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Musei, siti archeologici e castelli aperti a Ferragosto 2026: dove andare il 15 agosto

11 août 2026 à 11:00

Ferragosto non significa necessariamente mare, per chi resta in città o è in viaggio e vuole alternare una giornata culturale alla spiaggia, il 15 agosto 2026 offre moltissime possibilità. Il Ministero della Cultura ha previsto l’apertura di musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali, compresi castelli, abbazie, ville e giardini.

Le visite si svolgeranno negli orari e con le modalità stabilite dalle singole strutture. Da sottolineare che quella del 15 agosto non è un’apertura gratuita. Per visionare tutti i siti aperti e le informazioni relative ad orari e eventuali prenotazioni, consultare il sito ufficiale del Ministero della Cultura.

Nord Italia

Nel Nord Italia le occasioni spaziano dall’archeologia alle residenze storiche. In Piemonte si possono scegliere il Castello di Racconigi, aperto dalle 9 alle 19, oppure il Castello di Moncalieri, mentre nell’area di Gavi è possibile visitare il Forte di Gavi e l’area archeologica di Libarna.

A Ferragosto anche Torino apre le porte alla cultura: sabato 15 agosto la Fondazione Torino Musei accoglie visitatori e turisti alla GAM, al MAO e a Palazzo Madama, tutti aperti con orario continuato dalle 10 alle 18 e con biglietto ridotto per le collezioni e le mostre. Alla GAM si possono visitare, tra le altre, “Un altro Novecento” e le esposizioni dedicate a Vincenzo Agnetti e Lisetta Carmi; al MAO è protagonista “Paesaggi da sogno”, con le celebri stampe di Hiroshige dedicate alle 53 stazioni della Tōkaidō; a Palazzo Madama si possono invece scoprire le mostre “MonumenTO”, “Giardini” e “Bianco al femminile”. La giornata sarà arricchita anche da visite guidate speciali, dedicate alle collezioni e alle mostre dei tre musei, con prenotazione consigliata.

In Emilia-Romagna, Palazzo Milzetti – Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna – a Faenza accoglie i visitatori dalle 9 alle 18.30 e propone anche una visita guidata (alle ore 16:30) dedicata al significato storico di Ferragosto. A Modena e provincia sono aperte la Galleria Estense e il Palazzo Ducale di Sassuolo.

Ma il Ferragosto in Emilia-Romagna regala tanti altri appuntamenti. A Piacenza la giornata si tinge di magia al calar del sole con “Le Cupole al Tramonto – Mirabili Prospettive”: si possono visitare la Cattedrale e Santa Maria di Campagna, ammirando alla luce del tardo pomeriggio gli affreschi di Guercino e Pordenone. A Rivalta, sempre nel Piacentino, Ferragosto si festeggia tra storia e sapori al Castello di Rivalta, dove il borgo medievale accoglie i visitatori per una giornata speciale. Dalle 10:30 sono previste visite guidate su prenotazione alle eleganti sale storiche, accompagnate dai Conti Zanardi Landi, mentre al Bistrot del Borgo si può scegliere tra la tradizionale grigliata di Ferragosto e il menù estivo. La giornata prosegue tra aperitivi e una cena sotto le stelle.

Torna la kermesse "Oh Che Bel Castello!" in Emilia-Romagna
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Castello di Rivalta, Rivalta Trebbia (PC)

A Modena, la Fondazione AGO apre a Ferragosto dalle 15 alle 19, offrendo l’occasione di visitare due mostre: “Visioni necessarie”, dedicata alla fotografia italiana contemporanea al femminile, e “Figurati Modena”, progetto nato per celebrare i vent’anni del Museo della Figurina. A Reggio Emilia, nel weekend di Ferragosto, si può visitare la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, dedicata al grande cantautore e allestita allo Spazio Gerra dalle 16 alle 20. Il percorso racconta la sua poetica attraverso nove canzoni, materiali d’archivio inediti, fotografie personali e opere di illustratori, creando un viaggio tra musica, memoria e parole.

Bologna, infine, offre diverse occasioni per trascorrere Ferragosto tra arte e fotografia: a Palazzo Pepoli è aperta “Frida Kahlo. Lo sguardo come identità”, dalle 10 alle 19; alla Fondazione MAST si può invece visitare “Bernd & Hilla Becher. History of a Method”, ampia retrospettiva dedicata ai due grandi fotografi tedeschi; al MAMbo protagonista è “Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce”, che racconta il sodalizio tra il fotografo e lo scrittore. Apertura straordinaria anche a Palazzo Fava, dove è possibile visitare “Banksy Archive 01 – The School of Bristol (1983–2005)”, prorogata fino al 18 ottobre.

In Liguria, invece, Palazzo Reale e Palazzo Spinola a Genova aprono eccezionalmente nel pomeriggio (13:30-19), mentre il Forte Santa Tecla di Sanremo può essere visitato in fascia serale (17:30-23:30).

Anche il Veneto offre diverse alternative: il Museo nazionale di archeologia del Mare di Caorle sarà aperto dalle 9 alle 13, mentre il Museo nazionale Atestino di Este e il Museo archeologico nazionale Concordiese di Portogruaro saranno regolarmente aperti al pubblico con le solite modalità di ingresso.

Musei e castelli aperti a Ferragosto al Nord
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Veduta aerea di Racconigi

Centro Italia

Al Centro, Roma si conferma una delle destinazioni più ricche per trascorrere Ferragosto tra arte e storia. Il 15 agosto sono visitabili, tra gli altri, Castel Sant’Angelo, aperto dalle 9 alle 19.30, Palazzo Barberini, dalle 10 alle 19, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell’Appia Antica. Anche il Pantheon rientra nel programma delle aperture.

In Toscana, il Museo Archeologico Nazionale di Siena sarà aperto dalle 10 alle 19, offrendo l’occasione di scoprire le collezioni che raccontano la storia antica del territorio, mentre a Siena si può aggiungere una visita a Villa Brandi a Vignano, organizzata su turni (14-15:30-17). Nelle Marche, tra le proposte figurano il Museo Archeologico Nazionale di Ancona, l’Antiquarium statale di Numana e la Rocca Roveresca di Senigallia: un’occasione per unire patrimonio archeologico, arte e architettura fortificata.

Sud Italia

Scendendo verso Sud, la scelta comprende grandi complessi monumentali e importanti aree archeologiche. A Napoli sono aperti il Museo e Real Bosco di Capodimonte, la Certosa e Museo di San Martino e Villa Floridiana.

Poco più a sud, al Parco Archeologico di Ercolano, il Ferragosto si trascorre tra le vestigia dell’antica città romana: il Parco Archeologico sarà infatti regolarmente aperto anche il 15 agosto, dalle 8:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 18). Un’occasione per visitare uno dei siti archeologici più affascinanti d’Italia, Patrimonio UNESCO, proprio in un’estate che sta facendo registrare numeri in crescita: a luglio sono stati 44.985 i visitatori, il 6,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025.

In Campania meritano attenzione anche la Certosa di San Lorenzo a Padula, il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano, dove si racconta la storia degli Etruschi di frontiera e il Museo alla Reggia di Caserta.

In Puglia, invece, si può scegliere tra il Castello Svevo di Bari, il Castello Svevo di Trani e il Castello di Copertino, oppure visitare l’Anfiteatro romano di Lecce. Anche il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, con la mostra dedicata ad atleti e competizioni nel Mediterraneo, è tra le aperture del 15 agosto.

Musei e siti archeologici aperti a Ferragosto al Sud
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Bari, Castello Svevo

La magia di Ferrara d’estate: i luoghi del Summer Festival tra musica e storia

15 juin 2026 à 16:28

Ferrara è un vero gioiello ricco di storia e di tradizioni che merita assolutamente una visita. Famosa per essere la città delle biciclette – qui ci si muove benissimo sulla due ruote, e non solo da adesso, ma da decenni – è una delle più belle città d’arte italiane, con il Castello Estense che domina il centro storico, con uno dei musei più belli d’Italia, Palazzo dei Diamanti, che ospita ogni anno importantissime mostre, e una maestosa cattedrale del XII secolo, il Duomo di San Giorgio, interamente di marmo, da fare invidia anche alle più blasonate chiese d’Europa.

Quando arriva la bella stagione, gli eventi e i ferraresi, che amano stare all’aria aperta, animano le strade e le piazze trasformando Ferrara in una grande e unica festa.

Tra gli eventi che più la vivacizzano c’è il Ferrara Summer Festival, un evento che concentra gli appuntamenti nei mesi estivi, ma che in realtà si estende fino a inverno inoltrato (dal 13 giugno fino a gennaio 2027) e che trasforma Ferrara in un palcoscenico a cielo aperto con concerti live e musical, un’occasione per scoprire alcune delle location più belle della città emiliana.

Ferrara Summer Festival 2026

Il Ferrara Summer Festival è una manifestazione di musica – ma non solo – che coinvolge famosissimi artisti (dai Megadeth – lo scorso 14 giugno – a Marilyn Manson l’11 luglio, che sono concerti a pagamento) e altri eventi musicali gratuiti aperti a tutti come i dj set con il celebre Paul Kalkbrenner, il 20 giugno, i gospel (21 giugno), le serate musicali per il 50° compleanno di Radio 105 (18 e 19 giugno) e che comprende anche una rassegna di spettacoli, e non, nel periodo estivo, tutti all’interno del centro storico di Ferrara.

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Ufficio stampa
La piazza Ariostea a Ferrara durante il Summer Festival

Tra questi, anche La notte dei format il 25/06 per ballare a suon di musica con le hit dagli Anni ’80 ai Duemila, e il più grande karaoke d’Italia, perfetto anche per i più piccoli. Inoltre, dal 22 al 26 luglio 2026, la piazza ospita una delle più grandi produzioni teatrali al mondo: Notre Dame de Paris. Un palcoscenico monumentale avvolge le notti di Ferrara con il capolavoro di Riccardo Cocciante.

La cornice rinascimentale della città crea la suggestione per vivere delle serate di spettacolo uniche. I concerti del Ferrara Summer Festival si svolgono all’aperto, principalmente in piazza Ariostea, l’antica piazza ovale che ogni anno ospita anche il Palio di Ferrara, che si svolge ogni anno l’ultima domenica di maggio.

Le location del festival

Per chi si reca a Ferrara in occasione del Summer Festival, ci sono diverse curiosità da conoscere intorno alle sedi degli eventi.

Piazza Ariostea

La piazza Ariostea, la principale location dei concerti e degli eventi del Ferrara Summer Festival, prende il nome dal poeta Ludovico Ariosto, che visse a Ferrara lavorando per la corte Estense e componendo diverse opere, tra cui il famoso poema cavalleresco L’Orlando Furioso, e la cui statua troneggia nel centro adagiata su una colonna. Voluta da Ercole I d’Este nel XV secolo, fu realizzata dall’architetto di corte Biagio Rossetti insieme a un ampio progetto urbanistico che vide la città completamente trasformata. Dal Campanile di San Giorgio alla cinta muraria fino ai più bei palazzi ferraresi, la sua mano è arrivata ovunque.

