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Da Regione Lombardia 6 milioni per formazione ASA e OSS

Par : Fabio Benati
18 juin 2025 à 14:58

Regione Lombardia prosegue nel suo impegno per potenziare il sistema sociosanitario attraverso un investimento concreto nella formazione professionale guardando alle figure di ASA e OSS. È stato infatti approvato l’Avviso ‘Percorsi di formazione abilitanti e regolamentati per l’ottenimento della qualifica di Ausiliario Socio Assistenziale (ASA) e di Operatore Socio Sanitario (OSS)‘, nell’ambito del Programma Regionale FSE+ 2021-2027 e in attuazione di una delibera della Giunta regionale approvata a fine marzo 2025.

Da Lombardia risorse per formazione di OSS e ASA

L’iniziativa, finanziata con 6 milioni di euro, si rivolge a persone disoccupate. L’obiettivo è incrementare la disponibilità di figure qualificate in un settore strategico e a forte impatto sociale, in risposta al fabbisogno occupazionale rilevato sul territorio. Chi è interessato potrà presentare la propria domanda a partire dal 14 luglio utilizzando le informazioni presenti sul sito Bandi e servizi di Regione Lombardia.

Tironi: strumenti concreti per rispondere a carenza di queste figure

lombardia assistenti sanitari

“Stiamo rispondendo con strumenti concreti – spiega l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi – a una delle urgenze più rilevanti del nostro sistema sociosanitario: la carenza di personale qualificato. Con questo Avviso favoriamo la formazione gratuita di ASA e OSS”.

“Accompagniamo i partecipanti – rimarca l’assessore lombardo – verso l’occupazione, mettendo in connessione diretta formazione e fabbisogni reali delle strutture del territorio”.

Le rilevazioni nelle RSA e nelle Unità di Offerta Sociosanitarie

“Secondo le rilevazioni che abbiamo condotto presso RSA e Unità di Offerta Sociosanitarie lombarde – chiarisce – mancano all’appello 1.422 ASA e 1.005 OSS. Una situazione che rischia di compromettere l’efficienza e la qualità dei servizi offerti, aggravata dal disallineamento tra domanda e offerta di lavoro”.

Contrastare lo skill mismatch

Con questo nuova iniziativa Regione Lombardia conferma la propria strategia volta a rafforzare l’incontro tra domanda e offerta, contrastare lo skill mismatch e valorizzare le professioni sociosanitarie, sempre più centrali in un contesto demografico in evoluzione.

Formare nuovi professionisti e garantire un servizio efficiente

L’Avviso prevede che la partecipazione ai corsi sia totalmente gratuita per gli utenti, e con un matching mirato, attraverso il quale gli enti accreditati alla formazione, in raccordo con le strutture sociosanitarie, favoriranno l’inserimento lavorativo dei partecipanti. “Formazione, occupabilità e prossimità ai territori – conclude l’assessore Tironi – sono le parole chiave di questo intervento. Il nostro obiettivo è duplice: da un lato qualificare nuove professionalità, dall’altro garantire un servizio efficiente, umano e competente a chi ha bisogno di assistenza”.

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Centri per la famiglia, Lombardia ha presentato nuovo logo

15 mai 2025 à 14:04

‘Centri per la famiglia’, un modello lombardo. All’Auditorium ‘Testori’ di Palazzo Lombardia istituzioni, enti gestori e operatori hanno dialogato facendo un bilancio e tracciando le prospettive future di questi veri e propri punti di riferimento per le famiglie sul territorio. Luoghi in cui i diversi attori, istituzionali e non, convergono per costruire insieme interventi volti a promuovere il benessere e lo sviluppo della famiglia, a partire dalla genitorialità e dall’infanzia fino ad arrivare alle tematiche legate alla terza età.

