A sud di Lisbona, e allungata lungo l’Atlantico per centinaia di chilometri, tra la foce del fiume Sado e Zambujeira do Mar, c’è una costa così suggestiva che è in grado di entrare sotto pelle. Parliamo dell’Alentejo, che si presenta senza grandi alberghi affacciati sulla sabbia e nemmeno file di stabilimenti. Qui la strada attraversa campi, pinete, risaie e villaggi dalle case bianche. Poi, all’improvviso, l’Atlantico appare oltre le dune. A volte è calmo e quasi trasparente, altre volte ruggisce contro le falesie con una forza che fa sembrare minuscola la presenza umana.
La costa, tra le altre cose, cambia continuamente. La penisola di Tróia è una lunga lingua di sabbia nata negli ultimi 5.000 anni tra l’oceano e l’estuario del Sado. Più a sud arrivano le scogliere, le baie e le formazioni rocciose. Tra Sines e Zambujeira do Mar si entra nel territorio della Rota Vicentina, una rete di itinerari che segue la costa e attraversa luoghi legati alla vita dei pescatori. Più a sud ancora, invece, prende forma la Costa Vicentina, protetta dal Parque Natural do Sudoeste Alentejano e Costa Vicentina, una delle aree naturali più preziose del Portogallo.
Scegliere la spiaggia più bella diventa quasi ingiusto. Però alcune hanno qualcosa in più.
Praia da Ilha do Pessegueiro, la spiaggia con un’isola davanti agli occhi
Si scende lungo una scalinata e il paesaggio si apre in un colpo solo. Sabbia dorata, pareti rocciose e l’Ilha do Pessegueiro davanti all’orizzonte. L’isola dà il nome alla spiaggia, anche se la distesa sabbiosa si trova sulla terraferma, proprio di fronte al piccolo lembo di roccia nell’Atlantico.
Sull’isola sono state trovate tracce di occupazioni antiche e, in estate, alcune imbarcazioni portano i visitatori a esplorare i fondali circostanti. La costa qui ha un aspetto ruvido e il vento che arriva dalla distesa oceanica porta con sé quell’odore salmastro che fa capire subito di essere lontani dalle spiagge più costruite del Portogallo.
I surfisti trovano diversi settori, dal beach break di fronte all’isola fino a reef più impegnativi. Per un bagno tranquillo, invece, basta aspettare il momento giusto e lasciarsi conquistare dalla luce.
Praia do Malhão, la sabbia bianca che sembra non finire mai
A Malhão l’energia muta completamente: la si raggiunge e la prima cosa che colpisce è la vastità. È un’enorme distesa chiara, interrotta da piccole insenature che sembrano stanze private affacciate sull’oceano. Il paesaggio conserva una dimensione selvaggia, anche grazie alle passerelle in legno che conducono ai punti panoramici senza alterare l’aspetto delle dune.
In lontananza si vedono le onde e, nelle giornate più generose, qualche surfista che prova a domare l’Atlantico. Malhão è anche uno dei luoghi preferiti da chi frequenta la zona di Vila Nova de Milfontes, ma la sua ampiezza aiuta a disperdere le presenze. La sabbia chiara, il vento e il rumore costante dell’acqua costruiscono una specie di bolla: è una di quelle spiagge in cui si arriva per un’ora e poi si resta fino al tramonto, magari con un libro lasciato a metà.
iStockTutta la bellezza di Praia do Malhão
Praia das Furnas, il punto in cui il fiume incontra l’oceano
A Vila Nova de Milfontes il fiume Mira raggiunge l’Atlantico. Ed è proprio questo incontro a rendere Furnas decisamente particolare: da una parte c’è il mare aperto, dall’altra l’acqua del fiume e, oltre l’estuario, la silhouette bianca del paese. La spiaggia si può raggiungere anche con il piccolo traghetto che parte dalla marina di Vila Nova de Milfontes.
Il tragitto dura pochi minuti, ma cambia completamente la prospettiva. Dal fiume il villaggio appare come una scenografia di case candide, mentre sulla riva opposta la sabbia si allarga verso le scogliere della costa occidentale.. L’acqua resta bassa per un lungo tratto e la zona si presta a sport acquatici più tranquilli, soprattutto per chi è alle prime armi. Poi arriva il momento del tramonto, e lì le parole servono davvero a poco.
Praia da Amália, la baia che porta il nome di una leggenda
Per arrivare a Praia da Amália occorre un piccolo sforzo, perché l’accesso passa da una strada poco evidente e poi da un sentiero che richiede circa 10 minuti. Prima si attraversa la vegetazione, poi arriva il rumore delle onde e, quando la spiaggia compare, il percorso acquista subito un senso.
Il nome è un omaggio ad Amália Rodrigues, la più celebre interprete del fado portoghese. La cantante trascorreva lunghi periodi in questa zona per allontanarsi dal mondo e la sua presenza ha lasciato un’impronta particolare. La casa legata alla fadista, oggi parte della Herdade Amália, conserva un accesso privato alla spiaggia.
Con la bassa marea la distesa sabbiosa sembra enorme. La falesia, la vegetazione e l’oceano danno vita a una scenografia che qualsiasi regista faticherebbe a ricreare, pure perché priva di qualsiasi artificio.
Praia da Carriagem, la bellezza geologica dell’Alentejo
A Carriagem la vera protagonista è la costa: la si raggiunge attraverso una scalinata in legno e, scendendo, le formazioni geologiche prendono forma una dopo l’altra. La bassa marea fa comparire piccole pozze naturali tra le rocce in cui si possono osservare granchi, anemoni, pesci e, con un po’ di fortuna, persino polpi.
È una spiaggia che richiede attenzione e curiosità. La sabbia c’è, certo, ma il suo fascino nasce dal rapporto diretto con l’oceano e dalla sensazione di trovarsi davanti a un paesaggio ancora in costruzione. Il silenzio, però, è ciò che forse si fa amare più di qualsiasi altra cosa: il telefono perde segnale e la costa torna a essere soltanto costa.
Praia da Murração, la valle verde affacciata sull’Atlantico
La strada sterrata per Murração mette alla prova sia auto che la pazienza. Conviene procedere piano, tra buche e tratti sconnessi, tanto la ricompensa arriva alla fine. La spiaggia è dentro una piccola valle, circondata da falesie ricoperte di vegetazione. Il verde è il dettaglio che la rende speciale. Lungo questo tratto di costa prevalgono spesso rocce, sabbia e vento, mentre qui la natura sembra aver deciso di occupare tutto lo spazio possibile.
Murração ha un’atmosfera quasi segreta. La spiaggia è priva di servizi e la presenza di altre persone può ridursi a pochissime figure sulla sabbia. Ci si siede, si ascolta il mare e la giornata prende una direzione che in vacanza è spesso una fortuna.
L’uscita di Odisseadi Christopher Nolan ha riacceso la voglia di scoprire i luoghi che hanno fatto da sfondo al viaggio di Ulisse. Tra le location più spettacolari del film spiccano alcune spiagge e cale dal fascino selvaggio, capaci di evocare il Mediterraneo raccontato da Omero. Ma quella di Nolan è solo l’ultima produzione ad aver trasformato paesaggi naturali in set cinematografici.
In questo caso, però, sono proprio le coste scelte dal regista a raccontare il mito: isole, baie e spiagge dove il mare diventa protagonista del lungo viaggio dell’eroe greco verso Itaca.
Cala Rotonda, Favignana
L’isola di Favignana, nelle Egadi, ha conquistato Nolan al primo sguardo: “Abbiamo cercato location più pratiche e facilmente accessibili, ma non siamo mai riusciti a toglierci Favignana dalla testa“, avrebbe dichiarato il regista premio Oscar.
Tra le spiagge legate a Odissea c’è Cala Rotonda. La produzione ha scelto questo angolo della Sicilia per girare alcune scene ambientate durante il viaggio per mare di Ulisse, sfruttando un paesaggio caratterizzato da acque limpide, scogliere modellate dal vento e una natura ancora selvaggia, ma anche per ricreare antichi porti greci.
A Favignana anche l’isolotto di Preveto è stato usato come set cinematografico.
Le coste delle Isole Eolie
Anche le Isole Eolie sono state scelte come scenario per alcune sequenze di Odissea. L’arcipelago siciliano, con le sue coste vulcaniche, le acque profonde e i paesaggi modellati dal fuoco della terra, è da sempre associato al mito.
Tra i luoghi coinvolti nelle riprese ci sono diverse aree costiere delle isole, tra cui Lipari con l’insenatura di Porto Pignattaro e con i due famosi faraglioni che separano l’isola da quella di Vulcano (Pietra Lunga e Pietra Menalda).
Inoltre nel film appaiono anche scorci di Panarea e in particolare Pietra del Bagno e l’isolotto di Basiluzzo.
Nel Peloponneso, una delle spiagge più riconoscibili legate alle riprese di Odissea è Voidokilia Beach, considerata una delle baie più spettacolari della Grecia. La sua caratteristica forma a mezzaluna, la sabbia chiara e le acque turchesi hanno reso questa spiaggia una location ideale per riportare sul grande schermo il mondo dell’antica Grecia.
Da Voidokilia parte un sentiero a piedi per la Grotta di Nestore, una cavità ricoperta di stalagmiti e stalattiti.
iStockVista aerea della spiaggia di Voidokilia
Almyros Beach, Creta
Tra le spiagge scelte da Christopher Nolan per il film Odissea c’è anche Almyros Beach, una delle coste più suggestive dell’isola di Creta. Situata nei pressi di Agios Nikolaos, nella parte nord-orientale dell’isola, questa lunga distesa di sabbia chiara si distingue per il paesaggio naturale che unisce il mare cristallino alla foce del fiume Almyros e alle montagne dell’entroterra.
La spiaggia è stata scelta dalla produzione per la sua capacità di evocare un mondo antico e incontaminato, perfetto per raccontare il viaggio di Ulisse lontano dalla civiltà.
Tra le location costiere più sorprendenti di Odissea c’è anche la Duna Bianca di Dakhla, nel Sahara Occidentale. Qui il deserto incontra l’oceano creando uno scenario fuori dal comune, scelto da Nolan per rappresentare l’isola mitologica di Ogigia, dove Ulisse viene trattenuto dalla ninfa Calipso per sette anni.
La distesa di sabbia chiara che emerge dalle acque turchesi dell’Atlantico offre un paesaggio quasi irreale, capace di unire isolamento, bellezza naturale e senso di leggenda. Una spiaggia diversa dalle classiche coste mediterranee, ma perfetta anche per praticare sport acquatici.
Agosto, insieme a luglio, è sicuramente uno dei mesi più affollati dell’estate sarda, almeno nelle sue località più famose. L’ideale per scoprire l’isola sarebbe preferire altri periodi, ma non tutti possono fare vacanze durante il resto dell’anno. Per questo motivo, Agosto resta spesso il momento in cui si possono sfruttare le ferie, staccare la spina e preparare le valigie per scappare in uno dei luoghi più belli al mondo.
Se anche voi fate parte di questa categoria di viaggiatori e volete volare in Sardegna ad agosto, questi sono i luoghi dove andare per vivere l’isola in tutte le sue sfaccettature: dagli eventi tradizionali alle spiagge, fino ai siti archeologici.
Sassari e la Discesa dei Candelieri
Se, oltre a tuffarvi nel suo mare, volete scoprire anche l’anima culturale e storica della Sardegna, vi consigliamo di raggiungere Sassari. Il 14 agosto, la città celebra la Discesa dei Candelieri, un’emozionante festa Patrimonio UNESCO dove i Gremi, le storiche corporazioni di arti e mestieri, trasportano imponenti colonne lignee ballando a ritmo di tamburi tra le vie del centro.
Oltre all’evento, la città merita una visita approfondita: fate una passeggiata nel centro storico, ammirate l’esuberante facciata barocca della Cattedrale di San Nicola e, nei momenti più caldi della giornata, esplorate i reperti del Museo Nazionale Sanna e i dipinti esposti nella Pinacoteca Nazionale.
Nei dintorni, l’itinerario si arricchisce facilmente: potete concedervi un tuffo nelle acque di Platamona, rimanere incantati dal fascino sospeso dell’ex villaggio minerario dell’Argentiera affacciato sul mare, oppure visitare la maestosa basilica romanica di San Gavino nella vicina Porto Torres.
Nel Sud-Ovest dell’isola il paesaggio si fa più aspro e le strade si diradano: è la zona del Sulcis-Iglesiente. Qui, le gallerie e i pontili delle vecchie miniere si affacciano a picco sul Mediterraneo, in particolare a Porto Flavia dove i minerali venivano trasportati lungo tunnel scavati nella roccia fino alle navi ancorate sotto la scogliera. Un’ingegneria ottocentesca innovativa, sospesa tra terra e acqua, visitabile accompagnati da una guida.
Il Sulcis, però, non è solo miniere: davanti al faro di Nebida c’è Pan di Zucchero, uno dei faraglioni più alti del Mediterraneo. Poco più a sud, la baia di Masua incornicia la stessa scogliera da un’angolazione diversa, con la galleria mineraria che si apre proprio sul mare. Chi cerca invece sabbia e vento trova a Porto Pino un sistema di dune che arriva a superare i venti metri d’altezza.
iStockIl maestoso Pan di Zucchero al tramonto
Carloforte, un pezzo di Liguria nel Mediterraneo del sud
Sull’isola di San Pietro sorge Carloforte, fondata nel 1738 da una comunità di pescatori liguri arrivati da Tabarka, in Tunisia, dopo quasi due secoli di esilio. Un’origine che ancora oggi si sente nella lingua (il tabarchino, un dialetto ligure sopravvissuto al mare), nei caruggi colorati e in una cucina dove il cous cous convive con la pasta al pesto e il tonno.
