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Lecco, Franco: mezzo milione per alloggi destinati a persone con fragilità

Par : Marco Dozio
17 avril 2025 à 14:37

Un investimento regionale di circa mezzo milione per mettere a disposizione alloggi in housing sociale nella città di Lecco, in modo da assicurare soluzioni abitative praticabili per persone e famiglie in difficoltà economica o in situazione di fragilità.

Lecco, in arrivo alloggi per persone con fragilità

Si tratta di appartamenti in via Cairoli (5 alloggi e 3 posti alloggio) che rientrano nel progetto messo in campo dalla Cooperativa L’Arcobaleno. Questo è stato reso possibile grazie a un contributo di 459.978 euro stanziato da Regione Lombardia nell’ambito del bando di housing sociale promosso dall’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco.

Mix abitativo nei territori

Franco visita cooperativa Lecco, per finanziamento alloggi a persone con fragilità

L’assessore Franco ha visitato oggi a Lecco la sede della cooperativa attiva nel campo dell’accoglienza e del sostegno abitativo per fare il punto sull’iniziativa. Il progetto risponde a un bisogno sempre più urgente, quello di fornire abitazioni accessibili per chi vive in condizioni di vulnerabilità economico-sociale. L’iniziativa rappresenta un tassello importante di un più ampio disegno regionale: questo punta alla creazione di un mix abitativo equilibrato nei territori, integrando soluzioni di edilizia convenzionata, libera e sociale.

Attenzione che Regione Lombardia riserva in favore dell’inclusività

“La visita odierna – ha dichiarato l’assessore regionale Paolo Franco – conferma l’attenzione concreta che Regione Lombardia riserva alle realtà che operano sul territorio in favore dell’inclusione abitativa. Attraverso il sostegno all’housing sociale, perseguiamo una visione chiara e coerente con la nostra missione: non lasciare indietro nessuno. Il bisogno abitativo è una delle sfide più urgenti che abbiamo di fronte, e la risposta non può essere standardizzata. Serve creare contesti abitativi dinamici, dove famiglie, giovani, anziani e persone in situazione di fragilità possano convivere e integrarsi. Per questo crediamo nel mix abitativo, come strumento per costruire coesione e sviluppo”.

Un modello virtuoso

Franco visita cooperativa Lecco, per finanziamento alloggi a persone con fragilità

“Progetti come quello della Cooperativa L’Arcobaleno – ha proseguito Franco – rappresentano un modello virtuoso rispetto. Un esempio su come il pubblico e il privato sociale possano collaborare per generare benefici sui territori. Con il contributo regionale aiutiamo non solo a realizzare nuove soluzioni abitative, ma a costruire comunità. L’housing sociale, per noi, non è solo un’opportunità edilizia, ma un fattore di crescita sociale, inclusione e rigenerazione urbana”.

Alloggi inclusivi per persone con fragilità a Lecco

La Cooperativa L’Arcobaleno, da anni punto di riferimento a Lecco nel campo del welfare abitativo, si è detta soddisfatta del riconoscimento ricevuto e dell’importanza del contributo regionale. Questo consentirà di dare concretezza a progetti capaci di rispondere a bisogni reali, valorizzando al contempo il patrimonio edilizio esistente. Regione Lombardia, attraverso l’assessorato alla Casa e Housing sociale, prosegue il proprio impegno per promuovere modelli abitativi inclusivi, sostenibili e capaci di rigenerare i territori. L’obiettivo è sempre mettere al centro le persone e le comunità.

Strategia volta a rafforzare le politiche abitative sociali

Franco visita cooperativa Lecco, per finanziamento alloggi a persone con fragilità

Alla visita ha partecipato anche il sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia, Mauro Piazza: “Insieme all’assessore Franco ho avuto il piacere di constatare l’avvio dei lavori per il progetto di housing sociale presso la Fondazione Enrico Scola di Lecco, iniziativa che segna un passo avanti nella strategia di Regione e un segnale di attenzione ai bisogni abitativi di chi vive in condizioni di disagio. Un sincero riconoscimento va alla Fondazione Scola, il cui impegno filantropico rende possibile la realizzazione di progetti abitativi sociali fondamentali per il nostro territorio e alla Cooperativa sociale Arcobaleno, da sempre impegnata nel Lecchese, che svolge un ruolo importante nel fornire soluzioni concrete ai bisogni delle persone più fragili. Questa misura, frutto dell’impegno dell’assessore Franco, che ringrazio, si inserisce in una strategia più ampia volta a rafforzare le politiche abitative sociali, con l’obiettivo di garantire che ogni cittadino, anche in difficoltà, abbia un’opportunità concreta di accesso a un’abitazione dignitosa”.

