Con l’arrivo di Ferragosto le spiagge italiane si preparano ad accogliere milioni di persone, ma tra stabilimenti balneari, spiagge libere e tratti di costa in concessione non sempre è chiaro quali siano i diritti dei bagnanti. Una delle regole più importanti riguarda l’accesso al mare: raggiungere la battigia deve essere sempre possibile e gratuito, anche attraversando uno stabilimento. Ma non è l’unica norma da conoscere prima di trascorrere una giornata in spiaggia.
Accesso al mare: cosa possono fare i bagnanti
Il diritto di raggiungere la battigia è garantito dalla legge anche quando la spiaggia è affidata in concessione a uno stabilimento balneare. L’articolo 11 della legge 217 del 2011 riconosce infatti il “diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione”. La legge 296 del 2006 stabilisce inoltre che i concessionari devono consentire il libero accesso e transito verso la battigia.
Questo significa che chi vuole semplicemente arrivare al mare, fare il bagno o attraversare lo stabilimento per raggiungere la riva non deve acquistare un biglietto né pagare alcun servizio. Diverso è il caso di ombrelloni, lettini, cabine, docce e altre strutture messe a disposizione dal gestore, che restano servizi a pagamento.
Attenzione, però, alle regole sulla permanenza vicino alla riva. In molti Comuni la fascia di circa cinque metri dalla battigia deve rimanere libera, anche per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso. Non è quindi possibile occupare questo spazio con ombrelloni, lettini o altri oggetti quando le ordinanze locali lo vietano.
Anche sulla spiaggia libera non è consentito “prenotare” il posto lasciando durante la notte ombrelloni, materassini o sdraio. Si tratta di un’occupazione abusiva del demanio e gli oggetti possono essere rimossi. Per giocare a pallone, organizzare attività sportive o portare il proprio cane, invece, bisogna verificare le disposizioni del Comune, della Regione o dell’autorità marittima. Anche il cibo portato da casa è generalmente consentito, purché si rispettino ambiente e regole locali, mentre il fumo può essere soggetto a divieti comunali.
Spiagge pulite: le regole contro rifiuti
Il diritto di vivere liberamente la spiaggia comporta anche precise responsabilità. In vista di Ferragosto, l’appello rivolto ai Comuni balneari è quello di rafforzare controlli e sanzioni contro l’abbandono dei rifiuti e i comportamenti che danneggiano gli arenili.
Le immagini delle spiagge lasciate sporche dopo la notte di San Lorenzo hanno riacceso l’attenzione sul problema: bottiglie, bicchieri, lattine, plastica, mozziconi e resti di bivacchi finiscono sulla sabbia, trasformando un bene comune in una discarica a cielo aperto. Il fenomeno rischia di aggravarsi proprio nei giorni di maggiore affluenza.
A preoccupare è anche l’abitudine di portare via sabbia, conchiglie, ciottoli e altri materiali naturali. Se un singolo gesto può sembrare irrilevante, la sua ripetizione da parte di migliaia di persone può impoverire ecosistemi costieri già fragili.
Per questo, oltre al senso civico, diventano fondamentali informazione, prevenzione e controlli. La spiaggia è un patrimonio collettivo: rispettare le regole significa garantire a tutti il diritto di accedere al mare e, allo stesso tempo, preservare gli arenili per chi li frequenta oggi e per le generazioni future.
Ogni viaggiatore conosce bene il dilemma tra il vivere appieno il momento e l’ansia di catturarlo per sempre con una videocamera. Quante volte ti perdi i dettagli di un vicolo nascosto o la poesia di un tramonto solo per assicurarti che la fotocamera sia puntata nella direzione giusta? Per celebrare i suoi primi dieci anni di innovazione nel settore delle videocamere sferiche, Insta360 firma quello che si candida per essere il compagno di viaggio definitivo. Scopri X6 e assicurati subito il bonus di lancio.
Chi acquisterà e attiverà Insta360 X6 entro il 30 settembre 2026 riceverà in omaggio un anno di abbonamento a Insta360+ Premium con 500 GB di spazio cloud e un pacchetto di prova per tre video su Moments Pro, mentre l’attivazione dei modelli X5 o X4 Air nello stesso periodo darà diritto a 200 GB di cloud gratuito per un anno. La sicurezza dell’investimento è garantita dal servizio opzionale Insta360 FlexiCare per la copertura dei danni accidentali, da una politica di sostituzione gratuita entro 90 giorni per gli acquisti nel periodo di lancio e dal programma di Trade-In per la permuta dell’usato. La X6 sarà in vendita dal 12 agosto sul sito ufficiale Insta360, su Amazon e presso i rivenditori autorizzati.
Il marchio leader globale detiene attualmente il 71% del mercato delle videocamere a 360 gradi, secondo i dati IDC relativi al primo trimestre del 2026, e la nuova Insta360 X6 arriva proprio per consolidare questo primato. Il dispositivo è disponibile a partire dal 12 agosto al prezzo di partenza di 699 euro per lo Standard Bundle.
Come ha sottolineato il fondatore di Insta360, JK Liu, l’obiettivo del team era realizzare la videocamera che avevano sempre desiderato costruire, che riprendesse in qualsiasi condizione di luce e consegnasse un video già montato ancora prima di impugnare lo smartphone. La X6 si presenta infatti come un vero e proprio sistema tre in uno racchiuso in un formato tascabile con una videocamera a 360 gradi, una fotocamera con inseguimento del soggetto in stile gimbal e una classica action cam per viaggi ad alte prestazioni.
Insta360Nuova Insta360 X6
Nuova Insta360 X6, la fotocamera a 360°
Sulle strade del mondo la luce cambia continuamente, ma la nuova X6 è stata progettata per non temere le sfide di illuminazione più complesse, dai mercati notturni alle spiagge tropicali illuminate da un sole battente. I nuovi sensori quadrati Sony dual da 1/1,1 pollici offrono un’acquisizione equivalente a un sensore da un pollice, garantendo un’area sensibile del 33% superiore rispetto al modello X5 e una capacità di raccolta della luce circa quattro volte maggiore per fotogramma.
Dietro agli obiettivi lavora un sistema con un processore di fascia alta a 8 core da 3,3 GHz realizzato a 4 nanometri, affiancato da due chip dedicati esclusivamente all’elaborazione delle immagini. Questa architettura offre il 500% di potenza di calcolo in più rispetto al passato, una frequenza operativa superiore del 106% e un consumo energetico del 35%, riducendo al minimo il rumore nelle scene notturne.
Sensore Sony e risoluzione 8K, come cambia la qualità d’immagine
La gestione dei colori compie un ulteriore salto di qualità per chi cerca la massima resa visiva. Una nuova modalità per la scarsa illuminazione utilizza due sensori di luce ambientale per ridurre lo sfarfallio, mentre la tecnologia AdaptiveTone 2.0 analizza separatamente ciascun obiettivo acquisendo due esposizioni per ogni fotogramma per ampliare la gamma dinamica.
La X6 è inoltre la prima videocamera a 360 gradi a supportare nativamente il Dolby Vision in camera, elaborando i metadati dinamici fotogramma per fotogramma. Unitamente alla registrazione a 10 bit con oltre 1,07 miliardi di colori, la videocamera offre un profilo colore professionale già pronto all’uso per i vostri ricordi di viaggio.
Insta360Insta360 X6 in motocicletta
Un sistema 3-in-1, ripresa a 360 gradi, action cam e inseguimento soggetto
La vera magia per chi viaggia è nella semplicità d’uso. Attivando la modalità sferica con video 8K a 50 fps, non serve più preoccuparsi di dove sia puntato l’obiettivo: basta premere il pulsante di registrazione e godersi l’esperienza. L’intera scena sferica viene salvata e l’inquadratura ideale potrà essere scelta con calma in un secondo momento tramite app o software desktop, cambiando angolazione tutte le volte che lo si desidera. Per chi desidera realizzare contenuti pronti all’uso, la funzione InstaFrame 2.0 produce video in formato 4K standard agganciando e seguendo automaticamente persone, animali o oggetti.
Abbinando la fotocamera al nuovo Foldable Selfie Stick Remote Kit con controllo tramite joystick, si ottiene un’esperienza di ripresa guidata del tutto analoga a quella di un gimbal tradizionale, mentre il dispositivo POV Head Tracker fa sì che l’inquadratura segua la direzione dello sguardo. Quando invece serve la massima azione, passando alla modalità a obiettivo singolo la X6 si trasforma in una classica action camera che gira in 5K a 60 fps con un campo visivo grandangolare fino a 170 gradi, oppure in 4K a 120 fps per realizzare spettacolari rallenti.
Insta360Insta360 X6 outdoor
Accessori per ogni avventura, immersioni fino a 60 metri, bike kit e supporti auto
La videocamera è compatibile con una gamma di oltre 100 accessori ad aggancio magnetico, che garantisce la retrocompatibilità anche con i supporti delle serie X5, X4 Air e Ace. Per i motociclisti è stato sviluppato un kit specifico che integra la sovrimpressione olografica del cruscotto con la velocità, la registrazione ciclica in modalità dashcam e l’offuscamento automatico della targa, affiancato da un Hidden Engine Mic dedicato che isola il suono del motore filtrando il rumore del vento. Chi viaggia in bicicletta può invece visualizzare direttamente sui video i dati di telemetria provenienti da Apple Watch, dispositivi Garmin e altri strumenti compatibili.
Per gli amanti dell’esplorazione marina, la nuova custodia Invisible Dive Case Pro consente di scendere fino a 60 metri di profondità senza interferire con la linea di giunzione delle immagini sferiche, risultando completamente invisibile nel filmato finale, fermo restando che il corpo macchina è già impermeabile fino a 20 metri con certificazione IP68. Chi preferisce i road trip in auto può contare sull’Electric Suction Cup Mount e sui supporti da 1/4 di pollice per fissare la camera ai vetri senza installazioni permanenti. L’autonomia è supportata dall’accessorio X6 Power Selfie Stick, che aggiunge fino a 180 minuti di operatività extra, dal Bullet Time Selfie Stick 2.0 e dalla Fast Charge Case con doppio alloggiamento per batterie e schede SD.
Insta360Insta360 X6 riprese outdoor
Display OLED e batteria Xtreme. prestazioni top di gamma nel palmo della mano
Il corpo macchina è progettato per resistere all’uso intenso in viaggio. Il display OLED da 2,32 pollici raggiunge una luminosità di picco di 1.200 nit per garantire una perfetta visibilità anche sotto la luce diretta del sole, mentre la funzione Full Screen Press permette di interagire con il touch screen anche indossando i guanti. La nuova batteria Xtreme da 2.600 mAh assicura fino a 140 minuti di registrazione continua in 8K, segnando un incremento di autonomia del 51% rispetto a X5, resiste fino a temperature polari di -20 °C e si ricarica dallo zero all’80% in appena 24 minuti.
Per prevenire il surriscaldamento nelle sessioni prolungate, il sistema di raffreddamento Star-Ridge aumenta l’efficienza del 10% rispetto ai concorrenti integrando un’impugnatura termoisolante. La protezione ottica Replaceable Lens 2.0 offre una resistenza ai graffi cinque volte superiore e riduce del 60% i costi di sostituzione delle lenti in caso di urti durante le escursioni. Non manca la praticità sul fronte della memoria: la X6 dispone di 47 GB di memoria interna liberamente utilizzabili sui 64 GB totali, permettendo di continuare a registrare anche quando ci si dimentica a casa la scheda SD.
Stabilizzazione FlowState e audio omnidirezionale per vlogging in movimento
Il comparto audio sfrutta quattro microfoni omnidirezionali con protezione dal vento abbinati alla tecnologia Intelligent Audio Mode, che adatta la resa sonora all’ambiente circostante. Chi cerca una qualità microfonica da studio può collegare contemporaneamente due trasmettitori Insta360 Mic Air o Mic Pro in modalità wireless diretta.
La stabilizzazione FlowState e la funzione 360 Horizon Lock mantengono l’orizzonte perfettamente livellato e i filmati fluidi anche durante le attività più movimentate. Sul fronte della connettività, il chip NFC Touch-to-Connect consente l’accoppiamento rapido con lo smartphone, il Wi-Fi 6.0 trasferisce i file a una velocità fino a 100 MB/s, la porta USB 3.0 raggiunge i 450 MB/s e il Bluetooth potenziato riconnette i dispositivi in meno di un secondo.
Insta360Insta360 X6 Road Trip
Montaggio automatico con l’AI: come funziona Insta360 PanoMind e la modalità Zero-Edit
Uno dei più grandi ostacoli per chi crea contenuti di viaggio è il tempo richiesto dal montaggio. Con la X6 debutta l’architettura Insta360 PanoMind, il primo modello di intelligenza artificiale sviluppato specificamente per comprendere scenari sferici, addestrato su oltre 10.000 ore di girato in più di 30 contesti differenti.
Grazie alla funzione AI Director, basta collegare la videocamera all’alimentazione a fine giornata: il sistema analizza le riprese direttamente a bordo macchina senza passare dal cloud, individua i momenti migliori, taglia le clip e trasferisce nell’app uno short video già pronto per essere condiviso. Per chi vuole maggiore controllo, la funzione Auto Edit 2.0 genera montaggi coordinando transizioni, inquadrature e musica con un solo tocco. Chi si occupa di post-produzione professionale potrà invece sfruttare la registrazione in profilo I-Log e il software gratuito Insta360 Studio per Mac e Windows.
Insta360Insta360 X6 in bicicletta
Insta360 X6: prezzo, disponibilità e promozioni sul cloud Insta360+
A completare l’offerta arriva la piattaforma cloud Insta360+, che mette a disposizione fino a 2 TB di spazio con backup automatico opzionale durante la ricarica. I contenuti salvati possono essere condivisi tramite un link interattivo a 360 gradi oppure lavorati con Moments Pro, uno strumento di editing sul cloud sviluppato in collaborazione con Google Gemini che trasforma semplici descrizioni testuali in video finiti.
L’estate 2026 sta per essere resa memorabile da un evento astronomico che non capitava dal 1999: un’eclissi di sole totale è attesa per il 12 agosto e sarà visibile in modo parziale anche dall’Italia… i luoghi però più magici dove lo spettacolo del disco solare sarà totalmente coperto dalla luna sono tanti e sono già diventati i protagonisti della stagione.
C’è già chi la definisce l’eclissi del secolo e l’interesse sembra confermarlo. Nelle località coinvolte, le ricerche di alloggi sono aumentate fino al 250%, mentre alcune compagnie di crociera hanno modificato le rotte per trovarsi nel posto giusto al momento esatto. Ecco tutto quello che bisogna sapere per prepararsi allo spettacolo.
