Venezia resta una delle mete più desiderate al mondo, ma anche una delle più sofferenti tra navi da crociera, ticket d’ingresso al centro storico e proteste dei residenti. Eppure, a pochi passi dalla Laguna, ci sono dei luoghi in grado di offrire lo stesso patrimonio artistico e paesaggistico, ma senza la folla.
È la tesi al centro di un recente reportage del New York Times, che ha dedicato un lungo articolo al Veneto meno conosciuto: quello di Treviso, delle colline del Prosecco e delle città d’arte lungo la ferrovia che collega Padova a Verona. Un territorio da scoprire in bicicletta, in barca e in treno.
Da Treviso alla Laguna, in bici e in barca
Il primo itinerario consigliato dal quotidiano americano segue il corso del fiume Sile, la via d’acqua che dal Trecento riforniva Venezia di farina e olio grazie ai mulini di Treviso. Il percorso proposto è un tour in bicicletta di circa 40 chilometri lungo il fiume, attraverso il Parco Naturale del Sile, fino al villaggio di Caposile, sulla sponda settentrionale della Laguna.
Lungo il tragitto si incontrano cigni, canali silenziosi e i resti sommersi di antiche imbarcazioni in legno, i cosiddetti burci. Il giorno successivo il viaggio prosegue in barca tra le isole di Torcello, Murano e Burano: la prima custodisce un’antica basilica bizantina, la seconda è patria della lavorazione del vetro dal 1291, mentre la terza è nota per le case colorate e per il celebre merletto locale.
Tiramisù e Prosecco, il Veneto da gustare
Il secondo percorso è un viaggio nel gusto, tra due prodotti simbolo della regione. Treviso rivendica infatti la nascita del tiramisù, inserito nel menù di uno storico locale cittadino nei primi anni Settanta e oggi riconosciuto come prodotto tradizionale dal governo italiano.
Passeggiando tra il centro storico e le osterie che servono cicchetti veneziani, il racconto del New York Times si sposta poi sulle colline del Prosecco, dichiarate Patrimonio UNESCO nel 2019. Tra i borghi di Conegliano e Valdobbiadene, i vigneti coltivati a mano su pendii ripidissimi producono il Prosecco D.O.C.G., protetto anche da un delicato equilibrio tra turismo e sostenibilità: lo scorso anno, ci sono stati mezzo milione di visitatori con pernottamento, una cifra considerata ancora gestibile.
Un treno attraverso il Veneto UNESCO
Il terzo itinerario attraversa la regione in treno, toccando quattro città dal patrimonio artistico straordinario. Padova, sede universitaria dal 1222, custodisce nella Cappella degli Scrovegni gli affreschi di Giotto e ospita l’orto botanico più antico del mondo, fondato nel 1545.
Vicenza deve il proprio riconoscimento UNESCO all’architetto Andrea Palladio, autore di numerosi edifici cittadini tra cui il celebre Teatro Olimpico e la Villa La Rotonda, modello ispiratore di edifici storici come Monticello e la Casa Bianca.
Verona, che conserva invece tracce del proprio impianto romano, inclusa l’Arena, e Peschiera del Garda, borgo fortificato affacciato sul lago, ideale per un’ultima pedalata prima del rientro.
Il set-jetting, o cineturismo, è una delle tendenze di viaggio più forti degli ultimi anni. Dopo aver conquistato tutti con fenomeni come The White Lotus, Emily in Paris e Bridgerton, oggi sono sempre di più i viaggiatori che scelgono la prossima destinazione ispirandosi ai luoghi visti sul grande e piccolo schermo. Attenzione però: non si tratta solo di visitare una location, ma di vivere in prima persona le atmosfere di un film o di una serie Tv che ci ha appassionato, passeggiando negli stessi borghi e ammirando quei panorami suggestivi che hanno catturato il nostro immaginario.
L’Italia, all’interno di questo trend, è una delle regine: dalle Dolomiti alla Toscana, passando per il Lago di Garda e città eleganti baciate dal sole, fino a piccoli borghi affacciati su un lago poco conosciuto, sono tanti gli scenari che quest’anno spopoleranno tra gli amanti del jet-setting grazie alle nuove produzioni cinematografiche ambientate nel Belpaese e di cui abbiamo parlato nei nostri articoli.
Le Dolomiti di “Una nuova vita” e di “Rosso Volante”
Tra le destinazioni che si candidano a diventare protagoniste del set-jetting di montagna nel 2026 ci sono le Dolomiti di Una nuova vita, la fiction con Anna Valle e Daniele Pecci. Girata tra Primiero San Martino di Castrozza e Predazzo, la serie valorizza alcuni degli scenari più spettacolari del Trentino, trasformandoli in un invito al viaggio.
Ufficio Stampa/iStockAnna Valle e il laghetto Welsperg, location di “Una nuova vita”
Protagonista assoluta è San Martino di Castrozza, ai piedi delle Pale di San Martino, Patrimonio UNESCO, una località amata tutto l’anno tra escursioni estive, piste da sci e panorami mozzafiato.
iStockSan Martino di Castrozza, location principale di “Una nuova vita”
Sullo schermo compaiono anche il suggestivo Laghetto Welsperg, immerso nella Val Canali, e Fiera di Primiero, borgo dal fascino alpino con eleganti edifici storici.
Completano questo suggestivo itinerario Tonadico e Sagron Mis, due piccoli borghi immersi nella natura che, grazie alla fiction, potrebbero diventare le nuove mete da segnare in agenda.
Le Dolomiti sono le regine del cineturismo italiano, complice anche l’eco delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Oltre alla fiction con Anna Valle, sono state protagoniste anche delle ambientazioni di Rosso Volante, il film con Giorgio Pasotti dedicato al campione di bob Eugenio Monti, è stato girato tra alcuni degli scenari più iconici delle Dolomiti Bellunesi.
Ufficio Stampa RAI/iStockLe location di “Rosso Volante”: in foto Cortina d’Ampezzo
Cuore delle riprese è stata Cortina d’Ampezzo, con le sue montagne Patrimonio UNESCO e luoghi simbolo come lo storico Hotel de la Poste, che nel film riporta in vita l’atmosfera degli Anni Sessanta. Accanto alla “Regina delle Dolomiti” compare anche San Vito di Cadore, immerso in una verde conca ai piedi delle cime bellunesi.
Il Lago di Bracciano di “A testa alta – Il coraggio di una donna”
Tra le location che hanno già conquistato i lettori (e viaggiatori) diventando protagonista del set-jetting italiano, c’è il Lago di Bracciano, scenario principale di A testa alta – Il coraggio di una donna, la serie Tv Rai con Sabrina Ferilli.
Ufficio Stampa Mediaset/iStockLe splendide location di “A testa alta” con Sabrina Ferilli
Le riprese si sono svolte in particolare ad Anguillara Sabazia, uno dei borghi più affascinanti del Lazio, affacciato sulle acque del bacino lacustre. Vicoli medievali, piazzette panoramiche e un suggestivo lungolago fanno da cornice a una destinazione che unisce tranquillità, storia e paesaggi romantici, perfetta per un weekend fuori porta.
La Bari di “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”
Tra le destinazioni che potrebbero beneficiare dell’effetto set nel 2026 c’è Bari, protagonista di Guerrieri – La regola dell’equilibrio, la serie Tv con Alessandro Gassmann ispirata ai romanzi di Gianrico Carofiglio.
Ufficio Stampa RAI/iStockBari è la location principale di “Guerrieri”
La fiction racconta una città elegante e autentica, tra il centro storico, il lungomare e i suoi luoghi simbolo, diventando un vero e proprio itinerario da seguire: le riprese attraversano il Tribunale di Bari, Palazzo Ietri, il quartiere Murat, Bari Vecchia con la celebre Via delle Orecchiette e il lungomare, mostrando una città ricca di fascino.
La serie si spinge anche oltre il capoluogo, accendendo i riflettori su alcuni dei borghi più belli della regione, come Giovinazzo, Trani e Monopoli, oltre ai centri dell’entroterra di Modugno e Grumo Appula.
La campagna laziale di “Benvenuti in campagna”
Tra i luoghi che potrebbero alimentare il desiderio di una fuga slow nel 2026 c’è la campagna laziale raccontata da Benvenuti in campagna, commedia con Maurizio Lastrico. Il film è stato girato tra antichi casali, laghi e borghi a pochi chilometri da Roma, trasformando la campagna in una vera protagonista della storia.
Vision Distribution/iStockLe location di “Benvenuti in campagna” – In foto il Lago di Martignano (Lazio)
Il cuore delle riprese è Campagnano di Roma, circondato da boschi e sentieri e affacciato sul suggestivo Lago di Martignano, una delle oasi naturali più tranquille del Lazio. Nei dintorni spicca anche il Parco Regionale di Veio, con le sue cascate, i torrenti e i resti dell’antica città etrusca, meta ideale per chi cerca natura e relax.
Il viaggio prosegue a Monterosi, borgo attraversato dalla Via Francigena e che completa un itinerario perfetto per chi sogna di rallentare i ritmi e scoprire il volto più autentico della campagna romana.
iStockUn tranquillo tramonto sul Lago di Martignano
La Toscana romantica di “Non è un paese per single”
La Toscana continua a essere una delle mete più amate dal jet setting cinematografico, anche nel 2026. Sono tante le produzioni che hanno utilizzato i più bei luoghi della regione come location e uno degli ultimi ne celebra il volto più romantico: “Non è un paese per single“, tratto dal bestseller di Felicia Kingsley, esalta le colline della provincia di Siena e trasforma borghi medievali e vigneti in una cartolina che invita a partire.
iStock/Amazon MGM StudiosLocation di “Non è un paese per single” – In foto: Sant’Angelo in Colle
Le riprese si sono concentrate tra Montalcino e la sua frazione Sant’Angelo in Colle, che sullo schermo diventa l’immaginario “Belvedere in Chianti”. Vicoli in pietra, piazzette, scorci sulla Val d’Orcia e panorami punteggiati di vigneti fanno da sfondo a una toccante storia d’amore.
iStockLa fortezza di Montalcino domina il paesaggio e offre una vista unica sulla Val d’Orcia
Il Lago di Garda, set a cielo aperto che non passa mai di moda
Ci sono luoghi che continuano a ispirare registi e viaggiatori anno dopo anno e il Lago di Garda è proprio uno di questi. Tra borghi affacciati sull’acqua, strade panoramiche a strapiombo e castelli medievali, il lago più grande d’Italia resta una delle mete simbolo del cineturismo e del set-jetting italiano: da Tremosine sul Garda, con la spettacolare Strada della Forra resa celebre da 007 – Quantum of Solace, a Sirmione, protagonista di film romantici come Letters to Juliet e Love in the Villa, passando per Gardone Riviera con il Vittoriale degli Italiani, Riva del Garda e Malcesine, ogni angolo è una scenografia cinematografica a cielo aperto.
iStockLa spettacolare Strada della Forra di Tremosine
Certe esperienze valgono quanto la destinazione finale: questa è la definizione perfetta del Gotthard Panorama Express che, più che un semplice collegamento tra Lugano e Lucerna, rappresenta un itinerario narrativo in grado di raccontare la Svizzera attraverso paesaggi, opere d’ingegneria, memorie storiche e tradizioni radicate da secoli.
Lungo circa 5 ore e 30 minuti, il percorso collega il Ticino alla zona centrale del Paese, e lo fa alternando due mezzi di trasporto. Prima il treno panoramico percorre la storica linea ferroviaria del San Gottardo, poi il battello attraversa il Lago dei Quattro Cantoni. Il risultato è un mosaico di scenari che cambia continuamente volto.
Il nome stesso del viaggio richiama uno dei luoghi più importanti della geografia europea. Per secoli, infatti, il Passo del San Gottardo ha rappresentato una via strategica tra il nord e il sud del continente e il Gotthard Panorama Express percorre proprio quella linea storica, evitando il moderno traforo di base e privilegiando l’antico tracciato di montagna.
La partenza avviene a Lugano oppure a Bellinzona e fin dai primi chilometri emerge il volto più sorprendente della Svizzera meridionale, fatta di lungolaghi eleganti, vegetazione rigogliosa e un clima particolarmente mite. Poi il paesaggio muta gradualmente con la Valle Leventina che accompagna il convoglio verso quote più elevate attraverso un territorio modellato da ghiacciai, torrenti e pareti granitiche.
La tratta in treno sulla storica ferrovia del San Gottardo
La vera protagonista della prima parte del viaggio è la storica ferrovia del San Gottardo, una linea che ha cambiato per sempre i collegamenti tra il nord e il sud dell’Europa. Quando venne inaugurata nel 1882 rappresentò un’impresa straordinaria, anche perché attraversava una delle catene montuose più imponenti del continente.
Bastano pochi chilometri per capire che questa tratta possiede un carattere diverso rispetto a molte altre linee panoramiche: vallate profonde si alternano a versanti coperti di boschi, torrenti alimentati dallo scioglimento delle nevi scorrono accanto ai binari e piccoli nuclei abitati compaiono tra le montagne seguendo una geografia modellata nel corso di migliaia di anni dall’azione dei ghiacciai.
L’ascesa verso il massiccio del Gottardo regala anche uno dei più sorprendenti esempi di ingegneria ferroviaria alpina. Per superare i forti dislivelli senza ricorrere a pendenze eccessive, i progettisti idearono un articolato sistema di gallerie elicoidali, ponti e curve che ancora oggi suscita ammirazione.
È proprio in questo tratto che appare la celebre Chiesa di Wassen, arroccata su una piccola altura nel Canton Uri, diventata famosa in tutto il mondo grazie a una particolarità unica: mentre il treno affronta le spettacolari spirali ferroviarie del Gottardo, il campanile entra nel campo visivo dei passeggeri per ben 3 volte da angolazioni completamente differenti, offrendo una dimostrazione concreta dell’audacia tecnica che rese possibile la costruzione della linea.
