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All’Isola d’Elba tornano le escursioni lungo la Via dell’Essenza: trekking tra mare e macchia mediterranea

17 février 2026 à 16:30

Tra mare, profumi mediterranei e panorami spettacolari, l’Isola d’Elba torna a far parlare di sé già prima della bella stagione e invita i camminatori a riscoprire i suoi tesori naturali con le escursioni guidate lungo la Via dell’Essenza. Non solo mare insomma: il percorso, lungo circa 67 km e sviluppato attorno al massiccio del Monte Capanne, unisce natura, cultura e paesaggio, trasformando il trekking in un’esperienza sensoriale completa.

Il progetto, promosso dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano insieme alla Fondazione Acqua dell’Elba, punta a valorizzare il territorio isolano in modo sostenibile e responsabile, offrendo agli appassionati camminatori percorsi gratuiti su prenotazione durante i mesi meno turistici.

La Via dell’Essenza, tra natura e cultura

Il progetto della Via dell’Essenza permette di scoprire l’Elba attraverso la macchia mediterranea e le sue essenze spontanee: erica, ginepro, lentisco, cisto, leccio, rosmarino, lavanda e mirto diventano le guide di ogni tappa e inebriano i partecipanti al trekking. I camminatori, infatti, non solo ammirano il paesaggio, ma lo respirano: l’azzurro del mare, il verde intenso dei boschi, il grigio delle rocce granitiche e l’ocra dei sentieri antichi, insieme ai profumi balsamici e resinosi, creano un’esperienza immersiva unica.

Isola d'Elba, panorama
iStock
Panorama sui sentieri dell’Isola d’Elba

Il percorso è accessibile a diversi livelli di difficoltà, con itinerari più impegnativi per escursionisti esperti e anelli panoramici più leggeri per chi invece cerca e predilige un’esperienza più soft nel cuore dell’isola della Toscana. In alcune date, grazie alla collaborazione con Autolinee Toscane, è disponibile persino un servizio navetta gratuito per il rientro ai punti di partenza, fattore che contribuisce a promuovere una mobilità sostenibile e responsabile.

Eventi principali de La Via dell’Essenza

Come già accennato, il percorso di trekking, che abbraccia il massiccio del Monte Capanne, propone escursioni guidate capaci di unire paesaggio, storia e profumi della macchia mediterranea.

La via dei cisti, tratto Fetovaia Seccheto
Ph. Marchese
La via dei cisti, tratto Fetovaia-Seccheto

Si comincia il 21 febbraio con la Via dell’Erica, da Sant’Andrea a Colle d’Orano: quattro ore e mezza di cammino tra muretti a secco, corbezzoli e lecci, con scorci sul mare che si aprono verso Corsica e Capraia, fino al faro di Punta Polveraia e alla piccola spiaggetta di Patresi e Cala delle Buche. Al termine, un comodo bus AT dedicato riporta i partecipanti al punto di partenza.

Si prosegue il 28 marzo con la Via dei Ginepri, da Seccheto a Marina di Campo: sei ore di escursione impegnativa che conducono attraverso sentieri costieri, antichi terrazzamenti coltivati e boschi rigogliosi, regalando scorci panoramici sul mare e momenti di totale immersione nella natura.

L’11 aprile, l’attenzione si sposta invece sulla Via dei Cisti, un anello trekking tra Fetovaia e Seccheto, dove ginestre e mirti accompagnano il cammino fino alla zona della Sughera, regalando viste spettacolari sul golfo e sul paesaggio circostante.

Dopo la pausa estiva, a settembre si risale lungo la Via dei Lecci, partendo da Lacona fino alla Serra del Pero e ritorno: quattro ore di esplorazione immersi nelle leccete e nella cultura mediterranea, con approfondimenti sulla storia naturale dell’isola e sulle tradizioni locali.

Il 3 ottobre, invece, è la volta della Via dei Lentischi, da Marciana Marina a Sant’Andrea: cinque ore tra mulattiere, villaggi costieri e panorami mozzafiato, tra macchia mediterranea e boschi. Infine, il 17 ottobre, l’itinerario si chiude con l’anello sulla Via dei Rosmarini, da La Foce a Fonza e ritorno: un percorso più semplice, di circa tre ore, pianeggiante e immerso nei profumi dei rosmarini, che regala vedute incantevoli sul golfo di Marina di Campo.

Ogni escursione è gratuita, ma richiede prenotazione e solo alcune tappe includono il rientro con bus dedicato. Per maggiori info è consigliabile consultare il sito ufficiale.

Eclissi solare 2026: perché è la Spagna la destinazione migliore per osservarla

17 février 2026 à 15:30

Nel 2026 e nel 2027 il mondo potrà assistere a ben due eclissi solari, ma non tutti i luoghi sono uno spot perfetto per godersi lo spettacolo. Il 12 agosto 2026, però, la Penisola Iberica diventerà il centro del mondo: in quella data, una eclissi solare totale attraverserà il nord della Spagna e una piccola porzione del Portogallo, regalando uno degli spettacoli astronomici più attesi degli ultimi decenni.

Perché scegliere la Spagna

La traiettoria dell’eclissi solare di agosto 2026 attraverserà alcune delle regioni più affascinanti della Spagna. Il fenomeno inizierà in Galizia, proseguirà attraverso Asturie, León e Castiglia e León, per poi dirigersi verso il Mediterraneo. In alcune aree del nord, la totalità potrà durare fino a circa 1 minuto e 40 secondi: un tempo più che sufficiente per vivere l’esperienza nella sua pienezza.

Asturie, Spagna
iStock
Un villaggio di pescatori nelle Asturie

Dal punto di vista pratico, la Spagna offre un mix di viaggio difficilmente replicabile: infrastrutture solide, aeroporti ben collegati con il resto d’Europa, una ricettività diffusa tra hotel boutique, agriturismi e grandi strutture, oltre a un clima generalmente favorevole ad agosto, soprattutto lungo la costa settentrionale.

Le autorità turistiche spagnole hanno già inserito l’eclissi tra gli eventi chiave del 2026, promuovendo pacchetti dedicati, aree di osservazione sicure e iniziative divulgative. Molte città stanno preparando festival tematici, eventi culturali e percorsi guidati che intrecciano scienza, tradizione e gastronomia locale. L’eclissi diventa così il fulcro di un viaggio più ampio, capace di unire contemplazione astronomica e scoperta del territorio.

Dove vedere l’eclissi in Spagna

Tra le mete più promettenti in Spagna, per assistere alla prima delle due grandi eclissi solari che ci aspettano (come l’altra nel 2027), spiccano città affacciate sull’Atlantico come Gijón e Oviedo, che uniscono paesaggi verdi, scogliere spettacolari e una tradizione gastronomica di grande carattere. Anche Santander si prepara a diventare uno dei punti di osservazione privilegiati, grazie alla sua posizione costiera e agli ampi spazi aperti.

Oviedo, capitale delle Asturie
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Piazza della Costituzione a Oviedo, nelle Asturie

La Galizia, con i suoi fari affacciati sull’oceano e i borghi marinari, offre scenari suggestivi dove assistere al progressivo spegnersi del Sole sopra l’Atlantico. Nelle aree interne di Castiglia e León, invece, la vastità degli altopiani garantisce cieli ampi e meno inquinamento luminoso, condizione ideale per un’osservazione nitida.

Il paesaggio suggestivo de La Coruña, in Spagna
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Il faro di La Coruña, in Galizia

Anche il Portogallo nord-orientale sarà toccato dalla totalità, mentre città come Lisbona e Porto vedranno un’eclissi parziale. Tuttavia, è la Spagna a concentrare la porzione più ampia e scenografica del fenomeno, rendendola la scelta strategica per chi desidera vivere l’evento nella sua massima intensità.

Per i Paesi interessati, dunque, l’eclissi del 2026 non è soltanto un appuntamento astronomico: è un acceleratore di turismo, praticamente un volano economico. Hotel, ristoranti e operatori locali si stanno preparando a un’affluenza straordinaria, con prenotazioni che iniziano già a muoversi con largo anticipo e persino le grandi navi da crociera non hanno tardato a ingegnarsi con pacchetti che prevedano il passaggio dai punti privilegiati per la data di agosto 2026.

Il Negev si tinge di rosso, la fioritura degli anemoni celebra 20 anni con il festival 2026

17 février 2026 à 14:30

Forse in molti non lo immaginerebbero mai, ma tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, il nord del Negev cambia volto e Israele profuma di fiori. Dove lo sguardo è abituato a inseguire orizzonti sabbiosi e tonalità ocra, a febbraio infatti si apre un sipario inatteso: distese di anemoni rossi ricoprono campi e radure tra il fiume Shikma e il fiume Besor, creando paesaggi di tappeti cremisi che sembrano quasi irreali.

È in questo scenario che prende vita il Darom Balev Festival, che nel 2026 celebra il suo ventesimo anniversario. In programma fino al 28 febbraio, il festival israeliano è diventato nel tempo un appuntamento identitario, capace di trasformare la fioritura in un racconto collettivo fatto di natura e scoperta del territorio.

Il Negev settentrionale, in queste settimane, si presenta dunque al viaggiatore come una destinazione sorprendente e diversa dal resto dell’anno: non solo per la potenza visiva dei campi in fiore, ma per l’atmosfera di festa e tradizioni che si respira tra vigneti, fattorie e kibbutz.

Gli anemoni del Negev e il Darom Balev Festival 2026

Campi in fiore, foreste, vigneti e siti culturali si aprono al pubblico con visite guidate, mercati agricoli, esperienze di auto-raccolta e degustazioni di cucina regionale. I kibbutz della zona accolgono i visitatori restituendo uno sguardo autentico sulla vita comunitaria del sud di Israele, mentre cantine locali e birrifici artigianali animano le giornate con assaggi e momenti conviviali. Questa è la cornice in cui si inserisce la splendida fioritura del Negev in Israele.

