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Pasjača Beach, la spiaggia segreta nata dall’incontro tra uomo e natura

23 août 2026 à 15:30

C’è una spiaggia in Croazia che sembra quasi scomparire sotto le imponenti pareti di roccia della costa dalmata. È Pasjača Beach, una piccola caletta affacciata sull’Adriatico, dove il mare turchese incontra una stretta lingua di sabbia e ciottoli ai piedi delle scogliere. Un luogo spettacolare e non semplicissimo da raggiungere, tanto da essere entrato tra le 50 spiagge più belle d’Europa nel 2026, secondo la classifica Europe’s 50 Best Beaches, votata da oltre mille professionisti del mondo travel.

Pasjača Beach, la caletta segreta tra mare e scogliere

Vista dall’alto, Pasjača Beach sembra quasi una breccia nella costa: una sottile striscia di sabbia e ciottoli racchiusa tra le alte scogliere di Konavle e il blu intenso dell’Adriatico formando un quadro molto intimo e selvaggio. È proprio questo contrasto tra la roccia e il colore dell’acqua a renderla una delle spiagge più scenografiche della Croazia.

In questo angolo incontaminato è proprio la natura a dominare completamente il panorama: niente grandi strutture turistiche, niente stabilimenti che occupano la costa e nessun lungomare affollato e chiassoso. La caletta si trova infatti ai piedi delle scogliere, in una posizione che per secoli è rimasta difficile da raggiungere. Ed è proprio la sua posizione a fare la differenza: per raggiungerla bisogna scendere lungo un percorso ripido, in alcuni tratti scavato direttamente nella roccia. Una volta arrivati sulla spiaggia, però, il panorama ripaga ogni fatica. Non è un caso se nel 2026 è entrata nella classifica delle 50 migliori spiagge d’Europa, insieme ad altre quattro spiagge croate: Podrače, Zlatni Rat, Punta Rata e Sakarun.

Il sentiero per raggiungere Pasjača Beach
iStock
Il percorso spettacolare per raggiungere Pasjača Beach

C’è poi una particolarità che rende Pasjača ancora più interessante: la spiaggia è stata modellata anche dall’intervento dell’uomo. Negli Anni ’60, infatti, durante la realizzazione di un tunnel per convogliare l’acqua in eccesso proveniente dalla piana di Konavle, il materiale roccioso raggiunse il mare. Le onde, nel tempo, lo hanno progressivamente frantumato, fino a formare l’attuale arenile.

Il risultato è un luogo dall’aspetto quasi irreale, dove la roccia scende verso il mare e lascia spazio a una piccola mezzaluna di ciottoli e sabbia. Le acque sono particolarmente limpide, ma diventano profonde rapidamente (c’è quindi da prestare molta attenzione). Priva dei principali servizi turistici, è inoltre importante arrivare preparati con acqua, cibo, protezione solare e tutto ciò che può servire per trascorrere qualche ora al mare.

Dove si trova e come raggiungerla

Pasjača si trova nel villaggio di Popovići, nella regione di Konavle, nell’estremo sud della Croazia, a circa 30-40 chilometri da Dubrovnik e a circa 12 chilometri da Cavtat.

Raggiungerla fa parte dell’esperienza: in auto si percorre la strada costiera in direzione sud da Dubrovnik, passando per Cavtat e proseguendo verso la zona di Konavle, fino alla deviazione per Popovići. Nei pressi dell’inizio del sentiero è disponibile un’area di parcheggio; da qui la spiaggia si raggiunge soltanto a piedi.

La discesa segue un sentiero ripido tra la vegetazione e la roccia, con scalini e tratti scavati nella parete, fino a raggiungere la caletta. In circa 20-25 minuti di discesa si raggiunge questo luogo incontaminato. Il sentiero può essere impegnativo e la risalita, soprattutto nelle ore più calde, richiede un po’ di allenamento. È quindi consigliato indossare scarpe con una buona presa e portare con sé acqua, cibo e tutto ciò che serve per la giornata in questo paradiso segreto.

Herm, l’isola senza auto tra spiagge bianche e silenzio

23 août 2026 à 11:00

Sessanta abitanti, niente automobili e il suono del mare a interrompere il silenzio: Herm, nelle Isole del Canale, sembra fatta apposta per chi sogna di allontanarsi per qualche giorno da traffico, folla e ritmi frenetici.

Nel 2026 ha conquistato il 14° posto nella classifica delle isole più tranquille del mondo stilata dall’Unspoilt Index di BookRetreats, che ha analizzato cento destinazioni valutandone densità abitativa, natura, strade, traffico aereo, oscurità notturna e caratteristiche della costa. Herm è piccolissima, appena 1,3 chilometri quadrati, e appena sbarcati, vi ritroverete su un’isola senza auto, abbracciata da spiagge, baie e sentieri costieri, dove potete dimenticarvi per qualche ora degli spostamenti veloci e tornare a camminare.

À partir d’avant-hierFlux principal

Oceania, le location del live action sono perle meravigliose nel cuore delle Hawaii

19 août 2026 à 18:00

Le location di Oceania (il cui nome originale è Moana), il live action remake dell’omonimo film d’animazione del 2016 ora nelle sale, hanno un compito fondamentale: dare consistenza al mondo in cui vive l’eroina Disney, un mondo fatto di antiche tradizioni e rituali di passaggio e soprattutto di forte rispetto per una natura inevitabile co-protagonista dell’esistenza di ciascuno.

Per ottenere tale risultato la produzione ha scelto di girare direttamente là dove la cultura polinesiana è nata e continua a prosperare, nonostante la turistificazione all’agguato: sullo schermo si alternano così panorami costieri selvaggi, baie nascoste, spiagge meravigliose dove la sabbia è bianca e l’acqua cristallina e altri preziosi tesori hawaiani.

Di cosa parla

Vaiana Waialiki (Catherine Laga’aia), la figlia del capo tribù dell’isola Motunui, riceve fin da piccola la chiamata del mare e cresce per questo nutrendo grande rispetto e fascinazione nei suoi riguardi. Una volta grande, incoraggiata dalla nonna e nonostante il disaccordo iniziale del padre, la principessa decide di partire alla scoperta di cosa c’è al di là della barriera corallina ispirata anche dal lungo passato da navigatori del proprio popolo. In viaggio Vaiana incontra Maui (Dwayne Johnson), un semidio polinesiano che l’aiuta a comprendere meglio i segreti del mare e a dominarli per ridare prosperità alla propria gente.

Il 19 agosto arriva nelle sale "Oceania": un live action remake dell'omonimo film d'animazione Disney
Walt Disney Pictures
Una scena di “Oceania”

Dov’è stato girato il film

Il nuovo film Disney è stato girato sull’isola di Oahu: la terza più grande dell’arcipelago delle Hawaii. Le location di Oceania si trovano, più nel dettaglio, sulla costa occidentale dell’isola: quella che conserva ancora più intatta la sua bellezza naturale e la forte eredità culturale, al contrario di zone come Waikiki, molto frequentate dai turisti e che per questo hanno visto smorzata negli anni parte della propria identità.

"Oceania", il nuovo live action Disney, è girato alle Hawaii sull'isola di Oahu
iStock
La meravigliosa isola di Oahu

Pokai Bay, Oahu

Le scene nel villaggio e quelle a bordo delle imbarcazioni sono state girate, in particolare, a Pokai Bay: una splendida insenatura di sabbia dorata circondata da verde dove rilassarsi al sole, nuotare tra i pesci, godersi il contatto con la natura e – con un po’ di fortuna – poter avvistare i delfini.

Nei pressi della baia si trova il sito di Kuilioloa Heiau, molto significativo per la storia raccontata in Oceania: si tratta infatti di un luogo ritenuto sacro nella cultura polinesiana, dove i prescelti come la principessa Vaiana imparavano l’arte di navigare il mare osservando le stelle, le correnti e altri segnali offerti dalla generosità della natura.

Le location di "Oceania" sull'isola di Oahu
iStock
La splendida Pokai Bay

Makua Beach

Altra location di Oceania è Makua Beach: un tratto di costa che con il suo profilo frastagliato, la natura incontaminata e le vedute panoramiche sull’oceano, uniche, trasmette un senso di potenza incontrastata che ben si adatta al mood del nuovo live action Disney e della sua eroina. La forza della natura sembra accompagnare infatti la principessa Vaiana, e con lei tutti gli spettatori, a scoprire i talenti ricevuti in dono e le missioni a cui è destinata.

"Oceana": dov'è stato girato il remake live action del film d'animazione Disney
iStock
Il panorama unico di Makua Beach

Altre location

In alcune inquadrature è possibile riconoscere templi (heiau) tradizionali hawaiani e altri siti in cui ancora oggi viene preservata e tramandata l’identità e la cultura delle popolazioni originarie della zona: si tratta di location scelte, ancora una volta, tenendo conto di ciò che racconta Oceania e del suo essere a un tempo una storia d’avventura e di formazione.

L'eredità culturale delle popolazioni hawaiane è co-protagonista del remake di "Oceania"
Walt Disney Pictures
Una scena di “Oceania” in un luogo sacro per la cultura hawaiana

Nel remake Disney non mancano scene girate in studio, ai Trilith Studio di Atlanta, e con l’ausilio di effetti digitali e computer grafica.

Bandite di Scarlino: tre spiagge uniche in Toscana da raggiungere solo a piedi

17 août 2026 à 17:30

Le Bandite di Scarlino sono una ampia riserva naturale che dalle alture dell’entroterra della zona settentrionale della Maremma, in Toscana, scende fino al Tirreno. Il territorio coinvolto, che tocca i comuni di Scarlino, Castiglione della Pescaia, Follonica e Gavorrano, custodisce una delle porzioni di costa più selvagge e integre di tutta la regione, un luogo fantastico per chi ama vivere il mare in modo vero e diretto.

