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Aler, da Regione altri 36 alloggi per donne vittime di violenza

3 juillet 2025 à 16:36

In arrivo ulteriori 36 alloggi  messi a disposizione delle donne vittime di violenza in Lombardia, sulla base del progetto sperimentale promosso dalla Regione in collaborazione con Aler, Centri antiviolenza e Case rifugio. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, di concerto  gli assessori  Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità),  e Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile).

L’obiettivo è sostenere le donne nel loro percorso di autonomia abitativa, fondamentale per il recupero e la rinascita di chi si rivolge ai centri specializzati per sottrarsi a gravi situazioni di violenza domestica. L’iniziativa, avviata nel 2023, ha già affidato 64 alloggi. Con quelli previsti dal provvedimento della Giunta, quindi, gli alloggi salgono complessivamente a 100.

Soluzioni abitative adeguate a costo zero

Attraverso un nuovo stanziamento regionale di 1,5 milioni di euro, la misura prevede la ricognizione e la valorizzazione di ulteriori 36 alloggi e dà mandato alle Aler di sottoscrivere le convenzioni con i Cav, i Centri antiviolenza, per l’assegnazione delle case. Il rifinanziamento permette di offrire alle donne vittime di violenza soluzioni abitative adeguate e a costo zero, comprendo il canone di affitto e le spese reversibili. Al termine del periodo di copertura economica, gli alloggi potranno rimanere a disposizione dei soggetti gestori dei Centri antiviolenza e Case rifugio, con un canone di locazione concordato.

Franco: dimostrazione del ruolo sociale dell’edilizia pubblica

L'assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, ha commentato la misura che mette a disposizione ulteriori 36 alloggi alle donne vittime di violenza in Lombardia“Con questo provvedimento – ha dichiarato l’assessore Franco – Regione Lombardia conferma il proprio impegno nel garantire un percorso reale di autonomia e rinascita alle donne vittime di violenza. La casa è il primo passo verso la libertà e l’indipendenza, ed è nostro dovere creare le condizioni perché nessuna donna sia costretta a scegliere tra la propria sicurezza e la propria dignità. Grazie alla collaborazione con le Aler, i Centri antiviolenza e le Case rifugio, rafforziamo un modello di intervento che mette a disposizione alloggi a costo zero alle vittime dei soprusi. Questo progetto dimostra il ruolo sociale dell’edilizia pubblica, che non può limitarsi ad aiutare solo chi è in difficoltà economica, ma deve essere capace di rispondere a tutte le fragilità della nostra società”.

Lucchini: misura innovativa per garantire autonomia abitativa

L’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha commentato la misura che mette a disposizione ulteriori 36 alloggi alle donne vittime di violenza in Lombardia“La nostra Rete Antiviolenza – ha sottolineato l’assessore Lucchini – è quotidianamente impegnata nella prevenzione e nel contrasto alla violenza contro le donne. Anche per questo il mio Assessorato ha finanziato questa misura innovativa e sperimentale volta a garantire autonomia abitativa alle vittime della violenza di genere. Attraverso la sinergia con le Aler di tutta la Lombardia stiamo promuovendo un intervento che intendiamo ampliare coinvolgendo anche altre realtà sociali e del Terzo settore. Garantire un’abitazione significa garantire un percorso di autentica fuoriuscita dalla violenza ma significa anche riaffermare la volontà di un’alleanza sociale capace di intervenire per un’adeguata presa in carico delle donne maltrattate e dei loro figli minori ai quali dobbiamo garantire tutele rafforzate“.

La Russa: una casa sicura, lontano da chi ha causato sofferenze

L'assessore alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, ha commentato la misura che mette a disposizione ulteriori 36 alloggi alle donne vittime di violenza in Lombardia“Contrastare la violenza sulle donne – ha aggiunto l’assessore La Russa – significa garantire non solo interventi di protezione immediata, ma anche strumenti concreti per ricostruire la propria vita familiare in sicurezza. Con questa iniziativa mettiamo a disposizione per loro una casa sicura, lontano da chi ha causato sofferenze e minacce. Regione Lombardia è in campo con ogni strumento possibile per fronteggiare questa piaga sociale, perché nessuna donna deve sentirsi sola o abbandonata“.

