Mancano ancora tre settimane alla Pasqua e chi non ha ancora comprato il biglietto aereo si trova davanti a cifre che fanno un certo effetto. Il monitoraggio condotto da Assoutenti fotografa una situazione già pesante, destinata probabilmente a peggiorare.
I prezzi sono alle stelle e la situazione torna sotto i riflettori mettendo in luce un problema che torna ciclicamente.
Le tratte più colpite dal caro voli e treni
Per volare da Genova a Catania (partenza venerdì 3 aprile, ritorno martedì 7 aprile) la tariffa minima trovata oggi è di 418 euro. Senza bagaglio in stiva né posto scelto. Una cifra altissima per spostarsi dentro i confini nazionali durante un ponte festivo che, tutto sommato, dura pochi giorni: costa il triplo rispetto ai prezzi medi per viaggiare nella settimana precedente.
Non è un caso isolato. Milano-Crotone si aggira sui 343 euro, Roma-Reggio Calabria tocca i 324. Da Milano per Reggio ne bastano, si fa per dire, 308. Verso Catania, partendo da Torino, Firenze o Ancona, si superano comunque i 320 euro.
La lista è lunga: Napoli-Olbia 310 euro, Verona-Catania 297, Milano-Brindisi 296, Milano-Catania 290. Numeri che fino a qualche anno fa sembravano fantascienza per tratte domestiche.
Chi pensa di cavarsela meglio col treno dovrà ricredersi. Un biglietto di sola andata, sempre per il 3 aprile, su un Italo da Torino a Reggio Calabria costa oggi almeno 185 euro. Da Milano, 175. Con Trenitalia si scende un po’: 120 euro da Milano a Lecce, 116 da Torino a Bari, 96 da Venezia a Lecce. Cifre comunque significative per chi magari deve moltiplicarle per due, tre, quattro persone della famiglia.
Assoutenti avverte che queste tariffe sono destinate a salire. La dinamica è nota: più si avvicina la data, più la domanda si concentra, più i prezzi salgono. I sistemi di prezzo dinamico (il dynamic pricing) delle compagnie aeree e dei gestori ferroviari funzionano esattamente così. Chi aspetta paga di più, quasi sempre.
iStockCatania è tra le mete più care di Pasqua 2026
L’effetto domino della tensione internazionale
Accanto alla crescita dei biglietti in prossimità del ponte c’è la tensione politica internazionale ad allarmare; il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso ha raccontato che la crisi in corso in Iran e la chiusura di alcuni spazi aerei ha già mostrato perdite significative per le compagnie e il timore principale è che questi costi vengano scaricati sui passeggeri attraverso un aumento del supplemento carburante. Chiaramente tutto ciò, in combo con tariffe già elevate, mostra un meccanismo già noto ai consumatori e che tipicamente scatta senza troppi preavvisi.
Ciò che emerge è che spostarsi durante le festività è diventato un lusso per pochi e non riguarda solo le famiglie che vogliono fare una vacanza, ma anche studenti fuori sede e lavoratori che vogliono tornare a casa per le feste.
Assoutenti torna, nuovamente, a chiedere interventi strutturali dopo che ha nuovamente sollevato il problema del caro-voli in più occasioni. Le compagnie si difendono rispondendo che i prezzi riflettono il meccanismo della domanda e dell’offerta e che le tariffe più economiche erano disponibili per chi ha prenotato con largo anticipo. Vero, in parte. Ma chi ha già aspettato, oggi si trova di fronte a una scelta scomoda: pagare cifre elevate o rinunciare.
In Lombardia torna uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di viaggio ferroviario e di turismo lento: con l’arrivo della primavera riparte infatti la stagione dei treni storici, e il primo viaggio del calendario 2026 è fissato per sabato 29 marzo con il “Besanino Express”, un convoglio d’epoca che partirà alle 9.25 dalla stazione di Stazione di Milano Centrale per attraversare la Brianza e raggiungere il lago e le montagne lecchesi.
L’iniziativa è promossa dall’Assessorato ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile di Regione Lombardia insieme a Fondazione FS Italiane, a FS Treni Turistici Italiani e a Ferrovie Nord, con la collaborazione di numerose associazioni impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio ferroviario.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di promozione del turismo ferroviario e di recupero della memoria storica del trasporto su rotaia. La Regione sostiene ogni anno tali attività con un finanziamento di circa 600 mila euro previsto dal contratto di servizio con gli operatori ferroviari. Di questa cifra, circa 300 mila euro sono destinati in modo specifico alla circolazione dei treni storici gestiti da Fondazione FS.
Il viaggio inaugurale del “Besanino Express”
Come accennato, il primo appuntamento della stagione 2026 riporta sui binari il “Besanino Express”, uno dei percorsi più suggestivi per chi desidera ammirare la Lombardia da una prospettiva differente. Il convoglio partirà da Milano e raggiungerà la città di Monza prima di imboccare la storica linea panoramica verso Molteno. Il viaggio proseguirà poi tra colline, piccoli centri e scorci naturalistici fino ad arrivare a Lecco alle 11.38.
Il rientro è previsto nel tardo pomeriggio: il treno ripartirà da Lecco alle 17.15 per tornare a Milano alle 19.25. Il percorso ricalca in parte quello della storica linea ferroviaria che collegava Milano alla Brianza e rappresenta un vero e proprio viaggio nel tempo, grazie alla presenza di carrozze d’epoca e locomotive storiche.
Un calendario ricco di itinerari
Il viaggio inaugurale del Besanino Express rappresenta soltanto l’inizio di una stagione molto più ampia. Il calendario 2026 prevede infatti oltre venti itinerari distribuiti tra primavera e autunno, tutti con partenza da Milano e con destinazioni che toccano alcune delle aree più affascinanti della regione.
Tra i percorsi più attesi si conferma la linea turistica che collega Palazzolo a Paratico Sarnico, un itinerario ferroviario che conduce fino alle sponde del Lago d’Iseo. Non mancheranno inoltre viaggi verso città e territori molto diversi tra loro, come Como, Laveno Mombello, Cremona e Mortara.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato anche l’assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile, Franco Lucente, che ha ricordato come le precedenti edizioni abbiano registrato un grande interesse da parte dei viaggiatori. Nel 2025, tutti i convogli sono andati esauriti, con oltre cinquemila biglietti venduti.
Uno degli elementi che rendono questi viaggi oltremodo affascinanti è il materiale rotabile utilizzato: i treni storici sono trainati da locomotive a vapore o elettriche d’epoca e composti da carrozze restaurate che conservano arredi e dettagli originali.
Tra i più rappresentativi spicca l’elettrotreno ETR 252 Arlecchino, simbolo del design ferroviario italiano durante gli anni del boom economico: noto per la linea elegante e per le grandi vetrate panoramiche, è una vera icona dell’ingegneria e dello stile industriale del Novecento italiano.
Un’esperienza accessibile a tutti
Secondo la Regione Lombardia, il treno è strategico per sviluppare un turismo più sostenibile e inclusivo: i viaggi a bordo dei convogli storici permettono a persone di tutte le età di vivere un’esperienza diversa dal turismo tradizionale: dai più giovani, che scoprono un modo inedito di viaggiare, fino a chi desidera rivivere l’atmosfera delle ferrovie di un tempo.
I biglietti per partecipare ai viaggi possono essere acquistati tramite i canali di vendita di Trenitalia, sia nelle biglietterie sia tramite app e sito ufficiale. Le informazioni aggiornate sul calendario e sugli itinerari sono invece disponibili sui portali ufficiali della Fondazione FS e di Treni Turistici Italiani.
È nato un nuovo modo di vivere il viaggio a bordo di uno dei treni più celebri del mondo, lungo la spettacolare tratta patrimonio UNESCO che collega St. Moritz, in Svizzera, a Tirano, in Italia: è il Bernina Express, il “Trenino Rosso” panoramico gestito dalla Ferrovia Retica Rhätische Bahn, che attraversa le Alpi tra paesaggi naturali di rara bellezza, ghiacciai e viadotti mozzafiato.
Da quest’estate, grazie alla nascita della Pullman Class, si può vivere una nuova esperienza di viaggio con un servizio di alto livello, una selezione gastronomica dedicata e un programma culturale pensato per valorizzare il territorio.
