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In Piemonte, torna Castelli Aperti: queste splendide fortezze si possono visitare solo per un giorno

Par : losiangelica
17 juillet 2026 à 07:30

Un castello, una villa antica o una torre da esplorare: in Piemonte c’è sempre una nuova storia da scoprire. Dal Monferrato alle Langhe, passando per Asti, Torino e Biella, Castelli Aperti ti accompagna domenica 19 luglio in un viaggio tra alcuni dei luoghi più affascinanti della regione.

Castelli Aperti in Piemonte

Weekend in arrivo e zero idee? Ci pensa Castelli Aperti che domenica 19 luglio con l’appoggio della Regione Piemonte accompagna alla scoperta di tanti luoghi straordinari distribuiti tra le varie province.

La vera bellezza è che cambia da paese a paese, c’è chi punta su visite guidate classiche, chi propone percorsi teatralizzati con rievocatori in costume, chi organizza serate a tema tra leggende e misteri.

Per vivere la giornata senza imprevisti, meglio pianificare tutto in anticipo. Diverse dimore sono visitabili solo su prenotazione, mentre altre aprono con ingresso libero o a offerta. I costi variano a seconda dell’esperienza scelta, dalle visite più economiche ai tour guidati delle residenze più prestigiose. Un controllo agli orari e alla disponibilità prima della partenza può fare la differenza.

Quali Castelli Aperti visitare

Se cercate un itinerario tra Langhe e Roero, il Castello della Manta è una tappa quasi obbligata: apre dalle 11 alle 19, con ingresso a 11 euro (gratuito per gli iscritti FAI) e visita guidata a 15 euro. Da non perdere il castello Falletti di Barolo con il suo imperdibile WIMU Wine Museum con ingresso a 9 euro.

Con un’atmosfera decisamente più insolita, in provincia di Alessandria si può visitare il castello di Alluvioni di Piovera che tratta il tema esoterico tra racconti di energie e turni di visite serali da prenotare online. Il biglietto costa 16 euro per gli adulti e 8 euro dagli 8 ai 12 anni.

Per chi cerca un’esperienza immersiva, il castello di Monastero Bormida è una delle tappe più interessanti dell’Astigiano. Oltre alle classiche visite guidate del pomeriggio (5 euro), alle 11 va in scena un percorso teatralizzato con rievocatori medievali che riporta indietro nel tempo (10 euro). A Castelnuovo Calcea, invece, l’accesso è gratuito: dell’antico castello rimangono i bastioni e la torre di avvistamento, perfetti per una sosta tra storia e panorami.

Nel Torinese, tra le mete più suggestive c’è il castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo, aperto dalle 10 alle 19 con ingresso a 15 euro; chi preferisce atmosfere più fiabesche può scegliere il castello e parco di Masino a Caravino, visitabile dalle 10 alle 18 (15 euro l’ingresso completo, gratuito per gli iscritti FAI).

Castello e Parco di Masino visti dall'alto
iStock
Da visitare il Castello e il Parco di Masino in Piemonte

A due passi dal lago Maggiore c’è un castello che racconta mille anni di storia. È il castello di Oleggio Castellano, legato alla famiglia Sforza e protagonista di secoli di vicende. Dalle guerre alle nobili dimore, fino a diventare oggi un elegante hotel di lusso… si può visitare con un biglietto da 15 euro.

Arte e storia si incontrano a Palazzo Gromo Losa, una delle mete da non perdere in provincia di Biella. Dalle 10 alle 19 il pubblico potrà visitare il palazzo e la mostra Selvatica – Natura ed Arte in Festival. L’ingresso costa 10 euro.

Itinerari d’Autore, la Ferrovia delle Langhe tra paesaggi Unesco e sapori d’eccellenza

19 mai 2026 à 07:30

Il treno è un modo di viaggiare che non corre, ma permette di osservare e che si sta prendendo la sua fetta nel mercato, sempre più. D’altronde, il suo fascino è dato da vari motivi, non consuma chilometri ad esempio, ma li attraversa come pagine di un racconto. È questa la filosofia dietro i nuovi Itinerari d’Autore firmati da Fondazione FS Italiane e Trenitalia: tre esperienze su rotaia che trasformano il treno in una lente privilegiata sull’Italia più autentica.

Dal mare della Liguria alle Alpi Marittime, fino alle colline delle Langhe e del Monferrato, Patrimonio Unesco, ogni itinerario è pensato come un viaggio narrativo. Non solo spostamento, ma un tuffo in paesaggi che scorrono fuori dal finestrino come un film in pellicola lenta. Tra questi, la protagonista assoluta è la storica Ferrovia delle Meraviglie e la nuova proposta sulla Ferrovia delle Langhe, dove il treno diventa un ponte tra memoria, cultura e gusto.

Ferrovia delle Langhe, vigneti, borghi e treni storici

Il ritorno dei treni storici non è più soltanto una nicchia per appassionati ferroviari. Negli ultimi anni, complici il boom del turismo slow e la ricerca di esperienze sempre più immersive, i convogli d’epoca sono diventati uno dei trend più forti del travel italiano. Gli Itinerari d’Autore si inseriscono infatti in una proposta molto più ampia di valorizzazione delle linee storiche e panoramiche del Paese, accanto ad altri percorsi iconici già rilanciati negli ultimi anni da Fondazione FS Italiane.

Gran Confort, carrozza, treno storico
Ufficio Stampa
Una carrozza Gran Confort

Uno degli itinerari più suggestivi porta da Milano ad Alba, cuore pulsante delle Langhe, in un viaggio che attraversa colline ordinate come geometrie naturali e vigneti che sembrano disegnati a mano. Qui il tempo si dilata a bordo delle carrozze Gran Confort, simbolo del grande viaggio ferroviario italiano degli anni ’70, con interni in velluto blu e un’atmosfera davvero suggestiva.

L’esperienza non è solo panoramica ma sensoriale: infatti, durante il tragitto, il servizio di bordo propone un catering dedicato alle eccellenze locali, trasformando ogni tratta in un percorso enogastronomico che racconta il territorio mentre lo si attraversa. L’arrivo ad Alba aggiunge un ulteriore livello narrativo: la città della Fiera del Tartufo diventa il punto finale di un viaggio che parla di radici, stagioni e identità.

Torino, Canelli
Francesco Bochicchio
Il treno che va da Torino Porta Nuova a Canelli

Accanto a questo itinerario, si sviluppa anche la tratta Torino-Canelli, lungo la cosiddetta Ferrovia delle Langhe, Roero e Monferrato. Qui l’esperienza assume un carattere ancora più evocativo: carrozze Centoporte, atmosfere d’altri tempi e, nel viaggio inaugurale, anche la suggestione della locomotiva a vapore. È un ritorno al ritmo originario del viaggio ferroviario, dove ogni fermata diventa una scena e ogni paesaggio un capitolo di questa narrazione immersa.

Carrozza Centoporte
Ufficio Stampa
La mitica Carrozza Centoporte

Date, tratte e info utili

I nuovi Itinerari d’Autore sono programmati lungo tutta la stagione estiva e autunnale, con calendari pensati per valorizzare i diversi territori attraversati. La celebre Ferrovia delle Meraviglie collega Torino a Ventimiglia passando per Cuneo, Limone, Tende, Breil-sur-Roya, Sanremo e Imperia, con circolazioni domenicali tra luglio e settembre e alcune corse speciali nei weekend.

Per la Ferrovia delle Langhe, il calendario si concentra tra ottobre e dicembre: ogni domenica il collegamento Milano-Alba accompagna i viaggiatori verso la stagione del tartufo, mentre il percorso Torino-Canelli si sviluppa tra novembre e fine mese, tra colline e cantine storiche. I biglietti sono acquistabili tramite i canali ufficiali di vendita di Trenitalia, incluse app, biglietterie e agenzie di viaggio, rendendo l’accesso semplice e integrato.

I borghi di Langhe, Roero e Monferrato, patrimonio Unesco, si riempiono d’arte

6 mai 2026 à 18:30

Da maggio a novembre 2026, oltre 60 Comuni di Langhe, Roero e Monferrato ospitano, per il secondo anno, l’evento di arte diffusa “Orma. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero”, che mette in relazione progetti artistici e territori e che quest’anno assumerà un valore ancora più grande in vista di Alba Capitale dell’arte contemporanea 2027.

Cos’è Orma. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero

Nel territorio esistevano già alcune rassegne artistiche separate, ma dallo scorso anno ha preso il via un unico grande progetto che ha voluto metterle assieme in un solo appuntamento della durata di sei mesi, diffuso su tutta la zona che comprende Langhe, Roero e Monferrato. Il successo della prima edizione è stato tale che già dal 2026 si sono aggiunti nuovi borghi, Comuni e territori che ospitano installazioni, opere, mostre  e progetti di altissimo livello artistico.

Arte moderna e contemporanea in tutte le sue forme, incluse le residenze d’artista, che valorizzano eventi e manifestazioni culturali nati nei diversi territori confluendo in un unico, enorme e lunghissimo mega evento artistico, appunto. Prima del 2025, infatti, gli eventi erano: Creativamente Roero, nella zona del Roero, Resté, che si svolge tra Alta e Bassa Langa, Germinale Monferrato Art Fest, nel Monferrato, La collina sale sempre che comprende le Langhe del Barbaresco e del Moscato, .

Per l’edizione 2026, tra i nuovi Comuni c’è Canelli, famoso per le sue cattedrali sotterranee ovvero le storiche cantine scavate nel sottosuolo, diventate patrimonio mondiale dell’umanità, che da giugno 2026 ospiterà un’opera di Maria Theresa Alves, realizzata in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e l’Associazione per la tutela dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Quest’anno si aggiungono anche i Comuni di Neviglie e Roddino, coinvolti nel progetto transfrontaliero Prospettive/Perspectives. Inoltre, è stato avviato un dialogo con la Fondazione San Patrignano e l’Associazione Genesi, ampliando il raggio d’azione verso il rapporto tra arte contemporanea e impegno sociale.

Il programma 2026 di Orma

“Orma. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero” si svolge da maggio a novembre 2026 in oltre 60 Comuni di Langhe, Roero e Monferrato, in Piemonte, con diverse date. Ecco gli eventi e il calendario dgli appuntamenti da non perdere.

Resté, nelle Langhe

In piemontese “resté” significa “restare” e richiama il concetto di “restanza”: un abitare consapevole fondato sulla cura, sulla relazione e sulla trasformazione dei luoghi. In questo senso, l’arte diventa la connessione tra comunità e territorio. Ambientato nelle Langhe, “Resté: percorsi ed esperienze d’arte contemporanea”, giunto alla quarta edizione, si sviluppa tra i Comuni di Diano d’Alba, Montelupo Albese, Rodello e Cerretto Langhe, mettendo in relazione patrimonio e paesaggio culturale attraverso interventi artistici permanenti. Si tratta di un percorso diffuso che integra arte e paesaggio. Cuore del progetto sono le residenze artistiche, realizzate in collaborazione con Farm Cultural Park, GART – Galleria d’Arte di Neive e, per il collettivo PoEM, con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.

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Ufficio stampa
Le case d’artista a Diano d’Alba

Prospettive/Perspectives a Roddino e Neviglie

Dal 2023, i borghi di Roddino e Neviglie ospitano l’evento Prospettive/Perspectives, un progetto promosso dall’Ente del Turismo di Langhe Monferrato Roero, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Villa Arson nell’ambito del Programma Interreg Alcotra Italia-Francia. Curato da Tom Eccles, questo progetto promuove una fruizione consapevole del territorio attraverso l’arte contemporanea, affrontando temi come il cambiamento climatico, la sostenibilità e la tutela del paesaggio in un contesto riconosciuto patrimonio Unesco.

Dal 22 aprile 2026 a Roddino, il murale di Liam Gillick e Hito Steyerl trasforma la facciata dell’ex scuola, divenuta ora la bottega polifunzionale del paese, in un dispositivo visivo basato su dati dal titolo “However many times we ran the model the results were pretty much the same” (“Per quante volte abbiamo eseguito il modello, i risultati sono stati praticamente gli stessi”). A Neviglie, la scultura “The Traveler” di Jean-Marie Appriou, collocata nel belvedere pubblico, evoca il paesaggio come orizzonte simbolico tra memoria e trasformazione.

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@Lavezzo Studio
Le installazioni artistiche en plein air a Neviglie

Creativamente Roero

Due gli appuntamenti, il 16 e il 24 maggio 2026, che danno inizio all’ottava edizione di Creativamente Roero – Residenze d’Artista tra Borghi e Castelli, che quest’anno avrà luogo nei Comuni di Antignano, Castellinaldo d’Alba, Govone e San Martino Alfieri. A cura di Patrizia Rossello, il progetto si configura come una rete di residenze per artisti italiani e internazionali, pensata per integrare offerta culturale e valorizzazione territoriale attraverso pratiche partecipative. Il lavoro si fonda su processi di relazione diretta con i luoghi e le comunità e, grazie alla produzione di opere e installazioni site specific, ricerca artistica e contesto diventano elementi inseparabili.

L’edizione 2026, intitolata “Tema libero”, coinvolge Francesco Meloni, Saverio Todaro, Giuseppe Gavazza e Carlo Gloria in un percorso di studio, analisi e creazione articolato tra incontri, sopralluoghi e momenti di restituzione pubblica.

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@Giorgia Alloisio, Anna Paola, Francavilla, Mattia Gaido, Miriam Mancuso, Matteo Scotti
Installazione nel borgo di Govone

Il progetto si conclude con un evento diffuso nei diversi Comuni, trasformando il territorio in un sistema espositivo permanente aperto e condiviso dove i linguaggi del contemporaneo dialogano armonicamente con le tradizioni locali, mettendo in risalto quegli elementi che rendono ciascun borgo unico e speciale. A oggi, nel susseguirsi delle edizioni, sono 28 gli artisti coinvolti e oltre 30 le installazioni che, diventate patrimonio delle comunità tramite un atto formale, danno vita a un museo diffuso a cielo aperto da visitare sempre tra il Roero e il Monferrato.