Tra i vicoli, l’arco di S’Archiottu incornicia gli scorci più fotografati del centro storico. Ma è un’isola raggiungibile solo via traghetto e ad agosto conviene prenotare la traversata con largo anticipo: Carloforte non è un rifugio dalla folla, è piuttosto un pezzo di Liguria trapiantato nel Mediterraneo del sud, che vale la deviazione anche solo per l’atmosfera del porto all’ora dell’aperitivo.
Da vedere anche il faro di Capo Sandalo, punto più occidentale della Sardegna, e le saline dismesse alle spalle del paese, oggi popolate da fenicotteri e martin pescatore.
Tharros e la Penisola del Sinis
Andiamo nella Penisola del Sinis, dove Tharros conserva le rovine sovrapposte di tre civiltà (fenicia, punica e romana) affacciate direttamente sul mare. Poco distante, la chiesetta bizantina di San Giovanni di Sinis è considerata tra le più antiche della Sardegna ancora in uso.
La costa circostante alterna le dune di quarzo di Is Arutas, dove il prelievo della sabbia è vietato per legge, a calette meno note. Quella che vedrete al largo, invece, è l’isola disabitata di Mal di Ventre, raggiungibile con tour guidati in barca.
iStockLe rovine di Tharros affacciate sul Mediterraneo
Bosa e le sponde del Temo
Situata lungo il Temo, unico fiume navigabile della Sardegna, Bosa affascina subito con le sue tipiche abitazioni dai toni vivaci, dipinte un tempo con tinte sgargianti dai pescatori per essere riconosciute facilmente dal mare. Passeggiate tra i vicoli del centro storico e risalite il quartiere medievale di Sa Costa per raggiungere il Castello Malaspina, dal quale godrete di una bella vista panoramica che domina tutta la vallata e la costa.
L’anima artigianale della cittadina rivive invece lungo la sponda del Temo, tra le antiche concerie, testimonianza della secolare lavorazione delle pelli che ha segnato l’identità del borgo.
I paesaggi selvaggi del Supramonte
L’anima più selvaggia della Sardegna si scopre nel Supramonte, un maestoso complesso montuoso di 35 mila ettari dove la natura regna sovrana tra canyon spettacolari, come la profonda Gola di Gorropu, doline imponenti e siti nuragici millenari come il misterioso villaggio ipogeo di Tiscali.
Chi arriva in questa zona per esplorare i sentieri di trekking e le grotte, non deve necessariamente rinunciare alla costa perché ciò che rende unico questo territorio è anche la sua straordinaria vicinanza al mare: dai bastioni calcarei si passa direttamente alle acque turchesi del Golfo di Orosei.
Il Supramonte, quindi, è la meta ideale per chi ama alternare impegnativi trekking tra foreste primordiali e sorgenti pure a giornate di totale relax in calette famose come Cala Mariolu e Cala Goloritzé.
iStockLa splendida Cala Mariolu
Costa Rei e il Sarrabus
Infine vi portiamo a Costa Rei, dove potrete immergervi nello straordinario paesaggio del Sarrabus, incorniciato dal profilo montuoso dei Sette Fratelli, un’oasi verde perfetta per passeggiate nella macchia mediterranea. Questa costa regala ben dieci chilometri di sabbia chiarissima e fondali bassi dalle sfumature smeraldine, serviti da ottime strutture per ogni tipo di viaggiatore.
Oltre alla lunga spiaggia cittadina, i dintorni vantano perle come Cala Pira, protetta da dune e sormontata da una torre aragonese, e Cala Sinzias, circondata da una rigogliosa pineta.
Il territorio vi sorprenderà anche nell’entroterra: a Castiadas vale la pena visitare l’ex Colonia Penale del 1877, oggi centro museale, mentre la vicina Muravera invita a scoprire l’ospitalità e le tradizioni locali, insieme ai murales che colorano la cittadina.
Il ventilatore fa il suo lavoro, certo. Ma diciamocelo: contro un’ondata di caldo così, serve ben altro. Serve una valigia pronta e un volo che vi porti lontano da afa e asfalto rovente. Avete già controllato il meteo delle prossime settimane? Meglio non farlo e pensare invece a dove volete essere tra qualche settimana.
Vueling lancia le offerte più fresche della stagione: prezzi bassi verso mete che profumano di vacanza, prenotabili solo fino a domenica. Dal 17 agosto al 31 ottobre potete scegliere tra spiagge, tapas e isole che sembrano disegnate apposta per chi ha bisogno di una pausa. Il prezzo è a persona, l’acquisto va fatto tra il 7 e il 12 luglio 2026. Poi, si parte.
Da Milano a Bilbao
Il prezzo di un aperitivo, per volare nella capitale dei Paesi Baschi. Bilbao vi aspetta con il Guggenheim che svetta sul fiume Nervión, i bar dove il pintxo è arte quanto cibo, e quel mix di modernità e tradizione che solo i baschi sanno tenere insieme. Volete respirare cultura e mangiare bene senza spendere troppo? Questa è la vostra occasione e con meno di 17 euro è il momento perfetto. La vera anima della città si scopre passeggiando nel Casco Viejo, dove non mancano mini-bar e pinxtos da consumare in piedi… proprio come un local. Se desideri assaggiare la vera cucina tipica sperimenta al mercato della Ribera dove potrai assaggiare le specialità della cucina basca in uno dei mercati più grandi d’Europa.
iStockAlla scoperta di Bilbao partendo dal museo Guggenheim
Da Roma a Malaga
Malaga non è solo la porta della Costa del Sol, è una città che negli ultimi anni ha fatto il pieno di musei, gallerie e locali che profumano di mare. Con meno di 59 euro potete lasciarvi alle spalle Roma bollente… non vi sembra il momento giusto per un weekend lungo tra arte e acqua salata?
Da tempo Malaga ha saputo costruire la propria identità a partire dall’omaggio al grande artista con il museo di Picasso a lui dedicato. Inserite nell’itinerario l’ingresso all’Alcazaba godendovi il panorama dall’alto e se riuscite fermatevi per un pranzo a base di pesce fritto al mercato di Atarazanas.
La passeggiata del porto di Malaga
Da Firenze a Minorca
Minorca è un posto da cartolina incantevole in estate ma con grande fascino anche in autunno. Dalle calette alle spiagge segrete fino ai sentieri di Camì Cavalls: tutti motivi ottimi per prenotare un volo in offerta con Vueling a meno di 26 euro partendo da Firenze.
Cosa fare in loco? Sicuramente le tappe imperdibili sono le spiagge di Cala Macarella e Cala Turqueta per fare un bagno in acque paradisiache; poi consigliamo di visitare Ciutadella con porto e facciate colorate e godervi una cena a base di pesce fresco con un cocktail in uno dei chiringuitos sulla costa.
iStockPasseggiare nel porto di Ciutadella
Fino al 12 luglio è possibile iniziare a organizzare voli per la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno: tante partenze dal 17 agosto al 31 ottobre sono incluse nella nuova promozione Vueling che dà modo di prendere una pausa dalla nuova ondata di calore in arrivo.
Ci sono delle meraviglie che meritano di essere scoperte e alcuni premi aiutano a conoscerle: è stato il caso della Seixal Beach di Madeira entrata nel 2026 all’interno della classifica delle 50 spiagge più belle d’Europa conquistando il 23° posto. Il risultato non è affatto da trascurare e attira l’attenzione su questa meraviglia scura del Portogallo. Chi conosce Madeira, però, non si stupisce più di tanto. Seixal è da anni un piccolo segreto custodito gelosamente da chi ama l’isola più per la sua natura selvaggia che per le spiagge da cartolina. Sabbia nera vulcanica, scogliere a picco sull’Atlantico e un paesaggio che qualcuno, non a torto, ha paragonato alle Hawaii. Ecco cosa sapere prima di partire.
La spiaggia nera di Seixal Beach
Il tratto di arenile è conosciuto anche con i nomi di Praia do Cais do Seixal o Praia do Porto do Seixal, e la sua identità è tutta racchiusa in quella sabbia scurissima, composta da minuscoli frammenti di basalto vulcanico. Con la bassa marea la sabbia si asciuga e il nero tende a diventare più tenue. Totalmente di sabbia, fa emergere alcune rocce scure lungo la battigia nei periodi di bassa marea. La spiaggia è comunque piccola e raccolta e quando il livello del mare si alza si riduce ulteriormente.
iStockL’alba sulla Seixal Beach di Madeira
Cosa rende questo luogo davvero speciale? Sicuramente la piccola cascata che scende dalle scogliere fino a quasi sfiorare la sabbia prima di entrare in mare. Certamente non è la cascata più scenografica di tutta Madeira ma in questo contesto ha il suo fascino. L’attenzione è tutta verso l’acqua, pulita e rinfrescante. Grazie all’orientamento verso est è il posto top dove osservare l’alba con la luce che accende in modo progressivo le pareti rigogliose di vegetazione a contrasto con la sabbia nera. All’interno della baia il mare è tendenzialmente calmo ma soggetto alle maree; per questo dal 2023 è stata attivata la sorveglianza durante la stagione estiva.
Accanto alla spiaggia sorge il Clube Naval do Seixal, con la sua piscina di acqua di mare, docce, servizi igienici e un piccolo ristorante. Chi ama il mare in movimento può anche provare lezioni di surf, bodyboard o il noleggio di kayak e paddleboard per esplorare la costa da un’altra prospettiva.
iStockLa splendida Seixal Beach di Madeira
Dove si trova Seixal Beach e come raggiungerla
Seixal si trova sulla costa nord-occidentale di Madeira, un’area meno battuta rispetto a Funchal ma sempre più apprezzata da chi cerca panorami autentici. Da Funchal la distanza in auto è di circa 45 minuti, mentre da Porto Moniz bastano appena 15 minuti. Il modo più semplice per visitare questa meraviglia del Portogallo è usare l’auto; esistono anche dei tour organizzati e mezzi pubblici ma gli orari potrebbero non essere altrettanto comodi.
Un consiglio utile soprattutto in alta stagione: presentarsi presto al mattino. Non solo per trovare più facilmente parcheggio nelle aree libere ma non troppo capienti della zona, ma anche perché è in quelle prime ore di luce che Seixal regala il meglio di sé, tra sabbia nera che sembra ancora più intensa e scogliere che si stagliano contro un cielo appena acceso.
Se ancora non avete prenotato le ferie estive è il momento di rimediare: se state cercando dove andare ad agosto nel Mediterraneo per godervi mare, spiagge e sole, ecco alcune meraviglie che abbiamo selezionato apposta per voi e che sono meno battute dai turisti. Preparate valigia e crema solare, ecco le nostre mete preferite.
Karpathos, Grecia
Karpathos è una chicca segreta della Grecia tra Creta e Rodi. Pur trovandosi tra loro due, non gli somiglia e spicca per un carattere suo decisamente più selvaggio. Tra i punti di interesse c’è il villaggio di Olympos che domina la montagna da un crinale e conserva costumi tradizionali e un dialetto studiato da linguisti europei.
iStockSpiaggia di Kyra Panagia, isola di Karpathos
Le spiagge, però, restano la vera sorpresa. Kyra Panagia ha una chiesetta bianca proprio sulla sabbia, Apella è incastonata tra le rocce e si raggiunge scendendo una scaletta piuttosto ripida, Achata è piccola e anche nel periodo di Ferragosto non è affollatissima. Se amate il vento forte, Karpathos è tra i paradisi europei del windsurf e del kitesurf, soprattutto nella zona di Afiartis dove le raffiche non mancano mai. Sceglietela se cercate una Grecia meno patinata, quella che non finisce sulle cartoline, ma che poi non riuscite più a dimenticare.
Kythira è un’isola particolare, sospesa tra il Peloponneso e Creta, troppo defilata per essere presa d’assalto e questo, ad agosto, è già una piccola benedizione. Con un mood un po’ più malinconico, porta dritti alla scoperta di villaggi bianchi con torri veneziane e cascate suggestive come quella di Neraida. La spiaggia di Kaladi, con i suoi scogli a picco e l’acqua turchese, è uno di quei posti che sembrano ritoccati con un filtro e invece sono reali, tali e quali. Fatevi anche un giro a Chora, il capoluogo, con il castello che guarda l’Egeo e le stradine bianche che la sera profumano di gelsomino. Cerigo (questo il nome in italiano) va scelta da chi vuole un agosto lento, senza vita notturna sfrenata, con tramonti che da soli valgono il viaggio.
Lastovo è tra le isole meno battute della Dalmazia e proprio per questo resta uno dei segreti meglio custoditi del Mediterraneo. Fa parte di un parco naturale che protegge quarantaquattro isolotti minori, un arcipelago in miniatura tutto da esplorare in barca o in kayak, remo dopo remo. Il paese di Lastovo, con le case che si arrampicano sulla collina e i comignoli a forma di corona, è tra i borghi più fotogenici di tutta la Croazia. Le calette come Skrivena Luka meritano una giornata intera senza fretta. Sceglietela se volete unire mare cristallino e silenzio vero, quello che in Croazia ormai si trova solo qui.