Se alla stazione dei treni avete fissato più volte un tabellone luminoso che lampeggia un ritardo di 15 minuti (diventati poi 30, poi 45), sappiate che non siete soli. Nel 2025, i treni europei hanno accumulato la bellezza di 136 anni di ritardo complessivo. È un dato che fa sorridere (se state leggendo queste righe da tutt’altra parte che una panchina in attesa dell’arrivo di un treno in ritardo), soprattutto se pensate che, se un unico passeggero avesse dovuto scontare tutti i minuti persi, avrebbe iniziato l’attesa poco prima del 1900!
Sono questi i dati ottenuti dall’ultimo report della società belga Chuuchuu. Su oltre 17 milioni di arrivi analizzati, la media della puntualità si è fermata all’80,9%. In pratica, quasi un treno su cinque arriva oltre l’orario previsto. Se viaggiate di pomeriggio, dopo le 17:00, le probabilità di fare tardi a cena s’impennano, ma il vero paradosso riguarda la notte: i treni notturni, infatti, devono combattere per un centimetro di binario con i treni merci, finendo spesso per avere la peggio.
Treni in ritardo in Italia: le tratte peggiori
L’Italia si piazza al sesto posto nella classifica europea della puntualità, con un tasso del 62%. Ma è il dato aggregato a lasciare a bocca aperta: nel solo 2025, i convogli hanno accumulato complessivamente 22,7 anni di ritardo. Un numero impressionante che ci posiziona al secondo posto in Europa per tempo totale perso, subito dopo la Germania
Se l’Alta Velocità prova a tenere il passo, sono gli Intercity a soffrire i disagi maggiori. La tratta più lenta d’Italia è risultata l’Intercity 795 Torino Porta Nuova-Reggio Calabria Centrale: un viaggio che nel 2025 ha registrato una media di 55,5 minuti di ritardo. Non va meglio sulla linea Milano-Siracusa: l’IC 1963 e l’IC 1962 viaggiano costantemente con oltre 50 minuti di scarto sulla tabella di marcia.
Anche le stazioni raccontano storie diverse. Se state aspettando un treno ad Ascea o a Pisciotta-Palinuro, in Campania, qui i ritardi medi superano i 15 minuti. Al contrario, la piccola stazione di Paestum si rivela particolarmente efficiente con il 98,5% di puntualità. Per chi invece deve volare, il collegamento Roma Termini-Fiumicino resta l’eccellenza italiana: appena 0,6 minuti di ritardo medio e una puntualità che sfiora il 96%.
I treni in ritardo in Europa
Se pensavate che la Germania fosse il regno dell’efficienza, i dati del 2025 vi faranno ricredere. La Deutsche Bahn è il vero fanalino di coda europeo: solo il 58,5% dei treni è arrivato puntuale, accumulando da sola quasi 67 anni di ritardo. La stazione centrale di Bonn è diventata l’incubo dei pendolari, con una puntualità che crolla al 26,8%.
Dalle analisi è interessante vedere anche quali sono stati i giorni migliori e peggiori. Il giorno più nero per i viaggiatori è risultato il 1° luglio 2025, dove la puntualità è scesa al 64%. Di contro, il 25 dicembre 2024 (a sorpresa) è stato il giorno più puntuale dell’anno, con meno treni in circolazione e binari liberi da ingorghi.
In occasione del weekend conclusivo della Festa del Mandorlo in Fiore 2026, sabato 14 e domenica 15 marzo, tornano i viaggi in treno turistico organizzati da Fondazione Fs ed Fs Treni Turistici Italiani lungo la suggestiva Ferrovia dei Templi, che collega Agrigento, il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi e Porto Empedocle.
Tutti a bordo del Mandorlo in fiore Express: un’opportunità speciale per festeggiare l’avvicinarsi della primavera siciliana in un contesto unico al mondo, raggiugendo in un viaggio a ritmo lento i luoghi degli spettacoli dell’amata festa che celebra cultura, folklore e tradizioni popolari.
Quando parte il suggestivo viaggio in treno storico
La Festa del Mandorlo in Fiore riunisce come ogni anno tantissimi cittadini e turisti. Segnatevi allora in agenda queste date: dal 7 al 15 marzo 2026 Agrigento si trasformerà in un palcoscenico internazionale ricco di spettacoli, sfilate, degustazioni e attività imperdibili per grandi e piccoli.
Per l’occasione, nell’ultimo weekend potrete raggiungere i luoghi dei festeggiamenti a bordo dei treni storici organizzati da Fondazione Fs ed Fs Treni turistici italiani, che ha previsto 26 corse speciali.
Si viaggia tra le stazioni di Agrigento Centrale a Porto Empedocle Succursale, con fermate intermedie ad Agrigento Bassa e alla stazione di Tempio di Vulcano, a pochi metri dall’ingresso del Giardino della Kolymbethra e dal Parco archeologico della Valle dei Templi. Un’ottima occasione da cogliere per fermarsi a visitare questa meraviglia assoluta dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Le guide turistiche accompagneranno i passeggeri lungo un itinerario di straordinario valore storico e paesaggistico alla scoperta della Valle e del suggestivo Giardino della Kolymbethra, celebre per i suoi agrumeti e per l’antico sistema di irrigazione.
Ma l’esperienza di visita in questo meraviglioso angolo di Sicilia non finisce qui: esibendo il biglietto ferroviario, i viaggiatori potranno anche accedere a una suggestiva proiezione immersiva all’interno del restaurato Magazzino Merci della stazione di Porto Empedocle Centrale.
iStockMandorli in fiore nella Valle dei Templi, Sicilia
Prezzi e come prenotare il viaggio in treno
Il prezzo del biglietti per un viaggio singolo (una sola tratta) in treno è di 4 europer adulti e di 2 euro per bambini e ragazzi (dai 4 ai 12 anni non compiuti); è gratuito per i bambini dai 0 ai 4 anni non compiuti. I biglietti sono in vendita a partire dal 7 marzo su tutti i canali Trenitalia: il sito web ufficiale, le biglietterie e self-service di stazione e le agenzie di viaggio abilitate.
Il biglietto per la sola visita del Giardino Kolymbethra è disponibile sul sito ufficiale Fondoambiente.it, mentre per la giornata del 14 marzo è possibile acquistare anche il biglietto combinato Giardino della Kolymbethra e Valle dei Templi tramite il sito ufficiale Parcovalledeitempli.it.
Per accedere alla Valle dei Templi sabato 14 marzo, inoltre, è necessario acquistare un biglietto da 14 euro a persona, comodamente online accedendo al sito Parcovalledeitempli.it. Domenica 15 marzo, infine, l’ingresso alla Valle sarà riservato esclusivamente ai possessori del biglietto acquistabile su Agrigentoticket.it per assistere allo spettacolo finale del festival del Mandorlo in Fiore.
Dal 30 maggio al 5 ottobre 2026 un collegamento ferroviario internazionale diretto renderà ancora più semplice raggiungere l’Emilia‑Romagna dalla Svizzera, unendo Zurigo alla Riviera romagnola senza cambi.
Grazie alla collaborazione tra Trenitalia e le Ferrovie Federali Svizzere, un servizio Eurocity giornaliero collegherà in treno il cuore della Svizzera con alcune delle destinazioni turistiche più amate dell’Italia centrale, dall’Appennino fino al mare Adriatico.
Questo nuovo treno promette non solo una migliore accessibilità per i viaggiatori svizzeri, ma anche una significativa spinta al turismo sostenibile e alla valorizzazione dei territori emiliano‑romagnoli.
Il nuovo collegamento ferroviario internazionale: tappe e orari
La novità principale di questa estate è il treno Eurocity EC 153/152 che dal 30 maggio al 5 ottobre 2026 collegherà tutti i giorni Zurigo a Rimini e ritorno senza la necessità di cambiare treno lungo il percorso. Il servizio è stato pensato appositamente per intercettare i flussi turistici dalla Svizzera verso l’Italia e si inserisce nella strategia regionale di promozione del turismo attraverso la mobilità su rotaia.
Il treno EC 153 partirà da Zurigo ogni mattina alle 10:33 e raggiungerà Rimini in serata alle 18:23, dopo circa otto ore di viaggio, attraversando paesaggi alpini e pianeggianti prima di approdare nella Riviera romagnola.
Sul tragitto sono previste numerose fermate intermedie sia in territorio svizzero (Zug, Arth-Goldau, Bellinzona, Lugano e Chiasso) sia in Italia, con soste importanti nelle città dell’Emilia‑Romagna come Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Faenza, Forlì e Cesena.