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@Daniele Ratti
L’opera di Saverio-Todaro a Castellinaldo d’Alba

La collina sale sempre

Dal 20 giugno al 5 luglio 2026 torna “La collina sale sempre”, un festival diffuso che dal solstizio d’estate vedrà protagonisti i Comuni di Castiglione Tinella, Mango, Neive, Barbaresco, Santo Stefano Belbo e Castagnole delle Lanze. Il progetto mette in relazione arte contemporanea, paesaggio e comunità attraverso opere e installazioni site specific sviluppate in dialogo con le caratteristiche storiche e culturali dei luoghi. Il festival si svolge in un itinerario che attraversa architetture e spazi simbolici come chiese, torri campanarie, cantine, fienili ed edifici storici, attivando nuove modalità di fruizione del territorio e un confronto diretto tra linguaggi contemporanei e patrimonio locale.

Come suggerito dal titolo stesso del festival, ispirato a un passaggio di “La luna e i falò” di Cesare Pavese, l’edizione di quest’anno si sviluppa attorno al tema della trasformazione, intesa come processo capace di conservare la memoria e generare nuove forme e significati. I 13 artisti coinvolti, provenienti da Italia, Lettonia, Olanda, Uruguay, Stati Uniti e Argentina, sono invitati a confrontarsi con il territorio attraverso interventi pensati in relazione alle sue stratificazioni storiche e culturali. Il programma, articolato in mostre, installazioni e momenti d’incontro, è accompagnato da workshop, visite guidate e degustazioni, in collaborazione con le realtà produttive locali.

Nel primo weekend (20–21 giugno) il festival si apre tra Castiglione Tinella, Mango e Neive, con mostre, installazioni site specific e degustazioni, coinvolgendo spazi simbolici del territorio. Dal 26 giugno, la Torre di Barbaresco ospiterà la mostra “Orizzonti futuri” mentre durante le settimane del festival un panel di incontri e talk con gli artisti sarà ospitato a Santo Stefano Belbo nella sede della Fondazione Cesare Pavese.

Dal 27 giugno al 5 luglio, il focus si sposta su Castagnole delle Lanze con Lanze in Arte, una settimana di installazioni diffuse, workshop ed eventi che trasformano il borgo in un laboratorio a cielo aperto, affiancato da un programma internazionale di residenza artistica. Il programma termina il 28 giugno con l’inaugurazione del murale pubblico “Cambiante” di Ernesto Morales, opera permanente che riflette sul tema della trasformazione in dialogo con il paesaggio collinare.

Germinale – Monferrato Art Fest

Dal 10 settembre al 4 ottobre 2026, torna anche Germinale – Monferrato Art Fest, una rassegna diffusa che si sviluppa nel Basso Monferrato e che coinvolge 17 Comuni tra le province di Asti e Alessandria. L’edizione 2026, “Di marne feconde, un mare”, propone una lettura del territorio che indaga il sottosuolo come archivio di memoria e metafora dell’invisibile, mettendo in relazione dimensione geologica, storia e immaginario. Il progetto costruisce così una narrazione stratificata, capace di attraversare tempo e paesaggio.

Il programma riunisce circa 50 artisti tra nomi affermati e nuove generazioni, con mostre, installazioni, progetti site specific e dieci residenze d’artista. Accanto all’esteso circuito di oltre venti sedi espositive, prosegue la costruzione del Museo Diffuso con due nuove opere permanenti a Villadeati e a Rinco (Montiglio Monferrato). Torna anche il Selva Art Prize, un premio dedicato agli artisti under 40, che prevede una mostra finale a Castagnole Monferrato.

Nei quattro weekend dell’evento ci saranno talk, workshop e performance, offrendo un’esperienza immersiva e multidisciplinare. Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni con il progetto “Micromondi sotto i piedi” attraverso cui alcuni laboratori organizzati nelle scuole primarie del territorio creeranno un’opera collettiva esposta durante il festival.

Garden of Pluriversal Recapturings

In celebrazione del decennale della nomina a Patrimonio dell’Umanità Unesco dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, l’artista brasiliana Maria Thereza Alves è stata selezionata per un grande progetto di arte pubblica finanziato da Regione Piemonte e dal ministero del Turismo intitolato “Il giardino delle riconquiste pluriversali”, un intervento specificatamente pensato per il sito dei La Moncalvina a Canelli, che ha lo scopo di creare un tessuto connettivo tra lo spazio umano e tutto l’ecosistema circostante. L’opera prevede un’ampia sistemazione paesaggistica a carattere ecologico del sito, sviluppata in collaborazione con ecoLogicStudio. Il giorno di inaugurazione è fissato per l’11 luglio 2026.

Orme_Diano-d'Alba
Ufficio stampa
A Diano d’Alba l’arte si integra con il territorio e la cultura

Tulipani e rose in fiore al Castello Reale di Govone: sboccia la primavera tra i paesaggi UNESCO

17 mars 2026 à 07:30

Con l’arrivo della primavera, l’intero Stivale si rianima con le più belle e profumate fioriture dell’anno. Anche le colline piemontesi tra Langhe e Roero si colorano con migliaia di petali spettacolari. Tra gli appuntamenti più suggestivi del 2026 c’è anche quello al Castello Reale di Govone, dove il 29 marzo torna Tulipani a Corte, la manifestazione giunta alla sua 26ª edizione dedicata alla fioritura dei tulipani selvatici nel parco storico della residenza sabauda.

Ma non sono solo i tulipani i protagonisti del nuovo appuntamento al castello: qui la primavera si presenta come un’autentica tavolozza naturale tra il rosso intenso dei tulipani che si mescola con il blu dei muscari e l’azzurro delle pervinche, mentre nei giardini sbocciano centinaia di rose variopinte. A incorniciare questo meraviglioso quadro primaverile è il paesaggio unico in cui è immerso il castello, che fa parte delle Residenze Reali Sabaude, sito UNESCO tra i vigneti di Langhe-Roero e Monferrato.

La fioritura dei tulipani al Castello di Govone

La protagonista di Tulipani a Corte 2026 è una varietà rara e affascinante: la Tulipa oculus solis praecox, conosciuta anche come tulipano “Occhio di sole”: una specie spontanea, oggi protetta da una legge regionale perché a rischio estinzione, che cresce proprio nel parco del castello e ogni anno regala uno spettacolo naturale davvero unico.

Passeggiando tra i viali del parco si possono ammirare migliaia di tulipani selvatici che colorano l’atmosfera con il loro rosso brillante, creando un contrasto spettacolare con il verde del prato e con le altre fioriture primaverili.

Il programma di Tulipani a Corte 2026

Per il 2026, l’evento Tulipani a Corte si svolge da domenica 29 marzo 2026, dalle 10:00 alle 18:00, e propone un ricco calendario di attività dedicate ai visitatori di ogni età. Potrete così visitare il Castello Reale di Govone, la Cappella Reale e la Chiesa dello Spirito Santo, oppure partecipare alla Tulipasseggiata, camminando lungo il parco alla scoperta della fioritura, o ancora assistere alle letture per bambini organizzate nel prato davanti al castello.

Ci saranno anche la mostra fotografica di Marco Mezzani, allestita nelle sale della residenza, e la rievocazione storica organizzata dal gruppo Le Vie del Tempo. Non può di certo mancare anche la parte gastronomica: le Pro Loco di Govone propone infatti piatti della tradizione accompagnati dai vini delle cantine locali.

Biglietti e prezzi

L’evento è organizzato da Govone Residenza Sabauda ETS, ideato e promosso dal Centro di Promozione Culturale “Govone e il Castello”, in collaborazione con Biblioteca Popolare di Govone, Associazione TempoXTe e Pro Loco di Govone, con il patrocinio del Comune di Govone.

Per partecipare è necessario accedere al sito web ufficiale del castello. I biglietti d’ingresso costano 8 euro l’intero e 6 euro il ridotto (over 65, studenti under 24 e insegnanti). È gratuito per tutti gli under 14.

Panoramica dal Castello di Govone
Valeria Gallo - Archivio Ente Turismo
Panoramica dal Castello di Govone

Il giardino delle rose

Oltre ai tulipani, nello stesso periodo c’è anche un altro grande protagonista a Govone: il giardino delle rose. I Royal Community Tour propongono una camminata guidata alla scoperta di questo fiore romantico e dei luoghi che lo custodiscono: potrete così passeggiare tra vialetti, aiuole e pergolati dove sono conservate ben 236 varietà di rose storiche, tra cui alcune delle più antiche e preziose, come le rose Alba, le Damascene e le Galliche.

La creazione di questo spazio si deve alla passione della regina Maria Cristina di Borbone, moglie del re Carlo Felice di Savoia, che nel primo Ottocento scelse il Castello di Govone come residenza estiva. Il tour prevede diverse tappe e si tiene il 28 marzo, 11 aprile, 25 aprile, 10, 17 e 24 maggio, 6, 13 giugno. Per ulteriori informazioni e per prenotare (al costo di 12 euro) è necessario accedere al sito ufficiale visitlmr.it, cercando il Royal Community Tour a Govone.

Dove si trova e come raggiungerlo

Questa perla delle Residenze Sabaude del Piemonte si trova nel borgo di Govone, in provincia di Cuneo, tra le colline del Roero. Dista circa 20 km da Alba e poco più di 70 km da Torino, e raggiungerlo in auto è semplice: da Torino si percorre l’autostrada A21 Torino-Piacenza con uscita ad Asti Est, proseguendo poi in direzione Alba fino a Govone. Chi arriva da Alba può invece seguire la SP231 in direzione Asti e poi le indicazioni per il paese.

In alternativa, è possibile arrivare in treno fino alle stazioni di Asti o Alba, entrambe collegate con autobus locali diretti verso Govone. Una volta arrivati nel borgo, il Castello Reale di Govone si raggiunge facilmente con una breve passeggiata verso la parte alta del paese.

Cosa vedere ad Alba, elegante Capitale delle Langhe

14 février 2026 à 10:30

Nel cuore delle Langhe, Alba, futura Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027, è un’affascinante città che si lascia scoprire passo dopo passo, tra antiche torri e piazze eleganti, l’inconfondibile profumo del tartufo bianco e l’eco di scrittori, pittori e architetti.

Partiamo allora per un itinerario che tocca le tappe che ne raccontano l’anima autentica, quelle che non si possono proprio perdere durante una gita da queste parti.

Cosa vedere ad Alba

Celebre in tutto il mondo per il tartufo bianco d’Alba e vini eccezionali come Barolo e Barbaresco, la cittadina piemontese conserva un centro storico raccolto e raffinato, dove torri medievali, chiese gotiche e palazzi storici si alternano con armonia. Camminare tra le sue stradine significa davvero compiere un viaggio indietro nel tempo, ma con lo sguardo proiettato avanti, verso una vocazione culturale sempre più contemporanea.

Piazza Risorgimento ad Alba, Piemonte
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Bellissimo scorcio di Piazza Risorgimento e le sue perle

Le torri

Alba è conosciuta come la Città delle cento torri, un appellativo che non nasce per caso: infatti, tra la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento, il suo profilo era punteggiato da decine e decine di bastioni che si innalzavano sia all’interno delle mura sia appena oltre il centro. Il tempo, però, non è stato indulgente: molte sono state abbattute, altre inglobate in edifici successivi, ridimensionate o trasformate. Oggi le più significative sono la Torre Sineo, la Torre Astesiano e la Torre Bonino, tutte nei pressi di Piazza Risorgimento.

E poi c’è quella che molti considerano una torre “in più”, anche se formalmente non lo è: Palazzo Marro, conosciuto anche come Casa Marro o, con un soprannome che ne evoca l’aspetto severo, il “castellaccio”, una residenza signorile medievale dalla struttura austera e compatta.

Casa Fenoglio

Tra le figure più legate ad Alba non possiamo non menzionare Beppe Fenoglio, nato qui il 1° marzo 1922: scrittore, partigiano, traduttore e drammaturgo, ha raccontato le Langhe con uno sguardo crudo e poetico e trasformato le colline tutt’intorno in paesaggio narrativo universale.

Visitare la sua casa significa entrare in un luogo intimo, qui compose infatti gran parte delle sue opere: oggi lo spazio espositivo ne ripercorre la vita tramite fotografie, documenti, testi e materiali d’archivio.

Lo stesso edificio ospita anche un piano dedicato a Pinot Gallizio, pittore albese e inventore della pittura industriale, figura centrale dell’avanguardia artistica del Novecento.

Piazza Risorgimento e le sue perle

Su Piazza Risorgimento Alba mostra il suo volto più solenne, con edifici che raccontano secoli di storia, a partire dalla Cattedrale di San Lorenzo, costruita tra il 1486 e il 1517 per volontà del vescovo Andrea Novelli: la facciata in mattoncini rossi, tipica dell’area piemontese, cattura subito lo sguardo, mentre l’interno sorprende per la ricchezza cromatica e la verticalità delle tre navate.

I colori spaziano dal blu intenso all’oro, dal beige caldo al marrone profondo, e tra le opere più rilevanti spicca la lastra tombale del Novelli, realizzata dallo scultore Antonio Carloni, testimonianza tangibile del legame tra arte e spiritualità.

Veduta della Cattedrale di San Lorenzo ad Alba, Piemonte
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La maestosa Cattedrale di San Lorenzo

A pochi passi ecco il Palazzo Comunale, che sorge su preesistenze romane. Al suo interno, lo scalone principale conserva affreschi provenienti dalla Chiesa di San Domenico, tra cui una intensa Pietà della fine del Trecento e una raffinata Adorazione dei Magi. Nella sala del consiglio comunale si possono ammirare opere di grande valore, come la tavola con la Vergine con il Bambino di Macrino d’Alba del 1501 e una pala seicentesca con Madonna e Bambino tra San Giuseppe e Sant’Anna, insieme al Concerto attribuito a Mattia Preti.

La Chiesa di San Domenico

Tra gli edifici religiosi più affascinanti di Alba spicca la già citata Chiesa di San Domenico, risalente al XIII secolo. La sua struttura gotica conserva un’eleganza severa, fatta di linee essenziali e verticalità.

