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La fortezza nata da un sogno romantico sembra uscita da una fiaba: è il Castello Bonoris

21 août 2026 à 16:06

Torri merlate, mura in pietra, un fossato e persino un ponte levatoio: osservando il Castello Bonoris dall’esterno, è facile immaginare cavalieri, assedi e dame dai vestiti sontuosi affacciate alle finestre. Ma c’è un dettaglio che cambia completamente prospettiva: il maniero, che domina una collina in provincia di Brescia, non è un autentico castello medievale.

La sua storia comincia infatti alla fine dell’Ottocento, quando Gaetano Bonoris decise di trasformare i resti dell’antica rocca in quella che sarebbe diventata la sua straordinaria dimora neogotica, dall’architettura fiabesca e imponente.

Il Times svela l’alternativa a Milano: è la “Leonessa”, una città tutta da scoprire

18 août 2026 à 12:01

A soli 40 minuti di treno da Milano si trova una città che custodisce un patrimonio storico sorprendente, ma che continua a rimanere lontana dai grandi flussi turistici. È Brescia, “La Leonessa” d’Italia (all’interno del castello della città si può visitare il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia), protagonista di un recente racconto del The Times che la indica come una splendida alternativa alla seconda città più grande d’Italia. Un luogo dove archeologia, arte, tradizioni e vita quotidiana si incontrano in un centro storico ricco di piazze, chiese e musei.

Brescia, tra archeologia romana, chiese e piazze

Per molto tempo Brescia è stata associata soprattutto alla sua anima industriale. In realtà, come sottolinea Cinzia Pasini, fondatrice dell’agenzia di guide turistiche locali Arte Con Noi, la città conserva un patrimonio storico di grande valore. Il Castello arroccato sul colle Cidneo ne è un esempio.
Nel 2023 Brescia è stata Capitale Italiana della Cultura e oggi rappresenta una meta ideale per un city break alla scoperta di un’Italia meno conosciuta.

Il cuore della città è Piazza della Loggia, dominata dal celebre orologio astronomico del XVI secolo, con le figure meccaniche in rame conosciute come “i pazzi delle ore”. Poco distante si apre Piazza Paolo VI, dove sorgono le due cattedrali cittadine (Duomo Nuovo e Duomo Vecchio). Brescia sorprende anche per il numero delle sue chiese: sono almeno 60 quelle comprese entro le antiche mura.

Tra le numerose chiese del centro storico, San Faustino è un ottimo punto di partenza. Dedicata a uno dei santi patroni della città, conserva gli affreschi dell’altare di Tiepolo e un’elegante facciata in marmo Botticino realizzata dallo scultore Giuseppe Cantone. Merita una visita anche Santa Maria del Carmine, dove si possono ammirare l’Annunciazione di Pieter de Witte e una suggestiva Lamentazione per Cristo morto, composta da figure in terracotta a grandezza naturale. Un dettaglio curioso si trova nel pavimento: un disco di legno segnala la presenza dell’“Antico Fiume” e, sollevando una corda, è possibile ascoltare il rumore delle acque del fiume Bova che scorrono proprio sotto la chiesa.

Tra le tappe più importanti c’è Brixia, il sito archeologico romano meglio conservato del Nord Italia e patrimonio UNESCO, dove si trova il Capitolium e la celebre Vittoria Alata, statua bronzea del I secolo. Scoperta nel 1826 e sottoposta a un importante intervento di restauro terminato nel 2020, è oggi nuovamente esposta nella sua sede originaria. Quest’anno ricorre il 200° anniversario della sua scoperta.

Da non perdere anche il Museo di Santa Giulia, ospitato nell’antico monastero benedettino femminile costruito nel 753 d.C. dal re longobardo Desiderio. I suoi oltre 14.000 metri quadrati raccontano la storia della città attraverso edifici romani, la Basilica di San Salvatore e l’Oratorio di Santa Maria in Solario del XII secolo, dove veniva custodito il tesoro del monastero.

La città di Bescia è stata elogiata dal The Times
iStock
Il Dom all’alba, Brescia

Una città da vivere

Brescia non è soltanto una destinazione culturale. Il quartiere Carmine, un tempo considerato problematico, oggi è in piena rinascita grazie alle botteghe e ai laboratori artigiani e al progetto Make in Brescia, che permette di partecipare a vari laboratori e conoscere da vicino il lavoro di ceramisti e restauratori.

Il sabato mattina il mercato che si sviluppa intorno a Piazza della Loggia restituisce invece un’immagine autentica della città, tra formaggi, salumi, frutta, verdura, pasta e prodotti della tradizione. A tavola si possono assaggiare specialità bresciane legate al territorio, mentre per l’aperitivo c’è il pirlo, preparato con vino bianco e Campari.

Tra monumenti, musei, botteghe e sapori locali, Brescia conserva così un carattere autentico e sorprendentemente discreto: proprio quella combinazione che il The Times considera la sua forza e che la rende una delle alternative più interessanti a Milano.

Brescia valida alternativa a Milano secondo il The Times
iStock
Piazza della Loggia, Brescia

Franciacorta in Fiore 2026, il borgo di Bornato si trasforma ancora una volta in un giardino diffuso

14 mai 2026 à 16:00

Nel cuore della primavera lombarda, tra vigneti ordinati, castelli antichi e profumo di rose appena sbocciate, torna uno degli appuntamenti più affascinanti della stagione: Franciacorta in Fiore 2026. Dal 15 al 17 maggio 2026, il Borgo Antico di Bornato accoglierà la 27esima edizione della storica rassegna florovivaistica dedicata a fiori, natura, cultura e bellezza del territorio.

Il tema scelto per quest’anno, “Sole che splende, fiore che sorprende”, racconta perfettamente l’atmosfera della manifestazione: luminosa, poetica e immersiva. Passeggiare tra le corti storiche di Bornato durante Franciacorta in Fiore vorrà dire per i visitatori entrare in un piccolo mondo sospeso, dove ogni angolo viene trasformato da installazioni botaniche, profumi di erbe aromatiche, artigianato creativo e degustazioni che celebrano il meglio della Franciacorta.

Cosa vedere a Franciacorta in Fiore 2026

Il cuore della manifestazione sarà ancora una volta il suggestivo Castello Orlando, antica dimora immersa tra i vigneti della Franciacorta che, durante la fiera, si trasformerà in una scenografia floreale aperta al pubblico. Qui sarà possibile partecipare a visite guidate e degustazioni di Franciacorta, in un’esperienza che unisce storia, paesaggio ed eccellenze enogastronomiche del territorio. L’ingresso alla mostra potrà infatti essere abbinato proprio alla visita del castello con degustazione inclusa.

Attorno al castello, l’intero Borgo Antico di Bornato diventerà un percorso espositivo diffuso tra cortili, cascine storiche e palazzi d’epoca come Palazzo Ambrosini, Cascina Orlando e l’Antica Pieve San Bartolomeo. Una formula che rende Franciacorta in Fiore diversa dalle classiche fiere florovivaistiche, tanto che qui non si visita semplicemente un’esposizione, ma si attraversa un borgo vivo, trasformato in un giardino che “parla”.

Tra gli appuntamenti più attesi dell’edizione 2026 ci saranno gli incontri con gli influencer green Le Grassocce di Osky e Le Georgiche, protagonisti di laboratori, passeggiate e momenti dedicati agli appassionati di botanica e giardinaggio.

Venerdì sera spazio anche alla “Silent Flower Party 4.0”, evento diventato ormai simbolo della manifestazione: una silent disco tra i vigneti del ristorante La Dama Bianca, tra cuffie wireless, musica e atmosfera notturna immersa nella campagna franciacortina. Molto scenografico anche il ritorno del “Palio della Rosa di Franciacorta”, con il mercato medievale di arti e mestieri ospitato nel fossato del castello. Arcieri, antiche lavorazioni artigianali e dimostrazioni dal vivo trasformeranno Bornato in un piccolo borgo fuori dal tempo.

Il programma sarà arricchito anche da laboratori dedicati alle api, all’uncinetto floreale, ai profumi botanici e ai bambini, oltre a degustazioni tematiche su miele, agrumi, rose e oli extravergine. Non mancheranno concerti, spettacoli teatrali, incontri culturali e l’area food truck in Piazza Don Piero Verzeletti, aperta fino a tarda sera.

Date, info utili e biglietti

Franciacorta in Fiore 2026 si svolgerà dal 15 al 17 maggio 2026 nel Borgo Antico di Bornato, frazione di Cazzago San Martino, in provincia di Brescia. Durante i tre giorni sarà possibile visitare la mostra-mercato florovivaistica, partecipare agli eventi in calendario e prenotare esperienze speciali come la visita guidata al castello con degustazione di Franciacorta.

Alcune attività saranno gratuite, mentre per altre sarà richiesta prenotazione o biglietto dedicato. Gli organizzatori consigliano di acquistare online l’ingresso in anticipo, soprattutto per gli eventi più richiesti come la Silent Flower Party e le visite guidate con degustazione. La manifestazione sarà aperta indicativamente dalle 9 o 11 del mattino fino alla sera, con l’area food attiva fino alle 22:30.

Riaprono i giardini di Castello Quistini, un gioiello che profuma di rose in Franciacorta

17 avril 2026 à 07:30

Anche in Franciacorta, territorio bresciano in cui si producono gli ottimi vini chiamati “bollicine” che competono con lo Champagne d’Oltralpe, la primavera è un tripudio di colori e profumi tra fiori che sbocciano e la natura che torna a vivere rigogliosa dopo l’inverno, tra le distese di vigne e i giardini più incantevoli.

Tra questi spiccano quelli del Castello Quistini di Rovato: oltre mille varietà di rose antiche, moderne e inglesi riempiono il grande giardino della tenuta che negli anni si è affermata come punto di riferimento nazionale per appassionati di botanica, fotografia, paesaggio e architettura del verde.

Le visite al roseto del Castello Quistini

La collezione di rose del Castello Quistini è qualcosa di realmente unico: grazie a un’accurata ricerca e selezione durata diversi anni, il roseto presenta delle chicche botaniche difficilmente reperibili nei circuiti commerciali tradizionali, come le rose inglesi di David Austin, dalla forma romantica e dalla straordinaria capacità di adattamento al clima italiano. Molte rose sono disponibili anche in vendita per collezionisti e appassionati.

Il roseto del Castello Quistini, in Franciacorta
Ufficio Stampa
L’elegante roseto del Castello Quistini, in Franciacorta

Il cuore dell’esperienza è la visita guidata “Tra Rose, Storia e Leggenda”, un percorso storico-botanico della durata di circa un’ora condotto dal proprietario del castello e progettista dei giardini Marco Mazza. Durante la visita non si segue soltanto un itinerario floreale, ma si entra direttamente in un racconto che intreccia la storia architettonica del palazzo, le scelte paesaggistiche, la cultura delle rose e il lavoro di ricerca che ha portato alla creazione di una delle collezioni più ricche del Nord Italia.

Con l’inizio di giugno, poi, il giardino si arricchisce con la fioritura delle ortensie, che donano nuovi tocchi di colore al contesto con varietà selezionate per forma, dimensione e tonalità. Ma il percorso di visita non finisce qui, perché oltre ai fiori sono presenti anche diverse collezioni botaniche uniche, piante rare e un’importante raccolta di antiche varietà da frutto, conservate anche a scopo didattico.

Appuntamenti da non perdere

Oltre alle visite, questo splendido castello in Franciacorta propone anche un ricco calendario di laboratori creativi, corsi dedicati alla coltivazione delle rose, workshop legati ad arte, artigianato, botanica e design e incontri culturali immersi nel verde: appuntamenti interessanti che rafforzano la funzione culturale di questo splendido luogo.

Le luci della sera nel roseto di Castello Quistini
Ufficio Stampa
Le luci serali nel roseto di Castello Quistini

Quando riaprono e biglietti

I cancelli dello storico giardino del Castello Quistini riaprono il 1° maggio 2026 e resteranno fruibili fino a metà giugno, nei fine settimana. Il calendario ufficiale delle date è disponibile sul sito ufficiale del castello dove è necessario prenotare online.

L’ingresso ha un costo di 12 euro.

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Castello Quistini si trova a Rovato, in provincia di Brescia (Lombardia), nel cuore della Franciacorta, una delle aree vitivinicole più rinomate d’Italia.

Raggiungerlo è piuttosto semplice: in auto si arriva comodamente tramite l’autostrada A4 Milano-Venezia, uscendo al casello di Rovato e proseguendo per pochi minuti verso il centro del paese. Per chi viaggia in treno, la stazione di Rovato è ben collegata con Brescia e Milano, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Bergamo Orio al Serio. Dalla stazione si può prendere un autobus di linea che ferma proprio di fronte al castello oppure, in alternativa, si può fare una camminata attraversando il centro del paese per poco più di 2 km.

Il castello Quistini è un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta delle cantine e dei paesaggi collinari della Franciacorta, che durante la primavera diventano mete molto frequentate dagli amanti dell’enoturismo.

L’incanto dei Grandi Giardini Italiani: 5 nuove meraviglie entrano nella Guida 2026

5 mars 2026 à 07:30

Con l’arrivo della primavera, torna la Guida Grandi Giardini Italiani, impresa culturale nata nel 1997 che da ventotto anni accompagna gli appassionati di botanica, arte e paesaggio nella scoperta dei più bei giardini d’Italia. L’edizione 2026 non solo aggiorna le informazioni su circa 150 giardini distribuiti in dodici regioni, ma accoglie anche cinque nuove location verdi, ampliando un network che valorizza luoghi spesso nascosti in piccoli centri e contesti rurali.

