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Dalla Lombardia 111 milioni per valorizzare il personale sanitario

16 juillet 2025 à 12:57

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha approvato la delibera che dà attuazione agli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali del comparto sanità e della dirigenza medica e sanitaria del Servizio Sanitario Regionale per l’utilizzo delle Risorse Aggiuntive Regionali (RAR) nel 2025. L’investimento regionale complessivo ammonta a 111.471.00o euro. In particolare per il Comparto 85.574.568 di euro e 25.896.432 per la Dirigenza Medica, Veterinaria, Sanitaria, Professionale, Tecnica e Amministrativa.

L’obiettivo è riconoscere e incentivare l’impegno quotidiano del personale sanitario, tecnico, amministrativo e dirigenziale operante nelle strutture del SSR, comprese ATS, ASST, IRCCS pubblici, AREU, ARPA, ACSS, Istituto Zooprofilattico Sperimentale e ASP (Aziende di Servizi alla Persona).

I fondi per il personale della sanità della Lombardia

In particolare, a dirigenti dipendenti del Servizio Sanitario Regionale spetterà una quota pro capite massima di 1.100 euro ed è inoltre prevista una ulteriore quota annua aggiuntiva di 173 euro per i dirigenti medici che effettuano almeno 12 turni notturni nell’anno.
Per il personale del comparto sanità SSR sono previste le seguenti quote pro capite annue: 800 euro per i professionisti della salute e funzionari (area D/DS), 745 euro per gli assistenti (area C), 656,00 per operatori e personale di supporto (aree A/B/BS). Confermate inoltre ulteriori quote aggiuntive per il personale sanitario e tecnico sanitario: 227 euro per chi opera su turni articolati sulle 24 ore e 100 euro per il restante personale. Il 70% delle risorse sarà erogato entro ottobre 2025, il saldo entro aprile 2026.

Bertolaso: riconosciuto anche per il 2025 un impegno economico significativo

Questo accordo – dichiara l’assessore Guido Bertolaso – è un segnale concreto nei confronti di chi ogni giorno lavora con dedizione per la salute dei cittadini. Con le risorse aggiuntive regionali valorizziamo merito e professionalità di tutti gli operatori del nostro sistema sanitario. Abbiamo scelto di riconoscere anche nel 2025 un impegno economico significativo, in un’ottica di stabilità e continuità, per rafforzare il senso di appartenenza al SSR e sostenere chi lavora nei turni più gravosi e nei servizi più complessi. La sanità pubblica lombarda è fatta prima di tutto di persone, e il nostro dovere è mettere queste persone nelle  condizioni di lavorare al meglio”.

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Papa, Fontana: Francesco grazie a Lombardia ‘colonna Paese’

22 avril 2025 à 18:37

“Ricordo molto bene quel giorno. Papa Francesco volle dedicare un momento alla Lombardia. Voleva ascoltarci e capire cosa avessimo vissuto in quei periodi terribili. Fu un incontro cordiale dove mi colpì la sua empatia e gentilezza. Al termine dell’udienza ci disse: ‘Siete stati una delle colonne portanti dell’intero Paese. A voi e ai vostri colleghi di tutta Italia vanno la mia stima e il mio grazie sincero’”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ripercorre l’udienza a Roma del 20 giugno 2020, a pochi mesi dalla fine della prima ondata pandemica, con Papa Francesco. Il Santo Padre ricevette, oltre al presidente della Regione, medici, infermieri, volontari, alpini, operatori della Protezione civile e rappresentanti del mondo sanitario.

Importante il grazie di Papa Francesco alla Lombardia

“Persone – spiega Fontana – che avevano dato tutto, senza risparmiarsi, nei giorni più duri”. “Il Santo Padre – conclude il governatore – fu vicino a tutta la comunità lombarda, mentre molti altri non persero occasione per attaccarci e strumentalizzare. Le sue parole furono una vera fonte di forza, che ci aiutò a proseguire il lavoro con determinazione, lasciandoci alle spalle polemiche sterili”.

