Un weekend ricco di feste, sagre, ricorrenze e di eventi anche di un certo spessore quello che sta per iniziare. Dalle feste dedicate a Sant’Antonio, che si celebra ogni anno il 13 giugno (e non soltanto a Padova) alle tavole gourmet con chef stellati, dalle degustazioni dei vini dei nostri territori alle celebrazioni folkloristiche italiano e anche straniere. Ce n’è per tutti i gusti, insomma.
Abbiamo selezionato i dieci eventi imperdibili del weekend del 12, 13 e 14 giungo (ma anche oltre) secondo noi, adatti a tutta la famiglia, dove gli adulti potranno divertirsi e i ragazzi svagarsi festeggiando la fine della scuola.
Sabato 6 e domenica 7 giugno si rinnova “Appuntamento in Giardino”, la manifestazione nazionale dedicata alla valorizzazione di parchi e giardini storici (promossa da APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia in collaborazione con Ales S.p.A.) che, anno dopo anno, si è affermata come una delle principali iniziative di sensibilizzazione dedicate al paesaggio e al patrimonio culturale verde italiano.
L’edizione 2026 si distingue per un coinvolgimento senza precedenti: saranno infatti 300 i giardini aperti in tutte le 20 regioni italiane, con oltre 420 appuntamenti tra visite guidate, incontri, conferenze, laboratori, letture e concerti.
Il tema 2026: “La Vista” come chiave di lettura del paesaggio
Il tema scelto per quest’anno suggerisce la possibilità di osservare i luoghi da molteplici prospettive, andando oltre la semplice percezione estetica: il giardino diventa così uno spazio da interpretare, nel quale il visibile conduce verso dimensioni meno immediate come la memoria storica, le relazioni tra uomo e natura, gli equilibri ecologici, la stratificazione culturale e il valore simbolico del paesaggio.
L’evento si inserisce inoltre nel più ampio contesto europeo di “Rendez-vous aux jardins”, iniziativa che si svolge contemporaneamente in oltre venti Paesi e contribuisce a rafforzare la consapevolezza del ruolo culturale dei giardini nel panorama europeo.
Uno degli aspetti più significativi dell’edizione 2026 riguarda la presenza di oltre 70 giardini che hanno beneficiato di finanziamenti NextGenerationEU nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: la loro partecipazione coincide con la fase conclusiva dell’Intervento 2.3 del PNRR Cultura dedicato ai parchi e ai giardini storici. Per molti, l’apertura al pubblico rappresenterà l’occasione per mostrare nel concreto i risultati degli interventi di recupero e valorizzazione realizzati negli ultimi anni.
Secondo quanto illustrato dal Ministero della Cultura, l’investimento complessivo del PNRR destinato ai parchi e ai giardini storici ammonta a 300 milioni di euro: le risorse sono state distribuite tra il restauro e la valorizzazione di oltre 120 parchi e giardini storici selezionati tramite avvisi pubblici, il recupero di cinque grandi complessi individuati dal Ministero e un ampio programma di censimento del patrimonio esistente e formazione professionale di nuovi giardinieri d’arte.
Dai grandi giardini alle realtà meno note
La forza di “Appuntamento in Giardino” risiede anche nella straordinaria varietà delle location coinvolte: permette, infatti, di ammirare realtà molto diverse tra loro, dai grandi complessi monumentali ai piccoli giardini amatoriali, dagli orti botanici agli spazi contemporanei.
Tra i siti del Ministero della Cultura che partecipano all’iniziativa figurano alcuni dei giardini più rappresentativi del patrimonio nazionale, come il Giardino di Boboli a Firenze, la Villa Medicea di Cerreto Guidi, il Real Bosco di Capodimonte a Napoli, il Castello di Agliè in Piemonte e Villa Pisani a Stra.
Ufficio StampaAppuntamento in giardino a Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani
Le dimore storiche private
Anche nel 2026 un ruolo centrale sarà svolto dalle dimore storiche private: oltre cinquanta proprietà appartenenti all’Associazione Dimore Storiche Italiane parteciperanno aprendo giardini di solito accessibili soltanto in occasioni particolari.
Dal Piemonte alla Sicilia, i visitatori potranno esplorare contesti di grande interesse storico e paesaggistico, tra cui Palazzo La Marmora e Tenuta Berroni in Piemonte, Villa da Schio e il Castello di Roncade in Veneto, Villa Togni Averoldi in Lombardia, La Cervara in Liguria, Villa Le Corti in Toscana, Villa Negri Arnoldi in Umbria, Villa Bell’Aspetto nel Lazio, il Castello di Depressa in Puglia e Villa Tasca a Palermo.
Significativa è inoltre la partecipazione delle ville storiche lucchesi, grazie alla collaborazione con l’Associazione delle Ville e dei Palazzi Lucchesi, che nel 2026 celebra il quarantesimo anniversario dalla fondazione: tra i siti coinvolti figurano Palazzo Pfanner, Villa Mansi, Villa Forci e Tenuta Maria Teresa.
Il contributo del FAI e delle comunità locali
Protagonisti dell’iniziativa sono anche quattordicibeni del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, tra cui il Giardino della Kolymbethra ad Agrigento, Villa della Porta Bozzolo in Lombardia e Villa Rezzola in Liguria, il cui giardino è stato di recente interessato da un intervento di restauro sostenuto dal PNRR.
Accanto alle grandi istituzioni emerge anche il ruolo crescente delle amministrazioni comunali e delle comunità locali: sempre più città riconoscono, infatti, nei parchi e nei giardini una risorsa strategica non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche culturale, educativo e sociale. È il caso del Giardino dei Ciucioi di Lavis, in Trentino, oppure della Villa del Prefetto a Potenza, recuperata grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Significativo anche l’esempio del Giardino Cairoli di Roma, gestito grazie all’impegno dei volontari dell’Associazione Huffer, a testimonianza del contributo che i cittadini possono offrire nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio collettivo.
Un weekend ricco di eventi quello che sta per arrivare, e non soltanto legato al cibo. Molti borghi celebrano la festa del Corpus Domini con alcune celebrazioni tradizionali tra parate, corse a cavallo e ricostruzioni storiche. Abbiamo selezionato gli eventi più interessanti, dalle grandi città ai piccoli Comuni d’Italia, ecco i nostri consigli su dove andare il fine settimana del 5, 6 e 7 giugno 2026.
Nel cuore dell’Umbria, adagiato sulle pendici del Monte Subasio, il borgo di Spello è pronto a vivere uno dei momenti più attesi e spettacolari dell’anno: le artistiche Infiorate del Corpus Domini, che quest’anno si tengono nel weekend del 6 e 7 giugno.
Fiordalisi, rose, garofani, iris, ginestre, orchidee e tanti altri fiori appartenenti a 65 specie diverse trasformano uno dei borghi più belli d’Italia in un museo a cielo aperto dalle mille sfumature per una notte: nel cuore storico spiccano tappeti e quadri floreali realizzati esclusivamente con elementi naturali, tutti da ammirare prima che vengano calpestati dalla processione, un gesto che ne esalta il valore simbolico e spirituale. Ecco cosa non perdere nell’Infiorata di Spello 2026, la più estesa che si conosca.
Se nei vostri piani di viaggio amate unire momenti di puro relax a un tuffo nella storia e nella cultura, il 2026 si prospetta come l’anno ideale per esplorare l’Europa. Ricorre infatti il quinto anniversario dell’iscrizione delle Grandi Città Termali d’Europa nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, avvenuta nel luglio del 2021.
Questo riconoscimento unisce undici storiche mete dislocate in sette diverse nazioni (Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Repubblica Ceca) che incarnano il celebre fenomeno termale europeo fiorito tra il XVIII e XX secolo. Al tempo, questi venivano considerati veri e propri avamposti del turismo del benessere, capaci di innescare rivoluzioni nell’architettura, nella società e nelle arti.
Oggi come allora, queste destinazioni mantengono viva la loro identità profonda, offrendo riposo e stimoli culturali attraverso la socialità e l’intrattenimento dal vivo. Per tutta l’estate, infatti, un ricco calendario di mostre itineranti, festival e suggestive installazioni luminose trasformerà i parchi storici e i padiglioni termali in palcoscenici a cielo aperto.
Siete pronti a ballare? E non solo “in Puglia”, come dice Caparezza, perché l’estate 2026 si preannuncia ricca di eventi musicali, persino tra le montagne del Trentino! Dai grandi palchi urbani alle piazze storiche, dai borghi medievali fino alle vette alpine, il Paese si trasforma in una rete continua di eventi che si distribuiscono lungo tutta la stagione, costruendo una geografia culturale fluida e trasversale.
Ogni festival diventa un punto di accesso a un territorio, ogni territorio un palcoscenico: ecco una selezione degli appuntamenti musicali da non perdere in questa estate italiana 2026.
I festival musicali al Nord Italia
Nel Nord Italia la stagione 2026 si apre con una forte componente ibrida, tra musica, cultura e format itineranti. Ecco gli eventi da non perdere:
Monferrato On Stage (TO, AT, AL) e Astimusica (AT)
Il Monferrato On Stage (23 maggio – 29 agosto) rappresenta uno dei modelli più completi di festival diffuso: una rassegna itinerante che attraversa il Monferrato tra Torino, Asti e Alessandria, unendo concerti e valorizzazione enogastronomica. La programmazione attraversa generazioni e generi, con artisti come Modena City Ramblers, Bobo Rondelli, Ensi, Dutch Nazari, Selton, Simona Molinari, Beba, Rino Gaetano Band, Julian Oliver Mazzariello e molti altri, costruendo un dialogo tra musica e identità locale.
Astimusica (Asti, 5 – 21 luglio), invece, che ospita Giorgia, Fiorella Mannoia, OneRepublic, Anastacia, Pooh, Litfiba e altri protagonisti della scena nazionale e internazionale.
Sul fronte dei grandi eventi live, il Parco della Musica di Milano (Segrate, 15 giugno – settembre) si consolida come una delle principali venue internazionali della stagione, ospitando artisti come Halsey, Pixies, Lorde, TLC, Caparezza, Hollywood Vampires e molti altri protagonisti della scena globale.
Rugby Sound Festival (MI)
A Legnano, il Rugby Sound Festival (2 – 18 luglio, Isola del Castello) celebra la sua 25esima edizione come uno degli appuntamenti più trasversali del Nord Italia, con una lineup che include Salmo, Subsonica, Madame, Elio e le Storie Tese, Finley, Teenage Dream e altri nomi della scena italiana contemporanea.
A Bergamo, il Lazzaretto Estate 2026 (19 giugno – 25 luglio) conferma la sua natura multidisciplinare tra musica, teatro e comicità con Arisa, Loredana Bertè, Negrita, Fatoumata Diawara, Max Angioni, Enrico Brignano, Dardust, Rondò Veneziano, Stefano Nazzi e altri appuntamenti tra musica e spettacolo.
