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Imprese lombarde, Regione mette in campo 20 misure per sostenerle

Par : Marco Dozio
2 octobre 2025 à 12:13

Prosegue e si intensifica il sostegno concreto di Regione Lombardia al mondo delle imprese. L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ha presentato a Palazzo Lombardia 3 nuove misure da circa 70 milioni di euro che si aggiungono alle 17 già in campo, per un totale di 20 iniziative consultabili sul sito www.imprese.regione.lombardia.it. Nello specifico, gli strumenti presentati sono i seguenti: ‘Misura Investimenti – Linea Microimprese’, ‘Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni’, ‘Misura Investimenti – Linea Impresa Efficiente’.

Misura Investimenti – Linea Microimprese

L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, presenta a Palazzo Lombardia il nuovo pacchetto di misure messe in campo per proseguire nel sostegno al tessuto produttivo e imprenditoriale lombardoLa ‘Misura Investimenti – Linea Microimprese’, con una dotazione di 20 milioni di euro, è pensata per sostenere le microimprese lombarde che intendono investire sul proprio sviluppo e rilancio competitivo, attraverso progetti di innovazione tecnologica di impianti e attrezzature. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 50.000 euro, a fronte di interventi che abbiano un valore minimo di 10.000 euro e che puntino all’efficientamento energetico e alla riduzione dell’impatto ambientale. Sarà possibile presentare le domande a partire dal 5 novembre 2025 sulla piattaforma Bandi e Servizi.

Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni

La misura ‘Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni’, con una dotazione di 5,56 milioni di euro, è rivolta all’apertura di nuove attività commerciali di generi di prima necessità nei Comuni con meno di 3.000 abitanti e nelle frazioni di tutto il territorio lombardo. L’obiettivo è contrastare lo spopolamento e l’abbandono, sostenendo i residenti con servizi essenziali. In questo caso il contributo a fondo perduto può arrivare fino all’80% della spesa ammissibile, con un massimo di 40.000 euro. La misura è stata aperta il 16 settembre 2025: è possibile presentare le domande fino al 13 novembre 2025 sulla piattaforma Bandi e Servizi.

Misura Investimenti – Linea Impresa Efficiente

Infine la ‘Misura Investimenti – Linea Impresa Efficiente’, con risorse pari a 43,2 milioni di euro, ha lo scopo di favorire gli investimenti delle piccole e medie imprese per l’efficientamento energetico e la riduzione delle emissioni climalteranti, anche attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili. Il sostegno si concretizza in un contributo a fondo perduto combinato con una garanzia regionale gratuita, che coprirà fino al 70% dell’importo di ciascun finanziamento, a fronte di progetti compresi tra i 100.000 euro e i 5 milioni di euro in grado di ridurre almeno del 30% le emissioni. La misura è stata aperta il 16 settembre 2025: è possibile presentare le domande sulla piattaforma Bandi e Servizi.

Le altre misure di Regione Lombardia a sostegno delle imprese

Durante la presentazione, l’assessore ha ricordato le ulteriori 17 iniziative già operative che complessivamente muovono circa 400 milioni di euro a favore delle imprese, tra cui strumenti di finanza innovativa, microcredito, patrimonializzazione, sostegni alle fiere e programmi per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali. Queste azioni, insieme al nuovo pacchetto, rappresentano un sistema articolato e complementare di interventi pensati per dare risposte immediate e prospettive di lungo periodo.

Entro la fine dell’anno saranno inoltre varate nuove misure per un valore aggiuntivo di 15 milioni di euro, con particolare attenzione al credito, all’internazionalizzazione e al sistema fieristico, all’economia circolare, alla valorizzazione dei talenti e al patrimonio culturale delle imprese lombarde.

Sarà anche attivata la manifestazione di interesse per il riconoscimento delle Zone di Innovazione e di Sviluppo, un tassello strategico della politica industriale di Regione Lombardia.

“La nostra missione – ha dichiarato l’assessore Guidesi – è continuare ad accompagnare le imprese lombarde in ogni sfida: perché se loro vincono, vince la Lombardia, cresce l’occupazione e si rafforzano i primati della nostra economia”.

A questo link le slide presentate in conferenza stampa.

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Leva civica lombarda volontaria, stanziati 6 milioni di euro 

22 septembre 2025 à 12:36

Finanziare percorsi di cittadinanza attiva che garantiscano un’esperienza di protagonismo, partecipazione attiva con orientamento occupazionale , rivolti alle giovani generazioni di età compresa fra i 18 ei 28 anni .

Questo l’intento del provvedimento sulla ‘Leva Civica Lombarda‘ approvato lunedì 22 settembre dalla Giunta regionale lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi.

Leva civica lombarda volontaria, destinazione futuro

L’intervento denominato ‘Leva civica lombarda volontaria: destinazione futuro. Palestra civica di cittadinanza attiva per il rafforzamento delle competenze e delle professionalità delle giovani generazioni’ avrà infatti una dotazione finanziaria complessiva pari a 6 milioni di euro per il biennio 2026-2027. Fondi a valere sulle risorse nell’ambito della programmazione PR FSE + 2021 – 2027.

“Abbiamo quindi voluto fortemente questo innovativo modello di intervento – ha dichiarato l’assessore Lucchini – . Intendiamo infatti supportare i giovani nella fase delicata che caratterizza il passaggio dalla scuola al lavoro. Vogliamo offrire contesti protetti e strutturati nei quali ‘mettersi alla prova’, intraprendere ruoli e responsabilità e maturare una consapevolezza più definita rispetto al proprio progetto di vita”.

Obiettivo incrementare l’occupabilità

L'assessore Elena Lucchini

“In queste ultime edizioni – ha spiegato Lucchini – le esperienze che i giovani sperimentavano attraverso i percorsi della ‘Leva civica’ consentivano loro di acquisire competenze trasversali e professionali che ora possono essere valorizzate nei loro curriculum vitae. L’obiettivo è infatti incrementare l’occupabilità giovanile, sia attraverso l’esperienza maturata durante il servizio, sia tramite la costruzione di reti relazionali con gli Enti”.

Rafforzare coesione sociale

“Come sempre – conclude il responsabile alla Famiglia – resta quindi prioritario sostenere la partecipazione attiva dei giovani alla vita delle comunità. E fare questo promuovendo il senso di appartenenza e rafforzando il legame con il territorio per contrastare forme di disorientamento e fragilità giovanile. Grazie a questa misura rafforzeremo infatti la coesione sociale della comunità lombarda che si consoliderà anche favorendo interventi di scambio intergenerazionale e socializzazione tra giovani e persone anziane. Tutto ciò in linea con le politiche regionali di invecchiamento attivo”.

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Disabilità, apre il bando per l’inclusione sociolavorativa

8 septembre 2025 à 11:49

Da lunedì 8 settembre, e sino al 13 ottobre 2025, sarà possibile aderire all’avviso pubblico per il finanziamento di progetti per l’inclusione attiva e l’integrazione sociolavorativa delle persone con disabilità. L’avviso è consultabile sulla piattaforma dei Bandi regionali. Sosterrà interventi volti a rendere accessibile e continuativa la dimensione occupazionale nell’ambito dei progetti di vita indipendente per la piena ed effettiva partecipazione nella società.

I progetti saranno rivolti ad adolescenti, giovani e adulti (dai 16 ai 64 anni) con disabilità fisica, psichica o sensoriale residenti o domiciliati in Lombardia in diverse condizioni occupazionali.

Inclusione sociolavorativa, 15 milioni per le persone con disabilità

Il bando, proposto dall’assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, ha una dotazione finanziaria pari a 15 milioni di euro. Con risorse del Programma Regionale Lombardia Fse+ 2021-2027.

