Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
À partir d’avant-hierSiViaggia

Castle hopping, viaggiare come principi (e principesse) a Bolzano e dintorni

3 juillet 2026 à 17:39

Nella provincia di Bolzano si contano all’incirca 800 castelli, tra antichi manieri ancora in ottimo stato di conservazione e ruderi. Solo un quarto di essi si trova tra il Capoluogo e le immediate vicinanze. Non serve dunque fare troppa strada per scoprirli, visitarli, soggiornarci o trascorrevi qualche momento piacevole.

Alcuni castelli sono privati e si visitano solo dietro prenotazione, altri sono pubblici e aperti a tutti, altri ancora ospitano hotel, locali e ristoranti, ma ce ne sono alcuni usati come location per eventi, concerti e feste medievali.

Ne ho visitati alcuni durante un indimenticabile weekend bolzanino, facendo un vero e proprio “castle hopping“, su e giù, dentro e fuori, dove mi sono sentita come una vera principessa, dormendo in un antico letto a baldacchino, provando l’arrosto di maiale affumicato sulla legna come lo si cucinava nel Medioevo e ripercorrendo le gesta di eroi, cavalieri e castellani. Ecco com’è andata.

I castelli attorno a Bolzano

Il contesto in cui sono immersi alcuni dei castelli intorno a Bolzano è incredibile: molti sono a picco sui dirupi montani che circondano la città (da dove potevano dominare la valle e avvistare l’avvicinamento di eventuali nemici) oppure immersi tra i vigneti, e già la loro posizione ne determina il grande fascino.

Castel Korb

Il primo castello è Castel Korb, che oggi ospita un hotel di lusso, con stanze d’epoca e tanti saloni antichi. Piace molto agli stranieri che lo scelgono addirittura per ricevimenti e matrimoni. Si trova ad Appiano sulla Strada del Vino, uno dei Comuni più affascinanti della provincia, a una ventina di minuti dalla stazione ferroviaria di Bolzano, che conta circa 180 tra castelli e manieri, 1.200 ettari di vigneti e ben dieci villaggi caratteristici a forte connotazione enologica.

castel-korb-appiano
@SiViaggia - Ilaria Santi
Castel Korb ad Appiano sulla strada del vino

Si tratta di un antico castello di cui resta ancora la torre difensiva risalente al XIII secolo dove oggi sono state ricavate alcune suite e il maestoso ingresso. In origine, la torre era rivestita solo da merli decorativi, oggi coperti anche da un tetto piramidale. Non è certa la data di costruzione del castello, ma l’appellativo “de Corva”, che significa “di Korb”, viene menzionato per la prima volta intorno al 1236. I signori di Korb erano ministri dei conti di Appiano e questo, probabilmente, spiega la loro scelta di stabilirsi così vicino a Castel d’Appiano.

Hotel-Korb
©Christian Wöckinger
Castel Korb oggi è un bellissimo hotel

Castello Boymont

L’attuale proprietà, che possiede l’intera collina con tanto di vigneti, ha anche un altro castello proprio sulla cima, che si può raggiungere a piedi dopo una ripida salita (e solo se si è ospiti dell’hotel), il romantico castello Boymont, costruito dai conti di Appiano all’intorno del 1230. Oggi è in rovina, ma è davvero delizioso con la sua torre e le trifore. Deve essere stato un edificio molto imponente a suo tempo. La collina fu abitata già nell’era preistorica come confermano alcune scoperte dell’età del ferro e le suppellettili ritrovati sono esposti nella hall di Castel Korb.

Castel d’Appiano

Castel d’Appiano è uno dei meglio conservati dei catelli altoatesini. Si tratta di una costruzione di origine medievale situata sopra il Comune di Appiano sulla Strada del Vino. È famoso per il suo aspetto, per la splendida vista sulla Val d’Adige, l’Oltradige e la conca di Bolzano, il profilo delle Alpi dell’Ötztal e le pallide vette delle Dolomiti, senza dimenticare una vera chicca: l’antica cappella completamente affrescata e per questo anche chiamata “la Cappella Sistina dele Alpi”, massima espressione della ricchezza culturale del maniero (che si visita solo su prenotazione).

castello-appiano
@Eppan Tourismus
Il meraviglioso Castello di Appiano

Consacrata nel 1131, vanta opere pittoriche pressoché complete e in un ottimo stato di conservazione. Gli affreschi romanici del XIII secolo raffigurano i motivi tipici dell’epoca medievale, come la scena di caccia o la famosa “mangiatrice di canederli”, mentre gli affreschi che ritraggono episodi della vita di Gesù e degli apostoli sono tra i meglio conservati dell’intero Tirolo storico. Rimasti celati per secoli sotto altre pitture, se oggi li possiamo ammirare è grazie a un intervento di restauro avvenuto nel 1926.

Si può raggiungere Castel d’Appiano a piedi, con una passeggiata di una mezz’oretta che, inizialmente costeggia i filari d’uva e poi sale più ripida oppure in bicicletta o anche con il servizio navetta Nesti Shuttle, l‘unica autorizzata a salire.

Arroccato su una parete rocciosa a 600 metri di quota, Castel d’Appiano (Hocheppan) ha alle spalle una lunga storia. Costruito nel 1130 dal conte Ulrico II, divenne presto una delle fortezze più significative e delle dimore più prestigiose della regione. Tutt’oggi, chi da vicino o da lontano osserva il castello prova un senso di soggezione alla vista del mastio pentagonale, che con i suoi 23 metri di altezza si eleva verso il cielo (non è accessibile, ma è in programma un restauro conservativo che dall’anno prossimo consentirà di salire fino in cima).

castello-appiano-cappella
@IDM Suedtirol - Angelika Schwarz
La Cappella Sistina delle Alpi all’intero del Castello di Appiano

Salire in cima al castello è una delle più belle escursioni che si possano fare nei dintorni di Bolzano (anche se in tutta la zona si snodano ben 150 km della Strada del Vino), ma è anche un’occasione per godere della buona tavola della taverna del castello dove servono piatti tipici (gestita da dieci anni dalla stessa famiglia).

Castello Moos-Schulthaus

Sempre ad Appiano sulla Strada del Vino, si trova un piccolo castello privato che apre solo su prenotazione. Il Castello Moos-Schulthaus è un piccolo gioiello segreto che merita una visita. Fu costruito nel 1300 dai von Firmian, amministratori del Vescovo di Trento (gli stessi che hanno costruito il castello di Firmian, appena sopra Bolzano, che oggi ospita uno dei musei MMM di Reinhold Messner) e, nel corso dei secoli, fu ampliato, furono aggiunte le torri, simbolo visibile ovunque di potere e ricchezza, e restaurato. Oggi il castello è noto soprattutto per i suoi interni storici ben conservati, le sale affrescate e l’atmosfera nobiliare. La struttura unisce elementi medievali e rinascimentali ed è considerata una delle residenze storiche più affascinanti della zona.

castel-moos-Schultahaus
@SiViaggia - Ilaria Santi
Il piccolo ma delizioso Castel Moos-Schulthaus

Dopo l’estinzione dell’ultima famiglia proprietaria, il castello fu acquistato dai fratelli Lanz di Appiano (diventati così Lanz zu Moos). L’ultima erede, Salome di Lanz, sposò un Schulthaus, unendo i due nomi in Moos-Schulthaus. La famiglia Schulthaus ha mantenuto la proprietà fino al 1950. Successivamente il castello, ormai degradato, è stato acquistato dal ricco commerciante di Bolzano, Walther Amonn. L’Associazione Amonn ne detiene tuttora la proprietà e ha curato il restauro, rimuovendo la calce usata come disinfettante ai tempi della peste e arredando le stanze con una collezione di mobili d’epoca.

Le pareti hanno così rivelato dei meravigliosi – e anche un po’ inquietanti – affreschi. Il castello, infatti, si distingue proprio per il ciclo di affreschi tardo-gotici insoliti e bizzarri (risalenti al 1470 circa) , che descrivono scene satiriche della vita e della cultura dell’epoca. Tra questi “La Guerra tra Gatti e Topi”, un tema allegorico di origine medievale (probabilmente portato in Europa dai Crociati) in cui gli animali sostituiscono gli uomini; “La Caccia agli Uomini”, dove viene raffigurata una contessa a cavallo con un cuculo in mano, una satira sul potere femminile; “Il Giardino dell’Amore”, uno dei rarissimi esempi rimasti di rappresentazione gotica di un giardino d’amore (luoghi che diventeranno comuni solo nel Barocco e Rococò).

Schloss-Moos-scala-leone
@Moos-Schultahaus
L’interno con le sale affrescate di Schloss Moos-Schulthaus

Era l’unico spazio all’aperto in cui le contesse potevano stare tranquille e svagarsi; ma il più scioccante è “L’Albero dei Falli”, una pittura fortemente provocatoria in cui si vedono delle giovani donne nude raccogliere e contendersi dei falli cresciuti su un albero come fossero frutti. Insolla, Moos-Schulthaus merita decisamente una visita. Ma il castello nasconde anche qualche chicca, come spioncini segreti per ascoltare i discorsi degli ospiti senza essere visti…

Castel Sallegg

Si trova nella deliziosa cittadina di Caldaro sulla Strada del Vino, famoso borgo volto alla viticoltura, tanto da ospitare tra i suoi storici palazzi il Museo Provinciale del Vino dell’Alto Adige, uno dei castelli privati più belli della provincia di Bolzano, Castel Sallegg. Non un castello con torri e merletti come potremmo immaginarci, bensì uno château alla francese, una splendida residenza nobiliare ancora abitata dai Conti von Kuenburg e che, un tempo, apparteneva all’arciduca Ranieri d’Austria. Il castello è privato e non si può visitare, se non in occasione di qualche evento, ma è possibile entrare dal cancello e ammirarlo in tutta la sua bellezza.

castel-sallegg
©Castel Sallegg
Castel Sallegg a Caldaro sulla Strada del Vino

La sua posizione con vista sui vigneti e sul Lago di Caldaro (questa zona è la culla del vitigno autoctono Schiava, da cui nasce il celebre vino rosso Lago di Caldaro, Kalterersee), il più grande della provincia, è molto piacevole e rilassante. E i vigneti sono proprio del castello, tanto che nel podere Leisenhof, uno dei tre della tenuta, sono stati ricavati un’enoteca-bistrot, dove si possono degustare vini, accompagnati da piatti curati e semplici, e un hotel di charme del cui arredo si è occupata direttamente la Contessa, con molti riferimenti a Castel Sallegg, intrisi di storia e del passato dei suoi antenati (l’albero genealogico è dipinto su una gramde parete nella hall).

Castel-Sallegg-hall-hotel
©Klaus Peterlin
L’albero genealogico dei Conti von Kuenburg nella hall dell’hotel

Castello di Salorno

Arroccato come un nido d’aquila sul borgo di Salorno, il più a Sud dell’Alto Adige, e sull’intera Valle dell’Adige, il Castello di Salorno o Haderbur è una delle più affascinanti fortificazioni della regione. Quasi un rudere, ma messo in assoluta sicurezza dal proprietario, il Barone Ernesto Rubin de Cervin Zenobio Albrizzi, è gestito da una coppia, Martin e Alexia Gluderer, che organizzano visite guidate, eventi, concerti, feste celtiche e medievali e che gestiscono la tavola calda dove cucinano piatti con ricette antiche.

castello-salorno
@Luca dal Gesso
Il Castello di Salorno a picco sulla roccia

Scenograficamente è uno dei più suggestivi dell’architettura castellana dell’arco alpino. Della sua storia si hanno pochi dati certi. La sua eccezionale posizione dominante la Chiusa di Salorno lo ha visto protagonista di alcuni eventi significativi della storia locale, in quanto dominava l’unico ponte che collegava Bolzano a Trento, pertanto aveva una funzione difensiva, ma serviva anche come dogana. Secondo alcuni studi archeologici recenti, sotto il castello passava una delle più importanti strade romane, la via Claudia Augusta; infatti, è stata scoperta una necropoli con resti proprio di epoca romana.

La prima testimonianza del castello risale al 1053. La tecnica costruttiva indica un periodo tra il XII e il XIII secolo. La struttura originaria però ha subito modifiche, ampliamenti e rifacimenti nel corso dei secoli. Quando iniziò il lento declino, accentuato dalla costruzione della ferrovia del Brennero, fu acquistato dalla famiglia nobiliare veneziana che lo possiede, insieme all’intera collina, ancora oggi. Intorno al Castello di Salorno girano alcune leggende: c’è chi dice che tra le sue pietre si nasconda un tesoro e chi crede di aver visto un fantasma. Un posto magico, raggiungibile a piedi salendo un ripido sentiero per una ventina di minuti. Se non fosse difficile che fortezza sarebbe? (se volete saperne di più, qui trovate l’articolo dedicato al Castello di Salorno).

castello-salorno-interno
@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Castello di Salorno visto dal suo interno

I castelli di Bolzano

Senza andare troppo lontano, la stessa città di Bolzano ospita diversi castelli.

Castel Roncolo

Il più famoso non solo in città ma dell’Alto Adige è sicuramente Castel Roncolo, situato su una roccia sopra Bolzano. Fu costruito nel XIII secolo ed è conosciuto soprattutto per il suo straordinario ciclo di affreschi profani medievali, tra i meglio conservati d’Europa. E non soltanto sulle pareti interne alle sale, ma anche sulle facciate esterne. Una vera meraviglia. Le pitture raffigurano scene di vita cortese, tornei, cacce e leggende cavalleresche e offrono uno sguardo unico sulla cultura nobiliare del Medioevo. Oggi, il castello è una meta culturale molto apprezzata grazie alla sua storia, all’architettura e alla vista panoramica sulla valle.

castel-roncolo
@SiViaggia - Ilaria Santi
Castel Roncolo si para davanti agli occhi arrivando dalla strada in auto

Costruito come roccaforte nel 1237 dalla famiglia nobile Vanga, grazie a un permesso concesso dal vescovo di Trento, per difendere la città e controllare l’accesso alla Val Sarentina, un’importante via di comunicazione verso il Brennero, il castello venne trasformato, nel 1385, in residenza estiva dai fratelli Niklaus e Franz Vintler, ricchi mercanti bolzanini diventati nobili. Questi lo fecero ampliare e interamente decorare con meravigliosi affreschi, testimonianza unica del mondo cortese, della moda nobiliare, della cavalleria e delle più amate leggende medievali.

La struttura originaria comprendeva il palazzo occidentale (con il portone d’ingresso), una torre, la cucina, la cappella e le mura merlate, dotate di un argano con un secchio calato direttamente nel fiume sottostante per l’approvvigionamento idrico. Intorno al 1400 viene aggiunta la cosiddetta “casa d’estate”.

Le pareti mostrano tornei cavallereschi con le lance, dame come spettatrici e l’uso di scudi araldici (tra cui spicca lo stemma con i colori dell’Austria). Sono dipinte anche scene di balli, musica e giochi con la palla. Grande spazio è dedicato alle scene di caccia (cervi, cinghiali e orsi), un’attività considerata un vero e proprio status symbol dell’alta società dell’epoca.
Soggetto successivamente a numerosi passaggi di proprietà, passò, alla fine del XIX secolo, all’imperatore Francesco Giuseppe, il quale lo fece restaurare e, grazie anche all’arrivo dei primi turisti, lo donò alla città di Bolzano. Gli ultimi grandi lavori risalgono agli anni Novanta del Novecento. Castelo Roncolo è aperto tutto l’anno, tranne il mese di gennaio, dopo l’Epifania.

castel-roncolo-affreschi-esterni
Courtesy Thomas Roetting
Gli affresci sulle pareti esterne a Castel Roncolo

Castel Hörtenberg

Un altro castello in pieno centro a Bolzano, nel quartiere Dodiciville, uno dei più antichi della città, è Castel Hörtenberg, che oggi è un hotel di lusso, l’unico cinque stelle in città. Per visitarlo è necessario soggiornare o prenotare uno dei due ristoranti dell’albergo (Le Segrete è ricavato nelle antiche cantine con soffitto a volta e pietra viva). L’edificio, bellissimo e molto elegante al suo interno, risale al periodo tardo medievale e rinascimentale e un tempo fu la residenza della famiglia nobile Hörtenberg.

Castel-Hoertenberg-primavera
Ufficio stampa
Castel Hörtenberg nel pieno centro di Bolzano

Durante le insurrezioni tirolesi del 1800, Castel Hörtenberg divenne il rifugio strategico e il quartier generale di Andreas Hofer, un condottiero austriaco che divenne comandante contro l’invasione del Tirolo da parte delle truppe francesi. Nel Sudtirolo è considerato un eroe, pertanto averlo ospitato è un vero onore per il castello.

Grazie all’accurato restauro, che ha mantenuto comunque molti elementi architettonici originali, come le mura storiche, i cortili interni e i dettagli rinascimentali, oggi il castello unisce storia e design moderno ed è considerato uno degli edifici storici più raffinati della città.

Castel-Hoertenberg-Le-Segrete
Ufficio stampa
Le Segrete di Castel Hörtenberg

Castel Mareccio

A Bolzano città c’è un terzo castello ed è Castel Mareccio. Immerso tra il verde dei vigneti, sembra proprio il castello delle principesse, con le sue torri rotonde e i tetti appuntiti. Viene utilizzato per eventi, pertanto, non è sempre aperto o visitabile. La sua storia è comunque molto interessante essendo un edificio storico: viene menzionato per la prima volta nel 1273. Questa piccola fortezza romanica era di proprietà dei “di Mareccio”, esponenti della borghesia bolzanina successivamente divenuti nobili. Nel XV secolo, il castello passò alla famiglia Römer e venne ampliato con una nuova ala Ovest; nei primi decenni del XVI secolo, fu ampliata la cinta muraria con l’aggiunta di quattro torri circolari. Il mastio venne, infine, trasformato da antica torre di guardia in torre panoramica.

