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Torna la Notte Celeste che accende le terme dell’Emilia-Romagna: eventi unici sotto le stelle

26 juin 2026 à 11:30

Dal 26 al 28 giugno 2026 l’Emilia-Romagna ospita la 14ª edizione della Notte Celeste, la grande festa diffusa dedicata al benessere termale che coinvolge 15 località e oltre 70 eventi. Un lungo weekend in cui le terme restano aperte fino a tarda sera, tra piscine illuminate, trattamenti rilassanti, concerti, cene sotto le stelle e attività all’aria aperta.

Il claim di quest’anno, “È Festa nella Terra dello Star Bene!”, racconta un’esperienza che unisce relax, intrattenimento e scoperta del territorio sotto il cielo estivo.

La grande festa diffusa tra terme, musica e benessere

La Notte Celeste si conferma come uno degli appuntamenti più attesi del turismo del benessere nelle terme dell’Emilia-Romagna, con 23 stabilimenti termali attivi tra Appennino e Riviera. Dal venerdì alla domenica, con il sabato 27 giugno come giornata clou, i centri termali aprono le porte a esperienze serali che uniscono cura del corpo e intrattenimento.

Secondo Roberta Frisoni, Assora Regionale a Turismo, Sport e Commercio dell’Emilia-Romagna, le località termali rappresentano un asset strategico dell’offerta turistica regionale, capaci di intercettare le nuove tendenze del benessere e della cura di sé. In questo contesto, dj set, concerti, passeggiate guidate, attività sportive e appuntamenti culturali si integrano con i percorsi termali, creando un calendario diffuso che coinvolge l’intero territorio. Il programma si estende dalle colline fino alla pianura, con iniziative che spaziano tra sport e cultura.

Eventi e località protagoniste dal 26 al 28 giugno

Dal parmense al riminese, il weekend coinvolge tante località simbolo del turismo termale come Riccione e il polo di Riminiterme, insieme ai centri dell’entroterra romagnolo come Bagno di Romagna (FC), Castrocaro Terme (FC) e Bertinoro (FC). Qui il programma della Notte Celeste si intreccia tra cultura, enogastronomia e relax, con eventi serali, aperitivi tematici e visite guidate nei borghi storici.

Sulla Riviera Adriatica le terme diventano palcoscenici a cielo aperto: a Riccione si alternano percorsi sensoriali e trattamenti notturni, mentre a Rimini la spiaggia si anima con musica, spettacoli e attività fino a tarda sera.

Non mancano esperienze originali come quella del cicloturismo dedicato al benessere con partenze dalle Terme di Cervia (RA) e arrivo a quelle di Castel San Pietro (BO), una pedalata slow di circa 80 km tra paesaggi iconici e natura, pensata per vivere il territorio in modo sostenibile.

A Riolo Terme (RA) e Punta Marina (RA) il benessere si unisce alle attività outdoor con piscine termali aperte, performance artistiche e percorsi nel Parco del Delta del Po. Anche Comacchio (FE) e i lidi ferraresi partecipano con musica dal vivo e serate a tema, mentre le località dell’entroterra propongono esperienze notturne tra massaggi sotto le stelle, degustazioni e camminate panoramiche.

A Salsomaggiore Terme (PR) si alternano pedalate con ospiti sportivi, come Claudio Chiappucci, e spettacoli lirici, mentre a Tabiano Terme (PR) il benessere incontra festival, conferenze e trattamenti rigeneranti.

Non mancano proposte a Montechiarugolo (PR) con il Festival Musica Bella dedicato a Gianni Bella, così come a Porretta Terme (BO), dove visite guidate e concerti serali valorizzano il patrimonio termale storico. Anche Castel San Pietro (BO) e Monterenzio (BO) propongono piscine aperte fino a tarda sera, street food e attività per famiglie.

Il programma completo con tutti gli eventi, le località e gli orari, si può consultare sul sito ufficiale La Notte Celeste.

Torna la Notte Celeste in Emilia-Romagna
iStock
Castrocaro Terme, in Emilia-Romagna

Festa della mamma 2026, sei idee last minute per viaggiare con la donna più importante

8 mai 2026 à 15:00

La Festa della mamma 2026 è l’occasione perfetta per condividere tempo insieme invece del solito dono materiale. E non serve organizzare un viaggio dall’altra parte del mondo: anche una fuga di un giorno, un weekend o un’esperienza immersa nella natura possono trasformarsi in un ricordo speciale. Dalle terme naturali ai city break low cost, passando per giardini in fiore, musei e notti in luoghi insoliti, ecco alcune idee last minute facili da organizzare in tutta Italia.

Italiani (e non solo) pazzi per le terme, tra acque rigeneranti e giorni di puro relax

22 janvier 2026 à 13:00

L’Italia continua a confermarsi una meta privilegiata per chi cerca vacanze all’insegna del benessere e della salute. Secondo le ultime stime, nel 2025 le presenze turistiche nelle località termali italiane hanno raggiunto i 24 milioni, generando un fatturato diretto superiore ai 5 miliardi di euro – dei quali 3 miliardi spesi da visitatori internazionali.

Gran parte di questo flusso proviene appunto dal turismo internazionale, che rappresenta circa il 60% della spesa complessiva (dati dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio Unioncamere-Isnart). Le terme non sono più solo luoghi di cura, ma veri e propri centri esperienziali, capaci di combinare trattamenti wellness, attività ricreative e un’immersione nel patrimonio culturale e paesaggistico del territorio italiano.

La filiera termale italiana: benessere e innovazione

Il turismo termale italiano attraversa una fase di rinnovamento e riposizionamento competitivo. Come sottolineato dal Presidente di Unioncamere Andrea Prete – durante il convegno “Il turismo termale italiano come driver di crescita del mercato” – questo tipo di turismo è un settore strategico che unisce salute, prevenzione e benessere in senso olistico, rispondendo a una domanda crescente sia interna che internazionale.

Le destinazioni più attrattive non sono quelle che offrono servizi singoli, ma quelle in grado di costruire percorsi coerenti e integrati, che includono acque termali, trattamenti personalizzati e attività legate al patrimonio culturale, al cibo tipico e al paesaggio locale.

I dati evidenziano come i turisti termali italiani (1 su 2) siano disposti a spendere in media 256 euro al giorno a testa (circa 90 euro in più del turista medio termale), con una forte concentrazione di Millennials (30,8%), che viaggiano soprattutto in coppia (49,4%) o con amici (17,5%).

Tra le spese principali figurano alloggio e ristorazione (circa 2 miliardi di euro), servizi termali, wellness e attività ricreative – divertimenti, cultura, eventi – (1,9 miliardi) e shopping di prodotti locali e Made in Italy – enogastronomia, abbigliamento, accessori – (1 miliardo).

La frequenza di ritorno è alta: sei turisti su dieci tornano nelle stesse località o strutture, consolidando una fidelizzazione che rende il settore stabile e in crescita.

In questo scenario, la qualità e la personalizzazione dei servizi rappresentano fattori determinanti per attrarre e mantenere visitatori, mentre l’offerta esperienziale aumenta l’appeal delle località anche per chi desidera scoprire la storia, l’arte e la gastronomia del territorio circostante.

