In Italia ci sono luoghi capaci di trasformare un soggiorno apparentemente spartano in un’esperienza poetica e indimenticabile. È esattamente ciò che è accaduto al Guardian, che ha deciso di raccontare un viaggio in un angolo incontaminato della Sicilia meridionale. Il reporter del quotidiano britannico, in particolare, è rimasto folgorato dalla riserva naturale di Vendicari, un’oasi umida situata a sud di Siracusa.
Tra fenicotteri che danzano nell’acqua e il profumo pungente dei limoneti, ha celebrato questo territorio non solo come un paradiso per il birdwatching, ma come un vero e proprio miracolo ecologico strappato alla cementificazione.
Un paradiso selvaggio salvato dal cemento
A colpire profondamente il giornalista del Guardian è stata, innanzitutto, la natura fiera e intatta della riserva naturale di Vendicari, resa ancora più preziosa dalla sua storia di resistenza. Negli anni ’70, infatti, un’azienda petrolifera aveva pianificato di costruire proprio qui una grande raffineria di petrolio, un progetto inizialmente approvato dalle amministrazioni locali.
A cambiare il destino di Vendicari fu la determinazione di Bruno Ragonese, un ambientalista carismatico che riuscì a mobilitare l’opinione pubblica e a coinvolgere le organizzazioni internazionali, dimostrando l’importanza globale di questa zona umida per le rotte migratorie degli uccelli tra l’Africa e l’Europa.
Istituita ufficialmente nel 1984, la riserva si presenta oggi come un ecosistema unico. Nell’articolo del Guardian, il giornalista descrive con stupore i grandi laghi salmastri nel cuore del parco, affollati da centinaia di fenicotteri rosa che atterrano sull’acqua con l’eleganza incerta di “aeroplani rosa mal pilotati”.
Camminando lungo i sentieri della riserva è possibile immergersi in una biodiversità sorprendente, dove la fauna selvatica convive con i resti di antiche civiltà, come le rovine greche di Eloro risalenti al VII secolo a.C. o la suggestiva tonnara dismessa, i cui pilastri spogli ricordano un tempio antico.
iStockI resti della Tonnara di Vendicari
Tra spiagge incontaminate e il profumo dei limoni
L’altro grande motivo di fascino che ha stregato il quotidiano inglese è la perfetta armonia tra terra, mare e agricoltura tradizionale che si respira a Vendicari. Il viaggio si snoda attraverso la splendida spiaggia di Calamosche, una caletta dove la sabbia dorata sfuma dolcemente in acque cristalline, incorniciata da cespugli di ginepro, iris selvatici, cactus e dal volo leggero dell’upupa.
Ma la vera magia, per il reporter, si nasconde nei dettagli della vita rurale che circonda l’oasi. Alloggiando in un antico baglio, una tipica fattoria fortificata siciliana, si è ritrovato immerso in un paesaggio dominato da distese di calendule, finocchietto selvatico e, soprattutto, da rigogliosi e profumatissimi limoneti.
Qui esalta la generosità della natura locale e la prelibatezza dei limoni Femminello Siracusano: frutti biologici, enormi e privi di pesticidi, coltivati secondo rigide norme che ne rendono edibile persino la buccia. È proprio questo contrasto tra la selvaggia bellezza delle paludi e la ricchezza dorata della campagna circostante ad aver conquistato il cuore del giornalista, che ha concluso la sua avventura cucinando un piatto di tagliatelle al limone al tramonto, con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte e l’eco dei fenicotteri in sottofondo.
In vista delle vacanze di Pasqua, che quest’anno si celebrano il 5 aprile, torna sui binari il Sicilia Express, il collegamento ferroviario speciale che unisce il Nord e il Centro Italia a Palermo e Siracusa. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Siciliana, ritorna dopo il successo dello scorso anno per offrire una soluzione di viaggio più sostenibile ed economica rispetto ai voli di linea, facilitando il rientro nell’isola durante il periodo festivo.
I treni, i cui biglietti sono disponibili da sabato 28 marzo, partiranno da Torino giovedì 2 aprile per attraversare l’Italia a tariffe agevolate, con il viaggio di ritorno verso il capoluogo piemontese previsto per martedì 7 aprile. Anche questa volta l’esperienza a bordo non sarà soltanto funzionale allo spostamento, perché il tragitto diventerà uno spazio di intrattenimento culturale e gastronomico. Tra masterclass e performance artistiche curate da ambassador siciliani, il viaggio si trasforma anche in un’occasione per conoscere nuove persone.
Il Sicilia Express per Pasqua 2026
Il Sicilia Express torna per garantire il diritto alla mobilità, offrendo un’alternativa al fenomeno del caro voli che condiziona soprattutto le partenze durante le festività. Per farlo, mette a disposizione dei passeggeri tariffe agevolate e posti aggiuntivi rispetto alla normale programmazione ferroviaria.
L’estetica del convoglio gioca un ruolo centrale nel racconto del viaggio: per il secondo anno consecutivo, la creatività di Alessandro Enriquez trasforma il treno in un manifesto visivo. La grafica inedita celebra l’energia del Mediterraneo, trasformando i vagoni in un simbolo del ritorno alle proprie radici.
Oltre al valore funzionale, infatti, il Sicilia Express si propone come una sorta di festa itinerante. Durante il tragitto, i viaggiatori possono partecipare a momenti di convivialità, tra esperienze culturali e degustazioni di prodotti tipici della tradizione siciliana.
Per quanto riguarda il comfort, invece, sono previste due tipologie principali di sistemazione: la carrozza cuccette, ideale per chi viaggia in notturna, con cabine da 6 letti, e il posto a sedere in scompartimenti da 6 posti.
Le tappe del Sicilia Express per le vacanze di Pasqua
Il Sicilia Express unisce le principali città del Nord e del Centro Italia alla Sicilia. Il viaggio di andata parte giovedì 2 aprile da Torino Porta Nuova alle 11:50, per poi toccare altri grandi nodi ferroviari.
Dopo la partenza da Torino, il treno ferma a Milano Lambrate (14:21), per poi scendere verso l’Emilia con tappe a Parma (15:38), Modena (16:03) e Bologna Centrale (16:31). La discesa prosegue via Firenze S.M. Novella (18:19) e Roma Tiburtina (22:44), fino a raggiungere Salerno (02:04).
Una volta arrivato sull’isola, il treno si divide in due sezioni per servire contemporaneamente i due versanti dell’isola:
Sezione Palermo: fermate a Messina, Milazzo, Capo d’Orlando, S. Stefano di C., Cefalù, Termini Imerese, Bagheria, Palermo;
Il viaggio verso Torino è previsto per martedì 7 aprile. Gli orari di partenza dai due capolinea siciliani sono studiati per permettere il ricongiungimento dei vagoni a Messina e la risalita notturna. Da Palermo si parte alle 12:45 e da Siracusa alle 13:55.
I biglietti
I biglietti per il Sicilia Express sono già disponibili per l’acquisto. La prenotazione può essere effettuata online attraverso il sito ufficiale di FS Treni Turistici Italiani oppure tramite tutti i canali di vendita convenzionali di Trenitalia, inclusi l’app ufficiale, le biglietterie di stazione, i distributori self-service e le agenzie di viaggio.
I prezzi sono da Torino e Milano 29,90 euro, da Parma e Firenze 27,90 euro e da Roma e Salerno 24,90 euro.
Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, come ogni anno, torna la magica tradizione di Santa Lucia, che in alcune zone d’Italia porta proprio come Babbo Natale i doni ai bambini “buoni”. Una ricorrenza imperdibile e molto sentita, celebrata secondo tradizioni diverse lungo lo Stivale.
Vissuta tra III e IV secolo, Santa Lucia è la protettrice della vista e il simbolo della luce che vince il buio. Nel tempo la sua figura è diventata protagonista di tradizioni amatissime dai bambini, soprattutto nel Nord Italia, dove la notte dei doni è un rito attesissimo. Dalle province di Bergamo e Brescia a Trento, dalla sua città natale Siracusa fino alla Sardegna, la devozione per Santa Lucia unisce territori diversi con storie, usanze, tradizioni culturali e tanta meraviglia.
