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Biennale dell’accoglienza, un evento con al centro la famiglia

20 octobre 2025 à 15:24

È stata presentata a Palazzo Lombardia la prima Biennale dell’accoglienza. L’evento – promosso dal Forum delle associazioni familiari in collaborazione con Regione Lombardia – vedrà un convegno nazionale sul tema dell’accoglienza familiare di minori senza famiglia o momentaneamente allontanati. Si svolgerà il 3 e 4 novembre 2025 a Milano a Palazzo Lombardia, attraverso riflessioni che coinvolgono gli ‘attori’ principali che, vivendo direttamente l’accoglienza nei diversi ruoli, ne conoscono le varie sfumature: famiglie e associazioni, operatori sociali, magistrati, amministratori e politici. Il convegno sarà affiancato da un’esposizione fotografica dal 1 al 16 novembre 2025 nell’Aula magna del Museo di Storia naturale di Milano in cui si racconta la bellezza dell’accoglienza adottiva e affidataria e le diverse esperienze di prossimità famigliare. Un’occasione per far emergere e valorizzare le esperienze, fatte di persone che si mettono in gioco, spesso associandosi, tenendo così unite le maglie della rete sociale.

Famiglia, alleanza fra istituzioni e associazioni

“Siamo orgogliosi di poter ospitare a Palazzo Lombardia la prima edizione di questo evento costruito attraverso una forte alleanza fra istituzioni, associazioni e reti delle famiglie”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini. È importante, ha sottolineato, “portare al centro del dibattito pubblico questo tema di cui si parla molto poco, ma sul quale come Regione Lombardia siamo impegnati, riconoscendo il valore dell’accoglienza e fornendo supporto alle famiglie adottanti e affidatarie”.

Importanti forme di collaborazione

Biennale dell'accoglienza

“In questi anni – ha spiegato Lucchini – sono nate importanti forme di collaborazione che hanno portato l’accreditamento di Regione Lombardia a 13 reti familiari. Questo ci ha permesso di poterle aiutare e accompagnare nel loro percorso anche attraverso l’ausilio di professionisti”.

“Ci crediamo molto – ha sottolineato l’assessore – e considera che questo modello deve essere supportato e migliorato con il sostegno delle istituzioni. Proprio per questo – ha aggiunto Lucchini – stiamo potenziando i Centri per la famiglia, non solo aumentandone il numero, ma anche fornendo nuovi servizi. E fra questi ci sono anche quelli specificamente dedicati all’accoglienza”.

La Biennale per raccontare una esperienza di bellezza

Con la Biennale dell’accoglienza, ha ribadito il presidente del Forum delle associazioni familiari Adriano Bordignon “grazie alla collaborazione di Regione Lombardia, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri e il supporto del Comune di Milano, vogliamo legare l’esperienza delle famiglie che adottano e partecipare in affido dei bambini a un’esperienza di bellezza. Spesso si raccontano solo i nodi ei problemi, invece sono straordinarie esperienze per le famiglie e un grande investimento per il futuro e per i cittadini del domani. Ora insieme alla Regione e al Governo diamo il via a un percorso che dice: crediamo nelle famiglie e crediamo nell’accoglienza”.

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Centri per la famiglia, nuove linee guida e pronti altri 4,5 milioni

13 octobre 2025 à 12:48

Centri per la famiglia, nuove linee guida e un ulteriore finanziamento di 4,5 milioni di euro destinato. La Regione prosegue così il suo impegno a favore dei nuclei familiari con l’aggiornamento delle linee guida e la programmazione degli interventi finanziati dal Fondo nazionale per le politiche della famiglia.

La Giunta regionale ha infatti stanziato 4.528.000 euro destinati al potenziamento dei Centri per la Famiglia, con l’obiettivo di rafforzare le progettualità già attive, sostenere nuove iniziative e aumentare il numero dei Centri presenti sul territorio lombardo di almeno il 40%.

Centri per la famiglia, nuove linee guida

Le risorse saranno ripartite tra le ATS lombarde, che agiranno come soggetti attuatori: il 20% del fondo sarà distribuito sulla base della popolazione residente e l’80% in parti uguali, per assicurare un’equa diffusione territoriale degli interventi.

Ogni progettualità potrà beneficiare di un contributo regionale fino a 70.000 euro per una durata di 18 mesi, coprendo fino all’80% del costo complessivo, con un cofinanziamento minimo del 20% da parte dei soggetti proponenti.

