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Viaggi di nozze 2026: le mete più amate dagli italiani tra USA, Giappone e safari

18 juillet 2026 à 07:30

Le location scelte dalle star per celebrare l’amore conquistano da sempre l’immaginario collettivo. Negli ultimi mesi l’Italia è tornata protagonista sulla scena internazionale: Venezia ha fatto da sfondo al matrimonio di Jeff Bezos e Lauren Sánchez, mentre la Sicilia che continua a esercitare un forte fascino tra celebrity e viaggiatori di tutto il mondo, è stata sotto i riflettori per il matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner a Palermo. Le grandi celebrità insomma continuano a trasformare alcune destinazioni in vere e proprie destinazioni romantiche, alimentando il sogno di viaggi da favola, con un occhio di riguardo al Belpaese.

Quali sono invece le mete che scelgono gli italiani quando arriva il momento della luna di miele? La risposta arriva dall’analisi del Centro Studi Veratour sulle prenotazioni confermate dei viaggi di nozze 2026, elaborate tra gennaio e giugno. Il quadro racconta una nuova idea di honeymoon: sempre meno una semplice fuga in un paradiso tropicale e sempre più un’esperienza costruita su misura, fatta di itinerari, cultura, natura, città da esplorare e momenti indimenticabili da condividere in coppia.

Le mete più scelte per il viaggio di nozze 2026

Non ci sorprende che gli Stati Uniti restano a oggi la destinazione più desiderata dagli sposi italiani nel 2026, con il 56% delle preferenze complessive. Il fascino americano continua a essere fortissimo, anche se il dato registra una lieve flessione rispetto al 2025, quando rappresentava il 62,6% delle scelte. A conquistare le coppie però non è soltanto il classico coast to coast o il tour delle grandi città americane, sono piuttosto i viaggi combinati, capaci di unire scoperta e relax, a registrare un vero e proprio incremento.

Los Angeles, California
iStock
Vista sulle strade nel centro di Los Angeles

Il tour degli Stati Uniti in versione classica rappresenta il 20,4% dei viaggi di nozze, mentre crescono le formule che aggiungono una seconda esperienza, come USA abbinati a Santo Domingo o Giamaica (14,2%), USA con crociera ai Caraibi (6,9%) e USA e Messico con il 5,9%. La formula vincente sembra quindi essere quella del “doppio viaggio”: prima vivere l’energia di metropoli, parchi naturali e grandi itinerari, poi concedersi qualche giorno di mare.

Nave da crociera ai Caraibi
iStock
Nave da crociera sulle acque splendide dei Caraibi

Giappone, Asia e Africa

La vera sorpresa del 2026 è però il Giappone, che continua la sua crescita come una delle destinazioni simbolo delle nuove lune di miele. Da solo raggiunge il 18% delle preferenze, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Il Paese del Sol Levante risponde perfettamente ai desideri delle coppie moderne: permette di unire tradizioni millenarie e tecnologia, templi e quartieri futuristici, natura, gastronomia e città simbolo come Tokyo e Kyoto. Non cresce soltanto il Giappone, bensì l’intera area dell’Estremo Oriente che passa dal 18,3% del 2025 al 22,7% del 2026. Tra le mete emergenti troviamo anche Indonesia, scelta dal 3,7% degli sposi e Thailandia, con il 3,2%.

Tokyo a marzo
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Il parco Chidorigafuchi a Tokyo durante la stagione della fioritura

Un altro trend in forte crescita riguarda l’Africa Australe e subsahariana, che passa dal 6,1% al 9,5%. Sempre più coppie scelgono una luna di miele all’insegna dell’avventura, combinando safari, paesaggi naturali e soggiorni balneari. Destinazioni come Tanzania, Kenya, Sudafrica, Seychelles e Zanzibar rappresentano una nuova idea di romanticismo, fatta di esperienze da vivere insieme, tra animali selvatici, tramonti nella savana e oceani cristallini.

Sudafrica
123RF
Panorama di Cape Town di sera

Le destinazioni che perdono interesse

Se per anni Maldive e paradisi dell’Oceano Indiano hanno rappresentato il sogno per eccellenza della luna di miele, oggi il modello sta cambiando ed è qui la vera sorpresa. L’Oceano Indiano resta una scelta importante, ma registra un leggero calo passando dal 7,8% del 2025 al 6,5% del 2026. Le Maldive rappresentano il 3,3% delle preferenze, mentre Mauritius raggiunge il 2,3%.

Vista aerea panoramica di una barriera corallina turchese e laguna con un'isola paradisiaca alle Maldive
iStock
Veduta aerea paradisiaca delle Maldive

Il dato non indica una totale perdita di fascino delle destinazioni tropicali, ma racconta un’evoluzione: il mare non è più necessariamente l’intero viaggio, ma diventa una parte di un’esperienza più ampia. Anche i Caraibi mantengono una posizione stabile, con il 5,3% delle preferenze, soprattutto grazie alle combinazioni con gli Stati Uniti. Il viaggio di nozze del 2026 sembra quindi avere una nuova parola chiave, esperienza. Gli italiani continuano a sognare mete lontane e spettacolari, ma desiderano viverle in modo più autentico, attraverso itinerari capaci di raccontare una storia.

Le Isole Eolie conquistano la stampa estera: “Un viaggio da film”

15 juillet 2026 à 07:30

Le Isole Eolie tornano sotto i riflettori internazionali e questa volta a celebrarle è la stampa estera. Il quotidiano spagnolo t ha dedicato un lungo reportage all’arcipelago siciliano, definendolo un vero “viaggio da film”, un itinerario che intreccia paesaggi vulcanici, mitologia, cinema, enogastronomia e mare cristallino.

Un racconto che arriva in un momento particolarmente favorevole per le Eolie, anche grazie all’attenzione suscitata dalle riprese di “The Odyssey” di Christopher Nolan, girato tra Lipari e Vulcano nel 2025, e che conferma l’arcipelago come una delle destinazioni più affascinanti del Mediterraneo.

Château du Rivau, il castello dei giardini fiabeschi che ospitò Giovanna d’Arco

8 juillet 2026 à 17:30

Nel cuore della Valle della Loira, il Château du Rivau è un luogo dove storia, natura e immaginazione si incontrano. Questo elegante castello medievale è conosciuto non solo per la sua architettura fortificata, ma soprattutto per i suoi straordinari giardini ispirati al mondo delle fiabe, arricchiti da installazioni artistiche che trasformano la visita in un vero viaggio nel fantastico.

Tra sentieri incantati, rose profumate, sculture e richiami alle grandi storie dell’infanzia, il Rivau offre un’esperienza diversa dai tradizionali castelli della Loira. A rendere ancora più affascinante questo luogo è il legame con una delle figure più celebri della storia francese: Giovanna d’Arco, che qui fece tappa nel 1429 durante il suo leggendario viaggio.

La storia del castello

Le origini del castello di Rivau sono legate alla famiglia de Beauvau, una delle più importanti casate della nobiltà di Francia. Il castello venne costruito nel XV secolo e trasformato in una fortezza grazie a Pierre de Beauvau, primo ciambellano del re Carlo VII, che ottenne nel 1442 l’autorizzazione a fortificare la struttura che ancora oggi conserva elementi tipici dell’architettura medievale, come un doppio ponte levatoio, le torri circolari di guardia e le antiche scuderie reali (Monumento Storico dal 1999).

Proprio le scuderie contribuirono alla fama del Rivau: nel 1429 Giovanna d’Arco sarebbe arrivata al castello per procurarsi cavalli da guerra, prima di proseguire il suo cammino verso Orléans durante la Guerra dei Cent’anni.

Nel corso dei secoli il Rivau ha cambiato volto, passando da roccaforte militare a dimora signorile durante il Rinascimento, fino alla rinascita contemporanea grazie a un importante progetto di restauro e valorizzazione da parte della famiglia Laigneau che ha unito patrimonio storico, arte e tutela della natura.

Cosa vedere allo Château du Rivau

Il vero cuore dell’esperienza al Château du Rivau sono i suoi 15 giardini fiabeschi, un insieme di spazi verdi tematici progettati per stimolare la fantasia dei visitatori. Ogni area racconta una storia diversa attraverso piante, colori, profumi e installazioni artistiche che sembrano uscite dalle pagine di un libro di favole. Passeggiando tra i giardini si incontrano ambientazioni ispirate a principesse, creature fantastiche, leggende e racconti popolari, con opere d’arte contemporanea inserite armoniosamente nel paesaggio.

Tanto per citarne solo alcuni: il giardino di Raperonzolo è un labirinto floreale omaggio alla principessa della fiaba dei fratelli Grimm; il giardino di Polliccino è abbellito con fiori che simboleggiano la speranza; il Labirinto di Alice ha la forma della testa del Gatto che appare e scompare nel famoso romanzo; il Sentiero delle Fate è invece dedicato alla fiaba di Pollicina nata in un vaso di fiori.

I giardini cambiano aspetto seguendo il ritmo delle stagioni e rappresentano uno degli elementi più caratteristici della visita: non sono semplici spazi botanici, ma veri scenari teatrali all’aperto dove natura e creatività dialogano. Il castello ospita inoltre collezioni d’arte e mostre temporanee che aggiungono un tocco originale al percorso.

Sono disponibili anche visite guidate del castello, laboratori e escursioni in bicicletta. Per avere maggiori informazioni e per prenotare, visitare il sito ufficiale del castello.

I giardino dello Château du Rivau
Getty Images
Giardini del castello ispirati alle fiabe

Dove si trova e come andare

Il Château du Rivau si trova a Lémeré, nel dipartimento dell’Indre-et-Loire, nel cuore della regione della Valle della Loira. La posizione lo rende una tappa ideale durante un itinerario tra i grandi castelli della zona, trovandosi vicino a località come Chinon (12 chilometri) e Richelieu.

Per raggiungerlo, l’auto è il mezzo più comodo e veloce ma volendo si può optare anche per i mezzi pubblici.

Partendo da Parigi in treno con il TGV (treno ad alta velocità) si può arrivare alla stazione di Tours in circa 1 ora di viaggio. Da lì poi in circa 50 minuti con un treno regionale si giunge a Chinon dove passano taxi o autobus locali per il Château du Rivau.

Il castello di Rivau in Francia
Getty Images
I giardini del castello di Rivau

Buckingham Palace riapre per l’estate tra saloni reali segreti e una novità “irripetibile”

8 juillet 2026 à 14:30

L’estate porta con sé una nuova occasione per entrare nel cuore della monarchia britannica: Buckingham Palace riapre le sue porte ai visitatori con un appuntamento speciale che permette di esplorare le Sale di Stato (State Rooms), gli ambienti più iconici della residenza reale e una novità destinata a rendere questa stagione ancora più esclusiva. Dal 9 luglio al 27 settembre 2026, il pubblico potrà visitare gli spazi normalmente riservati alle cerimonie ufficiali e scoprire un palazzo che continua a raccontare secoli di storia, arte e tradizioni della Corona.

Tra i motivi principali per programmare una visita c’è la nuova veste della Picture Gallery, protagonista di un intervento definito come un riallestimento irripetibile in quanto si tiene una volta sola nella vita. La galleria, una delle sale di rappresentanza più importanti del palazzo, presenta infatti un’esposizione completamente rinnovata che permette di ammirare un numero molto maggiore di capolavori della Royal Collection.

Visitare Buckingham Palace in estate

L’apertura estiva delle State Rooms di Buckingham Palace rappresenta da anni uno degli appuntamenti più attesi dai viaggiatori a Londra. Durante il periodo in cui il palazzo non viene utilizzato per gli impegni ufficiali, i visitatori possono attraversare alcune delle sale più celebri della residenza, tra cui ambienti decorati con arredi storici, opere d’arte e oggetti appartenuti a generazioni di sovrani.

Oltre ai percorsi tradizionali, quest’anno l’esperienza si arricchisce anche della possibilità di scoprire dettagli meno conosciuti della residenza reale. Alcuni tour speciali consentono infatti di accedere ad aree normalmente poco visibili, come gli ambienti dell’Ala Est, con viste sul famoso balcone di Buckingham Palace, diventato simbolo di numerosi momenti pubblici della famiglia reale.

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123RF
Il portone principale di Buckingham Palace

Il fascino della visita non riguarda soltanto gli interni: anche i giardini del palazzo contribuiscono a rendere l’esperienza unica, offrendo un raro esempio di spazio verde privato nel cuore di Londra. I visitatori possono scoprire un ambiente caratterizzato da una grande varietà naturale, con oltre 1000 alberi, 325 specie di piante selvatiche e 25 specie di uccelli nidificanti.

Da non perdere anche una visita alle Scuderie Reali, tra le più belle ancora in funzione, un’esperienza particolarmente interessante per chi viaggia con i bambini. Qui è possibile ammirare da vicino la spettacolare Carrozza di Stato Dorata, realizzata 260 anni fa: un’imponente carrozza di quattro tonnellate che, per essere trainata, richiede ben otto cavalli.

La nuova Picture Gallery: 120 capolavori

La grande protagonista della riapertura estiva è senza dubbio la Picture Gallery, trasformata grazie a un nuovo progetto espositivo definito dal Royal Collection Trust un “once-in-a-generation re-display”, ovvero un riallestimento irripetibile destinato a segnare un momento storico nella vita della residenza reale. La nuova configurazione permette ai visitatori di scoprire la collezione di dipinti di Buckingham Palace attraverso un percorso completamente rinnovato, con il numero delle opere esposte quasi raddoppiato: si passa infatti da 63 a 120 capolavori.

La nuova Picture Gallery di Buckingham Palace
Getty Images
Il nuovo allestimento della Picture Gallery

Il nuovo allestimento valorizza opere di grandi maestri come Rubens, Caravaggio e Zoffany, offrendo una lettura più ampia del patrimonio artistico della monarchia britannica. Anche l’aspetto della sala è stato modificato: il riallestimento comprende anche nuovi arazzi di seta verde, una scelta che richiama l’eleganza storica degli ambienti reali e restituisce alla galleria un’atmosfera ancora più scenografica.