I dati del turismo termale in Italia
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Relax e coccole in un centro termale

Internet e qualità sono fattori chiave

Il web gioca un ruolo fondamentale nella selezione delle destinazioni termali. Il 78% dei turisti termali prende decisioni basandosi su informazioni, promozioni e recensioni reperite online, dai siti web ai social network. La metà dei visitatori considera determinante il rapporto qualità/prezzo dell’offerta, mentre due su cinque sono influenzati dalla notorietà e dal branding della località termale.

Oltre ai trattamenti tradizionali, molte strutture offrono programmi wellness completi, yoga, percorsi detox e attività all’aperto, come passeggiate nei parchi termali o tour enogastronomici, che arricchiscono l’esperienza del visitatore.

Questo approccio integrato, unito a investimenti in infrastrutture e branding digitale, ha permesso al settore di posizionarsi su un segmento medio-alto, intercettando una clientela sempre specifica.

L’innovazione e la personalizzazione dei servizi, insieme all’integrazione con la cultura e il territorio, sono oggi i principali driver di crescita che trasformano le terme italiane in destinazioni capaci di attrarre turisti tutto l’anno, favorire l’indotto locale e promuovere la sostenibilità economica, sociale e culturale delle comunità ospitanti.

Il 60 % del turismo termale in Italia è internazionale
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Yoga e benessere alle terme

Ptuj, la European Best Destination del 2026 è slovena

14 décembre 2025 à 13:30

Perfetta sconosciuta per molti, sorpresa luminosa per chi invece la scopre: nel 2026 il titolo di migliore città europea per il patrimonio culturale non va a una capitale blasonata né a una da cartolina, ma a una piccola città slovena che ha fatto della storia vissuta, non solo conservata, il proprio tratto distintivo.

Si chiama Ptuj, ha poco più di 20.000 abitanti e un passato che affonda le radici nell’età della pietra, passa per l’Impero Romano e arriva fino a un presente vivacissimo, fatto di festival, vino, terme e tradizioni riconosciute dall’Unesco.

Il riconoscimento arriva dalla giuria di European Best Destination, che ha premiato Ptuj come Best Cultural Heritage Town in Europe 2026, sottolineando la capacità della città di tutelare il proprio patrimonio senza trasformarlo in un museo immobile. Qui la storia si indossa, si assaggia, si celebra per strada. E, soprattutto, si vive.

Ptuj, la più antica città della Slovenia

I romani la chiamavano Poetovio e non è un dettaglio da poco. Ptuj, in Slovenia, fu uno dei centri più importanti dell’area danubiana sotto l’Impero, complice una posizione strategica lungo il fiume Drava e una passione, tutta romana, si sa, per le terme.

Ptuj, panorama
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Splendido panorama della città di Ptuj

Ancora oggi, a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra, le sorgenti termali scandiscono il territorio, raccontando una continuità che dura da duemila anni. L’eredità romana non è relegata a qualche pannello esplicativo: tra aprile e ottobre la città propone visite guidate in costume, rievocazioni storiche e, ad agosto, i Giochi Romani, che trasformano le strade in un palcoscenico animato da centinaia di figuranti tra legionari, senatori e vestali. Un’esperienza che sorprende anche chi pensa di “aver già visto tutto”.

Accanto alla romanità, Ptuj custodisce un altro primato: il vino. Lo raccontano le anfore romane rinvenute in città, ma lo conferma soprattutto la Ptujska klet, la più antica cantina ancora attiva della Slovenia, fondata nel 1239 sotto il convento dei Francescani. Qui si conserva anche un autentico tesoro: lo Zlata trta del 1917, il vino sloveno più antico. Un luogo che unisce memoria e innovazione, proprio come la città che lo ospita.

Kurentovanje, festival e terme

Se c’è un momento in cui Ptuj mostra la sua anima più profonda è durante il Kurentovanje, il celebre Carnevale che ha valso alla città un posto tra le celebrazioni più affascinanti al mondo. Protagonista assoluto è il Kurent, maschera tradizionale slovena riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco: una figura imponente, vestita di pelli di pecora, campanacci e un copricapo inconfondibile, il cui compito è scacciare il male e augurare prosperità.

Il centro storico, per l’occasione, si trasforma in un grande museo etnografico all’aperto, dove il folklore non è una rievocazione forzata ma una tradizione ancora viva, condivisa dalle famiglie, dai visitatori e dagli artigiani che dedicano settimane alla creazione delle pesanti kurentije. Per approfondire questa tradizione esiste anche la Casa del Kurent, spazio interattivo pensato per tutte le età.

Nel centro storico di Ptuj, inoltre, tutto è a portata di sguardo: il castello millenario che domina la Drava dall’alto, la cattedrale di San Giorgio con il suo profilo inconfondibile, le piazze eleganti, i vicoli medievali e le case color pastello che raccontano secoli di storia senza mai risultare immobili.

Il calendario culturale di Ptuj, però, non si esaurisce con il Carnevale. Durante l’anno si susseguono eventi di respiro internazionale: dai Days of Wine and Poetry, che uniscono versi e calici, al festival di arte contemporanea Art Stays, fino ad Arsana, una delle principali rassegne musicali estive della Slovenia.

Febbraio, in particolare, è il mese ideale per scoprire anche l’anima più intima di Ptuj, magari per San Valentino: quella termale. Le Terme Ptuj, con oltre 4.000 metri quadrati di superfici d’acqua, piscine interne ed esterne, aree relax e centri benessere, offrono il contrappunto perfetto all’energia del Carnevale.

L’Italia domina il lusso mondiale: terme, hotel e wellness riscrivono la mappa del turismo 2025

12 décembre 2025 à 12:00

Milano ha acceso i riflettori su un settore che, anno dopo anno, continua a ridefinire la propria identità: stiamo proprio parlando del turismo di lusso. Con l’annuncio dei Travel & Spa Awards 2025, l’Italia non solo si conferma leader assoluta nel panorama del benessere globale, ma consolida una reputazione che coniuga tradizione, innovazione e un’abilità quasi innata nel trasformare l’ospitalità in esperienza culturale.

Tra terme storiche, hotel che sono ormai la meta stessa e destinazioni wellness emergenti, il Paese si impone accanto a giganti internazionali come Maldive e Dubai, offrendo un modello di accoglienza che rimane unico nel suo genere.

Italia al centro del turismo di lusso mondiale

La prima edizione dei Travel & Spa Awards ha trasformato Milano in un osservatorio privilegiato sulle tendenze del settore. Durante il gala di premiazione, non si è trattato semplicemente di annunciare le eccellenze: l’evento, infatti, ha delineato la geografia del turismo di domani, mettendo in luce come l’Italia rappresenti una bussola imprescindibile per chi cerca benessere, cura del dettaglio e qualità autentica.

A emergere, tra le categorie dedicate a hotel, spa e destinazioni, sono state realtà che incarnano la nuova idea di lusso: non ostentazione, ma profondità, comfort, sostenibilità e senso del luogo, ma anche persone, idee e valori che contribuiscono a definire l’esperienza del lusso.

Un percorso che va dalle acque terapeutiche della Maremma alle esperienze mediterranee d’autore, passando per resort internazionali capaci di ridefinire l’immaginario dell’ospitalità contemporanea.

Dalla migliore struttura wellness alla destinazione più ispirazionale, questi premi valorizzano le eccellenze in quattro aree principali: The Icons on Hospitality (le migliori realtà dell’ospitalità di alto livello), Spa & Wellness (eccellenze nel panorama internazionale del wellness), Travel & Lifestyle (eccellenze del viaggio esperienziale, dell’enogastronomia e del lifestyle di lusso) e Environment & Well-being (premio che riconosce il contributo straordinario verso un turismo più responsabile e rigenerativo, attraverso pratiche sostenibili d’impatto reale).