Il treno di ritorno, l’EC 152, partirà da Rimini ogni giorno alle 09:52, attraverserà nuovamente la regione con le stesse fermate italiane dell’andata per poi risalire verso la Svizzera, con arrivo previsto a Zurigo nel tardo pomeriggio alle ore 17:27.
Questo collegamento rappresenta una opportunità strategica per i territori emiliano‑romagnoli, perché permette di intercettare il flusso turistico elvetico con un’offerta di viaggio comoda, sostenibile e perfettamente integrata con le principali infrastrutture ferroviarie europee.
Perché questo treno è una svolta per il turismo dell’Emilia-Romagna
Il nuovo treno diretto dalla Svizzera all’Emilia‑Romagna non è solo un mezzo di trasporto: è un’occasione per riprogettare l’esperienza di viaggio verso l’Italia. Il collegamento “senza cambi” risponde a una domanda di comodità, qualità dei servizi e mobilità sostenibile – capace di ridurre l’impatto ambientale offrendo alternative di viaggio moderne e accoglienti – sempre più forte tra i turisti europei, che cercano alternative alle tratte aeree o ai lunghi spostamenti in auto.
Dal punto di vista turistico, l’arrivo di visitatori svizzeri in treno in Emilia-Romagna (9 le città della regione in cui il treno si fermerà) apre nuove possibilità per pacchetti su misura, proposte create ad hoc e offerte localizzate: dalle ciclovie che attraversano la regione, ai cammini storici dell’entroterra, fino alle proposte culturali e gastronomiche di città come Bologna o Parma.
Località come Forlì e Cesena in Romagna, incluse nel percorso, potranno beneficiare di un maggiore afflusso di visitatori con interesse per esperienze autentiche e soggiorni prolungati.
In aggiunta, questa iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di internazionalizzazione del turismo emiliano‑romagnolo, con una regione attiva sui mercati esteri – esiste infatti già una tratta ferroviaria storica che collega Monaco a Rimini – e in continua promozione delle sue destinazioni principali.
Quanto costa e come prenotarlo
I biglietti per la tratta Rimini-Zurigo sono acquistabili sul sito ufficiale di Trenitalia. Per la tratta Zurigo-Rimini consultare invece il sito svizzero SBB. L’intero viaggio dall’Italia alla Svizzera ha un costo a partire da 54 euro.
Ci sono offerte attive per diversi livelli di prezzo ed è consigliato acquistare il biglietto con largo anticipo per poter usufruire delle tariffe migliori. Il treno ha un servizio di bar e ristorante a bordo e il trasporto di biciclette è soggetto a limitazione.
Pasqua 2026 cadrà domenica 5 aprile e sarà un’occasione perfetta per organizzare un lungo weekend di 3-4 giorni approfittando delle prime giornate di sole primaverile. Se l’obiettivo è viaggiare senza spendere troppo, la scelta della destinazione diventa fondamentale.
Per questo abbiamo selezionato 8 mete, tra Italia e Europa, raggiungibili con voli low cost o in treno dove il costo della vita è contenuto così da evitare spese eccessive e tempi di viaggio troppo lunghi.
Bratislava, mercatini di Pasqua e atmosfera raccolta
Bratislava è una delle capitali più economiche dell’Europa centrale. I voli low cost dall’Italia sono frequenti e la durata del viaggio è inferiore alle due ore da diversi aeroporti d’Italia.
Il centro storico, Staré Mesto, è compatto e si visita facilmente a piedi, riducendo così le spese per i trasporti. Durante il periodo pasquale la piazza principale, Hlavné námestie, ospita mercatini con artigianato locale, decorazioni tradizionali e specialità gastronomiche tipiche. È un’ottima scelta per chi cerca un’atmosfera vivace ma non caotica.
Anche ristoranti e birrerie hanno prezzi mediamente inferiori rispetto a molte capitali europee occidentali, permettendo di concedersi cene tipiche senza superare il proprio budget.
Vilnius, fascino baltico e prezzi contenuti
Vilnius è una scelta meno scontata ma interessante per chi cerca una capitale europea economica e ben collegata. I voli low cost per la Lituania, se prenotati con anticipo, permettono di raggiungerla a cifre competitive.
Il centro storico con un mix di stili architettonici (gotico, barocco, rinascimentale, neoclassico) è Patrimonio UNESCO dal 1994 ed è perfetto per lunghe passeggiate. In primavera le piazze ospitano piccoli mercatini e decorazioni pasquali, mentre i parchi cittadini iniziano a colorarsi di verde.
Il costo della vita è più basso rispetto alla media dell’Europa occidentale, sia per quanto riguarda i ristoranti sia per gli alloggi. È una meta ideale per chi vuole scoprire una città ancora poco conosciuta senza allontanarsi eccessivamente dall’Italia.
iStockIl centro storico di Vilnius
Sofia, capitale economica tra cultura e natura
Sofia è tra le capitali europee con il costo della vita più basso. I voli diretti low cost dall’Italia rendono la città facilmente raggiungibile in meno di due ore.
La Pasqua ortodossa è un momento molto sentito. Quest’anno sarà domenica 12 aprile 2026. La Cattedrale Alexander Nevsky si anima di celebrazioni suggestive e la città assume un’atmosfera intensa e molto partecipata.
Un altro vantaggio di un weekend a Sofia, è la sua vicinanza alla natura: il monte Vitosha si trova a pochi chilometri dal centro e in primavera offre sentieri panoramici ideali per una gita fuori porta. Mangiare fuori è decisamente conveniente e anche gli hotel hanno tariffe inferiori rispetto ad altre capitali europee.
Valencia, sole, processioni marinare e prezzi accessibili
Valencia è una delle città spagnole meglio collegate con l’Italia grazie alle compagnie low cost che operano dai maggiori aeroporti. Il volo dura poco più di due ore e la città con oltre 300 giorni di sole all’anno è una destinazione perfetta per un weekend lungo senza stress.
Ad aprile il clima è mite, con temperature che spesso superano i 20 gradi. La Settimana Santa, dal 27 marzo al 5 aprile 2026, è particolarmente sentita nei quartieri sul mare (è infatti conosciuta anche come la Semana Santa Marinera), come il Cabanyal, dove si svolgono processioni tradizionali meno turistiche rispetto a quelle andaluse.
Il costo della vita è mediamente più basso rispetto alle grandi città della Spagna: tapas, paella e menù del giorno permettono di mangiare bene con budget contenuto. Il grande polmone verde, il Jardín del Turia, in piena fioritura primaverile, è perfetto per rilassarsi all’aperto, mentre la spiaggia della Malvarrosa regala già un primo assaggio d’estate.
iStockLa spiaggia di Malvarrosa a Valencia
Porto, scorci romantici e buona cucina a prezzi moderati
Porto è ben collegata con l’Italia grazie a numerosi voli low cost. Il tempo di volo è contenuto e, prenotando in anticipo, si trovano tariffe competitive per il periodo pasquale.
Il costo della vita è generalmente più basso rispetto a Lisbona e ad altre capitali europee occidentali. Le degustazioni di vino nelle cantine di Vila Nova de Gaia hanno prezzi accessibili e i ristoranti propongono menù tradizionali a cifre ragionevoli.
Durante la Settimana Santa si svolgono celebrazioni religiose, processioni e concerti nelle chiese storiche, mentre le passeggiate lungo il Douro regalano panorami perfetti per dare il benvenuto alla primavera.
Lecce, tradizioni salentine e clima già mite
Restando in Italia, Lecce rappresenta una meta perfetta per Pasqua 2026. Si può raggiungere con voli interni low cost su Brindisi oppure comodamente in treno, soluzione economica soprattutto prenotando in anticipo.
La città è celebre per il suo barocco leccese e per i solenni riti della Settimana Santa, molto sentiti nel Salento. Ad aprile il clima è generalmente mite e permette di esplorare anche la costa, ancora lontana dall’affollamento estivo.
Il costo della vita è più contenuto rispetto alle grandi città italiane e le trattorie locali offrono piatti locali (da assaggiare assolutamente c’è il pasticciotto leccese, dolce tipico) a prezzi accessibili. Una scelta perfetta per unire cultura, tradizioni e primi passi a piedi nudi in spiaggia.
iStockAnfiteatro antico a Lecce
Perugia, quando l’Umbria è in fiore
Perugia è facilmente raggiungibile in treno o in auto da tutte le parti d’Italia. Questo riduce drasticamente il budget da dover destinare al trasporto e la rende una delle mete più convenienti in assoluto per una Pasqua low cost.
