Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
À partir d’avant-hierFlux principal

Un anno dopo l’altro, le location della serie Tv svelano angoli tra i più romantici del Canada

10 juin 2026 à 19:00

Il 10 giugno 2026 arriva su Prime Video la teen dramedy tratta dal – quasi omonimo – romanzo di Carley Fortune rimasto puntualmente per settimane, anche in Italia, nelle classifiche dei libri best seller: scopriamo insieme le location di Un anno dopo l’altro.

Di cosa parla

Percy Fraser (Sadie Soverall) ha trascorso sei estati della propria adolescenza a Barry’s Bay, una cittadina del Canada affacciata sul lago Ontario. Qui, negli anni, ha stretto amicizia con i fratelli Florek e la loro famiglia.

Con Sam (Matt Cornett) in particolare il sentimento è andato ben oltre la semplice amicizia: i due sono stati innamorati con quella forza e quella ostinazione di cui solo gli amori adolescenziali sono capaci. Le cose, però, non sono andate come previsto a causa di un errore di lui.

"Un anno dopo l'altro" è la nuova teen dramedy disponibile su Prime Video dal 10 giugno
(c) Amazon Content Services LLC
Una scena della nuova teen dramedy di Prime Video “Un anno dopo l’altro”

Quando ad anni di distanza scopre che la madre di Sam e Charlie è morta Percy, che nel frattempo si è trasferita a Seattle per lavoro, decide di tornare a Barry’s Bay. Qui ritrova subito e in maniera del tutto spontanea la vecchia complicità con Sam, ma c’è un chiarimento tra i due che non può più essere rimandato.

Arriva su Prime Video la serie tratta dal best seller di Carley Fortune : "Un anno dopo l'altro"
(c) Amazon Content Services LLC
Un’altra scena della serie tv “Un anno dopo l’altro”

Dov’è stata girata la serie

Chi ha amato Un’estate dopo l’altra, il romanzo di Carley Fortune, potrebbe restare un po’ deluso dallo scoprire che la serie non è stata girata a Barry’s Bay: questa cittadina realmente esistente dell’Ontario ha, infatti, un ruolo tanto importante nello svolgersi della vicenda da poter essere considerata una sorta di personaggio a sé. La produzione però ha preferito, per ragioni logistiche e di maggiore disponibilità di squadre, attrezzature e studi, girare sempre in Canada, ma nei dintorni di Vancouver.

Vancouver

Il waterfront e la downtown di Vancouver con i loro grattacieli, uffici, attività commerciali e per la movida devono essere apparsi location perfette dove girare le scene di Un anno dopo l’altro ambientate a Seattle.

La maggior parte delle location di "Un anno dopo l'altro" si trovano a Vancouver
iStock
La spettacolare vista dall’alto di Vancouver

Sullo schermo i più appassionati di opere ingegneristiche e chi ha già visitato la città potranno facilmente riconoscere alcuni dei grattacieli più alti di Vancouver. The Stack, una costruzione futuristica di trentasei piani con terrazze all’aperto e spazi per il co-working, premiata tra i primi edifici business con impronta carbonica zero, per esempio nella serie è l’ufficio di Percy. Chiaramente riconoscibile sullo schermo è anche l’Harbour Center, il grattacielo che dal ’77 segna lo skyline di Vancouver con l’iconica torre circolare: all’interno del “Lookout”, com’è chiamata, ci sono ristoranti e punti panoramici da cui vedere la città dall’alto.

Ci sono grattacieli tra i più alti di Vancouver tra le location di "Un anno dopo l'altro"
iStock
L’Harbour Center segna inconfondibilmente lo skyline di Vancouver

Il Living Shangri-La, la Vancouver House, il One Wall Center sono altri grattacieli che compaiono nelle inquadrature. Chi ama visitare questo tipo di edifici non dovrebbe perdersi neanche il Canada Place: terminal crocieristico tra i più frequentati al mondo e dall’architettura non meno futuristica.

Vancouver ha comunque molto altro da offrire: una visita al MOA aiuta a scoprirne di più sui popoli nativi, per esempio, mentre nel quartiere di Gastown ci si può immergere nel folklore locale, tra leggende di marinai e altri strani personaggi.

L’isola di Bowen

Venti minuti di traghetto bastano per raggiungere l’isola di Bowen, altra location di Un anno dopo l’altro. Molto frequentata dai locali quando sentono il bisogno di una pausa dal tran tran quotidiano e di ritrovare  un po’ di contatto con la natura, quest’isola è perfetta per un’escursione in giornata da Vancouver.

C'è anche l'isola di Bowen tra i posti dov'è stata girata la serie "Un anno dopo l'altro"
iStock
L’sola di Bowen è un paradiso naturale

In diverse zone dell’isola si possono praticare, o anche provare per la prima volta, attività outdoor di diverso tipo: dalla pesca all’hiking, dal kayak al diving. Tanti punti panoramici assicurano una vista senza pari sulla Baia di Howe. Non mancano musei, sale espositive, eventi e per i più golosi distillerie dove assaggiare uno dei prodotti tipici del posto: il sidro.

Da Venezia a Verona, il Times si innamora delle mete ideali per un break in famiglia

Par : elenausai10
8 juin 2026 à 12:30

Organizzare un viaggio in una città d’arte insieme ai più piccoli può sembrare un’impresa tutt’altro che rilassante. Eppure, c’è qualcosa di incredibilmente magico nel vedere il mondo attraverso gli occhi entusiasti di un bambino. Lo sa bene il quotidiano britannico The Times, che ha stilato una classifica delle migliori destinazioni europee per un city break a misura di famiglia.

Tra capitali storiche come Vienna e Lisbona, e gemme costiere del calibro di Atene e Dubrovnik, la testata ha incoronato anche due storiche meraviglie italiane: Verona e Venezia. La chiave del successo per una vacanza perfetta con i figli? Scegliere la base giusta, prediligere spostamenti semplici e, come suggeriscono gli esperti, non dimenticare mai una scorta di snack in borsa.

Scopriamo cosa ha fatto innamorare i giornalisti inglesi delle nostre due mete italiane e quali sono, in generale, le migliori destinazioni in Europa.

Verona a misura di bambino

Verona è universalmente nota per essere la culla dei “promessi sposi” di Shakespeare, ma secondo il Times rappresenta soprattutto una meta alternativa e straordinaria per una vacanza con i bambini. Meno caotica e affollata rispetto a Roma, si rivela estremamente facile da girare e navigare, pur non avendo nulla da invidiare alle grandi capitali in termini di monumenti.

Il consiglio del quotidiano per esplorare la città senza far stancare i più piccoli è quello di salire a bordo dei bus turistici panoramici. Da qui, il percorso ideale si snoda attraverso tappe imperdibili: una foto ricordo sotto il celebre balcone di Giulietta e poi su, verso Castel San Pietro, per godersi un panorama mozzafiato.

Per scendere in centro, niente di meglio della pittoresca funicolare, un’esperienza che i bambini adoreranno, prima di concedersi una pausa a base di gelato o di una pizza fumante. Se a tutto questo si aggiunge la vicinanza a Gardaland, con montagne russe e aree tematiche per tutte le età a solo mezz’ora di auto, Verona si trasforma nella ricetta perfetta per un city break in famiglia indimenticabile.

Venezia e la magia dell’acqua

Cosa c’è di più entusiasmante per un bambino di una città dove il mezzo di trasporto principale è la barca? È questo il segreto che rende Venezia una meta irresistibile per le famiglie secondo il Times. Che si tratti di scivolare sulla laguna a bordo di un vaporetto pubblico, di sfrecciare su un taxi d’acqua privato o di godersi il lento dondolio di una gondola, il fascino di questa città acquatica non invecchia mai e regala un senso di meraviglia continuo.

Una volta scesi sulla terraferma, perdersi nel labirinto di calli e ponti che costeggiano i canali diventa un gioco divertente, specialmente se intervallato da frequenti e golose soste nelle gelaterie e pizzerie locali. Sebbene le storiche chiese veneziane rischino di annoiare i viaggiatori più giovani, Palazzo Ducale sa come catturare la loro attenzione: i bambini resteranno affascinati dal percorso che conduce alle antiche e misteriose prigioni.

Per una giornata diversa, il quotidiano suggerisce di prendere il vaporetto e fare rotta verso il Lido, per correre sulla sua lunga spiaggia sabbiosa, oppure di partecipare a un laboratorio per famiglie dove grandi e piccini possono divertirsi a creare e decorare la propria maschera di Carnevale.

Le altre mete ideali per un city break in famiglia

La selezione del Times non si ferma all’Italia, ma traccia una vera e propria mappa del divertimento e della cultura in tutta Europa. Dai castelli medievali di Lisbona ed Edimburgo, che sembrano usciti da un libro di fiabe, fino ai musei interattivi e bizzarri di Praga e Berlino, ogni città nasconde un asso nella manica per i più piccoli.

Ecco l’elenco completo:

  • Lisbona, Portogallo
  • Praga, Repubblica Ceca
  • Helsinki, Finlandia
  • Göteborg, Svezia
  • Copenaghen, Danimarca
  • Parigi, Francia
  • Barcellona, Spagna
  • Edimburgo, Scozia
  • Reykjavik, Islanda
  • Londra, Inghilterra
  • Amsterdam, Paesi Bassi
  • Bergen, Norvegia
  • Berlino, Germania
  • Vienna, Austria
  • Atene, Grecia
  • Bruxelles, Belgio
  • Dubrovnik, Croazia

Office Romance, le location della nuova rom-com con Jennifer Lopez tra vitalità cittadina e paradisi caraibici

5 juin 2026 à 18:00

Chi l’ha vista in anteprima ha definito quella in arrivo su Netflix il 5 giugno 2026 una commedia romantica scritta «su misura» per Jennifer Lopez: J-Lo torna a interpretare infatti sullo schermo una donna ambiziosa e seducente, di cui (non) è semplice innamorarsi.

