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Kate Middleton arriva a Reggio Emilia e scopre la Sala del Tricolore

Par : losiangelica
13 mai 2026 à 11:00

C’era bisogno di una principessa per far accendere un riflettore su Reggio Emilia. La visita ufficiale di Catherine, Principessa del Galles, nella città emiliana il 13 maggio è la prima uscita istituzionale all’estero da quando ha reso pubblica la diagnosi della sua malattia. Una scelta che non è casuale, e che per la città italiana vale più di qualsiasi campagna turistica. La prima tappa? La Sala del Tricolore, una meraviglia da scoprire.

Castello di Tabiano: dove la pietra diventa racconto e il paesaggio ricorda un’altra epoca

22 avril 2026 à 17:30

Il Castello di Tabiano è uno di quei luoghi che sembrano usciti da un racconto antico, sospesi tra storia e leggenda. Arroccato sulle colline parmensi, domina il paesaggio con una presenza scenografica che cattura lo sguardo già da lontano. Inserito in un contesto naturale di grande fascino, tra dolci rilievi e scorci che si aprono sulla Pianura Padana fino alle Alpi, questo maniero rappresenta una tappa ideale per chi cerca un luogo incredibile capace di unire cultura, panorami e suggestioni senza tempo.

La storia del Castello di Tabiano

Le origini del Castello di Tabiano risalgono agli inizi dell’XI secolo, quando fu edificato su un precedente insediamento di epoca romana. In epoca medievale assunse un ruolo strategico fondamentale: era infatti uno dei principali baluardi difensivi dell’Alta Emilia e controllava sia la Via Francigena, importante arteria di pellegrinaggio e commercio, sia i pozzi di sale della zona, allora di grande valore economico.

Per secoli il castello fu al centro delle vicende della famiglia Pallavicino, una delle più influenti dinastie feudali del territorio. Tra guerre, assedi e alleanze politiche, le sue mura hanno visto alternarsi episodi di potere e violenza, ma anche storie più intime e romantiche. Tra i personaggi legati al castello spiccano figure come Uberto il Grande Pallavicino, alleato dell’imperatore Federico II, e Pelavicino Pallavicino, ricordato come uno dei primi trovatori dell’epoca.

Non mancano racconti più oscuri, come quello di Tancredi Pallavicino, ucciso nel castello dal fratello in un episodio di sangue in un luogo che avrebbe dato origine al nome “Porta Rossa”. Accanto a queste vicende, emergono storie di donne affascinanti e misteriose, come Isabella, conosciuta come l’“Angelo di Tabiano”, simbolo di bellezza e amore sfortunato.

Dopo secoli di contese tra famiglie nobiliari, nell’Ottocento il castello cambiò funzione, diventando una residenza privata legata a un’attività agricola.

Visitare il castello

Dal 2016 il Castello di Tabiano è aperto al pubblico, offrendo la possibilità di esplorare ambienti ricchi di fascino e storia. Il percorso di visita dura circa 45 minuti e conduce attraverso alcuni degli spazi più rappresentativi della struttura.

Si parte dalle antiche cantine con volte in pietra, per poi salire nei saloni decorati con stucchi e specchiere, fino ad arrivare agli ambienti più eleganti come la sala da ballo. Non mancano soffitti affrescati, una biblioteca con volumi antichi e lo scenografico scalone d’onore. All’esterno, terrazze e giardini permettono di godere appieno del panorama circostante. Tra i luoghi più evocativi spicca la “Porta Rossa”, legata alle vicende più drammatiche della storia del castello, che contribuisce ad alimentarne il fascino misterioso.

Il biglietto d’ingresso costa 10 euro ed è gratuito per i bambini fino a 8 anni. Prima di organizzare una visita è consigliabile verificare eventuali chiusure per eventi o aperture straordinarie sul sito ufficiale del castello.

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Castello di Tabiano si trova in Emilia-Romagna, nel territorio della provincia di Parma, a breve distanza da località termali molto conosciute come Salsomaggiore Terme e Tabiano Terme. La sua posizione è uno dei suoi punti di forza: sorge su un’altura che offre una vista ampia e suggestiva, capace di abbracciare l’intera pianura fino alle montagne.

Raggiungerlo è piuttosto semplice. Si trova a circa 20 chilometri da Parma, mentre Milano e Bologna distano rispettivamente circa 100 e 130 chilometri. L’uscita autostradale di riferimento è Fidenza-Salsomaggiore Terme sull’A1; da lì basta seguire le indicazioni per Tabiano Terme e poi per Tabiano Castello.

Itinerario in Emilia-Romagna sulle tracce delle grandi donne che ne hanno fatto la storia

Par : losiangelica
6 mars 2026 à 16:00

In Emilia-Romagna la storia passa spesso da una figura femminile. Imperatrici, duchesse, artiste, ma anche personaggi leggendari e protagoniste della politica. Nei secoli hanno lasciato tracce concrete: nelle città, nei castelli, nei musei, perfino nel paesaggio. L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, è l’occasione per seguire questo filo che attraversa la regione e mette insieme caratteri molto diversi: ambizioni, passioni, visioni lontane tra loro. Da Parma a Ravenna, da Ferrara a Bologna, fino alla Romagna, ecco un itinerario che segue le tracce delle donne che hanno attraversato epoche diverse.

Parma e la “Buona Duchessa”

Una delle figure più amate della storia parmense è Maria Luigia d’Austria. Arrivò a Parma nel 1816, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, di cui era stata moglie. E in questa città che rimase fino alla morte, nel 1847.

Il suo ricordo in città è ancora vivissimo. Maria Luigia governò il Ducato di Parma e Piacenza con un approccio pragmatico ma anche molto attento alla vita culturale. Non a caso è ricordata come la “Buona Duchessa”. Come scoprire la sua storia? All’interno della Galleria Nazionale di Parma si può osservare il ritratto con la firma di Giovan Battista Borghesi dove compaiono anche progetti come il Teatro Regio che sottolineano il ruolo di mecenate della duchessa.

Sull’Appennino reggiano con Matilde di Canossa

Se Parma racconta l’Ottocento, basta spostarsi verso l’Appennino reggiano per tornare indietro di molti secoli. E vedere la figura di Matilde di Canossa, una delle donne più influenti del Medioevo europeo, dominare la scena.

La Grancontessa ha saputo governare il territorio vasto di Lombardia, Emilia e Toscana tanto che il suo nome è rimasto nei libri di storia. Non è un caso che in occasione dell’8 marzo 2026 la città abbia previsto diverse occasioni in suo onore, tra cui la mostra “Matilde era femminista?” all’interno del castello e un percorso nel labirinto Cuore di Matilde per richiamare il legame tra spiritualità e potere.

Modena e la regina italiana d’Inghilterra

Tra le storie meno note, ma non meno affascinanti, c’è quella di Maria Beatrice d’Este. Nata a Modena nel 1658, divenne regina d’Inghilterra, Scozia e Irlanda sposando Giacomo II Stuart. È uno dei rarissimi casi di un’italiana salita sul trono inglese.

La sua vicenda si intreccia con una delle fasi più turbolente della storia britannica, segnata da conflitti religiosi e rivoluzioni politiche. Maria Beatrice fu una figura molto discussa nel contesto inglese, ma rimase sempre profondamente legata alla sua origine modenese.

Negli ultimi anni il Comune di Modena ha avviato un progetto di valorizzazione dedicato alla sua memoria. L’Archivio storico cittadino conserva e digitalizza documenti legati alla sua vita, permettendo oggi di ricostruire con maggiore precisione il ruolo che ebbe nelle vicende europee del XVII secolo.

Bologna, le artiste che sfidarono il loro tempo

A Bologna il racconto delle grandi donne della storia passa anche dall’arte. E porta a due figure che, in epoche diverse, hanno lasciato un segno forte nella città.

La prima è Properzia de’ Rossi, attiva tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento. È considerata la prima scultrice documentata della storia occidentale. In un ambiente dominato dagli uomini riuscì comunque a ritagliarsi spazio e riconoscimento. Alcune sue opere sono ancora visibili in città, dalla Basilica di San Petronio al Museo Civico Medievale. Anche Giorgio Vasari la citò nelle Vite, colpito dalla finezza con cui sapeva lavorare il marmo.

Due secoli dopo Bologna vede emergere un’altra protagonista: Elisabetta Sirani. Pittrice del Seicento, morì a soli ventisette anni ma fu tra le artiste più attive della scena bolognese. Non solo per la quantità di opere realizzate, oggi conservate soprattutto alla Pinacoteca Nazionale, ma anche per un progetto allora inedito: una scuola di pittura pensata per formare giovani donne. Una delle prime esperienze del genere in Europa.

Ferrara e la corte di Lucrezia Borgia

Ferrara racconta invece la storia di una donna che ancora oggi divide gli storici: Lucrezia Borgia. Figlia di papa Alessandro VI, la sua reputazione è stata per secoli avvolta da leggende oscure. La figura femminile è tra le più complesse per la sua storia: è arrivata in città come moglie di Alfonso I d’Este e ha saputo distinguersi per il suo apporto nel costruire il centro culturale del rinascimento sostenendo poeti e letterati. La sua presenza è ancora forte oggi tra le sale del Castello Estense e di Palazzo Schifanoia.

Forlì e la Leonessa della Romagna

Scendendo verso la Romagna si incontra la figura impetuosa di Caterina Sforza. Soprannominata la Tigre di Forlì e la Leonessa della Romagna, la figlia naturale del duca Galeazzo Maria Sforza è tra le donne simbolo della regione grazie al suo apporto al governo di Forlì e Imola.