Il processo di selezione dei Travel & Spa Awards parte dalle candidature, che vengono valutate da una Giuria Tecnica composta da esperti di settore, giornalisti, consulenti e professionisti dell’hospitality, ma anche dalla Direzione Editoriale e del Direttore Responsabile. Per le categorie Reader’s Choice, invece, la scelta è affidata esclusivamente al pubblico, attraverso un portale di votazione apposito.

I vincitori 2025 tra terme, hotel e wellness experience

I premi assegnati nel settore dell’hotellerie e del wellness delineano una mappa precisa delle eccellenze mondiali, unendo località italiane e destinazioni internazionali che hanno saputo interpretare al meglio l’evoluzione dell’ospitalità di alto livello. Tra le spa, spiccano due nomi che rappresentano tradizione e innovazione nel mondo del benessere.

Fonteverde, in Toscana, conquista il titolo di Best Wellness Retreat, mentre le Terme di Saturnia ottengono il riconoscimento come Best Destination Spa, confermando la Maremma come una delle aree termali più apprezzate a livello globale.

Sul fronte medical wellbeing, Adler Balance a Ortisei viene premiata come Best Medical Spa e Plunhof – siamo in Val Ridanna – si distingue grazie al suo approccio originale al benessere, aggiudicandosi il premio Best Innovative Spa Concept.

Allargando lo sguardo agli hotel, il panorama è altrettanto ricco. Il titolo Best Luxury Hotel Experience va al noto Atlantis Paradise Island, simbolo dell’ospitalità internazionale, mentre l’Italia torna a brillare con il Tritone Luxury Thermae & Spa, ad Abano Terme, scelto come Luxury Hotel of the Year, dalla redazione.

A completare il quadro, il Mediterraneo Sorrento si aggiudica il titolo di Best Luxury Hotel of the Year assegnato dai lettori, confermando l’eccellenza campana nel settore dell’hotellerie di fascia alta. Sul versante dei resort, in Italia il Continentale Trieste è premiato come Best Luxury Urban Hotel.

Non manca la dimensione geografica: tra le destinazioni, la Slovenia si afferma come Best Wellness Travel Destination, mentre le Maldive ottengono il premio per la Best Destination Experience, a conferma della loro capacità di offrire viaggi rigeneranti in uno scenario incontaminato.

In chiusura, l’Italia viene votata come Reader’s Destination of the Year, un riconoscimento che sintetizza l’affetto, la fiducia e l’appeal del Paese presso i viaggiatori di tutto il mondo.

Capodanno alle terme con spa: le migliori destinazioni in Italia

Par : elenausai10
9 décembre 2025 à 14:00

C’è davvero qualcuno che non ha mai provato almeno una volta quella sensazione un po’ stonata del classico Capodanno? Feste affollate, cenoni interminabili e concerti nelle piazze principali. Un rituale che, spesso, lascia addosso più stanchezza che entusiasmo. Non stupisce, quindi, che sempre più persone preferiscano dire addio all’anno vecchio in modo diverso: senza frenesia, senza eccessi e con il desiderio di ritrovare piuttosto che disperdere energie.

Negli ultimi anni, infatti, l’idea di celebrare il Capodanno all’insegna del benessere ha conquistato viaggiatori di ogni età. Complice un crescente bisogno di rallentare, moltissimi stanno abbandonando le feste caotiche per abbracciare un modo più consapevole e rigenerante di accogliere il nuovo anno. Ed è qui che le terme italiane, con le loro acque calde, i paesaggi rilassanti e le spa d’eccellenza, entrano in gioco come alternativa perfetta.

Se l’idea di un Capodanno all’insegna del relax vi affascina, queste sono le mete dove andare alle terme con spa!

Piscine All’Aperto a Roma

Con il caldo estivo torna la voglia di fare bagni e nuotate o semplicemente rilassarsi al sole senza uscire dalla città. Ecco una lista di piscine a Roma.

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Weekend d’autunno in Maremma tra borghi, terme e panorami unici

Par : elenausai10
28 octobre 2025 à 16:30

Colline ricche di vigneti, paesaggi poetici da scoprire a piedi o in bici, terme in cui lasciarsi coccolare nelle fresche serate autunnali: da qui capisci subito di essere in Maremma, una zona della Toscana considerata a tutti gli effetti il regno dei buongustai e del turismo lento. Una terra affascinante, raccontata in tutta la sua bellezza, talvolta drammatica, da pittori quali Giovanni Fattori.

Un luogo dove il mare non è mai troppo lontano e una meta perfetta da esplorare anche durante l’autunno. Andiamo?

I borghi più belli della Maremma

Il modo migliore per cominciare il vostro weekend d’autunno in Maremma è visitando uno o più borghi. Tra i nostri preferiti citiamo Montemerano che, con le sue viuzze lastricate e le case in pietra dorata, rappresenta un piccolo gioiello medievale arroccato tra gli ulivi: un luogo sospeso nel tempo, ideale per una passeggiata romantica. Castiglione della Pescaia, invece, regala scorci sul mare e un borgo antico dominato dal castello aragonese, da cui si gode una vista incantevole sulla costa toscana.

Più nell’interno, Sovana affascina con la sua atmosfera etrusca e i resti archeologici che testimoniano un passato millenario. Infine Sorano, spesso definita la “Matera toscana”, stupisce con le sue case scavate nel tufo e un intreccio di vicoli che si aprono su panorami mozzafiato.

Relax alle terme

Anche la presenza di splendide terme fa della Maremma una meta perfetta da esplorare in autunno. A poca distanza dalle Terme di Saturnia ci sono le cascate termali più scenografiche di tutta la Toscana, uno di quei luoghi che tutti dovrebbero visitare almeno una volta nella vita.

Stiamo parlando delle Cascate del Mulino, dove l’acqua calda e sulfurea si riversa in una serie di piscine naturali scavate nella roccia, creando un paesaggio da cartolina. Il vapore che si alza leggero nelle mattine d’autunno regala un’atmosfera quasi magica, mentre il rumore costante dell’acqua accompagna chi sceglie di immergersi in queste vasche naturali.

Terme del Mulino
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Le famose Cascate del Mulino

Trekking e percorsi in bici

Se al relax preferite le attività all’aria aperta, siamo sicuri che la Maremma non vi deluderà. L’autunno, infatti, è il momento ideale per esplorarla a piedi o in bicicletta. La Riserva Naturale del Monte Labbro, vicino ad Arcidosso, offre sentieri che permettono di scoprire boschi, fauna locale e punti storici come la torre Giurisdavidica.

Il Parco Naturale della Maremma, o Parco dell’Uccellina, propone itinerari panoramici tra pinete e calette, percorribili a piedi o in bici. Tra i percorsi più accessibili ci sono anche la Pineta Granducale fino a Cala di Forno e l’anello Follonica-Torre Mozza-Carbonifera. Anche il Parco di Montioni e la Riserva di Orbetello meritano una visita per chi cerca natura e avventura.

Degustazione di vini e visite alle cantine

Infine, tra le esperienze da non perdere in autunno in Maremma c’è senza dubbio la degustazione dei vini locali. Tra le mete da raggiungere vi consigliamo Suvereto, borgo medievale ideale per un tour tra vigne e cantine, dove è possibile assaporare rossi intensi e strutturati, frutto di uvaggi simili a quelli dei più noti vini di Bolgheri. Le visite guidate permettono di scoprire i segreti della vinificazione, dalla raccolta delle uve alla maturazione in botti di legno.