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123RF
Piazza Ariostea di giorno con la statua dell’Ariosto

Ed è proprio grazie al suo intervento urbanistico che, nel 1995, Ferrara è diventata “Città del Rinascimento Patrimonio dell’Umanità” dell’UNESCO. Tutt’intorno alla piazza, si possono ammirare edifici storici, come Palazzo Massari, sede dei Musei civici di Arte moderna e contemporanea (attualmente chiuso per lavori di restauro). Questa zona si trova a poco più di dieci minuti a piedi dal Castello Estense (quattro in bicicletta).

Sottomura Open Air

Alcuni eventi, come il Fuoricorso – Unifest (17 e 24 giugno), una delle serate universitarie (gratuite) più attese dell’estate che è parte del Summer Festival, si svolgono al Sottomura Open Air, una delle location più suggestive di Ferrara per eventi musicali e festival all’aperto. Situato lungo le storiche mura rinascimentali della città, questo spazio all’aperto immerso nel verde unisce architettura e musica. Si trova a circa 10–15 minuti a piedi dal centro storico.

Mura Estensi

All’interno del Summer Festival si svolge anche la Fluo Run Ferrara (3 luglio), che non è una semplice corsa bensì un vero e proprio festival dedicato al movimento, al benessere e al divertimento. Le attività fitness guidate dai coach ufficiali dell’evento si svolgono in piazza Ariostea e culminano con la fun race di 5 km, una corsa – o camminata – notturna che attraversa le suggestive Mura Estensi -che oggi misurano solo 9 km, ma che nel Medioevo circondavano l’intera città – e il magnifico centro storico di Ferrara.

Sala Estense

Anche la Sala Estense ospita alcuni eventi del festival che dura fino all’autunno. Tra questi, l’omaggio a Lucio Battisti (8 novembre), a Fabrizio De André (28/11), alle musiche dei film di Tim Burton (23 gennaio), l’Hans Zimmer Tribute (14/11) e il tributo al fumettista e regista giapponese Hayao Miyazaki produttore del film La città incantata (15/11), con le colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema. Questo edifico ha una storia lunghissima. Ex cinema e oggi teatro, la sua costruzione si deve anch’essa a Ercole d’Este che la fece erigere come cappella di corte chiamandola Chiesa Nuova. Al suo interno vi venivano esposte le salme degli Estensi. Fino all’800 venne ancora utilizzata, poi abbandonata finché non iniziarono i lavori di recupero e oggi ha un piccolo palcoscenico e una bella sala in stile Liberty. Dell’antica chiesa è rimasto solo il portale sulla facciata.

In collaborazione con Ferrara Summer Festival

Itinerario in Emilia-Romagna sulle tracce delle grandi donne che ne hanno fatto la storia

Par : losiangelica
6 mars 2026 à 16:00

In Emilia-Romagna la storia passa spesso da una figura femminile. Imperatrici, duchesse, artiste, ma anche personaggi leggendari e protagoniste della politica. Nei secoli hanno lasciato tracce concrete: nelle città, nei castelli, nei musei, perfino nel paesaggio. L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, è l’occasione per seguire questo filo che attraversa la regione e mette insieme caratteri molto diversi: ambizioni, passioni, visioni lontane tra loro. Da Parma a Ravenna, da Ferrara a Bologna, fino alla Romagna, ecco un itinerario che segue le tracce delle donne che hanno attraversato epoche diverse.

Parma e la “Buona Duchessa”

Una delle figure più amate della storia parmense è Maria Luigia d’Austria. Arrivò a Parma nel 1816, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, di cui era stata moglie. E in questa città che rimase fino alla morte, nel 1847.

Il suo ricordo in città è ancora vivissimo. Maria Luigia governò il Ducato di Parma e Piacenza con un approccio pragmatico ma anche molto attento alla vita culturale. Non a caso è ricordata come la “Buona Duchessa”. Come scoprire la sua storia? All’interno della Galleria Nazionale di Parma si può osservare il ritratto con la firma di Giovan Battista Borghesi dove compaiono anche progetti come il Teatro Regio che sottolineano il ruolo di mecenate della duchessa.

Sull’Appennino reggiano con Matilde di Canossa

Se Parma racconta l’Ottocento, basta spostarsi verso l’Appennino reggiano per tornare indietro di molti secoli. E vedere la figura di Matilde di Canossa, una delle donne più influenti del Medioevo europeo, dominare la scena.

La Grancontessa ha saputo governare il territorio vasto di Lombardia, Emilia e Toscana tanto che il suo nome è rimasto nei libri di storia. Non è un caso che in occasione dell’8 marzo 2026 la città abbia previsto diverse occasioni in suo onore, tra cui la mostra “Matilde era femminista?” all’interno del castello e un percorso nel labirinto Cuore di Matilde per richiamare il legame tra spiritualità e potere.

Modena e la regina italiana d’Inghilterra

Tra le storie meno note, ma non meno affascinanti, c’è quella di Maria Beatrice d’Este. Nata a Modena nel 1658, divenne regina d’Inghilterra, Scozia e Irlanda sposando Giacomo II Stuart. È uno dei rarissimi casi di un’italiana salita sul trono inglese.

La sua vicenda si intreccia con una delle fasi più turbolente della storia britannica, segnata da conflitti religiosi e rivoluzioni politiche. Maria Beatrice fu una figura molto discussa nel contesto inglese, ma rimase sempre profondamente legata alla sua origine modenese.

Negli ultimi anni il Comune di Modena ha avviato un progetto di valorizzazione dedicato alla sua memoria. L’Archivio storico cittadino conserva e digitalizza documenti legati alla sua vita, permettendo oggi di ricostruire con maggiore precisione il ruolo che ebbe nelle vicende europee del XVII secolo.

Bologna, le artiste che sfidarono il loro tempo

A Bologna il racconto delle grandi donne della storia passa anche dall’arte. E porta a due figure che, in epoche diverse, hanno lasciato un segno forte nella città.

La prima è Properzia de’ Rossi, attiva tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento. È considerata la prima scultrice documentata della storia occidentale. In un ambiente dominato dagli uomini riuscì comunque a ritagliarsi spazio e riconoscimento. Alcune sue opere sono ancora visibili in città, dalla Basilica di San Petronio al Museo Civico Medievale. Anche Giorgio Vasari la citò nelle Vite, colpito dalla finezza con cui sapeva lavorare il marmo.

Due secoli dopo Bologna vede emergere un’altra protagonista: Elisabetta Sirani. Pittrice del Seicento, morì a soli ventisette anni ma fu tra le artiste più attive della scena bolognese. Non solo per la quantità di opere realizzate, oggi conservate soprattutto alla Pinacoteca Nazionale, ma anche per un progetto allora inedito: una scuola di pittura pensata per formare giovani donne. Una delle prime esperienze del genere in Europa.

Ferrara e la corte di Lucrezia Borgia

Ferrara racconta invece la storia di una donna che ancora oggi divide gli storici: Lucrezia Borgia. Figlia di papa Alessandro VI, la sua reputazione è stata per secoli avvolta da leggende oscure. La figura femminile è tra le più complesse per la sua storia: è arrivata in città come moglie di Alfonso I d’Este e ha saputo distinguersi per il suo apporto nel costruire il centro culturale del rinascimento sostenendo poeti e letterati. La sua presenza è ancora forte oggi tra le sale del Castello Estense e di Palazzo Schifanoia.

Forlì e la Leonessa della Romagna

Scendendo verso la Romagna si incontra la figura impetuosa di Caterina Sforza. Soprannominata la Tigre di Forlì e la Leonessa della Romagna, la figlia naturale del duca Galeazzo Maria Sforza è tra le donne simbolo della regione grazie al suo apporto al governo di Forlì e Imola.

Uno dei luoghi più legati alla sua storia è la Rocca di Ravaldino, la fortezza che difese durante gli assedi. Recentemente restaurata, oggi rappresenta una delle tappe più suggestive per comprendere il ruolo politico di questa figura femminile.

A Forlì si trova anche il celebre ritratto attribuito a Lorenzo di Credi, noto come “Dama del Gelsomino”, conservato nel complesso dei Musei San Domenico.

Ravenna e l’eredità di Galla Placidia

Ravenna costudisce la figura dai Galla Placidia simbolo dell’impero romano di Occidente e figlia dell’imprenditore Teodosio I. Oltre ad aver fatto da reggente all’impero per conto del figlio Valentiniano III è possibile osservare la sua eredità nel mausoleo riccamente decorato da straordinari mosaici. L’opera, simbolo di arte paleocristana, rientra nei siti UNESCO di Ravenna.

Interni mosaicati del mausoleo di Galla Placidia
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Gli interni con i mosaici del mausoleo di Galla Placidia

Rimini e la leggenda di Francesca

L’itinerario tocca anche Rimini dove si può approfondire la storia d’amore di Francesca di Rimini e Paolo Malatesta che compare anche tra le pagine della Divina Commedia di Dante. All’interno di Castel Sismondo, oggi parte del Fellini Museum, sono conservati diverse testimonianze della famiglia Malatesta.  Il filo tra storia, mito e poesia incanta i visitatori che hanno modo di scoprire da vicino una figura femminile irriverente per l’epoca e capace di lasciare tracce che superano i secoli.

L’Emilia-Romagna le custodisce ancora oggi, tra castelli medievali, palazzi rinascimentali, musei e monumenti. L’8 marzo diventa così non soltanto una giornata simbolica, ma l’occasione per riscoprire una parte importante della storia italiana raccontata da uno sguardo femminile.

Le mostre da vedere in Italia a marzo 2026

1 mars 2026 à 10:00

Grandi, anzi, grandissime sono le mostre che vengono inaugurate in Italia nel mese di marzo. Da Warhol a van Dyck, da Giotto alla scuola di Caravaggio, gli appuntamenti di primavera con l’arte sono davvero imperdibili. Ai grandi Maestri che debuttano nei musei italiani si aggiungono alcune delle più importanti mostre ancora in corso che, se non avete ancora visto, meritano assolutamente un viaggio.
Ecco le dieci mostre selezionate per voi da non mancare.

Andy Warhol a Ferrara

Dal 14 marzo al 19 luglio 2026, Ferrara diventa capitale della creatività con la mostra “Andy Warhol. Ladies and Gentlemen”, ospitata nello storico Palazzo dei Diamanti. L’esposizione celebra il genio rivoluzionario di Andy Warhol, proponendo un’esperienza immersiva che ripercorre la leggendaria rassegna del 1975-76 e ne aggiorna lo spirito per il pubblico contemporaneo. La mostra, con oltre 150 opere tra serigrafie, Polaroid e ritratti, esplora i temi che lo hanno reso un’icona dell’arte moderna: la celebrità, la riproducibilità dell’immagine e il confine sempre più labile tra cultura alta e popolare. Ogni sala racconta una storia diversa, alternando volti noti e figure meno celebrate in un dialogo visivo che riflette sulla costruzione dell’identità e sull’impatto dei media nella società. Colori vividi, composizioni seriali e sperimentazioni fotografiche trasformano l’esposizione in un viaggio sensoriale, capace di coinvolgere sia gli appassionati d’arte sia chi si avvicina per la prima volta alla Pop Art.