Ecco una guida completa per conoscere tutto ciò che c’è da sapere sul fenomeno.
Dove sarà visibile l’eclissi totale di sole del 2026: la fascia della totalità
Prima di prenotare qualsiasi viaggio last minute per poter vedere l’eclissi totale di sole del 2026 è bene sapere che la totalità è un fenomeno che coinvolge solo pochi territori; solo chi si trova precisamente in quella “piccola” striscia di terra vedrà il sole coperto per intero. Chi è spostato, anche solo di una cinquantina di chilometri, assisterà a un’eclissi parziale… comunque uno show imperdibile.
I calcoli dell’Osservatorio Astronomico Nazionale della Spagna hanno spiegato che il fenomeno sarà visibile dalle 17:34 ora italiana sul mare di Bering per esaurirsi alle 21:58 sull’Atlantico. Durerà 264 minuti e toccherà il nordest della Groenlandia, sfiorerà l’ovest dell’Islanda, taglierà l’Atlantico per poi abbattersi sulla penisola iberica da ovest a est.
Il picco massimo si registrerà alle 19:46 a largo dell’Islanda dove il fenomeno di oscurità durerà per ben 2 minuti e 18 secondi.
iStockLo spettacolo dell’eclissi solare sul mare
Groenlandia
La prima terra coinvolta a finire nel cono d’ombra è la costa nordorientale della Groenlandia. Attorno al parco nazionale Nordorientale e all’insediamento di Ittoqqortoormiit, sullo Scoresby Sund lo spettacolo naturale lascerà tutti a bocca aperta. Per poterla osservare in questa zona sono state preparate nave e voli charter mesi prima; la posizione è straordinaria perché l’orizzonte è pulitissimo e il contrasto con ghiacciai e fiordi è impareggiabile. Attenzione a non fermarsi nella capitale Nuuk, non è compresa nella fascia.
iStockVedere l’eclissi da Ittoqqortoormiit in Groenlandia
Islanda
Pochi minuti dopo rispetto alla Groenlandia lo show si sposta in Islanda: l’eclissi totale interesserà i fiordi dell’ovest, la penisola di Snæfellsnes e l’area attorno alla capitale, con durate che variano a seconda di quanto si è vicini al centro della fascia. Reykjavík e la vicina Kópavogur rientrano nel percorso, anche se in posizione periferica: qui il buio completo dura poco più di un minuto. Spostandosi verso Ísafjörður e le coste di Snæfellsnes si guadagnano secondi preziosi. L’unica incognita resta il meteo: il cielo islandese nel mese di agosto è molto mutevole e si dovrebbe mettere in conto uno spostamento last minute con un’auto a noleggio per poter essere certi di non perdersela.
Spagna
La vera protagonista dell’Eclissi totale di sole del 2026? La Spagna, che sta vivendo un boom di prenotazioni per il grande evento. Il Paese a due passi da noi è l’unico posto al mondo dove si potrà vedere la fase conclusiva della totalità al tramonto, con il sole nero appoggiato quasi sulla linea dall’orizzonte. Uno scenario poetico che i fotografi inseguono da anni. La fascia entra dalla Galizia attorno alle 19:31 e prosegue fino alle isole Baleari alle 19:38. In mezzo numerose realtà territoriali:
Le due grandi metropoli di Madrid e Barcellona restano appena fuori dalla fascia, chi è in vacanza qui potrà godersi un’eclissi parziale… oppure organizzare una gita in una delle destinazioni che abbiamo appena citato.
iStockLa splendida Palma di Maiorca, una delle mete per vedere l’eclissi in Spagna
Portogallo
Anche il Portogallo partecipa, seppur in versione ridotta perché la fascia toccata è minima. La regione di Trás-os-Montes sarà interessata dall’eclissi totale a Bragança e Miranda do Dour. Seppur si trovi fuori dal turismo di massa con altopiani e borghi in pietra sta attirando curiosi proprio per questo appuntamento imperdibile. Lisbona e Porto? Da queste due città si potrà osservare solo un’eclissi parziale, seppur piuttosto marcata.
Eclissi totale di sole 2026 in Italia: sarà visibile?
Se vi state chiedendo cosa potremo osservare dall’Italia dobbiamo rispondere chiaramente che il Belpaese non permetterà di osservare un’eclissi totale ma solo parziale. Chiaramente non si resta a mani vuote… anzi. Il 12 agosto il cielo italiano offrirà da varie posizioni uno splendido show.
La percentuale di copertura è maggiore verso nord-ovest e nelle isole con Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna come regioni favorite. Qui la Luna coprirà oltre il 90% del Sole con picchi del 95% nel Ponente ligure e nella Sardegna nord-occidentale.
Verso sud e verso est l’effetto si riduce progressivamente. In Calabria, ad esempio, il Sole sarà coperto solo per un 18%.
Il nostro problema è l’altezza del sole che essendo ormai molto basso potrebbe nascondere lo show se l’orizzonte non resta del tutto libero. Insomma, nelle grandi città tra palazzi e alberi si rischia di perdere la meraviglia… meglio spostarsi in posizioni panoramiche. Chi vuole scoprire dove vedere l’eclissi solare in Italia deve accontentarsi di un’osservazione parziale ma comunque meritevole.
Grazie alle dettagliate mappe di visibilità preparate dagli scienziati dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) è possibile sapere se da dove ci si trova sarà davvero possibile ammirare l’eclissi. Il consiglio è quello di fare una prova almeno la sera prima per controllare che, all’orario indicato, la vista verso ovest sia libera.
Per realizzare queste mappe è stato usato un modello digitale del terreno su quale eseguire il ray-tracing – tenendo conto della rifrazione atmosferica e della curvatura terrestre. Il Tinitaly si è rivelato essere lo strumento più prezioso in quanto rappresenta con la massima cura – e con una risoluzione di 10 metri per pixel – la morfologia del territorio dell’Italia.
In Italia gli orari indicativi per vedere l’eclissi del 12 agosto sono:
intorno alle 19:30 – inizio dell’eclissi
verso le 19:50 – fase centrale
verso le 20:20 – avverrà il massimo spettacolo dell’eclissi
Gli orari cambieranno di pochi minuti in base a dove ci si troverà.
iStockGenova, un punto panoramico per osservare l’Eclissi
Come scegliere il posto migliore per vedere l’eclissi
La scelta della postazione pesa più di quanto si immagini, per scegliere il miglior posto dove vedere l’eclissi bisogna prendere in considerazione la propria zona di partenza. Chi è già in vacanza in zone interessate, come ad esempio la Spagna, potrebbe organizzare un on the road con un’auto a noleggio. Nella penisola iberica il numero id pernotti e la richiesta di alloggi per quel periodo è schizzato alle stelle con un 7,4% in più di interesse rispetto agli altri anni.
Zone come Saragozza registrano persino un +123%. Le mete protagoniste sono quelle prese d’assalto e anche le più care; guardando attorno ma restando nel percorso si possono fare vere scoperte. In Spagna una città come La Coruña rappresenta un’alternativa interessante, mentre in Islanda gli agriturismi e le guesthouse rurali nei dintorni della capitale conservano ancora disponibilità.
Sul luogo di osservazione valgono poche regole essenziali:
Cercate un orizzonte libero verso ovest, perché il sole sarà bassissimo;
Tenete pronto un piano B a pochi chilometri, per nuvole o folla eccessiva;
Arrivate con largo anticipo, meglio il giorno prima, evitando di mettervi in viaggio proprio il 12 perché strade, aeroporti e treni saranno congestionati;
Portate acqua e uno strato in più, perché durante la totalità la temperatura scende.
Come osservare l’eclissi: lo strumento indispensabile
C’è un solo strumento davvero indispensabile per vedere l’eclissi totale e sono gli occhiali certificati secondo la norma ISO 12312-2 che con la lente in polimero nero opaco o metallizzato lascia passare una frazione infinitesimale della luce solare. Il prezzo non è alto, se ne trovano in negozi di ottica e in quei giorni nelle aree interessate sarà facile acquistarli.
Non vanno usati invece i normali occhiali da sole perché non proteggono a sufficienza e non servono neppure vetri affumicati, CD o pellicole fotografiche. Va prestata molta attenzione perché guardare il sole senza una protezione adeguata potrebbe provocare danni permanenti alla retina.
Spiegano gli esperti di Baviera – Clinica Oculistica che “gli occhiali da sole convenzionali, indipendentemente da quanto siano scuri, non offrono la protezione necessaria per osservare un’eclissi solare. Allo stesso modo, non sono sicuri nemmeno i vetri affumicati, le radiografie, i negativi fotografici, i compact disc, i filtri improvvisati o qualsiasi altro metodo casalingo tradizionalmente utilizzato per tentare di guardare il sole. Nessuno di questi elementi blocca la radiazione nociva in modo adeguato. Utilizzare uno qualsiasi di questi metodi può generare una falsa sensazione di sicurezza e far sì che la persona mantenga lo sguardo fisso sul sole per più tempo. Ciò aumenta considerevolmente il rischio di subire ustioni alla retina e danni permanenti alla vista, che in alcuni casi possono impedire di recuperare completamente la capacità visiva”. Quindi, non scherzate…
Un’alternativa sicura e pure divertente è la proiezione: basta un cartoncino con un forellino, tenuto a distanza da una superficie chiara, per vedere l’immagine del sole eclissato in miniatura. Funziona anche con uno scolapasta. Chi usa binocolo o telescopio deve montare un filtro solare certificato davanti all’obiettivo, mai dietro l’oculare, e gli occhiali da eclissi non vanno mai usati guardando dentro uno strumento ottico privo di filtro.
C’è solo un’eccezione: nei secondi di totale eclissi, quando il sole è coperto per intero, si possono togliere i filtri e osservare la corona a occhio nudo ma bisognerà ricoprire lo sguardo appena riappare il primo spicchio di sole.
Come vederla da casa
Non tutti potranno spostarsi ma l’Agenzia Spaziale Europea ha organizzato una diretta che parte dalle 19:30 del 12 agosto e si potrà seguire in streaming su YouTube sul loro canale ufficiale; gratuitamente da ogni parte del mondo le immagini verranno diffuse direttamente dall’Osservatorio Astrofisico di Javalambre, a Teruel, uno dei siti spagnoli con le condizioni di cielo migliori, mentre a León è previsto un programma di eventi divulgativi per buona parte della giornata.
Anche l’INAF trasmetterà una diretta streaming – dalle ore 19:30 – sul canale YouTube di Edulnaf.
Siamo tuti d’accordo che guardarla da uno schermo non è la stessa cosa, però questa opzione potrebbe essere un’alternativa per chi non vuole perdersi la magia di un evento così raro mentre magari si è in vacanza altrove o si è ancora nelle proprie città italiane in attesa dell’inizio delle ferie. C’è da dire, però, che chi si perde questo show potrà rimediare presto: il 2 agosto 2027 il Mediterraneo tornerà protagonista con un’altra eclissi anche più spettacolare, con una fase totale lunga quasi 6 minuti e mezzo… e c’è un intero anno per prepararsi. Nel frattempo godiamoci un agosto di fenomeni astrali imperdibili: le stelle cadenti e l’eclissi lunare completano le proposte del periodo.
Tra viaggi improvvisati, rooftop e brindisi al tramonto, sono tante le persone che stanno modificando le rotte dei propri viaggi estivi per poter osservare dal vivo questo spettacolo godendosi una meraviglia che la natura regala solo poche volte nella vita di ognuno. Spagna, Islanda, Groenlandia e Portogallo per un’esperienza totale o l’Italia per una visione parziale sono pronte a conquistare l’attenzione dei viaggiatori con un appuntamento imperdibile per il 12 agosto… e per chi proprio non può partire c’è la diretta online: il digitale è comunque una buona alternativa.
La notizia del volo Ryanair, costretto a rientrare dopo la rottura di un finestrino nell’estate 2026, ha riacceso la curiosità di molti passeggeri su come siano effettivamente realizzati alcuni elementi degli aerei. Sebbene episodi di questo tipo siano estremamente rari, è normale chiedersi come siano costruiti i finestrini e come riescano a resistere a condizioni così estreme durante il volo.
Molto più di un semplice vetro
A differenza di quanto si potrebbe pensare, il finestrino di un aereo non è un semplice vetro: si tratta infatti di un componente progettato per resistere a forti sbalzi di temperatura, alle differenze di pressione tra l’interno e l’esterno della cabina e alle continue sollecitazioni del volo.
Quando un aereo vola ad alta quota, generalmente tra i 10.000 e i 12.000 metri, all’esterno la temperatura può scendere fino a circa -50 °C e l’aria è troppo rarefatta per respirare, per questo motivo la cabina viene pressurizzata e i finestrini devono essere in grado di sopportare queste condizioni in totale sicurezza.
iStockFinestrino aereo rotto: ecco perché è rarissimo
Per costruirli non si utilizza il vetro tradizionale, ma uno speciale materiale acrilico, più leggero e molto più resistente agli urti. Inoltre, a differenza del vetro comune, non tende a frantumarsi in schegge. Ogni finestrino è formato da più pannelli sovrapposti: quello esterno è il più importante perché è quello che sopporta quasi tutta la differenza di pressione tra l’interno della cabina e l’esterno dell’aereo, mentre gli altri servono a proteggere la struttura e ad aumentare ulteriormente il livello di sicurezza.
Ad ogni decollo e atterraggio la fusoliera si dilata e si contrae leggermente a causa delle variazioni di pressione e temperatura, perciò anche i finestrini sono progettati per sopportare questi continui cambiamenti, mantenendo le proprie caratteristiche per migliaia di ore di volo.
Perché è così difficile che un finestrino si rompa
La presenza di più strati è una delle ragioni per cui i finestrini degli aerei sono così sicuri: infatti, se uno dei pannelli dovesse riportare una crepa o un piccolo danneggiamento, non significa automaticamente che l’intero finestrino abbia perso la propria resistenza.
Per questo motivo ogni componente viene controllato regolarmente durante le operazioni di manutenzione: i tecnici verificano lo stato dei pannelli e, se necessario, provvedono alla loro sostituzione prima che possano rappresentare un problema. Anche nell’eventualità, estremamente rara, di un danno più serio, gli equipaggi sono addestrati a seguire procedure specifiche per garantire la sicurezza del volo. È proprio la combinazione tra progettazione, manutenzione e addestramento a rendere questi episodi così eccezionali.
Dai laboratori al cielo: tutti i test di sicurezza
Prima di essere installati sugli aerei, i finestrini vengono sottoposti a numerosi test: devono dimostrare di resistere ai continui cambi di pressione, alle basse temperature, ai raggi ultravioletti e agli impatti con detriti e altri corpi estranei che potrebbero colpire l’aereo durante il volo.
