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In Svizzera c’è una nuova altalena gigante con una vista da brividi a oltre 2.000 metri

Par : elenausai10
24 juillet 2026 à 13:00

Tra i picchi frastagliati delle Alpi Vodesi, il panorama estivo sta cambiando volto. Sulla cima del Grand Chamossaire, nel cuore del comprensorio di Villars-Gryon-Diablerets, chi cerca l’ebbrezza di un’emozione forte oggi può provarla a 2.110 metri d’altitudine.

Una struttura metallica a forma di V domina infatti il crinale: è la nuova altalena gigante creata per regalare un balzo nel vuoto da 12 metri d’altezza. Bastano pochi secondi per ritrovarsi sospesi sulla valle, provando la sensazione di volare tra le vette.

Ma dietro questa scarica di adrenalina non c’è solo la voglia di divertire: la vera sfida è la sopravvivenza della montagna stessa. Con la neve sempre più scarsa e imprevedibile a causa del cambiamento climatico, l’attrazione nasce per dare alle stazioni sciistiche una nuova vita estiva, slegata dalle piste da sci.

L’altalena gigante sulle alpi svizzere

Provare l’esperienza dell’altalena gigante è semplice e accessibile a chiunque raggiunga la cima. L’ingresso è incluso per chi è già in possesso dello skipass o del biglietto per gli impianti di risalita della zona, rendendola un’attività integrata a tutti gli effetti nella visita del comprensorio.

La struttura può ospitare fino a tre persone contemporaneamente, ciascuna posizionata su una speciale seduta con manubrio e assicurata saldamente con un sistema di cinghie di sicurezza. Una volta pronti, entra in funzione un meccanismo di cavi e pulegge che solleva i partecipanti portandoli all’indietro fino a un’inclinazione quasi verticale, a novanta gradi rispetto alla piattaforma sottostante.

È in quel momento di sospensione a testa in giù che la tensione raggiunge il massimo, prima che lo sgancio improvviso lanci i passeggeri nel vuoto per un volo spettacolare sul panorama alpino.

Dettaglio altalena gigante in Svizzera
Getty Images
Un dettaglio dell’altalena gigante in Svizzera

Vivere la montagna tutto l’anno

L’installazione sul Grand Chamossaire, nella Svizzera occidentale, non rappresenta soltanto una novità per gli amanti delle esperienze estreme, ma è il simbolo di una profonda trasformazione in atto nel turismo di alta montagna. Con l’incertezza legata all’innevamento stagionale e gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, le stazioni sciistiche europee stanno cominciando a ridefinire le proprie priorità.

Sebbene le quote più alte continuino a registrare presenze consistenti durante i mesi freddi, la necessità di guardare al futuro ha spinto i gestori degli impianti a sviluppare offerte destinate a funzionare 365 giorni l’anno. L’obiettivo principale è valorizzare le infrastrutture esistenti anche durante le stagioni intermedie, svincolando l’economia locale dalla presenza del manto nevoso.

Creare motivi di richiamo nei mesi estivi significa garantire continuità occupazionale, sostenere il tessuto commerciale del territorio e proporre un modello d’accoglienza capace di intercettare le esigenze di un pubblico sempre più dinamico e diversificato. L’altalena risponde esattamente a questa esigenza, offrendo un motivo di richiamo costante che valorizza gli impianti di risalita già esistenti.

Per proteggere il territorio, inoltre, la struttura è stata posizionata volutamente in un’area già antropizzata e servita dalle funivie, lasciando intatti i settori più selvaggi della montagna per chi cerca il contatto con la natura, il trekking o le escursioni in mountain bike.

L’UNESCO mette in salvo uno dei tesori più antichi del Mediterraneo: la città di Tiro

Par : elenausai10
24 juillet 2026 à 11:10

C’è una notizia che arriva dal sud del Libano e tocca il cuore di chi guarda al Mediterraneo come a una culla di civiltà e bellezza: l’antica città di Tiro è stata ufficialmente iscritta dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità in pericolo.

L’annuncio è giunto da Busan, in Corea del Sud, durante la 48ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale. La decisione, sollecitata dalle autorità libanesi, arriva dopo che il sito ha subito impatti e danni diretti, alimentando forte preoccupazione per la tutela dei suoi tesori millenari.

La città di Tiro tra i patrimoni in pericolo

Distante appena venti chilometri dal confine con Israele, lungo la costa meridionale del Libano, Tiro rappresenta una delle tappe più affascinanti della memoria mediterranea. Meta imprescindibile per chi ama l’archeologia e la stratificazione delle antiche civiltà, la città custodisce due aree protette dall’UNESCO, celebri per le vestigia d’epoca romana come il grande arco di trionfo e l’ippodromo del II secolo.

Un’eredità straordinaria che oggi si ritrova al centro delle ostilità: dall’inizio delle operazioni contro Hezbollah a marzo, la città è stata scossa da una continua serie di raid, culminata a giugno con il danneggiamento diretto di uno dei complessi monumentali e lo spopolamento quasi totale dei suoi quartieri. Come ha dichiarato l’UNESCO, “Il suo stato di conservazione suscita crescenti inquietudini, in particolare dinanzi alla possibilità di nuovi impatti”.

Tiro, purtroppo, non è un caso isolato nel Medio Oriente: da mesi le tensioni mettono a dura prova l’inestimabile patrimonio dell’area, come nel caso dei 29 siti UNESCO a rischio in Iran.

Veduta panoramica delle rovine storiche di Tiro
iStock
Le rovine romane e bizantine di Tiro affacciate sul Mediterraneo

Cosa custodisce il sito archeologico di Tiro

Iscritta nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1984, Tiro rappresenta un luogo simbolo della storia dell’umanità. Fondata secondo la tradizione nel 2750 a.C., questa leggendaria metropoli fenicia dominò a lungo i commerci marittimi del Mediterraneo, arrivando a fondare colonie celebrate come Cadice e Cartagine. È qui che, secondo il mito, venne scoperta la preziosa porpora, il pigmento regale estratto dai molluschi che rese celebre la città in tutto il mondo antico, così come da qui partirono i maestri artigiani inviati dal re Hiram per erigere il Tempio di Salomone a Gerusalemme.

In origine costruita su un’isola considerata inespugnabile, prima che Alessandro Magno la collegasse alla terraferma con un imponente rilevato per conquistarla, Tiro si è trasformata nei secoli in una città prima greca e poi romana, fino a vedere declinare il suo ruolo storico alla fine delle Crociate.

Oggi, il sito si divide in due grandi settori: la zona marittima sulla penisola e la spettacolare area archeologica di El Bass. Tra la terra e le acque che custodiscono parte dei resti sommersi, affiorano i resti delle terme romane, la cattedrale veneziana del XII secolo, la strada colonnata e il monumentale arco di trionfo del II secolo d.C. Poco distante si stende l‘ippodromo romano, uno dei più grandi dell’antichità: un capolavoro di pietra che racconta la grandezza di una città che ha plasmato l’identità del Mediterraneo e che oggi è a rischio.

Insegui il sole d’inverno: 3 mete da raggiungere con le nuove offerte Ryanair

Par : elenausai10
24 juillet 2026 à 10:20

Ammettiamolo: a fine luglio l’ultima cosa a cui si pensa è l’inverno. Eppure, non è mai troppo presto per pianificare le vacanze dei prossimi mesi, soprattutto se quest’estate avete deciso di restare nei paraggi o di fare viaggi brevi. A venirvi in aiuto è anche la nuova promozione lanciata da Ryanair che propone il 10% di sconto su voli in partenza tra il 1° novembre e il 31 marzo 2027 se prenotati entro il 26 luglio 2026.

Una finestra che copre praticamente tutta la stagione fredda e, soprattutto, i suoi momenti migliori per viaggiare. Dall’Immacolata (martedì 8 dicembre 2026) al Capodanno (che cade di venerdì il 1° gennaio 2027, quindi weekend allungato quasi automatico), fino alla Befana e alla Pasqua, che nel 2027 arriva presto, il 28 marzo.

Dove andare? Ecco i nostri consigli!

Uno dei tram più iconici d’Italia torna a viaggiare: riapre la linea panoramica Trieste-Opicina

Par : elenausai10
20 juillet 2026 à 12:30

Dopo mesi di stop forzato per un guasto tecnico, torna finalmente a percorrere le sue storiche rotaie uno dei tram più amati e fotografati d’Italia: il tram-funicolare Trieste-Opicina. Una notizia attesa da residenti e viaggiatori, che potranno tornare a salire a bordo di questo autentico gioiello di ingegneria e vivere l’esperienza di un viaggio panoramico che da oltre un secolo regala scorci mozzafiato sul capoluogo giuliano e sul suo golfo.

Tutte le novità sulla riapertura della linea Trieste-Opicina

Ad annunciare la ripresa del servizio è stata Trieste Trasporti, la società che gestisce la linea per conto del Comune di Trieste. Dopo il completamento della fase di pre-esercizio lungo il tragitto, è arrivato anche il via libera della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, che ha dato il nulla osta definitivo alla riattivazione delle corse. Da lunedì 27 luglio 2026, dunque, il tram tornerà a collegare il centro città con l’altopiano carsico.

Per una fase iniziale, il tram di Opicina riprenderà con alcune limitazioni pensate per garantire sicurezza e gradualità nel ritorno all’operatività. Non sarà infatti possibile superare l’80% della capienza massima consentita: sarà possibile occupare tutti i posti a sedere disponibili, ma non si potrà sostare in piedi lungo il corridoio interno del vano passeggeri. Uno spazio in piedi resterà comunque disponibile sulla piattaforma lato Opicina, quella posizionata dietro la postazione di guida del conducente.