Il nome un po’ curioso della riserva, che potrebbe far pensare a qualcosa di proibito, deriva a dire il vero dai bandi che, nei secoli passati, venivano indetti per la vendita di lotti di bosco. Le tracce della presenza umana in questo angolo di Maremma, in realtà, sono molto più antiche: la zona conserva testimonianze di insediamenti risalenti alla preistoria e all’epoca etrusca, come dimostrano i resti di una necropoli che si trova non lontano dai sentieri oggi percorsi da chi vuole raggiungere le dorate spiagge che adornano la costa. E in effetti proprio l’assenza di strade che conducano direttamente in riva al mare è ciò che ha permesso a questo tratto di litorale di conservare un aspetto autentico e incontaminato.

Le spiagge delle Bandite di Scarlino, infatti, si raggiungono solamente a piedi, in bicicletta o a cavallo, attraversando una fitta rete di sentieri che si snodano tra pinete e profumata macchia mediterranea. Tre sono le calette che meritano una visita, ognuna con un carattere diverso: Cala Violina, Cala Martina e Cala Civette.

Cala Violina

La spiaggia più celebre del trittico delle Bandite di Scarlino è senza dubbio Cala Violina, una piccola baia sabbiosa racchiusa tra due promontori che nel corso degli anni è diventata una delle destinazioni marittime simbolo di questo tratto di costa.

Cala Violina, una delle spiagge raggiungibili solo a piedi delle Bandite di Scarlino
iStock
Veduta di Cala Violina

Il suo pittoresco nome nasce da una particolarità: la sua sabbia bianca e finissima è composta da minuscoli granelli di quarzo e, quando il silenzio sulla spiaggia è massimo, il rumore prodotto dai passi camminandoci sopra a piedi nudi produce un fruscio che ricorda vagamente il dolce vibrare delle corde di un violino.

Piccolo paradiso che abbina litorale chiaro e dorato a acque particolarmente limpide, più volte premiata da Legambiente come una delle undici spiagge più belle d’Italia, e perfetta per chi ama lo snorkeling, Cala Violina è oggi tutelata da un sistema ad accesso limitato per contingentare il numero dei visitatori in estate e preservarne l’ecosistema. Dall’inizio di giugno e fino a metà settembre è necessario prenotare il proprio ingresso, versando un piccolo contributo.

Cala Violina, nelle Bandite di Scarlino
iStock
Panoramica su Cala Violina, la più celebre delle spiagge delle Bandite di Scarlino

Cala Violina si raggiunge percorrendo un breve sentiero, poco più corto di due chilometri a partire dal parcheggio a pagamento più vicino, a Val Martina. La camminata in questo angolo di Maremma è piacevole: si supera una breve salita per oltrepassare una bassa collina passeggiando all’ombra di una folta pineta, che occlude la vista sul mare anche per tutta la discesa, fino a quando non si sfocia sulla sabbia e la spiaggia non appare come una visione abbagliante, da sogno. Cala Violina è raggiungibile anche in bicicletta, con bici gravelmountain bikes.

Cala Martina

Poco più a nord di Cala Violina si incontra Cala Martina, una spiaggia di sassi rotondi e levigati dal mare, stretta e lunga, racchiusa tra Punta Francese a settentrione e l’omonima Punta Martina a meridione. Le sue acque sono limpide quanto quelle della spiaggia vicina, ma l’atmosfera che si respira qui è ancor più selvaggia e appartata, complice una minore notorietà e la particolare conformazione della caletta. In più l’acqua cristallina e il fondale sassoso la rendono ideale per utilizzare maschera e boccaglio ed esplorarne i dintorni.

Oltre alla sua bellezza naturale, fu proprio su questa spiaggia che, nel 1849, Giuseppe Garibaldi si imbarcò per fuggire verso Genova, braccato dalle truppe austriache e con il cuore ancora colmo di dolore per la perdita della compagna Anita, morta pochi giorni prima. Dopo aver attraversato l’Appennino e la Toscana, scortato da un gruppo di patrioti che di tappa in tappa lo accompagnarono da Firenze fino a Scarlino, l’eroe dei due mondi trovò proprio nei boschi della Bandita l’ultimo rifugio prima di lasciare la penisola insieme al fedele comandante Leggero. Ancora oggi, poco prima di arrivare alla cala, un piccolo monumento ricorda quell’episodio e i patrioti che aiutarono Garibaldi in quei giorni concitati.

Cala Martina si può raggiungere solo a piedi e in bicicletta. Il modo migliore per farlo è percorrere il sentiero che parte dal porto del Puntone di Scarlino, raggiunge Punta Francese, scende al monumento a Garibaldi e quindi conduce alla bella spiaggia sassosa. L’intero percorso misura circa tre chilometri di continui saliscendi in una zona costiera che alterna tratti immersi nel bosco a magnifici panorami sulla costa e verso occidente, peraltro con la possibilità di scorgere la sagoma dell’isola d’Elba all’orizzonte.

Cala Civette

Più a sud di Cala Violina, invece, sorge Cala Civette. È separata dalla spiaggia vicina dal promontorio di Punta Le Canne e delimitata a sud dalla foce del fiume Alma, poco prima che la costa lasci il posto alla lunga distesa sabbiosa che caratterizza Punta Ala. Su un tornito promontorio sopra la foce del fiume sorge Torre Civette, antico edificio a scopo di avvistamento oggi trasformato in dimora privata, ma che con la sua sagoma bianca domina la spiaggia in maniera scenografica.

Come Cala Martina, anche questa spiaggia è ad accesso libero, raggiungibile a piedi seguendo la rete sentieristica che collega le tre cale delle Costiere di Scarlino, la sotto-area protetta delle Bandite che si cura della conservazione del litorale. Per arrivare a Cala Civette si percorre in auto la strada vicinale di Pian d’Alma, la si lascia in un apposito, piccolo parcheggio a pagamento e si imbocca il sentiero che la raggiunge. Il percorso misura circa due chilometri e mezzo, con una buona dose di salita. La fatica viene ricompensata subito prima del breve, ripido tratto di discesa in spiaggia, quando ci si affaccia dal promontorio settentrionale che chiude la cala e la si può ammirare dall’alto in tutta la sua bellezza.

Cala Civette, la più meridionale delle spiagge delle Bandite di Scarlino
Lorenzo Calamai
Cala Civette, la più meridionale delle spiagge delle Bandite di Scarlino

Cala Civette è probabilmente la meno frequentata delle spiagge delle Bandite di Scarlino: una grande lingua di sabbia dorata alle cui spalle sorge una fitta pineta, chiusa da due promontori rocciosi. Il mare qui è spesso calmo, la risacca coccola con il suo rumore bianco chi vi si avventura, lo sguardo si perde verso l’orizzonte azzurro in cui mare e cielo si fondono in una cosa sola.

La Pelosa incanta il mondo: è tra le 50 spiagge più belle del 2026

14 août 2026 à 07:30

Acque turchesi, fondali bassi e una sabbia chiarissima: La Pelosa, nel nord-ovest della Sardegna, entra nella prestigiosa classifica delle 50 spiagge più belle del mondo del 2026. A premiarla è il sito internazionale di viaggi Big 7 Travel, che ha inserito l’iconica spiaggia italiana tra le destinazioni balneari da non perdere.

Ricchi a tutti i costi, le location paradisiache della commedia con Christian De Sica e Angela Finocchiaro

12 août 2026 à 17:00

Non accade spesso che nelle commedie familiari le ambientazioni siano centrali per lo sviluppo della storia. Quando succede, come in Ricchi a tutti i costi, il risultato è un viaggio inatteso e a tratti esilarante tra borghi pittoreschi, spiagge assolate, fari solitari e angoli nascosti a volte proprio dietro casa.

Sebbene il film sia stato ambientato in una splendida isola spagnola, moltissime location delle riprese sono state scelte tra i paesaggi italiani. Ecco le principali location del film di Giovanni Bognetti con Christian De Sica e Angela Finocchiaro in onda in prima serata su Canale 5 il 12 agosto 2026.

Di cosa parla

La famiglia Delle Fave, già protagonista di “Natale a tutti i costi di cui il film è una sorta di sequel, ha una nuova missione: impedire che nonna Giuliana sposi Nunzio, un personaggio ambiguo, probabilmente più interessato all’eredità che innamorato, che ha sedotto la donna e fantastica di portarla in Sud America. Il piano di Anna è uccidere il futuro sposo pochi giorni prima del matrimonio: per portarlo a termine ha bisogno dell’aiuto del marito Carlo e dei figli e, soprattutto, di recarsi a Minorca. Una volta qui esplodono tensioni, dissapori e piccoli qui pro quo che inevitabilmente ricordano ai protagonisti l’importanza di essere una famiglia.

Arriva in prima serata su Canale 5 la commedia familiare con Christian De Sica e Angela Finocchiaro "Ricchi a tutti i costi"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Ricchi a tutti i costi”

Dov’è stato girato il film

La commedia – una produzione originale Netflix – è stata girata tra l’Italia e l’isola di Minorca in Spagna: in diverse perle di questi due Paesi si svolgono le nuove vicende di casa Delle Fave.

Il Lazio

Le cupole di Roma viste da uno dei punti più panoramici della città, Piazza dei Cavallieri di Malta, fanno da sfondo alla tavolata familiare durante la quale nonna Giuliana annuncia l’imminente matrimonio con Nunzio.

C'è anche Roma tra le location di "Ricchi a tutti i costi"
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “Ricchi a tutti i costi” con Roma sullo sfondo

A Ciampino la location scelta è il Villaggio di Villa Fiorita, una zona di graziose villette unifamiliari circondate da verde, molto ambita al momento sul mercato residenziale: qui si trova l’abitazione dei Delle Fave.

Tra le scene si riconoscono altre aree comuni che gli abitanti di Fiumicino avranno riconosciuto, tra autonoleggi e facility aeroportuali.

Tra i luoghi nel Lazio dov’è stata girata la commedia è da segnalare soprattutto Monte Gelato (Mazzano Romano): le sue suggestive cascate sono quelle davanti a cui, nel film, Nunzio rischia di essere avvelenato. Questo complesso sul fiume Treja, di cui oltre alle cascate fanno parte anche un antico mulino e i resti di una torre medievale, è per molti romani un’oasi di fresco e di verde a due passi dalla città.

