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Le mostre imperdibili durante le Olimpiadi di Milano Cortina 2026

27 janvier 2026 à 15:34

Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 non sono solo sport e medaglie, ma anche l’occasione perfetta per celebrare l’arte e la cultura italiana. Tante località, anche oltreconfine, offrono un ricco calendario di mostre e percorsi espositivi, dalle fotografie storiche di Cortina 1956 alle interpretazioni artistiche della montagna a Bolzano e Bergamo, dai cimeli olimpici a Losanna alle cerimonie spettacolari di Marco Balich a Treviso, fino ai tesori di ville e musei affacciati sul bellissimo Lago di Como: ogni evento celebra lo spirito olimpico e l’eccellenza italiana attraverso arte, storia e innovazione.

Ecco gli appuntamenti da non perdere in questo periodo.

“Sport invernali nell’arte” a Bolzano

Nei giorni in cui tutti gli occhi sono puntati sulle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la città di Bolzano e tutto il territorio del Trentino-Alto Adige, dedicano una mostra agli sport legati alla montagna, che viene vista però da una prospettiva diversa: quella dell’arte. Appuntamento quindi dal 18 febbraio al 25 marzo, al Palazzo Mercantile di Bolzano, con la mostra “Sport invernali nell’arte”.

In questa occasione, la montagna viene interpretata dalle opere d’arte di Paul Flora, Alfon Walde, Max von Esterle, Ivanhoe Gambini, Fortunato Depero e altri maestri come Lyonel Feininger e Victor Vasarely: tanti quadri, sculture e grafiche, realizzati da artisti di fama internazionale.

“Cortina di Stelle” al Lagazuoi Expo Dolomiti

Lagazuoi Expo Dolomiti, centro espositivo più alto d'Europa
Pompanin
Lagazuoi Expo Dolomiti, il centro espositivo più alto d’Europa

Durante le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina, potrete raggiungere uno degli spazi espositivi più alti d’Europa: il Lagazuoi Expo Dolomiti, a 2.732 metri di altezza. Qui potrete immergervi nella mostra di Fulvio Morella, “Cortina di Stelle”, il capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono” che celebra i luoghi simbolo dei Giochi, visitabile fino al 5 aprile 2026.

L’esposizione, che unisce arte, sport e inclusione, è una testimonianza viva di atleti paralimpici, con opere multisensoriali che inglobano il Braille, trasformando il linguaggio “tattile” in esperienza artistica e strumento per abbattere barriere percettive e concettuali. Un appuntamento immersivo da non perdere.

Opera con incisioni Braille in mostra
Francesca Piovesan
Opera con incisioni Braille in mostra

“L’Italia sulla neve” al Castello Sforzesco di Milano

Se siete appassionati di grafica pubblicitaria, non perdetevi la mostra proposta al Castello Sforzesco di Milano. Qui ha già preso vita un percorso che racconta come sport invernali e turismo alpino siano entrati nell’immaginario degli italiani: la mostra “L’Italia sulla neve. Gli italiani e gli sport invernali nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria dalla Raccolta Bertarelli” sarà accessibile fino al 22 marzo 2026, con ingresso gratuito.

L’esposizione valorizza il patrimonio della Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, una delle più importanti collezioni
pubbliche al mondo nel suo genere, attraverso più di cento opere (tra riviste illustrate, cataloghi di vendita, cartoline, dépliant, opuscoli e
manifesti pubblicitari).

Percorsi scenografici nelle sedi di Casa Italia

Per la prima volta, durante i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, Casa Italia sarà aperta al pubblico, trasformandosi in un luogo simbolo di accoglienza e porta privilegiata per scoprire le eccellenze del Paese.

Non è soltanto la casa degli atleti: nelle sedi di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo i visitatori possono vivere le emozioni dei Giochi e immergersi in un racconto dedicato alla Musa, un omaggio al ruolo ispiratore che la nostra penisola esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale. Dal 6 al 22 febbraio, le sedi di Triennale Milano, il Centro di Preparazione Olimpica presso l’Aquagranda di Livigno, e la Galleria Farsetti a Cortina d’Ampezzo, si trasformano così in percorsi scenografici ed emozionali, luoghi in cui sport, natura, arte, architettura e design sono in strettissimo dialogo tra loro. Qui, ci saranno vere e proprie esposizioni di opere di tantissimi artisti e designer, come Giorgio De Chirico, Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Keith Haring & L.A. II, Ai Weiwei e Christo e Jeanne-Claude, per citarne soltanto alcuni.

“Cortina 1956. Le foto più iconiche” a Noventa di Piave

Dopo settant’anni, Cortina d’Ampezzo torna al centro del palcoscenico olimpico e una nuova mostra fotografica open air, che inaugura il 31 gennaio 2026 (ore 11.00), racconta la storia delle prime Olimpiadi Invernali disputate in Italia: era il 26 gennaio 1956 quando a Cortina iniziavano le competizioni sulla neve.

La mostra “Cortina 1956. Le foto più iconiche“, presso il Noventa di Piave Designer Outlet, espone scatti in gran parte inediti e recuperati da numerosi archivi storici italiani, inseriti anche nel volume di Massimo Spampani con Eleonora De Filippis “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia”, pubblicato da Fondazione Cortina e Marsilio Arte. L’occasione per fermarci un attimo a ricordare, riflettere e sognare proprio come fecero gli italiani 70 anni fa.

Fotografia di "Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d'Italia"
Ufficio Stampa
Una fotografia di “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d’Italia”

“White Entropy” all’aeroporto di Milano Malpensa

In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, il Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa si trasforma in uno spazio espositivo con un percorso di fotografie zenitali realizzate con droni tra Alpe di Siusi, Monte Bianco, Val di Fassa, Val Badia, Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio. Presente anche un’installazione site specific che rappresenta la grandezza delle nostre montagne innevate.

Si chiama ‘White Entropy’, la mostra fotografica di Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa, esposta fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dello scalo. Milioni di passeggeri in transito ogni giorno, sono così invitati a rallentare e osservare opere che trasformano il paesaggio in coscienza e l’altitudine in pensiero.

Mostra all'aeroporto di Milano Malpensa
Luca Pompei
“White Entropy” a Milano Malpensa, di Jacopo Di Cera

Due mostre imperdibili a Losanna

Anche Losanna, in Svizzera, celebra lo spirito olimpico con la mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, realizzata in collaborazione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire. La Fondazione Luigi Rovati dedica un grande percorso espositivo, che intreccia mondo antico e moderno, dalle competizioni della Grecia classica alla visione di Pierre de Coubertin, raccontando come i valori fondanti dei Giochi – pace, inclusione, rispetto ed eccellenza – abbiano attraversato i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Un racconto essenziale ma potente, che restituisce tutta la dimensione culturale e simbolica dell’olimpismo.

Sempre a Losanna, il Museo Olimpico rende omaggio all’Italia con “Via Azzurra“, un percorso espositivo speciale aperto fino al 1° marzo 2026, integrato nella collezione permanente, nel parco e negli spazi pubblici del museo: ripercorre il profondo legame tra l’Italia e l’Olimpismo, da Cortina 1956 a Roma 1960 e Torino 2006, fino al nuovo appuntamento di Milano Cortina 2026.

Tra installazioni digitali, fotografie, sculture e cimeli originali (dalle scarpe di Pietro Mennea alla tuta di Federica Brignone, fino agli oggetti simbolo di Milano Cortina come torcia e mascotte) la mostra racconta storie, vittorie e protagonisti che hanno costruito l’identità sportiva italiana.

La mostra sulle Olimpiadi al Museo Olimpico di Losanna
Ufficio Stampa
La mostra al Museo Olimpico di Losanna

Fuoripista a Bergamo, la montagna oltre lo sport

Fino all’8 febbraio 2026, presso il Gres Art 671, centro per l’arte e la cultura di Bergamo, vi potete immergere nella mostra che esplora il mondo degli sport invernali andando oltre la competizione, per abbracciare arte, design, architettura e ricerca contemporanea. “Fuoripista” è un viaggio tra storie della neve che invita a guardare l’universo alpino da nuove prospettive, lontano dalla retorica e più vicino all’esperienza umana, fisica ed emotiva della montagna.

Curata da 2050+ insieme a gres art 671, l’esposizione riunisce opere storiche e contemporanee – alcune commissionate appositamente per il progetto – tra dipinti, installazioni, fotografie, video e materiali d’archivio.

Fuori Pista, mostra immersiva a Bergamo
Diego De Pol
Fuori Pista, mostra immersiva a Bergamo

Mostra Olimpica del Salce con Marco Balich, Treviso

La grande mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (nelle sedi di Santa Margherita e San Gaetano), si arricchisce di una sezione speciale dedicata a Marco Balich, il celebre creativo veneziano dietro alcune delle più iconiche cerimonie olimpiche degli ultimi decenni.

Alla sua visione artistica è riservato uno spazio spettacolare, con grandi immagini e materiali dedicati alle cerimonie olimpiche e paralimpiche firmate da Balich, tra cui quelle di Sochi 2014 e Pechino 2022. Un racconto per immagini che mette al centro l’emozione, cifra stilistica del suo lavoro, capace di parlare a un pubblico globale di oltre due miliardi di spettatori.

Ville e musei del Lago di Como: arte, paesaggio e sport

Da febbraio a marzo 2026, undici ville storiche, musei e spazi culturali del Lago di Como aprono le porte a un ricco programma di mostre, installazioni, laboratori e percorsi educativi nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il palinsesto celebra il patrimonio lariano intrecciando arte, sport, paesaggio e comunità, con iniziative inclusive e intergenerazionali che raccontano le identità culturali del territorio e valorizzano i valori olimpici di creatività, inclusione e internazionalità.

Ecco alcune delle iniziative (la lista completa e tutti i dettagli sulle visite sono consultabili sul sito ufficiale Villemuseilagodicomo.it):

  • BAC Bellano Arte Cultura: “Avanti la stella – Momenti di pesa”, fino al 20 marzo 2026,
  • Casa Brenna Tosatto: “Luce in movimento. Immagini e parole tra arte e sport”, dal 31 gennaio al 1° marzo 2026,
  • Museo della seta: “Stoffe da campioni”, dal 1° febbraio al 15 marzo 2026,
  • Museo del paesaggio: “Cattedrali di roccia attorno al Lago di Como”, foto d’epoca di Riccardo e Carlo Piatti, il 7-8, 14-15, 21-22 febbraio 2026,
  • Villa Bernasconi: “Liberty di ghiaccio”, fino al 15 marzo 2026,
  • Villa Carlotta: “Giardino dei talenti”, dal 3 febbraio al 15 marzo 2026.

Altre mostre da non perdere in Valtellina

La Valtellina è uno dei territori più attivi dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con un fitto calendario di mostre diffuse tra Livigno, Sondrio, Teglio, Valfurva, Madesimo e Aprica. Alcuni appuntamenti da segnare? All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche” rende omaggio agli atleti valtellinesi che hanno partecipato ai Giochi Olimpici, attraverso opere, oggetti e attrezzature originali, visitabili fino alla fine della stagione invernale.

All'Aquagranda di Livigno, la mostra "Tracce Bianche"
Ufficio Stampa
All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche”

A Sondrio, Palazzo Pretorio ospita fino all’8 febbraio la mostra itinerante “Emozione dei Giochi – Culture Through Sport”, un percorso visivo dedicato alle torce e ai bracieri olimpici, mentre al MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte “Le nevi dell’altro anno” (fino al 3 maggio 2026) racconta la neve nell’arte italiana dalla fine dell’Ottocento a oggi.

A Teglio, Palazzo Besta accoglie fino al 30 agosto 2026 “Vette. Storie di sport e montagne”, una riflessione sul rapporto tra sport, società e territorio alpino, mentre a Valfurva “Oro Bianco” (fino al 30 marzo 2026) celebra il legame profondo tra comunità locali e sport invernali.

Chiude idealmente il percorso Madesimo (da raggiungere con i Treni della Neve) con una mostra dedicata agli atleti valtellinesi e azzurri medagliati (fino all’8 febbraio), e Aprica, dove il Museo dello Sci e della Montagna, aperto tutto l’anno, custodisce modelli storici, sci d’epoca e cimeli di grandi campioni come Zeno Colò, raccontando l’evoluzione dello sci e della cultura alpina.

C’è solo l’imbarazzo della scelta per vivere le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina da un’altra prospettiva, quella culturale e artistica che stimola riflessioni profonde.

Mostra olimpica a Madesimo
Ufficio Stampa
La mostra olimpica a Madesimo

Valle di Anterselva tra natura, sport e neve in Alto Adige

11 janvier 2026 à 13:00

È il 18 febbraio del 2020, il sole splende brillantissimo in mezzo a un cielo incredibilmente terso, sulle piste della Südtirol Arena Alto Adige di Anterselva si sta correndo per la sesta volta nella storia il campionato mondiale di biathlon, quel bizzarro sport invernale che combina sci di fondo e tiro a segno. L’atleta italiana Dorothea Wierer, nata nella vicina Brunico e cresciuta proprio ad Anterselva, stringe i denti mentre spinge gli sci sulle ultime curve del tracciato, affiancata dall’allenatore che le grida gli ultimi incitamenti. Quando entra nello stadio la tribuna è assiepata di tifosi. Le bandiere che sventolano tra il pubblico sono quelle tedesca, svizzera, norvegese, ma sarà il tricolore italiano, invece, a sventolare alla fine della giornata, per la vittoria della medaglia d’oro dell’Azzurra.

