Un volo da Roma alle Maldive a 250 euro oppure verso le Seychelles a meno di 200 euro programmando la partenza tra maggio e giugno: tariffe che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate improbabili, soprattutto in vista della stagione estiva. Eppure è questa la fotografia che emerge dall’analisi di Assoutenti, che mette in luce un fenomeno controintuitivo nel panorama del trasporto aereo del 2026.
Alla base di tale dinamica c’è un contesto internazionale segnato da forte instabilità, in particolare legata alla crisi dei carburanti e alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, un quadro che sta influenzando in modo diretto le scelte dei viaggiatori e, di conseguenza, le strategie delle compagnie aeree: se da un lato i costi operativi tendono ad aumentare, dall’altro la domanda su alcune tratte a lungo raggio si indebolisce e costringe il mercato a reagire.
Bungalow sull’acqua, lagune lattiginose e resort isolati: sono queste le prime tre immagini che vengono in mente quando si pensa alle Maldive. E nei fatti è giusto, perché questo Paese tropicale è un vero paradiso in Terra in cui ci si può rilassare a dovere (e non solo). Ma osservando bene la cartina si nota che tra quei “puntini” piatti sparsi nell’Oceano Indiano c’è una minuscola terra di sabbia corallina che racconta una narrazione differente. Parliamo di Thoddoo, isola a circa 67 chilometri da Malé.
Parte dell’Atollo di Ari Nord, si trova leggermente decentrata rispetto alle sue “sorelle”, come un frammento indipendente posato su acque turchesi. Una distanza dalle rotte principali che inevitabilmente contribuisce a preservare una quotidianità che altrove si è dissolta sotto il peso del turismo.
Le dimensioni risultano considerevoli per gli standard maldiviani grazie a suoi circa 2 chilometri di lunghezza e 1 di larghezza. A strappare un sorriso a molti, però, è il fatto che il suo simbolo per eccellenza è l’anguria. Da queste parti, infatti, campi interi producono frutti dolcissimi che raggiungono la Capitale e molti resort dell’arcipelago. Oltre al profumo del mare, quindi, qui c’è anche quello di terra fertile. Sì, pure alle Maldive è possibile ancora trovare una buona dose di autenticità.
Cosa vedere a Thoddoo
Thoddoo regala l’opportunità di scoprire aspetti delle Maldive poco noti e raccontati. Questo accade perché la sua vera anima risiede nelle geometrie agricole e nei segreti sepolti sotto la sabbia bianca. La struttura urbana si concentra in una piccola porzione dell’area totale, lasciando che la natura e le coltivazioni dominino il paesaggio.
Il cuore di Thoddoo pulsa tra filari di angurie e bananeti. Fare un tour tra queste coltivazioni è quasi come entrare in un laboratorio agricolo, il più sorprendente delle Maldive. I visitatori incontrano agricoltori locali che spiegano tecniche sviluppate per rendere fertile la sabbia corallina, le quali hanno trasformato un suolo povero in una distesa produttiva.
Papaya mature pendono dai rami, file di melanzane crescono tra piccoli canali d’acqua e banane verdi si stagliano contro il cielo luminoso dell’oceano. È un’esperienza all’aria aperta che assume anche una dimensione culturale: sono le famiglie locali a illustrare la storia della loro terra (spesso, tra le altre cose, invitano ad assaggiare frutti appena raccolti).
Giro dell’isola in bicicletta
La conformazione compatta rende la bicicletta il mezzo ideale per esplorare Thoddoo. Una rete di strade sabbiose circonda l’intero territorio e attraversa il villaggio, le fattorie e le aree di vegetazione più fitta.
Durante il tragitto compaiono dettagli minuscoli che definiscono il paesaggio naturale, come granchi che scavano piccole gallerie nella sabbia, paguri che trasportano conchiglie improvvisate oppure tappi di bottiglia trasformati in rifugi. Nel frattempo, aironi grigi sostano vicino alla riva con un’eleganza quasi statuaria.
Dopo il tramonto il cielo si anima di grandi pipistrelli della frutta, chiamati volpi volanti. Sono enormi, sì, ma planano silenziosi sopra le palme alla ricerca di manghi e papaya senza infastidire nessuno.
Snorkeling safari nell’atollo
Le acque attorno a Thoddoo sono la casa di un mondo marino straordinario. A disposizione dei viaggiatori ci sono diverse escursioni guidate che conducono verso più punti del Rasdhoo Atoll, una zona famosa tra i subacquei proprio per l’abbondanza di vita oceanica.
Durante queste uscite si incontrano tartarughe marine, pesci tropicali e talvolta grandi mante. Alcune stazioni di pulizia attirano questi giganti eleganti che possono raggiungere i 6 metri di apertura alare. Chi sceglie immersioni con bombole scopre pareti coralline spettacolari e fondali frequentati da squali di barriera e razze.
La pesca serale rappresenta una tradizione antica delle Maldive. Una barca dhoni lascia il porto al calare del sole e raggiunge acque profonde. A sorprendere è che non si vede alcuna canna sofisticata: si usano solo filo, amo ed esca, un metodo che richiede pazienza e una certa sensibilità nel percepire i movimenti sotto la superficie.
Escursioni verso isole disabitate
La posizione di Thoddoo permette brevi navigazioni verso piccoli banchi di sabbia e isole prive di abitanti. Tra questi uno dei più amati è Madivaru, un minuscolo isolotto circondato da acqua color zaffiro. Un picnic sotto il sole tropicale e una nuotata in laguna completano una giornata dal sapore quasi irreale.
Come quasi tutto il resto del territorio, anche le spiagge di Thoddoo hanno caratteristiche insolite rispetto ad altre destinazioni del Paese. Le due spiagge principali si trovano sui lati opposti dell’isola e mantengono dimensioni contenute (ma tranquilli, anche queste sembrano dipinte con acquerelli trasparenti).
Spiaggia meridionale: raggiungibile tramite un sentiero che attraversa le fattorie, è una lingua di sabbia candida e pulita, con palme e alberi tropicali che creano zone d’ombra naturali mentre piccoli accessi tra la vegetazione conducono alla riva. L’acqua è super trasparente e con un fondale sabbioso perfetto per lunghe nuotate.
Spiaggia nord-orientale: si trova vicino allo stadio dell’isola (sì, c’è anche quello) e appare più tranquilla, spesso meno frequentata. Alcune amache oscillano tra le palme e il reef prende vita a breve distanza dalla riva. In certe notti particolarmente fortunate la superficie marina si illumina grazie al plancton fluorescente.
iStockUna magnifica spiaggia di Thoddoo
Come arrivare e quando andare
Raggiungere Thoddoo risulta relativamente semplice a causa della distanza ridotta da Malé e dall’aeroporto internazionale Velana. Sono due le soluzioni principali che collegano l’isola alla Capitale:
Il traghetto pubblico: è senza dubbio l’alternativa più economica. Il viaggio dura circa 5 ore e parte di solito durante la notte. Il costo rimane molto basso e consente di osservare la vita quotidiana dei residenti che si spostano tra le isole.
Il motoscafo veloce: costituisce invece la scelta più diffusa tra i viaggiatori. Il tragitto richiede poco più di un’ora e garantisce partenze giornaliere.
Per quanto riguarda il periodo ideale, la stagione secca tra dicembre e aprile regala mare più calmo e visibilità eccellente per attività marine, ma a essere del tutto onesti temperature costanti attorno ai 30 gradi accompagnano comunque gran parte dell’anno. Chi arriva durante i mesi leggermente più piovosi trova spesso prezzi più bassi e una vegetazione ancora più rigogliosa nei campi agricoli.
Avete presente le Maldive? Spiagge chiare, mare limpido e relax a 360 gradi? Ecco, in molti pensano che siano solo quelli appena citati i volti di questo Paese tropicale. Ma la verità, per fortuna, è che esistono anche altri affascinanti aspetti che, in molti casi, sono poco noti ai turisti. E a dimostrare quanto appena detto è Fuvahmulah, atollo composto da una sola isola, un corpo compatto di terra lungo circa 4 chilometri e mezzo e largo poco più di uno, adagiato appena sotto la linea dell’equatore.
Una scheggia di roccia e palme che si distingue dalle sorelle geografiche per un isolamento genetico evidente, in cui non ci sono anelli di sabbia che cingono lagune color smeraldo e nemmeno resort su isolotti minuscoli. Da queste parti, infatti, le onde arrivano dirette, il blu comincia a pochi metri dalla riva e le grandi specie pelagiche transitano vicino alle scogliere. L’UNESCO l’ha persino riconosciuta come Riserva della Biosfera per la concentrazione di zone umide, mangrovie e bacini lacustri di acqua dolce, una rarità assoluta nell’arcipelago.
E non è assolutamente finita qui, perché questo lembo di terra emersa è noto tra chi adora fare immersioni: nelle sue acque sono stati identificati più di 300 esemplari di squali tigre. Ma ridurre Fuvahmulah a una questione di pinne e bombole sarebbe un errore. Sotto la superficie, infatti, si intrecciano secoli di storia, conversioni religiose, epidemie e rinascite.
Cosa vedere a Fuvahmulah
Vi sveliamo subito un segreto che, in genere, sbalordisce i suoi visitatori: a Fuvahmulah scorre tantissima acqua dolce. In un arcipelago noto per il mare, qui si incontrano laghi interni circondati da vegetazione fitta. A questo si aggiungono rovine buddhiste e moschee tra le più antiche delle Maldive, testimonianze tangibili di epoche diverse che convivono a pochi minuti di distanza.
Il viaggio non può che iniziare da Bandaara Kilhi, il bacino di acqua dolce più esteso dell’arcipelago maldiviano. Si trova nel settore meridionale dell’isola ed è circondato da zone umide lussureggianti. Felci, pandanus dalle radici aeree, palme da cocco e campi di taro formano una cornice verde intensa. Per i visitatori ci sono due passerelle in legno che conducono verso piattaforme panoramiche affacciate sull’acqua scura.