Si racconta che, durante l’epoca napoleonica, fosse utilizzata come stalla per i cavalli. Negli anni Settanta, grazie all’intervento della “Famija Albèisa”, è stata restaurata e riportata al suo antico splendore. Pur restando consacrata, ospita soprattutto mostre, incontri, concerti gospel ed eventi artistici.

La Chiesa della Maddalena

Infine, merita un sosta la Chiesa della Maddalena, commissionata da Carlo Giacinto della Rovere nella seconda metà del Settecento e progettata dall’architetto Bernardo Antonio Vittone, un gioiello architettonico che si distingue per l’armonia formale e la facciata, impreziosita da un portale ligneo decorato con le tre frecce incrociate, simbolo iconografico della Beata Margherita di Savoia.

L’interno è scandito da otto colonne corinzie che si alternano a lesene; la cupola con lanternino diffonde una luce morbida che valorizza le decorazioni e amplifica la sensazione di verticalità.

Come arrivare

Alba si trova in Piemonte, in provincia di Cuneo, ed è considerata la Capitale delle Langhe Patrimonio UNESCO.

Chi parte da Cuneo può percorrere la SS231 fino a Mussotto, sul Tanaro, per poi proseguire sulla SR29 attraversando il fiume e raggiungendo il centro cittadino. Da Asti, invece, l’itinerario più rapido è l’autostrada A33 ma, in alternativa, si può scegliere un percorso più panoramico: seguire la SR10 fino a Palucco, proseguire sulla SP58 fino a Canale e poi imboccare la SR29 in direzione del Tanaro.

Chi arriva da Torino può imboccare la SR29 partendo da Moncalieri, poco a sud del capoluogo piemontese, e seguire il tracciato in modo lineare fino a destinazione.

Alba è comodamente raggiungibile anche in treno: la stazione ferroviaria (collegata con Asti, Carmagnola e Torino Lingotto) è a circa dieci minuti a piedi dal centro.

Alba sotterranea: itinerario segreto nella Capitale delle Langhe

13 février 2026 à 17:53

È considerata la Capitale delle Langhe, un bellissimo territorio che, insieme a Monferrato e Roero, è entrato a fare parte della lista dei Patrimoni Unesco nel 2014. Alba è quindi famosa per il paesaggio che la circonda, ma anche per l’enogastronomia. E anche per questo ha ricevuto un altro riconoscimento dall’Unesco, quello per la Città Creativa per la Gastronomia e, di recente, Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027.

La sua Fiera del tartufo bianco attira appassionati e turisti da tutto il mondo. I vini che vengono prodotti sulle colline che circondano la città sono un’eccellenza nel mondo, anche quelli della vigna cittadina dove, in autunno, vengono organizzate vendemmie didattiche.

Alba città è un piccolo gioiello. Era conosciuta per essere la città delle cento torri, tutte costruite tra il XIV e il XV secolo. Di queste torri ne restano solo una manciata e su alcune, in centro, tra via Cavour, la via principale, e piazza Risorgimento, è possibile salire per ammirare la città dall’alto e il panorama delle Langhe (le “lingue”) che circondano la città.

Itinerario sotterraneo di Alba

Ed è proprio da piazza Risorgimento, su cui s’affacciano bellissimi palazzi, tra cui quello del Comune e il Duomo di Alba, che prende il via un itinerario insolito. Né torri e neppure colline, ma tunnel segreti. Sì, perché esiste un’Alba sotterranea che racconta un lato decisamente insolito e decisamente poco noto della Capitale delle Langhe.

Le origini di Alba sono sicuramente antecedenti ai Romani. Fu però il console Gneo Pompeo Strabone a darle il nome di Alba Pompeia. I ritrovamenti che sono stati fatti dimostrano che, nei primi due secoli dell’Impero Romano, Alba costituì un punto strategico e commerciale, tanto da avere strutture urbane di notevole interesse, tra cui l’acquedotto e la rete fognaria. La città medievale crebbe sui resti di quella romana e quella moderna ne prese il posto senza però cancellarla del tutto.

Per chi fosse appassionato di storia e di archeologia (oltre che di vino e cibo), vengono organizzate dalle interessantissime visite guidate di Alba sotterranea. Le visite sono condotte da archeologi professionisti.

Degli ultimi duemila anni di storia, infatti, molto è rimasto nel sottosuolo, a pochi metri dallo “struscio”. Parti di città scomparse e precedenti ad Alba che vanno a comporre il ricco patrimonio del percorso archeologico monumentale cittadino e dei suoi numerosi percorsi sotterranei.

Gli archeologi conducono i visitatori alla scoperta di strade acciottolate, templi, dell’antico teatro e del foro di Romano, delle domus, delle antiche mura che un tempo cingevano Alba e di ciò che resta di preziosi mosaici, della prima fonte battesimale e di quelle cento torri medievali oggi scomparse.

Senza un tour guidato non è possibile accedere ai sotterranei di Alba, sono pochissimi coloro che ne conoscono l’ingresso (o gli ingressi). C’è chi dice che un passaggio si trovi dietro l’Ufficio del turismo chi sotto il caveau di una banca e, molto probabilmente, nelle cripte delle chiese, come quella di San Giuseppe. Inoltre, non tutti i luoghi sotto il suolo sono collegati tra loro, entrando senza un accompagnatore esperto si rischierebbe di restare bloccati e di non ritrovare più la via d’uscita.

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I resti Romani di Alba

Le tappe del tour archeologico di Alba

Il tour completo del percorso archeologico prevede 32 tappe, oltre a una visita del Museo civico di scienze naturali e storia “Federico Eusebio”, dove sono conservati i reperti archeologici sin dalla preistoria trovati nel corso dei secoli. Solitamente, però, gli itinerari prevedono solo alcune delle tappe sotterranee. Le visite hanno una durata tra l’ora e mezza e le due e si tengono ogni seconda e quarta domenica e ogni primo e terzo sabato del mese, oltre ad alcune date straordinarie in occasione delle principali manifestazioni e delle festività.

È una città nella città quella che si scopre nel sottosuolo di Alba, e che i cercatori di tartufi non si si aspetterebbero mai di trovare.

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Alla scoperta di Alba sotterranea

Strada Romantica delle Langhe e del Roero: l’itinerario perfetto per coccolarsi a San Valentino

27 janvier 2026 à 17:30

C’è un momento dell’anno in cui le colline di Langhe, Monferrato e Roero sembrano farsi ancora più morbide, i borghi più intimi, i panorami più complici. San Valentino è l’occasione perfetta per scoprire – o riscoprire – la Strada Romantica, un itinerario pensato per chi ama viaggiare senza fretta, lasciandosi guidare dall’emozione e dal piacere di condividere il cammino.

Qui il paesaggio parla naturalmente il linguaggio dell’amore: vigneti ordinati come poesie, strade panoramiche che invitano alla contemplazione, piccoli centri storici dove perdersi mano nella mano diventa parte dell’esperienza. Non è solo una meta turistica, ma una vera fuga romantica, ideale per una giornata speciale o un weekend dedicato alla coppia.

La Strada Romantica: viaggio lento tra emozioni e panorami

La Strada Romantica delle Langhe e del Roero è un percorso di 130 chilometri articolato in 11 tappe e arricchito da oltre 300 spunti letterari. Non una strada nel senso tradizionale, ma un invito al viaggio lento, alla scoperta condivisa e allo stupore passo dopo passo.

Lungo l’itinerario si incontrano dei favolosi belvedere sulle dolci vigne, borghi dove fermarsi per un caffè o per fare una passeggiata, angoli silenziosi perfetti per una sosta di due innamorati.

Ogni tappa diventa occasione per rallentare e lasciarsi sorprendere da dettagli che parlano di autenticità e bellezza: una luce particolare al tramonto, una piazza, una strada che sembra disegnata apposta per essere percorsa insieme.

Le tappe della Strada Romantica di Langhe e Roero
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Il vecchio campanile a Magliano Alfieri

Borghi, passeggiate e luoghi simbolo dell’amore

Il romanticismo nelle Langhe e nel Roero prende forma attraverso gesti semplici e luoghi carichi di significato. Passeggiare senza meta precisa, fermarsi davanti a un belvedere, scattare una fotografia che diventa un ricordo condiviso.

Ecco le 11 tappe del progetto della Strada Romantica:

  • Vezza d’Alba – Borgo ricco di tradizioni con scorci sul paesaggio rurale e vicoli dove perdersi a due passi dalle celebri Rocche del Roero.
  • Magliano Alfieri – Dominato dall’imponente castello, offre viste romantiche e tracce della storia feudale tra mura e colline.
  • Neive – Considerato uno dei borghi più belli d’Italia, incanta con i vigneti a perdita d’occhio e piazzette pittoresche.
  • Treiso – Piccolo borgo di collina da cui partire per passeggiate tra sentieri e panorami di vigneti dolci e tranquilli.
  • Trezzo Tinella – Crocevia di colline e paesaggi aperti, perfetto per soste panoramiche e foto romantiche.
  • Benevello – Immerso nel verde, regala strade tranquille e scorci naturali ideali per passeggiate lente.
  • Sinio – Qui la storia delle Langhe si respira tra antiche costruzioni, vigne e sentieri dal ritmo dolce.
  • Cissone – Borgo raccolto e dominato dalla natura, offre un’atmosfera intima e panorami sulle colline circostanti.
  • Murazzano – Famoso per i suoi formaggi tipici, è un luogo dove sapori e paesaggi si intrecciano in armonia.
  • Mombarcaro – Situato sulla vetta delle colline, regala vedute aperte fino alle Alpi nei giorni limpidi.
  • Camerana – Ultima tappa, qui la natura è protagonista con boschi, fiori e scorci silenziosi da vivere insieme.

Ogni borgo lungo la Strada Romantica diventa così un’occasione per scoprire storie, sapori e panorami da condividere, trasformando il viaggio in un susseguirsi di momenti intimi e suggestivi.

La Strada Romantica di Langhe e Roero: il percorso
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Il borgo di Sinio e i vigneti di uve nebbiolo, Piemonte

Il Magico Paese di Natale, il mercatino più romantico d’Europa

8 novembre 2025 à 10:00

Dal 15 novembre al 21 dicembre 2025, torna Il Magico Paese di Natale, l’evento natalizio diffuso che, ogni anno, trasforma un intero territorio, quello di Langhe, Roero e Monferrato, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, in uno dei luoghi più magici.

Questo evento natalizio, che non è solo un Mercatino di Natale, ma un vero e proprio villaggio natalizio diffuso, che attira 500mila visitatori, giunto quest’anno alla 19^ edizione, è stato definito il Mercatino di Natale più romantico d’Europa ma si è anche posizionato quinto nella classifica dei Best Christmas Markets 2025. Dai Mercatini di Natale, alla Casa di Babbo Natale, dagli spettacoli alle luminarie che si accendono al tramonto, è il luogo perfetto dove vivere un’esperienza unica e molto vicina a una fiaba di Natale.

Le novità 2025

Per l’edizione 2025, l’evento che si svolge tra i Comuni di Asti, Govone e San Damiano d’Asti si espande fino a Santo Stefano Belbo, che entra a far parte per la prima volta del Magico Paese di Natale. Il tema conduttore che è stato scelto per l’edizione 2025 è “Ritorno alle radici”, un viaggio emozionante per riscoprire le tradizioni autentiche del Natale.

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Ufficio stampa
Il Mercatino di Natale più romantico d’Europa

Cosa trovare ad Asti

Il 15 novembre 2025 è anche il giorno in cui si apre ufficialmente il Mercatino di Natale di Asti, nella splendida cornice di piazza Alfieri che, anche quest’anno, si conferma lo scenario ideale per accogliere 140 casette dedicate all’artigianato, ai prodotti tipici e alla gastronomia. Un appuntamento riconosciuto anche a livello internazionale: il mercatino di Asti è stato, infatti, l’unico evento italiano ad entrare nella top 5 del contest European Best Destinations e, per il secondo anno consecutivo, ha ottenuto il titolo di “mercatino più romantico d’Europa”.

Il Mercatino di Natale di Asti apre:

• venerdì 14 novembre, dalle 15.00 alle 20.00 (apertura straordinaria)
• sabato 15 e domenica 16 novembre, dalle 10.00 alle 20.00
• sabato 22 e domenica 23 novembre, dalle 10.00 alle 20.00
• sabato 29 e domenica 30 novembre, dalle 10.00 alle 20.00
• da giovedì 4 a lunedì 8 dicembre, dalle 10.00 alle 20.00
• da giovedì 11 a domenica 14 dicembre, dalle 10.00 alle 20.00
• da giovedì 18 a domenica 21 dicembre, dalle 10.00 alle 20.00

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Ufficio stampa
Il centro di Asti illuminato per il Magico Paese di Natale

Cosa succede a Govone

Govone è il Comune dove è iniziata l’avventura del Magico Paese di Natale, cuore storico dell’evento, e quest’anno accoglie i visitatori con un programma ricco di novità. A partire dal 15 novembre, i visitatori saranno accolti da una rinnovata versione della Casa di Babbo Natale. Tra musiche natalizie, simpatici elfi e scenografie da fiaba, sarà un crescendo di emozioni fino al momento più atteso: l’incontro con Babbo Natale in persona, con la possibilità per i bambini di consegnargli la propria letterina.
Il piano nobile del Castello Reale, patrimonio Unesco, farà da cornice al percorso “Natale al Castello Reale”, un itinerario suggestivo che attraversa le eleganti sale della residenza sabauda, ognuna trasformata con addobbi e colori che raccontano la magia del Natale. Un’esperienza immersiva pensata per stupire grandi e piccoli, dove la bellezza e la storicità del luogo si unisce all’atmosfera delle feste.
Anche quest’anno torna lo spettacolo-laboratorio “La Scuola degli Elfi” dove bambini e adulti saranno coinvolti da Tata Elfa e dai simpatici elfi in nuove prove e attività.