Dalla Franciacorta alla Sicilia, passando per Toscana, Marche e Lago di Garda, ogni nuovo giardino sposa perfettamente la filosofia del network e racconta storie di architettura, natura e arte, trasformando la visita in un’esperienza culturale unica e immersiva.

Cinque nuovi giardini entrano nel network

L’edizione 2026 della Guida Giardini Italiani segna un momento importante: cinque nuovi giardini italiani entrano ufficialmente nel prestigioso network e la guida viene ampliata con una sezione completamente dedicata all’ospitalità. Ecco quali sono:

  • Ca’ del Bosco: a Erbusco, nel cuore della Franciacorta, si trova questa rinomata proprietà vitivinicola dove le vigne dialogano con tante opere d’arte ambientale e architetture contemporanee, offrendo un percorso esperienziale unico tra arte e natura. Alcune delle opere presenti includono il Cancello Solare di Arnaldo Pomodoro, le sculture di Igor Mitoraj, il Ludoscopio di Paolo Scirpa e i Blue Guardians di Cracking Art;
  • La Limonaia del Castèl: a Limone sul Garda, sul Lago di Garda, la tenuta testimonia la tradizione delle limonaie gardesane, con terrazzamenti e complessi storici che uniscono coltivazione e architettura;
  • Castiglion del Bosco: a Montalcino, in Toscana, questa vasta tenuta è immersa nel paradisiaco scenario della Val d’Orcia, dove giardini, vigneti e patrimonio rurale si fondono armoniosamente con il paesaggio naturale;
  • Villa La Quiete: a Treia, nelle Marche, questa dimora storica è immersa in un paesaggio collinare e offre un parco storico con alberature mature e spazi verdi tipici delle residenze di campagna;
  • Parco Trevelyan: a Taormina, in Sicilia, il giardino pubblico ottocentesco – noto anche come Villa Comunale – stupisce per la sua posizione panoramica sul mare, le essenze esotiche e le architetture ornamentali che arricchiscono i percorsi di visita.

Questi nuovi ingressi rafforzano la filosofia del network: rendere accessibile un patrimonio culturale spesso poco conosciuto, valorizzando la connessione tra natura, arte e territorio.

I 5 nuovi giardini della Guida Grandi Giardini Italiani 2026
Massimo Listri
A Ca del Bosco l’opera “Eroi di Luce” di Igor Mitoraj

Arte, ospitalità e innovazione digitale

Oltre all’ampliamento del network, l’edizione 2026 introduce una sezione dedicata all’ospitalità, permettendo ai visitatori di programmare soggiorni all’interno delle proprietà, un’esperienza immersiva che unisce relax e cultura.

La copertina della Guida 2026 celebra l’opera 0121-1110=115075 (2015) dell’artista Jaehyo Lee, installata presso Arte Sella sull’altopiano della Valsugana in Trentino, sottolineando il legame tra giardino, arte contemporanea e paesaggio.

Anche il sito ufficiale, completamente rinnovato, facilita l’organizzazione delle visite: da grandigiardini.it è possibile acquistare biglietti d’ingresso, consultare eventi e seguire le principali fioriture stagionali. La Guida Grandi Giardini Italiani 2026 è disponibile sul sito ufficiale, negli shop dei giardini che aderiscono all’iniziativa o tramite prenotazione telefonica.

Grazie a queste novità, Grandi Giardini Italiani consolida il proprio ruolo di punto di riferimento per chi desidera scoprire il patrimonio verde italiano in maniera autentica e curata, combinando la bellezza naturale dei giardini con esperienze culturali di alto livello.

Con questa edizione, il network si conferma non solo custode della tradizione botanica e paesaggistica, ma anche innovatore nell’ospitalità e nella promozione digitale, rendendo la visita a ogni giardino un viaggio tra storia, arte e natura che emoziona e ispira.

La Guida Grandi Giardini Italiani 2026
Comune di Limone sul Garda
Limonaia del Castel a Limone sul Garda

Giornate dei castelli, palazzi e borghi medievali: i tesori nascosti

28 février 2026 à 11:00

Domenica 1° marzo 2026 torna uno degli appuntamenti più attesi per chi ama il patrimonio storico diffuso e le atmosfere d’altri tempi: con la nuova edizione delle “Giornate dei Castelli, Palazzi e Borghi medievali” riprendono le aperture congiunte che coinvolgono 23 località della media pianura lombarda, distribuite tra le province di Bergamo, Brescia, Cremona e Milano.

L’iniziativa si sviluppa in 11 giornate, concentrate nelle prime domeniche del mese e nelle principali festività primaverili ed estive, con un calendario che accompagna fino all’autunno inoltrato: si tratta, insomma, di un vero e proprio circuito coordinato che mette in rete realtà pubbliche e private, spesso chiuse al pubblico, e trasforma, per un giorno, borghi e dimore storiche in luoghi animati e accessibili.

23 località e oltre 20 mila visitatori

I numeri raccontano la solidità di un progetto giunto al dodicesimo anno consecutivo: ogni stagione sono circa 20 mila i visitatori che scelgono di esplorare l’itinerario diffuso e decidono il proprio percorso tra rocche, manieri, palazzi e centri storici. La formula è semplice ma efficace: in ciascuna data prevista, le località aderenti aprono in contemporanea, in modo da consentire visite multiple nell’arco della stessa giornata o di tornare più volte nel corso dell’anno per completare l’esperienza.

L’edizione 2026 si apre domenica 1° marzo e prosegue con una serie di appuntamenti che comprendono lunedì 6 aprile (Pasquetta), sabato 25 aprile, venerdì 1° maggio, domenica 3 maggio, martedì 2 giugno, domenica 7 giugno, sabato 4 luglio con un’edizione serale, domenica 6 settembre, domenica 4 ottobre e domenica 1° novembre.

Scorcio del Castello Visconteo di Trezzo sull'Adda, Lombardia
Ufficio Stampa Pianura da scoprire
Incantevole scorcio del Castello Visconteo di Trezzo sull’Adda

Tra rievocazioni, laboratori e mercatini

Durante le Giornate, i portoni si aprono e i ponti levatoi tornano a scricchiolare, e restituiscono vita a mete che per secoli hanno segnato la storia della pianura lombarda. Non mancano rievocazioni in costume, laboratori didattici per bambini, mercatini di antiquariato e prodotti tipici, eventi culturali e visite guidate.

La possibilità di personalizzare l’itinerario è, senza dubbio, uno degli elementi distintivi dell’iniziativa: i partecipanti possono decidere quali e quante località raggiungere in base alle aperture previste e il sito dell’Associazione Pianura da scoprire è il principale punto di riferimento informativo: sempre aggiornato, offre indicazioni su orari, costi, modalità di prenotazione, oltre a consigli sulla ristorazione e su percorsi tematici, paesaggistici e bike friendly.

Il “Passaporto” e le nuove sinergie

Tra gli strumenti più apprezzati spicca il “Passaporto”, un libretto che raccoglie immagini e descrizioni dei luoghi aderenti. In ogni località è possibile apporre un timbro per una sorta di “viaggio a tappe” che invita a tornare per completare la collezione. Per il 2026, accanto al Passaporto, debuttano anche nuove shopper in tela dedicate e si rinnova la collaborazione con il circuito Ville Aperte in Brianza, che in due periodi dell’anno (tra fine aprile e metà settembre) consente l’accesso a residenze storiche di solito non visitabili.

La parola alle istituzioni

Le dichiarazioni dei promotori sottolineano la valenza strategica dell’iniziativa. Debora Massari, assessore regionale al Turismo, evidenzia come la capacità di fare rete trasformi singole eccellenze in un circuito strutturato, in grado di generare attrattività e valore reale per le economie locali: la logica delle aperture coordinate diventa così uno strumento di marketing territoriale capace di intercettare nuovi flussi e di valorizzare anche le realtà meno conosciute.

Giuseppe Togni, presidente dell’Associazione Pianura da scoprire, richiama la continuità dei risultati raggiunti in dodici anni di lavoro e la collaborazione tra Comuni, associazioni, professionisti e volontari, che rappresenta l’ossatura organizzativa del progetto. La dimensione partecipativa è centrale anche nelle parole di Federica Bruletti, segretario generale della Fondazione della Comunità Bergamasca, che sostiene il circuito mediante il Bando Cultura, riconoscendone il valore come esempio di cultura diffusa e accessibile.

Infine, il ruolo delle infrastrutture emerge nell’intervento di Matteo Milanesi, direttore generale di A35 Brebemi Aleatica, main sponsor dell’evento. La crescita del traffico registrata nel 2025, pari al +3%, conferma come l’arteria sia sempre più utilizzata anche per il tempo libero e faciliti la scoperta dei territori lungo la direttrice Milano–Nord Est.

Le più belle mostre del 2026 da non perdere da Nord a Sud Italia

2 janvier 2026 à 17:55

Il 2026 si prospetta un anno straordinario per gli amanti dell’arte in Italia, con esposizioni che spaziano dai grandi maestri del passato alle avanguardie contemporanee. Da Brescia a Venezia, passando per Milano, Roma, Firenze, Perugia, Genova e Rovigo, le città italiane ospiteranno mostre imperdibili che permetteranno di scoprire capolavori di pittura, scultura, grafica, fotografia e arti applicate.

In questo articolo vi proponiamo una guida alle dodici mostre più interessanti, selezionate per la loro qualità artistica e l’unicità dei contenuti.

Liberty. L’arte dell’Italia moderna a Brescia

Dal 24 gennaio al 14 giugno 2026, Palazzo Martinengo a Brescia ospita la mostra “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”, curata da Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari. L’esposizione racconta i primi quindici anni del Novecento, quando l’Italia si aprì a nuovi linguaggi artistici, influenzando pittura, scultura, architettura, moda, grafica e fotografia.

Con oltre 100 capolavori tra dipinti, sculture, ceramiche, fotografie e spezzoni cinematografici, la mostra esplora lo stile Liberty in tutte le sue sfaccettature, dalle forme sinuose della grafica alle eleganti linee dei vestiti femminili dell’epoca. Tra gli artisti presenti figurano Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Edoardo Rubino e Galileo Chini.

Maggiori informazioni e biglietti in vendita sul sito Mostraliberty.com.

Macchiaioli a Milano

A Milano, dal 3 febbraio al 14 giugno, Palazzo Reale ospita la mostra dedicata ai Macchiaioli, il movimento artistico che anticipò l’Impressionismo in Italia. Con più di 90 opere di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Raffaello Sernesi, la rassegna è organizzata in nove sezioni che raccontano il legame tra arte e ideali risorgimentali, il Positivismo francese e il desiderio di una pittura “nazionale”.

I visitatori potranno immergersi nel mondo dei pittori che rivoluzionarono la luce e il colore in chiave moderna. La mostra include anche dettagli sul contesto sociale e culturale del periodo, permettendo di comprendere come i Macchiaioli abbiano contribuito a creare una nuova identità artistica italiana.

Maggiori informazioni e biglietti in vendita sul sito Palazzorealemilano.it.

Bernini e i Barberini a Roma

Dal 12 febbraio al 14 giugno, Palazzo Barberini a Roma accoglie “Bernini e i Barberini”, una mostra che esplora il rapporto creativo tra Gian Lorenzo Bernini e il suo principale committente, Maffeo Barberini, poi papa Urbano VIII.

L’esposizione permette di ripercorrere la carriera del grande scultore napoletano attraverso opere come Le Quattro Stagioni e San Sebastiano, provenienti da importanti collezioni europee e italiane, illustrando la profonda sinergia tra arte e mecenatismo nel Seicento.

Sul sito ufficiale delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini si possono trovare maggiori info e biglietti.

Rothko a Firenze

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026, Palazzo Strozzi a Firenze ospita “Rothko a Firenze”, un’esposizione che ripercorre l’intera carriera di Mark Rothko. Dalle prime opere figurative degli anni Trenta e Quaranta fino alle tele astratte degli anni Cinquanta e Sessanta, la mostra permette di comprendere l’evoluzione di uno degli artisti più influenti del Novecento, capace di trasformare il colore in emozione pura.

Sono previste anche visite guidate e approfondimenti tematici per entrare nel pensiero filosofico e nella poetica cromatica dell’artista. Su Palazzostrozzi.org tutte le informazioni necessarie per programmare la visita.

Kiefer. Le Alchimiste a Milano

Sempre a Milano, dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, Palazzo Reale presenta “Kiefer. Le Alchimiste”, una mostra che rende omaggio alle donne alchimiste e al loro ruolo nella nascita della scienza moderna. Con 38 teleri monumentali, Anselm Kiefer esplora simboli, miti e rituali alchemici, proponendo un viaggio tra storia, esoterismo e arte contemporanea.

L’esposizione è visitabile solo previa prenotazione sul sito Palazzorealemilano.it e offre un’esperienza immersiva tra pittura e riflessione concettuale.

Magnifico 1492 a Firenze

Nell’autunno 2026, le Gallerie degli Uffizi di Firenze presentano “Magnifico 1492”, dedicata a Lorenzo de’ Medici e alla sua straordinaria collezione d’arte. Oltre 100 opere provenienti da tutto il mondo ricostruiscono per la prima volta il patrimonio artistico del celebre mecenate rinascimentale, mostrando come Firenze sia stata centro di cultura e innovazione, non solo in pittura e scultura, ma anche in arti decorative e manifatture.

La mostra offrirà anche attività didattiche e percorsi interattivi per studenti e appassionati. Controllare il sito degli Uffizi per aggiornamenti in tempo reale.

Transforming Energy a Venezia

Dal 6 maggio al 19 ottobre, le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano “Transforming Energy” di Marina Abramović, in occasione della 61ª Biennale. L’artista, che compirà 80 anni, propone un percorso tra opere storiche, performance iconiche e nuove creazioni realizzate appositamente per la mostra, offrendo un’esperienza intensa che unisce corpo, energia e partecipazione dello spettatore. Per tutte le informazioni visitare il sito Gallerieaccademia.it.

