Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
À partir d’avant-hierFlux principal

Dove andare ad agosto in Grecia: isole, borghi e atmosfere estive oltre le solite mete

Par : elenausai10
13 juillet 2026 à 17:00

Per chi guarda alla Grecia per una vacanza estiva, la scelta ricade quasi sempre sugli stessi tre o quattro nomi: Mykonos, Santorini, Creta. Eppure il Paese non è fatto solo delle sue isole più famose. Tra le migliaia di chilometri delle sue coste e i luoghi dell’entroterra ad agosto, con il suo carico di calura, luce accecante e feste di paese, c’è spazio per scoprire anche i borghi di montagna, le penisole selvagge della terraferma e le isole minori rimaste ai margini delle rotte più battute, dove il mare non è meno bello, ma la folla, quella sì, è molto più contenuta.

Ecco sette luoghi, tra isole meno conosciute, villaggi autentici e appuntamenti che si ripetono ogni anno, da segnare in agenda o nell’itinerario per il vostro viaggio dell’estate.

Paleokastritsa, la baia a trifoglio di Corfù

Sulla costa nord-occidentale di Corfù, a circa 25 chilometri dalla città, si trova una delle spiagge più spettacolari, e ancora relativamente sottovalutata, di tutta la Grecia: Paleokastritsa. Non si tratta in realtà di un’unica spiaggia, ma di cinque baie ravvicinate incastonate tra promontori verdissimi, con acque che virano dal turchese allo smeraldo.

La baia principale, Agios Spiridonas, è ideale per lo snorkeling grazie alle acque calme, mentre le insenature più piccole come Agia Triada, Platakia o Ambelaki regalano momenti di quiete anche in alta stagione. A vegliare su tutto è il Monastero di Theotokou, fondato nel 1225, che si raggiunge con una piacevole passeggiata di 10-15 minuti e ospita, tra le altre cose, un antico pozzo dei desideri.

Zante e la Festa di San Dionisios

Famosa per le sue scogliere a picco sul mare e la famosa spiaggia del relitto, Zante ad agosto, seppur particolarmente affollata, rivela anche un’anima inaspettata, profondamente legata alle sue radici culturali e spirituali. Il 24 agosto, infatti, l’isola celebra il proprio patrono, San Dionisios. Durante la ricorrenza, una solenne processione attraversa le vie del centro cittadino, accompagnata dal suono a festa delle campane, dai canti tradizionali e dalle note delle bande musicali locali.

Oltre alle spiagge, per vivere appieno questo periodo il consiglio è di abbinare le celebrazioni e il relax a un tour esplorativo dell’entroterra: tra uliveti secolari, borghi collinari e taverne a conduzione familiare, ritroverete lo spirito nativo e più vero dell’arcipelago ionico anche in alta stagione.

Karpathos, l’isola segreta del Dodecaneso

Incastonata tra Creta e Rodi, Karpathos conserva un’indole fiera e viscerale, ancora distante dai grandi flussi turistici dell’Egeo. Il suo cuore identitario batte a Olympos, un borgo arroccato a nord dove la vita quotidiana segue ritmi d’altri tempi: qui le donne indossano ancora abiti tradizionali ricamati e si parla un dialetto d’origine arcaica.

Il litorale regala un forte contrasto paesaggistico, alternando scogliere ventose amate da chi pratica windsurf a cale scenografiche come Apella, Kyra Panagia e le più appartate Kato Lakos e Ai-Giannis. Ad agosto, l’isola si accende durante le panigiria, feste popolari dove la musica del Dodecaneso e i piatti tipici uniscono vallate e piazze. Inoltre, raggiungere questo angolo di Grecia è facile dall’Italia perché dal 5 agosto 2026 debutta il volo diretto Volotea da Verona, operativo ogni mercoledì, perfetto per organizzare una fuga estiva tra mare incontaminato e cultura locale.

Strade colorate del villaggio di Olympos, Karpathos
iStock
Strade colorate del villaggio di Olympos

Tinos e il pellegrinaggio della Panagia

Se c’è un’isola in cui il Ferragosto greco raggiunge il suo apice, quella è Tinos, nelle Cicladi. Ogni 15 agosto migliaia di fedeli si recano in pellegrinaggio, spesso a piedi e in ginocchio, fino alla chiesa di Panagia Evangelistria, che custodisce un’icona considerata miracolosa: è uno dei momenti più intensi e suggestivi di tutta la Grecia religiosa, paragonabile per importanza a Lourdes o Fatima.

Ma Tinos non è solo devozione: l’isola, meno frequentata di Mykonos e Santorini, nonostante sia a un passo da entrambe, custodisce oltre quaranta villaggi tradizionali, spiagge incontaminate come Kolymbithra e Agios Sostis, sentieri escursionistici tra paesaggi quasi lunari e una lunga tradizione di marmisti che l’hanno resa nota anche come “l’isola degli artisti”.

Il Pelion, la penisola di terraferma tra mare e montagna

Chi pensa che per fare il bagno in Grecia sia necessario per forza imbarcarsi su un traghetto, non conosce ancora il Pelion (o Pilio), la penisola montuosa della Tessaglia che si tuffa nel Mar Egeo, poco a est di Volos. Qui, il paesaggio non ha nulla a che vedere con le Cicladi da cartolina: boschi fitti, uliveti secolari e villaggi di pietra arroccati sulla montagna, che digradano verso spiagge selvagge raggiungibili spesso solo a piedi.

Il borgo più celebre è Damouchari, piccolo porto naturale diventato famoso per aver ospitato alcune scene del film Mamma Mia!, ma tutta la costa orientale regala calette spettacolari come Fakistra, Mylopotamos (divisa in due da un arco di roccia) o Papa Nero. Per gli amanti del trekking, un giro sul trenino a vapore che collegava un tempo Volos a Milies è un’esperienza da non perdere, così come le passeggiate tra i villaggi di Makrinitsa e Tsagarada, con le loro piazze ombreggiate dai platani secolari.

Il villaggio greco di Agia Kiriaki
iStock
Il villaggio greco di Agia Kiriaki nella regione del Pelion

Agistri, nel Golfo Saronico

Probabilmente non avete mai sentito parlare dell’isola di Agistri, con i suoi soli 13 chilometri quadrati. Dominata dai profumi di resina dei pini d’Aleppo che digradano fino a riva, si gira facilmente lungo l’unica strada interna che collega il porticciolo di Skala, dominato dalle cupole azzurre della chiesa di Agioi Anargyroi, fino al tranquillo borgo rurale di Limenaria.

Le spiagge regalano un litorale vario e limpidissimo: dalla sabbia ideale per famiglie a Skala alla baia scenografica di Chalikiada incastonata tra pareti rocciose, fino alla piattaforma naturale di Mariza. Il punto più iconico resta Aponisos, una laguna smeraldina collegata alla terraferma da un pontile, perfetta per giornate di mare lento tra tuffi e tappe nelle classiche taverne di pesce.

Zagorochoria, i villaggi di pietra dell’Epiro

Chiudiamo i nostri consigli con una meta che sfata il luogo comune “Grecia uguale mare”. Vi suggeriamo, infatti, Zagorochoria, un altopiano montuoso dell’Epiro, al confine con l’Albania, che raccoglie 46 villaggi di pietra incastonati tra i monti del Pindo settentrionale.

È la Grecia più fresca e verde che si possa immaginare, perfetta per una coolcation, quindi per chi cerca sollievo dal caldo di agosto senza rinunciare al fascino ellenico: case in pietra con tetti d’ardesia, piazze ombreggiate da platani secolari e ponti a schiena d’asino che attraversano torrenti limpidi.

Il cuore dell’area è la Gola di Vikos, il canyon più profondo al mondo in rapporto alla sua larghezza: la si può ammirare dai punti panoramici di Oxya, a Monodendri, o di Beloi, raggiungibile con una breve camminata dal villaggio di Vradeto.

Ponte di Noutsos a Zagorochoria
iStock
Il ponte di Noutsos a Zagorochoria

The Beach, le location della serie Tv greca svelano un paradiso agli amanti di mare e storia

9 juin 2026 à 14:20

RAI ha ampliato la propria offerta di serie internazionali con un prodotto che dalla Grecia ha conquistato in poco tempo gli appassionati di misteri e storie d’amore di tutto il mondo: l’«affinità culturale» tra i due paesi, ha sottolineato alla stampa il Direttore RAI per il Cinema e le Serie Tv, in particolare ha convinto l’emittente a inserire lo sceneggiato nel palinsesto mattutino di Rai 2 dall’8 giugno 2026 e per tutta l’estate. Scopriamo insieme le location di The Beach, la prima serie greca trasmessa in chiaro in Italia.

Di cosa parla

È l’estate del 1969: sulla spiaggia di Matala, nel sud dell’isola di Creta, si è insediata una comunità di giovani provenienti da tutto il mondo che vivono seguendo una filosofia improntata sulla ricerca della libertà, del piacere e della gioia collettiva. Inevitabilmente la loro presenza suscita sospetto, e per molti versi invidia, nella comunità locale.

Sospetto e invidia sono destinati a crescere quando una giovane donna viene uccisa. Sull’omicidio indaga la dottoressa Ipazia Archontaki (Danae Michalakisce), tra i principali protagonisti della prima stagione di The Beach.

"The Beach" è la prima serie greca in onda in Italia, su Rai 2
Ufficio stampa RAI
Una scena della serie greca “The Beach”

Dov’è stata girata la serie

La nuova serie greca in onda su Rai 2 è stata interamente girata a Matala, località sulla costa meridionale di Creta dove si svolge la storia. Tra spiagge rosse, grotte neolitiche e villaggi dove il tempo sembra essersi fermato e la vita è lenta, la destinazione è ideale per chi oggi vuole scoprire il volto più autentico – e meno affollato di turisti – della Grecia.

The_Beach-serie-tv-rai2
@Foss Productions
Una scena della serie The Beach sulla spiaggia di Matala

Le grotte di Matala

Tra le location di The Beach le più iconiche e facilmente riconoscibili sono, senza dubbio, le grotte di Matala. Gli studi più recenti ne fanno risalire la realizzazione intorno al 5000 a.C.. Fonti più certe ne attestano l’utilizzo in epoca romana ed ellenistica come sepolture: questo spiega perché in alcuni punti siano ancora visibili decorazioni a forma di cuscino scavate nella roccia.

Dov'è stata girata "The Beach", la prima seri greca in onda in Italia
iStock
Le misteriose grotte di Matala

Le grotte di Matala sono diventate celebri in tutto il mondo a partire dagli Anni Sessanta del Novecento, quando cominciarono a essere frequentate dalla comunità hippie e da giovani – e meno giovani – che partivano verso l’oriente alla ricerca di sé e di esperienze spirituali e psichedeliche.

Oggi, visitandole, si continua a respirare quello «spirit of Matala» cantato da Joni Mitchell: uno dei numerosi artisti che restarono affascinati dalla magia del posto, tra gli altri ci furono Bob Dylan, Cat Stevens, Joan Baez, Janis Joplin. Dalle grotte naturalmente si possono ammirare dall’alto la costa e la famosa spiaggia di Matala.

"The Beach", la serie greca in onda ogni mattina su Rai 2, è ambientata e girata a Matala (Creta)
iStock
Viste dalla spiaggia, le grotte di Matala hanno molto fascino

Matala Beach

Matala Beach, anch’essa tra i luoghi dov’è stata girata la serie The Beach, è tra le spiagge più famose e frequentate della zona: grazie al fondale sabbioso che degrada lentamente e alla presenza di lidi e locali è molto amata soprattutto dalle famiglie e da chi al mare cerca innanzitutto la comodità.

The_Beach-serie-tv
@Foss Productions
Un’altra scena della serie Tv greca The Beach

Decisamente più appartata, anche perché raggiungibile solo attraverso un sentiero sulla collina, è la Red Beach: una spiaggia dalla sabbia rossa e finissima dove godersi il contatto con la natura e un’acqua sempre cristallina. È da molti considerata tra le spiagge più belle di Creta, così come la – più accessibile – spiaggia di Kommos, famosa perché più volte scelta dalle tartarughe caretta caretta per la schiusa.

Sulla costa sud dell'isola di Creta si trovano le principali location di "The Beach"
iStock
La bellissima Red Beach di Matala

Villaggi e siti archeologici nei dintorni di Matala

Sebbene sia quella principale, il mare non è comunque l’unica attrazione di Matala. C’è il villaggio, innanzitutto, dove il tempo sembra essersi fermato e dove è possibile immergersi nella cultura e nei ritmi lenti della gente del posto.

Poco distanti da Matala si possono visitare il Palazzo di Festo e Gortina: due dei siti archeologici più importanti di Creta. Gli amanti delle escursioni in barca potrebbero prenotarne una fino a Agiofarago: un gola profonda oltre un chilometro, che dà l’impressione di essere in un fiordo e dove nuotare tranquilli tra acqua cristallina e fondali bianchi.