Intanto il paesaggio continua a trasformarsi. Boschi di castagni tipici del Ticino cedono gradualmente spazio a scenari alpini più severi. Pareti rocciose, corsi d’acqua impetuosi e piccoli villaggi punteggiano la valle, mentre la luce si trasforma insieme all’altitudine. Bellinzona merita una menzione speciale: capoluogo ticinese e porta d’accesso alle Alpi, custodisce 3 castelli medievali inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Raggiunta Flüelen, nel Canton Uri, il viaggio cambia ritmo e prospettiva, anche perché terminano le rotaie e inizia la navigazione.
La tratta in battello sul Lago dei Quattro Cantoni
Flüelen occupa una posizione privilegiata all’estremità meridionale del Lago dei Quattro Cantoni, uno degli specchi d’acqua più scenografici dell’intera Svizzera. Circondato da montagne che si innalzano quasi verticalmente dalle rive, presenta una forma articolata che ricorda, a tratti, quella di un fiordo.
Fin dai primi minuti di navigazione emerge il profondo legame tra questo territorio e la nascita della Confederazione Svizzera. Gran parte degli episodi fondativi tramandati dalla tradizione nazionale trova infatti collocazione proprio lungo queste sponde. Tra i luoghi più significativi compare il prato del Grütli, conosciuto anche con il nome tedesco di Rütli.
Secondo la tradizione, qui nel 1291 i rappresentanti dei cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo sancirono il patto considerato l’atto di nascita della Confederazione. Poco più avanti si incontra lo Schillerstein, un monolite alto circa 20 metri che emerge direttamente dal lago. Il suo nome rende omaggio allo scrittore Friedrich Schiller, autore del celebre dramma dedicato a Guglielmo Tell e proprio la figura dell’eroe svizzero accompagna gran parte della navigazione.
Sulle rive appare infatti anche la Cappella di Tell, costruita per ricordare un episodio della leggenda secondo cui il celebre balestriere sarebbe riuscito a sfuggire ai suoi inseguitori saltando dalla barca che lo trasportava prigioniero. Tra una località e l’altra scorrono prati, boschi, piccoli approdi e villaggi caratterizzati da case tradizionali e campanili slanciati.
L’arrivo a Lucerna conclude il percorso in una delle città più affascinanti del Paese, dove ad accogliere i passeggeri ci sono subito il profilo del Kapellbrücke e la Torre dell’Acqua, simboli indiscussi del centro storico. Attorno, invece, si sviluppa un tessuto urbano elegante, caratterizzato da edifici storici decorati, piazze vivaci e facciate affrescate, mentre sullo sfondo domina il Pilatus, montagna leggendaria associata per secoli a racconti popolari e antiche credenze.
iStockLa bellissima città di Lucerna
Cosa sapere e informazioni utili
Il Gotthard Panorama Express opera durante la stagione turistica compresa tra aprile e ottobre. Il servizio collega Lugano o Bellinzona a Lucerna dal martedì alla domenica, festivi inclusi. La durata complessiva del tragitto è di circa 5 ore e 30 minuti e comprende sia la tratta ferroviaria sia quella lacustre.
L’itinerario può essere effettuato anche in direzione opposta, partendo da Lucerna con la navigazione sul Lago dei Quattro Cantoni e proseguendo successivamente lungo la storica linea ferroviaria del Gottardo. Le carrozze panoramiche sono riservate esclusivamente alla 1ª classe, quindi chi possiede un titolo di viaggio di categoria inferiore deve acquistare il relativo supplemento.
Lo Swiss Travel Pass e lo Swiss Travel Pass Flex includono l’intero percorso, mentre per la sezione panoramica ferroviaria è richiesta una prenotazione con supplemento dedicato. Tra le escursioni più interessanti collegate al viaggio figurano il Monte San Salvatore sopra Lugano, i castelli UNESCO di Bellinzona, il Pilatus che domina Lucerna e il Rigi, spesso soprannominato la “Regina delle Montagne” per la sua posizione panoramica sulla Svizzera centrale.
Più che un trasferimento tra due città, il Gotthard Panorama Express rappresenta una sintesi dell’identità svizzera e alla fine del viaggio resta soprattutto la sensazione di aver attraversato un intero Paese, pagina dopo pagina, seguendo una delle sue rotte più affascinanti.
Non c’è solo Londra: tra villaggi medievali, una tradizione legata alla campagna e una forte componente naturalistica anche verso le spiagge, il Regno Unito è una meta da non perdere. Ecco un itinerario di 10 giorni in Inghilterra con tracciato ad anello per poter atterrare e ripartire da Londra.
Giorno 1: Londra e i suoi imperdibili
Non possiamo negare che il primo posto da visitare in un itinerario di 10 giorni in Inghilterra è Londra. Per esplorarla tutta non basterebbe una sola vita ma iniziamo dalle tappe imperdibili con i monumenti più iconici.
Consigli su cosa vedere
Buckingham Palace
Westmister e Big Ben
London Eye
Trafalgar Square
British Museum
West End
Buckingham Palace
Almeno una tappa è obbligatoria: la residenza reale più famosa d’Inghilterra a ogni cambio della guardia regala uno spettacolo imperdibile.
Westminster e Big Ben
Sono i simboli da cartolina di Londra e non potete perderveli: una passeggiata tra il parlamento, il Big Ben e l’abbazia di Westminster è una di quelle cose da fare assolutamente per chi non è mai stato a Londra.
London Eye e South Bank
Meno monumento storico e più instagrammabile: la ruota panoramica London Eye si trova dall’altra parte del Tamigi lungo la South Bank. Oltre a passeggiare tra artisti di strada, consigliamo di salire per poter ammirare lo skyline da un punto di vista unico.
Una piazza viva, centrale, perfetta per fermarsi un attimo e guardare Londra muoversi intorno a voi. Da qui potete anche raggiungere facilmente la National Gallery.
British Museum
Se avanza tempo e con un po’ di organizzazione delle sale da visitare consigliamo di entrare nel British Museum. Si può prenotare il biglietto online saltando le file e scegliendo con cura le esposizioni da vedere potrebbe essere facile da organizzare.
West End
Chiudete la giornata con un musical o uno spettacolo teatrale. Sì, è un classico ma vale la pena farlo almeno una volta.
Giorno 2: Londra alternativa
Se il primo giorno lo abbiamo dedicato alla Londra più classica, il secondo ci porta a scoprire l’anima più alternativa della città con street food, murales, negozi vintage e un tocco punk rock. Visitare Londra in 2 giorni è possibile con un po’ di organizzazione.
Consigli su cosa vedere
Camden Town
Portobelloroad
Shoreditch
Brick Lane
Covent Garden
Camden Town
L’anima più punk di Londra si trova proprio a Camden dove tra bancarelle, locali alternativi e musica fa battere il cuore. Da non perdere? Una statua dedicata a Amy Winehouse e il mercatino dove fermarsi ad assaggiare street food cosmopolita.
Una vera chicca? Portobello Road che incanta con un’atmosfera da film. Passeggiare tra casette color pastello, mercatini e negozi dell’antiquariato porta verso scorsi super fotogenici.
Shoreditch
Shoreditch è una chicca: tra murales e caffè cool si può anche fare shopping in concept store unici nel loro genere. Se Camden è l’anima punk, qui siamo verso uno stile urban e creativo.
Brick Lane
Se ci si sposta verso Brick Lane, invece, l’atmosfera cambia tra locali indiani che profumano di curry, negozi vintage e tantissima street art. Consigliamo uno stop per una pausa pranzo.
Covent Garden
Elegante ma vivace, turistico ma sempre piacevole. Tra artisti di strada, boutique e locali, Covent Garden è una tappa facile da amare.
Giorno 3: Brighton
Terzo giorno ci si sposta verso la costa sud per raggiungere Brighton. La celebre cittadina di mare creativa ed eccentrica è sicuramente turistica ma non così affollata. C’è chi la visita per respirare l’aria salmastra e chi per l’iconico molo.
Il simbolo della città. Giostre, sale giochi, zucchero filato, vento in faccia e vista sul mare: un concentrato di nostalgia e divertimento.
Royal Pavilion
Un edificio sorprendente, quasi fuori contesto, con cupole e dettagli orientaleggianti. Non aspettatevi il solito palazzo inglese: qui Brighton mostra il suo lato più teatrale.
The Lanes
Un intreccio di vicoli pieni di negozi indipendenti, gioiellerie, caffè e boutique. Ideale per passeggiare senza una meta precisa.
Spiaggia di Brighton
Non aspettatevi sabbia caraibica: qui la spiaggia è di ciottoli. Ma l’atmosfera è bellissima, soprattutto al tramonto.
Giorno 4: Seven Sisters Cliffs
Il quarto giorno consigliamo di lasciare la città alle spalle per visitare i paesaggi più spettacolari del sud dell’Inghilterra. Le Seven Sisters sono scogliere bianchissime a picco sul mare davvero scenografiche e qui ci sono varie località da scoprire.
iStockLa suggestiva scogliera di Birling Gap
Consigli su cosa vedere
Seven Sisters Country Park
Birling Gap
Beach Head
Seven Sisters Country Park
Il punto perfetto da cui iniziare la camminata. I sentieri attraversano prati verdi, salite dolci e panorami che diventano sempre più belli a ogni passo.
Birling Gap
Una delle viste più famose sulle scogliere. Qui il bianco del gesso, il verde dei prati e il blu del mare fanno tutto da soli.
Beachy Head
Un altro punto panoramico potentissimo. Il faro ai piedi della scogliera rende il paesaggio ancora più iconico.
Giorno 5: Jurassic Coast
Siamo al giro di boa del nostro itinerario e ci attende una giornata intensa lungo la Jurassic Coast. Con archi rocciosi e scogliere regala panorami mozzafiato che raccontano la zona naturale tra le più belle di tutta l’Inghilterra.
Consigli su cosa vedere
Durdle door
Lulworth Cove
Salisbury
Durdle Door
Una delle meraviglie è sicuramente l’arco naturale; per vederlo da vicino bisogna affrontare una piccola passeggiata impegnativa lungo la spiaggia… ma la visuale ripaga tutta la fatica.
Lulworth Cove
A vederla lascia tutti a bocca aperta: la baia è così perfetta da sembrare scenografica ed è la pausa perfetta dopo la fatica per raggiungere l’arco.
Salisbury
Una breve deviazione verso Salisbury è quello che serve e non ve ne pentirete: Con una cattedrale imponente è la tappa top per aggiungere un approfondimento storico alla giornata dominata dal relax nella natura.
Giorno 6 e 7: Cotswolds
Dopo costa, scogliere e chilometri, rallentate. Le Cotswolds sono la campagna inglese che vi immaginate nei film: villaggi in pietra color miele, giardini curati, pub accoglienti e stradine dove il tempo sembra essersi preso una pausa. Qui meglio fermarsi per un paio di giorni… i borghi della zona meritano.
Consigli su cosa vedere
Castle Combe
Bibury
Bourton-on-the-water
Stow-on-the-Wold
Lower Slaughter
Broadway
Castle Combe
Piccolo, ordinato, quasi irreale. Castle Combe è uno dei villaggi più belli delle Cotswolds e merita una passeggiata lenta, senza fretta.
iStockIl villaggio da fiaba di Castle Combe
Bibury
Casette in pietra, atmosfera fiabesca e scorci da cartolina. Arlington Row a Bilbury è il punto più fotografato, ma tutto il villaggio merita attenzione.
Bourton-on-the-Water
Canali bassi, ponticelli e un’atmosfera più vivace rispetto ad altri villaggi. Perfetto per una pausa pranzo o un tè. In una di queste zone fermatevi almeno per una birretta o qualcosa di caldo in un pub, l’atmosfera è decisamente diversa da quelli di città.
Stow-on-the-Wold
Un villaggio pieno di carattere, con piazze, botteghe e locande storiche. Ottimo per respirare l’atmosfera più autentica della zona.
Lower Slaughter
Nome poco poetico, posto meraviglioso. Mulini, ruscelli e case in pietra rendono Lower Slaughter una tappa super romantica.
Broadway
Elegante, curata, luminosa. Broadway è perfetta per una passeggiata tra negozi indipendenti e caffè. Salite fino alla torre per una vista ampia sulla campagna. Nelle giornate limpide il panorama è davvero notevole.
Giorno 8: Oxford e Cambridge
Dalle Cotswolds raggiungete Oxford, città universitaria per eccellenza. Dove vi attendono college storici, cortili silenziosi, biblioteche leggendarie e quell’atmosfera da sapere antico che si sente davvero. È più grande e ricca di cose da vedere di quanto molti immaginino. Una delle ultime tappe non può che essere Cambridge. Rivale storica di Oxford e altra perla universitaria inglese. Più raccolta e romantica, forse anche più rilassata… ma cosa visitare?
iStockAlla scoperta di Cambridge
Consigli su cosa vedere
Christ Church College
Bodleian Library
Radcliffe Camera
Covered Market
King’s College Chapel
Punting sul River Cam
The Backs
Trinity College
Christ Church College
Uno dei college più famosi di Oxford, scenografico e pieno di storia. Anche chi non è fan dell’università resterà colpito.
Bodleian Library
Una biblioteca iconica, tra le più affascinanti d’Europa. Qui l’atmosfera accademica raggiunge livelli altissimi.
Radcliffe Camera
Forse l’edificio più fotografato di Oxford. Elegante, circolare, bellissimo da ogni angolazione.
Covered Market
Perfetto per una pausa più leggera tra una visita e l’altra. Trovate cibo, botteghe e un po’ di vita quotidiana cittadina.