Un bando che offre continuità e programmazione efficace

L'assessore Elena Lucchini

“Rinnoviamo una misura – ha dichiarato l’assessore Lucchini – che si estende sul prossimo triennio 2026-2028. Offriremo ancor maggior continuità e una più efficace programmazione agli operatori. Grazie al nostro consueto modello operativo – ha aggiunto – che valorizza il welfare territoriale e nel solco della ‘Riforma della disabilità’, offriamo una presa in carico multidisciplinare. Innovando e personalizzando le misure di intervento sempre più attenti alla cooperazione tra pubblico e privato. E sempre più consapevoli della necessità di valorizzare talenti e attitudini”.

Attenzione alla disabilità acquisita per trauma o malattia degenerativa

“Dopo gli importanti risultati – ha spiegato Lucchini – arriveranno grazie al bando della precedente edizione. Che ha permesso di concretizzare 57 progetti regionali, potremo nuovamente finanziare progetti capaci di trasmettere competenze e valore. Per la prima volta, saranno coinvolte anche le persone con disabilità acquisite a causa di un trauma o per malattie degenerative. Proprio a loro – ha sottolineato – è dedicata una linea di intervento per l’acquisizione di nuove abilità e strategie funzionali all’inserimento/reinserimento nel contesto sociolavorativo. Tutti i percorsi – ha concluso Lucchini – saranno realizzati dagli Enti beneficiari in partenariato tra loro per promuovere un’autentica alleanza sociale tra Terzo settore ed Enti locali, Servizi di formazione e autonomia, Istituti professionali e Centri socio educativi”.

 

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Lavoro, protocollo Regione-parti sociali su condivisione dati servizi

22 juillet 2025 à 16:08

Siglato a Palazzo Lombardia il nuovo protocollo d’intesa con le parti sociali per la collaborazione e la condivisione informativa nell’ambito del sistema delle conoscenze e dell’osservatorio del mercato del lavoro di Regione Lombardia. L’accordo è stato sottoscritto dall’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, e le parti sociali componenti della sottocommissione Lavoro.

Obiettivi di protocollo Regione-parti sociali su politiche del lavoro

L’obiettivo dell’intesa è potenziare e sistematizzare la condivisione di dati, analisi e conoscenze per rafforzare la programmazione delle politiche in materia di formazione, occupabilità e sviluppo delle competenze.

Tironi: alleanza con parti sociali per politiche su lavoro ‘data driven’

L’assessore regionale al Lavoro, Simona Tironi, alla firma del protocollo con le parti sociali a Palazzo Lombardia

“Con questo protocollo – spiega Tironi – rafforziamo un’alleanza strategica con le parti sociali per rendere sempre più ‘data-driven’ la programmazione regionale delle politiche attive del lavoro. Un passo concreto per mettere le informazioni al centro delle decisioni, intercettare i fabbisogni emergenti da parte delle imprese e calibrare con precisione gli strumenti a disposizione di cittadini, lavoratori e aziende. Solo così possiamo garantire interventi tempestivi, personalizzati e realmente efficaci”.

Altri soggetti coinvolti nella collaborazione

L’accordo istituisce un quadro di collaborazione stabile e multilivello che coinvolge, oltre a Regione Lombardia e alle parti sociali, anche enti nazionali, università, centri di ricerca, ITS Academy, scuole, camere di commercio ed enti locali, con l’obiettivo di leggere i segnali deboli del mercato del lavoro e orientare l’offerta formativa in funzione della domanda di competenze espressa dal sistema produttivo.

Valorizzare una formazione flessibile

Il protocollo, di durata biennale, valorizza inoltre le buone pratiche avviate con i patti per le competenze, rilanciando l’importanza di una formazione flessibile, tempestiva e mirata per giovani, donne, persone con disabilità, lavoratori maturi, working poor e inattivi.

Conoscenza condivisa è primo strumento di giustizia sociale

“Questo – conclude l’assessore Tironi – è un atto di responsabilità e visione. Il lavoro di oggi ci permette di costruire politiche più intelligenti, inclusive ed efficaci. In un mercato in continua trasformazione, la conoscenza condivisa è il nostro primo strumento di giustizia sociale ed economica”.

Gli impegni assunti nel protocollo tra Regione e parti sociali su politiche del lavoro

Tra gli impegni assunti nel documento:

  • condivisione continua e strutturata di dati e analisi;
  • promozione di strumenti di interpretazione e previsione delle dinamiche occupazionali;
  • partecipazione attiva alla definizione di soluzioni condivise per rispondere alle esigenze dei diversi target.

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Neet, 50 milioni per i giovani che non studiano e non lavorano

17 juillet 2025 à 13:10

Regione Lombardia e Fondazione Cariplo hanno firmato un accordo per un piano straordinario da 40 milioni di euro, finanziato al 50% da parte di ciascun ente, per contrastare il fenomeno dei Neet (acronimo di ‘Not in Education, Employment or Training’). A queste risorse si aggiungono ulteriori 10 milioni messi a disposizione da Intesa Sanpaolo. Per la prima volta in Italia un ente pubblico e uno privato uniscono le forze, le energie e le risorse per intercettare, accompagnare e rilanciare il percorso di vita e di crescita professionale di migliaia di giovani lombardi, oggi a rischio di esclusione sociale e economica.

Sono ragazzi e ragazze che non studiano, non lavorano e non sono coinvolti in percorsi formativi. In Italia sono oltre un milione, in Lombardia circa 150.000. L’intesa è stata siglata da Simona Tironi, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia e Giovanni Azzone, presidente Fondazione Cariplo.

Piano straordinario di Regione e Fondazione Cariplo per il contrasto ai Neet

Obiettivo della collaborazione legata al piano straordinario per contrastare i Neet in Lombardia non è solo prevenire l’esclusione sociale, ma anche riattivare chi si trova già nella condizione di Neet, attraverso la realizzazione di interventi congiunti nelle scuole, per intercettare precocemente i segnali di abbandono. Previste anche iniziative nei territori, per costruire percorsi personalizzati di reinserimento nel mercato del lavoro, con azioni concrete volte ad aumentare le opportunità occupazionali.

Attivazione di percorsi personalizzati

L’iniziativa prevede l’attivazione di percorsi personalizzati di orientamento, formazione e inserimento lavorativo, con particolare attenzione ai territori più fragili e la creazione di reti territoriali di presa in carico, che coinvolgeranno scuole, enti di formazione, imprese e servizi sociali.  L’accordo menziona inoltre l’introduzione di metodologie educative e formative innovative, attraverso laboratori esperienziali, attività pratiche e percorsi di mentoring individuale, per rafforzare le competenze, la motivazione e l’autonomia dei giovani coinvolti.

In campo reti multi-attore e un tavolo permanente

Inoltre Regione e Fondazione, per contrastare il fenomeno dei Neet e favorirne l’inclusione e la riattivazione, intendono inoltre promuovere nuove reti multi-attore e rafforzare quelle che già operano a fianco dei giovani, sostenendole nel tempo e aiutandole a lavorare meglio insieme. Al centro c’è l’idea che nessuno possa risolvere il problema da solo, ma che sia necessario fare sistema, mettere in comune conoscenze, competenze, strumenti e visioni. Per coordinare tutto questo nascerà un tavolo permanente. Si tratta in particolare una cabina di regia condivisa, che avrà il compito di guidare, monitorare e aggiornare le azioni, valutandone l’impatto reale.

Il bando

Il bando ‘ZeroNeet – Reti di opportunità per l’inserimento occupazionale e le competenze’ ha come obiettivo il finanziamento di progettualità rivolte al contrasto del fenomeno NEET e si rivolge ai giovani tra i 15 e i 29 anni compiuti. Un aspetto fondamentale dell’iniziativa consiste nella promozione di reti territoriali stabili, che coinvolgono diversi stakeholder attivi a livello locale, con l’obiettivo di una presa in carico personalizzata rispetto alle esigenze dei giovani NEET tramite interventi integrati e coordinati. Il contributo massimo previsto per ciascun progetto può variare da 400.000 euro a 600.000 euro, in funzione dell’estensione del territorio interessato.

