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Accordo Regione Lombardia e Lega Navale italiana per valorizzare sport

29 octobre 2025 à 16:10

Regione Lombardia e Lega Navale Italiana insieme con un accordo per valorizzare sport, giovani e ambiente. Il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Federica Picchi, e l’ammiraglio Donato Marzano hanno  firmato un protocollo d’intesa per la promozione delle attività nautiche e dei valori educativi dello sport d’acqua.

Accordo Regione Lombardia e Lega Navale italiana per promozione sport

L’intesa prevede una serie di iniziative congiunte rivolte a scuole, famiglie, associazioni sportive e realtà territoriali, finalizzate alla diffusione della cultura del mare e delle acque interne come luoghi di sport, socialità e formazione. In particolare, saranno realizzati corsi di avviamento alla vela, canoa e motonautica per bambini e ragazzi; programmi di educazione ambientale e sicurezza in acqua; attività di inclusione sociale e velaterapia, rivolte a persone con disabilità o fragilità; eventi divulgativi e campagne di sensibilizzazione sulla tutela degli ecosistemi lacustri e fluviali.

L’accordo si inserisce pienamente nella strategia regionale di promozione dello sport diffuso e accessibile, con una particolare attenzione ai giovani e al rispetto dell’ambiente. Regione Lombardia riconosce e sostiene l’importanza delle realtà sportive che, come la Lega Navale, lavorano quotidianamente per rendere lo sport un diritto e un’opportunità per tutti.

Valorizzazione degli sport acquatici

“Questo accordo triennale – ha spiegato Picchi – consolida la collaborazione tra le due istituzioni per promuovere la pratica degli sport acquatici, l’educazione ambientale e il protagonismo giovanile. I nostri laghi e fiumi rappresentano un patrimonio straordinario, non solo naturale ma anche culturale e sportivo che l’attività di Lega Navale permette di valorizzare in pienezza. Gli oltre 2.500 ragazzi che ogni anno seguono corsi nelle sezioni lombarde della Lega Navale testimoniano il grande potenziale educativo di queste attività. La Lega Navale Italiana, fondata nel 1897, è oggi un punto di riferimento nazionale per la promozione della cultura marittima e per la diffusione dello sport nautico a tutti i livelli. Con oltre 60.000 soci in Italia e 250 sezioni e delegazioni operative,  contribuisce a diffondere valori di rispetto, disciplina, solidarietà e impegno civile“.

Educazione ambientale

“Questa è  – ha fatto sapere l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione  –  un’importante collaborazione per la tutela del nostro inestimabile patrimonio idrico, i laghi e i fiumi della Lombardia. Sono sicuro che l’esperienza della Lega Navale Italiana sarà un elemento decisivo per portare ad un livello ancora più elevato l’educazione ambientale che sarà fornita alle future generazioni, attraverso esperienze concrete e dirette per i nostri giovani”.

Progetto ‘Dolci acque’

“La collaborazione tra la Lega Navale Italiana e le regioni italiane – ha precisato l’ammiraglio Marzano – è particolarmente strategica per il perseguimento delle nostre finalità istituzionali   Che non riguardano solo il mare o le coste. Abbiamo 35 sezioni che operano ogni giorno nelle acque interne. Proprio le sezioni lombarde saranno capofila nell’iniziativa nazionale ‘Dolci acque‘ che si terrà nella primavera 2026: il progetto nasce per valorizzare quel patrimonio di attività che svolgiamo su laghi e fiumi, coinvolgendo le scuole nella promozione e nella salvaguardia delle acque interne e federando le capacità e lo scambio di esperienze tra i soci delle Sezioni costiere della Lega Navale e quelle delle aree interne”.

Lega Navale italiana, presenza consolidata in Lombardia

In Lombardia la Lega Navale Italiana è una presenza consolidata, con 11 sezioni attive (Milano, Bergamo, Brescia – Desenzano, Mandello del Lario, Mantova, Varese, Pavia, Crema, Cremona, Lodi, Bovisio Masciago) e una comunità viva e in crescita. Sono oltre 2.500 gli under 18 che ogni anno partecipano alle attività formative delle sezioni lombarde, tra corsi di vela, canoa, navigazione e attività educative legate all’acqua. Gli atleti under 18 agonisti sono circa 80 tra vela e canoa, mentre gli adulti coinvolti in attività sportive e formative superano le migliaia di iscritti.

A Lecco assise su promozione sport d’acqua, sviluppo e sostenibilità

La firma del protocollo anticipa anche la 120ª assemblea nazionale della Lega Navale Italiana, in programma dal 30 ottobre al 1° novembre a Lecco, ospitata dalle sezioni di Mandello del Lario e Milano. L’assise porterà in Lombardia rappresentanti da tutta Italia per discutere strategie di sviluppo, sostenibilità e promozione dello sport d’acqua.

Collaborazione unisce sport, educazione e tutela ambientale

“Con questo accordo – ha aggiunto Picchi –  Regione Lombardia e Lega Navale Italiana rafforzano una collaborazione che unisce sport, educazione e tutela ambientale. Attraverso la vela, la canoa e tutte le discipline acquatiche vogliamo offrire ai giovani esperienze formative e di crescita, che insegnino valori come il rispetto delle regole, la collaborazione e la consapevolezza ambientale. Insieme stiamo costruendo un modello che valorizza i territori, promuove il turismo sportivo sostenibile e trasmette una visione positiva e condivisa dello sport come strumento di comunità. Ringrazio la Lega Navale per l’impegno, la passione e la capacità di coniugare tradizione e innovazione”.

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Lombardia protagonista a Bruxelles: Ue ascolti la voce dei territori

24 septembre 2025 à 15:29

La Lombardia protagonista a Bruxelles, al Comitato Europeo delle Regioni, per riaffermare la necessità che l’Ue ascolti la voce dei territori virtuosi. Nella capitale belga il ‘sistema lombardo’ nel suo complesso, in sintonia con la rappresentanza diplomatica italiana a Bruxelles, si è riunito per ribadire alle istituzioni europee l’esigenza che le comunità locali mantengano il proprio ruolo chiave nella programmazione e gestione dei fondi di coesione e agricoli.

Al centro il futuro delle politiche comunitarie con focus su transizione ecologica e digitale

Una giornata di incontri e tavole rotonde dal titolo ‘Lombardia, Europa: vincere la sfida della competitività‘, dedicata al futuro delle politiche comunitarie rispetto al profilarsi del nuovo ‘Quadro finanziario pluriennale 2028-2034′, con focus su transizione ecologica e digitale, ricerca e competenze professionali, il diritto a rimanere nei territori, l’agricoltura e la sicurezza alimentare.

La delegazione di Regione Lombardia a Bruxelles

Ai lavori hanno partecipato i principali attori lombardi dell’economia e delle imprese insieme al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, al vicepresidente e assessore al Bilancio, Marco Alparone, e agli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Paolo Franco (Casa e Housing sociale), Guido Guidesi (Sviluppo economico), Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica), Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro), Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi – in videocollegamento), oltre al sottosegretario alla presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.

Alparone: Lombardia affidabile nella gestione del bilancio

L’assessore regionale al Bilancio e Finanza, Marco Alparone, a Bruxelles

“Il nuovo ‘Quadro finanziario pluriennale’ – ha puntualizzato il vicepresidente Alparone – rappresenta un passaggio decisivo sui cui Regione mantiene alta l’attenzione. La Lombardia negli anni si è dimostrata pienamente affidabile dal punto di vista della gestione del bilancio e della capacità di mettere a terra progetti finanziati con fondi europei. Un’affidabilità certificata a più riprese dai rating delle agenzie internazionali. In Lombardia la sinergia tra pubblico e privato consente di moltiplicare l’impatto degli investimenti generando sviluppo, lavoro e innovazione. Un modello che possiamo offrire alle altre realtà dell’Unione europea”.

Guidesi: Lombardia prima regione manifatturiera d’Europa

In foto l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, a Bruxelles per gli incontri con l’Ue“La Lombardia – ha dichiarato l’assessore Guidesi – è la prima regione manifatturiera d’Europa e, in quanto tale, sente la responsabilità di portare la voce del proprio ecosistema produttivo dentro il dibattito europeo. Ritengo che l’Europa non possa permettersi un modello centralizzato che rischi di depotenziare i territori. Ci siamo posti l’obiettivo di mantenere il nostro primato industriale in maniera sostenibile“.

“Siamo qui – ha aggiunto Guidesi – a chiedere all’Ue di essere messi nelle condizioni di farlo, perché le regole europee non ci consentono di tenere insieme gli obiettivi di decarbonizzazione con la competitività delle nostre aziende. Bruxelles ascolti la voce delle Regioni virtuose”.