Uno dei luoghi più legati alla sua storia è la Rocca di Ravaldino, la fortezza che difese durante gli assedi. Recentemente restaurata, oggi rappresenta una delle tappe più suggestive per comprendere il ruolo politico di questa figura femminile.

A Forlì si trova anche il celebre ritratto attribuito a Lorenzo di Credi, noto come “Dama del Gelsomino”, conservato nel complesso dei Musei San Domenico.

Ravenna e l’eredità di Galla Placidia

Ravenna costudisce la figura dai Galla Placidia simbolo dell’impero romano di Occidente e figlia dell’imprenditore Teodosio I. Oltre ad aver fatto da reggente all’impero per conto del figlio Valentiniano III è possibile osservare la sua eredità nel mausoleo riccamente decorato da straordinari mosaici. L’opera, simbolo di arte paleocristana, rientra nei siti UNESCO di Ravenna.

Interni mosaicati del mausoleo di Galla Placidia
iStock
Gli interni con i mosaici del mausoleo di Galla Placidia

Rimini e la leggenda di Francesca

L’itinerario tocca anche Rimini dove si può approfondire la storia d’amore di Francesca di Rimini e Paolo Malatesta che compare anche tra le pagine della Divina Commedia di Dante. All’interno di Castel Sismondo, oggi parte del Fellini Museum, sono conservati diverse testimonianze della famiglia Malatesta.  Il filo tra storia, mito e poesia incanta i visitatori che hanno modo di scoprire da vicino una figura femminile irriverente per l’epoca e capace di lasciare tracce che superano i secoli.

L’Emilia-Romagna le custodisce ancora oggi, tra castelli medievali, palazzi rinascimentali, musei e monumenti. L’8 marzo diventa così non soltanto una giornata simbolica, ma l’occasione per riscoprire una parte importante della storia italiana raccontata da uno sguardo femminile.

Dove mangiare bene spendendo il giusto: i nuovi ristoranti nella Guida Michelin 2026

13 novembre 2025 à 11:19

La Guida Michelin Italia 2026 – 71esima edizione – verrà presentata a Parma il 19 novembre, e con essa torna l’attesa selezione dei ristoranti Bib Gourmand ovvero quei locali dove è possibile gustare piatti di qualità senza spendere cifre esorbitanti.

Questo riconoscimento, segnato dall’iconica faccina sorridente dell’Omino Michelin che si lecca i baffi, rappresenta un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza gastronomica soddisfacente a un prezzo contenuto. La nuova edizione della guida conferma la vitalità della ristorazione italiana e offre una panoramica aggiornata delle eccellenze regionali accessibili a tutti.

Bib Gourmand 2026: cosa sono

I ristoranti Bib Gourmand sono quelli che coniugano qualità, creatività e prezzo contenuto, proponendo menu completi senza sorprese per il portafoglio. La selezione non si limita a premiare la convenienza economica, ma valorizza la passione per la cucina, la cura degli ingredienti e la capacità di offrire un’esperienza autentica e piacevole.

La Guida Michelin 2026 (che ha nominato i nuovi ristoranti stellati) evidenzia come la tradizione e la modernità possano convivere nello stesso piatto, creando percorsi gastronomici originali e accessibili. Nell’edizione 2026 i Bib Gourmand sono complessivamente 255, un leggero aumento rispetto ai 250 dell’anno precedente.

Tra questi, 24 sono nuove aggiunte, scelte dai critici della “rossa” per la qualità della proposta culinaria e il rapporto qualità-prezzo. Alcuni di questi locali erano già monitorati durante l’anno e ora ricevono ufficialmente la distinzione.

Dal punto di vista geografico, i nuovi Bib Gourmand si distribuiscono lungo tutta Italia: quattro in Piemonte, tre in Liguria e in Sicilia, due in Emilia-Romagna, Toscana e Campania, e una presenza in Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Umbria, Lazio, Puglia, Basilicata e Calabria. Le regioni con più Bib Gourmand complessivi restano Emilia-Romagna e Piemonte con 34 locali ciascuna, seguite da Toscana (26), Lombardia (23) e Veneto (18).

Questa varietà territoriale permette a turisti e appassionati di programmare veri e propri itinerari culinari, passando dai piatti di mare della Liguria alle specialità di terra dell’Emilia-Romagna, fino alle proposte innovative del Sud Italia. Come spiegato dagli organizzatori, i Bib Gourmand sono “l’occasione perfetta per scaldarsi con un tour gastronomico attraverso l’Italia, tra tavole golose e prezzi contenuti”.

I 24 nuovi ristoranti Bib Gourmand

Ecco l’elenco completo delle nuove realtà segnalate nella Guida Michelin 2026, tra proposte tradizionali e interpretazioni moderne della cucina italiana:

  • Arona (NO) – Condividere
  • Bagheria (PA) – TuMa
  • Bagnara Calabra (RC) – Taverna Kerkira
  • Bobbio (PC) – Enoteca San Nicola
  • Bolzone (CR) – Trattoria Via Vai
  • Caldogno (VI) – Molin Vecio
  • Cartosio (AL) – Cacciatori
  • Casale Monferrato (AL) – Osteria Bar Sport
  • Castelbuono (PA) – Nangalarruni
  • Castiglione della Pescaia (GR) – Osteria del Mare già il “Votapentole”
  • Dolceacqua (IM) – CASAeBOTTEGA
  • Lavello (PZ) – Forentum
  • Limatola (BN) – La Taverna delle Follie
  • Linguaglossa (CT) – In Cucina dai Pennisi
  • Livorno (LI) – Azzighe – Osteria a metà
  • Martina Franca (TA) – Bros’ Trattoria
  • Nizza Monferrato (AT) – Le Due Lanterne
  • Norcia (PG) – Granaro del Monte
  • Parma (PR) – Brisla Trattoria
  • Salerno (SA) – Bistrot di Pescheria
  • Sarzana (SP) – Il Cardinale Vino e Cucina
  • Tivoli (RM) – Li Somari
  • Urbe (SV) – La Civetta
  • Valle di Casies (BZ) – Durnwald

Questi locali offrono esperienze culinarie che combinano sapori autentici e tecniche moderne: dalla griglia di Norcia al pesce povero con preparazioni fresche di Salerno, dalle ricette tradizionali ma rivisitate di Livorno alle proposte di cucina schietta di Parma. La selezione dimostra come sia possibile mangiare bene, esplorando la cucina italiana a prezzi ragionevoli, senza rinunciare alla qualità e all’originalità.

Le mostre imperdibili da vedere a ottobre 2025 in Italia

30 septembre 2025 à 15:40

Fumetti, fotografie, opere d’arte e design, ma anche i Maestri classici e gli Impressionisti: l’ottobre italiano, quest’anno, riserva tanti bellissimi appuntamenti. Un calendario ricco di mostre ed esposizioni, in occasione di anniversari ed eventi commemorativi, ma non solo.

E non sono soltanto le grandi città a accogliere alcune delle mostre più interessanti da vedere. Le cittadine di provincia come Cuneo, Ravenna, Codroipo, Parma, Rovigo o Cremona sono le sedi di alcuni dei meravigliosi palazzi che accolgono opere eccezionali provenienti dalle gallerie di tutto il mondo e da collezioni private che poco – se non addirittura mai – sono state esposte in Italia.

Abbiamo selezionato le mostre più interessanti da visitare a ottobre 2025 in Italia.

Cosa vedere a Parma in un giorno, il tour ideale del centro storico per chi ha poche ore

Par : ritarossella
28 juin 2025 à 12:00

Città d’arte dalle atmosfere raffinate che evocano una piccola Parigi e meta in cui si respira ancora il passato ducale di Maria Luigia d’Austria, Parma e le sue tante sfumature meritano di essere esplorate a passo lento. Basta una giornata camminando tra le vie sulle quali si affacciano antichi palazzi, attraversando ponti e parchi, e visitando i luoghi storici e culturali, per innamorarsene ad ogni passo.

Parma è anche la città del teatro e della musica, dove risuonano le note di Giuseppe Verdi, ma è anche Città Creativa riconosciuta dall’Unesco per la gastronomia e capitale della Food Valley, da cui hanno origine prodotti che identificano l’eccellenza italiana nel mondo, come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e il Culatello di Zibello.

Capitale Italiana della Cultura nel 2020, è una città ancora poco affollata di turisti, cuore dell’Emilia dalle tante anime. Potete visitare in una giornata il suo centro storico che rivela tutto il fascino dell’antico e fiorente ducato ed esplorare il meraviglioso patrimonio culturale (conta più di 300 beni culturali) e architettonico. La sua particolare posizione geografica, tra l’Appennino tosco-emiliano e la pianura Padana, la rendono una meta perfetta, adatta sia a brevi fughe che a vacanze prolungate alla scoperta dei castelli e dei tesori del territorio emiliano.

Tappa 1: da Borgo delle Colonne alla Chiesa di San Giovanni Evangelista

Andiamo alla scoperta di Parma partendo dal suo volto più insolito e nascosto, ma altamente affascinante. È quello di Borgo delle Colonne, zona est del centro storico, uno dei tanti quartieri che un tempo erano vere e proprie comunità e borghi che componevano la cartina della città.

Si trova a pochi passi dal Duomo, che potrete raggiungere nella seconda tappa del tour. Il colonnato che caratterizza questa via di Parma ricorda la splendida Bologna e in estate si arricchisce di eventi culturali e musicali. Qui potrete ammirare la Chiesa sconsacrata di Santa Maria della Pace, che ospita un ricco programma di spettacoli teatrali.

Dirigendovi verso la seconda tappa del tour incontrerete l’anima rinascimentale di Parma con l’Abbazia di San Giovanni Evangelista, risalente al l 980, che tra gli altri ospita la Visione di san Giovanni realizzata da Correggio. Al suo interno si trova anche un coro ligneo intagliato del Cinquecento e il chiostro benedettino, luogo di silenzioso e pace.