Santa Lucia a Brescia
A Brescia (insieme a Bergamo) Santa Lucia è la tradizione natalizia più amata. Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, la Santa arriva con il suo asinello portando dolci e piccoli doni ai bambini buoni… e un po’ di carbone a chi è stato monello. In molte zone del bresciano si lascia sull’uscio latte, fieno e biscotti: un ringraziamento per il lungo viaggio notturno della Santa.
La mattina successiva è pura magia: i bimbi trovano sotto l’albero proprio i regali che avevano chiesto nella loro letterina a Santa Lucia, una sorta di Babbo Natale “al femminile” tutta locale.
Nei giorni che precedono la notte più attesa, molti borghi si animano con la misteriosa Santa Lucia itinerante, che passa con il suo carretto, suona la campanella e distribuisce caramelle ai bambini accorsi in strada. Non mancano poi gli eventi in tutta la provincia: a Brescia il Museo di Santa Giulia propone laboratori per famiglie (12 dicembre, ore 16:30), mentre nei diversi paesi si susseguono spettacoli, cortei e momenti di festa. A Rodengo Saiano, in Franciacorta, ad esempio, i bambini consegnano la letterina tra zucchero filato e bevande calde, mentre sul lago di Garda, a Desenzano, la magia continua con teatro, merenda e corteo.
Santa Lucia a Bergamo
Anche a Bergamo, quella tra il 12 e il 13 dicembre, è sempre la notte più attesa dai bambini: Santa Lucia, riempie la città e la provincia di appuntamenti pensati per famiglie, tra emozioni, storie e tradizioni che si tramandano da generazioni. Quest’anno, fino al 14 dicembre, la Santa “viaggia” attraverso quattro percorsi tematici – tra musei, teatro, cinema e città – trasformando quartieri e spazi culturali in luoghi dove scoprire la natura, l’arte, la scienza e la narrazione attraverso laboratori creativi, spettacoli, letture e proiezioni.
Tappa fissa anche nella chiesetta di via XX Settembre dove, dopo aver consegnato la letterina alla santa più amata dai bambini, molti approfittano per una passeggiata sul Sentierone, il cuore pulsante di Bergamo Bassa dove negli stessi giorni ci sono le ormai celebri bancarelle di Santa Lucia.
IPALetterine lasciate dai bambini a Santa Lucia a Bergamo
Sempre in città, il cuore pulsante della festa è il suggestivo Luna Park delle Meraviglie, allestito nel Monastero del Carmine: un percorso immersivo che invita piccoli e grandi a riscoprire stupore e immaginazione.
Ma la festa corre anche in tutta la bergamasca. Venerdì 12 dicembre, sul sagrato della Chiesa Parrocchiale di Presezzo, una speciale lettura dedicata a una giovane ballerina farà da preludio all’arrivo di Santa Lucia, che distribuirà dolci, caramelle e bevande calde a bambini e famiglie. Anche lo splendido borgo di Lovere (affacciato sul lago d’Iseo) dedica un pomeriggio speciale ai bambini, che devono aiutare l’asinello a tornare da Santa Lucia all’Oratorio (alle ore 17:30). Anche in questo caso, potrete trovare appuntamenti per tutta la famiglia in moltissimi borghi della provincia bergamasca.
Anche a Trento Santa Lucia è molto sentita, amata persino più di Babbo Natale. La notte del 12 dicembre, la santa dal volto velato (simbolo di cecità) passa nelle case dei bambini accompagnata dal suo inseparabile asinello, portando dolci e piccoli doni.
La tradizione più attesa? Le “strozegade”: cortei rumorosi in cui i bambini trascinano per le strade barattoli e lattine legati a un filo, chiamando a gran voce la Santa. Mentre i piccoli ricevono dolcetti e il classico pane a forma di asinello, gli adulti si scaldano con tè fumante o vin brulè. Prima di dormire, ogni bambino lascia un piattino con sale, farina gialla e carota per l’asinello e latte e biscotti per Santa Lucia. Un gesto semplice che conserva tutta la magia dell’attesa.
Nei giorni in cui si celebra la santa, inoltre, Trento si accende di magia: dalla Fiera di Santa Lucia, con oltre 350 bancarelle nel weekend del 13 e 14 dicembre per le vie del centro storico, passando per il parco divertimenti con giostre e attrazioni in piazzale Sanseverino, attivo fino al 6 gennaio, con iniziative rivolte ai bambini e alle famiglie, fino ai giochi tradizionali e i punti ristoro di piazza Fiera.
Santa Lucia a Siracusa
Anche in Sicilia Santa Lucia è molto sentita e in particolare è Siracusa a celebrarla in grande come patrona della città. “Fidem Servavi” è il filo conduttore della Festa di Santa Lucia 2025, che in città torna a sorprendere con uno dei momenti più attesi dell’anno. Le celebrazioni, iniziate il 29 novembre con la tredicina, hanno il 12 dicembre come giorno della tradizionale traslazione, mentre il 13 dicembre, alle 10.30, la solenne celebrazione eucaristica sarà presieduta dal cardinale Baldassare Reina.
In città si respira un’atmosfera vibrante: luminarie, mercatini, musica e iniziative culturali animano il centro storico, insieme ad attività dedicate anche ai più piccoli. Una festa che unisce fede, tradizione e partecipazione popolare, diventando ogni anno un’occasione per riscoprire le radici siracusane e condividere la magia della Santa della luce.
iStockPiazza Duomo a Siracusa nel periodo natalizio
Le Notti di Santa Lucia a Nurachi (Sardegna)
Sono tre giorni di fuoco, tradizioni e magia, quelle che animano il borgo di Nurachi (provincia di Oristano): dal 12 al 14 dicembre, le Notti di Santa Lucia accendono una festa che trasforma il paese in un mix irresistibile di tradizioni antiche, street food, arte e spettacoli di fuoco. Il grande falò è il cuore degli eventi: un rito che affonda nei secoli e che oggi vive grazie ai ragazzi del paese, protagonisti di un passaggio simbolico ricco di storia e significato.
Ufficio StampaLe Notti di Santa Lucia a Nurachi (Sardegna)
Tra laboratori di ceramica aperti a tutti, mostre d’autore dedicate alla sartoria sarda, musica, balli tradizionali, cantine in festa e giochi in legno per grandi e bambini, il borgo si anima come un vero palcoscenico a cielo aperto. E ogni sera, tra profumi di castagne, vini del territorio e spettacoli di luce, Nurachi si trasforma in un luogo sospeso nel tempo, perfetto da vivere in famiglia o con gli amici.
Se pensi che il futuro del trasporto aereo passi solo dai grandi hub, preparati a ricrederti: in Italia, a fare scintille sono soprattutto i piccoli scali. La loro importanza per il turismo locale è cruciale – basti pensare al recente “caso Montalbano”, le cui location starebbero perdendo visitatori e soldi proprio a causa delle difficoltà dell’aeroporto di Siracusa – ma quando funzionano bene possono trasformare intere destinazioni.
E i numeri lo confermano. Nel primo semestre del 2025, il traffico passeggeri negli aeroporti europei è cresciuto del +4,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, superando addirittura del +5,1% i livelli pre-Covid del 2019. Ma la vera sorpresa? I protagonisti di questa corsa non sono gli aeroporti da decine di milioni di passeggeri, bensì quelli che, a malapena, ne gestiscono un milione all’anno. Tutti questi dati sono riportati da Aci Europe che ha di recente pubblicato un’analisi completa sul trend
Gli scali più piccoli vincono
Gli scali sotto il milione di passeggeri, gli small secondo la classificazione internazionale, hanno registrato un incremento medio del +5,2% in Europa. Un ritmo che surclassa quello dei giganti oltre i 40 milioni di passeggeri, fermi a un +2,4%. E in Italia, i piccoli e medi aeroporti stanno vivendo una vera e propria primavera con Trieste, Genova e Bari che segnano un aumento importante dal 15 al 31,8%.
iStockIl piccolo aeroporto di Trieste registra un boom nel 2025
Ma cosa c’è dietro questo balzo? Innanzitutto, il boom delle rotte low cost e l’esplosione della domanda leisure e VFR (visiting friends and relatives), cioè chi vola per raggiungere amici e parenti. I viaggiatori cercano comodità e prezzi competitivi, e i piccoli aeroporti spesso offrono entrambe le cose: meno code, parcheggi più vicini e tariffe più allettanti.