Vis è diventata famosa per un motivo preciso: qui hanno girato Mamma Mia!Ci Risiamo, e da allora l’isola si è ritagliata un posto tutto suo tra le mete cult dell’Adriatico. Ma Vis non è solo location cinematografica, è anche la Grotta Blu di Biševo, dove la luce che filtra dall’acqua colora tutto di un azzurro quasi innaturale. La spiaggia di Stiniva, chiusa tra due pareti di roccia e raggiungibile solo via mare o con un sentiero ripido, è considerata tra le più belle d’Europa, e a ragione. Il paese di Komiža, con il porto pieno di barche da pesca, resta genuino nonostante la fama crescente degli ultimi anni. Andateci se cercate un mare da film senza rinunciare all’anima di un’isola vera.
iStockIl porto di Luka a Vis
Isola del Giglio, Italia
Per chi vuole restare in Italia c’è una chicca: il Giglio, a largo delle coste toscane, è un’ottima alternativa all’Elba. Con spiagge di sabbia chiara e mare trasparente, è una vera cartolina. Vale però la pena esplorare anche Giglio Castello, il borgo medievale in cima al monte, con vicoli stretti e una vista che nelle giornate limpide arriva fino alla costa toscana. Per chi ama camminare ci sono sentieri che costeggiano l’isola intera, tra macchia mediterranea e scorci sul mare che tolgono il fiato. Sceglietelo se volete l’Italia più autentica, quella che ad agosto profuma ancora di pino marittimo e non solo di crema solare.
iStockIl porticciolo colorato del Giglio
Pantelleria, Italia
Pantelleria è una meraviglia italiana che sta ottenendo sempre più interesse da parte dei viaggiatori. Non ha spiagge di sabbia bianca, ha qualcosa di più raro, rocce vulcaniche nere, il Lago di Venere con le sue acque termali naturali, i dammusi che punteggiano il paesaggio come piccole fortezze bianche. Cala Levante e l’arco dell’elefante, formazione di roccia lavica scolpita dal mare nei millenni, restano tra le immagini simbolo dell’isola. Qui si viene anche per mangiare bene: il cappero di Pantelleria è famoso in tutto il mondo e il passito, dolce e denso, chiude ogni cena in bellezza. Sceglietela se cercate un’isola con carattere forte, selvaggia, mai banale.
Tabarka è una pittoresca città costiera della Tunisia, famosa per il suo mare cristallino e i caratteristici faraglioni. Da visitare il forte genovese di Tabarka, che offre una splendida vista sulla costa. Chiaramente meritano attenzione il porto e le spiagge oltre al legame con la musica; pochi sanno che proprio qui si svolge uno dei festival più importanti di jazz. Da qui si può organizzare una gita in giornata per La Galite, un piccolo arcipelago al largo della costa tunisina, quasi disabitato e protetto come riserva naturale. Ci si arriva solo tramite transfer con charter e imbarcazioni autorizzate e non esistono vere strutture turistiche… proprio questo la rende perfetta per chi cerca privacy e relax.
A chiudere la selezione ci pensa la Corsica, l’isola francese a due passi dall’Italia e facile da raggiungere grazie ai tantissimi collegamenti in traghetto. Bonifacio, arroccata sulle scogliere bianche a picco sul mare, va vista almeno una volta al tramonto, quando le case sembrano sospese nel vuoto. Se avete tempo, spingetevi anche verso l’interno, tra le calanche di Piana e i villaggi di montagna dove il tempo scorre a un ritmo tutto diverso. Sceglietela se ad agosto volete un po’ di tutto insieme: mare, natura, buona cucina e un’atmosfera metà francese e metà mediterranea.
Teulada è una delle destinazioni più affascinanti della Sardegna meridionale, un luogo dove la natura domina il paesaggio e il mare regala scorci da cartolina. Chi sceglie questa località per le vacanze trova spiagge spettacolari, acque trasparenti e un territorio ancora autentico, ideale sia per chi vuole rilassarsi sia per chi ama le attività outdoor come escursioni e snorkeling. Tra baie incontaminate e panorami mozzafiato, Teulada rappresenta una tappa imperdibile per chi vuole scoprire il volto più selvaggio della Sardegna.
Le spiagge di Teulada: un paradiso tra sabbia dorata e mare cristallino
Nel 2026 il comune di Teulada ha conquistato la prestigiosa Bandiera Blu, un riconoscimento che premia la qualità delle acque, i servizi e l’attenzione alla sostenibilità ambientale. Il litorale di Teulada è caratterizzato da una straordinaria varietà di spiagge, ciascuna con caratteristiche uniche. Dalle lunghe distese di sabbia alle calette più riservate, il mare qui assume incredibili sfumature di azzurro e ricorda gli scenari tropicali.
Oltre alle spiagge, il territorio è ricco di sentieri immersi nella macchia mediterranea, punti panoramici dove scattare incredibili foto ricordo e angoli naturali perfetti per chi ama esplorare la costa e vivere una vacanza attiva in mezzo al verde. Alle spalle del litorale si estendono infatti paesaggi naturali di grande fascino, come la foresta di Gutturu Mannu con i suoi lecci e le sughere secolari e le grotte di Punta Sebera (spettacolari cavità sotterranee).
Nei dintorni si possono organizzare tantissime escursioni in barca per raggiungere baie nascoste e osservare il litorale da una prospettiva privilegiata. In alternativa ci si può dedicare ad attività come snorkeling e immersioni grazie alla straordinaria limpidezza delle acque.
Spiaggia di Tuerredda
Considerata una delle dieci spiagge più belle della Sardegna, Tuerredda conquista immediatamente per la sabbia bianca e finissima e per il fondale basso, perfetto anche per le famiglie con bambini. Le sue acque calme e trasparenti invitano a lunghe nuotate. A circa 150 metri dalla riva è presente un piccolo isolotto che può tranquillamente essere raggiunto a nuoto nelle giornate di mare tranquillo.
Porto Tramatzu
Porto Tramatzu è una spiaggia ampia e luminosa, famosa per il contrasto tra il blu intenso del mare e il verde della macchia mediterranea che la circonda. Grazie al limpido fondale che degrada dolcemente, è una delle mete più frequentate durante la stagione estiva e rappresenta un’ottima scelta per chi predilige sabbia bianca e sottile.
Cala Zafferano
Tra le baie più suggestive della costa di Teulada spicca Cala Zafferano, una perla dal fascino incontaminato. Le sue acque cristalline e i colori spettacolari la rendono una delle località più fotografate del sud della Sardegna. L’accesso è regolamentato poiché l’area ricade in una zona militare, ma è accessibile via mare a luglio e agosto.
Campionna, Piscinnì e Sa Canna
Le spiagge di Campionna, Piscinnì – enclave di Domus de Maria in territorio teuladino – e Sa Canna sono mete apprezzate dagli appassionati di immersioni e snorkeling grazie ai meravigliosi fondali ricchi di vita marina e alla limpidezza delle acque.
iStockVista aerea della spiaggia di Piscinnì
Capo Malfatano e S’Ottixeddu
Le cale di Capo Malfatano, dominate da un’antica torre spagnola e da uno stagno costiero, erano già utilizzate come approdo dai Fenici nel VI secolo a.C. Poco distante da Porto Tramatzu, si trova S’Ottixeddu, conosciuta anche come “spiaggia degli Americani”, accessibile a numero chiuso durante l’estate.
iStockVeduta aerea di Capo Malfatano
Is Arenas Biancas
Nella parte meridionale di Porto Pino a nord-ovest si estende is Arenas Biancas, celebre per le sue spettacolari dune di sabbia bianca. L’accesso avviene attraverso una strada interna al poligono e regala uno degli scenari più iconici della Sardegna.
Il borgo di Teulada tra tradizioni, storia e archeologia
Il centro storico è un intreccio di vicoli che conducono a piazze impreziosite dalle opere del simposio artistico internazionale Scultura e Pietra. Qui si conservano vive le tradizioni artigiane, tra ricami di abiti, tappeti, ceramiche, lavorazioni del sughero e della pelle. Da visitare la parrocchiale della Beata Vergine del Carmelo, risalente al XVII secolo, con il suo museo d’arte, la seicentesca Casa Baronale dei Sanjust e la chiesa tardo-gotica di San Francesco.
Il centro abitato conserva il fascino dei piccoli borghi sardi, con piazze tranquille, edifici storici e ristoranti dove assaporare l’ottima cucina locale, famosa per i piatti a base di pesce fresco e per le specialità della tradizione isolana. Visitare Teulada significa quindi fare un viaggio nel viaggio tra natura, mare e cultura, in una delle località che meglio rappresentano l’eccellenza del turismo balneare della Sardegna.
Durante l’anno il borgo ospita numerosi eventi, dalla festa patronale di metà luglio alla tradizionale Sagra del Pescatore con processione a mare, degustazioni e tantissimo intrattenimento, fino alla rassegna musicale di strumenti folk Su Sonatori e alla sagra di pane e formaggio in agosto.
Nei dintorni meritano una visita il santuario campestre di Sant’Isidoro, le torri costiere, come quella del Budello, costruite contro le incursioni piratesche, i resti dei nuraghi (come sa Perdaia), il tophet fenicio dell’isolotto di Tuerredda, il porto sommerso di Melqart e gli antichi siti minerari del Sulcis, testimonianza dell’importante passato estrattivo del territorio.
iStockLa piazza principale con la chiesa parrocchiale di Teulada
Dove si trova Teulada e come raggiungerla
Teulada si trova nella parte sud-occidentale della Sardegna, in provincia di Sulcis Iglesiente (SU), affacciata sullo spettacolare tratto costiero del basso Sulcis. Il paese dista circa 65 chilometri dal capoluogo (Cagliari) ed è facilmente raggiungibile in auto in circa 1 ora e 10 minuti percorrendo la Strada Statale 195, una strada panoramica detta anche Sulcitana che offre splendide viste sul mare.
Raggiungere Teulada dall’Italia è semplice. Chi arriva in aereo può atterrare all’aeroporto di Cagliari-Elmas, il principale scalo della Sardegna meridionale, collegato tutto l’anno con numerose città italiane come Roma, Milano, Napoli, Bologna, Pisa e Verona. Dall’aeroporto è possibile proseguire con auto a noleggio percorrendo la Strada Statale 195.
In alternativa, si può raggiungere l’isola in traghetto dai porti di Civitavecchia, Napoli o Palermo con arrivo a Cagliari. Una volta sbarcati, basta seguire la SS195 in direzione Pula e Teulada per arrivare comodamente alla destinazione.
L’auto resta il mezzo più consigliato per esplorare il territorio e raggiungere le numerose spiagge e calette disseminate lungo la costa di Teulada.
Con l’arrivo dei mesi più caldi, si avvicina quel momento dell’anno in cui i viaggiatori di tutto il mondo scelgono le coste italiane per le proprie vacanze. Ma la straordinaria popolarità di mete come Sicilia e Sardegna, famose per i litorali incontaminati e le acque di un blu mozzafiato, ha finito per pesare sugli ecosistemi locali. Tra l’accumulo di rifiuti e il fenomeno del furto di sabbia, la pressione ambientale è ormai altissima.
Per proteggere questi paradisi, anche quest’anno molti comuni hanno confermato o introdotto l’accesso contingentato. Come funzionano gli ingressi? Dove è obbligatorio prenotare e quanto costa il biglietto? Ecco l’elenco completo delle spiagge a numero chiuso in Italia per il 2026.
Baia del Silenzio, Sestri Levante (Liguria)
Uno dei luoghi più incantevoli della Riviera Ligure è la Baia del Silenzio, a Sestri Levante. Qui, in passato, hanno soggiornato personaggi del calibro di Hans Christian Andersen e Richard Wagner. Oggi, un massimo di 450 persone contemporaneamente possono godere della sua bellezza. Seppur l’ingresso resterà gratuito e non servirà la prenotazione, verranno fatti dei controlli dalle 8:30 alle 17:30 da personale incaricato, con accessi regolati attraverso tre varchi. L’accesso a numero chiuso resterà in vigore dal 1° luglio al 31 agosto.
iStockDal 2026, anche la Baia del Silenzio rientra tra le spiagge a numero chiuso
La Pelosa, Stintino (Sardegna)
Ormai da anni, La Pelosa è presente nelle classifiche delle spiagge più belle al mondo grazie al suo mare trasparente, alla sabbia chiarissima e ai fondali bassi. Ed è proprio a causa della sua fama che sono state imposte regole assai rigide, introdotte anche per il 2026.
Per accedere alla spiaggia nel periodo compreso tra il 15 maggio e il 15 ottobre, è necessaria la prenotazione online e l’acquisto di un ticket di 3,50 euro a persona. I posti disponibili sono 1.500 al giorno e ogni prenotazione può comprendere al massimo quattro persone. I bambini sotto i 12 anni possono entrare gratuitamente.
Cala Brandinchi, San Teodoro (Sardegna)
Un altro gioiello sardo è Cala Brandinchi, dove fondali bassi e sabbia fine, uniti a un paesaggio che all’orizzonte mostra l’inconfondibile sagoma di Tavolara, offrono un paradiso unico. Non a caso è conosciuta anche come la “piccola Tahiti”.
Dal 1° giugno al 30 settembre 2026, è necessaria la prenotazione sia per accedere alla spiaggia libera che agli stabilimenti balneari. In questo periodo, possono entrare massimo 1.447 persone al giorno con un contributo di 2 euro per i visitatori occasionali e 1 euro per alcune categorie agevolate. I residenti, i bambini sotto i 12 anni e le persone con disabilità entrano gratis. Senza prenotazione è vietato l’accesso sia da terra sia da mare, anche per il solo transito.
iStockLa splendida Cala Brandinchi a San Teodoro
Lu Impostu, San Teodoro (Sardegna)
Restiamo nella zona di San Teodoro, dove sarà a numero chiuso anche la spiaggia Lu Impostu. Anche qui, nel periodo compreso tra il 1° giugno al 30 settembre 2026, possono entrare un massimo di 3.352 persone previa prenotazione online o tramite app: una volta arrivati in spiaggia, dovrete mostrare il QR code.
Tuerredda, Teulada (Sardegna)
Andiamo ora nel Sud Sardegna, dove troviamo la famosa spiaggia di Tuerredda. Situata in una splendida insenatura tra Capo Malfatano e Capo Spartivento, la spiaggia può accogliere 1.100 persone al giorno, previa prenotazione dalle 8:00 del giorno precedente, dal 2 giugno al 15 ottobre.
Il ticket giornaliero costa 3 euro a persona e il controllo con QR code è previsto dalle 8:00 alle 18:00.