Per i viaggiatori che nell’estate 2026 sceglieranno il Regno Unito, la visita alla Picture Gallery rappresenta un’occasione particolarmente rara: non si tratta soltanto di ammirare una selezione di opere celebri, ma di entrare in una sala che presenta un nuovo volto e un’esposizione destinata a rimanere un riferimento per gli anni a venire.

Per informazioni su eventi, orari e giorni di apertura, visite guidate e per acquistare i biglietti, vi consigliamo di consultare il sito ufficiale di Buckingham Palace.

Dove andare in vacanza ad agosto in coppia, le mete più romantiche per due

Par : losiangelica
7 juillet 2026 à 12:32

I Beatles cantavano All You Need Is Love. E forse avevano ragione: l’amore è il motore di tutto. È ciò che ci spinge a prenderci cura delle persone a cui teniamo, a ritagliarci del tempo insieme e a trasformare i momenti più semplici in ricordi che dureranno per sempre. E quale occasione migliore dell’estate per farlo?

Dove andare in vacanza ad agosto in coppia? Non è troppo tardi per prenotare e la buona notizia è che ogni posto può diventare speciale quando si è insieme. In Italia e in Europa abbiamo selezionato 7 meraviglie da scoprire ed esplorare spaziando tra borghi in pietra, laghi immersi nel verde e città che sembrano uscite da un quadro.

Varenna, Italia

Se state cercando una fuga romantica da vivere ad agosto, c’è un luogo in Italia che sembra uscito da una favola: il lago di Como. Tra tutti i suoi borghi, Varenna conquista il cuore con la sua atmosfera senza tempo. Camminate mano nella mano lungo la celebre Passeggiata degli Innamorati, lasciandovi avvolgere dalla magia del lago mentre lo sguardo si perde tra Bellagio e Menaggio, sull’altra sponda.

Concedetevi un aperitivo su una terrazza affacciata sull’acqua, brindando ai momenti che contano davvero, e lasciate che la serata continui con una cena romantica a base di pesce nei ristorantini che circondano Villa Monastero. Perché, a volte, la felicità ha il rumore delle onde, il profumo dell’estate e la mano della persona che amate stretta nella vostra.

Varenna vista panoramica
iStock
Varenna è una delle mete romantiche italiane

Caltagirone, Italia

C’è un motivo per cui questo borgo siciliano è così famoso nel mondo ed è la sua produzione di ceramica. Caltagirone incanta con un trionfo di colore e storia tra chiese barocche e palazzi settecenteschi. Il centro storico è stato dichiarato Patrimonio UNESCO insieme alla Val di Noto e tra i punti più belli da percorrere c’è proprio una scalinata di 142 gradini decorata con maioliche.

Pienza, Italia

Spostiamoci in Val d’Orcia in un posticino che sembra fatto per due: stiamo parlando di Pienza, proprio qui esiste davvero una Via dell’Amore. Forse è solo una strada, oppure un piccolo promemoria che certi luoghi sono capaci di far innamorare, ogni volta, un po’ di più. Il borgo natale di Papa Pio II regala splendidi belvedere dove fermarsi per un bacio e una foto ricordo ed è anche il luogo perfetto che invita a rallentare per dedicarsi un po’ di tempo di qualità. Se siete amanti del formaggio e del buon vino ve ne innamorerete..

Hallstatt, Austria

In Austria c’è un villaggio così piccolo e così affacciato sul lago da sembrare finto. Con le montagne che fanno da cornice, Hallstatt è una meraviglia ed è l’opzione perfetta per chi vuole una vacanza relax immersa nella natura. Adagiato sulle rive di un lago cristallino e abbracciato dalle montagne austriache, questo piccolo villaggio sembra dipinto. Passeggiate mano nella mano tra casette fiabesche, lasciatevi incantare dai riflessi dorati del tramonto sull’acqua e risvegliatevi con la magia dell’alba, quando il silenzio rende tutto ancora più speciale.

Bled, Slovenia

Se cercate una vacanza nella natura in coppia ad agosto Bled è quello che fa per voi: il lago romanticissimo permette varie attività come una gita romantica con una barchetta, visitare il castello da cui si gode una splendida vista e ovviamente fare merenda con una fetta di torta kremna rezina.

Kotor, Montenegro

In Montenegro, tra mura veneziane e montagne che scendono dritte nel mare, Kotor è la sorpresa balcanica di questa lista. Sembra un fiordo, ma è Mediterraneo puro: acqua cristallina, prezzi ancora accessibili rispetto ad altre mete europee, tramonti che colorano la baia di arancio. È il posto giusto per chi cerca il fascino di un paesaggio nordico senza rinunciare al caldo di agosto.

Annecy, Francia

Viene soprannominata “la Venezia delle Alpi” e osservando le immagini di Annecy non è difficile capire perché. Acque limpidissime e vicoli che profumano di formaggio e vino sono il segreto di questo posto. Oltre al centro del borgo è possibile rilassarsi al lago facendo un aperitivo dopo un giro in pedalò.

Annecy, vista dal centro storico
iStock
Annecy, la Venezia delle Alpi

Castle hopping, viaggiare come principi (e principesse) a Bolzano e dintorni

3 juillet 2026 à 17:39

Nella provincia di Bolzano si contano all’incirca 800 castelli, tra antichi manieri ancora in ottimo stato di conservazione e ruderi. Solo un quarto di essi si trova tra il Capoluogo e le immediate vicinanze. Non serve dunque fare troppa strada per scoprirli, visitarli, soggiornarci o trascorrevi qualche momento piacevole.

Alcuni castelli sono privati e si visitano solo dietro prenotazione, altri sono pubblici e aperti a tutti, altri ancora ospitano hotel, locali e ristoranti, ma ce ne sono alcuni usati come location per eventi, concerti e feste medievali.

Ne ho visitati alcuni durante un indimenticabile weekend bolzanino, facendo un vero e proprio “castle hopping“, su e giù, dentro e fuori, dove mi sono sentita come una vera principessa, dormendo in un antico letto a baldacchino, provando l’arrosto di maiale affumicato sulla legna come lo si cucinava nel Medioevo e ripercorrendo le gesta di eroi, cavalieri e castellani. Ecco com’è andata.

I castelli attorno a Bolzano

Il contesto in cui sono immersi alcuni dei castelli intorno a Bolzano è incredibile: molti sono a picco sui dirupi montani che circondano la città (da dove potevano dominare la valle e avvistare l’avvicinamento di eventuali nemici) oppure immersi tra i vigneti, e già la loro posizione ne determina il grande fascino.

Castel Korb

Il primo castello è Castel Korb, che oggi ospita un hotel di lusso, con stanze d’epoca e tanti saloni antichi. Piace molto agli stranieri che lo scelgono addirittura per ricevimenti e matrimoni. Si trova ad Appiano sulla Strada del Vino, uno dei Comuni più affascinanti della provincia, a una ventina di minuti dalla stazione ferroviaria di Bolzano, che conta circa 180 tra castelli e manieri, 1.200 ettari di vigneti e ben dieci villaggi caratteristici a forte connotazione enologica.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Castel Korb ad Appiano sulla strada del vino

Si tratta di un antico castello di cui resta ancora la torre difensiva risalente al XIII secolo dove oggi sono state ricavate alcune suite e il maestoso ingresso. In origine, la torre era rivestita solo da merli decorativi, oggi coperti anche da un tetto piramidale. Non è certa la data di costruzione del castello, ma l’appellativo “de Corva”, che significa “di Korb”, viene menzionato per la prima volta intorno al 1236. I signori di Korb erano ministri dei conti di Appiano e questo, probabilmente, spiega la loro scelta di stabilirsi così vicino a Castel d’Appiano.

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©Christian Wöckinger
Castel Korb oggi è un bellissimo hotel

Castello Boymont

L’attuale proprietà, che possiede l’intera collina con tanto di vigneti, ha anche un altro castello proprio sulla cima, che si può raggiungere a piedi dopo una ripida salita (e solo se si è ospiti dell’hotel), il romantico castello Boymont, costruito dai conti di Appiano all’intorno del 1230. Oggi è in rovina, ma è davvero delizioso con la sua torre e le trifore. Deve essere stato un edificio molto imponente a suo tempo. La collina fu abitata già nell’era preistorica come confermano alcune scoperte dell’età del ferro e le suppellettili ritrovati sono esposti nella hall di Castel Korb.

Castel d’Appiano

Castel d’Appiano è uno dei meglio conservati dei catelli altoatesini. Si tratta di una costruzione di origine medievale situata sopra il Comune di Appiano sulla Strada del Vino. È famoso per il suo aspetto, per la splendida vista sulla Val d’Adige, l’Oltradige e la conca di Bolzano, il profilo delle Alpi dell’Ötztal e le pallide vette delle Dolomiti, senza dimenticare una vera chicca: l’antica cappella completamente affrescata e per questo anche chiamata “la Cappella Sistina dele Alpi”, massima espressione della ricchezza culturale del maniero (che si visita solo su prenotazione).

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@Eppan Tourismus
Il meraviglioso Castello di Appiano

Consacrata nel 1131, vanta opere pittoriche pressoché complete e in un ottimo stato di conservazione. Gli affreschi romanici del XIII secolo raffigurano i motivi tipici dell’epoca medievale, come la scena di caccia o la famosa “mangiatrice di canederli”, mentre gli affreschi che ritraggono episodi della vita di Gesù e degli apostoli sono tra i meglio conservati dell’intero Tirolo storico. Rimasti celati per secoli sotto altre pitture, se oggi li possiamo ammirare è grazie a un intervento di restauro avvenuto nel 1926.

Si può raggiungere Castel d’Appiano a piedi, con una passeggiata di una mezz’oretta che, inizialmente costeggia i filari d’uva e poi sale più ripida oppure in bicicletta o anche con il servizio navetta Nesti Shuttle, l‘unica autorizzata a salire.

Arroccato su una parete rocciosa a 600 metri di quota, Castel d’Appiano (Hocheppan) ha alle spalle una lunga storia. Costruito nel 1130 dal conte Ulrico II, divenne presto una delle fortezze più significative e delle dimore più prestigiose della regione. Tutt’oggi, chi da vicino o da lontano osserva il castello prova un senso di soggezione alla vista del mastio pentagonale, che con i suoi 23 metri di altezza si eleva verso il cielo (non è accessibile, ma è in programma un restauro conservativo che dall’anno prossimo consentirà di salire fino in cima).

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@IDM Suedtirol - Angelika Schwarz
La Cappella Sistina delle Alpi all’intero del Castello di Appiano

Salire in cima al castello è una delle più belle escursioni che si possano fare nei dintorni di Bolzano (anche se in tutta la zona si snodano ben 150 km della Strada del Vino), ma è anche un’occasione per godere della buona tavola della taverna del castello dove servono piatti tipici (gestita da dieci anni dalla stessa famiglia).

Castello Moos-Schulthaus

Sempre ad Appiano sulla Strada del Vino, si trova un piccolo castello privato che apre solo su prenotazione. Il Castello Moos-Schulthaus è un piccolo gioiello segreto che merita una visita. Fu costruito nel 1300 dai von Firmian, amministratori del Vescovo di Trento (gli stessi che hanno costruito il castello di Firmian, appena sopra Bolzano, che oggi ospita uno dei musei MMM di Reinhold Messner) e, nel corso dei secoli, fu ampliato, furono aggiunte le torri, simbolo visibile ovunque di potere e ricchezza, e restaurato. Oggi il castello è noto soprattutto per i suoi interni storici ben conservati, le sale affrescate e l’atmosfera nobiliare. La struttura unisce elementi medievali e rinascimentali ed è considerata una delle residenze storiche più affascinanti della zona.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il piccolo ma delizioso Castel Moos-Schulthaus

Dopo l’estinzione dell’ultima famiglia proprietaria, il castello fu acquistato dai fratelli Lanz di Appiano (diventati così Lanz zu Moos). L’ultima erede, Salome di Lanz, sposò un Schulthaus, unendo i due nomi in Moos-Schulthaus. La famiglia Schulthaus ha mantenuto la proprietà fino al 1950. Successivamente il castello, ormai degradato, è stato acquistato dal ricco commerciante di Bolzano, Walther Amonn. L’Associazione Amonn ne detiene tuttora la proprietà e ha curato il restauro, rimuovendo la calce usata come disinfettante ai tempi della peste e arredando le stanze con una collezione di mobili d’epoca.

Le pareti hanno così rivelato dei meravigliosi – e anche un po’ inquietanti – affreschi. Il castello, infatti, si distingue proprio per il ciclo di affreschi tardo-gotici insoliti e bizzarri (risalenti al 1470 circa) , che descrivono scene satiriche della vita e della cultura dell’epoca. Tra questi “La Guerra tra Gatti e Topi”, un tema allegorico di origine medievale (probabilmente portato in Europa dai Crociati) in cui gli animali sostituiscono gli uomini; “La Caccia agli Uomini”, dove viene raffigurata una contessa a cavallo con un cuculo in mano, una satira sul potere femminile; “Il Giardino dell’Amore”, uno dei rarissimi esempi rimasti di rappresentazione gotica di un giardino d’amore (luoghi che diventeranno comuni solo nel Barocco e Rococò).

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@Moos-Schultahaus
L’interno con le sale affrescate di Schloss Moos-Schulthaus

Era l’unico spazio all’aperto in cui le contesse potevano stare tranquille e svagarsi; ma il più scioccante è “L’Albero dei Falli”, una pittura fortemente provocatoria in cui si vedono delle giovani donne nude raccogliere e contendersi dei falli cresciuti su un albero come fossero frutti. Insolla, Moos-Schulthaus merita decisamente una visita. Ma il castello nasconde anche qualche chicca, come spioncini segreti per ascoltare i discorsi degli ospiti senza essere visti…

Castel Sallegg

Si trova nella deliziosa cittadina di Caldaro sulla Strada del Vino, famoso borgo volto alla viticoltura, tanto da ospitare tra i suoi storici palazzi il Museo Provinciale del Vino dell’Alto Adige, uno dei castelli privati più belli della provincia di Bolzano, Castel Sallegg. Non un castello con torri e merletti come potremmo immaginarci, bensì uno château alla francese, una splendida residenza nobiliare ancora abitata dai Conti von Kuenburg e che, un tempo, apparteneva all’arciduca Ranieri d’Austria. Il castello è privato e non si può visitare, se non in occasione di qualche evento, ma è possibile entrare dal cancello e ammirarlo in tutta la sua bellezza.