Sertori: serve contrastare lo spopolamento delle aree interne e della montagna

In foto l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, insieme all’assessore regionale a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica. Massimo Sertori, a Bruxelles per incontrare l’Ue

“Contrastare lo spopolamento delle aree interne e della montagna – ha sottolineato l’assessore Sertori – significa prima di tutto garantire servizi essenziali: sanità, scuola, mobilità, ma anche politiche abitative calibrate sulle esigenze dei territori. La montagna lombarda non è un luogo da preservare solo per il suo valore ambientale o turistico, è una comunità viva che chiede opportunità di lavoro, accesso ai servizi e infrastrutture moderne. Per questo Regione Lombardia, attraverso la ‘Strategia delle Aree Interne’, punta su un approccio integrato, che tenga insieme sviluppo locale, confronto con i territori ed equilibrio nell’uso delle risorse. Solo così potremo trasformare la sfida dello spopolamento in un’occasione concreta di crescita sostenibile e duratura”.

Franco: housing sociale leva fondamentale per lo sviluppo dei territori

L'assessore Paolo Franco“Il tema dell’housing sociale – ha affermato l’assessore Franco – rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo equilibrato dei territori. Lo vediamo soprattutto nelle grandi aree metropolitane, ma anche nelle zone montane e in quelle a vocazione turistica, dove i prezzi e i canoni di locazione mettono in difficoltà non solo le fasce più fragili, ma anche le famiglie dei lavoratori che garantiscono servizi essenziali”.

“Con la ‘Missione Lombardia’ – ha proseguito Franco –, Regione mette in campo importanti risorse per ampliare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili, favorendo la rigenerazione urbana sostenibile e valorizzando il patrimonio edilizio esistente. Le politiche abitative sono uno strumento essenziale per rendere i nostri territori più attrattivi, coesi e competitivi”.

Tironi: mettiamo al centro la connessione tra scuola, formazione, università e lavoro

L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, a Bruxelles“Le grandi transizioni che interessano l’Europa – ha osservato l’assessore Tironi – richiedono competenze nuove e strumenti di formazione capaci di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della propria vita. In Regione Lombardia abbiamo scelto di mettere al centro la connessione tra scuola, formazione, università e lavoro, costruendo filiere integrate che vanno dall’istruzione professionale agli ITS Academy fino al mondo delle imprese. Quando i percorsi formativi sono coerenti con i fabbisogni produttivi, i giovani trovano più rapidamente un’occupazione qualificata e le imprese dispongono di professionalità adeguate”.

Maione: in Lombardia la prima legge regionale per il clima in Italia

L'assessore Giorgio Maione“Regione Lombardia – ha ribadito l’assessore Maione – ha approvato la prima legge regionale per il clima in Italia, integrando mitigazione e adattamento in un’unica strategia anche mediante il ripristino degli ecosistemi. È fondamentale che l’Unione Europea sostenga in modo concreto le Regioni puntando sul pragmatismo e archiviando la stagione delle ideologie in materia ambientale. Gli obiettivi della sostenibilità si possono raggiungere con gradualità e con strumenti concreti in grado di accompagnare i territori verso la transizione ecologica”.

Beduschi: la voce dell’agricoltura lombarda a Bruxelles

L'assessore Alessandro Beduschi durante l'intervento a Bruxelles“A Bruxelles – ha aggiunto l’assessore Beduschi – abbiamo portato la voce dell’agricoltura lombarda, che chiede una PAC 2028–2034 capace di riconoscere il ruolo delle imprese come garanti di sicurezza alimentare e qualità. Serve un sistema che garantisca risorse adeguate anche alle regioni sviluppate come la nostra, valorizzando la zootecnia anche con le nuove regole. Occorre inoltre sbloccare definitivamente la possibilità di trasferire l’innovazione in campo, ad esempio attraverso le TEA di cui siamo pionieri. Infine, chiediamo una strategia europea che integri biogas, digestato, biometano e agrivoltaico in un modello di bioeconomia circolare che tuteli i suoli e promuova la multifunzionalltà agricola nel rispetto dell’ambiente”.

Comazzi: tutela della biodiversità e rigenerazione dei suoli priorità strategica

“La tutela della biodiversità e la rigenerazione dei suoli – ha concluso l’assessore Comazzi – sono priorità strategiche per la Lombardia. Con la legge sul consumo di suolo e con progetti europei come LIFE NatConnect2030, Regione promuove un modello di sviluppo territoriale sostenibile e coerente con gli obiettivi dell’Unione Europea. Le Nature-Based Solutions (NBS) devono diventare parte integrante delle politiche europee, perché rappresentano strumenti efficaci per rafforzare la resilienza dei territori e migliorare la qualità della vita delle comunità”.

Presente anche Arpa Lombardia

All’evento ha partecipato anche il direttore generale di Arpa Lombardia, Fabio Cambielli, che ha ricordato il ruolo fondamentale dell’Agenzia “per il raggiungimento degli obiettivi del PRSS (Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile) proprio per la capacità di produrre dati e mettere in gioco competenze tecniche che vengono assorbite nei processi decisionali regionali”.

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Fontana a Bruxelles: no a ruolo marginale Regioni, lombardizzare Paese

Par : Marco Dozio
24 septembre 2025 à 11:54

“No alla centralizzazione dei fondi di coesione Ue, no al taglio delle risorse per i territori, no alla marginalizzazione del ruolo delle Regioni, no alla burocrazia insensata e alle scelte ideologiche che danneggiano l’economia. Da Bruxelles la Lombardia attende tutt’altro, perché vuole continuare a correre ed essere sempre più protagonista nel panorama internazionale”. Dalla capitale belga il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, lancia l’allarme sul futuro della Ue chiedendo alla Commissione Europea un netto cambio di passo rispetto a quanto prospettato con il bilancio pluriennale 2028-2034, che prevede una riduzione dei contributi per le politiche di coesione e le politiche agricole, oltre all’accentramento a livello nazionale della gestione dei fondi.

 

A Bruxelles convegno su Lombardia, Ue e sfida della competitività

Nella sede del Comitato Europeo delle Regioni a Bruxelles, nell’ambito del convegno ‘Lombardia, Europa: vincere la sfida della competitività’, il presidente Fontana ha chiamato a raccolta una platea composta da numerosi europarlamentari e dai principali attori lombardi dell’economia e dell’impresa, giunti a Bruxelles con la delegazione regionale. “È il sistema lombardo che preme sulle istituzioni europee”, ha detto il governatore della Lombardia sferzando l’esecutivo europeo su diversi temi cruciali, a cominciare dal paventato ridimensionamento delle Regioni.

Fontana: togliere a Regioni gestione dei fondi è contro ogni logica

Fontana a Bruxelles per evento UE su sfida competivitità della Lombardia

“Togliere alle Regioni la gestione dei fondi – ha evidenziato Fontana – va contro ogni logica di buonsenso  e penalizza soprattutto sistemi virtuosi come quello lombardo. Regione Lombardia è più efficiente dello Stato italiano e accentrare a Roma la negoziazione e la programmazione delle risorse significherebbe restare invischiati nel pantano e nelle lentezze tipiche del centralismo. La Lombardia ha dimostrato di gestire con efficacia i fondi Ue: l’Europa dovrebbe premiare i territori più meritevoli, e anzi sarebbe opportuno che le risorse comunitarie non spese vengano redistribuite alle Regioni che sanno investire a beneficio dei cittadini”.

Senza fondi di coesione salta modello lombardo

La nuova proposta della Commissione Europea prevede che le politiche di coesione e quelle agricole (PAC) incidano su circa la metà del totale delle risorse disponibili, mentre nella precedente programmazione incidevano sui 2/3 del bilancio europeo. “Il modello lombardo – ha proseguito Fontana – primeggia in Italia e in Europa anche grazie alla nostra capacità di trasformare i fondi europei in progetti concreti negli ambiti della formazione, della politica industriale o del sostegno all’agricoltura. Senza i fondi di coesione salterebbe il modello lombardo e questo non conviene a nessuno, né all’Europa né al Governo centrale, al quale ogni anno cediamo 56 miliardi di euro di residuo fiscale, ovvero risorse che dalla Lombardia prendono la strada di Roma senza alcun ritorno in termini di servizi e investimenti per il nostro territorio”.

