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Primavera, dove andare se ami l’outdoor tra natura in fiore e laghi italiani

5 mars 2026 à 15:00

Giornate più lunghe, aria che si intepidisce e si fa mite, il lento risveglio della natura che contagia anche le persone: la primavera è davvero la stagione che ci fa sentire più vivi, ci rimette in moto e ci invita a partire. Non tutti, però, sentono il richiamo del mare appena arriva il primo sole: c’è chi preferisce sentieri che si arrampicano tra i boschi, strade bianche da percorrere in bicicletta, o lo scrosciare di cascate misteriose nascoste tra le valli. Per chi ama l’outdoor e la vita all’aria aperta, la primavera offre una grande quantità di alternative, anche senza mare.

Il ritorno della bella stagione coincide con il periodo perfetto per andare alla scoperta di ogni angolo del nostro Paese, approfittando di un periodo di minore affollamento e maggiore varietà, specie per quanto riguarda certi tipi di attività.

Trekking in montagna: la natura che rinasce

Le ultime nevi, le temperature ancora fresche, i sentieri meno battuti rispetto all’estate compongono il quadro della primavera in montagna, stagione ideale per camminare in quota. Nel contesto montano si scopre davvero il cambio della stagione, perché qui i paesaggi cambiano rapidamente: come nelle fiabe scoperte da bambini, la neve si scioglie lentamente e scopre i prati, che si tingono di verde; le prime fioriture punteggiano i versanti; i panorami tornano nitidi e scenografici dopo i mesi invernali.

Escursioni nelle Alpi Liguri

All’estremo lembo occidentale dell’arco alpino, tra il mare della Riviera e le alte cime sopra i 2.000 metri, le Alpi Liguri rappresentano una meta sorprendente per chi cerca trekking di primavera. Qui, infatti, il clima beneficia dell’influsso mediterraneo: le nevicate sono meno persistenti rispetto ad altre zone alpine e già a partire da marzo la maggior parte dei sentieri è perfettamente praticabile.

Il Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri, caratterizzato da faggete e pascoli d’alta quota e punteggiato di vecchie fortificazioni militari, è attraversato da un dedalo di sentieri, itinerari, percorsi. Dal Monte Saccarello, la vetta più alta della Liguria, lo sguardo spazia fino al mare nelle giornate più limpide. È un territorio ricco di biodiversità, dove in primavera fioriscono orchidee selvatiche e si possono avvistare camosci e aquile reali.

La rete sentieristica è ampia e ben segnalata, adatta sia a camminatori esperti sia a chi desidera escursioni di mezza giornata. Il consiglio è di verificare sempre le condizioni dei percorsi presso i centri visita del parco o le guide locali, soprattutto a inizio stagione.

Da Bologna a Firenze lungo la Via degli Dei

Coloro che amano i trekking a tappe e i cammini di più giorni non saranno all’oscuro dell’esistenza della gettonata Via degli Dei, il percorso che collega Bologna a Firenze attraversando l’Appennino tosco-emiliano per circa 130 chilometri, generalmente suddivisi tra le 4 e le 6 tappe.

Molto frequentato nei mesi estivi, è in realtà ideale affrontarlo in primavera, quando l’afa e le temperature opprimenti del periodo più caldo dell’anno non sono ancora arrivate. Lungo il percorso, il paesaggio si alterna tra boschi di faggio, crinali panoramici e piccoli borghi appenninici dove il tempo sembra davvero essersi fermato. Dopo la partenza dal centro di Bologna e la salita al Santuario di San Luca, si procede infatti verso Sasso Marconi e Monzuno, per poi raggiungere il Passo della Futa, uno dei punti simbolici del cammino, crocevia storico tra Emilia e Toscana.

La difficoltà dell’itinerario è media, per via dei saliscendi costanti che richiedono un minimo di allenamento, ma la segnaletica è curata e l’accoglienza lungo il cammino ben organizzata. Inoltre la possibilità di modulare il percorso in tappe variabili rende il tutto logisticamente flessibile a seconda delle rispettive necessità. L’arrivo a Firenze, con l’ingresso panoramico verso Fiesole e la discesa finale nel cuore della città, è una conclusione emozionante.

In Sicilia sui Nebrodi

Per un’esperienza di trekking lontano dai circuiti più battuti, la primavera è perfetta per esplorare il Parco dei Nebrodi, la più grande area naturale protetta della Sicilia. I Nebrodi sono una catena montuosa che si dirama nel nord dell’isola, a ovest di Messina, e sono caratterizzati da grandi spazi lasciati alla natura. Qui il paesaggio cambia radicalmente rispetto all’immagine balneare dell’isola: grandi boschi di faggio, piccoli laghetti montani e ampi pascoli punteggiati di animali allo stato brado dominano l’orizzonte.

primavera outdoor senza mare
iStock
Vista dell’Etna innevato a primavera dal Parco dei Nebrodi

In primavera la vegetazione esplode in un tripudio di verde e di altri colori, tempestando i sensi del profumo intenso dei fiori selvatici. I laghi come il Biviere di Cesarò diventano specchi d’acqua circondati da silenzio e natura incontaminata.

È una zona ideale per chi cerca un’immersione totale nella natura e desidera scoprire una Sicilia diversa, autentica e sorprendente, oltre che una montagna a tratti dolce, dai connotati quasi collinari, e poi d’improvviso aspra, tra vette aguzze e improvvisi dirupi.

Pedalare: le ciclovie da affrontare in primavera

La bicicletta è uno dei mezzi migliori per vivere la primavera in grande libertà. In Italia le ciclovie, pur con un certo ritardo rispetto ad altre zone d’Europa, sono sempre più curate e accessibili, adatte sia alle famiglie sia ai cicloturisti più esperti.

Da San Candido a Lienz, bici per tutti

Tra i percorsi più amati e noti da intraprendere in bicicletta c’è il breve itinerario ciclabile che collega San Candido a Lienz, a cavallo tra Val Pusteria e Austria. Un tracciato transfrontaliero di circa 44 chilometri che si snoda lungo l’antica ferrovia che collegava le due località. È considerata una delle piste ciclabili più belle d’Europa per gli straordinari panorami sulle Dolomiti, ma anche uno dei percorsi più semplici, davvero alla portata di tutti.

In particolare, se si affronta il percorso partendo da San Candido, la ciclovia risulta prevalentemente in leggera discesa, caratteristica che lo rende adatto anche a famiglie con bambini o a chi non è particolarmente allenato. Si pedala tra pascoli verdi, piccoli borghi caratterizzati dagli immancabili campanili aguzzi, eleganti masi in legno e la Drava, il fiume che attraversa il territorio, mentre le Dolomiti fanno da splendida scenografia.

In primavera, la valle si risveglia con colori brillanti e temperature ideali. L’organizzazione è semplice: si può noleggiare la bici a San Candido e rientrare comodamente in treno da Lienz, con convogli attrezzati per il trasporto delle biciclette.

La Ciclovia Alpe Adria

Più lunga e articolata è la Ciclovia Alpe Adria, un itinerario che collega Salisburgo a Grado attraversando Austria e Italia. Il tratto italiano, in particolare, è interessante, grazie alle sue spettacolari vedute sulle Alpi Carniche e sul territorio del Friuli.

Il bello del tratto italiano di questo itinerario è che una lunga parte del percorso si snoda su una antica ferrovia, con tanto di gallerie riconvertite e arditi ponti da cui si godono grandi panorami. La primavera, poi, è il periodo ideale per affrontarlo: le temperature sono piacevoli e il traffico cicloturistico non è ancora ai livelli estivi.

Il percorso è sempre ben segnalato: risulta impegnativo se intrapreso in direzione Austria, ma un po’ più semplice invece nella parte che dal confine scende verso le zone interne italiane.

La fioritura dei Piani di Castelluccio in bicicletta

A partire da fine maggio l’altopiano dei Piani di Castelluccio di Norcia si trasforma in un caleidoscopio di colori grazie alla celebre fioritura. Anche se il picco varia di anno in anno in base alle condizioni climatiche, la primavera inoltrata è solitamente il momento più adatto per esplorare i campi in fiore.

primavera outdoor
iStock
La spettacolare fioritura dei Piani di Castelluccio

Una valida opzione per farlo è pedalare: le strade che circondano l’altopiano, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, offrono percorsi panoramici su asfalto con saliscendi dolci ma continui. Per gli amanti della mountain bike, invece, ci sono anche itinerari su strade bianche per immergersi ancora di più nella natura.

Esistono tante alternative tra i venticinque e i cinquanta chilometri che permettono di compiere escursioni in bicicletta davvero entusiasmanti tra i tre Piani di Castelluccio: il Pian Grande, il Pian Piccolo e il Pian Perduto.

Turismo acquatico tra laghi e cascate

Se per il mare non è ancora giunto il momento, la primavera può comunque essere destinata al turismo acquatico, tra laghi, torrenti, fiumi e cascate. Un modo alternativo di scoprire la natura seguendo uno dei suoi elementi, lontano dai circuiti principali ma sempre con tante possibilità per le attività all’aria aperta.

In canoa sul Lago di Cavazzo

In Friuli, nelle Prealpi carniche, si trova il Lago di Cavazzo, il più grande lago naturale della regione. Circondato da spettacolari montagne e da fitti boschi, lo specchio d’acqua si risveglia dopo la grande quiete invernale. In primavera, quando ancora le temperature fresche impediscono la balneazione in un bacino peraltro caratterizzato da acque molto fredde, l’ideale è cimentarsi nell’esplorazione di ogni sua sponda in canoa e in kayak.

Pagaiando lungo le sponde si scoprono infatti angoli silenziosi, piccole spiagge verdi e le acque placide del lago restituiscono un senso di pace e comunione con la natura davvero unico. Sul lago di Cavazzo esiste anche un club nautico che organizza escursioni in barca a vela.

Lago Cavazzo Friuli
Lorenzo Calamai
Il panorama dalle sponde del Lago di Cavazzo

Trekking alla Cascata dell’Acquacheta

Nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo, la Cascata dell’Acquacheta è una delle più spettacolari d’Italia: un salto di oltre settanta metri citato anche da Dante Alighieri nell’Inferno della sua Commedia. Un vero e proprio spettacolo della natura nascosto tra le fronde di un fitto bosco nel Parco delle Foreste Casentinesi.

La primavera è il periodo migliore per visitarla, perché il torrente che la alimenta ha una portata notevole, rendendo il salto ancora più scenografico. Il trekking per raggiungerla parte dal borgo di San Benedetto in Alpe e si snoda lungo un sentiero ben tracciato che affianca il corso dell’omonimo torrente Acquacheta.

Il percorso richiede un minimo di allenamento, ma è adatto a tutti gli escursionisti e rappresenta un’escursione classica del Parco delle Foreste Casentinesi. Arrivati alla cascata, il fragore dell’acqua e la cornice verde creano uno spettacolo naturale di grande impatto.

La via delle Cascate Perdute di Sarnano

Nelle Marche, il borgo di Sarnano è il punto di partenza per la suggestiva Via delle Cascate Perdute, un percorso ad anello che conduce alla scoperta di tre salti d’acqua immersi nel verde.

Il sentiero, ben segnalato, molto facile e adatto anche alle famiglie con bambini, segue il corso del torrente Tennacola, che nei pressi della cittadina vede il proprio corso spezzato da tre suggestivi salti: la Cascata dell’Antico Mulino, la Cascata Lu Vagnatò e le Cascatelle di Sarnano. In primavera, la portata delle cascate è più generosa e la vegetazione rigogliosa rende l’esperienza ancora più suggestiva.

È una proposta ideale per una gita di un giorno, idealmente da abbinare alla visita del centro storico di Sarnano, uno dei borghi più affascinanti dei Monti Sibillini.