Anemoni rossi, Negev
Ph. Eyal Bribram
Gli anemoni rossi del Negev

Tra gli appuntamenti più attesi del Darom Balev Festival figura la tradizionale Marcia degli Anemoni organizzata dal KKL-JNF, con partenza dal Kibbutz Dorot. Due i percorsi proposti quest’anno: uno di 3,5 chilometri, pensato per le famiglie, e uno di 5 chilometri con un itinerario più esteso tra campi in fiore e paesaggi aperti. La marcia, svoltasi lo scorso 13 febbraio, ha confermato la forte partecipazione di pubblico, attratto dall’idea di vivere la fioritura camminando nel cuore del deserto. Ma gli eventi non finiscono qui.

Gli altri eventi del festival e la Corsa degli Anemoni

Il 20 febbraio 2026 sarà il momento della 12ª Corsa degli Anemoni, in programma nel Parco Sharsheret, nell’area del fiume Grar. Tre i percorsi competitivi (10 km, 5 km e 2,5 km) che si snodano tra foreste antiche, sorgenti naturali e distese di anemoni dal colore rosso acceso. Un evento che unisce sport e paesaggio, attirando runner e appassionati di outdoor in cerca di scenari fuori dall’ordinario.

Negev fiorito, Israele
Ph. Eyal Bribram
Sguardo sulle distese di fiori del Negev

Accanto agli eventi sportivi, il festival invita anche a rallentare e prendersi un attimo per ammirare il paesaggio in cui la manifestazione si svolge: aree picnic immerse nei campi fioriti, coffee cart disseminati lungo i percorsi, mercati locali dove acquistare prodotti del territorio per offrire al turista un’esperienza stagionale completa, capace di avvicinare i visitatori alla natura e alle comunità locali, restituendo un’immagine del Negev diversa da quella più conosciuta.

A vent’anni dalla sua nascita, il Darom Balev Festival si conferma dunque non solo come celebrazione della fioritura degli anemoni, ma come racconto tangibile di un territorio che, ogni anno, sceglie di mostrarsi nel suo momento più poetico, quello in cui l’inverno pian piano lascia il palcoscenico alla primavera.

Nel silenzio del deserto, il rosso degli anemoni diventa un invito al viaggio e alla scoperta di un Israele sorprendente, dove anche il paesaggio più arido può trasformarsi in pura meraviglia.

Puoi avere un’isola svedese tutta per te per un anno: ecco come fare

Par : elenausai10
17 février 2026 à 13:30

Per decenni, possedere un’isola privata è stato il simbolo supremo di un’élite irraggiungibile, un privilegio confinato ai paradisi tropicali e ai conti in banca a nove zeri. Ma la Svezia ha deciso di riscrivere le regole del gioco, abbattendo i cancelli dell’esclusività per offrire un’esperienza unica e democratica.

Con un patrimonio geografico sbalorditivo di 267.570 isole, il numero più alto al mondo, la nazione scandinava sta lanciando una sfida al concetto tradizionale di possesso. Grazie a una nuova iniziativa firmata Visit Sweden, il sogno di ritirarsi in un lembo di terra circondato dal mare non è più un miraggio per milionari, ma una possibilità concreta per cinque fortunati custodi internazionali.

Si tratta di un invito a riscoprire una diversa “natura del lusso” dove il valore non risiede nell’oro, ma nella roccia levigata dal ghiaccio e nella libertà assoluta di essere gli unici abitanti del proprio orizzonte.

Le isole dove vivere come custodi per un anno

Sono cinque le isole in Svezia selezionate per questa iniziativa. Al centro della scena troviamo Medbådan, un’isola situata a circa 35 km a sud-ovest di Umeå, scolpita dall’ultima era glaciale. Per chi cerca una connessione più intima con la materia c’è Flisan, un lembo di terra fatto di roccia nuda e chiarissima che sembra galleggiare sul Baltico, poco distante dalla più vivace Aholma Nord.

Il viaggio prosegue con Storberget, un rifugio avvolto dal silenzio delle foreste, e Tjuvholmen, incastonata nelle acque dolci del lago Vänern presso Lidköping, dove il concetto di “isola” abbandona il sale marino per abbracciare la quiete lacustre. Infine, Marsten, al largo della costa di Halland, rappresenta l’essenza della libertà atlantica, un avamposto di granito dove il vento e le onde sono gli unici vicini di casa.

Questi ecosistemi vivi attendono non dei turisti, ma dei custodi. L’iniziativa, infatti, offre la possibilità di diventare “proprietari per un anno” accettando un patto di rispetto con l’Allemansrätten (il diritto svedese di accesso alla natura), trasformandosi in osservatori privilegiati di stagioni che cambiano, dalla luce infinita del sole di mezzanotte alle ombre lunghe del letargo invernale.

Come inviare la propria candidatura

Per candidarsi come custodi di uno di questi paradisi svedesi, la procedura è tanto moderna quanto democratica. Il requisito fondamentale? Avere più di 18 anni e una storia da raccontare. Dovrete registrare un video di massimo 60 secondi (un minuto esatto) in formato verticale (9:16), spiegando alla giuria perché meritate di chiamare “casa” un’isola svedese per un intero anno.

Una volta pronto, il video va caricato tramite il modulo ufficiale sul sito di Visit Sweden entro le 23:59 del 17 aprile 2026. Per dare una spinta decisiva alla candidatura, il consiglio è di condividere il contenuto sui social media taggando i canali ufficiali.

Oltre al possesso simbolico dell’isola, il premio include anche il viaggio di andata e ritorno per la Svezia. I vincitori saranno annunciati a giugno: un tempismo perfetto per iniziare l’avventura proprio quando il sole non tramonta mai!

Sono queste le spiagge più belle del mondo nel 2026: nella top 10 un’italiana

Par : elenausai10
17 février 2026 à 10:22

Scegliere le spiagge più belle del mondo è una sfida colossale, ma TripAdvisor ci prova con una classifica stilata in base a chi riceve un alto numero di recensioni e opinioni eccellenti nella sua community in un arco temporale di 12 mesi. Solitamente, dei suoi 8 milioni di profili, meno dell’1% raggiunge questo traguardo.

Il titolo Traveller’s Choice Best of the Best riconosce il più alto livello di eccellenza nel settore dei viaggi e ha dato vita a una classifica per il 2026 composta da ben 24 spiagge che spaziano dai paradisi della Grecia agli scenari idilliaci di Aruba, arrivando anche in Italia.

La tranquilla isola greca di Milos è minacciata: a rischio il suo fragile ecosistema

Par : elenausai10
17 février 2026 à 07:30

Frutto di una genesi millenaria segnata da cataclismi primordiali, tra eruzioni sottomarine, tsunami e scosse sismiche, Milos sembrava predestinata a forgiare un’identità geografica senza eguali nel Mediterraneo. Fino alla metà dello scorso decennio, l’isola era considerata un segreto ben custodito, un rifugio discreto scelto quasi esclusivamente da coppie ateniesi in cerca di atmosfere sognanti e silenziose.

Oggi, questo immaginario idilliaco appare lontanissimo: anche Milos, come tante altre mete turistiche, è diventata il terreno di una battaglia tra la conservazione della natura e l’avanzata del cemento. L’allarme lanciato dai sindaci e dagli osservatori internazionali dipinge un quadro inquietante, dove l’identità locale e l’anima selvaggia delle Cicladi rischiano di essere sacrificate sull’altare di uno sviluppo senza freni.

Milos minacciata dall’edilizia selvaggia

Il problema che affligge l’isola di Milos non risiede solo nel volume dei visitatori, in costante crescita, ma nella velocità con cui il paesaggio viene alterato da nuove costruzioni che spesso ignorano la fragilità intrinseca del territorio. I sindaci delle isole greche hanno recentemente sollevato un coro di proteste contro quella che definiscono “edilizia selvaggia”. A Milos, questa tendenza si manifesta in una proliferazione di strutture ricettive di lusso e seconde case che spuntano in aree precedentemente vergini, trasformando radicalmente il volto dell’isola.

Questo boom edilizio sta spingendo il territorio ben oltre la sua reale capacità. Le infrastrutture vitali, dalla gestione dei rifiuti alla rete idrica, sono sottoposte a uno stress che minaccia il collasso. La carenza di piani urbanistici rigidi e di protezioni legali adeguate ha permesso a investitori globali di capitalizzare sul marchio dell’isola, convertendo terreni agricoli e zone naturali in cantieri a cielo aperto.

Il rischio non è puramente estetico, perché la frammentazione degli habitat mette in pericolo specie endemiche e altera l’equilibrio idrogeologico di un luogo che dispone di risorse limitate. Senza una moratoria o regole ferree, il fascino discreto di Milos verrà soffocato da un labirinto di resort standardizzati, privi di ogni legame con la millenaria tradizione architettonica locale.

L’ecosistema di un’isola in bilico

Oltre alla minaccia del cemento, è la sopravvivenza stessa dell’ecosistema di Milos a trovarsi in bilico. L’isola della Grecia ospita una biodiversità straordinaria, inclusa la rara vipera di Milos e una flora unica adattata ai suoli vulcanici, che oggi si ritrova schiacciata tra l’espansione urbana e una pressione antropica insostenibile. La protezione di queste aree è attualmente giudicata insufficiente dalle organizzazioni ambientaliste, che denunciano una cronica mancanza di sorveglianza attiva e di fondi destinati alla tutela delle zone protette.