Fontana: ‘lombardizzare’ il Paese per diffondere buone pratiche

Fontana ha riaffermato il protagonismo della Lombardia sugli scenari globali. “Siamo la prima Regione manifatturiera d’Europa – ha sottolineato il governatore – e motore economico del Continente. Occorre agevolare e non ostacolare la competitività che siamo in grado di esprimere. Il nostro ‘sistema lombardo’ nel suo complesso, con il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo del lavoro e associazioni di categoria, è unico. ‘Lombardizzare’ il resto del Paese sarebbe auspicabile. Questo significherebbe, infatti, estendere a tutti le buone pratiche attuate in Lombardia, la capacità di mettere a terra gli investimenti, di fare rete con tutti i soggetti, di trovare soluzioni rapide ed efficaci, di innovare e progettare il futuro”.
“Per correre però – ha aggiunto il governatore – allentare la morsa della burocrazia è sempre più necessario. Allo stesso modo è fondamentale che l’Ue corregga gli errori commessi in tema di green deal. Serve pragmatismo, direi pragmatismo lombardo, e non ideologismo”.

Su automotive da Ue solo scelte ideologiche

Il riferimento del governatore è alle politiche industriali messe in campo dalla Commissione Ue.  “Il caso dell’automotive è emblematico – ha aggiunto Fontana – e racconta di un settore sostanzialmente distrutto da scelte ideologiche folli. La Lombardia è stata la prima a lanciare l’allarme con l’assessore Guidesi. Ora occorre correggere la rotta e lavorare alle politiche ambientali con un sano gradualismo, rispettando principi di sostenibilità economica e sociale”.

Cattaneo: Lombardia chiede pragmatismo a Bruxelles per vincere sfida competitività

Fontana a Bruxelles per evento UE su sfida competitività della Lombardia

Il sottosegretario alla presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo è stato invece protagonista del primo panel della giornata.  “Di fronte al nuovo scenario geopolitico – ha sottolineato – l’Europa deve riaffermare il proprio ruolo di protagonista, sia sul piano economico sia nella promozione della pace. Per raggiungere questo obiettivo occorre superare gli eccessi ideologici del passato e adottare politiche pragmatiche a sostegno della competitività. Al tempo stesso, l’Unione deve riscoprire il principio fondante di un’Europa costruita dal basso. Un’Europa in grado di valorizzare le diversità senza ricorrere a soluzioni burocratiche imposte dall’alto. In linea con il motto ‘Unita nella diversità’, è essenziale riconoscere e promuovere le specificità di ogni territorio”.

Cirio (governatore Piemonte): Regioni devono far sentire la loro voce

Ai lavori ha partecipato anche Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e presidente della Commissione Econ del Comitato Europeo delle Regioni. “La Lombardia – ha affermato – potrebbe dare lezioni a qualche istituzione europea su come si investe in competitività, tecnologia e innovazione. È paradossale che la Commissione Europea voglia toccare proprio ciò che funziona, ovvero le politiche di coesione. La riduzione delle risorse per i fondi di coesione è motivo di forte preoccupazione. E’ un errore pensare che centralizzare significhi semplificare, quando spesso è vero il contrario, non solo in Europa ma anche in Italia. Abbiamo la necessità di far sentire coralmente la nostra voce. Affondare l’Europa delle Regioni significa mettere a rischio la credibilità stessa dell’Unione”.

I presenti all’evento a Bruxelles su Lombardia, Ue e sfida della competitività

L’evento a Bruxelles ha visto la partecipazione anche del vicepresidente di Regione Lombardia e assessore al Bilancio, Marco Alparone, e degli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Paolo Franco (Casa e Housing sociale), Guido Guidesi (Sviluppo economico). Presenti anche Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica), Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro), Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi – in videocollegamento). I membri della Giunta hanno partecipato a momenti di confronto sui temi di competenza con stakeholder e rappresentanti delle istituzioni europee.

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Peste Suina Africana, allentate restrizioni alle zone colpite

17 septembre 2025 à 17:08

“Un’ottima notizia quella della Commissione europea: allentate in modo sostanziale le restrizioni agli allevamenti suinicoli lombardi delle province di Pavia e di Lodi e anche a quelli piemontesi di Novara colpiti dalla Peste Suina africana“.

È il commento dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia Alessandro Beduschi, sullo stop alle limitazioni alle zone con focolai o casi di PSA (Peste Suina Africana).

Peste Suina Africana, allentate le restrizioni

“Abbiamo agito subito, con il Ministero dell’Agricoltura e quello della Salute e il Commissario di Governo per la PSA, Giovanni Filippini – ricorda l’assessore – con misure volte a contenere la diffusione del virus, con recinzioni, strutture di biosicurezza, anche con il sostegno del mondo venatorio e, va sottolineato, con la grande disponibilità al sacrificio degli allevatori di suini e dell’intera filiera della suinicoltura”.

Zona 3, restrizioni completamente rimosse

Nel dettaglio, la zona ‘3’, quella con restrizioni totali, è completamente rimossa. Sono 109 i Comuni classificati in zona ‘2’57 in zona ‘1’, mentre 72 Comuni precedentemente inclusi nelle zone di restrizione passano a territorio libero.

Lavoro sinergico e di squadra

“Dopo questa notizia – prosegue Beduschi – possiamo dire che i lavoratori del settore, e l’intera filiera tutta, possono tornare, e dico finalmente, a guardare ai mesi futuri con rinnovato ottimismo lasciandosi alle spalle mesi di duri sacrifici legati alle restrizioni. Siamo arrivati al traguardo di un allentamento alle restrizioni con un lavoro sinergico, di squadra, conosci che contenere e sconfiggere la PSA non è affatto semplice o facile, come dimostrano casi di altri Stati vicini a noi”.

Sguardo al futuro

“Questo non significa – conclude – che la battaglia sia finita. È però un grandissimo segnale che in molte zone colpite gli allevatori possano tornare a riaccasare i suini e quindi a tornare lentamente alla normalità. È una grande vittoria di un sistema che ha funzionato nonostante momenti di grandissima difficoltà”.

 

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Casa, assessore Franco al vertice con la Commissione del Parlamento UE

Par : Marco Dozio
16 septembre 2025 à 17:35

“Come Regione per le politiche sulla casa, attraverso la Missione Lombardia, stiamo mettendo in campo oltre 1,5 miliardi di euro per la rigenerazione urbana, la riqualificazione degli alloggi, la cura del patrimonio, l’housing sociale e il welfare abitativo. Uno sforzo senza precedenti che stiamo concretizzando investendo con efficacia e oculatezza risorse regionali, statali, europee e anche del PNRR”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, intervenendo questo pomeriggio a Milano, a Palazzo Marino, al vertice organizzato nell’ambito della missione istituzionale in Lombardia della Commissione Casa (HOUS) del Parlamento UE.

Vertice sulla casa, dialogo e confronto con Commissione UE

L’assessore alla Casa e Housing sociale di Regione Lombardia, Paolo Franco, partecipa, a Milano, all’evento in programma a Palazzo Marino nell’ambito della missione istituzionale della ‘Commissione Casa (HOUS)’ del Parlamento europeoDurante il vertice con i commissari l’assessore Franco ha ribadito l’impegno di Regione Lombardia sul fronte dell’housing sociale: “Sono in corso i cantieri finanziati con il bando regionale da 18 milioni di euro che consentiranno di mettere a disposizione circa 500 abitazioni per i lavoratori. Si tratta di alloggi a canone concordato da destinare a famiglie con ISEE compreso tra 14.000 e 40.000 euro. Un passo nella direzione giusta, quella di aiutare la classe di reddito medio e medio basso che non può accedere alle graduatorie delle case popolari e nel contempo fatica a trovare soluzioni abitative sul mercato privato”.

“Ho ribadito ai commissari – ha concluso l’assessore Franco – la disponibilità mia e dei nostri uffici rispetto all’analisi delle buone pratiche che stiamo attuando come Regione, restando aperti al dialogo e al confronto”.

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West Nile, DG Welfare Lombardia: situazione in linea con altri anni

11 août 2025 à 16:03

La Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia comunica che la situazione epidemiologica relativa alle infezioni da virus West Nile (WNV) a livello regionale è attualmente in linea con le tendenze degli anni precedenti. Alla data dell’11 agosto sono stati confermati 12 casi di infezione tra i cittadini lombardi. Di questi, 9 sono casi autoctoni, ossia originati nel nostro territorio.

I casi di virus West Nile in Lombardia

I casi di infezione si suddividono come segue:

  • 5 pazienti con sintomi neurologici, di cui uno ha purtroppo perso la vita (il paziente deceduto era un cittadino di oltre 85 anni con preesistenti comorbidità, ossia compresenza di patologie);
  • 4 pazienti con sintomi lievi, privi di manifestazioni neurologiche;
  • 3 pazienti asintomatici, identificati attraverso lo screening dei donatori di sangue.