Matala, il villaggio hippie sulle coste di Creta, è tra i luoghi dov'è stata girata la serie "The Beach"
iStock
Lo spirito hippie anima ancora il villaggio di Matala

I segreti meglio custoditi a due passi dall’Italia: 3 mete da sogno con la promozione Ryanair

3 juin 2026 à 07:30

Anche se le ultime perturbazioni in Italia possono far sembrare l’estate un miraggio lontano, la bella stagione è ormai alle porte e con lei la voglia di partire per qualche giorno all’insegna di mare e sole mentre si scoprono scorci meravigliosi d’Europa. A convincerci è una nuova promozione da tenere d’occhio: Ryanair ha lanciato un’offerta con tariffe scontate da circa 25 euro da prenotare entro il 4 giugno 2026, per viaggiare fino al 31 agosto 2026. La bella notizia è che ci sono addirittura voli che in molti casi partono da appena 15 euro. Se si parte zaino in spalla, si spende quanto uscire a mangiare una pizza.

Dalle atmosfere greche di Corfù e Creta ai tramonti spettacolari della costa croata, è il momento giusto per organizzare una fuga estiva senza svuotare il portafoglio. Abbiamo selezionato tre destinazioni perfette per approfittare della promozione, ideali sia per un weekend lungo sia per una vacanza di qualche giorno tra spiagge da sogno, centri storici ricchi di fascino e un’ottima cucina locale e mediterranea.

Gole di Samaria a Creta, il canyon sacro tra pareti vertiginose, villaggi fantasma e mare libico

27 mai 2026 à 18:00

La straordinaria Isola di Creta, in Grecia, è nota in tutto il mondo per le sue spiagge “immacolate”, porticcioli veneziani, ulivi piegati dal vento e villaggi dipinti di bianco. Questo è davvero risaputo ovunque, ma poi arriva un qualcosa che lascia praticamente a bocca aperta. Parliamo di roccia, acqua gelida, pini profumati e pareti gigantesche. Sono le Gole di Samaria, che tagliano il settore sud-occidentale dell’isola, dentro il massiccio delle Lefká Óri, le Montagne Bianche.

E no, non è un posto da sottovalutare perché rappresenta uno dei canyon più spettacolari del Mediterraneo, dichiarato Parco Nazionale nel 1962 e inserito nella rete UNESCO delle Riserve della Biosfera nel 1981. Numeri impressionanti accompagnano il percorso: lunghezza pari a 16 km, ingresso settentrionale a 1.250 metri di quota e pareti in grado di salire fino a 500 metri sopra il letto del torrente.

Samaria porta addosso pure un’anima storica fortissima. Per secoli, infatti, rappresentò un rifugio strategico durante invasioni straniere e rivolte cretesi. Famiglie intere trovarono protezione tra queste “mura” naturali durante l’occupazione ottomana e sotto il controllo tedesco nella Seconda Guerra Mondiale. Lungo il tragitto, infatti, riaffiorano tracce di vite passate come piccole cappelle bizantine, resti di abitazioni in pietra e sentieri battuti da pastori e mercanti.

Origine e formazione delle Gole di Samaria

Samaria nacque grazie all’azione continua di un piccolo fiume sceso per millenni tra il Monte Volakias e le Lefká Óri. Acqua, vento e terremoti scolpirono una fenditura gigantesca dentro la montagna cretese. Il tratto simbolo porta il nome di Sideroporta, tradotto spesso “Porte di Ferro”, e qui la distanza tra le pareti scende fino a 3 metri, mentre la roccia sale verticale verso il cielo.

L’intera area custodisce oltre 450 specie vegetali e animali. Tante risultano endemiche di Creta, ma la regina assoluta è la kri kri, la rara capra selvatica locale. Agile, diffidente ed elegantissima, talvolta appare sopra uno sperone roccioso per pochi secondi, per poi sparire tra ginepri e cipressi.

Pure il nome (Samaria) possiede radici antiche: deriva dalla chiesa bizantina di Óssia María, edificata nel 1379. Attorno alla piccola struttura religiosa nacque l’omonimo villaggio, abitato fino alla creazione del parco nazionale. Gli ultimi residenti lasciarono le proprie case negli anni ’60, al punto che oggi restano edifici vuoti, muretti consumati e qualche fico selvatico.

Tra le storie tramandate dagli abitanti della regione è curiosa la leggenda di Chrisomalousa, giovane aristocratica dai capelli dorati entrata nella memoria popolare. Racconti locali parlano di un amore tragico, vendette veneziane e una vita trascorsa tra le mura della chiesa di Óssia María.

Presso Agia Roumeli, tra le altre cose, sorgeva l’antica città di Tarra, importante centro ellenistico e romano. Scavi archeologici hanno riportato alla luce monete, resti di templi e testimonianze bizantine.

Come visitare le Gole di Samaria e cosa vedere

Fin dai primi passi appare chiaro il motivo della fama mondiale di questo luogo della Grecia: Xyloskalo, il punto iniziale, spalanca una scalinata naturale scavata dentro una montagna severa. Questo rappresenta uno dei tratti più impegnativi per ginocchia e caviglie a causa del pietrisco, gradoni irregolari e lunghe discese che richiedono scarpe serie.

Dopo circa 2 km il canyon inizia a stringersi, mentre torrente, oleandri, platani giganteschi e pini creano un paesaggio quasi balcanico. Persino dell’acqua potabile sgorga da varie fontane lungo il percorso, elemento prezioso durante le (numerose) giornate torride. Il cuore emotivo della gola, però, arriva presso il villaggio abbandonato di Samaria con le sue case in pietra chiara, finestre vuote e sentieri silenziosi.

I guardiani del parco utilizzano alcuni edifici, mentre il resto appare fermo nel tempo. Accanto alle abitazioni spunta la chiesa di Óssia María con affreschi consumati e un campanile minuscolo. Più avanti emergono pareti gigantesche che stringono il passaggio fino alle celebri Porte di Ferro. I turisti abbassano spontaneamente la voce davanti a quella fenditura titanica, tanto che a rimbalzare sulle rocce è solo il rumore dell’acqua e delle rondini che sfrecciano sopra la testa.

La primavera rappresenta il periodo più affascinante per via della presenza di fiori selvatici che colorano il sentiero. Poi ci sono i torrenti che scorrono pieni e le temperature che restano gradevoli. L’estate porta invece il caldo feroce tipico della zona, insieme a una luce accecante sulle pietre bianche.

L’intero tragitto richiede mediamente tra le 5 e le 7 ore. Gli ultimi 2 km risultano pianeggianti e conducono verso Agia Roumeli, piccolo villaggio affacciato sul Mar Libico. Infine l’arrivo, che regala una soddisfazione fisica che sale sulla pelle e sulle gambe pesanti, ma sempre con un mare blu intenso davanti agli occhi.

Agia Roumeli vive senza automobili e possiede un’atmosfera semplice. Taverne familiari servono pesce fresco, feta, pomodori dolcissimi e birra ghiacciata. Pochi minuti servono per raggiungere la spiaggia di ciottoli e, dopo ore tra rocce e polvere, l’acqua trasparente del Mar Libico sembra una ricompensa perfetta.

Agia Roumeli, Creta
iStock
La bellissima Agia Roumeli a Creta

Dove si trova e come arrivare

Le Gole di Samaria occupano il settore sud-occidentale di Creta, nella regione di Chania. L’aeroporto più vicino è proprio quello di Chania, collegato con Atene e varie città europee durante la stagione turistica. Anche la base migliore per l’escursione coincide quasi sempre con Chania, da dove partono autobus KTEL diretti a Omalos nelle prime ore del mattino (il tragitto necessita di circa 1 ora e attraversa villaggi montani, curve strettissime e boschi profumati).

L’ingresso al Parco Nazionale è attivo tra maggio e ottobre, salvo chiusure temporanee legate a piogge intense oppure rischio frane. Raggiunto il termine della gola, sono disponibili dei traghetti che collegano Agia Roumeli con Sougia, Hora Sfakion e Paleochora e, se dobbiamo essere onesti, il battello pomeridiano rappresenta parte integrante dell’esperienza: mare scurissimo, coste verticali e minuscole baie raggiungibili soltanto via acqua.

Parecchi visitatori scelgono pure il noleggio auto. Si tratta di una soluzione pratica, anche se richiede una certa organizzazione logistica. La vettura resta infatti sul lato nord della gola, mentre l’arrivo avviene sul mare. Per tale ragione autobus e traghetti costituiscono l’opzione più semplice.

Samaria lascia addosso stanchezza autentica, polvere sulle caviglie e una strana forma di gratitudine: qui la Creta turistica resta lontana anni luce.

Stop al turismo selvaggio e all’overtourism: la Grecia lancia il nuovo piano per un’estate sostenibile

Par : elenausai10
12 mai 2026 à 11:30

La Grecia è sicuramente una delle destinazioni europee più colpite dall’overtourism, soprattutto in mete quali Santorini, Mykonos, Creta e Rodi. Qui, i residenti locali sopportano sempre meno il peso dell’affollamento dovuto alle navi da crociera, la carenza idrica, la congestione e la rapidità delle costruzioni che cambiano il paesaggio e ne compromettono la sostenibilità.

Ecco perché, con l’avvicinarsi della stagione estiva, il governo ellenico ha presentato il nuovo Quadro Territoriale Speciale per il Turismo. Si tratta di un piano strategico il cui obiettivo dichiarato dai ministri per il turismo e l’ambiente è quello di passare da una crescita quantitativa a un modello di sviluppo basato sulla qualità e sulla resilienza, proteggendo quell’identità greca che tutto il mondo ama, ma che rischia di essere soffocata dalla sua stessa popolarità.

Dove andare al caldo ad aprile: le mete perfette per anticipare l’estate

Par : elenausai10
1 mars 2026 à 17:00

Mentre fuori le previsioni meteo giocano a dadi e il cielo resta incerto, ci sono luoghi che hanno già deciso di dare il benvenuto all’estate. Mentre molti di noi cercano ancora di capire “come vestirsi a cipolla”, esiste una lista di coordinate geografiche dove l’unico dubbio ammissibile è quale protezione solare mettere in valigia. Se siete stanchi di aspettare che il meteo si decida a collaborare, queste sono le mete dove andare in vacanza ad aprile al caldo.

Creta, Grecia

Ad aprile, Creta si svela in una veste insolita e molto più vera rispetto ai mesi estivi. È il periodo del risveglio, quando le temperature sono piacevoli, ideali per chi vuole esplorare l’isola senza il caldo soffocante di luglio. Sebbene il mare sia ancora frizzante per un bagno (tranne per i più temerari), le giornate di sole regalano un anticipo d’estate perfetto per godersi spiagge famose come Elafonisi, tra le spiagge più belle al mondo, o Balos in totale solitudine.

Il vero vantaggio di visitare Creta in aprile è la natura: le colline sono verdissime e punteggiate di fiori selvatici, uno scenario che svanisce rapidamente con l’arrivo del secco. È il momento migliore per fare trekking o per visitare i siti archeologici, come il Palazzo di Cnosso, senza fare code chilometriche. Un consiglio pratico? Fate base a Chania o Rethymno e, se cercate le temperature più alte, puntate verso la costa sud a Ierapetra.

Rio de Janeiro, Brasile

Se aprile in Europa è un’incognita, a Rio de Janeiro è una certezza da 26 gradi. La città brasiliana accoglie l’autunno australe con un clima perfetto: meno afoso rispetto all’estate piena, ma con sette ore di sole al giorno che rendono le spiagge di Copacabana e Ipanema il centro nevralgico della vita sociale. È il momento ideale per salire sul Pan di Zucchero o ai piedi del Cristo Redentore senza le folle oceaniche del Carnevale, godendosi panorami che mozzano il fiato.

Oltre ai grandi classici, Rio offre un mix culturale unico: potete immergervi nella storia al Museu do Amanhã o lasciarvi travolgere dall’energia del quartiere Lapa dopo il tramonto. Per un momento di relax, rifugiatevi nel Giardino Botanico, dove la foresta tropicale entra prepotentemente in città, offrendo ombra e una biodiversità incredibile.

Spiaggia di Copacabana
iStock
La spiaggia di Copacabana al tramonto

Namibia, Africa

In Namibia, aprile segna il passaggio perfetto tra l’estate piovosa e l’inverno secco, con temperature medie che oscillano tra i 15 e i 28 gradi. Il vostro viaggio non può che partire dalle dune di Sossusvlei: scalare “Big Daddy” all’alba offre una vista impareggiabile su Deadvlei, dove gli scheletri di antiche acacie neri spiccano contro il bianco dell’argilla e l’azzurro del cielo. Per chi cerca un contrasto unico, la zona di Swakopmund e Sandwich Harbour è dove il deserto del Namib scivola direttamente nell’Oceano Atlantico. Un viaggio in Namibia non è completo senza un safari nel Parco Etosha: la vegetazione è ancora rigogliosa, ma gli animali iniziano a radunarsi intorno alle pozze d’acqua.

