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Oltre la cartolina del Tigullio: Bargone e la Liguria che non ti aspetti

Par : elenausai10
12 juin 2026 à 14:00

In Liguria, bastano pochi chilometri verso l’interno per incontrare un paesaggio dominato dalle geometrie dei terrazzamenti, dove la roccia e l’ulivo sostituiscono la sabbia più gettonata degli stabilimenti balneari. In questo contesto collinare si inserisce Bargone, una frazione che si sviluppa sopra l’abitato di Casarza Ligure.

Lungi dall’essere un semplice rifugio panoramico, questa località si rivela un crocevia inaspettato di vicende storiche e fermenti intellettuali, capace di capovolgere la narrazione tradizionale del territorio attraverso i propri contrasti e le proprie silenziose eccellenze.

Cosa vedere a Bargone

L’impianto urbanistico di Bargone conserva la fisionomia tipica dell’insediamento difensivo medievale, articolandosi attraverso una fitta rete di elementi architettonici che ne testimoniano il passato strategico. Camminando tra i vicoli si incontrano archi a tutto sesto ben conservati e i resti delle antiche fortificazioni che un tempo vigilavano sulla vallata. L’elemento che definisce l’identità visiva del luogo è l’uso della pietra locale: le scalinate monumentali si distinguono per il marmo caratterizzato da intense striature rosse e nere, un dettaglio materico che spezza la monotonia dell’ardesia.

La complessità del borgo si riflette anche nelle biografie delle personalità che qui hanno avuto le proprie radici. Bargone è la terra natale di Santo Agostino Roscelli, nato nel 1818. Figura centrale nel contesto sociale dell’Ottocento risorgimentale, Roscelli venne ordinato sacerdote nel 1846 e legò il suo nome a Genova, dove fondò la Congregazione delle Suore dell’Immacolata.

L’istituto, focalizzato sull’assistenza agli infermi e sull’istruzione delle fasce giovanili marginalizzate attraverso orfanotrofi e asili, valicò presto i confini regionali per diffondersi in Italia e nelle Americhe, portando alla canonizzazione del fondatore nel 2001 da parte di Papa Giovanni Paolo II.

Gli eventi da non perdere a Bargone

Se la pietra racconta il passato religioso e militare, il paesaggio custodisce la memoria artistica della frazione. Umberto Fracchia, giornalista, critico letterario e fondatore nel 1925 della celebre rivista La Fiera Letteraria, scelse di abbandonare i circuiti metropolitani per trasferirsi stabilmente a Bargone nel 1928, dopo averne frequentato le stanze nella casa della nonna durante l’infanzia.

Considerato l’autore del primo romanzo Liberty italiano, Fracchia impresse nei suoi ultimi scritti i tratti del paesaggio agrario circostante. Oggi la Biblioteca Comunale custodisce il suo fondo librario, donato dalla consorte all’Università di Genova e gestito dal Comune.

Questa eredità si traduce in un evento culturale: il Premio Fracchia, che dal 22 al 28 giugno 2026 trasforma il borgo sotto il tema conduttore “Terreno di Meraviglia”. Il festival non si limita ai tradizionali panel d’autore, ma integra la letteratura all’interno dello spazio fisico del paese.

Il giardino storico di Villa Fracchia ospita sessioni mattutine di yoga all’aria aperta, mentre l’oliveta che circonda il mausoleo dello scrittore diventa lo scenario per degustazioni di olio extravergine d’oliva, unendo la memoria letteraria alla cultura materiale del podcast PassionEvo-Il Grand Tour dell’Olio.

Il programma del festival accoglie figure di rilievo internazionale come il saggista argentino Pablo Maurette e i principali protagonisti della narrativa italiana contemporanea (tra cui Erica Cassano, Luca Bianchini, Mattia Insolia, Fabio Bacà e Giuliana Salvi), culminando con la prima tappa nazionale del tour del Premio Strega Saggistica.

Dove si trova e come arrivare

Bargone è situato in una posizione sopraelevata rispetto al fondovalle della Val Petronio, nel territorio comunale di Casarza Ligure. Per raggiungere la frazione in automobile, il punto di riferimento principale è l’autostrada A12 Genova-Livorno.

L’uscita consigliata è quella di Sestri Levante; da qui si seguono le indicazioni per la Strada Statale 523 in direzione di Varese Ligure. Una volta superato il centro di Casarza Ligure, una strada comunale segnalata sale sulla sinistra, inerpicandosi lungo il versante collinare con una serie di tornanti che offrono una vista progressiva sulla vallata sottostante.

Laudemio, il lago glaciale più meridionale d’Europa tra faggete antiche e vette del Sirino

12 juin 2026 à 13:00

A prima vista sembra un piccolo lago alpino finito per errore nel cuore della Basilicata, quasi uno “scherzo” della natura. Ma il Lago Laudemio, conosciuto anche con il nome di Remmo, occupa per davvero una conca montana a 1.525 metri di altitudine sulle pendici del Monte Papa (la vetta principale del Massiccio del Sirino). Le sue acque limpide, i profili boscosi e i rilievi che superano i 2.000 metri costruiscono uno scenario sorprendente per chi associa il Sud Italia soprattutto a coste e paesaggi mediterranei.

La sensazione più intensa arriva osservando il contesto che lo circonda: faggi alti e compatti delimitano gran parte del perimetro, mentre gli ontani contribuiscono a dar vita a una cornice vegetale particolarmente rara per queste latitudini. L’area rientra nella Riserva Naturale Regionale del Lago Laudemio, istituita nel 1985 per tutelare un patrimonio naturalistico considerato tra i più preziosi del nostro meridione.

Cavalieri del passato, briganti in cerca di riscatto e pastori transumanti utilizzavano questo angolo riparato come rifugio sicuro durante i lunghi spostamenti stagionali tra lo Ionio e il Tirreno. Oggi, invece, il sito accoglie i viaggiatori con la sua aria frizzante (e non solo). Del resto, stiamo parlando del lago glaciale più a sud d’Italia e d’Europa.

Origine e formazione del Lago Laudemio

La storia del Lago Laudemio inizia migliaia di anni fa, durante il Quaternario, quando il clima del Vecchio Continente era dominato da grandi glaciazioni. In quel periodo un vasto ghiacciaio occupava il versante settentrionale del gruppo montuoso Sirino-Papa. La massa di ghiaccio scendeva dalle quote più elevate del Monte Papa per circa 4 chilometri, raggiungendo l’area di Pétina Chiana.

Durante il lento ritiro del ghiacciaio si formò una morena frontale, cioè un accumulo di detriti trasportati dal ghiaccio. Proprio questa barriera naturale trattenne le acque di fusione, dando origine al lago visibile ancora oggi. Un’origine molto particolare e che rende il Laudemio un caso eccezionale: oltre a essere il lago glaciale più meridionale d’Italia e d’Europa, è uno dei pochissimi bacini di questo tipo presenti nell’Appennino. L’estensione supera di poco i 2 ettari, dimensioni contenute ma che contribuiscono al suo fascino raccolto e quasi intimo.

L’intero territorio conserva importanti testimonianze del passato geologico della Basilicata. Nella zona Sirino-Papa sono stati rinvenuti fossili di grande interesse scientifico che sono simboli di ambienti radicalmente diversi da quelli attuali. Tra i reperti studiati dagli specialisti figurano resti appartenenti a mammut, rinoceronti, orsi, iene e antichi rettili.

Anche la flora presenta caratteristiche peculiari. Salendo verso le quote superiori, infatti, compaiono specie botaniche estremamente rare, tra cui la Vicia sirinica e l’Astragalus sirinicus, piante presenti esclusivamente su queste montagne. Un’eccezionale caratteristica che conferisce ulteriore valore naturalistico all’intera area protetta.

Cosa fare e vedere al Lago Laudemio

Dobbiamo essere onesti sin da principio: tra sentieri panoramici, ambienti forestali e punti d’osservazione naturali, il Lago Laudemio offre molto più di una semplice sosta fotografica. L’esperienza acquista profondità dedicando tempo all’esplorazione dei suoi dintorni, ricchi di dettagli che spesso passano inosservati con una sola visita veloce.

Ammirare il Lago Remmo da vicino

Il primo incontro con il Laudemio lascia quasi sempre sorpresi perché appare all’improvviso tra gli alberi, racchiuso da rilievi che sembrano proteggerlo dal resto del mondo. Nei periodi più tranquilli la superficie riflette il profilo del Monte Papa e delle faggete circostanti.

Erbe acquatiche, foglie palustri e alghe contribuiscono al suo affascinante aspetto, ricordando la sua origine antichissima e il delicato equilibrio ecologico che lo caratterizza.

Esplorare la faggeta della riserva

Gran parte del fascino del Laudemio nasce dal rapporto tra acqua e bosco. La faggeta circonda circa due terzi del perimetro lacustre e rappresenta uno degli elementi più suggestivi dell’area.

Tronchi slanciati, radure luminose e sottobosco ricco di vegetazione accompagnano l’escursione lungo i percorsi che attraversano la riserva. Durante l’autunno il paesaggio assume tonalità dorate e ramate che trasformano completamente l’ambiente.

Salire verso il Monte Papa

Per gli escursionisti più allenati, il sentiero che conduce al Monte Papa rappresenta una delle esperienze più appaganti della zona. Il percorso si sviluppa lungo il versante settentrionale del massiccio, attraversando inizialmente il bosco e successivamente ambienti più aperti e rocciosi.

Intorno ai 1.900 metri di quota compaiono le specie botaniche endemiche che hanno reso celebre il Sirino tra naturalisti e studiosi.

Osservare panorami tra i più ampi della Basilicata

Nelle giornate caratterizzate da buona visibilità, il Monte Papa offre vedute straordinarie: verso nord si distinguono l’alta Val d’Agri, il Monte Volturino e il Monte della Madonna di Viggiano: a est emerge il profilo del Monte Alpi, mentre a sud si estende il grande patrimonio forestale del Lagonegrese.