C'è anche Monte Gelato tra i loghi dov'è stata girata la commedia "Ricchi a tutti i costi"
iStock
Le meravigliose cascate di Monte Gelato

La Toscana

Altre location di Ricchi a tutti i costi italiane si trovano in Toscana. In un antico monastero trasformato in una lussuosa struttura per l’ospitalità con vista sulla Maremma e sull’Isola del Giglio, Villa Talamo a Fonteblanda (Grosseto), è stata ricreata la villa a Minorca che Nunzio e nonna Giuliana affittano per celebrare il matrimonio.

La costa dell’Argentario, invece, con i suoi paesaggi unici è stata sfruttata per riprese esterne e vedute marine.

"Ricchi a tutti i costi": le location toscane della commedia con Christian De Sica
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Il paesaggio unico dell’Argentario

Minorca

Ciutadella

Ciutadella de Menorca è la principale tra le location minorchine di Ricchi a tutti i costi. Il centro antico dell’antica capitale dell’isola, con i suoi caratteristici vicoli in cui architettura araba e medievale si fondono in un mix unico, è facilmente riconoscibile in molte scene della commedia.

Il film "Ricchi a tutti i costi" è stato girato anche a Minorca
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Il pittoresco centro di Ciutadella de Menorca

Nonna Giuliana sceglie, per esempio, l’abito matrimoniale in un atelier che è in realtà la sede dell’Escuela Municipal de Música y Artes escénicas de Ciutadella in Plaça de la Catedral: a pochi passi da qui sorge la magnifica Cattedrale di Santa Maria in stile gotico-catalano con facciata barocca che è tra le principali attrazioni della città.

Ciutadella de Menorca: dov'è stato girato il film "Ricchi a tutti i costi"
iStock
L’imponente cattedrale di Ciutadella

Poco fuori da Ciutadella si trova un’altra imperdibile location del film: le Pedreres de s’Hostal, cave utilizzate fino agli Anni Novanta e oggi trasformate in un vero e proprio labirinto di pietra dove si svolgono mostre, esibizioni, concerti, spettacoli teatrali.

Le location minorchine di "Ricchi a tutti i costi"
Le misteriose Pedreres de s’Hostal

Il faro di Cavalleria

Spostandosi più a nord sull’isola alcune scene, come quelle in cui la famiglia si ritrova a discutere dell’effettiva realizzabilità del piano, sono state girate al Far de Cavalleria: un faro in località Es Mercadal che si raggiunge al termine di un sentiero stretto, con molte curve, ma molto panoramico (la Carretera Caminades Far) da cui si gode di un tramonto unico.

Minorca: dov'è stata girata la commedia familiare di Giovanni Bognetti con Christian De Sica e Angela Finocchiaro
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Il caratteristico faro di Cavalleria

Son Bou

Il lieto fine della commedia Netflix con Christian De Sica e Angela Finocchiaro è girato sulla Platja di Son Bou: una delle spiagge più belle di Minorca, situata nella zona meridionale dell’isola dove si trova l’omonima località turistica, è apprezzata per l’acqua cristallina e le tante attrezzature a prova di bagnanti, oltre che per essere vicina a un’area protetta di forte interesse naturalistico.

Ci sono anche alcune spiagge di Minorca tra le location di "Ricchi a tutti i costi"
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La meravigliosa spiaggia di Son Bou

Il mare più bello si gode a settembre: 3 mete da scoprire con l’offerta Ryanair

Par : elenausai10
12 août 2026 à 10:00

Quando l’estate volge al termine, settembre resta uno dei mesi migliori per godersi il mare senza il caos di luglio e agosto. Le temperature restano piacevoli, l’acqua è ancora calda e le spiagge si svuotano dai turisti dell’alta stagione.

Spiagge per cani in Italia: dove andare al mare con il tuo amico a quattro zampe da Nord a Sud

Par : elenausai10
11 août 2026 à 17:00

Se avete un amico a quattro zampe che ama la sabbia e il mare quanto voi, non siete gli unici. Sempre più italiani non vogliono più scegliere tra le vacanze al mare e il proprio cane e cercano spiagge attrezzate e laghi dove il bagno si fa in compagnia.

Non è un caso isolato: sui social crescono le pagine dedicate, con foto e video di cani in spiaggia che raccolgono migliaia di visualizzazioni, segno di una community sempre più ampia di proprietari che organizzano le vacanze intorno alle esigenze del proprio animale.

Qui abbiamo selezionato le spiagge per cani in Italia da Nord a Sud, senza dimenticare i laghi.

Spiagge per cani nel Nord Italia

Tra laghi e coste, il Nord Italia offre alcune delle mete più comode per chi parte da Milano, Torino o Venezia con il proprio cane al seguito. Qui le spiagge per cani attrezzate offrono spesso anche docce, aree recintate e servizi pensati apposta per i quattro zampe. Ecco le tappe da non perdere tra Lago di Garda, Liguria e Adriatico settentrionale.

Lago di Garda

Partiamo dal Lago di Garda, una delle mete più gettonate dell’estate, complice anche la vicinanza alle grandi città del Nord. Nel Garda Trentino le zone dedicate non mancano: a Riva del Garda ci sono le aree cani di Monte Brione e del Parco della Pace, a Torbole i quattro zampe possono accedere al lungolago Conca d’Oro, a Peschiera del Garda c’è la Braccobaldo Beach, mentre ad Arco la Bau Beach fluviale sul fiume Sarca è pensata apposta per loro.

La più suggestiva resta forse la spiaggia per cani in località Pur, in Valle di Ledro, tra acque cristalline e montagne.

Liguria

Regione tra le più dog friendly d’Italia, la Liguria offre la spiaggia libera di Boccadasse a Genova, aperta ai cani di tutte le taglie, e i Bagni Capo Marina, sempre nel capoluogo, con tanto di cuccia accanto all’ombrellone e piscina dedicata.

A Finale Ligure la scelta è ampia, tra spiagge libere attrezzate e bagni come Bagni River Beach, mentre a Santa Margherita Ligure c’è la Bau Bau Beach.

Veneto

Anche sul litorale veneto sono presenti diverse spiagge attrezzate, alcune anche dotate di recinto apposito dove trascorrere la giornata in tranquillità con il proprio cane. A Caorle si trova la spiaggia dog friendly White Oasis, mentre a Jesolo i cani hanno la loro Bau Bau Beach, con area dedicata e accesso diretto al mare.

Friuli-Venezia Giulia

In Friuli-Venezia Giulia, le spiagge a Lignano Sabbiadoro, da Doggy Beach alla libera Bau Beach, sono perfette per trascorrere una giornata insieme al proprio cane. A Grado citiamo la spiaggia di Snoopy e il Lido di Fido, mentre a Monfalcone la Spiaggia di Pippo.

Emilia-Romagna

Anche sulla Riviera Romagnola i cani sono di casa: a Cervia, lo stabilimento CerviAmare accoglie i quattro zampe direttamente in riva al mare, mentre il vicino Fantini Club riserva un’area dedicata con ombrelloni e accesso libero all’acqua. A Rimini, invece, il Bagno 81 “Rimini Dog No Problem” è considerata la dog beach più grande e attrezzata di tutta la regione, con recinti, piscinette per cani e orari dedicati alla balneazione.

Spiagge per cani nel Centro Italia

Il Centro Italia unisce isole, coste sabbiose e cittadine ricche di storia, tutte sempre più aperte anche agli amici a quattro zampe.

Toscana e Isola d’Elba

Tra le mete che stanno letteralmente esplodendo nelle ricerche c’è l’Isola d’Elba: l’unica vera spiaggia per cani attrezzata dell’isola si trova alla Spiaggia di Mola, nel golfo di Porto Azzurro, con 500 metri di arenile riservato, ombrelloni e docce per cani, ma anche il tratto libero vicino a Marina di Campo e il segmento dedicato a Marciana Marina meritano una tappa.

Sulla costa toscana, in Versilia, a Forte dei Marmi, il Bagno Flavio riserva docce e servizi dedicati ai cani, mentre a Marina di Torre del Lago un’ampia spiaggia libera permette anche la balneazione degli animali. Lungo la Maremma, a Castiglione della Pescaia, i cani sono liberi di correre e fare il bagno senza guinzaglio, sotto la responsabilità dei proprietari.

Marche

Le Marche sono un’altra regione da tenere d’occhio: la legge regionale consente ai cani l’accesso alle spiagge nelle fasce orarie extra-balneari, ma non mancano le aree attrezzate tutto il giorno. Ad Ancona, per esempio, è nata la Bau Beach di Torrette, oltre mille metri quadrati di spiaggia libera con doccia e zona bagno delimitata. A Civitanova Marche c’è la spiaggia libera Amici di Fido, mentre a Porto Recanati la Pineta Beach, con area recintata e servizio di asciugatura per il cane.

Molise

In Molise, invece, gli amici a quattro zampe possono accedere al tratto di spiaggia per cani a Termoli, al lago di Guardialfiera e alla Scooby Doo Beach di Campomarino Lido.

Lazio

Nel Lazio, a Santa Marinella, tra Roma e Civitavecchia, la spiaggia La Perla del Tirreno accoglie i cani con area riservata, mentre a Sabaudia la Sabau Beach, attrezzata per i cani, offre tanto spazio per correre e giocare. Citiamo, tra le altre, anche la spiaggia libera di Ostia Ponente, vicino al porto turistico, e quella di Montalto di Castro, dove la Tequila Dog Beach è considerata una delle più apprezzate.

Abruzzo

Se vi trovate in Abruzzo, qui sono disponibili diverse strutture accoglienti, a partire dalla Bau Beach di Ortona, la prima ad attrezzarsi per accogliere gli amici a quattro zampe. Sul territorio spiccano anche la spiaggia libera di Pescara e la Bau Beach di Giulianova, dove sono presenti anche ciotole e stuoie.

Spiagge per cani nel Sud Italia

Infine anche il Sud Italia, dalle coste pugliesi fino alle acque cristalline di Sicilia e Sardegna, propone diverse spiagge libere aperte ai cani.

Basilicata

Chi trascorrerà le vacanze in Basilicata, troverà spiagge accessibili ai cani al Lido Spiaggia Nera di Maratea e alla spiaggia Terzo Cavone a Scanzano Jonico.