Gli alloggi Aler sui territori provinciali per le donne vittime di violenza

Di seguito il numero degli alloggi Aler assegnati alle donne vittime di violenza suddivisi per provincia, in base alle candidature pervenute da Centri antiviolenza e le Case rifugio .

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Tavolo antiviolenza, 16 milioni per sostenere centri e case rifugio

24 mars 2025 à 14:13

Riunito al Belvedere di Palazzo Lombardia il ‘Tavolo permanente per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne‘. Oggetto del confronto, presieduto dall’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità di Regione Lombardia, Elena Lucchini, la programmazione del ‘Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità‘ che ripartirà le risorse necessarie per l’attività della Rete antiviolenza nel biennio 2025-2026.

Risorse e novità della Rete antiviolenza: in arrivo la misura ‘Vicini a ogni donna’

Le risorse nazionali e regionali messe a disposizione per i Centri antiviolenza e le Case rifugio saranno in totale 15.927.000 di euro. Nello specifico, 8.379.000 di euro sono le risorse di funzionamento, 3.858.000 di euro le risorse invece destinate a interventi in attuazione del piano. Novità di questa nuova programmazione sarà la misura ‘Vicini a ogni donna‘ che riguarda la destinazione di risorse pari a 3.689.683 euro per finanziare interventi di potenziamento dei servizi o di ristrutturazione per individuare Centri antiviolenza e Case rifugio specializzati nella presa in carico delle donne con disabilità che sono vittime di violenza.

Lucchini: risorse aumentate per sostegno e accoglienza

“Le nostre politiche contro la violenza – ha detto l’assessore Lucchini – sono al centro della nostra azione di governo. Pertanto, oltre alle misure innovative, alle sperimentazioni e ai protocolli interistituzionali, anche quest’anno abbiamo voluto aumentare le risorse per le strutture di sostegno e accoglienza. L’incremento di risorse per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere è infatti costante negli anni e registra un +291% rispetto allo stanziamento del 2021″.

Prima rete per donne con disabilità vittime di violenza

Per la prima volta, è stata creata una rete di soggetti specializzati in tema di presa in carico di donne con disabilità vittime di violenza. “Attraverso questa azione – ha spiegato Lucchini – sottoscriveremo un protocollo d’intesa con le associazioni, gli ordini professionali, gli enti pubblici e gli enti del terzo settore. In un secondo momento finanzieremo interventi strutturali e di potenziamento dei servizi e anche di ristrutturazione edilizia”.

“Il nostro intento – ha concluso – è quello di poter accogliere al meglio le donne con disabilità vittime di violenza. Vogliamo che, attraverso un’adeguata presa in carico anche di donne fragili e vulnerabili, la nostra rete sociale possa crescere ed essere sempre più inclusiva, sempre più al servizio di tutte le donne”.

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Case per vittime di violenza, Lombardia al fianco delle donne

12 février 2025 à 18:04

Regione Lombardia offre case gratuite per le donne vittime di violenza. Sono state consegnate, nella sede di Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, le chiavi di undici appartamenti da destinare ai Centri Antiviolenza dei territori di Bergamo e Lecco. Presenti all’incontro l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, e l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco. Con loro anche il presidente di Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, Corrado Zambelli.

In Lombardia consegnate le case alle vittime di violenza

Case vittime violenza Lombardia

“Con questa iniziativa – sottolinea Cinzia Mancadori, responsabile della cooperativa sociale e onlus ‘Sirio Centro servizi per le famiglie’ di Treviglio (BG) – Regione Lombardia ha ascoltato l’esigenza prioritaria delle donne vittime di violenza di trovare un alloggio con un’agevolazione economica dove collocarsi nel percorso di autonomia. Sappiamo quanto sia difficile per le donne che escono da una violenza domestica trovare una casa. Con questo progetto, per la realizzazione del quale diciamo grazie a Regione Lombardia, c’è una possibile via d’uscita per tutte le donne che hanno bisogno di questo aiuto”.

