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Val di Funes in inverno: escursioni, malghe e panorami unici sulle Odle

30 novembre 2025 à 19:30

Una valle stretta, popolata da serie chiome sempreverdi e ampi pascoli, con austere e monumentali montagne a fare da sfondo: la Val di Funes sembra un luogo uscito direttamente da una fiaba, di quelle dove ti aspetti di trovare una casa di marzapane. Incastonata tra le meravigliose cime delle Dolomiti, è una destinazione magica che in inverno regala il meglio di ciò che ha da offrire: il paesaggio si ricopre di bianco e il profilo delle Odle, spettacolari vette dalle guglie appuntite, diventano il confine verticale più scenografico che si possa immaginare. Non sorprende che questa piccola valle laterale della Valle dell’Isarco sia considerata uno dei luoghi più suggestivi di tutto l’arco alpino.

L’inverno in Val di Funes è una occasione per guardare oltre i panorami da cartolina ed entrare davvero in sintonia con la vita di montagna più autentica, quella che si può toccare con mano quando i pascoli scompaiono sotto uno strato di neve e le nuvole basse rendono l’atmosfera magicamente spettrale e ovattata per lunghe ore del giorno. Per chi visita la valle nella stagione fredda, il primo impatto è spesso con due simboli inevitabili: la Chiesetta di Santa Maddalena e la celebre Chiesa di San Giovanni in Ranui. D’inverno questi luoghi assumono un’atmosfera quasi mistica: il candore della neve esalta l’architettura semplice e austera degli edifici, mentre il profilo roccioso delle Dolomiti compare e scompare tra le nuvole, regalando scorci stupefacenti e tonalità uniche quando colpito dalla luce di un pallido sole.

Dove si trova la Val di Funes

La Val di Funes, Villnösstal in tedesco, si trova in Alto Adige, nel cuore della Valle dell’Isarco, tra Bressanone e Chiusa. È una delle valli laterali più affascinanti della zona, a cui si ha facilmente accesso percorrendo la Strada statale 12 fino alla comoda deviazione che conduce ai paesi della valle: Tiso, San Pietro e Santa Maddalena. Ha un’orientamento da est verso ovest e un imbocco particolarmente stretto nei pressi di Gudon, la prima località che si incontra. Si apre poi nei pressi di San Pietro, da dove si possono effettivamente ammirare, guardando verso sud, le Odle.

La valle è infatti incastonata ai piedi del Gruppo delle Odle, celebri e scenografiche cime dolomitiche che fanno parte del Parco Naturale Puez-Odle e che rappresentano uno dei panorami simbolo del territorio altoatesino. Pur essendo vicina ad aree ben note e turistiche come la Val Gardena, la Val di Funes conserva un’atmosfera più raccolta e autentica, perfetta per chi cerca tranquillità, natura incontaminata e un turismo di montagna consapevole e dedicato alle attività all’aperto.

Escursioni d’inverno in Val di Funes

Chi ama il trekking e le attività outdoor trova in Val di Funes un territorio perfetto. La valle è ricca di sentieri battuti, percorsi per ciaspole, ma anche itinerari panoramici accessibili a chi desidera soltanto una passeggiata tranquilla con la neve sotto gli scarponi. Il paesaggio, con la presenza costante delle Odle come punto di riferimento, rende ogni escursione un’esperienza estetica di altissimo livello.

Uno degli itinerari più amati è quello che conduce a Malga Gampen, nel cuore del Parco naturale Puez-Odle. Si tratta di un percorso semplice ma che regala scorci indimenticabili: il tragitto attraversa boschi, d’inverno spesso innevati, e radure dal grande impatto panoramico, fino a raggiungere infine uno scenografico altopiano aperto da cui le cime delle Odle sembrano così vicine da poterle toccare.

Val di Funes inverno
Getty Images
Le cime delle Odle innevate in una luminosa giornata d’inverno

Un altro classico itinerario invernale in Val di Funes è rappresentato dai numerosi percorsi che si snodano a partire da Malga Zannes a Santa Maddalena, dove si trova un ampio parcheggio. Si parte dai quasi 1700 metri di altitudine della malga per compiere alcuni magici percorsi tra altopiani innevati e splendidi panorami.

Il sentiero che da Zannes sale verso il Rifugio Odle (Geilseralm), ad esempio, regala uno dei panorami più belli dell’intero arco delle Dolomiti: le Odle si stagliano contro il cielo come un gigantesco muraglione naturale.

Bello anche il percorso del Sentiero Adolf Munkel, in inverno ideale per le ciaspole, che si snoda al cospetto delle imponenti pareti nord del gruppo montuoso.

Per chi cerca un’esperienza semplice, senza troppe pretese atletiche ma comunque soddisfacente, il Sentiero Natura che parte sempre da Malga Zannes è un’ottima opzione: in circa un’ora e mezzo di camminata su un sentiero perlopiù pianeggiante si compie un anello che attraversa splendidi prati innevati, un tratto di bosco e un grande ponte di legno; si passa accanto a una vecchia calcara, un forno per la calce, e consente di ammirare un paesaggio alpino autentico ed emozionante.

Cosa fare in Val di Funes in inverno

La Val di Funes in inverno non è soltanto escursionismo. La valle offre infatti una sorprendente varietà di attività che permettono di vivere la montagna in modo autentico, lento e a misura d’uomo. Non per caso l’amministrazione di Funes, il comune sparso che riunisce le località della valle, è parte delle Perle delle Alpi, un progetto di cooperazione tra diverse comunità italiane, austriache, slovene, svizzere e tedesche per la mobilità ecologica. Ai turisti viene infatti offerta l’opportunità di muoversi lungo la valle senza usare necessariamente l’auto, ma sfruttando invece il trasporto pubblico e una serie di veicoli ecologici come bici, mountain bikes, e-bikes e veicoli elettrici.

Val di Funes inverno
Getty Images
Anche quando il meteo non è dei migliori, le Odle in Val di Funes regalano emozioni

Un mezzo di trasporto ecologico, per certi versi, è anche lo slittino, un’attività semplice e divertente che conquista adulti e bambini e che è raro trovare così incentivata con piste lunghe, sicure e ben mantenute. Da Malga Zannes si diramano due piste che si dirigono verso Malga Gampen e il Rifugio Odle. Gli slittini possono essere noleggiati sul posto, rendendo l’esperienza accessibile anche a chi arriva senza attrezzatura.

L’area di Zannes è anche quella dedita allo sci di fondo. Pur non essendo una valle votata allo sci alpino, la Val di Funes ospita alcuni tratti perfetti per la variante più dolce dello sci, che si concilia con la contemplazione del paesaggio.

Da non perdere la visita alla Chiesa di San Giovanni in Ranui, nei pressi di Santa Maddalena. Questo isolato edificio religioso ha una splendida posizione, estremamente fotogenica, al cospetto delle Odle, in mezzo a un ampio prato senza altri edifici attorno. La sua collocazione lo rende uno dei luoghi più fotografati della Val di Funes e un simbolo dell’Alto Adige.

Val di Funes inverno
iStock
La chiesetta di San Giovanni in Ranui

L’inverno in Val di Funes è anche sinonimo di sapori e tradizioni. Le accoglienti malghe sono vere e proprie custodi della tradizione gastronomica locale e in inverno offrono piatti caldi e genuini, ideali dopo un’escursione nella neve: speck, formaggio alpino, spezzatini di selvaggina, canederli in tutte le loro varianti e l’immancabile strudel di mele condiscono le tavole del territorio.

Durante il periodo natalizio, infine, alcuni masi e piazzette del paese ospitano mercatini artigianali, degustazioni di prodotti locali e piccole rievocazioni legate alla cultura alpina. È l’occasione perfetta per scoprire la vita di montagna, assaggiare formaggi, miele, tisane, prodotti e dolci tipici, oppure acquistare oggetti realizzati a mano.

Mont Blanc Express in inverno: un viaggio panoramico tra Svizzera e Francia

23 novembre 2025 à 09:00

L’inverno sulle Alpi arriva in modo quasi cinematografico: fiocchi che scendono lenti, boschi che improvvisamente si fanno silenziosi, montagne che sembrano accendersi di blu e rosa sotto ai timidi raggi del sole. Nel mezzo di questo spettacolo c’è un piccolo protagonista che unisce due mondi, il Mont Blanc Express, il trenino che da oltre cent’anni collega Martigny a Chamonix-Mont-Blanc, attraversando gole, ghiacciai e villaggi che sembrano usciti da un videogioco open-world ambientato in montagna.

È un viaggio breve (circa 90 minuti), però vibrante ed emozionante come un’avventura epica in miniatura. Perfetto quando si vuole vivere l’inverno da protagonisti, ma senza la fatica di una maratona alpina.

Il viaggio sul Mont Blanc Express: storia e percorso

La linea nasce nel 1906, in piena epoca pionieristica, pensata proprio per il turismo alpino. La sua tecnologia era quasi fantascienza per l’epoca: scartamento ridotto (ovvero binari più stretti per muoversi tra rocce e boschi), tratti a cremagliera per arrampicarsi sulle pendenze più toste e una serie di gallerie e viadotti che oggi sembrano fatti apposta per le foto dal finestrino.

Da Martigny (471 m) il trenino inizia a risalire la Valle del Trient, una specie di canyon naturale incastonato tra foreste, pareti verticali e torrenti che nascono direttamente dai ghiacciai. La salita è rapida: un attimo prima si è tra vigneti e castelli, un attimo dopo ci si ritrova sospesi in un paesaggio super invernale con i primi tetti imbiancati. Il percorso in Svizzera è un continuo alternarsi di ponti, curve strette, pareti di roccia rosa e grigia, tunnel brevi e aperture improvvise verso vallate gigantesche. È come vedere il paesaggio “respirare”, allargarsi e restringersi fino al confine.

Dopo Le Châtelard-Frontière, il trenino entra in Francia e continua verso Vallorcine, Argentière e poi Chamonix (1.042 m), capitale mondiale dell’alpinismo. La vista migliore cambia lato durante il viaggio: nel tratto iniziale conviene guardare a destra, dopo il confine, la parte più scenografica si sposta a sinistra.

Le tappe da conoscere del Mont Blanc Express 

Il bello del Mont Blanc Express è che si può scendere e risalire quando si vuole: le tappe lungo la linea sembrano capitoli di un racconto di montagna, ognuna con la sua atmosfera e il suo carattere. Les Marécottes è il primo colpo di scena: un villaggio di legno immerso nella neve, famoso per lo zoo alpino e per quella piscina scavata nella roccia che d’estate è un’altra cosa, certo, ma d’inverno, ghiacciata e silenziosa, sembra un set di un film fantasy. Poco più avanti c’è Finhaut, punto di accesso privilegiato alla diga di Emosson, un luogo quasi alieno dove le montagne virano al rosso e gli strapiombi ricordano quanto l’alta quota sappia essere evocativa. Arrivando a Trient, il paesaggio e il mood cambiano ancora: il borgo rosa, con la sua chiesa color confetto, qui si respira un’atmosfera davvero nordica. Poi ci sono Le Trétien e Les Granges, paesini minuscoli, quasi sospesi tra boschi e pendii.

Intorno alla linea ferroviaria si apre anche una delle zone più versatili delle Alpi svizzere, un’area dove l’inverno non è solo sci ma un vero stato mentale. Champex-Lac, per esempio, è un luogo poetico d’inverno: il lago ghiacciato diventa un grande specchio e la Fondazione Barry organizza passeggiate sulla neve insieme ai San Bernardo, un’esperienza tenera e potentissima allo stesso tempo.