Il centro medievale offre scorci suggestivi e in aprile l’Umbria si trasforma in un paesaggio verde e fiorito. Nei dintorni si possono visitare borghi incredibili come Assisi o quelli sul Lago Trasimeno.
I prezzi di ristoranti e alloggi sono generalmente inferiori rispetto alle grandi città turistiche italiane, e l’atmosfera raccolta è perfetta per un weekend rilassante.
Trieste, eleganza italiana di confine
Trieste è una meta ideale per chi vive nel Nord Italia o vuole evitare l’aereo. Raggiungibile facilmente in treno, unisce mare, cultura e un’anima mitteleuropea affascinante.
In primavera il Castello di Miramare e i suoi giardini affacciati sul Mare Adriatico sono particolarmente suggestivi. Le passeggiate sul lungomare e le soste nei caffè storici di Piazza Unità d’Italia completano l’esperienza.
Anche dal punto di vista economico è una scelta intelligente: fuori dai grandi flussi estivi i prezzi restano accessibili e l’offerta di B&B è ampia.
Ci sono ottime notizie per chi vuole viaggiare in Svezia e Norvegia quest’estate e lo vuole fare in modo lento e sostenibile! A partire dal 15 giugno, un nuovo collegamento ferroviario diretto unirà Oslo e Malmö, trasformando l’esplorazione del Nord Europa in un’esperienza fluida, panoramica e decisamente poetica. La frontiera della “coolcation”, la vacanza al fresco per sfuggire alle canicole mediterranee, si sposta quest’anno lungo un asse su rotaia che promette di ridefinire il concetto di viaggio transfrontaliero.
Non si tratta solo di uno spostamento da un punto A a un punto B, ma di un invito a riappropriarsi del tempo ammirando il paesaggio che muta fuori dal finestrino. Con tariffe incredibilmente accessibili che partono da soli 14 euro (circa 149 corone svedesi), questo servizio permette di muoversi tra i fiordi norvegesi e le coste svedesi in totale libertà.
In treno dalla Norvegia alla Svezia
Il servizio ferroviario che collega la Norvegia con la Svezia è stato progettato per massimizzare la giornata del viaggiatore, offrendo corse quotidiane in entrambe le direzioni. La corsa verso sud parte dalla capitale norvegese alle 14:48, scivolando lungo profili frastagliati e dolci pianure prima di arrivare a Malmö alle 21:25. Per chi invece desidera risalire verso nord, la partenza è fissata alle 6:38, con arrivo a Oslo nel primo pomeriggio, giusto in tempo per un aperitivo sul lungomare di Aker Brygge!
Inutile dirvi che quello che vedrete dal finestrino sarà una vera e propria sfilata di perle scandinave. Il treno tocca città cariche di storia come Lund, con la sua antica università, e centri costieri affascinanti come Helsingborg, Halmstad e Varberg. Sebbene il convoglio non entri nella stazione centrale di Göteborg per ottimizzare i tempi, i viaggiatori possono facilmente intercettarlo nelle stazioni di Mölndal o Gamlestaden tramite i treni pendolari locali.
A bordo, l’esperienza è arricchita da “Krogen”, il vagone ristorante di Snälltåget, dove è possibile cenare godendosi il sole che non tramonta mai.
Malmö, un hub strategico per viaggiare in Europa
Scegliere Malmö come destinazione finale o tappa intermedia vi permetterà di organizzare un viaggio unico. Questa città svedese, sospesa tra passato e futuro, è un microcosmo di architettura d’avanguardia (come il celebre Turning Torso) e parchi rigogliosi, perfetta da esplorare a piedi o, come amano fare i locali, noleggiando una bicicletta per perdersi tra i canali e le piazze del centro. Ma la vera rivoluzione di questo collegamento è la sua funzione di “ponte” ecologico verso altre mete europee.
Una volta arrivati al capolinea di Malmö C, il resto d’Europa diventa incredibilmente vicino grazie a connessioni immediate e frequenti. Copenaghen, per esempio, dista solo 30 minuti, collegata da treni che partono ogni ora e attraversano l’iconico ponte di Øresund, una delle meraviglie ingegneristiche del nord.
Dalla stessa stazione di Malmö partono i treni notturni e diurni per Amburgo e Berlino, permettendo di iniziare la giornata tra i boschi scandinavi e concluderla nelle vibranti metropoli tedesche.
Insomma, se state cercando ispirazione per un viaggio estivo, questo nuovo asse ferroviario trasformerà la vostra esperienza in un incastro perfetto di destinazioni multiple!
Dimenticate il sibilo dei bolidi che tagliano il paesaggio a 250 all’ora. Questa primavera il viaggio si fa a passo d’uomo, o meglio, a ritmo di vapore. Torna la seduzione dei treni storici: locomotive rimesse a nuovo che reclamano il diritto di “metterci un po’ di più”. Ma quando la meta è una sagra e l’obiettivo è il relax, la fretta diventa un rumore di fondo. Seduti dentro carrozze d’altri tempi, l’unica coincidenza da rispettare è quella con l’ozio.
Volete vivere un’esperienza di questo tipo? Ecco i treni storici da prendere in primavera!
Treno Natura: treno del tartufo marzolo
Il 15 marzo 2026, regalatevi un viaggio sensoriale che parte da Siena a bordo di una sbuffante locomotiva a vapore. Attraversando la Val d’Orcia e le Crete Senesi, il Treno Natura fa tappa a Monte Antico per il rifornimento di carbone, prima di approdare a San Giovanni d’Asso. Tra mostre mercato e degustazioni nel castello, potrete onorare il pregiato tartufo marzolo, fare trekking panoramici e visitare il giardino della Ragnaia.
Treno Natura: Fiera Regionale dell’Antiquariato
Un altro appuntamento imperdibile del Treno Natura è il 6 aprile 2026. Partendo da Siena alla volta di Buonconvento, borgo fortificato lungo la Via Francigena, il convoglio a vapore attraverserà il parco della Val d’Orcia, offrendo scorci unici sulle colline del Brunello. Una volta a destinazione, potrete perdervi tra i banchi della Fiera Regionale dell’Antiquariato o approfondire la storia rurale al Museo della Mezzadria. Per chi preferisce il movimento, un trekking panoramico di 8 chilometri svela i dintorni del borgo prima del suggestivo rientro al tramonto.
Treno Natura: Festa di Primavera
Il fascino del vapore rivive anche il 25 aprile 2026 lungo le valli dell’Arbia e dell’Ombrone, portandovi nel cuore del parco della Val d’Orcia. Dopo il rito del rifornimento idrico a Monte Antico, il viaggio prosegue verso Castiglione d’Orcia, borgo medievale che celebra la primavera con mercatini di artigianato e artisti di strada. Tra una visita alla Rocca di Tentennano e un trekking panoramico tra le colline del Brunello, vivrete un’immersione totale nella Toscana più autentica, coronata dal rientro al tramonto verso Siena tra i profili sinuosi delle Crete.
Treno Natura: la Maggiolata
Il mese dei fiori si celebra l’1 maggio 2026 a bordo del Treno Natura con un itinerario che unisce il fascino delle locomotive a vapore ai riti agricoli della Maggiolata. Partendo da Siena, il convoglio fende le Crete Senesi puntando verso la stazione di Sant’Angelo Scalo. Qui, tra i vigneti del Brunello, la festa prende vita con un vivace mercatino paesano. Il pomeriggio è dedicato alle esibizioni dei gruppi folkloristici e delle bande musicali, che riempiono le vie del paese di suoni e colori d’altri tempi
Treno Natura: Mercatino delle Crete Senesi
Il 10 maggio 2026, il fischio della locomotiva a vapore risuona e darà il via a un itinerario che taglia le valli dell’Arbia e dell’Ombrone. Destinazione Asciano, cuore pulsante delle Crete, dove un servizio navetta conduce i viaggiatori direttamente nel vivo del Mercatino delle Crete Senesi. Tra i banchi si scoprono eccellenze biologiche e manufatti locali, con la possibilità di arricchire la giornata visitando i tesori artistici del Museo Palazzo Corboli. Per chi vuole sgranchirsi le gambe, nel pomeriggio partono anche i trekking guidati.