Gianfranco Frattini 100 a Milano

Il 2026 segna il centenario della nascita di Gianfranco Frattini (15 maggio 1926 – 6 aprile 2004), uno dei designer e architetti più raffinati del secondo Novecento italiano.

Milano celebrerà l’anniversario con un programma che comprende mostre, eventi, installazioni e nuove pubblicazioni, curate dallo Studio/Archivio Gianfranco Frattini dei figli Emanuela e Marco Frattini. Frattini ha attraversato con naturalezza architettura, interni, design di mobili e lighting design, fondendo industria e artigianato in progetti sempre riconoscibili per misura, precisione e modernità.

La mostra e gli eventi dedicati al centenario offrono uno sguardo completo sulla sua carriera, dai primi collaborazioni con Gio Ponti agli arredi per hotel e ville, fino ai mobili e oggetti di illuminazione firmati per aziende storiche come Artemide, Cassina e Knoll. In primavera sarà pubblicato “Gianfranco Frattini Designer”, catalogo ragionato che restituisce una lettura critica aggiornata dell’opera del maestro, sottolineando l’equilibrio tra sobrietà, innovazione e rispetto per la tradizione artigianale.

L’anno del centenario invita così a riscoprire un autore che continua a parlare al presente, illuminando con discrezione lo spazio e la forma. Per info visitare il sito Gianfrancofrattini.com.

Le mostre 2026 in Italia
Studio-Archivio Gianfranco Frattini
Ritratto dell’artista Frattini, in Giappone

Van Dyck l’Europeo a Genova

Dal 20 marzo al 19 luglio 2026, il Palazzo Ducale di Genova ospita “Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”, la più grande retrospettiva sul maestro fiammingo degli ultimi venticinque anni. Con 58 opere suddivise in dieci sezioni tematiche, la mostra presenta capolavori provenienti da istituzioni internazionali come Louvre, Prado, Uffizi e National Gallery di Londra.

L’esposizione esplora i tre momenti fondamentali della carriera di van Dyck. Non solo ritratti, ma anche opere sacre e grandi tele teatrali, tra cui il Matrimonio mistico di Santa Caterina e la Crocefissione, permettono di apprezzare la maestria e la capacità del pittore di dialogare con contesti sociali e culturali diversi.

Il percorso, arricchito da prestiti eccezionali e da un allestimento suggestivo negli spazi del Palazzo Ducale (Appartamento e Cappella del Doge) offre ai visitatori un’esperienza immersiva tra bellezza, pathos e storia dell’arte europea.

Tutte le mostre 2026 in Italia
Ufficio Stampa
Anton van Dyck, Le quattro età dell’uomo, © Vicenza, Museo Civico di Palazzo Chiericati

Zandomeneghi e Degas a Rovigo

Dal 27 febbraio al 28 giugno 2026, il Palazzo Roverella di Rovigo ospita “Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi”, una mostra che mette per la prima volta in dialogo in modo organico due protagonisti dell’arte europea: Federico Zandomeneghi e Edgar Degas. Curata dalla storica dell’arte Francesca Dini, l’esposizione ripercorre l’intensa amicizia e collaborazione tra i due artisti, evidenziando affinità stilistiche, convergenze e influenze reciproche.

Il percorso esplora i primi anni a Firenze e la formazione dei due pittori, per poi seguire la maturazione artistica di Zandomeneghi a Parigi e il suo coinvolgimento nel movimento impressionista.

Prestiti eccezionali da musei nazionali e internazionali, tra cui La famiglia Bellelli del museo Ordrupgaard di Copenaghen e ritratti del Musée d’Orsay, permettono confronti diretti tra le opere dei due maestri. Dalla fase italiana di Zandò fino ai capolavori impressionisti, la mostra racconta il contributo italiano alla modernità europea, restituendo al pubblico un quadro vivo della relazione creativa tra Venezia e Parigi nel XIX secolo. Per maggiori informazioni visitare il sito Palazzoroverella.com.

Italia: tutte le mostre d'arte del 2026
Ufficio Stampa
Federico Zandomeneghi, Il tè, collezione privata

Giotto e San Francesco a Perugia

Dal 14 marzo al 14 giugno 2026, la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, a cura di Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi. L’esposizione esplora il momento in cui il genio di Giotto incontra il carisma di Francesco, dando vita a quella che è considerata la nascita dell’arte moderna italiana.

Il percorso, articolato in quattro sezioni principali, presenta oltre 60 opere di Giotto, Simone Martini, Pietro Lorenzetti e altri maestri attivi ad Assisi, documentando il passaggio dalla tradizione bizantina a una rappresentazione più realistica e emotivamente coinvolgente della realtà.

Affreschi, tavole, polittici e manoscritti illustrano l’impatto duraturo del cantiere francescano sull’arte locale e la diffusione del nuovo linguaggio figurativo in Umbria. La mostra offre un’occasione unica per scoprire opere di straordinaria rilevanza storica e artistica, molte delle quali mai esposte al pubblico, valorizzando il patrimonio culturale della regione. Per maggiori informazioni visitare i profili social di Galleria Umbria Perugia.

Andy Warhol. Ladies and Gentlemen a Ferrara

Nella primavera 2026, Ferrara rende omaggio a Andy Warhol con la riedizione della storica mostra Ladies and Gentleman (1975-76) presso il Palazzo dei Diamanti, in programma dal 14 marzo al 19 luglio 2026. L’esposizione celebra il cinquantesimo anniversario di uno degli eventi più iconici della pop art, presentando oltre 150 ritratti tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid.

La rassegna mette al centro la rivoluzionaria attenzione di Warhol all’identità individuale e alla cultura glam-queer, rinnovando il concetto di ritratto tradizionale attraverso il linguaggio della comunicazione di massa, la fotografia, il cinema e la Polaroid.

Accanto alla serie Ladies and Gentlemen, vengono esposti anche autoritratti e ritratti di celebri icone pop, tra cui Marilyn Monroe e Mick Jagger, che mostrano la capacità dell’artista di anticipare tendenze estetiche e sociali del XXI secolo. La mostra offre al pubblico un’immersione totale nel mondo di Warhol, tra colori vividi, provocazioni e il fascino senza tempo della pop art. I biglietti si trovano sul sito Palazzodiamanti.it.

Arriva Santa Lucia con eventi, tradizioni e sorprese in meravigliose località italiane

11 décembre 2025 à 07:30

Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, come ogni anno, torna la magica tradizione di Santa Lucia, che in alcune zone d’Italia porta proprio come Babbo Natale i doni ai bambini “buoni”. Una ricorrenza imperdibile e molto sentita, celebrata secondo tradizioni diverse lungo lo Stivale.

Vissuta tra III e IV secolo, Santa Lucia è la protettrice della vista e il simbolo della luce che vince il buio. Nel tempo la sua figura è diventata protagonista di tradizioni amatissime dai bambini, soprattutto nel Nord Italia, dove la notte dei doni è un rito attesissimo. Dalle province di Bergamo e Brescia a Trento, dalla sua città natale Siracusa fino alla Sardegna, la devozione per Santa Lucia unisce territori diversi con storie, usanze, tradizioni culturali e tanta meraviglia.

Santa Lucia a Brescia

A Brescia (insieme a Bergamo) Santa Lucia è la tradizione natalizia più amata. Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, la Santa arriva con il suo asinello portando dolci e piccoli doni ai bambini buoni… e un po’ di carbone a chi è stato monello. In molte zone del bresciano si lascia sull’uscio latte, fieno e biscotti: un ringraziamento per il lungo viaggio notturno della Santa.

La mattina successiva è pura magia: i bimbi trovano sotto l’albero proprio i regali che avevano chiesto nella loro letterina a Santa Lucia, una sorta di Babbo Natale “al femminile” tutta locale.

Nei giorni che precedono la notte più attesa, molti borghi si animano con la misteriosa Santa Lucia itinerante, che passa con il suo carretto, suona la campanella e distribuisce caramelle ai bambini accorsi in strada. Non mancano poi gli eventi in tutta la provincia: a Brescia il Museo di Santa Giulia propone laboratori per famiglie (12 dicembre, ore 16:30), mentre nei diversi paesi si susseguono spettacoli, cortei e momenti di festa. A Rodengo Saiano, in Franciacorta, ad esempio, i bambini consegnano la letterina tra zucchero filato e bevande calde, mentre sul lago di Garda, a Desenzano, la magia continua con teatro, merenda e corteo.

Santa Lucia a Bergamo

Anche a Bergamo, quella tra il 12 e il 13 dicembre, è sempre la notte più attesa dai bambini: Santa Lucia, riempie la città e la provincia di appuntamenti pensati per famiglie, tra emozioni, storie e tradizioni che si tramandano da generazioni. Quest’anno, fino al 14 dicembre, la Santa “viaggia” attraverso quattro percorsi tematici – tra musei, teatro, cinema e città – trasformando quartieri e spazi culturali in luoghi dove scoprire la natura, l’arte, la scienza e la narrazione attraverso laboratori creativi, spettacoli, letture e proiezioni.

Tappa fissa anche nella chiesetta di via XX Settembre dove, dopo aver consegnato la letterina alla santa più amata dai bambini, molti approfittano per una passeggiata sul Sentierone, il cuore pulsante di Bergamo Bassa dove negli stessi giorni ci sono le ormai celebri bancarelle di Santa Lucia.

Letterine lasciate dai bambini a Santa Lucia
IPA
Letterine lasciate dai bambini a Santa Lucia a Bergamo

Sempre in città, il cuore pulsante della festa è il suggestivo Luna Park delle Meraviglie, allestito nel Monastero del Carmine: un percorso immersivo che invita piccoli e grandi a riscoprire stupore e immaginazione.

Ma la festa corre anche in tutta la bergamasca. Venerdì 12 dicembre, sul sagrato della Chiesa Parrocchiale di Presezzo, una speciale lettura dedicata a una giovane ballerina farà da preludio all’arrivo di Santa Lucia, che distribuirà dolci, caramelle e bevande calde a bambini e famiglie. Anche lo splendido borgo di Lovere (affacciato sul lago d’Iseo) dedica un pomeriggio speciale ai bambini, che devono aiutare l’asinello a tornare da Santa Lucia all’Oratorio (alle ore 17:30). Anche in questo caso, potrete trovare appuntamenti per tutta la famiglia in moltissimi borghi della provincia bergamasca.

Santa Lucia a Trento

Anche a Trento Santa Lucia è molto sentita, amata persino più di Babbo Natale. La notte del 12 dicembre, la santa dal volto velato (simbolo di cecità) passa nelle case dei bambini accompagnata dal suo inseparabile asinello, portando dolci e piccoli doni.

La tradizione più attesa? Le “strozegade”: cortei rumorosi in cui i bambini trascinano per le strade barattoli e lattine legati a un filo, chiamando a gran voce la Santa. Mentre i piccoli ricevono dolcetti e il classico pane a forma di asinello, gli adulti si scaldano con tè fumante o vin brulè. Prima di dormire, ogni bambino lascia un piattino con sale, farina gialla e carota per l’asinello e latte e biscotti per Santa Lucia. Un gesto semplice che conserva tutta la magia dell’attesa.

Nei giorni in cui si celebra la santa, inoltre, Trento si accende di magia: dalla Fiera di Santa Lucia, con oltre 350 bancarelle nel weekend del 13 e 14 dicembre per le vie del centro storico, passando per il parco divertimenti con giostre e attrazioni in piazzale Sanseverino, attivo fino al 6 gennaio, con iniziative rivolte ai bambini e alle famiglie, fino ai giochi tradizionali e i punti ristoro di piazza Fiera.

Santa Lucia a Siracusa

Anche in Sicilia Santa Lucia è molto sentita e in particolare è Siracusa a celebrarla in grande come patrona della città. “Fidem Servavi” è il filo conduttore della Festa di Santa Lucia 2025, che in città torna a sorprendere con uno dei momenti più attesi dell’anno. Le celebrazioni, iniziate il 29 novembre con la tredicina, hanno il 12 dicembre come giorno della tradizionale traslazione, mentre il 13 dicembre, alle 10.30, la solenne celebrazione eucaristica sarà presieduta dal cardinale Baldassare Reina.

In città si respira un’atmosfera vibrante: luminarie, mercatini, musica e iniziative culturali animano il centro storico, insieme ad attività dedicate anche ai più piccoli. Una festa che unisce fede, tradizione e partecipazione popolare, diventando ogni anno un’occasione per riscoprire le radici siracusane e condividere la magia della Santa della luce.

Piazza Duomo a Siracusa
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Piazza Duomo a Siracusa nel periodo natalizio

Le Notti di Santa Lucia a Nurachi (Sardegna)

Sono tre giorni di fuoco, tradizioni e magia, quelle che animano il borgo di Nurachi (provincia di Oristano): dal 12 al 14 dicembre, le Notti di Santa Lucia accendono una festa che trasforma il paese in un mix irresistibile di tradizioni antiche, street food, arte e spettacoli di fuoco. Il grande falò è il cuore degli eventi: un rito che affonda nei secoli e che oggi vive grazie ai ragazzi del paese, protagonisti di un passaggio simbolico ricco di storia e significato.

Le Notti di Santa Lucia a Nurachi (Sardegna)
Ufficio Stampa
Le Notti di Santa Lucia a Nurachi (Sardegna)

Tra laboratori di ceramica aperti a tutti, mostre d’autore dedicate alla sartoria sarda, musica, balli tradizionali, cantine in festa e giochi in legno per grandi e bambini, il borgo si anima come un vero palcoscenico a cielo aperto. E ogni sera, tra profumi di castagne, vini del territorio e spettacoli di luce, Nurachi si trasforma in un luogo sospeso nel tempo, perfetto da vivere in famiglia o con gli amici.