L’attività di sorveglianza e screening

L’attività di screening sui donatori di sangue è fondamentale per intercettare i casi asintomatici e rientra nelle misure di sorveglianza attivate ogni anno dalla Regione Lombardia a seguito della conferma della circolazione di vettori infetti (zanzare) o del riscontro di animali selvatici o da allevamento infetti (in particolare, uccelli e cavalli). La sorveglianza integrata per i virus West Nile e Usutu è coordinata dalla Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia, in linea con il Piano Nazionale Arbovirosi 2022-2025.

Le Aziende per la Tutela della Salute (ATS) sono le autorità competenti per la sorveglianza sul territorio. Le diagnosi dei casi confermati sono effettuate dai Laboratori di Riferimento Regionale dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano e dell’IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia.

I bollettini settimanali di Regione Lombardia

Regione Lombardia pubblica settimanalmente i bollettini relativi alla sorveglianza delle arbovirosi, incluso il virus West Nile, sul proprio sito ufficiale, dove è possibile consultare tutte le informazioni aggiornate:
Bollettini Arbovirosi – Regione Lombardia. Inoltre, tutti i bollettini e report pubblici relativi all’area della Prevenzione sono disponibili al seguente link, corrispondente all’Osservatorio Epidemiologico – Regione Lombardia.

La Regione Lombardia continuerà a monitorare la situazione con attenzione e a prendere tutte le misure necessarie per proteggere la salute dei cittadini. Si raccomanda alla popolazione di seguire le indicazioni di prevenzione, in particolare riguardo la protezione dalle punture di zanzare, e di collaborare con le autorità sanitarie locali.

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Sertori: nasce ‘leAcque’, rete imprese dei gestori dell’Est Lombardia

29 juillet 2025 à 15:11

Avviata, martedì 29 luglio 2025 a Palazzo Lombardia, alla presenza di Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, leAcque, la partnership con Acque Bresciane, Padania Acque e AqA. L’accordo, sancito da un contratto di rete con durata fino al 2030, unisce infatti sotto il nome di ‘leAcque’ le tre società pubbliche del Servizio Idrico Integrato delle province di Brescia, Cremona e Mantova.

La finalità della joint venture è di creare una convergenza strategica per affrontare insieme le sfide del settore, attraverso una cooperazione che rafforzi la capacità operativa mantenendo l’autonomia giuridica delle singole aziende.

Sertori: ‘leAcque’ unisce Brescia, Cremona e Mantova

Assessore Sertori a presentazione 'leAcque', società che unisce i gestori idrici di Brescia, Cremona e Mantova“Questo nuovo contratto di rete tra i gestori del servizio idrico – ha sottolineato l’assessore Massimo Sertori – si inserisce perfettamente in un momento in cui Regione Lombardia ha avviato con gli operatori del settore un percorso volto all’ottimizzazione del servizio. In tale percorso le varie forme di aggregazione e collaborazione tra i gestori, anche per stralci settoriali, stanno emergendo come elementi chiave per garantire un miglioramento in termini di efficienza, qualità, resilienza e sostenibilità”.

Un segnale forte

Assessore Sertori a presentazione 'leAcque', società che unisce i gestori idrici di Brescia, Cremona e Mantova“Stiamo dando – ha proseguito l’assessore – un segnale forte di come l’unione delle forze e delle risorse possa non solo andare a beneficio dei territori direttamente interessati, ma anche di tutto il territorio lombardo, perché rappresenta un modello virtuoso che potrà essere replicato e preso a esempio di come si possa lavorare insieme per il bene della comunità, affrontando con determinazione le sfide legate ai cambiamenti climatici, alla crescita demografica e alle nuove esigenze del territorio”.

Progetto coerente con gli obiettivi della Regione Lombardia

“Vediamo la nascita ufficiale di un progetto – ha concluso Sertori – che è coerente con quanto stiamo portando avanti come Regione e volto allo sviluppo e a rendere il servizio sempre più efficiente contenendo le tariffe. Un percorso che, per la Lombardia, non è mai mutato”.

Ghizzi (Tea): concretizziamo lavoro di mesi

“Abbiamo dato ufficialmente il via a un progetto cui lavoravamo da tempo – ha detto il presidente di Tea spa e dell’Assemblea retiste, Massimiliano Ghizzi – e che valorizza i singoli territori e gestori, perché ‘leAcque’ intende far crescere e consolidare una collaborazione di respiro extra provinciale”.

Ottolini (Padania Acque): percorso di sinergia industriale

“Questa di ‘leAcque’ – ha sottolineato Stefano Ottolini, direttore generale Padania Acque spa e consigliere delegato ‘leAcque’ – è un percorso di sinergia industriale volto a ottimizzare la condivisione delle best practices e a centralizzare specifiche attività aziendali, migliorando la qualità del servizio e riducendo i costi a vantaggio dei Comuni e dei cittadini”.

Toscani (Acque Bresciane): uniamo competenze, risorse e strategia

“Noi mettiamo a fattor comune – ha affermato Pierluigi Toscani, presidente di Acque Bresciane srl SB – competenze, risorse e strategia, con lo stesso approccio messo in campo con la rete di Water alliance-Acque di Lombardia, per affrontare le delicate sfide del servizio idrico integrato”.

Gli obiettivi de ‘leAcque’

L'assessore Massimo Sertori alla presentazione de 'leAcque' con i rappresentanti delle società di Brescia, Cremona e MantovaGrazie alla contiguità territoriale e alle infrastrutture idriche interconnesse, questa rete offre l’opportunità di sviluppare sinergie industriali, realizzare economie di scala e incrementare la capacità di investimento.
I principali obiettivi di ‘leAcque’ sono il consolidamento territoriale delle tre società partecipate dagli enti locali e l’offerta di un servizio unificato per tutti gli utenti delle province, attraverso la condivisione delle seguenti aree di intervento: laboratori e analisi delle acque, ingegneria e pianificazione infrastrutturale integrata, sistemi IT, digital transformation e cybersecurity, efficienza energetica e impianti da fonti rinnovabili (FER), amministrazione del personale e supporto ordinario. Al centro delle attività ci sono le competenze, nell’ottica che l’accentramento non significhi centralizzazione, ma intelligenza operativa condivisa.

La governance

La governance della Rete, progettata per essere snella ma rappresentativa, comprende l’Assemblea delle retiste (composta dai presidenti o amministratori delegati), il Consiglio di Gestione (direttori generali) e il Delegato del Consiglio.
Massimiliano Ghizzi, presidente di Gruppo Tea e AqA, presiederà l’Assemblea delle retiste, mentre Stefano Ottolini, direttore generale di Padania Acque spa, assumerà il ruolo di Delegato del Consiglio.

I numeri

‘leAcque’ serve complessivamente 276 Comuni, per un totale di circa 1,2 milioni di abitanti e 470.000 utenti dell’acquedotto, gestendo circa 9.000 chilometri di rete di distribuzione e 7.000 chilometri di rete fognaria. La nuova Rete è già proiettata verso il futuro, impegnandosi a creare una leadership sostenibile nel settore idrico lombardo.

I presenti

Hanno partecipato alla conferenza stampa, tra gli altri, Massimiliano Ghizzi, presidente Gruppo Tea e AqA; Cristian Chizzoli, presidente di Padania Acque spa; Alessandro Lanfranchi, amministratore delegato di Padania Acque spa; Stefano Ottolini, direttore generale di Padania Acque spa e Paolo Saurgnani, direttore generale di Acque Bresciane srl SB.

LA SCHEDA

Acque Bresciane srl

La presentazione de 'leAcque'È una società benefit totalmente pubblica, nata nel 2017 per gestire il Servizio Idrico Integrato come società in house della provincia di Brescia, a servizio di 113 Comuni, 606.277 abitanti e circa 200.000 utenti. La collegata di Acque Bresciane è Depurazioni Benacensi scrl, una società di gestione consortile a responsabilità limitata, che gestisce il depuratore situato a Peschiera del Garda, al quale confluiscono i collettori fognari provenienti dai vari Comuni delle sponde bresciana e veronese del lago di Garda e del loro entroterra, nonché altri depuratori comunali, situati nelle province di Verona e Brescia.