King’s College Chapel
Un capolavoro gotico che lascia senza parole. L’interno è solenne, luminoso, impressionante.
Punting sul River Cam
L’esperienza più tipica di Cambridge. Salite su un punt e lasciatevi trasportare lungo il fiume tra college, ponti e prati curatissimi.
The Backs
La zona verde dietro i college, perfetta per passeggiare e fotografare la città dal suo lato più poetico.
Trinity College
Uno dei college più prestigiosi e affascinanti. Anche solo dall’esterno trasmette tutta la grandezza della tradizione universitaria inglese.
Giorno 9: Manchester e Liverpool
Distano circa un’ora l’una dall’altra e con un po’ di organizzazione è possibile vederle in giornata. Manchester e Liverpool hanno due cose in comune: il legame con la musica e quello con il calcio ma non possiamo ridurci a questo. Moderne e creative, con un’atmosfera underground hanno tanto da raccontare.
Consigli su cosa vedere
Northern Quarter
Cattedrale di Manchester
Old Trafford
Albert Dock
Beatles Story
Anfield
Northern Quarter
Questo è il quartiere più cool di Manchester con murales e caffetterie indipendenti oltre a tantissimi negozi vintage. Una vera meraviglia dove passeggiare.
Cattedrale di Manchester
Meno conosciuta forse rispetto ad altre cattedrali ma uno dei simboli della città e assolutamente da vedere per i suoi dettagli architettonici.
Old Trafford
Anche chi non segue il calcio conosce questo stadio: è la casa del Manchester United, la squadra in cui ha giocato anche David Beckham ed è una vera istituzione.
Albert Dock
Quando si arriva a Liverpool la prima tappa non può che essere il lungomare dove c’è un contrasto netto tra i nuovi ristoranti e musei affacciati sull’acqua e vecchi magazzini industriali che oggi sono stati trasformati in spazi culturali.
The Beatles Story
C’è un museo dedicato ai Beatles che ripercorre la storia della band più famosa al mondo attraverso foto, oggetti e ricostruzioni immersive. Per i veri fan è anche possibile fermarsi al Cavern Club, il locale dove la leggenda è iniziata.
Anfield
Il legame con il calcio si vede qui: l’Anfield è il tempio del Liverpool FC e l’atmosfera che si respira è competitiva. Visitarlo è un’emozione per chi ama il calcio ma anche chi non segue i campionati ne resta colpito.
Giorno 10: Canterbury e Dover
L’ultimo giorno consigliamo di puntare verso il Kent, una deviazione non lontana da Londra che racconta la storia medievale del luogo con un’atmosfera da cittadina inglese. Canterbury vi conquista con il suo centro antico, Dover con quel mix di mare, vento e panorami che fa subito “fine del viaggio, ma in grande”.
Consigli su cosa vedere
Cattedrale di Canterbury
Centro storico di Canterbury
Dover Castle
White Cliffs of Dover
Cattedrale di Canterbury
Una delle cattedrali più importanti d’Inghilterra, imponente e piena di storia. Entrate con calma, perché qui ogni dettaglio merita attenzione.
Centro storico di Canterbury
Vicoli, case a graticcio, botteghe e scorci sul fiume. È una città perfetta da girare a piedi, senza correre.
Dover Castle
Una fortezza spettacolare affacciata sulla Manica. Grande, scenografica, strategica: sembra fatta apposta per chiudere il viaggio con un po’ di atmosfera epica.
iStockIl suggestivo castello di Dover
White Cliffs of Dover
Le scogliere bianche di Dover sono uno dei paesaggi più iconici d’Inghilterra. Camminate lungo i sentieri, respirate aria di mare e godetevi l’ultima vista wow prima di rientrare.
Come arrivare in Inghilterra
Raggiungere l’Inghilterra dall’Italia è semplice e ci sono varie soluzioni. Le principali città italiane hanno tantissimi voli, anche low cost, che collegano con gli scali di Heathrow, Gatwich, Manchester e Birmingham e c’è da dire che l’aereo è sicuramente il mezzo più pratico e veloce. L’alternativa? Il treno: si attraversa la Francia e poi si sfrutta l’Eurotunnel per arrivare nel Regno unito.
Come spostarsi in Inghilterra
Muoversi in Inghilterra? Un gioco da ragazzi grazie a una rete di trasporti ben sviluppata. Il servizio pubblico combina treni, autobus, metropolitane e non solo nelle grandi città. Anche i borghi più piccoli e i villaggi caratteristici sono, tutto sommato, semplici da raggiungere.
Se avete in programma di visitare più destinazioni il treno è decisamente comodo, si possono sfruttare collegamenti rapidi da Londra, Manchester, Liverpool e York così da ottimizzare i tempi. Per chi preferisce massima libertà il noleggio resta l’opzione migliore; affittando un’auto ci si può muovere senza dover dipendere da tabelle orari ma è bene sapere che in Inghilterra si guida a sinistra e non a destra … serve un po’ di abitudine per prendere la mano, soprattutto nelle rotatorie.
Quando andare in Inghilterra
Non c’è un vero e proprio momento migliore per andare in Inghilterra, dipende molto da cosa si desidera visitare e il mood che si cerca ma è chiaro che il meteo qui è sempre imprevedibile. Se in primavera le temperature sono miti e i parchi fioriscono, in autunno il clima uggioso e le sfumature calde regalano un effetto wow. In estate, i gradi salgono ma di pari passo aumentano anche i turisti. In inverno, invece, con lucine e mercatini natalizi ha un fascino unico.
Vale la pena organizzare un viaggio in Inghilterra?
Certamente, Londra è sicuramente il primo punto d’ingresso ma l’Inghilterra ha moltissimo da offrire spaziando dalle strade acciottolate di York al fermento di Liverpool senza dimenticare le cittadine universitarie di Oxford e Cambridge. E lungo la costa? Le sorprese non mancano. Seguendo questo itinerario c’è modo di scoprire tutte le sue anime.
Certe strade nascono per raggiungere una meta, altre per unire mondi. L’Alpina Antica Trail appartiene alla seconda categoria: è un itinerario transfrontaliero che ripercorre antiche vie commerciali solcate per secoli da mercanti, pellegrini e mulattieri che trasportavano sale, tessuti, metalli e spezie attraverso i valichi alpini. Oggi quel reticolo di collegamenti torna a raccontare la propria storia attraverso 38 tappe che conducono dal Chiemsee, soprannominato il “Mar Bavarese”, fino alla laguna veneziana attraversando ambienti che mutano continuamente.
Pascoli d’altura cedono spazio a massicci rocciosi, vallate percorse da torrenti impetuosi, villaggi tirolesi decorati da facciate dipinte, antiche città murate friulane e pianure accarezzate da fiumi che scorrono liberi fino alla laguna veneziana. Ciò che colpisce maggiormente, però, è la sensazione di seguire una strada che per generazioni ha favorito l’incontro tra culture differenti.
Dove si trova ed etimologia del cammino
L’Alpina Antica Trail attraversa ben 3 Paesi europei, ovvero Germania, Austria e Italia, lungo un asse storico che collega l’Europa centrale al Mediterraneo. Il punto di partenza si trova a Übersee, sulle sponde del Chiemsee, nella regione bavarese del Chiemgau. Successivamente il tracciato entra nel Tirolo, attraversa il Salisburghese e la Carinzia, raggiunge il Friuli Venezia Giulia e termina in Veneto con l’ingresso nella laguna di Venezia.
Anche il nome racconta molto dell’identità del percorso: il termine “Alpina” richiama la grande dorsale montuosa che accompagna buona parte del viaggio; “Antica” rimanda invece alla memoria delle vie commerciali e dei sentieri di pellegrinaggio recuperati e valorizzati attraverso un progetto internazionale. Lungo questi passaggi transitavano carovane cariche di sale, ferro, vino, tessuti e spezie. Attraversare oggi gli stessi luoghi consente di osservare il paesaggio da una prospettiva diversa, quasi seguendo le orme di chi contribuì alla costruzione delle relazioni economiche e culturali tra nord e sud del continente.
Con i suoi circa 680 km distribuiti in 38 giornate di percorrenza, Alpina Antica Trail rappresenta una delle traversate culturali più articolate dell’arco alpino orientale. Il dislivello complessivo supera i 23.800 metri in salita e i 24.300 metri in discesa, mentre il punto più elevato raggiunge quota 3.004 metri.
Più che un singolo cammino, sembra una successione di mondi differenti che si susseguono senza interruzione. Dalle montagne bavaresi fino alle rive dell’Adriatico, il paesaggio è una costante scoperta.
Dal Chiemsee a Kössen, tra Baviera e Tirolo (70,8 km, 3.527 m D+, 24h)
Le prime tappe conducono attraverso le Alpi del Chiemgau, un settore montuoso caratterizzato da boschi, pascoli e dorsali panoramiche. Tra Übersee, Aschau e la zona del Geigelstein emergono antiche vie di collegamento utilizzate per gli scambi tra Baviera e Tirolo.
Kössen appare come una naturale porta d’ingresso verso il mondo alpino austriaco, circondata da rilievi che per secoli hanno rappresentato un importante punto di passaggio.
Da Gasteig a Kirchberg, nel cuore del Tirolo storico (46,8 km, 2.878 m D+, 17h 40min)
Attraverso Going, Gasteig e Kirchberg il sentiero entra in uno dei territori più rappresentativi dell’identità tirolese. Campanili appuntiti dominano piccoli centri abitati, mentre masi tradizionali testimoniano una cultura rurale ancora profondamente radicata.
Sullo sfondo si stagliano le sagome frastagliate del Kaisergebirge, uno dei gruppi montuosi più iconici dell’Austria.
Dalle montagne del Pinzgau a Kaprun (78,8 km, 3.179 m D+, 25h 55min)
Aschau, Wildkogelbahn, Hollersbach, Mittersill e Niedernsill introducono alla regione del Pinzgau, dove la presenza dell’acqua accompagna gran parte del tragitto.
iStockI paesaggi d’acqua del Pinzgau
Torrenti glaciali, prati verdissimi e foreste di conifere anticipano l’arrivo a Kaprun, località legata alla storia dell’idroelettrico alpino e dominata da scenari d’alta quota.
Verso il Großglockner e gli Alti Tauri (49,9 km, 2.473 m D+, 16h 30min)
Tra Fusch, Trauneralm e Heiligenblut il cammino raggiunge uno dei suoi tratti più spettacolari. La vicinanza del Großglockner, montagna simbolo dell’Austria, conferisce al paesaggio un carattere grandioso.
Heiligenblut custodisce una delle chiese più fotografate delle Alpi, riconoscibile per l’elegante guglia gotica che sembra dialogare direttamente con le vette circostanti.
Dalla Carinzia alle Alpi Carniche (58,5 km, 3.186 m D+, 21h 40min)
Döllach, Winklern, Anna Schutzhaus, Zwickenberg e Dellach introducono a una regione ricca di storia alpina. Attraverso Gailbergsattel e Mauthen il sentiero si avvicina progressivamente al confine italiano.
Antiche mulattiere conservano ancora la funzione originaria di collegamento tra vallate separate da catene montuose apparentemente invalicabili.
Carnia e memoria romana (77,6 km, 3.216 m D+, 26h 30min)
Le tappe che conducono verso Cercivento, Zuglio e Cesclans attraversano una delle aree culturalmente più interessanti del Friuli. Zuglio conserva testimonianze dell’antica città romana di Iulium Carnicum, importante centro commerciale lungo le rotte transalpine.
Pochi chilometri più avanti compaiono borghi in pietra, campanili isolati e vallate modellate da secoli di vita montana.
Venzone e Gemona, gioielli del Friuli (16 km, 599 m D+, 4h 30min)
L’arrivo a Venzone segna uno dei momenti più affascinanti dell’intero itinerario: racchiusa da mura medievali perfettamente ricostruite dopo il terremoto del 1976, la cittadina offre un esempio straordinario di recupero architettonico.
Gemona conserva invece eleganti edifici storici e un importante patrimonio religioso che racconta il ruolo centrale avuto nei collegamenti tra pianura e montagne.
Dalle colline friulane alla pianura (80,3 km, 730 m D+, 20h 25min)
Comerzo di Majano, San Pietro e Spilimbergo accompagnano verso paesaggi più morbidi. Spilimbergo merita una sosta approfondita grazie al castello medievale e alla celebre tradizione musiva che le ha garantito fama internazionale.
Successivamente il tracciato raggiunge Valvasone e Sesto al Reghena, custode di una delle abbazie benedettine più significative dell’Italia nordorientale.
Dall’antica Concordia alla laguna veneziana (93,2 km, 37 m D+, 22h 05min)
Concordia Sagittaria racconta ancora oggi il proprio passato romano attraverso resti archeologici e testimonianze paleocristiane. Torre di Mosto, San Donà di Piave, Jesolo e Ca’ Savio introducono progressivamente all’ambiente lagunare.
L’orizzonte si apre, l’aria assume sfumature marine e il ritmo cambia completamente.
L’arrivo a Venezia (11 km, 10 m D+, 2h 40min)
L’ultima giornata possiede un carattere quasi poetico se non addirittura simbolico. Dopo settimane trascorse tra montagne e vallate alpine, il viaggio termina tra canali, barene e riflessi sull’acqua.
Venezia appare all’improvviso come il naturale punto conclusivo di una lunga storia di commerci, incontri e collegamenti tra mondi diversi.
Come prepararsi al cammino
Per percorrere l’Alpina Antica Trail è necessaria una preparazione adeguata, soprattutto nelle sezioni alpine. Gran parte delle tappe rientra nelle classificazioni T2 e T3 della scala escursionistica svizzera, livelli che prevedono buona esperienza su sentieri di montagna, resistenza fisica e passo sicuro.