Puglia

Andiamo in Puglia, dove Soleluna Lido Bau Beach a San Cataldo, in provincia di Lecce, offre un’area riservata con docce, ciotole e assistenza veterinaria. In provincia di Brindisi, invece, presso la spiaggia di Torre Canne, troverete Santos Baubeach, tappa storica per chi vuole far socializzare il proprio cane.

Campania

La prima spiaggia per cani in Campania è stata quella a Marina di Eboli, dove il Bau Bau Village continua a essere un riferimento per i padroni e i loro amici. In provincia di Caserta, invece, c’è il Lido Bernardino a Castelvolturno, mentre in provincia di Napoli, a Pozzuoli, il Copacabau Lido le Dune.

Calabria

La spiaggia più grande in Calabria dedicata ai quattro zampe è la Bau Beach di Amantea, con area sgambamento, piscina per cani e percorsi di agility. Sono presenti spiagge per cani anche a Villapiana Lido, a Torre Melissa e a Tropea.

Sicilia

Anche la Sicilia si conferma una destinazione estiva dove trascorrere la vacanza con il proprio cane. A Trapani, la Bau Beach di Castellammare del Golfo è diventata un riferimento per chi viaggia con animali, insieme al Lido Marakaibbo a Marsala, dove ci sono spazi ampi e acque basse per giocare in sicurezza. A Palermo, invece, citiamo lo stabilimento Dog Paradise, con piscina e area agility.

Sardegna

In Sardegna, le spiagge dove i cani sono i benvenuti si trovano in tutte le zone dell’isola. In provincia di Sassari c’è la Farrizza Dog Beach di Porto Torres e le aree attrezzate di Fiume Santo e Porto Ferro. Nel sud, invece, troverete un’area cani sulla spiaggia del Poetto a Cagliari o nella spiaggia Margine Rosso a Quartu Sant’Elena, mentre in provincia di Cabras consigliamo la spiaggia di Maimoni.

SiViaggia ti regala il magazine sfogliabile GATE 65 di agosto 2026

10 août 2026 à 13:02

Sul numero 65 di GATE, vi portiamo in viaggio a bordo di un treno vintage che è ripartito da poco e che corre lungo la costa del Mississippi, negli Stati Uniti d’America. Le tappe dell’itinerario dove troverete pochi turisti e soprattutto pochi italiani, per immergervi davvero nella Real America.

Tra isole che appaiono e scompaiono, feste di carnevale (tutto l’anno), spiagge candide, tramonti da sogno e piatti di frutti di mare appena pescati, è un’esperienza da fare assolutamente. Trovate l’articolo a pag. 24.

Ma, come sempre, vi diamo anche qualche consiglio per una gita fuori porta o un weekend in Italia: riapre il Forte di Gavi in Piemonte e una nuova galleria a Ercolano, e poi ci sono i borghi d’arte da visitare d’estate.

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L’Italia si prepara a un Ferragosto da record: le mete più gettonate nell’estate 2026

Par : losiangelica
3 août 2026 à 12:30

Tutto esaurito? Sono tantissimi i viaggiatori con la valigia pronta per una vacanza in Italia a Ferragosto: secondo CNA Turismo e Commercio, tra il 1° e il 23 agosto si muoveranno in Italia 17,4 milioni di turisti, di cui 9 milioni provenienti dall’estero, con un picco proprio nella giornata del 15 agosto. Ma quali sono le destinazioni più apprezzate?

Italia e vacanze di Ferragosto: i dati

Ferragosto non riempie solo spiagge, città e località di montagna, ma muove anche miliardi di euro. La spesa turistica è stimata attorno ai 9 miliardi e arriva a oltre 15 considerando l’intero indotto, dagli hotel alla ristorazione, fino a trasporti, negozi e attività culturali. Con 8,4 milioni di italiani e 9 milioni di stranieri in viaggio, il bilancio si annuncia da record. Le partenze sono già cominciate nel weekend del 1 agosto ma è dal 3 del mese che il traffico entra nel vivo con picchi continui per diverse settimane fino alla prima ondata di rientro attesa attorno al 23.

Le mete preferite per Ferragosto in Italia

Le località balneari conservano il primo posto nelle preferenze. Dalla Riviera romagnola alla Costiera Amalfitana, dal Salento alla Costa degli Dei, fino alle isole, il mare resta il grande motore delle vacanze di agosto. La domanda arriva sia dall’Italia sia dall’estero, soprattutto nelle destinazioni già inserite nei principali circuiti internazionali.

Subito dopo vengono città e borghi d’arte. Roma continua ad attirare un pubblico vastissimo, mentre Matera, Siracusa, la Val di Noto, le città venete e molti centri storici minori intercettano chi vuole alternare visite culturali, cucina locale e giornate meno frenetiche. Non sempre si tratta di soggiorni lunghi.

Vista panoramica sulle Eolie
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Le Eolie sono un gioiello da scoprire, anche a Ferragosto

Sempre più viaggiatori scelgono tappe di due o tre notti, costruendo itinerari che toccano più destinazioni. Tra queste trova spazio anche la montagna: dal Monte Bianco alle Dolomiti, fino al Gran Sasso e alle Dolomiti Lucane, cresce il numero di famiglie ed escursionisti che cercano una pausa dal caldo. Laghi, terme, campeggi e agriturismi ampliano ulteriormente le possibilità.

Dalle vette alpine alle spiagge del Sud, l’Italia di Ferragosto offre davvero l’imbarazzo della scelta. Al Nord, accanto a grandi classici come Dolomiti e Monte Bianco, resistono il fascino del Lago di Garda, i paesaggi delle Langhe e la Riviera dei Fiori. La Liguria gioca sia sul mare sia sull’entroterra proponendo borghi e coste da sogno, turismo enogastronomico legato alla produzione di olio e non solo.

Nel centro è la Val d’Orcia ad attirare il numero più alto di turisti, anche se la Riviera del Conero e le città d’arte conquistano numeri interessanti. Il richiamo di Roma? Imbattibile, anche se nei giorni più roventi dell’anno la Città Eterna mette a dura prova.

E al sud? La Costiera Amalfitana mantiene un’attenzione internazionale notevole con tanto di VIP che la scelgono per le proprie vacanze. Il Salento unisce mare e nightlife mentre la Calabria con tante nuove Bandiere Blu punta tutto sulla Costa degli Dei e il fascino di Tropea. Le isole? Sicilia e Sardegna non hanno paragoni. Taormina ed Eolie per chi sogna il mare nella prima, Valle dei Templi ed Etna per chi cerca escursioni e storia, a cui si aggiunge la Val di Noto con il suo Barocco. Chiudono le immancabili Costa Smeralda, Maddalena e Golfo di Orosei.

Cala Mariolu, in Sardegna
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La Sardegna tra le mete preferite per Ferragosto

Qui il mare cambia colore a ogni ora: le bellissime (e sempre diverse) spiagge dell’Isola del Giglio

2 août 2026 à 13:00

Ci troviamo tra le limpide acque del Mar Tirreno, per la precisione davanti al promontorio dell’Argentario, angolo del nostro Paese da cui emerge un vero gioiello dell’Arcipelago Toscano: l’Isola del Giglio. Soltanto 27 km di costa, infatti, racchiudono una sorprendente varietà di paesaggi, fatta di pareti di granito modellate dal vento che si alternano a piccole baie luminose, lembi di sabbia chiara, ciottoli levigati e promontori che cambiano colore seguendo la luce del giorno.

Gran parte dell’isola è composta da granito, una roccia antichissima che ha segnato sia il paesaggio sia la storia locale. Per secoli dalle sue cave sono stati estratti blocchi destinati anche ai grandi cantieri della regione, lasciando tracce ancora visibili su alcuni tratti costieri. Lungo il versante occidentale il litorale appare più selvaggio, mentre quello orientale offre insenature riparate affacciate verso l’Argentario.

Quattro sono gli arenili principali, ciascuno con un carattere ben definito. Attorno a loro si nasconde una costellazione di calette raggiungibili via mare oppure tramite antichi sentieri che attraversano la macchia mediterranea. Profumo di cisto, ginepro e rosmarino accompagna l’arrivo fino all’acqua, mentre il mare passa dal turchese al blu profondo con sfumature che ricordano destinazioni tropicali.

Spiaggia del Campese, la regina del versante occidentale

Campese rappresenta l’arenile più esteso dell’Isola del Giglio e uno dei panorami simbolo dell’Arcipelago Toscano. La baia si apre sulla costa nord-occidentale e guarda verso il sole che scende lentamente sul Tirreno, regalando tramonti spettacolari durante tutta la bella stagione.

Spiaggia del Campese, Isola del Giglio
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Tutto il fascino della Spiaggia del Campese

A rendere inconfondibile questo scenario, però, contribuiscono tre elementi: il primo è il grande Faraglione, enorme blocco di roccia che si innalza dal mare davanti alla spiaggia; il secondo è la Torre Medicea, costruita nel ‘500 per volontà dei Medici quale presidio difensivo contro le incursioni dei pirati barbareschi; il terzo è la particolare sabbia rossastra, composta da granelli piuttosto grossi, legata anche alla presenza di minerali estratti nell’area del vicino Promontorio del Franco.

Un grande scoglio divide naturalmente la spiaggia in due settori, conosciuti dagli abitanti con i nomi della “Torre” e del “Faraglione”. L’ingresso in mare risulta graduale lungo buona parte dell’arenile, caratteristica che rende Campese apprezzata sia dalle famiglie sia dagli appassionati di nuoto.

Spiaggia delle Cannelle, la cartolina dell’Isola del Giglio

Fra tutte le spiagge gigliesi, le Cannelle è probabilmente quella che compare più spesso nelle fotografie dedicate all’isola. Ed il merito è, in larga parte, del colore dell’acqua. L’arenile occupa una piccola baia del versante orientale, rivolta verso il Monte Argentario. La sabbia chiarissima, composta soprattutto da minuscoli frammenti di quarzo e granito, riflette la luce fino a rendere il fondale quasi luminoso.