Bali, Indonesia

Con una temperatura media di 27 gradi e circa otto ore di sole al giorno, aprile segna per Bali il passaggio ufficiale alla stagione secca. Le piogge monsoniche lasciano spazio a rovesci brevi e rinfrescanti che abbassano l’umidità, rendendo l’aria perfetta per esplorare l’isola senza l’affollamento dei mesi estivi. Se cercate energia e vita notturna, le zone di Canggu e Seminyak sono il punto di riferimento con i loro beach club e il surf, mentre per chi preferisce il silenzio della giungla, Ubud resta una tappa obbligata.

Approfittate della visibilità ottimale di aprile per fare snorkeling o immersioni intorno all’isola di Nusa Penida o per percorrere i sentieri che si snodano tra i palazzi reali e i mercati locali!

Tempio Pura Taman Saraswati a Ubud
iStock
Il tempio Pura Taman Saraswati a Ubud

Antigua, Guatemala

Antigua, in Guatemala, è una delle perle del Centro America che ad aprile gode di un clima ideale, con una temperatura media di 23 gradi e circa otto ore di sole al giorno. Il meteo è ancora eccellente, ma la folla dei mesi invernali inizia a diradarsi, lasciando spazio a un’atmosfera più rilassata.

Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la città è un reticolato di strade acciottolate dove le facciate barocche, tinte di ocra e rosso terra, convivono con i profili imponenti dei vulcani che la circondano. È la base perfetta per chi vuole alternare la storia alla natura, dai siti archeologici che custodiscono rovine Maya risalenti a oltre 3.000 anni fa alle escursioni nelle fitte foreste pluviali che circondano l’abitato.

New Orleans, Stati Uniti

New Orleans ad aprile è un’esplosione di energia, con una temperatura media di 26 gradi. Il clima è caldo, ma non ancora opprimente, perfetto per vivere le celebri parate di Pasqua che riempiono le strade di musica e carri decorati. Il Quartiere Francese mantiene il suo fascino magnetico tra balconi in ferro battuto e il suono costante dei sassofoni che accompagna ogni passeggiata.

Il consiglio per chi la visita in questo periodo? Spingetevi oltre il centro verso il Garden District, dove le querce secolari cariche di muschio spagnolo creano scenari cinematografici e le storiche dimore ottocentesche si mostrano in tutto il loro splendore. Questo è anche il mese ideale per godersi i festival all’aperto e la vita notturna di Frenchmen Street, dove il jazz è una questione seria e si respira l’anima musicale più pura della Louisiana.

Mauritius, Africa

Situata nel cuore dell’Oceano Indiano, a est del Madagascar, Mauritius ad aprile vive un momento magico: la stagione dei cicloni è appena terminata e l’inverno è ancora lontano. Con una temperatura media di 27 gradi, il clima è perfetto per chi cerca un caldo tropicale senza l’afa estrema dei mesi precedenti.

Vi sbagliate, però, se vedete l’isola solo come un paradiso di spiagge bianche e barriere coralline. La sua vera forza risiede nel mix culturale che si respira tra templi induisti, piantagioni di tè e mercati dove il profumo del curry riempie l’aria.

Un’esperienza diversa dal solito si può vivere sulla costa est, a Palmar, dove nuove realtà ecosostenibili promuovono lo scambio di competenze con gli abitanti del luogo. È l’occasione per incontrare artigiani o agricoltori locali, scoprendo ingredienti rari come l’essenza di ylang-ylang prodotta nelle tenute vicine.

Penisola di Morne Brabant
iStock
La penisola di Morne Brabant

Agia Pelagia, il cuore segreto della costa nord di Creta

30 août 2025 à 16:25

Agia Pelagia è una delle località più amate della costa settentrionale di Creta, una baia incantevole che sorge a circa venti chilometri dal capoluogo Heraklion. Nonostante la vicinanza alla città principale, mantiene un’atmosfera raccolta e autentica, perfetta per chi cerca un punto di partenza strategico per esplorare l’isola senza rinunciare al fascino di un villaggio sul mare.

La sua posizione, sul lato opposto del golfo rispetto a Hersonissos e Malia, la rende in qualche modo la loro “gemella occidentale”, ma con un carattere meno caotico e più intimo.

Come arrivare

Raggiungere Agia Pelagia è molto semplice. La maggior parte dei visitatori arriva in aereo a Heraklion, e in poco più di venti minuti di auto si ritrova al cospetto del paesaggio marino della baia. Chi atterra invece all’aeroporto di Chania deve mettere in conto un tragitto più lungo, circa centocinquanta chilometri, che tuttavia si rivela un percorso panoramico tra le campagne e le montagne cretesi.
In ogni caso, la scelta migliore resta sempre noleggiare un’auto: Creta è troppo grande e sorprendente per essere esplorata solo in scooter, e avere un mezzo a disposizione significa libertà totale di movimento.

Tale centralità permette ad Agia Pelagia di essere un vero crocevia: da qui Rethymno si trova a soli sessanta chilometri, mentre Ierapetra, porta d’accesso all’estremità orientale, dista poco più di centoventi.

Spiagge da sogno tra scogliere e baie protette

La spiaggia principale, pur non essendo molto ampia, è il cuore pulsante di Agia Pelagia, dove il mare assume tonalità che variano dal turchese al blu intenso, mentre la fila di ombrelloni disponibili diventa “terreno di conquista” già dalle prime ore del mattino. Nonostante lo spazio ridotto e la presenza di imbarcazioni che limitano l’area balneabile, l’atmosfera resta rilassata, e il contatto diretto con il piccolo villaggio rende l’esperienza davvero piacevole.

Poco distante ecco Mononaftis, spiaggia raccolta e scenografica, lunga meno di cento metri ma con un fascino insuperabile: gli ombrelloni di paglia che punteggiano la battigia le conferiscono un’aria quasi caraibica, mentre le acque turchesi e profonde attraggono nuotatori e appassionati di snorkeling. In estate può essere molto affollata, ma il suo spirito resta quello di un luogo accogliente e vivace.

Chi preferisce ambienti più tranquilli può dirigersi verso Psaromoura, una caletta di sassolini, riparata dai venti e amatissima dai locali, dove la trasparenza dell’acqua è sorprendente, quasi ipnotica, e il piccolo chiosco sulla spiaggia diventa il punto ideale per rinfrescarsi dopo una nuotata.

Se l’obiettivo è il comfort, allora la spiaggia sabbiosa di Kladissos è la scelta perfetta: con i ristoranti affacciati direttamente sul mare, regala un mix di relax e gusto. Da un lato le sdraio e gli ombrelloni a prezzi accessibili, dall’altro un lounge bar che diffonde musica soft e trasforma la baia in un rifugio raffinato.

Infine, a pochi chilometri, si apre la meravigliosa baia di Lygaria, probabilmente la più popolare della zona. Protetta da alte scogliere che riparano dal vento, vanta ampi spazi e servizi ben organizzati, ideali per famiglie e coppie. La facilità di parcheggio e l’acqua sempre calma la rendono ottima per una giornata di mare senza pensieri.

Mare cristallino nella baia di Agia Pelagia a Creta
iStock
Mare cristallino nella baia di Agia Pelagia

Oltre il mare: cosa fare e vedere nei dintorni

Agia Pelagia non è solo spiaggia e relax. La sua vicinanza a Heraklion permette di alternare giornate di mare a momenti di scoperta culturale. In meno di mezz’ora ci si ritrova davanti alla maestosa fortezza veneziana che domina il porto della città, oppure si passeggia tra i vicoli del centro storico assaporando il ritmo vivace della capitale. Poco distante, il Palazzo di Cnosso invita a un tuffo nell’antichità minoica, tra miti e leggende che riportano alla luce la storia più antica d’Europa.

Chi vuole invece vivere l’anima più selvaggia di Creta può spingersi verso sud. In circa un’ora di macchina si raggiungono le spiagge di Kommos e Matala, celebri per gli scenari spettacolari e per l’atmosfera bohémien che ancora aleggia tra le grotte scavate nella roccia.

E per chi conosce già Creta, soggiornare ad Agia Pelagia può persino evocare un senso di familiarità: i panorami della baia, infatti, ricordano quelli del golfo di Mirabello, tra Agios Nikolaos ed Elounda: è come vivere un déjà-vu, dove il mare, le montagne e la luce si fondono in una cornice che sembra sospesa tra realtà e memoria.

Kommos Beach, dove l’archeologia incontra il mare

23 août 2025 à 15:30

A sud di Creta, là dove la sabbia scotta e il vento di Libia (e anche il Meltemi) soffia senza tregua, prende vita Kommos Beach. No, non è solo una distesa infinita di dune dorate, perché alle sue spalle, semi-sepolto e silenzioso, giace l’antico porto minoico che serviva Festo: magazzini, templi e resti di mura che hanno visto passare merci, culti e navi cariche di storie.

È una delle poche spiagge al mondo in cui si può stendere l’asciugamano e avere dietro di sé (o davanti agli occhi, girandosi) tremila anni di civiltà.

Dove si trova e come arrivare a Kommos Beach

Kommos Beach si trova sulla costa sud di Creta, poco più a nord di Matala e a una ventina di minuti in auto dal sito archeologico di Festo. È un punto abbastanza isolato, con sabbia fine, mare aperto e il profilo delle colline a fare da cornice.

Per arrivarci conviene avere un’auto a noleggio. Da Heraklion ci vuole circa 1 ora e mezza (65 km), percorrendo la strada verso sud fino a Mires e poi scendendo verso Kalamaki o Pitsidia. L’ingresso principale alla spiaggia è vicino a Kalamaki, ma ci sono anche accessi più selvaggi arrivando da Pitsidia.

I bus pubblici esistono, ma i collegamenti non sono frequenti in ogni stagione. Ciò vuol dire che se l’intenzione è fermarsi più giorni, è meglio organizzarsi con una macchina.

Caratteristiche della spiaggia e cosa fare

Le spiagge di Creta sono (quasi) tutte un sogno a occhi aperti, ma senza ombra di dubbio Kommos Beach ha ben più di una marcia in più: è una delle spiagge sabbiose più lunghe della costa sud dell’isola. Il suo arenile si estende per circa 2,5 chilometri, con sabbia dorata e dune che arretrano verso l’interno.

L’esposizione a sud, però, significa mare aperto, spesso agitato, e venti forti che arrivano dritti dalla Libia (e non solo), mentre il paesaggio resta abbastanza intatto, con solo pochi punti attrezzati vicino a Kalamaki e zone completamente selvagge più a nord, proprio davanti all’area archeologica.

Dal punto di vista geologico, la spiaggia si inserisce in una costa di origine sedimentaria, con sabbia fine formata dall’erosione delle rocce circostanti e accumulata dalle correnti del Mar Libico. Alle estremità affiorano tratti rocciosi e piccole scogliere, ma la maggior parte è una distesa sabbiosa senza interruzioni.

Oltre al nuoto nei tratti più riparati dove l’acqua è trasparente e limpida (attenzione a quando soffia vento, che il mare diventa subito profondo e mosso), qua si può fare un po’ di snorkeling, ma anche passeggiate lungo la spiaggia e, se si è fortunati, avvistare le tartarughe Carretta carretta che vengono a deporre le loro uova.

L’area archeologica di Kommos

Dietro la spiaggia non ci sono solo dune e colline, perché a emergere sono anche le tracce di uno dei porti più importanti della Creta minoica. Kommos era lo sbocco marittimo della potente città di Festo, e dal XVII secolo a.C. in poi qui attraccavano navi cariche di ceramiche, metalli, olio e vino dirette in Egitto e nel Mediterraneo orientale. Gli scavi hanno portato alla luce enormi magazzini (alcuni dei più grandi dell’epoca minoica), un complesso templare con altari all’aperto e perfino resti di banchine portuali.

Oggi l’area archeologica è recintata e visitabile solo in determinati periodi (non sempre è aperta), ma anche da fuori si scorgono le strutture principali. La particolarità di Kommos è proprio questa: ci si può stendere al sole, alzare lo sguardo e trovarsi davanti non un chiosco da spiaggia, ma i resti di un porto di tremila anni fa.

