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Il New York Times svela le alternative a Venezia (senza la folla) che vale la pena scoprire

Par : elenausai10
16 juillet 2026 à 11:00

Venezia resta una delle mete più desiderate al mondo, ma anche una delle più sofferenti tra navi da crociera, ticket d’ingresso al centro storico e proteste dei residenti. Eppure, a pochi passi dalla Laguna, ci sono dei luoghi in grado di offrire lo stesso patrimonio artistico e paesaggistico, ma senza la folla.

È la tesi al centro di un recente reportage del New York Times, che ha dedicato un lungo articolo al Veneto meno conosciuto: quello di Treviso, delle colline del Prosecco e delle città d’arte lungo la ferrovia che collega Padova a Verona. Un territorio da scoprire in bicicletta, in barca e in treno.

Da Treviso alla Laguna, in bici e in barca

Il primo itinerario consigliato dal quotidiano americano segue il corso del fiume Sile, la via d’acqua che dal Trecento riforniva Venezia di farina e olio grazie ai mulini di Treviso. Il percorso proposto è un tour in bicicletta di circa 40 chilometri lungo il fiume, attraverso il Parco Naturale del Sile, fino al villaggio di Caposile, sulla sponda settentrionale della Laguna.

Lungo il tragitto si incontrano cigni, canali silenziosi e i resti sommersi di antiche imbarcazioni in legno, i cosiddetti burci. Il giorno successivo il viaggio prosegue in barca tra le isole di Torcello, Murano e Burano: la prima custodisce un’antica basilica bizantina, la seconda è patria della lavorazione del vetro dal 1291, mentre la terza è nota per le case colorate e per il celebre merletto locale.

Tiramisù e Prosecco, il Veneto da gustare

Il secondo percorso è un viaggio nel gusto, tra due prodotti simbolo della regione. Treviso rivendica infatti la nascita del tiramisù, inserito nel menù di uno storico locale cittadino nei primi anni Settanta e oggi riconosciuto come prodotto tradizionale dal governo italiano.

Passeggiando tra il centro storico e le osterie che servono cicchetti veneziani, il racconto del New York Times si sposta poi sulle colline del Prosecco, dichiarate Patrimonio UNESCO nel 2019. Tra i borghi di Conegliano e Valdobbiadene, i vigneti coltivati a mano su pendii ripidissimi producono il Prosecco D.O.C.G., protetto anche da un delicato equilibrio tra turismo e sostenibilità: lo scorso anno, ci sono stati mezzo milione di visitatori con pernottamento, una cifra considerata ancora gestibile.

Un treno attraverso il Veneto UNESCO

Il terzo itinerario attraversa la regione in treno, toccando quattro città dal patrimonio artistico straordinario. Padova, sede universitaria dal 1222, custodisce nella Cappella degli Scrovegni gli affreschi di Giotto e ospita l’orto botanico più antico del mondo, fondato nel 1545.

Vicenza deve il proprio riconoscimento UNESCO all’architetto Andrea Palladio, autore di numerosi edifici cittadini tra cui il celebre Teatro Olimpico e la Villa La Rotonda, modello ispiratore di edifici storici come Monticello e la Casa Bianca.

Verona, che conserva invece tracce del proprio impianto romano, inclusa l’Arena, e Peschiera del Garda, borgo fortificato affacciato sul lago, ideale per un’ultima pedalata prima del rientro.

Siti UNESCO in Italia: nasce la Carta per salvare i territori

24 mai 2026 à 13:00

La tutela dei territori che ospitano Patrimoni UNESCO entra in una nuova fase con la definizione di un equilibrio complessivo tra turismo, sviluppo economico, qualità della vita delle comunità residenti e salvaguardia dell’identità dei luoghi: nasce, così, la prima Carta Nazionale della Sostenibilità delle Destinazioni che ospitano un sito UNESCO, presentata a Treviso durante l’incontro “Quando la sostenibilità incontra il patrimonio. I beni UNESCO e lo sviluppo turistico a misura di territorio”.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Camera di commercio di Treviso-Belluno insieme a Isnart, l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Culturali, nell’ambito delle attività del Progetto Speciale Mirabilia 2025/2026, promosso da 22 Camere di Commercio italiane in collaborazione con Unioncamere.

Il boom del turismo culturale

Secondo i dati Isnart e dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, la cultura rappresenta ormai, per il quarto anno consecutivo, la principale motivazione di viaggio degli stranieri che scelgono l’Italia, generando da sola il 45% dei turisti internazionali. I siti UNESCO hanno registrato un aumento dei visitatori del 14,87% nel 2024 rispetto all’anno precedente, secondo le rilevazioni di Unitelma Sapienza di Roma.

Una crescita che, se da un lato conferma il valore internazionale del patrimonio culturale italiano, dall’altro apre interrogativi sempre più urgenti sulla sostenibilità dei flussi turistici: sempre più spesso anche borghi, aree interne ed entroterra entrano nei circuiti turistici nazionali e internazionali come nuove destinazioni attrattive.