Padania Acque spa

Gestore unico del Servizio Idrico Integrato con affidamento in house fino al 2043 per l’Ambito Territoriale Ottimale della provincia di Cremona, serve 113 Comuni, per un totale di quasi 160.000 utenze e oltre 350.000 abitanti, e gestisce 2.242 km di rete di acquedotto e 2.129 km di fognatura.
La società, con sede legale a Cremona, gestisce tutta la ‘filiera dell’acqua’ di interesse per i settori civile, agricolo e industriale, che comprende le diverse fasi del ciclo idrico integrato: dalla captazione delle acque dalle falde sotterranee, potabilizzazione e distribuzione dell’acqua, alla gestione della rete fognaria di raccolta delle acque reflue, fino alla conduzione degli impianti e delle reti e alla restituzione all’ambiente delle acque depurate.

AqA srl

'leAcque'È una società benefit che ha sede legale a Mantova, nata nel 2021 a seguito della fusione di Tea Acque srl e AqA Mantova. La società si occupa di tutte le fasi del ciclo idrico integrato incluso il prelievo, la potabilizzazione, distribuzione, fatturazione e vendita, raccolta acque reflue, depurazione biologica, controllo di sicurezza e pronto intervento nell’area della provincia di Mantova, territorio sul quale è stata individuata quale Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato. AqA fa parte del Gruppo TEA Territorio Energia Ambiente spa, il cui capitale è interamente sottoscritto da 57 Comuni della Provincia di Mantova. TEA fornisce servizi energetici (energia elettrica, gas, illuminazione pubblica), ambientali (raccolta e smaltimento rifiuti), idrici (ciclo idrico integrato), funerari (servizi cimiteriali e onoranze funebri).

 

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Agricoltura. Beduschi: 7 milioni a sostenibilità ambientale aziende

24 juillet 2025 à 11:39

Sono 301 le domande ammesse a finanziamento nell’ambito dell’intervento SRD04 ‘Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale’ del Piano strategico PAC 2023-2027. Lo ha annunciato l’assessore della Regione Lombardia all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, a seguito dell’approvazione del decreto che stanzia 6,9 milioni di euro per progetti finalizzati alla sostenibilità ambientale.

Agricoltura in Lombardia, fondi per sostenibilità ambientale

L'assessore Alessandro Beduschi con il gonfalone di Regione Lombardia“Si tratta di un risultato significativo – commenta l’assessore Beduschi – perché dimostra l’adesione concreta delle aziende agricole lombarde e dei soggetti gestori del territorio e delle acque agli obiettivi ambientali. Queste risorse permetteranno interventi per la tutela del paesaggio e delle acque, il contenimento della fauna selvatica e il ripristino di elementi tipici del territorio rurale, come i muretti a secco o le siepi, che hanno anche un importante valore ecologico e storico”.

Dettaglio delle domande

Nel dettaglio, le risorse sono state così suddivise:

  • 56 domande per la realizzazione di siepi, filari, aree umide, fontanili, pozze d’abbeverata e fasce tampone arboree-arbustive, per un totale di circa 2,6 milioni di euro;
  • 128 domande per l’acquisto di recinzioni anti-predazione per la protezione degli allevamenti e di recinzioni anti-ungulati per la protezione delle colture per 490.000 euro;
  • 4 domande per il contenimento delle specie invasive, (nutria), per 24.600 euro;
  • 113 domande per la realizzazione e/o il ripristino di muretti a secco, per un contributo di 3,8 milioni di euro.

Beduschi: sostegno ad agricoltura che produce e tutela l’ambiente

“Sostenere questi investimenti – conclude l’assessore Beduschi – significa promuovere un’agricoltura che non solo produce, ma si prende cura dell’ambiente, migliora la qualità del paesaggio e contribuisce a conservare la biodiversità. È questa la direzione su cui vogliamo continuare a investire”.

Il riparto per provincia

Di seguito il riparto dei fondi assegnati per provincia.

  • Bergamo 78 beneficiari 1.020.000 euro;
  • Brescia 47 beneficiari 1.400.000 euro;
  • Como 8 beneficiari 281.000 euro;
  • Cremona 4 beneficiari 268.400 euro;
  • Lecco 17 beneficiari 460.200 euro;
  • Mantova 5 beneficiari 27.700 euro;
  • Milano 8 beneficiari 400.000 euro;
  • Pavia 10 beneficiari 587.000 euro;
  • Sondrio 124 beneficiari 2.460.000 euro.

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Bilancio pluriennale UE 2028-2034, Cattaneo: penalizza le Regioni 

17 juillet 2025 à 15:50

Perplessità sulla bozza di Bilancio Pluriennale Ue 2028-2034 è stata espressa da Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee. Il testo accorpa infatti i fondi della Coesione e dell’agricoltura in un unico piano nazionale-regionale e comporta, nei fatti, una perdita del ruolo propositivo delle Regioni.

Bilancio UE 2028-2034, Cattaneo: si va nella direzione sbagliata

 

Sottosegretario Raffaele Cattaneo, qui ritratto, in una foto di repertorio a un convegno, commenta bilancio Ue 2028 2034

“La proposta della Commissione Europea sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 – sostiene – va nella direzione sbagliata. Il testo ricentralizza le risorse e indebolisce il ruolo delle Regioni e degli enti locali. Un’Europa che si chiude a Bruxelles, invece di dialogare con i territori, non è l’Europa di cui abbiamo bisogno”.

“Nonostante molti aspetti della proposta siano ancora poco chiari – prosegue Cattaneo – emergono già elementi preoccupanti. I fondi per le politiche di coesione passerebbero da oltre il 30% al 22% (circa 450 miliardi), mentre quelli per la PAC scenderebbero anch’essi da circa il 30% al 15% (circa 300 miliardi), su un bilancio complessivo di circa 2.000 miliardi”.

Riduzione dei fondi europei

“Per la Lombardia – sottolinea – questo potrebbe tradursi in una riduzione significativa dei fondi europei. Rispetto agli attuali 3,5 miliardi di euro, potremmo infatti perdere fino a un miliardo nel prossimo ciclo 2028-2034. Un colpo duro agli investimenti per lo sviluppo, la competitività e la coesione sociale sul nostro territorio.”

Accorpamento fondi di coesione e dell’agricoltura

Particolarmente critica anche la decisione di accorpare i fondi della coesione e dell’agricoltura in un unico piano nazionale-regionale.  “Questo significa – ha detto – accentrare le decisioni a livello statale. È una scelta che contrasta apertamente con le battaglie che le Regioni hanno condotto in questi anni e che, purtroppo, questa proposta dimostra di ignorare”.

Richiesta di modifiche al Bilancio UE 2028-2034

“Il documento presentato sembra aver scontentato tutti. Il negoziato che si apre ora durerà circa due anni. Come Regione Lombardia, insieme alle altre Regioni, ci faremo sentire per chiedere modifiche sostanziali. Questa proposta, così com’è, non può essere accettata”.

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A Bruxelles momento di confronto sulle politiche di coesione

2 juillet 2025 à 17:44

Una delegazione composta da circa  30 rappresentanti – tra presidenti e assessori regionali – delle circa 130 regioni dell’alleanza ‘EURegions4Cohesion’ ha incontrato a Bruxelles i vicepresidenti esecutivi della Commissione Europea Raffaele Fitto (delegato per la coesione e le riforme) e Roxana Mînzatu (delegata per i diritti sociali). Per la Lombardia ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo. L’incontro, che si è svolto nella sede della Commissione Europea, è stato un momento cruciale di confronto a pochi giorni dalla proposta della Commissione sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), attesa per il 16 luglio.

Cattaneo: a Bruxelles per ribadire ruolo chiave di Regioni in politiche di coesione UE

bruxelles politiche coesione

“Essere qui  – ha sottolineato Cattaneo – è un’occasione preziosa per riaffermare che la politica di coesione non può seguire logiche centralistiche. Abbiamo ribadito che non siamo favorevoli all’ipotesi di piani nazionali che sostituiscono i piani regionali. Le Regioni devono conservare un ruolo centrale e un’autonomia piena. La Lombardia è pronta a fare la sua parte per costruire una coesione europea più forte e realmente territoriale. È però fondamentale che ci siano le condizioni per farlo”.

I membri della coalizione

La coalizione, lanciata a maggio 2024 dalla regione francese della Nuova Aquitania e della Regione Emilia-Romagna. L’obiettivo è evitare i rischi di una eccessiva ricentralizzazione della politica di coesione UE.  Le regioni della coalizione provengono da Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania. E infine da Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Paesi Bassi.

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‘Patto per lo Sviluppo’, dalla Lombardia un documento al Governo

25 juin 2025 à 13:14

“Il Governo promuova presso le Istituzioni europee una posizione sulla futura Politica di Coesione che ribadisca la centralità delle Regioni e del sistema delle Autonomie locali quali soggetti primari nella sua programmazione ed attuazione, congiuntamente al ruolo sussidiario degli attori del mondo imprenditoriale, del lavoro e dell’economia sociale”.