Cercare le tracce della fauna appenninica

La riserva custodisce una fauna particolarmente interessante. Tra gli abitanti più emblematici figura il lupo appenninico, simbolo della natura selvaggia dell’area. Boschi e valloni ospitano inoltre diverse specie di rapaci, piccoli mammiferi e anfibi.

Nel lago vivono trote e salamandre, mentre le zone forestali forniscono habitat ideali a numerosi animali tipici della zona. Anche senza avvistamenti diretti, la percezione di trovarsi in un ambiente ancora integro accompagna gran parte della visita.

Raggiungere il Lago Zapano

Poco distante dal Laudemio si trova il Lago Zapano, situato a circa 1.380 metri di quota nel Vallone del Cacciatore. Oggi appare molto più piccolo rispetto al passato a causa dei depositi accumulati nel corso dei secoli, ma nonostante ciò è una preziosa testimonianza dell’antica presenza dei ghiacciai sul Sirino.

Dove si trova e come arrivare

Il Lago Laudemio si trova nel territorio comunale di Lagonegro, in provincia di Potenza, all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e della Riserva Naturale Regionale che tutela il bacino. L’accesso più comodo avviene attraverso l’autostrada A2 del Mediterraneo.

Dopo l’uscita Lauria Sud si seguono le indicazioni per il Monte Sirino e per la stazione sciistica. La strada sale progressivamente tra boschi e pendii montani fino a raggiungere l’area attrezzata dalla quale partono i principali itinerari escursionistici. Lagonegro dista pochi chilometri e rappresenta il punto di riferimento principale per servizi, strutture ricettive e ristorazione.

Tra antichi ghiacciai, foreste d’alta quota e panorami che raccontano milioni di anni di storia geologica, il Lago Laudemio custodisce un volto della Basilicata sorprendente e poco conosciuto: è uno di quei luoghi che riesce ancora a trasmettere il senso della scoperta, qualità sempre più rara nei paesaggi contemporanei.

À partir d’avant-hierFlux principal

Dove andare al mare a luglio all’estero, angoli segreti di paradiso con spiagge da sogno

Par : losiangelica
11 juin 2026 à 14:30

Una canzone della fine degli Anni ’60 di Del Turco diceva “Luglio m’ha fatto una promessa, l’amore porterà”… non possiamo essere certi che si possa trovare l’anima gemella, ma sicuramente sarà possibile partire per una di queste mete di mare all’estero dove le acque sono incredibili.

Se vi state chiedendo dove andare al mare a luglio potete prendere ispirazione da queste 8 mete fantastiche in Europa e nel mondo. Abbiamo scelto delle destinazioni meno conosciute, lontane dall’overtourism e dalle scelte più inflazionate: ecco i luoghi segreti dove trascorrere le vacanze estive lontani dal caos.

Tinos in Grecia

Tra le mete di mare dove andare a luglio, Tinos è una vera chicca: siamo in Grecia, nelle Cicladi, ma ci allontaniamo totalmente dall’atmosfera caotica di Mykonos per abbracciare i ritmi lenti dei villaggi di un tempo.

Le spiagge? Certamente non deludono. Meraviglie come Kolymbithra lasciano a bocca aperta: qui ci si trova davanti una doppia baia con due personalità completamente diverse. Da una parte una soluzione protetta e apprezzata dalle famiglie, dall’altra una proposta più selvaggia con onde vivaci. Da visitare assolutamente il capoluogo che vale una passeggiata la sera, magari fermandosi per una cena tipica.

Cosa non saltare assolutamente? Il villaggio di Pygros (conosciuto anche come Panormos): tutto bianco e con botteghe artigiane è una vera chicca. Una curiosità in più? Questa è una zona famosa per la lavorazione del marmo e tale attività si respira in moltissimi angoli della del luogo.

Veduta aerea del porto dell'isola di Tinos in Grecia
iStock
L’isola “segreta” di Tinos

Porquerolles in Francia

Il mare in Francia non è solo quello della Costa Azzurra. Allontanandoci da Hyeres nel Var c’è un’isola totalmente pedonale dove la macchina è vietata. Stiamo parlando di Porquerolles dove ci si muove a piedi o in bici; l’aria profuma di pino e le strade sono davvero silenziose.

Dove tuffarsi? Sicuramente nella spiaggia di Notre-Dame, una delle più belle di tutta la Francia con sabbia bianchissima, una pineta alle spalle e acque turchesi. Altrettanto bella plage d’Argent, più piccola e raccolta nella zona sud dell’isola: tra falesie e scogliera conquista soprattutto gli amanti dello snorkeling.

Spiaggia di Courtade a Porquerolles
iStock
Una vacanza estiva nella splendida Porquerolles

Lastovo in Croazia

La Croazia è sempre più apprezzata in estate, ma è anche colpita dall’overtourism… questo gioiello però no. Lastovo non è facilissima da raggiungere, ma una volta arrivati è da batticuore. Fa parte del parco naturale insieme a un’altra cinquantina di isolotti. Acqua pulitissima, fondali intatti e una natura incantevole. Dove fermarsi? Alla baia Skrivena Luka, tra le più fotografate e con acqua smeraldo circondata da pinete. Non perdetevi nemmeno il centro storico, il borgo caratteristico sulla collina con un sapore ancora medievale.

Baia zaklopatica sull'isola croata di Lastovo
iStock
Lastovo, l’angolo segreto della Croazia

Arcipelago delle Cíes in Spagna

Una vera meraviglia? L’arcipelago delle Cíes in Spagna che secondo il National Geographic custodisce una delle spiagge più belle al mondo. L’area protetta appartenente alla Galizia richiede un permesso giornaliero e permette l’accesso a un numero limitato di visitatori.

La spiaggia di Rodas ha quell’acqua quasi caraibica che stona con l’immaginario atlantico della Galizia. La laguna tra Isla del Monte Agudo e Isla de San Martino crea un riparo naturale che trasforma il colore dell’acqua in qualcosa di irreale. Playa de Nosa Senora è più ventosa, più selvaggia, frequentata da chi preferisce fare lunghe camminate. Una curiosità? Non ci sono veri e propri hotel: l’unica struttura disponibile è un campeggio direttamente sull’oceano.

Spiaggia di Nosa Senora nelle isole Cíes
iStock
Le meravigliose spiagge delle isole Cíes

Flores in Portogallo

Flores è l’isola più a ovest delle Azzorre, che già di per sé vuol dire qualcosa. Ci sono 9 laghi di origine vulcanica, cascate, scogliere vertiginose e una vegetazione che sembra tropicale e invece è Portogallo. Il mare sorprende: profondo, scuro, mosso. La piscina naturale di Fajã Grande è il tipo di posto che si cerca su Google per capire se è vera e poi si arriva lì e sembra ancora più bella. Le acque termali di Caldeira sono una sosta che vale anche se non è una spiaggia tradizionale.

Porto Vecchio in Corsica

Chi sogna una vacanza selvaggia e autentica può partire in traghetto e visitare la Corsica: Porto Vecchio nella zona sud dell’isola è un vero gioiello da scoprire a luglio. Il centro storico è caratteristico e in stagione tra piazzette animate e ristoranti sa lasciare il segno. A pochi chilometri dalla città si trovano splendide escursioni come quella alla foresta dell’Ospedale o quella alle scogliere di Bonifacio.

Scegliere le spiagge più belle è un’impresa, qui sono tutte angoli di paradiso. Se Santa Giulia fa innamorare con acque basse e trasparenti risultando indicata anche per chi viaggia con i bambini Rondinara è famosa per la sua baia a forma di conchiglia.

Il porto di Porto Vecchio in Francia
iStock
L’atmosfera di Porto Vecchio è imbattibile

Okinawa in Giappone

Non solo Europa, andando all’estero e allontanandoci possiamo raggiungere Okinawa che in luglio è un vero gioiello. Dopo aver visitato Tokyo o Kyoto godersi qualche giorno di mare è sicuramente una buona idea.

Furuzamami Beach è spesso citata tra le spiagge più belle del Giappone: sabbia bianchissima e fondali che cambiano colore gradualmente. Zamami e Tokashiki, nelle isole Kerama, hanno acque con visibilità di trenta metri e barriere coralline quasi intatte. Per lo snorkeling e le immersioni, le Kerama sono tra i dieci posti migliori del Pacifico.

Nosy Be in Madagascar

Se volete davvero uscire dal solco, questa è la mossa più radicale della lista. Nosy Be è la principale isola turistica del Madagascar, ma turistica in un senso molto relativo rispetto agli standard europei. Luglio è stagione secca, il periodo migliore per andarci: cielo pulito, mare calmo, temperature intorno ai ventotto gradi.

La spiaggia di Andilana, all’estremità nord dell’isola, è la più bella: sabbia bianca, palme, acque trasparenti e quasi nessuno intorno. Nosy Komba è un isolotto vicino con lemuri semi-selvatici che passeggiano tra gli alberi a due metri da voi. Per le escursioni in barca, Nosy Tanikely ha una riserva marina dove fare snorkeling con le tartarughe.

Nosy Be è anche conosciuta con il soprannome di “l’isola dei profumi” per le numerose piantagioni di vaniglia e ylang-ylang. Con un ritmo lenta e spiagge da cartolina è una meraviglia a luglio.

A Copenhagen il turismo sta cambiando (in meglio): un esempio per tutti

11 juin 2026 à 10:36

Da esperimento sociale a modello turistico. Il programma CopenPay messo a punto a Copenhagen due anni fa non soltanto è divenuto un modo di fare turismo ma è anche un modello che sempre più città stanno adottando, anche in Italia. La Capitale della Danimarca è oggi una destinazione leader nel turismo sostenibile e partecipativo e ha l’obiettivo di incentivare un nuovo modo di viaggiare, in cui il turista non è solo spettatore, ma protagonista attivo della vita della città.

Cos’è CopenPay

CopenPay consente ai turisti di ottenere premi e vantaggi in cambio di azioni positive per l’ambiente e la comunità locale: dall’utilizzo della bicicletta alla raccolta dei rifiuti, fino alla scelta di mezzi di trasporto più sostenibili, ogni gesto può trasformarsi in un’esperienza autentica e coinvolgente.