Il tema non è più soltanto proteggere il bene UNESCO in sé, ma salvaguardare il contesto che lo accoglie e che contribuisce a definirne il valore.

Una Carta nazionale per guidare lo sviluppo sostenibile

La nuova Carta Nazionale della Sostenibilità delle Destinazioni che ospitano un sito UNESCO nasce proprio con l’obiettivo di offrire uno strumento operativo alle amministrazioni locali, alle Camere di Commercio e agli operatori economici chiamati a governare tali processi.

Il documento, elaborato da Isnart, si propone come un framework di coordinamento capace di allineare le politiche territoriali ai principi UNESCO, fornendo criteri comuni per analizzare, monitorare e migliorare la sostenibilità delle destinazioni turistiche.

L’approccio adottato si basa sulle tre dimensioni tradizionali della sostenibilità (ambientale, economica e sociale) alle quali viene aggiunta una quarta dimensione, quella culturale, considerata essenziale nei territori che ospitano patrimoni riconosciuti dall’UNESCO: proprio quest’ultima diventa il punto di raccordo tra tutela del bene, identità delle comunità e prospettive di sviluppo turistico.

La Carta introduce inoltre un sistema di governance territoriale integrata fondato sull’utilizzo di indicatori specifici per monitorare elementi come la pressione turistica, la qualità ambientale, il consumo di suolo, l’occupazione, la vitalità delle imprese culturali, l’accessibilità dei territori, il livello di inclusione sociale e la percezione dei visitatori.

Palazzo Reale di Genova, Patrimonio UNESCO
iStock
Sfarzoso Palazzo Reale di Genova, Patrimonio UNESCO

Il ruolo del progetto Mirabilia

La rete Mirabilia rappresenta uno dei pilastri del progetto: l’iniziativa coinvolge infatti quasi 600 Comuni e 24 siti UNESCO che, pur rappresentando circa il 7% dei Comuni italiani, generano il 19% delle presenze turistiche nazionali, secondo i dati del Centro Studi Tagliacarne.

In un simile contesto, le Camere di Commercio assumono un ruolo strategico nel coordinamento territoriale. L’obiettivo è favorire il dialogo tra istituzioni, imprese e operatori del settore turistico e culturale, per un modello condiviso capace di coniugare sviluppo economico e tutela del patrimonio.

La Carta viene descritta come una vera e propria “cassetta degli attrezzi” a disposizione dei territori, un percorso di miglioramento progressivo costruito sulla condivisione di dati, buone pratiche e strumenti di monitoraggio.

Le parole di Istituzione e territori

Nel corso dell’incontro a Treviso è emersa con forza la necessità di costruire un nuovo modello di gestione dei territori UNESCO.

Il presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno Dolomiti, Mario Pozza, ha ricordato il percorso che ha portato alla nascita della Carta Nazionale della Sostenibilità, sottolineando come l’esperienza della Carta della Sostenibilità di Cison di Valmarino, presentata nel 2022, abbia rappresentato il punto di partenza di un progetto poi sviluppato all’interno della rete Mirabilia.

Sul tema della distribuzione dei flussi turistici è intervenuto anche il vicepresidente della Regione Veneto, Lucas Pavanetto, che ha evidenziato come l’80% delle presenze turistiche regionali si concentri oggi in appena 20 località. Un dato che rende necessario promuovere un modello di turismo più diffuso, capace di valorizzare anche borghi, aree interne e territori meno conosciuti ma ricchi di identità culturale e paesaggistica.

La presidente di Isnart, Loretta Credaro, ha invece posto l’attenzione sulla necessità di monitorare costantemente l’evoluzione dei fenomeni turistici e ha spiegato che la Carta nasce da un lavoro costruito insieme ai territori e alle Camere di Commercio del network Mirabilia, con l’obiettivo di dotare le destinazioni UNESCO di strumenti concreti per misurare la capacità di carico turistica secondo criteri di sostenibilità.

In Veneto c’è un luogo che racconta secoli d’acqua: il fiabesco Molinetto della Croda

25 avril 2026 à 16:00

Quasi nascosto tra alberi, muschio e rumore costante d’acqua, il Molinetto della Croda, nel territorio di Refrontolo in provincia di Treviso, regala una scena che resta impressa a lungo: è una casa-mulino addossata alla roccia, costruita ai piedi di una cascata che scende rapida e che alimenta da secoli la sua anima meccanica. Pare quasi di essere entrati direttamente dentro a un quadro, e invece si è davanti a uno dei simboli più amati del Veneto rurale.

“Croda” in zona indica la roccia nuda e infatti l’edificio poggia direttamente su una parete di pietra, dettaglio che lo rende unico nel panorama dei mulini storici italiani. La posizione nella Valle del Lierza aggiunge fascino, grazie anche al corso d’acqua che attraversa un ambiente verde e fresco (persino nei mesi più caldi).

Va da sé che tutti questi elementi insieme creino un microcosmo fatto di umidità leggera, felci, fronde mosse dal vento e luce filtrata. Chi arriva sente prima il fragore della cascata e poi vede comparire il profilo irregolare del mulino, al punto da offrire un colpo d’occhio quasi cinematografico. E in fondo non si è poi così lontani dalla realtà: il sito venne scelto anche per una scena del film Mogliamante nel 1977 con Marcello Mastroianni e Laura Antonelli.