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Regione in prima linea contro le aggressioni agli operatori sanitari

12 mars 2025 à 15:28

Procedibilità d’ufficio per reati di violenza contro gli operatori sanitari, installazione di pulsanti anti-aggressione nei Pronto Soccorso, sperimentazione di appositi smartwatch, body cam in dotazione agli operatori di Areu e potenziamento della videosorveglianza. Queste alcune tra le misure adottate da Regione Lombardia per contrastare le aggressioni agli operatori sanitari, illustrate questa mattina, in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, dagli assessori regionali Guido Bertolaso (Welfare) e Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile) nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Lombardia. All’incontro con i giornalisti presenti anche Jessica Calegari, infermiera, Dirigente delle Professioni Sociosanitarie all’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, Riccardo Stucchi ed Eleonora Gallinaro, rispettivamente medico e soccorritrice di AREU 118.

Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli illuminati di blu

Durante l’incontro, inoltre, sono stati diffusi i dati aggiornati sulle aggressioni subite dal personale sanitario nel 2024. Ed è stato annunciato che, per sensibilizzare ulteriormente la popolazione sul tema, Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli nella serata odierna saranno illuminati di blu.

Assessore Bertolaso: necessario scudo penale

“Le aggressioni a medici, infermieri, operatori sociosanitari e volontari – ha affermato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – sono intollerabili. Regione Lombardia, oggi come in qualsiasi altro giorno, ribadisce totale vicinanza a chi dedica la propria vita a curare il prossimo e salvare vite umane su tutto il territorio. Voglio ringraziare anche il personale di Areu e chi lavora nell’ambito dell’emergenza urgenza degli ospedali. Questo perché, dopo i tanti anni trascorsi alla Protezione civile, so bene cosa significhi lavorare in questo settore. Abbiamo predisposto un pacchetto di interventi che implementeremo sia per chi lavora in ospedale, che per chi è impegnato sul territorio, al fine di contrastare con fermezza questo fenomeno. Ritengo poi necessario – ha concluso – applicare lo scudo penale anche agli operatori sanitari. Ciò al fine di tutelarli e garantirli ulteriormente”.

Assessore La Russa: lavoriamo per migliorare la situazione

“Siamo quotidianamente in prima linea – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa – impegnati a supportare gli operatori sanitari, a cui ribadiamo il nostro sincera ringraziamento per il loro impegno quotidiano. È inconcepibile e impensabile che ci sia chi aggredisce le persone impegnate a curare e assistere i cittadini. Sappiamo che spesso sono costretti a lavorare in condizioni estreme e continueremo ad adoperarci con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per migliorare la situazione. Con il collega Guido Bertolaso siamo in perfetta sintonia e vogliamo lavorare anche su un cambiamento culturale, la violenza è da condannare in qualsiasi ambito e, ancor di più, in ambito sanitario. Anche per questo i nostri assessorati, tra le altre cose, hanno approvato un documento di indirizzo per la prevenzione e la gestione degli episodi di violenza”.

Distribuzione bodycam

A oggi sono già state distribuite circa 400 bodycam per gli operatori dei mezzi di soccorso sanitario a cominciare dai mezzi avanzati di Areu e altre saranno distribuite nei prossimi mesi. C’è ancora molto da fare – ha concluso – e ci saranno anche altre misure molto importanti su cui stiamo lavorando insieme al Ministero dell’Interno, per cui andiamo avanti con grande convinzione per tutelare i nostri operatori”.

Le testimonianze degli operatori sanitari

Particolarmente significative le testimonianze portate da chi è impegnato in prima linea. “Non sempre è possibile prevenire gli episodi violenti – ha detto Jessica Calegari – che hanno ripercussioni molto forti sugli operatori sanitari. In certi casi possiamo solo prendere adeguate contromisure, ma le aggressioni verbali sono ancora troppo frequenti”. Sulla stessa lunghezza d’onda Eleonora Gallinaro.  “A chi aggredisce – ha affermato – non importa se di fronte si trova una donna o un uomo, sicuramente le bodycam in dotazione sono utili quanto meno come deterrente”. Alla luce del crescente numero di violenza ai danni di operatori sanitari, AREU ha istituito momenti di formazione per istruire il personale su come comportarsi in questi casi. “Siamo consapevoli di essere ospiti – ha spiegato Riccardo Stucchi – quando entriamo nelle case dei pazienti per curarli o nelle loro auto per soccorrerli dopo gli incidenti e, anche per questo, ci riteniamo dei ‘privilegiati’ “.

