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Podcast AREU, Fontana: si vede l’impegno di operatori e volontari

14 mars 2025 à 13:31

“Ogni missione è una corsa contro il tempo, dove preparazione, prontezza e sensibilità possono fare la differenza”. Parte da questo principio il podcast ‘Operatori in prima linea’, dedicato da Regione Lombardia ad AREU, l’Agenzia che coordina il servizio sanitario di emergenza urgenza garantendo interventi tempestivi sul territorio attraverso il numero unico 112. “Per realizzare un’offerta ‘al passo con i tempi’ – spiega Pierfrancesco Gallizzi, direttore della Comunicazione di Regione Lombardia – abbiamo deciso di dare spazio anche ai podcast con l’obiettivo di valorizzare tematiche che possano interessare il grande pubblico. Da qui la partenza con puntate dedicate alle nostre sedi, Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli, e al cammino di avvicinamento alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. E ora, con i riflettori puntati su una struttura d’eccellenza quale AREU”.

Il podcast sull’AREU Lombardia

Nel podcast – che può essere ascoltato su Spotify sul canale ‘Ascolta la Lombardia’ o nella sezione ‘Eventi’ del sito internet della Regione Lombardia – attraverso le voci degli operatori e le loro esperienze sul campo, si racconta l’organizzazione capillare, il lavoro di squadra e l’umanità di chi affronta ogni giorno situazioni critiche. “Un podcast lanciato in concomitanza della ‘Giornata contro la violenza verso gli operatori sanitari e sociosanitari’ – commenta il presidente Attilio Fontana – che celebra l’impegno costante degli operatori di AREU, protagonisti positivi delle emergenze in Lombardia. Un viaggio che ci permette di scoprire come, dietro le sirene, ci sono sempre donne e uomini ‘in prima linea’ cui deve sempre andare il nostro ringraziamento”.

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Regione in prima linea contro le aggressioni agli operatori sanitari

12 mars 2025 à 15:28

Procedibilità d’ufficio per reati di violenza contro gli operatori sanitari, installazione di pulsanti anti-aggressione nei Pronto Soccorso, sperimentazione di appositi smartwatch, body cam in dotazione agli operatori di Areu e potenziamento della videosorveglianza. Queste alcune tra le misure adottate da Regione Lombardia per contrastare le aggressioni agli operatori sanitari, illustrate questa mattina, in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, dagli assessori regionali Guido Bertolaso (Welfare) e Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile) nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Lombardia. All’incontro con i giornalisti presenti anche Jessica Calegari, infermiera, Dirigente delle Professioni Sociosanitarie all’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, Riccardo Stucchi ed Eleonora Gallinaro, rispettivamente medico e soccorritrice di AREU 118.

Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli illuminati di blu

Durante l’incontro, inoltre, sono stati diffusi i dati aggiornati sulle aggressioni subite dal personale sanitario nel 2024. Ed è stato annunciato che, per sensibilizzare ulteriormente la popolazione sul tema, Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli nella serata odierna saranno illuminati di blu.

Assessore Bertolaso: necessario scudo penale

“Le aggressioni a medici, infermieri, operatori sociosanitari e volontari – ha affermato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – sono intollerabili. Regione Lombardia, oggi come in qualsiasi altro giorno, ribadisce totale vicinanza a chi dedica la propria vita a curare il prossimo e salvare vite umane su tutto il territorio. Voglio ringraziare anche il personale di Areu e chi lavora nell’ambito dell’emergenza urgenza degli ospedali. Questo perché, dopo i tanti anni trascorsi alla Protezione civile, so bene cosa significhi lavorare in questo settore. Abbiamo predisposto un pacchetto di interventi che implementeremo sia per chi lavora in ospedale, che per chi è impegnato sul territorio, al fine di contrastare con fermezza questo fenomeno. Ritengo poi necessario – ha concluso – applicare lo scudo penale anche agli operatori sanitari. Ciò al fine di tutelarli e garantirli ulteriormente”.

Assessore La Russa: lavoriamo per migliorare la situazione

“Siamo quotidianamente in prima linea – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa – impegnati a supportare gli operatori sanitari, a cui ribadiamo il nostro sincera ringraziamento per il loro impegno quotidiano. È inconcepibile e impensabile che ci sia chi aggredisce le persone impegnate a curare e assistere i cittadini. Sappiamo che spesso sono costretti a lavorare in condizioni estreme e continueremo ad adoperarci con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per migliorare la situazione. Con il collega Guido Bertolaso siamo in perfetta sintonia e vogliamo lavorare anche su un cambiamento culturale, la violenza è da condannare in qualsiasi ambito e, ancor di più, in ambito sanitario. Anche per questo i nostri assessorati, tra le altre cose, hanno approvato un documento di indirizzo per la prevenzione e la gestione degli episodi di violenza”.