Il mare assume tonalità che passano dall’azzurro chiarissimo allo smeraldo, mentre pochi metri più al largo si fa notare un intenso blu cobalto. Dimensioni piuttosto ampie, fondale regolare e posizione facilmente raggiungibile da Giglio Porto hanno trasformato questa spiaggia nella più frequentata dopo Campese.

Lungo i lati dell’insenatura affiorano grandi blocchi di granito levigati dal mare. Tra una roccia e l’altra piccoli pesci argentati nuotano anche vicino alla battigia, rendendo questo tratto particolarmente apprezzato da chi ama osservare la vita marina con maschera e boccaglio. Pochi minuti separano le Cannelle dalla vicina Cala dello Smeraldo, una piccola insenatura rocciosa che prende il nome proprio dalla straordinaria trasparenza dell’acqua.

Spiaggia delle Caldane, l’anima più autentica dell’isola

Caldane conserva un’atmosfera diversa rispetto agli arenili principali: è più raccolta, protetta dalla vegetazione mediterranea e lontana dalle strade (quindi il suo fascino è quasi intatto). Il nome deriva probabilmente dalla sensazione di calore che caratterizza questa conca riparata dai venti, in grado di trattenere temperature più elevate rispetto ad altri punti della costa.

Granito, cespugli profumati e sabbia dorata incorniciano una baia dalle dimensioni contenute, nella quale il mare raggiunge livelli di trasparenza sorprendenti. L’accesso contribuisce al fascino: taxi boat provenienti da Giglio Porto rappresentano la soluzione più rapida, mentre un sentiero panoramico collega la spiaggia alle vicine Cannelle attraversando uno degli angoli più suggestivi dell’isola.

Spiaggia dell’Arenella, la baia amata da chi torna al Giglio

Sul lato settentrionale di Giglio Porto, l’Arenella custodisce un equilibrio perfetto fra comfort e tranquillità. Dimensioni inferiori rispetto a Campese e Cannelle fanno sì che ci sia un’atmosfera più raccolta, particolarmente apprezzata da chi conosce bene l’isola. L’arenile presenta una sabbia dorata a grana piuttosto grossa, frutto della lenta erosione del granito locale. Fondali bassi e limpidi permettono di osservare facilmente il mosaico formato da sabbia, rocce e posidonia.

Una delle immagini simbolo della baia è rappresentata dal grande masso che ricorda il profilo di una tartaruga marina, che senza dubbio è diventato uno dei punti più fotografati della zona. Poco distante sorgeva una cava di granito, testimonianza dell’attività estrattiva che per secoli ha sostenuto l’economia gigliese. Sappiate, inoltre, che l’esposizione orientale regala un mare spesso calmo durante le prime ore del giorno.

Le calette più belle e meno conosciute dell’Isola del Giglio

Oltre ai grandi arenili, il vero tesoro del Giglio si scopre lungo i tratti meno frequentati della costa. Lo Scalettino e la Caletta del Saraceno sorgono direttamente a Giglio Porto e si presentano com piccole lingue di sabbia alternate a rocce levigate. La Caletta del Saraceno custodisce inoltre una memoria molto antica: accanto si innalza infatti una torre costiera costruita per difendere il porto dagli assalti provenienti dal mare, mentre l’area mantiene tracce di un antico murenario romano destinato all’allevamento delle murene.

Sul versante di Campese compare invece il Pertuso, chiamato così per le dimensioni ridotte che ricordano un piccolo pertugio aperto fra le rocce. Fondali limpidi e scogli granitici danno vita a uno scenario molto diverso rispetto all’ampio arenile principale. Attorno al Promontorio di Mezzofranco la costa cambia ancora volto e si mostra Cala del Gesso, forse la più celebre fra le baie appartate.

Sassolini chiari, acqua trasparente e fondali ricchi di vita marina attirano chi desidera esplorare il mare con maschera e pinne. Più a sud si susseguono Mezzofranco, Carciofaia e Pozzarelli, piccole insenature raggiungibili quasi esclusivamente via mare. Pozzarelli richiama una curiosità storica poco conosciuta: anticamente, fra le rocce, sgorgava una sorgente d’acqua dolce che rendeva prezioso questo tratto di costa per marinai e pescatori. Oggi rimane soprattutto la bellezza di una spiaggia di ciottoli arrotondati affacciata sul mare aperto.

Tra le 25 spiagge migliori del mondo c’è anche un gioiello italiano: la classifica 2026

29 juillet 2026 à 07:30

Qual è la spiaggia migliore del pianeta? Con quasi 630.000 chilometri di coste nel mondo, scegliere quella più bella in assoluto è tutt’altro che semplice, se non impossibile. Per provare a svelare quelle più spettacolari, Beach.com ha realizzato una delle analisi più approfondite mai condotte sul tema, incrociando le valutazioni di esperti di viaggio con dati scientifici e il giudizio di migliaia di visitatori.

La classifica del Global Beach Index 2026 nasce da una prima selezione fatta da esperti, sottoposta a un’attenta analisi basata su cinque anni di dati satellitari MODIS-Aqua della NASA sulla qualità delle acque, su dieci anni di dati del programma europeo dedicato al monitoraggio ambientale e sull’analisi di quasi 100 mila recensioni online. Tra i criteri considerati per stilare la classifica troviamo anche accessibilità, clima, popolarità, servizi e qualità complessiva dell’esperienza. Il risultato è una selezione di 25 spiagge distribuite in 14 Paesi del mondo, dai Caraibi al Mediterraneo, passando per Africa, Asia e Oceania. E tra queste compare anche un angolo d’Italia.

Cala Mesquida, il gioiello di Maiorca lontano dalla folla

26 juillet 2026 à 15:00

Cala Mesquida, perla di Maiorca, è stata inserita tra le Best Beaches in Europe 2026 stilate da European Best Destinations, un riconoscimento che non sorprende chi ha già percorso i sentieri sterrati che conducono a cotanto angolo di paradiso balneare. Siamo sulla costa nord-orientale dell’isola, nel municipio di Capdepera, a circa 7 chilometri dal centro, dove Cala Mesquida forma, insieme a Cala Agulla e Cala Torta, un trio di spiagge spettacolari capace di giustificare da solo un viaggio a Maiorca.

Se soggiornate nei dintorni, non potrete fare a meno di dedicarle almeno una giornata, specialmente se, più delle spiagge affollate e blasonate, amate le lunghe passeggiate immerse nella natura, alla ricerca di cale e piccole spiagge nascoste lambite da un’acqua cristallina come non mai.

Una spiaggia che non ha ceduto al turismo di massa

Cala Mesquida si regala con circa 300 metri di sabbia bianca finissima, bagnata da un mare limpidissimo che digrada con dolcezza verso il largo e rende l’accesso in acqua comodo per tutti. È una spiaggia che, pur nella sua bellezza, ha saputo resistere alla trasformazione in meta di massa e ha conservato un’atmosfera più autentica rispetto ad altre località di Maiorca: è perfetta per le famiglie con bambini, per chi cerca il relax e anche i surfisti, attratti dal moto ondoso che in certe giornate fa sì che il mare diventi molto vivace. Proprio per questo, la spiaggia è dotata di un servizio di salvataggio: le acque di Cala Mesquida sono spesso interessate da correnti piuttosto forti, un aspetto a cui prestare sempre la massima attenzione durante il bagno.

Di sicuro fascino anche la pratica dello snorkeling, grazie ai fondali rocciosi e una profondità fino a quaranta metri.

A rendere ancora più suggestiva la cala è l’immensa pineta che la abbraccia alle spalle, un vero e proprio rifugio d’ombra dove concedersi una pausa nelle ore più calde della giornata, quando il sole picchia forte e il classico “abbiocco” pomeridiano prende il sopravvento. Passeggiare tra i pini, con il profumo di resina che si mescola alla salsedine, è un’esperienza che completa la giornata di mare e dona un contrappunto naturale alla spiaggia aperta e assolata.

Tra le dune di Cala Mesquida, Maiorca
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Tra le verdeggianti dune di Cala Mesquida

Come arrivare a Cala Mesquida

Raggiungere Cala Mesquida in auto è semplice, il che la rende accessibile anche a chi non conosce ancora bene l’isola. Il parcheggio è a due passi dalla spiaggia, comodo per chi non vuole caricarsi di ombrelloni e borse da mare lungo camminate infinite; va detto però che, nelle giornate di alta stagione l’affluenza è molto elevata.

La soluzione più comoda per muoversi a Maiorca resta, in generale, il noleggio di un’auto, che garantisce libertà di orari e la possibilità di esplorare con calma anche le spiagge vicine, come Cala Agulla e Cala Torta.

Se invece preferite affidarvi ai mezzi pubblici, potete arrivare a Cala Mesquida in autobus partendo da Palma di Maiorca, mettendo però in conto un viaggio di circa due ore e mezza: la tratta prevede l’utilizzo della linea TIB fino a Capdepera, dove occorre cambiare e salire sull’autobus n° 422, che porta alla spiaggia.

Il paradiso di sabbia bianca tra rovine romane, delfini e acque turchesi: Penisola di Tróia, a un’ora da Lisbona

25 juillet 2026 à 10:30

Una sottile lingua di sabbia separa l’Oceano Atlantico dall’estuario del Sado e dà vita a uno scenario che sorprende fin dal primo sguardo. Da una parte si stendono spiagge chiarissime lambite da un’acqua limpida, dall’altra saline, canneti e zone umide frequentate da fenicotteri, aironi e da una delle pochissime comunità residenti di delfini presenti in Europa. Siamo nella Penisola di Tróia, a più o meno un’ora di distanza da Lisbona, un posto magico che si raggiunge in traghetto in pochi minuti, ma con un panorama che fa credere di essere arrivati su un altro continente.

Rumore e traffico lasciano spazio al profumo dei pini marittimi, alle dune modellate dal vento e a una quiete che rende questo tratto di costa diverso da molte località balneari portoghesi. Certo, nel corso degli ultimi decenni la penisola ha accolto hotel di alto livello, una moderna marina turistica, un casinò e un celebre campo da golf progettato dall’architetto americano Robert Trent Jones Sr., considerato tra i migliori d’Europa. Eppure, malgrado questa trasformazione, il territorio ha conservato gran parte del suo carattere originario, tanto da essere uno dei luoghi balneari più piacevoli dell’intero Paese.