Aggressioni a operatori sanitari in Lombardia nel 2024, i dati

Secondo i dati elaborati dall’Agenzia di Controllo del Sistema Sociosanitario Lombardo (ACSS), si registra un incremento del 17,7% nel numero di aggressioni segnalate rispetto al 2023, con un totale di 5.690 episodi denunciati solo negli enti pubblici. Tale aumento è influenzato anche dalla maggiore sensibilità sul tema e dalla maggiore tendenza a segnalare gli episodi.

Gli infermieri continuano a essere la categoria più colpita dalle aggressioni, con oltre il 60% degli episodi, seguiti dai medici e da altre qualifiche professionali. L’aumento dei casi è in parte attribuibile a una maggiore sensibilizzazione sul tema e a un incremento delle segnalazioni.

La violenza fisica rappresenta il 25,3% delle aggressioni, mentre la forma più comune rimane quella verbale (74,7%). Gli aggressori sono prevalentemente utenti (67,8%) e parenti dei pazienti (25,6%). Le aggressioni si verificano principalmente nei giorni feriali e nella fascia oraria pomeridiana, quando il numero di accessi è più elevato.

A livello di contesto, le aree di degenza risultano essere i luoghi più a rischio (+1,4 punti percentuali rispetto al 2023), seguite dai pronto soccorso, dalle aree comuni e dagli ambulatori. Un dato significativo riguarda anche il servizio di emergenza-urgenza territoriale (AREU), dove le aggressioni fisiche e verbali risultano quasi equivalenti.

Le azioni di Regione Lombardia per contrastare le aggressioni al personale sanitario

Regione Lombardia ha adottato diverse misure per migliorare la sicurezza del personale sanitario:

Normativa e protocolli di sicurezza

  • La Regione si avvale della legge regionale 15/2020 e della DGR XI/6902/2022 per organizzare l’attesa nei pronto soccorso e prevenire atti di violenza. Inoltre, la legge 113/2020 prevede la procedibilità d’ufficio per reati di violenza contro gli operatori sanitari, con inasprimento delle pene e protocolli operativi con le Forze dell’ordine per garantire interventi rapidi in caso di aggressione: le aggressioni fisiche e verbali risultano infatti quasi equivalenti.

Denuncia e supporto agli operatori sanitari

  • Con la circolare del 18 ottobre 2024, Regione Lombardia ha indicato che le strutture sanitarie devono presentare denuncia alla Procura della Repubblica per episodi di violenza e supportare i professionisti aggrediti nella fase legale.

Potenziamento della sicurezza nei Pronto soccorso

  • Nel corso del 2024 è stata completata l’installazione di pulsanti anti-aggressione nei pronto soccorso di 22 ospedali nelle province di Milano, Lecco e Monza Brianza. Questi dispositivi hanno permesso di attivare rapidamente le Forze dell’ordine in 424 episodi, con 182 interventi della Polizia di Stato e 242 dei Carabinieri.

Videosorveglianza e formazione

  • La DGR 3672 del 16 dicembre 2024 ha approvato un documento di indirizzo per la prevenzione e gestione della violenza verso gli operatori sanitari, con indicazioni su classificazione della violenza, monitoraggio degli eventi, gestione del rischio e azioni preventive strutturali, tecnologiche e organizzative oltre che misure specifiche per i Pronto Soccorso e per la formazione del personale.

Bodycam

  • A oggi sono già state distribuite circa 400 bodycam per gli operatori dei mezzi di soccorso sanitario a cominciare dai mezzi avanzati di Areu e altre saranno distribuite nei prossimi mesi. Si tratta di strumenti fondamentali che vengono utilizzati su base volontaria e nel totale rispetto della privacy, attivabili soltanto in caso di aggressione.