Laboratori e tirocini

Oltre ad azioni di intercettazione i progetti dovranno prevedere interventi di riattivazione e inserimento lavorativo, tra cui attività laboratoriali, percorsi formativi e tirocini extracurriculari. Prima dell’avvio della progettualità alle reti territoriali sarà garantito da Fondazione Cariplo un servizio di accompagnamento e sostegno metodologico finalizzato alla definizione delle progettazioni definitive.

Tironi: chi non lavora e non studia è risorsa che rischiamo di perdere

un momento dell'intervento dell'assessore Tironi al convegno di presentazione del piano straordinario di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo sui neet

“Questo piano straordinario – spiega l’assessore Tironi – nasce da una convinzione profonda e una mission che dal primo giorno del mio insediamento come assessore ho ben chiara. Ogni giovane che oggi non studia, non lavora e non si forma, è una risorsa che rischiamo di perdere. E questo non possiamo permettercelo. L’accordo tra Regione Lombardia e Fondazione Cariplo rappresenta una risposta concreta, coraggiosa e strutturale”.

Piano straordinario Regione Lombardia/Fondazione Cariplo sui neet a supporto dei giovani

“Non è solo un investimento – chiarisce – ma un impegno condiviso per stare accanto ai giovani che rischiano di restare ai margini. Vogliamo prevenire l’abbandono scolastico, riattivare chi è in difficoltà, rafforzare le reti territoriali e costruire insieme percorsi di crescita reali, sostenibili e su misura. L’obiettivo è restituire ai giovani lombardi non solo formazione e lavoro, ma una prospettiva di vita dignitosa, in cui possano riconoscersi e costruire il proprio futuro”.

Valorizzare il talento dei giovani

“Per questo – aggiunge – faccio un grande appello agli enti del terzo settore e ai nostri enti accreditati affinché ci sia una vera e larga condivisione per accogliere più ragazzi possibili. Il nostro obiettivo è accompagnare ogni giovane verso una strada che senta davvero sua e verso una piena realizzazione personale e professionale, facendo in modo che nessuno si senta abbandonato. Perché il futuro della Lombardia si gioca su quanto sapremo valorizzare il talento, le energie e i sogni delle nuove generazioni. Non possiamo permettere che un’intera generazione resti ai margini: dobbiamo costruire ponti e non lasciare indietro nessuno”.

Azzone (Fondazione Cariplo): tema importante, immaginiamolo in prospettiva

presidente fondazione Cariplo e assessore Tironi al convegno di presentazione del piano straordinario di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo sui neet“L’accordo con Regione Lombardia – chiarisce Giovanni Azzone, presidente della Fondazione Cariplo – mette al centro un tema importante di cui forse ancora non abbiamo piena consapevolezza. Ci sono 1,3 milioni di giovani che non studiano e non lavorano in Italia, 150.000 nella nostra regione. La collaborazione amplia quella avviata a febbraio con Intesa Sanpaolo. Abbiamo di fronte un grave problema già oggi, immaginiamolo in prospettiva”.

Insieme per il futuro dei ragazzi

“Questi ragazzi – continua – hanno un enorme potenziale, necessario per il nostro Paese. Hanno l’energia che serve alle nostre comunità, alle nostre aziende. Hanno desideri e voglia di dare il loro contributo, ma per diversi motivi oggi si trovano in una condizione inerme. Sono i nostri figli, il nostro futuro. Dobbiamo siglare alleanze tra istituzioni e aziende per costruire il futuro di questi giovani, delle loro famiglie e del nostro Paese. E dobbiamo fare un patto coi ragazzi, prendere la responsabilità nei loro confronti e ingaggiarli”.

Bonassi (Intesa Sanpaolo): fondamentale restituire fiducia

Bonassi (intesa sanpaolo) assessoreTironi e Azzone (fondazione cariplo) in un momento dell'intervento dell'assessore Tironi al convegno di presentazione del piano straordinario di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo sui neet

“Sosteniamo con convinzione questo progetto di Fondazione Cariplo – commenta Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo – a cui si aggiunge oggi Regione Lombardia. Serve restituire fiducia a chi è uscito dal mondo della formazione e del lavoro in modo che possa costruirsi un futuro e che sappia di essere una risorsa preziosa per la crescita del Paese”.

I dati sul fenomeno

In Italia, alla fine del 2024, oltre 1,3 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni si trovano in condizione di Neet, ovvero non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione. Di questi, 150.000 vivono in Lombardia. L’Unione Europea monitora il fenomeno dal 2010, considerandolo un indicatore chiave del benessere e delle prospettive offerte ai giovani. Il tema si intreccia con un contesto demografico sempre più fragile: secondo Istat, nel 2070 in Lombardia ci saranno 800.000 persone in meno, mentre le imprese avranno bisogno di 710.000 nuovi lavoratori entro il 2028. Paradossalmente, proprio mentre cresce la domanda di competenze, un’intera generazione rischia di restare esclusa. Il costo economico dei Neet per l’Italia è stimato da Eurofound in oltre 24 miliardi di euro all’anno.

Il programma ZeroNeet

L’accordo tra Fondazione Cariplo e Regione Lombardia si inserisce all’interno della più ampia sfida ZeroNeet, un programma nato per contrastare in modo strutturale il fenomeno dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi. L’iniziativa si fonda su due pilastri essenziali. Da una parte, la costruzione di alleanze pubblico-private, capaci di mettere in campo risorse, competenze e responsabilità condivise; dall’altra, un’azione multilivello, che agisca sia laddove il problema è già evidente, sia in chiave preventiva e conoscitiva, per anticipare i rischi di esclusione.

Obiettivi

L’obiettivo è attivare 20.000 giovani NEET e contribuire al superamento del 9% di incidenza NEET entro il 2030, in linea con le indicazioni dell’Unione Europea. Fondazione Cariplo porta con sé un’esperienza significativa maturata negli ultimi anni con progetti come Neetwork, il Bando Doposcuola (QuBì), Green Jobs e numerosi programmi dedicati all’orientamento e al sostegno allo studio (Azionamenti, Tutoring Online Program). Da questi interventi è emersa con forza la necessità di azioni personalizzate, integrate e capaci di coinvolgere i giovani più fragili.

I tre filoni di ‘ZeroNeet’

ZeroNeet si articola lungo tre direzioni principali. La prima riguarda la prevenzione della dispersione scolastica, attraverso interventi mirati nelle scuole più esposte. La seconda interviene nel contrasto diretto alla condizione di NEET, promuovendo percorsi formativi professionalizzanti nei settori in cui il fabbisogno di manodopera è più forte e facilitando la costruzione di reti territoriali che sappiano intercettare e accompagnare i giovani più invisibili. Infine, il terzo asse è dedicato alla produzione e condivisione di conoscenza, per analizzare i dati, comprendere il fenomeno e orientare politiche più mirate e replicabili.

Replicare il progetto su scala nazionale

Le realizzazioni partiranno in Lombardia e nelle province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola con la prospettiva di essere scalata successivamente a livello nazionale. ZeroNeet rappresenta una delle tre sfide strategiche su cui Fondazione Cariplo investirà nei prossimi anni, accanto a due programmi di pari rilevanza e impegno economico: uno sul tema della disabilità e uno dedicato alla prima infanzia, ciascuno con una dotazione prevista di 20 milioni di euro.

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Sertori: 20 milioni a teleriscaldamento e teleraffrescamento

24 juin 2025 à 13:21

Da Regione Lombardia 20.000.000 euro, ripartiti nelle annualità 2025, 2026 e 2027, per finanziare interventi per la realizzazione di impianti e di reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento che utilizzino al 100% da fonti rinnovabili e/o recuperino calore di scarto ‘Green Heat 100%’ sul territorio regionale.

