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Ha attraversato tutta la Sicilia in bici in 20 giorni: “Ecco l’isola che i turisti non vedono”

15 août 2026 à 09:00

Venti tappe, più di 1.200 chilometri e circa 8.000 metri di dislivello… tutto in bicicletta attraversando la Sicilia nel pieno dell’estate, con temperature che hanno reso ancora più impegnativa un’avventura già di per sé tutt’altro che semplice: è il viaggio suggestivo di Fred Casadei, musicista, insegnante di musica e appassionato ciclista di Pachino che, dal 20 luglio all’8 agosto, ha attraversato la sua isola pedalando da un capo all’altro, con l’obiettivo di raccontare soprattutto quella Sicilia che spesso rimane lontana dagli itinerari più conosciuti. Non soltanto le località da cartolina, dunque, ma anche piccoli centri, strade secondarie, paesaggi inattesi, luoghi della memoria e storie capaci di sorprendere anche chi vive quotidianamente l’isola.

Il viaggio di Fred, nato anche grazie al sostegno di alcuni sponsor che gli hanno permesso di prenotare in anticipo i pernottamenti, è nato soprattutto dalla voglia di vivere la Sicilia lentamente, pedalando e fermandosi ogni volta che qualcosa cattura la sua attenzione. Noi di SiViaggia lo abbiamo raggiunto al termine della sua avventura per farci raccontare cosa ha visto, cosa lo ha sorpreso, cosa lo ha deluso e perché, nonostante la fatica e il caldo, ha già iniziato a pensare al prossimo viaggio.

Fred, come è nata l’idea di attraversare la Sicilia in bicicletta?

“Nasce soprattutto dall’amore per la Sicilia e per la bicicletta. Io la vivo in maniera molto poco agonistica: mi piace fermarmi, guardare un panorama, scoprire una strada nuova. Se trovo delle arance sugli alberi, mi fermo, ne mangio una, faccio qualche foto e riparto. Mi piace viverla così, non di corsa”.

Fred, che vive a Pachino e gestisce una scuola di musica, ha dovuto però fare i conti con il proprio lavoro per scegliere il periodo della partenza.

“La scuola è attiva fino alla fine di giugno e poi in estate sono libero. Per questo ho dovuto scegliere luglio, anche se sapevo che sarebbe stato molto caldo. Alcune mattine mi alzavo alle cinque e partivo alle sei, ma già alle otto era difficile stare in sella”.

Quanto è stato difficile pedalare con temperature così elevate?

“Alcune tappe sono state veramente dure per il caldo. Però non ho mai pensato di mollare. L’ho sempre presa come una sfida personale: magari fai una salita di tre chilometri arrampicandoti in maniera disperata, ma poi vieni premiato perché in cima ti trovi con il mare e le isole 300 metri più sotto. Sono panorami pazzeschi”.

E proprio il paesaggio è stato uno degli elementi più sorprendenti del viaggio.

“Nella zona settentrionale della Sicilia, soprattutto nel Palermitano, percorrevo strade di montagna e la vegetazione cambiava completamente. Sembrava di essere davvero in montagna. Nel giro di pochi chilometri passi dalla costa, dove mangi una granita con la brioche in spiaggia, a zone dove puoi incontrare anche i cinghiali. È sorprendente”.

Come hai organizzato un viaggio di 20 tappe senza giorni di riposo?

“Ho sempre pensato a un massimo di 70-80 chilometri al giorno. Avrei potuto farne anche di più, ma non avendo giorni di riposo avevo bisogno di recuperare. Meglio 70 chilometri al giorno piuttosto che farne 120 e poi non riuscire a pedalare il giorno dopo. Già a marzo/aprile avevo tutti i b&b prenotati e pagati. In Sicilia a luglio e agosto, più vai avanti, più diventa difficile trovare posto e i prezzi aumentano”.

Qual è stato il paesaggio che ti ha colpito maggiormente?

“Credo quello nella costa settentrionale dell’isola, andando verso Palermo. È tutta una zona di salite e discese: fai due o tre chilometri di salita, arrivi alla curva e improvvisamente sotto di te puoi vedere le Eolie oppure Favignana. Questo tipo di panorama mi ha colpito tantissimo”.

C’è un luogo che non ti aspettavi potesse colpirti così tanto?

“Dal punto di vista architettonico mi ha colpito moltissimo la casba di Mazara del Vallo. Sapevo della storia araba della città, ma non immaginavo di trovare una vera e propria medina. In alcuni punti sembra davvero di essere a Tunisi: porte, finestre, costruzioni, serrande e locali hanno un aspetto completamente diverso”.

Durante il viaggio hai scoperto anche luoghi poco conosciuti persino da chi vive in Sicilia?

“Sì, per esempio a Catania ho scoperto che c’è un fiume sotterraneo che praticamente nessuno conosce. Si può vedere in tre punti diversi della città, anche se in maniera piuttosto limitata. Io sono entrato in uno di questi attraverso un locale, un pub che ha proprio un ingresso per la grotta: paghi un euro, scendi e trovi il fiume che scorre sotto la città. È una cosa impensabile, soprattutto perché quando pensi a Catania pensi al vulcano, al centro storico, a mille altre cose, e non certo a un fiume che scorre nel sottosuolo”.

Hai trovato anche qualche luogo che ti ha deluso?

“Sì, purtroppo Taormina, per quanto sia bellissima sulla carta, mi ha deluso: immagina un paesino siciliano grazioso, con un corso centrale dove il 90% dei negozi è composto da grandi marchi di lusso. Tutta la gente sembrava uscita da una sfilata di moda e io ero l’unico “disgraziato” in bermuda, ciabatte e maglietta. A Taormina tornerei magari per un concerto al Teatro Greco”.

Qual è stato il momento più emozionante del viaggio?

“Sicuramente la tappa di Cinisi. Sono andato a visitare la casa museo di Peppino Impastato. Conoscevo la sua storia, avevo visto I cento passi, ma entrare nella sua casa e vedere le sue poesie manoscritte, la sua camera rimasta intatta, i libri, lo stereo e i primi giornali che scriveva negli Anni Settanta è stato molto forte. Ho chiesto a una ragazza dell’associazione se la storia dei cento passi fosse vera. Me lo ha confermato facendomi vedere delle mattonelle colorate con frasi di Impastato: partono dalla sua casa e ti conducono fino a quella di Tano Badalamenti”.

Il percorso conduce infatti verso quella che fu la casa del boss mafioso.

“Entrare nella casa di Badalamenti e vedere le fotografie di Impastato bambino insieme al padre e alle altre persone è stato commovente“.

Consiglieresti questa tappa a chi visita la Sicilia?

“Assolutamente sì. Tornerei a Cinisi solo per quello. È una storia che va conosciuta e approfondita, ma vedere e quasi toccare certe cose te la fa entrare ancora più dentro”.

Durante il viaggio hai conosciuto persone che ti sono rimaste impresse?

“Sì, diverse. Ho conosciuto per esempio un signore norvegese di più di 70 anni che ha deciso di trasferirsi in Sicilia perché la vita che conduceva in Norvegia era diventata troppo frenetica. L’uomo continua a costruire barche e mi ha spiegato che le fondamenta sono norvegesi, ma unite a usanze e tecnologie navali siciliane. Era un personaggio pazzesco“.

Se qualcuno volesse intraprendere un viaggio simile, qual è il consiglio più importante che ti senti di dare?

“Ce ne sarebbero diversi. Una cosa che ho imparato, e che può sembrare banale, è che il b&b deve essere in centro. Se hai appena fatto 80 chilometri in bici, arrivi, fai stretching, ti fai una doccia e devi riposare. Non puoi poi scoprire che il tuo alloggio è a 30 chilometri dal paese”.

A Fred è capitato proprio durante la tappa di Milazzo.

“Avevo il b&b a 30 chilometri da Milazzo. Dopo aver pedalato tutto il giorno, mi sono fatto la doccia e poi ho dovuto riprendere la bici per andare in città a raccontare la tappa. Sono arrivato al museo del mare che volevo visitare e poi sono dovuto tornare indietro”.

Qual è il tratto più facile per chi vuole provarci anche se non è un ciclista esperto?

“La costa est, da Pachino verso Siracusa, Catania e Messina, è quella più pianeggiante. È forse meno spettacolare dal punto di vista paesaggistico, ma è sicuramente più facile. La costa nord, da Messina verso Palermo, e poi la zona da Trapani ad Agrigento hanno paesaggi più belli, ma sono anche più impegnative”.

Il dato rende bene l’idea della fatica affrontata da Fred: quasi 8.000 metri di dislivello complessivi.

Come si può capire se un percorso è adatto alle proprie capacità?

“Ormai ci sono tante app che ti permettono di vedere che tipo di percorso è, quanto dislivello c’è, il chilometraggio e anche una stima del tempo. Puoi scegliere una tratta e capire prima se è alla tua portata”.

Dopo questa esperienza rifaresti un viaggio simile?

“Sì. In realtà pensavo già a quello successivo prima ancora di partire. Con i risultati di questa esperienza so che lo rifarei in maniera diversa, evitando alcune località e organizzando meglio gli alloggi”.

Ma il prossimo viaggio potrebbe avere anche uno scopo solidale.

“Mi piacerebbe riuscire a organizzare una raccolta fondi. Vorrei aiutare famiglie bisognose di Pachino, per esempio. Vorrei fare qualcosa di concreto per le realtà locali. Se io già ho quello che mi serve, mi chiedo: che altro posso fare? Ci sono persone che sono davvero in difficoltà. Perché non provare ad aiutarle?”

È un sogno che ti fa onore. Quindi la prossima estate sarai ancora in sella?

“Pazienza se sarà di nuovo luglio e farà caldissimo. Magari sarà un’estate più clemente. Ma sì, voglio rifarlo“.

Durante i 20 giorni di viaggio, Fred ha raccontato quotidianamente le proprie tappe attraverso fotografie e video pubblicati sulla sua pagina Instagram Fred in bici, mostrando luoghi, incontri e scorci della Sicilia incontrati lungo il percorso.

È proprio questa, in fondo, la filosofia che ha accompagnato l’intera avventura: non attraversare semplicemente la Sicilia, ma fermarsi a guardarla, scoprire tragitti secondari, ma anche borghi e realtà sospese nel tempo e allo stesso tempo proiettate verso il futuro.

Un’esperienza del genere ti cambia“. È con queste parole che Fred ha scelto di raccontare, sulla sua pagina, ciò che resta davvero dopo 20 giorni e oltre 1.200 chilometri in sella:

“Non è turismo.
Non è pedalare.
È la somma delle emozioni che ho vissuto, dei colori che ho visto, dei profumi che ho sentito, delle persone che ho incontrato e conosciuto”.

Costa Crociere: la grande rivoluzione degli itinerari mare e terra

29 juillet 2026 à 20:23

Non è più una semplice compagnia crocieristica, ma è diventata una entertainment company, mantenendo, comunque una forte anima italiana. Costa Crociere, nei suoi 80 anni di storia, ha saputo evolversi “senza mai rinunciare a ospitalità, attenzione al dettaglio e qualità dell’esperienza”.

Grazie alla soddisfazione dei clienti e dei viaggiatori, Costa si è aggiudicato un posto d’onore tra le Eccellenze del Travel 2026/2027 individuate dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (ITQF), che ha realizzato la prima ricerca dedicata interamente al settore Travel italiano scegliendo SiViaggia per diffondere i risultati in anteprima.

A raccontarci il nuovo corso della compagnia è stato Luigi Stefanelli, Vice President Worldwide Sales di Costa Crociere, in azienda dal 2011, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in vari Paesi dove opera la compagnia.

Stefanelli ci ha spiegato che le nuove crociere Costa integrano mare e terra per renderle “un racconto continuo di meraviglia”. La nuova proposta di itinerari Sea & Land è rivoluzionaria per il settore e, con l’estate 2027, si passerà a un livello successivo: i nuovi itinerari saranno concept con una propria identità, costruiti attorno a luoghi simbolo, atmosfere e momenti di meraviglia, per dare vita a un’esperienza di viaggio coinvolgente e memorabile.

Da compagnia crocieristica a entertainment company: com’è cambiata Costa Crociere negli ultimi anni?

Il cambiamento e la capacità di anticipare il futuro fanno parte del DNA di Costa da quasi 80 anni. Negli ultimi anni abbiamo interpretato un’evoluzione molto chiara del modo di viaggiare: la vacanza non è più solo una sequenza di destinazioni, ma un’esperienza completa, fatta di autenticità, semplicità organizzativa e momenti memorabili.

Per questo abbiamo fatto una scelta chiara: meno standardizzazione e più valore per l’ospite. Abbiamo lavorato sull’affidabilità e sulla semplicità del viaggio, ma soprattutto sul valore dell’esperienza, con itinerari più ricchi, esperienze più autentiche e una proposta di bordo sempre più curata. Il tutto con un approccio che ci permette di essere una vera piattaforma adattiva, capace di costruire offerte diverse per pubblici e destinazioni differenti, mantenendo sempre un’identità Costa forte e riconoscibile.

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Costa Crociere
La crociera dell’aurora boreale di Costa

La Sea & Land Wonder Platform è oggi l’elemento distintivo dell’offerta Costa. Come nasce questo ecosistema che integra la “destinazione mare” alla “destinazione terra” in un’unica esperienza di viaggio?

Nasce da un’intuizione semplice, ma molto innovativa per il nostro settore: restituire alla navigazione il suo valore, trasformando il mare da spazio di passaggio a parte integrante dell’esperienza di viaggio.

Da qui nascono le Sea Destinations, luoghi inaspettati sul mare dalle coordinate precise, scelti per il loro valore scenografico, naturale o simbolico, in cui la nave rallenta o si ferma per far vivere qualcosa che accade solo lì, solo in quel momento, solo con Costa: un tramonto davanti ai Faraglioni di Capri o l’osservazione del cielo stellato nel punto più buio del Mare dei Caraibi o dell’Oceano Atlantico.

A queste si affiancano le Land Destinations, esperienze a terra ripensate per rispondere a diversi modi di viaggiare: da chi vuole vedere il meglio senza stress, a chi cerca luoghi iconici, esperienze straordinarie o attività pensate per le famiglie.

È questa integrazione tra mare e terra a rendere le nostre crociere un racconto continuo di meraviglia, con un modello che interpreta i nuovi bisogni dei viaggiatori e crea valore attraverso esperienze differenziate e personalizzate.

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Costa Crociere
Costa Crociera e l’esperienza di Atlantide

Oggi, i viaggiatori cercano sempre più esperienze autentiche e memorabili. Costa interpreta questa tendenza con un concetto di vacanza innovativo e rivoluzionario basato sulle experience. Ci può spiegare meglio?

