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Donne vittime di violenza, i 22 progetti per il reinserimento 

18 juillet 2025 à 11:31

Nuovi interventi importanti per le donne vittime di violenza e per il loro reinserimento sociale. Sono in tutto 22 i progetti finanziati da Regione Lombardia per garantire autonomia economica alle donne vittime di maltrattamenti e per consentire loro una concreta e definitiva fuoriuscita dalla violenza.

Con la misura innovativa voluta dall’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, e sostenuta da risorse per 3 milioni di euro, ammessi e finanziati progetti e interventi di inserimento e reinserimento lavorativo e di formazione professionale finalizzato all’empowerment femminile.

Donne vittime di violenza, obiettivo reinserimento

Attraverso la consueta sinergia con soggetti del Terzo Settore che operando in rete con associazioni ed enti di formazione riconosciuti i percorsi biennali sul territorio regionale hanno ottenuto un contributo sino a un massimo di 150.000 euro per progetto.

L'assessore Elena Lucchini

“Dopo l’intervento per destinare immobili delle case ALER alle donne vittime di violenza per consentire loro l’avvio di un percorso di autonomia abitativa – dichiara l’assessore Lucchini – abbiamo voluto questo bando per l’autonomia economica”.

“Si tratta infatti – continua l’assessore regionale lombardo – di un indispensabile tassello del percorso necessario per l’empowerment femminile che è previsto come obiettivo a livello internazionale, nazionale e regionale”.

Piena partecipazione delle donne alla vita sociale

“Grazie – ha concluso l’esponente della Giunta – all’indispensabile collaborazione tra Centri Antiviolenza, Terzo Settore, operatori pubblici e i servizi per l’impiego, gli enti di formazione professionale e le Camere di Commercio sono certa che potremo rimuovere ostacoli materiali e immateriali per una piena partecipazione di queste donne alla vita sociale ed economica delle nostre comunità”.

I progetti finanziati

Di seguito l’elenco dei progetti finanziati suddivisi per provincia.

Milano

  • Azimut Cooperativa Sociale – Il filo di Arianna Oltre il Labirinto;
  • Avsi Rise. Ripartire insieme sostenendo l’emancipazione di donne in fuoriuscita da situazione di violenza;
  • Cascina Biblioteca Società Cooperativa di Solidarietà a responsabilità limitata Onlus La Vanda e altre per una nuova identità professionale personale;
  • Fondazione Asilo Mariuccia Electra – Empowerment Lavoro ed educazione per la Crescita, il Talento e la ripartenza;
  • SVS Donna Aiuta Donna Progetto Sociale ALI vive;
  • A&I Società cooperativa sociale Onlus – È già domani lavoro per le donne vittime di violenza;
  • Fondazione Somaschi Onlus – WORK HERS – Generare opportunità per promuovere autonomia.

Bergamo

  • CUN Sortis Solco Bassa Bergamasca – Per lei percorsi per il lavoro, empowerment e inclusione;
  • X23 – Science in society SRL Imprese sociali – Dona et lavora Rete donna per l’empowerment e il lavoro di domani;
  • Associazione Donna Aiuto uscire dalla violenza – Autonomia e Lavoro per le donne vittime di violenza.

Brescia

  • Alborea Società Cooperativa Onlus – Dafne e Antigone voci di resilienza e inclusione;
  • Il Mosaico – DAGAN’Tai.

Cremona

  • Consorzio Arcobaleno – Ilda inserimento lavorativo per donne accolte;
  • Consorzio SOL.CO Cremona – F.E.L.I.C.E Formazione Empowerment Lavoro Inclusione Conciliazione Emancipazione.

Lecco

  • Mestieri Lombardia Consorzio di Cooperative Sociali – Ricomincio da me.

Lodi

  • Associazione l’Orsa Minore – Ricomincio da me 2024.

Mantova

  • Centro di Aiuto alla vita Mantova – Insieme per l’Autonomia analisi del bisogno.

Pavia

  • Centro Servizi Formazione SCS Ricomincio da me.

Sondrio

  • SOL.CO Sondrio Solidarietà e cooperazione – Prove di volo, esperienze di empowerment, formazione, inserimento lavorativo e misure di conciliazione Casa Lavoro dedicate a donne vittime di violenze.

Varese

  • CSeL Consorzio – Progetto Era Empowerment resilienza autonomia;
  • Fondazione Felicita Morandi Dea – Donne empowerment accoglienza;
  • Baobab cooperativa sociale Free women: luoghi di cura, spazi di inclusione.

 

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Aler, da Regione altri 36 alloggi per donne vittime di violenza

3 juillet 2025 à 16:36

In arrivo ulteriori 36 alloggi  messi a disposizione delle donne vittime di violenza in Lombardia, sulla base del progetto sperimentale promosso dalla Regione in collaborazione con Aler, Centri antiviolenza e Case rifugio. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, di concerto  gli assessori  Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità),  e Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile).

L’obiettivo è sostenere le donne nel loro percorso di autonomia abitativa, fondamentale per il recupero e la rinascita di chi si rivolge ai centri specializzati per sottrarsi a gravi situazioni di violenza domestica. L’iniziativa, avviata nel 2023, ha già affidato 64 alloggi. Con quelli previsti dal provvedimento della Giunta, quindi, gli alloggi salgono complessivamente a 100.

Soluzioni abitative adeguate a costo zero

Attraverso un nuovo stanziamento regionale di 1,5 milioni di euro, la misura prevede la ricognizione e la valorizzazione di ulteriori 36 alloggi e dà mandato alle Aler di sottoscrivere le convenzioni con i Cav, i Centri antiviolenza, per l’assegnazione delle case. Il rifinanziamento permette di offrire alle donne vittime di violenza soluzioni abitative adeguate e a costo zero, comprendo il canone di affitto e le spese reversibili. Al termine del periodo di copertura economica, gli alloggi potranno rimanere a disposizione dei soggetti gestori dei Centri antiviolenza e Case rifugio, con un canone di locazione concordato.

Franco: dimostrazione del ruolo sociale dell’edilizia pubblica

L'assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, ha commentato la misura che mette a disposizione ulteriori 36 alloggi alle donne vittime di violenza in Lombardia“Con questo provvedimento – ha dichiarato l’assessore Franco – Regione Lombardia conferma il proprio impegno nel garantire un percorso reale di autonomia e rinascita alle donne vittime di violenza. La casa è il primo passo verso la libertà e l’indipendenza, ed è nostro dovere creare le condizioni perché nessuna donna sia costretta a scegliere tra la propria sicurezza e la propria dignità. Grazie alla collaborazione con le Aler, i Centri antiviolenza e le Case rifugio, rafforziamo un modello di intervento che mette a disposizione alloggi a costo zero alle vittime dei soprusi. Questo progetto dimostra il ruolo sociale dell’edilizia pubblica, che non può limitarsi ad aiutare solo chi è in difficoltà economica, ma deve essere capace di rispondere a tutte le fragilità della nostra società”.

Lucchini: misura innovativa per garantire autonomia abitativa

L’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha commentato la misura che mette a disposizione ulteriori 36 alloggi alle donne vittime di violenza in Lombardia“La nostra Rete Antiviolenza – ha sottolineato l’assessore Lucchini – è quotidianamente impegnata nella prevenzione e nel contrasto alla violenza contro le donne. Anche per questo il mio Assessorato ha finanziato questa misura innovativa e sperimentale volta a garantire autonomia abitativa alle vittime della violenza di genere. Attraverso la sinergia con le Aler di tutta la Lombardia stiamo promuovendo un intervento che intendiamo ampliare coinvolgendo anche altre realtà sociali e del Terzo settore. Garantire un’abitazione significa garantire un percorso di autentica fuoriuscita dalla violenza ma significa anche riaffermare la volontà di un’alleanza sociale capace di intervenire per un’adeguata presa in carico delle donne maltrattate e dei loro figli minori ai quali dobbiamo garantire tutele rafforzate“.

La Russa: una casa sicura, lontano da chi ha causato sofferenze

L'assessore alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, ha commentato la misura che mette a disposizione ulteriori 36 alloggi alle donne vittime di violenza in Lombardia“Contrastare la violenza sulle donne – ha aggiunto l’assessore La Russa – significa garantire non solo interventi di protezione immediata, ma anche strumenti concreti per ricostruire la propria vita familiare in sicurezza. Con questa iniziativa mettiamo a disposizione per loro una casa sicura, lontano da chi ha causato sofferenze e minacce. Regione Lombardia è in campo con ogni strumento possibile per fronteggiare questa piaga sociale, perché nessuna donna deve sentirsi sola o abbandonata“.

Gli alloggi Aler sui territori provinciali per le donne vittime di violenza

Di seguito il numero degli alloggi Aler assegnati alle donne vittime di violenza suddivisi per provincia, in base alle candidature pervenute da Centri antiviolenza e le Case rifugio .

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Violenza di genere, stanziati 16,7 milioni per la rete territoriale 

16 juin 2025 à 14:05

Contro la violenza di genere, Regione Lombardia potenzia la sua rete territoriale. Via libera al riparto del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per il contrasto alla violenza sulle donne, con un ulteriore incremento di risorse, nuovi criteri e supporto per le donne con disabilità.

Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini. Per potenziare la rete antiviolenza di Regione Lombardia e migliorare la presa in carico delle donne vittime di violenza, sono state stanziate risorse nazionali e regionali per 16.727.962 euro.

Violenza di genere, potenziata la rete territoriale

“Attraverso il riparto di queste risorse agli Enti capofila delle 27 reti antiviolenza – ha dichiarato Lucchini – possiamo assicurare la piena operatività dei Centri antiviolenza e delle Case Rifugio esistenti sull’intero territorio regionale volti all’assistenza diretta delle donne vittime di violenza e dei loro figli minori. Come anticipato nello scorso ‘Tavolo Antiviolenza’ di marzo 2025 per la prima volta possiamo offrire, con risorse e supporti dedicati, una particolare attenzione all’accoglienza delle donne con disabilità vittime di violenza, troppo spesso invisibili”.

Una rete sociale sempre più inclusiva

L'assessore Elena Lucchini

La programmazione odierna, ha sottolineato Lucchini “prevede anche lo stanziamento delle risorse che serviranno ad avviare la misura ‘Vicini a ogni donna’, per la quale la delibera approvata in Giunta prevede circa 3,7 milioni di euro e che consentirà di rendere le strutture più accessibili e inclusive. Stiamo, infatti, definendo un Protocollo d’intesa con associazioni, ordini professionali, enti pubblici e realtà del Terzo settore per poter accogliere al meglio le donne con disabilità vittime di violenza. Vogliamo che, attraverso un’adeguata presa in carico anche di donne fragili e vulnerabili con disabilità, la nostra rete sociale possa crescere ed essere sempre più inclusiva, sempre più al servizio di tutte le donne”.

“Siamo consapevoli – ha concluso l’assessore Lucchini – che per affrontare la violenza di genere, un fenomeno criminale e culturale, serva sempre più una solida alleanza sociale e  Regione Lombardia non si sottrarrà mai alla sua azione quotidiana di contrasto e prevenzione erogando risorse adeguate, supportando buone pratiche e innovando le sue politiche con misure e progetti sperimentali”.

Soggetti beneficiari

I soggetti beneficiari saranno gli Enti locali capofila delle 27 reti interistituzionali antiviolenza del territorio della Lombardia. I soggetti destinatari saranno i Centri antiviolenza, le Case Rifugio e le donne vittime di violenza con i loro figli/e minori.

Il sito

Tutti i dettagli sulla rete anti violenza di Regione Lombardia possono essere consultati a questo link.

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Tavolo antiviolenza, 16 milioni per sostenere centri e case rifugio

24 mars 2025 à 14:13

Riunito al Belvedere di Palazzo Lombardia il ‘Tavolo permanente per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne‘. Oggetto del confronto, presieduto dall’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità di Regione Lombardia, Elena Lucchini, la programmazione del ‘Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità‘ che ripartirà le risorse necessarie per l’attività della Rete antiviolenza nel biennio 2025-2026.

Risorse e novità della Rete antiviolenza: in arrivo la misura ‘Vicini a ogni donna’

Le risorse nazionali e regionali messe a disposizione per i Centri antiviolenza e le Case rifugio saranno in totale 15.927.000 di euro. Nello specifico, 8.379.000 di euro sono le risorse di funzionamento, 3.858.000 di euro le risorse invece destinate a interventi in attuazione del piano. Novità di questa nuova programmazione sarà la misura ‘Vicini a ogni donna‘ che riguarda la destinazione di risorse pari a 3.689.683 euro per finanziare interventi di potenziamento dei servizi o di ristrutturazione per individuare Centri antiviolenza e Case rifugio specializzati nella presa in carico delle donne con disabilità che sono vittime di violenza.

Lucchini: risorse aumentate per sostegno e accoglienza

“Le nostre politiche contro la violenza – ha detto l’assessore Lucchini – sono al centro della nostra azione di governo. Pertanto, oltre alle misure innovative, alle sperimentazioni e ai protocolli interistituzionali, anche quest’anno abbiamo voluto aumentare le risorse per le strutture di sostegno e accoglienza. L’incremento di risorse per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere è infatti costante negli anni e registra un +291% rispetto allo stanziamento del 2021″.

Prima rete per donne con disabilità vittime di violenza

Per la prima volta, è stata creata una rete di soggetti specializzati in tema di presa in carico di donne con disabilità vittime di violenza. “Attraverso questa azione – ha spiegato Lucchini – sottoscriveremo un protocollo d’intesa con le associazioni, gli ordini professionali, gli enti pubblici e gli enti del terzo settore. In un secondo momento finanzieremo interventi strutturali e di potenziamento dei servizi e anche di ristrutturazione edilizia”.

“Il nostro intento – ha concluso – è quello di poter accogliere al meglio le donne con disabilità vittime di violenza. Vogliamo che, attraverso un’adeguata presa in carico anche di donne fragili e vulnerabili, la nostra rete sociale possa crescere ed essere sempre più inclusiva, sempre più al servizio di tutte le donne”.

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Contrasto violenza genere, Regione aumenta risorse di 972.000 euro

24 février 2025 à 17:15

Contrasto alla violenza di genere, dalla Regione Lombardia arrivano più risorse. Via libera a ulteriori 972.000 euro per poter procedere allo scorrimento della graduatoria e finanziare tutti i restanti 7 progetti sperimentali per la presa in carico integrata delle donne vittime di violenza presentati dalle Asst. Gli interventi innovativi sul territorio, considerati i 12 già attivati, saranno in tutto 19, grazie a un contributo complessivo dell’iniziativa pari a 2.472.000 euro.

Contro violenza di genere più risorse da Regione Lombardia

Con questo nuovo finanziamento approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, sarà ora possibile procedere al sostegno anche delle progettualità presentate dalle seguenti Asst: Sacco, Ovest Milano, Nord Milano, Crema, Valle Olona, Lariana e Val Camonica.

“Abbiamo voluto sostenere la valorizzazione di tutte le progettualità territoriali – ha dichiarato l’assessore Lucchini – che promuovono servizi multidisciplinari e integrati con i soggetti che concorrono per specifiche competenze nelle reti territoriali interistituzionali antiviolenza. Coinvolgendo le nostre Asst e gli Irccs che sono capofila dei progetti e attraverso la consueta collaborazione con i Centri antiviolenza potenzieremo la nostra rete”.

Lucchini: intento è attivare servizi e ripristinare legalità

Elena Lucchini

Il nostro intento, ha proseguito l’assessore, “è quello di attivare servizi sanitari, servizi territoriali e servizi della tutela giudiziaria e del ripristino della legalità in modo da creare un ‘legame di rete e di reti’ che contrasti la dispersione delle donne vittime di violenza tra l’uscita-dimissione dalle strutture ospedaliere e dai servizi di Pronto soccorso delle Asst e i servizi ‘specialistici’ territoriali della rete antiviolenza e il segmento dei servizi della tutela giudiziaria”.

“Grazie a queste sperimentazioni innovative – ha concluso Lucchini – potremmo introdurre buone pratiche valide per l’intero territorio lombardo”.

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Case per vittime di violenza, Lombardia al fianco delle donne

12 février 2025 à 18:04

Regione Lombardia offre case gratuite per le donne vittime di violenza. Sono state consegnate, nella sede di Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, le chiavi di undici appartamenti da destinare ai Centri Antiviolenza dei territori di Bergamo e Lecco. Presenti all’incontro l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, e l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco. Con loro anche il presidente di Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, Corrado Zambelli.

In Lombardia consegnate le case alle vittime di violenza

Case vittime violenza Lombardia

“Con questa iniziativa – sottolinea Cinzia Mancadori, responsabile della cooperativa sociale e onlus ‘Sirio Centro servizi per le famiglie’ di Treviglio (BG) – Regione Lombardia ha ascoltato l’esigenza prioritaria delle donne vittime di violenza di trovare un alloggio con un’agevolazione economica dove collocarsi nel percorso di autonomia. Sappiamo quanto sia difficile per le donne che escono da una violenza domestica trovare una casa. Con questo progetto, per la realizzazione del quale diciamo grazie a Regione Lombardia, c’è una possibile via d’uscita per tutte le donne che hanno bisogno di questo aiuto”.

Risultato concreto di un lavoro di squadra

“Per uscire da una situazione di difficoltà – evidenzia Oliana Maccarini, presidente dell’associazione ‘Aiuto Donna – Uscire dalla violenza odv’ di Bergamo – una donna deve poter alzare la testa e vedere una prospettiva di vita. Offrirle un nuovo tetto per sé e i propri figli diventa quindi un risultato concreto. Queste donne sono prima di tutto cittadine e vedere le istituzioni impegnate fa piacere. Noi, come centro antiviolenza, ci siamo e facciamo la nostra parte, però l’impegno deve essere quello istituzionale e questo è un buon segnale”.