Un’altra novità riguarda il capolinea cittadino: fino alla conclusione dei lavori di riqualificazione, le corse partiranno da piazza Dalmazia e non dallo storico capolinea di piazza Oberdan. L’intervento di riqualificazione riguarderà sia la piazza sia il tratto di percorso collegato e i lavori dovrebbero prendere il via verso la fine del 2026, con conclusione prevista per giugno 2027.

Il tram di Opicina, un pezzo di storia triestina

Chiamato affettuosamente “El tram de Opcina” dai triestini, questo mezzo storico è in funzione ininterrottamente dal 1902, a parte le pause per manutenzione straordinaria come quella appena conclusa. Il percorso collega piazza Oberdan, nel cuore di Trieste, con il quartiere di Villa Opicina, situato sull’altopiano del Carso: un vero e proprio balcone naturale che si affaccia su tutta la città.

Il tragitto, lungo circa 5 chilometri, supera un dislivello di 329 metri interamente in salita, grazie a un sistema misto tranviario e funicolare. A bordo, il finestrino diventa una vera cornice panoramica: mentre il tram si arrampica lungo il pendio, il paesaggio alle spalle si allarga sempre di più, regalando uno spettacolo diverso a ogni curva.

Arrivati a destinazione, la ricompensa è la celebre terrazza panoramica in corrispondenza dell’obelisco di Opicina, uno dei punti più suggestivi da cui ammirare Trieste, il suo golfo e la costa che si perde all’orizzonte. È il luogo ideale per una fotografia romantica o semplicemente per lasciarsi conquistare da una vista che racconta, in un solo sguardo, tutta la bellezza di questo angolo di confine tra Italia e Slovenia.

Con la riapertura della linea, questo viaggio nel tempo e nel paesaggio torna finalmente accessibile a tutti: un’esperienza da provare almeno una volta nella vita.

Grotte della Poesia e Roca Vecchia in Puglia, cambia tutto: arriva il ticket per visitarle

Par : elenausai10
20 juillet 2026 à 11:30

Una delle mete più fotografate del Salento cambia volto. Le Grotte della Poesia, le piscine naturali scavate nella roccia di Roca Vecchia, non saranno più ad accesso libero per i turisti: da questa stagione l’ingresso all’area archeologica avrà un costo di 5 euro.

Una decisione che nasce da ArcheoRoca, il progetto di partenariato pubblico-privato firmato dal Comune di Melendugno insieme ad ArtWork, pensato per gestire, tutelare e valorizzare uno dei siti più identitari e insieme più fragili della costa adriatica salentina.

L’obiettivo è gestire un flusso turistico che negli ultimi anni ha spesso superato la capacità di accoglienza del luogo, garantendo al tempo stesso servizi, sicurezza e manutenzione a un patrimonio che è naturale, archeologico e culturale insieme.

Il ticket per visitare le Grotte della Poesia e Roca Vecchia

Il sito sarà accessibile ogni giorno con orario continuato: dalle 9:00 alle 20:00 a luglio, dalle 9:00 alle 19:00 nei mesi di agosto e settembre. Il biglietto d’ingresso, fissato a 5 euro, potrà essere acquistato direttamente alle biglietterie collocate nell’area del Castello e in quella delle Grotte della Poesia, oppure comodamente online, tramite il portale dedicato.

Non tutti pagheranno la stessa cifra: chi risiede nel Comune di Melendugno, in provincia di Lecce, entrerà gratuitamente, mentre per famiglie e gruppi sono state predisposte tariffe agevolate. Una scelta che punta a bilanciare due esigenze spesso in conflitto: da un lato tutelare il diritto dei residenti a vivere gratuitamente il proprio territorio, dall’altro chiedere un piccolo contributo ai visitatori esterni per finanziare la manutenzione, la sorveglianza e la valorizzazione di un’area che ogni estate accoglie decine di migliaia di persone.

Il progetto ArcheoRoca, ricordiamo, non riguarda solo la grotta più celebre, ma l’intero comparto archeologico di Roca Vecchia, di cui la grotta rappresenta solo la porta d’accesso più scenografica.

Come visitare l’area di Roca Vecchia

Non fatevi ingannare dai contenuti condivisi sui social, con tuffi spettacolari nelle acque turchesi della grotta, perché la realtà della visita è oggi molto più regolamentata. Bagni, tuffi e accesso ai cunicoli sotterranei non sono consentiti: le due cavità che compongono il complesso, la Poesia Grande e la Poesia Piccola, si osservano dall’alto, seguendo percorsi pensati per la sicurezza dei visitatori e la tutela del sito.

Acquistando il biglietto unico, potrete partecipare a un percorso guidato lungo l’intera area archeologica, scoprirla con visite autonome supportate da audioguida o provare l’esperienza immersiva con visori per la realtà virtuale, pensata per raccontare come doveva apparire Roca Vecchia nei secoli delle fortificazioni messapiche e delle incursioni turche.

Scoprire la grotta e l’area circostante con una guida da sicuramente un valore aggiunto all’esperienza perché, in realtà, è molto più che una piscina naturale. Nasconde una storia lunga millenni: nella Poesia Piccola sono state trovate iscrizioni messapiche, greche e latine, incise probabilmente dai naviganti prima di partire verso la Grecia e l’Albania. Tutt’intorno, gli scavi hanno riportato alla luce un sistema di fortificazioni dell’età del bronzo, tracce di incendi legati ad assedi e i segni di una città più volte distrutta e ricostruita, fino al saccheggio turco del 1480 e alla definitiva distruzione ordinata nel 1544.

A questo intreccio di archeologia e leggenda si aggiunge il racconto popolare che dà il nome al luogo: quello di una principessa la cui bellezza avrebbe attirato poeti da ogni dove, trasformando la grotta in una fonte di ispirazione.

Vola in Spagna sulle tracce dei Campioni del Mondo con la promozione Wizz Air

Par : elenausai10
20 juillet 2026 à 10:24

La Spagna ha vinto il Mondiale 2026! Le Furie Rosse hanno conquistato la loro seconda stella battendo l’Argentina ai supplementari e il gol decisivo porta la firma di Ferran Torres al minuto 106 del secondo tempo supplementare.

Un trionfo che ha acceso l’entusiasmo in tutto il Paese, oltre che il pretesto perfetto per attraversare i luoghi che hanno cresciuto questi campioni. Per farlo, potete approfittare della nuova offerta flash di Wizz Air “Viva la Spagna”: sconti fino al 15% sui voli verso le città simbolo del calcio iberico, da prenotare entro la mezzanotte di oggi, 20 luglio 2026, per viaggiare tra il 1° agosto e il 10 dicembre 2026.

Ecco le tre mete da non perdere!

Da Barcellona a Esplugues de Llobregat, il paese di Lamine Yamal

A soli 30 minuti da Barcellona, tra Cornellà de Llobregat e l’Hospitalet, si nasconde Esplugues de Llobregat: il comune più piccolo del Baix Llobregat per estensione, ma tra i più densamente popolati, dove sono nati sia l’attaccante e talento della Spagna Lamine Yamal, che il difensore Gerard Martín. Un borgo che vive all’ombra del Camp Nou e del centro sportivo di Sant Joan Despí, tanto da essere diventato negli anni la residenza scelta da diversi calciatori della squadra.

Arrivati nel paese, troverete un centro storico caratterizzato da stradine acciottolate, dove merita una passeggiata soprattutto Carrer de Montserrat, tra edifici modernisti e botteghe tradizionali. Da non perdere il Museo Can Tinturé e il Museo della Ceramica “La Rajoleta”, che raccontano la storica vocazione manifatturiera del paese, un tempo tra i principali centri di produzione di ceramiche architettoniche.

Da Valencia a Foios, dov’è nato Ferran Torres

Ferran Torres è stato l’uomo decisivo nella finale contro l’Argentina ed è nato a pochi chilometri da Valencia, precisamente nel piccolo paesino di Foios. Si tratta di un borgo che vive di agricoltura, tradizione e una gastronomia sorprendentemente ricca per le sue dimensioni: qui si assaggiano piatti tipici come l’arròs amb fessols i naps (riso con fagioli e rape), le calderetes (stufati di riso) e la torta di Santiago alle mandorle, tutte specialità che raccontano l’anima contadina della Horta Nord.

Tegueste e Tenerife, le radici di Pedri

Volando a Tenerife, infine, potreste raggiungere la città natale del centrocampista Pedro González López, detto Pedri. Siamo a Tegueste, un borgo dichiarato Bene di Interesse Culturale, caratterizzato da un centro storico che custodisce un patrimonio artistico e architettonico che pochi paesi delle sue dimensioni possono vantare, incastonato tra i barranchi e a due passi dal Parco Rurale di Anaga, uno dei tesori naturali dell’isola.

Tegueste è un punto di riferimento per l’enoturismo: il suo paesaggio rurale è un vero mare di vigneti e tramite l’ufficio turistico locale è possibile prenotare tour guidati tra le bodegas dove nascono i suoi eccellenti vini. Chi ama il trekking troverà, invece, una rete di sentieri ben segnalati, che conducono a luoghi simbolo come il sito fondativo di La Arañita o il centro etnografico di Casa de los Zamoranos.

Le 30 spiagge più amate in Italia: la nuova classifica svela autentici paradisi

Par : elenausai10
19 juillet 2026 à 13:00

Pensate alle destinazioni vacanziere più idilliache e forse vi vengono in mente distese di sabbia bianca e acque cristalline. Non serve guardare troppo lontano per trovarle: molte di queste sono proprio in Italia. Lo conferma un’analisi elaborata da Holidu che ha incrociato punteggi e numero di recensioni raccolte su Google Maps, una delle fonti più consultate da chi cerca informazioni sulle destinazioni turistiche, per stilare la classifica delle 30 spiagge italiane più amate del 2025.