Le giornate più impegnative superano i 20 km e possono raggiungere circa 1.300 metri di salita o 1.400 metri di discesa. Sono quindi necessarie scarpe robuste, zaino leggero ma ben organizzato, bastoncini telescopici e abbigliamento a strati. Alcuni segmenti attraversano quote comprese tra 1.300 e 2.450 metri, una caratteristica che richiede attenzione alle condizioni meteorologiche.
Oltre all’aspetto tecnico, conviene affrontare questo itinerario con il giusto spirito: Alpina Antica premia chi rallenta, osserva e dedica tempo ai luoghi attraversati. Dietro una facciata affrescata, una piazza di mercato o una vecchia mulattiera può nascondersi una storia che attraversa interi secoli. L’itinerario, infatti, più che collegare un lago a una città lagunare, connette epoche differenti attraverso un filo che continua a unire persone, territori e memorie.
Il modo di viaggiare sta cambiando e questo dato è sotto gli occhi di tutti, almeno di coloro che seguono i trend sui social e non solo. Fino a pochi anni fa, infatti, il turismo era dominato dalle grandi Capitali europee, dalle località balneari più celebri e dalle mete ormai consolidate tra i vari travel influencer, mentre oggi l’interesse dei viaggiatori si sta spostando verso destinazioni meno affollate, esperienze autentiche e itinerari costruiti attorno alle proprie passioni.
A raccontarlo sono i dati di Google Trends, che SiViaggia ha avuto in esclusiva e che mostrano come negli ultimi mesi si registri una crescita significativa delle ricerche legate ai road trip, ai viaggi in camper, al turismo outdoor, alle vacanze pet-friendly e alle esperienze wellness. Parallelamente, aumenta anche l’attenzione verso luoghi capaci di offrire un rapporto più diretto con il territorio, lontano dai circuiti del turismo di massa. In questo scenario spiccano dunque nuove destinazioni che interpretano perfettamente i desideri dei viaggiatori contemporanei.
I travel trend del turismo nel 2026
Le tendenze di ricerca registrate da Google raccontano, in primo luogo, un viaggiatore sempre più attento alla personalizzazione dell’esperienza.
I viaggi low budget hanno registrato un incremento dell’800% nell’ultimo anno, segnale di una crescente attenzione al rapporto qualità-prezzo senza rinunciare alla scoperta. Parallelamente crescono i road trip (+150%), il campeggio (+80%), il glamping (+30%) e tutte le formule che consentono maggiore libertà negli spostamenti.
Anche i city break continuano a guadagnare terreno (+50%), mentre il solo travel – viaggi individuali -registra una crescita del 30% e le vacanze tra amiche dell’80%. Sul fronte del benessere, il wellness tourism aumenta del 30%, trainato dall’interesse per retreat dedicati a meditazione, yoga e pilates. Tra i fenomeni più rilevanti emerge, inoltre, il turismo pet-friendly. Le ricerche dedicate agli hotel che accettano animali domestici sono cresciute del 170% negli ultimi mesi, mentre quelle relative alle compagnie aeree che consentono di viaggiare con il cane hanno registrato un incremento del 580%.
Le mete emergenti in Italia
Valtellina
Tra le destinazioni italiane che stanno vivendo una crescita significativa figura la Valtellina. Dopo essere stata protagonista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, la valle lombarda sta conquistando un pubblico sempre più ampio grazie a una proposta che combina natura, benessere, gastronomia e attività outdoor.
La sua crescente popolarità è legata anche al concetto della cosiddetta “Vitamin T”, dove la T rappresenta tranquillità, territorio, tavola, tempo e tradizioni. Trekking panoramici, cicloturismo, terme, piccoli borghi e una tradizione enogastronomica di eccellenza (bresaola e non solo!), la rendono una delle destinazioni più interessanti per chi desidera rallentare e vivere la montagna in ogni stagione.
iStockVista panoramica su Bormio, in Valtellina
Calabria
Per lungo tempo associata quasi esclusivamente alle vacanze balneari, la Calabria sta costruendo una nuova identità turistica fondata su autenticità, natura e territori interni ed è la nuova mecca del turismo rurale secondo l’Osservatorio BIT.
Borghi storici, cammini, sentieri naturalistici e tradizioni locali stanno attirando viaggiatori alla ricerca di esperienze immersive e sostenibili. La possibilità di alternare mare, montagna e attività outdoor sportive rende la regione particolarmente interessante per chi segue il trend dell’adventure travel e del turismo lento.
iStockVista paesaggistica della costa meridionale della Calabria
Salerno e Cilento
Tra le destinazioni italiane più interessanti del momento, secondo gli ultimi dati di Skyscanner che l’ha individuata come meta di tendenza globale per il 2026, emerge anche l’area di Salerno e del Cilento, ottima alternativa alla Costiera Amalfitana. Si tratta infatti di un perfetto esempio di “destination dupe”, ovvero una destinazione in grado di offrire esperienze simili a quelle delle mete più famose ma con costi più contenuti e una minore pressione turistica.
iStockVeduta del Parco archeologico di Velia
Tra spiagge, borghi marinari, siti archeologici (come quello di Velia) e percorsi naturalistici, il territorio rappresenta una scelta ideale per chi desidera vivere la Campania più autentica, lontano dalle località più affollate.
Puglia e Basilicata
Tra i fenomeni turistici più interessanti del momento c’è il set-jetting, ovvero la scelta di una destinazione ispirata da film e serie televisive. Puglia e Basilicata stanno beneficiando di questa tendenza grazie alla crescente visibilità ottenuta sul piccolo schermo.
Bari continua ad attirare visitatori affascinati dalle atmosfere raccontate nella fiction dedicata a Lolita Lobosco, mentre Matera si conferma una delle città italiane più riconoscibili grazie al successo della serie Imma Tataranni. La forza di queste destinazioni risiede nella capacità di trasformare l’immaginario televisivo in un’esperienza reale fatta di cultura, gastronomia e scoperta del territorio.
istockBari, vista del porto e del Teatro Margherita
Bologna
Con la crescita dei city break e dei viaggi sostenibili, Bologna sta assumendo un ruolo sempre più centrale negli itinerari italiani e la sua crescita è continua: le statistiche ufficiali mostrano un aumento costante sia degli arrivi sia dei pernottamenti, con incrementi che si attestano stabilmente intorno al +3% secondo quanto riportato dalla Regione Emilia-Romagna. La posizione strategica e l’efficienza dei collegamenti ferroviari la rendono un punto di partenza ideale per esplorare più città in pochi giorni. Una formula che incontra perfettamente le esigenze dei viaggiatori contemporanei, sempre più orientati verso micro-vacanze e itinerari flessibili.
iStockBologna e la sua città vecchia ricca di fascino
Le destinazioni emergenti estere
Irlanda
L’Irlanda è una delle destinazioni che sta registrando le migliori performance turistiche in Europa. Secondo Eurostat, nel primo trimestre del 2026 ha segnato la crescita più elevata dell’Unione Europea in termini di pernottamenti turistici. Dublino continua a essere una meta molto apprezzata per i city break, mentre la Wild Atlantic Way, le scogliere affacciate sull’oceano e i grandi spazi naturali attirano chi desidera vivere un viaggio on the road immerso nella natura.
iStockUn tratto della famosa Wild Atlantic Way
Lituania
Sempre più viaggiatori stanno scoprendo la Lituania come alternativa alle classiche mete. Vilnius offre un centro storico patrimonio Unesco, una vivace scena culturale e costi ancora contenuti rispetto a molte altre città del continente. Una combinazione che la rende particolarmente accattivante, soprattutto per chi cerca un city break originale e accessibile.
iStockVista aerea del centro di Vilnius, Lituania
Montenegro
Negli ultimi anni il Montenegro ha iniziato ad attirare un numero crescente di turisti grazie a paesaggi spettacolari e prezzi ancora competitivi. La Baia di Cattaro, spesso considerata una delle più belle d’Europa e le spiagge della Riviera di Budva rappresentano una valida alternativa alle più celebri destinazioni adriatiche.
iStockLa spettacolare Baia di Kotor, “le Bocche di Cattaro”
Turchia
Anche la costa turca continua a guadagnare popolarità tra i viaggiatori europei. Località come Bodrum, Kaş e Fethiye combinano mare cristallino, siti archeologici e una gastronomia riconosciuta a livello internazionale. Una proposta, insomma, capace di soddisfare sia chi cerca relax, che chi desidera costruire itinerari ricchi di esperienze culturali.
iStockLa spettacolare baia di Oludeniz
Polonia
Sempre più presente nei radar dei viaggiatori internazionali, la Polonia sta crescendo grazie a una proposta che unisce cultura, sostenibilità e accessibilità economica. Città come Cracovia, Varsavia e la meno turistica Danzica permettono di vivere esperienze urbane di alto livello mantenendo costi generalmente inferiori rispetto ad altre destinazioni europee.
iStockVista panoramica sulla città di Danzica
Uzbekistan
Per chi desidera uscire dai circuiti turistici tradizionali, l’Uzbekistan rappresenta una delle mete più affascinanti del momento. Samarcanda, Bukhara e Khiva custodiscono alcuni dei patrimoni storici più straordinari dell’Asia Centrale e stanno vivendo una crescente popolarità grazie alla maggiore visibilità internazionale e al miglioramento delle infrastrutture turistiche.
iStockVista serale della moschea e delle madrase del Registan a Samarcanda
Giordania
La Giordania continua a rafforzare il proprio posizionamento come destinazione ideale per chi cerca esperienze immersive e itinerari avventurosi. Dall’antica Petra ai paesaggi desertici del Wadi Rum, il Paese offre un mix unico di storia, natura e ospitalità, particolarmente apprezzato dai viaggiatori che scelgono tour organizzati o viaggi di gruppo.
iStockWadi Rum, Giordania
Repubblica Dominicana
Accanto alle sue celebri località balneari, la Repubblica Dominicana sta ampliando la propria offerta turistica con esperienze dedicate alla natura, alle attività outdoor e al turismo esperienziale. Un’evoluzione che la rende sempre più interessante per chi cerca una vacanza che vada oltre il semplice soggiorno in resort.
iStockLa spiaggia dell’Isola di Saona, Repubblica Dominicana
Francia
Il boom del turismo outdoor trova la sua massima espressione in Francia. Secondo Eurostat, il Paese guida il mercato europeo del campeggio con 154 milioni di pernottamenti registrati nel 2025, pari a oltre un terzo di tutte le notti trascorse nei campeggi dell’Unione Europea. Dalla Bretagna alla Provenza, passando per la Normandia con le sue spiagge, la Valle della Loira e le Alpi, il territorio francese offre una rete capillare di campeggi, aree camper e strutture immerse nella natura.
Sta per partire un nuovo treno con una delle rotte più lunghe e affascinanti d’Europa: dal 25 giugno Leo Express opera la nuova tratta Przemyśl – Francoforte per oltre 1.3000 km e 18 ore di viaggio… le fermate intermedie? Cracovia, Praga, Dresda e Lipsia. Un progetto ambizioso che promette di ravvivare l’estate con un viaggio che tocca ben 3 Paesi.
Le tappe del treno con le rotte più lunghe d’Europa
La tratta completa tocca cinque città distribuite su quattro Paesi. Si parte da Przemyśl, in Polonia orientale, con fermata a Cracovia prima di entrare in Repubblica Ceca e raggiungere Praga. Da lì il treno attraversa il confine tedesco, con soste a Dresda e Lipsia, prima del capolinea a Francoforte.
Non è un tragitto da fare in fretta. Servono 18 ore, e il collegamento in direzione ovest-est è quello che costringe a qualche flessibilità logistica: la partenza da Francoforte è alle 8:27 del mattino, con arrivo a Przemyśl alle 2:23 di notte. Forse non un orario propriamente comodo. Nel senso opposto va meglio: si lascia Przemyśl alle 13:31 e si arriva a Francoforte alle 7:53 del mattino successivo, giusto in tempo per una colazione.
Il servizio è gestito dalla compagnia ferroviaria Leo Express che punta a collegare l’Europa centrale e occidentale senza costringere a cambi intermedi.
Il CEO Peter Köhler, quando aveva annunciato il progetto a dicembre 2025, aveva parlato di “barriera simbolica” tra est e ovest. Un’espressione un po’ enfatica, forse, ma non del tutto fuori luogo.
La scelta del punto di partenza non è casuale ma strettamente collegato alla situazione di tensione politica causata dalla guerra in Ucraina; questa località è tra gli snodi più trafficati della Polonia anche perché rappresenta un passaggio obbligato tra chi entra e chi esce dal territorio.
Informazioni utili
Il treno partirà ufficialmente il 25 giugno 2026 alle 13:31 da Przemyśl e prevede l’arrivo a Francoforte alle 7:53 del giorno successivo. La tratta inversa, invece, partirà da Francoforte alle 8:27 con arrivo a Przemyśl alle 2:23 di notte. Sono previste le fermate intermedie di Cracovia, Praga, Dresda e Lipsia.
I prezzi non sono ancora stati comunicati ufficialmente ma saranno acquistabili sul sito ufficiale della compagnia leoexpress.com. Vale la pena monitorare il portale nelle prossime settimane: le tariffe di lancio tendono ad esaurirsi in fretta, soprattutto su tratte nuove che attirano l’attenzione dei fan dei viaggi in treno.
L’attività debutterà ufficialmente nell’estate 2026 coprendo oltre 1.300 chilometri di percorso tra vari Paesi. Tra i servizi attivi durante il viaggio ci sono comfort come l’aria condizionata, la presenza di snack e bevande e il wi-fi gratuito.