Cala Goloritzé, Baunei (Sardegna)
Cala Goloritzé è tra le spiagge più belle al mondo, oltre che una delle più protette in Sardegna. Situata nel Golfo di Orosei, può essere raggiunta esclusivamente via terra previa prenotazione online o tramite l’apposita app Heart of Sardinia. Qui, la capienza massima è di 250 persone, mentre il ticket costa 7 euro per gli adulti e gratuito per i bambini fino a 5 anni e per i residenti nel Comune di Baunei.
iStockIl mare turchese di Cala Goloritzé, tra le spiagge più belle al mondo
Cala Mariolu, Baunei (Sardegna)
Sempre a Baunei troviamo la splendida Cala Mariolu. Il ticket, del costo di 2 euro per una sola cala e di 3 euro per un itinerario con più cale, è obbligatorio per chi arriva e sbarca via mare, mentre l’accesso via terra, dove consentito e documentato, non prevede lo stesso contributo. L’accesso è contingentato a 700 persone via mare dal 1° maggio al 20 ottobre 2026.
Cala Biriala, Baunei (Sardegna)
Dal 1° maggio al 20 ottobre 2026, è contingentato anche l’ingresso a Cala Biriala, dove i posti disponibili via mare sono solo 300. Anche qui, come per Cala Mariolu, il contributo è di 2 euro per una singola cala e 3 euro per più cale. Chi viaggia con motonavi, gommoni con conducente o operatori organizzati deve verificare se il contributo è già incluso nel servizio.
Cala Coticcio, Caprera (Sardegna)
Andiamo nell’Arcipelago della Maddalena, dove si trova la straordinaria Cala Coticcio. Qui non è possibile organizzare un’escursione in autonomia: l’ingresso è consentito esclusivamente se accompagnati da una guida ambientale autorizzata. L’accesso è limitato a soli 60 visitatori al giorno, suddivisi in turni orari. Oltre al costo del servizio guidato, è previsto il pagamento di un contributo ambientale di 3 euro a persona per sostenere la tutela del sito.
iStockCala Coticcio può essere raggiunta solo con una guida ambientale
Cala Brigantina, Caprera (Sardegna)
Anche la vicina Cala Brigantina adotta misure di protezione identiche dove, per vederla, occorre prendere parte a un’escursione autorizzata. Se state pianificando una visita, ricordate quindi di muovervi con largo anticipo per assicurarvi un posto nei pochissimi turni guidati disponibili ogni giorno.
Oasi di Bidderosa, Orosei (Sardegna)
A Bidderosa, nel territorio di Orosei, da maggio a fine ottobre, l’ingresso a bordo di auto e moto è rigidamente a numero chiuso, rendendo la prenotazione online del proprio mezzo un passaggio indispensabile per non rimanere fuori dai cancelli. Se invece amate muovervi a piedi o in bicicletta, non dovrete temere i limiti stagionali legati ai posti auto, anche se sarete comunque tenuti a rispettare il regolamento di tutela dell’oasi. Un dettaglio: le tariffe dei ticket sono diverse e variano in base al tipo di mezzo e al numero di passeggeri.
Rena Bianca, Santa Teresa (Sardegna)
A Santa Teresa di Gallura, la splendida Rena Bianca continua a proteggere il suo arenile con un numero chiuso introdotto nel 2024. Per accedere è necessario un ticket da 3,50 euro, acquistabile online a partire da 72 ore prima della visita, mentre l’ingresso resta gratuito per tutti i residenti.
Spiaggia dei Conigli, Lampedusa (Sicilia)
Spostiamoci in Sicilia, precisamente a Lampedusa, dove la spettacolare Spiaggia dei Conigli protegge la sua fragile bellezza e l’incolumità dei visitatori con un sistema di accesso gratuito, ma molto rigoroso. La spiaggia accoglie un massimo di 550 persone a turno, divise tra mattina e pomeriggio, con l’obbligo di lasciare il litorale allo scadere dell’orario. Le prenotazioni online aprono a scaglioni durante la stagione, consentendo un solo ingresso a settimana per massimo due persone. Attenzione però agli orari: per non perdere il posto è fondamentale varcare i cancelli della riserva entro le 9:30 per il primo turno ed entro le 15:30 per il secondo.
iStockAnche la Spiaggia dei Conigli resta a numero chiuso
Spiaggia della Gaiola, Napoli (Campania)
Area marina protetta dal 2002, dal 1° maggio al 30 settembre, l’accesso alla spiaggia è consentito solo su prenotazione (i pass si aprono giornalmente per il giorno stesso e il successivo), valida per un turno al giorno (mattina o pomeriggio) e massimo tre volte a settimana. Ogni fascia oraria accoglie fino a 200 persone.
Spiaggia delle Due Sorelle, Sirolo (Marche)
Infine, anche la splendida spiaggia delle Due Sorelle a Sirolo torna a numero chiuso fino al 13 settembre per tutelarne l’ambiente e la sicurezza. Raggiungibile solo via mare, richiede la prenotazione gratuita sul sito ufficiale, tranne per chi viaggia con i Traghettatori del Conero. Ricordiamo che è vietato lasciare canoe e sup sulla riva.
Quella di cui vi parliamo in questo articolo non è la solita Albania. Affacciata sul Mar Ionio e protetta dalle imponenti falesie della Penisola di Karaburun, Grama Bay è uno dei luoghi più spettacolari e tuttavia ancora meno noti del Paese. Fino a pochi anni fa era conosciuta soprattutto dagli appassionati di trekking e dai navigatori, mentre oggi è finita sotto i riflettori internazionali grazie al riconoscimento ottenuto nella classifica Europe – World’s 50 Best Beaches 2026, che l’ha inserita tra le spiagge più belle del continente.
Merito di un paesaggio ancora incontaminato, dove l’acqua cristallina incontra alte pareti di roccia calcarea, grotte marine e una natura protetta che conserva il fascino più autentico della Riviera Albanese. Raggiungerla richiede un po’ di organizzazione, ma è proprio questo a renderla una delle mete più attrattive per chi desidera vivere un’esperienza lontana dalle spiagge più affollate.
Cosa fare e vedere a Grama Bay
Il primo impatto quando ci si trova davanti al profilo di Grama Bay è quello con il mare dalle incredibili sfumature turchesi, che fa subito venir voglia di tuffarsi, nuotare e fare snorkeling grazie alla trasparenza dell’acqua e ai fondali ricchi di fauna marina.
Uno dei motivi per cui questa baia in Albania è così apprezzata ed è stata premiata di recente sono indubbiamente le numerose grotte marine che punteggiano la costa. Molte di queste possono essere raggiunte esclusivamente via mare, in kayak o durante le escursioni in barca che partono dalle principali località della Riviera Albanese. L’escursione, inoltre, risulta particolarmente suggestiva, soprattutto per via dei giochi di luce che si creano all’interno delle cavità naturali.
Oltre ai suoi tesori naturalistici, Grama Bay custodisce anche un importante patrimonio storico. Il suo nome infatti deriva dal termine greco gramma, “lettera”, perché per secoli marinai greci, romani e bizantini utilizzavano la baia come riparo durante le tempeste, incidendo sulle pareti rocciose nomi, simboli e iscrizioni votive. Ancora oggi è possibile osservare centinaia di queste incisioni, considerate tra le testimonianze storiche costiere più significative dell’Albania.
E a proposito del trekking per cui fino ad oggi è stata nota la zona, gli amanti della natura possono percorrere i sentieri che si sviluppano sopra la baia e raggiungere alcuni punti panoramici da cui ammirare il contrasto tra il bianco delle scogliere e il blu intenso del Mar Ionio, particolarmente spettacolare al tramonto. Chi desidera vivere un’esperienza ancora più immersiva sceglie spesso di fermarsi per una notte in campeggio libero, una pratica diffusa tra gli escursionisti, sempre nel rispetto dell’ambiente e dell’area protetta.
Grama Bay si trova sulla costa occidentale della Penisola di Karaburun, all’interno del Parco Nazionale Marino Karaburun-Sazan, una delle aree naturalistiche più importanti dell’Albania. La baia è completamente isolata e non è collegata da strade, caratteristica che ha contribuito a preservarne l’integrità paesaggistica. Il modo più semplice per raggiungerla è partecipare a un’escursione in barca con partenza da località come Dhërmi, Himarë o Valona.
Per chi ama il trekking esiste anche un itinerario panoramico che parte da Palasë e attraversa i sentieri della Penisola di Karaburun. Il percorso richiede diverse ore di cammino ed è consigliato a escursionisti con un minimo di esperienza, ma regala viste spettacolari lungo tutto il tragitto.
Data la totale assenza di servizi, è consigliabile arrivare ben equipaggiati con acqua, protezione solare, scarpe adatte agli scogli e, per chi desidera fare snorkeling, tutta l’attrezzatura necessaria. Il periodo migliore per visitare Grama Bay va da giugno a settembre.
Mulini a vento e campi di tulipani? Sicuramente l’immaginario dell’Olanda è quello ma per l’estate c’è molto di più. Per il 2026 i Paesi Bassi aspettano i viaggiatori tra festival musicali, canali e spiagge del mare del Nord che meritano una visita… ma soprattutto una formula promozionale per i treni davvero imperdibile.
Come funziona l’abbonamento treni per girare l’Olanda
E se vi dicessimo che bastano 49 euro al mese per salire su un treno e girare i Paesi Bassi da cima a fondo? Senza restrizioni di tratta né dover pagare ogni volta un biglietto diverso: è questo il progetto di Nederlandse Spoorwegen, la compagnia ferroviaria nazionale olandese che l’ha lanciato per l’estate 2026.
Il progetto si chiama Nederland Dal Vrij e in poche parole funziona così: si acquista l’abbonamento, e per uno o due mesi si può viaggiare liberamente su tutta la rete ferroviaria del Paese negli orari fuori punta. Di norma lo stesso tipo di abbonamento costerebbe quasi 128 euro mentre per l’estate 2026 la promozione la propone a soli 49 euro. Attenzione, la promozione del doppio mese a questo prezzo vantaggioso è valida fino al 30 giugno.
Gli orari fuori punta coprono una fetta generosa della giornata. Dal lunedì al venerdìsi viaggia dalle 9 alle 16 e poi di nuovo dalle 18:30 fino alle 6:30 di mattina. Nei weekend la finestra si allarga ulteriormente: dal venerdì sera alle 18:30 fino alle 4 del mattino del lunedì.
La rete ferroviaria olandese conta circa 400 stazioni. Da Amsterdam puoi arrivare a Utrecht in mezz’ora. A L’Aja in cinquanta minuti. Da Groningen a Middelburg, dall’estremo nord fino alla costa meridionale dello Zeeland, il Paese si attraversa con una comodità che in pochi si aspettano. L’unica eccezione è l’Eurostar che resta escluso.
Scoprire le ferrovie più belle
Nei Paesi Bassi le stazioni ferroviarie meritano una visita tanto sono belle. Groningen Centrale, ad esempio, è una delle stazioni più bella dei Paesi Bassi dal punto di vista artistico e architettonico.
Diverso il carattere di Rotterdam Blaak, che invece è un nodo di trasporto ma si segnala per l’architettura: la cupola trasparente a livello strada, larga 35 metri, ha un aspetto vagamente futuristico che colpisce anche chi ci passa di sfuggita.
Poi ci sono le stazioni più grandi come Amsterdam e Utrecht, attrezzate con display digitali, Wi-Fi a bordo e prese USB sui sedili. Funzionali e con una loro eleganza.
Altrettanto suggestiva Soestdijk, che è quasi il contrario di tutte le altre. Una stazione piccola, quasi dimessa, in mezzo alla campagna. Eppure, ha una storia: serviva la famiglia reale olandese, visto che il palazzo di Soestdijk è a dieci minuti di bicicletta.
Altri motivi per raggiungere i Paesi Bassi quest’estate
Pride Amsterdam
Dal 25 luglio al 2 agosto vanno in scena 2 settimane di festeggiamenti per celebrare la libertà dell’amore e il rispetto; l’appuntamento più atteso è però quello della Canal Parade attesa per il 1 agosto lungo i canali.
Dal 10 al 12 luglio un evento musicale imperdibile: Ad Ahoy Rotterdam va in scena il più grande festival jazz coperto al mondo e ospiterà per la nuova edizione oltre 150 talenti tra cui nuovi nomi emergenti che stanno dando voce a un genere musicale immortale.
Dal 29 luglio al 2 agosto gli amanti della musica elettronica possono invece prevedere la partecipazione a uno degli appuntamenti più celebri e avanguardistici di Amsterdam con una diffusione in vari spazi verdi all’aperto e club tra cui il celebre Amsterdamse Bos.
Visitare castelli e dimore storiche
I Paesi Bassi contano circa 600 castelli e dimore storiche sparse sul territorio; con un po’ di organizzazione si può fare un giro che combini treno, bici e qualche deviazione verso residenze nobiliari che difficilmente finiscono nelle guide più popolari.
La maggior parte di coloro che vi si recano per le vacanze estive sceglie la Sicilia per il mare, mentre alcuni vogliono visitarla per i siti archeologici e altri ancora per la cucina o per i paesaggi fuori dall’ordinario come quello dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa. Poi, si arriva sull’isola e si scopre che nessuna di queste ragioni, da sola, basta a raccontarla davvero. La Sicilia è una terra che cambia volto continuamente: basta percorrere pochi chilometri per passare da una città barocca a un borgo medievale, da una spiaggia caraibica a un paesaggio vulcanico, da una valle punteggiata di templi greci a montagne ricoperte di boschi.
Con una superficie di oltre 25.700 chilometri quadrati, la Sicilia è la più grande isola del Mediterraneo. I suoi oltre 1.600 chilometri di costa, bagnati dal Mar Tirreno, dal Mar Ionio e dal Canale di Sicilia, regalano alcune delle spiagge più belle d’Italia, mentre l’entroterra custodisce un patrimonio storico, naturalistico ed enogastronomico spesso meno conosciuto, ma altrettanto sorprendente (basti pensare che la sua storia affonda le radici in oltre tremila anni di civiltà).
