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La Spagna non ha più segreti per gli italiani, ora si può volare ovunque

Par : losiangelica
19 novembre 2025 à 11:00

La Spagna non è mai stata così a portata di mano: quest’inverno si vola davvero ovunque. Preparatevi a scoprire nuove città, vivere la magia delle feste in scenari da cartolina e regalarvi avventure che aspettano solo di essere vissute. Con le nuove rotte che avvicinano ancora di più Italia e Spagna, non avete più scuse: valigie pronte, perché l’inverno diventa la stagione perfetta per decollare verso emozioni tutte da raccontare.

Bilbao

Amate l’arte, il buon cibo e quell’atmosfera vibrante che solo i Paesi Baschi sanno offrire? Bilbao è la vostra meta perfetta. Quest’inverno raggiungerla sarà ancora più semplice. Volotea collega Verona durante il ponte dell’Immacolata (6 e 9 dicembre 2025) e poi dal 19 dicembre al 6 gennaio, con due voli settimanali, il martedì e il venerdì. easyJet, invece, mantiene operativo il collegamento Milano Malpensa – Bilbao anche d’inverno, con tre frequenze a settimana (martedì, giovedì e domenica).

Barcellona

Barcellona è una di quelle città che non smette mai di stupire, soprattutto in inverno: niente caos, temperature miti e scorci che brillano di una luce tutta nuova. Da Milano Malpensa, Singapore Airlines riprende i collegamenti con tre voli settimanali (mercoledì, giovedì e domenica), offrendovi l’occasione perfetta per una fuga tra architettura visionaria, mercati colorati e chilometri di lungomare.

Madrid

Se cercate energia pura, cultura ovunque e una città che in inverno diventa pura magia, Madrid è la vostra destinazione ideale. Volotea apre due nuovi collegamenti: Ancona Madrid dal 19 dicembre per tutte le feste natalizie con due frequenze settimanali (lunedì e venerdì), e Genova Madrid, anch’essa invernale, con due voli a settimana (lunedì e venerdì).

Madrid in Spagna
iStock
Nuovi voli dall’Italia per Madrid

Valencia

Valencia è la città perfetta per chi cerca un mix irresistibile di modernità, mare e tradizione. D’inverno rivela un lato autentico e rilassato, tutto da vivere. Da Venezia, Wizz Air manterrà attiva la rotta anche a partire dall’inverno 2025, con quattro voli settimanali (lunedì, mercoledì, venerdì e domenica). Godetevi la Città delle Arti e delle Scienze, pedalate nei suoi ampi parchi, passeggiate tra vicoli storici e assaggiate la vera paella in una giornata di sole: Valencia vi conquisterà con la sua luce.

Siviglia

Siviglia è una delle città più affascinanti della Spagna e d’inverno mostra il suo volto più autentico: mite, rilassata e incredibilmente suggestiva. Le possibilità per raggiungerla sono numerose. easyJet propone i collegamenti da Milano Malpensa con 2 frequenze settimanali, di lunedì e venerdì. Volotea, invece, parte da Verona dal 6 novembre al 14 dicembre, e dal 12 febbraio al 26 marzo 2026  di giovedì e domenica. Wizz Air invece propone i collegamenti ad Milano Malpensa con ben 5 partenze settimanali durante tutto l’inverno.

Alicante

Alla ricerca di una fuga al sole anche nei mesi più freddi? Alicante è la risposta. Mare, luce e una vita tranquilla che vi farà respirare a pieni polmoni. Wizz Air mantiene operativo il collegamento Milano Malpensa Alicante anche d’inverno dal 2025, con quattro frequenze settimanali (martedì, giovedì, sabato e domenica).

Las Palmas de Gran Canaria

E per chi vuole proprio dimenticare l’inverno, c’è Las Palmas, la capitale delle Isole Canarie a Gran Canaria. Un luogo dove il sole sembra avere sempre la meglio e il mare è protagonista. Dal 1° novembre, easyJet inaugura la nuova rotta Milano Linate Las Palmas, con frequenza settimanale il sabato.

Da Lisbona a Madrid in sole 3 ore? Il treno che rivoluziona i viaggi tra Spagna e Portogallo

2 novembre 2025 à 07:30

Un sogno per viaggiatori e pendolari si sta per avverare: Lisbona e Madrid saranno collegate da un treno ad alta velocità con tempi di percorrenza stimati a sole tre ore entro il 2034.

L’accordo tra Portogallo, Spagna e Commissione Europea promette un viaggio rapido, sostenibile e all’insegna del comfort, trasformando radicalmente gli spostamenti tra le due capitali, per cittadini e viaggiatori che vorranno scoprire le meraviglie della penisola iberica in modo più veloce, ecologico e panoramico che mai.

Il progetto del treno ad alta velocità

Spostarsi dalle strade color pastello della capitale portoghese alle piazze e ai palazzi maestosi di Madrid, percorrendo poco più di 600 chilometri in sole 3 ore, non è più un’utopia.

Il collegamento ferroviario Lisbona-Madrid verrà realizzato in più fasi: la linea ad alta velocità tra Évora e Caia entrerà in funzione già nel 2026, seguita dalla tratta Plasencia-Talayuela nel 2028. Tra le opere previste ci sono il raddoppio della linea Poceirão-Bombel entro il 2029, la costruzione di un nuovo ponte sul fiume Tago entro il 2027 e l’implementazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS).

L’obiettivo è ambizioso: entro il 2030 il viaggio tra le due capitali durerà circa 5 ore, per poi ridursi a 3 entro il 2034.

Velocità, comfort e sostenibilità

Oltre a ridurre drasticamente i tempi di percorrenza, il progetto punta a incentivare i treni rispetto agli aerei, diminuendo le emissioni di CO₂ e promuovendo una mobilità più sostenibile tra le due capitali. Secondo il ministro delle Infrastrutture portoghese Miguel Pinto Luz, Lisbona e Madrid a sole tre ore di distanza rappresentano un salto storico nella connettività tra Portogallo e Spagna.

“Portogallo e Spagna hanno compiuto un passo decisivo per avvicinare ancora di più le capitali iberiche. Il nuovo collegamento ferroviario tra Lisbona e Madrid rappresenta un’alternativa più competitiva dal punto di vista dei costi e della comodità per i passeggeri degli oltre 40 voli giornalieri tra le due capitali, promuovendo al contempo un trasferimento modale verso trasporti con un’impronta di carbonio inferiore”, ha affermato in una nota il ministero delle Infrastrutture e dell’Edilizia Abitativa del Portogallo.

“Riducendo significativamente i tempi di percorrenza a circa 3 ore entro il 2034 – ha aggiunto -, questo progetto non solo rafforza la coesione territoriale ed economica, ma contribuisce anche direttamente alla riduzione delle emissioni di gas serra, contribuendo a una mobilità più sostenibile in Portogallo e nella penisola iberica”.

In una nota ufficiale, la Commissione Europea ha evidenziato come questo grande progetto ferroviario transfrontaliero rappresenti un passo decisivo per migliorare la connettività all’interno dell’Unione e favorire la piena integrazione di Portogallo e Spagna nella rete europea ad alta velocità.

Anche il Commissario europeo per i trasporti e il turismo sostenibili, Apostolos Tzitzikostas, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, definendo il futuro collegamento – che permetterà di coprire oltre 600 chilometri tra Lisbona e Madrid in appena tre ore – un simbolo del nuovo modo di viaggiare in Europa: veloce, sostenibile e capace di unire città, culture e persone, nel grande sogno europeo di una mobilità senza confini.

Proposta della Lombardia: una Expo itinerante delle Dop e Igp europee

22 octobre 2025 à 11:33

Una grande ‘ expo ‘ itinerante dedicato ai prodotti europei a Denominazione di Origine e Indicazione Geografica , capace di portare in Europa e nel mondo l’esperienza, la tradizione e la qualità dei territori che li producono. È la proposta lanciata dal presidente di AREPO (Associazione delle Regioni Europee dei Prodotti d’Origine) e assessore lombardo all’Agricoltura Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi , nel corso dell’Assemblea generale svoltasi a Barcellona e ospitata dalla Regione Catalunya.

Una Expo itinerante per promuovere i prodotti d’eccellenza

L’idea ha l’obiettivo di promuovere i prodotti certificati nei principali mercati del continente e del mondo , raccontando ai cittadini cosa distingue davvero i prodotti d’origine e qual è il significato dei marchi e dei loghi di qualità europei.

L'assessore all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, interviene a Barcellona all'Assemblea generale di Arepo (Associazione delle Regioni europee dei prodotti d'origine) di cui è il presidente

“Le Indicazioni Geografiche rappresentano l’identità e la storia dei nostri territori – ha affermato Beduschi – ma troppo spesso il loro valore non è pienamente conosciuto. Con questa iniziativa vogliamo il racconto dei nostri prodotti fuori dai confini regionali e nazionali , in un viaggio attraverso l’Europa e il mondo, per far scoprire la cultura, il lavoro e la qualità che stanno dietro a ogni DOP e IGP . La prima tappa si terrà nel 2026 in Italia, e saranno i nostri consorzi di produttori i protagonisti nel dialogo diretto con i cittadini ei consumatori ”.

L’ingresso della Calabria all’AREPO

A margine dei lavori, Beduschi ha inoltre annunciato la richiesta di ingresso nell’associazione della Regione Calabria, che si unisce alle regioni italiane già aderenti – Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e Sardegna – portando a dieci la rappresentanza nazionale in AREPO.

Con oltre 35 regioni membri provenienti da Italia, Francia, Spagna, Germania, Grecia, Polonia e Portogallo, AREPO rappresenta oggi la principale rete politica e istituzionale a difesa e promozione dei prodotti a indicazione geografica d’Europa.

Lombardia ed Europa, essere comunità del cibo

“Il futuro del sistema agroalimentare europeo – ha concluso l’assessore Beduschi – passa dalla capacità di unire le forze e raccontare il valore autentico delle nostre produzioni. Solo così potremo rendere le DOP e le IGP non soltanto un simbolo di eccellenza, ma un linguaggio comune tra territori diversi che condividono lo stesso orgoglio: quello di essere comunità del cibo e della qualità “.

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La classifica dei Paesi migliori al mondo dove trasferirsi a vivere e lavorare

Par : elenausai10
21 octobre 2025 à 11:05

Oltre la metà degli italiani sogna di lavorare da remoto e vivere da nomade digitale. Se anche voi state pensando di farlo, sappiate che Global Citizen Solutions ha stilato una nuova classifica dei Paesi al mondo dove realizzare al meglio questo desiderio, il Global Digital Nomad Report 2025. L’Europa si conferma protagonista, grazie a infrastrutture sempre più moderne ed ecosistemi tecnologici in continua crescita.

In cima alla lista spiccano Spagna e Paesi Bassi, due destinazioni amatissime da chi ha scelto di lasciare l’ufficio tradizionale per abbracciare una carriera completamente virtuale, all’insegna della flessibilità e della libertà.

Negli ultimi anni, molti governi si sono mossi rapidamente per intercettare questa tendenza, introducendo visti e programmi di residenza pensati appositamente per attrarre lavoratori digitali. La classifica di Global Citizen Solutions prende in esame 64 Paesi, valutandoli in base a criteri come la durata dei visti, i requisiti di reddito e i percorsi verso la residenza permanente o la cittadinanza.

Nel cuore del Parco Naturale dell’Albufera, viaggio alle origini della paella spagnola

Par : elenausai10
17 octobre 2025 à 17:30

Anche quando il meteo non è dalla nostra parte e il cielo è trapunto di nuvole, il sole del tramonto riesce comunque a tingere di leggere sfumature arancioni e violette le acque della grande laguna salata del Parco Naturale dell’Albufera.

I canneti, che ondeggiano al vento, accompagnano i canali dove ogni giorno lavorano pescatori e coltivatori di riso. Sullo sfondo, le barche tradizionali, le albuferencas, scivolano lente sulla laguna: sono le stesse su cui saliamo per esplorare questo tesoro naturale della costa orientale della Spagna.

Siamo a pochi chilometri da Valencia, eppure sembra di essere lontani anni luce dalla frenesia urbana. Qui dove ha origine il riso spagnolo, l’ingrediente fondamentale di uno dei piatti più celebri al mondo: la paella.

Parco dell’Albufera, un paradiso di biodiversità alle porte di Valencia

A soli dieci chilometri dalla città di Valencia si estende una delle zone umide costiere più importanti della penisola iberica: il Parco Naturale dell’Albufera. Il termine “parco” non rende giustizia alla complessità di questo luogo: oltre 21.000 ettari in cui convivono ecosistemi diversi, dalla natura mediterranea più libera e selvaggia alle vaste distese di risaie, fino alle dune che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

È un paesaggio di serena bellezza, dove uomo e natura convivono in un equilibrio delicato. Il riso, ingrediente chiave della cucina spagnola, è il protagonista di questo scenario, ma è supportato da un cast eterogeneo di personaggi: una rete di organismi e colture che si sostengono a vicenda. La salute del parco è infatti legata a doppio filo a quella delle risaie, che non solo forniscono l’acqua necessaria alle zone umide, ma offrono anche rifugio e nutrimento a numerose specie migratorie.

Le colture proteggono e allo stesso tempo si affidano all’ambiente naturale che le ospita.

Uccelli nel Parco Naturale dell'Albufera
iStock
Uccelli nel Parco Naturale dell’Albufera al tramonto

I fenicotteri, con il loro piumaggio rosato, becchettano il fondo fangoso della grande laguna, profonda appena un metro. Insieme a loro, una moltitudine di altri uccelli, come fischioni turchi, mestoloni comuni, germani reali, aironi cenerini, sgarze ciuffetto, marzaiole, sterne comuni e gabbiani, trova qui un luogo di sosta e di nidificazione. Non a caso, nel 1990 l’Albufera è stata dichiarata Zona di Protezione Speciale per gli Uccelli (ZPS).

Sono queste le ricchezze naturali che il governo spagnolo ha voluto tutelare nel 1986, quando l’Albufera fu ufficialmente riconosciuta come parco naturale.

Dove nasce la paella: il riso dell’Albufera

Il paesaggio del Parco Naturale dell’Albufera si è rivelato perfetto per la coltivazione del riso e per la nascita di un’icona della gastronomia mondiale: la paella. Per gli spagnoli, questo piatto è molto più di una semplice ricetta, è un simbolo culturale, tanto quanto i mulini a vento di Don Chisciotte o le tele cubiste di Picasso.