Sperimentazione di smartwatch anti-aggressione

  • Dal 2 gennaio 2025, ASST Pavia ha avviato la sperimentazione degli smartwatch anti-aggressione per il personale di pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Vigevano. Il dispositivo, dotato di un pulsante SOS e GPS, permette il contatto immediato con la centrale operativa attiva 24/7, che allerta le Forze dell’ordine in caso di emergenza. La sperimentazione è stata poi estesa all’ASST Papa Giovanni XXIII per infermieri di famiglia, personale di cure domiciliari, operatori psichiatrici e medici di continuità assistenziale.

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Più case Aler a canone accessibile per personale sanitario e sociosantario

Par : Marco Dozio
10 mars 2025 à 13:31

Più case a canone calmierato per gli infermieri e il personale sanitario e più ambulatori e presìdi sociosanitari nei quartieri popolari. Si muove su questi due ambiti di intervento il protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e le Aler per ‘integrare le politiche abitative e rafforzare la sanità territoriale’, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, di concerto con l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Case Aler per il personale sanitario e sociosanitario

Per quanto riguarda le case Aler da destinare al personale sanitario e sociosanitario, il documento definisce le modalità d’azione per proseguire e potenziare la politica attuata negli ultimi anni da Regione Lombardia, grazie alla quale Aler Milano ha finora sottoscritto diverse convenzioni per mettere a disposizione oltre 200 alloggi destinati al personale delle ASST e degli IRCCS.

Il protocollo con le Aler prevede di estendere a tutta la Lombardia quanto già messo in atto con specifiche intese territoriali: di recente, infatti, sono stati siglati due accordi per offrire soluzioni abitative agli infermieri e al personale sanitario dell’ASST Nord Milano e del Policlinico di Milano. In particolare, i dipendenti di ASST Nord Milano e IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano possono usufruire rispettivamente di 32 e 20 appartamenti Aler a canone concordato.

Franco: più infermieri e personale medico in ambulatori e presidi sociosanitari

“L’obiettivo del protocollo – evidenzia l’assessore Franco – è diffondere sempre più, a Milano e in tutta la Lombardia, il modello operativo che abbiamo strutturato per aiutare concretamente chi ogni giorno, col proprio lavoro e la propria competenza, garantisce servizi essenziali al funzionamento delle comunità. Uno dei problemi principali che attiene al reclutamento sul territorio del personale sanitario riguarda proprio la difficoltà di trovare case a prezzi accessibili, questo vale in particolare per le aree delle grandi città ma non solo. Chi opera per la salute e il benessere dei cittadini deve avere il massimo sostegno da parte delle istituzioni e i provvedimenti di Regione Lombardia vanno esattamente in questa direzione”.

I quartieri coinvolti

“I due ambiti di intervento del protocollo – prosegue Franco – sono strettamente collegati perché la messa a disposizione degli alloggi è anche finalizzata ad assicurare la presenza di infermieri e personale medico negli ambulatori e nei presìdi sociosanitari che vogliamo implementare all’interno dei caseggiati Aler in tutta la Lombardia, sulla base di quanto già avviato con i progetti ‘C.A.S.A.’ (Centri Aler per i servizi abitativi) in 6 quartieri di edilizia residenziale pubblica di Milano: San Siro, Mazzini, Gratosoglio, Molise Calvairate, Lorenteggio e Salomone“.

Gli spazi ‘C.A.S.A.’ realizzati nei quartieri Aler sono presìdi istituzionali che comprendono ambulatori sociosanitari di prossimità, custodi e ‘community manager’ per l’assistenza agli inquilini, e servizi destinati alle donne vittime di violenza.

‘Missione Lombardia’: obiettivo potenziare i servizi

Attraverso l’attivazione di ambulatori sociosanitari, con le figure del medico o dell’infermiere di quartiere, si attua un potenziamento dei servizi all’interno del quartiere: prestazioni infermieristiche domiciliari, consulenze in telemedicina, presa in carico e monitoraggio di pazienti cronici e fragili, sportello di supporto psicologico e servizio di fisioterapia.