Organizzare un tour della Sicilia significa dunque attraversare culture diverse, assaggiare ricette che cambiano da provincia a provincia, osservare paesaggi che sembrano appartenere a isole differenti e lasciarsi sorprendere da una regione che non smette mai di reinventarsi. Ecco un itinerario che attraversa l’isola da ovest verso est, toccando le tappe davvero imperdibili (in un itinerario che idealmente copre almeno due settimane).
Palermo e dintorni
Il viaggio può iniziare soltanto da Palermo, una città che riesce a essere elegante e popolare, monumentale e caotica, araba e normanna allo stesso tempo. Passeggiare nel centro storico significa attraversare secoli di storia, dai Quattro Canti al Teatro Massimo, dal Palazzo dei Normanni con la splendida Cappella Palatina fino ai vicoli dei mercati storici. Ballarò, il Capo e la Vucciria sono al contempo mercati storici e spettacoli di cabaret a cielo aperto dove assaggiare alcune delle specialità simbolo dello street food siciliano: arancine, pane e panelle, sfincione, crocchè e cannoli preparati al momento.
iStockIl porto di Palermo al tramonto
A pochi chilometri da Palermo sorge Monreale, celebre per il suo Duomo, uno dei massimi capolavori dell’arte arabo-normanna. L’interno, completamente ricoperto da mosaicidorati, lascia senza parole anche chi ha visitato decine di cattedrali europee.
Prima di proseguire vale la pena fare una deviazione verso Cefalù, elogiata persino dal Guardian. Il suo centro storico affacciato sul mare, dominato dalla Rocca e dalla cattedrale normanna, rappresenta uno dei panorami più noti della Sicilia settentrionale.
iStockVista della spiaggia a mezzaluna di Cefalù
Trapani e la Sicilia occidentale
Lasciando Palermo alle spalle, si percorre una delle strade panoramiche più affascinanti dell’isola fino a raggiungere Trapani, città profondamente legata al mare e alla tradizione della pesca. Il simbolo del territorio sono le saline, dove mulini a vento, vasche d’acqua salata e montagne di sale creano un paesaggio quasi surreale, particolarmente suggestivo al tramonto.
iStockSuggestive saline con mulino a vento
Pochi chilometri più in alto, Erice domina la costa da oltre 700 metri d’altitudine. Le sue stradine lastricate, le antiche mura e il Castello di Venere restituiscono l’atmosfera di un borgo medievale rimasto quasi immutato nei secoli. Questa parte della Sicilia è anche il punto di partenza ideale per raggiungere le straordinarie isole Egadi. Favignana conquista a colpo d’occhio con il mare trasparente e Cala Rossa, Levanzo affascina con la sua tranquillità e la Grotta del Genovese, mentre Marettimo è il paradiso di chi ama trekking, immersioni e natura incontaminata.
iStockPanoramica sull’isola di Levanzo
Proseguendo verso sud si incontra Marsala, famosa in tutto il mondo per il vino liquoroso che porta il suo nome. Da qui si può raggiungere anche Mozia, antica colonia fenicia immersa nella laguna dello Stagnone, dove storia e paesaggio si fondono in un contesto unico.
Agrigento e la costa meridionale
Lasciando la zona del trapanese, un tour della Sicilia che tocchi alcune delle tappe imprescindibili non può che veder protagonista senza dubbio anche Agrigento e i suoi dintorni. La Valle dei Templi rappresenta uno dei complessi archeologici greci meglio conservati al mondo e racconta la grandezza dell’antica Akragas, una delle città più importanti della Magna Grecia. Passeggiare tra il Tempio della Concordia, il Tempio di Giunone e quello di Ercole al tramonto significa vivere uno dei momenti più emozionanti dell’intero viaggio. Preparatevi, perché non vorrete far altro che scattare foto ricordo.
iStockIl Tempio della Concordia alla Valle dei Templi
Poco distante si trova la celebre Scala dei Turchi, una falesia di marna bianca modellata dal vento e dal mare che, con le sue forme morbide e il colore candido, è diventata una delle immagini simbolo della Sicilia – e davvero una delle zone più belle di tutte, che lascia senza fiato persino i local!
iStockVeduta panoramica della Scala dei Turchi, Sicilia
Se il tempo lo consente, merita una sosta anche Sciacca, cittadina marinara famosa per il porto peschereccio, le ceramiche artistiche e il vivace centro storico. È uno di quei luoghi dove rallentare il ritmo e assaporare la Sicilia più autentica, magari davanti a un piatto di pesce appena pescato – o a una cassatella fritta piena di ricotta calda!
L’entroterra siciliano
Molti viaggiatori rimangono lungo la costa, ma è nell’entroterra che la Sicilia mostra uno dei suoi volti più sorprendenti. Enna, conosciuta come il “Belvedere di Sicilia”, domina l’isola dall’alto dei suoi quasi mille metri. Dai bastioni del Castello di Lombardia lo sguardo spazia fino all’Etna nelle giornate più limpide. Poco distante si trova Piazza Armerina, famosa per la Villa Romana del Casale, patrimonio Unesco, che conserva alcuni dei mosaici romani meglio preservati del mondo. Le celebri “ragazze in bikini”, raffigurate in scene di vita quotidiana, sono ormai diventate uno dei simboli dell’archeologia italiana.
iStockLa splendida Villa del Casale
Chi ama la natura può proseguire verso il Parco delle Madonie, dove piccoli borghi in pietra, sentieri panoramici e antiche tradizioni raccontano una Sicilia completamente diversa da quella balneare.
Catania e l’Etna
Proseguendo verso est, il viaggio entra in una Sicilia completamente diversa, più dinamica, aspra, quasi vulcanica non solo nel paesaggio ma anche nel carattere. Catania è una città che nasce e rinasce continuamente dalla sua stessa distruzione: l’eruzione dell’Etna e i terremoti hanno più volte ridisegnato il suo volto, lasciandole in eredità una bellezza intensa, costruita sulla pietra lavica. Il cuore della città è Piazza del Duomo, dominata dalla Fontana dell’Elefante, simbolo enigmatico e ironico allo stesso tempo. Poco distante si apre la Pescheria, un mercato che è molto più di un luogo di scambio: è un teatro quotidiano fatto di voci, contrattazioni e profumi di mare che raccontano la Sicilia più autentica. Via Etnea, invece, rappresenta la spina dorsale elegante della città, con lo sguardo che, nelle giornate limpide, si perde fino alla cima dell’Etna.
iStockPiazza del Duomo a Catania
Ed è proprio il vulcano il vero protagonista di questa tappa. L’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa, offre uno dei paesaggi più spettacolari del Mediterraneo. Salire verso i crateri significa attraversare mondi diversi: vigneti che si alternano a colate laviche, boschi che si trasformano in distese lunari, aria che cambia temperatura e consistenza a ogni chilometro. Ai piedi del vulcano si trovano anche alcune delle cantine più interessanti della Sicilia, dove i vini etnei raccontano il territorio con note minerali e decise. È una zona in cui natura e cultura si fondono in modo quasi perfetto. Lungo la costa, la Riviera dei Ciclopi completa il quadro con Acitrezza e i suoi faraglioni legati al mito di Ulisse e con Acicastello, dove il castello normanno si affaccia direttamente sul mare nero di lava.
iStockPanorama dell’Etna
Taormina e la costa ionica
Poco più a nord, la Sicilia si apre su uno dei suoi scenari più simbolici, Taormina. Arroccata su una terrazza naturale sospesa tra mare e montagna, è una delle destinazioni più famose del Mediterraneo, amata da viaggiatori di tutto il mondo fin dall’Ottocento.
Il Teatro Greco è il suo simbolo assoluto, un antico anfiteatro che, ancora oggi, regala una delle viste più incredibili d’Europa, con l’Etna da un lato e il mare Ionio dall’altro.
iStockIsola Bella di Taormina, Perla del Mediterraneo
Scendendo verso il mare si incontra Isola Bella, una piccola riserva naturale collegata alla costa da una sottile lingua di sabbia. Poco distante, Giardini Naxos rappresenta invece la prima colonia greca di Sicilia, oggi località balneare vivace e molto frequentata.
Siracusa e Ortigia
Il viaggio continua verso una delle città più importanti della storia del Mediterraneo, Siracusa. Fondata dai Greci nel VIII secolo a.C., fu per secoli una delle potenze più influenti del mondo antico, al pari di Atene. Il Parco Archeologico della Neapolis conserva testimonianze straordinarie, come il Teatro Greco, ancora utilizzato per spettacoli classici, e l’Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale dalla forma suggestiva e dall’acustica sorprendente.
iStockVeduta dall’alto di Ortigia
Ma il vero gioiello è Ortigia, il centro storico della città, un’isola nell’isola. Qui il tempo sembra essersi fermato, il Duomo costruito sopra un tempio greco, le piazze luminose, i vicoli in pietra bianca e il mare che entra quasi ovunque nello sguardo creano un equilibrio perfetto tra storia e vita contemporanea.
Poco fuori città, la Riserva di Vendicari rappresenta una delle aree naturali più belle della Sicilia sud-orientale, con spiagge selvagge, antiche tonnare e una grande varietà di fauna migratoria. Più a sud, Marzamemi aggiunge un tocco scenografico unico: si tratta infatto di un piccolo borgo marinaro che al tramonto si trasforma in una cartolina vivente.
iStockIl pittoresco villaggio di Marzamemi
Messina e le Isole Eolie
L’ultima parte del tour porta verso il nord-est della Sicilia, dove lo Stretto di Messina separa l’isola dalla Calabria con un paesaggio in continuo movimento tra correnti e luci mutevoli. Messina è spesso considerata una città di passaggio, ma custodisce elementi di grande interesse, come il Duomo con il suo celebre orologio astronomico, uno dei più complessi al mondo. Da qui si apre anche la porta verso uno degli arcipelaghi più spettacolari del Mediterraneo, le Isole Eolie. Sette isole vulcaniche che raccontano la potenza della natura in forme diverse.
iStockVista panoramica su Messina
Lipari è il centro principale, vivace e ricco di storia. Vulcano affascina con le sue fumarole e le terme naturali. Stromboli è un’esperienza quasi primordiale, con il suo vulcano attivo che si accende regolarmente nel cielo notturno.
iStockPanorama di Lipari, Isole Eolie
Panarea rappresenta invece il lato più elegante e mondano dell’arcipelago, mentre Salina offre paesaggi verdi e rilassati, famosi anche per la produzione della malvasia. Le più piccole Filicudi e Alicudi completano il quadro con un’atmosfera selvaggia e fuori dal tempo.
I 1.000 chilometri di costa incontaminata della Corsica racchiudono alcune delle spiagge più spettacolari d’Europa. Una di queste è la spiaggia Palombaggia, l’archetipo della spiaggia paradisiaca dove la sabbia bianca e finissima incontra acque turchesi e cristalline, incorniciata da una profumata pineta.
Situata a Porto Vecchio, sulla costa sud-orientale dell’isola, è spesso classificata tra le spiagge più belle del mondo e, nel 2026, è stata inserita al venticinquesimo posto nella lista Europe’s 50 Best Beaches. Qui, amanti del mare, famiglie e appassionati della vita all’aria aperta troveranno il loro rifugio mediterraneo ideale dove trascorrere le proprie giornate estive.
Palombaggia, la spiaggia caraibica più bella della Corsica
Palombaggia è considerata non solo la spiaggia più bella e famosa della Corsica, ma anche di tutta Europa. E come potrebbe essere altrimenti? Con le sue acque trasparenti, di un azzurro intenso e una sabbia bianchissima e setosa, conquista immediatamente per la sua straordinaria bellezza. Esteso per quasi 2 chilometri, questo litorale paradisiaco è intervallato da promontori di porfido rosso, con pini marittimi a ombrello che incorniciano la baia scintillante.
La spiaggia è un vero paradiso sia per gli amanti del sole che per gli appassionati di snorkeling grazie alla presenza di promontori rocciosi che scendono in mare, separando le varie calette e offrendo eccellenti opportunità per l’esplorazione del mondo sottomarino.
Qui troverete una successione di calette, tutte da cartolina, che si affacciano sull’arcipelago delle Isole Cerbicale, le quali punteggiano il mare a soli 200 metri dalla costa. Rifugio di numerose specie di uccelli marini, queste formazioni rocciose protette sono raggiungibili in barca partendo da Porto Vecchio.
Nella parte centrale di Palombaggia troverete la Baia di Tamaricciu, mentre la sezione principale è occupata da Cala di Lume. A sud di Tamaricciu, invece, si trova una baia più piccola, ma altrettanto splendida: la spiaggia della Folaca. La sua sabbia finissima è raggiungibile attraverso uno stretto sentiero immerso nella vegetazione che scende dalla collina sovrastante (10-15 minuti).
Essendo una delle mete più glamour della Corsica, dove hotel di lusso e residenze esclusive si affacciano su un litorale idilliaco, questo angolo straordinario attira regolarmente star di Hollywood, celebrità internazionali e VIP.
Dove si trova e come arrivare
La spiaggia di Palombaggia si trova lungo la costa sud-orientale della Corsica, precisamente nella regione di Porto Vecchio. Estesa a 11 chilometri a sud della città principale della regione, a 30 chilometri a nord di Bonifacio, a 145 chilometri a sud-est di Ajaccio, la capitale dell’isola, e a 155 chilometri a sud di Bastia.
L’aeroporto più vicino è quello di Figari, distante solo 25 chilometri da Porto Vecchio. Per raggiungere la spiaggia in auto, alla rotonda per Figari e Ajaccio svoltate a sinistra lasciando la strada principale RT10. Seguite la strada che costeggia il litorale verso Palombaggia, passando per il villaggio di Piccovaggia. Se arrivate da sud (Bonifacio), invece, dopo 22 chilometri, alla rotonda prendete la prima uscita dalla RT10 in direzione Bocca di L’Oru e proseguite lungo la costa fino al parcheggio della spiaggia.