L’atmosfera è inevitabilmente glam e lussuosa, ma allo stesso tempo romantica e sentimentale e lo stesso si può dire delle ambientazioni: da Manhattan alla Repubblica Dominicana passando per la California, tante – e diverse – sono infatti le location di Office Romance.

Di cosa parla

Jackie Cruz, il personaggio interpretato da Jennifer Lopez, è la CEO di una compagnia aerea. Intransigente e temuta da tutti, ha imposto una politica aziendale che vieta di intrattenere relazioni romantiche o anche solo flirtare con i colleghi. Per una sorta di contrappasso, quando un affascinante avvocato interpretato da Brett Goldstein arriva in azienda, inevitabilmente scatta il feeling. Presto la passione tra i due diventa difficile da nascondere in ufficio e si trasforma, soprattutto, in qualcosa di molto più profondo di semplice attrazione fisica.

Jennifer Lopez è la protagonista di una nuova commedia romantica targata Netflix: "Office Romance"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Office Romance”, la nuova rom-com con Jennifer Lopez

Dov’è stato girato il film

La nuova rom-com Netflix con Jennifer Lopez è stata girata, come accennato, in più posti diversi. A Manhattan la produzione ha ricercato luoghi simbolo di quella corporate culture che il personaggio di J-Lo incarna alla perfezione, fatta di estrema dedizione al lavoro e di un certo mito dell’efficienza da rincorrere. Diverse località del New Jersey sono state scelte per rendere sullo schermo lo stile di vita lussuoso di Jackie e la sua cerchia e lo stesso vale per le location di Office Romance in California. La Repubblica Dominicana si rivela per i due protagonisti del film, come per tanti innamorati nella vita reale, meta perfetta per una fuga romantica.

Manhattan

Tra i luoghi dov’è stato girato Office Romance a Manhattan il più facilmente riconoscibile è The Vessel: un edificio alto 46 metri, caratterizzato da una serie di rampe che gli danno l’aspetto di un nido d’ape (o di un kebab secondo alcuni che in Rete lo hanno ribattezzato The Shawarma).

C'è Manhattan tra i luoghi dov'è stato girato "Office Romance"
iStock
The Vessel: uno degli edifici più originali di Manhattan

Altre scene sono state girate al Bryant Park: un’oasi verde nel pieno centro di Manhattan, molto amata dai newyorkesi che lo frequentano per fare jogging, prendere il sole, leggere all’aperto o semplicemente concedersi una pausa durante la giornata.

Alcune scene della nuova rom-com con Jennifer Lopez sono state girate al Bryant Park
iStock
Il Bryant Park è un’oasi di tranquillità

La cena aziendale durante la quale scatta la scintilla tra i due protagonisti è ambientata in uno dei grattacieli panoramici del One World Trade Center: molti hanno roof top aperti al pubblico, da cui ammirare la città dall’alto.

New Jersey

Molte delle vedute panoramiche di Manhattan presenti nel film sono state riprese dal lungofiume di Hoboken, cittadina nota per aver dato i natali a Frank Sinatra e più recentemente al fenomeno televisivo de “Il Boss delle Torte”.

Molte vedute panoramiche nella rom-com "Office Romance" sono state riprese da Hoboken
iStock
La splendida vista dal lungofiume di Hoboken

Nel New Jersey la produzione di Office Romance ha scelto località come Kenilworth e Westfield per girare soprattutto scene d’esterno, che rendessero idea dello scorrere veloce della vita nelle grandi città e nel loro hinterland. Una tenuta in stile Tudor di Montclair è stata utilizzata per girare le scene ambientate all’interno della lussuosa proprietà di Jackie/J-Lo.

California

Pasadena e Alhambra sono tra le location di Office Romance in California, sfruttate per rimarcare le atmosfere e l’estetica glam che dominano la commedia. Al Wrensmoor Castle di Alhambra, location privata e spesso utilizzata per gli eventi, è girata una delle scene più romantiche e quasi da fiaba dell’intero film.

Repubblica Dominicana

Nella Repubblica Dominicana la produzione ha cercato location che fossero metafora della trasformazione caratteriale dei personaggi, soprattutto quello di Jennifer Lopez. Tra la natura rigogliosa, le spiagge bianche e l’acqua cristallina della Penisola di Samaná la zelante amministratrice delegata che crede di non avere tempo per i sentimenti ritrova infatti finalmente se stessa, prima che l’amore.

C'è anche la Repubblica Dominicana, e in particolare la Penisola di Samaná, tra le location di "Office Romance"
iStock
Le meravigliose spiagge della Penisola di Samaná

Tappa obbligata di qualsiasi vacanza in Repubblica Dominicana, la zona è famosa oltre che per spiagge tra le più belle dei Caraibi anche per la possibilità di fare immersioni e nuotare con le megattere.

Da non perdere sono la cascata de El Limón, l’isolotto di Cayo Levantado diventato famoso dopo che una nota azienda di alcolici lo scelse come set di una propria pubblicità, il Parco Nazionale Los Haitises.

"Office Romance": dov'è stata girata la nuova rom-com con Jennifer Lopez
iStock
L’iconica cascata de El Limón in Repubblica Dominicana

Santa Barbara de Samaná, che figura anche tra le location di Office Romance, è una pittoresca cittadina costiera dove immergersi nella cultura del posto, provare piatti tradizionali e svagarsi con la vibrante movida locale.

C'è anche una nota cittadina costiera della Penisola di Samaná tra le location di "Office Romance"
iStock
La pittoresca cittadina di Santa Barbara de Samaná

Le Lavandou, il villaggio dei delfini tra mare trasparente e l’anima autentica della Costa Azzurra

4 juin 2026 à 13:37

Lusso sfrenato, festival cinematografici e grandi yacht ormeggiati nei porti più blasonati della Francia meridionale: è questa l’immagine più tipica della vicina Costa Azzurra, ma la verità è che, incastonato ai piedi del Massiccio dei Maures, sorge un antico borgo marinaro che conserva gelosamente un’anima autentica e selvaggia. Il suo nome è Le Lavandou e nacque poco più di un secolo fa grazie a pescatori genovesi e catalani attratti dalla straordinaria ricchezza del mare.

Una località che nel tempo ha conquistato il soprannome di “Città dei delfini“, poiché proprio qui avvengono numerosi avvistamenti di cetacei nelle acque antistanti. L’intera area rientra inoltre nel Santuario Pelagos, una vasta zona protetta creata grazie alla collaborazione tra Francia, Italia e Principato di Monaco per la tutela dei mammiferi marini del Mediterraneo.

Ma non è di certo tutto, perché in appena 12 chilometri di costa si susseguono 12 spiagge differenti, ciascuna caratterizzata da un proprio volto, da un soprannome e da una personalità ben definita. Sabbia chiarissima, piccole insenature nascoste tra le rocce, fondali trasparenti e scorci profumati di pini marittimi compongono un paesaggio sorprendentemente vario.

Cosa vedere a Le Lavandou

Le ben 12 spiagge sono certamente le attrazioni di eccellenza di questo borgo di Francia ma, oltre a esse, Le Lavandou custodisce testimonianze del suo passato marinaro, scorci provenzali ricchi di carattere e angoli che raccontano il rapporto costante tra uomo e natura. Gran parte del fascino della cittadina, infatti, nasce proprio dall‘equilibrio tra questi elementi.

La spiaggia di Saint-Clair

Conosciuta come “La Perla“, rappresenta uno dei luoghi simbolo della località. Si trova a circa 1,5 chilometri dal centro ed è una distesa di sabbia chiara e acque particolarmente cristalline. Un affioramento roccioso soprannominato “la Balena” caratterizza il panorama e crea un ambiente ideale per osservare la vita marina vicino alla riva. Nelle giornate serene, lo sguardo raggiunge facilmente le Isole d’Oro.

La spiaggia di Aiguebelle

Il soprannome “La Charmeuse” sintetizza perfettamente il suo carattere: piccole calette si alternano a tratti sabbiosi mettendo in scena un paesaggio elegante e raccolto. Acqua limpida e fondali ricchi di pesci attirano appassionati di snorkeling e fotografia naturalistica.

La spiaggia della Fossette

Molti visitatori la ricordano per il colore del mare. “La Sorridente“, questo il suo appellativo, regala una cornice fatta di vegetazione mediterranea e sabbia finissima. L’atmosfera conserva una dimensione tranquilla che contrasta con i litorali più frequentati della Costa Azzurra.

La spiaggia di Cavalière

Ampia, luminosa e vivace, viene chiamata “La Sportiva” perché la sua estensione permette di praticare numerose attività acquatiche senza perdere la sensazione di spazio. Pini marittimi e vegetazione costiera aggiungono una nota verde al paesaggio.

La spiaggia di Pramousquier

Misteriosa” per definizione, occupa l’estremità occidentale del territorio comunale. Sentieri e vegetazione contribuiscono a far avvertire una sensazione di costante scoperta. Protetta da Cap Nègre, alterna tonalità chiare e scure nella sabbia, dettaglio che la rende immediatamente riconoscibile.

Il porto e il lungomare

Qui batte il cuore della cittadina: barche da pesca, caffè all’aperto e terrazze affacciate sul mare narrano il legame storico con la navigazione. Durante le prime ore del giorno l’atmosfera conserva ancora il ritmo del villaggio marinaro originario.

Le 14 fontane

Acqua e Provenza formano un binomio storico, e non a caso Le Lavandou è la culla di ben 14 fontane distribuite nel tessuto urbano. Alcune possiedono forme decorative elaborate, altre ricordano gli antichi lavatoi utilizzati dalla popolazione locale. Seguendo il loro percorso si scoprono vicoli, piazzette e dettagli architettonici spesso trascurati.