Siamo ufficialmente alla terza espansione della rete di Rail Europe solo da inizio 2026, dopo aver integrato il BritRail e European Sleeper. Il CEO di Rail Europe Björn Bender ha commentato la notizia così: “Il trasporto ferroviario europeo è ancora troppo frammentato e troppo complesso da utilizzare oltre i confini nazionali. Il nostro compito in Rail Europe è renderlo più semplice. Ogni nuova integrazione amplia l’accesso alla rete ferroviaria e riduce le complessità per viaggiatori e partner. Leo Express rappresenta un ulteriore passo importante per collegare una parte sempre maggiore dell’Europa attraverso il treno.”
Il fascino del viaggio lento sta vivendo una vera e propria stagione d’oro, trainato dal desiderio di riscoprire ritmi più umani e modalità di spostamento sostenibili. In questa cornice di rinnovato interesse per le lunghe percorrenze su rotaia si inserisce il ritorno del Retro Istria Express, il treno notturno delle Ferrovie di Stato ungheresi (MÁV) pronto a rimettersi in moto per la stagione estiva. La tratta promette di unire il cuore dell’Europa centrale, bagnato dal Danubio, con le acque cristalline del Mar Adriatico, offrendo ai viaggiatori un’alternativa suggestiva e conveniente alle interminabili code autostradali e allo stress dei voli low cost (e delle possibili cancellazioni).
L’iniziativa risponde a una chiara tendenza che vede la Mitteleuropa ritrovare una forte centralità turistica e una crescente interconnessione dei trasporti. Muoversi di notte, cullati dal rollio dei vagoni, si trasforma in un vero e proprio atto di romanticismo geografico. Si parte al tramonto da Budapest per risvegliarsi all’alba di fronte a paesaggi completamente nuovi, respirando già l’aria salmastra della costa.
Retro Istria Express: itinerario e tappe
Il convoglio del Retro Istria Express prende il via dalla storica stazione Keleti di Budapest nelle ore serali, lasciandosi alle spalle le luci del Danubio per addentrarsi nella regione della Transdanubia. Prima di varcare i confini nazionali, il treno effettua diverse fermate strategiche in territorio ungherese, tra cui Székesfehérvár, Veszprém, Ajka e Zalaegerszeg, raccogliendo passeggeri lungo la direttrice centro-occidentale del Paese.
Nelle prime ore del mattino, il viaggio fa il suo ingresso in Slovenia, raggiungendo la pittoresca capitale Lubiana poco prima delle sei. Da questo snodo cruciale, il percorso si divide e prosegue verso sud, toccando la celebre località di Postumia, rinomata in tutto il mondo per le sue spettacolari grotte carsiche. Successivamente, i binari guidano il treno verso il litorale, offrendo collegamenti diretti con importanti mete balneari e storiche come Capodistria e Fiume.
Un’opportunità speculare si attiva anche in direzione opposta: i viaggiatori in partenza dalle coste adriatiche possono imbarcarsi nel tardo pomeriggio da Capodistria e svegliarsi l’indomani mattina a Budapest, risalendo idealmente il corso del fiume che ispirò i più celebri valzer della tradizione musicale europea.
Inoltre, tramite comodi cambi e autobus locali dedicati, potete facilmente estendere l’itinerario verso Pola, le rinomate località costiere di Isola, Portorose e Pirano, la suggestiva isola di Krk o proseguire agevolmente verso la sponda giuliana, che si posiziona così come un fondamentale ponte culturale e turistico tra l’Europa centro-orientale e la penisola italiana.
Il Retro Istria Express sarà operativo quotidianamente a partire dal 26 giugno fino al 30 agosto 2026, coprendo l’intero picco della stagione delle vacanze estive. Uno dei punti di forza di questo servizio è l’accessibilità economica, unita al fascino nostalgico delle carrozze degli anni ’70 e ’80, conservate in condizioni pressoché originarie per garantire un salto temporale nel massimo comfort.
Le opzioni di viaggio sono pensate per soddisfare ogni tipologia di budget e di viaggiatore. Dalle carrozze a sedere, la soluzione più economica, ideale per i giovani e i viaggiatori zaino in spalla, con scompartimenti da sei od otto posti e tariffe che partono da soli 16 euro per Lubiana, 20 euro per Capodistria e Postumia e 25 euro per Fiume e Pola, alle cuccette. In questo caso, potrete usufruire di scompartimenti da quattro o sei letti, che rappresentano il perfetto compromesso tra accessibilità e comodità per i gruppi e le famiglie, con supplementi a partire da 14 euro.
Infine, ci sono le carrozze letto da uno a tre letti. Questa opzione include letti già pronti all’arrivo, un kit igienico di cortesia, acqua in bottiglia e una colazione leggera servita al risveglio, con prezzi per il compartimento a partire da 27 euro. Tutti i biglietti possono essere acquistati comodamente online.
Dal sedile di un aereo alla sella di una e-bike, è un attimo: forse non tutti lo sanno ancora, ma il primo scalo a livello europeo ad essere riconosciuto come bike friendly è italiano e ora permette anche di noleggiare comode bici elettriche per andare alla scoperta dello splendido territorio in cui è immerso.
Si tratta dell’aeroporto di Milano Bergamo, situato a Orio al Serio, che segue una filosofia molto semplice: l’esperienza di viaggio non si conclude scendendo dall’aereo, ma continua sulle due ruote verso la Città Alta di Bergamo e altri luoghi sorprendenti nei dintorni.
Il primo noleggio e-bike in aeroporto
È nato il primo servizio di noleggio di biciclette elettriche premium attivato all’interno di un’aerostazione italiana e promette di far vivere un’esperienza autentica, sostenibile e fuori dall’ordinario a coloro che vorranno provarla. Si chiama NextBG e mette a disposizione nello scalo bergamasco (che negli ultimi mesi si è rifatto il look) 25 e-bike di ultima generazione, tra cui modelli e-MTB premium dotati di numerosi comfort e disponibili in diverse varianti.
Ma il vero punto forte di questa novità è la proposta cicloturistica: oltre a noleggiare la bici a pedalata assistita (perciò adatta a tutti), si possono vivere alcune esperienze guidate con tour speciali che fanno scoprire le bellezze del territorio. Alcuni esempi? La gita a Città Alta di 4 ore comprensiva di guida cicloturistica, o da mezza giornata che include il pranzo tipico bergamasco, oppure la pedalata guidata tra le vigne del Moscato di Scanzo o fino al Castello di Malpaga, con opzione visita guidata, degustazione e pranzo. Nuove esperienze saranno aggiunte nelle prossime settimane.
Un’occasione perfetta per unire il viaggio all’attività fisica all’aria aperta, esplorando in modo più autentico e sostenibile Bergamo e i suoi paesaggi.
Ufficio StampaPartire in e-bike dall’aeroporto di Milano Bergamo
Perché Milano Bergamo è il primo scalo bike friendly
La novità del noleggio bici elettriche in aeroporto si inserisce nel più ampio progetto che vede lo scalo di Orio al Serio come protagonista di una vera e propria rivoluzione legata alla mobilità sostenibile già messa in atto, che ha portato all’ottenimento nel 2021 della Certificazione Cycle Friendly Employers, e nel 2024 al raggiungimento del livello Gold per la mobilità sostenibile.
L’obiettivo è semplice: fare in modo che la bicicletta diventi parte integrante dell’esperienza di viaggio. Non solo per i dipendenti dell’aeroporto, ma anche per i passeggeri che arrivano a Bergamo e desiderano continuare a esplorare il territorio in modo sostenibile, combinando diversi mezzi di trasporto senza rinunciare alla libertà di muoversi su due ruote.
Innanzitutto, all’interno del terminal è stato predisposto un percorso dedicato per i passeggeri che viaggiano con la propria bicicletta, realizzando una Bike Room attrezzata con tutto il necessario per il montaggio e la manutenzione.
Inoltre, dal terminal si può accedere alla ciclovia che costeggia l’intero perimetro aeroportuale e che collega lo scalo alla città di Bergamo e alle principali direttrici nazionali e internazionali, rendendo possibile un viaggio su due ruote sicuro e comodo: si può raggiungere quindi la Ciclovia Bergamo-Brescia, inaugurata in occasione della Capitale Italiana della Cultura 2023, la Ciclovia Musica nel Vento, la Ciclovia AIDA e la Ciclovia del Sole.
Presto Orio al Serio beneficerà anche della nuova connessione ferroviaria, che darà un ulteriore impulso alla mobilità: in questo modo i turisti che raggiungono lo scalo in treno potranno scegliere di noleggiare una bici per scoprire i borghi e le tradizioni gastronomiche del territorio.
Il turismo avventura non è più un segmento di nicchia riservato agli appassionati estremi. I dati dei Travel Trends 2026 di Google raccontano una trasformazione profonda nel modo in cui sempre più italiani scelgono di viaggiare: meno resort, più zaino in spalla; meno voli diretti verso destinazioni inflazionate, più itinerari costruiti tappa per tappa, a piedi, in van o su un fuoristrada nei parchi naturali africani.
Google ha condiviso in esclusiva con SiViaggia gli insight sulle ricerche online degli ultimi mesi. Il quadro che emerge è quello di un viaggiatore che non si accontenta di guardare il mondo dalla finestra di un hotel, ma vuole abitarlo, attraversarlo, sentirlo sotto i piedi. L’Adventure Travel, nelle sue forme più diverse, ne è la risposta più diretta.
I dati dell’Adventure Travel 2026
È un vero e proprio trend: i dati dei Travel trends di Google 2026 condivisi in esclusiva con SiViaggia sull’Adventure Travel segnano un +130% confrontati con quelli di 90 giorni fa. All’interno, alcune tipologie specifiche hanno segnato crescite particolarmente rilevanti. I road trip guidano la classifica con un +150%, un dato che trova conferma anche nelle query più cercate: come organizzare un viaggio in camper, come calcolare il prezzo di un viaggio in auto, itinerari in van per mete come il Lago di Braies o la Normandia.
Il campeggio ha quasi raddoppiato il proprio volume di ricerche (+80%), mentre il backpacking segna un +40%. Anche il glamping tiene il passo con un +30%, confermando che l’avventura si declina su più livelli di comfort. Chiude il quadro il safari, un’esperienza in crescita del +20%: meno appariscente in termini percentuali, ma comunque in espansione, e con un pubblico sempre più attento a soluzioni sostenibili e itinerari fuori dai circuiti classici.
La curiosità? La proposta viene scelta anche per il Family Travel: sono tante le famiglie con bambini che, per motivi economici e il desiderio di stare all’aperto, scelgono questa tipologia di vacanza.
iStockBoom di ricerche per il glamping
Le tendenze dei viaggi avventura e le mete dove praticarle
Ma quali sono le tendenze dei viaggi-avventura più significative e le mete dove praticarle? Se il 150% in più delle ricerche parla di road trip, il re indiscusso di questo tipo di esperienza è l’on the road degli Stati Uniti che tocca l’imperdibile Route 66 (che quest’anno compie 100 anni), lo Utah dei Mighty Five e la California Highway 1.
iStockGli USA on the road sono tra i road trip preferiti dagli italiani
Ma la tendenza si allarga: la Patagonia cilena e argentina attraggono chi cerca paesaggi estremi e strade sterrate, mentre in Europa sono i Balcani ad attirare l’attenzione con itinerari tra Bosnia, Montenegro e Albania.
Per i viaggi zaino in spalla il Sud-Est Asiatico guida il trend con Vietnam e Cambogia in prima linea, ma c’è anche chi ne approfitta per fare un viaggio avventura nel Caucaso tra Georgia, Armenia e Azerbaijan. Questo trend va a braccetto con il Budget Travelling, cioè con l’idea di partire senza spendere troppo.
Camping e glamping sotto le stelle? Tra chi ricerca la natura selvaggia e chi vuole il contatto con l’ambiente, ma senza rinunciare al comfort, c’è l’imbarazzo della scelta anche in Italia. Tra le opzioni top le Dolomiti, dove si trovano splendide strutture ricettive specializzate. Spostandosi all’estero, invece, sono le tented lodge nei parchi africani a conquistare.
Il safari è un sogno, basti pensare che molti lo scelgono come viaggio di nozze e le ricerche crescono soprattutto per Kenya e Tanzania ma l’interesse si sta dirottando anche verso il Botswana.
iStockIl safari è tra le tendenze dei viaggi avventura più cercate
Il viaggio in treno, ormai da qualche anno, sta vivendo un momento d’oro sia per chi vuole viaggiare slow che in modo più sostenibile. Anche l’Italia è tra le mete europee perfette da scoprire in treno grazie a una rete ferroviaria capillare e accessibile, che permette di raggiungere mare, montagna, borghi, siti archeologici e laghi senza fretta, e alla nuova offerta lanciata da Trenitalia per l’estate 2026.
La compagnia invita i viaggiatori a scoprire le meraviglie del Paese con il biglietto “Italia in Tour”. Per viaggi illimitati di 3 giorni costa 35 euro (mentre la formula da 5 giorni è proposta a 59 euro) e permette di salire sulla seconda classe dei treni regionali, per più giorni consecutivi, con un solo biglietto.
Sono esclusi dalla promozione i servizi di altre imprese ferroviarie e i treni sulla tratta Trento-Bassano del Grappa e nell’ambito del territorio della Lombardia e del Parco nazionale delle Cinque Terre, delimitato dalle stazioni di Levanto e La Spezia Centrale e comprendente le stazioni di Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.
Un’occasione imperdibile per pianificare un fine settimana lungo tra mare, montagna e cultura. Dove andare? Ecco alcune delle tratte coinvolte dall’offerta!