Ettari ed ettari di campi di riso si estendono attorno alla laguna, una coltura introdotta nella penisola iberica dai conquistatori musulmani secoli fa e che oggi rappresenta l’anima gastronomica di Valencia. Una tradizione che richiede dedizione, conoscenza e un controllo costante della qualità.

A garantire questi standard è il D.O. Arroz de Valencia (Regulatory Council of the Valencia Rice Designation of Origin), nato nel 1998 per riunire produttori e professionisti impegnati nella tutela di questa eccellenza. Oggi, circa il 95% del riso D.O. viene coltivato all’interno del Parco Naturale dell’Albufera.

Paella spagnola
@SiViaggia-Elena Usai
La preparazione della paella valenciana tradizionale, cotta a fuoco vivo con rami di ulivo

Le varietà riconosciute, Senia, Bomba e Albufera, sono le protagoniste della paella valenciana tradizionale: quella autentica, preparata con riso, olio extravergine d’oliva, pomodoro grattugiato, paprika dolce, zafferano, sale, acqua, pollo, coniglio, fagiolini verdi e garrofón, un grande fagiolo bianco tipico della regione. Per assaporarla al meglio, il consiglio è di provarla nei ristoranti di El Palmar o Dénia.

Chi invece desidera scoprire la storia e la lavorazione di questo ingrediente, può visitare il Museo del Arroz a Valencia, ospitato all’interno del Molí de Serra, un antico mulino costruito nel quartiere del Cabañal nei primi anni del Novecento. Attivo per quasi un secolo, è stato trasformato in museo nel 2003 e oggi racconta, attraverso i suoi macchinari e archivi, la memoria del riso valenciano.

Come visitare il Parco Naturale dell’Albufera

Visitare il Parco Naturale dell’Albufera è un’esperienza che si può vivere facilmente in giornata da Valencia: la laguna si trova a circa dieci chilometri a sud del centro città e si raggiunge in meno di mezz’ora. Si può arrivare in auto, in bicicletta o con i mezzi pubblici. In quest’ultimo caso, prendete la linea 25 dell’EMT che collega Valencia con El Palmar ed El Perellonet, attraversando paesaggi di risaie e canali che anticipano la bellezza del parco.

Una volta arrivati, il modo migliore per scoprire l’Albufera è salire su una delle barche tradizionali, le albuferencas, che scivolano silenziose sull’acqua tra canneti e riflessi dorati. Molte partono da El Palmar, piccolo villaggio di pescatori che oggi ospita anche alcuni dei ristoranti più autentici dove gustare la paella valenciana. Per prenotarla (consigliamo di scegliere l’orario del tramonto) visitate il sito ufficiale del parco, dove troverete tutti i contatti necessari.

Per chi ama la natura, ci sono sentieri e percorsi ciclabili che costeggiano la laguna e permettono di osservare da vicino aironi, fenicotteri e altre specie protette. Al tramonto, il paesaggio si trasforma in uno spettacolo di luce e silenzio, perfetto per chiudere la giornata con una passeggiata o un aperitivo vista laguna.

L’Albufera è un luogo che invita a rallentare: se state organizzando un viaggio a Valencia, dedicate almeno una giornata a questo paesaggio sospeso tra acqua e cielo. Lasciatevi cullare dal silenzio della laguna, dal profumo del riso e dal ritmo lento delle barche che scivolano sull’acqua. È qui che la Spagna mostra il suo volto più autentico, quello che vive di tradizione, natura e tempo condiviso attorno a una paella fumante.

Risaie all'Albufera
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Risaie al Parco dell’Albufera

Trekking d’autunno, le migliori destinazioni da raggiungere in Europa

Par : elenausai10
7 octobre 2025 à 16:37

Amanti delle camminate, questi consigli sono per voi: l’autunno è finalmente arrivato, portando con sé quell’atmosfera magica che trasforma ogni sentiero in un invito all’avventura. Dopo i mesi caldi e affollati, è il momento ideale per riscoprire la natura a passo lento.

Dalle coste dorate della Spagna e della Grecia, dove il mare incontra scogliere e antichi borghi silenziosi, fino alle colline e alle montagne d’Italia, dell’Albania e dei Balcani, ogni itinerario regala emozioni diverse e panorami avvolti nella luce calda di ottobre. Che si tratti di un weekend tra vigneti e castagneti o di un lungo trekking sulle cime più isolate d’Europa, l’autunno è la stagione perfetta per ritrovare il piacere del cammino.

Consuegra è il borgo dei 12 mulini a vento che in autunno si tinge di viola

5 octobre 2025 à 16:30

Esiste un borgo sospeso tra colline e mulini, che in autunno si tinge di viola e svela l’anima più autentica della Spagna. Semplicità, storia e sapori descrivono Consuegra, nel cuore della regione di Castiglia-La Mancia: una gemma che sembra uscita dalle pagine del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, con i suoi mulini centenari, un castello arabo meraviglioso e una festa che celebra lo zafferano, l’oro rosso del territorio.

Partiamo per un viaggio sensoriale tra tradizione, profumi e panorami che si infuocano al tramonto e restano impressi nella memoria: ecco cosa non perdere in questo borgo nella provincia di Toledo.

Cosa vedere a Consuegra

Oggi Consuegra è considerata una delle tappe fondamentali della Ruta de Don Quijote (la Strada di Don Chisciotte): un itinerario turistico-letterario che attraversa Castiglia-La Mancia collegando i luoghi che ispirarono Cervantes. Il motivo? È il paesaggio incredibile reso speciale dai mulini a vento descritti nel romanzo.

Passeggiare per le stradine del centro storico di Consuegra è come compiere un viaggio nel tempo, con le numerose testimonianze del passato, le botteghe di artigiani, le case imbiancate e le piccole taverne, per poi raggiungere e visitare i mulini e assaporare l’arte culinaria legata allo zafferano.

Esperienze imperdibili a Consuegra, che in autunno raggiungono il periodo migliore: il territorio in cui è immerso il borgo si tinge di magia con numerosi campi di zafferano che fioriscono, tra ottobre e novembre, trasformando la pianura in uno spettacolo naturale.

I mulini a vento di Consuegra

Simbolo indiscusso di questa terra, i 12 antichi mulini a vento che si stagliano verso il cielo sul Cerro Calderico evocano le atmosfere di Don Chisciotte. Nel romanzo di Cervantes, il protagonista scambia infatti i mulini a vento della Mancia per giganti da combattere. Quelli di Consuegra sono tra i più antichi e meglio conservati della regione e rappresentano fedelmente l’immaginario visivo che venne descritto nel XVII secolo.

Sono ben tenuti, alcuni visitabili e addirittura ancora funzionanti, come Sancho, Bolero e Rucio. Dall’alto delle colline su cui sorgono i mulini, si gode di una vista spettacolare sulla pianura manchega.

I mulini a vento di Consuegra in Spagna
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I mulini a vento di Consuegra

Castello di Consuegra

Il Castello de la Muela è la fortezza medievale del X secolo che domina il Cerro Calderico e insieme ai mulini crea un paesaggio che sembra dipinto: un luogo perfetto per immergersi nella lunga storia di questa terra di confine tra cristiani e musulmani grazie alle visite guidate.

Il centro storico

Plaza de España è il cuore pulsante di Consuegra: qui si affacciano edifici storici e bar che creano scorci pittoreschi. Da qui si può partire per esplorare la città a piedi.

Si raggiungono in pochi minuti la Chiesa di San Giovanni Battista, il più importante luogo di culto, e il Municipio rinascimentale con il Museo Archeologico: qui sono custoditi reperti che raccontano la storia antica del territorio.

Anche l’Ermita de la Vera Cruz è un gioiello da visitare: una cappella costruita tra il 1750 e il 1803 che spicca con la sua facciata in marmo bianco. Al suo interno ospita anche un piccolo museo di reliquie. Passeggiando per le stradine del centro storico si raggiunge anche Casa la Tercia, un edificio di interesse storico patrimoniale che rappresenta l’architettura locale e i cambiamenti urbanistici di Consuegra nel corso dei secoli.

Ermita de la Vera Cruz nel cuore di Consuegra
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Ermita de la Vera Cruz a Consuegra

A poco più di 5 km dalla cittadina di Consuegra, si può raggiungere un’altra testimonianza dell’ingegneria antica: una meravigliosa diga romana.

Il Festival della Rosa dello Zafferano

Visitare Consuegra in autunno significa anche partecipare all‘evento più atteso insieme ai suoi abitanti: il Festival Nacional de Folclore “Rosa del Azafrán”, una delle feste più autentiche della Spagna rurale che ogni anno torna ad animare il borgo nell’ultimo fine settimana di ottobre (nel 2025 si tiene dal 24 al 26 ottobre).

L’eccellenza gastronomica dello zafferano viene celebrata durante 3 giorni di festa in cui ci si può cimentare in gare di mondatura dello zafferano e dove le famiglie locali mostrano la maestria nella separazione dei pistilli. Non mancano sfilate folkloristiche e danze tradizionali, la cerimonia simbolica della “Molienda de la Paz y del Amor”, in cui i mulini tornano a muoversi per macinare il grano come un tempo, i mercati artigianali, gli spettacoli e le degustazioni di piatti locali allo zafferano.

Come arrivare a Consuegra

Consuegra si trova a circa 130 km da Madrid e 65 km da Toledo ed è perfetta per una gita fuori porta o come tappa di un itinerario tra i villaggi della Mancia. Si raggiunge comodamente in auto da Madrid prendendo l’autostrada A-4 in direzione Andalusia, uscita Madridejos/Consuegra (118), poi la CM-42 fino al borgo (circa un’ora e mezza). In autobus, ci sono collegamenti giornalieri da Madrid (Estación Sur) e da Toledo con la compagnia Grupo Samar.

La Spagna al TTG di Rimini 2025: le novità

2 octobre 2025 à 17:38

Anche quest’anno, la Spagna sarà presente all’edizione 2025 del TTG Expo, la più importante fiera del turismo italiano che raduna i principali operatori del settore. Alla vigilia della manifestazione, abbiamo chiesto a Blanca Pérez-Sauquillo López, Direttrice dell’Ente Spagnolo del Turismo a Milano, specie nei confronti degli italiani, e quali sono le novità che saranno annunciate.

Può fornirmi qualche dato sul turismo in Spagna?

l turismo in Spagna continua a crescere e a rafforzare il proprio ruolo come motore economico, contribuendo a circa il 13% del PIL nazionale. Nei primi sette mesi dell’anno, la spesa dei turisti internazionali ha superato i 76 miliardi di euro, con un incremento del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo i dati diffusi dall’INE.

Tra gennaio e agosto, la Spagna ha accolto 75,4 milioni di passeggeri internazionali, pari a una crescita del 5,9% su base annua. Le regioni che hanno registrato la maggiore affluenza e spesa turistica sono state le Canarie (18,5% del totale), la Catalogna (18,2%) e le Baleari (15,3%). Nel mese di luglio, le Isole Baleari si sono confermate al vertice con oltre 2,5 milioni di visitatori, seguite da Catalogna e Andalusia.

Secondo le stime di Turespaña, nell’ottobre 2025 la capacità aerea internazionale verso la Spagna raggiungerà i 12 milioni di posti programmati, con un incremento del 5,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

L’Italia si conferma tra i mercati più dinamici per il turismo spagnolo. Nel 2024, oltre 5,4 milioni di turisti italiani hanno scelto la Spagna, con un aumento del 13,4% che colloca l’Italia al quarto posto tra i Paesi emittenti.

Il trend positivo è proseguito nel 2025: tra gennaio e luglio, gli arrivi dall’Italia hanno raggiunto quota 3,19 milioni, in crescita del 6,73% rispetto all’anno precedente. Anche la spesa è in aumento: i visitatori italiani hanno generato 2,85 miliardi di euro, con un incremento dell’8,67%.

Le prospettive per i prossimi mesi sono incoraggianti: a ottobre 2025 la capacità aerea dall’Italia verso la Spagna segna un +5,6% di posti disponibili rispetto al 2024, a conferma di una domanda in costante espansione.

Quali sono le novità che dobbiamo aspettarci? Cosa accadrà di nuovo/importante nel 2026 per cui gli italiani dovranno venire in Spagna?

La Spagna si prepara a diventare nel 2026 una destinazione imprescindibile, offrendo ai viaggiatori esperienze autentiche e sostenibili che uniscono cultura, turismo lento e natura.

Tra gli eventi più attesi, l’eclissi solare totale del 12 agosto, osservabile in città come Oviedo, León, Palencia, Burgos, Soria e il sud dell’Aragona, promette momenti indimenticabili per appassionati di astronomia.

Il turismo di lusso sarà protagonista con il rinomato treno Al Ándalus, che da primavera 2026 effettuerà un itinerario di 7 giorni tra Siviglia e Madrid, con soste a Córdoba, Cadice, Mérida e Toledo, visitando città Patrimonio dell’Umanità, vigneti, caseifici e siti archeologici.

Madrid ospiterà il Gran Premio di Spagna di Formula 1 sul nuovo circuito urbano Madring, con una capacità di 110.000 spettatori (espandibile a 140.000), e sarà teatro di competizioni di Formula 2 e Formula 3.

Il 2026 sarà anche l’Anno Gaudí, con esposizioni, eventi e visite a opere iconiche come la Sagrada Familia, Casa Batlló, Casa Milá e Parc Güell a Barcellona, oltre a luoghi come El Capricho a Comillas e Casa Botines a León. Barcellona sarà inoltre nominata Capitale Mondiale dell’Architettura 2026 dall’UNESCO.

La Spagna rafforzerà il suo impegno per il turismo sostenibile, con l’ampliamento delle Vías Verdes, percorsi ciclabili e pedonali che attraversano oltre 3.500 km di paesaggi naturali, e l’Arco Verde della Comunità di Madrid, che supererà i 200 km collegando 25 comuni.

È stata presentata la Riserva di Ecoturismo della Spagna Verde, un itinerario che unisce i principali spazi naturali di Galizia, Asturie, Cantabria e Paesi Baschi, comprendente Parchi Nazionali, Riserve della Biosfera e Geoparchi, offrendo esperienze immerse nella natura e rispettose dell’ambiente.