Castel-Mareccio
Ufficio stampa
Il fiabesco Castel Mareccio a Bolzano

Nel 1549, Castel Mareccio subì una profonda ristrutturazione trasformandosi in una vera e propria residenza rinascimentale affrescata. Nel corso de XVI secolo il castello fu anche punto di riferimento per i nobili che avevano aderito al credo protestante, come dimostrano alcuni affreschi commissionati dal proprietario Lukas Römer.

Con la morte dell’ultimo erede della famiglia Römer, il castello passò al casato degli Hendl e, successivamente, ai Thun (un cognome che in Alto Adige ha un grande significato). Castel Mareccio restò di proprietà di questa famiglia fino al 1851, quando Karl Thun lo vendette alla contessa Anna Sarnthein. Quest’ultima affittò Castel Mareccio all’erario il quale lo utilizzò come armeria. Nel 1919 Castel Mareccio venne trasformato in Archivio di Stato, mantenendo questa funzione fino al 1973. Nel 1974 il Comune di Bolzano acquistò la struttura trasformandola in centro congressi e centro culturale. Dal 2007 è gestito dalla Fondazione Castelli di Bolzano, insieme a Castel Roncolo e al Castello Rafenstein. Se siete a Bolzano in occasione di un evento ospitato al castello il consiglio è di andarci per ammirare la bella struttura e gli affreschi al primo piano dell’edificio ancora piuttosto ben conservati.

Castel-Mareccio
@Courtesy Schloss Maretsch
Le sale affrescate di Castel Mareccio

Castel Rafenstein

Si trova a Bolzano, ma per arrivarci bisogna salire a qualche centinaio di metri di quota (è anche il punto di partenza di alcune escursioni). La posizione dove si trova è invidiabile in quanto regala una vista meravigliosa su tutta Bolzano. Infatti, Castel Rafenstein (o Castel Sarentino) è noto per essere l’imponente rovina che dall’alto domina la città. Il suo nome deriva dalla parola tedesca “Raben” (“corvo”) e significa “roccia del corvo”. Potrebbe essere tranquillamente il set di uno degli episodi del Trono di spade.

Castel_Rafenstein
©TV Jenesien Michael Guggenberg
Le rovine di Castel Rafenstein, appena sopra Bolzano

Costruito nel XIII secolo, al di sopra della gola del Talvera, su incarico del vescovo di Trento, Federico Vanga passò alla fine del secolo nelle mani del vescovo di Trento, Enrico II. Venne però profondamene danneggiato nel corso di un conflitto con il conte Mainardo II del Tirolo. A metà del 1300 il castello iniziò a essere ricostruito da Ludovico di Brandeburgo, secondo marito della contessa Margherita Maultasch. Passato dagli Asburgo ai von Rafenstein e, infine, ai Weineck, iniziò a essere ampliato, in particolare nel XVI secolo, quando venne trasformato in stile tardogotico.

Fu il condottiero austriaco Marx Sittich a trasformarlo in castello di rappresentanza, abbellito da dipinti e decori. Vi allestì, inoltre, un’importante collezione di opere d’arte e oggetti curiosi atti a destare stupore. Tra questi ultimi vi erano per esempio corna levigate, uova di struzzo e un pesce di mare, corrispondente probabilmente ai resti di un coccodrillo del Nilo ritrovato nel corso degli scavi.

Castel_Rafenstein
@SiViaggia - Ilaria Santi
L’interno delle rovine di Castel Rafenstein

Nel corso delle guerre napoleoniche, il castello venne fortemente danneggiato. Non più utilizzabile, venne quindi abbandonato e adoperato a scopo agricolo, fatto che ne determinò il suo declino definitivo. Castel Rafenstein oggi è un rudere, ma chi lo gestisce, insieme al bellissimo maso panoramico dove preparano i piatti tipici della cucina tradizionale altoatesina, dai canederli al Kaiserschmarrn, se ne sta prendendo molta cura e, dopo averlo messo in sicurezza, sta organizzando concerti serali sotto le stelle (essendo il castello sprovvisto di tetto, iun po’ come l’affascinante Abbazia di San Galgano in Toscana).

Castel Flavon

Sempre a Bolzano, ma sopra il rione di Aslago, in posizione panoramica sulla Valle dell’Adige, si trova un altro catello bolzanino, Castel Flavon o Haselburg. Questo antico castello medievale oggi ospita un elegante ristorante, dove i tavoli sono stati ricavati tra le rocce e la pietra viva. Pare, tra l’altro, che fin dal 1400 vi si organizzavano sontuosi banchetti e feste strabilianti, pertanto, pare essere innata la vocazione a luogo di condivisione e incontri. Le prime tracce di questa fortezza risalgono addirittura al secolo VI quando i Reti innalzarono la prima fortificazione. Ancora nel 1200 era una fortezza appartenente alla famiglia Haselberg. Quando nel XV secolo passa ai signori di Fiè, i Völs, l’edificio cambia forma con le tre ali che possiamo ammirare oggi e i bellissimi affreschi realizzati da Bartolomeo Dill Riemenschneider sulle pareti interne. Tra queste opere, spicca la rappresentazione del mito greco di Apollo e Dafne. Il ciclo degli affreschi è accompagnato da rappresentazioni di specie vegetali di uso comune, come la melanzana, la pera, l’aglio, la patata e il melograno. Simbolo di fertilità e prosperità, un esemplare di melograno carbonizzato è stato rinvenuto alla base del battifredo.

Castrel-Flavon
@Haselburg
Lo scenografico Castel Flavon sopra Bolzano

Sotto la guida dei signori di Fiè, il castello diventa rinomato per le sue feste e i suoi banchetti sontuosi, che lo rendono celebre tra la nobiltà bolzanina. Dentro si possono ancora ammirare un’antica cisterna per l’acqua, rivestita con piccoli mattoni e calce mischiata a sangue di bue, profonda 6 metri e mezzo in una delle sale del ristorante; il battifredo o torre d’avvistamento e un muro profondo ben 3 metri e 60, fatto di due muri, uno più antico, derivante dal romanico, e uno più recente, appoggiati uno all’altro. La costruzione di questo mastodontico setto murario è tuttora un mistero.

Castel-Flavon-esterno
@Haselburg
L’esterno di Castel Flavon

Castel Firmian

Castello, ma anche museo, il Castel Firmian o Firmiano è considerato uno degli emblemi dell’Alto Adige e tra i più grandi castelli della provincia, all’interno del quale è nato l’MMM Messner Mountain Museum Firmian, uno dei cinque musei dedicati alla montagna voluti da Reinhold Messner. Si trova sulle alture di Bolzano, a Frangarto, per la precisione ed è raggiungibile in auto, a piedi lungo un sentiero che parte da Frangarto o in bicicletta lungo la Ciclabile Oltradige che parte da Bolzano e che tocca anche Appiano e il Lago di Caldaro.

Museo della Montagna di Castel Firmiano
Getty Images
Il Museo della Montagna di Castel Firmiano sopra Bolzano

Il castello venne menzionato per la prima volta intorno al 945 d.C. con il nome di Formigar, in seguito il nome cambiò in “Firmian”. Dal 1027, il complesso fu di proprietà del Vescovo di Trento. Nel 1473 passò a Sigismondo detto “il danaroso”: solo in quel momento il castello ricevette il nome tedesco “Schloss Sigmundskron”, che deriva dalla sua forma a corona (Corona di Sigismondo). Dal 1996, è di proprietà della Provincia di Bolzano ed esattamente da vent’anni, dopo diversi lavori di ristrutturazione, ospita la mostra permanente “La montagna incantata” che racconta il significato delle montagne per l’uomo.

Cosa fare a Bolzano in tre giorni: i luoghi insoliti da visitare, secondo noi

13 mai 2026 à 14:46

Tra le più belle esperienze da fare in Italia c’è un weekend a Bolzano. Il capoluogo altoatesino merita assolutamente un viaggio. In coppia, in famiglia, da soli, questa città è perfetta per chiunque. Pratica da raggiungere, facile da girare a piedi o in bicicletta (qui ce l’hanno tutti e sono anche molto diligenti) o con pochi mezzi pubblici, vivacissima, con tantissime attrattive, alcune decisamente insolite.

Molti avranno visitato Bolzano in occasione dei mercatini di Natale e avranno fatto tappa nel Duomo di Santa Maria Assunta (che ricorda un po’ lo Stephansdom di Vienna), in piazza Walther e al Museo Archeologico (che un tempo ospitava la Banca d’Italia), meglio conosciuto come Museo di Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio, una mummia di 5.300 anni.

Ma se cercate qualche esperienza insolita da fare a Bolzano, ecco alcuni luoghi meno turistici che vale assolutamente la pena visitare per entrare nel mood altoatesino che è quello di essere tradizionale, ma anche molto innovativo. A Bolzano, infatti, troverete le stube dove servono i canederli, ma anche tanti locali gourmet dove provare piatti fusion; i negozi che vendono i dirndl – gli abiti tradizionali delle donne altoatesine – ma anche golfini di alpaca fluo; statuine di legno intagliate, ma anche oggetti d’arredamento di design nordico. Insomma, se pensate che Bolzano sia una città classica, vi dovrete ricredere.

Primo giorno

Quando arrivate, ambientatevi restando nella zona del centro storico di Bolzano, che si può percorrere tranquillamente a piedi. Con calma, andate a visitare due dei luoghi più originali della città.

WaltherPark

Se arrivate a Bolzano in treno, dovete per forza attraversare il nuovo quartiere sorto di fronte alla stazione e che la collega con il centro storico, il WaltherPark, progettato dal pluripremiato architetto britannico David Chipperfield (lo stesso del MUDEC di Milano, giusto per citare uno dei tantissimi edifici da lui progettati), che si distingue per le linee essenziali e una visione che dialoga con il contesto alpino in cui è sorto. Un parco minimalista di 16mila metri quadrati pedonali con edifici in vetro e calcestruzzo da cui è possibile ammirare il Catinaccio e le montagne che circondano Bolzano.

bolzano-waltherpark-David-Chipperfield
@Lorenzo Bartoli per Saint-Gobain Italia
Il nuovo quartiere di WaltherPark di Bolzano progettato da David Chipperfield

All’interno, ospita un moderno centro commerciale, l’hotel del gruppo altoatesino Falkensteiner, ristoranti, food hall e il rooftop bar Mochi Sushi.Grill.Rooftop Bar, il primo indirizzo in Italia del celebre brand viennese, uffici, appartamenti, un parco giochi per bambini oltre a un garage interrato e al grande parcheggio che può ospitare fino a 1200 biciclette.

falkensteiner-mochi-rooftom-duomo-bolzano
@Falkensteiner Hotels & Residences
Vista sul Duomo di Bolzano dal rooftop del Mochi Sushi.Grill

Museion

È uno dei luoghi più inaspettati di Bolzano. Si tratta del Museo di arte moderna e contemporanea e, proprio nel 2026, compie cinquant’anni. Fondato nel 1985, dal 2008 ha cambiato sede e attualmente è in un edificio a forma di cubo di cristallo progettato dallo studio di architettura berlinese KSV Krüger Schuberth Vandreike. Le facciate di vetro guardano verso la città e mettono in comunicazione il centro storico con la parte più nuova di Bolzano.

museion-bolzano
Getty Images
Il Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano

Di sera, fungono da superfici per la proiezione di opere d’arte. Il Museion ospita due mostre internazionali all’anno. Il piano terreno, chiamato “Passage”, progettato dal designer altoatesino Martino Gamper, è a ingresso gratuito ed è aperto a tutti, spesso vengono organizzati eventi, festival e concerti. Dell’edificio avveniristico fanno parte anche i due ponti curvi esterni che passano sopra il fiume Talvera e che collegano il Museion alla città attraverso la pista ciclopedonale.

Museion-bolzano-illuminato-sera
Courtesy Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano
Lo scenografico Museion quando viene illuminato la sera

Secondo giorno

Il secondo giorno potete esplorare le zone meno centrali di Bolzano e spingervi verso le periferie Nord e Sud cittadine, alla scoperta di alcune chicche decisamente inaspettate.

Fondazione Antonio Dalle Nogare

Avete presente gli edifici progettati dall’architetto statunitense Frank Lloyd Wright che si integrano perfettamente con l’ambiente in cui vengono realizzati? Ebbene, l’edificio che ospita la Fondazione Antonio Dalle Nogare è il “Fallingwater italiano”. Ci troviamo sulle alture di Bolzano, a 15 minuti di bicicletta da piazza Walther in direzione Nord. Si tratta di una casa-museo fatta in calcestruzzo e, in parte, scavata nella montagna. Ospita la collezione privata di un imprenditore altoatesino che, a un certo punto, ha deciso di aprire le gigantesche – letteralmente – porte della propria abitazione al pubblico per condividere le opere di arte contemporanea di sua proprietà con tutti.

Fondazione-Antonio-Dalle-Nogare-Bolzano
Ufficio stampa
La Fondazione Antonio Dalle Nogare sulle alture di Bolzano

Al centro della collezione privata si trova la passione per l’arte concettuale e minimal di Antonio Dalle Nogare, con opere dei Maestri della seconda metà del XX secolo. Si svolgono anche mostre temporanee. Si accede solo nel weekend su prenotazione con una visita guidata. La posizione geografica, il particolare contesto naturale uniti alla scelta dei materiali e all’intervento di artisti internazionali, lo rendono un luogo unico. C’è anche una piccola terrazza da cui godere della vista su Bolzano e di Castel Roncolo, il castello di Bolzano.

Fondazione-Antonio-Dalle-Nogare-interno-mostra-permanente
@SiViaggia - Ilaria Santi
Una delle sale della Fondazione Antonio Dalle Nogare

NOI Tech Park

È la Silicon Valley dell’Alto Adige, il parco tecnologico NOI Tech Park, un hub dove lavoro e ricerca si concentrano sull’innovazione tecnologica nei settori in cui la regione eccelle. Nato per supportare le aziende del territorio a fare innovazione, è stato aperto nel 2017 e nel 2024 è stato ampliato con il padiglione di ingegneria dell’università di Bolzano. L’edificio originale era una fabbrica di alluminio e ne è stato fatto un ingegnoso recupero industriale.

noi-tech-park-bolzano-is
@SiViaggia - Ilaria Santi
Il NOI Tech Park di Bolzano

All’interno, ospita aziende, startup, spazi di coworking – anche gratuiti, da sfruttare sicuramente se si è di passaggio e si desidera fare smart working – e 70 laboratori dove vengono eseguiti diversi tipi di test, dall’ambito food, green, digital fino all’AI. Se gli spazi interni sono accessibili solo agli addetti ai lavori, tutti possono partecipare agli eventi che vengono organizzati d’estate e che coinvolgono tutta la città o nei weekend, quando ci sono i laboratori gratuiti per bambini. Raggiungerlo è facile: si trova a un quarto d’ora di bicicletta da piazza Walther, in direzione Sud, verso l’aeroporto di Bolzano, ma ci sono anche gli autobus e una fermata del treno (Bolzano Sud).

Terzo giorno

Se visitate Bolzano nel weekend, spesso il terzo giorno del vostro soggiorno cadrà di domenica. Tuttavia, non temete di trovare tutto chiuso, al contrario, ormai anche qui musei, negozi, bar e ristoranti sono sempre aperti. Compreso il Duomo che, proprio la domenica, è aperto fino alle 20.

Potete quindi trastullarvi tra le bancarelle del mercato di piazza Erbe sedendovi in uno dei tanti locali per un aperitivo a base di Hugo, un cocktail inventato in Alto Adige a base di Prosecco, sciroppo di fiori di sambuco, seltz e foglie di menta, Schüttelbrot (il pane indurito tipico dei masi altoatesini) e speck; passeggiare tra le vie storiche come via dei Portici (Laubengasse) che collega la piazza delle Erbe (Obstplatz) alla piazza del Municipio (Rathausplatz) facendo qualche tappa curiosa al Archivio storico della Città di Bolzano, al Municipio Vecchio, al Museo Mercantile di Bolzano, all’antica Farmacia Madonna e alla Farmacia Aquila Nera, con i loro antichi albarelli in ceramica esposti che, nel Medioevo, contenevano le spezie provenienti da tutta Europa (perché allora Bolzano era un importante snodo commerciale tra Europa del Nord e del Sud) o la parallela, via Argentieri (Silbergasse), ricca di bellissimi palazzi signorili o ancora via Cassa di Risparmio, con i suoi sontuosi palazzi antichi in stile tardo gotico su un lato, con torrette d’angolo, cornici alle finestre ed elementi decorativi in pietra artificiale, e neobarocco, che ricordano l’architettura viennese, sull’altro o via Dr. Joseph Streiter (Streitergasse) attraversata da più archi che le conferiscono un carattere medievale, e via Bottai, una delle vie più tipiche del centro con le belle insegne in ferro battuto e le numerose locande come il Cavallino Bianco e Ca’ de Bezzi, luogo amato da diversi artisti.

bolzano-Streitergasse-Via-Streiter
Courtesy Thomas Rötting
La Streitergasse o via Streiter a Bolzano con i locali all’aperto

Diversi vicoli e passaggi collegano via Portici con le altre vie retrostanti e parallele Dr. Streiter e Argentieri. Attraverso uno di questi, il vicolo della Pesa, è possibile raggiungere piazza del Grano, dove in passato si teneva il mercato dei prodotti agricoli. Si tratta del più antico nucleo urbano di Bolzano, attorno al quale sorgevano il castello dei principi vescovi di Trento (demolito da Mainardo II di Tirolo nel 1277) e la chiesa di Sant’Andrea, demolita nel 1785. A Nord della piazza si trova uno degli edifici più pittoreschi della città: la casa della Pesa (1634), sede della pesa pubblica fino al 1780.