Promuovere il benessere delle famiglie

“L’iniziativa si inserisce tra gli obiettivi strategici del Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile – dichiara l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – e intende sostenere le attività dei Centri per la Famiglia, confermando la centralità del ruolo di questi presìdi territoriali nel promuovere il benessere delle famiglie e il protagonismo delle comunità locali”.

“I Centri per la Famiglia – prosegue Lucchini – rappresentano un punto di riferimento stabile per i cittadini, offrendo servizi di orientamento, ascolto, supporto psicologico e mediazione familiare, oltre a percorsi educativi e di accompagnamento alla genitorialità, benessere psicofisico degli adolescenti, promozione della natalità e buone pratiche di invecchiamento attivo“.

Un punto di prossimità, ascolto e accompagnamento

Dopo l’importante stanziamento di quasi 8 milioni di euro della scorsa settimana – conclude Lucchini – oggi, con questo ulteriore investimento, rafforziamo la rete di servizi a sostegno delle famiglie lombarde, puntando su prossimità, ascolto e accompagnamento in ogni fase della vita. I nostri Centri devono sempre più diventare un punto di riferimento affidabile, capace di promuovere benessere, relazioni solide e una comunità più coesa e accogliente. È una scelta strategica, perché sostenere le famiglie significa costruire una Lombardia più forte e attenta ai bisogni dei cittadini”.

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Centri per la famiglia, in Lombardia verranno potenziati 

6 octobre 2025 à 12:34

Centri per la famiglia potenziati per avere più servizi e nuovi punti d’accesso. È obiettivo di Regione Lombardia che, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha deliberato l’adesione all’iniziativa sperimentale del Dipartimento per le Politiche della Famiglia (CPF 2025), finalizzata al rafforzamento della rete dei Centri per la Famiglia, con un finanziamento complessivo di 7.914.500 euro. Le risorse saranno distribuite alle ATS lombarde.

Centri per la famiglia, più servizi in Lombardia

“Con questo nuovo intervento – ha dichiarato l’assessore Lucchini – potenzieremo i Centri per la famiglia, sempre più presidio di prossimità, rafforzando l’offerta e i servizi della rete lombarda a sostegno dei nuclei familiari. Attualmente sono 90 i Centri Hub attivi sul territorio e 346 gli sportelli Spoke (punti di supporto locale) che operano in raccordo con le ATS di riferimento e ci impegniamo a rendere questa infrastruttura sociale sempre più attenta ai nuovi bisogni: supporto alla natalità, invecchiamento attivo e benessere delle nuove generazioni“.

Il contributo massimo riconoscibile per ogni progetto sarà di 70.000 euro per 18 mesi, prorogabili previa autorizzazione ministeriale.

Cofinanziamento

Nello specifico, il cofinanziamento regionale prevede infatti che, per le proposte ammesse a finanziamento, l’80% dei costi sia coperto con fondi pubblici, mentre almeno il 20% sarà quindi garantito dagli enti capofila e dai partner territoriali del progetto.

Luoghi di ascolto, orientamento e supporto

I Centri per la Famiglia, ha chiarito Lucchini, “già riconosciuti come luoghi di ascolto, orientamento e supporto, saranno ulteriormente rafforzati con attività specifiche, tra cui: servizi di ascolto e counseling per adolescenti e genitori, sensibilizzazione su affido e adozione, promozione di figure di sostegno alla maternità e alla genitorialità nei primi mille giorni di vita del bambino. Inoltre, tutti i Centri dovranno adottare la Carta dei Servizi e rendersi facilmente riconoscibili attraverso il nostro marchio regionale”. “Un luogo – ha concluso l’esponente della Giunta lombarda – sempre più al servizio delle famiglie e di tutti i suoi componenti, in ogni fase della vita, con servizi dedicati alla maternità, che deve essere sempre più considerata un’esperienza che richiama l’attenzione e l’impegno dell’intera comunità“.

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Aperto il bando che sostiene i genitori separati, divorziati e vedovi

12 août 2025 à 13:18

È aperto, sulla piattaforma di Regione Lombardia (https://www.bandi.regione.lombardia.it/), il bando ‘Accanto’  destinato a genitori separati, divorziati e vedovi. La dotazione finanziaria complessiva è di 1.500.000 di euro. Il contributo sarà graduato in base alla fascia Isee, fino ad un massimo di 2.500 euro per Isee fino a 20.000 euro e di 1.500 euro fino a 30.000 euro.