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Ufficio stampa
Il Castello Reale di Govone, il Magico Paese di Natale

Aperture straordinarie del Castello Reale (in aggiunta al sabato e alla domenica):

• giovedì 20 e venerdì 21 novembre, dalle 10.00 alle 11.45 e dalle 15.00 alle 17.30
• giovedì 27 e venerdì 28 novembre, dalle 10.00 alle 11.45 e dalle 15.00 alle 17.30
• giovedì 4 e venerdì 5 dicembre, dalle 10.00 alle 11.45 e dalle 15.00 alle 17.30
• giovedì 11 e venerdì 12 dicembre, dalle 10.00 alle 11.45 e dalle 15.00 alle 17.30
• giovedì 18 e venerdì 19 dicembre, dalle 10.00 alle 11.45 e dalle 15.00 alle 17.30

La grande novità di quest’anno è lo sdoppiamento del mercatino di Natale con il ritorno delle casette anche a Govone, lungo il viale che circonda il Castello Reale: uno scenario unico che si affiancherà all’ormai celebre appuntamento di Asti, dando vita a un doppio polo natalizio. In questo scenario rivive l’autenticità che ha reso celebre la manifestazione. Ad attendere i visitatori ci saranno 50 casette in legno, dedicate all’artigianato, ai prodotti tipici e alle eccellenze gastronomiche. Il mercatino sarà a ingresso gratuito, mentre le attività e gli spettacoli saranno a pagamento (tra i 5 e i 7 euro a seconda dell’attività).

La Casa di Babbo Natale di Govone e gli altri eventi aprono:

• sabato 15 e domenica 16 novembre, dalle 10.00 alle 18.45
• sabato 22 e domenica 23 novembre, dalle 10.00 alle 18.45
• sabato 29 e domenica 30 novembre, dalle 10.00 alle 18.45
• da Sabato 6 a lunedì 8 dicembre, dalle 10.00 alle 18.45
• sabato 13 e domenica 14 dicembre, dalle 10.00 alle 18.45
• sabato 20 e domenica 21 dicembre, dalle 10.00 alle 18.45

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La Casa di Babbo Natale a Govone

Cosa aspettarsi a San Damiano d’Asti

Un evento natalizio diverso quello che attende i visitatori a San Damiano d’Asti con il Presepe Vivente, giunto alla sua diciassettesima edizione, rappresenta il cuore spirituale del Magico Paese di Natale. In un percorso che si snoda tra cortili e cantine del centro storico, il paese mette in scena la Natività e gli antichi mestieri, offrendo ai visitatori un’esperienza di Natale autentica ed emozionante.

Il Presepe Vivente apre:

• domenica 7 dicembre, dalle 14.00 alle 19.00
• lunedì 8 dicembre, dalle 14.00 alle 19.00
• domenica 14 dicembre, dalle 14.00 alle 19.00

Santo Stefano Belbo, la nuova location

Anche Santo Stefano Belbo, paese natale di Cesare Pavese, si unisce al Magico Paese di Natale con “La Fiaba di Natale” nei weekend del 7-8, 13-14 e 20-21 dicembre. Nella piazza del mercato, sotto la grande ala coperta, un maestoso albero di Natale sarà circondato da postazioni dove si svolgeranno animazioni e laboratori a tema natalizio. Mamma Natale e un elfo accompagneranno il pubblico in un percorso dedicato alle tradizioni natalizie, dalla creazione di decorazioni artigianali alla preparazione di specialità tipiche. Un evento dall’atmosfera raccolta e familiare per scoprire anche questo suggestivo borgo langarolo.

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Ufficio stampa
Le luminarie natalizie del Magico Paese di Natale

La Fiaba di Natale apre:

• domenica 7 e lunedì 8 dicembre dalle 10.00 alle 18.00
• sabato 13 e domenica 14 dicembre dalle 10.00 alle 18.00
• sabato 20 e domenica 21 dicembre dalle 10.00 alle 18.00.

Come arrivare al Magico Paese di Natale

Il modo più pratico per raggiungere le quattro località è con l’auto. Tuttavia, è possibile muoversi anche con i mezzi di trasporto pubblico. Asti è raggiungibile con il treno regionale e regionale veloce da Torino rispettivamente con 50 e 30 minuti di viaggio. Una volta arrivati ad Asti, per raggiungere Govone, che dista 15 km, è previsto un servizio bus, il costo del biglietto è di 3,70 euro per la corsa semplice acquistabile a bordo. Nei giorni di apertura del Presepe Vivente è attivo il servizio bus che collega Asti anche con San Damiano, che dista 16 km. Santo Stefano Belbo è il più lontano perché dista 26 km da Asti, 23 da Govone e 31 da San Damiano.

Alba Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027, eletta la città Unesco delle Langhe

18 octobre 2025 à 07:30

Alba, nel cuore delle Langhe piemontesi, è stata eletta Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea per l’anno 2027. A proclamarla è stato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, durante la cerimonia ufficiale che si è tenuta il 17 ottobre nella Sala Spadolini del ministero della Cultura, alla presenza della Giuria di valutazione e dei rappresentanti delle città finaliste (anche Foligno–Spoleto, Pietrasanta e Termoli).

La splendida cittadina in provincia di Cuneo, Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, ha vinto con un progetto che promette di essere rivoluzionario per l’ambito italiano.

Il progetto di Alba per l’arte contemporanea

A convincere la giuria all’unanimità è stato il progetto dal titolo “Le fabbriche del vento” presentato dal comune di Alba. Un programma culturale di altissimo profilo che prevede anche l’organizzazione di una inedita Biennale delle Langhe, che darà forma a un laboratorio permanente di idee e di cultura.

“Abbiamo immaginato un dossier con l’ambizione di suggerire un nuovo modello per il sistema dell’arte contemporanea – ha commentato Nicolas Ballario che ha curato il dossier insieme a un ampio team -. Un modello che mette insieme le eccellenze del settore artistico con industrie, fondazioni e altre discipline come il teatro e la musica”.

Ciò che è piaciuto di più è la capacità di intrecciare creatività contemporanea, partecipazione collettiva e valorizzazione del territorio, ponendo Alba e le sue colline al centro di un percorso di ricerca artistica aperto e condiviso.

Centro storico di Alba, in Piemonte
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Centro storico di Alba, in Piemonte

“Questa vittoria è il frutto di un grande lavoro di squadra e di territorio – hanno dichiarato il sindaco Alberto Gatto e l’assessora alla Cultura Caterina Pasini -. Il dossier “Le fabbriche del vento” nasce dall’incontro tra artisti, professionisti del settore, istituzioni ed enti che hanno creduto nella forza propulsiva dell’arte contemporanea”.

“Sappiamo che ora c’è molto da fare e lo faremo insieme. Il Piemonte e Alba hanno dimostrato che la cultura è un linguaggio condiviso, e che l’arte è capace di unire energie e persone. Questo riconoscimento è un ulteriore prezioso passo per continuare a costruire un Piemonte dove l’arte non resta chiusa nei musei, ma innerva le comunità e la nutre tutti i giorni”, hanno dichiarato il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli.

L’arte, ora, si affiancherà alla bellezza di questo paesaggio Patrimonio dell’Umanità e alle eccellenze enogastronomiche che lo hanno reso celebre nel mondo, come il Tartufo Bianco d’Alba (festeggiato nelle migliori sagre del territorio) e i suoi rinomati vini Barolo e Barbaresco.

Centro storico di Alba, nelle Langhe
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Il centro storico di Alba

Cos’è e cosa riceve la Capitale italiana dell’arte contemporanea

Il progetto Capitale italiana dell’Arte Contemporanea è promosso dal MiC ricalcando il modello della Capitale italiana della Cultura (che nel 2025 è Agrigento, nel 2026 è L’Aquila e nel 2027 è Pordenone).

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di valorizzare realtà territoriali decentralizzate attraverso progetti dedicati all’arte contemporanea. Ma non solo: si punta anche a promuovere circuiti turistici alternativi, sottolineando le potenzialità e le peculiarità di quelle mete che spesso vengono considerate ingiustamente “minori”.

Il progetto vincitore ottiene dal ministero della Cultura un contributo di 1 milione di euro per la realizzazione degli interventi previsti dal progetto con cui si è candidato.

Autunno nelle Langhe: 7 luoghi per vivere il foliage

27 septembre 2025 à 15:55

Il periodo del foliage trasforma le Langhe in un vero e proprio dipinto: tra metà ottobre e fine novembre, le colline si tingono di giallo oro, arancio fiammeggiante e rosso intenso, e donano scenari degni della tavolozza di un artista.

Le giornate soleggiate accendono i colori di una luminosità calda e vibrante, mentre quelle più grigie disegnano un’atmosfera intima e avvolgente, con tonalità soffuse che velano i vigneti come in un sogno.

È questo il momento in cui vale la pena lasciarsi guidare dai sentieri, dalle torri e dai belvedere, per vivere lo spettacolo dell’autunno nelle Langhe.

Barbaresco

Barbaresco accoglie con l’imponente torre medievale che veglia sull’abitato e sui vigneti tutt’intorno: la più grande del Piemonte, è da sempre il simbolo del borgo e oggi, dopo un accurato restauro, è di nuovo accessibile. Salendo fino alla sommità si ha la sensazione di abbracciare con lo sguardo l’intero territorio: il fiume Tanaro che scorre a valle, le colline delle Langhe che si rincorrono fino al Roero e all’Astigiano, e più lontano ancora le cime innevate delle Alpi.

In autunno, il panorama si tinge di infinite sfumature, con i filari di Nebbiolo che passano dal verde al giallo e al rosso. Ammirare il foliage da quassù significa vivere una prospettiva privilegiata, sospesi tra cielo e terra, immersi nella storia e nella bellezza senza tempo.

Il cammino Barolo – La Morra

Uno dei modi più suggestivi per entrare nel cuore delle Langhe autunnali è percorrere il sentiero che collega Barolo a La Morra. È un cammino di media difficoltà, ma ogni passo è ripagato da vedute che si aprono improvvise sui vigneti: i filari assumono toni dorati e rossastri e punteggiano le colline come fossero onde di colore che si rincorrono.

Camminando lungo il percorso si incontrano antiche torri medievali che vegliano sui borghi, mentre l’aria profuma di mosto fresco e di legna bruciata nei camini. E la bellezza del foliage è anche culturale e sensoriale: ci si può fermare in una cantina per sorseggiare un calice di Barolo o Nebbiolo, lasciando che il gusto dei vini si intrecci con i paesaggi che li hanno generati.

Colline e vigneti durante la stagione autunnale che circondano il villaggio di La Morra, Langhe
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Colline e vigneti durante la stagione autunnale a La Morra

La collina e il Castello di Grinzane di Cavour

Il Castello di Grinzane di Cavour si erge fiero su una collina abbracciata dai vigneti, punto panoramico privilegiato per ammirare il foliage, nonché un tassello fondamentale della storia piemontese. Qui visse Camillo Benso Conte di Cavour, figura di spicco del Risorgimento italiano, e oggi il castello ospita la prima Enoteca Regionale del Piemonte, oltre a un museo etnografico che racconta le radici vitivinicole della regione.

Ai piedi della collina si distende un vigneto unico nel suo genere, un centro di ricerca che custodisce una delle collezioni di vitigni più ampie d’Europa. Durante l’autunno, si trasforma in una distesa di colori brillanti, e unisce sapere agricolo e paesaggio in una cornice disegnata per emozionare.

Belvedere di Verduno

Il Belvedere di Verduno è una delle terrazze panoramiche più suggestive delle Langhe: spicca accanto alla Chiesa di San Michele e da qui la vista spazia fino all’Alta Langa, abbracciando colline, borghi e vigneti che in autunno si accendono come fiamme. Quando il cielo è terso, lo sguardo arriva a distinguere le cime di Serravalle e Roddino, in un dialogo continuo tra i colori della terra e quelli del cielo.

Si tratta di una meta ideale per chi cerca un momento di pace, lontano dal ritmo frenetico delle città. Sedersi su una panchina, osservare il paesaggio e lasciarsi avvolgere dalla quiete è un’esperienza che rimane impressa nel cuore, perché nelle Langhe il foliage è sì uno spettacolo visivo, ma altresì un invito a rallentare e a riconnettersi con la natura.

La Strada Romantica delle Langhe e del Roero

Tra i percorsi più amati per ammirare il foliage in Piemonte, la Strada Romantica delle Langhe e del Roero è un viaggio lento che si snoda in dieci tappe, ognuna capace di regalare vedute difficile da descrivere a parole. Da Neive a Barolo, le colline si susseguono come pagine di un libro da leggere una dopo l’altra, e rivelano paesaggi sempre differenti.

In autunno, l’itinerario diventa un inno al foliage: i vigneti si trasformano in campi di luce cangiante, i borghi storici emergono tra le colline come gemme incastonate, e i boschi si tingono di tonalità calde.

Fermarsi lungo la strada vuol dire concedersi il lusso di vivere appieno ogni dettaglio: il silenzio dei sentieri, il fascino delle piazzette antiche, l’armonia perfetta tra uomo e natura che qui ha trovato la sua massima espressione.

Paesaggio autunnale con il Castello della Volta
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Suggestivo paesaggio autunnale con il Castello della Volta

Serralunga d’Alba

Quando l’autunno abbraccia le colline di Serralunga d’Alba, il paesaggio diviene una tavolozza di colori vibranti che si accendono sotto la luce di ottobre e novembre. I vigneti che ricoprono le pendici assumono tonalità che spaziano dal giallo dorato al rosso intenso, mentre i boschi della zona completano lo scenario con sfumature verdi che, con lentezza, si dissolvono nell’arancio e nel marrone. È uno spettacolo che ricorda un quadro impressionista, mutevole a seconda delle ore del giorno e della luce che lo illumina.

Accanto ai filari, il bosco preservato di Serralunga diventa protagonista assoluto: platani e roverelle regalano un foliage cangiante, ed è quasi un obbligo concedersi passeggiate che sanno di calma e di vero incontro con la natura.

Il foliage è un’esperienza immersiva, contraddistinta da profumi di legna, silenzi interrotti soltanto dal fruscio delle foglie e dal vento che accarezza le colline.

Sinio

Infine, merita una sosta il borgo medievale di Sinio, raccolto e autentico, nonché custode di una preziosa testimonianza architettonica: il castello. Costruito in epoca medievale all’apice del concentrico, venne trasformato nel Quattrocento in casaforte dalla potente famiglia Del Carretto, diventando così una dimora fortificata che ancora domina il centro storico.