Per gli amanti del vino e della cultura, le Strade del Vino offrono oltre 100 DOP e percorsi sostenibili tra vigneti biologici, cantine di design e visite teatralizzate o in bicicletta.

La Spagna propone inoltre itinerari culturali unici, come i Cammini di Sefarad, il Cammino del Cid, la Ruta del Quijote e la Vía de la Plata, oltre alla Rete delle Città Patrimonio dell’Umanità, con 15 città dichiarate dall’UNESCO tra cui Ávila, Salamanca, Toledo, Cáceres e Úbeda. Con queste iniziative, la Spagna si conferma come meta ideale per chi cerca esperienze autentiche, culturali e sostenibili, valorizzando il patrimonio storico, artistico e naturale del Paese.

Cosa piace agli italiani della Spagna?

I viaggiatori italiani apprezzano la Spagna non solo per il clima e le sue spiagge, ma anche per la gastronomia, la cultura e lo stile di vita. Inoltre, si tratta di una destinazione con ottima connettività aerea, facilmente accessibile in qualsiasi periodo dell’anno.

La Spagna si conferma come meta ideale per chi cerca esperienze diverse: cresce l’interesse per il turismo attivo, il cicloturismo, il trekking e, in generale, per le attività all’aria aperta nella natura. Il turista italiano è molto fedele, conosce già le principali città (Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia, Málaga) e sta iniziando a esplorare altre regioni meno note del nord e dell’interno della Spagna.

La gastronomia rappresenta un elemento importante nella scelta del viaggio. Sempre più turisti italiani cercano esperienze gastronomiche uniche, come visite a ristoranti con stelle Michelin, corsi di cucina con visite ai mercati tradizionali, o degustazioni di prodotti a denominazione di origine come oli e formaggi, in frantoi e caseifici che aprono le porte a un turista curioso e desideroso di conoscere la cultura e la gastronomia locali.

Le spiagge spagnole, accessibili e di massima qualità, restano un richiamo fondamentale per il turista italiano. Con 749 Bandiere Blu, la Spagna conferma anche quest’anno il primato mondiale per numero di certificazioni. Si osserva inoltre che il turista italiano che frequenta le nostre spiagge in estate incorpora sempre più altre esperienze nelle proprie vacanze, come visite culturali o attività all’aperto. Cresce anche l’interesse per le destinazioni di costa fuori stagione, soprattutto le Baleari, motivo per cui le compagnie aeree stanno estendendo la programmazione dei voli fino a tarda autunno.

Può commentare le azioni della Spagna per affrontare l’overtourism?

Credo che il discorso non debba concentrarsi sul numero di turisti, se molti o pochi, ma piuttosto su quanto i turisti contribuiscono a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Il turismo è un’attività economica e, in ultima analisi, deve portare benefici alle comunità in cui si sviluppa. Se le comunità locali non ne traggono vantaggio, è necessario considerare altri modelli.

In questo senso, dalle amministrazioni pubbliche e dal settore privato, dobbiamo puntare ad attrarre quei turisti che generano maggiore valore, non solo in termini economici – che naturalmente sono importanti – ma anche perché il loro comportamento e il loro modo di viaggiare favoriscono una migliore convivenza con i residenti.

Si tratta di viaggiatori che cercano destinazioni meno conosciute, che viaggiano fuori stagione e vogliono vivere esperienze autentiche, partecipando insieme alla popolazione locale e con rispetto.
Non è tanto una questione di numeri, quanto di gestione dei flussi turistici: un tema complesso che le destinazioni stanno affrontando per garantire sostenibilità e qualità dell’esperienza turistica.

Il TTG di Rimini è ancora una vetrina importante per Turespaña?

La fiera TTG di Rimini continua a consolidarsi come punto di riferimento per le destinazioni spagnole. In questa edizione saranno presenti Castiglia e León, Galizia, la Comunità Valenciana e le isole di Ibiza, Tenerife e Gran Canaria. Saremo presenti per conoscere di prima mano l’offerta e le novità presentate, in linea con la nostra missione di collaborare con le destinazioni nella promozione della diversità del territorio, delle diverse esperienze turistiche che la Spagna può offrire e il rafforzamento delle collaborazioni nel settore.

Dopo anni di “battaglie” sul turismo, l’Italia supera la Spagna

Par : losiangelica
30 septembre 2025 à 09:52

Avete presente quelle sfide infinite che sembrano non terminare mai, tipo Messi vs Ronaldo, mare vs montagna, pizza vs paella? Ecco, nel mondo del turismo una “battaglia” epica è andata avanti per decenni: Italia contro Spagna. Ma oggi possiamo dirlo forte: abbiamo vinto noi.

Sì, avete letto bene: l’Italia ha superato la Spagna e ora guida il turismo europeo (e mondiale) con numeri da record e un riconoscimento ufficiale arrivato direttamente dal Global Summit del World Travel & Tourism Council, ospitato a Roma il 29 e 30 settembre 2025. Un evento con oltre 1.000 delegati da tutto il mondo, 310 CEO e presidenti del settore, e un messaggio chiaro: il turismo italiano è in piena rinascita. Il focus dell’evento? Trovare il modo di non parlare più di overtourism, ma dirigere lo sguardo verso i territori che possono essere valorizzati offrendo un’alternativa da Nord a Sud.

Italia batte Spagna nel turismo: i numeri

Non si tratta solo di orgoglio patriottico: i dati parlano chiaro. Secondo Eurostat, nei primi sette mesi del 2025 l’Italia ha registrato un +2,2% di pernottamenti rispetto al 2024, superando la Spagna, ferma a +1,6%. E il Ministero dell’Interno ha certificato un aumento del +6,22% di turisti nell’estate appena conclusa. Un risultato che non arriva per caso.

Negli ultimi anni, l’Italia ha puntato su:

  • Esperienze autentiche: meno turismo “mordi e fuggi”, più viaggi esperienziali tra borghi, sapori locali e percorsi culturali;
  • Sostenibilità e innovazione: nuove strategie digitali e investimenti per gestire meglio i flussi e tutelare i territori;
  • Eventi internazionali: come questo summit a Roma, che ha acceso i riflettori globali sull’Italia come hub del turismo del futuro.

E Roma, con la sua storia millenaria e la sua energia cosmopolita, è stata la cornice perfetta per celebrare un traguardo che va oltre i numeri: il riconoscimento del ruolo guida dell’Italia nel turismo mondiale. Non solo le solite mete (Roma, Firenze, Venezia), ma anche le aree interne, i borghi nascosti, i paesaggi rurali, sempre più amati dai viaggiatori stranieri. Insomma, il turismo italiano non è più solo una “vacanza”, ma un viaggio nella bellezza e nell’anima del Paese.

Italia vs Spagna: nel turismo vince il Belpaese
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L’Italia valorizza i territori più piccoli come il Chianti e vince contro la Spagna

Lusso e cultura: come l’Italia vince contro la Spagna

Durante il summit, Ivana Jelinic, AD di ENIT, ha lanciato un messaggio potente. Come riportato da Il Messaggero, ha raccontato che “non dobbiamo più parlare di overtourism ma fare in modo di aiutare i territori per mantenere quei numeri e lavorare per non creare situazioni di insofferenza. […] Il lusso è un comparto strategico per il nostro Paese. L’Italia ha un insieme di fattori che rendono unico il lusso. Moda, accoglienza, enogastronomia, sono solo alcuni degli elementi unici del nostro Paese”.

Dalla cucina e i prodotti tipici all’ospitalità, spaziando tra varie tipologie di territorio, tra cui alcune meno note. L’Italia per continuare a vincere deve parlare del made in Italy valorizzando le piccole realtà e offrendo sbocchi alternativi alle mete più blasonate e battute.

L’evento del World Travel & Tourism Council ha dato modo di scoprire come lo Stivale sia ancora un punto di riferimento nel turismo, tanto da riuscire a superare nei dati territori competitivi quali la Spagna.

Spagna, scoperto un particolare santuario del solstizio risalente a 2.500 anni fa

24 septembre 2025 à 17:32

Sulle colline che occupano la parte centro-meridionale della Spagna, in Andalusia, gli archeologi hanno scoperto un affascinante e monumentale santuario del solstizio.

Si trova in particolare a Jódar, un comune spagnolo in provincia di Jaén, adagiato ai piedi del Cerro de San Cristóbal, nella zona montuosa della Serrezuela di Jódar che fa parte del massiccio della Sierra Mágina. Qui, a tornare alla luce non è stato solo un complesso in pietra di 2.500 anni fa, ma anche quello che potrebbe essere stato un “tempio del cosmo”, ideato e realizzato appositamente per catturare alla perfezione tutto il fascino del solstizio d’inverno.

Cosa è stato scoperto

Gli archeologi dell’Istituto di Archeologia Iberica (IAI) hanno svelato nel sito di El Fontanar un imponente monolite alto più di 5 metri. Non è disposto in maniera casuale: la sua forma allungata e verticale è infatti rivolta verso il punto in cui sorge il sole nel giorno più corto dell’anno, ovvero il solstizio d’inverno. All’alba di questo giorno (in cui il sole si trova nel punto più basso sopra l’orizzonte nell’emisfero settentrionale e che solitamente si ripete intorno al 21 dicembre), un raggio di sole attraversa la punta del monolite e si proietta direttamente verso un vicino rifugio in pietra alto quasi 7 metri.

Il movimento del sole nel santuario scoperto a Jódar, in Andalusia
Paisaje, camino y liturgia en el mito del héroe de Iltiraka - Complutum
Il movimento del sole sulla pietra del santuario scoperto

Quest’ultimo presenta un ingresso a forma di V che gli archeologi interpretano come un potente simbolo di femminilità. Un enorme masso sopra l’apertura ricorda le tube di Falloppio, mentre le pietre inferiori segnano i contorni dell’anatomia femminile.

Quando l’alba del solstizio d’inverno inizia, i raggi del Sole e le ombre creano uno spettacolo speciale: l’ombra della pietra “maschile” si estende sul terreno e tocca la rientranza inferiore del rifugio, dove la superficie rocciosa evoca una forma simile a quella dell’organo genitale femminile.

Si tratta della ricreazione della ierogamia, un’unione sacra tra forze maschili e femminili che non solo rappresenta un “matrimonio cosmico”, ma anche un rituale mitico di fertilità e rinascita: l’eroe solare che si collega alla dea della Terra.

Perché è importante

A spiegare l’importanza della scoperta, pubblicata sulla rivista Complutum (Ruiz, A.; Molinos, M.; Esteban, C; Yanes, M.; Lechuga, M. Á. (2025): Paisaje, camino y liturgia en el mito del héroe de Iltiraka. Complutum, 36(1): 77-95), è l’archeologo Arturo Ruiz, che ha ribadito come queste immagini facciano parte di tradizioni religiose comuni a tutto il Mediterraneo. Sono presenti in Egitto e in Grecia, ma anche che nella cultura iberica. In questa non sono rimasti solo simboli astratti, ma anche quelli reali, inseriti nella natura e sincronizzati con i movimento del sole.

Il monumentale santuario del solstizio rinvenuto dagli archeologi in Spagna risale al V-IV secolo a.C., ovvero prima che si creassero i principali insediamenti iberici nella regione. Un elemento che suggerisce come il sito fosse un fulcro della vita religiosa molto prima che fiorissero i centri urbani.

“Questo monumento è straordinario per le sue dimensioni e il suo intento“, ha osservato Ruiz. “È stato progettato per unire cielo e Terra, per affermare il sacro legame tra i principi maschile e femminile”.

Ricostruzione di come era il monumento di El Pajarillo
Alberto Luque - IAI
Ricostruzione di come era il monumento di El Pajarillo

Il sito di El Fontanar, che per certi versi porta a ricordare il celebre Stonehenge, si inserisce nella mitologia iberica legata a Úbeda la Vieja e Puente Tablas, in cui un eroe o una divinità solare discende negli inferi in autunno e rinasce al solstizio d’inverno. L’allineamento delle pietre simboleggia proprio questo ciclo di morte, unione sacra e rinascita.

Studi analoghi a El Pajarillo, con scene scolpite di un eroe contro un lupo, mostrano lo stesso passaggio simbolico. Insieme, i due siti formano un paesaggio rituale in cui mito, astronomia e territorio si intrecciano: per gli iberici, la Terra stessa era il teatro cosmico del viaggio dell’eroe.

La scoperta a El Fontanar rimarca una volta di più come i popoli antichi integrassero astronomia, architettura e spiritualità. Se in ogni cultura il solstizio segnava una svolta e il trionfo della luce sulle tenebre, nella penisola iberica questo momento veniva immortalato nella pietra, fondendo mito e realtà cosmica. Un promemoria senza tempo che ci ricorda come l’umanità abbia sempre cercato di creare un ponte tra Terra e cielo, tra concretezza e spiritualità.

Sport, Winners Cup, torneo di calcio tra solidarietà e speranza

24 septembre 2025 à 13:16

La sesta edizione di  Winners Cup, l’unico torneo di calcio al mondo dedicato esclusivamente a ragazzi e ragazze in cura o dimessi dai reparti di oncologia pediatrica, è stata presentata a Palazzo Lombardia alla presenza del sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani Federica Picchi. La manifestazione organizzata dal Csi Milano (Centro sportivo italiano) in collaborazione, tra gli altri, con FC Internazionale Milano, Istituto nazionale dei Tumori, Bper (Banca popolare Emilia-Romagna), Aieop (Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica)  vede, quest’anno, la partecipazione di 16 squadre di calcio provenienti dai reparti di tutta Italia e da ospedali di diverse città europee, tra cui Spagna, Olanda, Germania e Grecia.

Winner Cup, torneo di calcio che esprime vero senso dello sport

“La Winners Cup  – ha commentato  Federica Picchi – è una delle manifestazioni che meglio esprime il vero senso dello sport. Vedere ragazzi e ragazze provenienti da reparti oncologici italiani ed europei tornare in campo significa trasformare il gioco in un inno alla vita. Regione Lombardia sostiene con convinzione questo torneo, perché dimostra che lo sport non è solo competizione, ma un potente strumento di rinascita, di socialità e di crescita personale e collettiva. Ogni passaggio e ogni gol raccontano una storia di coraggio e sono un messaggio rivolto a tutti noi: lo sport può abbattere ogni barriera e restituire energia al presente e al futuro”.