Preveli Beach, il paradiso unico di palme, fiume e mare cristallino a Creta

5 août 2025 à 10:25

Preveli Beach a Creta è un luogo particolarmente sorprendente, dove la natura si mostra in modo chiaro e potente. Vi basti pensare che si caratterizza per la presenza di un fiume d’acqua dolce che scende tra una folta foresta di palme e sfocia in un mare limpido e turchese, una combinazione piuttosto rara nel Mediterraneo. Tra scogliere a strapiombo e spiagge di ciottoli, si respira un’atmosfera di calma reale, lontana dalle località turistiche più affollate.

Preveli, però, non è solo una spiaggia: è pure un posto che offre un’esperienza completa. Da queste parti, infatti, la vegetazione rigogliosa si unisce al mare cristallino, creando un ambiente unico. Parliamo quindi di un angolo del Paese che si rivela ideale per chi desidera avere un contatto diretto con la natura e vuole conoscere il lato più autentico di questa straordinaria isola del nostro continente.

Dove si trova Preveli Beach

La mitica Preveli Beach prende vita sulla costa meridionale di Creta, l’isola più grande della Grecia, e più precisamente nella regione di Rethymno. Si tratta di una spiaggia incastonata in una piccola baia all’interno della gola del fiume Megas Potamos, che scorre placido attraverso una delle poche oasi di palme naturali dell’isola, la famosa palude di Preveli.

Intorno alla zona si trovano ripide scogliere di calcare e una vegetazione mediterranea rigogliosa, che insieme rendono il paesaggio davvero suggestivo e particolare.

Come raggiungere Preveli Beach?

Come la maggior parte del luoghi più sorprendenti del mondo, raggiungere Preveli Beach richiede un po’ di spirito d’avventura, ma ne vale assolutamente la pena. Il modo più comune è partire dal vicino villaggio di Plakias, da cui si può prendere una barca diretta alla spiaggia. Questa è sicuramente una scelta comoda e panoramica che evita la camminata.

Preveli, Creta
iStock
Veduta dall’alto della magnifica spiaggia di Preveli

Se invece preferite arrivarci sulle vostre gambe, da Plakias parte un sentiero ben segnalato che in circa 30-40 minuti conduce alla spiaggia. Il percorso attraversa una natura selvaggia emozionante, fatta di rocce, arbusti e panorami sul mare che lasciano senza parole. La discesa può essere un po’ faticosa, quindi è fondamentale avere scarpe comode e portare con sé dell’acqua.

In alternativa, si può arrivare da sud, partendo da Agia Gallini, ma il cammino è più lungo e meno frequentato. In ogni caso, qualunque strada scegliate, l’arrivo a Preveli vi ripagherà con una spiaggia da sogno e un’atmosfera davvero speciale.

Le caratteristiche di Preveli Beach

Dalle premesse fatte, risulta piuttosto evidente che Preveli Beach è una delle spiagge più particolari e sorprendenti di Creta. Il motivo è piuttosto semplice: da queste parti, il fiume Megalos Potamos attraversa una piccola valle e sfocia direttamente nel mare, creando una laguna circondata da un bosco di palme autoctone, le Phoenix theophrasti, che danno al paesaggio un’aria esotica e quasi africana.

La spiaggia, fatta di sabbia e ciottoli chiari, è incastonata tra scogliere scoscese e un mare turchese e limpido, protetta all’interno di un’area naturale tutelata (sito Natura 2000), dove non ci sono stabilimenti o strutture turistiche invasive, ma solo una piccola taverna spartana. A rendere tutto ancora più affascinante, sopra la spiaggia sorge il Monastero di Preveli, legato alla storia della resistenza cretese, mentre poco più in là spunta un grande masso a forma di cuore, perfetto per una foto simbolica e certamente romantica.

Cosa fare in questa magnifica spiaggia

La verità nuda e cruda è che a Preveli non ci si limita a prendere il sole: questo angolo di Creta è un vero paradiso per chi ama esplorare e vivere la natura in modo attivo. Si può risalire il fiume Megalos Potamos a piedi o a nuoto, attraversando il suggestivo bosco di palme lungo un sentiero che si snoda tra acqua dolce, rocce levigate e vegetazione lussureggiante, come in un piccolo canyon tropicale.

Il mare cristallino è perfetto per nuotare, fare snorkeling vicino alle rocce o semplicemente rilassarsi sulla sabbia con vista sul promontorio. Per i più curiosi, vale la pena salire lungo il tracciato che porta al punto panoramico sulla scogliera, da dove si ammira tutta la baia dall’alto, con la foce del fiume che si fonde nel mare in uno scenario unico.

Poco distante, il canyon di Kourtaliotiko regala sentieri, cascate e pozze d’acqua dolce immerse nella macchia mediterranea: l’ideale per chi ama camminare nella natura vera. Preveli è ancora un luogo selvaggio dove non si viene per la comodità, ma per respirare il lato più autentico e incontaminato di Creta.

Regole e info utili

Preveli Beach conserva ancora un’atmosfera molto autentica, ma questo non vuol dire che non ci siano regole da seguire. Anzi, le norme ci sono proprio per aiutarla a mantenere il suo aspetto puro e genuino. Per proteggere il fragile ecosistema delle sue palme, è assolutamente vietato accendere fuochi, campeggiare o lasciare rifiuti sia sulla spiaggia che nella gola del fiume. Rispettare questi principi è fondamentale, visto che la zona è a rischio incendi e fa parte di un’area naturale protetta.

L’accesso alla spiaggia è completamente gratuito, ma se arrivate in auto dovrete mettere in conto una piccola tariffa per il parcheggio, che va dai 2 ai 3 euro al giorno, a seconda della stagione e del luogo dove lasciate la macchina. Se invece preferite arrivarci in barca da Plakias o Damnoni, il prezzo dell’escursione si aggira tra i 15 e i 25 euro,  in base al tipo di tour scelto.

Gortina, la madre delle leggi scritte dell’Occidente

26 juillet 2025 à 15:55

Creta, gioiello del Mediterraneo, è apprezzata per le spiagge dorate, i villaggi pittoreschi e i paesaggi che sembrano dipinti. Ma tra le mete più affascinanti e meno battute spicca una località che racchiude in sé tutta la potenza della storia, della cultura e della natura cretese: Gortina.

Nel cuore della fertile pianura di Messara, nella parte meridionale dell’isola, è un luogo che ha saputo resistere al tempo, lasciando emergere le sue rovine con un’aura solenne e magnetica, una testimonianza viva della grandezza di un passato che ha segnato a fondo l’identità del territorio.

Una capitale dimenticata, cuore pulsante dell’antichità

In pochi oggi ricordano che Gortina, un tempo, fu la vera capitale di Creta. A partire dal 67 d.C., sotto l’Impero Romano, la città visse un’epoca di splendore che durò per quasi mille anni. Fu un centro economico, culturale e religioso di primo piano, tanto da ospitare tre mercati principali, due imponenti acquedotti, ben cinque teatri e una serie di templi e mausolei in pietra scolpita.

Durante il periodo augusteo, assunse un ruolo centrale nella mappa politica e amministrativa dell’Impero: vi si respirava la grandezza di Roma ma anche la raffinatezza della civiltà cretese, in un connubio affascinante che si riflette ancora nei resti architettonici e artistici sparsi nell’area. E mentre Augusto si dilettava tra riforme e banchetti, la città cresceva e diventava un “laboratorio vivente” di cultura e diritto.

Passeggiando tra le rovine, il primo elemento che cattura lo sguardo è senza dubbio la Cattedrale di San Tito, che domina il paesaggio: costruita con pietra scolpita e arricchita da elementi architettonici di rara eleganza, oltre a rappresentare un luogo di culto è un punto di connessione tra l’anima spirituale dell’isola e la sua millenaria tradizione.

Proseguendo verso est si incontra una galleria all’aperto di statue, iscrizioni e sculture che raccontano storie di dei, imperatori e cittadini: l’arte romana si fonde con il gusto ellenico, dando vita a una collezione che incanta e sorprende.

Ma è impossibile non fermarsi davanti al Teatro Antico, edificato nel X secolo, proprio di fronte al Conservatorio: un tempo palcoscenico di drammi e canti, mantiene intatto il suo fascino, come se ancora riecheggiassero le voci di attori e musicisti tra le sue gradinate.

Rovine dell'antica città di Gortina, Creta
iStock
Rovine dell’antica città di Gortina

La Grande Iscrizione, un codice per comprendere il mondo antico

Il vero capolavoro di Gortina è però un documento scolpito nella pietra, un monumento al pensiero e alla civiltà: La Grande Iscrizione.

Si tratta di una raccolta organica di leggi, incise su grandi blocchi di calcare disposti in quattro file, che formano dodici colonne dense di norme. Ogni colonna ospita oltre cinquanta righe, in cui si parla di diritto familiare, eredità, divorzio, adozione, ma anche di reati, affari commerciali e libertà personali.

È il più antico codice legislativo del mondo occidentale, una sorta di costituzione ante litteram che ci permette di scoprire la mentalità di una civiltà che, pur distante nel tempo, affrontava questioni ancora oggi attuali.

Natura e leggenda sotto il platano sempreverde

Ma Gortina non è solo pietra e storia: nei pressi delle rovine si erge un platano sempreverde che sfida le stagioni e rimane rigoglioso anche nei mesi più freddi.

La sua ombra è carica di suggestioni e leggende, una tappa perfetta per una pausa di riflessione o per lasciarsi cullare dalla magia di un tempo sospeso.

Il fascino dei dintorni

A poca distanza da Gortina, si apre uno scorcio di paradiso: Lendas, un piccolo centro balneare dove il tempo sembra rallentare, e il mare diventa specchio per l’anima. Le acque cristalline e le spiagge silenziose offrono la degna conclusione di una giornata trascorsa tra i fasti del passato.

Infine, se la fame di storia è ancora viva, ci si può spingere fino al Pretorio, imponente edificio di 1.000 metri quadri che un tempo ospitava i funzionari romani: camminare tra i suoi resti suscita un senso di rispetto e meraviglia. Poco lontano, ciò che resta del Tempio di Apollo e di un piccolo teatro riporta alla luce frammenti di un culto che ha lasciato il segno nei secoli.

Isole più grandi del Mediterraneo, ecco quali sono

Par : emmasanto
15 juillet 2025 à 13:35

Il Mar Mediterraneo ospita alcune delle isole, non solo più affascinanti del mondo, ma anche più significative dal punto di vista storico e culturale. Tra queste, alcune spiccano come le più grandi – e le prime due sono proprio italiane – ognuna con paesaggi, storie e tradizioni uniche.

Isole plasmate da antiche civiltà, dai Greci ai Romani, dai Bizantini agli Ottomani, che vantano coste meravigliose, montagne imponenti, pianure fertili che hanno sostenuto gli insediamenti umani per millenni. Oggi mete da sogno che offrono esperienze che toccano l’anima e ispirano ricordi indelebili ai visitatori. Sono 157 le isole più grandi del Mediterraneo, con un’area di almeno 10 km², di cui 49 hanno una superficie maggiore di 100 km². Qui vi portiamo alla scoperta delle prime 10, classificate per dimensioni.

Sicilia, l’isola più grande del Mediterraneo

Con una superficie di oltre 25 mila km², grosso modo pari all’intera superficie di tutte le isole della Grecia, la Sicilia non è solo la più grande isola italiana, ma la più estesa isola del Mar Mediterraneo, la settima d’Europa (seconda dell’Unione europea), la quarantacinquesima del mondo. È anche la più popolosa isola del Mediterraneo, con quasi 5 milioni di abitanti.

Situata in una posizione di importanza strategica, tra lo Stretto di Gibilterra e il Canale di Suez, quasi al centro del Mediterraneo, l’isola funge da punto di collegamento tra Oriente e Occidente, tra Europa e Africa.
La si conosce anche come “isola-continente”, per la notevole varietà dei suoi aspetti naturalistici, storici e culturali, mentre per Omero, che l’ha descritta nell’XI libro dell’Odissea, era “l’isola del Sole”. Da sempre, grazie al suo affascinante patrimonio architettonico e artistico, a spiagge e paesaggi mozzafiato, nonché a una cucina che delizia tutti i sensi, la Sicilia è una destinazione imperdibile per chi cerca un’esperienza autentica e variegata.

Splendida veduta aerea della spiaggia di Porto Giunco, in Sardegna
iStock
La spiaggia di Porto Giunco, a Villasimius, tra le più belle della Sardegna

Sardegna, la seconda isola più grande del Mediterraneo

Con una superficie complessiva di 24.100 km² quadrati, la Sardegna è per estensione la seconda isola del Mediterraneo. È separata dalla penisola italiana dal mar Tirreno, il Canale di Sardegna la divide dalle coste tunisine, mentre a nord le Bocche di Bonifacio la separano dalla Corsica e a ovest il mar di Sardegna dalla penisola iberica e dalle isole Baleari.