Oggi i viaggiatori non scelgono più soltanto dove andare, ma come vogliono sentirsi e cosa vogliono vivere durante la vacanza. È proprio da questa evoluzione che nasce la nostra proposta rivoluzionaria di itinerari Sea & Land.
Con l’estate 2027 porteremo questa visione a un livello ancora successivo. I nuovi itinerari sono costruiti attorno a veri e propri concept, riconoscibili già dal nome e pensati per far vivere un certo tipo di esperienza. Nascono così proposte come Dolce Vita ispirata allo stile e all’eleganza del Mediterraneo, con luoghi iconici come Taormina, Portofino e la Costiera Amalfitana; Golden Islands, che celebra le atmosfere luminose e le acque cristalline di isole come Formentera, Ibiza e Tavolara e Blue Islands, dedicata alle infinite sfumature di blu della Grecia, tra Mykonos, Atene e Cape Sounion.

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Costa Crociere
Stellata dalla nave Costa

Nella stessa direzione vanno anche le crociere speciali, come la Crociera dell’Eclissi di agosto, che replicheremo anche nel 2027, e la Crociera del Club di ottobre dedicata all’aurora boreale, dove un fenomeno naturale eccezionale diventa parte integrante dell’esperienza.

Cosa dobbiamo aspettarci da Costa Crociere nei prossimi mesi?

Il focus è sull’inverno 2026/27, con il debutto di Costa Smeralda alle Isole Canarie, un itinerario di otto giorni tra Canarie e Madeira che unisce clima mite, paesaggi vulcanici e oceano, con un overnight a Santa Cruz de Tenerife.
Anche qui la navigazione diventa parte del viaggio grazie a due Sea

Destinations esclusive: Canary Sea Darkest Spot, dedicata all’osservazione del cielo stellato nel punto più buio dell’Atlantico, e Atlantis Crest, con la nave che raggiunge una montagna sottomarina legata al mito di Atlantide.

Un’altra importante novità per l’inverno è Costa Serena in Sudamerica, con itinerari tra Argentina, Uruguay e Brasile che avranno in Rio de Janeiro uno dei momenti più iconici del viaggio. Anche in questo caso la navigazione si arricchisce di una destinazione sul mare esclusiva, Baía de Copacabana, dove gli ospiti possono ammirare uno dei paesaggi più iconici del mondo al tramonto, con il Pan di Zucchero, Copacabana e lo skyline di Rio durante la golden hour, vivendo l’atmosfera autentica della cultura carioca direttamente dal mare mentre salutano l’arrivo del nuovo anno.

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Costa Crociere
Meditazione in crociera nei Fiordi Norvegesi con Costa

Il Mediterraneo continuerà a essere protagonista anche in inverno con Costa Toscana e Costa Pacifica, mentre i Caraibi saranno al centro della programmazione con Costa Fascinosa e Costa Favolosa.

Inoltre, in autunno, avremo due Giri del Mondo in partenza: uno di 139 giorni da Savona a bordo di Costa Deliziosa e uno di 66 giorni con Costa Serena, da Tokyo a Buenos Aires. Due proposte che confermano la capacità di Costa di spaziare tra formule di viaggio molto diverse, adatte a esigenze e stili di vacanza differenti.

In cosa si distingue una crociera Costa rispetto ad altre?

Costa mette la meraviglia al centro di ogni momento del viaggio attraverso itinerari unici, una gastronomia d’eccellenza e una flotta in continua evoluzione. Negli ultimi anni abbiamo investito molto nel prodotto e nell’esperienza complessiva dell’ospite, con l’obiettivo di rendere la vacanza sempre più coinvolgente, personalizzata e ricca di momenti memorabili.
In questa direzione va anche il costante lavoro sull’esperienza di bordo, con novità come Black Night, una serata ispirata alla magia della notte e al mood total black, in cui ambientazioni, intrattenimento e attività di bordo si uniscono in un’esperienza immersiva e coinvolgente e Luna Park, che porta sulla nave un’atmosfera di festa, gioco e socialità pensata per coinvolgere ospiti di tutte le età.

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Costa Crociere
La crociera dell’eclissi solare di Costa

Ma ciò che ci rende davvero riconoscibili è la nostra identità, una compagnia dalla forte anima italiana, con quasi 80 anni di storia, che ha fatto dell’innovazione una costante, evolvendo il proprio prodotto e il modo di fare vacanza senza mai rinunciare a ospitalità, attenzione al dettaglio e qualità dell’esperienza.

L’estate 2026 degli italiani è a bordo dei treni (ad alta velocità)

8 juillet 2026 à 16:38

In Italia, stiamo assistendo a un momento di grande trasformazione del settore ferroviario, con nuove compagnie che stanno per entrare nel nostro mercato (l’ultima sara la francese SNCF) e attraversare i nostri binari aumentando così l’offerta e la concorrenza nel settore dell’alta velocità, finora caratterizzato da un duopolio tra Trenitalia e Italo.

Secondo l’analisi condotta di recente da Trainline, la piattaforma indipendente per la prenotazione di treni (e pullman) “International Summer Travel Survey 2026”, commissionata all’Istituto Netquest, proprio la crescente concorrenza sta modificando il comportamento dei viaggiatori e le dinamiche del settore: pianificare con anticipo permette di accedere a tariffe più convenienti e il treno amplia il proprio ruolo nella mobilità in previsione dell’estate grazie a collegamenti sempre più numerosi e vari.

Il modello europeo, infatti, ha già dimostrato di funzionare all’estero: l’esperienza di mercati come Spagna e Francia, dove la concorrenza ha portato a un crollo dei prezzi (fino al -52% sulla tratta Madrid-Málaga), mostra benefici concreti per i viaggiatori.

La survey incrocia dati interni e una ricerca effettuata sui consumatori. Ne sono emersi spunti e dati molto interessanti. Per esempio, prenotare in anticipo è molto conveniente in quanto è possibile risparmiare fino al 58%. Come nel caso della tratta Milano-Roma, dove il risparmio può arrivare a 47 euro per biglietto. Ma dall’analisi è venuto a galla anche che crescono le cosiddette destinazioni emergenti. Trainline, infatti, sta registrando un boom di prenotazioni verso mete come Varenna, sul Lago di Como (+64%), Ravenna (+59%) e, a livello internazionale, Vienna (+68%).

Certo, l’affidabilità è sempre più un fattore di scelta per i viaggiatori: per il 42% degli italiani che stanno riconsiderando il mezzo di trasporto, ritardi e cancellazioni sono determinanti.

Ne abbiamo parlato con Alice Coverlizza, VP of Trainline Partner Solutions & EU Carrier Partnerships.

Quali sono le tratte più prenotate per l’estate 2026?

La nostra analisi per l’estate 2026 mostra una doppia tendenza nelle scelte degli italiani (con il 74% che pianifica almeno un viaggio). Da un lato, rimangono forti le tratte classiche verso le principali città d’arte, con Milano in testa, seguita da Roma, Firenze, Venezia e Napoli. Dall’altro, stiamo assistendo a un boom straordinario verso le destinazioni costiere ed emergenti: registriamo una crescita record verso località lacustri e marittime come Varenna (+63,8%) e Ravenna (+59%), insieme alle mete balneari preferite del Sud come Bari (+94%), Lecce (+69%) e Lamezia Terme (+55%). Si registra inoltre una forte crescita della domanda internazionale, guidata da Parigi e da un’impennata di prenotazioni verso Vienna (+68%).

Cosa ne pensa del fenomeno dei treni notturni?

I treni notturni stanno vivendo una vera e propria rinascita e rappresentano un pilastro fondamentale per il futuro della mobilità sostenibile in Europa. Per i viaggiatori, in particolare per le nuove generazioni (la Gen Z e i giovani adulti tra i 18 e i 29 anni, che sono i più propositivi nel ridisegnare le proprie abitudini di viaggio), il viaggio notturno unisce l’ottimizzazione dei tempi al risparmio sui costi di alloggio. In Trainline accogliamo con entusiasmo l’espansione di questa rete: rendere i collegamenti notturni sempre più accessibili e integrati nella nostra piattaforma è un modo concreto per incoraggiare il passaggio modale dall’aereo al treno, anche per i viaggi a lunga percorrenza.

Cosa cambia con l’arrivo di nuove compagnie ferroviarie in Italia?

Il prossimo ingresso di un terzo grande operatore come SNCF apre ufficialmente la seconda e più intensa fase della liberalizzazione ferroviaria in Italia, dopo quella avviata nel 2012. L’esperienza internazionale dimostra che la concorrenza porta enormi benefici ai passeggeri: in Spagna, l’apertura del mercato ha portato a cali strutturali dei prezzi fino al -52% (sulla tratta Madrid-Málaga), e in Francia l’arrivo di Trenitalia sulla rotta Parigi-Lione ha ridotto le tariffe del -43%.

Già oggi in Italia possiamo notare come la concorrenza guidi dinamiche di prezzo avanzate: chi prenota in anticipo quest’estate può risparmiare fino al 58%, con risparmi che raggiungono i 47 euro a biglietto sulla tratta Milano-Roma. Inoltre, in un momento in cui il 42% degli italiani indica il timore di ritardi e cancellazioni come fattore decisivo nella scelta del mezzo di trasporto, la concorrenza alza l’asticella della qualità del servizio e dell’affidabilità.

In qualità di piattaforma indipendente, il ruolo di Trainline diventa centrale: aggreghiamo un mercato sempre più ricco ma frammentato, semplificando la vita del viaggiatore e permettendogli di confrontare tutte le opzioni disponibili in un unico posto.

Diritti dei passeggeri, quanto ne sanno gli italiani quando si tratta di prendere un aereo?

16 juin 2026 à 15:30

Quando si viaggia e tutto procede nel migliore dei modi non ci si pone neppure il problema di cosa fare nel caso qualcosa andasse storto. Invece, i disagi aerei possono avere conseguenze molto concrete sulla vita delle persone.

Cosa fare in caso di ritardo aereo, di cancellazione del volo o addirittura di un imbarco negato (può accadere anche questo). Spesso è il senso di impotenza nei confronti delle compagnie aeree a farla da padrone. Solo un terzo degli italiani, infatti, saprebbe come comportarsi. Eppure, spesso si ha diritto a un risarcimento, ma pochi lo sanno o comunque sanno come fare per ottenerlo.

A dirlo è lo studio condotto da Flightright, la piattaforma che si occupa della tutela dei diritti dei passeggeri aerei e, visto che è appena estata approvata la nuova riforma europea che regolamenta i diritti dei passeggeri, ne abbiamo parlato con il CEO Jan-Frederik Arnold.

Quanti passeggeri conoscono i loro diritti quando prendono un aereo secondo la vostra ricerca?

Il nostro ultimo sondaggio in Italia ha rilevato che meno di un passeggero su tre colpito da un ritardo aereo conosce i propri diritti: parliamo del 29% degli intervistati. Molti hanno descritto l’esperienza di un disservizio come frustrante, stressante ed estenuante.

La maggior parte dei viaggiatori non pensa ai propri diritti quando prenota un volo o quando il viaggio procede senza problemi. La consapevolezza emerge generalmente solo quando qualcosa va storto, ad esempio in caso di ritardo prolungato, cancellazione o negato imbarco. Proprio in questi momenti, però, le informazioni fornite dalle compagnie aeree sono spesso limitate o poco chiare. Questo accade perché una corretta informazione ai passeggeri può comportare obblighi di assistenza, rimborso o risarcimento per il vettore.

Qual è l’impatto reale causato dai disagi aerei sui passeggeri?

I disagi aerei hanno conseguenze molto concrete sulla vita delle persone. Dalla nostra esperienza emerge che le emozioni più frequentemente associate a questi episodi sono stress, frustrazione e rabbia.
Tra le occasioni perse a causa di ritardi e cancellazioni troviamo innanzitutto appuntamenti di lavoro, seguiti da riunioni familiari ed eventi come concerti o spettacoli.

Ogni volta che un passeggero ci contatta, ci rendiamo conto che dietro una richiesta di risarcimento c’è una persona i cui programmi e momenti importanti della vita sono stati stravolti. Ciò che accomuna tutti questi casi è il senso di delusione e impotenza derivante dalla perdita di occasioni che spesso non possono essere recuperate.

Quali sono i casi più frequenti di disagi che Flightright si trova a dover gestire?

I casi più frequenti che gestiamo riguardano ritardi, cancellazioni, negato imbarco dovuto a overbooking, coincidenze perse e problematiche legate ai rimborsi dei biglietti o all’assegnazione di voli alternativi.

In tutte queste situazioni, gli elementi fondamentali da valutare sono sempre gli stessi: cosa è accaduto esattamente, quando il passeggero è stato informato del disservizio, chi ne è responsabile e con quale ritardo il viaggiatore è arrivato alla destinazione finale. Sono questi fattori che determinano l’eventuale diritto a un risarcimento secondo la normativa europea.

Ci può indicare le 3 compagnie aeree che hanno performato peggio quest’anno in base al Flightright Index?

Secondo il Flightright Index, la ricerca che conduciamo annualmente per valutare le principali compagnie aeree europee, Austrian Airlines ha ottenuto il miglior risultato complessivo. Anche Eurowings e Air Baltic si sono distinte per le loro buone performance. In fondo alla classifica troviamo invece Aer Lingus, Air Europa e Vueling, che hanno registrato i risultati peggiori nell’edizione di quest’anno. L’indice valuta le compagnie sulla base di tre criteri principali: affidabilità operativa, comportamento nei pagamenti dei risarcimenti e livello di soddisfazione dei clienti.

Può commentare l’esito del voto della nuova riforma UE?

Il Parlamento europeo merita un riconoscimento per aver difeso i principi fondamentali del Regolamento CE 261 contro i tentativi di indebolirli. Tuttavia, preservare i diritti esistenti non significa necessariamente fare progressi. Mancano ancora compensazioni adeguate all’inflazione e una piena applicazione dei diritti dei passeggeri anche nei confronti delle compagnie aeree extra-UE. Inoltre, con la riduzione del termine di prescrizione a soli nove mesi, sarà fondamentale agire rapidamente per verificare e far valere eventuali richieste di risarcimento.

Flightright continuerà a essere al fianco dei viaggiatori, tutelandone i diritti e promuovendo una maggiore consapevolezza. Per questo il nostro calcolatore gratuito di compensazione resterà uno strumento essenziale per aiutare i passeggeri a capire rapidamente se hanno diritto a un risarcimento.

La BBC innamorata della Toscana: i luoghi amati dagli inglesi

13 juin 2026 à 11:00

BBC News, con il programma di viaggi di punta del canale The Travel Show, è venuto in Toscana per esplorare la tradizione artigianale e industriale che si cela dietro questa destinazione e ripercorrere le tappe della mitica Vespa che, proprio nel 2026, ha festeggiato gli ottant’anni.

Qasa Alom, che ha condotto la puntata, ne è tornato entusiasta. Qasa è andato a Carrara a incontrare i cavatori che estraggono il famoso marmo bianco, a Pisa per visitare la piazza dei Miracoli con la Torre pendente per finire a Pontedera, la culla dello scooter più famoso del mondo, dove si è unito agli altri motocilisti attraversando la campagna toscana. Sui suoi social ha raccontato della sua incredibile esperienza con i Butteri e ha particolarmente apprezzato la slow life dei borghi toscani. Lui, come molti altri inglesi, sono innamorati dell’Italia. Gli abbiamo chiesto della sua esperienza e del perché i suoi connazionali siano così attratti dal Belpaese.