Tra i canneti si avvistano gallinelle d’acqua e altre specie di uccelli acquatici, mentre nel lago vivono tilapie e pesci latte. Sul lato nord-orientale si trova Kodakilhi, una conca fangosa nota per il bagno di fango minerale che, secondo gli abitanti, possiede proprietà benefiche per la pelle.
Dhadimagi Kilhi e Fuvahmulah Nature Park
Dhadimagi Kilhi rappresenta il secondo grande lago di Fuvahmulah. Attorno a esso si estende un’area protetta conosciuta come Fuvahmulah Nature Park, caratterizzata da un paesaggio che alterna prati umidi e specchi d’acqua tranquilli. Canoe e pedalò scivolano lenti sulla superficie, mentre libellule color cobalto si posano sulle foglie. Anche qui vi sono a disposizione delle passerelle sopraelevate per esplorare l’area.
Nel distretto di Hoadhadu, sul lato nord-orientale, emergono i resti di Haviththa, un antico stupa buddhista. La struttura emisferica, oggi in rovina, risale ad almeno 1.500 anni fa. Osservare quei resti sotto il cielo accecante dell’equatore provoca un senso di continuità storica difficile da spiegare.
Vasho Veyo
Vasho Veyo è invece una vasca circolare in pietra corallina realizzata più o meno 1.000 anni fa. I blocchi sono stati sagomati a mano e incastrati con precisione e alcuni gradini scolpiti conducono verso il fondo. Si trattava di un bagno comunitario utilizzato dagli abitanti del villaggio in epoca pre-islamica. La struttura, tra le altre cose, è tra le meglio conservate del periodo buddhista alle Maldive.
Considerata una delle moschee più antiche dell’arcipelago, Gehmiskih sorge in un complesso che comprende un pozzo comunitario, un piccolo santuario e un cimitero. Le pareti in pietra calcarea presentano incisioni che riflettono l’influenza islamica unita a motivi locali.
Kedeyre Miskih
Nel distretto di Maadhado si erge Kedeyre Miskih, costruita nel XVI secolo da Ali Adafi Kaleygefaanu dopo un’epidemia che aveva spopolato l’isola. L’edificio combina elementi maldiviani tradizionali con dettagli islamici. Recenti interventi di conservazione hanno restituito vitalità al luogo di culto, ancora utilizzato dalla comunità.
Immersioni nel blu profondo
L’assenza di barriera corallina circolare rende le immersioni diverse rispetto al resto del Paese. I siti si sviluppano lungo pareti che precipitano rapidamente verso il blu. Tiger Harbor è il punto più celebre per l’incontro con gli squali tigre, spesso a profondità modeste tra otto e 10 metri.
Oltre ai tigre si avvistano squali volpe dalla coda lunghissima, martello smerlati, pinna d’argento, pinna bianca e talvolta squali balena tra gennaio e maggio. Mante oceaniche con apertura alare fino a sette metri planano nell’acqua limpida.
Surf
Thoondu rappresenta l’unico vero beach break delle Maldive. L’onda si forma direttamente sulla battigia, favorita dall’assenza di laguna protetta. Giovani surfisti locali hanno portato questa disciplina a livelli nazionali e internazionali.
Le spiagge più belle di Fuvahmulah
Se è vero che le coste di Fuvahmulah sono piuttosto diverse dal classico immaginario degli atolli maldiviani, è altrettanto reale che sono sorprendentemente belle e dinamiche: le correnti modellano la forma delle spiagge con una velocità tale che un tratto di sabbia può apparire o sparire nel giro di una singola marea.
Thoondu: spiaggia iconica con piccoli ciottoli bianchi e lucidi, unici nel Paese. Quando la mareggiata aumenta, l’acqua crea un effetto vortice sulla battigia. È inoltre ideale per surf e skimboard.
Kulheyfe Fanno: conosciuta come Pebble Beach, si trova nella zona centro-meridionale. Presenta un ampio house reef visibile dalla riva e una distesa di sassi arrotondati.
Kalho Akirigando: è chiamata anche Black Stone Beach per la presenza di pietre nere che contrastano con il blu intenso dell’oceano. Le correnti risultano forti e quindi lo scenario è potente e selvaggio.
Feendhi Fanno: tratto più tranquillo rispetto ad altri punti dell’isola, frequentato soprattutto dagli abitanti.
iStockSpiagge e colori di Fuvahmulah
Come arrivare
Fuvahmulah possiede un aeroporto nazionale collegato a Malé con voli di circa 80 minuti. Dopo l’atterraggio presso lo scalo internazionale della capitale, si prosegue dal terminal domestico verso sud attraversando l’equatore. All’arrivo si respira subito un’atmosfera diversa rispetto agli atolli più turistici.
La posizione equatoriale garantisce immersioni di alto livello durante tutto l’anno, ma senza dubbio il periodo tra gennaio e maggio aumenta le possibilità di avvistare squali balena. Per il surf, le mareggiate più consistenti si registrano con i monsoni, variabili tra maggio e ottobre.
L’affascinante Fuvahmulah resta un’isola abitata, con scuole, mercati, moschee e campi coltivati. Qui il lusso si misura in autenticità. Chi arriva con l’idea di una cartolina perfetta rimane spiazzato. Chi invece cerca un luogo con identità forte trova un frammento di Maldive che sfugge agli stereotipi.
A 200 miglia nautiche a est di Batam (Indonesia), nel cuore del Mar Cinese Meridionale, si disperde una costellazione tropicale che la maggior parte dei viaggiatori ancora ignora. Le Isole Anambas, chiamate in lingua locale Kepulauan Anambas, formano un arcipelago remoto composto da più o meno 250 isole disseminate in acque limpide.
Circa 25 di queste possiedono insediamenti umani, mentre il resto rimane territorio selvaggio. Molti osservatori le paragonano a una fusione tra due scenari simbolici dell’Asia: da una parte le lagune limpide e sabbiose che ricordano le Maldive; dall’altra le pareti rocciose e le colline boscose simili alle sculture naturali della baia di Ha Long in Vietnam.
Parliamo perciò di un paesaggio estremamente sorprendente, in cui picchi coperti di giungla emergono da fondali chiarissimi, per poi creare baie che cambiano colore con la luce. Il tempo, tra le altre cose, sembra una questione che non le riguarda: i pescatori bugis costruiscono ancora barche secondo tradizioni secolari e interi villaggi poggiano su pali di legno piantati nell’acqua.
Un viaggio da sogno si sta trasformando in un incubo. Il paradiso delle Maldive, almeno per ora, si sta svuotando. Non perché le spiagge bianche siano cambiate o perché il mare abbia perso il suo colore irreale. Ma perché arrivarci e ripartire è diventato improvvisamente complicato.
La guerra in Iran sta scatenando un effetto a catena sul traffico aereo internazionale coinvolgendo in modo diretto gli scali principali dall’Europa verso l’Asia e l’Oceano Indiano.
La situazione sta travolgendo anche le Maldive, meta da sempre collegata al resto del mondo proprio attraverso gli aeroporti del Golfo, con pochi voli diretti dall’Italia (ci vola solo ITA Airways da Roma Fiumicino). In diversi resort si registrano arrivi molto inferiori alle previsioni. Alcuni turisti che erano già alle Maldive continuano a spostarsi tra gli atolli, ma nuovi viaggiatori arrivano con il contagocce. Il problema non è la destinazione in sé, ma la difficoltà di raggiungerla e, soprattutto, di lasciare l’arcipelago. e a che prezzo poi… Colpa del dynamic priceing. E poiché la situazione futura è incerta, anche le prenotazioni di prossimi mesi vengono cancellate.
Caos viaggi alle Maldive, i dati
I dati parlano chiaro: in una settimana sono stati cancellati oltre 20.000 voli nell’area del Golfo Persico, colpendo 2,3 milioni di passeggeri. Scali come Dubai, Doha e Abu Dhabi funzionano da giganteschi hub globali e sono un passaggio quasi obbligato per raggiungere destinazioni come le Maldive. Quando uno di questi nodi si blocca, l’effetto domino arriva fino agli atolli dell’Oceano Indiano.
Nel frattempo, alcune compagnie stanno riprendendo gradualmente i voli, mentre altre continuano a sospendere o riorganizzare le rotte. Il problema è che molte delle alternative prevedono comunque scali negli Emirati o in Qatar. Una prospettiva che non rassicura i viaggiatori, timorosi di restare bloccati durante il transito.
Le conseguenze si vedono già nelle agenzie di viaggio. Secondo Confesercenti, le richieste di cancellazione stanno aumentando rapidamente. Al momento almeno 3mila pacchetti turistici sono già stati disdetti da viaggiatori italiani diretti verso l’area.
Lo stop ai grandi hub del Golfo potrebbe provocare un calo dei flussi turistici con un impatto fino a un miliardo di euro nei prossimi due mesi. Se la situazione dovesse prolungarsi nel tempo, le perdite per le agenzie di viaggio potrebbero arrivare fino a 1,5 miliardi di euro in un anno.
Alcune stime del comparto turistico indicano che, considerando l’indotto e tutte le destinazioni asiatiche collegate agli hub emiratini (tra cui Maldive, Thailandia e India), il danno complessivo potrebbe avvicinarsi ai 6 miliardi di euro.
Nel frattempo cresce anche il numero di italiani con voli cancellati. Le stime parlano di circa 40mila passeggeri coinvolti, considerando le partenze dai principali aeroporti italiani verso gli hub di Doha, Dubai e Abu Dhabi.
iStockVeduta aerea paradisiaca delle Maldive
Turisti bloccati alle Maldive: la testimonianza
Tra chi sta vivendo direttamente questa situazione c’è anche una coppia italiana di trentenni rimasta bloccata alle Maldive. Li abbiamo sentiti mentre cercavano una soluzione per rientrare in Italia. Il loro volo di ritorno con Qatar Airways è stato cancellato all’improvviso.
“La compagnia ci ha riprogrammato il viaggio per la settimana successiva, ma sempre con scalo a Doha. Il problema è proprio quello: rischiamo di restare bloccati lì altri giorni”. Il timore principale riguarda proprio gli aeroporti del Golfo, dove molti voli continuano a subire ritardi o cancellazioni. “In teoria alcuni collegamenti stanno ripartendo, ma passano comunque dagli Emirati o dal Qatar. E nessuno ci garantisce che non vengano cancellati di nuovo”.