In cima alla lista c’è la Spiaggia dei Conigli, a Lampedusa, che con un voto medio di 4,9 su quasi 3.000 recensioni conferma un successo che dura da anni, sostenuto da un flusso costante di turisti italiani e stranieri. Al secondo posto sale Cala Mariolu, nel territorio di Baunei, in Sardegna, con 4,8 punti e oltre 5.500 recensioni. Il terzo gradino se lo aggiudica Tuerredda, nel sud dell’isola, che pur con una media leggermente più bassa (4,7) stacca tutte le altre per numero di recensioni: più di 15.800, il volume più alto dell’intera classifica.

La Sardegna domina la classifica con 22 spiagge su 30

Scorrendo l’elenco, quasi tre spiagge su quattro tra le prime trenta si trovano in Sardegna. Un dominio che attraversa l’isola da nord a sud, con litorali come Is Arutas e le sue sabbie chiarissime, Porto Giunco, Su Giudeu, Mari Pintau, Piscinas e Punta Molentis, distribuiti tra le province di Cagliari, Oristano, Sud Sardegna e Ogliastra.

Non si tratta quindi di un singolo tratto di costa, ma di un livello di gradimento diffuso lungo gran parte del perimetro costiero regionale, segno che la qualità del mare sardo non si concentra in poche località simbolo, ma si distribuisce su un territorio molto ampio.

Spiaggia di Punta Molentis in Sardegna
iStock
La splendida spiaggia di Punta Molentis in Sardegna

Le spiagge più amate nel resto d’Italia

Le restanti spiagge in classifica arrivano da cinque regioni diverse, ciascuna con la propria interpretazione di paradiso. Dalla Calabria ci sono la spiaggia dell’Arcomagno a San Nicola Arcella, e la Rotonda di Tropea, entrambe apprezzate per un contesto paesaggistico ancora poco affollato. La Puglia è presente con Porto Selvaggio a Nardò, e San Pietro in Bevagna a Manduria, che chiude la classifica al trentesimo posto, ma con un punteggio comunque solido: 4,6 su circa 3.400 recensioni.

Dalla Liguria c’è Boccadasse, il piccolo borgo di pescatori che, pur inglobato nella città di Genova, mantiene intatta la propria identità rispetto al contesto urbano circostante. La Toscana entra in classifica con la Spiaggia di Cavoli all’Isola d’Elba, una delle mete più frequentate dell’arcipelago. A chiudere l’elenco è la Campania, con i Bagni della Regina Giovanna a Sorrento: l’unico ingresso non sabbioso di tutta la top 30, a conferma che il mare più amato dagli italiani non ha bisogno per forza di una spiaggia in senso stretto per conquistare chi lo visita.

Questa la classifica completa:

  1. Spiaggia dei Conigli, Lampedusa (Sicilia);
  2. Cala Mariolu, Baunei (Sardegna);
  3. Tuerredda, Teulada (Sardegna);
  4. Is Arutas, Penisola del Sinis/Oristano (Sardegna);
  5. Porto Giunco, Villasimius (Sardegna);
  6. Su Giudeu, Chia (Sardegna);
  7. Arcomagno, San Nicola Arcella (Calabria);
  8. Cala Goloritzé, Golfo di Orosei (Sardegna);
  9. Mari Pintau, Quartu Sant’Elena (Sardegna);
  10. Porto Pino, Sant’Anna Arresi (Sardegna);
  11. Mari Ermi, Cabras (Sardegna);
  12. Piscinas, Arbus (Sardegna);
  13. Cala li Cossi, Trinità d’Agultu e Vignola (Sardegna);
  14. Scivu, Arbus (Sardegna);
  15. Cala Spinosa, Santa Teresa Gallura (Sardegna);
  16. San Giovanni di Sinis, Cabras (Sardegna);
  17. Su Sirboni, Gairo (Sardegna);
  18. Rotonda, Tropea (Calabria);
  19. Golfetto, Tortolì (Sardegna);
  20. S’Archeddu ‘e Sa Canna, Cabras (Sardegna);
  21. Campana Pontile, Chia/Domus de Maria (Sardegna);
  22. Boccadasse, Genova (Liguria);
  23. Cavoli, Campo nell’Elba/Isola d’Elba (Toscana);
  24. Bagni Regina Giovanna, Sorrento (Campania);
  25. Punta Molentis, Villasimius (Sardegna);
  26. Cala Pira, Castiadas (Sardegna);
  27. Porto Selvaggio, Nardò (Puglia);
  28. Cea, Tortolì/Bari Sardo (Sardegna);
  29. Lido di Orrì, Tortolì (Sardegna);
  30. San Pietro in Bevagna, Manduria (Puglia).

Cosa vedere in Irlanda: le attrazioni turistiche più amate in assoluto quest’anno

Par : elenausai10
16 juillet 2026 à 12:00

Chi organizza un viaggio in Irlanda parte quasi sempre dalla stessa lista: Guinness Storehouse, Cliffs of Moher, Blarney Castle. Eppure, secondo un’analisi condotta dall’agenzia Baldwin Digital, tenendo conto delle recensioni Tripadvisor su 50 attrazioni del Paese, questi luoghi simbolo non sono affatto quelli che lasciano i visitatori più soddisfatti.

Lo studio ha misurato, per ogni attrazione, la quota di recensioni a cinque stelle sul totale ricevuto, ottenendo una fotografia di quanto ogni esperienza sia riuscita davvero a conquistare chi l’ha vissuta, stilando così una graduatoria basata sul gradimento reale dei visitatori.

Le attrazioni in cima alla classifica

Il primo dato che salta all’occhio è proprio l’assenza dei soliti nomi nella parte alta della classifica, come il Guinness Storehouse di Dublino o il Blarney Castle di Cork: nessuno dei due compare nella top 20, con il castello fermo al 28° posto e lo storico stabilimento della Guinness addirittura al 44°.

A conquistare il primo posto è invece la Roe&Co Distillery di Dublino, con un 97,35% di recensioni a cinque stelle. Segue il museo 14 Henrietta Street, che racconta trecento anni di storia nascosta della capitale irlandese, con il 94,77% di valutazioni massime. Al terzo posto si piazza l’Irish Rock’N’Roll Museum Experience, che su oltre 8.000 recensioni ha ottenuto il 92,12% di giudizi a cinque stelle.

Tra le meraviglie naturali spicca Slieve League, nella contea di Donegal, al quarto posto con l’87,16%: qui i visitatori possono ammirare alcune delle scogliere più alte d’Europa, affacciate sull’Oceano Atlantico, sui monti di Sligo e sulla baia di Donegal.

Quinta posizione per la Wild Atlantic Way, una delle più lunghe strade costiere panoramiche al mondo, con l’86,51% di recensioni positive.

Cosa cercano i turisti in Irlanda

Un dato colpisce più di tutti: ben cinque musei si trovano nella top 10, superando in gradimento luoghi simbolo come il Dublin Castle o la centralissima Grafton Street. Tra questi, l’Irish Whiskey Museum, l’EPIC-The Irish Emigration Museum e il Little Museum of Dublin, oltre al Killarney National Park nella contea di Kerry e alla Tullamore D.E.W. Distillery Experience nella contea di Offaly, che completano le prime dieci posizioni.

Secondo Mark Baldwin, fondatore di Baldwin Digital, questo dato racconta un cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori: l’Irlanda non manca certo di monumenti famosi, ma sono le esperienze che permettono di immergersi davvero nella cultura e nella storia del Paese a lasciare il segno maggiore, più della semplice osservazione a distanza.

Questa la classifica completa delle attrazioni turistiche più amate in Irlanda:

  1. Roe & Co Distillery, Dublino;
  2. 14 Henrietta Street, Dublino;
  3. The Irish Rock ‘N’ Roll Museum Experience, Dublino;
  4. Slieve League, contea Donegal;
  5. Wild Atlantic Way;
  6. Irish Whiskey Museum, Dublino;
  7. EPIC: The Irish Emigration Museum, Dublino;
  8. The Little Museum of Dublin, Dublino;
  9. Killarney National Park, contea Kerry;
  10. Tullamore D.E.W. Distillery Experience, contea Offaly;
  11. Teeling Whiskey Distillery, Dublino e Spike Island, contea Cork;
  12. Croke Park Stadium Tour & GAA Museum, Dublino;
  13. Experience Glasnevin-Ireland’s National Cemetery, Dublino;
  14. Gap of Dunloe, contea Kerry;
  15. Smithwick’s Experience, Kilkenny;
  16. Midleton Distillery Experience, contea Cork;
  17. Sky Road, contea Galway;
  18. The Jeanie Johnston: An Irish Famine Story, Dublino;
  19. Cliffs of Moher, contea Clare;
  20. Howth Head, Dublino.

Il New York Times svela le alternative a Venezia (senza la folla) che vale la pena scoprire

Par : elenausai10
16 juillet 2026 à 11:00

Venezia resta una delle mete più desiderate al mondo, ma anche una delle più sofferenti tra navi da crociera, ticket d’ingresso al centro storico e proteste dei residenti. Eppure, a pochi passi dalla Laguna, ci sono dei luoghi in grado di offrire lo stesso patrimonio artistico e paesaggistico, ma senza la folla.

È la tesi al centro di un recente reportage del New York Times, che ha dedicato un lungo articolo al Veneto meno conosciuto: quello di Treviso, delle colline del Prosecco e delle città d’arte lungo la ferrovia che collega Padova a Verona. Un territorio da scoprire in bicicletta, in barca e in treno.