Se preferite spostarvi con i mezzi pubblici, dall’inizio di luglio alla fine di agosto è presente un servizio di navetta tra Porto Vecchio e la spiaggia di Palombaggia.
Il turismo di lusso sta cambiando pelle: se fino a pochi anni fa l’esclusività era sinonimo di servizi premium e location spettacolari, oggi sono sempre di più i viaggiatori che cercano esperienze autentiche, costruite attorno alla qualità, alla sostenibilità e al legame con il territorio.
È questa la filosofia che ha guidato Massimo Cirillo, imprenditore originario di Torre del Greco, quando nel 2015 ha dato vita a Liastì, beach club affacciato su una delle coste più suggestive di Mykonos. Un progetto nato in famiglia che, a dieci anni dall’apertura, continua a distinguersi per un’idea di ospitalità in cui il Made in Italy non è soltanto un marchio, ma un filo conduttore che attraversa cucina, design, artigianato e accoglienza.
Un’idea di ospitalità che mette al centro il Made in Italy
Dopo la laurea in Economia e Commercio e una prima esperienza professionale a Londra, Cirillo sceglie di trasferirsi a Mykonos all’inizio degli anni Novanta. Da allora ha sviluppato diverse attività nel settore dell’hospitality, fino alla nascita di Liastì, realizzato insieme alla famiglia. Qui ogni elemento contribuisce a raccontare l’eccellenza italiana: dalla cucina, che valorizza prodotti selezionati, alla boutique curata dalla moglie Valeria, fino agli arredi e alle strutture realizzati da artigiani italiani.
Ufficio StampaUn momento gastronomico al Liastì di Mikonos
Sostenibilità significa anche filiera
La qualità passa inevitabilmente dalla scelta delle materie prime. Sempre più strutture ricettive e ristoranti di fascia alta stanno puntando su produzioni selezionate, filiere controllate e ingredienti capaci di raccontare il territorio da cui provengono.
Prodotti come il pomodorino del Piennolo, il provolone del Monaco, le alici di Cetara o i gamberi rossi di Mazara del Vallo non rappresentano soltanto eccellenze gastronomiche: sono il risultato di tradizioni produttive che contribuiscono a preservare biodiversità, competenze artigianali e identità culturale. Per Cirillo, proprio questo approccio rappresenta il futuro dell’ospitalità: valorizzare le produzioni di nicchia e creare un ponte tra i territori italiani e un pubblico internazionale attraverso la ristorazione e l’accoglienza.
Un lusso che racconta una storia
Anche il design contribuisce a definire questa filosofia. L’utilizzo di elementi realizzati da artigiani italiani e la scelta di creare ambienti capaci di dialogare con il paesaggio naturale dimostrano come il lusso contemporaneo possa essere discreto, identitario e legato al saper fare.
In un mercato turistico sempre più competitivo, soprattutto in destinazioni iconiche come Mykonos, esperienze come quella di Liastì mostrano come sostenibilità, qualità e autenticità possano diventare elementi distintivi, trasformando l’ospitalità in uno strumento di valorizzazione del Made in Italy ben oltre i confini nazionali.
Tra Kas e Kalkan, lungo uno dei tratti più spettacolari della costa mediterranea turca, si apre una piccola insenatura che sorprende al primo sguardo. È Kaputas Beach, una baia racchiusa tra alte pareti rocciose e bagnata da un mare turchese brillante, raggiungibile scendendo una scenografica scalinata che regala una vista indimenticabile.
Nel 2026 è stata premiata anche dalle classifiche internazionali, entrando nella lista di “The World’s 50 Best Beaches” e comparendo tra le spiagge più belle d’Europa secondo “European Best Destinations”: riconoscimenti che confermano il fascino di una delle gemme balneari più fotogeniche della Turchia, amata da chi cerca acque cristalline, natura intatta e paesaggi capaci di trasformare ogni prospettiva in una cartolina.
Lunga circa 150 metri, si apre alla foce di una gola naturale, dove le montagne sembrano scendere fino al Mediterraneo e il mare cambia sfumatura con il movimento del sole: sabbia dorata, piccoli ciottoli chiari, scogliere ripide e acqua limpidissima compongono una tavolozza naturale che fa la felicità dei fotografi, ma anche di chi sogna una spiaggia instagrammabile, raccolta e diversa dalle solite località balneari.
La baia turchese nascosta tra le scogliere
Kaputas Beach è una delle spiagge più famose e fotografate della Turchia, ma conserva ancora il fascino delle calette che non si concedono subito. Prima di raggiungerla, infatti, bisogna fermarsi lungo la strada costiera e scendere una ripida scalinata di circa 187 gradini, che rende l’arrivo parte stessa dell’esperienza. Dall’alto, la vista sulla baia è già uno spettacolo: una striscia chiara di sabbia e ciottoli stretta tra le pareti rocciose, con il mare che passa dal turchese luminoso all’azzurro più profondo.
La spiaggia si trova alla foce di un canyon naturale scavato nel tempo dai torrenti stagionali, che hanno modellato la gola alle sue spalle e trasportato fino al mare i piccoli ciottoli che oggi compongono il fondale e l’arenile. Da una parte il colore caldo della costa, dall’altra il blu acceso del Mediterraneo, in una cornice che cambia senza sosta con la luce.
Nonostante la sua notorietà, Kaputas riesce a mantenere un’atmosfera più raccolta rispetto ad altre spiagge molto attrezzate e urbanizzate, anche se nei mesi estivi e nelle ore centrali della giornata può diventare più frequentata. Il consiglio migliore è arrivare al mattino, quando la luce accende il colore dell’acqua e la spiaggia mostra il suo volto più quieto, oppure scegliere le ore meno affollate per godersi il paesaggio con maggiore calma.
Alle spalle della baia si apre la gola rocciosa che contribuisce a rendere Kaputas così riconoscibile: è una presenza quasi teatrale, che incornicia la spiaggia e richiama anche gli amanti dell’arrampicata e delle attività outdoor. La zona attorno alla spiaggia, infatti, non è soltanto un luogo da vivere con telo e costume, ma anche un punto di partenza ideale per esplorare questa zona della costa turca tra trekking, natura mediterranea e piccoli itinerari panoramici.
iStockScorcio paradisiaco di Kaputas Beach
Le acque sono limpide, brillanti e perfette per nuotare, mentre il paesaggio regala scorci idilliaci, soprattutto a chi ama fotografare. Dalla scalinata, dalla strada, dalla riva o dal mare, Kaputas offre sempre una prospettiva differente: vista dall’alto assomiglia a una piscina naturale incastonata nella roccia, mentre dalla spiaggia appare come un rifugio raccolto tra montagna e Mediterraneo.
Dove si trova e come raggiungerla
Kaputas Beach si trova lungo la costa sud-occidentale della Turchia, tra Kas e Kalkan, in uno dei tratti più scenografici della cosiddetta Turquoise Coast, e dista circa 7 chilometri da Kas e circa 20 chilometri da Kalkan.
Se arrivate in auto potete percorrere la strada costiera e fermarvi negli spazi disponibili lungo la carreggiata, tenendo presente che non esiste un grande parcheggio dedicato e che, nei periodi più frequentati, conviene arrivare presto. Dal ciglio della strada parte poi la scalinata che conduce alla spiaggia, una discesa panoramica che anticipa la bellezza della caletta e regala una delle viste più fotografate di Kaputas.
La spiaggia è raggiungibile anche con i dolmus, i minibus locali che collegano le località della costa, soluzione comoda per chi soggiorna a Kas o Kalkan e preferisce non guidare. I più sportivi possono considerare anche la bicicletta, anche se il percorso richiede attenzione e una buona abitudine agli spostamenti su strada, soprattutto nei tratti più esposti e panoramici.
Non c’è solo Londra: tra villaggi medievali, una tradizione legata alla campagna e una forte componente naturalistica anche verso le spiagge, il Regno Unito è una meta da non perdere. Ecco un itinerario di 10 giorni in Inghilterra con tracciato ad anello per poter atterrare e ripartire da Londra.
Giorno 1: Londra e i suoi imperdibili
Non possiamo negare che il primo posto da visitare in un itinerario di 10 giorni in Inghilterra è Londra. Per esplorarla tutta non basterebbe una sola vita ma iniziamo dalle tappe imperdibili con i monumenti più iconici.
Consigli su cosa vedere
Buckingham Palace
Westmister e Big Ben
London Eye
Trafalgar Square
British Museum
West End
Buckingham Palace
Almeno una tappa è obbligatoria: la residenza reale più famosa d’Inghilterra a ogni cambio della guardia regala uno spettacolo imperdibile.
Westminster e Big Ben
Sono i simboli da cartolina di Londra e non potete perderveli: una passeggiata tra il parlamento, il Big Ben e l’abbazia di Westminster è una di quelle cose da fare assolutamente per chi non è mai stato a Londra.
London Eye e South Bank
Meno monumento storico e più instagrammabile: la ruota panoramica London Eye si trova dall’altra parte del Tamigi lungo la South Bank. Oltre a passeggiare tra artisti di strada, consigliamo di salire per poter ammirare lo skyline da un punto di vista unico.
Una piazza viva, centrale, perfetta per fermarsi un attimo e guardare Londra muoversi intorno a voi. Da qui potete anche raggiungere facilmente la National Gallery.
British Museum
Se avanza tempo e con un po’ di organizzazione delle sale da visitare consigliamo di entrare nel British Museum. Si può prenotare il biglietto online saltando le file e scegliendo con cura le esposizioni da vedere potrebbe essere facile da organizzare.
West End
Chiudete la giornata con un musical o uno spettacolo teatrale. Sì, è un classico ma vale la pena farlo almeno una volta.
Giorno 2: Londra alternativa
Se il primo giorno lo abbiamo dedicato alla Londra più classica, il secondo ci porta a scoprire l’anima più alternativa della città con street food, murales, negozi vintage e un tocco punk rock. Visitare Londra in 2 giorni è possibile con un po’ di organizzazione.
Consigli su cosa vedere
Camden Town
Portobelloroad
Shoreditch
Brick Lane
Covent Garden
Camden Town
L’anima più punk di Londra si trova proprio a Camden dove tra bancarelle, locali alternativi e musica fa battere il cuore. Da non perdere? Una statua dedicata a Amy Winehouse e il mercatino dove fermarsi ad assaggiare street food cosmopolita.
Una vera chicca? Portobello Road che incanta con un’atmosfera da film. Passeggiare tra casette color pastello, mercatini e negozi dell’antiquariato porta verso scorsi super fotogenici.
Shoreditch
Shoreditch è una chicca: tra murales e caffè cool si può anche fare shopping in concept store unici nel loro genere. Se Camden è l’anima punk, qui siamo verso uno stile urban e creativo.
Brick Lane
Se ci si sposta verso Brick Lane, invece, l’atmosfera cambia tra locali indiani che profumano di curry, negozi vintage e tantissima street art. Consigliamo uno stop per una pausa pranzo.
Covent Garden
Elegante ma vivace, turistico ma sempre piacevole. Tra artisti di strada, boutique e locali, Covent Garden è una tappa facile da amare.
Giorno 3: Brighton
Terzo giorno ci si sposta verso la costa sud per raggiungere Brighton. La celebre cittadina di mare creativa ed eccentrica è sicuramente turistica ma non così affollata. C’è chi la visita per respirare l’aria salmastra e chi per l’iconico molo.
Il simbolo della città. Giostre, sale giochi, zucchero filato, vento in faccia e vista sul mare: un concentrato di nostalgia e divertimento.
Royal Pavilion
Un edificio sorprendente, quasi fuori contesto, con cupole e dettagli orientaleggianti. Non aspettatevi il solito palazzo inglese: qui Brighton mostra il suo lato più teatrale.
The Lanes
Un intreccio di vicoli pieni di negozi indipendenti, gioiellerie, caffè e boutique. Ideale per passeggiare senza una meta precisa.
Spiaggia di Brighton
Non aspettatevi sabbia caraibica: qui la spiaggia è di ciottoli. Ma l’atmosfera è bellissima, soprattutto al tramonto.
Giorno 4: Seven Sisters Cliffs
Il quarto giorno consigliamo di lasciare la città alle spalle per visitare i paesaggi più spettacolari del sud dell’Inghilterra. Le Seven Sisters sono scogliere bianchissime a picco sul mare davvero scenografiche e qui ci sono varie località da scoprire.
iStockLa suggestiva scogliera di Birling Gap
Consigli su cosa vedere
Seven Sisters Country Park
Birling Gap
Beach Head
Seven Sisters Country Park
Il punto perfetto da cui iniziare la camminata. I sentieri attraversano prati verdi, salite dolci e panorami che diventano sempre più belli a ogni passo.
Birling Gap
Una delle viste più famose sulle scogliere. Qui il bianco del gesso, il verde dei prati e il blu del mare fanno tutto da soli.
Beachy Head
Un altro punto panoramico potentissimo. Il faro ai piedi della scogliera rende il paesaggio ancora più iconico.
Giorno 5: Jurassic Coast
Siamo al giro di boa del nostro itinerario e ci attende una giornata intensa lungo la Jurassic Coast. Con archi rocciosi e scogliere regala panorami mozzafiato che raccontano la zona naturale tra le più belle di tutta l’Inghilterra.
Consigli su cosa vedere
Durdle door
Lulworth Cove
Salisbury
Durdle Door
Una delle meraviglie è sicuramente l’arco naturale; per vederlo da vicino bisogna affrontare una piccola passeggiata impegnativa lungo la spiaggia… ma la visuale ripaga tutta la fatica.
Lulworth Cove
A vederla lascia tutti a bocca aperta: la baia è così perfetta da sembrare scenografica ed è la pausa perfetta dopo la fatica per raggiungere l’arco.