A dare notizia di questa nuova misura regionale è l’assessore lombardo a Enti locali, Montagna e Risorse energetiche, Massimo Sertori, dopo l’approvazione in Giunta della delibera da lui proposta.

I destinatari delle risorse

Destinatari delle risorse messe a disposizione a valere sul fondo PR FESR 2021-2027 gli operatori dei servizi di teleriscaldamento (Micro, piccole, medie e grandi imprese) di tutto l’intero territorio regionale. Con esclusione dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi.

Lombardia per teleriscaldamento e teleraffrescamento da fonti rinnovabili

L'assessore Massimo Sertori annuncia la misura di Regione Lombardia per il teleriscaldamento e il teleraffrescamento da fonti rinnovabili“L’iniziativa – spiega Massimo Sertori – consente una progressiva transizione verso un nuovo sistema energetico regionale. Ovvero un quadro che minimizzi il ricorso alle fonti fossili, contribuisca a ridurre le emissioni di gas climalteranti e inquinanti e diversifichi l’approvvigionamento energetico. Riducendo quindi la dipendenza energetica”. “L’azione – continua – sarà realizzata in coerenza con le indicazioni del Programma Regionale Energia Ambiente e Clima relative alla territorializzazione dello sviluppo delle fonti rinnovabili”.

Opportunità per i territori

“Si tratta di una opportunità per i territori – conclude Sertori – per rilanciare aree urbane e industriali attraverso l’uso di calore di scarto e fonti rinnovabili locali. Con potenziali benefici, quindi, in termini di decarbonizzazione, innovazione e occupazione“.

Entro estate 2025 bando, in autunno sportello

Entro l’estate il bando regionale verrà approvato dall’assessorato Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorse idriche, mentre l’apertura dello sportello è programmata in autunno.

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Da Regione Lombardia 6 milioni per formazione ASA e OSS

Par : Fabio Benati
18 juin 2025 à 14:58

Regione Lombardia prosegue nel suo impegno per potenziare il sistema sociosanitario attraverso un investimento concreto nella formazione professionale guardando alle figure di ASA e OSS. È stato infatti approvato l’Avviso ‘Percorsi di formazione abilitanti e regolamentati per l’ottenimento della qualifica di Ausiliario Socio Assistenziale (ASA) e di Operatore Socio Sanitario (OSS)‘, nell’ambito del Programma Regionale FSE+ 2021-2027 e in attuazione di una delibera della Giunta regionale approvata a fine marzo 2025.

Da Lombardia risorse per formazione di OSS e ASA

L’iniziativa, finanziata con 6 milioni di euro, si rivolge a persone disoccupate. L’obiettivo è incrementare la disponibilità di figure qualificate in un settore strategico e a forte impatto sociale, in risposta al fabbisogno occupazionale rilevato sul territorio. Chi è interessato potrà presentare la propria domanda a partire dal 14 luglio utilizzando le informazioni presenti sul sito Bandi e servizi di Regione Lombardia.

Tironi: strumenti concreti per rispondere a carenza di queste figure

lombardia assistenti sanitari

“Stiamo rispondendo con strumenti concreti – spiega l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi – a una delle urgenze più rilevanti del nostro sistema sociosanitario: la carenza di personale qualificato. Con questo Avviso favoriamo la formazione gratuita di ASA e OSS”.

“Accompagniamo i partecipanti – rimarca l’assessore lombardo – verso l’occupazione, mettendo in connessione diretta formazione e fabbisogni reali delle strutture del territorio”.

Le rilevazioni nelle RSA e nelle Unità di Offerta Sociosanitarie

“Secondo le rilevazioni che abbiamo condotto presso RSA e Unità di Offerta Sociosanitarie lombarde – chiarisce – mancano all’appello 1.422 ASA e 1.005 OSS. Una situazione che rischia di compromettere l’efficienza e la qualità dei servizi offerti, aggravata dal disallineamento tra domanda e offerta di lavoro”.

Contrastare lo skill mismatch

Con questo nuova iniziativa Regione Lombardia conferma la propria strategia volta a rafforzare l’incontro tra domanda e offerta, contrastare lo skill mismatch e valorizzare le professioni sociosanitarie, sempre più centrali in un contesto demografico in evoluzione.

Formare nuovi professionisti e garantire un servizio efficiente

L’Avviso prevede che la partecipazione ai corsi sia totalmente gratuita per gli utenti, e con un matching mirato, attraverso il quale gli enti accreditati alla formazione, in raccordo con le strutture sociosanitarie, favoriranno l’inserimento lavorativo dei partecipanti. “Formazione, occupabilità e prossimità ai territori – conclude l’assessore Tironi – sono le parole chiave di questo intervento. Il nostro obiettivo è duplice: da un lato qualificare nuove professionalità, dall’altro garantire un servizio efficiente, umano e competente a chi ha bisogno di assistenza”.

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Da Lombardia 12 milioni per inclusione sociale dei detenuti

27 mai 2025 à 15:24

Un’opportunità concreta per una migliore inclusione sociale dei detenuti. Ossia, promuovere il pieno esercizio dei diritti e l’accesso alle tutele sociali per le persone – adulte e minorenni – destinatarie di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, ponendo al centro il valore rieducativo della pena.
È questo l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ​​e con l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi.
Attraverso il nuovo bando, che stanzia risorse pari a 12.000.000 di euro a valere sul Fondo Sociale Europeo, sarà possibile la messa a terra di percorsi personalizzati , integrati e multidimensionali che, attraverso la rete di welfare territoriale, miglioreranno la presa in carico.

Inclusione sociale priorità del mandato

L'assessore Elena Lucchini commenta i 12 milioni stanziati dalla Lombardia per l'inclusione sociale dei detenuti“Per Regione Lombardia – ha affermato l’assessore Lucchini – promuovere l’inclusione sociale è una priorità di mandato, così come garantire il fine rieducativo della pena e la prevenzione della recidiva. Grazie alle risorse che metteremo a disposizione e alla consueta collaborazione del Terzo Settore possiamo superare le logiche settoriali per la definizione di processi di inclusione attiva. Lo faremo attraverso l’integrazione tra le diverse aree di intervento, ovvero l’inclusione sociale, l’istruzione, la formazione e il lavoro”.

Intervento importante per coesione sociale comunità

“Crediamo – ha aggiunto Lucchini – che un’adeguata presa in carico delle persone sottoposte a provvedimento giudiziario, attraverso interventi di natura psicosociale, educativa e occupazionale promuoverà la coesione sociale dell’intera comunità”.

Percorsi formativi e di inserimento lavorativo

L'assessore Simona Tironi commenta i 12 milioni stanziati dalla Lombardia per l'inclusione dei detenuti“Attraverso percorsi formativi e di inserimento lavorativo – ha commentato l’assessore Tironi – vogliamo ripristinare dignità e futuro alle persone detenute, offrendo loro strumenti concreti per una vera riabilitazione. Il lavoro è un potente mezzo di riscatto sociale: consente l’autonomia economica, riduce la recidiva e contribuisce a rendere più sostenibile il sistema carcerario. Con questo intervento rafforziamo il nostro impegno nel costruire percorsi integrati che mettono davvero al centro la persona, anche nei contesti più fragili e complessi”.

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Formazione, a Palazzo Lombardia consegna dei diplomi ‘Lidl 2 your career’

20 janvier 2025 à 16:02

Sinergia tra pubblico e privato come strumento per colmare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Questo il tema chiave dell’intervento dell’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, Simona Tironi, che ha consegnato, a Palazzo Lombardia, le certificazioni di ‘Assistant Store Manager’ del programma di formazione duale ‘Lidl 2 Your Career’, frutto della collaborazione virtuosa tra ITS Academy Machina Lonati di Brescia, LIDL Italia e la Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK). All’evento hanno partecipato, tra gli altri, il consigliere delegato di AHK Italien, Jörg Buck, l’amministratore delegato risorse umane di Lidl Italia, Sebastiano Sacilotto, e il vicepresidente di ITS Machina Lonati, Giovanni Lodrini.