‘Patto per lo Sviluppo’, dalla Lombardia un documento al Governo

A chiederlo formalmente, sottoscrivendo un documento congiunto, sono Regione Lombardia, le Parti Sociali e gli altri soggetti del partenariato economico-sociale lombardo che compongono il ‘Patto per lo Sviluppo’. Il testo è stato indirizzato al Ministero per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione.

Fontana: confermata unità di intenti

patto sviluppo documento governo

“Anche attraverso importanti azioni come queste – commenta il presidente Attilio Fontana – la Lombardia conferma compattezza e unità di intenti. L’obiettivo è continuare ad affermare il valore e la forza di una regione che con determinazione vuole mantenere il proprio ruolo strategico non solo a livello nazionale, ma anche su scala internazionale”.

Tornare a un’Europa delle Regioni

“Senza territori – si legge nel documento – non c’è coesione. È necessario tornare all’idea originaria di una Europa delle Regioni, dei territori e delle sue comunità, in una logica sussidiaria”. Il testo individua inoltre nelle “politiche e nei programmi di finanziamento dell’Unione Europea un supporto indispensabile per lo sviluppo presente e futuro del territorio lombardo”.

Puntare su governance multilivello

Nel documento, indirizzato alla presidente del Consiglio dei Ministri e al ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione, tutte le parti interessate evidenziano quanto “sia fondamentale che, in una logica di governance multilivello, le politiche e i programmi dell’Unione Europea,  ‘in primis’ la Politica di Coesione, che da sola vale un terzo del budget europeo – le Regioni e il sistema delle Autonomie locali continuino ad avere un ruolo di interlocutori primari, in quanto più vicini ai territori e alle comunità”.

Promuovere azioni coordinate

Tutto ciò con l’impegno comune dei sottoscriventi di “promuovere e svolgere azioni coordinate e unitarie con le altre regioni italiane ed europee. Nello specifico, l’obiettivo è dare più voce ai propri territori, cittadini e operatori economici e sociali presso le Istituzioni europee. Il tutto promuovendone istanze e interessi e per accrescere il peso delle Regioni”.

I firmatari del documento inviato dal Patto per lo Sviluppo al Governo

Questi i firmatari del documento: Regione Lombardia, Anci Lombardia, Unione Province Lombarde, Cal, Cgil Lombardia, Cisl Lombardia, Uil Lombardia, Ugl Lombardia, Unioncamere Lombardia, Confindustria Lombardia, Confcommercio Lombardia, Confesercenti Lombardia. E ancora Confimi Industria Lombardia, Confprofessioni Lombardia, Confartigianato Lombardia, Cna Lombardia, Casartigiani Lombardia, Claai Lombardia, Federdistribuzione Lombardia. A questi soggetti si aggiungono Assolavoro Lombardia, Cida Lombardia, Forum Terzo Settore Lombardia, Cdo, Alleanza delle Cooperative Lombarde. Completano la lista  Confapi Lombardia, Acai, Coldiretti Lombardia, Confagricoltura Lombardia, Copagri Lombardia.

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Ue, Guidesi: a rischio funzionalità Regioni e crescita economica

25 juin 2025 à 13:01

Ue, se cambieranno le regole, la funzionalità delle Regioni è a rischio. È l’allarme lanciato dall’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi, in merito alla riforma dei finanziamenti europei, attualmente destinati direttamente alle Regioni.

“Se i fondi europei di coesione oggi, destinati direttamente alle Regioni, dovessero realmente passare da una gestione regionale ad una centralizzata da parte dello stato, verrebbe decretata la fine delle Regioni.  Ci sarebbe soprattutto un freno alla crescita economica nazionale. Basti pensare sull’incidenza della Lombardia sul pil nazionale”.

Il nodo Ue e il rischio per la funzionalità delle Regioni

Il nodo del contendere sta nella prossima programmazione del bilancio pluriennale europeo 2028-2034, che la Commissione dovrebbe presentare ufficialmente a metà luglio e su cui sono cominciate le prime discussioni. Un terzo del bilancio comunitario è ad oggi rappresentato dai fondi di coesione, che Bruxelles assegna alle Regioni. Una cifra già destinata a ridursi per effetto dell’allargamento e che potrebbe essere ulteriormente tagliata per finanziare la difesa europea. Ma il vero tema che preoccupa la Lombardia, e con lei la gran parte delle regioni europee piú produttive, è la gestione di quei fondi: vale a dire che si passi da una gestione regionale ad un Piano nazionale per ogni Stato membro che provvederebbe poi alla ripartizione sul modello del Pnrr.

Freno alle economie

“Una governance diversa, quindi nazionale – aggiunge l’assessore lombardo – provocherebbe il freno alle economie delle Regioni più produttive ed ai servizi rivolti ai cittadini. Per la sola Lombardia, ad esempio, significa il venir meno di specifici supporti a oltre 900mila partite iva”.

“Se il Paese non vuole fare a meno delle influenze positive economiche delle Regioni più produttive, come la Lombardia – conclude Guidesi – deve permettere a queste stesse regioni di continuare ad incidere sulla crescita e sull’innovazione. E questo oggi accade grazie alle risorse europee gestite delle Regioni. Se questo non dovesse più accadere è chiaro che si frenerebbe la Lombardia e quindi si frenerebbe tutta l’Italia”.

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Ambiente, Maione: gestione diretta dei fondi UE alle Regioni

19 juin 2025 à 18:56

“La transizione ecologica non può essere gestita con strumenti centralistici. Le Regioni devono proseguire la gestione diretta dei fondi Ue per l’ambiente, in particolare a quelli di coesione. Solo così possiamo rispondere in modo efficace ai bisogni reali di cittadini e imprese”.  Lo ha dichiarato Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia e vicepresidente per l’Europa della rete internazionale Regions4, in apertura dell’Assemblea Generale 2025.

Maione ha ribadito che “l’accentramento dei fondi di coesione è un rischio reale. Per questo – ha sottolineato – è necessario riaffermare il principio di sussidiarietà: le Regioni devono poter decidere come usare le risorse nei propri territori”.

Regioni fondamentali per gestione diretta dei fondi Ue per l’ambiente

L'assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, ha sollecitato la gestione diretta dei fondi UE per l'ambiente alle RegioniMaione ha anche rimarcato l’importanza cruciale della finanza sostenibile come leva decisiva per il futuro. “Una governance regionale forte e credibile – ha evidenziato – migliora l’accesso ai capitali, sia europei che internazionali. L’autonomia territoriale è fondamentale anche in questo ambito”.

L’assessore ha perciò sollecitato un maggiore riconoscimento politico per le Regioni nel sistema internazionale e delle Cop, ritenendolo cruciale per valorizzare pienamente il potenziale di tali risorse.

Coinvolgere il mondo produttivo nelle strategie

L’esponente della Giunta regionale ha infine rilanciato la proposta di coinvolgere attivamente il mondo produttivo nella definizione delle strategie di transizione, chiudendo con un appello alla cooperazione: “Solo con una visione condivisa e territoriale possiamo affrontare le sfide della sostenibilità“.

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Beduschi: 2,5 milioni per sostenere vino Lombardia in Paesi extra UE

18 juin 2025 à 12:09

Regione Lombardia ha aperto il bando OCM Vino – misura ‘Promozione sui mercati dei Paesi terzi’, ovvero quelli extra UE, per la campagna 2025/2026, destinando 2,5 milioni di euro a sostegno dei progetti presentati dalle aziende vitivinicole lombarde. Lo annuncia l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.
La misura – finanziata con la quota regionale dei fondi europei dell’Organizzazione comune del mercato vitivinicolo (OCM) – punta a rafforzare il posizionamento internazionale del vino lombardo di qualità certificata, attraverso attività promozionali, informative e pubblicitarie nei mercati al di fuori dell’Unione Europea.

OCM Vino Lombardia leva concreta per mercati Paesi extra UE

L'assessore Beduschi presenta la nuova misura OCM Vino Lombardia per la promozione delle etichette nei Paesi extra UE“Il bando OCM – dichiara Beduschi – rappresenta una leva strategica per accompagnare i nostri produttori sui mercati globali ed è quindi un’opportunità concreta per le cantine lombarde che vogliono far conoscere il valore, la cultura produttiva e la sostenibilità dei loro vini al di fuori dei confini europei. Un concetto sempre più importante anche vista la situazione geopolitica ed economica oltremodo incerta che stiamo vivendo, in un momento nel quale l’export di vino lombardo nel mondo supera i 300 milioni di euro ed è raddoppiato negli ultimi 15 anni”.