Da Treviso alla Laguna, in bici e in barca

Il primo itinerario consigliato dal quotidiano americano segue il corso del fiume Sile, la via d’acqua che dal Trecento riforniva Venezia di farina e olio grazie ai mulini di Treviso. Il percorso proposto è un tour in bicicletta di circa 40 chilometri lungo il fiume, attraverso il Parco Naturale del Sile, fino al villaggio di Caposile, sulla sponda settentrionale della Laguna.

Lungo il tragitto si incontrano cigni, canali silenziosi e i resti sommersi di antiche imbarcazioni in legno, i cosiddetti burci. Il giorno successivo il viaggio prosegue in barca tra le isole di Torcello, Murano e Burano: la prima custodisce un’antica basilica bizantina, la seconda è patria della lavorazione del vetro dal 1291, mentre la terza è nota per le case colorate e per il celebre merletto locale.

Tiramisù e Prosecco, il Veneto da gustare

Il secondo percorso è un viaggio nel gusto, tra due prodotti simbolo della regione. Treviso rivendica infatti la nascita del tiramisù, inserito nel menù di uno storico locale cittadino nei primi anni Settanta e oggi riconosciuto come prodotto tradizionale dal governo italiano.

Passeggiando tra il centro storico e le osterie che servono cicchetti veneziani, il racconto del New York Times si sposta poi sulle colline del Prosecco, dichiarate Patrimonio UNESCO nel 2019. Tra i borghi di Conegliano e Valdobbiadene, i vigneti coltivati a mano su pendii ripidissimi producono il Prosecco D.O.C.G., protetto anche da un delicato equilibrio tra turismo e sostenibilità: lo scorso anno, ci sono stati mezzo milione di visitatori con pernottamento, una cifra considerata ancora gestibile.

Un treno attraverso il Veneto UNESCO

Il terzo itinerario attraversa la regione in treno, toccando quattro città dal patrimonio artistico straordinario. Padova, sede universitaria dal 1222, custodisce nella Cappella degli Scrovegni gli affreschi di Giotto e ospita l’orto botanico più antico del mondo, fondato nel 1545.

Vicenza deve il proprio riconoscimento UNESCO all’architetto Andrea Palladio, autore di numerosi edifici cittadini tra cui il celebre Teatro Olimpico e la Villa La Rotonda, modello ispiratore di edifici storici come Monticello e la Casa Bianca.

Verona, che conserva invece tracce del proprio impianto romano, inclusa l’Arena, e Peschiera del Garda, borgo fortificato affacciato sul lago, ideale per un’ultima pedalata prima del rientro.

Oltre Parigi: 3 mete raggiungibili in treno dalla capitale per un autunno diverso con Vueling

Par : elenausai10
16 juillet 2026 à 10:03

Un viaggio a Parigi è sempre un’ottima idea, ma per chi la conosce già, il vero valore aggiunto di un volo verso la capitale francese è tutto quello che si può raggiungere partendo da lì. Basta salire su un treno per scoprire città che raccontano un’altra Francia, spesso a meno di un’ora di distanza: castelli immersi nella foresta, capitali dello champagne, centri storici fiamminghi. Perfette per un weekend d’autunno, quando le grandi folle estive lasciano spazio a un ritmo più tranquillo.

A rendere questo itinerario ancora più conveniente ci pensa Vueling, che con il volo diretto Firenze-Parigi apre la porta a tre destinazioni facilmente raggiungibili in treno dalla capitale. Acquistando il biglietto tra il 14 e il 19 luglio 2026, si può volare in un ampio arco di tempo, dal 1 ottobre al 20 dicembre 2026.

Ecco le nostre tre proposte per un autunno lento, all’insegna della scoperta.

Fontainebleau, tra arte, storia e natura

Situata a meno di 40 minuti di treno da Parigi Gare de Lyon, Fontainebleau rappresenta la meta perfetta per chi cerca arte, storia e natura senza rinunciare al ritmo lento dell’autunno. Il suo castello, Patrimonio UNESCO, ha ospitato oltre otto secoli di re e imperatori, da Francesco I a Napoleone Bonaparte, e conserva l‘unica sala del trono napoleonica al mondo, oltre a un teatro imperiale riscoperto solo di recente e riportato al suo antico splendore.

Poco distante, il Château de Vaux-le-Vicomte racconta una storia altrettanto affascinante: fu proprio la sua bellezza, secondo la leggenda, a spingere Luigi XIV a far costruire Versailles. Chi cerca invece un momento più attivo può perdersi nella foresta di Fontainebleau, celebre in tutto il mondo per il bouldering, ma anche perfetta per camminate, escursioni a cavallo o in bicicletta. La giornata si chiude bene tra i banchi del mercato locale, tra formaggi Brie e dolci tipici a base di quark e panna, per un aperitivo lento in perfetto stile francese.

Reims, terra di vigneti e bollicine

Anche Reims dista una quarantina di minuti da Parigi. Cuore della regione della Champagne, è terra di vigneti e bollicine, tra le più famose al mondo. Ma il suo tesoro più prezioso è la Cathédrale Notre-Dame: costruita in stile gotico nel XIII secolo e Patrimonio UNESCO, ricorda per architettura la più celebre Notre-Dame di Parigi ed è considerata uno dei massimi esempi di gotico in Europa.

All’interno, cercate le vetrate dedicate a Dom Pérignon, figura chiave nella storia dello Champagne, e all’esterno la statua di Giovanna d’Arco, presente all’incoronazione di Carlo VII nel 1429. Merita una sosta anche il Jardin Henri Deneux, nascosto sul retro della cattedrale.

In autunno, tra fine ottobre e i colori dorati dei vigneti della Champagne, si tiene il festival Champagne et vous, con visite alle maison e degustazioni guidate: un’occasione imperdibile per scoprire la regione.

Lille, architettura fiamminga e buona cucina

Infine, i treni veloci TGV vi portano anche a Lille, situata a un’ora da Parigi. Questa è la meta ideale per chi cerca un weekend d’autunno all’insegna dell’architettura fiamminga, dell’arte e della buona tavola. Il centro storico si esplora partendo da Place Rihour, per poi raggiungere la grandiosa Place du Général de Gaulle, circondata da edifici storici come la Vieille Bourse, ex borsa in stile rinascimentale fiammingo (dove si riunivano i mercanti fiamminghi per gli scambi) con un cortile interno pieno di bancarelle di libri e dischi usati.

Da qui si arriva a Place du Théâtre, dominata dalla torre dell’orologio dorata della Chambre de Commerce. Merita una salita il campanile del Hôtel de Ville, Patrimonio UNESCO, per una vista sulla città, mentre il Palais des Beaux-Arts custodisce opere di Rodin, Renoir, Monet e Picasso. Da non perdere anche La Piscine di Roubaix, ex piscina art déco trasformata in museo, e le celebri gaufre (waffle) di Meert, storica pasticceria ottocentesca.

Il mare che non ti aspetti: tre mete lontane dalla folla da raggiungere con la promo easyJet

Par : elenausai10
14 juillet 2026 à 14:00

Il mare più bello non è sempre quello di cui parlano tutti. Il Mediterraneo, e non solo, nasconde ancora angoli capaci di sorprendere chi li scopre per la prima volta: coste meno battute, colori che non ti aspetti, atmosfere lontane dal turismo di massa. Non serve andare troppo lontano per trovarli e con la nuova promo easyJet costano anche meno.

Fino al 15% di sconto su rotte selezionate da e per l’Italia, per viaggiare tra il 1 agosto e il 31 ottobre 2026: l’offerta è valida fino al 16 luglio 2026 alle 9:00. Ecco tre mete di mare che vale la pena scoprire prima che diventino la prossima meta di tendenza.

Da Milano Linate alla Corsica

La Corsica è la prova che il Mediterraneo sa ancora sorprendere. L’isola alterna montagne che superano i duemila metri a coste che si estendono per oltre mille chilometri, tra baie di sabbia fine, calette di ciottoli e acque trasparenti perfette per nuotare, remare in kayak o semplicemente lasciarsi cullare dalla barca. Nel golfo di Porto, le scogliere rosse delle Calanche de Piana si specchiano nel mare accanto alla riserva di Scandola, un angolo di natura protetto dall’UNESCO che lascia senza fiato.

A sud, spiagge come Palombaggia e Santa Giulia regalano un mare turchese che ricorda i Caraibi più che l’Europa, mentre a nord, tratti come Saleccia e Ostriconi restano accessibili solo a piedi o in fuoristrada, custodendo un’autenticità sempre più rara.

Da Napoli a Preveza

Preveza, invece, è una meta in Grecia che offre un compromesso raro: mare cristallino e storia autentica, in un contesto ancora lontano dal turismo di massa. La città si affaccia su due bacini d’acqua diversi, il Mar Ionio da un lato e il Golfo di Amvrakikos dall’altro, ed è circondata da una costa frastagliata di 60 chilometri che alterna baie riparate, spiagge dorate e scogliere a picco.

Tra queste spicca Monolithi, che con i suoi 22 chilometri di sabbia fine detiene il record della spiaggia più lunga dei Balcani, mentre le acque turchesi di Alonaki Fanariou ricordano i Caraibi. Il centro storico, di impronta veneziana, si esplora senza fretta tra la Torre dell’Orologio e le chiese ottocentesche, mentre nei dintorni si trovano le rovine romane di Nicopoli e il fiume Acheronte, che nella mitologia greca segna il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Da Napoli a Hurghada

A Hurghada, il deserto egiziano incontra le acque calde e cristalline del Mar Rosso. La città, perfetta per un viaggio di fine estate, si estende per circa 40 chilometri lungo la costa, tra spiagge di sabbia bianca con acque che permettono di ammirare da vicino i coloratissimi fondali, nuotando tra pesci e coralli tropicali.