Chi nell’anno utilizza spesso gli aeroporti sa bene che i grandi hub presentano spesso file infinite ai controlli, attese lunghe per i bagagli e coincidenze da raggiungere di corsa. Nei piccoli scali, invece, i procedimenti sono più veloci e per questo molte compagnie aeree investono trovando un’opportunità dal punto di vista economico e di servizi.
Gli aeroporti italiani in classifica
In Italia, i numeri parlano chiaro: Trieste +31,8%, Genova +18% e Bari +15,7% sono in vetta alla classifica delle crescite più impressionanti tra i piccoli e medi scali. Questi aeroporti stanno beneficiando di una combinazione vincente: nuove rotte low cost, aumento dei viaggi leisure e VFR (visiting friends and relatives), oltre a un’esperienza di viaggio più snella rispetto ai grandi hub. L’Italia nel complesso segna un +5,7% nel semestre, posizionandosi tra i mercati leader in Europa insieme alla Spagna (+4,5%). Un risultato che supera nettamente Francia (+3,6%), Germania (+2,3%) e Regno Unito (+2,3%).
I piccoli aeroporti possono influenzare le rotte turistiche; è di questi giorni la notizia che la location di Montalbano stia registrando un danno da 100 milioni a causa del flop dell’aeroporto di Siracusa che viene servito da pochissime tratte.
Altri piccoli scali europei in classifica
Il boom non è solo italiano. In tutta Europa, i piccoli scali (sotto il milione di passeggeri) hanno messo a segno un +5,2% medio, distaccando nettamente i grandi hub oltre i 40 milioni di passeggeri, fermi al +2,4%. Tra i campioni del semestre spiccano l’aeroporto di Bucharest BBU, che a giugno ha registrato un incredibile +403,4% rispetto allo stesso mese del 2024, e i successi di Wroclaw (+15,6%) e Girona (+17,1%). Geograficamente, è il Sud-Est Europa a trainare la crescita, con performance record in Slovacchia (+19,2%), Polonia (+14,9%), Ungheria (+14,2%), Malta (+11,7%) e Cipro (+10,8%). Al contrario, il Nord-Ovest segna passi più lenti, con risultati deboli in Estonia, Islanda e Lussemburgo, e addirittura un calo in Svezia (-0,9%).
I piccoli scali italiani ed europei devono investire e continuare a credere nel progetto offrendo ottimi servizi ed infrastrutture, puntando anche sulla digitalizzazione e sostenibilità per continuare a registrare una curva positiva.
La spiaggia di Calamosche, situata tra Noto e Marzamemi nella Riserva Naturale di Vendicari, è una delle perle più amate della Sicilia sud-orientale. Questo paradiso siciliano è anche chiamato “Funni Musca” dai locali.
La spiaggia di Calamosche, lunga circa 200 metri, è famosa per le sue acque cristalline, la sabbia dorata e la cornice naturale incontaminata.
Il quotidiano inglese The Guardian l’ha inserita tra le spiagge più belle d’Europa, descrivendola come un luogo “selvaggio” ma facilmente accessibile, ideale per una vacanza in Sicilia. Nel 2005 è stata anche insignita del titolo “Spiaggia più bella d’Italia” dalla Guida Blu di Legambiente.
La spiaggia di Calamosche, inoltre, per la sua bellezza, viene anche scelta per spot pubblicitari. Tra i più popolari quello del 2008 girato per una nota compagnia telefonica, con protagonisti Aldo, Giovanni e Giacomo.
Dove si trova e come raggiungere la spiaggia di Calamosche
La spiaggia di Calamosche si trova all’interno della Riserva Naturale di Vendicari, tra le città di Noto e Marzamemi, in provincia di Siracusa. L’accesso diretto a questa spiaggia avviene tramite un ingresso – all’interno della riserva – a questa dedicato.
Il modo più semplice per raggiungerla è utilizzando un mezzo proprio. Dalla strada provinciale 19 (SP19) Pachino-Noto, si seguono le indicazioni per “spiaggia Calamosche”. Dopo aver parcheggiato l’auto al parcheggio attrezzato, ci si incammina lungo un sentiero per circa 1,2 km immerso nella macchia mediterranea e privo di zone d’ombra. Per arrivare alla caletta ci si impiegano circa 20-25 minuti di camminata.
La spiaggia di Calamosche è raggiungibile anche a piedi percorrendo uno dei sentieri escursionistici della Riserva Naturale di Vendicari:
itinerario arancio, lungo 4,38 km, che parte dall’ingresso principale della riserva e passando dalle capanne di birdwatching, dalla Tonnara di Vendicari e dalla Torre Sveva giunge a Calamosche,
itinerario blu, di circa 5,60 km, che partendo dall’ingresso della spiaggia di Eloro, dopo aver attraversato gli scavi archeologici e la spiaggia Marianelli, ha sempre Calamosche come meta finale.
Le caratteristiche della spiaggia
Calamosche è una caletta sabbiosa di circa 200 metri, racchiusa tra due promontori rocciosi che la proteggono dalle correnti e garantiscono un mare calmo e trasparente. Il fondale, inizialmente basso, è ideale per famiglie con bambini. Più avanti, verso le scogliere, il fondale si trasforma poi in un paradiso per gli amanti dello snorkeling: grotte, cavità e anfratti custodiscono una molteplice fauna marina.
La spiaggia è priva di stabilimenti balneari, bar o punti di ristoro, quindi si consiglia di portare con sé acqua e cibo per trascorrere una giornata al mare.
Fonte: iStockVista sulla spiaggia di Calamosche, Oasi di Vendicari in Sicilia
Essendo parte di una riserva naturale, è vietato l’accesso agli animali e non si possono utilizzare giochi da spiaggia che possano disturbare la tranquillità del luogo o danneggiare l’ambiente circostante.
Modalità di accesso alla spiaggia e consigli
Per preservare l’ambiente naturale della riserva, l’accesso alla spiaggia di Calamosche è regolamentato.
È infatti previsto un biglietto d’ingresso di 3,50 € a persona, con tariffe agevolate per famiglie, per studenti e altre categorie. Si può accedere alla spiaggia durante tutto l’anno dalle 7 alle 19.30. Ma prima di partire si consiglia sempre di consultare il sito ufficiale della riserva per avere aggiornamenti in tempo reale su possibili chiusure temporanee in caso di eventi eccezionali.
Attualmente, non è necessaria la prenotazione anticipata, ma durante l’alta stagione è molto consigliabile arrivare presto al mattino, in quanto la spiaggia, essendo di piccole dimensioni, può riempirsi velocemente.
Per trascorrere una giornata piacevole alla spiaggia di Calamosche in Sicilia è consigliato:
indossare scarpe comode,
portare cappello, ombrellone e crema solare per proteggersi dal sole,
mettere nello zaino una buona scorta d’acqua e il pranzo,
partire muniti di una bustina per raccogliere i propri rifiuti, nel rispetto dell’ambiente.
La spiaggia di Calamosche è senza dubbio una delle più belle della Sicilia.
In occasione dell’apertura del Festival delle Tragedie Greche, sbarca a Siracusa un’esperienza culinaria unica nel suo genere, ricercata e prestigiosa, proposta dallo chef di alta cucina Yannick Alléno, capace di unire l’eleganza della gastronomia francese ai sapori autentici e decisi della tradizione italiana.