Risultato concreto di un lavoro di squadra

“Per uscire da una situazione di difficoltà – evidenzia Oliana Maccarini, presidente dell’associazione ‘Aiuto Donna – Uscire dalla violenza odv’ di Bergamo – una donna deve poter alzare la testa e vedere una prospettiva di vita. Offrirle un nuovo tetto per sé e i propri figli diventa quindi un risultato concreto. Queste donne sono prima di tutto cittadine e vedere le istituzioni impegnate fa piacere. Noi, come centro antiviolenza, ci siamo e facciamo la nostra parte, però l’impegno deve essere quello istituzionale e questo è un buon segnale”.

Un progetto virtuoso, un modello da replicare

“Questo è un tassello importante – dichiara Mauro Magistrati, presidente della cooperativa ‘Generazioni FA’ di Bergamo – nel rapporto tra enti del terzo settore con Aler e Regione Lombardia. Siamo contenti di aver partecipato e fiduciosi di poter sfruttare al meglio la collaborazione in futuro. Così diamo una mano alle donne vittime di violenza nel loro percorso di emancipazione e autodeterminazione. È stata un’esperienza inedita e spero che anche altre istituzioni seguano questo progetto virtuoso”.

Alloggi gratuiti per 5 anni

Le abitazioni sono state destinate anche all’associazione ‘L’altra metà del cielo – Telefono Donna’. Gli alloggi saranno a disposizione per un minimo di 5 anni e, grazie al contributo regionale, alle donne ospitate sarà interamente garantito il pagamento del canone di affitto e delle spese reversibili.

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Aggiornato l’albo dei centri antiviolenza e delle case rifugio

20 janvier 2025 à 13:28

Via libera in Lombardia all’aggiornamento dell’albo dei Centri antiviolenza e delle Case Rifugio della Lombardia.

La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini ha approvato la revisione dell’elenco che ha confermato l’iscrizione di tutti i 57 Centri antiviolenza (CAV) e ha portato da 157 a 161 le Case rifugio (CR) iscritte.

Lucchini: Lombardia aggiorna albo centri antiviolenza

“Quando, lo scorso anno, abbiamo istituito l’albo regionale dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio – ha dichiarato l’assessore Lucchini – avevamo definito al meglio i requisiti e le procedure di iscrizione, nonché le modalità di gestione dell’albo stesso. Oggi abbiamo proceduto all’aggiornamento dell’elenco apposito con l’intento di rafforzare il sistema di presa in carico che opera a livello territoriale garantendo la massima attenzione alla formazione degli operatori con l’esclusiva finalità di mettere sempre al centro di ogni azione la donna e i minori”.

Lavoro di squadra per un sostegno concreto alle donne

“Esprimo, infine, la mia riconoscenza – ha concluso Lucchini – agli Enti locali, agli Enti pubblici, alle associazioni e alle organizzazioni che operano quotidianamente al fianco di Regione Lombardia per potenziare la nostra rete tra istituzioni nel concreto sostegno alle donne vittime di violenza”.

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In Lombardia nasce primo albo dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio

20 mai 2024 à 15:54

La Giunta della Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, ha approvato le modalità di utilizzo e i criteri di riparto per il contrasto alla violenza di genere. Si tratta di risorse nazionali pari a 10.741.887 euro alle quali si aggiungono 3.300.000 euro di cofinanziamento regionale.

La ripartizione delle risorse

“L’impegno della nostra Regione per la prevenzione e la presa in carico delle donne vittime di violenza si rinnova con la ripartizione delle risorse alle nostre 27 reti territoriali. Contrastare la violenza di genere – ha dichiarato l’assessore – è una priorità di civiltà. Così come è una priorità del mandato sancita dal Programma regionale di Sviluppo Sostenibile (PRSS) di questa legislatura”.

Le risorse ripartite sono da destinare all’integrazione della programmazione del biennio 2024/2025. Questa è finalizzata al sostegno dei Centri antiviolenza e delle Case Rifugio e alla attuazione di interventi di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne in Lombardia.