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©Castel Sallegg
Castel Sallegg a Caldaro sulla Strada del Vino

La sua posizione con vista sui vigneti e sul Lago di Caldaro (questa zona è la culla del vitigno autoctono Schiava, da cui nasce il celebre vino rosso Lago di Caldaro, Kalterersee), il più grande della provincia, è molto piacevole e rilassante. E i vigneti sono proprio del castello, tanto che nel podere Leisenhof, uno dei tre della tenuta, sono stati ricavati un’enoteca-bistrot, dove si possono degustare vini, accompagnati da piatti curati e semplici, e un hotel di charme del cui arredo si è occupata direttamente la Contessa, con molti riferimenti a Castel Sallegg, intrisi di storia e del passato dei suoi antenati (l’albero genealogico è dipinto su una gramde parete nella hall).

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©Klaus Peterlin
L’albero genealogico dei Conti von Kuenburg nella hall dell’hotel

Castello di Salorno

Arroccato come un nido d’aquila sul borgo di Salorno, il più a Sud dell’Alto Adige, e sull’intera Valle dell’Adige, il Castello di Salorno o Haderbur è una delle più affascinanti fortificazioni della regione. Quasi un rudere, ma messo in assoluta sicurezza dal proprietario, il Barone Ernesto Rubin de Cervin Zenobio Albrizzi, è gestito da una coppia, Martin e Alexia Gluderer, che organizzano visite guidate, eventi, concerti, feste celtiche e medievali e che gestiscono la tavola calda dove cucinano piatti con ricette antiche.

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@Luca dal Gesso
Il Castello di Salorno a picco sulla roccia

Scenograficamente è uno dei più suggestivi dell’architettura castellana dell’arco alpino. Della sua storia si hanno pochi dati certi. La sua eccezionale posizione dominante la Chiusa di Salorno lo ha visto protagonista di alcuni eventi significativi della storia locale, in quanto dominava l’unico ponte che collegava Bolzano a Trento, pertanto aveva una funzione difensiva, ma serviva anche come dogana. Secondo alcuni studi archeologici recenti, sotto il castello passava una delle più importanti strade romane, la via Claudia Augusta; infatti, è stata scoperta una necropoli con resti proprio di epoca romana.

La prima testimonianza del castello risale al 1053. La tecnica costruttiva indica un periodo tra il XII e il XIII secolo. La struttura originaria però ha subito modifiche, ampliamenti e rifacimenti nel corso dei secoli. Quando iniziò il lento declino, accentuato dalla costruzione della ferrovia del Brennero, fu acquistato dalla famiglia nobiliare veneziana che lo possiede, insieme all’intera collina, ancora oggi. Intorno al Castello di Salorno girano alcune leggende: c’è chi dice che tra le sue pietre si nasconda un tesoro e chi crede di aver visto un fantasma. Un posto magico, raggiungibile a piedi salendo un ripido sentiero per una ventina di minuti. Se non fosse difficile che fortezza sarebbe? (se volete saperne di più, qui trovate l’articolo dedicato al Castello di Salorno).

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Castello di Salorno visto dal suo interno

I castelli di Bolzano

Senza andare troppo lontano, la stessa città di Bolzano ospita diversi castelli.

Castel Roncolo

Il più famoso non solo in città ma dell’Alto Adige è sicuramente Castel Roncolo, situato su una roccia sopra Bolzano. Fu costruito nel XIII secolo ed è conosciuto soprattutto per il suo straordinario ciclo di affreschi profani medievali, tra i meglio conservati d’Europa. E non soltanto sulle pareti interne alle sale, ma anche sulle facciate esterne. Una vera meraviglia. Le pitture raffigurano scene di vita cortese, tornei, cacce e leggende cavalleresche e offrono uno sguardo unico sulla cultura nobiliare del Medioevo. Oggi, il castello è una meta culturale molto apprezzata grazie alla sua storia, all’architettura e alla vista panoramica sulla valle.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Castel Roncolo si para davanti agli occhi arrivando dalla strada in auto

Costruito come roccaforte nel 1237 dalla famiglia nobile Vanga, grazie a un permesso concesso dal vescovo di Trento, per difendere la città e controllare l’accesso alla Val Sarentina, un’importante via di comunicazione verso il Brennero, il castello venne trasformato, nel 1385, in residenza estiva dai fratelli Niklaus e Franz Vintler, ricchi mercanti bolzanini diventati nobili. Questi lo fecero ampliare e interamente decorare con meravigliosi affreschi, testimonianza unica del mondo cortese, della moda nobiliare, della cavalleria e delle più amate leggende medievali.

La struttura originaria comprendeva il palazzo occidentale (con il portone d’ingresso), una torre, la cucina, la cappella e le mura merlate, dotate di un argano con un secchio calato direttamente nel fiume sottostante per l’approvvigionamento idrico. Intorno al 1400 viene aggiunta la cosiddetta “casa d’estate”.

Le pareti mostrano tornei cavallereschi con le lance, dame come spettatrici e l’uso di scudi araldici (tra cui spicca lo stemma con i colori dell’Austria). Sono dipinte anche scene di balli, musica e giochi con la palla. Grande spazio è dedicato alle scene di caccia (cervi, cinghiali e orsi), un’attività considerata un vero e proprio status symbol dell’alta società dell’epoca.
Soggetto successivamente a numerosi passaggi di proprietà, passò, alla fine del XIX secolo, all’imperatore Francesco Giuseppe, il quale lo fece restaurare e, grazie anche all’arrivo dei primi turisti, lo donò alla città di Bolzano. Gli ultimi grandi lavori risalgono agli anni Novanta del Novecento. Castelo Roncolo è aperto tutto l’anno, tranne il mese di gennaio, dopo l’Epifania.

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Courtesy Thomas Roetting
Gli affresci sulle pareti esterne a Castel Roncolo

Castel Hörtenberg

Un altro castello in pieno centro a Bolzano, nel quartiere Dodiciville, uno dei più antichi della città, è Castel Hörtenberg, che oggi è un hotel di lusso, l’unico cinque stelle in città. Per visitarlo è necessario soggiornare o prenotare uno dei due ristoranti dell’albergo (Le Segrete è ricavato nelle antiche cantine con soffitto a volta e pietra viva). L’edificio, bellissimo e molto elegante al suo interno, risale al periodo tardo medievale e rinascimentale e un tempo fu la residenza della famiglia nobile Hörtenberg.

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Ufficio stampa
Castel Hörtenberg nel pieno centro di Bolzano

Durante le insurrezioni tirolesi del 1800, Castel Hörtenberg divenne il rifugio strategico e il quartier generale di Andreas Hofer, un condottiero austriaco che divenne comandante contro l’invasione del Tirolo da parte delle truppe francesi. Nel Sudtirolo è considerato un eroe, pertanto averlo ospitato è un vero onore per il castello.

Grazie all’accurato restauro, che ha mantenuto comunque molti elementi architettonici originali, come le mura storiche, i cortili interni e i dettagli rinascimentali, oggi il castello unisce storia e design moderno ed è considerato uno degli edifici storici più raffinati della città.

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Ufficio stampa
Le Segrete di Castel Hörtenberg

Castel Mareccio

A Bolzano città c’è un terzo castello ed è Castel Mareccio. Immerso tra il verde dei vigneti, sembra proprio il castello delle principesse, con le sue torri rotonde e i tetti appuntiti. Viene utilizzato per eventi, pertanto, non è sempre aperto o visitabile. La sua storia è comunque molto interessante essendo un edificio storico: viene menzionato per la prima volta nel 1273. Questa piccola fortezza romanica era di proprietà dei “di Mareccio”, esponenti della borghesia bolzanina successivamente divenuti nobili. Nel XV secolo, il castello passò alla famiglia Römer e venne ampliato con una nuova ala Ovest; nei primi decenni del XVI secolo, fu ampliata la cinta muraria con l’aggiunta di quattro torri circolari. Il mastio venne, infine, trasformato da antica torre di guardia in torre panoramica.

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Ufficio stampa
Il fiabesco Castel Mareccio a Bolzano

Nel 1549, Castel Mareccio subì una profonda ristrutturazione trasformandosi in una vera e propria residenza rinascimentale affrescata. Nel corso de XVI secolo il castello fu anche punto di riferimento per i nobili che avevano aderito al credo protestante, come dimostrano alcuni affreschi commissionati dal proprietario Lukas Römer.

Con la morte dell’ultimo erede della famiglia Römer, il castello passò al casato degli Hendl e, successivamente, ai Thun (un cognome che in Alto Adige ha un grande significato). Castel Mareccio restò di proprietà di questa famiglia fino al 1851, quando Karl Thun lo vendette alla contessa Anna Sarnthein. Quest’ultima affittò Castel Mareccio all’erario il quale lo utilizzò come armeria. Nel 1919 Castel Mareccio venne trasformato in Archivio di Stato, mantenendo questa funzione fino al 1973. Nel 1974 il Comune di Bolzano acquistò la struttura trasformandola in centro congressi e centro culturale. Dal 2007 è gestito dalla Fondazione Castelli di Bolzano, insieme a Castel Roncolo e al Castello Rafenstein. Se siete a Bolzano in occasione di un evento ospitato al castello il consiglio è di andarci per ammirare la bella struttura e gli affreschi al primo piano dell’edificio ancora piuttosto ben conservati.

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@Courtesy Schloss Maretsch
Le sale affrescate di Castel Mareccio

Castel Rafenstein

Si trova a Bolzano, ma per arrivarci bisogna salire a qualche centinaio di metri di quota (è anche il punto di partenza di alcune escursioni). La posizione dove si trova è invidiabile in quanto regala una vista meravigliosa su tutta Bolzano. Infatti, Castel Rafenstein (o Castel Sarentino) è noto per essere l’imponente rovina che dall’alto domina la città. Il suo nome deriva dalla parola tedesca “Raben” (“corvo”) e significa “roccia del corvo”. Potrebbe essere tranquillamente il set di uno degli episodi del Trono di spade.

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©TV Jenesien Michael Guggenberg
Le rovine di Castel Rafenstein, appena sopra Bolzano

Costruito nel XIII secolo, al di sopra della gola del Talvera, su incarico del vescovo di Trento, Federico Vanga passò alla fine del secolo nelle mani del vescovo di Trento, Enrico II. Venne però profondamene danneggiato nel corso di un conflitto con il conte Mainardo II del Tirolo. A metà del 1300 il castello iniziò a essere ricostruito da Ludovico di Brandeburgo, secondo marito della contessa Margherita Maultasch. Passato dagli Asburgo ai von Rafenstein e, infine, ai Weineck, iniziò a essere ampliato, in particolare nel XVI secolo, quando venne trasformato in stile tardogotico.

Fu il condottiero austriaco Marx Sittich a trasformarlo in castello di rappresentanza, abbellito da dipinti e decori. Vi allestì, inoltre, un’importante collezione di opere d’arte e oggetti curiosi atti a destare stupore. Tra questi ultimi vi erano per esempio corna levigate, uova di struzzo e un pesce di mare, corrispondente probabilmente ai resti di un coccodrillo del Nilo ritrovato nel corso degli scavi.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
L’interno delle rovine di Castel Rafenstein

Nel corso delle guerre napoleoniche, il castello venne fortemente danneggiato. Non più utilizzabile, venne quindi abbandonato e adoperato a scopo agricolo, fatto che ne determinò il suo declino definitivo. Castel Rafenstein oggi è un rudere, ma chi lo gestisce, insieme al bellissimo maso panoramico dove preparano i piatti tipici della cucina tradizionale altoatesina, dai canederli al Kaiserschmarrn, se ne sta prendendo molta cura e, dopo averlo messo in sicurezza, sta organizzando concerti serali sotto le stelle (essendo il castello sprovvisto di tetto, iun po’ come l’affascinante Abbazia di San Galgano in Toscana).

Castel Flavon

Sempre a Bolzano, ma sopra il rione di Aslago, in posizione panoramica sulla Valle dell’Adige, si trova un altro catello bolzanino, Castel Flavon o Haselburg. Questo antico castello medievale oggi ospita un elegante ristorante, dove i tavoli sono stati ricavati tra le rocce e la pietra viva. Pare, tra l’altro, che fin dal 1400 vi si organizzavano sontuosi banchetti e feste strabilianti, pertanto, pare essere innata la vocazione a luogo di condivisione e incontri. Le prime tracce di questa fortezza risalgono addirittura al secolo VI quando i Reti innalzarono la prima fortificazione. Ancora nel 1200 era una fortezza appartenente alla famiglia Haselberg. Quando nel XV secolo passa ai signori di Fiè, i Völs, l’edificio cambia forma con le tre ali che possiamo ammirare oggi e i bellissimi affreschi realizzati da Bartolomeo Dill Riemenschneider sulle pareti interne. Tra queste opere, spicca la rappresentazione del mito greco di Apollo e Dafne. Il ciclo degli affreschi è accompagnato da rappresentazioni di specie vegetali di uso comune, come la melanzana, la pera, l’aglio, la patata e il melograno. Simbolo di fertilità e prosperità, un esemplare di melograno carbonizzato è stato rinvenuto alla base del battifredo.

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@Haselburg
Lo scenografico Castel Flavon sopra Bolzano

Sotto la guida dei signori di Fiè, il castello diventa rinomato per le sue feste e i suoi banchetti sontuosi, che lo rendono celebre tra la nobiltà bolzanina. Dentro si possono ancora ammirare un’antica cisterna per l’acqua, rivestita con piccoli mattoni e calce mischiata a sangue di bue, profonda 6 metri e mezzo in una delle sale del ristorante; il battifredo o torre d’avvistamento e un muro profondo ben 3 metri e 60, fatto di due muri, uno più antico, derivante dal romanico, e uno più recente, appoggiati uno all’altro. La costruzione di questo mastodontico setto murario è tuttora un mistero.