Come arrivare a Bolzano

Raggiungibile comodamente in auto, il migliore consiglio per recarsi a Bolzano, però, è con il treno. La stazione ferroviaria, che si trova a cinque minuti a piedi dal centro storico e da piazza Walther, è raggiunta dai treni diretti ad alta velocità da Roma e da Milano (un Frecciarossa al giorno che parte dalla Stazione Centrale alle 17.45 al quale, a partire dal 20 giugno 2026, se ne aggiungerà un altro con partenza alle 8.15), oltre ai treni regionali.

Muoversi in città a Bolzano è molto semplice, quasi tutto è raggiungibile a piedi o con le funivie: la Funivia del Renon porta a Soprabolzano in soli 12 minuti, partendo dai pressi della stazione, e la Funivia del Colle che porta appunto al Colle. Oltre a essere normali mezzi di trasporto per i bolzanini, le funivie sono un sistema molto comodo per salire sulle alture e percorrere qualche bel sentiero oltre a godere di una bellissima vista su Bolzano.

Per chi arriva da più lontano, c’è anche un piccolo aeroporto che d’inverno è collegato solo con le città del Nord Europa, mentre d’estate anche con alcune italiane, come Brindisi, Cagliari, Catania, Lamezia Terme e Olbia.

Le mostre imperdibili durante le Olimpiadi di Milano Cortina 2026

27 janvier 2026 à 15:34

Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 non sono solo sport e medaglie, ma anche l’occasione perfetta per celebrare l’arte e la cultura italiana. Tante località, anche oltreconfine, offrono un ricco calendario di mostre e percorsi espositivi, dalle fotografie storiche di Cortina 1956 alle interpretazioni artistiche della montagna a Bolzano e Bergamo, dai cimeli olimpici a Losanna alle cerimonie spettacolari di Marco Balich a Treviso, fino ai tesori di ville e musei affacciati sul bellissimo Lago di Como: ogni evento celebra lo spirito olimpico e l’eccellenza italiana attraverso arte, storia e innovazione.

Ecco gli appuntamenti da non perdere in questo periodo.

“Sport invernali nell’arte” a Bolzano

Nei giorni in cui tutti gli occhi sono puntati sulle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la città di Bolzano e tutto il territorio del Trentino-Alto Adige, dedicano una mostra agli sport legati alla montagna, che viene vista però da una prospettiva diversa: quella dell’arte. Appuntamento quindi dal 18 febbraio al 25 marzo, al Palazzo Mercantile di Bolzano, con la mostra “Sport invernali nell’arte”.

In questa occasione, la montagna viene interpretata dalle opere d’arte di Paul Flora, Alfon Walde, Max von Esterle, Ivanhoe Gambini, Fortunato Depero e altri maestri come Lyonel Feininger e Victor Vasarely: tanti quadri, sculture e grafiche, realizzati da artisti di fama internazionale.

“Cortina di Stelle” al Lagazuoi Expo Dolomiti

Lagazuoi Expo Dolomiti, centro espositivo più alto d'Europa
Pompanin
Lagazuoi Expo Dolomiti, il centro espositivo più alto d’Europa

Durante le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina, potrete raggiungere uno degli spazi espositivi più alti d’Europa: il Lagazuoi Expo Dolomiti, a 2.732 metri di altezza. Qui potrete immergervi nella mostra di Fulvio Morella, “Cortina di Stelle”, il capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono” che celebra i luoghi simbolo dei Giochi, visitabile fino al 5 aprile 2026.

L’esposizione, che unisce arte, sport e inclusione, è una testimonianza viva di atleti paralimpici, con opere multisensoriali che inglobano il Braille, trasformando il linguaggio “tattile” in esperienza artistica e strumento per abbattere barriere percettive e concettuali. Un appuntamento immersivo da non perdere.

Opera con incisioni Braille in mostra
Francesca Piovesan
Opera con incisioni Braille in mostra

“L’Italia sulla neve” al Castello Sforzesco di Milano

Se siete appassionati di grafica pubblicitaria, non perdetevi la mostra proposta al Castello Sforzesco di Milano. Qui ha già preso vita un percorso che racconta come sport invernali e turismo alpino siano entrati nell’immaginario degli italiani: la mostra “L’Italia sulla neve. Gli italiani e gli sport invernali nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria dalla Raccolta Bertarelli” sarà accessibile fino al 22 marzo 2026, con ingresso gratuito.

L’esposizione valorizza il patrimonio della Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, una delle più importanti collezioni
pubbliche al mondo nel suo genere, attraverso più di cento opere (tra riviste illustrate, cataloghi di vendita, cartoline, dépliant, opuscoli e
manifesti pubblicitari).

Percorsi scenografici nelle sedi di Casa Italia

Per la prima volta, durante i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, Casa Italia sarà aperta al pubblico, trasformandosi in un luogo simbolo di accoglienza e porta privilegiata per scoprire le eccellenze del Paese.

Non è soltanto la casa degli atleti: nelle sedi di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo i visitatori possono vivere le emozioni dei Giochi e immergersi in un racconto dedicato alla Musa, un omaggio al ruolo ispiratore che la nostra penisola esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale. Dal 6 al 22 febbraio, le sedi di Triennale Milano, il Centro di Preparazione Olimpica presso l’Aquagranda di Livigno, e la Galleria Farsetti a Cortina d’Ampezzo, si trasformano così in percorsi scenografici ed emozionali, luoghi in cui sport, natura, arte, architettura e design sono in strettissimo dialogo tra loro. Qui, ci saranno vere e proprie esposizioni di opere di tantissimi artisti e designer, come Giorgio De Chirico, Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Keith Haring & L.A. II, Ai Weiwei e Christo e Jeanne-Claude, per citarne soltanto alcuni.

“Cortina 1956. Le foto più iconiche” a Noventa di Piave

Dopo settant’anni, Cortina d’Ampezzo torna al centro del palcoscenico olimpico e una nuova mostra fotografica open air, che inaugura il 31 gennaio 2026 (ore 11.00), racconta la storia delle prime Olimpiadi Invernali disputate in Italia: era il 26 gennaio 1956 quando a Cortina iniziavano le competizioni sulla neve.

La mostra “Cortina 1956. Le foto più iconiche“, presso il Noventa di Piave Designer Outlet, espone scatti in gran parte inediti e recuperati da numerosi archivi storici italiani, inseriti anche nel volume di Massimo Spampani con Eleonora De Filippis “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia”, pubblicato da Fondazione Cortina e Marsilio Arte. L’occasione per fermarci un attimo a ricordare, riflettere e sognare proprio come fecero gli italiani 70 anni fa.

Fotografia di "Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d'Italia"
Ufficio Stampa
Una fotografia di “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d’Italia”

“White Entropy” all’aeroporto di Milano Malpensa

In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, il Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa si trasforma in uno spazio espositivo con un percorso di fotografie zenitali realizzate con droni tra Alpe di Siusi, Monte Bianco, Val di Fassa, Val Badia, Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio. Presente anche un’installazione site specific che rappresenta la grandezza delle nostre montagne innevate.

Si chiama ‘White Entropy’, la mostra fotografica di Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa, esposta fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dello scalo. Milioni di passeggeri in transito ogni giorno, sono così invitati a rallentare e osservare opere che trasformano il paesaggio in coscienza e l’altitudine in pensiero.

Mostra all'aeroporto di Milano Malpensa
Luca Pompei
“White Entropy” a Milano Malpensa, di Jacopo Di Cera

Due mostre imperdibili a Losanna

Anche Losanna, in Svizzera, celebra lo spirito olimpico con la mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, realizzata in collaborazione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire. La Fondazione Luigi Rovati dedica un grande percorso espositivo, che intreccia mondo antico e moderno, dalle competizioni della Grecia classica alla visione di Pierre de Coubertin, raccontando come i valori fondanti dei Giochi – pace, inclusione, rispetto ed eccellenza – abbiano attraversato i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Un racconto essenziale ma potente, che restituisce tutta la dimensione culturale e simbolica dell’olimpismo.

Sempre a Losanna, il Museo Olimpico rende omaggio all’Italia con “Via Azzurra“, un percorso espositivo speciale aperto fino al 1° marzo 2026, integrato nella collezione permanente, nel parco e negli spazi pubblici del museo: ripercorre il profondo legame tra l’Italia e l’Olimpismo, da Cortina 1956 a Roma 1960 e Torino 2006, fino al nuovo appuntamento di Milano Cortina 2026.

Tra installazioni digitali, fotografie, sculture e cimeli originali (dalle scarpe di Pietro Mennea alla tuta di Federica Brignone, fino agli oggetti simbolo di Milano Cortina come torcia e mascotte) la mostra racconta storie, vittorie e protagonisti che hanno costruito l’identità sportiva italiana.

La mostra sulle Olimpiadi al Museo Olimpico di Losanna
Ufficio Stampa
La mostra al Museo Olimpico di Losanna

Fuoripista a Bergamo, la montagna oltre lo sport

Fino all’8 febbraio 2026, presso il Gres Art 671, centro per l’arte e la cultura di Bergamo, vi potete immergere nella mostra che esplora il mondo degli sport invernali andando oltre la competizione, per abbracciare arte, design, architettura e ricerca contemporanea. “Fuoripista” è un viaggio tra storie della neve che invita a guardare l’universo alpino da nuove prospettive, lontano dalla retorica e più vicino all’esperienza umana, fisica ed emotiva della montagna.

Curata da 2050+ insieme a gres art 671, l’esposizione riunisce opere storiche e contemporanee – alcune commissionate appositamente per il progetto – tra dipinti, installazioni, fotografie, video e materiali d’archivio.

Fuori Pista, mostra immersiva a Bergamo
Diego De Pol
Fuori Pista, mostra immersiva a Bergamo

Mostra Olimpica del Salce con Marco Balich, Treviso

La grande mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (nelle sedi di Santa Margherita e San Gaetano), si arricchisce di una sezione speciale dedicata a Marco Balich, il celebre creativo veneziano dietro alcune delle più iconiche cerimonie olimpiche degli ultimi decenni.

Alla sua visione artistica è riservato uno spazio spettacolare, con grandi immagini e materiali dedicati alle cerimonie olimpiche e paralimpiche firmate da Balich, tra cui quelle di Sochi 2014 e Pechino 2022. Un racconto per immagini che mette al centro l’emozione, cifra stilistica del suo lavoro, capace di parlare a un pubblico globale di oltre due miliardi di spettatori.

Ville e musei del Lago di Como: arte, paesaggio e sport

Da febbraio a marzo 2026, undici ville storiche, musei e spazi culturali del Lago di Como aprono le porte a un ricco programma di mostre, installazioni, laboratori e percorsi educativi nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il palinsesto celebra il patrimonio lariano intrecciando arte, sport, paesaggio e comunità, con iniziative inclusive e intergenerazionali che raccontano le identità culturali del territorio e valorizzano i valori olimpici di creatività, inclusione e internazionalità.

Ecco alcune delle iniziative (la lista completa e tutti i dettagli sulle visite sono consultabili sul sito ufficiale Villemuseilagodicomo.it):

  • BAC Bellano Arte Cultura: “Avanti la stella – Momenti di pesa”, fino al 20 marzo 2026,
  • Casa Brenna Tosatto: “Luce in movimento. Immagini e parole tra arte e sport”, dal 31 gennaio al 1° marzo 2026,
  • Museo della seta: “Stoffe da campioni”, dal 1° febbraio al 15 marzo 2026,
  • Museo del paesaggio: “Cattedrali di roccia attorno al Lago di Como”, foto d’epoca di Riccardo e Carlo Piatti, il 7-8, 14-15, 21-22 febbraio 2026,
  • Villa Bernasconi: “Liberty di ghiaccio”, fino al 15 marzo 2026,
  • Villa Carlotta: “Giardino dei talenti”, dal 3 febbraio al 15 marzo 2026.

Altre mostre da non perdere in Valtellina

La Valtellina è uno dei territori più attivi dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con un fitto calendario di mostre diffuse tra Livigno, Sondrio, Teglio, Valfurva, Madesimo e Aprica. Alcuni appuntamenti da segnare? All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche” rende omaggio agli atleti valtellinesi che hanno partecipato ai Giochi Olimpici, attraverso opere, oggetti e attrezzature originali, visitabili fino alla fine della stagione invernale.

All'Aquagranda di Livigno, la mostra "Tracce Bianche"
Ufficio Stampa
All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche”

A Sondrio, Palazzo Pretorio ospita fino all’8 febbraio la mostra itinerante “Emozione dei Giochi – Culture Through Sport”, un percorso visivo dedicato alle torce e ai bracieri olimpici, mentre al MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte “Le nevi dell’altro anno” (fino al 3 maggio 2026) racconta la neve nell’arte italiana dalla fine dell’Ottocento a oggi.

A Teglio, Palazzo Besta accoglie fino al 30 agosto 2026 “Vette. Storie di sport e montagne”, una riflessione sul rapporto tra sport, società e territorio alpino, mentre a Valfurva “Oro Bianco” (fino al 30 marzo 2026) celebra il legame profondo tra comunità locali e sport invernali.

Chiude idealmente il percorso Madesimo (da raggiungere con i Treni della Neve) con una mostra dedicata agli atleti valtellinesi e azzurri medagliati (fino all’8 febbraio), e Aprica, dove il Museo dello Sci e della Montagna, aperto tutto l’anno, custodisce modelli storici, sci d’epoca e cimeli di grandi campioni come Zeno Colò, raccontando l’evoluzione dello sci e della cultura alpina.

C’è solo l’imbarazzo della scelta per vivere le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina da un’altra prospettiva, quella culturale e artistica che stimola riflessioni profonde.

Mostra olimpica a Madesimo
Ufficio Stampa
La mostra olimpica a Madesimo

Valle di Anterselva tra natura, sport e neve in Alto Adige

11 janvier 2026 à 13:00

È il 18 febbraio del 2020, il sole splende brillantissimo in mezzo a un cielo incredibilmente terso, sulle piste della Südtirol Arena Alto Adige di Anterselva si sta correndo per la sesta volta nella storia il campionato mondiale di biathlon, quel bizzarro sport invernale che combina sci di fondo e tiro a segno. L’atleta italiana Dorothea Wierer, nata nella vicina Brunico e cresciuta proprio ad Anterselva, stringe i denti mentre spinge gli sci sulle ultime curve del tracciato, affiancata dall’allenatore che le grida gli ultimi incitamenti. Quando entra nello stadio la tribuna è assiepata di tifosi. Le bandiere che sventolano tra il pubblico sono quelle tedesca, svizzera, norvegese, ma sarà il tricolore italiano, invece, a sventolare alla fine della giornata, per la vittoria della medaglia d’oro dell’Azzurra.

Un’impresa che Wierer spera di replicare sei anni dopo quella volta, quando la Südtirol Arena Alto Adige di Anterselva sarà di nuovo teatro di un grande evento internazionale: si correranno infatti qui le gare di biathlon delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, di scena nel prossimo mese di febbraio. La pista di biathlon è una delle principali attrazioni della Valle di Anterselva, una piccola valle laterale della più nota Val Pusteria ed uno dei luoghi migliori in Italia per fare sport sulla neve. L’inverno è infatti la stagione migliore per visitare questa vallata stretta tra cime vertiginose e spettacolari, godendo delle tante attività outdoor a disposizione dei visitatori, di una natura sorprendente e degli splendidi panorami montani che sa offrire.

Valle Anterselva: un inverno tra natura e sport

La Valle di Anterselva, in Alto Adige, si estende dalle ridenti frazioni che compongono la cittadina di Valdaora fino al passo Stalle, al confine con l’Austria. Supera i 1.600 metri di altitudine ed è incastonata tra le vette del Parco naturale Vedrette di Ries-Aurina.

Il principale centro abitato della valle è Rasun-Anterselva, un comune sparso composto da diverse frazioni. La più alta è Anterselva di Sopra, che è anche la più vicina al celebre Lago di Anterselva, uno splendido specchio d’acqua a 1.642 metri sul livello del mare, circondato da boschi di conifere sempreverdi. Il bacino è nutrito dalle acque dell’omonimo rio Anterselva, ma in inverno si trasforma spesso in uno specchio ghiacciato su cui si riflettono le chiome dei boschi circostanti e le vette delle montagne innevate.

Valle Anterselva cosa fare inverno
iStock
Il Lago di Anterselva coperto di neve

Non lontano dal lago si trova la già citata Südtirol Arena Alto Adige, considerata uno degli stadi di biathlon più moderni e simbolici al mondo. Ogni anno ospita gare di Coppa del Mondo, attirando i migliori atleti internazionali e migliaia di appassionati di questa disciplina in grande crescita di attenzioni anche dentro i confini italiani.