Un progetto virtuoso, un modello da replicare

“Questo è un tassello importante – dichiara Mauro Magistrati, presidente della cooperativa ‘Generazioni FA’ di Bergamo – nel rapporto tra enti del terzo settore con Aler e Regione Lombardia. Siamo contenti di aver partecipato e fiduciosi di poter sfruttare al meglio la collaborazione in futuro. Così diamo una mano alle donne vittime di violenza nel loro percorso di emancipazione e autodeterminazione. È stata un’esperienza inedita e spero che anche altre istituzioni seguano questo progetto virtuoso”.

Alloggi gratuiti per 5 anni

Le abitazioni sono state destinate anche all’associazione ‘L’altra metà del cielo – Telefono Donna’. Gli alloggi saranno a disposizione per un minimo di 5 anni e, grazie al contributo regionale, alle donne ospitate sarà interamente garantito il pagamento del canone di affitto e delle spese reversibili.

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Case a donne vittime di violenza, 11 alloggi a Bergamo e Lecco

12 février 2025 à 16:17

Undici nuove case messe a disposizione delle donne vittime di violenza in provincia di Bergamo e Lecco. Consegnate, presso la sede di Aler Bergamo, Lecco e Sondrio, le chiavi degli appartamenti da destinare ai Centri Antiviolenza con l’obiettivo di accompagnare altrettante donne vittime di violenza e i loro figli minori in un percorso verso il raggiungimento dell’autonomia abitativa con il supporto della Rete Antiviolenza.

Le abitazioni sono state destinate all’Associazione ‘Aiuto Donna – Uscire dalla Violenza Odv’, alla Cooperativa ‘Generazioni FA’, alla Cooperativa sociale e Onlus ‘Sirio Centro Servizi per le Famiglie Società’ e all’Associazione ‘L’Altra Metà del Cielo – Telefono Donna’.

Gli alloggi selezionati da Aler (8 situati in provincia di Bergamo e 3 in provincia di Lecco) saranno ora a disposizione dei soggetti gestori dei CAV per un minimo di 5 anni e grazie al contributo regionale, alle donne ospitate, verrà interamente garantito il pagamento, per tutto il periodo, del canone di affitto e delle spese reversibili. Al termine del periodo di copertura economica gli alloggi potranno rimanere a disposizione dei soggetti gestori dei CAV/CR con un canone di locazione concordato ex legge 431/98.

Le risorse a disposizione derivano dalla misura sperimentale voluta dall’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessorato alla Casa e all’Housing Sociale guidato da Paolo Franco. L’iniziativa, avviata nel 2023, ha visto due stanziamenti importanti per un importo complessivo di 3 milioni di euro e il coinvolgimento di tutte le Aler lombarde.

In rappresentanza della Regione Lombardia hanno partecipato all’incontro l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, e l’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco. Con loro anche il presidente di Aler Bergamo, Lecco e Sondrio, Corrado Zambelli.

Assessore Lucchini: case a donne vittime di violenza novità rilevante

“La prevenzione e il contrasto della violenza di genere sono una priorità di Regione Lombardia – ha dichiarato l’assessore Lucchini – e seguono una direttrice precisa: creare le basi per una ritrovata autonomia, che implica necessariamente il ritorno a una quotidianità e a un’indipendenza perduta. Per questo abbiamo introdotto misure innovative per favorire l’indipendenza sia sul piano abitativo che su quello lavorativo. Una delle novità più rilevanti è la sperimentazione dell’assegnazione gratuita degli alloggi Aler alle donne vittime di violenza”.

Una misura, ha proseguito Lucchini, “che ha raccolto un’ampia partecipazione, con 260 candidature ricevute. Dopo una prima selezione, abbiamo assegnato 64 alloggi. Attraverso un lavoro sinergico tra Aler e Centri Antiviolenza, si è dato avvio ai trasferimenti nelle nuove abitazioni in modo fluido e strutturato. L’iniziativa proseguirà con l’individuazione di ulteriori alloggi per rispondere alle donne in lista d’attesa”.

“Dopo le consegne degli alloggi presso le Aler di Milano, Pavia, Brescia e Varese – ha evidenziato Lucchini – oggi a Bergamo concludiamo questo primo percorso sempre più consapevoli che ‘NON SEI DA SOLA’ significa aiutare le donne per aiutare l’intera comunità”.

Assessore Franco: nuovo concetto di edilizia residenziale pubblica

“Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore Franco – con grande concretezza ha messo in campo una rete di aiuto alle donne vittime di violenza che comprende risposte alle necessità abitative: una casa per sé e per i propri figli è requisito fondamentale affinchè le donne maltrattate possano ricominciare a vivere”.

“Con la ‘Missione Lombardia’, il piano di rilancio delle politiche abitative, abbiamo dato disposizioni alle Aler – ha proseguito Franco – rispetto all’assegnazione a costo zero di alloggi alle vittime dei soprusi. Il progetto è ormai strutturato in tutta la Lombardia e si ramifica anche nelle province di Bergamo, Lecco e Sondrio, grazie alla proficua sinergia con le associazioni del territorio che ringraziamo per il prezioso lavoro”.

“Anche attraverso questa iniziativa – ha evidenziato Franco – stiamo cambiando il concetto di edilizia residenziale pubblica: le case, oltre alle persone indigenti, devono poter essere destinate, come in questo caso, a persone che vivono un momento di grande difficoltà e necessitano di un supporto fattivo da parte delle istituzioni”.

Presidente Aler Zambelli: orgogliosi di questa iniziativa

“Aler Bergamo, Lecco e Sondrio – ha detto il presidente dell’Aler territoriale Zambelli – contribuisce orgogliosamente a questa iniziativa, con la consapevolezza che la prevenzione e la lotta alla violenza di genere, sia in ambito familiare che sociale, rappresentino un’emergenza di cui le istituzioni devono farsi carico. Progetti come questo rispecchiano l’impegno di Aler nel fornire un sostegno reale alle persone in difficoltà, aiutando le donne nella conquista dell’autonomia abitativa e di una ritrovata indipendenza”.

pab/doz

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La Lombardia dice stop a bullismo e cyberbullismo

7 février 2025 à 13:11

Stop! In occasione della Giornata mondiale contro il bullismo e cyberbullismo Regione Lombardia trasmette sui suoi canali social un video per dire ‘stop!’ a questo odioso fenomeno. I testimonial sono la campionessa paralimpica di danza sportiva, Giada Canino, e la medaglia d’argento di canottaggio alle ultime Olimpiadi di Parigi, Andrea Panizza.

Il video sta girando sulle pagine istituzionali di Regione Lombardia su Facebook, Instagram e TikTok e sugli account social di Lombardia Notizie.

“Vogliamo ricordare e sottolineare – afferma il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – che questa piaga della nostra società, non va sottovalutata. Lo sport con i suoi valori, la famiglia, la scuola, le comunità locali devono allearsi per combatterla e debellarla”.

Attilio FontanaLegge specifica e azioni mirate

Regione Lombardia, prosegue il governatore, “fin dal 2017 si è dotata di una legge specifica in materia (‘Disciplina degli interventi regionali in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo’) per contrastare questo fenomeno in tutte le sue manifestazioni. Un impegno che è proseguito con azioni mirate e risorse dedicate. Abbiamo stanziato oltre 3,6 milioni di euro in interventi per contrastare il disagio dei minori, attraverso l’individuazione di strumenti operativi flessibili e sinergici finalizzati a costruire dispositivi integrati sul territorio. In Lombardia – conclude Fontana – non c’è spazio per chi vuole fare del male, fisicamente o moralmente, ai nostri ragazzi”.

Fenomeno da contrastare in ogni modo

In totale sintonia con il presidente Fontana anche l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini.

“Regione Lombardia – conferma – è quotidianamente impegnata nella prevenzione e nel contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Vogliamo tutelare e valorizzare la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori e anche delle loro famiglie. Per questo valorizziamo buone prassi e per questo abbiamo sottoscritto un protocollo con le Prefetture lombarde che ha messo a terra 8 Piani di Azione con capofila le Ats territorialmente competenti, le Asst, le scuole e i soggetti del Terzo settore che ci consente di operare in rete e intercettare, fragilità, disagio psico-sociale e comportamenti spesso disadattivi o devianti”.

Partenariato istituzionaleElena Lucchini

“Siamo ora al lavoro – fa sapere l’assessore – per la definizione di un partenariato istituzionale finalizzato allo sviluppo di iniziative di promozione dell’alfabetizzazione e della cultura digitale e alla realizzazione di specifici percorsi formativi per i cittadini in modo possano utilizzare al meglio le opportunità presenti in rete”.

“Grazie a Giada e Andrea – conclude Lucchini – per il loro contributo, per il loro esempio, per la bellezza e l’autenticità che sanno trasmettere. Insieme saremo più forti di ogni cyberbullo”.

 

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Varese, Como e Monza: nuove case per donne vittime di violenza

23 janvier 2025 à 14:28

A Varese, Como e Monza nuove case per le donne vittime di violenza. Nella sede Aler della Città giardino sono state simbolicamente consegnate le chiavi di sette appartamenti destinati a ospitare donne vittime di violenza sulla base del progetto sperimentale promosso dalla Regione Lombardia in collaborazione con Aler, Centri Antiviolenza e Case Rifugio.