A partire dallo scorso 9 giugno, il programma è diventato permanente ed è attivo tutto l’anno. La prima città italiana ad aver adottato questo modello è stata, lo scorso anno, Ravenna, e presto arriverà anche Firenze che ne ha già annunciato l’adozione.

Abbiamo chiesto a Rikke Holm-Petersen, Director of Behaviour di Wonderful Copenhagen, l’ufficio del turismo della Capitale danese, di raccontarci il progetto più nel dettaglio.

Cosa c’è dietro al successo di CopenPay?

CopenPay ha avuto successo perché risponde a un cambiamento nel comportamento dei viaggiatori. Molti visitatori desiderano già contribuire positivamente ai luoghi che visitano, ma spesso non dispongono di un modo semplice e tangibile per farlo. CopenPay rende tutto più facile e visibile, collegando le azioni positive direttamente a esperienze significative.

Ciò che è particolarmente interessante è che l’esperienza stessa, e non la ricompensa, si è dimostrata il fattore determinante. Solo il 23% dei partecipanti afferma di essere motivato dalla ricompensa, mentre il 48% è motivato dall’opportunità di vivere un’esperienza unica e significativa. Allo stesso tempo, sette partecipanti su dieci dichiarano di aver cambiato le proprie abitudini dopo essere tornati a casa.
Per noi, questa combinazione di coinvolgimento e cambiamento comportamentale è ciò che definisce il successo.

Come è nato il progetto e come si svilupperà il modello in futuro?

CopenPay è nato come iniziativa pilota a Copenhagen nel 2024 ed è stato ampliato nel 2025. Quello che era iniziato come un esperimento durante l’alta stagione verrà rilanciato nel 2026 come piattaforma permanente, attiva tutto l’anno e senza una data di scadenza.

CopenPay fa parte del modo in cui vogliamo che le persone vivano Copenhagen e interagiscano con la destinazione e la vita locale. Allo stesso tempo, il modello si sta diffondendo a livello internazionale attraverso Destination-Pay, reso disponibile gratuitamente affinché le destinazioni possano adottarlo e adattarlo alla propria identità e strategia. Più di 350 destinazioni hanno già adottato il modello e diverse stanno sviluppando le proprie versioni, tra cui Berlino, che ha lanciato BerlinPay nel maggio 2026, così come destinazioni italiane come Firenze e Ravenna.

Quello che stiamo osservando è che l’idea riscuote ampio successo, con molte destinazioni che condividono l’ambizione di incoraggiare una mentalità diversa tra i visitatori, dove il turismo diventa più un’esperienza partecipativa che una semplice visita turistica.

Qual è l’esperienza più apprezzata e quali sono le novità disponibili tutto l’anno?

Le esperienze legate al ciclismo e agli sport acquatici sono state particolarmente popolari, data la forte cultura ciclistica di Copenhagen e la vicinanza al mare, ai canali e al porto, dove è possibile fare il bagno.

Tra le esperienze più apprezzate figurano i tour in barca BioExplorer, sviluppati in collaborazione con il WWF, i laboratori di upcycling al Designmuseum Danmark, dove è possibile dare nuova vita ai vecchi abiti, il paddleboarding abbinato alla raccolta dei rifiuti e le esperienze in fattoria presso il nostro Museo all’aperto.

Il tema dei trasporti è centrale. Può spiegarci perché?

I trasporti rivestono un ruolo fondamentale in CopenPay perché il viaggio inizia prima ancora che i visitatori arrivino in città. Per questo motivo premiamo i viaggiatori che scelgono di arrivare in treno o in auto elettrica e incoraggiamo alternative come la bicicletta e i mezzi pubblici durante il loro soggiorno.

Allo stesso tempo, CopenPay è innanzitutto un’iniziativa comportamentale. L’obiettivo è sensibilizzare e incoraggiare la riflessione sulle scelte che le persone compiono quando viaggiano. Collegando le scelte di trasporto alle esperienze, rendiamo queste decisioni più visibili e accessibili, e le integriamo nell’esperienza di viaggio.

Il vostro modello ha ispirato città in tutto il mondo. Come lo stanno adattando?

Il modello è progettato per essere adattabile. Ogni destinazione ha la sua identità, cultura e priorità strategiche, e CopenPay può essere adattato di conseguenza.

Pensa di star cambiando il modo in cui le persone viaggeranno in futuro?

Osserviamo chiari segnali di un cambiamento nel modo in cui le persone desiderano viaggiare. Molti sono sempre più interessati a dare un contributo positivo, piuttosto che limitarsi a usufruire di una destinazione. CopenPay fa parte di questo cambiamento. L’obiettivo è incoraggiare una mentalità diversa, in cui i visitatori si considerino partecipi e contribuiscano alla salvaguardia dei luoghi che visitano.

Sette partecipanti su dieci affermano di aver modificato le proprie abitudini al ritorno a casa. Ciò suggerisce che anche piccole azioni compiute durante un viaggio possono portare a cambiamenti comportamentali a lungo termine. Se questo si tradurrà in un cambiamento più ampio dipenderà da quanto diffusa sarà l’adozione di tali approcci, ma il potenziale è indubbio.

A Trieste nasce il primo museo-stazione d’Italia (con un hotel a tema treno)

10 juin 2026 à 16:30

Sarà aperto a Trieste il primo museo-stazione d’Italia. Ad annunciarlo è stato l’Ing. Luigi Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione FS Italiane, che abbiamo avuto occasione di incontrare. E sarà un progetto unico in Italia e rivoluzionario.

Il museo nascerà dove oggi sorge l’area di Campo Marzio, la storica stazione ferroviaria triestina divenuta negli Anni ’80 un museo ferroviario, e, al suo interno, ospiterà non soltanto un nuovo museo con veri e propri convogli ferroviari di diverse epoche storiche, ma anche un ristorante, uno shop e persino un hotel.

La stazione

La stazione in stile Liberty, che all’epoca si chiamava Trieste Sant’Andrea, fu costruita nel 1906 dalle Ferrovie dell’Impero Austro‐Ungarico. Realizzata mediante l’interramento di un tratto di mare ai piedi del colle dal quale prende il suo nome, inizialmente aveva solo 6 binari che presto divennero 24. Quando nel 1923 andò sotto la gestione delle FS, la stazione fu denominata “Trieste Campo Marzio”.

Stazione-Trieste-Campo-Marzio
Ufficio stampa Trenitalia
Come sarà la nuova Stazione di Trieste Campo Marzio

Nel corpo centrale si trovavano le sale riservate ai passeggeri vip, gli appartamenti dei ferrovieri e la zona ristoro. L’ala destra della stazione era destinata all’ingresso, all’attesa dei passeggeri in partenza di I, II e III classe, agli uffici e agli spazi postali. I restanti ambienti dell’ala sinistra erano sfruttati come spazi deposito/magazzino.

Pur essendo uno scalo di notevole capacità e, per quei tempi, modernamente attrezzato, con il primo dopoguerra l’importanza di Trieste Sant’Andrea diminuì. I servizi viaggiatori a lungo percorso diminuirono fino a cessare del tutto con la Seconda guerra mondiale. Il 31 dicembre 1958, la stazione perse anche il suo ultimo servizio viaggiatori. Così fu abbandonato anche fabbricato principale della stazione. Solo con l’apertura del Museo ferroviario nel 1984 le FS disposero il restauro parziale delle opere murarie esterne. Attualmente, il Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio è in fase di restauro da parte della Fondazione FS Italiane e non è accessibile al pubblico.

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Ufficio stampa Trenitalia
L’attuale Museo ferroviario della Stazione Campo Marzio a Trieste

Dalla stazione, che sarà inaugurata nella primavera del 2027, partiranno treni diretti in Slovenia attraverso l’antico valico di Monrupino che collega Italia e Slovenia, sarà potenziato il collegamento tra Trieste Campo Marzio e Villa Opicina via Rozzol, con proseguimento su linea in esercizio fino a Trieste Centrale e sarà valorizzata l’antica fermata di Miramare, strategica per la possibilità di accesso diretto al celebre Castello.

Come ci ha spiegato Cantamessa, “avrà una quadruplice funzione”. Sarà innanzitutto una stazione da dove partiranno i treni per la Slovenia, e non solo. Oltre al museo dedicato interamente al mondo ferroviario, con un focus particolare sulla storia delle ferrovie del Friuli, della Venezia‐Giulia e delle terre, un tempo italiane, dell’Istria e della Dalmazia, avrà anche un ristorante, uno shop e persino un hotel a tema treno che sarà l’ultimo a essere aperto.

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Ufficio stampa Trenitalia
Le locomotive storiche in mostra nel Museo Stazione Trieste Campo Marzio

Il Museo ferroviario

Il nuovo Museo ferroviario sarà ospitato in un braccio di questo affascinante edificio praticamente inutilizzato dagli Anni ’80 del Novecento. Infatti, nel 1984, grazie all’azione del gruppo del Dopolavoro Ferroviario, animato da volontari locali, era già stato aperto un museo che però è chiuso dal 2017 per un importante intervento di restauro: la Fondazione creerà un percorso espositivo unico e innovativo dove storia e futuro s’incontrano, divenendo un nuovo polo della cultura ferroviaria italiana ed europea, replicando il successo del celebre Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, in Campania che, ogni anno, attira oltre 260mila visitatori. Del museo fanno parte numerosi cimeli storici, dai plastici alle divise alle strumentazioni, che raccontano ogni aspetto della vita della ferrovia. All’esterno, lungo i quattro binari tronchi, si trovano anche dei rotabili storici unici nel loro genere, tra cui locomotive e carrozze austroungariche e tedesche ottenute come conto riparazione danni di guerra.

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Ufficio stampa Trenitalia
L’interno del Museo Stazione Trieste Campo Marzio (rendering)

Il ristorante

Sopra i binari del treno, dove c’è una grande volta, aprirà un ristorante panoramico dove si potrà degustare un buon caffè (Trieste è famosa per il suo caffè) guardando il mare.