Treno Natura: Festa del Treno
Infine, il 17 maggio 2026 l’itinerario del Treno Natura si snoda tra la Val d’Arbia e la Valle dell’Ombrone, regalando la magia del vapore fino a Torrenieri. Dopo il classico rito del rifornimento a Monte Antico, il convoglio attraversa il cuore del parco della Val d’Orcia e le vigne del Brunello. Ad attendervi nel borgo, tappa storica della Via Francigena, c’è la Festa del Treno: un concentrato di tradizioni con esposizioni agroalimentari, giochi antichi e artigianato. Per chi cerca il panorama perfetto, un trekking guidato di 6 chilometri svela le curve più dolci delle Crete Senesi prima del fischio finale.
Dalla frenesia urbana al silenzio delle vette in meno di venti minuti, senza mai toccare il volante di un’auto. A Innsbruck, il confine tra metropoli e natura assume le forme di un’ascesa verticale. Mentre la funicolare scivola verso le creste della Nordkette, la prospettiva si ribalta: il rigore asburgico della valle si arrende alla verticalità delle Alpi, offrendo uno sguardo che spazia dai vicoli medievali ai ghiacciai perenni.
A Innsbruck la montagna non è un passatempo, ma un vero e proprio ritmo biologico. Ascoltando i racconti di chi vive o studia in città, è chiara la loro routine: chiusi i libri o spento il computer, sostituiscono l’aperitivo con il brivido di una discesa, incarnando un lifestyle dove il design d’avanguardia, come il profilo sinuoso del trampolino del Bergisel di Zaha Hadid, dialoga con un’eredità olimpica mai sopita.
E, grazie alla sua vicinanza, anche noi viaggiatori italiani possiamo godere di questo paradiso alpino dove non mancano esperienze culturali suggestive, tra castelli con wunderkammer preziose e importanti mausolei imperiali.
L’eredità olimpica di Innsbruck
Ospitare i Giochi Olimpici Invernali per ben due volte, nel 1964 e nel 1976, non ha solo lasciato infrastrutture, ma ha impresso un DNA sportivo indelebile nel profilo della regione. Basti pensare alla sua rinomata facoltà di Scienze dello Sport, l’università locale che trasforma le montagne in un laboratorio a cielo aperto, dove la ricerca scientifica incontra l’eccellenza atletica. È questo connubio tra teoria e azione che alimenta il fermento della zona, rendendo il confine tra l’aula universitaria e la pista da sci incredibilmente sottile.
E mentre gli sciatori ripercorrono le discese storiche del Patscherkofel, poco lontano, a Igls, il sibilo del ghiaccio racconta una storia di velocità pura: quella dell’Olympia-Bobbahn. Non una pista olimpica da bob abbandonata, ma un’esperienza aperta ai viaggiatori più adrenalinici. La pista è un “serpente” di ghiaccio che si snoda per quasi un miglio attraverso 14 curve da brivido. Anche i meno esperti possono sfidare la gravità a bordo di un bob guidato da professionisti, raggiungendo velocità che superano i 100 km/h (60 mph)!
Ma l’eredità più famosa è senza dubbio quella che svetta a sud del centro: il Bergisel. Il trampolino per il salto con gli sci non è solo un impianto sportivo, ma un’opera architettonica progettata da Zaha Hadid, con le sue linee fluide che fondono una torre di controllo e un caffè panoramico. Salire sulla sua cima significa abbracciare con lo sguardo l’intero arco alpino, comprendendo in un solo istante perché Innsbruck sia diventata la culla degli sport invernali.
iStockIl Bergisel Ski Jump progettato da Zaha Hadid
Sciare a Innsbruck: l’emozione del freeride e le piste panoramiche
Se l’eredità olimpica ne definisce il prestigio, è l’accessibilità verticale a rendere questa destinazione un unicum in tutta l’Austria. Il simbolo più rappresentativo di questa qualità è la Nordkette: in pochi minuti, salendo sulle funivie le cui stazioni futuristiche sono state progettate da Zaha Hadid per riprodurre l’effetto del ghiaccio, ci si ritrova sospesi sopra i tetti del centro storico, pronti ad affrontare quella che è considerata una delle discese più ripide d’Europa.
@SiViaggia-Elena UsaiLa stazione della funivia progettata da Zaha Hadid
Dalla stazione dell’Hafelekar, a 2.256 metri, la vista è semplicemente mozzafiato: lo sguardo spazia dai vicoli medievali sottostanti alle vette frastagliate del Karwendel. Per i freerider più esperti, scendere lungo i suoi canaloni con una pendenza del 70% significa vivere un’esperienza quasi surreale: chi è di Innsbruck sa che, almeno una volta nella vita, deve farlo.
Ma il regno della neve fresca si estende anche all’Axamer Lizum, il “tetto bianco” della regione. Incastonato in un anfiteatro naturale dominato dalle torri calcaree delle Kalkkögel, questo comprensorio è un paradiso per chi cerca la libertà assoluta.
Se sciare sui pendii della Nordkette o tra i canaloni dell’Axamer Lizum può trasmettere la stessa scarica di energia di una Red Bull ghiacciata (d’altronde, siamo nella patria del celebre energy drink!) la regione offre anche un’anima decisamente più dolce, simile al piacere di sorseggiare una cioccolata calda davanti al camino. L’offerta sciistica si spinge infatti oltre l’estremo, abbracciando altitudini record e spazi pensati per il puro piacere della discesa in totale relax. A circa 2.000 metri di quota svetta Kühtai, la località sciistica di Coppa del Mondo dello slittino più alta dell’Austria. Grazie alla sua posizione privilegiata, qui la neve è una certezza assoluta da dicembre fino a metà aprile.
Per chi invece cerca un ritmo più rilassato, il Patscherkofel si conferma la “montagna di casa” per eccellenza. Questa storica area ricreativa è il rifugio perfetto per gli sciatori occasionali e per chi ama vivere la montagna con lentezza. Tra boschi innevati e pendii dolci, il monte non attira solo chi scende in pista, ma è un vero paradiso per gli scialpinisti e gli appassionati di escursioni invernali, che qui trovano sentieri battuti immersi in un silenzio rigenerante, a pochi minuti dai caffè del centro.
@SiViaggia-Elena UsaiIl paesaggio dalla montagna Patscherkofel
Infine, il viaggio sulla neve trova il suo apice nel ghiacciaio dello Stubai. Essendo il comprensorio su ghiacciaio più grande dell’Austria, lo Stubai garantisce un’esperienza quasi mistica: qui le piste si spingono fino ai 3.200 metri di altitudine, toccando il cielo in un paesaggio dominato dai ghiacci perenni. Nonostante il ghiacciaio si trovi in un’area diversa, lo Ski Plus City Pass proposto dalla regione consente di sciare anche lì.
L’anima colta e imperiale della città
Tolti gli scarponi e lasciata l’attrezzatura da sci, si può andare alla scoperta dell’anima culturale della città. Passeggiando tra i vicoli medievali dell’Altstadt si viene immediatamente colpiti da un labirinto di facciate color pastello, portici in pietra e insegne in ferro battuto. Il punto di riferimento, inevitabile, è il Tettuccio d’Oro (Goldenes Dachl): con le sue 2.657 tegole di rame dorato, non è solo un balcone reale eretto dall’imperatore Massimiliano I, ma il simbolo abbagliante di un’epoca in cui la città era il centro del potere europeo.
La vera maestosità, però, si rivela entrando nella Hofkirche, la Chiesa di Corte. Qui, ventotto imponenti statue di bronzo, chiamate “uomini neri”, vegliano sul cenotafio dell’imperatore, creando un’atmosfera solenne. È un contrasto affascinante con la vicina Hofburg, il Palazzo Imperiale, le cui sale rococò raccontano lo splendore di Maria Teresa d’Austria.
La storia si fa ancora più preziosa nel Castello di Ambras. Situata su un’altura che domina la valle, questa fortezza rinascimentale detiene un primato straordinario: è ufficialmente considerata il primo museo al mondo. Fu qui che l’Arciduca Ferdinando II, nel XVI secolo, ideò una struttura destinata specificamente a ospitare le sue collezioni, dando vita a una celebre “Camera delle Meraviglie”.
@SiViaggia-Elena UsaiLa sala spagnola, la più bella dentro il Castello di Ambras
In definitiva, perché vi consigliamo una vacanza invernale a Innsbruck? Quello che abbiamo capito visitandola è che la vera magia di questa destinazione non risiede solo nella verticalità delle sue montagne o nel fasto dei suoi palazzi, ma nella naturalezza con cui questi due mondi si fondono sotto l’ombra protettiva delle Alpi.