Un logo dal forte significato

Presentato anche il nuovo logo dei Centri per la famiglia, appositamente studiato con un’identità grafica che illustra la ‘mission’ impostata da Regione Lombardia per questi servizi. A spiegarlo è stata l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, aprendo i lavori.  “Abbiamo scelto di utilizzare la lettera C, simbolo del Centro per la famiglia, e frammentarla in varie forme e colori: tutti i segmenti di questa C, abbracciati tra di loro, servono a identificare i target diversi che vogliamo indicare e che si uniscono sotto l’egida di una Regione che diventa lei stessa un grande cappello in grado di contenere tutti i nuclei famigliari che essa racchiude e protegge”.

“Ogni segmento fa riferimento un componente del nucleo: i genitori, i figli, ma anche i nonni che rappresentano un punto di riferimento importante per tutta la famiglia”, ha illustrato l’esponente della Giunta annunciando anche che nelle settimane a venire “approveremo un’importante delibera perché – ha affermato Lucchini – vogliamo rafforzare e consolidare questa esperienza con ulteriori risorse. Vogliamo potenziare ulteriormente questa rete, che ha dato prova di essere un importante riferimento di prossimità sul territorio”.

Più visibilità sul territorio

Ora quindi i Centri per la famiglia sono ancora più ‘riconoscibili’ e ‘visibili’ grazie al nuovo logo sui cartelli apposti all’interno e all’esterno delle strutture.

Nati in via sperimentale nel 2019, nel 2025 in Lombardia sono presenti e attivi sul territorio 90 Centri per la famiglia (HUB) e 346 Spoke con la governance delle 8 ATS lombarde e gestiti da Ambiti, ASST, Comuni e soggetti del terzo settore in rete con i soggetti che costituiscono punti di accesso/prossimità tra cui Ambiti, soggetti del terzo settore, scuole, oratori, tribunali, RSA, UdOS, ASST anche attraverso le Case della comunità.

Un modello di successo

Sono state accolte e intercettate oltre 30.000 persone. Numeri che confermano il successo del modello regionale a rete dei Centri, nella logica di filiera, di struttura Hub&Spoke (capofila e partner). La logica di filiera, che si configura come luogo privilegiato di scambio di conoscenze e innovazione, garantisce un modello flessibile, non solo come copertura territoriale (come Hub o come Spoke in ogni ambito/distretto) ma soprattutto un approccio a più livelli ai servizi socioeducativi, sociali, sanitari, sociosanitari, con le organizzazioni formali e informali presenti sul territorio lombardo.

Nel corso dei lavori trasmesso anche l’intervento video del ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, che ha sottolineato l’impegno di Regione Lombardia che, attraverso i Centri per la famiglia, sta dimostrando di essere apripista a livello nazionale, testimoniando buone pratiche e molte competenze.

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Un convitto da 23 posti letto per i sanitari al ‘Buzzi’ di Milano

8 mai 2025 à 15:10

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, è intervenuto all’inaugurazione del Convitto dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, situato all’interno dell’Ospedale Buzzi di Milano. La struttura è destinata ad accogliere il personale sanitario e sociosanitario dell’Azienda, offrendo una risposta concreta al problema della carenza abitativa e dei crescenti costi degli affitti nel capoluogo lombardo.

bertolaso convitto buzzi

Convitto per i dipendenti dell’ASST con contratto a tempo pieno

Il Convitto, riservato ai dipendenti dell’ASST con contratto a tempo pieno (sia determinato che indeterminato), rappresenta un’importante misura di welfare aziendale, con particolare attenzione al personale infermieristico, a cui è garantita una priorità di accesso.

Bertolaso: offriamo strumenti per migliorare la qualità della vita

“Dare un alloggio a chi lavora per la salute pubblica significa anche valorizzare il loro ruolo e offrire strumenti per migliorare la qualità della vita. Questa struttura non è solo un luogo dove dormire – ha dichiarato Bertolaso – ma un segno tangibile dell’impegno di Regione Lombardia nel creare condizioni di lavoro dignitose e sostenibili per chi opera ogni giorno nei nostri ospedali”.


