Quasi nascosto tra alberi, muschio e rumore costante d’acqua, il Molinetto della Croda, nel territorio di Refrontolo in provincia di Treviso, regala una scena che resta impressa a lungo: è una casa-mulino addossata alla roccia, costruita ai piedi di una cascata che scende rapida e che alimenta da secoli la sua anima meccanica. Pare quasi di essere entrati direttamente dentro a un quadro, e invece si è davanti a uno dei simboli più amati del Veneto rurale.
“Croda” in zona indica la roccia nuda e infatti l’edificio poggia direttamente su una parete di pietra, dettaglio che lo rende unico nel panorama dei mulini storici italiani. La posizione nella Valle del Lierza aggiunge fascino, grazie anche al corso d’acqua che attraversa un ambiente verde e fresco (persino nei mesi più caldi).
Va da sé che tutti questi elementi insieme creino un microcosmo fatto di umidità leggera, felci, fronde mosse dal vento e luce filtrata. Chi arriva sente prima il fragore della cascata e poi vede comparire il profilo irregolare del mulino, al punto da offrire un colpo d’occhio quasi cinematografico. E in fondo non si è poi così lontani dalla realtà: il sito venne scelto anche per una scena del film Mogliamante nel 1977 con Marcello Mastroianni e Laura Antonelli.
Girato tra le Dolomiti delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, il film Rosso Volante, firmato da Alessandro Angelini con protagonista Giorgio Pasotti, racconta le imprese incredibili del campione di bob a due Eugenio Monti. Il titolo porta il soprannome affidato da Gianni Brera allo sportivo che è stato sette volte campione del mondo nel bob e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Grenoble del 1968. Proprio a lui è dedicata la pista olimpica di bob di Cortina d’Ampezzo dove si sono svolte le Olimpiadi Invernali.
Rosso Volante, in onda in prima serata su Rai 1 il 23 febbraio 2026, è liberamente ispirato all’opera letteraria “Rosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda” di Stefano Rotta, ed è stato prodotto da Rai Fiction, Wonder Film e Wonder Project, con il contributo del Veneto Film Commission. Vere protagoniste della storia, insieme alle gesta sportive di Monti, sono le spettacolari location scelte per le riprese, che rappresentano la bellezza incredibile delle Dolomiti italiane.
I Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026 arrivano al traguardo. Dopo giorni scanditi da gare, podi e immagini rimbalzate da una parte all’altra del mondo, l’attenzione si concentra adesso sull’ultimo atto: la cerimonia di chiusura. È il momento dei saluti agli atleti, del passaggio simbolico alla prossima Olimpiade e anche, inevitabilmente, dei bilanci di un’edizione sparsa tra città e montagne, tra palazzetti e piste innevate.
L’atmosfera annunciata sarà diversa rispetto all’apertura di Milano. Meno spettacolo da stadio, più narrazione. Meno effetti monumentali, più dialogo con la storia dei luoghi. Il titolo scelto, Beauty in Action, prova a tenere insieme sport, arte e identità italiana senza scivolare nella celebrazione solenne. L’idea, almeno sulla carta, è chiara: ritmo, movimento, qualche sorpresa.
Dove si svolge la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi
L’evento di chiusura non sarà a Milano ma a Verona: l’Arena farà da sfondo con il suo anfiteatro romano trasformandosi in un palcoscenico per raccontare la fine dei Giochi davanti a un pubblico mondiale.
La scelta non è solo estetica. Verona rappresenta una sorta di punto d’incontro tra Milano e Cortina, le due anime dei Giochi: la dimensione urbana e quella alpina. Una città che non ha ospitato gare, ma che si inserisce come snodo naturale tra pianura e montagne, quasi a chiudere idealmente il cerchio geografico dell’evento.
Per adattare l’Arena a uno show globale è stato ripensato l’intero spazio scenico. Niente divisione netta tra palco e platea: l’idea è trasformare l’anfiteatro in una grande piazza italiana, con superfici luminose, elementi mobili e coreografie diffuse. La scenografia sarà ispirata all’acqua, una goccia in continuo movimento, simbolo del legame tra territori diversi, dalle vette alpine fino al mare.
È anche la prima volta che una cerimonia olimpica si svolge all’interno di un sito patrimonio UNESCO. Un esperimento che unisce tecnologia e archeologia, con l’obiettivo di valorizzare il luogo senza snaturarlo.
Data dell’evento di chiusura di Milano Cortina 2026
La cerimonia è in programma domenica 22 febbraio, con inizio alle ore 20. L’orario segue la conclusione delle ultime competizioni olimpiche della giornata, tra cui alcune delle finali più attese.
La durata prevista è di circa tre ore e mezza, in linea con le grandi cerimonie olimpiche recenti. Come da tradizione, la serata accompagnerà gradualmente il passaggio dal clima agonistico delle gare a quello più simbolico della chiusura: la sfilata degli atleti, i discorsi ufficiali, lo spegnimento del braciere e il passaggio di consegne ai Giochi Invernali delle Alpi Francesi 2030.
La diretta televisiva sarà trasmessa in Italia dalla Rai, mentre all’estero la cerimonia verrà distribuita attraverso i principali broadcaster internazionali.
iStockNell’Arena di Verona si svolgerà la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi
Il programma
I dettagli completi restano in parte riservati, ma alcune presenze sono già state confermate. Tra i protagonisti ci sarà Roberto Bolle, chiamato a rappresentare il linguaggio della danza all’interno dello spettacolo. La sua performance dovrebbe essere uno dei momenti centrali della serata, costruita appositamente per lo spazio dell’Arena.
Sul versante musicale salirà sul palco Gabry Ponte, figura storica della musica dance italiana, scelto per portare un segmento più ritmato e popolare allo show. Accanto a lui anche Achille Lauro, veronese di nascita, già coinvolto nel viaggio della Fiamma olimpica e ora parte del finale dei Giochi con una performance pensata come ritorno simbolico nella sua città.
Tra i volti annunciati anche l’attrice Benedetta Porcaroli, inserita nel racconto narrativo della cerimonia con un ruolo legato al tema della contemporaneità e delle nuove generazioni.
Nel complesso lavoreranno allo spettacolo circa 800 persone tra performer, musicisti, tecnici e volontari. L’obiettivo dichiarato è costruire un evento multidisciplinare, capace di mescolare musica, danza, cinema e arti visive senza una struttura troppo rigida.
Come sempre nelle cerimonie olimpiche, il finale sarà affidato ai rituali: l’ingresso congiunto degli atleti, la consegna della bandiera olimpica alla città ospitante del 2030 e lo spegnimento della fiamma. Il momento in cui i Giochi smettono di essere presente e diventano, definitivamente, memoria condivisa.
Firenze è l’eccellenza dolciaria, vitivinicola e turistica d’Italia. A dimostrarlo è una nomina speciale appena conferitale: è la nuova Capitale Gastronomica d’Italia 2026, riconoscimento dato durante l’Olympic Tasting a Cortina d’Ampezzo, che sta vivendo un periodo ricco di eventi grazie alle Olimpiadi Invernali 2026 in corso. A conferire il premio è BookdiaFork, piattaforma appartenente al Gruppo Beverly Vacanze, che ha nominato anche una città andalusa come Capitale Gastronomica della Spagna 2026.
Perché è stata nominata Firenze
Firenze ricopre storicamente un ruolo fondamentale nel panorama culinario italiano. È celebre per la sua cucina ricca di sapori, ingredienti freschi e piatti storici, come la bistecca alla fiorentina, i pici cacio e pepe, il lampredotto (il vero street food fiorentino), la ribollita, i fagioli all’uccelletto e il peposo dell’Impruneta (un delizioso spezzatino di manzo cotto lentamente con vino rosso e pepe nero).
A questi squisiti piatti si aggiunge la tradizione vitivinicola della Toscana, con i suoi rinomati Chianti e Brunello e le tante cantine che li producono, che arricchisce ulteriormente il patrimonio gastronomico della città.
La nomina a Capitale Gastronomica d’Italia 2026 rappresenta un’opportunità unica per la culla del Rinascimento, dietro a Bologna e San Benedetto del Tronto già protagoniste delle precedenti nomination: i ristoranti e le trattorie locali avranno l’occasione di organizzare eventi e menù esclusivi nell’arco dell’anno di nomina, offrendo ai viaggiatori e amanti del buon cibo esperienze uniche che esplorano le varie sfumature del mondo dell’enogastronomia fiorentina.
Anche una città spagnola premiata
Accanto a Firenze, un’altra città è stata riconosciuta per la sua straordinaria offerta gastronomica, ma in Spagna: si tratta di Jerez de la Frontera, nella provincia di Cadice, in Andalusia. Un luogo dove il profumo di sherry invecchiato nelle bodegas si mischia alle vibrazioni del flamenco e a una tradizione culinaria ricchissima.
Questa splendida città, a circa 30 km dall’Oceano Atlantico, è stata infatti nominata Capitale Gastronomica della Spagna 2026 secondo BookdiaFork, per i suoi vini fortificati e la storia culinaria andalusa: da provare durante un viaggio in questa meta sono il rabo de toro (uno stufato lento di coda di toro, molto tenero), la berza jerezana (piatto rustico a base di ceci, cavolo, carne e insaccati), le tortillitas de camarones (frittelle sottilissime e croccanti di gamberetti, molto amate in tutta la provincia di Cadice) e il chicharrones (maiale speziato e cotto lentamente, servito a fettine).
Come Firenze, anche Jerez de la Frontera sarà luogo di eventi gastronomici e non solo, volti a promuovere la tradizione enogastronomica della città e del territorio in cui sorge.
Due città unite dall’enogastronomia
Con questa nomina, nasce tra Firenze e Jerez una partnership, aprendo un ponte culturale e gastronomico tra Italia e Spagna che ha l’obiettivo di promuovere scambi e collaborazioni tra chef e produttori a beneficio dei cittadini europei e dei turisti provenienti da tutto il mondo durante la bella stagione. Un’iniziativa che non solo promuoverà il turismo gastronomico, ma darà vita a un nuovo punto di riferimento per gli amanti della buona cucina e del vino.
Nel quadro dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 che si svolgono dal 6 al 22 febbraio, il Capoluogo lombardo diventa protagonista assoluto della scena mondiale con tantissimi eventi e appuntamenti di natura sportiva e di entertainment. Tanti i luoghi di Milano dove, per un mese circa, accadrà qualcosa di assolutamente imperdibile, dagli indirizzi dove assistere alle gare in compagnia alle mostre a tema sport, ecco cosa fare e dove andare.
Winter Lounge – Be Part of the Games
In vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, Sisal Wincity lancia Winter Lounge – Be Part of the Games, un progetto che trasforma alcuni punti vendita del Nord Italia in luoghi di incontro capaci di raccontare i Giochi oltre le sedi ufficiali.
Il momento clou è in programma mercoledì 11 febbraio, quando i visitatori avranno l’opportunità di mettersi alla prova con il simulatore di sci professionale, affiancati dal maestro di sci e influencer Lorenzo Perlotti. Accanto a questa esperienza, il pubblico potrà partecipare alle attività interattive pensate per testare riflessi e reattività e vivere un racconto dinamico degli sport invernali.
Non mancherà la possibilità di immortalare il momento grazie alla postazione fotografica con intelligenza artificiale, che ricrea scenari montani e suggestioni olimpiche. La giornata si concluderà con un dj set in perfetto stile après-ski, per condividere musica, energia e convivialità fino a sera.
