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Tahiti, da un piccolo arcipelago una grande lezione sul turismo

16 octobre 2025 à 09:40

Cresce il turismo generale a Tahiti e cresce anche il numero di italiani che visitano l’arcipelago della Polinesia francese. Dall’anno scorso, il mercato italiano ha avuto un incremento dell’8%. “Solo nel mese di luglio sono stati 1.013 visitatori dall’Italia, che per noi, anche se sembrano numeri piccoli, sono importanti”, spiega Tehani Mairai, International Promotion Manager di Tahiti Tourisme che abbiamo avuto il piacere di incontrare in occasione del TTG Travel Experience 2025 di Rimini. “Siamo una piccola destinazione, inoltre vogliamo rimanere nell’ambito del turismo sostenibile; pertanto, siamo molto orgogliosi dei numeri che stiamo ottenendo, perché l’inclusione con la nostra popolazione è estremamente importante e vogliamo assicurarci di non superare questa barriera”.

Sostenibilità prima i tutto: il piano d’attacco

Un paradiso in Terra però oggigiorno non è facile da tutelare. Per mantenere questo arcipelago così paradisiaco bisogna lavorarci e avere una strategia. Tanto più che sono stati annunciati nuovi voli in arrivo già da quest’inverno e saranno ancor più numerosi a partire dal 2026. “Dal 2022, ci siamo dati un obiettivo al quale stiamo ancora lavorando”, racconta Mairai. “Abbiamo fatto una riflessione sull’attuazione di una vera strategia di sostenibilità e ci siamo chiesto “Come possiamo farlo? Come possiamo diventare una destinazione turistica sostenibile ufficiale? Quindi, per aiutarci, siamo diventati membri del GSTC, il Global Sustainable Tourism Council. E, grazie a loro, ci hanno dato le indicazioni per farlo. Ed ecco cosa abbiamo fatto: prima di tutto abbiamo chiesto un parere alla popolazione per sapere se fossero favorevoli al turismo. Il 97% era a favore di un turismo di tipo sostenibile il che significa che va bene avere dei turisti ma devo comunque sentirmi sempre a casa mia.

Poi abbiamo cercato di capire cosa ci servisse: gestione dei rifiuti, riciclo di materiali ma anche mantenere sempre vive le nostre tradizioni che per noi sono fondamentali. Ecco perché abbiamo lavorato con partner locali e, chi lavora nel settore turistico, viene formato continuamente in modo che tutti siano coinvolti. Ora abbiamo formato un comitato di 27 cittadini presi da diversi ambiti che hanno il compito di selezionare alcuni progetti su centinaia di proposte che hanno bisogno di essere sviluppate. Di circa 250 proposte abbiamo messe in atto 110 azioni che realizzeremo e che hanno anche lo scopo di coinvolgere gli ospiti che vengono nel nostro Paese.

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Getty Images
Il mare cristallino di Tahiti

Tahiti Tourisme ha lanciato, a maggio di quest’anno, una piattaforma online per le donazioni. Ne siamo molto orgogliosi perché molti dei nostri visitatori che sono venuti a Tahiti e che se ne sono innamorasti vorrebbero fare qualcosa. Da noi, vieni come ospite e te ne vai come membro della famiglia. Quindi, abbiamo creato questa piattaforma di donazioni, nella quale sono rappresentate le associazioni locali per la sostenibilità. Si chiama Hina e ogni anno sostiene quattro diversi progetti, ma non si tratta semplicemente di donare del denaro significa prendersi a cuore alcuni aspetti che riguardano la nostra comunità, la cultura, l’ambiente e l’istruzione. Ogni donazione effettuata va direttamente all’associazione, quindi è totalmente trasparente, totalmente equo.

Il prossimo step è previsto per il 2028, quando dovremo ripetere l’audit del 2022. Chiederemo alla popolazione come è andata finora, qual è stato l’impatto sull’ambiente, se abbiamo raggiunto l’obiettivo e a che punto siam. Quindi per noi è un vero impegno, perché tutti possono vedere cosa è stato fatto”.