Distribuzione bodycam

A oggi sono già state distribuite circa 400 bodycam per gli operatori dei mezzi di soccorso sanitario a cominciare dai mezzi avanzati di Areu e altre saranno distribuite nei prossimi mesi. C’è ancora molto da fare – ha concluso – e ci saranno anche altre misure molto importanti su cui stiamo lavorando insieme al Ministero dell’Interno, per cui andiamo avanti con grande convinzione per tutelare i nostri operatori”.

Le testimonianze degli operatori sanitari

Particolarmente significative le testimonianze portate da chi è impegnato in prima linea. “Non sempre è possibile prevenire gli episodi violenti – ha detto Jessica Calegari – che hanno ripercussioni molto forti sugli operatori sanitari. In certi casi possiamo solo prendere adeguate contromisure, ma le aggressioni verbali sono ancora troppo frequenti”. Sulla stessa lunghezza d’onda Eleonora Gallinaro.  “A chi aggredisce – ha affermato – non importa se di fronte si trova una donna o un uomo, sicuramente le bodycam in dotazione sono utili quanto meno come deterrente”. Alla luce del crescente numero di violenza ai danni di operatori sanitari, AREU ha istituito momenti di formazione per istruire il personale su come comportarsi in questi casi. “Siamo consapevoli di essere ospiti – ha spiegato Riccardo Stucchi – quando entriamo nelle case dei pazienti per curarli o nelle loro auto per soccorrerli dopo gli incidenti e, anche per questo, ci riteniamo dei ‘privilegiati’ “.

Aggressioni a operatori sanitari in Lombardia nel 2024, i dati

Secondo i dati elaborati dall’Agenzia di Controllo del Sistema Sociosanitario Lombardo (ACSS), si registra un incremento del 17,7% nel numero di aggressioni segnalate rispetto al 2023, con un totale di 5.690 episodi denunciati solo negli enti pubblici. Tale aumento è influenzato anche dalla maggiore sensibilità sul tema e dalla maggiore tendenza a segnalare gli episodi.

Gli infermieri continuano a essere la categoria più colpita dalle aggressioni, con oltre il 60% degli episodi, seguiti dai medici e da altre qualifiche professionali. L’aumento dei casi è in parte attribuibile a una maggiore sensibilizzazione sul tema e a un incremento delle segnalazioni.

La violenza fisica rappresenta il 25,3% delle aggressioni, mentre la forma più comune rimane quella verbale (74,7%). Gli aggressori sono prevalentemente utenti (67,8%) e parenti dei pazienti (25,6%). Le aggressioni si verificano principalmente nei giorni feriali e nella fascia oraria pomeridiana, quando il numero di accessi è più elevato.

A livello di contesto, le aree di degenza risultano essere i luoghi più a rischio (+1,4 punti percentuali rispetto al 2023), seguite dai pronto soccorso, dalle aree comuni e dagli ambulatori. Un dato significativo riguarda anche il servizio di emergenza-urgenza territoriale (AREU), dove le aggressioni fisiche e verbali risultano quasi equivalenti.

Le azioni di Regione Lombardia per contrastare le aggressioni al personale sanitario

Regione Lombardia ha adottato diverse misure per migliorare la sicurezza del personale sanitario:

Normativa e protocolli di sicurezza

  • La Regione si avvale della legge regionale 15/2020 e della DGR XI/6902/2022 per organizzare l’attesa nei pronto soccorso e prevenire atti di violenza. Inoltre, la legge 113/2020 prevede la procedibilità d’ufficio per reati di violenza contro gli operatori sanitari, con inasprimento delle pene e protocolli operativi con le Forze dell’ordine per garantire interventi rapidi in caso di aggressione: le aggressioni fisiche e verbali risultano infatti quasi equivalenti.

Denuncia e supporto agli operatori sanitari

  • Con la circolare del 18 ottobre 2024, Regione Lombardia ha indicato che le strutture sanitarie devono presentare denuncia alla Procura della Repubblica per episodi di violenza e supportare i professionisti aggrediti nella fase legale.