In Friuli-Venezia Giulia, musica senza confini, natura spettacolare e grandi nomi della scena internazionale: dall’11 al 26 luglio 2026 torna il No Borders Music Festival, la rassegna che da oltre trent’anni trasforma il cuore del Tarvisiano in un punto d’incontro tra culture, generi musicali e paesaggi unici. Nella suggestiva cornice dei Laghi di Fusine e di Sella Nevea, il festival proporrà un calendario di eventi che spazia dal rock al jazz, dalla musica d’autore alla classica, riflettendo l’anima internazionale di un territorio storicamente votato all’incontro tra popoli, sul confine tra Italia, Austria e Slovenia.
Ufficio StampaIl panorama del No Borders Music Festival
Ad aprire la 31ª edizione saranno due protagonisti della musica britannica: sabato 11 luglio, ai Laghi di Fusine, salirà sul palco Tom Smith, iconico frontman degli Editors oggi impegnato anche nel suo percorso solista, seguito da Elvis Costello, leggenda vivente del rock e del songwriting mondiale. Due concerti nello stesso giorno e in una delle location più affascinanti delle Alpi italiane daranno il via a un’edizione che si preannuncia ancora una volta elettrizzante.
Il programma proseguirà poi con LP il 12 luglio, Coez e i Patagarri il 18 luglio, Ludovico Einaudi il 19 luglio, Manu Chao con il progetto Ultra Acoustic il 25 luglio e Mannarino il 26 luglio.
Sequoie Music Park (BO) e Festival Musica Bella (PR)
In Emilia-Romagna, il Sequoie Music Park (Bologna, giugno – luglio) porta una delle programmazioni più internazionali del Nord con Interpol, IDLES, Mac DeMarco, Caparezza, Subsonica, Morad e Tony Pitony, mentre il Pulse of Gaia (RCF Arena, luglio) amplia ulteriormente la dimensione globale con The Chainsmokers, Swedish House Mafia, Ozuna, Nicky Jam, Rita Ora e altri headliner internazionali. Sempre Emilia, il Festival Musica Bella (26 giugno, Montechiarugolo) nasce come omaggio alla scrittura musicale e a Gianni Bella, combinando contest e spettacolo dal vivo in un borgo medievale che diventa palcoscenico.
Il Trebbo in Musica – Ravenna Festival (RA)
Le notti d’estate di Cervia-Milano Marittima si accendono con la settima edizione de Il Trebbo in Musica, la rassegna di Ravenna Festival che dal 14 giugno al 10 luglio porta sul palco dell’Arena dello Stadio dei Pini un calendario di spettacoli dove la musica dialoga con la letteratura e il racconto.
Tra gli appuntamenti più attesi spiccano le musiche di Dardust che accompagnano Ambra Angiolini nell’omaggio a Stefano Benni, il tributo a Pier Paolo Pasolini firmato da Massimo Zamboni, storico fondatore di CCCP e CSI, e il raffinato incontro tra la tromba di Paolo Fresu e la poesia di Mariangela Gualtieri dedicato a Grazia Deledda nel centenario del Nobel. A completare il programma, le sonorità originali di Alessandro Nidi accanto ai racconti di Paolo Nori, le musiche di Dino Scuderi per lo spettacolo di Fabio Canino e il gran finale del 10 luglio allo storico Woodpecker con “Anime ribelli”, concerto dedicato ai grandi successi degli Anni ’70 con Moreno Conficconi, la Paradise Band e la partecipazione speciale di Andrea Mingardi.
La Spezia Estate Festival e Festival Internazionale del Jazz (SP)
In Liguria, la proposta si articola su due livelli complementari. Da un lato il La Spezia Estate Festival (1 luglio – 16 agosto), che attraversa teatro, musica e comicità con artisti come Paolo Cevoli, Max Angioni, Roberto Mercadini, Filippo Caccamo, Max Pisu, Paolo Ruffini e altri protagonisti della scena live italiana.
Dall’altro il Festival Internazionale del Jazz della Spezia (8 luglio – 4 agosto), giunto alla sua 58esima edizione, che conferma il ruolo della città come riferimento storico per il jazz in Italia ed Europa.
Sempre in Liguria, dopo il grande successo delle precedenti edizioni, gli “Incontri ravvicinati con i cantautori” diventano “Incontri ravvicinati con la musica”. Torna così a Diano Marina (Imperia), dal 26 giugno al 9 settembre, il festival che esalta la cultura musicale attraverso occasioni di dialogo e confronto dedicate al mondo della canzone d’autore. Sul palco del Molo delle Tartarughe (Lungomare E. Carcheri), alle ore 21.00, saliranno alcuni dei più amati protagonisti della scena musicale italiana: Rita Pavone (26 giugno), Tosca (5 luglio), Alberto Fortis (31 luglio), Luca Barbarossa (23 agosto) e Fabio Concato (9 settembre). Il 14 agosto ci sarà la proiezione del biopic “Franco Battiato. Il lungo viaggio”.
Ad accompagnare gli artisti nel dialogo saranno Stefano Senardi e Maurilio Giordana di Radio Onda Ligure, che guideranno il pubblico alla scoperta delle storie, delle esperienze creative e dei momenti più significativi delle carriere degli artisti ospiti. L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti.
I Suoni delle Dolomiti e Trento Live Fest (TN)
Inoltre, un asse sempre più centrale del calendario 2026 è quello dei festival legati alla natura e alla dimensione esperienziale. Il caso più rappresentativo è I Suoni delle Dolomiti (24 agosto – 3 ottobre), un progetto unico nel panorama europeo che trasforma le Dolomiti trentine in un palcoscenico diffuso a cielo aperto. Un festival in cui la musica si intreccia con cammino, silenzio, paesaggio e sostenibilità, con un programma di 18 appuntamenti in quota e una forte attenzione all’accessibilità e all’inclusione.
Ana Carla MazaUna foto della scorsa edizione de I Suoni delle Dolomiti
Nel medesimo territorio, il Trento Live Fest (28 – 30 agosto e 4 – 6 settembre) rappresenta la declinazione urbana della scena trentina, con artisti come Negramaro, Madame, Emma, Gemitaiz, Fulminacci, Venerus, Luca Carboni, Ditonellapiaga e altri protagonisti della musica italiana contemporanea.
Mountain Beat Festival (TN)
Dal 20 al 28 giugno 2026 torna il Mountain Beat Festival, la rassegna che trasforma il Doss del Sabion, sopra Pinzolo e a pochi chilometri da Madonna di Campiglio, in un palcoscenico a cielo aperto abbracciato dalle Dolomiti di Brenta. Ad aprire il programma sarà Ben Harper, che il 20 giugno darà il via al suo tour italiano con un concerto panoramico a oltre 2.000 metri di quota, seguito il 28 giugno da Elisa with Dardust con il compositore e pianista Dario Faini.
Tra i due appuntamenti principali, il festival proporrà concerti diffusi, esibizioni di giovani artisti, una suggestiva serata a lume di candela e un ricco calendario di esperienze pensate per entrare in sintonia con il ritmo lento della montagna: camminate guidate nel Parco Naturale Adamello Brenta, cene in antichi fienili, incontri con allevatori e apicoltori locali, attività per famiglie e degustazioni che raccontano l’identità autentica della Val Rendena.
Ufficio StampaLa cena in fienile a Pinzolo durante il Mountain Beat Festival
Mantova Summer Festival (MN)
Il Nord si completa con due grandi contenitori culturali: il Mantova Summer Festival nelle location di Esedra di Palazzo Te e Piazza Sordello (luglio – settembre), con una lineup estesa che include Pet Shop Boys, Jethro Tull, LP, Wilco, Coez, Mannarino, Caparezza, Gianni Morandi, Luca Carboni, Enrico Brignano, Max Angioni, Paolo Ruffini e altri spettacoli tra musica e teatro.
Ufficio StampaMantova Summer Festival in Piazza Sordello
La Milanesiana (MI)
La Milanesiana (24 maggio – 22 luglio), ideata da Elisabetta Sgarbi, continua a rappresentare uno dei format culturali più trasversali in Italia. La rassegna unisce letteratura, filosofia, scienza, cinema e musica, con un approccio itinerante che nel 2026 coinvolge anche luoghi simbolici come il carcere di San Vittore e l’Humanitas di Milano. Tra gli ospiti figurano Rita Pavone, Simone Cristicchi e Paolo Fresu, che terranno dei concerti in questo programma.
Nel Centro Italia la dimensione dei festival si fa più narrativa e legata al territorio, con eventi che si inseriscono in contesti storici e urbani più intimi.
RIM – Roma in Musica
Roma si trasforma in un grande palcoscenico diffuso con la prima edizione di RIM – Roma in Musica, in programma dal 7 al 13 giugno 2026 e promossa da Roma Capitale con la direzione artistica di Daniele Silvestri. In questa settimana la musica attraversa tutti i Municipi della città, tra parate, concerti, talk e performance che mettono in dialogo artisti affermati e realtà musicali del territorio.
L’apertura è affidata a una grande parata musicale che il 7 giugno da piazza Mastai raggiunge piazza Navona, mentre nei giorni successivi il cuore del festival si anima con incontri e live che vedono protagonisti, tra gli altri, Sergio Cammariere, Tosca, Stefano Fresi e Max Gazzè, fino alla grande jam session conclusiva del 13 giugno al Parco Schuster guidata da Silvestri e aperta alla partecipazione collettiva di musicisti e artisti. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito.
Nel cuore dell’Umbria, Evanland (25 – 26 luglio, Rocca Maggiore di Assisi) rappresenta una proposta unica nel panorama nazionale: un festival dedicato all’evoluzione personale, alla consapevolezza e alla crescita interiore, che unisce incontri, musica e momenti di riflessione in uno dei luoghi simbolo della spiritualità italiana.
In Abruzzo, il Transumare Fest (Roseto degli Abruzzi, 19 – 22 agosto) rappresenta una delle proposte più interessanti dell’estate 2026 per chi cerca un festival che vada oltre la musica. Il tema scelto per questa terza edizione è La Metamorfosi, sviluppato attraverso quattro giornate di concerti sul lungomare adriatico con artisti come Giorgio Poi, MACE, Tutti Fenomeni, Dutch Nazari, faccianuvola e The Egyptian Lover.
Accanto alla programmazione musicale trovano spazio trekking, degustazioni, laboratori, progetti dedicati all’accessibilità culturale e iniziative di sostenibilità che hanno portato il festival a ottenere la certificazione Plastic Free 2026, rafforzando il legame tra esperienza artistica e valorizzazione del territorio.
Ufficio StampaThe Egyptian Lover, uno degli artisti del Transumare Fest
Sempre in Abruzzo, il Festival del Saltarello (9 luglio, Giulianova) celebra le tradizioni popolari e il folklore internazionale con la partecipazione di Goran Bregović e la sua Wedding & Funeral Orchestra, creando un dialogo tra culture e linguaggi musicali.
I festival musicali di Sud Italia e Isole
Nel Sud Italia e nelle isole la stagione 2026 si caratterizza per una forte energia urbana e per la centralità di spazi rigenerati e location costiere.