Passeggiando lungo i sentieri che partono dal paese, si cammina davvero nella storia: infatti, molti di essi ricalcano le vie di comunicazione di epoca romana e attraversano borgate silenziose, sopravvissute al tempo come piccoli custodi di memoria.

Il foliage accompagna il cammino con colori che mutano a ogni passo, fino a spingere i viaggiatori verso Serralunga d’Alba, dove il paesaggio si apre di nuovo e il castello trecentesco, tra i più suggestivi delle Langhe, si erge con fierezza.

È un itinerario che unisce natura e storia, e permette di vivere la magia del foliage non solo con gli occhi, ma con l’anima.

Un giorno a La Morra, il piccolo borgo delle Langhe che è un balcone sulla meraviglia

Par : ritarossella
10 septembre 2025 à 17:30

Situato in cima a una collina, a dominare le distese di filari che ricoprono le dolci curve del territorio delle Langhe, spicca il piccolo borgo piemontese di La Morra. Anche se conta meno di 3.000 abitanti, in realtà la sua fama ha valicato i confini nazionali.

Si trova a pochi chilometri da Alba ed è una tappa imprescindibile durante un tour alla scoperta di questo affascinante territorio dove i paesaggi che sembrano dipinti si legano alle antiche tradizioni enogastronomiche. Incluso nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità Unesco in quanto parte del sito I Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, il pese è stato premiato anche con la “Bandiera Arancione” del Touring Club, che individua i piccoli borghi d’eccellenza dell’entroterra italiano. Ecco i nostri consigli per vivere un giorno indimenticabile a La Morra.

Cosa vedere a La Morra

All’inizio del borgo, in piazza Martiri, si trova l’ufficio turistico di La Morra, dove è possibile reperire tutte le informazioni utili e le guide del territorio. Percorrendo via Umberto, ci si addentra subito nel cuore del centro storico: incontriamo per prima la chiesa della Confraternita di San Sebastiano risalente al XVIII secolo, e a sinistra della facciata un campanile in mattoni risalente al 1766. Nella casa storica a destra della chiesa si trova anche una piccola libreria che, oltre alle guide turistiche e alle stampe, offre al visitatore un’ampia raccolta di autori piemontesi.

Camminando lungo la via, si giunge in piazza Castello, il cuore pulsante del paese e la balconata davanti alla quale si stende un panorama assolutamente incantevole, tra le estese colline piemontesi punteggiate da borghi, castelli e vigneti, e le vette delle Alpi in lontananza.

Su questo grande balcone aperto verso le Langhe si può ammirare il monumento bronzeo al Vignaiolo d’Italia, l’opera dell’artista Antonio Munciguerra inaugurata nel 1972, che celebra la fatica e il lungo lavoro del contadino che cura i pregiati vigneti tutto l’anno. Sulla destra, vicino alla scuola elementare di La Morra, un busto marmoreo ricorda invece Giuseppe Gabetti, il compositore ottocentesco autore della Marcia Reale, il primo inno d’Italia.

Il balcone panoramico nel centro di La Morra
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Il balcone panoramico nel centro di La Morra, nelle Langhe

Restando su piazza Castello, si può notare la Torre campanaria del 1700, costruita con i resti dell’antico castello abbattuto nel XVI secolo. Alta poco più di 30 metri, presenta una pianta quadrata e una struttura sobria. Tramite una piccola scala è possibile raggiungere la cella campanaria e ammirare il panorama circostante: 360° di pura bellezza.

Proseguendo lungo il nostro itinerario si giunge in via Carlo Alberto: qui si trova la Cantina Comunale di La Morra nata nel 1973 nei locali del palazzo dei Marchesi di Barolo. La cantina offre la possibilità di degustare i vini dei numerosi produttori locali e partecipare a eventi enogastronomici.

Nella vicina piazzetta si trovano la parrocchiale di San Martino, la chiesa della Confraternita di San Rocco e il palazzo del municipio di La Morra; tutti gli edifici risalgono al XVIII secolo. Proseguendo su via Garibaldi si ripercorre il cammino delle antiche mura medievali che proteggevano il paese. In quest’area sorgono diversi edifici storici, come il palazzo dell’ex Ospedale e casa Boffa risalente al XV secolo, mentre in via XX settembre si trovano il palazzo Falletti-Cordero e l’adiacente cappella della Madonna del Buon Consiglio.

La torre nella piazza centrale di La Morra, Langhe
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La torre della piazza centrale di La Morra

La Frazione di Annunziata

Vale la pena raggiungere anche la vicina frazione Annunziata, dove consigliamo di visitare l’ex monastero benedettino di San Martino di Mercenasco. Nelle cantine dell’ex monastero, risalenti al XV secolo, ha sede oggi il Museo Ratti dei vini. A catturare l’attenzione è anche la piccola e ormai celebre cappella della Madonna delle Grazie, in località Brunate: restaurata e completamente dipinta con colori vivaci da due artisti, l’inglese David Tremlett e l’americano Sol Lewitt, non passa di certo inosservata.

Escursionismo sulla Ciclovia Bar to Bar

Gli amanti dell’escursionismo potranno cimentarsi lungo la Bar to Bar, la ciclovia Barbaresco-Barolo che nel 2025 è stata premiata con l’Oscar italiano del cicloturismo: un percorso ad anello di 124 km che si snoda lungo 7 tappe, con partenza ed arrivo ad Alba. Tra le tappe c’è anche il borgo antico di La Morra (la numero 6).

In bici o a piedi (non sono percorsi difficili), potrete percorrere strade bianche, sentieri e vie a bassa percorrenza che attraversano le colline delle Langhe e del Roero e si immergono tra boschi e vigneti. Un’esperienza memorabile in paesaggi che nel corso dei mesi mutano nei colori e nei profumi insieme alle stagioni, passando dai colori vividi dell’estate alle sfumature del foliage nel periodo autunnale, il più suggestivo dell’anno.

Tra le varie possibilità di escursionismo molto famosa è anche la Mangialonga, una camminata enogastronomica non competitiva che solitamente si tiene a fine agosto, che prevede in alcune tappe degustazioni di prelibatezze locali. Bellezza paesaggistica e arte culinaria, inutile aggiungere che attira a La Morra turisti e appassionati ogni anno.

Vigneti nei dintorni di La Morra
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Sentieri tra i vigneti nel paesaggio intorno a La Morra

Come arrivare

Per raggiungere La Morra, l’auto è sicuramente il mezzo più comodo: da Torino si arriva in poco più di un’ora, percorrendo l’autostrada A6 fino all’uscita Marene e proseguendo poi verso Alba e Barolo. Anche da Milano il viaggio è semplice, in circa due ore e mezza, attraverso l’A7 in direzione Genova per poi immettersi sull’A21 ad Alessandria e uscire ad Asti Est, per poi proseguire verso Alba e infine La Morra.

Chi preferisce viaggiare in treno, deve segnare come di arrivo la stazione di Alba, a circa 15 chilometri dal borgo. Da qui partono autobus locali che in circa mezz’ora portano direttamente a La Morra, oppure ci si può affidare a taxi o a un’auto a noleggio per muoversi liberamente tra le colline delle Langhe.

Gli aeroporti più vicini sono Torino Caselle, Milano Malpensa e Genova Cristoforo Colombo: in tutti i casi, una volta atterrati, il modo migliore per raggiungere La Morra resta l’auto, che consente di godere pienamente dei paesaggi collinari e di fermarsi lungo il percorso in borghi e cantine seguendo un wine tour davvero speciale.

Castelli Aperti in Piemonte: gli appuntamenti di domenica 27 luglio 2025

26 juillet 2025 à 07:30

Domenica 27 luglio 2025 il Piemonte apre le sue porte più antiche, quelle dei castelli e delle dimore storiche, con Castelli Aperti: una giornata unica per fare un tuffo nella storia, nella cultura e nei sapori locali. Tra le colline del Monferrato, le antiche residenze reali e le torri panoramiche delle Langhe, si vedono all’opera l’arte, la natura e l’ospitalità più autentica. Visite guidate, degustazioni, mostre e giardini segreti trasformano un giorno in un itinerario di meraviglie.

Di seguito, la selezione dei manieri più suggestivi aperti in questa occasione speciale: orari, costi e attività consigliate. Per visionare l’intero programma, è opportuno visitare il sito web ufficiale dell’evento.

Castello dei Paleologi, Acqui Terme (AL)

Nel cuore termale di Acqui Terme, il Castello dei Paleologi invita a scoprire il Museo Archeologico Civico, dalle 10:00 alle 19:00. Il biglietto d’ingresso (4 €, 2 € ridotto) include anche la visita guidata alle oltre mille testimonianze che raccontano millenni di storia locale. Una vista panoramica sulla città e sulle colline circostanti fa da cornice ideale a un’esperienza culturale completa.

Castello di Rocca Grimalda, Rocca Grimalda (AL)

Sul crinale delle colline monferrine in Piemonte, il Castello di Rocca Grimalda offre visite guidate alle 15:30 e 17:00. Il biglietto da 15 € comprende un calice di vino biologico prodotto dall’azienda Rocca Rondinaria, accompagnato dall’esperienza dei giovani vignaioli Giovanna e Lucesio. Tra mura antiche, arredi storici e vista mozzafiato, la storia si mescola al gusto e al territorio.

Castello di Serralunga d’Alba, Serralunga d’Alba (CN)

Tra i manieri medievali meglio conservati del Piemonte, il Castello di Serralunga d’Alba è aperto per visite guidate ogni ora dalle 10:30 alle 17:30. L’ingresso costa 6 € (ridotto 3 €) e include scale, torri e passaggi segreti che raccontano la vita di corte e la strategia difensiva del XV secolo. Dal mastio si domina un panorama spettacolare sulle colline delle Langhe, punteggiate da vigneti e borghi.

Castello Reale di Govone, Govone (CN)

Eleganza patrizia e architettura barocca contraddistinguono il Castello Reale di Govone, che apre dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17:30). Biglietto intero 7 €, ridotto 5 €. I saloni affrescati, le sale da ricevimenti e i giardini rendono la visita una passeggiata tra arte e fasto reale. Un’occasione perfetta per scoprire uno degli angoli più raffinati del Piemonte.

Castello della Manta, Manta (CN)

Celebre per gli affreschi straordinari nella “Sala Baronale”, il Castello della Manta è aperto dalle 11:00 alle 19:00. L’ingresso base è 11 €, ma la visita guidata completa (al costo di 15 €) è consigliata per apprezzare in pieno la profondità artistica del sito. Ogni affresco e ogni stanza rivela la ricchezza del patrimonio visivo medievale del Piemonte.

Castello Falletti di Barolo & WIMU Wine Museum, Barolo (CN)

Un connubio perfetto tra storia e vino: il Castello Falletti di Barolo, sede del WIMU Wine Museum, apre dalle 10:30 alle 19:00. Ticket 9 € (7 € ridotto). Una tappa imperdibile per appassionati di cultura enogastronomica, con esposizioni interattive, contenuti sul vino e panorami da cartolina dominati dai vigneti circostanti.

Castello e Parco di Masino, Caravino (TO)

Nel Torinese, il sontuoso Castello e Parco di Masino apre dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17:30). Ingresso 15 € (8 € ridotto; gratuito per soci FAI). Tra giardini romantici, terrazze panoramiche affacciate sulle vallate e ambienti nobiliari restaurati con eleganza, la visita è un mix perfetto di relax e bellezza storica.

Castello di Castelguelfo, Chieri (fraz. Pessione, TO)

Il suggestivo Castello di Castelguelfo offre visite guidate alle 11:00 e 15:00. Biglietto a 10 € (6 € ridotto). Saloni affrescati, parco tranquillo e un’atmosfera autentica: ideale per chi cerca un’esperienza intima tra arte e natura.

Torre del Conte Ballada, Castagnole delle Lanze (AT)

Immersa nel cuore del Monferrato, la Torre del Conte Ballada di Saint Robert offre due esperienze: solo risalita (3 €) oppure risalita e calice di vino locale (8 €). Apertura nelle fasce orarie 10:00-12:00 e 15:00-17:00. Dal culmine della torre, si domina il paesaggio vitato del Monferrato, mentre si sorseggia un vino biologico e si assapora la storia del territorio.

Barolo, il borgo candidato al Best Tourism Villages by UN Tourism

17 juin 2025 à 14:45

Barolo, piccolo borgo medievale incastonato nel cuore delle Langhe piemontesi in provincia di Cuneo, è celebre in tutto il mondo per il suo vino iconico, prodotto dal vitigno nebbiolo, e il paesaggio mozzafiato. Recentemente candidato al prestigioso riconoscimento Best Tourism Villages promosso dall’UN Tourism, Barolo si conferma una meta imperdibile per chi in un viaggio va alla ricerca di cultura, storia e autenticità.

Questo borgo, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e inserito tra i Borghi più belli d’Italia, offre un mix unico di tradizione rurale e innovazione enologica, dove ogni angolo narra una storia legata al territorio. Visitare Barolo significa immergersi in un ambiente che ha saputo conservare la propria identità, valorizzando la bellezza del paesaggio e la qualità dei suoi prodotti.

Cosa vedere a Barolo

Il borgo di Barolo è una piccola gemma ricca di storia e cultura, dove architetture antiche e musei raccontano le radici profonde di questa terra. Passeggiando per le sue vie si possono scoprire testimonianze di un passato legato alla tradizione vinicola e al contesto rurale delle Langhe. Ma Barolo non è solo vino e prodotti tipici ma è anche arte, cultura e paesaggio che si fondono dolcemente. I turisti che arrivano in questo borgo potranno fare un’esperienza di viaggio completa e indimenticabile.

Le attrazioni principali del borgo rappresentano un viaggio nel tempo e nei sapori, in grado di soddisfare curiosi e appassionati di ogni età. Ecco cosa vedere durante un viaggio nel borgo di Barolo.

Il castello comunale Falletti è la sede dell’Enoteca Regionale del Barolo e del Museo del Vino – Wi.Mu. Questo luogo racconta la storia e la tradizione enologica del territorio attraverso esposizioni interattive e degustazioni.