Champex-Lac, Svizzera
Switzerland Tourism / André Meier
Passeggiate con i cani San Bernardo a Champex-Lac

Da Vernayaz, invece, si raggiungono le Gorges du Trient, gole profonde scolpite dall’acqua in migliaia di anni, mentre poco distante la Cascade de Pissevache è una di quelle visioni che restano incise nei ricordi per mesi. Tutta quest’area rientra nel Pays du Saint-Bernard, una regione che riunisce Champex-Lac, La Fouly, Les Marécottes e Vichères-Liddes, un quadrante alpino con 75 chilometri di piste, sentieri infiniti per ciaspole, percorsi di sci alpinismo e villaggi dove la raclette fumante sembra parte del paesaggio. È una montagna autentica, meno glamour rispetto ai grandi resort, ma con un fascino che rimane addosso come il profumo di legna bagnata e neve fresca, perfetto per chi vuole vivere l’inverno in modo genuino e non per forza mainstream.

Si torna in pista a Cortina: tutto pronto per chi ha voglia di neve

Par : losiangelica
22 novembre 2025 à 07:30

L’inverno sta bussando alla porta e le Dolomiti sono più pronte che mai. Cortina d’Ampezzo è pronta ad accogliere le Olimpiadi invernali e lo fa in grande stile inaugurando ufficialmente la nuova stagione bianca per chi ama sciare, con sorprese, grandi eventi e non solo.

Apertura degli impianti a Cortina

La stagione 2025–2026 si apre con un’accelerazione da Formula Uno. Grazie alle nevicate precoci e alle temperature finalmente “da inverno vero”, il Col Gallina inaugura le danze già dal 22 novembre, con seggiovia e pista Ovest pronte a farsi conquistare dagli sciatori più impazienti. Un’apertura anticipata che, come da tradizione, conferma il ruolo di Cortina come prima località del Dolomiti Superski a far partire gli impianti.

Ma la vera rivoluzione di quest’anno è nello skipass: accanto alle formule classiche, arriva lo Skipass Pre Olimpico, un pass pensato per vivere appieno l’inverno fino al 31 gennaio 2026. Perfetto per chi vuole sciare nella fase più frizzante della stagione, con la possibilità di estenderne la validità fino a maggio con un upgrade attivabile al momento dell’acquisto o più avanti. Una formula “easy & flexible” che apre a un nuovo modo di programmare la propria stagione sciistica.

Per chi vuole spingersi oltre, c’è un’opzione aggiuntiva che regala quattro giornate di sci in tutto il Dolomiti Superski — un biglietto d’ingresso a uno dei comprensori più spettacolari al mondo. E non finisce qui: con ogni skipass arriva anche la My Dolomiti Card Olimpica, una special edition dedicata ai Giochi Milano Cortina 2026, disponibile solo in tiratura limitata.

Se preferisci approfittare delle offerte, preparati: il calendario è ricco di occasioni. Dolomiti Superpremière, fino al 20 dicembre, propone pacchetti irresistibili con giornate extra di sci e sconti su attrezzatura e noleggio.

Le piste dove Sciare a Cortina
iStock
Sciare a Cortina durante la stagione delle Olimpiadi

Poi ci sono i Dolomiti Spring Days, in versione “L” e “S”, dedicati a chi ama sciare in primavera tra giornate più lunghe e neve che si trasforma. Pacchetti con notti e skipass “paghi meno, scii di più”, pensati proprio per non rinunciare al piacere della discesa nella fase più colorata della stagione. A chi invece pensa già ai suoi skipass annuali, l’opzione Early Bird offre un 5% di sconto sugli acquisti online fino al 28 febbraio.

Il calendario delle aperture prosegue poi con un crescendo fino al Ponte dell’Immacolata: dal 4 dicembre gli impianti della Tofana, dal 5 dicembre Faloria e Cristallo, e a seguire San Vito, Misurina e infine Lagazuoi il 23 dicembre. In breve: a inizio dicembre Cortina sarà un grande playground innevato, pronto e tirato a lucido.

Novità a Cortina nell’inverno 2025-2026

Il 2026 sarà un anno storico: Cortina tornerà sotto i riflettori del mondo come sede delle discipline alpine dei Giochi Olimpici. Questo significa preparativi intensi, qualche modifica temporanea… ma una stagione comunque ricchissima di piste aperte.

Le chiusure saranno mirate, localizzate e concentrate sulla zona più strettamente legata alle gare. Dal 12 gennaio partiranno gli allestimenti sulla mitica Olympia delle Tofane e sulle piste Labirinti, mentre dal 26 gennaio al 15 marzo alcune aree interne al perimetro olimpico saranno off-limits. Ma niente allarmismi: resteranno accessibili 90 km di piste su 120, un’offerta più che generosa, distribuita tra Faloria–Cristallo, Lagazuoi–5 Torri e le skiarea di Misurina, Auronzo e San Vito.

Anzi, per molti sarà un’occasione speciale per vivere Cortina in un’atmosfera vibrazionale, sospesa tra sport, grandi eventi e panorami mozzafiato. Sarà possibile ammirare dall’alto le piste olimpiche in preparazione, godersi discese spettacolari e respirare quell’energia internazionale che solo un evento come le Olimpiadi può creare.

Importanti anche le novità sulla sicurezza: da questa stagione il casco diventa obbligatorio per tutti, senza eccezioni, per una montagna più sicura e responsabile. E per quanto riguarda la mobilità, Cortina ha predisposto un piano di trasporti dedicato al pubblico della stagione invernale, con pass e servizi speciali per residenti, ospiti e possessori di skipass stagionale, in modo da garantire spostamenti fluidi anche durante il periodo olimpico. Dopo l’annuncio dell’apertura delle piste di Bormio ecco che anche Cortina è pronta a farci battere il cuore.

Perché è il momento di organizzare un viaggio a Punta Cana, meta top della Repubblica Dominicana

20 novembre 2025 à 16:32

Punta Cana è rinomata per le sue spiagge incontaminate, le acque cristalline e la bellezza naturale ancora piuttosto selvaggia. Un paradiso in Terra, insomma, come forse altri, penserete. Tuttavia, a differenza di altre mete tropicali, è molto più alla portata perché trascorrere una vacanza in questo Eden non costa una follia.

Questa località, meta numero uno del turismo nella Repubblica Dominicana, è un luogo da cartolina, perfetta per chi è in cerca di totale relax ma anche per chi ama l’avventura, in quanto offre una vasta gamma di attività d’acqua ma anche sentieri escursionistici attraverso le foreste tropicali vicine. Punta Cana vanta anche una ricca scena culturale, che mescola tradizioni locali con il patrimonio coloniale.

Nuovo volo verso Punta Cana

Oltre ai voli charter che collegano l’Italia con la Repubblica Dominicana, a partire da gennaio 2026 si potrà volare verso questo paradiso caraibico con i voli di Air France che collegano Parigi-Charles de Gaulle a Punta Cana. Il primo volo sarà operativo a partire dal 13 gennaio 2026 e fino al 28 marzo, tre volte a settimana il martedì, giovedì e sabato. I voli saranno operati con aeromobili Boeing 777-300ER. In poco più di nove ore, si abbandona il freddo dell’Europa d’inverno per atterrare al Punta Cana International Airport dove la colonnina di mercurio tocca i 30°C.

Cosa fare a Punta Cana

Punta Cana è la meta numero uno della Repubblica Dominicana ed è una località turistica “costruita a tavolino”, a partire già dagli Anni Settanta, da un imprenditore locale di nome Frank R. Rainieri. Questo lungimirante personaggio ha convertito l’area lungo la costa orientale in una sorta di parco, il cui tema scelto è l’Eden: spiagge paradisiache, mare cristallino, sole e intrattenimento per tutte le età e tutte le esigenze. Al primo resort fatto costruire da Rainieri allora – il Punta Cana Club, costruito nel 1971, con una capacità di circa 40 ospiti – se ne sono aggiunti decine di altri nel corso degli anni. Punta Cana, nella provincia di La Altagracia, è la destinazione ideale non soltanto per gli amanti della tintarella, ma anche per i golfisti, con i suoi numerosi campi da golf sparsi lungo tutto il litorale.

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@Air France
Il mare favoloso di Punta Cana nella Repubblica Dominicana

Questa località turistica accontenta anche gli appassionati di snorkeling grazie ai fondali ricchi di pesci colorati che si possono ammirare stando a pelo d’acqua. Inoltre, se siete interessati a un itinerario storico-culturale potrete visitare l’antica città di Higuey che si torva a un’ora di auto da Punta Cana.

La maggior parte dei resort di questa località è family friendly e ha tutta una serie di luoghi di intrattenimento per i bambini. Le spiagge di Punta Cana sono tutte bellissime, con la sabbia candida e le acque turchesi. Quel piccolo hotel si trovava nell’area che oggi ospita il Punta Cana Resort & Club, forse la più nota delle strutture alberghiere di tutta questa zona, ma in realtà anche una delle più conosciute di tutta la Repubblica Dominicana.

Tre cose imperdibili a Punta Cana

Punta Cana è famosa soprattutto per tre cose: le spiagge, i cenotes e l’Isola di Saona.

Spiagge

Le spiagge sono la prima attrazione, naturalmente. Quella di Bavaro – dove sorge un grande resort, uno dei più famosi della zona, – è la principale: sabbia finissima, palme che sembrano disegnate da un artista e un mare che sfuma dal verde chiaro al blu intenso. Quella di Macao, invece, resta la più selvatica, con onde che fanno felici i surfisti e gli amanti della natura.

Isola di Saona

Imperdibile è l’escursione che viene proposta da tutti i resort, quella a Isla Saona, un angolo paradisiaco davvero da cartolina, un isolotto selvaggio circondato da piscine naturali ricche di stelle marine. Solitamente la gita in barca è accompagnata da un bagno in pieno oceano lontanissimo dalla costa per poi fare tappa sull’isola per qualche ora di totale relax e un pic-nic a base di pesce o aragosta alla griglia e frutta tropicale.

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123RF
L’Isola di Saona nella Repubblica Dominicana

Cenotes

Nell’immediato entroterra, la zona intorno a Punta Cana è ricca di cenotes, laghi d’acqua dolce dentro cavità naturali che ricordano che Hispaniola – il nome originario della Repubblica Dominicana – è un’isola di pietra viva. Lo Scape Park a Cap Cana, per esempio, ospita il celebre Hoyo Azul tra pareti verticali, dove l’acqua è color zaffiro e l’atmosfera è primordiale.

Queste sono 5 mete top dove andare a Capodanno 2026 in Italia per un veglione unico

Par : losiangelica
17 novembre 2025 à 14:22

Il Capodanno arriva puntuale ogni anno, ma non tutte le notti di San Silvestro sono uguali. C’è chi sogna grandi feste in piazza, chi vuole ballare fino all’alba, chi preferisce un cenone gourmet e chi invece cerca atmosfere romantiche o avventure nella neve. La buona notizia? In Italia puoi trovare tutto questo, e anche di più. Se state già organizzando dove andare per un Capodanno 2026 in Italia indimenticabile, ecco una selezione di città che promettono di farti iniziare l’anno nuovo col botto.

Genova

Genova non delude mai quando si parla di Capodanno. La location simbolo è Piazza De Ferrari, dove ogni anno la musica fa vibrare la città. Per accogliere il 2026, sul palco saliranno i Pinguini Tattici Nucleari. Per chi ama il mare e le atmosfere più soft, il Porto Antico è un’altra tappa obbligata: pista di pattinaggio, ruota panoramica, spettacoli per bambini e un panorama che, di notte, diventa pura poesia.