Cascate Sarnano
Lorenzo Calamai
Sulla Via delle Cascate Perdute a Sarnano

Ambergris Caye, la Isla Bonita tra polvere di corallo e ritmi caraibici

27 février 2026 à 15:30

“Last night I dreamt of San Pedro”. Recita così la celebre canzone di Madonna del 1986 La Isla Bonita. E tutto fa quindi pensare che la cantante si riferisca alla cittadina di San Pedro sull’isola Ambergris Caye, in Belize. L’artista di fama mondiale non ha mai confermato e nemmeno smentito, ma per la comunità locale quella canzone è la loro storia. Il testo parla infatti di “atmosfere tropicali” e “ritmi latini”, elementi che descrivono benissimo l’anima del Belize negli anni Ottanta, quando l’isola era ancora un segreto per pochi viaggiatori avventurosi.

Oggi Ambergris Caye è una striscia di terra nel Mar dei Caraibi separata dalla terraferma da una laguna poco profonda punteggiata di mangrovie, mentre a est fronteggia la seconda barriera corallina più grande del pianeta. Un paradiso, quindi, in cui l’acqua salata appare frantumarsi in mille sfumature di turchese e dove ci si muove (quasi) esclusivamente tramite golf cart e biciclette.

Trekking nelle isole, la primavera è la stagione migliore per esplorarle a piedi

16 février 2026 à 13:00

Scriveva Jerome Klapka Jerome, l’autore di Tre uomini in barca, che “la primavera della vita e la primavera dell’anno son fatte per essere cullate nel grembo verde della natura”. Niente di più giusto: quando le giornate si allungano, ma l’estate è ancora lontana, l’arrivo della primavera risveglia nella natura un vortice esplosivo di colori, profumi e suoni che la rendono la stagione perfetta per viaggiare, esplorando alcune destinazioni atipiche con il mezzo di trasporto più antico di cui l’essere umano è dotato: i propri piedi.

Le tante isole, grandi o piccole che siano, che punteggiano i tratti di mare al largo delle coste italiane, immerse nel Mediterraneo, sono una destinazione unica da scoprire camminando. Ancora fuori dalla stagione turistica, con un clima ancora non adatto a passare le ore nuotando, la primavera regala a chi sceglie di scoprirle un equilibrio perfetto tra clima mite, una natura spettacolare e peculiare e la possibilità di scoprire sentieri, coste e borghi con un ritmo lento e attento. Dalle Alpi Apuane ai vulcani del Tirreno, dalle distese laviche della Sicilia alle macchie mediterranee della Sardegna, la primavera è l’alleata ideale per chi desidera esplorare le isole italiane con lo zaino in spalla, tra i profumi e i colori di paesaggi di rara bellezza: le rocce granitiche dell’Arcipelago di La Maddalena, i crateri di Ustica, le colate laviche di Pantelleria, le Dolomiti a mare di Marettimo e i crinali dell’Isola d’Elba.

Caprera: mare e granito

La Sardegna e la Corsica sono divise da uno stretto braccio di mare, le Bocche di Bonifacio, che è punteggiato di piccole isole. Vicino alla costa settentrionale dell’isola italiana sorge un arcipelago che prende il nome dalla sua isola principale, La Maddalena, tutelata da un omonimo parco naturale (il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena).

Maddalena Caprera isole trekking primavera
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Panorama scenografico de La Maddalena

Si tratta di un vero e proprio paradiso che durante l’estate richiama un grande flusso turistico grazie alle sue acque cristalline e alla sua natura incontaminata e selvaggia. La primavera, però, è la stagione ideale per chi apprezza una maggiore solitudine e per chi ama camminare a ridosso del mare: la macchia mediterranea che caratterizza il paesaggio sprigiona profumi intensi di elicriso, mirto e rosmarino, mentre il vento ancora leggero mantiene limpidi i cieli e celesti, splendenti le acque.

Tra gli itinerari più suggestivi per il trekking c’è quello che conduce a Cala Coticcio, soprannominata Tahiti per le sue sfumature turchesi. Cala Coticcio non si trova su La Maddalena, ma su Caprera, una sorta di isola gemella della principale, raggiungibile a piedi dall’isola maggiore grazie a un istmo artificiale che le collega. Caprera è un paradiso per gli amanti del trekking e della natura, disseminata di splendidi tracciati escursionistici.

Il sentiero per Cala Coticcio, che richiede passo sicuro, scarpe chiuse e rispetto per l’ambiente, si snoda tra rocce granitiche modellate dal vento e tratti di vegetazione fitta. Prima dell’alta stagione, la cala conserva un’atmosfera raccolta, quasi segreta, piena di meraviglia.

Il percorso è breve, poco meno di quattro chilometri, ma a larghi tratti in cui è molto agevole alterna alcuni passaggi più difficoltosi. Essendo una zona considerata di massima tutela ambientale, si deve essere accompagnati da una guida escursionista per raggiungere la cala. La destinazione è sensazionale: una piscina naturale cristallina abbracciata da grandi massi di granito bianchi e rosati che regala davvero grandi emozioni.

Un’altra escursione meritevole è quella che porta verso Punta Tegge, con affacci spettacolari sull’intero arcipelago e, nelle giornate più limpide, sulla Corsica. Camminare qui in primavera significa alternare alcuni momenti di profondo silenzio al rumore roboante del mare, sostando tra una caletta e l’altra ed esplorando il paesaggio lunare della grande scogliera. Particolarmente consigliato il momento del tramonto.

Ustica e le sue colate laviche

A circa 70 chilometri da Palermo, Ustica è conosciuta soprattutto per i suoi fondali marini, sogno degli appassionati di snorkeling, ma è a piedi che se ne scopre un volto più sorprendente e magico. Di origine vulcanica, l’isola presenta un territorio articolato tra colate laviche, ampi terrazzamenti agricoli e falesie a picco sul mare.

La Riserva Naturale Orientata Isola di Ustica tutela un fitto reticolo di sentieri che permettono di attraversare ambienti diversi in pochi chilometri di cammino. Uno dei percorsi più affascinanti è quello che conduce alla Rocca della Falconiera, spettacolare promontorio che rappresenta un ottimo punto panoramico che domina l’isola. In primavera, la vegetazione è nel pieno della fioritura e i contrasti tra la roccia scura che caratterizza il terreno e il verde della vegetazione che prolifera malgrado il difficile contesto creano uno scenario selvaggio e intenso.

Ustica isole trekking primavera
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Ustica è silenziosa e selvaggia

Inoltre, lungo il percorso si incontrano diverse testimonianze dell’antichità, da alcune tombe ipogee fino a un castello saraceno costruito per dominare la visuale sul mare. Si può raggiungere, infine, un faro con una vista splendida sulla costa orientale dell’isola.

Il sentiero costiero verso Cala Sidoti e Punta Cavazzi, sul lato occidentale di Ustica, regala invece scorci sul mare aperto e la possibilità di osservare il passaggio degli uccelli migratori. In questo periodo dell’anno, le temperature sono ideali per percorsi anche di media difficoltà, e l’isola mantiene un’atmosfera intima che permette un contatto diretto con la natura.

Pantelleria: l’anima selvaggia del Mediterraneo

Più vicina all’Africa che alla Sicilia, Pantelleria è un’isola di contrasti: nera di lava, verde di vigneti, blu di mare. In primavera il paesaggio si accende di colori vivaci e camminare diventa il modo più autentico per farsi catturare dalla sua grande bellezza, dal suo carattere selvaggio, dalla sua identità.

La salita alla Montagna Grande, il punto più alto dell’isola a oltre ottocento metri sul livello del mare, attraversa boschi e macchia mediterranea fino a raggiungere panorami unici che spaziano sul Canale di Sicilia. Lungo il percorso si incontrano dammusi in pietra lavica e terrazzamenti che raccontano la lunga tradizione agricola dell’isola. Ci vogliono circa 4 ore di cammino, considerando andata e ritorno, per completare gli otto chilometri di percorso che caratterizzano questa splendida escursione.

Pantelleria
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Il tipico scenario di Pantelleria, che alterna verde e nero

Il Lago di Venere, specchio d’acqua termale incastonato in un cratere, è un’altra meta ideale per un’escursione primaverile: il sentiero che lo circonda permette di ammirarne le sfumature cangianti e di immergersi, se si desidera, nelle sue acque tiepide. Senza il caldo intenso dell’estate, Pantelleria rivela tutta la sua anima selvaggia e silenziosa, accendendosi di un verde raro che decora un territorio dove la natura finisce per essere rigogliosa malgrado l’ambiente estremo.

Marettimo: la più selvaggia delle Egadi

La più lontana e montuosa delle Isole Egadi, Marettimo è un concentrato di natura incontaminata. Qui non ci sono grandi strade asfaltate né traffico: ci si muove quasi esclusivamente a piedi lungo antichi sentieri che collegano il piccolo borgo alle cale e alle alture interne.

Buona parte della bellezza dell’isola è dovuta al fatto che, da un punto di vista geomorfologico, le rocce di Marettimo sono costituite per gran parte da dolomia, la stessa che contraddistingue, per l’appunto, le Dolomiti. Ecco perché spesso l’isola è nota come le Dolomiti a mare, che si accendono di un meraviglioso rosa quando il sole del tramonto le bacia e durante il giorno abbagliano con il loro bianco luccicante.

Il territorio di Marettimo è dominato dal Monte Falcone, che con i suoi oltre 600 metri rappresenta il punto più alto dell’arcipelago. La salita è impegnativa ma regala panorami vastissimi sul Mediterraneo. In primavera, la bassa macchia mediterranea esplode di colori e profumi, tra ginestre, orchidee spontanee e piante aromatiche che accompagnano ogni passo.

Marettimo isole trekking primavera
Lorenzo Calamai
Sentiero costiero a Marettimo

Tra i percorsi più suggestivi c’è quello verso il Castello di Punta Troia, antica fortificazione che svetta sulla punta di un promontorio a pochi chilometri dall’unico centro abitato dell’isola. Il sentiero costiero alterna tratti rocciosi a scorci su grotte marine e calette solitarie, sempre mantenendosi a strapiombo sulla costa.

L’Isola d’Elba e la Grande Traversata Elbana

Cuore dell’Arcipelago Toscano, l’Isola d’Elba, quasi insospettabilmente, è una delle mete più complete per chi ama camminare. Qui infatti il mare si alterna a rilievi collinari coperti di antichi e fitti boschi di leccio, offrendo una grande varietà paesaggistica e un’ampia natura che copre il territorio tra un borgo e l’altro dei diversi che caratterizzano l’isola.

La primavera è il periodo ideale per affrontare la Grande Traversata Elbana, un itinerario escursionistico di media durata che attraversa l’isola da est a ovest lungo la dorsale montuosa. Si tratta di un percorso articolato in più tappe, che permette di scoprire l’Elba più autentica, lontana dalle spiagge affollate, e che va intrapreso preferibilmente in primavera per evitare il grande caldo estivo.

Elba isole trekking primavera
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Gli splendidi panorami dell’Isola d’Elba

Lungo il cammino si incontrano panorami sul Tirreno, tratti boschivi ombrosi e creste panoramiche da cui lo sguardo spazia fino alla Corsica nelle giornate più limpide. I borghi interni, come Marciana e Rio nell’Elba, offrono soste rigeneranti tra vicoli in pietra e terrazze fiorite.

La Grande Traversata Elbana (GTE) si compie di solito da Cavo, nella punta nord-orientale dell’isola, fino a Pomonte, esattamente all’opposto. Si può considerare di concluderla deviando maggiormente verso nord per raggiungere Punta Polveraia. In ogni caso la lunghezza è intorno ai 60 chilometri e viene effettuata in tre o quattro tappe, a seconda delle proprie possibilità e della volontà di soffermarsi di più o di meno in questo contesto naturale unico, con panorami fantastici sulla costa. Esiste anche una versione della GTE modificata per essere affrontata in mountain bike.

