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Fontana a Bruxelles: no a ruolo marginale Regioni, lombardizzare Paese

Par : Marco Dozio
24 septembre 2025 à 11:54

“No alla centralizzazione dei fondi di coesione Ue, no al taglio delle risorse per i territori, no alla marginalizzazione del ruolo delle Regioni, no alla burocrazia insensata e alle scelte ideologiche che danneggiano l’economia. Da Bruxelles la Lombardia attende tutt’altro, perché vuole continuare a correre ed essere sempre più protagonista nel panorama internazionale”. Dalla capitale belga il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, lancia l’allarme sul futuro della Ue chiedendo alla Commissione Europea un netto cambio di passo rispetto a quanto prospettato con il bilancio pluriennale 2028-2034, che prevede una riduzione dei contributi per le politiche di coesione e le politiche agricole, oltre all’accentramento a livello nazionale della gestione dei fondi.

 

A Bruxelles convegno su Lombardia, Ue e sfida della competitività

Nella sede del Comitato Europeo delle Regioni a Bruxelles, nell’ambito del convegno ‘Lombardia, Europa: vincere la sfida della competitività’, il presidente Fontana ha chiamato a raccolta una platea composta da numerosi europarlamentari e dai principali attori lombardi dell’economia e dell’impresa, giunti a Bruxelles con la delegazione regionale. “È il sistema lombardo che preme sulle istituzioni europee”, ha detto il governatore della Lombardia sferzando l’esecutivo europeo su diversi temi cruciali, a cominciare dal paventato ridimensionamento delle Regioni.

Fontana: togliere a Regioni gestione dei fondi è contro ogni logica

Fontana a Bruxelles per evento UE su sfida competivitità della Lombardia

“Togliere alle Regioni la gestione dei fondi – ha evidenziato Fontana – va contro ogni logica di buonsenso  e penalizza soprattutto sistemi virtuosi come quello lombardo. Regione Lombardia è più efficiente dello Stato italiano e accentrare a Roma la negoziazione e la programmazione delle risorse significherebbe restare invischiati nel pantano e nelle lentezze tipiche del centralismo. La Lombardia ha dimostrato di gestire con efficacia i fondi Ue: l’Europa dovrebbe premiare i territori più meritevoli, e anzi sarebbe opportuno che le risorse comunitarie non spese vengano redistribuite alle Regioni che sanno investire a beneficio dei cittadini”.

Senza fondi di coesione salta modello lombardo

La nuova proposta della Commissione Europea prevede che le politiche di coesione e quelle agricole (PAC) incidano su circa la metà del totale delle risorse disponibili, mentre nella precedente programmazione incidevano sui 2/3 del bilancio europeo. “Il modello lombardo – ha proseguito Fontana – primeggia in Italia e in Europa anche grazie alla nostra capacità di trasformare i fondi europei in progetti concreti negli ambiti della formazione, della politica industriale o del sostegno all’agricoltura. Senza i fondi di coesione salterebbe il modello lombardo e questo non conviene a nessuno, né all’Europa né al Governo centrale, al quale ogni anno cediamo 56 miliardi di euro di residuo fiscale, ovvero risorse che dalla Lombardia prendono la strada di Roma senza alcun ritorno in termini di servizi e investimenti per il nostro territorio”.

Fontana: ‘lombardizzare’ il Paese per diffondere buone pratiche

Fontana ha riaffermato il protagonismo della Lombardia sugli scenari globali. “Siamo la prima Regione manifatturiera d’Europa – ha sottolineato il governatore – e motore economico del Continente. Occorre agevolare e non ostacolare la competitività che siamo in grado di esprimere. Il nostro ‘sistema lombardo’ nel suo complesso, con il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo del lavoro e associazioni di categoria, è unico. ‘Lombardizzare’ il resto del Paese sarebbe auspicabile. Questo significherebbe, infatti, estendere a tutti le buone pratiche attuate in Lombardia, la capacità di mettere a terra gli investimenti, di fare rete con tutti i soggetti, di trovare soluzioni rapide ed efficaci, di innovare e progettare il futuro”.
“Per correre però – ha aggiunto il governatore – allentare la morsa della burocrazia è sempre più necessario. Allo stesso modo è fondamentale che l’Ue corregga gli errori commessi in tema di green deal. Serve pragmatismo, direi pragmatismo lombardo, e non ideologismo”.