Salisbury
Una breve deviazione verso Salisbury è quello che serve e non ve ne pentirete: Con una cattedrale imponente è la tappa top per aggiungere un approfondimento storico alla giornata dominata dal relax nella natura.
Giorno 6 e 7: Cotswolds
Dopo costa, scogliere e chilometri, rallentate. Le Cotswolds sono la campagna inglese che vi immaginate nei film: villaggi in pietra color miele, giardini curati, pub accoglienti e stradine dove il tempo sembra essersi preso una pausa. Qui meglio fermarsi per un paio di giorni… i borghi della zona meritano.
Consigli su cosa vedere
Castle Combe
Bibury
Bourton-on-the-water
Stow-on-the-Wold
Lower Slaughter
Broadway
Castle Combe
Piccolo, ordinato, quasi irreale. Castle Combe è uno dei villaggi più belli delle Cotswolds e merita una passeggiata lenta, senza fretta.
iStockIl villaggio da fiaba di Castle Combe
Bibury
Casette in pietra, atmosfera fiabesca e scorci da cartolina. Arlington Row a Bilbury è il punto più fotografato, ma tutto il villaggio merita attenzione.
Bourton-on-the-Water
Canali bassi, ponticelli e un’atmosfera più vivace rispetto ad altri villaggi. Perfetto per una pausa pranzo o un tè. In una di queste zone fermatevi almeno per una birretta o qualcosa di caldo in un pub, l’atmosfera è decisamente diversa da quelli di città.
Stow-on-the-Wold
Un villaggio pieno di carattere, con piazze, botteghe e locande storiche. Ottimo per respirare l’atmosfera più autentica della zona.
Lower Slaughter
Nome poco poetico, posto meraviglioso. Mulini, ruscelli e case in pietra rendono Lower Slaughter una tappa super romantica.
Broadway
Elegante, curata, luminosa. Broadway è perfetta per una passeggiata tra negozi indipendenti e caffè. Salite fino alla torre per una vista ampia sulla campagna. Nelle giornate limpide il panorama è davvero notevole.
Giorno 8: Oxford e Cambridge
Dalle Cotswolds raggiungete Oxford, città universitaria per eccellenza. Dove vi attendono college storici, cortili silenziosi, biblioteche leggendarie e quell’atmosfera da sapere antico che si sente davvero. È più grande e ricca di cose da vedere di quanto molti immaginino. Una delle ultime tappe non può che essere Cambridge. Rivale storica di Oxford e altra perla universitaria inglese. Più raccolta e romantica, forse anche più rilassata… ma cosa visitare?
iStockAlla scoperta di Cambridge
Consigli su cosa vedere
Christ Church College
Bodleian Library
Radcliffe Camera
Covered Market
King’s College Chapel
Punting sul River Cam
The Backs
Trinity College
Christ Church College
Uno dei college più famosi di Oxford, scenografico e pieno di storia. Anche chi non è fan dell’università resterà colpito.
Bodleian Library
Una biblioteca iconica, tra le più affascinanti d’Europa. Qui l’atmosfera accademica raggiunge livelli altissimi.
Radcliffe Camera
Forse l’edificio più fotografato di Oxford. Elegante, circolare, bellissimo da ogni angolazione.
Covered Market
Perfetto per una pausa più leggera tra una visita e l’altra. Trovate cibo, botteghe e un po’ di vita quotidiana cittadina.
King’s College Chapel
Un capolavoro gotico che lascia senza parole. L’interno è solenne, luminoso, impressionante.
Punting sul River Cam
L’esperienza più tipica di Cambridge. Salite su un punt e lasciatevi trasportare lungo il fiume tra college, ponti e prati curatissimi.
The Backs
La zona verde dietro i college, perfetta per passeggiare e fotografare la città dal suo lato più poetico.
Trinity College
Uno dei college più prestigiosi e affascinanti. Anche solo dall’esterno trasmette tutta la grandezza della tradizione universitaria inglese.
Giorno 9: Manchester e Liverpool
Distano circa un’ora l’una dall’altra e con un po’ di organizzazione è possibile vederle in giornata. Manchester e Liverpool hanno due cose in comune: il legame con la musica e quello con il calcio ma non possiamo ridurci a questo. Moderne e creative, con un’atmosfera underground hanno tanto da raccontare.
Consigli su cosa vedere
Northern Quarter
Cattedrale di Manchester
Old Trafford
Albert Dock
Beatles Story
Anfield
Northern Quarter
Questo è il quartiere più cool di Manchester con murales e caffetterie indipendenti oltre a tantissimi negozi vintage. Una vera meraviglia dove passeggiare.
Cattedrale di Manchester
Meno conosciuta forse rispetto ad altre cattedrali ma uno dei simboli della città e assolutamente da vedere per i suoi dettagli architettonici.
Old Trafford
Anche chi non segue il calcio conosce questo stadio: è la casa del Manchester United, la squadra in cui ha giocato anche David Beckham ed è una vera istituzione.
Albert Dock
Quando si arriva a Liverpool la prima tappa non può che essere il lungomare dove c’è un contrasto netto tra i nuovi ristoranti e musei affacciati sull’acqua e vecchi magazzini industriali che oggi sono stati trasformati in spazi culturali.
The Beatles Story
C’è un museo dedicato ai Beatles che ripercorre la storia della band più famosa al mondo attraverso foto, oggetti e ricostruzioni immersive. Per i veri fan è anche possibile fermarsi al Cavern Club, il locale dove la leggenda è iniziata.
Anfield
Il legame con il calcio si vede qui: l’Anfield è il tempio del Liverpool FC e l’atmosfera che si respira è competitiva. Visitarlo è un’emozione per chi ama il calcio ma anche chi non segue i campionati ne resta colpito.
Giorno 10: Canterbury e Dover
L’ultimo giorno consigliamo di puntare verso il Kent, una deviazione non lontana da Londra che racconta la storia medievale del luogo con un’atmosfera da cittadina inglese. Canterbury vi conquista con il suo centro antico, Dover con quel mix di mare, vento e panorami che fa subito “fine del viaggio, ma in grande”.
Consigli su cosa vedere
Cattedrale di Canterbury
Centro storico di Canterbury
Dover Castle
White Cliffs of Dover
Cattedrale di Canterbury
Una delle cattedrali più importanti d’Inghilterra, imponente e piena di storia. Entrate con calma, perché qui ogni dettaglio merita attenzione.
Centro storico di Canterbury
Vicoli, case a graticcio, botteghe e scorci sul fiume. È una città perfetta da girare a piedi, senza correre.
Dover Castle
Una fortezza spettacolare affacciata sulla Manica. Grande, scenografica, strategica: sembra fatta apposta per chiudere il viaggio con un po’ di atmosfera epica.
iStockIl suggestivo castello di Dover
White Cliffs of Dover
Le scogliere bianche di Dover sono uno dei paesaggi più iconici d’Inghilterra. Camminate lungo i sentieri, respirate aria di mare e godetevi l’ultima vista wow prima di rientrare.
Come arrivare in Inghilterra
Raggiungere l’Inghilterra dall’Italia è semplice e ci sono varie soluzioni. Le principali città italiane hanno tantissimi voli, anche low cost, che collegano con gli scali di Heathrow, Gatwich, Manchester e Birmingham e c’è da dire che l’aereo è sicuramente il mezzo più pratico e veloce. L’alternativa? Il treno: si attraversa la Francia e poi si sfrutta l’Eurotunnel per arrivare nel Regno unito.
Come spostarsi in Inghilterra
Muoversi in Inghilterra? Un gioco da ragazzi grazie a una rete di trasporti ben sviluppata. Il servizio pubblico combina treni, autobus, metropolitane e non solo nelle grandi città. Anche i borghi più piccoli e i villaggi caratteristici sono, tutto sommato, semplici da raggiungere.
Se avete in programma di visitare più destinazioni il treno è decisamente comodo, si possono sfruttare collegamenti rapidi da Londra, Manchester, Liverpool e York così da ottimizzare i tempi. Per chi preferisce massima libertà il noleggio resta l’opzione migliore; affittando un’auto ci si può muovere senza dover dipendere da tabelle orari ma è bene sapere che in Inghilterra si guida a sinistra e non a destra … serve un po’ di abitudine per prendere la mano, soprattutto nelle rotatorie.
Quando andare in Inghilterra
Non c’è un vero e proprio momento migliore per andare in Inghilterra, dipende molto da cosa si desidera visitare e il mood che si cerca ma è chiaro che il meteo qui è sempre imprevedibile. Se in primavera le temperature sono miti e i parchi fioriscono, in autunno il clima uggioso e le sfumature calde regalano un effetto wow. In estate, i gradi salgono ma di pari passo aumentano anche i turisti. In inverno, invece, con lucine e mercatini natalizi ha un fascino unico.
Vale la pena organizzare un viaggio in Inghilterra?
Certamente, Londra è sicuramente il primo punto d’ingresso ma l’Inghilterra ha moltissimo da offrire spaziando dalle strade acciottolate di York al fermento di Liverpool senza dimenticare le cittadine universitarie di Oxford e Cambridge. E lungo la costa? Le sorprese non mancano. Seguendo questo itinerario c’è modo di scoprire tutte le sue anime.
Località balneare, villaggio rurale, rifugio creativo o destinazione amata dal jet set internazionale? La verità è che quando si arriva a Comporta per la prima volta, si fa fatica a inserirla in una categoria specifica. Nessuna definizione riesce davvero a raccontare questo angolo di Alentejo, nella parte occidentale del Portogallo. Ci troviamo a circa un’ora di distanza da Lisbona, ma qui il paesaggio sembra volerci catapultare in un altro Paese: distese di risaie disegnano l’orizzonte accanto a pinete profumate, mentre dune modellate dal vento e spiagge chilometriche mostrano un volto autentico e selvaggio.
In mezzo a questo scenario spuntano case bianche dai profili essenziali, tetti tradizionali e piccoli villaggi che custodiscono un’identità agricola e marinara ancora ben riconoscibile. Comporta, infatti, rappresenta uno dei 7 villaggi che formano la costa omonima. Attorno sorgono Carrasqueira, Carvalhal, Pego, Brejos, Torre e Possanco, piccoli nuclei abitati inseriti in un territorio protetto che appartiene alla Riserva Naturale dell’Estuario del Sado.
Se per lungo tempo è rimasta quasi completamente fuori dai radar turistici, negli ultimi anni ha attirato artisti, designer, fotografi e celebrità internazionali, tanto che qualcuno l’ha definita gli “Hamptons portoghesi“, paragone nato per descrivere la presenza di residenze raffinate e di una clientela facoltosa proveniente soprattutto dalla Capitale lusitana.
Eppure il paragone racconta soltanto una parte della realtà: Comporta conserva infatti una sobrietà rara, distante dall’ostentazione, poiché lusso e semplicità convivono nella stessa immagine. Mentre un pescatore sistema le reti vicino a una boutique di design, una cicogna (sì, ci sono nidi ovunque) osserva il paesaggio dal tetto di una casa candida.
Arrivare in questo angolo di Portogallo equivale a rimanere incantati dal paesaggio, al punto che è davvero impossibile il contrario. Vale infatti la pena posarvi lo sguardo per ammirare risaie, saline, boschi e spiagge che costituiscono un insieme eccezionale in Europa.
Praia da Comporta
Tra le spiagge più celebri del Paese, Praia da Comporta è una lunga striscia dorata racchiusa tra dune e vegetazione mediterranea. Sabbia fine, oceano trasparente e ampi spazi regalano una sensazione di libertà difficile da trovare altrove. Il profilo della Serra da Arrábida compare in lontananza nelle giornate più limpide, aggiungendo ulteriore fascino al panorama.
Praia do Carvalhal
Più raccolta rispetto alla vicina Praia da Comporta, questa spiaggia conquista grazie all’atmosfera rilassata e alla presenza di dune ondulate che accompagnano il percorso verso il mare. Ristoranti specializzati in pesce fresco e piccoli beach club si integrano perfettamente nel paesaggio naturale.
Considerata da molti la spiaggia più affascinante della zona, Praia do Pego si sviluppa per circa 4 chilometri lungo una costa quasi intatta. La luce del tramonto qui assume sfumature spettacolari e trasforma l’intero litorale in una distesa dorata.
Cais Palafítico da Carrasqueira
Cais Palafítico da Carrasqueira è un vero e proprio porto su palafitte. Venne costruito dai pescatori utilizzando pali e assi di legno assemblati nel corso di decenni, e oggi forma un intricato labirinto sospeso sul fango dell’estuario. Non è un caso che venga considerato un capolavoro dell’architettura popolare portoghese, tanto da offrire uno dei panorami più fotografati dell’Alentejo.
All’interno di un ex impianto dedicato alla lavorazione del riso, il museo racconta il profondo legame tra Comporta e questa coltivazione. La presenza delle risaie ha infatti modellato economia, paesaggio e vita quotidiana per generazioni, trasformando un territorio paludoso in una delle aree agricole più importanti della regione.
Rovine romane di Tróia
A breve distanza sorgono i resti di uno dei maggiori centri produttivi dell’Impero Romano dedicati alla conservazione del pesce: Tróia. Vasche di salagione, terme, edifici residenziali e strutture religiose testimoniano un passato sorprendentemente ricco. Il sito è classificato Monumento Nazionale dal 1910.
Villaggio di Comporta
Strade tranquille, facciate bianche rifinite da dettagli azzurri, negozi indipendenti e laboratori artigianali definiscono il cuore del borgo. Ceramiche, tessuti tradizionali, oggetti in sughero e prodotti gastronomici regionali sono i testimoni di una cultura profondamente legata al territorio.
iStockIl villaggio di Comporta
Cosa fare a Comporta
Per vivere al meglio questa affascinante zona è consigliato adottare abitudini lente, assecondando i cicli solari e le maree che governano la penisola.
Pedalare tra le risaie: seguendo percorsi che attraversano campi, canali e sentieri circondati dalla vegetazione dell’estuario.