L’albo dei Centri Antiviolenza della Lombardia

“Abbiamo anche  approvato – chiarisce la responsabile alla Famiglia – il primo elenco degli iscritti all’albo dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio della Lombardia. Grazie a ciò, abbiamo definito i requisiti e le procedure di iscrizione, nonché le modalità di gestione dell’albo stesso. L’introduzione di un albo apposito si inserisce nell’ottica di rafforzamento di reti e di organismi di parità che operano a livello territoriale”.

Una scelta che consentirà un miglioramento della qualità degli interventi. Oltre a calibrare meglio la formazione degli operatori e per mettere al centro di ogni azione la donna e i minori.

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Violenza di genere, Lucchini: impegno totale con alleanza donne-uomini

28 novembre 2023 à 13:31

Alleanza donne-uomini contro la violenza di genere. Un impegno costante per “tenere alta l’attenzione”. Oltre la contingenza dei casi di cronaca”, perché “è una battaglia di civiltà”. Che deve essere “di tutti, senza strumentalizzazioni politiche e senza contrapposizioni fra donne e uomini”. Così l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, durante la sua informativa all’Aula del Consiglio regionale.

Coscienza collettiva

Se da un lato l’impegno delle istituzioni e degli attori coinvolti è certamente importante, dall’altro, ha osservato l’esponente della Giunta Fontana, “questo impegno non può prescindere dal consolidamento di una vera e propria coscienza collettiva, capace di non transigere, di non lasciar correre, di fronte alla violenza contro le donne, in qualsiasi forma essa si manifesti”.

Nessuna contrapposizione

Dall’altro lato però, ha evidenziato Lucchini, “occorre non cadere in quell’equivoco che, in maniera più o meno esplicita ha caratterizzato una certa narrazione. Non deve esserci alcuna contrapposizione tra donna e uomo, dobbiamo anzi prendere coscienza di come, soltanto con una forte e autentica alleanza tra tutti noi, con le rispettive differenze e unicità, si potrà giungere all’eliminazione reale della violenza contro le donne. E’ una battaglia di civiltà, di un imperativo etico, che, in quanto tale, non può e non deve essere politicizzato in alcun modo”.

L’impegno della Regione

Attualmente, le 27 Reti sono composte dai Comuni in qualità di capofila, da 54 Centri Antiviolenza e 150 Case Rifugio e Case di Accoglienza. Questo, oltre ad una pluralità di altri soggetti che intervengono nella realizzazione dei percorsi delle donne per la fuoriuscita dalla situazione di violenza. Nel 2023, ha ricordato l’assessore Lucchini, “Regione Lombardia ha consolidato, implementato e innovato le politiche di contrasto alla violenza contro le donne, anche nella logica della prossimità e dell’integrazione dei servizi”.

Le novità più importanti

Tra le più importanti novità introdotte si ricordano:

– la sperimentazione volta all’individuazione di alloggi Aler da destinare gratuitamente alle donne vittime di violenza e ai loro figli, in modo da aiutare le stesse nel completamento del percorso di fuoriuscita dalla violenza attraverso la riacquisizione di una vera autonomia abitativa. Per questo progetto Regione ha destinato un totale di 1.500.000 di euro;

– l’approvazione di un nuovo protocollo con l’Ordine degli avvocati di Milano e con l’Unione Lombarda degli ordini forensi che vede come azione innovativa, l’estensione del gratuito patrocinio a ipotesi non previste attualmente da quello a spese dello stato e a cui regione ha destinato un totale di 300.000 euro;

– l’istituzione del nuovo Albo dei centri antiviolenza e delle case rifugio in un’ottica di rafforzamento delle reti e degli enti del Terzo settore che operano a livello territoriale per il contrasto della violenza e di maggiore qualità dei servizi resi alle donne e ai loro figli.

