L’inverno sulle Alpi arriva in modo quasi cinematografico: fiocchi che scendono lenti, boschi che improvvisamente si fanno silenziosi, montagne che sembrano accendersi di blu e rosa sotto ai timidi raggi del sole. Nel mezzo di questo spettacolo c’è un piccolo protagonista che unisce due mondi, il Mont Blanc Express, il trenino che da oltre cent’anni collega Martigny a Chamonix-Mont-Blanc, attraversando gole, ghiacciai e villaggi che sembrano usciti da un videogioco open-world ambientato in montagna.
È un viaggio breve (circa 90 minuti), però vibrante ed emozionante come un’avventura epica in miniatura. Perfetto quando si vuole vivere l’inverno da protagonisti, ma senza la fatica di una maratona alpina.
Il viaggio sul Mont Blanc Express: storia e percorso
La linea nasce nel 1906, in piena epoca pionieristica, pensata proprio per il turismo alpino. La sua tecnologia era quasi fantascienza per l’epoca: scartamento ridotto (ovvero binari più stretti per muoversi tra rocce e boschi), tratti a cremagliera per arrampicarsi sulle pendenze più toste e una serie di gallerie e viadotti che oggi sembrano fatti apposta per le foto dal finestrino.
Da Martigny (471 m) il trenino inizia a risalire la Valle del Trient, una specie di canyon naturale incastonato tra foreste, pareti verticali e torrenti che nascono direttamente dai ghiacciai. La salita è rapida: un attimo prima si è tra vigneti e castelli, un attimo dopo ci si ritrova sospesi in un paesaggio super invernale con i primi tetti imbiancati. Il percorso in Svizzera è un continuo alternarsi di ponti, curve strette, pareti di roccia rosa e grigia, tunnel brevi e aperture improvvise verso vallate gigantesche. È come vedere il paesaggio “respirare”, allargarsi e restringersi fino al confine.
Dopo Le Châtelard-Frontière, il trenino entra in Francia e continua verso Vallorcine, Argentière e poi Chamonix (1.042 m), capitale mondiale dell’alpinismo. La vista migliore cambia lato durante il viaggio: nel tratto iniziale conviene guardare a destra, dopo il confine, la parte più scenografica si sposta a sinistra.
Le tappe da conoscere del Mont Blanc Express
Il bello del Mont Blanc Express è che si può scendere e risalire quando si vuole: le tappe lungo la linea sembrano capitoli di un racconto di montagna, ognuna con la sua atmosfera e il suo carattere. Les Marécottes è il primo colpo di scena: un villaggio di legno immerso nella neve, famoso per lo zoo alpino e per quella piscina scavata nella roccia che d’estate è un’altra cosa, certo, ma d’inverno, ghiacciata e silenziosa, sembra un set di un film fantasy. Poco più avanti c’è Finhaut, punto di accesso privilegiato alla diga di Emosson, un luogo quasi alieno dove le montagne virano al rosso e gli strapiombi ricordano quanto l’alta quota sappia essere evocativa. Arrivando a Trient, il paesaggio e il mood cambiano ancora: il borgo rosa, con la sua chiesa color confetto, qui si respira un’atmosfera davvero nordica. Poi ci sono Le Trétien e Les Granges, paesini minuscoli, quasi sospesi tra boschi e pendii.
Intorno alla linea ferroviaria si apre anche una delle zone più versatili delle Alpi svizzere, un’area dove l’inverno non è solo sci ma un vero stato mentale. Champex-Lac, per esempio, è un luogo poetico d’inverno: il lago ghiacciato diventa un grande specchio e la Fondazione Barry organizza passeggiate sulla neve insieme ai San Bernardo, un’esperienza tenera e potentissima allo stesso tempo.
Switzerland Tourism / André MeierPasseggiate con i cani San Bernardo a Champex-Lac
Da Vernayaz, invece, si raggiungono le Gorges du Trient, gole profonde scolpite dall’acqua in migliaia di anni, mentre poco distante la Cascade de Pissevache è una di quelle visioni che restano incise nei ricordi per mesi. Tutta quest’area rientra nel Pays du Saint-Bernard, una regione che riunisce Champex-Lac, La Fouly, Les Marécottes e Vichères-Liddes, un quadrante alpino con 75 chilometri di piste, sentieri infiniti per ciaspole, percorsi di sci alpinismo e villaggi dove la raclette fumante sembra parte del paesaggio. È una montagna autentica, meno glamour rispetto ai grandi resort, ma con un fascino che rimane addosso come il profumo di legna bagnata e neve fresca, perfetto per chi vuole vivere l’inverno in modo genuino e non per forza mainstream.
L’aria frizzante di fine novembre (soprattutto negli ultimi giorni in Lombardia, ad esempio) porta quell’energia da “sta per iniziare la stagione”, ma senza la folla del pieno inverno – e sì, stiamo parlando della stagione sciistica! Non tutti gli impianti sono operativi, certo, ma proprio per questo il momento è perfetto per chi vuole rimettere gli sci ai piedi prima degli altri. Le temperature si stanno abbassando, i cannoni sparano nei resort già attivi e i ghiacciai stanno tornando nella loro veste invernale.
Se l’idea è partire subito, ci sono diverse località, tra Italia, Francia, Svizzera e Austria che hanno già inaugurato la stagione o lo faranno proprio questo weekend. Ecco una guida aggiornata a oggi su dove sciare adesso senza aspettare il grande boom natalizio.
Dove sciare adesso in Italia
Tre Cime Dolomiti
In attesa che anche le altre località in Italia si risveglino dal letargo estivo (al contrario di quello canonico), un classico che apre la stagione con qualche settimana d’anticipo rispetto ad altre zone delle Dolomiti. Dal 22 novembre 2025 gli impianti iniziano a girare e il comprensorio di Tre Cime Dolomiti torna a regalare panorami verticali sulle cime di Lavaredo. Perfetto insomma per chi vuole entrare nel mood invernale con piste ampie, scenografiche e poco affollate, soprattutto tra San Candido e Sesto.
Dove sciare adesso all’estero
Francia
La Francia è sempre tra le prime a far partire la stagione grazie all’alta quota: qui si scia già in pieno stile invernale, sia sulle piste dei grandi domini sia sui ghiacciai.
Di seguito i comprensori già aperti:
Tignes / Val d’Isère
Les 3 Vallées (Val Thorens / Les Menuires / Méribel / Courchevel)
Queste località aprono presto perché si trovano oltre i 2.000 metri di quota: qui il freddo arriva prima, la neve “quella vera” resiste più a lungo e l’innevamento programmato funziona al massimo.
iStockIl comprensorio sciistico di Les Menuires
Svizzera
La Svizzera anticipa sempre tutti grazie ai suoi giganti alpini: altissima quota, ghiacciai presenti e microclimi freddi anche a novembre, lo sa bene chi ha anche solo preso l’autostrada in collina di recente.
Il motivo dell’apertura anticipata è semplice: qui si scia spesso sopra i 2.500/3.000 metri, perfetti per mantenere innevamento e temperature invernali anche quando il resto delle Alpi è ancora in modalità autunnale.
Austria
L’Austria è di un altro mondo, è proprio la regina delle aperture anticipate perché ospita la più alta concentrazione di ghiacciaisciabili dell’intero arco alpino: già, naturalmente, significa piste aperte anche quando il resto d’Europa è ancora fermo.
Comprensori aperti ora:
Sölden
Gurgl – Obergurgl-Hochgurgl
Hintertuxer Gletscher
Stubaier Gletscher
Pitztaler Gletscher
Kaunertaler Gletscher
Kitzsteinhorn / Maiskogel – Kaprun
Silvretta Montafon
Obertauern
Mölltaler Gletscher
Schladming – 4-Berge-Skischaukel
KitzSki – Kitzbühel / Kirchberg (in parte solo nel weekend)
Qui il segreto è tutto nell’orografia (nonostante il tecnicismo lessicale, non parliamo di metalli preziosi ma di territorio in sé e per sé): tanti ghiacciai, esposizione perfetta e temperature al ribasso già da fine ottobre sono gli ingredienti perfetti per ottenere neve assicurata.
Urnäsch, l’autentico borgo appenzellese, ha recentemente ricevuto un prestigioso riconoscimento entrando a far parte dei Borghi più belli della Svizzera insieme alla splendida località di Champéry. Questa inclusione non è una sorpresa per chi conosce la sua anima profonda. Adagiato tra dolci colline e pascoli verdi dell’Appenzello Interno, Urnäsch è infatti uno dei borghi più autentici della Svizzera orientale, capace di conservare intatta la sua identità rurale e culturale.
Nonostante le dimensioni ridotte, offre un’immersione totale in tradizioni secolari, un’architettura tipica e un paesaggio alpino di rara bellezza, rendendolo una tappa imperdibile per ogni viaggiatore in cerca di autenticità.
Centro storico ricco di architetture tipiche
Passeggiando per il suo centro, lo sguardo viene subito catturato dalle tipiche case appenzellesi in legno, che riflettono un’architettura tramandata nei secoli. Le facciate in legno scuro, spesso ornate da pitture decorative e finestre allineate con cura, conferiscono al villaggio un aspetto armonico e pittoresco. Questo stile non è solo estetico, ma funzionale, testimoniando un legame indissolubile con il clima e i materiali locali.
La chiesa riformata, con il suo campanile elegante che si erge al di sopra del borgo, rappresenta un punto di riferimento visivo e spirituale per la comunità fin dal XVI secolo, ancorando il villaggio a una storia religiosa e civile profonda.
Anche l’economia tradizionale ha avuto un ruolo importante: accanto all’allevamento, qui prosperava l’artigianato tessile, soprattutto la lavorazione della tela di lino. Nel Settecento, questa attività rese il borgo partecipe della fiorente industria casalinga appenzellese.
Il borgo è circondato da un panorama mozzafiato: l’ambiente prealpino, caratterizzato da alpeggi curati dove pascolano le mucche che producono il celebre formaggio Appenzeller, è l’essenza stessa della Svizzera rurale.
@Christian Guerra-SwissvillagesL’architettura tipica di Urnäsch
Festa popolare famosa in tutta la Svizzera
Il borgo di Urnäsch è famoso anche per una festa popolare nota in tutta la Svizzera: il Silvesterklausen, il rito con cui gli abitanti salutano l’arrivo del nuovo anno per ben due volte, il 31 dicembre e il 13 gennaio.
In queste date, gruppi di uomini, noti come Chläuse (Klauss), si travestono con costumi elaboratissimi e maschere fantastiche, percorrendo le strade e le fattorie per augurare un buon anno nuovo. Questo rito arcaico è un’esplosione di creatività, suoni e mistero, capace di catapultare il visitatore in una dimensione fuori dal tempo.
Immersione nella natura alpina
Urnäsch è uno dei borghi più belli della Svizzera anche grazie ai suoi panorami naturali. Nei dintorni del borgo troverete una vasta rete di sentieri escursionistici che si snodano attraverso boschi lussureggianti, prati fioriti e rigogliosi alpeggi.
L’esperienza cambia con le stagioni: in estate le passeggiate conducono fino alle alture imponenti del Säntis, la vetta più famosa della regione Appenzellese, offrendo panorami indimenticabili. In inverno, invece, il paesaggio innevato si trasforma in un paradiso candido che invita a rilassanti ciaspolate e a sport dolci all’aria aperta, lontano dal clamore delle grandi stazioni sciistiche.
@Christian Guerra-SwissvillagesIl centro storico di Urnäsch
Dove si trova e come raggiungerlo
Urnäsch è situato nel Canton Appenzello, nella Svizzera orientale. Per raggiungerlo dall’Italia, il modo più comodo è sicuramente con l’auto attraversando i diversi valichi alpini.
In alternativa, anche il viaggio in treno potrebbe essere una soluzione semplice e sostenibile: vi basterà raggiungere una delle principali città svizzere come Zurigo (o St. Gallen) e poi proseguire con i servizi regionali fino a Urnäsch, servita dalla ferrovia Appenzeller Bahnen.
L’aeroporto internazionale più comodo per volare e poi procedere via terra è quello di Zurigo.
Se siete alla ricerca di una destinazione meno conosciuta dove immergervi nelle atmosfere natalizie, abbiamo la meta perfetta per voi: Friburgo. Qui, a partire dalla fine di novembre, i borghi e le cittadine più belle di questa splendida zona della Svizzera si riempiono di mercatini e luminarie, avvolgendo tutti con i profumi più inebrianti e tipici, dalla cannella al famoso formaggio Gruyère e al cioccolato.