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@Haselburg
L’esterno di Castel Flavon

Castel Firmian

Castello, ma anche museo, il Castel Firmian o Firmiano è considerato uno degli emblemi dell’Alto Adige e tra i più grandi castelli della provincia, all’interno del quale è nato l’MMM Messner Mountain Museum Firmian, uno dei cinque musei dedicati alla montagna voluti da Reinhold Messner. Si trova sulle alture di Bolzano, a Frangarto, per la precisione ed è raggiungibile in auto, a piedi lungo un sentiero che parte da Frangarto o in bicicletta lungo la Ciclabile Oltradige che parte da Bolzano e che tocca anche Appiano e il Lago di Caldaro.

Museo della Montagna di Castel Firmiano
Getty Images
Il Museo della Montagna di Castel Firmiano sopra Bolzano

Il castello venne menzionato per la prima volta intorno al 945 d.C. con il nome di Formigar, in seguito il nome cambiò in “Firmian”. Dal 1027, il complesso fu di proprietà del Vescovo di Trento. Nel 1473 passò a Sigismondo detto “il danaroso”: solo in quel momento il castello ricevette il nome tedesco “Schloss Sigmundskron”, che deriva dalla sua forma a corona (Corona di Sigismondo). Dal 1996, è di proprietà della Provincia di Bolzano ed esattamente da vent’anni, dopo diversi lavori di ristrutturazione, ospita la mostra permanente “La montagna incantata” che racconta il significato delle montagne per l’uomo.

Castello di Conwy, la fortezza del Galles scelta come location di House of the Dragon 3

24 juin 2026 à 15:30

Il Castello di Conwy è una delle fortezze medievali più spettacolari del Regno Unito e rappresenta una delle principali attrazioni del Galles settentrionale. In vetta a un promontorio alla foce del fiume Conwy, questo imponente complesso difensivo domina il paesaggio da oltre sette secoli e continua ad affascinare visitatori provenienti da tutto il mondo. Negli ultimi tempi è tornato sotto i riflettori grazie alla sua presenza come location della terza stagione di House of the Dragon, la serie fantasy che ha conquistato milioni di spettatori.

La storia del Castello di Conwy

Il Castello di Conwy fu costruito tra il 1283 e il 1287 per volontà di re Edoardo I d’Inghilterra, nell’ambito della sua campagna di conquista del Galles. La fortezza venne progettata dal celebre architetto militare Giacomo di San Giorgio, considerato uno dei più importanti esperti di fortificazioni dell’epoca.

Realizzato in una posizione strategica lungo la costa settentrionale gallese, il castello faceva parte di una rete di fortificazioni (detta “Anello di Ferro“) destinate a consolidare il controllo inglese sul territorio. Le sue mura massicce, i bastioni e le torri rappresentavano un esempio avanzato di architettura militare medievale.

Nel corso dei secoli il Castello di Conwy fu protagonista di numerosi eventi storici, tra cui assedi e conflitti legati alle guerre tra inglesi e gallesi. Nonostante i danni subiti nel tempo, gran parte della struttura originale è sopravvissuta fino ai giorni nostri, consentendo ai visitatori di ammirarne l’aspetto autentico. Dal 1986 il castello è stato inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La sua atmosfera suggestiva e il buono stato di conservazione hanno attirato anche l’industria cinematografica e televisiva. Il castello è stato infatti scelto come location della terza stagione di House of the Dragon, grazie alle sue mura scenografiche e al suo aspetto imponente, ideale per rappresentare le ambientazioni fantasy ispirate al mondo di Westeros.

Castello di Conwy nel Galles
iStock
Le torri del Castello di Conwy

Come visitarlo e cosa vedere

Visitare il Castello di Conwy significa immergersi in una delle più straordinarie testimonianze del Medioevo europeo. Il percorso di visita permette di attraversare la Great Hall, esplorare le cantine, gli appartamenti reali, i cortili interni e la torre della cappella. Inoltre le torri difensive offrono spettacolari punti panoramici sulla città, sul mare, sulle montagne dello Snowdonia e sull’estuario.

Uno degli aspetti più affascinanti è la possibilità di percorrere gran parte delle mura e delle torri, vivendo un’esperienza molto simile a quella delle sentinelle medievali che sorvegliavano il territorio. Merita attenzione anche il borgo fortificato di Conwy, che conserva una delle cinte murarie medievali meglio preservate d’Europa, parte integrante delle vecchie difese di Conwy.

Per avere informazioni circa i giorni e orari di apertura e per acquistare i biglietti, consultare il sito ufficiale del castello dove sono menzionati anche gli eventi a calendario.

Mercoledì 1 luglio 2026 dalle 10 alle 15:30 si svolgerà una festa per celebrare il 200° anniversario del ponte sospeso di Thomas Telford collegato al castello con elementi architettonici che si sono ispirati alla fortezza.

Visitare il Castello di Conwy nel Regno Unito
iStock
Ponte sospeso a Conwy

Dove si trova e come andare

Il Castello di Conwy si trova nella cittadina omonima di Conwy, nel nord del Galles, a circa 90 chilometri da Liverpool e poco più di 100 chilometri da Manchester.

Chi viaggia in auto può raggiungerlo facilmente attraverso l’autostrada A55, una delle principali arterie della regione. Sono disponibili parcheggi nelle vicinanze del centro storico e dell’area del castello. Per chi preferisce i mezzi pubblici, Conwy dispone di una stazione ferroviaria collegata con diverse città gallesi e inglesi. Una volta giunti in città, il castello si raggiunge comodamente a piedi in pochi minuti.

Notte Romantica 2026 nei borghi italiani dove rivivono i ricordi

14 juin 2026 à 07:30

Sabato 20 giugno 2026 i borghi italiani torneranno a trasformarsi in scenari sospesi nel tempo, dove la bellezza dei luoghi incontra i sentimenti, le storie personali e i ricordi più preziosi. Con l’undicesima edizione della Notte Romantica nei Borghi più belli d’Italia, oltre 230 piccoli centri apriranno le loro piazze, i vicoli e i palazzi storici per celebrare l’amore con il tema “L’Amore per i ricordi“.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione dei Borghi più belli d’Italia, è diventata negli anni uno degli appuntamenti nazionali più attesi dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale e identitario dei territori.

Esistono luoghi che continuano ad accompagnarci anche quando ne siamo lontani: una piazza che ha fatto da sfondo a un primo incontro importante, una strada percorsa durante l’infanzia, un panorama che restituisce il senso di appartenenza e di casa: è proprio a questa dimensione intima e universale che si ispira l’edizione 2026.

I borghi italiani della Notte Romantica 2026

La Notte Romantica 2026 nei Borghi più belli d’Italia si conferma un appuntamento diffuso lungo la Penisola, capace di unire piccoli centri storici e paesaggi d’autore in un’unica atmosfera fatta di luci soffuse, musica dal vivo, iniziative culturali, panorami incredibili e degustazioni tipiche. Abbiamo fatto una selezione di borghi aderenti all’iniziativa che rappresentano diverse anime del romanticismo italiano.

Petralia Soprana: romanticismo tra Madonie e cultura locale

Nel cuore delle alte Madonie in Sicilia, Petralia Soprana accoglie l’estate 2026 con un fine settimana speciale che unisce la Notte Romantica a un ricco programma culturale.

Sabato 20 giugno il borgo si aprirà all’amore con luci soft, letture poetiche e musica dal vivo nel centro storico. Il ricco programma prevede “Poesie per il Borgo” con suggestioni letterarie presso il Belvedere di Loreto e “Gusto e tradizione” dove ristoranti e bar del paese proporranno menu tematici dedicati al romanticismo.

L’evento si arricchirà anche di momenti ludici e iniziative per visitatori, come il sorteggio speciale per vincere una vacanza esperienziale, note sotto le stelle con balli e musica in piazza e shopping presso i negozi del borgo.

Notte Romantica 2026 in Italia
Ufficio Stampa
Belvedere di Loreto a Petralia Soprana

Tremosine sul Garda: emozioni sospese tra lago e panorami

Affacciato sul Lago di Garda, il borgo di Pieve di Tremosine sul Garda, in Lombardia, propone una Notte Romantica immersa in scenari naturali spettacolari. L’iniziativa del 20 giugno proporrà dalle ore 18 aperitivi e menù con intrattenimento musicale.

Le strade del centro storico si trasformeranno in palcoscenico per vivere la notte in chiave romantica, tra concerto al pianoforte (ore 18:30 in piazza Marconi), trampolieri (ore 19:30 nelle vie del borgo) e musica dal vivo (ore 21 in piazza Cozzaglio).

Clusone: arte, musica e atmosfera d’autore in Val Seriana

Clusone in Lombardia porta la Notte Romantica 2026 nel cuore della Val Seriana con un programma che intreccia cultura e spettacolo. Sabato 20 giugno alle ore 15:30 la giornata si aprirà con una visita guidata (su prenotazione) chiamata “I Grandi Classici” che porterà i partecipanti alla scoperta del famoso Orologio Planetario Fanzago e di altri luoghi iconici.

Dalle ore 18 fino a sera il centro storico ospiterà concerti, performance artistiche, palloncini, cornice per scattarsi foto-ricordo, simboli come orologi e clessidre per sottolineare il rapporto tra memoria e tempo e installazioni luminose che valorizzeranno i suoi edifici storici e le piazze principali. L’evento punta anche sulla tradizione locale, con proposte come il “Pensiero d’Amore“, il dolce creato ogni anno per l’occasione da uno chef pasticcere.

Le vie del borgo diventeranno così un palcoscenico diffuso, dove cultura e musica accompagneranno i visitatori in un’esperienza coinvolgente e suggestiva.

Montescudaio: il fascino delle colline e dei vicoli storici

Nel cuore della Val di Cecina in Toscana, Montescudaio interpreta la Notte Romantica con un evento che valorizza il borgo e il territorio. Sabato 20 giugno Montescudaio unirà cultura, gastronomia e spettacolo in un unico evento.

L’iniziativa prevede alle 18:30 un incontro in via del Castello che regalerà un viaggio nella storia locale e nell’evoluzione della figura femminile antica. A seguire, dalle 19:30, la festa si sposterà in piazza Matteotti dove una cena a tema all’aperto (prenotazione consigliata) celebrerà il romanticismo toscano.

Musica dal vivo, attrazioni e dress code in abito bianco sono le parole chiave della serata. I ristoratori del borgo hanno studiato dei menù speciali, di carne e pesce, per questa occasione.  L’atmosfera è resa ancora più suggestiva dalla cornice collinare, che contribuisce a creare un’esperienza intima e immersiva, perfetta per celebrare l’estate all’insegna del romanticismo.

Vitorchiano: il fascino del “borgo sospeso” tra luci e atmosfera senza tempo

Tra i luoghi più iconici del Lazio, Vitorchiano – conosciuto come il “borgo sospeso” della Tuscia – partecipa alla Notte Romantica 2026.

Tra le attrazioni di sabato 20 giugno, l’illuminazione scenografica della rupe, un allestimento romantico, perfetto per coppie e turisti che vogliono vivere una serata speciale, del Belvedere Ettore Salimbeni, l’apertura straordinaria della Galleria degli Artisti e della Torre degli Artisti. Luogo perfetto per scattarsi una foto ricordo è senza dubbio vicino alla famosa statua del Moai. I ristoranti del borgo proporranno il dolce ufficiale “Pensiero d’Amore” creato dalla pastry chef Benedettelli.

Il panorama amplifica l’effetto scenografico, rendendo la visita particolarmente suggestiva e legata alla memoria del luogo e alla sua identità sospesa nel tempo.

Cisternino: sapori locali, musica popolare e una grande tavolata sotto le stelle

Nel cuore della Valle d’Itria in Puglia, Cisternino interpreta la Notte Romantica 2026 con un’impostazione fortemente conviviale, incentrata sulla valorizzazione delle tradizioni locali. Sabato 20 giugno le piazze del borgo si accenderanno con musica tradizionale e itinerante e con ospiti speciali. Saranno attivi menù romantici, aperitivi a tema, allestimenti dedicati e esperienze esclusive come il “Percorso Romantico sotto le stelle” (itinerario in 6 tappe d’amore).

Cisternino si animerà già il giorno prima, 19 giugno, con una grande “Tavolata romantica” sotto le stelle che coinvolgerà residenti e visitatori, creando un momento di socialità condivisa nel centro storico. Durante la serata sarà possibile fare un percorso enogastronomico perfetto per celebrare il romanticismo attraverso i sapori più tipici della zona.

Il borgo che si trasformerà in un vero salotto a cielo aperto dove gusto, memoria e identità territoriale diventeranno protagonisti dell’esperienza.

Una notte di eventi emozionanti

Per una sera, da Nord a Sud, i borghi aderenti all’iniziativa si animeranno con un fitto calendario di appuntamenti dedicati al tema dell’amore e del ricordo: le piazze illuminate da luci soffuse, i castelli, i vicoli e i palazzi storici ospiteranno eventi pensati per coinvolgere residenti e visitatori in un’atmosfera suggestiva.

Concerti, spettacoli dal vivo, letture, mostre fotografiche e installazioni artistiche offriranno molteplici occasioni per raccontare la memoria dei territori. Accanto alle proposte culturali troveranno spazio percorsi emozionali, momenti conviviali e iniziative capaci di valorizzare le specificità locali.

I borghi vengono presentati come veri e propri archivi viventi, nei quali sopravvivono tradizioni che resistono al passare del tempo, fotografie di famiglia, lettere, feste popolari, botteghe storiche e quei gesti quotidiani che definiscono il carattere delle comunità.

A chiudere simbolicamente la Notte Romantica 2026 sarà, come da tradizione, il bacio di mezzanotte.