Un’impresa che Wierer spera di replicare sei anni dopo quella volta, quando la Südtirol Arena Alto Adige di Anterselva sarà di nuovo teatro di un grande evento internazionale: si correranno infatti qui le gare di biathlon delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, di scena nel prossimo mese di febbraio. La pista di biathlon è una delle principali attrazioni della Valle di Anterselva, una piccola valle laterale della più nota Val Pusteria ed uno dei luoghi migliori in Italia per fare sport sulla neve. L’inverno è infatti la stagione migliore per visitare questa vallata stretta tra cime vertiginose e spettacolari, godendo delle tante attività outdoor a disposizione dei visitatori, di una natura sorprendente e degli splendidi panorami montani che sa offrire.

Valle Anterselva: un inverno tra natura e sport

La Valle di Anterselva, in Alto Adige, si estende dalle ridenti frazioni che compongono la cittadina di Valdaora fino al passo Stalle, al confine con l’Austria. Supera i 1.600 metri di altitudine ed è incastonata tra le vette del Parco naturale Vedrette di Ries-Aurina.

Il principale centro abitato della valle è Rasun-Anterselva, un comune sparso composto da diverse frazioni. La più alta è Anterselva di Sopra, che è anche la più vicina al celebre Lago di Anterselva, uno splendido specchio d’acqua a 1.642 metri sul livello del mare, circondato da boschi di conifere sempreverdi. Il bacino è nutrito dalle acque dell’omonimo rio Anterselva, ma in inverno si trasforma spesso in uno specchio ghiacciato su cui si riflettono le chiome dei boschi circostanti e le vette delle montagne innevate.

Valle Anterselva cosa fare inverno
iStock
Il Lago di Anterselva coperto di neve

Non lontano dal lago si trova la già citata Südtirol Arena Alto Adige, considerata uno degli stadi di biathlon più moderni e simbolici al mondo. Ogni anno ospita gare di Coppa del Mondo, attirando i migliori atleti internazionali e migliaia di appassionati di questa disciplina in grande crescita di attenzioni anche dentro i confini italiani.

Anche chi non è un atleta professionista può vivere da vicino questo sport: all’interno dell’Arena è possibile avvicinarsi allo sci di fondo e provare il tiro a segno, vivendo in prima persona l’atmosfera delle grandi competizioni. Un’occasione unica per comprendere la complessità e il fascino di una disciplina che richiede resistenza, precisione e concentrazione.

Sci di fondo, ciaspolate e attività outdoor nella neve

Oltre al biathlon, la Valle di Anterselva è considerata una vera e propria mecca per lo sci di fondo. Ospita circa 20 chilometri di piste, mantenuti quotidianamente con grande cura. I tracciati attraversano l’intera vallata e si snodano sinuosi tra i boschi innevati, oltre che lungo le sponde del lago ghiacciato, pronti a regalare momenti di scoperta di uno scenario più unico che raro.

Le piste arrivano fino ai piedi del passo Stalle, il giogo che permette di oltrepassare il confine con l’Austria oltre i 2.000 metri di altitudine, offrendo panorami spettacolari sulle montagne circostanti e sulla vallata, dove gli aguzzi campanili svettano dal manto candido che la avvolge per segnalare la presenza di un agglomerato di case.

Le possibilità per vivere la montagna all’aria aperta in inverno sono molteplici e non solo per gli amanti dello sci di fondo. Le ciaspolate, ovvero le escursioni con le racchette da neve, sono un’esperienza particolare che permette a tutti di esplorare ogni angolo della natura, anche quelli meno frequentati, senza bisogno di piste battute per immergersi pienamente nel silenzio dei boschi e ammirare quieti panorami invernali.

Chi viaggia in famiglia trova numerose attività adatte anche ai più piccoli: slittino, aree gioco sulla neve e percorsi facili rendono la valle una destinazione ideale per un inverno a misura di bambino.

Nella Valle di Anterselva si possono trovare anche alcune piste per gli amanti dello sci da discesa, anche se la maggior parte di coloro che praticano lo sci alpino si spostano nel vicino complesso di Plan de Corones, cima sempre visibile e facilmente raggiungibile con impianti di risalita che non distano molto da Valdaora, la cittadina all’imbocco della vallata.

Anterselva: non solo sport

Nella Valle di Anterselva, in ogni caso, l’inverno non è solo sport. La bellezza di passare del tempo in un luogo così passa anche per la capacità di fermarsi a guardare, a contemplare: il colpo d’occhio che si ha da diversi punti della vallata durante l’inverno è estremamente affascinante, grazie alle poderose cime che la chiudono da un lato all’altro.

Il Monte Nevoso, il Collalto, le Vedrette di Ries: vette sopra i 3.000 metri di altitudine che in inverno appaiono come sentinelle di roccia, ghiaccio e neve. Al di sotto grandi boschi di abeti si estendono alle pendici delle montagne, digradando poi in ampi prati e pascoli ai margini dei piccoli paesini montani che caratterizzano la valle.

Accanto all’anima sportiva, insomma, la valle conserva anche una dimensione più lenta, tradizionale e vera, da scoprire rallentando un poco il passo. I paesi, le frazioni, le borgate che si trovano sparsi lungo tutta la vallata hanno il volto dei borghi montani, caratterizzati da un legame profondo con il territorio unico che li ospita.

Valle Anterselva cosa fare inverno
Getty Images
Una vetta innevata si svela da una coltre di nubi ad Anterselva

Una connessione che si vive appieno attorno alla tavola altoatesina, parte integrante dell’esperienza di viaggio. Nei ristoranti e nei locali tradizionali si scoprono i sapori caratteristici di una cucina regionale assai peculiare: i versatili canederli, tipicamente serviti come primo, ma rivisitati anche in chiave dolce; i tirtlan, una sorta di tortello di segale ripieno e fritto; la rosticciata, un piatto di carne con patate e cipolle dal sapore robusto.

La cucina, i grandi panorami montani, la natura silenziosa e quieta della valle e l’amore per l’attività all’aria aperta, anche e soprattutto nei mesi invernali, fanno della Valle di Anterselva una destinazione speciale.

L’Alto Adige strega il Regno Unito: neve, spa sospese e cucina da favola

11 décembre 2025 à 10:07

Il fascino dell’Alto Adige, come si legge sul magazine Independent, continua a conquistare i viaggiatori britannici in cerca di una fuga invernale capace di unire natura grandiosa, benessere panoramico e ristorazione d’eccellenza.

Tra le Dolomiti innevate, gli hotel diventano rifugi di relax assoluto, mentre le città alpine come Bolzano offrono un mix ricercato di tradizione, lifestyle italiano e sapori autentici. Dalle spa sospese tra le nuvole ai ristoranti gourmet affacciati su vette iconiche, il Sud Tirolo dimostra di essere una delle mete più seducenti non solo per gli inglesi, che lo hanno elogiato, ma anche per tutti coloro che desiderano vivere un’esperienza invernale davvero speciale.

Bressanone Express: il treno storico per vivere il Natale altoatesino

Par : losiangelica
11 novembre 2025 à 12:00

La magia del Natale indossa un abito vintage e ci porta in viaggio a bordo di un treno d’epoca: il Bressanone Express torna l’8 dicembre 2025 e collega Milano Centrale e Brescia ai mercatini più suggestivi dell’Alto Adige con stop a Bolzano e Bressanone. Il percorso comodissimo in carrozze curate dà modo di godersi una delle esperienze più tradizionali del periodo: la visita ai mercatini di Natale, ma con un mezzo di trasporto eccellente.

L’itinerario, unico nel suo genere, emoziona già dalla partenza su carrozze d’epoca perfettamente restaurate e trainate da una locomotiva elettrica storica.

Il percorso del Bressanone Express

Il treno parte da Milano l’8 dicembre alle 7:20, fa un secondo stop a Brescia alle 8:25 e arriva a Bolzano alle 11:07 per proseguire per il capolinea a Bressanone con arrivo alle 11:39. A bordo delle carrozze UIC-X serie 45.000 e del caratteristico bagagliaio d’epoca, tutto parla di tradizione e storia ferroviaria. Durante il tragitto, i passeggeri potranno ammirare il paesaggio che muta lentamente: i campi pianeggianti lasciano spazio ai boschi innevati, ai paesini illuminati da lucine colorate e alle montagne maestose del Trentino-Alto Adige. È uno spettacolo che si osserva comodamente dal finestrino, avvolti dal tepore del vagone e dal tintinnio sommesso dei binari. Il treno ripartirà da Bressanone alle 17:15, rientrando a Milano alle 21:43.

Come prenotare il Bressanone Express per Natale

Per vivere l’esperienza del Bressanone Express, è sufficiente visitare il sito ufficiale della Fondazione FS Italiane. Al momento i biglietti risultano sold out, segno dell’enorme interesse per questo viaggio natalizio unico nel suo genere, ma si consiglia di monitorare periodicamente il sito, poiché potrebbero essere organizzate nuove corse o resi disponibili ulteriori posti. I treni storici della Fondazione FS sono infatti molto richiesti, ma spesso vengono riproposti grazie all’entusiasmo del pubblico e alla passione di chi ama riscoprire il fascino delle ferrovie d’epoca.

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©Brixen Tourismus - Andreas Tauber
L’atmosfera del mercatino di Natale di Bressanone

Il mercatino di Natale di Bressanone

Tra i treni del Natale 2025, quello di Bressanone è una chicca che permette di scoprire l’atmosfera di questa località che mette a disposizione dei visitatori un mercatino con 37 casette di legno tra artigianato, idee regalo e tante specialità gastronomiche. Per chi ama la buona cucina, Bressanone offre un autentico viaggio gastronomico: dai Tirtln alle frittelle di mele, dal gulasch alla zuppa d’orzo, fino ai dolci Buchteln con crema di vaniglia. Tutto servito negli accoglienti caffè e ristoranti del centro, tra note di musica dal vivo e cori natalizi che risuonano nell’aria gelida del tramonto. Il mercatino, inserito nel 2012 dalla CNN tra i più belli al mondo, è un gioiellino da scoprire.

Il cortile interno della Hofburg ospiterà tutti i giorni alle 17:30 e 18:30 con un’ulteriore replica il sabato alle 19:30, dal 21 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, uno spettacolo di luci e musica. Quest’anno sarà in programma “Oops – A Light and Music Show for UNICEF”, un videomapping monumentale sulle architetture barocche con la colonna sonora di Giorgio Moroder.

Il mercatino di Natale di Bolzano

Prima di arrivare a Bressanone, il treno permette di fermarsi a Bolzano e qui il Natale è una cosa seria. Dal 28 novembre fino al 6 gennaio la località si anima portando tantissime casette in piazza Walther. L’esposizione per il 2025 propone poi un percorso suggestivo con altre possibilità d’acquisto verso parco dei Cappuccini. Un’occasione da non perdere per chi desidera trascorrere l’8 dicembre in un modo davvero speciale: a bordo di un treno che unisce storia, paesaggio e spirito natalizio in un’unica, indimenticabile giornata.

Magia d’inverno a Plan de Corones: tra neve, emozioni e panorami da sogno

2 novembre 2025 à 15:30

Situata nel cuore dell’Alto Adige in Val Pusteria, la regione dolomitica di Plan de Corones (Kronplatz in tedesco) – che deve il suo nome all’omonima area – è una delle mete più amate dagli appassionati della montagna e degli sport invernali.

Questa regione comprende i comuni di: Marebbe, Chienes, Valdaora, Falzes, Perca, Gais, Rasun Anterselva, San Lorenzo, San Martino in Badia e Brunico e la suggestiva città della Rienza.

Plan de Corones in inverno

In inverno, Plan de Corones mostra il suo lato più spettacolare: un comprensorio sciistico moderno e perfettamente organizzato, collegato alle principali località come Brunico, San Vigilio di Marebbe e Valdaora.

Le sue piste si estendono per oltre 120 km e sono adatte a ogni livello di esperienza.

Ma non si tratta solo di sci: la montagna offre anche una vasta gamma di altre attività, panorami mozzafiato, cultura ladina, accoglienti rifugi di montagna, Alto Adige guest pass (per muoversi con i mezzi pubblici e fare attività personalizzate in base alla stagione) e tante esperienze autentiche da vivere tra le Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Sciare sulle piste del comprensorio

L’attività principale è, senza dubbio, lo sci. Il comprensorio di Plan de Corones è famoso per le sue piste ampie, perfettamente battute e servite da impianti di risalita modernissimi.

Gli sciatori possono scegliere tra discese panoramiche e piste tecniche (gli esperti si possono cimentare anche nella “Black 5 Challenge” affrontando le 5 piste più impegnative del comprensorio), con viste spettacolari sulle Dolomiti.