Siete pronti a indossare i vostri indumenti più caldi? Le atmosfere medievali, gotiche e bucoliche della regione Friburgo vi aspettano per farvi sognare a occhi aperti. Questi gli eventi e i mercatini di Natale da non perdere!
Mercatini di Natale a Gruyères
Sono oltre quaranta gli artigiani che espongono le loro creazioni uniche nei mercatini di Natale a Gruyères, considerato uno dei borghi più suggestivi di tutta la Svizzera Francese. Ogni weekend dal 28 novembre al 21 dicembre 2025, questo borgo medievale si trasforma immergendo i visitatori in atmosfere festive tra melodie, luminarie e magiche decorazioni.
Oltre alle bancarelle, sono diverse le attività che animeranno questi tre weekend: il Giorno della Famiglia e la visita di San Nicolao (o San Nicola), spettacoli, concerti e laboratori per bambini.
La celebrazione di San Nicola a Friburgo
Oltre a proporre splendidi mercatini, la città di Friburgo festeggia in grande con una celebrazione davvero imperdibile: quella dedicata a San Nicola. Ogni anno, durante il primo fine settimana di dicembre, la città rende omaggio al suo santo patrono con diverse iniziative.
Si comincia dalla processione di San Nicola, che attraversa le strade a cavallo di un asino salutando la folla, mentre i suoi accompagnatori distribuiscono dolci ai bambini. Al termine del suo percorso, il santo tiene un discorso dalla terrazza della cattedrale in cui sottolinea gli eventi salienti e critici dell’anno appena trascorso. Un momento talmente tanto atteso da essere ripreso dalle televisioni locali e trasmesso live.
@Pascal Gugler/UFT/FTVIl discorso di San Nicola dalla terrazza della cattedrale
Mercatini natalizi a Murten
Per tre giorni, dal 12 al 14 dicembre 2025, potrete immergervi nella magia del Natale nella suggestiva città medievale di Murten. Oltre 90 bancarelle vi attendono con specialità, degustazioni e una ricca varietà di articoli e prodotti artigianali natalizi. Chalet splendidamente decorati, lunghe luminarie e candele vi condurranno in un viaggio nel magico mondo dell’Avvento.
Inoltre, dal 21 gennaio al 1 febbraio 2026, il centro storico di Murten si trasformerà in uno spettacolo di luci di altissimo livello grazie al Light Festival. Le produzioni artistiche che animeranno gli edifici, le strade e le torri della città vi trasporteranno in un mondo misterioso e magico.
Il Sentiero dei Presepi a Estavayer-le-Lac
Infine, dal 5 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026, a Estavayer-le-Lac ci sarà il Sentiero dei Presepi, una passeggiata magica tra le vie medievali della cittadina. Quasi 70 presepi, realizzati con cura da residenti e commercianti locali, mettono in risalto il tema di quest’anno: “I Presepi del Mondo“.
Un percorso ricco di poesia che permette al pubblico di ammirare, all’aperto, la creatività e l’unicità delle installazioni e di mettere in connessione ogni singola Natività. Finestre e vetrine illuminate fungono da splendida cornice per i personaggi che compongono la tradizionale rappresentazione della Natività.
Non c’è niente di meglio di un mercatino di Natale per accendere lo spirito festivo nelle persone. Questa tradizione, che affonda le sue radici a Vienna, dove il primo mercato di dicembre documentato risale al 1298, si è diffusa nel corso dei secoli in tutto il mondo.
Dalla Germania e dalla Svizzera fino a Singapore e New York, è difficile trovare una destinazione rinomata che non ospiti un mercatino natalizio di grande fascino. Alcuni, anzi, sono diventati così popolari da trasformarsi essi stessi in vere attrazioni turistiche. Ecco la selezione di CNN Travel dei mercatini di Natale più imperdibili in programma nel 2025 in tutto il mondo, tra cui c’è anche un italiano.
Nel cuore dell’Europa, la rete ferroviaria continua a espandersi in nome della sostenibilità e del comfort. Le Ferrovie Federali Svizzere (FFS) hanno annunciato l’apertura di una nuova rotta notturna che unirà la Svizzera con la Scandinavia, e offrirà un’alternativa concreta ai voli a corto e medio raggio. A partire dal 15 aprile 2026, entrerà infatti in servizio l’EuroNight Basilea-Copenaghen-Malmö, un collegamento che unirà il centro dell’Europa al Nord, attraversando Svizzera, Germania e Danimarca fino a raggiungere la Svezia.
La novità rappresenta un passo importante verso una mobilità più rispettosa del clima, in linea con la crescente domanda di viaggi internazionali sostenibili. L’idea alla base del progetto è semplice ma ambiziosa: dare la possibilità di addormentarsi in Svizzera e svegliarsi in Scandinavia, e ridurre al contempo l’impatto ambientale rispetto al trasporto aereo.
Un viaggio notturno tra tre Paesi e oltre 1.400 chilometri
Il nuovo treno notturno percorrerà più di 1.400 chilometri, e toccherà alcune delle regioni ferroviarie più efficienti d’Europa. Le partenze da Basilea FFS sono previste il mercoledì, il venerdì e la domenica alle 17:35, con arrivo a Malmö alle 9:35 del mattino successivo. In senso opposto, i convogli partiranno da Malmö il giovedì, il sabato e il lunedì alle 18:57, con arrivo a Basilea alle 11:30.
Durante il viaggio, l’EuroNight effettuerà fermate strategiche in città tedesche come Friburgo, Karlsruhe, Mannheim, Francoforte (Sud) e Amburgo, per poi proseguire verso la Danimarca con soste a Padborg, Kolding, Odense, Høje Taastrup e Copenaghen Aeroporto. Nonostante non sia prevista una fermata alla stazione centrale della capitale danese per ragioni di orario, la città sarà facilmente raggiungibile in circa quindici minuti grazie ai collegamenti regionali diretti.
Comfort a bordo e accessibilità garantita
Il treno, capace di ospitare circa 350 passeggeri, proporrà diverse soluzioni di viaggio: carrozze letto, cuccette e posti a sedere. Sarà inoltre presente uno scompartimento accessibile alle persone con mobilità ridotta, a conferma dell’attenzione delle FFS all’inclusività e al comfort per tutti i viaggiatori.
Non mancherà un piccolo bistrò per chi desidera cenare o fare colazione a bordo, disponibile nel tratto tra Basilea e Padborg. L’esperienza a bordo punterà a combinare l’efficienza tipica del trasporto ferroviario svizzero con la piacevolezza di un viaggio rilassante, durante il quale il tempo diventa parte dell’esperienza stessa.
Un ponte diretto verso la Scandinavia
iStockPanorama di Malmo, Svezia
Per i viaggiatori che sognano di esplorare il Nord Europa, il nuovo EuroNight rappresenta una vera e propria porta d’accesso alla Scandinavia. Da Malmö, in particolare, sarà possibile proseguire facilmente verso Stoccolma, Göteborg o altre destinazioni svedesi grazie alle connessioni interne.
Si tratta dell’unico collegamento diretto tra la Svizzera e la Svezia, un progetto nato dalla collaborazione tra le FFS e l’impresa ferroviaria privata RDC Deutschland, già esperta nei servizi notturni internazionali. In un momento in cui i viaggi sostenibili stanno tornando al centro delle politiche di mobilità europee, l’iniziativa svizzera si inserisce alla perfezione nel quadro di una nuova era dei treni notturni, sempre più richiesti e valorizzati dai passeggeri.
Biglietti e disponibilità
La vendita dei biglietti per il nuovo collegamento è attiva dal 4 novembre 2025, sia tramite l’app Mobile FFS sia sul sito ufficiale FFS.ch e presso i Centri viaggiatori FFS. I prezzi saranno in linea con quelli degli altri treni notturni europei, variando in base al livello di comfort e alle condizioni di rimborso.
Le FFS assicurano che le tariffe resteranno competitive, in modo da rendere il viaggio accessibile a un pubblico ampio, non solo ai turisti ma anche a chi si sposta per motivi professionali o familiari. L’obiettivo è incoraggiare una nuova cultura del viaggio lento, in cui la distanza non rappresenti più un ostacolo ma un’occasione per riscoprire il piacere dello spostamento.
Un futuro su rotaia per l’Europa
Il nuovo EuroNight tra Basilea, Copenaghen e Malmö segna un’evoluzione significativa per la rete ferroviaria europea. In un’epoca di crisi climatica e di crescente sensibilità ambientale, la possibilità di scegliere il treno al posto dell’aereo diventa sempre più concreta e appetibile.
Dormire cullati dal ritmo delle rotaie e svegliarsi oltre il Baltico non sarà soltanto un’esperienza romantica, ma anche un gesto consapevole verso un modo di viaggiare più sostenibile. Con questo progetto, la Svizzera conferma ancora una volta il proprio ruolo di laboratorio della mobilità europea, capace di coniugare innovazione, ecologia e qualità del servizio.
Avete già sentito il profumo di vin brulé nell’aria? Le prime lucine che brillano tra le vetrine? È quel momento dell’anno in cui l’inverno smette di essere grigio e si accende di magia. E quest’anno, Trenitalia e Ferrovie Federali Svizzere ci danno un motivo in più per partire e lasciarci avvolgere dal fascino dei mercatini di Natale: torna la super promo “2×1 Mercatini”.
Si viaggia in coppia, ma si paga un solo biglietto dal 17 novembre al 17 dicembre acquistando i viaggi dal 10 al 30 novembre. Si parte da Milano, Venezia, Bologna e Genova e si raggiungono destinazioni come Zurigo, Basilea, Berna, Losanna, Montreux e Ginevra. Le località principali sono lo snodo perfetto per poi esplorare gli oltre 130 mercatini e gli appuntamenti festivi organizzati in tutta la Svizzera tra città e borghi innevati in montagna.
Da sempre, la regione di Friburgo, nel cuore della Svizzera francese, è nota soprattutto per il cioccolato, il formaggio Gruyère e le sue tradizioni di montagna. Chi organizza un weekend d’autunno in questa zona non può esimersi dall’inserire questi tre ingredienti nel proprio itinerario.
Eppure, a uno sguardo più attento, emerge un gioco di contrasti sorprendente: al di là dei cliché familiari sulla Svizzera, chi visita oggi questo cantone scoprirà un delizioso intreccio di tutti e tre gli elementi, e qualcosa di più.
Immaginate cosa accadrebbe se Mary Shelley (o, perché no, Shirley Jackson) incontrasse Willy Wonka e un pittore di scene Poya in una stanza. Da quell’alchimia improbabile, fidatevi, nascerebbe il Canton Friburgo: un luogo dove il gotico incontra il cioccolato, dove le strade profumano di fonduta e mistero e ogni villaggio custodisce un segreto che solo i viaggiatori più curiosi sapranno scoprire.
Gruyères: anima medievale, spirito alieno
Se vi state chiedendo cosa vedere a Friburgo in Svizzera, iniziate da Gruyères, una cittadina piccola e pittoresca la cui origine, come spesso accade nei luoghi più antichi, si intreccia a una leggenda.
Secondo il racconto, la città fu fondata nel 400 a.C. dal re vandalo Gruerius, che un giorno vide una gru (grue in francese) attraversare il cielo tinto di cremisi e decise di costruire la sua città proprio in quel punto. Da allora, la gru campeggia sullo stemma di Gruyères, elegante e fiera, su sfondo rosso.
Appena si arriva, l’aria è densa di profumi: formaggio fuso, erbe alpine, rosmarino. Ma con grande sorpresa e piacere ho scoperto che le attrattive di Gruyères non si limitano alla sua immagine da cartolina. In mezzo a questo scenario fiabesco si cela un museo che sembra provenire da un’altra galassia: il Museo di H.R. Giger.
@SiViaggia-Elena UsaiGruyères ha ricevuto il premio ‘Migliori villaggi turistici’ della Svizzera da UN Tourism
Vincitore di un Oscar per aver ideato gli xenomorfi della saga Alien, Giger acquistò nel 1997 il castello di Saint-Germain per trasformarlo nel suo universo personale. All’interno, le sale gotiche ospitano le sue opere biomeccaniche, inquietanti e affascinanti, in un contrasto quasi surreale con il borgo medievale che si intravede dalle finestre.
Il bar adiacente, con le sue arcate scheletriche e l’atmosfera futuristica, completa l’esperienza: seduti davanti a un caffè, si ha l’impressione di essere sospesi tra due mondi, quello antico delle leggende e quello oscuro della fantascienza.