A Varese, Como e Monza case per donne vittime di violenza

Gli alloggi – assegnati ad alcune realtà associative di riferimento sul territorio, tra cui: Eos Centro Ascolto Donna di Varese, Telefono Donna di Como, Associazione Rete Rosa di Saronno, Società Cooperativa Sociale L’una e le Altre di Varese e C.A.DO.M. di Monza Brianza – verranno messi a disposizione per un minimo di 5 anni. Il contributo regionale coprirà interamente, per tutto il periodo, il canone di affitto e le spese reversibili. Al termine del primo quinquennio, gli alloggi potranno rimanere a disposizione dei soggetti gestori dei CAV/CR con un canone di locazione concordato.

L’iniziativa rientra nel piano per autonomia abitativa delle donne vittime di violenza varato dalla Regione, che con uno stanziamento di tre milioni di euro, che per questa finalità consentirà la messa a disposizione di 64 appartamenti su tutto il territorio regionale. Nei mesi scorsi, sono stati già consegnati gli appartamenti delle Aler di Milano, Pavia-Lodi, Brescia-Cremona-Mantova.

Un investimento da oltre 3 milioni

Varese Como Monza case donne vittime violenzaNel suo complesso questa innovativa misura, vede, a oggi, da parte di Regione Lombardia uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro, dei quali 300.000 euro destinati ai CAV e alle CR per i costi relativi all’accompagnamento delle donne nella sperimentazione (costi di personale ma anche arredi degli alloggi, costi di trasporto, spese di registrazione del contratto, utenze ecc).

All’evento, che si è svolto nella sede Aler di Varese, hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana; l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini; l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco; l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso; l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi; il presidente della IX Commissione regionale Sostenibilità Sociale Casa e Famiglia, Emanuele Monti; e i vertici di Aler Varese Como Monza Brianza e Busto Arsizio: il presidente Stefano Cavallin e il direttore generale Luca Rocchetti.

Presidente Fontana: orgogliosi di questo risultato

Attilio Fontana“Siamo orgogliosi di poter offrire un sostegno concreto a queste donne, certi che potrà rappresentare uno stimolo e un sostegno per riprendersi il prima possibile le loro vite lontano da paure e violenze”. Così il presidente della Regione, Attilio Fontana, a margine della cerimonia di consegna delle chiavi. “Casa e lavoro – ha osservato il governatore – sono le colonne sulle quali si costruisce la vita di una persona. E per chi ha subito un torto ingiusto, come lo sono le violenze di genere, è ancora più importante essere supportato. Oltre alla misura sulla casa – ha ricordato – abbiamo messo in campo azioni per l’inserimento lavorativo e la formazione. Solo quest’anno, sono oltre 16 i milioni, fra fondi statali e regionali, a disposizione dei 57 Centri antiviolenza e della 161 case rifugio e di accoglienza”.

Assessore Lucchini: una risposta concreta

Elena Lucchini“La prevenzione e il contrasto alla violenza di genere sono una priorità di Regione Lombardia. Per questo, accanto alle consolidate politiche antiviolenza, abbiamo voluto introdurre provvedimenti innovativi come la sperimentazione dedicata all’autonomia abitativa che ho promosso personalmente raccogliendo le istanze giunte delle operatrici dei nostri Centri Antiviolenza”, ha dichiarato Lucchini.

Una misura, ha proseguito, “per la quale abbiamo stanziato 3 milioni e che sta raccogliendo un’ampia partecipazione, con 260 candidature ricevute. Dopo una prima selezione, sono stati assegnati 64 alloggi e, attraverso un lavoro sinergico tra Aler e Centri Antiviolenza, si è dato avvio ai trasferimenti nelle nuove abitazioni in modo fluido e strutturato. L’iniziativa proseguirà ora con l’individuazione di ulteriori alloggi per far scorrere la graduatoria”.

Accompagnamento donne nella fuoriuscita da violenza

foto di gruppoSecondo Lucchini si tratta di “una risposta concreta per accompagnare le donne nel percorso di fuoriuscita dalla violenza garantendo loro un’abitazione che contribuirà a creare le basi di una ritrovata autonomia che consenta loro il ritorno a una quotidianità e a un’indipendenza perduta. Oggi – ha concluso l’assessore Lucchini – con la consegna di altri 7 alloggi Aler alle donne vittime di violenza, tre in provincia di Varese, tre nel comasco e uno nella provincia di Monza e Brianza testimoniamo la necessaria alleanza tra istituzioni a sostegno delle donne e dell’intera comunità”.

Assessore Franco: un modello di intervento

Paolo Franco“Per aiutare le donne vittime di violenza – ha dichiarato l’assessore Franco – è fondamentale garantire un’efficace risposta al tema centrale della casa: per ricominciare a vivere è necessario poter disporre di un’abitazione per sé e per i propri figli. In quest’ottica, come Regione Lombardia abbiamo deciso di destinare case a costo zero alle vittime dei soprusi. Una misura, questa, che rientra nelle direttive che abbiamo impartito alle diverse Aler territoriali nell’ambito della ‘Missione Lombardia’, il piano regionale di rilancio delle politiche abitative, dove prestiamo grande attenzione alla dimensione sociale”.

“Anche attraverso progetti come questo – ha proseguito Franco – stiamo ampliando e cambiando il concetto di servizio abitativo: le case dell’edilizia pubblica, oltre alle persone indigenti, devono poter essere assegnate anche ai cittadini che vivono momenti di estrema difficoltà e necessitano di un sostegno da parte delle istituzioni, che riusciamo ad assicurare anche grazie alla decisiva sinergia con le associazioni e gli enti del Terzo settore. Mutare il concetto di casa popolare significa lavorare concretamente per leggere i cambiamenti della società e strutturare un modello di intervento all’insegna del pragmatismo lombardo”.

Assessore Caruso: casa e lavoro per una nuova vita

Francesca Caruso Alessandro Fermi“Con questa iniziativa – ha detto l’assessore Caruso – Regione Lombardia dimostra concreta vicinanza alle donne vittime di violenza. Regione Lombardia da anni investe, in particolare, su due aspetti fondamentali per la fuoriuscita della donna dal circuito della violenza: la casa e il lavoro.

Solo riacquisendo autonomia abitativa ed economica la donna può realmente uscire dal percorso di violenza subita. La nostra istituzione è in prima linea con un impegno costante per promuovere un cambiamento culturale”.

Assessore Fermi: simbolo di rinascita e speranza

“La consegna delle chiavi – ha aggiunto l’assessore Fermi – rappresenta molto più che l’assegnazione di un alloggio: è un simbolo di rinascita e speranza per donne che hanno vissuto momenti di grande difficoltà. Come Regione, crediamo fermamente che la casa sia un diritto fondamentale e un punto di partenza per ricostruire una vita serena e autonoma. Continueremo a lavorare per creare una rete di protezione e sostegno, affinché nessuna donna si senta sola”.

Cavallin (Aler): progetto e impegno fondamentale per il territorio

Stefano Cavallin presidente Aler Varese, Attilio Fontana, Elena Lucchini e Paolo Franco“Questo progetto – ha dichiarato il presidente dell’Aler territoriale, Cavallin – rappresenta per noi un impegno fondamentale per il territorio e per le comunità. Con la consegna delle chiavi, vogliamo sottolineare il valore della solidarietà e della collaborazione con le associazioni che ogni giorno si dedicano alla protezione e al sostegno delle donne vittime di violenza. Ringrazio Regione Lombardia per il prezioso supporto che ha reso possibile questa iniziativa”.

I commenti delle associazioni

Presidente, assessori, vertici aler e associazioniSette appartamenti per sette nuove vite. La collaborazione tra Aler, Regione Lombardia e i Centri Anti Violenza delle province di Varese, Como e Monza permette alle donne vittime di violenza di trovare l’autonomia abitativa.
All’incontro con la stampa, presso la sede Aler di Varese (che include anche i territori di Busto Arsizio, Como e Monza e Brianza), oltre al governatore della Lombardia, Attilio Fontana, e ad alcuni assessori della Giunta regionale sono intervenute anche le rappresentanti delle associazioni che assistono le donne vittime di violenza.

EOS Varese: aiutiamo queste donne a rinascere

esempio casa“Nel 2024 abbiamo assistito 193 donne – ha affermato Marzia Giovannini di EOS Varese – Registrando un incremento del 30% rispetto ai dati del 2023. Sono sempre più giovani coloro che ci chiedono aiuto, anche se possiamo dare una lettura positiva a questi numeri: sempre più spesso viene riconosciuta e denunciata la violenza. È grazie l’iniziativa di Regione e Aler che abbiamo potuto dare una speranza a una donna che non lavorava portandola così a rinascere. Se non si trova l’autonomia, finisci per ricascarci.”

Rete Rosa Saronno: un esperimento che deve continuare

“La Regione Lombardia ha sempre sostenuto i Cav sia per il lavoro che per la casa – continua Oriella Stamerra di Rete Rosa ODV, Saronno – Questa è una cosa diversa, non nell’obiettivo ma nella modalità. Noi non ci tiriamo mai indietro, ma il carico di lavoro è sempre molto importante. L’esperimento di questi alloggi deve continuare”.