Situata nella Sicilia sud-orientale, affacciata sul Mar Ionio, Siracusa richiama a un viaggio nel tempo tra le meraviglie dell’Antica Grecia e del mondo romano. Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, questa città costiera rappresenta un crocevia di civiltà e culture. Le sue strade, i monumenti e le tradizioni raccontano una storia millenaria che continua a vivere, anche grazie a eventi di grande rilievo, culturali e non solo.
Cultura classica e alta cucina: l’offerta pluristellata di chef Yannick Alléno
Il 10 e 11 maggio è un viaggio nel viaggio quello riservato a soli 50 ospiti selezionati, e un’opportunità unica per celebrare il 20° anniversario dell’inserimento di Siracusa nella lista dei siti UNESCO. Il pacchetto VIP include tre momenti esclusivi, servizi di lusso e una cena gourmet eccezionale firmata dallo chef di alta cucina Yannick Alléno, detentore di 17 stelle Michelin, lo chef più decorato al mondo. Per prenotazioni cliccare qui.
Il pacchetto completo: tesori antichi e sapori contemporanei
Un soggiorno pensato per chi desidera vivere Siracusa in modo privilegiato ma autentico. All’arrivo, gli ospiti hanno l’opportunità di partecipare alle celebrazioni ufficiali per il ventesimo anniversario dell’inserimento della città tra i Patrimoni Mondiali dell’UNESCO. Un’occasione unica per scoprire alcuni dei luoghi simbolo della storia e dell’identità siracusana.
Il percorso prosegue sull’Isola di Ortigia, con una visita privata a Palazzo Borgia del Casale, storica dimora della famiglia Borgia. Qui, tra saloni affrescati e atmosfere d’epoca, prende vita un’esperienza gastronomica irripetibile firmata da uno dei nomi più autorevoli della cucina mondiale.
Lo chef Yannick Alléno guida una cena esclusiva in cui l’eleganza della gastronomia francese incontra i sapori decisi della tradizione italiana. Ogni piatto è concepito come un dialogo tra tecniche d’avanguardia e ingredienti mediterranei, in un equilibrio raffinato e sorprendente. A completare il percorso, una selezione di vini pregiati scelti per esaltare ogni portata. Una leggenda vivente della cucina internazionale in una cornice storica d’eccezione.
Il soggiorno include anche un pernottamento in hotel 5 stelle con prima colazione e tutti i trasferimenti organizzati. Un’esperienza curata nei minimi dettagli, tra archeologia, arte e alta cucina.
Parole dello chef: tradizione e identità a tavola
Nato nel 1968, con 19 ristoranti in tutto il mondod – da Londra a Dubai, da Montecarlo a Osaka- e un totale di 17 Stelle Michelin, chef Yannick Alléno è noto per valorizzare l’identità di un territorio attraverso ingredienti locali e stagionali, portando uno stile culinario estremamente personale e creativo.
Fonte: @SimonDetrazYannick Alléno, detentore di 17 Stelle Michelin, lo chef più decorato al mondo
Questa esperienza coincide con un grande evento culturale e una celebrazione UNESCO. Vede un parallelo tra alta cucina e patrimonio culturale? E come interpreta il concetto di “eredità” nel suo lavoro?
Sì, assolutamente. L’alta cucina e il patrimonio culturale riguardano entrambi la trasmissione di conoscenze, emozioni, memoria. Quando creo un menu, penso a ciò che comunica non solo nel presente, ma anche all’artigianalità, alla visione, al pensiero che ci stanno dietro. L’eredità, per me, non è statica, è attiva. Si tratta di prendere qualcosa che si è ereditato e portarlo avanti con intenzione.
Con tante esperienze globali alle spalle, luoghi specifici influenzano mai il suo istinto creativo – anche in modo sottile – oppure il suo processo è più isolato dalla geografia?
Direi che il mio processo creativo è radicato nella precisione e nell’identità è il mio linguaggio personale. Detto ciò, quando si entra in un nuovo ambiente, soprattutto uno con così tanta storia come Siracusa, avviene una sorta di dialogo. Non è letterale, non si tratta di usare un’erba locale o un olio d’oliva, ma c’è una sensazione, una vibrazione, che può influenzare il ritmo o l’atmosfera di ciò che creo.
Gran parte del suo lavoro sfida l’idea di cucina “locale” o “autentica”. Nel 2025, cosa significa per lei autenticità?
Autenticità è una parola molto carica. Spesso viene confusa con la nostalgia. Per me, l’autenticità significa essere intellettualmente onesti. Se vengo in Sicilia e provo a “imitare” la cucina siciliana, non sarebbe autentico. Ciò che è autentico è portare il mio punto di vista, le mie tecniche, i miei sapori, la mia logica, in qualsiasi contesto.
La cucina siciliana riflette secoli di influenze stratificate, incluso un periodo di dominazione normanna (e francese). Nota mai queste eco nei suoi viaggi, e la incuriosiscono? E quale impressione o quale sapore spera di lasciare personalmente in questa terra?
Sì, la Sicilia è affascinante per questo motivo. Si sente la complessità nell’architettura, nelle strade e sì, nel cibo. Ci sono momenti in cui qualcosa sembra quasi familiare, come se fosse passato per la Francia prima di diventare siciliano. Quel tipo di stratificazione culturale è bellissimo. Ciò che spero di lasciare qui è un senso di sorpresa, un sapore che non appartiene a nessun luogo preciso, ma che le persone ricordano perché ha fatto provare loro qualcosa di nuovo.
Il Festival delle Tragedie Greche a Siracusa: il fascino del teatro antico sotto le stelle
Ogni primavera, il Teatro Greco di Siracusa si anima di parole antiche e gesti senza tempo. È qui, tra le gradinate scolpite nella pietra e lo sfondo del cielo che sfuma verso il mare, che prende vita il Festival delle Tragedie Greche, uno degli appuntamenti culturali più suggestivi del Mediterraneo. Nato nel 1914 e giunto alla sua sessantesima edizione, il festival rappresenta non solo un omaggio alla grande drammaturgia classica, ma anche un’occasione per restituire senso e presenza al patrimonio archeologico di Siracusa.
Le opere di Eschilo, Sofocle ed Euripide vengono rappresentate nel luogo per cui furono pensate, riportando in scena emozioni universali e interrogativi ancora attuali. Lo spettacolo non è solo nella parola, ma anche nello spazio: la luce del tramonto apre le rappresentazioni, e poi lentamente la notte e le stelle calano sul pubblico e sulla scena.
Lancio della 60ª edizione del festival: cosa sapere
Dal 9 maggio al 6 luglio 2025, il Teatro Greco di Siracusa ospita la 60ª stagione delle rappresentazioni classiche promossa dalla Fondazione INDA. Un’edizione che conferma la linea di alta qualità artistica seguita negli ultimi anni, con il ritorno di Robert Carsen, l’esordio nella regia di classici di Roberto Andò e Serena Sinigaglia, la nuova creazione originale firmata da Giuliano Peparini, e un cast che comprende, tra gli altri, Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Lella Costa e Giuseppe Sartori.
Il programma si articola in quattro spettacoli: Elettradi Sofocle (9 maggio – 6 giugno), Edipo a Colono di Sofocle (10 maggio – 28 giugno), Lisistratadi Aristofane (13 – 27 giugno) e L’Iliade, spettacolo di chiusura con musica, danza e poesia (4 – 6 luglio). Le rappresentazioni sono accompagnate da traduzione simultanea in inglese, francese e spagnolo, per un pubblico sempre più internazionale.
I biglietti sono disponibili online sul sito ufficiale della Fondazione INDA e presso il botteghino del Teatro Greco. I prezzi variano da 35 a 70 euro a seconda del settore e della data, con riduzioni previste per under 25, over 65 e residenti a Siracusa. Disponibili anche formule di abbonamento per tre o quattro spettacoli, con sconti dedicati.