Tra le torri e i fossati del Castello dei Conti di Fiandra, una delle fortezze meglio conservate in Europa

14 février 2026 à 15:00

Le mura grigie si alzano imponenti proprio nel cuore della città: siamo a Gand (Gent in lingua locale), nelle Fiandre orientali, dove tra canali e biciclette svetta nei cieli un maniero che, in passato, ha rappresentato il cuore politico della zona. Il suo nome è Castello dei Conti di Fiandra e sorge su un banco di sabbia tra i rami del fiume Leie.

L’impatto è istantaneamente sorprendente, perché si presenta come una mole di pietra calcarea che pare scaturire direttamente da acque scure. Chiamato dai locali Gravensteen, “pietra dei conti”, si mostra con ben 24 torrette che scandiscono la cinta esterna e una mastio centrale che sfiora i 30 metri di altezza.

La Digue, perla granitica delle Seychelles: è l’isola che rallenta il tempo e raddrizza lo sguardo

8 février 2026 à 14:30

Sono ben 115 le terre emerse nell’Oceano Indiano occidentale che compongono le Seychelles. E sono una più bella dell’altra. No, non è una banalità, ma una realtà dei fatti alla quale non ci si può sottrarre. Ma una di queste, probabilmente più di altre, incarna al massimo l’aspetto paradisiaco di questo arcipelago, anche perché appartiene a quelle isole nate dal granito antico del supercontinente Gondwana. Vi stiamo parlando de La Digue, un santuario geologico in cui il paesaggio restituisce una percezione del tempo rallentata.

Con poche migliaia di abitanti distribuite in nuclei sparsi, si caratterizza per un’assenza quasi totale di traffico, con strade strette che vedono passare biciclette, carretti e persone scalze che salutano senza fretta. Chi arriva con aspettative da resort rimane stupito, perché questo angolo di Seychelles (e in questo caso si può urlare forte) quasi non sa cosa sia la frenesia.

Vi sembra poco? Allora sappiate che qui sono conservate anche antiche tradizioni agricole, come coltivazioni di cocco e vaniglia, e una biodiversità rara popolata da specie endemiche protette. Il mare poi, manco a dirlo, è di quelli che nemmeno i sogni migliori riescono a immaginare.

Caye Caulker, il ritmo lento del corallo: viaggio alla scoperta dell’isola della lentezza

25 janvier 2026 à 13:00

Poco distante dalla costa continentale dell’America Centrale, Caye Caulker è una paradisiaca isola del Belize dalla forma allungata e minuta, ma che racchiude una quantità sorprendente di storie, ecosistemi e rituali quotidiani. Già l’arrivo, infatti, somiglia quasi a un passaggio dimensionale verso una realtà dominata da tonalità turchesi e dal fruscio costante delle palme.

Un luogo da sogno, dunque, ma che nella realtà di fatti cela anche un concentrato di storie di resilienza climatica: nel 1961, la furia dell’uragano Hattie spaccò letteralmente in due l’atollo, creando un canale naturale ora celebre col nome di The Split. Oggi in questo affascinante fazzoletto di terra non ci sono automobili, al punto che la lentezza è diventata una regola condivisa. Le strade sono di terra battuta, percorse da biciclette scolorite e golf cart guidati con attenzione quasi cerimoniale. Contemporaneamente, i cani si sdraiano al centro della carreggiata e nessuno li scaccia.

La popolazione locale, invece, è un mosaico affascinante di etnie Creole, Garifuna e Mestizo e incarna perfettamente lo spirito del motto isolano “Go Slow“.

Viaggiare bene conviene: tutte le città europee che premiano i turisti responsabili

Par : elenausai10
6 janvier 2026 à 09:05

C’è chi approva tasse di soggiorno e ticket d’ingresso e chi, invece, decide di premiare i viaggiatori più virtuosi. Stiamo parlando di tutte quelle città europee che stanno sperimentando diversi programmi per offrire vantaggi ai visitatori che compiono scelte più responsabili e sostenibili. Uno dei primi casi, tra i più famosi, è sicuramente quello di Copenhagen che, nel 2024, ha lanciato l’iniziativa CopenPay per incoraggiare comportamenti sostenibili scambiando “azioni eco” con omaggi.

Questo progetto ha ispirato tante altre realtà in Europa, compresa l’Italia, dove una semplice scelta come spostarsi in bicicletta o ridurre l’uso della plastica può tradursi in un risparmio concreto o in premi abbastanza generosi. Dagli ingressi gratuiti ai musei al noleggio di biciclette, fino a pranzi, esperienze guidate e persino trattamenti benessere: ecco quali destinazioni visitare nel 2026 in modo sostenibile e consapevole.

Copenaghen, Danimarca

Copenaghen è la città che ha dato il via al movimento. Con il programma CopenPay, premia i visitatori che compiono scelte sostenibili come arrivare in treno, spostarsi in bicicletta o partecipare ad attività che supportano la comunità locale. Nell’ultima stagione estiva, il progetto ha coinvolto circa 100 partner, offrendo esperienze ad alta capacità e attività più intime, come la raccolta dei rifiuti nel porto in kayak o su barche solari, passeggiate di quartiere con i residenti e laboratori creativi. Il sistema si basa sulla fiducia: spesso basta mostrare un biglietto del treno o dichiarare di essere arrivati in bici!

Brema, Germania

Anche Brema ha lanciato una propria versione del modello in collaborazione con Deutsche Bahn, puntando su un sistema semplice, ma efficace. I turisti che arrivano in treno e pernottano almeno una notte in città ricevono delle borse a sorpresa con voucher, sconti e piccoli omaggi offerti da negozi, musei e ristoranti locali. L’iniziativa, ispirata direttamente a CopenPay, è stata accolta molto positivamente dai visitatori, che hanno percepito il premio come un gesto di benvenuto autentico. Visto il successo, la città ha già annunciato l’intenzione di ampliare il programma nel 2026, rafforzando l’identità di Brema come destinazione urbana sostenibile.

Berlino, Germania

Tra le città europee che premiano i viaggiatori sostenibili c’è anche Berlino. La capitale tedesca si prepara a introdurre BerlinPay, un’iniziativa che dovrebbe debuttare nel 2026 e che prende ispirazione diretta dal modello danese. L’obiettivo è incoraggiare scelte di viaggio più sostenibili, come l’arrivo in treno, soggiorni più lunghi e la partecipazione ad attività a basso impatto ambientale. In cambio, i turisti potranno accedere a vantaggi concreti, tra cui ingressi scontati a musei e attrazioni, pasti gratuiti o servizi legati alla mobilità ciclabile. Sebbene i dettagli siano ancora in fase di definizione, l’approccio punta a rendere la sostenibilità un’opportunità da cogliere al volo.

Turisti in bicicletta a Berlino
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Anche a Berlino, scegliere la bici sblocca premi e agevolazioni

Helsinki, Finlandia

Helsinki, la città più sostenibile al mondo, sta lavorando a un adattamento del modello CopenPay con un forte accento sul turismo rigenerativo e sulla tutela del Mar Baltico. L’idea è premiare i visitatori che scelgono trasporti pubblici, biciclette o esperienze legate alla sostenibilità ambientale e sociale. Più che limitarsi a ridurre l’impatto, la città mira a creare benefici concreti per l’ecosistema e le comunità locali. Helsinki guarda anche a una collaborazione più ampia con altre destinazioni nordiche e baltiche, con l’obiettivo di lanciare in futuro un’iniziativa condivisa dedicata alla protezione e al ripristino del mare.

Vialattea, Italia

Anche le località sciistiche stanno sperimentando nuove forme di incentivazione sostenibile. Vialattea, uno dei principali comprensori delle Alpi italiane, ha avviato una collaborazione con Trenitalia per ridurre l’uso dell’auto privata. I visitatori che raggiungono la destinazione in treno possono ottenere fino al 25% di sconto sullo skipass, un vantaggio significativo soprattutto in alta stagione. L’iniziativa punta a ridurre il traffico e le emissioni in un’area dove la pressione ambientale invernale è elevata, dimostrando che anche il turismo sulla neve può evolvere verso modelli di mobilità più sostenibili.

Les Gets–Morzine, Francia

Nel cuore delle Alpi francesi, anche il comprensorio di Les Gets–Morzine ha introdotto programmi pensati per premiare chi sceglie di arrivare in treno. I viaggiatori che rinunciano all’auto possono accedere a sconti e vantaggi su skipass, servizi e attività locali. L’obiettivo è chiaro: ridurre il traffico automobilistico e l’impatto ambientale, senza compromettere la qualità dell’esperienza turistica. Le iniziative sono progettate per far percepire la mobilità sostenibile come una scelta vantaggiosa e conveniente, contribuendo a rendere il turismo montano più compatibile con le sfide climatiche.

Normandia, Francia

Tra le città europee spicca anche la Normandia, una delle regioni più avanzate sul tema grazie al programma Low Carbon Rate, attivo da diversi anni. I visitatori che arrivano in treno, autobus o bicicletta possono ottenere almeno il 10% di sconto su un’ampia rete di attrazioni convenzionate. Le agevolazioni valgono per castelli, musei, siti culturali, attività all’aperto e persino esperienze come gite in canoa ed escape room.

Il programma collega in modo diretto la scelta del mezzo di trasporto a un vantaggio economico immediato, rendendo la regione un esempio pionieristico di come incentivare arrivi a basse emissioni senza rinunciare all’offerta turistica.

Castello in Normandia
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Chi arriva in Normandia in treno, autobus o bicicletta può ottenere almeno il 10% di sconto per visitare i castelli

Isole Faroe

Le Isole Faroe portano il concetto di turismo responsabile a un livello ancora più radicale. Con l’iniziativa “Closed for Maintenance, Open for Voluntourism”, per alcuni giorni all’anno il turismo tradizionale viene sospeso e l’arcipelago accoglie solo volontari. I partecipanti contribuiscono a lavori come la manutenzione dei sentieri, la protezione delle aree naturali e il miglioramento delle infrastrutture leggere. In cambio ricevono vitto, alloggio e la possibilità di vivere un’esperienza autentica e profondamente legata alla comunità locale.

Træna, Norvegia

In Norvegia, il turismo che restituisce valore alle comunità si ispira al concetto di dugnad, il lavoro volontario svolto per il bene comune. In alcune destinazioni, come l’isola di Træna, i visitatori possono partecipare a iniziative di pulizia ambientale o manutenzione dei sentieri. In cambio ricevono alloggio gratuito o a prezzo ridotto, pasti o accesso a eventi locali. Il progetto ha attirato attenzione internazionale ed è stato citato dal New York Times come esempio virtuoso di turismo volontario, dimostrando come il coinvolgimento diretto possa arricchire l’esperienza di viaggio.

Ravenna, Italia

Infine, anche Ravenna ha avviato un’iniziativa ispirata al modello di Copenaghen, puntando su piccoli incentivi per premiare comportamenti virtuosi. I turisti che scelgono di muoversi in bicicletta, utilizzare i mezzi pubblici o partecipare ad attività sostenibili possono ottenere agevolazioni e vantaggi culturali, come ingressi scontati a musei e siti storici. Il progetto mira a promuovere un turismo più consapevole in una città d’arte ad alta affluenza, dimostrando che anche in contesti storici complessi è possibile sperimentare politiche innovative per migliorare l’impatto del turismo.