Ufficio StampaEvento Winter Lounge – Be Part of the Games
Casa Lombardia – piazza Città di Lombardia, 1
In piazza Città di Lombardia, sede del Palazzo della Regione nonché la piazza coperta più grande d’Europa, è stato allestito un grande spazio, Oasi Life Experience – Casa Lombardia 2026, che resterà aperto fino al 15 marzo 2026 e che ospiterà eventi, incontri, installazioni e iniziative dedicate allo sport, alla cultura, all’innovazione e alla sostenibilità. Il calendario quotidiano sarà ricco di appuntamenti e di momenti di intrattenimento. Nell’Arena Experience, aperta al pubblico dalle 10 alle 22, si alterneranno talk e incontri. Ci sarà anche uno spazio food con Il Banco di Antonino Cannavacciuolo. Ad animare la piazza, Casa RTL 102.5, con tanta musica per l’après-ski serale. Spazio anche a famiglie e bambini, con un’area specifica pensata per i più piccoli, che potranno divertirsi in uno spazio ludico e creativo all’interno della piazza. Nell’area esterna della piazza è inoltre presente l’Eni Winter Village, che offre esperienze interattive legate agli sport invernali e alla sostenibilità, tra cui simulatori sportivi e una pista urbana di sci di fondo.
Ufficio stampaLa Arena Experience adi Casa Lombardia
Casa Italia – viale Emilio Alemagna, 6
Alla Triennale è aperta al pubblico, dal 7 al 22 febbraio 2026, Casa Italia. Il tema Musa, con una mostra da non perdere, è un omaggio al ruolo ispiratore che l’Italia esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura di tutto il mondo. Il percorso espositivo è articolato in nove sezioni, ciascuna dedicata a una musa ispiratrice di una disciplina artistica: linguaggio, architettura, arti figurative, paesaggio, gusto, musica, arte drammatica, innovazione e ovviamente sport, e a un oggetto iconico delle Olimpiadi proveniente dall’Olympic Museum di Losanna, mettendo in luce i valori condivisi tra cultura italiana e Movimento Olimpico. Il biglietto costa 14 euro. Della mostra fa parte la sala immersiva di Trenitalia, in qualità di Mobility Premium Partner delle Olimpiadi. Un viaggio immersivo che, attraverso le immagini dei treni storici che avvolgono a 360 gradi il visitatore, raccontano i viaggi in treno attraverso l’Italia. All’ingresso della Triennale si trova l’installazione Orso, una scultura monumentale di Jacopo Allegrucci che rappresenta un orso polare di cartapesta che vuole far riflettere sulla fragilità della nostra realtà ecologica.
Ufficio stampaLa Sala Immersiva di FS alla Triennale
Rifugio Cuccagna – via Cuccagna, 2/4
Dal 6 al 22 febbraio 2026, la Cascina Cuccagna a Milano si trasforma in un rifugio urbano. A pochi passi dal Villaggio Olimpico, il Rifugio Cuccagna propone un calendario culturale gratuito e aperto a tutti fatto di incontri, musica, fotografie con la mostra fotografica “Oltre la cartolina – La montagna vera, tra bellezza e fragilità” in collaborazione con l’Istituto Italiano di Fotografia, convivialità e momenti di condivisione. Ogni giorno dalle 18:30 alle 20:30, l’appuntamento è con il DJ set Après-Ski Cuccagna, con proposte gastronomiche e, nel fine settimana, con le visite guidate in italiano e inglese alla scoperta della storia di Cascina Cuccagna (nei weekend del 7-8, 14-15 e 21-22 febbraio, alle 16:30 sabato in italiano, domenica in inglese, e nei giorni mercoledì 11 e 18 febbraio alle 12:00 in italiano e alle 17:00 in inglese, senza prenotazione). Il 6 febbraio è consigliato presentarsi vestiti da sci per farsi offrire un calice.
“Rifugio Cuccagna” apre ufficialmente il 6 febbraio con un invito giocoso al pubblico: presentarsi vestiti da sci per farsi offrire un calice e brindare insieme. Nei giorni successivi, lo spirito resta lo stesso, gli orari e l’atmosfera anche: tra musica di qualità, convivialità e qualche premio per chi stupirà lo staff entrando davvero nel mood montano, presentandosi con occhiali da neve, tuta da sci e altri indumenti da montagna. Tutti i giorni rimane valida la promozione della birra media chiara a 5 euro.
Le Terme De Montel in zona San Siro ospitano, per tutto il periodo delle Olimpiadi Invernali, Casa Toscana, dove si svolgeranno alcune serata private, ma per gli ospiti il percorso di benessere avrà attività e momenti enogastronomici dedicati alla Toscana. Ogni pomeriggio dalle 15:00 alle 17:00 presso La Libreria, l’appuntamento è con Tuscan Journey – Wine & Food Experience, un percorso di degustazione che racconta la Regione Toscana attraverso prodotti tipici del territorio, accompagnati da bollicine rosé brut La Guardiola e soft drink. Salumi, formaggi, pane e ricette della tradizione diventano protagonisti di un racconto guidato dall’Unione Regionale Cuochi Toscani. Domenica 8 febbraio, Carnival Rhythms porta alle Terme De Montel i colori, i suoni e le suggestioni del Carnevale di Viareggio.
Un caffè nella cabinovia (dismessa) – piazzale Angelo Moratti
A San Siro e in altre location delle Olimpiadi diffuse (Ski Jump a Predazzo, Tofane Alpine Ski, Cortina Sliding Center, Stelvio Ski Center di Bormio e all’Arena di Verona), si può prendere un caffè – espresso, cappuccino o cioccolata calda, visto il clima invernale – all’interno di una cabinovia dismessa. Il progetto realizzato da Caffè Vergnano ha trasformato sei cabinovie provenienti degli impianti di Livigno in originali coffee corner di design. Per l’occasione, è stata realizzata una ricetta speciale: il caffè dolomitico. Ma ci sono anche igloo riscaldati in piazza del Cannone, all’interno del Castello Sforzesco, aperti tutti i giorni dalle 11 alle 21 dove intraprendere un percorso sensoriale alla scoperta della produzione del caffè.
Ufficio stampaIgloo del Caffè Vergnano al Castello
Korea House – via Mozart, 14
La splendida Villa Necchi Campiglio, uno dei beni del FAI di Milano, ospita per tutto il periodo delle Olimpiadi la delegazione coreana. Tutti i giorni, dalle 11:00 alle 20:00, la Korea House è aperta al pubblico gratuitamente, ma per visitarla e per partecipare alle attività, incluso fare il tifo davanti a unmaxischermo, è obbligatoria la prenotazione anticipata, poiché i posti disponibili sono limitati.
La Svizzera dal finestrino – piazza Cavour, 4
Dal 4 al 22 febbraio, la House of Switzerland, ospitata nello Swiss Corner, apre il pop up “La Svizzera dal finestrino” che coinvolge il pubblico nella scoperta del territorio e dell’offerta turistica con contributi visivi e con un allestimento ispirato alle carrozze panoramiche dei convogli svizzeri. Filo conduttore è la sostenibilità e il viaggio in treno attraverso paesaggi naturalistici, eccellenze culturali e gemme nascoste tra laghi e montagne. Riproduce linee ferroviarie e mete in cui soggiornare lungo il percorso. Uno spazio da vivere per sostare o per partire verso un viaggio virtuale attraverso la Svizzera con modellini ferroviari, video ed elementi grafici dal finestrino del Trenino Verde delle Alpi, della Matterhorn Gotthard Bahn o di uno dei treni Eurocity che collegano Milano alle città svizzere. La meta e il percorso la sceglie il visitatore azionando manualmente i comandi come nelle piste giocattolo.
Ufficio stampaLa Svizzera dal finestrino a Milano
Casa Olanda a Superstudio Più – via Tortona, 27
Dal 6 al 20 febbraio, il Team Olanda ha scelto come casa Superstudio Più. La Staatsloterij TeamNL Huis è il luogo dove tifare e celebrare ogni medaglia vinta insieme agli atleti e, oltre alle diverse gare proiettate in diretta su maxischermi, i visitatori avranno anche l’opportunità di assaporare la cultura olandese tra spettacoli, performance artistiche e specialità culinarie. Casa Olanda sarà aperta dalle 16 all’una di notte e l’ingresso sarà a pagamento. La Casa sarà divisa in diverse zone: le dirette delle gare e performance degli atleti olandesi saranno accompagnate da spazi con attività sportive interattive e aree per le famiglie, stand con cibo e bevande, inclusi prodotti tipici olandesi, e lo shop per acquistare il merchandising ufficiale del Team. La celebrazione continuerà anche la sera con il DJ set, musica dal vivo e intrattenimento, per immergersi nella cultura olandese a 360 gradi.
Casa Airbnb – via Senato, 14
Dal 7 al 22 febbraio 2026, aprirà Casa Airbnb, un luogo dove milanesi, turisti e appassionati di sport di tutto il mondo potranno immergersi in un palinsesto ricco di attività: dalle Esperienze e Servizi con atleti olimpici e Paralimpici e host locali alle proiezioni in diretta delle competizioni sui maxischermi, accompagnate da bevande calde al mattino e drink in perfetto stile après-ski la sera. La casa sarà aperta da mattina a sera e i diversi ambienti si animeranno in base agli eventi della giornata. La Main Lounge è l’ambiente principale, organizzato in diverse zone: uno spazio relax con sedute per prendersi una pausa e seguire le gare, e la Hall, ispirata allo stile dei bar milanesi e dedicata alla degustazione di bevande calde. L’Experience Studio ospita le Esperienze (su prenotazione), dedicate a food, arte, moda e sport. Il Lodge sarà uno spazio multifunzionale, che cambia volto durante la giornata: al mattino sarà dedicato al benessere fisico e mentale, la sera diventerà il fulcro dell’après-ski tra cocktail e air hockey. Immerso nel meraviglioso giardino, questo lodge privato è un club dentro il club, un rifugio nascosto che invita gli ospiti a staccare dalla routine e immergersi in un mondo di calore, stile ed eleganza. Ispirato all’atmosfera di Cortina e al rituale dell’après-ski, lo spazio reinterpreta il classico rifugio di montagna. Infine, il Garden sarà il giardino urbano milanese durante le Olimpiadi, dove trascorrere una piacevole serata tra amici con DJ set e una pista da curling che invita gli ospiti a scoprire questo sport per noi inedito.
Winter Garden all’Hyatt Centric Milan – via G.B. Pirelli, 20
L’après-ski più chic di Milano si fa a The ORGANICS SkyGarden, al 13° piano dell’Hyatt Centric Milan Centrale, che si trasforma in un incantevole Winter Garden, uno chalet urbano sospeso tra cielo e grattacieli, dove il fascino della montagna incontra il design metropolitano. Per tutta la stagione invernale, fino a fine febbraio, la terrazza si veste di legno naturale e dettagli nordici, sci vintage, plaid e tappeti in eco-pelliccia, bracieri accesi e ghirlande luminose. Ogni sera, Dj set, cocktail d’autore e sapori gourmet sul rooftop più scenografico della città.
Aperitivo all’Hilton Milan – via Luigi Galvani, 12
A poche centinaia di metri, al CotoliAMO Bistrot dell’Hilton Milan, appuntamento all’ora dell’aperitivo dove è stata creata una drink list dedicata alle Olimpiadi Invernali con cinque signature cocktail che attraversano altrettanti continenti caratterizzati da culture e aromi unici.
La regione Veneto custodisce una delle città più romantiche d’Italia e non può che essere una delle mete perfette per festeggiare San Valentino. Tra città iconiche, laghi che riflettono il cielo d’inverno e piccoli centri che sembrano fatti apposta per perdersi, il Veneto offre mille modi diversi di vivere l’amore.
Verona in love
Verona non ha bisogno di presentazioni, e forse è proprio questo il suo punto di forza. Nella città l’amore non viene annunciato ma lo si vive camminando lungo l’Adige quando l’aria è fredda ma limpida, succede entrando in una piazza che conosci già ma che ogni volta sembra diversa.
Verona in Love 2026 torna dal 14 al 16 febbraio e invade il centro storico con un’atmosfera che mescola romanticismo, cultura e vita di strada. Non un singolo evento, ma una festa diffusa che accompagna chi arriva a spasso tra piazze, logge e vie pedonali.