Il Teatro Greco si raggiunge facilmente dal centro storico di Siracusa, con possibilità di parcheggio nei pressi dell’ingresso. Chi arriva da fuori può contare su collegamenti ferroviari diretti con Catania e Messina, e sull’aeroporto di Catania-Fontanarossa, distante circa un’ora in auto.
Martedì 24 settembre, a 500 giorni giusti dall’avvio delle Olimpiadi invernali 2026 di Milano-Cortina, le Regioni Lombardia e Veneto si sono incontrate e hanno condiviso le loro eccellenze agroalimentari nell’ambito del G7 Agricoltura ‘Divinazione Expo 24 – Agricoltura e Pesca’.
Un appuntamento svoltosi nel padiglione Tasting Northern Italy, nel corso di un evento che ha visto protagonisti i Consorzi di tutela dei prodotti di Valtellina DOP e IGP, oltre al Consorzio Grana Padano. Presenti l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, e l’assessore all’Agricoltura del Veneto, Federico Caner.
G7 Agricoltura, Lombardia e Veneto verso Olimpiadi invernali con loro prodotti
“All’interno dell’evento internazionale rappresentato dal G7 Agricoltura – ha detto l’assessore Beduschi – abbiamo offerto a tutti i visitatori una panoramica di quello che sarà l’anno olimpico. Con un connubio importante con i nostri prestigiosi prodotti della Lombardia e del Veneto unendo anche a livello agroalimentare le due Regioni partner nei Giochi invernali”. “Abbiamo fatto degustare – ha rimarcato l’assessore – i prodotti lombardi, e quelli veneti, ai tanti che si sono affollati nel nostro stand. Dando quindi loro appuntamento alle Olimpiadi 2026 che, per tutti noi, saranno occasione per mettere in vetrina la nostra fortuna. Mi riferisco alla nostra agricoltura di altissimo livello che produce interesse. Come dimostrato dai tanti visitatori venuti a degustare i prodotti lombardi in accoppiata con quelli del vicino Veneto”.
Interesse e gradimento crescenti
“Si è potuto notare anche qui a Ortigia – ha continuato l’assessore – un interesse sempre maggiore e un gradimento crescente per i prodotti lombardi”.
Olimpiadi vetrina unica e speciale
“Le Olimpiadi – ha concluso Beduschi – sono quindi un’occasione per tutti, anche per i piccoli produttori. Una straordinaria possibilità per farsi vedere e valere in un momento unico e una vetrina speciale”.
Tavola rotonda per l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, nell’ambito della partecipazione istituzionale, a Ortigia di Siracusa, al G7 Agricoltura ‘Divinazione Expo 24 – Agricoltura e Pesca’.
Al G7 Agricoltura di Siracusa Lombardia protagonista
Nel teatro di Siracusa, l’assessore Beduschi si è messo in dialogo con i colleghi delle altre Regioni sul tema ‘Confronto sul futuro dell’agricoltura e della pesca con le istituzioni italiane ed europee’. Presenti il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, e parlamentari europei.
Regione leader nell’innovazione
“La Lombardia – ha detto l’assessore Beduschi – è una regione leader nell’innovazione legata all’agricoltura. Voglio ricordare l’avvio del primo campo, in provincia di Pavia, del primo campo di riso TEA (Tecniche ad evoluzione assistita), ma anche i tanti primati, che sarebbe lungo elencare, sui fronti della zootecnia, del biometano e del biogas“. “Per questo motivo – ha continuato – come Regione Lombardia, alla nuova Commissione europea chiediamo di riallineare il rapporto tra scienza e politica. E che ciò avvenga consentendo quindi di sfruttare le innovazioni per portare sulle tavole dei lombardi e degli italiani cibo di qualità. E sempre più garantito”.
Basta a vincoli e paletti ideologici
“Ricordo che, purtroppo, negli ultimi anni – ha sottolineato Beduschi – non sempre si sono utilizzate le innovazioni per l’agricoltura. Ciò per aver seguito concetti filosofici e ideologici di un ambientalismo che ha, sbagliando, mal guardato al mondo del settore primario. E ponendo, quindi, tutta una serie di vincoli e paletti che ne hanno condizionato lo sviluppo. Anche in una terra che primeggia in innovazione e sostenibilità ambientale come la Lombardia”.
Primi in Europa con le TEA
“Grazie al ministro Lollobrigida e al senatore Luca De Carlo – ha ricordato l’assessore – la Lombardia ha, però, potuto essere la prima in Europa ad avviare una coltura, di riso, con le TEA, a Mezzana Bigli, in provincia di Pavia”.
Risposta concreta
“Stiamo cercando di dare quindi una risposta concreta – ha proseguito l’assessore Beduschi – alla necessità di ridurre l’uso di fitofarmaci nelle coltivazioni a garanzia della produzione e dei consumatori”.
Transizione energetica e sostenibilità
Non ha dimenticato, Beduschi, di parlare di transizione energetica e di sostenibilità. “Per affrontare correttamente questi temi e percorsi per promuoverli e sostenerli – ha affermato Beduschi – occorre mettere in campo meccanismi confacenti alla nostra zootecnia. Magari liberandoci da vincoli e preconcetti, tradotti, in questi anni, anche in direttive europee, che condizionano lo sviluppo e l’applicazione di innovazioni che andrebbero a favore dell’ambiente, della qualità dei prodotti e, quindi, a beneficio dei cittadini lombardi, italiani, e, perché no, del mondo”.
Biogas e biometano, aiuti da Europa
E, infine, parlando di biogas e biometano, l’assessore Beduschi ha auspicato “un sostegno europeo alle ricerche in atto in Lombardia e in Italia da parte dell’Europa”.
Unione europea sostenga il suo settore primario
“La Regione Lombardia – ha concluso il suo intervento a Siracusa l’assessore Alessandro Beduschi – vuole applicare tutto il suo potenziale in agricoltura e in innovazione. E auspica quindi che l’Europa l’accompagni nel percorso garantendo la crescita del settore primario e la qualità per i consumatori. Con cibo sempre più sicuro e con il giusto guadagno per chi opera nei diversi comparti dell’agricoltura lombarda. Che è ricca di prodotti eccellenti e di operatori appassionati”.
L’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, comunica che il mondo enogastronomico sarà presente con le eccellenze lombarde protagoniste a Siracusa, a Ortigia, dal 21 al 29 settembre per l’Expo dell’agricoltura e della pesca – Divinazione Expo 24 – organizzato nell’ambito del G7.
Occasione per le eccellenze agroalimentari
“Un’occasione unica – afferma l’assessore Beduschi – per portare quindi le eccellenze agroalimentari lombarde sotto i riflettori di un pubblico internazionale. Rafforzando così la reputazione della nostra regione come leader nella qualità e nell’innovazione”.
Al G7 Agricoltura di Ortigia le eccellenze agroalimentari lombarde protagoniste
La Regione Lombardia, insieme a Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige, condividerà gli spazi di ‘Tasting northern Italy’, uno stand espositivo dedicato ai prodotti tipici dei rispettivi territori, all’interno del quale sarà infatti allestito un programma giornaliero di degustazioni curate dai consorzi lombardi. Ad animare la presenza a Ortigia saranno quindi vini, formaggi, olio extravergine, frutta e altri prodotti tipici della regione.
Lombardia sinonimo di qualità, tradizione ed eccellenza
“Lombardia – prosegue Beduschi – è infatti sinonimo di qualità, tradizione e eccellenza. La nostra partecipazione a questo evento non solo ci permette di valorizzare i nostri prodotti, ma di ribadire il ruolo centrale della nostra Dop Economy, che con oltre 2,5 miliardi di euro di valore e 75 prodotti a denominazione d’origine, è tra i settori più dinamici e in crescita nel Paese. Queste iniziative rappresentano un volàno per l’intera economia regionale, creando nuove opportunità di crescita e sviluppo”.