Centri per la famiglia, nuove linee guida e pronti altri 4,5 milioni

13 octobre 2025 à 12:48

Centri per la famiglia, nuove linee guida e un ulteriore finanziamento di 4,5 milioni di euro destinato. La Regione prosegue così il suo impegno a favore dei nuclei familiari con l’aggiornamento delle linee guida e la programmazione degli interventi finanziati dal Fondo nazionale per le politiche della famiglia.

La Giunta regionale ha infatti stanziato 4.528.000 euro destinati al potenziamento dei Centri per la Famiglia, con l’obiettivo di rafforzare le progettualità già attive, sostenere nuove iniziative e aumentare il numero dei Centri presenti sul territorio lombardo di almeno il 40%.

Centri per la famiglia, nuove linee guida

Le risorse saranno ripartite tra le ATS lombarde, che agiranno come soggetti attuatori: il 20% del fondo sarà distribuito sulla base della popolazione residente e l’80% in parti uguali, per assicurare un’equa diffusione territoriale degli interventi.

Ogni progettualità potrà beneficiare di un contributo regionale fino a 70.000 euro per una durata di 18 mesi, coprendo fino all’80% del costo complessivo, con un cofinanziamento minimo del 20% da parte dei soggetti proponenti.

Promuovere il benessere delle famiglie

“L’iniziativa si inserisce tra gli obiettivi strategici del Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile – dichiara l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – e intende sostenere le attività dei Centri per la Famiglia, confermando la centralità del ruolo di questi presìdi territoriali nel promuovere il benessere delle famiglie e il protagonismo delle comunità locali”.

“I Centri per la Famiglia – prosegue Lucchini – rappresentano un punto di riferimento stabile per i cittadini, offrendo servizi di orientamento, ascolto, supporto psicologico e mediazione familiare, oltre a percorsi educativi e di accompagnamento alla genitorialità, benessere psicofisico degli adolescenti, promozione della natalità e buone pratiche di invecchiamento attivo“.

Un punto di prossimità, ascolto e accompagnamento

Dopo l’importante stanziamento di quasi 8 milioni di euro della scorsa settimana – conclude Lucchini – oggi, con questo ulteriore investimento, rafforziamo la rete di servizi a sostegno delle famiglie lombarde, puntando su prossimità, ascolto e accompagnamento in ogni fase della vita. I nostri Centri devono sempre più diventare un punto di riferimento affidabile, capace di promuovere benessere, relazioni solide e una comunità più coesa e accogliente. È una scelta strategica, perché sostenere le famiglie significa costruire una Lombardia più forte e attenta ai bisogni dei cittadini”.

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Fughe nei borghi senza linea: dove vivere un’esperienza di digital detox e autunno lento

Par : elenausai10
22 septembre 2025 à 15:30

Non ha senso spendere una fortuna per staccare la spina, se poi ci si porta dietro il lavoro e la paura di perdersi qualcosa su Instagram. I viaggiatori moderni stanno capendo che, per sfuggire allo stress provocato, anche inconsciamente, dalla tecnologia, una delle scelte migliori è cercare delle mete di viaggio dove la connessione internet non arriva.

Micro-borghi senza wifi o angoli d’Italia dove disconnettersi veramente dal cellulare e godersi una vacanza digital detox. E magari, proprio lì, ritrovare un po’ di se stessi. Dove andare? Questi i nostri consigli!

Lollove, Sardegna

A rendere speciale Lollove, tra i borghi più belli d’Italia, c’è anche l’assenza di connessione internet e di segnale telefonico. Qui, il tempo sembra davvero essersi fermato, lontano dal frastuono della modernità e della vita digitale. Questo isolamento contribuisce ad alimentarne l’aura di mistero e suggestione, trasformando il borgo in un rifugio ideale per chi cerca silenzio, contemplazione e un’esperienza di digital detox.

Camminando tra le sue vie si percepisce una dimensione sospesa, dove la natura circostante e le antiche leggende si fondono in un equilibrio fragile, ma affascinante, custodito gelosamente dagli abitanti che ancora resistono. Sono loro a proporre diverse attività ai visitatori che decidono di scoprire il borgo attraverso esperienze personalizzate.

Laturo, Abruzzo

Andiamo in Abruzzo, dove Laturo, borgo abbandonato nel cuore dei Monti della Laga, vive oggi una rinascita grazie a un gruppo di giovani che ha restaurato alcune case e riaperto i sentieri. Qui il tempo sembra essersi fermato: non c’è connessione stabile né segnale telefonico e le comodità digitali sono quasi inesistenti. In cambio, il borgo offre silenzio, camini accesi, cene sotto le stelle e la bellezza incontaminata dei boschi circostanti. Le abitazioni in pietra, alcune restaurate, altre ancora in rovina, convivono con orti, animali e antiche tradizioni rurali, trasformando il borgo in un rifugio autentico lontano dal mondo moderno.

Castelvecchio Calvisio, Abruzzo

Sempre in Abruzzo troviamo Castelvecchio Calvisio, un incantevole borgo di soli 123 abitanti, annidato come un presepe di pietra nel cuore del Parco del Gran Sasso. È la meta ideale per chi desidera una vera disintossicazione digitale, un luogo dove “sparire dal mondo” per qualche giorno. Qui, lo smartphone si trasforma da costante distrazione a semplice macchina fotografica, permettendo di riconnettersi con la natura e la tranquillità.

Nonostante l’isolamento, il borgo offre i servizi essenziali: un fornaio per il pane fresco, un accogliente bar del paese per un caffè e la chiesa, custode di storia e spiritualità. Un rifugio autentico per ritrovare se stessi lontano dal frastuono digitale.

Acone, Toscana

Acone, una piccola frazione del comune di Pontassieve, si adagia sulle colline toscane alle pendici di Monte Giovi, immersa tra boschi di querce e uliveti. Questo borgo, il più piccolo e remoto di Pontassieve, offre un rifugio ideale per chi cerca una vera disintossicazione digitale. Lontano dal caos della vita moderna, Acone invita a riscoprire la connessione con la natura e con se stessi. Un luogo perfetto per staccare la spina, lasciare da parte lo smartphone e immergersi in un’esperienza autentica e rigenerante.

Civitacampomarano, Molise

Infine, vogliamo consigliarvi il paesino di Civitacampomarano in Molise. Inerpicato su un monte a 520 metri, rappresenta il rifugio perfetto per chi cerca una vera pausa digitale. La connessione a internet sparisce già lungo la strada, lasciando spazio al silenzio della valle e dei boschi circostanti. Guidare tra curve in salita e carreggiate costeggiate da vegetazione fitta diventa un esercizio di fiducia e presenza: non ci sono cartelli, né mappe digitali affidabili. Qui ogni passo va vissuto nel momento, lontano da notifiche e schermi. Gli abitanti lo confermano: il borgo non si vede fino all’ultimo istante e solo chi arriva può davvero scoprirne il fascino!

Civitacampomarano
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Il paese molisano di Civitacampomarano

Post vacation blues, quando il rientro accende la sindrome di wanderlust

Par : losiangelica
10 septembre 2025 à 11:11

Il ritorno dalle vacanze? Un vero shock. La sveglia puntata, le e-mail a cui rispondere, le notifiche, la routine familiare con scuola, figli e lavoro ci travolge quasi come se fosse un’onda improvvisa. Dopo giorni (o settimane per i più fortunati) di libertà, relax e avventura, rientrare alla quotidianità ci getta nello sconforto.