@SiViaggia-Elena UsaiUna delle sale del museo H.R. Giger
La Désalpe, l’evento più atteso dell’autunno
Chiunque organizzi un weekend d’autunno in questa zona della Svizzera, avrà la fortuna di vivere in prima personale tradizioni alpine della regione Friburgo che mostrano i segni di una radiosa vitalità.
La si percepisce durante la désalpe ad Albeuve. In attesa della discesa delle mucche dall’alpeggio, ci ritroviamo tutti sulla via principale di questo paesino di 570 abitanti: anche per dei visitatori di passaggio come noi, è praticamente impossibile non notare la passione e l’entusiasmo che la comunità prova nei confronti di questo evento. E, soprattutto, la si avverte nell’identità friborghese che pervade le persone che incontriamo, fieri abitanti di questa regione rurale che ha radici ben ancorate alla tradizione, ma con lo sguardo ben rivolto al futuro.
Arriviamo qui dopo aver impostato la sveglia alle 6 del mattino ed essere andati ad assistere alla vestizione delle mucche da parte di una famiglia locale. Tutti i membri famigliari sono coinvolti, anche i più piccoli. Lavano con cura gli animali e le decorano con apposite corone floreali, in un tripudio di fiori coloratissimi.
Lo spirito alpino svizzero, racchiuso nella tradizione della Désalpe e trasmesso attraverso un patrimonio culturale ancora vivo, continua a essere una fonte di ispirazione e una forza vitale in molti ambiti, anche in quello sportivo. A dimostrarlo è Mathilde Gremaud, atleta olimpica di sci freestyle, “Fille d’Alpage” e Ambasciatrice della Désalpe di Albeuve.
“Pur non provenendo da una famiglia agricola, il mondo dell’alpeggio mi ha sempre affascinata. Appena ne ho avuto l’occasione, ho iniziato a trascorrere le estati in montagna“, racconta Mathilde, indossando il dzaquillons, il tradizionale abito bianco e viola ornato da una stella alpina in legno. “Ci sono voluti diversi anni prima che la famiglia che mi ospitava mi chiedesse di scendere con loro durante la Désalpe. Ora, nonostante gli impegni sportivi, cerco di non dimenticare le mie origini, che continuano a ispirarmi e a trasmettermi i valori alla base della mia disciplina.”
Mathilde Gremaud incarna così una doppia identità: atleta di punta e custode di un’eredità culturale, un esempio concreto dello spirito alpino.
Friburgo, tra architetture gotiche e sostenibilità
Impossibile fare un viaggio nella regione Friburgo e non visitare il suo capoluogo omonimo.
Il cuore antico di Friburgo sembra nascere dall’acqua: la città si adagia tra i meandri del fiume Sarine, abbracciata dai suoi ponti come da un intreccio di fili sospesi tra epoche diverse. I tetti gotici e le torri medievali emergono come punte di un sogno architettonico e, camminando lungo le sue vie in salita, si ha l’impressione di attraversare il tempo.
Non è un caso che George Sand, viaggiando qui nell’Ottocento, descrisse Friburgo come “una città che sembra sospesa tra cielo e abisso”. Il suo sguardo si posò in particolare sul Ponte di Berna, da cui contemplò il fiume che serpeggia tra le gole e le case di pietra, un paesaggio che le appariva “così strano da sembrare immaginato da un poeta o da un architetto sognatore”.
Oggi, tra i quattordici ponti che collegano le due anime linguistiche e culturali della città, quella francese e quella tedesca, continua a scorrere lo stesso spirito romantico e alpino: un equilibrio fragile e bellissimo tra il peso della storia e l’importanza dell’innovazione. Nota curiosa: a Friburgo esiste una funicolare del 1899 famosa per essere la prima al mondo a essere alimentata con le acque reflue.
@SiViaggia-Elena UsaiUno degli scorci più belli di Friburgo
La fabbrica di cioccolato più antica della Svizzera
Appena arrivati a Friburgo ci è stato detto chiaramente che l’anima universale della regione si suddivide in due ingredienti principali: formaggio e cioccolato. È dovere di tutti i viaggiatori, quindi, fare una tappa a Maison Cailler, la più antica fabbrica di cioccolato della Svizzera.
Da oltre 150 anni unisce artigianalità, innovazione e spirito alpino. Qui, tra le montagne di Gruyères e l’odore di latte fresco, si scopre come l’ingegno svizzero abbia trasformato un prodotto venuto da lontano in un simbolo nazionale. Oggi, Cailler continua a raccontare questa storia con la stessa passione di un tempo: i visitatori possono percorrere un itinerario interattivo che intreccia storia, paesaggio e creatività, e cimentarsi nei laboratori dove il cioccolato prende forma sotto la guida di esperti maestri cioccolatieri.
Così, tra una fonduta condivisa e uno sguardo al mondo fantascientifico di Giger, si scopre che la Svizzera, e Friburgo in particolare, non è solo un luogo da visitare, ma un sentimento da assaporare in tutti i suoi contrasti.
C’è un angolo di Svizzera che profuma di storia e di lana bagnata dalla pioggia, dove facciate color pastello si specchiano su vicoli lastricati e il silenzio delle colline si mescola al rintocco delle campane. Benvenuti a San Gallo, o St. Gallen per i locali: una città incastonata tra il Lago di Costanza e le prime pieghe delle Prealpi Appenzellesi.
Qui il tempo scorre con la calma precisa di un orologio svizzero, ma non manca di sorprendere chi cerca autenticità. Famosa per la sua tradizione tessile e per un’eleganza discreta, San Gallo svela il meglio di sé tra un caffè sotto i portici e una passeggiata nei suoi quartieri storici.
E se si capita a ottobre, durante la Festa di San Gallo (OLMA), tutto si accende: musica, bancarelle e profumi di strada riempiono le vie in un’atmosfera calda e contagiosa.
La tradizione tessile di San Gallo
A San Gallo, il filo non è solo materia: è memoria. Da secoli intreccia storie di maestria, eleganza e pazienza svizzera. Da queste parti, tra telai e ricami finissimi, è nata una delle industrie tessili più raffinate d’Europa, capace di vestire regine, stilisti e collezioni d’alta moda.
Passeggiando per la città, è facile percepire quanto il tessile sia ancora parte dell’identità locale. Lo si capisce nei dettagli delle vetrine, nei musei dedicati e nel modo in cui i residenti parlano del loro passato con un orgoglio silenzioso ma vivo.
Cosa vedere a San Gallo
San Gallo si scopre lentamente, passo dopo passo, anche perché ogni angolo riesce a far immergere in un frammento della sua storia: quella di una città colta, artigiana e sorprendentemente vivace. Ecco cosa non perdere per conoscerla davvero.
L’Abbazia di San Gallo: il cuore spirituale della città
Nel centro storico si erge la maestosa Abbazia di San Gallo, Patrimonio dell’Umanità Unesco. Fondata nel VIII secolo, è il simbolo della località e il suo punto d’equilibrio. Le sue torri gemelle dominano i tetti e ricordano che, qui, il tempo ha radici profonde.
La Stiftsbibliothek: il gioiello barocco che ha ispirato Umberto Eco
Accanto all’abbazia, la Stiftsbibliothek custodisce secoli di sapere e uno dei patrimoni librari più preziosi del mondo. Entrarvi dà la sensazione di attraversare la soglia di un’altra epoca: scaffali intagliati, pavimenti scricchiolanti e l’odore inconfondibile del legno antico. Non a caso, Umberto Eco trovò proprio qui ispirazione per “Il nome della rosa”. Un posto che incanta chiunque creda ancora nel potere silenzioso dei libri.
Il centro storico: tra vicoli, facciate e dettagli nascosti
Il cuore di San Gallo è un dedalo di case a graticcio, balconi intagliati e piazze raccolte. Ogni scorcio sembra dipinto, ma sempre conservando un’autenticità rara, fatta di negozietti, atelier e caffè in cui scorre la vita di tutti i giorni.
Il Museo del Tessile: l’eleganza in mostra
Nel Textilmuseum, il filo diventa racconto. Pizzi finissimi, ricami storici e collezioni di haute couture testimoniano il legame profondo tra San Gallo e la sua tradizione tessile. È un luogo che unisce arte e industria, bellezza e lavoro, memoria e innovazione.
Drei Weieren: l’anima verde di San Gallo
Sopra la città si nascondono i Drei Weieren, tre stagni circondati da boschi e prati curatissimi. È il rifugio dei sangallesi, il top per camminare, nuotare o semplicemente godersi la vista sulla città e sulle montagne. Al tramonto, i riflessi sull’acqua fanno sembrare tutto sospeso.
La Mühleggbahn e il quartiere di St. Georgen
Una piccola funicolare in legno porta dal centro al quartiere di St. Georgen, tra casette ordinate e sentieri immersi nel verde. Il viaggio dura circa 90 secondi e attraversa un tunnel con una vista spettacolare sulla città e sulle colline che la impreziosiscono. È un salto indietro nel tempo, un modo lento e poetico di scoprire il lato più intimo di questa zona del mondo.
Un museo elegante e luminoso, dove la calma invita a guardare davvero. Il Kunstmuseum ospita opere che vanno dal romanticismo al contemporaneo, in un percorso curato con la tipica sobrietà locale e anche gusto internazionale.
Lokremise: il volto moderno della città
Un ex deposito ferroviario riconvertito in spazio culturale, con teatro, cinema e ristorante. La Lokremise è la San Gallo che guarda avanti: industriale, giovane e creativa. Un contrasto affascinante con il centro storico, ma perfettamente armonioso.
Il Lago di Costanza: una fuga tra acqua e cielo
A pochi chilometri dal centro, il Bodensee (Lago di Costanza) regala panorami aperti e un’atmosfera quasi marina. Perfetto per una gita in giornata, tra piste ciclabili, battelli e piccoli borghi affacciati sull’acqua.
L’OLMA di San Gallo e altri eventi: cosa fare in città
Ogni ottobre la città si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto: dal 9 al 19 di quest’anno va in scena l’OLMA, la grande fiera popolare che mescola tradizione, musica, sapori e allegria in un unico flusso continuo. Si passeggia tra stand che profumano di formaggi d’alpeggio, prodotti freschi e dolci tipici, ci si ferma a osservare spettacoli di strada o a gustare un bicchiere di sidro locale. In questo modo, pare di essere parte di un rito collettivo che unisce residenti e visitatori.
E se si desidera respirare la vita quotidiana di San Gallo senza il ritmo frenetico della fiera, basta fare un salto al mercato del sabato in Marktplatz: colori, profumi e chiacchiere genuine raccontano la località svizzera nel suo lato più vero. Tra mostre, concerti e spettacoli teatrali sparsi lungo tutto l’anno, la città dimostra che venirci non significa solo visitarla, ma partecipare alle sue storie, al suo ritmo e al suo spirito.
iStockLa maestosa Abbazia di San Gallo
Dove si trova e come arrivare
La pittoresca San Gallo si trova nella Svizzera orientale, incastonata tra le prime pendici delle Alpi Appenzellesi e le sponde del Lago di Costanza. Gode di una posizione strategica, in quanto sorge a meno di un’ora da Zurigo e a breve distanza dai confini con Germania,Austria e Italia. Per questo motivo, è facilmente raggiungibile sia in treno che in auto.
La stazione centrale, collegata con convogli regionali e internazionali, permette di arrivare senza fretta, godendo già del paesaggio che cambia mentre ci si avvicina. Per chi preferisce guidare, le autostrade locali collegano San Gallo alle principali città e ai valichi di frontiera, rendendo comodi anche brevi itinerari tra Svizzera, Germania, Austria e Nord Italia. Chi arriva dall’aeroporto può combinare voli low-cost e treni diretti.
Chi pratica questo sport lo sa bene: sciare può diventare facilmente un’ossessione! E come dargli torto? Pochi altri sport sanno unire movimento, adrenalina e natura in un equilibrio così perfetto. Le giornate sulla neve hanno qualcosa di magico.
Per molti, l’attesa dell’apertura degli impianti è un vero e proprio conto alla rovescia, ma la buona notizia è che non serve più aspettare. Alcune località sciistiche hanno già inaugurato la stagione, offrendo piste perfettamente innevate e panorami da cartolina. Che siate sciatori esperti o semplicemente desiderosi di respirare un po’ d’aria d’alta quota, ecco dove indossare casco e scarponi e andare a sciare adesso!
Gli impianti sciistici aperti adesso in Italia
In Italia, sono stati aperti 4 dei 6 impianti del comprensorio sciistico Passo dello Stelvio, situato tra Lombardia e Alto Adige, nel cuore del parco nazionale omonimo. Questo valico spettacolare, che collega la Valtellina alla Val Venosta, ospita una funivia panoramica, uno storico cable car e quattro skilift a piattello che portano alle piste glaciali.