Il paradosso è evidente: proprio la bellezza incontaminata che attira i viaggiatori è l’elemento che viene distrutto dal turismo di massa. L’edilizia fuori controllo e non solo sta portando a una progressiva perdita d’identità culturale, dove i villaggi costieri con le loro iconiche rimesse colorate per le barche rischiano di trasformarsi in mere scenografie per i social media, svuotate della loro funzione storica e della comunità che le rendeva vive. Per salvare questo ecosistema, l’ideale sarebbe passare a un modello di turismo rigenerativo, che ponga limiti invalicabili al numero di posti letto e investa nella conservazione delle zone Natura 2000.

À partir d’avant-hierFlux principal

La spiaggia nera di Reynisfjara in Islanda è stata cancellata: sparisce un altro paradiso

Par : elenausai10
16 février 2026 à 14:00

Sui social non si parla d’altro: Reynisfjara non esiste più, almeno non come la ricordavamo. La spiaggia di sabbia nera più famosa d’Islanda, usata anche come location nella settima stagione de Il Trono di Spade e meta imperdibile per chiunque visiti il sud dell’isola, è stata vittima di un’erosione costiera senza precedenti.

Una serie di tempeste violente ha letteralmente rimosso lo strato superficiale di sabbia vulcanica, lasciando scoperto un terreno roccioso e inospitale. Quello che era un ampio litorale si è trasformato in una sottile striscia di terra dove l’azione del mare è diventata più violenta e imprevedibile.

Perché la spiaggia nera di Reynisfjara non esiste più

Il fenomeno che ha colpito la spiaggia in Islanda è il risultato di un raro incastro di fattori climatici. Normalmente, le correnti e i venti provenienti da sud-ovest portano nuovi sedimenti, mantenendo l’equilibrio della costa. Tuttavia, quest’anno la persistenza di forti venti orientali ha invertito il processo: la sabbia è stata trascinata via verso ovest, ma la presenza del promontorio di Reynisfjall ha impedito che nuova sabbia arrivasse a rimpiazzare quella perduta.

Di conseguenza, il livello della spiaggia si è abbassato di diversi metri in poche settimane. Questo non è solo un problema estetico per i turisti in cerca dello scatto perfetto, ma un cambiamento strutturale che ha reso la zona estremamente instabile. L’assenza della “protezione” naturale della sabbia, infatti, permette alle onde di infrangersi con più energia contro la base delle scogliere, accelerando i crolli e rendendo il paesaggio irriconoscibile.

Un destino che, per motivi legati al maltempo, ha riguardato anche il famoso arco degli innamorati in Puglia: in questo caso, il crollo dell’arco è avvenuto sotto la pressione di onde altissime che hanno colpito con forza la fragile falesia calcarea.

La bellezza del paesaggio oltre l’erosione

Le ricadute sul turismo sono immediate e impongono una revisione totale delle modalità di visita. La celebre grotta di Hálsanefshellir è ormai quasi sommersa o sbarrata dai detriti dei crolli, rendendo l’avvicinamento un rischio che le autorità sconsigliano vivamente. Inoltre, la scomparsa della pendenza naturale della spiaggia ha reso le “sneaker waves”, le onde anomale tipiche di questa zona, ancora più veloci e letali, poiché l’acqua corre su una superficie rocciosa piatta senza incontrare l’attrito della sabbia.

Nonostante la morfologia del litorale stia cambiando, il fascino di questo luogo resta indiscutibile. La metamorfosi di Reynisfjara non significa la fine della sua bellezza, ma impone un nuovo modo di esplorarla. Se il contatto diretto con la battigia è oggi più limitato e rischioso, l’esperienza si sposta verso l’alto: i sentieri che salgono sul promontorio di Reynisfjall offrono una prospettiva aerea mozzafiato, permettendo di abbracciare con lo sguardo l’intero arco della costa sud e i faraglioni che emergono dai flutti.

In definitiva, il paesaggio non scompare, ma si evolve, ricordandoci che la vera essenza di un viaggio in Islanda sta proprio nell’ammirare la forza indomita di una natura che non smette mai di riscrivere le proprie regole.

Pollica e San Mauro Cilento vincono il Premio Green Destination

Par : losiangelica
16 février 2026 à 12:00

Un riconoscimento che arriva da Milano, ma che guarda lontano, fino alle colline e alle coste del Cilento. Alla Borsa Internazionale del Turismo, uno degli appuntamenti più importanti per il settore, il territorio di Pollica e San Mauro Cilento, con il progetto “Le Terre della Dieta Mediterranea”, sono stati premiati con il Green Travel Award 2026 nella categoria Green Destination, assegnato dal GIST, Gruppo Italiano Stampa Turistica.

Il premio ha lo scopo di riconoscere un modello turistico costruito attorno a sostenibilità ambientale e sociale, proponendo un turismo più green. A Pollica e San Mauro Cilento il progetto abbraccia la storia della Dieta Mediterranea che viene valorizzata con una tradizione gastronomica unica.

Il premio Green Destination 2026

Il riconoscimento assegnato alla BIT mette in evidenza soprattutto la capacità del comprensorio cilentano di trasformare un patrimonio culturale in una strategia concreta. “Le Terre della Dieta Mediterranea” si articola con una rete che mette insieme amministrazioni locali, imprese e associazioni. Non solo promozione turistica, però. Il progetto ha coinvolto temi concreti quali l’agricoltura sostenibile, la salvaguardia del paesaggio e il rilancio di piccoli borghi recuperandone le tradizioni.

Negli anni questo lavoro ha contribuito a consolidare una reputazione basata più sulla coerenza che sulla visibilità immediata. Un modello che punta sulla continuità, più che sugli eventi spot. La giuria del premio ha sottolineato proprio questo aspetto: la capacità di coniugare memoria e innovazione.

Tutela del territorio e un’idea diversa di turismo: è su questo equilibrio che si fonda il riconoscimento assegnato a un’area del Cilento che ha deciso di puntare su ritmi più lenti e su un rapporto diretto con l’ambiente. La zona premiata comprende il distretto di Pollica e San Mauro Cilento, situati all’interno del parco nazionale del Cilento.

Turismo lento e Dieta Mediterranea come stile di vita

Il Green Destination Award consegnato alla BIT di Milano e giunto alla quattordicesima edizione, viene assegnato alle realtà che interpretano i principi della Carta Europea del Turismo Sostenibile, un documento che promuove un equilibrio tra esigenze ambientali, comunità residenti e sviluppo economico. Non basta attrarre visitatori: bisogna farlo senza compromettere il territorio e migliorando la qualità della vita di chi lo abita tutto l’anno.

È proprio su questo punto che Pollica ha costruito la propria identità. La Dieta Mediterranea, riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità, qui diventa una pratica quotidiana. Non solo alimentazione sana, ma un modo di vivere che mette al centro socialità, attività all’aria aperta e rispetto dei cicli naturali.

Negli ultimi anni il territorio ha investito molto sul turismo lento: percorsi naturalistici, mobilità dolce, esperienze legate alla terra e al mare. Un modello che sembra intercettare una domanda turistica sempre più evidente: quella di chi viaggia alla ricerca di autenticità, esperienze locali e ritmi lontani dalle grandi destinazioni affollate. Non tanto attrazioni spettacolari, quanto territori da vivere lentamente.

A commentare il riconoscimento è stato il sindaco di Pollica, Stefano Pisani, che, come riportato da InfoCilento, ha ribadito come la dieta mediterranea rappresenti molto più di uno stile alimentare. Una visione di sviluppo capace di unire benessere, cultura e coesione sociale.

Secondo Pisani, il premio conferma che anche realtà di piccole dimensioni possono diventare esempi concreti di turismo sostenibile. Servono continuità, legame con il territorio e una progettualità condivisa: elementi che, nel caso di Pollica, hanno trasformato un comune cilentano in un laboratorio osservato con crescente interesse.

Scoperti foro e teatro lungo la Via Appia, i droni individuano un’antica città romana

Par : losiangelica
16 février 2026 à 11:00

Certe scoperte archeologiche non arrivano con il rumore degli scavi spettacolari, ma con un ronzio quasi impercettibile: quello dei droni che sorvolano campi apparentemente silenziosi. È proprio così che il sito romano di Fioccaglia, nel territorio di Flumeri, in provincia di Avellino, sta tornando a raccontare la propria storia. E non si tratta di dettagli marginali: le nuove indagini hanno rivelato un foro urbano e un teatro monumentale finora sconosciuti, elementi che cambiano radicalmente l’immagine che avevamo di questo insediamento lungo la Via Appia.

Se finora potevate immaginare Fioccaglia come una semplice stazione lungo la grande arteria romana, oggi dovete pensare a qualcosa di molto diverso: una vera città, organizzata, viva, inserita pienamente nella rete politica ed economica della Roma repubblicana.

La scoperta del foro e del teatro

Le nuove ricerche, coordinate dal professor Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e al Comune di Flumeri, non hanno aperto trincee né portato alla luce muri visibili a occhio nudo. Eppure, hanno permesso di “vedere” la città come mai prima. Ci si trova nel sito romano di Fioccaglia, nella zona dell’Irpinia e il ritrovamento è incredibile.

Grazie a rilievi aerei con droni e a sofisticate prospezioni geofisiche, gli archeologi hanno ottenuto una sorta di radiografia del sottosuolo. Le differenze nella crescita della vegetazione, le anomalie magnetiche del terreno, le tracce invisibili lasciate dalle strutture antiche: tutto ha contribuito a ricostruire la pianta urbana ancora sepolta.

Quello che emerge è sorprendente. Sotto i campi agricoli si disegna un impianto urbano regolare, con strade ortogonali e isolati pianificati secondo il modello delle città romane di fondazione. Non un insediamento spontaneo, dunque, ma un centro progettato con precisione.

Al centro di questa griglia urbana compare chiaramente il foro: una grande piazza rettangolare circondata da edifici pubblici, cuore politico, commerciale e sociale della comunità.