Grazie al Dolomiti Superski, è possibile esplorare un’enorme area sciistica con un unico skipass. Anche i principianti e i bambini trovano scuole di sci qualificate e aree dedicate per imparare in tutta sicurezza. Per questo la meta è perfetta anche per famiglie.

Attività da fare a Plan de Corones in inverno
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Sci alpino sulle piste di Plan de Corones

Visitare il MMM Corones e gli altri musei

Sulla vetta di Plan de Corones facilmente raggiungibile in funivia, a oltre 2.200 metri, sorge il Messner Mountain Museum Corones, progettato dall’architetta Zaha Hadid per l’alpinista Reinhold Messner. Il museo racconta la storia dell’alpinismo tradizionale e dell’uomo di fronte alla montagna. L’interno, scavato nella roccia, regala un’esperienza suggestiva tra arte, storia e natura.

Per chi ama la cultura, ci sono poi anche altri musei da esplorare come il Messner Mountain Museum Ripa nel castello di Brunico; il Museo Provinciale degli usi e costumi a Teodone e il Lumen Museum dedicato alla fotografia di montagna.

Cosa fare a Plan de Corones in inverno
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Messner Mountain Museum Corones sul Plan de Corones

Ciaspole e sci da fondo

Per chi ama la tranquillità e la natura, le escursioni con le ciaspole o con gli sci da fondo sono l’attività ideale. Numerosi percorsi partono dai paesi ai piedi del Plan de Corones, attraversando boschi innevati. Questo è un modo perfetto per godersi il silenzio della montagna innevata e respirare l’aria fresca dell’Alto Adige.

Relax nei centri benessere e après-ski

Dopo una giornata sulla neve, non c’è niente di meglio che un momento di relax nelle spa e nei centri benessere della zona. Le strutture di Brunico e San Vigilio offrono saune, bagni turchi e piscine panoramiche con vista sulle montagne.

Chi preferisce la vita mondana può invece scegliere uno dei tanti rifugi après-ski per godersi musica, divertimento e un vin brulé in compagnia.

Esperienze autentiche da non perdere

Oltre allo sci e alle escursioni con le racchette da neve, Plan de Corones offre tante esperienze autentiche da vivere durante l’inverno.

È possibile provare il pattinaggio su ghiaccio, ammirare la Concordia 2000 – campana sulla cima del Plan de Corones, passeggiare sul Lago di Anterselva ghiacciato, partecipare a gite romantiche in slitta, fare discese con lo slittino oppure, andando nel periodo delle feste, esplorare i mercatini di Natale di Brunico.

Gli amanti dell’adrenalina possono cimentarsi nello snowboard freestyle o nel parapendio invernale e per chi cerca autenticità, una visita ai rifugi permette di assaporare i piatti tradizionali come canederli, speck e strudel di mele.

Cosa vedere e fare a Plan de Corones in inverno
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Brunico vestita a festa per Natale

Mercatini di Natale di montagna, tra borghi innevati e casette di legno

26 novembre 2025 à 15:00

Con l’arrivo della stagione più magica dell’anno, la montagna si veste di luci e profumi che scaldano l’anima, una fiaba d’inverno tra casette in legno, note di zampogna e vapori di vin brulè che si mescolano all’aria gelida e pura. I mercatini di Natale in montagna sono esperienze che fanno riscoprire la lentezza, la convivialità e il fascino delle tradizioni.

Mercatino di Natale di Bolzano

Bolzano apre le porte alla magia con il celebre Mercatino di Natale, che quest’anno anima non solo Piazza Walther, ma anche Viale Stazione, Via Isarco e il Parco dei Cappuccini. Oltre novanta casette di legno invitano a perdersi tra profumi di spezie, dolci appena sfornati e melodie natalizie.

Le specialità culinarie altoatesine (dai canederli fumanti allo strudel di mele) si accompagnano alle creazioni degli artigiani: accessori in lana e feltro, decorazioni in legno, candele profumate e piccoli oggetti nati dalle mani di chi custodisce antichi mestieri.

Le vie del centro si accendono di luci, le chiese risuonano dei tradizionali Adventsingen, i cori dell’Avvento, e i musei e castelli ospitano mostre e visite guidate.

Mercatino di Natale di Canale di Tenno (TN)

In Trentino, Canale di Tenno si trasforma in un presepe vivente. Tra le case in pietra e le stradine acciottolate si snodano le bancarelle del mercatino, dove il profumo di legno e di spezie si mescola a quello dei piatti della tradizione. Le piccole opere d’arte realizzate dagli artigiani lo rendono un luogo fuori dal tempo, perfetto per sognare il Natale.

Sedersi a tavola poi è un rituale: tra le specialità da non perdere, la “carne salada” servita con fagioli e un filo d’olio locale. È un piatto che racchiude la storia di queste montagne, nato nel Medioevo e tramandato fino a oggi come simbolo di ospitalità e sapore.

Mercatino di Natale di Merano (BZ)

Merano si illumina lungo il Passirio, dove il Mercatino di Natale trasforma la passeggiata in un percorso incantato tra luci, profumi e voci. Tra le casette in legno spicca la “Casetta della Solidarietà”, simbolo di un Natale condiviso: a turno, associazioni Onlus del territorio propongono le loro creazioni artigianali, dalle lanterne in cirmolo di Handswork agli accessori in lana riciclata di Re-Bello & Rifò.

A rendere ancora più scenografico il Natale meranese ci pensa LUMAGICA, che torna nei Giardini di Castel Trauttmansdorff con un itinerario luminoso dedicato a “Il viaggio di Sissi intorno al mondo”. Le installazioni brillano tra alberi e sentieri, raccontando con luci e suoni le tappe di un viaggio immaginario. Nel Parco delle Terme, invece, l’evento Silent Lights disegna un’esperienza poetica e sensoriale.

Mercatino di Natale di Bressanone (BZ)

A Bressanone, nel cortile barocco dell’Hofburg va in scena la decima edizione di OOPS. Light & Music Show for UNICEF, un evento che unisce spettacolo e solidarietà. Quest’anno, grazie alla collaborazione con Giorgio Moroder (premio Oscar, Grammy e Golden Globe) le proiezioni di luce danzano sulle facciate del palazzo, mentre per ogni biglietto venduto viene donato un euro all’UNICEF.

Ancora, tra le bancarelle si tengono workshop di riciclo e artigianato green, dove si impara a rigenerare candele, creare decorazioni in carta riciclata o preparare cosmetici naturali.

E per chi ama la neve, la magia continua poco più in alto, nell’area sciistica della Plose: con 40 chilometri di piste, tra cui la leggendaria Trametsch, e il divertente Plosebob, regala emozioni pure, tra panorami innevati e adrenalina.

Mercatino di Natale a Bressanone
Bressanone Turismo_Max Rella
Tutto il fascino del Mercatino di Natale a Bressanone

Mercatino di Natale di Bormio (SO)

Torna anche l’appuntamento con il mercatino di Natale di Bormio, perla della Valtellina famosa per le sue acque termali, le piste da sci e il suggestivo centro storico medievale. Per l’occasione, i giardini di Piazza V Alpini si trasforma e l’atmosfera natalizia si intreccia armonicamente con le bellezze dell’artigianato artistico locale.

I mercatini, aperti dalle 10:30 alle 19:00, saranno visitabili in queste date: 28, 29 e 30 novembre, 6, 7 e 8 dicembre, 12, 13 e 14 dicembre, dal 19 dicembre al 6 gennaio 2026 (compresi). Il 24 dicembre e 31 dicembre chiudono alle ore 15:00, mentre il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio restano chiusi.

Mercatino di Natale di Brunico (BZ)

A Brunico il Natale profuma di legno, resina e dolci speziati. Le casette del Mercatino di Natale accendono la piazza centrale, mentre il nuovo Fienile Alto Adige invita a scoprire i sapori genuini del territorio: formaggi d’alpeggio, salumi affumicati, dolci tradizionali e vin brulè servito in tazze di ceramica decorate. Poco distante, il Fienile natalizio racconta la tradizione tessile locale, con filati pregiati e coperte fatte a mano.

I più piccoli trovano il loro regno nel Ragen di Sopra, dove una pista di biglie in legno e giochi di luce trasformano ogni momento in un’avventura. E quando si alza lo sguardo, poco sopra la città, si staglia Plan de Corones: 121 chilometri di piste che si aprono tra panorami da sogno. Il Messner Mountain Museum Corones e il Museo LUMEN raccontano la storia dell’alpinismo e della fotografia di montagna, mentre il ristorante Alpinn dello chef stellato Norbert Niederkofler invita a un viaggio gastronomico nei sapori autentici dell’Alto Adige.

Bambina felice alla bancarella del mercatino di Natale a Brunico
©AlexFilz
Bambina felice alla bancarella del mercatino di Natale a Brunico

Mercatino di Natale di Vipiteno (BZ)

A Vipiteno il tema di quest’anno, “Campane di Natale”, accompagna in un percorso sonoro e poetico tra le casette in legno del mercatino. Il carillon sulla Torre delle Dodici diffonde melodie natalizie che si fondono al suono della “campana dei desideri” sul Monte Cavallo, dove chiunque può affidare un sogno alle montagne.

Ogni martedì sera, le fiaccolate illuminano i vicoli del borgo, mentre le visite guidate svelano la storia e gli angoli più suggestivi del borgo. A due passi dal centro, il comprensorio di Monte Cavallo invita a vivere la montagna tra piste perfette e la pista da slittino più lunga d’Italia, che ogni venerdì sera rimane illuminata fino a mezzanotte per discese notturne indimenticabili.

Mercatino di Natale di Corvara (BZ)

Nel cuore dell’Alta Badia, Corvara accoglie con la grazia discreta di un piccolo paese che vive il Natale come un dono. Le bancarelle del mercatino si snodano nel centro, tra profumi di dolci alla cannella, artigianato tradizionale e musiche che sembrano appartenere a una favola.

Il presepe a grandezza naturale, scolpito a mano dallo scultore Leo Moroder, è una delle attrazioni più amate. Ogni anno nuovi personaggi si aggiungono al racconto, come in una storia che cresce nel tempo e rinnova la magia delle Feste.

Corvara diventa così un luogo dove il silenzio della neve si fonde con la luce calda delle lanterne, per regalare a chi arriva l’emozione di una montagna che sa ancora sognare.

La Stazione sciistica di Corvara addobbata per Natale
iStock
La Stazione sciistica di Corvara nel periodo natalizio

Mercatino di Natale a Prato Sesia (NO)

In Valsesia i mercatini di Natale di Prato Sesia sono tra i più attesi. La ventottesima edizione è attesa per il il 14 dicembre e anima il centro del borgo in provincia di Novara dalle 9 alle 18. Il mercatino di Natale “Sapori a Prato” offre l’opportunità ai visitatori di passeggiare tra le bancarelle, scoprire tanti prodotti artigianali in legno e tessili e fare acquisti in vista delle feste.

Da non perdere tesori della tradizione, come i ricami realizzati con il puncetto valsesiano e specialità gastronomiche e vini piemontesi per comporre cesti festivi o magari prepararsi già al menù delle feste con prodotti gustosi e unici. L’atmosfera viene rafforzata dalla presenza delle cornamuse che danno il benvenuto al mattino, mentre nel pomeriggio si animano le proposte di street food. E per i più piccoli? Non può mancare l’incontro con Babbo Natale.

Chi desidera prolungare l’esperienza potrà assaporare il Menù del Mercatino nei ristoranti aderenti o salire sulla collina per ammirare il panorama alpino e i resti del castello di Sopramonte, coronando così una giornata magica all’insegna delle tradizioni natalizie.

Il Natale dei sogni esiste: mercatini ed eventi tra le vie di Bolzano

Par : losiangelica
14 octobre 2025 à 15:00

Dal 28 novembre al 6 gennaio, la città più magica dell’Alto Adige torna a vestire i panni della regina delle feste. Luci, profumi, musica e tradizione si fondono in un unico grande spettacolo: il Mercatino di Natale di Bolzano, il più antico d’Italia e uno dei più amati in Europa. Ma non aspettatevi solo bancarelle e vin brulé: le feste riescono a unire arte, sapori, musica e quella scintilla speciale che trasforma le giornate d’inverno in pura meraviglia.

Date e inaugurazione dei mercatini di Natale a Bolzano

L’inaugurazione è attesa 27 novembre, ore 17 in piazza Walther. Le oltre 1.300 luci del grande Albero dei Desideri, alto 20 metri, si accendono come un battito collettivo di meraviglia. Un momento che emoziona grandi e piccoli, con decorazioni speciali nate dai laboratori di ceramico-terapia della Fondazione Lene Thun.

A far battere il cuore del Mercatino sono i suoi 93 chalet in legno, ognuno un piccolo scrigno di meraviglie. Camminate tra i profumi di strudel caldo, speck, frittelle e vin brulé, perdetevi tra decorazioni artigianali, presepi intagliati, ceramiche, gnomi e lanterne, e lasciatevi avvolgere dal suono dei canti e dalle risate dei bambini. Il percorso si allunga fino al Parco dei Cappuccini, dove altre 21 casette vi aspettano con prodotti di artigianato locale, perfetti per regali unici e autentici.