La misura rappresenta quindi un sostegno concreto rivolto alle famiglie con figli colpite da eventi critici quali separazioni, divorzi e lutti.

Un bando destinato a genitori separati, divorziati e vedovi

“Abbiamo voluto rinnovare una misura storica e importante di Regione Lombardia, quella sui genitori separati. Il nuovo bando ‘Accanto’ – ha spiegato l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità Elena Lucchini – oltre a garantire sostegno, per la prima volta, anche ai genitori vedovi, riprende lo spirito originario della legge 18 del 2014, nata per tutelare il genitore economicamente più debole, costretto a lasciare l’abitazione del nucleo famigliare”.

L'assessore Elena Lucchini

Tre linee di intervento

Sono previste tre linee distinte di intervento: la linea ‘Cura e crescita’, dedicata al supporto delle spese sanitarie dei figli; la linea ‘Un passo avanti’, che prevede il sostegno per attività scolastiche e di aiuto ai compiti; la linea ‘Casa e futuro’ destinata a spese di affitto e mutuo. Si tratta di linee di intervento che ci consentiranno di essere concretamente ‘accanto’ alle famiglie che si trovano a gestire una fase di profondi cambiamenti e fragilità dovuti alla separazione o alla vedovanza.

La presa in carico

“I genitori in possesso dei requisiti previsti –  ha aggiunto Lucchini – potranno rivolgersi al Centro per la Famiglia più vicino che garantirà loro un’adeguata presa in carico. Sarà poi offerto loro un progetto personalizzato con le proposte di aiuto, compresi gli interventi erogati dal Centro stesso a cui aderirà il genitore con i propri figli e la tipologia di intervento per cui viene chiesto il rimborso. Il progetto personalizzato sarà dunque integrante del patto di corresponsabilità che deve essere sottoscritto dallo stesso richiedente oltre che dal referente del Centro per la famiglia”.

“I genitori separati o divorziati non più residenti con i figli e per la prima volta anche i genitori vedovi – ha continuato – avranno ora la possibilità di richiederne un rimborso economico per le spese sostenute in favore della crescita dei figli o per specifiche attività di supporto alla genitorialità”.

A disposizione 1,5 milioni di euro

Per l’attuazione dell’iniziativa sono destinati alla misura sperimentale 1,5 milioni di euro. Il contributo regionale si configura come intervento a fondo perduto (erogabile una volta soltanto e per una sola domanda non ripresentabile), graduato in base alla fascia Isee.

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Apre bando ‘Accanto’: sostegno a separati, divorziati e vedovi

9 juin 2025 à 12:03

Grazie alla misura ‘Accanto’ a disposizione un aiuto concreto per separati, divorziati e vedovi. Da martedì 10 giugno 2025, sulla piattaforma di Regione Lombardia, è possibile accedere al bando ‘Accanto’, una misura che rappresenta un sostegno concreto rivolto alle famiglie con figli colpite da eventi critici quali separazioni, divorzi e lutti. I genitori, in condizione di vedovanza e quelli che a causa di una separazione o di un divorzio si trovano ad affrontare una fase di disagio socioeconomico, sulla scorta dell’Isee presentata, potranno ottenere un beneficio economico tra i 1.500 e i 2.500 euro.

Bando Accanto, per la prima volta aiuti anche ai vedovi

L'assessore Elena Lucchini“Abbiamo voluto rinnovare una misura storica e importante di Regione Lombardia, quella sui genitori separati. Il nuovo bando ‘Accanto’ – dichiara l’assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – oltre a garantire sostegno per la prima volta anche ai genitori vedovi, riprende lo spirito originario della legge 18 del 2014, nata per tutelare il genitore economicamente più debole, costretto a lasciare l’abitazione del nucleo famigliare”.

Tre linee di intervento

“Sono previste tre linee distinte di intervento: la linea ‘Cura e crescita’, dedicata al supporto delle spese sanitarie dei figli; la linea ‘Un passo avanti’, che prevede il sostegno per attività scolastiche e di aiuto ai compiti; la linea ‘Casa e futuro’ destinata a spese di affitto e mutuo. Si tratta di linee di intervento che ci consentiranno di essere concretamente ‘accanto’ alle famiglie che si trovano a gestire una fase di profondi cambiamenti e fragilità dovuti alla separazione o alla vedovanza”.