Ecco perché si parla sempre più spesso di post vacation blues, una sensazione di nostalgia che si mixa allo stress del back to work e mette a dura prova il nostro umore. L’effetto aggiuntivo? Per noi amanti dei viaggi si accende ancora di più la sindrome di wanderlust e pianificare nuove partenze sembra l’antidoto migliore.

Cos’è il post vacation blues

Non è solo malinconia da rientro: il post vacation blues è quella sensazione di vuoto e stanchezza che ti assale quando le ferie finiscono e la routine torna a bussare. Nonostante tutti i buoni propositi di tornare carichi di energie, per molti il rientro è uno shock che getta nello sconforto: non ci si sente pronti a ricominciare con grinta, ma improvvisamente svuotati, malinconici e con la testa che corre ai momenti felici in viaggio.

Il fenomeno, conosciuto come post vacation blues, è sempre più diffuso e spesso viene sottovalutato. I sintomi? Tra i segnali più frequenti irritabilità, ansia e una sensazione di stanchezza generale che va a braccetto con la tristezza, soprattutto per i meteoropatici che soffrono l’accorciarsi delle giornate e il clima autunnale più uggioso.

C’è persino chi evidenzia un calo di motivazione e di concentrazione, tanto da avvertire come faticose anche le attività più semplici. A tutto ciò si aggiungono disturbi fisici: difficoltà a dormire, sbalzi d’umore, emicrania e tensioni muscolari.

Legame tra Post vacation blues e sindrome di wanderlust
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Come i viaggiatori provano a superare il Post vacation blues

Come affrontare il post vacation blues se ami viaggiare

Il sapore amaro del rientro dalle vacanze provoca il post vacation blues, ma devi sapere che quella sensazione di malinconia che ci sta accompagnando può essere superata con la giusta dose di wanderlust ( dal tedesco “voglia di viaggiare”).

Il primo consiglio? Porta con te il viaggio attraverso la quotidianità: cucina una ricetta che hai provato in vacanza, riascolta la playlist che ha fatto da colonna sonora e organizza le foto, magari stampandone alcune con cui decorare casa o la tua scrivania in ufficio.

L’altro suggerimento? Inizia a pianificare la prossima fuga. Pensa ad un breve weekend o magari ad una vacanza più strutturata e lunga uscendo dall’Europa. Dai un’occhiata alle mete emergenti perfette per l’autunno da visitare e fatti ispirare per uscire dal momento triste e trovare di nuovo la tua allegria.

Altra opzione, spesso sottovalutata, è quella di diventare turista nella propria città. Non tutti hanno la fortuna di poter prenotare subito una nuova meta e con pochi giorni di ferie spostarsi diventa complicato. Ma le nostre città e i borghi nei dintorni custodiscono tesori che meritano di essere scoperti.

Ricorda, soprattutto, che la vera magia di ciò che hai vissuto non finisce con il ritorno: vive nei tuoi ricordi, nelle tante storie che hai da raccontare e nei nuovi occhi con cui puoi guardare il mondo. Insomma, prova a trasformare il post vacation blues in carburante per tornare a sognare. Dopotutto ogni ritorno è l’inizio di una nuova partenza.

Il lago della Sicilia dove sembra di stare su Marte

5 août 2025 à 17:07

Non tutti sanno che l’isola di Pantelleria è una vera e propria spa a cielo aperto. La Perla Nera del Mediterraneo, così chiamata per via delle sue origini vulcaniche, è una perfetta destinazione termale. Le terme di Pantelleria sono libere e ce ne sono diverse, tra queste c’è il Bagno dell’Acqua, un laghetto di origine vulcanica anche chiamato Lago di Venere o Specchio di Venere dove un team di ricercatori italiani ha identificato un ambiente naturale con analogie geologiche con il pianeta Marte dove si potrebbero simulare le condizioni della Terra primordiale per scopi scientifici.

Lo Specchio di Venere

Il Lago di Venere o Specchio di Venere è un bacino di origine vulcanica che si trova nella zona Nord di Pantelleria, all’interno del Parco nazionale dell’Isola di Pantelleria. I colori dell’acqua sono incredibili e restituiscono allo sguardo una miriade di sfumature di azzurro che regalano un bellissimo contrasto con la sabbia bianchissima e il verde della macchia mediterranea. Si dice che in questo lago la dea Venere si specchiasse prima di vedere il dio Bacco.

Questo suggestivo laghetto è alimentato da tre sorgenti termali di acqua calda tra i 35 e i 58 gradi, oltre che dalle piogge. Un altro aspetto interessante è che su una sua riva, precisamente quella più a Sud e di origine alluvionale, vi sono fanghi termali e minerali nella cui composizione sono stato individuati sodio, potassio e zolfo. Si dice che abbia alcune proprietà terapeutiche, in particolare nel trattamento di psoriasi e reumatismi.

Il Lago di Venere come Marte: la scoperta

Come anticipato, nell’isola siciliana, un team di ricercatori italiani ha identificato un ambiente naturale con analogie geologiche con Marte. Questo ambiente potrebbe dunque simulare anche le condizioni della Terra primordiale. Lo studio, pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences, è frutto della collaborazione nientemeno che tra il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e le Università della Tuscia e la Sapienza di Roma, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Ricordano Le Scienze che, proprio come scriveva Charles Darwin in una lettera del 1871 al suo amico Joseph Dalton Hooker, la vita potrebbe essere nata in ‘un piccolo stagno caldo’. E oggi, a oltre 150 anni di distanza, quell’ipotesi trova qualche conferma grazie allo studio che il team di esperti ha effettuato sull’isola di Pantelleria, e proprio nelle acque del piccolo lago termale Bagno dell’Acqua o Lago di Venere.

Questo luogo si è rivelato un laboratorio naturale ideale per simulare ambienti simili a quelli che potrebbero essere esistiti miliardi di anni fa sia sulla Terra ma anche su Marte, offrendo maggiori informazioni sui meccanismi universali dell’origine della vita.

“Il lago Bagno dell’Acqua si distingue per la combinazione unica di alta alcalinità, attività idrotermale, diversità mineralogica e attività microbica”, ha spiegato Giovanna Costanzo, biologa molecolare del Cnr, riporta Adnkronos. Utilizzando l’acqua del lago, gli scienziati sono riusciti a sintetizzare molecole di RNA (RiboNucleic Acid, acido ribonucleico, una delle due molecole fondamentali per la vita) a partire da precursori noti.

Questa ricerca ha confermato la possibilità di condurre esperimenti di astrobiologia in un ambiente esterno al laboratorio, sfruttando le proprietà chimiche e fisiche del lago che rispecchiano le condizioni di aree marziane come il cratere Jezero. I risultati ottenuti dal team italiano sono di grande portata. Non solo è stato sintetizzato l’RNA, ma anche tutte le basi azotate presenti sia nel DNA (DeoxyriboNucleic Acid) sia nell’RNA.

Inoltre, come specificato dal chimico organico Raffaele Saladino, “sono stati ottenuti anche componenti del PNA (Acido Peptidico Nucleico), un potenziale precursore degli attuali acidi nucleici”. Questi risultati suggeriscono che l’origine della vita potrebbe aver seguito un percorso chimico comune sia sulla Terra primitiva sia su Marte.