Tramonto nel borgo di Sappada, Friuli-Venezia Giulia
Ph Stefano Padovan Ufficio Stampa
Meraviglioso tramonto nel borgo di Sappada

Il desiderio di autenticità e il valore delle esperienze

La scelta del tema “L’Amore per i ricordi” si inserisce in un contesto sociale che vede crescere il bisogno di esperienze autentiche e significative: secondo quanto emerge dall’ultimo osservatorio realizzato da Mastercard sui fattori che influenzano le preferenze delle persone nella scelta delle esperienze, assume sempre maggiore rilevanza il desiderio di vivere momenti reali, fondati sul senso di comunità, sull’intimità e sull’autenticità.

Allo stesso tempo, si registra una crescente attenzione verso atmosfere e tradizioni del passato, di cui i borghi rappresentano una preziosa espressione culturale. Il 73% degli italiani dichiara infatti di privilegiare attività capaci di richiamare elementi della cultura e delle tradizioni storiche, mentre oltre la metà afferma di attribuire oggi alle esperienze un valore superiore rispetto al passato.

In questo scenario, viaggi e turismo si confermano tra le esperienze più apprezzate, seguiti dalle proposte enogastronomiche e dalle attività all’aria aperta. Significativo appare anche il ruolo delle piccole e medie imprese: il 62% degli intervistati si dichiara disposto a sostenere economicamente iniziative che producano benefici concreti per le comunità locali e i territori.

“Pensiero d’Amore”, il dolce simbolo

Tra gli elementi distintivi della Notte Romantica torna anche il “Pensiero d’Amore“, il dessert che accompagna la manifestazione nei ristoranti dei borghi aderenti.

Per l’edizione 2026 il dolce sarà proposto con una reinterpretazione del signature dessert ideato dalla chef Francesca Benedettelli per Mastercard e condiviso nell’ambito della collaborazione con l’Associazione I Borghi più belli d’Italia.

La partnership, avviata nel 2025, nasce con l’obiettivo di promuovere il turismo esperienziale nei piccoli centri italiani, offrendo a visitatori italiani e internazionali occasioni di scoperta fondate sull’autenticità, sull’emozione e sulla valorizzazione delle peculiarità territoriali.

Inoltre, verranno raccontate le storie di alcuni talenti locali che, pur operando spesso lontano dai riflettori, contribuiscono alla vitalità culturale e sociale dei borghi.

Una dimensione internazionale

A testimoniare la crescita dell’iniziativa è anche la sua progressiva apertura verso una dimensione internazionale: nel corso degli anni il format della Notte Romantica è stato infatti presentato all’interno della Federazione Internazionale Les Plus Beaux Villages de la Terre, favorendone la diffusione oltre i confini nazionali.

Anche nel 2026 le associazioni dei Borghi più belli di Francia, Spagna, Vallonia, in Belgio, e Bosnia-Erzegovina organizzeranno iniziative analoghe nei rispettivi Paesi.

Il significato di una celebrazione collettiva

In un mondo che corre sempre più veloce, i Borghi sono i luoghi dove l’amore trova ancora il tempo di fermarsi e i ricordi possono tornare a vivere“: con queste parole il presidente dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia, Fiorello Primi, ha sintetizzato il senso profondo dell’iniziativa.

Primi ricorda inoltre come, undici anni dopo la nascita, la Notte Romantica abbia superato le aspettative iniziali, trasformandosi in un appuntamento partecipato e fortemente sentito sia dalle amministrazioni locali sia dal pubblico.

Secondo il presidente, la capacità dei territori di interpretare lo spirito dell’evento con creatività, passione e coinvolgimento autentico ha contribuito a fare della Notte Romantica un’esperienza collettiva che celebra la bellezza dei luoghi, delle relazioni umane e delle emozioni condivise.

Il viaggio che vale la pena fare del romanzo Ricordati di essere felice di Sara Goodman Confino

13 juin 2026 à 17:00

Un viaggio speciale, non solo alla scoperta di luoghi di incredibile bellezza ma anche di se stessi e della storia della propria famiglia. È quello che compie Jenna, protagonista di Ricordati di essere felice un bellissimo romanzo scritto da Sara Goodman Confino e pubblicato da Libreria Pienogiorno.

Con lei e sua nonna Evelyn partiamo in auto attraversando alcuni stati della East Cost degli Stati Uniti partendo dal Maryland e arrivando in Massachusetts. Un percorso perfetto, per loro non troppo lungo, ma che possiamo provare ad assaporare al nostro ritmo e andando alla scoperta di alcuni luoghi iconici.

E poi in loro compagnia raggiungiamo una cittadina di mare, nel libro si chiama Hereford ma noi scegliamo una tappa iconica e imperdibile, dove la nonna della protagonista ha vissuto in gioventù, in un continuo richiamo e racconto di episodi del passato.

Un viaggio che cambia la vita, quella di Jenna, che quando lo compie si trova in un momento di profonda transizione, ma anche la nostra perché viaggiare apre il cuore, lo sguardo e la mente.

Il viaggio on the road da fare prendendosi il proprio tempo

Un viaggio in auto, alla scoperta di alcuni degli stati più belli della East Cost. Il percorso non sarà identico a quello compiuto da nonna e nipote in Ricordati di essere felice di Sara Goodman Confino, ma senza dubbio questo è il libro giusto per tenerci compagnia.

Partiamo dal Maryland, uno stato ricco di meraviglie da vedere e vicinissimo a Washington DC, capitale Usa e location da cui si può partire. Questo stato è caratterizzato da una natura straordinaria, che cambia d’innanzi allo sguardo, e da almeno una tappa che vale assolutamente la pena fare: Annapolis. Si tratta della capitale del Maryland ed è una cittadina di poco più di 40mila abitanti. Qui si può ammirare il Campidoglio del Maryland, che a quanto pare è l’edificio governativo più antico degli USA.

Annapolis Maryland
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Viaggio con il romanzo “Ricordati di essere felice” ad Annapolis in Maryland

Vale poi la pena proseguire verso il Delaware, piccolissimo stato affacciato sul mare: anche qui la natura lascia senza fiato e vale la pena scoprirlo per le sue bellissime spiagge e per il fatto che qui si respira la storia dell’America, una delle tappe? New Castle, dove si possono riconoscere tantissimi edifici storici.

Se proseguiamo verso la Pennsylvania una tappa obbligatoria è Philadelphia: una delle città più antiche degli Usa e anche una delle più grandi. Qui ci sono luoghi iconici come l’Independence Hall, dove sono state firmate la Costituzione e la Dichiarazione d’indipendenza e concentrate nella medesima area della città ci sono tantissimi altri luoghi storici che vale la pena scoprire.

Dopo lo stato di New York, che da solo merita una vacanza a parte per visitare la Grande Mela, le Cascate del Niagara, oppure andare alla scoperta delle mete più naturalistiche, si arriva in Massachusetts e alle nostre tappe finali.

La tappa finale del viaggio in compagnia di Ricordati di essere felice

Una cittadina di mare, in cui lasciarsi avvolgere dalla meraviglia dell’Oceano e assaporare le peculiarità di questa zona bellissima degli States: il New England. Ci distacchiamo però dalla tappa del libro, ovvero Hereford, e restiamo in compagnia dell’atmosfera di Ricordarti di essere felice faccendo tappa in un luogo imperdibile.

Si tratta di Cape Cod, una penisola in cui si srotola una costa fatta di spiagge sabbiose, con meravigliosi villaggi e location esclusive. Da segnalare l’architettura tipica di questa zona, con le case dai tetti spioventi e dallo stile lineare ed extra chic. Tra le mete da vedere c’è Provincetown, cittadina perfetta da raggiungere in ogni momento dell’anno: è vivace, accogliente, ricca di storia e di arte. Tra le mete più eleganti, poi, ci sono le isole di Martha’s Vineyard e Nantucket, caratterizzate da villaggi di pescatori, spiagge bellissime e quell’atmosfera elegante e senza tempo che colpisce al primo sguardo.

Una cosa è certa: un road trip di questo tipo porta alla scoperta dell’anima di un tratto di Usa, dove la storia fra capolino tra le bellezza naturali. Un posto imperdibile, punteggiato da luoghi iconici, da scoprire tenendo sempre con se Ricordarti di essere felice, un viaggio letterario che accompagna la protagonista alla scoperta di sé.

Provincetown Cape Cod
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Provincetown Cape Cod, da visitare leggendo “Ricordati di essere felice”

Un anno dopo l’altro, le location della serie Tv svelano angoli tra i più romantici del Canada

10 juin 2026 à 19:00

Il 10 giugno 2026 arriva su Prime Video la teen dramedy tratta dal – quasi omonimo – romanzo di Carley Fortune rimasto puntualmente per settimane, anche in Italia, nelle classifiche dei libri best seller: scopriamo insieme le location di Un anno dopo l’altro.

Di cosa parla

Percy Fraser (Sadie Soverall) ha trascorso sei estati della propria adolescenza a Barry’s Bay, una cittadina del Canada affacciata sul lago Ontario. Qui, negli anni, ha stretto amicizia con i fratelli Florek e la loro famiglia.

Con Sam (Matt Cornett) in particolare il sentimento è andato ben oltre la semplice amicizia: i due sono stati innamorati con quella forza e quella ostinazione di cui solo gli amori adolescenziali sono capaci. Le cose, però, non sono andate come previsto a causa di un errore di lui.

"Un anno dopo l'altro" è la nuova teen dramedy disponibile su Prime Video dal 10 giugno
(c) Amazon Content Services LLC
Una scena della nuova teen dramedy di Prime Video “Un anno dopo l’altro”

Quando ad anni di distanza scopre che la madre di Sam e Charlie è morta Percy, che nel frattempo si è trasferita a Seattle per lavoro, decide di tornare a Barry’s Bay. Qui ritrova subito e in maniera del tutto spontanea la vecchia complicità con Sam, ma c’è un chiarimento tra i due che non può più essere rimandato.

Arriva su Prime Video la serie tratta dal best seller di Carley Fortune : "Un anno dopo l'altro"
(c) Amazon Content Services LLC
Un’altra scena della serie tv “Un anno dopo l’altro”

Dov’è stata girata la serie

Chi ha amato Un’estate dopo l’altra, il romanzo di Carley Fortune, potrebbe restare un po’ deluso dallo scoprire che la serie non è stata girata a Barry’s Bay: questa cittadina realmente esistente dell’Ontario ha, infatti, un ruolo tanto importante nello svolgersi della vicenda da poter essere considerata una sorta di personaggio a sé. La produzione però ha preferito, per ragioni logistiche e di maggiore disponibilità di squadre, attrezzature e studi, girare sempre in Canada, ma nei dintorni di Vancouver.

Vancouver

Il waterfront e la downtown di Vancouver con i loro grattacieli, uffici, attività commerciali e per la movida devono essere apparsi location perfette dove girare le scene di Un anno dopo l’altro ambientate a Seattle.

La maggior parte delle location di "Un anno dopo l'altro" si trovano a Vancouver
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La spettacolare vista dall’alto di Vancouver

Sullo schermo i più appassionati di opere ingegneristiche e chi ha già visitato la città potranno facilmente riconoscere alcuni dei grattacieli più alti di Vancouver. The Stack, una costruzione futuristica di trentasei piani con terrazze all’aperto e spazi per il co-working, premiata tra i primi edifici business con impronta carbonica zero, per esempio nella serie è l’ufficio di Percy. Chiaramente riconoscibile sullo schermo è anche l’Harbour Center, il grattacielo che dal ’77 segna lo skyline di Vancouver con l’iconica torre circolare: all’interno del “Lookout”, com’è chiamata, ci sono ristoranti e punti panoramici da cui vedere la città dall’alto.

Ci sono grattacieli tra i più alti di Vancouver tra le location di "Un anno dopo l'altro"
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L’Harbour Center segna inconfondibilmente lo skyline di Vancouver

Il Living Shangri-La, la Vancouver House, il One Wall Center sono altri grattacieli che compaiono nelle inquadrature. Chi ama visitare questo tipo di edifici non dovrebbe perdersi neanche il Canada Place: terminal crocieristico tra i più frequentati al mondo e dall’architettura non meno futuristica.

Vancouver ha comunque molto altro da offrire: una visita al MOA aiuta a scoprirne di più sui popoli nativi, per esempio, mentre nel quartiere di Gastown ci si può immergere nel folklore locale, tra leggende di marinai e altri strani personaggi.

L’isola di Bowen

Venti minuti di traghetto bastano per raggiungere l’isola di Bowen, altra location di Un anno dopo l’altro. Molto frequentata dai locali quando sentono il bisogno di una pausa dal tran tran quotidiano e di ritrovare  un po’ di contatto con la natura, quest’isola è perfetta per un’escursione in giornata da Vancouver.

C'è anche l'isola di Bowen tra i posti dov'è stata girata la serie "Un anno dopo l'altro"
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L’sola di Bowen è un paradiso naturale

In diverse zone dell’isola si possono praticare, o anche provare per la prima volta, attività outdoor di diverso tipo: dalla pesca all’hiking, dal kayak al diving. Tanti punti panoramici assicurano una vista senza pari sulla Baia di Howe. Non mancano musei, sale espositive, eventi e per i più golosi distillerie dove assaggiare uno dei prodotti tipici del posto: il sidro.

Da Venezia a Verona, il Times si innamora delle mete ideali per un break in famiglia

Par : elenausai10
8 juin 2026 à 12:30

Organizzare un viaggio in una città d’arte insieme ai più piccoli può sembrare un’impresa tutt’altro che rilassante. Eppure, c’è qualcosa di incredibilmente magico nel vedere il mondo attraverso gli occhi entusiasti di un bambino. Lo sa bene il quotidiano britannico The Times, che ha stilato una classifica delle migliori destinazioni europee per un city break a misura di famiglia.