Il percorso, partito nel 2022 e terminato a ottobre 2024, rappresenta la prima esperienza a livello nazionale di corso ITS mono aziendale, configurandosi come un modello di eccellenza e un punto di riferimento non solo per la Lombardia, ma per l’intero Paese. L’obiettivo è infatti quello di replicare questa prima edizione pilota realizzata sul territorio lombardo a livello nazionale, puntando sul lavoro sinergico tra pubblico e privato per offrire una formazione che dia risposte concrete alle esigenze del territorio e delle aziende. Grazie a questa iniziativa, che rispetta gli standard del modello duale tedesco, gli studenti ottengono un doppio titolo, valido sia in Italia che in Germania.

Assessore Tironi: puntare su sinergia tra pubblico e privato per promuovere occupazione

formazione lidl lombardia

“Regione Lombardia – ha commentato l’assessore Tironi – è da sempre in prima linea nel promuovere iniziative innovative in ambito formativo e lavorativo, e l’evento di oggi rappresenta un’ulteriore testimonianza del nostro impegno concreto. Il progetto ‘LIDL 2 Your Career’ è un esempio virtuoso di come la collaborazione tra istituzioni, aziende e centri formativi possa generare percorsi che preparano i giovani al mondo del lavoro e allo stesso tempo li rendono protagonisti di un sistema economico in continua evoluzione”.

“Siamo orgogliosi – ha proseguito l’assessore Tironi –  di ospitare questa giornata dedicata a una best practice che, nata in Lombardia, si è estesa a livello nazionale, rafforzando il legame tra formazione e impresa. È solo attraverso la sinergia tra pubblico e privato che possiamo rispondere alle esigenze del mercato del lavoro, colmando il divario tra domanda e offerta e offrendo ai giovani opportunità concrete per costruire il loro futuro professionale”.

“Continueremo a lavorare – ha concluso l’assessore – affinché progetti come questo possano rappresentare un modello replicabile, capace di generare valore per tutto il Paese e di affermare la nostra Regione come punto di riferimento per la formazione di eccellenza”.

Il contratto di apprendistato

Nell’ambito del progetto, 29 studenti hanno potuto firmare un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, con uno stipendio mensile e l’accesso ai benefit aziendali, seguendo un piano di studi solido e strutturato, che unisce teoria e pratica per andare incontro alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione. Nello specifico, il modello duale adottato, ispirato al sistema tedesco, ha rappresentato e continua a rappresentare una straordinaria opportunità per creare un ponte efficace tra formazione e impresa, colmando quel mismatch tra domanda e offerta di lavoro che troppo spesso rallenta la crescita economica del nostro Paese.

Una certificazione professionale internazionale

Il progetto ‘LIDL 2 your Career’ è attivo in altre 6 regioni italiane (Toscana, Lazio, Puglia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Sicilia) portando con sé lo stesso calendario, lo stesso piano di studi, e lo stesso modus operandi innovativo che ha caratterizzato l’esperienza bresciana. Al termine del percorso gli studenti acquisiscono il diploma di Tecnico Superiore, corrispondente al V livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, ma anche una certificazione professionale internazionale, rilasciata dalla Deutsche Industrie- und Handelskammer (DIHK) e dalla Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien), attestando l’acquisizione delle competenze professionali per il profilo di Retail Specialist, secondo il modello e profilo tedesco di riferimento.

Buck (Ahk Italien): con sistema duale accesso diretto a mondo del lavoro

“Un sistema duale solido con standard riconosciuti – ha detto il consigliere delegato di AHK Italien, Jörg Buck –  consente innanzitutto ai giovani di avere un accesso diretto al mercato del lavoro, e l’opportunità di potersi formare direttamente in azienda per uno specifico profilo professionale. Dall’altra parte, le imprese hanno la possibilità di fare crescere al proprio interno giovani professionisti, forgiando le competenze di cui hanno realmente bisogno. Come Camera di Commercio Italo-Germanica siamo ambasciatori, in Italia, di questa visione di sistema duale, che è derivata dal modello tedesco, e riteniamo che sia la vera chiave di volta per le aziende che vogliono affrontare le sfide legate all’innovazione, allo skills gap e alla competitività sui mercati. Siamo anche fermamente convinti che una solida partnership pubblico-privata sia fondamentale per avere un sistema duale stabile, che porti risultati concreti”.

Sacilotto (Lidl Italia): sfida è investire sui giovani

“Il successo di questo progetto – ha commentato Sacilotto – è in capo senz’altro ad un’azienda che ha deciso di investire sui giovani creando un percorso ad hoc di inserimento e di formazione. Grazie a Regione Lombardia che ha creduto in questo progetto e ci ha dato un concreto aiuto. Un ringraziamento anche all’Its Machina Lonati di Brescia che ha sostenuto insieme a noi in questa iniziativa ed è stato pioniere in questa impresa, creando un percorso di formazione duale, unico in Italia,  in grado di unire pratica all’interno dei punti vendita con lezioni all’interno della scuola ITS”.

 

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Lavori green, Lombardia prima in Italia con oltre 440.000 nuovi contratti

7 novembre 2024 à 15:42

La Lombardia è la regione italiana in cui viene sottoscritto il più alto numero di nuovi contratti relativi ai green jobs, un primato importante frutto di un tessuto imprenditoriale lungimirante che coniuga al meglio le tre dimensioni della sostenibilità: quella ambientale, quella economica e quella sociale. A sottolinearlo è stato l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Giorgio Maione, intervenendo al Suistanability talk di Henkel a Milano.

Maione: sui lavori green Lombardia è all’avanguardia

“Siamo sulla strada giusta – ha detto Maione – sostenibilità ambientale e sostenibilità economica sono sinonimi. Le nostre imprese l’hanno capito. I dati sui green jobs dimostrano come la Lombardia sia epicentro nazionale ed europeo di una imprenditoria che vive già nel futuro. Questo modello produttivo è in linea con le esigenze dei mercati e dell’ambiente. Nello specifico Milano, Brescia e Bergamo sono in cima alle classifiche nazionali. Le imprese lombarde assumono manager dell’energia, della mobilità, dello sviluppo sostenibile, ingegneri dei materiali ed esperti in smart city, ma anche giuristi ambientali e specialisti in contabilità verde”.

Pragmatismo elemento chiave delle politiche ambientali

“Ormai da noi – ha precisato l’assessore citando i risultati della recente ricerca Greenitaly2024 realizzata da Fondazione Symbola e Unioncamere – i green jobs rappresentano il 40% dei nuovi contratti, soprattutto di under 30. Questa visione di sistema ha contribuito all’abbattimento delle emissioni in atmosfera, meno 40% in venti anni. Il tutto con il risultato di essere competitivi sui mercati nei settori manifatturiero, agricoltura, costruzioni e anche nella amministrazione pubblica e nei servizi. Così si fanno politiche ambientali: con il pragmatismo, non con l’ideologia”.

I dati della Lombardia

Nello specifico, secondo i dati di Greenitaly, la Lombardia conferma il suo primato con 440.940 nuovi contratti relativi a green jobs nel 2023 (+4,7% rispetto al 2022), e un’incidenza sul totale delle attivazioni previste nella regione del 40,3%, valore che, anche per questo indicatore, rappresenta il primato assoluto. Numeri, quelli della Lombardia, fanno della nostra regione la realtà che ha chiuso contratti pari al 23% del totale nazionale”.

