Le location di Una finestra vista lago, la serie Tv tratta dai romanzi di Adrea Vitali in arrivo in prima serata su Rai 1 dal 7 maggio 2026, riportano lo spettatore – non senza un pizzico di nostalgia – a quella che doveva essere la vita in provincia negli Anni Trenta, quando ogni evento, triste o felice che fosse, veniva vissuto in una dimensione collettiva e condivisa.
Diretta da Marco Pontecorvo, la nuova serie RAI è ambientata a Bellamo: un borgo sul Lago di Como che nella realtà non esiste e che è stato ricreato utilizzando diversi scorci di altre piccole perle sui laghi italiani.
Sono imperdibili le mostre che vengono inaugurate in Italia nel mese di maggio o che sono ancora in corso e che vale davvero la pena vedere: da Mimmo Paladino a Peggy Guggenheim, dal celebre Miles Davis a Werner Bischof e Olivetti, gli appuntamenti di primavera con l’arte, il design e la cultura sono tutti da segnare.
Ecco le dieci mostre selezionate per voi da vedere questo mese, da aggiungere alla lista di cose da fare nel vostro weekend in città a Milano o Venezia, oppure alla vostra gita fuori porta a Rovereto, Verbania, Bassano del Grappa o al Lago di Como.
Mimmo Paladino a Milano
Dal 16 maggio al 26 luglio 2026, Palazzo Citterio accoglie il ritorno di Mimmo Paladino con una mostra pensata appositamente per la Sala Stirling. A distanza di anni dalla sua ultima grande personale in città, l’artista presenta un progetto che ruota attorno ai celebri “Dormienti“, una delle sue opere più iconiche, qui riallestita in dialogo diretto con lo spazio espositivo.
Accanto all’installazione, anche un nucleo di lavori su carta del 1973, che permettono di entrare nelle radici della sua ricerca artistica. Il risultato è un percorso essenziale ma intenso, in cui materia, simbolo e silenzio si intrecciano, offrendo una nuova lettura di uno dei protagonisti più influenti dell’arte italiana contemporanea.
Alessandro Mendini a Verbania
Dal 16 maggio al 27 settembre 2026, Villa Giulia ospita “Alessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi”, una grande antologica dedicata a Alessandro Mendini. La mostra ripercorre la sua carriera attraverso circa 130 opere, dagli esordi nel Radical Design milanese fino alle sperimentazioni postmoderne che hanno ridefinito il linguaggio del progetto.
Il percorso è costruito come un insieme di “stanze-mondo”, ognuna dedicata a un’opera iconica: dalla Poltrona di Paglia alla celebre Poltrona di Proust, fino a oggetti e arredi che trasformano il design in racconto visivo e concettuale. Disegni, materiali e progetti accompagnano le opere, restituendo la dimensione teorica e visionaria della sua ricerca. La mostra mette in luce l’idea centrale di Mendini: abbattere i confini tra arte, design e vita quotidiana, trasformando ogni oggetto in un’esperienza estetica e culturale.
Enrico D. Bona/Archivio Alessandro MendiniAlessandro Mendini seduto sulla Poltrona di paglia
Giacomo Balla e il Futurismo a Rovereto
Dal 16 maggio al 18 ottobre 2026, il Mart Rovereto ospita “Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia”, una grande mostra dedicata al maestro futurista Giacomo Balla. Per la prima volta in Italia viene presentata integralmente la collezione della Fondazione Biagiotti Cigna, con circa 200 opere tra dipinti, oggetti, abiti e manufatti.
Il percorso racconta l’idea rivoluzionaria di “arte totale” sviluppata da Balla, che insieme a Fortunato Depero teorizzò la trasformazione del quotidiano in esperienza artistica. Non solo quadri, quindi, ma mobili, design e moda: tutto diventa linguaggio creativo, attraversato da linee dinamiche, vortici e colori in movimento. La mostra mette in luce anche il ruolo della stilista Laura Biagiotti, che ha raccolto e valorizzato queste opere, contribuendo a creare una delle collezioni più importanti dedicate all’artista. Un’esposizione immersiva che racconta un Futurismo vivo, capace ancora oggi di dialogare con il presente.
Miles Davis a Pordenone
Pordenone celebra Miles Davis con una mostra immersiva che si ascolta (prima ancora di guardarsi): dall’8 maggio al 12 luglio 2026, Villa Cattaneo ospita “MILES DAVIS 100 – LISTEN TO THIS!“, un progetto espositivo unico dedicato al leggendario trombettista e compositore jazz statunitense, considerato uno dei più influenti e innovativi musicisti del XX secolo, nel centenario della sua nascita. Non una semplice mostra, ma un’esperienza immersiva che mette al centro l’ascolto: grazie a un archivio interattivo con oltre 2.000 registrazioni, i visitatori possono esplorare l’universo sonoro dell’artista in modo diretto e coinvolgente.
Il percorso si articola in diverse sezioni tematiche tra materiali d’archivio, fotografie, vinili e oggetti iconici – tra cui anche la sua tromba originale – restituendo tutte le sfaccettature di una figura che ha rivoluzionato la musica del Novecento. Inserita nel percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, la mostra trasforma la città in un punto di riferimento per gli appassionati di musica e cultura contemporanea, ma non solo.
Anthony BarbozaIl celebre Miles Davis in una foto del 1984
William Turner sul Lago di Como
Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, Como rende omaggio a William Turner con una grande mostra diffusa tra il Palazzo del Broletto e la Pinacoteca Civica di Como. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Tate, riunisce acquerelli e dipinti provenienti dalle collezioni londinesi, mettendo al centro il legame tra l’artista e il paesaggio italiano.
Il percorso racconta come il viaggio abbia plasmato la visione di Turner, con un focus particolare sul Lago di Como: qui luce, acqua e atmosfera diventano protagonisti assoluti, trasformando il paesaggio in esperienza emotiva e quasi astratta. Dalle prime vedute del 1819 fino agli studi più maturi, emerge un’evoluzione che porta la natura a dissolversi nella pittura, anticipando sensibilità moderne.
Ad arricchire la visita, anche un film immersivo dedicato ai viaggi dell’artista e una sezione parallela sull’arte contemporanea che esplora il tema del colore. Una mostra che non è solo un omaggio a Turner, ma un invito a guardare il Lago di Como con occhi completamente nuovi.
Peggy Guggenheim a Venezia
Inaugurata il 25 aprile e fruibile fino al 19 ottobre 2026, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita “Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista”, la più ampia mostra mai dedicata agli esordi della celebre mecenate. L’esposizione ripercorre il periodo londinese tra il 1938 e il 1939, quando la sua galleria Guggenheim Jeune divenne un punto di riferimento per le avanguardie europee.
In mostra ci sono opere di artisti che hanno segnato il Novecento, da Vasily Kandinsky a Piet Mondrian, insieme a materiali d’archivio che raccontano un momento di straordinario fermento culturale, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Più che una semplice retrospettiva, la mostra svela la rete di incontri e influenze – tra artisti, scrittori e intellettuali – che hanno contribuito a definire lo sguardo visionario di Peggy Guggenheim. Un viaggio dentro la nascita di una delle collezioni più importanti al mondo, che proseguirà poi a Londra e New York, trasformandosi in un racconto internazionale dell’arte moderna.
Collezione Peggy Guggenheim dal Canal Grande a Venezia
Stefano Torrione con Sacred Bread a Milano
Dal 7 maggio al 28 giugno 2026, lo Spazio Messina della Fabbrica del Vapore di Milano ospita “Sacred Bread – Le vie del pane“, la mostra fotografica di Stefano Torrione che trasforma uno degli alimenti più quotidiani in un racconto potente e universale.
Attraverso 77 scatti in bianco e nero, il percorso segue le antiche rotte del pane lungo il Mediterraneo e oltre, dalla Mesopotamia al Nord Africa, fino all’Europa, intrecciando tradizioni, rituali e identità culturali. Il pane emerge così non solo come nutrimento, ma come simbolo di vita, fede e condivisione, capace di unire popoli e religioni diverse.
Il progetto, nato da un viaggio durato oltre sei anni e ispirato agli scritti di Predrag Matvejević, restituisce uno sguardo profondamente umano e quasi spirituale, in cui ogni immagine racconta gesti antichi e saperi tramandati. Una mostra che diventa anche un invito a riflettere sui conflitti del nostro tempo, ricordando ciò che accomuna le culture più di quanto le divida.
Dal 19 maggio al 18 ottobre 2026, potrete scoprire il mondo attraverso lo sguardo empatico di Werner Bischof, con 200 scatti originali affiancati da materiali d’archivio e un documentario, per ripercorrere la carriera di un autore tra i più importanti protagonisti del fotogiornalismo del Novecento, nato 110 anni fa.
La retrospettiva “Point of view” è ospitata dal Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, con un percorso che si snoda in quattro sezioni che seguono i suoi viaggi tra Europa, Asia e Americhe, attraversando alcuni dei momenti più complessi del XX secolo, dalla devastazione del dopoguerra alle realtà segnate da povertà e cambiamento. Una mostra da non perdere per chi ama la fotografia che non si limita a osservare, ma riesce ancora a interrogare il presente.
Fruibile dal martedì alla domenica, ore 10:00-18:00 con ultimo ingresso ore 17.30.