Le mostre imperdibili durante le Olimpiadi di Milano Cortina 2026

27 janvier 2026 à 15:34

Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 non sono solo sport e medaglie, ma anche l’occasione perfetta per celebrare l’arte e la cultura italiana. Tante località, anche oltreconfine, offrono un ricco calendario di mostre e percorsi espositivi, dalle fotografie storiche di Cortina 1956 alle interpretazioni artistiche della montagna a Bolzano e Bergamo, dai cimeli olimpici a Losanna alle cerimonie spettacolari di Marco Balich a Treviso, fino ai tesori di ville e musei affacciati sul bellissimo Lago di Como: ogni evento celebra lo spirito olimpico e l’eccellenza italiana attraverso arte, storia e innovazione.

Ecco gli appuntamenti da non perdere in questo periodo.

“Sport invernali nell’arte” a Bolzano

Nei giorni in cui tutti gli occhi sono puntati sulle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la città di Bolzano e tutto il territorio del Trentino-Alto Adige, dedicano una mostra agli sport legati alla montagna, che viene vista però da una prospettiva diversa: quella dell’arte. Appuntamento quindi dal 18 febbraio al 25 marzo, al Palazzo Mercantile di Bolzano, con la mostra “Sport invernali nell’arte”.

In questa occasione, la montagna viene interpretata dalle opere d’arte di Paul Flora, Alfon Walde, Max von Esterle, Ivanhoe Gambini, Fortunato Depero e altri maestri come Lyonel Feininger e Victor Vasarely: tanti quadri, sculture e grafiche, realizzati da artisti di fama internazionale.

“Cortina di Stelle” al Lagazuoi Expo Dolomiti

Lagazuoi Expo Dolomiti, centro espositivo più alto d'Europa
Pompanin
Lagazuoi Expo Dolomiti, il centro espositivo più alto d’Europa

Durante le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina, potrete raggiungere uno degli spazi espositivi più alti d’Europa: il Lagazuoi Expo Dolomiti, a 2.732 metri di altezza. Qui potrete immergervi nella mostra di Fulvio Morella, “Cortina di Stelle”, il capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono” che celebra i luoghi simbolo dei Giochi, visitabile fino al 5 aprile 2026.

L’esposizione, che unisce arte, sport e inclusione, è una testimonianza viva di atleti paralimpici, con opere multisensoriali che inglobano il Braille, trasformando il linguaggio “tattile” in esperienza artistica e strumento per abbattere barriere percettive e concettuali. Un appuntamento immersivo da non perdere.

Opera con incisioni Braille in mostra
Francesca Piovesan
Opera con incisioni Braille in mostra

“L’Italia sulla neve” al Castello Sforzesco di Milano

Se siete appassionati di grafica pubblicitaria, non perdetevi la mostra proposta al Castello Sforzesco di Milano. Qui ha già preso vita un percorso che racconta come sport invernali e turismo alpino siano entrati nell’immaginario degli italiani: la mostra “L’Italia sulla neve. Gli italiani e gli sport invernali nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria dalla Raccolta Bertarelli” sarà accessibile fino al 22 marzo 2026, con ingresso gratuito.

L’esposizione valorizza il patrimonio della Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, una delle più importanti collezioni
pubbliche al mondo nel suo genere, attraverso più di cento opere (tra riviste illustrate, cataloghi di vendita, cartoline, dépliant, opuscoli e
manifesti pubblicitari).

Percorsi scenografici nelle sedi di Casa Italia

Per la prima volta, durante i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, Casa Italia sarà aperta al pubblico, trasformandosi in un luogo simbolo di accoglienza e porta privilegiata per scoprire le eccellenze del Paese.

Non è soltanto la casa degli atleti: nelle sedi di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo i visitatori possono vivere le emozioni dei Giochi e immergersi in un racconto dedicato alla Musa, un omaggio al ruolo ispiratore che la nostra penisola esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale. Dal 6 al 22 febbraio, le sedi di Triennale Milano, il Centro di Preparazione Olimpica presso l’Aquagranda di Livigno, e la Galleria Farsetti a Cortina d’Ampezzo, si trasformano così in percorsi scenografici ed emozionali, luoghi in cui sport, natura, arte, architettura e design sono in strettissimo dialogo tra loro. Qui, ci saranno vere e proprie esposizioni di opere di tantissimi artisti e designer, come Giorgio De Chirico, Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Keith Haring & L.A. II, Ai Weiwei e Christo e Jeanne-Claude, per citarne soltanto alcuni.

“Cortina 1956. Le foto più iconiche” a Noventa di Piave

Dopo settant’anni, Cortina d’Ampezzo torna al centro del palcoscenico olimpico e una nuova mostra fotografica open air, che inaugura il 31 gennaio 2026 (ore 11.00), racconta la storia delle prime Olimpiadi Invernali disputate in Italia: era il 26 gennaio 1956 quando a Cortina iniziavano le competizioni sulla neve.