Potenziamento della sicurezza nei Pronto soccorso

  • Nel corso del 2024 è stata completata l’installazione di pulsanti anti-aggressione nei pronto soccorso di 22 ospedali nelle province di Milano, Lecco e Monza Brianza. Questi dispositivi hanno permesso di attivare rapidamente le Forze dell’ordine in 424 episodi, con 182 interventi della Polizia di Stato e 242 dei Carabinieri.

Videosorveglianza e formazione

  • La DGR 3672 del 16 dicembre 2024 ha approvato un documento di indirizzo per la prevenzione e gestione della violenza verso gli operatori sanitari, con indicazioni su classificazione della violenza, monitoraggio degli eventi, gestione del rischio e azioni preventive strutturali, tecnologiche e organizzative oltre che misure specifiche per i Pronto Soccorso e per la formazione del personale.

Bodycam

  • A oggi sono già state distribuite circa 400 bodycam per gli operatori dei mezzi di soccorso sanitario a cominciare dai mezzi avanzati di Areu e altre saranno distribuite nei prossimi mesi. Si tratta di strumenti fondamentali che vengono utilizzati su base volontaria e nel totale rispetto della privacy, attivabili soltanto in caso di aggressione.

Sperimentazione di smartwatch anti-aggressione

  • Dal 2 gennaio 2025, ASST Pavia ha avviato la sperimentazione degli smartwatch anti-aggressione per il personale di pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Vigevano. Il dispositivo, dotato di un pulsante SOS e GPS, permette il contatto immediato con la centrale operativa attiva 24/7, che allerta le Forze dell’ordine in caso di emergenza. La sperimentazione è stata poi estesa all’ASST Papa Giovanni XXIII per infermieri di famiglia, personale di cure domiciliari, operatori psichiatrici e medici di continuità assistenziale.

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Assessore Bertolaso accoglie i bambini di Gaza in Lombardia per cure

14 février 2025 à 15:20

È atterrato nella serata di giovedì 13 febbraio l’aereo che ha portato in Italia i cinque bambini provenienti dalle zone di guerra a Gaza. I minori, sbarcati all’aeroporto militare di Milano Linate, saranno curati negli ospedali della Lombardia.

Il ruolo di AREU nell’accoglienza dei bambini di Gaza in Lombardia

bambini gaza lombardia

I cinque bambini, accompagnati dalle loro famiglie, sono stati accolti dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, insieme ai mediatori culturali della Croce Rossa. Gli adolescenti sono stati trasportati nelle strutture sanitarie in ambulanza con il supporto di medici, infermieri e soccorritori dell’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza (AREU).

Il sistema sanitario della Lombardia ha coordinato le operazioni insieme a Ministero degli Affari Esteri, Dipartimento Nazionale di Protezione civile e Organizzazione Mondiale della Sanità.

Bertolaso: garantiremo cure in strutture specializzate

“Regione Lombardia – ha affermato l’assessore Bertolaso – sotto l’egida del Dipartimento della Protezione civile si è messa a disposizione per ospitare i casi che avevano bisogno di assistenza. I bambini riceveranno cure adeguate nelle strutture sanitarie tra le più specializzate della regione. Questo fa parte della grande capacità di solidarietà e collaborazione che la Lombardia e il nostro Paese garantiscono a qualsiasi cittadino del mondo che abbia bisogno di assistenza e aiuto”.

Gli ospedali che accoglieranno i minori

Le strutture coinvolte sono:

Questi ospedali si sono messi subito a disposizione per garantire la migliore assistenza possibile, condividendo un piano di presa in carico dedicato.

Il coordinamento di Regione Lombardia

Il servizio Medevac (Medical Evacuation), attivato dal Ministero degli Affari Esteri e dal Dipartimento della Protezione civile, ha garantito il trasferimento dei bambini in Italia con un volo sanitario appositamente organizzato. Regione Lombardia, attraverso AREU, ha coordinato con la Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) di Pistoia il piano di accoglienza e assistenza per garantire ai piccoli pazienti il miglior trattamento medico possibile.

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A Bormio i Giochi invernali trapiantati, Fontana: tornare alla vita piena

16 janvier 2024 à 17:25

Dal 3 all’8 marzo 2024 Bormio torna a ospitare i World Transplant Winter Games, i Giochi Mondiali Invernali dei Trapiantati di organi e tessuti, a 20 anni esatti dall’ultima edizione italiana.

La dodicesima edizione dei Giochi è stata ufficialmente presentata a palazzo Lombardia alla presenza del presidente, Attilio Fontana, e del sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e giovani, Lara Magoni. Sono intervenuti Giuseppe Vanacore, presidente di ANED (Associazione Nazionale Emodializzati e Trapianti), e Franco Zecchini, presidente comitato regionale Fisi Alpi Centrali. Collegata in video ha portato il suo saluto il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli.