Tra le chiese più mozzafiato secondo The Guardian ci sono due “italiane” (ma una è in Scozia)

7 décembre 2025 à 07:30

Una meraviglia italiana lascia senza fiato e, secondo la stampa estera, meriterebbe già un posto tra le chiese più belle del pianeta. È una delle “cattedrali più mozzafiato del mondo” eletta da The Guardian tra le chiese europee più belle, ed è un gioiello di incredibile valore che ancora pochi conoscono, situato nel centro storico della città di Brescia, in Lombardia.

Ciò che sorprende ancora di più è che a contendersi l’attenzione internazionale non c’è solo questo capolavoro: a migliaia di chilometri di distanza, sferzata dal vento del Nord, si erge un’altra chiesa incredibile che racconta un pezzo di storia tutta italiana.

Il Duomo Vecchio di Brescia

Brescia, la Leonessa d’Italia patria delle Mille Miglia, custodisce un importante capolavoro architettonico romanico elogiato da The Guardian: il Duomo Vecchio. Una splendida struttura a pianta circolare risalente al XII secolo, con cripta sotterranea, che ospita opere d’arte di eccezionale valore, tra cui spicca l’Assunzione della Vergine del Moretto, considerato un capolavoro giovanile e un modello per la pittura bresciana, insieme a tele del Romanino e il famoso organo di Giangiacomo Antegnati.

Il Duomo Vecchio si affaccia nella meravigliosa piazza Duomo, nel cuore pulsante della città, ma non è il solo gioiello qui presente: accanto a lui si erge imponente il Duomo Nuovo, risalente al XVII secolo. “Un perfetto esempio di chiesa italiana, con marmi magnifici e cupole imponenti“, viene così descritto dalla stampa estera, che aggiunge: “Le cattedrali di Brescia sono un microcosmo dell’evoluzione architettonica italiana”.

Un evento molto sentito, che riguarda entrambe le chiese, è l’esposizione del tesoro della Santa Croce: solo due volte all’anno (l’ultimo venerdì di Quaresima e il 14 settembre), un gruppo di beni di altissimo valore storico, artistico e religioso normalmente chiuso in una cassaforte del Duomo Vecchio, nella cappella delle Sante Croci, viene esposto al pubblico. In queste rare occasioni, i fedeli assistono al rito guidato dal Vescovo, per poi attraversare delle scale nascoste (chiuse solitamente al pubblico) che conducono direttamente all’interno del Duomo Nuovo, dove le croci vengono esposte per poter essere ammirate da tutti, ma solo per un breve periodo prima di essere rimesse in sicurezza.

La Cappella Italiana (ma in Scozia)

No, non si trova geograficamente in Italia, ma questa chiesa ha una storia che la lega indissolubilmente al Belpaese, tanto da darle questo nome: la Cappella Italiana (in inglese Italian Chapel).

Si tratta di una chiesetta bianca che spicca nel verde infinito delle isole Orcadi (Orkney), un affascinante arcipelago al largo della punta settentrionale della Scozia che conserva tante testimonianze neolitiche come Skara Brae, uno dei villaggi meglio conservati d’Europa, più antico di Stonehenge e delle Piramidi di Giza.

La Cappella Italiana elogiata da The Guardian è conosciuta anche come il Miracolo del campo 60 (Miracle Of Camp 60), un appellativo legato alla sua storia: questo piccolo edificio di culto sull’isoletta di Lamb Holm, è stato costruito dai prigionieri di guerra italiani catturati in Nordafrica durante la Seconda Guerra mondiale e deportati su questo lembo di terra tra il 1943 e il 1945.

La chiesetta venne poi restaurata tra gli Anni ’60 e ’90 e rappresenta oggi un capolavoro architettonico che dimostra come anche con pochi materiali e tanto ingegno si possa costruire qualcosa di magnifico e indistruttibile nel tempo: venne realizzata infatti con materiali di fortuna e unendo due baracche Nissen trasformate grazie a cartongesso, cemento e tanta creatività. La sua struttura, infatti, è insolita rispetto alle classiche chiese.

L’anima artistica fu Domenico Chiocchetti, trentino, che decorò l’interno e dipinse la splendida Madonna col Bambino dell’abside. Attorno, altri prigionieri realizzarono dettagli incredibili: la cancellata in ferro battuto, lampade nate da barattoli di carne e persino un fonte battesimale ricavato da una vecchia automobile. Un capolavoro di ingegno e devozione accarezzato dal vento del Nord.

La Cappella Italiana dalla storia che conduce al Belpaese
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La Cappella Italiana dalla storia che conduce al Belpaese

Learning Cities UNESCO, due splendide città italiane entrano nella lista

5 décembre 2025 à 11:13

Il 4 dicembre 2025 l’UNESCO ha ufficializzato l’ingresso di 72 nuove città nella Rete Globale delle Learning Cities, una rete internazionale dedicata alla promozione dell’apprendimento permanente per tutte le età.

Il network, nato nel 2013, raggiunge così 425 città in 91 Paesi, coinvolgendo quasi 500 milioni di persone in iniziative che valorizzano l’educazione come motore di coesione sociale, innovazione e sviluppo sostenibile. Tra le nuove realtà selezionate spiccano due città italiane: Brescia e Cividale del Friuli. Entrambe si distinguono per politiche inclusive, progettualità solide e una visione culturale orientata alla crescita condivisa.

Brescia, la Leonessa d’Italia

Brescia, seconda città più popolosa della Lombardia, unisce vocazione industriale, apertura internazionale e un patrimonio culturale di grande rilievo. Il suo ingresso nella rete UNESCO è motivato dalla capacità di costruire un ecosistema educativo diffuso, capace di coinvolgere istituzioni, quartieri, scuole, associazioni e mondo produttivo.

La città considera l’apprendimento continuo un asset strategico per la crescita e ha sviluppato un modello di governance partecipata attraverso consigli di quartiere, hub di comunità e tavoli intersettoriali che integrano l’educazione nelle politiche urbane.

Tra gli obiettivi di medio e lungo periodo figurano l’accesso universale alla scuola dell’infanzia, l’uso dell’intelligenza artificiale per favorire la partecipazione civica, la valorizzazione del ruolo attivo dei giovani e una mobilità più sostenibile.

Le motivazioni che hanno portato Brescia dentro alla rete includono il forte impegno in tre ambiti chiave:

  • sostenibilità e salute, grazie a piani ambientali avanzati, riqualificazione energetica delle scuole e creazione di “isole ambientali” che rendono i quartieri più sicuri,
  • inclusione sociale, con percorsi co-progettati per donne, rifugiati e gruppi vulnerabili, oltre a servizi culturali accessibili e iniziative mirate,
  • lavoro dignitoso e competenze, sostenute da collaborazioni con enti formativi, progetti anti-dispersione e programmi di riqualificazione per disoccupati.

Tra le buone pratiche più rilevanti figurano la strategia “La scuola al centro del futuro”, che unisce edilizia scolastica innovativa e servizi comunitari, il progetto “Città amica della demenza”, focalizzato sulla sensibilizzazione e il supporto sanitario, e la “Rete Territoriale per la Salute e il Benessere”, che integra prevenzione, ricerca e partecipazione dei cittadini.

Learning Cities UNESCO: entrano in lista due nuove città italiane
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Il meraviglioso Duomo di Brescia

Cividale del Friuli, Patrimonio UNESCO

Cividale del Friuli, gioiello storico e culturale già riconosciuto come Patrimonio Mondiale UNESCO, entra nella Rete delle Learning Cities per la sua capacità di trasformare il proprio ricchissimo patrimonio in un laboratorio di apprendimento intergenerazionale. La città unisce tradizione, innovazione e partecipazione civica in un modello esemplare per realtà di piccole dimensioni.

La visione educativa di Cividale è integrata nella pianificazione strategica comunale e mira alla creazione di una piattaforma multi-stakeholder e di un sistema di monitoraggio basato sui dati. L’obiettivo a lungo termine è costruire un ecosistema di apprendimento integrato, capace di attrarre cooperazioni internazionali e nuovi investimenti.

Le motivazioni del riconoscimento riguardano tre dimensioni centrali:

  • sostenibilità e salute, con progetti come Agenda 2030 Art Cividale, il Cubo della Sostenibilità e programmi di promozione del benessere nelle aree periferiche,
  • inclusione, sostenuta da biblioteche accessibili, servizi per zone isolate, percorsi museali per l’invecchiamento attivo e iniziative per rifugiati e persone vulnerabili,
  • lavoro e formazione, sviluppati grazie alla collaborazione con Civiform, ai tirocini professionali e ai programmi regionali dedicati all’empowerment giovanile.

Tra le buone pratiche più significative si distinguono l’utilizzo del Tempio Longobardo e del Monastero di Santa Maria in Valle come spazi educativi aperti, il Palio di San Donato come piattaforma di apprendimento civico e le Masterclass Internazionali di Musica, che trasformano la città in un vero campus culturale.

Bressanone Express: il treno storico per vivere il Natale altoatesino

Par : losiangelica
11 novembre 2025 à 12:00

La magia del Natale indossa un abito vintage e ci porta in viaggio a bordo di un treno d’epoca: il Bressanone Express torna l’8 dicembre 2025 e collega Milano Centrale e Brescia ai mercatini più suggestivi dell’Alto Adige con stop a Bolzano e Bressanone. Il percorso comodissimo in carrozze curate dà modo di godersi una delle esperienze più tradizionali del periodo: la visita ai mercatini di Natale, ma con un mezzo di trasporto eccellente.

L’itinerario, unico nel suo genere, emoziona già dalla partenza su carrozze d’epoca perfettamente restaurate e trainate da una locomotiva elettrica storica.

Il percorso del Bressanone Express

Il treno parte da Milano l’8 dicembre alle 7:20, fa un secondo stop a Brescia alle 8:25 e arriva a Bolzano alle 11:07 per proseguire per il capolinea a Bressanone con arrivo alle 11:39. A bordo delle carrozze UIC-X serie 45.000 e del caratteristico bagagliaio d’epoca, tutto parla di tradizione e storia ferroviaria. Durante il tragitto, i passeggeri potranno ammirare il paesaggio che muta lentamente: i campi pianeggianti lasciano spazio ai boschi innevati, ai paesini illuminati da lucine colorate e alle montagne maestose del Trentino-Alto Adige. È uno spettacolo che si osserva comodamente dal finestrino, avvolti dal tepore del vagone e dal tintinnio sommesso dei binari. Il treno ripartirà da Bressanone alle 17:15, rientrando a Milano alle 21:43.

Come prenotare il Bressanone Express per Natale

Per vivere l’esperienza del Bressanone Express, è sufficiente visitare il sito ufficiale della Fondazione FS Italiane. Al momento i biglietti risultano sold out, segno dell’enorme interesse per questo viaggio natalizio unico nel suo genere, ma si consiglia di monitorare periodicamente il sito, poiché potrebbero essere organizzate nuove corse o resi disponibili ulteriori posti. I treni storici della Fondazione FS sono infatti molto richiesti, ma spesso vengono riproposti grazie all’entusiasmo del pubblico e alla passione di chi ama riscoprire il fascino delle ferrovie d’epoca.

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©Brixen Tourismus - Andreas Tauber
L’atmosfera del mercatino di Natale di Bressanone

Il mercatino di Natale di Bressanone

Tra i treni del Natale 2025, quello di Bressanone è una chicca che permette di scoprire l’atmosfera di questa località che mette a disposizione dei visitatori un mercatino con 37 casette di legno tra artigianato, idee regalo e tante specialità gastronomiche. Per chi ama la buona cucina, Bressanone offre un autentico viaggio gastronomico: dai Tirtln alle frittelle di mele, dal gulasch alla zuppa d’orzo, fino ai dolci Buchteln con crema di vaniglia. Tutto servito negli accoglienti caffè e ristoranti del centro, tra note di musica dal vivo e cori natalizi che risuonano nell’aria gelida del tramonto. Il mercatino, inserito nel 2012 dalla CNN tra i più belli al mondo, è un gioiellino da scoprire.

Il cortile interno della Hofburg ospiterà tutti i giorni alle 17:30 e 18:30 con un’ulteriore replica il sabato alle 19:30, dal 21 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, uno spettacolo di luci e musica. Quest’anno sarà in programma “Oops – A Light and Music Show for UNICEF”, un videomapping monumentale sulle architetture barocche con la colonna sonora di Giorgio Moroder.

Il mercatino di Natale di Bolzano

Prima di arrivare a Bressanone, il treno permette di fermarsi a Bolzano e qui il Natale è una cosa seria. Dal 28 novembre fino al 6 gennaio la località si anima portando tantissime casette in piazza Walther. L’esposizione per il 2025 propone poi un percorso suggestivo con altre possibilità d’acquisto verso parco dei Cappuccini. Un’occasione da non perdere per chi desidera trascorrere l’8 dicembre in un modo davvero speciale: a bordo di un treno che unisce storia, paesaggio e spirito natalizio in un’unica, indimenticabile giornata.

Spiagge per nudisti e naturisti sui laghi della Lombardia

11 août 2025 à 09:00

C’è un motivo per cui molte persone frequentano le spiagge per nudisti: ci si sente felici di poter nuotare senza costume, abbronzarsi integralmente e, soprattutto, fa sentire completamente liberi. C’è chi trascorre una vacanza intera in questo modo, in particolare in tutte quelle destinazioni europee dove è maggiormente regolamentato ed esistono persino campeggi, e chi invece desidera vivere il naturismo anche solo per qualche giorno, magari in spiaggia.