Werner Bischof / Magnum PhotosLe opere di Werner Bischof in mostra a Milano
Olivetti a Bassano del Grappa (VI)
Inaugurata il 24 aprile e fruibile fino al 27 settembre 2026, la mostra “Olivetti. L’arte di comunicare” è accolta nelle sale affrescate di Palazzo Sturm di Bassano del Grappa: un viaggio che racconta la visione rivoluzionaria dell’azienda fondata da Camillo Olivetti.
In dialogo con il Museo della Stampa Remondini, il percorso riunisce circa 130 tra oggetti, opere e documenti per ripercorrere la nascita di uno “stile Olivetti” riconosciuto a livello internazionale. Non solo pubblicità, ma un’idea di comunicazione totale che investe prodotti, spazi e cultura d’impresa. Articolata in cinque sezioni, la mostra mette in luce un modello ancora attualissimo: innovazione tecnologica, attenzione estetica e responsabilità sociale come parti di un unico racconto coerente. A completare l’esperienza, audioguida, visite guidate e incontri tematici che rileggono l’eredità olivettiana in chiave contemporanea.
In occasione della 61ª Biennale di Venezia, dal 9 maggio al 13 settembre 2026 il Museo d’Arte Orientale di Venezia ospita “From Water To Form”, la mostra personale dell’artista giapponese Keita Miyazaki che fa incontrare l’arte contemporanea giapponese con i tesori dell’Antico Oriente. Il progetto ruota attorno al tema dell’acqua come elemento originario e trasformativo, capace di distruggere e rigenerare, creando un ponte simbolico tra la cultura giapponese e l’identità stessa di Venezia.
Le opere dialogano con la collezione permanente del museo, mettendo in relazione arte antica e contemporanea attraverso il gesto artigianale, inteso come pratica quasi rituale. Oltre agli spazi espositivi, la mostra si estende anche alla Giudecca con un’installazione pubblica site-specific, rafforzando il legame tra materia, città e tradizione. Un’esperienza immersiva e meditativa, perfetta per chi visita Venezia durante la Biennale.
Potrete raggiungere la mostra di Keita Miyazaki dal martedì alla domenica, dalle 10_00 alle 18:00, con ultimo ingresso ore 17:00.
Roberto Apa/Gallery RosenfeldKeita Miyazaki e le sue opere
C’è un modo diverso di vivere il Lago di Como, lontano dalle rotte più scontate e dai ritmi frenetici: basta salire a bordo di un treno che sembra arrivare da un’altra epoca e lasciarsi guidare dal paesaggio che cambia forme e colori fuori dal finestrino. Si tratta della locomotiva elettrica con carrozze “Centoporte” degli Anni ’30 e delle carrozze Corbellini degli Anni ’50 che accompagnano i viaggiatori del Colico Express: non è solo un mezzo di trasporto, ma un viaggio lento e panoramico che trasforma lo spostamento in un’esperienza memorabile.
Dal cuore di Milano fino all’estremità più autentica del lago, questo itinerario è perfetto per chi vuole costruire una gita su misura, fatta di tappe libere, deviazioni improvvisate e panorami che cambiano a ogni fermata. Se cercate qualcosa di più di una semplice escursione, questa è l’occasione ideale per un ritorno al piacere di viaggiare con calma, osservando e fermandosi quando vale davvero la pena farlo.
Domenica 12 aprile parte il Lario Express, uno dei treni storici più attesi della stagione lombarda. A trainare le carrozze sarà una locomotiva a vapore agganciata a un convoglio che è già di per sé un viaggio nel tempo: le “Centoporte” degli anni Trenta, le Corbellini degli anni Cinquanta, e un bagagliaio in fondo che serve anche per le biciclette.
Il percorso collega Milano Centrale a Lecco. Prima scende verso Como, poi risale attraverso la Brianza più tranquilla, quella che non finisce sulle guide turistiche: Cantù, Brenna-Alzate, Anzano del Parco, Merone, piccoli paesi dove il treno si ferma qualche minuto e riparte.
A conquistare è il fatto di poter viaggiare a bordo di un treno storico, oltre alla possibilità di cogliere l’occasione per visitare una zona della Lombardia che non tutti conoscono davvero.
Quando parte e il percorso
Il treno lascia Milano Centrale alle 7:50 del 12 aprile. Prima fermata Monza, poi si continua verso Lissone-Muggiò, Desio, Seregno. A Como San Giovanni si arriva intorno alle 9:19 e si riparte alle 9:44; abbastanza tempo per sgranchirsi le gambe o decidere di restare lì e organizzarsi la giornata in autonomia. Dal capoluogo lariano, chi vuole può prendere i battelli della Navigazione Laghi e girare il lago a modo suo (gli orari sono su navigazionelaghi.it).
Chi rimane a bordo prosegue verso nord-est, attraverso la Brianza interna. Il treno tocca Cantù, poi Brenna-Alzate, Anzano del Parco, Merone, Casletto-Rogeno, Molteno. Si arriva a Lecco alle 11:42.
Il ritorno parte da Lecco alle 16:30 e segue il percorso inverso, rientrando a Milano Centrale alle 21:10. Le fermate sono le stesse, gli orari leggermente diversi; a Como ci si ferma più a lungo e si riparte alle 19:43.
iStockRaggiungere Lecco con il Lario Express
Come prenotare e quanto costa
Per prenotare i biglietti del Lario Express bisogna visitare il sito ufficiale fondazionefs.it dove sono in vendita i ticket a 12 euro per gli adulti; bambini e ragazzi fino ai 14 anni non compiuti partono gratis, ma è necessario comunque effettuare la prenotazione del posto a sedere.
Bisogna sapere, però, che le biciclette possono salire a bordo gratis: un benefit importante per chi magari vuole partire a esplorare i borghi sulle due ruote approfittando del clima primaverile. Il servizio, solitamente accessibile sui mezzi più moderni, è un plus per chi sale su un treno storico. Dopotutto sono molti quelli che pensano di fare un giro lungo il lago o in Brianza
Il Lario Express è organizzato nell’ambito delle iniziative di Fondazione FS Italiane, che da anni recupera e rimette in circolazione materiale rotabile storico su linee regionali. Non è un museo su rotaie: è un treno che funziona, che si ferma nelle stazioni, che porta gente. Solo che le carrozze hanno novant’anni e cigolano nel modo giusto.
La magia dei treni storici continua a incantare e lo fa proponendo diversi viaggi come questo appena segnalato; la stagione in Lombardia è ripartita il 29 marzo e prevede ben 20 itinerari per tutta la stagione primaverile, estiva e invernale. Tra le mete toccate ci saranno il Lago d’Iseo, Como e Laveno con carrozze uniche.
Viaggiare verso i laghi lombardi in treno è una scelta sempre più apprezzata da chi desidera un weekend senza stress, tra paesaggi suggestivi e mobilità sostenibile. Con l’arrivo della primavera, Trenord ha deciso di rafforzare i collegamenti verso alcune delle destinazioni più amate, rendendo ancora più semplice raggiungere il Lago di Como e il Lago Maggiore direttamente in treno.
I biglietti possono essere acquistati nelle biglietterie Trenord delle stazioni servite e non serve la prenotazione. Per informazioni sulle fermate e gli orari si può consultare il sito trenord.it o l’App Trenord.
Il lago di Como è affascinante tutto l’anno, ma con la fioritura primaverile le dimore storiche e i loro giardini diventano ancora più belli e, proprio per questo, sono pronti a spalancare le porte ai visitatori: riparte la stagione di Villa Carlotta che riapre con tantissimi eventi in programma, mostre e iniziative.
Dopo i mesi invernali, impiegati per restauri, potature e nuovi allestimenti, il museo e il giardino botanico tornano ad accogliere i visitatori con una novità inattesa: si chiama Lotti, ed è una piccola creatura fatta di foglie, radici e fiori; lo “Spirito del Giardino“, secondo la leggenda costruita attorno a lei. Una mascotte, insomma, pensata soprattutto per i bambini, che la troveranno ad accompagnarli lungo i sentieri del parco con il suo taccuino da giardiniere. E quest’anno, il giardino di Villa Carlotta ha vinto la Foglia d’Oro del Lago di Como, il premio-scultura che ogni anno viene assegnato al vincitore del “Concorso Internazionale Spazi Creativi”.
Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 non sono solo sport e medaglie, ma anche l’occasione perfetta per celebrare l’arte e la cultura italiana. Tante località, anche oltreconfine, offrono un ricco calendario di mostre e percorsi espositivi, dalle fotografie storiche di Cortina 1956 alle interpretazioni artistiche della montagna a Bolzano e Bergamo, dai cimeli olimpici a Losanna alle cerimonie spettacolari di Marco Balich a Treviso, fino ai tesori di ville e musei affacciati sul bellissimo Lago di Como: ogni evento celebra lo spirito olimpico e l’eccellenza italiana attraverso arte, storia e innovazione.
Ecco gli appuntamenti da non perdere in questo periodo.
“Sport invernali nell’arte” a Bolzano
Nei giorni in cui tutti gli occhi sono puntati sulle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la città di Bolzano e tutto il territorio del Trentino-Alto Adige, dedicano una mostra agli sport legati alla montagna, che viene vista però da una prospettiva diversa: quella dell’arte. Appuntamento quindi dal 18 febbraio al 25 marzo, al Palazzo Mercantile di Bolzano, con la mostra “Sport invernali nell’arte”.