Turisti in bicicletta a Ravenna
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Anche Ravenna offre agevolazioni a chi si sposta in bicicletta

Nella classifica delle città più ciclabili al mondo c’è anche un’italiana

Par : elenausai10
2 décembre 2025 à 07:30

Muoversi in città con la bicicletta significa spostarsi in modo più sostenibile rispetto all’auto e più economico dei mezzi pubblici. Ma non tutte le città sono uguali quando si tratta di bici: alcune sembrano nate apposta per i ciclisti, con piste dedicate, parcheggi comodi e servizi pensati per chi pedala ogni giorno. Quali sono?

Copenhagenize, azienda internazionale specializzata nella pianificazione urbana e mobilità ciclistica, ha analizzato le città più “bike-friendly” del mondo nel suo report 2025. Lo studio valuta tre grandi aspetti: la qualità e sicurezza delle infrastrutture, il grado di utilizzo della bicicletta e la diffusione di politiche e strategie a favore del ciclismo urbano.

Il risultato è una classifica dominata dall’Europa, che occupa 27 dei primi 30 posti, dove compare anche una città italiana.

Weekend d’autunno in Maremma tra borghi, terme e panorami unici

Par : elenausai10
28 octobre 2025 à 16:30

Colline ricche di vigneti, paesaggi poetici da scoprire a piedi o in bici, terme in cui lasciarsi coccolare nelle fresche serate autunnali: da qui capisci subito di essere in Maremma, una zona della Toscana considerata a tutti gli effetti il regno dei buongustai e del turismo lento. Una terra affascinante, raccontata in tutta la sua bellezza, talvolta drammatica, da pittori quali Giovanni Fattori.

Un luogo dove il mare non è mai troppo lontano e una meta perfetta da esplorare anche durante l’autunno. Andiamo?

I borghi più belli della Maremma

Il modo migliore per cominciare il vostro weekend d’autunno in Maremma è visitando uno o più borghi. Tra i nostri preferiti citiamo Montemerano che, con le sue viuzze lastricate e le case in pietra dorata, rappresenta un piccolo gioiello medievale arroccato tra gli ulivi: un luogo sospeso nel tempo, ideale per una passeggiata romantica. Castiglione della Pescaia, invece, regala scorci sul mare e un borgo antico dominato dal castello aragonese, da cui si gode una vista incantevole sulla costa toscana.

Più nell’interno, Sovana affascina con la sua atmosfera etrusca e i resti archeologici che testimoniano un passato millenario. Infine Sorano, spesso definita la “Matera toscana”, stupisce con le sue case scavate nel tufo e un intreccio di vicoli che si aprono su panorami mozzafiato.

Relax alle terme

Anche la presenza di splendide terme fa della Maremma una meta perfetta da esplorare in autunno. A poca distanza dalle Terme di Saturnia ci sono le cascate termali più scenografiche di tutta la Toscana, uno di quei luoghi che tutti dovrebbero visitare almeno una volta nella vita.

Stiamo parlando delle Cascate del Mulino, dove l’acqua calda e sulfurea si riversa in una serie di piscine naturali scavate nella roccia, creando un paesaggio da cartolina. Il vapore che si alza leggero nelle mattine d’autunno regala un’atmosfera quasi magica, mentre il rumore costante dell’acqua accompagna chi sceglie di immergersi in queste vasche naturali.

Terme del Mulino
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Le famose Cascate del Mulino

Trekking e percorsi in bici

Se al relax preferite le attività all’aria aperta, siamo sicuri che la Maremma non vi deluderà. L’autunno, infatti, è il momento ideale per esplorarla a piedi o in bicicletta. La Riserva Naturale del Monte Labbro, vicino ad Arcidosso, offre sentieri che permettono di scoprire boschi, fauna locale e punti storici come la torre Giurisdavidica.

Il Parco Naturale della Maremma, o Parco dell’Uccellina, propone itinerari panoramici tra pinete e calette, percorribili a piedi o in bici. Tra i percorsi più accessibili ci sono anche la Pineta Granducale fino a Cala di Forno e l’anello Follonica-Torre Mozza-Carbonifera. Anche il Parco di Montioni e la Riserva di Orbetello meritano una visita per chi cerca natura e avventura.

Degustazione di vini e visite alle cantine

Infine, tra le esperienze da non perdere in autunno in Maremma c’è senza dubbio la degustazione dei vini locali. Tra le mete da raggiungere vi consigliamo Suvereto, borgo medievale ideale per un tour tra vigne e cantine, dove è possibile assaporare rossi intensi e strutturati, frutto di uvaggi simili a quelli dei più noti vini di Bolgheri. Le visite guidate permettono di scoprire i segreti della vinificazione, dalla raccolta delle uve alla maturazione in botti di legno.

Mackinac Island, l’isola proibita alle auto dove si viaggia in carrozza come nell’Ottocento

25 octobre 2025 à 17:00

Esiste un’isola in cui le auto sono bandite e lungo le strade passeggiano 600 cavalli che trainano carrozze e le persone si spostano in sella a tantissime biciclette. Un luogo che trasporta i visitatori in un mondo quasi ottocentesco, che sembra fermo all’attimo precedente all’invenzione delle prime automobili.

In effetti è proprio così: nella splendida Mackinac Island, nel cuore dello stato del Michigan (Stati Uniti) i mezzi a motore sono banditi dal 1900. Un “paradosso” se si pensa che lo Stato custodisce la “capitale mondiale dell’automobile”, ovvero Detroit.

L’incredibile isola di Mackinac con 600 cavalli e nessun veicolo

Passeggiare per le vie di Mackinac Island è come fare un vero tuffo nel passato, quando la vita scorreva più lenta, riscoprendo il piacere del contatto con le persone, con la natura e gli animali.

C’è un cavallo per ogni persona, in quest’isola di 3,8 km² dal fascino antico che sorge a cavallo tra due laghi: il Lago Huron e il Lago Michigan. Una posizione strategica per le comunità indigene che la abitavano, ottima per la caccia e la pesca. Furono proprio loro a dare il nome originario di questo pezzo di terra tanto prezioso: le sue scogliere calcaree e le foreste verdeggianti sembravano una enorme tartaruga che emergeva dall’acqua, e così la chiamarono Michilimackinac, ovvero “luogo della grande tartaruga” in lingua Anishinaabemowin. Negli anni venne abbreviato fino alla sua forma attuale.

Il cavallo qui è il re: soprattutto durante la bella stagione, questi animali vengono utilizzati per qualsiasi tipo di attività, dalla raccolta dei rifiuti alle consegne postali. Uno stile di vita d’altri tempi che piace agli abitanti, che si spostano abitualmente a piedi, in bicicletta o in uno speciale taxi trainato da cavalli.

Il motivo per cui le auto sono bandite? In realtà, alcune auto vennero introdotte nell’isola, ma secondo la tradizione locale, quando una di queste (nel 1898) spaventò i cavalli vicini a causa di un ritorno di fiamma, le autorità del villaggio proibirono i motori a combustione interna. Presero talmente sul serio la salvaguardia degli animali che tale misura venne estesa al resto dell’isola due anni dopo. Da allora, la gente del posto ha dimenticato completamente le auto a favore di biciclette e cavalli.

Biciclette a Mackinac Island
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Tantissime biciclette a Mackinac Island

Le meraviglie di Mackinac Island

Le sorprese che riserva quest’angolo di mondo ottocentesco, circondato da acque turchesi, non finiscono qui: l’80% della superficie è ​​costituita dallo spettacolare Mackinac Island State Park, dove ci si può immergere nella foresta secolare e ammirare imponenti rocce calcaree come l’Arch Rock, uno dei luoghi più iconici e mozzafiato dell’isola di Mackinac. Questo imponente arco naturale di calcare largo 15 metri si erge per circa 45 metri sopra il Lago Huron, offrendo viste mozzafiato sulla costa e sulla foresta circostante.

Da non perdere anche il Fort Mackinac, castello fondato dai britannici durante la Rivoluzione americana, e lo storico Grand Hotel risalente alla Gilded Age dell’America industriale, che vanta il portico più lungo del mondo (e si è candidato come location della quarta stagione di The White Lotus).

Vista panoramica su Mackinac Island, in Michigan
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Vista panoramica su Mackinac Island

Anche l’autostrada di 8,5 miglia trasformata in pista ciclabile è un’ottima escursione da fare in questa terra sospesa nel tempo: si trova a nord del villaggio e permette di raggiungere tranquille spiagge di ciottoli e rigogliosi boschi. Per i turisti, a disposizione, ci sono ben 1.500 biciclette a noleggio.

Altre chicche? Una partita a golf in uno dei due campi dell’isola, una visita al Mackinac Island Native American Museum, nella Biddle House, con ricche testimonianze delle comunità indigene, e infine una pausa golosa assaporando i tradizionali fudge al cioccolato. Se si viaggia qui a giugno, inoltre, l’isola si riempie di colori e profumi per 10 giorni grazie al Festival dei Lillà.

Dove si trova e come arrivare

Mackinac Island sorge sulla confluenza dei fiumi Huron e Michigan (nello stato del Michigan), a circa 500 km a nord di Detroit. Si raggiunge facilmente, in circa 20 minuti, a bordo di un traghetto che parte da Mackinaw City o da St. Ignace, sulla Penisola Superiore del Michigan.

Appia Day 2025, eventi da Roma a Brindisi lungo l’antica via patrimonio Unesco

3 octobre 2025 à 07:30

Torna con il decimo appuntamento l’Appia Day, l’occasione perfetta per riscoprire monumenti, paesaggi e borghi meravigliosi lungo la Via Appia, percorribile a piedi o in bici. Un festival diffuso adatto a famiglie, appassionati di storia, ciclisti ed escursionisti, che collega Roma a Brindisi e coinvolge tantissime comunità durante il weekend del 4 e 5 ottobre 2025.

Con i suoi oltre 600 km tra storia e natura, la strada più celebre dell’antichità, conosciuta anche come Regina Viarum, attraversa 4 regioni e coinvolge ben 74 comuni: un filo che unisce l’Italia e racconta le memorie del nostro passato. L’Appia Day 2025 è l’opportunità perfetta per vivere un viaggio tra storia, natura, itinerari guidati, passeggiate archeologiche, eventi culturali e cittadinanza attiva.

L’edizione speciale dell’Appia Day 2025

Quest’anno il festival Appia Day assume un valore speciale: si tratta della prima edizione dopo il riconoscimento UNESCO (a luglio 2024), un traguardo storico che ci invita a tutelarla e valorizzarla, proprio come fa l’evento Appia Day.

L’obiettivo è la diffusione di consapevolezza, la promozione di un turismo sostenibile e il rafforzamento del legame tra comunità e patrimonio.

Il programma

Da Roma a Brindisi, attraversando Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, le località toccate dalla Regina Viarum si animano durante il weekend del 4 e 5 ottobre 2025 con tantissimi eventi, aperture straordinarie di monumenti, passeggiate, trekking e ciclotour, ma anche spettacoli, musica e teatro, laboratori per bambini, degustazioni, incontri culturali e mostre.

Abbiamo selezionato alcuni degli appuntamenti da non perdere.

Parco degli Acquedotti sulla Via Appia
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Parco degli Acquedotti, lungo la Via Appia

Lazio

Tra gli eventi più attesi nel Lazio c’è ArcheoGRAB, un percorso che non è solo un itinerario, ma un vero viaggio nel tempo e nella natura: prevede 7 tappe da raggiungere in bici (Arco di Costantino, Arco di Druso, Cartiera Latina, Cenotafio Annia Regilla, Acquedotti, Villa dei Quintili – Santa Maria Nova e infine il Mausoleo di Cecilia Metella – Circo di Massenzio). Questo tragitto è parte di quello che si chiamerà il Grande Raccordo Anulare delle Bici di Roma (GRAB), un anello ciclopedonale di 45 km che renderà la Capitale più accessibile, sostenibile e a misura d’uomo. Partenza domenica 5 ottobre dall’Arco di Costantino di Roma alle ore 9:30.