La chiesa di Saint-Louis

Affacciata sul centro cittadino, la chiesa di Saint-Louis rappresenta uno dei principali riferimenti religiosi della comunità. Linee semplici e atmosfera raccolta riflettono la tradizione architettonica della Provenza costiera.

Cosa fare a Le Lavandou

Gran parte del fascino di Le Lavandou nasce dall’incontro tra mare, natura e tradizioni locali. Giornate tranquille e attività dinamiche convivono con sorprendente naturalezza.

  • Salire a bordo dei collegamenti marittimi diretti verso le Isole d’Oro: per scoprire paesaggi protetti tra i più spettacolari del Mediterraneo francese.
  • Esplorare il tratto costiero in bicicletta: lungo la vecchia linea ferroviaria del Train des Pignes, trasformata in una pista che corre per circa 8 chilometri accanto al mare.
  • Visitare il mercato provenzale del giovedì mattina: tra prodotti agricoli, fiori, specialità gastronomiche e profumi tipici della regione.
  • Osservare delfini e cetacei nelle acque del Santuario Pelagos: grazie alle escursioni organizzate durante la bella stagione.
  • Praticare snorkeling nelle calette più riparate: particolarmente apprezzate per la trasparenza dell’acqua e la ricchezza dei fondali.
  • Concedersi una giornata tra sole e mare scegliendo una spiaggia diversa: ciascuna dotata di una personalità ben riconoscibile.
  • Visitare la Villa Théo: centro culturale dedicato al pittore Théo van Rysselberghe, figura importante del neoimpressionismo europeo.
  • Raggiungere i restanques di Saint-Clair: caratteristici terrazzamenti agricoli che testimoniano antiche tecniche di coltivazione adattate ai pendii mediterranei.

Dove si trova e come arrivare

Le Lavandou si trova nel dipartimento del Var, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, lungo il tratto di litorale compreso tra Tolone e Saint-Tropez. L’aeroporto più vicino è quello di Hyères-Tolone, distante circa 25 chilometri. Chi arriva in treno può utilizzare la stazione ferroviaria di Hyères e proseguire in autobus o taxi.

Per chi viaggia in automobile, la strada costiera offre un itinerario particolarmente panoramico tra promontori, pinete e scorci sul Mediterraneo. Già durante l’avvicinamento compaiono le sagome delle Isole d’Oro all’orizzonte, una presenza costante che accompagna l’intera esperienza.

Spiaggia di Le Lavandou, Provenza
iStock
Una delle spiagge di Le Lavandou

Tra villaggio marinaro, spiagge premiate per la qualità ambientale e natura protetta, Le Lavandou riesce a conservare un carattere genuino che distingue questa parte della Costa Azzurra dalle località più mondane: è una destinazione che conquista attraverso dettagli semplici, luce mediterranea e un rapporto profondo con il mare.

Parte il Retro Istria Express, il viaggio in treno notturno dall’Adriatico al Danubio

Par : elenausai10
3 juin 2026 à 09:59

Il fascino del viaggio lento sta vivendo una vera e propria stagione d’oro, trainato dal desiderio di riscoprire ritmi più umani e modalità di spostamento sostenibili. In questa cornice di rinnovato interesse per le lunghe percorrenze su rotaia si inserisce il ritorno del Retro Istria Express, il treno notturno delle Ferrovie di Stato ungheresi (MÁV) pronto a rimettersi in moto per la stagione estiva. La tratta promette di unire il cuore dell’Europa centrale, bagnato dal Danubio, con le acque cristalline del Mar Adriatico, offrendo ai viaggiatori un’alternativa suggestiva e conveniente alle interminabili code autostradali e allo stress dei voli low cost (e delle possibili cancellazioni).

L’iniziativa risponde a una chiara tendenza che vede la Mitteleuropa ritrovare una forte centralità turistica e una crescente interconnessione dei trasporti. Muoversi di notte, cullati dal rollio dei vagoni, si trasforma in un vero e proprio atto di romanticismo geografico. Si parte al tramonto da Budapest per risvegliarsi all’alba di fronte a paesaggi completamente nuovi, respirando già l’aria salmastra della costa.

Retro Istria Express: itinerario e tappe

Il convoglio del Retro Istria Express prende il via dalla storica stazione Keleti di Budapest nelle ore serali, lasciandosi alle spalle le luci del Danubio per addentrarsi nella regione della Transdanubia. Prima di varcare i confini nazionali, il treno effettua diverse fermate strategiche in territorio ungherese, tra cui Székesfehérvár, Veszprém, Ajka e Zalaegerszeg, raccogliendo passeggeri lungo la direttrice centro-occidentale del Paese.

Nelle prime ore del mattino, il viaggio fa il suo ingresso in Slovenia, raggiungendo la pittoresca capitale Lubiana poco prima delle sei. Da questo snodo cruciale, il percorso si divide e prosegue verso sud, toccando la celebre località di Postumia, rinomata in tutto il mondo per le sue spettacolari grotte carsiche. Successivamente, i binari guidano il treno verso il litorale, offrendo collegamenti diretti con importanti mete balneari e storiche come Capodistria e Fiume.

Un’opportunità speculare si attiva anche in direzione opposta: i viaggiatori in partenza dalle coste adriatiche possono imbarcarsi nel tardo pomeriggio da Capodistria e svegliarsi l’indomani mattina a Budapest, risalendo idealmente il corso del fiume che ispirò i più celebri valzer della tradizione musicale europea.

Inoltre, tramite comodi cambi e autobus locali dedicati, potete facilmente estendere l’itinerario verso Pola, le rinomate località costiere di Isola, Portorose e Pirano, la suggestiva isola di Krk o proseguire agevolmente verso la sponda giuliana, che si posiziona così come un fondamentale ponte culturale e turistico tra l’Europa centro-orientale e la penisola italiana.

Informazioni utili: prezzi e sistemazioni

Il Retro Istria Express sarà operativo quotidianamente a partire dal 26 giugno fino al 30 agosto 2026, coprendo l’intero picco della stagione delle vacanze estive. Uno dei punti di forza di questo servizio è l’accessibilità economica, unita al fascino nostalgico delle carrozze degli anni ’70 e ’80, conservate in condizioni pressoché originarie per garantire un salto temporale nel massimo comfort.

Le opzioni di viaggio sono pensate per soddisfare ogni tipologia di budget e di viaggiatore. Dalle carrozze a sedere, la soluzione più economica, ideale per i giovani e i viaggiatori zaino in spalla, con scompartimenti da sei od otto posti e tariffe che partono da soli 16 euro per Lubiana, 20 euro per Capodistria e Postumia e 25 euro per Fiume e Pola, alle cuccette. In questo caso, potrete usufruire di scompartimenti da quattro o sei letti, che rappresentano il perfetto compromesso tra accessibilità e comodità per i gruppi e le famiglie, con supplementi a partire da 14 euro.

Infine, ci sono le carrozze letto da uno a tre letti. Questa opzione include letti già pronti all’arrivo, un kit igienico di cortesia, acqua in bottiglia e una colazione leggera servita al risveglio, con prezzi per il compartimento a partire da 27 euro. Tutti i biglietti possono essere acquistati comodamente online.

Itinerario di tre giorni in Normandia sulle orme di Claude Monet

27 mai 2026 à 17:11

Claude Monet è stato il pittore francese tra i più famosi ed è considerato uno dei fondatori dell’Impressionismo. Nel 2026 si celebra il centenario della sua morte avvenuta il 5 dicembre 1926 a Giverny, in Normandia, la casa-atelier dove visse per ben quarant’anni e che oggi, insieme al suo celebre giardino e alle ninfee, è uno dei musei più visitati di Francia.

Questo itinerario invita a trascorrere un long weekend di tre giorni nell’Eure, un dipartimento della Normandia tanto caro a Claude Monet, considerato il fondatore della pittura Impressionista francese. Con i suoi numerosi e suggestivi panorami sulla valle della Senna, l’Eure è una regione agricola che sorprende per i suoi tesori naturali, storici e culturali.

È anche il dipartimento che ospita la casa e i giardini di Monet. Esplorate Les Andelys, Vernon e Giverny e partecipate agli eventi del Festival Impressionista della Normandia (che prendono il via il 29 maggio 2026 e che quest’anno celebrano il centenario dalla morta del gande pittore).

Prima tappa

Iniziate il viaggio da Le Havre, il luogo dove Monet dipinse Impressione, sole nascente, l’opera più iconica che diede il nome al movimento. Entrate nel Museo d’Arte Moderna André Malraux (MuMa), che ospita la seconda più grande collezione di opere Impressioniste in Francia, dopo il Musée d’Orsay di Parigi. Nell’ambito del Festival Impressionista della Normandia, viene organizzata una mostra di circa cento opere che Monet dedicò a questa pagina della sua storia ovvero agli anni della sua formazione proprio nella città portuale.

Castello-di-Gaillard-Normandia
123RF
Il Castello di Gaillard in Normandia

Da Le Havre, dirigetevi verso Les Andelys, un borgo che offre un magnifico panorama sulla valle della Senna, che potrete ammirare dal Castello di Gaillard, l’iconica fortezza in rovina di Riccardo Cuor di Leone. Non perdetevi Petit-Andely, un affascinante quartiere ricco di ristoranti, negozi di souvenir e gallerie d’arte. Per una passeggiata ecologica tra le sculture aeree di Daniela Capaccioli, visitate il Museo Nicolas Poussin (dal 6 giugno al 27 settembre).