In questa occasione, la montagna viene interpretata dalle opere d’arte di Paul Flora, Alfon Walde, Max von Esterle, Ivanhoe Gambini, Fortunato Depero e altri maestri come Lyonel Feininger e Victor Vasarely: tanti quadri, sculture e grafiche, realizzati da artisti di fama internazionale.
“Cortina di Stelle” al Lagazuoi Expo Dolomiti
PompaninLagazuoi Expo Dolomiti, il centro espositivo più alto d’Europa
Durante le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina, potrete raggiungere uno degli spazi espositivi più alti d’Europa: il Lagazuoi Expo Dolomiti, a 2.732 metri di altezza. Qui potrete immergervi nella mostra di Fulvio Morella, “Cortina di Stelle”, il capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono” che celebra i luoghi simbolo dei Giochi, visitabile fino al 5 aprile 2026.
L’esposizione, che unisce arte, sport e inclusione, è una testimonianza viva di atleti paralimpici, con opere multisensoriali che inglobano il Braille, trasformando il linguaggio “tattile” in esperienza artistica e strumento per abbattere barriere percettive e concettuali. Un appuntamento immersivo da non perdere.
Francesca PiovesanOpera con incisioni Braille in mostra
“L’Italia sulla neve” al Castello Sforzesco di Milano
Se siete appassionati di grafica pubblicitaria, non perdetevi la mostra proposta al Castello Sforzesco di Milano. Qui ha già preso vita un percorso che racconta come sport invernali e turismo alpino siano entrati nell’immaginario degli italiani: la mostra “L’Italia sulla neve. Gli italiani e gli sport invernali nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria dalla Raccolta Bertarelli” sarà accessibile fino al 22 marzo 2026, con ingresso gratuito.
L’esposizione valorizza il patrimonio della Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, una delle più importanti collezioni
pubbliche al mondo nel suo genere, attraverso più di cento opere (tra riviste illustrate, cataloghi di vendita, cartoline, dépliant, opuscoli e
manifesti pubblicitari).
Percorsi scenografici nelle sedi di Casa Italia
Per la prima volta, durante i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, Casa Italia sarà aperta al pubblico, trasformandosi in un luogo simbolo di accoglienza e porta privilegiata per scoprire le eccellenze del Paese.
Non è soltanto la casa degli atleti: nelle sedi di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo i visitatori possono vivere le emozioni dei Giochi e immergersi in un racconto dedicato alla Musa, un omaggio al ruolo ispiratore che la nostra penisola esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale. Dal 6 al 22 febbraio, le sedi di Triennale Milano, il Centro di Preparazione Olimpica presso l’Aquagranda di Livigno, e la Galleria Farsetti a Cortina d’Ampezzo, si trasformano così in percorsi scenografici ed emozionali, luoghi in cui sport, natura, arte, architettura e design sono in strettissimo dialogo tra loro. Qui, ci saranno vere e proprie esposizioni di opere di tantissimi artisti e designer, come Giorgio De Chirico, Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Keith Haring & L.A. II, Ai Weiwei e Christo e Jeanne-Claude, per citarne soltanto alcuni.
“Cortina 1956. Le foto più iconiche” a Noventa di Piave
Dopo settant’anni, Cortina d’Ampezzo torna al centro del palcoscenico olimpico e una nuova mostra fotografica open air, che inaugura il 31 gennaio 2026 (ore 11.00), racconta la storia delle prime Olimpiadi Invernali disputate in Italia: era il 26 gennaio 1956 quando a Cortina iniziavano le competizioni sulla neve.
La mostra “Cortina 1956. Le foto più iconiche“, presso il Noventa di Piave Designer Outlet, espone scatti in gran parte inediti e recuperati da numerosi archivi storici italiani, inseriti anche nel volume di Massimo Spampani con Eleonora De Filippis “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia”, pubblicato da Fondazione Cortina e Marsilio Arte. L’occasione per fermarci un attimo a ricordare, riflettere e sognare proprio come fecero gli italiani 70 anni fa.
Ufficio StampaUna fotografia di “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d’Italia”
“White Entropy” all’aeroporto di Milano Malpensa
In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, il Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa si trasforma in uno spazio espositivo con un percorso di fotografie zenitali realizzate con droni tra Alpe di Siusi, Monte Bianco, Val di Fassa, Val Badia, Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio. Presente anche un’installazione site specific che rappresenta la grandezza delle nostre montagne innevate.
Si chiama ‘White Entropy’, la mostra fotografica di Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa, esposta fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dello scalo. Milioni di passeggeri in transito ogni giorno, sono così invitati a rallentare e osservare opere che trasformano il paesaggio in coscienza e l’altitudine in pensiero.
Luca Pompei“White Entropy” a Milano Malpensa, di Jacopo Di Cera
Due mostre imperdibili a Losanna
Anche Losanna, in Svizzera, celebra lo spirito olimpico con la mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, realizzata in collaborazione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire. La Fondazione Luigi Rovati dedica un grande percorso espositivo, che intreccia mondo antico e moderno, dalle competizioni della Grecia classica alla visione di Pierre de Coubertin, raccontando come i valori fondanti dei Giochi – pace, inclusione, rispetto ed eccellenza – abbiano attraversato i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Un racconto essenziale ma potente, che restituisce tutta la dimensione culturale e simbolica dell’olimpismo.
Sempre a Losanna, il Museo Olimpico rende omaggio all’Italia con “Via Azzurra“, un percorso espositivo speciale aperto fino al 1° marzo2026, integrato nella collezione permanente, nel parco e negli spazi pubblici del museo: ripercorre il profondo legame tra l’Italia e l’Olimpismo, da Cortina 1956 a Roma 1960 e Torino 2006, fino al nuovo appuntamento di Milano Cortina 2026.
Tra installazioni digitali, fotografie, sculture e cimeli originali (dalle scarpe di Pietro Mennea alla tuta di Federica Brignone, fino agli oggetti simbolo di Milano Cortina come torcia e mascotte) la mostra racconta storie, vittorie e protagonisti che hanno costruito l’identità sportiva italiana.
Ufficio StampaLa mostra al Museo Olimpico di Losanna
Fuoripista a Bergamo, la montagna oltre lo sport
Fino all’8 febbraio 2026, presso il Gres Art 671, centro per l’arte e la cultura di Bergamo, vi potete immergere nella mostra che esplora il mondo degli sport invernali andando oltre la competizione, per abbracciare arte, design, architettura e ricerca contemporanea. “Fuoripista” è un viaggio tra storie della neve che invita a guardare l’universo alpino da nuove prospettive, lontano dalla retorica e più vicino all’esperienza umana, fisica ed emotiva della montagna.
Curata da 2050+ insieme a gres art 671, l’esposizione riunisce opere storiche e contemporanee – alcune commissionate appositamente per il progetto – tra dipinti, installazioni, fotografie, video e materiali d’archivio.
Diego De PolFuori Pista, mostra immersiva a Bergamo
Mostra Olimpica del Salce con Marco Balich, Treviso
La grande mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (nelle sedi di Santa Margherita e San Gaetano), si arricchisce di una sezione speciale dedicata a Marco Balich, il celebre creativo veneziano dietro alcune delle più iconiche cerimonie olimpiche degli ultimi decenni.
Alla sua visione artistica è riservato uno spazio spettacolare, con grandi immagini e materiali dedicati alle cerimonie olimpiche e paralimpiche firmate da Balich, tra cui quelle di Sochi 2014 e Pechino 2022. Un racconto per immagini che mette al centro l’emozione, cifra stilistica del suo lavoro, capace di parlare a un pubblico globale di oltre due miliardi di spettatori.
Ville e musei del Lago di Como: arte, paesaggio e sport
Da febbraio a marzo 2026, undici ville storiche, musei e spazi culturali del Lago di Como aprono le porte a un ricco programma di mostre, installazioni, laboratori e percorsi educativi nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il palinsesto celebra il patrimonio lariano intrecciando arte, sport, paesaggio e comunità, con iniziative inclusive e intergenerazionali che raccontano le identità culturali del territorio e valorizzano i valori olimpici di creatività, inclusione e internazionalità.
Ecco alcune delle iniziative (la lista completa e tutti i dettagli sulle visite sono consultabili sul sito ufficiale Villemuseilagodicomo.it):
BAC Bellano Arte Cultura: “Avanti la stella – Momenti di pesa”, fino al 20 marzo 2026,
Casa Brenna Tosatto: “Luce in movimento. Immagini e parole tra arte e sport”, dal 31 gennaio al 1° marzo 2026,
Museo della seta: “Stoffe da campioni”, dal 1° febbraio al 15 marzo 2026,
Museo del paesaggio: “Cattedrali di roccia attorno al Lago di Como”, foto d’epoca di Riccardo e Carlo Piatti, il 7-8, 14-15, 21-22 febbraio 2026,
Villa Bernasconi: “Liberty di ghiaccio”, fino al 15 marzo 2026,
Villa Carlotta: “Giardino dei talenti”, dal 3 febbraio al 15 marzo 2026.
Altre mostre da non perdere in Valtellina
La Valtellina è uno dei territori più attivi dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con un fitto calendario di mostre diffuse tra Livigno, Sondrio, Teglio, Valfurva, Madesimo e Aprica. Alcuni appuntamenti da segnare? All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche” rende omaggio agli atleti valtellinesi che hanno partecipato ai Giochi Olimpici, attraverso opere, oggetti e attrezzature originali, visitabili fino alla fine della stagione invernale.