Anton van Dyck a Genova

Dal 20 marzo al 19 luglio 2026, l’Appartamento e Cappella del Doge di Palazzo Ducale a Genova ospita “Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra“, la più grande mostra degli ultimi 25 anni dedicata a uno degli artisti più iconici della storia dell’arte internazionale e tra i più amati dal grande pubblico. Un “genio” capace di scavalcare i secoli e incontrare il gusto, per contenuti e tecnica pittorica, di diversi contesti sociali e di molte epoche storiche. L’eccezionalità della mostra – che si propone come una retrospettiva aperta a uno sguardo internazionale – si deve al numero davvero straordinario di opere di Van Dyck, 60 in dieci sezioni tematiche, prestate dai più grandi e autorevoli musei d’Europa, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid e la National Gallery di Londra, oltre ai musei italiani come gli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino.

Giotto e San Francesco a Perugia

L’Umbria celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con un grande evento espositivo, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia: “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”. La rassegna si soffermerà sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna. Il percorso espositivo, suddiviso in otto sezioni, ripercorrerà la straordinaria stagione, attraverso oltre 60 opere, realizzate da Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, negli anni in cui furono attivi sui ponteggi della Basilica francescana, in dialogo con quelle coeve dei maestri del territorio, capaci di reagire prontamente, con originalità, al loro esempio.

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Ufficio stampa
“Compianto sul Cristo morto” di Giotto

Bernardo Bertolucci a Parma

Dal 27 marzo al 26 luglio 2026, il Palazzo del Governatore di Parma ospita la mostra “Bernardo Bertolucci. Il Novecento” che celebra il cinquantesimo compleanno del film “Novecento” presentato per la prima volta al 29° Festival di Cannes nel maggio del 1976, salutato da subito come un classico contemporaneo e per questo oggetto di polemiche, dibattiti, interpretazioni, dispute che ne fanno una delle opere più acclamate e discusse degli Anni Settanta in Italia e nel mondo. Attraverso quattro macro-sezioni, il visitatore viene guidato nella genesi del film e nella sua eredità artistica tra materiali inediti, testimonianze d’epoca e opere pittoriche, ricordando così un film che ha segnato profondamente la storia del cinema moderno e che rappresenta, ancora oggi, una chiave di lettura universale della storia sociale, politica e culturale del nostro Paese.

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© Fondazione Bernardo Bertolucci
Foto dal set del film “Novecento” (1976)

Il paesaggio del Cile a Bologna

Dal 19 al 30 marzo 2026, lo Spazio b5 a Bologna ospita la mostra fotografica “Discendere o salire”, curata dall’Arch. Lorena Zúñiga Aguilera, con testo critico di Lorenzo Gresleri e con il patrocinio del Consolato Onorario del Cile per l’Emilia-Romagna. L’esposizione introduce al lavoro del fotografo Andrea Borzatta, un artista che ha scelto il paesaggio cileno come campo di osservazione, riflessione e visione. All’interno dello spazio, il visitatore potrà immergersi in 21 fotografie che, insieme, vanno a formare un racconto espositivo che mette in dialogo Patagonia e deserto cileno. Se amete i viaggi, questa mostra è imperdibile.

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@Andrea Borzatta
La mostra sul Cile a Bologna (nella foto, “Tra terra e cielo”)

Il Seicento dopo Caravaggio a Forte dei Marmi

Gli spazi rinnovati del Forte Pietro Leopoldo I a Forte dei Marmi (Lucca) accolgono, dal 27 marzo al 27 settembre 2026, l’esposizione dedicata al Seicento napoletano intitolata “Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito”. L’esposizione ripercorre l’evoluzione della pittura napoletana dopo la svolta determinata dalla presenza a Napoli di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio tra il 1606 e il 1607 e tra il 1609 e il 1610, attraverso i dipinti raccolti da Giuseppe de Vito, collezionista e studioso di questo periodo artistico. Con la presentazione di 39 dipinti esemplari dei maggiori protagonisti del “secolo d’oro”, viene tracciata una sequenza cronologica che va dai primi interpreti del naturalismo caravaggesco, agli altri artisti che, successivamente, si mostrarono pronti a rielaborarne il linguaggio in forme più orientate verso il classicismo e il barocco.

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Ufficio stampa
Natura morta con frutta, zucche, pappagallo, tartaruga e zuppiera di maiolica, Giuseppe Ruoppolo (Napoli-1630–1710)

Il Liberty a Brescia

Prosegue fino al 14 giugno al Palazzo Martinengo di Brescia la mostra “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”. L’esposizione racconta i primi quindici anni del Novecento, quando l’Italia si aprì a nuovi linguaggi artistici, influenzando pittura, scultura, architettura, moda, grafica e fotografia. Con oltre cento capolavori tra dipinti, sculture, ceramiche, fotografie e spezzoni cinematografici, la mostra esplora lo stile Liberty in tutte le sue sfaccettature, dalle forme sinuose della grafica alle eleganti linee degli abiti femminili dell’epoca. Tra gli artisti presenti figurano Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Edoardo Rubino e Galileo Chini.

I Macchiaioli a Milano

Sempre fino al 14 giugno 2026, Palazzo Reale a Milano ospita la mostra dedicata ai Macchiaioli, il movimento artistico che anticipò l’Impressionismo in Italia. Con più di 90 opere di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Raffaello Sernesi, la rassegna è organizzata in nove sezioni che raccontano il legame tra arte e ideali risorgimentali, il Positivismo francese e il desiderio di una pittura “nazionale”. I visitatori possono immergersi nel mondo dei pittori che rivoluzionarono la luce e il colore in chiave moderna. La mostra include anche dettagli sul contesto sociale e culturale del periodo, permettendo di comprendere come i Macchiaioli abbiano contribuito a creare una nuova identità artistica italiana.

Bernini e i Barberini a Roma

Un’altra grande mostra visitabile fino al 14 giugno è quella a Palazzo Barberini a Roma intitolata “Bernini e i Barberini”, che esplora il rapporto creativo tra Gian Lorenzo Bernini e il suo principale committente, Maffeo Barberini, poi papa Urbano VIII.  L’esposizione permette di ripercorrere la carriera del grande scultore napoletano attraverso opere come Le Quattro Stagioni e San Sebastiano, provenienti da importanti collezioni europee e italiane, illustrando la profonda sinergia tra arte e mecenatismo nel Seicento.

Tintoretto a Venezia

Fino al 7 giugno 2026, le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano la mostra “Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro”, che segna il ritorno nel museo del ciclo delle Storie della Genesi realizzato da Jacopo Tintoretto nei primi anni Cinquanta del Cinquecento. Per la prima volta dall’Ottocento, le tre tele conservate a Venezia vengono riunite al dipinto “Adamo ed Eva davanti all’Eterno”, in prestito dagli Uffizi, offrendo al pubblico un’occasione unica per riscoprire il ciclo nella sua unità narrativa e simbolica, insieme al lavoro di studio e restauro che ne ha restituito la forza espressiva.

Carnevale di Comacchio 2026, quando la festa prende forma sull’acqua

7 février 2026 à 13:30

L’unicità del Carnevale di Comacchio nasce da una combinazione rara e affascinante: la magia sospesa della cittadina lagunare incontra la creatività di chi, anno dopo anno, dà forma a uno degli eventi più originali del panorama carnevalesco italiano. Le barche diventano protagoniste assolute, trasformate in battelli allegorici che scorrono lungo i canali del centro storico.

La maestria degli artigiani e l’impegno delle associazioni prendono vita in ambientazioni curate nei dettagli, popolate da personaggi fantasiosi e scenografie sorprendenti. Ogni imbarcazione racconta una storia e segue un tema preciso, e nel suo passaggio riesce a coinvolgere chi osserva e a inondare di allegria canali, vicoli e piazze.

Giunto nel 2026 alla sua tredicesima edizione, il Carnevale sull’Acqua è diventato negli anni un appuntamento di forte richiamo turistico, capace di attirare migliaia di visitatori da tutta Italia.

Date del Carnevale di Comacchio 2026

La XIII edizione del Carnevale sull’Acqua si svolgerà domenica 8 e domenica 15 febbraio 2026 con un programma ricco di appuntamenti che coinvolgono grandi e piccoli.

Eventi del Carnevale di Comacchio 2026

La giornata di domenica 8 febbraio si apre fin dal mattino nella suggestiva cornice dei Trepponti, con la sfilata delle bambine e dei bambini dei nidi, delle scuole dell’infanzia e delle parrocchie. Poco dopo, nel cuore del centro storico, arrivano le prime premiazioni dei gruppi in parata, accompagnate da momenti di animazione e spettacolo.

Nel primo pomeriggio, l’attenzione si sposta di nuovo ai Trepponti, dove vengono presentati gli equipaggi e i temi delle barche allegoriche. Alle 14.00 si apre ufficialmente il sipario: le imbarcazioni allegoriche scivolano lungo i canali, affiancate da scuole di danza e gruppi mascherati.

Il pomeriggio è scandito da iniziative pensate soprattutto per bambine e bambini, con uno spazio dedicato alle avventure della Baia dei Pirati, giochi, animazione, spettacoli e momenti di intrattenimento che rendono l’esperienza ancora più coinvolgente.

Non mancano gli appuntamenti teatrali, come il teatrino dei burattini, e le premiazioni dedicate alle maschere più originali. Nel tardo pomeriggio, le esibizioni di danza delle scuole del territorio riportano ancora l’attenzione sui Trepponti.

Domenica 15 febbraio la mattina è dedicata alle bambine e ai bambini delle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo di Comacchio, che sfilano portando colore ed entusiasmo. Le premiazioni dei gruppi in parata e la presentazione degli equipaggi anticipano ancora una volta la grande sfilata pomeridiana delle barche allegoriche, che torna a essere il cuore pulsante dell’evento.

Anche in questa giornata, il Carnevale dedicato ai più piccoli propone giochi, spettacoli e momenti di intrattenimento lungo le vie del centro. Nel tardo pomeriggio arrivano le premiazioni finali delle barche allegoriche, delle scuole di danza e dei gruppi a piedi, seguite da musica, balli di gruppo e sorprese che accompagnano il saluto al Carnevale sull’Acqua.

Durante entrambe le giornate, il centro storico è animato anche dal Luna Park, dei mercatini e di punti dedicati alla ristorazione.

Come partecipare

Il Carnevale sull’Acqua di Comacchio è a ingresso libero e non è previsto alcun biglietto.

Come raggiungere il Carnevale di Comacchio

Se viaggiate in auto potete percorrere l’autostrada A13 con uscita Ferrara Sud, proseguire poi lungo il raccordo Ferrara–Porto Garibaldi fino all’uscita Comacchio.

Per chi preferisce il treno, le stazioni di riferimento sono Ferrara, Ostellato, Codigoro e Ravenna, tutte collegate a Comacchio da una rete di autobus che consente di raggiungere agevolmente il centro cittadino e i Lidi.