La Farnesina sta organizzando voli straordinari diretti che collegano Malé a Milano, che hanno un costo di 1.000 euro a persona (anche per bambini), ma con numeri limitati rispetto alle persone ferme in aeroporto in cerca di un modo per tornare in Italia. La coppia è riuscita a prenotare uno dei voli diretti di Neos Air pianificato per mercoledì 11 marzo: il prezzo, però, è molto più alto del normale: “Abbiamo pagato 3.200 euro per due biglietti economy. È una cifra folle, ma al momento è l’unica alternativa per tornare a casa”.
Sull’isola dove si trovano, raccontano, si percepiscono già gli effetti del blocco dei voli. “Dovevano arrivare nuovi turisti in questi giorni, ma non sta arrivando praticamente nessuno. Gli unici che vediamo sono persone che erano già alle Maldive e si stanno spostando tra le varie isole”.
Colpa del dynamic pricing
I prezzi schizzati alle stelle sono una diretta conseguenza del famoso dynamic price, l’algoritmo che varia le tariffe in base alla richiesta. E mai come in questi ultimi giorni la richiesta di voli in partenza dalle Maldive è stata così alta. Con l’utilizzo dell’analisi dei dati e dell’intelligenza artificiale, il dynamic pricing offre alle aziende, tra cui quelle che operano nel settore di trasporti, un significativo vantaggio competitivo, consentendo loro di individuare opportunità per aumentare i ricavi.
Questa strategia algoritmica adegua in tempo reale il costo dei biglietti in base alla domanda, offrendo prezzi variabili anziché fissi. I prezzi cambiano continuamente basandosi su fattori come disponibilità, orario, concorrenza, storico dei flussi e profili utente, potendo subire numerose variazioni in poche ore. Il principale fattore chiave del pricing dinamico aereo è il rapporto domanda e offerta: maggiore è la richiesta (o minore è la disponibilità), più alto diventa il prezzo. Ecco perché il biglietto di ritorno è schizzato a 1600 euro per passeggero.
Quando si parla di Maldive, l’immaginazione collettiva tende a ridurre questo Paese a una sequenza di isole alberghiere adagiate su lagune turchesi. La realtà geografica, però, è molto più complessa e si snoda su due livelli di lettura che ogni viaggiatore dovrebbe conoscere.
L’arcipelago, infatti, poggia su un’antica base vulcanica sommersa, sopra la quale le colonie di corallo hanno costruito, millimetro dopo millimetro, gli anelli calcarei che oggi chiamiamo atolli.
Ciò non toglie che, a questa mappa naturale, se ne sovrappone oggi una funzionale: quella degli atolli amministrativi che sono stati creati in tempi recenti per governare il territorio secondo logiche politiche che talvolta spezzano l’unità geografica originaria.
Come scegliere l’atollo giusto
All’interno di queste cornici, la distinzione si fa ancora più netta quando osserviamo la terra che calpestiamo. Esistono infatti le isole naturali che sono l’anima autentica del Paese. Nate dall’accumulo spontaneo di sabbia corallina, ospitano una vegetazione fitta e selvaggia e sono protette da una barriera corallina (house reef) immediatamente accessibile dalla riva.
Le isole artificiali, dal canto loro, sono progetti ambiziosi di ingegneria creati o modificati dall’uomo per far fronte alle necessità abitative o per mettere al mondo resort dal design simmetrico.
Scegliere come propria meta di viaggio un atollo naturale fa sì che si possa entrare in contatto con l’architettura originaria delle Maldive, osservando come la natura ha modellato il territorio prima dell’intervento massiccio della mano moderna dell’uomo.
Atollo di Baa
L’atollo di Baa è magnifico: è stato persino eletto Riserva della Biosfera Unesco. Esso, infatti, è uno degli esempi più rappresentativi della struttura naturale maldiviana in cui l’integrità geologica degli antichi rilievi vulcanici si fonde con un ecosistema corallino vibrante e di eccezionale integrità.
Al suo interno, Dharavandhoo si rivela come l’isola-avamposto ottimale per il viaggiatore consapevole: è una terra naturale abitata e dotata di infrastrutture leggere e in cui la vegetazione fitta e l’house reef a pochi metri dalla riva testimoniano una genesi spontanea, lontana dalle logiche delle isole artificiali modellate dall’uomo.
A pochi minuti di barca sorge Hanifaru Bay, un santuario marino che si rivela uno dei siti di alimentazione di mante più rilevanti al mondo. Vi basti pensare che la conformazione naturale a imbuto della baia mette in scena, tra maggio e novembre, un raduno massiccio di mante e squali balena intenti a nutrirsi di plancton in acque bassissime.
Valutare quest’area come propria destinazione aiuta ad andare oltre il classico concetto di vacanza ‘sole e spiaggia’ per immergersi in un’unità biologica dinamica e protetta, tra le più importanti del nostro pianeta.
Fihalhohi (Atollo di Malé Sud)
Non è di certo da meno Fihalhohi, affascinante isola situata nell’estremo sud dell’atollo di Malé Sud. Il viaggiatore che opta per questo paradiso deve immaginarsi un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato alla genesi dell’arcipelago: è la quintessenza dell’isola naturale maldiviana che ha saputo ben resistere alle trasformazioni artificiali.
A differenza delle strutture moderne plasmate dall’uomo, qui la natura domina con una prepotenza affascinante, manifestandosi con una vegetazione interna così fitta e intricata che i suoi sentieri sono tunnel di ombra perenne (sì, sono freschi rifugi dal sole equatoriale). Ma a essere del tutto onesti, è sotto il pelo dell’acqua che Fihalhohi mostra la sua autentica perfezione geologica: un house reef vibrante che la cinge come un anello quasi ininterrotto.
In sostanza, qui si può fare uno snorkeling d’eccellenza a pochi passi dalla propria veranda. Soggiornare a Fihalhohi consente perciò di riscoprire il lusso della semplicità e dell’architettura spontanea, dove la sabbia finissima è il risultato di millenni di erosione corallina e il paesaggio non è un progetto a tavolino.
Chi cerca un vero e proprio spettacolo della natura deve raggiungere Kuramathi nell’Atollo di Rasdhoo. Da queste parti, infatti, la geografia è in grado di mutare in pura poesia visiva. Il protagonista indiscusso di quest’isola è il suo iconico sandbank: una lingua di sabbia bianca e finissima (interamente naturale) che si allunga verso l’orizzonte per centinaia di metri.
Sì, è di quelle meraviglie che scompare e riemerge con il ritmo delle maree e con le stagioni, ma soprattutto è una di quelle strisce sabbiose in cui poter camminare e sentirsi sospesi tra diverse sfumature di turchese. Il tutto in una porzione marginale dell’isola, in un punto dove l’oceano pare ancora padrone assoluto del paesaggio.
Nonostante sia una delle isole più grandi delle Maldive, Kuramathi conserva un’anima selvatica grazie a un interno dominato da un’imponente vegetazione tropicale e un reef ricchissimo di vita marina, il top per chi vuole alternare il relax su spiagge chilometriche all’esplorazione dei fondali.
Questa combinazione di dimensioni generose e architettura naturale la rende la meta più indicata per chi desidera perdersi nella vastità di un panorama che solo la millenaria sedimentazione corallina, e non l’ingegneria umana, avrebbe potuto creare.
iStockVeduta di Kuramathi
Veligandu (Atollo di North Ari)
Infine Veligandu che si presenta incastonata come una gemma preziosa nell’Atollo di North Ari. Questo interessante lembo di terra è la prova vivente di quanto la natura locale sia dinamica e inarrestabile. A differenza delle isole artificiali “immobili” e cementificate, questa piccola oasi è un organismo vivo che respira con i monsoni: la sua celebre lingua di sabbia, infatti, non è una struttura fissa, ma un’opera d’arte che si sposta e cambia forma a seconda della direzione dei venti e delle correnti stagionali.
Ciò vuol dire che visitandola in periodi diversi si potrebbe scoprire una spiaggia che prima non c’era, o magari un profilo costiero completamente ridisegnato dalla forza dell’oceano. Tale caratteristica, volente o nolente, la rende una delle mete più autentiche per chi desidera il fascino delle Maldive originarie.
Ma non è di certo tutto, perché oltre alla sua morfologia mutevole, l’isola vanta una vegetazione rigogliosa che protegge la privacy dei viaggiatori e un house reef straordinario, in cui la vita marina prospera indisturbata da secoli. Optare per un viaggio a Veligandu, quindi, fa sì che si possa rinunciare alla perfezione statica dei resort moderni per abbracciare la bellezza imprevedibile di un’isola che, da generazioni, continua a farsi disegnare prevalentemente da dinamiche naturali.
Sono un paradiso terrestre perfetto da raggiungere quando in Italia il freddo prende il sopravvento, con le loro spiagge paradisiache e quel clima che invita al relax assoluto, ma sono molto amate anche dai tennisti: le Maldive stanno accogliendo tanti campioni che, dopo la dura stagione tra slam e tornei internazionali, si vogliono godere una pausa rilassante prima di tornare in campo con gli appuntamenti della nuova stagione.
Da Sinner a Berrettini, da Zverev a Cobolli, da Medvedev a Sabalenka (e tantissimi altri big del tennis mondiale) sono volati verso le isole maldiviane… Ma perché scelgono tutti proprio questa meta? Non è solo la bellezza indiscussa dell’atollo ad attrarli in resort di lusso e all’ombra di palmeti sulla spiaggia, ma anche un motivo molto curioso svelato dall’ex campione statunitense Sam Querrey.
Perché tanti tennisti viaggiano verso le Maldive
Tutti pronti a staccare la spina per ricaricare le energie, ma tanti tennisti big viaggiano verso la stessa destinazione esotica: le Maldive. Una lista lunga: Jannik Sinner, con la fidanzata danese Laila Hasanovic, Zverev (che si è trovato addirittura sullo stesso volo come postato su Instagram dallo stesso atleta), i fratelli Berrettini, Jacopo e Matteo, Flavio Cobolli, Matteo Arnaldi, Jaume Munar, Aryna Sabalenka, Paula Badosa, Daniil Medvedev, Casper Ruud, e tanti altri giocatori meno noti.