Tutto parte da Piazza dei Signori, fulcro delle iniziative principali, mentre la Loggia di Fra’ Giocondo ospita spettacoli, incontri, dialoghi e momenti di intrattenimento. Poco più in là, tra la Loggia Antica e le strade del centro, cambia volto: addobbi a tema, installazioni luminose e dettagli pensati per sorprendere senza essere invadenti. Le passeggiate diventano parte dell’esperienza, soprattutto lungo l’asse che collega l’Arena, la Casa di Giulietta e gli angoli più intimi della città antica.
iStockEventi a Verona per San Valentino
Gli eventi di Lago di Garda in Love
Sul Lago di Garda, San Valentino si dilata. Non è una sera sola, ma un racconto che dura giorni. Lago di Garda in Love torna anche nel 2026 con un calendario diffuso, fatto di piccoli gesti e grandi scenari. Il filo conduttore è il Lungolago d’Amore: passeggiate che uniscono paesi diversi, cuori rossi che spuntano tra piazze e porticcioli, inviti a fermarsi e a condividere. Gli appuntamenti sono attesi dal 13 al 15 febbraio.
Ci sono i Selfie in Love, con installazioni a forma di cuore disseminate tra Sirmione, Lazise, Garda, Torri del Benaco, Valeggio sul Mincio e altri centri. Non semplici foto ricordo, ma tappe di un percorso che attraversa il territorio e lo racconta in modo leggero.
iStockLazise tra i protagonisti di Garda in Love 2026
Non perdetevi la Passeggiata dell’Amore lungo il bordo del lago e i boschi dell’entroterra. Spiccano cammini facili, perfetti per tutti, come quello dell’Amore di Ferrara di Monte Baldo.
Garda ospita la Vela del Cuore, una tensostruttura vista lago che diventa punto di ritrovo tra musica dal vivo e animazione. A Malcesine, invece, l’amore sale in quota: un bacio a quasi 1800 metri, grazie alla funivia che porta sul Monte Baldo, con il lago sotto e il silenzio sopra. A Torri del Benaco il simbolo è chiaro e diretto: un grande cuore rosso in piazza, mentre dal Castello Scaligero si guarda tutto dall’alto, con una prospettiva che cambia le cose.
Valeggio sul Mincio gioca la carta dell’accoglienza diffusa, tra vetrine a tema e ristoranti che sorprendono con piccoli dettagli. E poi, al calare della sera, i paesi si accendono: municipi, castelli e porte storiche si vestono di rosso, da Lazise a Soave. Nei giorni centrali del weekend arrivano anche i Mercatini in Love, tra Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda e Montagnana: artigianato, prodotti locali, idee da portare a casa. Tutto senza eccessi, ma con cura.
Le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, che si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio, rappresentano molto più di un grande appuntamento sportivo internazionale. Per l’Italia saranno una vetrina globale capace di valorizzare territori alpini di straordinaria bellezza, alcuni già noti al grande pubblico, altri ancora poco conosciuti dai viaggiatori internazionali.
Proprio per questo Forbes ha dedicato attenzione a cinque località di montagna che, accanto a Milano e Cortina d’Ampezzo, ospiteranno gare fondamentali dei Giochi. Si tratta di destinazioni che uniscono eccellenza sportiva, paesaggi spettacolari e un’identità culturale forte, elementi sempre più ricercati nel turismo montano contemporaneo.
Livigno, il Piccolo Tibet dove lo sport incontra la libertà
Secondo Forbes, Livigno è una delle località alpine italiane più sorprendenti, capace di coniugare sport, lifestyle e tradizione in modo naturale. Situata nell’Alta Valtellina – valle della Lombardia settentrionale – a pochi chilometri, solo 12, dal confine svizzero, Livigno è da sempre una terra di confine, caratterizzata da contaminazioni culturali e culinarie che la rendono unica nel panorama turistico italiano.
Soprannominata “Piccolo Tibet” per la sua altitudine (1.816 metri), Livigno ospiterà durante le Olimpiadi Invernali 2026 le gare di snowboard e sci freestyle (verranno assegnate 26 medaglie) – presso lo Snow Park di Livigno e l’Aerial and Moguls Park – discipline che rispecchiano il suo spirito giovane e internazionale.
Forbes ha elogiato la qualità delle infrastrutture sportive e la vocazione outdoor che rende la località attiva tutto l’anno. Oltre ai moderni snow park e agli impianti olimpici, i visitatori possono contare su 115 chilometri di piste da sci all’interno dei due parchi e su 30 chilometri dedicati allo sci di fondo.
A rendere Livigno ancora più attrattiva è il suo status di zona franca, che la trasforma in una meta ideale anche per lo shopping. Il viaggio si completa a tavola, con piatti iconici della tradizione valtellinese, come i pizzoccheri e la polenta livignasca, e vini di montagna – Valtellina Superiore e lo Sforzato di Valtellina – che raccontano un territorio autentico e resiliente.
iStockLivigno, stazione sciistica alpina
Bormio, tra leggende alpine e piste da brivido
Bormio è stata descritta da Forbes come una delle capitali storiche dello sci alpino internazionale. Qui si svolgeranno alcune delle competizioni più spettacolari delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, tra cui la discesa libera maschile, il superG, lo slalom gigante, lo slalom speciale, la combinata e le gare di sci alpinismo maschile e femminile. La celebre Pista Stelvio sarà sede di tutte le gare di sci alpino.
Questo tracciato di Coppa del Mondo è considerato uno dei più difficili al mondo, noto per le pendenze estreme (60%) e i passaggi tecnici che lo rendono una sfida anche per gli atleti più esperti.
A Bormio si trovano comunque anche terreni meno impegnativi – 23 di 30 sono piste blu o rosse e 7 sono invece classificate come nere quindi per esperti – per gli amanti dello sci.
Oltre all’aspetto sportivo, Forbes ha messo in evidenza il valore storico e culturale di Bormio. La località sorge lungo un’antica via commerciale che collegava Venezia al Nord Europa, e il suo centro storico conserva ancora oggi importanti testimonianze di questo passato, tra la Torre delle Ore, un ponte in pietra del XIV secolo ed edifici affrescati.
Un altro elemento distintivo è la tradizione termale: Bormio è una delle località termali più antiche d’Europa, frequentata già in epoca romana. I moderni centri benessere si affiancano agli storici bagni, offrendo un’esperienza che unisce sport, relax e cultura. Anche la gastronomia gioca un ruolo centrale, con piatti robusti e sapori decisi, come la pasta al ragù di cervo, che riflettono l’anima autentica della Valtellina.
Predazzo e Tesero, cuori pulsanti dello sci nordico nelle Dolomiti
Nel cuore delle Dolomiti, Predazzo e Tesero (distanti tra loro circa 9 chilometri) rappresentano uno dei poli più importanti d’Europa per lo sci nordico. Forbes ha sottolineato il ruolo chiave della Val di Fiemme nelle Olimpiadi Invernali 2026, dove si svolgeranno numerose gare di sci di fondo (al Centro Fondo di Lago di Tesero) e salto con gli sci (a Predazzo) – 21 eventi con medaglia. Queste discipline sono profondamente radicate nella storia sportiva della valle, che da decenni ospita competizioni internazionali di alto livello.
Ciò che rende Predazzo e Tesero particolarmente interessanti dal punto di vista turistico è la loro integrazione nel comprensorio Dolomiti Superski, uno dei più grandi al mondo. Questo permette a sciatori di ogni livello di accedere a 1200 di chilometri di piste con un unico skipass.
Forbes ha apprezzato anche la dimensione culturale di queste località: il Museo Geologico delle Dolomiti (a Predazzo), l’Osservatorio della Val di Fiemme (a Tesero) e antiche chiese arricchiscono l’esperienza di viaggio.
A pochi chilometri, vicino a Predazzo, si trova la celebre Foresta dei Violini – Parco Naturale di Paneveggio – famosa per il legno degli abeti rossi utilizzato nella costruzione di strumenti musicali di altissimo livello, come i violini Stradivari. Un elemento che aggiunge valore e unicità a una destinazione già straordinaria dal punto di vista naturale.
In Val di Fiemme da non perdere l’occasione di sorseggiare un bicchiere di Müller Thurgau e assaporare piatti tipici come polenta ai funghi, strangolapreti e strudel di mele.
iStockSki Area Alpe Lusia, Predazzo
Anterselva, natura incontaminata e biathlon tra le vette
Anterselva è stata definita da Forbes una delle località alpine più autentiche e meno conosciute dal turismo internazionale. Situata in Alto Adige, a 9 chilometri dal confine austriaco, conserva una forte impronta mitteleuropea, visibile nella lingua, nelle tradizioni e nello stile di vita. È una valle dove la natura domina incontrastata e dove il turismo è ancora fortemente legato al rispetto dell’ambiente.
Il biathlon è il cuore pulsante di Anterselva e uno dei motivi principali per cui Forbes l’ha inserita tra le località protagoniste delle Olimpiadi Invernali 2026. La Südtirol Arena ospiterà le gare olimpiche, portando alla ribalta uno sport che qui è parte integrante dell’identità locale.
Oltre al biathlon, Anterselva offre infinite opportunità per gli amanti delle attività outdoor, dallo sci allo scialpinismo, fino alle escursioni nei parchi naturali circostanti.
La vicinanza con il Plan de Corones amplia ulteriormente l’offerta turistica, grazie a un comprensorio sciistico moderno e a musei d’alta quota dedicati alla montagna e all’alpinismo. La cucina altoatesina, infine, completa l’esperienza con piatti sostanziosi, come i canederli, e vini di alta quota, Gewürztraminer e Kerner, che raccontano una cultura alpina autentica e profondamente radicata.
iStockUna pista di sci di fondo nella Valle di Anterselva
Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 non sono solo sport e medaglie, ma anche l’occasione perfetta per celebrare l’arte e la cultura italiana. Tante località, anche oltreconfine, offrono un ricco calendario di mostre e percorsi espositivi, dalle fotografie storiche di Cortina 1956 alle interpretazioni artistiche della montagna a Bolzano e Bergamo, dai cimeli olimpici a Losanna alle cerimonie spettacolari di Marco Balich a Treviso, fino ai tesori di ville e musei affacciati sul bellissimo Lago di Como: ogni evento celebra lo spirito olimpico e l’eccellenza italiana attraverso arte, storia e innovazione.
Ecco gli appuntamenti da non perdere in questo periodo.
“Sport invernali nell’arte” a Bolzano
Nei giorni in cui tutti gli occhi sono puntati sulle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la città di Bolzano e tutto il territorio del Trentino-Alto Adige, dedicano una mostra agli sport legati alla montagna, che viene vista però da una prospettiva diversa: quella dell’arte. Appuntamento quindi dal 18 febbraio al 25 marzo, al Palazzo Mercantile di Bolzano, con la mostra “Sport invernali nell’arte”.
In questa occasione, la montagna viene interpretata dalle opere d’arte di Paul Flora, Alfon Walde, Max von Esterle, Ivanhoe Gambini, Fortunato Depero e altri maestri come Lyonel Feininger e Victor Vasarely: tanti quadri, sculture e grafiche, realizzati da artisti di fama internazionale.
“Cortina di Stelle” al Lagazuoi Expo Dolomiti
PompaninLagazuoi Expo Dolomiti, il centro espositivo più alto d’Europa
Durante le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina, potrete raggiungere uno degli spazi espositivi più alti d’Europa: il Lagazuoi Expo Dolomiti, a 2.732 metri di altezza. Qui potrete immergervi nella mostra di Fulvio Morella, “Cortina di Stelle”, il capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono” che celebra i luoghi simbolo dei Giochi, visitabile fino al 5 aprile 2026.
L’esposizione, che unisce arte, sport e inclusione, è una testimonianza viva di atleti paralimpici, con opere multisensoriali che inglobano il Braille, trasformando il linguaggio “tattile” in esperienza artistica e strumento per abbattere barriere percettive e concettuali. Un appuntamento immersivo da non perdere.
Francesca PiovesanOpera con incisioni Braille in mostra
“L’Italia sulla neve” al Castello Sforzesco di Milano
Se siete appassionati di grafica pubblicitaria, non perdetevi la mostra proposta al Castello Sforzesco di Milano. Qui ha già preso vita un percorso che racconta come sport invernali e turismo alpino siano entrati nell’immaginario degli italiani: la mostra “L’Italia sulla neve. Gli italiani e gli sport invernali nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria dalla Raccolta Bertarelli” sarà accessibile fino al 22 marzo 2026, con ingresso gratuito.