In tutto 2 camere per un totale di 23 posti letto

Il nuovo Convitto occupa parte della palazzina F all’interno del ‘Buzzi‘: 12 camere per un totale di 23 posti letto, dotate di ogni comfort, con due aree comuni cucina/relax pensate per favorire la socializzazione e il benessere dei residenti. I criteri di assegnazione dei posti prevedono una graduatoria aziendale che tiene conto dell’Indice di Sostenibilità Sociale ed Economica (ISSE), della distanza dal luogo di lavoro e della tipologia di attività svolta.

Direttore Asst Colombo: passo importante per rendere la nostra azienda sempre più attrattiva

“Questo intervento – ha aggiunto Maria Grazia Colombo, Direttore Generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco – si inserisce in un piano più ampio di iniziative per il benessere dei lavoratori. Un passo importante per rendere la nostra azienda sempre più attrattiva e sostenibile”.

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Esenzione ticket per le donne vittime di violenza, approvate le mozioni

4 mars 2025 à 17:40

“Esprimo il mio apprezzamento per la scelta del Consiglio regionale di approvare le mozioni che apriranno la strada all’esenzione del ticket sanitario alle donne vittime di violenza. Un ringraziamento al collega Guido Bertolaso per il parere positivo e per l’impegno a portare avanti questa battaglia di civiltà”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, in relazione ai due atti di indirizzo approvati, martedì 4 marzo 2025, dall’Aula di Palazzo Pirelli sull’esenzione rispetto al ticket sanitario, in Lombardia, per le donne vittime di violenza.

In Lombardia esenzione ticket per le donne vittime di violenza, una buona pratica

Elena Lucchini“Il voto del Consiglio Regionale ha testimoniato il valore dell’alleanza istituzionale contro la violenza di genere introducendo una buona pratica che attesta il sostegno dell’intera comunità alle vittime”, ha osservato l’esponente della Giunta, ricordando che “per Regione Lombardia, la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne è un obiettivo strategico della legislatura e l’accesso gratuito alle strutture sanitarie per le prestazioni mediche e psicologiche dovute alla violenza subita potrà contribuire a tutelare anche situazioni di fragilità economica e sociale”.

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Violenza ai sanitari, dalla Lombardia un regolamento per dire basta

16 décembre 2024 à 16:01

Prevenire e gestire le aggressioni a danno del personale sanitario. È l’obiettivo della Regione Lombardia per garantire maggiore sicurezza ai lavoratori del settore. La delibera approvata in Giunta regionale, è stata proposta dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, di concerto con l’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa.

Videosorveglianza, servizio di sicurezza interno e supporto psicologico e legale

Il documento, realizzato con il contributo del ‘Tavolo Tecnico’, ha affrontato il fenomeno crescente della violenza negli ambienti sanitari. Si basa su un approccio multidisciplinare che coinvolge amministratori, dirigenti, professionisti e lavoratori nella definizione di strategie preventive e di gestione del rischio. Implementata anche la formazione del personale e l’adozione di buone pratiche. Sono previste misure specifiche per prevenire e gestire questi eventi, in linea con le normative nazionali e regionali, tra cui installazione di videosorveglianza, servizio di sicurezza interno, e supporto psicologico e legale.

Una risposta concreta a un problema attuale

Dalle rilevazioni condotte dall’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Sociosanitarie emerge un incremento degli episodi di aggressione negli ultimi anni. Fattori interni ed esterni, come modalità di erogazione dei servizi e contesti sociali, contribuiscono a generare situazioni di rischio.

Assessore Bertolaso: basta violenza a sanitari, Regione Lombardia vicina a dipendenti

“Con questo provvedimento – ha dichiarato l’Assessore Guido Bertolaso – vogliamo garantire un ambiente di lavoro più sicuro per il nostro personale sanitario, che ogni giorno si impegna per la salute dei cittadini. Dobbiamo contrastare gli episodi di violenza con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, soprattutto nei reparti dove il personale è più esposto, parlo in particolare del Pronto Soccorso, dove già stiamo mettendo in campo azioni specifiche”.