Tra capitali storiche come Vienna e Lisbona, e gemme costiere del calibro di Atene e Dubrovnik, la testata ha incoronato anche due storiche meraviglie italiane: Verona e Venezia. La chiave del successo per una vacanza perfetta con i figli? Scegliere la base giusta, prediligere spostamenti semplici e, come suggeriscono gli esperti, non dimenticare mai una scorta di snack in borsa.

Scopriamo cosa ha fatto innamorare i giornalisti inglesi delle nostre due mete italiane e quali sono, in generale, le migliori destinazioni in Europa.

Verona a misura di bambino

Verona è universalmente nota per essere la culla dei “promessi sposi” di Shakespeare, ma secondo il Times rappresenta soprattutto una meta alternativa e straordinaria per una vacanza con i bambini. Meno caotica e affollata rispetto a Roma, si rivela estremamente facile da girare e navigare, pur non avendo nulla da invidiare alle grandi capitali in termini di monumenti.

Il consiglio del quotidiano per esplorare la città senza far stancare i più piccoli è quello di salire a bordo dei bus turistici panoramici. Da qui, il percorso ideale si snoda attraverso tappe imperdibili: una foto ricordo sotto il celebre balcone di Giulietta e poi su, verso Castel San Pietro, per godersi un panorama mozzafiato.

Per scendere in centro, niente di meglio della pittoresca funicolare, un’esperienza che i bambini adoreranno, prima di concedersi una pausa a base di gelato o di una pizza fumante. Se a tutto questo si aggiunge la vicinanza a Gardaland, con montagne russe e aree tematiche per tutte le età a solo mezz’ora di auto, Verona si trasforma nella ricetta perfetta per un city break in famiglia indimenticabile.

Venezia e la magia dell’acqua

Cosa c’è di più entusiasmante per un bambino di una città dove il mezzo di trasporto principale è la barca? È questo il segreto che rende Venezia una meta irresistibile per le famiglie secondo il Times. Che si tratti di scivolare sulla laguna a bordo di un vaporetto pubblico, di sfrecciare su un taxi d’acqua privato o di godersi il lento dondolio di una gondola, il fascino di questa città acquatica non invecchia mai e regala un senso di meraviglia continuo.

Una volta scesi sulla terraferma, perdersi nel labirinto di calli e ponti che costeggiano i canali diventa un gioco divertente, specialmente se intervallato da frequenti e golose soste nelle gelaterie e pizzerie locali. Sebbene le storiche chiese veneziane rischino di annoiare i viaggiatori più giovani, Palazzo Ducale sa come catturare la loro attenzione: i bambini resteranno affascinati dal percorso che conduce alle antiche e misteriose prigioni.

Per una giornata diversa, il quotidiano suggerisce di prendere il vaporetto e fare rotta verso il Lido, per correre sulla sua lunga spiaggia sabbiosa, oppure di partecipare a un laboratorio per famiglie dove grandi e piccini possono divertirsi a creare e decorare la propria maschera di Carnevale.

Le altre mete ideali per un city break in famiglia

La selezione del Times non si ferma all’Italia, ma traccia una vera e propria mappa del divertimento e della cultura in tutta Europa. Dai castelli medievali di Lisbona ed Edimburgo, che sembrano usciti da un libro di fiabe, fino ai musei interattivi e bizzarri di Praga e Berlino, ogni città nasconde un asso nella manica per i più piccoli.

Ecco l’elenco completo:

  • Lisbona, Portogallo
  • Praga, Repubblica Ceca
  • Helsinki, Finlandia
  • Göteborg, Svezia
  • Copenaghen, Danimarca
  • Parigi, Francia
  • Barcellona, Spagna
  • Edimburgo, Scozia
  • Reykjavik, Islanda
  • Londra, Inghilterra
  • Amsterdam, Paesi Bassi
  • Bergen, Norvegia
  • Berlino, Germania
  • Vienna, Austria
  • Atene, Grecia
  • Bruxelles, Belgio
  • Dubrovnik, Croazia

Office Romance, le location della nuova rom-com con Jennifer Lopez tra vitalità cittadina e paradisi caraibici

5 juin 2026 à 18:00

Chi l’ha vista in anteprima ha definito quella in arrivo su Netflix il 5 giugno 2026 una commedia romantica scritta «su misura» per Jennifer Lopez: J-Lo torna a interpretare infatti sullo schermo una donna ambiziosa e seducente, di cui (non) è semplice innamorarsi.

L’atmosfera è inevitabilmente glam e lussuosa, ma allo stesso tempo romantica e sentimentale e lo stesso si può dire delle ambientazioni: da Manhattan alla Repubblica Dominicana passando per la California, tante – e diverse – sono infatti le location di Office Romance.

Di cosa parla

Jackie Cruz, il personaggio interpretato da Jennifer Lopez, è la CEO di una compagnia aerea. Intransigente e temuta da tutti, ha imposto una politica aziendale che vieta di intrattenere relazioni romantiche o anche solo flirtare con i colleghi. Per una sorta di contrappasso, quando un affascinante avvocato interpretato da Brett Goldstein arriva in azienda, inevitabilmente scatta il feeling. Presto la passione tra i due diventa difficile da nascondere in ufficio e si trasforma, soprattutto, in qualcosa di molto più profondo di semplice attrazione fisica.

Jennifer Lopez è la protagonista di una nuova commedia romantica targata Netflix: "Office Romance"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Office Romance”, la nuova rom-com con Jennifer Lopez

Dov’è stato girato il film

La nuova rom-com Netflix con Jennifer Lopez è stata girata, come accennato, in più posti diversi. A Manhattan la produzione ha ricercato luoghi simbolo di quella corporate culture che il personaggio di J-Lo incarna alla perfezione, fatta di estrema dedizione al lavoro e di un certo mito dell’efficienza da rincorrere. Diverse località del New Jersey sono state scelte per rendere sullo schermo lo stile di vita lussuoso di Jackie e la sua cerchia e lo stesso vale per le location di Office Romance in California. La Repubblica Dominicana si rivela per i due protagonisti del film, come per tanti innamorati nella vita reale, meta perfetta per una fuga romantica.

Manhattan

Tra i luoghi dov’è stato girato Office Romance a Manhattan il più facilmente riconoscibile è The Vessel: un edificio alto 46 metri, caratterizzato da una serie di rampe che gli danno l’aspetto di un nido d’ape (o di un kebab secondo alcuni che in Rete lo hanno ribattezzato The Shawarma).

C'è Manhattan tra i luoghi dov'è stato girato "Office Romance"
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The Vessel: uno degli edifici più originali di Manhattan

Altre scene sono state girate al Bryant Park: un’oasi verde nel pieno centro di Manhattan, molto amata dai newyorkesi che lo frequentano per fare jogging, prendere il sole, leggere all’aperto o semplicemente concedersi una pausa durante la giornata.

Alcune scene della nuova rom-com con Jennifer Lopez sono state girate al Bryant Park
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Il Bryant Park è un’oasi di tranquillità

La cena aziendale durante la quale scatta la scintilla tra i due protagonisti è ambientata in uno dei grattacieli panoramici del One World Trade Center: molti hanno roof top aperti al pubblico, da cui ammirare la città dall’alto.

New Jersey

Molte delle vedute panoramiche di Manhattan presenti nel film sono state riprese dal lungofiume di Hoboken, cittadina nota per aver dato i natali a Frank Sinatra e più recentemente al fenomeno televisivo de “Il Boss delle Torte”.

Molte vedute panoramiche nella rom-com "Office Romance" sono state riprese da Hoboken
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La splendida vista dal lungofiume di Hoboken

Nel New Jersey la produzione di Office Romance ha scelto località come Kenilworth e Westfield per girare soprattutto scene d’esterno, che rendessero idea dello scorrere veloce della vita nelle grandi città e nel loro hinterland. Una tenuta in stile Tudor di Montclair è stata utilizzata per girare le scene ambientate all’interno della lussuosa proprietà di Jackie/J-Lo.

California

Pasadena e Alhambra sono tra le location di Office Romance in California, sfruttate per rimarcare le atmosfere e l’estetica glam che dominano la commedia. Al Wrensmoor Castle di Alhambra, location privata e spesso utilizzata per gli eventi, è girata una delle scene più romantiche e quasi da fiaba dell’intero film.

Repubblica Dominicana

Nella Repubblica Dominicana la produzione ha cercato location che fossero metafora della trasformazione caratteriale dei personaggi, soprattutto quello di Jennifer Lopez. Tra la natura rigogliosa, le spiagge bianche e l’acqua cristallina della Penisola di Samaná la zelante amministratrice delegata che crede di non avere tempo per i sentimenti ritrova infatti finalmente se stessa, prima che l’amore.

C'è anche la Repubblica Dominicana, e in particolare la Penisola di Samaná, tra le location di "Office Romance"
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Le meravigliose spiagge della Penisola di Samaná

Tappa obbligata di qualsiasi vacanza in Repubblica Dominicana, la zona è famosa oltre che per spiagge tra le più belle dei Caraibi anche per la possibilità di fare immersioni e nuotare con le megattere.

Da non perdere sono la cascata de El Limón, l’isolotto di Cayo Levantado diventato famoso dopo che una nota azienda di alcolici lo scelse come set di una propria pubblicità, il Parco Nazionale Los Haitises.

"Office Romance": dov'è stata girata la nuova rom-com con Jennifer Lopez
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L’iconica cascata de El Limón in Repubblica Dominicana

Santa Barbara de Samaná, che figura anche tra le location di Office Romance, è una pittoresca cittadina costiera dove immergersi nella cultura del posto, provare piatti tradizionali e svagarsi con la vibrante movida locale.

C'è anche una nota cittadina costiera della Penisola di Samaná tra le location di "Office Romance"
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La pittoresca cittadina di Santa Barbara de Samaná

Le Lavandou, il villaggio dei delfini tra mare trasparente e l’anima autentica della Costa Azzurra

4 juin 2026 à 13:37

Lusso sfrenato, festival cinematografici e grandi yacht ormeggiati nei porti più blasonati della Francia meridionale: è questa l’immagine più tipica della vicina Costa Azzurra, ma la verità è che, incastonato ai piedi del Massiccio dei Maures, sorge un antico borgo marinaro che conserva gelosamente un’anima autentica e selvaggia. Il suo nome è Le Lavandou e nacque poco più di un secolo fa grazie a pescatori genovesi e catalani attratti dalla straordinaria ricchezza del mare.

Una località che nel tempo ha conquistato il soprannome di “Città dei delfini“, poiché proprio qui avvengono numerosi avvistamenti di cetacei nelle acque antistanti. L’intera area rientra inoltre nel Santuario Pelagos, una vasta zona protetta creata grazie alla collaborazione tra Francia, Italia e Principato di Monaco per la tutela dei mammiferi marini del Mediterraneo.

Ma non è di certo tutto, perché in appena 12 chilometri di costa si susseguono 12 spiagge differenti, ciascuna caratterizzata da un proprio volto, da un soprannome e da una personalità ben definita. Sabbia chiarissima, piccole insenature nascoste tra le rocce, fondali trasparenti e scorci profumati di pini marittimi compongono un paesaggio sorprendentemente vario.

Cosa vedere a Le Lavandou

Le ben 12 spiagge sono certamente le attrazioni di eccellenza di questo borgo di Francia ma, oltre a esse, Le Lavandou custodisce testimonianze del suo passato marinaro, scorci provenzali ricchi di carattere e angoli che raccontano il rapporto costante tra uomo e natura. Gran parte del fascino della cittadina, infatti, nasce proprio dall‘equilibrio tra questi elementi.

La spiaggia di Saint-Clair

Conosciuta come “La Perla“, rappresenta uno dei luoghi simbolo della località. Si trova a circa 1,5 chilometri dal centro ed è una distesa di sabbia chiara e acque particolarmente cristalline. Un affioramento roccioso soprannominato “la Balena” caratterizza il panorama e crea un ambiente ideale per osservare la vita marina vicino alla riva. Nelle giornate serene, lo sguardo raggiunge facilmente le Isole d’Oro.

La spiaggia di Aiguebelle

Il soprannome “La Charmeuse” sintetizza perfettamente il suo carattere: piccole calette si alternano a tratti sabbiosi mettendo in scena un paesaggio elegante e raccolto. Acqua limpida e fondali ricchi di pesci attirano appassionati di snorkeling e fotografia naturalistica.

La spiaggia della Fossette

Molti visitatori la ricordano per il colore del mare. “La Sorridente“, questo il suo appellativo, regala una cornice fatta di vegetazione mediterranea e sabbia finissima. L’atmosfera conserva una dimensione tranquilla che contrasta con i litorali più frequentati della Costa Azzurra.

La spiaggia di Cavalière

Ampia, luminosa e vivace, viene chiamata “La Sportiva” perché la sua estensione permette di praticare numerose attività acquatiche senza perdere la sensazione di spazio. Pini marittimi e vegetazione costiera aggiungono una nota verde al paesaggio.

La spiaggia di Pramousquier

Misteriosa” per definizione, occupa l’estremità occidentale del territorio comunale. Sentieri e vegetazione contribuiscono a far avvertire una sensazione di costante scoperta. Protetta da Cap Nègre, alterna tonalità chiare e scure nella sabbia, dettaglio che la rende immediatamente riconoscibile.

Il porto e il lungomare

Qui batte il cuore della cittadina: barche da pesca, caffè all’aperto e terrazze affacciate sul mare narrano il legame storico con la navigazione. Durante le prime ore del giorno l’atmosfera conserva ancora il ritmo del villaggio marinaro originario.

Le 14 fontane

Acqua e Provenza formano un binomio storico, e non a caso Le Lavandou è la culla di ben 14 fontane distribuite nel tessuto urbano. Alcune possiedono forme decorative elaborate, altre ricordano gli antichi lavatoi utilizzati dalla popolazione locale. Seguendo il loro percorso si scoprono vicoli, piazzette e dettagli architettonici spesso trascurati.

La chiesa di Saint-Louis

Affacciata sul centro cittadino, la chiesa di Saint-Louis rappresenta uno dei principali riferimenti religiosi della comunità. Linee semplici e atmosfera raccolta riflettono la tradizione architettonica della Provenza costiera.