Su automotive da Ue solo scelte ideologiche

Il riferimento del governatore è alle politiche industriali messe in campo dalla Commissione Ue.  “Il caso dell’automotive è emblematico – ha aggiunto Fontana – e racconta di un settore sostanzialmente distrutto da scelte ideologiche folli. La Lombardia è stata la prima a lanciare l’allarme con l’assessore Guidesi. Ora occorre correggere la rotta e lavorare alle politiche ambientali con un sano gradualismo, rispettando principi di sostenibilità economica e sociale”.

Cattaneo: Lombardia chiede pragmatismo a Bruxelles per vincere sfida competitività

Fontana a Bruxelles per evento UE su sfida competitività della Lombardia

Il sottosegretario alla presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo è stato invece protagonista del primo panel della giornata.  “Di fronte al nuovo scenario geopolitico – ha sottolineato – l’Europa deve riaffermare il proprio ruolo di protagonista, sia sul piano economico sia nella promozione della pace. Per raggiungere questo obiettivo occorre superare gli eccessi ideologici del passato e adottare politiche pragmatiche a sostegno della competitività. Al tempo stesso, l’Unione deve riscoprire il principio fondante di un’Europa costruita dal basso. Un’Europa in grado di valorizzare le diversità senza ricorrere a soluzioni burocratiche imposte dall’alto. In linea con il motto ‘Unita nella diversità’, è essenziale riconoscere e promuovere le specificità di ogni territorio”.

Cirio (governatore Piemonte): Regioni devono far sentire la loro voce

Ai lavori ha partecipato anche Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e presidente della Commissione Econ del Comitato Europeo delle Regioni. “La Lombardia – ha affermato – potrebbe dare lezioni a qualche istituzione europea su come si investe in competitività, tecnologia e innovazione. È paradossale che la Commissione Europea voglia toccare proprio ciò che funziona, ovvero le politiche di coesione. La riduzione delle risorse per i fondi di coesione è motivo di forte preoccupazione. E’ un errore pensare che centralizzare significhi semplificare, quando spesso è vero il contrario, non solo in Europa ma anche in Italia. Abbiamo la necessità di far sentire coralmente la nostra voce. Affondare l’Europa delle Regioni significa mettere a rischio la credibilità stessa dell’Unione”.

I presenti all’evento a Bruxelles su Lombardia, Ue e sfida della competitività

L’evento a Bruxelles ha visto la partecipazione anche del vicepresidente di Regione Lombardia e assessore al Bilancio, Marco Alparone, e degli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Paolo Franco (Casa e Housing sociale), Guido Guidesi (Sviluppo economico). Presenti anche Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica), Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro), Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi – in videocollegamento). I membri della Giunta hanno partecipato a momenti di confronto sui temi di competenza con stakeholder e rappresentanti delle istituzioni europee.

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Brescia. Regione Lombardia valorizza distretto siderurgico e metallurgico

Par : Marco Dozio
26 mars 2025 à 15:34

Regione Lombardia prosegue, con il distretto siderurgico e metallurgico di Brescia, l’impegno per supportare e valorizzare i distretti industriali di eccellenza, agevolando sinergie tra imprese, istituzioni, università, istituti di formazione, centri di ricerca, hub di innovazione e istituti di credito. L’obiettivo è ‘fare sistema’ per mantenere e potenziare la competitività della Lombardia nel contesto internazionale, partendo dal rafforzamento delle specificità economiche dei territori.

Il tour istituzionale ‘Lombardia Protagonista. Qui Puoi’, promosso dal governatore Attilio Fontana e dall’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, va esattamente nella direzione di intensificare e portare sui territori il dialogo con aziende e stakeholder finalizzato a consolidare le filiere e gli ecosistemi economici locali, favorendo la collaborazione tra soggetti diversi.