Grazie alla bassa densità di popolazione (oltre 1,5 milioni di abitanti), unita alla difesa di un prezioso patrimonio culturale, fondato su tradizioni originali e su una lingua ricca e interessante, l’isola è riuscita a mantenere nel tempo la sua incontaminata bellezza, che l’ha resa meta di viaggiatori e scrittori. Per la varietà dei suoi ecosistemi è stata, inoltre, definita un “micro-continente”.

Non è un mistero che le coste e il mare della Sardegna siano celebrati e ricercati, ma l’essenza di questa regione italiana si nasconde al suo interno, tra i paesaggi del Limbara, l’imponenza del Massiccio del Gennargentu, il Parco della Giara, gli scorci dell’Ogliastra, la varietà di paesaggi e di abitati delle Barbagie, lo spettacolo della Valle dei Nuraghi nel Meilogu. Un’isola da vivere e scoprire fino in fondo.

Il bellissimo sito archeologico di Kourion a Cipro
iStock
Cipro, lo splendido sito archeologico di Kourion

Cipro, la terza isola più grande del Mediterraneo

Dopo Sicilia e Sardegna, Cipro è la terza isola del Mediterraneo per estensione, con una superficie di oltre 9 mila km². Si tratta di un’isola divisa in due parti, separate dalla cosiddetta linea verde: l’area sotto il controllo effettivo della Repubblica di Cipro, che comprende circa il 59% della superficie dell’isola, e la zona occupata nel 1974 dalla Turchia al nord, autoproclamatasi Repubblica Turca di Cipro del Nord – riconosciuta dalla sola Turchia – che copre circa il 36% della superficie. Anche la capitale Nicosia (in turco Lefkoşa), situata al centro dell’isola, è divisa in due metà.

Crocevia tra Oriente e Occidente, Cipro ha una storia che ha influenzato profondamente il Mediterraneo. C’è davvero tantissimo da esplorare su quest’isola affascinante, dove ogni città è ricca di monumenti e attrazioni di ogni tipo. Un’altra destinazione perfetta per chi cerca un mix di storia millenaria, paesaggi unici e mare cristallino.

La spettacolare spiaggia di Rondinara in Corsica
iStock
La spettacolare spiaggia di Rondinara, tra i gioielli della Corsica

Corsica, la quarta isola più grande del Mediterraneo

La Corsica è la quarta isola più grande del Mediterraneo, con una superficie di 8.681 km quadrati. Separata dalla Sardegna dal breve tratto delle Bocche di Bonifacio, fa politicamente parte della Francia sin dal 1769, ma rientra nella regione geografica italiana, e con l’Italia ha legami storici anche in ambito linguistico e culturale.

Quest’isola vanta oltre 1000 km di costa e circa 200 spiagge, una miriade di villaggi di pescatori, borghi collinari dall’atmosfera rilassata e graziose cittadine con centri storici incantevoli, come Ajaccio, Calvi, Bastia. L’Ile de Beauté (Isola della Bellezza) sa come incantare con l’azzurro del mare, la sabbia fine delle sue spiagge, una natura selvaggia e un imperdibile patrimonio storico.

Splendida veduta panoramica della spiaggia di Preveli a Creta
iStock
Il fascino selvaggio della spiaggia di Preveli, sulla costa meridionale di Creta

Creta, la quinta isola più grande del Mediterraneo

Oltre a essere la maggiore isola della Grecia, Creta è la quinta isola più grande del Mediterraneo, con una superficie di 8.261 km². È tra le principali mete turistiche del Paese, grazie alla ricchezza di siti naturalistici e archeologici, nonché per il particolare patrimonio culturale.

Culla della cultura minoica, racchiude millenni di storia. Tra le prime civiltà a svilupparsi nel Mediterraneo, l’isola del mito di Teseo e Arianna aveva come centri principali l’antica città di Cnosso – dove ancora oggi si possono visitare i resti del palazzo di Minosse – Festo e Cidonia. Da non perdere una visita alla bellissima capitale Heraklion, sede di un museo archeologico di immenso valore.

Eubea, la sesta isola più grande del Mediterraneo

Sempre in Grecia troviamo Eubea, la sesta isola più grande del Mediterraneo. Con una superficie di 3.660 km quadrati, è situata nel mar Egeo, adiacente a parte della costa sud-orientale della penisola, con capoluogo Calcide, dove l’isola dista dalla terraferma solo 40 metri.

Conosciuta anche come come Evia, è stata fin dall’antichità un importante centro culturale e commerciale. Oggi, l’isola offre ai visitatori paesaggi e panorami unici, tra montagne verdi, laghi cristallini e un mare turchese e limpido, ponendosi come destinazione imperdibile per gli amanti delle escursioni e delle attività all’aperto.

Paesaggio con spiaggia dalla città di Palma di Maiorca
iStock
Splendida veduta di Palma di Maiorca

Maiorca, la settima isola più grande del Mediterraneo

Settima fra le più grandi isole del Mediterraneo, Maiorca è anche la più grande delle Baleari, con una superficie di oltre 3.600 km². Chiamata “Isla del Sol”, per i suoi proverbiali 300 giorni di sole tutto l’anno, è perfetta in ogni stagione. Questo paradiso tropicale bagnato dal Mediterraneo vanta trecento spiagge di sabbia finissima lambite da acque limpide e cristalline, e un entroterra ricco di tesori da scoprire.

Punto di partenza per una visita che non tralasci i gioielli più belli dell’isola è il capoluogo Palma, una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo, soprattutto nel periodo estivo, grazie alle spiagge e ai divertimenti che offre. Da un po’ di tempo, è inoltre diventata il “buen retiro” estivo della Famiglia Reale Spagnola.

Lesbo, l’ottava isola più grande del Mediterraneo

Lesbo è l’ottava isola per estensione del Mediterraneo e la terza maggiore isola greca, con una superficie di 1630 km² e un cospicuo sviluppo costiero, di ben 320 km. Tra spiagge che levano il fiato, bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche, ci sono moltissime cose da fare e da vedere, e tante esperienze da vivere in questa gemma di grandi dimensioni. L’isola è stata famosa nell’antichità soprattutto per la sua intensa attività culturale, basti pensare che ha dato i natali alla poetessa Saffo e al poeta Alceo, tra i maggiori esponenti della lirica greca arcaica.

Tra i centri urbani che meritano una visita, il capoluogo Mitilene, dove ammirare il castello bizantino costruito su antiche rovine, Molyvos (o Mithymna), uno degli insediamenti più affascinanti con la sua fortezza genovese, e il villaggio di Eresos, nella parte meridionale dell’isola.

Il complesso archeologico a Lindos, sull'isola di Rodi 
iStock
Il magnifico complesso archeologico nel pittoresco villaggio di Lindos, sulla costa orientale dell’isola di Rodi

Rodi, la nona isola più grande del Mediterraneo

Con una superficie di 1.400 km quadrati, Rodi è la nona isola più grande del Mediterraneo. È anche è la più grande delle isole del Dodecaneso, oltre a essere la più orientale delle maggiori isole dell’Egeo, ed è la quarta isola più grande della Grecia. Il nome potrebbe derivare dal greco antico rhodon, che significava ‘rosa’, difatti è conosciuta come l’Isola delle Rose.

Oggi è una delle mete predilette da chi sogna di visitare un’isola greca, grazie alle incredibili ricchezze che svela ai suoi visitatori e alle numerose esperienze che rendono la vacanza memorabile, tra spiagge da sogno, natura straordinaria, complessi archeologici di grande interesse e luoghi intrisi di storia.

Chios, la decima isola più grande del Mediterraneo

Eccoci, infine, alla decima isola più grande del Mediterraneo: Chios (Chio in italiano). Anticamente detta Scio, è una splendida isola greca dell’Egeo orientale, con una superficie di 842,5 km quadrati. Situata a soli 8 chilometri dalla costa turca, tra le isole di Samos, Icaria e Lesbo, è la quinta isola per grandezza della Grecia.

Conosciuta come “l’isola del mastice”, famosa per i suoi bellissimi paesaggi e il clima mite, è un paradiso di acque cristalline, con 200 chilometri di costa che spazia dalle calette rocciose della parte orientale alle ampie distese sabbiose del versante occidentale, e poi borghi medievali e tradizioni millenarie da scoprire.

Creta e le sue spiagge più belle, un paradiso tutto da scoprire

15 juillet 2025 à 09:55

Creta non è solo la più grande delle isole greche, è un vero e proprio mondo a sé dove il mare e la terra si intrecciano in paesaggi che sfidano ogni immaginazione. Le sue spiagge sono sì distese di sabbia, ma anche scrigni di storie antiche, acque dai colori intensi e angoli spesso dimenticati dal turismo di massa. Qui ogni cala racconta un segreto, ogni scoglio nasconde un invito a rallentare e a godersi il ritmo autentico del Mediterraneo. Ecco a voi le spiagge più belle di Creta per l’estate.

Elafonissi, Paradiso in Terra

Iniziamo questo viaggio a Creta dalla magnifica Elafonissi, nel sud-ovest dell’isola. Non c’è molto da dire su questo angolo di Paradiso, se non che è un capolavoro che pare uscito direttamente da un sogno: si presenta come una laguna dalle acque turchesi che si fondono con una sabbia finissima di colore rosa (in alcuni punti), tonalità dovuta alla presenza di piccoli frammenti di conchiglie.

Camminare in queste acque basse regala una sensazione di leggerezza unica. Certo, d’estate può diventare molto affollata ma, nonostante ciò, riesce a rimaner perfetta per chi cerca tranquillità grazie alla sua peculiare atmosfera, difficile da trovare altrove.

Il lido non offre grandi strutture o ombra naturale, ed è bene sapere che la zona è protetta perché ospita specie rare e tartarughe marine, quindi è fondamentale rispettare l’ambiente. È molto importante essere a conoscenza, inoltre, che è assolutamente vietato portare via la sabbia o disturbare la fauna.

Georgioupolis, lunga e tranquilla

Se desiderate passeggiare nella massima tranquillità, la vostra scelta deve essere Georgioupolis, spiaggia piuttosto lunga situata sulla costa nord di Creta, vicino a un piccolo paesino che porta lo stesso nome. In zona il mare è calmo e adatto anche alle famiglie con bambini per via della presenza di fondali bassi e sabbiosi che si estendono dolcemente.

La spiaggia, con sabbia chiara e qualche zona attrezzata con lettini e ombrelloni, mette a disposizione anche un bel po’ di spazio per chi preferisce stare più isolato. Essendo un villaggio turistico, Georgioupolis sfoggia ristoranti, caffè e negozi nelle vicinanze, quindi è comoda per chi cerca una giornata rilassante senza allontanarsi troppo dai servizi.

Di facile accesso, potrebbe risultare particolarmente affollata durante i mesi clou dell’estate. Per questo motivo, il nostro consiglio è quello di raggiungerla la mattina presto.

Agios Pavlos, regno naturale

Molto interessante è anche l’affascinante Agios Pavlos, una cala dove la natura regna sovrana. Questo meraviglioso angolo dell’isola della Grecia si trova sulla sua costa sud, a est rispetto a Matala. Composta da ciottoli e sabbia mista, è incorniciata da scogliere rocciose e vegetazione mediterranea, che creano un ambiente intimo e rilassante.

Il mare è limpido e pulito, il top per chi ama fare snorkeling e tuffarsi in acque tranquille. Nella parte più selvaggia della baia non ci sono servizi, mentre presso il piccolo insediamento c’è una taverna e qualche sistemazione. L’accesso, dal canto suo, richiede un breve cammino su un sentiero che parte dalla strada principale. Un luogo che si fa apprezzare per la pace e il panorama mozzafiato che offre, il posto migliore per chi vuole staccare davvero e godersi un angolo di Creta poco turistico.

Laguna di Balos, un capolavoro

Un altro capolavoro di Creta è la straordinaria Laguna di Balos, che si presenta con un armonioso mix di sabbia bianca finissima, acqua turchese trasparente e panorami selvaggi che sembrano usciti da una cartolina. Prende vita sulla punta nord-ovest di Creta tra la penisola di Gramvousa e la costa, creando una baia dalle acque basse e calde, ottimali per famiglie e nuotatori poco esperti.

Per arrivarci ci sono due opzioni:

  • Un’escursione in barca: con partenza da Kissamos;
  • Camminata impegnativa: di circa un’ora su un sentiero sterrato, che però regala scorci incredibili e mette alla prova la propria resistenza.

Anche in questo caso non ci sono servizi, se non un piccolo chiosco. Inoltre, l’area è protetta per preservare la sua bellezza, quindi attenzione a non lasciare rifiuti e a rispettare la natura incontaminata. Balos è molto amata, in particolare in alta stagione, e può diventare piuttosto affollata. Chi conosce bene la zona suggerisce di prendersi il tempo per esplorare anche l’isola di Gramvousa, poco distante, con la sua fortezza veneziana e panorami mozzafiato.