Qui si può dire ad alta voce: si scia letteralmente “tra le nuvole”, su neve garantita dal ghiacciaio, attivo da giugno a novembre. Le famiglie trovano scuole di sci e aree facili accanto ai lift di base, mentre i più esperti possono cimentarsi su tracciati tecnici e silenziosi, spesso usati per gli allenamenti delle nazionali.
Gli impianti sciistici aperti adesso in Svizzera
Vicino all’Italia ci sono gli impianti sciistici della Svizzera, considerati sempre una garanzia per chi non vuole aspettare la piena stagione invernale. Zermatt, collegata al comprensorio di Breuil-Cervinia e Valtournenche, offre piste che si sviluppano ai piedi del Cervino, con panorami spettacolari e neve di qualità quasi perenne. Si può sciare oltre i 3.800 metri di quota sul ghiacciaio del Theodul, dove anche in autunno l’atmosfera è quella di pieno inverno.
Poco distante, il ghiacciaio di Saas-Fee, incastonato tra quattromila maestosi, è un’altra meta famosa per lo sci precoce: piste tecniche, ottimi impianti e un villaggio senza auto che sembra uscito da una cartolina alpina.
Anche l’Austria è un paradiso per chi non sa resistere al richiamo degli sci! Qui, i ghiacciai garantiscono neve praticamente tutto l’anno e, per adesso, sono aperte 47 chilometri di piste su 6896 chilometri totali. In particolare, il Ghiacciaio dell’Hintertux è considerato il più celebre e uno dei pochi in Europa aperti 365 giorni su 365, con piste ampie e panorami mozzafiato sulle Zillertal Alps.
Il Ghiacciaio dello Stubai invece, vicino a Innsbruck, è perfetto per le famiglie e per chi vuole alternare sci e relax in quota. Nel Pitztaler Gletscher, il più alto dell’Austria, si scia fino a oltre 3.400 metri, mentre il Kaunertaler Gletscher conquista per la tranquillità e l’atmosfera autentica. Infine, Sölden accende la stagione con i suoi due ghiacciai e un mix di adrenalina, après-ski e tradizione tirolese: il luogo ideale per chi vuole vivere la neve in tutte le sue sfumature.
Adagiato sulla sponda del lago di Brienz e abbracciato da catene montuose e prati verdeggianti, Bönigen è il pittoresco villaggio dalle suggestive case il legno del XVI secolo che merita di essere esplorato e vissuto. Non a caso è stato inserito nell’ottobre 2025 nella rete dei Borghi più belli della Svizzera: un prezioso riconoscimento che colloca questo paese sospeso tra acqua e montagne accanto a nomi iconici come Ascona, Bergün e Gruyères.
Bönigen ha un’anima autentica e custodisce identità, storia e paesaggio: ecco cosa non perdere esplorando questa perla dell’Oberland bernese.
Cosa fare e vedere a Bönigen
L’affascinante località sul lago di Brienz è la prima dell’Oberland bernese e della regione della Jungfrau ad entrare nella rete dei Borghi più belli della Svizzera. Non si tratta soltanto di un premio estetico, ma di un impegno verso la sostenibilità accolto anche dal sindaco Ueli Michel: “Con questa adesione il consiglio comunale si impegna a preservare e sviluppare l’immagine del luogo, con progetti di protezione delle rive e un turismo sostenibile orientato al futuro”.
Bönigen è a due passi da Interlaken, cuore pulsante del turismo alpino, ma ha saputo preservare la propria identità e autenticità, invitando tutti coloro che hanno la fortuna di raggiungerlo a riscoprire il piacere di camminare a passo lento, ammirando case secolari e scorci sul lago e ascoltando solo i suoni della natura.
Il centro storico
A caratterizzare il centro di Bönigen, appartenente ai siti protetti a livello nazionale in Svizzera (ISOS), sono le sue storiche case in legno: costruzioni risalenti al XVI-XIX secolo, ben conservate e finemente decorate con intagli e motivi tradizionali.
Christian GuerraCase in legno tipiche di Bönigen
Testimone di tale eredità è il museo “Alte Pinte” (Dorfmuseum), uno chalet tipico dell’Oberland bernese del 1772, che permette di fare un viaggio nella storia del villaggio e dei suoi abitanti. Si può ammirare una cucina tipica contadina e una stanza con arredi e oggetti di uso quotidiano dal 1730 al 1900 circa, oltre a diverse mostre speciali nella galleria e nel KulturRaum nel corso dell’anno.
Dal cuore di Bönigen ci si può muovere per vivere emozionanti avventure nell’Oberland bernese. Alcuni esempi? Potrete raggiungere lo Jungfraujoch “Top of Europe”, la stazione ferroviaria più alta d’Europa a 3.454 metri sopra il livello del mare e simbolo di ingegneria e innovazione Svizzera.
Raggiungendo la vicina Interlaken, invece, potrete prendere la funicolare panoramica che attraversa 735 metri di bosco e accompagna i passeggeri fino al monte Harder Kulm a 1.322 metri. Qui si trova una delle attrazioni più adrenaliniche: la piattaforma panoramica a strapiombo che regala scorci meravigliosi su tutto il paesaggio circostante.
Lago di Brienz
Se il legno è l’elemento predominante del centro storico di Bönigen, è l’acqua la componente vitale del paesaggio in cui è immerso.
Il lago di Brienz, sul quale si affaccia, offre scenari di rara bellezza che cambiano aspetto insieme alle stagioni, ma anche tante opportunità di svago: potrete fare passeggiate lungo le rive fino al vicino comune di Interlaken, meta amata da chi vuole cimentarsi negli sport d’avventura sulle Alpi bernesi, oppure fare soste per contemplare il tranquillo specchio d’acqua sedendosi sulle numerose panchine panoramiche lungo le sponde.
In estate le spiagge di ghiaia accolgono coloro che vogliono fare un tuffo rigenerante e rilassarsi al sole, mentre lo stabilimento balneare pubblico offre una piscina riscaldata con vista.
Durante tutto l’anno, si può vivere il paesaggio tra sport acquatici, trekking ed escursioni in bici nei boschi che circondano il borgo e lungo i percorsi naturalistici che seguono le sponde del lago.
E per chi cerca un’esperienza raffinata e speciale, ci sono anche i battelli Lake Cruise BLS Schifffahrt AG, che accompagnano lentamente i passeggeri attraverso il lago, con tanto di aperitivo con champagne e stuzzichini e uno squisito menu di tre portate.
Bönigen è un villaggio che si trova nel distretto amministrativo Interlaken-Oberhasli, nel Cantone di Berna, in Svizzera. Sorge a pochi minuti da Interlaken, sulla sponda meridionale del lago di Brienz, vicino al punto in cui il fiume Lütschine sfocia nello specchio d’acqua.
Da Berna si può arrivare in circa 1 ora e 15 minuti con un treno per Interlaken Ost, da cui partono autobus locali per raggiungere Bönigen (in alternativa si può arrivare anche in bici o a piedi lungo la riva del lago). In auto, la distanza da Berna è di circa 70 km, percorribili in meno di un’ora.
Da Zurigo, invece, il viaggio dura circa due ore, sia in treno (con cambio a Berna) che in auto.
Christian GuerraFiori negli châlet tipici di Bönigen
Dopo i primi temporali estivi è inevitabile iniziare a pianificare vacanze che profumano d’autunno. Una buona idea? Un viaggio in treno. Una soluzione come il GoldenPass dà modo di scoprire il panorama svizzero da Lucerna a Montreaux godendosi non solo la destinazione, ma anche il percorso (e la vista che offre). Un paesaggio da cartolina tra boschi che si tingono di giallo e rosso, laghi che riflettono cieli dalle sfumature pastello e montagne che si preparano ad essere ricoperte di neve. Per gli autumn lover (ma non solo) il GoldenPass svizzero è il modo migliore per un momento di relax a ritmo slow per visitare le Alpi.
L’itinerario del treno panoramico GoldenPass
Il GoldenPass è un treno panoramico svizzero che ci porta alla scoperta delle Alpi attraverso un itinerario autunnale sinonimo di slow tourism. Si parte dalla pittoresca Lucerna, che incanta con ponti coperti e un imperdibile lago dove si specchiano le montagne. Si supera dunque il valico del Brünig, attraversando vallate dai colori caldi e dolci villaggi in legno; la corsa procede poi verso la città di Interlaken, incastonata tra due laghi. Se ci si ferma qui si potrà percorrere la passeggiata vista Jungfrau.
Il viaggio continua tra chalet alpini, pascoli e boschi che durante il periodo autunnale diventano incredibilmente fotogenici per gli amanti del foliage. Si arriva dunque a Gstaad, la località glamour amata dalle star di Hollywood, dove boutique eleganti e chalet di lusso convivono con sentieri di montagna e malghe produttrici di deliziosi formaggi.
Il treno raggiunge quindi la tappa finale: Montreaux, che offre uno dei panorami più scenografici che si possa immaginare, con i vigneti che degradano verso il lago di Ginevra e le sue acque turchesi. L’atmosfera è notevolmente diversa, sembra quasi strizzare l’occhio al Mediterraneo con terrazze e un lungolago dove passeggiare.
Il GoldenPass è affascinante tutto l’anno, ma l’autunno gli regala un tocco in più. I boschi sembrano incendiarsi di colori caldi, i vigneti attorno a Montreux si tingono d’oro, e le montagne mostrano il primo velo bianco della neve; insomma, è la stagione perfetta per vivere il contrasto tra le giornate limpide e i tramonti dorati delle Alpi Svizzere.
iStockScoprire i vigneti attorno a Montreux con il treno GoldenPass
Info utili
C’è la possibilità di viaggiare in posti VIP, che si trovano proprio in testa alla locomotiva e offrono una maggiore visibilità sui luoghi che il treno attraversa. In alternativa, si può vivere e respirare un’atmosfera d’altri tempi optando per il ticket Classic, che permette di trascorrere il viaggio a bordo di carrozze vintage dall’anima retrò.
L’itinerario dura circa 5 ore ma si può scegliere di percorrerne solo una parte, scendere in una delle tappe intermedie e scoprire le meraviglie del territorio a piedi. Il GoldenPass è incluso negli abbonamenti ferroviari svizzeri come lo Swiss Travel Pass o l’Interrail, tuttavia – per vivere al meglio l’esperienza – conviene prenotare il posto in anticipo, soprattutto se si viaggia nei weekend autunnali, quando il richiamo del foliage attira molti viaggiatori.
Se stai pensando di goderti il foliage autunnale al massimo senza allontanarti troppo dall’Italia, magari per un weekend, il GoldenPass svizzero è un’occasione da non perdere per esplorare panorami mozzafiato.
Il foliage è il simbolo dell’autunno. Quando le foglie degli alberi cambiano colore e dal verde passano al rosso, giallo, marrone, creano tavolozze che sembrano uscite dall’atelier di un pittore. È uno dei momenti più affascinanti dell’anno per ammirare la natura, per passeggiare nei boschi o intorno a un lago, per fare il pieno di calore da portare con sé nei mesi invernali.
Ma dove andare per essere certi di trovare i più bei paesaggi dove godere del momento del foliage? A volte si va a tentativi, nella speranza che non sia troppo presto e le fronde degli alberi siano ancora troppo “estive”, ma nemmeno troppo tardi e che tutte le foglie siano già cadute.
La mappa del foliage
In Svizzera sono così precisi che, oltre agli orologi che non sbagliano un rintocco, hanno studiato una mappa del foliage autunnale aggiornata in tempo reale. La mappa è online e indica tutti i punti della Svizzera dove è in atto il foliage e la previsione della colorazione delle foglie nelle aree boschive di tutta la Svizzera. A ogni puntino rosso corrisponde una webcam in modo da poter guardare come se si fosse lì davanti la situazione e decidere se vale la pena mettersi in pista per raggiungere il posto o se cambiare direzione.
La “Mappa dei colori” è stata lanciata già nel 2020. La cartina viene aggiornata due volte alla settimana, a partire dai primi di settembre e fino alla metà di novembre. Le informazioni che vengono fornite si basano su dati scientifici che vengono costantemente aggiornati relativi all’aridità, al calore e alla quantità di precipitazioni nel Paese e sulle analisi effettuate dal servizio meteorologico di SRF Meteo.
Le novità sono le webcam, che consentono di vedere in diretta cosa accade sul posto e che tempo fa e diversi utili contenuti che suggeriscono anche escursioni e che danno informazioni sulle stesse foglie.