Sono inoltre disponibili collegamenti autobus di linea da Ferrara e Ravenna verso i Lidi di Comacchio.

Anche in Italia puoi vivere le atmosfere dell’Oktoberfest: gli eventi da non perdere

6 septembre 2025 à 15:55

Anche l’Italia ha il suo Oktoberfest. Le atmosfere suggestive dell’Oktoberfest di Monaco di Baviera, che ogni anno torna per più di due settimane per celebrare la birra e le tradizioni gastronomiche bavaresi, rivivono anche in alcune delle località più belle dello Stivale.

Occasioni uniche per assaporare i piatti e le birre della tradizione in un’atmosfera festosa, ideali per chi non riesce a raggiungere la celebre festa tedesca o semplicemente vuole immergersi tra buon cibo, show folkloristici, musica dal vivo e tanto divertimento. Ecco 5 Oktoberfest in Italia da non perdere quest’anno, da Trento a Varese e Genova, da Roma a Ferrara.

Oktoberfest Trento

Il primo appuntamento con la tradizione bavarese è l’Oktoberfest di Trento, conosciuto anche come “Trento e la Baviera”. Un evento legato storicamente ad Andrea Michele Dall’Armi, il trentino espatriato a Monaco fondatore del celebre Oktoberfest.

Giunto alla sua tredicesima edizione, promette di divertire tutti con gruppi folkloristici e band d’intrattenimento, spettacoli originali, specialità tipiche gastronomiche con i piatti tipici della cucina tirolese e trentina e tanta buona birra HB Hofbräuhaus Traunstein. Un’occasione speciale che celebra lo scambio culturale tra Trentino e Baviera.

L’Oktoberfest Trento 2025 si tiene alla Trentino Music Arena, da venerdì 12 settembre a domenica 5 ottobre. La festa inizia con la tradizionale cerimonia di apertura, alle ore 20:00, con la spillatura della prima botte di birra in legno. Ad accogliere i visitatori ci sono due tendoni: il Festzelt principale e il “BOM. #cuoretrentino Arena”, dedicato alla musica con spettacoli che animano la festa dalle 22:00.

L’ingresso all’Oktoberfest Trento prevede il pagamento di un biglietto di 5 euro (gratis per i bambini sotto i 12 anni), ma chi indossa l’abbigliamento tipico bavarese avrà l’ingresso omaggio.

Oktoberfest Genova

Passiamo all’unica festa ufficiale in Italia dedicata alle tradizioni bavaresi e riconosciuta dalla Germania: l’Oktoberfest di Genova. Dall’11 al 28 settembre 2025 torna in piazza della Vittoria l’evento più atteso dagli amanti della buona birra e della gastronomia bavarese, in un’atmosfera autentica tra musica ed eventi nella cornice meravigliosa del cuore di Genova.

L’ingresso e gli eventi in programma sono a ingresso gratuito. Nel tendone principale vi aspettano i grandi tavoli su cui viene servita la cucina tipica bavarese e la birra HB servita nel tradizionale boccale, con band bavaresi dal vivo a rendere l’atmosfera ancora più suggestiva. E chi vuole proseguire la festa può farlo nel tendone “Out! Festival” dove a dominare è la musica, con band, dj e spettacoli ogni sera. Non mancano gli eventi Kindergarten dedicati ai più piccini.

Oktoberfest Gorla Maggiore

A un’ora d’auto da Milano spicca un altro evento dedicato alle tradizioni bavaresi: l’Oktoberfest di Gorla Maggiore, comune in provincia di Varese e situato a circa 10 km da Busto Arsizio.

Dal 20 settembre al 5 ottobre, nell’Area Seven del borgo prende vita una vera Oktoberfest con tutte le caratteristiche dell’originale di Monaco: le 6 birre ufficiali di Monaco (Hacker-Pschorr, Löwenbräu, Augustiner, Paulaner, Hofbräu e Spaten), menu tipico bavarese, spettacoli e concerti ogni sera.

Un evento speciale che vi trasporta direttamente nelle atmosfere tipiche di Monaco di Baviera. L’ingresso è libero e gratuito.

Oktoberfest Roma

Torna anche l’Oktoberfest di Roma, dal 18 al 21 settembre 2025, alla Città dell’Altra Economia della Capitale, in Largo Dino Frisullo.

Giunto alla quarta edizione, l’evento è a ingresso gratuito e vi aspetta con i 6 birrifici di Monaco, 24 diverse birre da assaggiare, street food corner a tema, bancarella dei bretzel in un’area allestita di oltre 8.000 mq all’aperto in cui assaporare anche le pietanze della tradizione, dallo stinco di maiale con crauti e patate ai bratwurst. Non mancano live show e musica tutti i giorni, ma anche giostre, area kids e laboratori per i più piccoli.

Oktoberfest Ferrara

Spettacoli, concerti, birra e specialità bavaresi aspettano gli appassionati all’Oktoberfest di Ferrara, giunto alla quinta edizione, per tre weekend di festa: 25–28 Settembre, 2–5 Ottobre e 9–12 Ottobre.

La location è il Ferrara Fiere Congressi e l’ingresso è gratuito. Anche qui salsicce, pretzel, piatti di carne e dolci tradizionali accompagnano i tipici boccali di birra bavarese Paulaner. L’atmosfera richiama quella dell’Oktoberfest di Monaco di Baviera è arricchita da musica folkloristica, spettacoli e giostre per grandi e piccini. Un’occasione perfetta per unire la visita al centro storico di Ferrara a momenti di divertimento e spensieratezza.

Ferrara si accende d’estate: torna il Ferrara Summer Festival con grandi nomi della musica internazionale

19 juin 2025 à 18:06

C’è qualcosa di magico nei festival musicali estivi: l’energia della musica dal vivo, il calore del pubblico, le notti all’aperto sotto le stelle e l’emozione di condividere momenti unici con amici e appassionati da tutta Italia. Partecipare a un festival è molto più di assistere a un concerto: è vivere un’esperienza, scoprire nuovi luoghi e lasciarsi sorprendere da atmosfere fuori dall’ordinario. E quando la musica incontra una città d’arte come Ferrara, il risultato è semplicemente indimenticabile.

Dal 17 giugno al 12 luglio 2025, Ferrara si prepara a vivere una delle stagioni più vibranti dell’anno: la sesta edizione del Ferrara Summer Festival è pronta a trasformare Piazza Ariostea, nel cuore del centro storico UNESCO, in un palcoscenico a cielo aperto.

Con oltre 100.000 presenze registrate nel 2024, il festival si conferma uno degli appuntamenti imperdibili dell’estate italiana, capace di unire musica, arte e cultura in una cornice di rara bellezza architettonica. A pochi passi dal Castello Estense e dalle antiche mura cittadine, il pubblico potrà assistere a live d’eccezione e vivere Ferrara da una prospettiva unica.

I big della musica, in un programma da non perdere

L’edizione 2025 si annuncia ricchissima e variegata, con un cartellone che spazia dal rock internazionale al cantautorato italiano, passando per spettacoli teatrali e format esperienziali. Dopo le date di Slipknot (17 giugno) e Massive Attack (19 giugno), sono attesissimi altri nomi di spicco:

  • LYNYRD SKYNYRD – 29 giugno (unica data italiana)
  • JUDAS PRIEST – 2 luglio (unica data italiana)
  • SFERA EBBASTATANANAIALESSANDRA AMOROSOENRICO BRIGNANODE ANDRÉ CANTA DE ANDRÉ

Tra gli eventi speciali figurano anche Teenage Dream, La Cena in Bianco, Fluo Run e La Notte dei Format, molti dei quali a ingresso gratuito.

Ferrara Summer Festival
Vista con drone del Ferrara Summer Festival

Musica, cultura e… vacanza

Il Ferrara Summer Festival non è solo musica: è un invito a scoprire Ferrara. Durante le settimane del festival, i visitatori potranno partecipare a mostre, installazioni artistiche, incontri culturali e altre attività pensate per valorizzare il patrimonio storico e culturale della città.

Per chi desidera vivere un’esperienza completa, sono disponibili pacchetti esperienziali che includono:

  • biglietto per il concerto
  • soggiorno in hotel
  • visite guidate della città
  • degustazioni e convenzioni con le realtà locali

Inoltre, per facilitare l’arrivo al festival, sono attivi pacchetti con trasporti in bus A/R da diverse città italiane.

Come partecipare

I biglietti per i concerti dei Slipknot, Judas Priest e Lynyrd Skynyrd sono in vendita esclusivamente su VivaTicket, mentre per tutti gli altri eventi è attiva la prevendita su TicketOne. Info e link diretti sono disponibili sul sito ufficiale: www.ferrarasummerfestival.it

Cosa vedere a Ferrara in un giorno: 5 tappe imperdibili prima del concerto

Se arrivate a Ferrara qualche ora prima del vostro live preferito, approfittatene per scoprire le meraviglie della città estense. Ecco 5 luoghi da non perdere:

  1. Castello Estense – Il simbolo di Ferrara, con il suo fossato ancora pieno d’acqua e le torri panoramiche, è una tappa obbligata per immergersi nella storia rinascimentale della città.
  2. Cattedrale di San Giorgio – Un mix perfetto di stili romanico e gotico, proprio nel cuore della città.
  3. Palazzo dei Diamanti – Ospita mostre d’arte internazionali ed è celebre per la sua facciata decorata con oltre 8.500 blocchi di marmo a punta di diamante.
  4. Via delle Volte – Una passeggiata suggestiva tra i vicoli medievali meglio conservati d’Europa, perfetta per scattare foto e respirare l’atmosfera antica della città.
  5. Le Mura di Ferrara – Ideali per una passeggiata panoramica o un momento di relax nel verde, a pochi minuti dal centro.

Scoprire Ferrara durante il Ferrara Summer Festival significa immergersi in un’atmosfera unica, dove la musica incontra la storia, e ogni angolo racconta secoli di arte e cultura. Un’occasione perfetta per una fuga estiva all’insegna delle emozioni.

 

Sulle tracce di Lucrezia Borgia: un viaggio con Ulisse tra castelli, misteri e rinascimenti

28 avril 2025 à 09:57

Lucrezia Borgia è una delle figure più enigmatiche e incantevoli del Rinascimento italiano. Figlia di Papa Alessandro VI, è spesso circondata da un velo di leggenda che combina intrighi, scandali e potere. Ma al di là del mito, la vita di Lucrezia fu segnata da una straordinaria intelligenza politica, da importanti incarichi di governo e da un rilevante ruolo culturale, soprattutto a Ferrara. Durante la nuova puntata della trasmissione “Ulisse, il piacere della scoperta” in onda su Rai1, si esploreranno con Alberto Angela i principali luoghi legati alla sua vita, da Roma a Ferrara, passando per Nepi, Pesaro, Gradara, Subiaco e Spoleto. Un viaggio che permette di scoprire più da vicino la vera Lucrezia, tra storia e memoria.