Tahiti, ma non solo

“Vogliamo far sapere a chi ci visita che la Polinesia francese non è solo Tahiti e le isole più famose (Moorea e Tetiaroa). Ci sono altre cinque isole (Raiatea, Huahine, Bora Bora, Taha’a e Maupiti), con altrettante esperienze di vita, ognuna con la sua particolarità, con il suo paesaggio unico. È molto facile spostarsi tra l’una e l’altra con i voli interni, ma anche l’industria delle crociere è ben radicata. Abbiamo quattro compagnie che operano tutto l’anno, pertanto, ci sono vari modi per scoprire le nostre isole. Ciascuna ha anche le sue tradizioni.

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Getty Images
La Polinesia francese e le sue tradizioni

Per esempio, ogni anno abbiamo l’Heiva Festival che comprende danze tradizionali polinesiane, competizioni sportive, musica e canti e artigianato, il nostro principale evento culturale, che di solito si tiene tra giugno e luglio. Si svolge a Tahiti, ma ce né uno anche a Bora Bora e persino alle Isole Marchesi con un festival marchesiano che è fantastico e viene organizzato ogni quattro anni. Quest’anno cade proprio a dicembre. La particolarità delle isole Marchesi è che ogni isola porta una delegazione; quindi, è come una grande reunion e ogni è un’isola diversa a ospitare il festival.

Oceania 2, le location che hanno ispirato il film Disney

27 novembre 2024 à 17:42

Il sequel di Oceania, in uscita il 27 novembre 2024, si preannuncia come un viaggio emozionante attraverso le isole del Pacifico, ma anche una riscoperta delle tradizioni e delle leggende che hanno segnato la cultura polinesiana.

Il regista Jason Hand e il team creativo hanno visitato luoghi iconici come Tahiti, Moorea e Huahine, che hanno ispirato la storia e l’ambientazione del film. Queste isole non solo hanno fornito la cornice perfetta per la trama, ma sono anche custodi di antiche storie che parlano di eroi, dei e dei legami profondi con il mare.

Vediamo quali sono, nella realtà, le location che sul grande schermo sono protagoniste del film d’animazione Oceania 2.

Le location polinesiane in Oceania

Tahiti: il cuore culturale e spirituale della Polinesia

Tahiti, l’isola più grande della Polinesia Francese, ha un ruolo fondamentale nella realizzazione di Oceania 2. Con i suoi paesaggi mozzafiato, le montagne verdi e le acque cristalline, Tahiti rappresenta non solo il paradiso naturale, ma anche un vero e proprio punto di riferimento per la cultura polinesiana.

La capitale, Papeete, è il centro della vita culturale dell’isola, dove la storia orale, la musica tradizionale e le leggende si intrecciano con la vita quotidiana. Matahi Tutavae, curatore del rinnovato museo Te Fare Iamanaha, racconta di come i polinesiani tramandano le loro storie, dalla mitologia degli dèi a quelle dei navigatori, diventando custodi di un patrimonio che la colonizzazione francese e l’influenza cristiana avevano minacciato di cancellare.

In Oceania 2, la protagonista Vaiana, ora leader del suo popolo, si confronta con temi di crescita e di identità, in un contesto che si rifà a queste tradizioni millenarie.

Moorea e Huahine: isole di storia e di tradizioni

Oltre a Tahiti, altre isole della Polinesia hanno giocato un ruolo importante nell’ispirare il film. Moorea, situata a breve distanza dalla capitale Tahiti, è famosa per la sua bellezza naturale, caratterizzata da montagne verdeggianti, lagune turchesi e baie incantevoli. Qui, i creatori del film hanno potuto esplorare da vicino le tradizioni legate alla navigazione e alla costruzione delle piroge, le tradizionali canoe polinesiane, che rappresentano un simbolo di connessione con l’oceano. Steven, un esperto pirogatore di Moorea, ha spiegato l’importanza di questi mezzi di trasporto non solo come strumenti di viaggio, ma come veri e propri emblemi culturali che raccontano storie di esplorazione e avventura.

Moorea
Fonte: iStock
Una delle splendide spiagge di Moorea, in Polinesia

Anche l’isola di Huahine ha avuto un’influenza significativa sulla realizzazione del film, soprattutto per quanto riguarda i marae, i luoghi sacri della cultura polinesiana. A Taputapuatea, un marae situato a Raiatea, le tradizioni e le leggende sono ancora vive, e il legame con il passato è essenziale per comprendere il futuro. Infatti, come sottolinea Naiki Lutz, esperta culturale polinesiana, solo guardando al nostro passato e alle nostre radici possiamo costruire un futuro più solido, un messaggio che si riflette anche nel tema centrale di Oceania 2, dove Vaiana guida il suo popolo verso un futuro di speranza, ma sempre radicato nelle tradizioni.