Anche chi non è un atleta professionista può vivere da vicino questo sport: all’interno dell’Arena è possibile avvicinarsi allo sci di fondo e provare il tiro a segno, vivendo in prima persona l’atmosfera delle grandi competizioni. Un’occasione unica per comprendere la complessità e il fascino di una disciplina che richiede resistenza, precisione e concentrazione.

Sci di fondo, ciaspolate e attività outdoor nella neve

Oltre al biathlon, la Valle di Anterselva è considerata una vera e propria mecca per lo sci di fondo. Ospita circa 20 chilometri di piste, mantenuti quotidianamente con grande cura. I tracciati attraversano l’intera vallata e si snodano sinuosi tra i boschi innevati, oltre che lungo le sponde del lago ghiacciato, pronti a regalare momenti di scoperta di uno scenario più unico che raro.

Le piste arrivano fino ai piedi del passo Stalle, il giogo che permette di oltrepassare il confine con l’Austria oltre i 2.000 metri di altitudine, offrendo panorami spettacolari sulle montagne circostanti e sulla vallata, dove gli aguzzi campanili svettano dal manto candido che la avvolge per segnalare la presenza di un agglomerato di case.

Le possibilità per vivere la montagna all’aria aperta in inverno sono molteplici e non solo per gli amanti dello sci di fondo. Le ciaspolate, ovvero le escursioni con le racchette da neve, sono un’esperienza particolare che permette a tutti di esplorare ogni angolo della natura, anche quelli meno frequentati, senza bisogno di piste battute per immergersi pienamente nel silenzio dei boschi e ammirare quieti panorami invernali.

Chi viaggia in famiglia trova numerose attività adatte anche ai più piccoli: slittino, aree gioco sulla neve e percorsi facili rendono la valle una destinazione ideale per un inverno a misura di bambino.

Nella Valle di Anterselva si possono trovare anche alcune piste per gli amanti dello sci da discesa, anche se la maggior parte di coloro che praticano lo sci alpino si spostano nel vicino complesso di Plan de Corones, cima sempre visibile e facilmente raggiungibile con impianti di risalita che non distano molto da Valdaora, la cittadina all’imbocco della vallata.

Anterselva: non solo sport

Nella Valle di Anterselva, in ogni caso, l’inverno non è solo sport. La bellezza di passare del tempo in un luogo così passa anche per la capacità di fermarsi a guardare, a contemplare: il colpo d’occhio che si ha da diversi punti della vallata durante l’inverno è estremamente affascinante, grazie alle poderose cime che la chiudono da un lato all’altro.

Il Monte Nevoso, il Collalto, le Vedrette di Ries: vette sopra i 3.000 metri di altitudine che in inverno appaiono come sentinelle di roccia, ghiaccio e neve. Al di sotto grandi boschi di abeti si estendono alle pendici delle montagne, digradando poi in ampi prati e pascoli ai margini dei piccoli paesini montani che caratterizzano la valle.

Accanto all’anima sportiva, insomma, la valle conserva anche una dimensione più lenta, tradizionale e vera, da scoprire rallentando un poco il passo. I paesi, le frazioni, le borgate che si trovano sparsi lungo tutta la vallata hanno il volto dei borghi montani, caratterizzati da un legame profondo con il territorio unico che li ospita.

Valle Anterselva cosa fare inverno
Getty Images
Una vetta innevata si svela da una coltre di nubi ad Anterselva

Una connessione che si vive appieno attorno alla tavola altoatesina, parte integrante dell’esperienza di viaggio. Nei ristoranti e nei locali tradizionali si scoprono i sapori caratteristici di una cucina regionale assai peculiare: i versatili canederli, tipicamente serviti come primo, ma rivisitati anche in chiave dolce; i tirtlan, una sorta di tortello di segale ripieno e fritto; la rosticciata, un piatto di carne con patate e cipolle dal sapore robusto.

La cucina, i grandi panorami montani, la natura silenziosa e quieta della valle e l’amore per l’attività all’aria aperta, anche e soprattutto nei mesi invernali, fanno della Valle di Anterselva una destinazione speciale.

L’Alto Adige strega il Regno Unito: neve, spa sospese e cucina da favola

11 décembre 2025 à 10:07

Il fascino dell’Alto Adige, come si legge sul magazine Independent, continua a conquistare i viaggiatori britannici in cerca di una fuga invernale capace di unire natura grandiosa, benessere panoramico e ristorazione d’eccellenza.

Tra le Dolomiti innevate, gli hotel diventano rifugi di relax assoluto, mentre le città alpine come Bolzano offrono un mix ricercato di tradizione, lifestyle italiano e sapori autentici. Dalle spa sospese tra le nuvole ai ristoranti gourmet affacciati su vette iconiche, il Sud Tirolo dimostra di essere una delle mete più seducenti non solo per gli inglesi, che lo hanno elogiato, ma anche per tutti coloro che desiderano vivere un’esperienza invernale davvero speciale.

Bressanone Express: il treno storico per vivere il Natale altoatesino

Par : losiangelica
11 novembre 2025 à 12:00

La magia del Natale indossa un abito vintage e ci porta in viaggio a bordo di un treno d’epoca: il Bressanone Express torna l’8 dicembre 2025 e collega Milano Centrale e Brescia ai mercatini più suggestivi dell’Alto Adige con stop a Bolzano e Bressanone. Il percorso comodissimo in carrozze curate dà modo di godersi una delle esperienze più tradizionali del periodo: la visita ai mercatini di Natale, ma con un mezzo di trasporto eccellente.

L’itinerario, unico nel suo genere, emoziona già dalla partenza su carrozze d’epoca perfettamente restaurate e trainate da una locomotiva elettrica storica.

Il percorso del Bressanone Express

Il treno parte da Milano l’8 dicembre alle 7:20, fa un secondo stop a Brescia alle 8:25 e arriva a Bolzano alle 11:07 per proseguire per il capolinea a Bressanone con arrivo alle 11:39. A bordo delle carrozze UIC-X serie 45.000 e del caratteristico bagagliaio d’epoca, tutto parla di tradizione e storia ferroviaria. Durante il tragitto, i passeggeri potranno ammirare il paesaggio che muta lentamente: i campi pianeggianti lasciano spazio ai boschi innevati, ai paesini illuminati da lucine colorate e alle montagne maestose del Trentino-Alto Adige. È uno spettacolo che si osserva comodamente dal finestrino, avvolti dal tepore del vagone e dal tintinnio sommesso dei binari. Il treno ripartirà da Bressanone alle 17:15, rientrando a Milano alle 21:43.

Come prenotare il Bressanone Express per Natale

Per vivere l’esperienza del Bressanone Express, è sufficiente visitare il sito ufficiale della Fondazione FS Italiane. Al momento i biglietti risultano sold out, segno dell’enorme interesse per questo viaggio natalizio unico nel suo genere, ma si consiglia di monitorare periodicamente il sito, poiché potrebbero essere organizzate nuove corse o resi disponibili ulteriori posti. I treni storici della Fondazione FS sono infatti molto richiesti, ma spesso vengono riproposti grazie all’entusiasmo del pubblico e alla passione di chi ama riscoprire il fascino delle ferrovie d’epoca.

mercatino-natale-bressanone
©Brixen Tourismus - Andreas Tauber
L’atmosfera del mercatino di Natale di Bressanone

Il mercatino di Natale di Bressanone

Tra i treni del Natale 2025, quello di Bressanone è una chicca che permette di scoprire l’atmosfera di questa località che mette a disposizione dei visitatori un mercatino con 37 casette di legno tra artigianato, idee regalo e tante specialità gastronomiche. Per chi ama la buona cucina, Bressanone offre un autentico viaggio gastronomico: dai Tirtln alle frittelle di mele, dal gulasch alla zuppa d’orzo, fino ai dolci Buchteln con crema di vaniglia. Tutto servito negli accoglienti caffè e ristoranti del centro, tra note di musica dal vivo e cori natalizi che risuonano nell’aria gelida del tramonto. Il mercatino, inserito nel 2012 dalla CNN tra i più belli al mondo, è un gioiellino da scoprire.

Il cortile interno della Hofburg ospiterà tutti i giorni alle 17:30 e 18:30 con un’ulteriore replica il sabato alle 19:30, dal 21 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, uno spettacolo di luci e musica. Quest’anno sarà in programma “Oops – A Light and Music Show for UNICEF”, un videomapping monumentale sulle architetture barocche con la colonna sonora di Giorgio Moroder.

Il mercatino di Natale di Bolzano

Prima di arrivare a Bressanone, il treno permette di fermarsi a Bolzano e qui il Natale è una cosa seria. Dal 28 novembre fino al 6 gennaio la località si anima portando tantissime casette in piazza Walther. L’esposizione per il 2025 propone poi un percorso suggestivo con altre possibilità d’acquisto verso parco dei Cappuccini. Un’occasione da non perdere per chi desidera trascorrere l’8 dicembre in un modo davvero speciale: a bordo di un treno che unisce storia, paesaggio e spirito natalizio in un’unica, indimenticabile giornata.

Magia d’inverno a Plan de Corones: tra neve, emozioni e panorami da sogno

2 novembre 2025 à 15:30

Situata nel cuore dell’Alto Adige in Val Pusteria, la regione dolomitica di Plan de Corones (Kronplatz in tedesco) – che deve il suo nome all’omonima area – è una delle mete più amate dagli appassionati della montagna e degli sport invernali.

Questa regione comprende i comuni di: Marebbe, Chienes, Valdaora, Falzes, Perca, Gais, Rasun Anterselva, San Lorenzo, San Martino in Badia e Brunico e la suggestiva città della Rienza.

Plan de Corones in inverno

In inverno, Plan de Corones mostra il suo lato più spettacolare: un comprensorio sciistico moderno e perfettamente organizzato, collegato alle principali località come Brunico, San Vigilio di Marebbe e Valdaora.

Le sue piste si estendono per oltre 120 km e sono adatte a ogni livello di esperienza.

Ma non si tratta solo di sci: la montagna offre anche una vasta gamma di altre attività, panorami mozzafiato, cultura ladina, accoglienti rifugi di montagna, Alto Adige guest pass (per muoversi con i mezzi pubblici e fare attività personalizzate in base alla stagione) e tante esperienze autentiche da vivere tra le Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Sciare sulle piste del comprensorio

L’attività principale è, senza dubbio, lo sci. Il comprensorio di Plan de Corones è famoso per le sue piste ampie, perfettamente battute e servite da impianti di risalita modernissimi.

Gli sciatori possono scegliere tra discese panoramiche e piste tecniche (gli esperti si possono cimentare anche nella “Black 5 Challenge” affrontando le 5 piste più impegnative del comprensorio), con viste spettacolari sulle Dolomiti.

Grazie al Dolomiti Superski, è possibile esplorare un’enorme area sciistica con un unico skipass. Anche i principianti e i bambini trovano scuole di sci qualificate e aree dedicate per imparare in tutta sicurezza. Per questo la meta è perfetta anche per famiglie.

Attività da fare a Plan de Corones in inverno
iStock
Sci alpino sulle piste di Plan de Corones

Visitare il MMM Corones e gli altri musei

Sulla vetta di Plan de Corones facilmente raggiungibile in funivia, a oltre 2.200 metri, sorge il Messner Mountain Museum Corones, progettato dall’architetta Zaha Hadid per l’alpinista Reinhold Messner. Il museo racconta la storia dell’alpinismo tradizionale e dell’uomo di fronte alla montagna. L’interno, scavato nella roccia, regala un’esperienza suggestiva tra arte, storia e natura.

Per chi ama la cultura, ci sono poi anche altri musei da esplorare come il Messner Mountain Museum Ripa nel castello di Brunico; il Museo Provinciale degli usi e costumi a Teodone e il Lumen Museum dedicato alla fotografia di montagna.

Cosa fare a Plan de Corones in inverno
iStock
Messner Mountain Museum Corones sul Plan de Corones

Ciaspole e sci da fondo

Per chi ama la tranquillità e la natura, le escursioni con le ciaspole o con gli sci da fondo sono l’attività ideale. Numerosi percorsi partono dai paesi ai piedi del Plan de Corones, attraversando boschi innevati. Questo è un modo perfetto per godersi il silenzio della montagna innevata e respirare l’aria fresca dell’Alto Adige.

Relax nei centri benessere e après-ski

Dopo una giornata sulla neve, non c’è niente di meglio che un momento di relax nelle spa e nei centri benessere della zona. Le strutture di Brunico e San Vigilio offrono saune, bagni turchi e piscine panoramiche con vista sulle montagne.

Chi preferisce la vita mondana può invece scegliere uno dei tanti rifugi après-ski per godersi musica, divertimento e un vin brulé in compagnia.

Esperienze autentiche da non perdere

Oltre allo sci e alle escursioni con le racchette da neve, Plan de Corones offre tante esperienze autentiche da vivere durante l’inverno.

È possibile provare il pattinaggio su ghiaccio, ammirare la Concordia 2000 – campana sulla cima del Plan de Corones, passeggiare sul Lago di Anterselva ghiacciato, partecipare a gite romantiche in slitta, fare discese con lo slittino oppure, andando nel periodo delle feste, esplorare i mercatini di Natale di Brunico.

Gli amanti dell’adrenalina possono cimentarsi nello snowboard freestyle o nel parapendio invernale e per chi cerca autenticità, una visita ai rifugi permette di assaporare i piatti tradizionali come canederli, speck e strudel di mele.

Cosa vedere e fare a Plan de Corones in inverno
iStock
Brunico vestita a festa per Natale

Mercatini di Natale di montagna, tra borghi innevati e casette di legno

26 novembre 2025 à 15:00

Con l’arrivo della stagione più magica dell’anno, la montagna si veste di luci e profumi che scaldano l’anima, una fiaba d’inverno tra casette in legno, note di zampogna e vapori di vin brulè che si mescolano all’aria gelida e pura. I mercatini di Natale in montagna sono esperienze che fanno riscoprire la lentezza, la convivialità e il fascino delle tradizioni.

Mercatino di Natale di Bolzano

Bolzano apre le porte alla magia con il celebre Mercatino di Natale, che quest’anno anima non solo Piazza Walther, ma anche Viale Stazione, Via Isarco e il Parco dei Cappuccini. Oltre novanta casette di legno invitano a perdersi tra profumi di spezie, dolci appena sfornati e melodie natalizie.

Le specialità culinarie altoatesine (dai canederli fumanti allo strudel di mele) si accompagnano alle creazioni degli artigiani: accessori in lana e feltro, decorazioni in legno, candele profumate e piccoli oggetti nati dalle mani di chi custodisce antichi mestieri.

Le vie del centro si accendono di luci, le chiese risuonano dei tradizionali Adventsingen, i cori dell’Avvento, e i musei e castelli ospitano mostre e visite guidate.

Mercatino di Natale di Canale di Tenno (TN)

In Trentino, Canale di Tenno si trasforma in un presepe vivente. Tra le case in pietra e le stradine acciottolate si snodano le bancarelle del mercatino, dove il profumo di legno e di spezie si mescola a quello dei piatti della tradizione. Le piccole opere d’arte realizzate dagli artigiani lo rendono un luogo fuori dal tempo, perfetto per sognare il Natale.

Sedersi a tavola poi è un rituale: tra le specialità da non perdere, la “carne salada” servita con fagioli e un filo d’olio locale. È un piatto che racchiude la storia di queste montagne, nato nel Medioevo e tramandato fino a oggi come simbolo di ospitalità e sapore.

Mercatino di Natale di Merano (BZ)

Merano si illumina lungo il Passirio, dove il Mercatino di Natale trasforma la passeggiata in un percorso incantato tra luci, profumi e voci. Tra le casette in legno spicca la “Casetta della Solidarietà”, simbolo di un Natale condiviso: a turno, associazioni Onlus del territorio propongono le loro creazioni artigianali, dalle lanterne in cirmolo di Handswork agli accessori in lana riciclata di Re-Bello & Rifò.

A rendere ancora più scenografico il Natale meranese ci pensa LUMAGICA, che torna nei Giardini di Castel Trauttmansdorff con un itinerario luminoso dedicato a “Il viaggio di Sissi intorno al mondo”. Le installazioni brillano tra alberi e sentieri, raccontando con luci e suoni le tappe di un viaggio immaginario. Nel Parco delle Terme, invece, l’evento Silent Lights disegna un’esperienza poetica e sensoriale.

Mercatino di Natale di Bressanone (BZ)

A Bressanone, nel cortile barocco dell’Hofburg va in scena la decima edizione di OOPS. Light & Music Show for UNICEF, un evento che unisce spettacolo e solidarietà. Quest’anno, grazie alla collaborazione con Giorgio Moroder (premio Oscar, Grammy e Golden Globe) le proiezioni di luce danzano sulle facciate del palazzo, mentre per ogni biglietto venduto viene donato un euro all’UNICEF.

Ancora, tra le bancarelle si tengono workshop di riciclo e artigianato green, dove si impara a rigenerare candele, creare decorazioni in carta riciclata o preparare cosmetici naturali.

E per chi ama la neve, la magia continua poco più in alto, nell’area sciistica della Plose: con 40 chilometri di piste, tra cui la leggendaria Trametsch, e il divertente Plosebob, regala emozioni pure, tra panorami innevati e adrenalina.