In treno tra la Campania e la Basilicata
Con l’offerta di Trenitalia, il vostro viaggio di cinque giorni potrebbe cominciare a Napoli, tra Piazza del Plebiscito e i vicoli di San Gregorio Armeno. Il secondo giorno ci si sposta verso sud lungo la linea costiera: tappa obbligata agli scavi archeologici di Pompei, per poi respirare il profumo di limoni a Vietri sul Mare. Il terzo giorno è dedicato alle meraviglie del Cilento, tra i templi di Paestum e il borgo di Agropoli, prima di sconfinare per un finale indimenticabile a Maratea, la splendida perla della Basilicata affacciata sul Tirreno.
Viaggio tra Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia
Partendo dall’hub ferroviario di Bologna, il regionale taglia verso nord per raggiungere Padova e gli spettacolari affreschi di Giotto. Poco dopo, l’emozione è unica quando si scende direttamente sul Canal Grande alla stazione di Venezia Santa Lucia. Da qui il viaggio potrebbe continuare toccando le eleganti città d’arte venete, dalle architetture del Palladio a Vicenza fino a Verona. Avendo più giorni a disposizione, la linea si estende a est verso il Friuli-Venezia Giulia: dall’elegante Trieste, intrisa di fascino letterario, fino al castello di Gorizia, prima di rientrare passando per i canali di Treviso.
Il treno tra Calabria e Sicilia
Questo itinerario, invece, parte da Lamezia Terme e si snoda lungo la costa calabrese, toccando le splendide terrazze sul mare di Tropea prima di scendere a Reggio Calabria per ammirare i celebri Bronzi di Riace. Attraversato lo stretto in nave, Messina dà il benvenuto in Sicilia con il suo duomo normanno. Da qui, la ferrovia costeggia il mare verso Taormina e il suo spettacolare Teatro Antico, proseguendo poi fino a Catania, dominata dall’Etna e dall’iconica Fontana dell’Elefante.
Per chi, invece, preferisce scoprire altre parti dell’isola, una volta arrivati in Sicilia potreste continuare il viaggio verso sud tra i palazzi signorili e il mare cristallino dell’isola di Ortigia, a Siracusa, o raggiungere l’energia vibrante di Palermo, scrigno di tesori come il Palazzo dei Normanni.
Oltre il mitico Trenino Rosso del Bernina, c’è un altro volto della Ferrovia Retica che merita di essere scoperto e che attraversa vallate alpine, viadotti sospesi tra le montagne, piccoli villaggi dei Grigioni e paesaggi Patrimonio UNESCO: è quello della linea dell’Albula, la storica tratta ferroviaria che collega St. Moritz a Coira e che, da maggio 2026, torna protagonista con la riapertura del Landwasser World, un grande progetto esperienziale dedicato alla mobilità alpina sostenibile e al turismo lento.
La linea dell’Albula è una naturale prosecuzione del viaggio sul Bernina, facilmente raggiungibile anche dall’Italia, ma ancora meno conosciuta rispetto alla celebre tratta che attraversa ghiacciai e passi alpini: è proprio qui, tra Filisur, Bergün e Davos Wiesen, che prende forma un mondo di treni storici, foreste, esperienze in fattoria, musei interattivi e terrazze panoramiche affacciate su uno dei viadotti ferroviari più spettacolari al mondo.
Succede sempre guardando un film ambientato in Louisiana: ti fermi e pensi: aspetta, questo posto esiste davvero? Quella luce dorata che filtra tra i cipressi del bayou, quelle strade acciottolate di New Orleans che sembrano uscite da un sogno febbricitante, quei porticati carichi di storia e di qualcosa di indefinibile che fa venire voglia di prenotare un volo. Ecco, quella sensazione ha un nome. Si chiama cinema tourism, e in Louisiana è diventata quasi una forma d’arte a sé.
Non è un caso che la Louisiana venga ormai chiamata affettuosamente Hollywood South. Negli ultimi vent’anni, lo Stato ha attirato produzioni cinematografiche e televisive di ogni genere – da Django Unchained a True Detective, da 12 anni schiavo a Il Curioso Caso di Benjamin Button – trasformandosi in uno dei set naturali più amati al mondo. Ma, dopo i titoli di coda, succede qualcosa di più interessante perché migliaia di persone, ogni anno, atterrano a New Orleans con una lista di luoghi da visitare che non è stata compilata da nessuna guida turistica tradizionale. L’hanno costruita loro, fotogramma per fotogramma, sullo schermo di casa.
Prima di Hollywood
La storia della Louisiana con il cinema non comincia con True Detective né con Brad Pitt ma nel 1896, quando New Orleans inaugurò il primo cinema al coperto con posti a sedere degli Stati Uniti. Un dettaglio che dice molto su una città che ha sempre avuto un rapporto privilegiato con lo spettacolo in tutte le sue forme.
Poi arriva il 1918, e arriva Tarzan. Quando Tarzan delle scimmie uscì nelle sale, la giungla africana era in realtà Morgan City, Louisiana. Il film fu presentato in anteprima al Broadway Theatre di New York e divenne subito un caso: uno dei primi sei film della storia a superare il milione di dollari d’incasso, cifra considerevole all’epoca. Da allora, sono oltre 2.500 le produzioni girate in questo Stato. Tom Cruise, Elvis Presley, Sean Penn, John Wayne, Dolly Parton, Brad Pitt, Charlton Heston, Jack Nicholson, Julia Roberts tutti, prima o poi, hanno camminato sugli stessi marciapiedi, respirato la stessa aria del bayou.
Explore LouisianaSt. Louis Cemetery No. 1
Louisiana, il bayou non mente mai
La Louisiana è fotogenica in modo naturale e, quindi, non c’è bisogno di molto sforzo da parte dei registi. Basta puntare una macchina da presa verso qualsiasi angolo del bayou all’alba e il risultato è già cinematografico. La luce ambrata, la nebbia bassa sull’acqua, il silenzio rotto solo dal verso di qualche uccello acquatico hanno fatto da sfondo a scene memorabili di decine di produzioni.
Il Louisiana Film Trail, il percorso ufficiale che collega le location più significative dello Stato, è un po’ come un libro di storia scritto in pellicola con paesaggi che conosci già, anche se questo è il tuo primo viaggio. È quella strana magia del déjà vu cinematografico: arrivi in un posto nuovo e ti sembra di tornare a casa.
New Orleans, la città che recita da sola
Per chi ama l’horror, New Orleans è quasi un pellegrinaggio. American Horror Story – nelle stagioni Coven e Freak Show – ha trasformato il Garden District in un labirinto di streghe, sacerdotesse voodoo e presenze che è meglio non incontrare di notte. La Hermann-Grima House e il Lafayette Cemetery No. 1 sono tra le location più cercate dai fan: il cimitero, con le sue tombe sopraelevate che sembrano piccole case, è uno dei set più usati dell’intera città, apparso in decine di produzioni.
Al numero 1140 di Royal Street, nel cuore del French Quarter, sorge la famigerata LaLaurie Mansion, uno dei luoghi più inquietanti di New Orleans anche senza bisogno della fiction. Vale la pena fermarsi anche al New Orleans Pharmacy Museum, che in Freak Show appare come location e nella vita reale è già di per sé un posto fuori dal comune, dedicato alla medicina del XIX secolo. E se si vuole chiudere la serata in modo cinematograficamente corretto, il Cure – un bar dell’Upper East Side – è il posto dove la strega “Suprema” Fiona sorseggia il suo martini. Difficile resistere all’idea di ordinare lo stesso.
Explore LouisianaCafè du Monde
NCIS, tram e caffè al Chicory
In NCIS: New Orleans si cambia completamente registro, con una realtà che ha portato sullo schermo una città più moderna e quotidiana. Le riprese si sono svolte al Café Du Monde e nella vicina Jackson Square, lungo Bourbon Street e sulla St. Charles Avenue fiancheggiata di querce, dove si possono vedere gli attori in posa davanti ai tram più antichi degli Stati Uniti. Quei tram ci sono ancora, e si prendono. Jackson Square e la Cattedrale di St. Louis compaiono anche in decine di altri film. Sono uno di quegli scorci che appartengono a tutti, perché li hai visti così tante volte che sembrano tuoi.
Explore LouisianaCattedrale di St. Louis
Tra tutte le serie girate a New Orleans, Treme è forse quella che ama di più la città. Ambientata in uno dei più antichi quartieri afroamericani degli Stati Uniti, la serie porta gli spettatori in posti che non compaiono nelle guide standard come il Bullet’s Sports Bar, il Vaughn’s Lounge, il Liuzza’s By the Track. Posti veri, ancora aperti, frequentati da gente vera.
Fuori dalla città
New Orleans è solo il capitolo più noto di una storia più lunga. Spostandosi lungo il Mississippi, tra New Orleans e Baton Rouge, si incontra una sequenza di dimore storiche che hanno fatto da set a film importanti. La Felicity Plantation è dove è stato girato 12 anni schiavo mentre la Houmas House Estate and Gardens ospita invece la memoria di Piano, piano… dolce Carlotta e di Green Book.
Explore LouisianaHoumas House
A Baton Rouge, il Campidoglio della Louisiana è dove è stato ambientato Tutti gli uomini del re, il film tratto dalla vita del controverso governatore Huey P. Long. A pochi isolati di distanza, la USS Kidd – una nave da guerra della Seconda Guerra Mondiale – è il set di Greyhound – Il nemico invisibile, con Tom Hanks.
E poi c’è Natchitoches, piccola città nel nord dello Stato, dove nel 1989 fu girato Fiori d’acciaio. La casa del film, una dimora del 1830, è oggi un bed and breakfast con sei camere: ci si può dormire, fare colazione nel set, e ridere tra le lacrime esattamente come faceva Truvy.
La Oak Alley Plantation a Vacherie, con il suo viale di querce secolari, è invece dove Brad Pitt brucia la sua dimora in Intervista col vampiro. Tour guidati portano a vedere la casa neoclassica restaurata e i luoghi delle scene del cimitero. Se sia davvero una tenuta adatta a un vampiro, ognuno può deciderlo da sé.
Explore LouisianaOak Alley
Il lato selvatico
Duck Dynasty e Swamp People hanno portato sugli schermi di mezzo mondo il bayou più profondo: le paludi del bacino di Atchafalaya, le comunità cajun di Pierre Part, Houma, Thibodaux. È un mondo fatto di cacciatori di alligatori, richiami per anatre fatti a mano e una filosofia di vita che non chiede molto al di fuori del bayou stesso. West Monroe, nel nord dello Stato, ospita il Duck Commander Museum, che è esattamente quello che sembra.
Ma se vogliamo parlare di un caso studio perfetto di come una serie televisiva possa trasformare un territorio in una meta turistica, dobbiamo parlare di True Detective, la prima stagione, quella con Matthew McConaughey e Woody Harrelson che guidano per ore tra campi di canna da zucchero e cittadine fantasma. Quella serie raccontava la Louisiana rurale, con tutta la sua malinconia, la sua bellezza sfatta, i suoi paesaggi che sembrano fermi nel tempo.
Il risultato è stato un’ondata di turisti che voleva vedere quei posti con i propri occhi. Che voleva capire se quella luce piatta e quel cielo così vasto esistessero davvero. La risposta, per chi è andato a verificare di persona, è sì. Esistono eccome.
Come muoversi
Chi vuole seguire le location in modo organizzato può affidarsi ai tour tematici disponibili in città: diverse compagnie propongono itinerari dedicati al cinema e alle serie tv, guidando i visitatori tra i set più conosciuti del French Quarter, del Garden District e del Treme. Per chi invece preferisce muoversi in autonomia, il Film Trail ufficiale dello Stato è il punto di partenza. Un itinerario che connette New Orleans, le piantagioni lungo il Mississippi, Baton Rouge e le zone rurali del nord, tenendo insieme cinema, storia e cultura in un unico percorso.
Explore LouisianaDuck Commander
Perché partire adesso
Il cinema tourism non è una novità, ma sta vivendo una stagione d’oro. Le piattaforme di streaming hanno moltiplicato le produzioni ambientate in luoghi specifici, creando community di fan sempre più motivate a trasformare lo schermo in itinerario di viaggio. La Louisiana ha capito questa dinamica meglio di quasi chiunque altro, investendo nella promozione delle proprie location e costruendo un sistema in cui industria cinematografica e turismo si alimentano a vicenda.
Il risultato è un circolo virtuoso: arrivano i set, arrivano i film, arrivano i turisti. E i turisti, inevitabilmente, portano con sé qualcosa di prezioso come curiosità, rispetto, desiderio di capire. Non è male, per una storia che comincia sempre con qualcuno seduto sul divano, telecomando in mano, che si chiede: ma questo posto esiste davvero? Scopri di più su Explore Louisiana.
C’è un ritorno silenzioso ma potentissimo che sta ridefinendo il modo di viaggiare: quello a contatto diretto con la natura, on the road. Tende, van, caravan e notti sotto le stelle non sono più solo una nicchia nostalgica, ma una vera tendenza europea. I datiEurostat parlano chiaro: nel 2025, le notti trascorse in campeggi, aree camper e villaggi outdoor nell’Unione Europea hanno raggiunto quota 413 milioni. Un numero che racconta molto più di una semplice vacanza: è una scelta di stile di vita, più lenta, più consapevole, decisamente più libera, soprattutto in questi tempi di incertezza sugli aerei.
Nonostante rappresentino “solo” il 13,4% del totale delle notti turistiche, il camping e il caravanning crescono più velocemente rispetto ad altre forme di ospitalità. Rispetto al 2015, infatti, si registra un aumento del 28,5%, contro il +23,4% di hotel e strutture tradizionali, segno che sempre più persone preferiscono svegliarsi con vista bosco o mare, piuttosto che tra quattro mura standardizzate.