Platinum Plus Real Hip Hop Culture Festival e Alien Sound Festival a Napoli
A Napoli, il Platinum Plus Real Hip Hop Culture Festival (21 giugno, Ex Base NATO) riporta al centro la cultura hip hop con DJ Premier, M.O.P. e Redman, affiancando musica, writing, breaking e freestyle in un format che unisce performance e comunità. Sempre a Napoli, l’Alien Sound Festival (4 – 5 luglio, Ex Base NATO) rafforza la vocazione internazionale della città con un focus su latin urban ed elettronica, ospitando artisti come Ozuna, Anuel e Gordo.
In Sardegna, l’Alguer Summer Festival (25 luglio – 23 agosto, Alghero) trasforma l’Anfiteatro Ivan Graziani in una venue panoramica sul Mediterraneo, consolidando il rapporto tra musica e paesaggio.
Il mese di giungo 2026 è forse uno dei momenti più belli dell’anno per chi è appassionato di arte. Il calendario delle mostre in Italia non è mai stato così ricco. Per essere un mese estivo e in cui i visitatori sono, forse, meno propensi a rinchiudersi in un museo o in una galleria, preferendo gli spazi aperti e altri tipi di intrattenimento, sono in programma alcune delle mostre più belle.
Da Brera alla Galleria Borghese, i grandi musei italiani ospitano alcuni dei più grandi Maestri della pittura classica. Ma ci sono anche bellissime mostre fotografiche e ricorrenze storiche imperdibili. Ecco i nostri consigli sulle mostre da vedere nel mese di giungo in Italia.
Robert Mapplethorpe a Roma
Il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospita, dal 29 maggio al 4 ottobre 2026, la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza, una selezione di oltre 200 fotografie del grande fotografo americano che esplorano il concetto di bellezza come perfezione assoluta e rigore formale. L’esposizione, curata da Denis Curti, è il capitolo conclusivo di un importante progetto espositivo che ha toccato prima Venezia e poi Milano. Nella tappa romana sono esposti i suoi grandi capolavori ovvero i ritratti di personaggi famosi del mondo dell’arte, della letteratura, della musica, del cinema come Yoko Ono, Donald Sutherland, David Byrne, Richard Gere, le sue muse Patti Smith e Lisa Lyon. Sono esposti anche gli autoritratti, i fiori e le foto più sensuali di corpi maschili e femminili oltre a una sezione dedicata al confronto con l’antico. Sono esposte anche due sculture classiche conservate ai Musei Capitolini: la Statua di Afrodite della seconda metà del I sec. a.C. – inizi del I sec d.C. e la Statua di atleta, I secolo d.C. da un originale greco del V a.C..
Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, Como ospita un appuntamento artistico di grande rilievo culturale, che ruota attorno alla figura di William Turner (1775-1851), l’esponente di maggior rilievo del Romanticismo inglese. Il progetto espositivo, curato da Elizabeth Brooke, ideato e organizzato dal Comune di Como e dalla Tate di Londra, una delle principali istituzioni britanniche dedicate all’arte, da cui provengono tutte le opere, presenta al Palazzo del Broletto e alla Pinacoteca civica, la mostra dal titolo Turner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano. La rassegna documenta quanto il viaggio sia stato di fondamentale importanza per definire la cifra espressiva di William Turner, e si concentra su come il paesaggio italiano, in particolare quello di Como e del suo territorio, abbia contribuito a sviluppare il suo talento.
@Courtesy Comune di ComoTurner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano, Como, Pinacoteca, 2026
Marc Chagall ad Aosta
Il 19 giugno inaugura al Museo Archeologico Regionale di Aosta Marc Chagall. Tra Poesia e Spiritualità, una grande mostra che raccoglie 120 opere tra dipinti, sculture, disegni, incisioni, libri e ceramiche, realizzate tra il 1922 e il 1980. La rassegna, organizzata dall’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, in collaborazione con il Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza, offre un’occasione unica in Italia per analizzare il legame tra la straordinaria ricerca artistica di Marc Chagall e il Testo Sacro, attraverso una selezione esemplare di opere provenienti dal ricco patrimonio del museo francese. Fino al 25 ottobre.
@Musée National Marc Chagall, NizzaBozzetto per Il Cantico dei Cantici III, 1957, Marc Chagall
Elliott Erwitt a Jesolo (VE)
Il JMUSEO di Jesolo (VE) ospita, dal 13 giugno al 18 ottobre 2026, una grande mostra dedicata a Elliott Erwitt, uno dei più importanti fotografi del XX secolo. L’esposizione, dal titolo Elliott Erwitt. Icons, presenta una selezione di 80 immagini tra le più celebri della carriera di Erwitt diventate vere e proprie icone della fotografia contemporanea. Attraverso gli scatti in bianco e nero, la rassegna accompagna il visitatore in un viaggio tra momenti storici, scene di vita quotidiana, ritratti di personalità celebri e situazioni osservate con quell’ironia sottile che lo ha reso uno dei fotografi più amati al mondo.
Lotto e Savoldo a Torino
Dal 30 maggio al 15 settembre 2026, nello Spazio Scoperte dei Musei Reali di Torino, al secondo piano della Galleria Sabauda, la mostra La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo propone un approfondito confronto tra due protagonisti del primo Cinquecento veneto e lombardo: Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 – Loreto, 1556/1557) e Giovanni Girolamo Savoldo (Brescia?, 1480/1485 circa – Venezia, post 1548). Attraverso il dialogo tra la Sacra Famiglia con santa Caterina d’Alessandria di Lorenzo Lotto, in prestito dall’Accademia Carrara di Bergamo, l’Adorazione dei pastori (1522-1523) e l’Adorazione del Bambino tra san Girolamo e san Francesco d’Assisi (1525-1530) di Savoldo, appartenenti alle collezioni della Galleria Sabauda, l’esposizione indaga le radici di quella “luce del vero” che anticipa la rivoluzione caravaggesca.
@Musei Reali di TorinoLa mostra su Lotto e Savoldo a Torino
Agostino Da Lodi a Milano
Per la prima volta, una mostra, ospitata alla Pinacoteca di Brera, ripercorre la carriera di uno degli artisti più originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500. L’esposizione restituisce la complessità di questo autore attraverso 46 opere, tra autografe e di autori quali Bramantino, Alvise Vivarini, Giovanni Bellini, Giorgione, Dürer, Lorenzo Lotto e Girolamo Romanino, sia conservate a Brera sia provenienti da importanti musei nazionali ed esteri, tra cui il Louvre, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, l’Allentown Art Museum in Pennsylvania, il Kunsthistorisches Museum a Vienna, la Galleria Borghese a Roma, il Museo del Prado e il Museo Thyssen- Bornemisza a Madrid, la National Gallery a Londra. Fino al 13 settembre.
@Collezione privataGiovanni Agostino Da Lodi. Cena in Emmaus 1506-1508 circa
Sony World Photography Awards 2026 a Milano
Dal 10 giugno al 4 ottobre 2026, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano presenta la mostra dedicata ai Sony World Photography Awards 2026, a cura di Barbara Silbe, uno degli appuntamenti più interssanti per gli amanti della fotografia di viaggio. Un percorso attraverso gli scatti vincitori e finalisti del prestigioso concorso internazionale promosso dalla World Photography Organisation, per scoprire le voci più interessanti della fotografia contemporanea. Tra i protagonisti dell’edizione 2026, anche importanti autori italiani e il progetto vincitore di Citlali Fabián, Photographer of the Year 2026.
Per gli appassionati di viaggi, questa mostra è imperdibile. Dal 10 giugno al 25 luglio 2026, la Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia presenta Grand Tour. Reinterpretare il viaggio nell’arte del XXI secolo, una mostra dedicata al paesaggio italiano e ispirata all’idea del celebre viaggio di formazione che, tra il Seicento e l’Ottocento, portava l’élite europea alla scoperta dell’Italia. Un viaggio in Italia attraverso le opere dei più grandi Maestri del Novecento: Carlo Carrà, Bruno Cassinari, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Antonio Ligabue, Mario Schifano e molti altri. La Toscana, il Veneto, l’Emilia, la Sicilia e altri territori italiani diventano protagonisti silenziosi delle poetiche degli artisti, influenzandone profondamente la ricerca e contribuendo alla costruzione della loro identità pittorica.
@CSArtAntonio Ligabue, Aratura, 1950, II periodo
Le Metamorfosi di Ovidio a Roma
Dal 23 giugno 2026 al 20 settembre 2026, la Galleria Borghese di Roma ospita una grande mostra realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam intitolata Metamorfosi. Ovidio e le arti, oltre 80 capolavori provenienti da importanti istituzioni internazionali mettono in scena la potenza immaginativa delle Metamorfosi di Ovidio. A partire dalle Metamorfosi di Ovidio – uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale – il progetto esplora il tema della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. Gli spazi della Galleria Borghese sono il luogo adatto per ospitare la mostra in quanto La stessa fondazione della villa affonda le proprie radici nell’universo simbolico delle Metamorfosi, rendendo questo luogo non solo adatto, ma intrinsecamente legato al tema della mostra.
Dall’11 giugno al 30 agosto 2026, la Rocca di Lonato del Garda (BS) ospita la mostra fotografica “Nepal Today | In the Forest, in the Villages.”. Il progetto riunisce oltre 50 scatti di tre fotografi nepalesi contemporanei e indaga il ruolo della fotografia come strumento di lettura del cambiamento sociale del Paese. Questo progetto espositivo dedicato al Nepal è stato selezionato dal ministero della Cultura e vuole mostrare il modo in cui una nuova generazione di autori utilizza la fotografia per raccontare le trasformazioni sociali, culturali e politiche del proprio Paese. La Rocca è dei complessi monumentali più suggestivi del Nord Italia. Imponente fortificazione quattrocentesca con merli guelfi, si erge sul colle dell’anfiteatro morenico che domina il bacino meridionale del Benaco, offrendo vedute spettacolari che, nelle giornate limpide, spaziano fino a Desenzano, Sirmione e alle vette più lontane.
@Kishor SharmaUna foto di Kishor Sharma in mostra alla Rocca di Lonato
Chi non avesse proprio idea di come passare il martedì della Festa della Repubblica, non ha da temere, soprattutto se è in crisi momentanea perché il meteo di molte città prevede piogge e temporali. Come annunciato dal Ministero della Cultura, infatti, martedì 2 giugno i musei, i monumenti e i parchi archeologici statali apriranno le proprie porte senza alcun costo d’ingresso, permettendo a residenti e viaggiatori di vivere un autentico viaggio tra arte, storia e paesaggi straordinari.
Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura e, dove previsto, sarà necessario effettuare una prenotazione anticipata. L’iniziativa assume un valore ancora più significativo nel 2026, anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, offrendo l’opportunità di celebrare questa ricorrenza attraverso il patrimonio culturale nazionale. Dalle grandi città d’arte ai siti archeologici immersi nella natura, la scelta è ampia e capace di soddisfare ogni interesse, dalle collezioni rinascimentali ai tesori dell’antichità romana, in ogni regione del nostro Paese (tutte le aperture sono consultabili sul sito del Ministero della Cultura).