Mercatino di Natale a Bressanone
Bressanone Turismo_Max Rella
Tutto il fascino del Mercatino di Natale a Bressanone

Mercatino di Natale di Bormio (SO)

Torna anche l’appuntamento con il mercatino di Natale di Bormio, perla della Valtellina famosa per le sue acque termali, le piste da sci e il suggestivo centro storico medievale. Per l’occasione, i giardini di Piazza V Alpini si trasforma e l’atmosfera natalizia si intreccia armonicamente con le bellezze dell’artigianato artistico locale.

I mercatini, aperti dalle 10:30 alle 19:00, saranno visitabili in queste date: 28, 29 e 30 novembre, 6, 7 e 8 dicembre, 12, 13 e 14 dicembre, dal 19 dicembre al 6 gennaio 2026 (compresi). Il 24 dicembre e 31 dicembre chiudono alle ore 15:00, mentre il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio restano chiusi.

Mercatino di Natale di Brunico (BZ)

A Brunico il Natale profuma di legno, resina e dolci speziati. Le casette del Mercatino di Natale accendono la piazza centrale, mentre il nuovo Fienile Alto Adige invita a scoprire i sapori genuini del territorio: formaggi d’alpeggio, salumi affumicati, dolci tradizionali e vin brulè servito in tazze di ceramica decorate. Poco distante, il Fienile natalizio racconta la tradizione tessile locale, con filati pregiati e coperte fatte a mano.

I più piccoli trovano il loro regno nel Ragen di Sopra, dove una pista di biglie in legno e giochi di luce trasformano ogni momento in un’avventura. E quando si alza lo sguardo, poco sopra la città, si staglia Plan de Corones: 121 chilometri di piste che si aprono tra panorami da sogno. Il Messner Mountain Museum Corones e il Museo LUMEN raccontano la storia dell’alpinismo e della fotografia di montagna, mentre il ristorante Alpinn dello chef stellato Norbert Niederkofler invita a un viaggio gastronomico nei sapori autentici dell’Alto Adige.

Bambina felice alla bancarella del mercatino di Natale a Brunico
©AlexFilz
Bambina felice alla bancarella del mercatino di Natale a Brunico

Mercatino di Natale di Vipiteno (BZ)

A Vipiteno il tema di quest’anno, “Campane di Natale”, accompagna in un percorso sonoro e poetico tra le casette in legno del mercatino. Il carillon sulla Torre delle Dodici diffonde melodie natalizie che si fondono al suono della “campana dei desideri” sul Monte Cavallo, dove chiunque può affidare un sogno alle montagne.

Ogni martedì sera, le fiaccolate illuminano i vicoli del borgo, mentre le visite guidate svelano la storia e gli angoli più suggestivi del borgo. A due passi dal centro, il comprensorio di Monte Cavallo invita a vivere la montagna tra piste perfette e la pista da slittino più lunga d’Italia, che ogni venerdì sera rimane illuminata fino a mezzanotte per discese notturne indimenticabili.

Mercatino di Natale di Corvara (BZ)

Nel cuore dell’Alta Badia, Corvara accoglie con la grazia discreta di un piccolo paese che vive il Natale come un dono. Le bancarelle del mercatino si snodano nel centro, tra profumi di dolci alla cannella, artigianato tradizionale e musiche che sembrano appartenere a una favola.

Il presepe a grandezza naturale, scolpito a mano dallo scultore Leo Moroder, è una delle attrazioni più amate. Ogni anno nuovi personaggi si aggiungono al racconto, come in una storia che cresce nel tempo e rinnova la magia delle Feste.

Corvara diventa così un luogo dove il silenzio della neve si fonde con la luce calda delle lanterne, per regalare a chi arriva l’emozione di una montagna che sa ancora sognare.

La Stazione sciistica di Corvara addobbata per Natale
iStock
La Stazione sciistica di Corvara nel periodo natalizio

Mercatino di Natale a Prato Sesia (NO)

In Valsesia i mercatini di Natale di Prato Sesia sono tra i più attesi. La ventottesima edizione è attesa per il il 14 dicembre e anima il centro del borgo in provincia di Novara dalle 9 alle 18. Il mercatino di Natale “Sapori a Prato” offre l’opportunità ai visitatori di passeggiare tra le bancarelle, scoprire tanti prodotti artigianali in legno e tessili e fare acquisti in vista delle feste.

Da non perdere tesori della tradizione, come i ricami realizzati con il puncetto valsesiano e specialità gastronomiche e vini piemontesi per comporre cesti festivi o magari prepararsi già al menù delle feste con prodotti gustosi e unici. L’atmosfera viene rafforzata dalla presenza delle cornamuse che danno il benvenuto al mattino, mentre nel pomeriggio si animano le proposte di street food. E per i più piccoli? Non può mancare l’incontro con Babbo Natale.

Chi desidera prolungare l’esperienza potrà assaporare il Menù del Mercatino nei ristoranti aderenti o salire sulla collina per ammirare il panorama alpino e i resti del castello di Sopramonte, coronando così una giornata magica all’insegna delle tradizioni natalizie.

Il Natale dei sogni esiste: mercatini ed eventi tra le vie di Bolzano

Par : losiangelica
14 octobre 2025 à 15:00

Dal 28 novembre al 6 gennaio, la città più magica dell’Alto Adige torna a vestire i panni della regina delle feste. Luci, profumi, musica e tradizione si fondono in un unico grande spettacolo: il Mercatino di Natale di Bolzano, il più antico d’Italia e uno dei più amati in Europa. Ma non aspettatevi solo bancarelle e vin brulé: le feste riescono a unire arte, sapori, musica e quella scintilla speciale che trasforma le giornate d’inverno in pura meraviglia.

Date e inaugurazione dei mercatini di Natale a Bolzano

L’inaugurazione è attesa 27 novembre, ore 17 in piazza Walther. Le oltre 1.300 luci del grande Albero dei Desideri, alto 20 metri, si accendono come un battito collettivo di meraviglia. Un momento che emoziona grandi e piccoli, con decorazioni speciali nate dai laboratori di ceramico-terapia della Fondazione Lene Thun.

A far battere il cuore del Mercatino sono i suoi 93 chalet in legno, ognuno un piccolo scrigno di meraviglie. Camminate tra i profumi di strudel caldo, speck, frittelle e vin brulé, perdetevi tra decorazioni artigianali, presepi intagliati, ceramiche, gnomi e lanterne, e lasciatevi avvolgere dal suono dei canti e dalle risate dei bambini. Il percorso si allunga fino al Parco dei Cappuccini, dove altre 21 casette vi aspettano con prodotti di artigianato locale, perfetti per regali unici e autentici.

C’è un’altra tappa che vi consigliamo di cuore: Piazza del Duomo, dove fino al 23 dicembre troverete il mercatino solidale; ogni dono acquistato ha un valore doppio, perché sostiene progetti umanitari, iniziative locali e associazioni che si impegnano ogni giorno sul territorio.

Eventi a Bolzano durante le feste di Natale

Non solo mercatini di natale a Bolzano: durante l’Avvento, la città cambia volto. Le strade si illuminano, i cortili diventano gallerie d’arte, le piazze ospitano eventi, cori e spettacoli. L’atmosfera è elettrica ma calda, elegante ma familiare, una magia che conquista grandi e piccini. Se amate l’arte contemporanea, non perdete “Angelus Loci – Bolzano Città degli Angeli”, un progetto che trasforma la città in un museo a cielo aperto con installazioni site-specific firmate da artisti locali. Ogni “angelo” racconta un pezzo di città, un’emozione, un simbolo di protezione e luce.

E ancora: al Museion troverete una mostra dedicata alla torcia olimpica, tra arte e sport, in vista delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. In Piazza Municipio, invece, una spettacolare installazione di due artisti di UNIKA celebra i Giochi e la tradizione altoatesina, con una mostra multimediale tutta da esplorare.

Sparkling in the City: brindate al Natale

Con “Sparkling in the City”, il centro di Bolzano si trasforma in un percorso gourmet dedicato allo Spumante Alto Adige DOC. In 11 diverse postazioni, locali e wine bar vi invitano a degustare le bollicine altoatesine abbinate a finger food irresistibili. Santa Maddalena, Lagrein, ma anche creazioni uniche dei produttori locali: un’esperienza che unisce eleganza, tradizione e quel tocco frizzante che serve per accendere la serata.

Avvento in musica

Se amate la musica, preparatevi a un calendario ricchissimo: oltre 150 appuntamenti tra cori, bande e spettacoli che animano le vie del centro storico. Tutti i weekend in Piazza Walther risuonano le melodie più amate del Natale, mentre dalle finestre e dai balconi si diffondono note che sembrano uscire da una fiaba. Da non perdere i concerti all’Auditorium Haydn e nella Chiesa dei Domenicani, dove la magia dell’acustica incontra la bellezza della tradizione.

Visite guidate alla scoperta del centro storico

Tra una cioccolata calda e una degustazione, non dimenticate di esplorare la città. Bolzano è un tesoro di cultura e storia, con musei, castelli e mostre che durante l’Avvento acquistano un fascino ancora più speciale. L’Azienda di Soggiorno organizza visite guidate ogni giorno: un’occasione per scoprire angoli nascosti, leggende e curiosità del capoluogo altoatesino. Trovate tutto il programma aggiornato sul sito ufficiale. E per i più curiosi, c’è anche “Find & Win”, un gioco per famiglie: cercate i QR code nascosti nei musei, rispondete ai quiz e potreste vincere fantastici premi.

Cosa vedere nel centro storico di Bolzano a Natale
Daniele Fiorentino / Ufficio Stampa
Visitare il centro di Bolzano nel periodo natalizio è bellissimo

Il Natale dei bambini

A Bolzano, il Natale è prima di tutto per loro, i più piccoli. Tra la giostra, il trenino elettrico e il teatro dei burattini in Piazza Walther, i sorrisi non si contano. E poi c’è il Parco dei Cappuccini, che per l’occasione diventa un vero Paese dei Balocchi: laboratori creativi, letture di fiabe, attività manuali e tanto divertimento. Un progetto speciale, “Auguri in punta di penna”, fa riscoprire ai bambini la bellezza di scrivere a mano cartoline di Natale con pennino e calamaio, proprio come si faceva un tempo. Da non perdere l’arrivo di San Nicolò il 6 dicembre e le sfilate dei Krampus l’8 dicembre che passeggeranno tra le vie del centro riportando in vita una tradizione antica.

Il Natale sulla neve a Bolzano

E per voi che non riuscite a resistere al richiamo della neve, la sorpresa è a pochi chilometri. Due comprensori vi aspettano per unire la magia del Natale con l’adrenalina delle piste: Obereggen e Corno del Renon.

A Obereggen, solo 20 minuti da Bolzano, si scia tra panorami da sogno e piste perfettamente preparate. Dal 28 novembre aprono gli impianti (anche notturni!), e con 48 km di tracciati, due snowpark e piste da slittino, il divertimento è assicurato. Novità dell’anno: la nuova cabinovia Latemar e il restyling del mitico Absam Stube, che unisce tradizione e stile moderno. Bonus per i giovani: 30% di sconto sullo skipass fino ai 18 anni.

Il Corno del Renon, invece, è il paradiso del relax e del sole. Le sue piste larghe e luminose sono perfette per famiglie e principianti, ma anche per chi vuole provare sci di fondo, escursioni o ciaspolate. Dal 13 dicembre parte un ricco programma di eventi sulla neve: laboratori, corsi di sci, gite e un miniclub sulla pista dedicato ai bambini che mettono per la prima volta gli sci ai piedi.

Sci e slittini sulle piste di Bolzano
Thomas Monsorno / Ufficio Stampa
i comprensori sciistici aperti a Bolzano nel periodo natalizio

Il Natale a Laives, a due passi da Bolzano

A soli 8 km da Bolzano, la città delle mele vi accoglie con un Mercatino più intimo ma carico di atmosfera. Nel weekend, Laives diventa un villaggio di luci e sorrisi: casette di legno, artigiani locali, musica dal vivo e un suggestivo presepe vivente presso la chiesa parrocchiale. I bambini potranno fare un giro sui pony lungo via Pietralba, mentre San Nicolò e i suoi angioletti porteranno dolci e allegria. Una gita perfetta per chi cerca un Natale autentico e genuino.

SiViaggia regala il magazine sfogliabile GATE numero 54

1 septembre 2025 à 11:36

Ogni mese vi regaliamo il magazine di lifestyle GATE da scaricare e sfogliare. La rivista in versione digitale, scritta in italiano e in inglese, contiene articoli di viaggi, ma anche di moda, costume e attualità. A pagina 30 del numero 54 vi portiamo sull’isola di Pangkor in Malesia. Diceva Luciano Pavarotti di quest’isola: “Questo posto è incantevole, è un paradiso… Sono rimasto davvero commosso nel vedere quante
cose belle sono state fatte da Dio”. E a ottobre 2025, Pangkor ospiterà un evento musicale imperdibile intitolato Opera in Paradise. Sullo sfondo mozzafiato di una foresta pluviale vecchia di due milioni di anni, sarà allestito un palcoscenico senza pari sul quale si esibiscono musicisti di fama mondiale. Se cercate una meta mare paradisiaca e un evento unico, ecco dove andare in autunno.

E poi nella rivista vi diamo anche qualche consiglio per gite fuoriporta da fare in Italia o partendo dall’Italia, come il nuovo treno dell’Oktoberfest che partirà da Roma in direzione Monaco di Baviera, per la festa della birra più famosa del mondo, ma anche escursioni in montagna tra cultura e foliage, dal nuovo sentiero della Val Zebrù, inaugurato all’interno del Parco nazionale dello Stelvio, al più piccolo museo delle Alpi in Val Pusteria.

Vuoi scaricare l'ebook?

Iscriviti e avrai accesso completo a tutti i nostri contenuti.

Hai già un profilo su SiViaggia?

Il Lago di Monticolo e la leggenda dell’Uomo selvaggio che viveva nella casetta del bosco

14 août 2025 à 17:45

Il Lago di Monticolo o Laghi di Monticolo – perché di fatto sono due, l’uno attaccato all’altro – sono due piccoli gioielli alpini poco conosciuti, immersi nella foresta del Monte di Mezzo, la foresta di Monticolo, appunto, sopra il Comune di Appiano sulla Strada del Vino, in provincia di Bolzano.

Il Lago Grande, il più ampio, e il Lago Piccolo, più tranquillo, sono di origine glaciale. Se d’inverno ci si può pattinare sopra, d’estate sono completamente balneabili e l’acqua è pulitissima e sono una delle più belle escursioni che si possano fare, fuori dalle solite rotte turistiche. Proprio nella stagione estiva, infatti, si può godere della piccola spiaggia del Lago Piccolo e addirittura di una piscina con tanto di scivolo adatta sia agli adulti sia ai bambini.

La gita verso i Laghi di Monticolo è una delle più pittoresche da fare d’estate, e lo scarso numero di escursionisti che si incontrano in questa zona dell’Alto Adige fa davvero la differenza rispetto ad altre super gettonate e dove si soffre l’overtourism. Ci sono diversi anelli facili immersi nel bosco che collegano i due laghi, ideali anche per famiglie con bambini o con i propri cani (che si raccomanda di tenere sempre al guinzaglio perché si potrebbero incrociare degli animali) da percorrere quindi a piedi o in mountain bike. Tra gli alberi del bosco si incontrano spiaggette ombreggiate, panchine e tavoli dove fare una sosta pic-nic. Tra l’altro, nei dintorni del Grande Lago si trovano anche dei resti preistorici.

lago-Monticolo-bicicletta
©Wisthaler
Ecursione in bicicletta al Lago di Monticolo

Le rovine megalitiche del Lago di Monticolo

Sopra i Laghi di Monticolo, sul Monte di Mezzo, nascoste tra la fitta vegetazione, si trovano le rovine megalitiche del Colle Jobe, considerate da alcuni un osservatorio astronomico preistorico. Il sito conserva resti di un vecchio castelliere, un insediamento fortificato dell’età del Bronzo, sebbene oggi si trovi in un certo stato di abbandono. Negli Anni ’30, l’ingegnere Georg Innerebner fu tra i primi ad analizzarlo, affermando che si trattasse di una stazione per l’osservazione degli allineamenti astronomici, con un orientamento verso i punti in cui sorge e tramonta il Sole. In seguito, l’ingegnere Mario Codebò avanzò l’ipotesi che i resti fossero di epoca medievale, sollevando dubbi sulla datazione e sulla funzione originaria del sito. Luogo sacro allineato al ciclo solare, piuttosto che struttura militare difensiva, fatto sta che Colle Joben è considerato uno dei primi siti archeoastronomici studiati in Italia.

La leggenda dell’Uomo selvaggio che viveva nella casetta del bosco

Ma non è l’unica curiosità legata ai Laghi di Monticolo, perché si narra una leggenda legata a un uomo misterioso che avrebbe vissuto in una casetta nel bosco. C’era una volta una misteriosa casetta nel bosco di Monticolo, dalla quale la gente si teneva alla larga. La leggenda narra che proprio in quella casetta abitasse un selvaggio, una persona di grande statura, forte e cattiva, conosciuta da tutti come “l’Uomo selvaggio di Monticolo”. Tante sono le vicende che si naranno a proposito di questa creatura spaventosa. Una volta accadde che una donna anziana si recò nel bosco per raccogliere dei rami secchi per fare il fuoco. Nel frattempo, il sole tramontò e la notte arrivò ancora prima che la donna potesse prendere la via di ritorno. Quella sera non face ritorno a casa, ma nessuno ebbe il coraggio di andare nel bosco a cercarla. Quando la mattina seguente la gente si mise a cercare l’anziana, ritrovarono soltanto degli avanzi vicino alla misteriosa casetta sul Col dell’Uomo e ancora oggi si narra che fu divorata proprio dall’Uomo selvaggio (in tedesco, Wilder Mann).

lago-Monticolo
@Helmuth Rier - Eppan Tourismus
Il bellissimo paesaggio del Lago di Monticolo

Un altro giorno, invece, accadde che l’Uomo selvaggio si recò in località Colterenzio, vicino ad Appiano, e rubò alcuni buoi da una stalla. Il contadino che se ne accorse lo seguì tra i boschi e vide che i buoi stavano trasportando dei grandi massi sulla collina. Troppo spaventato per avvicinarsi, il contadino tornò a casa senza poter far nulla. Ma il giorno successivo, con sua grande sorpresa, trovò i buoi nuovamente nella loro stalla, ingrassati e molto più forti di prima. Quindi l’Uomo selvaggio non era per forza cattivo.