Invecchiamento attivo, ‘Generazioni in cammino’ a Como e Lecco

29 juillet 2025 à 13:22

Ultime due tappe, a Como e Lecco, del tour GenerAzioni in cammino – Radici per il futuro. Prima a Como, presso il Chiostro di Sant’Abbondio – sede dell’Università dell’Insubria –  e poi a Lecco all’Officina Badoni,  gli incontri nel corso del quale l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni. Presente anche l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi.

La tappa di Como

Nel corso dell’evento sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi – denominato ‘Pro Senectute’ – che coinvolge gli Enti del Terzo Settore, Asst, Comuni e Ambiti con la regia dell’ATS grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori che ha ricevuto un contributo pubblico totale pari a 563.502 euro per un costo totale di 746.421 euro.

Gli assessori di Regione Lombardia Elena Lucchini e Alessandro Fermi

“Sono molto soddisfatta – ha dichiarato l’assessore Lucchini – degli esiti della nostra iniziativa sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, promuove per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità. Abbiamo voluto investire su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze.

A Como, ha proseguito Lucchini, “ho molto apprezzato il lavoro di ‘Auser insieme Lomazzo Aps/Ets’ che ha illustrato la buona pratica di ‘Vivere con intensità, ad ogni età’ e di Auser Como con il progetto ‘La Pantera Grigia’”.

I progetti per gli anziani

I progetti consentono di accompagnare persone anziane o fragili presso strutture sanitarie, ospedaliere, ed ambulatoriali, residenze anziani, farmacie e per ogni necessità di mobilità, offrire un servizio di compagnia telefonica e di periodiche visite domiciliari, organizzare attività aggregative e di socializzazione con corsi di lingue, informatica, ginnastica, balli e giochi di gruppo, passeggiate, e molto altro. Il progetto punta a promuovere ed organizzare insieme alle realtà associative del territorio iniziative rivolte alla popolazione anziana puntando ad intercettare in un quadro di attività intergenerazionali coinvolgendo anche la popolazione più giovane.

Patto fra generazioni

Molto valido, ha aggiunto Lucchini, “anche il progetto dedicato alla riscoperta del gioco delle bocce che promuove proprio la salute, l’inclusione e il benessere intergenerazionale perché capace di coinvolgere persone anziane, famiglie e i ragazzi valorizzando una nostra tradizione e al contempo contrastare il disagio giovanile.   Passo dopo passo sta prendendo corpo un modello sempre più attento alle esigenze delle persone anziane, che al tempo stesso è in grado di fare innovazione e coinvolgere le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Grazie a questi percorsi e grazie all’attenzione testimoniata da ATS Insubria sarà possibile tramandare il valore della memoria collettiva e superare gli stereotipi connessi al progredire dell’età”.

La situazione demografica ATS Insubria

Il territorio di ATS Insubria che coincide con la Provincia di Varese e con parte della Provincia di Como è caratterizzato da una popolazione complessiva al 31.12.2024 pari a 1.463.621 abitanti distribuiti in 268 Comuni, suddivisi in tre ASST (Sette Laghi, Valle Olona e Lariana). I dati ISTAT aggiornati al 31 dicembre 2023 rilevano che nel territorio gli anziani over 65 sono quasi il 25% della popolazione, ridistribuiti per sesso e per fasce di età. Nell’anno 2023 le persone over 65 erano 352.303 (153.805 i maschi e 198.498 le femmine). Nel 2024 le persone over 65 erano in totale 362.317 (159.028 i maschi e 203.289 le femmine).

La tappa di Lecco

A Lecco, ha raccontato Lucchini, “ho avuto modo di conoscere il valore del ‘Piano ATTIVATI!’ e   la straordinaria realtà sociale che tra la città capoluogo, Bellano e Merate intende proporre un’azione in grado di valorizzare le RSA presenti, quali luoghi di incontro e offerta di opportunità, anche per altri anziani del territorio non inseriti in accoglienza, promuovendo iniziative aggregative e di animazione come concerti aperti alla cittadinanza, momenti conviviali, attività di stimolazione cognitiva. Il tutto in un’ottica di scambio tra generazioni che possa tramandare un prezioso patrimonio materiale e immateriale di cultura e tradizioni per rafforzare legami e fiducia tra generazioni”.

Il custode sociale

Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione Lombardia

Molto significativa poi la promozione della figura del ‘custode sociale’ in alcuni quartieri/paesi del territorio individuati in raccordo con i comuni, con compiti di monitoraggio e supporto nella creazione di reti di vicinato e di prossimità funzionali al mantenimento delle autonomie dei cittadini anziani che vivono al domicilio in presenza di scarse reti familiari e sociali.

Infine, ha concluso la responsabile alla Famiglia, “questo Piano d’Azione Territoriale per l’Invecchiamento Attivo garantirà una sempre più efficace integrazione con i Centri per la Famiglia. Ringrazio ATS Brianza per l’attenzione e la cura testimoniata in questo percorso e che abbiamo voluto sostenere nella provincia di Lecco con un finanziamento regionale pari a 185.058,00 euro a cui abbiamo aggiunto anche 13.879,00 euro da destinare alle attività di orto terapia”.

La situazione demografica ATS Brianza

Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione costituisce una caratteristica del nostro paese ancor più di molti altri paesi sviluppati. Tale realtà, se da un lato trova ragione nel calo della natalità e nell’aumento dell’aspettativa di vita, dall’altro è eredità del passato, di epoche ad alta natalità (es. Baby Boom), i cui componenti oggi occupano i vertici della piramide demografica. I dati ISTAT a riguardo mostrano con particolare evidenza un incremento della popolazione anziana in questi ultimi anni. Nel ventennio più recente l’età media della popolazione italiana ha registrato un incremento di 4 anni, passando da 42 anni nel 2002 a 46,6 anni all’01/01/2024. Allo stesso modo, l’indice di vecchiaia riporta un incremento da 131 nel 2002 a 193 nel 2023 (che significa la presenza di 193 persone ultrasessantacinquenni ogni 100 bambini di età compresa tra gli 0 e i 14 anni).

139 comuni in due province

Il territorio dell’ATS Brianza comprende 139 comuni dei territori delle province di Monza e Brianza (55 comuni) e di Lecco (84 comuni), coincidenti con le ex ASL di Monza e Lecco. All’ ATS Brianza afferiscono l’IRCCS San Gerardo, l’ASST Lecco e l’ASST Brianza, e a livello sociale i seguenti ambiti: nella provincia di Lecco, Lecco, Bellano e Merate, mentre nella provincia di Monza e Brianza, Carate Brianza, Seregno, Desio, Monza e Vimercate.

La popolazione residente in ATS Brianza a gennaio 2024 è pari a 1.211.258 persone (595.639 maschi, 615.619 femmine). La fascia d’età 65-74 è pari a 138.541 persone (65.791 maschi, 72.750 femmine) e rappresenta l’11,4% della popolazione totale, mentre gli over 75 risultano essere 151.960 persone (62.854 maschi, 89.106 femmine), ovvero il 12,5% della popolazione totale, per un totale di over65 pari al 23,9% della popolazione complessiva.