Le tante novità della sesta edizione

“La Winners Cup – ha spiegato Massimo Achini presidente Csi Milano – è una cosa da giganti. Di fronte a ciascuno dei 250 ragazzi e ragazze che hanno affrontato la malattia e che scenderanno in campo, ciascuno di noi si sente piccolo ed ha tanto da imparare. Le novità di quest’anno sono tante: ogni squadra della Winners, ad esempio,  è gemellata con una squadra del Csi. Sabato sera, poi,  al termine del torneo, ci sarà una grande festa per tutti gli atleti. La novità più grande è invece una conferma: lo sport può realizzare cose incredibili, come questo torneo. Pensare ad una manifestazione con la presenza di 30 oncologie pediatriche sembrava una follia. Da cinque anni è concreta realtà. Dentro queste iniziative c’è un messaggio educativo potentissimo per tutti i giovani e per la società del nostro tempo. Un messaggio che non può e non deve essere ignorato”.

Il torneo avrà luogo il 27 settembre al Centro Sportivo Sandro Pertini di Cornaredo (Milano).

Foto Csi Milano credit Christian Santi

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Santiago de Compostela in preda all’overtourism: quando i pellegrini soffocano la città

16 septembre 2025 à 09:52

Santiago de Compostela, cuore spirituale della Galizia e meta finale del celebre Cammino, è diventata il simbolo mondiale dell’overtourism. Quella che per secoli è stata la capitale della lentezza e della spiritualità oggi vive un paradosso.

L’arrivo di centinaia di migliaia di pellegrini e turisti, se da un lato sostiene l’economia locale, dall’altro ha trasformato il centro storico in un gigantesco punto di ritrovo affollato, spingendo i residenti a lasciare la città.

Affitti alle stelle, comportamenti poco rispettosi e perdita di autenticità stanno mettendo a rischio l’identità stessa della città Patrimonio Culturale dell’Umanità UNESCO.

Affitti alle stelle e residenti in fuga

Il fenomeno del turismo di massa a Santiago de Compostela ha raggiunto numeri impressionanti. Solo nel 2024, oltre mezzo milione di pellegrini si è registrato ufficialmente per percorrere uno dei cammini autorizzati verso la cattedrale di San Giacomo, cinque volte la popolazione residente.

Il contrasto tra la storia millenaria del Cammino di Santiago e il turismo di massa.
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Cartello direzionale del Cammino di Santiago.

A questi si sommano i turisti occasionali che visitano la città senza intraprendere il percorso. Una pressione enorme per un centro storico che negli ultimi vent’anni ha visto dimezzarsi i suoi abitanti, oggi ridotti a circa 3.000.

La ragione principale dell’esodo è il costo degli alloggi. Secondo uno studio della Fundación Universidade da Coruña, tra il 2018 e il 2023 gli affitti a lungo termine sono aumentati del 44%, complice la proliferazione degli affitti brevi.

Il consiglio comunale ha già vietato queste strutture nel centro storico e chiesto al governo regionale di classificare Santiago come “zona ad alta pressione turistica”, al pari di città come Barcellona o San Sebastián. Tuttavia, il divieto è spesso aggirato e gli appartamenti continuano a trasformarsi in strutture ricettive, riducendo le opzioni per chi vuole vivere stabilmente in città.

Il risultato è un centro storico sempre più desertificato dal punto di vista sociale: niente più ferramenta, poche botteghe di quartiere e attività commerciali sostituite da bar, gelaterie e negozi di souvenir. Gli abitanti denunciano un tessuto urbano svuotato, fatto di edifici chiusi e abbandonati.

Un patrimonio culturale minacciato dal turismo di massa

Non è solo l’economia immobiliare a soffrire, ma anche il patrimonio culturale e la convivenza civile. Per arginare i comportamenti poco rispettosi dei visitatori, un’associazione di quartiere ha diffuso una guida multilingue con regole basilari: non fare rumore, rispettare il codice della strada, usare protezioni sui bastoncini da trekking per non rovinare le strade acciottolate.

Eppure, la realtà quotidiana racconta di gruppi che cantano a squarciagola per le vie, ciclisti che sfrecciano contromano e pellegrini che piantano i bastoncini sul selciato senza preoccuparsi dei danni.

Il contrasto tra la storia millenaria del Cammino e il turismo di massa è evidente. Dal IX secolo, i pellegrini hanno percorso questi sentieri con spirito di fede e introspezione. Oggi, per molti visitatori, la priorità sembra essere quella di collezionare foto per i social o spuntare una tappa da un elenco, più che vivere un’esperienza spirituale o culturale autentica.

Questa trasformazione rischia di minare il valore stesso del pellegrinaggio e della città. Santiago de Compostela, Patrimonio Culturale dell’Umanità UNESCO, ha bisogno di strategie di turismo sostenibile per preservare il suo equilibrio fragile: non solo un’icona religiosa, ma anche una comunità viva, fatta di residenti e tradizioni da proteggere.

The Walking Dead: Daryl Dixon, le location della terza stagione della serie SKY

8 septembre 2025 à 17:30

L’amatissimo spin-off “The Walking Dead: Daryl Dixon” torna con la terza stagione in esclusiva su SKY e in streaming solo su NOW, a partire dall’8 settembre 2025. Daryl, il guerriero solitario più amato dell’apocalisse, interpretato da Norman Reedus, riprende il suo viaggio insieme a Carol (Melissa McBride) verso casa e verso le persone amate.

Li abbiamo lasciati mentre abbandonavano la Francia nell’ultimo episodio della stagione precedente e li ritroviamo naufragati in una terra straniera nuova e inaspettata: la Spagna. I due amici, qui, si imbattono in una nuova cultura e in un nuovo stile di vita, ma se tutto inizialmente sembra tranquillo, ben presto nasceranno nuovi pericoli e minacce zombie. Il loro sarà un viaggio che attraversa diverse regioni spagnole che presentano paesaggi naturali ideali per l’ambientazione post-apocalittica, dalla Galizia alla Catalogna, dall’Aragona all’Andalusia.

Galizia

I paesaggi di diverse regioni spagnole sono stati il set cinematografico naturale perfetto per rendere tutto il fascino delle ambientazioni della terza stagione di “The Walking Dead: Daryl Dixon”. Ad accogliere i protagonisti naufragati sono le terre della Galizia, la regione nord-occidentale della Spagna le cui coste si affacciano all’Oceano Atlantico, con i tipici paesaggi che vedono alternarsi rías e spiagge da cartolina.

Navaluenga

A circa 100 km da Madrid, in Castiglia e León, la troupe ha girato alcune scene nel borgo di Navaluenga (Ávila), dove l’emblematico ponte romanico e il suo paesaggio naturale sono diventati un’ambientazione cruciale per la serie.

Siviglia

Anche l’Andalusia è stata scelta per le riprese del nuovo amato spin-off. In particolare, vediamo l’elegante città di Siviglia scorrere sullo schermo. I protagonisti appaiono in location specifiche come la Casa de Pilatos, splendido edificio considerato il prototipo del palazzo andaluso, il palazzo del Marchese di Montilla, a due passi dalla meravigliosa struttura delle Setas, in centro, e l’Alcázar Reale, tappa immancabile durante un viaggio in questa splendida città.

Casa de Pilatos Siviglia
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Il cortile della Casa de Pilatos a Siviglia

Granada

Non manca tra le location anche il meraviglioso sito Unesco dell’Alhambra (che vi consigliamo di visitare anche di sera, con le suggestive illuminazioni che ne esaltano i dettagli e le atmosfere arabeggianti) e il caratteristico quartiere Albaicín di Granada.

Aragona

Tappa anche in Aragona, dove protagoniste sono le rovine di Belchite, un antico borgo vicino a Saragozza che fu teatro di una colossale battaglia durante la Guerra Civile Spagnola, dal 1936 al 1939. A documentarne la distruzione ci fu anche Ernest Hemingway, allora corrispondente di guerra. Ciò che rimane ora del vecchio paese è un insieme di rovine che rendono il paesaggio decisamente spettrale.

Il borgo antico di Belchite, in Spagna
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Le suggestive rovine del borgo di Belchite, in Spagna

A pochi chilometri da Belchite, la troupe ha raggiunto anche la Riserva ornitologica di El Planerón, che ha fatto da sfondo ad altre scene della serie.

Una sequenza che lascerà tutti a bocca aperta è anche quella registrata in un altro punto preciso di Saragozza: la linea ferroviaria abbandonata Endesa tra Samper e Andorra. Qui si vede Daryl a cavallo lungo i binari. Anche Teruel compare tra le location scelte per le riprese della terza stagione della serie.

Natalia Martínez, responsabile della Commissione Cinematografica di Aragona, ha sottolineato l’importanza di queste riprese, che sarebbero “le più grandi mai realizzate in questa Comunità”.

Alicante

Ci spostiamo nella periferia di Alicante, dove la produzione si è servita degli studi della Ciudad de la Luz, complesso realizzato per produzioni audiovisive, nella cui grande cisterna di acqua sono state riprodotte alcune scene di grande interesse per gli effetti speciali e visivi.

Da Madrid alla Catalogna e Valencia

Il quartier generale della produzione della nuova stagione è stato posizionato a Madrid, dove vediamo alcuni scorci e luoghi emblematici della città, ma altre riprese sono avvenute anche sulle spiagge di Valencia e in luoghi rurali della Catalogna. In questa regione spicca Badalona, cittadina a pochi chilometri da Barcellona che è stata utilizzata come location urbana post-apocalittica. Le riprese si sono svolte in zone con strutture industriali e lungo la costa, tra cui le iconiche ciminiere vicino alla spiaggia.

In Europa tolleranza zero: multe salate contro i turisti maleducati

Par : elenausai10
12 août 2025 à 10:04

Ogni anno fanno il giro del mondo notizie di turisti che, in vacanza, si lasciano andare a comportamenti scorretti e, talvolta, veri e propri reati. Quest’anno, però, l’Europa ha deciso di alzare l’asticella, intensificando la lotta contro i visitatori indisciplinati. Si va dalle multe per chi passeggia in costume lontano dalla spiaggia o beve alcolici in strada, fino alle sanzioni per le infrazioni più “creative”, come prenotare un lettino e poi sparire.

A prima vista, questi provvedimenti possono sembrare controproducenti, visto che molte destinazioni vivono in gran parte di turismo. Ma le autorità ribattono che lo scopo è tutelare residenti e viaggiatori rispettosi. “Le regole, pur potendo sembrare rigide se elencate, mirano a incoraggiare un turismo consapevole ed empatico” spiega Jessica Harvey Taylor, responsabile stampa dell’Ente del Turismo Spagnolo a Londra. “Sono pensate per proteggere l’esperienza di vacanza della stragrande maggioranza delle persone che si comportano correttamente”.

Quali sono le multe salate contro i turisti maleducati nelle diverse mete d’Europa

Se prevedete di viaggiare in Europa durante il mese di agosto, ci sono alcune regole da conoscere per evitare di essere multati. A Malaga, dove l’insofferenza contro i turisti non è una novità, è stata lanciata una nuova campagna chiamata “Migliora il tuo soggiorno” con 10 regole, diffusa tramite autobus, cartelloni pubblicitari e social media, per illustrare i comportamenti da rispettare in città. La campagna include il vestirsi in modo rispettoso, l’evitare di sporcare, di fare rumore eccessivo e di usare i monopattini elettrici in modo sconsiderato. Saranno inflitte multe fino a 750 euro a chi non rispetterà le regole.

Regolamenti simili sono richiesti anche negli spazi pubblici di Albufeira, in Portogallo, dov’è vietata la nudità in pubblico, l’urinare in strada e l’abbandono dei carrelli della spesa. Come hanno raccontato gli abitanti, la polizia è ben visibile nelle principali aree della vita notturna della città. Per farvi un esempio, qui indossare costumi da bagno lontano dalla spiaggia potrebbe costarvi fino a 1.500 euro.

Da agosto 2025, a Montecarlo è vietato scattare foto e selfie davanti a hotel e casinò: fino a 5.000 euro per chi immortala le persone senza il loro consenso fuori dal casinò e dagli hotel cinque stelle che si affacciano sulla celebre piazza, ma anche in altre zone del Principato.

In Francia, invece, chi fuma su spiagge e parchi giochi pubblici rischia una multa immediata di 90 euro, mentre raccogliere conchiglie in Grecia può costare fino a 1.000 euro. Infine, nelle Isole Baleari in Spagna, che includono Maiorca e Ibiza, le multe per il consumo di alcolici in pubblico possono arrivare a 3.000 euro.

Le multe contro i turisti in Italia

Anche in Italia, diverse destinazioni hanno introdotto nuove regole di comportamento. L’escursionismo nelle Cinque Terre con calzature inadatte potrebbe costare ai viaggiatori da 50 a 2.500 euro: da aprile di quest’anno, le autorità hanno affermato che verranno effettuati controlli per garantire che gli escursionisti siano adeguatamente equipaggiati.

A Venezia, invece, non è possibile mangiare né bere seduti a terra, sedersi o sdraiarsi a terra, su rive e fondamenta, monumenti, ponti, gradini, vere da pozzo, passerelle per l’acqua alta o si rischia una sanzione dai 100 ai 200 euro. Inoltre, è vietato tuffarsi o nuotare nei canali (multa di 350 euro), circolare a torso nudo o in costume da bagno (350 euro) e dare cibo ai colombi o ai gabbiani (da 25 a 500 euro).

Infine, a Sorrento non si può camminare in costume da bagno lontano dalla spiaggia e in tutta Italia è vietato guidare con scarpe inadeguate come le infradito (multa da 300 euro).

Viaggio nel Nord della Spagna in 15 giorni

6 août 2025 à 11:36

Il Nord della Spagna è una delle aree più variegate e sorprendenti della penisola iberica. In un unico viaggio si attraversano spiagge selvagge, montagne spettacolari, borghi marinari, città storiche. Questo itinerario percorre oltre mille chilometri; parte da Vigo, in Galizia, e arriva fino a San Sebastián, nei Paesi Baschi, attraversando anche le regioni di Asturie, Cantabria.

Un percorso completo ma flessibile; da adattare a seconda del tempo a disposizione e degli interessi. È pensato in auto o camper, perfetto in primavera, estate (non fa mai troppo caldo) o inizio autunno, quando il clima è mite e le giornate lunghe.