Ufficio StampaAll’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche”
A Sondrio, Palazzo Pretorio ospita fino all’8 febbraio la mostra itinerante “Emozione dei Giochi – Culture Through Sport”, un percorso visivo dedicato alle torce e ai bracieri olimpici, mentre al MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte “Le nevi dell’altro anno” (fino al 3 maggio 2026) racconta la neve nell’arte italiana dalla fine dell’Ottocento a oggi.
A Teglio, Palazzo Besta accoglie fino al 30 agosto 2026 “Vette. Storie di sport e montagne”, una riflessione sul rapporto tra sport, società e territorio alpino, mentre a Valfurva “Oro Bianco” (fino al 30 marzo 2026) celebra il legame profondo tra comunità locali e sport invernali.
Chiude idealmente il percorso Madesimo (da raggiungere con i Treni della Neve) con una mostra dedicata agli atleti valtellinesi e azzurri medagliati (fino all’8 febbraio), e Aprica, dove il Museo dello Sci e della Montagna, aperto tutto l’anno, custodisce modelli storici, sci d’epoca e cimeli di grandi campioni come Zeno Colò, raccontando l’evoluzione dello sci e della cultura alpina.
C’è solo l’imbarazzo della scelta per vivere le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina da un’altra prospettiva, quella culturale e artistica che stimola riflessioni profonde.
Il pensiero dei borghi più belli del lago di Como evoca immagini di facciate dai colori pastello, i cui riflessi danzano sulle acque blu cobalto del terzo lago più grande d’Italia. Ora, immaginateli immersi nelle luminarie natalizie e tutto diventerà ancora più magico.
Sono tanti gli appuntamenti che, dal 23 novembre al 31 dicembre 2025, rendono questa meta lombarda il luogo ideale dove vivere l’atmosfera natalizia in modo suggestivo e diffuso, spostandosi facilmente da un borgo all’altro. Prodotti tipici, decorazioni artigianali, idee regalo originali e specialità gastronomiche legate alla tradizione lariana e alpina vi aspettano, insieme a bande musicali, spettacoli dal vivo e tante altre iniziative.
Ecco i mercatini di Natale sul lago di Como da non perdere quest’anno!
Mercatini natalizi a Como
A Como, la Città dei Balocchi trasforma il centro storico in un vero villaggio natalizio, diventando uno dei mercatini di Natale più belli della Lombardia. Tra Piazza Perretta e Piazza San Fedele, 22 casette in legno offrono artigianato locale e prodotti tipici, mentre le facciate degli edifici storici, illuminate dal Magic Light Festival, regalano giochi di luce su Broletto, Porta Torre e Duomo. Piazza Cavour ospita una pista di pattinaggio sul ghiaccio con vista lago, Largo Miglio una giostra storica per bambini e Piazza Duomo l’albero di Natale. Casette solidali, concerti, animazioni quotidiane e la presenza di Babbo Natale completano l’esperienza, culminando nei fuochi d’artificio di Capodanno.
Mercatino a Lecco
Andiamo a Lecco, dove i mercatini natalizi animano Piazza XX Settembre e Piazza Cermenati con decine di casette in legno dedicate ad artigianato, addobbi e prodotti locali. Qui, il progetto Luci su Lecco illumina le facciate del centro con proiezioni architetturali dal 22 novembre al 7 gennaio. Una pista di pattinaggio sul ghiaccio, installazioni luminose, l’albero di Natale in Piazza Cermenati, concerti come il Concerto di San Nicolò e animazioni per famiglie completano l’offerta festiva della città.
A Cernobbio, invece, il Natale prende forma con la manifestazione Il Sogno di Natale. Nei fine settimana e nei giorni festivi, dalle 15:00 alle 20:00, la piazza ospita mercatini artigianali con prodotti locali e specialità gastronomiche. Spettacoli con giocolieri, trampolieri luminosi e musica animano il centro, mentre pista di pattinaggio, laboratori per bambini, iniziative con Babbo Natale, il Presepe Vivente e l’arrivo dei Babbi Natale in moto completano un programma pensato per tutte le età.
Aspettando il Natale a Bellagio
La rassegna Aspettando il Natale anima Bellagio con un Villaggio di Natale affacciato su Lungolago Europa. Le casette ospitano espositori locali, prodotti gastronomici del territorio, artigianato e idee regalo, con apertura dalle 10:00 alle 20:00 nei fine settimana e nei giorni festivi. Dal 22 al 31 dicembre, Bellagio in Festa completa il programma con concerti corali, degustazioni, giochi tradizionali e presepi artigianali nelle vie e nelle chiese storiche del centro.
Natale a Menaggio
Ad animare Menaggio c’è Menaggio On Ice, con la pista di pattinaggio sul ghiaccio aperta tutti i giorni, e i mercatini di Natale. Anche qui, tra vin brulè e cioccolata calda, non mancano spettacoli di pattinaggio, degustazioni, presepi artigianali, concerti di bande e cori locali e gli incontri con Babbo Natale, che accompagnano residenti e visitatori fino ai festeggiamenti di fine anno in piazza, il 31 dicembre.
Mercatini a Varenna
Infine, a Varenna, il Villa Cipressi Christmas Garden offre un’esperienza natalizia immersiva dal 1 novembre al 31 dicembre 2025. Aperto dal giovedì alla domenica, dalle 10:00 alle 20:30, il percorso luminoso trasforma i giardini storici della villa in uno scenario suggestivo, tra luminarie lungo i vialetti, alberi secolari decorati e proiezioni affacciate sul lago.
Dal tramonto, le installazioni si accendono creando un’atmosfera intima e raffinata, arricchita da punti ristoro con vin brulé, cioccolata calda e dolci tradizionali, oltre a spazi dedicati ad artigianato e prodotti tipici. Nei weekend sono in programma concerti natalizi, laboratori per bambini e visite guidate, mentre il centro di Varenna e Villa Monastero ospitano decorazioni coordinate e un presepe artistico visitabile per tutto il mese di dicembre.
A pochi passi da Como, affacciata sullo specchio d’acqua più elegante d’Italia, sorge Villa Erba, una delle dimore storiche più affascinanti del lago, dove l’architettura neoclassica incontra giardini secolari, scorci da sogno, atmosfere da set cinematografico: non a caso è stata scelta come location per il film Il Cimitero di Praga, che ne valorizza la presenza scenica e l’aura misteriosa.
La villa e il suo vasto parco raccontano una storia che affonda le radici nella bellezza e nella cultura, con un tocco di mondanità che non guasta mai. Tra le sue mura si respira ancora l’eleganza di un tempo, mentre tutto intorno la natura fa il resto, con una scenografia che cambia colore a ogni stagione.
Cosa vedere a Villa Erba
L’architettura della villa lascia senza parole. Lo stile è neoclassico, sì, ma con una ricchezza di dettagli che lo rende oltremodo scenografico. Colonne maestose, simmetrie perfette e cura dei dettagli danno la sensazione di trovarsi in una dimora da romanzo ottocentesco.
Villa Antica
Il cuore nobile di Villa Erba è la Villa Antica, uno spazio che conserva intatta l’anima storica pur adattandosi con disinvoltura agli eventi più moderni.
L’atrio centrale è ampio, luminoso, perfetto per accogliere gli ospiti con un impatto scenico. Le grandi sale del piano terra si aprono sul giardino e sulle terrazze affacciate sul lago, in un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra architettura e paesaggio. È lo spazio ideale per mostre, ricevimenti, concerti e cerimonie: fino a 450 persone possono essere ospitate comodamente sedute nelle cinque sale principali, mentre la sala da ballo può trasformarsi in una pista per 500 ospiti. Esiste anche una saletta più raccolta, intima, pensata per cene esclusive o incontri riservati.
Salendo al piano superiore, un tempo riservato alla zona notte, si trovano oggi sale riunioni e uffici. Ogni ambiente è stato restaurato con attenzione, mantenendo intatto il fascino storico ma dotandolo di tutte le funzionalità moderne. Non mancano guardaroba e cucine professionali: la villa è attrezzata per accogliere eventi di ogni tipo, senza sacrificare l’eleganza.
All’esterno, il parco storico si estende fino al lago. Sentieri curati serpeggiano tra prati, siepi scolpite e aiuole fiorite, e regalano scorci panoramici da togliere il fiato.
L’ex Galoppatoio e il Centro Congressi
Un tempo riservata alle corse dei cavalli, l’area dell’ex Galoppatoio è oggi uno spazio polifunzionale pensato per eventi e manifestazioni su larga scala.
Il fiore all’occhiello è il Centro Congressi firmato dall’architetto Mario Bellini. Il suo progetto prende ispirazione dalle antiche serre in vetro e acciaio del Lago di Como, reinterpretandole in chiave contemporanea con linee pulite e materiali trasparenti. Il risultato è una struttura leggera, ariosa, integrata nel contesto naturale.
Si tratta di un complesso imponente: oltre 10.000 metri quadrati suddivisi in un padiglione centrale circolare e tre ali denominate Lario, Cernobbio e Regina. Qui si svolgono conferenze internazionali, convegni, esposizioni, mostre, cerimonie e persino dj set notturni. Il padiglione centrale può accogliere fino a 1.500 persone e si distingue per l’ottima acustica, la versatilità degli spazi e l’eleganza architettonica.
iStockLa scenografica Villa Erba affacciata sul Lago di Como
Come arrivare
Villa Erba si trova a Cernobbio, sulla sponda occidentale del Lago di Como, in una posizione comoda da raggiungere con diversi mezzi.