“Potenziare i servizi di accompagnamento sociale e la sanità territoriale – sottolinea Franco – significa rafforzare la presenza delle istituzioni in aree complesse, garantendo importanti punti di riferimento ai cittadini perbene che vivono nelle case popolari e che non possono essere lasciati soli. Per implementare i presìdi investiamo risorse della programmazione comunitaria nell’ambito della ‘Missione Lombardia’, il piano per il rilancio delle politiche abitative regionale che presta grande attenzione anche alla dimensione umana e sociale, accanto all’impegno messo in campo per gli interventi di manutenzione e riqualificazione degli edifici”.

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Alloggi Aler a infermieri e personale sociosanitario di ASST Nord Milano

24 février 2025 à 14:35

Trentadue abitazioni a canone concordato per il personale sanitario dipendente dell’ASST Nord Milano nei comuni di Milano, Sesto San Giovanni e Cologno Monzese. È quanto prevede l’accordo tra Aler Milano e ASST Nord Milano per fornire alloggi a infermieri e personale sociosanitario operativo nell’area di competenza dell’Azienda Sociosanitaria.

Siglato l’accordo per alloggi Aler a infermieri e personale sociosanitario

Alloggi Aler mediciL’intesa è stata illustrata a Palazzo Lombardia al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e all’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, dal presidente di Aler Milano, Matteo Mognaschi, e dal direttore generale di ASST Nord Milano, Tommaso Russo.

I trentadue alloggi a canone concordato (L. 431/98) saranno distribuiti nei comuni di Milano (2 abitazioni), Sesto San Giovanni (23) e Cologno Monzese (7). Le abitazioni saranno messe a disposizione di persone sole o di nuclei familiari, tramite bando pubblico in evidenza sui siti di Aler Milano e dell’ASST Nord Milano. I contratti di locazione avranno durata di 3 anni + 2.

Fontana: aiuto concreto per chi è al servizio di cittadini

“Vogliamo offrire a chi svolge un compito così delicato ed essenziale per il nostro sistema sanitario – ha detto il governatore Fontana – l’opportunità di disporre di un alloggio dignitoso con un affitto calmierato. Così vogliamo dimostrare che Regione Lombardia è sempre al fianco di chi lavora al servizio degli altri. L’obiettivo è evitare che il nostro personale, di assoluta eccellenza e altamente professionale, sia indotto, per ragioni legate alla quotidianità, come il dover sostenere il peso di un affitto elevato, a decidere di spostarsi altrove”.

Franco: garantiamo maggiore stabilità abitativa

“Regione Lombardia – ha proseguito l’assessore Franco – continua a sostenere i lavoratori che operano nei servizi essenziali con azioni concrete. Con questo accordo facilitiamo l’assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica agli infermieri, figure indispensabili per la sanità e il benessere dei cittadini. Il costo degli affitti, soprattutto nelle grandi città, non deve infatti essere un ostacolo per chi ogni giorno si prende cura di noi. Con questa misura vogliamo garantire al nostro personale sanitario e sociosanitario maggiore stabilità abitativa e, al contempo, valorizzare la loro presenza nei territori, rafforzando i servizi per la cittadinanza”.

Mognaschi (presidente Aler): 32 affitti a canone concordato

“Grazie a questa convenzione – ha dichiarato Mognaschi – Aler Milano avvia quindi una nuova iniziativa, insieme all’ASST Nord Milano, e con la ‘regia’ di Regione Lombardia, per fornire alloggi al personale sanitario. Saranno 32 gli alloggi messi a disposizione da Aler a Milano, Sesto San Giovanni e Cologno Monzese, assegnati a canone concordato, tramite bando, ad altrettante famiglie di infermieri e operatori del settore. Questa collaborazione va nella direzione di rispondere alla domanda abitativa di chi ogni giorno lavora nei servizi pubblici, impegnandosi per la collettività e facendo grande Milano e la Città metropolitana”.