Giorno 1 – Vigo

Vigo, città galiziana affacciata sull’Atlantico, ha un centro storico, il Casco Vello, che si sviluppa attorno a piazze ombreggiate, facciate in pietra e locande tradizionali. Dalla collina del Monte do Castro si gode di una vista completa sulla ría e sulle isole Cíes. Il quartiere di Bouzas conserva ancora l’atmosfera di villaggio di pescatori, mentre il porto svela il lato più moderno della città. Per chi ama la cucina di mare, ostriche, polpo alla gallega e pesce fresco si trovano praticamente ovunque.

vigo spagna
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Centro storico di Vigo

Giorno 2 – Isole Cíes

Dal porto di Vigo partono i traghetti per le Isole Cíes, accessibili solo con permesso da richiedere online (da chiedere con un po’ di anticipo perché i posti sono limitati). Inserite nel Parco Nazionale delle Isole Atlantiche, sono una delle mete naturalistiche più belle e più visitate di tutta la Spagna. Playa de Rodas è la spiaggia più conosciuta, collegamento naturale tra due isole. Chi ha tempo può salire verso i punti panoramici di Faro de Cíes o Alto do Príncipe. L’unico pernottamento possibile è nel campeggio autorizzato (da prenotare per tempo, con tenda propria o con tenda a noleggio).

Isole Cies, spagna
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Isole Cíes, nel Inserite nel Parco Nazionale delle Isole Atlantiche

Giorno 3 – Pontevedra e Santiago de Compostela

Rientrati a Vigo, ci si sposta verso nord, verso Pontevedra, con il suo centro storico pedonale, le piazze porticate e le facciate in pietra chiara. La città si visita a piedi, tra caffè, librerie e un’atmosfera senza tempo.

Pontevedra
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Pontevedra con vecchie case, chiese e parchi con fiori, Galizia

Nel pomeriggio si raggiunge Santiago de Compostela, capoluogo spirituale della Galizia. La cattedrale accoglie i pellegrini al termine del Cammino, ma anche chi arriva da turista rimane colpito dalla monumentalità del centro storico, dalla frenesia delle sue piazze e dalla qualità della cucina locale.

santiago de compostela
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Vista panoramica di Praza do Obradoiro e della Cattedrale, a Santiago de Compostela, in Galizia

Giorno 4 – Capo Finisterre e A Coruña

Dal cuore della Galizia si raggiunge Capo Finisterre, promontorio battuto dal vento considerato per secoli la fine del mondo conosciuto. I romani lo chiamavano “Finis Terrae” e credevano che il sole si spegnesse ogni sera nelle sue acque. Ancora oggi è una meta di pellegrinaggio per molti che proseguono il Cammino di Santiago fino alla scogliera, dove si trova uno dei fari più celebri d’Europa. Nei pressi del faro si trovano anche il cimitero progettato da César Portela e i resti dell’eremo di San Guglielmo, legato a riti antichi legati alla fertilità.

Proseguendo lungo la costa si arriva ad A Coruña. La Torre di Hércules, faro di epoca romana e patrimonio UNESCO, è uno dei suoi simboli. La penisola su cui sorge la Città Vecchia ospita un interessante complesso romanico di strade, piazze e chiese medievali. L’Aquarium Finisterrae, il Domus e la Casa delle Scienze mostrano invece il volto più moderno della città. Le ampie spiagge urbane di Riazor e Orzán completano il quadro con una delle immagini più caratteristiche della costa galiziana.

A Coruña. La Torre di Hércules
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A Coruña. La Torre di Hércules, faro di epoca romana e patrimonio UNESCO

Giorno 5 – Playa de las Catedrales e Luarca

Riprendendo la strada verso est si entra nella provincia di Lugo per visitare la spettacolare Playa de las Catedrales, famosa per le sue arcate naturali visibili solo durante la bassa marea. L’entrata è libera ma a posti limitati, e serve prenotare online in anticipo. Dopo la visita si prosegue per Luarca, già in territorio asturiano, un paesino piacevole arroccato su una baia a forma di “S”, dalle case bianche e dalla tradizione marinara. Un fiumiciattolo divide il borgo marinaro in due parti collegate da diversi ponti. Le costruzioni più interessanti sono il faro e la cappella di La Atalaya, senza dimenticare il cimitero, a picco sulla costa. Per scoprire le sue tradizioni si può entrare in uno dei tanti chigres, le antiche taverne asturiane, dove bere il sidro, versato dall’alto con un gesto deciso e rituale.

Playa de las Catedrales
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Playa de las Catedrales, famosa per le sue arcate naturali visibili solo durante la bassa marea

Giorno 6 – Cudillero e Oviedo

Da Luarca si raggiunge Cudillero, tra i borghi più fotogenici del Nord. Bastano poche ore per ammirare le case colorate che si arrampicano sulla collina, e osservare il via vai del porto ancora attivo.

Cudillero
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Cudillero, tra i borghi più fotogenici del Nord

Da qui si devia verso l’interno per visitare Oviedo, capitale delle Asturie. Il centro storico è ben conservato, con chiese preromaniche, piazze eleganti e, non meno importante, un’eccellente scena gastronomica. La città è conosciuta anche per le sue sidrerie, dove la bevanda viene versata secondo la tradizione asturiana.

Oviedo, capitale delle Asturie
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Piazza della Costituzione a Oviedo, nelle Asturie

Giorno 7 – Gijón e Lastres

Tornando verso la costa si arriva a Gijón, la seconda città delle Asturie, affacciata sulla Playa de San Lorenzo. Il centro storico si concentra nel quartiere di Cimadevilla, antica zona di pescatori tra la fortezza di Santa Catalina e il porto turistico. Qui si trovano tracce romane, piazze eleganti e l’opera “Elogio dell’Orizzonte” di Chillida, da cui si gode una delle vedute più suggestive sulla Costa Verde. Sull’altro lato della spiaggia sfocia il fiume Piles, che delimita con il suo corso il Parco Inglés e il Parco di Isabel la Católica.

Gijón,Asturie
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Gijón, la seconda città delle Asturie

Prima di arrivare a Ribadesella, vale la pena fare una sosta a Lastres, piccolo borgo marinaro arroccato sulla costa, con vista sull’oceano e un centro raccolto ma molto suggestivo.

Giorno 8 – Ribadesella e la Grotta Tito Bustillo

Ribadesella si sviluppa lungo l’estuario del fiume Sella, che divide in due il centro città e il porto peschereccio: a est si trova il centro storico cittadino, dichiarato Bene di Interesse Culturale; e a ovest la grotta di Tito Bustillo, un gruppo di grotte paleolitiche gioiello dell’arte rupestre europea (i biglietti per la visita vanno prenotati in anticipo, specialmente in estate). Il lungo ponte che collega le due rive ogni anno, il primo sabato di agosto, ospita la Discesa Internazionale del Sella, una delle feste più rappresentative delle Asturie.

Ribadesella
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Vista aerea di Ribadesella

Giorno 9 – Costa di Llanes e Potes

Tra Ribadesella e Llanes si percorre uno dei tratti costieri più spettacolari delle Asturie, un susseguirsi di spiagge nascoste, scogliere, e piccole baie. Qui ci si può fermare in base a quanto tempo si ha a disposizione, esplorando la costa in ogni suo angolo. Per una gita verso l’interno, Potes, nel cuore dei Picos de Europa, è un villaggio di montagna con atmosfera alpina, punto di partenza per escursioni in quota.

Giorno 10 – Monastero di Santo Toribio e Fuente Dé

Con un po’ di giorni a disposizione e per uscire dalle tratte più conosciute, ecco una deviazione possibile: Potes si trova lungo il Cammino Lebaniego, che conduce al Monastero di Santo Toribio, meta di pellegrinaggio. Da lì, una strada panoramica porta alla funivia di Fuente Dé, che in pochi minuti sale a oltre 1.800 metri, con una vista spettacolare sul massiccio dei Picos.

Giorno 11 – San Vicente de la Barquera, Oyambre e Comillas

Scendendo dai Picos si torna verso la costa cantabrica. A San Vicente de la Barquera, la città vecchia è stata dichiarata Bene di Interesse Culturale della Cantabria per l’interessante complesso monumentale che include la chiesa gotica di Santa María de los Ángeles, il castello e i resti della muraglia medievale. Tra i simboli del borgo spiccano anche i ponti: quello della Maza, con i suoi 28 archi, fu costruito nel XVI secolo per volere dei Re Cattolici; quello del Parral risale invece al XVIII secolo. La pausa al mare è nelle spiagge di Fuentes, El Rosal, El Tostadero e Merón, con sabbia dorata e viste sulla ría.

San Vicente de la Barquera
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San Vicente de la Barquera: la città vecchia è stata dichiarata Bene di Interesse Culturale della Cantabria

Il Parco Naturale di Oyambre circonda la zona con paesaggi estremamente vari: dalle scogliere alte fino a 50 metri alle spiagge aperte sull’oceano come Merón e Oyambre, fino alle spiagge interne che si aprono sugli estuari di San Vicente e La Rabia. Paludi, dune, estuari e colline erbose formano un mosaico di ambienti in cui trovano rifugio uccelli migratori, rapaci come il falco pellegrino e una vegetazione molto diversificata.

Playa de las Catedrales
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Parco naturale di Oyambre e spiaggia fluviale di Ria Capitan in Cantabria

Poco oltre, vale la pena una sosta a Comillas con la sua architettura modernista, tra cui spicca il Capricho di Gaudí, del celebre architetto di cultura catalana.

Giorno 12 – Santillana del Mar e Santander

La tappa successiva è Santillana del Mar, borgo medievale perfettamente conservato, dove si trova anche la Neogrotta di Altamira, fedele ricostruzione del celebre sito preistorico.

Nel pomeriggio si raggiunge Santander, una città che sembra uscita da una fiaba, con la sua baia, considerata una delle più belle del mondo. Una passeggiata nel centro storico permette di scoprire palazzi signorili e angoli dal fascino aristocratico, eredità della nobiltà che a fine Ottocento la scelse come meta di villeggiatura. Il simbolo della città è il Palazzo della Magdalena, costruito su un promontorio da cui si gode una vista eccezionale sull’Atlantico.

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Santader e la sua bellissima baia

Tra le spiagge più note ci sono El Sardinero, Camello, Mataleñas, La Concha e Los Peligros, tutte raggiungibili a piedi e ideali per una giornata di relax tra bagni e passeggiate sul lungomare. A tavola, da non perdere frutti di mare, i calamari fritti e vongole alla marinara.

Giorno 13 – Costa Quebrada e Castro Urdiales

Lasciando Santander, si percorre la costa di Liencres, detta Costa Quebrada, caratterizzata da scogliere scolpite dal vento e spiagge spettacolari. Qui si trova anche il Parco Naturale delle Dune di Liencres, uno dei più vasti sistemi dunali della costa settentrionale spagnola. Il parco ospita una ricca biodiversità e comprende anche isolotti, l’estuario del fiume Pas, parte del monte Tolío e la ría di Mogro. Dichiarata Geoparco UNESCO nel 2025, quest’area è un vero e proprio laboratorio naturale.

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Costa Quebrada Playa de Arnia a Pielagos di Cantabria in Spagna

Si prosegue fino a Castro Urdiales, cittadina con porto storico, castello e chiesa gotica, che segna l’ingresso nei Paesi Baschi.

Giorno 14 – Getxo, Puente Colgante e Bilbao

Lungo la costa si incontra il ponte sospeso di Portugalete, patrimonio UNESCO, che collega le due sponde della ría del Nervión.

Si arriva quindi a Bilbao, città simbolo della trasformazione urbana contemporanea. L’iconico Museo Guggenheim, progettato da Frank Gehry, ha cambiato il volto della città, affiancato da opere di architetti come Calatrava, Foster e Starck. Bilbao è oggi un punto di riferimento internazionale per l’arte e l’architettura contemporanea, ma resta anche profondamente legata alla sua tradizione basca. Il centro storico, con le Siete Calles, è un concentrato di storia, taverne e pintxos; il mercato della Ribera e Plaza Nueva sono punti forti della cultura gastronomica locale. Ma Bilbao è anche una città verde e vivibile, con il Parco di Doña Casilda, la funicolare di Artxanda e la ría; mentre in pochi minuti si raggiungono le spiagge di Getxo, sull’oceano.

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Il Guggenheim Museum di Bilbao

Giorno 15 – La costa basca e San Sebastián

Sulla costa tra Bilbao e San Sebastián si possono prevedere tappe a Mundaka, Lekeitio, le scogliere flysch di Zumaia e il borgo di Getaria, a seconda del tempo a disposizione.

Infine, San Sebastián è la meta perfetta per concludere il viaggio, che in estate ospita un fitto calendario di feste. Situata su una baia di sabbia bianca tra i monti Urgull e Igeldo, la città ospita il Museo San Telmo, il gruppo scultoreo del Pettine del Vento di Eduardo Chillida, il palazzo Miramar, il moderno edificio del Kursaal nel quartiere di Gros, solo per dare qualche spunto. Per il bagno, c’è la spiaggia di La Concha; mentre dalla cima del Monte Igeldo si gode una delle vedute più spettacolari della costa basca.

Cammino Francese: dalla Francia a Santiago, attraverso i Pirenei

Par : cdelgiudice
30 juillet 2025 à 19:58

Celebrato già nel Codex Calixtinus del 1135, il Cammino Francese è molto più di un semplice cammino: è un corridoio di storia, fede, incontri autentici e scenari capaci di rigenerare l’anima. Nel 1993 l’UNESCO lo ha inserito tra i Patrimoni dell’Umanità per il suo valore culturale, e non per caso: su questi sentieri il pellegrino attraversa panorami che spaziano dai boschi pirenaici alle pianure infinite delle mesetas, dai borghi antichi con le cattedrali arabeggianti fino alla nebbia atlantica della Galizia, per poi raggiungere Santiago.

Oltre alla bellezza paesaggistica e architettonica, il Cammino Francese trova la sua cifra nella semplicità rituale del passo quotidiano, che diventa un modo per meditare e riconnettersi con la propria interiorità. Non serve essere atleti: ci vogliono curiosità, voglia di meravigliarsi, cuore… e un paio di scarpe comode.

Dove si trova ed etimologia del cammino 

Il Cammino Francese – o Camino Francés – la via più tradizionale e storica di pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, prende questo nome perché il percorso parte dalla cittadina di Saint-Jean-Pied-de-Port, in Francia.