La mappa fornisce tante altre informazioni turistiche come l’ubicazione dei parchi o delle funivie per salire in quota, i luoghi ideali per facili escursioni o quelli per chi preferisce esperienze avventurose e adrenaliniche e persino dove incontrare gli animali. Non mancano ovviamente le indicazioni per raggiungere rifugi, ristoranti panoramici e anche hotel.
Dove ammirare il foliage in Svizzera
Se l’idea vi attira, vi possiamo consigliare alcuni posti bellissimi all’aperto dove vale la pena andare per ammirare i colori dell’autunno in Svizzera. Ci sono per esempio alcuni laghetti di montagna, come il Lago di Sils, nell’Alta Engadina, sul quale naviga il battello più alto d’Europa oppure l’idilliaco Lago di Bannalp che si può raggiungere a 1.587 metri di altitudine, con la funivia che parte da Oberrickenbach, nel Cantone Nidvaldo, il Cantone delle funivie per eccellenza. Pensate che una volta giunti quassù, per rifocillarsi ci sono dei focolari con scorte di legna che si possono usare liberamente, ma anche comode e calde baite di montagna, alcune con una splendida vista sul lago.
Nella Val Piora, una delle più belle regioni del vicino Canton Ticino, si contano oltre 20 laghi di montagna. Qui si trova anche un’incredibile biodiversità, ricca di flora e fauna. E un lago, il Lago di Cadagno, che è così misterioso da attirare i ricercatori di tutto il mondo. Da cartolina è poi il piccolo Lago Tremorgio a 1.830 metri, perfetto per una gita con la famiglia perché si può facilmente camminare intorno al laghetto e trascorrere addirittura la notte in quota, soggiornando alla Capanna Tremorgio, oppure piantare una tenda canadese sulle rive del lago e addormentarsi con il suono della natura e delle foglie che cadono.
Prima che arrivi il gelido inverno, è anche bello poter ammirare le cascate di montagna, in Svizzera ce ne sono di impressionanti. Come la Cascata di Staubbach, nel Canton Berna, che vanta un salto di quasi 300 metri ed è la terza più alta del Paese, oppure le Cascate di Giessbach, dove 14 salti compongono il tuffo di 500 metri con il quale il flusso d’acqua precipita dalle alte valli fin giù nel Lago di Brienz. Proprio ai piedi di questo spettacolo naturale si trova lo storico Grandhotel Giessbach, che sembra uscito da un libro di fiabe, collegato dalla più antica funicolare d’Europa.
Infine, se desiderate solo ammirare il paesaggio e scsattare tante foto, appena oltre confine, nel Canton Ticino, abbiamo scoperto che esistono tantissime altalene panoramiche in punti incredibili sulle montagne o sui lungolaghi svizzeri. Gli “swing spots” sono particolari punti individuati per offrire una vista impareggiabile sul territorio ticinese: ce n’è per tutti i gusti. Una cosa hanno in comune tutte le altalene: lo scenario.
Tra le montagne del Canton Grigioni, si cela un piccolo gioiello alpino che è appena entrato – giustamente – a far parte dell’associazione dei Borghi più belli della Svizzera, il corrispondente oltreconfine dei nostri Borghi più beli d’Italia.
Piccola frazione del Comune di Tujetsch, a due passi dal valico del Lucomagno, il borgo di Sedrun fa parte di una serie di villaggi e frazioni che caratterizzano il Comune svizzero e la valle: c’è il borgo di Tschamut, Selva, Dieni, Rueras, Surrein, Cavorgia e Bugnei. Ognuno di questi borghi ha il proprio carattere, la propria storia e una bellezza che si riconosce passeggiando per i vicoli o lasciando vagare lo sguardo sui tetti. Le vecchie case, le stalle e le chiese non sono solo costruzioni di pietra e legno, ma fanno parte della loro identità. E Sedrun ne ha una tutta sua. Scopriamola.
Sedrun, tra i borghi più belli della Svizzera
A vederlo, sembra uscito da un libro di fiabe. Un piccolo agglomerato di case in pietra e legno, il campanile della chiesa che spunta dai tetti, vicoli stretti che attraversano il piccolo abitato. Nessuno immaginerebbe mai che un luogo così minuscolo nasconda delle potenzialità incredibili.
Sedrun si trova nella parte superiore della Surselva, al di sotto del Passo dell’Oberalp, nel punto d’incontro tra il Cantone dei Grigioni e il Cantone di Uri. Questo luogo corrisponde nientemeno che alla culla del Reno. È qui, dal Lago di Toma, a 2345 metri di altitudine, nei pressi del Passo dell’Oberalp, , infatti, che nasce il fiume più importante d’Europa. E proprio in corrispondenza della sorgente del Reno si erge un inaspettato faro. Il faro di Sedrun non è solo un’opportunità fotografica impressionante, ma anche un punto di partenza per numerose escursioni nella regione.
Alla sorgente del Reno, i turisti amano venire per trascorrere vacanze all’insegna del movimento e del relax sia in estate sia in inverno. Questa località di villeggiatura è famosa fin dal XVIII secolo, quando si veniva a camminare sui sentieri nella stagione estiva. Nel 1929, però, furono installati anche i primi impianti sciistici e divenne subito anche una stazione invernale molto frequentata.
A rendere popolare questa località è stata anche la facilità di accesso. Non soltanto la strada principale che la attraversa è quella che collega Briga, nel Vallese, con Reichenau, nei Grigioni, ma il piccolo villaggio è servito dalla stazione ferroviaria dalla quale passa il treno della linea Matterhorn-Gotthard-Bahn (quella del Furka-Oberalp).
Sedrun è anche un’importante stazione sciistica oltre che una rinomata località di villeggiatura estiva. Inoltre, il borgo è una base perfetta per esplorare l’alta Surselva sia in estate, con i suoi innumerevoli sentieri, sia in inverno con le piste da sci. Grazie alla sua posizione, questa località è il complemento perfetto agli altri due borghi di Hospental, nel Canton Uri, e Giornico, nel Ticino, unendo i tre passi Lucomagno, Oberalp e San Gottardo.
Questo incantevole villaggio alpino, circondato da maestose montagne e torrenti cristallini, è noto anche per le sue ricche tradizioni che si fondano sulla cultura romancia, una delle quattro lingue nazionali della Svizzera insieme a tedesco, francese e italiano, parlata soprattutto nel Canton Grigioni, un patrimonio unico che mantiene viva l’eredità latina nelle Alpi attraverso la musica, la letteratura e le tradizioni religiose.
L’associazione I borghi più belli della Svizzera, fondata nel 2015 a Lugano, ha l’obiettivo di presentare i piccoli tesori della Svizzera e del Liechtenstein e di farli conoscere a livello nazionale e internazionale. L’associazione è parte della federazione internazionale The most beautiful Villages of the World, che riunisce e rappresenta Francia, Italia, Belgio, Spagna, Germania, Bosnia-Erzegovina, Libano, Canada, Giappone, Cina e Svizzera, appunto.
Per le strade di Sedrun, borgo della Svizzera
Quali sono i Borghi più belli della Svizzera
L’associazione svizzera conta un totale di 52 Comuni in 18 Cantoni: 47 villaggi e 5 cittadine storiche, incluso Sedrun. I 52 borghi che fanno parte della rete dei Borghi più belli della Svizzera sono: Aarburg (AG), Albinen (VS), Arlesheim (BL), Ascona (TI), Avenches (VD), Bergün (GR), Bosco Gurin (TI), Breil/Brigels (GR), Bremgarten (AG), Büren an der Aare (BE), Bursins (VD), Dardagny (GE), Diessenhofen (TG), Erlach (BE), Ernen (VS), Evolène (VS), Gersau (SZ), Giornico (TI), Grandson (VD), Grandvillard (FR), Grimentz (VS) Grüningen (ZH) Gruyères (FR) Hospental (UR) La Neuveville (BE), Le Landeron (NE), Lichtensteig (SG), Luthern (LU), Madulain (GR), Morcote (TI), Moudon (VD), Muggio (TI), Niedergesteln (VS), Planken (FL), Porrentruy (JU), Poschiavo (GR), Romainmôtier (VD), Rougemont (VD), Saillon (VS), Saint Saphorin (VD), Saint Ursanne (JU), Schwellbrunn (AR), Sedrun (GR), Simplon Dorf (VS), Splügen (GR), Soglio (GR), Triesenberg (FL), Trogen (AR), Tschlin (GR), Valangin (NE), Yvorne (VD) e Zofingen (AG).
I castelli sono tra i monumenti più visitati al mondo grazie alle leggende, alla storia e alla magica vista che molti offrono. Tra i più belli d’Europa c’è sicuramente il Castello di Chillon, una meraviglia custodita in Svizzera che vanta il riflesso argenteo delle Alpi proprio nel lago su cui si affaccia. Tra il cielo azzurro e il blu del lago Lemano, lo Chateau de Chillon fa da ponte tra epoche con un mosaico di torri, cortili e sale da visitare.
Il Castello di Chillon che domina il lago svizzero
Un intreccio di mura, torri e tetti appuntiti che si riflettono sull’acqua: questo è il primo assaggio che il Castello di Chillon regala a chi si avvicina per la visita. La struttura, che sembra quasi galleggiare sull’acqua in alcune giornate, è ben ancorata alla piccola isola rocciosa e fa da guardiano al Lago Lemano.
La sua architettura è un puzzle affascinante, frutto di secoli di ampliamenti e restauri. Camminando tra i suoi 25 edifici e i tre cortili interni, scoprirai un’anima duplice: quella nobile, con sale di rappresentanza, camere decorate e affreschi trecenteschi; e quella più oscura, fatta di sotterranei, prigioni e passaggi segreti che odorano ancora di mistero.
La storia racconta del passaggio dei Conti di Savoia, che usarono il castello come residenza estiva e stazione doganale ma anche l’eco delle catene nelle celle dove fu imprigionato François Bonivard, il personaggio che ispirò a Lord Byron il celebre poema Il prigioniero di Chillon.
Potrai salire fino al mastio, la torre più antica, per guardare dall’alto il lago e le montagne: una vista che vale ogni passo. Oppure fermarti un istante sulla loggia, lasciando che il vento ti racconti i segreti delle guardie che un tempo sorvegliavano queste mura.
Passeggerai tra cortili che un tempo ospitavano tornei e mercati, entrerai in cucine dove il profumo del pane si mescolava al fumo dei camini, e ti sorprenderai davanti alla cappella privata dei Savoia, con le sue volte gotiche e decorazioni medievali.
iStockIl magnifico castello di Chillon al tramonto
Cosa vedere nel Castello di Chillon
Appena ti avvicini, ti rendi conto che non stai entrando in un semplice monumento: stai per fare un salto dentro un set cinematografico, con torri appuntite, cortili segreti e un lago che sembra messo lì apposta per far da specchio alle sue mura.
L’ingresso e i sotterranei
Superato il ponte, entri nella torre del Quattrocento, la sentinella che vegliava sull’accesso al castello. Le pareti conservano ancora decorazioni dell’Ottocento, ma l’atmosfera è puramente medievale. Il primo cortile ti accoglie ampio e luminoso, e subito vieni catturato da un senso di movimento: un tempo qui c’erano scuderie e stalle, con l’odore del fieno e il rumore degli zoccoli.
Poi scendi; le cantine dell’XI secolo hanno volte gotiche e lasciano a bocca aperta grazie alla luce che filtra. Una parte era per vino e viveri, un’altra per le prigioni. È qui che Bonivard passò anni della sua vita, senza sapere che un giorno la sua storia avrebbe fatto il giro del mondo grazie a Lord Byron. Da un passaggio segreto si arrivava al lago: fuga o contrabbando? A te immaginare.
Gli spazi del castellano
Risalendo, ti sposti verso il secondo cortile, collegato al primo da un passaggio ampliato nell’Ottocento. Era il regno del castellano, colui che gestiva tutto. Entri nella sala da pranzo e ti senti dentro una scena di banchetto medievale: colonne in quercia, soffitto a cassettoni, camino che sembra ancora caldo. Poi, l’aula nova: ricostruita nel Novecento, ma capace di farti credere che fuori dalla porta stia aspettando un ambasciatore in velluto e piume.
La residenza dei Savoia
Adesso viene la parte più chic: la residenza privata dei Savoia. Apri una porta e sei nell’anticamera e nella camera bernese, con decorazioni seicentesche che ti fanno pensare a notti silenziose e conversazioni a lume di candela. Poi la sala Pietro II di Savoia, dove gli ospiti restavano a bocca aperta davanti a decori raffinati, e la sala degli Stemmi, dove ogni parete grida potere con simboli e blasoni. La camera Domini è un colpo di scena: pareti ornate di animali e gigli, e una scala a chiocciola.