Dove andare a Capodanno 2026 in Italia

Se invece cercate qualcosa di davvero unico, potreste scegliere di festeggiare il Capodanno… sott’acqua (o quasi): all’Acquario di Genova, circondati da vasche luminose e creature marine, è un’esperienza che conquista grandi e bambini.

Cortina

Cortina è la meta lifestyle per eccellenza e per Capodanno 2026 la Regina delle Dolomiti si prepara a stupire, anche in vista dei futuri eventi olimpici. Tante le attività da fare: dalle escursioni in motoslitta alle Tre Cime di Lavaredo alla discesa in slittino sul Monte Piana senza dimenticare lo sci. E ovviamente non può mancare l’après-ski: a Cortina è un must. Cocktail bar, locali glamour, musica e un’atmosfera chic che vi farà arrivare alla mezzanotte già col sorriso stampato in faccia.

Bologna

Bologna è una città che trasforma il Capodanno in un rito collettivo, con un mix di musica, tradizione e positive vibes. Si parte dalla mitica Piazza Maggiore, dove la sera del 31 si balla, si canta. Il momento clou? Ovviamente il Falò del Vecchione, il simbolico rogo dell’anno appena passato. Vedere le fiamme illuminare la piazza allo scoccare della mezzanotte è una tradizione che non smette mai di emozionare.

Alghero

Se desiderate iniziare il 2026 in modalità “good vibes only”, Alghero è la destinazione perfetta. L’evento prende il nome di Cap d’Any ed è capace di accendere la città per settimane intere. Concerti, spettacoli, musica dal vivo, artisti in movimento: ogni angolo diventa una festa.

La serata del 31 dicembre, però, è pura magia: quando il cielo sopra il mare esplode di fuochi d’artificio, la baia si illumina e il lungomare si riempie di applausi e musica. Le discoteche e i locali restano aperti tutta la notte, con dj e live performance perfette per chi non vuole mai dire “stop”. E il primo giorno dell’anno? Se avete energie residue o se vi svegliate prima di pranzo, potete esplorare la città a piedi oppure in bici e godervi (con un po’ di fortuna) una giornata soleggiata.

Taormina

Chi progetta un Capodanno romantico, raffinato e con un panorama da cartolina non può che puntare su Taormina. La località affacciata sul mare incanta con il celebre teatro greco, con cenoni gourmet e feste eleganti. Chi invece preferisce dedicare le feste alla cultura può scegliere tra visite guidate dell’Etna, tour del centro storico e percorsi che portano fino al suggestivo castello di Taormina.

Le “peggiori” destinazioni dove andare a sciare, secondo le recensioni

17 novembre 2025 à 10:45

Le Alpi restano il grande classico dell’inverno europeo: chilometri di piste, resort iconici, villaggi che sembrano usciti da un film natalizio. Eppure, dietro alle cartoline patinate, si nasconde una realtà meno incantata. Le destinazioni più famose attraggono enormi flussi turistici e, come spesso accade, più popolarità significa anche più critiche.

Tra affollamento, prezzi fuori scala e impianti che avrebbero decisamente bisogno di una rinfrescata, alcune località si sono conquistate la nomea di “peggiori” secondo le lamentele degli utenti su TripAdvisor. Non necessariamente posti da evitare, ma luoghi in cui sapere cosa aspettarsi può fare la differenza tra la settimana bianca perfetta e un’esperienza da dimenticare. Qui una panoramica delle località che spiccano, ma per motivi discutibili.

Harry Potter compie 25 anni nel 2026: una compagnia aerea offre aerei a tema (e tanto divertimento)

12 novembre 2025 à 13:37

Immaginate di salire a bordo di un aereo in cui tutto è a tema Harry Potter: non è un sogno, ma un’esperienza reale resa possibile dalla compagnia aerea LATAM, che ha annunciato una partnership esclusiva con Warner Bros. Discovery America Latina per offrire ai passeggeri avventure uniche ispirate al celebre maghetto durante i voli.

L’iniziativa, che prende il via il 12 novembre 2025, segna un passo innovativo nel settore dell’aviazione, combinando trasporto, intrattenimento e merchandising ufficiale in un progetto unico nel suo genere.

In volo con Harry Potter

Il primo aereo a ricevere il design speciale è un Boeing 787-9, seguito da un Airbus 320, entrambi decorati con decalcomanie raffiguranti illustrazioni emblematiche tratte dai film della celebre saga. Gli aerei non smettono di stupire, come il volo più lungo del mondo. Questi velivoli opereranno su rotte nazionali e internazionali, offrendo ai viaggiatori non solo un’esperienza di volo straordinaria, ma anche uno spettacolo visivo per chi li osserverà negli aeroporti della regione. L’iniziativa durerà 12 mesi, durante i quali LATAM trasformerà alcuni dei suoi voli in veri e propri percorsi immersivi nel mondo magico di Hogwarts.

Un elemento centrale del progetto sarà LATAM Play, la piattaforma di intrattenimento e connettività a bordo, che offrirà ai passeggeri la possibilità di guardare l’intera saga cinematografica di Harry Potter, insieme a contenuti esclusivi legati ai film. Grazie a questa iniziativa, i viaggiatori potranno vivere un’esperienza coinvolgente non solo durante il volo, ma anche prima e dopo, grazie a contenuti interattivi e attività speciali progettate per appassionare grandi e piccini.

L'aereo a tema Harry Potter per il 25° anniversario
Ufficio Stampa Latam
L’aereo a tema Harry Potter per il 25° anniversario del maghetto

Esperienza immersiva per gli appassionati di Hogwarts

Paulo Miranda, Vicepresidente Customer di LATAM Airlines Group, ha commentato: “Harry Potter è una storia che ha segnato intere generazioni nel mondo. Siamo entusiasti di presentare questa alleanza che trasforma l’esperienza di volo in un viaggio unico e memorabile per i nostri clienti. In LATAM vogliamo connettere le persone non solo con le destinazioni, ma anche con le storie che le ispirano.”

Da parte sua, Pablo Greco, Vicepresidente Ad Sales per la Regione Andina di Warner Bros. Discovery, ha aggiunto: “Vedere un’icona globale come Harry Potter insieme a LATAM ci riempie di entusiasmo. In Warner Bros. Discovery cerchiamo costantemente modi creativi per integrare i nostri franchise nelle esperienze quotidiane e sorprendere i fan in modi nuovi e inaspettati. Questo progetto, creato e prodotto in Cile e ora in espansione regionale, dimostra il potenziale dei nostri brand nel creare connessioni profonde e significative in contesti innovativi.”

Harry Potter e la pietra filosofale
ANSA
Harry Potter e la pietra filosofale

L’iniziativa assume un significato ancora maggiore in vista del 25° anniversario del film Harry Potter e la Pietra Filosofale, che ricorrerà nel 2026. In quell’occasione i passeggeri potranno sentirsi parte della celebrazione grazie a esperienze a tema a bordo, tra cui scenografie nella cabina, prodotti da collezione e catering ispirato al mondo della saga. Per estendere ulteriormente l’esperienza, saranno organizzati concorsi, eventi interattivi e attività speciali negli aeroporti e sui social media, offrendo ai fan la possibilità di vincere voli, esperienze a tema e merchandising ufficiale.

Questa iniziativa rappresenta un esempio innovativo di come le compagnie aeree possano integrare l’intrattenimento e le esperienze immersive nella loro offerta, andando oltre il semplice trasporto per trasformare il viaggio stesso in un’avventura indimenticabile. Con questa collaborazione, LATAM e Warner Bros. Discovery non solo celebrano una delle saghe cinematografiche più amate di sempre, ma ridefiniscono il concetto di esperienza di volo, dimostrando che il trasporto aereo può diventare un palcoscenico per la fantasia, la cultura e la magia.

Valle d’Aosta: antichi percorsi si snodano tra panorami alpini e quiete assoluta

8 novembre 2025 à 14:30

La Valle d’Aosta è la regione più piccola d’Italia, ma nonostante le contenute dimensioni racchiude una miriade di tesori per i visitatori. Sarà per questo che d’estate è davvero invasa di turisti che arrivano dall’Italia e dalle altri d’Europa per godere delle sue montagne, del suo cielo incredibilmente azzurro, dei suoi castelli e delle altre attrazioni di un territorio davvero ricco.

Poi, con il passare dei mesi, la folla fluisce via, ma la bellezza rimane. Anzi, d’autunno la regione all’estremo nord-ovest d’Italia regala qualcosa di diverso, ulteriore e troppo spesso sottovalutato. È, spesso, la stagione perfetta per ritrovare un ritmo lento, camminare sui sentieri vecchi di decenni che a lungo hanno collegato i piccoli villaggi, gli alpeggi e i vari valichi. È un invito irresistibile per chi ama la montagna, la natura, e i grandi panorami, quelli che riempiono lo sguardo di meraviglia.

Che cosa fare in Valle d’Aosta d’autunno

L’autunno valdostano offre una vera e propria miriade di esperienze. Ovviamente le attività all’aperto mantengono un ruolo di primo piano anche quando non è più estate. Anzi, le passeggiate tra boschi e castagneti hanno certamente qualcosa di ancora più suggestivo rispetto alla bella stagione.

Merito dei mille colori del foliage, con i larici che caratterizzano le pendici montane che in ottobre si accendono di uno scenografico giallo dorato. Nelle valli afferenti al Gran Paradiso si scoprono panorami spettacolari, percorrendo sentieri che non di rado portano all’avvistamento della splendida fauna che popola le montagne.

Con meno affluenza turistica, poi, l’autunno è perfetto per esplorare i tanti castelli medievali che punteggiano la valle: quello di Fénis è uno spettacolare maniero insolitamente posto in una posizione priva di difese naturali, mentre quelli di Verrès e Ussel svettano in cima a promontori rocciosi. Da non perdere anche il castello di Issogne, con i suoi magnifici affreschi nel porticato, e il Castello Reale di Sarre, con i suoi sfarzosi interni eredità della famiglia Savoia.

Val d'aosta autunno
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Il castello di Ussel

Le vie dei borghi, dei villaggi e dei paesi sono, in autunno, spesso invase da sagre e feste locali. Un esempio ne è la désarpa, la tipica festa con cui si celebra il ritorno delle mandrie dagli alpeggi montani all’inizio dell’autunno. È una festività che caratterizza diverse località, con cortei storici, sfilate in costume, degustazioni di prodotti tipici. Quelle di Morgex e Valtournanche sono tra le più rinomate. L’intera stagione autunnale è comunque caratterizzata da fiere agricole, mercati e feste paesane.

Peraltro, l’autunno è la stagione ideale per gustare i sapori della tradizione. La cucina valdostana è sostanziosa e genuina: la sugosa polenta concia, caratterizzata dai sapori del formaggio locale; lo stufato chiamato carbonada, caratterizzato da carne, cipolle e vino rosso; la classica fonduta, regina della tavola locale; la robusta zuppa alla valpellinentze, con verza, fontina e lardo al suo interno.

La cucina valdostana è anche caratterizzata da una serie di salumi tipici, con sapori particolari e spesso sorprendenti come quelli del boudeun (un insaccato composto da patate, lardo, sangue di maiale e spezie), delle saouseusses (salsicce stagionate di carne bovina), della motzetta (una bresaola di bovino o equino aromatizzata con erbe di montagna). Ovviamente, poi, i veri e propri re della tavola sono i formaggi della regione, su tutti la fontina, accompagnati dai vini locali: la qualità dei bianchi è ben nota, ma i rossi sono ingiustamente sottovalutati.

Autunno in Val d’Aosta: proposte di escursione

L’autunno porta con sé giornate più corte, un meteo più variabile, temperature più basse e le prime nevi. Tuttavia è ancora una stagione fantastica per godere della montagna attraverso il mezzo di trasporto più antico di tutti: i nostri piedi.