Esistono poi alcuni dettagli che incuriosiscono da sempre i passeggeri; ad esempio, molti si sono chiesti almeno una volta a cosa serva il piccolo foro presente sul finestrino o perché tutti i finestrini degli aerei abbiano una forma arrotondata anziché quadrata. Anche questi particolari non sono casuali, ma rispondono a precise esigenze di sicurezza e di progettazione.
La rottura di un finestrino, come nel caso del recente episodio che ha coinvolto il volo Ryanair, rappresenta quindi un evento decisamente eccezionale.
A pochi chilometri da Bressanone, l’Abbazia di Novacella è uno dei complessi monastici più importanti dell’Alto Adige. Fondata nel XII secolo e ancora oggi abitata dai Canonici Agostiniani, rappresenta un luogo in cui storia, arte, spiritualità e tradizione sanno davvero incantare.
Oltre al valore religioso e culturale, è conosciuta anche per la sua storica produzione vinicola, che contribuisce a renderla una delle mete più interessanti della Valle Isarco.
Cosa vedere all’Abbazia di Novacella
La visita permette di scoprire un complesso architettonico che racconta secoli di storia tramite edifici appartenenti a epoche e stili differenti. Il cuore del monastero è la Basilica di Santa Maria Assunta, notevole esempio di architettura barocca e rococò, affiancata dal chiostro gotico, impreziosito da affreschi e da un’atmosfera raccolta che testimonia la lunga vita spirituale della comunità monastica.
Tra gli ambienti più interessanti spicca anche la biblioteca, le cui origini risalgono al XII secolo: la sala barocca custodisce preziosi codici miniati, manoscritti medievali e dipinti che fanno parte del patrimonio storico dell’abbazia. Il percorso di visita comprende inoltre il museo, dove sono raccolte opere d’arte e testimonianze della vita del monastero.
All’ingresso del complesso si incontra Castel Sant’Angelo, un edificio a pianta circolare costruito per accogliere i pellegrini e ispirato all’omonimo monumento romano. Meritano una sosta anche il giardino storico, restaurato e riaperto al pubblico nel 2004, e le opere idrauliche che raccontano l’organizzazione della vita monastica nel corso dei secoli.
iStockSontuoso interno dell’Abbazia di Novacella
La tradizione vinicola che continua tuttora
L’Abbazia di Novacella, come accennato, è anche una realtà produttiva molto attiva. Attorno al monastero, infatti, si estendono quelli che vengono considerati i vigneti più settentrionali d’Italia, da cui nascono alcuni dei vini bianchi più rappresentativi della Valle Isarco.
La storica cantina dell’abbazia, tra le più antiche d’Europa, produce etichette apprezzate come Sylvaner, Müller Thurgau e Kerner. Se desiderate approfondire questo aspetto potete partecipare alle visite ai vigneti con degustazione, disponibili su prenotazione.
Orari e modalità di visita
L’Abbazia di Novacella può essere visitata in autonomia dal lunedì al sabato. L’accesso è consentito dalle 10:00 alle 17:00, con ultimo ingresso alle 16:15, mentre la domenica e durante le festività religiose il complesso non è aperto alle visite.
Per conoscere meglio la storia e gli ambienti del monastero potete scegliere una visita guidata, disponibile su prenotazione alle 11:00 e alle 14:30. In alternativa, potete esplorare il percorso utilizzando l’audioguida gratuita disponibile tramite l’app HEARONYMUS.
Le visite ai vigneti con degustazione sono organizzate su prenotazione dal lunedì al venerdì alle 16:00 e il sabato alle 14:30.
Come arrivare
L’Abbazia di Novacella è in località di Novacella (Neustift), nel comune di Varna, a circa 10 chilometri da Bressanone, in Valle Isarco. La posizione la rende una tappa ideale sia per chi soggiorna a Bressanone sia per chi va alla scoperta dell’Alto Adige centrale.
Consigli per organizzare la visita
Per ammirare con calma la chiesa abbaziale, il chiostro, il museo e la biblioteca è consigliabile prevedere almeno un’ora e mezza o due ore. Se desiderate aggiungere anche la visita ai vigneti e la degustazione dei vini, dovete mettere in conto più tempo.
Poiché alcune attività sono disponibili soltanto su prenotazione e durante l’alta stagione possono registrare una forte richiesta, verificate in anticipo gli orari e la disponibilità delle visite prima di raggiungere l’abbazia.
Che la Puglia sia una terra fantastica, in grado di avvolgere, conquistare e sorprendere, è ben noto a chi ama viaggiare. Ciò che è meno noto è che a dare maggiore spessore alla sensazione di meraviglia ed emozione contribuiscono rifugi e luoghi straordinari, che si allontanano da scenari affollati e chiassosi e portano verso un’idea di viaggio più intima.
Un’idea fatta di materia, luce e dettagli che svelandosi rivelano tutta l’attenzione nei confronti di chi ha bisogno di staccare la spina, di farsi coccolare e di respirare un’atmosfera nuova. Non solo mare e spiagge, dunque, ma anche architetture scolpite nella pietra, spazi che dialogano con la storia e soggiorni che cambiano ritmo trasformandosi in esperienza, tra benessere, ospitalità e cucina che interpreta il territorio.
Un rifugio tra roccia e natura, in un mare di ulivi
In particolare c’è uno di questi luoghi che spicca fra tutti, perché sembra sospeso in una dimensione onirica: si tratta di Campi Elisi Resort. Magnificamente suggestivo, si trova ad Andria, nel cuore della campagna pugliese, immerso tra ulivi secolari e cavità naturali che ne definiscono l’identità più profonda. Qui tutto sembra nascere dalla materia, dalla pietra che modella gli spazi e accompagna il soggiorno rendendo ogni attimo più romantico, soffuso e rilassante.
Muoversi fra le aree del resort diventa una vera e propria esperienza ipogea: gli ambienti ricavati nella roccia dipingono una dimensione raccolta, dove il design contemporaneo si inserisce con misura, lasciando che siano luce e superfici a rendere sensoriale ed emozionale l’intera permanenza. Anche le camere e le incantevoli suite seguono questa stessa linea: le sistemazioni riescono a trasformare il tempo passato non in una semplice vacanza, ma in qualcosa di più personale.
Ma non è tutto qui: all’esterno, il paesaggio segue lo stesso equilibrio. Gli splendidi spazi all’aperto prolungano l’esperienza, offrendo luoghi in cui sostare, camminare o semplicemente fermarsi. Il risultato è una destinazione di charme che parla a chi cerca tempo, attenzione e un’idea di viaggio capace di toccare l’anima.
Campi Elisi e l’esperienza della rigenerazione
A proposito di esterni: fra giardini e spazi verdi brilla anche la piscinaincastonata tra gli ulivi, uno spazio di relax e svago abbracciato (ed esaltato) dal verde. Un luogo dove fare il bagno, sì, ma anche dove abbandonare i pensieri, dove socchiudere gli occhi lasciandosi cullare dal sole e dai suoni morbidi della natura.
E poi? Poi, qualora quanto ritratto finora non fosse sufficiente, c’è di più: all’interno del resort trova spazio un’area che raccoglie e amplifica ciò che gli ambienti suggeriscono fin dall’inizio. La spa ipogea si sviluppa sempre nella pietra e mantiene lo stesso linguaggio fatto di superfici materiche e luci soffuse.
Sauna finlandese, bagno turco con cielo stellato, piscina riscaldata e area relax costruiscono un percorso libero, da attraversare senza schemi. Ogni piccola cosa contribuisce a creare una zona che sembra quasi sospesa nel tempo, pensata per chi ha bisogno non solo di rallentare, ma di godere della lentezza stessa sentendosi accarezzare dall’acqua.
Una cucina da assaporare con lentezza
Ma un’esperienza sensoriale non può dirsi completa, ammettiamolo, se non coinvolge anche il gusto. Ecco, anche questo è uno dei punti forti di Campi Elisi Resort: il ristorante si trova nelle parti più profonde della struttura, e prende il nome di Hypogeum. Qui la luce entra in modo discreto e aggiunge un tocco di fascino in più a ciò che avviene a tavola, dalla colazione alla cena.
La cucina lavora sulle materie prime del territorio, mantenendo un legame riconoscibile con la tradizione pugliese, ma senza limitarsi a ripeterla. A guidarla è lo chef pluripremiato Giuseppe Boccassini, creativo e appassionato, in grado di trasformare ogni piatto in una piccola favola, giocando con elementi sia semplici che ricercati.
La Puglia che trasforma le emozioni in storie
Ala luce di tutto questo, possiamo ben dirlo: ci sono luoghi che restano impressi non per ciò che mostrano, ma per ciò che lasciano. Campi Elisi Resort si inserisce in questa dimensione, dove ogni elemento contribuisce a costruire un ricordo che prende forma nel tempo e continua anche dopo la partenza.
Non sorprende allora che questi spazi vengano scelti anche per momenti da condividere, per occasioni che chiedono qualcosa di più di una semplice cornice. La struttura si apre anche a eventi e matrimoni, mantenendo quella stessa coerenza che accompagna il soggiorno, senza mai snaturarne l’identità. E così la Puglia si racconta anche in questo modo, trasformando ciò che si vive in qualcosa che resta, tra immagini, sapori e attimi magici..
Chi viaggia spesso sa bene quanto pesi quella rincorsa al passaporto fisico prima di ogni partenza, il panico da “non trovo il documento” che colpisce sempre nel momento peggiore. Google ha deciso che era ora di fare qualcosa.
Durante il Money 20/20 Europe la Mountain View ha annunciato l’arrivo dell’ID Pass all’interno del Google Wallet per molti paesi europei entro la fine dell’estate 2026 e l’Italia fa parte di questi. Non è la prima novità assoluta: Google aveva già portato il supporto alle identità digitali in India, Singapore, Taiwan e Brasile ad aprile, dopo una prima fase negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Ora tocca all’Europa, che sul piano regolatorio è decisamente il terreno più complicato.
Cos’è l’ID Pass e a cosa serve
L’ID Pass è una versione digitale del passaporto che viene conservata direttamente sullo smartphone, cifrata e senza copie nel cloud. Non va confuso con la carta d’identità digitale, non sostituisce il documento fisico in nessun contesto in cui la legge lo richiede, e non è la stessa cosa dell’IT-Wallet nazionale che si trova sull’app IO.
Il suo utilizzo, almeno nella fase attuale, riguarda la verifica dell’identità e dell’età online. Immaginate di dover accedere a una piattaforma di streaming che chiede la conferma della maggiore età: con l’ID Pass potrete farlo senza dover comunicare nome, indirizzo, data di nascita. Il sistema funziona con credenziali “selettive”, cioè condivide soltanto l’attributo richiesto in quel momento, non l’intera identità.
La partnership con Sparkasse Bank, annunciata insieme al servizio, è il primo esempio concreto di questo principio applicato al settore bancario. La banca tedesca diventerà il primo istituto europeo a usare le credenziali cifrate di Google Wallet per permettere a un utente di dimostrare di avere i requisiti necessari a un rivenditore, il tutto senza esporre dati sensibili.
Come funziona
La procedura di attivazione non è particolarmente complicata. Bisogna fotografare la pagina principale del passaporto, leggere il chip NFC del documento con il telefono e completare il riconoscimento tramite video-selfie. Una volta verificata l’identità, il documento digitale viene cifrato e salvato localmente sul dispositivo.
Il meccanismo delle credenziali selettive è probabilmente la parte più interessante dell’intera operazione. Non si condivide l’identità per intero, ma solo l’informazione specifica richiesta dal servizio.
Un’applicazione chiede se sei maggiorenne? Riceve un sì o un no, non il vostro nome completo e la data di nascita.
In Italia, circa il 71% dei cittadini possiede già uno strumento di identità digitale, ma solo la metà usa attivamente i wallet digitali, e principalmente per i pagamenti, non per i documenti. Sapere che la soluzione esiste non significa trovarla naturale. Ed è esattamente lì che Google punta a inserirsi.
Getty ImagesL’App di Google Wallet sul telefono
L’Europa è pronta al cambiamento
Sullo sfondo c’è un progetto molto più ambizioso: l’EUDI Wallet, il portafoglio digitale europeo previsto dal regolamento eIDAS 2.0. La norma prevede che tutti gli Stati membri forniscano ai propri cittadini almeno un European Digital Identity Wallet entro novembre 2026. In Europa sono attivi 22 progetti pubblici e privati in questo ambito: 11 sono già operativi, ma nessuno è ancora certificato come conforme alla normativa.
L’Italia partecipa a due consorzi, NOBID e POTENTIAL, e sta lavorando al percorso di certificazione, ma il traguardo della piena conformità europea non è ancora stato tagliato. Sul fronte dell’adozione, però, i numeri parlano chiaro: l’IT-Wallet sull’app IO ha superato i 10 milioni di attivazioni dopo il lancio sperimentale del 2024 e la disponibilità generale a dicembre 2025, con oltre 17 milioni di documenti digitali caricati. Il problema è che questi documenti, al momento, sono utilizzabili solo per verifiche in presenza: la patente digitale funziona durante un controllo stradale, ma non per imbarcarsi su un aereo o interagire online con la pubblica amministrazione.
Google ha anche dichiarato di non voler escludere una collaborazione con l’EUDI Wallet.
Assistere a una partita di football – o di calcio – negli Stati Uniti è una delle esperienze che si devono assolutamente fare quando si viaggia in questo Paese. Durante i match, si vivono l’atmosfera di gioia e di coinvolgimento (sano, senza guerriglie) come siamo abituati a vedere nei film americani. Per non parlare poi degli stadi, molto ampi anche nei posti a sedere e che sono delle vere e proprie cittadelle dello sport e del divertimento, con chioschi, bar, shop, musei e quant’altro.
Se vi capiterà di voler andare a una partita, ci saranno alcuni accorgimenti di cui, da turisti stranieri, bisogna tenere presente. Gli stadi statunitensi, infatti, danno priorità a un ambiente adatto alle famiglie. Ecco, quindi, come organizzarsi e cosa sapere prima di andare in uno stadio negli USA.
Regole per le borse
C’è una regola, specie per le donne tifose, per entrare in uno stadio negli Stati Uniti d’America: la borsa non deve essere più grande del biglietto della partita. E poiché il biglietto cartaceo misura una decina di centimetri, si può portare con sé una micro-borsa con tutto ciò che serve per la durata del match. In caso contrario (borse più grandi, marsupi o zainetti), è obbligatorio chiuderla in un locker (gratuito e sorvegliato) per poi andarla a recuperare al termine dell’evento (spesso facendo anche una lunga fila).