Telefono Donna Como: piccoli passi per aiutare più persone

“È difficilissimo per loro avere un contratto di locazione nel mercato privato – aggiunge Laura Tettamanti di Telefono Donna Como – in quanto si tratta spesso di donne che non hanno un reddito. Grazie a questi alloggi abbiamo sistemato due donne. Sono poche, certo, ma ci aspettiamo che goccia dopo goccia riusciamo a conquistarci il mare”.

L’una e le altre (Como): finalmente un luogo dove si sentono a casa

“Avere un posto tutto loro – afferma Federica Trombetta di L’una e le altre, di Como – vuol dire finalmente sentirsi a casa. Dobbiamo ricordare che queste donne sono costrette a lasciare il luogo dove convivevano con il proprio maltrattante e spesso passano per case rifugio, che sicuramente per loro è una salvezza, ma mai una vera e propria casa”.

CADOM Monza: una vera boccata d’ossigeno per le donne

consegna chiavi“Per la donna che abbiamo aiutato – dice Manuela Gandini di CADOM, Monza – è stato un vero salto di qualità, perché lei aveva già un’abitazione, era alla fine del percorso della violenza, ma non poteva assistere alle spese. Il costo della vita, soprattutto a Monza, è, infatti, molto alto. L’assegnazione di questo alloggio, quindi, lei l’ha vissuto come una boccata d’ossigeno. E come un autentico ed effettivo un modo per ripartire”.

pab/doz/as2

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Aggiornato l’albo dei centri antiviolenza e delle case rifugio

20 janvier 2025 à 13:28

Via libera in Lombardia all’aggiornamento dell’albo dei Centri antiviolenza e delle Case Rifugio della Lombardia.

La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini ha approvato la revisione dell’elenco che ha confermato l’iscrizione di tutti i 57 Centri antiviolenza (CAV) e ha portato da 157 a 161 le Case rifugio (CR) iscritte.

Lucchini: Lombardia aggiorna albo centri antiviolenza

“Quando, lo scorso anno, abbiamo istituito l’albo regionale dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio – ha dichiarato l’assessore Lucchini – avevamo definito al meglio i requisiti e le procedure di iscrizione, nonché le modalità di gestione dell’albo stesso. Oggi abbiamo proceduto all’aggiornamento dell’elenco apposito con l’intento di rafforzare il sistema di presa in carico che opera a livello territoriale garantendo la massima attenzione alla formazione degli operatori con l’esclusiva finalità di mettere sempre al centro di ogni azione la donna e i minori”.

Lavoro di squadra per un sostegno concreto alle donne

“Esprimo, infine, la mia riconoscenza – ha concluso Lucchini – agli Enti locali, agli Enti pubblici, alle associazioni e alle organizzazioni che operano quotidianamente al fianco di Regione Lombardia per potenziare la nostra rete tra istituzioni nel concreto sostegno alle donne vittime di violenza”.

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Violenza ai sanitari, dalla Lombardia un regolamento per dire basta

16 décembre 2024 à 16:01

Prevenire e gestire le aggressioni a danno del personale sanitario. È l’obiettivo della Regione Lombardia per garantire maggiore sicurezza ai lavoratori del settore. La delibera approvata in Giunta regionale, è stata proposta dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, di concerto con l’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa.

Videosorveglianza, servizio di sicurezza interno e supporto psicologico e legale

Il documento, realizzato con il contributo del ‘Tavolo Tecnico’, ha affrontato il fenomeno crescente della violenza negli ambienti sanitari. Si basa su un approccio multidisciplinare che coinvolge amministratori, dirigenti, professionisti e lavoratori nella definizione di strategie preventive e di gestione del rischio. Implementata anche la formazione del personale e l’adozione di buone pratiche. Sono previste misure specifiche per prevenire e gestire questi eventi, in linea con le normative nazionali e regionali, tra cui installazione di videosorveglianza, servizio di sicurezza interno, e supporto psicologico e legale.

Una risposta concreta a un problema attuale

Dalle rilevazioni condotte dall’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Sociosanitarie emerge un incremento degli episodi di aggressione negli ultimi anni. Fattori interni ed esterni, come modalità di erogazione dei servizi e contesti sociali, contribuiscono a generare situazioni di rischio.

Assessore Bertolaso: basta violenza a sanitari, Regione Lombardia vicina a dipendenti

“Con questo provvedimento – ha dichiarato l’Assessore Guido Bertolaso – vogliamo garantire un ambiente di lavoro più sicuro per il nostro personale sanitario, che ogni giorno si impegna per la salute dei cittadini. Dobbiamo contrastare gli episodi di violenza con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, soprattutto nei reparti dove il personale è più esposto, parlo in particolare del Pronto Soccorso, dove già stiamo mettendo in campo azioni specifiche”.

La Russa: prosecuzione di un percorso che ha avuto inizio con le bodycam per operatori Areu

“Questo documento – ha sottolineato l’assessore La Russa – è il risultato di un lavoro condiviso tra istituzioni, aziende sanitarie e operatori. Rappresenta un impegno concreto per tutelare la sicurezza dei nostri professionisti e garantire serenità e protezione. Troppo spesso il personale sanitario è vittima di aggressioni, verbali e anche a volte fisiche, che ne minano la serenità oltre a rappresentare fatti gravi e ingiustificabili. È la prosecuzione di un percorso che il nostro assessorato ha avviato con le bodycam per gli operatori Areu”.

Cosa prevede il documento

Il documento prevede intanto una fase di monitoraggio e segnalazione degli episodi attraverso la raccolta tramite sistemi di ‘incident reporting’ e monitoraggio continuo da parte dell’Agenzia di Controllo del Servizio Socio-Sanitario. Ma anche l’adozione di misure preventive come l’installazione di dispositivi di sicurezza come pulsanti antipanico, videosorveglianza (già attivi in alcuni ospedali lombardi), servizio di sicurezza interno, creazione di ambienti confortevoli per pazienti e personale, e miglioramento delle condizioni lavorative. Previsti inoltre corsi specifici per il personale sanitario su tecniche di ‘de-escalation’, gestione del rischio e autodifesa.

Il piano per la prevenzione degli atti di violenza

Sono stati introdotti anche percorsi di supporto psicologico e legale per gli operatori vittime di violenza, oltre a procedure per il ripristino delle condizioni lavorative. Ogni struttura sarà inoltre chiamata a elaborare un ‘Piano per la Prevenzione degli Atti di Violenza sugli Operatori Sanitari’ (PREVIOS), integrato nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Le campagna di sensibilizzazione di Regione Lombardia per combattere violenza ai sanitari

Regione Lombardia promuoverà campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini per scoraggiare qualsiasi atto di violenza, ribadendo una politica di tolleranza zero. L’obiettivo è favorire un cambiamento culturale che tuteli il rispetto e la sicurezza di chi lavora al servizio della comunità.

 

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Donne vittime di violenza, consegnati i primi 20 alloggi Aler a Milano

9 décembre 2024 à 17:15

“Pronti i primi 20 alloggi Aler di Milano destinati alle donne vittima di violenza. Le chiavi degli appartamenti sono state consegnate a 8 associazioni impegnate come Centri Anti Violenza e Case Rifugio. Alla cerimonia sono intervenuti gli assessori regionali Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità) e Paolo Franco (Casa e Housing sociale) e il presidente di Aler Milano Matteo Mognaschi.

La misura (3 milioni di euro di finanziamento regionale) prevede la messa a disposizione di 64 appartamenti sul territorio regionale per sostenere le donne nel loro percorso di autonomia abitativa, fondamentale per il recupero e la rinascita di chi si rivolge ai centri specializzati per sottrarsi a gravi situazioni di violenza domestica.

Il contributo regionale copre interamente il canone di affitto e le spese reversibili. Al termine del periodo di copertura economica, gli alloggi potranno rimanere a disposizione dei soggetti gestori dei CAV/CR con un canone di locazione concordato ex legge 431/98.

“La prevenzione e il contrasto della violenza di genere – ha dichiarato l’assessore Lucchini – sono una priorità di Regione Lombardia e seguono una direttrice precisa: creare le basi per una ritrovata autonomia, che implica necessariamente il ritorno a una quotidianità e a un’indipendenza perduta. Per questo abbiamo introdotto misure innovative come questa sperimentazione che ho promosso personalmente raccogliendo le istanze dei territori e che oggi ci permette di consegnare altri 20 alloggi Aler alle donne vittime di violenza. Una misura che sta raccogliendo un’ampia partecipazione, con 260 candidature ricevute”.

Una misura destinata a crescere

Dopo una prima selezione, ha continuato, “sono stati assegnati 64 alloggi e, attraverso un lavoro sinergico tra Aler e Centri Antiviolenza, si è dato avvio ai trasferimenti nelle nuove abitazioni in modo fluido e strutturato. L’iniziativa proseguirà ora con l’individuazione di ulteriori alloggi per rispondere alle donne in lista d’attesa. A partire da gennaio, infatti, si terranno incontri tra Aler e i gestori dei Centri Antiviolenza per individuare nuovi alloggi coerenti con i bisogni delle donne”.