E non è finita: il salone piccolo, la sala lignea con vista da cartolina su Montreux, il Pelium trasformato da stanza calda a cortile, e la cappella di San Giorgio, che ha cambiato ruolo più volte nella sua vita: da luogo sacro a deposito di polvere da sparo e ritorno.
Le sale pubbliche e le torri di difesa
Il terzo cortile, chiamato d’Onore, è quello delle grandi occasioni. Qui l’Aula Magna ha ospitato banchetti, giustizia e perfino un mulino. Immagina le luci delle candele che si riflettono sul marmo nero delle colonne e il rumore di voci che si mescola al tintinnio delle coppe.
Poi c’è la camera dei Signori di Allinges, la cupa camera della Tortura, le latrine medievali (di nuovo: la storia passa anche da lì), la Camera Nova con il comitato per il restauro, e la Sala dei Plastici, dove puoi vedere il castello crescere pezzo dopo pezzo, come in un time-lapse d’altri tempi.
Il quarto cortile ha mura così spesse che sembrano fatte per respingere il tempo stesso. La seconda torre di difesa ospita una mostra di armature, la terza ti porta sui camminamenti di ronda: vento in faccia, lago sotto, Alpi davanti.
La Logia Parlamenti, che passò da sala della giustizia a cucina, ti ricorda che in un castello tutto può cambiare. La torre dell’orologio e il cammino di ronda chiudono questa parentesi guerriera con panorami da urlo.
Il tesoro e il mastio
Ora le due chicche finali. L’edificio del tesoro, un tempo cassaforte di gioielli e documenti, oggi ti porta verso l’ultima tappa: il mastio. Alto, severo, 25 metri di pura potenza. Salendo, ti senti osservatore privilegiato di secoli di storia. Arrivato in cima, ti prende un “wow” spontaneo: lago, montagne, cielo… e tu, lì in mezzo.
iStockVisitare il castello di Chillon in Svizzera
Dove si trova il Castello di Chillon e come raggiungerlo
Il Castello di Chillon è incastonato sulla sponda orientale del Lago Lemano, a pochi minuti da Montreux, con le Alpi a fare da cornice e l’acqua a lambirne le mura. È un punto in cui natura e storia si intrecciano, e forse è proprio questa combinazione a renderlo irresistibile.
Appartiene al comune di Veytaux, nel Canton Vaud, nella Svizzera francese. Da qui, il confine con la Francia è a un passo, e puoi quasi immaginare i mercanti medievali che percorrevano questa via per raggiungere il passo del Gran San Bernardo.
Arrivarci è semplice, e ogni opzione ha il suo fascino. In auto, potrai parcheggiare vicino al castello e goderti la vista già dal finestrino. Se ami i viaggi lenti, c’è la possibilità di raggiungerlo in battello, navigando sul lago fino a vedere la sagoma di Chillon avvicinarsi, come se emergesse dalle onde per darti il benvenuto.
C’è anche un autobus della linea 201 che ti lascerà proprio davanti al ponte d’ingresso, o un treno che ferma alla stazione di Veytaux-Chillon, a pochi passi dalle sue mura. E se ti piace camminare, puoi percorrere il sentiero panoramico da Montreux: una passeggiata che regala scorci da cartolina a ogni curva.
Arriva una buona notizia per chi, quest’estate, sogna di trascorrere vacanze all’insegna del relax e di nuotate rinfrescanti tra mare, laghi e fiumi. Secondo i dati appena pubblicati dall’European Environment Agency (EEA), in collaborazione con la Commissione Europea, la stragrande maggioranza delle aree balneabili dell’Unione Europea rispetta pienamente gli standard di qualità previsti dalla normativa comunitaria.
La valutazione, che ha tenuto conto di oltre 22.000 siti di balneazione in tutti i 27 Stati membri dell’UE, oltre che in Albania e in Svizzera, indica dove i bagnanti possono trovare aree balneabili ben gestite in Europa. L’analisi ha verificato l’idoneità delle acque alla balneazione, concentrandosi sul monitoraggio di batteri potenzialmente responsabili di malattie anche gravi.
Un segnale positivo per tutti i viaggiatori alla ricerca di destinazioni sicure e naturali dove immergersi senza pensieri. Ma quali sono i Paesi che hanno ottenuto i punteggi più alti? Scopriamo insieme la classifica.
La classifica dei Paesi con la migliore qualità delle acque
Dopo aver scoperto quali sono le migliori regioni italiane dove le acque balneabili sono eccellenti, ampliamo il nostro raggio ai Paesi dell’Europa. Qui, in generale, i dati raccolti dall’EEA sono risultati estremamente positivi: nel 2024, oltre l’85% delle acque balneabili dell’UE, distribuite in quasi 22.000 località, è stato classificato come “eccellente”, mentre il 96% ha raggiunto almeno la qualità minima richiesta dalla direttiva sulle acque di balneazione.
Nel dettaglio, la qualità delle acque costiere supera quella di fiumi e laghi: nel 2024, circa l’89% delle acque marine dell’UE è stato valutato eccellente, contro il 78% delle acque interne. Dall’Atlantico al Mediterraneo, la maggior parte delle acque balneabili europee è di qualità eccellente per la balneazione soprattutto secondo i parametri (Escherichia coli ed enterococchi intestinali) previsti.
La qualità delle acque balneabili in Europa è notevolmente migliorata negli ultimi decenni grazie a una drastica riduzione degli inquinanti organici e dei patogeni che un tempo venivano scaricati con le acque reflue urbane non trattate o parzialmente trattate.
Nel dettaglio, la top 10 dei migliori Paesi con la più alta qualità del mare sono:
I Paesi europei dove la qualità delle acque è peggiore
Non tutti i Paesi d’Europa hanno ottenuto buoni risultati: 332 aree di balneazione, pari all’1,5% del totale, sono state classificate come di scarsa qualità. Ciò è dovuto ad alcune criticità riscontrate nei luoghi soggetti a inquinamento di breve durata, una tipologia che può verificarsi, per esempio, in seguito a forti piogge, quando gli impianti di depurazione non riescono a gestire il carico d’acqua.
Nel 2024, queste criticità e non solo sono state riscontrate in quattro Paesi dell’UE, dove la qualità delle acque è risultata scarsa nel 3% o più dei siti di balneazione. Stiamo parlando di Estonia (4,6% del totale nazionale), Svezia (4,0%), Paesi Bassi (3,9%) e Francia (3,4%).
Quando le aree di balneazione vengono classificate come “scarse” in un determinato anno, devono essere chiuse durante l’intera stagione successiva, fino a quando non vengono adottate misure efficaci per ridurre l’inquinamento e garantire la sicurezza dei bagnanti.
Il 14 giugno 2025 apre Landwasserwelt, un parco tematico unico nel cuore dei Grigioni: natura, cultura e avventura si incontrano accanto a uno dei viadotti ferroviari più iconici del mondo. Il weekend – durante l’inaugurazione – sarà ricco di eventi: visite guidate, spettacoli, treni storici, giochi per bambini e musica tradizionale accompagneranno i primi visitatori in questo nuovo mondo alpino.
Nel pittoresco scenario alpino del Canton Grigioni, la Svizzera si prepara a inaugurare un nuovo punto di riferimento per il turismo sostenibile e la scoperta del territorio. Nasce Landwasserwelt, un parco esperienziale immerso nel paesaggio della Ferrovia retica, patrimonio mondiale Unesco, pensato per coinvolgere adulti, bambini e amanti del viaggio lento. Cinque aree tematiche, percorsi interattivi, installazioni e viste mozzafiato trasformeranno ogni visita in un viaggio tra natura, storia e ingegneria alpina.
Un’esperienza immersiva tra viadotti e paesaggi alpini
Situato lungo la celebre linea dell’Albula, tra Filisur e Tiefencastel, il Landwasserwelt offre un percorso circolare all’aperto, completamente accessibile, che si snoda attorno al famoso viadotto del Landwasser. Questo iconico ponte in pietra, con i suoi 65 metri d’altezza e gli archi eleganti, rappresenta uno dei simboli più fotografati della rete ferroviaria svizzera.
Il parco è composto da cinque aree tematiche – ferrovia, cultura, agricoltura, foresta e acqua – ciascuna progettata per valorizzare un aspetto diverso dell’ambiente alpino e della vita nei Grigioni.
I visitatori possono esplorare liberamente sentieri tematici, piattaforme panoramiche, aree gioco e installazioni educative.
Fonte: ufficio stampaIl caratteristico borgo di Bergün
Un progetto per tutta la famiglia
Landwasserwelt è stato concepito per offrire un’esperienza adatta a tutte le età. Bambini, escursionisti, famiglie e appassionati di treni possono vivere il territorio in modo autentico e coinvolgente. L’intero progetto si integra con la rete ferroviaria esistente: il parco è facilmente raggiungibile in treno dalle stazioni di Coira o St. Moritz, con fermate intermedie tra cui Filisur, Alvaneu e Bergün.
Tra le attrazioni principali troviamo:
Landwasser Express: un comodo trenino su ruote collega la stazione di Filisur al celebre viadotto del Landwasser, offrendo ai visitatori un viaggio ricco di aneddoti e curiosità su questo gioiello dell’ingegneria ferroviaria alpina,
viaggi d’epoca tra Filisur e Davos Platz: fino al 26 ottobre 2025, sarà possibile viaggiare nel tempo a bordo di treni storici con locomotive e carrozze originali, per un’esperienza autentica tra i panorami dei Grigioni,
navetta panoramica Filisur–Alvaneu: da fine giugno a fine agosto, un treno navetta con carrozza aperta consente di raggiungere la nuova fermata nei pressi del viadotto Schmitten/Landwasser, regalando viste spettacolari lungo il tragitto,
museo ferroviario dell’Albula a Bergün: aperto tutto l’anno, questo museo su quattro piani racconta la storia della leggendaria linea ferroviaria dell’Albula attraverso filmati, plastici, documenti storici e oggetti originali,
museo locale di Bergün: aperto da giugno a ottobre, ospitato in una tradizionale casa engadinese del XVII secolo, propone un viaggio nella cultura locale con una suggestiva riproduzione in scala del tratto ferroviario tra Bergün e Preda.
Fonte: ufficio stampaMuseo ferroviario dell’Albula a Bergün
La linea dell’Albula: un capolavoro UNESCO
Il Landwasserwelt non è solo natura e divertimento, ma anche valorizzazione di una delle più spettacolari opere d’ingegneria alpina. La linea ferroviaria dell’Albula, inaugurata nel 1903, è una delle due tratte della Ferrovia retica dichiarate patrimonio Unesco insieme al Bernina Express. Ogni curva, galleria elicoidale e ponte testimonia l’ingegno umano integrato nel paesaggio montano.
A bordo del Glacier Express o dei treni storici in carrozze d’epoca, è possibile ammirare questi capolavori in movimento, vivendo un viaggio che unisce passato e futuro della mobilità sostenibile.
Turismo sostenibile e “Swisstainable”
Il progetto si inserisce pienamente nella strategia “Swisstainable“, l’approccio della Svizzera per un turismo sostenibile. Landwasserwelt è il risultato di una collaborazione tra la Ferrovia retica, il Parc Ela e le comunità locali, con l’obiettivo di promuovere un turismo rispettoso dell’ambiente e generatore di valore per il territorio.
Fonte: ufficio stampaBerguen, panorama svizzero
Come ha dichiarato Renato Fasciati, Direttore della Ferrovia retica: “Con Landwasserwelt vogliamo offrire un’esperienza immersiva che unisce natura, cultura e mobilità sostenibile.” Un invito, dunque, a rallentare, osservare, scoprire e respirare la vera essenza delle Alpi svizzere.
Ci sono cammini che raccontano una terra meglio di qualsiasi guida turistica, e la Via Francigena è uno di questi. Percorrerla a piedi significa lasciarsi avvolgere da secoli di storia, immergersi in paesaggi che cambiano lentamente a ogni passo, attraversare borghi intatti e città d’arte, e vivere un’esperienza che è tanto fisica quanto interiore.
Nata come itinerario di pellegrinaggio verso Roma, oggi la Via Francigena è diventata una delle mete di trekking più amate in Europa. Il suo fascino sta nella varietà dei percorsi, che si snodano tra l’Inghilterra e l’Italia attraversando quattro Paesi e offrendo un’incredibile diversità di ambienti: dalle pianure della Champagne francese alle colline della Toscana, dai passi alpini svizzeri fino ai borghi medievali del Lazio.