Gli italiani amano “i ponti”, ma non quelli in ferro e cemento, come si potrebbe pensare… Quelli delle vacanze! E, non a caso, il ponte del 2 giugno è uno di quei momenti dell’anno che arrivano a inaugurare la bella stagione, proprio ora che mezza Italia sta già sentendo temperature da estate piena. Non tutti però sono pronti, c’è chi ha organizzato tutto mesi fa e chi, invece, si ritrova a pochi giorni dalla partenza a cercare ispirazione. Meno male, dunque, che non serve prendere un aereo e volare per km solo per vivere un fine settimana speciale, anzi, a volte il divertimento è più vicino di quel che si possa pensare.
Tra aperture straordinarie, mostre, rievocazioni storiche, musei a tariffa ridotta, escursioni e festival gastronomici, l’Italia ha tantissime opportunità per concedersi una pausa di inizio estate. Dal fascino delle dimore storiche lombarde ai percorsi culturali tra Torino e Varese, passando per l’Emilia-Romagna della fotografia e le esperienze sul mare di Genova, ecco alcune delle idee più interessanti per organizzare un ponte del 2 giugno last minute.
Tuffo nell’Ottocento a Villa Arconati
Per chi sogna atmosfere da romanzo storico ed è un fan di Bridgerton, Villa Arconati, sontuosa dimora alle porte di Milano, propone un evento in grado di trasportare i visitatori indietro nel tempo. Domenica 31 maggio torna infatti “Rose di Maggio”, il Gran Ballo Ottocentesco organizzato nell’ambito del progetto Il Filo della Storia.
Ufficio StampaIl Gran Ballo a Villa Arconati
Nella splendida Sala da Ballo della villa e nei giardini storici si esibiranno circa sessanta danzatori in abiti d’epoca che daranno vita a promenade e coreografie ispirate al periodo risorgimentale. Un’occasione originale per visitare una delle più affascinanti ville di delizia lombarde e immergersi nell’eleganza del XIX secolo.
Musei e grandi mostre a Torino
Chi desidera dedicare il ponte all’arte può approfittare dell’apertura straordinaria dei principali musei torinesi. GAM, MAO e Palazzo Madama resteranno aperti anche nei giorni festivi e il 2 giugno offriranno l’ingresso a tariffa ridotta alle collezioni permanenti e alle esposizioni temporanee.
iStockPalazzo Madama a Torino
Tra gli appuntamenti più attesi spiccano anche la mostra dell’artista giapponese Chiharu Shiota al MAO, le esposizioni dedicate al Novecento alla GAM e i percorsi culturali ospitati da Palazzo Madama. Un itinerario ideale per chi vuole trascorrere una giornata tra arte contemporanea, storia e suggestioni internazionali.
Gita al Sacro Monte di Varese
Il ponte può trasformarsi anche in un viaggio tra spiritualità, panorami e tesori poco conosciuti. Il 2 giugno il Sacro Monte di Varese amplia gli orari di apertura della Casa Museo Pogliaghi, del Museo Baroffio e della Cripta del Santuario, con visite guidate comprese nel prezzo del biglietto.
Ufficio StampaLa Casa Museo Pogliaghi
La vera sorpresa è la Casa Museo Pogliaghi, una dimora eclettica che custodisce oltre 1.500 opere d’arte provenienti da tutto il mondo, tra reperti archeologici, collezioni orientali e il modello originale della celebre porta del Duomo di Milano. Il tutto lungo uno dei percorsi patrimonio Unesco più suggestivi della Lombardia.
Fotografie d’Emilia-Romagna
Per gli appassionati di fotografia, il ponte del 2 giugno offre una straordinaria occasione per attraversare l’Emilia-Romagna seguendo un vero e proprio itinerario culturale (persino in bicicletta!). A Ravenna infatti ha appena aperto la nuova galleria permanente dedicata a Paolo Roversi, uno dei fotografi italiani più celebri al mondo.
iStockIn bici a Ravenna, Piazza del Popolo
Bologna ospita invece importanti esposizioni dedicate a Saul Leiter, Ruth Orkin, Frida Kahlo e Agnès Varda. A Reggio Emilia continuano le mostre di Fotografia Europea, mentre Ferrara celebra Vasco Rossi attraverso gli scatti di Guido Harari.
All’Acquario di Genova
Chi viaggia con bambini o semplicemente ama il mare può puntare su Genova e sulle iniziative speciali del suo rinomato Acquario. Tra le esperienze più entusiasmanti c’è CrocierAcquario, che abbina la visita alla struttura a un’escursione in battello nel Santuario Pelagos alla ricerca di delfini e cetacei. Non mancano poi visite guidate dietro le quinte, incontri ravvicinati con pinguini e delfini e la nuova area dedicata al Mediterraneo profondo, nata in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. Per le famiglie, infine, la visita può essere completata con una tappa alla Città dei Bambini e dei Ragazzi, il primo experience museum italiano dedicato ai cinque sensi.
Ufficio StampaL’Acquario di Genova
Sagre, street food e festival da Nord a Sud
Per molti il vero viaggio passa dal cibo – e come biasimarli! Durante il ponte del 2 giugno, da Nord a Sud, tornano alcune delle manifestazioni gastronomiche più amate della stagione. In Lombardia si possono trovare eventi dedicati allo street food e alle cucine internazionali, mentre tra Emilia-Romagna, Toscana e Sud Italia si susseguono sagre dedicate ai prodotti tipici locali, soprattutto, in questo periodo alle ciliegie (come la Sagra di Vignola).
Tra gli appuntamenti più originali spicca l’Asian Street Food Festival di Monza, in programma dal 29 maggio al 2 giugno nei Boschetti Reali, lo storico parco che affianca la Villa Reale. Per cinque giorni il festival propone un vero viaggio gastronomico attraverso l’Asia, con food truck dedicati a Giappone, Corea, Cina, Thailandia e Vietnam, oltre a spettacoli, musica, workshop e attività culturali a ingresso gratuito. La location si trova lungo la Passeggiata Eugenio di Beauharnais, nel cuore dei Boschetti Reali, uno degli angoli più eleganti e verdi della città.
Milano e i suoi eventi
Chi resta a Milano può scegliere eventi in un calendario particolarmente ricco tra cultura, musica e appuntamenti all’aria aperta. Il centro meneghino si anima con le celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, visite gratuite in alcuni luoghi istituzionali e numerosi eventi diffusi tra piazze e quartieri.
Tra le idee più interessanti ci sono le mostre temporanee, i concerti open air, gli eventi alla Darsena e all’Idroscalo e i mercati dedicati all’artigianato e al design. Chi preferisce una giornata culturale può approfittare anche delle aperture straordinarie e degli ingressi gratuiti previsti in diversi musei statali il 2 giugno.
Roma, Frecce Tricolori e musei gratuiti
Per chi si trova nella Capitale, il 2 giugno rappresenta uno dei momenti più suggestivi dell’anno. Le celebrazioni per la Festa della Repubblica animeranno il centro storico con la tradizionale parata militare e il passaggio delle Frecce Tricolori sopra i cieli di Roma. A rendere ancora più interessante la giornata sarà l’apertura gratuita di numerosi musei statali e siti archeologici, dal Pantheon a Castel Sant’Angelo, passando per Palazzo Barberini, la Galleria Corsini e il Parco Archeologico dell’Appia Antica.
Il Ponte del 2 giugno è ricco di eventi in tutta Italia, dove il lato gastronomico non manca mai. Dalle fiere alle ricorrenze alle sagre di paese vere e proprie, sono tanto gli appuntamenti. Dalle Cantine Aperte in tutte le regioni, allo street food che anima il Porto Antico di Genova e il Lido di Fano, fino ai rifugi di montagna che propongono le specialità tipiche.
Abbiamo selezionato gli eventi più interessanti dove andare nel lungo weekend che inizia il 29 maggio e che termina il giorno della Festa della Repubblica Italiana.
L’estate europea ha un’energia unica, specialmente quando si scelgono mete capaci di unire una grandiosa storia millenaria alla vivacità della vita all’aria aperta. Che si tratti di passeggiare lungo maestosi fiumi, perdersi tra festival musicali e parchi reali, o scoprire oasi urbane inaspettate, ci sono città che sanno dare il meglio di sé proprio nei mesi più caldi. Budapest, Cracovia e Londra sono l’esempio perfetto di questa combinazione: tre capitali della cultura (storiche o attuali) che a giugno e nei mesi estivi si accendono di eventi, rooftop bar e giardini segreti pronti da esplorare.
Il momento perfetto per pianificare questa fuga estiva è adesso, approfittando della nuova promozione flash di WizzAir. Solo prenotando entro la mezzanotte di oggi, 29 maggio 2026, potrete usufruire di uno sconto fino al 15% per volare verso la vostra prossima avventura nel periodo compreso tra il 1 giugno e il 12 luglio 2026.
Mettete in valigia gli occhiali da sole e la crema solare: queste sono le mete imperdibili che vi consigliamo di raggiungere nelle prossime settimane!
T come “treno”, T come “turismo”, T come “territorio”, T come “tavola” e T come “tecnologia”. È questa la formula magica che ha reso i viaggi in treno – lenti, esperienziali e sostenibili – un trend sempre più in crescita. Lo ha spiegato Leonardo Cesarini, Direttore Commerciale di Trenord, durante l’evento “Il modello Gite in treno. Il treno come leva sostenibile per la crescita del turismo regionale” durante il quale sono stati presentati i dati del 2025 e dei primi mesi del 2026.
I numeri del fenomeno
I numeri parlano chiaro: i viaggi in treno sono un vero e proprio boom turistico. Chi prende un treno per turismo in Italia oggi rappresenta il 20% dei viaggiatori. Nel 2025, oltre 11 milioni di passeggeri hanno raggiunto con i treni di Trenord le destinazioni turistiche nel weekend e nei mesi estivi, e le proposte delle “Gite in treno” hanno raggiunto il dato record di 124mila pacchetti venduti. E la tendenza è in aumento.
Solo nei primi mesi del 2026, sono stati già 3,3 milioni i passeggeri che hanno scelto i treni di Trenord nel weekend e nei giorni festivi diretti verso destinazioni turistiche in Lombardia e appena fuori confine, il 6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
iStockGli itinerari delle Gite in treno di Trenord
E 27mila persone hanno scelto le “Gite in treno”, che sono tornate a partire dallo scorso mese di aprile, per il loro tempo libero: gli itinerari treno + esperienza uniscono il viaggio a giornate di svago, sport, divertimento, arte e cultura e biglietti per raggiungere i grandi eventi della Regione, come il Gran Premio di Monza, le manifestazioni fieristiche come Artigiano in Fiera e Salone del Mobile.