Il complesso benedettino comprende anche una vera chicca visitabile: l’antica spezieria.

Tappa 2: Piazza del Duomo con il Battistero e il Palazzo Vescovile

Immancabile la tappa a Piazza del Duomo, la più suggestiva della città. Qui spicca il Duomo, ovvero la cattedrale di Santa Maria Assunta, celebre per la magnifica cupola affrescata da Correggio. Insieme al Battistero rappresenta uno dei simboli i Parma e il principale luogo di culto per i cittadini.

La chiesa è stata costruita nel corso dell’XI e XII secolo ed è un magistrale esempio di stile romanico. La facciata a capanna presenta archi e colonne che formano tre diversi ordini di logge, mentre all’interno si possono riconoscere le ristrutturazioni rinascimentali e gli affreschi gotici. Qui sono conservati alcuni capolavori del Correggio, di Benedetto Antelami e di altri maestri campionesi.

Accanto al Duomo di Parma sorge il Battistero di San Giovanni con la sua caratteristica pianta ottagonale. Costruito in stile romanico gotico lungo il corso del XII e XIII secolo, è rivestito da prezioso marmo rosa proveniente da Verona. Opera dell’artista Benedetto Antelami, il battistero è un vero e proprio capolavoro d’arte. All’esterno è decorato da archi, colonne, fregi e bassorilievi che rendono l’enorme struttura molto elegante. Assolutamente da vedere l’interno del battistero, le sedici arcate e le nicchie sono completamente affrescate; la ricchezza delle decorazioni e delle iconografie vi lasceranno senza fiato.

In Piazza Duomo si affaccia anche il Palazzo Vescovile, risalente all’XI secolo. L’edificio è stato ristrutturato più volte, ma si possono ancora ammirare elementi medievali e rinascimentali. Un’ala del palazzo ospita oggi il Museo Diocesano dove si possono ammirare opere d’arte provenienti dalle Cattedrale e dal Battistero. Inoltre, si possono vedere preziosi mosaici romani risalenti al V secolo e reperti ancora più antichi emersi durante i lavori di scavo e restauro.

Tappa 3: Palazzo del Governatore

Percorrendo via Cavour dal Duomo, si raggiunge in pochi minuti il Palazzo del Governatore, in piazza Garibaldi, il cuore pulsante della città dove poter fare un aperitivo con vista sui palazzi storici. Dalle forme barocche e neoclassiche, il palazzo nacque come luogo per i mercanti e poi divenne dimora del Governatore. Oggi è un prestigioso luogo d’arte moderna e contemporanea con mostre, laboratori, residenze d’artista e workshop.

Nel cuore di Parma, il Palazzo Governatore
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Il Palazzo Governatore, nel centro storico di Parma

Tappa 4: Teatro Regio

Nelle vicinanze del Palazzo del Governatore sorge il Teatro Regio, ritenuto a buon motivo uno dei teatri più prestigiosi d’Italia: un tempio della lirica italiana. Costruito all’inizio del XIX secolo per volontà della duchessa Maria Luigia, il teatro d’opera di Parma è da ammirare anche solo dall’esterno, con la sua facciata neoclassica.

Tappa 5: Camera di San Paolo

Prima di raggiungere il Teatro Farnese, simbolo della città, un’altra tappa consigliata è la Camera di San Paolo, o Camera della Badessa. Un vero tesoro nascosto del Rinascimento italiano, decorato da Correggio nel 1519 per la colta badessa Giovanna da Piacenza. Si tratta di un capolavoro di illusione pittorica: la volta si trasforma in un pergolato aperto verso il cielo, popolato da putti giocosi e simboli mitologici. Al centro domina Diana, dea della caccia, simbolo di castità e di potere femminile.

Tappa 6: Teatro Farnese

A due passi dalla Camera di San Paolo si raggiunge Piazzale della Pace, precedentemente chiamato Piazza della Pilotta. Impossibile non notare l’enorme complesso del Palazzo della Pilotta costruito per i duchi Farnese. La reggia fu costruita tra il XVI e il XVII secolo e rappresentava il potere della famiglia Farnese, come testimonia ancora oggi.

All’interno del palazzo hanno sede il Teatro Farnese, legato alla figura di Giuseppe Verdi, il Museo archeologico nazionale di Parma, la Biblioteca Palatina, il Museo Bodoniano e la Galleria Nazionale di Parma, una delle migliori pinacoteche d’Italia. Il cortile esterno è inoltre sede ogni anno di spettacoli e concerti all’aperto.

Sulla stessa piazza si affacciano altri palazzi neoclassici, tra i quali spicca Palazzo di Riserva, costruito nel corso del XVII secolo. All’interno si trova il Teatro ducale di Parma, interamente in legno, che nell’epoca di massimo utilizzo arrivò ad ospitare più di mille spettatori.

Tappa 7: Parco Ducale

Il tour alla scoperta di Parma prosegue sull’altra sponda del fiume Parma, nella parte di città chiamata “Oltretorrente“. Percorrendo viale Giovanni Mariotti si giunge infatti al ponte Giuseppe Verdi, che permette di oltrepassare il torrente e di arrivare al Parco Ducale, chiamato comunemente “il giardino”: un vero e proprio polmone verde della città, dove cittadini e turisti possono rilassarsi e praticare sport tra statue, tempietti e viali alberati.

Nel parco si trovano il Palazzetto Eucherio Sanvitale costruito in stile rinascimentale e il Palazzo del Giardino edificato nel XVI secolo per essere sede della corte ducale, prima che fosse trasferita a Palazzo della Pilotta.

Tappa 8: via della Salute e Barriera Bixio

Concludiamo la visita a Parma con un’altra chicca: attraversando l’Oltretorrente potrete esplorare un altro volto della città, quello meno noto, ma altrettanto affascinante, dei primi quartieri popolari nati durante il periodo dei Borbone. Uno su tutti è quello che si trova in via della Salute. Con le sue casette a schiera dai colori pastello, che ricordano Burano, e i vasi di fiori alle finestre, è un piacere attraversarla per raggiungere la tappa finale: la Barriera Bixio, una scenografica barriera in stile neorinascimentale, realizzata nel 1860 per celebrare l’unione di Parma al Regno d’Italia. Sorge vicino alla seconda porta d’accesso alla città di Parma, ovvero Porta San Francesco.

Un ultimo suggerimento? Chiaramente non potete concludere il vostro viaggio nel cuore di Parma senza aver assaporato le specialità enogastronomiche locali per le quali è riconosciuta a livello internazionale.

Facciate colorate delle case nel centro storico di Parma
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Le facciate colorate delle case nel centro storico di Parma

Riparte la Mille Miglia: da Brescia a Roma a bordo di auto d’epoca, tra tappe insolite e tesori nascosti

17 juin 2025 à 12:21

Dal 17 al 21 giugno 2025 torna l’emozione senza tempo della Mille Miglia, la storica corsa per auto d’epoca che, con oltre 400 vetture partecipanti, attraversa l’Italia da Brescia a Roma e ritorno, ricalcando il leggendario tracciato a forma di otto delle edizioni dell’anteguerra. Giunta alla sua 43ª rievocazione storica, la Freccia Rossa propone un itinerario ispirato alle origini del mito, con cinque intense giornate di gara, attraversando borghi suggestivi, città d’arte e paesaggi mozzafiato. Un appuntamento imperdibile per appassionati, turisti e amanti della velocità d’altri tempi.

Il percorso 2025 si snoda attraverso Desenzano, Verona, San Lazzaro di Savena, Roma, San Marino, Livorno e Parma, toccando tante località iconiche del Belpaese. Le strade si trasformano in un museo viaggiante, con migliaia di spettatori pronti ad applaudire il passaggio delle vetture. Tra curve di montagna, litorali spettacolari e centri storici, ogni chilometro è un tuffo nella storia. Anche quest’anno, la “Corsa più bella del mondo” promette emozioni, adrenalina e grande spettacolo.

Tappa 1: da Brescia a San Lazzaro di Savena

La prima giornata della Mille Miglia 2025 parte da Brescia, culla della Freccia Rossa, e si snoda tra le colline moreniche della Valle Sabbia e le sponde meridionali del Lago di Garda, attraversando località dal fascino discreto e autentico. A Prevalle, i viaggiatori curiosi possono fermarsi alla Riserva del Buco del Frate, un sito geologico nascosto tra la vegetazione che racconta la storia sotterranea del territorio.

Poco più avanti, Gavardo rivela il suo cuore culturale con il MAVS – Museo Archeologico della Valle Sabbia, custode di reperti paleolitici e di una delle porte più antiche d’Europa. Proseguendo lungo il lago, vale la pena deviare verso Manerba del Garda e salire fino alla Rocca, per godere di una vista mozzafiato e scoprire il sito palafitticolo UNESCO sommerso nelle acque di San Sivino.

A Moniga del Garda, una passeggiata tra porticcioli e dog beach accompagna alla scoperta della rinnovata piazza centrale, mentre Soiano del Lago, situato sulle colline moreniche della Valtenesi con il suo castello medievale, offre un momento di quiete e autenticità. L’itinerario continua a Peschiera del Garda, dove le fortificazioni veneziane, le isole fluviali e i bastioni raccontano una storia millenaria tra lago e fiume. Più avanti, Bovolone custodisce nel suo Parco della Valle del Menago una ricostruzione di villaggio preistorico immerso nella natura, perfetto per una sosta alternativa alla scoperta delle radici del territorio veronese.