Al largo, l’arcipelago di Giftun custodisce isole come Mahmya e Abu Minqar, raggiungibili solo in barca e apprezzate per le acque incontaminate. Chi preferisce restare a terra può esplorare invece il deserto in quad, oppure passeggiare la sera lungo la Hurghada Marina.

Eclissi solare totale 2026, il volo che permette di ammirarla da una prospettiva unica

Par : elenausai10
14 juillet 2026 à 13:00

Il 12 agosto 2026, il cielo d’Europa e del Nord Atlantico sarà protagonista di uno degli eventi astronomici più attesi del decennio: un’eclissi solare totale che trasformerà il giorno in un breve crepuscolo. La fascia di totalità toccherà in particolare la Spagna settentrionale, l’Islanda e la Groenlandia, mentre gran parte del resto d’Europa potrà assistere solo a una fase parziale del fenomeno.

Per chi non vuole accontentarsi di guardare in su da un giardino o da una piazza cittadina, alcune compagnie aeree hanno pensato a soluzioni su misura per gli appassionati di astronomia: voli speciali, o rotte potenziate, capaci di regalare una prospettiva che da terra, semplicemente, non esiste. E per chi sogna un’esperienza ancora più immersiva, c’è anche la possibilità di ammirarla dal mare.

Brussels Airlines

L’Airbus A320 della Brussels Airlines, noleggiato appositamente per l’occasione e organizzato dall’osservatorio pubblico Volkssterrenacht Urania, in collaborazione con l’Università di Anversa e la Vrije Universiteit Brussel (VUB), decollerà dall’aeroporto di Bruxelles nella prima serata del 12 agosto. Sorvolerà la Francia occidentale in direzione della regione di Nantes, inseguendo letteralmente l’ombra della Luna.

A bordo, potrete godere di una visuale libera da ostacoli. Dal Belgio l’eclissi non sarà totale, ma comunque spettacolare: secondo le stime di Urania, il disco solare risulterà oscurato dalla Luna per circa l’89-91% al suo massimo, poco dopo le 20:00 ora locale.

Ocean Explorer

C’è chi può scegliere di allontanarsi ancora di più dalla terraferma, puntando dritto verso il Circolo Polare Artico. L’ultima eclissi totale osservata a quelle latitudini risale al 2015 e la prossima occasione sarà proprio quella del 12 agosto 2026. Per viverla è stata pensata una spedizione di 17 giorni a bordo della moderna Ocean Explorer.

A bordo, i passeggeri avranno anche l’occasione di confrontarsi con il cartografo di eclissi Michael Zeiler, che condividerà la sua esperienza su osservazione delle eclissi, astronomia e meccanica celeste. Il viaggio si snoda per oltre 2.200 miglia nautiche e non si limita all’osservazione del fenomeno, ma è anche un modo per esplorare la Groenlandia nord-orientale e meridionale, tra iceberg, ghiacciai e fiordi.

Air Charter Service

C’è anche chi ha deciso di ribaltare la logica del volo-spettacolo, trasformando l’aereo non in un punto di osservazione in quota, ma in uno strumento per raggiungere, all’ultimo minuto, il posto giusto sulla Terra dove ammirare l’eclissi totale. È il caso del volo esclusivo con partenza e rientro in giornata da Londra Stansted, il 12 agosto 2026, verso una tra tre destinazioni possibili: Valladolid o le Isole Baleari, in Spagna, oppure Keflavík, in Islanda. Tre tra i migliori punti di osservazione al mondo per la fascia di totalità.

Delta e Alaska Airlines

Non tutte le compagnie aeree hanno puntato sullo spettacolo visto dall’alto: Delta Air Lines e Alaska Airlines hanno scelto una strada più pratica, ovvero portare più viaggiatori possibile a destinazione in tempo utile, lasciando poi che sia il suolo islandese a fare il resto.

Delta aggiungerà voli extra tra l’aeroporto John F. Kennedy di New York e l’Islanda l’8 e il 9 agosto, per dare a più passeggeri la possibilità di arrivare con qualche giorno di anticipo e assistere all’eclissi del 12 agosto direttamente da terra, all’interno della fascia di totalità. Alaska Airlines, invece, opererà voli stagionali giornalieri e diretti tra Seattle e Reykjavík, con partenza da Seattle alle 18:35 e arrivo la mattina successiva alle 9:00, in modo da lasciare ai viaggiatori un’intera giornata per esplorare l’isola prima del grande momento.

Una delle spiagge più famose del mondo sta per cambiare per sempre

Par : elenausai10
14 juillet 2026 à 12:00

Non è la prima volta che le barche restano ormeggiate al largo e che i bagnanti debbano accontentarsi di guardare la spiaggia di Navagio dall’alto della scogliera. Anche per la stagione estiva 2026, l’accesso alla spiaggia più fotografata di Zante resta vietato fino al 31 ottobre. Ma la vera notizia non è la chiusura stagionale, ma quello che succederà dopo.

Le autorità greche hanno annunciato un piano per allargare la spiaggia di 30 metri verso il mare, riversandovi 45.000 metri cubi di ghiaia. L’obiettivo è salvare l’unico vero motivo per cui questa spiaggia è diventata un’icona globale: il relitto arrugginito che le ha dato il nome e che oggi si trova a soli 25 metri dall’acqua, eroso dalle onde anno dopo anno. Per preservare il simbolo, il paesaggio che lo circonda dovrà necessariamente cambiare.

Frane, terremoti e un relitto a rischio

La spiaggia di Navagio non è nuova alle emergenze. Nel 2018, il crollo di una porzione di scogliera ferì sette persone, costringendo a una chiusura immediata. Nel 2022 fu un terremoto di magnitudo 5.4 a far scattare l’allarme. Oggi, dopo le ispezioni dell’Organizzazione per la Pianificazione e Protezione Antisismica (OASP), che hanno rilevato un rischio concreto di frane estese, l’accesso resta bloccato per l’intera stagione estiva.

Le autorità greche rivalutano le condizioni di sicurezza due volte l’anno, un dettaglio che racconta bene quanto la situazione resti precaria. Il progetto di ampliamento sembra, in questo senso, il primo tentativo di affrontare il problema non con un’ennesima chiusura d’emergenza, ma con un intervento strutturale pensato per durare.

Dietro questa fragilità geologica, però, c’è anche un’altra storia: quella della nave che ha reso il luogo celebre in tutto il mondo. Arenatasi nell’ottobre del 1980, l’imbarcazione ha trasformato una baia isolata in uno dei paesaggi costieri più riprodotti su cartoline, guide turistiche e feed di Instagram. Ma il tempo e il mare non sono stati clementi: lo scafo metallico si è progressivamente e significativamente corroso ed è proprio per questo che le autorità hanno deciso di intervenire.

Il relitto arrugginito di Navagio Beach a Zante, fotografato dal mare
Getty Images
La nave arenata nel 1980

Come cambierà la spiaggia di Navagio

Il piano prevede di spostare la linea di costa di 30 metri, allontanando così il relitto dalla portata delle onde. Solo una volta completata questa fase di ampliamento, con i 45.000 metri cubi di ghiaia già stanziati, potrà iniziare il vero restauro della nave. È un approccio insolito alla conservazione: invece di intervenire direttamente sul relitto, si agisce prima sulla spiaggia che lo circonda, spostando la costa per guadagnare tempo contro la corrosione.

Zante è già stata segnalata come una delle mete più sovraffollate d’Europa e Navagio ne è da anni il simbolo più fotografato e meno vissuto: milioni di persone la conoscono attraverso un’immagine dall’alto, pochissime l’hanno effettivamente calpestata e ora nessuno potrà farlo per mesi. L’intervento in corso, del resto, non restituirà ai visitatori la spiaggia esattamente com’era: i 30 metri di ghiaia aggiuntivi cambieranno la conformazione della costa.

Quando i lavori saranno completati e il relitto sarà infine restaurato, Navagio tornerà probabilmente ad affollare le liste dei luoghi più belli del mondo. Ma la spiaggia che i turisti fotograferanno da quel momento in poi sarà, di fatto, diversa da quella che ha reso celebre questo angolo di Grecia.

Il weekend che rigenera: 3 mete in Europa per rallentare con l’offerta flash di Ryanair

Par : elenausai10
14 juillet 2026 à 11:00

Basta agende piene o liste infinite di cose da vedere in 48 ore: quello che molti viaggiatori stanno cercando è un ritmo diverso, fatto di passeggiate senza meta, colazioni lunghe e silenzi che non vanno riempiti a tutti i costi. Le mete perfette per questo tipo di fuga non sono necessariamente lontane, anzi, possono essere raggiunte facilmente anche con la nuova offerta flash di Ryanair.

Grazie allo sconto del 15%, prenotando entro il 15 luglio 2026 potrete volare tra il 1 agosto e il 30 settembre 2026 verso alcune delle destinazioni più adatte a un weekend lento e rigenerante.

Ecco le nostre proposte!

Da Bari a Zara

Tutti conoscono la Croazia delle spiagge scintillanti e delle città costiere prese d’assalto d’estate. Ma a Zara, e nei borghi che la circondano, si respira un’atmosfera completamente diversa. Il centro storico, racchiuso dalle antiche mura romane, conserva un fascino sobrio ed elegante, lontano dal caos delle mete più patinate: qui il tempo scorre più lento, tra vicoli stretti, campanili e un mare che lambisce direttamente le pietre della città vecchia.

La mattina si passeggia tra i mercati locali, dove i piccoli produttori vendono formaggi, olio e verdure a prezzi che altrove sarebbero tripli. Nel pomeriggio, un caffè all’aperto in una delle tante piazze basta a rallentare i pensieri. E quando il sole comincia a calare, ci si ritrova tutti sulla riva, richiamati dal suono ipnotico dell’Organo Marino, per assistere al tramonto: il modo perfetto per chiudere una giornata senza fretta.