T come “treno”
I viaggi si fanno a bordo di un convoglio restaurato nel biennio 2021-2022 composto da tre carrozze di prima classe AZ 130-136-137, costruite negli anni 1924-25, dal locomotore E 600-3, realizzato da OM-CGE nel 1928, e dal locomotore E 610-04, prodotto dalla Breda-CGE nel 1949. A queste, si sono aggiunte tre corse dell’Automotrice storica ALn 668-125, realizzata nel 1979 e oggi elegantemente restaurata, sulle sponde del Lago d’Iseo: i viaggi partono da Rovato verso Iseo, con la possibilità di aggiungere, con il biglietto integrato, un tour in battello verso Monte Isola o verso Pisogne.
T come “turismo”
“Oggi il treno è turismo, e questo trend rappresenta il 20% dei trasportati non solo in Italia, ma in tutta Europa”, ha dichiarato Cesarini. Visto il grande successo dell’iniziativa “Gite in treno“, anche per il 2026 Trenord ha riproposto i viaggi dei treni storici. Le destinazioni preferite sono quelle verso i laghi lombardi. A partire dallo scorso aprile e fino a novembre, sono previste 12 corse dalla stazione di Milano Cadorna verso Como Lago, Laveno Mombello Lago, Novara e Asso. Tra le mete imperdibili spicca il Lago di Como, con il Bellagio Tour, ideale per ammirare Villa Carlotta, o l’affascinante Orrido di Bellano. Non mancano le gemme del Garda, come la storica Sirmione, o le Isole Borromee sul Lago Maggiore.
iStockGli splendidi giardini di Villa Carlotta, raggiungibile con il biglietto ferroviario integrato
T come “territorio”
I territori con i quali si studiano e si costruiscono gli itinerari e i pacchetti turistici treno + esperienza sono parte integrante dell’offerta di Trenord. “Fino a qualche anno questo era impensabile”, ha spiegato Cesarini” ma grazie al biglietto integrato e alla collaborazione con Navigazione Laghi oggi questi rappresentano circa 50mila biglietti venduti per le gite sul Lago di Como, sul Lago Maggiore“.
T come “tavola”
Viaggiare, visitare e fare turismo significa anche scoprire, insieme ai territori, anche la cucina locale. Una guida Lonely Planet pubblicata di recente intitolata “Fuori stazione” propone itinerari partendo dalle stazioni ferroviarie della regione Lombardia. E in Lombardia ci sono 420 stazioni! La guida consiglia percorsi che vanno non soltanto alla scoperta di luoghi ancora poco turistici, ma anche dei sapori lombardi, sempre da raggiungere comodamente in treno, magari degustando qualche calice di vino in più visto che poi non si deve neanche guidare. La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia, con 75 cibi e vini Dop e Igp, centinaia di eccellenze tradizionali riconosciute e un sistema enogastronomico che vale miliardi di euro di ricchezza diffusa. Questa guida avvicina quindi persone e territori, mostrando quanto la regione sappia offrire qualità anche a pochi passi dai binari. L’idea è, infatti, quella di unire il treno, il mezzo più sostenibile e accessibile, ai percorsi del gusto e ai ristoratori che sanno esaltare al meglio i prodotti lombardi, un modo di vivere la Lombardia con lentezza, responsabilità e curiosità.
T come “tecnologia”
“Un prodotto turistico, senza tecnologia, al giorno d’oggi non potrebbe nascere”, ha commentato Cesarini. In tutte le piattaforme digitali ormai il treno è protagonista e non solo per Trenord. Il prodotto turistico nasce nella piattaforma e lì si pacchettizza e lì viene anche scelto. Se andate sulle principali piattaforme turistiche il treno ha pari dignità dell’aereo, mentre fino a dieci anni fa non era così. E noi questo oggi lo possiamo fare grazie a Discovera”. I biglietti possono essere acquistati nelle biglietterie Trenord delle stazioni servite e non serve la prenotazione. L’ultima novità: il biglietto si può acquistare anche via WhatsApp e tramite WeChat Pay (per i turisti cinesi, che adorano i treni e che stanno aumentando sempre più).
Un weekend ricco di eventi quello che sta per arrivare. A partire da venerdì 22 maggio 2026, prendono il via diversi appuntamenti con il gusto, tra sagre e kermesse enogastronomiche.
Alcuni eventi legati alla tradizione sono confinati in piccoli borghi o cittadine storiche d’Italia, mentre altri sono diffusi su un intero territorio, consentendo a tutti di trovare il proprio evento, anche vicino a casa. Ecco la nostra selezione e i nostri consigli per il fine settimana.
Caseifici Aperti
Il 23 e 24 maggio 2026, l’appuntamento è con l’iniziativa Caseifici Aperti che prevede visite guidate ai caseifici del Parmigiano Reggiano, alle stalle e ai magazzini di stagionatura, spacci aperti, eventi per bambini e degustazioni in tutte le province tra Parma, Bologna, Reggio Emilia, Modena e Mantova. Un viaggio nel gusto che è riassunto nell’evento bolognese che si tiene ai Giardini Margherita dove ci saranno degustazioni, ma anche show cooking organizzati dalle singole province e vari workshop.
Dal 22 al 24 maggio 2026, a Biassono, in Brianza, si svolge il festival della Valtellina. Piazza Don Ghioni ospita per tre giorni tavole imbandite di pizzoccheri, sciatt appena fritti, vino valtellinese, il tutto accompagnato da musica dal vivo. Ad accompagnare l’evento, anche mercatini con i prodotti artigianali e area bimbi con i gonfiabili. Venerdì22 la festa prende il via dalle ore 18:00, mentre sabato e domenica è aperta per pranzo e cena.
Narrar Castelli e Vini a Barolo (CN)
Prende il via domenica 24 maggio la Spring Edition di Narrar Castelli e Vini, una storica rassegna piemontese che si svolge sulle colline Patrimonio Unesco nelle ultime due domenica del mese (l’altro appuntamento è per il 31). Il format di grande successo trasforma la classica visita guidata in un’esperienza viva e immersiva con attori in costume ad accompagnare i visitatori, interpretando personaggi illustri o figure minori del passato. E qui la cultura incontra l’enologia: al termine di ogni percorso teatrale è prevista una degustazione di vini locali in compagnia dei produttori del territorio.
Forni & Fornai-e a Monghidoro (BO)
Il 23 e 24 maggio 2026, Monghidoro ospita la quinta edizione di Forni & Fornai-e, festival biennale del grano e del pane che riunisce agricoltori, fornai e comunità rurali. Il programma si articola in due giornate: il sabato è dedicato ai tavoli di lavoro tematici dal futuro delle varietà locali alle rotazioni colturali e, la sera, alla cena, con musica e narrazione che riprende un’antica pratica rurale. La domenica si apre con la colazione nei campi, una passeggiata guidata per il riconoscimento varietale, il mercato contadino con i produttori del Biodistretto dell’Appennino Bolognese, i laboratori aperti al pubblico, fino al brindisi finale accompagnato dall’orchestra.
Il Palio del Tributo, uno dei più importanti appuntamenti con la tradizione, l’arte e i sapori, torna ad accogliere il grande pubblico nella sua XXX edizione, a partire da sabato 23 maggio. Nel periodo del palio, la città di Priverno viene avvolta in una scenografica rievocazione storica, dove rivivono, come nel Rinascimento, cavalieri, armigeri, centurioni, ufficiali e nobildonne, culminando nella storica giostra equestre della corsa all’anello, come narrato negli antichi Statuti. Il calendario prevede per sabato l’apertura dell’edizione 2026, con la scoperta del drappo, l’assegnazione dei cavalieri alle porte e l’inaugurazione della mostra creativa del progetto Palio 2026. Le feste delle porte avranno inizio poi sabato 30 maggio con Festa Porta Paolina, seguiranno sabato 6 giugno con Festa Porta Posterula, sabato 20 giugno con Festa Campanina e sabato 27 giugno con Festa Porta Romana.
Cerevisia, festival delle birre trentine a Fondo (TN)
Al Palanaunia di Fondo, in Trentino, è in programma il 22 e 23 maggio 2026 il festival delle birre trentine. Non una semplice rassegna, ma un laboratorio a cielo aperto dove i micro birrifici locali svelano la propria filosofia tra degustazioni guidate, workshop e ricercati abbinamenti gastronomici. Tra luppolo e orzo, l’evento firma l’anima più contemporanea della Val di Non, capace di innovare la tradizione brassicola in un’atmosfera di festa e scoperta.
Festa del prosciutto veneto dop di Montagnana (PD)
Un weekend tra gusto, tradizione e turismo quello si svolge in provincia di Padova con la Festa del prosciutto veneto dop di Montagnana, uno degli appuntamenti più attesi dedicati alle eccellenze enogastronomiche del territorio. La manifestazione ha preso il via lo scorso fine settimana e proseguirà fino a domenica, con degustazioni, eventi, spettacoli e iniziative dedicate al celebre Prosciutto Veneto DOP.
Sagra dell’asparago selvatico a Poggio Moiano (RI)
Il 24 maggio a Poggio Moiano, immerso tra le colline della Sabina, a pochi chilometri da Roma, si tiene la 19^ edizione della Sagra dell’asparago selvatico. Protagonista assoluto della festa è l’asparago, celebrato in un menu che profuma di tradizione sabina: fettuccine agli asparagi, formaggio con asparagi, spezzatino e gli immancabili asparagi selvatici preparati secondo le ricette locali. A rendere ancora più vivace l’atmosfera ci penserà la musica dal vivo.
Dal 22 al 24 maggio si svolge la 16ª edizione del festival Porchettiamo 2026, il Festival delle Porchette d’Italia, che approda per la prima volta nel cuore di Todi, trasformandone il centro storico in un grande palcoscenico del gusto, tra degustazioni, spettacoli, incontri e appuntamenti diffusi che si intrecciano con la pietra, le piazze e la storia millenaria della città. Tre giorni di degustazioni, spettacoli, vini, street food, show cooking e cultura urbana per celebrare uno dei simboli più autentici della tradizione italiana.
Quattro passi tra i vigneti a Ziano Piacentino (PC)
Domenica 24 maggio, sulle colline di Ziano Piacentino, si terrà la nuova edizione di “4 passi tra i vigneti”, una camminata enogastronomica sui colli piacentini organizzata dalla Pro Loco di Ziano e dall’Associazione Sette Colli, con la collaborazione della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini e consorzio Colli Piacentini DOC. Durante la manifestazione sarà aperto il circolo Unpli Wine Experience presso il comune di Ziano. Sarà il primo di una serie di eventi che si svolgono in tutta la Val Tidone fino a ottobre 2026.
Un weekend, quello del 16 e 17 maggio 2026, che si prospetta non bellissimo causa meteo. Il maltempo non ferma, comunque, la voglia di andare in cerca di sagre, eventi, manifestazioni e kermesse, anche al chiuso, nel caso, che si svolgono in molte località turistiche d’Italia, ma anche in diversi Capoluoghi di provincia.