Vetrina per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026
Un aspetto di grande rilievo sarà la promozione dei Giochi Olimpici invernali del 2026 Milano-Cortina, che vedranno la Lombardia protagonista. “Le Olimpiadi – ha continuato l’assessore Beduschi – non sono solo un evento sportivo, ma anche un’opportunità unica per promuovere il nostro territorio, che vogliamo quindi mostrare al mondo in tutta la sua eccellenza”.
Collaborazioni tra prodotti e saperi locali
L’assessore ha inoltre sottolineato l’importanza di eventi come quello di Ortigia per rafforzare la rete di relazioni e collaborazioni tra produttori locali e internazionali, favorendo uno scambio di saperi e esperienze che arricchisce tutto il comparto agricolo e alimentare lombardo. “La nostra partecipazione – ha concluso Beduschi – dimostra infatti quanto la Lombardia creda nel valore dell’internazionalizzazione e nella capacità delle nostre imprese di competere sui mercati globali”.
Consorzi lombardi presenti al G7 di Ortigia
Franciacorta DOCG;
Grana Padano DOP;
Gorgonzola DOP;
Quartirolo lombardo DOP;
Taleggio DOP;
Salva Cremasco DOP;
Lugana DOC;
Valtènesi DOC;
Oltrepò pavese DOC;
Olio Extravergine di oliva Garda DOP;
Prodotti di Valtellina (Vini di Valtellina DOC, Bresaola della Valtellina IGP, Bitto DOP, Valtellina Casera DOP);
“Il Cineturismo è un’opportunità straordinaria per il comparto turistico in una pragmatica collaborazione reciproca con la cultura”.
Così Barbara Mazzali, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia che interverrà agli ‘Stati generali del cinema’, in calendario dal 12 al 14 aprile a Siracusa, nella splendida cornice del Castello di Maniace.
L’iniziativa, organizzata dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, vede la partecipazione di personalità delle istituzioni e rappresentanti della filiera del cinema e dell’audiovisivo italiano, con l’obiettivo di promuovere una riflessione su scenari e tendenze, esaltando l’indotto legato al turismo cinematografico.
Assessore Mazzali: turismo e cultura ‘anime gemelle’
“Cultura e turismo – spiega Mazzali – sono due ‘anime gemelle’ che percorrono insieme la stessa strada. L’unico nostro interesse è quello di portare benefici ai nostri territori. In Italia abbiamo consolidate realtà che hanno beneficiato di questa trasversalità. Restando in Sicilia, la Regione che ha organizzato gli ‘Stati Generali del Cinema’, a Modica e nel Ragusano, dove è stata girata la famosa serie Tv ‘Il Commissario Montalbano’, si è creato un vero e proprio fenomeno turistico. Sono arrivate persone da tutto il mondo, attratte dalle bellezze del territorio viste sullo schermo”.
In questo quadro, prosegue l’assessore, “la mia presenza a questo importante evento a Siracusa è di rilievo. Obiettivo approfondire tutte le opportunità che il mondo del cinema può svelare ai nostri territori. Inoltre, i rapporti che legano la Sicilia alla Lombardia sono ancor di più impreziositi dai recenti doni fatti alla nostra regione dall’ ‘artista delle luci’, siciliano di nascita, Domenico Pellegrino. Si tratta, precisa Mazzali, di “due opere di grande bellezza esposte proprio a Palazzo Lombardia”.
Uno scambio culturale Lombardia-Sicilia
E’ proprio il rapporto personale tra Mazzali e l’artista Pellegrino “ad avere, nel tempo, indirettamente sollecitato i contatti con la Giunta siciliana. I Rapporti si sono intensificati durantel’ultima Borsa Internazionale del Turismo (BIT)” sottolinea Mazzali. “La conoscenza dell’artista siciliano – racconta – è stata casuale e legata all’episodio della ‘barca sospesa’ collocata sul lago di Garda lo scorso anno da parte di un’importante azienda fornitrice di servizi energetici. L’installazione ci raccontava un’emergenza idrica non veritiera. E per questo, dopo una battaglia politica da me condotta personalmente, è stata rimossa. Per non consentire la distruzione dell’opera Domenico Pellegrino si è rivolto a me. Prontamente ho dato la disponibilità a trovare un luogo che potesse accogliere l’opera d’arte. Ma anche che salvasse la barca. Da questo episodio ho potuto apprezzare le qualità professionali e umane dell’artista. Qualità che si potranno apprezzare anche nella sua mostra ‘Iconic Women’ ospitata a Palazzo Lombardia per il FuoriSalone”.
Assessore Caruso: il cinema racconta in modo unico i territori
“Il cinema riesce a raccontare il territorio in un modo unico” afferma Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia. “Negli ultimi anni – continua – la possibilità di far conoscere le location di serie televisive o prodotti audiovisivi in generale ha portato ad ampliare la platea di turisti e visitatori. L’immagine che la ‘settima arte’ riesce ad offrire al grande pubblico è un viaggio alla scoperta di emozioni. Ma anche di identità che i singoli luoghi riescono ad offrire. Sicilia e Lombardia hanno infatti in comune tanta bellezza. Bellezza che ogni giorno ha bisogno di essere raccontata. Due regioni dall’immenso patrimonio storico, culturale e naturalistico che rendono unico il nostro Paese”.
Uno dei siti senza dubbio più sorprendenti della Sicilia è il Parco Archeologico Neapolis di Siracusa, che si sviluppa sul colle Temenite e che custodisce le testimonianze più significative della Siracusa greca e romana.
Simbolo dell’espansione della città all’epoca del tiranno Gelone, oggi Neapolis, oasi protetta, dona l’emozione di passeggiare in un contesto naturale straordinario, proprio laddove Eschilo, 2500 anni fa, portava in scena le sue opere immortali.
Cosa vedere al Parco Archeologico Neapolis di Siracusa
Il Parco Archeologico Neapolis consente di conoscere da vicino la storia millenaria di Siracusa e, autentico museo a cielo aperto, di ammirare tesori unici al mondo.
Scopriamo allora nel dettaglio le sue meraviglie.
L’Anfiteatro Romano
Il primo monumento che si incontra all’ingresso del Parco è l’Anfiteatro Romano, di probabile età augustea, il più grande dell’isola.
Tipicamente romano in una realtà d’impronta greca, presenta ben conservata la parte dell’arena dove si svolgevano le lotte dei gladiatori e una cavea ellittica su tre livelli con portico sovrastante. Al di sotto di essa, è ancora visibile il tunnel di servizio per gli accessi.
Al centro dell’arena, ecco una “misteriosa” vasca quadrangolare che, forse, serviva da supporto agli spettacoli.
L’Ara di Ierone II
Si tratta del più maestoso altare del mondo greco, realizzato dall’ultimo dei tiranni di Siracusa, Ierone II, e dedicato a Zeus Eleutherios, “liberatore”.
Vantava una lunghezza di quasi 200 metri e una larghezza di oltre 20: oggi, rimane la parte scavata nella roccia.
Sulla base della tradizione, le feste celebrative per ricordare la messa in fuga del tiranno Trasibulo esigevano il sacrificio di ben 450 animali.
I sacrifici avvenivano sul piano della mensa, cui si giungeva attraversando due rampe colorate.
Il Teatro Greco e un paesaggio che lascia senza fiato
Costruito su volere di Gelone dall’architetto Damokopos, chiamato Myrilla, è uno dei monumenti più famosi del Parco di Neapolis nonché uno dei teatri più ampi e importanti del Mondo Antico per cui Eschilo scrisse e mise in scena nel 476 a.C. l’opera “Le Etnee”.
Ricavato nella roccia del Temenite, il Teatro Greco (che poteva ospitare circa 12.000-14.000 spettatori) presenta una grande cavea con 67 ordini di gradini e lungo il corridoio conserva iscrizioni in greco che riportano il nome di Zeus Olimpio.
Sedersi sui gradini in pietra è pura emozione e riporta con la mente a quando Siracusa era centro della cultura teatrale, dalle commedie doriche al mimo.