Laguna di Balos, Creta
iStock
La meravigliosa Laguna di Balos

Skinaria, ancora poco nota

Poi ancora Skinaria, spiaggia meno conosciuta e più appartata situata sulla costa sud di Creta, vicino al villaggio di Lefkogia. Il visitatore che la raggiunge si trova al cospetto di una lunga distesa di sabbia grigio-chiara mista a ciottoli e acque cristalline, spesso tranquille grazie alla sua posizione riparata.

A differenza delle spiagge più turistiche, Skinaria mantiene un’atmosfera autentica e rilassata, particolarmente indicata se si ha bisogno di tranquillità lontano dalle orde turistiche. La spiaggia è accessibile in auto e offre qualche taverna locale dove assaggiare piatti tipici cretesi, ma i servizi sono limitati.

E non è tutto, perché la zona si rivela anche uno spot eccezionale per gli appassionati di snorkeling, grazie ai fondali ricchi di vita marina. Essendo una spiaggia meno battuta, Skinaria non è sempre segnalata sulle mappe turistiche più comuni, quindi vi suggeriamo di chiedere indicazioni alle persone del posto.

Agia Pelagia, davvero pittoresca

Un’altra delle spiagge di Creta da prendere in considerazione per l’estate è Agia Pelagia, pittoresca baia situata a circa 25 chilometri a ovest di Heraklion. Di ciottoli e sabbia mista, è incorniciata da un’insenatura naturale che la protegge dal vento, rendendo il mare spesso calmo e adatto a famiglie e nuotatori meno esperti.

La località combina un’atmosfera rilassata con servizi turistici ben sviluppati, come taverne tradizionali, bar e piccoli negozi, perfetti per una giornata al mare senza preoccupazioni. La baia è anche popolare tra gli amanti dello snorkeling, a causa dei suoi fondali rocciosi ricchi di fauna marina.

La sera, inoltre, la zona si anima con un’atmosfera più vivace, ma senza mai perdere quel tocco autentico di villaggio greco. L’accesso è facile, con parcheggi disponibili vicino alla spiaggia, ma in alta stagione è meglio arrivare presto per assicurarsi un posto.

Falasarna, tra le più famose

Il fatto che sia famosissima, e quindi anche molto frequentata, non la rende meno spettacolare: Falasarna è una delle spiagge da vedere assolutamente a Creta. Situata sulla costa occidentale dell’isola, è una lunga distesa di sabbia dorata che si affaccia su un mare turchese cristallino, con acque poco profonde.

La spiaggia  si presenta ampia e ben attrezzata, con lettini e ombrelloni, oltre a qualche taverna e bar dove assaggiare piatti locali. È il posto migliore per trascorrere un’intera giornata di mare, anche perché il tramonto da queste parti è qualcosa di magico, tanto da attirare visitatori anche solo per questo spettacolo naturale.

Infine, chi desidera un’esperienza più intima può spostarsi verso le calette meno note che si trovano poco fuori dalla spiaggia principale.

Kommos, un bagno nella storia

La spiaggia di Kommos permette di fare un vero e proprio tuffo nella storia antica: il territorio è ricco di rovine archeologiche, dato che la sua storia risale all’epoca minoica. Un vero e proprio incanto che prende vita sulla costa meridionale dell’isola, ampio, sabbioso e con un ambiente naturale che, in alcuni periodi dell’anno, rimane lontano dal turismo di massa.

Le acque sono limpide e generalmente calme, perfette per nuotare o fare snorkeling, mentre la sabbia fine rende piacevole la permanenza anche per le famiglie. Al contempo, però, non è una spiaggia particolarmente attrezzata, ma quel che è certo è che qui si può avere un contatto diretto con la natura.

L’accesso è semplice in auto, con un parcheggio vicino alla spiaggia, ma è importante rispettare il territorio e mantenere la spiaggia pulita.

Komos, Creta
iStock
Veduta della bellissima Spiaggia di Komos

Triopetra, spiaggia monumentale

Selvaggia e scenografica è Triopetra, sulla costa sud di Creta, nel distretto di Rethymno. Un autentico angolo di benessere noto per le sue tre grandi rocce che emergono dal mare e che le danno il nome (“tri” = tre, “petra” = pietra). È divisa in due spiagge principali:

  • La più grande: lunga e spaziosa, il top per chi desidera tranquillità e tanto spazio anche in alta stagione;
  • La più piccola: più riparata, con alcune taverne semplici ma genuine dove mangiare pesce fresco.

In entrambe l’acqua è limpida e profonda quasi subito, ideale per nuotatori esperti ma meno adatta ai bambini piccoli. Ciò che il visitatore riesce ad ammirare è un paesaggio austero e spettacolare, con un’atmosfera quasi mistica, soprattutto al tramonto quando la luce si riflette sulle rocce creando giochi cromatici unici.

Non c’è molto riparo dal sole, quindi conviene portarsi ombrellone e provviste, anche se qualche lettino è disponibile nella zona più battuta. Il mare può essere mosso nei giorni ventosi, cosa frequente nella parte sud dell’isola, mentre l’accesso richiede di attraversare una strada in parte tortuosa, anche se percorribile in auto.

Preveli Beach, con acqua salata e dolce

Infine l’eccezionale Preveli Beach, situata alla foce del fiume Kourtaliotis. Si tratta di una spiaggia davvero unica nel suo genere, in quanto qui l’acqua dolce incontra il Mar Libico creando un paesaggio unico: una laguna tropicale incorniciata da una foresta di palme e una gola selvaggia alle spalle.

Ci si arriva o a piedi, con una discesa panoramica ma ripida di circa 15-20 minuti dal parcheggio principale, oppure in barca dai porti vicini come Plakias o Agia Galini. L’esperienza visiva dall’alto è spettacolare e vale la fatica della salita al ritorno.

La spiaggia è stretta, di ciottoli e sabbia grossolana, l’acqua è limpida e fresca, soprattutto nei pressi della foce del fiume dove si può anche fare un bagno tra le palme. È una delle poche spiagge a Creta in cui si può nuotare sia in mare che in acqua dolce nello stesso posto. Non ci sono stabilimenti organizzati né molte taverne nei dintorni, quindi è bene portarsi tutto il necessario. Durante l’alta stagione può diventare affollata, ma basta addentrarsi leggermente nel fiume o nei sentieri laterali per trovare angoli di quiete.

Preveli è molto amata anche dai locali, che la considerano un simbolo di libertà e bellezza naturale. Una curiosità: negli anni ’70 era un ritrovo dei viaggiatori hippie, attratti dall’energia selvaggia del luogo.

Spiaggia di Elafonissi in Grecia, cosa vedere: la perla rosa di Creta che sembra irreale

11 juillet 2025 à 13:30

C’è un angolo della Grecia che sembra uscito da un sogno a tinte pastello: sabbia rosa, acque trasparenti, dune di sabbia e isolotti raggiungibili a piedi. No, non è un set di un film fantasy girato alle Maldive. È tutto vero, e si trova a Creta, nella zona sud-occidentale dell’isola.

La spiaggia di Elafonissi è uno di quei posti che sembrano impossibili da descrivere senza usare superlativi a raffica e infatti è regolarmente inserita nelle classifiche delle spiagge più belle d’Europa (e spesso anche del mondo).

Ma oltre al colpo d’occhio da capogiro, Elafonissi ha anche un’anima selvaggia, accessibile e piena di piccole sorprese per chi decide di restarci più di un selfie. Vediamo tutto quello che c’è da sapere, da dove si trova fino a cosa vedere, fare e mangiare.

Dove si trova la spiaggia di Elafonissi: come arrivare

Elafonissi si trova sulla costa sud-occidentale di Creta, in Grecia, ed è tecnicamente una laguna collegata a un piccolo isolotto che si può raggiungere a piedi durante la bassa marea. È parte della regione di Chania, a circa 75 km dalla città omonima (Chania/La Canea), una delle più affascinanti dell’isola.

Il nome Elafonissi in greco significa “isola dei cervi”, anche se spoiler: di cervi non se ne vedono, ma lo scenario è talmente surreale che non ci si fa troppo caso. L’isola è protetta da un’area Natura 2000, quindi niente resort invasivi, locali caotici o bar sulla spiaggia in stile Mykonos. 

Qui regna ancora una bellezza quasi intatta, fatta di natura, silenzio (a parte il vento) e orizzonti infiniti.

Elafonissi, a Creta
iStock
La spiaggia rosa di Elafonissi

Come arrivarci? In auto è il mezzo più comodo e flessibile. Da Chania ci vogliono circa 1h45, passando per strade panoramiche tra montagne e vallate. Il parcheggio vicino alla spiaggia è ampio, ma in alta stagione conviene arrivare presto.

In bus, invece, nei mesi estivi ci sono collegamenti diretti da Chania gestiti da KTEL Creta. Si parte la mattina presto e si torna nel pomeriggio. Economico, ma un po’ rigido.

Potete optare per un tour organizzato, se alloggiate in zone più distanti, molti hotel infatti propongono gite giornaliere in pullman o minivan con guida e tappa a Elafonissi. Ottima opzione se non volete pensare a nulla.

La strada per arrivarci è già parte dell’esperienza: attraversa paesaggi montuosi, gole spettacolari come Topolia Gorge e villaggi cretesi dove il tempo sembra essersi fermato.

Cosa vedere e fare a Elafonissi: non solo sabbia rosa

Arrivare a Elafonissi e rimanere impassibili è semplicemente impossibile. Appena si mette piede sulla sabbia, ci si rende conto che questo posto è diverso da tutto il resto: il colore rosato deriva dalla polverizzazione dei frammenti di conchiglie, che si mescolano alla sabbia chiara creando sfumature delicate e oniriche. 

Ma oltre allo scatto da cartolina, Elafonissi è anche piena di cose da vedere e fare.

1. Camminare sull’acqua verso l’isolotto

Uno dei momenti più affascinanti è quando, durante la bassa marea, si può attraversare a piedi la laguna bassa e raggiungere l’isolotto di Elafonissi. L’acqua arriva appena alle ginocchia, è calda, trasparente, e regala la sensazione di camminare dentro un quadro.

Sull’isolotto si trovano dune sabbiose, scogliere, piccole baie appartate e, soprattutto, meno gente. Perfetto per chi cerca un angolino più tranquillo dove stendere il telo e ascoltare solo il rumore delle onde.

2. Fare snorkeling nelle acque turchesi

Anche se Elafonissi non è un sito da immersione vera e propria, il mare è così trasparente che una maschera e un boccaglio bastano per sentirsi dentro un documentario marino. Si vedono piccoli pesci, rocce colorate e fondali che sembrano velluto.

Per chi ama esplorare, ci sono scogli e piscine naturali ideali per nuotare lontano dalla folla.

3. Relax sulla sabbia rosa (ma con consapevolezza)

Sì, potete piazzarvi su uno dei tratti più rosa della spiaggia per abbronzarvi o leggere un libro. Ma attenzione: la sabbia rosa è un fenomeno raro e fragile ed è vietato portarne via anche un solo granello. Quindi ammirare sì, saccheggiare no.

Elafonissi, spiaggia
iStock
Elafonissi, spiaggia rosa che sembra surreale

Ci sono zone attrezzate con ombrelloni e lettini (a pagamento), ma anche tante aree libere dove sistemarsi con il proprio telo. Il consiglio è: portate crema solare ad alta protezione, un cappello, tanta acqua e scarpe per camminare sugli scogli.

4. Visitare il piccolo faro e la cappella di Agia Irini

Sul lato ovest dell’isolotto si trovano due chicche da non perdere: un vecchio faro panoramico e una piccola chiesa bianca, dedicata a Santa Irene. Il contrasto tra la pietra chiara, il cielo azzurro e il mare profondo rende il paesaggio quasi mistico. 

5. Gustarsi la cucina cretese nei chioschi vicini

Elafonissi non ha ristoranti direttamente sulla spiaggia (d’altronde, area protetta!), ma appena fuori dall’arenile si trovano alcuni chioschi e taverne rustiche dove mangiare piatti della tradizione cretese. 

Da provare:

  • Dakos: pane d’orzo croccante con pomodori, feta, olio d’oliva e origano.
  • Keftedes: polpette di carne o zucchine, fritte e servite con yogurt.
  • Loukoumades: palline fritte dolci con miele e cannella, perfette post-mare.

Per i più organizzati, un picnic fai da te all’ombra delle dune è un’esperienza super consigliata (ma ricordatevi di portare via ogni rifiuto!).