Les-Andelys-Normandia
123RF
Il villaggio di Les Andelys in Normandia

Seconda tappa

Proseguite poi verso Vernon, a soli 25 minuti da Les Andelys. Passeggiate per questa incantevole cittadina e scoprite i suoi tesori storici: la Torre degli Archivi, un residuo del castello fortificato di Filippo Augusto, il suo antico mulino e altri siti di interesse storico. Questa è anche l’occasione per visitare il Museo Blanche-Hoschedé-Monet e ammirare la mostra “Lionel Sabatté – Mémoire de limon”, un omaggio a Claude Monet. Se partite subito, a Vernon, il 31 maggio, potrete assistere a uno spettacolo pirotecnico diurno di Cai Guo-Qiang, ispirato all’impressionismo.

vernon-normandia
123RF
Il centro storico di Vernon in Normandia

Terza tappa

Raggiungete Giverny – anche in autobus, in bicicletta o a piedi – per esplorare questo luogo iconico dell’Impressionismo, dove Claude Monet visse gli ultimi quarant’anni della sua vita. Visitate la casa di Claude Monet ed esplorate i giardini, dove potrete ammirare le famose ninfee, i ponti giapponesi e le aiuole che ispirarono la sua grande serie di dipinti. Esplorate poi la città per raggiungere il Museo dell’Impressionismo. Nell’ambito del Festival Impressionista della Normandia, potrete ammirare la mostra “Piantagioni, opere in situ, 2026” di Daniel Buren (dal 17 luglio al 1° novembre), una nuova creazione in dialogo con il giardino e le collezioni del museo.

A Giverny, i giardini della casa di Claude Monet
123RF
Giverny, i giardini della casa di Claude Monet

Il Montana che toglie il fiato nel romanzo Crossroads di Devney Perry

24 mai 2026 à 15:00

Ci sono destinazioni che sono perfette per chi cerca un’immersione totale e autentica nella natura selvaggia, panorami che levano il fiato e esperienze ricordarsi per sempre.

Il Montana, negli Stati Uniti, è una di quelle. Del resto è famoso per essere il Big Sky Country, ovvero il paese dal cielo immenso. E non c’è nulla di meglio, per gli animi più romantici, del raggiungerlo in compagnia della lettura ideale. Come Crossroads di Devney Perry (Newton Compton Editori), un’autrice capace di descrivere quei luoghi alla perfezione dal momento che è nata cresciuta in Montana.

Quindi la lettura più azzeccata per partire per un’avventura nella natura è proprio uno dei suoi romanzi: tra ranch, montagne imponenti, praterie, foreste e questioni di cuore. In Crossroads i due protagonisti si conoscono sin da bambini, lei perché raggiunge il ranch per le vacanze con la famiglia, lui perché è il figlio del proprietario. E pagina dopo pagina, anno dopo anno, costruiscono un’amicizia che poi si trasforma in qualcosa di più.

Tre destinazioni ed esperienze da fare in Montana leggendo Crossroads di Devney Perry, pubblicato da Newton Compton.

I ranch in Montana

Tra le destinazioni da raggiungere in Montana, per vivere un’esperienza totale e autentica ci sono i ranch. La cosa migliore da fare è sceglierne uno gestito ancora da qualche famiglia di cowboy, proprio come l’Haven River Ranch, la location nata dalla penna di Devney Perry e in cui si svolgono gli eventi di Crossroads. Gite a cavallo, camminate, pesca, la vita impostata con un ritmo lento e sapori genuini hanno come sfondo la bellezza selvaggia del Montana.

Di ranch ce ne sono per tutti i gusti, la cosa migliore da fare è sceglierne alcuni nelle zone che si vogliono visitare, in particolare i parchi. I due principali sono il Parco Nazionale di Yellowstone e il Glacier National Park. Nei pressi di entrambi si trovano location uniche. E chi ha amato la serie tv Yellowstone deve sapere che è possibile soggiornare nel Chief Joseph Ranch, quello che ogni tanto ha fatto da sfondo alle riprese. Perfetto per visitare la bellissima Bitterroot Valley, nel sud ovest dello stato.

I parchi: due tra i più belli

Come anticipato il Montana è il posto perfetto degli Stati Uniti per chi ama la natura. E non si può dire di averlo visitato senza aver esplorato le sue destinazioni iconiche: il Parco Nazionale di Yellowstone e il Glacier National Park.

Il primo è patrimonio mondiale Unesco e il suo territorio si suddivide in tre stati diversi, tra cui il sud Montana. Un luogo di rara bellezza in cui ci si imbatte in canyon, fiumi, montagne e in cui vale la pena soffermarsi a lungo per esplorarlo nelle sue tappe più magiche fatte di colori unici e panorami indimenticabili. Va ricordato che si estende, oltre che nel Montana, anche nel Wyoming e in Idaho.

Il Glacier National Park custodisce ghiacciai, laghi e fiumi, montagne e scorci da cartolina. La destinazione ideale per fare escursioni, giri con le barche, oppure a cavallo e restare a contatto con la natura. Magari lasciandosi accompagnare dalle pagine di una bellissima storia d’amore, come quella raccontata da Perry in Crossroads, dove la natura e gli scorci del Montana, così come alcune delle esperienze più reali che si possono fare, si intrecciano alla vita dei due protagonisti.

Glacier National Park nel Montana
iStock
Glacier National Park da visitare nel Montana

Alla scoperta della storia del Montana

Non si può dire di conoscere davvero un luogo senza averne scoperto parte della storia, quella del Montana si intreccia con il “Vecchio West” e c’è un posto da raggiungere per saperne di più: si tratta del Bannack State Park. Si tratta di una città fantasma, conservata alla perfezione e in cui riecheggia la prima scoperta d’oro del Montana, datata 1862. Oggi si possono ammirare tanti edifici con storiche strutture in legno che regalano la sensazione di fare un viaggio indietro nel tempo. Magari non una delle mete che leggiamo nei libri della Perry, ma senza dubbio è immancabile per scoprire una delle anime storiche dello stato.

Castello di Bianello, il sontuoso maniero di Matilde di Canossa (che ha fatto innamorare Kate Middleton)

14 mai 2026 à 14:16

Nel Belpaese ci sono luoghi che sembrano usciti da un romanzo storico, ancora quasi segreti, sospesi tra colline, filari e leggende medievali e il Castello di Bianello è uno di questi. Affacciato sulle verdi alture di Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, il maniero legato alla figura di Matilde di Canossa è tornato sotto i riflettori internazionali dopo il soggiorno privato di Kate Middleton (che ha scelto proprio l’Italia per il suo primo viaggio estero dopo l’annuncio della malattia che l’ha colpita).

Secondo le indiscrezioni trapelate nei giorni della visita reale, infatti, la Principessa del Galles avrebbe soggiornato al Relais Roncolo 1888, all’interno della tenuta Venturini Baldini, immersa in oltre 130 ettari di natura e vigneti sulle colline reggiane. Per l’occasione il Castello di Bianello si è illuminato di “Rosso Matilde” con un effetto cinematografico, omaggio alla sovrana medievale che proprio qui trovò uno dei suoi luoghi simbolo.

Cosa vedere al Castello di Bianello

Il Castello di Bianello è il più celebre dei quattro colli che danno il nome a Quattro Castella e rappresenta uno dei simboli più importanti della storia medievale emiliana. Qui soggiornò più volte Matilde di Canossa, figura potentissima del Medioevo europeo, protagonista della lotta tra Papato e Impero.

Visitare oggi il castello è come addentrarsi in un paesaggio quasi senza tempo, fatto di torri panoramiche, sentieri collinari e scorci che si aprono sulla pianura emiliana. Intorno, il territorio si mostra in un mix che sa di storia, enogastronomia e natura: vigneti, acetaie storiche, relais di charme e ristoranti gourmet raccontano un’Emilia più raffinata e lenta, ancora poco conosciuta dal turismo internazionale di massa.

Il percorso completo durante una visita è di circa 50 minuti e attraversa cucine storiche, antiche prigioni, saloni affrescati, cappelle e appartamenti nobiliari arredati. Tra gli ambienti più suggestivi spicca la stanza con il celebre dipinto ottocentesco di Matilde di Canossa che regge il fiore del melograno, simbolo di unità e protezione. Inoltre, uno degli elementi più particolari del castello è la torre medievale, raggiungibile attraverso una stretta scala a chiocciola nascosta nello spessore delle mura. Qui oggi si trova una storica acetaia con botti in rovere, castagno, ciliegio e acacia dedicate all’aceto balsamico tradizionale.

Dal 2024 il maniero si è arricchito anche di due nuovi spazi restaurati grazie ai fondi PNRR: il Giardino Segreto e il Giardino dei Profumi. Quest’ultimo, ispirato alla figura di Ildegarda di Bingen, è un percorso sensoriale tra erbe aromatiche e officinali medievali che trasforma la visita in un’esperienza immersiva tra storia e botanica. All’esterno, infine,  il castello domina il Parco dei Quattro Colli, oasi naturalistica gestita dalla Lipu. Nelle giornate più limpide, dal belvedere si possono persino scorgere le Alpi.

Come raggiungere e visitare il Castello di Bianello

Il Castello di Bianello sarà aperto al pubblico dal 1° marzo al 1° novembre 2026, il periodo ideale per esplorare le colline reggiane tra vigneti, sentieri panoramici e giardini storici in fiore. Le visite si svolgono la domenica e nei giorni festivi dalle 14.00 alle 19.00, mentre durante la settimana sono disponibili aperture straordinarie su prenotazione per gruppi e scolaresche. Il biglietto intero costa 7 euro, con riduzioni dedicate a residenti, giovani e studenti fino a 26 anni. È inoltre possibile visitare separatamente il suggestivo Giardino Segreto con un ingresso dedicato. Il castello offre visite guidate anche in inglese, francese e tedesco ed è pet friendly: i visitatori possono accedere con cani di piccola e media taglia.