L’arrivo della tappa è previsto a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna: una cittadina sorprendente, circondata dal Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, un’area carsica di straordinaria importanza naturalistica, da poco entrata a far parte del patrimonio mondiale UNESCO. Un luogo perfetto per chi ama la natura, la geologia e i paesaggi inconsueti, a pochi minuti dal cuore urbano di Bologna.

Tappa 2: dalla Toscana al Lazio

La seconda tappa della Mille Miglia offre un percorso ricco di fascino, attraversando alcune delle zone più suggestive e ricche di storia del centro Italia. Le auto d’epoca lasciano la Toscana passando per Prato, una città che coniuga tradizione tessile e innovazione culturale, con i suoi spazi riconvertiti e i tesori artistici disseminati nel centro storico.

Si prosegue verso Siena, città medievale nota in tutto il mondo per il suo celebre Palio e per il patrimonio artistico che le ha valso il riconoscimento Unesco. Qui la tradizione si fonde con un impegno verso la sostenibilità, rendendo Siena un esempio contemporaneo di bellezza e rispetto ambientale.

Il percorso si immerge quindi nelle Crete Senesi, un paesaggio unico fatto di dolci colline, calanchi e strade bianche, che disegnano un quadro di natura incontaminata e memoria storica. Asciano, cuore di questa zona, accoglie con la sua storia millenaria e i monumenti che raccontano un passato di cultura e spiritualità, in un’atmosfera autentica e suggestiva.

Dopo la Toscana, la gara si sposta verso il Lazio, seguendo le rive del Lago di Bolsena. Qui piccoli borghi come Capodimonte, Marta e Ronciglione fanno da cornice al percorso con il loro charme e le tradizioni locali, regalando ai partecipanti scorci di vita tranquilla e paesaggi lacustri indimenticabili.

La tappa culmina a Roma, la capitale eterna, che accoglie la Mille Miglia con il suo patrimonio storico e artistico senza pari, un crocevia di culture, architetture monumentali e atmosfere vibranti. Questa giornata di gara rappresenta un viaggio che va oltre la competizione: è un’immersione nel cuore pulsante dell’Italia, tra arte, natura e cultura, dove la bellezza dei luoghi si sposa con il rombo dei motori e la passione per le vetture storiche.

Le tappe della Mille Miglia 2025
Getty Images
Auto d’epoca durante la Mille Miglia

Tappa 3: dall’Umbria alla Romagna

Dopo il giro di boa nella Capitale, la Freccia Rossa riprende il suo cammino verso nord, immergendosi subito nella maestosità di Orvieto, sospesa sul tufo e carica di storia millenaria. A seguire, la dolce eleganza di Città della Pieve accoglie i viaggiatori tra arte rinascimentale, scorci mozzafiato e sapori autentici. Si entra poi in Toscana, tra le geometrie ordinate della Valdichiana e i profumi di Foiano, patria del Carnevale più antico d’Italia.

Ad Arezzo, la corsa sfiora la grande arte di Piero della Francesca, per poi avventurarsi nel borgo fortificato di Sansepolcro, dove il Rinascimento incontra l’Appennino. Da qui si sale verso l’alto, nel verde sospeso della Repubblica di San Marino, baluardo di libertà e custode di un’identità senza tempo. Ma la tappa non finisce: le strade si distendono nella pianura romagnola, tra la tradizione del recupero a Gambettola e le suggestioni culturali di Cesena.

Infine, il profumo del mare accoglie le vetture a Cervia-Milano Marittima, meta di relax e sapori salmastri. È qui che il rombo dei motori si confonde con il vento della riviera, in una conclusione che sa di estate, accoglienza e memoria.

Tappa 4: attraverso la Romagna e la Toscana fino a Parma

Gli equipaggi partono da Cervia, attraversando la Romagna con la sfilata a Forlì, città di storia e rigenerazione urbana, dove si respira un clima di grande entusiasmo e passione per la corsa. Poi la competizione si immerge nell’alto Casentino, tra i boschi e i borghi medievali di Pratovecchio-Stia – sede del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi custodi di arte, cultura e natura incontaminata, tra pievi romaniche e antiche tradizioni tessili.

Il viaggio prosegue attraversando gli Appennini fino a Empoli, dove il percorso si incrocia con quello di Roma, rievocando emozioni e ricordi delle tappe precedenti.
La corsa continua verso la Toscana collinare di San Miniato, famosa per i suoi paesaggi armoniosi, i vigneti, gli oliveti e il celebre tartufo bianco pregiato, offrendo un’immersione nella vera anima della campagna toscana.

In discesa verso la costa tirrenica, la Freccia Rossa attraversa Livorno, con il suo storico complesso dell’Accademia Navale, simbolo di eccellenza militare e formazione. Da qui, la carovana risale la costa passando per Viareggio, per poi giungere a Parma, raffinata città dell’arte, della musica e della gastronomia, dove si conclude la penultima tappa, pronta a regalare nuove emozioni nella giornata conclusiva.

Una giornata intensa, fatta di panorami mozzafiato, borghi incantati e tradizioni profonde, che rende questa tappa uno dei momenti più suggestivi del percorso, un viaggio tra storia, natura e cultura che attraversa il cuore dell’Italia da est a ovest.

Tappe imperdibili della Mille Miglia 2025
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Auto d’epoca che percorre la Mille Miglia

Tappa 5: da Parma a Brescia

L’ultima tappa parte da Parma e si snoda attraverso Busseto, Cremona, Soncino, per rientrare in Lombardia toccando Orzinuovi, Pontoglio, Palazzolo sull’Oglio, Adro, Travagliato e Gussago, con la tradizionale passerella finale in Viale Venezia a Brescia.

Busseto, terra natale di Giuseppe Verdi, offre un viaggio emozionante tra storia e arte, Cremona incanta con il suo celebre Torrazzo, le botteghe liutarie e una tradizione musicale senza pari. Soncino, borgo medievale protetto da antiche mura, si presenta come un vero museo a cielo aperto. Orzinuovi, con le sue origini medievali, conserva importanti testimonianze storiche mentre Pontoglio, vivace e accogliente, si distingue per la sua tradizione gastronomica e il caratteristico ponte romano.

Palazzolo sull’Oglio, ricca di monumenti storici come la Torre del Popolo, si anima ogni anno con iniziative culturali e turistiche.
Adro, nel cuore della Franciacorta, offre un connubio di natura, storia e vigneti, mentre Travagliato è una comunità dinamica, nota per eventi come “TravagliatoCavalli” e per il forte legame con le tradizioni locali.

Salsomaggiore Terme, incastonata tra le dolci colline parmensi, è celebre per le sue acque termali e per il magnifico Palazzo delle Terme Berzieri, simbolo di eleganza e benessere. La città unisce storia, cultura e sport, e rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati delle auto d’epoca, con il Ferrari Tribute Mille Miglia che l’ha scelta come tappa speciale.

Questa tappa finale attraversa quindi un territorio ricco di storia, cultura, paesaggi e tradizioni, regalando un’esperienza unica che unisce passato e presente, motori e bellezze da scoprire.

Cosa vedere a Parma: un itinerario in 10 tappe per scoprire la città emiliana

21 mai 2025 à 17:23

Le città lungo la Via Emilia, nel mezzo della Pianura Padana, si assomigliano e distinguono, esattamente come fanno tante sorelle tra di loro. Parma è una città emiliana perfetta per essere visitata in un paio di giorni o in un week-end lungo. Camminando tra le sue vie e scoprendo le sue bellezze, ti renderai conto che, se Parma fosse una persona parte di una grande famiglia, sarebbe una delle sorelle più grandi, ma non la maggiore. Sicuramente sarebbe quella che ama distinguersi, pur non tradendo mai la sua radice. Cosa vedere a Parma e come conoscerla nel migliore dei modi?

Le 10 cose da vedere a Parma

Parma città elegante, accogliente, musicale e molto colorata: il suo centro storico è un luogo piacevole dove passeggiare, dove le cose fini e ricercate si siedono a fianco di quelle ruspanti e genuine, tipiche dell’Emilia. La città è un luogo perfetto per gli amanti dell’arte di ogni genere. Tra le cose da fare e da vedere a Parma, c’è un vero e proprio catalogo che sembra uscito dal perfetto manuale di Storia dell’Arte. Oltre a questo, c’è n’è davvero per tutti i gusti.

L’itinerario che segue è perfetto per occupare un weekend pieno in città. Ti resta qualche giorno in più? Esplora anche i dintorni di Parma.

Cosa vedere a Parma: Duomo e Battistero
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Duomo e Battistero di Parma

1. Duomo: capolavoro del Romanico

Se dovessimo eleggere due rappresentati di Parma nel mondo – fuori dall’ambito gastronomico – quelli sarebbero il Duomo e il Battistero. Sono gli elementi primari del cuore medievale di Parma e si trovano entrambi su Piazza Maggiore.

Il nome ufficiale di questa chiesa così importante è Cattedrale di Santa Maria Assunta ma per tutti è semplicemente il Duomo. Fin dal XI Secolo, periodo della sua costruzione, occupa il cuore di Parma ed è stato testimone di moltissimi avvenimenti cittadini.

L’esterno stupisce per il suo colore: il Duomo di Parma, infatti, è stato costruito in mattoni chiari, con alcuni inserti in marmo. A livello stilistico, questa chiesa rappresenta in pieno quello che viene chiamato Romanico-Lombardo, come altre chiese importanti dello stesso periodo sorte in Emilia-Romagna.

Uno degli elementi più importanti sono le decorazioni realizzate da Benedetto Antelami, scultore che si è formato alla bottega di Wiligelmo (colui che scolpì i bassorilievi del Duomo di Modena: una vera superstar del Medioevo) e che ha portato la scultura romanica verso l’epoca successiva. L’eleganza e l’espressività della sua Deposizione (chiamata anche Compianto sul Cristo morto) – interna al Duomo – hanno fatto, a loro volta, scuola e vengono ammirate da turisti che arrivano a Parma da ogni parte del mondo. All’interno del Duomo di Parma ci sono quadri e pale di valore immenso, come alcuni dipinti del Correggio eseguiti nel XVI Secolo.