Un’altra volta, quindi, alcune persone che si erano recate nel bosco per raccogliere del fogliame passarono nei pressi della casetta dell’Uomo selvaggio, dal quale già da tempo non si avevano più notizie. Poiché erano molto curiosi, decisero di dare un’occhiata all’interno. Spalancata la porta, videro una grandissima cava. Decisero di scendere e, non appena furono dentro la fossa, tutto incominciò a girare a tal punto che a tutti vennero le vertigini. All’improvviso, tutte le pareti del fosso si trasformarono in oro e tutto attorno a loro brillò. Spaventati a morte, cercarono di uscire dalla cava il più velocemente possibile ma dando un’occhiata dietro di loro si accorsero che l’oro era sparito e che la fossa era vuota.

Uno chalet di legno in mezzo ai boschi cela un microscopico museo

28 juillet 2025 à 16:04

In Val Pusteria c’è quello che molto probabilmente è il museo più piccolo d’Italia. Si tratta della Casetta di composizione di Gustav Mahler, un minuscolo chalet di legno in mezzo al bosco con vista sulla splendida valle altoatesina, dove il compositore, a inizio ‘900, amava venirsi a rifugiare d’estate per comporre quelle che oggi sono tra le opere musicali più suonate al mondo.

Originario della Repubblica Ceca, Mahler visse quasi tutta la vita a Vienna dove fu un grande direttore d’orchestra, ma come compositore fu scoperto solo in seguito, grazie al direttore d’orchestra americano Leonard Bernstein, che lanciò la cosiddetta Mahler Renaissance, e a Claudio Abbado, uno dei più e celebri direttori d’orchestra contemporanei internazionali.

La V sinfonia di Mahler ha fatto da colonna sonora, insieme ad altre sinfonie mahleriane, al film Morte a Venezia di Luchino Visconti del 1971. Lo stesso co-sceneggiatore Nicola Badalucco ha raccontato come, durante la stesura della sceneggiatura del film, ascoltassero spesso le musiche di Mahler per trarne ispirazione. E Dobbiaco, nel cuore dell’Alta Pusteria, ricorda ogni anno il grande compositore che ha scelto, tra le tante, questa località per le vacanze sue e della sua famiglia con un importante festival.

val-pusteria-dobbiaco
@SiViaggia - Ilaria Santi
La Val Pusteria e Dobbiaco

La storia della Casetta di composizione di Gustav Mahler

La casetta di legno fu costruita appositamente per Mahler la prima volta che venne a trascorrere le vacanze estive con la propria famiglia nel 1908 presso il maso Trenker, una fattoria di proprietà privata che allora affittava camere e che, fino a qualche anno fa, si poteva anche visitare, sulle alture di Dobbiaco che un tempo era una frazione chiamata Carbonin Vecchia. Ci tornò per le due estati successive, le ultime, in quanto morì, poi, nel 1911. Qui, il compositore amava rifugiarsi nel totale silenzio del bosco, chiedendo di non essere mai disturbato, circondato dalla natura che è rimasta tale e quale, lo sguardo volto sul paesaggio della Pusteria che va da Dobbiaco fino al villaggio di Aufkirchen, il Monte Rota e il Corno di Fana. Lo stesso Mahler descrisse questo luogo così: “È meraviglioso, e l’isolamento e la tranquillità di questo posto mi permettono di ritirarmi di nuovo nel solito modo”.

casetta-composizione-gustav-mahler-dobbiaco
@SiViaggia - Ilaria Santi
Lo chalet di legno che ospita il museo di Mahler nei boschi della Val Venosta

Dopo la morte di Mahler è stato un miracolo che questa casetta sia sopravvissuta inosservata nella foresta. Per molto tempo non si è compreso quanto questa semplice casetta fosse,in realtà, di grande importanza; invece, è uno chalet di legno in cui Gustav Mahler ha scritto quella che è considerata da molti la storia della musica. Forse è grazie a un maestro di Dobbiaco che la gente ha imparato a riconoscere, nel tempo, il valore di questa casetta e ha cercato di andare a fondo al legame tra Mahler e Dobbiaco. Nel 1957 ci fu l’inaugurazione ufficiale della targa commemorativa al Trenkerhof e la l’International Gustav Mahler Society allestì la mostra nella Casetta di composizione.

Oggi, questo chalet, che è stato restaurato, è un piccolissimo museo che si svela in mezzo a una pineta e che può essere visitato gratuitamente, grazie alla collaborazione di alcuni volontari locali che aprono il cancello della proprietà privata, sotto la tutela dei monumenti della Provincia autonoma di Bolzano, apposta per chi desidera vederlo. Al suo interno è stato ricostruito lo studio proprio come lo voleva Mahler: una scrivania circondata su tre lati da ampie vetrate, una sedia, uno sgabello per il piano. All’epoca di Gustav Mahler nella casetta c’era anche una piccola stufa e, soprattutto, un pianoforte, che lui stesso si faceva portare avanti e indietro direttamente dall’Austria. Il compositore, infatti, pare si facesse consegnare ogni estate ben tre pianoforti: uno verticale per la casetta di composizione e due per la casa dove alloggiava.

casetta composizione mahler dobbiaco interno
@SiViaggia - Ilaria Santi
L’interno della Casetta di composizione di Mahler a Dobbiaco interno

Questo luogo, semplice all’apparenza, ma magico in qualche modo, ha ispirato diverse composizioni di Mahler, tra cui la famosissima IX Sinfonia, l’ultima completa, e la X, rimasta, invece incompleta. Il museo può essere vissuto, si possono toccare gli oggetti, sedersi alla scrivania ammirando il bellissimo panorama esterno immedesimandosi in ciò che anche lui vedeva a inizio secolo e si può anche ascoltare qualche sinfonia con il proprio smartphone inserendolo in un originalissimo grammofono di legno che amplifica il suono proprio come si ascoltava la musica allora. Visitare la Casetta di composizione di Gustav Mahler è una bella passeggiata sulle alture di Dobbiaco (si può fare anche in bicicletta o e-bike) ed è davvero una bella scoperta, decisamente diversa rispetto ai luoghi della Val Pusteria che i turisti sono soliti visitare (Lago di Braies e Tre Cime di Lavaredo in primis).

Perché Mahler veniva in vacanza a Dobbiaco

La costruzione della ferrovia dell’Alta Pusteria, entrata in funzione nel 1871, segnò una nuova era per questa valle, tra Regno d’Italia e Impero Austro-Ungarico, che era ancora prevalentemente agricola, e anche l’inizio del turismo. La ferrovia, infatti, collegava direttamente la valle con Vienna e le altre città dell’Impero. Località come Dobbiaco, San Candido e Villabassa, attraversate dalla linea ferroviaria, divennero quindi punti cruciali per lo sviluppo di un’economia basata sul turismo. Tra i primi a scegliere Dobbiaco come località di villeggiatura ci furono l’Imperatore d’Austria e il principe di Prussia, portandosi dietro tutta l’aristocrazia e, con loro, tantissimi altri turisti che la trasformarono in una meta molto in voga. Qui, poco più di un secolo fa, si dava appuntamento il jet set internazionale, insomma.

Non solo i ristoratori iniziarono ad adattare la loro cucina alle esigenze della nuova clientela, ma nacquero alberghi, come il celebre Südbahn, secondo lo stile dei grand hotel dell’epoca (infatti si chiamava proprio Grand Hotel), attuale Centro Culturale Dobbiaco che ha ancora oggi un ostello e una guest house, dove è stata realizzata anche una sala concerti – Sala Gustav Mahler – da 450 posti che ospita eventi tutto l’anno ma, soprattutto, quelli dell’annuale festival musicale dedicato a Mahler. Nel 1910, solo nel periodo estivo, a Dobbiaco venivano registrati già 15mila arrivi. Oggi, la linea ferroviaria arriva ancora a Dobbiaco. Al momento è interrotta per lavori di posa dei nuovi binari che presto collegheranno la Val Pusteria direttamente con Bolzano, senza dover cambiare a Fortezza, come avviene ora.

Grand-Hotel-Dobbiaco
@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Centro Culturale di Dobbiaco ex Grand Hotel ai tempi di Mahler

Le Settimane Gustav Mahler

A Mahler è stato dedicato un intero festival musicale che, a partire dal 1981 (in occasione dei 70 anni dalla sua morte), si svolge ogni estate proprio a Dobbiaco, il luogo da lui tanto amato e che è stato per lui fonte di ispirazione. La 45^ edizione delle Settimane musicali Gustav Mahler si tiene dal 12 luglio a 5 agosto 2025 e, il prossimo anno, sempre da metà luglio alla prima settimane di agosto (le date non sono ancora state ufficializzate).

L’idea del festival è venuta a un gruppo di amici di Dobbiaco, Hansjörg Viertler, attuale presidente delle Settimane Gustav Mahler, ed Herbert Santer, presidente onorario, che allora lavoravano presso l’azienda di promozione turistica e che volevano rendere omaggio al grande compositore legato alla loro cittadina, oltre a lanciare il lato più culturale di una destinazione di montagna frequentata prevalentemente per le attività all’aria aperta che offre sia d’estate, con i suoi tanti chilometri di sentieri e piste ciclabili, sia d’inverno con le piste da fondo e gli impianti di risalita (i più noti sono quelli di 3 Zinnen Dolomites).

Oggi, il festival, oltre a essere un evento musicale e culturale, attira anche molti turisti in vacanza nella valle, ma anche dalle località vicine, tanto che il 70% del pubblico è fatto proprio di ospiti e non di locali. Sono molti anche gli appassionati di Mahler che seguono gli eventi a lui dedicati. “Non è un compositore facile”, spiega Christian Bertoncello, violoncellista solista e primo violoncello della Mahler Orchestra Dobbiaco, originario di Bolzano che si esibisce a ogni edizione del festival. “Se vuoi capire se un musicista suona bene deve saper suonare una composizione di Mahler”.

Le Settimane Gustav Mahler riscuotono ogni anno sempre più successo. Se si pensa che i primi concerti furono fatti nella palestra del paese e che, solo dal 1999, è stato possibile avere una vera e propria sala concerti con migliaia di spettatori di strada ne è stata fatta tanta. E non è ancora finita. L’edizione 2026, che celebra i 115 anni dalla morte di Mahler, potrebbe riservare altre sorprese, ancora da mettere a punto ovviamente, ma tra le varie iniziative potrebbero venire organizzati concerti pop-up in mezzo alla natura così come workshop e incontri a porte chiuse per i veri appassionati di Mahler. E ciò in attesa dei prossimi anniversari: nel, 2030 per i 170 anni dalla nascita di Mahler (è nato nel 1860), e nel 2031, in occasione della 50^ edizione delle Settimane Gustav Mahler, potrebbero nascere iniziative transfrontaliere collegando luoghi ed eventi legati al compositore.

Un’altra Casetta di composizione Mahler se la fece costruire prima di Dobbiaco a Maiernigg, sul lago Wörthersee, nella regione della Carinzia, in Austria, dove era solito trascorrere le vacanze estive prima di scoprire Dobbiaco, ed è ancora oggi visitabile (però a pagamento). Ce n’è anche una terza, fatta però di cemento, che si trova a Steinbach, sulle rive del Lago Attersee, in Alta Austria, dove andava in vacanza inizialmente. Non esiste ancora un itinerario specifico che le unisca ma potrebbe nascere presto.

Falkensteiner Family Resort Lido, il paradiso delle famiglie nel cuore dell’Alto Adige

18 juillet 2025 à 16:48

Immaginate di varcare la soglia di un resort e vedere gli occhi dei vostri bambini illuminarsi di meraviglia, mentre spalancano la bocca per lo stupore. Questo è esattamente quello che accade al Falkensteiner Family Resort Lido, una struttura 4 stelle superior che nel cuore della suggestiva Val Pusteria sta letteralmente cambiando il concetto di vacanza per famiglie.

Non si tratta di un semplice hotel, ma di un’esperienza che trasforma ogni momento in un’avventura indimenticabile. Situato a Casteldarne, con le maestose Dolomiti come sfondo, questo resort è diventato rapidamente una delle destinazioni più ambite d’Europa per le famiglie che cercano qualcosa di davvero speciale.

Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Il Falkensteiner Family Resort Lido

Un resort che sfida l’immaginazione

Il Falkensteiner Family Resort Lido in Val Pusteria ha stabilito nuovi standard e dato vita a tendenze crescenti: esperienze a 360°, avventura, sport e divertimento per tutta la famiglia. A lasciare senza fiato, fin da subito, è l’architettura visionaria che abbraccia 7.000 metri quadrati di puro divertimento, dove ogni angolo è costruito per far sorridere grandi e piccini.

La mascotte Falky, poi, accompagna i piccoli ospiti in questa terra magica, fatta di programmi di animazione coinvolgenti, giochi ed esperimenti emozionanti che uniscono intrattenimento e apprendimento in modo naturale e divertente.

La mascotte Falky al Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
La mascotte Falky

Il Rooftop Sky Adventure Park, dove i sogni prendono quota

Se c’è una cosa che rende il Falkensteiner Family Resort Lido davvero unico, è il suo Rooftop Sky Adventure Park. Pensate a un parco divertimenti costruito sul tetto dell’hotel, con un panorama mozzafiato sulle Dolomiti che fa da cornice a ogni avventura.

Il Valo Jump sul tetto del Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Il Valo Jump sul tetto

Qui trovate il rivoluzionario Valo Jump, un tappeto elastico interattivo che è una vera esclusiva italiana e che farà impazzire di gioia i vostri bambini. Ma la vera chicca è la pista da sci con impianto di risalita funzionante tutto l’anno.

La pista da sci sul tetto del Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
La pista da sci sul tetto del resort

Grazie a materiali speciali che simulano la neve, potete vivere l’emozione della discesa anche in piena estate, per un’esperienza che sembrava impossibile fino a poco tempo fa.

La pista per Bobby Car al Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
La pista per Bobby Car

Non mancano un campo da calcio e da basket dove giocare partite memorabili con vista sulle montagne, una pista per gare di Bobby Car che trasformerà i più piccoli in veri piloti da competizione, e per i più coraggiosi c’è anche una zipline che regala brividi e panorami mozzafiato. In inverno, si aggiunge una pista di pattinaggio che completa l’offerta con la magia del ghiaccio sotto le stelle alpine.

Il campo da basket al Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Il campo da basket

L’acqua come elemento di puro divertimento

L’area acquatica del resort è uno dei punti di forza. Potete scegliere tra rilassarvi sulla riva del lago naturale privato con la sua spiaggia di sabbia fine, oppure sfidare i vostri figli (e voi stessi!) sullo scivolo ad acqua coperto più lungo dell’Alto Adige, completo di cronometro per rendere ogni discesa una gara emozionante.
Le piscine indoor e outdoor completano l’offerta, per divertirvi e rilassarvi con l’acqua in qualsiasi stagione. È il tipo di posto dove genitori e figli possono finalmente giocare insieme, creando quei ricordi che durano una vita.

La piscina del Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
La piscina del Falkensteiner Family Resort Lido

Assistenza bambini di livello superiore

Il Falkensteiner Family Resort Lido riesce a prendersi cura di ogni singolo membro della famiglia. L’assistenza bambini è stata elevata a un livello deluxe, con programmi quotidiani studiati per ogni fascia d’età, dai 6 mesi in su.

Il Baby Land accoglie i più piccolini, mentre il Falky Land è un universo parallelo dedicato ai bambini, dove programmi di animazione, laboratori creativi e attività educative si susseguono in modo naturale. I bambini dai 3 ai 6 anni possono utilizzare un’area giochi a due piani con un villaggio in miniatura dove dare sfogo alla loro immaginazione.

Il Falky Land al Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Il Falky Land al Falkensteiner Family Resort Lido

I ragazzi dai 7 agli 11 anni partecipano a cooking class con gli animatori, cacce al tesoro che li portano alla scoperta del resort, e persino serate in discoteca dedicate esclusivamente a loro. Per i teenager, c’è una Teen Zone completa con padiglione gaming, discoteca, cinema e laboratori specializzati – perché anche loro meritano il loro spazio perfetto.

E non finisce qui: ogni settimana il resort organizza eventi speciali come spettacoli di musica dal vivo, show di magia che lasciano tutti a bocca aperta, discoteche per bambini dove scatenarsi in sicurezza, e serate attorno al fuoco per arrostire marshmallow sotto le stelle.