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Varese, otto alloggi Aler ai Vigili del Fuoco

Par : Marco Dozio
18 février 2025 à 17:55

Regione Lombardia mette a disposizione alloggi Aler da assegnare ai Vigili del Fuoco in provincia di Varese. Sono 8 appartamenti a canone concordato distribuiti tra il capoluogo, Gallarate e Somma Lombardo, che saranno destinati agli operatori del Comando provinciale e alle loro famiglie, così da facilitarne la permanenza nel territorio. Un modello di intervento, quello promosso a Varese attraverso una convenzione sperimentale, che sarà esteso a tutta la Lombardia in seguito a un accordo tra Regione e Ministero dell’Interno.

Varese alloggi Aler Vigili del Fuoco‘Modello Varese’

Nella sede del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, e il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, hanno firmato una lettera di intenti che pone le premesse per diffondere il ‘modello Varese’ non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale. All’evento era presente anche il capo del Corpo nazionale Vigili del Fuoco, Eros Mannino.

Varese, 8 alloggi Aler ai Vigili del Fuoco

“Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore Franco – affronta con concretezza il tema del diritto alla casa di chi, come i Vigili del Fuoco, lavora ogni giorno per la nostra sicurezza. Come istituzioni abbiamo il dovere di pensare a soluzioni come questa, in grado di aiutare chi garantisce servizi essenziali per il funzionamento delle comunità ma fatica ad accedere al mercato degli affitti privati. Regione è convintamente accanto agli operatori dei Vigili del Fuoco che svolgono il loro lavoro con grande competenza, professionalità e spirito di sacrificio, sempre al servizio della collettività”.

La lettera d’intenti prelude a un protocollo d’intesa più specifico che definirà modalità di intervento valide a livello generale.

Mix abitativo

“Ringrazio il sottosegretario Prisco – ha proseguito l’assessore Franco – per la preziosa collaborazione che ci consentirà di implementare iniziative analoghe su tutti i territori lombardi, partendo proprio dalla buona pratica che stiamo attivando a Varese. Come Regione stiamo puntando molto sull’housing sociale, ovvero sulla necessità di mettere a disposizione case per i lavoratori. In questo modo si dà attuazione anche al concetto di ‘mix abitativo’, rendendo più eterogeneo il tessuto sociale dei quartieri popolari”.

Soluzione concreta

“Le sedi dei Vigili del Fuoco al Nord – ha dichiarato il sottosegretario Prisco – scontano una carenza di organici a causa del caro affitti. La strategia del Governo è interloquire con tutti i soggetti in grado di agevolare il co-housing a vari livelli, in modo da semplificare la vita al personale fuori sede. Ringrazio l’assessore Franco che ha raccolto l’istanza trovando una soluzione concreta nel giro di poche settimane. Con la lettera di intenti si parte con una ricognizione del fabbisogno in tutta la Lombardia, in relazione alla disponibilità di Aler in modo da dare risposte già entro l’anno. La sperimentazione di Varese può diventare una buona pratica a livello nazionale”.

Migliore qualità della vita Varese alloggi Aler Vigili del Fuoco

“L’iniziativa – ha detto il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Mario Abate – garantisce migliori condizioni logistiche per il nostro personale operativo. È un contributo importante al miglioramento della qualità della vita. Il nostro obiettivo rimane quello di garantire un servizio sempre più efficiente ed efficace, al servizio della comunità e della sicurezza pubblica”.

Progetto strategico

“Ringrazio il sottosegretario Prisco, il capo del Corpo Nnazionale dei Vigili del Fuoco e l’assessore Paolo Franco – ha dichiarato il presidente Aler Varese Como Monza Brianza e Busto Arsizio, Stefano Cavallin – per la loro sensibilità e attenzione verso questo progetto e verso il ruolo strategico che il settore dell’edilizia sociale riveste per il benessere del territorio. A seguito della sottoscrizione di questa lettera d’intenti, la nostra Aler si attiverà immediatamente e, nelle prossime settimane, come richiesto dal prefetto, darà una prima risposta concreta alle esigenze del Comando Vigili del Fuoco della provincia di Varese”.

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Case per vittime di violenza, Lombardia al fianco delle donne

12 février 2025 à 18:04

Regione Lombardia offre case gratuite per le donne vittime di violenza. Sono state consegnate, nella sede di Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, le chiavi di undici appartamenti da destinare ai Centri Antiviolenza dei territori di Bergamo e Lecco. Presenti all’incontro l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, e l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco. Con loro anche il presidente di Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, Corrado Zambelli.