La mostra “Cortina 1956. Le foto più iconiche“, presso il Noventa di Piave Designer Outlet, espone scatti in gran parte inediti e recuperati da numerosi archivi storici italiani, inseriti anche nel volume di Massimo Spampani con Eleonora De Filippis “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia”, pubblicato da Fondazione Cortina e Marsilio Arte. L’occasione per fermarci un attimo a ricordare, riflettere e sognare proprio come fecero gli italiani 70 anni fa.

Fotografia di "Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d'Italia"
Ufficio Stampa
Una fotografia di “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d’Italia”

“White Entropy” all’aeroporto di Milano Malpensa

In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, il Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa si trasforma in uno spazio espositivo con un percorso di fotografie zenitali realizzate con droni tra Alpe di Siusi, Monte Bianco, Val di Fassa, Val Badia, Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio. Presente anche un’installazione site specific che rappresenta la grandezza delle nostre montagne innevate.

Si chiama ‘White Entropy’, la mostra fotografica di Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa, esposta fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dello scalo. Milioni di passeggeri in transito ogni giorno, sono così invitati a rallentare e osservare opere che trasformano il paesaggio in coscienza e l’altitudine in pensiero.

Mostra all'aeroporto di Milano Malpensa
Luca Pompei
“White Entropy” a Milano Malpensa, di Jacopo Di Cera

Due mostre imperdibili a Losanna

Anche Losanna, in Svizzera, celebra lo spirito olimpico con la mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, realizzata in collaborazione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire. La Fondazione Luigi Rovati dedica un grande percorso espositivo, che intreccia mondo antico e moderno, dalle competizioni della Grecia classica alla visione di Pierre de Coubertin, raccontando come i valori fondanti dei Giochi – pace, inclusione, rispetto ed eccellenza – abbiano attraversato i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Un racconto essenziale ma potente, che restituisce tutta la dimensione culturale e simbolica dell’olimpismo.

Sempre a Losanna, il Museo Olimpico rende omaggio all’Italia con “Via Azzurra“, un percorso espositivo speciale aperto fino al 1° marzo 2026, integrato nella collezione permanente, nel parco e negli spazi pubblici del museo: ripercorre il profondo legame tra l’Italia e l’Olimpismo, da Cortina 1956 a Roma 1960 e Torino 2006, fino al nuovo appuntamento di Milano Cortina 2026.

Tra installazioni digitali, fotografie, sculture e cimeli originali (dalle scarpe di Pietro Mennea alla tuta di Federica Brignone, fino agli oggetti simbolo di Milano Cortina come torcia e mascotte) la mostra racconta storie, vittorie e protagonisti che hanno costruito l’identità sportiva italiana.

La mostra sulle Olimpiadi al Museo Olimpico di Losanna
Ufficio Stampa
La mostra al Museo Olimpico di Losanna

Fuoripista a Bergamo, la montagna oltre lo sport

Fino all’8 febbraio 2026, presso il Gres Art 671, centro per l’arte e la cultura di Bergamo, vi potete immergere nella mostra che esplora il mondo degli sport invernali andando oltre la competizione, per abbracciare arte, design, architettura e ricerca contemporanea. “Fuoripista” è un viaggio tra storie della neve che invita a guardare l’universo alpino da nuove prospettive, lontano dalla retorica e più vicino all’esperienza umana, fisica ed emotiva della montagna.

Curata da 2050+ insieme a gres art 671, l’esposizione riunisce opere storiche e contemporanee – alcune commissionate appositamente per il progetto – tra dipinti, installazioni, fotografie, video e materiali d’archivio.

Fuori Pista, mostra immersiva a Bergamo
Diego De Pol
Fuori Pista, mostra immersiva a Bergamo

Mostra Olimpica del Salce con Marco Balich, Treviso

La grande mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (nelle sedi di Santa Margherita e San Gaetano), si arricchisce di una sezione speciale dedicata a Marco Balich, il celebre creativo veneziano dietro alcune delle più iconiche cerimonie olimpiche degli ultimi decenni.

Alla sua visione artistica è riservato uno spazio spettacolare, con grandi immagini e materiali dedicati alle cerimonie olimpiche e paralimpiche firmate da Balich, tra cui quelle di Sochi 2014 e Pechino 2022. Un racconto per immagini che mette al centro l’emozione, cifra stilistica del suo lavoro, capace di parlare a un pubblico globale di oltre due miliardi di spettatori.

Ville e musei del Lago di Como: arte, paesaggio e sport

Da febbraio a marzo 2026, undici ville storiche, musei e spazi culturali del Lago di Como aprono le porte a un ricco programma di mostre, installazioni, laboratori e percorsi educativi nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il palinsesto celebra il patrimonio lariano intrecciando arte, sport, paesaggio e comunità, con iniziative inclusive e intergenerazionali che raccontano le identità culturali del territorio e valorizzano i valori olimpici di creatività, inclusione e internazionalità.