Questo itinerario veniva attraversato dai pellegrini provenienti da tutta Europa che entravano in Spagna attraverso i Pirenei, dunque “francese” si riferisce alla sua origine geografica e al fatto che fosse la via principale percorsa dai pellegrini francesi.

Partire da Saint-Jean-Pied-De-Port significa organizzare volo e trasferimento via treno o autobus da Pamplona o Bayonne. Dall’Italia spesso si prenota un volo per Bilbao o Madrid, per poi utilizzare treni verso le regioni basche, oppure si può proseguire con tratte low-cost fino a Bordeaux e poi su autobus locali verso i Pirenei. In alternativa, si può partire da Roncesvalles prenotando un taxi da Pamplona. Possibili anche le partenze da Burgos, León, Astorga o Sarria: ottimi punti di partenza per chi dispone di meno tempo o preferisce percorrere meno tappe, iniziando a metà percorso.

Lunghezza e difficoltà: le 32 tappe  

Il Cammino Francese è lungo circa 780-790 km, a seconda delle varianti e delle deviazioni scelte. La durata media consigliata per percorrerlo è di circa 30-35 giorni, camminando in media 20-25 km al giorno. Le tappe possono essere adattate in base alla preparazione fisica e al ritmo personale, ma in generale un mese è un tempo giusto per godersi il percorso senza troppo affanno.

  • Tappa 1 – Da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncisvalle (25 km, circa 7-8 ore): attraversamento dei Pirenei con salite impegnative e paesaggi spettacolari.
  • Tappa 2 – Da Roncisvalle a Zubiri (24 km, circa 5-6 ore): discesa verso la Navarra tra boschi e fiumi.
  • Tappa 3 – Da Zubiri a Pamplona (20 km, circa 4-5 ore): arrivo nella città storica, passando per piccoli villaggi.
  • Tappa 4 – Da Pamplona a Puente la Reina (24 km, circa 5-6 ore): attraversamento di campi e piccoli borghi, arrivo sul famoso ponte medievale.
  • Tappa 5 – Da Puente la Reina a Estella (22 km, circa 5-6 ore): percorso vario tra paesaggi rurali e centri storici.
  • Tappa 6 – Da Estella a Los Arcos (22 km, circa 5-6 ore): cammino semi-pianeggiante tra basse colline e vigneti.
  • Tappa 7 – Da Los Arcos a Logroño (28 km, circa 6-7 ore): attraversamento della Rioja, famosa per i suoi vini.
  • Tappa 8 – Da Logroño a Nájera (30 km, circa 7-8 ore): paesaggi aperti e antichi monasteri.
  • Tappa 9 – Da Nájera a Santo Domingo de la Calzada (22 km, circa 5-6 ore): splendido l’arrivo in un piccolo borgo medievale ricco di storia.
  • Tappa 10 – Da Santo Domingo de la Calzada a Belorado (23 km, circa 5-6 ore): tra sentieri rurali e boschi.
  • Tappa 11 – Da Belorado a San Juan de Ortega (24 km, circa 5-6 ore): cammino facile e “riposante” tra valli e colline.
  • Tappa 12 – Da San Juan de Ortega a Burgos (26 km, circa 6-7 ore): vi stupirete all’arrivo nella storica città di Burgos con la sua bella cattedrale.
  • Tappa 13 – Da Burgos a Hontanas (31 km, circa 7-8 ore): tappa lunga attraverso campagne e sentieri isolati, attenzione durante la bella stagione perché in molti tratti si è a picco sotto il sole.
  • Tappa 14 – Da Hontanas a Castrojeriz (20 km, circa 4-5 ore): tra villaggi medievali e paesaggi ampi.
  • Tappa 15 – Da Castrojeriz a Frómista (24 km, circa 5-6 ore): ovunque si volge lo sguardo, campi di grano a perdita d’occhio e tracce di storia templare.
  • Tappa 16 – Da Frómista a Carrión de los Condes (20 km, circa 4-5 ore): percorso pianeggiante tra villaggi.
  • Tappa 17 – Da Carrión de los Condes a Terradillos de los Templarios (26 km, circa 6-7 ore): zona isolata, tra campi agricoli e piccoli borghi senza grandi servizi.
  • Tappa 18 – Da Terradillos de los Templarios a León (40 km, circa 9-10 ore): tappa lunga verso la città storica di León (spesso divisa in due).
  • Tappa 19 – Da León a Hospital de Órbigo (32 km, circa 7-8 ore): paesaggi collinari e villaggi medievali.
  • Tappa 20 – Da Hospital de Órbigo a Astorga (18 km, circa 4-5 ore): città ricca di arte e storia.
  • Tappa 21 – Da Astorga a Rabanal del Camino (21 km, circa 5-6 ore): bellissimo paesaggio rurale che arriva in questo borgo dove pare che il tempo si sia fermato.
  • Tappa 22 – Da Rabanal del Camino a Ponferrada (32 km, circa 7-8 ore): discesa tra boschi e la città dei templari.
  • Tappa 23 – Da Ponferrada a Villafranca del Bierzo (23 km, circa 5-6 ore): dalla città storica di Ponferrada si parte per passare il confine tra la regione del Léon e la Galizia.
  • Tappa 24 – Da Villafranca del Bierzo a O Cebreiro (29 km, circa 7-8 ore): tappa impegnativa, sia per la lunghezza sia per il tratto finale, con diversi chilometri in netta salita.
  • Tappa 25 – Da O Cebreiro a Triacastela (21 km, circa 5-6 ore): discesa tra boschi e piccoli villaggi.
  • Tappa 26 – Da Triacastela a Sarria (19 km, circa 4-5 ore): tappa semplice, tra splendidi paesaggi rurali e borghi galiziani.
  • Tappa 27 – Da Sarria a Portomarín (22 km, circa 5-6 ore): attraversamento di ponti medievali e colline galiziane. Sarria è celebre tra i pellegrini come punto di partenza perché da qui si contano i 100 km a Santiago, quelli minimi necessari per richiedere la Compostela.
  • Tappa 28 – Da Portomarín a Palas de Rei (25 km, circa 5-6 ore): paesaggi rurali tra boschi e campi.
  • Tappa 29 – Da Palas de Rei a Melide (15 km, circa 3-4 ore): tappa semplice, in cammino tra sentieri rurali e paesaggi verdi, fino al bellissimo centro storico di Melide.
  • Tappa 30 – Da Melide ad Arzúa (14 km, circa 3-4 ore): altra sezione breve e piacevole, tra piccoli borghi galiziani dove assaggiare il celebre “pulpo a la gallega”.
  • Tappa 31 – Da Arzúa a O Pedrouzo (20 km, circa 4-5 ore): percorso panoramico tra boschi e piccoli villaggi… ci avviciniamo alla meta finale!
  • Tappa 32 – Da O Pedrouzo a Santiago de Compostela (20 km, circa 4-5 ore): dopo una marcia semplice su tranquille strade forestali e boschi di eucalipto, si arriva alla famosa Praza do Obradoiro, in centro a Santiago.

Come prepararsi al cammino 

Camminare circa 800 km in 31 giorni significa coprire una media di 25 km al giorno, con punte oltre i 30 km nelle tappe pirenaiche e galiziane. Una buona preparazione prevede almeno due mesi di uscite progressive fino a 25‑30 km, risalendo salite simili a quelle che si incontreranno lungo il cammino. Importante: allenare anche i polpacci, perché le discese ripide e le mesetas richiedono muscoli preparati e caviglie stabili.

La gestione dello zaino è cruciale: punta a un peso inferiore al 10% del tuo peso corporeo, altrimenti schiena, spalle e piedi ne risentiranno. L’allenamento deve essere anche mentale, però. Affrontare con consapevolezza quei 25‑30 km quotidiani porta anche benefici mentali: il cammino diventa meditazione a passo lento, con il tempo di riflettere sui pensieri più genuini. Non è un percorso estremo, ma tratte lunghe e variazioni climatiche richiedono una mente lucida e un certo spirito di adattamento.

Info logistiche: segnaletica, alloggi e credenziale 

Uno dei punti di forza del Cammino Francese è la segnaletica impeccabile: le celebri frecce gialle e le conchiglie su pali e muretti facilitano l’orientamento anche quando il camminatore è stanco o la nebbia cala.

Quanto all’alloggio, il cammino offre una rete estesa di albergues pubblici, privati e donativi, in media ogni 5 km. È sufficiente consultare i siti per verificare le aperture stagionali e le norme di ingresso. Se preferisci la tranquillità, prenota alcune tappe chiave in anticipo (come Saint‑Jean, Burgos, León, O Cebreiro e Santiago).

La credenziale è un vero passaporto del pellegrino: è necessaria per accedere agli albergues e richiedere la Compostela alla fine. Puoi ottenerla prima della partenza, in una parrocchia italiana affiliata alla Confraternita di Santiago, oppure direttamente allo start, a Saint‑Jean‑Pied‑de‑Port o Roncesvalles. Attenzione: la Compostela viene rilasciata solo con almeno 100 km percorsi a piedi in Spagna, con timbri datati e leggibili.

Quando partire 

Il clima varia notevolmente lungo il percorso: nei Pirenei l’inverno può portare neve, tra giugno e settembre le mesetas diventano roventi, mentre in Galizia il tempo si fa spesso capriccioso e piovoso in primavera… La stagione migliore? Tra maggio e inizio giugno oppure tra settembre e ottobre, per evitare sia il caldo torrido sia l’affollamento estivo. Il periodo è perfettamente centrato per godere della campagna che fiorisce, senza rinunciare a giornate miti e all’ospitalità attiva lungo il percorso. Durante l’inverno, invece, diversi albergues sono chiusi: meglio programmare con attenzione.

Difficoltà ed equipaggiamento  

La difficoltà maggiore è rappresentata dalla salita impegnativa nella prima tappa attraverso i Pirenei, ma il cammino presenta anche tratti con saliscendi e terreni misti che possono diventare fangosi in caso di pioggia, specialmente nella regione della Galizia. È quindi importante essere preparati con un equipaggiamento adeguato, come scarpe da trekking comode e già rodate, un impermeabile leggero e bastoncini per sostenere le ginocchia nelle salite e discese (quelli pieghevoli sono molto pratici).

Riempi lo zaino con vestiti leggeri, un sacco a pelo compatto, kit di pronto soccorso, borraccia o camelbag e un poncho impermeabile. Uno spuntino energetico per le pause è fondamentale, quindi fai scorta di barrette e frutta secca: una corretta scorta d’acqua e snack energetici sono d’obbligo per affrontare le tappe più isolate che non consentono soste in ristori e punti acqua.

Perché percorrerlo  

Il Cammino Francese è una vera opera d’arte, fatta di pietre romane, cattedrali mudéjar, mesetas sterminate e foreste galiziane: si attraversano storie antiche e moderne, si assapora la cucina di queste splendide regioni spagnole, si incontrano volti diversi e compagni di strada del tutto inaspettati.

Non è solo un percorso fisico, ma una narrazione personale scritta a passi lenti e riflessioni quotidiane. Anzi, un ottimo consiglio è quello di portare con sé un taccuino e annotare ogni giorno pensieri e riflessioni emersi durante la marcia.

Naturalmente servono tempo, preparazione e un cuore pronto a mettersi in gioco. Ma se hai la voglia di camminare, il Cammino Francese può diventare una pagina memorabile della tua vita.

Cammino Inglese: la strada per Santiago preferita dai “nordici”

Par : cdelgiudice
30 juillet 2025 à 14:24

Il Cammino Inglese, noto anche come Camino de Faro, è uno dei percorsi storici di pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, nel Nord-Ovest della Spagna. Il nome “Inglese” deriva dal fatto che, nel Medioevo, era la via preferita dai pellegrini provenienti dalle Isole Britanniche — Inghilterra, Irlanda, Scozia — ma anche da altri paesi del Nord Europa come Scandinavia, Islanda e Fiandre. Questi pellegrini raggiungevano la Galizia via mare, attraccando nei porti galiziani per poi proseguire a piedi fino alla tomba dell’Apostolo Giacomo.

Itinerari e caratteristiche principali 

Il Cammino Inglese offre due principali punti di partenza in Galizia:

  • Da Ferrol – è la versione più lunga, con una lunghezza che varia tra circa 112 e 122 km. Generalmente si percorre in 5-6 giorni. Questo percorso è molto scelto perché, superando i 100 km richiesti, consente di ottenere la Compostela, il certificato ufficiale per i pellegrini.
  • Da A Coruña – è più breve, circa 73 km. A causa della lunghezza inferiore ai 100 km, l’Arcidiocesi concede la Compostela solo se il pellegrino ha già completato almeno 100 km in precedenza o è residente locale che visita i luoghi giacobei di A Coruña prima di partire.

I due percorsi si congiungono a Bruma, così che gli ultimi 40-48 km si sovrappongono, attraversando paesaggi rurali e piccoli centri fino alla meta finale, Santiago de Compostela.

Elenco dettagliato delle tappe del Cammino Inglese da Ferrol 

Per completezza e nell’ottica di poter poi richiedere la Compostela, cioè l’attestazione di cammino completato a fine percorso, indichiamo le tappe da Ferrol a Santiago.

Tappa 1 – Da Ferrol a Neda (15 km, circa 3-4 ore) 

Partenza dal molo di Curuxeiras, poi si attraversa Ferrol Vello e si costeggia l’estuario di Ferrol, con splendidi scorci su paesaggi marittimi e zone portuali storiche.

Tappa 2 – Da Neda a Pontedeume (16 km, circa 4-5 ore) 

Si lascia Neda salendo verso la parte alta, passando per Fene, per poi raggiungere la bella cittadina storica di Pontedeume dopo aver attraversato il ponte in pietra sul fiume Eume, con viste panoramiche sul fiume.

Tappa 3 – Da Pontedeume a Betanzos (21 km, circa 5-6 ore) 

Tappa che attraversa il fiume Eume e sale fino ad As Pedridas, poi scende verso Miño e infine entra a Betanzos, attraverso la Porta da Ponte Vella, con un suggestivo centro storico medievale.

Tappa 4 – Da Betanzos all’Hospital de Bruma (28 km, circa 7-8 ore)  

Il tratto più impegnativo, lungo, con saliscendi e terreno accidentato: si passa per località rurali come Xan Rozo, Cos, Meangos e Presedo, fino a Bruma, punto di raccordo dove si congiunge il cammino più breve che parte da A Coruña.