In Lombardia consegnate le case alle vittime di violenza

Case vittime violenza Lombardia

“Con questa iniziativa – sottolinea Cinzia Mancadori, responsabile della cooperativa sociale e onlus ‘Sirio Centro servizi per le famiglie’ di Treviglio (BG) – Regione Lombardia ha ascoltato l’esigenza prioritaria delle donne vittime di violenza di trovare un alloggio con un’agevolazione economica dove collocarsi nel percorso di autonomia. Sappiamo quanto sia difficile per le donne che escono da una violenza domestica trovare una casa. Con questo progetto, per la realizzazione del quale diciamo grazie a Regione Lombardia, c’è una possibile via d’uscita per tutte le donne che hanno bisogno di questo aiuto”.

Risultato concreto di un lavoro di squadra

“Per uscire da una situazione di difficoltà – evidenzia Oliana Maccarini, presidente dell’associazione ‘Aiuto Donna – Uscire dalla violenza odv’ di Bergamo – una donna deve poter alzare la testa e vedere una prospettiva di vita. Offrirle un nuovo tetto per sé e i propri figli diventa quindi un risultato concreto. Queste donne sono prima di tutto cittadine e vedere le istituzioni impegnate fa piacere. Noi, come centro antiviolenza, ci siamo e facciamo la nostra parte, però l’impegno deve essere quello istituzionale e questo è un buon segnale”.

Un progetto virtuoso, un modello da replicare

“Questo è un tassello importante – dichiara Mauro Magistrati, presidente della cooperativa ‘Generazioni FA’ di Bergamo – nel rapporto tra enti del terzo settore con Aler e Regione Lombardia. Siamo contenti di aver partecipato e fiduciosi di poter sfruttare al meglio la collaborazione in futuro. Così diamo una mano alle donne vittime di violenza nel loro percorso di emancipazione e autodeterminazione. È stata un’esperienza inedita e spero che anche altre istituzioni seguano questo progetto virtuoso”.

Alloggi gratuiti per 5 anni

Le abitazioni sono state destinate anche all’associazione ‘L’altra metà del cielo – Telefono Donna’. Gli alloggi saranno a disposizione per un minimo di 5 anni e, grazie al contributo regionale, alle donne ospitate sarà interamente garantito il pagamento del canone di affitto e delle spese reversibili.

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Case a donne vittime di violenza, 11 alloggi a Bergamo e Lecco

12 février 2025 à 16:17

Undici nuove case messe a disposizione delle donne vittime di violenza in provincia di Bergamo e Lecco. Consegnate, presso la sede di Aler Bergamo, Lecco e Sondrio, le chiavi degli appartamenti da destinare ai Centri Antiviolenza con l’obiettivo di accompagnare altrettante donne vittime di violenza e i loro figli minori in un percorso verso il raggiungimento dell’autonomia abitativa con il supporto della Rete Antiviolenza.

Le abitazioni sono state destinate all’Associazione ‘Aiuto Donna – Uscire dalla Violenza Odv’, alla Cooperativa ‘Generazioni FA’, alla Cooperativa sociale e Onlus ‘Sirio Centro Servizi per le Famiglie Società’ e all’Associazione ‘L’Altra Metà del Cielo – Telefono Donna’.

Gli alloggi selezionati da Aler (8 situati in provincia di Bergamo e 3 in provincia di Lecco) saranno ora a disposizione dei soggetti gestori dei CAV per un minimo di 5 anni e grazie al contributo regionale, alle donne ospitate, verrà interamente garantito il pagamento, per tutto il periodo, del canone di affitto e delle spese reversibili. Al termine del periodo di copertura economica gli alloggi potranno rimanere a disposizione dei soggetti gestori dei CAV/CR con un canone di locazione concordato ex legge 431/98.

Le risorse a disposizione derivano dalla misura sperimentale voluta dall’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessorato alla Casa e all’Housing Sociale guidato da Paolo Franco. L’iniziativa, avviata nel 2023, ha visto due stanziamenti importanti per un importo complessivo di 3 milioni di euro e il coinvolgimento di tutte le Aler lombarde.

In rappresentanza della Regione Lombardia hanno partecipato all’incontro l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, e l’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco. Con loro anche il presidente di Aler Bergamo, Lecco e Sondrio, Corrado Zambelli.

Assessore Lucchini: case a donne vittime di violenza novità rilevante

“La prevenzione e il contrasto della violenza di genere sono una priorità di Regione Lombardia – ha dichiarato l’assessore Lucchini – e seguono una direttrice precisa: creare le basi per una ritrovata autonomia, che implica necessariamente il ritorno a una quotidianità e a un’indipendenza perduta. Per questo abbiamo introdotto misure innovative per favorire l’indipendenza sia sul piano abitativo che su quello lavorativo. Una delle novità più rilevanti è la sperimentazione dell’assegnazione gratuita degli alloggi Aler alle donne vittime di violenza”.