Tour ‘Lombardia Protagonista. Qui puoi’ a Brescia: al centro distretto siderurgico e metallurgico

A Brescia si è svolta la terza tappa del tour, con un focus sul distretto siderurgico e metallurgico del territorio. Fontana e Guidesi, con gli assessori regionali Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Giorgio Maione (Ambiente e Clima) hanno incontrato i protagonisti del settore nel corso di un tavolo istituzionale che si è svolto alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Brescia, per poi visitare nel primo pomeriggio alcune aziende del comparto.

Fontana: Regione supporta eccellenza del distretto siderurgico e metallurgico

lombardia distretto siderurgico metallurgico brescia

“Il settore siderurgico e metallurgico in provincia di Brescia – ha sottolineato il governatore Fontana – rappresenta un fattore di traino irrinunciabile per l’economia lombarda e italiana e un punto di riferimento a livello mondiale. Come Regione siamo a disposizione per contribuire a consolidare una realtà di assoluta eccellenza costruendo, insieme alle imprese e agli stakeholder, un percorso in grado di favorire un ulteriore sviluppo del comparto.

“Da un lato – ha precisato – abbiamo attivato bandi e misure regionali a sostegno degli investimenti, dall’altro lavoriamo per rafforzare la capacità di ‘fare rete’ tipica del sistema lombardo. Valorizzare le filiere attraverso il coinvolgimento delle aziende, delle università, dei centri di ricerca e dei centri di formazione, significa offrire nuove opportunità a questo distretto di straordinaria importanza. Come Regione abbiamo strutturato un vero e proprio piano industriale per coordinare le iniziative e concretizzare un’idea di sviluppo condivisa con il mondo produttivo”.

Guidesi: ‘fare rete’ per rafforzare peculiarità economiche dei territori

lombardia distretto siderurgico metallurgico brescia“L’idea alla base dell’iniziativa – ha evidenziato Guidesi – è dare forza alle peculiarità economiche dei territori. Per farlo, oltre alle misure di accompagnamento agli investimenti, mettiamo in campo un metodo di lavoro che vuole favorire la connessione tra i ‘know how’ di cui disponiamo e la creazione di reti tra i soggetti coinvolti in un determinato settore economico. Connettere imprese, ricerca, formazione e credito significa agevolare il rafforzamento di ecosistemi economici che possono diventare attrattivi anche per chi, da altri territori, vuole venire in Lombardia o nel Bresciano per investire in un comparto specifico”.

“Siamo la prima Regione manifatturiera d’Europa  – ha aggiunto – abbiamo dunque il dovere di essere ambiziosi e continuare a puntare sulle realtà produttive: la siderurgia e metallurgia bresciana sono un’eccellenza assoluta e il frutto di una tradizione economica che questo territorio deve continuare a preservare e sviluppare. Siamo a disposizione per contribuire a proiettare il comparto verso il futuro dal punto di vista della pianificazione strategica, economica e industriale”.

Maione: sostenibilità economica e ambientale sono ambiti interconnessi

L'assessore Maione interviene al convegno per la terza tappa a Brescia del tour 'lombardia protagonista'

“Abbiamo un tavolo permanente sull’economia circolare – ha detto Maione – al quale partecipano le associazioni di categoria. Per noi non c’è sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica delle imprese. Proprio da questo tavolo sono nate le linee guida per la gestione delle scorie bianche da metallurgia, tema che riguarda tante aziende bresciane. Un documento che aiuta le imprese a riutilizzare questo materiale nella produzione, per esempio, del clinker di cemento. Quando si parla di economia circolare si intende proprio questo”.

Tironi: distretto siderurgico e metallurgico di Brescia è eccellenza in Lombardia

“Brescia – ha detto Tironi – è protagonista della siderurgia e metallurgia: consolidare il comparto è un obiettivo che vogliamo raggiungere facilitando la connessione tra soggetti diversi. Nella volontà di rafforzare il concetto delle filiere, è fondamentale il ruolo dei centri di formazione su cui Regione sta investendo molto in termini di risorse e capitale umano. La formazione è centrale per offrire opportunità ai nostri giovani e prospettive di sviluppo a un territorio che deve mantenere la propria identità economica e i primati che lo caratterizzano”.