Le città più virtuose

A livello provinciale, si segnala come Milano sia la più virtuosa. Anche nel 2023 fa registrare il maggior numero di attivazioni green con 203.550 unità, ovvero un +9,2% rispetto al 2022, pari al 10,6% del totale dei nuovi contratti green jobs su scala nazionale. Brescia è quinta su scala nazionale con 56.420 nuovi contratti nel 2023 e un’incidenza dei green jobs sul totale delle assunzioni in provincia pari al 41.6% nel 2023. A seguire c’è Bergamo con 47.920 nuovi contratti nel 2023 e un’incidenza dei green jobs sul totale delle assunzioni in provincia pari al 45.1% (dato più alto a livello nazionale). Le attivazioni di green jobs mostrano una forte pervasività nelle aree della logistica (88,8% di green jobs sul totale delle attivazioni previste), della progettazione (86,7%), della tecnica (80,2%) e del marketing e comunicazione (79,3%).

Lombardia prima per imprese che investono in sostenibilità

La Lombardia detiene, inoltre, il primato nel quinquennio 2019-2023 sul numero relativo di imprese eco-investitrici: 102.730 unità, pari al 18% del totale nazionale. La seconda regione è il Veneto che ne ha la metà (53.480). Tra le province Milano è al primo posto nazionale con 39.540 imprese e Brescia è sesta nazionale con 13.990 imprese e Bergamo nona con 10.720.

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Lombardia: disoccupazione ai minimi storici (4%), Fontana è soddisfatto

24 octobre 2024 à 13:47

Lavoro, lavoro, lavoro: Il tasso di disoccupazione è ai minimi storici in Italia e in Lombardia. La nostra regione con i suoi 10 milioni di abitanti e l’economia più forte d’Italia, si conferma al vertice anche per il numero di occupati”.

Regione al vertice anche per numero di occupati

Così il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana evidenziando come – secondo i dati Istat 2023 – il tasso di disoccupazione in Lombardia (4%) sia nettamente inferiore rispetto alla media nazionale (7,7%).

In Lombardia la disoccupazione è ai minimi storici

“Sono estremamente orgoglioso – conclude il presidente Fontana – che, tra i tanti dati positivi della nostra Regione, emerga un fatto evidente. In Lombardia, se hai voglia di lavorare, impegnarti e imparare, le opportunità non mancano. E se hai un’idea imprenditoriale, qui hai tutte le possibilità per trasformarla in realtà” .

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Lavoro, Tironi: parità di genere è leva strategica per competitività di PMI

2 octobre 2024 à 13:51

La promozione del lavoro femminile attraverso strumenti mirati come la certificazione della parità di genere nelle aziende è uno degli elementi chiave su cui puntare per contribuire ad aumentare la competitività delle imprese. Il tema è stato uno dei punti al centro dell’intervento dell’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro della Regione Lombardia, Simona Tironi, che ha partecipato, a Palazzo Pirelli, alla presentazione del ‘Rendiconto Sociale Inps 2023’. Tra i tanti relatori, anche il presidente dell’Inps, Gabriele Fava.

Certificazione parità di genere e competitività delle PMI

“Regione Lombardia – ha detto Tironi – ha da tempo  riconosciuto l’importanza di promuovere la parità di genere come leva strategica per la competitività e l’innovazione. Abbiamo introdotto una serie di misure volte a ridurre il divario contributivo e occupazionale tra uomini e donne. In particolare, la certificazione della parità di genere, sostenuta con 10 milioni di euro, è un’iniziativa innovativa che mira a incentivare le imprese a migliorare le condizioni lavorative delle donne, ridurre il gap retributivo e promuovere la conciliazione tra vita lavorativa e familiare”.

I dati sul bando di Regione Lombardia

Nel corso del suo intervento, Tironi ha ricordato i dati positivi relativi al bando promosso da Regione Lombardia, con la collaborazione di Unioncamere Lombardia, che punta a supportare le imprese nel conseguimento della certificazione della parità di genere.  “Da febbraio 2023 a fine settembre 2024 – ha sottolineato l’assessore – sono state presentate 809 domande da parte di 707 imprese (di cui il 67% sotto i 50 dipendenti). L’ importo totale richiesto è stato pari a 6.945.000 euro. Tra le altre iniziative promosse da Regione per favorire la valorizzazione delle donne sul lavoro c’è inoltre la misura ‘Formare per assumere’. Il progetto  ha dato ottimi risultati, consentendo l’inserimento di oltre 7.400 lavoratori, di cui il 49% donne. Questa iniziativa è un’ulteriore conferma dell’efficacia delle politiche regionali dedicate al sostegno dell’occupazione femminile e alla promozione di percorsi di formazione che abbattono gli stereotipi di genere”.

Disparità di genere nel sistema pensionistico

“Investire nell’occupazione femminile – ha evidenziato Tironi – significa favorire una crescita inclusiva e sostenibile, a vantaggio di tutto il territorio. La Regione sta sviluppando nuove misure flessibili e personalizzabili per rispondere ai bisogni occupazionali delle donne in ogni fase della vita, con particolare attenzione alla maternità e alla fase dell’età ‘d’argento’. In questo contesto, il ruolo delle lavoratrici over 55, destinate a rappresentare una percentuale crescente della popolazione, è cruciale e al centro dell’approfondimento delle politiche regionali. Uno degli aspetti più rilevanti emersi dal rapporto Inps è infatti la persistente disparità di genere nel sistema pensionistico. Nel 2023, le lavoratrici lombarde hanno percepito pensioni mediamente inferiori del 40% rispetto ai loro colleghi uomini. Questo divario non è solo una questione previdenziale. È una problematica più profonda legata alla carriera e al percorso professionale delle donne, caratterizzato da maggiori interruzioni e minori possibilità di crescita“.

La collaborazione tra Inps e Regione

“La collaborazione tra Regione Lombardia e Inps – ha concluso  – ha dimostrato come unire le forze sia essenziale per affrontare le sfide del mercato del lavoro. Le iniziative che stiamo portando avanti, dalla riqualificazione professionale alla promozione della parità di genere, rappresentano un investimento nel futuro della nostra Regione”.

Fava (presidente Inps): condividiamo obiettivi comuni

A rimarcare la proficua collaborazione tra Regione Lombardia e Inps è stato anche Gabriele Fava, presidente dell’ente. “Condividiamo i focus evidenziati dall’assessore – ha detto – sono temi chiave della nostra progettualità strategica, su cui lavorare insieme per raggiungere obiettivi condivisi”.

I dati del rendiconto Inps

Dal rendiconto sociale del’Inps emerge come nel biennio 2022-2023, il mercato del lavoro lombardo abbia registrato una forte ripresa. Nello specifico la crescita del PIL è stata del 3,4% rispetto al 2019. I settori con più assunzioni sono stati in partic0olare il commercio, i trasporti, i servizi di alloggio e ristorazione, e le attività professionali. Complessivamente, inoltre, il tasso di occupazione è aumentato, mentre sono diminuiti sia il tasso di disoccupazione sia quello di inattività.

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A Brescia un nuovo Centro per l’Impiego nella sede di Villa Paradiso 

17 septembre 2024 à 16:47

Villa Paradiso, storico palazzo settecentesco della periferia sud di Brescia, sarà la nuova sede del principale Centro per l’Impiego (CPI) della città. Questo edificio, che verrà ristrutturato completamente nell’ambito di un importante intervento previsto dal piano di potenziamento dei CPI di Brescia, incarna l’approccio innovativo di Regione Lombardia al tema del lavoro. Una visione che vede questi luoghi in cui si cerca un impiego come i centri nevralgici di una rete territoriale efficiente, in grado di affrontare il tema occupazione a 360 gradi. L’obiettivo è intercettare anche i giovani e i soggetti che hanno poca conoscenza dei servizi offerti in queste strutture.

L’intervento di recupero architettonico e funzionale avrà un costo complessivo di 6.500.000 euro, di cui 5,5 finanziati con risorse del Pnrr e 1 cofinanziato dalla Provincia di Brescia. Gli spazi a disposizione avranno una superficie totale di circa 3.300 metri quadri.