Le origini e la storia della Via Francigena
La Via Francigena nasce come itinerario di pellegrinaggio in epoca medievale, ma affonda le sue radici in un tempo ancora più remoto, quando i Romani costruivano strade per collegare le province dell’Impero. Con la decadenza di Roma e l’avvento del Medioevo, molte di queste antiche vie furono riutilizzate per altri scopi, diventando rotte commerciali, militari e spirituali.
Il nome “Francigena” significa letteralmente “che viene dalla terra dei Franchi”, ed è proprio da quelle regioni – l’odierna Francia – che provenivano molti pellegrini diretti verso Roma, cuore della cristianità. La tappa che ha dato forma storica al percorso è contenuta in un documento fondamentale: il diario di viaggio dell’arcivescovo Sigerico di Canterbury, che nel 990 d.C. annotò le 79 tappe del suo ritorno da Roma all’Inghilterra dopo aver ricevuto il pallio dal Papa.
Il tracciato di Sigerico, da Roma a Canterbury, è considerato il nucleo originario della Via Francigena, ma già all’epoca esistevano varianti e diramazioni che si adattavano alle condizioni del terreno, alla sicurezza delle aree attraversate e alla disponibilità di ospitalità. A differenza del celebre Cammino di Santiago, che punta a un’unica meta finale, la Via Francigena era una via di andata verso Roma e successivamente, per alcuni, una via di ritorno verso casa, magari proseguendo fino al porto di Brindisi per imbarcarsi verso la Terra Santa.
Con l’età moderna e l’avvento di nuove vie di comunicazione, la Francigena perse progressivamente importanza. Solo negli ultimi decenni è stata riscoperta, mappata e valorizzata, grazie all’impegno di enti locali, associazioni e istituzioni europee. Oggi rappresenta non solo un cammino storico e religioso, ma anche un itinerario culturale europeo ufficialmente riconosciuto dal Consiglio d’Europa, simbolo dell’identità e della connessione tra i popoli del continente.
Il tratto italiano è quello più battuto e sviluppato dal punto di vista escursionistico, con una segnaletica ben curata, una fitta rete di accoglienza e un patrimonio paesaggistico e culturale straordinario. Oltre 1.000 chilometri di cammino attraversano sette regioni – Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e infine il Lazio – fino a concludersi a Roma, presso la Basilica di San Pietro.
In Italia, la Francigena tocca alcune delle città più affascinanti del Paese: San Gimignano, Siena, Lucca, Viterbo, e tanti piccoli borghi in cui il tempo sembra essersi fermato. Il cammino alterna tratti collinari a pianure agricole, salite appenniniche e antiche vie lastricate, con un susseguirsi di paesaggi che offre varietà e bellezza a ogni tappa.
Le tappe italiane più belle
La Via Francigena, con i suoi oltre 2.000 chilometri, può sembrare un’impresa titanica. In realtà, è un cammino estremamente flessibile, che si può vivere anche in piccoli segmenti, a seconda del tempo e dell’esperienza disponibili. Ecco alcune delle tappe più belle in Italia:
San Quirico d’Orcia – Radicofani (32 km, 900 D+, 700 D-, 8h 30’): questa tappa attraversa i paesaggi spettacolari della Val d’Orcia, tra colline dorate e borghi incantati. Dopo il passaggio a Bagno Vignoni, celebre per la sua vasca termale centrale, si sale verso Radicofani, con il profilo imponente della sua rocca medievale che domina l’orizzonte.
Lucca – San Miniato (42 km, dislivello moderato, 2 tappe da circa 5h 30’ ciascuna): un percorso tra colline toscane, pievi e borghi storici. La partenza dalla città murata di Lucca è emozionante, e l’arrivo a San Miniato regala viste mozzafiato e un centro storico ricco di fascino.
Gran San Bernardo – Aosta (45 km, 200 D+, 1.800 D-, 2 tappe da 6h 30’): tappa spettacolare, in discesa lungo la Valle d’Aosta. Dalle atmosfere alpine del passo si scende tra vallate strette e panorami maestosi, attraversando piccoli villaggi e tratti di sentiero solitari.
Montefiascone – Viterbo (18 km, 250 D+, 500 D-, 4h 30’): tappa semplice ma suggestiva nel cuore della Tuscia. Si cammina tra strade antiche, fonti termali e panorami aperti, con arrivo nella bella Viterbo, dove le pietre raccontano secoli di storia medievale.
Pontremoli – Aulla (33 km, 950 D+, 1.100 D-, 2 tappe da circa 6h 30’): si attraversa la Lunigiana, regione ricca di boschi, castelli e borghi in pietra. Il cammino è vario e immerso nella natura, con continui saliscendi che mettono alla prova ma ripagano con la bellezza dei luoghi.
Queste sono solo alcune delle tappe più apprezzate dagli escursionisti. La Via Francigena offre anche la possibilità di percorrere interi tratti regionali, come quello toscano (da Lucca a Siena) o quello laziale (da Acquapendente a Roma), con una durata media di 7-10 giorni.
Le tappe europee della Via Francigena
Sebbene il tratto italiano sia il più noto e frequentato, la Via Francigena è, a tutti gli effetti, un grande cammino europeo che attraversa territori straordinari anche fuori dai confini italiani. Dall’Inghilterra alla Svizzera, passando per la campagna francese, ogni Paese regala al camminatore paesaggi unici, atmosfere diverse e un patrimonio culturale di grande valore.
Ecco alcune delle tappe più significative al di fuori dell’Italia, perfette per chi vuole vivere l’esperienza francigena in una dimensione più internazionale o semplicemente esplorare tratti meno battuti ma altrettanto affascinanti:
Canterbury – Dover (31 km, 400 D+, 450 D-, 7h): questa tappa segna l’inizio simbolico della Via Francigena, dalla Cattedrale di Canterbury fino alle scogliere bianche che si affacciano sulla Manica. Il cammino si snoda tra campagna inglese, villaggi tranquilli e dolci colline, con un’atmosfera bucolica. L’arrivo a Dover, con vista sul mare, apre lo sguardo verso l’Europa continentale.
Calais – Guînes (19 km, 60 D+, 40 D-, 4h): una delle prime tappe francesi, dopo l’approdo via traghetto. Si cammina tra canali, campi coltivati e silenzi rurali, in una regione di passaggio storicamente importante. È una sezione pianeggiante, perfetta per entrare gradualmente nel ritmo del cammino.
Reims – Châlons-en-Champagne (47 km, 220 D+, 210 D-, 2 tappe da 5h 30’): tratto suggestivo nella regione della Champagne, tra distese di vigneti e paesaggi ordinati. Reims, città delle incoronazioni reali, offre un patrimonio gotico straordinario. Le due tappe successive permettono di immergersi in una Francia lenta, tra villaggi e strade rurali.
Lausanne – Orbe (33 km, 520 D+, 450 D-, 7h 15’): in Svizzera il cammino si fa più movimentato, con saliscendi che attraversano colline, boschi e corsi d’acqua. Si parte da Lausanne, affacciata sul Lago di Ginevra, e si raggiunge Orbe, cittadina medievale dalla forte identità locale. Una tappa dal grande fascino naturalistico e storico.
Martigny – Gran San Bernardo (33 km, 1.850 D+, 450 D-, 9h 30’): una delle tappe regine dell’intera Francigena. La salita verso il Colle del Gran San Bernardo è lunga e impegnativa, ma regala emozioni uniche: dalle gole scavate dai ghiacci alle viste sui ghiacciai alpini. L’arrivo al celebre ospizio, a 2.473 m, è carico di storia e spiritualità.
Una delle grandi qualità della Via Francigena è la sua accessibilità logistica. Che tu voglia camminare per una settimana o solo per un weekend, puoi contare su un’organizzazione sempre più capillare, specialmente nel tratto italiano. Sapere come muoversi, dove dormire e quali strumenti utilizzare può fare la differenza tra un’esperienza faticosa e una pienamente godibile.
Dove dormire
Nel corso degli anni è nata una rete di ospitalità diffusa pensata per i pellegrini e i camminatori. Lungo il percorso si trovano:
Ostelli del pellegrino, spesso gestiti da associazioni o enti locali, con prezzi accessibili e spirito di condivisione;
B&B e agriturismi convenzionati, che offrono camere semplici ma accoglienti e spesso includono cena e colazione;
Monasteri, parrocchie o case canoniche, disponibili in alcune località per chi desidera un’accoglienza spirituale;
Strutture ricettive classiche (hotel, affittacamere) presenti soprattutto nelle città più grandi o nelle tratte turistiche come la Toscana.
La disponibilità può variare a seconda del periodo, perciò è consigliato prenotare in anticipo, specialmente nei mesi di maggiore affluenza (maggio-giugno e settembre).
La segnaletica
Il tratto italiano della Via Francigena è ben segnalato, con:
segnaletica bianca e rossa (standard CAI) o con il logo ufficiale della Via Francigena;
freccette adesive su pali e muri, soprattutto nei centri abitati;
bacheche informative nelle principali località di partenza o arrivo di tappa.
Per una navigazione più sicura e personalizzata, è utile dotarsi di:
tracce GPS scaricabili gratuitamente dal sito ufficiale viefrancigene.org;
app per cammini (come “Via Francigena”, “Sloways”, “Outdooractive”, “Komoot”);
guide cartacee aggiornate, ideali per chi preferisce avere una visione d’insieme e informazioni culturali.
Trasporti e accessibilità
Uno dei vantaggi della Francigena è che molti tratti sono facilmente raggiungibili in treno o autobus, permettendo di:
iniziare o terminare il cammino in qualsiasi punto;
tornare al punto di partenza se si viaggia in auto;
abbreviare tappe o saltare sezioni in caso di maltempo, stanchezza o necessità.
Le stazioni ferroviarie si trovano spesso nei pressi dei punti tappa (es. Lucca, Siena, Viterbo, Pavia), mentre gli autobus locali coprono anche tratte più periferiche.
La credenziale e il testimonium
Come per gli altri cammini storici, anche la Francigena prevede:
una credenziale del pellegrino, che serve come “passaporto” del cammino: ti permette di accedere alle strutture convenzionate e raccogliere timbri lungo la via;
il testimonium, un attestato ufficiale che si ottiene all’arrivo a Roma dopo aver percorso almeno gli ultimi 100 km a piedi o 200 km in bici.
Entrambi possono essere richiesti online o presso associazioni locali, centri di accoglienza e diocesi lungo il percorso.
Scegliere il momento giusto per mettersi in cammino è essenziale per vivere al meglio l’esperienza della Via Francigena. Essendo un itinerario molto lungo e variegato – dalle Alpi al Lazio passando per la campagna francese – le condizioni climatiche e ambientali cambiano sensibilmente da una regione all’altra. Tuttavia, ci sono due stagioni che emergono come le più adatte in assoluto: la primavera e l’inizio dell’autunno.
Durante la primavera i paesaggi sono rigogliosi, fioriti e ancora verdi, soprattutto in Toscana e nel Lazio. Le temperature sono miti e le giornate sempre più lunghe, ideali per coprire tappe anche di 6–7 ore senza soffrire il caldo. Attenzione, però, alle zone alpine o di alta collina (come il Passo del Gran San Bernardo o la Val d’Orcia nei primi mesi), dove potrebbe esserci ancora neve residua o fango.
L’autunno è un altro momento perfetto per mettersi in cammino: i colori del paesaggio iniziano a virare verso il giallo e il rosso, regalando panorami splendidi, specialmente nei tratti collinari. Il clima resta stabile e gradevole, ma meno torrido rispetto ad agosto. È anche il periodo della vendemmia e delle sagre locali, perfetto per assaporare la gastronomia del territorio lungo il cammino.
Il percorso è percorribile anche in estate e in inverno, ma queste stagioni potrebbero essere più difficili da gestire. In estate, è importante partire al mattino presto, scegliere tappe brevi e idratarsi spesso. In inverno, possono essere percorse solo le zone pianeggianti, in quanto quelle di montagna potrebbero essere impraticabili a causa della neve e del fango.
Cosa mettere nello zaino
Preparare lo zaino per il trekking sulla Via Francigena richiede equilibrio tra funzionalità e leggerezza. Uno zaino da 30–40 litri, ergonomico, con schienale traspirante e copertura antipioggia, è l’ideale per affrontare il cammino in autonomia. Le scarpe da trekking leggere o trail running sono l’elemento più importante: devono avere una buona suola, essere ben rodate e garantire comfort per lunghe distanze.