Ecco alcune delle iniziative (la lista completa e tutti i dettagli sulle visite sono consultabili sul sito ufficiale Villemuseilagodicomo.it):

  • BAC Bellano Arte Cultura: “Avanti la stella – Momenti di pesa”, fino al 20 marzo 2026,
  • Casa Brenna Tosatto: “Luce in movimento. Immagini e parole tra arte e sport”, dal 31 gennaio al 1° marzo 2026,
  • Museo della seta: “Stoffe da campioni”, dal 1° febbraio al 15 marzo 2026,
  • Museo del paesaggio: “Cattedrali di roccia attorno al Lago di Como”, foto d’epoca di Riccardo e Carlo Piatti, il 7-8, 14-15, 21-22 febbraio 2026,
  • Villa Bernasconi: “Liberty di ghiaccio”, fino al 15 marzo 2026,
  • Villa Carlotta: “Giardino dei talenti”, dal 3 febbraio al 15 marzo 2026.

Altre mostre da non perdere in Valtellina

La Valtellina è uno dei territori più attivi dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con un fitto calendario di mostre diffuse tra Livigno, Sondrio, Teglio, Valfurva, Madesimo e Aprica. Alcuni appuntamenti da segnare? All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche” rende omaggio agli atleti valtellinesi che hanno partecipato ai Giochi Olimpici, attraverso opere, oggetti e attrezzature originali, visitabili fino alla fine della stagione invernale.

All'Aquagranda di Livigno, la mostra "Tracce Bianche"
Ufficio Stampa
All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche”

A Sondrio, Palazzo Pretorio ospita fino all’8 febbraio la mostra itinerante “Emozione dei Giochi – Culture Through Sport”, un percorso visivo dedicato alle torce e ai bracieri olimpici, mentre al MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte “Le nevi dell’altro anno” (fino al 3 maggio 2026) racconta la neve nell’arte italiana dalla fine dell’Ottocento a oggi.

A Teglio, Palazzo Besta accoglie fino al 30 agosto 2026 “Vette. Storie di sport e montagne”, una riflessione sul rapporto tra sport, società e territorio alpino, mentre a Valfurva “Oro Bianco” (fino al 30 marzo 2026) celebra il legame profondo tra comunità locali e sport invernali.

Chiude idealmente il percorso Madesimo (da raggiungere con i Treni della Neve) con una mostra dedicata agli atleti valtellinesi e azzurri medagliati (fino all’8 febbraio), e Aprica, dove il Museo dello Sci e della Montagna, aperto tutto l’anno, custodisce modelli storici, sci d’epoca e cimeli di grandi campioni come Zeno Colò, raccontando l’evoluzione dello sci e della cultura alpina.

C’è solo l’imbarazzo della scelta per vivere le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina da un’altra prospettiva, quella culturale e artistica che stimola riflessioni profonde.

Mostra olimpica a Madesimo
Ufficio Stampa
La mostra olimpica a Madesimo

Gli UK raccontano Treviso e Padova, due alternative a Venezia che valgono il viaggio

20 octobre 2025 à 12:10

All’estero le grandi città come Venezia e Roma continuano a far battere il cuore, ma il problema dell’overtourism è sempre più sentito. Accanto alle località d’arte più famose ci sono però riviste internazionali che stanno provando a mettere l’accenno su alcune alternative.

Proprio di recente sono stati BBC e Mirror a promuovere due proposte con tratti simili a Venezia e non molto distanti, ma sicuramente meno conosciute. Padova e Treviso hanno fatto il giro del mondo e ora diventano un modello di turismo gentile che conquista per storia, cultura e attività.

Questo castello italiano apre in via del tutto eccezionale un solo giorno

19 mars 2025 à 18:14

Apre in occasione della prima domenica di primavera e per un solo giorno è possibile visitare uno dei castelli più belli e meno conosciuti d’Italia. Si tratta del Castello di San Salvatore che si trova vicino a Treviso. Emblema inconfondibile del panorama trevigiano, nel cuore del Veneto, circondato dalle dolci colline del Prosecco, domina incontrastato da ben otto secoli la pianura fino a Venezia. Inespugnabile fortezza in età medievale, elegante dimora signorile nel Rinascimento, vivace salotto letterario e artistico di fama europea (è nel Cinquecento che Monsignor Giovanni Della Casa, ospite della famiglia Collalto, scrive il suo celebre Galateo), ecclettico nella forma e nell’anima, oggi come allora è un luogo speciale.

La storia del Castello di San Salvatore

Il castello, di proprietà della principessa Isabella Collalto de Croÿ, è una residenza privata che apre le porte al pubblico solamente in rarissime occasioni. È un antico complesso fortificato che si trova a Susegana, in provincia di Treviso. La sua costruzione fu iniziata tra la fine del XIII e l’inizio del XV secolo. Di antichissima origine longobarda, la famiglia Collalto affonda le radici della sua storia nella Marca Trevigiana, dove attorno all’anno Mille, governa con il titolo di Conti di Treviso, la città stessa. Tra il XII e il XIII Secolo si stabilisce tra le Prealpi e il fiume Piave fondando i Castelli di Collalto e di San Salvatore.