Il piano di potenziamento dei centri per l’impiego per Brescia, in cui rientra la riqualificazione dell’edificio, è stato presentato durante un evento in cui è intervenuta l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi. Presenti anche Emanuele Moraschini, presidente della Provincia di Brescia; Fabio De Marco, direttore dell’Area dei Servizi ai Comuni – Settore Lavoro e Centri per l’impiego; Giovan Maria Mazzoli, direttore dell’Area Tecnica e del Settore dell’Edilizia Scolastica e Direzionale.

Tironi: è il più grande progetto per potenziare i CPI

 “L’intervento di Villa Paradiso – ha sottolineato Tironi – si configura come il più grande progetto di potenziamento dei Centri per l’Impiego a livello regionale”.

“Questo progetto – ha aggiunto – testimonia il nostro impegno a sviluppare un progetto ambizioso sul tema del lavoro, creando sedi geograficamente strategiche, innovative e moderne, mantenendo alta l’attrattività per i nostri cittadini. Sono convinta che ogni sede dei Centri per l’Impiego rivesta un’importanza cruciale, ma l’operazione su Villa Paradiso ci consente anche di valorizzare un’importante risorsa per Brescia”.

“Questa struttura – ha continuato – non solo migliorerà l’accesso ai servizi, ma rappresenterà anche un nuovo simbolo per l’ingresso nella nostra città”.

Nuove figure professionali

“Attraverso questo piano – ha precisato Tironi – abbiamo potenziato l’organico dei Centri per l’Impiego con l’inserimento di 80 nuovi collaboratori, e ho voluto fortemente qualificare ulteriormente il personale, introducendo figure come mediatori culturali e psicologi, necessarie per garantire una presa in carico a 360 gradi delle persone che si rivolgono ai nostri servizi”.

“I Centri per l’Impiego – ha concluso Tironi – sono aperti a tutti e il nostro obiettivo è creare opportunità per ogni cittadino, sostenendo la crescita e lo sviluppo di una forza lavoro competente e preparata ad affrontare le sfide del futuro.”

Andare incontro ai giovani

L’intervento di Villa Paradiso, che coniuga servizi mirati e tecnologie all’avanguardia, è l’esempio concreto dell’approccio innovativo al tema dell’occupazione di Regione Lombardia. Tra i punti chiave di questa visione c’è la volontà di promuovere iniziative per andare incontro concretamente ai  più giovani. Per realizzare questi obiettivi verrà’ messa a disposizione una ‘job mobile’ che promuoverà’ ‘on the road’ i servizi dei CPI nell’ambito di iniziative itineranti. “Vogliamo adottare una filosofia completamente diversa – ha detto Tironi –  è un centro pubblico che si apre all’esterno, che va quindi verso i cittadini per dare risposte utili e concrete e avviarli nel mondo del lavoro”.

L’intervento di riqualificazione

La proposta di intervento relativa a Villa Paradiso ha avuto il via libera dal nucleo di Valutazione di Regione Lombardia il 19 febbraio 2024 che ha ammesso al finanziamento le opere inserite nel Piano di Potenziamento dei Centri per l’impiego (CPI).

Stato di avanzamento del progetto

Attualmente, in base a quanto previsto dal cronoprogramma delle procedure, si è infatti conclusa la predisposizione del progetto di fattibilità tecnico economica.

Accessibilità e vincoli dell’immobile

Nella redazione del progetto di recupero e rifunzionalizzazione dell’edificio il tema dell’accessibilità è stato declinato nell’ambito delle azioni per la valorizzazione del palazzo, come previsto dalle norme vigenti (D.lgs n°42/2008, D.lgs. n°62/2008, Decreto 28 marzo 2008 ‘Linee Guida‘). Inoltre, ai fini della realizzazione delle opere, si è tenuto quindi conto dei vincoli ai quali l’immobile è sottoposto (art. 91 del D.lgs. 42-2004, Codice dei Beni Culturali).

Il piano di potenziamento dei centri per l’impiego di Brescia

Il piano di potenziamento dei centri per l’impiego prevede, per la Provincia di Brescia, lo stanziamento di 12.100.000 di euro e i seguenti adeguamenti infrastrutturali CPI:

  • Darfo Boario Terme:  1.800.000 euro;
  • Desenzano del Garda: 500.000 euro;
  • Iseo: 201.000 euro;
  • Edolo: 275.000 euro;
  • Palazzolo sull’Oglio:  300.000 euro;
  • Leno: 400.000 euro;
  • Sarezzo: 374.000 euro;
  • Salò: 2.000.000 euro.

I centri per l’impiego

La rete dei servizi pubblici per l’impiego di Regione Lombardia, con i suoi 64 Centri sul territorio, si rivolge alle persone in cerca di occupazione, occupati, imprese e altri datori di lavoro.

I servizi offerti puntano a facilitare l’inserimento lavorativo e favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.  Tra questi ci sono attività di accoglienza e orientamento; erogazione di servizi finalizzati all’inserimento lavorativo; attivazione di percorsi formativi; intermediazione fra domanda e offerta; informazioni sugli incentivi, sulle politiche attive di inserimento al lavoro e sulla creazione di lavoro autonomo; funzioni amministrative connesse al collocamento previste dalla normativa nazionale e regionale.

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Scuola: boom iscritti per percorsi IFTS, stanziati ulteriori 10,4 milioni

19 juillet 2024 à 14:22

Regione Lombardia ha stanziato ulteriori 10,4 milioni per l’istruzione tecnica e professionale, confermando un impegno crescente nel sostegno a questi percorsi formativi. Nel decreto pubblicato sul Bollettino Ufficiale regionale (BURL), che approva l’elenco dei nuovi corsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) per l’anno formativo 2024-25, è infatti prevista l’attivazione di 92 corsi, numero in aumento rispetto agli anni precedenti. Ogni corso ha una base minima di 15 allievi ciascuno, arrivando a coinvolgere in totale circa 1.500 studenti.

Tironi: Ifts risposta concreta a esigenze occupazionali del territorio

“Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi – si riconferma al fianco degli studenti e del tessuto produttivo. Siamo estremamente orgogliosi di poter offrire ai nostri giovani queste opportunità formative. I percorsi IFTS sono una risposta concreta alle esigenze occupazionali del nostro territorio e rappresentano una valida alternativa ai percorsi tradizionali”.

“In Regione Lombardia – ha continuato – esistono percorsi che rispondono alle passioni e alle inclinazioni di ciascun ragazzo. Con questo stanziamento, vogliamo garantire che ogni studente possa trovare la propria strada e sentirsi realizzato. Il finanziamento non solo copre i costi dei corsi, ma rappresenta un investimento significativo per il futuro dei giovani e per il rafforzamento del sistema educativo regionale”.

Boom di iscritti

Sempre più aziende si affidano ai percorsi IFTS, riconoscendo il valore di una formazione altamente specializzata e professionalizzante. In pratica, un vero e proprio boom di iscrizioni, segno che i giovani e le loro famiglie vedono in questi percorsi una risposta concreta alle esigenze del mercato del lavoro. I corsi IFTS offrono infatti un’opportunità unica per acquisire competenze tecniche avanzate e facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro.

Una risposta al mismatch tra domanda e offerta di lavoro

I percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) rappresentano una risposta concreta ed immediata al problema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro. In un contesto economico in cui molte aziende faticano a trovare profili lavorativi altamente specializzati, questi iter formativi rappresentano una soluzione efficace e tempestiva. Sono infatti corsi progettati per colmare le lacune di competenze specifiche che i programmi di studi tradizionali non riescono a soddisfare pienamente.

Formazione mirata

Grazie alla stretta collaborazione con le imprese e le realtà produttive del territorio, i percorsi IFTS offrono una formazione mirata e applicabile direttamente nel mondo del lavoro. Questo non solo aumenta l’occupabilità dei giovani, ma fornisce anche alle aziende i profili professionali di cui hanno bisogno per innovare e crescere. In particolare, i percorsi IFTS si concentrano su settori chiave e tecnologie emergenti, garantendo che gli studenti acquisiscano competenze all’avanguardia e siano pronti ad affrontare le sfide del mercato globale.