La Russa: prosecuzione di un percorso che ha avuto inizio con le bodycam per operatori Areu

“Questo documento – ha sottolineato l’assessore La Russa – è il risultato di un lavoro condiviso tra istituzioni, aziende sanitarie e operatori. Rappresenta un impegno concreto per tutelare la sicurezza dei nostri professionisti e garantire serenità e protezione. Troppo spesso il personale sanitario è vittima di aggressioni, verbali e anche a volte fisiche, che ne minano la serenità oltre a rappresentare fatti gravi e ingiustificabili. È la prosecuzione di un percorso che il nostro assessorato ha avviato con le bodycam per gli operatori Areu”.

Cosa prevede il documento

Il documento prevede intanto una fase di monitoraggio e segnalazione degli episodi attraverso la raccolta tramite sistemi di ‘incident reporting’ e monitoraggio continuo da parte dell’Agenzia di Controllo del Servizio Socio-Sanitario. Ma anche l’adozione di misure preventive come l’installazione di dispositivi di sicurezza come pulsanti antipanico, videosorveglianza (già attivi in alcuni ospedali lombardi), servizio di sicurezza interno, creazione di ambienti confortevoli per pazienti e personale, e miglioramento delle condizioni lavorative. Previsti inoltre corsi specifici per il personale sanitario su tecniche di ‘de-escalation’, gestione del rischio e autodifesa.

Il piano per la prevenzione degli atti di violenza

Sono stati introdotti anche percorsi di supporto psicologico e legale per gli operatori vittime di violenza, oltre a procedure per il ripristino delle condizioni lavorative. Ogni struttura sarà inoltre chiamata a elaborare un ‘Piano per la Prevenzione degli Atti di Violenza sugli Operatori Sanitari’ (PREVIOS), integrato nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Le campagna di sensibilizzazione di Regione Lombardia per combattere violenza ai sanitari

Regione Lombardia promuoverà campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini per scoraggiare qualsiasi atto di violenza, ribadendo una politica di tolleranza zero. L’obiettivo è favorire un cambiamento culturale che tuteli il rispetto e la sicurezza di chi lavora al servizio della comunità.

 

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Sinergia tra enti per garantire la sicurezza al personale sanitario

13 décembre 2024 à 13:10

Le Forze dell’ordine, grazie a un protocollo ad hoc, supporteranno il personale sanitario con interventi congiunti sul luogo dell’emergenza per garantire la sicurezza da episodi di violenza sui sanitari stessi. È quanto prevede il protocollo sottoscritto in Prefettura a Milano finalizzato a migliorare la sicurezza pubblica in situazioni di emergenza legate a soggetti con comportamenti antisociali, aggressivi e violenti. L’accordo coinvolge Regione Lombardia, Prefettura, Questura di Milano, Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri, AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) e ATS Milano Città Metropolitana.

Protocollo per sicurezza e tempestività Forze dell’ordine contro violenza a sanitari

Il protocollo risponde all’esigenza di garantire la tempestività e l’efficacia degli interventi delle Forze dell’ordine in supporto al personale sanitario. Il documento stabilisce procedure precise per la gestione di eventi in cui siano coinvolti soggetti pericolosi, migliorando la collaborazione tra sistema 118 e Forze dell’ordine per tutelare l’incolumità di soccorritori, cittadini e degli stessi individui in stato di alterazione.

Il codice I

Tra i punti salienti dell’accordo l’attivazione immediata delle Forze dell’ordine in caso di segnalazione di comportamenti pericolosi attraverso un codice dedicato (‘codice I’), interventi congiunti sul luogo dell’emergenza per garantire ordine pubblico e sicurezza della scena, eventuale accompagnamento dei mezzi di soccorso verso le strutture ospedaliere, per prevenire rischi aggiuntivi durante il trasporto.