A svelare il motivo misterioso per cui tantissimi tennisti hanno scelto proprio le Maldive per una vacanza, al posto di altre mete esotiche, è stato l’ex campione statunitense Sam Querrey, che durante l’ultima puntata del podcast ‘Nothing Major’ stava parlando proprio di come funzionano certe vacanze per i professionisti, insieme ad altri 3 ex tennisti americani: Sock, Isner e Johnson.
“Il 90% o forse addirittura tutti i giocatori che ci vanno lo fanno gratis – ha rivelato Querrey nel podcast, come riporta La Repubblica -. Tutti i tennisti, noi compresi quando giocavamo, hanno offerte speciali dagli hotel: soggiorni di 5 notti, tutto pagato, in cambio di una lezione di tennis di un’ora al giorno nel resort”.
“Letteralmente tutti lo fanno – ha aggiunto l’ex campione -. Più sei alto in classifica, migliore è l’accordo. Una pratica diffusa tanto è vero che anche Alcaraz, durante una vacanza in Repubblica Dominicana, si era reso disponibile per alcune lussuose lezioni private. E conferme sono arrivate dagli stessi Berrettini e dalla Badosa che hanno già pubblicizzato le sessioni di allenamento svolte”.
A confermarlo è stato anche il tennista Reilly Opelka, che è ancora in attività e ha spiegato che in spogliatoio se ne parla: “I giocatori top ten vanno nelle strutture più costose. Quelli dal ranking 30 al 50 che vanno all’Hilton delle Maldive o al Sheraton. Le stanze sono gratis per molti”, ha concluso.
Non solo Maldive, i viaggi preferiti dei tennisti
In realtà, non sono solo le Maldive la meta prediletta dei tennisti per una vacanza lussuosa in veri e propri paradisi terrestri. Esiste infatti una convenzione tra diversi resort nel mondo (in più di 40 destinazioni tra cui anche le Bahamas) e una realtà che organizza attività di tennis complete, programmi personalizzati e allenamenti privati ai clienti delle strutture di lusso.
Si può quindi prenotare una vacanza che unisce sole, relax e tennis, palleggiando con tennisti veri (e in certi casi, come quello delle Maldive, anche professionisti di livello ATP/WTA): il sogno di ogni appassionato (e di chi se lo può permettere!).
Con l’arrivo dell’autunno, quando le giornate si accorciano e l’agenda torna a riempirsi di impegni, le vacanze estive sembrano già un ricordo lontano. Ed è proprio in questo momento che il desiderio di evasione si fa più intenso, alimentato dalla voglia di staccare e ritrovare un ritmo diverso, lontano dalla routine. Immaginare un viaggio verso un luogo paradisiaco non è solo un sogno, ma una possibilità concreta.
Le Maldive, arcipelago di mille isole coralline adagiate nell’Oceano Indiano, offrono uno scenario che non conosce stagioni: spiagge candide che si tuffano in acque trasparenti come vetro liquido, lagune infinite e una barriera corallina che pulsa di vita.
In autunno, poi, si trasformano in una destinazione ancora più affascinante: tra il monsone umido e quello secco, vantano giornate di sole caldo alternate a piogge brevi e passeggere, con il vantaggio di un minor numero di turisti e di prezzi più accessibili.
Perché andare alle Maldive in autunno
Da settembre a novembre, le Maldive rivelano un volto intimo e sorprendente. Le temperature oscillano tra i 25 e i 30 gradi, l’aria è calda e piacevole, mentre l’umidità tende a calare verso novembre. Le piogge non mancano, ma sono quasi sempre brevi rovesci pomeridiani o serali che lasciano spazio a cieli tersi e a un’atmosfera limpida e luminosa.
Viaggiare in autunno significa anche godere di un arcipelago meno affollato, dove spiagge e lagune non sono invase da turisti e dove il ritmo della natura torna a essere il vero protagonista. È un’esperienza che permette di vivere la bellezza degli atolli in modo più autentico e di instaurare un rapporto diretto con il mare e con i residenti.
Dal punto di vista pratico, si tratta anche un periodo molto vantaggioso: i prezzi dei resort e dei voli tendono a essere più bassi rispetto all’alta stagione invernale. Una scelta che unisce la convenienza economica alla possibilità di godere comunque di un mare caldo, di scenari incontaminati e di condizioni ideali per sport acquatici, escursioni ed esperienze naturalistiche da non dimenticare mai.
Cosa fare alle Maldive in autunno
L’autunno non limita le possibilità di scoperta, anzi, le arricchisce. È la stagione in cui le acque cristalline accolgono gli amanti delle immersioni e dello snorkeling con visibilità che, nelle giornate serene, supera i venti metri. La barriera corallina si presenta rigogliosa, abitata da pesci dai colori sgargianti, tartarughe marine e coralli che ondeggiano come giardini sommersi. Le correnti di transizione, tipiche del periodo, attirano banchi di pesci più numerosi, così da rendere ogni immersione un vero spettacolo della natura.
Per chi desidera esplorare il mare in modo più tranquillo, le lagune donano scenari incantevoli da scoprire in kayak o paddleboard. Scivolare lentamente sull’acqua permette di osservare la fauna marina senza disturbare l’equilibrio delicato di tali ecosistemi, e le brezze leggere di ottobre rendono queste attività particolarmente piacevoli, con la sensazione di essere sospesi tra cielo e mare.
iStockNuotare con gli squali alle Maldive in autunno
E poi ci sono gli incontri che lasciano senza fiato: gli squali balena, giganti gentili che possono raggiungere i dodici metri di lunghezza. Il South Ari Marine Park è il luogo privilegiato per avvistarli, una riserva protetta dove nuotano tutto l’anno, con concentrazioni elevate proprio tra agosto e novembre. È un’esperienza che rimane impressa nella memoria come una delle più emozionanti della vita.
Non meno spettacolari sono le mante, protagoniste indiscusse dell’autunno maldiviano. A Hanifaru Bay, nell’atollo di Baa dichiarato Patrimonio UNESCO, si può assistere al cosiddetto “ciclone alimentare”, quando centinaia di esemplari si radunano in vortici eleganti per nutrirsi di plancton. Uno spettacolo unico al mondo che si verifica proprio tra agosto e novembre, e fa dell’autunno la stagione ideale per chi sogna di vedere le eleganti creature danzare nelle acque turchesi.
Chi ha detto che il periodo migliore per andare alle Maldive è d’inverno? Certo, per il clima forse lo è, anche se qui non esiste praticamente l’afa. Lo è anche se si vuole provare la sensazione del sole e il caldo sulla pelle mentre a casa sono tutti coperti da strati di lana. Ma in realtà anche quando in Italia è estate è un buon momento per andare a fare una vacanza su un atollo maldiviano. Ecco quali sono i motivi.
Maldive d’estate, clima ottimo
Le temperature estive alle Maldive restano stabili e sono sempre intorno ai 28–30°C, con mare caldo sempre balneabile. Nonostante sia la stagione delle piogge (monsone di sud-ovest), spesso si tratta solamente di brevi rovesci anche se intensi, alternati a tanto ma tanto sole.
D’estate è anche il momento in cui si possono fare snorkeling e immersioni spettacolari. L’oceano in questo periodo, infatti, è particolarmente ricco di plancton e quindi aumenta la probabilità di incontrare mante e squali balena. Il periodo è dunque perfetto per chi ama la vita marina.
Maldive d’estate a metà prezzo
Proprio perché le Maldive d’estate non sono una meta molto popolare si trovano ottime offerte. In alcuni resort, come quelli del gruppo alberghiero maldiviano dei Sun Siyam Resorts, si applicano sconti che vanno dal 30 fino al 45%. Addirittura, al COMO Cocoa Island viene regalata una notte extra per ogni notte prenotata (entro il 30 settembre per soggiorni fino al 19 dicembre 2025.
Per invogliare i turisti ad andare alle Maldive, poi, ci sono sconti su tutti i servizi: dai transfer gratuiti in idrovolante e barca veloce dall’aeroporto all’isola-resort ai trattamenti scontati nelle spa degli alberghi alle offerte per le crociere al tramonto per avvistare i delfini e gli squali balena.
E poi ci sono tutte le altre attività legate agli sport acquatici naturalmente, anche quelli più insoliti e innovativi. Tra le novità dell’estate nei resort di Iru Veli e Vilu Reef è possibile guidare la Jet Car, un’auto d’acqua per divertirsi nell’oceano. Le offerte sono valide anche oltre il periodo estivo perché durano fino a ottobre, l’importante è prenotare entro il 31 agosto 2025.
La Jet Car, uno degli ultimi divertimenti che si possono trovare alle Maldive
Maldive d’estate, ideali per vacanze in famiglia
E proprio perché molti resort sono scontati, le Maldive sono un’ottima scelta per le famiglie che desiderano una meta esotica e diversa da quelle mediterranee. Infatti, non serve più aspettare di partire per la Luna di miele per poter andare in vacanza su uno di questi atolli paradisiaci, perché le Maldive sono un vero e proprio mosaico di esperienze in cui ogni famiglia può trovare relax e tanto divertimento. Chi cerca una meta mare qui non manca di certo. Sono tantissimi i resort sui quali trovare un kids club o miniclub o la piscina dove lasciare i bambini a divertirsi con i loro coetanei per qualche ora mentre ci si rilassa in spiaggia o nella spa per un magnifico massaggio a base di ylang-ylang.
@Raaya by AtmosphereIl Kids Club del Raaya alla Maldive
Il gruppo Atmosphere Core, per esempio ne ha quattro su nove di strutture consigliate per le famiglie su altrettante isole, anche vicino alla Capitale Malé e all’aeroporto internazionale. Ad Ailafushi e a Sangeli, per esempio, c’è una biologa marina che spiega ai bimbi l’incantevole mondo sottomarino dei pesci colorati, dei coralli e di qualche piccolo squalo che si può vedere.