E poi la sorpresa più inattesa. Poco distante, le indagini hanno individuato il profilo curvo di un teatro monumentale mai documentato prima. Nessuno scavo precedente ne aveva segnalato l’esistenza. La sua presenza cambia completamente la percezione del sito: un teatro implica spettacoli, assemblee, momenti collettivi, una vita culturale attiva.

Già negli anni Ottanta erano emersi segnali importanti: un decumano basolato e una domus decorata in Primo Stile pompeiano, che suggerivano ricchezza e organizzazione urbana. Oggi, però, il quadro si amplia e diventa molto più ambizioso.

Perché questa scoperta cambia la storia dell’Irpinia romana

Dovete immaginare la Via Appia non solo come una strada, ma come una vera infrastruttura strategica dell’antichità, la celebre Regina Viarum che collegava Roma al Sud Italia. Fioccaglia si trovava in una posizione chiave, vicino alla confluenza del fiume Ufita e del torrente Fiumarella: un nodo naturale di transito e controllo del territorio.

Molti studiosi identificano il sito con l’antica Forum Aemilii, centro legato alla romanizzazione dell’Irpinia tra II e I secolo a.C., periodo in cui Roma consolidava la propria presenza nelle aree interne della Campania. La scoperta del foro e del teatro rafforza enormemente questa ipotesi.

La combinazione di infrastrutture pubbliche monumentali, strade pavimentate e residenze aristocratiche racconta una comunità prospera, capace di sostenere attività politiche, economiche e culturali complesse.

Questa scoperta dimostra quanto le tecnologie non invasive stiano rivoluzionando l’archeologia. Senza scavare gli studiosi riescono oggi a pianificare tutela e valorizzazione con una precisione impensabile fino a pochi anni fa.

Le istituzioni locali guardano già al futuro. Le nuove evidenze stanno contribuendo alla definizione di un piano di gestione e valorizzazione dell’area, anche in relazione ai grandi progetti infrastrutturali della Valle Ufita, come la futura stazione dell’Alta Velocità Hirpinia. L’obiettivo è trasformare Fioccaglia in un punto di riferimento culturale per l’entroterra campano, spesso meno conosciuto rispetto ai grandi poli archeologici regionali.

E forse è proprio questo il fascino più grande della scoperta: ricordarvi che la storia romana non vive solo nei luoghi celebri. A volte emerge dove meno ve lo aspettate, sotto campi coltivati e paesaggi tranquilli, pronta a riscrivere la geografia dell’Italia antica. Nei prossimi mesi nuove indagini non invasive aggiungeranno dettagli al mosaico. E c’è da scommettere che Fioccaglia abbia ancora molto da raccontare.

Weekend di primavera con voli a meno di 17 euro: la nuova promo Ryanair

Par : losiangelica
16 février 2026 à 09:39

Se state pensando di organizzare un viaggio nei prossimi mesi, questo potrebbe essere il momento giusto per farlo. Ryanair ha appena lanciato una nuova promozione flash con tantissimi voli a partire da 16,99 euro per partire dal 18 febbraio al 30 aprile… un periodo top, con meteo meraviglioso in tantissime città. Il clima mite e un basso affollamento rendono l’opzione di partire (anche nei weekend) ancora più allettante.

Attenzione però alle tempistiche: per accedere alle tariffe scontate bisogna prenotare entro il 18 febbraio 2026. Ecco 3 destinazioni top da non perdere.

Da Milano Bergamo a Corfù

Se avete voglia di Grecia, Corfù è una delle opzioni più interessanti incluse nell’offerta. Da Milano Bergamo sono disponibili numerose date scontate nei mesi di marzo e aprile, un periodo in cui l’isola mostra un volto decisamente più tranquillo rispetto all’estate.

In primavera Corfù è verde, luminosa e sorprendentemente rilassata. Potrete passeggiare nella città vecchia, influenzata dall’architettura veneziana, senza la ressa tipica dei mesi caldi, fermarvi nei piccoli caffè locali e godervi panorami che alternano mare e colline. Non sarà ancora una stagione balneare, ma le giornate soleggiate non mancano e le escursioni diventano il vero punto forte del viaggio.

Chi ama scoprire i luoghi con calma probabilmente apprezzerà proprio questo periodo: meno turismo organizzato e più spazio per vivere l’isola con ritmi lenti.

L'isola di Corfù con le sue splendide spiagge
iStock
Le spiagge paradisiache di Corfù da scoprire

Da Roma a Ibiza

Ibiza non è solo discoteche e movida estiva, e la primavera lo dimostra bene. I voli da Roma inclusi nella promozione Ryanair sono disponibili a fine marzo e in molte date di aprile, offrendo l’occasione di vedere l’isola sotto una luce diversa.

In questo periodo troverete spiagge molto meno affollate, strade più tranquille e un’atmosfera quasi rilassata. È il momento ideale per esplorare l’entroterra, visitare piccoli villaggi bianchi e fermarsi nei mercatini artigianali che raccontano ancora l’anima più autentica dell’isola. I tramonti restano spettacolari, forse anche di più quando non c’è la folla dell’alta stagione.

Ibiza vista dal porto
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Scoprire Ibiza durante la primavera

Da Palermo a Valencia

Tra le rotte più interessanti compare anche il collegamento da Palermo a Valencia, con molte partenze disponibili tra marzo e aprile. Una città che negli ultimi anni ha conquistato sempre più visitatori italiani, grazie a un mix riuscito di tradizione e modernità.

Valencia si visita facilmente anche in pochi giorni. Potrete alternare il centro storico, con piazze animate e mercati storici, alle architetture contemporanee della Città delle Arti e delle Scienze. Il clima primaverile aiuta: temperature piacevoli, perfette per muoversi a piedi o in bicicletta lungo il Giardino del Turia, uno dei parchi urbani più particolari d’Europa. Un motivo in più per visitarla? L’imperdibile paella.

Valencia al tramonto
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Visitare il centro della città di Valencia

La nuova promo Ryanair punta chiaramente su chi vuole viaggiare spendendo poco senza rinunciare a destinazioni interessanti. Con prezzi a partire da 16,99 euro e partenze distribuite su più settimane, le possibilità non mancano. L’importante è muoversi in fretta: la scadenza del 18 febbraio 2026 è vicina e, come spesso succede con queste offerte, le tariffe migliori sono anche le prime a sparire.

Il Guardian scopre Chiavenna, il borgo segreto dei crotti scavati nella roccia

16 février 2026 à 07:30

Ha poco più di 7mila abitanti e per secoli è stata un crocevia strategico tra la Pianura Padana e il bacino del Reno. Oggi Chiavenna vede accendere i riflettori su di sé per le lodi del Guardian, che la descrive come una delle mete alpine più sorprendenti, romantiche e tranquille del Belpaese.

Un elogio che non risulta casuale: Chiavenna è l’unico Comune della provincia di Sondrio ad aver ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, riconoscimento assegnato ai piccoli centri dell’entroterra che garantiscono qualità ambientale, accoglienza e valorizzazione del patrimonio.

Centro storico senza folla

Il quotidiano britannico ha descritto Chiavenna come “simile a Verona, ma senza l’anfiteatro, la folla e le grandi catene di negozi”. Un paragone che rende bene l’idea: qui il centro storico, ricostruito nel XV secolo dopo un incendio che distrusse la città medievale, è un intreccio di vicoli acciottolati, edifici affrescati e fontane scenografiche che raccontano il passato di ricca città commerciale alpina.

Passeggiare tra le sue strade significa muoversi tra ristoranti, botteghe e mercati, ma ancora lontano dalle dinamiche del turismo di massa che hanno trasformato molte altre mete del Nord Italia.

Il panorama su Chiavenna
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Il panorama su Chiavenna

I crotti: segreto gastronomico scavato nella roccia

Se c’è un elemento che rende Chiavenna davvero unica, sono i suoi crotti. Non si tratta di semplici cantine, ma di cavità naturali incastonate nei fianchi rocciosi delle montagne circostanti, caratterizzate dal “Sorel”, una corrente d’aria che mantiene costante la temperatura, tra gli 8 e i 10 gradi tutto l’anno.

In passato servivano per conservare vino, formaggi e salumi, ma oggi si sono trasformati in ristoranti e luoghi di ritrovo. Il Guardian ne cita alcuni, dove assaggiare piatti simbolo della tradizione locale come gli sciatt, frittelle di grano saraceno con cuore filante di formaggio, e gli gnocchi alla chiavennasca, preparati con pane, burro fuso e salvia croccante.

Marmitte dei Giganti e natura scolpita dai ghiacciai

A pochi passi dal centro, si trova il Parco delle Marmitte dei Giganti, un complesso di crateri naturali scavati nella pietra dall’erosione glaciale nel corso di migliaia di anni. Quello in cui ci si immerge è uno dei paesaggi più sorprendenti della zona e rappresenta il punto di partenza per diversi sentieri escursionistici.

Tra questi, quello che conduce a Uschione, villaggio senza strade arroccato sopra la valle, oggi quasi disabitato, ma dove il silenzio è parte integrante dell’esperienza. Da qui lo sguardo si apre sulle Alpi Retiche, con scenari che cambiano profondamente nel giro di pochi chilometri.

Le Marmitte dei Giganti a Fossombrone
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Le suggestive Marmitte dei Giganti a Fossombrone

Le cascate amate da Leonardo da Vinci

Il viaggio raccontato dal Guardian prosegue verso le spettacolari cascate dell’Acquafraggia (nel Comune di Borgonovo di Piuro, a pochi km da Chiavenna), una doppia cascata che si getta per oltre 1.300 metri in una sequenza di salti scenografici. A descriverle fu anche Leonardo da Vinci, che parlò di “uno spettacolo meraviglioso”.