Abbiamo selezionato gli appuntamenti più interessanti tra vini, specialità tipiche regionali e proposte per tutti, anche gluten free. Ecco dove andare questo fine settimana.
Giugno è forse il mese più sottovalutato per viaggiare in Italia, anche se ultimamente molti più viaggiatori iniziano ad apprezzare i vantaggi della bassa stagione. Scelto di meno rispetto a luglio e agosto, giugno – per chi può permettersi ferie anticipate – è uno dei momenti migliori dell’anno per partire. Le giornate sono lunghissime, il caldo è ancora piacevole, i centri storici respirano un’atmosfera più rilassata e molte località riescono a mostrare il loro volto più autentico prima dell’arrivo dell’alta stagione. È il periodo ideale per chi sogna spiagge vivibili, borghi fioriti, sentieri panoramici e festival che animano piazze e lungomari senza la frenesia dell’estate conclamata.
Da nord a sud, l’Italia a giugno cambia ritmo. Le montagne profumano d’estate, i piccoli paesi organizzano sagre e celebrazioni storiche, mentre le coste iniziano lentamente a popolarsi di viaggiatori in cerca di sole e quiete. E se le mete più celebri restano sempre una garanzia, esistono luoghi meno scontati che in questo periodo regalano esperienze ancora più memorabili. Tra mare da non crederci, villaggi colorati, colline e tradizioni locali, ecco otto destinazioni perfette per una vacanza di giugno in Italia.
Val di Funes, Alto Adige
Nel mese di giugno la Val di Funes sembra uscita da un dipinto alpino. I prati diventano di un verde intenso, le cime delle Dolomiti conservano ancora qualche traccia di neve e le temperature sono perfette per escursioni panoramiche senza il caldo dell’estate piena.
iStockLa Val di Funes verdissima
Questa valle dell’Alto Adige è una delle più scenografiche d’Italia, ma riesce ancora a mantenere un’atmosfera lenta e silenziosa. I sentieri attraversano masi, pascoli e piccoli villaggi dominati dalle celebri chiesette alpine, mentre le giornate si concludono tra rifugi, cucina tirolese e tramonti rosati sulle Odle.
Termoli, Molise
Chi pensa al Molise come a una regione poco turistica spesso non immagina la bellezza di Termoli. Eppure giugno è il periodo perfetto per scoprirla. Il suo borgo antico affacciato sul mare Adriatico ha un fascino genuino, con vicoli chiari, trabucchi, piazzette e scorci che ricordano certe località del sud molto più celebri. Le spiagge iniziano a popolarsi, ma restano vivibili e tranquille, mentre il porto conserva ancora il ritmo autentico della tradizione marinara.
iStockLa spiaggia dorata accanto al borgo di Termoli
Inoltre, da qui partono anche i collegamenti per le Isole Tremiti, ideali per una gita in giornata tra acqua cristallina e natura selvaggia.
Gradara, Marche
A cavallo tra Marche ed Emilia-Romagna, Gradara è una delle mete più affascinanti da visitare a giugno per chi ama i borghi storici. Dominata dal suo castello medievale, legato alla leggenda di Paolo e Francesca, la cittadina regala un’atmosfera a dir poco cinematografica. Passeggiare lungo le mura al tramonto, tra botteghe, balconi fioriti e scorci sulle colline marchigiane, è un’esperienza che rallenta immediatamente il ritmo del viaggio e vi fa davvero “sentire in vacanza”, al di là dell’ufficio e delle email da leggere.
iStockTutta la meraviglia del borgo medievale di Gradara
Nel mese di giugno iniziano inoltre eventi culturali, spettacoli all’aperto e appuntamenti dedicati alla tradizione medievale, che rendono il borgo ancora più suggestivo nelle ore serali.
Maratea, Basilicata
Spesso oscurata da altre destinazioni del sud Italia, Maratea a giugno è semplicemente meravigliosa. Qui il mare incontra montagne verdissime, strade panoramiche e piccole baie nascoste raggiungibili in barca o attraverso sentieri immersi nella macchia mediterranea. Il centro storico, elegante e silenzioso, si anima pian piano con l’arrivo dell’estate, ma mantiene ancora un’atmosfera d’altri tempi, che le città non conoscono più.
iStockSguardo sul porto di Maratea in Basilicata
Le giornate scorrono tra aperitivi vista mare, gite in barca e tramonti spettacolari sul Tirreno – un bel programma, no? Proprio giugno, infatti, permette di vivere questa parte della Basilicata con una calma sempre più rara nelle grandi mete balneari italiane.
Treviso, Veneto
C’è chi sceglie giugno per il mare e chi invece preferisce città eleganti, vivibili e piene di atmosfera. Treviso è una di queste, con i suoi canali, le case affrescate e le piazze raccolte, la città veneta diventa perfetta all’inizio dell’estate. I tavolini all’aperto riempiono il centro storico, le biciclette scorrono lungo le mura e il clima invita a vivere lentamente ogni angolo della città.
Treviso è anche un’ottima base per esplorare le colline del Prosecco e piccoli borghi veneti meno battuti dal turismo internazionale. Un viaggio ideale per chi cerca arte, gastronomia e un’atmosfera sofisticata ma sempre all’insegna del relax.
iStockTreviso e i suoi canali
Ponza, Lazio
Visitare Ponza a giugno è ideale per vedere l’isola nel suo momento migliore. Il mare è già perfetto per i primi bagni, ma le folle estive non hanno ancora trasformato il ritmo del luogo. Le case color pastello del porto, le scogliere bianche e le calette raggiungibili solo via mare creano uno scenario mediterraneo spettacolare. Le giornate scorrono lentamente anche qui, tra giri in barca, piccoli ristoranti vista mare e tramonti che tingono il porto di rosa e arancione.
È una vacanza che sa di estate italiana allo stato puro, lontana dalla frenesia dell’alta stagione che qui, si vede, eccome.
iStockVeduta della bellissima Ponza
Castelluccio di Norcia, Umbria
Tra fine giugno e inizio luglio, l’altopiano di Castelluccio di Norcia inizia a trasformarsi in uno degli spettacoli naturali più belli d’Italia. La celebre fioritura regala campi colorati che sembrano dipinti, con sfumature rosse, viola, gialle e blu che cambiano ogni settimana. Visitare Castelluccio in questo periodo vuol dire dunque immergersi in un paesaggio quasi irreale, circondato dai Monti Sibillini e da una natura che in estate raggiunge il suo momento più spettacolare.
Le strade panoramiche umbre, i piccoli agriturismi e l’aria fresca dell’altopiano completano un viaggio perfetto per chi desidera rallentare davvero e spegnere le notifiche moleste dallo smartphone per fare un salto indietro nel tempo, quando la vita aveva questi ritmi.
iStockLa spettacolare fioritura a Castelluccio di Norcia
Camogli, Liguria
Giugno è forse il mese più bello per scoprire Camogli, meta piuttosto inflazionata in altri periodi. Il piccolo borgo marinaro ligure conserva ancora un’atmosfera autentica, con le facciate colorate che si specchiano nel mare e le barche dei pescatori attraccate lungo il porticciolo.
iStockVista del porto a Camogli
Le temperature sono ideali per passeggiare sul lungomare o raggiungere in battello luoghi iconici come San Fruttuoso e Portofino, evitando però il caos dell’alta stagione. Inoltre, in questo periodo la Riviera ligure vive una lunga serie di eventi, feste patronali e sagre legate al mare e alla tradizione gastronomica locale, da non farsi sfuggire se siete buone forchette. Camogli riesce a racchiudere tutto ciò che si cerca da una vacanza di giugno: bellezza, luce, buon cibo e quel senso di leggerezza che anticipa l’estate vera.
Il weekend del 9 e 10 maggio 2026 è quello della Festa della Mamma e quale migliore modo di festeggiare se non organizzando una gita fuori porta in famiglia? Abbiamo trovato alcuni eventi che sicuramente incontreranno i vostri gusti sparsi per tutto il territorio nazionale.
Sagre, mostre mercato, eventi di quartiere, degustazioni di ottimi vini e chi più ne ha più ne metta, ecco gli appuntamenti da non perdere.
Forse non lo sapete ma il 2026 è l’anno perfetto per visitare New York. Perché? Ci sono più voli diretti dall’Italia, migliori collegamenti aerei, non solo da Roma e Milano, e soprattutto ci sono tantissimi eventi in programma, a partire da America250.
Ecco perché visitare la Grande Mela quest’anno vale davvero la pena… e la spesa.
Nuovi voli dall’Italia
Da maggio 2026 United Airlines opera il primo volo diretto nella storia tra Bari e New YorkNewark. 4 volte a settimana, con un Boeing 767. Si parte da Bari alle 9:35 e si atterra a Newark alle 13:45 ora locale. Il ritorno da Newark parte alle 15:40 e arriva a Bari la mattina dopo. La tratta è attiva fino all’8 settembre.
Per chi viene dalla Puglia o dalle regioni vicine, non è una piccola cosa. Fino ad oggi raggiungere New York significava per forza passare da Roma o Milano, con tutto quello che comporta.
United porta intanto fino a 15 voli al giorno dall’Italia verso gli Stati Uniti. Oltre a Bari, ci sono le rotte da Roma, Milano, Napoli, Venezia e Palermo: tutte su Newark, più Roma su Washington e su altri hub americani. Da Newark si connette poi a oltre 55 destinazioni nel continente americano.
iStockNew York si prepara a un 2026 pieno di eventi
Independence Day
Il 4 luglio 2026 gli Stati Uniti compiono 250 anni. E New York non ha nessuna intenzione di lasciare che questa data passi in sordina.
Le celebrazioni partono il 3 luglio e vanno avanti fino all’8, con una concentrazione di eventi che non ha precedenti. Il più spettacolare, almeno sulla carta, è il Sail4th 250: una processione marittima con oltre 70 navi storiche e velieri che attraversa le acque intorno alla Statua della Libertà. Il tipo di scena che di solito si vede solo nei film.
Il 4 luglio c’è il Macy’s Fireworks Spectacular sull’East River: classico, grandioso, praticamente obbligatorio se sei in città. La sera del 3 luglio la sfera di Times Square scenderà per la prima volta fuori da Capodanno per celebrare i 250 anni.
iStockLo skyline di Manhattan non delude mai
Mondiali FIFA World Cup 2026
La Coppa del Mondo 2026 è la più grande di sempre: 48 squadre, 104 partite, tre Paesi. Inizia l’11 giugno in Messico e finisce il 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey.
Il magnifico MetLife Stadium nel New Jersey che ospiterà le partite di FIFA 2026
Già nella fase a gironi passano da lì Brasile, Francia, Germania, Inghilterra, Marocco. Il livello delle partite ospitate è altissimo anche prima della finale. Ma se si riesce a essere in città durante la settimana conclusiva del torneo, anche senza biglietto per lo stadio, l’atmosfera di New York con il mondo intero lì per il Mondiale è già uno spettacolo a sé.