A Kanifushi c’è persino la Kids Spa Experience con trattamenti studiati per i più piccoli. Il Club Med Kani, per esempio, è attrezzato anche per accogliere i neonati a partire dai 6 mesi. E in tutti i resort naturalmente ci sono attività acquatiche, dallo snorkeling all’escursione sul dhoni, l’imbarcazione tipica maldiviana, dal kayak al kite surf. Ma in molti non mancao anche altri sport di terra, dal tennis al padel al basket alla bicicletta, sempre più presente, per spostarsi all’interno dell’isola.
Il ministero del Turismo delle Maldive ha annunciato che presto sorgerà un’isola artificiale che avrà lo scopo di fronteggiare il problema dell’innalzamento del mare che sta attanagliando l’arcipelago nell’Oceano Indiano. L’innovativo progetto chiamato Maldives Floating City consiste nella realizzazione di un’isola-città che avrà la forma di un corallo.
Il progetto dell’isola di corallo
Il progetto della Maldives Floating City (MFC) viene realizzato dalla Dutch Dockland Maldives, un partenariato pubblico-privato fatto tra il governo delle Maldive e una società olandese. Si tratta di un innovativo progetto residenziale che è in fase di sviluppo in una laguna a soli 15 minuti di barca da Malé, la Capitale della Repubblica delle Maldive, e quindi dall’aeroporto internazionale. Utilizzando le più recenti tecnologie galleggianti provenienti dai Paesi Bassi, la nuova città galleggiante sarà composta da 5.000 unità abitative da 100 metri quadrati ciascuna con una terrazza sul tetto di 40 mq, tutte affacciate sul mare trasparente maldiviano su una laguna di 200 ettari, ancorate al fondo della laguna e collegate tra loro per creare un ambiente sicuro e confortevole.
Ispirate alla tradizionale cultura marinara maldiviana e quindi saranno case colorate e non fatte di legno e paglia come i lodge turistici che siamo abituati a vedere sugli atolli delle Maldive, e sviluppate in stretta collaborazione con le autorità maldiviane, le residenze dell’MFC saranno in seguito affiancate da hotel, ristoranti, boutique e da un porto turistico. Oltre alle abitazioni, negozi e altri servizi come scuole, ospedale e uffici pubblici saranno posizionati con precisione lungo strade ordinate e fiancheggiate da palme. Una rete di ponti, canali e banchine conferirà alla nuova isola un senso generale di ordine e faciliterà l’accesso a tutti i servizi.
Il progetto prevede anche la realizzazione di spiagge di sabbia che contribuiranno a stabilizzare e proteggere le strutture chiave all’interno della laguna, mentre, all’esterno, enormi barriere coralline ospiteranno gli hotel, i ristoranti e i negozi.
“Questa Città Galleggiante delle Maldive non richiede alcuna bonifica del territorio, quindi ha un impatto minimo sulle barriere coralline”, aveva spiegato Mohamed Nasheed, Presidente delle Maldive dal 2008 al 2012, quando venne annunciato per la prima volta il progetto. “Il nostro adattamento ai cambiamenti climatici non deve distruggere la natura ma integrarla, come propone la città galleggiante delle Maldive. Alle Maldive non possiamo fermare le onde, ma possiamo sollevarci con loro.”
Un’isola artificiale sostenibile
L’isola artificiale è stata sviluppata per abbracciare al contempo sostenibilità e vivibilità. Sebbene siano già stati fatti tentativi di altre città galleggianti, nessuno è stato mai portato a termine. Finora. Infatti, la Floating City fungerà da esempio per i progetti futuri in quanto le strutture sono state studiate per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e dell’innalzamento del livello del mare e le costruzioni saranno le più ecologiche possibili.
Il corallo gioca un ruolo cruciale nel masterplan dell’MFC. La “città isola” stessa sarà composta da segmenti esagonali modellati, in parte, sulla geometria distintiva del corallo locale e collegati a un anello di lussureggianti isole barriera. Mentre la Floating City galleggia in superficie, le barriere intorno alla laguna fungeranno da frangiflutti. Questa ingegnosa configurazione riduce l’impatto delle onde della laguna, stabilizzando al contempo le strutture e i complessi residenziali in superficie.
In quanto Paese in prima linea nell’affrontare la questione del riscaldamento globale, le Maldive sono nella posizione ideale per reinventare il modo in cui l’umanità sopravviverà, spiegano dalla Dutch Dockland, e, di fatto, prospererà di fronte all’innalzamento del livello dei mari e all’erosione costiera. Prendendo l’iniziativa, le Maldive non solo gettano le basi per combattere le proprie sfide climatiche globali, ma forniscono anche un modello valido da seguire per altre nazioni.
Questa “città isola”, prima e unica nel suo genere, sarà la prima vera città-isola galleggiante al mondo, un luogo futuristico da sogno pensato principalmente per investitori stranieri che desiderano avere un angolino speciale tutto loro alle Maldive. Le residenze costeranno 250mila dollari e saranno un contributo per la salvezza dell’arcipelago minacciato dai cambiamenti climatici. Per vederla realizzata ci vorranno ancora alcuni anni.
L’isola di Sri Lanka è conosciuta soprattutto per essere un meta prediletta dei viaggi di nozze. In effetti, tra villaggi di pescatori, foreste pluviali e antiche rovine, la ‘lacrima dell’India’ (chiamata così per la sua vicinanza al Paese) offre il mix perfetto per chi desidera trascorrere una vacanza completa, tanto più che spesso allo Sri Lanka si abbina una vacanza relax su un atollo delle Maldive.
Preparatevi ad una terra che saprà regalarvi emozioni intense. Un viaggio all’interno di una cultura millenaria, con templi e fortezze che affiorano dalla roccia e dal verde delle foreste. Bagnata dall’Oceano Indiano, è caratterizzata da spiagge incantevoli, ombreggiate dalle palme da cocco e contornate dalle colline lussureggianti, per un totale di 1300 km di costa.
Viaggio in Sri Lanka: clima e quando andare
Lo Sri Lanka grazie alla sua posizione nell’Oceano Indiano può essere visitato durante tutte le stagioni, basta scegliere la parte meno piovosa dell’isola. Le zone balneari più frequentate dai turisti si trovano a Sud, ma attenzione al periodo dell’anno in cui programmare la vostra vacanza: in particolare per lo Sri Lanka, meglio evitare il periodo dei monsoni che potrebbero rovinare il vostro soggiorno.
Il clima dello Sri Lanka è sempre caldo umido e le temperature sono elevate per tutto l’anno. La presenza dell’altopiano al centro dell’isola influisce molto sul corso dei monsoni e sulle condizioni climatiche dell’isola: per questo motivo il periodo migliore per visitare l’isola cambia a seconda della zona che visiterete. I mesi più adatti in generale sono quelli da gennaio a marzo, quando i monsoni sono rari e le precipitazioni scarse. Se volete visitare solo la costa orientale fatelo nel periodo tra maggio e settembre.
Come raggiungere lo Sri Lanka
L’unico modo per raggiungere lo Sri Lanka è in aereo. Le compagnie che volano in Sri Lanka sono numerose e dall’Italia sarà necessario effettuare almeno uno scalo per arrivare a destinazione. Voli diretti partono dagli aeroporti di Dubai o Monaco. Una delle compagnie più utilizzate è quella di bandiera cingalese, la Sri Lankan Airlines.
Una volta atterrati all’aeroporto di Colombo, la capitale dello Sri Lanka, il modo migliore per muoversi è utilizzare i trasporti pubblici. Le strade dell’isola sono strette e piene di curve e può essere difficile guidare in alcune circostanze: per questo motivo è consigliabile affidarsi alla ferrovia e alla fitta rete di autobus che collegano tutte le località principali dello Sri Lanka.
Visto turistico per lo Sri Lanka
Per rilanciare il turismo e supportare la ripresa economica, lo Sri Lanka ha esteso il programma di visto all’arrivo (VOA) gratuito a ben 33 nazioni, includendo l’Italia. Questa iniziativa, che mira a incentivare gli arrivi, si aggiunge ai sette Paesi già precedentemente beneficiari. Tra le nazioni che ora potranno usufruire del VOA gratuito per 30 giorni figurano anche Germania, Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito, Australia, Francia, Stati Uniti, Canada, Svizzera, Israele, Corea del Sud, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Nonostante la gratuità, i viaggiatori dovranno comunque ottenere un’autorizzazione di viaggio elettronica (ETA) online prima della partenza. Il turismo rappresenta una fonte vitale di entrate per lo Sri Lanka, che nel 2024 ha registrato incassi per circa 3,16 miliardi di dollari, segnando un notevole aumento del 53% rispetto all’anno precedente.
Cosa vedere in Sri Lanka
Oltre alle spiagge di sabbia bianca, l’isola dello Sri Lanka offre paesaggi mozzafiato e località incredibili da visitare. Da non perdere è la ex capitale, Anuradhapura: qui si trova l’albero più antico del mondo, sotto cui si crede che Buddha abbia avuto l’illuminazione.
Merita certamente una visita anche l’attuale capitale dello Sri Lanka. La città di Colombo è la più grande e vivace di tutta l’isola: visitate il quartiere coloniale, Cinnamon Gardens, per poi spingersi fino al centro ed esplorare il mercato di Pettah bazaar.
Una delle destinazioni più amate dai turisti è Sigiriya, un sito archeologico, Patrimonio dell’Umanità. Si tratta di una spettacolare formazione naturale, dominata da una massiccia colonna rocciosa dell’altezza di quasi 200 metri. Viene anche chiamata Roccia del Leone per via della somiglianza dell’entrata alla cittadella con le fauci del felino. Un panorama incredibile per godervi un angolo di Paradiso dell’isola.
iStockRoccia di Sigiriya
Le spiagge più belle dello Sri Lanka
Tra le spiagge più famose, quelle di Tangalle, sono molto ambite da chi pratica immersioni, proprio per la presenza di relitti sommersi nei fondali. Di notte, le spiagge vengono animate dalle tartarughe marine che vengono a deporre le uova.
Altro luogo da sogno è la spiaggia di Mirissa dove si possono ammirare balene e delfini che solcano l’Oceano Indiano. Sulla costa ad est, vicino alla città di Batticaloa, ci sono le spiagge di Pasikuda e Kalkuda, con una sabbia bianca e morbidissima. Per ora sono luoghi ancora poco frequentati dal turismo di massa.