Sotto questa natura spettacolare si conserva anche una storia antichissima: tra il I e il V secolo d.C. la penisola ospitava uno dei maggiori centri produttivi dell’Impero Romano dedicati alla lavorazione del pesce e alla preparazione del celebre garum, una salsa molto apprezzata sulle tavole romane. Ancora oggi quei resti raccontano un capitolo fondamentale dell’economia marittima dell’antichità.

Le spiagge più belle della Penisola di Tróia

La costa sabbiosa di questa affascinante penisola raggiunge circa 18 km, mentre il sistema di dune prosegue molto più a sud fino a formare uno dei litorali ininterrotti più lunghi del Portogallo. L’arenile cambia volto lungo il percorso, alternando stabilimenti balneari, passerelle in legno e ampie distese quasi deserte.

Spiagge di Tróia, Portogallo
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Spiagge e mare di Tróia

Praia Tróia-Mar

È la spiaggia più vicina al terminal del catamarano e alla marina e si caratterizza per un’ampia battigia, i fondali bassi e il mare generalmente tranquillo, tutte qualità che la rendono particolarmente apprezzata dalle famiglie con bambini. Durante l’estate sono presenti ombrelloni, lettini, punti ristoro e servizi balneari, mentre sullo sfondo si distinguono le montagne del Parco Naturale della Serra da Arrábida.

Praia do Bico das Lulas

Una passerella in legno attraversa dune ricoperte da vegetazione costiera e conduce verso uno dei tratti più scenografici della penisola: Praia do Bico das Lulas. Con la bassa marea il paesaggio si trasforma, lasciando affiorare ampie distese di sabbia chiarissima. Davanti alla spiaggia compare un banco sabbioso che accentua le sfumature turchesi dell’acqua, regalando panorami insoliti per una costa atlantica.

Praia Tróia-Galé

Lontana dagli alberghi principali, Praia Tróia-Galé trasmette una sensazione di maggiore tranquillità. Ampi spazi consentono di trovare facilmente un angolo riservato anche durante l’alta stagione. Mare trasparente, dune dorate e una fitta pineta creano uno degli scorci più rappresentativi della penisola.

Praia de Soltróia

Praia de Soltróia si trova nella parte meridionale e accoglie soprattutto chi raggiunge Tróia in automobile attraverso la strada che percorre la penisola. Ville, appartamenti per vacanze e servizi turistici caratterizzano questa zona, molto frequentata durante l’estate ma sempre circondata da un ambiente naturale di grande pregio.

Cosa vedere nella Penisola di Tróia

Spiagge e mare rappresentano soltanto una parte dell’esperienza. Antiche testimonianze romane, ambienti naturali protetti e panorami assai mutevoli rendono questa destinazione interessante anche lontano dalla stagione balneare.

  • Rovine romane di Tróia: uno dei siti archeologici più importanti del Portogallo. Conserva vasche per la salagione del pesce, magazzini, abitazioni, impianti termali riscaldati tramite ipocausto e resti di mosaici.
  • Marina di Tróia: yacht, locali affacciati sull’acqua e moderne architetture caratterizzano il porto turistico. L’atmosfera cambia durante il tramonto, quando la luce illumina l’estuario del Sado e le montagne della Serra da Arrábida.
  • Troia Golf: percorso a 18 buche progettato da Robert Trent Jones Sr. che sfrutta dune naturali, vegetazione mediterranea e viste sull’oceano. Numerose riviste specializzate lo inseriscono stabilmente tra i migliori campi da golf europei.
  • Estuario del Sado: una delle aree umide più preziose del Paese che ospita fenicotteri, cicogne, aironi, spatole e numerose specie migratrici. Le escursioni in barca consentono spesso l’avvistamento del celebre branco residente di delfini tursiopi, presenza eccezionale lungo le coste europee.
  • Pinete e sentieri naturalistici: strade secondarie e percorsi ciclabili attraversano una vegetazione dominata da pini domestici, ginepri e macchia mediterranea. L’assenza di traffico intenso rende piacevole l’esplorazione anche in bicicletta.
  • Cais Palafítico da Carrasqueira: a breve distanza dalla penisola si trova uno dei luoghi più fotografati dell’Alentejo. Questo pittoresco porto di pesca, costruito interamente su palafitte e passerelle in legno, rappresenta ancora oggi una preziosa testimonianza delle tradizioni marinare locali.
  • Comporta e il litorale dell’Alentejo: proseguendo verso sud si raggiungono località celebri per spiagge spettacolari, risaie, piccoli villaggi e ristoranti specializzati in pesce appena pescato. Il paesaggio conserva un carattere autentico, molto diverso dalle più affollate destinazioni turistiche europee.

Dove si trova e come arrivare

La Penisola di Tróia si trova lungo la costa occidentale del Portogallo, davanti alla città di Setúbal, circa 50 km a sud di Lisbona. Il collegamento più rapido parte proprio dal porto di Setúbal, da dove catamarani e traghetti attraversano l’estuario del Sado in circa 15-20 minuti. Il catamarano conduce direttamente nell’area della marina e rappresenta la soluzione più pratica per chi viaggia senza automobile, mentre il traghetto permette anche il trasporto dei veicoli.

Setúbal è facilmente raggiungibile da Lisbona tramite i treni Fertagus oppure in automobile attraversando il Ponte 25 de Abril. Chi preferisce guidare fino alla penisola può seguire la strada che compie un ampio giro nell’entroterra dell’Alentejo, evitando così la traversata via mare.

Tra primavera e inizio autunno il clima regala lunghe giornate di sole, ideali per alternare relax sulla spiaggia, escursioni in bicicletta, visite archeologiche e uscite in barca. Anche durante l’inverno le temperature restano generalmente miti, caratteristica che rende Tróia una meta piacevole durante gran parte dell’anno. Il vero privilegio resta però la sensazione di spazio: pochi luoghi, così vicini alla Capitale portoghese, riescono ancora a offrire chilometri di sabbia quasi intatta, il volo dei fenicotteri all’orizzonte e il passaggio dei delfini tra le acque tranquille dell’estuario.

Forbes incorona Sestri Levante: perché gli europei non smettono di amarla

Par : losiangelica
21 juillet 2026 à 12:00

Allontanandosi (ma non troppo) dalle Cinque Terre, la Liguria non smette di stupire con borghi incantevoli dai ritmi lenti. Una delle perle che ha fatto il giro del mondo? Sestri Levante, l’iconico paese della Riviera con la Baia del Silenzio ha conquistato il Forbes.

Spiagge di sabbia (una rarità su una costa perlopiù rocciosa), tavolate all’aperto fino a tarda sera, prezzi ancora abbordabili rispetto ai vicini più blasonati. Una formula semplice, che evidentemente funziona.

Le 30 spiagge più amate in Italia: la nuova classifica svela autentici paradisi

Par : elenausai10
19 juillet 2026 à 13:00

Pensate alle destinazioni vacanziere più idilliache e forse vi vengono in mente distese di sabbia bianca e acque cristalline. Non serve guardare troppo lontano per trovarle: molte di queste sono proprio in Italia. Lo conferma un’analisi elaborata da Holidu che ha incrociato punteggi e numero di recensioni raccolte su Google Maps, una delle fonti più consultate da chi cerca informazioni sulle destinazioni turistiche, per stilare la classifica delle 30 spiagge italiane più amate del 2025.

In cima alla lista c’è la Spiaggia dei Conigli, a Lampedusa, che con un voto medio di 4,9 su quasi 3.000 recensioni conferma un successo che dura da anni, sostenuto da un flusso costante di turisti italiani e stranieri. Al secondo posto sale Cala Mariolu, nel territorio di Baunei, in Sardegna, con 4,8 punti e oltre 5.500 recensioni. Il terzo gradino se lo aggiudica Tuerredda, nel sud dell’isola, che pur con una media leggermente più bassa (4,7) stacca tutte le altre per numero di recensioni: più di 15.800, il volume più alto dell’intera classifica.

La Sardegna domina la classifica con 22 spiagge su 30

Scorrendo l’elenco, quasi tre spiagge su quattro tra le prime trenta si trovano in Sardegna. Un dominio che attraversa l’isola da nord a sud, con litorali come Is Arutas e le sue sabbie chiarissime, Porto Giunco, Su Giudeu, Mari Pintau, Piscinas e Punta Molentis, distribuiti tra le province di Cagliari, Oristano, Sud Sardegna e Ogliastra.

Non si tratta quindi di un singolo tratto di costa, ma di un livello di gradimento diffuso lungo gran parte del perimetro costiero regionale, segno che la qualità del mare sardo non si concentra in poche località simbolo, ma si distribuisce su un territorio molto ampio.

Spiaggia di Punta Molentis in Sardegna
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La splendida spiaggia di Punta Molentis in Sardegna

Le spiagge più amate nel resto d’Italia

Le restanti spiagge in classifica arrivano da cinque regioni diverse, ciascuna con la propria interpretazione di paradiso. Dalla Calabria ci sono la spiaggia dell’Arcomagno a San Nicola Arcella, e la Rotonda di Tropea, entrambe apprezzate per un contesto paesaggistico ancora poco affollato. La Puglia è presente con Porto Selvaggio a Nardò, e San Pietro in Bevagna a Manduria, che chiude la classifica al trentesimo posto, ma con un punteggio comunque solido: 4,6 su circa 3.400 recensioni.

Dalla Liguria c’è Boccadasse, il piccolo borgo di pescatori che, pur inglobato nella città di Genova, mantiene intatta la propria identità rispetto al contesto urbano circostante. La Toscana entra in classifica con la Spiaggia di Cavoli all’Isola d’Elba, una delle mete più frequentate dell’arcipelago. A chiudere l’elenco è la Campania, con i Bagni della Regina Giovanna a Sorrento: l’unico ingresso non sabbioso di tutta la top 30, a conferma che il mare più amato dagli italiani non ha bisogno per forza di una spiaggia in senso stretto per conquistare chi lo visita.