Tappa 5 – Da Hospital de Bruma a Sigüeiro (25 km, circa 6-7 ore) 

Percorso semplice su strade rurali e pittoreschi villaggi, con passaggi per O Seixo, Outeiro, Blanca e A Senra.

Tappa 6 – Da Sigüeiro a Santiago de Compostela (16,5 km, circa 4-5 ore) 

Eccoci all’ultima tappa che attraversa il fiume Tambre, attraversa A Barciela e Marantes, passando per zone più urbane, fino ad arrivare alla magnifica Cattedrale di Santiago, punto culminante e fine del pellegrinaggio.

Un po’ di storia… 

La popolarità di questo cammino crebbe tra il XIV e il XV secolo, in parte grazie alla Guerra dei Cent’anni che rendeva difficile passare dai porti francesi. Già dal XII secolo, crociati e cavalieri templari utilizzavano questi approdi come punto di partenza. Un momento chiave fu la decisione di Papa Callisto II, nel 1122, di concedere l’indulgenza plenaria agli anni giubilari di Compostela, incentivando così il pellegrinaggio!

Tuttavia, il Cammino Inglese conobbe un periodo di declino a partire dal XVI secolo, quando la rottura tra Enrico VIII e la Chiesa cattolica ridusse drasticamente il flusso di pellegrini britannici, e i conflitti bellici tra Spagna e Regno Unito peggiorarono ulteriormente la situazione. Solo a partire dagli anni ’90, grazie all’impegno di associazioni e amministrazioni locali, il cammino è stato riscoperto e valorizzato, diventando oggi una valida alternativa al più noto Cammino Francese.

Territorio, difficoltà e clima 

Il Cammino Inglese si distingue per un percorso prevalentemente pianeggiante o con leggere salite, rendendolo adatto a un ampio pubblico di camminatori con difficoltà media. La parte più impegnativa è quella tra Betanzos e l’Hospital de Bruma, con alcuni tratti di terreno accidentato.

Il paesaggio è caratterizzato da estuari, fiumi, aree boschive e borghi storici, con scorci suggestivi di mare e campagna galiziana. Tra i luoghi più interessanti figurano Ferrol, Pontedeume, Betanzos, e l’ospedale medievale di Bruma.

Il clima è tipicamente oceanico, con temperature miti durante tutto l’anno ma frequenti precipitazioni, specialmente in autunno e inverno. La primavera e l’estate sono i periodi preferiti, sebbene l’estate possa essere più affollata e la primavera un po’ instabile.

Come raggiungere il punto di partenza 

Per chi desidera intraprendere il Cammino Inglese partendo dall’Italia, il modo più pratico per raggiungere Ferrol è volare fino agli aeroporti galiziani più vicini, ossia quelli di A Coruña o Santiago de Compostela, entrambi gli scali sono ben collegati con le principali città italiane, tramite scali a Madrid o Barcellona.

Dall’aeroporto di A Coruña si può proseguire in treno o autobus verso Ferrol, impiegando circa un’ora e mezza, mentre da Santiago il viaggio dura un po’ di più, ma è altrettanto semplice grazie a collegamenti ferroviari o autobus regionali. In alternativa, per chi preferisce una soluzione più comoda e diretta, sono disponibili servizi di trasporto privato o transfer dedicati ai pellegrini. Nonostante l’assenza di voli diretti per Ferrol, l’accessibilità è comunque buona, e l’arrivo via terra permette anche di iniziare gradualmente a immergersi nei paesaggi e nell’atmosfera della Galizia.

Segnaletica, credenziali e alloggi 

Il cammino è ben segnalato da tradizionali mojónes in pietra con la conchiglia, affiancati da classiche frecce gialle, il che facilita molto l’orientamento anche ai meno esperti.

La credenziale del pellegrino è fondamentale: consente di accedere agli ostelli e a sconti o ingressi nei vari monumenti. È consigliabile far timbrare la credenziale almeno due volte al giorno. Si può ottenere a Ferrol, A Coruña o lungo il percorso.

Negli ultimi anni il numero di alloggi pubblici e privati è aumentato notevolmente. Oltre agli albergues tradizionali, sono disponibili pensioni, hotel e case rurali, alcuni con servizi premium.

Perché sceglierlo

Il Cammino Inglese rappresenta una scelta perfetta per chi desidera vivere l’esperienza del pellegrinaggio a Santiago de Compostela con un percorso più breve e meno affollato rispetto alle varianti più famose come il Cammino Francese o il Cammino Portoghese. Grazie alla sua lunghezza contenuta consente di ottenere la Compostela senza dover affrontare settimane di cammino, il che è ideale per chi ha poco tempo a disposizione o non ha un grado di allenamento troppo elevato ma vuole comunque immergersi nella spiritualità e nella storia del pellegrinaggio.

Si tratta di un viaggio più intimo, a contatto con la natura e la cultura galiziana. Per chi è interessato alla storia medievale, poi, il Cammino Inglese offre un fascino particolare perché si ripercorrono i passi dei pellegrini nord-europei e si ricordano le rotte marittime che per secoli hanno collegato la Galizia con il Nord Europa.

Da Lisbona a Santiago: benvenuti sul Cammino Portoghese

Par : cdelgiudice
29 juillet 2025 à 19:39

Il Cammino Portoghese (Caminho Português in portoghese, Camiño Portugués in galiziano, Camino Portugués in spagnolo… giusto per averne la declinazione linguistica!) rappresenta una delle rotte più affascinanti del vasto sistema dei Cammini di Santiago.

È considerato il secondo itinerario per numero di pellegrini, subito dopo il più famoso Cammino Francese, e offre un’esperienza un po’ più intima e meno affollata. Questo percorso ha la particolarità di attraversare due nazioni — Portogallo e Spagna — e di condurre i pellegrini da città ricche di storia e cultura fino alla mistica cattedrale di Santiago de Compostela.

Origini e caratteristiche del Cammino Portoghese 

Il Cammino Portoghese nasce dall’antica tradizione pellegrina del Nord del Portogallo e del Sud della Galizia, con radici che affondano nel Medioevo. Meno noto rispetto al Cammino Francese, ha visto però un costante aumento di pellegrini negli ultimi anni, grazie anche a un percorso che alterna dolci paesaggi rurali, cittadine storiche, borghi medievali e splendide coste.

Il percorso tradizionale parte da Lisbona, la meravigliosa capitale del Portogallo – considerata in generale, ma anche da chi scrive, una delle città più belle d’Europa e forse del mondo – e prosegue verso Nord attraversando città importanti come Santarém, Coimbra e Porto. Da lì si oltrepassa il confine spagnolo a Tui, entrando in Galizia, terra ricca di folclore, architettura romanica e leggende legate all’apostolo San Giacomo. A Tui si tocca il territorio spagnolo e da qui il cammino si dirige verso Pontevedra e infine Santiago de Compostela.

Lunghezza, durata e modalità di percorrenza 

Il Cammino Portoghese si estende per circa 630 km: la durata consigliata per completare a piedi questo itinerario è di circa 25-26 giorni, considerando tappe giornaliere che variano tra i 15 e i 35 km. Per chi desidera percorrerlo in bicicletta, la distanza complessiva si riduce leggermente a circa 580 km, suddivisi in circa 11 tappe più lunghe e impegnative… ma più rapide, essendo su due ruote! Quindi anche il numero di giorni complessivi sarà minore.

La scelta del punto di partenza varia a seconda dell’obiettivo del pellegrino. Molti, infatti, preferiscono iniziare direttamente su suolo spagnolo a Tui, città galiziana a pochi chilometri dal confine portoghese, per percorrere almeno gli ultimi 100 km a piedi, distanza minima richiesta per ottenere la Compostela, il celebre attestato del pellegrinaggio.

Le 26 tappe del Cammino Portoghese 

Non esiste una suddivisione ufficiale e rigida delle tappe del Cammino Portoghese, poiché il pellegrino può adattare le distanze alle proprie esigenze. Secondo il canone, però, le tappe ufficiali a piedi sono 26, con distanze giornaliere gestibili per la maggior parte delle persone in buone condizioni fisiche.

Qui mappiamo le tappe del Cammino Portoghese nella sua Variante della Costa, una delle più suggestive per varietà di paesaggio.

Il percorso è caratterizzato da una difficoltà medio-bassa. Le altitudini sono contenute, e non sono presenti salite particolarmente impegnative come in altri cammini. I tratti più lunghi e faticosi sono compensati da panorami suggestivi, dal verde della campagna portoghese fino alle coste atlantiche e alle colline galiziane.

  • Tappa 1 – Da Lisbona ad Alpriate (22 km, circa 5-6 ore): partenza dalla capitale portoghese, attraversando quartieri storici e aree rurali in direzione Nord, con paesaggi di campagna e piccoli villaggi.
  • Tappa 2 – Da Alpriate a Vila Franca de Xira (18 km, circa 4-5 ore): cammino tra campi coltivati e fiumi, con la possibilità di ammirare la fauna locale e il tranquillo ambiente naturale della regione.
  • Tappa 3 – Da Vila Franca de Xira ad Azambuja (25 km, circa 6-7 ore): percorso pianeggiante, attraversa villaggi tradizionali e zone agricole, ideale per abituarsi alla camminata e prendere il ritmo.
  • Tappa 4 – Da Azambuja a Santarém (33 km, circa 7-8 ore): prima tappa oltre i 30 km, lunga ma quasi totalmente pianeggiante. Arrivo a Santarém, città ricca di storia e monumenti, con vedute panoramiche sulla valle del Tago.
  • Tappa 5 – Da Santarém a Golegã (32 km, circa 7-8 ore): cammino tra campagne aperte, villaggi rurali e scenari tipici del Portogallo centrale.
  • Tappa 6 – Da Golegã a Tomar (32 km, circa 7-8 ore): altra tappa lunga, con arrivo a Tomar, città famosa per il Convento di Cristo e la sua storia templare.
  • Tappa 7 – Da Tomar ad Alvaiázere (32 km, circa 8-9 ore): attraversa zone boschive e colline, ci si addentra in saliscendi in un paesaggio più variegato con qualche salita moderata e alcuni attraversamenti di fiumi su vecchi ponti.
  • Tappa 8 – Da Alvaiázere a Coimbra (37 km, circa 9-10 ore): tappa impegnativa, che conduce alla storica città universitaria di Coimbra, ricca di monumenti e cultura.
  • Tappa 9 – Da Coimbra a Mealhada (25 km, circa 6-7 ore): cammino più breve, tra vigneti e paesaggi agricoli, con possibilità di gustare la cucina locale e un calice di buon vino portoghese.
  • Tappa 10 – Da Mealhada ad Águeda (25 km, circa 6-7 ore): percorso pianeggiante, attraversa piccoli centri abitati e zone rurali tipiche. Un po’ isolato, meglio avere buone scorte d’acqua e cibo per la giornata.
  • Tappa 11 – Da Águeda a Oliveira de Azeméis (33 km, circa 8-9 ore): tra borghi storici e strade secondarie immerse nel verde.
  • Tappa 12 – Da Oliveira de Azeméis a São João da Madeira (10 km, circa 2-3 ore): questa tappa breve è utile come giornata di “scarico”, un momento di riposo dato che siamo circa a metà cammino.
  • Tappa 13 – Da São João da Madeira a Porto (40 km, circa 10 ore): lunga camminata con un buon saliscendi, dunque impegnativa, verso la seconda città portoghese. Porto ripaga la fatica, con il suo splendido centro storico, il delizioso vino omonimo e le vedute sul fiume Douro.
  • Tappa 14 – Da Porto a Vila do Conde (29 km, circa 7-8 ore): cammino lungo la costa atlantica, con viste sul mare e spiagge.
  • Tappa 15 – Da Vila do Conde a Esposende (25 km, circa 6-7 ore): percorso costiero con aree naturali protette e fauna marina.
  • Tappa 16 – Da Esposende a Viana do Castelo (24 km, circa 6-7 ore): attraversa dune, spiagge e piccoli borghi di pescatori.
  • Tappa 17 – Da Viana do Castelo a Caminha (35 km, circa 8-9 ore): tappa lunga, con passaggio vicino al confine con la Spagna e splendidi panorami marittimi.
  • Tappa 18 – Da Caminha a A Guarda (15 km, circa 4-5 ore): ingresso in Spagna, breve cammino tra paesaggi costieri e centri storici.
  • Tappa 19 – Da A Guarda a Oia (14 km, circa 3-4 ore): tappa breve che segue la costa, con visita al monastero di Oia.
  • Tappa 20 – Da Oia a Baiona (27 km, circa 7-8 ore): cammino lungo sentieri costieri, attraversa riserve naturali e spiagge.
  • Tappa 21 – Da Baiona a Vigo (25 km, circa 6-7 ore): attraversa città portuale e aree naturali, con possibilità di visite culturali.
  • Tappa 22 – Da Vigo a Redondela (15 km, circa 4-5 ore): cammino in parte urbano e in parte rurale, con scorci panoramici sul mare.
  • Tappa 23 – Da Redondela a Pontevedra (18 km, circa 4-5 ore): tappa tranquilla attraverso borghi storici e paesaggi fluviali.
  • Tappa 24 – Da Pontevedra a Caldas de Reis (23 km, circa 6-7 ore): percorso piacevole, con possibilità di visitare le famose terme di Caldas.
  • Tappa 25 – Da Caldas de Reis a Padrón (19 km, circa 5-6 ore): cammino lungo piccoli borghi e campagne, con importanti leggende su San Giacomo.
  • Tappa 26 – Da Padrón a Santiago de Compostela (25 km, circa 6-7 ore): ultima tappa, che culmina nella visita alla maestosa cattedrale di Santiago, meta finale del pellegrinaggio.