Per tutto il weekend, sarà presente anche la Legio Secunda Parthica Severiana, con un accampamento romano nei pressi del Mausoleo di Cecilia Metella e della Chiesa di San Nicola. Tende, rastrelliere, velari e tavoli didattici permetteranno di scoprire curiosità dell’antica Roma. Completano l’esperienza le dimostrazioni militari in costume, i corsi gratuiti di danza orientale, il tiro con l’arco e la scuola legionaria per grandi e piccoli.

Tappa anche alla scoperta di Terracina, lungo la Riviera di Ulisse, domenica 5 ottobre (ore 10:30, 16:30 e 18:30), con percorsi accompagnati nel centro storico organizzati dalla Fondazione Città di Terracina: dal tratto urbano dell’Appia Antica al Teatro Romano, dalle Favisse del Tempio Maggiore al Capitolium. Per partecipare la prenotazione è obbligatoria a un costo di 10 euro.

Per i curiosi e appassionati di archeologia, da non perdere è l’appuntamento con lo scavo aperto della Necropoli di Appia Antica 39: si può così vivere l’emozione di entrare in un affascinante sito archeologico e di partecipare alla visita guidata, con la possibilità di tenere tra le mani i reperti ceramici, lavarli e scoprirne le caratteristiche imparando che ogni piccolo frammento ha una storia meravigliosa da raccontare. Appuntamento il 4 Ottobre alle ore 10:00, con partecipazione libera e gratuita.

Campania

Tra le tante esperienze pensate per conoscere le tradizioni dei luoghi campani lungo l’Appia Antica, c’è la Falerno Fest, il 4 ottobre a Falciano del Massico (Caserta): una giornata dedicata al vino, alla cultura e alla comunità, con stand gastronomici lungo le strade dell’antico paese e degustazioni guidate dei prodotti tipici del territorio, oltre a spettacoli musicali, artisti di strada e intrattenimento per bambini.

Sabato 4 ottobre potrete partecipare al Ciclotour da Caserta ad Arpaia, con partenza ore 9:00 da Piazza Carlo di Borbone. Un percorso di 52 km lungo l’Appia Antica con tappe culturali a San Nicola la Strada, Maddaloni, Santa Maria a Vico e Arpaia, tra storia romana, longobarda e sapori sanniti.

Anche l’astronomia è protagonista dell’Appia Day 2025: nel Planetario di Caserta, l’evento racconta questa materia al tempo della costruzione dell’Appia, con una visita guidata museale interattiva dedicata agli orologi solari e un breve spettacolo in cupola digitale basato sul sistema tolemaico e sulla stima del raggio terrestre. Appuntamento il 5 ottobre in due turni: alle ore 19:30 e alle 20:15

Puglia

Non mancano eventi e rievocazioni anche in Puglia, dove la Regina Viarum conduce fino a Brindisi. Il 4 Ottobre 2025, dalle ore 9:00, FIAB Brindisi organizza la ciclopasseggiata lungo la Via Appia da Taranto a Brindisi: un percorso di circa 70 km con tappe in diversi punti d’interesse, tra cui l’area archeologica di Muro Tenente.

Colonne romane della Via Appia di Brindisi
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Le colonne romane di Brindisi, al termine della Via Appia

Domenica 5 ottobre è dedicata alla giornata Traiana Viva, nella Masseria Borgo Santuri di Fontevecchia (Ostuni), che valorizza la storia, il paesaggio e la cucina romana: passeggiata guidata tra ulivi e tracce dell’antica strada, letture a tema e ricostruzione di un accampamento militare con la Legio VIII Augusta, ma anche showcooking di archeologia gastronomica e un incontro sulla dieta mediterranea in epoca romana.

L’Eroica, il percorso permanente in bici che attraversa le colline toscane

20 septembre 2025 à 19:00

Nel cuore delle Terre di Siena, attraverso il Chianti, le Crete Senesi e la Val D’Orcia, passando anche per Montalcino, si snoda un percorso fatto di strade bianche che abbracciano borghi, colline e paesaggi meravigliosi: si chiama Eroica ed è il viaggio in bicicletta avventuroso da fare almeno una volta nella vita.

Per 209 km e un dislivello totale di 3.023 metri, l’Eroica è uno tra i percorsi ciclistici più spettacolari d’Italia, un circuito ad anello suddiviso in 12 tappe da percorrere in due o tre giorni a seconda del proprio grado di preparazione e del tempo a disposizione.

Il viaggio dell’Eroica

Non esiste solo la gara ciclistica vintage, che ogni anno richiama tantissimi appassionati e curiosi, ma anche un percorso permanente dell’Eroica che permette di fare un viaggio lento immersi nei paesaggi straordinari e senza tempo della Toscana, assaporando anche l’enogastronomia locale e scoprendone le tradizioni.

Potrete ammirare il Castello di Brolio tra cipressi secolari e leggende sul barone Ricasoli, nell’antico borgo di Gaiole in Chianti, vivere tutta l’atmosfera medievale di Siena e le sue bellezze, assaporare il celebre Brunello a Montalcino e farvi conquistare dalle delizie della gastronomia toscana.

Montalcino
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Il borgo di Montalcino

Sono 12 le tappe che possono essere percorse, oltre alle quali esistono anche delle varianti che danno l’opportunità di esplorare tratti inediti del territorio.

Tra i tragitti più suggestivi, c’è quello che parte da Gaiole in Chianti (luogo in cui è nata l’Eroica) e in 17 km raggiunge Pianella. Una strada suggestiva immersa tra valli vellutate e boschi di querce. Da Pianella si raggiunge in circa 11 km il cuore di Siena, tra il Duomo e l’intramontabile Piazza del Campo per un’altra tappa suggestiva.

Altro tragitto da non perdere è quello che collega Torrenieri e Buonconvento, passando per Cosona e attraversando i borghi di Lucignano d’Asso e Pieve a Salti, tra dolci colline toscane e tradizioni agricole. C’è spazio anche per una meritata pausa ristoratrice nelle botteghe locali prima di arrivare a Buonconvento, uno dei Borghi più belli d’Italia.

Partendo da Radda in Chianti, un’altra tappa dell’Eroica conduce nel cosiddetto “Bosco del Chianti” che si distingue per numerose specie di alberi presenti, passando per San Donato in Perano e per il borgo di Vertine, e infine lungo la discesa che conduce a Gaiole in Chianti.

Seguendo le strade dell’Eroica, ci si regalano degustazioni nelle cantine, visite ai borghi e ai castelli, pause golose a base di pane toscano, olio extravergine d’oliva e salumi straordinari. Esperienze che trasformano queste tratte in un percorso non solo cicloturistico, ma anche enogastronomico.

Le 12 tappe dell’Eroica

Di seguito le tappe del percorso:

  1. Gaiole in Chianti – Pianella
  2. Pianella – Siena
  3. Siena – Murlo
  4. Murlo – Montalcino
  5. Montalcino – Torrenieri
  6. Torrenieri – Buonconvento
  7. Buonconvento – Asciano
  8. Asciano – Radda in Chianti
  9. Radda in Chianti – Gaiole in Chianti
  10. Gaiole in Chianti – Castelnuovo Berardenga
  11. Castelnuovo Berardenga – Pianella
  12. Pianella – Gaiole in Chianti
L'Eroica, la gara di bici vintage della Toscana
Ufficio Stampa
L’eroica, la famosa gara di bici vintage

Il libretto di viaggio dell’Eroica

I cicloturisti possono raccogliere il ricordo del viaggio lungo l’Eroica attraverso i timbri apposti sul libretto di viaggio dedicato ad ogni tappa raggiunta. Timbri unici e speciali che certificano la determinazione con cui si conclude il percorso e che rappresentano segni indelebili di ogni momento ed emozione vissuti. Il libretto può essere acquistato negli Eroica Point ufficiali di Siena, Gaiole in Chianti, Montalcino.

Il viaggio può cominciare da un qualsiasi punto del percorso dal momento che ogni esercizio convenzionato è riconosciuto come punto di partenza e di arrivo e abilitato a rilasciare i timbri. Si possono trovare tutti i luoghi convenzionati per apporre i timbri sul sito ufficiale del percorso, dove può essere scaricato anche l’itinerario completo, con tutte le coordinate necessarie ad orientarsi.

Settimana Europea della Mobilità, gli eventi da non perdere in Italia

14 septembre 2025 à 07:25

La Settimana Europea della Mobilità rappresenta ormai un appuntamento fisso nel calendario delle città europee. Promossa dalla Commissione europea, la campagna di sensibilizzazione punta a incoraggiare i cittadini ad adottare modalità di spostamento più sostenibili, dall’uso dei mezzi pubblici alla mobilità attiva, come camminare o andare in bicicletta.

Ogni anno, dal 16 al 22 settembre, migliaia di comuni partecipano proponendo eventi, percorsi e attività che culminano nella celebre Giornata senza auto, un simbolo concreto di come le nostre città possano trasformarsi se si riduce il traffico privato.

Per il 2025 il tema scelto è “Mobilità per tutti”, uno slogan che sottolinea l’importanza di rendere le soluzioni sostenibili accessibili a ogni fascia della popolazione. Anche in Italia il calendario si preannuncia ricco e variegato, con iniziative che mescolano cultura, natura, sport e convivialità.

BiblioTrekking a Trento

Tra le proposte più originali di questa edizione ecco il BiblioTrekking di Trento, un’iniziativa che unisce l’attività fisica all’esperienza culturale. Organizzato dalle biblioteche dell’Università di Trento, il percorso non si rivolge soltanto a studenti e personale accademico, ma apre le sue porte anche ai cittadini e ai turisti interessati a scoprire la rete bibliotecaria della città in una veste inedita.

La camminata prenderà il via dalla Biblioteca Universitaria Centrale, che sarà oggetto di una visita guidata, per poi proseguire verso la sede di Mesiano e infine arrivare a quella di Povo. Il tragitto si snoderà lungo il corso del Fersina e i percorsi pedonali che collegano la collina est di Trento, offrendo così l’occasione di esplorare non solo il patrimonio librario, ma anche il contesto naturalistico urbano che lo circonda.

Biciclettata agricola e Festa sull’Aia a Locate di Triulzi

Alle porte di Milano, nel comune di Locate di Triulzi, si terrà un evento che unisce pedalate e convivialità. La Biciclettata agricola prenderà il via da Piazza della Vittoria alle 10.45 e condurrà i partecipanti, tramite un itinerario tra cascine e aree verdi, fino alla Cascina Nesporedo, con arrivo previsto intorno alle 12.30.

Durante il percorso sarà possibile sostare in luoghi di particolare interesse naturalistico e rurale, come l’Oasi di Cascina Castello, il fontanile di Cascina Venturina e l’osservatorio di Cascina Resentera. L’arrivo coinciderà con la Festa sull’Aia, un pranzo comunitario accompagnato dalla musica dal vivo di Vince & Friends, per trasformare la pedalata in un’occasione di socialità e riscoperta delle radici agricole del territorio.

Novara e la Pedalata Colorata

Novara celebra la Settimana Europea della Mobilità con la sua ormai tradizionale Pedalata Colorata, un’iniziativa che coinvolge associazioni ambientaliste, ciclisti e gruppi locali. L’appuntamento è in Piazza Martiri alle 14.30, con partenza alle 15.00 per un percorso di circa 15 chilometri che toccherà parchi e aree verdi della città.

L’elemento distintivo della pedalata è l’invito a vestirsi con abiti colorati, per una vera e propria “festa itinerante”. L’arrivo è previsto al Villaggio Dalmazia, dove i partecipanti potranno assistere a uno spettacolo teatrale messo in scena dalla compagnia Cabiria e concludere la giornata con un aperitivo.