Cosa finanzia il bando

Il bando finanzia azioni come: campagne pubblicitarie e promozionali che evidenzino la qualità certificata, la sicurezza alimentare e il rispetto dell’ambiente; missioni commerciali all’estero; partecipazioni a fiere e manifestazioni internazionali; iniziative nei punti vendita, nella GDO e nella ristorazione dei Paesi terzi; degustazioni guidate, incontri con operatori e giornalisti, realizzazione di siti web, brochure e materiali informativi multilingua.

L’impegno della Lombardia nella promozione agroalimentare

Il bando si inserisce in una cornice più ampia di interventi che Regione Lombardia sta mettendo in campo per sostenere la promozione agroalimentare. Nel 2025, le risorse dedicate alla promozione superano i 7,5 milioni di euro, e raggiungono 15,1 milioni se si considerano tutte le misure OCM vino attivate.

“Il nostro impegno per la promozione dei prodotti lombardi è forte e coerente – conclude l’assessore Beduschi –. Con OCM Vino, con la partecipazione alle principali fiere di settore, con i fondi per le Strade dei Vini e per le filiere alimentari, così come per l’agricoltura biologica e l’educazione alimentare, vogliamo far emergere l’eccellenza lombarda nel mondo e sostenere concretamente le imprese del territorio”.

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Lupo, Beduschi: sulla gestione da UE scelta di buon senso

8 mai 2025 à 18:13

L’assessore della Regione Lombardia all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, commenta la notizia UE del voto al Parlamento europeo, che ha approvato la proposta della Commissione di diminuire lo status di protezione del lupo da ‘strettamente protetto‘ a ‘protetto‘.

Dalla UE sul lupo un passo importante

L'assessore Alessandro Beduschi commenta la decisione UE sul declassamento del livello di protezione del lupo“Il voto di giovedì 8 maggio 2025 – dichiara Beduschi – rappresenta un passo importante verso una gestione più realistica e sostenibile della presenza del lupo. Finalmente si riconosce che non si possono ignorare le difficoltà di chi presidia quotidianamente le nostre montagne e le nostre aree rurali”.

Seguiamo scienza, non ideologia

“Come sempre – conclude l’assessore – la nostra linea guida è dettata dalla scienza e non dall’ideologia. La convivenza è possibile solo se supportata da strumenti concreti, basati sui dati, che mettano in sicurezza anche il lavoro degli allevatori e la continuità delle loro attività, senza compromettere l’equilibrio faunistico”.

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Dazi, Regioni Quattro Motori d’Europa: dialogo per evitare danni reciproci

11 avril 2025 à 13:36

“Impegnarsi in modo costruttivo nel dialogo e nella negoziazione per evitare danni reciproci, facilitare gli scambi e garantire un ambiente commerciale stabile ed equo”. Così le Regioni che rappresentano i ‘Quattro Motori per l’Europa’, riuniti a Varese in occasione del passaggio della presidenza di turno da Regione Lombardia alla Catalogna, commentano – con una nota congiunta – gli annunci dell’amministrazione statunitense in materia di dazi.

Dazi, Regioni ‘Quattro Motori d’Europa’: impegno per sistema commerciale globale

dazi regioni quattro motori

“Provvedimenti – scrivono nella nota le Presidenze delle Regioni di Lombardia, da Auvergne-Rhône-Alpes (Francia), Baden-Württemberg (Germania) e Catalogna (Spagna) – che colpiscono il cuore di un partenariato transatlantico che da tempo si batte per la prosperità condivisa, l’apertura dei mercati e i valori democratici”.
Nel definire le misure “ingiustificate e dannose”, i ‘Quattro Motori per l’Europa’, comunicano di essere “uniti nell’opporci a questa mossa unilaterale. Viene inoltre riaffermato l’impegno a favore di un sistema commerciale globale basato su regole. Il sistema commerciale globale garantisce la certezza del diritto e la prevedibilità e dispone di tutte le sedi e i meccanismi necessari per risolvere le questioni attraverso il dialogo e la negoziazione. I dazi non sono la soluzione, ma creano inutili barriere commerciali, attriti e incertezze. Il risultato è un danno per i lavoratori, le imprese e i consumatori su entrambe le sponde dell’Atlantico. La storia ha dimostrato che tali misure non fanno che approfondire le divisioni e indebolire tutte le economie coinvolte”.

Rivolgere attenzione alla cooperazione

“In un momento in cui il mondo si trova ad affrontare sfide di vario tipo – si legge ancora nella nota – l’attenzione dovrebbe essere rivolta alla cooperazione, non allo scontro. Il commercio tra gli Stati Uniti e l’Europa rappresenta quasi il 30% del commercio globale di beni e servizi e il 43% del PIL mondiale. Insieme, le regioni dei Quattro Motori per l’Europa rappresentano più di un decimo delle esportazioni totali dell’Unione Europea verso gli Stati Uniti d’America. In quanto tali, i Quattro Motori per l’Europa sostengono e incoraggiano pienamente una risposta forte, congiunta e coordinata da parte dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri.  L’obiettivo è cercare di evitare un’ulteriore escalation.

Promuovere il dialogo

“Al contrario – prosegue il testo – tutte le Parti dovrebbero impegnarsi in modo costruttivo nel dialogo e nella negoziazione. In questo modo si potranno evitare danni reciproci, si potranno facilitare gli scambi e sarà possibile garantire un ambiente commerciale stabile ed equo. Allo stesso tempo, questo momento richiede anche azioni concrete per proteggere le nostre economie da danni inutili”.

dazi regioni quattro motori

Esaminare meccanismi per sostenere le imprese

“I Governi dei Quattro Motori per l’Europa – continua la nota – raccomandano di osservare attentamente le possibili deviazioni commerciali e di esaminare meccanismi appropriati per sostenere le imprese, salvaguardare i posti di lavoro e mitigare gli impatti negativi sui consumatori. Dovrebbero inoltre essere proseguiti gli sforzi volti a diversificare i partenariati commerciali con economie che condividono gli stessi principi per rafforzare la resilienza economica. Importante inoltre  garantire una maggiore stabilità a medio termine”.

“Pertanto – si legge nel testo – oltre a promuovere il dialogo con gli Stati Uniti, i Quattro Motori per l’Europa favoriranno attivamente la ricerca di nuovi mercati e nuove opportunità per le loro economie.  Ciò avverrà sia  attraverso il confronto con le istituzioni nazionali ed europee, sia attraverso i propri strumenti diplomatici oltre che su quelli dell’associazione. Le relazioni transatlantiche non si basano solo sul commercio di merci. Ciò include scambi dinamici in termini di servizi, investimenti, innovazione e persone. Preservare e coltivare questa relazione richiede rispetto reciproco e un impegno condiviso per risolvere insieme le sfide globali”.

Sostegno a economia globale aperta

“I Quattro Motori per l’Europa – conclude la nota -restano fermi nel loro sostegno a un’economia globale aperta, equa e inclusiva. Chiediamo ai Governi partner degli Stati Uniti, in particolare a quelli con forti legami economici e culturali con l’Europa, di unirsi a noi nel sostenere un approccio costruttivo e lungimirante. Le voci dei leader subnazionali sono fondamentali per salvaguardare la prosperità e la stabilità che la cooperazione transatlantica ha da tempo garantito. L’Europa supererà questa crisi preservando e promuovendo i suoi valori europei e continuando a difendere la giustizia sociale, l’uguaglianza e la coesione tra le regioni europee e i suoi cittadini”.

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Automotive, Guidesi: l’Unione Europea corregga i suoi gravi errori

Par : Marco Dozio
3 avril 2025 à 15:43

La battaglia di Regione Lombardia a difesa dell’automotive, delle sue imprese e dei suoi posti di lavoro, approda nuovamente a Bruxelles dove l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, è intervenuto giovedì 3 aprile 2025 durante la plenaria del Comitato delle Regioni in qualità di presidente dell’Automotive Regions Alliance per sferzare la Commissione Europea e il Parlamento Europeo reiterando l’allarme sul destino di un settore in profonda crisi, che vede attualmente fermo il 75% della capacità produttiva dei costruttori europei e della loro filiera di fornitura, con la drammatica prospettiva, a livello continentale, di perdere mezzo milione di lavoratori da qui ai prossimi anni.