E in Italia? È possibile praticarlo esclusivamente nelle zone adibite, solitamente un’area specifica di una spiaggia o di un lago. Queste sono presenti in diverse regioni, comprese la Lombardia dove, seppur non sia ufficialmente regolamentata, la pratica del naturismo è tollerata in diversi laghi.

Se volete provarli, questi sono i laghi per nudisti e naturisti della Lombardia!

Spiaggia di Porto d’Adda

Incastonata tra le rive sassose e i boschi del Parco Adda Nord, la spiaggia di Porto d’Adda offre un rifugio intimo in Lombardia per chi desidera immergersi nella natura in totale libertà. Questa riva appartata, raggiungibile tramite una camminata di circa venti minuti, è un’area rinomata da chi pratica naturismo perché offre uno spazio in cui il rispetto e la discrezione valorizzano l’esperienza. Attenzione però alla corrente: è consigliato bagnarsi solo nella piccola ansa a sinistra della spiaggia.

Spiaggia di Endine Gaiano

La spiaggia naturista di Endine Gaiano, affacciata sulle tranquille acque del lago omonimo in provincia di Bergamo, è un piccolo angolo di pace nascosto tra vegetazione rigogliosa e sassi levigati. Frequentata soprattutto da naturisti locali, offre un’atmosfera riservata e rispettosa, ideale per chi desidera vivere il contatto diretto con la natura lontano dalla folla. L’accesso è semplice, grazie alla vicinanza della strada statale e a comodi parcheggi, ma una volta arrivati sembra di trovarsi in un mondo tranquillo e silenzioso.

Spiaggia di Canneto di Desenzano

In direzione Riva del Garda, lungo la statale SS 572, troverete la spiaggia di Canneto di Desenzano. Si tratta di una piccola caletta semi-nascosta, frequentata soprattutto da chi cerca privacy e contatto diretto con la natura. Seppur non sia una spiaggia ufficiale, il naturismo è tollerato ed è frequentata anche dalla comunità gay che qui trova un ambiente discreto, rilassato e amichevole.

Se cercate un luogo suggestivo e raccolto per vivere un’esperienza nudista a contatto con le acque cristalline del Garda, lontano dai contesti più affollati, questo è il luogo perfetto per voi.

Spiaggia della Rocca di Manerba

Sempre sul lago di Garda troviamo la spiaggia della Rocca di Manerba, situata all’interno della Riserva Naturale della Rocca e del Sasso. Grazie al suo ambiente suggestivo e appartato, è apprezzata anche dalla comunità naturista che qui potrà rilassarsi liberamente in una location circondata da falesie, vegetazione mediterranea e acque limpide, lontano dalle zone più affollate.

L’accesso richiede una breve camminata lungo sentieri panoramici, ma la vista e la tranquillità ripagano ampiamente lo sforzo. Qui, nel rispetto dell’ambiente e della privacy reciproca, è possibile praticare il naturismo in un contesto incontaminato e pittoresco, con il panorama del lago che si apre maestoso all’orizzonte.

Spiaggia di Pavia Ticino

Fin dagli anni ’70, la spiaggia situata a valle del Ponte della Becca, sul fiume Ticino, nei pressi di Pavia, è frequentata con discrezione dagli appassionati del naturismo. Nascosta in un contesto fluviale tranquillo e immerso nella natura, la spiaggia è una meta non ufficiale, ma molto amata per vivere l’esperienza della nudità in un clima di rispetto reciproco, lontano dagli stereotipi.

Le sue sabbie e la cornice naturale offrono un’atmosfera intima, ma è importante ricordare che la zona non è formalmente autorizzata dal Comune e che chi vi partecipa lo fa sotto la propria responsabilità.

Cremona Beach

Situata lungo le tranquille sponde del fiume Po, la spiaggia di Cremona Beach rappresenta una riva dedicata al naturismo, considerata una delle migliori in Lombardia. L’ambientazione silenziosa e verdeggiante permette di vivere l’esperienza a contatto diretto con la natura in un’atmosfera di libertà autentica, ideale per chi desidera una pausa dal mondo, lontano dai clamori delle spiagge più affollate.

Spiaggia Il Sabbione

Tra le gemme nascoste del naturismo in Lombardia spicca la spiaggia Il Sabbione, nascosta lungo il fiume Po, subito dopo il celebre Ponte della Becca. Questo tratto di sabbia fine, facilmente raggiungibile, è frequentato da appassionati di nudismo perché offre un’atmosfera informale e rilassata, dove il contatto con l’acqua e la natura diventa un’esperienza liberatoria.

Pur non essendo una spiaggia ufficialmente istituzionalizzata, è riconosciuta e rispettata all’interno della comunità naturista locale, rendendo Il Sabbione una tappa perfetta per chi desidera una giornata in mezzo al verde, lontano dalla folla e dai luoghi affollati.

Spiaggia di Borgoforte

Anche qui siamo lungo le rive tranquille del fiume Po, in provincia di Mantova, dove chi pratica naturismo in Italia troverà la location ideale. La spiaggia di Borgoforte, situata nei pressi di Motteggiana, si raggiunge facilmente a piedi seguendo l’argine del fiume dopo aver superato il ponte: la camminata, breve e panoramica, conduce a una zona appartata, ma accogliente.

Frequentata da naturisti e dalla comunità LGBTQIA+, questa spiaggia si distingue per il suo ambiente rispettoso e rilassato, perfetto per chi desidera una fuga dal ritmo quotidiano in totale armonia con il paesaggio circostante.

Riparte la Mille Miglia: da Brescia a Roma a bordo di auto d’epoca, tra tappe insolite e tesori nascosti

17 juin 2025 à 12:21

Dal 17 al 21 giugno 2025 torna l’emozione senza tempo della Mille Miglia, la storica corsa per auto d’epoca che, con oltre 400 vetture partecipanti, attraversa l’Italia da Brescia a Roma e ritorno, ricalcando il leggendario tracciato a forma di otto delle edizioni dell’anteguerra. Giunta alla sua 43ª rievocazione storica, la Freccia Rossa propone un itinerario ispirato alle origini del mito, con cinque intense giornate di gara, attraversando borghi suggestivi, città d’arte e paesaggi mozzafiato. Un appuntamento imperdibile per appassionati, turisti e amanti della velocità d’altri tempi.

Il percorso 2025 si snoda attraverso Desenzano, Verona, San Lazzaro di Savena, Roma, San Marino, Livorno e Parma, toccando tante località iconiche del Belpaese. Le strade si trasformano in un museo viaggiante, con migliaia di spettatori pronti ad applaudire il passaggio delle vetture. Tra curve di montagna, litorali spettacolari e centri storici, ogni chilometro è un tuffo nella storia. Anche quest’anno, la “Corsa più bella del mondo” promette emozioni, adrenalina e grande spettacolo.

Tappa 1: da Brescia a San Lazzaro di Savena

La prima giornata della Mille Miglia 2025 parte da Brescia, culla della Freccia Rossa, e si snoda tra le colline moreniche della Valle Sabbia e le sponde meridionali del Lago di Garda, attraversando località dal fascino discreto e autentico. A Prevalle, i viaggiatori curiosi possono fermarsi alla Riserva del Buco del Frate, un sito geologico nascosto tra la vegetazione che racconta la storia sotterranea del territorio.

Poco più avanti, Gavardo rivela il suo cuore culturale con il MAVS – Museo Archeologico della Valle Sabbia, custode di reperti paleolitici e di una delle porte più antiche d’Europa. Proseguendo lungo il lago, vale la pena deviare verso Manerba del Garda e salire fino alla Rocca, per godere di una vista mozzafiato e scoprire il sito palafitticolo UNESCO sommerso nelle acque di San Sivino.

A Moniga del Garda, una passeggiata tra porticcioli e dog beach accompagna alla scoperta della rinnovata piazza centrale, mentre Soiano del Lago, situato sulle colline moreniche della Valtenesi con il suo castello medievale, offre un momento di quiete e autenticità. L’itinerario continua a Peschiera del Garda, dove le fortificazioni veneziane, le isole fluviali e i bastioni raccontano una storia millenaria tra lago e fiume. Più avanti, Bovolone custodisce nel suo Parco della Valle del Menago una ricostruzione di villaggio preistorico immerso nella natura, perfetto per una sosta alternativa alla scoperta delle radici del territorio veronese.

L’arrivo della tappa è previsto a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna: una cittadina sorprendente, circondata dal Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, un’area carsica di straordinaria importanza naturalistica, da poco entrata a far parte del patrimonio mondiale UNESCO. Un luogo perfetto per chi ama la natura, la geologia e i paesaggi inconsueti, a pochi minuti dal cuore urbano di Bologna.

Tappa 2: dalla Toscana al Lazio

La seconda tappa della Mille Miglia offre un percorso ricco di fascino, attraversando alcune delle zone più suggestive e ricche di storia del centro Italia. Le auto d’epoca lasciano la Toscana passando per Prato, una città che coniuga tradizione tessile e innovazione culturale, con i suoi spazi riconvertiti e i tesori artistici disseminati nel centro storico.

Si prosegue verso Siena, città medievale nota in tutto il mondo per il suo celebre Palio e per il patrimonio artistico che le ha valso il riconoscimento Unesco. Qui la tradizione si fonde con un impegno verso la sostenibilità, rendendo Siena un esempio contemporaneo di bellezza e rispetto ambientale.

Il percorso si immerge quindi nelle Crete Senesi, un paesaggio unico fatto di dolci colline, calanchi e strade bianche, che disegnano un quadro di natura incontaminata e memoria storica. Asciano, cuore di questa zona, accoglie con la sua storia millenaria e i monumenti che raccontano un passato di cultura e spiritualità, in un’atmosfera autentica e suggestiva.

Dopo la Toscana, la gara si sposta verso il Lazio, seguendo le rive del Lago di Bolsena. Qui piccoli borghi come Capodimonte, Marta e Ronciglione fanno da cornice al percorso con il loro charme e le tradizioni locali, regalando ai partecipanti scorci di vita tranquilla e paesaggi lacustri indimenticabili.

La tappa culmina a Roma, la capitale eterna, che accoglie la Mille Miglia con il suo patrimonio storico e artistico senza pari, un crocevia di culture, architetture monumentali e atmosfere vibranti. Questa giornata di gara rappresenta un viaggio che va oltre la competizione: è un’immersione nel cuore pulsante dell’Italia, tra arte, natura e cultura, dove la bellezza dei luoghi si sposa con il rombo dei motori e la passione per le vetture storiche.

Le tappe della Mille Miglia 2025
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Auto d’epoca durante la Mille Miglia

Tappa 3: dall’Umbria alla Romagna

Dopo il giro di boa nella Capitale, la Freccia Rossa riprende il suo cammino verso nord, immergendosi subito nella maestosità di Orvieto, sospesa sul tufo e carica di storia millenaria. A seguire, la dolce eleganza di Città della Pieve accoglie i viaggiatori tra arte rinascimentale, scorci mozzafiato e sapori autentici. Si entra poi in Toscana, tra le geometrie ordinate della Valdichiana e i profumi di Foiano, patria del Carnevale più antico d’Italia.

Ad Arezzo, la corsa sfiora la grande arte di Piero della Francesca, per poi avventurarsi nel borgo fortificato di Sansepolcro, dove il Rinascimento incontra l’Appennino. Da qui si sale verso l’alto, nel verde sospeso della Repubblica di San Marino, baluardo di libertà e custode di un’identità senza tempo. Ma la tappa non finisce: le strade si distendono nella pianura romagnola, tra la tradizione del recupero a Gambettola e le suggestioni culturali di Cesena.

Infine, il profumo del mare accoglie le vetture a Cervia-Milano Marittima, meta di relax e sapori salmastri. È qui che il rombo dei motori si confonde con il vento della riviera, in una conclusione che sa di estate, accoglienza e memoria.

Tappa 4: attraverso la Romagna e la Toscana fino a Parma

Gli equipaggi partono da Cervia, attraversando la Romagna con la sfilata a Forlì, città di storia e rigenerazione urbana, dove si respira un clima di grande entusiasmo e passione per la corsa. Poi la competizione si immerge nell’alto Casentino, tra i boschi e i borghi medievali di Pratovecchio-Stia – sede del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi custodi di arte, cultura e natura incontaminata, tra pievi romaniche e antiche tradizioni tessili.

Il viaggio prosegue attraversando gli Appennini fino a Empoli, dove il percorso si incrocia con quello di Roma, rievocando emozioni e ricordi delle tappe precedenti.
La corsa continua verso la Toscana collinare di San Miniato, famosa per i suoi paesaggi armoniosi, i vigneti, gli oliveti e il celebre tartufo bianco pregiato, offrendo un’immersione nella vera anima della campagna toscana.

In discesa verso la costa tirrenica, la Freccia Rossa attraversa Livorno, con il suo storico complesso dell’Accademia Navale, simbolo di eccellenza militare e formazione. Da qui, la carovana risale la costa passando per Viareggio, per poi giungere a Parma, raffinata città dell’arte, della musica e della gastronomia, dove si conclude la penultima tappa, pronta a regalare nuove emozioni nella giornata conclusiva.

Una giornata intensa, fatta di panorami mozzafiato, borghi incantati e tradizioni profonde, che rende questa tappa uno dei momenti più suggestivi del percorso, un viaggio tra storia, natura e cultura che attraversa il cuore dell’Italia da est a ovest.

Tappe imperdibili della Mille Miglia 2025
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Auto d’epoca che percorre la Mille Miglia

Tappa 5: da Parma a Brescia

L’ultima tappa parte da Parma e si snoda attraverso Busseto, Cremona, Soncino, per rientrare in Lombardia toccando Orzinuovi, Pontoglio, Palazzolo sull’Oglio, Adro, Travagliato e Gussago, con la tradizionale passerella finale in Viale Venezia a Brescia.