Consigli utili per godersi Elafonissi al meglio

  • Arrivate presto: in alta stagione la spiaggia si riempie già dalle 10. Chi arriva alle 8 ha il privilegio di godersi il silenzio e i colori più intensi.
  • Occhio al vento: Elafonissi può essere molto ventosa, specialmente nei mesi di luglio e agosto. Portate mollette per l’asciugamano e un cambio in più.
  • Scarpe da scoglio obbligatorie: se volete esplorare l’isolotto, vi serviranno. Alcune zone hanno rocce affilate e superfici scivolose.
  • Rispettate l’ambiente: niente plastica lasciata in giro, niente sabbia portata via, niente droni se non autorizzati.

Grecia da sogno: le spiagge di sabbia più belle per un’estate indimenticabile

5 juillet 2025 à 09:03

Le spiagge di sabbia in Grecia, oltre ad essere paradisiache, sono anche la testimonianza di un legame profondo tra terra e mare, angoli dove il tempo si dilata, liberando la mente da rumori inutili e lasciando spazio a una calma che rigenera. Camminare sulla sabbia fine, sentire il profumo di salsedine e pini e immergersi in un mare che non ha bisogno di filtri, è un qualcosa in grado di rimettere al mondo. Se non ci credete, scopriamo insieme alcune delle spiagge di sabbia più belle della Grecia per l’estate.

Elafonissi, Creta

Elafonissi è una pura meraviglia che prende vita sulla punta sud-occidentale di Creta. Vi basti pensare che la sua sabbia, in alcune zone, è rosa (attenzione, è severamente vietato portarla via) e talmente tanto fina da sembrare zucchero a velo. In più, questa spiaggia è accarezzata da acque basse e cristalline, perfette anche per i più piccoli.

Ad essere del tutto onesti, è una magnifica laguna, collegata alla terraferma da una sottile striscia di sabbia, circondata da dune e macchia mediterranea, un angolo protetto dove la natura regna indiscussa. Secondo la tradizione, il nome significa “isola dei cervi” e, a tal proposito, si tramandano leggende legate alla sabbia colorata, frutto di piccoli coralli e conchiglie.

Nonostante la sua popolarità, soprattutto in estate, Elafonissi mantiene un’atmosfera selvaggia e autentica, anche se è meglio evitarla nei mesi più caldi per godersela senza la folla.

Golden Beach, Taso

Non è di certo meno bella Golden Beach sull’isola di Taso, una distesa (come dice il nome) dorata sulla costa orientale dell’isola. Lunga chilometri, è baciata da un mare turchese che incanta appena lo si guarda. Oltre a essere particolarmente suggestiva, da queste parti si respira ancora un’atmosfera rilassata, anche se il turismo di massa comincia ad arrivare anche qui.

Non mancano le comodità come bar, taverne tradizionali e la possibilità di fare qualche sport acquatico, il tutto in uno spazio ampio e ventilato. Il lato negativo è che può diventare particolarmente affollata nei mesi di punta, ma la bellissima sabbia dorata, frutto di antiche rocce granitiche erose dal vento e dal mare, fa senza ombra di dubbio apprezzare il suo carattere unico.

Red Beach, Santorini

Red Beach a Santorini è uno di quei posti che, finché non lo si vede con i propri occhi, si crede che sia frutto di qualche artifizio fatto con l’Intelligenza Artificiale. Invece, è verissima: possiede sabbia e scogliere di un rosso intenso, che vanno a creare un contrasto spettacolare con il mare blu profondo.

Situata vicino al villaggio di Akrotiri, è la dimostrazione tangibile della forza e della bellezza vulcanica, perché è in grado di regalare panorami quasi surreali. L’accesso è un po’ impegnativo, in quanto occorre attraversare un sentiero roccioso e un po’ scivoloso, ma il nostro consiglio è quello di non farvi assolutamente scoraggiare.

La spiaggia è piuttosto piccola e si riempie rapidamente, specialmente in alta stagione, ma la fatica è ripagata da acque cristalline e un’atmosfera selvaggia che fa dimenticare la folla.

Va specificato, tuttavia, che Red Beach è uno spettacolo visivo genuino, ma non una vera e propria spiaggia rilassante. È piccola, turistica e pericolosa per le frane. In sostanza, è ottima per una visita fotografica breve.

Agios Georgios, Corfù

Un’altra spiaggia di sabbia in Grecia che da sola vale il viaggio è Agios Georgios, sulla costa nord-occidentale di Corfù. Ampia e tranquilla, ha la preziosa forma di una mezzaluna ed è protetta da promontori verdi. Il mare, manco a dirlo, è limpido, profondo e di un blu che cambia con la luce del giorno.

A differenza di altre zone più battute dell’isola, qui il ritmo è lento e il turismo meno invadente, il che la rende perfetta per chi cerca relax vero, senza rinunciare a qualche comfort: lettini ben distanziati, taverne familiari con cucina locale e sport acquatici per chi non ama stare fermo.

Un piccolo consiglio: non perdete per nessuna ragione al mondo il tramonto, in quanto in molti sono pronti a giurare che sia uno dei più belli di Corfù, con il sole che cala proprio di fronte alla baia. Attenzione però: la zona ha due spiagge con lo stesso nome (una a nord e una a sud), quindi meglio specificare “Agios Georgios Pagon” per non finire nella località sbagliata.

Agios Georgios Pagon, Grecia
iStock
Veduta di Agios Georgios Pagon

Mylopotas Beach, Ios

Voliamo ora a Mylopotas Beach, sulla costa occidentale di Ios, che è anche una delle spiagge di sabbia più vivaci delle Cicladi. Ampia, dorata e bagnata da un mare cristallino, si estende per oltre un chilometro e mezzo, e si rivela interessante sia per chi vuole nuotare in pace, sia per chi preferisce sdraiarsi a riva e farsi cullare dal rumore delle onde.

Ma Mylopotas non è solo relax: è anche il cuore pulsante del divertimento dell’isola, con beach bar, dj set al tramonto, sport acquatici e locali che iniziano tranquilli al mattino e si accendono col passare delle ore. Senza ombra di dubbio, però, la vera magia è fuori stagione, tra maggio e giugno o a settembre, quando la spiaggia si svuota e rivela il suo lato più autentico.

Myrtos Beach, Cefalonia

Chi sceglie Cefalonia come sua meta di viaggio, deve assolutamente fare una sosta a Myrtos Beach, in quanto è uno di quei luoghi che riesce a lasciare senza parole non appena li si vedono. Si presenta, infatti, come una lingua di sabbia bianca e sassolini levigati ed è incastonata tra due pareti rocciose imponenti, con un mare che sfuma dal turchese al blu cobalto come se fosse dipinto.

La vista dall’alto è quasi più famosa della spiaggia stessa, tanto che il vero colpo al cuore lo si ha prima ancora di scendere. Non è la classica spiaggia attrezzata per famiglie, e il mare può essere agitato e profondo già a pochi metri dalla riva, ma è proprio questa natura un po’ selvaggia a renderla speciale.

Myrtos, Grecia
iStock
Veduta di Myrtos Beach

Pefkoulia Beach, Lefkada

Decisamente interessante è anche Pefkoulia Beach, sulla costa occidentale di Lefkada. È una lunga distesa di sabbia chiara e ciottoli che si apre ai piedi di una pineta ombrosa, da cui prende il nome (“pefko” in greco significa pino). A pochi minuti in auto da Agios Nikitas, è uno dei lidi più accessibili dell’isola, ma conserva ancora un’anima selvaggia e poco costruita, soprattutto nella parte nord, dove i locali si spostano per stare lontani dal turismo più affollato.

Il mare qui è limpido, profondo quasi subito, e cambia colore a seconda del vento e del cielo, passando dal celeste al blu elettrico con una facilità quasi ipnotica. Il tratto iniziale è attrezzato, con bar e ombrelloni, ma basta camminare qualche minuto per trovare tranquillità assoluta e silenzio rotto solo dalle onde.

Koukounaries Beach, Skiathos

Koukounaries, sulla costa sud-ovest di Skiathos, è una delle spiagge più celebri e amate dell’intera Grecia, ma non solo per la sabbia finissima color miele o per l’acqua trasparente che digrada dolcemente: è soprattutto il contesto a renderla speciale. Alle spalle della spiaggia, infatti, c’è una fitta pineta (da cui il nome, “koukounari”, che significa pigna) e una laguna protetta dove vivono uccelli migratori e fauna rara.

Ampia, organizzata e accessibile a tutti, con servizi, taverne, bar sulla spiaggia, sport acquatici e persino qualche hotel a pochi passi dalla riva, dispone anche di angoli più tranquilli se ci si allontana dalle zone centrali. È il top per chi cerca comfort senza rinunciare a un contesto naturale vero, anche se in alta stagione la folla si fa sentire.

Una piccola chicca: all’alba, prima che si apra il via vai turistico, la spiaggia è popolata solo da pescatori e da chi fa yoga sotto i pini.

Voidokilia Beach, Peloponneso

Infine la magnifica Voidokilia Beach, sulla costa occidentale del Peloponneso, che sfoggia una forma perfetta a ferro di cavallo in quanto chiusa da due promontori rocciosi e disegnata da una sabbia chiara finissima. Non a caso, è una delle baie più fotogeniche dell’intera Grecia, ma la bellezza non è solo estetica: è un luogo che trasmette silenzio e armonia, dove ogni dettaglio ha un suo posto preciso.

Alle spalle della spiaggia c’è la laguna di Gialova, un’area protetta popolata da fenicotteri, falchi pescatori e altre specie rare, e poco sopra si arrampicano i resti della grotta di Nestore e dell’antica fortezza di Paleokastro: qui storia e natura convivono senza barriere.

Voidokilia si raggiunge solo a piedi, dopo un tratto di sterrato e una breve camminata tra cespugli e sabbia, ed è proprio questo isolamento a conservarne il fascino.

Mare turchese, spiagge bianche e rosa: la Laguna di Balos è un paradiso dipinto

Par : losiangelica
20 mai 2025 à 16:07

Le isole greche custodiscono piccoli tesori da scoprire, uno di questi è la Laguna di Balos. Con sfumature di acqua turchese e azzurre da ricordare i Caraibi e una sabbia che vira dal bianco al rosa, il gioiello di Creta è tutto da scoprire. Dallo snorkeling al trekking, tante le attività da fare in zona per poter conoscere quest’area naturalistica incontaminata.

Dove si trova la Laguna di Balos

La Laguna di Balos si trova sull’isola di Creta ed è considerata una delle zone balneari più preziose da visitare. Si sviluppa nella parte occidentale in prossimità della penisola di Gramvousa. Molti la conoscono come una lingua di sabbia separata dalla baia tra Capo Tigani e Capo Gramvousa.

Per arrivarci il modo più semplice è utilizzare le navi che partono dal porto di Kissamos. C’è anche l’opportunità di raggiungerla in auto noleggiandone una, per poter essere il più autonomi possibile. Per godere di questo paradiso basterà percorrere circa 10 chilometri di strada sterrata lungo Capo Gramvousa.

Cosa vedere nella Laguna di Balos

A vedere le foto sembra uscita da un quadro: la Laguna di Balos ha una tavolozza di colori così intensa da non sembrare reale. Allo stesso tempo rivela un’anima selvaggia e assolutamente autentica, come altre zone della Grecia. A renderla così famosa ci pensa la spiaggia che mixa sabbia bianca e rosa, senza mai dimenticare le acque cristalline e poco profonde. La laguna prende forma tra il mare aperto e una stretta lingua di terra che la separa dall’isola di Gramvousa.

La prima cosa da fare in zona è salire sul promontorio: il trekking dura circa 15-20 minuti attraverso un sentiero non eccessivamente complicato, dunque adatto anche ai principianti. Una volta raggiunta la cima la vista effetto wow è incredibile.

Cosa visitare a Creta: laguna di Balos
Fonte: iStock
Cosa visitare a Balos, a Creta

Altra attività da fare è visitare l’isola di Gramvousa, situata poco al largo. Proprio qui sono custoditi i resti di una fortezza veneziana del XVII secolo, costruita a 137 metri di altezza con una vista spettacolare sul mare. Soprannominata “l’isola dei pirati”, ha ospitato alcuni cretesi durante la liberazione dai turchi.

Chi visita Balos lo fa per potersi godere il mare tra relax, tintarella e snorkeling. La zona appartiene alla rete ecologica Natura 2000 e per questo tutela al massimo flora e fauna: basti pensare che sul territorio esistono 98 diverse specie di uccelli e che nelle acque limitrofe nuotano esemplari di foca monaca e tartarughe caretta caretta.

Le spiagge più belle della Laguna di Balos  

Tra le spiagge più belle della Grecia e tra le baie più suggestive di Creta si fa strada la Laguna di Balos. Il mare acquisisce dei colori che ricordano la palette dei Caraibi e il fondale che resta basso per diversi metri conquista tutti, bimbi inclusi. In alcuni tratti la sabbia diventa rosa, proprio come sull’isola di Chrissi. Il motivo? Conchiglie e coralli sgretolati che regalano questa sfumatura.