Dalla Regione una risposta concreta

Regione Lombardia, ha sottolineato l’assessore Paolo Franco, “con concretezza e pragmatismo ha messo in campo una rete di aiuto alle donne vittime di violenza che include una risposta efficace alle necessità abitative: poter disporre di una casa per sé e per i propri figli è un elemento essenziale e imprescindibile per affrontare un percorso di rinascita. L’assegnazione di abitazioni a costo zero alle vittime dei soprusi – ha rimarcato l’esponente della giunta – rientra nelle specifiche direttive che abbiamo impartito alle Aler, dando concretezza a misure virtuose di ‘welfare abitativo’ e ‘housing sociale’ in linea con la ‘Missione Lombardia’, il piano regionale di rilancio delle politiche abitative”.

Anche attraverso questo progetto, ha concluso Franco, “stiamo cambiando il concetto di edilizia residenziale pubblica: le case, oltre alle persone indigenti, devono poter essere destinate, come in questo caso, a persone che vivono un momento di estrema difficoltà e necessitano di un supporto fattivo da parte delle istituzioni. Il nostro impegno da questo punto di vista prosegue con grande determinazione”.

Così si ricomincia un percorso di vita

“Con grande soddisfazione – ha affermato il presidente di Aler Milano Matteo Mognaschi – consegniamo gli alloggi Aler alle associazioni (Centri Anti Violenza e delle Case Rifugio) che si occuperanno di assegnarle alle donne vittime di violenza e i loro figli per ricominciare un percorso di vita partendo proprio dalla casa. Aler Milano è presente anche su questo fronte nel fare squadra con Regione e le realtà del terzo settore. La dimostrazione ulteriore che quando si parla di domanda abitativa in tutte le sue accezioni si parla di welfare”.

 

 

 

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Regione Lombardia e Polizia di Stato contro violenza su donne

25 novembre 2024 à 14:30

Si è conclusa la ‘due giorni’ contro la violenza sulle donne organizzata da Regione Lombardia in piazza San Babila, a Milano, in collaborazione con la Polizia di Stato e con il supporto di Alfaparf Milano e del Gruppo Nestlé in Italia. Presenti all’evento anche le operatrici dei Centri antiviolenza SVS DAD – Donna Aiuta Donna, SVSeD – Soccorso Violenza Sessuale e Domestica, Fondazione asilo Mariuccia, Farsi Prossimo.

Contrasto violenza donne, sinergia Regione Lombardia e Polizia

violenza donne polizia regione lombardia

In piazza San Babila, domenica 24 e lunedì 25 novembre 2024, è stato allestito un ‘villaggio antiviolenza’, con una grande pagoda e il camper della Polizia di Stato. Esperti della Questura e operatrici della Rete dei Centri Antiviolenza hanno fornito informazioni sui servizi di supporto disponibili in Lombardia per le donne vittime di violenza.

La Russa: necessario diffondere cultura del rispetto e della parità

“La violenza sulle donne – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa – è un fenomeno odioso che ci riguarda tutti, uomini e donne. Che può essere contrastato soltanto attraverso la diffusione della cultura del rispetto e della parità a tutti i livelli, in famiglia, a scuola, sul posto di lavoro. L’iniziativa ci ha visti protagonisti, insieme alla Polizia di Stato, di una campagna di sensibilizzazione per tenere alta l’attenzione contro la violenza sulle donne, che sia fisica o psicologica”.

Questore Megale: la campagna della Polizia di Stato rappresenta uno strumento concreto di ascolto

Il Questore di Milano, Bruno Megale, ha sottolineato come “la campagna della Polizia di Stato rappresenti uno strumento concreto di ascolto e di divulgazione. E ciò non solo per le donne, ma per tutti coloro che vogliano essere parte attiva di un cambiamento. L’aumento di denunce sporte alla Questura di Milano da parte di donne vittime di violenza fisica e psicologica, di maltrattamenti e stalking e la loro conoscenza dello strumento di prevenzione dell’ammonimento dimostra come ci sia stata un’evoluzione nella cultura: è necessario, pertanto, continuare con queste attività per educare e formare adulti e giovani a partire dall’età scolastica”.

violenza donne polizia regione lomnbardia

Il sostegno dei privati

“Abbiamo deciso deciso di sostenere come main sponsor la campagna di Regione Lombardia per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne – ha affermato Attilio Brambilla, vice presidente di Alfaparf Group spa – perché crediamo fermamente che prendersi cura di sé non significhi solo valorizzare la bellezza esteriore ma anche tutelare la propria dignità e i propri diritti. Il nostro impegno è promuovere il benessere e l’autostima di ogni donna, affinché possa vivere una vita libera da ogni forma di violenza e oppressione”.

Messaggio di rispetto e solidarietà

violenza donne polizia regione lombardiaSosteniamo questa importante iniziativa promossa dalla Regione Lombardia – ha dichiarato Manuela Kron, Corporate Affairs Director Nestlé – unendo il nostro impegno a quello di tante istituzioni e di molte altre aziende per dare voce alla lotta contro la violenza sulle donne. Siamo felici che Baci Perugina sia visto come una metafora di affetto e legami autentici. È nella sua essenza un’icona di emozioni e amore universale, per questo motivo lo riteniamo il nostro ‘portavoce’ più significativo per partecipare a questa sensibilizzazione così importante. Vogliamo trasmettere un messaggio di rispetto e solidarietà”.

 

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#nonseidasola lotta a violenza contro le donne, le azioni della Regione

19 novembre 2024 à 17:00

“Dobbiamo promuovere un messaggio universale: donne e uomini uniti contro ogni forma di violenza”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini che, nell’Aula di Palazzo Pirelli, ha portato all’attenzione del Consiglio regionale lo stato dell’arte sulle politiche di Regione Lombardia e i dati legati a un fenomeno, “la cui gravità non deve essere sottovalutata”.

Priorità: mai abbassare la guardia

Non bisogna mai abbassare la guardia. Sono certa, ha affermato la responsabile della Giunta delle Politiche sociali, “che questo assunto raccolga una condivisione unanime e trasversale. Sarebbe stata una soddisfazione enorme presentarmi oggi, di fronte alla nostra Assemblea legislativa, potendo dichiarare che abbiamo vinto questa battaglia. Ma, nonostante i numerosi passi avanti, le risorse stanziate e l’impegno profuso, la strada da percorrere è ancora lunga. È importante, tuttavia – ha sottolineato – ribadire con orgoglio che ogni iniziativa, ogni politica, ogni campagna di sensibilizzazione, specialmente nelle scuole, rappresenta un passo fondamentale verso un obiettivo che non esito a definire ambizioso: la totale eliminazione della violenza di genere”.

L’impegno di Regione Lombardia

La nostra istituzione, anche quest’anno – ha fatto sapere Lucchini – si è impegnata con determinazione nella prevenzione e nel contrasto alla violenza contro le donne. Un fenomeno che continua a colpire la nostra società in modo ancora troppo intenso e che richiede un’azione congiunta, mirata e costante. Abbiamo lavorato per consolidare le reti territoriali, introdurre misure innovative e implementare progetti di sostegno concreto. Con l’obiettivo di garantire alle donne vittime di violenza il supporto necessario per uscire da situazioni di abuso e costruire una nuova autonomia di vita”.

Le reti e l’albo antiviolenza

In Lombardia sono operative 27 reti interistituzionali territoriali antiviolenza, composte da Comuni capofila, 57 Centri Antiviolenza e 157 Case Rifugio. Queste reti rappresentano una risposta strutturale alla violenza, offrendo a ogni donna percorsi di supporto personalizzati.

Al fine di preservare e valorizzare il sistema antiviolenza lombardo, e contemporaneamente attuare l’Intesa Stato-Regioni approvata il 14 settembre 2022, Regione Lombardia ha istituito l’Albo dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio, individuando una modalità che permetta ai soggetti che da sempre si occupano di contrasto alla violenza seppur in modo non esclusivo di iscriversi all’albo. La soluzione adottata, infatti, ha permesso il mantenimento nell’Albo di 11 centri antiviolenza e oltre 100 case rifugio.

Le nuove misure

Le nuove misure che stiamo sperimentando, ha sottolineato l’assessore Lucchini, “seguono una direttrice precisa: creare le basi per una ritrovata autonomia, che implica necessariamente il ritorno a una quotidianità e a un’indipendenza perduta. Per questo motivo riteniamo che le chiavi di questa autonomia siano: la casa, il lavoro e la formazione”.
Nel 2024, ha evidenziato l’esponente della Giunta regionale “abbiamo introdotto misure innovative per favorire l’indipendenza sia sul piano abitativo che su quello lavorativo. Una delle novità più rilevanti è la sperimentazione dell’assegnazione gratuita degli alloggi ALER alle donne vittime di violenza. Regione Lombardia ha stanziato complessivamente 3 milioni di euro, di cui 300.000 euro destinati ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio per coprire i costi relativi al personale, agli arredi, alle spese di trasporto, di registrazione dei contratti e delle utenze”.