Una gita qui permette di costruire un itinerario diverso dal solito: tra castelli medievali, degustazioni di Lambrusco e aceto balsamico, sentieri panoramici e dimore storiche immerse nella campagna emiliana. In auto è il modo più comodo per arrivare: da Reggio Emilia basta seguire la SP23 in direzione Quattro Castella. Una volta arrivati in paese, il castello è raggiungibile attraverso una strada collinare e un breve tratto a piedi tra sentieri e saliscendi panoramici. Da Bologna il viaggio dura circa un’ora, mentre da Milano servono poco meno di due ore.

Per chi viaggia in treno, infine, la stazione di riferimento è Stazione di Reggio Emilia AV Mediopadana oppure la stazione centrale di Reggio Emilia. Da lì è consigliabile proseguire in taxi o auto a noleggio, dato che la zona collinare non è servita in modo capillare dai mezzi pubblici.

Kate Middleton sceglie l’Italia, ma viaggerà in una città insolita (con un hotel esclusivo)

9 mai 2026 à 07:30

Non è Parigi e nemmeno New York: per il suo primo viaggio ufficiale all’estero dopo il periodo lontano dagli impegni pubblici a causa del cancro, Kate Middleton ha scelto l’Italia. Le date sono fissate al 13 e 14 maggio 2026, ma a stupire più di ogni altra cosa è la meta del Belpaese scelta dalla Principessa del Galles: non una grande capitale o una destinazione glamour, ma Reggio Emilia.

Ecco perché ha scelto proprio questa città dell’Emilia Romagna e quali saranno le tappe del suo tour italiano, oltre all’hotel esclusivo in cui probabilmente soggiornerà.

Perché Kate Middleton ha scelto Reggio Emilia

Dopo mesi segnati dalla malattia e da una forte riduzione delle apparizioni pubbliche, Kate Middleton sembra voler ripartire da un viaggio dal forte valore umano e culturale, lontano dalle grandi cerimonie reali. Alla base della scelta di recarsi a Reggio Emilia per il suo primo viaggio all’estero c’è infatti un motivo serio legato ai bambini: la città è conosciuta in tutto il mondo per il celebre “Reggio Emilia Approach”, il metodo educativo fondato da Loris Malaguzzi che mette al centro relazioni, creatività, ambiente e comunità nello sviluppo dei bambini.

Da anni, infatti, Kate segue da vicino i temi legati alla salute mentale infantile e ai primi anni di vita attraverso il lavoro della Royal Foundation. La visita italiana servirà proprio ad approfondire i modelli educativi internazionali e le nuove pratiche dedicate all’infanzia.

Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, ha definito la visita “un riconoscimento per il sistema educativo e per la città”, ricordando come il modello reggiano sia oggi studiato e apprezzato a livello internazionale.

Le tappe del viaggio a Reggio Emilia

Il viaggio della Principessa del Galles sarà costruito attorno ai luoghi simbolo del celebre modello educativo reggiano, per capire da vicino come la città sia riuscita a trasformare l’educazione infantile in un progetto culturale riconosciuto in tutto il mondo.

Secondo quanto riporta la Gazzetta di Reggio, la prima tappa dovrebbe essere la Sala del Tricolore, all’interno del Municipio cittadino. Qui è previsto un incontro istituzionale con le autorità locali, in uno dei luoghi più rappresentativi della città.

Successivamente, Kate visiterà il Centro Internazionale Loris Malaguzzi, spazio dedicato alla ricerca educativa e punto di riferimento internazionale del “Reggio Emilia Approach”. Nel programma compare anche il Centro Remida, luogo molto particolare nato attorno al concetto di riciclo creativo. Materiali industriali di scarto vengono trasformati in strumenti educativi, giochi e percorsi artistici per i più piccoli. Un progetto che unisce sostenibilità e immaginazione.

La Principessa dovrebbe poi entrare direttamente in due scuole dell’infanzia comunali, osservando da vicino le attività quotidiane, gli spazi educativi e il lavoro di insegnanti ed educatori.

L’hotel esclusivo in cui soggiornerà Kate Middleton

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la Principessa del Galles dovrebbe soggiornare presso il Relais Roncolo 1888, all’interno della tenuta Venturini Baldini, ai piedi dell’Appennino emiliano.

Si tratta di un boutique hotel immerso tra vigneti e ulivi, ospitato nella villa storica Villa Manodori del XVII secolo. Fa parte degli Small Luxury Hotels of the World (SLH), una selezione di oltre 500 boutique hotel, resort e dimore indipendenti di lusso in circa 90 Paesi del mondo, che si distinguono per le loro architetture uniche, il design altamente curato, l’atmosfera intima e l’alto standard di servizio.

Il relais dispone di sei camere e suite con affreschi originali, splendidi giardini formali e una vista mozzafiato sulla campagna tra Parma e Reggio Emilia. L’hotel fa parte di un’azienda agricola biologica che produce aceto balsamico, olio extravergine e vini d’eccellenza. Nell’Acetaia di Canossa, in particolare, gli ospiti possono scoprire i segreti della produzione tradizionale dell’aceto balsamico.

Dormire qui non è per tutte le tasche: mediamente soggiornare una notte all’interno della camera Superior (con letto super king size) costa circa 600 euro.

Non è un paese per single, le location del film raccontano una Toscana romanticissima

8 mai 2026 à 15:30

Le location di Non è un paese per single, il film tratto dall’omonimo best seller di Felicia Kingsley in arrivo sul Prime Video l’8 maggio 2026, portano sullo schermo tutto il romanticismo della campagna toscana dove, come suggerisce lo stesso titolo, è quasi impossibile non innamorarsi.

Di cosa parla

Elisa, la protagonista del film interpretata da Matilde Gioli, è una madre single che gestisce la tenuta Le Giuggiole a Belvedere in Chianti: un borgo immaginario della campagna toscana dove tutti, tranne lei, sembrano impegnati a cercare l’anima gemella. Quando l’anziano proprietario della tenuta muore, la lascia in eredità ai nipoti Carlo (Sebastiano Pigazzi) e Michele (Cristiano Caccamo).

Drachenburg, il castello che sembra una visione tra Reno e foreste: è un sogno ottocentesco

2 mai 2026 à 16:30

Un profilo che sembra il frutto della fantasia più fervida appare tra gli alberi del massiccio dei Siebengebirge, poco sopra il corso largo e solenne del Reno. Torri sottili, pinnacoli decorativi e scalinate scenografiche riempiono lo sguardo già da lontano, anche perché tutto nasce da un’idea ottocentesca ambiziosa e quasi capricciosa. Vi stiamo parlando del Castello di Drachenburg, il quale domina il paesaggio sopra Königswinter, in Germania.

Costruito in appena 3 anni, tra 1882 e 1884, racconta una storia singolare fatta di ricchezza improvvisa, desiderio di prestigio e una certa dose di mistero. Attorno, un parco collinare si distende tra sentieri, terrazze e scorci che aprono la vista su una delle valli fluviali più celebrate d’Europa. Il luogo ha attratto poeti, viaggiatori e sognatori e il merito, forse, è anche dei due cervi dorati che accolgono con una presenza quasi surreale.

Non solo Giappone: le fioriture di primavera in Corea sono pura magia

Par : elenausai10
24 avril 2026 à 14:30

Se pensate alla fioritura dei ciliegi, la mente vola quasi certamente verso Tokyo o Kyoto. Eppure, esiste una meta dove la primavera è considerata molto più che una stagione: la Corea del Sud.

Qui, il risveglio della natura trasforma le città in palette rosa e bianche, creando quell’atmosfera eterea che ha reso iconiche le scene più romantiche dei K-drama. Spesso, il primo incontro tra i protagonisti o il momento in cui realizzano di amarsi avviene proprio sotto una pioggia di petali. È l’equivalente coreano del bacio sotto la pioggia nei film di Hollywood, per intenderci.

Vivere la stagione delle fioriture in terra coreana, nel periodo compreso tra marzo e maggio, è un’esperienza che unisce estetica e tradizione. Non solo per i ciliegi, anche le fioriture di pruni, azalee, forsythia e fiori di colza offrono la possibilità di creare itinerari diversificati lungo tutta la penisola.

Dove andare e quali sono gli eventi da non perdere in Corea del Sud durante il periodo delle fioriture di primavera? Ecco tutte le informazioni da conoscere!

Dove vedere le fioriture più belle in Corea del Sud

La primavera in Corea del Sud, come quella in Giappone, non è un evento statico, ma un vero e proprio calendario naturale che risale la penisola da sud verso nord. Il viaggio inizia già a marzo, quando i primi timidi fiori di pruno punteggiano le rive del fiume Seomjingang a Gwangyang: è qui che si respira l’atmosfera più intima e raccolta, lontano dalle grandi folle, in un paesaggio che sembra uscito da un dipinto.

Spostandosi verso l’isola di Jeju, lo scenario cambia drasticamente: l’isola vulcanica si trasforma in un tappeto dorato grazie alle immense distese di canola (colza) che arrivano a sfiorare il blu intenso del mare, creando un contrasto cromatico quasi surreale. Con l’arrivo di aprile, il colore dominante diventa il rosa acceso delle azalee, che ricoprono interamente le pendici del Monte Hwangmaesan, mentre a Seoul le colline del Yeouido Park si accendono di forsythia gialle e ciliegi in fiore.

Se decidete di organizzare un viaggio in Corea del Sud per ammirare le fioriture, sappiate che il tempismo è tutto: la fioritura raggiunge il picco per soli 7-10 giorni in ogni regione. Seguite i siti ufficiali e i canali social locali per monitorare le previsioni in tempo reale. Mentre cercate l’angolazione migliore per le vostre foto, ricordate di non cogliere mai i fiori e di non invadere proprietà private.