Al suo interno si possono scoprire antichi strumenti di vinificazione e approfondire la storia della famiglia Falletti, protagonista indiscussa del borgo. Da ammirare poi il Museo delle Etichette (Wi.La.) che rappresenta una delle più grandi raccolte di etichette da vino d’uva (282.000 esemplari).

Piazza Falletti è il cuore vibrante di questo borgo, con caffè e negozi tipici. Una tappa perfetta per immergersi nell’atmosfera locale e luogo ideale per una pausa rilassante, osservando la vita quotidiana degli abitanti e i colori delle stagioni. Davanti al borgo, sul bricco delle Viole, si intravedono anche le rovine del castello della Volta, edificio medievale appartenuto ai Falletti.

La Chiesa di San Donato è una chiesa storica di assetto romanico che domina il centro del paese con la sua elegante struttura. Al suo interno si trovano affreschi e opere d’arte che testimoniano la lunga tradizione religiosa e culturale della comunità. Sotto il presbiterio è custodito il sepolcreto degli antichi feudatari.

I dolci pendii intorno al borgo sono ricoperti da sinuosi vigneti che fanno parte del patrimonio Unesco e offrono panorami suggestivi. Qui è possibile scattare fotografie indimenticabili o semplicemente godersi la pace di un territorio preservato e ricco di biodiversità. Per quelli che amano passeggiare nel verde respirando aria pura e staccando la spina dalla folla e dalla frenesia, è consigliato percorrere i Sentieri di Langa e del Barolo.

Cosa vedere a Barolo
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Bellissimo paesaggio nella regione delle Langhe del Piemonte

Cosa fare a Barolo

Barolo non è solo un luogo da ammirare. Un viaggio da queste parti, infatti, regalerà al viaggiatore anche tante esperienze da vivere e da portare a casa custodendole con cura. Grazie ad attività che coinvolgono i sensi e la scoperta del territorio, ogni visita può trasformarsi in un’avventura tra sapori, colori e tradizioni enogastronomiche uniche. Le possibilità di svago sono molteplici e si adattano a diversi tipi di viaggiatori, dagli amanti del buon vino ai camminatori appassionati di natura e cultura.

Partecipare agli eventi locali – come Collisioni: festival estivo di arte, musica e cultura – o cimentarsi in percorsi di degustazione permette di entrare in contatto con la vera anima di Barolo, fatta di passione, unicità e autenticità.

Sicuramente visitando Barolo, non si può fare a meno di partecipare a tour guidati nelle cantine assaggiando il celebre Barolo DOCG, simbolo dell’enologia italiana. Le cantine spesso offrono anche approfondimenti sul processo produttivo, consentendo di apprezzare ancora di più ogni sorso.

Degustazione di vino Barolo
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Calici di Barolo DOCG con il castello di Barolo

Ci sono poi tanti itinerari a piedi o in bici tra i vigneti per scoprire i paesaggi unici delle Langhe. Questi percorsi permettono di respirare aria pura e di ammirare la natura circostante in ogni stagione, dalla primavera all’autunno. Macchina fotografica sempre alla mano perché qui gli scatti vengono uno più bello dell’altro.

In base al periodo di viaggio potrà anche capitare di visitare Barolo durante gli eventi e le manifestazioni dedicate al vino – come la Festa del vino Barolo a settembre. Partecipare a questi eventi è anche un’occasione per assaporare i piatti tipici e scoprire le usanze tradizionali tramandate da generazioni in generazioni.

A Barolo si possono poi  esplorare musei – quello del vino e quello dei cavatappi – gallerie d’arte e partecipare a laboratori artigianali per conoscere meglio la tradizione locale. Queste attività offrono anche l’opportunità di acquistare prodotti fatti a mano direttamente dagli artigiani del territorio e di riportare così a casa un souvenir unico e autentico.

Ciclovia Bar to Bar, un percorso tra i borghi più belli delle Langhe

Par : losiangelica
16 juin 2025 à 15:56

Premiata agli Oscar del Turismo 2025, la Ciclovia Bar to Bar propone un percorso ad anello nella zona delle Langhe collegando Barbaresco a Barolo in un paesaggio suggestivo ed estremamente caratteristico. Il percorso tra dolci colline, lungo 124 chilometri, abbraccia la cultura del turismo lento proponendo percorsi campestri e scorci vitivinicoli di tutto rispetto.

La ciclovia Bar to Bar in Piemonte

C’è un filo invisibile che vuole unire due perle preziose del Piemonte, il borgo di Barbaresco e quello di Barolo. Non è solo il vino ad accomunare queste meraviglie delle Langhe ma un intero percorso fatto di panorami e borghi carichi di storia che sono pronti a incantare gli amanti del cicloturismo e dei viaggi a ritmo lento. Si chiama Bar to Bar ed è un itinerario ad anello di 124 chilometri che dà modo di divertirsi tra sette tappe.

Il tracciato è completamente segnalato, pensato per essere percorso in entrambe le direzioni, con varianti che permettono di personalizzare ogni avventura. Ogni curva, ogni salita, ogni discesa racconta qualcosa. E il bello è che non c’è un modo giusto per affrontarla: c’è solo il proprio passo.

Le tappe della ciclovia Bar to Bar nelle Langhe

Il tracciato include 7 tappe disposte lungo un anello di 124 chilometri. Si parte da Barbaresco, raggiungendo Alba costeggiando il Tanaro per poi salire verso le colline del Barolo toccando i borghi di Roddi, Verduno e La Morra, conosciuta come il balcone delle Langhe. Ultima tappa? Barolo, apprezzato da viaggiatori da tutto il mondo per l’incantevole produzione vinicola.

C’è anche un percorso più lungo e impegnativo che parte, comunque, da Barbaresco ma tocca altri punti come Neive e Treiso, raggiungendo l’Alta Langa fino al Passo della Bossola per poi far scoprire borghi quali Bossolasco, Roddino, Serralunga e Monforte, con arrivo finale sempre a Barolo.

Ogni tappa è un piccolo viaggio: Alba con le sue torri e patria del tartufo, Neive con il suo fascino antico e il tutto guidato da una segnaletica chiara attraverso cartelli bianchi e rossi persino nei tratti più isolati.

Tappa 1: Alba-Treiso – Neive

Si parte da Alba, città del Tartufo Bianco e delle torri medioevali, per addentrarsi nella Langa del Barbaresco. La salita è dolce, ma la bellezza è dirompente: vigneti ordinati come merletti, boschi odorosi, rocche scavate dal Tanaro e antiche storie partigiane, come quella della “Repubblica di Alba” raccontata da Fenoglio.

Dopo aver scalato Altavilla e attraversato le terre del Barbaresco (Rombone, Roncaglie, Pajoré) si scende in un’oasi silenziosa tra fiume e boschi dove il tartufo cresce indisturbato. Si arriva infine a Neive, gioiello tra i “Borghi più belli d’Italia”, terra di nobili dimore e di un poeta della grappa, Romano Levi.

Tappa 2: Treiso – San Bovo

Dalla poesia del vino si scivola in quella della natura selvaggia. La seconda tappa è una transizione: si salutano i filari del Barbaresco per incontrare noccioleti, forre e rocce verticali. La Rocca dei Sette Fratelli incanta e inquieta con la sua leggenda e le sue stratificazioni che raccontano millenni.

Il paesaggio si fa più aspro, più autentico. Si passa tra alture isolate e sentieri in quota dove lo sguardo si perde e il cuore si riempie. Incontriamo cascine fortificate, antichi sacrari e un silenzio che parla forte.

Tappa 3: San Bovo – Niella Belbo

Si passa alla terza tappa esplorando l’Alta Langa dove regna la nocciola, signora silenziosa di queste terre. La tappa attraversa antichi sentieri di sale, monasteri dimenticati e paesaggi che sembrano usciti da un libro.

Castino sorprende con la sua parrocchiale capovolta e i resti di una gloria medievale. Si sale, si scende, si respira. Tra pietre che hanno visto passare eserciti e pellegrini, si arriva a Niella Belbo, balcone naturale sulle valli che parlano ancora la lingua dei contadini e dei partigiani.

Tappa 4: Niella Belbo – Roddino

Creste panoramiche, passaggi nella Riserva delle Sorgenti del Belbo, e l’anima di Fenoglio ovunque: nei muri, nelle vie, nei bivi con nomi evocativi come Mimberghe o Cadilù.

Dopo una discesa che toglie il fiato si risale a Roddino, dove l’Alta Langa sfuma lentamente nella Langa del Barolo. Siamo sul crinale: da una parte il bosco, dall’altra il vino. Una soglia perfetta tra natura e cultura.

Tappa 5: Roddino – Serralunga d’Alba – Monforte d’Alba

Si entra nella mitologia del vino. I nomi ora sono leggende: Serralunga, Castiglione Falletto, Monforte d’Alba. Si pedala tra vigneti che valgono oro, come Lazzarito, Meriame, Parafada, e si scopre che ogni cru ha un’anima.

Il castello di Serralunga domina il paesaggio come un guardiano medievale. A Monforte, si arriva salendo tra vigne e storia, fino alla Saracca e all’Auditorium Horzowsky, sede di uno dei festival jazz più belli d’Italia. Qui, persino l’eresia ha lasciato il segno, nei roghi dei catari e nei nomi delle vie.

Tappa 6: Monforte d’Alba – Verduno

Una vera cartolina delle Langhe: vigneti a perdita d’occhio, borghi sospesi nel tempo, storie di re e marchese. Barolo ci accoglie con il suo castello e il WiMu, il Museo del Vino, mentre La Morra ci regala un belvedere che toglie il fiato: un mare verde fatto di Nebbiolo.

Ogni borgo è un invito alla sosta: degustare, fotografare, respirare. A Verduno si entra nella storia reale del Barolo, dove re e generali vinificavano nei sotterranei e il futuro del vino italiano prendeva forma.

Tappa 7: Verduno – Alba

Per l’ultima tappa da Verduno si scende verso il Tanaro, con le torri del Roero che brillano all’orizzonte. Si passa per Roddi e si consiglia una deviazione a Pollenzo, dove l’Università di Scienze Gastronomiche tiene viva la memoria di Pollentia, città romana e crocevia di popoli.

Infine, si rientra ad Alba, nel cuore pulsante delle Langhe. Un ultimo giro in centro, un brindisi al viaggio, e la certezza che ogni tappa ha lasciato un segno.

Non possiamo definirla semplicemente un percorso ciclopedonale perché sarebbe riduttivo. La Bar to Bar è un inno alla lentezza, un invito ad esplorare un luogo con i propri ritmi, gustando ogni angolo e ogni scorcio perché la strada fatta è parte stessa dell’esperienza e non solo la meta finale. Un percorso ad anello che può essere spezzato in più giorni per andare incontro alle esigenze di ogni viaggiatore.

Il percorso ha ottenuto un riconoscimento importante agli Oscar del Cicloturismo ottenendo una menzione speciale della stampa per questo itinerario che racconta le colline Patrimonio dell’Umanità Unesco in un itinerario circolare dal carattere unico. La Bar to Bar con un percorso di 124 chilometri in sette tappe rappresenta a pieno titolo il simbolo di turismo lento.

Tra piazze, arte e montagne: alla scoperta di Cuneo

8 avril 2025 à 16:19

Adagiata tra i morbidi profili delle Langhe e del Roero, in un angolo di Piemonte dove i torrenti Gesso e Stura si intrecciano con la vita di tutti i giorni, Cuneo si svela come una gemma raffinata, perfetta per chi desidera immergersi in un’atmosfera autentica.

Fondata nel lontano 1198, è un vero e proprio salotto a cielo aperto, dove l’ospitalità è un valore radicato e il ritmo scorre in maniera differente, tra passeggiate storiche e gustosi intermezzi enogastronomici.

Cosa vedere a Cuneo: le tappe da non perdere

Conosciuta per il suo centro storico che sa affascinare al primo sguardo e per la straordinaria vicinanza alle Alpi, Cuneo regala ai visitatori un caleidoscopio di emozioni.

Ogni angolo racconta una storia, ogni scorcio custodisce un’anima antica pronta a svelarsi a chi sa osservare.

Piazza Galimberti

Cuore pulsante, Piazza Galimberti si apre come un enorme abbraccio proprio nel centro di Cuneo. Intitolata all’eroe della Resistenza Duccio Galimberti, la maestosa piazza, con i suoi 24.000 metri quadrati, si impone come una delle più grandi d’Italia. La sua origine affonda nell’epoca napoleonica, quando le vecchie mura difensive lasciarono il posto a uno spazio nuovo, concepito per diventare il palcoscenico della vita cittadina.

Gli edifici che la incorniciano, dallo stile neoclassico impreziosito da decori di ispirazione greco-romana, le donano un’eleganza senza tempo. Al centro, quasi a vegliare sulle giornate e sulle sere cuneesi, si erge la statua di Giuseppe Barbaroux, avvocato e giurista ricordato con orgoglio.

Il Duomo

In pieno centro si innalza anche il Duomo di Cuneo, sontuoso tributo alla devozione e all’arte. Dedicato a Santa Maria del Bosco, venne edificato nel XIX secolo sui resti di un’antica chiesa quattrocentesca, della quale resta ancora una magnifica fonte battesimale.

All’esterno, la facciata neoclassica introduce a un interno che incanta per la ricchezza dei dettagli: pregiati affreschi, stucchi finemente modellati e altari barocchi raccontano la storia di una fede viva.

La cupola, ristrutturata e affrescata da Toselli nel 1835, domina la navata con grazia, mentre non si può fare a meno di notare la pala d’altare seicentesca raffigurante la Vergine in trono. Il pulpito barocco e la cappella del Santissimo Sacramento completano un insieme che spicca per armonia e spiritualità.

Via Roma

La via principale di Cuneo
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Scorcio notturno di Via Roma

Lasciandosi alle spalle Piazza Galimberti, si imbocca Via Roma, l’anima elegante del centro storico di Cuneo. Pedonale, animata da botteghe storiche, boutique di charme e caffè accoglienti, invita a una passeggiata lenta, scandita dalla piacevole presenza dei portici medievali e degli affreschi che decorano le antiche facciate.