L’invecchiamento della popolazione

La tappa di Lecco del tour della Regione sull'invecchiamento attivo

Con riferimento all’invecchiamento, la popolazione dell’Agenzia segue la linea di tendenza nazionale, pur con alcune peculiarità: mentre la provincia di Monza e Brianza riporta un indice di vecchiaia (184,5) inferiore sia al livello regionale (188,2) che nazionale (199,8), la provincia di Lecco mostra invece un valore significativamente superiore, pari a 207,8. Se si osserva il dettaglio territoriale di ATS Brianza relativo a tale indice si denota un persistente incremento negli ultimi 20 anni, più marcato nel distretto più periferico, quello di Bellano, che raggiunge valori pari a 232,6. Nelle zone più urbanizzate i valori sono progressivamente meno estremi, cominciando dal Distretto di Lecco e proseguendo verso gli altri ambiti distrettuali (Carate, Desio, Seregno, Monza, Vimercate e Merate), che, pur mostrando valori di rilievo, evidenziano una situazione territoriale in cui molti Comuni, presentano un Indice di vecchiaia inferiore al dato di ATS.

 

 

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Terme di Abano, obiettivo benessere: tutto quello che c’è da sapere

2 juillet 2025 à 09:26

Meta storica del benessere in Italia, Abano Terme è una delle località termali più conosciute e apprezzate d’Europa. Situata ai piedi dei Colli Euganei, nel cuore del Veneto, Abano è famosa per il suo fango termale dalle proprietà terapeutiche riconosciute anche dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Le Terme Euganee di Abano, Montegrotto, Galzignano, Battaglia e Teolo costituiscono la più grande stazione termale d’Europa specializzata in fangobalneoterapia e trattamenti termali, capostipiti delle terapie naturali che affondano le radici nell’epoca romana. Il concetto di Salus Per Aquam, da cui deriva l’acronimo SPA, nasce proprio qui: terapie che traggono beneficio dagli elementi naturali dell’acqua e della terra, perfettamente tollerate dall’organismo umano.

Più di 100 stabilimenti termali compongono questa rete d’eccellenza, vanto per tutto il Veneto del wellness. I numerosi hotel, ognuno con il proprio centro termale interno, sono specializzati in fangoterapia e trattamenti inalatori. Alle aree wellness si aggiungono le oltre 240 piscine termali interne ed esterne dove rilassarsi avvolti nel tepore dell’acqua. Nei singoli centri termali annessi agli hotel delle Thermae Abano e Montegrotto, la medicina termale si applica a una vasta gamma di patologie. Diversi hotel sono convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.) e offrono ogni tipo di attività curativa termale, supervisionata da direttori sanitari e personale specializzato.

Ecco tutte le informazioni pratiche per organizzare una visita alle terme convenzionate di Abano.

Come arrivare alle terme di Abano

Le strutture termali convenzionate con il SSN si trovano tra Abano Terme e Montegrotto Terme, a pochi chilometri da Padova, facilmente raggiungibili sia in auto che coi mezzi pubblici. Chi arriva in auto può uscire dall’autostrada A13 Bologna–Padova al casello Terme Euganee e proseguire lungo la SP16 in direzione Abano. Chi proviene dall’autostrada A4 Milano–Venezia può uscire al casello Padova Ovest. Per chi preferisce il treno, la stazione Terme Euganee-Abano-Montegrotto si trova sulla linea ferroviaria Padova–Bologna, mentre la stazione di Padova dista circa 12 km ed è servita da autobus di linea ogni 20 minuti circa. Dalla stazione è possibile raggiungere i centri termali a piedi o con mezzi pubblici. Da Padova e Venezia partono inoltre autobus extraurbani diretti, mentre all’interno del territorio termale circola anche un servizio navetta locale.

Giorni e orari di apertura delle Terme di Abano

Le strutture termali convenzionate con il SSN sono generalmente aperte dal lunedì al sabato, prevalentemente in fascia mattutina. In particolare:

  • Le fangobalneoterapie sono solitamente disponibili dalle 5 alle 12, come avviene presso strutture come l’Hotel Terme Belsoggiorno, che in alcuni casi offrono turni anche la domenica mattina.
  • Le cure inalatorie, tra cui aerosol, inalazioni e insufflazioni, si effettuano tra le 7 e le 13:30 circa, come presso le Terme La Contea. Alcuni stabilimenti garantiscono l’accesso fino alle 12:00 il sabato.
  • Le piscine termali per uso benessere e i centri SPA, non convenzionati con il SSN ma disponibili negli stessi hotel, possono rimanere aperti dalle 8 alle 20, con alcune strutture che prolungano l’orario fino alle 23:30, in particolare nel weekend (es. Hotel Terme Eliseo, Aquis, Panta Rhei).

È sempre consigliata la prenotazione anticipata, sia per le cure convenzionate sia per l’accesso ai servizi wellness, soprattutto nei periodi di alta affluenza.

Prezzi e convenzioni delle Terme di Abano

Le cure termali convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale sono accessibili a tutti i cittadini italiani in possesso di una prescrizione del proprio medico di base. Ogni cittadino ha diritto a un ciclo all’anno di cure termali, pagando solo il ticket sanitario previsto (che può variare in base al reddito o all’eventuale esenzione). Le tipologie di cure incluse nella convenzione generalmente sono:

  • 12 applicazioni di fango termale con bagno terapeutico;
  • 12 bagni termali semplici;
  • 12 cure inalatorie (inalazioni e aerosol);
  • 12 insufflazioni endotimpaniche con supporto inalatorio.

Il costo del ticket varia generalmente da 3 a 55 euro. Alcune strutture propongono inoltre pacchetti per terapie senza soggiorno, particolarmente vantaggiosi per chi risiede in zona o vuole seguire un ciclo di cure senza pernottare. In parallelo, molte strutture offrono anche trattamenti liberi e giornate benessere a pagamento, con accesso a piscine termali, SPA e massaggi.

Piazza Fontana, Abano Terme
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Piazza Fontana di notte, Abano Terme

Trattamenti e servizi disponibili alle Terme di Abano

Le terme convenzionate di Abano offrono cure di comprovata efficacia, riconosciute dal Ministero della Salute. Il trattamento più caratteristico è la fangobalneoterapia, che combina applicazioni di fango termale maturato con bagni in acqua salsobromoiodica. È particolarmente indicata per chi soffre di artrosi, reumatismi, dolori muscolari e disturbi della colonna vertebrale.

Le terapie inalatorie, invece, aiutano a prevenire e trattare riniti, sinusiti, faringiti e altre affezioni dell’apparato respiratorio. I trattamenti sono sempre supervisionati da medici specializzati e personalizzati in base alle esigenze del paziente.

A questi si affiancano, nelle strutture più attrezzate, programmi di idrokinesiterapia, fisioterapia, riabilitazione motoria e trattamenti estetici. Sono disponibili anche sedute di balneoterapia (bagni in acqua termale, docce idromassaggio, ginnastica vascolare, cure vascolari), massoterapia (massaggi terapeutici e fisioterapici), esperienze in grotta termale con vapori naturali, e percorsi dedicati allo sport e medicina termale, per una riabilitazione attiva in sicurezza. Inoltre, molte strutture propongono terapie per la cura delle patologie vascolari periferiche, trattamenti di otorinolaringoiatria, reumatologia, ginecologia, programmi di medicina preventiva e antiaging e percorsi di nutrizione e benessere psico-fisico.

Le piscine termali sono spesso accessibili anche a chi non usufruisce delle cure mediche, e offrono un’esperienza rigenerante per corpo e mente.