L’esposizione valorizza il patrimonio della Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, una delle più importanti collezioni
pubbliche al mondo nel suo genere, attraverso più di cento opere (tra riviste illustrate, cataloghi di vendita, cartoline, dépliant, opuscoli e
manifesti pubblicitari).
Percorsi scenografici nelle sedi di Casa Italia
Per la prima volta, durante i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, Casa Italia sarà aperta al pubblico, trasformandosi in un luogo simbolo di accoglienza e porta privilegiata per scoprire le eccellenze del Paese.
Non è soltanto la casa degli atleti: nelle sedi di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo i visitatori possono vivere le emozioni dei Giochi e immergersi in un racconto dedicato alla Musa, un omaggio al ruolo ispiratore che la nostra penisola esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale. Dal 6 al 22 febbraio, le sedi di Triennale Milano, il Centro di Preparazione Olimpica presso l’Aquagranda di Livigno, e la Galleria Farsetti a Cortina d’Ampezzo, si trasformano così in percorsi scenografici ed emozionali, luoghi in cui sport, natura, arte, architettura e design sono in strettissimo dialogo tra loro. Qui, ci saranno vere e proprie esposizioni di opere di tantissimi artisti e designer, come Giorgio De Chirico, Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Keith Haring & L.A. II, Ai Weiwei e Christo e Jeanne-Claude, per citarne soltanto alcuni.
“Cortina 1956. Le foto più iconiche” a Noventa di Piave
Dopo settant’anni, Cortina d’Ampezzo torna al centro del palcoscenico olimpico e una nuova mostra fotografica open air, che inaugura il 31 gennaio 2026 (ore 11.00), racconta la storia delle prime Olimpiadi Invernali disputate in Italia: era il 26 gennaio 1956 quando a Cortina iniziavano le competizioni sulla neve.
La mostra “Cortina 1956. Le foto più iconiche“, presso il Noventa di Piave Designer Outlet, espone scatti in gran parte inediti e recuperati da numerosi archivi storici italiani, inseriti anche nel volume di Massimo Spampani con Eleonora De Filippis “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia”, pubblicato da Fondazione Cortina e Marsilio Arte. L’occasione per fermarci un attimo a ricordare, riflettere e sognare proprio come fecero gli italiani 70 anni fa.
Ufficio StampaUna fotografia di “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d’Italia”
“White Entropy” all’aeroporto di Milano Malpensa
In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, il Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa si trasforma in uno spazio espositivo con un percorso di fotografie zenitali realizzate con droni tra Alpe di Siusi, Monte Bianco, Val di Fassa, Val Badia, Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio. Presente anche un’installazione site specific che rappresenta la grandezza delle nostre montagne innevate.
Si chiama ‘White Entropy’, la mostra fotografica di Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa, esposta fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dello scalo. Milioni di passeggeri in transito ogni giorno, sono così invitati a rallentare e osservare opere che trasformano il paesaggio in coscienza e l’altitudine in pensiero.
Luca Pompei“White Entropy” a Milano Malpensa, di Jacopo Di Cera
Due mostre imperdibili a Losanna
Anche Losanna, in Svizzera, celebra lo spirito olimpico con la mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, realizzata in collaborazione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire. La Fondazione Luigi Rovati dedica un grande percorso espositivo, che intreccia mondo antico e moderno, dalle competizioni della Grecia classica alla visione di Pierre de Coubertin, raccontando come i valori fondanti dei Giochi – pace, inclusione, rispetto ed eccellenza – abbiano attraversato i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Un racconto essenziale ma potente, che restituisce tutta la dimensione culturale e simbolica dell’olimpismo.
Sempre a Losanna, il Museo Olimpico rende omaggio all’Italia con “Via Azzurra“, un percorso espositivo speciale aperto fino al 1° marzo2026, integrato nella collezione permanente, nel parco e negli spazi pubblici del museo: ripercorre il profondo legame tra l’Italia e l’Olimpismo, da Cortina 1956 a Roma 1960 e Torino 2006, fino al nuovo appuntamento di Milano Cortina 2026.
Tra installazioni digitali, fotografie, sculture e cimeli originali (dalle scarpe di Pietro Mennea alla tuta di Federica Brignone, fino agli oggetti simbolo di Milano Cortina come torcia e mascotte) la mostra racconta storie, vittorie e protagonisti che hanno costruito l’identità sportiva italiana.
Ufficio StampaLa mostra al Museo Olimpico di Losanna
Fuoripista a Bergamo, la montagna oltre lo sport
Fino all’8 febbraio 2026, presso il Gres Art 671, centro per l’arte e la cultura di Bergamo, vi potete immergere nella mostra che esplora il mondo degli sport invernali andando oltre la competizione, per abbracciare arte, design, architettura e ricerca contemporanea. “Fuoripista” è un viaggio tra storie della neve che invita a guardare l’universo alpino da nuove prospettive, lontano dalla retorica e più vicino all’esperienza umana, fisica ed emotiva della montagna.
Curata da 2050+ insieme a gres art 671, l’esposizione riunisce opere storiche e contemporanee – alcune commissionate appositamente per il progetto – tra dipinti, installazioni, fotografie, video e materiali d’archivio.
Diego De PolFuori Pista, mostra immersiva a Bergamo
Mostra Olimpica del Salce con Marco Balich, Treviso
La grande mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (nelle sedi di Santa Margherita e San Gaetano), si arricchisce di una sezione speciale dedicata a Marco Balich, il celebre creativo veneziano dietro alcune delle più iconiche cerimonie olimpiche degli ultimi decenni.
Alla sua visione artistica è riservato uno spazio spettacolare, con grandi immagini e materiali dedicati alle cerimonie olimpiche e paralimpiche firmate da Balich, tra cui quelle di Sochi 2014 e Pechino 2022. Un racconto per immagini che mette al centro l’emozione, cifra stilistica del suo lavoro, capace di parlare a un pubblico globale di oltre due miliardi di spettatori.
Ville e musei del Lago di Como: arte, paesaggio e sport
Da febbraio a marzo 2026, undici ville storiche, musei e spazi culturali del Lago di Como aprono le porte a un ricco programma di mostre, installazioni, laboratori e percorsi educativi nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il palinsesto celebra il patrimonio lariano intrecciando arte, sport, paesaggio e comunità, con iniziative inclusive e intergenerazionali che raccontano le identità culturali del territorio e valorizzano i valori olimpici di creatività, inclusione e internazionalità.
Ecco alcune delle iniziative (la lista completa e tutti i dettagli sulle visite sono consultabili sul sito ufficiale Villemuseilagodicomo.it):
BAC Bellano Arte Cultura: “Avanti la stella – Momenti di pesa”, fino al 20 marzo 2026,
Casa Brenna Tosatto: “Luce in movimento. Immagini e parole tra arte e sport”, dal 31 gennaio al 1° marzo 2026,
Museo della seta: “Stoffe da campioni”, dal 1° febbraio al 15 marzo 2026,
Museo del paesaggio: “Cattedrali di roccia attorno al Lago di Como”, foto d’epoca di Riccardo e Carlo Piatti, il 7-8, 14-15, 21-22 febbraio 2026,
Villa Bernasconi: “Liberty di ghiaccio”, fino al 15 marzo 2026,
Villa Carlotta: “Giardino dei talenti”, dal 3 febbraio al 15 marzo 2026.
Altre mostre da non perdere in Valtellina
La Valtellina è uno dei territori più attivi dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con un fitto calendario di mostre diffuse tra Livigno, Sondrio, Teglio, Valfurva, Madesimo e Aprica. Alcuni appuntamenti da segnare? All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche” rende omaggio agli atleti valtellinesi che hanno partecipato ai Giochi Olimpici, attraverso opere, oggetti e attrezzature originali, visitabili fino alla fine della stagione invernale.
Ufficio StampaAll’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche”
A Sondrio, Palazzo Pretorio ospita fino all’8 febbraio la mostra itinerante “Emozione dei Giochi – Culture Through Sport”, un percorso visivo dedicato alle torce e ai bracieri olimpici, mentre al MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte “Le nevi dell’altro anno” (fino al 3 maggio 2026) racconta la neve nell’arte italiana dalla fine dell’Ottocento a oggi.
A Teglio, Palazzo Besta accoglie fino al 30 agosto 2026 “Vette. Storie di sport e montagne”, una riflessione sul rapporto tra sport, società e territorio alpino, mentre a Valfurva “Oro Bianco” (fino al 30 marzo 2026) celebra il legame profondo tra comunità locali e sport invernali.
Chiude idealmente il percorso Madesimo (da raggiungere con i Treni della Neve) con una mostra dedicata agli atleti valtellinesi e azzurri medagliati (fino all’8 febbraio), e Aprica, dove il Museo dello Sci e della Montagna, aperto tutto l’anno, custodisce modelli storici, sci d’epoca e cimeli di grandi campioni come Zeno Colò, raccontando l’evoluzione dello sci e della cultura alpina.
C’è solo l’imbarazzo della scelta per vivere le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina da un’altra prospettiva, quella culturale e artistica che stimola riflessioni profonde.
Venerdì 6 febbraio è attesa alle 20:00 la cerimonia di apertura delle Olimpiadi a Cortina, allineandosi a quella di San Siro dove saranno ospiti Mariah Carey, Andrea Bocelli e Laura Pausini, senza dimenticare Pierfrancesco Favino, Ghali e Sabrina Impacciatore. Insieme, con uno spettacolo degno di nota, daranno il via ai Giochi Invernali che coinvolgeranno i partecipanti, gli sportivi e i turisti.
In questo articolo abbiamo racchiuso gli appuntamenti e le cose da fare a Cortina durante il periodo delle Olimpiadi Invernali.
L’arrivo della Fiamma Olimpica
L’arrivo della Fiamma a Cortina è stato suggestivo. Il passaggio il 26 gennaio ha attraversato i luoghi simbolici della conca ampezzana: zone legate allo sport, alla memoria olimpica e poi il cuore del centro, dove la serata si accende davvero. L’appuntamento è partito alle 15:50 circa a Pian da Lago. Da lì si è spostato lungo Trampolino Italia, Socrepes e pista Olympia delle Tofane. Poi ha raggiunto Sliding Center, lo Stadio del ghiaccio, via del castello, via Cesare Battisti e corso Italia arrivando attorno alle 19.00 in Largo delle Poste.
L’idea è nuova e un po’ ambiziosa: non una sola cerimonia in un unico posto, ma un evento “diffuso”, condiviso tra città e montagne. E Cortina non farà da semplice sfondo.
Ci sarà una parte di cerimonia in simultanea con Milano, con pubblico presente e maxi schermo per seguire lo spettacolo. Uno dei momenti più forti sarà l’accensione simultanea dei bracieri: uno a Milano e uno a Cortina. Due fuochi accesi nello stesso momento, due piazze diverse, la stessa Olimpiade. È un’immagine potente, anche solo a pensarci. Il grande evento è atteso il 6 febbraio alle 20:00.
Sciare a Cortina anche nel pieno delle Olimpiadi non sarà un miraggio. Tra febbraio e marzo, mentre i Giochi di Milano Cortina 2026 accendono i riflettori sulla conca ampezzana, le piste restano aperte e accessibili senza pass speciali.
Gli sciatori potranno evitare il centro grazie a ingressi “laterali”: Faloria da Rio Gere, Lagazuoi e 5 Torri da Valparola, Col Gallina o Passo Giau, con parcheggi distribuiti e collegamenti pensati per alleggerire i flussi. San Vito, Auronzo e Misurina, invece, non subiranno modifiche e proseguiranno la stagione come sempre.
Qualche accorgimento in più, skibus potenziati dove serve, ma nessuna rivoluzione per chi vuole solo infilare gli scarponi e salire in quota. Anzi, per accompagnare un periodo inevitabilmente diverso dal solito, arriva anche un segnale concreto per i clienti: dal 6 febbraio al 15 marzo debutta il Courtesy Rate, con uno sconto del 20% sugli skipass di valle.