Questa la classifica completa:

  1. Spiaggia dei Conigli, Lampedusa (Sicilia);
  2. Cala Mariolu, Baunei (Sardegna);
  3. Tuerredda, Teulada (Sardegna);
  4. Is Arutas, Penisola del Sinis/Oristano (Sardegna);
  5. Porto Giunco, Villasimius (Sardegna);
  6. Su Giudeu, Chia (Sardegna);
  7. Arcomagno, San Nicola Arcella (Calabria);
  8. Cala Goloritzé, Golfo di Orosei (Sardegna);
  9. Mari Pintau, Quartu Sant’Elena (Sardegna);
  10. Porto Pino, Sant’Anna Arresi (Sardegna);
  11. Mari Ermi, Cabras (Sardegna);
  12. Piscinas, Arbus (Sardegna);
  13. Cala li Cossi, Trinità d’Agultu e Vignola (Sardegna);
  14. Scivu, Arbus (Sardegna);
  15. Cala Spinosa, Santa Teresa Gallura (Sardegna);
  16. San Giovanni di Sinis, Cabras (Sardegna);
  17. Su Sirboni, Gairo (Sardegna);
  18. Rotonda, Tropea (Calabria);
  19. Golfetto, Tortolì (Sardegna);
  20. S’Archeddu ‘e Sa Canna, Cabras (Sardegna);
  21. Campana Pontile, Chia/Domus de Maria (Sardegna);
  22. Boccadasse, Genova (Liguria);
  23. Cavoli, Campo nell’Elba/Isola d’Elba (Toscana);
  24. Bagni Regina Giovanna, Sorrento (Campania);
  25. Punta Molentis, Villasimius (Sardegna);
  26. Cala Pira, Castiadas (Sardegna);
  27. Porto Selvaggio, Nardò (Puglia);
  28. Cea, Tortolì/Bari Sardo (Sardegna);
  29. Lido di Orrì, Tortolì (Sardegna);
  30. San Pietro in Bevagna, Manduria (Puglia).

Sabbia d’oro e scogliere selvagge: sono queste le spiagge più belle dell’Alentejo, il Portogallo dai tramonti infuocati

19 juillet 2026 à 12:00

A sud di Lisbona, e allungata lungo l’Atlantico per centinaia di chilometri, tra la foce del fiume Sado e Zambujeira do Mar, c’è una costa così suggestiva che è in grado di entrare sotto pelle. Parliamo dell’Alentejo, che si presenta senza grandi alberghi affacciati sulla sabbia e nemmeno file di stabilimenti. Qui la strada attraversa campi, pinete, risaie e villaggi dalle case bianche. Poi, all’improvviso, l’Atlantico appare oltre le dune. A volte è calmo e quasi trasparente, altre volte ruggisce contro le falesie con una forza che fa sembrare minuscola la presenza umana.

La costa, tra le altre cose, cambia continuamente. La penisola di Tróia è una lunga lingua di sabbia nata negli ultimi 5.000 anni tra l’oceano e l’estuario del Sado. Più a sud arrivano le scogliere, le baie e le formazioni rocciose. Tra Sines e Zambujeira do Mar si entra nel territorio della Rota Vicentina, una rete di itinerari che segue la costa e attraversa luoghi legati alla vita dei pescatori. Più a sud ancora, invece, prende forma la Costa Vicentina, protetta dal Parque Natural do Sudoeste Alentejano e Costa Vicentina, una delle aree naturali più preziose del Portogallo.

Scegliere la spiaggia più bella diventa quasi ingiusto. Però alcune hanno qualcosa in più.

Praia da Ilha do Pessegueiro, la spiaggia con un’isola davanti agli occhi

Si scende lungo una scalinata e il paesaggio si apre in un colpo solo. Sabbia dorata, pareti rocciose e l’Ilha do Pessegueiro davanti all’orizzonte. L’isola dà il nome alla spiaggia, anche se la distesa sabbiosa si trova sulla terraferma, proprio di fronte al piccolo lembo di roccia nell’Atlantico.

Sull’isola sono state trovate tracce di occupazioni antiche e, in estate, alcune imbarcazioni portano i visitatori a esplorare i fondali circostanti. La costa qui ha un aspetto ruvido e il vento che arriva dalla distesa oceanica porta con sé quell’odore salmastro che fa capire subito di essere lontani dalle spiagge più costruite del Portogallo.

I surfisti trovano diversi settori, dal beach break di fronte all’isola fino a reef più impegnativi. Per un bagno tranquillo, invece, basta aspettare il momento giusto e lasciarsi conquistare dalla luce.

Praia do Malhão, la sabbia bianca che sembra non finire mai

A Malhão l’energia muta completamente: la si raggiunge e la prima cosa che colpisce è la vastità. È un’enorme distesa chiara, interrotta da piccole insenature che sembrano stanze private affacciate sull’oceano. Il paesaggio conserva una dimensione selvaggia, anche grazie alle passerelle in legno che conducono ai punti panoramici senza alterare l’aspetto delle dune.

In lontananza si vedono le onde e, nelle giornate più generose, qualche surfista che prova a domare l’Atlantico. Malhão è anche uno dei luoghi preferiti da chi frequenta la zona di Vila Nova de Milfontes, ma la sua ampiezza aiuta a disperdere le presenze. La sabbia chiara, il vento e il rumore costante dell’acqua costruiscono una specie di bolla: è una di quelle spiagge in cui si arriva per un’ora e poi si resta fino al tramonto, magari con un libro lasciato a metà.

Praia do Malhão, Alentejo
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Tutta la bellezza di Praia do Malhão

Praia das Furnas, il punto in cui il fiume incontra l’oceano

A Vila Nova de Milfontes il fiume Mira raggiunge l’Atlantico. Ed è proprio questo incontro a rendere Furnas decisamente particolare: da una parte c’è il mare aperto, dall’altra l’acqua del fiume e, oltre l’estuario, la silhouette bianca del paese. La spiaggia si può raggiungere anche con il piccolo traghetto che parte dalla marina di Vila Nova de Milfontes.

Il tragitto dura pochi minuti, ma cambia completamente la prospettiva. Dal fiume il villaggio appare come una scenografia di case candide, mentre sulla riva opposta la sabbia si allarga verso le scogliere della costa occidentale.. L’acqua resta bassa per un lungo tratto e la zona si presta a sport acquatici più tranquilli, soprattutto per chi è alle prime armi. Poi arriva il momento del tramonto, e lì le parole servono davvero a poco.

Praia da Amália, la baia che porta il nome di una leggenda

Per arrivare a Praia da Amália occorre un piccolo sforzo, perché l’accesso passa da una strada poco evidente e poi da un sentiero che richiede circa 10 minuti. Prima si attraversa la vegetazione, poi arriva il rumore delle onde e, quando la spiaggia compare, il percorso acquista subito un senso.

Il nome è un omaggio ad Amália Rodrigues, la più celebre interprete del fado portoghese. La cantante trascorreva lunghi periodi in questa zona per allontanarsi dal mondo e la sua presenza ha lasciato un’impronta particolare. La casa legata alla fadista, oggi parte della Herdade Amália, conserva un accesso privato alla spiaggia.

Con la bassa marea la distesa sabbiosa sembra enorme. La falesia, la vegetazione e l’oceano danno vita a una scenografia che qualsiasi regista faticherebbe a ricreare, pure perché priva di qualsiasi artificio.

Praia da Carriagem, la bellezza geologica dell’Alentejo

A Carriagem la vera protagonista è la costa: la si raggiunge attraverso una scalinata in legno e, scendendo, le formazioni geologiche prendono forma una dopo l’altra. La bassa marea fa comparire piccole pozze naturali tra le rocce in cui si possono osservare granchi, anemoni, pesci e, con un po’ di fortuna, persino polpi.

È una spiaggia che richiede attenzione e curiosità. La sabbia c’è, certo, ma il suo fascino nasce dal rapporto diretto con l’oceano e dalla sensazione di trovarsi davanti a un paesaggio ancora in costruzione. Il silenzio, però, è ciò che forse si fa amare più di qualsiasi altra cosa: il telefono perde segnale e la costa torna a essere soltanto costa.

Praia da Murração, la valle verde affacciata sull’Atlantico

La strada sterrata per Murração mette alla prova sia auto che la pazienza. Conviene procedere piano, tra buche e tratti sconnessi, tanto la ricompensa arriva alla fine. La spiaggia è dentro una piccola valle, circondata da falesie ricoperte di vegetazione. Il verde è il dettaglio che la rende speciale. Lungo questo tratto di costa prevalgono spesso rocce, sabbia e vento, mentre qui la natura sembra aver deciso di occupare tutto lo spazio possibile.

Murração ha un’atmosfera quasi segreta. La spiaggia è priva di servizi e la presenza di altre persone può ridursi a pochissime figure sulla sabbia. Ci si siede, si ascolta il mare e la giornata prende una direzione che in vacanza è spesso una fortuna.

Spiagge da film, sulle tracce di Odissea di Christopher Nolan tra i meravigliosi set sul mare

17 juillet 2026 à 11:30

L’uscita di Odissea di Christopher Nolan ha riacceso la voglia di scoprire i luoghi che hanno fatto da sfondo al viaggio di Ulisse. Tra le location più spettacolari del film spiccano alcune spiagge e cale dal fascino selvaggio, capaci di evocare il Mediterraneo raccontato da Omero. Ma quella di Nolan è solo l’ultima produzione ad aver trasformato paesaggi naturali in set cinematografici.

In questo caso, però, sono proprio le coste scelte dal regista a raccontare il mito: isole, baie e spiagge dove il mare diventa protagonista del lungo viaggio dell’eroe greco verso Itaca.

Cala Rotonda, Favignana

L’isola di Favignana, nelle Egadi, ha conquistato Nolan al primo sguardo: “Abbiamo cercato location più pratiche e facilmente accessibili, ma non siamo mai riusciti a toglierci Favignana dalla testa“, avrebbe dichiarato il regista premio Oscar.

Tra le spiagge legate a Odissea c’è Cala Rotonda. La produzione ha scelto questo angolo della Sicilia per girare alcune scene ambientate durante il viaggio per mare di Ulisse, sfruttando un paesaggio caratterizzato da acque limpide, scogliere modellate dal vento e una natura ancora selvaggia, ma anche per ricreare antichi porti greci.