Ma è anche vero che il più delle volte ormai i biglietti sono digitali e scaricati solo sullo smartphone; quindi, le cose per la borsetta si complicano. Gli americani però si sono inventati un’idea geniale: la borsa trasparente (in PVC).
Ne vendono anche fuori dagli stadi, ma se aspettate di comprarla all’ultimo momento sarà troppo tardi. Dovete procurarvela prima e travasare tutti i vostri oggetti personali in modo tale che al controllo di sicurezza gli agenti di polizia possano vedere cosa contiene. A quel punto non importa tanto la dimensione, anche se non deve comunque superare i 30,48 cm di larghezza e 15, 24 cm di altezza (la regola è 12×6 pollici), purché sia trasparente.
Fanno eccezione le pochette piccole (circa le dimensioni di una mano) sono generalmente consentite senza essere trasparenti. Sono ammesse borse per pannolini e borse mediche, ma saranno soggette a un controllo approfondito.
Regole per l‘ingresso allo stadio
Ovviamente tutti sono obbligati a sottoporsi al metal detector prima di fare il loro ingresso allo stadio. È vietato uscire e rientrare in quasi tutti gli stadi statunitensi: una volta scansionato il biglietto e usciti dai cancelli, non è possibile tornare all’evento.
Biglietti e pagamenti
Per prevenire le frodi, i biglietti stampati e gli screenshot da cellulare raramente sono accettati. Per andare ad assistere a una partita,quindi, è necessario scaricare il biglietto o la app ufficiale della squadra o quella del rivenditore di biglietti sullo smartphone per scansionare i biglietti digitali all’ingresso. Anche all’interno dello stadio non si accettano contanti. Per acquistare cibo, bevande e merchandising, si usa solo la carta di credito, di debito o il wallet digitale (come Apple Pay o Google Pay).
Cosa è vietato introdurre nello stadio negli Stati Uniti
Per noi non è un problema, ma per gli americani sì: negli stadi americani è vietato innanzitutto introdurre armi. Sono anche vietati: coltelli, ombrelli, cibi e bevande, bottigliette di plastica, thermos e borracce e puntatori laser.
Cosa è vietato fare allo stadio negli Stati Uniti
Chiunque venisse colto a gettare oggetti sul campo a picchiaresi o a usare un linguaggio osceno o molesto sarà immediatamente punito, la punizione comporterà l’immediata espulsione dallo stadio e il possibile arresto. È altresì severamente vietato fumare, svapare e utilizzare prodotti con tabacco all’interno dello stadio.
Le valigie sono quasi pronte. Tra un costume e una crema solare, però, c’è qualcosa che rischia di restare a casa: i mesi di inglese faticosamente costruiti durante l’anno scolastico. Il fenomeno ha un nome preciso – Summer Learning Loss – e riguarda milioni di bambini ogni estate.
Cos’è il Summer Learning Loss e perché colpisce soprattutto le lingue
Studi pedagogici internazionali lo documentano da decenni: la pausa estiva interrompe il processo di consolidamento delle competenze acquisite a scuola. Se per alcune materie il rallentamento è contenuto, per le lingue straniere l’impatto è più significativo. L’apprendimento linguistico, infatti, si fonda sulla continuità: senza pratica regolare, il cervello – e quello dei bambini in particolare – tende a “dimenticare” più rapidamente di quanto non si pensi.
A confermarlo è Adrienne Landry, esperta di metodologia didattica e consulente di Novakid, che da anni lavora sul rapporto tra interruzione scolastica e sviluppo delle competenze linguistiche nei più piccoli. Il suo invito ai genitori non è rinunciare alle vacanze, ma ripensare il modo in cui ci si approccia alla pratica dell’inglese fuori dal contesto scolastico applicando meno pressione ma più continuità.
Novakid: lezioni da 25 minuti, ovunque ci si trovi
Tra le realtà che hanno risposto a questa esigenza c’è proprio Novakid, piattaforma online per l’apprendimento dell’inglese dedicata ai bambini dai 2 ai 14 anni, oggi prima in Europa e Medio Oriente nel suo settore. I numeri parlano di 100000 studenti attivi in più di 50 Paesi, una rete di 3700 insegnanti certificati e un curriculum proprietario con un tasso di efficacia dichiarato del 96%. Dati che si riflettono anche sui risultati economici, con una piattaforma ha superato i 100 milioni di dollari di ricavi annuali ricorrenti, confermandosi uno dei progetti EdTech più solidi a livello globale.
Il modello didattico è pensato per adattarsi alla vita reale, vacanze comprese. Le sessioni con gli insegnanti madrelingua durano 25 minuti,un tempo sufficiente per lavorare in modo efficace, senza sottrarre spazio al resto della giornata. Le lezioni sono individuali, si svolgono in videocall e si prenotano con la flessibilità necessaria per conciliarle con escursioni, pranzi in famiglia e lunghi pomeriggi in spiaggia.
A integrare le lezioni c’è il Tutor AI di Novakid: un assistente intelligente che segue il bambino nella pratica autonoma tra una sessione e l’altra, proponendo esercizi calibrati sul suo livello e sui suoi progressi. L’obiettivo è mantenere attiva la lingua anche nei giorni senza lezione, senza trasformare lo studio in un peso.
NovakidCome apprendere l’inglese in vacanza
I consigli dell’esperta, piccole abitudini che fanno la differenza
Tenere vivo l’inglese durante l’estate non significa replicare la scuola sotto l’ombrellone ma trovare il modo di utilizzare la lingua alle attività quotidiane, in modo naturale e – quando possibile – divertente.
Adrienne Landry suggerisce di partire da ciò che i bambini amano già fare. Le fiabe, per esempio: ascoltare o guardare una storia in inglese stimola la concentrazione e la creatività, e titoli meno conosciuti – come quelli provenienti da tradizioni folkloristiche africane o australiane – hanno il vantaggio di ampliare anche gli orizzonti culturali.
Anche il viaggio stesso può diventare un’aula a cielo aperto. Preparare insieme la valigianominando vestiti e accessori in inglese, costruire un piccolo dizionario tematico prima di visitare uno zoo o un museo, usare le ore in treno o in auto per imparare qualche frase nuova sono tutti modi concreti per trasformare la vacanza in un contesto di apprendimento senza che il bambino lo percepisca come tale.
Per i giorni più tranquilli, l’esperta consiglia abitudini semplici ma efficaci introducendo la “parola del giorno” da inserire nelle conversazioni, etichettare gli oggetti di casa o della camera d’albergo con il loro nome in inglese, oppure tenere un piccolo diario delle vacanze con una frase o una descrizione scritta ogni sera. E poi i giochi – dal memory con vocaboli inglesi al karaoke con le canzoni preferite – che sfruttano il ritmo e la ripetizione per fissare le parole nella memoria in modo duraturo.
“L’apprendimento dell’inglese dovrebbe essere associato a qualcosa di piacevole”, sottolinea Adrienne Landry. “Grazie a questo, la lingua diventerà uno strumento di espressione personale, non solo una materia scolastica.”
NovakidIl nuovo metodo per studiare l’inglese anche in vacanza
L’estate può essere un’alleata
I mesi estivi offrono condizioni favorevoli all’apprendimento delle lingue: i bambini sono più rilassati, meno appesantiti dalle incombenze scolastiche e spesso più curiosi. Quello che manca, di solito, non è la voglia ma una struttura che renda la pratica possibile anche fuori da casa.
Ed è qui che la didattica online cambia le carte in tavola. A differenza dei corsi tradizionali, legati a sedi fisiche e calendari rigidi, una piattaforma digitale viaggia con la famiglia. Che si tratti del lungomare, di un rifugio in montagna, di un vagone ferroviario o di una camera d’albergo, basta un tablet o un PC e una connessione a internet.
Venticinque minuti al giorno, abbastanza per non perdere terreno
Non serve costruire un’aula studio sotto l’ombrellone. Bastano venticinque minuti mentre gli adulti leggono, durante il viaggio in treno verso la meta, nel dopocena in campeggio per garantire ai bambini la continuità di cui hanno bisogno.
Il Summer Learning Loss non è inevitabile. Con gli strumenti giusti, e la giusta flessibilità, settembre può arrivare senza brutte sorprese e magari con qualche progresso in più rispetto a giugno.
Firenze non è mai stata soltanto una città: è una soglia, un luogo dove la bellezza non decora lo spazio ma lo permea, dove ogni pietra conserva la memoria di chi ha avuto il coraggio di trasformare necessità e bellezza in qualcosa di tangibile e resistente agli inevitabili mutamenti dell’esistenza umana.
Sin dalla sua nascita, il capoluogo toscano ha accolto chi ha fatto della terza arte la sua più alta vocazione. E non ha mai smesso di farlo: è in questa città, per esempio, che presto si potrà ammirare la mostra Senza Fine, che segna il ritorno della pittrice Janet I. Traub. Firenze, per lei, non è uno sfondo suggestivo: è il punto in cui due stagioni della sua vita (separate da trentadue anni di silenzio) trovano finalmente un nome comune.
Senza Fine, un percorso intimo e immersivo
E sulla mostra vale davvero la pena soffermarsi. I viaggiatori amanti della cultura lo sanno: per quanto ogni espressione artistica sia senza dubbio degna di considerazione, ci sono mostre che si visitano e mostre che si attraversano. Ecco, Senza Fine appartiene alla seconda categoria: è un percorso che non nasce solo per essere guardato, ma per ammaliare, per farsi ammirare, per fare in modo che chi si muove fra le stanze sosti e lasci che i dettagli parlino.
E i dettagli su cui riflettere sono tanti. Per esempio, la mostra (a ingresso gratuito) si articola in due tappe, entrambe nel cuore di Firenze. E la scelta dei luoghi non è casuale. Dal 27 al 29 giugno la sua casa sarà l’Hotel Helvetia & Bristol e, più precisamente, la suggestiva Winter Garden Room: lo stesso posto in cui Janet I. Traub ha sentito per la prima volta quella scintilla creativa che avrebbe dato forma all’intero ciclo pittorico.
Visitare le opere qui non è soltanto guardare dei dipinti, è entrare nell’origine di qualcosa. E, a partire dalle 14.30, diventa anche un momento più profondamente connesso con la presenza umana, la bellezza e alla convivialità, grazie alla musica classica dal vivo a cura di Firenze Classica, agli aperitivi, alle degustazioni di cibo e vino e alle occasioni informali di dialogo con l’artista.
E la seconda? La seconda tappa, dal 1° al 15 luglio, sarà un abbraccio da parte di Geko Art Studio, spazio dedicato all’arte e alla cultura contemporanea, dove il ritmo si fa più disteso e lo sguardo più raccolto. E, va detto, Geko Art è molto più di una galleria espositiva.
È un luogo di incontro, formazione e ispirazione aperto a chiunque desideri avvicinarsi al mondo dell’arte o perfezionare le proprie tecniche, che nasce con una missione chiara: curare esperienze artistiche stimolanti, offrire lezioni arricchenti che accendano la creatività e lascino un impatto duraturo su chi le vive.
Per Senza Fine, Geko Art Studio non è un semplice contenitore espositivo: è stato parte attiva del progetto fin dall’inizio, co-producendo il video artistico che accompagna la mostra e offrendo alla ricerca pittorica di Janet I. Traub uno spazio capace di dialogare con essa.
Le particolarità della mostra
Tornando alla Winter Garden Room, la stanza 274 dell’Helvetia & Bristol… cos’è successo al suo interno? Tutto è partito da un melograno, dalla sua immagine, che si è imposta come cuore pulsante di un intero ciclo pittorico, con un’estrema delicatezza. E il melograno non è un mero soggetto decorativo: è uno dei simboli più antichi e stratificati della cultura mediterranea, richiama a Persefone, all’amore, alla fertilità, alla fragilità e alla rinascita.
Nella pittura di Traub tutto questo si condensa e si trasforma: i semi custoditi dentro una scorza resistente diventano metafora della vita interiore, dei sentimenti che maturano nel tempo, della bellezza che non si mostra tutta in una volta ma si rivela lentamente, a chi ha la pazienza di aspettarla.
E di attesa, in effetti, si può parlare nel caso delle opere della mostra Senza Fine a Firenze. Traub ha attraversato trentadue anni di silenzio creativo, non per abbandono ma per necessità: la vita, la maternità, le urgenze quotidiane hanno preso il posto del pennello. Eppure in quegli anni non ha smesso di guardare: ha visitato musei e gallerie e ha tenuto vivo dentro di sé qualcosa che aspettava il momento giusto per tornare.
Quando quel momento è arrivato, non si è accontentata e ha attinto a tutta l’esperienza collezionata nei suoi anni di studi al Charles H. Cecil Studios di Firenze, alla Florence Academy of Art, ancora a Firenze e all’Academy of Realist Art di Edimburgo: tre tra le scuole più rigorose per la pittura figurativa realista in Europa.
Il risultato è una pittura che ha la solidità della tecnica classica e la vibrazione di qualcosa di profondamente personale: colori intensi, una luce che sembra venire dall’interno delle cose, figure e nature morte che non si limitano a esistere ma sembrano avere qualcosa da dire. Le opere che compongono sono dipinti a olio in cui la figurazione non è mai fine a se stessa: è la presenza di qualcuno che dipinge perché ne ha bisogno.
Orari di visita
C0me dicevamo la prima tappa, presso la Winter Garden Room dell’Helvetia & Bristol Firenze, è visitabile dal 27 al 29 giugno tutti i giorni dalle 10:00 alle 14:30. Il 27 giugno si terrà il vernissage, con un ricevimento privato su invito dalle 18:00 alle 20:00.
Dal 1° al 15 luglio la mostra prosegue presso Geko Art Studio, aperto dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00. Le visite nel fine settimana sono disponibili su appuntamento. Geko Art è uno spazio aperto a tutti, dal principiante curioso all’artista che vuole approfondire la tecnica, tanto che propone corsi di pittura, scultura e affresco, sessioni di disegno dal vivo, lezioni leonardiane, workshop a calendario fisso ogni mese. Le lezioni si tengono in presenza e online, in formato individuale o di gruppo, con percorsi a breve e lungo termine, corsi serali e attività dedicate ai bambini.
La voglia di partire non conosce crisi. Nonostante l’incertezza economica che caratterizza questi anni, gli italiani continuano a considerare la vacanza un bisogno irrinunciabile, non più un semplice lusso da concedersi solo nei momenti di maggiore disponibilità economica. Ma la percezione del viaggio è cambiata: da sfizio occasionale a elemento essenziale per il benessere personale e familiare, è diventato un momento di ricarica necessario per molti.