Guidesi: Unione Europea responsabile per la crisi del settore automotive

L'assessore Guidesi mentre parla al microfono al Parlamento europeo

Guidesi, da gennaio a capo dell’Automotive Regions Alliance (ARA) ovvero l’alleanza tra le più importanti 36 regioni europee del comparto, ha sottolineato le responsabilità dell’Unione Europea rispetto alle politiche che hanno individuato nel motore elettrico l’unica via per attuare la transizione ecologica. Una scelta, ha ribadito l’assessore, che ha rappresentato un assist per i competitori extraeuropei e l’industria cinese in particolare: “L’automotive é ciò che di meglio dal punto di vista industriale rappresenta l’integrazione europea e le basi su cui si è fondata l’Unione Europea. Non c’è regione in Europa che non ci abbia mai avuto a che fare. Paradossalmente è la stessa Unione Europea, attraverso la Commissione, ad averne determinato la messa in crisi. Da anni i cinesi sviluppano le batterie elettriche e grazie al clamoroso assist europeo hanno trasformato la loro peculiarità in opportunità commerciali, in un settore che fin lì mai avevano affrontato”.

Il cambio di passo proposto

Da qui la richiesta di un cambio di passo alla Commissione Europea. Per Guidesi il correttivo annunciato nelle scorse settimane dal capo dell’esecutivo Ue, Ursula Von der Leyen, non è sufficiente: “Serve una modifica radicale del regolamento e della strada intrapresa rispetto al calcolo delle emissioni, serve ridare alla nostra industria la possibilità e l’economicità di poter riprendere a fare le auto più belle al mondo”.

La neutralità tecnologica

La foto ritrae i rappresentanti presenti alla plenaria dell'ARA al Parlamento Europeo

La tesi lombarda, condivisa dai principali stakeholder del comparto e dalle regioni aderenti all’ARA, consiste nel puntare sulla ‘neutralità tecnologica’, ovvero sulla necessità di raggiungere gli obiettivi ambientali attraverso tutte le opportunità offerte dalla tecnologia, dall’idrogeno ai biocarburanti, dal biometano ai carburanti sintetici, senza limitare le scelte all’elettrico. “La trasformazione di raffinerie in bioraffinerie per produrre il biocarburante che alimenta un’auto o un veicolo commerciale a motore endotermico – ha detto Guidesi – è un’ottima operazione ambientale che abbassa notevolmente le emissioni. Non si può limitare la ricerca e l’innovazione tecnologica imponendo un’unica strada, così si ferma l’innovazione, così non si raggiungono gli obiettivi ambientali, così l’indotto va ad altri e la nostra industria viene cancellata. A tutto questo si aggiungono i dazi appena confermati dall’amministrazione Usa e i costi energetici, ulteriori fattori che ci danneggiano dal punto di vista della competitività”.

Guidesi chiede all’UE di cancellare le scadenze nel settore automotive

Guidesi ha lanciato un accorato appello alla Commissione e al Parlamento Ue: “E’ più che mai necessario e urgente cancellare scadenze insensate e restituire libertà d’azione all’industria rispetto a cosa poter offrire al mercato in piena ‘neutralità tecnologica’. Dobbiamo dire semplicemente ai cittadini che possono muoversi come ritengono purchè non inquinino. E dobbiamo ridare a tutti i cittadini europei la possibilità di potersi permettere un’auto europea”.

Le regioni dell’ARA pronte a collaborare

L’assessore ha ribadito la disponibilità da parte delle regioni dell’ARA a collaborare con la Commissione per attuare soluzioni pragmatiche finalizzate a salvare il settore automobilistico: “Bisogna correggere gli errori e guardare al futuro, scongiurando quello che si configura come il più grande suicidio economico della storia industriale”, ha chiosato l’assessore, da anni fautore di un’azione di ‘lobby istituzionale’ che ha visto la Lombardia tessere alleanze a livello italiano ed europeo, culminate con la nomina alla guida di ARA e soprattutto la redazione di un Manifesto firmato sostanzialmente da tutti i principali stakeholder del settore e diventato il documento ufficiale delle regioni dell’automotive.

Invertire la rotta

L'assessore Guidesi mentre parla al microfono al Parlamento europeo

Nel testo si ribadisce la necessità di intraprendere la strada della ‘neutralità tecnologica’ per invertire la rotta e preservare quella che per decenni è stata la più grande industria del continente e la prima a disporre di una filiera complementare diffusa nei vari Stati europei. La Lombardia ha iniziato in solitaria, tre anni fa, il percorso a difesa del comparto, scontrandosi con lo scetticismo del ‘mainstream’ e i dogmi ideologici del ‘pensiero unico’: col tempo, le condizioni di contesto sono cambiate e oggi la gran parte degli addetti ai lavori concorda con la ‘tesi lombarda’ e dunque con la necessità di lasciare ai territori la libertà di scegliere le soluzioni tecnologiche più adeguate per la transizione ecologica, unico modo per consentire all’Europa di non disperdere un patrimonio di competenze, tecnologie e posizionamenti sul mercato acquisiti in tanti anni di ricerca, innovazione e successi imprenditoriali.

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Dazi, Guidesi: pesantissime ricadute per le imprese lombarde

3 avril 2025 à 11:37

“È caduta la speranza che i dazi annunciati a suo tempo dall’amministrazione Usa, che coinvolgono naturalmente anche le imprese lombarde,  non diventassero realtà anche grazie ai tavoli di negoziazione che erano in corso. Le nuove tasse sui prodotti Ue ufficializzate nella serata di lunedì 2 aprile 2025 avranno pesantissime ricadute negative dal punto di vista economico per le nostre imprese e per le nostre filiere”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, a Bruxelles, al Parlamento europeo, a margine di un intervento sul tema automotive nell’ambito del Comitato delle Regioni.

Dazi per le imprese, coinvolte anche le lombarde

L’assessore Guidesi è intervenuto al Parlamento europeo sugli effetti dei dazi imposti dall’amministrazione Usa per le imprese lombarde“Ora – ha proseguito Guidesi – prima che la bilancia commerciale sia stravolta con pesanti conseguenze geopolitiche, auspico che i negoziati con gli Usa da parte della Commissione europea e del Governo italiano possano ripartire con maggiore concretezza, dopo un’immediata e doverosa risposta da parte europea. Sono convinto che le guerre commerciali non convengano a nessuno e sono convinto che solo un patto atlantico per un mercato atlantico regolato possano aiutare gli interessi sia europei sia statunitensi. Speriamo che la ragione prevalga”.

(in evidenza foto Ansa)

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Beduschi: Tea, positivo confronto con Ue su nuove tecniche genomiche

14 mars 2025 à 16:00

L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, commenta l’approvazione del Consiglio Europeo del mandato negoziale che consentirà alla Presidenza di avviare il confronto con la Ue sulle nuove tecniche genomiche (NGT o TEA).

Segnale positivo per la Lombardia

“Questa notizia – dichiara Beduschi – è un segnale positivo e atteso da tempo. La Lombardia ha creduto sin dall’inizio nell’innovazione in agricoltura, sperimentando le Tecniche di Evoluzione Assistita con determinazione, anche quando le condizioni erano sfavorevoli per non dire ostili. Questo è un altro piccolo segnale che il vento sta cambiando, ma ora vogliamo accelerare per assicurare alle nostre imprese agricole un veloce trasferimento sul campo dei risultati ottenuti dalle sperimentazioni“.

Beduschi:  sperimentazione non sia più clandestina

“La nostra regione – prosegue Beduschi – è stata pioniera nella sperimentazione delle TEA, ma, nel 2024, siamo stati costretti a farlo quasi clandestinamente, in un campo di appena 28 metri quadrati in Lomellina, per testare queste tecniche sul riso con la prospettiva di ridurre i trattamenti con fitofarmaci per combatterne il principale parassita. Questo non deve più accadere. L’innovazione deve essere valorizzata e portata avanti senza vincoli ideologici o burocratici”. “Per l’agricoltura e soprattutto per la Lombardia è una decisione importante – ha detto Beduschi – anche in virtù degli avvenimenti che hanno segnato  il campo di Mezzana Bigli, in Lomellina, nel Pavese. Ovvero nel luogo dove, primi in Italia, stavamo sperimentando il comportamento di piante di riso TEA”.

“Ringrazio il Governo, il ministro Lollobrigida e le associazioni di categoria che – conclude l’assessore – hanno sempre creduto nelle TEA senza mai arretrare. Adesso abbiamo la possibilità di contagiare l’Europa di buon senso, dimostrando che scienza e agricoltura possono andare di pari passo per garantire maggiore sostenibilità, competitività e sicurezza alimentare”.

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