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Ufficio stampa Trenitalia
Come sarà il ristorante con vista sui binari nella nuova Stazione Trieste Campo Marzio

Lo shop

Sotto ci sarà anche un’area dedicata alle attività culturali con un bookshop ferroviario, pezzi di modellismo e giocattoli.

L’hotel

L’ultima ala di Campo Marzio, “quella che era veramente distrutta, mai ricostruita dopo la guerra”, ha spiegato Cantamessa, sarà destinata a un hotel, ma non uno qualunque perché “dovrà rispondere a delle direttive ben precise cioè mantenere ogni dettaglio e caratterizzarlo “ferroviariamente”, un po’ come l’hotel di Gardaland. Quindi, ogni stanza avrà il tema del vagone letto, della carrozza Centoporte ecc (purtroppo non abbiamo ancora rendering da mostrare). L’albergo sarà l’ultima fase di questo grande progetto e sarà realtà entro due anni. “Sarà una meravigliosa esperienza immersiva nel mondo dei treni storici”, ha spiegato.

Le aperture delle diverse attività, quindi, saranno scaglionate: si partirà dal museo per poi passare al ristorante e allo shop fino all’inaugurazione del primo hotel ferroviario che dovrà essere ultimato entro il 2028 (una condizione resa necessaria dalla richiesta di fondi del PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, italiano).

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Ufficio stampa Trenitalia
Rendering della volta di cristallo della Stazione Trieste Campo Marzio

Le mete estive più ambite a prezzi stracciati, la nuova offerta Ryanair e i nostri consigli di viaggio

Par : losiangelica
10 juin 2026 à 10:00

Se non avete ancora pensato alle vacanze estive, oppure avete il desiderio di aggiungere una piccola fuga ai vostri programmi, è il momento giusto: la compagnia aerea Ryanair ha lanciato una nuova offerta con voli a partire da 19,99 euro. Si parte dal 12 giugno al 31 luglio con prezzi davvero imbattibili… e la buona notizia? Ci sono persino tratte a prezzi inferiori! Ma attenzione: la promo è valida solo per poco e scade alla mezzanotte tra il 12 e il 13 giugno!

Da Roma a Skiathos

Per chi sogna una vacanza su un’isola greca abbiamo scelto la meta top: Ryanair propone voli a meno di 24 euro da Roma verso Skiathos. La più occidentale e piccola delle Sporadi conquista tutti.

Con tantissime spiagge, acque trasparenti e calette invita a un viaggio relax stesi sul lettino con un cocktail in mano. Cosa vedere? Sicuramente Koukounaries, un vero simbolo con la sua pineta alle spalle oppure Lalaria con ciottoli bianchi e una rocca ad arco che caratterizza il litorale. Non perdete neppure , la penisola del Bourtzi e i vicoli che la sera si animano. Per chi non si accontenta del mare, il monastero di Evangelistria racconta un pezzo di storia greca. Noleggiando uno scooter oppure approfittando di escursioni in barca si possono scoprire le calette segrete più belle. E se questi paesaggi non sono nuovi è perché molti sono stati scelti come set per il celebre film Mamma Mia!

Le spiagge più belle di Skiathos
iStock
Spiagge da sogno a Skiathos

Da Bologna a Castellón

Una meta insolita ma che merita? Castellón de la Plana. Ci sono ottimi voli, anche nei weekend, che partono da Bologna a meno di 15 euro. Siamo sulla costa nord di Valencia e il fatto che sia poco affollata e abbia prezzi onesti per strutture e cibo la rende una destinazione top per l’estate.

Cosa vedere? Sicuramente il quartiere del porto, il Grao, con le sue spiagge larghe e il lungomare. Salendo verso l’entroterra c’è il parco naturale del Desierto de las Palmas, un nome che inganna perché di deserto ha poco: colline verdi, sentieri, un eremo e un panorama che arriva fino al mare.

Da non perdere una gita a Peñíscola, mezz’ora più a nord, con il castello di Papa Luna che si allunga sul Mediterraneo… è anche stata spesso utilizzata come set per serie Tv.

Da Bergamo a Biarritz

L’ultima è forse la più sorprendente. Da Milano Bergamo a Biarritz con meno di 17 euro a tratta. Biarritz sta sulla costa basca francese, affacciata sull’Atlantico, ed è un’altra storia rispetto al Mediterraneo: onde lunghe, vento, cielo che cambia in fretta.

Conosciuta per essere la capitale europea del surf, incanta con un’aurea di villeggiatura d’altri tempi e una cucina basca che conquista anche i palati più esigenti. Da non perdere? La Grande Plage e a Côte des Basques, dove i surfisti si danno appuntamento dall’alba. Il Rocher de la Vierge, lo scoglio con la statua collegato alla terraferma da una passerella di ferro, è il punto da cui guardare l’oceano quando si arrabbia. Vale una passeggiata anche il vecchio porto dei pescatori e il faro, in cima alla scogliera.

La spiaggia di Biarritz
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Biarritz, la meta dei surfisti

Oltre l’ultimo lembo d’Istria: viaggio a Medolino, tra baie turchesi, isole selvagge e un’anima marinara

9 juin 2026 à 17:00

La penisola istriana termina a sud sfilacciandosi in una serie di baie protette, insenature sabbiose e piccoli isolotti disabitati. Proprio all’interno di questa complessa geografia costiera sorge Medolino (o Medulin), una località che negli ultimi decenni ha saputo trasformare la propria anima di villaggio di pescatori in un centro di accoglienza dinamico, pur mantenendo intatti i legami con il passato agrario e marittimo.

Per secoli, infatti, la vita locale ruotò attorno alla pesca, mentre oggi il turismo rappresenta il suo principale motore economico. Pescherecci colorati oscillano ancora vicino al porto, e nel frattempo i ristoranti propongono piatti legati alla tradizione adriatica e alla gastronomia istriana, celebre per il prosciutto locale, l’olio extravergine e il tartufo.

Gran parte del fascino della cittadina nasce dal contrasto tra paesaggi differenti: nel giro di pochi chilometri si passa da spiagge sabbiose quasi introvabili lungo la costa croata a scogliere battute dalle onde, da pinete profumate a piccoli arcipelaghi raggiungibili in pochi minuti di navigazione. Una varietà sorprendente che trasforma questa località in molto più di una semplice destinazione balneare.

Cosa vedere a Medolino

Il mare, limpido e accogliente, è certamente una delle attrazioni principali di questa perla della Croazia. La pure verità, però, è che Medolino custodisce angoli che raccontano la storia dell’Istria e il profondo legame con l’Adriatico. Tra edifici religiosi, fari solitari, isole disabitate e testimonianze dell’antichità romana, il territorio regala numerose occasioni di scoperta.

Chiesa di Sant’Agnese

Costruita nel 1893, Sant’Agnese rappresenta l’edificio più emblematico della cittadina. La sua particolarità risiede nei due campanili gemelli, una rarità assoluta per la regione. Grazie alla posizione dominante, la sagoma della chiesa accompagna gran parte dei panorami costieri.

Durante la stagione estiva gli spazi interni ospitano concerti, eventi culturali e manifestazioni artistiche che valorizzano l’acustica dell’edificio e la sua atmosfera raccolta.

Spiaggia di Bijeca

Bijeca costituisce una delle principali ragioni del successo turistico di Medolino: si estende per circa 1 km lungo la baia ed è famosa per la sabbia fine, una caratteristica decisamente insolita in Croazia, territorio tradizionalmente associato a ciottoli e scogli.

Spiaggia di Bijeca, Croazia
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L’affascinante Spiaggia di Bijeca

Fondali bassi per parecchi metri dalla riva e una lunga fascia costiera rendono questo tratto particolarmente apprezzato dalle famiglie. Alle spalle della spiaggia si sviluppano pinete che offrono zone fresche durante le ore più calde della giornata. Dalle terrazze affacciate sul mare si distinguono chiaramente gli isolotti disseminati davanti alla costa.

Faro di Porer

A sud-ovest della penisola emerge uno degli scenari più suggestivi dell’intera regione. Parliamo del Faro di Porer, il quale prende vita su un piccolo scoglio largo appena 80 metri, distante circa 2,5 km dalla terraferma.

La struttura venne realizzata nel 1833 e presenta una torre in pietra alta 35 metri. Attorno, soltanto mare aperto e orizzonte. Il momento migliore per raggiungerlo è senza dubbio il tramonto, quando la luce colpisce le superfici chiare della costruzione.

Arcipelago di Medolino

Davanti alla costa si distribuisce un piccolo arcipelago formato da numerose isole e isolotti. Tra le più note figurano Ceja, Levan e Bodulaš. Ceja conquista per l’aspetto selvaggio e la vegetazione mediterranea, mentre Levan possiede una delle poche spiagge sabbiose dell’arcipelago.

Bodulaš, invece, regala scorci tranquilli lontani dalle aree più frequentate. Brevi traversate in taxi boat consentono di raggiungere questi lembi di terra circondati da acque particolarmente limpide.

Vižula

La penisola di Vižula è la culla di una delle testimonianze storiche più interessanti dell’area: qui sono emersi resti appartenenti a lussuose ville romane costruite durante l’epoca imperiale.

Mosaici, strutture murarie e reperti archeologici raccontano una fase storica durante la quale l’Istria rappresentava un importante territorio dell’Impero Romano. La posizione sul mare lascia intuire il prestigio delle antiche residenze.

Capo Promontore e Kamenjak

Pochi chilometri separano Medolino da uno dei paesaggi naturali più spettacolari dell’Adriatico. Capo Promontore, conosciuto anche come Premantura, coincide con l’estremità meridionale dell’Istria.

La penisola di Kamenjak si sviluppa tra baie nascoste, coste rocciose e vegetazione mediterranea. L’area protetta ospita numerose specie vegetali, alcune delle quali particolarmente rare. Mare turchese, profili frastagliati e assenza di grandi insediamenti turistici contribuiscono a creare un ambiente dall’aspetto autentico.