Da qui parte un’antica mulattiera in pietra che, con quasi 3.000 gradini, conduce al villaggio di Savogno, altra testimonianza di un territorio modellato dal tempo e dalla natura.

Cascate dell'Acquafraggia
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Arcobaleno sulle cascate dell’Acquafraggia

Cosa vedere (prima che diventi di tendenza)

Chiavenna non è solo natura. Il reportage cita anche Palazzo Vertemate Franchi, unico edificio sopravvissuto alla frana del 1618 che distrusse l’antico borgo di Piuro e causò oltre mille vittime. Oggi è visitabile su prenotazione e custodisce affreschi, intarsi e arredi rinascimentali di grande pregio.

A pochi chilometri, il Passo dello Spluga, con i suoi 51 tornanti, regala uno dei panorami alpini più spettacolari della Lombardia. In meno di un’ora si passa dal centro storico a un paesaggio quasi nordico, tra laghi turchesi e cime spoglie.

Nel racconto del Guardian emergono anche il mercato del sabato, le gelaterie artigianali, il Parco Paradiso e il Museo del Tesoro, che conserva “La Pace”, preziosa copertina di Bibbia dell’XI secolo decorata con oro e pietre preziose.

Chiavenna sorprende non perché ostenta, ma perché offre un mix raro di gastronomia, natura alpina e storia europea. Forse è proprio questo il motivo per cui conquista chi la visita: qui il vero lusso è il tempo che rallenta, tra un calice di vino locale, il rumore dell’acqua che scende dalle cascate e il silenzio delle montagne che circondano il borgo.

Distrutto l’arco degli innamorati: crolla il simbolo dei Faraglioni di Sant’Andrea in Salento

Par : elenausai10
15 février 2026 à 13:06

C’è un’ironia quasi brutale nel tempismo della natura. Proprio nel weekend dedicato all’amore, uno dei simboli più romantici della costa adriatica ha deciso di ammainare la bandiera. L’arco degli innamorati, perla geologica incastonata tra i faraglioni di Torre Sant’Andrea, marina di Melendugno, non esiste più.

Una mareggiata particolarmente violenta, alimentata dalle raffiche di scirocco che hanno flagellato il litorale adriatico, lo ha letteralmente sbriciolato. Se l’obiettivo era evitare l’ennesima ondata di selfie di coppia proprio nel giorno di San Valentino, il mare ci è riuscito nel modo più drastico possibile, lasciando un vuoto fisico e visivo in uno degli angoli più iconici della costa.

Musei Civici di Firenze gratis nel giorno che ricorda l’Elettrice Palatina

15 février 2026 à 09:30

Come ogni 18 febbraio, Firenze torna a ricordare l’Elettrice Palatina, ovvero Anna Maria Luisa de’ Medici, morta il 18 febbraio 1743: fu proprio lei, con il lungimirante Patto di Famiglia, a garantire che le collezioni medicee rimanessero patrimonio dello Stato e della città, con l’obbligo di non spostarle mai. È grazie a lei se oggi esistono le Gallerie degli Uffizi e se tantissime opere d’arte, biblioteche, gioielli e raccolte storiche non sono state spostate altrove.

Anche quest’anno, la Culla del Rinascimento onora l’ultima discendente della famiglia dei Medici aprendo gratuitamente le porte dei Musei Civici Fiorentini ai visitatori. L’occasione perfetta per visitare alcuni dei luoghi più suggestivi di Firenze senza pagare il biglietto. Ma non solo, Fondazione MUS.E propone anche un ricordo suggestivo di questa grande figura femminile che con le sue scelte ha scritto (e continua a farlo) una pagina importante della storia di Firenze.

Quali musei aprono gratuitamente

Mercoledì 18 febbraio 2026, in occasione dell’anniversario della scomparsa dell’Elettrice Palatina, Firenze offre l’opportunità di visitare gratuitamente alcuni dei suoi luoghi simbolo.

Si tratta di un’iniziativa molto attesa sia dai residenti sia dai turisti, perché permette di accedere senza biglietto a musei e complessi monumentali che custodiscono secoli di storia, arte e identità fiorentina. Un modo concreto per rendere omaggio alla donna che ha garantito alla città la conservazione del suo immenso patrimonio culturale, trasformando questa ricorrenza in un’occasione speciale per scoprirlo.

L’ingresso sarà gratuito nei seguenti Musei Civici di Firenze:

  • Museo di Palazzo Vecchio – ore 9.00-19.00
  • Torre di Arnolfo – ore 9.00-17.00 (in caso di pioggia sarà accessibile solo il camminamento di ronda)
  • Museo Novecento – ore 11.00-20.00
  • Complesso di Santa Maria Novella – ore 9.00-17.30
  • Cappella Brancacci – ore 10.00-17.00
  • MAD Murate Art District – ore 14.30-19.30

Ricordiamo che le biglietterie chiudono un’ora prima rispetto al museo.

Palazzo Vecchio e la Torre di Arnolfo a Firenze
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Palazzo Vecchio con la Torre di Arnolfo a Firenze

L’evento speciale (gratuito) a Palazzo Vecchio

Oltre all’ingresso gratuito ai Musei Civici, per il 18 febbraio è stata organizzata anche un’attività di living history nel Museo di Palazzo Vecchio: i visitatori potranno dialogare con l’Elettrice Palatina, impersonata da un’attrice (Giaele Monaci), per conoscere la sua storia e il suo carattere peculiare, in un viaggio che li accompagna a scoprire le ragioni storiche che la portarono a concepire e a realizzare il celebre Patto di Famiglia. L’introduzione alla sua figura e al contesto storico è a cura di Andrea Verga.

L’evento speciale si terrà alle ore 11:00, 12:00, 15:00, 16:00 e 17:00 e si può partecipare all’incontro gratuitamente. È obbligatorio, però, effettuare la prenotazione. Per informazioni e prenotare l’evento living history con l’Elettrice Palatina potete scrivere a info@musefirenze.it.

“Nell’anniversario della sua scomparsa, l’apertura gratuita dei Musei Civici Fiorentini e l’iniziativa di living history a Palazzo Vecchio vogliono essere un’occasione viva di incontro e di conoscenza – ha commentato l’assessore alla cultura di Firenze Giovanni Bettarini -, per riscoprire le ragioni storiche e il valore attuale di quella decisione che ha consegnato a Firenze un’eredità unica al mondo”.

Un’occasione speciale, quella del 18 febbraio, non solo per camminare tra capolavori senza tempo, ma anche per ricordare che il patrimonio di Firenze è arrivato fino a noi grazie alla visione di una donna che ha saputo guardare lontano.

Queste sono le città più inquinate d’Italia: il nuovo report svela la classifica

15 février 2026 à 07:30

Quando scegliamo una meta per un weekend o una fuga fuori porta, quasi sempre immaginiamo cieli azzurri, passeggiate tra i vicoli e aria fresca da respirare a pieni polmoni. Ma non sempre è così, soprattutto nelle città: la qualità dell’aria, infatti, incide anche sulle nostre esperienze di viaggio, oltre che sulla vita quotidiana.

Nel nuovo report “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente emerge che ora respiriamo meglio, ma non abbastanza. L’ultima fotografia scattata dallo studio svela un’Italia in lieve miglioramento sul fronte dell’inquinamento atmosferico, con un dato incoraggiante: nel 2025 sono scesi a 13 i capoluoghi che hanno superato i limiti giornalieri di Pm10, quasi la metà rispetto all’anno precedente. Un segnale positivo, ma che non basta ancora per essere in linea con i parametri europei previsti per il 2030. Vediamo quali sono le città più inquinate d’Italia.

Carnevale nei parchi divertimento in Italia, tra maschere e spettacolo

14 février 2026 à 09:30

Il Carnevale si conferma uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: anche i parchi divertimento si preparano a trasformare febbraio in un mese di festa diffusa in un calendario ricco di eventi pensati per pubblici di ogni età.

Ecco per voi una selezione di appuntamenti da non perdere, da Nord a Sud.

Carnevale al Parco Faunistico Le Cornelle

Alle porte della primavera, con la natura che inizia lentamente a risvegliarsi, il Parco Faunistico Le Cornelle di Valbrembo inaugura la nuova stagione con un calendario di aperture progressive e le prime anticipazioni del 2026. Dal 14 al 22 febbraio, oltre a venerdì 28 febbraio, il pubblico potrà accedere al parco dalle 10 alle 17, in un periodo che coincide con il Carnevale.

Proprio in questi giorni è, infatti, prevista un’iniziativa dedicata alle famiglie: dal 16 al 19 febbraio, ogni bambino tra i 3 e gli 11 anni che acquisterà un biglietto a tariffa intera riceverà un ingresso omaggio da utilizzare per una seconda visita nell’arco dell’anno. Un’opportunità che rafforza l’idea di un’esperienza non limitata alla singola giornata di festa, ma estesa nel tempo.

Con l’arrivo di marzo il parco tornerà a pieno regime con orario continuato dalle 9.30 alle 17, mentre da aprile e per tutta l’estate l’apertura si estenderà dalle 9 alle 18. La stagione 2026 sarà inoltre arricchita dall’introduzione di nuove specie che si aggiungeranno alle oltre 120 già presenti.

Carnevale al Safari Park di Pombia

Giostra del Safari Park di Pombia, Novara
Ufficio Stampa
Divertimento in giostra al Safari Park di Pombia

Nel Novarese, il Safari Park di Pombia accoglie il pubblico con il “Selvaggio Carnevale”, in programma sabato 14 e domenica 15 febbraio: le aree del parco si trasformano in uno spazio festoso dove le maschere diventano protagoniste tra divertimento e scoperta naturalistica.