L’offerta viene proposta per poter andare incontro agli sciatori che si trovano, inevitabilmente, a fare i conti con delle restrizioni dovute all’evento di risalto mondiale. La riduzione del 20% vale sia per i biglietti giornalieri che su quelli pluri-giornalieri offrendo l’accoglienza a cui gli appassionati di sci sono abituati da anni.
iStockPaesaggio innevato a Cortina
Tour del centro
Cortina, in questi giorni, si vive benissimo anche senza rincorrere gli eventi, basta camminare. Corso Italia resta il punto naturale dove prima o poi si finisce: vetrine, palazzi, gente elegante ma anche famiglie, turisti con scarponcini e cappello, chi si ferma solo per un caffè.
Se si vuole aggiungere qualche tappa vera, senza trasformare tutto in una maratona:
la Basilica dei Santi Filippo e Giacomo, con quel campanile che si vede praticamente da ovunque;
la Casa delle Regole, che già da sola vale la visita anche solo per l’atmosfera;
qualche scorcio tranquillo appena fuori dal flusso principale, dove Cortina torna più “paese” e meno cartolina.
iStockAlla scoperta del centro di Cortina
Mostre e musei
Se si ha un paio d’ore libere, Cortina ha musei piccoli, ma pieni di carattere, perfetti per spezzare la giornata.
Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi. Dentro la Casa delle Regole, è una visita che sorprende: non ti aspetti una collezione così ricca in un posto come questo. È uno di quei musei che ti fanno cambiare ritmo, rallenti senza accorgertene;
Museo Paleontologico Rinaldo Zardini. Qui le Dolomiti si raccontano in modo diverso: fossili, storie antichissime, dettagli che ti fanno immaginare quando queste montagne erano tutt’altro. Bello anche se non sei “tipo da museo”;
Museo Etnografico delle Regole d’Ampezzo. È un tuffo nella vita di comunità: oggetti, legno, tradizioni, lavoro. Non è una visita “fredda”, è più una storia che ti viene incontro.
A Cortina l’après-ski è un vero e proprio rito che si può vivere in modo semplice, con un aperitivo in centro, oppure scegliendo posti più panoramici dove la montagna sembra vicinissima e la giornata finisce con calma, tra luci e musica. E anche se non si scia, si sale lo stesso: funivie, terrazze, locali in quota. È un altro modo di vedere Cortina, più lento e un po’ cinematografico.
Apre per l’occasione Casa Slovenia. All’interno del bar Janbo, uno dei luoghi di ritrovo più popolari di Cortina d’Ampezzo, è stato ricreato un “toplar”, un tradizionale fienile di legno che, un tempo, era il luogo di ritrovo della comunità e della vita quotidiana, che è la continuazione della casa presente ai Giochi di Pyeongchang 2018.
La casa ospiterà due campioni sloveni, medaglie d’oro olimpiche, l’ex sciatrice Tina Maze e Primož Roglič, ex saltatore con gli sci e campione di ciclismo, ma sarà anche l’occasione per provare le tipicità della Slovenia, con lo chef Tomaž Kavčič e i vini sloveni. Aperta a tutti i visitatori, sarà un luogo di ritrovo dove fare il tifo, ma anche sede di numerosi eventi. Sarà aperta tutti i giorni dalle 9 a mezzanotte.
Getty ImagesLa magia di Cortina sotto la neve
L’Austria sente i Giochi di Milano Cortina 2026 particolarmente vicini, con molti luoghi di gara a poca distanza dal confine austriaco. Ecco perché a Cortina, nella Jägerhaus, apre anche Austria House, che accoglierà, dalle 10 alle 18, atleti e ospiti internazionali per offrire loro un assaggio dello stile di vita austriaco. Una vera attrazione sarà la grande installazione creata, per l’occasione, dall’artista tirolese Patricia Karg, un cuore pulsante sul piazzale antistante Casa Austria. Fra le proposte culinarie c’è un cocktail creato appositamente per le Olimpiadi e una merenda che prende spunto dai taglieri tradizionali serviti nei rifugi alpini.
La Val di Fiemme si prepara a tornare sotto i riflettori internazionali in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. Un territorio che da decenni è sinonimo di sci nordico e grandi competizioni sportive si appresta ad accogliere atleti, appassionati e visitatori da tutto il mondo, confermandosi uno dei cuori pulsanti dell’evento olimpico.
Gli stadi del Fondo al Lago di Tesero e del Salto a Predazzo saranno ancora una volta protagonisti assoluti e ospiteranno le gare di Sci di Fondo, Combinata Nordica e Salto Speciale, oltre alle emozionanti competizioni paralimpiche di fondo e biathlon.
Ma l’esperienza olimpica in Val di Fiemme non si esaurisce sugli spalti: tra piste da sci perfettamente innevate, eventi diffusi e un’atmosfera di festa che coinvolge tutta la valle, una vacanza diventa un’occasione unica per vivere lo sport e la montagna in una dimensione straordinaria.
Sciare durante le Olimpiadi
Durante il periodo olimpico la Val di Fiemme continuerà a essere una destinazione ideale per chi desidera sciare: il comprensorio Val di Fiemme–Obereggen resterà operativo e garantirà l’accesso a piste curate e a rifugi aperti, dove concedersi una pausa tra una discesa e l’altra.
Nel cuore delle Dolomiti del Latemar, l’organizzazione della mobilità sarà adattata per convivere con le esigenze dell’evento olimpico. L’accesso alle aree sciistiche sarà regolato in modo da assicurare sicurezza ed efficienza, con ingressi concentrati nelle località di Obereggen e Pampeago nel periodo centrale dei Giochi. Nei giorni precedenti, alcune aree di sosta a Predazzo saranno parzialmente rimodulate, con soluzioni alternative e servizi navetta pensati per facilitare gli spostamenti degli sciatori.
Anche il sistema di trasporto pubblico sarà potenziato con collegamenti dedicati tra i principali centri della valle e gli impianti di risalita, così da ridurre il traffico privato e rendere l’esperienza più fluida. Cambieranno alcuni servizi storici, come il trenino di Predazzo, che lascerà spazio a mezzi urbani più capienti, ma l’obiettivo resta quello di garantire continuità e comfort a chi sceglie la Val di Fiemme per una vacanza sulla neve, anche in pieno clima olimpico.
Uno dei momenti più suggestivi che anticiperanno l’inizio delle gare sarà il passaggio della Fiamma Olimpica, previsto per il 28 gennaio.
A Predazzo, l’arrivo della Fiamma sarà celebrato a partire dalle ore 14.00 in piazza, con un pomeriggio animato da musica e intrattenimento a cura di Chicco Montini e DJ Roby. Alle 15.00 il tedoforo porterà la Fiamma Olimpica e procederà all’accensione del braciere temporaneo.
A Tesero, l’evento prenderà vita a partire dalle ore 16.00 in Piazza C. Battisti con lo spettacolo Circensema, il Circo della Val di Fassa, che incanterà il pubblico con acrobazie e performance artistiche. Saranno presenti anche attività dell’Associazione Bambi per coinvolgere le famiglie e i più piccoli. La Fiamma arriverà intorno alle 16.45.
A Cavalese, a partire dalle ore 17.00, Piazza Scopoli si trasformerà in un villaggio olimpico con attività, performance sul palco della Fondazione Milano Cortina, e animazione nei villaggi di Coca Cola e ENI. L’Area Sport offrirà intrattenimento e momenti di sport attivo per tutti. Alle 18.00 si terrà una performance di danza, seguita da karaoke e DJ set, mentre alle 19.00 sarà possibile seguire la diretta dell’arrivo dell’ultimo tedoforo e il braciere verrà acceso alle 19.30.
Dal 6 al 22 febbraio 2026, la Val di Fiemme sarà una delle sedi centrali dei Giochi Olimpici Invernali, mentre dal 6 al 15 marzo ospiterà le Paralimpiadi. Numeri e dati raccontano con chiarezza il peso di questo territorio all’interno della manifestazione: infatti, qui verrà assegnato quasi un terzo delle medaglie complessive, con un totale di 59 gare tra Olimpiadi e Paralimpiadi.
Gli impianti di Tesero e Predazzo, già teatro di Campionati del Mondo e grandi eventi internazionali, accoglieranno le discipline nordiche in un contesto che unisce eccellenza organizzativa e bellezza naturale. Le gare di sci di fondo, combinata nordica e salto speciale si svolgeranno su tracciati e trampolini considerati tra i più tecnici e apprezzati a livello mondiale, mentre le competizioni paralimpiche confermeranno la vocazione inclusiva e innovativa della valle.
La Val di Fiemme si presenterà così come una vera e propria host venue di riferimento, capace di coniugare infrastrutture moderne, competenza organizzativa e quell’ospitalità alpina che da sempre la distingue.
Il nuovo film per la tv Tempi supplementari, diretto da Ago Panini, va in onda su Rai 1 con una storia di sport, riscatto e relazioni familiari. Ma oltre alla trama coinvolgente, una delle grandi protagoniste del film è la splendida ambientazione: le riprese si sono infatti svolte interamente in Veneto, tra le province di Vicenza e Belluno, grazie al sostegno della Veneto Film Commission.
La produzione, curata da Pepito Produzioni, ha puntato alla massima sostenibilità ambientale durante le riprese. Tempi supplementari fa parte del ciclo televisivo Purché finisca bene, una serie di film per Rai 1 che raccontano storie umane a lieto fine. Sempre nel Vicentino, la rassegna proseguirà con L’ora d’Arianna, diretto da Giuseppe Curti e interpretato da Lorenzo Richelmy, Mariana Lancellotti e Gabriele Cirilli, girato tra le suggestive strade di Bassano del Grappa.
Di cosa parla
Tempi supplementari racconta la vicenda di Sandro (Giuseppe Zeno), ex allenatore di hockey che ha la possibilità di guidare una squadra giovanile di ragazzi “difficili”. Tra allenamenti e sfide sportive, Sandro ritroverà anche sua figlia Thea, persa di vista da anni. La sceneggiatura, firmata da Sara Cavosi e Luca Monesi, unisce la passione per lo sport a temi universali come la famiglia, il coraggio e il riscatto personale.
Ufficio stampa RAIUna scena del film tv Tempi Supplementari
Dove è stato girato
Le scene centrali del film, ambientate nel mondo dell’hockey su ghiaccio, sono state girate in luoghi simbolo del territorio. Il palaghiaccio di Feltre ha ospitato alcune delle sequenze più importanti, con la pista ghiacciata ripristinata addirittura in piena estate per esigenze di set.
Non meno importanti sono le riprese ad Asiago, che hanno visto la troupe muoversi tra esterni iconici e location cittadine riconoscibili: dal centro storico agli istituti scolastici come l’Istituto Patrizio Rigoni, trasformato temporaneamente in un “Palazzo del Ghiaccio” scenografico, fino all’Istituto Mario Rigoni Stern. Cuore dell’Altopiano dei Sette Comuni in provincia di Vicenza, Asiago non è solo una località montana suggestiva, ma un vero simbolo di storia, sport e tradizione. La sua storia legata alla Prima Guerra Mondiale aggiunge profondità e fascino al territorio.
iStockVista di Asiago
Qui hanno partecipato anche gli atleti locali e giovani talenti della provincia, tra cui Giacomo Vigo di Rosà e le pattinatrici Sara Pilati, Giorgia Rigoni e Nicole Primon, che hanno arricchito il cast insieme ad attori affermati come Giuseppe Zeno, Clotilde Sabatino, Alvise Marascalchi, Bianca Baglioni e Arianna Moro.
Oltre alle città e agli impianti sportivi, le riprese hanno valorizzato le Dolomiti venete, con panorami mozzafiato come Cortina d’Ampezzo, rinomata località sciistica con le sue strade eleganti e le cime imponenti che diventano un simbolo di sfida e resilienza; Marmolada, la “Regina delle Dolomiti” con i ghiacciai e panorami vertiginosi; e le Tre Cime di Lavaredo, che fanno da sfondo a una storia di determinazione e correttezza.