Da Milano Bergamo a Porto

Anche nella città di Porto il tempo si misura in passeggiate. La città invita a perdersi tra i quartieri del centro storico, dove le facciate ricoperte di azulejos raccontano secoli di storia a chi ha voglia di fermarsi a guardarle, dalla Cappella delle Anime alla stazione di São Bento, un vero e proprio museo a cielo aperto. Il ritmo lento continua al Mercado do Bolhão, tra banchi di pesce fresco, formaggi tagliati al momento e succhi di frutta preparati sul posto, perfetto per un pranzo informale senza fretta, da consumare in piedi o sulle scale all’entrata della struttura.

Nel pomeriggio, ci si concede una sosta in una delle cantine lungo il Douro per una degustazione di vino di Porto, mentre la sera scende lenta sul fiume. Anche l’architettura contemporanea, firmata da nomi come Álvaro Siza Vieira, si scopre con calma, passeggiando da un quartiere all’altro senza un itinerario troppo rigido.

Da Venezia M. Polo ad Helsinki

Se le altre due mete raccontano il classico fascino lento della costa, Helsinki propone una versione diversa dello stesso concetto: rallentare cercando il fresco, non il sole. È la meta ideale per chi segue il trend della coolcation, sempre più diffuso tra chi vuole sfuggire alle temperature roventi dell’estate senza rinunciare a un vero momento di rigenerazione.

Qui il benessere è quasi una filosofia di vita: le saune pubbliche affacciate sul mare sono un rituale quotidiano, non un lusso occasionale. A conferma di questa vocazione è nata da poco Saunasaari, l’Isola della Sauna, raggiungibile da Helsinki in circa 15 minuti di taxi d’acqua: un piccolo villaggio di cottage in legno con vasche idromassaggio riscaldate a legna, pensato per alternare il calore del vapore ai tuffi rigeneranti nelle acque del Mar Baltico.

Il design minimalista della città, i grandi parchi urbani e le passeggiate lungo il porto completano il quadro di un ritmo pacato, lontano dal caos.

Ecco le mete da crociera che fanno sognare gli italiani adesso: c’è una sorpresa in classifica

Par : elenausai10
14 juillet 2026 à 07:30

La crociera continua a esercitare un fascino fortissimo sugli italiani, ma il modo in cui la immaginiamo sta cambiando volto. Una recente indagine di AstraRicerche realizzata per MSC Crociere, diffusa in occasione della Giornata Internazionale del Mediterraneo dell’8 luglio, racconta un popolo di sognatori più che di navigatori: quasi 7 italiani su 10 (69,8%) desiderano vivere l’esperienza di una crociera, ma solo il 18,3% l’ha effettivamente già provata.

E se la meta del cuore tra quelli che scelgono questa modalità di viaggiare resta il Mediterraneo, a sorprendere è il resto della classifica: due destinazioni più lontane stanno guadagnando terreno, complici soprattutto i viaggiatori più giovani.

Caraibi e Nord Europa tra le mete più sognate

Il dato più interessante della ricerca è la crescita di due mete che fino a poco tempo fa venivano considerate di nicchia rispetto al bacino del Mediterraneo: i Caraibi, scelti dal 36% degli intervistati, e il Nord Europa che, seppur fermandosi al 32,3%, risulta in continua crescita.

A spingere questi numeri verso l’alto è soprattutto la fascia d’età più giovane. Tra i 18 e i 29 anni, infatti, l’interesse si sposta con decisione verso itinerari a lungo raggio, con i Caraibi in prima fila. Superata la soglia dei 30 anni, invece, la tendenza si inverte e tornano a prevalere le rotte più vicine e conosciute, con il Mediterraneo che tocca il suo picco di popolarità proprio tra i 40 e i 49 anni.

Si delinea, quindi, una vera e propria frattura generazionale nel modo di intendere la crociera: per le nuove generazioni sembra diventare anche un’occasione per esplorare mondi lontani e meno battuti, mantenendo però un elemento di comodità e continuità che la nave, a differenza di altre formule di viaggio, riesce comunque a garantire.

Il Mediterraneo e la voglia di relax ed esperienze

Nonostante l’avanzata di Caraibi e Nord Europa, il Mediterraneo mantiene saldamente il primo posto nel cuore degli italiani, scelto dal 46% degli intervistati come destinazione ideale per una crociera. Familiarità, vicinanza e un patrimonio culturale e paesaggistico difficile da eguagliare continuano a renderlo il punto di riferimento assoluto, soprattutto per chi ha superato i 40 anni.

Ma la ricerca suggerisce anche che la scelta della meta, da sola, non basta più a spiegare l’attrattiva della crociera. Interrogati sulle parole che associano a questo tipo di vacanza, gli intervistati mettono al primo posto il relax (63,3%), seguito da divertimento (42%) e scoperta (34,5%). Sono proprio questi elementi trasversali, più che una specifica rotta geografica, a spingere sempre più persone a considerare la nave come alternativa ad altre formule di viaggio: il 39,5% del campione la giudica infatti più rilassante rispetto a hotel o villaggi, mentre per un italiano su quattro (25,2%) rappresenta un’esperienza di livello superiore.

Il quadro che emerge, insomma, è quello di una vacanza che non si sceglie più soltanto guardando una cartina geografica, ma valutando quanto un’esperienza sappia conciliare comodità, novità e assenza di pensieri. Il Mediterraneo resta la base sicura su cui tanti italiani continuano a fare affidamento, ma i nuovi orizzonti, con i Caraibi in testa, raccontano una voglia di allargare lo sguardo che, generazione dopo generazione, sembra destinata a crescere ancora.

Dove andare ad agosto in Grecia: isole, borghi e atmosfere estive oltre le solite mete

Par : elenausai10
13 juillet 2026 à 17:00

Per chi guarda alla Grecia per una vacanza estiva, la scelta ricade quasi sempre sugli stessi tre o quattro nomi: Mykonos, Santorini, Creta. Eppure il Paese non è fatto solo delle sue isole più famose. Tra le migliaia di chilometri delle sue coste e i luoghi dell’entroterra ad agosto, con il suo carico di calura, luce accecante e feste di paese, c’è spazio per scoprire anche i borghi di montagna, le penisole selvagge della terraferma e le isole minori rimaste ai margini delle rotte più battute, dove il mare non è meno bello, ma la folla, quella sì, è molto più contenuta.

Ecco sette luoghi, tra isole meno conosciute, villaggi autentici e appuntamenti che si ripetono ogni anno, da segnare in agenda o nell’itinerario per il vostro viaggio dell’estate.

Paleokastritsa, la baia a trifoglio di Corfù

Sulla costa nord-occidentale di Corfù, a circa 25 chilometri dalla città, si trova una delle spiagge più spettacolari, e ancora relativamente sottovalutata, di tutta la Grecia: Paleokastritsa. Non si tratta in realtà di un’unica spiaggia, ma di cinque baie ravvicinate incastonate tra promontori verdissimi, con acque che virano dal turchese allo smeraldo.

La baia principale, Agios Spiridonas, è ideale per lo snorkeling grazie alle acque calme, mentre le insenature più piccole come Agia Triada, Platakia o Ambelaki regalano momenti di quiete anche in alta stagione. A vegliare su tutto è il Monastero di Theotokou, fondato nel 1225, che si raggiunge con una piacevole passeggiata di 10-15 minuti e ospita, tra le altre cose, un antico pozzo dei desideri.

Zante e la Festa di San Dionisios

Famosa per le sue scogliere a picco sul mare e la famosa spiaggia del relitto, Zante ad agosto, seppur particolarmente affollata, rivela anche un’anima inaspettata, profondamente legata alle sue radici culturali e spirituali. Il 24 agosto, infatti, l’isola celebra il proprio patrono, San Dionisios. Durante la ricorrenza, una solenne processione attraversa le vie del centro cittadino, accompagnata dal suono a festa delle campane, dai canti tradizionali e dalle note delle bande musicali locali.

Oltre alle spiagge, per vivere appieno questo periodo il consiglio è di abbinare le celebrazioni e il relax a un tour esplorativo dell’entroterra: tra uliveti secolari, borghi collinari e taverne a conduzione familiare, ritroverete lo spirito nativo e più vero dell’arcipelago ionico anche in alta stagione.

Karpathos, l’isola segreta del Dodecaneso

Incastonata tra Creta e Rodi, Karpathos conserva un’indole fiera e viscerale, ancora distante dai grandi flussi turistici dell’Egeo. Il suo cuore identitario batte a Olympos, un borgo arroccato a nord dove la vita quotidiana segue ritmi d’altri tempi: qui le donne indossano ancora abiti tradizionali ricamati e si parla un dialetto d’origine arcaica.

Il litorale regala un forte contrasto paesaggistico, alternando scogliere ventose amate da chi pratica windsurf a cale scenografiche come Apella, Kyra Panagia e le più appartate Kato Lakos e Ai-Giannis. Ad agosto, l’isola si accende durante le panigiria, feste popolari dove la musica del Dodecaneso e i piatti tipici uniscono vallate e piazze. Inoltre, raggiungere questo angolo di Grecia è facile dall’Italia perché dal 5 agosto 2026 debutta il volo diretto Volotea da Verona, operativo ogni mercoledì, perfetto per organizzare una fuga estiva tra mare incontaminato e cultura locale.