Cosa ti è piaciuto di più del viaggio in Vespa attraverso la Toscana?

Ci sono tantissime cose che ho apprezzato del mio viaggio in Vespa attraverso la Toscana, ma ciò che mi rimarrà più impresso è il calore delle persone che vivono lì da generazioni e continuano ad aprire le braccia e il cuore ai visitatori per mostrare loro la vera Toscana.

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@BBC News
Il conduttore della BBC Qasa Alom con al su vespa in giro per la Toscana

Trascorrere del tempo a cavallo con i Butteri è stata sicuramente una sfida e un’esperienza che mi rimarrà impressa a lungo. Non sapevo cavalcare fino a poche settimane prima di partire per le riprese del programma: avevo preso qualche lezione e poi quello che mi aspettava con la troupe è stata una vera sorpresa. Mi hanno buttato nella mischia e ho passato tutta la mattinata a cavallo con loro… a volte i tori mi caricavano addosso, insieme al mio adorabile cavallo Hercules, e abbiamo anche dovuto gestire alcune situazioni impreviste. Quindi, nel complesso, è stata un’esperienza che mi ha messo alla prova fisicamente, ma che si è rivelata estremamente gratificante. Non dimenticherò mai i colori intensi visti a cavallo, il cielo azzurro e l’erba verde e rigogliosa che si mescolava al folto manto marrone del mio cavallo: uno spettacolo meraviglioso.

Che impatto hanno i tuoi servizi sull’Italia sui tuoi spettatori?

L’impatto del programma è profondo: è un mix perfetto di viaggio, storia e divertimento! Il mio obiettivo è sempre quello di essere gli occhi e le orecchie dello spettatore. Non voglio che si limitino a guardarmi attraversare la Toscana, ma che si sentano partecipi. Il mio scopo è quello di porre loro le domande che si pongono e di mostrare l’umanità e il carattere di un luogo così come lo vedrebbe un turista che non lo conosce bene.

Voglio anche trasmettere l’entusiasmo di un bambino e la capacità narrativa di un giornalista. È importante avere quell’entusiasmo e quell’energia infantile perché, in fin dei conti, viaggiare significa nuove esperienze e avventure, e niente lo dimostra meglio di una mentalità da bambino.

Allo stesso tempo, a volte, per andare oltre la superficie di un luogo o di una storia, è necessario tirare fuori il giornalismo e intervistare le persone con sensibilità per comprendere il luogo più a fondo di quanto farebbe una semplice conversazione.

Secondo te, cosa apprezzano di più gli inglesi dell’Italia?

Cosa non si può apprezzare, dal punto di vista di un inglese, quando si viene in Italia? Buon cibo, buon vino, bel tempo e panorami mozzafiato! È tutto ciò che si desidera quando si lascia l’Inghilterra per un periodo in cui piove o fa un po’ freddo. È anche un promemoria per godersi la vita e per capire che c’è molto di più che correre di qua e di là.

A volte è anche una lezione di riflessione sulla cultura, lo stile e il valore estetico di un luogo. Spesso la cultura britannica è molto formale, ma a volte forse ci dimentichiamo della bellezza e ci concentriamo sulla funzionalità. La Vespa è un esempio perfetto di come gli oggetti funzionali possano essere anche pieni di stile e bellezza.

E cosa ti piace personalmente dell’Italia, oltre alla Toscana?

Ho sempre avuto una grande passione per l’Italia. Da ragazzo guardavo le partite di calcio in TV, quindi la mia passione è nata con il Milan di Sacchi e Capello, con giocatori incredibili come Baresi, Maldini e Boban. Poi sono arrivati ​​Shevchenko, Kaká e Ancelotti, che hanno continuato a plasmare questo spirito milanese. Ho visitato San Siro molte volte e ho adottato il Milan come mia squadra del cuore.

Da appassionato d’arte, ho visitato Firenze, Roma e molti altri luoghi innumerevoli volte. La cultura del caffè e il rispetto e l’importanza che viene data alla famiglia sono valori molto simili alle mie origini, quindi, è un luogo in cui mi sento a mio agio e vivo.

La puntata di The Travel Show intitolata “Tuscany: Beyond La Dolce Vita” va in onda sul canale BBC News sabato 13 giugno alle 6:30 e alle 21:30 e domenica 14 giugno alle 8:30 e alle 14:30.

A Copenhagen il turismo sta cambiando (in meglio): un esempio per tutti

11 juin 2026 à 10:36

Da esperimento sociale a modello turistico. Il programma CopenPay messo a punto a Copenhagen due anni fa non soltanto è divenuto un modo di fare turismo ma è anche un modello che sempre più città stanno adottando, anche in Italia. La Capitale della Danimarca è oggi una destinazione leader nel turismo sostenibile e partecipativo e ha l’obiettivo di incentivare un nuovo modo di viaggiare, in cui il turista non è solo spettatore, ma protagonista attivo della vita della città.

Cos’è CopenPay

CopenPay consente ai turisti di ottenere premi e vantaggi in cambio di azioni positive per l’ambiente e la comunità locale: dall’utilizzo della bicicletta alla raccolta dei rifiuti, fino alla scelta di mezzi di trasporto più sostenibili, ogni gesto può trasformarsi in un’esperienza autentica e coinvolgente.

A partire dallo scorso 9 giugno, il programma è diventato permanente ed è attivo tutto l’anno. La prima città italiana ad aver adottato questo modello è stata, lo scorso anno, Ravenna, e presto arriverà anche Firenze che ne ha già annunciato l’adozione.

Abbiamo chiesto a Rikke Holm-Petersen, Director of Behaviour di Wonderful Copenhagen, l’ufficio del turismo della Capitale danese, di raccontarci il progetto più nel dettaglio.

Cosa c’è dietro al successo di CopenPay?

CopenPay ha avuto successo perché risponde a un cambiamento nel comportamento dei viaggiatori. Molti visitatori desiderano già contribuire positivamente ai luoghi che visitano, ma spesso non dispongono di un modo semplice e tangibile per farlo. CopenPay rende tutto più facile e visibile, collegando le azioni positive direttamente a esperienze significative.

Ciò che è particolarmente interessante è che l’esperienza stessa, e non la ricompensa, si è dimostrata il fattore determinante. Solo il 23% dei partecipanti afferma di essere motivato dalla ricompensa, mentre il 48% è motivato dall’opportunità di vivere un’esperienza unica e significativa. Allo stesso tempo, sette partecipanti su dieci dichiarano di aver cambiato le proprie abitudini dopo essere tornati a casa.
Per noi, questa combinazione di coinvolgimento e cambiamento comportamentale è ciò che definisce il successo.

Come è nato il progetto e come si svilupperà il modello in futuro?

CopenPay è nato come iniziativa pilota a Copenhagen nel 2024 ed è stato ampliato nel 2025. Quello che era iniziato come un esperimento durante l’alta stagione verrà rilanciato nel 2026 come piattaforma permanente, attiva tutto l’anno e senza una data di scadenza.

CopenPay fa parte del modo in cui vogliamo che le persone vivano Copenhagen e interagiscano con la destinazione e la vita locale. Allo stesso tempo, il modello si sta diffondendo a livello internazionale attraverso Destination-Pay, reso disponibile gratuitamente affinché le destinazioni possano adottarlo e adattarlo alla propria identità e strategia. Più di 350 destinazioni hanno già adottato il modello e diverse stanno sviluppando le proprie versioni, tra cui Berlino, che ha lanciato BerlinPay nel maggio 2026, così come destinazioni italiane come Firenze e Ravenna.

Quello che stiamo osservando è che l’idea riscuote ampio successo, con molte destinazioni che condividono l’ambizione di incoraggiare una mentalità diversa tra i visitatori, dove il turismo diventa più un’esperienza partecipativa che una semplice visita turistica.

Qual è l’esperienza più apprezzata e quali sono le novità disponibili tutto l’anno?

Le esperienze legate al ciclismo e agli sport acquatici sono state particolarmente popolari, data la forte cultura ciclistica di Copenhagen e la vicinanza al mare, ai canali e al porto, dove è possibile fare il bagno.

Tra le esperienze più apprezzate figurano i tour in barca BioExplorer, sviluppati in collaborazione con il WWF, i laboratori di upcycling al Designmuseum Danmark, dove è possibile dare nuova vita ai vecchi abiti, il paddleboarding abbinato alla raccolta dei rifiuti e le esperienze in fattoria presso il nostro Museo all’aperto.

Il tema dei trasporti è centrale. Può spiegarci perché?

I trasporti rivestono un ruolo fondamentale in CopenPay perché il viaggio inizia prima ancora che i visitatori arrivino in città. Per questo motivo premiamo i viaggiatori che scelgono di arrivare in treno o in auto elettrica e incoraggiamo alternative come la bicicletta e i mezzi pubblici durante il loro soggiorno.

Allo stesso tempo, CopenPay è innanzitutto un’iniziativa comportamentale. L’obiettivo è sensibilizzare e incoraggiare la riflessione sulle scelte che le persone compiono quando viaggiano. Collegando le scelte di trasporto alle esperienze, rendiamo queste decisioni più visibili e accessibili, e le integriamo nell’esperienza di viaggio.

Il vostro modello ha ispirato città in tutto il mondo. Come lo stanno adattando?

Il modello è progettato per essere adattabile. Ogni destinazione ha la sua identità, cultura e priorità strategiche, e CopenPay può essere adattato di conseguenza.

Pensa di star cambiando il modo in cui le persone viaggeranno in futuro?

Osserviamo chiari segnali di un cambiamento nel modo in cui le persone desiderano viaggiare. Molti sono sempre più interessati a dare un contributo positivo, piuttosto che limitarsi a usufruire di una destinazione. CopenPay fa parte di questo cambiamento. L’obiettivo è incoraggiare una mentalità diversa, in cui i visitatori si considerino partecipi e contribuiscano alla salvaguardia dei luoghi che visitano.

Sette partecipanti su dieci affermano di aver modificato le proprie abitudini al ritorno a casa. Ciò suggerisce che anche piccole azioni compiute durante un viaggio possono portare a cambiamenti comportamentali a lungo termine. Se questo si tradurrà in un cambiamento più ampio dipenderà da quanto diffusa sarà l’adozione di tali approcci, ma il potenziale è indubbio.

Viaggiare secondo i principi del Feng Shui: dove, come e quando. Cosa sapere

3 juin 2026 à 18:00

Luca Maria Lavezzi è ingegnere edile e architetto, ma è anche uno dei massimi esperti di Feng Shui italiano. Il Feng Shui è l’antica arte taoista cinese che studia come l’energia vitale (chiamata “Chi”) scorre negli ambienti, ma può trovare applicazione in numerosi ambiti della vita quotidiana, tra cui l’organizzazione dei viaggi. Lo scopo principale è disporre gli spazi, gli arredi e i colori di un ambiente per favorire il benessere, la salute e l’armonia psicofisica di chi ci vive o ci lavora.

Lavezzi aiuta, infatti, le persone a ritrovare un profondo stato di benessere migliorando le loro abitazioni o il loro spazio lavorativo, ma offre la propria consulenza anche per la pianificazione dei viaggi in base all’energia personale, ai cicli temporali e alle caratteristiche delle destinazioni e collabora con alcune agenzie viaggio.

Lo abbiamo intervistato per comprendere come il Feng Shui possa influire sulla scelta della destinazione e sul modo di viaggiare. Ecco cosa ci ha raccontato.

In che modo il Feng Shui può aiutare a pianificare un viaggio?

Prima di tutto è utile ricordare che il Feng Shui è una disciplina che studia la relazione tra l’essere umano e l’ambiente che lo circonda. Sebbene sia spesso associato alla casa, si tratta in realtà di uno strumento molto più ampio, che può trovare applicazione in numerosi ambiti della vita quotidiana, compresi gli spostamenti e i viaggi.

Sono molteplici i fattori che concorrono alla buona riuscita di un viaggio, e il Feng Shui può rappresentare uno degli strumenti utili per renderlo più armonico e coerente con le esigenze della persona. Può aiutare nella scelta del periodo della partenza, della destinazione, della direzione verso cui viaggiare e, in alcuni casi, persino della struttura ricettiva più adatta.

Nelle consulenze più approfondite, il Feng Shui può essere affiancato dal Ba Zi, l’antica astrologia energetica cinese, permettendo di personalizzare ulteriormente queste valutazioni in funzione del momento che la persona sta vivendo. L’obiettivo non è predire il futuro, ma aiutare a compiere scelte più consapevoli e allineate alle proprie necessità.

Il Feng Shui può influenzare ogni aspetto di un viaggio, dalla scelta della meta all’armonia nella stanza d’hotel: ci può raccontare quali sono le logiche?

Innanzitutto, da un punto di vista tecnico, l’analisi può partire dalla mappa delle cosiddette Stelle Volanti, un sistema del Feng Shui classico che studia come determinate qualità energetiche si distribuiscono nello spazio e cambiano nel tempo, influenzando simbolicamente direzioni e aree geografiche.

Per quanto riguarda la scelta della meta, ogni anno presenta caratteristiche energetiche differenti. Ad esempio, il 2026, anno del Cavallo di Fuoco Yang secondo il calendario lunare cinese, evidenzia direzioni generalmente più favorevoli agli spostamenti e altre meno consigliate. Per esempio, quest’anno risultano mediamente più favoriti viaggi verso direzioni come Australia e Sud-Est Asiatico rispetto ad altre aree come il Sudafrica.

Da questa lettura più ampia si passa poi a una valutazione più dettagliata della struttura ricettiva e della singola camera. Se l’obiettivo del viaggio è il riposo e la rigenerazione, è importante considerare anche la qualità energetica dello spazio. Il letto, ad esempio, dovrebbe trovarsi in una posizione protetta e non direttamente esposta ai principali flussi di passaggio. Anche la presenza di specchi troppo vicini al letto, l’allineamento diretto tra porta e finestra o una distribuzione poco equilibrata degli arredi possono influire sulla qualità del riposo.

Si presta, inoltre, attenzione alla presenza di eventuali Sha Qi ovvero elementi visivi o sonori percepiti come aggressivi o disturbanti, come spigoli puntati verso il letto, infrastrutture particolarmente invasive all’esterno della finestra, rumori continui o altre fonti di stress ambientale. Tutti questi aspetti, spesso sottovalutati, possono incidere sul comfort percepito e, di conseguenza, sulla qualità complessiva dell’esperienza di viaggio.

In quale misura le energie personali influenzano i viaggi?

Le energie personali possono influenzare molto il modo in cui viviamo un viaggio. Per comprendere meglio questa relazione, il Feng Shui può essere affiancato dal Ba Zi, noto anche come The Four Pillars of Destiny (I Quattro Pilastri del Destino), un sistema di astrologia energetica che analizza il tema natale di una persona sulla base di anno, mese, giorno e ora di nascita.

L’obiettivo del Ba Zi non è predire il futuro, ma comprendere le caratteristiche energetiche individuali e il modo in cui queste interagiscono con i cicli del tempo. Attraverso questa lettura è possibile individuare periodi più dinamici e produttivi e altri invece maggiormente adatti al recupero, al rallentamento o al distacco dalla routine quotidiana.