Cuore dell’iniziativa è la sfilata dedicata ai costumi più originali. Una giuria valuterà le maschere premiando i partecipanti con biglietti omaggio per future visite. Per prendere parte alla sfilata è richiesta la registrazione tramite il modulo disponibile online.

Il parco ospita oltre 400 animali appartenenti a 110 specie diverse, tra cui alcune particolarmente minacciate come l’Antilope Addax, l’Asino Somalo e il Cobra Reale.

Carnevale di Edenlandia

A Napoli, Edenlandia propone il Mascotte Village, un evento diffuso nei fine settimana di febbraio e nel giorno di Martedì Grasso. Le mascotte animeranno attrazioni e viali del parco, e offriranno l’occasione di incontrare fino a 30 personaggi tra i più amati dai bambini, da Peppa Pig a Masha e Orso, da Minnie e Topolino fino a Sonic, Pikachu e molti altri protagonisti dell’immaginario infantile contemporaneo.

Il 15 febbraio è prevista una sfilata dedicata ai più piccoli, con partecipazione gratuita previa registrazione online e la possibilità di vincere premi, tra cui bracciali e Magic Pass.

Carnevale al Parco di Pinocchio

Nel borgo toscano di Collodi, il Parco di Pinocchio dedica tutti i fine settimana di febbraio al Carnevale dei bambini: l’atmosfera richiama il Paese dei Balocchi, con laboratori per la creazione di maschere, trucca bimbi, pentolaccia e sfide di mimi.

L’offerta comprende anche il museo interattivo, giostrine d’epoca dedicate ai più piccoli e percorsi avventura, con accesso regolato in base alle condizioni meteo. Il biglietto include l’ingresso al Giardino Garzoni e alla Serra botanica mentre le attività si svolgono il 7-8, 14-15 e 21-22 febbraio dalle 10 alle 17.

Carnevale al Parco Natura Viva

A Bussolengo, il Parco Natura Viva propone il Carnevale Magico a partire dal 14 febbraio, per trasformare il parco in un’ideale Olimpiade della Natura. L’iniziativa unisce gioco e divulgazione scientifica, e illustra le straordinarie abilità degli animali mediante esperienze interattive ispirate ai record della biodiversità.

I percorsi ludico-sportivi permettono di confrontarsi con la velocità del ghepardo, l’equilibrio del bradipo o la cooperazione delle formiche, mentre gli incontri guidati dagli educatori approfondiscono temi legati al comportamento animale e all’adattamento delle specie.

In programma anche la presentazione del libro “Animali Superstar” con l’autrice Caterina Spiezio, psicobiologa della Fondazione del parco. Non manca il tradizionale momento dedicato agli arricchimenti ambientali a tema carnevalesco, occasione per osservare da vicino il lavoro quotidiano dei keeper.

Carnevale al Luneur Park

Carnevale formato famiglia del Luneur Park a Roma
Ufficio Stampa
Il divertente Carnevale formato famiglia del Luneur Park

A Roma, lo storico Luneur Park celebra il Carnevale ogni fine settimana fino al 22 febbraio e si veste di colori e stelle filanti tra giostre, spettacoli e momenti di animazione.

La Battaglia di Coriandoli è senz’altro il momento più atteso: una cascata di colori e musica che anima lo spazio ai piedi della Ruota Panoramica, simbolo del primo luna park d’Italia. La mascotte Civetta Luna accompagna i bambini tra costumi ispirati a maghi, pirati ed eroine del cinema, mentre il Giardino delle Meraviglie si popola di personaggi fantastici pronti a coinvolgere il pubblico tra una giostra e uno show.

Il percorso ludico si sviluppa tra attrazioni che evocano mondi immaginari: torri da conquistare, galeoni da guidare, voli su mongolfiere e montagne russe a misura di bambino. Il 17 febbraio, in occasione del Martedì Grasso, il parco aprirà dalle 14 alle 18 per un pomeriggio speciale all’insegna di giochi e sorprese.

Carnevale a Zoomarine

Zoomarine festeggia il Carnevale nelle giornate dell’1, 7, 8, 14 e 15 febbraio con un programma che include, nel biglietto d’ingresso, dimostrazioni con delfini, foche, leoni marini, uccelli tropicali e cani. Non mancano l’accesso alle giostre, al cinema 4D con Aladin e alle aree tematiche come l’Era dei Dinosauri e il parco giochi ecosostenibile.

Per l’occasione è previsto anche un Laboratorio delle Maschere a pagamento, fino a esaurimento posti, che consente ai bambini di realizzare un ricordo personalizzato della giornata. L’8 febbraio è annunciata inoltre la presenza speciale di Bing e Flop per incontrare i piccoli fan.

Carnevale a Leolandia

La stagione 2026 di Leolandia si apre ufficialmente con il Carnevale, dal 14 febbraio al 1° marzo: il parco si anima con spettacoli, balli e incontri con personaggi amatissimi dai bambini.

Leo, Mia e gli animatori guidano show e momenti musicali, mentre Masha e Orso, Bing e Flop, Bluey e Bingo accolgono i piccoli ospiti per foto e mini-live. Tornano anche coinvolgenti attrazioni come il Galeone della Riva dei Pirati e le aree tematiche dedicate alle avventure più dinamiche.

Chi acquista un biglietto valido per il periodo di Carnevale potrà inoltre tornare nel corso della stagione per scoprire Reversum, novità del 2026.

Carnevale a Gardaland SEA LIFE Aquarium

Dal 14 al 18 febbraio, Gardaland SEA LIFE Aquarium propone un Carnevale ispirato al mondo marino: le attività, pensate per i più piccoli, includono giochi di gruppo tra indizi e curiosità sugli animali marini e laboratori creativi dedicati alla realizzazione di maschere a tema oceanico.

Al termine delle attività, i bambini ricevono un attestato di Esploratore Marino: in un contesto immersivo dedicato agli ecosistemi acquatici, il Carnevale diventa così un’opportunità per avvicinare i più giovani alla scoperta del mare grazie al gioco.

Un regalo speciale per San Valentino: un viaggio in treno con la promozione Italo Love is Magic

14 février 2026 à 07:30

L’amore è magico, si sa, e per festeggiarlo cosa c’è di meglio che un viaggio da regalare alla propria dolce metà? Se anche voi apprezzate i weekend a ritmo lento, per sconnettersi dalla frenesia quotidiana, ecco l’occasione perfetta: un viaggio in treno verso perle inesplorate d’Italia, ma a prezzi mini. Come? Sfruttando la nuova promozione di Italo, che tocca ben 62 stazioni da Nord a Sud.

Si può viaggiare dal 24 febbraio al 25 marzo con sconti dal -10% al -20%, inserendo il codice “LOVE” in fase di ricerca. Ma c’è da affrettarsi, perché questa ghiotta opportunità ha posti limitati (250mila disponibili) e non dura a lungo: avete tempo fino alle ore 11:00 del 16 febbraio per regalare un pensiero speciale a chi amate risparmiando decine di euro.

Alla scoperta di Brescia

Troppo spesso sottovalutata dal punto di vista turistico, Brescia è una città che svela il meglio di sé quando la si esplora a passo lento, attraversando vicoli acciottolati, piazze maestose e altre più intime, dove si affacciano antichi palazzi che hanno infinite storie da raccontare. A marzo le temperature si fanno più miti e il centro storico della Leonessa d’Italia torna ad animarsi: dalla stazione dei treni, con una facile passeggiata di 10 minuti, si raggiungono già le più belle piazze, come piazza Vittoria, piazza Loggia e piazza Duomo. In quest’ultima spiccano le due chiese principali della città: il Duomo Vecchio e il Duomo Nuovo (elogiate di recente anche dal Guardian, che le ha definite tra le chiese più belle d’Europa).

Da piazza Duomo, un vicolo sale tra i palazzi e le case fino a raggiungere il Castello: da lassù la vista sulla città è una delle più suggestive e romantiche d’Italia. Ma Brescia è perfetta anche per un itinerario culturale tra archeologia e arte: dal magnifico Capitolium, il tempio romano che potrete ammirare passeggiando lungo via dei Musei, fino al Museo di Santa Giulia. Se siete amanti di dipinti, sculture, grafica e moda, allora non potete perdervi la mostra “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”, fino al 14 giugno a Palazzo Martinengo, una delle più belle del 2026.

Lo splendido panorama su Brescia dal Castello
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Lo splendido panorama su Brescia dal Castello

Alla Reggia di Caserta in treno

La Reggia di Caserta è uno dei simboli più straordinari del patrimonio artistico italiano: un palazzo reale monumentale voluto dai Borbone nel ‘700, con oltre 1.200 stanze, decorazioni raffinate, scaloni scenografici e sale affrescate che raccontano secoli di storia. Intorno si estende un parco vastissimo con giardini all’italiana, fontane maestose e un sistema di giochi d’acqua che richiama l’arte dei grandi palazzi europei.

Perché non raggiungere Caserta con i biglietti in promozione di Italo? Il periodo comprende anche l’1 marzo 2026, che coincide con l’ingresso gratuito alla cosiddetta Versailles italiana, reso possibile dall’iniziativa Domenica al Museo, grazie alla quale si può entrare senza pagare in tutti i musei e parchi archeologici statali. La stazione dei treni, oltretutto, è a due passi dalla Reggia.

A Conegliano tra colline, vigneti e storia

Se sognate un weekend romantico tra panorami morbidi e calici di ottimi vini, Conegliano è la meta perfetta. Porta d’accesso alle Colline del Prosecco Patrimonio UNESCO, questa elegante cittadina veneta unisce l’atmosfera vivace del centro storico a scorci che profumano di vigneti e primavera. Dalla stazione si raggiunge facilmente via XX Settembre, cuore pulsante tra palazzi affrescati e caffè storici, fino a salire verso il Castello, da cui si apre una vista spettacolare sulle colline.