Il Castello San Salvatore, situato in posizione strategica a controllo dei guadi, si espande velocemente e arriva ad essere con i suoi trentamila metri quadrati di superficie, tra la rocca dedicata alla corte e il Borgo abitato da contadini e artigiani, uno dei complessi fortificati più estesi d’Europa. Il castello poteva infatti controllare gli abitati circostanti, le principali vie di comunicazione e i traffici sul Piave. Fu per questo coinvolto nelle lotte che nel tardo medioevo coinvolsero Treviso, Padova e Venezia. Attualmente, il Castello di San Salvatore si articola nella cinta muraria merlata, nel blocco di Palazzo Odoardo e nella torre grande assieme alla chiesa di Santa Croce, elementi raccordati ai ruderi di altri edifici. Tra le suggestive rovine medievali di Palazzo Ottaviano e dei Palazzi Comitali si estendono terrazze verdi spettacolari, mentre il magnifico Palazzo Odoardo si erge maestoso, offrendo un’esperienza immersiva che ci trasporta in un’atmosfera sospesa nel tempo.

L’apertura eccezionale del castello

Quest’anno, l’apertura del Castello di San Salvatore è resa ancora più speciale dalla possibilità di visitare la celebre “Terrazza delle statue“, da cui è possibile ammirare uno splendido panorama collinare, con ampi pascoli, boschi e vigneti che caratterizzano un paesaggio unico e incantevole. La terrazza, oltre a offrire una vista mozzafiato, è un autentico capolavoro architettonico arricchito da storie affascinanti. Come la disposizione insolita delle statue che, anziché essere rivolte verso il visitatore, come è consuetudine, ignorano il committente e volgono lo sguardo verso la grandiosità del paesaggio circostante.

Il Castello San Salvatore è uno dei fortilizi tardomedievali più affascinanti e imponenti d’Europa, qui sembra che il tempo si sia fermato. Un romantico viale lastricato conduce all’imponente porta Nord, attraversando il borgo tra mura merlate e torri difensive. Superato il ponte levatoio si arriva al cuore del castello. La salita invita a lasciare alle spalle la frenesia quotidiana, immergendosi nel silenzio e nella straordinaria bellezza del panorama circostante.

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Fonte: Ufficio stampa
La Terrazza delle statue del Castello del San Salvatore

Come visitare il Castello di San Salvatore

Il castello sarà aperto il 23 marzo dalle 11:00 alle 18:00 e sarà possibile svolgere la propria visita in autonomia, ammirando senza limiti di tempo i tanti angoli affascinanti – e misteriosi – di questo maniero. Grazie al proprio smartphone, i visitatori potranno seguire un percorso narrato dalla Principessa Isabella Collalto de Croÿ, scoprendo passo dopo passo le curiosità legate alla storia e alla vita di questo straordinario luogo, nonché alla dinastia che lo ha costruito e che ancora oggi lo abita. Al termine della visita, ci si potrà concedere un momento di relax sorseggiando il cocktail “San Salvatore”, un drink a chilometro zero realizzato con ingredienti locali, dal vino allo sciroppo di sambuco. Il biglietto d’ingresso costa 15 euro, ridotto 12 euro. I bambini tra i 6 e i 12 anni pagano 5 euro. Non sono ammessi cani.

Da Regione Lombardia 3,2 milioni di euro per la ciclovia Ostiglia-Treviso

18 novembre 2024 à 13:49

Uno stanziamento di oltre 3,2 milioni di euro per realizzare il primo lotto funzionale della ciclovia Ostiglia-Treviso, relativo al percorso ciclabile ‘Green tour’. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente, di concerto con gli assessori Claudia Maria Terzi  (Infrastrutture e Opere pubbliche) e Barbara Mazzali (Turismo, Moda e Marketing territoriale) contenente lo schema di accordo tra Regione Lombardia e Comune di Ostiglia/MN.

La cifra di 1.525.619 euro era già stata impegnata il 19 novembre 2021 a seguito della sottoscrizione dell’accordo per la realizzazione della tratta 2. La delibera odierna integra la somma di 1,7 milioni di euro suddivisi in 3 annualità: 900.000 euro nel 2024, 250.000 nel 2025 e 550.000 nel 2026. La delibera è finalizzata a dare attuazione al lotto funzionale lombardo, composto da Tratta 1 – dalla stazione ferroviaria di Ostiglia al ponte sul fiume Po – e Tratta 2 – dalla stazione ferroviaria di Ostiglia al confine con il Veneto (quest’ultima tratta comprensiva di una variante progettuale per la messa in sicurezza dell’attraversamento sulla S.P. n. 482).