Busseto, terra natale di Giuseppe Verdi, offre un viaggio emozionante tra storia e arte, Cremona incanta con il suo celebre Torrazzo, le botteghe liutarie e una tradizione musicale senza pari. Soncino, borgo medievale protetto da antiche mura, si presenta come un vero museo a cielo aperto. Orzinuovi, con le sue origini medievali, conserva importanti testimonianze storiche mentre Pontoglio, vivace e accogliente, si distingue per la sua tradizione gastronomica e il caratteristico ponte romano.

Palazzolo sull’Oglio, ricca di monumenti storici come la Torre del Popolo, si anima ogni anno con iniziative culturali e turistiche.
Adro, nel cuore della Franciacorta, offre un connubio di natura, storia e vigneti, mentre Travagliato è una comunità dinamica, nota per eventi come “TravagliatoCavalli” e per il forte legame con le tradizioni locali.

Salsomaggiore Terme, incastonata tra le dolci colline parmensi, è celebre per le sue acque termali e per il magnifico Palazzo delle Terme Berzieri, simbolo di eleganza e benessere. La città unisce storia, cultura e sport, e rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati delle auto d’epoca, con il Ferrari Tribute Mille Miglia che l’ha scelta come tappa speciale.

Questa tappa finale attraversa quindi un territorio ricco di storia, cultura, paesaggi e tradizioni, regalando un’esperienza unica che unisce passato e presente, motori e bellezze da scoprire.

Cosa vedere in Franciacorta, territorio che custodisce vigneti, borghi antichi e panorami da cartolina

31 mai 2025 à 22:00

Dolci colline ricoperte di vigneti e punteggiate da borghi medievali, castelli antichi e monasteri, che si estendono in un’area compresa tra la città di Brescia e la sponda meridionale del Lago d’Iseo. Siamo in Franciacorta, territorio rinomato per i suoi vini, le “bollicine” realizzate con metodo classico, e per i paesaggi naturali da cartolina. Una meta perfetta per un viaggio che unisce natura, enogastronomia, arte e relax.

Il modo migliore per assaporarne le diverse sfaccettature? Muoversi in bici, in moto, a cavallo o in quad, con l’aria tra i capelli e lo sguardo perso tra i vigneti. Prevedete delle soste in alcune delle cantine più belle d’Italia per degustare i loro prodotti e poi esplorate il patrimonio culturale e architettonico che racconta millenni di storia. Prendete carta e penna e annotate: queste sono le 15 cose da vedere e da fare in Franciacorta per vivere un’esperienza memorabile.

Cosa vedere in Franciacorta

Dalle cantine più prestigiose ai borghi medievali che spiccano tra le colline e i filari, dai siti storici e religiosi fino a uno dei siti naturali più importanti della Lombardia. Vi sveliamo i luoghi imperdibili della Franciacorta.

Le Cantine della Franciacorta

Sono l’anima produttiva e culturale della regione franciacortina: le cantine sono le protagoniste indiscusse. Sono tantissime e la maggior parte di loro è legata al Consorzio Franciacorta, con il suo disciplinare per la realizzazione di spumanti metodo classico con denominazione DOCG che fanno concorrenza ai vicini champagne francesi.

Tante cantine non sono solo luoghi di produzione vinicola, ma veri e propri templi culturali in cui tradizione, innovazione, ospitalità, design ed arte si uniscono per offrire esperienze immersive. Mete perfette per fare degustazioni, esplorare con guide esperte le modalità di creazione dei vini Franciacorta, assistere ad eventi culturali e mondani, ma anche immergersi nell’arte. Sì perché alcune cantine sembrano veri e propri musei, ricchi di elementi artistici e architettonici mozzafiato.

Oltre a Bellavista, Guido Berlucchi, Barone Pizzini, Ferghettina, La Montina e Contadi Castaldi, che sono solo alcune delle più note e premiate cantine franciacortine, spicca anche Ca’ del Bosco (a Erbusco), celebre per le numerose opere di arte contemporanea posizionate negli spazi interni ed esterni della cantina, offrendo un’esperienza sensoriale unica. Qui sono esposte sculture di Igor Mitoraj, Arnaldo Pomodoro, Rabarama, Stefano Bombardieri e Mimmo Pladino, per citarne solo alcuni.

I borghi medievali

Sono diversi i borghi che compongono il territorio franciacortino. Di origine medievale, sono piccoli e grandi scrigni di bellezze, tra chiese antiche, castelli, palazzi e ville nobiliari, giardini e piazzette vivaci che durante le sagre popolari riuniscono la popolazione di fronte a piatti della tradizione, musica e buon vino.

Di seguito tutti i borghi della Franciacorta:

  • Adro
  • Capriolo
  • Cazzago San Martino
  • Cellatica
  • Coccaglio
  • Cologne
  • Corte Franca
  • Erbusco
  • Gussago
  • Iseo
  • Monticelli Brusati
  • Paderno Franciacorta
  • Passirano
  • Paratico
  • Provaglio d’Iseo
  • Rodengo Saiano
  • Rovato

Impossibile stabilire quale sia il più bello: ognuno ha la propria unicità. Come Erbusco, il “cuore” della Franciacorta, sede del Consorzio e culla delle più grandi cantine del territorio (come Bellavista e Ca’ del Bosco). Passeggiando nel suo centro storico, che conserva alcuni scorci delle antiche mura del castello medievale, potrete ammirare la Pieve antica, la Chiesa di Santa Maria Assunta e le meravigliose ville nobiliari (che in eventi speciali, come Erbusco in Tavola, aprono le porte al pubblico mostrandosi in tutta la loro eleganza).

Meritano una menzione anche Bornato, uno dei borghi più pittoreschi della Franciacorta con il suo castello e gli scorci panoramici; Ome, con le antiche mulattiere, i sentieri tra i boschi e un’antica fucina del XV secolo ancora funzionante (l’Antico Maglio Averoldi); Passirano con il suo imponente castello tra i filari.

Anche Gussago, adagiato sulle dolci colline vitate (chiamate localmente i “ronchi”), è da segnare: l’icona del borgo è la Santissima (che vediamo di seguito), un complesso monastico che spicca in cima a una collina con panorama mozzafiato sul paesaggio circostante.

Iseo, invece, è affacciato sul lago e alterna il centro storico dallo stile medievale a un lungolago vivace (soprattutto d’estate) e ricco di eventi.

Castello di Gussago – La Santissima

Svetta meravigliosamente in cima al colle Barbisone di Gussago, dalle pendici ricche di filari, e sembra proprio uscire da una cartolina: il Castello di Gussago – La Santissima è un affascinante complesso storico (e una cantina di ottima qualità) che unisce arte, spiritualità, natura e tradizione vinicola.

Nata come convento domenicano (XVI secolo), la Santissima ha struttura romanica che dopo la soppressione dell’ordine domenicano è stata trasformata in una villa in stile neogotico moresco, conferendole l’aspetto attuale simile a un castello. Dalla sua terrazza naturale, il complesso offre viste panoramiche memorabili che nelle giornate più nitide svelano anche il Monte Rosa.

Castello di Gussago - La Santissima, Franciacorta
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Castello di Gussago – La Santissima, in Franciacorta

Il Castello di Bornato

Tra i borghi antichi che punteggiano la Franciacorta, quello di Bornato custodisce un raro esempio di castello medievale con una splendida villa rinascimentale costruita al suo interno, Villa Orlando, ancora abitata dai proprietari, con sale rinascimentali affrescate, il giardino all’italiana, una chiesetta e gli antichi sotterranei. Oggi è anche una cantina vitivinicola in cui programmare una visita, ma si dice che in passato anche Dante Alighieri vi soggiornò durante il suo esilio da Firenze. Il panorama da qui? Di rara bellezza. E nelle giornate più terse lo sguardo corre lungo la Pianura Padana fino a scorgere anche gli Appennini.

L’Abbazia Olivetana di San Nicola

Durante la vostra esplorazione lungo la Franciacorta, segnatevi questa tappa: l’Abbazia Olivetana di San Nicola, a Rodengo Saiano. Si tratta di un capolavoro architettonico rinascimentale, un complesso monastico con un affascinante chiostro, fondato dall’ordine cluniacense attorno al X secolo e poi gestito dai Benedettini Olivetani di Monte Oliveto Maggiore.

Dopo essere stata ottimamente restaurata, l’Abbazia è tornata ai suoi antichi splendori ed è oggi uno dei più ricchi monasteri del Nord Italia, che ospita opere, tra gli altri, del Moretto e del Romanino.

Il Monastero di San Pietro in Lamosa

Abbarbicato su un colle con vista magnifica sulle Torbiere del Sebino, si trova un antico complesso monastico benedettino molto affascinante: il Monastero di San Pietro in Lamosa di Provaglio d’Iseo. Una combinazione unica di storia, arte e natura. Da visitare la chiesa romanica, il chiostro del XV secolo e la Sala dei Disciplini (oratorio barocco decorato con affreschi primo-cinquecenteschi e un maestoso crocifisso), oltre al paesaggio naturale circostante.

La Riserva Naturale Torbiere del Sebino

A sud del Lago d’Iseo si estende un’area protetta di 360 ettari, tra le zone umide più importanti della Lombardia: le Torbiere del Sebino, con specchi d’acqua alternati a sentieri immersi nella natura selvaggia, ponticelli e scorci di rara bellezza. Qui è ospitata una ricca biodiversità e una grande varietà di uccelli migratori (la Riserva Naturale Torbiere del Sebino è infatti un paradiso per gli amanti del birdwatching).

Potrete fare un’escursione a piedi scegliendo uno dei percorsi ad anello che la attraversano, dall’alba al tramonto. Il costo di accesso è di 2 euro per adulto (i bambini fino a 8 anni non pagano). Un’ottima meta per la disconnessione e il contatto autentico con la natura, per tutta la famiglia.

Riserva Naturale Torbiere del Sebino, Franciacorta
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Riserva Naturale Torbiere del Sebino, in Franciacorta

Il Convento della Santissima Annunciata

A Rovato, uno dei Comuni più a sud della Franciacorta, c’è un convento che dall’alto del Monte Orfano osserva una buona parte del territorio vitivinicolo: si tratta del Convento della Santissima Annunciata di Rovato (consacrato nel 1507), un gioiello di arte, spiritualità, storia e architettura religiosa rinascimentale.

Chiesa, sagrestia, chiostro, celle dei frati, refettorio e una cappella interna sono tutti luoghi visitabili, mentre dalla loggia panoramica si gode una vista mozzafiato sui vigneti della Franciacorta. Una chicca? A poca distanza si trova una panchina formato maxi in cui sedersi e ammirare il paesaggio, appartenente al circuito delle Panchine Giganti.

Cosa fare in Franciacorta

Non ci si annoia di certo nel territorio franciacortino. Dai tour in bici alle degustazioni di piatti tradizionali, dagli eventi culturali allo shopping, ecco 7 cose da fare in questa terra di vini e colline.

In bici, moto o quad lungo la Strada del Vino Franciacorta

Sono diverse le occasioni per noleggiare bici, Vespe o quad per vivere l’esperienza di un tour panoramico tra vigneti, colline, borghi e cantine della Franciacorta. Ma anche percorrere le stradine tra i filari a piedi è un’avventura consigliatissima. Qui potete trovare la mappa con tutti i percorsi possibili e i punti di interesse da scoprire lungo la Strada del Vino.

Eventi e sagre tra i vigneti e i borghi

Non mancano gli eventi in Franciacorta. Se capitate in questo territorio della provincia di Brescia durante la primavera, potrete ad esempio assistere a Franciacorta in Fiore, che si tiene tutti gli anni a maggio nel borgo antico di Bornato: una rassegna florovivaistica con giardini diffusi, installazioni artistiche e percorsi naturalistici meravigliosi per celebrare tutta la bellezza dei fiori e sensibilizzare sull’importanza degli insetti impollinatori. A Marzo, invece, prende vita il Festival di Primavera, un weekend dedicato all’incontro tra cultura, enogastronomia e tradizione, con degustazioni in cantina, piatti della tradizione, visite culturali guidate nei luoghi storici del territorio.

In estate, poi, sono numerose le sagre popolari in cui degustare la cucina tradizionale a suon di musica e brindisi. L’evento più atteso è poi il Festival Franciacorta in Cantina, che si tiene a settembre: tantissime cantine aprono le porte per degustazioni ed eventi esclusivi.

Degustazione dei piatti della tradizione

Nelle pause tra le visite in cantina e nei borghi, potrete recarvi nei ristoranti, negli agriturismi e nelle trattorie tipiche dove assaggiare i migliori piatti della tradizione culinaria del territorio. Non potrete lasciare la Franciacorta (e in generale la provincia di Brescia) senza aver provato i salumi locali, il manzo all’olio di Rovato, i casoncelli e i formaggi della Val Camonica.

Shopping all’Outlet Franciacorta

Dopo un’immersione della cultura e nelle tradizioni della Franciacorta, non manca anche una tappa per lo shopping sfrenato a Rodengo Saiano, presso l’Outlet Village Franciacorta, uno dei più importanti del Paese con oltre 160 negozi e boutique di marchi prestigiosi con sconti golosi tutto l’anno.

Relax e coccole di benessere

Molti hotel e agriturismi in Franciacorta offrono esperienze benessere, spa e trattamenti, spesso con vista sui vigneti o sul Lago d’Iseo. Uno dei più noti (che spesso ospita Vip italiani e internazionali) è L’Albereta Relais & Chateaux (a Erbusco), in cui si trova la SPA firmata Chenot.