Come arrivare a Innsbruck
Il metodo ideale per raggiungere Innsbruck è senza dubbio il treno, un’opzione che permette di ammirare il mutare del paesaggio mentre si risale la dorsale delle Alpi. Da Milano, i collegamenti via Verona e Bolzano offrono un passaggio fluido attraverso il Brennero. Anche da Bologna ci sono diversi collegamenti che permettono di arrivare in città con i treni DB-ÖBB Railjet.
Una volta arrivati, la città vi accoglie con una filosofia di ospitalità improntata alla libertà di movimento. Chi decide di soggiornare per almeno due notti riceve la Welcome Card, una chiave d’accesso privilegiata al territorio. Questo pass permette di utilizzare gratuitamente i trasporti pubblici e di visitare le principali attrazioni a prezzi scontati. A partire dalle tre notti, si aggiunge anche l’utilizzo gratuito o ridotto degli impianti di risalita.
Salire a bordo di uno dei treni storici più belli del mondo per viaggiare attraverso il cuore della Toscana fino ad assistere al celebre Palio di Siena è un’esperienza che regala emozioni uniche e irripetibili. La Dolce Vita Orient Express, elegante treno di lusso italiano, ha deciso di celebrare la storica giostra equestre di origine medievale inaugurando un itinerario esclusivo all’insegna della cultura, dell’ospitalità e dell’alta gastronomia.
Quando parte il treno
Il viaggio a bordo delle meravigliose carrozze del Dolce Vita Orient Express dura tre giorni e due notti e prevede due date che coincidono con i due appuntamenti con il Palio di Siena, come da tradizione secolare, ovvero quello del 2 luglio (Madonna di Provenzano) e del 16 agosto (Madonna Assunta).
I due itinerari andata e ritorno sono quindi programmati nelle seguenti date: dall’1 al 3 luglio 2026 e dal 15 al 17 agosto 2026.
Oliver AstrologoViaggio esclusivo a bordo del treno La Dolce Vita Orient Express
L’itinerario da Roma a Siena
Si parte da Roma Ostiense al tramonto, dopo essere stati accolti nella Dolce Vita Lounge, e si procede verso la Toscana. A bordo, la cena è firmata dallo chef tre stelle MichelinHeinz Beck e in seguito, la serata prosegue con musica dal vivo italiana accompagnata al pianoforte nella Carrozza Bar.
La carrozza prosegue il suo viaggio attraverso le dolci colline della Toscana, fino a raggiungere Siena. Qui, la mattina successiva, si vive il Palio da una prospettiva speciale ed esclusiva: dai balconi privati di Palazzo Chigi Zondadari, una splendida residenza nobiliare che si affaccia sulla celebre Piazza del Campo.
iStockPalazzo Chigi Zondadari affacciato sul Palio di Siena
Una volta terminata la gara, al calar del sole, si viene coccolati da una raffinata cena toscana nel cortile del palazzo, assaporando squisiti vini regionali e piatti di stagione. Più tardi, si risale a bordo del La Dolce Vita Orient Express, ma il divertimento non finisce qui: ad attendere gli ospiti è un elegante after-party che continua nel Carrozza Bar, con melodie di pianoforte, cocktail e conversazioni piacevoli.
Il mattino seguente si rientra nella stazione di Roma Ostiense, dopo aver fatto colazione a bordo mentre i paesaggi scorrono lenti oltre i finestrini. È un risveglio dolce, fatto di luci soffuse, servizio impeccabile e quell’atmosfera sospesa che solo un viaggio in un treno di lusso sa regalare. Le ultime ore diventano così il momento perfetto per rivivere le emozioni della sera precedente, tra il fragore della corsa in Piazza del Campo e la magia di una notte trascorsa su uno dei convogli più affascinanti d’Europa e del mondo.
Un viaggio che non è solo uno spostamento, ma una celebrazione del saper vivere italiano, tra eleganza, design e bellezza che si uniscono alle tradizioni culturali senza tempo del Belpaese.
iStockIl celebre Palio di Siena
Come prenotare il viaggio
Per partecipare a questa esclusiva esperienza toscana è necessario contattare direttamente l’ufficio prenotazioni de La Dolce Vita Orient Express, che fornirà tutte le informazioni su disponibilità, tipologie di cabine, prezzi e servizi inclusi in questo speciale pacchetto. Vi consigliamo dunque di accedere al sito ufficiale Orient-express.com per ogni ulteriore dettaglio.
L’amore è magico, si sa, e per festeggiarlo cosa c’è di meglio che un viaggio da regalare alla propria dolce metà? Se anche voi apprezzate i weekend a ritmo lento, per sconnettersi dalla frenesia quotidiana, ecco l’occasione perfetta: un viaggio in treno verso perle inesplorate d’Italia, ma a prezzi mini. Come? Sfruttando la nuova promozione di Italo, che tocca ben 62 stazioni da Nord a Sud.
Si può viaggiare dal 24 febbraio al 25 marzo con sconti dal -10% al -20%, inserendo il codice “LOVE” in fase di ricerca. Ma c’è da affrettarsi, perché questa ghiotta opportunità ha posti limitati (250mila disponibili) e non dura a lungo: avete tempo fino alle ore 11:00 del 16 febbraio per regalare un pensiero speciale a chi amate risparmiando decine di euro.
Alla scoperta di Brescia
Troppo spesso sottovalutata dal punto di vista turistico, Brescia è una città che svela il meglio di sé quando la si esplora a passo lento, attraversando vicoli acciottolati, piazze maestose e altre più intime, dove si affacciano antichi palazzi che hanno infinite storie da raccontare. A marzo le temperature si fanno più miti e il centro storico della Leonessa d’Italia torna ad animarsi: dalla stazione dei treni, con una facile passeggiata di 10 minuti, si raggiungono già le più belle piazze, come piazza Vittoria, piazza Loggia e piazza Duomo. In quest’ultima spiccano le due chiese principali della città: il Duomo Vecchio e il Duomo Nuovo (elogiate di recente anche dal Guardian, che le ha definite tra le chiese più belle d’Europa).
Da piazza Duomo, un vicolo sale tra i palazzi e le case fino a raggiungere il Castello: da lassù la vista sulla città è una delle più suggestive e romantiche d’Italia. Ma Brescia è perfetta anche per un itinerario culturale tra archeologia e arte: dal magnifico Capitolium, il tempio romano che potrete ammirare passeggiando lungo via dei Musei, fino al Museo di Santa Giulia. Se siete amanti di dipinti, sculture, grafica e moda, allora non potete perdervi la mostra “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”, fino al 14 giugno a Palazzo Martinengo, una delle più belle del 2026.
iStockLo splendido panorama su Brescia dal Castello
Alla Reggia di Caserta in treno
La Reggia di Caserta è uno dei simboli più straordinari del patrimonio artistico italiano: un palazzo reale monumentale voluto dai Borbone nel ‘700, con oltre 1.200 stanze, decorazioni raffinate, scaloni scenografici e sale affrescate che raccontano secoli di storia. Intorno si estende un parco vastissimo con giardini all’italiana, fontane maestose e un sistema di giochi d’acqua che richiama l’arte dei grandi palazzi europei.
Perché non raggiungere Caserta con i biglietti in promozione di Italo? Il periodo comprende anche l’1 marzo 2026, che coincide con l’ingresso gratuito alla cosiddetta Versailles italiana, reso possibile dall’iniziativa Domenica al Museo, grazie alla quale si può entrare senza pagare in tutti i musei e parchi archeologici statali. La stazione dei treni, oltretutto, è a due passi dalla Reggia.
A Conegliano tra colline, vigneti e storia
Se sognate un weekend romantico tra panorami morbidi e calici di ottimi vini, Conegliano è la meta perfetta. Porta d’accesso alle Colline del Prosecco Patrimonio UNESCO, questa elegante cittadina veneta unisce l’atmosfera vivace del centro storico a scorci che profumano di vigneti e primavera. Dalla stazione si raggiunge facilmente via XX Settembre, cuore pulsante tra palazzi affrescati e caffè storici, fino a salire verso il Castello, da cui si apre una vista spettacolare sulle colline.
Tra degustazioni nelle cantine, passeggiate tra filari e soste gourmet, Conegliano è l’idea perfetta per chi vuole regalare (o regalarsi) un viaggio lento immerso tra sapori e piacevoli passeggiate.
C’è chi sogna l’aurora boreale, chi il cammino Inca fino a Machu Picchu. E poi c’è quel desiderio un po’ cinematografico di salire su un treno d’epoca. Un’immagine che per molti resta confinata nella lista dei “prima o poi”.