Eppure, il conflitto tra il desiderio di partire e il bilancio familiare sotto pressione è reale. Come conciliare questi due aspetti? I numeri del settore evidenziano qualcosa di interessante: secondo l’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, nel 2025 il comparto dell’ospitalità ha registrato un giro d’affari di 38,2 miliardi di euro. Un dato che testimonia la solidità del settore, ma soprattutto la determinazione degli italiani a non rinunciare alle proprie vacanze, cercando invece nuove modalità per renderle sostenibili dal punto di vista economico.
Com’è cambiato il modo di viaggiare
Il nostro modo di viaggiare ha subito una trasformazione profonda. La digitalizzazione non è più una tendenza emergente, ma una realtà consolidata: il 57% delle prenotazioni avviene ormai online, sebbene il contributo umano non sia scomparso.
Si è delineato un nuovo customer journey, più sofisticato e consapevole: i viaggiatori cercano informazioni in Rete, confrontano prezzi e recensioni, si documentano su destinazioni ed esperienze. Ma quando arriva il momento della scelta definitiva, soprattutto per viaggi complessi o costosi, si affidano all’esperienza e alla consulenza delle agenzie di viaggio perché trovano personalizzazione, sicurezza e competenza, elementi che la tecnologia da sola non può ancora garantire. Nel 2025, il 27% dei viaggiatori si è rivolto alle agenzie di viaggio per organizzare completamente o in parte la propria partenza (Fonte: HeyLight Focus on Travel – ottobre 2025). Le motivazioni sono legate principalmente a un risparmio di tempo (per il 30%) mentre il 27% ha cercato supporto per affidabilità e reputazione degli operatori. E ancora, c’è chi ha cercato supporto sicuro e consulenza personalizzata.
I dati ISTAT del secondo semestre 2025 confermano la stabilità della domanda turistica. Gli arrivi sono cresciuti dell’1,1% e le presenze del 4,7%, nonostante le oscillazioni dei mesi precedenti. Il viaggio è diventato un’esperienza da pianificare con cura, non più qualcosa da comprare d’impulso. E questa nuova consapevolezza sta modificando l’intero settore. Nel 2025, 8 italiani su 10 hanno preferito pianificare in anticipo i propri viaggi. Secondo i dati emersi dall’indagine HeyLight, i motivi sono molteplici: il 44% ha voluto evitare lo stress dell’ultimo momento, il 35% ha voluto usufruire della scelta più ampia assicurata dalle prenotazioni anticipate mentre il 35% ha agito per tempo al fine di ottenere promozioni e prezzi più accessibili.
Il vero costo di una vacanza in famiglia
Parliamo di numeri concreti, quelli che ogni famiglia conosce bene quando inizia a pianificare le ferie. Una vacanza all-inclusive di 3-4 notti costa mediamente 1.233 euro a persona. Sembra gestibile, finché non si applica l’effetto moltiplicatore: per una famiglia di quattro persone, si sfiorano i 4.500 euro. E se la meta è extra-europea? La cifra schizza a 3010 euro, rendendo il sogno di una vacanza esotica un’impresa economica non da poco.
Di fronte a queste cifre, le domande che assillano le famiglie sono sempre le stesse: cosa possiamo concederci? Dobbiamo rinunciare a qualcosa? Come pianificare il budget per partire senza lo stress di dover pagare tutto in un’unica soluzione? La tentazione di ripiegare sugli sconti dell’ultimo minuto è forte, ma comporta rinunce tra date rigide, destinazioni di seconda scelta, strutture non proprio come le avevamo immaginate.
Eppure, i viaggiatori di oggi sono sempre più consapevoli e non vogliono più scendere a compromessi sulla qualità. Hanno capito che una vacanza mal organizzata o in una sistemazione deludente non è un risparmio, ma uno spreco di tempo e risorse. La domanda allora diventa: come accedere a esperienze di qualità senza mandare in tilt il bilancio familiare?
Il Buy Now Pay Later entra nel mondo dei viaggi
Ed è qui che entra in gioco il Buy Now Pay Later. Di cosa si tratta? Di un sistema di pagamento che consente di prenotare subito il viaggio dei propri sogni e di pagarlo comodamente a rate, senza interessi o con condizioni agevolate.
Oltre la metà dei viaggiatori preferisce ormai dilazionare la spesa turistica fino a 12 mesi, distribuendo l’impegno economico nel tempo invece di affrontarlo tutto in una volta. Il cambio di mentalità è evidente: si passa dal “tutto e subito” al “programmo e realizzo”. Non più acquisti impulsivi o rinunce forzate, ma una gestione razionale e serena delle risorse economiche.
HeyLight, la risposta di Compass al nuovo viaggiatore
Tra le soluzioni BNPL sviluppate specificamente per il settore turistico, HeyLight di Compass Banca si distingue per versatilità e semplicità. Il sistema permette di dilazionare importi fino a 5000 euro in massimo 12 rate, una cifra che copre ampiamente le esigenze della maggior parte delle famiglie italiane.
La multicanalità è uno dei punti di forza: puoi utilizzare HeyLight in agenzia di viaggi, tramite SmartPOS o WebApp, oppure direttamente online attraverso l’integrazione nei booking engine. C’è anche la possibilità di attivare il servizio a distanza, ricevendo un link univoco via email o SMS. In pratica, ovunque tu decida di prenotare la tua vacanza, HeyLight può accompagnarti.
Ma come funziona concretamente per chi viaggia? La procedura è immediata. Il cliente prenota oggi la vacanza che desidera e la paga con calma, rata dopo rata. Si può scegliere se addebitare le rate su carta di credito o direttamente sul conto corrente e la prima rata viene addebitata dopo 30 giorni, dando alle famiglie il tempo di organizzarsi. Bastano pochi passaggi e una carta di pagamento per suddividere l’importo del soggiorno.
La vera libertà di HeyLight è quella di scegliere vacanze di livello superiore senza lo stress economico immediato. Quella camera con vista mare invece della standard, quel resort a cinque stelle invece del tre stelle, quell’escursione in più che completa l’esperienza: tutto diventa accessibile quando puoi distribuire la spesa nel tempo.
Perché HeyLight sostiene l’intero comparto turistico
I benefici del BNPL non riguardano solo i viaggiatori. Gli operatori del settore turistico stanno scoprendo in HeyLight una leva competitiva che può incrementare significativamente il business. I dati raccolti da Compass parlano chiaro.
Chi utilizza la rateazione spende fino al 40% in più rispetto a chi paga tutto subito. Non è difficile capire il perché: potendo dilazionare, ci si sente più liberi di scegliere opzioni migliori, aggiungere servizi, prolungare il soggiorno. I partner che hanno adottato HeyLight registrano incrementi di fatturato tra il 10% e il 30%, un risultato significativo in un settore altamente competitivo.
Ma c’è di più. Fino all’87% di chi acquista con HeyLight risulta essere un nuovo cliente, ampliando notevolmente il bacino di utenti da fidelizzare. Le prenotazioni sono addirittura raddoppiate anno su anno per quegli operatori che hanno iniziato a proporre la possibilità di pagare un po’ per volta, rispetto a quando questa opzione non era disponibile.
Dal punto di vista dei clienti finali, il 38% degli utenti dichiara apertamente che senza la possibilità di rateizzare avrebbe rinunciato del tutto al servizio. Un dato che fa riflettere perché quasi quattro persone su dieci non avrebbero viaggiato. Il 60% ha scelto prodotti di livello superiore grazie alla dilazione, migliorando la propria esperienza di viaggio. E la soddisfazione è tale che il 94% degli utilizzatori è pronto a usare nuovamente HeyLight per le prossime vacanze.
Cosa cambia davvero per chi viaggia
La possibilità di rateizzare porta con sé un cambiamento culturale profondo nel modo di concepire le vacanze. Primo fra tutti, l’addio alla sindrome della “vacanza low-cost per forza”. Non devi più accontentarti della prima offerta a basso prezzo che trovi, sacrificando qualità, comfort o la destinazione che davvero desideri.
La pianificazione del budget familiare diventa più serena. Invece di trovarti con il conto svuotato a luglio e sacrificare il resto dell’estate, distribuisci la spesa su più mesi, mantenendo un equilibrio finanziario costante. Puoi prenotare in anticipo, bloccando le migliori offerte e le sistemazioni più ambite, quelle che si esauriscono rapidamente se aspetti l’ultimo momento.
Ma forse il cambiamento più interessante riguarda l’upgrade di destinazioni ed esperienze. Quel viaggio che sembrava fuori portata, quella destinazione esotica che avevi sempre sognato, quell’esperienza speciale che volevi regalare alla tua famiglia: tutto diventa improvvisamente accessibile. Non si tratta di spendere più di quanto puoi permetterti, ma di organizzare meglio le tue risorse per ottenere esattamente ciò che desideri.
Il futuro del turismo è flessibile
Quello che oggi appare come una novità, domani potrebbe diventare lo standard. Il Buy Now Pay Later si sta affermando come prassi consolidata nel settore travel, esattamente come è accaduto in altri comparti del commercio.
L’ibridazione dei canali è il nuovo modello da seguire: non più online contro offline, ma online più offline uguale customer experience ottimale. Cerchi informazioni sul web, confronti prezzi, leggi recensioni, poi magari entri in agenzia per ricevere consulenza personalizzata, e infine completi la prenotazione pagando a rate. Il percorso non è più lineare ma fluido, e il BNPL si adatta perfettamente a questo aspetto.
L’accessibilità economica sta emergendo come nuovo criterio di scelta, accanto a quelli tradizionali come destinazione, servizi e recensioni. Non basta più chiedersi “mi piace questa vacanza?”, ora ci si domanda anche “come posso organizzarmi per pagarla?”. E la risposta a questa seconda domanda può fare la differenza tra partire o restare a casa.
Se vuoi scoprire come le soluzioni HeyLight possono trasformare il tuo modo di viaggiare, visita il sito di HeyLight e approfondisci tutte le opzioni disponibili. E se sei un operatore del settore turistico interessato a implementare questo sistema di pagamento, non perdere l’occasione di incontrare il team HeyLight alla BIT 2026, che si terrà a Fieramilano Rho dal 10 al 12 febbraio, Padiglione 9P, Stand P14 P16.
Messaggio Pubblicitario con finalità promozionale HeyLight è un marchio registrato di Compass Banca S.p.A. e identifica diverse soluzioni di pagamento rateale: A) La dilazione di pagamento gratuita concessa ai consumatori, previa valutazione, da venditori di beni e servizi con cui Compass Banca S.p.A. abbia stipulato, un accordo per la cessione dei crediti pro-soluto (factoring). Condizioni complete applicabili alla dilazione sono disponibili presso i venditori di beni e servizi. Fogli Informativi relativi al contratto di factoring disponibili sul sito compass.it, HeyLight.com, presso le Filiali Compass Banca S.p.A. o presso gli agenti in attività finanziaria che operano in qualità di intermediari del credito monomandatari o con mandato in esclusiva di prodotto di Compass Banca S.p.A.. Salvo approvazione di Compass Banca S.p.A.. B) Il prestito finalizzato concesso ai consumatori, salvo approvazione, direttamente da Compass Banca S.p.A.. Condizioni economiche e contrattuali disponibili sul sito compass.it, HeyLight.com e presso i venditori, convenzionati senza o in esclusiva con Compass Banca S.p.A.. C) Inoltre, il marchio HeyLight è stato concesso in licenza d’uso a Holipay S.r.l., società italiana con sede in viale Ortigara, 7/9 Milano Marittima (RA) Registro Imprese di RA Codice Fiscale e Partita Iva 16090851003. Il servizio tecnologico offerto da Holipay è pensato per le esigenze degli albergatori, al fine di automatizzare e ripartire calendarizzando il flusso degli incassi delle caparre attraverso un sofware as a service integrato con un servizio di gateway di pagamento. L’utilizzo del servizio è soggetto a termini e condizioni heylight.com/it/it/viaggi-turismo.
Prima di ogni festività, come il Natale e il Capodanno, sono tante le offerte che vengono pubblicate online da parte di compagnie aeree, hotel e destinazioni turistiche. Tantissime persone contano di partire per un weekend o per un viaggio invernale per staccare la spina, in mete fresche o in caldi paradisi dove il freddo è solo un lontano ricordo: ma attenzione alle prenotazioni di voli e hotel, perché con loro aumentano anche i meccanismi meno visibili (e poco conosciuti) che determinano i prezzi online.
Sempre più spesso, due utenti distinti vedono prezzi diversi per lo stesso prodotto o servizio: la “colpa” è del dynamic pricing e di profilazioni e algoritmi, che influenzano le scelte di chi viaggia, spesso senza che i diretti interessati ne siano consapevoli. Ecco una guida per capire di cosa si tratta.
Cos’è il Dynamic pricing e come funziona
C’è un lato nascosto delle prenotazioni di viaggi fatte online durante le festività (e non solo) ed è bene esserne coscienti. Come segnalato da Federprivacy nel suo studio, tra la fine di novembre e la metà di dicembre si registra ogni anno, puntualmente, un’impennata di ricercheonline per l’acquisto di voli, pernottamenti in hotel e pacchetti vacanza. Le principali piattaforme di prenotazione, infatti, evidenziano incrementi di traffico compresi tra il 25% e il 40% rispetto ai periodi non festivi.
Questo volume crescente di attività online genera una grande quantità di dati di navigazione, che alimentano sofisticati sistemi automatici di ottimizzazione dei prezzi. È proprio in concomitanza con questo picco stagionale che si intensifica un fenomeno silenzioso, che pochi conoscono davvero, ma che è sempre più diffuso: il dynamic pricing, la pratica con cui i prezzi cambiano in tempo reale in base al comportamento dell’utente.
Ma di cosa si tratta davvero? In italiano si chiama tariffazione dinamica e risponde alla domanda “Perché due persone possono pagare due cifre diverse per lo stesso prodotto e nello stesso momento?”. Si tratta della variazione automatica dei prezzi che dipende da domanda, orario, stagionalità o profilo dell’utente.
L’evoluzione verso l’Hyper-dynamic pricing
Una pratica che nel 2025 ha avuto una ulteriore evoluzione, fino ad essere definita hyper-dynamic pricing (tariffazione iperdinamica): gli algoritmi, grazie all’IA e ai Big Data, analizzano in tempo reale domanda, disponibilità, geolocalizzazione, previsioni meteo, orario, tipo di dispositivo utilizzato e addirittura la cronologia di ricerca e di acquisto dell’utente. Il risultato? Il prezzo dello stesso biglietto aereo, mostrato a due utenti diversi, può oscillare sensibilmente.