Fioritura dei ciliegi a Seoul vicino alla N Seoul Tower
Ufficio Stampa
I ciliegi in fiore incorniciano la N Seoul Tower sul monte Namsan

I festival primaverili

In Corea del Sud, l’arrivo della primavera coinvolge l’intero Paese attraverso l’organizzazione di vari festival. Queste celebrazioni rappresentano il mix perfetto di panorami mozzafiato, performance artistiche e sapori unici che permettono di entrare in contatto con l’anima del territorio.

Tra gli appuntamenti imperdibili spicca il Jinhae Gunhangje Festival. Ogni anno, milioni di visitatori affollano questa cittadina costiera per ammirare migliaia di alberi in fiore, con i petali che ricoprono i binari della stazione di Gyeonghwa e i canali cittadini, creando scenari da film.

Anche il Gwangyang Maehwa Festival merita una visita ed è dedicato alla fioritura dei pruni. Infine, gli altri festival da segnare sull’itinerario sono il Wonmisan Azalea Festival, dove il Monte Wonmisan si trasforma in un mare di azalee viola e rosa, e il Noksan-ro sull’isola di Jeju. Qui, la Noksan-ro Canola Flower Road offre uno dei percorsi più suggestivi al mondo, dove il giallo della colza e il rosa dei ciliegi si incontrano lungo chilometri di strada panoramica.

La fioritura a Jinhae in Corea del Sud
Ufficio Stampa
I binari ferroviari di Jinhae avvolti dalla magia della primavera

Riffelsee in Svizzera, il lago specchio del Cervino che regala l’alba più teatrale delle Alpi

19 avril 2026 à 13:30

Piccolino, ma con la forza scenica dei luoghi enormi, il Riffelsee è un lago svizzero situato nel Canton Vallese, sopra Zermatt, nell’area del Gornergrat, una dorsale alpina celebre per la vista su enormi ghiacciai. Il nome sembrerebbe derivare da Riffel, termine legato alla morfologia aspra della zona, fatta di creste, pietra e pendii segnati dal gelo.

Ciò che lascia senza parole e che lo rende famoso a livello internazionale, è che qui avviene un vero e proprio prodigio: quando l’aria resta quieta e la superficie si tende in una lastra perfetta, il Cervino si rovescia nell’acqua con una precisione quasi irreale. Nasce così il celebre Cervino capovolto, immagine cercata da fotografi, escursionisti, viaggiatori romantici e appassionati di vette.

Attorno si apre il teatro delle grandi quote svizzere. Da un lato il Matterhorn, nome tedesco del Cervino, piramide isolata che domina l’orizzonte. Più in là la catena del Monte Rosa, gruppo immenso che custodisce la Punta Dufour, vetta massima della Svizzera. Sotto, valloni scavati dal ghiaccio, morene e prati brevi che l’estate colora per poche settimane.

Caratteristiche e formazione del Riffelsee

L’affascinante Riffelsee occupa una conca d’alta quota (2.757 metri di altitudine) modellata dai ghiacciai che per millenni hanno inciso l’intera regione. Gran parte del paesaggio del Gornergrat nasce infatti dall’azione del gelo e del disgelo, dallo scorrere delle masse glaciali e dal trasporto di detriti enormi poi lasciati ai margini delle antiche lingue di ghiaccio. Il lago appare dunque figlio diretto dell’ultima grande stagione glaciale (e no, non è affatto poco).

Riffelsee, lago della Svizzera
iStock
L’incredibile prodigio del Riffelsee

Le misure sono contenute, ovvero circa 100 metri di lunghezza e una cinquantina di larghezza secondo le indicazioni più diffuse. Ma, forse, è proprio questa scala raccolta a aumentarne il fascino: nulla distrae lo sguardo. Acqua, pietra, cielo e una montagna leggendaria compongono la scena con equilibrio perfetto.

L’altitudine impone condizioni severe. L’inverno ricopre l’area di neve e ghiaccio, spesso cancellando il bacino alla vista. L’estate, invece, arriva tardi e dura poco. I mesi di massimo splendore, infatti, sono quelli che vanno da giugno a ottobre, mentre il resto dell’anno è la montagna a dettare le regole (dure).

Nei prati vicini compaiono specie alpine pregiate. Chi osserva con attenzione può incontrare eriofori dal ciuffo candido, sassifraghe, genziane e piccole fioriture adattate al vento, suolo magro e agli sbalzi termici. Un patrimonio botanico che rende la zona preziosa anche per naturalisti e appassionati di flora.

Per quanto riguarda l’architettura umana, è quasi assente. L’unica vera protagonista di questo tipo è la ferrovia del Gornergrat, inaugurata nel XIX secolo e considerata una delle grandi opere turistiche delle Alpi. Binari, stazioni e pendenze affrontate con sistema a cremagliera raccontano una stagione pionieristica in cui la montagna iniziò ad aprirsi ai viaggiatori moderni.

Cosa vedere e cosa fare al Riffelsee

Il primo (e impossibile da evitare) rito riguarda il riflesso del Cervino. Conviene puntare alle prime ore del giorno oppure alla luce bassa del tardo pomeriggio. In quei momenti il vento spesso rallenta e l’acqua si trasforma in vetro. Quando accade, la montagna appare doppia, una in cielo e una nel lago, regalando un’emozione di profodonda intensità.

La fotografia qui trova terreno ideale: grandangolo per includere lago e catena del Monte Rosa, teleobiettivo per isolare la cima e scatti ravvicinati per cogliere fili d’erba mossi dalla brezza. Ma la verità è che persino uno smartphone restituisce immagini sorprendenti se la luce collabora.

Chi ama i sentieri può proseguire verso Riffelberg oppure salire dal Gornergrat lungo percorsi segnati. Il tracciato numero 21, noto come Riffelseeweg, attraversa un ambiente spettacolare pieno di rocce rossastre, prati alpini e scorci continui sulla piramide del Cervino. Alcuni tratti presentano fondo sassoso, dunque scarponcini solidi risultano scelta saggia.

Vicino al lago si stacca anche l’accesso al Riffelhorn, cima di 2.928 metri apprezzata dagli arrampicatori. La parete sud ospita vie storiche e itinerari scuola frequentati da cordate che cercano roccia e panorama. Vedere questi movimenti verticali aggiunge energia a un quadro già intenso.

Molti visitatori scelgono semplicemente una sosta in riva. Pane, formaggio vallese, acqua fresca e giacca addosso persino in agosto. A questa quota il sole scalda e l’aria punge nello stesso istante. Durante l’estate alcune partenze speciali permettono di assistere all’alba sul Gornergrat con colazione in quota. Dopo il primo chiarore, raggiungere Riffelsee significa trovare il Cervino tinto d’arancio che si specchia in acqua blu scura.

Dove si trova e come arrivare

Il Riffelsee sorge sopra Zermatt, celebre località del Canton Vallese nel sud della Svizzera, vicina al confine italiano. Zermatt ha una particolarità rara nelle Alpi moderne: il centro limita il traffico privato e mantiene un’atmosfera pulita, fatta di navette elettriche, chalet in legno, strade raccolte e aria sorprendentemente limpida.

Chi viaggia in auto lascia il mezzo a Täsch, paese posto più a valle con grandi parcheggi dedicati. Da lì parte una navetta ferroviaria rapida verso Zermatt. Una volta arrivati in stazione, basta attraversare la piazza per trovare la partenza della Gornergrat Bahn, treno rosso a cremagliera simbolo della regione.

La salita vale già il viaggio, grazie ai vagoni che risalgono boschi di larici, radure e terrazze panoramiche, per poi entrare in scenari minerali sempre più alti. Molti scelgono Rotenboden, fermata strategica per Riffelsee, da dove inizia un sentiero in lieve discesa che conduce alla riva in pochi minuti.

Altri preferiscono salire fino al Gornergrat, quota superiore ai 3.000 metri, visitare il grande belvedere su ghiacciai e vette, poi scendere a piedi verso il lago. Si tratta di una soluzione magnifica per chi desidera una giornata più ricca e ama i percorsi in discesa.

Il periodo ideale va da luglio a settembre, con finestre ottime anche a giugno e ottobre secondo neve residua e meteo. Conviene controllare visibilità e vento prima della partenza, perché cielo terso e aria calma fanno la differenza tra una bella gita e uno di quei momenti che restano impressi per anni.

Riffelsee, in fondo, possiede il talento raro dei posti autentici: piccolo, severo, facilissimo da raggiungere eppure capace di far sentire minuscoli davanti alla montagna più iconica d’Europa. Un lago breve nelle misure, ma immenso nella memoria.

A spasso per Roma con Emma, nata dalla penna di Alessia Gazzola in “Non è la fine del mondo”

19 avril 2026 à 12:00

Emma De Tessent è un’eterna stagista di trent’anni, determinata ma anche capace di insegnarci – grazie alle sue disavventure – che Non è la fine del mondo, titolo del meraviglioso romanzo di Alessia Gazzola, di cui è la protagonista. Una storia in cui immergersi, magari mentre si passeggia per la città in cui è ambientata: Roma. Il romanzo, tra le altre cose, è stato pubblicato 10 anni fa, ma oltre a essere perfettamente attuale anche per le trentenni di oggi, da poco è diventato un film con Fotinì Peluso e Andrea Bosca.

Le vicende di Emma si dipanano tra case di produzione, tentavi di trovare un lavoro stabile, batticuori e la scoperta di luoghi meravigliosi. Perché, una delle tante cose che ci insegna questo romanzo, è che a volte i luoghi ci stupiscono quando li incontriamo per caso, magari mentre vaghiamo sovrappensiero. È così che si scoprono meraviglie: come la romantica bottega di una sarta. Ma ci insegna pure che la bellezza e la pace si possono trovare benissimo in una metropoli come la Città Eterna: proprio come il villino con il glicine che diventa il sogno di Emma.

I luoghi di Roma da scoprire tra le pagine di Non è la fine del mondo di Alessia Gazzola.