Chi viaggia in auto può percorrere la SS340 (nota anche come Via Regina), con la possibilità di parcheggiare all’autosilo di Villa Erba o nei dintorni.
Per chi preferisce i mezzi pubblici, numerose linee di autobus fermano a breve distanza dalla villa: le linee 11, 6, C10, C20, C25, C28, C29 e 2 collegano Como con Cernobbio in pochi minuti.
Anche il treno rappresenta un’ottima opzione: dalla stazione di Como San Giovanni si può proseguire in autobus o con una passeggiata panoramica fino a Cernobbio.
Infine, per chi arriva dal lago, Villa Erba è dotata di un pontile privato che permette l’attracco diretto di motoscafi e battelli fino a 600 persone.
Tra i migliori hotel al mondo ci sono ben 4 eccellenze italiane che raccontano l’arte dell’ospitalità del Belpaese. La nuova classifica The World’s 50 Best Hotels 2025 celebra le destinazioni più ambite del pianeta, dove lusso, servizi di qualità, design ed eleganza si intrecciano in un equilibrio perfetto.
Dal Lago di Como al cuore storico di Roma e Firenze, fino al fascino intramontabile dell’Argentario, scopriamo quali sono gli hotel premiati (e quanto costa dormirci), tra conferme e new entry.
I 4 hotel italiani premiati
Il prestigioso settore dei viaggi di lusso ha incoronato i re dell’ospitalità Made in Italy tra i 50 migliori del mondo. Quarto nella classifica generale è l’Hotel Passalacqua sul Lago di Como, che per il secondo anno di fila si aggiudica, oltre al titolo di miglior hotel d’Europa, anche quello di Best Boutique Hotel.
Ospitato in una villa del XVIII secolo a Moltrasio, dove un tempo soggiornò Papa Innocenzo XI, questo hotel è oggi un rifugio di pura eleganza. Le 24 camere sono immerse in giardini terrazzati, tra affreschi originali, lampadari di Murano e viste da cartolina sul lago. Il pernottamento parte da circa 1.100 euro a notte.
Il secondo hotel italiano in classifica è il Four Seasons Firenze, che occupa la nona posizione. Rinascimentale e senza tempo, questo palazzo mediceo del XV secolo, trasformato in un’oasi di charme, unisce storia e modernità in 116 camere affrescate. Sorge a due passi dagli Uffizi e dal Duomo e offre navetta e biciclette per esplorare la città. Le tariffe? Si parte da circa 860 euro.
Al ventiduesimo posto dei The World’s 50 Best Hotels 2025 si classifica il Bulgari Roma, new entry nella prestigiosa graduatoria internazionale. Affacciato sul Mausoleo di Augusto della Capitale, questo hotel unisce razionalismo Anni ’30 e charme contemporaneo, tra mosaici di marmo, vetri di Murano e vasi di Gio Ponti.
Le camere, in quattro palette ispirate alle pietre preziose, guardano Piazza Augusto Imperatore e Via della Frezza. Nella Suite Bulgari, una vasca in marmo scolpita da un unico blocco evoca le antiche Terme di Caracalla. Dormire qui è un sogno per pochi: i prezzi partono dai 1.300 euro.
A completare l’elenco delle eccellenze italiane c’è una new entry: l’Hotel Il Pellicano. Situato a Porto Ercole, frazione del comune sparso di Monte Argentario in provincia di Grosseto, si è posizionato al 26° posto. Nata negli Anni ’60 da una storia d’amore e diventata icona della dolce vita, questa struttura continua a incantare con il suo fascino discreto. Affacciato su una baia segreta del Monte Argentario, tra bouganville e mare turchese, l”hotel unisce stile toscano e allure internazionale. Anche qui le camere partono da circa 860 euro.
Quali sono i migliori hotel nel resto del mondo? A dominare la classifica The World’s 50 Best Hotels 2025 è il Rosewood Hong Kong, che sale di due posizioni rispetto al 2024, confermando l’Asia come nuova capitale del lusso. Seguono il Four Seasons Bangkok at Chao Phraya River al secondo posto e il Cappella Bangkok al terzo.
Di seguito la classifica completa:
1. Rosewood Hong Kong – Hong Kong (Cina)
2. Four Seasons Bangkok at Chao Phraya River – Bangkok (Thailandia)
3. Capella Bangkok – Bangkok (Thailandia)
4. Passalacqua – Lago di Como (Italia)
5. Raffles Singapore – Singapore (Singapore)
6. Atlantis The Royal – Dubai (Emirati Arabi Uniti)
La decima edizione della ‘Eagle Cup Volley 2026‘, la grande manifestazione di pallavolo giovanile tornerà dal 3 al 5 gennaio 2026 a infiammare i palazzetti del Lago di Como. L’evento è stato presentato a Palazzo Pirelli da Federica Picchi sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani. Presenti, tra gli altri, Giacomo Zamperini, consigliere regionale, Dario Righetti, organizzatore della manifestazione oltre ai rappresentanti delle società sportive, del mondo scolastico e dei partner tecnici.
Organizzata da Pallavolo Picco Lecco, con il supporto di Vero Volley e il patrocinio di Regione Lombardia, la manifestazione, giunta alla decima edizione, è diventata in pochi anni un punto di riferimento per la pallavolo giovanile italiana e internazionale, grazie alla capacità di coniugare sport, territorio, amicizia e formazione.
Eagle Cup Volley 2026, occasione per giovani atleti
La ‘Eagle Cup Volley’ rappresenta un’occasione unica per centinaia di giovani atleti provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi europei. I numeri delle scorse edizioni raccontano di oltre 800 partecipanti e 60 squadre, con un indotto turistico superiore al milione di euro per il territorio lariano. L’obiettivo è ampliare ulteriormente la partecipazione internazionale, consolidando la manifestazione come simbolo di sport e accoglienza.
“La Eagle Cup – ha sottolineato Federica Picchi – è un esempio concreto di come lo sport possa essere veicolo di crescita e valorizzazione del territorio. Eventi come questo fanno emergere il meglio dei nostri giovani: la voglia di mettersi in gioco, la disciplina, la solidarietà e la capacità di fare squadra. Regione Lombardia continuerà a sostenere iniziative che, come la Eagle Cup, uniscono sport, turismo e formazione, contribuendo a fare della nostra regione la capitale dello sport giovanile e del talento”.
Il torneo in dieci Comuni del Lecchese
Il torneo, che toccherà dieci Comuni del Lecchese, tra cui Abbadia Lariana, Colico, Lecco, Mandello del Lario e Valmadrera, sarà anche un’occasione per valorizzare le strutture sportive e le bellezze paesaggistiche del territorio, offrendo ai giovani partecipanti e alle loro famiglie un’esperienza di sport e scoperta.
Lombardia terra d’eccellenza della pallavolo
“La Lombardia – ha concluso Federica Picchi – si conferma così terra di eccellenza nella pallavolo, con oltre 145.000 tesserati, più di 1.000 società e 8 squadre presenti nei massimi campionati nazionali. La Eagle Cup Volley è l’ennesima dimostrazione di un movimento sportivo vivace e in crescita, che guarda al futuro con entusiasmo e determinazione“.
L’Italia conferma ancora una volta la sua eccellenza nell’ospitalità, conquistando i principali riconoscimenti ai World Travel Awards 2025. Dalle coste della Sardegna ai panorami del Lago di Como, il Paese domina la scena europea grazie a strutture uniche, in cui eleganza, benessere e sostenibilità si fondono perfettamente.
Ecco quali sono i migliori hotel d’Europa 2025, tutti rigorosamente italiani.
Il miglior beach hotel 2025
Situato sul litorale veneziano, Almar Lido Jesolo è stato premiato come “hotel sulla spiaggia leader in Europa 2025”. Questo resort di design combina comfort contemporaneo e servizi esclusivi, offrendo agli ospiti un’esperienza rilassante tra mare, spa e gastronomia d’eccellenza. Ideale per chi desidera un soggiorno balneare raffinato a pochi passi da Venezia.
Il miglior boutique hotel 2025
Immerso nel fascino senza tempo del Lago di Como, VISTA Lago di Como ha conquistato il titolo di “miglior boutique hotel d’Europa 2025”. L’hotel si distingue per l’atmosfera intima e il servizio personalizzato, con camere che offrono viste mozzafiato e un ristorante di lusso apprezzato a livello internazionale.
Il miglior eco resort 2025
La Sardegna brilla anche nella sostenibilità con Arbatax Park Resort, vincitore del premio “migliore eco-resort d’Europa 2025”. Il complesso, immerso nella natura incontaminata dell’Ogliastra, punta su pratiche green e sul rispetto dell’ambiente, integrando perfettamente lusso e biodiversità.
Tra le meraviglie del sud della Sardegna, Almar Timi Ama Villasimius è stato riconosciuto come “resort leader in Europa per famiglie e benessere 2025”. Qui le famiglie possono godere di comfort esclusivi, servizi dedicati ai bambini e una spa di altissimo livello.
La struttura si aggiudica anche altri due riconoscimenti: “hotel e spa leader in Europa” e “miglior resort insulare leader in Europa 2025”.
Palazzo Fiuggi, nel Lazio, vince come “hotel benessere leader in Europa 2025”. Tra programmi detox, terapie rigenerative e una spa all’avanguardia, è un vero tempio del benessere fisico e mentale.