Strade colorate del villaggio di Olympos, Karpathos
iStock
Strade colorate del villaggio di Olympos

Tinos e il pellegrinaggio della Panagia

Se c’è un’isola in cui il Ferragosto greco raggiunge il suo apice, quella è Tinos, nelle Cicladi. Ogni 15 agosto migliaia di fedeli si recano in pellegrinaggio, spesso a piedi e in ginocchio, fino alla chiesa di Panagia Evangelistria, che custodisce un’icona considerata miracolosa: è uno dei momenti più intensi e suggestivi di tutta la Grecia religiosa, paragonabile per importanza a Lourdes o Fatima.

Ma Tinos non è solo devozione: l’isola, meno frequentata di Mykonos e Santorini, nonostante sia a un passo da entrambe, custodisce oltre quaranta villaggi tradizionali, spiagge incontaminate come Kolymbithra e Agios Sostis, sentieri escursionistici tra paesaggi quasi lunari e una lunga tradizione di marmisti che l’hanno resa nota anche come “l’isola degli artisti”.

Il Pelion, la penisola di terraferma tra mare e montagna

Chi pensa che per fare il bagno in Grecia sia necessario per forza imbarcarsi su un traghetto, non conosce ancora il Pelion (o Pilio), la penisola montuosa della Tessaglia che si tuffa nel Mar Egeo, poco a est di Volos. Qui, il paesaggio non ha nulla a che vedere con le Cicladi da cartolina: boschi fitti, uliveti secolari e villaggi di pietra arroccati sulla montagna, che digradano verso spiagge selvagge raggiungibili spesso solo a piedi.

Il borgo più celebre è Damouchari, piccolo porto naturale diventato famoso per aver ospitato alcune scene del film Mamma Mia!, ma tutta la costa orientale regala calette spettacolari come Fakistra, Mylopotamos (divisa in due da un arco di roccia) o Papa Nero. Per gli amanti del trekking, un giro sul trenino a vapore che collegava un tempo Volos a Milies è un’esperienza da non perdere, così come le passeggiate tra i villaggi di Makrinitsa e Tsagarada, con le loro piazze ombreggiate dai platani secolari.

Il villaggio greco di Agia Kiriaki
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Il villaggio greco di Agia Kiriaki nella regione del Pelion

Agistri, nel Golfo Saronico

Probabilmente non avete mai sentito parlare dell’isola di Agistri, con i suoi soli 13 chilometri quadrati. Dominata dai profumi di resina dei pini d’Aleppo che digradano fino a riva, si gira facilmente lungo l’unica strada interna che collega il porticciolo di Skala, dominato dalle cupole azzurre della chiesa di Agioi Anargyroi, fino al tranquillo borgo rurale di Limenaria.

Le spiagge regalano un litorale vario e limpidissimo: dalla sabbia ideale per famiglie a Skala alla baia scenografica di Chalikiada incastonata tra pareti rocciose, fino alla piattaforma naturale di Mariza. Il punto più iconico resta Aponisos, una laguna smeraldina collegata alla terraferma da un pontile, perfetta per giornate di mare lento tra tuffi e tappe nelle classiche taverne di pesce.

Zagorochoria, i villaggi di pietra dell’Epiro

Chiudiamo i nostri consigli con una meta che sfata il luogo comune “Grecia uguale mare”. Vi suggeriamo, infatti, Zagorochoria, un altopiano montuoso dell’Epiro, al confine con l’Albania, che raccoglie 46 villaggi di pietra incastonati tra i monti del Pindo settentrionale.

È la Grecia più fresca e verde che si possa immaginare, perfetta per una coolcation, quindi per chi cerca sollievo dal caldo di agosto senza rinunciare al fascino ellenico: case in pietra con tetti d’ardesia, piazze ombreggiate da platani secolari e ponti a schiena d’asino che attraversano torrenti limpidi.

Il cuore dell’area è la Gola di Vikos, il canyon più profondo al mondo in rapporto alla sua larghezza: la si può ammirare dai punti panoramici di Oxya, a Monodendri, o di Beloi, raggiungibile con una breve camminata dal villaggio di Vradeto.

Ponte di Noutsos a Zagorochoria
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Il ponte di Noutsos a Zagorochoria

Il Castello di Thiene è il tesoro nascosto che non ti aspetti, nel cuore del Veneto

Par : elenausai10
13 juillet 2026 à 16:00

Al primo piano del Castello di Thiene c’è una finestra a cinque luci, gotica, che non esiste in nessun’altra villa veneta di terraferma costruita nel Quattrocento. Un dettaglio da solo sufficiente a giustificare una deviazione da Vicenza o Bassano. Ma non fatevi confondere dal nome “castello”: qui non c’è mai stato un fossato, né una vera funzione difensiva.

La storia del Castello di Thiene

Tutto comincia nel 1441, quando Francesco Porto senior eredita un patrimonio fondiario concentrato tra Thiene, Marano e Malo e decide di costruirsi una dimora all’altezza. I lavori partono attorno al 1450 e il risultato è già all’epoca considerato un caso a parte: uno degli edifici gotici più importanti sorti nel Vicentino a uso civile.

Da lì in poi è un susseguirsi di generazioni che aggiungono, ampliano, abbelliscono. Francesco Porto junior, nel Cinquecento, fa alzare l’ultimo piano, decorare le facciate con cavalli e medaglioni di imperatori romani e cura un giardino che oggi sopravvive solo nei documenti d’archivio. Suo nipote Giovanni fa scavare un pozzo firmato Palladio, mentre nel Settecento arriva Francesco Muttoni a disegnare le scuderie, con la collaborazione della bottega degli scultori Marinali. Ogni epoca lascia un segno, senza mai cancellare quello precedente.

L’ultimo discendente diretto, Guardino Colleoni-Porto, muore senza eredi e lascia tutto a un cugino, Antonio Thiene. Il castello resta così in mano alla stessa stirpe fino a oggi, custodito dagli attuali proprietari, i Conti di Thiene.

Cosa vedere dentro il castello

Dal punto di vista architettonico, gli storici considerano il castello un ponte tra il gotico veneziano e quella tradizione della villa che, qualche decennio dopo, Palladio porterà alle sue vette più celebri.

Una volta entrati al suo interno, le sale vi racconteranno cinque secoli di stratificazioni: affreschi cinquecenteschi, una sala con la Caduta di Fetonte dipinta a fine Settecento, arredi accumulati da generazioni diverse senza mai un restauro che azzerasse tutto e ripartisse da zero. È proprio questa continuità, più che un singolo capolavoro, il vero valore di questa dimora, tra le più belle del Veneto.

C’è poi un tesoro meno visibile, ma altrettanto prezioso: l’archivio storico del castello, vincolato dal 1972 e riconosciuto di interesse regionale, che raccoglie una mole enorme di documenti su pergamena e carta. Dal 2022 un’associazione dedicata ne cura la valorizzazione e chi è curioso può prenotare una visita guidata con un archivista, un’esperienza decisamente fuori dal solito giro turistico!

Per chi vuole spingersi oltre una visita mordi e fuggi, il castello offre anche camere per pernottare all’interno della dimora storica.

Gli eventi dell’estate 2026

Oltre alle visite, il Castello di Thiene apre le sue porte con un ricco calendario estivo. Il 19 luglio e il 16 agosto apre eccezionalmente spazi solitamente chiusi al pubblico: la chiesetta gotica, le antiche cucine e il sotterraneo cinquecentesco. Chi cerca qualcosa di ancora più esclusivo può partecipare ai Secret Tour organizzati, con accesso al cucinone antico e ai sotterranei.

Da fine agosto a inizio settembre, invece, il castello cambia completamente registro: diventa la sede della Scuola di Magia Italiana, un’esperienza immersiva per bambini dai 6 ai 13 anni, in scena ormai dal 2019.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di Thiene sorge nel cuore del centro storico della città, proprio di fronte al municipio, all’inizio del corso principale in zona a traffico limitato.

In auto, si arriva tramite l’autostrada Valdastico A31 (uscita Thiene-Schio) oppure con la Pedemontana Veneta (uscite Breganze o Malo). In treno, la linea Vicenza-Schio ferma direttamente in città, mentre le autolinee collegano Thiene con Vicenza, Schio, Bassano e Asiago.

Una mattina qui, un pomeriggio a Vicenza, una sera a Bassano sul Ponte Vecchio: è un itinerario che regge benissimo anche in un solo weekend, con il Castello di Thiene come sorpresa che vale, da sola, la deviazione.

Sonsbeek, la rassegna che trasforma il parco di Arnhem in un museo a cielo aperto

Par : elenausai10
13 juillet 2026 à 14:00

Chi entra nel parco di Sonsbeek, resta disorientato: quello che si trova davanti agli occhi è un’opera d’arte o un albero secolare che la sovrasta? È esattamente l’effetto voluto. Fino all’11 ottobre, ad Arnhem, nei Paesi Bassi, la più antica rassegna d’arte pubblica d’Europa torna con la sua tredicesima edizione, intitolata Ik hoef geen tuin, ik deel een park, ossia “Non ho bisogno di un giardino, condivido un parco”.

Non un museo trasferitosi all’aperto, ma un parco che rifiuta l’idea stessa di essere posseduto, curato, recintato. Tra installazioni monumentali, cinema, performance e passeggiate guidate, Sonsbeek 2026 chiede al visitatore di fare qualcosa che i musei tradizionali raramente pretendono: coesistere.

Un parco nato dalle macerie

Sonsbeek nasce nel 1949, in una città che porta ancora addosso le ferite della battaglia di Arnhem, l’operazione militare avvenuta nei Paesi Bassi nel settembre 1944 e raccontata anche nel film Quell’ultimo ponte del 1977. In quel contesto, l’idea di riportare arte e persone in uno spazio aperto non era un vezzo estetico, ma un atto di ricostruzione civica. Da allora, la rassegna si è svolta sempre tornando allo stesso luogo simbolico: un giardino paesaggistico ottocentesco disegnato per sembrare natura spontanea, oggi trasformato nel palcoscenico di una domanda molto più radicale su chi ha diritto a quello spazio.