Pensione completa plus, un viaggio nel gusto

La formula Pensione Completa Gourmet Plus trasforma ogni pasto in un’esperienza da vivere. La cucina attinge dalle tradizioni culinarie di 12 masi locali, creando un vero viaggio gastronomico che inizia con una ricca colazione a buffet e prosegue con pasti leggeri a pranzo, l’irresistibile merenda pomeridiana Bake & Cake e cene in famiglia che celebrano i sapori del territorio.

Ristorante del Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Il ristorante

Il ristorante Falky è dedicato ai più piccoli, con menu baby elaborati per essere gustosi e salutari. Ma la vera magia accade nelle stazioni di live cooking, dove potete vedere nascere davanti ai vostri occhi pizza, pasta fresca e tantissime altre specialità. Durante i pasti, succhi di frutta premium e bevande analcoliche di alta qualità accompagnano ogni portata, mentre l’acqua è sempre disponibile per mantenere tutta la famiglia idratata.

E per i genitori più attenti all’alimentazione dei piccolissimi? C’è una cucina per bambini aperta 24 ore su 24, completamente attrezzata con tutto il necessario: angolo cottura, forno a microonde, bollitore e frigorifero sempre rifornito di latte fresco.

A queste esperienze si aggiunge il Dodici, il nuovo ristorante del Falkensteiner Family Resort Lido riservato agli ospiti delle Lido Exclusive Suite o prenotabile su richiesta in cui si segue la filosofia dei 12 masi ma con uno spunto di innovazione che rende tutto più raffinato. La cena è servita in un ambiente elegante e rilassato ma i formalismi qui sono  banditi: il fine dining per famiglie mette al centro la materia prima, che viene esaltata con la spontaneità tipica della terra che vi accoglie.

Nuove camere per ogni stile di famiglia

Il resort ha recentemente introdotto nuove tipologie di camere che ridefiniscono il comfort familiare:

Le Smart Family Room sono soluzioni intelligenti che ottimizzano ogni centimetro per le famiglie moderne. Le Exclusive Suite Falkytent, spaziose e con vista sul lago, dispongono di un’esperienza glamping di lusso all’interno del resort – immaginate di dormire in tenda, ma con tutti i comfort di un hotel 4 stelle superior. Le Exclusive Spa Suite sono perfette per chi vuole combinare relax e divertimento, con accesso privilegiato alla spa.

Ogni camera è pensata per le famiglie, con lettini, vaschette, fasciatoi e persino passeggini e marsupi per le escursioni in montagna. Perché quando si viaggia con i bambini, ogni dettaglio conta.

Le camere del Falkensteiner Family Resort Lido
Falkensteiner Family Resort Lido
Le camere

Benessere per tutta la famiglia

L’Acquapura Spa ridefinisce il concetto di benessere familiare su 2.800 metri quadrati di puro relax. Mentre i bambini si divertono nelle loro aree dedicate, i genitori possono finalmente ritagliarsi momenti di relax nell’area Adults only, completa di sauna finlandese, sauna bio e bagno turco.

Dal momento dell’arrivo, ogni famiglia riceve un kit benessere completo: gli adulti trovano in camera una borsa con accappatoio, pantofole e asciugamani per tutta la durata del soggiorno, mentre i bambini ricevono adorabili accappatoi di peluche e accessori speciali pensati appositamente per loro.

La vera innovazione è la sauna panoramica per famiglie sul tetto dell’hotel, dove potete condividere momenti di relax in famiglia ammirando il panorama dolomitico. E per chi vuole mantenersi in forma, c’è una nuova palestra con vista lago che trasforma l’allenamento in un momento di contemplazione, oltre a una sala yoga dove ritrovare l’equilibrio interiore circondati dalla bellezza delle montagne.

Esperienze outdoor tutte da vivere

Situato a soli 30 chilometri dalle rinomate piste da sci di Plan de Corones e a 9 chilometri da Brunico, il resort è anche la base perfetta per esplorare le bellezze della Val Pusteria. Le guide organizzano escursioni con i lama, tour in bicicletta per tutta la famiglia, gite alle cascate di Reinbach e avventure di rafting che trasformano ogni giorno in una nuova scoperta.

Per gli amanti del golf, essere partner premium del Golf Club Pustertal significa accedere a vantaggi esclusivi che rendono ancora più speciale il soggiorno. E per chi vuole godersi appieno l’esperienza della montagna, il resort partecipa attivamente ai programmi per famiglie della zona, incluse le rilassanti sessioni di aufguss guidate in sauna che rappresentano una vera tradizione del benessere alpino.

In inverno, la partnership con la scuola di sci Cima porta il divertimento sulla neve direttamente in hotel. I bambini dai 4 anni possono partecipare al servizio Falky scuola sci: vengono prelevati direttamente dall’hotel, accompagnati al comprensorio sciistico per una giornata emozionante e riportati indietro nel pomeriggio.

Offerta speciale estate 2025

Per rendere questa esperienza ancora più accessibile, il Falkensteiner Family Resort Lido ha lanciato il Summer Bonus 2025. A partire da 4 notti e prenotabile fino al 31 luglio 2025, potete vivere questa avventura familiare nel periodo dal 3 luglio al 13 settembre 2025 con vantaggi esclusivi.

L’offerta include uno sconto del 15% nei periodi dal 16 luglio al 3 agosto e dal 23 agosto al 7 settembre, oltre a un bonus di 30 € per camera a notte che viene detratto automaticamente al momento della prenotazione. Inoltre, l’offerta è combinabile con i benefit del club, rendendo il soggiorno ancora più conveniente e ricco di privilegi.

Per gli stranieri, Bolzano è il top per un city break estivo

24 juin 2025 à 10:11

Quando si pensa a una vacanza estiva in città, le grandi Capitali europee sono spesso le prime a venire in mente. Tuttavia, sempre più viaggiatori stranieri stanno scoprendo il fascino di destinazioni alternative, più raccolte ma ricche di charme, cultura e opportunità di relax. Tra queste, Bolzano si distingue come una meta unica, capace di unire la bellezza delle montagne a un’offerta culturale di altissimo livello, il tutto in un’atmosfera rilassata e vivibile anche nei mesi più caldi.

Con i suoi eventi musicali internazionali, i panorami mozzafiato delle Dolomiti, i percorsi escursionistici accessibili e la sua doppia anima italiana e mitteleuropea, Bolzano è diventata una delle mete preferite per un city break estivo all’insegna della qualità della vita. Una città a misura d’uomo, perfetta per chi vuole rigenerarsi senza rinunciare al dinamismo culturale.

Insieme ad altre gemme europee, come Anversa, Göteborg, Riga e Ginevra, il Capoluogo dell’Alto Adige si conferma, secondo The Guardian, tra le cinque città più interessanti da esplorare quest’estate durante un city break.

Bolzano: natura, musica e cultura tra le Dolomiti

Bolzano è un piccolo gioiello incastonato tra le montagne, dove l’eleganza del mondo alpino si fonde con lo stile e il calore della cultura italiana. In estate, la città si trasforma in un vero paradiso per chi ama vivere all’aria aperta, passeggiare tra scenari incantevoli e partecipare a eventi musicali di altissimo livello.

Per gli appassionati di jazz, l’appuntamento imperdibile è il Südtirol Jazz Festival Alto Adige, che tra il 27 giugno e il 6 luglio propone oltre 50 concerti in tutta la regione, coinvolgendo anche location insolite e paesaggi mozzafiato. Per chi preferisce la musica classica, il Bolzano Festival Bozen – in programma tra il 5 agosto e il 7 settembre – offre esibizioni in luoghi iconici come il chiostro domenicano o Castel Mareccio, offrendo un connubio perfetto tra arte e storia.

Gli amanti dell’escursionismo trovano nella zona un’ampia rete di sentieri panoramici. Tra i più suggestivi c’è la Passeggiata del Guncina, un percorso di 4,5 km che dal centro città si snoda tra i vigneti fino alle colline, regalando scorci spettacolari. Da non perdere anche una corsa sulla funivia per l’altopiano del Renon e un giro nei sentieri escursionistici che partono dalla stazione della funivia di Soprabolzano con l’unica ferrovia a scartamento ridotto che è stata conservata in Alto Adige.

Bolzano nella top 5 delle città europee per un city break estivo
iStock
Funivia nella zona di Soprabolzano, Altopiano del Renon

Per chi è incuriosito dalla storia, il Museo Archeologico dell’Alto Adige ospita Ötzi, il famoso uomo di 5.300 anni fa rinvenuto mummificato nel ghiaccio nel 1991, offrendo un viaggio affascinante indietro nel tempo.

Altre destinazioni europee perfette per una fuga estiva

Se Bolzano è la regina delle city break montane, non mancano altre città europee che, in estate, offrono atmosfere dinamiche, eventi all’aperto e occasioni per rilassarsi in mezzo alla natura senza rinunciare alla cultura. Alcune sono destinazioni sorprendenti, lontane dai soliti circuiti turistici, mentre altre stanno vivendo una vera rinascita grazie alla loro offerta artistica, gastronomica e al contatto diretto con il paesaggio circostante.

Dal fascino baltico di Riga all’eleganza rilassata di Ginevra, ecco altre mete che meritano di essere considerate per un city break estivo fuori dalle solite rotte.

Riga in Lettonia

Ancora poco conosciuta dal turismo di massa, Riga è una delle capitali europee più affascinanti grazie al suo mix di storia, cultura e vita notturna. Le sue giornate estive, lunghe e luminose, sono ideali per esplorare la città vecchia con le sue strade acciottolate, i maestosi edifici art nouveau e i parchi rigogliosi dove si tengono concerti gratuiti ogni settimana.

A soli 30 minuti si trovano le spiagge sabbiose della costa baltica, perfette per un tuffo rinfrescante. Da non perdere il Mercato Centrale, ricavato in ex hangar Zeppelin tedeschi, per un’immersione nei sapori locali.

Anversa in Belgio

Frizzante e creativa, Anversa è la dimostrazione che il Belgio può essere tutto fuorché noioso. In estate, la città diventa un grande palcoscenico urbano grazie al festival Zomer van Antwerpen – dal 19 giugno al 31 agosto – che propone teatro di strada, cinema all’aperto e spettacoli musicali in parchi e piazze.

La zona lungo il fiume Schelda si anima con bistrot e caffè dove assaporare le classiche moules-frites o gustare una birra artigianale locale. L’arte è ovunque, dal moderno MAS Museum alla straordinaria collezione di sculture a cielo aperto del Museo Middelheim.

Anversa la città del Belgio nella top 5 delle migliori città per un city break estivo
iStock
Città vecchia di Anversa

Göteborg in Svezia

Situata sulla costa occidentale della Svezia, Göteborg è una delle città nordiche più accoglienti da visitare nei mesi caldi. Spiagge urbane, isole facilmente raggiungibili in traghetto, kayak tra le rocce e ristoranti vista mare fanno di questa città una perla scandinava.

Il suo celebre mercato del pesce, Feskekörka, è un must per gli amanti del mare, mentre la vivace scena delle birra artigianale e dei 40 birrifici indipendenti rende Göteborg una meta interessante anche per i buongustai. Il tocco in più? Le saune pubbliche affacciate sull’acqua, perfette per un’esperienza rilassante dopo una giornata di esplorazioni.

Ginevra in Svizzera

Spesso vista solo come centro finanziario o punto di partenza verso le Alpi, Ginevra d’estate mostra il suo lato più sorprendente. Le sue rive diventano vere e proprie spiagge urbane con piattaforme galleggianti, pontili panoramici e strutture per sport acquatici.

Tra un tuffo nel Lago di Ginevra e una visita alla Cattedrale di San Pietro, ci si può fermare in una delle numerose enoteche della città vecchia o passeggiare tra i banchi dei mercati agricoli – come quello al Plainpalais. La città ospita anche eventi musicali all’aperto e rassegne culturali che animano le serate estive con stile e raffinatezza.

Ginevra, città della Svizzera, nella top 5 secondo il The Guardian
iStock
Vista panoramica di Ginevra

Qualità della vita: le 5 migliori province italiane per ogni generazione

Par : elenausai10
27 mai 2025 à 10:22

Dove si vive meglio in Italia? Secondo il report annuale del Sole 24 OreLecco, Gorizia e Bolzano sono risultate le tre province in testa alle classifiche. L’indagine, nata nel 2021 e arrivata alla sua quinta edizione, ha impiegato parametri statistici rigorosi, forniti da fonti certificate come Istat, Infocamere, Iqvia e Siae. In questo modo, riesce a offrire una fotografia precisa della qualità della vita in Italia in base a tre fasce d’età specifiche: anziani, giovani e bambini.

Presentate in anteprima al Festival dell’Economia di Trento, le classifiche misurano, ormai da cinque anni, “le risposte dei territori alle esigenze specifiche dei tre target generazionali più fragili e insieme strategici, i servizi a loro rivolti e le loro condizioni di vita e di salute”.

La top 5 delle migliori province italiane per i bambini

In un momento storico in cui l’Italia sta vivendo un forte calo demografico, la generazione dei bambini è considerata la più preziosa. Secondo i dati raccolti dal Sole 24 Ore, se nel 1982 i bambini tra 0 e 14 anni residenti in Italia erano oltre 12 milioni, oggi sono poco più della metà. In questo contesto, investire sul benessere dei più piccoli deve diventare una priorità e, nella classifica appena pubblicata, a dimostrare l’impegno maggiore sono state le città di Lecco, Siena e Aosta.

Si tratta di tre province medio-piccole che spiccano in diversi indicatori, compresi quelli relativi allo sport, alle competenze scolastiche e alla bassa quota di delitti contro i minori. Altri indicatori importanti tenuti in considerazione per la qualità di vita dei bambini sono stati la presenza di mense o palestre nelle scuole, aree verdi attrezzate e spesa sociale per famiglie e minori.

In generale, nella top 5 compaiono:

  • Lecco
  • Aosta
  • Siena
  • Trento
  • Firenze

Al contrario, le 5 peggiori sono risultate:

  • Palermo
  • Napoli
  • Crotone
  • Trapani
  • Caltanissetta

La top 5 delle migliori province italiane per gli anziani

Per quanto riguarda la fascia d’età relativa agli anziani, a dominare la classifica è il Triveneto occupando tutto il podio, con anche altre quattro province fra le prime 12. Al primo posto troviamo Bolzano grazie alla presenza di biblioteche, per lo scarso consumo di farmaci contro le malattie croniche e per la spesa sociale pro anziani. Inoltre, ha dimostrato un grande impegno anche per la densità di posti letto nelle Rsa.

Bolzano è seguita da Treviso, che spicca per l’alta percentuale di utenti dei servizi sociali comunali, e da Trento. Nella classifica compaiono anche Como, dove si è registrato un alto numero di orti urbani, Lodi, Parma e Aosta.

Nella top 5 dedicata agli anziani troviamo:

  • Bolzano
  • Treviso
  • Trento
  • Como
  • Cremona

Le 5 province peggiori, invece, sono:

  • Messina
  • Vibo Valentia
  • Reggio Calabria
  • Agrigento
  • Trapani

La top 5 delle migliori province italiane per i giovani

Infine, l’ultima indagine fatta dal Sole 24 Ore riguarda i giovani, dove Gorizia si trova, per il secondo anno consecutivo, in testa, seguita da Bolzano, Cuneo e Trieste. Un risultato che fotografa le opportunità offerte dai territori ai residenti tra i 18 e 35 anni.

Con la sua nomina a Capitale Europea della Cultura Transfrontaliera 2025, Gorizia si conferma una città dinamica, particolarmente adatta ai giovani. Le sue eccellenti performance si manifestano in diversi ambiti, dalla vita sociale e culturale, grazie alla presenza di un elevato numero di locali ed eventi in rapporto ai giovani residenti, alle possibilità di lavoro.

Nella top 5 compaiono:

  • Gorizia
  • Bolzano
  • Cuneo
  • Trieste
  • Ferrare

Le 5 peggiori, invece, sono:

  • Latina
  • Napoli
  • Taranto
  • Sud Sardegna
  • Roma

Le migliori province italiane per qualità della vita: la classifica

Par : elenausai10
16 décembre 2024 à 11:15

È dal 1990 che il Sole 24 Ore pubblica ogni anno la classifica dedicata alle province italiane dove si vive meglio tenendo in considerazione diversi parametri. Analizzando fattori quali ricchezza, consumi, ambiente, servizi, salute o cultura, la provincia che ha primeggiato è stata Bergamo, seguita da Trento e da Bolzano. Rispetto all’anno passato, invece, perdono posizioni Bologna, Milano, Firenze e Roma, mente il Sud rimane fanalino di coda con il punteggio peggiore raggiunto da Reggio Calabria, seppur siano stati evidenziati dei segnali positivi per il futuro.

La top 10 delle migliori province italiane

È Bergamo che per la prima volta ottiene il riconoscimento come città più vivibile d’Italia, dimostrando un’incredibile capacità di ripresa soprattutto dopo il periodo buio attraversato durante il Covid. Il secondo e terzo posto è occupato dalle province di Trento e Bolzano, storicamente presenti nelle classifiche dedicate alla qualità della vita. Trento, infatti, è stata prima per ben tre volte e nelle prime tre posizioni per 14 volte, mentre Bolzano ha primeggiato per 5 volte, occupando il podio per 18 volte in tutto.

Nella top 10 compare al quarto posto Monza e Brianza, seguita da Cremona e da Udine, vincitrice dell’edizione 2023 e che, secondo il report del Sole 24 Ore, ha registrato performance positive anche quest’anno. Al settimo e all’ottavo posto troviamo Verona e Vicenza, al nono Bologna, l’unica grande area metropolitana presente nella top 10 e, infine, Ascoli Piceno.