7 anni senza concerti. Poi, luglio 2026, Barclays Center. Ariana Grande porta l’Eternal Sunshine Tour a Brooklyn con cinque date: 12, 13, 16, 18 e 19 luglio. Chi la segue e la ama, non aspettava altro che il suo ritorno… anche se già si era fatta vedere dai fan per la sua partecipazione a Wicked e Wicked 2.
L’ultima retrospettiva americana dedicata a Marcel Duchamp risale al 1973. Mezzo secolo dopo, il MoMA ci riprova e lo fa in grande: 300 opere, dalla pittura alla scultura, dal cinema alla fotografia. La mostra è aperta dal 12 aprile al 22 agosto 2026.
Una retrospettiva di questo livello è il modo migliore per capire perché tutto quello che è venuto dopo, concettuale, installazioni, performance, passa in qualche modo da lui. Nella primavera 2027 la mostra si sposterà a Parigi, al Grand Palais e al Centre Pompidou ma passa prima da New York.
Il 21 marzo 2026 il New Museum sulla Bowery ha riaperto dopo un’importante espansione. Il progetto è dello studio OMA e ha praticamente raddoppiato gli spazi espositivi. La mostra inaugurale lavora sul tema dell’essere umano nel mondo contemporaneo, con un’impostazione che già dalle prime recensioni sembra tutt’altro che didascalica.
La Biennale d’Arte di Venezia 2026 trasforma la città lagunare in un museo diffuso a cielo aperto. Tra musei, palazzi storici, fondazioni e spazi indipendenti, l’arte contemporanea invade ogni angolo della città in uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del panorama internazionale: 99 padiglioni nazionali, 31 eventi collaterali e 7 Paesi al debutto assoluto (Guinea, Guinea Equatoriale, Nauru, Qatar, Sierra Leone, Somalia e Vietnam) sono distribuiti tra i Giardini, l’Arsenale e tantissime altre sedi in città.
Ecco una mappa delle sedi e dei progetti in programma quest’anno e come parteciparvi.
Date e tema
La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia inizia il 9 maggio 2026 (con una pre apertura per la stampa avvenuta il 6, 7 e 8 maggio) e si chiude domenica 22 novembre.
Il titolo è In Minor Keys, il progetto postumo di Koyo Kouoh (venuta a mancare a maggio 2025), la prima curatrice africana nella storia della Biennale Arte. La Biennale è stata organizzata nel rispetto della sua visione.
Il tema parte da un’idea semplice ma precisa: spostare lo sguardo verso ciò che di solito resta in secondo piano. In Minor Keys richiama le tonalità minori della musica, legate a malinconia, profondità e introspezione, e le traduce in un approccio curatoriale. Qui l’arte invita a uscire dalla logica dello spettacolo per entrare in una dimensione più raccolta, dove contano le sfumature, le narrazioni marginali e le esperienze intime.
In tutto sono 111 gli artisti, provenienti da cinque continenti.
La Biennale di Venezia 2026 dedicata all’arte contemporanea si apre con una novità inattesa: a pochi giorni dall’inaugurazione, la giuria internazionale si è dimessa dopo le tensioni legate alla partecipazione di Russia e Israele. Il risultato è un cambio di rotta netto: i premi li decide il pubblico e nascono i “Leoni dei Visitatori”, uno per il miglior partecipante della mostra In Minor Keys e uno per la migliore partecipazione nazionale.
Si vota dal 9 maggio al 22 novembre, con risultati annunciati a fine mostra. Possono partecipare solo i visitatori con biglietto che abbiano visitato sia Giardini sia Arsenale, esprimendo un solo voto per ciascun premio.
iStockL’Arsenale di Venezia
I Giardini della Biennale di Venezia
I Giardini della Biennale ospitano 29 padiglioni nazionali permanenti, costruiti a partire dal 1907 e firmati in alcuni casi da architetti di fama mondiale come Alvar Aalto (Finlandia), Carlo Scarpa (Venezuela), Gerrit Rietveld (Paesi Bassi) e Josef Hoffmann (Austria). In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte In Minor Keys, i padiglioni diventano una mappa corale di temi che attraversano identità, memoria e trasformazione, con installazioni che vanno dalla performance alla scultura, fino a dispositivi immersivi e pratiche sonore.
Si passa dall’Australia di Khaled Sabsabi con il viaggio mistico de “The Conference of the Birds”, e poi dall’Austria di Florentina Holzinger con “Seaworld Venice”, dove miti marini e futuro della laguna si intrecciano in installazioni e azioni site-specific.
Il Belgio di Miet Warlop trasforma il padiglione in una performance corale con gesso, musica e partecipazione del pubblico, mentre il Brasile di Paulino e Varejão affronta la memoria coloniale attraverso tessuti e ceramiche “ferite”. Il Canada di Abbas Akhavan ricostruisce rovine culturali tra guerra e natura, e la Corea del Sud di Goen Choi e Hyeree Ro lavora su migrazione e identità tra materiali industriali e linguaggi ibridi.
Accanto a queste, la Finlandia di Jenna Sutela dà vita a ecosistemi viventi tra biologia e tecnologia, mentre la Francia di Yto Barrada trasforma il padiglione in un giardino politico di piante e contro-narrazioni. Germania, Regno Unito e Grecia chiudono il cerchio con rovine, archivi e realtà distorte: dai sistemi del potere di Naumann e Sung Tieu, alle storie rimosse di Lubaina Himid, fino all’“escape room” filosofica di Angelidakis.
Ecco i Paesi da non perdere ai Giardini della Biennale di Venezia e cosa offrono:
Australia: conference of one’s self;
Austria: Seaworld Venice;
Belgio: It Never Ssst;
Brasile: Comigo ninguém pode;
Canada: Abbas Akhavan: Entre chien et loup;
Repubblica Ceca e Slovacca: The Silence of the Mole;
Danimarca: Things to Come;
Egitto: Silence Pavilion: Between the Tangible and the Intangible;
Finlandia: Aeolian Suite;
Francia: Comme Saturne;
Germania: Ruin;
Regno Unito: Predicting History: Testing Translation;
Grecia: Escape Room;
Ungheria: Pneuma Cosmic;
Giappone: Grass Babies, Moon Babies;
Corea del Sud: Liberation Space: Fortress/Nest;
Paesi Bassi: The Fortress;
Paesi Nordici: How Many Angels Can Dance on the Head of a Pin?;
Polonia: Liquid Tongues;
Qatar: Untitled (a gathering of remarkable people);
Romania: Black Seas – Scores for the Sonic Eye;
Russia: The tree is rooted in the sky;
Serbia: Through Golgotha to Resurrection;
Spagna: Los Restos;
Svizzera: The Unfinished Business of Living Together;
Uruguay: Antifragile;
Stati Uniti: Call Me the Breeze.
L’Arsenale
All’Arsenale, l’Italia è il punto di riferimento naturale del percorso: tra le Corderie e le Artiglierie, lo spazio industriale diventa un atlante di storie provenienti da tutto il mondo. Qui, il padiglione italiano con Chiara Camoni (Con te con tutto) trasforma la ceramica in un gesto collettivo e domestico, costruito con materiali raccolti e lavorazioni condivise in Toscana.
Accanto, l’Arabia Saudita di Dana Awartani ricostruisce con tecniche artigianali le geometrie distrutte della Grande Moschea di Aleppo, mentre l’Israele di Belu-Simion Fainaru traduce il trauma storico in una pioggia di gocce d’acqua nera ispirate a Paul Celan.
Il paesaggio poi si allarga: l’Argentina di Matías Duville invita il pubblico a camminare su un disegno di sale e carbone che si consuma passo dopo passo, il Cile trasforma un fiume in crisi in una narrazione sonora su migrazioni e fake news, e le Filippine raccontano la vita invisibile dei marinai come infrastruttura emotiva del commercio globale.
Ecco i padiglioni da non perdere all’Arsenale:
Albania: A Place in the Sun;
Argentina: Monitor Yin Yang;
Cile: Inter-Reality;
Cina: Dream Stream;
India: Geographies of Distance: remembering home;
Irlanda: Dreamshook;
Israele: Rose of Nothingness;
Italia: With You with Everything;
Lettonia: Untamed Assembly: Backstage of Utopia;
Libano: Don’t Get Me Wrong;
Lussemburgo: La Merde;
Malta: No Need To Sparkle; Experiments in Love and Revolution;
Messico: Actos invisibles para sostener el universo;
Marocco: Asǝṭṭa;
Oman: Zīnah (Adornment);
Panama: Tropical Hyperstition;
Perù: Sara Flores. From Other Worlds;
Filippine: Sea of Love / Dagat ng Pag-ibig;
Arabia Saudita: May your tears never dry, you who weep over stones;
Singapore: A Pause;
Slovenia: Soundtrack for an Invisible House;
Timor Est: Across Words;
Turchia: A Kiss on the Eyes;
Ucraina: Security Guarantees;
Emirati Arabi Uniti: Washwasha;
Uzbekistan: The Aural Sea.
I padiglioni nel resto della città
La mappa dei padiglioni diffusi nella città si allarga oltre Giardini e Arsenale, trasformando Venezia in un museo a cielo aperto diffuso. Ogni luogo trasformato in spazio espositivo offre l’occasione perfetta per scoprire luoghi insoliti della città lagunare, meno battuti dal turismo di massa, tra calli, chiese antiche e palazzi storici.
Tra i debutti alla Biennale spicca l’Ecuador, dove il collettivo Tawna e Oscar Santillán costruisce un ponte tra cosmologie amazzoniche e tecnologie contemporanee, mentre El Salvador trasforma Palazzo Mora in una mappa emotiva della migrazione, con sculture che incorporano QR code come tracce di voci sfollate.
Anche Barbados firma una delle presenze più interessanti della Biennale 2026. Per la prima volta un’artista dell’isola entra nella mostra internazionale principale: Annalee Davis. La sua ricerca intreccia ecologia, memoria coloniale e pratiche botaniche, partendo dal concetto di plantationocene, che collega la crisi climatica contemporanea alle economie coloniali delle piantagioni. Le opere nascono nella sua fattoria-studio di St. George, antica piantagione del XVII secolo trasformata oggi in luogo di cura, osservazione e resistenza ambientale. A Venezia porta così una riflessione potente sulle ferite lasciate dal colonialismo e sul rapporto tra natura, memoria e possibilità di rigenerazione.
Marvin Systermans, Spore Initiative“Martinican Mandala” nella mostra di Annalee-Davis
Proseguendo, il Pakistan ricuce il Punjab attraverso ricami e fotografie, ribaltando il confine tra arte e artigianato, mentre il Kosovo porta una pittura monumentale sull’attesa come condizione politica, e la Lituania trasforma teorie archeologiche in un rituale coreografico tra corpi e paesaggio con il film Animism sings anarchy, girato in 16mm: qui l’artista lituana Emilija Škarnulytė si ispira agli studi dell’archeologa Marija Gimbutas sulle società neolitiche animiste e matrilineari, dando vita a una sorta di preghiera visiva tra trance, memoria e natura. Le scene, girate tra musei e grotte della costa pugliese vicino a Grotta Scaloria, si sviluppano come movimenti rituali sospesi tra archeologia, spiritualità e performance contemporanea.