2. Il Battistero: benvenuti nel Gotico

Il Battistero non è di certo secondo al duomo, in quanto a bellezza e, anche in questo caso, c’è lo zampino di Benedetto Antelami. Fu lui a progettarlo alla fine del XII Secolo. Come per molti battisteri medievali, venne scelta la forma ottagonale per richiamare “l’ottavo giorno”, quello successivo alla Resurrezione, detto anche giorno della Salvezza. Anche per il Battistero, i bassorilievi di Antelami rendono tutto più prezioso. L’edificio è interamente in marmo: un caso raro per una città della pianura padana, che solitamente utilizzava mattoni. Con questo edificio, a livello artistico, si abbandonava il Romanico e si entrava nel Gotico.

Per visitare Duomo e Battistero si paga un biglietto: esistono varie formule, a seconda di cosa si vuole vedere esattamente in questo complesso artistico. Un ingresso per un adulto costa 12€. È consigliabile fare i biglietti in anticipo, soprattutto se il tuo viaggio a Parma avviene durante la bella stagione.

Cosa vedere a Parma: la Chiesa di San Giovanni
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Chiesa di San Giovanni a Parma

3. La chiesa e il monastero di San Giovanni

Bastano proprio pochi passi per spostarsi dall’area del Duomo e del Battistero per trovare un’altra delle cose da vedere a Parma: la chiesa di San Giovanni e il relativo monastero. Si trovano esattamente alle spalle dell’abside del Duomo. Passeggiando per raggiungere quest’altra perla made in Parma, osserva l’edificio che troverai alla tua destra: è il seminario. Uno dei luoghi descritti da Stendhal ne La Certosa di Parma.

Il complesso di San Giovanni, attualmente, si mostra nella sua forma rinascimentale: sia la chiesa che il monastero sono stati distrutti da un terremoto avvenuto nel 1117. La chiesa venne ricostruita più volte, fino a ottenere l’aspetto che ha ora. Proprio come il Duomo, anche questa chiesa si è impreziosita da opere d’arte di un grande valore, alcune delle quali portano – nuovamente – la firma del Correggio.

Visitare il Monastero di San Giovanni è sicuramente qualcosa da fare: al suo interno troverai anche una farmacia storica o, meglio, l’Antica Spezieria di San Giovanni, una delle più suggestive d’Italia, con strumenti originali, scaffali in legno, vasi e decorazioni barocche. Il monastero vanta anche una biblioteca spettacolare.

La visita al Monastero e Chiesa di San Giovanni è gratuita e, solitamente, possibile tutti i giorni, fuori dai momenti in cui ci sono le celebrazioni.  La biblioteca è chiusa il giovedì.

4. Un museo per contenerli tutti: la Pilotta

Bastano sette minuti a piedi, circa, per passare dall’area del duomo a quella del Palazzo della Pilotta, costruzione molto importante per la storia di Parma e punto di riferimento per tutti gli amanti dell’arte. A Parma lo chiamano semplicemente “La Pilotta ma il suo nome ufficiale è Complesso Monumentale della Pilotta perché si tratta di un vero e proprio raccoglitore di luoghi di cultura.

Il Palazzo della Pilotta era la residenza della Famiglia Farnese a Parma. Dal XV Secolo fino al XVII, almeno, questa famiglia fece il bello e cattivo tempo in tutti regni della penisola italiana e fuori da essa. Basti pensare a Papa Alessandro Farnese, colui che scomunicò Enrico VIII. Il palazzo prende il nome dal gioco della pelota (simile alla pallacorda) praticato in molte corti, durante il Rinascimento. La sua costruzione fu voluta per dare alla città un secondo palazzo – oltre a quello Ducale già esistente -che rappresentasse, anche nell’aspetto il grande potere dei Farnese. Ospitava gli appartamenti ducali, una biblioteca, le scuderie, un teatro di corte e gli archivi. Venne utilizzato ampliamente fino al 1734, dopodiché i Farnese si trasferirono altrove.

Attualmente, il Palazzo della Pilotta, contiene tante delle cose da vedere a Parma:

  • Il Museo Archeologico, dove sono contenuti alcuni pezzi davvero pregievoli
  • La Galleria Nazionale: un vero e proprio gioiello di Parma, con opere di Parmigianino, Canova, Canaletto, Tiepolo.
  • La Biblioteca Palatina: un luogo perfetto per gli amanti dei libri antichi
  • Il Museo Bodoniano: luogo dedicato al tipografo Giambattista Bodoni e a tutto ciò a cui ha dato vita
Cosa vedere a Parma: il Palazzo della Pilotta
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L’esterno del Palazzo della Pilotta a Parma

5. Teatro Farnese: un gioiello dentro la Pilotta

Una menzione speciale va al Teatro Farnese: hai mai visto un teatro di corte? Questo ne è un perfetto esempio. Tra il Rinascimento e l’Illuminismo, tutte le grandi corti avevano teatri interni. Questo permetteva ai nobili di assistere a spettacoli, senza lasciare il comfort di palazzi e regge.

Il Teatro Farnese fu costruito nel 1618 per volere del duca Ranuccio I Farnese. È interamente realizzato in legno e stucco, con una struttura a ferro di cavallo ispirata ai teatri classici. Poteva ospitare oltre 3.000 spettatori e fu concepito per spettacoli sontuosi, inclusi spettacoli equestri. Utilizzato solo una volta nel 1628 per le nozze di Margherita de’ Medici, fu danneggiato dai bombardamenti del 1944 e poi fedelmente ricostruito.

6. Parco Ducale: una passeggiata tra storia e fiction

Una cosa da vedere a Parma, soprattutto se ami certi tipi di fiction televisive, è Parco Ducale. Il parco è attualmente un’area verde pubblica, all’interno della quale ci sono dei chioschi, delle panchine, delle fontanelle di acqua potabile e anche dei giochi per bimbi.

Gli abitanti di Parma utilizzano il parco per fare sport, per incontrarsi o per passare un po’ di tempo nel verde. All’interno del parco, non ti sarà difficile notare quello che, nel passato, era Palazzo Ducale. Quella fu “la prima casa” dei Duchi di Parma. E ora? Forse ti sarà capitato di vederlo in televisione perché è la sede ufficiale della Polizia Scientifica italiana, il corpo che, di norma, viene chiamato solo “i RIS di Parma”.

7. Santa Maria della Steccata

La Chiesa della Steccata – così viene chiamata in città – è un altro capolavoro di architettura religiosa da vedere a Parma ed è un altro luogo da aggiungere alla lista di quelli pieni di dipinti spettacolari che, con tutta probabilità, avrai visto su qualche libro.

La sua particolarità sta nella sua forma: si tratta di una pianta a croce greca, non troppo comune in città con chiese romaniche e gotiche. Santa Maria della Steccata è un simbolo del Rinascimento a Parma, momento storico in cui, anche artisticamente, l’uomo era il centro dell’universo. Per simboleggiare l’unione tra uomo e divino, molti architetti sceglievano la pianta a croce greca.

Anche questa chiesa è un luogo di culto attivo e può essere visitato gratuitamente, fuori dall’orario delle messe.

8. Il Teatro Regio: il tempio della lirica

C’è un altro elemento sacro da vedere a Parma, ma non si tratta di una chiesa e la sacralità è ben diversa. Stiamo parlando del Teatro Regio, uno dei templi dell’opera lirica italiana e uno dei più prestigiosi teatri storici d’Europa, noto in particolare per il suo legame inscindibile con Giuseppe Verdi.

Il teatro venne costruito su richiesta di Maria Luigia d’Asburgo, moglie di Napoleone, nel 1829, e venne inaugurato con un’opera di Bellini. Questo luogo ospita, ogni anno, uno degli eventi imperdibili di Parma: il Festival Verdi. Il grande compositore, infatti, nacque a Busseto, un piccolo paese della Bassa Parmense.

Parma è stata riconosciuta come Città Patrimonio UNESCO per la Gastronomia e la Musica, anche grazie alla presenza di questo teatro che si dice essere uno di quelli con il pubblico più esigente d’Europa. Il Teatro Regio non è sempre aperto per le visite turistiche ma vale la pena informarsi prima del viaggio, per aggiungerlo alla lista delle cose da vedere a Parma.

Cosa vedere a Parma: l'Oltretorrente
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Case colorate dell’Oltretorrente, Parma

9. L’Oltretorrente: Parma oltre il centro

Pochi viaggiatori escono dal centro di Parma perché è denso di bellezza, bontà e cose da vedere. Se il tempo del tuo viaggio te lo permette, oltrepassa il fiume e raggiungi il quartiere chiamato Oltretorrente. Lo si riconosce perché il nome del quartiere è scritto sul muro dell’argine del fiume.

L’Oltretorrente è un quartiere storico di Parma ed è, in realtà, uno dei luoghi più autentici e affascinanti della città, ricco di storia, tradizione e umanità. Un tempo zona popolare e operaia, l’Oltretorrente fu il cuore pulsante della Resistenza e ha mantenuto un carattere forte, indipendente e molto fiero. Le sue strade sono perfette da fotografare e ammirare: qui troverai case color ocra, i balconi fioriti (se la stagione è quella giusta) e botteghe che raccontano una Parma più genuina, lontana dalle vetrine del centro.

Il legame di Parma con la musica trova spazio anche nell’Oltretorrente, visto che era il quartiere il cui nacque Arturo Toscanini.