A Favignana anche l’isolotto di Preveto è stato usato come set cinematografico.

Le coste delle Isole Eolie

Anche le Isole Eolie sono state scelte come scenario per alcune sequenze di Odissea. L’arcipelago siciliano, con le sue coste vulcaniche, le acque profonde e i paesaggi modellati dal fuoco della terra, è da sempre associato al mito.

Tra i luoghi coinvolti nelle riprese ci sono diverse aree costiere delle isole, tra cui Lipari con l’insenatura di Porto Pignattaro e con i due famosi faraglioni che separano l’isola da quella di Vulcano (Pietra Lunga e Pietra Menalda).

Inoltre nel film appaiono anche scorci di Panarea e in particolare Pietra del Bagno e l’isolotto di Basiluzzo.

Voidokilia Beach, Peloponneso

Nel Peloponneso, una delle spiagge più riconoscibili legate alle riprese di Odissea è Voidokilia Beach, considerata una delle baie più spettacolari della Grecia. La sua caratteristica forma a mezzaluna, la sabbia chiara e le acque turchesi hanno reso questa spiaggia una location ideale per riportare sul grande schermo il mondo dell’antica Grecia.

Da Voidokilia parte un sentiero a piedi per la Grotta di Nestore, una cavità ricoperta di stalagmiti e stalattiti.

Le spiagge nel film Odissea di Nolan
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Vista aerea della spiaggia di Voidokilia

Almyros Beach, Creta

Tra le spiagge scelte da Christopher Nolan per il film Odissea c’è anche Almyros Beach, una delle coste più suggestive dell’isola di Creta. Situata nei pressi di Agios Nikolaos, nella parte nord-orientale dell’isola, questa lunga distesa di sabbia chiara si distingue per il paesaggio naturale che unisce il mare cristallino alla foce del fiume Almyros e alle montagne dell’entroterra.

La spiaggia è stata scelta dalla produzione per la sua capacità di evocare un mondo antico e incontaminato, perfetto per raccontare il viaggio di Ulisse lontano dalla civiltà.

La Duna Bianca di Dakhla, Marocco

Tra le location costiere più sorprendenti di Odissea c’è anche la Duna Bianca di Dakhla, nel Sahara Occidentale. Qui il deserto incontra l’oceano creando uno scenario fuori dal comune, scelto da Nolan per rappresentare l’isola mitologica di Ogigia, dove Ulisse viene trattenuto dalla ninfa Calipso per sette anni.

La distesa di sabbia chiara che emerge dalle acque turchesi dell’Atlantico offre un paesaggio quasi irreale, capace di unire isolamento, bellezza naturale e senso di leggenda. Una spiaggia diversa dalle classiche coste mediterranee, ma perfetta anche per praticare sport acquatici.

Dove andare in Sardegna ad agosto: le mete più belle (e alcune meno scontate)

Par : elenausai10
11 juillet 2026 à 13:00

Agosto, insieme a luglio, è sicuramente uno dei mesi più affollati dell’estate sarda, almeno nelle sue località più famose. L’ideale per scoprire l’isola sarebbe preferire altri periodi, ma non tutti possono fare vacanze durante il resto dell’anno. Per questo motivo, Agosto resta spesso il momento in cui si possono sfruttare le ferie, staccare la spina e preparare le valigie per scappare in uno dei luoghi più belli al mondo.

Se anche voi fate parte di questa categoria di viaggiatori e volete volare in Sardegna ad agosto, questi sono i luoghi dove andare per vivere l’isola in tutte le sue sfaccettature: dagli eventi tradizionali alle spiagge, fino ai siti archeologici.

Sassari e la Discesa dei Candelieri

Se, oltre a tuffarvi nel suo mare, volete scoprire anche l’anima culturale e storica della Sardegna, vi consigliamo di raggiungere Sassari. Il 14 agosto, la città celebra la Discesa dei Candelieri, un’emozionante festa Patrimonio UNESCO dove i Gremi, le storiche corporazioni di arti e mestieri, trasportano imponenti colonne lignee ballando a ritmo di tamburi tra le vie del centro.

Oltre all’evento, la città merita una visita approfondita: fate una passeggiata nel centro storico, ammirate l’esuberante facciata barocca della Cattedrale di San Nicola e, nei momenti più caldi della giornata, esplorate i reperti del Museo Nazionale Sanna e i dipinti esposti nella Pinacoteca Nazionale.

Nei dintorni, l’itinerario si arricchisce facilmente: potete concedervi un tuffo nelle acque di Platamona, rimanere incantati dal fascino sospeso dell’ex villaggio minerario dell’Argentiera affacciato sul mare, oppure visitare la maestosa basilica romanica di San Gavino nella vicina Porto Torres.

Il passato minerario del Sulcis Iglesiente

Nel Sud-Ovest dell’isola il paesaggio si fa più aspro e le strade si diradano: è la zona del Sulcis-Iglesiente. Qui, le gallerie e i pontili delle vecchie miniere si affacciano a picco sul Mediterraneo, in particolare a Porto Flavia dove i minerali venivano trasportati lungo tunnel scavati nella roccia fino alle navi ancorate sotto la scogliera. Un’ingegneria ottocentesca innovativa, sospesa tra terra e acqua, visitabile accompagnati da una guida.

Il Sulcis, però, non è solo miniere: davanti al faro di Nebida c’è Pan di Zucchero, uno dei faraglioni più alti del Mediterraneo. Poco più a sud, la baia di Masua incornicia la stessa scogliera da un’angolazione diversa, con la galleria mineraria che si apre proprio sul mare. Chi cerca invece sabbia e vento trova a Porto Pino un sistema di dune che arriva a superare i venti metri d’altezza.

Pan di Zucchero al tramonto
iStock
Il maestoso Pan di Zucchero al tramonto

Carloforte, un pezzo di Liguria nel Mediterraneo del sud

Sull’isola di San Pietro sorge Carloforte, fondata nel 1738 da una comunità di pescatori liguri arrivati da Tabarka, in Tunisia, dopo quasi due secoli di esilio. Un’origine che ancora oggi si sente nella lingua (il tabarchino, un dialetto ligure sopravvissuto al mare), nei caruggi colorati e in una cucina dove il cous cous convive con la pasta al pesto e il tonno.

Tra i vicoli, l’arco di S’Archiottu incornicia gli scorci più fotografati del centro storico. Ma è un’isola raggiungibile solo via traghetto e ad agosto conviene prenotare la traversata con largo anticipo: Carloforte non è un rifugio dalla folla, è piuttosto un pezzo di Liguria trapiantato nel Mediterraneo del sud, che vale la deviazione anche solo per l’atmosfera del porto all’ora dell’aperitivo.

Da vedere anche il faro di Capo Sandalo, punto più occidentale della Sardegna, e le saline dismesse alle spalle del paese, oggi popolate da fenicotteri e martin pescatore.

Tharros e la Penisola del Sinis

Andiamo nella Penisola del Sinis, dove Tharros conserva le rovine sovrapposte di tre civiltà (fenicia, punica e romana) affacciate direttamente sul mare. Poco distante, la chiesetta bizantina di San Giovanni di Sinis è considerata tra le più antiche della Sardegna ancora in uso.

La costa circostante alterna le dune di quarzo di Is Arutas, dove il prelievo della sabbia è vietato per legge, a calette meno note. Quella che vedrete al largo, invece, è l’isola disabitata di Mal di Ventre, raggiungibile con tour guidati in barca.

Tharros in Sardegna
iStock
Le rovine di Tharros affacciate sul Mediterraneo

Bosa e le sponde del Temo

Situata lungo il Temo, unico fiume navigabile della Sardegna, Bosa affascina subito con le sue tipiche abitazioni dai toni vivaci, dipinte un tempo con tinte sgargianti dai pescatori per essere riconosciute facilmente dal mare. Passeggiate tra i vicoli del centro storico e risalite il quartiere medievale di Sa Costa per raggiungere il Castello Malaspina, dal quale godrete di una bella vista panoramica che domina tutta la vallata e la costa.

L’anima artigianale della cittadina rivive invece lungo la sponda del Temo, tra le antiche concerie, testimonianza della secolare lavorazione delle pelli che ha segnato l’identità del borgo.

I paesaggi selvaggi del Supramonte

L’anima più selvaggia della Sardegna si scopre nel Supramonte, un maestoso complesso montuoso di 35 mila ettari dove la natura regna sovrana tra canyon spettacolari, come la profonda Gola di Gorropu, doline imponenti e siti nuragici millenari come il misterioso villaggio ipogeo di Tiscali.

Chi arriva in questa zona per esplorare i sentieri di trekking e le grotte, non deve necessariamente rinunciare alla costa perché ciò che rende unico questo territorio è anche la sua straordinaria vicinanza al mare: dai bastioni calcarei si passa direttamente alle acque turchesi del Golfo di Orosei.

Il Supramonte, quindi, è la meta ideale per chi ama alternare impegnativi trekking tra foreste primordiali e sorgenti pure a giornate di totale relax in calette famose come Cala Mariolu e Cala Goloritzé.

Cala Mariolu
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La splendida Cala Mariolu

Costa Rei e il Sarrabus

Infine vi portiamo a Costa Rei, dove potrete immergervi nello straordinario paesaggio del Sarrabus, incorniciato dal profilo montuoso dei Sette Fratelli, un’oasi verde perfetta per passeggiate nella macchia mediterranea. Questa costa regala ben dieci chilometri di sabbia chiarissima e fondali bassi dalle sfumature smeraldine, serviti da ottime strutture per ogni tipo di viaggiatore.

Oltre alla lunga spiaggia cittadina, i dintorni vantano perle come Cala Pira, protetta da dune e sormontata da una torre aragonese, e Cala Sinzias, circondata da una rigogliosa pineta.

Il territorio vi sorprenderà anche nell’entroterra: a Castiadas vale la pena visitare l’ex Colonia Penale del 1877, oggi centro museale, mentre la vicina Muravera invita a scoprire l’ospitalità e le tradizioni locali, insieme ai murales che colorano la cittadina.

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