Una misura, ha proseguito Lucchini, “che ha raccolto un’ampia partecipazione, con 260 candidature ricevute. Dopo una prima selezione, abbiamo assegnato 64 alloggi. Attraverso un lavoro sinergico tra Aler e Centri Antiviolenza, si è dato avvio ai trasferimenti nelle nuove abitazioni in modo fluido e strutturato. L’iniziativa proseguirà con l’individuazione di ulteriori alloggi per rispondere alle donne in lista d’attesa”.

“Dopo le consegne degli alloggi presso le Aler di Milano, Pavia, Brescia e Varese – ha evidenziato Lucchini – oggi a Bergamo concludiamo questo primo percorso sempre più consapevoli che ‘NON SEI DA SOLA’ significa aiutare le donne per aiutare l’intera comunità”.

Assessore Franco: nuovo concetto di edilizia residenziale pubblica

“Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore Franco – con grande concretezza ha messo in campo una rete di aiuto alle donne vittime di violenza che comprende risposte alle necessità abitative: una casa per sé e per i propri figli è requisito fondamentale affinchè le donne maltrattate possano ricominciare a vivere”.

“Con la ‘Missione Lombardia’, il piano di rilancio delle politiche abitative, abbiamo dato disposizioni alle Aler – ha proseguito Franco – rispetto all’assegnazione a costo zero di alloggi alle vittime dei soprusi. Il progetto è ormai strutturato in tutta la Lombardia e si ramifica anche nelle province di Bergamo, Lecco e Sondrio, grazie alla proficua sinergia con le associazioni del territorio che ringraziamo per il prezioso lavoro”.

“Anche attraverso questa iniziativa – ha evidenziato Franco – stiamo cambiando il concetto di edilizia residenziale pubblica: le case, oltre alle persone indigenti, devono poter essere destinate, come in questo caso, a persone che vivono un momento di grande difficoltà e necessitano di un supporto fattivo da parte delle istituzioni”.

Presidente Aler Zambelli: orgogliosi di questa iniziativa

“Aler Bergamo, Lecco e Sondrio – ha detto il presidente dell’Aler territoriale Zambelli – contribuisce orgogliosamente a questa iniziativa, con la consapevolezza che la prevenzione e la lotta alla violenza di genere, sia in ambito familiare che sociale, rappresentino un’emergenza di cui le istituzioni devono farsi carico. Progetti come questo rispecchiano l’impegno di Aler nel fornire un sostegno reale alle persone in difficoltà, aiutando le donne nella conquista dell’autonomia abitativa e di una ritrovata indipendenza”.

pab/doz

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Alloggi Aler a canone concordato agli infermieri del Policlinico di Milano

Par : Marco Dozio
17 décembre 2024 à 15:41

Venti abitazioni a canone concordato per gli infermieri del Policlinico di Milano. È quanto prevede l’accordo tra Regione Lombardia, Aler Milano e Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano per offrire soluzioni abitative al personale sanitario che ha la necessità di stabilirsi nell’area milanese.

Aler metterà a disposizione gli appartamenti nella città di Milano che saranno poi assegnati attraverso uno specifico bando rivolto ai dipendenti della struttura sanitaria.

La firma del protocollo d’intesa è avvenuta a Palazzo Lombardia alla presenza del governatore Attilio Fontana, dell’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, del direttore generale del Policlinico di Milano, Matteo Stocco, e del presidente di Aler Milano, Matteo Mognaschi.

Presidente Fontana: iniziativa concreta

“L’iniziativa simboleggia l’impegno della Regione – ha sottolineato Fontana – a favore delle persone che lavorano nell’ambito dei servizi essenziali ma hanno difficoltà ad accedere al mercato privato degli affitti, in particolare a Milano. L’obiettivo è consentire a infermieri e personale sanitario di vivere stabilmente nel nostro territorio, in modo da garantire la continuità dell’operato che svolgono ogni giorno con grande professionalità e dedizione”.

Assessore Franco: ampliamo i servizi abitativi

“Come Regione – ha evidenziato Franco – attraverso l’housing sociale stiamo ampliando il concetto di servizio abitativo pubblico, in modo da assicurare il diritto alla casa anche a diverse categorie di lavoratori che faticano a trovare un’abitazione, soprattutto, ma non solo, nelle grandi città. Aiutiamo chi, con il proprio impegno quotidiano, garantisce servizi ineludibili ai cittadini, a partire dalla sanità. Non possiamo permettere che il personale sanitario venga ‘espulso’ dalle città o rinunci a lavorare in Lombardia per i costi a tratti proibitivi degli affitti sul mercato privato”.