Questo è il quartiere perfetto anche per sederti a tavola e gustare i tortelli d’erbetta, la torta fritta o semplicemente un panino col Prosciutto di Parma DOP.

Esiste davvero la Certosa di Parma?
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L’esterno della Certosa di Paradigna

10. Parma e Stendhal: esiste davvero la Certosa di Parma?

La risposta è no. Non esiste quella Certosa raccontata da Stendhal nel suo romanzo del 1839 ma esistono i luoghi che lo hanno ispirato. Stendhal, nel suo testo, racconta bene Parma e tanti posti che trovano descrizione nelle sue parole sono esattamente come nel periodo che lo scrittore francese trascorse in Italia. Uno è il Seminario Vescovile, che abbiamo citato qualche paragrafo fa.

La Certosa di Stendhal è la fusione di due luoghi ancora presenti: uno appena fuori dalla tangenziale e l’altro più verso la campagna.

  • Certosa di San Giacomo: si trova a Parma, ma fuori dal centro.
    Ora è la Scuola della Polizia Penitenziaria e, come è facile intuire, non si visita.
  • Certosa di Paradigna: lungo la strada per Colorno.
    La troverai anche con il nome di Abbazia di Valserena. Ogni tanto, è aperta al pubblico.

Quando Stendhal visitò l’Italia, fece un viaggio itinerarante tra Milano e Napoli, proprio come fanno molti turisti anche ora. Si fermò a Parma e ne rimase stregato. Accadrà anche a te?

Terme di Monticelli, dove ritrovare salute e benessere alle porte di Parma

Par : elenausai10
21 mars 2025 à 12:11

Non sempre è necessario andare lontano per concedersi un momento di relax all’insegna della salute e del benessere, a volte quello che cerchiamo si trova a pochi passi dalla nostra città. Alle porte di Parma, per esempio, si trovano le Terme di Monticelli, una struttura immersa in un parco secolare, tra campagna e colline, che invita a rallentare e godersi i piaceri della vita come buon cibo e acque termali rigeneranti.

La storia delle Terme di Monticelli

Le Terme di Monticelli nascono nel 1924 per l’unione di due fattori: intraprendenza e un pizzico di fortuna. Italo Borrini, uomo di terra con un fiuto per l’imprenditoria, perforando un pozzo alla ricerca di acqua per bagnare il suo raccolto scoprì una fonte salsobromoiodica sgorgata da 64 metri di profondità.

Dopo aver ottenuto la concessione per l’utilizzo della fonte, Italo Borrini fece costruire un piccolo stabilimento per testarne le possibilità: dopo aver messo a punto nuovi studi e un progetto di ampliamento, le Terme di Monticelli inaugurano ufficialmente il 15 maggio del 1927, gioiello liberty all’interno di un grande parco secolare.

I trattamenti e servizi offerti dalle Terme di Monticelli

Dopo quattro generazioni, la famiglia Borrini offre un’esperienza di benessere e salute completa, garantita non solo dai servizi del centro termale, ma anche dai benefici racchiusi nelle sue acque. Le Terme di Monticelli sfruttano le acque sulfuree e salsobromoiodiche, ricche di preziosi elementi che stimolano il buon funzionamento dell’organismo e sono particolarmente efficaci per la cura, la prevenzione e la riabilitazione.

Le proposte curative e i trattamenti benessere proposti dalla struttura sono diversi. Qui è possibile fare balneoterapia; aerosol, humage e polverizzazione per dare beneficio alle vie respiratorie; irrigazioni e doccia nasale micronizzata; insufflazione endotimpanica; fisiokinesiterapia e kinesiterapia in acqua.

All’interno delle Terme di Monticelli è presente anche un centro per la medicina rigenerativa e anti-aging chiamato BioAge Med, un progetto all’avanguardia che unisce tradizione termale e innovazione scientifica per offrire percorsi personalizzati, per migliorare il benessere psicofisico e rallentare i processi di invecchiamento.

Quelle di Monticelli sono un riferimento tra le terme dell’Emilia-Romagna anche per i servizi benessere offerti. Ci sono quattro piscine termali a temperature differenziate dov’è un vero piacere rilassarsi grazie alla presenza di grandi vetrate, luce naturale e tanto verde intorno. Non manca un’area con i bagni di calore e di vapore, con sauna e tepidarium, utili per purificare l’organismo e rinvigorire il corpo, offrendo un rilassamento profondo e rigenerante.

Bagno turco terme Monticelli
Fonte: Ufficio Stampa
Il bagno turco alle Terme di Monticelli

Prezzi delle Terme di Monticelli

Se acquistate i percorsi giornalieri, potrete accedere a un’area benessere di 4000 metri quadrati dove, in base al pacchetto, verranno messi a vostra disposizione diversi servizi.

Il Percorso Acqua comprende l’ingresso giornaliero (dalle 10:00 alle 19:00) alle piscine termali a temperature differenziate (da 30° a 34°) con idromassaggi, hydrobike e cascate d’acqua e solarium con idromassaggio all’aperto (nei periodi caldi). Avrete accesso anche all’area con saune, bagni turchi, tepidarium alle essenze e palestra attrezzata Technogym, oltre che a tre routine a effetto drenante, purificante e rilassante da svolgere seguendo le indicazioni presenti nell’area benessere. Il costo per questo percorso è di 22 euro per gli adulti (giorni feriali) e 33 euro (giorni festivi).

Con il Percorso Armonia, invece, potrete usufruire degli stessi servizi offerti nel Percorso Acqua, ma con l’aggiunta di un pranzo light al ristorante “La Veranda”. Per questo percorso è consigliata la prenotazione e il costo è di 45 euro (giorni feriali) e 55 euro (giorni festivi).

Informazioni utili sulle Terme di Monticelli

Per accedere alle piscine termali è necessario avere con sé degli accessori quali cuffia, accappatoio o il telo, disponibili anche a noleggio presso il centro termale. Se volete usufruire degli armadietti dovrete portare con voi un lucchetto personale, acquistabile anche in reception.

All’interno del parco termale è presente anche l’Hotel delle Rose, dove potrete soggiornare per regalarvi un’esperienza di relax completa a pochi passi dalla città. Parma, infatti, dista solamente 6 chilometri e può essere raggiunta anche senza utilizzare l’auto, ma usufruendo dei bus di linea in partenza dalla fermata accanto all’hotel.

Parco Terme Monticelli
Fonte: Ufficio Stampa
Il parco alle Terme di Monticelli

Come raggiungere il centro termale

Le Terme di Monticelli possono essere raggiunte facilmente sia in auto che con il treno. Se partite da Bologna o da Milano con la vostra auto, potete prendere l’autostrada A1 con uscita Parma, percorrere la tangenziale Nord in direzione Reggio Emilia e seguire le indicazioni per Monticelli Terme.

Se invece volete arrivare con il treno, vi basterà scendere alla stazione ferroviaria di Parma: da qui potrete raggiungere le terme con il bus di linea o con il taxi.

Una volta arrivati verrete accolti da uno splendido parco, tra i polmoni verdi più grandi del territorio parmense. Si tratta di un’isola verde dove cercare la giusta dimensione per fare bagni di bosco, praticare nordic walking, yoga e tecniche di rebirthing, il luogo ideale dove cominciare la vostra giornata di benessere.

Il Times celebra Parma come meta ideale per l’autunno

Par : elenausai10
23 octobre 2024 à 07:30

La città di Parma ha conquistato il Times, lo storico quotidiano britannico rimasto ammaliato non solo dall’ottimo cibo (come si fa a non amare il famoso parmigiano o il prosciutto?), ma anche per la sua atmosfera colta e rilassata, per l’elegante centro storico e per l’interessante passato che ne ha plasmato storia e identità. La città, infatti, fu fondata dai Romani e prima dell’unificazione d’Italia fu prima di proprietà dei francesi, poi degli spagnoli e degli austriaci e nel XIX secolo fu governata da Maria Luigia, la seconda moglie di Napoleone.

Ma soprattutto, quello che la giornalista Julia Brookes ha apprezzato di più della città di Parma è il suo essere compatta, facilmente visitabile a piedi o in bicicletta, ma soprattutto non è invasa dal classico turismo di massa che invece interessa sempre più le città vicine, in primis Bologna. Ai suoi lettori, l’articolo consiglia un itinerario di 48 ore da trascorrere in città durante il periodo autunnale, con tanti suggerimenti su cose da vedere e, soprattutto, su cosa e dove mangiare.

L’itinerario per una perfetta fuga autunnale

L’articolo consiglia di affidarsi a una guida locale per scoprire i segreti storici della città di Parma. Dal Duomo romanico riccamente decorato (la cupola è affrescata con il capolavoro dell’Assunzione della Vergine di Correggio) e il vicino battistero, realizzato in marmo rosa di Verona e ricoperto di dorati affreschi bizantini, al Palazzo della Pilotta, un magnifico complesso costruito per i duchi Farnese nel XVI e XVII secolo e che oggi ospita diversi musei.

Tra questi, imperdibile è il vasto Teatro Farnese, il primo teatro moderno dell’Occidente. Quasi del tutto distrutto dalle bombe del 1944, venne ricostruito in epoca moderna restituendoci una delle più straordinarie architetture teatrali del Seicento. Le altre tappe consigliate sono Palazzo Ducale e il Teatro Regio, quest’ultimo costruito nel 1829 in stile neoclassico e considerato uno dei teatri più importanti d’Italia.

I souvenir gastronomici

Non stupisce che una giornalista straniera si innamori del cibo italiano, soprattutto quello delizioso prodotto a Parma. Ecco perché ai suoi lettori suggerisce di acquistare un souvenir diverso, dal profumo inebriante e dal gusto indimenticabile. Ovviamente si tratta del parmigiano, da comprare rigorosamente nei negozi di gastronomia locali, e del prosciutto.