Il piano industriale della Regione

brescia lombardia distretto metallurgico siderurgico

La Lombardia nel 2023 è stata la prima regione italiana ad adottare un vero e proprio piano di politica industriale che ha analizzato il contesto socio-economico lombardo in termini di ecosistemi, di mappatura delle specializzazioni industriali e di strategie da attuare per rafforzare le filiere, così da preservare o migliorare il ruolo di guida dell’economia italiana ed europea. Questa nuova progettualità di Regione Lombardia, declinata anche nel tour sui territori, ha la finalità di aggiornare il prezioso lavoro del 2023.

Il modello delle Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS)

Si integrano in questa pianificazione strategica, infatti, le Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS), un modello sperimentale di azione pubblica ispirato all’esempio di MIND: anche di questa ipotesi, applicata alla filiera della siderurgia e metallurgia, si è parlato durante il tavolo istituzionale.

L’obiettivo delle ZIS è promuovere la cultura dell’innovazione, i flussi di conoscenza tra università, centri di ricerca, aziende e mercati, nonché la competitività delle imprese e dei territori su scala globale e costruire nuove esperienze di sviluppo del tessuto economico-produttivo locale.

La siderurgia bresciana in Italia e in Lombardia

fase di lavorazioneLa siderurgia bresciana ha storicamente rivestito un ruolo cruciale nel panorama industriale italiano, contribuendo significativamente non solo all’economia locale ma anche a quella nazionale.

Secondo i dati raccolti da Federacciai, nel 2024, le acciaierie bresciane hanno sfornato 5,4 milioni di tonnellate (M.t. in seguito) di acciaio, contribuendo per il 54% alla produzione di acciaio della Lombardia (10,4 M.t.) e per il 27% a quella nazionale (20,0 M.t.). Inoltre, l’acciaio prodotto nella provincia di Brescia proviene completamente da impianti a forno elettrico, tecnologia a basse emissioni di CO2.

I numeri della siderurgia bresciana

brescia lombardia distretto siderurgico metallurgicoL’industria siderurgica bresciana conta complessivamente 116 aziende che impiegano 5.800 addetti diretti, ovvero il 26% degli occupati del settore della Lombardia e l’8% del sistema Paese. La distribuzione degli addetti vede un’elevata concentrazione nelle aziende siderurgiche in senso stretto (acciaierie e impianti di laminazione), seguite dalle aziende impegnate nella produzione di tubi e nella prima trasformazione dell’acciaio.

Il settore contribuisce in modo significativo anche alle esportazioni. Nel periodo gennaio-settembre del 2024, l’export siderurgico bresciano, pari a 1,4 miliardi di euro, ha contribuito per circa il 20% all’export del settore della Lombardia e per il 9 % a quello del sistema Italia.

Il ruolo della metallurgia non ferrosa

Il presidente di Feralpi e Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini, con il governatore Attilio Fontana Brescia non è solo uno dei principali poli siderurgici italiani, ma è anche la vera e propria ‘capitale’ nazionale nella lavorazione di metalli non ferrosi (alluminio, rame, zinco e loro leghe). La materia prima utilizzata nei processi di lavorazione consiste esclusivamente nel rottame e non nel minerale, garantendo la sostenibilità e la circolarità della produzione.

Il territorio bresciano conta 83 unità locali attive nel settore, che danno lavoro a oltre 4.500 addetti. In termini occupazionali, Brescia incide per il 20,4% del totale italiano (oltre 22 mila unità) e rappresenta il primo cluster territoriale, davanti ad Arezzo, Milano, Pesaro e Urbino e Sud Sardegna.

Nel settore della metallurgia non ferrosa, Brescia è la prima provincia della Lombardia per valore delle esportazioni e del saldo commerciale. Nel periodo gennaio-settembre del 2024, l’export bresciano, pari a 1,7 miliardi di euro, ha contribuito per il 42,6% all’export settore regionale e per il 7,0% di quello nazionale. Tra le province lombarde, Brescia guida la classifica dell’export, seguita da Milano (760 milioni) e da Monza-Brianza (594 milioni), nonché quella del saldo commerciale (+465 milioni), in un contesto in cui tutte le principali realtà si caratterizzano per un saldo negativo.