Con la tariffazione iperdinamica, inoltre, i prezzi non vengono più aggiornati una o due volte al giorno, ma possono variare continuamente e in tempo reale, anche in pochi secondi. Tradotto? Per le compagnie aeree che hanno adottato questa tariffazione (al momento sono ancora poche nel mondo), i prezzi dei voli subiscono anche decine di variazioni in poche ore. La logica è quella di ottenere da ciascun utente il prezzo migliore che è disposto a pagare per un servizio.
Come sarà nel 2026
Anche se le tariffazioni iperdinamiche continueranno a crescere, probabilmente non tutte le compagnie riusciranno ad adottarle subito, ma sarà una trasformazione graduale. Dall’altro lato, nasce la necessità di tutelare i consumatori: autorità e istituzioni europee stanno già lavorando per garantire maggiore equità e chiarezza nelle tariffe aeree, evitando che si generino discriminazioni di prezzo tra consumatori diversi.
Immaginate di arrivare in una stazione ferroviaria affollata in un giorno di partenze. Gli annunci scorrono rapidi dall’altoparlante, i tabelloni lampeggiano indicando cambi di binario e decine di persone si muovono tra scale mobili, ascensori e corridoi.
Ora provate a chiudere gli occhi e a immaginare di dover affrontare quello stesso scenario senza poter contare sulla vista. Anche il gesto apparentemente più semplice, come trovare il binario giusto o orientarsi verso l’uscita, può sembrare un ostacolo insormontabile che può paralizzare.
Per milioni di viaggiatori non vedenti o ipovedenti, questo non è un esercizio di immaginazione, ma la realtà quotidiana di ogni viaggio. Spostarsi in autonomia è ancora una sfida complessa, soprattutto quando si affrontano luoghi sconosciuti o si viaggia in contesti caotici come aeroporti e stazioni.
I numeri del turismo accessibile
Questa difficoltà non riguarda una minoranza marginale, ma un numero enorme di persone. In Europa oltre 80 milioni di cittadini hanno una disabilità, e molti di loro si spostano regolarmente per lavoro, studio o turismo. L’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) definisce l’accessibilità un diritto universale, ricordando che tutti devono avere la possibilità di viaggiare in autonomia.
C’è anche un impatto economico rilevante: secondo l’ENAT, la rete europea per il turismo accessibile, il settore genera decine di miliardi di euro l’anno. Non bisogna dimenticare che chi viaggia con una disabilità visiva raramente lo fa da solo, e spesso è accompagnato da familiari o amici. Rendere accessibili destinazioni, trasporti e strutture significa quindi intercettare un bacino di viaggiatori ancora più ampio.
In Italia, dove il turismo è uno dei motori principali dell’economia, investire in accessibilità non è solo un dovere etico, ma anche un’opportunità concreta di sviluppo.
Le difficoltà del viaggio per chi non vede
Viaggiare senza poter contare sulla vista significa affrontare ostacoli continui. Nelle stazioni e negli aeroporti, gran parte delle informazioni è disponibile solo in forma visiva: cartelli, monitor, segnaletica a colori. Gli annunci vocali, quando presenti, non sempre sono chiari o tempestivi.
Negli hotel, i corridoi lunghi e privi di riferimenti tattili rendono difficile orientarsi. Nei musei, le didascalie delle opere sono spesso inaccessibili. Persino un semplice attraversamento pedonale davanti a un luogo turistico può diventare rischioso se non ci sono semafori sonori o marciapiedi a norma.
Tutte queste barriere hanno un impatto immediato, perché rallentano i tempi, riducono la sicurezza e aumentano lo stress. In molti casi portano a rinunciare a esperienze che dovrebbero essere alla portata di tutti. Per questo l’arrivo di soluzioni tecnologiche pensate appositamente per i non vedenti rappresenta una svolta.
Un alleato hi-tech per orientarsi
Tra le innovazioni più interessanti c’è WeWALK, un bastone elettronico progettato per accompagnare i non vedenti nei loro spostamenti quotidiani e nei viaggi. Non sostituisce il bastone bianco tradizionale, ma lo arricchisce con funzioni digitali che ne ampliano le possibilità.
Il dispositivo integra sensori a ultrasuoni che segnalano la presenza di ostacoli sospesi, come cartelli o rami, attraverso vibrazioni sull’impugnatura. È collegato a un’app che sfrutta Google Maps per fornire indicazioni vocali passo dopo passo, semplificando la navigazione urbana.
Un touchpad integrato consente di gestire lo smartphone senza doverlo estrarre dalla tasca, e la compatibilità con assistenti vocali come Siri e Google Assistant permette di interagire in modo naturale.
Grazie agli aggiornamenti software, il bastone si arricchisce periodicamente di nuove funzioni, restando sempre attuale. Non è quindi un semplice ausilio, ma uno strumento che cresce nel tempo, adattandosi alle esigenze degli utenti.
WeAssist: viaggiare con un supporto remoto
Il viaggio non è fatto solo di percorsi lineari, ma ci sono momenti critici in cui la tecnologia deve integrarsi con l’assistenza umana. È in questo contesto che nasce WeAssist, un servizio che combina intelligenza artificiale e operatori remoti per offrire supporto personalizzato.
Immaginiamo, ad esempio, un passeggero che arriva in un aeroporto internazionale per prendere un volo con scalo. Grazie a WeWALK, può muoversi nei corridoi seguendo le indicazioni vocali dell’app. Ma nel momento in cui deve affrontare un terminal affollato, con gate che cambiano all’ultimo minuto, può attivare il supporto remoto. Un operatore, vedendo la sua posizione GPS e ricevendo informazioni in tempo reale, lo guida passo dopo passo fino al gate corretto.
Lo stesso vale per una stazione della metropolitana con più linee e scale mobili. Invece di dover chiedere aiuto a sconosciuti, l’utente può contare su una guida dedicata che lo accompagna a distanza. Questo servizio riduce lo stress e restituisce fiducia, trasformando un’esperienza potenzialmente caotica in un percorso gestibile.
Turismo accessibile come diritto universale
Il turismo è spesso un lusso, ma potrebbe essere un diritto riconosciuto a livello internazionale, dato che l’UNWTO lo definisce un elemento essenziale per la crescita personale e sociale, e sottolinea che deve essere garantito a tutti.
Investire in accessibilità non significa soltanto eliminare barriere architettoniche, ma anche creare condizioni per un’esperienza completa. Chi viaggia non cerca solo di spostarsi da un punto all’altro: vuole scoprire, conoscere, partecipare. Rendere un museo, un centro storico o un sentiero accessibile significa includere milioni di persone che altrimenti resterebbero escluse.
Dal punto di vista economico, il turismo accessibile genera benefici diffusi. Ogni viaggiatore con disabilità visiva spesso è accompagnato da familiari o amici, e questo moltiplica l’impatto sul settore alberghiero, sulla ristorazione e sui trasporti. Creare destinazioni inclusive significa quindi aprirsi a un mercato ampio e fedele.
AIM e le smart city turistiche
WeWALK non è solo un dispositivo tecnologico, ma parte di un progetto più grande: AIM (Accessible Innovation for the Blind), che coinvolge direttamente le persone cieche nello sviluppo delle soluzioni, promuove programmi di formazione digitale e porta il tema dell’accessibilità nelle agende politiche.
Per il turismo questo è fondamentale, perché significa che le innovazioni non nascono in laboratorio, ma dall’esperienza quotidiana di chi viaggia. AIM Training, in collaborazione con Microsoft, offre percorsi formativi che aiutano gli utenti a utilizzare al meglio strumenti digitali e app, rendendo più fluido ogni spostamento.
Il legame con le smart city è immediato. Una città che investe in accessibilità non lo fa solo per i residenti, ma diventa anche una destinazione più attrattiva per i turisti. Percorsi pedonali senza barriere, segnaletica sonora, informazioni vocali sui trasporti pubblici migliorano la vita di chi ci vive e l’esperienza di chi la visita. E in questo senso, turismo e urbanistica si intrecciano, perché una città più inclusiva è anche una città più accogliente.
Consigli pratici per un viaggio più semplice
Prima della partenza è utile preparare l’itinerario nell’app: salvare indirizzi di hotel, fermate principali e punti di interesse riduce le incertezze nelle fasi critiche del viaggio. Se il percorso attraversa aree con copertura incerta, è prudente scaricare le mappe offline e verificare lo stato di batteria di telefono e bastone.
In aeroporto o in stazione, conviene identificare punti di riferimento fissi (desk informazioni, ascensori principali, varchi d’imbarco) e creare “preferiti” nell’app per poterli raggiungere rapidamente.
Nelle strutture ricettive, una breve telefonata prima dell’arrivo aiuta a concordare esigenze specifiche (ad esempio l’accompagnamento fino alla camera, illustrazione del percorso verso la sala colazione o l’uscita).
Per l’audio, auricolari a conduzione ossea o mono-aurali permettono di ascoltare le indicazioni mantenendo l’orecchio libero per i suoni dell’ambiente. È ovviamente utile portare un cavo di ricarica rapido e una power bank.
In caso di spostamenti particolarmente complessi, fissare una finestra oraria con WeAssist consente di avere un supporto remoto già pronto. Sono accorgimenti semplici che, sommati, rendono l’esperienza più fluida e autonoma.
Italia e prospettive future
L’Italia, con il suo patrimonio culturale e paesaggistico, è uno dei Paesi più visitati al mondo. Ma la ricchezza di attrazioni non basta se mancano le condizioni per fruirne in autonomia. Rendere il turismo accessibile significa garantire non solo il diritto al viaggio, ma anche la competitività di un settore che rappresenta oltre il 10% del PIL nazionale.
Negli ultimi anni, il tema è entrato nell’agenda politica anche grazie ai fondi europei e al PNRR, che dedica risorse a digitalizzazione e inclusione. Questo apre la strada a progetti concreti come stazioni ferroviarie con percorsi tattili e informazioni vocali, musei con audioguide inclusive, alberghi con applicazioni collegate agli ausili digitali.
Il turismo accessibile non è un costo, ma un investimento: strutture più inclusive attirano nuovi clienti, fidelizzano famiglie intere e rafforzano la reputazione del territorio.
In questo quadro, la presenza di WeWALK Italia come rivenditore ufficiale del dispositivo rappresenta un’opportunità per diffondere tecnologie già operative e integrarle nelle strategie del settore travel.
Viaggiare in autonomia non è più un sogno
Tornando alla scena iniziale della stazione affollata: la differenza tra affrontarla a mani nude e farlo con un ausilio come WeWALK è enorme. Nel primo caso si rischia di perdere tempo, di sbagliare direzione, di dover dipendere dall’aiuto altrui. Nel secondo si guadagna autonomia, sicurezza e serenità.
Il turismo accessibile non è un tema di nicchia, ma una questione universale che riguarda milioni di persone e che produce benefici economici e sociali. Grazie a soluzioni come il bastone elettronico per non vedenti WeWalk, viaggiare in autonomia non è più un sogno irraggiungibile, ma un diritto che può essere esercitato ogni giorno.
Perché un viaggio non è solo spostarsi da un luogo all’altro: è sentirsi parte di un mondo che ti accoglie senza barriere.
Visitare la Mastaba di Mereruka, nella necropoli di Saqqara, significa – a saperla leggere- entrare in un vero e proprio “libro di pietra” sull’Antico Egitto, che racconta nei dettagli la vita quotidiana, la società e le credenze religiose del Vecchio Regno. È una delle tombe meglio conservate e più ricche di tutto il sito, amatissima dagli archeologi e ancora non troppo conosciuta.
Saqqara: la necropoli del Vecchio Regno
La Mastaba di Mereruka si trova a Saqqara, la necropoli principale delle dinastie V e VI (2340-2360 a.C.), una delle aree archeologiche più estese e importanti d’Egitto. Il sito è tuttora in piena attività: negli ultimi anni sono stati rinvenuti nuovi sarcofagi di sacerdoti, gallerie funerarie e oggetti rituali, e diversi team di archeologi e egittologi continuano a lavorare quotidianamente.
Saqqara è famosa principalmente per la Piramide a Gradoni di Djoser e per la Piramide di Teti, la prima a presentare i Testi delle Piramidi: iscrizioni interne, disegni e geroglifici. Fino ad allora, infatti, le pareti delle tombe e piramidi erano nude; ma da quel momento, decorazioni e testi divennero ricorrenti nei luoghi di devozione dell’Antico Egitto, in onore della vita del defunto e come guida per il suo viaggio verso l’Aldilà.
ASMereruka fu uno dei più potenti funzionari del faraone Teti, visir, capo della giustizia e sacerdote
Nonostante molti visitatori si fermino a Saqqara solo per la Piramide a Gradoni, secondo le guide locali qui “si potrebbe restare una settimana”, tanto è vasto e affascinante ciò che la necropoli custodisce.
Chi era Mereruka
Mereruka fu uno dei più potenti funzionari del faraone Teti, visir, capo della giustizia e sacerdote. Nelle raffigurazioni interne lo si riconosce per gli abiti in pelle di pantera, simbolo dei sacerdoti di alto rango.
La sua tomba è una delle mastabe più importanti di tutto l’Antico Egitto, proprio per la ricchezza delle sue decorazioni che raccontano perfettamente la vita quotidiana nei minimi dettagli. Purtroppo non tutto è visibile: la parte superiore fu saccheggiata nei secoli per riutilizzare il materiale nella costruzione di altri edifici; mentre la parte inferiore è giunta quasi intatta fino a noi perché rimasta coperta (e protetta) sotto la sabbia del deserto.
La mastaba è stata riaperta al pubblico due anni fa, dopo un periodo di chiusura per preservarne la conservazione, e per “farla riposare”, come dicono con grande rispetto le guide locali.
ASLa parte superiore della tomba fu saccheggiata nei secoli
Cosa vedere nella Mastaba di Mereruka
La tomba è in pietra calcarea ma molto compatta, con incisioni all’esterno e all’interno, ed è molto importante proprio per le raffigurazioni precise e raffinate sulla vita di tutti giorni, con dettagli sbalorditivi sul Nilo, e disegni incredibilmente realistici su animali, piante, strumenti e attrezzi. Ci sarebbe da scriverne un libro, ma proviamo a vedere i momenti più particolari.
La prima sala: il mondo del Nilo
La sala d’ingresso è dedicata al Nilo, raffigurato nella figura del dio Hapi, divinità ermafrodita e simbolo di fertilità. Sulle pareti si riconoscono barche in papiro, pesci come carpe, anguille e lucci; uccelli come ibis e upupa; ippopotami e coccodrilli, con una particolarissima scena di vita vera in cui un ippopotamo attacca un coccodrillo. Sono presenti anche scene di caccia con il boomerang, utilizzato per colpire gli uccelli in volo.