Per restare in tema di cibo, oltre a consigliare diversi indirizzi dove mangiare i piatti tipici locali e della zona, consiglia anche di partecipare a un’esperienza: quella che racconta il processo di produzione del Parmigiano Reggiano. All’interno dell’articolo vengono citati dei caseifici situati fuori città, dove fare un tour delle diverse fasi di preparazione, compreso di degustazione.

D’altronde, l’Emilia Romagna è la Food Valley d’Italia per eccellenza, un territorio ricco di prelibatezze gastronomiche amate in tutto il mondo. Parma e le sue colline, dove si produce il famoso Prosciutto di Parma DOP, è una tappa irrinunciabile in questa regione per chiunque ami il buon cibo. Noi di SiViaggia, in aggiunta ai consigli della rivista britannica, vi consigliamo di allungare la vostra visita e di scoprire anche i dintorni, come l’antico borgo di Felino o alcuni percorsi di trekking come il Percorso del Gallo e il Percorso La Costa.

Idee per il weekend: le mete consigliate da SiViaggia

Par : mgwesteast
28 septembre 2024 à 07:30

In cerca di ispirazione per il prossimo weekend? SiViaggia ha selezionato per voi quattro idee perfette per una fuga all’insegna di natura, arte e storia. Dalla Sardegna selvaggia, dove l’autunno svela i segreti millenari della civiltà nuragica, agli scenari incantati del lago di Como, con i suoi borghi pittoreschi, fino ai vigneti del Barbaresco, da esplorare sulle tracce dei romanzi di Beppe Fenoglio.

Se invece preferite un viaggio tra arte e cultura, Parma vi aspetta con un itinerario immersivo che vi porterà alla scoperta dei capolavori del Correggio, celebri in tutto il mondo. Ogni meta offre esperienze uniche per chi desidera scoprire luoghi autentici, lontani dalle solite rotte turistiche, ideali per un weekend ricco di emozioni.

In Barbagia tra antichi nuraghi

Nella Barbagia del Barigadu, l’autunno promette esperienze indimenticabili. Questo angolo autentico della Sardegna custodisce meraviglie, come il nuraghe Losa, uno dei meglio conservati e più importanti dell’isola, e il tempio a pozzo di Santa Cristina a Paulilatino, un capolavoro architettonico nuragico risalente a circa 3000 anni fa. Si tratta di testimonianze straordinarie della civiltà nuragica, che offrono un’immersione nella storia antica della Sardegna.

Per gli amanti della natura, l’area intorno al fiume Tirso e al lago Omodeo è ideale per escursioni a cavallo o a piedi. Dal punto ricreativo Sas Olias di Sedilo o dall’agriturismo Sa Tanchitta di Ula Tirso, è possibile organizzare passeggiate lungo sentieri che si inoltrano verso il lago Omodeo. Formato dalla diga Santa Chiara, e in seguito ampliato dalla diga Eleonora d’Arborea, questo specchio d’acqua custodisce veri e propri tesori sommersi come tombe di giganti, domus de janas, un insediamento prenuragico e persino una foresta fossile con alberi di 20 milioni di anni.

In autunno, quando il livello del lago si abbassa, riemerge la suggestiva “Casa del custode”, l’edificio che ospitava il capo della centrale della diga di Santa Chiara, ormai sommerso da anni. Questo fenomeno offre un’opportunità unica per ammirare un pezzo di storia nascosta e riflettere sul passato di questa terra affascinante.

Lago di Omodeo
Fonte: Ufficio stampa: Sardegna, il Cuore
Casa Custode Diga Santa Chiara sul Lago di Omodeo in Sardegna

Bellano, turismo slow sul lago di Como

Bellano, pittoresco comune affacciato sul lago di Como in provincia di Lecco recentemente entrato a far parte del circuito delle Cittaslow, è meta di un turismo lento, attratto soprattutto dall’Orrido di Bellano, una gola naturale formata 15 milioni di anni fa dall’erosione del torrente Pioverna e dal Ghiacciaio dell’Adda. Questo spettacolare canyon, con le sue gigantesche marmitte, tetri anfratti e suggestive spelonche, offre ai visitatori un’esperienza di visita altamente suggestiva grazie a un sistema di passerelle sospese che permettono di esplorare le alte pareti rocciose a picco sull’acqua in tutta sicurezza.

Un altro punto di interesse del paese è il Museo del Latte e della storia della Muggiasca (MUU), situato nella frazione di Vendrogno. Inaugurato nel 2008, è dedicato alla conservazione e alla valorizzazione delle tradizioni e della cultura materiale locale, con particolare attenzione alla lavorazione del latte. Ospitato negli spazi dell’ex latteria turnaria, che per quasi un secolo ha servito la comunità nella trasformazione del latte, il MUU rappresenta un perfetto esempio di connubio tra economia locale e cultura.

Oltre all’itinerario sul latte, il museo propone quattro percorsi tematici che esplorano la vita rurale della Muggiasca: il bosco, i campi, il lavoro nella stalla, la casa e i lavori femminili di una volta, che consentono di immergersi nella storia e nelle tradizioni di un territorio che ha saputo mantenere intatta la sua autenticità.

Tra i vigneti del Barbaresco sulle orme del Partigiano Johnny

Le colline del Barbaresco, inserite nel sito Unesco dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte, rappresentano una delle culle della produzione di vini di eccellenza italiani. In questo territorio nasce il Barbaresco, vino rosso a lungo invecchiamento, rinomato a livello internazionale per la sua qualità superiore. Oltre a essere amati per la loro bellezza naturale, questi paesaggi sono stati celebrati anche nella letteratura del Novecento, in particolare nei romanzi di Beppe Fenoglio, come “Il partigiano Johnny”, che descrive con grande vividezza le rocche a picco sul fiume Tanaro, simbolo di resistenza e mistero.

Oltre alla straordinaria produzione vinicola, il territorio offre itinerari suggestivi, come la Strada Romantica, un percorso di 130 km tra paesaggi mozzafiato e citazioni letterarie, e il trekking panoramico da Barbaresco a Neive, che attraversa filari di vigne ed è parte del celebre percorso “Bar to Bar”. Tra le attrazioni del borgo di Barbaresco spicca la maestosa torre medievale, simbolo riconoscibile delle Langhe, che domina il paesaggio circostante e il fiume Tanaro.

Anche Neive, riconosciuto tra “I borghi più belli d’Italia”, merita una visita per le sue stradine acciottolate e il suo ricco patrimonio architettonico, testimonianza di una storia secolare. Qui, nelle cantine del Municipio, si trova la storica Bottega dei Quattro Vini, fondata nel 1983, che continua a essere un punto di riferimento per la degustazione dei pregiati vini locali.

A Parma per i 500 anni della cupola del Correggio

Parma celebra i 500 anni della cupola affrescata da Antonio Allegri, meglio conosciuto come Correggio, nella Basilica di San Giovanni Evangelista con un innovativo itinerario multimediale. Dal 27 al 29 settembre, i visitatori possono vivere un’esperienza unica grazie al progetto “Correggio 500 anni dopo”, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma e il Monastero Benedettino di San Giovanni.

Il fulcro della celebrazione è l’installazione “Il Cielo per un istante in terra”, una riproduzione fotografica realizzata da Lucio Rossi, che permette di ammirare da vicino i dettagli degli affreschi della cupola, normalmente invisibili a occhio nudo. Questa straordinaria opera immersiva, allestita nel Refettorio del monastero, rivela particolari raffinati che Correggio ha dipinto pur sapendo che sarebbero stati impossibili da apprezzare dal basso, tra cui alcune porzioni riservate alla vista dei soli monaci.

Il percorso multimediale non si limita alla cupola: i visitatori potranno anche esplorare la celebre Camera della Badessa nel Monastero di San Paolo, arricchita da un’esperienza immersiva che racconta la storia e i significati degli affreschi. Il progetto offre, inoltre, l’opportunità di scoprire i grandiosi chiostri del Monastero di San Giovanni e la sua antica Biblioteca monastica, che conserva tesori inestimabili.

L’evento non è solo un omaggio all’arte del Rinascimento, ma anche un’occasione per valorizzare il patrimonio storico e culturale di Parma, rendendo accessibili capolavori spesso nascosti o difficilmente fruibili. Un appuntamento imperdibile per gli amanti dell’arte e della storia, che celebra il genio di Correggio attraverso tecnologie innovative e suggestive installazioni.

Parma e dintorni, dai colli alle eccellenze gastronomiche, gli itinerari top

22 juillet 2024 à 07:30

L’Emilia Romagna è la Food Valley d’Italia per eccellenza, un territorio ricco di prelibatezze gastronomiche amate in tutto il mondo: stavolta vogliamo condurvi alla scoperta di Parma e delle sue colline, dove si produce il Prosciutto di Parma DOP. Sono luoghi meravigliosi, a partire dalla loro incredibile natura, ed è una vera esperienza esplorarli attraverso i sentieri del gusto. Ecco quali sono i migliori itinerari gastronomici da vivere, come ci rivelano Terre Emerse, gruppo di guide ambientali escursionistiche locali, e la storica azienda di salumi Citterio.

Gli itinerari di Felino

La città di Parma è un capolavoro ricco di storia e arte, che merita sicuramente una visita. Ma sono i suoi dintorni, dove si producono alcune delle migliori eccellenze gastronomiche d’Italia, ad affascinare i turisti: paesaggi meravigliosi e bellezze storiche conquistano i visitatori, alla scoperta di un territorio che custodisce un patrimonio preziosissimo. Tra le esperienze da non perdere ci sono sicuramente gli itinerari di Felino, che hanno in comune il loro punto di partenza. Si tratta dell’antico borgo di Felino, con un incantevole castello medievale.