Il miglior green hotel 2025
Nelle Dolomiti a San Candido, Naturhotel Leitlhof incarna il concetto di ospitalità sostenibile. Vincitore del premio “hotel leader in Europa nel settore green 2025”, produce in autonomia l’energia elettrica e il riscaldamento. Qui si promuove un turismo rispettoso della natura, senza rinunciare al comfort e al design alpino.
Sulla costa settentrionale della Sardegna, Resort Valle dell’Erica Thalasso & SPA si distingue come “miglior resort ecologico d’Europa 2025”. Tra acque cristalline e vegetazione mediterranea, offre un’esperienza di benessere e sostenibilità unica nel suo genere.
Il miglior resort di lusso con solo suite 2025
In Sicilia, Almar Giardino di Costanza ottiene il titolo di “resort di lusso con sole suite in Europa 2025”. Ogni suite è un rifugio di eleganza, impreziosito da dettagli siciliani, spa di livello internazionale e cucina gourmet.
Il resort balneare di lusso 2025
Forte Village Resort, in Sardegna – Pula Cagliari – si conferma una leggenda dell’ospitalità, vincendo ben tre premi: “resort balneare di lusso in Europa 2025”, “resort leader in Europa 2025” e “principale accademia sportiva d’Europa 2025”. Un paradiso per famiglie, sportivi e amanti del mare, dove lusso e attività si fondono in modo impeccabile.
Nel cuore della capitale, Rome Cavalieri si aggiudica il titolo di “resort urbano di lusso leader in Europa 2025”. Famoso per la sua vista panoramica su Roma e per la collezione d’arte unica, questo iconico hotel rappresenta l’eccellenza dell’ospitalità urbana di lusso.
Ufficio stampaIl Rome Cavalieri con vista sulla Capitale
Il miglior hotel nella regione vinicola italiana 2025
Nel cuore della Toscana – in Val d’Orcia – Rosewood Castiglion del Bosco conquista il titolo di “hotel leader nella regione vinicola italiana 2025”. Situato in una delle zone vinicole più rinomate d’Italia, offre agli ospiti degustazioni, esperienze enogastronomiche e panorami mozzafiato tra le colline del Brunello di Montalcino.
La Giunta regionale ha approvato un accordo di collaborazione tra Regione Lombardia e Comunità Montana Triangolo Lariano per la realizzazione di uno studio multidisciplinare urgente contro i rischi del maltempo sul versante prospiciente la sponda orientale del Lago di Como. L’obiettivo è quello di ridurre il rischio idrogeologico nell’area duramente colpita dagli eventi meteorologici estremi del 22-26 settembre scorso.
La delibera proposta dall’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi è stata approvata con il concerto degli assessori Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile) e Massimo Sertori (Enti locali e Montagna).
Triangolo Lariano, studio per prevenire danni del maltempo
Per sostenere l’attività, Regione Lombardia ha stanziato 90.000 euro (pari al 50% del costo complessivo di 180.000 euro) con risorse correnti 2025. Le somme saranno erogate alla sottoscrizione dell’accordo per garantire l’immediato avvio delle analisi.
Comazzi: dotiamo il territorio di strumenti per prevenire i rischi
“Con questo intervento – ha sottolineato Gianluca Comazzi – vogliamo agire in tempi rapidi, dotando il territorio di strumenti aggiornati per conoscere, prevenire e mitigare i rischi derivanti dal maltempo. Gli eventi meteorologici sempre più violenti ci impongono una pianificazione solida e condivisa, che parta dalla conoscenza per elaborare strategie sempre più efficaci per la messa in sicurezza dei territori e delle persone che vi abitano”.
Lo studio
L’obiettivo è aggiornare in modo omogeneo il quadro conoscitivo geologico, idrogeologico, idraulico e forestale dei territori dei Comuni di Brunate, Faggeto Lario, Lezzeno, Nesso, Pognana Lario, Torno, Veleso e Bellagio (pro parte), oltre a un aggiornamento specifico per Blevio, già oggetto di analisi a seguito degli eventi del 2021.
Lo studio, della durata di sei mesi, consentirà di individuare gli interventi prioritari per la mitigazione del rischio residuo e di aggiornare gli strumenti di pianificazione comunale e provinciale, dalla Pianificazione di Bacino (PAI) ai Piani di Governo del Territorio e ai Documenti di Polizia Idraulica.
Il lavoro sarà seguito da un Gruppo tecnico di accompagnamento, composto da rappresentanti di Regione Lombardia (Direzione generale Territorio e Sistemi verdi e Utr Insubria sede di Como), della Comunità Montana Triangolo Lariano, dei Comuni interessati e della Provincia di Como.
L’accordo, si inserisce inoltre tra le azioni collegate alla dichiarazione dello Stato di emergenza nazionale già richiesta dal presidente Attilio Fontana.
La Russa: investiamo in prevenzione per la sicurezza delle Comunità
“Gli eventi meteorologici estremi che hanno colpito la sponda orientale del Lago di Como a fine settembre – ha aggiunto l’assessore La Russa – hanno messo ancora una volta in evidenza quanto sia fondamentale investire in prevenzione e conoscenza del territorio per garantire la sicurezza delle nostre comunità. Con questo studio multidisciplinare vogliamo aggiornare in modo puntuale e con precisione gli interventi più urgenti anche per ridurre il rischio residuo. Un ringraziamento va agli operatori e ai volontari della Protezione civile. Anche in questa occasione, infatti, hanno garantito un supporto immediato e professionale nelle fasi di emergenza e di monitoraggio”.
Sertori: Regione Lombardia è in costante e continuo dialogo con i Comuni
“Ribadita anche in questa circostanza – ha detto Massimo Sertori – la sinergia tra gli enti locali, i volontari, gli Uffici Territoriali e le Prefetture. Questa è infatti una condizione indispensabile perché si realizzino sia gli interventi in emergenza, sia le opere necessarie per mettere in sicurezza i nostri territori. Da parte di Regione Lombardia il dialogo con i Comuni lombardi è costante e continuo”.
Sull’importanza dello studio finalizzato a conoscere le caratteristiche morfologiche del territorio è intervenuto anche l’assessore regionale comasco Alessandro Fermi (Università, Ricerca e Innovazione).
Fermi: Studio aggiorna e approfondisce caratteristiche geologiche dell’area
“È un accordo molto significativo – ha spiegato l’assessore Fermi – perché ci permette di avviare uno studio finalizzato ad aggiornare e approfondire in modo omogeneo il quadro conoscitivo delle caratteristiche geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche nel territorio dei Comuni colpiti per una superficie complessiva di circa 114 Kmq. Tutto ciò in coerenza con quanto già effettuato negli anni scorsi nel Comune di Blevio. Gli eventi delle ultime settimane ci hanno insegnato infatti quanto questo possa essere importante”.
La Lombardia ospita il Festival nazionale dei Borghi più belli d’Italia. A Bellano (Lecco), sul Lago di Como, tre giorni di incontri, dibattiti, spettacoli folkloristici e iniziative dedicate a sostenibilità, qualità della vita e valorizzazione delle comunità locali.
Alla cerimonia inaugurale sono intervenuti l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia,Barbara Mazzali, il presidente dell’Associazione Fiorello Primi, il gestore governativo Navigazione LaghiPietro Marrapodi e il sindaco di Bellano, Antonio Rusconi.
Mazzali: i borghi sono la porta d’ingresso alla Lombardia autentica
“Per la prima volta – sottolinea l’assessore – la Lombardia ospita il Festival nazionale de ‘I Borghi più belli d’Italia’: un’occasione che celebra l’anima rurale del Paese e consacra la nostra regione come terra di piccoli centri vivi, con storia, paesaggio e saperi artigiani”.
“Da gennaio a luglio 2025 – spiega – i borghi lombardi hanno registrato 625.728 pernottamenti, +6,34% rispetto al 2024. Crescono soprattutto gli italiani (+9.112 pernottamenti), segno di un turismo domestico che sceglie la Lombardia lenta e genuina: famiglie e city-breaker alla ricerca di cammini, natura, cultura diffusa ed enogastronomia di qualità. Tra gli stranieri, tedeschi e inglesi guidano le presenze. Sono dati che confermano la nostra strategia sulle aree interne: distribuire meglio i flussi, destagionalizzare e generare valore per le piccole comunità”.
Esperienze slow tra lago e montagna
“Nei borghi – prosegue Mazzali – promuoviamo itinerari a piedi e in bici, esperienze sul lago e nelle vallate, visite a botteghe storiche e laboratori di maestri artigiani, insomma, eventi tutto l’anno. L’obiettivo è quindi un’accoglienza diffusa e di qualità, accessibile e sostenibile, che unisca la vivacità delle città al ritmo lento dei paesaggi lacustri, montani e rurali. È questa la nostra Lombardia policentrica”.
Una rete di bellezze che cresce
“Attualmente – conclude – sono 27 i Borghi più belli d’Italia riconosciuti in Lombardia. È una rete cioè che mette a sistema promozione, mobilità dolce e offerta culturale. Con il Festival a Bellano lanciamo anche un invito: scoprire i nostri borghi in ogni stagione, tra cammini storici, sapori locali e tradizioni vive”.
La Lombardia ospita a Bellano il Festival dei borghi più belli
Il programma propone, tra l’altro, momenti di confronto tra delegazioni regionali, performance e attività di promozione turistica. Particolare attenzione alla sostenibilità e anche alla qualità dell’accoglienza. La cornice del Lago di Como offre l’occasione per percorsi ‘slow’ tra acqua, monti e borghi, anche grazie ai collegamenti della Navigazione Laghi.