Applicato ai viaggi, questo significa che una persona potrebbe trarre maggior beneficio da una vacanza rigenerante proprio in un periodo particolarmente intenso dal punto di vista lavorativo o personale, oppure scegliere di concentrare determinati spostamenti in momenti più favorevoli all’iniziativa, agli incontri o alle opportunità professionali. Nelle consulenze più approfondite, anche la data di partenza può essere valutata attraverso tecniche di Date Selection, sempre in relazione al tema natale della persona.

Ci sono viaggiatori che si spostano solo dietro le indicazioni del Feng Shui?

Sì, soprattutto in alcune culture asiatiche il Feng Shui continua ad avere un’influenza significativa sulle scelte legate agli spostamenti. È importante ricordare che i viaggi non sono soltanto quelli di piacere: spesso riguardano opportunità professionali, investimenti, trasferimenti o incontri strategici. Per questo motivo, in realtà come Hong Kong, Pechino o Singapore, non è insolito che alcune persone valutino anche il periodo della partenza, la direzione del viaggio o altri fattori energetici prima di intraprendere spostamenti considerati particolarmente importanti.

In queste destinazioni è, inoltre, possibile trovare strutture ricettive progettate secondo i principi del Feng Shui. Non va, infatti, dimenticato che il Feng Shui è una disciplina dinamica: così come le persone e le circostanze evolvono nel tempo, anche gli spazi sono soggetti a cambiamenti energetici. Per questo motivo molte attività ricettive si avvalgono periodicamente del supporto di un consulente Feng Shui che, di anno in anno, suggerisce piccoli accorgimenti e aggiornamenti finalizzati a favorire un ambiente armonioso e capace di accogliere al meglio le energie del periodo, con benefici potenziali sia per gli ospiti sia per l’attività stessa.

Vengono organizzati viaggi/pacchetti turistici per questo tipo di viaggiatore?

In Italia è raro che siano le agenzie a proporre questa consulenza e per questo le agenzie del Gruppo L’astrolabio a Milano, famose proprio per l’approccio tailor made, possono essere considerate pioniere essendosi organizzate e preparate per integrare nei loro servizi già molto specifici, in termini di esigenze individuali pratiche di ogni cliente, soluzioni per il benessere e selezione qualitative anche indicazioni legate al Feng Shui.

Le agenzie della famiglia Aronson – Cinque Giornate, Superviaggi e L’Astrolabio – specializzate nell’outgoing, coniugano la soddisfazione dell’elevato livello di richieste della clientela con una progettazione del viaggio attenta anche agli aspetti energetici, alla qualità degli spazi e all’esperienza complessiva della persona.

Dall’archeologia all’outdoor, dalla gastronomia al lusso, Israele riparte dal turismo

16 février 2026 à 16:01

Le scoperte di nuovi siti archeologici sono state le notizie che, negli ultimi tempi, hanno destato più curiosità tra coloro che vorrebbero fare un viaggio in Israele ma che non se la sono sentita di andare. Ed è proprio dall’apertura dei siti archeologici, grande attrazione turistica oltre che scoperte di portata storica inimmaginabile, che il Paese vuole ripartire. Questa terra, ricca di storia e di storie, ha ancora molto da raccontare.

La nuova via dei Pellegrini

Molte sono anche le novità culturali, e quindi anche turistiche: dalla nuova via dei Pellegrini, un percorso risalente al I secolo che collegava la Piscina di Siloe ai piedi del Monte del Tempio, aperta all’interno di Gerusalemme dopo 20 anni di lavori alla Biblioteca Nazionale che ancora rappresenta una novità soprattutto per gli italiani, ai nuovi percorsi nell’area archeologia di Ophel intorno alla Città di David, alla mostra dedicata al Grande Rotolo di Isaia che aprirà il prossimo 24 febbraio al Museo di Israele.

Apre la pista ciclabile più lunga di Israele

Per non parlare, poi, delle novità riguardanti le attività outdoor per cui molti appassionati scelgono questo luogo dai paesaggi selvaggi quanto bellissimi: proprio qualche settimana fa, infatti, è stata inaugurata la pista ciclabile più lunga di Israele, la pista Yahel-Timna. Solo recentemente è stata completata la costruzione del tratto Yotvata-Timna, che collega il single track a una lunghezza di oltre 100 km di percorso continuo.

Aperture di hotel e ristoranti

Ma non è tutto: nel frattempo Israele è andato avanti e sono stati aperti nuovi hotel e nuovi ristoranti (la gastronomia è uno dei tanti punti di forza del Paese), e stanno per inaugurare molti nuovi indirizzi a Tel Aviv, ma anche nella zona del Mar Morto, in Galilea e a Gerusalemme di gruppi israeliani ma anche di grosse catene internazionali che operano nel settore del lusso, come il Six Senses e il Nobu Hotel a Tel Aviv, di proprietà di Robert De Niro.

Sempre più voli dall’Italia

Intanto, stanno riprendendo regolamentate i collegamenti aerei: prossime sono le aperture di nuovi voli diretti da tante città italiane, a partire da Palermo, Catania, Napoli, Cagliari oltre all’intensificazione di voli da Roma, Milano e Venezia. In totale a oggi si contano 92 voli settimanali tra Italia e Israele.

“Il 2026 è l’anno della ripresa” ha commentato Kalanit Goren, direttrice dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo che abbiamo avuto occasione di incontrare in occasione della Borsa Italiana del Turismo 2026 che si è svolta a Milano “con i nuovi collegamenti oggi è molto facile viaggiare verso Israele. L’Italia sta tornando anche se con una ripresa ancora lenta, al momento il sesto mercato per Israele, mentre i primi a tornare sono stati gli americani seguiti dai francesi e sono iniziati ad arrivare visitatori da mercati inaspettati come India e Brasile. E abbiamo avuto arrivi anche mercati meno scontati, come l’India o il Brasile. La Maratona di Gerusalemme che si terrà a marzo è un evento che attira runner da tutto il mondo; quindi, penso sia arrivato il momento di viaggiare e di tornare in Israele”.

BIT 2026: parla Eric Hsueh, General Manager di EVA Air Italy

13 février 2026 à 16:33

In occasione della BIT 2026, abbiamo incontrato al suo stand in fiera Eric Hsueh, General Manager della compagnia aere di Taiwan, la EVA Air, che da poco ha avviato un collegamento diretto giornaliero tra Milano Malpensa e Taiwan. Ecco cosa ci ha detto.

Potrebbe presentarci brevemente EVA Air?

EVA Air, membro di Star Alliance, è stata fondata nel 1989 come prima compagnia aerea internazionale privata di Taiwan. Fa parte del rinomato Evergreen Group ed è una consociata di Evergreen Line, leader mondiale nel trasporto marittimo di container. Con una flotta di oltre 80 aeromobili Boeing ed Airbus, serve più di 60 destinazioni internazionali in Asia, Oceania, Europa e Nord America.

Per il decimo anno consecutivo ha ricevuto il premio Skytrax 5 stars Airline Award. L’importante novità con la quale abbiamo aperto il 2026 è che dal 16 gennaio di quest’anno EVA Air offre un collegamento comodo e quotidiano da Milano-Malpensa a Taipei, la Capitale di Taiwan, e una ulteriore connessione altrettanto confortevole e immediata per tutte le destinazioni asiatiche che fanno parte del nostro ampio network.

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123RF
lo skyline della bellissima Taipei, Capitale di Taiwan

I voli dall’Italia saranno operati, come di consueto, con l’aeromobile Boeing 787-9, configurato con tre classi: Economy, Premium Economy e Royal Laurel. Abbiamo voluto soddisfare la crescente domanda del mercato e confermare la nostra volontà di investire in Italia con una nuova proposta di alto livello.

Volare con EVA Air significa anche sperimentare tutta la qualità del suo servizio riconosciuta a livello internazionale. I viaggiatori possono trovare ulteriori informazioni su EVA Air (comprese rotte e orari), prenotare e acquistare biglietti sul nostro sito web oppure possono seguirci su IG e FB.

Perché un volo quotidiano Milano-Taipei? Quali sono le aspettative per il mercato e la previsione per il coefficiente di riempimento?

Dal lancio del volo MXP-TPE nell’ottobre 2022, EVA Air ha mantenuto un load factor  (fattore di carico) stabile superiore all’80% con quattro voli a settimana. Prevediamo che, dopo l’aumento a un volo giornaliero, il fattore di carico medio rimarrà stabile a oltre l’80%.

Questo nuovo volo giornaliero diretto risponde alla crescente domanda del mercato e conferma il nostro impegno a investire in Italia con un’offerta di alto livello. Grazie a questa rotta, i viaggiatori avranno un quotidiano accesso diretto a Taiwan e potranno collegarsi in modo coerente ed efficiente a molte destinazioni asiatiche. EVA Air conferma la sua strategia di crescita internazionale e continua a distinguersi per i suoi elevati standard in termini di sicurezza, comfort e ospitalità a bordo.

Rafforza, inoltre, il suo impegno nei confronti del mercato italiano e contribuisce a creare un ponte privilegiato per gli scambi culturali, turistici e commerciali tra i due paesi. L‘Italia, punto di riferimento per l’Europa e una delle destinazioni turistiche più popolari al mondo, e Taiwan, dinamico hub asiatico con una delle economie più innovative, sono ora collegate da una rotta giornaliera che offre nuove opportunità e rende i viaggi ancora più comodi e accessibili. Questo rende più facile pianificare viaggi d’affari, vacanze culturali o soggiorni di lunga durata, affidandosi ai voli, alla qualità e alle garanzie offerte da EVA Air.

Quali sono le destinazioni più popolari tra i passeggeri in partenza da Milano?

Le principali destinazioni da Milano sono Taipei, le Filippine – Manila, Cebu e Clark – ma soprattutto il Giappone, destinazione top, tra le più importanti richieste. Oggi EVA Air offre voli settimanali da Taipei verso il Giappone. I passeggeri in arrivo dall’Italia possono usufruire di connessioni immediate verso Fukuoka, Okinawa, Osaka, Sendai, Sapporo e Tokyo, mentre per le destinazioni di Komatsu, Kobe, Matsuyama e Aomori è prevista una sosta di almeno una notte a Taipei.

Altre destinazioni asiatiche stanno gradualmente aumentando, come l’Indonesia, la Corea del Sud, il Vietnam, la Malesia e la Thailandia. Ma abbiamo puntato sul Giappone soprattutto, e abbiamo organizzato lo scorso 11 gennaio, a Milano, una giornata interamente dedicata alla destinazione Giappone per parlare, insieme con esperti, della sua storia, cultura, gastronomia e turismo. Un evento che è stato un pieno successo.

Ci parli dell’offerta di bordo sul volo Milano-Taipei.

EVA Air utilizza attualmente i B787-9 per la rotta Milano-Taipei, configurato in tre classi, offrendo la Royal Laurel Class, la Premium Economy e la Economy Class. La Royal Laurel è la classe più lussuosa per i passeggeri che desiderano privacy, una cucina raffinata e un servizio premium. Ogni sedile è dotato di schermo touch screen HD, sedili massaggianti e sistema di intrattenimento.

Premendo un pulsante, il sedile può trasformarsi in un letto completamente reclinabile lungo circa 2 metri per un riposo notturno ristoratore. Tra i dettagli studiati figurano un kit di cortesia esclusivo, comodi pigiami e cuffie con cancellazione del rumore.
La Classe Premium Economy è stata introdotta e inaugurata lo scorso 28 maggio sui voli Milano-Malpensa Taipei.

EVA Air, non molti lo sanno, è stata la prima compagnia aerea a introdurre la Premium Economy Class, allora nota come Evergreen Deluxe Class, nel 1992, e continua a essere pioniera del cambiamento, stabilendo un nuovo punto di riferimento nel settore con l’introduzione della quarta generazione di sedili sull’aereo Boeing 787-9.

EVA Air si è sempre concentrata sull’innovazione orientata al passeggero e sulla definizione delle tendenze del settore. Questi sedili di quarta generazione mantengono la filosofia di base delle generazioni precedenti, migliorando al contempo il comfort, lo stile e la funzionalità, a dimostrazione del nostro impegno nell’innovazione del servizio e nell’attenzione ai dettagli.

La Premium Economy è una classe simile alla Business Class, che offre un’esperienza di volo raffinata e confortevole, rafforzando il principio di un servizio completo in tutte e tre le classi. La nuova Premium Economy Class dispone di 28 sedili disposti in una configurazione 2-3-2. La distanza tra gli schienali è di 106,68 cm.

Il meccanismo di reclinazione del sedile, con un movimento simile a una culla, consente al cuscino del sedile di scorrere in avanti e verso l’alto contemporaneamente, creando una comoda reclinazione equivalente a 20,32 cm. Ogni sedile è dotato di uno schermo da 15,6 pollici ad alta risoluzione, leader nel settore e di un sistema di controllo multifunzione per l’intrattenimento. Il tavolino include un supporto per dispositivi personali, mentre i sedili sono dotati di prese di corrente combinate da 110 V CA e USB per soddisfare le diverse esigenze dei passeggeri moderni.

Il nuovo design enfatizza la privacy con pannelli laterali montati sui poggiatesta con luci di lettura integrate. Ampi vani portaoggetti nei braccioli, nei vani dei sedili e nei portabottiglie consentono ai passeggeri di riporre e accedere comodamente ai propri oggetti personali. EVA Air ha collaborato con il marchio britannico HUNTER, che ha creato speciali kit di cortesia per la nuova classe.

Importante: uno speciale bracciolo montato sui sedili lato corridoio consente l’accesso alle sedie a rotelle, consentendo agli assistenti di volo di assistere i passeggeri con esigenze speciali. Naturalmente, i continui miglioramenti apportati da EVA Air alla Premium Economy Class le hanno fatto guadagnare numerosi premi da Skytrax.

Quali sono le altre novità e attività che avete portato alla BIT 2026 ?

Beh, sappiamo bene che questo mese sarà molto speciale perché dal 6 al 22 febbraio si svolgeranno le Olimpiadi Invernali con Milano e Cortina d’Ampezzo come città ospitanti.
EVA Air sarà presente con un fitto calendario di presenze e pubblicità: dal 5 al 18 febbraio c’è la campagna metro “outdoor” a Milano, con un circuito di 100 manifesti pubblicitari in tutte le maggiori stazioni metro della città delle linee M1, M2, M3; dal 9 al 15 febbraio, la campagna Progetto Olimpiadi sarà presente con un’edicola in corso Magenta, 24, con allestimento Premium EVA Air e due hostess che accoglieranno i passanti offrendo informazioni sulla compagnia. La struttura sarà interamente personalizzata per riflettere l’eleganza e l’ispirazione asiatica del nostro marchio, diventando un polo di curiosità e interazione accattivante sia per i residenti che per i visitatori internazionali; dal 9 al 22 febbraio, ci sarà una campagna pubblicitaria RAI che andrà in onda durante le Olimpiadi invernali sulla rete nazionale.

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Ufficio stampa
Il chiosco di EVA Air in Corso Magenta a Milano

Come gestisce EVA Air la propria attività in Italia, in particolare con le agenzie di viaggio e i tour operator?