Roma e il Vaticano: la giovinezza di Lucrezia Borgia

Roma fu il luogo di nascita di Lucrezia Borgia nel 1480 e il teatro della sua prima educazione politica e culturale. Essendo cresciuta in un’atmosfera ambiziosa e a volte corrotta della corte papale, Lucrezia assistette alla rapida ascesa del padre Rodrigo Borgia, divenuto Papa Alessandro VI. I palazzi rinascimentali, i cortili segreti e le sale del Vaticano sono ancora oggi testimoni preziosi di quegli anni dorati e turbolenti, durante i quali Lucrezia si avvicinò alla scena politica.

Nepi: il rifugio e la residenza

Nepi, in provincia di Viterbo, rappresentò un rifugio sicuro per Lucrezia in alcuni momenti delicati della sua vita. Dopo l’annullamento del suo matrimonio con Giovanni Sforza, fu mandata qui per evitare lo scalpore dello scandalo. Il Castello di Nepi, con la sua imponente architettura rinascimentale, ricorda ancora oggi la presenza di Lucrezia e il clima di agitazione politica che segnò la sua giovinezza.

Pesaro: il matrimonio con Giovanni Sforza

Pesaro fu la sede del primo matrimonio combinato di Lucrezia. Questa fu un’unione strategica con Giovanni Sforza, signore di Pesaro e Gradara. Sebbene il matrimonio fu annullato pochi anni dopo, Pesaro custodisce  ancora le testimonianze di quell’alleanza dinastica. Il Palazzo Ducale della città è un luogo simbolo per chi vuole ripercorrere i fasti e le tensioni di quel periodo.

Gradara: amori e leggende

Gradara, uno dei luoghi di Lucrezia Borgia
Fonte: iStock
La rocca di Gradara

Non lontano da Pesaro si trova Gradara, celebre per il suo magnifico castello medievale. A Gradara Lucrezia soggiornò durante il matrimonio con Giovanni Sforza. La rocca di Gradara è anche un luogo di leggende romantiche e misteriose che girano intorno alla sua figura e che nei secoli hanno alimentato il mito di Lucrezia come donna tanto affascinante quanto misteriosa.

Subiaco: il governo della Signoria

Subiaco, nel Lazio, fu affidata a Lucrezia come Signoria durante il pontificato del padre. In qualità di governatrice, Lucrezia gestì il feudo e la prestigiosa Abbazia di Subiaco, uno dei maggiori centri religiosi di quell’epoca. La sua amministrazione, anche se breve, confermò le sue capacità politiche e di gestione del potere, rare per una donna dell’epoca.

Spoleto: la giovane governatrice

Spoleto rappresenta un altro momento significativo della carriera politica di Lucrezia. Qui, nel 1499, fu nominata governatrice della città e dei suoi territori circostanti. La nomina a un ruolo così importante fu una prova concreta della fiducia che il padre nutriva nelle sue abilità di comando. Passeggiando tra le strade di Spoleto, si possono ancora immaginare gli echi di quella presenza storica.

Ferrara: il nuovo inizio con Alfonso d’Este

Ferrara fu il luogo dove Lucrezia riuscì a riniziare completamente. Sposata ad Alfonso I d’Este, duca di Ferrara, Lucrezia divenne una raffinata mecenate e promosse l’arte, la letteratura e la musica. Il Castello Estense e il Palazzo dei Diamanti sono oggi simboli di quella fioritura culturale e del valore che Lucrezia seppe conquistare, lontana dagli scandali della sua giovinezza.

Sala dopo sala, il Castello Estense di Ferrara è uno scrigno di tesori, un viaggio nella storia

15 avril 2025 à 10:00

Sontuoso, misterioso, imponente. Il Castello Estense, conosciuto anche come Castello di San Michele, non è solo il simbolo di Ferrara, è un vero e proprio scrigno di storie, potere e arte. Voluto da Niccolò II d’Este e progettato dal celebre Bartolino da Novara (lo stesso dei castelli di Pavia e Mantova), nasce con un intento tutt’altro che fiabesco: essere rifugio e bastione di difesa dopo una ribellione popolare.

Ma il destino del Castello Estense andò ben oltre la funzione militare. Nel corso dei secoli, il severo edificio medievale venne progressivamente trasformato in una raffinata residenza rinascimentale. Gli interni furono decorati da artisti di spicco, gli spazi ripensati secondo i canoni del lusso e del prestigio, e il castello divenne il cuore pulsante del potere estense, teatro di intrighi, amori, strategie politiche e splendore artistico. Oggi il Castello è uno dei monumenti più visitati d’Emilia-Romagna, nonché patrimonio Unesco nell’ambito del centro storico di Ferrara.

Pronti per scoprire ogni sala, ogni angolo e ogni segreto racchiuso tra queste mura secolari? Seguite il nostro viaggio, sala per sala, in un percorso che profuma di arance e riecheggia le voci dei grandi protagonisti del passato.

La propaganda estense, tra stemmi e genealogie

Appena varcata la soglia del Castello Estense, si entra nel cuore pulsante dell’identità della dinastia d’Este. Il piano terra ospita una vera e propria “galleria d’orgoglio”, fatta di genealogie monumentali, ritratti solenni e documenti storici che esaltano la nobiltà della casata. Ogni elemento è studiato per rafforzare il mito degli Este, come se la loro superiorità fosse scritta nel destino. Le pareti raccontano di strategie dinastiche, alleanze e ambizioni che hanno influenzato la storia d’Italia.

Le cucine ducali: profumo di Rinascimento

Nel silenzio suggestivo delle cucine ducali, sembra ancora di sentire il crepitio dei fuochi e il vociare dei cuochi intenti a preparare sontuosi banchetti. Volute da Alfonso I all’inizio del Cinquecento, queste stanze del castello di Ferrara conservano dettagli autentici, come i pavimenti con gli antichi scoli e le volte rustiche intonacate. È un luogo che parla della quotidianità della corte, tra arrosti, strategie culinarie e la tensione delle grandi occasioni. Un vero spaccato del Rinascimento “da dietro le quinte”.

La Torre dei Leoni e le prigioni: tra potere e paura

Maestosa e austera, la Torre dei Leoni fu trasformata da torre militare a piccola fortezza difensiva. Ai suoi piedi, si trovano le prigioni più celebri del castello: celle umide, strette, dove venivano rinchiusi personaggi scomodi o di rango elevato. Sulle pareti si possono ancora leggere le scritte graffiate dai detenuti, testimonianze struggenti di solitudine e speranza. È una parte del castello che racconta il lato oscuro del potere, quello che controlla, punisce, teme.

La saletta archeologica: un gioiello recente dal cuore antico

Piccola ma affascinante, la saletta archeologica è uno scrigno che racchiude l’anima più antica del Castello Estense. Qui si trovano frammenti, resti decorativi e reperti che raccontano la nascita e l’evoluzione del monumento. È uno spazio di ricerca e memoria, dove il visitatore può osservare da vicino le fondamenta storiche del castello. Un viaggio nel tempo costruito con precisione e cura.

Le corti e la Loggia degli Aranci: la dolce vita ducale

Il primo piano si apre con una delle zone più suggestive dell’intero complesso: le corti interne e la Loggia degli Aranci. Un tempo cuore della vita privata dei duchi, oggi conserva un’atmosfera incantata, soprattutto nel Giardino Pensile, dove rigogliosi aranci affondano le radici in grandi mastelli. Nei mesi freddi, gli agrumi vengono protetti nella loggia trasformata in serra, conservando l’antica tradizione ducale. Un angolo di verde sospeso che profuma di bellezza.

Il Camerino dei Baccanali: arte, mito e allegria

Questo piccolo gioiello è un’esplosione di colori e di vita. Commissionato da Alfonso II, il Camerino dei Baccanali è un omaggio ai riti dionisiaci, alla mitologia e al piacere. Gli affreschi ad olio animano le pareti con scene di festa, danze e banchetti, in un tripudio di corpi in movimento e colori vibranti. È una sala che celebra il lato più spensierato e sensuale della cultura estense.

La Cappella Ducale: sacralità in stile estense

La Cappella Ducale sorprende per la sua eleganza fuori dagli schemi. Priva di immagini sacre, rompe con la tradizione per mostrare un’arte spirituale ma laica, fatta di marmi policromi e geometrie raffinate. Ogni superficie è studiata per incantare senza ricorrere alla rappresentazione figurativa. È un luogo di raccoglimento, ma anche di meraviglia estetica.

La Sala dell’Aurora: il tempo che danza

Questa sala, cuore simbolico dell’Appartamento dello Specchio, è dedicata all’Aurora, alla ciclicità del tempo e all’ordine cosmico. Le decorazioni celesti e le allegorie raffigurate sui muri trasformano lo spazio in un inno alla vita e alla conoscenza dell’universo. Ogni dettaglio parla del legame tra l’uomo, la natura e il trascorrere delle ore. Una stanza che riflette il pensiero rinascimentale più elevato.

Sala dell'Aurora, Castello Estense
Fonte: Getty Images
Vista dello splendido affresco nella Sala dell’Aurora

La Saletta dei Giochi: divertimento con stile

Colorata, arguta, sofisticata. La Saletta dei Giochi era uno spazio riservato al divertimento colto, dove i membri della corte si dilettavano con giochi da tavolo e passatempi raffinati. Le decorazioni combinano elementi scherzosi a simboli di cultura e intelligenza, restituendo l’immagine di una nobiltà brillante e amante del sapere. Un piccolo salotto dell’ingegno e della leggerezza.

La Saletta dei Veleni: tra eroismo e mistero

Nonostante il nome inquietante, questa sala è un tributo al valore e all’orgoglio nazionale. Gli affreschi, affidati a Carlo Parmeggiani, celebrano la forza dell’Italia e degli eroi del passato con un tono epico e maestoso. L’atmosfera è intensa, come se i muri stessi raccontassero storie di coraggio e passione. Una sala che mescola fascino, storia e una spruzzata di leggenda.

Il Salone dei Giochi: il cuore dell’Appartamento dello Specchio

Ampio e solenne, il Salone dei Giochi era la sala d’onore della corte, utilizzata per eventi importanti e momenti di rappresentanza. Le decorazioni sontuose e la ricchezza degli arredi originari restituivano un senso di potere e magnificenza. Era qui che si mostrava la forza estetica e culturale degli Este agli ospiti illustri. Un ambiente scenografico, pensato per stupire.

Salone dei Giochi, Castello Estense
Fonte: Getty Images
Soffitto affrescato nel Salone dei Giochi

La Sala Città di Ferrara: uno sguardo sulla città

Una sala che porta lo sguardo fuori dal castello, verso la città. Al suo interno si trova un plastico in scala della Ferrara storica, perfetto per capire lo sviluppo urbano in epoca estense. È un’installazione affascinante, che racconta la visione strategica e artistica della famiglia ducale nel pianificare la città ideale. Un ponte tra architettura, politica e sogno.