A questo link l’elenco dei corsi approvati e i relativi contributi assegnati.

 

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Chiesa Valmalenco, oltre 1 milione per area San Giuseppe-Ponte del Giovello

18 juillet 2024 à 15:41

Via libera dalla Regione Lombardia all’Accordo di Rilancio Economico Sociale e Territoriale (AREST) promosso dal Comune di Chiesa in Valmalenco (SO), finalizzato alla realizzazione del progetto denominato ‘Rilancio Area San Giuseppe – Ponte del Giovello’. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Guido Guidesi (Sviluppo Economico) di concerto con Massimo Sertori (Enti locali, Montagna e a Programmazione negoziata).

“L’obiettivo – spiega Sertori – è quello di attuare un programma concreto e strategico di interventi per rilanciare economicamente questo territorio, favorire l’attrattività e la competitività delle imprese e sostenere l’occupazione”.

Gli interventi sono finalizzati a supportare e sostenere la permanenza delle imprese localizzate nell’area San Giuseppe del Comune di Chiesa in Valmalenco (SO) con l’obiettivo di preservare il livello occupazionale attualmente esistente; dare un valido supporto alle attività del settore turistico sottese al nodo viabilistico del Giovello, favorendo così un positivo impatto in termini di nuova occupazione;  garantire il transito in sicurezza dei mezzi pesanti da e per il distretto estrattivo esistente, infine, garantire idonea e sicura accessibilità alla nuova centrale idroelettrica in corso di realizzazione sul torrente Mallero.

In particolare, gli interventi pubblici previsti nel progetto, consistono nella ricostruzione del Ponte del Giovello con una struttura adeguata a supportare il transito dei mezzi pesanti.

Il cofinanziamento regionale, è pari a 1.040.000 euro, la cui copertura è garantita con i seguenti importi e annualità di spesa:

– 364.000 euro – annualità 2024;

– 208.000,00 euro – annualità 2025;

– 468.000,00 euro- annualità 2026.

La restante quota di 260.000 euro è messa a disposizione dal Comune di Chiesa in Valmalenco.

“Gli strumenti di programmazione negoziata insieme all’ottima collaborazione tra Regione e Amministrazioni  – conclude Sertori – dimostrano che si possono ottenere risultati importanti per il territorio e i cittadini”.

 

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Abbandono universitario,da Regione 500.000 euro per contrastare il fenomeno

23 avril 2024 à 12:29

È aperto il bando rivolto alle università e agli operatori accreditati per i servizi al lavoro. L’obiettivo è realizzare un servizio di consulenza per gli studenti universitari che attraversano un momento di difficoltà. Nello specifico si tratta di ragazzi che hanno abbandonato o hanno intenzione di abbandonare l’università.

In sostanza, si punta a ridefinire un nuovo progetto professionale rivolto a tutti quegli studenti che manifestano difficoltà nel proseguimento del percorso di studi universitari.  A essere supportati saranno anche coloro che hanno comunicato formale rinuncia agli studi – da meno di 12 mesi – all’Università di appartenenza.

Abbandono universitario, Regione  punta a essere modello di inclusione

Regione Lombardia – ha affermato l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro – vuole garantire non solo un‘offerta formativa specializzata e di qualità, ma anche momenti in grado di accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita e sviluppo personale. Per questo motivo, assumono un ruolo rilevante all’interno della programmazione regionale tutte quelle attività che possono essere d’aiuto per la scoperta delle proprie attitudini e aspirazioni”.

“La nostra Regione – ha proseguito l’assessore – ricca di opportunità, vuole essere un modello di inclusione anche per chi sta affrontando un momento di difficoltà nel percorso di studi universitari. Per fare ciò, il ‘Programma di counseling per il riorientamento agli studi’ rappresenta un’opportunità per costruire ponti solidi che permettano agli studenti di trovare a percorsi formativi di qualità e un rapido inserimento occupazionale”.

Le risorse stanziate

Lo stanziamento complessivo ammonta a 500.000 euro. L’agevolazione consiste nell’attribuzione di una ‘dote’ del valore di 600 euro per ciascun studente. Queste risorse saranno impiegate per raggiungere diversi obiettivi. Tra questi c’è il finanziamento di un servizio di orientamento, la promozione di scelte consapevoli volte a garantire il successo formativo. Il tutto con l’obiettivo finale di favorire un rapido inserimento occupazionale.

I destinatari

Il bando è rivolto agli operatori accreditati per i servizi al lavoro (elenco approvato con i Decreti n. 1426 del 22/01/2024 e n. 5504 del 05/04/2024 o in successivi decreti in caso di nuove manifestazioni di interesse dichiarate ammissibili); e alle Università statali e non statali riconosciute, aderenti al Comitato regionale di coordinamento delle Università lombarde.

Come partecipare al bando

La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma Bandi e Servizi (anche ‘Sistema Informativo’) al seguente link  entro le 17 del 31 maggio 2025.

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Rinnovata l’intesa tra Regione e Anci Lombardia per tirocini negli enti

Par : Fabio Benati
12 avril 2024 à 18:09

È stato sottoscritto dall’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro e il vicepresidente vicario di ANCI Lombardia, il protocollo d’intesa finalizzato a garantire la continuazione per il biennio 2024-2025 dell’iniziativa DoteComune, dedicata alla promozione dell’occupazione attraverso tirocini presso gli enti locali e mirata soprattutto a supportare i disoccupati nella ricerca di opportunità lavorative.

La certificazione delle competenze

Tra gli elementi che caratterizzano la misura, anche la disponibilità a garantire la certificazione delle competenze relative alla formazione d’aula offerta a tutti i destinatari della misura. E, inoltre, la sperimentazione del dispositivo regionale di certificazione delle competenze acquisite in ambito non formale e informale, già positivamente testato su un campione di partecipanti a DoteComune al termine dei loro tirocini.

Coinvolti molti disoccupati

La misura ha avuto la capacità di coinvolgere nel percorso anche molti giovani disoccupati in cerca di primo impiego.

Opportunità concreta

“I tirocini all’interno degli enti locali rappresentano un’opportunità concreta sia per i giovani sia per riavviare la propria carriera professionale”. Così dichiara l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro.

“Grazie a ‘Dote Comune’ – prosegue – si possono offrire nuove prospettive ai disoccupati e promuovere un’iniziativa di inclusione attiva a livello locale. Inoltre, contribuiscono a rafforzare il legame tra i cittadini e la pubblica amministrazione”.

I numeri che certificano il successo del progetto

Il successo di DoteComune è attestato dai numeri. Ancilab, società in house di ANCI Lombardia, dal 2012 ad oggi è riuscita a coinvolgere 7.083 tirocinanti in attività di formazione e orientamento professionale ospitate da 806 Enti locali.

I dati relativi al reimpiego sono positivi. Il 68% delle persone coinvolte sinora in questa politica attiva del lavoro hanno cambiato stato occupazionale al termine del tirocinio, grazie all’acquisizione di competenza spendibili nel sistema dei servizi pubblici locali.

Acquisizione di competenze specifiche

I partecipanti a ‘Dote Comune’ avranno la possibilità di acquisire competenze specifiche nel contesto amministrativo e operativo dei Comuni. Miglioreranno così le loro prospettive di impiego. E contribuiranno al potenziamento delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni locali.

Di particolare rilievo è inoltre uno specifico aspetto inserito nel nuovo protocollo d’intesa. ANCI Lombardia si impegna a promuovere nei Comuni la UNI/PDR 159 ‘lavoro inclusivo delle persone con disabilità. Il tutto mediante l’attivazione di tirocini extracurriculari rivolti a questo specifico target di destinatari di DoteComune.

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