Tra degustazioni nelle cantine, passeggiate tra filari e soste gourmet, Conegliano è l’idea perfetta per chi vuole regalare (o regalarsi) un viaggio lento immerso tra sapori e piacevoli passeggiate.

Carnevale in Sardegna 2026, viaggio nell’anima arcaica dell’isola tra maschere, cavalli e riti di fuoco

13 février 2026 à 16:30

In Sardegna il Carnevale non è solo una festa di piazza, ma un evento che ancora oggi si riconnette a un tempo sospeso e che affonda le radici in rituali antichissimi che scandiscono l’inverno dell’isola con una forza identitaria sbalorditiva. Tutto inizia quando si spengono gli spettacolari falò in onore di Sant’Antonio Abate e di San Sebastiano, tra il 16 e il 20 gennaio: è in quel momento che le prime maschere tradizionali fanno la loro comparsa e che Su Carrasegare prende ufficialmente vita. Da lì in avanti, fino al Mercoledì delle Ceneri (che quest’anno cadrà il 18 febbraio) la Sardegna si trasforma in un mosaico di celebrazioni diverse davvero affascinanti.

Date del Carnevale in Sardegna 2026

Il cuore delle celebrazioni del 2026 è concentrato fino al 17 febbraio, con il Martedì Grasso. Tuttavia, il calendario del Carnevale sardo non si limita a una singola giornata: in molti centri gli eventi si distribuiscono lungo più settimane, alternando uscite rituali delle maschere, sfilate, corse equestri e feste popolari.

Sartiglia di Oristano, Sardegna
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Carnevale a cavallo alla Sartiglia di Oristano

A Oristano, la celebre Sartiglia si terrà come da tradizione la Domenica di Carnevale (15 febbraio 2026) e il Martedì Grasso, mentre nei paesi della Barbagia (Mamoiada, Ottana, Orotelli, Fonni) le sfilate principali animeranno le domeniche centrali e il giorno clou del 17 febbraio. La chiusura più suggestiva resta quella di Ovodda, dove il Mercoledì delle Ceneri diventa un rito collettivo intenso e profondamente simbolico.

Mamuthones, Mamoiada
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I Mamuthones di Mamoiada

Eventi del Carnevale in Sardegna 2026

Nel cuore dell’isola, tra le comunità della Barbagia, le maschere de su connottu riportano in scena un universo agropastorale fatto di gesti arcaici e suoni ipnotici. A Mamoiada, i Mamuthones avanzano con passo cadenzato sotto il peso dei campanacci, mentre gli Issohadores, con il corpetto rosso e la maschera bianca, catturano simbolicamente spettatori e figure animalesche con la loro fune.

A Ottana, le maschere cornute dei Boes e dei Merdules mettono in scena il rapporto primordiale tra uomo e animale, mentre a Orotelli i Thurpos, avvolti in cappotti di orbace nero e con il volto annerito dalla fuliggine dei falò, evocano antichi legami di subordinazione e lavoro. A Fonni e nei centri di Ula Tirso e Samugheo, invece, la figura de s’Urzu si intreccia con il rito di A Maimone, legato a una divinità protosarda.

Thurpos, Carnevale Sardegna
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I Thurpos del Carnevale in Sardegna

Accanto alle maschere, la Sardegna celebra il cavallo come fulcro della vita tradizionale. La Sartiglia di Oristano è l’evento più celebre: lungo via Duomo, i cavalieri guidati da su componidori si lanciano al galoppo tentando di infilzare con la spada una stella sospesa, gesto augurale per il raccolto. Non meno spettacolari sono la Carrela ‘e Nanti di Santu Lussurgiu, le Pariglie di Bonorva nel Meilogu e le pentolacce a cavallo di Benetutti e Oniferi.

Sul versante allegorico, il Carrasciali di Tempio Pausania offre carri scenografici e cortei colorati, mentre a Bosa, in Planargia, il martedì grasso alterna il lamento rituale di s’Attiddu alla ricerca serale di Giolzi. Ovunque, la festa è accompagnata da sapori autentici: fave e lardo, pistiddu, coccone, zeppole e vino rosso.

Quanto costano gli eventi e come acquistare i biglietti

Molte celebrazioni tradizionali, in particolare le sfilate delle maschere nei paesi dell’interno, sono gratuite e si svolgono nelle vie del centro storico. La Sartiglia di Oristano, invece, prevede tribune a pagamento lungo il percorso della corsa alla stella e durante le pariglie: i prezzi variano generalmente tra i 20 e i 40 euro a seconda della posizione, con vendita attraverso i canali ufficiali della Fondazione Sartiglia e punti autorizzati. Per gli eventi più richiesti, soprattutto nel fine settimana centrale, è consigliabile comunque prenotare con anticipo.

Come raggiungere il Carnevale di Sardegna

Per vivere il Carnevale 2026 in Sardegna la soluzione più pratica è volare sugli aeroporti di Cagliari, Olbia o Alghero, collegati con numerose città italiane. In alternativa, i traghetti da Civitavecchia, Livorno, Genova e Napoli consentono di arrivare con il proprio veicolo, opzione particolarmente utile per chi desidera seguire più tappe. Molti dei carnevali dell’isola più suggestivi si trovano infatti nell’entroterra, tra altipiani e colline lontane dalle rotte più turistiche e richiedono spostamenti in auto.

Dal cioccolato ai supplì, dai Carnevali alle sagre, gli eventi del weekend del 13, 14, 15 febbraio 2026

13 février 2026 à 13:39

Il weekend del 13‑14‑15 febbraio 2026 si preannuncia tra i più interessanti dell’anno per chi ama viaggiare, scoprire le tradizioni locali e assaporare la gastronomia italiana.

In coincidenza con San Valentino e con le manifestazioni carnevalesche più famose, borghi, piazze e città di tutta Italia si animano con eventi, sagre e feste popolari che uniscono cultura, spettacolo e gusto. Dal cioccolato ai carnevali storici passando per le sagre gastronomiche, il fine settimana offre occasioni per ogni tipo di visitatore: ecco 10 eventi da vivere.

CioccolaTò 2026 a Torino

Da venerdì 13 febbraio 2026 (fino al 17 febbraio) Torino diventa la capitale del cioccolato grazie a CioccolaTò, la grande manifestazione dedicata alla dolcezza più amata dagli italiani. La piazza simbolo, Piazza Vittorio Veneto, ospiterà 70 stand di espositori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.

L’evento è pensato non solo per assaporare cioccolato artigianale, ma anche per partecipare a workshop, talk e laboratori guidati dai migliori maestri pasticceri. I visitatori potranno assistere a dimostrazioni dal vivo, incontrare autori e showman del panorama gastronomico italiano e internazionale, e scoprire le storie dietro ogni prodotto. Per chi ama i weekend golosi, CioccolaTò è una meta imperdibile, perfetta anche per un San Valentino alternativo.

Eventi e sagre del weekend 13-15 febbraio 2026
Ufficio Stampa
Stand di cioccolato in Piazza Vittorio Veneto a Torino

Carnevale di Viareggio (LU)

Il Carnevale di Viareggio è uno dei più spettacolari d’Italia e continuerà anche durante questo weekend. Per domenica 15 febbraio 2026 è infatti previsto il 4° Corso Mascherato. Dalle ore 15 sul lungomare di Viareggio ci sarà la sfilata di grandi carri allegorici in cartapesta e gruppi mascherati.

La manifestazione è famosa per i suoi carri realizzati con maestria e creatività, spesso dedicati a temi sociali o di attualità, che coinvolgono artisti locali e internazionali. Le giornate di Carnevale a Viareggio offrono anche occasioni gastronomiche, con dolci tipici e street food locale, rendendo l’evento adatto a famiglie, coppie e gruppi di amici.

Gli eventi dedicati a Carnevale e San Valentino in Italia, weekend 13-15 febbraio 2026
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Il colorato Carnevale di Viareggio

Supplì & Fritti romani Festival a Roma

Sempre nel weekend del 13‑15 febbraio 2026, Roma ospiterà il Supplì & Fritti romani Festival presso Eataly Ostiense, un evento che celebra i sapori della tradizione romana in chiave moderna e gourmet.

I visitatori potranno assaggiare supplì classici, versioni innovative con zucca e guanciale, crocchette di patate aromatizzate con formaggi locali e frittatine alla carbonara o cacio e pepe. Il festival è arricchito da musica dal vivo e dj set che creeranno un’atmosfera conviviale e divertente. È una proposta perfetta per chi vuole unire gusto e divertimento, magari trascorrendo un San Valentino fuori dal comune.

Gli eventi del weekend 13,14,15 febbraio 2026
Ufficio Stampa
Il supplì al Supplì & Fritti romani Festival

Festa della Polenta a Monticchio (LT)

Nel Lazio, la Festa della Polenta di Monticchio, in programma domenica 15 febbraio 2026, celebra uno dei piatti più tradizionali e calorosi dell’Italia centrale. Durante l’evento, grandi paioli di rame verranno messi sul fuoco e la polenta verrà servita con sugo di carne.

L’atmosfera è quella di una festa di paese e questa sagra rappresenta un’occasione unica per scoprire la cultura gastronomica laziale, degustare prodotti a km zero e godere del calore della comunità locale in un fine settimana invernale.

Eventi weekend 13-15 febbraio 2026 in Italia
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La polenta fumante nel paiolo, Monticchio

Carnevale di Civitanova Marche (MC)

Nel Centro Italia, nelle Marche, domenica 15 febbraio 2026 si celebrerà Carnevalando a Civitanova Marche, un appuntamento festivo che animerà il centro cittadino con sfilate, musica e animazioni per grandi e piccini.