Cosa fare a Medolino

Gran parte delle attività ruota attorno all’acqua, ma limitarsi alle spiagge significherebbe perdere una parte importante dell’esperienza. Natura, sport e tradizioni locali arricchiscono le giornate con proposte molto diverse tra loro.

  • Fare snorkeling lungo le baie della riviera: per osservare fondali trasparenti e piccoli ecosistemi marini.
  • Raggiungere gli isolotti dell’arcipelago: tramite taxi boat trascorrere qualche ora lontano dalle aree più frequentate.
  • Partecipare a un’escursione in barca verso il Faro di Porer: per ammirare uno degli scorci più caratteristici dell’Istria meridionale.
  • Percorrere i tracciati ciclabili: attraversano la costa e la macchia mediterranea nei dintorni di Premantura.
  • Provare windsurf, vela o sci nautico: sfruttando le favorevoli condizioni offerte dalla baia.
  • Organizzare una battuta di pesca sportiva: insieme agli operatori locali che conoscono perfettamente queste acque.
  • Ammirare l’Istria dall’alto: con voli panoramici effettuati su piccoli aeromobili turistici.
  • Assaggiare specialità regionali: a base di pesce fresco, prosciutto istriano e tartufo, protagonista di molte preparazioni tradizionali.
  • Visitare Pola: distante appena pochi minuti, celebre soprattutto per il magnifico anfiteatro romano affacciato sul mare.
  • Dedicare una giornata alla scoperta di Rovigno e Parenzo: due tra i centri storici più affascinanti dell’intera penisola istriana.

Dove si trova e come arrivare

Medolino occupa l’estremo sud dell’Istria, nella parte settentrionale del Mare Adriatico. La località dista circa 10 km da Pola e si sviluppa attorno a una grande insenatura naturale protetta. Per chi parte dall’Italia, l’automobile rappresenta la soluzione più pratica, anche perché la rete stradale istriana collega agevolmente Pola e Medolino attraverso una viabilità moderna e scorrevole.

Un’alternativa interessante prevede l’utilizzo dei collegamenti marittimi diretti verso Pola da porti dell’Adriatico quali Venezia e Trieste. Dal capoluogo istriano bastano pochi minuti per raggiungere la destinazione. L’aeroporto più vicino si trova a Pola, collegato con numerose città europee durante la stagione turistica.

Tra spiagge sabbiose rare per la Croazia, arcipelaghi disseminati davanti alla costa, testimonianze romane e paesaggi modellati dal vento, Medolino riesce a unire relax e scoperta.

Un nuovo trekking a lunga distanza ispirato alla mitologia debutta in Europa (e sarà pazzesco)

9 juin 2026 à 16:00

Gli amanti del trekking avranno un nuovissimo sentiero da inserire nella prossima avventura di viaggio. Entro la fine del 2026 è prevista l’apertura di un itinerario escursionistico destinato a diventare una delle novità outdoor più interessanti d’Europa: la Grande Randonnée de Pays delle Ardenne. Si tratta di un percorso ad anello di ben 350 chilometri che attraverserà due Paesi, Francia e Belgio, offrendo un viaggio immersivo tra foreste, laghi, villaggi storici e antiche leggende.

In un anno particolarmente ricco di nuove proposte dedicate al turismo lento e alle escursioni, questo sentiero si distingue per una caratteristica speciale: è ispirato alla mitologia locale e alla figura di Arduinna, la dea celtica protettrice della foresta. Un mix di natura, storia e folklore che promette di conquistare sia gli escursionisti più esperti sia chi desidera scoprire le Ardenne con un approccio più rilassato.

Un nuovo itinerario di 350 km tra Francia e Belgio

La Grande Randonnée de Pays delle Ardenne si svilupperà lungo un anello di 350 chilometri attraverso uno dei territori più verdi e suggestivi dell’Europa occidentale. L’apertura ufficiale è prevista per settembre 2026, quando gli appassionati potranno finalmente percorrere questo nuovo cammino transfrontaliero che collega le Ardenne francesi e belghe.

Nonostante la lunghezza considerevole, il percorso è stato progettato per essere accessibile a un pubblico ampio. L’intero itinerario è infatti suddiviso in 15 tappe, con una media di circa 23 chilometri al giorno. Questa organizzazione consente di affrontare il trekking gradualmente, scegliendo segmenti più semplici oppure completando l’intero anello in più giorni.

I livelli di difficoltà variano da tratti adatti ai principianti fino a sezioni più impegnative, pensate per chi cerca una sfida maggiore. Inoltre, lungo il percorso saranno disponibili diverse strutture ricettive, rendendo l’esperienza più confortevole e accessibile anche a chi non è abituato ai lunghi trekking in autosufficienza.

Il nuovo sentiero si integra inoltre con alcuni percorsi già esistenti, sovrapponendosi in parte al GRP Argonne e al GRP Ardennes-Meuse. Una caratteristica che permetterà agli escursionisti di combinare diversi itinerari e ampliare ulteriormente l’esperienza di viaggio.

Tra foreste, villaggi storici e la leggenda della dea Arduinna

Uno degli aspetti più affascinanti del nuovo trekking è senza dubbio il suo legame con la mitologia delle Ardenne. L’itinerario prende ispirazione da Arduinna, antica divinità celtica associata alle foreste e considerata la protettrice di questa vasta regione naturale.

Seguendo il percorso, gli escursionisti attraverseranno la spettacolare foresta delle Ardenne, caratterizzata da paesaggi incontaminati, laghi scintillanti e una ricca biodiversità. Non sarà raro avvistare cervi e altre specie selvatiche che popolano quest’area remota e poco urbanizzata.

Il cammino offrirà anche numerose occasioni per scoprire il patrimonio culturale locale. Tra le tappe più interessanti spicca Sedan, cittadina francese famosa per la sua imponente fortezza storica. Il percorso attraverserà inoltre borghi pittoreschi come Signy-l’Abbaye e Rocroi, luoghi dove storia, tradizioni e leggende si intrecciano da secoli.

Secondo gli organizzatori, la Grande Randonnée de Pays permetterà di esplorare un territorio fatto di natura straordinaria, racconti affascinanti e incontri autentici. Un’esperienza che punta a valorizzare uno degli angoli più suggestivi e meno conosciuti della Francia e del Belgio, trasformando un semplice trekking in un vero viaggio attraverso il cuore leggendario delle Ardenne.

Il nuovo Grande Randonnée de Pays delle Ardenne aprirà nel 2026
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Paesaggio urbano di Sedan nelle Ardenne francesi

Wild swimming in Italia, i fiumi e le piscine naturali più belle dove nuotare d’estate

8 juin 2026 à 17:00

Una volta fare il bagno al fiume era l’attività popolare preferita delle estati dei giovani che non si potevano permettere la villeggiatura al mare. Poi è diventata solo una cosa estemporanea, rara, residuale. Ma negli ultimi anni la riscoperta del turismo fluviale avanza a tutta forza: il wild swimming si sta prendendo un posto importante nelle estati di tantissime persone, sempre di più.

Vivere in Italia aiuta. Con oltre 1.200 fiumi e torrenti che corrono lungo lo Stivale, tante aree collinari e montane con una antropizzazione limitata e un patrimonio di bellezza naturale tra i più stupefacenti del globo, il Belpaese è una destinazione fantastica per tutte quelle persone che amano un tuffo in acque cristalline, circondate dalla natura, senza folla e in sintonia con l’ambiente circostante. Dai purissimi torrenti alpini alle piscine naturali nascoste tra i boschi dell’Appennino, fino alle sottovalutate meraviglie d’acqua dolce della Sicilia, l’Italia è uno scrigno del tesoro per tutti gli amanti dell’acqua dolce.

Città d’arte o weekend al mare? Tre mete per l’estate dove volare con la nuova offerta Vueling

Par : elenausai10
8 juin 2026 à 09:52

L’estate è finalmente arrivata e, con lei, la voglia di staccare la spina e iniziare a pianificare la prossima avventura. Che la vostra idea di vacanza perfetta sia rilassarvi su una spiaggia o perdervi tra le vie di una vivace metropoli culturale, la scelta spetta solo a voi.

A dare la svolta definitiva ai piani per i prossimi mesi ci pensa la nuova promozione di Vueling, attiva solo per questa settimana, dall’8 al 14 giugno 2026. L’offerta permette di prenotare tantissimi voli a partire da 34 euro per viaggiare in totale libertà in tutto il periodo compreso tra il 20 giugno e il 31 ottobre 2026.

Se siete indecisi sulla destinazione, ecco tre mete imperdibili da raggiungere subito.

Parte il Treno dei Cammini per Lourdes, il viaggio notturno verso i sentieri più sorprendenti dei Pirenei

8 juin 2026 à 07:30

Un viaggio a ritmo lento a bordo di un treno storico notturno attraversa lo Stivale per raggiungere uno dei luoghi più celebri per il pellegrinaggio in Europa: Lourdes. Adagiata ai piedi dei Pirenei francesi, questa meta si svela non solo come un importante luogo religioso, ma anche come una sorprendente porta d’accesso verso un territorio ricco di sentieri, percorsi naturalistici e grandi cammini storici.

Per raggiungerla in modo sostenibile (e altamente suggestivo) c’è una nuova opportunità dedicata agli amanti del trekking e delle camminate immerse nella natura: è il Treno dei Cammini, il viaggio notturno organizzato da Fondazione FS Treni Turistici che dall’Italia, con alcune tappe intermedie, conduce nel cuore di questa affascinante regione. La data da segnare è l’11 giugno 2026.

L’itinerario del Treno dei Cammini

Calabria, Campania, Lazio e Liguria sono le regioni in cui fa tappa il Treno dei Cammini 2026: la partenza è fissata l’11 giugno da Reggio Calabria fino a Lourdes, mentre il ritorno, in senso contrario da Lourdes verso Reggio Calabria, è organizzato per il 17 giugno (si può scegliere anche solo una tratta di andata o ritorno). Chi fa il viaggio completo ha tutto il tempo necessario per esplorare il territorio e percorrere alcuni degli itinerari più belli della regione.