Tra le spiagge più frequentate ci sono invece Nilaveli Beach e Uppuveli. Uppuveli, a 6 km da Trincomalee, è un piccolo e suggestivo centro costiero costituito da una meravigliosa spiaggia di sabbia dorata, qualche centinaio di abitanti e alcune strutture turistiche. Consigliata anche la cucina a base di pesce freschissimo appena pescato. Per molti viaggiatori Uppuveli è la località più bella di tutto l’est dello Sri Lanka.
Nella zona a nord dell’isola ci sono altre spiagge incontaminate e immerse nella natura. Tra queste, le spiagge dell’isolotto di Mannar, pieno di numerose palme da cocco. Un isolotto, che si può raggiungere tranquillamente dall’isola principale attraverso il Ponte di Adamo, un sottile lembo di terra che in parte affiora dalle acque e in parte ne rimane appena sommerso formando una lunga striscia di secche calcaree, uno spettacolo per gli occhi!
L’estate è ormai alle spalle e con essa la voglia di scoprire il mondo torna a farsi sentire. Dopo le tanto attese vacanze estive, le festività di Natale, Capodanno ed Epifania rappresentano un’altra occasione perfetta per staccare la spina, ricaricare le energie e viaggiare ancora. Ma cosa organizzare per le vacanze di Natale 2024? Oltre alla classica montagna, le opzioni sono molteplici e variegate. Gattinoni Travelpropone una selezione di mete ideali per vivere esperienze uniche e suggestive durante la stagione fredda.
Destinazioni calde per le tue vacanze di Natale 2024: Maldive, Dubai e Abu Dhabi
Le Maldive, un paradiso tropicale senza inverno, sono una delle mete più gettonate per chi ama il mare anche durante la stagione fredda. Qui le temperature si mantengono tra i 25 e i 30 gradi, rendendole il rifugio perfetto per chi desidera relax e bellezza naturale. Potrai scegliere tra resort di lusso, come le water villa con piscina privata e pavimento trasparente per ammirare i pesci sott’acqua, oppure opzioni più economiche che offrono comunque spiagge bianchissime e un mare cristallino.
Fonte: Getty Images SignatureWater Villa Resort
Se invece per le tue vacanze di Natale 2024 cerchi una combinazione di mare e cultura, Dubai e Abu Dhabi sono due città che uniscono modernità, lusso e tradizione. Dubai, la più cosmopolita, incanta con il Burj Khalifa, le spiagge del quartiere JBR, lo spettacolo delle fontane danzanti e il più grande centro commerciale del mondo, il Dubai Mall. Abu Dhabi, invece, è perfetta per chi ama le attrazioni culturali: il Museo del Louvre Abu Dhabi, la Moschea dello Sceicco Zayed, il Ferrari World e i Warner Bros Studios sono solo alcune delle sue meraviglie, adatte per tutta la famiglia. Senza dimenticare le spiagge bianchissime di Saadiyat Island.
Esplorare nuove culture: Arabia Saudita e Thailandia
Per vacanze da sogno ancora più autentiche e lontane dalle classiche mete turistiche, l’Arabia Saudita è una destinazione in crescita che offre città storiche come Riyadh, Jeddah (sito patrimonio UNESCO) e la meravigliosa AlUla. Un viaggio in Arabia Saudita ti farà scoprire luoghi sacri come Medina e la famosa Moschea Galleggiante.
Fonte: Getty ImagesChiang Mai, Thailand
Africa e Safari: Sud Africa e Tanzania
Per gli amanti dell’avventura, il Sud Africa è un sogno che diventa realtà. Da Città del Capo ai celebri vigneti, fino ai safari all’alba per avvistare i “Big Five” (leoni, leopardi, rinoceronti, bufali ed elefanti), questo Paese regala emozioni indimenticabili. Anche la Tanzania, con la sua Grande Migrazione di gnu e zebre attraverso il Serengeti che inizia in dicembre, è una meta che offre spettacoli naturali mozzafiato.
Fonte: Getty ImagesSafari al Serengeti National Park in Tanzania
Esperienze fiabesche in Europa: Finlandia e mercatini di Natale
Se desideri un’esperienza invernale da favola, la Finlandia con il villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi è la meta ideale. Potrai visitare lo zoo artico, fare un tour nella fattoria delle renne e immergerti nell’incanto della Lapponia. Se ami il Natale, non puoi perderti i mercatini europei in città come Innsbruck, Vienna, Strasburgo e Salisburgo, oppure i più tradizionali mercatini in Italia, come quelli del Trentino-Alto Adige o di Napoli.
Fonte: Getty Images SignatureMercatini di Natale di Rathausplatz a Vienna
Cosa aspetti a pianificare le tue vacanze di Natale 2024? Le soluzioni di viaggio proposte da Gattinoni Travelti portano a vivere esperienze indimenticabili, con destinazioni adatte a ogni esigenza e desiderio.
Con l’arrivo dell’autunno, il calendario si riempie di impegni e le vacanze diventano un piacevole album di ricordi dell’estate appena trascorsa. Mentre le temperature calano, spesso fantastichiamo sulla prossima avventura che ci porterà in luoghi paradisiaci a stretto contatto con la perfezione della natura. E se questo sogno lo riuscissimo a trasformare in realtà?
Esistono angoli di mondo perfetti tutto l’anno, ma che nei mesi freddi italiani si trasformano nel luogo dei sogni per tutta la famiglia. Proprio come le Maldive, un insieme di mille isole coralline che formano atolli da cartolina nell’Oceano Indiano. Qui, durante i mesi autunnali a cavallo tra la bassa e l’alta stagione, i Sun Siyam Resorts offrono ai viaggiatori esperienze indimenticabili per adulti e bambini, tra le acque cristalline del mare, in cui fare snorkeling e immersioni, le variegate flora e fauna locali, il delizioso cibo tradizionale e un’ospitalità unica.
Fonte: Sun Siyam ResortsMeravigliosa vista dall’alto
Un concetto inedito di vacanza alle Maldive
Mare, sole e tantissimo relax si uniscono a un nuovo concetto di soggiorno in cui è incluso anche il divertimento per tutte le età. Il Siyam World sorge in un’isola che si estende per 54 ettari di natura rigogliosa, con 18 tipologie di abitazioni con piscina privata e ville overwater arricchite da un lungo scivolo per tuffarsi direttamente in mare.
Qui si trova il più grande parco acquatico del Sud Est Asiatico, il Siyam Water World: perfetto per le avventure in famiglia, propone attività nuove per l’arcipelago maldiviano. Un esempio? Il Seabreacher, una sorta di semi-sommergibile a forma di squalo che permette di fare immersioni a prova di palombaro. E, per chi volesse fare una cavalcata sulla spiaggia, è perfino disponibile un centro di equitazione – un unicum in tutto l’arcipelago maldiviano – dotato di cavalli di razza Marwari e pony per i piccoli cavallerizzi.
Fonte: Sun Siyam ResortsPasseggiata con pony al Siyam World
Non mancano altri sport terrestri quali il tennis, il basket, il calcetto e l’ormai amatissimo padel.
Ma non è tutto, perché il Siyam World riserva anche avventure adrenaliniche a bordo di fiammeggianti go-kart. Gli ospiti possono scatenarsi con la velocità sulle piste elettriche all’avanguardia del nuovo Speed Racer’s Circuit, completamente attrezzato con 18 go-kart. Si può scegliere di modulare la propria avventura tra diversi “pacchetti“, dai più rapidi con 3 giri del circuito, a quelli in cui ci si può sfidare tra famigliari ed amici, fino al Private Championship Package: una vera e propria competizione completa con qualificazioni da 3 giri, gare da 5 giri e una finale da 7 giri, con tanto di punteggio, cronometraggio e premi. A disposizione c’è anche uno spericolato e divertente percorso fuoristrada.
Fonte: Sun Siyam ResortsAvventure adrenaliniche in go-kart per bambini e adulti nel nuovo Speed Racer’s Circuit
Si propone così una nuova idea di vacanza che si rivolge a tutta la famiglia e che si può fare durante tutto l’anno, ma in particolare da ottobre in poi, quando non è ancora iniziata l’affollata e costosa alta stagione (che va generalmente da dicembre a marzo) e le piogge della stagione umida (da aprile a novembre) sono in una fase calante, lasciando spazio a giornate più asciutte e soleggiate, perfette per le attività all’aria aperta.
Benessere maldiviano tra immersioni e meditazione
Il viaggio maldiviano prosegue nel suo punto più bello, dove tre isolotti ospitano lunghe spiagge da cartolina e dove ci si immerge nelle acque più desiderate del mondo: qui sorge Sun Siyam Olhuveli, splendido resort dal quale raggiungere oltre 50 punti di immersione nei quali si ha la possibilità di avvistare meravigliosi esemplari che popolano le acque maldiviane: squali balena, tonni, squali, aquile di mare, pesci vela, mante e tartarughe. Oltre alle creature del mare, le acque cristalline permettono di esplorare anche i canali delle magnifiche barriere coralline. Con lo snorkeling è inoltre possibile ammirare anche il relitto di una nave affondata, oggi dimora di coralli e coloratissimi pesci.
Fonte: Sun Siyam ResortsSnorkeling vicino al relitto di una nave
Anche qui, non manca un occhio di riguardo per i bambini che in questo splendido hotel hanno a disposizione una piscina tutta per loro con ombrelloni e sdraio alla loro altezza. Non solo: Sun Siyam Olhuveli è una destinazione perfetta per le famiglie perché due ragazzi fino a 15 anni non compiuti sono ospiti gratuiti in camera con i genitori e anche i pasti sono omaggiati, in base al piano dei pasti dell’adulto accompagnatore. Lo stesso succede al 5* Sun Siyam Iru Fushi, un altro resort del Gruppo situato poco più a Nord.