Il Giardino di Sculture della Fondazione Peano

Appena varcata la soglia della Fondazione Peano, ci si ritrova in un luogo dove arte e natura dialogano senza sosta. Voluta da Roberto Peano, antiquario e mecenate, la verde oasi nasce nel 1993 con l’intento di promuovere la scultura contemporanea come strumento di rigenerazione urbana.

Il giardino, ricavato dall’antico vivaio botanico di famiglia, regala un’esperienza sensoriale rara: oltre sessanta specie botaniche convivono in armonia con opere d’arte esposte in permanenza, frutto dell’annuale concorso Sculture da Vivere.

La Fondazione, inoltre, sorprende ogni anno con mostre temporanee e laboratori, oltre alla suggestiva rassegna dedicata ai taccuini di viaggio disegnati.

Complesso Monumentale di San Francesco e Museo Civico

Il Complesso Monumentale di San Francesco, costruito nel XIII secolo come convento francescano, nel corso dei secoli ha vissuto trasformazioni radicali, passando da centro di preghiera a caserma napoleonica, per poi rinascere come custode della memoria cittadina.

Il chiostro e il portico, ristrutturati nel XVII secolo, conservano intatto il fascino antico, mentre gli scavi archeologici più recenti hanno riportato alla luce preziosi reperti ora protetti da vetrate.

Nella sezione dedicata al Museo Civico si compie un viaggio di sicuro interesse, dalle tracce preistoriche allo splendore dell’arte sacra dei secoli XVI-XVIII, fino ai rari reperti longobardi, testimoni silenziosi di una storia millenaria.

Palazzo della Torre

Infine, merita una sosta il Palazzo della Torre, risalente ai primi decenni del 1200 e dominato dalla Torre Civica, alta ben 52 metri. Secondo una leggenda locale, la torre sarebbe stata costruita a spese dei monregalesi come pegno di pace dopo il trattato stipulato nel 1317, anche se la storia ufficiale non conferma.

Dalla sommità della cella campanaria,  si apre un magnifico panorama che abbraccia tetti, torri e il profilo delle montagne.

Tutto il fascino dei dintorni

Limone Piemonte in inverno
Fonte: iStock
Scorcio invernale di Limone Piemonte

Pochi minuti d’auto portano al Filatoio Rosso di Caraglio, un gioiello di archeologia industriale voluto alla fine del XVII secolo da Giò Gerolamo Galleani. Antica fabbrica della seta, la più antica d’Europa ancora esistente, testimonia un’epoca di fervente attività manifatturiera. Accanto alla fonte di Celleri, il complesso si sviluppa attorno a tre corti interne perfettamente conservate, oggi animate dal Museo del Setificio Piemontese e da prestigiose mostre temporanee.

Non molto distante, il Castello della Manta è ideale per uno straordinario tuffo nel passato. Maniero medievale immerso nel verde, custodisce al suo interno la Sala Baronale, decorata da affreschi quattrocenteschi che raccontano le gesta di cavalieri e dame con una vivacità sorprendente. Una passeggiata tra le sue stanze e il parco è un viaggio nell’arte gotica internazionale, dove il sogno e la storia diventano tutt’uno.

Ancora, ai piedi delle colline, il Santuario della Madonna degli Angeli invita alla contemplazione. Raggiungibile percorrendo un suggestivo viale settecentesco, l’antico convento francescano del XV secolo conserva affreschi sulla vita di San Francesco, altari preziosi dedicati alle grandi famiglie del luogo e una splendida opera lignea raffigurante la Madonna.

Per chi ama la montagna, Limone Piemonte si svela come una chicca a soli trenta chilometri di distanza. Famosa meta invernale grazie all’eccezionale innevamento, offre chilometri di piste da sci e un’atmosfera vivace, mentre in estate si trasforma diventa una località indimenticabile per escursioni e gite a cavallo. Storica stazione sciistica, cuore della Riserva Bianca, ha accolto gare di Coppa del Mondo e continua ad attrarre appassionati da tutto il Piemonte e non solo.

Infine, Vernante regala un tocco di magia. Piccolo borgo montano, nell’abbraccio della natura incontaminata, è diventato celebre per i murales che raccontano la storia di Pinocchio. Passeggiare per le stradine è come entrare in un libro illustrato a cielo aperto, in cui ogni scorcio strappa un sorriso e ogni muro narra una fiaba.

Piemonte, terra di bellezza: viaggio tra i luoghi più suggestivi

6 mars 2025 à 20:45

Se Torino è una città ricca di bellezze, dove storia e cultura si intrecciano in un luogo dalle mille meraviglie, tutto il Piemonte è uno scrigno di piccole perle altrettanto affascinanti e suggestive. Panorami incantevoli, come quelli delle Langhe o del lago Maggiore, racchiudono borghi deliziosi dove il tempo sembra davvero essersi fermato. E tra le montagne, con una splendida vista sulle Alpi, ecco stagliarsi fortificazioni dall’aspetto misterioso.

Quali sono i posti imperdibili del Piemonte? Partiamo insieme alla scoperta di indiscusse meraviglie.

Il Ricetto di Candelo, gioiello medievale

Nel comune di Candelo, in provincia di Biella, sorge il grazioso Ricetto di Candelo, una delle testimonianze storiche più affascinanti della regione. Il borgo, con le mura in ciottoli disposte a lisca di pesce, promette infatti un’emozionante viaggio nel passato.

Nato tra il XIII e il XIV secolo per volere della popolazione locale, il Ricetto di Candelo aveva in origine la funzione di deposito per i prodotti agricoli. Tuttavia, nei momenti di pericolo e durante i conflitti, diveniva un rifugio sicuro per gli abitanti, protetto dalle robuste mura fortificate. Oggi, riconosciuto tra i Borghi Più Belli d’Italia e noto come la “Pompei medievale del biellese”, continua a raccontare la sua storia tra le stradine lastricate e all’ombra delle antiche costruzioni.

Oltrepassata la porta torrione, sovrastata da un grande arco, ci si ritrova nella piazzetta del ricetto, laddove si erge il Palazzo del Principe, realizzato da Sebastiano Ferrero nel 1496, che rappresenta l’evoluzione di un insieme di cantine preesistenti trasformate in una sorta di torre. Le strade del borgo, chiamate con il francesismo “rue”, si distinguono per la particolare pavimentazione in ciottoli inclinati, studiata per favorire il deflusso delle acque.

Ogni edificio del Ricetto sa sorprendere: al piano terra, un tempo adibito a stalla o cantina, si accede direttamente dalla strada, mentre il piano superiore, il solarium, era destinato all’essiccazione delle granaglie e si raggiungeva tramite una balconata in legno. Passeggiando tra queste antiche strutture, si può visitare anche l’Ecomuseo della Vitivinicoltura, per conoscere da vicino la tradizione contadina e la cultura enologica del territorio.

Poco distante, merita una sosta la Chiesa di Santa Maria, dalla facciata romanica, che custodisce al suo interno affreschi di grande valore artistico e pregiati capitelli, testimoni della maestria artigianale dell’epoca.

La Morra, belvedere delle Langhe

Nel cuore delle Langhe, a pochi chilometri da Alba, vale la pena visitare l’incantevole borgo de La Morra, fiore all’occhiello della zona di produzione del celebre Barolo, che si distingue per la posizione privilegiata sulla sommità di una collina, da cui si gode di un panorama senza eguali sulle vigne a perdita d’occhio.

Il centro storico si sviluppa attorno alla piazza principale, su cui si affacciano edifici di grande interesse architettonico. La Chiesa barocca di San Martino e la Confraternita di San Rocco raccontano la storia di un paese profondamente legato alla sua identità culturale. Poco distante, un piccolo giardino triangolare cresce sull’antico cimitero, mentre il Municipio e l’ex casa del corpo di guardia completano il quadro a dir poco idilliaco.

Una delle tappe imperdibili è poi la Cantina Comunale, dove è possibile degustare e acquistare i vini della zona. Salendo verso Piazza Castello, lo sguardo viene rapito da uno dei belvedere più spettacolari delle Langhe, tra colline ricoperte di vigneti e scorci da cartolina.

Infine, nella frazione dell’Annunziata, si trova l’ex abbazia benedettina di San Martino di Mercenasco, attuale sede del Museo Ratti dei Vini. Da qui partono i celebri sentieri del vino e la “Mangialonga”, un evento enogastronomico che consente di gustare i sapori del territorio con uno splendido percorso tra le vigne.

La Sacra di San Michele, panorama incredibile

Sacra di San Michele, Torino
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Vista panoramica della Sacra di San Michele

Maestosa, imponente, avvolta da un’aura mistica: la Sacra di San Michele domina la Val di Susa dall’alto del Monte Pirchiriano, a 962 metri di altitudine. L’antico complesso monastico, simbolo del Piemonte, ha ispirato Umberto Eco nella stesura del noto romanzo “Il nome della rosa”.

Costruita tra il 983 e il 987, l’abbazia si erge in una posizione strategica che regala una vista difficile da descrivere a parole sulla valle e su Torino. La meravigliosa architettura, con elementi romanici e gotici, è testimone di secoli di storia e spiritualità. Oltre alla chiesa principale, risalente al XII secolo, la Sacra ospita le tombe di alcuni membri della famiglia reale di Casa Savoia.

Dedicata all’Arcangelo Michele, difensore del popolo cristiano, la Sacra rappresenta una delle tappe principali di un lungo percorso di pellegrinaggio che collega Mont-Saint-Michel, in Francia, a Monte Sant’Angelo, in Puglia. La sua sagoma svettante, incorniciata dai boschi della Val di Susa, è un baluardo che attira ogni anno migliaia di visitatori.

Il fascino della Sacra di San Michele si percepisce fin dal primo sguardo, ma è avvicinandosi che la sua energia diventa tangibile. I sentieri che si snodano tra i boschi, calpestati dai pellegrini per secoli, conducono a un luogo di rara bellezza, dove arte, storia e fede si fondono in un’esperienza che non si può dimenticare.

Gli Orridi di Uriezzo, al cospetto del canyon

La Valle Antigorio, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, cela uno spettacolo naturale di straordinaria bellezza: sono gli Orridi di Uriezzo, un canyon modellato nei millenni dalla forza dell’acqua. Gole spettacolari, scavate dallo scioglimento dell’antico Ghiacciaio del Toce, regalano ai visitatori un viaggio tra rocce levigate e giochi di luce che lasciano senza fiato.

Al termine dell’ultima glaciazione, circa dodicimila anni fa, il ghiacciaio iniziò a ritirarsi, dando origine a torrenti impetuosi che scavarono profondi cunicoli e meravigliose cavità. Oggi, gli Orridi di Uriezzo si suddividono in diverse zone, ognuna con caratteristiche uniche. L’Orrido Sud, noto come Tomba d’Uriezzo, è il più impressionante, con una lunghezza di circa 200 metri e pareti che si innalzano fino a 30 metri. L’Orrido Nord-Est, più piccolo ma altrettanto suggestivo, si estende per 100 metri, mentre l’Orrido Ovest si sviluppa in due tratti distinti. Infine, l’Orrido Vallaccia, sotto la Chiesa di Baceno, risulta di difficile accesso ma conserva un’impronta selvaggia e incontaminata.

Esplorare gli Orridi di Uriezzo significa ritrovarsi in un paesaggio primordiale, dove la natura ha scolpito forme incredibili e ogni angolo mostra la potenza degli elementi.

Il Parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero, il paradiso tra le vette

Perla della Val d’Ossola, il Parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero incanta chiunque vi arrivi grazie allo straordinario paesaggio alpino. Istituito nel 1995, il parco abbraccia due magnifiche conche alpine e si estende sui comuni di Baceno, Crodo, Trasquera e Varzo, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola.

L’Alpe Veglia, raggiungibile da Varzo attraverso la Val Cairasca, è una meta ideale per gli amanti del trekking. Qui, le ampie distese di pascoli si fondono con boschi di larici e laghi cristallini come il Lago d’Avino, il Lago del Bianco e l’ammaliante Lago delle Streghe, che danno vita a un ambiente fiabesco perfetto per escursioni a pieno contatto con la natura.

L’Alpe Devero, accessibile da Baceno attraverso la Valle di Devero, è invece il regno degli sport invernali. Con i suoi impianti sciistici, offre piste battute e percorsi fuoripista per sciatori e snowboarder in cerca di avventura. Per gli escursionisti esperti, il percorso che conduce fino a Binn, in Svizzera, passando dal Bivacco Combi Lanza a oltre 2000 metri di altitudine, rappresenta una sfida tutta da vivere.

La Palazzina di Caccia di Stupinigi, il fascino regale del Barocco

Splendida Palazzina di Caccia di Stupinigi, Torino
Fonte: Ph @ELENAPHOTOS - iStock
Splendida Palazzina di Caccia di Stupinigi

A pochi chilometri da Torino, nel comune di Nichelino, da segnare in lista è la sontuosa Palazzina di Caccia di Stupinigi, una delle più coinvolgenti espressioni dell’architettura barocca in Europa. Commissionata da Vittorio Amedeo II e progettata dal celebre architetto Filippo Juvarra, la storica residenza rappresenta un vero e proprio viaggio nella magnificenza della dinastia sabauda.

Con i sontuosi saloni affrescati, i giardini eleganti e l’inconfondibile statua del cervo che sovrasta la sommità della cupola, la Palazzina è una tappa imprescindibile per chi desidera immergersi nell’atmosfera fastosa della corte reale piemontese.

Ceresole Reale, oasi del Parco del Gran Paradiso

Parte del Parco Nazionale del Gran Paradiso, Ceresole Reale è un autentico gioiello montano, incastonato tra le cime alpine della provincia di Torino. Borgo pittoresco, deve il nome al re Vittorio Emanuele II che frequentava la zona per le battute di caccia, e si presenta come un’esperienza unica tra natura, sport e storia.

Il Lago di Ceresole, dalle acque turchesi, è il luogo ideale per rilassarsi con passeggiate rigeneranti o gite in bicicletta. Durante l’inverno, invece, il paesaggio si trasforma in una scenografica pista che fa la gioia degli appassionati di sci di fondo.

