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Il Quirinale premia Ats Insubria per impegno Covid e accoglienza ucraini

8 avril 2025 à 16:08

Il Quirinale ha insignito il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’Ats Insubria della medaglia d’argento per l’impegno dimostrato nella gestione dell’emergenza Covid e nell’accoglienza dei cittadini ucraini in fuga dalla guerra.

Covid-19 e fuga ucraini, Ats Insubria premiata

L'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, durante una conferenza stampa parla al microfono. Bertolaso è intervenuto per promuovere gli screening al colon retto dell'ATS Pavia

A Roma si è svolta la solenne cerimonia di consegna delle medaglie al ‘Merito della Sanità Pubblica‘ e ai ‘Benemeriti della Salute Pubblica‘. Presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro della Salute Orazio Schillaci. A ritirare il riconoscimento dell’Ats Insubria Annalisa Donadini, presente alla cerimonia con il direttore del Dipartimento Paolo Bulgheroni. Non solo: nel corso dell’evento sono stati premiati anche scienziati, medici, sanitari, ufficiali delle Forze armate, enti e cittadini. Quattro le classi: Medaglia d’oro, d’argento, di bronzo e l’attestato di benemerenza.

Orgoglio per la Lombardia

“Questo riconoscimento conferito al Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Insubria e a tutti i professionisti premiati che operano in Lombardia – ha detto l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – rappresenta un orgoglio per tutti noi. È il segno tangibile di quanto il lavoro svolto sui territori sia stato fondamentale per tutelare la salute pubblica e i diritti delle persone più fragili. La Lombardia continua a distinguersi per l’eccellenza e l’impegno del suo sistema sanitario”.

Le motivazioni del premio ad Ats Insubria

A questo link l’elenco dei premiati e le motivazioni.

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Più case Aler a canone accessibile per personale sanitario e sociosantario

Par : Marco Dozio
10 mars 2025 à 13:31

Più case a canone calmierato per gli infermieri e il personale sanitario e più ambulatori e presìdi sociosanitari nei quartieri popolari. Si muove su questi due ambiti di intervento il protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e le Aler per ‘integrare le politiche abitative e rafforzare la sanità territoriale’, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, di concerto con l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Case Aler per il personale sanitario e sociosanitario

Per quanto riguarda le case Aler da destinare al personale sanitario e sociosanitario, il documento definisce le modalità d’azione per proseguire e potenziare la politica attuata negli ultimi anni da Regione Lombardia, grazie alla quale Aler Milano ha finora sottoscritto diverse convenzioni per mettere a disposizione oltre 200 alloggi destinati al personale delle ASST e degli IRCCS.

Il protocollo con le Aler prevede di estendere a tutta la Lombardia quanto già messo in atto con specifiche intese territoriali: di recente, infatti, sono stati siglati due accordi per offrire soluzioni abitative agli infermieri e al personale sanitario dell’ASST Nord Milano e del Policlinico di Milano. In particolare, i dipendenti di ASST Nord Milano e IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano possono usufruire rispettivamente di 32 e 20 appartamenti Aler a canone concordato.

Franco: più infermieri e personale medico in ambulatori e presidi sociosanitari

“L’obiettivo del protocollo – evidenzia l’assessore Franco – è diffondere sempre più, a Milano e in tutta la Lombardia, il modello operativo che abbiamo strutturato per aiutare concretamente chi ogni giorno, col proprio lavoro e la propria competenza, garantisce servizi essenziali al funzionamento delle comunità. Uno dei problemi principali che attiene al reclutamento sul territorio del personale sanitario riguarda proprio la difficoltà di trovare case a prezzi accessibili, questo vale in particolare per le aree delle grandi città ma non solo. Chi opera per la salute e il benessere dei cittadini deve avere il massimo sostegno da parte delle istituzioni e i provvedimenti di Regione Lombardia vanno esattamente in questa direzione”.

I quartieri coinvolti

“I due ambiti di intervento del protocollo – prosegue Franco – sono strettamente collegati perché la messa a disposizione degli alloggi è anche finalizzata ad assicurare la presenza di infermieri e personale medico negli ambulatori e nei presìdi sociosanitari che vogliamo implementare all’interno dei caseggiati Aler in tutta la Lombardia, sulla base di quanto già avviato con i progetti ‘C.A.S.A.’ (Centri Aler per i servizi abitativi) in 6 quartieri di edilizia residenziale pubblica di Milano: San Siro, Mazzini, Gratosoglio, Molise Calvairate, Lorenteggio e Salomone“.

Gli spazi ‘C.A.S.A.’ realizzati nei quartieri Aler sono presìdi istituzionali che comprendono ambulatori sociosanitari di prossimità, custodi e ‘community manager’ per l’assistenza agli inquilini, e servizi destinati alle donne vittime di violenza.

‘Missione Lombardia’: obiettivo potenziare i servizi

Attraverso l’attivazione di ambulatori sociosanitari, con le figure del medico o dell’infermiere di quartiere, si attua un potenziamento dei servizi all’interno del quartiere: prestazioni infermieristiche domiciliari, consulenze in telemedicina, presa in carico e monitoraggio di pazienti cronici e fragili, sportello di supporto psicologico e servizio di fisioterapia.

“Potenziare i servizi di accompagnamento sociale e la sanità territoriale – sottolinea Franco – significa rafforzare la presenza delle istituzioni in aree complesse, garantendo importanti punti di riferimento ai cittadini perbene che vivono nelle case popolari e che non possono essere lasciati soli. Per implementare i presìdi investiamo risorse della programmazione comunitaria nell’ambito della ‘Missione Lombardia’, il piano per il rilancio delle politiche abitative regionale che presta grande attenzione anche alla dimensione umana e sociale, accanto all’impegno messo in campo per gli interventi di manutenzione e riqualificazione degli edifici”.

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