Sostenibilità e ambiente nel cuore delle Maldive
L’attenzione alla sostenibilità è uno dei punti cardine della filosofia del Gruppo Sun Siyam, che tiene particolarmente alla cura dell’ambiente, alla prevenzione e al rispetto della comunità maldiviana. Sono tante le iniziative collegate a questo tema intraprese dal Gruppo, che ha adottato il programma Sun Siyam Care impegnandosi su diversi fronti: riduzione del consumo d’acqua e d’energia, gestione corretta e riciclaggio dei rifiuti, riduzione dell’impronta di carbonio, riduzione dell’utilizzo di plastiche, protezione della biodiversità e, infine, sostegno dello sviluppo della comunità perseguito investendo su energie sempre più rinnovabili.
Il patrimonio e la cultura locali rimangono il principale punto di riferimento del Gruppo Sun Siyam, che nasce quasi 30 anni fa ed è cresciuto fino a possedere e gestire cinque proprietà di lusso su isole private alle Maldive, oltre a un rifugio boutique sulla spiaggia, lungo la costa orientale dello Sri Lanka. Il calore genuino e l’accoglienza sincera delle persone sono il biglietto da visita principale delle strutture curate del Gruppo, che oggi propone un’idea inedita di vacanza nei mesi autunnali che si avviano verso l’alta stagione delle Maldive.
Natura selvaggia, luoghi incontaminati e acque cristalline sono un ottimo punto di partenza per scegliere la giusta destinazione per il nostro viaggio ma ciò che conta davvero è la qualità delle esperienze che si possono fare sul posto, in particolare se siamo alla ricerca di un pacchetto wellness fatto su misura per noi e che debba essere il più esclusivo possibile. Le proposte possono essere tantissime e tutte ugualmente valide, dalla SPA sull’acqua a quella immersa nella natura, fino ai trattamenti personalizzati sulla spiaggia privata per arrivare alle cure prestate dagli specialisti del posto, che applicano i principi della medicina ayurvedica e orientale.
Sun Siyam Resorts, gruppo alberghiero 100% maldiviano con oltre 20 anni di esperienza, propone trattamenti specifici in ognuno dei suoi cinque resort, di cui un 4 stelle deluxe e quattro 5 stelle. In tutti i resort si organizzano anche classi di yoga, pilates, pranayama e meditazione.
Fonte: Sun Siyam ResortsTrattamento tradizionale maldiviano
I trattamenti maldiviani per alleviare lo stress
Al Sun Siyam Iru Fushi, situato sull’estremità meridionale dell’atollo di Noonu, si trova la celebre SPA by Thalgo France in cui un team di terapisti di altissimo livello si prende cura degli ospiti con un viaggio alla scoperta di sé con l’aiuto dei giusti prodotti, seguendo un approccio olistico che arricchisce il loro soggiorno. Sono oltre 140 i trattamenti fra cui scegliere, ispirati alla tradizione indiana, cinese, thailandese, tibetana e maldiviana. Si effettuano anche trattamenti di agopuntura e naturopatia.
Il Bonditan Kurun e l’Umbuliveyo Banun nascono dalla tradizione maldiviana più autentica e si basano sugli antichi elementi dell’erboristeria dell’arcipelago dell’Oceano indiano. Sono trattamenti originali che si utilizzano per lenire i dolori muscolari e articolari, oltre ad alleviare le condizioni di disagio fisico legate allo stress. Le erbe tropicali vengono miscelate in una pasta calda che viene applicata sulla zona interessata e coperta con foglie di banano appena raccolte che isolano il cataplasma, mentre sui punti vitali vengono posate pietre calde. Durante l’impacco, viene praticato un messaggio stimolante alla testa eseguito con un unico flusso di olio versato sul terzo occhio e sull’attaccatura dei capelli.
Per chi desidera un trattamento più profondo, è possibile approfittare di una giornata intera termale e purificante, all’insegna dell’Ayurveda, dello yoga e della meditazione. A questa si aggiungono altre terapie tradizionali e un regime alimentare depurativo suggerito dal medico residente della SPA.
Fonte: Sun Siyam ResortsYoga al tramonto
Wellness a misura di bambino
Se il motto deve essere benessere per tutti, allora la SPA di Sun Siyam Iru Fushi risponde con trattamenti speciali riservati ai bambini che integrano diversi elementi giocosi come il massaggio Wizard’s Touch o la maschera Fairy Cup. Il Chocolicius è invece un trattamento a base di crema al cioccolato, mentre per il viso, il corpo e le mani è perfetto il Mango Berry Smoothie. Per le pelli delicate scottate dal sole, invece, l’ideale è Cocoon a base di rinfrescante cetriolo e aloe lenitiva.
Se la SPA è immersa nella natura
A cinque minuti di motoscafo da Sun Siyam Iru Fushi si trova invece il Siyam World, un resort inedito e e ineguagliato in tutte le Maldive che si erge su una delle più grandi isole delle Maldive, Dhigurah, nell’atollo di Noonu. La Veyo SPA è immersa in una vegetazione tropicale rigogliosa in cui è possibile sottoporsi a un massaggio perfetto per rilassare i muscoli e alleviare le tensioni. Veyo Scrub, invece, integra l’azione depurativa della sabbia a quella delle erbe e della polpa di cocco, per uno scrub profondo e super idratante.
Al Sun Siyam Olhuveli c’è una SPA su ognuna delle tre isole di cui è composto il resort. Su Main Island e su Romance Island la SPA è immersa nella vegetazione mentre su Dream Island la SPA si trova direttamente sulla laguna. Qui è possibile ammirare la ricca fauna dei fondali maldiviani grazie a un pannello trasparente sul pavimento. I trattamenti ayurvedici e i massaggi rigeneranti offerti dal complesso uniscono la tradizione orientale con le pratiche moderne che arrivano dall’Occidente. Il trattamento di coppia Take me to the Moon nella SPA di Romance Island è un lungo rituale che comprende idroterapia, massaggio plantare, scrub e massaggio balinese total body: alla fine, bagno nel latte e petali di rose e una bottiglia di champagne.
Anche al Sun Siyam Iru Veli dal lettino di massaggio si guarda direttamente la fauna marina attraverso un oblò sul pavimento della Ocean SPA, che offre massaggi tonificanti e rilassanti con utilizzo di ingredienti naturali e un elegante rituale sensoriale olfattivo.
Il Sun Siyam Vilu Reef, il primo nato dei Sun Siyam Resort, è invece un piccolo cocoon in cui le tradizioni orientali incontrano quelle occidentali tra aromaterapia e ayurveda. Tutti i trattamenti si possono effettuare anche direttamente sulla spiaggia privata delle Beach Villas per il comfort massimo di ogni ospite.
Siamo soliti pensare alle Maldive come a splendidi atolli microscopici che affiorano appena dall’acqua, circondati interamente da mare, dove è proprio questo l’elemento predominante, con i suoi fondali corallini e la sua incredibile vita marina.
La vegetazione delle isole, benché rigogliosa e tropicale – detto che, forse non lo sapevate, ma le palme non sono piante autoctone bensì importate – non la si può definire propriamente fitta. O almeno, questo è ciò che abbiamo sempre pensato.
Le foreste delle Maldive
Non tutti sanno, invece, che alle Maldive ci sono anche delle foreste che, nella lingua maldiviana, il Dhivehi, si chiamano “valuthere” ovvero “nelle terre selvagge”.
Pensare alla natura di queste isole significa pensare alla vita delle barriere coralline, ma poca attenzione è rivolta alla biodiversità della vita sulla terraferma. Dove c’è terreno sufficiente esplode, in tutta la sua spettacolarità, la foresta pluviale.
Queste terre, oltre a ospitare tantissime specie animali (66 specie conosciute di anfibi, uccelli, mammiferi e rettili, lo 0,6% delle quali endemiche e che quindi non si trovano al di fuori delle Maldive) sono l’habitat di ben 583 specie di piante.
Le isole delle Maldive sono incredibilmente piccole. Eppure, quando si è circondati da alte palme e intricate mangrovie (ne crescono ben 15 specie diverse, negli atolli Nord, come nelle isole dell’atollo di Laamu, Hithadhoo, Gan, Maabaidhoo e Gaadhoo, e Sud dell’arcipelago), immersi nel profumo legnoso del sandalo rosso e di meravigliosi fiori colorati, sembrano tutt’altro che piccole. Da non sottovalutare anche la bellezza del contrasto tra le acque cristalline e il verde della foresta che ne fanno un vero e proprio Eden.
Questa ricca vegetazione è fondamentale per le Maldive in quanto serve a proteggerle, a combattere I cambiamenti climatici in modo del tutto naturale in quanto assorbono l’anidride carbonica e a dare rifugio a specie animali, come gli uccelli, i pesci in via di estinzione (tra cui una particolare cernia che si trova solo tra queste isole), gli squali e le razze per i quali sono delle perfette e sicure nursery.
Alle foreste maldiviane da sempre, poi, sono legate delle leggende che, durante un viaggio in questo paradiso sarebbe bello scoprire.
Premesso che ogni isola ha sempre un bel po’ di vegetazione e sentieri sterrati che la attraversano e dove passeggiare, per trovare le “valuthere” più autentiche il consiglio è di andare su una delle tante isole disabitate e protette delle Maldive. Delle 1.192 isole coralline che formano l’arcipelago, solo 200 sono abitate, quindi c’è davvero molta scelta.
Per raggiungerle, basta chiedere alla reception del resort o della guesthouse dove si soggiorna di farsi accompagnare su una di quelle più vicine e, volendo, si può chiedere di venire a riprendervi il giorno successivo. Le isole disabitate delle Maldive sono quanto di meglio ci sia per sperimentare la completa solitudine e per godere della loro natura incontaminata.
Un parco naturale inaspettato
Nell’atollo Addu, il più a Sud della catena di atolli delle Maldive, si estende un vero e proprio parco naturale. In tutto, l’atollo comprende cinque isole abitate che hanno caratteristiche distinte molto diverse dal resto del Paese. L’atollo Addu ospita la seconda zona umida più estesa delle Maldive.
L’Addu Nature Park comprende la bellissima zona umida di Eydhigali Kilhi e l’area protetta di Koattey, sull’isola di Hithadhoo. Il parco di mangrovie ha pontili che si tuffano nei laghi e diversi itinerari ciclabili che attraversano la lussureggiante vegetazione.