Risalendo la collina, è poi il panorama a diventare protagonista e a incantare donando la vista, in un colpo solo, di tutta la baia di Siracusa. Alle spalle, invece, ecco il ninfeo, e svariate nicchie e grotte scavate nella roccia, utilizzate in epoca cristiana come tombe.
E, tra le antichità, si ha anche l’occasione di vedere un “moderno” mulino settecentesco.
La Latomìa del Paradiso e le sue bellezze
Dopo aver sceso una scalinata, ci si ritrova nella Latomìa del Paradiso, un favoloso “giardino lussureggiante” plasmato da cipressi, pini, ulivi, ficus, agrumi, palme da dattero e melograni, una dimensione idilliaca dove la natura incontra i resti archeologici in perfetta armonia.
I fianchi della vallata presentano grotte artificiali tra cui spicca la Grotta dei Cordari, dove venivano realizzate in maniera artigianale corde di ogni tipologia, e, soprattutto, l’Orecchio di Dioniso, grotta artificiale alta 23 metri dalla caratteristica forma “a esse”. L’eco al suo interno è a dir poco eccezionale tant’è che il tiranno Dioniso poteva così ascoltare dall’esterno le parole dei prigionieri lì detenuti.
Parco di Neapolis, informazioni pratiche
Il Parco di Neapolis è aperto tutti i giorni, dalle 8:30 alle 15:30, con orari che si prolungano fino alle 16.45 durante i giorni festivi. Per ogni eventuale modifica/variazione, è consigliabile consultare la sezione avvisi del sito.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 16,50 per gli adulti, 9,75 per i ragazzi dai 18 ai 25 anni mentre è gratuito per i minorenni.
Il Parco, in Via Paradiso 14 a Siracusa, mette a disposizione una vasta gamma di servizi tra cui:
audioguide;
visite guidate della durata di due ore circa da prenotare in anticipo;
Un appuntamento con il divertimento e la tradizione, ricco di spettacolo e di novità. Si tratta del Carnevale di Melilli, una manifestazione molto apprezzata che richiama tanto pubblico in questa cittadina siciliana che si trova nel territorio del libero consorzio comunale di Siracusa.
Un luogo che vanta un patrimonio artistico e paesaggistico di grande pregio, che spazia in epoche differenti e che, solo a guardarlo, racconta molto delle tradizioni e della cultura locale. Come la Pirrera di Sant’Antonio, un antico sito di estrazione della pietra calcarea, oppure come l’eleganza barocca del centro storico che stupisce con scorci unici su chiese, palazzi e viuzze acciottolate.
Ed è qui, in questa pietra preziosa incastonata tra i monti Iblei, che si svolge uno dei Carnevali più stupefacenti e particolari, definito il più stretto d’Italia, poiché i carri passano tra le vie del centro ed è una sfida artistica poter dare vita alla magia e allo stupore in uno spazio così ridotto.
Storia del Carnevale di Melilli
Non solo è tra gli eventi più particolari e affascinanti di tutta Italia, ma è anche un appuntamento con una lunga storia alle spalle, infatti, nel 2025 il Carnevale di Melilli raggiunge la sua 65esima edizione. Le radici di questa manifestazione vanno ricercate nel 1936 quando è stato realizzato il primo carro grazie all’opera del Comitato dei Sommergiari. Da quel momento, come si suol dire, il resto è storia.
Un’altra tappa importante è datata 2022 quando viene inserito nel libro delle Celebrazioni, Feste e Pratiche della Regione Siciliana: un riconoscimento che non solo celebra la sua importanza culturale, ma sancisce anche il valore della festa come patrimonio immateriale, testimoniato dalla Commissione Eredità Immateriali.
Un Carnevale che ha come cuore pulsante la sfilata dei carri allegorici e che si struttura in altri momenti di festa che richiamano non solo i cittadini ma anche numerosi visitatori. Il programma 2025, infatti, è ricco e punta ad accontentare tutti. L’amministrazione e l’assessorato allo sport, turismo e spettacolo hanno lavorato affinché l’edizione 2025 si potesse arricchire con numerose iniziative pensate per soddisfare i gusti di tutti: dai bambini agli adulti, dagli appassionati di cultura a quelli di musica e intrattenimento.
Date del Carnevale di Melilli 2025
Le date da segnare in agenda per poter prendere parte al Carnevale di Melilli 2025 sono quelle che vanno dal 27 febbraio per arrivare fino al 4 marzo, momenti durante i quali si terranno gli appuntamenti che promettono di divertire e intrattenere tutte le età.
Eventi festosi durante i quali la tradizione incontra il divertimento e l’arte di strada, dando vita a una festa che non è solo una celebrazione, ma un momento di unione per tutta la comunità. Residenti e visitatori saranno coinvolti in un’esperienza unica, che promette di arricchire ogni angolo del paese di colore, musica e allegria.
Il programma è pronto ed è molto articolato e tutto da scoprire.
Eventi 2025 del Carnevale di Melilli
Lo storico Carnevale di Melilli, definito come il più stretto d’Italia, è pronto a coinvolgere cittadini e visitatori di tutte le età con un programma 2025 ricco di eventi.
Ma come mai questa manifestazione è stata definita come la “più stretta d’Italia”? La risposta è semplice e al tempo stesso affascinate. Infatti, i carri allegorici passano per le vie del centro e quindi molto più limitate come spazi rispetto a un grande viale. Questo dettaglio non è trascurabile e impone ai carristi una vera e propria sfida ingegneristica. I carri allegorici devono essere progettati con una larghezza massima di circa 2,40 metri per poter attraversare le stradine del paese, ma una volta giunti in piazza San Sebastiano, si trasformano: grazie a strutture espandibili, possono raggiungere fino a 12 metri di larghezza e 15 di altezza, offrendo uno spettacolo imponente e suggestivo. Assolutamente da non perdere.
Così come non bisogna lasciarsi sfuggire l’occasione di raggiungere questa cittadina e assistere alle tante manifestazioni che arricchiscono il programma del Carnevale 2025, tra i più belli in Italia e in Europa.
Il fischio di inizio della manifestazione è previsto per giovedì 27 febbraio, quando alle 17 in piazza Carmine e in piazza San Sebastiano si tiene Re Carnevale, alle 22 poi spettacolo musicale Illusion e street food. Il 28 febbraio alle 18,30 in piazza San Sebastiano si svolge la Corrida degli Iblei, mentre alle 20 va in scena lo spettacolo comico di cabaret con Salvo La Rosa, Giuseppe Castiglia e Francesco Scimeni. Radio on air RSC – Radio Studio Centrale con Giovanni Nicastro e Alex Spagnuolo.
Fonte: Ufficio Stampa Fondazione Museo Pino Valenti da MelilliCarnevale Melilli 2025: il ricco programma
Le sfilate del Carnevale di Melilli si tengono in luoghi diversi. A partire dalla frazione di Villasmundo dove sabato 1° marzo alle 16 si svolge la sfilata dei gruppi in maschera delle scuole con i carri allegorici, poi in piazza Risorgimento animazione per bambini, RSO radio Sud Orientale e alle 23 dj set. Il 2 marzo, invece, dalle 10 bambini in maschera e dalle 16 sfilata dei gruppi in maschera con carri allegorici e party Salento video show live (presenta Ruggero Sardo) in piazza Risorgimento dalle 22 e alle 23 dj set.
A Melilli, invece, sabato 1° marzo alle 16 in piazza Umberto e piazza San Sebastiano sfilata dei gruppi in maschera, mentre alle 22 in piazza FM Italia radio on air con FM Italia. Domenica 2 la giornata inizia alle 10 con la sfilata dei bambini in maschera, alle 11 sfilata dei carri allegorici e alle 15 in piazza Carmine raduno dei carri e sfilata per le vie del centro. La giornata prosegue alle 20 con lo spettacolo musicale Italodue, alle 22 con Dargen D’Amico e Dj Comollo di Radio 105.