Gita fuori porta a Monte Isola

Non rientra geograficamente nel territorio franciacortino, ma è una tappa obbligata durante un soggiorno in questo territorio bresciano, comodamente raggiungibile da Iseo (o da Sulzano) con il traghetto: nel cuore del Lago d’Iseo, Monte Isola è l’isola lacustre più grande d’Italia e dell’Europa Occidentale ed è uno scrigno di tesori da scoprire.

È uno dei “Borghi più Belli d’Italia” e incanta con i suoi pittoreschi borghetti sparsi lungo le sue pendici (come Peschiera Maraglio, Carzano e Novale), le tradizioni culinarie secolari (tra cui il salame di Monte Isola e le sardine essiccate), la natura rigogliosa che domina incontrastata e il Santuario della Madonna della Ceriola nel punto più alto dell’isola. Vi consigliamo di partire zaino in spalla lungo il sentiero che raggiunge questo incantevole santuario a 600 metri di altitudine: da lassù si può godere di un panorama meraviglioso a 360° su tutto il lago.

Monte Isola (Brescia), l'isola lacustre più grande d'Italia
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Monte Isola (provincia di Brescia), l’isola lacustre più grande d’Italia

Tappa in città: alla scoperta di Brescia

La Franciacorta si trova a poca distanza dal centro cittadino di Brescia, una città ricca storia che vale la pena essere scoperta a piedi, passeggiando tra piazze imponenti, chiese antiche, palazzi eleganti e viuzze acciottolate che portano fino al Castello, che dall’alto di un colle è il guardiano silenzioso della città.

Estate sul Sebino: queste sono le spiagge più belle del Lago d’Iseo da non perdere

Par : losiangelica
20 mai 2025 à 12:57

La Lombardia non ha il mare però ha splendidi laghi dove poter fare il bagno. Tra questi c’è il lago d’Iseo, non lontano da Bergamo e Milano è raggiungibile in poco più di un’ora di strada. Un angolo di paradiso, con la celebre Monte Isola al centro e tante baie da scoprire. Mentre ci si gode un weekend alla scoperta di borghi e paesi dagli scorci unici ecco le spiagge più belle del lago d’Iseo dove fermarsi per un tuffo nel cuore del Sebino.

Le spiagge di Paratico

Partiamo subito con il borgo di Paratico: qui oltre a visitare il centro storico ci si può godere alcune delle spiagge più belle della zona come quella nella località di Tegattini. Frequentata soprattutto adi più giovani, con la piattaforma galleggiante rivestita di sabbia finissima e un gioco di palme esotiche è perfetta per prendere il sole, rilassarsi o tuffarsi. È comodissima da raggiungere: basta percorrere una passerella ed è anche un luogo top dove fermarsi per un aperitivo con vista. Proprio per questo motivo diventa una delle spiagge più belle del lago d’Iseo e tra i luoghi top della Lombardia dove fare il bagno.

Le spiagge di Lovere

Lovere è uno dei borghi più belli d’Italia e molti raggiungono il lago proprio per scoprirlo. Anche qui, però, si trovano alcuni stabilimenti dove godersi un tuffo. Tra noleggio lettini, sdraio e intrattenimento per tutte le età non mancano le spiagge dotate poi di piscina. Alcune strutture sono più moderne ma esistono anche porzioni libere per chi vuole fare un bagno al volo prima di riprendere l’on the road del territorio.

Lungolago di Lovere con spiagge più belle d'Iseo
Fonte: iStock
Sul lungolago di Lovere alla scoperta delle spiagge più belle lago d’Iseo

Le spiagge più belle di Iseo

Nella cittadina di Iseo sono diverse le spiagge che si fanno notare, ecco le più belle da non perdere assolutamente per chi arriva qui per un weekend all’insegna del relax e alla scoperta del lago. Chi cerca libertà non può perdersi la Spiaggetta: non manca il comfort ma è soprattutto il rispetto per l’ambiente circostante a fare la differenza. Libera, offre però l’opportunità di noleggiare a pagamento sdraio e lettini. Ci si può gustare uno snack, uno drink o un pranzo veloce direttamente sul chiosco. Motivo in più per frequentarlo? Gli amici a quattro zampe sono i benvenuti, purché al guinzaglio.

Un vero e proprio parco vacanze a due passi dal centro di Iseo: il Lido Sassabanek si distingue grazie alla presenza di piscine riscaldate, area giochi, zona barbecue e sport acquatici. È la soluzione top per famiglie con bambini e sportivi incalliti perché si alterna una nuotata in piscina a un’escursione in kayak, ma ci si può anche stendere su un prato curato con il profumo del lago che riempie l’aria.

Le spiagge di Sulzano

La spiaggia di Sulzano è intima e accogliente, soprattutto nella zona delle palafitte. Sassi, erba e un ingresso in acqua graduale lo rendono perfetto persino per famiglie con bimbi piccoli. Non distante la spiaggia Carini, attrezzata e protetta regala in più una vista effetto wow su Monte Isola. Attenzione a portare con sé le scarpe da scoglio per vivere in sicurezza la giornata.

 Le spiagge di Monte Isola

Chi raggiunge Monte Isola con traghetto, oltre ad esplorare i sentieri e il borgo, può godersi alcune delle aree balneari più belle d esclusive. Tra queste spicca il prato delle Ere, con tanto di aree giochi e scalette per entrare in acqua. Qui, infatti, il fondale è subito profondo. Da non perdere le spiagge di Serf, Spì e Punta, distribuite tra le varie frazioni. Con una vista incredibile su San Paolo e alle spalle uliveti, questi lidi regalano l’atmosfera più autentica del lago d’Iseo.

Spiaggia di Sale Maresino

Chi viaggia con bambini e vuole numerosi servizi deve puntare su Sale Marasino, lo stabilimento più attrezzato. L’area, tra erba e sassi, regala diverse zone d’ombra ed è possibile noleggiare lettini e ombrelloni oltre ad usufruire di campi da beach volley, docce e bar. Il tutto in una cornice di tutto rispetto affacciata proprio su Monte Isola.

Spiaggia di Marone

C’è chi la soprannomina la piccola Tahiti e proprio questo ha reso il litorale come uno dei più battuti. Un vero e proprio angolo di paradiso e pace, seppur in alta stagione sia piuttosto battuta dai turisti. Non è consigliata per tutti, il fondale è profondo e quindi non dinicato per chi ha bimbi piccoli. Non lontano, però, c’è il lido Mad Hops che dà modo di noleggiare canoe e sup per vivere il lago al 100%.

Baia del Bogn a Riva di Solto

È sicuramente la spiaggia più fotografata del lago e non c’è da stupirsi: si chiama baia del Bogn e si trova a Riva di Solto. Rocce a picco e acque cristalline rendono la spiaggia un gioiello raggiungibile esclusivamente via lago, tramite barca, canoa o sup. spettacolare davvero, vale la “fatica” per raggiungerla.

Riva di Solto quali sono le spiagge più belle
Fonte: iStock
La spiaggia di Riva di Solto sul lago d’Iseo

La spiaggia di Pisogne

A Pisogne, ingresso del lago per chi arriva da Bergamo e dalla val Camonica, si trovano ben due lidi di prestigio. X Beach è il più chic, con tanto di noleggio SUP e piscina oltre a zone attrezzate. Poi è anche presente Darsena 3.0 con prati verdi, bar e aree dedicate ai cani.

Le spiagge di Tavernola Bergamasca

Il lago d’Iseo è tutto bello ma in alta stagione il numero di turisti è davvero alto. Per chi cerca una soluzione lontana dalla folla, con più facilità di parcheggio e un bel panorama da non perdere è Tavernola Bergamasca. Qui si trovano diverse spiagge, alcune delle quali libere.

Le spiagge di Predore

Il borgo di Predore vanta diverse spiagge libere, due particolarmente accessibili nel centro del paese e a due passi dal molo. Servizi eccellenti, pulizia, acqua tranquilla e possibilità di noleggiare sdraio e ombrelloni le rendono scelte top per chi viaggia con bambini.

Le spiagge di Sarnico

Il turismo luxury o più esclusivo va proprio qui. Il borgo di Sarnico ospita diversi lidi con prati curati, bar, noleggio sdraio e ombrelloni, alcuni persino pet friendly come il Cadè. Il Fontanì è invece top per le famiglie, poiché l’acqua degrada lentamente.

Il magnifico teatro romano di Brescia è pronto a rinascere grazie ad un incredibile restauro

Par : losiangelica
9 avril 2025 à 10:45

Fresca del titolo di Città della Cultura, Brescia non si ferma e continua a valorizzare il proprio patrimonio artistico e culturale. La località, forte della sua origine romana, fa percepire questa parte storica attraverso alcuni monumenti come il teatro romano che ad oggi sarà protagonista di un importante intervento di restauro gestito dallo studio di architetti di David Chipperfield.

Il teatro romano di Brescia

La storia del teatro romano parte durante l’età Flavia: sembrerebbe infatti che la costruzione sia datata attorno al I secolo d.C e che sia nato sfruttando il pendio naturale del colle Cidneo. La struttura, in pietra calcarea di Medolo, marmo e laterizio, veniva utilizzata per rappresentazioni e incontri vivendo il suo massimo splendore sotto la dinastia dei Severi. Nel tempo è stato poi parzialmente inglobato in edifici privati come palazzo Maggi Gambara. Oggi, grazie all’intervento dello studio Chipperfield è pronto a rinascere con una nuova funzione. Ecco cosa c’è da sapere sul progetto di restauro del teatro romano di Brescia.

Il progetto di restauro del teatro romano di Brescia

Il piano di Chipperfield è legato a tre dimensioni principali: l’edificio come sito archeologico, come spazio per performance e come manufatto architettonico. L’occhio esperto non punta solo a conservare i resti ma a restituirgli la vocazione originale rendendolo un centro culturale. La presenza del palazzo Maggi Gambara, di origine medievale, sarà trasformato nel punto di accesso per le attività teatrali così da dare un collegamento tra antico e contemporaneo.

L’8 aprile del 2025 presso l’Auditorium del museo di Santa Giulia il progetto è stato ufficialmente presentato segnando una collaborazione tra il comune di Brescia, la camera di commercio, la fondazione Brescia Musei a cui si aggiunge il sostegno economico fornito dalla regione Lombardia e dalla Fondazione Cariplo. Di vitale importanza il programma culturale “intorno al Teatro Romano”, che ha coinvolto esperti e studiosi ma anche cittadini.

La progettazione di rinascita e restauro è legata ad un accurato lavoro di ricerca realizzato sfruttando tecnologie all’avanguardia quali laser scanner e fotogrammetria. Gli strumenti hanno dato modo di ricostruire il tutto a livello digitale con precisione, così da poter immaginare soluzioni che rispettassero l’identità storica del sito. Forza del progetto? Il tema della sostenibilità e dell’inclusività. Dopo essere stata capitale della cultura nel 2023, Brescia continua la sua attività di valorizzazione del patrimonio.

Come diventerà il teatro romano di Brescia dopo il restauro
Fonte: Ufficio Stampa
Progetto di come sarà il teatro romano di Brescia dopo il restauro

Il teatro romano di Brescia rinasce con una nuova funzione

Il progetto di rifunzionalizzazione dà la marcia in più all’antico teatro romano che sarà utilizzato nuovamente per spettacoli dal vivo riportando luce sulla vita culturale della città lombarda. La stagione estiva permetterà di ospitare fino a 1000 spettatori con l’aiuto di strutture leggere che evocheranno l’antica magnificenza del frontescena crollato nei secoli passati. Si aggiungono in più i percorsi di vita che daranno modo di esplorare il dietro le quinta del teatro, passando dai vomitoria fino alla sommità della cavea.

Una grande attenzione verterà invece sulla gestione del cantiere di scavo e restauro. Nonostante l’importante attività, l’area non sarà preclusa al pubblico. I viaggiatori e i curiosi potranno osservare non solo il lavoro in corso ma proprio il sito archeologico avendo modo di accedere da vicino all’importante attività di restauro che interesserà l’opera.

Lombardia tra fiori e piante: i 5 migliori giardini botanici da non perdere

Par : elenausai10
27 mars 2025 à 17:23

Per riconnetterci con la natura non è sempre necessario andare lontano, a volte basta semplicemente salire in macchina, sul bus o in sella alla propria bicicletta e raggiungere il giardino botanico più vicino. In Lombardia ne esistono diversi che, soprattutto con l’arrivo della primavera, sbocciano trasformandosi in vivaci tappeti multicolore.

Se state cercando un rifugio lontano dalla folla, un angolo di tranquillità dove godervi le bellezze dei fiori e delle piante, ecco la nostra lista dei migliori giardini botanici della Lombardia, da Milano a Brescia, fino a Bergamo e oltre.

Orto botanico di Brera, Milano

Uno dei giardini più belli della Lombardia si trova proprio nel cuore di Milano, nello storico quartiere di Brera. In origine centro di meditazione e coltivazione dei Gesuiti, diventa nel Settecento un orto botanico dedicato alla formazione scientifica, dove poter studiare le specie medicinali coltivate al suo interno.

Oggi è un museo universitario in cui si tutela la biodiversità, suddiviso in tre settori: le collezioni di specie medicinali, alimentari, tintorie e di altri usi si trovano nei primi due settori, mentre il terzo ospita l’arboreto, le cui star sono i due esemplari di Ginkgo Biloba con due secoli e mezzo di vita.