Si può prendere il treno da diverse città italiane in cui fa tappa il treno storico con locomotiva elettrica e carrozze a cuccette rinnovate. Ecco tutte le fermate e gli orari previsti:

  • Reggio di Calabria Centrale – partenza ore 3:20;
  • Villa San Giovanni – partenza ore 3:41;
  • Gioia Tauro – partenza ore 4:15;
  • Vibo Valentia-Pizzo – partenza ore 4:56;
  • Lamezia Terme Centrale – partenza ore 5:28;
  • Paola – partenza ore 6:15;
  • Battipaglia – partenza ore 9:26;
  • Caserta – partenza ore 10:30;
  • Roma Ostiense – partenza ore 12:54;
  • Lourdes – arrivo ore 18:06.

I vagoni, inoltre, hanno spazi dedicati ai bagagli che consentono di trasportare comodamente zaini e attrezzatura da trekking, arrivando a destinazione pronti per mettersi in cammino.

Da Lourdes ai grandi cammini dei Pirenei

Una volta arrivati a Lourdes, chi ama camminare ha solo l’imbarazzo della scelta su quali percorsi intraprendere. Tra gli itinerari più celebri c’è il GR78, il Cammino del Piémont Pirenaico, una delle storiche vie francesi che conducono verso Santiago de Compostela. Il percorso segue il versante settentrionale dei Pirenei attraversando villaggi, abbazie, santuari e paesaggi rurali fino a Saint-Jean-Pied-de-Port, punto di partenza del celebre Cammino Francese.

Lourdes è anche il centro del Chemin de Lourdes, una rete di percorsi storici che ripercorre le antiche strade dei pellegrini tra campagne, piccoli borghi e vallate, ideale per chi desidera un’esperienza piacevole e senza affrontare lunghi trekking in alta quota.

Per gli amanti della natura, la città rappresenta inoltre uno dei principali accessi al Parco Nazionale dei Pirenei, con sentieri che conducono a laghi alpini, vallate glaciali e rifugi di montagna, adatti sia a escursioni giornaliere sia a trekking di più giorni.

Tra le mete più spettacolari, per chi vuole intraprendere camminate di più giorni, spicca il Cirque de Gavarnie, patrimonio UNESCO: un gigantesco anfiteatro naturale modellato dai ghiacciai, circondato da pareti rocciose alte oltre 1.500 metri e attraversato da suggestive cascate. Gli escursionisti più esperti possono invece dirigersi verso il massiccio del Vignemale, la vetta più alta dei Pirenei francesi, esplorando un ambiente alpino fatto di ghiacciai, laghi d’altitudine e panorami che si spingono fino al confine con la Spagna.

Come prenotare il viaggio

I biglietti per il Treno dei Cammini possono essere acquistati attraverso tutti i canali Trenitalia, incluse le biglietterie in stazione, i self-service e le agenzie di viaggio abilitate. Le tariffe sono valide per una singola tratta, andata oppure ritorno, e variano in base alla stazione di partenza e alla tipologia di sistemazione scelta.

Per le partenze dal Sud Italia, il posto in cuccetta da 6 posti ha un costo di 209 euro, mentre la cuccetta da 4 posti è disponibile a partire da 239 euro. Chi desidera una maggiore privacy può prenotare l’intero scompartimento in uso esclusivo, con soluzioni dedicate a una, due, tre o quattro persone. Per le partenze dal Centro Italia, i prezzi partono da 179 euro per la cuccetta da 6 posti e da 209 euro per quella da 4 posti, con la possibilità di riservare anche in questo caso uno scompartimento a uso esclusivo.

Il nastro di smeraldo lungo il fiume: Valle del Wachau, il tratto più poetico del Danubio

7 juin 2026 à 14:00

Il Danubio compie una curva magistrale circa un’ora a ovest di Vienna, insinuandosi in una gola profonda quasi 40 chilometri che racchiude l’essenza stessa della storia mitteleuropea. Questa frattura geografica prende il nome di Valle del Wachau, un fazzoletto di terra miracolato da un microclima unico e generato dall’incontro tra le correnti fredde boscose del Waldviertel e il respiro caldo proveniente dalle pianure pannoniche a oriente.

La Wachau, quindi, è uno di quei territori che conquista grazie a un equilibrio raro tra natura, storia e vita quotidiana. Situata nella Bassa Austria, si sviluppa tra Melk e Krems e nel 2000 l’UNESCO l’ha inserita tra i Patrimoni dell’Umanità riconoscendone il valore culturale e paesaggistico. Una decisione legata alla straordinaria armonia tra attività umana e ambiente naturale, frutto di secoli di coltivazione, commercio e architettura.

Del resto, la presenza dell’uomo in quest’area affonda le radici in epoche remotissime: gli archeologi hanno rinvenuto testimonianze risalenti a circa 30.000 anni fa. Vi basti pensare che nei pressi di Willendorf venne scoperta la celebre Venere di Willendorf, una delle più importanti statuette preistoriche mai ritrovate. Oggi la Wachau mantiene intatta quella capacità di raccontare il passato senza rinunciare alla propria anima agricola.

Cronache di sabbia, silenzi e tartarughe a Gili Meno, isola da sogno dell’Indonesia

7 juin 2026 à 13:00

Si presenta come una sottile striscia di terra circondata da acqua turchese e da una barriera corallina che disegna sfumature cangianti lungo l’orizzonte. Un fascino tutto tropicale, direte voi, ma in realtà quest’isola dell’Indonesia possiede una bellezza che va ben oltre il mare. Il suo nome è Gili Meno e appartiene alle celebri Gili Islands, un piccolo arcipelago situato al largo della costa nord-occidentale di Lombok.

Con appena 2 chilometri di lunghezza e circa 1 chilometro di larghezza, è la più raccolta delle tre “sorelle” emerse, affiancata da Gili Trawangan e Gili Air. Chi arriva qui realizza che il rumore dei motori lascia spazio al vento che attraversa le palme, mentre le strade asfaltate cedono il posto a piste sabbiose.

Per questa atmosfera raccolta Gili Meno viene spesso soprannominata “Honeymoon Island”, l‘isola della luna di miele, un nomignolo che, però, racconta soltanto una parte della sua identità: coppie in cerca di privacy condividono infatti gli stessi paesaggi con viaggiatori solitari, fotografi naturalisti, subacquei e persone attratte da posti ancora in grado di conservare una dimensione umana.

Il sussurro dei sassi bianchi e il silenzio dei motori: le meravigliose isole croate senza automobili

6 juin 2026 à 16:00

Siamo pronti a scommettere che molti di voi pensano che la Croazia sia un pullulare di passeggiate affollate sul lungomare e di porti pieni di traghetti. Se da una parte è certamente vero, dall’altra bisogna affermare che disseminate lungo l’Adriatico c’è una costellazione di terre abitate da poche centinaia di persone, talvolta appena qualche decina, dove il rumore dominante è quello vento tra i pini, dal richiamo dei gabbiani oppure dal motore di una barca che attracca al molo. Sono tutte isole che, seppur molto diverse tra loro, hanno un denominatore comune: nessuna accoglie il traffico automobilistico.

Stradine strette, centri storici nati secoli prima dell’invenzione dell’automobile e una scelta condivisa dagli abitanti hanno preservato un equilibrio raro lungo le coste europee. Spostarsi significa seguire percorsi lastricati, viottoli tra muretti a secco, tracciati che attraversano vigne, macchia mediterranea e promontori affacciati sull’acqua.

Alcune custodiscono tradizioni linguistiche uniche, altre raccontano storie di navigatori, inventori, commercianti di corallo e famiglie emigrate oltreoceano. Tra baie sabbiose, campanili veneziani, monasteri francescani e antiche torri panoramiche, queste isole mostrano un volto dell’Adriatico rimasto sorprendentemente autentico.

Unije, l’isola della carriola e degli uliveti romani

Poco distante da Lussino, nel Quarnaro, Unije occupa quasi 17 chilometri quadrati e si sviluppa per circa 10 chilometri di lunghezza. A prima vista colpisce il paesaggio aperto, modellato dal vento e dalla vegetazione mediterranea. Intere porzioni del territorio risultavano occupate da uliveti già in epoca romana, e ancora oggi l’olio rappresenta uno dei suoi elementi identitari.

Tra le viuzze del borgo principale le automobili risultano assenti, al punto che la carriola è diventata un simbolo locale: viene utilizzata per il trasporto quotidiano di merci e bagagli. Singolare la presenza di un piccolo aeroporto, una rarità per una comunità che conta meno di 100 residenti permanenti.

La parte settentrionale possiede anche un notevole valore naturalistico. Rotte migratorie attraversano questo tratto dell’Adriatico e numerose specie di uccelli svolazzano qui come punto di passaggio stagionale. Nelle giornate limpide, tra il verde degli ulivi e il blu del mare aperto, Unije restituisce una sensazione di ampiezza difficile da trovare altrove.

Susak, il miracolo di sabbia dell’Adriatico

Susak è una Croazia completamente diversa da se stessa. Gran parte delle isole del Paese, infatti, presenta una struttura calcarea e rocciosa; qui, invece, spessi depositi di sabbia giallastra si sono accumulati nel corso dei millenni sopra una base calcarea. Il risultato è un paesaggio inconsueto per l’Adriatico orientale, fatto di colline morbide, sentieri polverosi e baie dai fondali bassi che vanno a creare uno scenario quasi sorprendente per chi arriva dal mare.

Susak, Croazia
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La bellissima spiaggia sabbiosa di Susak

L’isolamento geografico ha favorito la conservazione di una parlata arcaica riconosciuta come patrimonio culturale. Ancora più celebre è il costume tradizionale femminile, considerato il più corto d’Europa e l’unico modello folkloristico del continente che lascia scoperte le ginocchia. Ci sono poi due nuclei abitati raccontano l’evoluzione della comunità: Gornje Selo occupa una posizione elevata e affonda le proprie origini nell’età romana; Donje Selo si sviluppò successivamente presso il porto, durante il grande sviluppo della viticoltura nel XIX secolo.