Camminando lungo i tantissimi itinerari possibili in Valle d’Aosta si possono scoprire panorami sensazionali, ammirare in contemplazione le altissime vette già imbiancate, attraversare boschi trasformati in un caleidoscopio di colori.

Cammino Balteo

Il Cammino Balteo è un itinerario di oltre 350 chilometri che attraversa tutta la media e bassa Valle d’Aosta, toccando 48 comuni e regalando scorci diversi a ogni tappa. Si tratta di un percorso a bassa quota, ideale proprio in autunno, quando i paesaggi si accendono di colori caldi e le giornate sono ancora miti.

Si può ovviamente scegliere quanta parte del Cammino affrontare e quale dei tanti luoghi di interesse attraversati ammirare: i castelli medievali o i vigneti, le mulattiere che collegano i villaggi di media montagna o i panorami montani sulle cime più alte della regione.

I castagni di Machaby

Il santuario di Notre Dame des Neiges e il villaggio di Machaby, ad appena 700 metri di altitudine, sono la destinazione di una escursione davvero ideale per l’autunno, perché tutto attorno all’edificio religioso e alla piccola frazione si estendono boschi di castagni secolari che in questa stagione si trasformano in un mosaico di sfumature dorate.

Il percorso, facile e adatto a tutti, parte dall’affascinante borgo di Arnad, che merita di per sé una visita ed è noto per il Lardo d’Arnad. In un paio d’ore si sale tra i castagneti bruniti fino al santuario e al villaggio.

All’ingresso di Machaby, peraltro, si trova un sito archeologico affascinante: qui è custodita la cosiddetta pietra della fertilità, un megalito collegato ad antichi rituali magici celtici che si diceva prevenissero la sterilità nelle donne che vi scivolavano sopra.

Da Donnas a Bard

Breve ma affascinante itinerario che collega due borghi tra i più caratteristici e noti della bassa Valle d’Aosta: Bard, con la sua imponente fortezza ottocentesca, e Donnas, attraversato dalla Via delle Gallie, la strada romana ancora perfettamente visibile.

Valle d'aosta autunno
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Il Forte di Bard in autunno

Il percorso, facile, segue le tracce proprio dell’antica via romana, costeggiando tratti scavati nella roccia e l’arco monumentale che segnava l’ingresso alla città di Donnas. Si tratta di una lunga passeggiata adatta a tutti, dalla durata di circa un paio d’ore, dedicata in particolare a coloro che vogliono immergersi in duemila anni di storia e da chi ama i ritmi lenti. Si può completare l’escursione visitando il Forte di Bard, oggi sede del Museo delle Alpi.

Il Lago Blu in Val d’Ayas

Il Lago Blu è una delle destinazioni più gettonate della Valle d’Aosta, in qualsiasi stagione. In autunno, se il meteo è benevolo, si può giovarsi di una visita in un silenzio profondo.

Valle d'aosta autunno
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Il Lago Blu in Val d’Ayas

Il bacino si trova a oltre duemila metri di quota, sopra Saint-Jacques-des-Allemands, nel comune di Ayas. Da qui parte il sentiero, percorribile in circa due ore, che sale dolcemente tra boschi dorati e ampi pascoli caratterizzati da baite in legno. Si arriva infine al lago, incastonato in un paesaggio lunare e roccioso, tra due morene pietrose. Qui il cristallino specchio d’acqua riflette splendidamente le vette delle montagne, le nubi e il cielo sopra di sé.

I luoghi reali di Fantaghirò, dove è stata girata la fiaba cult degli Anni ’90

Par : marcobaldini
6 novembre 2025 à 17:00

Negli Anni ’90 Fantaghirò ha conquistato intere generazioni con le avventure di una principessa coraggiosa, tra magie, nemici terrificanti e storie d’amore impossibili. La miniserie italiana, ispirata alla fiaba popolare toscana “Fanta-Ghirò, persona bella”, ha saputo creare un mondo fantastico unico grazie non solo alla sceneggiatura e ai personaggi, ma anche alle location mozzafiato in cui è stata girata.

Dalla Repubblica Ceca alla Slovacchia, passando per Cuba e Thailandia, ogni set ha contribuito a costruire l’atmosfera fiabesca che ha reso celebre la saga.

Di cosa parla Fantaghirò

La serie prende spunto dalla fiaba tradizionale toscana, in cui una giovane principessa dimostra coraggio e intelligenza affrontando prove impossibili e conquistando l’amore di un re nemico, portando pace tra due regni. Nella trasposizione di Lamberto Bava del 1991, Fantaghirò diventa una guerriera moderna: indipendente, audace e capace di innamorarsi di Romualdo a prescindere dal suo genere.

I film raccontano le sue battaglie contro forze oscure, streghe malvagie e creature fantastiche, in un mondo che mescola magia, romanticismo e avventura.

Fantaghirò Remo girone
ANSA
Alessandra Martinez e Remo Girone in Fantaghirò

Dove è stato girato

Sebbene gran parte delle riprese siano avvenute all’estero, la produzione, i costumi e la scenografia sono interamente italiane. Grazie alla combinazione di set naturali, castelli fiabeschi e scenografie esotiche, Fantaghirò è riuscita a creare un mondo suggestivo e senza tempo, capace di affascinare ancora oggi chi l’ha amata negli Anni ’90.

Thailandia

Per Fantaghirò 4, alcune scene sono state girate in Thailandia. In particolare nell’antica città museo di Samut Prakan (Mueang Boran), a circa 30km a sud-est di Bangkok. I templi e le architetture orientali hanno contribuito a ricreare il regno di Re Tohor, dove Fantaghirò si reca per fermare il male. Le atmosfere esotiche dei paesaggi tropicali e delle costruzioni storiche hanno fornito uno sfondo perfetto per un racconto fantasy dai toni avventurosi e misteriosi, dando agli spettatori la sensazione di entrare in un mondo lontano e incantato.

Templi dell'antica città di Samut Prakan in Thailandia
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Templi dell’antica città di Samut Prakan

Cuba

Il quinto film della saga, Fantaghirò 5, ha avuto come set principale Cuba, scelto per la sua bellezza naturale e i suoi paesaggi tropicali, ma anche per motivi economici. A raccontarlo fu il regista Lamberto Bava: «Abbiamo scelto Cuba per contenere i costi e dare alla serie un’ambientazione completamente diversa. Qui c’è una scuola di cinema straordinaria, con tecnici preparati e manodopera qualificata. Certo, la burocrazia rallenta un po’ tutto, ma a Cuba non si compra nulla solo con il denaro».

Qui approda il galeone volante del cattivissimo Senzanome e della sua ciurma di arcimboldi vegetali. Tra spiagge, grotte e il Parco forestale metropolitano de L’Avana, sono state girate le scene più spettacolari, incluso il galeone dell’orco mangiabambini. In questo capitolo, Fantaghirò incontra le Memosughe, creature che succhiano i suoi sentimenti, e deve ricostruire la propria vita in un mondo parallelo, lontano dall’amore per Romualdo e dalla sua famiglia.

Parco Avana
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Parco metropolitano dell’Avana a Cuba

Nelle foreste dell’Avana, dove un tempo fu girato il primo Tarzan con Johnny Weissmuller, è stato costruito il galeone pirata in scala reale, mentre gli studi televisivi della Riv, ricavati negli ex locali della Fox, sono stati trasformati in un mondo di magie, streghe e fumi colorati grazie agli effetti speciali di Sergio Stivaletti.

I castelli della Repubblica Ceca

Nonostante le ambientazioni esotiche, i castelli dell’Est Europa restano il cuore della saga. Il castello di Bouzov, in Repubblica Ceca, è stato scelto come dimora di Fantaghirò. La sua architettura gotico-rinascimentale ha regalato alle scene un’atmosfera fiabesca, impreziosita dal celebre pozzo in cui la principessa viene isolata dalle sorelle.

Il castello di Pernstejn ha invece rappresentato la residenza di Romualdo, con torri slanciate e boschi incantati che hanno fatto da sfondo ai momenti romantici della serie. In Slovacchia, il castello di Bojnice ha ospitato le scene del palazzo della Strega Nera, con le sue torri, le mura ricoperte di edera e i giardini incantati. I fiumi, i laghi e le foreste circostanti hanno completato il quadro, rendendo ogni avventura visivamente memorabile.

Castello di Pernstejn
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Castello di Pernstejn

The Lost City: le location mozzafiato dell’avventura con Sandra Bullock e Channing Tatum

Par : marcobaldini
5 novembre 2025 à 16:30

Ambientato su un’isola pittoresca e senza nome, The Lost City (2022) cattura lo spettatore con paesaggi mozzafiato e scenografie curate nei minimi dettagli, che fanno da sfondo all’avventura rocambolesca di una celebre scrittrice di romanzi rosa e del suo affascinante “cover man”, interpretati da Sandra Bullock e Channing Tatum.

La storia segue il rapimento della protagonista da parte di un eccentrico miliardario e il suo viaggio alla scoperta dei misteri di un’antica città descritta nei suoi libri, mentre il suo compagno cerca coraggiosamente di salvarla. Il film diretto da Aaron e Adam Nee attraversa ambienti diversi, dalle foreste lussureggianti alle suggestive grotte subacquee, offrendo un mix perfetto di azione, humor e scenari naturali da sogno.

Dove è stato girato

Le riprese si sono svolte principalmente sull’incantevole isola della Repubblica Dominicana, meta cinematografica di molti film famosi come Pirati dei Caraibi: La maledizione della prima luna, Fast & Furious 7 e il più recente Shotgun Wedding.

Portillo

La regione di Portillo è famosa per le sue spiagge soleggiate e la splendida costa. Tuttavia, ciò che ha catturato l’attenzione del team di produzione è stata la giungla ricca di una vegetazione lussureggiante. Gran parte delle scene ambientate nella foresta sono state girate proprio qui, tra cui la fuga di Loretta (Sandra Bullock) e Alan (Channing Tatum) dal sito archeologico in cui sono tenuti prigionieri, e la memorabile scena dell’attacco in motocicletta.

Il sito archeologico è stato realizzato in una piantagione di cocco chiamata West Grove, nella stessa area. L’area dello scavo è stata trasformata in modo scenografico, con tende e tavoli da lavoro a sottolineare il poco interesse di Abigail Fairfax (Daniel Radcliffe) per l’archeologia e la sua ossessione per l’apparenza di grandezza.

Secondo quanto riportato da Conde Nast Traveler, Radcliffe ha spiegato sul set: «Ogni volta che entri in scenografie come questa e vedi la quantità di lavoro che è stata impiegata, rimani stupito. E questo aiuta il pubblico a capire chi è Fairfax. Non è davvero interessato all’archeologia; per lui conta solo lo sfarzo e l’apparenza».

Altos de Chavón

La vivace cittadina in cui vediamo per la prima volta Loretta e Alan ballare insieme, consolidando la nascente storia d’amore che si sviluppa poi nel corso del film, è stata girata ad Altos de Chavón. Il borgo è stato costruito negli Anni ’70 per richiamare i villaggi mediterranei del XVI secolo, con vicoli acciottolati e persiane in legno. Grazie al suo stile pittoresco e idilliaco, la cittadina ha offerto lo sfondo perfetto per il momento romantico della coppia.

Altos de Chavón è anche una popolare attrazione turistica, famosa per il suo anfiteatro romano da 5.000 posti situato vicino al fiume Chavón, che ha ospitato in passato concerti di artisti del calibro di Frank Sinatra. La cittadina si trova inoltre nelle vicinanze del tranquillo resort Casa de Campo, noto per le sue lussuose ville e la raffinata atmosfera.