Russo (direttore ASST Nord Milano): azione importante per tutto il personale

“Questa iniziativa – ha commentato il direttore generale dell’ASST Nord Milano, Tommaso Russo – è un’azione importante per tutto il nostro personale. Consente infatti di supportare concretamente chi lavora per la nostra comunità e garantisce un servizio sempre più efficiente, nel trovare una soluzione abitativa a canone sostenibile. Ringrazio quindi Regione Lombardia e Aler per aver dimostrato, ancora una volta, vicinanza e supporto nei confronti di chi svolge un lavoro prezioso e fondamentale per noi tutti”.

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Sinergia tra enti per garantire la sicurezza al personale sanitario

13 décembre 2024 à 13:10

Le Forze dell’ordine, grazie a un protocollo ad hoc, supporteranno il personale sanitario con interventi congiunti sul luogo dell’emergenza per garantire la sicurezza da episodi di violenza sui sanitari stessi. È quanto prevede il protocollo sottoscritto in Prefettura a Milano finalizzato a migliorare la sicurezza pubblica in situazioni di emergenza legate a soggetti con comportamenti antisociali, aggressivi e violenti. L’accordo coinvolge Regione Lombardia, Prefettura, Questura di Milano, Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri, AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) e ATS Milano Città Metropolitana.

Protocollo per sicurezza e tempestività Forze dell’ordine contro violenza a sanitari

Il protocollo risponde all’esigenza di garantire la tempestività e l’efficacia degli interventi delle Forze dell’ordine in supporto al personale sanitario. Il documento stabilisce procedure precise per la gestione di eventi in cui siano coinvolti soggetti pericolosi, migliorando la collaborazione tra sistema 118 e Forze dell’ordine per tutelare l’incolumità di soccorritori, cittadini e degli stessi individui in stato di alterazione.

Il codice I

Tra i punti salienti dell’accordo l’attivazione immediata delle Forze dell’ordine in caso di segnalazione di comportamenti pericolosi attraverso un codice dedicato (‘codice I’), interventi congiunti sul luogo dell’emergenza per garantire ordine pubblico e sicurezza della scena, eventuale accompagnamento dei mezzi di soccorso verso le strutture ospedaliere, per prevenire rischi aggiuntivi durante il trasporto.

La Prefettura coordina il monitoraggio

La Prefettura coordinerà un tavolo di monitoraggio per verificare l’efficacia del protocollo e promuoverne eventuali aggiornamenti. ATS Città Metropolitana organizzerà sessioni di formazione interforze per preparare il personale coinvolto a gestire queste situazioni delicate.

Guido Bertolaso

Bertolaso: Regione Lombardia tutela chi opera in prima linea

“Questo protocollo – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni possa rispondere con prontezza ed efficacia alle necessità di sicurezza. Lavorare insieme per proteggere il personale sanitario e la cittadinanza è una priorità assoluta. Regione Lombardia continuerà a sostenere iniziative che migliorino l’intervento sanitario e la tutela di chi opera in prima linea”.

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Pavia, firmato protocollo per la sicurezza degli operatori socio-sanitari

11 juillet 2024 à 17:40

Più sicurezza per chi lavora in ambito socio-sanitario in provincia di Pavia. E’ l’obiettivo del protocollo operativo ‘per la prevenzione e il contrasto degli episodi di aggressione e violenza nei confronti degli esercenti le professioni sanitarie e socio sanitarie nelle strutture sanitarie e nei presidi ospedalieri della provincia di Pavia’, sottoscritto oggi tra Prefettura di Pavia, ASST e ATS Pavia e Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.

Le finalità

Il protocollo intende rafforzare la collaborazione per tutelare gli operatori sanitari e sociosanitari da aggressioni o atti di violenza durante lo svolgimento delle proprie attività lavorative. Ha tra i suoi obiettivi la diffusione di una politica di tolleranza zero nei confronti di comportamenti violenti. Prevede inoltre una formazione specifica del personale medico e sanitario in materia di prevenzione e gestione delle situazioni di conflitto. E stabilisce anche l’adozione da parte del datore di lavoro di ogni utile misura di prevenzione del rischio. Definisce infine le modalità di attivazione delle Forze dell’Ordine, per garantire il loro tempestivo intervento.