In questi luoghi, la Polinesia non è solo un insieme di isole isolate, ma un mondo interconnesso, dove l’oceano non è visto come un semplice corpo d’acqua, ma come un’entità viva, fatta di correnti che portano con sé nomi e storie. Il film, come ha dichiarato il regista, vuole esplorare la connessione tra le isole e raccontare come, in tempi passati, i navigatori si incontrassero in luoghi come l’immaginaria isola di Motufetu per scambiare esperienze e conoscenze.

Un racconto visivo e culturale

Se il primo Oceania aveva già stupito il pubblico con la sua straordinaria rappresentazione dell’acqua e delle sue tempeste, Oceania 2 promette di portare la tecnologia animata a un nuovo livello, con sequenze spettacolari che vedono la protagonista affrontare una tempesta epica. Le isole del Pacifico, con la loro storia e il loro spirito, sono lo sfondo perfetto per questa avventura che non solo celebra la cultura polinesiana, ma invita anche a riflettere sull’importanza di conoscere e rispettare il nostro passato per orientare il futuro.

Il ritorno alle isole che hanno ispirato la storia di Oceania è un omaggio alla bellezza e alla profondità culturale della Polinesia, un modo per trasmettere alle nuove generazioni il valore di una tradizione che, seppur minacciata nel corso dei secoli, continua a vivere e ad arricchire la vita dei suoi abitanti. Con il sequel, Disney non solo intrattiene, ma educa e celebra una cultura che ha molto da offrire al mondo.

Teahupo’o, il paradiso del surf di Tahiti

30 juillet 2024 à 13:30

Tahiti, l’isola paradisiaca che incanta i viaggiatori di tutto il mondo con le sue spiagge di sabbia bianca, le acque cristalline e la ricca cultura polinesiana, si erge maestosa nel cuore dell’Oceano Pacifico e oggi è sotto i riflettori grazie a uno degli spot di surf più famosi al mondo, Teahupo’o. Qui, infatti, si stanno svolgendo le gare di surf per i Giochi Olimpici di Parigi 2024: non è certo un mistero il perché!

L’onda di Teahupo’o è famosa in tutto il mondo e può essere a pieno titolo detta il sogno di ogni surfista: questo perché in questo preciso angolo di Pacifico, accade un miracolo di Madre Natura. L’onda che si forma a Teahupo’o è a dir poco iconica, definita dai surfisti di tutto il mondo come “l’onda perfetta”.

Teahupo’o e l’onda perfetta

Nella splendida cornice dell’arcipelago delle Isole della Società, Tahiti brilla di luce propria: è l’isola più grande di questo arcipelago polinesiano ed è un vero e proprio trionfo della natura, con la sua flora rigogliosa e tropicale, il territorio vulcanico e spiagge che tolgono il fiato per la loro bellezza.

Proprio a Tahiti incontriamo Teahupo’o, un luogo di straordinaria bellezza ma famoso soprattutto per essere uno degli spot di surf più incredibili al mondo. Teahupo’o è sede di una tappa di World League di surf da oltre vent’anni e surfisti del calibro di Gabriel Medina, Kelly Slater, Jérémy Florès, Andy Irons e Mark Occhilupo sognano di dominare la sua onda e di battere qui i propri record relativi a questo affascinante e adrenalinico sport acquatico.

Surfista a Teahupo'o
Fonte: iStock
Un surfista sull’onda a Teahupo’o

Il nome stesso di Teahupo’o ha un significato ancestrale: nella lingua locale Teahupo’o significa “teste tagliate”, in tahitiano, ma anche “muro di teschi”. Questo termine si lega a una leggenda secondo cui, al confine dell’omonimo villaggio, un tempo i clan del territorio combatterono per l’isola e i vincenti costruirono un muro di delimitazione proprio con i teschi dei clan sconfitti. Ma c’è di più: un’altra leggenda, invece, lega l’origine del nome alle teste tagliate di chi aveva il coraggio di sfidare le possenti onde di Teahupo’o.