Progetti personalizzati per separati, divorziati e vedovi

“I genitori in possesso dei requisiti previsti – spiega l’assessore Lucchini – potranno rivolgersi al Centro per la Famiglia più vicino che garantirà loro un’adeguata presa in carico. Verrà poi offerto loro un progetto personalizzato con le proposte di aiuto, compresi gli interventi erogati dal Centro stesso a cui aderirà il genitore con i propri figli e la tipologia di intervento per cui viene chiesto il rimborso. Il progetto personalizzato sarà dunque integrante del patto di corresponsabilità che deve essere sottoscritto dallo stesso richiedente oltre che dal referente del Centro per la famiglia”.

“I genitori separati o divorziati non più residenti con i figli e per la prima volta anche i genitori vedovi – ha chiarito il responsabile alla Famiglia – avranno ora la possibilità di richiederne un rimborso economico per le spese sostenute in favore della crescita dei figli o per specifiche attività di supporto alla genitorialità”.

Le risorse

Per l’attuazione dell’iniziativa sono destinati alla misura sperimentale complessivi 1.500.000 euro.

Il contributo regionale si configura come intervento a fondo perduto (erogabile una volta soltanto e per una sola domanda non ripresentabile), graduato in base alla fascia Isee, come segue:

  • euro 2.500 (per Isee fino a 20.000 euro);
  • euro 1.500 (per Isee compreso tra 20.000,01 e 30.000 euro).

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Prosegue il tour GenerAzioni in cammino-Radici per il futuro

5 juin 2025 à 16:22

Si sono concluse le ultime due tappe pavesi del calendario di incontri regionali di ‘GenerAzioni in Cammino – Radici per il futuro’ nel corso delle quali l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha illustrato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni.

GenerAzioni in cammino – Radici per il futuro, la longevità come opportunità

“Esprimo autentica soddisfazione – ha dichiarato l’assessore Lucchini – di fronte agli esiti della nostra iniziativa sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, promuove per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità”.

generazioni in cammino

“Abbiamo voluto investire – ha sottolineato – su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze. In provincia di Pavia si stanno potenziando capacità di rafforzare la rete esistente aumentando l’offerta per i cittadini per contrastare situazioni di isolamento e marginalità”.

La capacità di fare rete

A Vigevano, ha spiegato Lucchini, “ho avuto modo di confrontarmi con la capacità di azione dei Centri per la famiglia sull’intero territorio della Lomellina. Un modello di connessione che ha attivato una rete sociale tra Enti del Terzo Settore, ASST, Comuni e Ambiti con la regia dell’ATS. Grazie a questa misura cresce l’attenzione alle esigenze delle persone anziane e al contempo si innova, coinvolgendo le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Attraverso questi percorsi sarà possibile tramandare il valore della memoria collettiva e superare gli stereotipi connessi al progredire dell’età”.

Il valore di un progetto

“A Pavia – ha detto Lucchini – ho voluto sottolineare il valore del progetto sperimentale ‘Co-housing e caring tra generazioni’, proposto dall’Ateneo pavese e finanziato da Regione Lombardia con un contributo di 400.000 euro per due anni. Una proposta che non ha la presunzione di contrastare il caro affitti ma che propone una nuova forma di domiciliarità per gli studenti universitari. Una coabitazione solidale basata su un patto fiduciario tra anziano e giovane promosso con il supporto dagli enti del Terzo Settore”.

“All’over 65 che ospiterà uno studente a casa sua – ha concluso l’assessore – verrà riconosciuto un contributo di 300 euro al mese. Un ‘patto di coabitazione’ dove il ragazzo potrà aiutare la persona che lo ospita a utilizzare il computer, lo faciliterà nell’accesso dell’assistenza sanitaria, l’accompagnerà verso strutture amministrative, gli sarà a fianco in momenti di socializzazione e svago. Una reciprocità che farà crescere l’intera comunità”.

La situazione demografica in provincia di Pavia

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Il progressivo invecchiamento demografico della popolazione è un fenomeno che investe gran parte dei paesi più sviluppati: l’Italia è da tempo tra i paesi più longevi d’Europa e dati recenti la indicano come il Paese europeo più anziano e come quello che, con il Giappone, si contende il primato del Paese più anziano del mondo.

L’indice di vecchiaia, ossia il rapporto tra la popolazione over 65 e la popolazione di età compresa tra 0-14 anni, risulta pari a 193,1 in Italia, a 182 in Lombardia ed a 211,7 a Pavia, dimostrando che sul territorio pavese è presente un fenomeno di invecchiamento demografico più marcato rispetto al contesto nazionale e regionale.