Altos de Chavon
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Altos de Chavon

Salto de Sacoa

Senza dubbio le scintillanti cascate catturerebbero immediatamente l’attenzione di chiunque, e il luogo è facilmente accessibile al pubblico per una visita. Situata nel Parco Nazionale Los Haitises, la cascata Salto de Sacoa è stata la splendida location scelta dal team di produzione per le scene dell’ingresso alla tomba di Kalaman. Mentre Loretta e Alan esplorano la zona alla ricerca dell’entrata nascosta, la vegetazione lussureggiante e l’acqua cristallina si mostrano da ogni angolo, creando uno sfondo mozzafiato e dinamico che contrasta con l’oscurità della grotta in cui stanno per entrare.

Il getto d’acqua si riversa in uno stagno racchiuso tra valli e vegetazione selvaggia, regalando uno scenario talmente suggestivo da sembrare una cartolina. Il parco si trova nelle vicinanze della capitale, Santo Domingo, e vanta vaste mangrovie e piante subtropicali, elementi che ne fanno una vera e propria gemma naturalistica della Repubblica Domenicana.

Iguabonita Cave

Quando Loretta e Alan si avventurano verso la tomba di Taha e Kalaman cercano di fuggire attraverso una rete di caverne e grotte sottomarine. In realtà sono state utilizzate tre location differenti, sapientemente unite per ricreare il complesso e inquietante sistema mostrato sullo schermo.

Tra queste c’è la grotta sotterranea di Iguabonita, situata all’interno dello Scape Park (a Punta Cana), un noto parco avventura all’aperto molto frequentato sia dai turisti che dai locali. I suoi stretti passaggi e i tortuosi corridoi oscuri mettono a dura prova anche i viaggiatori più coraggiosi, mentre le ampie e maestose cavità aperte lasciano letteralmente senza fiato. Questo suggestivo scenario sotterraneo ha contribuito a creare l’atmosfera di cupezza e malinconia che circonda le tombe di Taha e Kalaman, i cui resti simboleggiano tragicamente  l’amore perduto e la dolorosa perdita di Taha.

Pinewood Studios

Un’altra location fondamentale per le scene delle caverne sono stati i Pinewood Studios a Juan Dolio. Lo studio è famoso per il suo imponente serbatoio d’acqua, utilizzato per girare le sequenze subacquee in cui Loretta e Alan nuotano disperatamente verso la barca durante la loro fuga finale.

Con una vista a perdita d’occhio sul Mar dei Caraibi, il serbatoio è stato lo sfondo di molti film recenti dalle acque profondamente blu, come il thriller psicologico Old di M. Night Shyamalan e l’horror di sopravvivenza 47 Metri di Johannes Roberts. Nonostante The Lost City sia stato girato principalmente in esterni, la produzione ha sfruttato anche i modernissimi set interni offerti da Pinewood Studios.

Samaná, Las Terrenas

The Lost City si conclude con l’immagine fiabesca di Alan che galoppa lungo la spiaggia sul suo cavallo bianco, indossando una camicia bianca con volant e con i capelli biondi che svolazzano al vento. Questa scena è resa ancora più suggestiva dal paesaggio tranquillo, dalle sabbie bianche e dalle acque turchesi della spiaggia di Samaná a Las Terrenas. Si tratta di una delle spiagge lungo la costa nord dell’isola rimaste pressoché incontaminate dall’industria turistica, regalando così una vista spettacolare e autentica.

Spiaggia di Samaná
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Spiaggia paradisiaca di Samaná, a Las Terrenas

Samaná ha rappresentato anche la terza location per le sequenze sotterranee delle caverne nel film, in particolare quelle lungo la parte nord-orientale delle spiagge. Le grotte subacquee si sono rivelate il set perfetto per girare le scene in cui Loretta e Alan attraversano l’acqua avvicinandosi alla tomba di Kalaman. All’interno delle caverne sono visibili diverse pitture murali e incisioni realizzate dal popolo nativo dei Taíno, spesso raffiguranti squali, divinità e balene.

Queste grotte hanno già avuto fama come sfondo iconico per film amatissimi dal pubblico, come Jurassic Park. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la troupe cinematografica ha soggiornato proprio a Samaná durante le riprese, immergendosi completamente nella bellezza naturale della zona.

Skipass 2025/26, sciare in Italia costerà di più: prezzi fino a 86 euro al giorno

Par : losiangelica
3 novembre 2025 à 09:37

La stagione invernale 2025/2026 si annuncia calda: l’ossimoro non riguarda il meteo, ovviamente, ma i prezzi. Se in estate si va al mare, durante i mesi più freddi tutti sognano almeno una giornata sulla neve tra piste da sci e sport a tema con panorami mozzafiato. Negli ultimi anni, però, i costi sono saliti vertiginosamente e in questo caso non ci sono eccezioni.

Le prime comunicazioni parlano di un aumento dei prezzi degli Skipass 2025/2026, che toccheranno gli 86 euro al giorno in località come quelle delle Dolomiti.

Skipass 2025/2026: prezzi in aumento

Da Livigno al Sestriere, da Courmayeur al comprensorio Dolomiti Superski, la tendenza è una sola: i prezzi salgono. Rispetto al 2021, gli aumenti toccano in alcuni casi il +40%.

Oggi uno skipass giornaliero a Livigno costa 72 euro (contro i 52 di quattro anni fa), mentre sulle Dolomiti si arriva a 86 euro. In Valle d’Aosta si viaggia tra i 58 e i 72 euro, a seconda della località. E non va meglio al centro Italia: a Roccaraso, la stazione più nota dell’Appennino abruzzese, il biglietto giornaliero è salito fino a 60 euro, con gli abbonamenti stagionali che sfiorano i 755 euro.

Gli aumenti non riguardano solo il singolo giorno sugli sci. Gli stagionali, da sempre un investimento per chi trascorre l’inverno sulle piste, ora variano dai 965 euro di Livigno ai 1.788 euro delle formule “Valle d’Aosta + Zermatt”.

Secondo Assoutenti, le giustificazioni degli operatori (costi energetici, manutenzione degli impianti, investimenti tecnologici) non reggono del tutto. Gabriele Melluso, presidente dell’associazione, ha parlato dei rincari definendoli ingiustificati e inaccettabili poiché l’inflazione è attualmente sotto controllo e le tariffe energetiche sono tornate a livelli normali.

Il rischio concreto a cui andremo incontro? Che la classica “settimana bianca” diventi una rarità, un’esperienza riservata ai più abbienti escludendo totalmente una fascia della popolazione. Già nella stagione scorsa, denuncia l’associazione, un milione di italiani in meno ha scelto la montagna per le vacanze invernali e si rischia che i numeri questa volta siano ancora più alti.

Sciare a Livigno
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Sciare a Livigno è sempre più costoso, lo Ski Pass aumenta nella stagione 2025 2026

Non solo skipass: gli aumenti sulle vacanze in montagna

Lo sci non è mai stato uno sport economico, ma oggi ogni voce di spesa pesa di più. Il costo del noleggio dell’attrezzatura (sci, scarponi, caschi) è cresciuto sensibilmente, e lo stesso vale per alberghi e ristoranti. Secondo i dati Istat analizzati da Assoutenti, negli ultimi quattro anni le tariffe alberghiere sono aumentate del +26% in Valle d’Aosta, del +32,8% nel Veneto montano e del +36% in Alto Adige.

Per chi sogna un weekend romantico in baita o una vacanza in famiglia, la somma finale può diventare proibitiva: skipass, vitto, alloggio e scuola di sci portano facilmente a spese superiori ai 2.000 euro per una settimana in due persone.

L’Osservatorio italiano del Turismo Montano, guidato da Massimo Feruzzi, conferma il trend. Secondo le stime, il costo medio di un soggiorno sarà di 5,8% in più rispetto al 2024 e riguarderà gli hotel, le scuole da sci, ma anche servizi di bar e ristorazione.

Mentre si attende l’inizio delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, l’Italia si prepara a gestire un nuovo aumento dei costi che porterà, inevitabilmente, a un cambiamento nel turismo rendendo sempre più esclusivo lo sport sulla neve.

Magia d’inverno a Plan de Corones: tra neve, emozioni e panorami da sogno

2 novembre 2025 à 15:30

Situata nel cuore dell’Alto Adige in Val Pusteria, la regione dolomitica di Plan de Corones (Kronplatz in tedesco) – che deve il suo nome all’omonima area – è una delle mete più amate dagli appassionati della montagna e degli sport invernali.

Questa regione comprende i comuni di: Marebbe, Chienes, Valdaora, Falzes, Perca, Gais, Rasun Anterselva, San Lorenzo, San Martino in Badia e Brunico e la suggestiva città della Rienza.

Plan de Corones in inverno

In inverno, Plan de Corones mostra il suo lato più spettacolare: un comprensorio sciistico moderno e perfettamente organizzato, collegato alle principali località come Brunico, San Vigilio di Marebbe e Valdaora.

Le sue piste si estendono per oltre 120 km e sono adatte a ogni livello di esperienza.

Ma non si tratta solo di sci: la montagna offre anche una vasta gamma di altre attività, panorami mozzafiato, cultura ladina, accoglienti rifugi di montagna, Alto Adige guest pass (per muoversi con i mezzi pubblici e fare attività personalizzate in base alla stagione) e tante esperienze autentiche da vivere tra le Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Sciare sulle piste del comprensorio

L’attività principale è, senza dubbio, lo sci. Il comprensorio di Plan de Corones è famoso per le sue piste ampie, perfettamente battute e servite da impianti di risalita modernissimi.

Gli sciatori possono scegliere tra discese panoramiche e piste tecniche (gli esperti si possono cimentare anche nella “Black 5 Challenge” affrontando le 5 piste più impegnative del comprensorio), con viste spettacolari sulle Dolomiti.

Grazie al Dolomiti Superski, è possibile esplorare un’enorme area sciistica con un unico skipass. Anche i principianti e i bambini trovano scuole di sci qualificate e aree dedicate per imparare in tutta sicurezza. Per questo la meta è perfetta anche per famiglie.

Attività da fare a Plan de Corones in inverno
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Sci alpino sulle piste di Plan de Corones

Visitare il MMM Corones e gli altri musei

Sulla vetta di Plan de Corones facilmente raggiungibile in funivia, a oltre 2.200 metri, sorge il Messner Mountain Museum Corones, progettato dall’architetta Zaha Hadid per l’alpinista Reinhold Messner. Il museo racconta la storia dell’alpinismo tradizionale e dell’uomo di fronte alla montagna. L’interno, scavato nella roccia, regala un’esperienza suggestiva tra arte, storia e natura.

Per chi ama la cultura, ci sono poi anche altri musei da esplorare come il Messner Mountain Museum Ripa nel castello di Brunico; il Museo Provinciale degli usi e costumi a Teodone e il Lumen Museum dedicato alla fotografia di montagna.

Cosa fare a Plan de Corones in inverno
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Messner Mountain Museum Corones sul Plan de Corones

Ciaspole e sci da fondo

Per chi ama la tranquillità e la natura, le escursioni con le ciaspole o con gli sci da fondo sono l’attività ideale. Numerosi percorsi partono dai paesi ai piedi del Plan de Corones, attraversando boschi innevati. Questo è un modo perfetto per godersi il silenzio della montagna innevata e respirare l’aria fresca dell’Alto Adige.

Relax nei centri benessere e après-ski

Dopo una giornata sulla neve, non c’è niente di meglio che un momento di relax nelle spa e nei centri benessere della zona. Le strutture di Brunico e San Vigilio offrono saune, bagni turchi e piscine panoramiche con vista sulle montagne.