La Prefettura coordina il monitoraggio

La Prefettura coordinerà un tavolo di monitoraggio per verificare l’efficacia del protocollo e promuoverne eventuali aggiornamenti. ATS Città Metropolitana organizzerà sessioni di formazione interforze per preparare il personale coinvolto a gestire queste situazioni delicate.

Guido Bertolaso

Bertolaso: Regione Lombardia tutela chi opera in prima linea

“Questo protocollo – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni possa rispondere con prontezza ed efficacia alle necessità di sicurezza. Lavorare insieme per proteggere il personale sanitario e la cittadinanza è una priorità assoluta. Regione Lombardia continuerà a sostenere iniziative che migliorino l’intervento sanitario e la tutela di chi opera in prima linea”.

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In Lombardia aumentano i compensi per le prestazioni extra dei sanitari

23 mai 2024 à 15:03

Continuano gli sforzi della Regione La Lombardia per abbattere le liste di attesa. Proprio con questo obiettivo, è stato deciso di riconoscere al personale delle professioni sanitarie (infermieri, tecnici di radiologia o tecnici di laboratorio) un adeguato riconoscimento a coloro che offriranno prestazioni aggiuntive.

L’accordo dopo il confronto con i sindacati: 50 euro l’ora per tutte le attività

All’aumento delle tariffe, fissate adesso a 50 euro l’ora, si è giunti al termine della fase di confronto costruttivo tra la ‘Delegazione Trattante’ di parte pubblica di Regione Lombardia e le organizzazioni sindacali del comparto sanità.

Individuati criteri e modalità

Il documento, atteso con interesse da entrambe le parti, sfrutta la possibilità prevista dalla legge di bilancio 2024 di elevare le tariffe delle prestazioni aggiuntive. Sono stati individuati modalità e criteri per il riconoscimento delle prestazioni aggiuntive e l’incremento della tariffa oraria. Fissata, al netto di oneri a carico di Aziende ed Enti, 2024 a 50 euro l’ora peril 2004 per tutte le tipologie di prestazioni.

Omogeneizzazione delle tariffe in tutte le Aziende ed Enti

Un ulteriore obiettivo del documento è l’omogeneizzazione delle tariffe in tutte le Aziende ed Enti del servizio sociosanitario lombardo. Grazie a queste linee guida, le strutture sanitarie potranno quindi proseguire nella programmazione dei piani operativi per ridurre le liste d’attesa. Ed inoltre assicurare la continuità delle prestazioni sanitarie.

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In 21 ospedali lombardi pulsante di allarme anti aggressione a sanitari

12 mars 2024 à 17:34

Il 12 marzo ricorre la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari. Nel 2023 sono stati segnalati in Lombardia 4.836 episodi di aggressione (dagli insulti alla violenza con arma). In regione sono 21 le strutture ospedaliere che hanno aderito e attivato il pulsante di allarme aggressione agli operatori sanitari.

Accordo in Prefettura a Milano per interventi di pubblica sicurezza

Il sistema è partito ad agosto 2023 e fa seguito alla sottoscrizione di un documento in Prefettura a Milano. Rientra nell’ambito degli interventi di pubblica sicurezza nei Pronto Soccorso, che ha previsto l’installazione nei PS degli ospedali della provincia di Milano di uno o più pulsanti per il rapido allertamento delle Forze di Pubblica Sicurezza in determinati casi. Si va dall’aggressione in corso verso operatori sanitari del Pronto Soccorso o verso altre persone presenti nel contesto, agli atti di violenza e danneggiamento in corso e l’impossibilità di effettuare una chiamata per spiegare la situazione emergenziale in atto.

Il sistema prevede la composizione del numero 112 tramite la pressione di un pulsante collegato ad un combinatore telefonico e la segnalazione di aggressione in corso.

Le aggressioni agli operatori, dati 2023

Nel 2023, dei 4.836 casi di aggressione, il 30,9% (25,47 nel 2022) si è verificata in Pronto Soccorso, a seguire le aree di degenza con il 24,7% (21,53 nel 2022) e poi nei locali del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura il 15% (15,17 nel 2022). In ultimo, al domicilio del paziente, nello 0,2% dei casi (0,12 nel 2022).