 

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Centri per la famiglia, Regione Lombardia li potenzia con 6,5 milioni

26 mai 2025 à 16:09

Sostenere e potenziare i Centri per la famiglia, diventare sempre più punto di riferimento anche per promuovere il benessere e lo sviluppo familiare. E’ l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini. Si tratta di un finanziamento pari a 6.561.004 euro. Contribuirà al sostegno dei 90 Centri per la famiglia e 346 Spoke (punti di supporto locale) presenti sull’intero territorio in raccordo con le ATS di riferimento.

Nuovo marchio per i Centri per la famiglia

“I nostri Centri per la famiglia – ha spiegato l’assessore Lucchini – che ora sono riconoscibili grazie a un marchio e un’insegna che li identifica con una propria identità grafica, sono partiti grazie a una sperimentazione nel 2019. Si sono poi sempre più strutturati grazie la lavoro della rete degli operatori socioeducativi, sociali, sanitari in connessione costante con le organizzazioni dei territori”.

“Lo scopo – ha continuato – è di mettere a disposizione delle persone e delle loro famiglie interventi psico-socio educativi. Sono rivolti alla famiglia in tutto il ciclo di vita, con una articolata visione intergenerazionale accogliendo la sfida della longevità”.

Risposte a bisogni concreti

“Vogliamo intercettare i bisogni con risposte flessibili e concrete – ha proseguito Lucchini – continuando il lavoro che in questi anni ha supportato oltre 30.000 persone. Per questo, intendiamo offrire servizi alla genitorialità con il coaching parentale, l’auto-mutuo aiuto, le banche del tempo, il sostegno allo studio e gli sportelli informativi. Una presa in carico globale, dai figli minori agli adolescenti, dalla coppia ai singoli, dai familiari fragili e caregiver, sino alle persone anziane e alle persone con disabilità”.

Servizi per tutti i soggetti

I Centri, ha concluso Lucchini “si rivolgono alle famiglie nella loro universalità, non necessariamente caratterizzate da fragilità, con la finalità di valorizzarne le competenze, promuoverne il protagonismo e il confronto fra pari quale importante risorsa per acquisire e implementare le risorse necessarie allo svolgimento del ruolo genitoriale-educativo e di caregiver familiare”. Ulteriori informazioni sui Centri per la famiglia di Regione Lombardia sono disponibili a questo link.

 

 

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Centri per la famiglia, Lombardia ha presentato nuovo logo

15 mai 2025 à 14:04

‘Centri per la famiglia’, un modello lombardo. All’Auditorium ‘Testori’ di Palazzo Lombardia istituzioni, enti gestori e operatori hanno dialogato facendo un bilancio e tracciando le prospettive future di questi veri e propri punti di riferimento per le famiglie sul territorio. Luoghi in cui i diversi attori, istituzionali e non, convergono per costruire insieme interventi volti a promuovere il benessere e lo sviluppo della famiglia, a partire dalla genitorialità e dall’infanzia fino ad arrivare alle tematiche legate alla terza età.

Un logo dal forte significato

Presentato anche il nuovo logo dei Centri per la famiglia, appositamente studiato con un’identità grafica che illustra la ‘mission’ impostata da Regione Lombardia per questi servizi. A spiegarlo è stata l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, aprendo i lavori.  “Abbiamo scelto di utilizzare la lettera C, simbolo del Centro per la famiglia, e frammentarla in varie forme e colori: tutti i segmenti di questa C, abbracciati tra di loro, servono a identificare i target diversi che vogliamo indicare e che si uniscono sotto l’egida di una Regione che diventa lei stessa un grande cappello in grado di contenere tutti i nuclei famigliari che essa racchiude e protegge”.

“Ogni segmento fa riferimento un componente del nucleo: i genitori, i figli, ma anche i nonni che rappresentano un punto di riferimento importante per tutta la famiglia”, ha illustrato l’esponente della Giunta annunciando anche che nelle settimane a venire “approveremo un’importante delibera perché – ha affermato Lucchini – vogliamo rafforzare e consolidare questa esperienza con ulteriori risorse. Vogliamo potenziare ulteriormente questa rete, che ha dato prova di essere un importante riferimento di prossimità sul territorio”.

Più visibilità sul territorio

Ora quindi i Centri per la famiglia sono ancora più ‘riconoscibili’ e ‘visibili’ grazie al nuovo logo sui cartelli apposti all’interno e all’esterno delle strutture.