Nel corso del pomeriggio, dalle ore 14, le vie principali si riempiranno di colori, performance itineranti, spettacoli e un corteo mascherato che coinvolgerà famiglie e gruppi di amici in una vera festa di comunità e che prenderà il via alle ore 15:30.

Tra i momenti più attesi della manifestazione c’è l’arrivo di Cristina D’Avena che si esibirà alle ore 17:30. Questo evento di Carnevale è una splendida occasione per vivere l’atmosfera festosa delle Marche in inverno, scoprire il centro storico di Civitanova e combinare l’esperienza con le specialità gastronomiche locali nei ristoranti e nelle trattorie della zona.

San Valentino al Borgo d’oro degli innamorati (SA)

Ad Agropoli, in provincia di Salerno, si celebra Il borgo d’oro degli innamorati il 13 e 14 febbraio 2026, un evento dedicato alle coppie e al romanticismo di San Valentino.

Il centro storico si animerà con installazioni luminose, spettacoli, concerti e laboratori. Passeggiare tra le vie illuminate e decorate con cuori e simboli d’amore offrirà un’esperienza unica e suggestiva, perfetta per una gita romantica o una passeggiata tra storia e tradizione.

10 eventi per il weekend 13-15 febbraio 2026 in Italia
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Il borgo di Agropoli in Campania

Chocoliamo a Napoli

A Napoli, fino al 15 febbraio 2026, la piazza San Pasquale ospita Chocoliamo, manifestazione dedicata al cioccolato artigianale e alle eccellenze dolciarie. L’evento propone degustazioni, laboratori e dimostrazioni di maestri cioccolatieri, mostrando l’intero processo di produzione e raccontando le storie dei produttori. Chocoliamo è perfetto per trascorrere un weekend dolce, con esperienze immersive e gastronomiche in uno dei centri storici più vivaci del Sud Italia.

Carnevale di Satriano (PZ)

Nel cuore del Centro Italia, tra le colline lucane della Basilicata, il Carnevale di Satriano di Lucania propone un evento unico e suggestivo sabato 14 e domenica 15 febbraio 2026. Anche quest’anno ci sarà l’invasione pacifica di 131 Rumita (eremita) – uno per ogni paese della Basilicata – che interagiranno nella Foresta che cammina.

Questa manifestazione, tra le più originali del panorama carnevalesco italiano, trasforma il borgo in un palcoscenico vivo di riti, tradizioni e simboli antichi.
A differenza dei carnevali più comuni, qui i protagonisti sono i Rumita, uomini vestiti da alberi che percorrono le strade avvolti da edera e bastoni: una rappresentazione simbolica che richiama non solo la natura ma anche valori legati alla sostenibilità e alla relazione tra uomo e ambiente.

Nel corso della manifestazione si svolgeranno cortei caratteristici, laboratori teatrali residenziali e momenti folkloristici che intrecciano antico e contemporaneo, con il coinvolgimento della comunità locale.

Carnevale di Putignano (BA)

Il Carnevale di Putignano, uno dei più antichi d’Europa, proseguirà fino al 17 febbraio 2026 e proprio domenica 15 febbraio dalle ore 11 (a pagamento) ci sarà una nuova sfilata di carri allegorici, i famosi giganti di cartapesta che animeranno le strade del borgo pugliese, accompagnati da musica e balli popolari. L’evento combina tradizione, folklore e divertimento, creando un’esperienza immersiva per grandi e piccini.

Eventi e sagre in Italia: 13-15 febbraio 2026
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Il Carnevale Putignano in Puglia

Carnevale Storico Sangavinese (SU)

In Sardegna, San Gavino Monreale ospiterà il Carnevale Storico Sangavinese domenica 15 febbraio 2026. Tanti carri allegorici e migliaia di figuranti animeranno le vie del centro storico dalle ore 15:30 con musica, balli e tradizioni antiche.

La giornata culminerà alle 21:30 con l’evento finale durante il quale avverranno le premiazioni accompagnate da musica e spettacolo. La combinazione di colori, suoni e sapori rende questo carnevale un appuntamento imperdibile per chi visita l’isola in inverno.

Gli eventi da non perdere in Italia il weekend 13,14,15 febbraio 2026
Ufficio Stampa
Carro allegorico del Carnevale Storico Sangavinese

Gli aeroporti più grandi del mondo sembrano città immense: la classifica

13 février 2026 à 11:51

Gli aeroporti più grandi del mondo non sono semplici punti di partenza o arrivo per i viaggiatori: sono vere e proprie città in miniatura che si estendono su superfici che spesso superano interi centri abitati. Nella classifica, stilata da WorldAtlas, non si considera il numero di passeggeri o di voli, bensì l’estensione territoriale complessiva di ciascun aeroporto.

Gli scali più vasti offrono spazi immensi per operazioni, espansioni future, magazzini e infrastrutture collegate, tanto che alcuni sembrano vere e proprie città dedicate all’aviazione. Vediamo in questo articolo quali sono gli aeroporti che guidano questa speciale classifica.

Gli aeroporti più grandi del mondo: il podio

Al primo posto in assoluto per superficie si trova l’Aeroporto Internazionale King Fahd situato a Dammam in Arabia Saudita. Questo scalo copre un’area immensa con 776 chilometri quadrati di terreno. La sua estensione riflette la volontà di creare un hub aeroportuale pronto a sostenere grandi flussi e futuri ampliamenti.

Originariamente utilizzato come base aerea degli Stati Uniti, durante la Guerra del Golfo, e successivamente convertito a uso commerciale, questo aeroporto ha due piste di 4 chilometri e tre terminal (tra cui uno dedicato alla famiglia reale saudita).

Al secondo posto si colloca uno degli aeroporti più conosciuti degli Stati Uniti situato nello stato del Colorado. L’Aeroporto Internazionale di Denver è celebre non solo per i suoi servizi e per il traffico aereo, ma soprattutto per la sua vastità – 137,8 chilometri quadrati. La grande disponibilità di spazio ha consentito una configurazione efficiente delle piste e delle strutture di supporto. Qui si trova infatti la pista pubblica più lunga del Nord America.

Al terzo posto della classifica troviamo l’Aeroporto Internazionale di Kuala Lumpur in Malesia. Anche qui la superficie territoriale è molto ampia – 100 chilometri quadrati – progettata in prospettiva di continui sviluppi e per accogliere un traffico internazionale sempre più intenso. L’aeroporto è la base di Malaysia Airlines e AirAsia.

I 15 aeroporti più grandi del mondo, la classifica
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Aeroporto Internazionale di Denver

Gli altri enormi scali del pianeta

Degno di nota, al 4° posto, è anche l’Aeroporto di Istanbul, in Turchia, che occupa una superficie di 76,5 chilometri quadrati e mira a fungere da snodo tra Europa e Medio Oriente.

Gli Stati Uniti dominano ulteriori posizioni nella classifica con scali vastissimi come quelli situati in Texas (Aeroporto Internazionale di Dallas-Fort Worth al 5° posto e l’Aeroporto Intercontinentale di Huston-George Bush al 9° posto), Virginia (Aeroporto Internazionale di Washington-Dulles al 6° posto) e Florida (Aeroporto Internazionale di Orlando all’8° posto), tutti caratterizzati da ampie aree operative che superano i 40 chilometri quadrati.

In Asia orientale, la Cina è protagonista con aeroporti molto estesi nel territorio di Pechino (Aeroporto Internazionale di Pechino-Daxing al 7° posto) e Shanghai (Aeroporto di Shanghai-Pudong al 10° posto), dove i grandi spazi sono stati sfruttati per costruire infrastrutture moderne e capaci di gestire enormi volumi di passeggeri e merci.

Anche in Europa troviamo aeroporti di grandi dimensioni (Parigi Charles de Gaulle al 13° posto e Madrid-Barajas al 14° posto), con territori ampi che consentono un elevato numero di operazioni quotidiane e la gestione di collegamenti globali.

Completano la classifica delle prime 15 posizioni l’Aeroporto Internazionale del Cairo (11° posto), l’Aeroporto Internazionale di Bangkok Suvarnabhumi (12° posto) e l’Aeroporto Internazionale di Dubai (15° posto) con 29 chilometri quadrati di superficie.

La classifica di World Atlas, gli aeroporti più grandi del mondo
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Aeroporto di Istanbul in Turchia

Di seguito la classifica completa degli aeroporti più grandi del mondo:

  1. King Fahd International Airport (DMM), Dammam (Arabia Saudita): 776 km²
  2. Denver International Airport (DEN), Denver, Colorado (USA): 137.8 km²
  3. Kuala Lumpur International Airport (KUL), Selangor (Malesia): 100 km²
  4. Istanbul Airport (IST), Istanbul (Turchia): 76.5 km²
  5. Dallas Fort Worth Intl Airport (DFW), Dallas, Texas (USA): 69.7 km²
  6. Washington Dulles Intl Airport (IAD), Dulles, Virginia (USA): 47.8 km²
  7. Beijing Daxing Intl Airport (PKX), Daxing District, Beijing (Cina): 47.0 km²
  8. Orlando International Airport (MCO), Orlando, Florida (USA): 46.9 km²
  9. George Bush Intercontinental (IAH), Houston, Texas (USA): 44.5 km²
  10. Shanghai Pudong International (PVG), Pudong, Shanghai (Cina): 40.0 km²
  11. Cairo International Airport (CAI), Cairo (Egitto): 37.0 km²
  12. Suvarnabhumi Airport (BKK), Bangkok (Tailandia): 32.40 km²
  13. Paris Charles de Gaulle Airport (CDG), Roissy-en-France (Francia): 32.38 km²
  14. Adolfo Suárez Madrid-Barajas (MAD), Madrid (Spagna): 30.50 km²
  15. Dubai International Airport (DXB), Dubai (Emirati Arabi Uniti): 29.0 km²

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