I numeri
I numeri del turismo da gennaio a luglio 2025.
– Sono 625.728 i pernottamenti nei borghi lombardi (+6,34% vs 2024).
– Crescita trainata dagli italiani con +9.112 pernottamenti.
– Top mercati esteri: Germania e Regno Unito.
– Sono 27 i borghi riconosciuti in rete regionale.
Dal 26 al 28 settembre 2025 rallentate i ritmi e partecipate al Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia. La XVII edizione avrà come cornice Bellano, splendido borgo affacciato sul Lago di Como. È l’appuntamento annuale più atteso dall’associazione che riunisce oltre 300 comuni, con l’obiettivo di far scoprire un’Italia inedita, custodita nei luoghi meno battuti dal turismo di massa.
In questi borghi, la meraviglia si nasconde dietro ogni angolo: scorci suggestivi, racconti degli abitanti, botteghe autentiche. Durante le tre giornate non mancheranno convegni istituzionali, dibattiti, spettacoli, degustazioni, mostre, laboratori, concerti, itinerari guidati ed esperienze all’aperto. Al centro del programma temi chiave come la sostenibilità, la valorizzazione dei territori e la qualità della vita nei piccoli borghi.
Il Festival dei Borghi più belli d’Italia
Il Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia non è solo un appuntamento annuale: è un viaggio collettivo dentro l’anima dei piccoli centri, un mosaico di identità che ogni anno si compone in un luogo diverso. Nato per contrastare lo spopolamento e per restituire vitalità a territori dimenticati, il festival è oggi il momento in cui amministratori, operatori turistici, associazioni e viaggiatori si incontrano per confrontarsi sul futuro e, allo stesso tempo, celebrare la vita quotidiana che anima i borghi.
L’edizione 2025 sceglie Bellano come cornice ideale. Decine di eventi, tra riflessioni, spettacoli e convivialità, racconteranno la vera essenza di questi luoghi tra bellezza discreta, resilienza delle comunità e capacità di innovare senza perdere radici. Un’occasione per scoprire come tradizione e futuro possano convivere, trasformando i borghi in laboratori viventi di cultura e sostenibilità.
Il programma dell’edizione 2025
Il festival comincerà venerdì 26 settembre, con una giornata inaugurale dedicata ai sapori e alla cultura che prevede un convegno sulla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche locali. Ospite della giornata sarà Oscar Farinetti, che presenterà il suo ultimo libro “La regola del silenzio“, aggiungendo un tocco di riflessione alla serata. Al calar del sole, l’evento si sposterà sulle acque scintillanti del lago per una crociera inaugurale a bordo della storica motonave Concordia. Durante la navigazione, gli ospiti potranno gustare una cena esclusiva mentre ammirano le luci dei borghi di Tremezzo, dell’Isola Comacina e del suggestivo Corenno Plinio.
Sabato 27 settembre si terrà il suggestivo corteo dei sindaci, simbolo dell’unione e dell’impegno comune per la tutela del patrimonio italiano. Seguiranno workshop dedicati alle migliori pratiche amministrative e convegni su temi attuali come le energie rinnovabili e l’integrazione dell’intelligenza artificiale per migliorare la vita nei piccoli centri. Tra un dibattito e l’altro, i visitatori potranno deliziarsi con degustazioni di prodotti tipici, assistere a coinvolgenti showcooking e partecipare alla rassegna letteraria “Il bello dell’Orrido”, che ospiterà lo scrittore Andrea Vitali. La serata si concluderà in una scia di note e allegria, con spettacoli musicali e il concerto dei Tributo Italiano, una delle più acclamate cover band del panorama nazionale.
Infine, domenica 28 settembre sarà interamente dedicata alle esperienze all’aria aperta e al contatto con la natura. Gli appassionati di trekking potranno partecipare a un’escursione guidata lungo il celebre Sentiero del Viandante, fino a raggiungere l’antico borgo di Corenno Plinio. Non mancheranno aperitivi con vista lago, laboratori artigianali e altre presentazioni che animeranno l’ultima giornata. Il gran finale del festival sarà un momento carico di emozione: la cerimonia di consegna della bandiera al borgo che avrà l’onore di ospitare l’edizione del 2026, seguita da uno spettacolare show pirotecnico e da una proiezione di cinema all’aperto sotto le stelle.
Un Ferragosto, per il turismo, da quasi tutto esaurito in Lombardia. Lo certificano le elaborazioni dell’Osservatorio regionale del Turismo e Attrattività, che per il periodo 14-17 agosto, registra un tasso medio di occupazione alberghiera dell’85%, con punte per il giorno di Ferragosto che arrivano a superare il 95% in alcune delle principali destinazioni turistiche.
Lombardia preferita per varietà offerta turistica
“Questi numeri– sottolinea l’assessore regionale al Turismo, Barbara Mazzali– confermano la forza della Lombardia come destinazione, capace di competere con i grandi poli turistici italiani grazie alla varietà della sua offerta: laghi, montagne, città d’arte e persino Milano, che anche a metà agosto continua a richiamare visitatori da tutto il mondo”.
Le località ‘regine’ a Ferragosto
A trainare il Ferragosto 2025 sono l’alto Lago di Como, Lecco, e la Valtellina, con Bormio, Livigno e Aprica tra le mete più richieste. Ottimi i risultati anche per il basso e centroLago di Como, che raggiunge una media dell’87%, e per l’area bresciana dei laghi, con tassi tra l’85% e il 90%.
Milano sorprende ancora: supera l’85% di occupazione e segna i maggiori rincari medi dei prezzi del weekend, a testimonianza di una domanda vivace e di un’offerta sempre più orientata alla qualità.
“Abbiamo visto una flessione a fine luglio – sottolinea l’assessore – dovuta a cancellazioni da parte di turisti americani e asiatici, ma poi abbiamo recuperato in pieno grazie a nuove prenotazioni provenienti soprattutto dal Nord Europa, Paesi Bassi, Regno Unito, Polonia e paesi scandinavi”.
Il risultato? “Tariffe cresciute tra il 10% e il 20% rispetto a un mese fa – fa presente Mazzali e un quadro che conferma la solidità del mercato lombardo anche di fronte a oscillazioni globali”.
Chi sceglie la Lombardia
“Il profilo del turista lombardo a Ferragosto – spiega – è stato chiaro: le coppie rappresentano il 45% dei visitatori, seguite dalle famiglie (30%), mentre gruppi organizzati e viaggiatori singoli si attestano intorno al 12% ciascuno. Una distribuzione che evidenzia la capacità del nostro territorio di proporre esperienze su misura, dal soggiorno romantico al viaggio con bambini, fino a chi sceglie l’avventura in solitaria”.
Cresce la reputazione turistica
A supportare questi dati c’è anche un incremento dell’Indice di ‘Reputazione turistica’: nei primi cinque mesi del 2025 la Lombardia è salita da 83,7 a 85,3 su 100, con un miglioramento percepito della qualità dell’hospitality. In cima alle valutazioni ci sono gli americani (87,2/100), seguiti da turisti polacchi, britannici, spagnoli e italiani, senza dimenticare l’area francofona, la regione GAS (Germania, Austria, Svizzera) e i Paesi Bassi. “Particolarmente significativo – aggiunge l’assessore Mazzali – è il ritorno dei visitatori cinesi, soprattutto nelle destinazioni più esclusive”.
Destagionalizzare è fattore di competitività
Oltre ai numeri positivi di Ferragosto, c’è un dato che racconta meglio di ogni altro la forza della Lombardia: la nostra regione è oggi campione di destagionalizzazione. Mentre l’Italia presenta ancora un indice di stagionalità pari a 0,56, la Lombardia si ferma a 0,29.
“Un valore che – chiarisce l’assessore – significa una cosa molto chiara: da noi l’arrivo dei turisti non dipende dal bel tempo o dalle festività, ma si distribuisce lungo tutto l’anno, con benefici concreti per comunità, operatori e territori”.
Una visione strategica
“Questo risultato– prosegue – non è casuale, ma è il frutto di una visione iniziata due anni fa, quando abbiamo scelto di raccontare la Lombardia non solo attraverso le sue icone più famose, ma attraverso ogni angolo, ogni borgo, ogni storia autentica. Una Lombardia a 360 gradi, senza confini, che invita a scoprire esperienze nuove e vere, lontane dalle mete scontate. È questo racconto corale, costruito nel tempo, ad averci resi più competitivi e ad aver consolidato l’immagine di una regione capace di accogliere e sorprendere in ogni stagione dell’anno”.
Puntare sulla qualità
“Per noi i dati non sono una semplice fotografia – conclude – ma strumenti strategici per guidare le scelte. Il nostro obiettivo è normalizzare i flussi, mantenere alta la competitività internazionale della Lombardia e puntare sempre più sulla qualità: dall’accoglienza alla promozione mirata dei mercati. Vogliamo che ogni turista, indipendentemente dalla sua provenienza o motivazione di viaggio, trovi in Lombardia un’esperienza unica e memorabile. I numeri di quest’anno ci dicono che siamo sulla strada giusta”.
La situazione irrigua e l’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura in Lombardia non destano preoccupazione. Questa la sintesi del Tavolo regionale, moderato dal vicesegretario della Regione, Pier Attilio Superti, per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica svoltosi, lunedì 28 luglio 2025 mattina, a Palazzo Lombardia, alla presenza degli assessori Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste).