Le visite istituzionali alle aziende del territorio

La giornata di lavoro è proseguita nel pomeriggio con due visite istituzionali alle aziende di settore del territorio: la O.R.I. Martin S.p.A. a Brescia e, a seguire, la Feralpi Siderurgica S.p.A. di Lonato (BS).

doz/gor

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Cremona, Regione al lavoro per attuare la Zona Logistica Semplificata

Par : Marco Dozio
10 mars 2025 à 17:23

L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ha incontrato nel pomeriggio di lunedì 10 marzo a Cremona le istituzioni e gli stakeholder del territorio per fare il punto sull’attuazione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) per il porto fluviale.

Cremona, in arrivo la Zona Logistica Semplificata

Cremona Zona Logistica Semplificata

Come promesso, all’indomani del decreto di istituzione della ZLS, approvato nelle scorse settimane da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’assessore Guidesi ha subito convocato un tavolo operativo per lavorare sulla pianificazione strategica e la concretizzazione di uno strumento di sviluppo fortemente voluto da Regione Lombardia insieme agli enti locali e ai sistemi economici dei territori di Cremona e Mantova.

Semplificazioni amministrative e fiscali

Le ZLS vengono istituite in presenza di un’area portuale composta da porti e aree retroportuali, anche di carattere produttivo e aeroportuale, piattaforme logistiche e interporti. Queste aree sono caratterizzate da una serie di semplificazioni amministrative e fiscali.

Le ZLS promosse dall’assessore Guidesi

In Lombardia l’istituzione della Zona Logistica Semplificata dei Porti Fluviali Lombardi è un risultato raggiunto grazie a un lavoro politico e istituzionale, promosso dall’assessore Guidesi, durato due anni e iniziato con uno studio che individuasse finalità e potenzialità della ZLS.

Le aree di Cremona comprese nella Zona Logistica Semplificata

Le aree individuate sono quelle portuali, retroportuali, produttive, logistiche e interportuali nei seguenti territori comunali (9 Comuni complessivamente): Pizzighettone, Spinadesco (ad alta intensità di aiuto), Cremona, Casalmaggiore, Casteldidone, Piadena Drizzona, Rivarolo del Re, San Giovanni in Croce, Sesto ed Uniti.

I prossimi passi per la costituzione della Zona Logistica Semplificata

L’assessore Guidesi ha illustrato quali saranno i prossimi passi da compiere verso l’attuazione della ZLS:

  • Sarà costituito il Comitato di indirizzo, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del presidente della Regione, che rappresenterà il vero e proprio organismo di gestione e governance della ZLS. Regione ha previsto che ne faranno parte entrambe le Autorità Portuali di Cremona e Mantova. Il Comitato di indirizzo della ZLS sarà composto dal presidente della Regione o da un suo delegato che presiederà l’organismo, dal presidente della Provincia di Cremona in qualità di Autorità Portuale di Cremona, dal presidente della Provincia di Mantova in qualità di Autorità Portuale di Mantova, da un rappresentante del Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, da un rappresentante del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da un rappresentante del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, da un rappresentante di ogni Consorzio di sviluppo industriale e dai sindaci dei Comuni interessati o da loro delegati.
  • Sarà istituita una Cabina di regia per la ZLS come tavolo di proposta e di sintesi a cui parteciperanno la Regione, le Province interessate e i partner economici del territorio come la Camera di Commercio di Cremona – Mantova – Pavia.