Cosa fare a Le Lavandou

Gran parte del fascino di Le Lavandou nasce dall’incontro tra mare, natura e tradizioni locali. Giornate tranquille e attività dinamiche convivono con sorprendente naturalezza.

  • Salire a bordo dei collegamenti marittimi diretti verso le Isole d’Oro: per scoprire paesaggi protetti tra i più spettacolari del Mediterraneo francese.
  • Esplorare il tratto costiero in bicicletta: lungo la vecchia linea ferroviaria del Train des Pignes, trasformata in una pista che corre per circa 8 chilometri accanto al mare.
  • Visitare il mercato provenzale del giovedì mattina: tra prodotti agricoli, fiori, specialità gastronomiche e profumi tipici della regione.
  • Osservare delfini e cetacei nelle acque del Santuario Pelagos: grazie alle escursioni organizzate durante la bella stagione.
  • Praticare snorkeling nelle calette più riparate: particolarmente apprezzate per la trasparenza dell’acqua e la ricchezza dei fondali.
  • Concedersi una giornata tra sole e mare scegliendo una spiaggia diversa: ciascuna dotata di una personalità ben riconoscibile.
  • Visitare la Villa Théo: centro culturale dedicato al pittore Théo van Rysselberghe, figura importante del neoimpressionismo europeo.
  • Raggiungere i restanques di Saint-Clair: caratteristici terrazzamenti agricoli che testimoniano antiche tecniche di coltivazione adattate ai pendii mediterranei.

Dove si trova e come arrivare

Le Lavandou si trova nel dipartimento del Var, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, lungo il tratto di litorale compreso tra Tolone e Saint-Tropez. L’aeroporto più vicino è quello di Hyères-Tolone, distante circa 25 chilometri. Chi arriva in treno può utilizzare la stazione ferroviaria di Hyères e proseguire in autobus o taxi.

Per chi viaggia in automobile, la strada costiera offre un itinerario particolarmente panoramico tra promontori, pinete e scorci sul Mediterraneo. Già durante l’avvicinamento compaiono le sagome delle Isole d’Oro all’orizzonte, una presenza costante che accompagna l’intera esperienza.

Spiaggia di Le Lavandou, Provenza
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Una delle spiagge di Le Lavandou

Tra villaggio marinaro, spiagge premiate per la qualità ambientale e natura protetta, Le Lavandou riesce a conservare un carattere genuino che distingue questa parte della Costa Azzurra dalle località più mondane: è una destinazione che conquista attraverso dettagli semplici, luce mediterranea e un rapporto profondo con il mare.

Parte il Retro Istria Express, il viaggio in treno notturno dall’Adriatico al Danubio

Par : elenausai10
3 juin 2026 à 09:59

Il fascino del viaggio lento sta vivendo una vera e propria stagione d’oro, trainato dal desiderio di riscoprire ritmi più umani e modalità di spostamento sostenibili. In questa cornice di rinnovato interesse per le lunghe percorrenze su rotaia si inserisce il ritorno del Retro Istria Express, il treno notturno delle Ferrovie di Stato ungheresi (MÁV) pronto a rimettersi in moto per la stagione estiva. La tratta promette di unire il cuore dell’Europa centrale, bagnato dal Danubio, con le acque cristalline del Mar Adriatico, offrendo ai viaggiatori un’alternativa suggestiva e conveniente alle interminabili code autostradali e allo stress dei voli low cost (e delle possibili cancellazioni).

L’iniziativa risponde a una chiara tendenza che vede la Mitteleuropa ritrovare una forte centralità turistica e una crescente interconnessione dei trasporti. Muoversi di notte, cullati dal rollio dei vagoni, si trasforma in un vero e proprio atto di romanticismo geografico. Si parte al tramonto da Budapest per risvegliarsi all’alba di fronte a paesaggi completamente nuovi, respirando già l’aria salmastra della costa.

Retro Istria Express: itinerario e tappe

Il convoglio del Retro Istria Express prende il via dalla storica stazione Keleti di Budapest nelle ore serali, lasciandosi alle spalle le luci del Danubio per addentrarsi nella regione della Transdanubia. Prima di varcare i confini nazionali, il treno effettua diverse fermate strategiche in territorio ungherese, tra cui Székesfehérvár, Veszprém, Ajka e Zalaegerszeg, raccogliendo passeggeri lungo la direttrice centro-occidentale del Paese.

Nelle prime ore del mattino, il viaggio fa il suo ingresso in Slovenia, raggiungendo la pittoresca capitale Lubiana poco prima delle sei. Da questo snodo cruciale, il percorso si divide e prosegue verso sud, toccando la celebre località di Postumia, rinomata in tutto il mondo per le sue spettacolari grotte carsiche. Successivamente, i binari guidano il treno verso il litorale, offrendo collegamenti diretti con importanti mete balneari e storiche come Capodistria e Fiume.

Un’opportunità speculare si attiva anche in direzione opposta: i viaggiatori in partenza dalle coste adriatiche possono imbarcarsi nel tardo pomeriggio da Capodistria e svegliarsi l’indomani mattina a Budapest, risalendo idealmente il corso del fiume che ispirò i più celebri valzer della tradizione musicale europea.

Inoltre, tramite comodi cambi e autobus locali dedicati, potete facilmente estendere l’itinerario verso Pola, le rinomate località costiere di Isola, Portorose e Pirano, la suggestiva isola di Krk o proseguire agevolmente verso la sponda giuliana, che si posiziona così come un fondamentale ponte culturale e turistico tra l’Europa centro-orientale e la penisola italiana.

Informazioni utili: prezzi e sistemazioni

Il Retro Istria Express sarà operativo quotidianamente a partire dal 26 giugno fino al 30 agosto 2026, coprendo l’intero picco della stagione delle vacanze estive. Uno dei punti di forza di questo servizio è l’accessibilità economica, unita al fascino nostalgico delle carrozze degli anni ’70 e ’80, conservate in condizioni pressoché originarie per garantire un salto temporale nel massimo comfort.

Le opzioni di viaggio sono pensate per soddisfare ogni tipologia di budget e di viaggiatore. Dalle carrozze a sedere, la soluzione più economica, ideale per i giovani e i viaggiatori zaino in spalla, con scompartimenti da sei od otto posti e tariffe che partono da soli 16 euro per Lubiana, 20 euro per Capodistria e Postumia e 25 euro per Fiume e Pola, alle cuccette. In questo caso, potrete usufruire di scompartimenti da quattro o sei letti, che rappresentano il perfetto compromesso tra accessibilità e comodità per i gruppi e le famiglie, con supplementi a partire da 14 euro.

Infine, ci sono le carrozze letto da uno a tre letti. Questa opzione include letti già pronti all’arrivo, un kit igienico di cortesia, acqua in bottiglia e una colazione leggera servita al risveglio, con prezzi per il compartimento a partire da 27 euro. Tutti i biglietti possono essere acquistati comodamente online.

Itinerario di tre giorni in Normandia sulle orme di Claude Monet

27 mai 2026 à 17:11

Claude Monet è stato il pittore francese tra i più famosi ed è considerato uno dei fondatori dell’Impressionismo. Nel 2026 si celebra il centenario della sua morte avvenuta il 5 dicembre 1926 a Giverny, in Normandia, la casa-atelier dove visse per ben quarant’anni e che oggi, insieme al suo celebre giardino e alle ninfee, è uno dei musei più visitati di Francia.

Questo itinerario invita a trascorrere un long weekend di tre giorni nell’Eure, un dipartimento della Normandia tanto caro a Claude Monet, considerato il fondatore della pittura Impressionista francese. Con i suoi numerosi e suggestivi panorami sulla valle della Senna, l’Eure è una regione agricola che sorprende per i suoi tesori naturali, storici e culturali.

È anche il dipartimento che ospita la casa e i giardini di Monet. Esplorate Les Andelys, Vernon e Giverny e partecipate agli eventi del Festival Impressionista della Normandia (che prendono il via il 29 maggio 2026 e che quest’anno celebrano il centenario dalla morta del gande pittore).

Prima tappa

Iniziate il viaggio da Le Havre, il luogo dove Monet dipinse Impressione, sole nascente, l’opera più iconica che diede il nome al movimento. Entrate nel Museo d’Arte Moderna André Malraux (MuMa), che ospita la seconda più grande collezione di opere Impressioniste in Francia, dopo il Musée d’Orsay di Parigi. Nell’ambito del Festival Impressionista della Normandia, viene organizzata una mostra di circa cento opere che Monet dedicò a questa pagina della sua storia ovvero agli anni della sua formazione proprio nella città portuale.

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Il Castello di Gaillard in Normandia

Da Le Havre, dirigetevi verso Les Andelys, un borgo che offre un magnifico panorama sulla valle della Senna, che potrete ammirare dal Castello di Gaillard, l’iconica fortezza in rovina di Riccardo Cuor di Leone. Non perdetevi Petit-Andely, un affascinante quartiere ricco di ristoranti, negozi di souvenir e gallerie d’arte. Per una passeggiata ecologica tra le sculture aeree di Daniela Capaccioli, visitate il Museo Nicolas Poussin (dal 6 giugno al 27 settembre).

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Il villaggio di Les Andelys in Normandia

Seconda tappa

Proseguite poi verso Vernon, a soli 25 minuti da Les Andelys. Passeggiate per questa incantevole cittadina e scoprite i suoi tesori storici: la Torre degli Archivi, un residuo del castello fortificato di Filippo Augusto, il suo antico mulino e altri siti di interesse storico. Questa è anche l’occasione per visitare il Museo Blanche-Hoschedé-Monet e ammirare la mostra “Lionel Sabatté – Mémoire de limon”, un omaggio a Claude Monet. Se partite subito, a Vernon, il 31 maggio, potrete assistere a uno spettacolo pirotecnico diurno di Cai Guo-Qiang, ispirato all’impressionismo.

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Il centro storico di Vernon in Normandia

Terza tappa

Raggiungete Giverny – anche in autobus, in bicicletta o a piedi – per esplorare questo luogo iconico dell’Impressionismo, dove Claude Monet visse gli ultimi quarant’anni della sua vita. Visitate la casa di Claude Monet ed esplorate i giardini, dove potrete ammirare le famose ninfee, i ponti giapponesi e le aiuole che ispirarono la sua grande serie di dipinti. Esplorate poi la città per raggiungere il Museo dell’Impressionismo. Nell’ambito del Festival Impressionista della Normandia, potrete ammirare la mostra “Piantagioni, opere in situ, 2026” di Daniel Buren (dal 17 luglio al 1° novembre), una nuova creazione in dialogo con il giardino e le collezioni del museo.

A Giverny, i giardini della casa di Claude Monet
123RF
Giverny, i giardini della casa di Claude Monet

Il Montana che toglie il fiato nel romanzo Crossroads di Devney Perry

24 mai 2026 à 15:00

Ci sono destinazioni che sono perfette per chi cerca un’immersione totale e autentica nella natura selvaggia, panorami che levano il fiato e esperienze ricordarsi per sempre.

Il Montana, negli Stati Uniti, è una di quelle. Del resto è famoso per essere il Big Sky Country, ovvero il paese dal cielo immenso. E non c’è nulla di meglio, per gli animi più romantici, del raggiungerlo in compagnia della lettura ideale. Come Crossroads di Devney Perry (Newton Compton Editori), un’autrice capace di descrivere quei luoghi alla perfezione dal momento che è nata cresciuta in Montana.

Quindi la lettura più azzeccata per partire per un’avventura nella natura è proprio uno dei suoi romanzi: tra ranch, montagne imponenti, praterie, foreste e questioni di cuore. In Crossroads i due protagonisti si conoscono sin da bambini, lei perché raggiunge il ranch per le vacanze con la famiglia, lui perché è il figlio del proprietario. E pagina dopo pagina, anno dopo anno, costruiscono un’amicizia che poi si trasforma in qualcosa di più.

Tre destinazioni ed esperienze da fare in Montana leggendo Crossroads di Devney Perry, pubblicato da Newton Compton.

I ranch in Montana

Tra le destinazioni da raggiungere in Montana, per vivere un’esperienza totale e autentica ci sono i ranch. La cosa migliore da fare è sceglierne uno gestito ancora da qualche famiglia di cowboy, proprio come l’Haven River Ranch, la location nata dalla penna di Devney Perry e in cui si svolgono gli eventi di Crossroads. Gite a cavallo, camminate, pesca, la vita impostata con un ritmo lento e sapori genuini hanno come sfondo la bellezza selvaggia del Montana.

Di ranch ce ne sono per tutti i gusti, la cosa migliore da fare è sceglierne alcuni nelle zone che si vogliono visitare, in particolare i parchi. I due principali sono il Parco Nazionale di Yellowstone e il Glacier National Park. Nei pressi di entrambi si trovano location uniche. E chi ha amato la serie tv Yellowstone deve sapere che è possibile soggiornare nel Chief Joseph Ranch, quello che ogni tanto ha fatto da sfondo alle riprese. Perfetto per visitare la bellissima Bitterroot Valley, nel sud ovest dello stato.

I parchi: due tra i più belli

Come anticipato il Montana è il posto perfetto degli Stati Uniti per chi ama la natura. E non si può dire di averlo visitato senza aver esplorato le sue destinazioni iconiche: il Parco Nazionale di Yellowstone e il Glacier National Park.

Il primo è patrimonio mondiale Unesco e il suo territorio si suddivide in tre stati diversi, tra cui il sud Montana. Un luogo di rara bellezza in cui ci si imbatte in canyon, fiumi, montagne e in cui vale la pena soffermarsi a lungo per esplorarlo nelle sue tappe più magiche fatte di colori unici e panorami indimenticabili. Va ricordato che si estende, oltre che nel Montana, anche nel Wyoming e in Idaho.