Sebbene EVA Air sia stata fondata più di 30 anni fa, opera sulla rotta MXP-TPE in Italia solo da 3 anni. Pertanto, la prima missione della filiale italiana della compagnia è quella di espandere la notorietà del marchio in Italia. Finora abbiamo svolto numerose attività per raggiungere questo obiettivo. Le pubblicità B2C di EVA Air sono state collocate in tutta Milano, ad esempio nelle stazioni della metropolitana, sui tram, sui taxi, alla radio e persino su Netflix.

Non solo le pubblicità B2C, ma anche quelle B2B sono molto importanti per noi, e anche il rapporto interattivo con le agenzie di viaggio è al centro della nostra attenzione. Non solo a Milano, ma in tutto il Nord Italia. Quindi, andiamo a Bergamo, Torino, Verona, Bologna e persino a Lugano, in Svizzera, per invitare importanti agenzie di viaggio e tenere seminari.

Attraverso l’interazione in loco, le agenzie di viaggio possono conoscere meglio EVA Air. Abbiamo anche invitato diverse agenzie di viaggio a partecipare a viaggi di familiarizzazione a Taiwan, in Giappone, nelle Filippine e in altri paesi asiatici.
Attraverso queste attività, le agenzie di viaggio avranno una comprensione più approfondita di EVA Air, il che sarà anche di grande aiuto per espandere la nostra attività.

Confrontando i passeggeri business con quelli leisure: chi è più importante per EVA Air?

I passeggeri che viaggiano per piacere e quelli che viaggiano per affari sono ugualmente importanti. Inoltre, EVA Air è una compagnia aerea internazionale con una vasta rete di voli intercontinentali, il che significa che i nostri passeggeri, ad esempio sulla rotta TPE-MXP, non provengono solo da Taiwan o dall’Italia, ma da tutto il mondo.

Grazie alla vasta rete di voli di EVA Air e ai tempi di trasferimento estremamente convenienti, sia i passeggeri che viaggiano per piacere che quelli che viaggiano per affari possono raggiungere facilmente le loro destinazioni ideali. L’Italia come destinazione turistica e di svago svolge un ruolo molto importante nella rete di voli globale di EVA Air, ma anche Taipei come destinazione tecnologica e d’affari è fondamentale, e aggiungerei che, senza dubbio, la domanda di viaggi d’affari è cruciale per lo sviluppo della nostra rotta di volo diretta (MXP-TPE).

La tecnologia e la sostenibilità sono importanti per EVA Air:  cosa sta facendo la compagnia a questo proposito?

La sostenibilità e le misure di sicurezza sono fondamentali per EVA Air, nota come compagnia aerea “verde”, profondamente impegnata nella sostenibilità. È sempre stata all’avanguardia nell’innovazione e nel miglioramento delle misure di sicurezza.
Oggi lo sviluppo sostenibile non è solo una scelta, è una responsabilità. EVA Air collabora con tre importanti fornitori: AEG FUELS dagli Stati Uniti, COSMO Oil Marketing dal Giappone e Formosa Petrochemical Corporation da Taiwan per l’acquisto di carburante sostenibile per l’aviazione (SAF), riaffermando il suo impegno incondizionato a raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2050 e introducendo attivamente il SAF in tutta la sua rete globale e nella regione Asia-Pacifico per ridurre la sua impronta di carbonio. Come importante traguardo nel progressivo adozione del SAF, EVA Air ha introdotto con successo il SAF di produzione nazionale il 23 aprile 2025 nell’ambito del programma pilota.

Inoltre, EVA Air è conforme alla politica di fornitura di SAF dell’Unione Europea (UE) e tutti i voli in partenza dall’Europa operano con una miscela di SAF al 2% dal primo trimestre di quest’anno, poiché il SAF è considerato una delle soluzioni più promettenti per ridurre le emissioni di carbonio nel settore dell’aviazione.

Sul fronte ambientale, la compagnia ha implementato numerose iniziative di risparmio energetico e riduzione delle emissioni, tra cui la modernizzazione della sua flotta con l’adozione di aeromobili di nuova generazione a basso consumo di carburante.
In termini di sicurezza dei voli, EVA Air rimane all’avanguardia nel miglioramento delle misure di sicurezza. EVA Air e IATA hanno firmato un accordo di cooperazione che annuncia la partecipazione ufficiale di EVA Air alla piattaforma Turbulence Aware dell’IATA. Con il cambiamento dei modelli meteorologici, la turbolenza, che è più difficile da prevedere, rappresenta un problema crescente per la sicurezza dei voli e la pianificazione operativa.

Per garantire la sicurezza dei passeggeri, dell’equipaggio e degli aeromobili, EVA Air ha aderito all’impegno globale volto a migliorare la condivisione dei dati in tempo reale sulle turbolenze e a potenziare le misure di sicurezza predittive attraverso questa piattaforma all’avanguardia.

L’adesione a Turbulence Aware aiuterà i piloti e i dispatcher ad analizzare i dati in tempo reale, pianificare e scegliere le rotte più appropriate per evitare le zone a più alto rischio di turbolenza e garantire la sicurezza dei passeggeri e degli aeromobili.
La piattaforma comprende attualmente 28 compagnie aeree che condividono i rapporti di oltre 2.700 aeromobili. Una volta raccolti i dati, la piattaforma fornisce ai piloti informazioni in tempo reale sulla turbolenza, consentendo loro di cambiare rotta tempestivamente ed evitare le zone interessate. Inizialmente, EVA Air impiegherà un totale di 33 aeromobili Boeing 777-300ER per partecipare alla raccolta e alla comunicazione dei dati.

Quanto è importante far parte di un colosso come Evergreen e qual è la vostra strategia in materia di alleanze nel settore aereo?

EVA Air ed Evergreen Marine sono due società indipendenti del gruppo Evergreen. EVA Air, in qualità di membro della Star Alliance, lavora a stretto contatto con gli altri membri dell’alleanza, formando una fitta rete di voli nei principali mercati mondiali.
I passeggeri che volano con EVA Air possono facilmente effettuare voli in coincidenza in sei delle nostre destinazioni europee e proseguire verso altre città in Europa, così come possono aspettarsi la stessa comodità quando volano verso l’Asia.

Perché La Compagnie è tra le migliori compagnie aeree del mondo

17 octobre 2025 à 15:14

È appena stata inserita tra le Migliori compagnie aeree internazionali, conquistando il quinto posto nella prestigiosa classifica dei Condé Nast Traveler Readers’ Choice Awards 2025. Da tre anni vola anche in Italia collegando direttamente Milano a New York, trasportando passeggeri, soprattutto per turismo, dall’Italia agli Stati Uniti (e viceversa), facendoli volare nel modo più confortevole possibile.

La Compagnie, infatti, è una compagnia aerea all business ovvero con una sola classe di volo che, sei volte alla settimana – un po’ meno d’estate perché la richiesta cala leggermente –, fa la spola oltreoceano. La sua caratteristica è quella di offrire un servizio esclusivo, un’esperienza di viaggio confortevole, ma al contempo accessibile, in quanto ha tariffe decisamente competitive, tanto da definirsi “Smart” Business Class al 100%.

Abbiamo avuto l’opportunità di fare il punto con Christian Vernet, CEO di La Compagnie per sapere come sta andando finora e quali sono le novità in arrivo.

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Ufficio stampa
L’Airbus A321neo con cui vola La Compagnie

“Il nostro collegamento piace molto, abbiamo orari comodi che permettono di arrivare a New York di giorno e di godersi la giornata, mentre il volo di rientro è notturno e si arriva a Milano la mattina, pronti per dedicarsi fin da subito alle proprie attività. Inoltre, si viaggia in maniera molto confortevole, l’offerta a bordo è attenta, l’imbarco e lo sbarco sono rapidi perché i passeggeri sono pochi (solo 76 posti a bordo) e, fatto non da sottovalutare, è significativamente meno caro rispetto alla concorrenza perché volare con La Compagnia costa più dell’Economy ma meno di una classica Business.

Ed è quello che possiamo fare oggi con solo due aerei. Ne abbiamo ordinato un terzo e lo stiamo aspettando, la richiesta di velivoli, in questo momento, è alta e dobbiamo aspettare il prossimo anno, mentre per il quarto bisognerà attendere il 2028. Saranno apparecchi dello stesso modello – Airbus A321neo – ma più performanti. La configurazione interna sarà un po’ diversa, ci sarà meno plastica a bordo e quindi gli aerei saranno anche più leggeri ed ecologici, avranno schermi più ampi e una connessione Wi-Fi più performante perché la tecnologia sta migliorando”.

Più aerei, più rotte

Con uno o due aerei in più ci sarà la possibilità di aumentare anche le rotte e le frequenze. La Compagnie, che è nata nel 2014, vola da sempre tra Parigi e New York e ha un volo stagionale anche tra Nizza e Newark, oltre al Milano Malpensa-New York Newark. “Il nostro ufficio marketing sta studiando i nostri piani futuri. Sicuramente i nuovi apparecchi saranno più performanti e potranno coprire maggiori distanze, per esempio si potrebbero raggiungere le Maldive senza fare scalo o le Maldive, tutto dipenderà a quale target vorranno rivolgersi perché le Maldive sono una destinazione leisure, mentre Miami, per esempio, è sia leisure sia business.

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Ufficio stampa
La poltrona completamente reclinabile a bordo

Chi viaggia con La Compagnie

Circa il 25-30% di nostri clienti sono repeater che amano volare con noi. Ormai non sono solo gli uomini d’affari a viaggiare in Business Class, infatti, la maggior parte dei clienti di La Compagnie è composta da passeggeri leisure (il 65%), ma c’è anche la categoria bleisure, che viaggia per lavoro ma si regala anche qualche giorno di vacanza prima o dopo, ci sono famiglie con bambini e persino cani. Per i nostri clienti cerchiamo di avere sempre qualche novità.

Collaboriamo con degli chef stellati che preparano i pasti da servire a bordo. che variano a seconda della stagione e che si basano su piatti francesi e italiani, per i voli dall’Italia. Loro sanno che in volo le papille gustative funzionano peggio quindi studiano menu tenendo conto di questa problematica. Anche i vini, tutti bio, sono italiani e francesi, inclusi gli Champagne. A New York abbiamo anche una lounge privata dedicata esclusivamente ai nostri ospiti.

Un viaggio in Thailandia inizia già a bordo dell’aereo

16 octobre 2025 à 15:42

La Thailandia è sempre nel cuore degli italiani e, quando si parla del “Paese del sorriso”, c’è sempre grande interesse. Quando si sale a bordo di un aereo di Thai Airways ci si immerge fin da subito nella ‘thailandite’: si viene accolti dal sorriso delle assistenti di volo che offrono un’orchidea a tutti i passeggeri, assistenti che, durante il volo, cambiano per ben tre volte le loro splendide divise, il Ruean Ton, l’abito tradizionale thailandese in seta grezza.

Ecco perché, in occasione del TTG di Rimini 2025, ci siamo fatti raccontare da Armando Muccifora, Sales Manager di Thai Airways, che quest’anno celebra il 65° anniversario, cosa bolle in pentola.
“Arriveranno 80 nuovi aerei per le tratte a lungo raggio e 33 per il corto-medio raggio, abbiamo così cambiato tutti i vecchi modelli. Li stanno ancora costruendo quindi arriveranno nel 2027″, spiega Muccifora, “si tratta rispettivamente di Boeing 787-900 Dreamliner, insonorizzati e con consumi inferiori del 25% che serviranno per le nuove rotte a lungo raggio (tra cui il Roma-Bangkok, la data non è ancora stata annunciata), e di Airbus A321neo, che invece serviranno per collegare Bangkok con altre mete della Thailandia.

Ciò significa che non solo stiamo riaprendo tutte le rotte in Asia, ma aumenteremo persino la frequenza. Andremo in alcune mete in Cina mai raggiunte prima, apriremo la settimana destinazione in Giappone e aumenteremo i collegamenti con Tokyo Haneda e Narita, così come rafforzeremo voli per Giacarta e Bali, per l’Australia e la Nuova Zelanda. E poi ci sanno nuove rotte in Thailandia.”

Il viaggio in Thailandia inizia a bordo

Ma non solo nuove mete, anche i viaggi a bordo degli aerei Thai saranno sempre più confortevoli. “I nuovi aerei avranno nuove configurazioni con nuove Business Class (la Royal Silk Class) e nuove Economy, ma anche Premium Economy, tutti i nuovi aerei dal 2027 avranno questa classe che è molto richiesta. Ma l’esperienza a bordo è molto legata alla Thailandia. “Siamo in prima fila anche nello sviluppo del turismo, specie quello esperienziale”, racconta Muccifora.

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Ufficio stampa
La Royal Silk Class di Thai Airways

“Ci sono nuovi progetti che, in qualità di ambasciatori della ‘thailandite’, stiamo seguendo da vicino: a Nord del Paese, nelle piantagioni di caffè, e a Sud, nelle piantagioni di cacao perché a bordo dei nostri voli serviamo questi prodotti.

A bordo i pasti sono stati curati dalla chef thailandese Duangporn “Bo” Songvisava, famosa per aver preso parte al programma di Netflix Chef’s table, mentre gli snack caldi per il corto raggio serviti in Economy sono stati affidati alla prima chef Stella Michelin di street food, Jay Fai. Viene servito un cocktail signature chiamato Rose of the Royal Voyage fatto con le essenze delle rose del giardino del Palazzo Reale di Bangkok. Inoltre, sono state create delle playlist musicali per ogni momento del volo, dall’aperitivo al sonno”.

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Ufficio stampa
Il cocktail Rose of the Royal Voyage che viene servito a bordo

Tahiti, da un piccolo arcipelago una grande lezione sul turismo

16 octobre 2025 à 09:40

Cresce il turismo generale a Tahiti e cresce anche il numero di italiani che visitano l’arcipelago della Polinesia francese. Dall’anno scorso, il mercato italiano ha avuto un incremento dell’8%. “Solo nel mese di luglio sono stati 1.013 visitatori dall’Italia, che per noi, anche se sembrano numeri piccoli, sono importanti”, spiega Tehani Mairai, International Promotion Manager di Tahiti Tourisme che abbiamo avuto il piacere di incontrare in occasione del TTG Travel Experience 2025 di Rimini. “Siamo una piccola destinazione, inoltre vogliamo rimanere nell’ambito del turismo sostenibile; pertanto, siamo molto orgogliosi dei numeri che stiamo ottenendo, perché l’inclusione con la nostra popolazione è estremamente importante e vogliamo assicurarci di non superare questa barriera”.