Case Aler alle donne vittime di violenza

La misura ha raccolto un’ampia partecipazione, con 260 candidature ricevute. Dopo una prima selezione, sono stati assegnati 64 alloggi e, attraverso un lavoro sinergico tra ALER e Centri Antiviolenza, si è dato avvio ai trasferimenti nelle nuove abitazioni in modo fluido e strutturato.
L’iniziativa proseguirà con l’individuazione di ulteriori alloggi per rispondere alle donne in lista d’attesa. A partire da gennaio, infatti, si terranno incontri tra ALER e i gestori dei Centri Antiviolenza per individuare nuovi alloggi coerenti con i bisogni delle donne.

Bando inserimento lavorativo

Accanto a questa misura, ha aggiunto Lucchini, “abbiamo attivato un bando per l’inserimento lavorativo e la formazione professionale delle donne vittime di violenza, stanziando 1,5 milioni di euro”. Dei 29 progetti presentati, ne sono stati selezionati 11, che puntano a fornire nuove competenze e opportunità lavorative alle donne, offrendo loro una prospettiva di indipendenza economica. Questi progetti coinvolgono oltre 30 enti tra pubblico e privato, 4 Comuni, 18 Centri Antiviolenza, 3 Case Rifugio e associazioni come la Rete Italiana di Microfinanza e Inclusione Finanziaria e la Camera di Commercio.

Cultura della parità

L’autonomia passa anche attraverso l’educazione e quella che definiamo ‘Cultura della Parità’. Siamo fermamente convinti, ha affermato l’assessore, “che la prevenzione della violenza debba partire dall’educazione e dalla formazione. Per questo motivo, abbiamo rifinanziato un bando per il sistema universitario, con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto e della parità. Nove i progetti innovativi selezionati grazie a un fondo di 170.000 euro, finalizzati a formare i futuri professionisti e a sensibilizzare i giovani”.
Inoltre, la Giunta “ha recentemente approvato lo schema per il rinnovo del protocollo con l’Ufficio scolastico regionale ‘A scuola contro la violenza sulle donne’. Con una dotazione di 490.000 euro, questo protocollo consentirà di proseguire e implementare numerosi progetti e buone pratiche nelle scuole lombarde”.

Alleanza con le forze sociali

Parallelamente, l’azione di Regione Lombardia si concentra sulla creazione di una vera alleanza con le forze sociali. Una collaborazione, ha concluso Lucchini, “che si concretizza attraverso nuovi protocolli con gli ordini professionali per sostenere le vittime e le loro famiglie. Il 25 novembre, infatti, sarà firmato un Protocollo con l’Ordine degli Psicologi, che include un finanziamento di 30.000 euro per realizzare moduli formativi finalizzati a riconoscere i segnali di rischio di violenza nelle donne e nei minori. Questo protocollo punta anche a sensibilizzare la comunità educante, offrendo strumenti per il riconoscimento della violenza domestica e assistita e per il supporto psicologico delle vittime nei Centri Antiviolenza. Abbiamo anche stipulato un accordo con l’Ordine degli Avvocati per l’estensione del gratuito patrocinio alle vittime di violenza domestica. Questa iniziativa garantirà un accesso equo alla tutela legale per le donne che devono affrontare processi complessi e costosi”.

Violenza di genere, i dati

Secondo i dati forniti dal Viminale, nel 2024 si sono registrati 94 omicidi di donne in Italia, 80 dei quali commessi in ambito familiare o affettivo. Di questi, 57 da parte dal partner o dall’ex partner. In Lombardia, dall’inizio dell’anno, sono state uccise sei donne, nei territori di Varese, Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova. Le statistiche dei Centri Antiviolenza lombardi riferiscono che, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023, le donne prese in carico sono 5.810. La maggior parte delle vittime sono donne occupate stabilmente (45,3%) o disoccupate (20,76%), con una formazione scolastica media o medio-alta. Sul piano personale, il 42% delle donne è nubile, mentre il 40% è coniugato. Le fasce d’età più colpite sono quelle tra i 35-44 anni (28,7%) e i 45-54 anni (24%). Inoltre, il 53% delle donne assistite ha figli minori.
Le forme di violenza subita includono quella psicologica (31%), fisica (23%), le minacce, la violenza economica e lo stalking, spesso in contesti familiari, con il marito che risulta autore della violenza in un terzo dei casi.

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Regione Lombardia intensifica le misure a tutela dei lavoratori sanitari

21 octobre 2024 à 16:13

Regione Lombardia rafforza il proprio impegno nella tutela dei lavoratori sanitari e socio-sanitari dalle aggressioni con una serie di misure operative volte a prevenire e contrastare gli episodi di violenza che si verificano all’interno delle strutture sanitarie. La Direzione Welfare ha infatti inviato una circolare alle Ats, Asst e Irccs con alcune disposizioni anche alla luce della recente normativa nazionale che rafforza la protezione degli operatori sanitari prevedendo la procedibilità d’ufficio in caso di violenze e l’inasprimento delle pene.

Bertolaso: vogliamo garantire la sicurezza di chi ogni giorno lavora al servizio della salute dei cittadini

“Episodi di violenza contro gli operatori sanitari e socio-sanitari – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – non possono e non devono essere tollerati. Regione Lombardia ha deciso di rafforzare il proprio impegno con una serie di misure concrete per garantire la sicurezza di chi ogni giorno lavora al servizio della salute dei cittadini. Le nuove disposizioni, in linea con la normativa vigente, puntano a prevenire e contrastare le aggressioni all’interno delle strutture sanitarie. La collaborazione con le Forze dell’ordine, il monitoraggio continuo degli episodi di violenza e il supporto psicologico e legale per i lavoratori aggrediti sono solo alcune delle azioni messe in campo.”

I dati in Lombardia su aggressioni a sanitari

“La sicurezza degli operatori – ha specificato l’assessore – deve essere garantita a priori ma anche nelle fasi successive in caso si verifichi un evento di aggressione. Per tutelare il nostro personale oltre a segnalare gli eventi violenti alla Procura, gli enti sanitari dovranno valutare di costituirsi parte civile nell’ambito dei processi penali. Ho infatti detto ai Direttori generali che questa deve diventare una prassi. Nel 2022 segnalate in Procura solo il 6 % delle aggressioni fisiche. Nel 2023 il dato è addirittura in calo al 4%. Anche in questo caso l’espressione fondamentale è ‘prendersi in carico’ non solo dei nostri pazienti ma anche del nostro personale. La tutela della salute e del benessere degli operatori rappresenta un presupposto fondamentale per garantire un sistema sanitario efficiente e sicuro. Il tutto a beneficio non solo dei lavoratori, ma anche dei cittadini lombardi che si affidano quotidianamente ai servizi sanitari”.

sanità lombarda pronto soccorso

Gli episodi e i pulsanti anti aggressioni

Nel 2023 sono stati segnalati in Lombardia 4.836 episodi di aggressione (dagli insulti alla violenza con arma). In regione sono diverse le strutture ospedaliere che hanno attivato il pulsante di allarme aggressione agli operatori sanitari e vari Pronto Soccorso si sono dotati di figure di accoglienza per pazienti e accompagnatori, in particolare la presenza del ‘Caring nurse’ si è dimostrata efficace per ridurre la conflittualità e le conseguenti aggressioni.

Misure principali della circolare

Le misure principali indicate da Regione Lombardia riguardano in particolare la collaborazione con le Forze dell’ordine, si invitano infatti le strutture sanitarie a stipulare protocolli operativi con le Forze di polizia per garantire un intervento tempestivo in caso di aggressioni. Le strutture sanitarie sono inoltre incoraggiate a istituire procedure aziendali per garantire supporto psicologico e legale ai dipendenti che subiscono aggressioni fisiche o verbali. Queste misure si estendono anche alla fase successiva all’aggressione, assicurando un adeguato accompagnamento durante il percorso.

La segnalazione all’Autorità giudiziaria

Previsto anche l’obbligo di segnalazione all’Autorita’ giudiziaria per episodi di violenza a danno del personale. L’obbligo si applica anche nel caso di danni a beni aziendali provocati durante aggressioni. Infine il monitoraggio e analisi dei dati. Regione Lombardia ha attivato un monitoraggio continuo degli episodi di violenza. I dati, raccolti dall’Agenzia di Controllo del Sistema Socio Sanitario lombardo, verranno utilizzati per identificare aree critiche e rafforzare ulteriormente le azioni di prevenzione.

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Violenza contro le donne, sottoscritto protocollo Regione Ordine psicologi

11 septembre 2024 à 16:32

Un ulteriore passo in avanti nel contrasto alla violenza contro le donne. La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha approvato la sottoscrizione del Protocollo d’intesa con l’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

Elena Lucchini“Con questa intesa – ha affermato l’assessore Lucchini – intendiamo riconoscere e strutturare l’attività svolta dalle psicologhe all’interno dei CAV – Centri Anti Violenza. La prevenzione e il contrasto della violenza di genere è un obiettivo strategico della nostra legislatura e si raggiunge anche costruendo alleanze che mettano in comune competenze umane e professionali per fermare e riconoscere la violenza in ogni sua forma”.