Migliorate le politiche in corso

L’anno in corso ha visto anche l’impegno di Regione Lombardia nel rinnovamento e miglioramento delle politiche già messe in campo nella precedente legislatura:

– proseguito il sostegno al funzionamento delle reti interistituzionali antiviolenza e in particolare dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio con ulteriori importanti stanziamenti. Sono quasi 10 milioni le risorse complessivamente stanziate sulla programmazione in corso di esecuzione e altrettante per la prosecuzione nel 2024/2025;

– è stato approvato il 4° bando rivolto al sistema universitario. L’obiettivo è  favorire la promozione di una cultura del rispetto e la formazione dei futuri professionisti. Finanziate 7 progettualità innovative per un totale di 130.000 euro;

– conferito  l’incarico a Polis per la prosecuzione della Formazione delle reti antiviolenza, del personale sociosanitario, delle FF.OO. e degli enti del terzo settore: in questo caso i fondi stanziati ammontano a 150.000 euro.

Proseguono le sperimentazioni

Proseguono inoltre le misure sperimentali già avviate in precedenza e riguardanti:

a) la sperimentazione a gestione ATS Brescia per interventi a favore di donne minorenni vittime di violenza e minori vittime di violenza assistita (stanziamento totale di 550.000 euro) che ha portato a Linee guida condivise per la presa in carico dei minori.

b) la misura sperimentale per l’erogazione di un contributo a favore di orfani per femminicidio, orfani per crimini domestici di età non superiore a ventisei anni (stanziamento totale di 474.449 euro). Sono 22 le domande ammesse.

c) sperimentazioni a governance di 9 ASST per progetti innovativi a valenza territoriale di presa in carico integrata delle donne vittime di violenza con/senza figli (risorse stanziate pari a 1.000.000 di euro).

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Fontana posa giglio su panchina rossa in memoria di Giulia e altre vittime

21 novembre 2023 à 18:57

Il presidente Attilio Fontana e l’assessore Elena Lucchini hanno aperto i lavori dell’incontro ‘Non sei da sola!’, a Palazzo Pirelli, deponendo un giglio bianco, simbolo di purezza e di candore, sulla panchina rossa che, dal 2018, è diventata testimonianza diretta dell’impegno di Regione Lombardia per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne.

fontana lucchini violenza sulle donne (2)

“Un gesto sentito e dovuto – hanno spiegato Fontana e Lucchini – per onorare la memoria e il sacrificio di Giulia Cecchettin e delle troppe donne colpite da questa gravissima piaga sociale”.

Un impegno, quello della Regione, che trova riscontri attraverso numerose azioni concrete. Quasi 10 milioni, fra fondi statali e regionali, messi a disposizione dei 54 Centri antiviolenza e della 141 case rifugio e di accoglienza. Un nuovo protocollo con l’Ordine degli avvocati di Milano e con l’Unione Lombarda degli ordini forensi (sottoscritto oggi) che vede come azione innovativa, l’estensione del gratuito patrocinio a ipotesi non previste attualmente da quello a spese dello Stato. L’avvio della sperimentazione per volta ad assegnare alloggi Aler alle vittime di violenza. Il bando rivolto al sistema universitario per formare le nuove generazioni. E ancora il rafforzamento della sinergia con le reti e le associazioni del terzo settore per migliorare i servizi sul territorio.

Sono solo alcuni degli interventi messi in campo dalla Regione nell’ultimo anno che testimoniano l’impegno di Palazzo Lombardia contro il fenomeno della violenza sulle donne. Occasione per fare il punto della situazione, è stato il grande evento ‘#Non sei da sola!’ in vista della giornata internazionale contro la violenza di genere, che, ha sottolineato il Presidente lombardo Attilio Fontana “è una sconfitta della collettività e come tale va affrontata. Serve sinergia d’intenti fra tutti gli attori che possono incidere su prevenzione e contrasto”.

Presa in carico integrata

Una collaborazione che, nel contesto lombardo, hanno sottolineato il governatore e all’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, “è già radicata grazie all’instancabile impegno delle Forze dell’ordine, del Terzo settore e degli Ordini professionali. Guardando alle azioni concrete Regione Lombardia con le ‘politiche di parità 2020-2023’ favorisce la presa in carico integrata e l’attivazione tempestiva dei servizi. Con la legge sanitaria, abbiamo delineato un sistema territoriale caratterizzato da centralità della domanda, prossimità, accessibilità, trasversalità e multi-professionalità della presa in carico”. “In ogni caso – hanno evidenziato – restiamo più che mai convinti che siano necessari interventi multidisciplinari e integrati, attraverso la collaborazione di tutti gli attori che concorrono per specifiche competenze a contrastare questa tremenda piaga sociale”.