Sostenibilità prima i tutto: il piano d’attacco

Un paradiso in Terra però oggigiorno non è facile da tutelare. Per mantenere questo arcipelago così paradisiaco bisogna lavorarci e avere una strategia. Tanto più che sono stati annunciati nuovi voli in arrivo già da quest’inverno e saranno ancor più numerosi a partire dal 2026. “Dal 2022, ci siamo dati un obiettivo al quale stiamo ancora lavorando”, racconta Mairai. “Abbiamo fatto una riflessione sull’attuazione di una vera strategia di sostenibilità e ci siamo chiesto “Come possiamo farlo? Come possiamo diventare una destinazione turistica sostenibile ufficiale? Quindi, per aiutarci, siamo diventati membri del GSTC, il Global Sustainable Tourism Council. E, grazie a loro, ci hanno dato le indicazioni per farlo. Ed ecco cosa abbiamo fatto: prima di tutto abbiamo chiesto un parere alla popolazione per sapere se fossero favorevoli al turismo. Il 97% era a favore di un turismo di tipo sostenibile il che significa che va bene avere dei turisti ma devo comunque sentirmi sempre a casa mia.

Poi abbiamo cercato di capire cosa ci servisse: gestione dei rifiuti, riciclo di materiali ma anche mantenere sempre vive le nostre tradizioni che per noi sono fondamentali. Ecco perché abbiamo lavorato con partner locali e, chi lavora nel settore turistico, viene formato continuamente in modo che tutti siano coinvolti. Ora abbiamo formato un comitato di 27 cittadini presi da diversi ambiti che hanno il compito di selezionare alcuni progetti su centinaia di proposte che hanno bisogno di essere sviluppate. Di circa 250 proposte abbiamo messe in atto 110 azioni che realizzeremo e che hanno anche lo scopo di coinvolgere gli ospiti che vengono nel nostro Paese.

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Il mare cristallino di Tahiti

Tahiti Tourisme ha lanciato, a maggio di quest’anno, una piattaforma online per le donazioni. Ne siamo molto orgogliosi perché molti dei nostri visitatori che sono venuti a Tahiti e che se ne sono innamorasti vorrebbero fare qualcosa. Da noi, vieni come ospite e te ne vai come membro della famiglia. Quindi, abbiamo creato questa piattaforma di donazioni, nella quale sono rappresentate le associazioni locali per la sostenibilità. Si chiama Hina e ogni anno sostiene quattro diversi progetti, ma non si tratta semplicemente di donare del denaro significa prendersi a cuore alcuni aspetti che riguardano la nostra comunità, la cultura, l’ambiente e l’istruzione. Ogni donazione effettuata va direttamente all’associazione, quindi è totalmente trasparente, totalmente equo.

Il prossimo step è previsto per il 2028, quando dovremo ripetere l’audit del 2022. Chiederemo alla popolazione come è andata finora, qual è stato l’impatto sull’ambiente, se abbiamo raggiunto l’obiettivo e a che punto siam. Quindi per noi è un vero impegno, perché tutti possono vedere cosa è stato fatto”.

Tahiti, ma non solo

“Vogliamo far sapere a chi ci visita che la Polinesia francese non è solo Tahiti e le isole più famose (Moorea e Tetiaroa). Ci sono altre cinque isole (Raiatea, Huahine, Bora Bora, Taha’a e Maupiti), con altrettante esperienze di vita, ognuna con la sua particolarità, con il suo paesaggio unico. È molto facile spostarsi tra l’una e l’altra con i voli interni, ma anche l’industria delle crociere è ben radicata. Abbiamo quattro compagnie che operano tutto l’anno, pertanto, ci sono vari modi per scoprire le nostre isole. Ciascuna ha anche le sue tradizioni.

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La Polinesia francese e le sue tradizioni

Per esempio, ogni anno abbiamo l’Heiva Festival che comprende danze tradizionali polinesiane, competizioni sportive, musica e canti e artigianato, il nostro principale evento culturale, che di solito si tiene tra giugno e luglio. Si svolge a Tahiti, ma ce né uno anche a Bora Bora e persino alle Isole Marchesi con un festival marchesiano che è fantastico e viene organizzato ogni quattro anni. Quest’anno cade proprio a dicembre. La particolarità delle isole Marchesi è che ogni isola porta una delegazione; quindi, è come una grande reunion e ogni è un’isola diversa a ospitare il festival.

Italiani pazzi per l’Egitto. Ma ci sono ancora nuovi itinerari da scoprire

14 octobre 2025 à 23:18

Gli italiani impazziscono per l’Egitto: le spiagge del Mar Rosso sono piene in qualunque stagione dell’anno, le crociere sono tornate di gran moda e, a parte qualche momento di bassa stagione, registrano il tutto esaurito, e Il Cairo con il nuovo Grand Egyptian Museum (GEM) aperto da un anno sta attirando sempre più visitatori. “Da inizio 2025, abbiamo assistito a un aumento di arrivi del 22%.

Il mercato italiano, poi, è in forte crescita perché è salito del 50% e sono convinto che in futuro saremo in grado di soddisfare ancora i visitatori italiani”, ha annunciato Mr. Ahmed Youssef, CEO di Egyptian Tourism Authority che abbiamo incontrato a Rimini durante la fiera TTG Travel Experience.

Nuove esperienze

Ma l’Egitto è grande e ha davvero molto di più da offrire. “Negli ultimi anni, l’Egitto si è concentrato nel valorizzare le antichità, con il nuovo Grand Egyptian Museum, il Museo Nazionale della Civiltà Egizia aperto qualche anno fa al Cairo, quello che ospita le mummie, per intenderci, e il Museo Egizio.

Ora che stiamo per inaugurare l’ultima galleria del GEM, con l’apertura ufficiale, vogliamo dedicarci allo sviluppo di alte forme di turismo”, ha spiegato Youssef, che ha svolto un ruolo determinante nella definizione delle strategie turistiche dell’Egitto, ricoprendo posizioni di vertice all’interno del Ministero del Turismo e delle Antichità, fino alla sua nomina a Chief Executive Officer a marzo 2025.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
La colossale statua di Ramsete II nella Grand Hall del GEM

“Prima di tutto quello legato al wellness, poi all’ecoturismo e allo sport. Vogliamo sviluppare la zona del deserto, ripercorrere itinerari religiosi – ricordiamoci della Fuga in Egitto descritta nel Vangelo – e gastronomici e poi ci interessa il turismo MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions). Abbiamo molto più da offrire, quindi, e non soltanto antichità”.

Itinerari fuori rotta

E, in effetti, l’Egitto classico è molto gettonato, tanto che alcuni siti archeologici rasentano l’overtourism. Ci ha spiegato che. oltre alle mete già ben note, ci sono itinerari molto meno frequentati e che rivelano un Egitto un po’ diverso.

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A Sud di Assuan

“Tra le nuove esperienze che si possono fare in Egitto”, spiega Youssef “c’è sicuramente la scoperta approfondita del Cairo, perché non bastano due o tre giorni per visitare la Capitale. Per scoprire tutti i musei, che molta gente ancora non conosce, ci vorrebbero almeno sette giorni. Ci sono crociere sul Nilo che partono direttamente dal Cairo: si resta due o tre notti in città e poi ci si imbarca fino ad Assuan, il viaggio dura circa 10-11 giorni. Oppure si può andare verso Alessandria d’Egitto, El Alamein e Marsa Matruh, sul Mediterraneo, e poi all’Oasi di Siwa, combinando cultura, vacanza mare ed esperienze nel deserto”.

Obiettivo: sostenibilità

“L’obiettivo dell’Egitto, quindi, è di fare scoprire un lato insolito del Paese. Ma un altro nostro obiettivo è quello legato alla sostenibilità”, racconta ancora il CEO. “Oggi, il 50% degli hotel di Sharm el-Sheikh adottano già pratiche green: hanno installato pannelli solari e riciclano la spazzatura. In città ci sono solo autobus sono elettrici. Stiamo diventando sempre più paperless, già alcuni musei hanno adottato i ticket d’ingresso digitali e sono molti altri i progetti ai quali stiamo lavorando.

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La spiaggia di un resort a Sharm el-Sheikh

Ma per noi sostenibilità significa anche inclusione della popolazione locale. Incoraggiamo quindi i tour operator a coinvolgere la comunità locale. Per esempio, se si va ad Assuan ora la gente apre la propria abitazione ai turisti, si possono visitare le case e prendere il tè assaggiando cibo tipico con i proprietari della casa. È quello che chiamiamo turismo rurale. E questa esperienza si può fare anche se si viaggia soli”.

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Ufficio stampa
Mr Ahmed Youssef, CEO di Egyptian Tourism Authority

Falkensteiner, una storia di famiglia, dallo chalet di montagna agli archistar

14 octobre 2025 à 18:16

Quando il territorio conta tanto quanto la struttura alberghiera (magari progettata da un archistar), se non addirittura di più, si può tranquillamente affermare di aver fatto centro. Ed Erich Falkensteiner è uno di quegli uomini che, nel mondo del turismo, ce l’hanno fatta, tanto da essere preso come esempio da seguire da altri imprenditori del settore dell’hôtellerie. Lo abbiamo incontrato in occasione del TTG Travel Experience di Rimini.

Il territorio prima di tutto

“Quando abbiamo deciso di aprire una struttura sulle sponde del Lago di Garda, ci siamo confrontati con le autorità locali e con associazioni come Legambiente. Abbiamo lavorato insieme per trovare soluzioni ottimali per tutti, ci siamo affidati all’architetto paesaggista portoghese João Ferreira Nunes che ha studiato il progetto: il resort ora si trova immerso in un parco di sette ettari dove sono state ripristinate tutte le specie vegetali che c’erano anche in precedenza, come il mirto, per esempio”, spiega il fondatore, Chairman e CEO di FMTG – Falkensteiner Michaeler Tourism Group. Questo è il modo migliore per costruire e aprire un resort, in una posizione invidiabile senza impattare sul luogo e, soprattutto, mantenendo il rispetto della comunità. E non è da tutti.

Da sempre, il Gruppo Falkensteiner Hotels & Residences sceglie le posizioni migliori dove aprire – o ricondizionare – i propri resort: tra le vette alpine dorate, come il Falkensteiner Hotel Kronplatz ai piedi del Plan de Corones, in Alto Adige, affacciati su panorami vista lago, come il Falkensteiner Resort Lake Garda, l’ultimo nato che aprirà nella primavera del 2026 a Salò, e il blu dell’Mediterraneo, come il Falkensteiner Resort Capo Boi, all’interno dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara in Sardegna. Posti da favola. E gli hotel – e le nuove residenze – non sono da meno.

Idee, tante e chiare

“Diverse strutture Falkensteiner stanno cambiando concept passando a categorie superiori”, spiega lo stesso proprietario “Se ripercorriamo la nostra storia, siamo passati dai due stelle ai tre e ora le tre stelle passano a quattro e le quattro a cinque stelle. I primi cinque stelle sono arrivati già dieci anni fa. Sono queste le esigenze dei nostri clienti e noi abbiamo deciso di puntare verso un target di lusso. Inoltre, bisogna saper fare delle scelte anche nelle strutture per cui abbiamo diviso hotel family e hotel adults only e anche quando abbiamo deciso di unire queste due esigenze le abbiamo completamente separate su livelli diversi. Non si può fare tutto, bisogna avere le idee chiare ed essere coerenti e noi abbiamo fatto una scelta ben precisa. Abbiamo tanti clienti e non vogliamo perderli”.

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Ufficio stampa
La famosa hall del Falkensteiner Kronplatz

Una storia di famiglia

Era il 1957 quando Maria e Josef Falkensteiner aprirono una pensione a conduzione famigliare a Casteldarne in Val Pusteria. L’idea era di proporre un’oasi di relax, non lungo la strada come era usuale allora, ma in una zona più tranquilla per poter offrire maggiore comfort ai propri ospiti. Quell’intuizione, che ai tempi era molto innovativa, continua a rappresentare l’obiettivo del gruppo, che vuole proporre ambienti confortevoli in location paradisiache, arricchendoli con sempre più idee originali e innovative.

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Ufficio stampa
Family friendly o adults only, ce n’è per tutti

“Ogni resort è diverso dall’altro perché ogni località in cui è immerso è diversa e l’esperienza che fa l’ospite è unica ogni volta. La stessa filosofia l’abbiamo applicata ai residence, gli appartamenti che abbiamo iniziato a realizzare in alcuni resort (in Italia li troviamo a Jesolo e, nel 2026, sul Garda, ndr). Gli standard sono gli stessi degli hotel, quindi alti”.

Nuovi hotel nelle mete inaspettate

Anche gli hotel aperti nelle città, come quello di Bolzano inaugurato lo scorso mese di luglio, sono rivolti a chi viaggia per turismo e contribuiscono allo sviluppo turistico. “L’80% dei clienti che abbiamo avuto ha scelto questa nostra struttura per venire in vacanza”. E i progetti non sono finiti.

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Ufficio stampa
Erich Falkensteiner, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di FMTG

Malta, la destinazione più frizzante d’Europa

13 octobre 2025 à 22:26

Solo ad agosto 2025, l’Italia è stato il primo mercato per l’arcipelago di Malta, con più di 93mila visitatori che l’hanno scelta e nei primi otto mesi del 2025 Malta Tourism Authority ha registrato complessivamente 420.000 arrivi circa dall’Italia, confermando il nostro Paese come secondo mercato turistico principale per il Paese. Ne abbiamo parlato con Ester Tamasi, Direttore Malta Tourism Authority che abbiamo incontrato in occasione delle tre giornate del TTG di Rimini, lieta di dare un importante annuncio. “Negli ultimi tempi Malta è cresciuta tanto in termini di gradimento da parte della popolazione italiana”, ha commentato Tamasi. “Abbiamo una crescita costante tutto l’anno, anche in nei momenti inaspettati – da ottobre a marzo- aprile -, notiamo che c’è un grande desiderio di visitare la destinazione”.

La Valletta migliore città d’Europa 2025

Proprio alla vigilia della manifestazione, è arrivato l’annuncio che la città vincitrice dei Readers’ Choice Awards del 2025 di Condé Nast Traveller è stata La Valletta, Capitale dell’isola di Malta. Ma non è l’unico premio che ha ricevuto: dopo il riconoscimento europeo, gli stessi lettori hanno premiato la Capitale maltese anche come Migliore città del mondo 2025.

“Abbiamo ricevuto dai lettori di Condé Nast la nomina come migliore città in Europa ed è una nomina che arriva a seguito di una competizione molto importante che dimostra come sia capace di attrarre e di portare delle novità, quindi devo ammettere che siamo stati molto bravi a mantenere le radici del passato ma anche di evolverci, oggi Malta è una destinazione frizzante. Pensate che nel 2026 si svolgerà la seconda edizione della Biennale d’arte con artisti emergenti”.

Via del centro storico di La Valletta, tra le cose da vedere a Malta in 3 giorni
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Vie del centro storico di La Valletta, capitale di Malta

Perché Malta è così visitata?

“Le volontà dei turisti nello scegliere l’arcipelago sono diverse: Malta è molto segmentata in termini di opportunità e di scoperta e la cosa che valutiamo come positiva è la combinazione meravigliosa tra l’aspetto storico culturale e il paesaggio, una dualità che rende questo luogo unico”, spiega Tamasi. “Malta ha fatto dei passi importati in termini di ridefinizione e trasformazione del prodotto turistico, per la valorizzazione delle infrastrutture e del territorio. I siti patrimonio Unesco sono diventati elementi fondamentali di promozione, come La Valletta, l’archeologia, il complesso dei templi a Sud di Malta”.