Obiettivo: semplificare

L’obiettivo della ZLS è determinare semplificazioni amministrative e un sostegno agli investimenti. Per quanto riguarda la sburocratizzazione, la ZLS rende più agevole l’avvio e lo svolgimento delle attività economiche e industriali per quanto riguarda l’Autorizzazione Unica (Au). In generale si potrà avere una riduzione di un terzo dei tempi rispetto alle procedure standard per quanto concerne diversi procedimenti (per esempio Via, Vas, Aia, Aua). Previste procedure accelerate e silenzio/assenso: si riducono del 50%, per esempio, i termini previsti per l’adozione e il rilascio di eventuali autorizzazioni, licenze e altri atti di assenso per i quali è richiesta l’acquisizione di pareri di competenza di più amministrazioni; decorsi tali termini, gli atti si intendono resi in senso favorevole.

Sostegno agli investimenti

Sul sostegno agli investimenti, sono previste agevolazioni sul Credito d’imposta che può essere concesso a favore delle imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono realizzate nel territorio. Nella ZLS possono anche essere istituite zone franche doganali.

Il piano strategico della Regione

Nel Piano Strategico elaborato da Regione Lombardia sono stati previsti, secondo le modalità che il Comitato di Indirizzo potrà definire e nel rispetto delle normative vigenti in materia di aiuti di Stato, ulteriori misure:

  • Una riduzione degli oneri di urbanizzazione per le aree individuate; l’impegno a restituire in tutto o in parte l’IMU per i primi tre anni dall’insediamento;
  • La compensazione dei debiti e crediti delle imposte locali;
  • La premialità per l’accesso ad iniziative regionali di supporto alle attività economiche e produttive;
  • Il supporto normativo, organizzativo e finanziario, per la costituzione di comunità energetiche per potenziare l’approvvigionamento da fonti rinnovabili e in particolare dal fotovoltaico;
  • La promozione di strumenti garanzia a supporto degli investimenti in infrastrutture, attrezzature e mezzi per lo sviluppo di sistemi innovativi nel settore logistico e in particolare nel trasporto fluviale;
  • La promozione di una convenzione con i principali atenei lombardi per compartecipare a studi e ricerche di carattere sperimentale e applicato per lo sviluppo di sistemi innovativi nel settore logistico e in particolare nel trasporto fluviale;
  • Il rilancio della formazione tecnica e professionale nel settore della logistica e del trasporto, per sopperire alla mancanza di personale nel settore.

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Automotive, assessore Guidesi: il ‘solo elettrico’ assist alla Cina

Par : Marco Dozio
7 mars 2025 à 17:46

“Un segnale nei confronti del settore Automotive e dei territori, ma serve molto altro”. L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia e presidente dell’Automotive Alliance Regions (ARA), Guido Guidesi, torna sul Regolamento europeo in tema Automotive presentato ufficialmente mercoledì scorso dalla Commissione europea e lo fa davanti a una platea autorevole.

Automotive, il vincolo al solo motore elettrico è un vantaggio per la Cina

All’interno di Brescia ‘Futura Expo, economia per l’ambiente. Brixia Forum‘, in corso nei padiglioni della Fiera, Guidesi ha convocato nel pomeriggio di venerdì 7 marzo la Cabina Economica Nord-Ovest di cui fanno parte, oltre alla Lombardia, le regioni Piemonte e Liguria. All’incontro erano presenti diverse realtà imprenditoriali lombarde, piemontesi e ligure del settore Automotive oltre a importanti personalità del comparto anche di livello europeo, come ad esempio Matthias Zink, presidente CLEPA (European Association of Automotive Suppliers) e Petr Dolejsi, direttore Mobilità e Trasporto sostenibili di ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association).

automotive elettrico cina

Sì alla ‘neutralità tecnologica’

“È necessario cambiare ulteriormente il Regolamento – ha argomentato Guidesi – al fine di passare dalla continua citazione di ‘neutralità tecnologica’ alla sua applicazione. Il concetto del ‘solo elettrico’ lo consideriamo un assist incredibile ai cinesi”.

La salvaguardia dell’automotive

“Ringrazio – ha proseguito Guidesi – tutti coloro che in questi tre anni ci hanno supportato convintamente in una battaglia difficile di salvaguardia del settore Automotive. Un lavoro intenso e lungo che all’inizio ha dovuto scontrarsi anche con un irrazionale ‘pensiero unico'”.