C’è un’altra tappa che vi consigliamo di cuore: Piazza del Duomo, dove fino al 23 dicembre troverete il mercatino solidale; ogni dono acquistato ha un valore doppio, perché sostiene progetti umanitari, iniziative locali e associazioni che si impegnano ogni giorno sul territorio.

Eventi a Bolzano durante le feste di Natale

Non solo mercatini di natale a Bolzano: durante l’Avvento, la città cambia volto. Le strade si illuminano, i cortili diventano gallerie d’arte, le piazze ospitano eventi, cori e spettacoli. L’atmosfera è elettrica ma calda, elegante ma familiare, una magia che conquista grandi e piccini. Se amate l’arte contemporanea, non perdete “Angelus Loci – Bolzano Città degli Angeli”, un progetto che trasforma la città in un museo a cielo aperto con installazioni site-specific firmate da artisti locali. Ogni “angelo” racconta un pezzo di città, un’emozione, un simbolo di protezione e luce.

E ancora: al Museion troverete una mostra dedicata alla torcia olimpica, tra arte e sport, in vista delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. In Piazza Municipio, invece, una spettacolare installazione di due artisti di UNIKA celebra i Giochi e la tradizione altoatesina, con una mostra multimediale tutta da esplorare.

Sparkling in the City: brindate al Natale

Con “Sparkling in the City”, il centro di Bolzano si trasforma in un percorso gourmet dedicato allo Spumante Alto Adige DOC. In 11 diverse postazioni, locali e wine bar vi invitano a degustare le bollicine altoatesine abbinate a finger food irresistibili. Santa Maddalena, Lagrein, ma anche creazioni uniche dei produttori locali: un’esperienza che unisce eleganza, tradizione e quel tocco frizzante che serve per accendere la serata.

Avvento in musica

Se amate la musica, preparatevi a un calendario ricchissimo: oltre 150 appuntamenti tra cori, bande e spettacoli che animano le vie del centro storico. Tutti i weekend in Piazza Walther risuonano le melodie più amate del Natale, mentre dalle finestre e dai balconi si diffondono note che sembrano uscire da una fiaba. Da non perdere i concerti all’Auditorium Haydn e nella Chiesa dei Domenicani, dove la magia dell’acustica incontra la bellezza della tradizione.

Visite guidate alla scoperta del centro storico

Tra una cioccolata calda e una degustazione, non dimenticate di esplorare la città. Bolzano è un tesoro di cultura e storia, con musei, castelli e mostre che durante l’Avvento acquistano un fascino ancora più speciale. L’Azienda di Soggiorno organizza visite guidate ogni giorno: un’occasione per scoprire angoli nascosti, leggende e curiosità del capoluogo altoatesino. Trovate tutto il programma aggiornato sul sito ufficiale. E per i più curiosi, c’è anche “Find & Win”, un gioco per famiglie: cercate i QR code nascosti nei musei, rispondete ai quiz e potreste vincere fantastici premi.

Cosa vedere nel centro storico di Bolzano a Natale
Daniele Fiorentino / Ufficio Stampa
Visitare il centro di Bolzano nel periodo natalizio è bellissimo

Il Natale dei bambini

A Bolzano, il Natale è prima di tutto per loro, i più piccoli. Tra la giostra, il trenino elettrico e il teatro dei burattini in Piazza Walther, i sorrisi non si contano. E poi c’è il Parco dei Cappuccini, che per l’occasione diventa un vero Paese dei Balocchi: laboratori creativi, letture di fiabe, attività manuali e tanto divertimento. Un progetto speciale, “Auguri in punta di penna”, fa riscoprire ai bambini la bellezza di scrivere a mano cartoline di Natale con pennino e calamaio, proprio come si faceva un tempo. Da non perdere l’arrivo di San Nicolò il 6 dicembre e le sfilate dei Krampus l’8 dicembre che passeggeranno tra le vie del centro riportando in vita una tradizione antica.

Il Natale sulla neve a Bolzano

E per voi che non riuscite a resistere al richiamo della neve, la sorpresa è a pochi chilometri. Due comprensori vi aspettano per unire la magia del Natale con l’adrenalina delle piste: Obereggen e Corno del Renon.

A Obereggen, solo 20 minuti da Bolzano, si scia tra panorami da sogno e piste perfettamente preparate. Dal 28 novembre aprono gli impianti (anche notturni!), e con 48 km di tracciati, due snowpark e piste da slittino, il divertimento è assicurato. Novità dell’anno: la nuova cabinovia Latemar e il restyling del mitico Absam Stube, che unisce tradizione e stile moderno. Bonus per i giovani: 30% di sconto sullo skipass fino ai 18 anni.

Il Corno del Renon, invece, è il paradiso del relax e del sole. Le sue piste larghe e luminose sono perfette per famiglie e principianti, ma anche per chi vuole provare sci di fondo, escursioni o ciaspolate. Dal 13 dicembre parte un ricco programma di eventi sulla neve: laboratori, corsi di sci, gite e un miniclub sulla pista dedicato ai bambini che mettono per la prima volta gli sci ai piedi.

Sci e slittini sulle piste di Bolzano
Thomas Monsorno / Ufficio Stampa
i comprensori sciistici aperti a Bolzano nel periodo natalizio

Il Natale a Laives, a due passi da Bolzano

A soli 8 km da Bolzano, la città delle mele vi accoglie con un Mercatino più intimo ma carico di atmosfera. Nel weekend, Laives diventa un villaggio di luci e sorrisi: casette di legno, artigiani locali, musica dal vivo e un suggestivo presepe vivente presso la chiesa parrocchiale. I bambini potranno fare un giro sui pony lungo via Pietralba, mentre San Nicolò e i suoi angioletti porteranno dolci e allegria. Una gita perfetta per chi cerca un Natale autentico e genuino.

SiViaggia regala il magazine sfogliabile GATE numero 54

1 septembre 2025 à 11:36

Ogni mese vi regaliamo il magazine di lifestyle GATE da scaricare e sfogliare. La rivista in versione digitale, scritta in italiano e in inglese, contiene articoli di viaggi, ma anche di moda, costume e attualità. A pagina 30 del numero 54 vi portiamo sull’isola di Pangkor in Malesia. Diceva Luciano Pavarotti di quest’isola: “Questo posto è incantevole, è un paradiso… Sono rimasto davvero commosso nel vedere quante
cose belle sono state fatte da Dio”. E a ottobre 2025, Pangkor ospiterà un evento musicale imperdibile intitolato Opera in Paradise. Sullo sfondo mozzafiato di una foresta pluviale vecchia di due milioni di anni, sarà allestito un palcoscenico senza pari sul quale si esibiscono musicisti di fama mondiale. Se cercate una meta mare paradisiaca e un evento unico, ecco dove andare in autunno.

E poi nella rivista vi diamo anche qualche consiglio per gite fuoriporta da fare in Italia o partendo dall’Italia, come il nuovo treno dell’Oktoberfest che partirà da Roma in direzione Monaco di Baviera, per la festa della birra più famosa del mondo, ma anche escursioni in montagna tra cultura e foliage, dal nuovo sentiero della Val Zebrù, inaugurato all’interno del Parco nazionale dello Stelvio, al più piccolo museo delle Alpi in Val Pusteria.

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Il Lago di Monticolo e la leggenda dell’Uomo selvaggio che viveva nella casetta del bosco

14 août 2025 à 17:45

Il Lago di Monticolo o Laghi di Monticolo – perché di fatto sono due, l’uno attaccato all’altro – sono due piccoli gioielli alpini poco conosciuti, immersi nella foresta del Monte di Mezzo, la foresta di Monticolo, appunto, sopra il Comune di Appiano sulla Strada del Vino, in provincia di Bolzano.

Il Lago Grande, il più ampio, e il Lago Piccolo, più tranquillo, sono di origine glaciale. Se d’inverno ci si può pattinare sopra, d’estate sono completamente balneabili e l’acqua è pulitissima e sono una delle più belle escursioni che si possano fare, fuori dalle solite rotte turistiche. Proprio nella stagione estiva, infatti, si può godere della piccola spiaggia del Lago Piccolo e addirittura di una piscina con tanto di scivolo adatta sia agli adulti sia ai bambini.

La gita verso i Laghi di Monticolo è una delle più pittoresche da fare d’estate, e lo scarso numero di escursionisti che si incontrano in questa zona dell’Alto Adige fa davvero la differenza rispetto ad altre super gettonate e dove si soffre l’overtourism. Ci sono diversi anelli facili immersi nel bosco che collegano i due laghi, ideali anche per famiglie con bambini o con i propri cani (che si raccomanda di tenere sempre al guinzaglio perché si potrebbero incrociare degli animali) da percorrere quindi a piedi o in mountain bike. Tra gli alberi del bosco si incontrano spiaggette ombreggiate, panchine e tavoli dove fare una sosta pic-nic. Tra l’altro, nei dintorni del Grande Lago si trovano anche dei resti preistorici.

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©Wisthaler
Ecursione in bicicletta al Lago di Monticolo

Le rovine megalitiche del Lago di Monticolo

Sopra i Laghi di Monticolo, sul Monte di Mezzo, nascoste tra la fitta vegetazione, si trovano le rovine megalitiche del Colle Jobe, considerate da alcuni un osservatorio astronomico preistorico. Il sito conserva resti di un vecchio castelliere, un insediamento fortificato dell’età del Bronzo, sebbene oggi si trovi in un certo stato di abbandono. Negli Anni ’30, l’ingegnere Georg Innerebner fu tra i primi ad analizzarlo, affermando che si trattasse di una stazione per l’osservazione degli allineamenti astronomici, con un orientamento verso i punti in cui sorge e tramonta il Sole. In seguito, l’ingegnere Mario Codebò avanzò l’ipotesi che i resti fossero di epoca medievale, sollevando dubbi sulla datazione e sulla funzione originaria del sito. Luogo sacro allineato al ciclo solare, piuttosto che struttura militare difensiva, fatto sta che Colle Joben è considerato uno dei primi siti archeoastronomici studiati in Italia.

La leggenda dell’Uomo selvaggio che viveva nella casetta del bosco

Ma non è l’unica curiosità legata ai Laghi di Monticolo, perché si narra una leggenda legata a un uomo misterioso che avrebbe vissuto in una casetta nel bosco. C’era una volta una misteriosa casetta nel bosco di Monticolo, dalla quale la gente si teneva alla larga. La leggenda narra che proprio in quella casetta abitasse un selvaggio, una persona di grande statura, forte e cattiva, conosciuta da tutti come “l’Uomo selvaggio di Monticolo”. Tante sono le vicende che si naranno a proposito di questa creatura spaventosa. Una volta accadde che una donna anziana si recò nel bosco per raccogliere dei rami secchi per fare il fuoco. Nel frattempo, il sole tramontò e la notte arrivò ancora prima che la donna potesse prendere la via di ritorno. Quella sera non face ritorno a casa, ma nessuno ebbe il coraggio di andare nel bosco a cercarla. Quando la mattina seguente la gente si mise a cercare l’anziana, ritrovarono soltanto degli avanzi vicino alla misteriosa casetta sul Col dell’Uomo e ancora oggi si narra che fu divorata proprio dall’Uomo selvaggio (in tedesco, Wilder Mann).

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@Helmuth Rier - Eppan Tourismus
Il bellissimo paesaggio del Lago di Monticolo

Un altro giorno, invece, accadde che l’Uomo selvaggio si recò in località Colterenzio, vicino ad Appiano, e rubò alcuni buoi da una stalla. Il contadino che se ne accorse lo seguì tra i boschi e vide che i buoi stavano trasportando dei grandi massi sulla collina. Troppo spaventato per avvicinarsi, il contadino tornò a casa senza poter far nulla. Ma il giorno successivo, con sua grande sorpresa, trovò i buoi nuovamente nella loro stalla, ingrassati e molto più forti di prima. Quindi l’Uomo selvaggio non era per forza cattivo.

Un’altra volta, quindi, alcune persone che si erano recate nel bosco per raccogliere del fogliame passarono nei pressi della casetta dell’Uomo selvaggio, dal quale già da tempo non si avevano più notizie. Poiché erano molto curiosi, decisero di dare un’occhiata all’interno. Spalancata la porta, videro una grandissima cava. Decisero di scendere e, non appena furono dentro la fossa, tutto incominciò a girare a tal punto che a tutti vennero le vertigini. All’improvviso, tutte le pareti del fosso si trasformarono in oro e tutto attorno a loro brillò. Spaventati a morte, cercarono di uscire dalla cava il più velocemente possibile ma dando un’occhiata dietro di loro si accorsero che l’oro era sparito e che la fossa era vuota.

Uno chalet di legno in mezzo ai boschi cela un microscopico museo

28 juillet 2025 à 16:04

In Val Pusteria c’è quello che molto probabilmente è il museo più piccolo d’Italia. Si tratta della Casetta di composizione di Gustav Mahler, un minuscolo chalet di legno in mezzo al bosco con vista sulla splendida valle altoatesina, dove il compositore, a inizio ‘900, amava venirsi a rifugiare d’estate per comporre quelle che oggi sono tra le opere musicali più suonate al mondo.