Le spiagge di Balos a Creta
Fonte: iStock
La spiaggia più bella della laguna di Balos

Seppur sia selvaggia e remota, non mancano stabilimenti che offrono alcuni servizi per i visitatori. Il consiglio, tuttavia, è di provare ad esplorarla nella sua parte più autentica.

Come arrivare dall’aeroporto di Heraklion a Rethymno

4 août 2024 à 13:00

Se da una vacanza in Grecia vi aspettate spiagge bellissime, borghi suggestivi e antichi tesori, sicuramente state organizzando un viaggio nella splendida isola di Creta. È qui che nasce la civiltà minoica, e con essa la prima società avanzata d’Europa, ed è sempre qui che i viaggiatori approdano per cercare atmosfere uniche e magiche tra mare, cultura e tante attività all’aperto.

In questo articolo vi aiutiamo a pianificare la parte iniziale del vostro viaggio, dall’atterraggio allo spostamento verso una delle città principali: Rethymno.

L’aeroporto interazione di Heraklion

Quello di Heraklion (Candia, in italiano) è il principale aeroporto di Creta, la più grande delle isole elleniche e tra le più visitate dai turisti. Si tratta di un grande aeroporto internazionale, il più trafficato del paese dopo quello di Atene. Da qui è possibile raggiungere alcune delle località più belle come Rethymno, con la sua fortezza veneziana risalente al XV secolo, il suo grazioso lungomare dove provare le specialità tipiche e il centro storico particolare e caratteristico.

Per raggiungere la città di Rethymno dall’aeroporto di Heraklionpotrete usufruire di diverse soluzioni: taxi, auto con conducente, autobus, navette private e shuttle che collegano l’aeroporto a numerosi hotel, bed & breakfast e ostelli.

Autobus KTEL

Il modo più economico per arrivare dall’aeroporto di Heraklion a Rethymno è l’autobus della compagnia KTEL. Non esiste una linea diretta tra l’aeroporto e la città, quindi dovrete prima arrivare alla fermata dei bus adiacente il porto di Heraklion e da qui prendere la coincidenza con Rethymno. Il biglietto costa intorno agli 8 euro a tratta e può essere acquistato sia in aeroporto che direttamente sull’autobus. La prima corsa parte alle 5.30, mentre l’ultima è alle 21.30 e la tratta dura 90 minuti. Consigliamo di verificare gli orari sul sito ufficiale perché potrebbero esserci cambiamenti in base alla stagione e di avere con voi dei contanti, soprattutto se deciderete di acquistare il biglietto direttamente dall’autista.

Trovare la fermata dei mezzi pubblici all’aeroporto di Heraklion è semplice perché situata appena fuori dall’aeroporto, sulla strada principale alla vostra sinistra. Basta passare dall’uscita dell’edificio degli arrivi e vedrete la strada principale davanti a voi. Gli autobus dall’aeroporto di Heraklion al terminal KTEL di Heraklion e viceversa partono ogni 10 minuti e il tragitto dura circa 20 minuti.

Transfer privati condivisi e taxi

Se preferite un viaggio più comodo e veloce, potete optare per i transfer privati condivisi, che partono direttamente all’aeroporto di Heraklion e raggiungono Rethymno in un’ora circa. I costi delle vetture oscillano tra i 100-120 euro per quelle più piccole con 4 posti, fino agli oltre 200 euro per quelle più grandi fino a 8 posti. Per spostarsi tra le due località di Creta, ovviamente, si può anche prendere un taxi. Il prezzo è sui 100-120 euro totali e per usufruirne sarà sufficiente scegliere un taxi nei pressi dell’aeroporto.

Auto a noleggio

Se preferite essere autonomi e prevedete di scoprire l’isola in totale libertà e flessibilità, la soluzione ideale è noleggiare un’auto sia online che all’aeroporto. Da qui, per raggiungere la città di Rethymno, vi basterà dirigervi in direzione nord-est e imboccare l’autostrada E75. Continuate sull’E75 per circa 80 chilometri fino all’uscita per Rethymno. Il viaggio dura in genere circa un’ora a seconda del traffico. Mentre guidate lungo l’autostrada, non dimenticate di ammirare gli splendidi paesaggi e di godere della vista panoramica sulla costa nord di Creta.

Spinalonga: a Creta l’isola fortezza abbandonata che affascina i viaggiatori

28 juillet 2024 à 14:49

Spinalonga, una piccola isola situata nella baia di Elounda, sulla costa nord-orientale di Creta, è un luogo che racchiude in sé storie di conquista, sofferenza e mistero. Questa isola fortezza, oggi abbandonata, è una delle destinazioni più affascinanti della Grecia, capace di attrarre viaggiatori da tutto il mondo con il suo fascino intramontabile.

Un po’ di storia

Spinalonga ha una storia ricca e variegata che risale all’antichità. Originariamente parte della terraferma, fu separata dal resto di Creta dai Veneziani nel 1526, che la trasformarono in una fortezza imponente per difendere l’isola dalle incursioni ottomane. Le mura possenti e le torri di guardia testimoniano ancora oggi la potenza militare di quell’epoca.

Nel 1715, Spinalonga cadde nelle mani degli Ottomani e rimase sotto il loro controllo fino al 1903, quando divenne un lebbrosario. La storia della colonia di lebbrosi è forse la più toccante e oscura dell’isola. Gli ultimi residenti lasciarono Spinalonga nel 1957, lasciando l’isola abbandonata, ma non dimenticata.

Cosa vedere e fare a Spinalonga

Esplorare le rovine

Una delle principali attrazioni di Spinalonga è la possibilità di esplorare le rovine della fortezza veneziana e del lebbrosario. Passeggiando tra i resti delle fortificazioni, si può immaginare la vita quotidiana degli abitanti di un tempo. Le mura possenti offrono anche una vista mozzafiato sulla baia di Elounda e sul mare di Creta, un panorama che da solo vale la visita.

All’ingresso dell’isola, si è accolti dalla grande porta della fortezza veneziana, un’imponente struttura che un tempo fungeva da primo baluardo difensivo. Proseguendo lungo i sentieri in pietra, si possono vedere le antiche caserme, le torri di guardia e i bastioni, che raccontano storie di battaglie e assedi. Ogni angolo della fortezza offre un pezzo di storia, dalle feritoie per le armi ai magazzini che un tempo contenevano provviste e munizioni.

Uno dei punti più affascinanti è la chiesa di San Giorgio, costruita dai Veneziani nel 1579. Questa piccola ma suggestiva chiesa, con le sue pareti in pietra e l’iconostasi intagliata, è un luogo di riflessione e tranquillità. Nei pressi della chiesa, si trovano anche le rovine delle abitazioni dei lebbrosi, semplici case in pietra che raccontano una storia di sofferenza e resilienza.

Il vecchio ospedale, con le sue stanze spoglie e i corridoi silenziosi, offre uno sguardo crudo sulle condizioni di vita dei malati. Le finestre sbarrate e le porte massicce evocano un’atmosfera di isolamento e abbandono, rendendo palpabile il dolore e la disperazione di chi vi era confinato.

Spinalonga
Fonte: iStock
Vista sulle rovine

Un’altra struttura interessante è l’antica cisterna, che raccoglieva l’acqua piovana per l’approvvigionamento dell’isola. Questo sistema ingegnoso di raccolta e conservazione dell’acqua era essenziale per la sopravvivenza degli abitanti, soprattutto durante i lunghi assedi.

Camminando lungo i sentieri panoramici, si possono ammirare anche i resti dei mulini a vento, che un tempo fornivano energia meccanica per la macinazione dei cereali. Questi mulini, ora in rovina, aggiungono un tocco pittoresco al paesaggio e offrono magnifiche opportunità fotografiche.

L’esplorazione delle rovine di Spinalonga non è solo un viaggio nel passato, ma anche un’esperienza sensoriale. L’odore salmastro del mare, il suono del vento tra le antiche pietre e la vista spettacolare della baia creano un’atmosfera unica, dove storia e natura si fondono armoniosamente.

Visitare il museo

All’interno dell’isola, c’è un piccolo museo che racconta la storia di Spinalonga, con particolare attenzione al periodo in cui fu un lebbrosario. Le esposizioni includono oggetti personali dei residenti, documenti storici e fotografie che illustrano la vita sull’isola. È un’esperienza toccante e educativa che aiuta a comprendere meglio le vicende di questo luogo unico.

Godersi la natura

Nonostante la sua storia travagliata, Spinalonga è un luogo di straordinaria bellezza naturale. Le acque cristalline che circondano l’isola sono un vero e proprio paradiso per gli amanti dello snorkeling e del nuoto. Il mare, con le sue sfumature che vanno dal turchese al blu profondo, cela un mondo sottomarino ricco di vita e colori. Le piccole spiagge di ciottoli offrono rifugi tranquilli dove rilassarsi e godersi il sole cretese.

La flora mediterranea che cresce spontaneamente sull’isola aggiunge un tocco di colore e profumo all’ambiente. Tra le rocce e le antiche rovine, spuntano cespugli di timo, rosmarino e salvia, piante aromatiche che riempiono l’aria di fragranze inebrianti. I fiori selvatici, con i loro vivaci colori, creano un contrasto affascinante con le pietre grigie delle costruzioni e con il blu del mare.

Le scogliere rocciose di Spinalonga offrono inoltre scorci panoramici mozzafiato. Camminando lungo i sentieri che costeggiano l’isola, si possono ammirare viste spettacolari sulla baia di Elounda e sul Mar Egeo.

Curiosità e leggende

Spinalonga non è solo storia, ma anche leggenda. La sua lunga e tormentata storia ha dato vita a numerosi racconti e miti, che ancora oggi affascinano i visitatori. Uno dei racconti più persistenti riguarda i fantasmi dei lebbrosi che vissero e morirono sull’isola. Si dice che, nelle notti di luna piena, si possano ancora sentire i lamenti dei malati e vedere ombre spettrali aggirarsi tra le rovine delle vecchie abitazioni e dell’ospedale.

Una delle leggende più famose racconta invece di una giovane donna, Maria, che fu mandata a Spinalonga dopo essere stata diagnosticata con la lebbra. Nonostante la disperazione iniziale, Maria trovò amore e amicizia tra gli altri abitanti dell’isola, vivendo i suoi ultimi anni con dignità e speranza. Dopo la sua morte, però, si dice che il suo spirito non abbia mai lasciato l’isola, e molti visitatori affermano di sentire una presenza gentile e rassicurante nei pressi della sua vecchia abitazione.

Oltre alle storie di fantasmi, Spinalonga è legata anche a racconti di tesori nascosti. Si narra che durante il dominio veneziano e successivamente ottomano, i pirati usassero l’isola come nascondiglio per i loro bottini. Alcuni credono che nei sotterranei della fortezza e nelle grotte naturali siano ancora nascosti bauli pieni di oro e gioielli, mai recuperati dai loro proprietari originali.

Per la sua posizione e per tutta la sua storia, l’isola ha ispirato numerosi libri, film e documentari. Uno dei più noti è il romanzo “L’isola” di Victoria Hislop, che racconta la storia di una famiglia cretese strettamente legata a Spinalonga e al suo lebbrosario. Il libro ha portato nuova attenzione all’isola, trasformandola in un luogo di pellegrinaggio per i lettori di tutto il mondo.

Info pratiche

Come arrivare

Spinalonga è facilmente raggiungibile dalla città di Elounda e dal villaggio di Plaka. Numerosi tour operator offrono escursioni giornaliere in barca che includono la visita all’isola. Le barche partono regolarmente durante tutta la giornata e il viaggio dura circa 20 minuti. È possibile anche partire da Agios Nikolaos, una cittadina più grande situata a circa 10 km da Elounda.

Per la visita

Spinalonga è aperta al pubblico da aprile a ottobre, con orari che possono variare a seconda della stagione. Si consiglia di controllare gli orari aggiornati prima della visita. L’ingresso all’isola è a pagamento e i biglietti possono essere acquistati in loco o online per evitare code, o con un tour organizzato che include anche gli spostamenti. Per la visita, è bene indossare scarpe comode per camminare sulle rovine e portare acqua e protezione solare, poiché sull’isola ci sono poche zone d’ombra.

Quando andare

Il periodo migliore per visitare Spinalonga è durante i mesi primaverili ed estivi, da maggio a settembre, quando il clima è caldo e soleggiato. Luglio e agosto sono i mesi più affollati, quindi, per chi preferisce una visita più tranquilla, i mesi di maggio, giugno e settembre sono ideali.

❌
❌