Clamorosi errori commessi

“Questo lavoro di squadAutomotive elettrico Cinara – ha evidenziato Guidesi – deve continuare. La Commissione Europea ha fatto un passo avanti che però non basta a salvare l’industria dell’Automotive europea, per cui dobbiamo proseguire per trovare anche la necessaria maggioranza in Europa che ci consenta di correggere i clamorosi errori commessi”.

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Missione Lombardia a Bruxelles, Fontana incontra vicepresidente Fitto

28 janvier 2025 à 17:41

La necessità di preservare il ruolo chiave delle Regioni nella Politica di Coesione Europea e la valorizzazione di un approccio che ponga al centro i territori attraverso un orientamento basato sul raggiungimento di risultati misurabili e tangibili. Questi alcuni dei punti chiave evidenziati dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, in occasione dell’incontro con il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, avvenuto nell’ambito della missione istituzionale a Bruxelles.

Della delegazione fanno parte Marco Alparone (vicepresidente e assessore regionale al Bilancio e Finanza) e gli assessori Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Guido Guidesi (Sviluppo economico), Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Massimo Sertori (Enti Locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) oltre a Raffaele Cattaneo (sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee).

Fontana: Regioni continuino a essere centrali in Politica di Coesione Europea

bruxelles lombardia fitto

“Siamo contrari – ha detto il presidente Fontana – a un ‘Quadro Finanziario Pluriennale’ che annulli le risorse per la Politica di coesione in un macro-contenitore con altri fondi e a un modello per Piani nazionali che riduca le Regioni da autorità di gestione a organismi intermedi o semplicemente a beneficiari”.

“Siamo qui – ha aggiunto – per chiedere che le Regioni continuino a essere attori primari della Politica di coesione secondo il principio di sussidiarietà e che le altre politiche europee siano più integrate con la Politica di coesione”.

Valorizzare il principio di sussidiarietà

Il governatore della Lombardia, infatti, ha condiviso la posizione di molte regioni in base alla quale la Politica di Coesione promossa dall’Unione Europea rappresenti l’intervento istituzionale di carattere orizzontale più riconoscibile agli occhi dei cittadini, incarnando i principi della sussidiarietà e della solidarietà tra i diversi popoli e territori.

Entro luglio 2025, la Commissione europea dovrà formulare la proposta per il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE.

Promuovere la governance multilivello

“Dai documenti informali della direzione generale Budget della Commissione circolati nei mesi scorsi – ha specificato il governatore – si andrebbe verso un bilancio pluriennale post 2027 basato sulle politiche, con meno programmi e un piano unico per ciascuno Stato membro che colleghi le riforme chiave agli investimenti e si concentri su priorità comuni. Abbiamo spiegato al vicepresidente Fitto come tutto ciò significherebbe che non vi sarebbero più contatti diretti o negoziazioni tra la Commissione Europea e le regioni mettendo così in discussione l’elemento chiave della governance multilivello. La nazionalizzazione della Politica di coesione ridurrebbe le regioni da autorità di gestione a organismi intermedi o addirittura semplicemente beneficiari”.

“Un modello centralizzato come quello che viene prefigurato – ha concluso il presidente lombardo – non darebbe garanzie del mantenimento di tale impegno finanziario per la Lombardia e toglierebbe alla Regione la gestione di questi fondi”.

Il confronto con i funzionari e gli stakeholders

Dopo l’incontro tra il presidente Fontana e il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, la delegazione lombarda ha partecipato a un momento di lavoro nella sede della Regione Lombardia a Bruxelles al quale hanno preso parte, oltre agli assessori che accompagnano il governatore, anche l’ambasciatore d’Italia Federica Favi e funzionari apicali della Commissione Europea. Presenti i responsabili dei Gabinetti dei Commissari e gli stakeholders del mondo associativo, economico ed imprenditoriale. Tra questi, il capo di gabinetto aggiunto del Commissario ai Trasporti e Turismo, Apostolos Tzitzikostas, interlocutore principale per il dialogo strategico sull’automotive, settore chiave che vede Regione Lombardia alla guida dell’Automotive Regions Alliance (Ara).

mog/as2

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