Sempre a Melilli si prosegue il 3 marzo in piazza Carmine e piazza San Sebastiano con la sfilata dei gruppi in maschera alle 17, mentre alle 22 show live Carnival con Lugi Zimmiti e alle 23 dj set. Il 4 marzo alle 11 uscita dei carri allegorici, alle 15 piazza Carmine diveta la location per il raduno dei carri allegorici e la sfilata conclusiva.
Alle 22 in piazza San Sebastiano Raffaella Fico e Carnival Brazilian Show, mentre alle 22,30 appuntamento con dj Fargetta.
Non sono previsti biglietti per prendere parte al Carnevale di Melilli 2025
Come raggiungere il Carnevale di Melilli
Melilli è facile da raggiungere. Questa suggestiva cittadina ricca di bellezze e tesori da scoprire si trova a pochissima distanza da Siracusa. La tratta si può percorrere in autobus, oppure in automobile. La distanza è piccola: le due location sono separate da 25 chilometri circa.
E visitare Melilli è un’ottima occasione per scoprire un luogo ricco di cultura e storia, di bellezze da conoscere e manifestazioni importante e che richiamano tantissimi visitatori, perché questa cittadina non è celebre solamente per il Carnevale più stretto d’Italia, ma anche per il suo Presepe Vivente che si svolge ogni anno settecentesco convento e orto dei Frati Minori Cappuccini, regalando un’atmosfera magica e un viaggio a ritroso nel tempo.
Siracusa è una bellissima città che si sviluppa sulla costa ionica della Sicilia e che si distingue per essere una località nota soprattutto per le sue rovine che risalgono a tempi molto antichi. Certo, sono tantissime e dal valore inestimabile, ma a svettare nei cieli di questa città è anche un’architettura militare le cui importanza e bellezza sono inestimabili: il Castello Maniace.
Cosa aspettarsi
Il Castello Maniace non è una struttura da prendere sottogamba: è uno dei più importanti monumenti del periodo svevo della città e anche uno dei più noti manieri federiciani.
Contando ben otto secoli di età, è una fortezza in pietra che si fa spazio nell’incantevole Isola di Ortigia e che è stata costruita con lo scopo di proteggere questa antica città siciliana. In principio era una residenza imperiale, mentre a partire dal XVI secolo è stata utilizzata anche come avamposto militare proteso nel Mediterraneo.
Ma non sono solo l’imponenza e la bellezza del Castello Maniace a colpire il visitatore che arriva a Siracusa. È anche la sua particolare storia che si intreccia con quella di due statue di ariete in bronzo.
Fonte: iStockL’imponenza del Castello Maniace
La storia delle statue di ariete in bronzo
La realizzazione di questo magnifico castello svevo risale al periodo tra il 1232 e il 1240 e, nel corso di tutti i secoli a venire, è stato teatro e sede di diversi eventi storici. Tra i più interessanti non possiamo non citare che proprio qui, nel 1300, Roberto d’Angiò e Federico d’Aragona firmarono una tregua.
Ma è ciò che è avvenuto nel 1448 che desta particolare interesse, perché collegato a due statue di arieti in bronzo di epoca greca.
Quando il Castello Maniace venne ultimato, ai lati del portale di ingresso vennero inseriti due arieti in bronzo. Una di queste statue è andata perduta, mentre l’altra è ancora oggi conservata presso il Museo Archeologico Salinas di Palermo. Delle riproduzioni sono presenti anche attualmente alle porte del maniero, ma sono le statue originali che hanno una storia che si plasma perfettamente con quella del castello.
Il re Alfonso il Magnanimo inviò a Siracusa il comandante Giovanni da Ventimiglia perché voleva tentare di calmare le rivolte organizzate da alcuni baroni siracusani. Durante la sua missione, il militare decise di organizzare un banchetto in cui invitò i nobili che riteneva i principali responsabili di questi disordini.
Tuttavia, non era di certo un appuntamento gentile: i signoroni vennero decapitati durante i pasti. Per il re questa azione di Giovanni da Ventimiglia fu da premiare perché simbolo di grande fedeltà. Fu così che il soldato ricevette in dono questi due arieti che però fece portare nel suo castello di Castelbuono, un bellissimo comune siciliano in provincia di Palermo.
Nel 1485, però, i Ventimiglia si ribellarono al re e per questo vennero esiliati. Gli arieti vennero quindi confiscati e sistemati a Palermo, prima a Palazzo Steri e poi al Castello a mare. Ma il viaggio degli arieti in bronzo non terminò lì perché, nel 1735, furono trasferiti a Napoli, per poi ritornare a Palermo dove vennero inseriti all’interno del Palazzo Reale.
Bisogna poi arrivare al 1848, anno in cui una cannonata distrusse una delle due statue che, conseguentemente, venne fusa. L’altra, che per fortuna subì solo alcuni danni, venne restaurata e donata al Real Museo Archeologico di Palermo (oggi Museo Archeologico Salinas) da re Vittorio Emanuele II.
La visita al Castello Maniace
Tutto inizia da uno spiazzo che, in un’epoca che oggi risulta molto lontana, fungeva da cortile. Subito dopo si incontra un ponte in muratura che è stato innalzato al posto di un ponte levatoio risalente all’epoca spagnola.
Si arriva poi al portale del magnifico Castello Maniace, che ammalia il visitatore perché fatto in marmo e perché pregno di meravigliosi decori. Alto circa 12 metri, si presenta a chi decide di varcarlo come una struttura massiccia.
Fonte: iStock - Ph: RimbalzinoL’interno del bellissimo Castello Maniace
Gli interni, dal canto loro, sono davvero emozionanti. Ne sono un esempio la sala ipostila e la sala delle colonne, così come le due piccole sale espositive, una che spiega l’evoluzione storica di questo maniero, e l’altra che mostra i ritrovamenti degli scavi archeologici e alcune riproduzioni dei due bellissimi arieti di bronzo.
Da non perdere, infine, è una passeggiata sulle mura della fortezza che permette di godere di una straordinaria veduta sul mare e sulla città di Siracusa.
Cos’altro vedere a Siracusa
Siracusa, con i suoi quasi 2800 anni suonati, è sede di tantissimi tesori da scoprire. Ci sono teatri greci, rovine romane, misteriose grotte, castelli normanni, chiese gotiche e bizantine e anche edifici modernissimi.
Oltre al Castello Maniace, da non perdere è il suo favoloso Duomo, ovvero la più importante architettura religiosa della città. Sorge nella parte più elevata dell’Isola di Ortigia, ed è la culla di una delle più belle facciate di tutta la Sicilia.
Estremamente interessante è anche Fonte Aretusa che è un’antica sorgente d’acqua dolce che dà vita a un piccolo laghetto semicircolare in cui crescono delle piante davvero particolari: quelle di papiro.
Poi ancora il suggestivo Palazzo Beneventano del Bosco che è persino uno dei più importanti esempi di architettura barocca in Sicilia.
Se volete vivere un po’ di romanticismo siciliano, invece, dovete concedervi una piacevole passeggiata presso il Lungomare Alfeo che accarezza la costa di Ortigia.
Gli amanti della storia antica devono assolutamente fare un salto presso il Parco Archeologico della Neapolis che si distingue per essere un sito di notevole importanza. Proprio qui, infatti, svettano alcuni dei monumenti più rilevanti della città.
Uno di questo è il Teatro Greco che è abilmente scolpito nella roccia del colle Temenite e dove sono ancora leggibili alcune iscrizioni in greco che possiedono al centro il nome di Zeus.
Straordinario è anche l’Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale alta 23 metri che offre un’acustica fenomenale: si narra che il tiranno Dionisio potesse ascoltare dall’esterno le parole dei prigionieri che ai suoi tempi erano rinchiusi in questa misteriosa caverna.
Infine – ma a dire il vero Siracusa ha molto altro da offrire – la Grotta dei Cordari, un’altra cava sotterranea che oggi è stata trasformata in un’attrazione turistica, in cui scoprire diversi ambienti e ammirare bellissime sculture realizzate dai maestri scalpellini che operavano all’epoca.