Chi preferisce la vita mondana può invece scegliere uno dei tanti rifugi après-ski per godersi musica, divertimento e un vin brulé in compagnia.

Esperienze autentiche da non perdere

Oltre allo sci e alle escursioni con le racchette da neve, Plan de Corones offre tante esperienze autentiche da vivere durante l’inverno.

È possibile provare il pattinaggio su ghiaccio, ammirare la Concordia 2000 – campana sulla cima del Plan de Corones, passeggiare sul Lago di Anterselva ghiacciato, partecipare a gite romantiche in slitta, fare discese con lo slittino oppure, andando nel periodo delle feste, esplorare i mercatini di Natale di Brunico.

Gli amanti dell’adrenalina possono cimentarsi nello snowboard freestyle o nel parapendio invernale e per chi cerca autenticità, una visita ai rifugi permette di assaporare i piatti tradizionali come canederli, speck e strudel di mele.

Cosa vedere e fare a Plan de Corones in inverno
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Brunico vestita a festa per Natale

Viaggi sulla neve, elette le regine della montagna 2025: le località più amate

1 novembre 2025 à 07:30

Il fascino delle montagne italiane non conosce stagioni, ma è in inverno che raggiungono il loro massimo splendore. Tra vette innevate, piste scintillanti e borghi avvolti dalla magia della neve, il turismo alpino italiano si conferma una delle esperienze più amate e ricercate dagli appassionati di sport invernali e dagli amanti della natura.

Anche quest’anno, l’Osservatorio Jfc ha stilato la classifica delle località di montagna più amate, premiando le destinazioni che meglio combinano eccellenza, sostenibilità, servizi e accoglienza nel panorama del turismo della neve.

La classifica delle località di montagna più amate

In vetta alla classifica 2025 dell’Osservatorio Jfc si conferma anche quest’anno la regina delle nevi Cortina d’Ampezzo, che si prepara al grande appuntamento con i Giochi Olimpici Invernali 2026 di Milano-Cortina. La “Perla delle Dolomiti” primeggia non solo nella classifica generale, ma anche nelle categorie “località più famosa” e “più trendy”.

Al secondo posto si piazza Madonna di Campiglio, premiata per le migliori piste da sci, la vocazione family e l’ampia offerta di servizi turistici. Terza in classifica, Livigno, che conquista il titolo di località più green, simbolo di un turismo di montagna sempre più sostenibile.

Altri premi speciali sono stati conferiti anche a Moena (in Val di Fassa, in provincia di Trento), che è la più “accessibile”, e a Courmayeur, la preferita per l’accoglienza alberghiera.

Madonna di Campiglio
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Piste da sci di Madonna di Campiglio

Di seguito la classifica completa (con il numero di voti ottenuti), che vede altre splendide mete italiane come Bormio (anche lei tra i protagonisti delle prossime olimpiadi invernali), Ponte di Legno/Passo del Tonale e Ortisei, in Val Gardena:

  1. Cortina d’Ampezzo (Belluno, Veneto) – 6.571 voti
  2. Madonna di Campiglio (Trento, Trentino-Alto Adige) – 6.525 voti
  3. Livigno (Sondrio, Lombardia) – 6.150 voti
  4. Courmayeur (Aosta, Valle d’Aosta) – 5.998 voti
  5. Canazei (Trento, Trentino-Alto Adige) – 5.678 voti
  6. Cervinia (Aosta, Valle d’Aosta) – 5.623 voti
  7. Bormio (Sondrio, Lombardia) – 5.040 voti
  8. Sestriere (Torino, Piemonte) – 4.910 voti
  9. Ponte di Legno/Passo del Tonale (Brescia, Lombardia / Trento, Trentino-Alto Adige) – 4.617 voti
  10. Asiago e il suo Altopiano (Vicenza, Veneto) – 4.609 voti
  11. Andalo (Trento, Trentino-Alto Adige) – 4.305 voti
  12. Ortisei (Bolzano, Trentino-Alto Adige) – 4.229 voti
La magia della sera a Livigno
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Livigno con le luci della sera

I comprensori sciistici più amati

Anche i comprensori sciistici e i demani sciabili sono stati valutati nella classifica: a dominare tra loro è la SkiArea Madonna di Campiglio, che vince la categoria “migliori impianti di risalita”, seguita da Val di Fassa, premiata per il “miglior rapporto qualità-prezzo”, mentre l’Alta Badia si distingue per la “migliore sicurezza”.

Premi speciali sono stati riconosciuti anche alla Val Gardena per le “migliori piste” e al Cervino Ski Paradise per la “migliore garanzia di innevamento”.

La classifica conferma il primato del turismo alpino italiano, capace di coniugare paesaggi mozzafiato, impianti all’avanguardia e un’attenzione crescente alla sostenibilità ambientale. Dalle piste perfettamente innevate alle vette panoramiche, passando per borghi accoglienti e strutture turistiche di qualità, le montagne italiane restano un richiamo irresistibile per chi cerca sport, relax ed emozioni da vivere in alta quota.

La Giornata del Trekking Urbano: camminare per scoprire l’Italia

26 octobre 2025 à 11:25

Ventidue anni fa, a Siena, prendeva forma un’idea semplice e al tempo stesso rivoluzionaria: trasformare la città in un percorso da esplorare a passo lento. Da quell’intuizione del 2003 è nata la Giornata Nazionale del Trekking Urbano, un’iniziativa che ha saputo farsi strada a livello nazionale, unendo cultura, turismo e benessere in un’esperienza collettiva.

Oggi, con la sua XXII edizione prevista per venerdì 31 ottobre 2025, l’evento coinvolge 85 città in 19 regioni, dalle grandi capitali d’arte ai borghi più suggestivi, tutte unite sotto il tema “Le Vie del Giubileo tra storia, cultura e spiritualità”.

Il filo conduttore del Giubileo

Il 2025 segna un appuntamento di grande richiamo per la tradizione cattolica: l’Anno Santo Giubilare, che da secoli richiama pellegrini da tutta Italia e dal mondo.

Per l’occasione, la Giornata del Trekking Urbano ha deciso di intrecciare i propri itinerari con i percorsi giubilari, ripercorrendo le antiche vie dei pellegrini e i cammini che hanno segnato la storia del Paese.

La scelta non è casuale: il Giubileo invita al cammino, all’esperienza del viaggio inteso come riflessione, incontro e scoperta. Così, i trekker moderni avranno l’opportunità di percorrere strade medievali, antichi ospitali, piazze e chiese che, nei secoli, hanno accolto uomini e donne in cerca di spiritualità, cultura e accoglienza.

Camminare per scoprire

Il trekking urbano non è solo un’esperienza turistica, ma un modo per osservare la città con occhi nuovi. Camminando a passo lento, si colgono dettagli altrimenti invisibili: un portale nascosto, un affresco dimenticato, le storie dei passanti.

La Giornata unisce movimento e conoscenza, benessere e cultura, e rende il cammino accessibile a tutti. Famiglie, gruppi di amici e viaggiatori solitari possono vivere itinerari che, pur diversi nella lunghezza e nella difficoltà, condividono la stessa essenza ovvero la scoperta del patrimonio diffuso e l’incontro con l’anima autentica dei luoghi.

Siena, cuore del progetto

A guidare il movimento rimane Siena, dove tutto è cominciato. Il percorso 2025, intitolato “1300–2025 Giubileo e cammini: luoghi, pellegrini e spiritualità nei secoli”, accompagna residenti e turisti dal Campo al Duomo e a Santa Maria della Scala, luoghi simbolo della spiritualità e dell’accoglienza lungo la Via Francigena.

I percorsi tra città e borghi

Veduta di un canale di Comacchio, Ferrara
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Trekking urbano a Comacchio

Dal nord al sud, la Giornata del Trekking Urbano propone itinerari che sono un mosaico di storie e suggestioni. L’Aquila racconta le Vie Giubilari e la Perdonanza Celestiniana, Napoli dedica il cammino alle “Donne di fede, carità e speranza”, mentre Bologna unisce spiritualità e accoglienza con un finale musicale suggestivo. Mantova conduce i partecipanti lungo la Via Carolingia fino alla Basilica di Sant’Andrea, evocando secoli di pellegrinaggi.

Accanto alle città, non possono certo mancare i Borghi Più Belli d’Italia: ad Ercolano, il culto mariano emerge tra edicole votive e tradizioni popolari, a Comacchio, fede e acqua si fondono in immagini devozionali disseminate tra barche e case, a Finale Ligure, un doppio itinerario porta alla Basilica giubilare di San Biagio mentre ad Ascoli Piceno il cammino recupera la memoria dei pellegrini medievali, dai battisteri romanici alle chiese storiche.

Natura e cammino

Il trekking urbano non significa soltanto storia e arte, ma anche immergersi appieno nel paesaggio.

Ancona invita a percorrere il Parco del Cardeto, con panorami a picco sul mare e testimonianze storiche, Aosta coniuga vestigia romane e montagne alpine, Trento mette in comunicazione cammini alpini e luoghi del Concilio, mentre Spoleto restituisce la dimensione del pellegrinaggio tra boschi e colline.

Nei borghi, la natura diventa protagonista: a Tempio Pausania i percorsi si snodano tra granite e paesaggi della Gallura,  e a Termoli il borgo antico emerge dal mare in un dialogo tra costa e arte urbana.

Tracce del passato e memoria collettiva

Scorcio del borgo di Leonforte, Sicilia
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Scorcio del borgo di Leonforte

Camminare lungo queste vie significa anche riscoprire la storia e il senso di comunità.

E, a questo proposito, Pavia fa incontrare la propria memoria con la Via Francigena, Verona ripercorre le vie dei pellegrini medievali, Ivrea invita a leggere la città come connubio di memoria industriale e spiritualità. In Sicilia, Leonforte lega il trekking al barocco e alle fontane monumentali, in Toscana, Pitigliano racconta secoli di convivenza tra comunità diverse mentre in Calabria, San Giovanni in Fiore guida alla scoperta delle tracce lasciate da Gioacchino da Fiore, abate visionario del Medioevo.

Cammina Natura, le escursioni più belle in Italia il 25 e 26 ottobre

25 octobre 2025 à 11:25

Il 25 e il 26 ottobre 2025, la natura torna protagonista con la settima edizione di Cammina Natura, l’evento diffuso organizzato dall’Aigae – Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche – che invita a rallentare, respirare a pieni polmoni e lasciarsi incantare dalla bellezza del paesaggio italiano.

Di cosa si tratta

In centinaia di tappe sparse da Nord a Sud, le Guide Ambientali condurranno lungo percorsi poco battuti, tra sentieri che svelano la ricchezza nascosta del Belpaese: luoghi minori, angoli dimenticati, parchi naturali, beni confiscati alle mafie restituiti alla collettività, ecosistemi preziosi da preservare e narrazioni che uniscono ambiente, storia e cultura.

Un’occasione gratuita, inclusiva e diffusa per riscoprire il valore dell’escursionismo non solo come attività fisica, ma come esperienza di connessione con il territorio e le sue comunità: Cammina Natura è un modo per partecipare attivamente a una visione di turismo responsabile, di economia circolare e di memoria collettiva.

Oltre alle escursioni a piedi o in bicicletta (anche in orari insoliti come l’alba o la notte) il programma include visite nei beni confiscati alle mafie in collaborazione con l’associazione Libera. Il 25 ottobre sarà possibile partecipare a queste esperienze in Toscana, Calabria, Basilicata e Puglia, mentre il 26 ottobre sarà la volta dell’Emilia-Romagna. Il senso di appartenenza, la memoria e il riuso sociale incontrano così con la meraviglia dei paesaggi e il piacere del cammino.