Silba, la Porta della Dalmazia

C’è poi la straordinaria Silba, che viene spesso soprannominata la “Porta della Dalmazia” per via della sua posizione lungo le rotte marittime tra il Quarnaro e la costa dalmata. Lunga e ricca di vegetazione, il suo monumento più famoso è la Toreta, una torre alta circa 15 metri dotata di una scenografica scala esterna a spirale.

Silba, Croazia
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La meravigliosa Isola di Silba

Secondo la tradizione fu realizzata nel 1872 da Petar Marinić quale tributo a un amore lontano. La struttura domina il tessuto urbano e rappresenta il simbolo assoluto dell’isola. La scelta di mantenere lontani i veicoli motorizzati deriva da una decisione condivisa dagli abitanti, che inevitabilmente ha contribuito a preservarne l’identità e il carattere raccolto dei suoi villaggi.

Zlarin, l’isola del corallo rosso

A breve distanza da Sebenico emerge Zlarin, una delle località più luminose dell’Adriatico grazie a oltre 2700 ore di sole annue. La sua fama attraversa i confini croati per un motivo preciso: fin dal XV secolo, gli artigiani locali lavorano il corallo rosso trasformandolo in gioielli e oggetti decorativi. L’isola è anche piena di reperti neolitici e romani che confermano una presenza umana sviluppatasi lungo secoli di storia.

Tra vicoli lastricati, facciate in pietra chiara e piccole insenature, Zlarin offre un’atmosfera particolarmente rilassata. Dal 2019 ha conquistato anche un primato ambientale significativo diventando la prima isola plastic free dell’Adriatico croato.

Prvić, l’isola di Fausto Vrančić

Prvić occupa appena 2,4 chilometri quadrati, eppure racchiude una concentrazione sorprendente di storia e patrimonio culturale. Situata nell’arcipelago di Sebenico, ospita 2 villaggi dalmati molto caratteristici, Prvić Luka e Šepurine, che risultano collegati da un percorso lungo 1 chilometro che attraversa un paesaggio punteggiato da ulivi, vigneti e profumata macchia mediterranea.

Isola di Prvić
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L’isola di Prvić

Molti la conoscono attraverso il soprannome “Isola di Fausto”, il quale rende omaggio a Fausto Vrančić, scienziato, umanista e inventore del XVII secolo. Il suo nome è legato soprattutto al progetto del primo paracadute funzionante illustrato nella letteratura tecnica europea.

Lopud, la raffinata alternativa a Dubrovnik

Nell’arcipelago delle Elafiti, davanti a Dubrovnik, Lopud rappresenta una destinazione che unisce patrimonio storico e paesaggi costieri di grande fascino. Chiese medievali, fortificazioni, residenze estive appartenute a famiglie facoltose e un elegante monastero francescano compongono un mosaico architettonico di notevole interesse.

Passeggiando tra il porto e le zone più interne emergono giardini subtropicali, palme e pini marittimi favoriti da un clima particolarmente mite.  Il nome più celebre è però quello della Spiaggia di Šunj, una lunga distesa sabbiosa che rappresenta una rarità lungo una costa dominata soprattutto da ciottoli e rocce.

Koločep, il minuscolo rifugio delle Elafiti

Con una superficie di circa 2,6 chilometri quadrati, Koločep figura tra le più piccole isole abitate della Croazia. Due villaggi di pescatori, Donje Čelo e Gornje Čelo, costituiscono il cuore della comunità e un unico collegamento asfaltato unisce i due centri abitati.

Isola Koločep in Croazia
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Spiaggia dell’isola di Koločep

Scogliere modellate dal mare, calette nascoste, pinete e acque trasparenti hanno trasformato Koločep in una meta molto amata dagli abitanti di Dubrovnik durante la stagione estiva.

Vele Srakane, Male Srakane e Drvenik Veli, tre angoli appartati lontani dalle rotte più battute

Accanto alle isole più conosciute meritano attenzione anche Vele Srakane e Male Srakane, piccoli lembi di terra vicini a Unije. Qui la presenza umana appare ridottissima e il paesaggio conserva un carattere quasi selvatico. Le api costituiscono una presenza importante e la qualità del miele richiama studiosi e appassionati interessati agli ecosistemi dell’Adriatico settentrionale.

Più a sud emerge invece Drvenik Veli, nell’area di Traù. Baie tranquille, uliveti, vigne e insenature dalle tonalità turchesi ne definiscono il profilo. Luoghi come la Laguna Blu di Krknjaši e la Baia di Solinska mostrano un volto della Dalmazia ancora lontano dai grandi flussi turistici.

Il battito d’acqua nel cuore della Svizzera: il maestoso Lago dei Quattro Cantoni

6 juin 2026 à 14:00

Se si prende in mano una cartina geografica e si inizia a osservare la Svizzera, ci si rende conto che proprio lì, in quel piccolo ma fiabesco Paese a due passi dall’Italia, c’è qualcosa di insolito: un enorme bacino lacustre che si allunga in direzioni diverse, si divide in rami, entra tra pareti montuose e boschi, creando una successione di scenari che mutano continuamente nel giro di pochi chilometri. Con una superficie di 114 km², parliamo del grande Lago dei Quattro Cantoni, che bagna i territori di Uri, Svitto, Untervaldo e Lucerna.

Proprio da questi antichi cantoni, infatti, deriva il suo nome. Qui la geografia e la storia procedono fianco a fianco. Le acque riflettono montagne celebri, mentre lungo le rive prendono forma alcuni dei racconti più importanti dell’identità nazionale elvetica. Guglielmo Tell, il Patto Federale del 1291, il prato del Grütli, le antiche vie commerciali attraverso il Gottardo: tutto sembra convergere verso questo straordinario specchio d’acqua.

Cosa vedere al Lago dei Quattro Cantoni

Una delle più interessanti particolarità del Lago dei Quattro Cantoni (chiamato anche Lago di Lucerna) è senza dubbio l’eccezionale varietà di ambienti racchiusi in uno spazio relativamente contenuto. Nel giro di poche fermate ferroviarie o di una traversata in battello si passa da centri storici medievali a piattaforme panoramiche affacciate sulle Alpi, da percorsi storici a villaggi lacustri dal fascino discreto.

Lucerna

La raffinata città di Lucerna rappresenta la porta d’accesso più famosa a questo gigantesco lago. Elegante e vivace, conserva uno dei centri storici più affascinanti della Svizzera con le sue facciate dipinte, le piazze raccolte e le torri medievali che raccontano secoli di prosperità commerciale.

Lucerna

Simbolo assoluto della città è il Kapellbrücke, il Ponte della Cappella. Costruito nel XIV secolo, attraversa diagonalmente il fiume Reuss ed è considerato uno dei ponti coperti in legno più celebri del continente. Accanto svetta la Torre dell’Acqua, elemento caratteristico dello skyline cittadino. Merita attenzione anche il Monumento del Leone, scolpito nella roccia per commemorare le Guardie Svizzere cadute durante la Rivoluzione Francese nel 1792.

Brunnen

Affacciata direttamente sulle rive del lago, Brunnen trasmette immediatamente un’atmosfera rilassata: lungolago curato, alberghi storici e panorami spettacolari ne fanno una delle località più piacevoli della regione.

Da qui partono numerose crociere che consentono di esplorare i diversi rami del lago. Le montagne sembrano emergere direttamente dall’acqua, regalando prospettive sempre nuove durante la navigazione.

Küssnacht am Rigi e la Via Cava

Non sono molti gli itinerari che sono in grado di unire paesaggio e memoria collettiva quanto quello che conduce lungo la celebre Via Cava. Si tratta di un antico tracciato legato alla figura di Guglielmo Tell, protagonista della leggenda più famosa della Svizzera. Lungo il percorso, infatti, si incontrano la Cappella di Tell e diversi pannelli che illustrano eventi e tradizioni tramandati nei secoli.

Sullo sfondo domina il profilo del Rigi, una presenza costante che accompagna l’intera escursione.

Stoos e il Fronalpstock

Stoos è un piccolo villaggio montano raggiungibile tramite la funicolare più ripida del mondo, quindi già il viaggio costituisce un’esperienza emozionante. Una volta arrivati in quota, il paesaggio cambia radicalmente per riempirsi di pascoli alpini, sentieri panoramici e aria cristallina, tutti elementi che introducono a uno degli scenari più spettacolari della Svizzera centrale.

Il Fronalpstock regala una visuale ampia sul Lago dei Quattro Cantoni e sulle cime circostanti. Dall’alto si comprende perfettamente la forma complessa del bacino lacustre, articolato in numerosi bracci che penetrano tra le montagne.

Weggis e Vitznau

Weggis viene spesso soprannominata la “Riviera della Svizzera Centrale”. Il clima particolarmente mite, infatti, favorisce una vegetazione sorprendente per queste latitudini.

Poco distante si trova Vitznau, punto di partenza della ferrovia del Rigi. Inaugurata nel 1871, viene considerata la più antica ferrovia di montagna d’Europa. Ancora oggi rappresenta uno dei modi più suggestivi per raggiungere la vetta della celebre “Regina delle Montagne”.

Bürgenstock e l’Hammetschwand

Tra i panorami più spettacolari dell’intera regione figura quello del Bürgenstock. Questa dorsale montuosa ospita l’Hammetschwand Lift, l’ascensore all’aperto più alto d’Europa.

In meno di 1 minuto supera un dislivello di 153 metri e conduce verso una piattaforma panoramica situata a 1132 metri di quota. La vista abbraccia il lago, le Alpi della Svizzera centrale e l’altopiano elvetico in un unico colpo d’occhio.

Cosa fare al Lago dei Quattro Cantoni

La prima esperienza da programmare è, senza alcun dubbio, la navigazione.  Moderni catamarani, eleganti motonavi e storici battelli a pale consentono di osservare il paesaggio da una prospettiva privilegiata. Particolarmente suggestive risultano le uscite serali, quando le luci dei villaggi iniziano a riflettersi sull’acqua.

