari lasciano spazio a testimonianze discrete, paesaggi modellati dal lavoro umano e tradizioni rimaste vive grazie a una comunità che continua a custodire la propria identità. L’isola invita a rallentare lo sguardo, lasciando che storia e natura dialoghino senza disturbarsi.

Il borgo di Unije

Il paese rappresenta il cuore dell’isola e concentra quasi tutta la vita locale. Le sue circa 280 abitazioni seguono l’andamento naturale della collina, affacciandosi verso il piccolo porto con un’eleganza spontanea. Fra i vicoli silenziosi compaiono cortili delimitati da muretti in pietra a secco, piante aromatiche, fichi e pergolati che narrano un modo di abitare rimasto fedele alle proprie radici.

La chiesa di Sant’Andrea

Il campanile domina l’abitato e accompagna lo sguardo da quasi qualunque punto del paese. Sant’Andrea rappresenta il patrono di questo angolo di Croazia e la sua chiesa custodisce il legame spirituale della piccola comunità. Accanto all’edificio religioso si trova una delle grandi cisterne pubbliche utilizzate per l’approvvigionamento idrico, testimonianza concreta delle difficoltà affrontate dagli abitanti prima dell’arrivo dei moderni collegamenti.

La piana di Polje

Pochi passi separano il borgo dalla grande pianura che ha dato origine al nome stesso dell’isola: Polje, ossia il vero patrimonio agricolo di Unije. Per secoli ha garantito raccolti, pascoli e foraggio destinato agli animali allevati dalla popolazione locale. Ancora oggi il paesaggio alterna prati, ulivi, piccoli orti e antichi muri in pietra che delimitano le proprietà.

I terrazzamenti degli ulivi

Le pendici calcaree proteggono centinaia di antichi terrazzamenti costruiti pietra dopo pietra. Le murature a secco, chiamate localmente gromače oppure mocire, permisero nei secoli la coltivazione degli ulivi anche sui versanti più difficili. Molte piante appartengono a varietà tradizionali coltivate da generazioni, fra cui la Starovjerka e la Slatka.

Il faro di Vnetak

Sul margine occidentale di Unije, il faro di Vnetak segna uno dei punti più affascinanti dell’intero territorio. Il percorso per raggiungerlo attraversa campi aperti e prati battuti dal vento.

Punta Arbit

L’estremità meridionale regala uno dei panorami più vasti dell’arcipelago. Il sentiero per arrivare a Punta Arbit si inerpica tra uliveti e zone carsiche, raggiungendo un promontorio dal quale appaiono le isole di Vele Srakane, Male Srakane e Susak, mentre sullo sfondo si riconosce chiaramente il profilo montuoso di Lussino.

Monte Kalk e Monte Križ

I rilievi dell’isola raggiungono quote modeste, eppure rappresentano punti panoramici straordinari. Il Monte Kalk domina il settore meridionale, mentre il Monte Križ controlla l’area settentrionale.

I sentieri storici

L’intera rete escursionistica supera i 30 chilometri e collega gran parte dei posti più significativi. Alcuni tratti seguono antiche vie romane, altri costeggiano muretti a secco costruiti generazione dopo generazione. Lungo il percorso compaiono greggi, cavalli, fagiani e numerose specie di uccelli.

Sentieri di Unije, Croazia
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Girovagando per Unije

Le testimonianze del passato

Resti romani, pozzi, antiche costruzioni rurali e misteriose incisioni attribuite all’Età del Bronzo raccontano una frequentazione continua durata millenni. Fra i reperti più curiosi compaiono gli uroboros, raffigurazioni del serpente che si morde la coda, simbolo del ciclo infinito della vita.

Le spiagge più belle di Unije

Il litorale di quest’isola della Croazia alterna arenili sabbiosi, baie riparate e tratti rocciosi scolpiti dal vento. Gran parte della costa conserva un aspetto selvaggio, privo di stabilimenti balneari e grandi infrastrutture. Anche per questo motivo l’acqua mantiene una trasparenza sorprendente.

  • Baia di Maračuol: sul versante orientale dell’isola, rappresenta uno degli approdi più conosciuti. L’arenile alterna ciottoli e fondali limpidi incorniciati dalla vegetazione mediterranea.
  • Baia di Podkujni: insenatura che conquista per il fondale sabbioso e le acque dai riflessi turchesi. La conformazione della costa crea un ambiente raccolto, particolarmente apprezzato dagli appassionati di snorkeling.
  • Baia di Vognišća: più appartata rispetto alle precedenti, costituisce uno dei rifugi preferiti dai navigatori durante le giornate ventose. Le rocce calcaree scendono dolcemente verso il mare, mettendo in scena un paesaggio profondamente mediterraneo.
  • Goligna: baia raggiungibile soltanto lungo un percorso escursionistico. Due spiaggette di ciottoli chiari guardano verso l’isola di Žeča e la costa occidentale di Cres.
  • Polje: davanti al paese si sviluppa un ampio arco costiero che accompagna la fertile pianura agricola. Il contrasto fra campi coltivati, canneti e mare crea uno scenario insolito per un’isola del Quarnaro.

Dove si trova e come arrivare

Unije appartiene alla Croazia nord-occidentale e rientra nell’arcipelago di Cres e Lussino. La sua posizione, fra il Quarnaro e il mare aperto, la colloca a ovest di Lussino e a breve distanza dalle isole di Susak e delle Srakane. Il Canale di Unije separa questo lembo di terra dalla costa occidentale di Lussino, tratto marittimo celebre fra i naviganti per la presenza della bora.

I collegamenti principali avvengono via mare. La nave di linea proveniente da Mali Lošinj collega regolarmente Unije con Srakane Vele e Susak, permettendo di raggiungere l’isola durante tutto l’anno. Nei mesi estivi si aggiungono i catamarani provenienti da Fiume, Pola, Cres e, in alcuni periodi, Zara, rendendo gli spostamenti più rapidi. Per chi raggiunge il Quarnaro in aereo, gli aeroporti di Pola e Mali Lošinj costituiscono i punti di accesso più vicini.

Automobili e traffico lasciano spazio ai piccoli trattori utilizzati dagli abitanti per il trasporto delle merci appena sbarcate. Da quel momento il ritmo cambia completamente e Unije conquista istantaneamente proprio grazie a questa autenticità.

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