Qui la classifica completa:

  • Bergamo
  • Trento
  • Bolzano
  • Monza e Brianza
  • Cremona
  • Udine
  • Verona
  • Vicenza
  • Bologna
  • Ascoli Piceno

Il metodo usato per l’indagine

Per realizzare questa classifica relativa alle migliori province italiane per qualità della vita, il Sole 24 Ore ha utilizzato 90 indicatori, divisi a loro volta in 6 grandi categorie tematiche: “ricchezza e consumi”, “affari e lavoro”, “ambiente e servizi”, “demografia, salute e società”, “giustizia e sicurezza” e “cultura e tempo libero”.

Per ogni indicatore viene dato un punteggio da 0 a 1000: più la provincia è vivibile, più punti ottiene. Per ottenere la classifica generale, il punteggio per le altre province si distribuisce in funzione della distanza rispetto agli estremi (1000 e 0). Successivamente, per ciascuna delle sei categorie, si individua una graduatoria determinata dal punteggio medio riportato nei 15 indicatori, ciascuno pesato in modo uguale all’altro (1/90). Infine, la classifica finale è costruita in base alla media aritmetica semplice delle sei graduatorie di settore.

La città migliore e quella peggiore per qualità della vita

Quali sono gli indicatori che hanno permesso a Bergamo di ottenere il primo posto? Dopo il Covid, la città si è rimboccata le maniche per migliorare in tanti settori, in particolare quello relativo alla salute. Nell’indicatore riguardante l’emigrazione ospedaliera si è dimostrata autosufficiente: da una parte non esiste emigrazione sanitaria, dall’altra il sistema sanitario è considerato altamente attrattivo anche dai pazienti provenienti dalle altre regioni italiane.

Inoltre ha raggiunto ottimi punteggi nelle categorie “ambiente e servizi” e “demografia e società”, primeggiando nell’indice di “sportività”, calcolato in base al numero di atleti tesserati e società sportive. I punteggi peggiori, invece, li ha ottenuti nella categoria “ricchezza e consumi”, posizionandosi 98esima per crescita del PIL procapite.

In fondo alla classifica, invece, troviamo Reggio Calabria, dove hanno inciso fattori come la bassa aspettativa di vita, il divario nella parità salariale tra uomini e donne, il numero delle imprese in fallimento, i livelli di criminalità e la disoccupazione. In generale, però, il Sole 24 Ore ha evidenziato una maggiore crescita economica al Sud dove si stanno registrando tassi di crescita del Pil più elevati.

Cosa vedere a Lana, destinazione gioiello dell’Alto Adige

5 décembre 2024 à 13:31

Una pittoresca cittadina in Alto Adige, che si trova immersa in uno scenario suggestivo, circondata da alte montagne e in una natura da favola. Se questo non bastasse, Lana è anche una località autentica in cui si respirano la storia, le tradizioni e la cultura di questa zona dell’Italia.

Si trova poco distante da Merano, vicino alla Val d’Ultimo ed è celebre per essere un vero e proprio frutteto: qui si coltivano le mele e la sua produzione fa parte di quella della Val Venosta. Cosa vedere, cosa fare e come raggiungere Lana, per una vacanza tra natura, bellezze e sapori indimenticabili.

Lana, dove si trova questa cittadina suggestiva

Siamo a circa una decina di chilometri da Merano, in provincia di Bolzano. Qui sorge un luogo incantevole, da raggiungere per una vacanza che sia all’insegna della natura, ma anche delle tante attività che si possono programmare.

La storia di Lana è abbastanza antica, basti sapere che il suo nome era già noto come Lóina nel 1034. Un luogo ricco di bellezza, quella del paesaggio ma anche quella di ciò a cui ha dato vita la mano dell’uomo che ha lasciato simboli nel corso delle varie epoche storiche. Un gioiello da raggiungere per una vera e propria fuga dalla quotidiniatà.

Cosa fare a Lana: per i più sportivi e per chi ama la natura

A Lana e nei suoi dintorni ci sono tantissime cose da vedere e da fare. Questa località che si trova in Trentino Alto-Adige, regione dell’Italia del nord, offre tantissime possibilità differenti e pensate per tutti.

Come raggiungere in funivia il Monte San Vigilio, chiuso al traffico, e lì dedicarsi a tante attività diverse, anche in inverno quando si possono organizzare delle bellissime escursioni nel cuore della natura o – quando c’è la neve – giornate dedicate allo sci ma senza troppa folla in questa piccola area. Gli impianti sono quattro, mentre le piste si snodano per cinque chilometri, facili e adatte anche per i sciatori meno esperti. Non mancano i rifugi sul monte e neppure i percorsi per coloro che amano fare le ciaspolate.

Per chi, invece, desidera percorsi sciistici più vari nei dintorni vi sono ben quattro zone adibite, con proposte adatte a tutti e a ogni età.

Funivia Monte San Vigilio
Fonte: iStock
La funivia del Monte San Vigilio a Lana

Cosa vedere a Lana: tutte le sue meraviglie

Tra le cose da fare e da vedere a Lana non si possono non citare i musei. In particolare, il primo e unico della provincia a essere dedicato alla frutticultura che si trova nella tenuta Larchgut, mentre si trova nella frazione di Foiana un suggestivo spazio dedicato alla cultura contadina, nella chiesa di Santa Croce, infine, vi è un museo dedicato agli orologi con approfondimenti anche sulla storia degli edifici religiosi della zona.

Piantagione di mele a Lana
Fonte: iStock
Una piantagione di mele a Lana

Quando si visita questa cittadina immancabile è una visita all’Itinerario scultoreo che si snoda per otto chilometri lungo i quali ammirare 33 sculture di artisti contemporanei: il tempo previsto per visitarlo è di circa 2 ore e mezza di cammino.

Non mancano, poi, nella zona di Lana castelli, fortezze, chiese e conventi, testimonianze di un passato lontano che ha lasciato dei simboli meravigliosi. Gli edifici religiosi di questo territorio ammontano a circa una quarantina, le chiese più antiche possono essere fatte risalire a prima della nascita di Lana, ovvero nel primo millennio, tra quelle con un passato più remoto vi è la chiesa di Santa Margherita che reca ancora qualche segno del periodo romanico, ma si può citare anche la chiesa di San Pietro (successiva).

Da non perdere i cannocchiali fissi che si trovano in punti panoramici, non solo a Lana ma in tutta la zona, che permettono di conoscere maggiori informazioni sulle meraviglie che si stanno guardando.

E poi dista davvero pochissimo da Merano, meta molto apprezzata per le sue tante bellezze e per le tante possibilità da vivere, ma anche da chi è alla ricerca di una vacanza all’insegna della salute vista la presenza delle terme.

Cosa vedere a Lana
Fonte: iStock
Cosa vedere a Lana, tutte le bellezze di questa cittadina

Tutti a bordo del Treno di Natale tra Milano e l’Alto Adige, il più bello dell’anno

30 novembre 2024 à 10:25

Torna per il secondo anno consecutivo l’iniziativa che collega Milano e l’Alto Adige durante i weekend dell’Avvento con un’opzione di viaggio sostenibile ed entusiasmante per chi desidera vivere appieno la magica atmosfera natalizia. Dal 29 novembre al 23 dicembre 2024, il Treno di Natale circolerà ogni venerdì, sabato e domenica, con un’unica pausa nel weekend festivo dell’8 dicembre.

Lo speciale treno collega la stazione di Milano Centrale con alcune delle località più suggestive del Trentino-Alto Adige, tra cui Bolzano, Bressanone, Vipiteno e Brennero, passando anche per Treviglio, Brescia e Fortezza. Un itinerario che non è solo viaggio, ma anche un’esperienza che unisce territori e promuove il turismo e la sostenibilità ambientale.

L’importanza di un collegamento diretto

Secondo l’assessore alla Mobilità Daniel Alfreider, l’iniziativa rappresenta un significativo passo avanti per rafforzare i rapporti economici, culturali e turistici tra Lombardia e Alto Adige. “Il successo dello scorso anno ci ha mostrato quanto sia fondamentale garantire un collegamento diretto tra questi due territori“, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di una rete ferroviaria che risponda alle esigenze di residenti e viaggiatori.

L’alleanza con la Regione Lombardia contribuisce a migliorare in maniera costante i collegamenti e a offrire un mezzo di trasporto comodo e a basso impatto ambientale, in linea con gli obiettivi di mobilità sostenibile e valorizzazione territoriale.

Un’opportunità unica per le Feste

Il Treno di Natale è pensato per soddisfare svariate esigenze. Da un lato, rappresenta un’opzione ideale per chi desidera visitare i celebri mercatini di Natale dell’Alto Adige, che attraggono ogni anno migliaia di visitatori con le loro luci, i prodotti artigianali e le specialità enogastronomiche. Dall’altro, è un’occasione imperdibile per gli altoatesini di esplorare Milano e le sue offerte culturali e commerciali durante il periodo delle Festività.

I biglietti sono già disponibili su tutti i canali di vendita Trenitalia.

Un progetto che unisce sostenibilità e qualità

Dietro il progetto vincente c’è il lavoro congiunto dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano, IDM Alto Adige e dei mercatini di Natale dell’Alto Adige. Non si tratta solo di un progetto per promuovere una mobilità più green: l’obiettivo è anche valorizzare i prodotti di alta qualità e coinvolgere le comunità locali nei programmi collaterali.

Si tratta di un approccio che riflette un impegno concreto per coniugare sviluppo turistico e sostenibilità, a dimostrazione che è possibile creare opportunità economiche nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni.

Gli orari dei treni dal 29 novembre al 14 dicembre

Venerdì 29 novembre e 13 dicembre

  • Treno 23221:
    • Partenza da Bolzano alle 16:00
    • Fermate: Brescia (18:33), Treviglio (19:12), Milano Centrale (19:40)

Sabato 30 novembre, 14 dicembre e domenica 1 dicembre

  • Treno 23227:
    • Partenza da Milano Centrale alle 7:20
    • Fermate: Treviglio (7:44), Brescia (8:28), Bolzano (11:05), Bressanone (11:41), Fortezza (11:53), Vipiteno (12:10), Brennero (12:25)
  • Treno 23225:
    • Partenza da Brennero alle 16:51
    • Fermate: Vipiteno (17:11), Fortezza (17:28), Bressanone (17:39), Bolzano (18:11), Brescia (20:48), Treviglio (21:20), Milano Centrale (21:55)

Lunedì 2 dicembre

  • Treno 23223:
    • Partenza da Milano Centrale alle 8:35
    • Fermate: Treviglio (9:02), Brescia (10:00), Bolzano (13:13)

Variazioni per lavori dal 6 al 9 dicembre

A causa di interventi sulla linea Brescia–Verona, i treni natalizi effettueranno servizio solo tra Brennero e Verona Porta Nuova.

Venerdì 6 dicembre

  • Treno 94389:
    • Partenza da Bolzano alle 17:13
    • Fermate: Ora (17:29), Mezzocorona (18:02), Trento (18:19), Rovereto (18:34), Ala (18:47), Domegliara (19:06), Verona Porta Nuova (19:30)

Sabato 7 e domenica 8 dicembre

  • Treno 94432:
    • Partenza da Verona Porta Nuova alle 9:15
    • Fermate: Domegliara (9:31), Ala (9:55), Rovereto (10:12), Trento (10:35), Mezzocorona (10:53), Ora (11:11), Bolzano (11:32), Ponte Gardena (11:47), Chiusa (11:54), Bressanone (12:02), Fortezza (12:11), Vipiteno (12:28), Brennero (12:45)
  • Treno 94383:
    • Partenza da Brennero alle 16:51
    • Fermate: Vipiteno (17:10), Fortezza (17:28), Bressanone (17:37), Bolzano (18:11), Trento (19:02), Verona Porta Nuova (20:12)

Lunedì 9 dicembre

  • Treno 94430:
    • Partenza da Verona Porta Nuova alle 8:12
    • Fermate: Domegliara (8:29), Ala (8:57), Rovereto (9:11), Trento (9:26), Bolzano (10:07)

Gli orari dei treni dal 15 al 23 dicembre

Venerdì 20 dicembre

  • Treno 3553:
    • Partenza da Bolzano alle 15:58
    • Fermate: Brescia (19:02), Treviglio (19:46), Milano Centrale (20:10)

Sabato 21 e domenica 15 e 22 dicembre

  • Treno 94005:
    • Partenza da Milano Centrale alle 7:20
    • Fermate: Treviglio (7:45), Brescia (8:28), Bolzano (10:43), Brennero (11:56)
  • Treno 94007:
    • Partenza da Brennero alle 16:44
    • Fermate: Vipiteno (17:05), Fortezza (17:22), Bolzano (18:11), Milano Centrale (21:45)

Lunedì 16 e 23 dicembre

  • Treno 94009:
    • Partenza da Milano Centrale alle 9:20
    • Fermate: Treviglio (9:45), Brescia (10:27), Bolzano (13:11)

È Bolzano la città più instagrammabile dell’inverno

21 novembre 2024 à 07:30

L’era dei social media ha cambiato il modo in cui viaggiamo e scopriamo nuovi luoghi e, sempre più spesso, la bellezza visiva di un posto diventa il principale fattore che attira i turisti.

Se siete tra coloro che amano pianificare un viaggio incentrandosi su paesaggi mozzafiato e angoli particolarmente fotogenici, questa notizia è senz’altro per voi. Secondo una recente classifica di Heepsy, una piattaforma di influencer marketing, Bolzano si è guadagnata il titolo di destinazione più “instagrammabile” per la stagione invernale 2024-2025. Un riconoscimento che celebra non solo la sua bellezza naturale, ma anche il fascino delle sue tradizioni natalizie.

Insieme alla città alto-atesina, in cima alla classifica troviamo Amsterdam, che gode di un fascino unico e New York, ricca di eventi natalizi iconici come il mercatino di Natale di Bryant Park e il famoso albero natalizio del Rockefeller Center.

L’inverno da sogno di Bolzano

Bolzano, capoluogo della provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige, è una città che sa come affascinare i viaggiatori con la sua combinazione unica di paesaggi alpini e tradizioni tirolesi. La città è diventata famosa per la sua incredibile bellezza visiva, che la rende una delle mete più fotografate su Instagram, con ben 866 milioni di menzioni tramite hashtag. Questo dato è stato il fattore principale che ha portato Bolzano in cima alla classifica delle destinazioni invernali più instagrammabili, stilata da Heepsy.

L’inverno a Bolzano è un’esperienza unica: la città, incastonata tra le Dolomiti, è avvolta da un’atmosfera magica grazie alle luci natalizie che decorano le sue vie medievali. Le montagne innevate che fanno da cornice alla città creano uno scenario perfetto per ogni tipo di scatto, rendendo Bolzano una delle destinazioni più attraenti per chi cerca di catturare la bellezza del periodo natalizio.

I mercatini di Natale a Bolzano, esperienza imperdibile

Uno degli eventi principali che contribuiscono al fascino visivo di Bolzano durante le festività è sicuramente il suo mercatino di Natale. Situato in Piazza Walther, il mercatino è il cuore pulsante delle celebrazioni natalizie e attira migliaia di visitatori ogni anno. Qui, tra bancarelle di legno, è possibile trovare artigianato tradizionale, prodotti tipici e, naturalmente, delizie gastronomiche. Da non perdere, l’occasione di gustare i formaggi locali e il vin brulé, due delle specialità che caratterizzano l’atmosfera festiva di Bolzano. I mercatini sono attivi da novembre fino a gennaio e regalano ai visitatori l’opportunità di immergersi nella tradizione natalizia altoatesina.

Mercatini di Natale a Bolzano: info
Fonte: iStock
La magia dei mercatini di Natale a Bolzano

Le altre destinazioni in classifica e i criteri di premiazione

La classifica di Heepsy si basa su una serie di fattori, tra cui la popolarità sui social media, il numero di accommodation disponibili e la presenza di attrazioni invernali. Per determinare la “fotogenia” delle destinazioni, sono stati analizzati i dati relativi agli hashtag su Instagram, con Bolzano che ha primeggiato grazie ai suoi 866 milioni di menzioni. Inoltre, la città offre ben 100 festival invernali e 23 mercatini di Natale sparsi per tutta Italia, una ricchezza che contribuisce a renderla un luogo imperdibile durante le festività.

Oltre alla sua bellezza paesaggistica, Bolzano è anche una meta ideale per chi cerca una vacanza che combini natura, tradizioni natalizie ed eventi culturali. La città è infatti un punto di partenza ideale per esplorare le Dolomiti, patrimonio dell’umanità Unesco e offre numerose attività invernali come lo sci, le escursioni con le ciaspole e le visite ai rifugi alpini.

Al secondo posto della classifica, però, come già accennato troviamo Amsterdam, che con i suoi 37 milioni di hashtag e oltre 300 eventi invernali si conferma una meta di grande appeal per i viaggiatori alla ricerca di un’atmosfera natalizia unica. Al terzo posto, invece, figura New York City, con una popolarità altrettanto impressionante (36,9 milioni di hashtag).

Altri posti in classifica includono città come Praga, Venezia, Vienna, Stockholm, Copenaghen, Budapest e Granada. Tutte queste destinazioni, purtroppo, non possono competere con la bellezza unica e l’atmosfera magica di Bolzano durante il periodo natalizio.

❌
❌