ASLa scena dettagliatissima di un ippopotamo che mangia un coccodrillo
Già da questa sala, gli artisti dimostrano una conoscenza naturalistica sorprendente, della fauna e dell’ambiente, ed è facile perdersi in queste rappresentazioni quasi fotografiche.
La seconda sala: la lavorazione dell’oro
Sulla parete a destra è illustrato, passo dopo passo, l’intero processo di lavorazione dell’oro. La parte più curiosa è nella striscia più bassa, di creazione dei gioielli: tutti gli artigiani protagonisti della scena sono nani. Non è una casualità. Le guide spiegano i motivi della scelta: i nani erano pochi (e quindi facilmente rintracciabili in caso di furto), dotati di grande manualità e con un vantaggio fisiologico, perché dopo i 35 anni sviluppavano miopia, ma continuavano a vedere perfettamente da vicino, rendendoli ideali per lavorazioni di precisione.
ASL’intero processo di lavorazione dell’oro, con persone nane che producono i gioielli
La terza sala: il tribunale
Qui sono raffigurate scene di pesca e, sulla sinistra, una scena sorprendente, davvero dettagliatissima: un tribunale. Leggendo da sinistra verso destra si trovano il giudice con gli scribi intenti a riscrivere la condanna, i condannati, la polizia con bastoni, e infine un uomo che protesta perché non vuole pagare le tasse.
Il pozzo del sarcofago e la finta porta
Prima di arrivare all’ultima sala, dietro una grata (moderna) è visibile il pozzo attraverso cui veniva calato il sarcofago. Anche qui, senza il suggerimento di una guida esperta è difficile comprendere il procedimento: il pozzo veniva riempito di sabbia, su cui si appoggiava il sarcofago; poi lentamente lo si faceva scendere togliendo la sabbia un po’ alla volta da sotto.
Proprio di fronte alla grata, una grande falsa porta – comune a tante tombe- serviva per il passaggio del Ka (anima) e del Ba (ego invisibile) verso l’aldilà.
ASIl pozzo attraverso cui veniva calato il sarcofago e la porta finta
La sala della statua di Mereruka
Finalmente si giunge alla sala più grande, con le pareti decorate in ocra, un pigmento naturale molto resistente. La grande statua centrale di Mereruka è orientata verso il nord magnetico, direzione simbolica della stella di Osiride, verso il mondo dei morti.
ASLa grande statua centrale di Mereruka è orientata verso il nord magnetico
Sulla parete sinistra, sono riprodotte alcune scene di navigazione sul Nilo con marinai a lavoro e altri a riposo sui tipici letti con poggiatesta. Le barche con vele spiegate sono un dettaglio importante: la navigazione del Nilo prevedeva le vele aperte in direzione da Nord a Sud (mentre viceversa si sfruttava la corrente verso il delta); per questo è possibile stabilire che le navi rappresentate fossero dirette verso Abydos, città sacra dedicata a Osiride, a Sud.
ASScene di navigazione sul Nilo
Informazioni pratiche
Il biglietto completo per Saqqara costa 1000 EGP (circa 30 euro) e include l’accesso a diverse tombe. In alternativa si possono acquistare solo gli ingressi alle principali attrazioni, anche nella biglietteria in loco.
Saqqara si trova a 30 km da Il Cairo ed è perfetta per una gita in giornata. Si può raggiungere in taxi, con un driver privato (concordando sempre andata e ritorno) o con tour organizzati con partenza direttamente dall’hotel. L’aeroporto di riferimento è quello de Il Cairo, servito dall’Italia con voli diretti, gestiti da low cost e dalla compagnia di bandiera Egyptair da Milano e Roma.
Visitando il sito senza una guida in lingua italiana si rischia di perdere tantissime storie, simboli e dettagli, di cui il sito è ricchissimo. Per pianificare una visita già dall’Italia, il network Gattinoni Travel può essere un riferimento per organizzare trasferimenti, guida e visite.
Per la visita è bene portare acqua, cappello e protezione solare; indossare scarpe comode e uno scialle leggero per coprire le spalle. Evitando le ore più calde, bisognerebbe dedicare al sito almeno 3 ore.
Il 28 novembre è previsto uno sciopero nazionale indetto dai sindacati USB e CUB in protesta contro la legge di bilancio del governo per il 2026. Ad essere interessati sono sia il settore privato sia quello pubblico, e tra questi anche gli aeroporti italiani, sui quali si prevede che abbia un impatto significativo, con il rischio di ritardi diffusi e cancellazioni negli aeroporti di tutto il Paese. È infatti prevista la partecipazione allo sciopero di equipaggi di volo, addetti ai bagagli, personale di terra e altri lavoratori del settore aeroportuale, rendendo probabili disagi operativi. Un secondo sciopero, che potrebbe avere ripercussioni sul traffico aereo, è stato indetto da CGIL per il 12 dicembre e si prolungherà per 21 ore.
Dovete partire proprio nel giorno in cui c’è lo sciopero generale e avete il timore di rimanere a terra, con conseguente perdita dei soldi investiti per il volo e per la vostra vacanza? Niente panico, esiste un regolamento europeo che permette a tutti i viaggiatori di tutelarsi, ma è bene conoscerne i dettagli per sapere come muoversi in queste occasioni.
Come comportarsi in caso di sciopero in aeroporto
A proposito di scioperi negli aeroporti, è bene sapere innanzitutto che l’ENAC (ente nazionale per l’aviazione civile) garantisce l’operatività dei voli programmati nelle fasce orarie 07:00–10:00 e 18:00–19:00.
Si può consultare l’elenco dei voli garantiti pubblicato da ENAC e i passeggeri sono invitati anche a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea con cui devono volare.
Ma ci sono altri dettagli e regole da conoscere per tutelarsi in caso di sciopero in aeroporto. I diritti dei passeggeri sono garantiti ai sensi del Regolamento UE 261 nel caso in cui il loro volo sia interessato da un’azione di sciopero.
Quando si ha diritto al risarcimento?
Se vi state chiedendo se i passeggeri abbiano diritto a un risarcimento in caso di sciopero, la risposta è: dipende. Da cosa? Da chi aderisce allo sciopero. Secondo il Regolamento UE 261, il diritto a un risarcimento dipende dalla causa del disservizio. Vediamo quali sono i casi, segnalati anche da AirAdvisor.
Si ha diritto al risarcimento se allo sciopero partecipa il personale della compagnia aerea. Si tratta di uno sciopero interno, il che significa che la compagnia è responsabile della disponibilità del proprio personale.
I passeggeri, in tal caso, possono avere diritto a un risarcimento:
se il volo viene cancellato con breve preavviso (meno di 14 giorni),
oppure
se arrivano alla destinazione finale con un ritardo superiore a 3 ore.
Non si ha diritto al risarcimento se il disservizio è causato da personale aeroportuale o da soggetti terzi. In questo caso si parla di circostanze straordinarie e il risarcimento da parte della compagnia aerea non è previsto.
Ma non tutto è perduto: indipendentemente dalla causa, le compagnie aeree devono comunque garantire alcune tutele ai passeggeri. Eccole:
ri-protezione su un altro volo o un itinerario alternativo;
rimborso del biglietto;
assistenza in aeroporto (pasti, bevande e sistemazione in hotel se necessaria).
Inoltre, i viaggiatori hanno anche diritto al rimborso di tutte le spese ragionevoli sostenute nel caso in cui la compagnia non provveda all’assistenza, come pasti, trasporti o costi alberghieri. Per poterlo ottenere è fondamentale conservare tutte le ricevute.
“Le compagnie aeree spesso confidano nel fatto che i passeggeri non conoscano la differenza tra uno sciopero interno e un disservizio aeroportuale più ampio – ha affermato Anton Radchenko, avvocato esperto di aviazione e CEO di AirAdvisor -. Tuttavia, ai sensi del Regolamento UE 261, quando il personale interno di una compagnia aerea partecipa a un’azione sindacale, i passeggeri possono comunque avere un chiaro diritto al risarcimento. Ciò che conta è la causa reale del ritardo, non l’ampiezza dello sciopero in corso”.
I consigli ai passeggeri
Ecco infine alcune raccomandazioni utili ai passeggeri per sapere sempre come comportarsi in caso di sciopero aeroportuale:
verificare se il proprio volo è indicato come ”garantito” sul sito di ENAC;
contattare con anticipo la compagnia aerea per confermare lo stato del volo e le opzioni di ri-protezione;
conservare tutte le ricevute relative a pasti, trasporti e alloggio;
richiedere una conferma scritta del motivo del disservizio.
Non tutti lo sanno, ma non è così scontato poter entrare in una Piramide. A parte le possibili difficoltà legate alla discesa, all’umidità e alle temperature, ciclicamente tutte le tombe vengono chiuse. Non solo per lavori di manutenzione e restauro, ma perché – a detta delle guide locali – “devono riposare”. È un’espressione molto bella, che manifesta tutto il rispetto verso queste opere d’arte, di vita e di morte.
Noi abbiamo avuto la fortuna di poter entrare all’interno della Piramide di Cheope, all’interno dell’altopiano di Giza, costruita per il faraone Khufu (Cheope) attorno al 2560 a.C. e l’unica delle Sette Meraviglie dell’Antichità ancora in piedi.
L’altopiano delle Piramidi di Giza
A circa 14 chilometri dal centro del Cairo, l’altopiano di Giza custodisce uno dei complessi archeologici più famosi al mondo: quello delle Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino, costruite tra il 2580 e il 2500 a.C., durante la IV dinastia dell’Antico Regno. Le tre piramidi sorgono una accanto all’altra sul bordo occidentale del deserto, simbolicamente dove il sole tramonta (il tramonto nell’antico Egitto era simboleggiato principalmente dal dio Atum, creatore dell’universo). La più grande è la Piramide di Cheope (o Grande Piramide), accanto alla quale si trova la Piramide di Chefren, riconoscibile per il rivestimento calcareo ancora visibile sulla punta, e poco più avanti quella di Micerino, la più piccola ma anche la più pregiata, un tempo rivestita di granito rosa di Assuan.
Davanti alle piramidi si trova (visitabile) l’antico Tempio della Valle, dove i sacerdoti officiavano i riti di imbalsamazione, collegato tramite una rampa monumentale ai templi funerari di ciascun faraone, ai piedi delle piramidi. A pochi passi sorge la celebre Sfinge di Giza, con corpo di leone (forza) e volto umano (intelligenza), probabilmente scolpita sotto il regno di Chefren per rappresentare il sovrano.
L’altopiano fu riscoperto da esploratori e archeologi a partire dal XIX secolo: gli scavi sistematici iniziarono nel 1817 con Giovanni Battista Caviglia ma continuano ancora oggi.
ASL’altopiano delle Piramidi di Giza
La Piramide di Cheope, com’è fatta
Costruita con circa 2,3 milioni di blocchi di calcare e granito, alcuni dal peso di oltre 60 tonnellate, la Piramide di Cheope fu realizzata in circa vent’anni da un esercito di operai stimato tra 20.000 e 100.000 persone. Nei pressi dell’altopiano sono stati trovati i resti del villaggio degli operai, completo di forni, ceramiche e iscrizioni che raccontano la loro vita quotidiana (birra compresa nel rancio!). La tomba era originariamente alta 146,6 metri; anche se oggi misura solo 138 metri circa perché nel tempo ha perso il rivestimento apicale.
La Piramide di Cheope è l’unica ad avere la camera funeraria posta sopra il livello del suolo, un dettaglio unico tra tutte le piramidi egizie. La precisione con cui è orientata ai punti cardinali (errore inferiore a 1/15 di grado) continua a sorprendere gli studiosi moderni.
Internamente si compone di un sistema di passaggi e camere disposti su più livelli. Gli ambienti principali sono la Grande Galleria di 46 metri, che conduce alla Camera del Re, sormontata da cinque camere di scarico sovrapposte, progettate per alleggerire la pressione del peso della piramide. Dentro si trova il sarcofago di Cheope. Dalla base della Grande Galleria si dirama un passaggio che conduce alla Camera della Regina, collocata al centro della struttura, la cui funzione è ancora dubbia (probabilmente fungeva da magazzino dove erano state deposte le offerte e provviste in dono al faraone per il suo viaggio verso l’aldilà).
All’esterno della Grande Piramide sono state rinvenute anche tre piramidi minori dedicate alle tre donne di Cheope, la madre, la sorella e la moglie. L’arredo trovato all’interno della piramide della regina è oggi esposto al Grand Egyptian Museum, inclusi il suo letto, i gioielli e i vasi canopi. Sempre al di fuori della piramide, si trovava la celebre barca solare del faraone, custodita per millenni in una fossa accanto alla base della piramide, oggi restaurata ed esposta in una sezione esterna del museo.
ASSentiero verso l’entrata alla Piramide di Cheope
Entrare dentro la Piramide, i consigli
Entrare nella Piramide di Cheope è un’esperienza intensa, da tanti punti di vista. L’entrata si trova a circa 15 metri dal suolo, ci si arriva salendo dei comodi gradoni, e si apre in una caverna, scavata dal Califfo al-Ma’mun nel tentativo di entrare nella tomba. Questa che oggi è utilizzata dai turisti per la visita, non era l’entrata originale, anche perché le Piramidi per come erano concepite non prevedevano entrata, perché venivano chiuse per sempre.
Quasi da subito si sale piegati, lungo un cunicolo dotato di pedana in legno e corrimano, man mano che l’umidità aumenta e l’aria si fa densa.
ASIl lungo cunicolo dotato di pedana in legno e corrimano lungo circa 40 metri
Dopo circa 40 metri di tunnel, il passaggio si apre nella Grande Galleria (Grand Gallery): un corridoio alto 8,5 metri e lungo 46, con spigoli gettanti che scaricano il peso dell’imponente struttura.
Dalla galleria si accede, dopo un ultimo passaggio aperto tra i grandi blocchi, alla Camera del Re (King’s Chamber), interamente realizzata in blocchi di granito rosso di Assuan (una pietra molto potente a livello energetico), dove si trova il sarcofago di Cheope, spoglio ma imponente. Per non rimanere delusi bisogna sapere che la stanza, di circa 10 metri per 5, è priva di decorazioni o geroglifici, tipici nvece delle piramidi posteriori: qui è tutto sobrio ma immenso, tanto che alcune persone si concedono a pratiche di meditazione vicino alle pareti di pietra. Su una delle pareti si può notare il foro di 20 x 20 cm, utilizzato per le ispezioni con nuove tecnologie di scansione avanzate e robot esploratori.