Adesso però Belmond, gigante dell’ospitalità di lusso e custode di icone come il Venice Simplon-Orient-Express, prova a spingersi oltre. Non un semplice restyling, ma un’operazione dal sapore quasi teatrale. Per farlo ha chiamato Baz Luhrmann, regista australiano noto per il suo stile visionario, e Catherine Martin, sua compagna e premio Oscar per costumi e scenografie. L’idea: trasformare una carrozza in qualcosa di irripetibile.
Il risultato si chiama Celia. È una carrozza privata che debutterà la prossima estate a bordo del British Pullman. Più che un vagone, una sorta di set viaggiante, dove il gusto per il dettaglio incontra la nostalgia e un’estetica dichiaratamente spettacolare. Belmond, insomma, alza l’asticella. E lo fa puntando sull’immaginario, prima ancora che sul viaggio.
La carrozza Celia di Belmond
Non aspettatevi una semplice carrozza ristorante riammodernata. Celia è un mondo a sé, capace di ospitare fino a 12 persone in uno spazio che comprende bar, lounge, zona pranzo e persino una piccola cucina. Il tutto all’interno di un autentico Pullman del 1932, restaurato e trasformato in qualcosa che definire spettacolare sarebbe riduttivo.
Ufficio Stampa BelmondLe ispirazioni shakespeariane della carrozza Celia di Belmond
Ma chi è Celia, esattamente? È una musa completamente inventata da Luhrmann: nella sua immaginazione, una diva del West End londinese degli anni Trenta che ricevette in dono questa carrozza dopo aver interpretato Titania, la regina delle fate nel “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare. Una trovata narrativa, certo, ma che permea ogni centimetro degli interni.
Il richiamo al capolavoro shakespeariano è ovunque. Motivi floreali ispirati alla campagna britannica decorano i pannelli in legno di quercia lavorati con la tecnica del marquetry. Velluti spessi in verde, rosso, giallo e viola rivestono gli arredi. Pesanti tende teatrali dividono gli spazi, creando quella sensazione di varcare soglie verso mondi sempre nuovi. Nel bagno, poi, un soffitto dipinto a mano con mosaici e motivi mistici completa l’atmosfera da sogno.
Catherine Martin, dal canto suo, ha selezionato personalmente ogni fornitore e artigiano. I nomi sono quelli dell’eccellenza britannica. Un lavoro certosino, durato mesi, per ricreare un’atmosfera che unisce nostalgia e opulenza senza risultare pacchiana.
Le tratte
La carrozza partirà dalla Victoria Station di Londra e sarà disponibile su tutte le tratte del British Pullman: escursioni giornaliere verso Bath, Oxford, Blenheim Palace e altre destinazioni nel Regno Unito.
Chi la prenota avrà steward dedicati e la possibilità di personalizzare menu e intrattenimento. Si può richiedere uno chef privato ma c’è anche l’opportunità di trasformare lo spazio in un piccolo teatro o in una pista da ballo: tutto è possibile.
Ufficio Stampa BelmondUna delle illustrazioni di ispirazione
Il prezzo
Quanto costa tutto questo? Si parte da circa 17.250 euro per l’uso esclusivo della carrozza. Non proprio alla portata di tutti, ma d’altronde nessuno ha mai detto che i sogni vengano a buon mercato.
Per chi ama questo genere di esperienze, vale la pena ricordare che il British Pullman ospita già la carrozza Cygnus, disegnata nel 2021 da Wes Anderson con il suo inconfondibile stile simmetrico e i dettagli ispirati ai cigni. Due visioni cinematografiche completamente diverse, ma accomunate dalla stessa filosofia: il viaggio come spettacolo, il treno come set di un film in cui siete voi i protagonisti.
Ufficio Stampa BelmondI disegni che hanno ispirato il progetto
Quando a fare da cornice alla ricorrenza più romantica e alla festa più vivace dell’anno c’è il treno storico più bello del mondo, il viaggio non è più uno spostamento, ma una vera avventura esclusiva: si sale a bordo, si lascia alle spalle la quotidianità e si entra in un tempo sospeso fatto di eleganza, eccellenza enogastronomica, musica dal vivo e paesaggi che scorrono lenti dal finestrino.
Nel 2026, La Dolce Vita Orient Express trasforma il weekend di San Valentino e di Carnevale (che quest’anno cadono nelle stesse giornate) in esperienze da vivere sui binari: da Roma a Verona per un San Valentino che profuma di amore eterno, e da Roma a Venezia per un Carnevale in maschera che inizia ancor prima di arrivare in laguna.
Viaggiare in treno oltre il Circolo Polare Artico rappresenta una delle esperienze più spettacolari per chi ama l’avventura, la natura e i panorami nordici. In Norvegia, la storica Nordland Line collega la città di Trondheim a Bodø con un percorso ferroviario unico al mondo: 729 km di natura incontaminata, montagne e la possibilità di osservare l’aurora boreale.
Questa tratta offre un’alternativa sostenibile e panoramica rispetto ad altri mezzi di trasporto e permette di assaporare l’essenza dei paesaggi artici. La Nordland Line trasforma l’intera percorrenza in un’esperienza indimenticabile, un vero viaggio nel cuore del Nord.
Viviamo in un periodo storico contraddistinto da un paradosso che riguarda soprattutto il viaggio contemporaneo: ci spostiamo a velocità altissima per ‘risparmiare tempo’, solo per accorgerci che quel tempo lo abbiamo sacrificato sull’altare dell’efficienza, perdendoci tutto il piacere del tragitto. In un mondo che corre, l’idea che il viaggio sia importante quanto la destinazione sembra spesso un concetto dimenticato. Eppure, il Touristic Eastern Express nasce proprio per restituire dignità al tempo del percorso: un itinerario ferroviario che ha trasformato le ore trascorse sui binari in parte integrante della scoperta.
Il Touristic Eastern Express (Turistik Doğu Ekspresi) impiega circa 30 ore per coprire i 1.310 chilometri tra Ankara e Kars. Non è un mezzo per chi ha fretta, ma un treno per chi vuole vedere il mondo cambiare colore attraverso il finestrino, passando dalle steppe ocra dell’Anatolia centrale ai picchi ghiacciati dell’Est.
Il treno Touristic Eastern Express
Il Touristic Eastern Express ha ridefinito il turismo ferroviario in Turchia proponendo un convoglio progettato per l’esplorazione: le carrozze letto diventano piccoli salotti privati dove si ricrea un’atmosfera domestica, condividendo tè e cibo locale con i vicini di scompartimento. Il ritmo è volutamente disteso (la velocità media non supera gli 80 km/h) e il viaggio è punteggiato da soste strategiche di circa tre ore, calibrate per permettere ai passeggeri di scendere e toccare con mano la stratificazione culturale del Paese.
Questo modello slow non solo riduce l’impronta carbonica, ma agisce come un catalizzatore economico locale. Le tappe, infatti, sono studiate per valorizzare territori spesso esclusi dai circuiti principali: all’andata verso Kars ci si ferma a Erzincan ed Erzurum, mentre al ritorno verso Ankara il treno sosta a Divriği e Sivas. Proprio a Divriği si trova uno dei tesori più preziosi: la Grande Moschea e l’Ospedale Medievale (UNESCO), i cui portali scolpiti raccontano la maestosità dell’architettura anatolica.
Ufficio StampaIl Touristic Eastern Express attraversa i paesaggi innevati dell’Anatolia
Kars, tra piste da sci e sapori tipici
Città di confine per eccellenza, Kars conserva un’anima russa e caucasica unica. Le eleganti architetture in pietra scura di epoca zarista, infatti, convivono con testimonianze armene e selgiuchidi. A breve distanza dal centro, le rovine di Ani, l’antica capitale medievale nota come la “città delle mille e una chiesa”, offrono uno spettacolo solenne sulle sponde del fiume Arpaçay, che segna il confine naturale con l’Armenia.
A breve distanza si trovano le piste da sci di Sarıkamış, celebri per la loro neve “cristallina” simile a quella alpina, che attraversa fitte foreste di pini silvestri. Poco lontano, il Lago di Çıldır ghiacciato offre uno spettacolo d’altri tempi, dove ci si sposta su slitte trainate da cavalli.
Anche a tavola, Kars rivela la sua identità più profonda. La regione è il cuore della Kars Cheese Route, il primo itinerario tematico dedicato al formaggio nel Paese. Nel villaggio di Boğatepe, sede di un ecomuseo unico, nasce il celebre Kars Gravyer e il Kars Kaşarı, prodotti grazie a pascoli d’alta quota che ospitano oltre 1.500 specie floreali.