Il suo nome vi ricorderà sicuramente un salume prelibato, che in effetti ha origine proprio qui – oltre ovviamente al Prosciutto di Parma DOP, che viene prodotto in tutto l’areale. Vi si snodano tre sentieri molto suggestivi: il primo è il Percorso del Castello, un circuito ad anello di appena 6 km, che inizia nel centro storico del paese e affronta alcune tappe interessanti soprattutto dal punto di vista architettonico. C’è poi il Percorso del Gallo, anch’esso un anello di 11 km che, dal centro di Felino, si dirige verso sud attraversando boschi e prati rigogliosi. Infine il Percorso La Costa, il più panoramico: l’anello di 8 km si snoda tra le colline, da San Michele Tiorre a Barbiano.

L’Anello dei Poeti del Cinghio

Le colline che si dipanano attorno al borgo di Felino, nel cuore della Food Valley italiana, ospitano poi un altro itinerario molto affascinante, l’Anello dei Poeti del Cinghio: di recente inaugurazione, è un circuito ad anello di circa 12 km. Il suo nome deriva dal torrente Cinghio che attraversa questi territori, ma anche dai versi che alcuni poeti locali gli hanno dedicato. L’itinerario ha inizio presso la chiesa di San Michele Tiorre, da dove si sale verso Barbiano. La strada, attraversando boschi e natura incontaminata, incrocia la storica via Longobarda. Il luogo più suggestivo da ammirare è sicuramente la Forca del Cinghio, da cui poi si torna indietro.

La Via degli Scalpellini

Infine, un’altra opportunità imperdibile per scoprire il territorio consiste nel percorrere la Via degli Scalpellini, un percorso di appena 6 km che tuttavia affronta un’impervia salita (e un’altrettanto difficile discesa), per cui si rivela abbastanza impegnativo. Nato nel medioevo, il cammino veniva percorso dagli scalpellini per raggiungere le formazioni rocciose da cui potevano ricavare prezioso materiale di costruzione. Il sentiero, che si dipana tra i paesi di Chiastre e di Cassio, attraversa il torrente Baganza su un suggestivo ponte tibetano, quindi raggiunge i Salti del Diavolo. Si tratta di una formazione sedimentaria dell’età cretacica, che avrebbe avuto origine da una frana sottomarina. Per i più avventurosi, da Cassio ci si può unire alla via Francigena, per un’esperienza ancora più affascinante.

B2Cheese, Beduschi: a Bergamo l’unica fiera per operatori lattiero-caseario

10 juin 2024 à 16:02

Dal latte al mercato, direttamente dai caseifici e dagli stagionatori. A Bergamo la terza edizione di B2Cheese, l’unica fiera internazionale business to business (B2B) del settore lattiero caseario organizzata in Italia. Focus, il 25 e 26 settembre, sui protagonisti di una indiscussa eccellenza del made in Italy nel mondo. Un patrimonio di prodotti che non ha eguali nel mondo.

Il salone, presentato a Milano, è nato dal business per il business e coinvolge uno dei settori più strategici dell’agroindustria. Con impatti fondamentali sull’economia in particolare delle aree interne e montane. Nell’anno in cui l’industria della trasformazione agroalimentare è diventata primo settore dell’economia italiana, B2Cheese è riferimento nazionale per l’eccellenza del Made in Italy nel mondo.

“Siamo orgogliosi di sostenere la terza edizione di B2Cheese,  – ha detto Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste -. Un evento unico che celebra l’eccellenza casearia declinandola all’attenzione degli operatori professionali, italiani e, soprattutto, internazionali. Un’occasione che evidenzia quanto il lattiero caseario sia il vero punto di forza del sistema agroalimentare lombardo. Siamo la Regione che produce metà del latte italiano, che fa dell’innovazione e della ricerca di prodotti freschi sempre più innovativi un vanto di questo comparto. Che può contare, soprattutto, su 14 formaggi Dop, che contribuiscono al valore economico regionale per 1,4 miliardi di euro. Pari al 78% dell’intera Dop economy lombarda. Per un valore al consumo che supera gli 8 miliardi di euro. B2Cheese è, quindi, una grande opportunità per discutere le sfide e le opportunità future di un settore sempre più apprezzato nel mondo. Comparto che, come dimostrano i numeri positivi dell’export, vuole continuare a crescere”.

B2Cheese a Bergamo, l’eredità di ‘Forme’

La scelta di allestire il salone a Bergamo (dal 2019, nel solco tracciato da Forme, movimento scientifico-culturale a servizio dell’intero mondo lattiero-caseario) è stata fortemente voluta dagli organizzatori. Obiettivo, promuovere e dare merito a un territorio, la Bergamasca, che, oltre ad avere una storica tradizione, detiene il primato continentale dei formaggi a denominazione di origine protetta.

Ben nove le Dop,  a cui si sommano numerose altre eccellenze, tra le province di Bergamo, Brescia, Lecco e Sondrio. Da segnalare i ‘Formaggi Principi delle Orobie‘, di Presìdi Slow Food emblematici, come lo ‘Storico Ribelle‘, l’’Agrì di Valtorta‘ e lo ‘Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche‘. Oltre ai Prodotti Agroalimentari Tradizionali (Pat) e alle Denominazioni Comunali (De.Co). Con un patrimonio così importante, nel 2019 Bergamo ha ottenuto il riconoscimento di ‘Città Creativa Unesco per la Gastronomia’, sfociato poi nella fondazione, nel 2021, insieme alle Città Creative per la Gastronomia di Parma e Alba, del Distretto della Gastronomia Italiana. B2Cheese (così come Forme) è un progetto aperto, inclusivo, di scala nazionale e internazionale, e vede nella capacità di fare sistema la principale leva di sviluppo.

La Fiera di Bergamo accenderà i riflettori su aziende, operatori che rappresentano al meglio l’intera filiera sui mercati nazionali e internazionali. Accanto alle aziende di produzione e di stagionatura, saranno presenti anche i settori collegati. Dal food-tech alla logistica, dalla distribuzione alla consulenza, a cui si aggiungono associazioni di categoria, consorzi di tutela e istituzioni.

 

 

 

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Agroalimentare, The European House Ambrosetti: Lombardia è protagonista

Agroalimentare, Lombardia protagonista, e primo settore manifatturiero in Italia per valore aggiunto. Oltre 66 miliardi di euro, più della produzione di macchinari e apparecchiature (43) e prodotti in metallo (37). Rispetto al Pil i 37 miliardi generati dall’agricoltura e i 29 da alimentare e bevande rappresentano il 3,8% del totale, più di Germania (2,6%) e Regno Unito (2,1%), meno di Francia (4,5%) e Spagna, paese con incidenza più alta (5,2%).

Sono alcuni dei dati anticipati giovedì 9 maggio  nella conferenza stampa di presentazione dell’8ª edizione del forum ‘La roadmap del futuro per il Food & beverage‘ organizzato da The European House Ambrosetti, in programma a Bormio (SO) il 7 e l’8 giugno 2024.

All’incontro sono intervenuti, insieme all’assessore regionale alla Montagna ed Enti locali, Valerio De Molli e Benedetta Brioschi, The European House Ambrosetti; Giovanni Pomella, Lactalis Italia; Gianluca Giovannetti, gruppo Amadori e Michel Beneventi, gruppo San Pellegrino.

Agroalimentare, i primati della Lombardia. Valtellina al top

Nel 2022 la filiera agroalimentare lombarda ha raggiunto un fatturato di 48 miliardi, con un aumento del 34% rispetto al 2015, confermando la sua leadership. Con un fatturato di 2,5 miliardi di euro nelle produzioni certificate nel 2022, + 15% rispetto al 2021, la regione raggiunge il primato italiano anche nell’export: 10,4 miliardi di euro nel 2023, + 84% rispetto al 2015. La regione è terza in Italia per numero di produzioni certificate. Con 75 tra Dop e IgpMantova, Brescia, Cremona, Sondrio e Lodi sono tra le prime 20 in Italia per valore della produzione certificata.

La Valtellina, i numeri

Un territorio d’eccellenza si contraddistingue per alcuni dati significativi: secondo la survey The House Ambrosetti, quella di Sondrio è la 3ª provincia italiana su 107 per impatto economico territoriale di prodotti a base di carne certificata, dopo Parma e Udine; con 850 ettari di vigne e 2.500 km di muretti a secco la Valtellina è il vigneto terrazzato più grande d’Italia; è, infine, la 4° provincia lombarda per produzione di vino, con 3,2 milioni di bottiglie l’anno e 24 milioni di euro di fatturato.

“Dati molto positivi e in continua crescita, quelli evidenziati oggi – ha commentato l’assessore alla Montagna ed enti locali – con un trend che va a consolidarsi. E la direzione tracciata è verso il prodotto di qualità, il made in Italy è questo. La Valtellina sarà protagonista nel mondo con l’evento olimpico, dovremo sfruttarlo al massimo per far conoscere insieme alle nostre bellezze anche i prodotti straordinari che realizziamo”.

I dati della filiera al completo

Nell’economia italiana cresce ancora il peso della filiera agroalimentare estesa (agricoltura, alimentare, distribuzione e intermediazione). Essa vale 586,9 miliardi di euro, l’8,4%in più rispetto al 2021 e + 29% sul 2015. Genera quasi 335 miliardi di valore, pari al 19% del Pil italiano. “Siamo il primo paese in Ue per prodotti certificati – ha ricordato De Molli -, 890 in totale, 326 dal mondo alimentare con 8,9 miliardi di euro, e 564 dal settore vinicolo per oltre 11 miliardi di euro”.

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