Teahupo’o oggi vanta un impianto per le gare di surf che è comunque stato progettato per salvaguardare la natura dell’isola, con strutture modulari. Ma veniamo al dunque, parlando della grande protagonista di Teahupo’o, l’onda perfetta: a far sì che questa spettacolare onda si formi è anche la barriera corallina sottomarina, posta a 400 metri di distanza dalla costa, con un fondale che precipita da una profondità di 45 metri a una di zero. Poiché la laguna è di poco sopraelevata rispetto all’oceano, l’onda si infrange nel momento in cui l’acqua della laguna viene come aspirata, dando vita a  un fenomeno che rende le onde stesse ancora più alte e cave.

Le condizioni oceaniche, quali la forza e la direzione delle mareggiate, sono altre variabili che influenzano la formazione di questa onda: soprattutto in inverno, con le mareggiate più frequenti, a Teahupo’o le onde raggiungono la loro massima grandezza e intensità.

Il periodo in cui ammirare e cercare di cavalcare l’onda di Teahupo’o va da aprile a ottobre: questa mitica onda può avere un’altezza che va dai 3 ai 7 metri. Ma la sua caratteristica più affascinante è l’unione di tre aspetti: il barrel iconico, cioè la forma ideale di un’onda per surfare, la discesa alla base ovvero l’heavy drop e il reef poco profondo, ovvero il cosiddetto fondale.

Il periodo migliore per visitare Teahupo’o

Se vi state domandando qual è il periodo migliore per andare a Teahupo’o, sicuramente parliamo di un arco temporale che abbraccia la primavera e l’estate: i mesi da maggio ad agosto sono i migliori per godersi il surf a Teahupo’o e il territorio circostante.

Teahupo'o, villaggio
Fonte: iStock
Vista del villaggio di Teahupo’o

Durante l’inverno in Polinesia, che corrisponde ai mesi tra giugno e agosto, le onde dell’Oceano Pacifico sono più imponenti, ma attenzione: anche il vento può essere più impervio in questa stagione, motivo per cui solo i surfisti più abili possono confrontarsi con Teahupo’o.

Come raggiungere Teahupo’o

La città di Papeete, capitale della Polinesia Francese, si trova si trova proprio sull’isola di Tahiti: ecco perché Teahupo’o, parte del comune di Taiarapu-Ovest, a circa 70 chilometri dalla capitale, è facilmente raggiungibile anche in auto con un tragitto di circa 1 ora e 30 minuti. Per raggiungere Teahupo’o si può anche volare dall’aeroporto di Faa’a, che si trova vicino alla capitale, per poi prendere un’auto o un altro mezzo di trasporto in direzione Teahupo’o.

Cosa mangiare a Teahupo’o

Se vi piacciono i sapori freschi ed esotici, a Teahupo’o troverete pane per i vostri denti: la cucina locale è ancorata fortemente a ciò che offre la natura, per cui il pesce e i frutti di mare sono i grandi protagonisti delle tavole di Tahiti così come il latte di cocco e la frutta in genere. Se andate in viaggio a Teahupo’o vi consigliamo di provare:

  • Poisson Cru: un piatto classico della cucina polinesiana, il Poisson Cru è una sorta di ceviche a base di pesce crudo marinato nel succo di lime e latte di cocco, condito con verdure fresche come cetrioli, pomodori e cipolle.
  • Poisson Frit: il pesce fresco fritto è una scelta popolare nelle cucine locali. Potete assaporare varietà di pesce fresco fritto e croccante servito con salsa aioli o altre salse tradizionali.
  • Poisson Poe: un piatto tradizionale a base di pesce cotto con latte di cocco, vaniglia e altre spezie polinesiane. Viene spesso servito con purè di banane o uru (frutto del pane).
  • Fruit de Mer: date un’occhiata ai ristoranti locali per assaggiare deliziosi frutti di mare freschi, come aragoste, gamberi, cozze e altri frutti di mare locali.
  • Frutta Tropicale: non dimenticate di gustare la vasta gamma di frutta tropicale disponibile sull’isola. Ananas, mango, papaya e cocco fresco sono solo alcune delle delizie fruttate che potete trovare a Teahupo’o.
  • Banane Tahitiane: le banane locali sono un’altra leccornia da provare. Più piccole e più dolci delle banane comuni, sono un’esperienza gustosa da non perdere.

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