Torino e il “Fiume di Libri”

La mobilità sostenibile non è solo movimento fisico: a Torino la Settimana propone un momento di pausa e riflessione con “Fiume di Libri”, in programma in via Cumiana dalle 20 alle 24. L’iniziativa, curata dal gruppo Compagne di banco, consiste in una lettura collettiva e condivisa, vissuta in maniera informale, sdraiati o seduti su tappeti e cuscini.

Alla lettura silenziosa si alterneranno momenti in cui alcuni brani selezionati da romanzi, racconti e poesie verranno letti ad alta voce, in un’atmosfera sospesa tra comunità e intimità letteraria.

Trieste e i 10.000 passi di salute

A Trieste, la Settimana Europea della Mobilità assume un taglio salutistico con l’iniziativa “10.000 passi di salute”, un percorso guidato all’interno del Bosco del Farneto. L’appuntamento è fissato alle 16.00 presso il Giardino di Guardiella, da cui partirà una camminata che si concluderà intorno alle 18.00.

Durante l’itinerario, esperti dell’Ufficio Interventi sul Verde del Comune illustreranno la storia, le caratteristiche naturalistiche e gli aspetti culturali del bosco, soffermandosi anche sui due platani monumentali che segnano l’ingresso del sentiero. La passeggiata sarà arricchita dalla presenza di laureati e studenti in Scienze Motorie, coordinati dall’associazione Sport & Fun, che guideranno semplici esercizi fisici e offriranno consigli pratici per chi desidera avvicinarsi al ruolo di “conduttore di gruppi di cammino”.

La Strada dei Ciclamini è la più bella d’Italia: da Lovere a Bienno a ritmo lento

12 septembre 2025 à 16:08

Viaggiare in Italia non significa solo raggiungere una destinazione: significa immergersi in paesaggi mozzafiato, scoprire borghi autentici e assaporare la cultura locale. Questo è il principio alla base del nuovo progetto “Le 100 Strade più belle d’Italia”, ideato da Italy Discovery e dall’Associazione I Borghi più belli d’Italia, con il finanziamento del Ministero del Turismo e il supporto di Regione Lombardia, Enit, Anci, Uncem, Upi e Italea.

L’obiettivo è creare un turismo sostenibile che valorizzi non solo le mete, ma soprattutto il percorso che le collega, trasformando la strada stessa in un’esperienza unica e indimenticabile. Con la Strada dei Ciclamini, la Lombardia diventa protagonista di un turismo innovativo, dove il percorso è tanto importante quanto la destinazione, offrendo ai viaggiatori la possibilità di scoprire l’Italia più autentica, tra paesaggi incontaminati, borghi storici e sapori unici.

Le 100 Strade più belle d’Italia: un nuovo modo di viaggiare

Tradizionalmente il turismo italiano si è concentrato sulle destinazioni, dai grandi centri urbani ai luoghi iconici. Con questo progetto, invece, nasce il turismo paesaggistico, un modo di viaggiare lento e sostenibile che invita a scoprire ogni angolo del territorio. I percorsi selezionati attraversano boschi, colline, vigneti, coste a picco sul mare e passi alpini, offrendo panorami da cartolina e paesaggi che sembrano dipinti.

Il progetto, che durerà tre anni, prevede la certificazione di 100 strade considerate le più belle d’Italia. Ogni percorso diventa un itinerario culturale, storico ed enogastronomico che offrirà al viaggiatore un’esperienza completa.

Come spiega Fiorello Primi, presidente de I Borghi più belli d’Italia, “certificare le strade più belle significa tutelare tutto ciò che si trova lungo i percorsi e trasformare il viaggio in un elemento essenziale del turismo italiano”.

Il progetto si rivolge a tutti: chi viaggia in auto, moto, bici o a piedi potrà apprezzare la rete di strade attentamente selezionate, progettate per mettere in risalto la bellezza della campagna, dei paesaggi rurali e dei prodotti locali, promuovendo così un turismo lento e sostenibile, sia per italiani sia per turisti stranieri.

La Strada dei Ciclamini: il gioiello della Lombardia

La prima strada certificata nell’ambito del progetto è la Strada dei Ciclamini, che sarà inaugurata il 15 settembre 2025 a Lovere, nel cuore della Lombardia. Questo percorso di 60 chilometri collega Lovere a Bienno, attraversando 15 comuni tra il Lago d’Iseo, le Alpi Orobie e la Val Camonica, e include tre borghi tra i più belli d’Italia: Lovere, Clusone e Bienno.

La Strada dei Ciclamini offre scenari straordinari: dal Passo della Presolana all’Alta Val di Scalve, dai parchi delle Orobie bergamasche a quelli dell’Adamello, fino ai panorami suggestivi dei laghi e delle valli.

Lungo il percorso, i visitatori incontrano 21 prodotti agroalimentari a denominazione di origine protetta, edifici storici, musei, affreschi e numerosi aziende agrituristiche.

La strada non è solo un tragitto, ma un vero e proprio itinerario del gusto e della cultura, dove ogni tappa racconta la storia e le tradizioni locali.

La prima strada certificata tra le più belle d’Italia passa in Lombardia
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Il borgo di Bienno in Lombardia

Eventi speciali accompagnano l’inaugurazione: una carovana di auto d’epoca da Bienno a Lovere e cerimonie ufficiali con la partecipazione di autorità locali e nazionali.

La Strada dei Ciclamini rappresenta perfettamente l’idea di viaggio lento, consapevole e immerso nella natura, ponendosi come modello per le prossime strade che verranno certificate in tutta Italia.

Su Tingiosu, la scogliera più sorprendente della Sardegna

Par : losiangelica
28 août 2025 à 14:32

Le scogliere di Su Tingiosu caratterizzano la costa della Sardegna centro-occidentale con una lunghezza di due chilometri scolpiti dal vento. Non è la classica spiaggia da cartolina con ombrelloni, ma un paradiso selvaggio con falesie bianchissime che arrivano a venticinque metri e panorami da togliere il fiato. Il suo bello? Mentre cammini o pedali lungo i sentieri che la collegano, ti accorgi di giochi di luce e del profilo roccioso da immortalare da più angolazioni. Su Tingiosu è come una tavolozza di un pittore, fatta di bianco calcareo, verde mediterraneo e blu marino: un’armonia che ti resta negli occhi e un po’ anche sotto pelle.

Caratteristiche di Su Tingiosu

Su Tingiosu è la scogliera suggestiva che spicca con le alte falesie che caratterizzano il litorale.. La vista è unica: si osserva tutta la costa del Sinis nelle giornate limpide e si raggiunge persino il profilo dell’isola di Mal di Ventre.

Gli amanti del mare rimarranno estasiati dalle sfumature di verde, blu e turchese tutte da immortalare. Le grotte e le insenature, raggiungibili in barca o kayak, sono il paradiso degli snorkeler: la popolazione marina di pesci e crostacei è incredibilmente vivace.

Scendendo ai piedi delle falesie si trovano suggestive calette “segrete” accessibili solo via mare: sabbia dorata e ciottoli fanno da fondale ma la vera chicca è la presenza di sorgenti dolci che emergono dalle pareti lasciando incantati i visitatori. Un contrasto tra dolce e salato che attira i più curiosi.

La zona, da visitare mantenendo un comportamento etico e rispettoso, è popolata da cormorani che si tuffano nel mare alla ricerca di prede e regalando acrobazie non è difficile riconoscere il macaone sardo con ali gialle e nere. Non meno ricca la popolazione marina da scoprire con maschera e boccaglio avendo cura di non toccare mai nulla e muoversi sempre con cautela.

Scogliera di Su Tingiosu
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La falesia di Su Tingiosu in Sardegna con la vista suggestiva

Dove si trova Su Tingiosu e come arrivarci

Su Tingiosu è la scogliera posizionata zona centro-orientale della Sardegna estendendosi per circa due chilometri tra Cabras e San Vero Milis. Il ponte naturale congiunge la spiaggia di Meri Ermi, conosciuta per i chicchi di quarzo che sembrano riso colorato, e le falesie di su Cantaru, poco oltre la borgata marina di s’Arena Scoada.

Come arrivarci? Partendo da queste due località si imbocca la strada verso le spiagge del Sinis e in prossimità della costa si trovano numerosi sentieri che conducono verso le falesie. Gli amanti delle camminate avranno di che stupirsi, passeggiando all’interno della macchia mediterranea godendosi scorci su campi coltivati e panorami mozzafiato. Non solo a piedi però, ci si può arrivare anche in bici, oppure per chi vuole divertirsi al 100% si possono noleggiare barche e kayak per visitare le calette segrete di cui abbiamo parlato qualche riga fa. Alla fine della scogliera, come ricompensa, ti aspetta s’Arena Scoada, con le sue sabbie di quarzo bianco, rosa e nero. Su Tingiosu non è la classica spiaggia della Sardegna ma uno dei luoghi più autentici e selvaggi dove si scopre che mare e vento hanno disegnato il paesaggio come se fossero veri e propri artisti.

Non solo Copenhagen: le città europee che premiano i viaggiatori sostenibili

Par : elenausai10
23 août 2025 à 10:00

Diventare viaggiatori consapevoli è sempre più importante: stiamo vivendo un periodo storico in cui i cambiamenti climatici e gli eventi ambientali non possono più essere ignorati. Il turismo è responsabile dell’8% delle emissioni globali di carbonio e, seppur il nostro impatto individuale sembri minuscolo, può fare la differenza.

Per incoraggiare scelte sostenibili, alcune città hanno introdotto sistemi che premiano chi opta per mezzi ecologici come il treno o la bicicletta. Precursore fu Copenaghen che, con il programma innovativo CopenPay, ha aperto la strada a un nuovo modo di fare turismo, ispirando anche Berlino, Brema ed Helsinki.

Cosa è CopenPay

A chi intraprende attività ecosostenibili come andare in bicicletta, usare i mezzi pubblici o raccogliere la plastica, la città di Copenaghen offre dei premi. La campagna, intitolata CopenPay, è pensata per aiutare a compensare l’impatto ambientale negativo dei viaggiatori che visitano la capitale danese. L’ente del turismo, Visit Copenhagen, spera che questo “incoraggi comportamenti sostenibili e arricchisca l’esperienza culturale di visitatori e residenti a Copenaghen, trasformando le azioni green in valuta per esperienze culturali“.

Questi omaggi potranno consistere in un pasto al ristorante, un caffè, del vino, pasticcini danesi, l’ingresso a un museo, il noleggio di un kayak per navigare lungo il fiume e del tempo aggiuntivo per attività presso centri ricreativi o laboratori culturali.

Nel 2024, il programma pilota ha superato ogni aspettativa: durante le 4 settimane di CopenPay dello scorso anno, l’uso delle biciclette a noleggio è aumentato del 29%, sono stati raccolti numerosi rifiuti e il 98% dei partecipanti ha dichiarato che consiglierebbe l’iniziativa.

CopenPay a Copenaghen
Ufficio Stampa
La campagna pubblicitaria di CopenPay a Copenaghen

Le città europee che premiano i viaggiatori green

Sulla scia di Copenaghen, le città di Berlino, Brema ed Helsinki stanno ora prendendo spunto creando la propria versione dell’iniziativa.

A Brema, i viaggiatori che arrivano con i treni notturni ricevono a sorpresa delle borse contenenti buoni e piccoli regali offerti dalle attività turistiche locali. La campagna, sviluppata in collaborazione con Deutsche Bahn, ha riscosso un grande successo tra i visitatori e si prevede che si espanderà ulteriormente nel 2026.