Originario della Repubblica Ceca, Mahler visse quasi tutta la vita a Vienna dove fu un grande direttore d’orchestra, ma come compositore fu scoperto solo in seguito, grazie al direttore d’orchestra americano Leonard Bernstein, che lanciò la cosiddetta Mahler Renaissance, e a Claudio Abbado, uno dei più e celebri direttori d’orchestra contemporanei internazionali.

La V sinfonia di Mahler ha fatto da colonna sonora, insieme ad altre sinfonie mahleriane, al film Morte a Venezia di Luchino Visconti del 1971. Lo stesso co-sceneggiatore Nicola Badalucco ha raccontato come, durante la stesura della sceneggiatura del film, ascoltassero spesso le musiche di Mahler per trarne ispirazione. E Dobbiaco, nel cuore dell’Alta Pusteria, ricorda ogni anno il grande compositore che ha scelto, tra le tante, questa località per le vacanze sue e della sua famiglia con un importante festival.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
La Val Pusteria e Dobbiaco

La storia della Casetta di composizione di Gustav Mahler

La casetta di legno fu costruita appositamente per Mahler la prima volta che venne a trascorrere le vacanze estive con la propria famiglia nel 1908 presso il maso Trenker, una fattoria di proprietà privata che allora affittava camere e che, fino a qualche anno fa, si poteva anche visitare, sulle alture di Dobbiaco che un tempo era una frazione chiamata Carbonin Vecchia. Ci tornò per le due estati successive, le ultime, in quanto morì, poi, nel 1911. Qui, il compositore amava rifugiarsi nel totale silenzio del bosco, chiedendo di non essere mai disturbato, circondato dalla natura che è rimasta tale e quale, lo sguardo volto sul paesaggio della Pusteria che va da Dobbiaco fino al villaggio di Aufkirchen, il Monte Rota e il Corno di Fana. Lo stesso Mahler descrisse questo luogo così: “È meraviglioso, e l’isolamento e la tranquillità di questo posto mi permettono di ritirarmi di nuovo nel solito modo”.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Lo chalet di legno che ospita il museo di Mahler nei boschi della Val Venosta

Dopo la morte di Mahler è stato un miracolo che questa casetta sia sopravvissuta inosservata nella foresta. Per molto tempo non si è compreso quanto questa semplice casetta fosse,in realtà, di grande importanza; invece, è uno chalet di legno in cui Gustav Mahler ha scritto quella che è considerata da molti la storia della musica. Forse è grazie a un maestro di Dobbiaco che la gente ha imparato a riconoscere, nel tempo, il valore di questa casetta e ha cercato di andare a fondo al legame tra Mahler e Dobbiaco. Nel 1957 ci fu l’inaugurazione ufficiale della targa commemorativa al Trenkerhof e la l’International Gustav Mahler Society allestì la mostra nella Casetta di composizione.

Oggi, questo chalet, che è stato restaurato, è un piccolissimo museo che si svela in mezzo a una pineta e che può essere visitato gratuitamente, grazie alla collaborazione di alcuni volontari locali che aprono il cancello della proprietà privata, sotto la tutela dei monumenti della Provincia autonoma di Bolzano, apposta per chi desidera vederlo. Al suo interno è stato ricostruito lo studio proprio come lo voleva Mahler: una scrivania circondata su tre lati da ampie vetrate, una sedia, uno sgabello per il piano. All’epoca di Gustav Mahler nella casetta c’era anche una piccola stufa e, soprattutto, un pianoforte, che lui stesso si faceva portare avanti e indietro direttamente dall’Austria. Il compositore, infatti, pare si facesse consegnare ogni estate ben tre pianoforti: uno verticale per la casetta di composizione e due per la casa dove alloggiava.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
L’interno della Casetta di composizione di Mahler a Dobbiaco interno

Questo luogo, semplice all’apparenza, ma magico in qualche modo, ha ispirato diverse composizioni di Mahler, tra cui la famosissima IX Sinfonia, l’ultima completa, e la X, rimasta, invece incompleta. Il museo può essere vissuto, si possono toccare gli oggetti, sedersi alla scrivania ammirando il bellissimo panorama esterno immedesimandosi in ciò che anche lui vedeva a inizio secolo e si può anche ascoltare qualche sinfonia con il proprio smartphone inserendolo in un originalissimo grammofono di legno che amplifica il suono proprio come si ascoltava la musica allora. Visitare la Casetta di composizione di Gustav Mahler è una bella passeggiata sulle alture di Dobbiaco (si può fare anche in bicicletta o e-bike) ed è davvero una bella scoperta, decisamente diversa rispetto ai luoghi della Val Pusteria che i turisti sono soliti visitare (Lago di Braies e Tre Cime di Lavaredo in primis).

Perché Mahler veniva in vacanza a Dobbiaco

La costruzione della ferrovia dell’Alta Pusteria, entrata in funzione nel 1871, segnò una nuova era per questa valle, tra Regno d’Italia e Impero Austro-Ungarico, che era ancora prevalentemente agricola, e anche l’inizio del turismo. La ferrovia, infatti, collegava direttamente la valle con Vienna e le altre città dell’Impero. Località come Dobbiaco, San Candido e Villabassa, attraversate dalla linea ferroviaria, divennero quindi punti cruciali per lo sviluppo di un’economia basata sul turismo. Tra i primi a scegliere Dobbiaco come località di villeggiatura ci furono l’Imperatore d’Austria e il principe di Prussia, portandosi dietro tutta l’aristocrazia e, con loro, tantissimi altri turisti che la trasformarono in una meta molto in voga. Qui, poco più di un secolo fa, si dava appuntamento il jet set internazionale, insomma.

Non solo i ristoratori iniziarono ad adattare la loro cucina alle esigenze della nuova clientela, ma nacquero alberghi, come il celebre Südbahn, secondo lo stile dei grand hotel dell’epoca (infatti si chiamava proprio Grand Hotel), attuale Centro Culturale Dobbiaco che ha ancora oggi un ostello e una guest house, dove è stata realizzata anche una sala concerti – Sala Gustav Mahler – da 450 posti che ospita eventi tutto l’anno ma, soprattutto, quelli dell’annuale festival musicale dedicato a Mahler. Nel 1910, solo nel periodo estivo, a Dobbiaco venivano registrati già 15mila arrivi. Oggi, la linea ferroviaria arriva ancora a Dobbiaco. Al momento è interrotta per lavori di posa dei nuovi binari che presto collegheranno la Val Pusteria direttamente con Bolzano, senza dover cambiare a Fortezza, come avviene ora.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Centro Culturale di Dobbiaco ex Grand Hotel ai tempi di Mahler

Le Settimane Gustav Mahler

A Mahler è stato dedicato un intero festival musicale che, a partire dal 1981 (in occasione dei 70 anni dalla sua morte), si svolge ogni estate proprio a Dobbiaco, il luogo da lui tanto amato e che è stato per lui fonte di ispirazione. La 45^ edizione delle Settimane musicali Gustav Mahler si tiene dal 12 luglio a 5 agosto 2025 e, il prossimo anno, sempre da metà luglio alla prima settimane di agosto (le date non sono ancora state ufficializzate).

L’idea del festival è venuta a un gruppo di amici di Dobbiaco, Hansjörg Viertler, attuale presidente delle Settimane Gustav Mahler, ed Herbert Santer, presidente onorario, che allora lavoravano presso l’azienda di promozione turistica e che volevano rendere omaggio al grande compositore legato alla loro cittadina, oltre a lanciare il lato più culturale di una destinazione di montagna frequentata prevalentemente per le attività all’aria aperta che offre sia d’estate, con i suoi tanti chilometri di sentieri e piste ciclabili, sia d’inverno con le piste da fondo e gli impianti di risalita (i più noti sono quelli di 3 Zinnen Dolomites).

Oggi, il festival, oltre a essere un evento musicale e culturale, attira anche molti turisti in vacanza nella valle, ma anche dalle località vicine, tanto che il 70% del pubblico è fatto proprio di ospiti e non di locali. Sono molti anche gli appassionati di Mahler che seguono gli eventi a lui dedicati. “Non è un compositore facile”, spiega Christian Bertoncello, violoncellista solista e primo violoncello della Mahler Orchestra Dobbiaco, originario di Bolzano che si esibisce a ogni edizione del festival. “Se vuoi capire se un musicista suona bene deve saper suonare una composizione di Mahler”.

Le Settimane Gustav Mahler riscuotono ogni anno sempre più successo. Se si pensa che i primi concerti furono fatti nella palestra del paese e che, solo dal 1999, è stato possibile avere una vera e propria sala concerti con migliaia di spettatori di strada ne è stata fatta tanta. E non è ancora finita. L’edizione 2026, che celebra i 115 anni dalla morte di Mahler, potrebbe riservare altre sorprese, ancora da mettere a punto ovviamente, ma tra le varie iniziative potrebbero venire organizzati concerti pop-up in mezzo alla natura così come workshop e incontri a porte chiuse per i veri appassionati di Mahler. E ciò in attesa dei prossimi anniversari: nel, 2030 per i 170 anni dalla nascita di Mahler (è nato nel 1860), e nel 2031, in occasione della 50^ edizione delle Settimane Gustav Mahler, potrebbero nascere iniziative transfrontaliere collegando luoghi ed eventi legati al compositore.

Un’altra Casetta di composizione Mahler se la fece costruire prima di Dobbiaco a Maiernigg, sul lago Wörthersee, nella regione della Carinzia, in Austria, dove era solito trascorrere le vacanze estive prima di scoprire Dobbiaco, ed è ancora oggi visitabile (però a pagamento). Ce n’è anche una terza, fatta però di cemento, che si trova a Steinbach, sulle rive del Lago Attersee, in Alta Austria, dove andava in vacanza inizialmente. Non esiste ancora un itinerario specifico che le unisca ma potrebbe nascere presto.

Falkensteiner Family Resort Lido, il paradiso delle famiglie nel cuore dell’Alto Adige

18 juillet 2025 à 16:48

Immaginate di varcare la soglia di un resort e vedere gli occhi dei vostri bambini illuminarsi di meraviglia, mentre spalancano la bocca per lo stupore. Questo è esattamente quello che accade al Falkensteiner Family Resort Lido, una struttura 4 stelle superior che nel cuore della suggestiva Val Pusteria sta letteralmente cambiando il concetto di vacanza per famiglie.

Non si tratta di un semplice hotel, ma di un’esperienza che trasforma ogni momento in un’avventura indimenticabile. Situato a Casteldarne, con le maestose Dolomiti come sfondo, questo resort è diventato rapidamente una delle destinazioni più ambite d’Europa per le famiglie che cercano qualcosa di davvero speciale.

Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Il Falkensteiner Family Resort Lido

Un resort che sfida l’immaginazione

Il Falkensteiner Family Resort Lido in Val Pusteria ha stabilito nuovi standard e dato vita a tendenze crescenti: esperienze a 360°, avventura, sport e divertimento per tutta la famiglia. A lasciare senza fiato, fin da subito, è l’architettura visionaria che abbraccia 7.000 metri quadrati di puro divertimento, dove ogni angolo è costruito per far sorridere grandi e piccini.

La mascotte Falky, poi, accompagna i piccoli ospiti in questa terra magica, fatta di programmi di animazione coinvolgenti, giochi ed esperimenti emozionanti che uniscono intrattenimento e apprendimento in modo naturale e divertente.

La mascotte Falky al Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
La mascotte Falky

Il Rooftop Sky Adventure Park, dove i sogni prendono quota

Se c’è una cosa che rende il Falkensteiner Family Resort Lido davvero unico, è il suo Rooftop Sky Adventure Park. Pensate a un parco divertimenti costruito sul tetto dell’hotel, con un panorama mozzafiato sulle Dolomiti che fa da cornice a ogni avventura.

Il Valo Jump sul tetto del Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Il Valo Jump sul tetto

Qui trovate il rivoluzionario Valo Jump, un tappeto elastico interattivo che è una vera esclusiva italiana e che farà impazzire di gioia i vostri bambini. Ma la vera chicca è la pista da sci con impianto di risalita funzionante tutto l’anno.

La pista da sci sul tetto del Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
La pista da sci sul tetto del resort

Grazie a materiali speciali che simulano la neve, potete vivere l’emozione della discesa anche in piena estate, per un’esperienza che sembrava impossibile fino a poco tempo fa.

La pista per Bobby Car al Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
La pista per Bobby Car

Non mancano un campo da calcio e da basket dove giocare partite memorabili con vista sulle montagne, una pista per gare di Bobby Car che trasformerà i più piccoli in veri piloti da competizione, e per i più coraggiosi c’è anche una zipline che regala brividi e panorami mozzafiato. In inverno, si aggiunge una pista di pattinaggio che completa l’offerta con la magia del ghiaccio sotto le stelle alpine.