Il supporto della Regione

Regione è in campo per sostenere i lavoratori dei servizi di pubblica utilità: negli ultimi anni ha previsto l’assegnazione di alloggi Aler, tra gli altri, a Forze dell’ordine, Vigili del fuoco e personale degli uffici giudiziari.

“Progetti come questo – ha proseguito Franco – hanno una duplice utilità, perché sono importanti anche per generare il cosiddetto ‘mix abitativo’ e rendere quindi più eterogeneo il tessuto sociale dei quartieri popolari, con benefici in termini di vivibilità, sicurezza e miglioramento della qualità della vita”.

Valorizzare professioni sanitarie

“Con questo accordo – ha affermato il direttore generale del Policlinico di Milano, Stocco – si conferma l’impegno delle istituzioni nel valorizzare le professioni sanitarie, figure sempre più indispensabili per garantire l’alta qualità dei percorsi di cura. La ricetta del Policlinico di Milano per incrementare la disponibilità di personale qualificato è puntare su azioni e progettualità anche tramite mirate politiche di welfare che garantiscano stabilità e sostegno a quanti sceglieranno di lavorare da noi”.

“Con l’accordo con il Policlinico di Milano – ha detto il presidente Aler Milano, Mognaschi – la nostra azienda mette a disposizione 20 alloggi per il personale sanitario a canone concordato, un segnale concreto per rispondere alle esigenze abitative anche di chi a Milano lavora in un settore strategico come la sanità pubblica”.

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Residenze universitarie, da Regione fondi per realizzarle e riqualificarle

Par : Marco Dozio
14 novembre 2024 à 13:19

La Regione mette in campo risorse per contribuire alla realizzazione e alla riqualificazione delle residenze universitarie, sostenendo 7 progetti presentati dagli atenei lombardi.

Proprio grazie al supporto regionale, queste iniziative sono infatti riuscite a ottenere un punteggio aggiuntivo nella graduatoria nazionale stilata da Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).

Il provvedimento, promosso dall’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, cofinanzia quindi con 836.000 euro i primi 7 progetti presentati dal sistema universitario lombardo in posizione utile nella graduatoria ministeriale.

Ulteriori proposte potranno quindi essere finanziate, a seguito dello scorrimento delle graduatorie del bando nazionale da parte del MUR, con le risorse già stanziate dalla Regione Lombardia.

Sostegno agli atenei lombardi

“Come Regione – sottolinea Franco – sosteniamo infatti gli atenei lombardi rispetto all’obiettivo di implementare e migliorare l’offerta di edilizia universitaria, così da rispondere in maniera sempre più concreta alle necessità abitative degli studenti”.

Risposta a tutto campo sulle politiche abitative

“Incrementare la disponibilità e la qualità degli alloggi universitari – prosegue Franco – significa quindi aiutare ragazzi che effettuano il percorso formativo nel nostro territorio ma faticano a trovare una soluzione in affitto sul mercato privato. È un’operazione che guarda infatti al diritto allo studio e alla valorizzazione delle nostre università, le quali, in questo modo, possono diventare ulteriormente attrattive a livello nazionale e internazionale. Potenziare le residenze universitarie va nella direzione auspicata dalla ‘Missione Lombardia’, ovvero il piano regionale per le politiche abitative che vuole offrire risposte a tutto campo sul tema della casa”.

La ripartizione dei fondi

Di seguito ecco quindi l’importo del contributo regionale, con relativo cronoprogramma, per i 7 progetti lombardi ammessi al bando ministeriale.

Milano

  • Università Commerciale Bocconi: intervento in via Spadolini 12A a Milano (75.000 euro). I lavori sono terminati da poche settimane.
  • Università degli Studi di Milano: intervento in via Attendolo Sforza 8 a Milano (114.340 euro). Secondo il cronoprogramma i lavori si concluderanno nel febbraio 2026.
  • Politecnico di Milano: intervento Goccia lotto 2A Campus Bovisa Nord a Milano (152.454 euro). In base al cronoprogramma i lavori partiranno a fine aprile 2025 per concludersi a fine febbraio 2027.
  • Università Cattolica del Sacro Cuore: intervento nuovo collegio Ludovicianum via San Vittore 35 (152.454 euro). In base al cronoprogramma i lavori partiranno nel febbraio 2025 per concludersi nell’aprile 2027.

Pavia

  • Fondazione Collegio universitario Santa Caterina da Siena: intervento in via San Martino 17A Collegio S. Caterina a Pavia (75.000 euro). Il cronoprogramma prevede che i lavori si concluderanno a fine maggio 2025.
  • Ente per il diritto allo studio dell’Università di Pavia: intervento nuova residenza ex Mondino Nord in via Palestro a Pavia (152.454 euro). I lavori partiranno nel dicembre di quest’anno per concludersi da cronoprogramma entro fine 2026.