Eglė BudvytytėUn frame di “Animism sings anarchy” di Eglė Budvytytė
Il padiglione della Bulgaria trasforma invece gli spazi della Sala Tiziano – Centro Culturale Don Orione Artigianelli in un laboratorio immersivo tra arte, videogame e immaginazione politica. Il progetto riunisce le opere di Gery Georgieva, Maria Nalbantova, Rayna Teneva e Veneta Androva, che affrontano temi come disinformazione digitale, ecologia, cura collettiva e memoria post-sovietica. Tra paludi da preservare, miti online, algoritmi e la contraddizione della Valle delle Rose bulgara (dove convivono raccolta floreale e industria bellica) il padiglione immagina un futuro costruito attraverso pratiche di attenzione, gioco e resistenza condivisa.
Accanto a queste presenze, lo Zimbabwe racconta la trasformazione come sopravvivenza, ed Ecuador e Bahamas intrecciano memorie coloniali, collaborazioni postume e pratiche di riuso.
Sono tantissime le iniziative sparse per la città, noi le abbiamo suddivise per sestieri per orientarsi al meglio in questo intricato mondo artistico a cielo aperto.
Castello
Armenia: The Studio – Tesa 41, Arsenale Militare / Fondamenta Case Nuove 2738/C;
Azerbaijan: The Attention – Campo della Tana, Castello 2124/A – 2125;
Barbados: Ancestral Threads: A Garden of Memory, curato da Annalee Davis – Spazio 22, Calle del Dose, Castello – 2277
Croazia: Compelled by Fright and Beauty – Palazzo Zorzi;
Cuba: Hombres Libres / Free Men – Il Giardino Bianco – Art Space, Castello 1814;
Cipro: It Rests to the Bones – Associazione Culturale Spiazzi, Castello 3865;
Ecuador: TAWNA & Oscar – Castello 1636/A;
Estonia: The House of Leaking Sky – Calle San Domenico 1285;
Etiopia: Shapes of Silence – Palazzo Bollani, Castello 3647;
Kosovo: Hard Teeth – Chiesa di Santa Maria del Pianto;
Santa Sede: The Ear is the Eye of the Soul – Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, Castello 450 (+ Cannaregio);
Islanda: Pocket Universe – Docks Cantieri Cucchini, San Pietro di Castello;
Kazakhstan: Qoñyr: The Archive of Silence – Museo Storico Navale, Castello 2148;
Lituania: animism sings anarchy – Fucina del Futuro, Castello 5063/B;
Le esposizioni sono fruibili dal martedì alla domenica, mentre restano chiuse il lunedì (ma fanno eccezione lunedì 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre, 16 novembre). Si seguono i seguenti orari:
Orario estivo: 11:00 – 19:00 (dal 9 maggio al 27 settembre – ultimo ingresso 18:45);
Fino al 26 settembre, solo sede Arsenale: venerdì e sabato apertura prolungata fino alle ore 20:00 (ultimo ingresso ore 19:45);
Orario autunnale: 10:00 – 18:00 (dal 29 settembre al 22 novembre – ultimo ingresso 17:45).
I biglietti, acquistabili sul sito ufficiale della Biennale di Venezia, costano: 30 euro intero, 20 euro ridotto (over 65 e residenti comune di Venezia) e 16 euro per studenti e/o under 26. Ci sono ulteriori riduzioni e condizioni speciali per persone con disabilità, gruppi e gite scolastiche.
Le sedi espositive principali si raggiungono da Piazzale Roma o dalla Ferrovia di Venezia con il vaporetto: per l’Arsenale si possono prendere le linee ACTV 1 e 4.1; per i Giardini linee ACTV 1, 2, 4.1, 5.1, (6 solo da Piazzale Roma).
Altre mostre ed eventi da non perdere a Venezia
Durante la Biennale Arte 2026, anche i musei veneziani si trasformano in estensioni diffuse della manifestazione con esposizioni parallele che riflettono sui grandi temi contemporanei. Tra le più interessanti c’è The Visitors di Hernan Bas, ospitata nelle Sale Dom Pérignon di Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna. Per l’occasione l’artista ha realizzato oltre 30 nuovi dipinti all’interno di un’installazione immersiva pensata appositamente per gli spazi del museo.
Hernan BasDue opere di Hernan Bas: “The Romeo of last resort” e “The self-designated representative of Marie Laveau’s tomb on Mardi Gras”
Ispirandosi proprio a Venezia e al turismo di massa che da anni ne trasforma identità e quotidianità, Bas mette in scena turisti occidentali colti in situazioni sospese tra ironia, disagio e artificio. Dai luoghi iconici come la Gioconda o la Fontana di Trevi fino alle mete del cosiddetto “dark tourism” come Chernobyl o la foresta giapponese di Aokigahara, i protagonisti dei suoi quadri appaiono spesso smarriti, impegnati a fotografare, posare o inscenare esperienze costruite più per essere raccontate che vissute davvero. Il risultato è una riflessione visiva potente sulla globalizzazione, sul consumo dei luoghi e sulla sottile distanza tra chi visita e ciò che attraversa.
Tra gli eventi collaterali più particolari della Biennale 2026 c’è anche Shame Parade, il progetto con cui la Scozia arriva a Venezia attraverso il duo Bugarin + Castle. La mostra, allestita negli spazi di Olivolo nel sestiere di Castello, rilegge in chiave queer e contemporanea gli antichi rituali europei di umiliazione pubblica, mescolando performance, scultura, video e installazioni. Tra castelli scozzesi, karaoke filippini, armature medievali e cultura pop, gli artisti costruiscono un universo carnevalesco e provocatorio in cui vergogna, identità e trasformazione diventano materia artistica.
Bugarin + Castle“Set Upon” di Bugarin + Castle, 2026
Un altro evento collaterale tra i più immersivi c’è anche Paper Tears di Claudia Pagès Rabal, ospitato ai Docks Cantieri Cucchini a San Pietro di Castello. L’installazione trasforma antiche filigrane cartarie del XV secolo in immagini luminose, suoni e proiezioni che riflettono sui sistemi di potere, controllo e circolazione delle informazioni tra passato e presente. Partendo dagli archivi storici della Catalogna e dai legami commerciali tra Mediterraneo e Atlantico, l’artista costruisce un percorso visivo quasi ipnotico fatto di acqua, rotte, documenti e memorie sommerse. Il risultato è un viaggio tra storia e contemporaneità che dialoga anche con temi molto attuali, dalle migrazioni alle tensioni geopolitiche.
Flavio Coddou“Paper Tears” di Claudia Pagès Rabal – Catalonia in Venice 2026
Da non perdere è anche la mostra Diario veneziano di Ilya Kabakov e Emilia Kabakov, allestita tra Ca’ Tron e il Padiglione Venezia ai Giardini della Biennale. Non è una semplice esposizione, ma un grande ritratto collettivo della città costruito insieme ai veneziani: oltre 700 abitanti hanno contribuito con pagine di diario, ricordi e oggetti personali trasformati in un mosaico di storie intime e quotidiane. Gondolieri, studenti, artigiani, famiglie storiche e nuovi residenti diventano così protagonisti di un’opera che racconta la Venezia reale, lontana dalle cartoline e dal turismo di massa.
Quando si pensa alla Danimarca le mete predilette sono alte eppure nonostante non rientri nella lista dei posti più instagrammabili d’Europa Aalborg sta guadagnando terreno e per il 2026 potrebbe diventare una delle mete top da scoprire. Perché? I motivi sono tanti, a partire da un nuovo collegamento aereo dall’Italia attivo dal 30 aprile con partenza ogni giovedì e per i numerosi eventi imperdibili in programma.
I nuovi voli dall’Italia
Aalborg si trova sul Limfjord, nel nord della Danimarca. Non è Copenaghen ma la città che negli ultimi anni ha investito sulla scena culturale, sulla gastronomia, sugli spazi pubblici. I danesi la conoscono bene ma i turisti italiani molto meno.
Dal 30 aprile Aalborg è raggiungibile direttamente dall’Italia senza scali. Volotea ha attivato il collegamento da Verona: ogni giovedì, dall’aeroporto Catullo, parte il volo diretto per il nord della Danimarca. Una frequenza settimanale, stabile per tutta la stagione estiva, che per la prima volta collega il Veneto al Limfjord senza passare per Copenaghen o altri hub nordici.
iStockAalborg al tramonto ha un fascino unico
Aalborg Carnival
Il 23 maggio la città si riempie di sfilate, costumi e musica. Si stima la presenza di tantissime persone lungo il percorso della parata. Una settimana di eventi culmina in quella giornata, con colori e caos che hanno poco a che fare con l’immagine austera che spesso si ha della Danimarca.
Dal 30 luglio al 2 agosto arriva la Tall Ships Races, una delle manifestazioni veliche più spettacolari del circuito internazionale. Le navi a vela alte decine di metri attraccano lungo il lungomare del Limfjord, circa millecinquecento marinai da tutto il mondo, e la città si trasforma. Fuochi d’artificio, musica, cibo: i punti migliori per assistere all’arrivo delle imbarcazioni sono il ponte sul Limfjord, il lungomare di Havnefront e Lindholm Strandpark. Per Aalborg è un appuntamento di quelli che non si ripetono spesso; è l’ultima tappa dell’intera regata 2026.
La Lars Lilholt Band suona a Skovrock, uno dei concerti all’aperto più attesi della stagione danese. Lilholt è una di quelle figure della musica folk-rock scandinava che fuori dalla Danimarca quasi nessuno conosce, ma che lì riempie i parchi da trent’anni. Vale il viaggio anche solo per questo.
Aalborg Streetfood
Sul fronte gastronomico, la tappa obbligata è Aalborg Streetfood, mercato permanente ricavato da una vecchia fabbrica di mobili sul porto di Skudehavnen. Cucina da tutto il mondo, banco dopo banco, con un’atmosfera che mescola il recupero industriale all’informalità tipica dei mercati nordici. Costa poco, è pieno di gente del posto e non ha nulla a che fare con il turismo da depliant.
Gli eventi per bambini allo zoo
È l’attrazione più visitata della città, e non è difficile capire perché. Lo zoo di Aalborg ospita una delle famiglie di orsi polari più famose del circuito zoologico europeo, seguita da migliaia di persone anche via webcam, prima ancora di mettere piede in Danimarca.
Il 20 giugno l’attrazione celebra l’avvento dell’estate a modo suo con un evento pensato a misura di bambino. Protagonista della giornata è Pindsvinet Børste, il riccio più famoso della Danimarca, che sale sul palco della Zoofariscenen alle 11 e alle 13 con due spettacoli dal vivo, e nel mezzo riceve i piccoli fan in due sessioni di meet and greet.