Alcune avvertenze: all’interno fa molto caldo (anche oltre 35 gradi) e la percentuale di umidità è altissima. Il primo tratto è basso e stretto, bisogna stare piegati ed è a doppio senso, quindi il vero problema è quando si incontra qualcuno di grande statura o un po’ impacciato dal verso opposto: bisogna essere un po’ agili e lesti, ecco.
Info pratiche
Il complesso di Giza è aperto ogni giorno: dalle 8 alle 17 (da ottobre a marzo) e dalle 7 alle 18 (da aprile a settembre) e sono organizzati spettacoli di luci e musica dopo il tramonto. L’ingresso prevede un biglietto per la visita al sito (da 540 EGP, circa 16,50 Euro), inclusa la Sfinge e il Tempio della Valle; mentre per entrare all’interno della Piramide di Cheope è necessario un biglietto speciale (circa 900 EGP, oltre al biglietto base del sito).
All’interno del sito ci si sposta con navette con fermate nei punti di maggiore interesse o a piedi: il percorso è lungo e soleggiato praticamente tutto l’anno, quindi meglio portare acqua, cappello e crema solare (ci sono diverse bancarelle per acquistare bevande o la tipica keffia egiziana per ripararsi da sabbia e sole). Meglio indossare scarpe chiuse ed evitare di portare zaini ingombranti.
La visita all’interno delle piramidi non è adatta a chi soffre di claustrofobia, a chi ha problemi di tachicardia o mobilità ridotta, perché davvero fa molto caldo e a tratti manca l’aria. Senza allarmismo è bene essere consapevoli perché poi una volta dentro non è immediato tornare indietro. Entrare al mattino presto è la scelta più giusta specialmente nei periodi più caldi; o la sera, alla chiusura, si può godere di un paesaggio unico, con la luce del tramonto timida su piramidi e cammelli.
ASL’ultimo tratto prima della Camera del Re
Il sito, sia fuori che dentro, ha qualcosa di estremamente mistico, ed è bene rispettarlo, evitando di alzare la voce, o di insistere troppo con foto e selfie, specialmente durante le salite e le discese, per non creare tappi nei percorsi.
Le architetture delle piramidi e i rituali che gli Antichi Egizi vivevano intorno alla morte e all’aldilà sono molto complessi e una guida potrebbe davvero fare la differenza. Non stupitevi però se la guida non entra nella piramide, ma spiega tutto fuori per aspettarvi all’uscita: loro non possono entrare, e ne hanno il divieto per evitare di creare ingorghi all’interno, e troppa confusione di lingue e spiegazioni.
Come arrivare alle Piramidi di Giza
Dall’Italia, Il Cairo è collegato con voli diretti giornalieri da Roma e Milano e la compagnia di bandiera, Egyptair, propone diverse promozioni convenienti specialmente per chi viaggia nel weekend. Le Piramidi si trovano a circa 14 km dal centro de Il Cairo e sono raggiungibili in metropolitana, taxi, con driver privato o in tour organizzati con partenza direttamente dall’hotel. Presto una passerella pedonale collegherà l’altopiano di Giza con il GEM, il più grande museo al mondo dedicato all’Antico Egitto.
Per prenotare una guida in lingua italiana e organizzare la visita abbinata al museo in modo veloce e comodo potrebbe aver senso affidarsi a un tour operator. Il networkGattinoni Travel, oltre ai pacchetti completi, organizza anche singoli servizi e visite con accompagnatore e guida, a seconda delle diverse esigenze ma con grande flessibilità.
Dopo oltre dieci anni di rinvii, attese e annunci, il Grand Egyptian Museum – anche conosciuto come GEM – ha aperto le porte della sua galleria più attesa: quella dedicata all’immenso tesoro di Tutankhamon. Il nuovo museo, inaugurato al completo i primi di novembre, e progettato per essere il più grande al mondo dedicato a una singola civiltà, già viene chiamato dalle guide più appassionate semplicemente “il Museo di Tutankhamon”, perché è questo il motivo principale per cui venire e lasciarsi innamorare.
L’affluenza è stata da subito superiore a ogni previsione: visitatori egiziani e turisti da tutto il mondo hanno preso d’assalto le prenotazioni, tanto che è stato necessario sospendere temporaneamente la vendita dei biglietti. Già, pazientiamo un attimo, ma studiamo e pianifichiamo, perché questo museo che si affaccia direttamente sull’altopiano di Giza, con vista sulle Piramidi, è assolutamente da vedere. Noi ci siamo stati ed ecco le nostre impressioni.
C’è un piccolo segreto che i viaggiatori esperti conoscono bene: non tutti gli scali vengono per nuocere. Anzi: possono trasformarsi in una splendida occasione per visitare le metropoli e alcune tra le città più affascinanti al mondo — a volte anche completamente gratis. Succede con Turkish Airlines, la compagnia di bandiera turca che ha fatto del suo hub di Istanbul un punto d’incontro tra Oriente e Occidente e una vera e propria esperienza di viaggio nel viaggio.
La compagnia, che nel 2025 ha vinto per la decima volta il titolo di “Best Airline in Europe” agli Skytrax World Airline Awards e il premio per il miglior catering a bordo, non è solo una delle più premiate al mondo: è anche tra le più “generose”. Per chi viaggia con uno scalo lungo nella capitale turca, Turkish offre due programmi estremamente interessanti, inclusi nel biglietto, Touristanbul e Stopover in Istanbul, che permettono di scoprire la capitale in giornata o con pernottamento. Insomma, messa così, questo scalo vale proprio la pena.
Touristanbul: la città da scoprire tra due voli
Il primo dei due programmi si chiama Touristanbul, per chi ha uno scalo tra 6 e 24 ore. Invece di passare la giornata in aeroporto, si può partecipare a un tour gratuito con guida, trasporto e pasti inclusi. Si parte e si rientra direttamente dal nuovo aeroporto di Istanbul, senza bisogno di prenotazioni complesse: basta presentarsi al banco Touristanbul almeno mezz’ora prima della partenza e scegliere il tour più adatto ai propri orari di volo.
Ce ne sono sei ogni giorno, con diversi itinerari che cambiano nel corso della settimana. Alcuni portano nei luoghi simbolo come Santa Sofia, la Moschea Blu, il Gran Bazar e il Palazzo Topkapı; altri propongono panorami sul Bosforo o passeggiate tra i quartieri più caratteristici della città. Tutti includono un pranzo tradizionale in ristoranti selezionati con cucina turca e ottomana.
È un’esperienza che permette di assaporare l’essenza di Istanbul anche in poche ore, e gratuitamente: basta avere un biglietto internazionale con scalo idoneo e una coincidenza abbastanza lunga.
@Turkish AirlinesTouristanbul: chi ha uno scalo tra 6 e 24 ore può partecipare a un tour gratuito con guida
Stopover in Istanbul: una notte sul Bosforo
Ma non finisce qui. Se lo scalo supera le 20 ore, la compagnia offre un altro vantaggio: Stopover in Istanbul. È un programma pensato per chi ha un lungo viaggio intercontinentale e vuole prendersi una pausa, senza aggiungere costi al biglietto.
Chi vola in Economy Class ha diritto a una notte gratuita in hotel 4 stelle, mentre i passeggeri in Business Class possono soggiornare fino a due notti in hotel 5 stelle con colazione inclusa. Il servizio è disponibile per oltre 120 Paesi, Italia compresa, e si richiede facilmente inviando una mail a freehotelitaly@thy.com almeno 72 ore prima del viaggio, indicando il codice di prenotazione e i dati del biglietto.
Si tratta di un’occasione unica per visitare la città con calma, passeggiare per il centro, tra i quartieri di Karaköy e Galata, salire sulla torre per godersi la vista sul Bosforo o scoprire i caffè e le gallerie della parte asiatica, a Kadıköy, dove Istanbul svela il suo lato più autentico e moderno allo stesso tempo.
@Turkish AirlinesVista panoramica su Istanbul
Come funziona e a chi conviene davvero
Partecipare ai programmi è semplice: serve solo un biglietto Turkish Airlines con numero che inizia per 235, uno scalo compatibile con gli orari dei tour e, in alcuni casi, un visto elettronico (eVisa) che si ottiene in pochi minuti online. Tutte le informazioni aggiornate e i moduli di adesione si trovano nelle sezioni del sito dedicate a Touristanbul e Stopover.
Chi ha meno di 6 ore di scalo dovrà restare in aeroporto (per chi viaggia in Business, la Lounge propone esperienze incredibili, dalla camera per riposare al massaggio, dal simulatore per scoprire i luoghi iconici a una grande selezione di cibi tradizionali cucinati sul momento); ma per chi ha più tempo, vale davvero la pena organizzarsi. Il consiglio, anzi, è quello di scegliere volontariamente un volo con scalo lungo: così si guadagna un’esperienza in più senza spendere nulla.
Missione non impossibile, visto che Turkish Airlines opera oggi in oltre 131 Paesi e serve 355 destinazioni con una flotta di più di 506 aeromobili, con voli diretti da Roma, Milano, Venezia, Bologna, Napoli, Catania, Palermo, Bari e Torino. Da qui partono e arrivano aerei con scalo a Istanbul verso Tokyo, Bangkok, Singapore, New York, Buenos Aires, Maldive, Zanzibar e Città del Capo, solo per citarne alcuni.
Le vacanze sono uno dei piaceri della vita, i numeri parlano chiaro: il 75% degli italiani è partito per le vacanze quest’anno, con un budget medio di 1233 euro a persona. Ma c’è un dato che fa riflettere: l’8% di chi ha acquistato un viaggio questa estate lo ha pagato a rate e un ulteriore 8% di chi ha dovuto saldare subito o con la formula acconto e saldo avrebbe preferito dilazionare la spesa.
Un trend in crescita che risponde a bisogni reali
Il desiderio di dilazionare il pagamento delle vacanze non è uno sfizio, ma una necessità sentita da una fetta sempre più consistente di italiani. Oltre 1 su 4 prenderebbe in considerazione il Buy Now Pay Later per organizzare le proprie vacanze, un segnale che dimostra quanto sia cambiato l’approccio alla gestione del budget familiare.
L’interesse per questa modalità di pagamento varia significativamente tra le generazioni. I Millennial e la Gen X si confermano i più propensi a viaggiare, mentre le famiglie con figli vedono nel pagamento dilazionato un aiuto concreto per alleggerire i costi di una vacanza che, si sa, quando si parte in più persone può diventare particolarmente onerosa. La Gen Z, invece, ha le idee chiare: vuole utilizzare queste soluzioni per aumentare la durata e la frequenza dei viaggi, trasformando il sogno di viaggiare sempre di più in una realtà accessibile.
I dati della ricerca HeyLight focus on: Travel confermano questo scenario. Il 26% degli intervistati avrebbe voluto pagare un po’ per volta la vacanza. Ma il dato più interessante riguarda chi prenota con largo anticipo pacchetti di fascia alta, dove la percentuale sale al 37%, e chi si affida ad agenzie e tour operator, con un significativo 42%.
HeyLight, la soluzione flessibile di Compass Banca
È in questo contesto che si colloca HeyLight, la nuova soluzione di pagamento e credito di Compass Banca ideata specificamente per il mondo dei viaggi. Il suo funzionamento è semplice e immediato. I viaggiatori possono suddividere importi fino a 5000 euro in un massimo di 12 rate, con il primo importo posticipato di 30 giorni. La flessibilità è totale, con la possibilità di scegliere l’addebito su conto corrente o carta di credito e debito con pochi click.
“La flessibilità della nostra soluzione si traduce in un’esperienza altamente personalizzabile”, spiega Luca Lambertini, Direttore HeyLight di Compass Banca. “Il cliente può scegliere numero di rate, importo, modalità di addebito e canale. Un approccio pensato per viaggiatori e viaggiatrici smart, che desiderano vivere le proprie vacanze in totale libertà, anche di acquisto”.
L’integrazione con BluVacanze: il futuro è multicanale
La collaborazione tra HeyLight e BluVacanze dimostra in modo concreto quanto le nuove modalità di pagamento possano rendere più semplice e piacevole il processo di prenotazione. Il servizio è accessibile attraverso tutti i canali: dal sito web alle agenzie fisiche, fino all’applicazione Blu&cluB, che sta diventando il punto di riferimento per una crescente comunità di appassionati di viaggi.
“Offrire più soluzioni di pagamento digitale agli utenti è un must sia nel retail sia nei servizi online”, sottolinea Marco Orlandi, Chief Digital Consumer Experience Officer del Gruppo BluVacanze. Un dato fa riflettere: oltre il 70% dei carrelli online viene abbandonato, e uno dei motivi principali è proprio la mancanza del metodo di pagamento preferito. L’integrazione di HeyLight risponde esattamente a questa esigenza, riducendo le frizioni nell’acquisto e ampliando i target di riferimento.
La gestione completamente digitale delle pratiche di viaggio, unita alla possibilità di dilazionare il pagamento, crea un’esperienza fluida e senza preoccupazioni, dal momento della prenotazione fino al ritorno a casa.
Viaggiare meglio, non solo di più
Ma cosa spinge davvero gli italiani a scegliere il Buy Now Pay Later per le vacanze? Non è solo una questione di “riuscire a partire”. Un dato significativo emerge dalle ricerche: il 60% di chi valuta positivamente il servizio lo utilizzerebbe per concedersi qualcosa in più durante la vacanza. Parliamo di prolungare il soggiorno di qualche giorno, di viaggiare più spesso durante l’anno o di scegliere servizi a maggiore valore e qualità.
In altre parole, il pagamento dilazionato non è visto come una soluzione di ripiego, ma come uno strumento per migliorare l’esperienza di viaggio complessiva. Poter gestire il budget con maggiore flessibilità significa avere la libertà di scegliere quella camera con vista mare, di aggiungere un’escursione in più o semplicemente di non doversi preoccupare durante la vacanza.
La sicurezza e la trasparenza sono altri elementi fondamentali: con HeyLight tutto è chiaro fin dall’inizio, senza costi nascosti o sorprese spiacevoli. Il viaggiatore sa esattamente quanto e quando pagherà, potendo pianificare con serenità il proprio budget.
Una nuova era per il turismo italiano
Il successo del Buy Now Pay Later nel settore viaggi rispecchia un vero e proprio cambio di modello nel modo in cui gli italiani organizzano e vivono le proprie vacanze. La possibilità di dilazionare il pagamento sta infatti democratizzando l’accesso a esperienze di viaggio di qualità, permettendo a più persone di realizzare i propri sogni senza rinunce.
L’integrazione di soluzioni come HeyLight nelle piattaforme di prenotazione più utilizzate dagli italiani dimostra che il settore turistico ha compreso l’importanza di offrire flessibilità e personalizzazione, quindi viaggiare senza pensieri non è più un privilegio di pochi, ma una possibilità concreta per tutti.
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