Varese

  • Università degli Studi dell’Insubria: intervento in via Cairoli 6/14 a Varese (114.340 euro). I lavori, partiti nelle scorse settimane, si concluderanno da cronoprogramma nel giugno 2026.

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Manovra, Lucchini: Fondo assistenza minori aiuto concreto ai Comuni

24 octobre 2024 à 16:45

“L’istituzione di un ‘Fondo per l’assistenza ai minori’ previsto dalla Manovra garantirà un aiuto concreto a tanti Comuni. Questi Enti locali, devono infatti far fronte alle spese per i minori che, dopo l’allontanamento dal nucleo famigliare, arrivano nelle strutture residenziali. Le rette delle comunità educative, comunità familiari e alloggi per l’autonomia hanno un impatto notevole sui bilanci. La creazione di un Fondo consentirà loro di affrontare i costi crescenti dell’accoglienza”.

La richiesta di un fondo assistenza ad hoc

“La nostra Regione, rispondendo proprio alle richieste dei territori, nello scorso mese di settembre ha rinnovato uno stanziamento straordinario per le spese dei comuni più piccoli. Ammonta a circa 2,9 milioni e si è aggiunto ai 2,6 milioni dell’anno precedente. Su richiesta proprio della Lombardia, nel dicembre scorso, la Conferenza delle Regioni aveva approvato un ordine del giorno per proporre al Governo di istituire un Fondo di assistenza ad hoc. Una richiesta che ora è stata accolta con la Manovra economica”.

L’attenzione del Governo con la Manovra

Ringrazio dunque il Governo e in particolar modo il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Hanno dimostrato attenzione e sensibilità nei confronti delle richieste degli amministratori locali”.

Così in una Nota, Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione Lombardia.

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Pavia, presentato progetto co-housing e caring tra generazioni

22 octobre 2024 à 15:35

È stato illustrato, presso il Rettorato dell’Università degli Studi di Pavia, il progetto sperimentale ‘Co-husing e caring tra generazioni’ finanziato dalla Regione Lombardia per favorire lo scambio intergenerazionale a sostegno dell’inclusione della popolazione anziana. Il progetto innovativo proposto dall’Ateneo pavese promuove la convivenza e la coabitazione intergenerazionale tra studenti e persone anziane. Si sostiene così un’alleanza tra la popolazione studentesca e i cittadini di Pavia over 65.

Coabitazione e solidarietà

Grazie a questo patto intergenerazionale si intendono favorire relazioni di solidarietà e condivisione per l’inclusione della popolazione più anziana e offrire al contempo soluzioni concrete per rispondere al crescente bisogno di alloggi a prezzi accessibili per gli studenti universitari. Il “patto di coabitazione” definito da un regolare contratto di locazione, prevede l’erogazione, da parte dello studente, di ulteriori servizi elementari, ma fondamentali, sulla base delle competenze dello studente e i bisogni degli over 65. Ad esempio, l’uso delle risorse informatiche, la facilitazione all’accesso dell’assistenza sanitaria, accompagnamento verso strutture amministrative, momenti di socializzazione e svago. Le risorse erogate, pari a 400.000 euro, consentiranno di erogare un contributo per lo studente a copertura dei costi dell’affitto e borse di studio.

Esprime grande soddisfazione per la presentazione della prima intesa a Pavia l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini. “Nel giugno 2024 – ha detto – abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con le università lombarde per favorire lo scambio intergenerazionale fra giovani e anziani. Ora abbiamo presentato la prima messa a terra di questa progettualità di alto valore sociale.

1,2 milioni per le università

Con una misura dedicata abbiamo messo a disposizione delle nostre università 1,2 milioni di euro. Finanziamo progetti sperimentali che coinvolgono studenti e over 65 in una sorta di ‘patto’. Questo consente ai primi di ricevere il supporto per alcune esigenze materiali e un prezioso bene relazionale. E ai secondi di poter avere un alloggio a prezzo calmierato nelle città dove scelgono di andare a studiare, affrontando così anche il problema del caro affitti”.