Opera di Jota Mombaça
Django van Ardenne
Opera a cielo aperto di Jota Mombaça

È una domanda che, per chi visita l’Europa, suona sorprendentemente familiare. Sempre più spesso, infatti, si nota come lo spazio pubblico rischi di diventare accessibile solo a pagamento, mentre gesti un tempo scontati, come sedersi all’ombra o bere a una fontana, si fanno sempre più rari. Sonsbeek sembra rispondere in anticipo a questa preoccupazione, riportando al centro l’idea di un parco come bene comune, non come lusso da consumare.

Installazione dell'artista Mounira Al Solh nel parco di Sonsbeek, Arnhem, edizione 2026
Django Van Ardenne
Un’opera di Mounira Al Solh, tra gli artisti internazionali coinvolti in Sonsbeek 2026

Il programma del 2026

Il programma di quest’edizione riunisce diciotto tra artisti e collettivi internazionali, da Forensic Architecture a Jumana Manna, da On Kawara al collettivo locale Loesje, da cui nasce lo slogan-titolo, chiamati a lavorare su memoria, paesaggio e convivenza tra specie.

Le opere non sono confinate al parco: coinvolgono anche il centro città, con istituzioni partner come Museum Arnhem e Rozet. Accanto alla mostra corre Spiral Movements, un ricco programma pubblico di talk, tour e incontri con gli artisti pensato apposta per essere vissuto più volte, non esaurito in una sola visita. A completare l’offerta, tra agosto e settembre, il cinema: otto appuntamenti tra classici e cortometraggi d’artista firmati Focus Filmtheater.

L'opera di Ipeh Nur
Majon Gemmeke
La suggestiva opera di Ipeh Nur

Forse è proprio una frase della curatrice Christina Li a racchiudere meglio lo spirito dell’edizione: muoversi nello spazio senza forzarlo, quasi come nel Tai Chi, imparando a leggerlo invece di imporsi su di esso. Un’immagine che vale anche come istruzione per l’uso, per chi arriva ad Arnhem da turista: non c’è un percorso obbligato, né un’opera da spuntare sulla lista. C’è solo un parco, ottant’anni di storia sedimentata sotto i piedi e la possibilità di condividerlo con chiunque altro decida di attraversarlo nello stesso momento.

Dove andare in Sardegna ad agosto: le mete più belle (e alcune meno scontate)

Par : elenausai10
11 juillet 2026 à 13:00

Agosto, insieme a luglio, è sicuramente uno dei mesi più affollati dell’estate sarda, almeno nelle sue località più famose. L’ideale per scoprire l’isola sarebbe preferire altri periodi, ma non tutti possono fare vacanze durante il resto dell’anno. Per questo motivo, Agosto resta spesso il momento in cui si possono sfruttare le ferie, staccare la spina e preparare le valigie per scappare in uno dei luoghi più belli al mondo.

Se anche voi fate parte di questa categoria di viaggiatori e volete volare in Sardegna ad agosto, questi sono i luoghi dove andare per vivere l’isola in tutte le sue sfaccettature: dagli eventi tradizionali alle spiagge, fino ai siti archeologici.

Sassari e la Discesa dei Candelieri

Se, oltre a tuffarvi nel suo mare, volete scoprire anche l’anima culturale e storica della Sardegna, vi consigliamo di raggiungere Sassari. Il 14 agosto, la città celebra la Discesa dei Candelieri, un’emozionante festa Patrimonio UNESCO dove i Gremi, le storiche corporazioni di arti e mestieri, trasportano imponenti colonne lignee ballando a ritmo di tamburi tra le vie del centro.

Oltre all’evento, la città merita una visita approfondita: fate una passeggiata nel centro storico, ammirate l’esuberante facciata barocca della Cattedrale di San Nicola e, nei momenti più caldi della giornata, esplorate i reperti del Museo Nazionale Sanna e i dipinti esposti nella Pinacoteca Nazionale.

Nei dintorni, l’itinerario si arricchisce facilmente: potete concedervi un tuffo nelle acque di Platamona, rimanere incantati dal fascino sospeso dell’ex villaggio minerario dell’Argentiera affacciato sul mare, oppure visitare la maestosa basilica romanica di San Gavino nella vicina Porto Torres.

Il passato minerario del Sulcis Iglesiente

Nel Sud-Ovest dell’isola il paesaggio si fa più aspro e le strade si diradano: è la zona del Sulcis-Iglesiente. Qui, le gallerie e i pontili delle vecchie miniere si affacciano a picco sul Mediterraneo, in particolare a Porto Flavia dove i minerali venivano trasportati lungo tunnel scavati nella roccia fino alle navi ancorate sotto la scogliera. Un’ingegneria ottocentesca innovativa, sospesa tra terra e acqua, visitabile accompagnati da una guida.

Il Sulcis, però, non è solo miniere: davanti al faro di Nebida c’è Pan di Zucchero, uno dei faraglioni più alti del Mediterraneo. Poco più a sud, la baia di Masua incornicia la stessa scogliera da un’angolazione diversa, con la galleria mineraria che si apre proprio sul mare. Chi cerca invece sabbia e vento trova a Porto Pino un sistema di dune che arriva a superare i venti metri d’altezza.

Pan di Zucchero al tramonto
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Il maestoso Pan di Zucchero al tramonto

Carloforte, un pezzo di Liguria nel Mediterraneo del sud

Sull’isola di San Pietro sorge Carloforte, fondata nel 1738 da una comunità di pescatori liguri arrivati da Tabarka, in Tunisia, dopo quasi due secoli di esilio. Un’origine che ancora oggi si sente nella lingua (il tabarchino, un dialetto ligure sopravvissuto al mare), nei caruggi colorati e in una cucina dove il cous cous convive con la pasta al pesto e il tonno.

Tra i vicoli, l’arco di S’Archiottu incornicia gli scorci più fotografati del centro storico. Ma è un’isola raggiungibile solo via traghetto e ad agosto conviene prenotare la traversata con largo anticipo: Carloforte non è un rifugio dalla folla, è piuttosto un pezzo di Liguria trapiantato nel Mediterraneo del sud, che vale la deviazione anche solo per l’atmosfera del porto all’ora dell’aperitivo.

Da vedere anche il faro di Capo Sandalo, punto più occidentale della Sardegna, e le saline dismesse alle spalle del paese, oggi popolate da fenicotteri e martin pescatore.

Tharros e la Penisola del Sinis

Andiamo nella Penisola del Sinis, dove Tharros conserva le rovine sovrapposte di tre civiltà (fenicia, punica e romana) affacciate direttamente sul mare. Poco distante, la chiesetta bizantina di San Giovanni di Sinis è considerata tra le più antiche della Sardegna ancora in uso.

La costa circostante alterna le dune di quarzo di Is Arutas, dove il prelievo della sabbia è vietato per legge, a calette meno note. Quella che vedrete al largo, invece, è l’isola disabitata di Mal di Ventre, raggiungibile con tour guidati in barca.

Tharros in Sardegna
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Le rovine di Tharros affacciate sul Mediterraneo

Bosa e le sponde del Temo

Situata lungo il Temo, unico fiume navigabile della Sardegna, Bosa affascina subito con le sue tipiche abitazioni dai toni vivaci, dipinte un tempo con tinte sgargianti dai pescatori per essere riconosciute facilmente dal mare. Passeggiate tra i vicoli del centro storico e risalite il quartiere medievale di Sa Costa per raggiungere il Castello Malaspina, dal quale godrete di una bella vista panoramica che domina tutta la vallata e la costa.

L’anima artigianale della cittadina rivive invece lungo la sponda del Temo, tra le antiche concerie, testimonianza della secolare lavorazione delle pelli che ha segnato l’identità del borgo.

I paesaggi selvaggi del Supramonte

L’anima più selvaggia della Sardegna si scopre nel Supramonte, un maestoso complesso montuoso di 35 mila ettari dove la natura regna sovrana tra canyon spettacolari, come la profonda Gola di Gorropu, doline imponenti e siti nuragici millenari come il misterioso villaggio ipogeo di Tiscali.

Chi arriva in questa zona per esplorare i sentieri di trekking e le grotte, non deve necessariamente rinunciare alla costa perché ciò che rende unico questo territorio è anche la sua straordinaria vicinanza al mare: dai bastioni calcarei si passa direttamente alle acque turchesi del Golfo di Orosei.

Il Supramonte, quindi, è la meta ideale per chi ama alternare impegnativi trekking tra foreste primordiali e sorgenti pure a giornate di totale relax in calette famose come Cala Mariolu e Cala Goloritzé.

Cala Mariolu
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La splendida Cala Mariolu

Costa Rei e il Sarrabus

Infine vi portiamo a Costa Rei, dove potrete immergervi nello straordinario paesaggio del Sarrabus, incorniciato dal profilo montuoso dei Sette Fratelli, un’oasi verde perfetta per passeggiate nella macchia mediterranea. Questa costa regala ben dieci chilometri di sabbia chiarissima e fondali bassi dalle sfumature smeraldine, serviti da ottime strutture per ogni tipo di viaggiatore.

Oltre alla lunga spiaggia cittadina, i dintorni vantano perle come Cala Pira, protetta da dune e sormontata da una torre aragonese, e Cala Sinzias, circondata da una rigogliosa pineta.

Il territorio vi sorprenderà anche nell’entroterra: a Castiadas vale la pena visitare l’ex Colonia Penale del 1877, oggi centro museale, mentre la vicina Muravera invita a scoprire l’ospitalità e le tradizioni locali, insieme ai murales che colorano la cittadina.

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