Il paesaggio montuoso, rigido ma affascinante, si integra perfettamente con la trama, diventando quasi un personaggio silenzioso del film.
Venezia continua a esercitare un fascino magnetico sui turisti provenienti da tutto il mondo, ma chi la vive oggi lo sa: La Serenissima è spesso tutto fuorché “serena”. Ogni anno, circa 30 milioni di visitatori affollano calli e campielli, molti dei quali arrivano solo per poche ore, concentrandosi sugli stessi luoghi, da Palazzo Ducale a Piazza San Marco. Il risultato è un equilibrio sempre più fragile, in cui l’overtourism rischia di appiattire l’esperienza di viaggio e di oscurare tutto ciò che si trova appena oltre la laguna.
Eppure, il Veneto è una regione che non vive di sola Venezia. All’ombra del suo mito, per decenni sono rimasti sottovalutati borghi, città d’arte e paesaggi che raccontano una storia altrettanto ricca, fatta di palazzi eleganti, piazze scenografiche e montagne che sembrano dipinte.
Oggi, però, qualcosa sta cambiando: complice anche l’attenzione internazionale legata alle Olimpiadi invernali di Cortina 2026, lo sguardo dei viaggiatori e della stampa estera si sta spostando verso un Veneto meno conosciuto, capace di sorprendere lontano dalle rotte più battute. È in questo contesto che The Times accende i riflettori su luoghi inattesi, tra cui un borgo alpino che rivendica con orgoglio la nascita del gelato.
C’è un luogo in Italia che, più di ogni altro, ha saputo intercettare i desideri dei viaggiatori nel 2025. Un territorio capace di parlare a chi cerca relax, a chi viaggia per cultura, a chi sogna esperienze food memorabili e a chi vuole perdersi tra mare, montagne e città d’arte. Quel luogo è il Veneto, che si conferma ufficialmente come la prima regione italiana per presenze turistiche, dove si può far vacanza in spiaggia durante la bella stagione o concedersi una settimana bianca sugli sci in inverno.
A dirlo non sono le sensazioni, ma i numeri: secondo il report di Federalberghi Veneto, che analizza il periodo dal 1° gennaio al 15 dicembre 2025, il Veneto è la regione più visitata d’Italia. Un risultato che non arriva per caso, ma che racconta una strategia, una visione e soprattutto una capacità rara: saper offrire un turismo che non è mai uguale a se stesso.
Perché il Veneto è primo per presenze nel 2025
Il primato del Veneto emerge in modo netto dall’analisi condotta da Federalberghi Veneto, che fotografa un anno in cui la regione ha saputo attirare e fidelizzare milioni di visitatori italiani e internazionali. Il Veneto è già oggi uno dei territori più attrattivi d’Europa, grazie a un mix difficilmente replicabile: strutture ricettive di qualità, un patrimonio artistico senza eguali, paesaggi che cambiano radicalmente in pochi chilometri e una proposta enogastronomica che è diventata una vera e propria esperienza culturale.
iStockPanorama su Caorle e la spiaggia
Venezia, Verona, il Lago di Garda, le Dolomiti, le città murate, le terme, le colline del Prosecco, il mare Adriatico e le sue spiagge: ogni area racconta una storia diversa, ma tutte contribuiscono a creare un sistema turistico capace di funzionare tutto l’anno. È proprio questa pluralità a rendere il Veneto la prima scelta per vacanze brevi, soggiorni lunghi, weekend romantici, viaggi slow e itinerari gourmet.
Nuove strategie per il turismo in Veneto
Se il 2025 ha segnato un primato, il futuro punta ancora più in alto. La Regione non vuole limitarsi a “riempire camere”, ma mira a ripensare il concetto stesso di offerta turistica. L’obiettivo dichiarato è intercettare nuovi bisogni, anticipare le tendenze e valorizzare l’intero territorio, anche nelle sue aree meno conosciute.
Si parla chiaramente di “fare squadra”: istituzioni, operatori turistici, strutture ricettive, ristoratori, guide e territori dovranno lavorare insieme per progettare investimenti mirati. L’idea è costruire un turismo sempre più esperienziale, capace di rispondere a una domanda che non cerca solo una destinazione, ma una storia da vivere e da raccontare.
iStockVista sulle Colline del Prosecco, Patrimonio Unesco
Nel nuovo scenario post-2025, il viaggiatore vuole autenticità, sostenibilità, tempo di qualità, cibo locale, percorsi lenti e luoghi che abbiano un’anima. Il Veneto parte in pole position perché possiede già tutti questi ingredienti. Ora la sfida è trasformarli in format, itinerari e proposte strutturate, capaci di rendere il territorio competitivo non solo per quantità di presenze, ma per qualità dell’esperienza.
Il primato del Veneto non è solo una medaglia da esibire, ma il segnale di una direzione precisa: un turismo che evolve, che ascolta e che sa reinventarsi ed è proprio questa capacità di cambiare restando se stesso che rende il Veneto, oggi più che mai, la regione più amata d’Italia per le vacanze.
Il Natale in Veneto si accende con luci scintillanti, profumi di dolci tipici e un’atmosfera incantata che solo i mercatini sanno regalare. Da città storiche a borghi pittoreschi, la regione offre un ventaglio di esperienze che trasformano ogni visita in un momento magico.
I mercatini natalizi del Veneto offrono qualcosa per tutti, dagli appassionati di artigianato agli amanti del gourmet o semplicemente a chi cerca un weekend festivo immerso nella tradizione.
Verona: tra luci e romanticismo nel cuore del Natale
I mercatini di Verona, in collaborazione con il “Christkindlmarkt” di Norimberga saranno aperti fino al 28 dicembre 2025 e trasformeranno la città dell’amore in un palcoscenico di luci, colori e profumi. Piazza Bra, con lo sfondo dell’arena e la maestosa stella di Natale che si appoggia sulla piazza stessa, si anima con casette in legno ricche di decorazioni artigianali, dolci tipici e specialità gastronomiche locali.
Passeggiare per le vie del centro storico tra le luminarie e le installazioni della città Patrimonio UNESCO sarà come immergersi in una fiaba. Oltre a piazza Bra, anche Piazza dei Signori e Piazza Sacco e Vanzetti (Arsenale) saranno addobbate a festa.
I mercatini saranno aperti dalla domenica al giovedì, dalle ore 10 alle ore 21, e il venerdì e il sabato dalle ore 10 alle ore 23 – con alcuni orari speciali dal 24 al 28 dicembre.
Gli amanti della gastronomia possono assaggiare vin brulè, torrone e biscotti tipici, mentre le bancarelle propongono giocattoli fatti a mano, manufatti in legno e artigianato artistico: perfetti per regali originali.
Oltre ai mercatini a Verona si può anche pattinare sul ghiaccio nella Winter Area allestita in Piazza Sacco e Vanzetti. La tradizione veronese del Natale crea un’atmosfera romantica perfetta sia per coppie che per famiglie.
iStockIl Natale illumina Piazza delle Erbe a Verona
Asiago: un Natale tra boschi, montagne e magia
Nei Giardini di Natale di Asiago, aperti fino al 6 gennaio 2026, la magia si fonde con i panorami montani. Le casette del mercatino, allestite in piazza Carli, piazza Duomo e piazza II Risorgimento, propongono artigianato locale e prodotti gastronomici tipici, immersi in un contesto naturale che ricorda un paesaggio fiabesco.
La neve e i boschi circostanti rendono ogni passeggiata unica, mentre le decorazioni a tema e le luci scintillanti sono pensate per accogliere grandi e piccini in un mondo magico.
Qui si possono trovare lavori in legno, decorazioni natalizie fatte a mano, prodotti tipici, dolci della tradizione e il vin brûlé. L’atmosfera serale, con le luci che illuminano i vicoli, trasporta i visitatori in una realtà da fiaba, ideale anche per chi ama la fotografia e vuole catturare scorci suggestivi tra montagne e luci.
iStockMercatino di Natale tra le montagne d’Italia, Asiago
Bassano del Grappa: tradizione e sapori tra le vie del borgo
Fino al 28 dicembre 2025, Bassano del Grappa ospita mercatini natalizi che mescolano fascino storico e atmosfere calde e accoglienti. Le casette in legno distribuite in piazza Libertà e piazza Garibaldi offrono artigianato locale, dolci tradizionali e prodotti tipici. Passeggiare sul Ponte degli Alpini o tra le vie medievali avvolti dalle luci natalizie regala un’esperienza immersiva.
Oltre ai mercatini natalizi a Bassano nei weekend viene allestito il Villaggio di Babbo Natale (fino al 24 dicembre) e si potrà vivere la magia delle feste a bordo del Trenino Lillipuziano con partenza da piazza Libertà.
Dal 29 dicembre al 6 gennaio 2026 sarà invece il turno del Mercatino della Befana in piazza Garibaldi. Per chi ama pattinare sul ghiaccio potrà invece fare una tappa alla pista di piazza Castello operativa fino al 6 gennaio.
Spettacoli musicali e animazioni per bambini completeranno l’offerta natalizia di Bassano dove grandi e piccini possono divertirsi insieme.
iStockI mercatini di Natale di Bassano
Castelfranco Veneto: Natale sotto le mura tra luci e storia
Il mercatino “Natale sotto le Mura” si tiene a Castelfranco Veneto tutti i weekend fino al 6 gennaio 2026, nei giardini pubblici lungo le mura del castello.
Le casette natalizie, disposte lungo il percorso, propongono decorazioni, artigianato locale e specialità gastronomiche. Laboratori creativi per bambini, pista di pattinaggio e luminarie completano l’esperienza.
Cison di Valmarino: le Stelle a Natale tra luci e borghi incantati
Nel weekend del 13-14 dicembre 2025, Cison di Valmarino ospita l’evento “Stelle a Natale”. Il piccolo borgo medievale del Veneto si trasforma in un villaggio illuminato, con stand di artigianato e dolci tipici. Passeggiare tra le vie addobbate e le piazze illuminate regala sensazioni fiabesche.
Oltre alle bancarelle, è possibile partecipare a attività per bambini – come la possibilità di incontrare Babbo Natale – degustazioni di prodotti tipici come biscotti e cioccolata calda e assistere a spettacoli di musica, presentazioni letterarie e concerti a tema natalizio che rendono l’esperienza ancora più coinvolgente.
Cittadella: tra mura medievali e incanto natalizio
Fino al 18 gennaio 2026, le imponenti mura di Cittadella accolgono la città del Natale con il Villaggio di Natale in piazza Scalco, leccornie e prodotti tipici, il grande albero decorato, la pista di pattinaggio su ghiaccio in piazza Pierobon e il trenino per i bambini in piazza Martiri del Grappa.
Concerti natalizi, eventi per bambini, mostra dei presepi e spettacoli arricchiscono la visita, offrendo esperienze ludiche e creative per tutta la famiglia. Le luci che decorano le mura medievali e le vie del borgo creano scenari suggestivi, perfetti per passeggiate serali o per scattare fotografie memorabili.
Montegrotto Terme: atmosfera natalizia tra mercatini e eventi
Montegrotto Terme, fino al 6 gennaio 2026 (nei weekend e in giornate speciali), propone mercatini natalizi, dove artigianato locale e specialità gastronomiche creano un percorso festivo tra stand e decorazioni. Qui si possono scoprire idee regalo uniche, come candele profumate, prodotti in ceramica o tessuti fatti a mano.
Gli eventi collaterali includono Villaggio di Babbo Natale, degustazioni di vini e dolci tipici, concerti natalizi, sfilata dei leggendari Krampus, lasershow, presepi e eventi per bambini. L’atmosfera, tra benessere e luci natalizie, rende Montegrotto un luogo ideale per chi desidera vivere un Natale rilassante e coinvolgente.
Lazise: il fascino del Lago di Garda tra luci e mercatini
Fino al 6 gennaio 2026, Lazise si trasforma in un borgo natalizio sul Lago di Garda. Le casette in legno, con oltre 100 espositori in piazza Vittorio Emanuele e sul Lungolago Marconi, offrono artigianato, dolci e specialità locali.