Il campo da basket al Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Il campo da basket

L’acqua come elemento di puro divertimento

L’area acquatica del resort è uno dei punti di forza. Potete scegliere tra rilassarvi sulla riva del lago naturale privato con la sua spiaggia di sabbia fine, oppure sfidare i vostri figli (e voi stessi!) sullo scivolo ad acqua coperto più lungo dell’Alto Adige, completo di cronometro per rendere ogni discesa una gara emozionante.
Le piscine indoor e outdoor completano l’offerta, per divertirvi e rilassarvi con l’acqua in qualsiasi stagione. È il tipo di posto dove genitori e figli possono finalmente giocare insieme, creando quei ricordi che durano una vita.

La piscina del Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
La piscina del Falkensteiner Family Resort Lido

Assistenza bambini di livello superiore

Il Falkensteiner Family Resort Lido riesce a prendersi cura di ogni singolo membro della famiglia. L’assistenza bambini è stata elevata a un livello deluxe, con programmi quotidiani studiati per ogni fascia d’età, dai 6 mesi in su.

Il Baby Land accoglie i più piccolini, mentre il Falky Land è un universo parallelo dedicato ai bambini, dove programmi di animazione, laboratori creativi e attività educative si susseguono in modo naturale. I bambini dai 3 ai 6 anni possono utilizzare un’area giochi a due piani con un villaggio in miniatura dove dare sfogo alla loro immaginazione.

Il Falky Land al Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Il Falky Land al Falkensteiner Family Resort Lido

I ragazzi dai 7 agli 11 anni partecipano a cooking class con gli animatori, cacce al tesoro che li portano alla scoperta del resort, e persino serate in discoteca dedicate esclusivamente a loro. Per i teenager, c’è una Teen Zone completa con padiglione gaming, discoteca, cinema e laboratori specializzati – perché anche loro meritano il loro spazio perfetto.

E non finisce qui: ogni settimana il resort organizza eventi speciali come spettacoli di musica dal vivo, show di magia che lasciano tutti a bocca aperta, discoteche per bambini dove scatenarsi in sicurezza, e serate attorno al fuoco per arrostire marshmallow sotto le stelle.

Pensione completa plus, un viaggio nel gusto

La formula Pensione Completa Gourmet Plus trasforma ogni pasto in un’esperienza da vivere. La cucina attinge dalle tradizioni culinarie di 12 masi locali, creando un vero viaggio gastronomico che inizia con una ricca colazione a buffet e prosegue con pasti leggeri a pranzo, l’irresistibile merenda pomeridiana Bake & Cake e cene in famiglia che celebrano i sapori del territorio.

Ristorante del Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Il ristorante

Il ristorante Falky è dedicato ai più piccoli, con menu baby elaborati per essere gustosi e salutari. Ma la vera magia accade nelle stazioni di live cooking, dove potete vedere nascere davanti ai vostri occhi pizza, pasta fresca e tantissime altre specialità. Durante i pasti, succhi di frutta premium e bevande analcoliche di alta qualità accompagnano ogni portata, mentre l’acqua è sempre disponibile per mantenere tutta la famiglia idratata.

E per i genitori più attenti all’alimentazione dei piccolissimi? C’è una cucina per bambini aperta 24 ore su 24, completamente attrezzata con tutto il necessario: angolo cottura, forno a microonde, bollitore e frigorifero sempre rifornito di latte fresco.

A queste esperienze si aggiunge il Dodici, il nuovo ristorante del Falkensteiner Family Resort Lido riservato agli ospiti delle Lido Exclusive Suite o prenotabile su richiesta in cui si segue la filosofia dei 12 masi ma con uno spunto di innovazione che rende tutto più raffinato. La cena è servita in un ambiente elegante e rilassato ma i formalismi qui sono  banditi: il fine dining per famiglie mette al centro la materia prima, che viene esaltata con la spontaneità tipica della terra che vi accoglie.

Nuove camere per ogni stile di famiglia

Il resort ha recentemente introdotto nuove tipologie di camere che ridefiniscono il comfort familiare:

Le Smart Family Room sono soluzioni intelligenti che ottimizzano ogni centimetro per le famiglie moderne. Le Exclusive Suite Falkytent, spaziose e con vista sul lago, dispongono di un’esperienza glamping di lusso all’interno del resort – immaginate di dormire in tenda, ma con tutti i comfort di un hotel 4 stelle superior. Le Exclusive Spa Suite sono perfette per chi vuole combinare relax e divertimento, con accesso privilegiato alla spa.

Ogni camera è pensata per le famiglie, con lettini, vaschette, fasciatoi e persino passeggini e marsupi per le escursioni in montagna. Perché quando si viaggia con i bambini, ogni dettaglio conta.

Le camere del Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Le camere

Benessere per tutta la famiglia

L’Acquapura Spa ridefinisce il concetto di benessere familiare su 2.800 metri quadrati di puro relax. Mentre i bambini si divertono nelle loro aree dedicate, i genitori possono finalmente ritagliarsi momenti di relax nell’area Adults only, completa di sauna finlandese, sauna bio e bagno turco.

Dal momento dell’arrivo, ogni famiglia riceve un kit benessere completo: gli adulti trovano in camera una borsa con accappatoio, pantofole e asciugamani per tutta la durata del soggiorno, mentre i bambini ricevono adorabili accappatoi di peluche e accessori speciali pensati appositamente per loro.

La vera innovazione è la sauna panoramica per famiglie sul tetto dell’hotel, dove potete condividere momenti di relax in famiglia ammirando il panorama dolomitico. E per chi vuole mantenersi in forma, c’è una nuova palestra con vista lago che trasforma l’allenamento in un momento di contemplazione, oltre a una sala yoga dove ritrovare l’equilibrio interiore circondati dalla bellezza delle montagne.

Esperienze outdoor tutte da vivere

Situato a soli 30 chilometri dalle rinomate piste da sci di Plan de Corones e a 9 chilometri da Brunico, il resort è anche la base perfetta per esplorare le bellezze della Val Pusteria. Le guide organizzano escursioni con i lama, tour in bicicletta per tutta la famiglia, gite alle cascate di Reinbach e avventure di rafting che trasformano ogni giorno in una nuova scoperta.

Per gli amanti del golf, essere partner premium del Golf Club Pustertal significa accedere a vantaggi esclusivi che rendono ancora più speciale il soggiorno. E per chi vuole godersi appieno l’esperienza della montagna, il resort partecipa attivamente ai programmi per famiglie della zona, incluse le rilassanti sessioni di aufguss guidate in sauna che rappresentano una vera tradizione del benessere alpino.

In inverno, la partnership con la scuola di sci Cima porta il divertimento sulla neve direttamente in hotel. I bambini dai 4 anni possono partecipare al servizio Falky scuola sci: vengono prelevati direttamente dall’hotel, accompagnati al comprensorio sciistico per una giornata emozionante e riportati indietro nel pomeriggio.

Offerta speciale estate 2025

Per rendere questa esperienza ancora più accessibile, il Falkensteiner Family Resort Lido ha lanciato il Summer Bonus 2025. A partire da 4 notti e prenotabile fino al 31 luglio 2025, potete vivere questa avventura familiare nel periodo dal 3 luglio al 13 settembre 2025 con vantaggi esclusivi.

L’offerta include uno sconto del 15% nei periodi dal 16 luglio al 3 agosto e dal 23 agosto al 7 settembre, oltre a un bonus di 30 € per camera a notte che viene detratto automaticamente al momento della prenotazione. Inoltre, l’offerta è combinabile con i benefit del club, rendendo il soggiorno ancora più conveniente e ricco di privilegi.

Per gli stranieri, Bolzano è il top per un city break estivo

24 juin 2025 à 10:11

Quando si pensa a una vacanza estiva in città, le grandi Capitali europee sono spesso le prime a venire in mente. Tuttavia, sempre più viaggiatori stranieri stanno scoprendo il fascino di destinazioni alternative, più raccolte ma ricche di charme, cultura e opportunità di relax. Tra queste, Bolzano si distingue come una meta unica, capace di unire la bellezza delle montagne a un’offerta culturale di altissimo livello, il tutto in un’atmosfera rilassata e vivibile anche nei mesi più caldi.

Con i suoi eventi musicali internazionali, i panorami mozzafiato delle Dolomiti, i percorsi escursionistici accessibili e la sua doppia anima italiana e mitteleuropea, Bolzano è diventata una delle mete preferite per un city break estivo all’insegna della qualità della vita. Una città a misura d’uomo, perfetta per chi vuole rigenerarsi senza rinunciare al dinamismo culturale.

Insieme ad altre gemme europee, come Anversa, Göteborg, Riga e Ginevra, il Capoluogo dell’Alto Adige si conferma, secondo The Guardian, tra le cinque città più interessanti da esplorare quest’estate durante un city break.

Bolzano: natura, musica e cultura tra le Dolomiti

Bolzano è un piccolo gioiello incastonato tra le montagne, dove l’eleganza del mondo alpino si fonde con lo stile e il calore della cultura italiana. In estate, la città si trasforma in un vero paradiso per chi ama vivere all’aria aperta, passeggiare tra scenari incantevoli e partecipare a eventi musicali di altissimo livello.

Per gli appassionati di jazz, l’appuntamento imperdibile è il Südtirol Jazz Festival Alto Adige, che tra il 27 giugno e il 6 luglio propone oltre 50 concerti in tutta la regione, coinvolgendo anche location insolite e paesaggi mozzafiato. Per chi preferisce la musica classica, il Bolzano Festival Bozen – in programma tra il 5 agosto e il 7 settembre – offre esibizioni in luoghi iconici come il chiostro domenicano o Castel Mareccio, offrendo un connubio perfetto tra arte e storia.

Gli amanti dell’escursionismo trovano nella zona un’ampia rete di sentieri panoramici. Tra i più suggestivi c’è la Passeggiata del Guncina, un percorso di 4,5 km che dal centro città si snoda tra i vigneti fino alle colline, regalando scorci spettacolari. Da non perdere anche una corsa sulla funivia per l’altopiano del Renon e un giro nei sentieri escursionistici che partono dalla stazione della funivia di Soprabolzano con l’unica ferrovia a scartamento ridotto che è stata conservata in Alto Adige.

Bolzano nella top 5 delle città europee per un city break estivo
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Funivia nella zona di Soprabolzano, Altopiano del Renon

Per chi è incuriosito dalla storia, il Museo Archeologico dell’Alto Adige ospita Ötzi, il famoso uomo di 5.300 anni fa rinvenuto mummificato nel ghiaccio nel 1991, offrendo un viaggio affascinante indietro nel tempo.

Altre destinazioni europee perfette per una fuga estiva

Se Bolzano è la regina delle city break montane, non mancano altre città europee che, in estate, offrono atmosfere dinamiche, eventi all’aperto e occasioni per rilassarsi in mezzo alla natura senza rinunciare alla cultura. Alcune sono destinazioni sorprendenti, lontane dai soliti circuiti turistici, mentre altre stanno vivendo una vera rinascita grazie alla loro offerta artistica, gastronomica e al contatto diretto con il paesaggio circostante.

Dal fascino baltico di Riga all’eleganza rilassata di Ginevra, ecco altre mete che meritano di essere considerate per un city break estivo fuori dalle solite rotte.

Riga in Lettonia

Ancora poco conosciuta dal turismo di massa, Riga è una delle capitali europee più affascinanti grazie al suo mix di storia, cultura e vita notturna. Le sue giornate estive, lunghe e luminose, sono ideali per esplorare la città vecchia con le sue strade acciottolate, i maestosi edifici art nouveau e i parchi rigogliosi dove si tengono concerti gratuiti ogni settimana.

A soli 30 minuti si trovano le spiagge sabbiose della costa baltica, perfette per un tuffo rinfrescante. Da non perdere il Mercato Centrale, ricavato in ex hangar Zeppelin tedeschi, per un’immersione nei sapori locali.

Anversa in Belgio

Frizzante e creativa, Anversa è la dimostrazione che il Belgio può essere tutto fuorché noioso. In estate, la città diventa un grande palcoscenico urbano grazie al festival Zomer van Antwerpen – dal 19 giugno al 31 agosto – che propone teatro di strada, cinema all’aperto e spettacoli musicali in parchi e piazze.

La zona lungo il fiume Schelda si anima con bistrot e caffè dove assaporare le classiche moules-frites o gustare una birra artigianale locale. L’arte è ovunque, dal moderno MAS Museum alla straordinaria collezione di sculture a cielo aperto del Museo Middelheim.

Anversa la città del Belgio nella top 5 delle migliori città per un city break estivo
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Città vecchia di Anversa

Göteborg in Svezia

Situata sulla costa occidentale della Svezia, Göteborg è una delle città nordiche più accoglienti da visitare nei mesi caldi. Spiagge urbane, isole facilmente raggiungibili in traghetto, kayak tra le rocce e ristoranti vista mare fanno di questa città una perla scandinava.

Il suo celebre mercato del pesce, Feskekörka, è un must per gli amanti del mare, mentre la vivace scena delle birra artigianale e dei 40 birrifici indipendenti rende Göteborg una meta interessante anche per i buongustai. Il tocco in più? Le saune pubbliche affacciate sull’acqua, perfette per un’esperienza rilassante dopo una giornata di esplorazioni.