Il quartiere Prati, uno dei cuori pulsanti del romanzo

Siamo vicini a Città del Vaticano, in un quartiere elegante, ricco di negozi, uffici e locali. Ed è qui, nel quartiere Prati, che Emma si trova a girare spesso. Perché è proprio tra le sue strade che tenta un colloquio di lavoro, per poi – delusa – imbattersi nel magnifico negozio di una sarta. Un luogo in cui lei riesce a ritrovare la pace in un momento in cui è alle prese con i tentativi di trovare un impego nel suo settore.

Ed è anche il quartiere in cui poi trova anche qualcosa di più. Perfetto da visitare e molto intrigante perché meno turistico pur essendo vicinissimo a San Pietro e il Vaticano. Da raggiungere per conoscere una zona elegante di Roma e ammirare i meravigliosi palazzi. Tra questi, vale la pena citare il Palazzaccio che ospita la Corte suprema di Cassazione e il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma: è stato realizzato tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Si trova in piazza Cavour, dove non si può non rimanere ammaliati dal bellissimo giardino, dallo storico Teatro Adriano e dalla chiesa Valdese. Nello stesso quartiere vale la pena visitare anche il Museo delle Anime del Purgatorio, che si trova vicino alla chiesa neogotica del Sacro Cuore di Gesù a Prati e contiene documenti che dovrebbero testimoniare l’esistenza del Purgatorio.

Una cosa è certa: per Emma questo quartiere è “un luogo in cui si sente in pace con il mondo”, proprio come afferma nel romanzo.

Quartiere Prati tra i luoghi di Roma del libro di Alessia Gazzola "Non è la fine del mondo"
iStock
Quartiere Prati a Roma tra le location del libro di Alessia Gazzola “Non è la fine del mondo”

Il centro: una fugace apparizione

Non si può ambientare un romanzo a Roma senza che tra le sue pagine compaia quel centro città che tanto è entrato nell’immaginario collettivo di tutti grazie a una bellezza impareggiabile, una ricchezza di opere, palazzi e altre meraviglie che incanta il mondo. Proprio come piazza di Spagna, dove Emma, la protagonista del romanzo di Alessia Gazzola, si ritrova dopo essersene andata da un party.

Una visuale fugace, quella che regala l’autrice in Non è la fine del mondo, del cuore pulsante di Roma immortalato in un perfetto clima primaverile, con il vociare di tantissimi turisti e quella voglia di fare festa che anima i locali.

Tra le altre tappe, vale la pena citare il celebre Giardino degli aranci: non vicinissimo al centro storico, si trova sul Colle Aventino e regala una vista spettacolare su Roma.

Piazza di Spagna a Roma tra i luoghi del libro di Alessia Gazzola "Non è la fine del mondo"
iStock
Tra i luoghi del libro di Alessia Gazzola “Non è la fine del mondo”: Piazza di Spagna a Roma

Il villino con il glicine

E poi c’è il luogo simbolo di Non è la fine del mondo, quello che sogna Emma: un villino con giardino immerso nei glicini. È lì che si va a rifugiare, entrando da un cancello sempre aperto. Ed è sempre lì che sogna di vivere un giorno. Porta spesso i lettori in quel luogo durante il dipanarsi della storia. E l’aspetto più intrigante è che l’autrice ci dice solo che si trova in via Barnaba Oriani, a quanto pare proprio nel prestigioso e famoso quartiere dei Parioli.

Non abbiamo informazioni in più. Come a ricordarci che i posti che ci entrano dentro sono quelli che riusciamo a scovare girando, imbattendoci in loro per caso e rimanendone folgorati. E allora a volte vale la pena vagare per le città, magari accompagnati dalle pagine di un libro che diventa guida di viaggio emozionante e innovativa.

Roberta Valente – Notaio in Sorrento, le location della serie Tv svelano panorami da sogno

12 avril 2026 à 16:00

Le location di Roberta Valente – Notaio in Sorrento, come sempre più spesso accade nelle fiction italiane, hanno un ruolo da catalizzatore dell’azione. Senza Sorrento e la Penisola Sorrentina, dov’è girata quasi interamente la nuova serie Rai con Maria Vera Ratti nei panni di una delle più giovani notaie italiane, sarebbe difficile – se non impossibile – comprendere personaggi, valori e desideri che li motivano e persino cosa muove la trama.

Di cosa parla la fiction

In quattro puntate in onda in prima serata su Rai1 (e RaiPlay) a partire da domenica 12 aprile 2026, Roberta Valente – Notaio in Sorrento racconta la storia di una giovane professionista che dopo anni di studio a Milano torna nella propria città natale, Sorrento, per cominciare a lavorare in un noto studio notarile e sposare finalmente il fidanzato di sempre (Alessio Lapice). Mentre risolve intricati casi notarili, la giovane notaia viene a conoscenza di informazioni sul passato della propria famiglia – i genitori sono morti quando aveva appena cinque anni – che la spingono a mettere in discussione un futuro già scritto e brillante, fatto di una carriera solida e un matrimonio perfetto. Alcuni incontri inaspettati aiutano Roberta a lasciarsi andare e mettere da parte, almeno nelle relazioni, la meticolosità e il puntiglio che la contraddistinguono sul lavoro.

Ufficio Stampa RAI
Le location di “Roberta Valente – Notaio in Sorrento” – In foto: Marina Grande a Sorrento

Dove è stata girata la serie Tv

Sorrento

Nella fiction, diretta da Vincenzo Pirozzi e co-prodotta da Rai Fiction e Rodeo Drive Production, Sorrento è presenza comprimaria a quella dei protagonisti e dei loro interpreti. Scorci come i vicoli, le chiese e le tradizionali botteghe artigiane del centro storico accompagnano il ritorno a casa – per molti versi un nostos degno di un eroe moderno – della giovane notaia.

Veduta panoramica dalla Villa Comunale di Sorrento
iStock
Veduta panoramica dalla Villa Comunale di Sorrento

Tra le strade strette e i tipici fabbricati da località marittima, da cui ogni tanto si insinua l’azzurro del mare, Roberta Valente si riappropria di ciò che sembrava avere perso durante il proprio soggiorno studio a Milano. Vedute iconiche, come quelle dalla Villa Comunale sul Vesuvio e sul Golfo di Napoli, sono però il vero punto forte della fiction.

Le scene della fiction svelano anche altri luoghi meravigliosi di Sorrento, come il Grand Hotel Excelsior Vittoria, dove la protagonista vorrebbe sposarsi, e Villa Eliana, location mozzafiato per matrimoni ed eventi che regala viste panoramiche meravigliose, soprattutto al tramonto. Qui sono state girate le scene di una cena all’interno della serie Tv.

Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana

Tra le location di Roberta Valente – Notaio in Sorrento non mancano altri belvederi e punti panoramici lungo la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana che meritano una sosta sia che per la prima volta da turisti si percorra la litoranea e sia che da nativi del posto trapiantati altrove, come Roberta, si senta ogni tanto il bisogno di tornare a respirare aria di mare.

Il mare, e più in generale i paesaggi mediterranei della fiction, non sono del resto “solo una cartolina, ma un vero e proprio personaggio che, con la sua luce calda e i colori vivaci, fa da contrappunto alla rigidità interiore della protagonista, creando un contrasto visivo tra l’ordine che lei cerca di imporsi e la vitalità imprevedibile del mondo che la circonda”, ha sottolineato il regista Pirozzi.

Un’altra location utilizzata è stato anche il Ristorante Terrazza Mediterraneo, in cui la protagonista va a fare colazione e dove incontra la sorellastra: da qui si apre una vista pazzesca sul mare. Si trova a Sant’Agnello, un incantevole e tranquillo comune della Costiera Sorrentina adiacente a Sorrento, dove spiccano diverse terrazze tufacee panoramiche.

Belvedere di San Leucio (Caserta)

In parte girata in studio a Roma, la fiction ha tra le location anche un altro luogo iconico della Campania: il Belvedere di San Leucio a Caserta.

In questo complesso, dove a cominciare da Ferdinando di Borbone si coltivò l’utopia di creare una comunità autonoma che avesse come fonte d’introiti principale la tessitura della seta, la giovane notaia svolge il proprio lavoro quotidiano tra i corridoi dell’antico appartamento regale riadattato a ufficio e le scene all’aperto girate nello splendido giardino all’italiana del complesso.

Belvedere di San Leucio a Caserta
iStock
Lo splendido Belvedere di San Leucio a Caserta

Great Stirrup Cay: l’isola privata di Norwegian Cruise Line ai Caraibi

6 avril 2026 à 09:30

Da sempre una delle tappe più amate degli itinerari di Norwegian Cruise Line, oggi Great Stirrup Cay, l’isola privata della compagnia alle Bahamas, cresce e si rinnova ancora. Con nuovi spazi, servizi e attrazioni, l’isola si configura sempre più come una destinazione completa, capace di offrire una giornata piena, varia e personalizzabile, non solo “per una tappa”.

L’obiettivo è chiaro: trasformare quest’isola grande poco più di 100 ettari in una vera e propria meta, dove vivere esperienze diverse e complementari, pensate per famiglie, coppie e viaggiatori alla ricerca di relax, divertimenti e momenti indimenticabili.

Great Life Lagoon: il nuovo cuore dell’isola

Al centro della trasformazione si trova la Great Life Lagoon, una nuova area piscina di circa 5.600 metri quadrati, più grande di due piscine olimpioniche una accanto all’altra. Pensata per accogliere pubblici diversi e di tutte le età, combina relax e intrattenimento in un unico immenso spazio curato in ogni minimo dettaglio.