Gli italiani amano Malta da sempre, non solo per i corsi di inglese, per le spiagge e il mare d’estate che sono un po’ dei cliché per cui viene spesso frequentata. Ma non è solo per questo anche e, per esempio, i corsi di inglese non sono quelli di una volta ma hanno avuto un’evoluzione, ci sono corsi di specializzazione in ambito dell’aviazione. “Quella che era prima l’idea di Malta si è trasformata, si è iniziato ad apprezzare ciò che era nascosto, la percezione è cambiata, ora il target è in grado di lasciarsi coinvolgere dalle sue unicità. Basta pensare che una volta il piatto più comune era legato alla tradizione britannica ed era il fish and chips, ora non è più così perché i sapori sono più fusion oppure che in ogni paese c’è una banda che suona nelle festas, che sono Patrimonio immateriale dell’Unesco”, prosegue Tamasi.

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Comino, isola di Malta

Coinvolgimento totale per i turisti

Il futuro del turismo a Malta va oltre la semplice esperienza. “Noi preferiamo parlare di coinvolgimento superando il concetto di esperienza” dice Tamasi. “Noi vogliamo che il viaggiatore si senta parte di una determinata attività che sta svolgendo in loco.

Il ruolo crescente della destinazione a livello internazionale è confermato dalla scelta del World Travel & Tourism Council (WTTC) di organizzare a Valletta il Global Summit 2026, il più importante appuntamento mondiale del turismo. Un evento che rappresenterà la più grande vetrina internazionale mai ospitata sull’isola, rafforzando la sua immagine come destinazione di qualità, innovativa e culturalmente autentica.

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Ufficio stampa
Ester Tamasi, Direttore Malta Tourism Authority

Turismo responsabile, perché le Seychelles sono l’Eden in Terra

13 octobre 2025 à 17:29

Il 2025 è stato un anno molto importante per il turismo delle Seychelles. Nel 2025, il Paese ha accolto più di 290.000 visitatori internazionali, segnando un incremento dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato che conferma la solidità e l’appeal crescente dell’arcipelago sul panorama turistico mondiale, frutto di strategie mirate di promozione, di una maggiore accessibilità aerea e di un’offerta sempre più diversificata, capace di attrarre viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche, sostenibili ed esclusive. Ne abbiamo parlato con Bernadette Willemin, Direttrice generale marketing di Tourism Seychelles in occasione di TTG Travel Experience 2025 a Rimini.

Italiani innamorati delle Seychelles

Il mercato italiano continua a brillare e a distinguersi per la sua crescita costante. Con circa 17.300 arrivi registrati finora, l’Italia segna un incremento del +21% rispetto al 2024, confermandosi saldamente al quarto posto tra i mercati di riferimento per le Seychelles, subito dopo Germania, Francia e Russia. Un risultato che testimonia non soltanto l’interesse degli italiani verso l’arcipelago dell’Oceano Indiano, ma anche la capacità delle Seychelles di rispondere alle aspettative di un viaggiatore sempre più attento alla qualità, alla sostenibilità e all’esclusività delle esperienze.

Le novità che ci aspettano alle Seychelles

Le Seychelles quest’anno hanno ospitato due manifestazioni sportive di grande successo: la FIFA Soccer Beach e il Seychelles Nature Trail. Entrambi gli eventi hanno registrato una partecipazione straordinaria, attirando visitatori da tutto il mondo, compresa l’Italia. La FIFA Soccer Beach ha celebrato il calcio in riva al mare, offrendo spettacolo e competizione in un contesto unico, mentre il Seychelles Nature Trail ha permesso agli appassionati di trekking e natura di esplorare paesaggi incontaminati e sentieri mozzafiato che solo questa destinazione può offrire. Questi risultati confermano che la diversificazione dell’offerta turistica delle Seychelles funziona, riuscendo a combinare sport, natura e cultura per attrarre un pubblico sempre più internazionale aldilà della bellezza delle sue spiagge e del mare. A partire da quest’inverno ci saranno nuovi collegamenti aerei per le Seychelles.

Inoltre, questo è un anno cruciale anche per il settore alberghiero, con nuove aperture di strutture di lusso e ristrutturazioni di altre previste nel 2026 per offrire esperienze di livello sempre più alto. “Incoraggiamo le strutture a rinnovarsi per offrire un servizio sempre all’altezza. Ma al contempo stiamo fermando lo sviluppo di nuove strutture private e appartamenti per cercare di avvicinare i visitatori alla popolazione locale, sensibilizzando le persone a ospitare turisti per un’esperienza ancora più autentica”, ha spiegato Willemin.

Esperienze autentiche

“Abbiamo condotto una ricerca”, ha spiegato Willemin, “secondo la quale i visitatori che vengono alle Seychelles desiderano fare esperienze autentiche sia culturali sia contatine sia gastronomiche. Vogliamo che i visitatori non si fermino solamente sulle nostre spiagge al sole, ma che siano in grado di interagire con le comunità locali venendo così a contatto con le tradizioni come la musica e i balli per esempio.

Inoltre, vogliamo che chi visita le nostre isole scopra anche l’importanza dei nostri festival, come il Festival Kreol (si svolge ogni anno durante l’ultima settimana di ottobre) che quest’anno celebra il 40° anniversario ed è molto più ricco. I visitatori che arrivano in questo periodo soprattutto a Mahé, la Capitale delle Seychelles, ma anche a Praslin e La Digue, possono partecipare in prima persona al festival che comprende musica, arte, gastronomia e naturalmente musica e danze.

Parola d’ordine: sostenibilità

Lo scorso mese di settembre, in occasione del Salone Internazionale del Turismo for World Heritage Sites che si è svolto a Roma, l’evento di riferimento che ha riunito istituzioni, operatori e realtà impegnati nella conservazione e tutela dei patrimoni naturali e culturali, le Seychelles si sono aggiudicate un importante riconoscimento, il Premio “Mario Bagnara” per il Turismo Sostenibile, per il progetto “Sustainable Seychelles”, riconosciuto come modello virtuoso di turismo responsabile: un approccio che coniuga la tutela dell’ambiente con la salvaguardia delle comunità locali e la promozione di esperienze autentiche, perfettamente in linea con gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Atollo di Aldabra Patrimonio UNESCO nelle Seychelles
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Flora e fauna dell’atollo di Aldabra alle Seychelles

Alle Seychelles oggi ci sono due siti Unesco, la Vallée de Mai sull’isola di Praslin è quello accessibile ed è ciò che resta delle foreste di palme originali delle Seychelles spesso definita “il giardino dell’Eden” per la sua natura isolata e mistica. Mentre il secondo è stato nominato solo quest’anno e si tratta dell’atollo di Aldabra, un luogo straordinario, lontano dal turismo di massa, dove la natura si mostra nel suo stato più puro e incontaminato. Si tratta dell’atollo emerso più grande del pianeta – 100 km di circonferenza – un anello di isole coralline che circondano una laguna interna e il cui fondamento poggia su un vulcano profondo 1 km che affondò in mare milioni di anni fa dopo un’eruzione.

Parallelamente, il percorso di certificazione sostenibile, già esteso a ristoranti e operatori turistici, rafforza l’impegno delle Seychelles verso un turismo responsabile.

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Ufficio stampa
Bernadette Willemin Direttrice generale marketing di Tourism Seychelles

La Spagna al TTG di Rimini 2025: le novità

2 octobre 2025 à 17:38

Anche quest’anno, la Spagna sarà presente all’edizione 2025 del TTG Expo, la più importante fiera del turismo italiano che raduna i principali operatori del settore. Alla vigilia della manifestazione, abbiamo chiesto a Blanca Pérez-Sauquillo López, Direttrice dell’Ente Spagnolo del Turismo a Milano, specie nei confronti degli italiani, e quali sono le novità che saranno annunciate.

Può fornirmi qualche dato sul turismo in Spagna?

l turismo in Spagna continua a crescere e a rafforzare il proprio ruolo come motore economico, contribuendo a circa il 13% del PIL nazionale. Nei primi sette mesi dell’anno, la spesa dei turisti internazionali ha superato i 76 miliardi di euro, con un incremento del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo i dati diffusi dall’INE.

Tra gennaio e agosto, la Spagna ha accolto 75,4 milioni di passeggeri internazionali, pari a una crescita del 5,9% su base annua. Le regioni che hanno registrato la maggiore affluenza e spesa turistica sono state le Canarie (18,5% del totale), la Catalogna (18,2%) e le Baleari (15,3%). Nel mese di luglio, le Isole Baleari si sono confermate al vertice con oltre 2,5 milioni di visitatori, seguite da Catalogna e Andalusia.

Secondo le stime di Turespaña, nell’ottobre 2025 la capacità aerea internazionale verso la Spagna raggiungerà i 12 milioni di posti programmati, con un incremento del 5,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

L’Italia si conferma tra i mercati più dinamici per il turismo spagnolo. Nel 2024, oltre 5,4 milioni di turisti italiani hanno scelto la Spagna, con un aumento del 13,4% che colloca l’Italia al quarto posto tra i Paesi emittenti.

Il trend positivo è proseguito nel 2025: tra gennaio e luglio, gli arrivi dall’Italia hanno raggiunto quota 3,19 milioni, in crescita del 6,73% rispetto all’anno precedente. Anche la spesa è in aumento: i visitatori italiani hanno generato 2,85 miliardi di euro, con un incremento dell’8,67%.

Le prospettive per i prossimi mesi sono incoraggianti: a ottobre 2025 la capacità aerea dall’Italia verso la Spagna segna un +5,6% di posti disponibili rispetto al 2024, a conferma di una domanda in costante espansione.

Quali sono le novità che dobbiamo aspettarci? Cosa accadrà di nuovo/importante nel 2026 per cui gli italiani dovranno venire in Spagna?

La Spagna si prepara a diventare nel 2026 una destinazione imprescindibile, offrendo ai viaggiatori esperienze autentiche e sostenibili che uniscono cultura, turismo lento e natura.

Tra gli eventi più attesi, l’eclissi solare totale del 12 agosto, osservabile in città come Oviedo, León, Palencia, Burgos, Soria e il sud dell’Aragona, promette momenti indimenticabili per appassionati di astronomia.

Il turismo di lusso sarà protagonista con il rinomato treno Al Ándalus, che da primavera 2026 effettuerà un itinerario di 7 giorni tra Siviglia e Madrid, con soste a Córdoba, Cadice, Mérida e Toledo, visitando città Patrimonio dell’Umanità, vigneti, caseifici e siti archeologici.

Madrid ospiterà il Gran Premio di Spagna di Formula 1 sul nuovo circuito urbano Madring, con una capacità di 110.000 spettatori (espandibile a 140.000), e sarà teatro di competizioni di Formula 2 e Formula 3.

Il 2026 sarà anche l’Anno Gaudí, con esposizioni, eventi e visite a opere iconiche come la Sagrada Familia, Casa Batlló, Casa Milá e Parc Güell a Barcellona, oltre a luoghi come El Capricho a Comillas e Casa Botines a León. Barcellona sarà inoltre nominata Capitale Mondiale dell’Architettura 2026 dall’UNESCO.

La Spagna rafforzerà il suo impegno per il turismo sostenibile, con l’ampliamento delle Vías Verdes, percorsi ciclabili e pedonali che attraversano oltre 3.500 km di paesaggi naturali, e l’Arco Verde della Comunità di Madrid, che supererà i 200 km collegando 25 comuni.

È stata presentata la Riserva di Ecoturismo della Spagna Verde, un itinerario che unisce i principali spazi naturali di Galizia, Asturie, Cantabria e Paesi Baschi, comprendente Parchi Nazionali, Riserve della Biosfera e Geoparchi, offrendo esperienze immerse nella natura e rispettose dell’ambiente.

Per gli amanti del vino e della cultura, le Strade del Vino offrono oltre 100 DOP e percorsi sostenibili tra vigneti biologici, cantine di design e visite teatralizzate o in bicicletta.

La Spagna propone inoltre itinerari culturali unici, come i Cammini di Sefarad, il Cammino del Cid, la Ruta del Quijote e la Vía de la Plata, oltre alla Rete delle Città Patrimonio dell’Umanità, con 15 città dichiarate dall’UNESCO tra cui Ávila, Salamanca, Toledo, Cáceres e Úbeda. Con queste iniziative, la Spagna si conferma come meta ideale per chi cerca esperienze autentiche, culturali e sostenibili, valorizzando il patrimonio storico, artistico e naturale del Paese.

Cosa piace agli italiani della Spagna?

I viaggiatori italiani apprezzano la Spagna non solo per il clima e le sue spiagge, ma anche per la gastronomia, la cultura e lo stile di vita. Inoltre, si tratta di una destinazione con ottima connettività aerea, facilmente accessibile in qualsiasi periodo dell’anno.

La Spagna si conferma come meta ideale per chi cerca esperienze diverse: cresce l’interesse per il turismo attivo, il cicloturismo, il trekking e, in generale, per le attività all’aria aperta nella natura. Il turista italiano è molto fedele, conosce già le principali città (Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia, Málaga) e sta iniziando a esplorare altre regioni meno note del nord e dell’interno della Spagna.

La gastronomia rappresenta un elemento importante nella scelta del viaggio. Sempre più turisti italiani cercano esperienze gastronomiche uniche, come visite a ristoranti con stelle Michelin, corsi di cucina con visite ai mercati tradizionali, o degustazioni di prodotti a denominazione di origine come oli e formaggi, in frantoi e caseifici che aprono le porte a un turista curioso e desideroso di conoscere la cultura e la gastronomia locali.

Le spiagge spagnole, accessibili e di massima qualità, restano un richiamo fondamentale per il turista italiano. Con 749 Bandiere Blu, la Spagna conferma anche quest’anno il primato mondiale per numero di certificazioni. Si osserva inoltre che il turista italiano che frequenta le nostre spiagge in estate incorpora sempre più altre esperienze nelle proprie vacanze, come visite culturali o attività all’aperto. Cresce anche l’interesse per le destinazioni di costa fuori stagione, soprattutto le Baleari, motivo per cui le compagnie aeree stanno estendendo la programmazione dei voli fino a tarda autunno.

Può commentare le azioni della Spagna per affrontare l’overtourism?

Credo che il discorso non debba concentrarsi sul numero di turisti, se molti o pochi, ma piuttosto su quanto i turisti contribuiscono a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Il turismo è un’attività economica e, in ultima analisi, deve portare benefici alle comunità in cui si sviluppa. Se le comunità locali non ne traggono vantaggio, è necessario considerare altri modelli.

In questo senso, dalle amministrazioni pubbliche e dal settore privato, dobbiamo puntare ad attrarre quei turisti che generano maggiore valore, non solo in termini economici – che naturalmente sono importanti – ma anche perché il loro comportamento e il loro modo di viaggiare favoriscono una migliore convivenza con i residenti.

Si tratta di viaggiatori che cercano destinazioni meno conosciute, che viaggiano fuori stagione e vogliono vivere esperienze autentiche, partecipando insieme alla popolazione locale e con rispetto.
Non è tanto una questione di numeri, quanto di gestione dei flussi turistici: un tema complesso che le destinazioni stanno affrontando per garantire sostenibilità e qualità dell’esperienza turistica.