Nati in via sperimentale nel 2019, nel 2025 in Lombardia sono presenti e attivi sul territorio 90 Centri per la famiglia (HUB) e 346 Spoke con la governance delle 8 ATS lombarde e gestiti da Ambiti, ASST, Comuni e soggetti del terzo settore in rete con i soggetti che costituiscono punti di accesso/prossimità tra cui Ambiti, soggetti del terzo settore, scuole, oratori, tribunali, RSA, UdOS, ASST anche attraverso le Case della comunità.

Un modello di successo

Sono state accolte e intercettate oltre 30.000 persone. Numeri che confermano il successo del modello regionale a rete dei Centri, nella logica di filiera, di struttura Hub&Spoke (capofila e partner). La logica di filiera, che si configura come luogo privilegiato di scambio di conoscenze e innovazione, garantisce un modello flessibile, non solo come copertura territoriale (come Hub o come Spoke in ogni ambito/distretto) ma soprattutto un approccio a più livelli ai servizi socioeducativi, sociali, sanitari, sociosanitari, con le organizzazioni formali e informali presenti sul territorio lombardo.

Nel corso dei lavori trasmesso anche l’intervento video del ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, che ha sottolineato l’impegno di Regione Lombardia che, attraverso i Centri per la famiglia, sta dimostrando di essere apripista a livello nazionale, testimoniando buone pratiche e molte competenze.

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‘Accanto’, Lombardia aiuta genitori separati, divorziati e vedovi

16 décembre 2024 à 16:15

Varata in Lombardia la misura ‘Accanto’. Un sostegno concreto per genitori in condizione di vedovanza e per quelli che a causa di una separazione o di un divorzio si trovano ad affrontare una fase di disagio socioeconomico. È l’intento della misura ‘Accanto’ , approvata lunedì 16 dicembre 2024 dalla Giunta lombarda. I genitori, sulla scorta dell’Isee presentata, potranno avere un beneficio economico tra i 1.500 e i 2.500 euro.

Si tratta di un intervento sperimentale voluto dall’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e pari opportunità Elena Lucchini. Prevede la promozione di una presa in carico di supporto e sostegno per accompagnare madri o padri nella ridefinizione del proprio ruolo genitoriale. E punta a favorire una crescita armonica dei minori anche con l’ausilio dei Centri per la famiglia presenti sul territorio, quali punti di accesso e orientamento dei genitori e delle famiglie stesse.

‘Accanto’ è un intervento di sistema

Elena Lucchini“Abbiamo voluto un intervento integrato e di sistema – ha chiarito l’assessore Lucchini – che riprendendo lo spirito originario della legge 18 del 2004 che era nata per tutelare il genitore costretto a lasciare l’abitazione del nucleo famigliare. I genitori in possesso dei requisiti previsti potranno rivolgersi al Centro per la Famiglia più vicino che garantirà loro un’adeguata presa in carico. Verrà offerto un progetto personalizzato con le proposte di aiuto, compresi gli interventi erogati dal Centro stesso a cui aderirà il genitore con i propri figli e la tipologia di intervento per cui viene chiesto il rimborso . Il progetto personalizzato è parte integrante del patto di corresponsabilità che deve essere sottoscritto dallo stesso richiedente oltre che dal referente del Centro per la famiglia”.

In Lombardia un contributo anche ai vedovi

“I genitori separati o divorziati non più residenti con i figli e per la prima volta anche i genitori vedovi – ha chiarito il responsabile alla Famiglia – per i quali non era mai stato pensato un intervento regionale di supporto, avranno ora la possibilità di richiederne uno rimborso economico per le spese sostenute in favore della crescita dei figli o per specifiche attività di supporto alla genitorialità”.
“Un contributo una tantum – conclude Lucchini – per affrontare i costi delle spese sanitarie, delle spese legate allo studio e infine per quelle dell’abitazione (mutuo o affitto). Linee di intervento che ci consentiranno di promuovere e sostenere la famiglia anche nell’affrontare una fase di profondi cambiamenti e fragilità dovuti alla separazione o alla vedovanza”.

Le risorse

Per l’attuazione dell’iniziativa sono destinati alla misura sperimentale complessivi 1.500.000 euro. Il contributo regionale si configura come intervento una tantum a fondo perduto (erogabile una volta soltanto e per una sola domanda non ripresentabile), graduato in base alla fascia Isee, come segue:

  • euro 2.500 (per Isee fino a 20.000 euro);
  • euro 1.500 (per Isee compreso tra 20.000,01 e 30.000 euro).

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