Durante il periodo natalizio, il borgo propone anche melodie a tema, presepi artistici, spettacoli di strada con Babbo Natale, animazioni e laboratori per bambini e degustazioni di prodotti tipici.
Belluno: un Natale alpino tra luci, profumi e tradizione
Il mercatino di Belluno, fino al 6 gennaio 2026, anima piazza dei Martiri con casette in legno, luminarie, pista di pattinaggio e decorazioni natalizie. Stand di artigianato e prodotti gastronomici accompagnano laboratori e spettacoli per bambini, creando un percorso festivo che unisce tradizione e divertimento in un fantastico villaggio natalizio.
La cornice alpina del territorio, con le Dolomiti innevate e l’aria frizzante, rende Belluno un luogo unico per vivere la magia del Natale, tra profumi, luci e atmosfere incantate.
L’inverno sta bussando alla porta e le Dolomiti sono più pronte che mai. Cortina d’Ampezzo è pronta ad accogliere le Olimpiadi invernali e lo fa in grande stile inaugurando ufficialmente la nuova stagione bianca per chi ama sciare, con sorprese, grandi eventi e non solo.
Apertura degli impianti a Cortina
La stagione 2025–2026 si apre con un’accelerazione da Formula Uno. Grazie alle nevicate precoci e alle temperature finalmente “da inverno vero”, il Col Gallina inaugura le danze già dal 22 novembre, con seggiovia e pista Ovest pronte a farsi conquistare dagli sciatori più impazienti. Un’apertura anticipata che, come da tradizione, conferma il ruolo di Cortina come prima località del Dolomiti Superski a far partire gli impianti.
Ma la vera rivoluzione di quest’anno è nello skipass: accanto alle formule classiche, arriva lo Skipass Pre Olimpico, un pass pensato per vivere appieno l’inverno fino al 31 gennaio 2026. Perfetto per chi vuole sciare nella fase più frizzante della stagione, con la possibilità di estenderne la validità fino a maggio con un upgrade attivabile al momento dell’acquisto o più avanti. Una formula “easy & flexible” che apre a un nuovo modo di programmare la propria stagione sciistica.
Per chi vuole spingersi oltre, c’è un’opzione aggiuntiva che regala quattro giornate di sci in tutto il Dolomiti Superski — un biglietto d’ingresso a uno dei comprensori più spettacolari al mondo. E non finisce qui: con ogni skipass arriva anche la My Dolomiti Card Olimpica, una special edition dedicata ai Giochi Milano Cortina 2026, disponibile solo in tiratura limitata.
Se preferisci approfittare delle offerte, preparati: il calendario è ricco di occasioni. Dolomiti Superpremière, fino al 20 dicembre, propone pacchetti irresistibili con giornate extra di sci e sconti su attrezzatura e noleggio.
iStockSciare a Cortina durante la stagione delle Olimpiadi
Poi ci sono i Dolomiti Spring Days, in versione “L” e “S”, dedicati a chi ama sciare in primavera tra giornate più lunghe e neve che si trasforma. Pacchetti con notti e skipass “paghi meno, scii di più”, pensati proprio per non rinunciare al piacere della discesa nella fase più colorata della stagione. A chi invece pensa già ai suoi skipass annuali, l’opzione Early Bird offre un 5% di sconto sugli acquisti online fino al 28 febbraio.
Il calendario delle aperture prosegue poi con un crescendo fino al Ponte dell’Immacolata: dal 4 dicembre gli impianti della Tofana, dal 5 dicembre Faloria e Cristallo, e a seguire San Vito, Misurina e infine Lagazuoi il 23 dicembre. In breve: a inizio dicembre Cortina sarà un grande playground innevato, pronto e tirato a lucido.
Novità a Cortina nell’inverno 2025-2026
Il 2026 sarà un anno storico: Cortina tornerà sotto i riflettori del mondo come sede delle discipline alpine dei Giochi Olimpici. Questo significa preparativi intensi, qualche modifica temporanea… ma una stagione comunque ricchissima di piste aperte.
Le chiusure saranno mirate, localizzate e concentrate sulla zona più strettamente legata alle gare. Dal 12 gennaio partiranno gli allestimenti sulla mitica Olympia delle Tofane e sulle piste Labirinti, mentre dal 26 gennaio al 15 marzo alcune aree interne al perimetro olimpico saranno off-limits. Ma niente allarmismi: resteranno accessibili 90 km di piste su 120, un’offerta più che generosa, distribuita tra Faloria–Cristallo, Lagazuoi–5 Torri e le skiarea di Misurina, Auronzo e San Vito.
Anzi, per molti sarà un’occasione speciale per vivere Cortina in un’atmosfera vibrazionale, sospesa tra sport, grandi eventi e panorami mozzafiato. Sarà possibile ammirare dall’alto le piste olimpiche in preparazione, godersi discese spettacolari e respirare quell’energia internazionale che solo un evento come le Olimpiadi può creare.
Importanti anche le novità sulla sicurezza: da questa stagione il casco diventa obbligatorio per tutti, senza eccezioni, per una montagna più sicura e responsabile. E per quanto riguarda la mobilità, Cortina ha predisposto un piano di trasporti dedicato al pubblico della stagione invernale, con pass e servizi speciali per residenti, ospiti e possessori di skipass stagionale, in modo da garantire spostamenti fluidi anche durante il periodo olimpico. Dopo l’annuncio dell’apertura delle piste di Bormio ecco che anche Cortina è pronta a farci battere il cuore.
Una grande ‘ expo ‘ itinerante dedicato ai prodotti europei a Denominazione di Origine e Indicazione Geografica , capace di portare in Europa e nel mondo l’esperienza, la tradizione e la qualità dei territori che li producono. È la proposta lanciata dal presidente di AREPO (Associazione delle Regioni Europee dei Prodotti d’Origine) e assessore lombardo all’Agricoltura Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi , nel corso dell’Assemblea generale svoltasi a Barcellona e ospitata dalla Regione Catalunya.
Una Expo itinerante per promuovere i prodotti d’eccellenza
L’idea ha l’obiettivo di promuovere i prodotti certificati nei principali mercati del continente e del mondo , raccontando ai cittadini cosa distingue davvero i prodotti d’origine e qual è il significato dei marchi e dei loghi di qualità europei.
“Le Indicazioni Geografiche rappresentano l’identità e la storia dei nostri territori – ha affermato Beduschi – ma troppo spesso il loro valore non è pienamente conosciuto. Con questa iniziativa vogliamo il racconto dei nostri prodotti fuori dai confini regionali e nazionali , in un viaggio attraverso l’Europa e il mondo, per far scoprire la cultura, il lavoro e la qualità che stanno dietro a ogni DOP e IGP . La prima tappa si terrà nel 2026 in Italia, e saranno i nostri consorzi di produttori i protagonisti nel dialogo diretto con i cittadini ei consumatori ”.
L’ingresso della Calabria all’AREPO
A margine dei lavori, Beduschi ha inoltre annunciato la richiesta di ingresso nell’associazione della Regione Calabria, che si unisce alle regioni italiane già aderenti – Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e Sardegna – portando a dieci la rappresentanza nazionale in AREPO.
Con oltre 35 regioni membri provenienti da Italia, Francia, Spagna, Germania, Grecia, Polonia e Portogallo, AREPO rappresenta oggi la principale rete politica e istituzionale a difesa e promozione dei prodotti a indicazione geografica d’Europa.
Lombardia ed Europa, essere comunità del cibo
“Il futuro del sistema agroalimentare europeo – ha concluso l’assessore Beduschi – passa dalla capacità di unire le forze e raccontare il valore autentico delle nostre produzioni. Solo così potremo rendere le DOP e le IGP non soltanto un simbolo di eccellenza, ma un linguaggio comune tra territori diversi che condividono lo stesso orgoglio: quello di essere comunità del cibo e della qualità “.
Ci sono momenti dell’anno in cui il patrimonio culturale italiano si mostra davvero in tutta la sua meraviglia e “Monumenti Aperti” è una di queste occasioni. Nato nel 1997 con l’idea di avvicinare i cittadini ai luoghi della memoria collettiva, il festival trasforma per qualche giorno strade, chiese e palazzi in spazi vivi, animati da studenti, volontari e guide appassionate.
L’edizione 2025 si estende fino al 9 novembre, e tocca ben 87 Comuni in 19 regioni, in un itinerario che unisce l’Italia in un unico racconto corale. Nel weekend del 18 e 19 ottobre, il viaggio prosegue con otto nuove città e paesi, pronti a raccontare la propria storia tra Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Sicilia e Sardegna.
In queste due giornate autunnali, l’esperienza si rinnova ancora una volta: porte che si aprono, comunità che si incontrano, e un patrimonio che, da muto testimone, torna a parlare.
Savona, nel cuore delle Fornaxi
Nel cuore del quartiere Fornaci, Savona propone un itinerario che unisce arte, devozione e memoria artigianale. Lungo Via Saredo si snoda il percorso denominato “Nel cuore delle Fornaxi”, un museo a cielo aperto che accompagna alla scoperta di ceramiche policrome esposte sulle facciate dei palazzi. Mattonelle e pannelli illustrano, come pagine di un libro visivo, la storica tradizione ceramica savonese, capace di fondere arte sacra e spirito popolare.
Poco distante, la Chiesa della Madonna della Neve è una tappa imprescindibile. Edificata nel XVII secolo e ricostruita dopo il terremoto del 1887, custodisce al suo interno la devozione di un intero quartiere. La facciata semplice, incastonata nel tessuto urbano, ricorda come il sacro sappia convivere con la quotidianità, diventandone parte integrante.
Treviso, un tuffo nell’arte
iStockSuggestivo scorcio di Piazza dei Signori a Treviso
A Treviso, le visite guidate conducono all’interno di un edificio che da secoli cambia volto, riflettendo le trasformazioni della città. L’ex convento di Santa Chiara, oggi sede del Liceo Artistico, nasce come luogo di clausura e preghiera ma nel corso dei secoli le sue mura hanno accolto funzioni diverse, adattandosi ai cambiamenti storici e sociali.
Camminando tra i chiostri e le aule, lo si percepisce appieno: l’antico dialoga con il presente, mentre le voci degli studenti si intrecciano idealmente a quelle delle monache che un tempo abitavano questi spazi. “Monumenti Aperti” diventa un’occasione per riflettere su come la cultura possa reinventarsi, senza mai perdere la propria radice.
Mantova, storia e arte
A Mantova, il fine settimana di “Monumenti Aperti” invita a esplorare due luoghi emblematici.
Il primo è il Museo Virgilio, nato all’interno del Palazzo del Podestà risalente al XIII secolo, che ha ritrovato nuova vita dopo il restauro seguito al terremoto del 2012, grazie al progetto firmato dall’architetto Italo Rota.
Oggi ospita un percorso museale dedicato al poeta latino, in cui suoni, immagini e installazioni interattive guidano in un viaggio sensoriale tra le opere di Virgilio, dalle Bucoliche alle Georgiche, fino all’Eneide. Il modulo “MyVirgilio”, basato su QR Code, consente di costruire un’esperienza personalizzata, unendo tecnologia e classicità in una narrazione coinvolgente.
Non lontano, Palazzo d’Arco apre le sue porte con il fascino intatto di una dimora aristocratica settecentesca. Costruito nel 1784 da Antonio Colonna secondo i canoni del neoclassicismo, conserva ambienti, arredi e dipinti così come li lasciò la marchesa Giovanna d’Arco, ultima erede della casata. Tra sale eleganti e una preziosa Wunderkammer, si respira l’atmosfera di un’epoca in cui il collezionismo era una forma di conoscenza e di meraviglia. Il giardino, chiuso da un’esedra monumentale, completa il quadro con la grazia e la misura tipiche dell’architettura palladiana.
Neoneli, un luogo d’incontro
Nel piccolo centro del Barigadu, in Sardegna, Neoneli vanta un modello di comunità che vive la cultura come bene comune. La “Casa Cultura” rappresenta il cuore pulsante di tale spirito: un luogo di incontro aperto a tutti, dove la formazione, la creatività e il dialogo si uniscono in un progetto collettivo.