L’accordo con gli avvocati

“La collaborazione con Regione Lombardia si rinnova di anno in anno dal 2014. Portando avanti un impegno e una responsabilità che ci vede insieme in prima fila a sostegno e a tutela delle donne vittime di violenza. Un’azione che ha sempre visto anche la partecipazione del Tribunale di Milano oltre che dell’Unione Lombarda degli Ordini forensi. Solo con interventi mirati e integrati si può aiutare la donna ad uscire dalla spirale della violenza”, ha detto il presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, Antonino La Lumia.

belvedere pirelli evento violenza sulle donne

Copertura spese legali

“Continueremo a promuovere lo sviluppo della Banca dati specialistica e gli interventi di aggiornamento e formazione mirata rivolti agli avvocati lombardi. La grande novità del Protocollo, che riguarda la copertura da parte di Regione Lombardia delle spese di assistenza legale in sede penale e civile per le donne vittime di violenza nei casi in cui non operi il patrocinio a spese dello Stato. Rappresenta un segnale molto forte per testimoniare la volontà di essere concretamente al fianco alle donne”, ha aggiunto il presidente dell’Unione Lombarda degli Ordini Forensi, Giovanni Rocchi.

I dati Istat

Nel corso del convegno, cui ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale, Federico Romani, sono stati resi noti anche alcuni dati statistici sul fenomeno della violenza di genere. La rilevazione effettuata riguarda il periodo 1° gennaio 2022 – 31 dicembre 2022 e ha interessato i 54 Centri Antiviolenza presenti nelle 27 reti territoriali regionali. I dati raccolti fino ad oggi registrano un numero di donne in carico ai Centri Antiviolenza pari a 5.588.

Osservando le caratteristiche delle donne emergono i seguenti tratti del profilo:

– sono le donne occupate in forma stabile ovvero in forma precaria a rivolgersi più frequentemente ai servizi (56,13%);

– le vittime di violenza possiedono un titolo di studio medio o medio alto: titolo di studio di scuola secondaria superiore (43,94%), laurea (18,61%);

– in relazione allo stato civile, la condizione di nubile è quella che caratterizzata la maggioranza delle donne (42,26%) seguita da quella di moglie (39,52%).

– la fascia d’età maggiormente interessata è quella compresa tra i 35 e i 44 anni di età (29,74%) e tra i 25 e i 34 (22,54%);

– il 63,61% delle donne è cittadina italiana, mentre il 32,01% proviene da Paesi non UE, il 4,28% ha la cittadinanza di un paese Ue;

– il 64,29% delle donne prese in carico ha figli minori.

Lucchini intervento violenza sulle donne

Secondo i dati raccolti attraverso i flussi ISTAT le forme di violenza subite sono multiple. Hanno riguardato soprattutto la violenza psicologica, corrispondente al 32,34% delle tipologie di violenza riferite in fase di contatto dalle donne prese in carico nel periodo di riferimento. Seguono, in termini di incidenza, la violenza fisica (26,64%), la minaccia (14,20%) la violenza di tipo economico (12,74%) e lo stalking (7,37%)

I maltrattamenti nascono per lo più in contesti familiari. Sono infatti i mariti (32,54%) ad essere indicati dalle donne prese in carico come gli autori delle violenze. Seguono i conviventi (14,65%) e, successivamente gli ex-conviventi (9,83%).

Con riferimento ai servizi erogati, al primo posto come richiesta vi è quello di ascolto (27,89%). Seguito dall’accoglienza (24,95 %) e dalla consulenza legale e dal supporto al percorso giudiziario (12,73%).

Da ultimo si dettaglia il profilo dell’autore della violenza. Nel 32,54% dei casi è il coniuge e, nel 14,65% dei casi, l’autore è il convivente.

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