“Un evento importante, un grande evento a cui noi crediamo – ha sottolineato il presidente Fontana – perché gli atleti avranno la grande gioia di mettersi alla prova e dimostrare di aver riconquistato salute e vita dopo momenti difficili. Lo sport aiuta anche a superare queste fasi difficili e offre a tutti la possibilità di tornare nella pienezza delle proprie attività. Un messaggio bellissimo. Speriamo che abbia tutto il successo che merita e che possa essere letto come ulteriore occasione di prova organizzativa in vista dell’evento olimpico del 2026″.

“Questi Giochi – ha detto il ministro Locatelli – indicano un’attenzione particolare alla dignità della persona. Sport e inclusione, valorizzazione dei talenti di ogni persona sono bene espressi dalla dimensione sportiva, che può dare anche grandi soddisfazioni”.

Magoni: in Lombardia più donatori che altrove in Italia

giochi invernali trapiantati“Lo sport è uno strumento universale di inclusione, che poggia su una società dove la generosità è concreta – ha sottolineato Lara Magoni -. La Lombardia segna, infatti, un 20% in più di donatori rispetto al dato nazionale. Siamo lieti di accogliere un evento che ci rende orgogliosi. Perché rappresenta sia chi ha donato che chi ha accolto organi o tessuti superando tante difficoltà. Continuiamo, quindi, a promuovere questa azione di solidarietà, un plauso a chi ha organizzato. Ci sarà anche un piccolo trapiantato di 9 anni, e già questo sguardo sul futuro è un successo per tutti”.

Il programma di gare prevede 12 discipline invernali tra sci alpino e nordico: lo slalom (gigante, parallelo e con snowboard), il super G, il biathlon, lo sci di fondo (5 km, 1 ora e 3 km a squadre), le ciaspole (2 km e orienteering a squadre) e il curling a squadre. Divisi per fasce di età e in base al genere, ogni concorrente può partecipare a un totale di cinque gare individuali, oltre alle competizioni a squadre.

La World Transplant Games Federation (WTGF) promuove i World Transplant Winter Games dal 1994, ad anni alterni con i Summer Games.

giochi invernali trapiantatiANED, che in Italia è l’unico rappresentante della WTGF, ha ricevuto il mandato di organizzare l’edizione invernale 2024. Questa dodicesima edizione verrà realizzata grazie al supporto di Regione Lombardia, CNT – Centro Nazionale Trapianti, Sport e Salute, SIN – Società Italiana di Nefrologia. Insieme a questi enti, Provincia di Sondrio, Consorzio BIM dell’Adda, Comune di Bormio, AREU e del CIP – Comitato Italiano Paralimpico, che da anni sostiene le iniziative sportive di ANED.

La Nazionale ai Giochi invernali dei trapiantati

La Nazionale Italiana dei Trapiantati sarà costituita da oltre 20 atleti, trapiantati e donatori viventi. Tra questi i pluricampioni del mondo Marco Panizza (oro nello sci di fondo), Erminio Rigos (oro nello slalom) e Eugen Vikoler (oro nelle ciaspole e nel biathlon). Durante l’ultima edizione dei Giochi Mondiali Invernali che si è tenuta a Banff, in Canada nel 2020, gli azzurri hanno portato a casa 6 ori, 5 argenti e due bronzi. Classificandosi all’ottavo posto nel medagliere mondiale e conquistando il podio in più discipline.

All’interno dei Giochi Invernali Mondiali dei Trapiantati si terrà la Nicholas Cup, la prestigiosa competizione fondata in memoria di Nicholas Green. Ricordiamo tutti il bambino di 7 anni che nel 1994 durante una vacanza in Italia, in Calabria, è stato vittima nel corso di un tentativo di rapina. La famiglia decise di donare i suoi organi. Partecipando all’iniziativa, i bambini trapiantati provenienti da tutto il mondo sono invitati a una settimana di divertimento sulla neve, sperimentando le varie discipline sportive.

Com’è consuetudine per tutti i grandi appuntamenti sportivi, è stata scelta una mascotte. Con un voto pubblico tramite la pagina Facebook e il profilo Instagram di ANED. Si chiama Donato, un aquilotto, simbolo della forza delle persone che affrontano e superano le sfide della malattia cronica e della libertà dopo il trapianto.

Saranno venti i paesi coinvolti, con atleti provenienti da Canada, Usa, Iraq, Etiopia e Pakistan.

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