I Paesi europei dove il camping è più amato
A dominare la scena di questo modo di viaggiare oggi in ascesa è, senza sorpresa, la Francia, che da sola concentra 154 milioni di notti nei campeggi, pari al 37,2% del totale europeo. Un dato impressionante, che conferma quanto il Paese sia strutturato e culturalmente affine a questo tipo di vacanza. D’altronde, tra Atlantico, Provenza e Alpi, le opzioni sono praticamente infinite.
IStockUn viaggio in camper lungo la costa francese
Seguono Spagna con 49,8 milioni di notti e Italia con 49,1 milioni, due destinazioni che combinano clima favorevole, varietà di paesaggi e una forte vocazione turistica. Subito dopo troviamo la Germania con 45 milioni, dove il campeggio è spesso organizzato in modo impeccabile, tra natura e infrastrutture di altissimo livello.
La top 10 continua con Paesi Bassi (26,8 milioni), Austria, Danimarca, Svezia, Croazia e Portogallo, che chiude con 7,1 milioni di notti. Un mix interessante tra nord e sud Europa, dove il filo conduttore resta sempre lo stesso: natura accessibile e infrastrutture pensate per vivere all’aperto.
Di seguito la classifica completa dei Paesi con il loro numero di notti totali:
Francia – 141 milioni di notti;
Italia – 71 milioni di notti;
Germania – 41 milioni di notti;
Paesi Bassi – 34 milioni di notti;
Spagna – 33 milioni di notti;
Croazia – 27 milioni di notti;
Austria – 18 milioni di notti;
Danimarca – 13 milioni di notti;
Svezia – 11 milioni di notti;
Belgio – 9 milioni di notti.
Quando si parte (e perché sempre di più)
Il calendario del camping segue un ritmo preciso, quasi rituale in realtà. I numeri iniziano a salire già da marzo, con la primavera che accende la voglia di evasione. Ma è tra giugno e agosto che si concentra il cuore della stagione: il 67% delle notti totali viene registrato proprio nei mesi estivi, con un picco ad agosto che raggiunge 118 milioni. Poi la curva scende gradualmente: settembre resta ancora attivo con circa 40 milioni di notti, ottobre si assesta sui 15 milioni, fino ad arrivare ai mesi invernali, dove il fenomeno si riduce ma non scompare del tutto. Anche dicembre, infatti, registra quasi 5 milioni di notti, segno che il camping non è più solo una questione stagionale, ma un’opzione sempre più flessibile.
iStockLa bellezza dei viaggi nella natura con il caravan
Dietro questa crescita c’è molto più del semplice “andare in campeggio”. C’è il desiderio di esperienze autentiche, di ritmi meno frenetici e di un contatto diretto con il territorio. Il boom dei van life, dei micro-viaggi e delle vacanze ibride (metà lavoro, metà relax) ha sicuramente giocato un ruolo chiave. E poi c’è un altro fattore: il controllo, ovvero poter scegliere dove fermarsi, quanto restare, come organizzare le proprie giornate. In un mondo sempre più veloce, il camping rappresenta una forma di libertà concreta, quasi tangibile.
C’è un nuovo modo di pensare il viaggio: meno stress, più fluidità, zero cambi, perfetto per i tempi di incertezza con i voli. Questa volta non è solo un concept, ma un progetto concreto firmato Trenitalia. Dal 20 giugno 2026 debutta il collegamento diretto tra Stazione di Milano Centrale e Fortezza, una piccola ma strategica località dell’Alto Adige. Tempo di percorrenza? Circa tre ore e mezza, senza cambi. Dunque, si parte dal Duomo e in poche ore si respira già aria di montagna, tra panorami alpini e vibes da vacanza slow.
Ma questo treno non è solo una nuova tratta. È un primo step verso qualcosa di molto più grande: il futuro collegamento diretto tra Milano e Monaco di Baviera, con l’obiettivo di spingersi ancora oltre, fino a Berlino entro il 2028. Una visione europea del viaggio, dove il treno torna protagonista, sostenibile e sempre più competitivo anche sulle lunghe distanze.
Da venerdì 1° maggio si può salire a Praga e scendere a Copenaghen senza cambiare treno una sola volta. Un collegamento che sembrava sparito, e che in effetti mancava da oltre dieci anni, è tornato operativo e arriva in tempo per l’estate.
Il treno diretto tra la capitale ceca e quella danese, passando per Dresda, Berlino e Amburgo, risponde a una domanda concreta: quella di chi vuole attraversare l’Europa senza prendere un aereo, senza fare scalo, senza ritrovarsi alle cinque di mattina in un terminal low cost a sperare che il volo non sia in ritardo.
La storica Route 66 compie 100 anni e gli Stati Uniti si preparano a celebrarla in grande stile. Il via ufficiale ai festeggiamenti parte da Springfield, città simbolo della “Mother Road”, che dal 30 aprile al 3 maggio 2026 ospiterà il National Route 66 Centennial Kickoff Celebration. Quattro giorni di eventi, musica e rievocazioni che rendono omaggio a una delle strade più iconiche al mondo, capace di incarnare lo spirito del viaggio on the road e della libertà americana.
Springfield, culla della Route 66
Non è un caso che sia proprio Springfield ad aprire le celebrazioni del centenario. Da qui, il 30 aprile 1926, venne inviato il telegramma diretto a Washington D.C. con la proposta di assegnare il numero 66 alla nuova arteria che avrebbe collegato Chicago a Santa Monica. Un momento storico che ha segnato la nascita di un mito.
La città del Missouri celebra ogni anno, ad agosto, questo legame con il Birthplace of Route 66 Festival, ma nel 2026 l’atmosfera sarà ancora più speciale. Ad aprire ufficialmente il programma, il 30 aprile, è un grande concerto alla Great Southern Bank Arena della Missouri State University, con protagonisti i Little Big Town e altri artisti della scena country e rock americana. A presentare la serata sarà anche John Goodman, originario proprio del Missouri.
Tra i momenti più simbolici spicca la dedica della Birthplace Plaza (30 aprile ore 16), con una nuova installazione artistica che ricorda il punto esatto da cui partì il celebre telegramma. Un tributo che rafforza il ruolo di Springfield come cuore storico della Route 66.
Visit MissouriRockwood Motor Court, motel a Springfield
Parate, mostre e spettacoli: gli altri eventi
Il programma del National Route 66 Centennial Kickoff Celebration è ricco e variegato, pensato per coinvolgere appassionati, famiglie e viaggiatori. Per tutto il weekend, il Gillioz Theatre ospiterà una mostra itinerante dedicata al centenario, con fotografie e materiali d’archivio che raccontano un secolo di storia americana.
Tra gli eventi più attesi c’è la “Celebrate America on Route 66 Parade” (1 maggio ore 18), una suggestiva sfilata di veicoli d’epoca prodotti tra il 1926 e il 1985, che ripercorrono idealmente l’evoluzione del viaggio su strada. Non mancano spettacoli scenografici come l’illuminazione del Jefferson Avenue Footbridge, accompagnata da musica dal vivo e da un moderno show di droni (1 maggio ore 19-21).
Gli appassionati di auto storiche potranno invece immergersi nel Red, White & Bridge Bash Car Show (2 maggio ore 8-13), mentre chi cerca un’esperienza più elegante potrà partecipare al National Route 66 Centennial Telegraph Ball (2 maggio ore 18), gala ispirato agli anni Venti con cena, musica swing, asta benefica e atmosfera retrò.
A completare il programma del 2 maggio, eventi diffusi lungo la Historic Commercial Street tra street food, attività per famiglie e intrattenimento continuo, oltre alla proiezione in anteprima (3 maggio) del film “Dust to Malibu”, girato in gran parte proprio a Springfield.
Visit MissouriGary’s Gay Parita, Route 66
Informazioni utili e come arrivare
Visitare Springfield durante i festeggiamenti del centenario della Route 66 significa vivere un’esperienza immersiva nella cultura americana. In questo periodo, a Springfield, il clima è particolarmente favorevole: le temperature variano tra i 18°C e i 25°C, ideali per partecipare agli eventi all’aperto.
Raggiungere Springfield dall’Italia richiede uno scalo negli Stati Uniti, con collegamenti verso lo Springfield–Branson National Airport tramite hub principali come Chicago, Dallas, Atlanta o Denver. Dall’aeroporto, il centro città è facilmente accessibile in auto o con servizi di trasporto locali.
Per chi desidera partecipare agli eventi più richiesti, come il concerto inaugurale, è consigliabile consultare il sito ufficiale Route66kickoff.
Negli ultimi anni il modo di viaggiare è cambiato profondamente, e tra i protagonisti di questa trasformazione ci sono gli under 35. Sempre più giovani, tra i 25 e i 34 anni (secondo i dati diffusi da Yescapa, piattaforma europea specializzata nel camper sharing, oltre il 50%), scelgono il camper per esplorare nuove destinazioni, dando vita a una vera e propria rinascita della vanlife. Non si tratta più di una soluzione legata esclusivamente alle vacanze familiari tradizionali, ma di un’opzione moderna, flessibile e perfettamente in linea con le esigenze di una generazione che privilegia esperienze autentiche e libertà di movimento.
A trainare questo fenomeno è soprattutto un diverso approccio al viaggio: oggi conta meno il possesso del mezzo e più la possibilità di utilizzarlo quando serve. Il camper diventa così uno strumento accessibile, ideale per chi vuole partire senza vincoli e senza affrontare investimenti importanti. È una filosofia che riflette un cambiamento culturale più ampio, in cui l’esperienza ha un valore superiore rispetto alla proprietà.
Viaggi brevi, più frequenti e lontani dalle rotte tradizionali
Uno degli aspetti più interessanti della crescita della vanlife tra i giovani riguarda la durata dei viaggi. Se in passato il camper era associato principalmente alle lunghe vacanze estive, oggi si afferma un modello completamente diverso: quello delle fughe brevi ma frequenti. I viaggi di pochi giorni, spesso tra i quattro e i sei, rappresentano secondo Yescapa il 40% delle prenotazioni e sono la scelta ideale per chi vuole staccare dalla routine senza pianificazioni complesse.
Questo trend si adatta perfettamente ai ritmi contemporanei, dove il tempo libero è frammentato e distribuito durante tutto l’anno. I weekend lunghi e i ponti diventano occasioni perfette per mettersi in viaggio, trasformando il camper in una soluzione pratica e immediata.
iStockSempre più giovani scelgono i viaggi in camper
Parallelamente cresce il desiderio di evitare le mete più affollate. Il turismo in camper consente infatti di esplorare destinazioni meno battute, offrendo un’esperienza più autentica e a contatto con il territorio. Nonostante una buona parte dei viaggi resti in Italia (il 40%), con grande interesse per città e regioni iconiche (come Roma, la Sicilia e la Sardegna), aumenta del 25% anche la curiosità verso l’estero, in particolare verso mete dal clima favorevole e dallo spirito libero come le Canarie e il Portogallo.
Un’esperienza condivisa che cresce tutto l’anno
Il successo della vanlife tra gli under 35 non si limita alla libertà individuale, ma si lega anche alla dimensione sociale del viaggio. Il camper è sempre più scelto da coppie (il 40%), ma resta una soluzione apprezzata anche da famiglie e gruppi di amici. Questo dimostra come il valore dell’esperienza sia strettamente connesso alla qualità del tempo condiviso.
Il camper è sempre più scelto dalle coppieUn altro elemento chiave è la destagionalizzazione. Sempre più giovani decidono di partire anche nei mesi meno tradizionali (come novembre, gennaio e febbraio), trasformando il camper in una soluzione adatta a ogni periodo dell’anno. Lontano dall’essere un fenomeno estivo, questo tipo di turismo si sta consolidando come una scelta continua, capace di adattarsi a esigenze diverse.
Anche il mercato riflette questa crescita. L’aumento delle prenotazioni (secondo i dati di Yescapa nel 2025 sono aumentate del 10% rispetto all’anno precedente) e della disponibilità di mezzi indica un settore in piena espansione, sostenuto da una domanda sempre più ampia.
In particolare, i veicoli compatti come van (33% delle preferenze) e furgoni camperizzati (24%) risultano molto apprezzati dai giovani, grazie alla loro praticità e facilità di guida. Allo stesso tempo, modelli più spaziosi – come i camper mansardati – continuano a mantenere un ruolo importante (31% della domanda) per chi viaggia in gruppo.
Il risultato è un panorama dinamico e in evoluzione, dove il camper si conferma una delle soluzioni più versatili per vivere il viaggio in modo contemporaneo.
Ci troviamo in un’America che sfugge ai circuiti turistici frenetici, un’America fatta di Main Street ombreggiate da alberi centenari, di caffè dove ti chiamano per nome, di tramonti che incendiano il fiume più grande del continente. È l’America della Great River Road, la strada panoramica che segue il Mississippi attraverso il Minnesota, da dove il fiume nasce come un umile ruscello a dove diventa una potente arteria d’acqua che solca il paesaggio tra scogliere vertiginose. Ma da dove parte tutto questo?
Itasca State Park, dove tutto ha inizio
Ogni grande storia ha un inizio, e quella del Mississippi comincia in modo quasi surreale: in una foresta di pini nel nord del Minnesota, 1475 piedi sopra il livello del mare, dove un modesto ruscello largo appena 5-6 metri emerge dal Lago Itasca. È qui che si trova uno dei momenti fotografici più belli d’America: attraversare a piedi il Mississippi camminando su grandi pietre.
L’Itasca State Park, istituito nel 1891, è il parco statale più antico del Minnesota e uno dei più antichi d’America. La sua creazione fu quasi miracolosa: il voto legislativo passò con un solo voto di margine, grazie agli sforzi instancabili di Jacob V. Brower, uno storico e antropologo che vide la regione rapidamente depredata dal disboscamento e si batté per preservare almeno una parte delle foreste di pini per le generazioni future. Oggi, sono oltre 500000 all’anno i visitatori che vengono qui per camminare attraverso le headwaters.