Una salita sul Rigi merita spazio in qualsiasi itinerario, in quanto la montagna più emblematica della regione mette a disposizione una rete di percorsi panoramici e punti d’osservazione che spaziano dalle Alpi fino all’altopiano svizzero. Anche il Pilatus rappresenta una tappa imprescindibile: la sua ferrovia a cremagliera detiene uno dei primati più noti della Svizzera e conduce verso una cima avvolta da antiche leggende legate ai draghi.

Per chi ama la storia, il Museo dei Patti Federali di Svitto permette di approfondire le origini della Confederazione. Qui si conserva la memoria di un passaggio decisivo nella formazione dello Stato svizzero. Lucerna ospita invece il Museo Svizzero dei Trasporti, il più visitato del Paese, ricco di treni storici, velivoli, simulazioni interattive e sezioni dedicate all’esplorazione spaziale.

Un’altra esperienza molto apprezzata riguarda il Gotthard Panorama Express, percorso che collega il Ticino e Lucerna combinando battello e treno panoramico. Durante il tragitto appaiono luoghi simbolici quali il prato del Grütli, lo Schillerstein e la Cappella di Tell, elementi che evocano la Svizzera delle origini.

Sport acquatici, kayak, vela, paddle e aree balneari completano un’offerta estremamente varia che accompagna il visitatore durante gran parte dell’anno.

Dove si trova e come arrivare

Il Lago dei Quattro Cantoni occupa il cuore geografico della Svizzera centrale e le sue rive si distribuiscono tra i cantoni di Lucerna, Uri, Svitto e Untervaldo. Lucerna rappresenta il principale punto di accesso, anche graze a collegamenti ferroviari frequenti che la uniscono alle maggiori città svizzere, tra cui Zurigo, Berna, Basilea e Ginevra.

Chi arriva dall’Italia può raggiungere la regione attraverso l’asse del San Gottardo. Il collegamento ferroviario risulta particolarmente comodo grazie alle linee che attraversano le Alpi e arrivano a Lucerna oppure Flüelen. Una volta sul posto, treni regionali, battelli, funicolari e ferrovie di montagna consentono spostamenti rapidi tra le varie località. La tratta ferroviaria tra Lucerna e Brunnen richiede appena 46 minuti e attraversa alcuni degli scenari più belli dell’intera regione.

Lago dei Quattro Cantoni, Sizzera
iStock
Veduta dall’alto del Lago dei Quattro Cantoni

Proprio questa integrazione tra acqua, rotaia e montagna rappresenta uno degli aspetti più affascinanti del Lago dei Quattro Cantoni. Pochi territori europei, infatti, permettono di passare nel giro di una giornata da un centro storico medievale a una vetta panoramica, da una crociera tra paesaggi simili a fiordi a una ferrovia storica che sale verso la “Regina delle Montagne”.

Dove andare in vacanza a luglio spendendo poco, le mete low cost da sogno e insolite da visitare

Par : losiangelica
6 juin 2026 à 12:00

Se Agosto è il mese più caro e inflazionato, Luglio è uno dei periodi estivi più interessanti in cui partire. Le promozioni voli di compagnie come easyJet, Ryanair o Wizz Air non mancano e si trovano ancora ottimi biglietti persino per traghetti o treni. Ma dove andare? Chi non vuole spendere tanto può valutare questa nostra selezione di mete dove andare in vacanza a Luglio puntando su tratte low cost e località meno battute dove il costo della vita non è eccessivamente proibitivo. Chiaramente bisogna considerare sempre il proprio stile di viaggio: maggiori comfort si cercano, soprattutto in alta stagione, e il totale potrà crescere.

Ecco le nostre proposte.

Una fortezza tra le onde e la macchia mediterranea: Castello del Boccale, la sentinella che sfida il Tirreno

5 juin 2026 à 17:00

Chi arriva lungo la strada litoranea che collega Livorno a Quercianella difficilmente riesce a restare indifferente davanti a una sagoma che sembra uscita da un romanzo d’avventura. Tra il blu del Mar Tirreno e il grigio dorato delle scogliere del Romito, arroccat0 su uno sperone roccioso che entra nel mare con straordinaria eleganza, c’è il Castello del Boccale, uno degli edifici più fotografati della costa livornese e uno dei simboli paesaggistici più riconoscibili della Toscana affacciata sul mare.

Da una parte l’acqua trasparente della celebre Cala dei Pirati, dall’altra una costruzione dall’aspetto fiabesco che domina il panorama dall’alto. Ma il Romito, del resto, è un promontorio che rappresenta uno degli ambienti costieri più spettacolari dell’intera regione. A rendere ancora più affascinante il contesto contribuisce la vicina area di Calafuria, una riserva naturale che tutela circa 115 ettari di vegetazione mediterranea integrata perfettamente con l’ambiente marino.

Siamo in un angolo d’Italia, dunque, in cui architettura e natura sembrano appartenere alla stessa narrazione, costruita nel corso dei secoli tra esigenze difensive, trasformazioni aristocratiche e recuperi contemporanei.

Cinque Vele 2026: la guida di Legambiente e TCI al mare più bello e sostenibile d’Italia

Par : elenausai10
5 juin 2026 à 13:30

Il turismo estivo sta cambiando e le persone non cercano più soltanto sole e spiagge da cartolina, ma anche oasi di freschezza, biodiversità tutelata e borghi capaci di valorizzare l’entroterra. In questa cornice è stata presentata a Venezia, durante la Venice Climate Week e in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Ambiente, l’edizione delle Cinque Vele 2026, la storica “guida Blu-Il mare più bello”, curata da Legambiente e Touring Club Italiano.

La bussola di quest’anno premia in totale 30 comprensori d’eccellenza, 20 marittimi e 10 lacustri, capaci di coniugare una gestione del territorio impeccabile con un’accoglienza innovativa. Tra le novità spicca la sezione dedicata agli itinerari lenti, pensati per sfuggire alla canicola estiva esplorando sentieri e parchi retrostanti la costa, e una forte attenzione alla fauna costiera, con il record di comuni attenti alla tutela dei nidi di tartaruga e della fauna dunale.

La Baia della Ceramica rivive le sue tradizioni: torna il Festival della Maiolica, alchimie di terra e mare

Par : elenausai10
5 juin 2026 à 11:30

La suggestiva cornice della Baia della Ceramica, un progetto artistico diffuso che si snoda lungo dieci chilometri di litorale della Riviera di Ponente coinvolgendo Savona, Albisola Superiore, Albissola Marina e Celle Ligure, torna a celebrare la sua vocazione millenaria inaugurando la stagione estiva con la quarta edizione del Festival della Maiolica.

Dal 5 al 7 giugno 2026, è stato organizzato un fitto calendario di oltre cinquanta appuntamenti che trasforma musei, piazze, atelier e persino gli stabilimenti balneari in un palcoscenico a cielo aperto. Questo weekend, quindi, rappresenta l’occasione perfetta per scoprire come una tradizione secolare possa dialogare con la modernità, attirando appassionati, collezionisti e viaggiatori curiosi da tutta Europa.

Giardini segreti e dialoghi d’autore tra scultura e natura

Il filo conduttore di quest’anno svela un volto inedito del territorio, celebrando il legame profondo tra la plasticità della creta e la mutevolezza del paesaggio botanico: i giardini d’artista. Attraverso itinerari guidati che toccano tutti e quattro i comuni coinvolti, i visitatori hanno l’opportunità di varcare le soglie di spazi verdi eccezionali, dove la vegetazione mediterranea accoglie opere di maestri assoluti.

Il percorso si snoda tra i suggestivi spazi a picco sul mare della Casa Museo Jorn ad Albissola Marina, che custodisce l’eredità dell’artista danese Asger Jorn, e le storiche manifatture di Ceramiche G. Mazzotti 1903 e Studio Ernan Design, luoghi d’elezione in cui trovarono forma le intuizioni spaziali di Lucio Fontana.

Casa Museo Jorn ad Albissola Marina
Ufficio Stampa
La Casa Museo Jorn

La grande novità di questa edizione è l’apertura straordinaria del parco privato di Villa Paola a Celle Ligure, un’oasi nascosta popolata dalle sculture di Gianni Celano Giannici e dello svedese Ansgar Elde. Il connubio tra natura e modellazione prosegue al Museo Manlio Trucco di Albisola Superiore, gioiello architettonico concepito nel 1928, mentre nel centro di Savona il Museo della Ceramica e la Pinacoteca Civica si fanno custodi di mostre d’eccezione, da Ugo Nespolo alle storiche collezioni di Milena Milani.

Gli eventi in programma da non perdere

Ciò che rende unico questo festival è la sua anima pulsante e interattiva, capace di far convivere grandi riflessioni teoriche con momenti di pura convivialità che accendono le diverse località. La sera del 5 giugno, per esempio, la tradizione si siede a tavola con la scenografica “Cena in bianco e blu”: una lunghissima tavolata collettiva che riempie i vicoli storici di Albissola Marina, dove i partecipanti vestono lo spazio portando piatti e decori ispirati ai colori della maiolica.

Cena in bianco e blu al Festival della Maiolica
Ufficio Stampa
La Cena in bianco e blu al Festival della Maiolica

Il giorno successivo, il focus si sposta sulle nuove generazioni ad Albisola Superiore con l’evento “Coeval”, un cantiere creativo volto alla creazione di una scultura collettiva affiancata da un archivio sonoro dei ricordi. Non mancano le occasioni di intrattenimento e shopping culturale: mentre Celle Ligure ospita la prima edizione di “Cineceramica” con proiezioni di documentari sotto le stelle, le storiche cabine dei bagni marini dell’intera baia si trasformano in micro-gallerie d’arte affacciate sul bagnasciuga.

Per consultare il calendario completo con gli orari e gli eventi, consigliamo di visitare il sito ufficiale del festival.

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