Helsinki, invece, sta pensando in grande, puntando a promuovere il turismo rigenerativo nei Paesi nordici e baltici, con progetti come il ripristino del Mar Baltico in primo piano. “CopenPay è un’ottima iniziativa e saremo lieti di costruire su quello spirito,” ha dichiarato Nina Vesterinen, direttrice del Dipartimento per la Promozione Turistica.

Berlino, infine, sta lavorando per creare un progetto simile a quello danese, offrendo una bicicletta gratis a chiunque arrivi in città con l’aereo, insieme ad altri premi che verranno stabiliti nei prossimi mesi.

Gli esperti vedono in questo modello nato a Copenaghen un enorme potenziale, soprattutto in un contesto in cui i viaggiatori continuano a crescere. Iniziative di questo tipo trasformano il turismo in un’esperienza consapevole e premiante, che potrebbe presto diventare la regola e non l’eccezione. Viaggiare, così, non significa solo scoprire nuovi luoghi, ma anche lasciare un contributo concreto e tornare a casa con esperienze dal valore più profondo.

Cammino Materano: sei direttrici per raggiungere l’impareggiabile Matera

Par : cdelgiudice
30 juillet 2025 à 12:35

Nel cuore del Sud Italia, tra uliveti millenari, tratturi dimenticati e borghi intrisi di storia, si snoda un’esperienza di viaggio unica: il Cammino Materano. Non si tratta di un solo percorso, ma di sei vie che, come vene antiche, convergono verso un’unica destinazione sacra e simbolica: Matera, la “Città dei Sassi”.

Questo sistema di cammini attraversa Puglia, Basilicata, e in parte anche Molise e Campania, regalando a chi lo percorre la possibilità di esplorare a piedi un Mezzogiorno spesso sconosciuto, più intimo e autentico rispetto alle rinomate località costiere. Un cammino spirituale e culturale, ma anche un’esperienza concreta di turismo sostenibile, lento e consapevole, che valorizza territori spesso marginali e ne riscopre l’anima, aiutando anche a sostenere l’economia locale.

Matera, Capitale della Cultura e Patrimonio dell’Umanità 

Patrimonio dell’Umanità UNESCO e Capitale Europea della Cultura nel 2019, Matera non è solo un punto d’arrivo geografico, ma anche un luogo simbolico di rinascita, capace di ispirare il camminatore fin dall’inizio. I suoi celebri Sassi, abitati fin dal Paleolitico e modellati dall’uomo nella roccia calcarea, raccontano una storia millenaria fatta di fatica, fede e bellezza. Oggi, Matera è il cuore pulsante di questo progetto di cammini, una meta che fonde sacralità, storia e paesaggio, con un volto nuovo: quello delle nuove generazioni che vogliono rimanere nel loro territorio, aprendo attività di accoglienza turistica e micro-imprese, anziché spostarsi altrove in cerca di lavoro.

Raggiungerla a piedi ha un significato profondo: non si tratta solo di conquistare una meta, ma di prepararsi a comprenderla davvero.

Le sei vie che compongono il Cammino Materano 

Il Cammino Materano è in realtà un sistema di sei vie diverse per lunghezza, difficoltà e paesaggi, ma tutte accomunate da uno spirito comune: la lentezza, il contatto con le comunità locali e la scoperta delle aree interne. Le Vie mettono insieme strade secondarie romane, vie medievali, tratturi e sentieri, attraversando campi, gravine, boschi, colline e altopiani. Non tutte sono ancora completate, la maggior parte sono percorribili per ora solo per alcune sezioni.

Ecco una panoramica delle sei direttrici:

  • Via Peuceta (167 km – 7 tappe, facile) – da Bari a Matera, è il percorso più collaudato, completamente aperto e segnalato, immerso nell’Alta Murgia e punteggiato da borghi storici e paesaggi rurali.
  • Via Ellenica (170 km – 8 tappe, difficoltà media) – collega Alberobello a Matera, attraversando la Terra delle Gravine; esiste anche una variante da Brindisi.
  • Via Lucana (400 km – 23 giorni, difficoltà media) – da Paestum a Matera, in parte già percorribile (da Tricarico in poi), collega le montagne alla Murgia.
  • Via Sveva (200 km – 8 tappe, difficoltà media) – ancora in fase di strutturazione, unisce Trani a Matera seguendo le tracce di Federico II e dei suoi castelli.
  • Via Jonica (300 km – 10 giorni, difficoltà media) – da Leuca a Matera lungo la costa ionica pugliese; segnaletica per ora completata da Manduria a Taranto.
  • Via Dauna (400 km – 22 giorni, difficoltà media) – da Termoli a Matera, attraversa l’antica civiltà pastorale tra Molise e Puglia.

Tra queste, la Via Peuceta è quella attualmente più completa, nonché adatta ai camminatori di ogni livello, grazie alla semplice percorribilità, alla segnaletica ben curata e alla rete di accoglienza già attiva.

Matera

Le tappe principali della sezione primaria, la Via Peuceta 

Ed è proprio su questa via che ci concentreremo per descrivere le 7 tappe principali.

  • Tappa 1 – da Bari a Bitetto (20 km, D+ 150 m) – si parte dalla Basilica di San Nicola, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti del Sud Italia. Il percorso esce lentamente dal tessuto urbano e conduce fino a Bitetto, borgo medievale dalla splendida cattedrale romanica.
  • Tappa 2 – da Bitetto a Cassano delle Murge (22 km, D+ 450 m) – si entra nel paesaggio rurale pugliese, fatto di uliveti e muretti a secco. La tappa attraversa la Foresta di Mercadante, un polmone verde sorprendente. Cassano offre un bel centro storico e accoglienza genuina.
  • Tappa 3 – da Cassano delle Murge a Santeramo in Colle (19 km, D+ 320 m) – un tratto tra campi coltivati e macchia mediterranea, con paesaggi aperti e ampi orizzonti. Santeramo è famosa per la sua tradizione gastronomica.
  • Tappa 4 – da Santeramo in Colle ad Altamura (21 km, D+ 250 m) – tappa pianeggiante ma ricca di fascino, che culmina ad Altamura, celebre per il suo pane DOP, la splendida cattedrale federiciana e il museo dell’Uomo di Altamura.
  • Tappa 5 – da Altamura a Gravina in Puglia (19 km, D+ 200 m) – una delle tappe più emozionanti dal punto di vista paesaggistico. Gravina, con i suoi ponti, canyon e chiese rupestri, è un gioiello da esplorare.
  • Tappa 6 – da Gravina in Puglia al Santuario di Picciano (18 km, D+ 300 m) – tappa spirituale e suggestiva, che culmina al Santuario della Madonna di Picciano, immerso nella quiete della collina materana.
  • Tappa 7 – da Picciano a Matera (17 km, D+ 250 m) – l’ultima tappa regala scorci indimenticabili. Arrivare a Matera a piedi, scorgendo i Sassi stagliarsi sulla linea dell’orizzonte, è un’emozione difficile da descrivere.

La stagione migliore per incamminarsi 

Il Cammino Materano attraversa una delle zone più assolate e calde d’Italia, per cui le stagioni ideali per affrontarlo sono primavera e autunno. In questi mesi, le temperature sono miti, i colori naturali intensi e la luce perfetta per camminare e fotografare.

L’estate, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, è sconsigliata: il caldo torrido, l’esposizione al sole e la scarsità di ombra e fonti d’acqua rendono l’esperienza molto faticosa, anche per i più esperti. In inverno è in genere percorribile, ma bisogna fare attenzione a piogge abbondanti o, in alta quota, persino alla neve.

Organizzazione del cammino e dell’equipaggiamento 

Il Cammino Materano è pensato per essere facilmente accessibile, ma richiede comunque una preparazione minima e una predisposizione a camminare a lungo. Anche se non presenta dislivelli estremi, infatti, alcune tappe sono di parecchi chilometri, quindi un buon allenamento è consigliato.

Credenziale del camminatore 

Come per altri cammini, anche qui è possibile richiedere la Credenziale, il “passaporto del pellegrino”. Serve per ottenere i timbri (i cosiddetti sigilla) ad ogni tappa e accedere a tariffe agevolate nelle strutture convenzionate. Si può richiedere tramite il sito ufficiale del Cammino e riceverla via posta con una donazione libera.

Segnaletica e orientamento 

La Via Peuceta è ben segnalata con frecce gialle e simboli specifici del cammino, ma è sempre consigliabile scaricare le tracce GPX per dispositivi GPS o app dedicate. Alcuni tratti sono molto isolati, quindi è bene non affidarsi solo alla segnaletica fisica. Le altre 5 direttrici che compongono il Cammino Materano nel suo insieme sono in fase di completamento.

Bari, basilica di San Nicola

Zaino ed equipaggiamento 

Uno zaino da 30-40 litri, scarponcini da trekking (possibilmente alti alla caviglia), calze tecniche (lana merinos consigliata), magliette traspiranti e una giacca antivento sono il minimo sindacale. Il sacco a pelo non è necessario, ma un sacco lenzuolo può essere utile se si dorme negli ostelli. Essenziale portare acqua e cibo a sufficienza per le tappe più isolate.

Pernottamento e ristori: scopri l’accoglienza materana 

Lungo la Via Peuceta è attiva una rete di ospitalità diffusa, fatta di hotel, B&B, agriturismi, ostelli e persino case private o strutture religiose. I borghi attraversati offrono ospitalità semplice ma genuina, con attenzione alle esigenze dei camminatori. È sempre consigliato prenotare in anticipo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.

Per i ristori, il cammino è anche un viaggio nei sapori della Puglia e della Basilicata: pane di Altamura, orecchiette, caciocavallo, olio extravergine, vino primitivo… Ingredienti del territorio, ricette antiche e tanto gusto, per piatti ideali a rifocillarsi dopo una lunga giornata di cammino. Ogni tappa diventa così anche una pausa gastronomica davvero notevole nella sua semplicità!

Un cammino per conoscere e per conoscersi 

Il Cammino Materano non è solo un itinerario: è un percorso di consapevolezza, un modo per riconnettersi con il paesaggio e con se stessi, per scoprire storie minori ma importanti e comunità vive, sebbene isolate. È pensato in modo etico, con attenzione alla sostenibilità, alla destagionalizzazione del turismo e al coinvolgimento delle realtà locali. 

Non serve essere pellegrini devoti o trekker professionisti, basta avere voglia di camminare e lasciarsi sorprendere. Perché arrivare a Matera a piedi, dopo giorni di silenzio e natura, non è solo un traguardo: è una rinascita.

Irpinia, nasce un itinerario cicloturistico che collega 19 Comuni

19 juillet 2025 à 08:55

Un progetto ambizioso, radicato nel cuore dell’Irpinia, prende vita con l’obiettivo di trasformare la provincia di Avellino in una delle nuove mete italiane di riferimento per il cicloturismo: si chiama “Pedala in Hirpinia e Baronia” e rappresenta la prima vera rete organica di percorsi pensata per un turismo lento, consapevole, rispettoso dell’ambiente e in grado di valorizzare i borghi e i territori di una provincia che da sempre custodisce bellezze paesaggistiche, storiche e gastronomiche ancora troppo poco conosciute.

Il progetto nasce dalla volontà congiunta di 19 Comuni irpini (Andretta, Ariano Irpino, Bisaccia, Flumeri, Frigento, Gesualdo, Melito Irpino, Mirabella Eclano, Monteverde, Pietrastornina, Savignano Irpino, Sturno, Taurasi, Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Villanova del Battista, Volturara Irpina, Zungoli) con l’ambizione dichiarata di estendere presto il numero delle adesioni, già previste per il 2026.