Le varianti dell’itinerario 

Oltre al percorso principale esistono alcune varianti interessanti che arricchiscono l’esperienza del pellegrino:

  • Variante di Fátima: un percorso che si stacca verso Fátima, il celebre santuario mariano, permettendo ai pellegrini di unire la spiritualità della Madonna con quella di Santiago. Questa variante segue in parte il Caminho do Tejo, un altro itinerario portoghese, e si riconnette al percorso centrale proprio da Tui, la prima cittadina galiziana dopo il confine portoghese.
  • Variante della Costa o Senda Litoral: dopo Porto, questa variante si sviluppa lungo la costa atlantica portoghese e galiziana, regalando scorci sul mare e attraversando località come Baiona e Vigo. Il tracciato è più movimentato ma offre un’esperienza più “marina” e selvaggia, con lunghe camminate su spiagge e promontori. Si ricongiunge al Camino Central da Redondela.
  • Variante Spirituale: un percorso particolare in Galizia che ripercorre il tragitto che, secondo la tradizione, seguirono le spoglie dell’apostolo San Giacomo durante la Traslatio. L’ultimo tratto si percorre in barca lungo il fiume Ulla, un’esperienza unica e suggestiva; si reinserisce nel Cammino Centrale a Padrón, a una o due tappe da Santiago.

Il periodo migliore per partire

Il clima lungo il Cammino Portoghese è influenzato dall’Oceano Atlantico, con differenze notevoli tra il Portogallo centro-meridionale e la Galizia. A Sud, nelle zone di Lisbona e Santarém, il clima è mite, più caldo e generalmente soleggiato, anche in inverno. A Nord, verso Porto e nella Galizia, le temperature sono più fresche e le precipitazioni più frequenti, specialmente in autunno e inverno.

Il periodo migliore per affrontare il cammino è la mezza stagione: la primavera e l’autunno regalano temperature miti e condizioni meteo più favorevoli. L’estate, specie il mese di agosto, è molto calda e vede un aumento considerevole di pellegrini, mentre l’inverno, sebbene più tranquillo e meno frequentato, può presentare giornate fredde e piovose, oltre al fatto che alcune strutture ricettive seguono la chiusura stagionale e potrebbero risultare non operative.

La segnaletica 

La segnaletica lungo il Cammino Portoghese è generalmente ben curata, soprattutto nel territorio galiziano. Le frecce gialle e le conchiglie, simbolo universale dei cammini di Santiago, sono presenti su muri, pali e segnali a terra. Piastrelle blu e cippi di legno aiutano ulteriormente l’orientamento, mentre nei tratti più isolati è utile avere con sé una mappa o un’app dedicata.

Il Cammino è servito da una rete crescente di ostelli pubblici e privati, soprattutto a partire da Porto, con strutture adatte a ogni budget. Le credenziali del pellegrino permettono di accedere agli albergues riservati e di ricevere la Compostela una volta completato il percorso minimo.

Documenti e credenziali per il pellegrino 

La credenziale del pellegrino è il documento che attesta l’identità di chi compie il cammino e permette l’accesso agli ostelli dedicati, nonché di ottenere la Compostela, il certificato ufficiale rilasciato dalla cattedrale di Santiago. La credenziale può essere richiesta in anticipo tramite le associazioni ufficiali in Portogallo, Spagna e anche in Italia, come la Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia.

Ricorda, però: per ricevere la Compostela è necessario percorrere almeno 100 km a piedi o 200 km in bicicletta.

Le spiagge bianche della Spagna: un viaggio tra penisola iberica e isole, alla ricerca della bellezza

29 juillet 2025 à 11:01

La Spagna vanta circa ottomila chilometri di costa, tra isole e territorio della penisola iberica. Grazie a questo, alle sue bellezze e a un clima ricercato da molti, in ogni stagione dell’anno, le spiagge spagnole sono tra le destinazioni più ambite per chi cerca mare cristallino, cultura e bellezze naturali con le quali lustrarsi gli occhi Ma se c’è una cosa che sorprende anche i viaggiatori più esperti, è la varietà delle sue spiagge. Tra distese dorate e scogliere selvagge, si nascondono alcune gemme davvero rare: spiagge di sabbia bianca, che nulla hanno da invidiare a quelle che si possono incontrare in viaggio ai Caraibi. Dalla costa del Mediterraneo all’Atlantico, passando per le isole Baleari e Canarie, ecco un viaggio tra le migliori spiagge bianche della Spagna, con tanto di informazioni pratiche per raggiungerle e godersi al meglio l’esperienza di mare da quelle parti.

Playa de Ses Illetes – Formentera, Baleari

Tra le spiagge più iconiche del Mediterraneo c’è Ses Illetes, considerata un vero e proprio fiore all’occhiello di Formentera. Questa spiaggia di sabbia biancha è un vero paradiso terrestre, grazie anche alle sue acque trasparenti che sfumano dal turchese al blu intenso. Situata nella parte settentrionale dell’isola, all’interno del Parco Naturale di Ses Salines, questa spiaggia è lunga e sottile, con piccole insenature su entrambi i lati che ricordano luoghi molto più lontani e bagnati da oceani caldi.

La si raggiungere seguendo un percorso un po’ articolato ma pronto a ripagarti della fatica, grazie al panorama e al “premio” che ti attenderà al tuo arrivo. Una volta a Formentera, la cosa migliore è noleggiare uno scooter o una bici e raggiungere così l’ingresso del parco che custodisce questa spiaggia bianca. L’accesso in auto, infatti, è regolato e prevede un pedaggio giornaliero, specialmente in alta stagione.

Ses Illetes presenta alcuni stabilimenti balneari molto esclusivi e ristoranti di pesce affacciati direttamente sul mare, ideali per chi cerca un’esperienza elegante ma a contatto con la natura. In estate è molto frequentata, quindi meglio arrivare la mattina presto. In alternativa, per chi viaggia fuori stagione, settembre è un momento ideale per godersi tutto il bello che Ses Illetes abbia da offrire.

Spiagge bianche della Spagna: Playa de Rodas
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La Playa de Rodas, in Galizia

Playa de Rodas – Isole Cíes, Galizia

Un giornale inglese – The Guardian – l’ha definita “la spiaggia più bella del mondo“. A te decidere se sia, o meno, veramente così. Stiamo parlando della Playa de Rodas, luogo che si trova nel cuore dell’arcipelago delle Cíes, parte del Parco Nazionale delle Isole Atlantiche della Galizia.

Ci troviamo nel nord della Spagna, in una regione affacciata sull’Oceano Atlantico: non si tratta di un posto dove la balneazione è sempre possibile ma si puà sempre tentare. Questa spiaggia, però, riempie il cuore anche con una semplice passeggiata. È lunga circa un chilometro e unisce due isole dell’arcipelago con una striscia di sabbia bianchissima che si affaccia su un tratto oceanico che, data la poca profondità, si mostra di un colore verde smeraldo. Il contesto naturale è completamente protetto: nessuna costruzione, nessun rumore, solo vento, onde e gabbiani.

L’accesso è limitato a poco più di duemila visitatori al giorno, con prenotazione obbligatoria per potervi accedere. Il punto di partenza principale è Vigo, da cui si sale sui traghetti stagionali (aprile-ottobre), ma ci sono collegamenti anche da Baiona e Cangas. Per salire a bordo, bisogna prima ottenere un permesso gratuito sul sito ufficiale del parco, da esibire al momento dell’imbarco.

Non ci sono hotel né resort sull’isola, ma è possibile campeggiare in un’area attrezzata, previa prenotazione. I servizi sono essenziali: bagni pubblici, un piccolo chiringuito e sentieri naturalistici.

Spiagge Bianche della Spagna: Peñarronda, Asturie
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La Playa de Peñarronda

Playa de Peñarronda -Asturie

La Playa de Peñarronda, situata al confine tra i comuni di Castropol e Tapia de Casariego nelle Asturie, a nord della Spagna, è un gioiello naturale poco conosciuto al grande turismo di massa. Con circa seicento metri di sabbia fine e chiara, questa spiaggia si estende tra i promontori di La Robaleira e Punta del Corno ed è attraversata al centro dal torrente Penarronda (o fiume Dola) che contribuisce a renderla un luogo di notevole interesse naturalistico. È un luogo dove si va al mare? A volte, ma conquista per la sua bellezza.

Infatti, Peñarronda è un vero monumento naturale, inserito negli elenchi delle aree protette spagnole.  È l’unico luogo della costa asturiana dove crescono spontaneamente alcune piante rare e in via d’estinzione e dove nidificano moltissime specie diverse.

Chi, in viaggio, ama dedicarsi ad attività outdoor, troverà in questa spiaggia un luogo ideale per praticare surf, windsurf e SUP.  Occorre, però, fare attenzioni alle correnti. In loco sono presenti dei bagnini, soprattutto in alta stagione. Il periodo di maggior affluenza è, ovviamente, la bella stagione ma, in ogni caso, Peñarronda resta un vero e proprio gioiello atlantico del nord della Spagna.

Spiagge bianche della Spagna: Playa Bolonia
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Veduta area di Playa Bolonia in Andalusia

Playa de Bolonia – Tarifa, Andalusia

Il tuo viaggio in Spagna ti porta a sud? Nascosta tra le coste battute dal vento della provincia di Cadice troverai la Playa de Bolonia: una delle spiagge più autentiche e spettacolari dell’Andalusia. Circondata da una maestosa duna di sabbia bianca alta oltre 30 metri, questa spiaggia selvaggia si estende per quasi quattro chilometri lungo la costa atlantica. Alle sue spalle si trovano le rovine di Baelo Claudia, un’antica città romana che si affacciava sul mare.

Bolonia è facilmente raggiungibile in auto da Tarifa, in circa mezz’ora. Se, invece, il tuo viaggio in Andalusia ti porta più vicino a Cadice, arriverai in poco meno di due ore. I collegamenti pubblici sono limitati, per cui è meglio noleggiare un’auto per godere della massima libertà e di maggiore comodità di spostamento. L’ingresso alla spiaggia è gratuito, così come la visita al sito archeologico di Baelo Claudia, una meraviglia di duemila anni fa che si trova proprio vicino alla spiaggia.

La Spiaggia di Bolonia è una delle spiagge bianche da poter vedere in viaggio in Spagna. Va detto che, per quanto placida possa sembrare la spiaggia, altrettanto è mossa ed energica l’acqua del mare. Fai attenzione.

Spiagge bianche della Spagna: Cabo de Gata e Playa de los Genoveses
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La bellezza delle spiagge attorno al Cabo de Gata

Playa de los Genoveses – Cabo de Gata, Almería

Nella cornice vulcanica del Parco Naturale di Cabo de Gata, nella provincia Almería, sempre nel sud della Spagna, troverai la Playa de los Genoveses: piccolo gioiello di sabbia chiara circondato da colline brulle e vegetazione mediterranea. La sua bellezza sta proprio nella semplicità: niente bar, niente hotel, niente musica. Solo mare limpido e natura intatta.

Questo luogo si raggiunge viaggiando da San José, in circa 10-15 minuti di auto, ma durante i mesi estivi l’accesso alle auto è limitato per motivi ambientali, per preservare la natura della zona. In alta stagione, però, è attivo un servizio navetta, mentre chi arriva in bici o a piedi può transitare senza problemi. Non ci sono servizi in spiaggia, quindi è fondamentale portare con sé acqua, cibo e tutto ciò di cui si può avere bisogno per una giornata al mare.

Playa de los Genoveses è ideale per chi cerca un’atmosfera rilassata e paesaggi da cartolina. Le sue dune basse e la sabbia quasi bianca la rendono perfetta anche per le famiglie con bambini. È una delle poche spiagge del Mediterraneo a mantenere un’anima davvero selvaggia.

Spiagge bianche da vedere in Spagna: Papagayo, Lanzarote
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La Playa Papagayo a Lanzarote

Playa de Papagayo – Lanzarote, Canarie

Benché distanti dalla penisola iberica, le Canarie sono sempre parte del territorio politico della Spagna e vale la pena citare un paio di luoghi degni di nota e, soprattutto, perfetti per chi è il cerca di spiagge bianche.

Nel sud di Lanzarote, all’interno del Parco Naturale di Los Ajaches, si trova una delle spiagge più spettacolari delle Canarie: Playa de Papagayo. Racchiusa tra pareti di roccia vulcanica e aperta su un’insenatura tranquilla, questa baia è famosa per la sua sabbia chiarissima e l’acqua incredibilmente limpida.

Raggiungerla è facile: l’accesso alle auto è garantito fino alle prossimità della spiaggia,  percorrendo una strada sterrata che termina in un parcheggio all’ingresso del parco. L’accesso prevede un piccolo pedaggio (circa 3 euro). In alternativa, è possibile arrivare a piedi o in bicicletta seguendo sentieri costieri panoramici.

Nonostante sia una spiaggia piuttosto isolata, è molto conosciuta e, in loco, è presente un piccolo ristorante con terrazza vista mare. Papagayo è una meta molto frequentata anche dai locali, soprattutto nei fine settimana; quindi, conviene arrivare al mattino o durante la settimana per godersi in pieno la sua bellezza assoluta.

Spiagge bianche da vedere in Spagna: La Graciosa, Canarie
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La spiagge de La Graciosa

Playa de Las Conchas – La Graciosa, Canarie

Poco conosciuta al grande pubblico, La Graciosa è un’isola minuscola e incontaminata a nord di Lanzarote, parte dell’arcipelago Chinijo e dell’area marina protetta più grande d’Europa. Fino a qualche anno fa, veniva considerata parte integrante di Lanzarote ma, attualmente, si è iniziato a essere più propensi a pensare a questo luogo come un’ulteriore isola delle Canarie. La Graciosa è priva di strade asfaltate: auto private e turismo di massa ed è proprio questo a renderla un piccolo paradiso per chi cerca tranquillità e bellezza pura.

Tra le sue spiagge, Playa de Las Conchas è senza dubbio la più spettacolare: una mezzaluna perfetta di sabbia bianca finissima affacciata sull’Atlantico e con vista sulle isole deserte di Montaña Clara e Alegranza. Si raggiunge con un traghetto di circa 25 minuti dal porto di Órzola, a nord di Lanzarote. Una volta arrivati nel piccolo villaggio di Caleta de Sebo, l’unico centro abitato dell’isola, ci si può muovere a piedi, in bici o in jeep-taxi (con guida locale). Playa de Las Conchas si trova sul versante nord-occidentale dell’isola, a circa 5 km dal porto. La camminata è accessibile e attraversa un paesaggio vulcanico più unico che raro.

Non ci sono servizi sulla spiaggia, né bar né punti d’ombra; quindi, è essenziale portare con sé acqua, cibo, protezione solare e magari un ombrellone. Il mare, seppur bellissimo, può essere mosso e non sempre adatto alla balneazione. Foto bellissime, però, sono assicurate.

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