Collaborazione rafforzata

“L’atto firmato oggi – ha dichiarato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini – rafforza la collaborazione già consolidata negli anni tra Regione Lombardia e la Prefettura di Pavia finalizzato alla prevenzione e al contrasto degli episodi di aggressione e violenza nei confronti del personale sanitario e sociosanitario nei presidi ospedalieri della provincia”.

Posti di Polizia

Dopo l’attivazione, nel gennaio scorso, dei Posti di Polizia presso i Pronto Soccorso dell’Ospedale di Voghera e di Vigevano con presidio fisso in orario diurno, che si aggiungono al Posto di Polizia già presente ed attivo in orario diurno presso il Policlinico San Matteo, “grazie all’intesa siglata oggi – ha sottolineato Lucchini – potremo potenziare gli strumenti di deterrenza e garantiremo un intervento immediato a tutela del personale sanitario e dei pazienti della struttura sanitaria”.

Tolleranza zero

Non possiamo tollerare, ha aggiunto l’assessore, “aggressioni e violenze ai danni di medici e infermieri. E’ un fenomeno che risulta in preoccupante crescita e che credo sia particolarmente odioso. Lo è anche perché spesso coinvolge il personale femminile. Le istituzioni centrali e territoriali – ha evidenziato – devono sapersi alleare, Vogliamo  garantire una risposta efficace. Il nostro personale sanitario deve poter operare con la massima serenità. Sia in corsia che in Pronto soccorso, a tutela e nell’interesse di tutti i cittadini, specialmente i più fragili”.

Grazie a forze dell’ordine

“Esprimo infine – ha concluso Lucchini – il mio autentico apprezzamento al Prefetto di Pavia, alle Forze dell’Ordine, ad ATS Pavia, ASST Pavia e Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo per la definizione dell’accordo e ringrazio le donne e gli uomini in divisa che ogni giorno sono al servizio della sicurezza e della legalità”.

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3.000 infermieri e 500 medici sudamericani pronti a lavorare in Lombardia

22 avril 2024 à 18:14

L’assessore regionale al Welfare ha illustrato in conferenza stampa i risultati della missione in Argentina e Paraguay finalizzata al reclutamento di personale sanitario. Da parte delle autorità locali è stata comunicata la disponibilità di oltre 3.000 infermieri interessati e di più di 500 medici mentre direttamente in Regione sono arrivate 50 mail di professionisti che, su iniziativa personale, hanno manifestato interesse a lavorare in Lombardia.

“Missione quella conclusa – ha ribadito – che ha come obiettivo una cooperazione bilaterale, senza creare alcuna difficoltà alle strutture locali, anzi in piena sinergia con le istituzioni argentine e paraguaiane e le associazioni di categoria del territorio. Entro dicembre potrebbero essere assunti i primi infermieri”.

Le principali azioni in corso

È già in fase di programmazione l’indizione di un nuovo bando per medici e infermieri rivolto al personale italiano. Successivamente, qualora non dovessero essere coperti tutti i posti disponibili da parte degli infermieri italiani, si avvieranno i bandi per personale proveniente da specifiche università dei Paesi con cui si avvia la collaborazione. Si tratterà di avvisi a tempo determinato (quelli a tempo indeterminato continueranno a bandirli le singole Ats e Asst).

Attualmente sono in programmazione corsi di formazione di italiano e aggiornamenti professionali. Previsto il riconoscimento del titolo a livello regionale, per gli infermieri che saranno interessati a venire in Lombardia

Regione Lombardia aiuta il personale sanitario con incentivi

“Sappiamo bene che il livello retributivo è basso e non correlato al costo della vita – ha concluso l’assessore regionale al Welfare – in particolare nelle grandi città. Ma stiamo lavorando su incentivi economici e di altra natura. Allo studio agevolazioni nei trasporti e per la casa, agevolazioni rivolte a tutto il personale sanitario, non solo per i nuovi infermieri da arruolare”.

Il ministro della Salute del Paraguay, María Teresa Barán Wasilchuk

Il ministro della Salute della Città Autonoma di Buenos Aires, Fernán González Bernaldo de Quirós

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