Il Glacier National Park custodisce ghiacciai, laghi e fiumi, montagne e scorci da cartolina. La destinazione ideale per fare escursioni, giri con le barche, oppure a cavallo e restare a contatto con la natura. Magari lasciandosi accompagnare dalle pagine di una bellissima storia d’amore, come quella raccontata da Perry in Crossroads, dove la natura e gli scorci del Montana, così come alcune delle esperienze più reali che si possono fare, si intrecciano alla vita dei due protagonisti.

Glacier National Park nel Montana
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Glacier National Park da visitare nel Montana

Alla scoperta della storia del Montana

Non si può dire di conoscere davvero un luogo senza averne scoperto parte della storia, quella del Montana si intreccia con il “Vecchio West” e c’è un posto da raggiungere per saperne di più: si tratta del Bannack State Park. Si tratta di una città fantasma, conservata alla perfezione e in cui riecheggia la prima scoperta d’oro del Montana, datata 1862. Oggi si possono ammirare tanti edifici con storiche strutture in legno che regalano la sensazione di fare un viaggio indietro nel tempo. Magari non una delle mete che leggiamo nei libri della Perry, ma senza dubbio è immancabile per scoprire una delle anime storiche dello stato.

Da Roma a Istanbul (e viceversa) con il treno più romantico di sempre: il nuovo itinerario La Dolce Vita Orient Express

Par : losiangelica
22 juillet 2026 à 11:50

Dopo 143 anni di stop riparte il treno del lusso che inaugurerà la nuova rotta in autunno; il percorso del Dolce Vita Orient Express collega Istanbul a Roma e viceversa partendo ufficialmente il 22 ottobre con il primo viaggio. Per 5 giorni e 4 notti si vive l’esperienza di essere a bordo di convogli di lusso attraversando l’Europa godendosi i ritmi lenti.

L’itinerario da Roma a Istanbul

La partenza è prevista da Roma in serata e la prima sosta sarà a Venezia. La città romantica con canali e palazzi incanta; il convoglio riparte poi verso Budapest. La capitale ungherese entra nell’itinerario come rappresentante di quell’Europa centrale che nell’Ottocento era epicentro di un mondo imperiale e cosmopolita, poi frantumato dalla storia. Vale la pena sostarci, e il treno lo fa.

La tappa successiva è forse la più inaspettata per chi non conosce bene la Romania: Brașov e Sinaia, nel cuore dei Carpazi. Borghi medievali, castelli, foreste e un senso di isolamento geografico che oggi, nell’era dell’iperconnessione, suona quasi come un lusso. Il paesaggio cambia registro completamente rispetto all’Italia o all’Ungheria, e proprio questo dettaglio fa battere il cuore e convince tutti.

Poi la Turchia, l’ingresso in un continente che è già un altro mondo, e dunque Istanbul. Città sospesa tra Europa e Asia, stratificata su millenni di civiltà diverse, impossibile da esaurire in pochi giorni, ma capace di lasciare il segno già nelle prime ore. Il viaggio si chiude qui, sul Bosforo, dove l’acqua divide e unisce due mondi.

Gli interni di Dolce Vita Orient Express
La Dolce Vita Orient Express/Mr Tripper
Il viaggio da sogno a bordo del Dolce Vita Orient Express

L’itinerario da Istanbul a Roma

Il Dolce Vita Orient Express farà anche il percorso inverso da Istanbul a Roma sempre con un tragitto di 4 notti e 5 giorni. Dopo aver lasciato il Bosforo alle spalle attraverserà la Bulgaria fermandosi prima a Plovdiv e poi a Sofia arrivando dunque a Timișoara, in Romania. Si prosegue dunque nell’elegantissima Vienna per poi toccare i canali di Venezia prima di concludere l’esperienza nella Città Eterna. L’itinerario viene proposto come un’esperienza immersiva nella storia, nell’arte e nelle tradizioni gastronomiche europee grazie a visite culturali, incontri con artigiani e attività selezionate nelle varie fermate.

Suite della Dolce Vita Orient Express
Mr.Tripper
Dormire nella suite a bordo del Dolce Vita Orient Express è un sogno

Come prenotare e quanto costa

I biglietti per la tratta Roma-Istanbul si acquistano tramite il centro prenotazioni dedicato de La Dolce Vita Orient Express, raggiungibile attraverso il sito ufficiale.

I prezzi partono da circa 3.500 euro a persona a notte per le cabine Deluxe e salgono fino a circa 4.700 euro a persona a notte per le Suite. Si tratta di un’esperienza luxury e le prenotazioni per il viaggio inaugurale del 22 ottobre sono già aperte.

I servizi a bordo

A bordo il design richiama l’estetica italiana degli anni Sessanta con un tocco di nostalgia; a progettarlo è lo studio Dimorestudio che ha proposto interni caldi e un’atmosfera elegante ma sobria. Tra i servizi più incredibili c’è quello offerto dalla cucina dello chef tristellato Heinz Beck che propone un menù incredibile. L’idea è quella di proporre il lusso made in Italy nei viaggi unendo cultura e cura dei dettagli allontanandosi dalle megalomanie di alcune proposte internazionali per avvicinarsi a un’idea di eccellenza più discreta e consapevole.

Castello di Bianello, il sontuoso maniero di Matilde di Canossa (che ha fatto innamorare Kate Middleton)

14 mai 2026 à 14:16

Nel Belpaese ci sono luoghi che sembrano usciti da un romanzo storico, ancora quasi segreti, sospesi tra colline, filari e leggende medievali e il Castello di Bianello è uno di questi. Affacciato sulle verdi alture di Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, il maniero legato alla figura di Matilde di Canossa è tornato sotto i riflettori internazionali dopo il soggiorno privato di Kate Middleton (che ha scelto proprio l’Italia per il suo primo viaggio estero dopo l’annuncio della malattia che l’ha colpita).

Secondo le indiscrezioni trapelate nei giorni della visita reale, infatti, la Principessa del Galles avrebbe soggiornato al Relais Roncolo 1888, all’interno della tenuta Venturini Baldini, immersa in oltre 130 ettari di natura e vigneti sulle colline reggiane. Per l’occasione il Castello di Bianello si è illuminato di “Rosso Matilde” con un effetto cinematografico, omaggio alla sovrana medievale che proprio qui trovò uno dei suoi luoghi simbolo.

Cosa vedere al Castello di Bianello

Il Castello di Bianello è il più celebre dei quattro colli che danno il nome a Quattro Castella e rappresenta uno dei simboli più importanti della storia medievale emiliana. Qui soggiornò più volte Matilde di Canossa, figura potentissima del Medioevo europeo, protagonista della lotta tra Papato e Impero.

Visitare oggi il castello è come addentrarsi in un paesaggio quasi senza tempo, fatto di torri panoramiche, sentieri collinari e scorci che si aprono sulla pianura emiliana. Intorno, il territorio si mostra in un mix che sa di storia, enogastronomia e natura: vigneti, acetaie storiche, relais di charme e ristoranti gourmet raccontano un’Emilia più raffinata e lenta, ancora poco conosciuta dal turismo internazionale di massa.

Il percorso completo durante una visita è di circa 50 minuti e attraversa cucine storiche, antiche prigioni, saloni affrescati, cappelle e appartamenti nobiliari arredati. Tra gli ambienti più suggestivi spicca la stanza con il celebre dipinto ottocentesco di Matilde di Canossa che regge il fiore del melograno, simbolo di unità e protezione. Inoltre, uno degli elementi più particolari del castello è la torre medievale, raggiungibile attraverso una stretta scala a chiocciola nascosta nello spessore delle mura. Qui oggi si trova una storica acetaia con botti in rovere, castagno, ciliegio e acacia dedicate all’aceto balsamico tradizionale.

Dal 2024 il maniero si è arricchito anche di due nuovi spazi restaurati grazie ai fondi PNRR: il Giardino Segreto e il Giardino dei Profumi. Quest’ultimo, ispirato alla figura di Ildegarda di Bingen, è un percorso sensoriale tra erbe aromatiche e officinali medievali che trasforma la visita in un’esperienza immersiva tra storia e botanica. All’esterno, infine,  il castello domina il Parco dei Quattro Colli, oasi naturalistica gestita dalla Lipu. Nelle giornate più limpide, dal belvedere si possono persino scorgere le Alpi.

Come raggiungere e visitare il Castello di Bianello

Il Castello di Bianello sarà aperto al pubblico dal 1° marzo al 1° novembre 2026, il periodo ideale per esplorare le colline reggiane tra vigneti, sentieri panoramici e giardini storici in fiore. Le visite si svolgono la domenica e nei giorni festivi dalle 14.00 alle 19.00, mentre durante la settimana sono disponibili aperture straordinarie su prenotazione per gruppi e scolaresche. Il biglietto intero costa 7 euro, con riduzioni dedicate a residenti, giovani e studenti fino a 26 anni. È inoltre possibile visitare separatamente il suggestivo Giardino Segreto con un ingresso dedicato. Il castello offre visite guidate anche in inglese, francese e tedesco ed è pet friendly: i visitatori possono accedere con cani di piccola e media taglia.

Una gita qui permette di costruire un itinerario diverso dal solito: tra castelli medievali, degustazioni di Lambrusco e aceto balsamico, sentieri panoramici e dimore storiche immerse nella campagna emiliana. In auto è il modo più comodo per arrivare: da Reggio Emilia basta seguire la SP23 in direzione Quattro Castella. Una volta arrivati in paese, il castello è raggiungibile attraverso una strada collinare e un breve tratto a piedi tra sentieri e saliscendi panoramici. Da Bologna il viaggio dura circa un’ora, mentre da Milano servono poco meno di due ore.

Per chi viaggia in treno, infine, la stazione di riferimento è Stazione di Reggio Emilia AV Mediopadana oppure la stazione centrale di Reggio Emilia. Da lì è consigliabile proseguire in taxi o auto a noleggio, dato che la zona collinare non è servita in modo capillare dai mezzi pubblici.

Kate Middleton sceglie l’Italia, ma viaggerà in una città insolita (con un hotel esclusivo)

9 mai 2026 à 07:30

Non è Parigi e nemmeno New York: per il suo primo viaggio ufficiale all’estero dopo il periodo lontano dagli impegni pubblici a causa del cancro, Kate Middleton ha scelto l’Italia. Le date sono fissate al 13 e 14 maggio 2026, ma a stupire più di ogni altra cosa è la meta del Belpaese scelta dalla Principessa del Galles: non una grande capitale o una destinazione glamour, ma Reggio Emilia.

Ecco perché ha scelto proprio questa città dell’Emilia Romagna e quali saranno le tappe del suo tour italiano, oltre all’hotel esclusivo in cui probabilmente soggiornerà.

Perché Kate Middleton ha scelto Reggio Emilia

Dopo mesi segnati dalla malattia e da una forte riduzione delle apparizioni pubbliche, Kate Middleton sembra voler ripartire da un viaggio dal forte valore umano e culturale, lontano dalle grandi cerimonie reali. Alla base della scelta di recarsi a Reggio Emilia per il suo primo viaggio all’estero c’è infatti un motivo serio legato ai bambini: la città è conosciuta in tutto il mondo per il celebre “Reggio Emilia Approach”, il metodo educativo fondato da Loris Malaguzzi che mette al centro relazioni, creatività, ambiente e comunità nello sviluppo dei bambini.

Da anni, infatti, Kate segue da vicino i temi legati alla salute mentale infantile e ai primi anni di vita attraverso il lavoro della Royal Foundation. La visita italiana servirà proprio ad approfondire i modelli educativi internazionali e le nuove pratiche dedicate all’infanzia.

Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, ha definito la visita “un riconoscimento per il sistema educativo e per la città”, ricordando come il modello reggiano sia oggi studiato e apprezzato a livello internazionale.

Le tappe del viaggio a Reggio Emilia

Il viaggio della Principessa del Galles sarà costruito attorno ai luoghi simbolo del celebre modello educativo reggiano, per capire da vicino come la città sia riuscita a trasformare l’educazione infantile in un progetto culturale riconosciuto in tutto il mondo.

Secondo quanto riporta la Gazzetta di Reggio, la prima tappa dovrebbe essere la Sala del Tricolore, all’interno del Municipio cittadino. Qui è previsto un incontro istituzionale con le autorità locali, in uno dei luoghi più rappresentativi della città.

Successivamente, Kate visiterà il Centro Internazionale Loris Malaguzzi, spazio dedicato alla ricerca educativa e punto di riferimento internazionale del “Reggio Emilia Approach”. Nel programma compare anche il Centro Remida, luogo molto particolare nato attorno al concetto di riciclo creativo. Materiali industriali di scarto vengono trasformati in strumenti educativi, giochi e percorsi artistici per i più piccoli. Un progetto che unisce sostenibilità e immaginazione.

La Principessa dovrebbe poi entrare direttamente in due scuole dell’infanzia comunali, osservando da vicino le attività quotidiane, gli spazi educativi e il lavoro di insegnanti ed educatori.

L’hotel esclusivo in cui soggiornerà Kate Middleton

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la Principessa del Galles dovrebbe soggiornare presso il Relais Roncolo 1888, all’interno della tenuta Venturini Baldini, ai piedi dell’Appennino emiliano.

Si tratta di un boutique hotel immerso tra vigneti e ulivi, ospitato nella villa storica Villa Manodori del XVII secolo. Fa parte degli Small Luxury Hotels of the World (SLH), una selezione di oltre 500 boutique hotel, resort e dimore indipendenti di lusso in circa 90 Paesi del mondo, che si distinguono per le loro architetture uniche, il design altamente curato, l’atmosfera intima e l’alto standard di servizio.

Il relais dispone di sei camere e suite con affreschi originali, splendidi giardini formali e una vista mozzafiato sulla campagna tra Parma e Reggio Emilia. L’hotel fa parte di un’azienda agricola biologica che produce aceto balsamico, olio extravergine e vini d’eccellenza. Nell’Acetaia di Canossa, in particolare, gli ospiti possono scoprire i segreti della produzione tradizionale dell’aceto balsamico.

Dormire qui non è per tutte le tasche: mediamente soggiornare una notte all’interno della camera Superior (con letto super king size) costa circa 600 euro.

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