Le serate a Kars, infine, animate dai duelli poetici dei menestrelli (aşık atışması), chiudono il cerchio di un’esperienza che dimostra come il viaggio possa finalmente tornare a essere parte integrante del luogo che attraversa.
Ufficio StampaSul lago di Çıldır vengono proposte esperienze sulla slitta
Viaggiare in treno da Stoccolma fino ai confini del Circolo Polare Artico è un’esperienza unica, che unisce il fascino della natura incontaminata svedese alla magia dell’aurora boreale in Svezia.
Lungo questo itinerario ferroviario si attraversano foreste innevate, fiumi ghiacciati, paesaggi selvaggi e villaggi nordici, fino a raggiungere Abisko, una delle mete più famose al mondo per osservare le luci polari. Il percorso trasforma lo spostamento in un vero e proprio viaggio panoramico, ideale per chi ama la lentezza, la sostenibilità e il contatto diretto con la natura.
Il treno, protagonista del viaggio verso l’aurora boreale
La rotta ferroviaria notturna da Stoccolma ad Abisko è servita da treni diretti come il celebre SJ Nattåg (treno notturno svedese).
La partenza avviene dalla stazione centrale di Stoccolma in serata, consentendo ai viaggiatori di sistemarsi comodamente e iniziare il lento avvicinamento verso il Nord, mentre i paesaggi urbani lasciano spazio a scenari naturali sempre più suggestivi.
Il viaggio dura tra le 16 e le 18 ore, con diverse soluzioni di sistemazione a bordo. Questo servizio ferroviario non è solo un mezzo di trasporto, ma un’esperienza immersiva per chi desidera vivere il viaggio in treno verso l’aurora boreale.
iStockAurora boreale che si riflette nell’acqua di Abisko
Il percorso, tra foreste, montagne e cieli artici
Grazie a questo viaggio in treno, uno dei più suggestivi d’Europa, si attraversano paesaggi straordinari. Dal cuore urbano di Stoccolma si procede verso Nord, costeggiando fiumi, laghi ghiacciati e foreste di conifere, fino ad entrare nella Lapponia svedese. Qui le distese innevate, i panorami infiniti e i piccoli villaggi raccontano storie di tradizione Sami, popolazione indigena, e di un territorio ancora in gran parte incontaminato.
Una delle tappe principali del “treno dell’Aurora” è Kiruna, città mineraria famosa (è presente una Miniera di Ferro) che funge da punto di accesso alla Lapponia svedese e all’Artico. Il viaggio in treno notturno fino a qui dura circa 15-17 ore.
iStockLa chiesa di Kiruna
Da qui la linea ferroviaria prosegue per un’ora e mezza lungo l’antica Iron Ore Line e attraversa il paesaggio artico tra vallate e montagne, fino a raggiungere Abisko Östra o Abisko Turiststation, da cui è possibile esplorare facilmente il Parco Nazionale di Abisko (dove si trova l’Aurora Sky Station).
Qui il meraviglioso cielo limpido e l’assenza di luce artificiale offrono le condizioni ideali per ammirare l’aurora boreale in tutta la sua bellezza, trasformando le notti artiche in un’esperienza indimenticabile da portare nel cuore per sempre.
Quanto costa e come prenotare
I biglietti del treno notturno da Stoccolma ad Abisko variano in base alla stagione, alla tipologia di posto (opzioni più economiche per sedili standard e tariffe più alte per cuccette private) e all’anticipo della prenotazione.
In generale, i prezzi del treno diretto, partono da circa 80 euro e possono arrivare fino a circa 120 euro per tratta se acquistati vicino al giorno della partenza. Per prenotare, è consigliabile utilizzare il sito ufficiale delle ferrovie svedesi, dove è possibile selezionare date, orari e tipologia di viaggio.
In alta stagione la richiesta cresce notevolmente: pianificare con largo anticipo assicura i posti e i prezzi migliori per vivere l’esperienza del viaggio panoramico in treno verso l’aurora boreale.
Il treno della memoria non è solo un mezzo di trasporto, ma un’esperienza educativa e culturale che attraversa l’Italia collegando studenti, scuole e luoghi simbolo della Shoah. Negli ultimi anni il turismo della memoria ha assunto un ruolo sempre più importante, diventando uno strumento concreto per conoscere la storia contemporanea e riflettere sui valori della convivenza, dei diritti umani e della responsabilità collettiva.
Grazie a una collaborazione con Trenitalia (Gruppo FS), oggi è più semplice e accessibile raggiungere musei e memoriali che raccontano una delle pagine più drammatiche del Novecento, trasformando il viaggio in un’occasione di crescita e consapevolezza.
Un progetto educativo che unisce viaggio, memoria e formazione
Il treno della memoria nasce con l’obiettivo di favorire le visite scolastiche ai luoghi italiani legati alla persecuzione, alla deportazione e alla Shoah.
Attraverso agevolazioni dedicate ai gruppi scolastici (70% di scontro sul prezzo Base del biglietto per gruppi di almeno 10 persone e sconti aggiuntivi per i ragazzi come il 50% in meno sui posti a sedere e il 30% su cuccette comfort e vagoni letto relax per ragazzi sotto i 15 anni.), gli studenti di ogni ordine e grado possono spostarsi lungo tutta la penisola usufruendo di forti riduzioni sui biglietti ferroviari (promozione valida sui treni Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca, Intercity, Intercity Notte ed Eurocity Italia-Svizzera solo tratta interna, in classe Easy e classe Plus nei livelli Executive, Business, Premium e Standard, cuccette comfort e vagoni letto relax).
Questo rende possibile organizzare viaggi didattici anche su lunghe distanze, incentivando la scoperta di siti storici spesso poco conosciuti ma di grande valore civile e culturale.
Il progetto si inserisce all’interno della Rete Italiana della Memoria, un sistema che collega musei, fondazioni e memoriali impegnati nella tutela del ricordo storico e nella prevenzione dei crimini contro l’umanità.
L’esperienza del viaggio diventa parte integrante del percorso educativo: salire su un treno per raggiungere ex campi di internamento, luoghi di deportazione o musei della Shoah significa confrontarsi direttamente con la storia, superando la dimensione puramente teorica dello studio sui libri.
iStockIl treno della memoria che unisce memoria e formazione
I principali luoghi della Memoria da Nord a Sud Italia
La rete dei luoghi della memoria si estende su tutto il territorio nazionale, offrendo un itinerario ideale che attraversa l’Italia da Nord a Sud.
A Trieste si trova la Risiera di San Sabba, unico campo di concentramento con forno crematorio presente sul suolo italiano, oggi trasformato in museo e Monumento Nazionale.
Milano custodisce invece il Memoriale della Shoah, situato sotto la Stazione Centrale, da cui partirono i convogli diretti ai campi di sterminio; un luogo fortemente simbolico che invita a riflettere sul tema dell’indifferenza.
A Ferrara ha sede il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, che racconta duemila anni di storia ebraica in Italia e il dramma delle persecuzioni, mentre a Carpi il sistema memoriale della Fondazione Fossoli conserva la memoria del campo di transito da cui passarono migliaia di deportati.
Roma contribuisce con le attività della Fondazione Museo della Shoah, impegnata nella ricerca storica e nella divulgazione attraverso mostre e percorsi educativi.
Nel Sud Italia, il Museo Internazionale della Memoria Ferramonti di Tarsia, in Calabria, testimonia la storia dell’ex campo di internamento e del successivo centro per profughi, oggi spazio culturale di respiro europeo.
Per il Giappone, il futuro non è un concetto astratto, ma è qualcosa che si costruisce, si testa e si fa correre sui binari – letteralmente, o meglio, sopra i binari! Il Paese sta sperimentando quello che potrebbe diventare il treno più veloce della storia: il prototipo L0 Series, basato su tecnologia a levitazione magnetica, ha già raggiunto in fase di test i 603,5 km/h, una velocità che supera di gran lunga qualsiasi treno attualmente in servizio commerciale in Europa e in Asia.
Il progetto è sviluppato dalla Central Japan Railway Company (JR Central) e sarà il cuore della futura linea Chūō Shinkansen, in costruzione tra Tokyo, Nagoya e, in una fase successiva, Osaka. Un’infrastruttura che promette di ridisegnare completamente la geografia degli spostamenti in Giappone.