I Pronto Soccorso che hanno attivato il pulsante di allarme anti aggressione

A Milano, secondo i dati dell’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza (Areu), ai primi 5 Pronto Soccorso dei nosocomi originariamente coinvolti nell’iniziativa di attivazione del pulsante di allarme aggressione agli operatori sanitari (Niguarda, Fatebenefratelli, Sacco, San Carlo e San Paolo), si sono aggiunti nel capoluogo il Policlinico Ospedale Maggiore anche con le sedi del padiglione De Marchi Pronto Soccorso Pediatrico e del padiglione Mangiagalli Pronto Soccorso Ostetrico Ginecologico, il Buzzi ed in provincia, quelli di Abbiategrasso, Cernusco Sul Naviglio, Cinisello Balsamo, Melegnano, Melzo e Sesto San Giovanni.

A breve il sistema di allarme sarà attivo in città anche al Macedonio Melloni e in provincia negli ospedali di Legnano e di Magenta.

Allarme anti aggressione da ottobre 2023 anche a Monza Brianza e Lecco attivazione

Anche le provincie di Monza Brianza e Lecco hanno richiesto l’attivazione del servizio nei Pronto Soccorso dei nosocomi pubblici e privati provinciali. Dallo scorso ottobre 2023 i pulsanti di allarme aggressione sono stati infatti attivati nelle seguenti strutture ospedaliere: San Gerardo, Vimercate, Policlinico, Istituti clinici Zucchi, Desio (MB) e al Manzoni (LC).

Le richieste di intervento con allarme anti aggressione

In tutto sono state 186 le richieste d’intervento con allarme (157 negli ospedali di Milano e provincia, 18 in provincia di Monza Brianza e 11 in provincia di Lecco).

Nei 172 giorni trascorsi dalla prima chiamata (12 agosto) al 31 gennaio 2024, la media giornaliera è di una chiamata al 112 per aggressione al personale sanitario presso i Pronto Soccorso che si sono dotati del sistema di allarme.

Incontro in Prefettura

Nel corso di un recente incontro in Prefettura, alla presenza dei rappresentanti della Direzione Welfare di Regione, gli intervenuti hanno manifestato soddisfazione per il servizio di allarme aggressioni e per la fattiva collaborazione tra gli enti coinvolti.

Assessore Bertolaso: rivolgo un sentito ringraziamento a tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari per il loro prezioso lavoro

“In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sugli Operatori Sanitari – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – esprimo la mia ferma condanna contro ogni forma di aggressione fisica e verbale che colpisce chi, ogni giorno, con dedizione e professionalità, si impegna per la cura e la salute dei cittadini. Si tratta di un fenomeno inaccettabile. Mina le fondamenta del nostro sistema sanitario e rappresenta una grave offesa alla dignità di chi lavora con impegno e sacrificio per il bene comune. Regione Lombardia è impegnata attivamente nella lotta contro queste azioni delinquenziali. Lo fa attraverso misure concrete volte a rafforzare la sicurezza nei luoghi di cura. E anche a sensibilizzare la cittadinanza sul valore del rispetto e della riconoscenza verso il lavoro degli operatori sanitari”.

I ‘Caring nurse’

“Nei Pronto Soccorso abbiamo attivato figure di accoglienza per pazienti e accompagnatori, in particolare la presenza del ‘Caring nurse’ in alcuni ospedali si è dimostrata efficace per ridurre la conflittualità e le conseguenti aggressioni. Permettendo così al personale di svolgere il proprio lavoro con più serenità. In questa importante giornata, rivolgo un sentito ringraziamento a tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari per il loro prezioso lavoro e ribadisco il nostro costante impegno a contrastare con fermezza ogni forma di violenza”.

Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli illuminati di blu

In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, Regione Lombardia illumina di blu il belvedere delle sedi di Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli.

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