Assessore Lucente: pista di forte richiamo turistico

“Il completamento dell’intero itinerario della ciclovia Ostiglia – Treviso – ha spiegato l’assessore Lucente – si configura come intervento di carattere prioritario a livello interregionale. Questa infrastruttura è necessaria, in primis, per garantire la sicurezza degli utenti con la soluzione dei nodi critici e dei punti di discontinuità ma permetterà al territorio di beneficiare del completamento di una pista per il trasporto sostenibili e di forte richiamo turistico. Inoltre, l’intervento è propedeutico al recupero e riutilizzo della linea ferroviaria dismessa, criterio prioritario nella fase di pianificazione e progettazione dei percorsi ciclabili, al fine di ridurre il consumo di suolo, di ottimizzare le risorse pubbliche e di valorizzare gli elementi territoriali di pregio esistenti”.

Assessore Terzi: sarà infrastruttura verde

“La ciclovia Ostiglia-Treviso – ha affermato l’assessore Terzi – è un tema che seguo con attenzione fin dalla scorsa legislatura e su cui l’impegno di Regione resta costante: l’opera andrà a implementare i collegamenti ciclabili col Veneto offrendo nuove opportunità al Mantovano che si configura come centrale rispetto agli itinerari cicloturistici, considerando anche la presenza delle Ciclovie Vento e Sole. Un’infrastruttura verde in grado di valorizzare il territorio generando ricadute positive per l’economia locale”.

Ciclovia Ostiglia-Treviso, i dettagli

Il tracciato del percorso ciclabile Ostiglia-Treviso, di lunghezza complessiva pari a 164 km, interessa il sedime dell’ex linea ferroviaria Ostiglia-Treviso e mette in collegamento i sistemi ciclabili di Regione Lombardia e Regione Veneto con gli itinerari di valenza nazionale. Il tratto lombardo del percorso, oggetto del presente provvedimento, ricade esclusivamente sul territorio del Comune di Ostiglia e rappresenta la connessione alla Ciclovia Turistica Nazionale ‘Vento’ (Venezia – Torino).

Nel territorio della Regione Veneto il tracciato del percorso ciclabile Ostiglia – Treviso è in avanzata fase di realizzazione, con il completamento dei primi tre lotti funzionali e l’avvio dei lavori per la realizzazione degli ulteriori quattro lotti. La realizzazione della tratta lombarda del percorso ciclabile risponde ai requisiti di intermodalità con altri sistemi di trasporto (in particolare con i sistemi ferroviario e fluviale) e di interconnessione con altri itinerari cicloturistici, valorizzando il territorio sotto i molteplici aspetti storico, culturale, agricolo, turistico.

Il cronoprogramma prevede la fine dei lavori nel 2026.

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L’ispettore Stucky, quali sono le location della nuova fiction di Rai 2

30 octobre 2024 à 13:30

Il 30 ottobre in prima serata su Rai 2, ecco pronta a debuttare sul piccolo schermo la nuova serie poliziesca tratta dai romanzi di Fulvio Ervas, “L’ispettore Stucky”. Diretta da Valerio Attanasio e composta da sei episodi, la serie include anche Barbora Bobulova, Alessio Praticò e Laura Cravedi nel cast.

Tra i protagonisti della serie Giuseppe Battiston e Barbora Bobulova, che fanno bene la loro parte in un ventaglio di episodi non solo in grado di catturare il pubblico con la loro trama intrigante, ma anche con le atmosfere uniche di Treviso, che fanno da sfondo ideale alle avventure del protagonista.

Girata a partire da marzo 2024, la serie esplora alcuni dei luoghi più suggestivi della città e delle zone circostanti del Veneto, regalando un quadro autentico e misterioso della regione. Ecco quali sono le principali location in cui è stata girata la nuova serie in onda su Rai 2 “L’ispettore Stucky”.

Galleria Manin e il centro storico di Treviso

Il protagonista della nuova fiction di Rai 2 è l’ispettore italo-persiano Giuseppe Stucky, interpretato da Giuseppe Battiston: un investigatore dal temperamento riflessivo, dotato di una curiosità filosofica che lo rende unico nel suo genere.

Al suo fianco troviamo Marina, il medico legale con cui Stucky ha un rapporto complesso, e l’amico oste Secondo, interpretato da Diego Ribon, la cui osteria diventa un rifugio dove l’ispettore riordina i vari indizi e riflette sui casi.

Uno dei set principali della serie girata in Veneto è Galleria Manin, uno degli edifici storici più caratteristici della città. Situata nell’omonima via, questa galleria è un passaggio frequentato e amato dai cittadini, simbolo architettonico di Treviso e perfetta cornice per un poliziesco.

La scelta della Galleria Manin come set non è per nulla casuale: la sua architettura e l’atmosfera particolare conferiscono un fascino unico alle scene, rafforzando l’identità storica della città e il suo ruolo di personaggio secondario nella serie, al pari di un attore vero e proprio.

Tra le altre location del centro storico troviamo anche Piazza dei Signori, cuore pulsante della città, e il Palazzo del Trecento, monumento simbolo di Treviso che si impone maestoso nella piazza. Le riprese qui mettono in risalto la maestosità e l’eleganza dei luoghi, e l’attenzione ai dettagli architettonici permette al pubblico di immergersi completamente nell’atmosfera di Treviso.