L’ingresso in stile spiaggia caraibica accompagna dolcemente verso l’acqua, rivelandosi un ambiente accessibile e sicuro anche per i più piccoli. Qui si sviluppa anche Splash Harbor, un’area splash pad gratuita pensata proprio per i bambini, con giochi d’acqua e spazi dedicati.

piscina Great Stirrup Cay
NCL
Splash Harbor è l’area splash pad gratuita per un divertimento assicurato

Per gli adulti, invece, la piscina ospita due swim-up bar dove sorseggiare cocktail direttamente coi piedi in acqua, circondata da aree relax con lettini e cabane private affacciate sull’oceano.

Vibe Shore Club: un rifugio esclusivo per adulti

Nonostante le dimensioni, la Great Stirrup Cay raccoglie le tante anime e aspettative di un viaggio alle Bahamas. Oltre alle attività di intrattenimento e divertimento, l’isola si fa intima nel Vibe Shore Club, uno spazio riservato agli adulti accessibile soltanto tramite pass giornaliero.

Qui il ritmo cambia; in questa porzione di spiaggia dedicata, più silenziosa e ancora più curata, pensata per chi vuole allontanarsi dalle zone più frequentate e caotiche. Lettini premium, cabane private e un bar riservato ricostruiscono a terra l’atmosfera senza tempo del Vibe Beach Club delle navi Norwegian: stessa idea di esclusività, stessa libertà di scegliere quanto restare e come vivere la giornata, tra un bagno indimenticabile e una pausa all’ombra.

Great Stirrup Cay spiagge
NCL
Il Vibe Shore Club, uno spazio riservato agli adulti accessibile soltanto con pass

Il futuro è già iniziato: Great Tides Waterpark

La trasformazione di Great Stirrup Cay non si ferma qui. Nell’estate 2026 è previsto il debutto del Great Tides Waterpark, un grande parco acquatico progettato per ospiti di tutte le età.

Al centro del progetto ci sarà la Tidal Tower, con otto scivoli principali, tra cui alcuni tra i più alti e spettacolari, pensati per gli spiriti più avventurieri con discese adrenaliniche e percorsi su gommoni. Il parco includerà un totale di 19 scivoli, con diverse tipologie: scivoli da competizione, tubi a spirale e discese per corpo libero.

Tra le esperienze più innovative ci saranno sistemi di risalita con nastri trasportatori, che permettono di raggiungere la cima degli scivoli senza dover trasportare manualmente i gommoni.

Il parco ospiterà anche un fiume dinamico lungo circa 245 metri, pensato come alternativa più movimentata rispetto ai classici lazy river, oltre a un’area splash di circa 840 metri quadrati dedicata ai bambini. Per i più spericolati? Nella Cliffside Cove gli ospiti potranno sperimentare salti a strapiombo e nuove esperienze acquatiche pensate per un pubblico in cerca di adrenalina.

Cosa fare sull’isola

Tantissime le cose da fare sull’isola, non solo vita da spiaggia. Lo snorkeling è una delle attività principali, con il giardino di sculture sottomarine (installazione progettata per offrire un’esperienza simile a un acquario, punto di interesse unico durante le immersioni) o per l’incontro ravvicinato con le razze; ma anche in tratti di costa libera facilmente esplorabili in autonomia, con attrezzatura propria o a noleggio. Per gli sportivi c’è la possibilità anche di praticare kayak e paddleboard, o di affittare moto d’acqua. Tra le escursioni, si può partecipare a uscite verso gli isolotti vicini, fino alle esperienze più curiose come quella con i celebri maiali delle Bahamas. Perché invece non provare a cambiare punto di vista? La zipline permette di attraversare parte dell’isola dall’alto, cambiando decisamente prospettiva.

Una trasformazione che parte dall’ingresso

Una fase di riqualificazione e cambiamento che parte già dall’accesso e l’arrivo sull’isola. Con l’introduzione di un nuovo molo, lo sbarco diventa più semplice e diretto, e permette agli ospiti di accedere comodamente, per iniziare subito la giornata di scalo. A questo si aggiungono un nuovo Welcome Center e un sistema di tram interno che facilita gli spostamenti, rendendo la logistica più fluida e organizzata. È un cambiamento apparentemente tecnico, ma che modifica la percezione complessiva: l’isola non è più un’escursione, ma un’estensione naturale della nave.

isola privata NCL bahamas
NCL
Great Stirrup Cay non è più un’escursione, ma un’estensione naturale della crociera NCL

Un ruolo sempre più centrale negli itinerari

Nel 2026 Norwegian Cruise Line prevede di accogliere oltre un milione di ospiti a Great Stirrup Cay, con 17 navi della flotta che faranno tappa sull’isola.

Tra queste, Norwegian Aqua e Norwegian Luna, le più recenti della compagnia, che includono l’isola nei loro itinerari caraibici da Miami e Orlando (Port Canaveral), con crociere di sette giorni tra Repubblica Dominicana, Isole Vergini e altre destinazioni tropicali.

Scuola di seduzione, tutte le location reali del nuovo film di Carlo Verdone

1 avril 2026 à 13:39

Disponibile dall’1 aprile 2026 su Paramount+, Scuola di seduzione è il nuovo film di Carlo Verdone, che lo ha scritto (insieme a Pasquale Plastino e Luca Mastrogiovanni), diretto e interpretato. Nel cast, oltre a Verdone stesso, troviamo anche Karla Sofía Gascón Ruiz (Emilia Perez), Lino Guanciale, Vittoria Puccini, Beatrice Arnera, Euridice Axen e Romano Reggiani.

Il racconto corale, prodotto da Luigi e Aurelio De Laurentiis, arriva dopo la serie Tv Vita da Carlo, ma è ambientato in una Roma più tranquilla, intima e ricca di verde. Quella parte di Capitale che resta fuori dai classici circuiti turistici, ma che affascina ad ogni passo per la sua autenticità.

Inaugurata a Miami la nuova nave da crociera Norwegian Cruise Line

30 mars 2026 à 14:30

È stata inaugurata proprio in questi giorni a Miami la Norwegian Luna, la nuova incredibile nave Made in Italy di Norwegian Cruise Line, compagnia innovativa nel settore delle crociere. Destinata a navigare tra i mari di Caraibi e Bahamas, il battesimo si è svolto al terminal LEED Gold Certified di PortMiami, alla presenza di oltre 2.000 ospiti, secondo la tradizione marittima che prevede la benedizione della nave e la rottura della bottiglia sullo scafo.

A Boboli ha riaperto il suggestivo giardino “segreto” delle camelie

27 mars 2026 à 12:00

Nel cuore di Firenze, tra le meraviglie del Giardino di Boboli, ha riaperto al pubblico uno degli angoli più incantevoli e riservati del parco: il giardino “segreto” delle camelie.

Ordinariamente chiuso al pubblico, questo spazio esclusivo è accessibile solo fino al 10 maggio 2026, il sabato e la domenica, con visite guidate organizzate dal personale del parco mediceo fiorentino, per gruppi limitati a un massimo di 25 persone. Un’occasione unica per scoprire un angolo storico e romantico, ricco di fascino, colori e profumi che raccontano secoli di storia fiorentina.

Il giardino delle camelie a Boboli

Il giardino delle camelie, situato tra l’ala Sud di Palazzo Pitti e il bastione della Meridiana, ha radici che risalgono all’epoca medicea, quando era riservato esclusivamente ad alcuni membri della famiglia granducale. Questo spazio appartato, immerso tra vialetti lastricati, mura antiche e graziosi scorci, conserva ancora oggi quell’atmosfera privata e raccolta che lo rende così speciale.

Alla fine del Settecento il giardino assunse una funzione più specifica: divenne il luogo ideale per la coltivazione delle camelie, piante particolarmente in voga all’epoca per la loro eleganza, la delicatezza dei fiori e i colori brillanti.

La scelta della Camellia japonica come specie principale ha permesso di creare una collezione unica, oggi composta da 49 esemplari appartenenti a 37 varietà differenti. Alcune piante si distinguono per dimensioni imponenti, fioriture abbondanti e tonalità particolarmente intense. Tra queste spicca la ‘Candidissima’, risalente al 1830, con i suoi fiori bianchi puri, simbolo di raffinatezza e cura dei dettagli.

Passeggiare tra le camelie significa immergersi in un contesto storico e naturalistico di grande suggestione, dove ogni pianta racconta una parte della storia del giardino, dei suoi curatori e della città di Firenze stessa. Inoltre, il giardino situato in posizione elevata, è progettato in modo da valorizzare la vista sulle colline circostanti, offrendo scorci che cambiano con la luce del giorno, rendendo l’esperienza ancora più affascinante per appassionati di botanica e fotografia.

Visite guidate e informazioni pratiche

L’apertura straordinaria del giardino delle camelie prevede visite guidate incluse nel biglietto di ingresso al Giardino di Boboli. Per i gruppi è obbligatoria la prenotazione, e c’è la possibilità di essere accompagnati anche dalla propria guida turistica.

Le visite si svolgono il sabato e la domenica fino al 10 maggio 2026, garantendo un’esperienza intima e curata, con spiegazioni dettagliate sul patrimonio botanico, sulla storia delle piante e sugli interventi di conservazione che ne preservano la bellezza secolare.

Questa riapertura rappresenta un’occasione rara per ammirare da vicino una collezione di piante storiche, in un contesto che combina natura, arte e storia. Il giardino delle camelie, con la sua eleganza discreta, la varietà dei colori e il profumo delicato dei fiori, offre ai visitatori un’esperienza immersiva e memorabile, rendendo la visita a Boboli ancora più completa e affascinante.

Gli appassionati di botanica, così come i turisti in cerca di scorci pittoreschi in Toscana, potranno godere di un percorso segreto e fuori dalle solite rotte, ricco di storia e bellezza, ideale anche per passeggiate fotografiche o momenti di relax in mezzo alla natura primaverile.

Fino al 10 maggio 2026 riapre a Firenze il giardino delle camelie a Boboli
iStock
Giardini di Boboli a Firenze

❌
❌