Ginevra in Svizzera

Spesso vista solo come centro finanziario o punto di partenza verso le Alpi, Ginevra d’estate mostra il suo lato più sorprendente. Le sue rive diventano vere e proprie spiagge urbane con piattaforme galleggianti, pontili panoramici e strutture per sport acquatici.

Tra un tuffo nel Lago di Ginevra e una visita alla Cattedrale di San Pietro, ci si può fermare in una delle numerose enoteche della città vecchia o passeggiare tra i banchi dei mercati agricoli – come quello al Plainpalais. La città ospita anche eventi musicali all’aperto e rassegne culturali che animano le serate estive con stile e raffinatezza.

Ginevra, città della Svizzera, nella top 5 secondo il The Guardian
iStock
Vista panoramica di Ginevra

Interreg Italia-Svizzera, Sertori: in seconda finestra 74 proposte

11 juin 2025 à 16:47

Nella giornata di martedì 10 giugno 2025 si è chiusa la seconda finestra utile alla presentazione di nuove proposte progettuali a valere sul Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Svizzera e che interessano le province lungo il confine tra i due Paesi lungo quasi 750 chilometri. A darne notizia è l’assessore regionale a Enti locali, Montagna e Rapporti con la Confederazione Elvetica, Massimo Sertori.

I progetti

I progetti che concorrono al finanziamento a valere sulle risorse residue dell’Unione Europea, dello Stato italiano, della Confederazione e dei Cantoni svizzeri messe a disposizione del Programma sono stati presentati da enti e organizzazioni con sede legale o operativa nell’area di cooperazione o, con alcuni limiti, con sede esterna, in Italia o Svizzera.

Interreg Italia-Svizzera, in seconda finestra 74 proposte presentate

“Tra i 74 progetti presentati – spiega Massimo Sertori – ben 64 sono giunti dalle province del territorio lombardo. La provincia di Varese è interessata da 28 proposte, seguita da Como con 18, Lecco con 16 e Sondrio con 12”.

Sertori: attenzione a tutti gli ambiti del Programma

L'assessore Massimo Sertori commenta i risultati della seconda finestra del Programma Interreg Italia-Svizzera con 74 proposte pervenute“Allargando lo sguardo a tutte le proposte presentate, per i diversi territori del Programma, che per parte italiana comprende, oltre alla Lombardia, anche le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano e, per parte svizzera, comprende i Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese, con grande piacere – sottolinea Sertori – si nota l’attenzione per tutti gli ambiti e obiettivi del Programma. Ciò a conferma che le linee di finanziamento scelte dalle amministrazioni del Programma possono offrire concrete risposte ai problemi del territorio nei diversi settori individuati. Vi è così l’ambiente, di cui sono giunte 12 proposte, relative ai temi della biodiversità (8) e del cambiamento climatico (4). Quindi la mobilità sostenibile (3), l’inclusione sociale (10), l’ambito culturale e turistico (21) e il rafforzamento della governance transfrontaliera (4). Notevole interesse si registra anche per la ricerca e innovazione delle imprese, per cui sono stati candidati 24 progetti”.

La leva della cooperazione transfrontaliera

“La cooperazione transfrontaliera – continua – è uno strumento importante per lo sviluppo regionale, facilita la collaborazione tra regioni limitrofe, rimuove gli ostacoli e promuove lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Nella prima finestra erano pervenute 99 proposte, delle quali 60 finanziate. Le 74 proposte pervenute sulla seconda finestra, aperta a un solo anno di distanza, confermano l’interesse dei territori italiani e svizzeri a dialogare, superando le difficoltà legate al confine e lavorando insieme sulle opportunità comuni”.

“Percepire un così vivo interesse a collaborare e cooperare proficuamente – conclude l’assessore Sertori – è senza dubbio un motivo di grande soddisfazione”.

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Qualità della vita: le 5 migliori province italiane per ogni generazione

Par : elenausai10
27 mai 2025 à 10:22

Dove si vive meglio in Italia? Secondo il report annuale del Sole 24 OreLecco, Gorizia e Bolzano sono risultate le tre province in testa alle classifiche. L’indagine, nata nel 2021 e arrivata alla sua quinta edizione, ha impiegato parametri statistici rigorosi, forniti da fonti certificate come Istat, Infocamere, Iqvia e Siae. In questo modo, riesce a offrire una fotografia precisa della qualità della vita in Italia in base a tre fasce d’età specifiche: anziani, giovani e bambini.

Presentate in anteprima al Festival dell’Economia di Trento, le classifiche misurano, ormai da cinque anni, “le risposte dei territori alle esigenze specifiche dei tre target generazionali più fragili e insieme strategici, i servizi a loro rivolti e le loro condizioni di vita e di salute”.

La top 5 delle migliori province italiane per i bambini

In un momento storico in cui l’Italia sta vivendo un forte calo demografico, la generazione dei bambini è considerata la più preziosa. Secondo i dati raccolti dal Sole 24 Ore, se nel 1982 i bambini tra 0 e 14 anni residenti in Italia erano oltre 12 milioni, oggi sono poco più della metà. In questo contesto, investire sul benessere dei più piccoli deve diventare una priorità e, nella classifica appena pubblicata, a dimostrare l’impegno maggiore sono state le città di Lecco, Siena e Aosta.

Si tratta di tre province medio-piccole che spiccano in diversi indicatori, compresi quelli relativi allo sport, alle competenze scolastiche e alla bassa quota di delitti contro i minori. Altri indicatori importanti tenuti in considerazione per la qualità di vita dei bambini sono stati la presenza di mense o palestre nelle scuole, aree verdi attrezzate e spesa sociale per famiglie e minori.

In generale, nella top 5 compaiono:

  • Lecco
  • Aosta
  • Siena
  • Trento
  • Firenze

Al contrario, le 5 peggiori sono risultate:

  • Palermo
  • Napoli
  • Crotone
  • Trapani
  • Caltanissetta

La top 5 delle migliori province italiane per gli anziani

Per quanto riguarda la fascia d’età relativa agli anziani, a dominare la classifica è il Triveneto occupando tutto il podio, con anche altre quattro province fra le prime 12. Al primo posto troviamo Bolzano grazie alla presenza di biblioteche, per lo scarso consumo di farmaci contro le malattie croniche e per la spesa sociale pro anziani. Inoltre, ha dimostrato un grande impegno anche per la densità di posti letto nelle Rsa.

Bolzano è seguita da Treviso, che spicca per l’alta percentuale di utenti dei servizi sociali comunali, e da Trento. Nella classifica compaiono anche Como, dove si è registrato un alto numero di orti urbani, Lodi, Parma e Aosta.

Nella top 5 dedicata agli anziani troviamo:

  • Bolzano
  • Treviso
  • Trento
  • Como
  • Cremona

Le 5 province peggiori, invece, sono:

  • Messina
  • Vibo Valentia
  • Reggio Calabria
  • Agrigento
  • Trapani

La top 5 delle migliori province italiane per i giovani

Infine, l’ultima indagine fatta dal Sole 24 Ore riguarda i giovani, dove Gorizia si trova, per il secondo anno consecutivo, in testa, seguita da Bolzano, Cuneo e Trieste. Un risultato che fotografa le opportunità offerte dai territori ai residenti tra i 18 e 35 anni.

Con la sua nomina a Capitale Europea della Cultura Transfrontaliera 2025, Gorizia si conferma una città dinamica, particolarmente adatta ai giovani. Le sue eccellenti performance si manifestano in diversi ambiti, dalla vita sociale e culturale, grazie alla presenza di un elevato numero di locali ed eventi in rapporto ai giovani residenti, alle possibilità di lavoro.

Nella top 5 compaiono:

  • Gorizia
  • Bolzano
  • Cuneo
  • Trieste
  • Ferrare

Le 5 peggiori, invece, sono:

  • Latina
  • Napoli
  • Taranto
  • Sud Sardegna
  • Roma

Milano Cortina 2026, Roadshow Monaco-Parigi. Picchi: Lombardia protagonista

27 février 2025 à 14:20

‘International Roadshow’ a Monaco di Baviera e a Parigi in vista di Milano Cortina 2026 con la Lombardia protagonista. Presente al Consolato tedesco Federica Picchi, sottosegretario regionale alla Presidenza con delega a Sport e Giovani. L’evento istituzionale prevede più appuntamenti internazionali per raccontare il progetto di Milano Cortina 2026 con l’obiettivo di valorizzare i territori coinvolti nell’evento. La tappa successiva a quella della Germania e  all’Ambasciata italiana di Parigi.

“Vogliamo promuovere il significato e il valore di un evento così importante come sono le Olimpiadi, – ha sottolineato Federica Picchi –  non solo per il nostro Paese, ma anche al di fuori dei confini nazionali”.

Milano Cortina Roadshow Lombardia protagonistaMilano Cortina,Roadshow  internazionale con Lombardia protagonista

L’iniziativa vede protagonisti, oltre alla Regione Lombardia, la Fondazione Milano Cortina 2026, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dello Sport e dei Giovani, la Regione Veneto e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

“Anche attraverso questo percorso – ha spiegato Federica Picchi – desideriamo affermare come Regione Lombardia sia stata assoluta protagonista nel credere in un progetto che sembrava impossibile e che, per la prima volta, proporrà Olimpiadi ‘diffuse’ e realmente ‘sostenibili’. Ovvero i due elementi che ci hanno consentito di raggiungere questo importantissimo traguardo”.

“D’accordo con il presidente Fontana, poi – ha concluso il sottosegretario Picchi – teniamo sempre a ribadire e soprattutto a valorizzare anche l’aspetto delle Paralimpiadi, ricordando in ogni sede come lo sport sia sempre più un sinonimo di inclusione e accessibilità”.

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Federalismo fiscale, presidente Fontana: urgente attuare la legge

Par : Fabio Benati
21 février 2025 à 15:03

La necessità urgente di applicare le norme, già approvate, che introducano un reale federalismo fiscale, consentendo alle Province di poter far fronte alle necessità e alle esigenze di amministrazione con risorse proprie che garantiscano i servizi ai cittadini; i decreti attuativi risalgono ad oltre dieci anni fa, non è più possibile attendere oltre.

La specificità della Lombardia e della sua capacità di investire le risorse dei Fondi di coesione europei non può essere limitata dalle oggettive difficoltà che altre Regioni incontrano per impiegare fondi destinati a capitoli importanti come il sostegno alle imprese e il potenziamento del sistema formazione con l’obiettivo di disporre di un capitale umano in grado di competere a livello internazionale.

Questi alcuni dei temi affrontati dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e dal senatore monzese Massimiliano Romeo che, assieme all’assessore regionale agli Enti Locali Massimo Sertori, hanno partecipato al convegno ‘La riforma delle province e il modello lombardo. La resilienza delle Province alla Legge 56/2014’, tenutosi alla sede della provincia di Monza e Brianza.

Fontana: necessaria gestione diversa della fiscalità

“Il federalismo fiscale – ha affermato il presidente Fontana – è una legge che non si può più aspettare ad applicare. È stata approvata nel 2011 e, nel 2012 stati approvati i decreti attuativi. Non esiste una motivazione tecnica che costringa a continua a rinviarne l’applicazione, al di là del fatto che sia inserita tra gli obiettivi previsti dal PNRR”.

legge federalismo fiscale

“Non c’è veramente ragione che – ha continuato – ci imponga di dover rinviare una riforma orientata verso la direzione che tutti abbiamo auspicato. Mi riferisco a una maggiore delega, una maggiore autonomia territoriale, una possibilità di gestire in maniera più diretta le risorse, sapendo quali sono quelle che possono essere programmate e quelle che non lo sono”.

Una gestione diversa della fiscalità

“Se penso ai fondi che la Lombardia trasferisce al Governo centrale – ha spiegato Fontana – e al fatto che, paradossalmente, siamo noi a doverci rivolgere a Roma per poter disporre di quanto ci serve per far funzionare bene la Regione, allora mi chiedo se non sia il caso di pensare ad una gestione completamente diversa della fiscalità. Dovremmo essere noi ad poter utilizzare quanto viene raccolto, nell’esclusivo interesse di offrire servizi a cittadini ed imprese, e non, invece, dover chiedere al Governo, quasi con il cappello in mano, fondi per noi essenziali”.

La gestione dei fondi di coesione

“Siamo stati un mese fa a Bruxelles – ha proseguito Fontana – e quando abbiamo incontrato il commissario Raffaele Fitto, ci ha detto che i fondi di coesione probabilmente dovrebbero essere gestiti a livello nazionale e non più delegati alle Regioni. Questo perché ci sono alcune Regioni che non li utilizzano in maniera efficace. Io penso che non sia corretto pagare le conseguenze di questa situazione che coinvolge qualche Regione. Se ci venisse sottratta la gestione dei fondi di coesione si creerebbero dei gravi problemi nella gestione della nostra Regione, perché parte di questi viene da noi utilizzata per sostenere le attività produttive e per sostenere la formazione professionale, che sono due capisaldi per lo sviluppo della Lombardia”.