Osservare i delfini del Sado: durante un’escursione in barca nelle acque protette dell’estuario, una delle poche aree europee che ospitano una comunità stanziale di tursiopi.
Cavalcare lungo la costa tra dune e oceano: grazie alle escursioni organizzate da maneggi specializzati del luogo.
Praticare surf e kitesurf: sfruttando le condizioni favorevoli offerte dalle correnti atlantiche e dalla costante presenza del vento.
Scoprire l’artigianato locale: tra botteghe dedicate alla lavorazione del sughero, della ceramica e dei tessuti tradizionali dell’Alentejo.
Assistere a esibizioni di Cante Alentejano: il canto corale tradizionale riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale.
Gustare piatti a base di pesce appena pescato: polpo, riso locale e vini regionali nei ristoranti affacciati sulle spiagge o sulle risaie.
Ammirare le cicogne bianche: che popolano l’intera area e rappresentano uno degli emblemi più riconoscibili del paesaggio.
Comporta si trova nella regione dell’Alentejo, a circa 120 chilometri a sud di Lisbona, lungo la costa occidentale del Portogallo. Il territorio occupa una posizione privilegiata tra l’Oceano Atlantico e l’Estuario del Sado. L’automobile rappresenta la soluzione più pratica: da Lisbona il tragitto richiede mediamente tra 1 ora e 15 minuti e 1 ora e 30 minuti. Chi parte dalla Capitale può seguire l’autostrada A2 e proseguire successivamente lungo le strade regionali che conducono verso la costa.
Un’alternativa particolarmente suggestiva prevede l‘attraversamento in traghetto da Setúbal verso la Penisola di Tróia. La traversata regala splendide vedute sull’estuario e consente di raggiungere la località di Comporta tramite un percorso panoramico immerso nella natura.
Arrivando, la sensazione è quella di aver scoperto un Portogallo differente: meno monumentale, meno urbano, ma certamente più silenzioso. Un luogo in grado di conquistare senza effetti speciali, attraverso il rumore delle onde, il profumo dei pini e l’orizzonte sconfinato delle risaie che accompagnano lo sguardo fino al mare.
Una canzone della fine degli Anni ’60 di Del Turco diceva “Luglio m’ha fatto una promessa, l’amore porterà”… non possiamo essere certi che si possa trovare l’anima gemella, ma sicuramente sarà possibile partire per una di queste mete di mare all’estero dove le acque sono incredibili.
Se vi state chiedendo dove andare al mare a luglio potete prendere ispirazione da queste 8 mete fantastiche in Europa e nel mondo. Abbiamo scelto delle destinazioni meno conosciute, lontane dall’overtourism e dalle scelte più inflazionate: ecco i luoghi segreti dove trascorrere le vacanze estive lontani dal caos.
Tinos in Grecia
Tra le mete di mare dove andare a luglio, Tinos è una vera chicca: siamo in Grecia, nelle Cicladi, ma ci allontaniamo totalmente dall’atmosfera caotica di Mykonos per abbracciare i ritmi lenti dei villaggi di un tempo.
Le spiagge? Certamente non deludono. Meraviglie come Kolymbithra lasciano a bocca aperta: qui ci si trova davanti una doppia baia con due personalità completamente diverse. Da una parte una soluzione protetta e apprezzata dalle famiglie, dall’altra una proposta più selvaggia con onde vivaci. Da visitare assolutamente il capoluogo che vale una passeggiata la sera, magari fermandosi per una cena tipica.
Cosa non saltare assolutamente? Il villaggio di Pygros (conosciuto anche come Panormos): tutto bianco e con botteghe artigiane è una vera chicca. Una curiosità in più? Questa è una zona famosa per la lavorazione del marmo e tale attività si respira in moltissimi angoli della del luogo.
iStockL’isola “segreta” di Tinos
Porquerolles in Francia
Il mare in Francia non è solo quello della Costa Azzurra. Allontanandoci da Hyeres nel Var c’è un’isola totalmente pedonale dove la macchina è vietata. Stiamo parlando di Porquerolles dove ci si muove a piedi o in bici; l’aria profuma di pino e le strade sono davvero silenziose.
Dove tuffarsi? Sicuramente nella spiaggia di Notre-Dame, una delle più belle di tutta la Francia con sabbia bianchissima, una pineta alle spalle e acque turchesi. Altrettanto bella plage d’Argent, più piccola e raccolta nella zona sud dell’isola: tra falesie e scogliera conquista soprattutto gli amanti dello snorkeling.
iStockUna vacanza estiva nella splendida Porquerolles
Lastovo in Croazia
La Croazia è sempre più apprezzata in estate, ma è anche colpita dall’overtourism… questo gioiello però no. Lastovo non è facilissima da raggiungere, ma una volta arrivati è da batticuore. Fa parte del parco naturale insieme a un’altra cinquantina di isolotti. Acqua pulitissima, fondali intatti e una natura incantevole. Dove fermarsi? Alla baia Skrivena Luka, tra le più fotografate e con acqua smeraldo circondata da pinete. Non perdetevi nemmeno il centro storico, il borgo caratteristico sulla collina con un sapore ancora medievale.
iStockLastovo, l’angolo segreto della Croazia
Arcipelago delle Cíes in Spagna
Una vera meraviglia? L’arcipelago delle Cíes in Spagna che secondo il National Geographic custodisce una delle spiagge più belle al mondo. L’area protetta appartenente alla Galizia richiede un permesso giornaliero e permette l’accesso a un numero limitato di visitatori.
La spiaggia di Rodas ha quell’acqua quasi caraibica che stona con l’immaginario atlantico della Galizia. La laguna tra Isla del Monte Agudo e Isla de San Martino crea un riparo naturale che trasforma il colore dell’acqua in qualcosa di irreale. Playa de Nosa Senora è più ventosa, più selvaggia, frequentata da chi preferisce fare lunghe camminate. Una curiosità? Non ci sono veri e propri hotel: l’unica struttura disponibile è un campeggio direttamente sull’oceano.
iStockLe meravigliose spiagge delle isole Cíes
Flores in Portogallo
Flores è l’isola più a ovest delle Azzorre, che già di per sé vuol dire qualcosa. Ci sono 9 laghi di origine vulcanica, cascate, scogliere vertiginose e una vegetazione che sembra tropicale e invece è Portogallo. Il mare sorprende: profondo, scuro, mosso. La piscina naturale di Fajã Grande è il tipo di posto che si cerca su Google per capire se è vera e poi si arriva lì e sembra ancora più bella. Le acque termali di Caldeira sono una sosta che vale anche se non è una spiaggia tradizionale.
Chi sogna una vacanza selvaggia e autentica può partire in traghetto e visitare la Corsica: Porto Vecchio nella zona sud dell’isola è un vero gioiello da scoprire a luglio. Il centro storico è caratteristico e in stagione tra piazzette animate e ristoranti sa lasciare il segno. A pochi chilometri dalla città si trovano splendide escursioni come quella alla foresta dell’Ospedale o quella alle scogliere di Bonifacio.
Scegliere le spiagge più belle è un’impresa, qui sono tutte angoli di paradiso. Se Santa Giulia fa innamorare con acque basse e trasparenti risultando indicata anche per chi viaggia con i bambini Rondinara è famosa per la sua baia a forma di conchiglia.
iStockL’atmosfera di Porto Vecchio è imbattibile
Okinawa in Giappone
Non solo Europa, andando all’estero e allontanandoci possiamo raggiungere Okinawa che in luglio è un vero gioiello. Dopo aver visitato Tokyo o Kyoto godersi qualche giorno di mare è sicuramente una buona idea.
Furuzamami Beach è spesso citata tra le spiagge più belle del Giappone: sabbia bianchissima e fondali che cambiano colore gradualmente. Zamami e Tokashiki, nelle isole Kerama, hanno acque con visibilità di trenta metri e barriere coralline quasi intatte. Per lo snorkeling e le immersioni, le Kerama sono tra i dieci posti migliori del Pacifico.
Se volete davvero uscire dal solco, questa è la mossa più radicale della lista. Nosy Be è la principale isola turistica del Madagascar, ma turistica in un senso molto relativo rispetto agli standard europei. Luglio è stagione secca, il periodo migliore per andarci: cielo pulito, mare calmo, temperature intorno ai ventotto gradi.
La spiaggia di Andilana, all’estremità nord dell’isola, è la più bella: sabbia bianca, palme, acque trasparenti e quasi nessuno intorno. Nosy Komba è un isolotto vicino con lemuri semi-selvatici che passeggiano tra gli alberi a due metri da voi. Per le escursioni in barca, Nosy Tanikely ha una riserva marina dove fare snorkeling con le tartarughe.
Nosy Be è anche conosciuta con il soprannome di “l’isola dei profumi” per le numerose piantagioni di vaniglia e ylang-ylang. Con un ritmo lenta e spiagge da cartolina è una meraviglia a luglio.
Castellón de la Plana non è mai stata una destinazione di passaggio, anzi, è piuttosto una di quelle zone della Spagna che si scoprono quando si smette di cercare l’effetto cartolina e si inizia a viaggiare con un’idea diversa di Mediterraneo. Insomma, potremmo dire che fa parte di quell’angolo di Mediterraneo “meno social”, ancora sorprendentemente accessibile sotto vari punti di vista.
Con il nuovo volo Ryanair da Bologna, Castellón de la Plana è la destinazione da scoprire adesso e per validi motivi: spiagge con acqua turchese, cibo ottimo (come in tutto il Paese!), borghi medievali e anche eventi in programma per i prossimi mesi.
Il nuovo volo Ryanair da Bologna
L’estate 2026 segna un passaggio importante per la destinazione spagnola. Dall’1 giugno al 28 settembre Ryanair attiva un collegamento diretto tra Bologna e Castellón con due frequenze settimanali, il lunedì e il venerdì. Bologna diventa così il secondo scalo italiano collegato direttamente alla città spagnola, dopo Milano.
iStockVista sulla spiaggia di Benicàssim
L’aeroporto di Castellón, operativo con voli regolari dal 2015, si conferma punto strategico per esplorare la costa orientale della Spagna. In meno di un’ora si raggiungono località come Benicàssim, Oropesa del Mar, Vila-real e Peñíscola, mentre Valencia resta a circa un’ora e un quarto. Una rete di collegamenti che rende il territorio estremamente fluido da esplorare, soprattutto per chi cerca viaggi brevi ma densi. La crescita dello scalo non è casuale, infatti, per il 2026 sono previste 16 rotte regolari e circa 350.000 passeggeri stimati, segnale di una destinazione che sta consolidando la propria presenza sul mercato europeo. Il turismo qui ruota attorno a un equilibrio preciso tra mare, natura, sport e cultura, sostenuto da un clima che supera i 300 giorni di sole l’anno.
Cosa vedere e fare a Castellón
Il tratto distintivo di Castellón è la varietà. In pochi chilometri si passa infatti dalle spiagge lunghe e luminose della costa mediterranea alle aree montane dell’entroterra, dove il paesaggio cambia ritmo e densità. La provincia conta oltre 120 chilometri di costa e una rete di più di 1.500 chilometri di sentieri certificati, oltre a dieci parchi naturali. È un territorio che si presta dunque a essere vissuto in movimento, tra trekking, ciclismo ed e-bike, con un’offerta outdoor ormai ben strutturata e attiva tutto l’anno.
iStockVista del Castello di Peñíscola
Accanto alla dimensione naturale emerge quella più esperienziale. Il beekeeping tourism, ad esempio, permette di entrare in contatto con l’apicoltura locale e con le produzioni di miele, mentre i percorsi enogastronomici e i wine weekend raccontano una cucina legata al territorio e alle sue stagionalità.
Nel paesaggio interno, Morella rappresenta uno dei punti più significativi. Il borgo medievale, arroccato e circondato da mura, conserva un’identità storica forte e una tradizione che si riflette anche nella sua offerta culturale e gastronomica. Sulla costa, Peñíscola aggiunge un’altra chiave di lettura del territorio: il suo castello affacciato sul mare, reso celebre anche come set cinematografico, domina un centro storico che sembra sospeso tra pietra e Mediterraneo, diventando una delle immagini più riconoscibili dell’intera provincia.
iStockPanorama sulle mura del borgo di Morella
Il calendario eventi aggiunge ulteriore energia alla destinazione. A Benicàssim, dal 16 al 18 luglio 2026, torna il FIB – Festival Internacional de Benicàssim, uno degli appuntamenti musicali più rilevanti della scena europea, che richiama artisti internazionali e pubblico giovane sul mare. Anche iniziative più recenti, come il Festival del Vento di Castellón, stanno contribuendo a ridefinire l’immagine della zona, tra sport, installazioni visive e attività outdoor.
Si presenta come una sottile striscia di terra circondata da acqua turchese e da una barriera corallina che disegna sfumature cangianti lungo l’orizzonte. Un fascino tutto tropicale, direte voi, ma in realtà quest’isola dell’Indonesia possiede una bellezza che va ben oltre il mare. Il suo nome è Gili Meno e appartiene alle celebri Gili Islands, un piccolo arcipelago situato al largo della costa nord-occidentale di Lombok.
Con appena 2 chilometri di lunghezza e circa 1 chilometro di larghezza, è la più raccolta delle tre “sorelle” emerse, affiancata da Gili Trawangan e Gili Air. Chi arriva qui realizza che il rumore dei motori lascia spazio al vento che attraversa le palme, mentre le strade asfaltate cedono il posto a piste sabbiose.
Per questa atmosfera raccolta Gili Meno viene spesso soprannominata “Honeymoon Island”, l‘isola della luna di miele, un nomignolo che, però, racconta soltanto una parte della sua identità: coppie in cerca di privacy condividono infatti gli stessi paesaggi con viaggiatori solitari, fotografi naturalisti, subacquei e persone attratte da posti ancora in grado di conservare una dimensione umana.