Ma non è ancora tutto. I dintorni, a loro volta, disegnano panorami che scaldano il cuore, come il Lago di Serrù, un gioiello alpino abbracciato dalle vette, e il Colle del Nivolet, a oltre 2.600 metri di altitudine, da cui si aprono magici scenari plasmati da praterie d’alta quota, laghi glaciali e dalla presenza della fauna selvatica, tra cui stambecchi e aquile reali.

I mercatini di Govone, il Magico Paese di Natale

Par : mgwesteast
13 novembre 2024 à 15:20

Un angolo delle colline di Langhe, Roero e Monferrato, si trasforma anche quest’anno nel Magico Paese di Natale dove dal 16 novembre al 22 dicembre 2024 si celebra la festa più attesa dell’anno tra mercatini, spettacoli e atmosfere uniche. Si tratta di un evento diffuso che coinvolge alcuni dei borghi più caratteristici della zona, tra cui il suggestivo borgo di Govone, Asti e San Damiano d’Asti, ciascuno con iniziative che fanno riscoprire lo spirito più autentico del Natale. Giunto alla dicottesima edizione, il Magico Paese di Natale conquista sempre più visitatori di anno in anno ed è stato riconosciuto da European Best Destinations come il più romantico tra i più importanti mercatini natalizi d’Europa.

Un Natale fiabesco al Castello Reale di Govone

Nascosto tra le colline del Roero, il borgo di Govone si anima ogni Natale grazie al suo Castello Reale, patrimonio UNESCO. L’antico maniero, che fa parte del prestigioso circuito delle Residenze Sabaude piemontesi, diventa infatti la sede della Casa di Babbo Natale, che accoglie i visitatori con un percorso fiabesco tra musiche, spettacoli e animazioni.

La visita alla Casa di Babbo Natale inizia già dall’esterno del castello, dove un narratore accompagna il pubblico nel mondo magico del Natale. All’interno, gli elfi e Babbo Natale in persona attendono grandi e piccoli, regalando momenti di gioia e sorprese natalizie. Al termine del percorso, i bambini potranno incontrare Babbo Natale e consegnargli la propria letterina, portando a casa un ricordo magico che resterà impresso a lungo nei loro cuori.

  • Date: 16-17, 23-24, 30 Novembre
    1, 7-8, 14-15 Dicembre
  • Orario: 10-18,45

La mostra che celebra lo spirito natalizio

L’evento di Govone non si ferma alla Casa di Babbo Natale: quest’anno, il Castello Reale ospita anche in una mostra dedicata allo spirito natalizio. Al piano nobile, ogni sala è decorata con luci e addobbi che richiamano le atmosfere di festa, creando un ambiente che invita i visitatori a ritrovare la magia dell’infanzia e a condividere momenti speciali con i propri cari. Le sale nobiliari, tra volte e soffitti affrescati, sono una cornice perfetta per celebrare lo spirito del Natale, in un viaggio che porta i visitatori a riscoprire le tradizioni più autentiche.

  • Date: 16-17, 23-24, 30 novembre
    1, 5-6, 7-8, 12-13 14-15 19-20 21-22 dicembre
  • Orario: 10-18,45
La casa di Babbo Natale
Fonte: Ufficio Stampa
La casa di Babbo Natale al Castello di Govone

La Scuola degli Elfi

Non può mancare, naturalmente, lo spazio dedicato ai più piccoli. Anche quest’anno, infatti, gli elfi di Babbo Natale daranno vita a uno spettacolo-laboratorio che coinvolgerà grandi e piccini nella Scuola degli Elfi. Qui, i partecipanti potranno trasformarsi in piccoli aiutanti di Babbo Natale, completando un percorso di prove e attività guidati dagli elfi. Al termine, un attestato firmato da TatElfa verrà consegnato a tutti coloro che avranno superato le prove, portando a casa non solo un ricordo ma anche un’esperienza speciale.

  • Date: 16-17, 23-24, 30 novembre
    1, 7-8, 14-15, 21-22 dicembre
  • Orario: 11-17

Il Mercatino nell’antico borgo

Accanto alla scuola, il Mercatino degli Elfi con una ventina di casette che offrono prodotti creati da artigiani locali che per l’occasione divventano gli “elfi del villaggio”: dalle decorazioni natalizie agli oggetti di artigianato, ogni articolo è pensato per riportare i visitatori a una dimensione intima e accogliente, in armonia con le tradizioni natalizie e le dimensioni del piccolo borgo. Per il grande mercatino del Magico Paese del Natale ci si dovrà invece spostare nella vicina Asti.

  • Date: 16-17, 23-24, 30 novembre
    1, 7-8, 14-15, 21-22 dicembre
  • Orario: 11-17

Le luci incantate del Giardino di Govone

Ogni angolo di Govone è studiato per creare un’atmosfera che sembra uscita da una fiaba natalizia. Il giardino all’italiana del Castello Reale si trasforma nel “Giardino Incantato” dove luci e decorazioni trasformano il paesaggio in una visione magica. Il percorso verso il castello, illuminato da pacchi regalo e renne scintillanti, conduce i visitatori in una passeggiata romantica e immersiva. Punti panoramici e selfie spot offrono ai visitatori l’occasione di catturare ricordi preziosi, con le colline delle Langhe e del Roero come sfondo.

Il Mercatino di Natale di Asti

A breve distanza da Govone, il mercatino natalizio di Asti è uno dei più apprezzati d’Europa. Nella centralissima Piazza Alfieri dalla particolare forma triangolare che richiama una albero di Natale stilizzato, 130 casette di legno accolgono produttori da tutta Italia con le loro mercanzie tra cui scovare regali unici e originali. Prodotti d’artigianato tipico, prelibatezze gastronomiche e lo street food per una pausa golosa rendono l’atmosfera ancora più suggestiva, tra gli addobbi e le animazioni che contribuiscono a creare un’ambientazione unica nel suo genere.
Apertura straordinaria il 15 novembre per l’inaugurazione, ore 15-20

  • Date: 16 novembre – 22 dicembre
    Novembre: apertura tutti i week end
    Dicembre: apertura dal giovedì alla domenica
  • Orario: 10-20

Il presepe vivente a San Damiano d’Asti

A completare il calendario dell’Avvento nella zona, a San Damiano d’Asti si tiene il tradizionale presepe vivente, nelle giornate del 1, 8 e 15 dicembre. Passeggiando tra vicoli acciottolati e antiche cantine, i visitatori possono assistere a scene della Natività ricreate con cura: Re Magi, falegnami e mercanti riportano in vita la magia del Natale attraverso mestieri antichi e personaggi in costume. L’ambientazione storica e la partecipazione di tutto il paese fanno di questo presepe nel cuore del Monferrato un’esperienza autentica e ricca di emozioni, che coinvolge grandi e piccoli nella celebrazione del Natale più tradizionale.

  • Date: 1, 8, 15 Dicembre 2024
  • Orario: 14-19

Sicurezza sulle montagne, da Regione risorse per prevenire rischio valanghe

21 octobre 2024 à 15:33

Monitorare, valutare e prevenire il rischio valanghe in Lombardia. È quanto prevede lo schema di Protocollo per il funzionamento dei Nuclei Tecnici Operativi Valanghe (N.T.O.V) approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, di concerto con l’assessore agli Enti locali e Montagna, Massimo Sertori che, tra le altre deleghe, segue gli uffici territoriali regionali (UTR), soggetti particolarmente interessati con un ruolo attivo in questo protocollo.

Il provvedimento, della durata di 2 anni, dal 1° novembre 2024 al 31 ottobre 2026, consente a Regione Lombardia anche la possibilità di erogare un ulteriore contributo alla Comunità Montana Alta Valtellina, per la realizzazione di attività di potenziamento del sistema di monitoraggio del rischio neve-valanghe e dei N.T.O.V provinciali.

“Come spesso ribadito – ha affermato l’assessore La Russa – la prevenzione è fondamentale anche per garantire la sicurezza delle nostre montagne. Abbiamo stanziato 280.000 euro per consentire ai Nuclei Tecnici lo svolgimento di importanti attività. Tra queste, i monitoraggi nivologici con servizio di elicottero provinciale in situazioni di emergenza e la gestione operativa della Piattaforma M.I.NE.R.VA (Monitoraggio Interprovinciale Neve Rischio Valanghe). Il protocollo prevede, tra l’altro, il coinvolgimento in via ordinaria dei Dipartimenti provinciali di ANAS per i tratti stradali passati in gestione dalle Province e altre varie azioni di miglioramento della gestione delle emergenze transfrontalieri”.

Istituiti in provincia di Bergamo, Brescia, Sondrio e Lecco, i Nuclei Tecnici Operativi Valanghe svolgono un ruolo fondamentale nel monitoraggio del rischio e nel supporto alle decisioni degli Enti Locali nella fase di gestione dell’emergenza.

Il ‘Protocollo Valanghe’ è stato attivato in Provincia di Bergamo nel 2009. Successivamente è stato uniformato ed esteso su tutto il territorio montano regionale ad altre realtà provinciali, dopo opportune ricognizioni in funzione delle aree potenzialmente interessate da valanghe.

La Giunta regionale ha approvato e periodicamente aggiornato lo ‘Schema tipo’ del Protocollo operativo, sottoscritto a partire dalla stagione 2014-2015, dalle province di Bergamo, Brescia e Sondrio, quelle storicamente e maggiormente interessate da questo rischio. Tra le novità odierne l’estensione dello schema anche alla provincia di Lecco.

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I paesaggi vitivinicoli del Piemonte, patrimonio Unesco da dieci anni

10 octobre 2024 à 15:12

Il territorio delle Langhe-Roero e Monferrato è uno dei più belli al mondo e uno dei luoghi più visitati in Italia: quest’anno è il decimo anniversario che le colline di vigneti del Piemonte sono Patrimonio dell’Unesco. Infatti, lo scorso 22 giugno 2024 è stato celebrata l’iscrizione de “I Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La società formules è stata incaricata di studiare l’impatto a lungo termine di questo evento, a dieci anni di distanza, esaminando come abbia influenzato il territorio a livello di percezioni, decisioni degli stakeholder locali, indicatori economici e benefici in termini di reputazione e attrattività turistica delle località interessate.

I risultati della ricerca sono stati presentati da Guido Guerzoni, fondatore e CEO di formules, insieme a Giovanna Quaglia e Bruno Bertero, rispettivamente Presidente e Direttore dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, durante il TTG Travel Experience a Rimini il 9 ottobre 2024, alla presenza di Alessandra Priante, Presidente di Enit.

Come è stata condotta l’indagine di formules

Lo studio, condotto su 200 comuni, ha analizzato l’impatto della designazione Unesco sui Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte, valutando tre tipi di effetti: sociale, economico-occupazionale e comunicativo. Oltre ai 101 comuni direttamente interessati (29 nelle aree di eccellenza o Core Zones e 72 nelle Buffer Zones), l’indagine ha coinvolto 99 comuni limitrofi.

Il questionario ha coinvolto 512 persone tra amministratori locali, operatori turistici, imprenditori vinicoli, ristoratori e altre figure professionali, con l’obiettivo di sondare come l’iscrizione a sito Unesco abbia influenzato le loro attività. Due focus group, con una trentina di partecipanti, hanno ulteriormente esplorato le opinioni e percezioni sugli effetti della nomina Unesco. In parallelo, sono stati analizzati 51 serie storiche in ambiti come mercato immobiliare, turismo e occupazione.

Neive, Langhe
Fonte: iStock
Il borgo di Neive nelle Langhe

Tre aspetti che hanno influenzato il territorio

L’indagine di formules ha rivelato che il 96% dei partecipanti è consapevole dell’esistenza del Sito Unesco, ma solo il 49% conosce la sua precisa geografia. Sorprendentemente, il 27% non è consapevole del motivo per cui il sito è stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità, e la coltivazione dei vitigni autoctoni è stata sottovalutata come valore distintivo.

Il 78% degli intervistati ritiene che l’impatto della designazione Unesco sia percepito più dagli esterni che dai residenti. Tuttavia, solo una minoranza (5,1%) crede che i turisti non riconoscano il valore del sito. La promozione internazionale della cultura enogastronomica piemontese e il miglioramento della reputazione nazionale e internazionale sono riconosciuti come i benefici principali della nomina.

D’altra parte, emergono preoccupazioni legate alla tutela del territorio e ai rischi di overtourism. I focus group hanno infatti evidenziato la necessità di sinergie locali più forti e di linee guida più chiare da parte dell’Associazione, per allineare le politiche locali con il piano di gestione Unesco e affrontare meglio le sfide future.

L’analisi economica ha esaminato sei ambiti: mercato immobiliare, fondiario, turismo, imprese, occupazione e inflazione. I dati dimostrano che la nomina Unesco ha avuto un impatto positivo in circa il 73% delle variabili analizzate. Complessivamente, l’effetto economico stimato è stato un ritorno di circa 121 milioni di euro.

Una delle problematiche principali riscontrate circa il mercato immobiliare è stata l’aumento dei prezzi delle abitazioni per i residenti. Tuttavia, tra il 2014 e il 2020, i prezzi delle case sono aumentati nelle aree Core, come Langhe e Grinzane Cavour, mentre altre zone hanno visto una riduzione.

Calliano, Monferrato
Fonte: iStock
Il villaggio di Calliano, nel Monferrato

Il settore turistico ha registrato una crescita in tutte le sei aree del sito Unesco. L’incremento delle visite internazionali, confermato dal 92% degli intervistati, ha interessato in particolare le zone di Nizza Monferrato e Canelli, mentre Langa ha attratto il maggior numero di visitatori complessivi.

La domanda turistica ha rivelato tendenze opposte tra italiani e stranieri: i turisti italiani preferiscono soggiornare nelle zone Buffer, mentre gli stranieri prediligono le aree Core, maggiormente conosciute a livello internazionale. L’offerta turistica è cresciuta significativamente, in particolare nel settore extra-alberghiero, con un aumento del 93% di camere disponibili in zone come Nizza Monferrato, contrastato da un calo dell’offerta di alloggi tradizionali in altre aree.

La ricerca ha evidenziato anche un notevole aumento della visibilità mediatica dei territori Langhe-Roero e Monferrato sia a livello nazionale che internazionale.

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