Cinque escursioni da non perdere, tra natura, storia e legalità

Tra le centinaia di escursioni proposte da Cammina Natura, ne abbiamo selezionate cinque che raccontano (in modi differenti) il fascino dei territori, la forza del cammino condiviso e l’importanza di riscoprire ciò che spesso resta ai margini.

Tramonto tra le Colline del Prosecco

A Farra di Soligo, nel cuore delle Colline del Prosecco, l’armonia tra uomo e natura ha generato un paesaggio che oggi è riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità: le mani sapienti di generazioni di viticoltori hanno modellato con dolcezza le colline, e trasformato la terra in un mosaico di vigneti, stradine e borghi sospesi nel tempo.

Sabato 25 ottobre, la guida ambientale Mattia Pertile accompagna i partecipanti in un’escursione di circa quattro ore, lungo un itinerario di 8 chilometri che si snoda tra dolci dislivelli e scorci mozzafiato. Il momento più suggestivo? Quando il sole inizia a calare, tingendo di oro e rame i filari del Prosecco.

San Leo: tra spiritualità, mistero e paesaggi spettacolari

Il fascino di San Leo, in provincia di Rimini, risiede nell’incontro tra storia, leggenda e natura. Sabato 25 ottobre, l’escursione guidata da Massimo Ruggeri conduce i partecipanti in un itinerario a piedi che si muove all’ombra della celebre rocca, dove si intrecciano le vicende del Conte di Cagliostro e la spiritualità francescana.

Il cammino attraversa un bosco dai colori autunnali intensi, per momenti di pura meraviglia. Il percorso, lungo sei chilometri, offre anche una rara occasione: quella di avvicinarsi alla frana che sconvolse l’antica capitale d’Italia, un evento naturale che ha lasciato segni profondi nel paesaggio e nella memoria del territorio. Tre ore per immergersi in un luogo che incanta e interroga.

Vista della Fortezza di San Leo, Rimini
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La magnifica Fortezza di San Leo

Alla scoperta del Parco dello Stirone e del Piacenziano

Domenica 26 ottobre sarà possibile esplorare un’area unica per valore ambientale e significato civile. L’escursione parte dal Podere Millepioppi, bene confiscato alla mafia oggi sede del Parco dello Stirone e del Piacenziano, alle porte di Salsomaggiore Terme. Le guide ambientali Annalisa Guaraldo e Antonio Consoli porteranno lungo un percorso lungo il fiume Stirone, dove affiorano strati geologici che raccontano l’antico passato marino di queste terre.

Camminando per circa tre ore e mezza lungo un tragitto di 12,5 chilometri, si avrà l’opportunità di leggere la storia della Terra nei suoi sedimenti, ma anche di riflettere sul valore del bene comune e sul potere trasformativo della legalità.

Grotte, poeti e mare della Costa Viola

Nel cuore della Costa Viola calabrese, sabato 25 ottobre si parte da Palmi per un’escursione che è un vero e proprio abbraccio tra mare e montagna. La salita inizia tra uliveti e antiche vie, fino a raggiungere le suggestive grotte di “Pignarelle” e “Trachina”, scrigni di pietra che custodiscono silenzi e racconti.

Le guide Andrea Laurenzano e Giuseppe Tripodi accompagneranno i camminatori fino alla caletta di Rovaglioso, dove il mare si apre all’improvviso tra le rocce, e regala uno dei panorami più poetici dell’intera regione. Durante il percorso di circa 10 chilometri si attraverseranno anche terreni un tempo in mano alla criminalità organizzata, oggi riconsegnati alla comunità.

Veduta della caletta di Rovaglioso lungo la costa di Palmi, Calabria
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Splendida caletta di Rovaglioso lungo la costa di Palmi

Il Balcone Calcareo di Monte Murone

Infine, nella Sardegna nord-occidentale, tra i profumi della pineta e il Parco Naturale Regionale di Porto Conte, si snoda un sentiero che unisce memoria bellica e meraviglia paesaggistica. Domenica 26 ottobre, la guida Gianluca Soru accompagnerà i partecipanti lungo le antiche strade militari della Seconda Guerra Mondiale, dove trincee, fortini e postazioni di tiro raccontano la storia di uno sbarco mai avvenuto, ma temuto e preparato.

Il cammino, breve ma intenso, in due ore conduce fino alla cima di Monte Murone: una terrazza calcarea che si affaccia sulla baia di Conte e sulla rada di Alghero. Da lassù, la natura si apre in uno spettacolo a 360 gradi, tra luce, vento e orizzonti infiniti.

Diventare “scienziati” nel cuore della natura: la nuova tendenza di viaggio 2026

23 octobre 2025 à 09:58

Nel 2026 il turismo si tinge di curiosità scientifica. Sempre più viaggiatori scelgono esperienze che uniscono avventura e ricerca, scoprendo il mondo non solo come visitatori, ma anche come protagonisti attivi nella tutela dell’ambiente. È il Citizen Science Tourism, o turismo scientifico partecipativo, un trend in crescita che trasforma il viaggio in una missione collettiva: raccogliere dati, osservare specie, monitorare ecosistemi.

Il viaggio del futuro sarà sempre più consapevole. Dalle barriere coralline alle foreste tropicali, fino alle stelle sopra i deserti, ogni destinazione può diventare un laboratorio a cielo aperto. Ecco alcune esperienze speciali che si possono vivere nel mondo.

Monitorare le barriere coralline

Nel cuore dei mari tropicali, sub e snorkeler possono unirsi a programmi di ricerca che coinvolgono volontari nel monitoraggio dello stato delle barriere coralline. I partecipanti imparano a osservarne lo stato di salute, a identificare specie chiave e a registrare i dati utili alla conservazione marina globale.

Dalle acque dell’Australia a quelle del Belize, fino alle Filippine, il viaggio diventa un’occasione per “fare la differenza” sotto la superficie dell’oceano. Ogni osservazione contribuisce a una banca dati internazionale, trasformando la passione per il mare in un gesto concreto per il pianeta.

Belize con la sua bellissima barriera corallina
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Belize con la sua incredibile barriera corallina

Alla ricerca della biodiversità nelle foreste

Le foreste tropicali e temperate si trasformano in aule naturali per i nuovi “eco-esploratori”. In Costa Rica, Borneo o Madagascar, i progetti di citizen science invitano i viaggiatori a documentare piante, insetti e uccelli rari, lavorando insieme ai ricercatori locali.

Queste iniziative promuovono un turismo etico e responsabile, in cui ogni dato raccolto contribuisce alla protezione di ecosistemi fragili. La scienza incontra così il viaggio lento, dove si osserva, si ascolta e si apprende dal ritmo della natura.

Citizen Science Tourism 2026: il nuovo trend
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Nella foresta a Bandung, Indonesia

Osservatori nei parchi nazionali

Negli Stati Uniti, il Glacier National Park è un esempio di come il turismo scientifico possa supportare la conservazione. I visitatori partecipano a programmi di monitoraggio delle capre montane, dei rapaci e delle specie a rischio.

In Europa, iniziative simili nei parchi alpini e pirenaici coinvolgono escursionisti nella raccolta di dati su flora e fauna. Queste esperienze uniscono avventura e ricerca, offrendo la possibilità di contribuire attivamente alla gestione dei parchi naturali.

L’astroturismo scientifico tra le stelle

Per chi ama guardare il cielo, l’astroturismo offre una dimensione unica del citizen science tourism. In regioni certificate come “dark sky destinations” i viaggiatori possono partecipare a progetti che uniscono osservazioni astronomiche e tecnologia digitale.

Con telescopi intelligenti e app di rilevamento, si contribuisce a mappare costellazioni e fenomeni celesti, trasformando la passione per l’astronomia in un’esperienza collettiva e immersiva.

Nuova tendenza di viaggio per il 2026
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La via lattea in Cina

Combattere l’inquinamento luminoso

Un’altra forma di citizen science in viaggio è quella che invita cittadini e turisti a misurare la luminosità del cielo notturno. Basta confrontare le stelle visibili con modelli forniti via app per raccogliere dati sull’inquinamento luminoso.

È un’attività ideale durante soggiorni in borghi rurali o riserve naturali, dove il cielo torna protagonista. Anche senza strumenti avanzati, si diventa custodi della notte, contribuendo alla tutela di un bene prezioso per tutti: il buio naturale.

Le Dolomiti sono tra i Best of the World 2026, le mete consigliate da National Geographic

Par : elenausai10
22 octobre 2025 à 13:30

Basta nominare il National Geographic che subito immaginiamo viaggi all’insegna dell’avventura. Non stupiscono, quindi, le mete consigliate nel Best of the World 2026, dove l’obiettivo è chiaro: invogliare i viaggiatori a esplorare terre lontane, percorrere nuovi itinerari e cogliere l’imprevisto dietro l’orizzonte.

Dal cammino costiero della Corea del Sud a un road-trip lungo la leggendaria Route 66 negli USA, fino agli 800 anni di storia marinara in Inghilterra, la lista di quest’anno propone 25 destinazioni diverse, compresa un’italiana. Tra le mete suggerite, infatti, spicca una gemma alpina che conosciamo bene, ma che viene rilanciata con occhi nuovi: le nostre amate Dolomiti.

Le Dolomiti tra i Best of the World 2026

Nel 2026, l’Italia del nord sarà il palcoscenico di uno degli eventi più attesi del decennio: i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali. Milano e Cortina d’Ampezzo condivideranno i riflettori, ma sarà il paesaggio delle Dolomiti a rubare davvero la scena. Questo anfiteatro di roccia chiara e cielo terso, dichiarato Patrimonio UNESCO, si prepara ad accogliere atleti e viaggiatori da tutto il mondo, mostrando il volto più autentico dell’arco alpino italiano.

Chi sogna di vivere le montagne come un olimpionico potrà esplorare l’immenso comprensorio del Dolomiti Superski, tra i comprensori sciistici più grandi d’Italia: dodici aree collegate, quasi 30.000 acri di piste e panorami che sembrano scolpiti da un artista visionario. Ma il fascino di queste montagne non si esaurisce con la neve. In estate, gli impianti di risalita restano aperti e accompagnano gli escursionisti tra prati punteggiati di fiori alpini, malghe profumate e tramonti che incendiano le cime in un bagliore rosa dorato, il celebre fenomeno dell’enrosadira.

E mentre Cortina e i paesi vicini si preparano ai Giochi Olimpici con hotel rinnovati e lodge di design, i viaggiatori più curiosi possono spingersi oltre le piste. Al Museum Ladin Ciastel de Tor, nel villaggio di San Martino, la cultura ladina rivela le radici più profonde di queste valli: un mosaico di lingue, miti e tradizioni che resistono al tempo come le montagne stesse.

Le altre mete consigliate da National Geographic

Dalle vette italiane alle distese d’oltreoceano, la lista Best of the World 2026 firmata National Geographic invita a guardare il pianeta con occhi nuovi. Si parte dal Québec, dove il fascino francofono incontra la natura selvaggia del Canada, fino a Vancouver, laboratorio urbano di sostenibilità incastonato tra oceano e montagne.

In Asia, la modernità di Beijing si affianca alla spiritualità silenziosa della Prefettura di Yamagata in Giappone e ai sentieri panoramici della Corea del Sud, invitando a un viaggio tra tradizione e futuro. Più a sud, l’energia pulsante di Manila, nelle Filippine, si mescola alle atmosfere mistiche delle coste del Mar Nero in Turchia, mentre Khiva, in Uzbekistan, riporta il viaggiatore sulle orme delle antiche carovane della Via della Seta.