“Sono risorse molto importanti – ha rimarcato il governatore Fontana – e non possiamo assolutamente permettere che una scelta di questo genere vada avanti. Ciò vorrebbe dire andare a togliere linfa vitale a quella parte del territorio che sta facendo da locomotiva per il resto del Paese”.

Sertori: riforma Delrio è stata un disastro

legge federalismo fiscale “Scardinare un’istituzione come le Province – ha dichiarato l’assessore Sertori – è stata una disgrazia per l’Italia. La Lombardia ha contenuto il danno perché con responsabilità ha mantenuto il ruolo delle Province. Questi enti, non dimentichiamolo, hanno tra le loro competenze gli edifici scolastici e le strade”.

“In sostanza – ha detto ancora – un miliardo all’anno di tributi delle Province non vengono impiegati per le funzioni provinciali, ma vengono girati a Roma. Anche per questo la riforma Delrio è stata un disastro. Dobbiamo ripristinare una situazione che è sfuggita di mano. La Regione ha funzioni di controllo e legifera, ma chi amministra i territori sono Comuni e Province. La situazione si è, di fatto, tradotta in una grave inefficienza. Ora responsabilmente, insieme, dobbiamo trovare una soluzione: l’obiettivo è erogare i servizi per i cittadini, questo è il mandato”.

I relatori del convegno

Ai lavori sono intervenuti anche Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano e Presidente Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Pasquale Gandolfi, presidente UPI – Unione Province Italiane, Luca Santambrogio, presidente UPL – Unione Province Lombarde e Presidente Provincia di Monza e Brianza. Tra i presenti il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani, parlamentari ed esponenti politici del territorio.

ben/As2

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Bilancio positivo per il treno diretto Milano-Bolzano

13 janvier 2025 à 15:06

L’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente, è intervenuto a Bolzano alla conferenza stampa di presentazione del treno RegioExpress che dal 15 dicembre 2024 collega Milano con Trento e Bolzano. All’evento hanno partecipato anche Arno Kompatscher, presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Daniel Alfreider, assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità, il sindaco di Bolzano, Renzo Caramaschi.

Lucente Bolzano

La Lombardia e il Trentino Alto Adige sono più vicini

“Grazie al trasporto ferroviario – ha detto Lucente – la Lombardia e il Trentino Alto Adige sono più vicini. Dopo un mese di collegamenti diretti, possiamo certificare il successo dell’iniziativa, con i viaggiatori che hanno dimostrato di gradire il treno tra Milano e Bolzano. Ora, insieme ai colleghi altoatesini, vaglieremo la possibilità di implementare il servizio, prevedendo ulteriori collegamenti giornalieri”.

Oltre 2.000 passeggeri al giorno utilizzano questo collegamento

“Ogni giorno – ha spiegato l’assessore regionale ai Trasporti – sono in media oltre 2.000 i passeggeri che utilizzano il Milano-Bolzano. Lo usano anche per le numerose fermate intermedie. Di questi, più di 200 arrivano sino a Bolzano e rientrano poi dall’Alto Adige sino a Milano. Ancora una volta, quindi, la mobilità ferroviaria si dimostra vincente, il modo più sostenibile per viaggiare, in grado di decongestionare il traffico su gomma. Un impegno condiviso tra Regione Lombardia e Alto Adige, anche in previsione dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: dobbiamo favorire gli spostamenti su ferro, aumentando la qualità dell’offerta e l’affidabilità del servizio. Per noi è un impegno strategico”.

Gli orari del treno diretto Milano-Bolzano e ritorno

Il treno parte da Milano Porta Garibaldi alle 6.43 e arriva a Bolzano alle 10.31. Ecco le fermate: 6.58 Milano Lambrate, 7.05 Pioltello Limito, 7.20 Treviglio, 7.30 Romano, 7.39 Chiari, 07:44 Rovato, 7.58 Brescia, 8.16 Desenzano, 8.26 Peschiera del Garda, 9.31 Rovereto, 9.45 Trento, 9.56 Mezzocorona, 10.13 Ora.

La partenza da Bolzano è prevista alle 16.57, con arrivo a Milano Porta Garibaldi alle 20.55. Le fermate intermedie: 17.09 Ora, 17.25 Mezzocorona, 17.46 Trento, 18.02 Rovereto, 19.04 Peschiera del Garda, 19.13 Desenzano, 19.34 Brescia, 19.45 Rovato, 19.50 Chiari, 19.59 Romano, 20.11 Treviglio, 20.25 Pioltello Limito, 20.37 Milano Lambrate.

Il treno offre 570 posti a sedere e spazi per biciclette

Il servizio è garantito dal treno ‘Caravaggio’ di Trenord, un modello all’avanguardia con 570 posti a sedere, spazi per biciclette e prese per la ricarica dei dispositivi elettronici.

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Le migliori province italiane per qualità della vita: la classifica

Par : elenausai10
16 décembre 2024 à 11:15

È dal 1990 che il Sole 24 Ore pubblica ogni anno la classifica dedicata alle province italiane dove si vive meglio tenendo in considerazione diversi parametri. Analizzando fattori quali ricchezza, consumi, ambiente, servizi, salute o cultura, la provincia che ha primeggiato è stata Bergamo, seguita da Trento e da Bolzano. Rispetto all’anno passato, invece, perdono posizioni Bologna, Milano, Firenze e Roma, mente il Sud rimane fanalino di coda con il punteggio peggiore raggiunto da Reggio Calabria, seppur siano stati evidenziati dei segnali positivi per il futuro.

La top 10 delle migliori province italiane

È Bergamo che per la prima volta ottiene il riconoscimento come città più vivibile d’Italia, dimostrando un’incredibile capacità di ripresa soprattutto dopo il periodo buio attraversato durante il Covid. Il secondo e terzo posto è occupato dalle province di Trento e Bolzano, storicamente presenti nelle classifiche dedicate alla qualità della vita. Trento, infatti, è stata prima per ben tre volte e nelle prime tre posizioni per 14 volte, mentre Bolzano ha primeggiato per 5 volte, occupando il podio per 18 volte in tutto.

Nella top 10 compare al quarto posto Monza e Brianza, seguita da Cremona e da Udine, vincitrice dell’edizione 2023 e che, secondo il report del Sole 24 Ore, ha registrato performance positive anche quest’anno. Al settimo e all’ottavo posto troviamo Verona e Vicenza, al nono Bologna, l’unica grande area metropolitana presente nella top 10 e, infine, Ascoli Piceno.

Qui la classifica completa:

  • Bergamo
  • Trento
  • Bolzano
  • Monza e Brianza
  • Cremona
  • Udine
  • Verona
  • Vicenza
  • Bologna
  • Ascoli Piceno

Il metodo usato per l’indagine

Per realizzare questa classifica relativa alle migliori province italiane per qualità della vita, il Sole 24 Ore ha utilizzato 90 indicatori, divisi a loro volta in 6 grandi categorie tematiche: “ricchezza e consumi”, “affari e lavoro”, “ambiente e servizi”, “demografia, salute e società”, “giustizia e sicurezza” e “cultura e tempo libero”.

Per ogni indicatore viene dato un punteggio da 0 a 1000: più la provincia è vivibile, più punti ottiene. Per ottenere la classifica generale, il punteggio per le altre province si distribuisce in funzione della distanza rispetto agli estremi (1000 e 0). Successivamente, per ciascuna delle sei categorie, si individua una graduatoria determinata dal punteggio medio riportato nei 15 indicatori, ciascuno pesato in modo uguale all’altro (1/90). Infine, la classifica finale è costruita in base alla media aritmetica semplice delle sei graduatorie di settore.

La città migliore e quella peggiore per qualità della vita

Quali sono gli indicatori che hanno permesso a Bergamo di ottenere il primo posto? Dopo il Covid, la città si è rimboccata le maniche per migliorare in tanti settori, in particolare quello relativo alla salute. Nell’indicatore riguardante l’emigrazione ospedaliera si è dimostrata autosufficiente: da una parte non esiste emigrazione sanitaria, dall’altra il sistema sanitario è considerato altamente attrattivo anche dai pazienti provenienti dalle altre regioni italiane.

Inoltre ha raggiunto ottimi punteggi nelle categorie “ambiente e servizi” e “demografia e società”, primeggiando nell’indice di “sportività”, calcolato in base al numero di atleti tesserati e società sportive. I punteggi peggiori, invece, li ha ottenuti nella categoria “ricchezza e consumi”, posizionandosi 98esima per crescita del PIL procapite.

In fondo alla classifica, invece, troviamo Reggio Calabria, dove hanno inciso fattori come la bassa aspettativa di vita, il divario nella parità salariale tra uomini e donne, il numero delle imprese in fallimento, i livelli di criminalità e la disoccupazione. In generale, però, il Sole 24 Ore ha evidenziato una maggiore crescita economica al Sud dove si stanno registrando tassi di crescita del Pil più elevati.

Cosa vedere a Lana, destinazione gioiello dell’Alto Adige

5 décembre 2024 à 13:31

Una pittoresca cittadina in Alto Adige, che si trova immersa in uno scenario suggestivo, circondata da alte montagne e in una natura da favola. Se questo non bastasse, Lana è anche una località autentica in cui si respirano la storia, le tradizioni e la cultura di questa zona dell’Italia.

Si trova poco distante da Merano, vicino alla Val d’Ultimo ed è celebre per essere un vero e proprio frutteto: qui si coltivano le mele e la sua produzione fa parte di quella della Val Venosta. Cosa vedere, cosa fare e come raggiungere Lana, per una vacanza tra natura, bellezze e sapori indimenticabili.

Lana, dove si trova questa cittadina suggestiva

Siamo a circa una decina di chilometri da Merano, in provincia di Bolzano. Qui sorge un luogo incantevole, da raggiungere per una vacanza che sia all’insegna della natura, ma anche delle tante attività che si possono programmare.

La storia di Lana è abbastanza antica, basti sapere che il suo nome era già noto come Lóina nel 1034. Un luogo ricco di bellezza, quella del paesaggio ma anche quella di ciò a cui ha dato vita la mano dell’uomo che ha lasciato simboli nel corso delle varie epoche storiche. Un gioiello da raggiungere per una vera e propria fuga dalla quotidiniatà.

Cosa fare a Lana: per i più sportivi e per chi ama la natura

A Lana e nei suoi dintorni ci sono tantissime cose da vedere e da fare. Questa località che si trova in Trentino Alto-Adige, regione dell’Italia del nord, offre tantissime possibilità differenti e pensate per tutti.

Come raggiungere in funivia il Monte San Vigilio, chiuso al traffico, e lì dedicarsi a tante attività diverse, anche in inverno quando si possono organizzare delle bellissime escursioni nel cuore della natura o – quando c’è la neve – giornate dedicate allo sci ma senza troppa folla in questa piccola area. Gli impianti sono quattro, mentre le piste si snodano per cinque chilometri, facili e adatte anche per i sciatori meno esperti. Non mancano i rifugi sul monte e neppure i percorsi per coloro che amano fare le ciaspolate.

Per chi, invece, desidera percorsi sciistici più vari nei dintorni vi sono ben quattro zone adibite, con proposte adatte a tutti e a ogni età.

Funivia Monte San Vigilio
Fonte: iStock
La funivia del Monte San Vigilio a Lana

Cosa vedere a Lana: tutte le sue meraviglie

Tra le cose da fare e da vedere a Lana non si possono non citare i musei. In particolare, il primo e unico della provincia a essere dedicato alla frutticultura che si trova nella tenuta Larchgut, mentre si trova nella frazione di Foiana un suggestivo spazio dedicato alla cultura contadina, nella chiesa di Santa Croce, infine, vi è un museo dedicato agli orologi con approfondimenti anche sulla storia degli edifici religiosi della zona.

Piantagione di mele a Lana
Fonte: iStock
Una piantagione di mele a Lana

Quando si visita questa cittadina immancabile è una visita all’Itinerario scultoreo che si snoda per otto chilometri lungo i quali ammirare 33 sculture di artisti contemporanei: il tempo previsto per visitarlo è di circa 2 ore e mezza di cammino.

Non mancano, poi, nella zona di Lana castelli, fortezze, chiese e conventi, testimonianze di un passato lontano che ha lasciato dei simboli meravigliosi. Gli edifici religiosi di questo territorio ammontano a circa una quarantina, le chiese più antiche possono essere fatte risalire a prima della nascita di Lana, ovvero nel primo millennio, tra quelle con un passato più remoto vi è la chiesa di Santa Margherita che reca ancora qualche segno del periodo romanico, ma si può citare anche la chiesa di San Pietro (successiva).

Da non perdere i cannocchiali fissi che si trovano in punti panoramici, non solo a Lana ma in tutta la zona, che permettono di conoscere maggiori informazioni sulle meraviglie che si stanno guardando.

E poi dista davvero pochissimo da Merano, meta molto apprezzata per le sue tante bellezze e per le tante possibilità da vivere, ma anche da chi è alla ricerca di una vacanza all’insegna della salute vista la presenza delle terme.

Cosa vedere a Lana
Fonte: iStock
Cosa vedere a Lana, tutte le bellezze di questa cittadina

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