È possibile fare un tour naturalistico guidato nel parco e osservare la fauna e la flora uniche di questo ricco habitat ed esplorare in canoa l’area della baia nota come Bedhi, famosa per le sue bellissime mangrovie rosse, i cuccioli di razza e di squalo. Una delle esperienze più inaspettate che si possano fare alle Maldive.
Dal prossimo 3 luglio, partirà dall’Italia una nuova compagnia aerea con solo posti di Business Class diretta alle Maldive. La compagnia è la BeOnd e collegherà lo scalo di Milano Malpensa con quello di Malé due volte alla settimana (mercoledì e sabato).
Un nuovo volo all Business
A bordo del piccolo Airbus A321neo ci saranno solamente 44 poltrone di pelle completamente reclinabili econ varie amenity di lusso per altrettanti fortunatissimi passeggeri che potranno aggiudicarsi un posto alla modica cifra di 2.590 euro, tasse incluse (le compagnie di linea costano a che il doppio).
Ci sono tre tariffe tra cui si può scegliere, che comprendono diversi tipi di servizi offerti a bordo: Delight, Bliss e Opulence. La tariffa Delight prevede un bagaglio a mano da 10 kg e uno da stiva da 40 kg e il fast track per l’imbarco veloce. La tariffa Bliss, oltre ai servizi Delight, comprende anche la poltrona Premium e l’accesso alla lounge in aeroporto. La tariffa Opulence, come si evince dal nome, prevede tutti i servizi luxury, pertanto, oltre a tutti quelli offerti anche nelle tariffe Delight e Bliss, per i passeggeri della Opulence il bagaglio a mano può pesare fino a 15 kg e quello da stiva fino a 60 kg, il cambio prenotazione è gratuita e, in più, si può usufruire dal transfer gratuito a bordo di un’auto privata che da casa in Italia porta all’aeroporto e viceversa (alle Maldive non è disponibile).
Questa grande novità darà la possibilità a tutti coloro che scelgono di trascorrere una vacanza di lusso alle Maldive di raggiungere l’arcipelago iniziando il viaggio nel migliore dei modi. Le prenotazioni sono già aperte.
La principale meta turistica al mondo
Le Maldive sono la meta da sogno per eccellenza, tanto che lo scorso 1° dicembre in occasione dei World Travel Awards 2023 che sono stati assegnati durante una cerimonia a Dubai si sono aggiudicate, per il quarto anno di fila, il premio come “World’s Leading Destination”, la principale destinazione turistica mondiale. Ma non è tutto. le Maldive hanno vinto anche un altro premio nato da poco e legato a quelle destinazioni che, dopo la pandemia, hanno saputo riprendersi in maniera rapida e strategica, il “Global Tourism Resilience Award”.
Nei giorni scorsi sono stati annunciati i dati degli arrivi turisti nell’arcipelago nel 2023: sono stati ben 1,8 milioni i visitatori arrivati, il numero più alto mai raggiunto finora.
Maldive super lusso
Una volta atterrati all’aeroporto internazionale di Malé e avere atteso il proprio transfer in una prestigiosa lounge, si viene condotti in idrovolante o motoscafo privato, a seconda della distanza, sulla propria isola-resort.
E qui c’è solo l’imbarazzo della scelta perché di resort cinque stelle alle Maldive ce ne sono tantissimi, dal Constance Moofushi sull’atollo di Alifu, il primo resort frequentato dagli italiani anche per via della barriera corallina raggiungibile a piedi dalla spiaggia, al Sun Siyam Olhuveli affacciato su una splendida laguna, dal Baglioni Resort Maldives sull’atollo di Dhaalu, una struttura italiana che ha portato un po’ della nostra tradizione nell’oceano Indiano e indirizzo prediletto dei vip, all’Emerald Maldive Resort, sull’isola di Fasmendhoo, che fa parte dei Leading Hotels of the World.
Fonte: @Constance Hotels & ResortsIl Constance Moofushi sull’atollo di Alifu alle Maldive
Ma la lista è infinita perché gli atolli delle Maldive, proprio per come sono fatti, si prestano a ospitare un solo resort per isola, personalizzando ogni struttura e ogni cosa in base al proprio stile, design e obiettivo. tutto dipende dal budget in quanto, anche nel lusso, ci sono diversi livelli: si può trovare un resort da 2mila euro a notte, come l’elegantissimo COMO Maalifushi sull’atollo di Thaa, ma anche da 10mila, come Kudadoo Maldives Private Island nell’atollo di Lhaviyani, un micro-resort che ospita solo 15 over water villa super esclusive.
Maldive per tutti
Se c’è una cosa bella delle Maldive è che c’è un’isola per ogni gusto. Chi cerca il lusso, la privacy e il silenzio li trova su uno dei tanti atolli che ospitano resort a cinque stelle adults only.
Chi, al contrario, viaggia con la famiglia e ha esigenze particolari legate all’intrattenimento dei bambini trova isole-resort con animazione, kids club e tante attenzioni dedicate proprio ai più piccoli. L’Holiday Inn Resort Kandoona di Malé Sud, per esempio, ai bambini sotto i 13 anni viene offerto vitto, alloggio e transfer dall’aeroporto.
Per chi viaggia in coppia o è in luna di miele ci sono isole super romantiche che hanno saputo creare situazioni ed esperienze memorabili, dalla cena a lume di candela sulla spiaggia al pic-nic su un sand bank in mezzo all’oceano alla spa per coppia soggiornando in una di quelle meravigliose water villa dove si ha la sensazione di essere da soli sull’isola. Uno di questi è il Constance Halaveli, nell’atollo di Ari Nord, un cinque stelle extra lusso che detiene il record di jetty (pontile) più lungo di tutte le Maldive, lungo il quale si accede agli alloggi.
Per i più sportivi, che seguono i ritmi del sole, poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra snorkeling, immersioni, attività nautiche di ogni tipo, soggiornando, magari, non in un resort super lusso – anche se ce ne sono parecchi, come il nuovissimo Barceló Whale Lagoon Maldives, sull’isola di Bodufinolhu, uno dei luoghi più importanti al mondo per ammirare gli squali balena – bensì in una guesthouse più semplice ma autentica e lontana dal turismo di massa. Tra tutte, il Reveries Diving Village sull’isola di Gan, nell’atollo Laamu, animata da villaggi di pescatori per scoprire le loro tradizioni e il loro stile di vita immergendosi nell’atmosfera locale.
Fonte: @BarcelóIl Barceló Whale Lagoon Maldives, sull’isola di Bodufinolhu
Nelle scorse ore ha visto la luce una nuova compagnia aerea extra lusso che collegherà Milano Malpensa con le Maldive, la prima compagnia aerea leisure premium del mondo.
Il volo inaugurale è previsto per la fine di marzo 2024 e i biglietti saranno acquistabili già da novembre di quest’anno. Secondo quanto riportato dalle agenzie, il direttore commerciale di Beond, Sascha Feuerherd, ha dichiarato come “C’è una forte domanda da Milano alle Maldive per il servizio premium offerto da Beond. I milanesi più esigenti apprezzeranno l’esperienza di Beond e intendiamo superare ogni aspettativa dei nostri clienti dal momento in cui prenotano con noi. Siamo grati per il supporto che abbiamo ricevuto dall’aeroporto di Milano-Malpensa e non vediamo l’ora di una potenziale espansione in altre città in Italia, a tempo debito“.
Beond, only business class da Milano a Malè
Beond, che si presenta come una startup, è nata con l’obiettivo di apportare un cambiamento rivoluzionario nel settore, proponendo servizi di lusso che possano davvero rendere il viaggio unico, confortevole e indimenticabile.
Non a caso, Tero Taskila, Ceo e uno dei tre fondatori, ha sottolineato come la compagnia desideri “far volare i nostri clienti verso le destinazioni più uniche e incontaminate dove possano liberare il loro esploratore interiore nella vacanza più memorabile della loro vita”.
Il prezzo di partenza dei biglietti va da 4000 euro andata e ritorno con 44 posti disponibili e la sola business class dotata di sedili in pelle che si trasformano in letti per garantire assoluta comodità durante le ore di volo.
In più, i passeggeri potranno viaggiare “larghi e comodi” dato che le file sono composte da soli due sedili a destra e due a sinistra.
Ma non è ovviamente tutto: i pasti preparati da chef stellati con ingredienti freschissimi e di elevata qualità, verranno serviti in “pregiate porcellane con delicati motivi in filigrana dorata” realizzate in collaborazione con il marchio inglese William Edwards.
Si tratterà di specialità internazionali, del Paese di partenza oppure di quello di arrivo, per venire incontro a tutti i gusti e le preferenze.
E se il volo promette di essere un’esperienza senza eguali, i tratti distintivi di Beond si faranno notare già a terra, ancora prima della partenza: infatti, è previsto anche il servizio di trasferimento con autista da casa a Milano Malpensa e l’attesa all’aeroporto avviene nella lounge per rilassarsi e vivere il pre imbarco in tutta tranquillità.
A disposizione dei viaggiatori tre modalità tariffarie: Delight, più conveniente ma priva di autista privato e accesso alla lounge, Bliss che comprende il pacchetto completo, e Delight che, oltre a questo, include la modifica del peso dei bagagli anche all’ultimo momento e la possibilità di posticipare il giorno della partenza gratuitamente.
Trattandosi di una meta esotica, il personale dovrà essere composto da “maldiviani entusiasti che condividano la loro passione per offrire un servizio eccezionale ed esperienze di viaggio indimenticabili“.
Uno sguardo al presente e al futuro
Il primo aeromobile di Beond spiccherà il volo destinazione Maldive il 9 novembre 2023 con partenza da Riyadh e la settimana dopo da Zurigo e Monaco.
Nel 2024, sarà il momento delle rotte da Milano e Dubai e in programma vi sono anche altre allettanti destinazioni su cui però non si sa ancora nulla di concreto.
Inoltre, la compagnia ha in programma di realizzare, nei prossimi mesi, un secondo aeromobile, l’Airbus A321ceo con 68 posti.