L’Appartamento della Pazienza: dove nascevano le idee

Quest’appartamento prende il nome dalla virtù più nobile di tutte: la pazienza. Alfonso III lo destinò ai suoi studi, trasformandolo in un luogo di riflessione e sperimentazione. L’Anticamera della Galleria è decorata con episodi eroici della casata, mentre la Sala di Ettore e Andromaca colpisce per il soffitto spettacolare e le tematiche classiche. È uno spazio intimo, denso di simbolismo.

La Sala del Governo: dove si decideva tutto

Incastonata nella Torre di San Paolo, la Sala del Governo era il cuore amministrativo del potere estense. Qui si esercitavano giustizia, politica e diplomazia, in un contesto di grande solennità. Le decorazioni, in particolare il soffitto ligneo finemente lavorato, testimoniano l’importanza di questo luogo strategico. Era la sala dove si prendevano decisioni che cambiavano il destino di Ferrara.

La Sala della Devoluzione: la storia prende forma

Questa sala prende il nome da un momento fondamentale della storia ferrarese: la Devoluzione al Papato. Gli affreschi raccontano eventi drammatici e passaggi storici con forza e dettaglio. È un luogo carico di memoria, che chiama alla riflessione sul potere temporale e sulla caducità delle dinastie. Qui, ogni parete è un racconto.

La Sala dei Paesaggi: natura e arte in simbiosi

Con le sue stratificazioni pittoriche e il soffitto a padiglione, questa sala è una delle più poetiche del castello. I paesaggi rappresentati non sono solo decorazioni, ma visioni idealizzate di un mondo ordinato e armonico. Il dialogo tra natura e architettura si fa fluido e suggestivo, regalando al visitatore un momento di contemplazione pura.

La Sala delle Geografie: mappa del sapere

Situata al piano terra della Torre Marchesana, questa sala è un piccolo atlante visivo. Il soffitto monocromo, arricchito da lacunari ottagonali, quadrati e triangolari, è un esempio di perfezione geometrica e gusto rinascimentale. È un omaggio allo studio, alla conoscenza e alla rappresentazione del mondo. Una stanza che riassume l’ambizione intellettuale degli Este.

La Sala degli Stemmi: potere civile in mostra

Con la Sala degli Stemmi, il Castello Estense racconta il suo ultimo grande ruolo: quello di sede del potere civile. Qui si riunivano i prefetti e si tenevano le assemblee della Provincia fino al Duemila. Gli stemmi affrescati narrano le identità locali, uniti sotto l’egida del governo. È il punto in cui la storia ducale lascia spazio alla Ferrara moderna.

I Camerini del Principe: il segreto meglio custodito

Nascosti, eleganti, straordinari: i Camerini del Principe sono piccoli ambienti privati in cui arte e lusso si fondono in un equilibrio perfetto. Utilizzati come rifugi personali, rappresentano il lato più intimo e prezioso del castello. Le decorazioni minuziose e le dimensioni raccolte li rendono vere perle architettoniche.

Ferrara brilla da 30 anni tra i patrimoni UNESCO: gli eventi della città del Rinascimento

Par : losiangelica
2 avril 2025 à 16:23

Dal 1995 Ferrara è stata riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO con il titolo di Città del Rinascimento e proprio nel 2025, per festeggiare i 30 anni dal grande evento, ha organizzato un calendario di tantissimi appuntamenti da maggio a dicembre per poter animare la città. Dalla cucina d’autore all’anima ciclistica, spaziando per mostre e visite guidate: vediamo insieme quali sono gli eventi da non perdere.

30 anni di Patrimonio UNESCO per Ferrara

Il riconoscimento come Patrimonio UNESCO è arrivato nel 1995 e dopo 30 anni la città è pronta a festeggiare in grande stile. Il calendario? Molto ambizioso. Sono 31 gli eventi che animeranno Ferrara, dal ritorno dello storico palio il 31 maggio, preceduto dal corteo in costume del 24, ai numerosi spettacoli musicali. Sono previste poi tantissime mostre, alcune delle quali fotografiche o con installazioni artistiche. Ovviamente non possono mancare visite guidate ai palazzi storici: tutti modi pensati per coinvolgere i visitatori e far emergere l’anima rinascimentale della cittadina.

Il 2025 è anche l’occasione per valorizzare i tesori architettonici della città: gli interventi di restauro che hanno coinvolto palazzo dei Diamanti e Schifanoia sono visitabili. In più, con le iniziative “in bici nel Rinascimento” si uniscono i tour tra le bellezze artistiche e la promozione di un turismo sostenibile su uno dei mezzi che da sempre caratterizza Ferrara. Possiamo dire che il 2025 sarà un anno davvero speciale per Ferrara che vive il trentennale non solo come una ricorrenza ma come l’occasione per accendere i riflettori sulla città rinascimentale che ha saputo custodire il proprio spirito senza smettere di rinnovarsi. Perché Ferrara, oggi più che mai, è un patrimonio da condividere con una festa che durerà 8 mesi e coinvolgerà oltre 30 appuntamenti già calendarizzati, alcuni dei quali gratuiti.

Gli eventi imperdibili per i 30 anni di Ferrara Patrimonio UNESCO

Dal calendario ufficiale degli eventi di Ferrara per i 30 anni dalla dichiarazione di Patrimonio UNESCO spiccano questi appuntamenti:

  • Giardini aperti. il 4 maggio. 10:00-13:00/14:00-18:00 – Giardino di Palazzo Schifanoia
  • Il palio in mostra. maggio/giugno – Sede storica “Pistelli e Bartolucci” – Corso Giovecca, 2/4
  • Interno verde. 10 e 11 maggio ~ – Giardini pubblici e privati
  • Ferrara musica extra. Stephen Waarts (violino), musiche di  Béla Bartók e J.S. Bach 21 maggio ~ 20:30 – Palazzo Schifanoia
  • Il magnifico corteo. 24 maggio ~ 20:45 – Corso Giovecca – Centro Storico
  • Il palio di Ferrara. 31 maggio ~ 20:00 – Piazza Ariostea
  • Morricone suona Morricone. 25 giugno ~ 21:00 – Piazza Ariostea
  • In bici nel rinascimento. Far scoprire la Città e i luoghi UNESCO dal punto di vista di un ciclista 28 giugno – 1° percorso – Visita Mura Estensi
  • In bici nel rinascimento. Far scoprire la Città e i luoghi UNESCO dal punto di vista di un ciclista 29 luglio – 2° percorso – Visita Città Medioevale
  • Scopri la Ferrara rinascimentale patrimonio UNESCO. Visite guidate a partenza fissa tutte le domeniche da settembre a dicembre ~ 10:30 – a pagamento
  • Ferrara città europea del Rinascimento. Mostra fotografica di Pierluigi Benini dal 15 settembre al 30 novembre – Rotonda Foschini
  • Visite del FAI. 11 e 12 ottobre – Palazzo Prosperi Sacrati e Palazzo Massari
  • Monumenti aperti. 18 e 19 ottobre – inaugurazione anteprima serale 17 ottobre Visite guidate dagli alunni delle scuole primarie e secondarie di I grado a palazzi storici della città
  • LA CENA DI GALA DEGLI ESTE. Il Gran Banchetto Rinascimentale di Messisbugo con lo CHEF CRACCO ottobre nell’ambito della rassegna “Festina Lente”

Ferrara, lo storico Carnevale degli Este che tutti aspettano

2 mars 2025 à 07:30

Coriandoli, stelle filanti, chiacchiere (beh, dipende in che zona d’Italia ci si trova)… Insomma, gli ingredienti per il Carnevale ci sono tutti e in alcune parti del Belpaese in questi giorni la festa avrà termine con il clou dei festeggiamenti, così come a Ferrara, dove domenica 2 marzo ci saranno in città le sfilate finali del Carnevale Estense.

Il Carnevale di Ferrara, noto anche come Carnevale degli Este è uno degli eventi più emblematici della città e ha il via dopo la prima metà del mese: ogni anno, le strade del centro storico si animano con colori, suoni e tradizioni che risalgono a secoli fa. Un’occasione unica per vivere la cultura ferrarese attraverso sfilate, spettacoli, e una ricca offerta gastronomica. Con il suo mix di tradizione e modernità, il Carnevale di Ferrara è un evento imperdibile per chi desidera esplorare la città in una veste festosa e coinvolgente.

La storia del Carnevale di Ferrara

Il Carnevale di Ferrara ha origini antiche in Italia, che risalgono ai tempi della dinastia degli Estensi, i signori indiscussi della città. Questa festività ha radici profonde nella storia medievale e rinascimentale, quando il Carnevale rappresentava un momento di svago e di rovesciamento dell’ordine sociale. Tradizionalmente, il Carnevale ferrarese era caratterizzato da feste in maschera, banchetti e giochi popolari, con una forte componente di satire sociali. Nel corso dei secoli, il Carnevale è stato rivisitato e arricchito, diventando una delle principali manifestazioni culturali della città. Oggi, il Carnevale Estense celebra la ricchezza storica di Ferrara, unendo la comunità locale e i visitatori in una festa di tradizione e innovazione.

Ferrara, panorama
Fonte: iStock
Veduta panoramica del centro storico di Ferrara

Le date del Carnevale di Ferrara 2025

Il Carnevale di Ferrara 2025 si terrà domenica 2 marzo 2025 e seguirà questo preciso programma:

  • Ore 16:00, da Porta Paola a Piazza del Municipio: corteo del Carnevale degli Este.
  • Ore 16:30, Piazza del Municipio: un Banchetto Rinascimentale in onore del Duca Alfonso I e della Duchessa Lucrezia Borgia, con la partecipazione di illustri ospiti Pietro Bembo ed Ercole Strozzi. Al pubblico sarà offerta una specialità della cucina ferrarese preparata seguendo la ricetta di Messer Cristoforo da Messisbugo. Durante il banchetto, si terranno spettacoli di duelli cortesi e danze rinascimentali.
  • Ore 18:00, Piazza del Municipio: lettura dell’editto di chiusura del Carnevale degli Este.

Il Carnevale degli Este si terrà nel Centro Storico di Ferrara, in particolare in Piazza del Municipio, Piazza Castello e nelle altre location storiche della città.

Ferrara, castello
Fonte: iStock
Il castello di Ferrara

L’evento principale di questa domenica sarà il Banchetto Carnevalesco degli Este, in onore del Duca Alfonso I e della Duchessa Lucrezia Borgia. Il banchetto, ricostruito nei minimi dettagli, riproporrà l’atmosfera festosa della corte estense del Rinascimento, con illustri ospiti come Pietro Bembo ed Ercole Strozzi. Il protagonista gastronomico sarà la “Brazzatella“, una ciambella rinascimentale, la cui ricetta storica sarà reinterpretata e offerta gratuitamente al pubblico da paggi in costume.

L’iniziativa fa parte del progetto “Festina Lente”, finanziato dal Ministero del Turismo, volto a valorizzare Ferrara e il suo sito Unesco.