In Europa, la lista abbraccia città e regioni dal forte carattere: Hull e lo Yorkshire nel Regno Unito, dove l’arte e il paesaggio dialogano tra passato industriale e natura poetica, Guimarães in Portogallo, culla della nazione lusitana, e i Paesi Baschi in Spagna, dove cultura, gastronomia e natura convivono in perfetto equilibrio.

Negli Stati Uniti, l’anima on the road si rinnova lungo la storica Route 66 in Oklahoma, mentre la wilderness delle Badlands del North Dakota svela panorami scolpiti dal vento. Compare anche la Costa Chica di Oaxaca, in Messico, che porta alla luce la cultura afro-messicana e un modo più autentico di vivere il Pacifico.

NH Collection Mirtillo Rosso, natura e benessere nel cuore delle Alpi italiane

10 octobre 2025 à 11:00

Quando si pensa a una fuga dalla routine quotidiana, in pochi luoghi si ritrova l’incanto delle montagne italiane. Ad Alagna Valsesia, un piccolo gioiello incastonato a oltre 1.150 metri di quota, sorge una struttura in cui è possibile trovare il rispetto per la tradizione montana e il comfort moderno più raffinato.

Diciamolo subito: NH Collection Mirtillo Rosso è molto più di un posto dove dormire. È quella destinazione dove ogni dettaglio è studiato per farti sentire bene davvero. E qualunque sia il proprio tipo di vacanza ideale – sci, trekking o relax totale – qui tutti possono trovare una loro dimensione.

Alagna Valsesia, dove la cultura Walser incontra la natura selvaggia

Il contesto in cui si colloca questa struttura è molto particolare. Alagna non è una comune località turistica di montagna ma un borgo che ha mantenuto vivo il patrimonio della popolazione Walser, antica comunità di origine germanica che si stabilì in queste valli secoli fa.

Passeggiando tra le sue viuzze, si ammirano ancora oggi le caratteristiche abitazioni costruite con legno e pietra locale, testimonianze di un’architettura che ha sfidato il tempo. Ma è l’immersione nel Parco Naturale dell’Alta Valsesia a rendere davvero speciale questo territorio: una riserva protetta dove la fauna e la flora alpine prosperano indisturbate in scenari che tolgono il fiato in ogni stagione.

Un paradiso per ogni stagione

Durante i mesi invernali, Alagna si trasforma in una delle mete più ambite dagli sciatori europei. Il motivo? L’accesso diretto al Comprensorio Sciistico del Monterosa, un sistema di piste che si estende per oltre 150 chilometri attraverso tre vallate diverse: Alagna, Gressoney e Champoluc. Per gli amanti del fuoripista e del freeride, queste montagne rappresentano un vero paradiso innevato, con discese mozzafiato e paesaggi incontaminati.

Ma l’estate non è da meno. Quando la neve si ritira, il territorio rivela una rete infinita di sentieri escursionistici adatti a tutti i livelli di preparazione. Gli appassionati di arrampicata trovano pareti verticali da conquistare, mentre i più avventurosi possono lanciarsi in esperienze di parapendio che regalano prospettive uniche sulle vette circostanti.

L’architettura che dialoga con il paesaggio

NH Collection Mirtillo Rosso è stato progettato con l’obiettivo di rispettare il territorio senza rinunciare all’eleganza contemporanea. L’ispirazione alle costruzioni tradizionali Walser si nota nei materiali naturali utilizzati e nelle linee architettoniche, ma l’approccio è decisamente moderno.

La sostenibilità ambientale è qui una scelta concreta che si riflette nell’uso di materiali ecologici e in soluzioni costruttive a basso impatto. Il risultato è una struttura che sembra far parte del paesaggio, piuttosto che imporsi su di esso.

Ciò che colpisce appena si varca la soglia sono le vetrate panoramiche che caratterizzano gli spazi comuni e molte delle camere. Queste ampie superfici trasparenti non sono solo un vezzo estetico, ma creano un continuo dialogo visivo tra interno ed esterno, permettendo agli ospiti di godere delle montagne in ogni momento della giornata, anche dal calore degli ambienti interni.

Junior Suite
NH Collection Mirtillo Rosso
Junior Suite

Camere e suite

Con 56 camere distribuite su diverse categorie, l’hotel dispone soluzioni per ogni esigenza. Le Superior Rooms costituiscono la scelta ideale per coppie o viaggiatori singoli che cercano comfort senza fronzoli, mentre le Family Rooms sono state appositamente concepite per nuclei familiari, con letti a castello e spazi extra per chi ricerca privacy e praticità.

Chi desidera qualcosa di più esclusivo troverà nelle Deluxe Rooms e nelle Suite il giusto equilibrio tra spazio, eleganza e servizi premium. Ma, il vero fiore all’occhiello della struttura è senza dubbio l’Executive Suite.

Family Room
NH Collection Mirtillo Rosso
Family Room

L’Executive Suite, comfort esclusivo con vista privilegiata

Immaginate di svegliarvi circondati dalle cime innevate, visibili attraverso vetrate che vanno dal pavimento al soffitto. L’Executive Suite è immersa in questo scenario da cartolina, ma include anche un’area spa completamente privata. Qui gli ospiti possono rigenerarsi in totale intimità, godendo di trattamenti e relax con le montagne come unico spettatore.

Tutte le camere sono dotate di comfort che fanno la differenza: dalla macchina per caffè e tè sempre disponibile, alla selezione di cuscini che permette a ciascuno di trovare il proprio comfort ideale. Gli accappatoi morbidi e le pantofole completano un’esperienza che coccola gli ospiti in ogni momento.

Geremia’s Restaurant, un viaggio tra sapori e tradizione

Al timone del Geremia’s Restaurant c’è lo Chef Omar Boneschi, che ha saputo reinterpretare i classici della cucina italiana con creatività e rispetto per le materie prime locali.

La filosofia della cucina si basa sulla valorizzazione dei prodotti del territorio attraverso tecniche contemporanee, senza tradire l’autenticità dei sapori della tradizione. Gli ospiti possono scegliere tra diverse formule: il menu à la carte per chi ama comporre il proprio pasto secondo i gusti personali, la formula pensione completa per chi preferisce affidarsi completamente alle proposte dello chef, o il menu del giorno che cambia in base alla stagionalità e alla disponibilità degli ingredienti freschi. Le famiglie, poi, apprezzeranno particolarmente l’attenzione riservata ai bambini.

Tavolo per due al Ristorante
NH Collection Mirtillo Rosso
Tavolo per due al Ristorante

Nel pomeriggio, il servizio si arricchisce di una selezione di dolci freschi e snack salati, perfetti per ricaricare le energie dopo una giornata di attività all’aria aperta.

Situato al piano terra e aperto dalle 10 del mattino fino alle 22, il bar dell’hotel rappresenta il punto d’incontro naturale per gli ospiti. Qui si possono gustare cocktail preparati ad arte, liquori locali che raccontano il territorio e piccoli assaggi pensati per accompagnare l’aperitivo.

Wellness, 700 metri quadrati dedicati al benessere

Con 700 metri quadrati complessivi, l’offerta wellness è articolata in due zone distinte, ciascuna pensata per esigenze diverse.

La zona riservata esclusivamente agli ospiti adulti si estende su 300 metri quadrati e rappresenta un vero santuario del relax. Qui il silenzio e la tranquillità sono sovrani, creando l’ambiente ideale per disconnettersi completamente dalla frenesia quotidiana.

La piscina coperta permette di nuotare anche nelle giornate più fredde, mentre quella in quella esterna è possibile immergersi nell’acqua calda mentre intorno la neve dipinge il paesaggio di bianco. La piscina di galleggiamento e l’idromassaggio completano l’offerta acquatica, ciascuna con benefici specifici per il corpo e la mente.

Le saune e il bagno turco aiutano a eliminare le tossine e a rilassare i muscoli affaticati dopo le attività sportive. Le docce sensoriali, con i loro giochi di temperatura e getti d’acqua, stimolano la circolazione e regalano sensazioni rivitalizzanti.

Cabina di massaggio nella Spa
NH Collection Mirtillo Rosso
Cabina di massaggio nella Spa

La seconda zona wellness, ancora più ampia con i suoi 400 metri quadrati, è stata progettata specificamente per le famiglie. Le piscine sono adatte anche ai più piccoli, con profondità graduali che permettono a tutti di godersi l’acqua in sicurezza. Lo scivolo è naturalmente l’attrazione preferita dai bambini, che possono divertirsi in totale libertà mentre i genitori si rilassano nelle immediate vicinanze.

Attività per tutti: sport, natura e intrattenimento

Per chi non vuole rinunciare all’allenamento nemmeno in vacanza, la palestra interna dispone di attrezzature moderne e complete. Tapis roulant per il cardio, cyclette per chi ama pedalare anche al chiuso e una selezione di pesi e attrezzi per l’allenamento di forza permettono di mantenere la routine di fitness o, semplicemente, di scaricare le tensioni accumulate.

Il giardino che circonda l’hotel è un’estensione naturale degli spazi interni. Durante la bella stagione, la terrazza solarium attrezzata con lettini diventa il luogo ideale per leggere un libro, godersi il sole alpino e ammirare il paesaggio.

Il servizio Guest Realtions è sempre disponibile per organizzare escursioni personalizzate, sia che si tratti di trekking guidati alla scoperta dei sentieri più belli, sia che si desiderino esperienze più adrenaliniche come l’arrampicata o il parapendio.

Le famiglie con bambini piccoli troveranno nel Baby Club (dedicato ai bimbi da 1 a 3 anni) e nel Mini Club (per i bambini dai 4 ai 12 anni) degli alleati preziosi. Questi spazi propongono attività ludiche ed educative che tengono impegnati i più piccoli in modo costruttivo, permettendo ai genitori di ritagliarsi momenti di relax senza preoccupazioni. Il servizio di babysitting è disponibile su richiesta per chi desidera una serata romantica al ristorante o momenti di tranquillità alla spa.

Come raggiungere l’hotel

Arrivare a NH Collection Mirtillo Rosso è più semplice di quanto si possa immaginare, nonostante la posizione montana. L’hotel è ben collegato ai principali hub di trasporto del nord Italia.

Chi arriva in aereo può scegliere tra diverse opzioni. L’aeroporto di Milano Malpensa dista circa 120 chilometri, quello di Milano Linate si trova a 145 chilometri, mentre da Torino la distanza è di circa 155 chilometri. In tutti i casi, il viaggio permette di ammirare il progressivo cambiamento del paesaggio, dalla pianura alle prime colline fino alle maestose vette alpine.

Per chi preferisce il treno, la stazione ferroviaria di Vercelli rappresenta lo snodo più vicino, a circa 95 chilometri dall’hotel. Da qui è possibile proseguire con auto a noleggio o servizi di transfer organizzati.

Trekking d’autunno, le migliori destinazioni da raggiungere in Europa

Par : elenausai10
7 octobre 2025 à 16:37

Amanti delle camminate, questi consigli sono per voi: l’autunno è finalmente arrivato, portando con sé quell’atmosfera magica che trasforma ogni sentiero in un invito all’avventura. Dopo i mesi caldi e affollati, è il momento ideale per riscoprire la natura a passo lento.

Dalle coste dorate della Spagna e della Grecia, dove il mare incontra scogliere e antichi borghi silenziosi, fino alle colline e alle montagne d’Italia, dell’Albania e dei Balcani, ogni itinerario regala emozioni diverse e panorami avvolti nella luce calda di ottobre. Che si tratti di un weekend tra vigneti e castagneti o di un lungo trekking sulle cime più isolate d’Europa, l’autunno è la stagione perfetta per ritrovare il piacere del cammino.

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