L’orto botanico si trova in Via Brera ed è consigliato raggiungerlo con i mezzi pubblici: MM3 (Montenapoleone), MM2 (Lanza), MM1 (Cairoli) tram e bus 1, 2, 4, 12, 14, 61, 94. Dall’1 aprile al 31 ottobre è aperto dalle 10:00 alle 18:00, mentre dal 1 novembre al 31 marzo è aperto dalle 9:30 alle 16:30. L’ingresso è libero e gratuito.

Orto botanico Brera Milano
Fonte: iStock
Scorcio dell’orto botanico di Brera

Orto botanico Lorenzo Rota, Bergamo

È un piccolo eden cittadino l’orto botanico Lorenzo Rota a Bergamo, nato nel 1972. Seppur di dimensioni ridotte (2400 metri quadri), custodisce al suo interno un’incredibile varietà di specie vegetali, offrendo allo stesso tempo un meraviglioso panorama sulla città e sulle Prealpi Orobie.

Al suo interno ci sono due sezioni: Città Alta, dov’è possibile osservare soprattutto la flora autoctona e alcune piante derivanti da altre parti del mondo, tra cui succulente e carnivore, e Astino dov’è possibile fare un viaggio nel mondo delle piante alimentari e comprendere come possiamo vivere in modo sostenibile.

L’ingresso all’orto è gratuito, ma la sezione Città Alta è aperta solo dal 1 marzo al 30 novembre; gli orari di apertura variano ogni mese e consigliamo di consultarli sul sito ufficiale. La sezione Astino, invece, è aperta dal 1 aprile al 31 ottobre.

Giardino Botanico Alpino Rezia, Campello

Nato nel 1979 in seguito a un intervento di riqualificazione, il Giardino Botanico Alpino Rezia si trova Campello, a nord di Bormio, a un’altitudine di 1500 metri sul livello del mare. Gestito dal Parco dello Stelvio, è organizzato su una superficie di quasi 15.000 metri quadrati e ospita più di 2500 specie vegetali, suddivise in quattro macro aree di appartenenza: la flora del Parco Naturale dello Stelvio, gli esemplari alpini delle zone europee ed extraeuropee, le specie artiche e antartiche.

L’obiettivo principale del giardino è quello di conservare e preservare le specie vegetali dei territori alpini, spesso minacciate a causa delle azioni distruttive dell’uomo. L’accesso è gratuito, ma lo spazio è aperto solo a maggio, dalle 9:00 alle 17:00 tutti i giorni, a giugno, luglio e agosto dalle 9:00 alle 18:00 tutti i giorni, settembre e ottobre dalle 9:00 alle 17:00 dal lunedì al venerdì e fino alle 18:00 nei weekend.

Giardino Botanico Fondazione Heller, Gardone Riviera

A Gardone Riviera, in provincia di Brescia, c’è un giardino botanico speciale che unisce natura e arte. Stiamo parlando del progetto della Fondazione André Heller, creato nel 1903 dal dentista naturalista A. Hruska (dentista dell’ultimo Zar e di illustri personaggi come Sigmund Freud o i Papi Pio XII e Giovanni XXIII), successivamente acquistato nel 1989 dall’artista viennese Andrè Heller.

L’obiettivo di questo giardino è quello di coniugare la natura con l’arte: all’interno dei suoi 10.000 metri quadrati, infatti, le specie botaniche provenienti da ogni parte del mondo convivono con opere d’arte firmate da Keith Haring, Auguste Rodin, Joan Mirò e dello stesso Heller. Le 3.000 specie botaniche provenienti dalle Alpi all’Himalaya al Mato Grosso alla Nuova Zelanda, dal Giappone all’Australia, dal Canada all’Africa

Il biglietto d’ingresso costa 12 euro e il giardino è aperto da marzo a ottobre, tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00.

Orto botanico di Pavia

Infine, vi consigliamo l’orto botanico più antico della Lombardia. Quello di Pavia, infatti, venne fondato nel 1773 per volere di Maria Teresa d’Austria e nacque come istituzione all’avanguardia dedicata allo studio dei molteplici aspetti del mondo vegetale.

Qui potrete ammirare diverse serre, da quelle che custodiscono le piante tropicali alle serre scopoloniane, le quali racchiudono una collezione di cactacee, piante succulente e cicadaceae. All’interno dell’orto botanico è presente anche una collezione di piante officinali e tossiche come lo stramonio (Datura stramonium) o l’edera velenosa (Toxicodendron radicans).

Grande protagonista dell’orto è il famoso platano che Scopoli piantò in onore della morte di Linneo nel 1778, oltre che il Roseto che, con le sue 300 fra rose botaniche, antiche e moderne, colora in primavera la facciata meridionale.

Orto botanico Pavia
Fonte: IPA Agency
L’orto botanico di Pavia

I giardini diffusi della Franciacorta sono in fiore, una magia visiva e sensoriale

15 mars 2025 à 10:30

Tra le dolci colline bresciane, dove il tempo scorre ancora con il ritmo quieto della natura e ogni angolo profuma di viti e fiori, sorge un luogo quasi incantato, un posto in cui storia, tradizione e sapori si intrecciano in perfetta armonia.

Qui, tra filari di vigneti che si perdono all’orizzonte e borghi che custodiscono memorie antiche, si celebra ogni anno un evento che esalta la bellezza del paesaggio e l’amore per la natura: Franciacorta in Fiore. Dal 16 al 18 maggio 2025, il Borgo antico di Bornato si vestirà infatti di colori e profumi per accogliere la XXVI edizione della rassegna, un appuntamento davvero imperdibile per chi ama il verde, il buon vino e le atmosfere d’altri tempi.

Bornato: il borgo segreto della Franciacorta

Adagiato tra i vigneti della Franciacorta, Bornato è uno di quei luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato. Frazione di Cazzago San Martino, il borgo antico di Bornato è proprio una perla nascosta, lontana dalle rotte turistiche più battute della zona, ma ugualmente ricca di fascino e storia. Le sue strade acciottolate e le sue dimore storiche, infatti, sembrano sussurrare al visitatore di epoche passate, di nobili famiglie e di tradizioni contadine che si integrano con l’arte e l’architettura. Passeggiare tra i suoi vicoli significa immergersi in un’atmosfera magica, dove ogni angolo riserva una scoperta: un palazzo signorile, un antico frutteto, una chiesetta romanica o un giardino segreto.

Bornato
I filari di vigneti che circondano Bornato

Tra i luoghi imperdibili di Bornato spicca primo tra tutti il Castello Orlando, un’antica dimora nobiliare circondata da vigneti, simbolo dell’anima vitivinicola del territorio. Il Palazzo Secco d’Aragona, invece, ospita alcuni degli eventi più suggestivi della rassegna ed è un luogo in cui i turisti possono vivere un’esperienza connessa tra arte e natura. La Pieve di San Bartolomeo, incastonata nel paesaggio collinare, è un gioiello di arte romanica che racconta la storia religiosa del borgo, mentre Casa Orlando e il Frutteto Dalola sono angoli di natura e storia da scoprire con calma, luoghi che svelano la dimensione più autentica e intima della Franciacorta.

Colori, sapori ed emozioni: torna Franciacorta in Fiore

Bornato, questo incantevole borgo tutto da scoprire, ospita quest’anno la nuova edizione di Franciacorta in Fiore, uno degli eventi primaverili più attesi: quest’anno il tema dell’evento sarà “Aria tra fiori di mille colori”, un omaggio alla leggerezza della natura e alla sua straordinaria capacità di rinnovarsi.

Cosa troverete? Installazioni floreali, percorsi sensoriali e giardini diffusi che trasformeranno Bornato in una scenografia incantevole, dove il vento primaverile tipico del territorio si farà messaggero di bellezza e creatività.

Oltre alla bellezza dei giardini e delle installazioni floreali, Franciacorta in Fiore è un’esperienza multisensoriale. Potevano mancare il buon cibo e le bollicine in questo splendido angolo d’Italia? Ecco dunque che il programma include degustazioni di vini e prodotti tipici, showcooking, laboratori per bambini e visite guidate alla scoperta delle tradizioni locali.

Per chi, dopo un calice e qualche risotto di troppo, volesse darsi al trekking, non mancheranno invece le passeggiate tra i vigneti e i percorsi in bicicletta alla scoperta dei giardini diffusi, che rendono omaggio al paesaggio con installazioni realizzate nel pieno rispetto dell’ambiente.

Infine, sarà dato spazio anche al tradizionale Palio della Rosa, per fare un tuffo nel passato con sfilate in costume, spettacoli di sbandieratori e giochi medievali che animeranno le strade di Bornato.

Le mete alternative da conoscere per il 2025: una è italiana

22 décembre 2024 à 16:25

Guardando al 2025, le tendenze di viaggio sembrano indirizzarsi sempre più verso esperienze personalizzate e stimolanti. E, a questo proposito, secondo un recente studio di Expedia, il 63% dei viaggiatori è alla ricerca di destinazioni meno conosciute per la prossima vacanza.

L’agenzia di viaggi online ha, così, stilato una lista di 11 mete alternative (ed emozionanti) che vale la pena considerare per il nuovo anno. Tra queste, spicca anche una perla italiana: Brescia. Scopriamole tutte.

Cozumel, Messico: il paradiso degli amanti della natura

A breve distanza dalla costa di Cancun, Cozumel è un vero e proprio rifugio per chi cerca un contatto autentico con la natura: solo per fare un esempio, il Parco nazionale Arrecifes de Cozumel offre immersioni spettacolari nella barriera corallina mesoamericana, popolata da tartarughe marine, squali balena e oltre 500 specie di pesci.

Lontana dalla vivacità di Cancun e Playa del Carmen, l’isola è ideale per chi ama esplorare ecosistemi marini ancora incontaminati.

Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti: tra tradizione e modernità

Spesso messa in ombra dalla più famosa Dubai, Abu Dhabi sorprende per la sua eleganza e il suo equilibrio tra cultura tradizionale e innovazione.

La capitale degli Emirati Arabi Uniti ospita capolavori architettonici come il Louvre Abu Dhabi e la Grande Moschea dello Sceicco Zayed, oltre a donare esperienze senza eguali nel deserto, tra dune mozzafiato e accampamenti beduini.

Palm Springs, Stati Uniti: il fascino del deserto californiano

Palm Springs, California
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Palm Springs, il fascino del deserto californiano

Icona del design moderno e rifugio di artisti, Palm Springs sa unire in perfetta armonia natura e cultura.

Nell’abbraccio del deserto del Coachella Valley, vanta oasi termali, escursioni al Joshua Tree National Park e una vibrante scena artistica. Insomma, un’ottima alternativa alle mete più affollate della California.

Reims, Francia: la capitale dello Champagne

Nel cuore della regione della Champagne, Reims è quella meta da segnare in agenda per gli amanti del buon vino e della storia.

Qui si possono visitare le prestigiose cantine di Champagne e ammirare la maestosa cattedrale gotica di Notre-Dame, un tempo luogo di incoronazione dei re di Francia. Un’esperienza che coniuga cultura e gusto.

Brescia: il gioiello lombardo

Tra le colline della Franciacorta e il lago di Garda, Brescia è una città d’arte e storia spesso sottovalutata. Il suo centro storico, con il Castello medievale e il complesso monastico di Santa Giulia, Patrimonio UNESCO, racconta invece secoli di storia.

Ma non è tutto: Brescia è anche il punto di partenza ideale per esplorare i vigneti e degustare i famosi vini della Franciacorta.

Santa Barbara, Stati Uniti: il lusso in riva all’oceano

Santa Barbara, California
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Veduta panoramica di Santa Barbara

Conosciuta come la “Riviera Americana”, Santa Barbara combina spiagge dorate, verdeggianti colline e un’interessante architettura di ispirazione spagnola.

Le cantine vinicole e i ristoranti di alta cucina completano il quadro e la rendono una destinazione ottimale per chi desidera relax e raffinatezza.

Waikato, Nuova Zelanda: avventure e paesaggi da sogno

Questa regione della Nuova Zelanda regala una natura a dir poco straordinaria, dalle spiagge di sabbia nera alle onde ideali per il surf, fino ai pascoli ondulati che sembrano usciti da una fiaba. Waikato è altresì la porta d’accesso al famoso set cinematografico di Hobbiton, un luogo che incanta viaggiatori di tutte le età.

Fukuoka, Giappone: la città del ramen e della modernità

Sull’isola di Kyushu, Fukuoka è una città dinamica nota per la sua eccellente cucina, in particolare il tonkotsu ramen. Oltre alle delizie gastronomiche, custodisce un mix ben riuscito di modernità e tradizione, con antichi templi accanto a grattacieli futuristici.

Krabi, Thailandia: spiagge da cartolina

Krabi, Thailandia
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Spettacolare veduta della spiaggia di Railay a Krabi

Krabi è sinonimo di paradiso tropicale. Le candide spiagge, le acque cristalline e le iconiche formazioni calcaree attirano gli amanti del mare e degli sport acquatici. In più, è una località top per entusiasmanti trekking nella giungla e immersioni spettacolari, in grado di soddisfare le esigenze di ogni viaggiatore.

Canmore, Canada: l’avventura nelle Montagne Rocciose

Cittadina canadese, è il sogno di ogni amante della montagna. All’ombra delle Montagne Rocciose, Canmore è la tappa da prediligere per organizzare escursioni, arrampicate e vivere gli sport invernali. Grazie ai paesaggi epici e a una vivace comunità artistica, sa far innamorare di sé in tutte le stagioni.

Girona, Spagna: un viaggio tra storia e modernità

Infine, a un’ora da Barcellona, ecco Girona, tra mare e montagna, dal suggestivo centro storico medievale e caratterizzata da una scena culinaria contemporanea.

Da non perdere assolutamente le rovine della fortezza Força Vella, i pittoreschi giardini che ornano il Passeig Arqueològic e i ristoranti stellati Michelin.

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