L’iniziativa si propone di intercettare e fidelizzare il sempre più vasto pubblico di appassionati di bici, cicloamatori e cicloturisti, e offrire loro una rete strutturata e accessibile di percorsi. Si tratta, in effetti, di un vero e proprio sistema territoriale diffuso che si sviluppa lungo oltre 1.500 chilometri di strade asfaltate e sterrate e copre un raggio ampio e suggestivo che abbraccia tutta l’Irpinia, da Pietrastornina a Bisaccia, da Monteverde a Savignano Irpino, fino a Volturara Irpina.

Un itinerario tra natura, storia e gastronomia

“Pedala in Hirpinia e Baronia” si articola in percorsi pensati per ogni tipo di cicloturista, e propone esperienze adatte sia agli amatori che ai più esperti. Il tracciato principale si sviluppa lungo 440 chilometri suddivisi in dieci tappe con un percorso ad anello che, partendo e tornando a Pietrastornina, vanta anche una variante suggestiva, la salita al Santuario di Montevergine, con ritorno nello stesso punto: un itinerario impegnativo, con 8.500 metri di dislivello complessivo, che permette di attraversare alcuni dei paesaggi più autentici e meno contaminati della Campania interna.

Accanto al tracciato principale, il progetto prevede percorsi ad anello disegnati intorno a ciascuno dei 19 Comuni aderenti, pensati per accontentare chi desidera cimentarsi su distanze e difficoltà variabili. In totale, oltre 1.100 chilometri aggiuntivi che si snodano lungo le caratteristiche strade irpine, tra salite, discese e paesaggi che alternano boschi, altopiani, vallate e piccoli borghi di pietra.

Borghi, eccellenze e sostenibilità: il valore aggiunto del progetto

Ogni Comune coinvolto ha fornito un contributo prezioso alla realizzazione del progetto, che non si limita a tracciare percorsi ciclistici, ma intende suggerire al viaggiatore un quadro completo e autentico del territorio. A corredo delle mappe, infatti, è stata realizzata una scheda dedicata per ciascun borgo, in cui vengono indicati i percorsi specifici e le principali attrazioni da visitare: monumenti, luoghi d’arte, itinerari naturalistici e le eccellenze legate all’enogastronomia. I cicloturisti potranno così scoprire le migliori strutture ricettive, trattorie tipiche, ristoranti, aziende agricole ed enogastronomiche dove fermarsi e vivere esperienze legate alla tradizione locale.

Un aspetto distintivo del progetto è poi l’attenzione alla sostenibilità ambientale: non è stata creata alcuna app dedicata, proprio per evitare l’impatto ambientale derivante dall’uso intensivo dei server dati. Tutte le informazioni sono invece raccolte in una cartina digitale, scaricabile tramite QR Code, facilmente consultabile in formato PDF, per lasciare la libertà di gestire il viaggio e scegliere gli strumenti digitali preferiti.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Onirica Srl Società Benefit di Provaglio d’Iseo, che ha curato la parte ideativa e operativa, affiancata dalla grafica di Denise Pippo di Deline di Villanova del Battista. La distribuzione delle mappe, sia cartacee che digitali, è affidata a una rete di tour operator e piattaforme specializzate, con il sostegno di partner attivi nel settore del turismo e del welfare.

Un’occasione di rilancio per l’Irpinia interna

I promotori del progetto sottolineano con convinzione come l’iniziativa rappresenti una straordinaria occasione per rilanciare l’Irpinia interna come destinazione turistica di qualità. Le parole dei Sindaci coinvolti riflettono il senso profondo dell’iniziativa. Vito Di Leo, primo cittadino di Sturno, ha ricordato come l’itinerario metta in risalto non solo il patrimonio paesaggistico e culturale, ma anche l’eccellenza enogastronomica che caratterizza tali luoghi, per tradizione legati a un’ospitalità autentica e sincera.

Paolo Caruso, Sindaco di Zungoli, borgo che vanta il riconoscimento tra i Borghi più Belli d’Italia e la Bandiera Arancione, ha evidenziato come il passaggio dei cicloturisti lungo le antiche vie della transumanza e del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela rappresenti un ritorno alle radici storiche del territorio, con l’opportunità di vivere esperienze immerse in paesaggi affascinanti, tra castelli, conventi, chiese e tradizioni millenarie.

Infine, Franco Archidiacono, Sindaco di Vallesaccarda e primo promotore dell’iniziativa, ha sottolineato la vocazione di questi territori come luoghi di equilibrio e serenità, crocevia naturale tra Tirreno e Adriatico, tra Appennino e pianure, ora pronti a proporsi come polmone verde e oasi di benessere per chi ama il turismo lento e il contatto autentico con la natura e i sapori genuini.

Vacanze in bicicletta, i migliori modelli di portabici per auto 2025

18 juillet 2025 à 16:27

L’estate è arrivata e con lei la voglia di scoprire territori nuovi in sella alla propria bicicletta. Se anche tu fai parte di quella crescente schiera di viaggiatori che ha scelto le due ruote come compagne di avventure, sai bene quanto sia fondamentale avere un portabici affidabile per raggiungere comodamente le tue destinazioni preferite.

Trasportare la bicicletta in auto non è solo una questione di praticità, ma diventa essenziale quando si pianificano itinerari cicloturistici che richiedono di raggiungere punti di partenza lontani da casa. Una settimana lungo le ciclabili dell’Alto Adige o un weekend sui sentieri della Toscana: i portabici disponibili su Norauto possono fare la differenza tra una partenza serena e ore di stress per sistemare l’attrezzatura.

Perché investire in un portabici di qualità per i tuoi viaggi

Per chi viaggia regolarmente in bicicletta, il portabici rappresenta un investimento fondamentale che va oltre la semplice comodità. I modelli di qualità garantiscono innanzitutto la sicurezza durante il trasporto, aspetto fondamentale quando si percorrono centinaia di chilometri autostradali per raggiungere la meta delle proprie vacanze.

La differenza tra un portabici economico e uno professionale si nota immediatamente. I modelli più avanzati sono costruiti con sistemi di aggancio rapido che riducono drasticamente i tempi di montaggio, fino al 40% in meno, permettendoti così di concentrarti sulla pianificazione dell’itinerario piuttosto che sulla logistica. Molti viaggiatori esperti, per esempio, scelgono soluzioni premium progettate per le e-bike, che possano sostenere fino a 30 kg per ogni bicicletta.

Un aspetto spesso sottovalutato dai cicloturisti è la compatibilità con diversi tipi di biciclette. Se la tua passione ti porta a sperimentare discipline diverse – dalla mountain bike per i sentieri alpini alla bici da corsa per le strade della Puglia – avrai bisogno di un portabici versatile che si adatti a telai di diverse dimensioni e pesi. Diventa quindi importante rivolgersi a soluzioni innovative che offrano un servizio di configurazione online che, semplicemente inserendo il numero di targa del tuo veicolo, sia in grado di elencare modelli compatibili con la tua auto ed evitare errori di acquisto, oltre ad assicurare il rispetto delle normative vigenti in ambito di portabici.

Portabici da gancio traino, la scelta per viaggiatori esperti

Per chi percorre migliaia di chilometri ogni anno inseguendo nuovi percorsi ciclabili, i portabici da gancio traino sono la soluzione più professionale e sicura. Questi sistemi dispongono di una stabilità superiore anche a velocità autostradali elevate e consentono di trasportare più biciclette senza compromettere la maneggevolezza del veicolo.

I modelli di punta sono particolarmente apprezzati dai cicloturisti che utilizzano biciclette elettriche per spostarsi su territori collinari o montani. La possibilità di trasportare due e-bike con un peso massimo di 30 kg ciascuna, unita ad esempio a un sistema basculante che lascia libero l’accesso al bagagliaio, rende questi portabici ideali per viaggi di più giorni dove è necessario avere sempre a disposizione bagagli e attrezzature. Alcuni sistemi sono inoltre dotati bracci di fissaggio regolabili e di un sistema di antifurto integrato che protegge ogni bicicletta da ogni possibile tentativo di sottrazione.

Non mancano poi le alternative più accessibili ma comunque robuste realizzate in acciaio zincato anti-corrosione, adatta a chi viaggia con biciclette tradizionali o mountain bike. Sono in commercio modelli che possono trasportare fino a 4 biciclette, rendendoli ideali per famiglie o gruppi di amici che condividono la passione per il cicloturismo.

Puoi scegliere inoltre quelli che includono il kit luci LED omologato, fondamentale per rispettare il codice della strada durante i trasferimenti, e controlla che siano testati secondo le normative europee ECE R26 per garantire massima sicurezza anche nelle condizioni più impegnative. Norauto sceglie con attenzione i prodotti da proporre ai suoi clienti. Per questo, sul sito non possono mancare i portabici realizzati dai migliori brand del settore quali Thule, Fabbri, Modula, Peruzzo e Atera.

Soluzioni economiche per cicloturisti occasionali

Non tutti i viaggiatori in bicicletta necessitano di soluzioni professionali. Chi pratica cicloturismo occasionalmente, magari solo durante le vacanze estive, può optare per portabici da tetto o posteriori che sono disponibili con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

I portabici da tetto sono perfetti per chi possiede già barre portapacchi e cerca una soluzione versatile per trasporti saltuari. Questa tipologia si adatta perfettamente a viaggi verso destinazioni balneari in cui la bicicletta diventa un mezzo per scoprire i dintorni della località di villeggiatura.

Per chi non dispone di gancio traino né barre da tetto, i portabici posteriori possono rivelarsi funzionali e pratici. Sono infatti in grado di trasportare fino a 3 biciclette utilizzando un sistema di cinghie rinforzate che si adatta a qualsiasi tipo di portellone senza danneggiare la vernice del veicolo grazie alla presenza dei gommini di protezione.

Si tratta di sistemi particolarmente apprezzati da chi sceglie destinazioni cicloturistiche raggiungibili in giornata, come i numerosi percorsi ciclopedonali che attraversano le città d’arte italiane o le piste ciclabili lungo i fiumi e i laghi.

Come scegliere il portabici perfetto per i tuoi viaggi

La scelta del portabici ideale dipende principalmente dal tipo di cicloturismo che pratichi. Se ami esplorare territori montani con la tua e-bike, dovrai necessariamente orientarti verso modelli da gancio traino o comunque top di gamma, gli unici con portata certificata per biciclette elettriche.

Per i cicloturisti che preferiscono biciclette da corsa con telai in carbonio, sono consigliati i sistemi di aggancio sulla ruota che evitano pressioni dannose sul telaio ultraleggero. Chi invece utilizza fat bike con pneumatici superiori a 3 pollici dovrà optare per portabici specifici con scanalature maggiorate.

La frequenza d’uso è un altro fattore determinante: se viaggi spesso, vale la pena investire in un sistema di aggancio rapido che riduca i tempi di montaggio. Se opti per i sistemi economici, sotto i 100 euro, considera che siano garantiti dagli elevati standard di qualità con certificazione TÜV e che siano realizzati con strutture in alluminio anodizzato che resiste alla corrosione. Per salvaguardare l’autoveicolo, invece, controlla che i punti di contatto siano ricoperti di un materiale attutente come ad esempio la gomma EVA.

Più in generale, si devono prendere in considerazione la capacità di carico verticale del gancio traino, impressa sul valore S della sfera (di norma, troverai un numero di 50-90 kg), la larghezza del tetto per i modelli da barre e la conformazione del portellone per i portabici posteriori.

Una volta scelto il portabici più adatto, puoi scegliere di rivolgerti servizio di montaggio professionale che ti permette di partire immediatamente per la tua avventura senza preoccuparti dell’installazione. Prendi in considerazione offerte con tariffe trasparenti che ti assicurino comunque la certezza di un montaggio a regola d’arte eseguito da tecnici specializzati.

In collaborazione con Norauto

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