Treviso è infatti una città caratterizzata da uno charme autentico e discreto, perfetta per essere percorsa lentamente anche in bicicletta, una città a misura d’uomo. Tutta la sua essenza riesce a essere catturata, in modo raffinato, dalla cinepresa negli episodi de L’Ispettore Stucky.

Luoghi di ritrovo e la trattoria dell’amico

Un altro elemento distintivo della serie girata in Italia è la trattoria frequentata dall’ispettore Stucky, gestita dal personaggio Secondo (interpretato da Diego Ribon). Questa trattoria, ambientata in un locale realmente esistente nel centro di Treviso, offre uno scenario autentico e confortevole in cui Stucky si ritrova spesso per riflettere sui suoi casi. È uno spazio che rappresenta un legame affettivo per l’ispettore, un luogo sicuro e di confronto, inserito in un contesto autentico che riflette il legame della città con la vita quotidiana dei suoi abitanti.

Corsi d'acqua, Treviso
Fonte: iStock
Treviso e i suoi corsi d’acqua alla sera

Altri luoghi di interesse per la serie includono il Lungosile Mattei, una passeggiata panoramica lungo il fiume che attraversa la città. È qui che spesso vediamo Stucky mentre riflette sui suoi casi o cammina immerso nei suoi pensieri, catturando la tranquillità e la bellezza naturale di Treviso. Le riprese lungo il Sile mettono in risalto il rapporto tra la città e i suoi corsi d’acqua, donando una dimensione ulteriormente contemplativa alla storia.

Wonderwallà Fest: il festival italiano dedicato alla street art

Par : elenausai10
21 août 2024 à 13:30

C’era una volta un paese. In mezzo ci passava una strada senza colori. È la storia di molti luoghi. Non è la storia che vogliamo noi.” Potrebbe essere l’incipit perfetto di un libro, in realtà è il manifesto di The Wallà, il progetto di rigenerazione artistica urbana nato e sviluppatosi a Vallà, piccolo paesino in provincia di Treviso. Dal 2021, le strade del paese sono diventate un’occasione per riscrivere l’identità di un luogo: rovesciando il modo in cui viene visto e vissuto, il paese si trasforma in soggetto attivo capace di raccontarsi e riqualificarsi.

Ed è proprio la riqualificazione degli spazi urbani di Vallà il cuore di un progetto che ha richiamato l’attenzione di appassionati di street art e turisti. Negli ultimi quattro anni sono molte le persone che hanno fatto visita al paese per ammirare dal vivo le opere realizzate da artisti di livello internazionale quali EricailCane, Stenlex, Millo e Agostino Iacurci. Oggi, questo progetto è diventato un festival che si terrà dal 29 agosto al 1 settembre e che permetterà di assistere alla realizzazione dei nuovi murales e a tante performance live.

Wonderwallà Fest – La strada è un luogo di incontri

Negli ultimi anni, gli edifici delle strade di Vallà sono diventati una galleria d’arte a cielo aperto grazie alla presenza di numerose opere permanenti realizzate da alcuni tra i più noti street artist. Il Wonderwallà Fest – La strada è un luogo di incontri che si terrà in paese dal 29 agosto al 1 settembre sarà l’occasione perfetta per scoprirli immersi in un contesto culturale e artistico ricco e stimolante. Durante queste giornate sarà possibile partecipare a tour guidati, a incontri dedicati alla cultura con esperti del settore, a laboratori o ai concerti di musica dal vivo.

Negli ultimi mesi sono stati realizzati nuovi murales: il primo cantiere a concludersi è stato quello di Tellas, pseudonimo di Fabio Schirru, artista sardo, seguito dall’opera di Pixel Pancho, artista torinese, classe 1984, dove il protagonista è il rapporto tra uomo-animale e natura, il conformismo della società contemporanea e l’assenza di pensiero critico. Anche Franco Fasoli, artista argentino di origine italiana, ha terminato la sua opera narrando le contraddizioni della società argentina attraverso simbolici riferimenti all’attuale situazione politica.

Dal 25 al 30 settembre, invece, sarà Joys & Orion ad arricchire il paese con un nuovo murales che sarà realizzato presso l’Officina De Marchi di Via Montello.

Murales EricailCane
Fonte: Ufficio Stampa
Murales realizzato da EricailCane a Vallà

La storia del progetto The Wallà

Nato nel maggio del 2021, The Wallà rappresenta un progetto molto interessante dedicato alla rigenerazione urbana creato dall’associazione di promozione sociale “Collettivo BocaVerta APS”, in collaborazione con il Comune di Riese Pio X e con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Treviso. Il nome è un gioco di parole che unisce il termine inglese wall (muro) con Vallà, ossia il paese in cui tutto questo ha inizio.

L’obiettivo del progetto è quello di riqualificare gli spazi pubblici attraverso il linguaggio potente della street art, creando allo stesso tempo opportunità culturali ed economiche per il territorio. Sono 17 le opere che valorizzano sia edifici pubblici che privati dando vita a un vero e proprio museo permanente a cielo aperto. Ogni opera, in media, supera i 60 metri quadri e si stima che, ad oggi, siano stati riqualificati oltre mille metri quadri di pareti.

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