Patto intergenerazionale

“Sono molto grato a Regione Lombardia e all’assessore Elena Lucchini per il sostegno al progetto sperimentale ‘Co-Housing e Caring tra Generazioni’ proposto dalla nostra università”. Lo ha dichiarato il rettore Francesco Svelto nel suo intervento. “Si tratta di un patto intergenerazionale che potenzia le politiche di inclusione dell’Ateneo. Il progetto risponde a un duplice obiettivo. Sostenere l’integrazione tra la popolazione studentesca e gli over 65 di Pavia. Inoltre, rispondere all’aumento delle richieste di locazione a costi sostenibili da parte di studenti e studentesse fuori sede. Ma c’è anche, ed è importantissimo – ha concluso – l’aspetto relazionale, essendo infatti previste azioni di volontariato da parte degli studenti, per creare sane relazioni di amicizia e solidarietà con la popolazione più anziana”.

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Donne maltrattate, a Brescia consegnate le chiavi di 25 alloggi Aler

30 juillet 2024 à 18:33

Consegnate nella sede Aler Brescia le chiavi degli alloggi da destinare ai Centri antiviolenza per consentire una concreta autonomia abitativa delle donne maltrattate.

Sono 25, al momento,  gli immobili individuati sul territorio di competenza dell’ente di edilizia residenziale pubblica che attraverso una convenzione con i Centri antiviolenza e le ‘Case rifugio’ saranno assegnati, nel rispetto della riservatezza, alle donne e ai loro figli minori. Di questi, sono 11 gli alloggi assegnati alle associazioni che hanno partecipato al bando nella provincia bresciana.

Queste le associazioni già selezionate:  Butterfly società cooperativa sociale,  Associazione multietnica Terre Unite Odv, Casa delle donne centro antiviolenza Cad Brescia Odv, Sirio Csf società cooperativa onlus e  Associazione Daphne.

Alloggi per le donne maltrattate di Brescia

Gli alloggi individuati dalle Aler lombarde saranno messi a disposizione dei soggetti gestori di Centri antiviolenza e ‘Case Rifugio’,  quindi delle donne, per un minimo di 5 anni. Il contributo regionale coprirà interamente, per tutto il periodo, il canone di affitto e le spese reversibili.

All’appuntamento erano presenti, tra gli altri, gli assessori di Regione LombardiaElena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità), Paolo Franco (Casa e Housing sociale), Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Simona Tironi (Istruzione, Formazione, Lavoro). Con loro anche il presidente di Aler Brescia-Cremona, Mantova, Amedeo Ghidini.

Sostegno all’autonomia abitativa

L’assessore Lucchini, ha fortemente voluto questa misura. Avviata nel 2023, sono già stati previsti due stanziamenti per un importo complessivo di 3 milioni di euro. A questo proposito ha evidenziato che  “la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere  sono per Regione Lombardia una priorità.  Per questo quindi stiamo investendo, in particolare, su due aspetti fondamentali per la fuoriuscita della donna dal circuito della violenza: la casa e il lavoro. Dallo scorso anno abbiamo accolto  un’esigenza emersa dai nostri Centri antiviolenza e dalle ‘Case Rifugio’.  Abbiamo infatti avviato una sperimentazione che ci consente di individuare alloggi messi a disposizione dalle Aler da destinare alle donne vittime di violenza. E’ così garantito un concreto sostengo all’autonomia abitativa specialmente in caso di presenza di figli minori e di persone con disabilità nel nucleo familiare”.

“Da Brescia – ha concluso – vogliamo quindi testimoniare l’indispensabile alleanza tra istituzioni contro la violenza di genere”.

Obiettivo è sostenere chi vive in fragilità

“La ‘Missione Lombardia’ – ha evidenziato Franco – che ho lanciato fin dal mio insediamento e che sto portando avanti con pragmatismo tipico di noi lombardi è anche questo: dare sostegno concreto alle persone che vivono condizioni di fragilità, economiche ma non solo. Per questo l’assegnazione di alloggi alle donne vittime di violenza rientra nelle direttive da me impartite per l’anno 2024 alle Aler e tutte si sono messe al lavoro per raggiungere il traguardo prefissato. Con l’autonomia abitativa possiamo dare a queste ragazze maltrattate non solo un posto sicuro dove vivere, ma anche una speranza per il futuro”.

Donne maltrattate BresciaSegno di civiltà e sviluppo per la comunità

“La mia esperienza di assessore ai Servizi sociali a Brescia  – ha detto Maione – mi insegna che la soluzione adottata è importantissima perché interrompere quel piano inclinato che va dall’isolamento al non avere relazioni, al sentirsi sole, è l’elemento fondamentale per riprendere i fili di una vita. Dare un’opportunità di autonomia, avere una casa,  un’opportunità di crescita ed entrare anche nel circuito lavorativo può essere un un’occasione di rinascita. L’ accordo con Aler Brescia-Cremona-Mantova è quindi fondamentale.  Un segno di civiltà e di sviluppo utilissimo alla comunità bresciana.