Gli eventi del Carnevale di Ferrara 2025

Il Carnevale di Ferrara è un concentrato di eventi che celebrano la tradizione e l’allegria. Tra i principali appuntamenti ci sono:

  • Cortei storici: il Carnevale prende vita con il corteo del Carnevale degli Este e quello degli Umanisti, che attraverseranno le strade di Ferrara, accompagnati da figuranti in costumi d’epoca.
  • Banchetti rinascimentali: il cuore dell’evento sarà il Banchetto Carnevalesco degli Este che avrà luogo domenica 2 marzo, con una ricostruzione storica di un banchetto in onore dei Duchi Alfonso I e Lucrezia Borgia, accompagnato da spettacolari danze e duelli cortesi.
  • Spettacoli e danze: gli spettatori potranno assistere a spettacoli rinascimentali, tra cui danze storiche, duelli e rappresentazioni teatrali che ricreano la vivacità della corte estense.
  • Conferenze e tavole rotonde: il programma include anche incontri culturali, come la tavola rotonda “La volgar lingua della corte estense” che esplorerà il legame tra la lingua, la storia e la cultura della corte di Ferrara.
  • Inoltre, saranno organizzati laboratori per bambini, truccabimbi e diverse altre attività che coinvolgeranno anche i più piccoli in questa festa straordinaria.

Biglietti del Carnevale di Ferrara

L’ingresso al Carnevale di Ferrara è libero, ma alcune attività, come le degustazioni e gli spettacoli esclusivi, potrebbero richiedere la prenotazione anticipata o un biglietto d’ingresso. È consigliato consultare il sito ufficiale dell’evento per aggiornamenti su tariffe e modalità di accesso alle diverse attrazioni.

Come raggiungere il Carnevale Estense

Ferrara è facilmente raggiungibile da diverse città italiane grazie alla sua posizione centrale nella regione Emilia-Romagna. Il modo più comodo per arrivare è in treno, grazie alla stazione ferroviaria di Ferrara, ben collegata con le principali città come Bologna, Modena e Rovigo. Chi preferisce viaggiare in auto può prendere l’autostrada A13 Bologna-Padova, che consente un rapido accesso alla città.

Per chi arriva prendendo un volo, l’aeroporto più vicino è Aeroporto di Bologna, a circa 50 km da Ferrara, da cui è possibile proseguire in treno o in auto.

Il pittoresco Carnevale di Comacchio, sull’acqua e unico nel suo genere

23 février 2025 à 07:30

A Comacchio, affascinante realtà della provincia di Ferrara, da qualche anno a questa parte si svolge un evento davvero unico nel suo genere: un Carnevale sull’acqua, ricco di magia, colori, divertimento e appuntamenti imperdibili. Anche in questo 2025 la festa più “pazza” dell’anno è pronta a decollare in questa pittoresca cittadina, con tanti eventi che sono uno più interessante dell’altro e che rendono il centro storico ancor più bello del solito. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere.

Il Times consiglia Ravenna e Comacchio: “Una Venezia alternativa, ma senza folla”

2 septembre 2024 à 17:36

Se tutti gli occhi sono puntati su Venezia, il Times consiglia due mete alternative in Italia “senza folla”. Il quotidiano londinese ha dedicato un lungo servizio a Ravenna e a Comacchio, definendole le alternative “segrete” a Venezia, ma senza essere affollate. Dall’articolo di uno dei più prestigiosi quotidiani del mondo emerge la bellezza di Ravenna, Capitale di tre Imperi, la poesia di Comacchio, colorata città fondata su 13 isolotti, e l’autenticità di tutta l’area del Parco del Delta del Po.

“In queste due località si avverte un mix magico di atmosfere di Venezia, Firenze e Bologna, non troppo distanti da qui”, scrive il giornale. E “l’eco mediatica internazionale è un’ottima forma di promozione”, ha commentato l’Assessore regionale al Turismo dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini, “come testimoniano i tanti ospiti stranieri che quest’anno hanno scoperto le nostre città d’arte, ma anche i borghi, la Riviera e l’affascinante Appennino”. “Anche la stampa internazionale”, ha proseguito Corsini “si sta sempre più accorgendo degli scrigni d’arte e cultura della nostra Regione, luoghi magici fuori dalle rotte dell’overtourism e dove ancora si respirano identità e genius loci”.

Secondo il Times “Ravenna, storica città d’arte, e i placidi canali di Comacchio fanno di queste due città gemelle in Emilia-Romagna due dei segreti meglio custoditi in Italia”.

Perché visitare Ravenna secondo il Times

Ravenna, antica Capitale di tre Imperi, è descritta sul giornale britannico come luogo di pellegrinaggio letterario grazie a Dante Alighieri. L’ex capitale bizantina accolse il Sommo Poeta alcuni anni dopo il forzato e triste esilio da Firenze, ospite dell’amico Guido Novello Da Polenta, signore della città: qui trascorse gli ultimi anni della sua esistenza, partecipando alla vita culturale e dedicandosi ai suoi capolavori.

Per gli inglesi, Ravenna è anche la città in cui visse il poeta loro connazionale Lord Byron, al quale la città romagnola ha dedicato un museo che sarà inaugurato a ottobre. Tanta bellezza deriva dai suoi monumenti. Nel 1996, l’Unesco ha indicato come patrimonio dell’Umanità ben otto tra monumenti ed edifici religiosi famosi, in quanto rappresentano a livello mondiale il più alto esempio di architettura e di arte. Come Galla Placidia, la Basilica di San Vitale, la basilica di Sant’Apollinare in Classe, la cripta allagata di San Francesco, i mosaici moderni al MAR (Museo d’arte di Ravenna, il tutto da gustarsi tranquillamente, senza resse. Custoditi all’interno di questi monumenti ci sono preziosi mosaici bizantini che hanno eguali soltanto in pochissimi altri posti al mondo.

Comacchio, la Venezia segreta da scoprire

Spostandosi verso il mare, il Time racconta le piccole località costiere, da Punta Marina a Porto Garibaldi, con le palafitte dei pescatori, fino a Comacchio, in provincia di Ferrara, che per i suoi canali e ponti suggestivi è chiamata la “piccola Venezia”. “Se dovessi immaginare una Venezia in miniatura dei tempi del preturismo, eccola qui: Comacchio con i suoi canali costruita su 13 isolotti”, scrive il giornale. Il centro storico di Comacchio è un labirinto di canali, ponti e vicoli pittoreschi.

Passeggiando tra le sue stradine, si scoprono angoli incantevoli. Simbolo indiscusso di Comacchio è il Trepponti, un ponte monumentale costruito nel 1634, uno straordinario esempio di architettura idraulica composto da cinque scalinate e tre archi principali che si uniscono in un unico punto centrale. Un’esperienza imperdibile è una gita in batana, l’antica barca tipica di Comacchio (come le gondole di Venezia). Le batane, con la loro forma sottile e allungata, sono ideali per navigare i canali stretti della città e scoprire la storia della pesca locale.

Tra i consigli per una visita di questa zona non mancano una navigazione nel Parco Regionale del Delta del Po e valli di Comacchio, una delle aree naturali più importanti d’Europa, con una straordinaria biodiversità, fra casoni e fenicotteri e i prodotti tipici come anguille, vongole, la tipica “spoja lorda”, un tipo di pasta all’uovo ripiena di forma quadrata, simile ai ravioli, i carciofi e gli strozzapreti.

Cosa fare a Comacchio, la “piccola Venezia” sul Delta del Po

Par : ritarossella
3 août 2024 à 10:00

Comacchio, situata nella provincia di Ferrara, è spesso soprannominata la “piccola Venezia” per i suoi canali e ponti altrettando suggestivi e affascinanti. Questa cittadina nel cuore del Parco Regionale del Delta del Po offre una straordinaria combinazione di storia, cultura e natura ed è una piacevole meta per una gita di qualche giorno, praticamente tutto l’anno.

Comacchio, di sale e pesca

Con origini che risalgono all’epoca etrusca, Comacchio ha una storia piuttosto antica. Durante il Medioevo la città è stata un importante centro di commercio e produzione di sale, un’attività che contribuì notevolmente alla sua prosperità. La pesca, un’altra risorsa vitale, ha modellato la cultura e l’economia di Comacchio nel corso dei secoli. I monumenti e musei testimoniano la ricca eredità della città, come ad esempio, il Museo Delta Antico, situato nell’ex Ospedale degli Infermi, che espone reperti che raccontano la storia della vita sul Delta del Po dalla preistoria all’epoca romana. La produzione di sale, tra l’altro, è stata ripresa a fini culturali e didattici: dopo un lungo periodo di interruzione, le saline di Comacchio hanno ripreso a produrre sale in piccole quantità, soprattutto per mantenere viva la tradizione e per scopi educativi e turistici. Le visite guidate alle saline permettono ai visitatori di conoscere da vicino le tecniche tradizionali di produzione del sale, un’attività che ha avuto un’importanza storica fondamentale per l’economia della città.

Il centro storico

Il centro storico di Comacchio è un labirinto di canali, ponti e vicoli pittoreschi. Passeggiando tra le sue stradine, scoprirete angoli incantevoli e panorami suggestivi. Via Edgardo Fogli, una delle vie principali, è particolarmente vivace, con negozi e caffè che invitano a una pausa rilassante.

Trepponti

Simbolo indiscusso di Comacchio, il Trepponti è un ponte monumentale costruito nel XVII secolo, precisamente nel 1634, su progetto dell’architetto Luca Danese. Questo straordinario esempio di architettura idraulica è composto da cinque scalinate e tre archi principali che si uniscono in un unico punto centrale. Il nome “Trepponti” deriva proprio dalla fusione delle parole “tre” e “ponti”, riflettendo la particolare struttura del ponte con i suoi tre archi principali. È anche conosciuto come Ponte Pallotta, in onore del cardinale Giovanni Battista Maria Pallotta, che commissionò la costruzione. Il Trepponti è accessibile gratuitamente tutto l’anno e non è richiesto alcun biglietto per attraversarlo. Per una vista panoramica dei canali e del centro storico, il punto migliore per fermarsi è sulla cima delle scalinate centrali. Da qui, si possono ammirare le intersezioni dei canali e osservare il movimento della città. La luce migliore per scattare foto? Al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando il sole crea suggestivi giochi di luce e ombra.

Duomo di San Cassiano

Nel cuore di Comacchio, il Duomo di San Cassiano rappresenta la principale chiesa cittadina. Questo imponente edificio religioso, con la sua facciata neoclassica, risale al XVII secolo ed è dedicato al patrono della città. All’interno, si possono ammirare pregevoli opere d’arte, tra cui il magnifico altare maggiore in marmo, opere pittoriche del XVIII secolo e una serie di statue lignee raffiguranti santi. Particolarmente degni di nota sono il dipinto della Madonna col Bambino e Santi e il coro ligneo intagliato, che testimoniano l’abilità degli artisti e artigiani locali.

Museo Delta Antico

Situato nell’ex Ospedale degli Infermi, il Museo Delta Antico è una tappa imperdibile per chi visita Comacchio. Il museo ospita reperti archeologici che raccontano la storia del Delta del Po, dalla preistoria all’epoca romana. Tra i pezzi più significativi ci sono le antiche imbarcazioni romane e una collezione di strumenti utilizzati nella pesca e nella produzione del sale.