Con oltre 32000 acri di territorio e oltre 100 laghi, Itasca è un santuario naturale dove la foresta primordiale sopravvive ancora in tutta la sua maestosità. La Wilderness Drive, un percorso panoramico di 16 chilometri, serpeggia attraverso alcune delle ultime foreste di pini antichi del Minnesota. Lungo il percorso, fermatevi al Preacher’s Grove, dove si trovano alcuni dei pini bianchi più grandi dello stato, veri e propri monumenti naturali che raggiungono altezze vertiginose. La Aiton Heights Fire Tower, una torre di avvistamento incendi del 1920 alta 30 metri, si apre su una vista panoramica mozzafiato sulla foresta e sui laghi che si perdono all’orizzonte.
Il nome stesso “Itasca” racconta una storia affascinante: fu creato nel 1832 dall’esploratore Henry Schoolcraft, che guidato da Ozawindib della tribù nativa degli Anishinaabe raggiunse finalmente la vera sorgente del Mississippi. Schoolcraft, aiutato da un compagno missionario istruito, forgiò il nome combinando le sillabe finali e iniziali delle parole latine “veritas” (verità) e “caput” (testa), creando così “Itasca” – la vera fonte.
Il Mary Gibbs Mississippi Headwaters Center, che prende il nome dalla prima donna commissaria di parchi statali degli Stati Uniti, dispone di mostre interattive sulla geologia, la storia e l’ecologia del fiume, oltre a un café stagionale dove rifocillarsi. Ma è al Douglas Lodge, costruito nel 1905, che trovate l’atmosfera più vera: in questa struttura storica, con le sue enormi travi di legno e i camini in pietra, è possibile alloggiare e mangiare in un’ambientazione che sembra ferma nel tempo.
Da Itasca alle Twin Cities, il fiume che cresce
Lasciando Itasca, il Mississippi compie un percorso inaspettato: invece di dirigersi immediatamente a sud, il fiume scorre prima verso nord fino a Bemidji, poi piega verso est e infine inizia la sua lunga discesa meridionale vicino a Grand Rapids.
Bemidji, conosciuta come “la prima città sul Mississippi”, è famosa per le sue statue giganti di Paul Bunyan e Babe the Blue Ox, i leggendari boscaioli del folklore americano. Queste sculture, alte oltre 5 metri, sono tra le più fotografate del Minnesota e rappresentano perfettamente lo spirito del nord. Al lago Bemidji si può praticare la pesca di walleye e northern pike, mentre la città stessa conserva un centro storico grazioso con negozi d’antiquariato e caffè accoglienti.
Proseguendo verso sud, Little Falls merita una sosta per visitare la casa natale di Charles Lindbergh, il primo aviatore a compiere la traversata in solitaria dell’Atlantico. La Charles A. Lindbergh House and Museum conserva l’atmosfera della vita rurale del Minnesota all’inizio del XX secolo e racconta la straordinaria storia di come un ragazzo di campagna divenne famoso a livello internazionale.
Explore MinnesotaMinneapolis
Red Wing, dove il fiume incontra l’artigianato
A circa 45 minuti a sud di St. Paul, la città di Red Wing segna veramente l’inizio della Great River Road nella sua manifestazione più spettacolare. Con una popolazione di circa 16.000 abitanti, Red Wing è l’incarnazione perfetta della cittadina americana che ha saputo preservare la sua identità e il suo patrimonio artigianale.
La Red Wing Shoes, fondata nel 1905, è diventata un’icona globale del lavoro artigianale americano. Il loro flagship store nel centro di Red Wing dispone di un seminterrato che ospita un enorme outlet dove potete trovare affari incredibili su scarpe e stivali di altissima qualità, mentre il Red Wing Shoe Company Museum al piano superiore racconta 120 anni di storia attraverso esposizioni di macchinari antichi, scarpe d’epoca e storie dei lavoratori. L’attrazione più fotografata? Lo stivale più grande del mondo, una creazione gigante che domina l’ingresso del museo.
La Red Wing Pottery, attiva dal 1877 al 1967, produsse ceramiche che oggi sono avidamente ricercate dai collezionisti. Il Pottery Museum of Red Wing espone oltre 10000 pezzi, dalle semplici giare utilizzate nelle fattorie agli elaborati vasi Art Déco che definirono un’epoca.
Ma Red Wing non è solo storia industriale. Lo St. James Hotel, un elegante albergo italiano del 1875, domina Main Street con la sua facciata vittoriana restaurata.
Per chi ama l’outdoor, Barn Bluff è un’escursione obbligatoria. Questa formazione rocciosa calcarea si erge 107 metri sopra la città, e il sentiero di 4,7 chilometri (andata e ritorno) porta alla cima, dove la vista panoramica sul Mississippi e sulla città storica è semplicemente spettacolare. È particolarmente magica al tramonto, quando il sole tinge il fiume d’oro e le ombre si allungano sulle colline boscose del Wisconsin sulla sponda opposta.
Explore MinnesotaVista sul lago superiore
Lake City e Lake Pepin, dove il fiume si fa lago
Continuando verso sud per circa 30 chilometri, si raggiunge Lake City, una vivace cittadina resort affacciata sul Lake Pepin, un’espansione naturale del Mississippi larga quasi 4 chilometri e lunga 35. Tecnicamente non è un vero lago, ma un’area dove il fiume si allarga, creando uno specchio d’acqua che sembra più un lago alpino che un fiume del Midwest.
Lake Pepin ha un posto speciale nella storia americana: fu qui che nel 1922 Ralph Samuelson inventò lo sci d’acqua, provando e riprovando finché riuscì a rimanere in piedi su due assi di legno trainato da una barca. Oggi il lago è un paradiso per gli sport acquatici: vela, kayak, paddleboard e ovviamente sci d’acqua. Il porto turistico di Lake City ospita invece centinaia di barche a vela.
La città stessa ha un grazioso lungofiume con parchi, sentieri pedonali e panchine da cui ammirare il tramonto. I ristoranti locali servono pesce fresco pescato nel lago, specialmente walleye preparato in dozzine di modi diversi. I sentieri del Frontenac State Park offrono numerosi scorci panoramici sul lago, raggiungibile in auto o con un’escursione, si apre su viste panoramiche sul lago e sulle Driftless Bluffs che lo circondano, scogliere calcaree che raggiungono altezze fino a 180 metri.
Wabasha, la città delle aquile e di Grumpy Old Men
A soli 20 minuti di macchina a Sud di Lake City si trova Wabasha, una cittadina che ha raggiunto una fama inaspettata come location del film cult “Grumpy Old Men” con Jack Lemmon, Walter Matthau e Ann-Margret. Ogni febbraio, la città celebra il suo patrimonio cinematografico con il Grumpy Old Men Festival, pieno di gente vestita con le iconiche camicie a quadri rosse e celebrazioni a tema film.
Ma la vera star di Wabasha è l’aquila calva americana. Durante tutto l’anno, centinaia di aquile migrano verso questa zona, creando uno degli spettacoli naturali più impressionanti del Minnesota e che può essere ammirato anche durante le escursioni fluviali su prenotazione.
Il National Eagle Center ospita diverse aquile calve “ambasciatrici” che per vari motivi non possono più vivere in natura. I visitatori possono osservare questi magnifici rapaci da distanza ravvicinata durante gli eagle encounter giornalieri, dove i naturalisti portano le aquile nella sala principale e raccontano le loro storie individuali.
A Wabasha merita una visita anche LARK Toys, uno dei negozi di giocattoli specializzati più grandi d’America. La vera attrazione è la giostra intagliata a mano, dove invece dei tradizionali cavalli troverete un alce, una lontra, pesci dorati e persino un drago con un mago come compagno.
Winona: arte, cultura e le scogliere della Driftless Area
Trenta miglia a sud di Wabasha, Winona rappresenta forse la sorpresa più grande della Great River Road. Questa città universitaria di circa 27000 abitanti è letteralmente schiacciata tra il Mississippi a nord e il Lake Winona a sud, con scogliere calcaree che si ergono su entrambi i lati.
Winona si trova nel cuore della Driftless Area, una regione geologicamente unica che si estende attraverso il Minnesota sud-orientale, il Wisconsin sud-occidentale, l’Illinois nord-occidentale e l’Iowa nord-orientale. Il nome “Driftless” (senza depositi) si riferisce al fatto che questa zona non fu coperta dall’ultima glaciazione, preservando una topografia antica di scogliere, valli profonde e grotte. Mentre il resto del Midwest fu levigato dai ghiacciai, lasciando un paesaggio piatto, la Driftless Area mantenne le sue scogliere vertiginose e i suoi paesaggi accidentati.
Il Minnesota Marine Art Museum è la gemma culturale di Winona. La particolarità? Tutte le opere hanno come tema l’acqua e il mare, creando un dialogo continuo tra l’arte e la posizione del museo sul grande fiume.
Per i panorami più spettacolari, è obbligatorio un passaggio a Sugar Loaf Bluff, una formazione rocciosa isolata alta 26 metri che si erge dalla pianura alluvionale, si scopre con un’escursione più impegnativa (30-40 minuti in salita ripida) ma ricompensa con viste ancora più spettacolari. In cima, un piccolo belvedere permette di ammirare il panorama a 360 gradi.
Il Great River Bluffs State Park, 29 chilometri a sud di Winona, è considerato da molti il punto panoramico più bello di tutta la Great River Road. I sentieri conducono lungo il bordo delle scogliere, che in alcuni punti si ergono oltre 150 metri sopra il fiume, con viste vertiginose sulla valle del Mississippi che si estende fino all’orizzonte.
Per quanto riguarda il cibo, Winona ha sviluppato una scena culinaria sorprendentemente sofisticata per le sue dimensioni. NOSH Scratch Kitchen è il luogo dove la cucina americana incontra l’anima del Mediterraneo. Qui non esistono menu standard, perché a decidere cosa mangi è la terra: frutta, verdura e carni arrivano dai produttori locali seguendo esclusivamente l’alternanza delle stagioni. Pane, dolci e salsicce vengono prodotti ogni mattina da zero e la stessa filosofia si trova al bar, con una carta di vini internazionali di qualità e una drink list che spazia dai classici ai cocktail artigianali più ricercati.
Sapori di Sicilia porta l’autenticità italiana nel cuore del Minnesota, con paste fresche fatte a mano, pane appena sfornato e gelato artigianale che ricorda le gelaterie della Sicilia. Per qualcosa di più semplice ma altrettanto amato, Bloedow’s Bakery, in attività dal 1924, è leggendaria per le sue ciambelle giganti e i cookie glassati – attenzione, sono chiusi la domenica. È stata inclusa nella classifica delle 50 migliori panetterie degli Stati Uniti da Saveur Magazine.
Il centro storico vittoriano di Winona merita una passeggiata dedicata. Molti edifici del XIX secolo sono stati restaurati e ospitano negozi indipendenti, gallerie d’arte e caffè.
L’itinerario perfetto, come organizzare il viaggio
La Great River Road del Minnesota può essere scoperta in modi diversi a seconda del tempo a disposizione e degli interessi. Ecco alcune opzioni:
Weekend lungo (3-4 giorni): Partite da Minneapolis verso Red Wing (1 ora), dedicate mezza giornata alla città e a Barn Bluff. Proseguite verso Lake City per il pranzo e una sosta panoramica (30 minuti). Arrivate a Wabasha nel pomeriggio per visitare il National Eagle Center (1 ora). Pernottate a Wabasha o proseguite fino a Winona. Il secondo giorno, visitate Winona: Marine Art Museum al mattino, pranzo in centro, Garvin Heights o Sugar Loaf nel pomeriggio. Il terzo giorno, visitate il Great River Bluffs State Park prima di rientrare, oppure visitate l’Itasca State Park se vi dirigete a nord.
Settimana completa (7 giorni): Iniziate dall’Itasca State Park (3,5 ore da Minneapolis), dedicate 2 giorni all’esplorazione del parco e delle headwaters. Scendete verso Bemidji e Little Falls (1 giorno ciascuno), poi raggiungete le Twin Cities per 1-2 giorni di esplorazione urbana. Proseguite con l’itinerario del weekend lungo descritto sopra, aggiungendo tempo extra per escursioni, pesca, o semplicemente per rilassarvi nei piccoli centri.
Autunno foliage (fine settembre – metà ottobre): Questo è probabilmente il periodo più spettacolare. I colori autunnali trasformano la valle del Mississippi in un caleidoscopio naturale. Il loop Winona-Red Wing, percorribile su entrambe le sponde (Minnesota e Wisconsin), è considerato uno dei migliori scenic drive autunnali d’America.
Inverno eagle watching (dicembre-marzo): Se il vostro interesse principale sono le aquile calve, pianificate il viaggio in inverno. Le temperature saranno fredde (spesso sotto zero), ma la concentrazione di aquile è massima. Il National Eagle Center organizza uscite speciali di birdwatching, e i punti panoramici lungo il fiume offrono osservazioni spettacolari.
Dove dormire: Ogni cittadina lungo il percorso dispone di numerose opzioni di alloggio. A Red Wing, lo St. James Hotel è un’esperienza storica indimenticabile. Winona ha diverse catene alberghiere e B&B vittoriani. All’Itasca State Park ci sono campeggi, cabin, e il Douglas Lodge per un’esperienza più rustica. Lake City ha resort affacciati sul lago perfetti per famiglie.
Distanze: Red Wing dista circa 80 km da Minneapolis (1 ora). Da Red Wing a Lake City: 45 km (30 minuti). Da Lake City a Wabasha: 20 km (15 minuti). Da Wabasha a Winona: 50 km (40 minuti). Questo rende possibile visitare tutte e quattro le città in un solo giorno, anche se vi perdereste molto della loro magia.
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