Sertori: ultime piogge hanno migliorato la situazione
“Le ultime piogge – ha sottolineato l’assessore Massimo Sertori – sicuramente hanno migliorato la situazione rispetto alla fotografia che abbiamo fatto il 17 luglio all’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel distretto idrografico del fiume Po dove eravamo sotto di circa il 14% rispetto alla risorsa idrica standard/media”. “Una situazione che è ulteriormente migliorata con le piogge che ci sono state negli ultimi giorni – ha proseguito – per cui quello che è emerso dal Tavolo è che, attualmente, la situazione è tranquilla”. “Siamo oramai in uno stato avanzato della stagione irrigua – ha concluso Sertori – e i laghi sono a un livello di riempimento soddisfacente. Per cui, da qui in avanti, non dovremmo avere grossi problemi per la conclusione dell’irrigazione”.
Beduschi: stagione irrigua 2025 Lombardia sotto controllo
“Quella del 2025 – ha dichiarato l’assessore Beduschi – non è certo una stagione paragonabile al 2022, quando abbiamo dovuto affrontare gravi problemi legati alla scarsità di acqua”. “Le ultime precipitazioni – ha aggiunto – stanno però dando risultati positivi, anche se permane qualche criticità locale, e ci fanno ritenere che anche questa stagione irrigua potrà essere significativa e, soprattutto, gestita con un buon margine di sicurezza”. “È evidente – ha concluso Beduschi – che la gestione della risorsa idrica rappresenta per Regione Lombardia una delle sfide principali, e la sua ottimizzazione costituisce un risultato strategico. Proprio per questo abbiamo pubblicato un bando da 7 milioni di euro a favore delle aziende agricole. Con l’obiettivo di efficientare i propri sistemi irrigui”.
I dati emersi durante il confronto
Durante il Tavolo, infatti, si è ricordato come la stagione invernale 2024-2025 sia stata caratterizzata da una condizione altalenante di anomalie positive e negative di precipitazioni, con temperature sempre superiori alla media. Una situazione che ha portato a un inizio della stagione irrigua caratterizzato da un deficit di riserva nivale. Una situazione migliorata con le piogge di maggio, controbilanciate dalle alte temperature che hanno causato il completo scioglimento della riserva di neve. In questo contesto, il 17 luglio, l’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici nel distretto idrografico del fiume Po ha attribuito, a buona parte del Distretto e a tutto il territorio lombardo, uno scenario di severità idrica ‘Bassa in assenza di precipitazioni’.
Riserve idriche
In Lombardia, al 28 luglio 2025, il totale delle riserve idriche risulta moderatamente inferiore alla media, ma decisamente superiore al valore registrato nel 2022. Quando il deficit era del 66% rispetto alla media.
Attualmente, in Lombardia è complessivamente a disposizione quasi il triplo della risorsa idrica stoccata nello stesso periodo del 2022.
I valori dei grandi laghi
Il Tavolo ha quindi analizzato le situazioni dei grandi laghi, con il Lago Maggiore con un riempimento del 77%, il Lago di Como del 45%, il Lago d’Iseo dell’89%, il Lago d’Idro al 100% del volume autorizzato e il Lago di Garda al 77%. Si tratta di valori che consentiranno la positiva conclusione della stagione irrigua.
Progetto Grada unico, modello di governance per il turismo
“Con il progetto Garda Unico – spiega l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda della Regione Lombardia, Barbara Mazzali – abbiamo scelto di unire le forze con Veneto e Trentino-Alto Adige, per dar vita a una strategia condivisa, strutturata e lungimirante. È un modello di governance turistica che supera i confini amministrativi per valorizzare, in modo integrato, l’intero bacino gardesano”.
Durante la riunione, le tre Regioni hanno definito una programmazione congiunta focalizzata sull’individuazione di nuovi mercati di riferimento.
Obiettivo: turismo di qualità, consapevole e rispettoso
“Abbiamo scelto di puntare su Paesi del Nord Europa e del Nord America – sottolinea l’assessore Mazzali – con l’obiettivo di intercettare un turismo di qualità, consapevole, rispettoso e interessato all’autenticità del territorio. Non ci interessa inseguire i numeri, ma attrarre viaggiatori che generino un impatto economico sostenibile e duraturo per le nostre comunità locali”.
Navigazione dei laghi
Elemento centrale del progetto è anche il ruolo della ‘Navigazione Laghi‘, l’ente governativo che gestisce i servizi di trasporto pubblico via acqua del Garda, Maggiore e Como.
“La rete dei collegamenti lacustri – evidenzia l’assessore – rappresenta un’infrastruttura strategica non solo per una mobilità turistica sostenibile, ma anche per rendere più accessibili i borghi, le spiagge, i siti culturali e paesaggistici, nel pieno rispetto dell’ambiente”.
Turismo lombardo, meta unica nel panorama internazionale
“Garda Unico – conclude Mazzali – è un esempio concreto di come la collaborazione istituzionale possa trasformarsi in visione. Vogliamo rafforzare il posizionamento del Lago di Garda come destinazione d’eccellenza, attraverso un racconto condiviso che ne esalti le peculiarità, l’anima autentica e la capacità di offrire esperienze indimenticabili, tutto l’anno. È un patrimonio di inestimabile valore per il turismo lombardo, non solo per la sua straordinaria bellezza naturale, ma anche per l’offerta culturale, enogastronomica e sportiva che lo rende una meta unica nel panorama nazionale e internazionale”.
Si è tenuta mercoledì 23 luglio 2025, a Palazzo Pirelli, la cerimonia di premiazione di due content creator comaschi, Elisabetta Acquaro e Luca Nava, ideatori del seguitissimo profilo Facebook ‘In Lombardia non c’è il mare ma…’, che ha conquistato oltre 92.000 follower grazie a una narrazione autentica e appassionata della Lombardia più nascosta e sorprendente.
Il progetto, nato con l’obiettivo di valorizzare gli angoli meno noti della regione, ha saputo trasformare il racconto del territorio in un’esperienza condivisa, dove ogni utente diventa protagonista, contribuendo con immagini, pensieri e testimonianze personali.
Il premio a ‘In Lombardia non c’è il mare ma…’
A consegnare il riconoscimento sono stati gli assessori della Regione LombardiaBarbara Mazzali (Turismo, Marketing territoriale e Grandi eventi) e Alessandro Fermi (Università, Ricerca e Innovazione), sottolineando il valore strategico della comunicazione digitale nella promozione turistica.
Mazzali: i social sempre più rilevanti in promozione
“I social media sono strumenti fondamentali per raccontare il territorio in modo diretto, coinvolgente e democratico — ha commentato Mazzali —. Con equilibrio e intelligenza, possono orientare l’opinione pubblica e stimolare un turismo consapevole e diffuso, non solo concentrato sulle nostre mete iconiche. Il profilo ‘In Lombardia non c’è il mare ma…’ è un esempio virtuoso di come la bellezza possa essere raccontata ‘dal basso’, attraverso gli occhi di chi la vive e la ama”. “Elisabetta e Luca – ha aggiunto – hanno saputo dare voce a una Lombardia autentica, fatta di borghi, paesaggi, tradizioni e storie che meritano di essere scoperte e condivise. E, seppur, sia vero che la nostra Lombardia non abbia il mare, ha i nostri straordinari laghi, i nostri ‘mari’, bellezze turistiche famose in tutto il mondo”.
Per Mazzali “il successo del progetto dimostra come il passaparola digitale sia uno dei motori più potenti del turismo di prossimità, capace di valorizzare anche le aree interne e meno battute, lontano dalle copertine patinate ma ricche di fascino e potenzialità”.
L’obiettivo: valorizzare la Lombardia meno nota
Sul profilo della pagina social, l’obiettivo è fin da subito evidente e dichiarato, ovvero parlare di “monumenti, paesaggi, laghi, montagne, fiumi, patrimonio naturalistico, storico, culturale, artistico, di una terra, ricca di tradizioni, che nei secoli ha sviluppato con lungimirante perseveranza i doni che la natura le ha affidato”.
Fermi: espressione di una comunità viva
“La comunicazione – ha sottolineato Fermi – è più che mai multimediale, quindi la premiazione di una pagina Facebook così amata e seguita mi riempie di entusiasmo. Essere prossimi al raggiungimento del traguardo dei 100.000 follower è un enorme successo, che premia i due creator ma anche tutti coloro che ogni giorno amano la Lombardia, la raccontano e la vivono con passione”. “Siamo dunque davvero orgogliosi – ha aggiunto – di premiare la pagina ‘In Lombardia non c’è il mare ma…’: è stato raggiunto un risultato che va ben oltre i numeri. Rappresenta una comunità viva e affezionata, che con passione comunica la bellezza della nostra terra di Lombardia”.
I creator: dal successo del Lago di Como abbiamo allargato la visione
“Il successo turistico mondiale della nostra provincia, con il Lago di Como diventato un simbolo di bellezza internazionale, ci ha portati al desiderio – hanno affermato i due creator, Elisabetta Acquaro e Luca Nava – di valorizzare tante altre aree meravigliose del Comasco e della nostra Lombardia. Questa aspirazione è quindi diventata un progetto, a cui hanno aderito, con nostra sorpresa, migliaia di utenti, che ora sono i nostri follower. E che provengono davvero da tutta Italia”.