Il TTG di Rimini è ancora una vetrina importante per Turespaña?

La fiera TTG di Rimini continua a consolidarsi come punto di riferimento per le destinazioni spagnole. In questa edizione saranno presenti Castiglia e León, Galizia, la Comunità Valenciana e le isole di Ibiza, Tenerife e Gran Canaria. Saremo presenti per conoscere di prima mano l’offerta e le novità presentate, in linea con la nostra missione di collaborare con le destinazioni nella promozione della diversità del territorio, delle diverse esperienze turistiche che la Spagna può offrire e il rafforzamento delle collaborazioni nel settore.

Jesse Williams in Hotel Costiera: “In Italia ho riscoperto la famiglia e una nuova idea di mascolinità”

24 septembre 2025 à 18:00

Lo abbiamo incontrato a Roma, in occasione dell’anteprima esclusiva di Hotel Costiera organizzata da Prime Video al Cinema Barberini, dove ha presentato al pubblico italiano la nuova serie tv ambientata nella splendida cornice della Costiera Amalfitana.

Jesse Williams, volto amatissimo dal pubblico internazionale – come dimenticarlo nei panni del dottor Jackson Avery in Grey’s Anatomy – veste i panni di Daniel De Luca, un ex Marine americano dalle radici italiane che torna nella terra della sua infanzia per intraprendere un lavoro tanto inusuale quanto pericoloso: fare da fixer in uno degli hotel più lussuosi (e problematici) del mondo.

Ha diviso la scena con un cast in gran parte italiano che comprende Maria Chiara Giannetta, Tommaso Ragno, Antonio Gerardi.

Jesse Williams in Costiera

Tra richieste bizzarre degli ospiti VIP, misteri da risolvere e una scomparsa che agita le acque tranquille dell’hotel Villa Costiera, Daniel si ritroverà a fronteggiare molto più di quanto si aspettasse. La sua missione segreta? Ritrovare Alice, la giovane figlia del proprietario dell’hotel, sparita nel nulla da oltre un mese. Un’indagine che metterà alla prova non solo le sue abilità militari, ma anche la sua umanità.

Nella nostra intervista, l’attore americano ci ha raccontato cosa lo ha affascinato di questo ruolo sospeso tra azione, commedia e sentimento, perché Hotel Costiera è molto più di una semplice serie ambientata in un luogo da cartolina, e come è stato lavorare tanti mesi in Italia.

Jesse Williams
Ufficio stampa Prime Video
Jesse Williams

Parlaci un po’ del tuo personaggio in Hotel Costiera.

Daniel De Luca è uno “scugnizzo”, nato a Napoli e cresciuto tra i vicoli della città italiana. Dopo l’infanzia si trasferisce in America dove cresce e diventa un uomo che si arruola nei Marines. Vent’anni dopo torna nel luogo in cui è nato e la sua vita cambia.

Trova un lavoro come “risolutore di problemi” dei ricchi clienti di un hotel di lusso a Positano. È bravo ad aiutare gli altri, ma in fondo è un’anima persa.

Come è stato per te girare questa serie in Italia? Cosa ti ha colpito di più?

Mi sono innamorato di questo posto molto rapidamente, negli ultimi tre mesi mi è capitato di venire circa 4-5 volte in varie parti dell’Italia e sono rimasto profondamente colpito dall’importanza che voi date alla famiglia. In Italia i legami familiari sono molto stretti, mentre in America non vediamo l’ora di lasciare il nido e allontanarci.

Non ci prendiamo cura degli anziani, li mettiamo in una casa di riposo. Lavorando a questa serie invece è stato bello notare come la famiglia qui sia un collante per gli adulti, una tradizione da rappresentare e onorare. Mi ha trasmesso un forte senso di stabilità.

La grinta, la diversità, il blu, la natura di Napoli mi hanno conquistato, mi sono sentito a casa, come se mi trovassi nei posti da cui provengo negli Stati Uniti. La Costiera poi è bellissima, un posto magnifico dove passare del tempo.

Jesse Williams
Ufficio stampa Prime Video
Jesse Williams e Maria Chiara Giannetta  in Hotel Costiera

Quali differenze hai notato tra il set americano e quello italiano?

In America si lavora 14 ore al giorno, fino alle due di notte, è estenuante. Qui si presta attenzione alla qualità della vita. Ricordo che sul set qualcuno si assicurava sempre che avessimo mangiato, che avessimo preso il caffè, e poi arrivava sempre altra pizza. Io dicevo: “Ma l’abbiamo già mangiata!” e mi rispondevano: “Sì, ma questa è un altro tipo”. Ho imparato che esistono decine di tipi di pizza.

In questa serie il dramma si mescola con la commedia e c’è equilibrio, come avete pensato a questa formula?

Fin dall’inizio abbiamo parlato con Adam della storia e di come trovare il giusto bilanciamento dei tempi comici con il dramma. Penso che i problemi di Daniel, della sua vecchia vita, gli provochino problemi nel presente. Lui si ritrova solo, risolve i problemi degli altri ma sembra non riuscire a risolvere i suoi.

A un certo punto arriviamo ad affrontare i suoi problemi personali, ma non posso fare spoiler, però questo è di sicuro uno degli aspetti che più mi ha affascinato della storia. Daniel è un personaggio che sbaglia, ma cerca di migliorarsi, soprattutto nel rapporto con le donne.

Attraverso il tuo personaggio nella serie viene presentato un nuovo tipo di mascolinità…

Il modo in cui la figura maschile e l’elemento della mascolinità vengono affrontati in questa serie, sono aspetti che mi hanno molto attirato. Ho cercato di portare sullo schermo un personaggio con delle fragilità, non completo, che avesse difetti.

Lui è alla ricerca costante di rapporti veri con le persone, anche con le donne. Cerca la collaborazione, non solo sesso o i classici meccanismi che si vedono solitamente nei film e nelle serie tv.

Noomi Rapace svela a SiViaggia il lato oscuro di Madre Teresa nel film Mother ambientato in India

16 septembre 2025 à 19:00

Alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 ha aperto la sezione Orizzonti il film Mother della regista macedone Teona Strugar Mitevska, un ritratto inedito e moderno di Madre Teresa di Calcutta, interpretata da una magnetica Noomi Rapace. Le riprese sono state fatte in gran parte proprio in India dove “alcuni posti non sono mai cambiati” come ha sottolineato l’attrice.

Agosto 1948, Calcutta, India. Teresa, madre superiora delle Suore di Loreto, attende con il cuore in tumulto la lettera che le aprirà la strada per lasciare il convento e fondare un nuovo ordine, rispondendo a un profondo richiamo divino. Ma proprio quando tutto sembra pronto, si trova davanti a una scelta che mette alla prova la sua fede e i suoi sogni, segnando un momento decisivo che cambierà per sempre il corso della sua vita.

Abbiamo avuto l’occasione di incontrare l’attrice Noomi Rapace insieme alla regista, per una conversazione sincera e interessante sul processo creativo, le sfide della lavorazione e il significato profondo del film che non è un classico biopic e si concentra su una settimana della vita di Madre Teresa, quando aveva appena 37 anni. “Il film ripercorre sette giorni della sua vita, presento questa Madre quasi come l’amministratrice delegata di una multinazionale, instancabile e ambiziosa”, ha detto la regista.

Mother
Ufficio stampa Biennale Venezia
Noomi Rapace in Mother

La Madre Teresa di questo film appare molto dura, lontano dall’immagine che abbiamo di lei nel mondo da tanto tempo?

Noomi Rapace: Quando ho iniziato a fare ricerca per interpretare questo ruolo ho scoperto il suo dubbio profondo e il suo dolore interiore. Mi sono resa conto di quanto stesse soffocando e soffrendo lei stessa in quei giorni. Lei una volta ha detto: ‘Se mai diventerò una santa, sarò una santa dell’oscurità’.

Questo è stato abbastanza scioccante per me, ho letto molte delle sue lettere e credo che la sua forza era per lottare, uscire da qualcosa e fare qualcosa che non era mai stato fatto prima. Si sentiva spesso sola e ha portato da sola il peso di questa battaglia, ma penso che fosse molto dura con se stessa. Quello che vedete nel film non è la verità, ma una nostra versione della verità.

Ho letto che sono circa 25 anni che voleva fare questo film, da dove è nata l’idea e come mai lo voleva fare così tanto?  

Mitevska: Il film è basato su un documentario e delle interviste che ho fatto a Madre Teresa di Calcutta 15 anni fa. Penso che il messaggio che volevo sottolineare della sua storia e della sua persona è che dobbiamo essere soldati della fede e del bene, anche sacrificando molte cose, per funzionare meglio e aiutare meglio e di più.

Se uno analizza quello che lei è riuscita a fare – tenendo conto che parliamo di 90-100 anni fa – ha ottenuto il diritto di creare la propria congregazione e il suo ordine ancora oggi è gigante.

Calcutta
iStock
Vista dall’alto della Nakhoda Masjid, Calcutta

Quanto è importante aver raccontato questa storia con uno sguardo femminile con una regista donna al timone?

Mitevska: Penso che anche un regista uomo avrebbe potuto farlo, per esempio Aleksandr Sokurov. Quando analizzi il suo Moloch ok è un film su Hitler, ma è anche un film su Eva Brown ed è abbastanza femminista nel modo in cui presenta il personaggio. Ne parla in un tempo condensato, mostrando davvero il personaggio dietro il mito.

Tuttavia questo film è importante per le donne perché abbiamo bisogno di più spazio. Naturalmente ci sono tante storie fatte da donne, ma c’è un modo maschile, uno sguardo maschile e uno sguardo femminile per raccontarle. Questo film è molto femminile, forse il più femminile della mia filmografia perché ho il coraggio finalmente di essere libera e fare ciò che voglio nel modo in cui voglio farlo. Quindi se qualcosa è strano o troppo femminile qui non significa che sia sbagliato, ma solo che non lo abbiamo mai visto prima ed è arrivato il momento di dare più spazio a un modo femminile di raccontare storie.

Quali nuove sfide hai affrontato per Mother, rispetto ai tuoi ruoli precedenti?

Noomi Rapace: Ogni volta che entro in un personaggio che è conosciuto, che sia un personaggio di fantasia con cui le persone hanno un legame, come poteva essere il mio personaggio della serie Millenium che conoscevano in tutto il mondo, o di qualcuno che è vissuto davvero che è una grande icona o una santa come Madre Teresa, c’è sempre un punto di rottura in cui è come se dovessi renderlo mio in qualche modo.

Ed è spaventoso perché ti addentri in qualcosa su cui le persone hanno molte opinioni, quindi puoi fare tante ricerche, puoi indagare e scavare sempre più a fondo, ma a un certo punto devi lasciar andare tutto e creare una specie di tunnel per te stesso dove proteggerti e permettere al personaggio di uscire.

Di solito ho questa sensazione quando lavoro, che sono in macchina e, mentre nella vita normale io guido e ho la situazione sotto controllo, quando recito il personaggio inizia a guidare e io sono seduta accanto, e penso: ‘Ok sei tu al comando ora e io sono accanto a te, spero di essere al sicuro e che non ci schianteremo’.

Madre Teresa
Ufficio stampa Biennale Venezia
Il film su Madre Teresa di Calcutta

E come è andata con Madre Teresa?

Noomi Rapace: Questo film racconta un piccolo capitolo della sua vita, quando aveva 37 anni e avevo paura che non sarebbe stata lei l’autista a prendere il controllo. Ma un giorno in cui ero davvero giù intorno alla seconda settimana di riprese, sono arrivata al monastero e mi sentivo male, non mi guardavo da giorni allo specchio ed ero insicura, una sensazione molto strana.

La truccatrice mi ha chiesto come stavo e le ho detto “bene”. Sono una maniaca del controllo e faccio fatica a lasciarmi andare, ma in quel momento all’improvviso mi sono accorta che qualcosa è scattato e ho iniziato ad andare avanti, come se qualcosa avesse fatto irruzione e preso il comando.

Il film è ambientato nel 1948, ma non è un film storico che si preoccupa di mostrare la Calcutta di quell’epoca. È un ritratto intimo attraverso gli occhi di Madre Teresa.

Mitevska: Teresa è estremamente moderna nella sua idea di creare un esercito di donne dedicate a servire gli altri. Mi piace la sua ambizione e non volevo fare un film storico. La sua lotta contro la povertà è ancora rilevante oggi come sempre. Niente è cambiato molto oggi, quando vai a Calcutta, o anche altrove.

Fin dall’inizio, la gente mi ha chiesto se è un film biografico, e ho detto di no. Abbiamo concepito il film come un flusso di coscienza; siamo dentro la testa di Teresa, vediamo il mondo attraverso i suoi occhi. Quindi, un colpo di Calcutta, come dici tu, ci farebbe uscire da quello. Lei non ne ha bisogno!

Calcutta
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Le vie di Calcutta

Quanto è stato importante girare a Calcutta, in quei posti per te? Ti ha aiutato a costruire meglio il personaggio?

Noomi Rapace: Quando abbiamo girato a Calcutta, in India, in quei posti che negli anni non sono mai cambiati, ci ha molto disturbati vedere quella realtà e mi sono sentita più vicina a lei. Ho capito anche quello che intendeva quando parlava di voler aiutare e lavorare nei posti più oscuri del mondo. Lei ha iniziato il suo movimento in strada, dormiva per strada e viveva per strada, nei bassifondi, in mezzo ai senzatetto.

Stiamo vivendo tempi orribili di guerra e dolore oggi e avremo davvero bisogno di questo tipo di approccio, questo senso di urgenza che la Chiesa potrebbe avere anche oggi. Ho letto che nel 1982 Madre Teresa andò a Beirut dove c’era un ospedale con dei bambini intrappolati e parlò con entrambe le parti convincendoli a cessare il fuoco. Ha salvato 37 bambini disabili portandoli via da quella zona e mi sono chiesta cosa farebbe oggi se fosse ancora con noi. Lei sicuramente sarebbe in Palestina ora.

In un film come questo le location sono anche un’ispirazione?

La missione di Madre Teresa era andare in quei posti dove nessuno voleva andare, guardare e toccare le persone da vicino. Noi abbiamo girato in quei luoghi, con gente realmente malata di lebbra e, come essere umano, quando vedi queste cose il tuo primo impulso è di volerti proteggere.

Ho combattuto con me stessa pensando di dover interagire con loro, guardarli, avevo bisogno di sentirmi loro pari. Siamo tutti esseri umani, ma noi viviamo in un mondo occidentale in cui siamo protetti, stiamo seduti nelle nostre belle case e siamo lontano dalla disperazione. Il mondo è pazzo e saper trattare ogni essere umano in modo uguale è una qualità molto importante.

Girando in quei luoghi abbiamo notato che c’era così tanta gratitudine e tanta umanità in quella interazione. Io stessa avevo delle idee preconcette su Madre Teresa ma facendo questo film sono cadute, è come se avessi riscoperto la donna oltre l’icona.

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