MARB e Manifattura dei Marinati

Un’altra tappa fondamentale è il MARB (Museo Archeologico del Delta del Po) e la Manifattura dei Marinati. Questa fabbrica-museo illustra il tradizionale ciclo di lavorazione delle anguille, pescate da secoli nelle acque salmastre di Comacchio. L’anguilla è conservata attraverso un procedimento di marinatura che è rimasto invariato nel tempo. L’anguilla marinata delle Valli di Comacchio è riconosciuta come Presidio Slow Food, un simbolo della tradizione gastronomica locale.

Canali, ponti e batane

I canali e i ponti sono il tratto distintivo di Comacchio. Una passeggiata lungo i canali regala una vista unica sulla città, con angoli nascosti e scorci suggestivi. Tra i ponti famosi, oltre al Trepponti, ci sono il Ponte degli Sbirri e il Ponte del Carmine. Un’esperienza imperdibile è una gita in batana, l’antica barca tipica di Comacchio. Le batane, con la loro forma sottile e lunga, sono ideali per navigare i canali stretti della città e scoprire la storia della pesca locale.

Il lungomare

Anche se Comacchio non dispone di un vero e proprio lungomare, la vicina Lido degli Estensi si presenta come una lunga spiaggia sabbiosa ideale per il relax e la balneazione. Lungo la passeggiata si trovano numerosi ristoranti e bar dove gustare piatti di pesce fresco.

Parco Regionale del Delta del Po e valli di Comacchio

Il Parco Regionale del Delta del Po è una delle aree naturali più importanti d’Europa, con una straordinaria biodiversità. I visitatori possono percorrere sentieri escursionistici, fare gite in bicicletta e partecipare a tour naturalistici per scoprire la ricchezza di questo ecosistema unico. Il parco propone diverse attività come il birdwatching, la pesca e il canottaggio.

All’interno del Parco, le Valli di Comacchio rappresentano un vasto complesso di lagune salmastre, paludi e canali che si estendono per oltre 13.000 ettari. Questo straordinario ecosistema umido è un paradiso per gli amanti della natura e del birdwatching, con numerose specie di uccelli che nidificano e sostano durante le migrazioni. Tra le specie più avvistate si trovano fenicotteri, aironi, spatole e avocette.

Le visite guidate in barca sono un ottimo modo per esplorare le Valli e ammirare la flora e la fauna locali. Queste escursioni offrono l’opportunità di navigare tra i canali e le lagune, permettendo di osservare da vicino gli uccelli e altre specie animali nel loro habitat naturale. Le guide esperte forniscono informazioni dettagliate sulla storia, la geologia e l’ecologia della zona, arricchendo l’esperienza con curiosità e aneddoti.

Oltre al birdwatching, le Valli di Comacchio propongono altre attività interessanti, come la pesca sportiva e le escursioni a piedi o in bicicletta lungo i sentieri che attraversano il parco.

Escursioni nei dintorni di Comacchio

Nei dintorni di Comacchio ci sono numerose escursioni e gite di un giorno che meritano attenzione. Tra le mete più popolari ci sono il Bosco della Mesola, una riserva naturale che ospita cervi e daini; o città storiche come Ravenna, famosa per i suoi mosaici bizantini, e Ferrara, ricca di storia e patrimonio culturale, raggiungibili abbastanza comodamente e velocemente da Comacchio, sia in auto che con i mezzi pubblici.

Info pratiche

Come arrivare a Comacchio

Comacchio è facilmente raggiungibile in auto, trovandosi a breve distanza dalle principali autostrade. Per chi arriva in treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Ferrara, da cui è possibile proseguire con autobus o taxi. La città non ha un aeroporto proprio, ma gli aeroporti di Bologna e Venezia sono relativamente vicini e ben collegati tramite trasporti pubblici.

Muoversi a Comacchio

Muoversi a Comacchio è semplice e piacevole. Il centro storico è da esplorare a piedi, grazie alle dimensioni contenute e alla presenza di numerosi ponti e passerelle. Per raggiungere le valli e altre attrazioni nei dintorni, è possibile noleggiare biciclette o partecipare a tour guidati in barca. Gli autobus locali offrono un servizio affidabile per spostamenti verso le località vicine.

Cucina e gastronomia

La cucina di Comacchio è profondamente legata alle tradizioni del Delta del Po. Il piatto tipico per eccellenza è l’anguilla, preparata in vari modi, dalla marinatura alla grigliatura. Tra gli altri piatti locali si trovano le vongole veraci e le cozze, spesso accompagnate da vini locali come il Trebbiano e il Lambrusco. Non mancano inoltre i dolci tradizionali, come i pinza, biscotti secchi tipici della zona.

Comacchio Museum Pass

Il Comacchio Museum Pass è un’opzione conveniente per scoprire tutte le bellezze della città con un unico biglietto. Il pass (sempre da verificare prima) include gli ingressi al Museo Delta Antico, alla Casa Museo Remo Brindisi, alla Manifattura dei Marinati, oltre al giro in barca nelle Valli di Comacchio. Per ulteriori dettagli su prezzi, validità e modalità di acquisto, è consigliabile visitare il sito ufficiale del turismo di Comacchio o contattare gli uffici turistici locali.

Quando andare

Il clima di Comacchio è tipicamente temperato, con estati calde e inverni miti. La primavera e l’autunno, magari approfittando di qualche ponte o di un week end lungo, sono i periodi migliori per visitare la città, quando le temperature sono piacevoli e le folle meno numerose. L’estate è ideale per chi abbina la visita al mare, ma può essere molto affollata, soprattutto nei fine settimana e durante le festività, e molto calda. L’inverno è più tranquillo, ma alcune attrazioni potrebbero avere orari ridotti o essere chiuse.

 

Innovazione. Smart and Hack, da Pavia sfida di giovani talenti universitari

Par : redazione
24 octobre 2023 à 18:10

Smart and Hack è la competizione nazionale rivolta agli studenti di tutte le università italiane, dedicata alle ‘competenze trasformative’.

La maratona di 24 ore fra giovani talenti universitari che hanno accettato la sfida di 6 importante aziende pavesi per presentare un project work è stata presentata dall’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi.

Per l’edizione 2023, la sesta, promossa dall’Agenzia per il lavoro Risorse Spa, e patrocinata dalla Regione Lombardia e dal Comune di Pavia, scendono in campo anche Sea Vision, Fedegari, Cattini, 7Pixel, Eleva e Zucchetti. Main Partner per questa edizione l’Università degli Studi di Pavia e Itir (Institute of transformative innovation research) presieduto dal professor Stefano Denicolai.

Smart and Hack per giovani talentuosi

L’hackathon, ossia la maratona di 24 ore, si svolgerà in digitale fra il 14 e il 15 novembre. I giovani talenti avranno la possibilità di sviluppare una delle sfide lanciate dalle aziende.

Sea Vision,  sviluppa software di machine vision per il controllo della qualità nell’ambito farmaceutico.Propone di potenziare la intranet aziendale per agevolare la condivisione e l’accesso alle informazioni interne.

Fedegari, azienda metalmeccanica, fornisce soluzioni complete nel campo della sterilizzazione per l’industria farmaceutica e biotech. Chiede di disegnare un processo di ‘open innovation’ per elevare gli standard tecnologici qualitativi dell’azienda.

La Cattini e figlio, famosa per la produzione di ingranaggi, vuole un progetto per ridurre le distanze e monitorare i processi produttivi dei propri impianti in India. Il suo obiettivo è quello di sfruttare la realtà aumentata.

La digital-tech company pavese di comparazione dei prezzi 7Pixel ha invece proposto di sviluppare una strategia di marketing e comunicazione su Telegram per il brand Trovaprezzi.

Eleva, l’azienda innovativa che fornisce consulenza e sviluppo di progetti in ambito digitale, vorrebbe un’app per coinvolgere maggiormente i dipendenti ai tempi del lavoro ibrido.

Zucchetti, infine, la prima software-house italiana, lancia la sfida relativa allo sviluppo di un nuovo processo di recruiting innovativo e attrattivo rivolto ai candidati della Generazione Z.

Opportunità per i nostri ragazzi

“Regione Lombardia – ha detto Fermi – aldilà del patrocinio   sostiene questa competizione anzitutto culturalmente. Culturalmente perché prova a trovare un metodo che va in due direzioni. Cioè, anzitutto avvicinando il mercato del lavoro a quello formativo perché non sempre i ragazzi sono orientati a studiare quello che il mercato del lavoro cercherà da qui ai prossimi 5 o 10 anni. E poi il secondo aspetto è quello di offrire delle opportunità ai nostri ragazzi. Uno dei grandi temi, infatti, è proprio quello di far sì che questi ragazzi possano rimanere sul territorio. Il nostro è infatti molto attrattivo tant’è che nel percorso di studio il 40% degli universitari arriva da fuori regione e il 9% da fuori Italia”.

Smart and HackSmart and Hack, competizione nazionale

A partecipare alla competizione nazionale – ideata nel 2020 durante la pandemia saranno giovani innovatori delle università italiane. Aderiscono l’Università degli Studi di Pavia, l’Università degli Studi di Milano, l’Università Bocconi di Milano, l’Università Bicocca di Milano, il Politecnico di Milano, Liuc Università Cattaneo. Saranno presenti anche l’Università Politecnica delle Marche, l’Università di Bologna, l’Università degli Studi di Ferrara, il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Catania, l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Con loro anche la Apple Developer Academy, l’Università Sapienza di Roma, l’Università Luiss Guido Carli, l’Università degli Studi dell’Insubria.

Premi e iscrizioni

I concorrenti dai 20 ai 26 anni, devono sviluppare, in 24 ore, progetti innovativi, mettendosi alla prova con una delle sfide lanciate dalle aziende. In palio ci saranno 1.500 euro in buoni Amazon per il team vincitore, offerti da Risorse Spa. Tra i premi anche uno stage/experience promossa dall’azienda che avrà lanciato la sfida.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 ottobre 2023 tramite il sito ufficiale della manifestazione.

Pavia trampolino di lancio per il mondo del lavoro

“Pavia – ha spiegato Alessia Scarpa, responsabile dell’innovazione dell’agenzia per il lavoro Risorse, ideatrice della manifestazione -rappresenta una tappa fondamentale del network dei talenti Smart&Hack . Il capoluogo pavese rappresenta il posto giusto per lanciare la nuova edizione del format. Con l’Università di Pavia, la sua offerta formativa e le aziende innovative, vogliamo offrire ai talenti un trampolino di lancio per il mondo del lavoro”.

La giuria

A giudicare i lavori sarà il Comitato tecnico scientifico di Smart&Hack e una giuria composta dai professionisti dell’innovazione. Ne faranno parte le Istituzioni, Itir, Università di Pavia e le aziende coinvolte nel progetto. Per Regione Lombardia  presente il direttore vicario della  Direzione generale Università, Ricerca e Innovazione, Tommaso Mazzei. Presidente della giuria sarà Marco Pagano, Ceo di Risorse SpA.

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