L’abbigliamento va scelto secondo il principio dei tre strati: magliette tecniche (almeno due), un pile, una giacca impermeabile antivento, pantaloni da trekking (meglio se convertibili), intimo traspirante e calze tecniche (almeno tre paia). Non devono mancare un cappello per il sole e, nelle stagioni fredde, uno scaldacollo o berretto.
Per l’igiene personale bastano sapone solido, un asciugamano in microfibra, salviette umidificate e una piccola selezione di farmaci e cerotti per vesciche, disinfettante e ago con filo. Tra gli accessori utili: bastoncini da trekking, borraccia o sacca idrica, torcia frontale, power bank, coltellino multiuso e sacchetti impermeabili. A livello tecnologico, è utile avere lo smartphone con app GPS o una guida cartacea affidabile.
Ricorda di portare con te documenti personali, tessera sanitaria, credenziale del pellegrino e una piccola quantità di contanti, poiché non tutti i borghi dispongono di sportelli bancomat. Infine, una regola fondamentale: non superare il 10% del tuo peso corporeo con lo zaino pieno. Cammin facendo, capirai che viaggiare leggeri è più di una necessità: è un modo di pensare.
Sinfonia perfetta di eleganza urbana, natura selvaggia e precisione impeccabile, la Svizzera è uno dei Paesi europei con la maggiore densità di attrazioni turistiche per chilometro quadrato. Incastonata nel cuore dell’Europa centrale, offre un concentrato unico di paesaggi naturali spettacolari e città storiche perfettamente conservate. Da scoprire comodamente anche grazie a una rete di trasporti tra i più efficienti e puntuali del mondo, che consentono di attraversare regioni diverse in poche ore di viaggio, passando dagli eleganti palazzi di Zurigo ai sentieri di montagna sopra Interlaken, dalle rive del Lago dei Quattro Cantoni alla vetta innevata dello Jungfraujoch.
È quanto vi proponiamo con questo itinerario di tre giorni, pensato per chi desidera scoprire gli aspetti più emblematici del Paese alpino, cogliendo la varietà di un territorio che, pur compatto, presenta una ricchezza paesaggistica e culturale fuori dal comune. Un viaggio breve, ma denso di emozioni, adatto sia a chi visita la Svizzera per la prima volta, sia a chi desidera riscoprirla con occhi nuovi.
Giorno 1 – Zurigo e le cascate del Reno
Il viaggio comincia a Zurigo, capitale finanziaria della Svizzera e città cosmopolita che sa sorprendere ogni viaggiatore, facilmente raggiungibile dall’Italia in treno, aereo, o anche in auto. L’ideale è partire dalla Bahnhofstrasse, l’elegante via dello shopping che collega la stazione centrale al lago. Considerata una delle strade commerciali più esclusive al mondo, Bahnhofstrasse è un paradiso per gli amanti del lusso, dove i grandi marchi internazionali si alternano a storiche boutique svizzere. Ma non è solo una parata di vetrine: passeggiando si respira un mix affascinante di modernità e tradizione.
Poco più avanti si apre Paradeplatz, fulcro del potere economico elvetico. Oggi sede di importanti istituzioni bancarie come Credit Suisse e UBS, questa piazza ha un passato ben più antico, ricco di aneddoti e curiosità. L’eleganza dei palazzi e la frenesia discreta che la anima fanno di Paradeplatz un luogo perfetto per osservare la quotidianità zurighese. Una breve salita porta a Lindenhof, il colle dove un tempo si trovava un insediamento romano e oggi sorge un tranquillo parco cittadino. Da qui si gode un panorama impagabile sulla Città Vecchia con i suoi tetti rossi, sul fiume Limmat e, nelle giornate limpide, la vista spazia fino alle Alpi. È il posto perfetto per una pausa contemplativa, lontano dal traffico e immersi nel silenzio.
Si prosegue con la visita a due chiese che rappresentano le anime spirituali e artistiche della città. La cattedrale Grossmünster, con le sue imponenti torri gemelle, è una delle icone di Zurigo e fu il centro della Riforma protestante in Svizzera nel XVI secolo. Gli interni austeri, le vetrate moderne e la possibilità di salire sulla torre per una vista panoramica la rendono una tappa imperdibile.
Sull’altra sponda del fiume, la Fraumünster custodisce le famose vetrate artistiche firmate da Marc Chagall e Giacometti. Ogni finestra è un capolavoro che fonde simbolismo, spiritualità e colori vivaci, raccontando storie bibliche e leggende locali. La chiesa fu fondata nell’853 da una figlia dell’imperatore Ludovico il Germanico e conserva ancora oggi un’aura di mistero e sacralità. Un’ultima sosta presso la Chiesa di San Pietro, che oltre a essere una delle più antiche della città, è nota per il suo orologio, il più grande d’Europa. Il quadrante misura oltre 8 metri di diametro, e il suo ticchettio accompagna da secoli la vita degli abitanti di Zurigo.
Gita in barca alle cascate del Reno
Il pomeriggio di questo primo giorno in Svizzera è dedicato alla natura con un’escursione alle spettacolari cascate del Reno, le più imponenti d’Europa per portata d’acqua, situate presso il villaggio di Neuhausen am Rheinfall, poco a sud di Sciaffusa. Si tratta delle più maestose cascate a salto basso d’Europa e una delle attrazioni naturali più emozionanti della Svizzera. Qui, le acque del Reno si gettano con fragore da un’altezza di 23 metri e una larghezza che supera i 150 metri, con una portata media di 600 metri cubi al secondo, regalando ai visitatori uno spettacolo impareggiabile.
Questo prodigio naturale, formatosi circa 15.000 anni fa a seguito di movimenti tettonici durante l’era glaciale, affascina ogni anno migliaia di visitatori. Il periodo migliore per ammirarne tutta la potenza è tra maggio e giugno, quando la portata d’acqua è al massimo. Alcune piattaforme panoramiche permettono di avvicinarsi alle cascate in tutta sicurezza, ma l’esperienza più entusiasmante è il giro in barca che conduce quasi fin sotto la cascata, raggiungendo il possente sperone roccioso che si erge al centro del fiume.
Giorno 2 – Lucerna e Monte Pilatus
Il secondo giorno si apre nella fiabesca Lucerna, spesso definita il “cuore della Svizzera” per la sua posizione centrale. Incastonata tra verdi colline e il blu intenso del Lago dei Quattro Cantoni, Lucerna fonde storia medievale, arte e paesaggi da cartolina, caratteristiche che ne fanno una delle città più affascinanti del Paese. La Città Vecchia è un labirinto di vicoli acciottolati, piazze, chiese e palazzi antichi con le facciate adornate da coloratissimi affreschi che raccontano storie mitologiche e scene di vita quotidiana che trasformano le vie in gallerie d’arte a cielo aperto, mentre i negozi di artigianato e i caffè storici rendono l’atmosfera accogliente e vivace.
Il suo monumento più celebre è il Ponte della Cappella (Kapellbrücke), simbolo della città e uno dei ponti pedonali coperti in legno più antichi d’Europa, risalente al XIV secolo, sebbene sia stato in parte distrutto da un incendio nel 1993. Parte dal Teatro di Lucerna, sulla riva più a sud del fiume Reuss, e raggiunge la Cappella di San Pietro sul Rathausquai, ed è considerato un’autentica icona cittadina. Vicino al ponte di legno si erge la Torre dell’Acqua, un tempo utilizzata come prigione, archivio, e anche come deposito d’armi, oggi trasformata in un suggestivo punto vendita.
Fonte: istockIl celebre Ponte della Cappella (Kapellbrücke) a Lucerna, Svizzera
Un’altra attrazione da non perdere è il celebre Monumento del Leone Morente, una scultura commovente scolpita nella roccia che commemora i mercenari svizzeri caduti a Parigi durante la Rivoluzione Francese. Definito da Mark Twain “il pezzo di pietra più triste del mondo”, è una tappa toccante e significativa per comprendere il legame tra la Svizzera e la sua storia militare.
Escursione sul Monte Pilatus
Nel pomeriggio si cambia scenario e si sale in quota. A bordo della cremagliera più ripida del mondo – che raggiunge una pendenza del 48% e collega Alpnachstad a Pilatus Kulm da maggio a novembre – si affronta un percorso mozzafiato per raggiungere la cima del Monte Pilatus, la montagna simbolo di Lucerna. Con i suoi 2.073 metri di altitudine e una vista favolosa che nelle giornate più limpide spazia su ben 73 cime alpine, è uno dei luoghi panoramici più spettacolari del Paese. Secondo una leggenda, il nome Pilatus deriverebbe da Ponzio Pilato, che si dice sia sepolto proprio qui; un’altra narra invece che nel Medioevo draghi dai poteri curativi abitassero tra le sue rocce. Che ci si creda o meno, una visita al Monte Pilatus è sicuramente una delle esperienze più emozionanti da vivere in Svizzera.
Oltre che con la ferrovia a cremagliera, si può salire in gondola panoramica da Kriens a Fräkmüntegg (circa 30 minuti) e quindi proseguire in funivia fino alla vetta in appena 4 minuti. Per gli amanti delle escursioni, ci sono sentieri che portano alle cime del Tomlishorn e dell’Esel, e in quota non mancano ristori alpini, dove gustare piatti tipici con un bicchiere di vino locale. In estate è attiva anche una pista da slittino lunga 1.350 metri, mentre per chi cerca esperienze adrenaliniche, il monte ospita il più grande parco avventura sospeso della Svizzera centrale. La discesa avviene attraverso moderne funivie e cabinovie che scendono dolcemente verso la valle, regalando ancora scorci da cartolina.
Giorno 3 – Interlaken e Jungfraujoch Top of Europe
Da Lucerna in circa un’ora si raggiunge Interlaken, incantevole località adagiata nel cuore delle Alpi Svizzere, tra i laghi di Thun e Brienz. Grazie alla sua posizione privilegiata, da cui deriva anche il nome, la cittadina rappresenta la base ideale per esplorare le maestose montagne della regione centrale del Paese. Circondata da un paesaggio da cartolina, Interlaken è comunque una meta perfetta sia per rilassarsi sia per dedicarsi ad attività all’aria aperta. Una passeggiata nel centro storico, lungo l’Hoheweg, il viale principale, tra chalet in stile tradizionale, boutique raffinate e scorci incantevoli che accompagnano ogni passo, permette di scoprire l’anima più tranquilla della località.
Ma è soprattutto l’avventura a rendere celebre Interlaken, considerata la capitale svizzera degli sport estremi. In estate si possono praticare innumerevoli sport, tra cui parapendio, alpinismo, rafting, kayak e persino skydiving, o semplicemente pedalare tra paesaggi idilliaci. In inverno, Interlaken si trasforma in un vero paradiso innevato, dove ci si può divertire con lo sci di fondo, lo snowboard, le escursioni in slitta o il pattinaggio su ghiaccio. Qualunque sia la stagione, Interlaken sa conquistare i visitatori con il suo fascino straordinario e con un’offerta turistica ad alto tasso adrenalinico.
Salita allo Jungfraujoch
Il clou della giornata – e probabilmente dell’intero viaggio – è la salita allo Jungfraujoch, il “Top of Europe”, uno spettacolare valico situato a 3.454 metri di altitudine tra le maestose vette dell’Eiger e del Mönch, nel cuore dell’Oberland Bernese. Raggiungibile facilmente con i treni panoramici da Grindelwald e Lauterbrunnen, lo Jungfraujoch ospita la stazione ferroviaria più alta d’Europa, immersa nel Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO “Alpi Svizzere Jungfrau-Aletsch”.
Il percorso verso la cima è un’esperienza memorabile, che si può compiere sia con il nuovo Eiger Express, una fenomenale funivia di ultima generazione, sia a bordo di storici treni a cremagliera che sono autentici capolavori d’ingegneria, costruiti tra il 1896 e il 1912. Dopo i primi chilometri all’aria aperta, il tragitto prosegue in galleria, con due fermate intermedie dove è possibile ammirare meravigliosi panorami attraverso aperture scavate nella roccia. Nelle giornate limpide, la salita regala viste vertiginose che spaziano dal massiccio dell’Eiger fino alla Foresta Nera in Germania e i Monti Vosgi in Francia.
Una volta giunti in cima, si viene accolti dal suggestivo Palazzo di Ghiaccio, scavato nel 1934 e decorato con sculture artiche scolpite nel ghiaccio, mentre la Terrazza della Sfinge, uno degli osservatori più alti del mondo, offre una strabiliante vista a 360 gradi sulle Alpi. Emozionante è anche il percorso dell’Alpine Sensation, che rievoca il sacrificio degli operai che hanno reso possibile questo straordinario sogno d’alta quota.