Grazie alla collaborazione sottoscritta, ha spiegato l’esponente della Giunta regionale, “sarà possibile sviluppare moduli formativi per i professionisti. Ciò  consentirà loro di intercettare precocemente i segnali di rischio nelle donne vittime di violenza e nei minori vittime di violenza assistita”.

Il nostro intento, ha aggiunto Lucchini, “è quello di sviluppare attività formative della comunità educante. Anche con iniziative di sensibilizzazione in favore dei professionisti e dei cittadini con un supporto scientifico. Altro obiettivo innovativo è la validazione di strumenti utili per un’adeguata e integrata presa in carico psicologica delle donne all’interno dei CAV”.

“Ringrazio infine – ha concluso l’assessore – l’Ordine degli Psicologi e il loro Osservatorio Pari opportunità e Generi che opererà come supporto strategico di coordinamento delle iniziative”.

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Case Aler alle donne vittime di violenza, la Lombardia vara il piano

Par : Marco Dozio
27 juin 2024 à 11:57

Sono 64 i primi alloggi che saranno messi a disposizione delle donne vittime di violenza in Lombardia, sulla base del progetto sperimentale promosso dalla Regione in collaborazione con Aler, Centri Antiviolenza e Case Rifugio.

Lo prevede una delibera della Giunta regionale approvata su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, di concerto con l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, e l’assessore alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa.

L’obiettivo è sostenere le donne nel loro percorso di autonomia abitativa, fondamentale per il recupero e la rinascita di chi si rivolge ai centri specializzati per sottrarsi a gravi situazioni di violenza domestica. Un provvedimento che assume un significato ancor più forte anche in relazione alle recenti vicende che riguardano le politiche della casa.

La misura, attraverso uno stanziamento regionale di 1,5 milioni di euro, prevede un contributo per le Aler che mettono disposizione alloggi a favore di CAV e CR. Il finanziamento permette di offrire alle donne vittime di violenza soluzioni abitative adeguate e a costo zero per la durata di 5 anni. Al termine del periodo di copertura economica gli alloggi potranno rimanere a disposizione dei soggetti gestori dei CAV/CR con un canone di locazione concordato.

Assessore Franco: abitazioni a costo zero per le vittime

“Una casa per sé e per i propri figli – ha sottolineato l’assessore Franco – è elemento essenziale e imprescindibile affinchè le donne maltrattate possano uscire dall’incubo e ricominciare a vivere. Il piano per il rilancio delle politiche abitative, denominato ‘Missione Lombardia’, agisce con determinazione anche sul fronte del ‘welfare abitativo’, prevedendo iniziative come questa in grado di aiutare, in modo pragmatico, le persone che necessitano di un sostegno da parte delle istituzioni. In particolare, l’assegnazione di alloggi a costo zero alle vittime di soprusi rientra nelle direttive impartite alle Aler. La delibera, inoltre, dà mandato alle Aler per la sottoscrizione delle convenzioni con i Centri Antiviolenza”.

Assessore Lucchini: potenziamo la rete a sostegno delle donne

“Ho voluto fortemente questa sperimentazione innovativa – ha evidenziato l’assessore Lucchini – per promuovere concretamente l’autonomia abitativa delle donne che si rivolgono ai nostri Centri specialmente in caso di presenza di uno o più figli minori e di persone con disabilità nel nucleo familiare. Un intervento che potenzierà l’intera nostra rete sociale a sostegno di tutte le donne e che ha avuto la massima attenzione da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Un intervento che vogliamo diventi strutturale e per il quale lo scorso maggio abbiamo messo a disposizione ulteriori 1,5 milioni che ci consentiranno di scorrere la graduatoria delle domande e poter concedere altri immobili già entro la fine di quest’anno”.

Assessore La Russa: in campo contro una piaga sociale

“Lavorare per la sicurezza dei cittadini e delle donne in particolare – ha affermato l’assessore La Russa – significa incidere con azioni tangibili come questa, frutto di una collaborazione efficace tra soggetti diversi. Regione Lombardia è in campo con ogni strumento possibile per fronteggiare questa piaga sociale. Le donne in difficoltà possono trovare nelle istituzioni un solido punto di riferimento per l’avvio di un percorso di protezione e rinascita personale e sociale”.

Gli alloggi sui territori provinciali

Di seguito il numero degli alloggi coinvolti nel progetto suddivisi per provincia, in base alle candidature pervenute da Centri Antiviolenza e Case Rifugio.

  • BERGAMO: 8 alloggi
  • BRESCIA: 11 alloggi
  • COMO: 3 alloggi
  • CREMONA: 8 alloggi
  • LECCO: 3 alloggi
  • MANTOVA: 6 alloggi
  • MILANO: 20 alloggi
  • MONZA B.: 1 alloggio
  • PAVIA: 1 alloggio
  • VARESE: 3 alloggi.

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In Lombardia nasce primo albo dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio

20 mai 2024 à 15:54

La Giunta della Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, ha approvato le modalità di utilizzo e i criteri di riparto per il contrasto alla violenza di genere. Si tratta di risorse nazionali pari a 10.741.887 euro alle quali si aggiungono 3.300.000 euro di cofinanziamento regionale.

La ripartizione delle risorse

“L’impegno della nostra Regione per la prevenzione e la presa in carico delle donne vittime di violenza si rinnova con la ripartizione delle risorse alle nostre 27 reti territoriali. Contrastare la violenza di genere – ha dichiarato l’assessore – è una priorità di civiltà. Così come è una priorità del mandato sancita dal Programma regionale di Sviluppo Sostenibile (PRSS) di questa legislatura”.

Le risorse ripartite sono da destinare all’integrazione della programmazione del biennio 2024/2025. Questa è finalizzata al sostegno dei Centri antiviolenza e delle Case Rifugio e alla attuazione di interventi di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne in Lombardia.

L’albo dei Centri Antiviolenza della Lombardia

“Abbiamo anche  approvato – chiarisce la responsabile alla Famiglia – il primo elenco degli iscritti all’albo dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio della Lombardia. Grazie a ciò, abbiamo definito i requisiti e le procedure di iscrizione, nonché le modalità di gestione dell’albo stesso. L’introduzione di un albo apposito si inserisce nell’ottica di rafforzamento di reti e di organismi di parità che operano a livello territoriale”.

Una scelta che consentirà un miglioramento della qualità degli interventi. Oltre a calibrare meglio la formazione degli operatori e per mettere al centro di ogni azione la donna e i minori.

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Donne, inaugurata mostra ‘Scarpe rosse’ al Parlamento Ue

13 mars 2024 à 12:20

“Solo l’alleanza tra istituzioni e comunità potrà fermare la violenza di genere“. Così l’assessore di Regione Lombardia alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e pari opportunità, Elena Lucchini, mercoledì 13 marzo a Strasburgo all’inaugurazione della mostra ‘Scarpe rosse’ al Parlamento europeo.

“In occasione delle celebrazioni per la Giornata Internazionale delle Donne ho voluto sostenere anche nelle sedi europee una rassegna che ho già avuto modo di apprezzare sul nostro territorio Pavese. La mia gratitudine va dunque a una straordinaria realtà quale il Centro Antiviolenza Kore, ogni giorno al servizio delle donne. Grazie anche all’europarlamentare Isabella Tovaglieri per aver promosso questa mostra. Una rassegna voluta per sensibilizzare quante più persone possibili contro la violenza sulle donne attraverso il fascino e l’eleganza delle nostre calzature Made in Italy”.

Mostra ‘Scarpe rosse’ al Parlamento europeo

“All’inaugurazione – prosegue Lucchini – abbiamo avuto l’onore di ospitare anche la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metzola che ha potuto conoscere il grande impegno che mettono le operatrici e i tanti volontari della rete lombarda antiviolenza. Il nostro impegno ‘Non sei da Sola’ continua, ogni giorno, anche nelle più importanti sedi istituzionali”.

Rassegna a Vigevano, Parabiago e Busto Arsizio

La mostra è stata precedentemente ospitata a Vigevano (PV) da dove ha preso il via la prima edizione presso il ‘Museo Internazionale della Calzatura’. Poi ha poi toccato le città di Parabiago con il suo celebre distretto calzaturiero. Quindi è stata infine a Busto Arsizio prima di approdare al Parlamento europeo.

All’evento sono intervenute inoltre la presidente di Kore, Nicla Spezzati, e la direttrice Barbara Milan, che hanno illustrato i contenuti della mostra ‘Scarpe rosse – quando il design diventa simbolo’.

In mostra il Made in Italy d’eccellenza contro la violenza sulle donne. Questo per raccontare come simbolicamente le calzature femminili della più alta artigianalità italiana. Tutte accomunate dal colore rosso e associate a un nome di donna possano essere uno strumento di denuncia e consapevolezza.
La rassegna resterà aperta al pubblico fino a giovedì 14 marzo.

mostra scarpe rosse

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