A pochi passi, la Chiesa Parrocchiale di San Pietro Apostolo domina il paese dall’alto del rilievo su cui sorge. Realizzata nel Seicento con il caratteristico paramento in trachite rossa e bruna, testimonia la devozione di una comunità che, nel corso dei secoli, ha mantenuto intatta la propria identità. L’impianto tardogotico della facciata racconta una stagione artistica in cui l’eleganza delle forme si univa alla solidità della pietra.
Gli altri Comuni aderenti
Nel weekend del 18 e 19 ottobre, anche Ferrara, Venezia, Capoterra e Palermo partecipano alla grande rete di “Monumenti Aperti” e, ognuna con le proprie peculiarità, aggiunge un tassello al mosaico di un’Italia che sceglie di raccontarsi grazie ai suoi luoghi più autentici.
Studenti, guide, associazioni e volontari saranno i narratori di un patrimonio che continua a vivere nel presente.
Torna anche quest’anno, sabato 18 e domenica 19 ottobre, la Giornata delle Ville Venete (GVV), l’evento diffuso che apre le porte di oltre cento straordinarie dimore tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione rappresenta un’occasione unica per scoprire la bellezza, la cultura e il fascino senza tempo delle Ville Venete, veri scrigni di arte e tradizione che dal Cinquecento sono simboli dell’antico splendore della Serenissima Repubblica di Venezia.
Promossa dall’Associazione per le Ville Venete APS con IRVV – Istituto Regionale Ville Venete, e patrocinata da Ministero della Cultura, ENIT e Regione Veneto, la Giornata delle Ville Venete invita il pubblico a vivere oltre 150 esperienze tra storia, natura, enogastronomia e benessere.
Che cos’è la Giornata delle Ville Venete?
La Giornata delle Ville Venete è il primo evento diffuso di turismo esperienziale dedicato alle splendide residenze nobiliari. Non una semplice visita, ma un vero e proprio viaggio nell’essenza del territorio, per riscoprire l’eredità storica, artistica e paesaggistica che le ville custodiscono da secoli.
Ufficio StampaLa Villa di Maser, Treviso
Le Ville Venete non sono solo monumenti storici, ma luoghi vivi che raccontano storie affascinanti. In occasione della GVV, queste dimore aprono eccezionalmente al pubblico, offrendo esperienze che uniscono arte, cultura, natura e sapori locali.
Durante il fine settimana, ogni visitatore potrà scegliere la propria esperienza tra sette cluster tematici: Heritage, Green, Family, Wine&Food, Dream, Wellbeing e Vita di Villa, per vivere un percorso personalizzato, adatto a tutte le età e interessi.
Attività proposte
La Giornata delle Ville Venete propone più di 150 attività distribuite in tutto il territorio, dalle colline del Veneto fino alla pianura friulana. Le iniziative spaziano dalle visite guidate a ville e giardini storici, anche con il supporto della realtà aumentata, alle esperienze sensoriali e gastronomiche come la merenda settecentesca, le degustazioni di vini autoctoni come il Prosecco o il Valpolicella, e i laboratori dedicati al benessere e alla vita in villa.
Tra le esperienze più suggestive, non mancano i percorsi di transumanza, le passeggiate nei parchi secolari e la possibilità di trascorrere una notte da sogno in una villa storica, respirando il fascino autentico di un’epoca passata.
L’autunno, con i suoi colori caldi e il profumo del vino nuovo, rende queste giornate ancora più affascinanti, regalando emozioni uniche tra arte, gusto e relax.
Ufficio StampaI giardini di Villa Rizzardi, Verona
Informazioni per la visita
Per partecipare alla Giornata delle Ville Venete 2025, basta visitare il sito ufficiale dell’evento, dove è possibile consultare la lista completa delle esperienze e utilizzare i filtri di ricerca per selezionare la villa, la località o il tema desiderato.
Una mappa interattiva consente di visualizzare rapidamente tutte le ville aderenti in Veneto e Friuli Venezia Giulia, con dettagli su programmi, orari e modalità di prenotazione.
La maggior parte delle esperienze richiede la prenotazione anticipata, e alcune attività si svolgono anche in caso di maltempo – basterà utilizzare il filtro “E se piove?”.
Che si tratti di un weekend romantico, di un’uscita in famiglia o di un viaggio tra arte e gusto, la Giornata delle Ville Venete rappresenta un’occasione imperdibile per vivere da protagonisti l’anima autentica di una terra ricca di fascino, storia e ospitalità.
In cima: alberi dai fusti lunghi e dalle chiome brunite. A valle: il sempreverde degli abeti.
Sembra quasi un mondo al contrario quello della foresta che popola l’altopiano del Cansiglio, all’estremo orientale del Veneto, tra le province di Treviso, Belluno e, per una porzione, della friulana Pordenone.
Un luogo raro: un vasto pianoro che si staglia nella zona delle Prealpi Bellunesi, ad un’altitudine costantemente racchiusa tra i 900 e i 1200 metri sul livello del mare, caratterizzato da un fitto bosco che si estende per oltre 7000 ettari e da una conformazione morfologica a conca, con la parte centrale dell’altopiano più in basso della parte esterna, disposta come una corona avvolgente.
La Foresta del Cansiglio è caratterizzata in particolare da due specie vegetali, il faggio e l’abete rosso. La particolare natura dell’altopiano fa sì che si verifichi il fenomeno dell’inversione termica: le temperature sono inferiori nella parte più bassa dell’altopiano, nella conca centrale, rispetto alla parte esterna, più alta. Questo fa sì che si abbia anche una sorta di inversione dal punto di vista della flora: l’abete, che di solito cresce e si sviluppa ad altitudini superiori a quelle del faggio, si trova nella conca, mente le faggete autoctone crescono nella parte più alta dell’altopiano.
iStockLa Foresta del Cansiglio
Questo peculiare tratto del Cansiglio lo rende una destinazione fantastica in particolare nel periodo dell’autunno, rendendo davvero speciale il fenomeno delfoliage. In una stagione in cui per propria natura i boschi, e in particolare i boschi di faggio, diventano particolarmente affascinanti per l’ingiallimento e l’imbrunimento delle chiome degli alberi, in questo angolo di Veneto si ha un contrasto inconsueto e affascinante con il verde permanente degli abeti più a valle. Ne emerge uno dei luoghi più scenografici e da non perdere per gli amanti della fotografia e della natura.
Il Cansiglio nella storia
Come detto, la Foresta del Cansiglio è formata principalmente da faggi, alberi autoctoni che crescono spontaneamente in questo tipo di territorio, e abeti bianchi e rossi. Questo secondo tipo è stato invece importato sull’altopiano dalla Repubblica di Venezia, che ne utilizzava il pregiato legno per realizzare i remi delle proprie imbarcazioni e come pali di fonda per le abitazioni sull’isola nella Laguna.
La Foresta è infatti tutt’oggi nota come Bosco della Serenissima, poiché per secoli fu una riserva di legname estremamente preziosa e gestita con puntualità estrema da Venezia. Una cura che terminò con la caduta della Repubblica alla fine del Settecento.
Pochi decenni prima l’altopiano fu interessato dall’insediamento di una piccola comunità cimbra, una minoranza etnica e linguistica che resiste in alcune sparute zone alpine in Italia. Ancora oggi pochi piccoli villaggi cimbri permangono in Cansiglio, caratterizzati dalla loro tipica, peculiare architettura.
L’Anello del Cansiglio, tra foliage e silenzi
Getty ImagesAutunno sul Cansiglio
Esplorare la Foresta del Cansiglio e tutto l’altopiano è possibile grazie alla fitta rete di sentieri che lo percorrono, ma per scoprirne ogni angolo l’ideale è intraprendere la lunga escursione ad anello che aggira la conca centrale.
Si chiama Anello del Cansiglio e consente di attraversare i luoghi più belli e suggestivi del luogo con una camminata lunga poco più di 13 chilometri, che a sua volta può essere spezzata in una serie di percorsi più brevi. Peraltro, malgrado la lunghezza, l’Anello non prevede mai grandi difficoltà altimetriche, alternando sentieri ben battuti nel bosco a comode strade forestali. In ogni caso, ne esiste una versione breve da 8 chilometri, della durata complessiva di circa due ore e mezzo, che è l’ideale per le giornate autunnali che virano verso l’inverno, dove le ore di luce vanno diminuendo.
Il percorso alterna tratti nel bosco ad altri fuori dalla vegetazione. Sotto le chiome degli alberi si respira l’atmosfera della stagione che cambia, ai piedi un letto di foglie secche e sui rami degli alberi mille screziature diverse dei colori dell’autunno. La quiete e il silenzio dominano la scena, interrotti solo dai passi di chi cammina, e non è difficile avere qualche incontro con la fauna che popola questo habitat.
Quando si è invece fuori dalla foresta lo sguardo si perde proprio sui fianchi dell’altopiano così uniformemente coperti dal bosco, con le grandi macchie di colore che suggeriscono quale sia la varietà di albero prevalente in ogni data zona.
iStockTra i faggi del Cansiglio
Una seconda caratteristica morfologica chiave dell’altopiano è il carsismo. I boschi celano infatti numerosi avvallamenti, grotte, crepacci, buche e apertura nel terreno. Sono spesso recintati, affinché non costituiscano un pericolo per i visitatori, ma rimangono un fenomeno peculiare ed estremamente ricco di fascino.
Camminando lungo i sentieri dell’Anello non sarà raro incontrare più di uno di questi inghiottitoi. Il più famoso è il Bus de la Lum, un raro esempio di unico pozzo verticale che raggiunge circa 180 metri di profondità, con un diametro interno mai superiore ai 15 metri.
Cosa fare al Cansiglio oltre a camminare
L’altopiano del Cansiglio offre una grande varietà di attrattive oltre al trekking sulla sua fitta rete sentieristica.
Fin dagli Anni Settanta, ad esempio, è attivo il Museo di Ecologia, gestito dai Carabinieri Forestali. Ci si possono trovare reperti naturalistici che riguardano l’altopiano, scoprire la flora e la fauna tipiche della foresta e scoprire la sezione dedicata agli uccelli che dimorano nell’area.
Altra istituzione interessante è il Giardino Botanico Alpino, istituito nel 1972: uno splendido luogo dalla vegetazione ordinata e lussureggiante dove si possono ammirare e conoscere circa 500 specie diverse di piante presenti sul Cansiglio.
Più in disparte, in località Pian Osteria, sorge il Museo Regionale dell’Uomo in Cansiglio, che racconta ai visitatori lo sviluppo della presenza umano sull’altopiano a partire dal Paleolitico, passando per il periodo meno documentato, quello medievale, e arrivando fino ai giorni della Repubblica di Venezia prima e della contemporaneità poi.
iStockPanorama dei pascoli del Cansiglio con vista sulle Dolomiti
Si possono poi visitare i già citati villaggi cimbri. Il villaggio Vallorch si trova sul tracciato dell’Anello del Cansiglio, alla propaggine sud-occidentale dell’altopiano. Fu fondato nel 1850 per essere vicino ai boschi di faggi presenti in quella zona, che per qualità e quantità erano particolarmente adatti alla lavorazioni degli scatoi, contenitori circolari in legno per la conservazione degli alimenti che erano l’attività artigianale principale della popolazione cimbra. Il villaggio Le Rotte è oggi abitato solo stagionalmente, ma possiede ancora le tipiche caratteristiche architettoniche con case dotate di tetti spioventi, con un portico coperto nella parte anteriore dell’edificio.
Rifugi, malghe e aziende agricole popolano infine la parte centrale dell’altopiano, quella libera dal bosco. Le aziende agricole utilizzano i grandi prati, che da tempo immemore sono dedicati alla pastorizia. I rifugi e le malghe offrono ai visitatori la possibilità di addentrarsi nelle prelibatezze del territorio, scoprendo una cucina montana genuina e dai sapori decisi.