Misura  mira all’empowerment femminile

“Regione Lombardia – ha chiosato Tironi –  ha introdotto una misura che mira all’empowerment femminile, al reinserimento lavorativo e alla ripartenza economica e sociale di queste donne coraggiose. Per promuoverne l’autonomia finanziaria, abbiamo stanziato 1,5 milioni di euro. Il contributo regionale per ogni progetto sarà dell’80% per un importo di 150.000 euro con iniziative destinate anche alla formazione professionale. Autonomia finanziaria e empowerment delle donne possono aiutare a prevenire e contrastare la violenza economica e le molestie sul lavoro. La collaborazione con i Centri Antiviolenza è fondamentale per garantire un supporto continuativo di presa in carico e orientamento”.

A Brescia assistenza e tutela alle donne maltrattate

“L’impegno di Aler nell’assistenza – ha detto il presidente – è concreta, lo testimonia la consegna delle chiavi alle associazioni bresciane. La filosofia che anima la sperimentazione è quella dell’assistenza e della tutela delle donne maltrattate. Assicurare una casa per sé e per i propri figli diventa essenziale per tornare a vivere. Iniziative come questa sono in grado di aiutare, in modo concreto e immediato, le persone che più necessitano di un sostegno da parte delle istituzioni. L’assegnazione di alloggi alle vittime di violenza rappresenta un concreto aiuto nel segno del welfare sociale che Aler vuole ribadire e incentivare”.

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Bergamo, Franco: su politiche abitare servono anche altre istituzioni

28 novembre 2023 à 16:52

Non solo interventi sugli immobili, ma anche una cura a una dimensione dell’abitare più complessa. È quella rappresentata dall’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, intervenuto al convegno tenutosi presso Palazzo Frizzoni a Bergamo dal titolo ‘Casa, sì ma quale? Domanda e offerta abitativa tra politiche pubbliche, mercato e terzo settore’.

“Un’attenzione – ha ricordato l’assessore Franco – che prende forma attraverso numerose progettualità. Di queste, alcune rappresentano un cambio di passo delle politiche abitative con cui siamo andati oltre agli investimenti sugli alloggi. Per questi, solo a Bergamo abbiamo investito 120 milioni di euro. È la ‘Missione Lombardia’ per la quale abbiamo chiesto il coinvolgimento anche delle altre istituzioni. Intervenire su un’immobile, senza che questo abbia una serie di servizi, a cui altre istituzioni devono provvedere, non è sufficiente per assegnare quella dignità abitativa che ci siamo posti come obiettivo. Parlo, a esempio della pianificazione urbanistica, dei trasporti e dei servizi”.

I tempi delle assegnazioni

“Per fare questo serve la capacità di fare le cose insieme – ha proseguito Franco – rispettando ruoli e tempistiche. Tempi che noi stiamo accorciando, dando un significativo impulso in particolare alle assegnazioni. La mia unica preoccupazione è che non tutti i Comuni stiano svolgendo lo stesso lavoro di riduzione dei tempi. Nel Comune di Bergamo gli alloggi assegnati complessivamente nei primi dieci mesi del 2023 sono 83. Di questi, 73 assegnati da Aler e 10 dal Comune.

La sfida per il mix abitativo

“Con la ‘Missione Lombardia’, anche sul territorio bergamasco – ha aggiunto Franco – sono stati attivati cantieri, efficientato sotto il profilo energetico edifici, promosso progetti orientati alla qualità dell’abitare e alla sicurezza, attivato iniziative di welfare residenziale e di prossimità, sostenuto affitti per le famiglie più bisognose. Inoltre abbiamo anche reso disponibili immobili per quei casi in cui, pur riuscendo ad avere un’entrata economica, non è possibile accedere a una soluzione abitativa. Lo abbiamo fatto con un progetto rivolto alle famiglie con Isee compreso tra i 10.000 e 16.000 euro“.

“Tutte iniziative – ha concluso Franco – che si inseriscono in una sfida per il futuro: il mix abitativo diffuso. E sarà possibile attraverso le linee guida dell’Housing Sociale che abbiamo approvato. Ovvero: apertura ai Comuni e alle Aler, cambio della percentuale degli alloggi inseriti in programmi di valorizzazione e alloggi di proprietà di cooperative a proprietà indivisa concesse in godimento. Da qui possiamo partire per ampliare la sfida con il senior housing (appartamenti con servizi in comune, dalla palestra alla lavanderia, all’assistenza sociosanitaria commisurata alle condizioni del fragile) e il co-housing, fino alla promozione di una cultura del caregiving diffusa che, se sviluppata a livello condominiale, territoriale e comunitario, rende i luoghi sicuri e confortevoli”.

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