Trattamenti per i bambini

Le terme di Abano e Montegrotto sono anche una destinazione ideale per le famiglie con bambini. Alcuni stabilimenti termali offrono infatti trattamenti specifici per i più piccoli, in particolare cure inalatorie (come aerosol e inalazioni), che risultano utili per prevenire e curare sinusiti, bronchiti, laringiti e patologie dell’apparato respiratorio, molto diffuse in età pediatrica. Queste cure possono essere effettuate anche in braccio a mamma o papà, in ambienti accoglienti e dedicati. Inoltre, molte strutture propongono corsi di acquaticità per neonati e future mamme, grazie alla temperatura costante delle piscine termali (circa 35°C), ideale per il rilassamento e il benessere psicofisico.

Gli hotel per famiglie, convenzionati con il SSN, offrono anche servizi su misura: family room, menù dedicati, aree gioco, animazione, servizio baby-sitting su richiesta, biciclette con seggiolini e sconti sul soggiorno in base all’età.

Terme di Abano, info utili

Tutte le strutture convenzionate dispongono di spogliatoi, armadietti e assistenza sanitaria in loco. Il parcheggio è disponibile in quasi tutti gli hotel termali e nei pressi delle strutture più grandi sono presenti anche parcheggi pubblici. L’accesso è garantito anche a persone con disabilità, con ambienti attrezzati e personale formato per l’accoglienza.

Per accedere alle cure convenzionate è necessario presentare una prescrizione medica (la cosiddetta “ricetta rossa”) del proprio medico curante, nella quale sia indicato il tipo di patologia e il trattamento consigliato. La ricetta è valida per 365 giorni dalla data di emissione. È possibile prenotare le cure direttamente presso la struttura scelta, telefonicamente o presentandosi in reception.

Lutezia svelata: la Parigi romana nascosta sotto i nostri piedi

21 juin 2025 à 09:55

Parigi non è stata costruita in un giorno. E nemmeno è sempre stata la scintillante Ville Lumière che conosciamo: molto tempo fa, prima dei boulevard haussmanniani e delle guglie gotiche, la capitale francese era conosciuta come Lutetia, una fiorente città gallo-romana affacciata sulla Senna. Un nome che oggi riecheggia come un’eco lontana, ma che torna a farsi sentire grazie alle scoperte archeologiche più recenti.

Proprio negli ultimi anni, nuove campagne di scavo hanno riportato alla luce testimonianze straordinarie del passato romano della città: resti di necropoli, anfiteatri, terme e fondamenta urbane ridisegnano il volto antico di Parigi e offrono ai visitatori l’occasione di un viaggio unico nel cuore di Lutezia.

Andiamo alla scoperta di una Parigi diversa, nascosta sotto le sue piazze, dentro i suoi musei e lungo le vie più silenziose.

Le tombe gallo-romane, silenziose custodi del tempo

Nel 14° arrondissement, all’incrocio tra Avenue de l’Observatoire e Boulevard de Port-Royal, un cantiere ha rivelato un tassello fondamentale della storia antica della capitale. Poco più di due anni fa, durante lavori di scavo, sono emerse quasi cinquanta tombe gallo-romane, risalenti al II secolo d.C. Un ritrovamento eccezionale, che riporta nel cuore della necropoli di Saint-Jacques, uno dei più vasti complessi funerari dell’antica Lutezia.

All’epoca, si trovava al margine meridionale della città romana, lontano dal centro abitato, secondo l’uso dell’epoca che voleva i morti separati dai vivi. L’intera necropoli si estendeva su oltre quattro ettari, ma la porzione scoperta di recente rappresenta uno dei segmenti meglio conservati.

Oggi le tombe sono testimonianze dirette della vita quotidiana, delle credenze e delle pratiche funerarie dell’epoca.

La cripta archeologica di Parigi, il sottosuolo che racconta

Ingresso alla Cripta Archeologica sotto Notre Dame di Parigi
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Ingresso alla Cripta Archeologica di Parigi

Proprio sotto il sagrato di Notre-Dame, laddove ogni giorno migliaia di turisti alzano lo sguardo verso le torri gotiche, la Parigi romana “sussurra dal sottosuolo”: infatti, è nella Crypte Archéologique de l’Île de la Cité che si cela uno dei più importanti tesori archeologici della città, uno spazio sospeso nel tempo, dove è possibile camminare tra i resti dell’antica Lutetia, protetti e custoditi sotto il cuore pulsante della capitale.

La cripta è il risultato di scavi condotti tra il 1965 e il 1972, ma è stata aperta al pubblico solo nel 1980. Da allora, il suo percorso espositivo racconta oltre duemila anni di storia urbana, dal primo insediamento gallo-romano all’evoluzione medievale, fino alla trasformazione voluta da Haussmann nel XIX secolo.

Scendere nella cripta è come aprire un libro di pietra: basamenti di edifici, strade lastricate, tracciati urbani per un modo unico di guardare Parigi da un’altra prospettiva, quella nascosta, profonda, silenziosa ma più viva che mai.

L’Arènes de Lutèce, l’anima spettacolare dell’antica città

Nel cuore del Quartiere Latino, al civico discreto di piazza Arènes de Lutèce, si cela una delle sorprese archeologiche meglio conservate di tutta Parigi: l’anfiteatro romano di Lutetia, costruito probabilmente nel I secolo d.C., emerge oggi come uno spazio verde di quiete, ma in passato era un luogo di rumore, applausi e sangue.

Poteva accogliere fino a 15.000 spettatori e ospitava rappresentazioni teatrali, combattimenti tra gladiatori e giochi pubblici. Oggi, tra i suoi gradoni in pietra, si vedono bambini giocare, studenti leggere, anziani passeggiare.

Passeggiare in silenzio, tra le arcate e la sabbia dell’arena, è un modo per sentire la vibrazione di una città che cambia, ma non dimentica, un frammento di Lutezia sopravvissuto alle rivoluzioni della Storia.

Le terme di Lutetia, un tuffo nell’antichità

Se c’è un luogo in cui il tempo si fa realtà, è senz’altro rappresentato dalle Thermes de Cluny: nel Quartiere Latino, proprio accanto al Museo del Medioevo, le antiche terme pubbliche gallo-romane raccontano di un’epoca in cui Parigi era un importante centro urbano dell’Impero Romano.

Costruite nel I secolo, erano un punto d’incontro, benessere e socialità per i cittadini di Lutezia. Oggi, integrate al Museo di Cluny, sono uno dei resti archeologici meglio conservati del Nord Europa. Le sale con le volte a botte, le piscine e le pavimentazioni sono ancora visibili, a testimonianza dell’ingegno architettonico dei Romani e il loro amore per la bellezza funzionale.

I migliori siti termali del Giappone, da nord a sud

30 mai 2025 à 14:38

Il Giappone è una terra dove, natura, spiritualità e tradizione si fondono in un un mix unico, una sorta di abbraccio caldo e avvolgente, soprattutto quando si parla di terme ed onsen, le celebri sorgenti termali presenti in tutto il Paese.

Immergersi in un onsen non è solo un’esperienza rigenerante e rilassante , ma un vero e proprio rito che coinvolge mente e spirito: un’occasione per riconnettersi con se stessi e con la natura ed il luogo circostante. Per chi è alla ricerca di un’esperienza autentica e rigenerante, ecco i migliori siti termali del Giappone, ognuno con la sua unicità e fascino.

Cosa sono gli onsen?

Prima, però, bisogna conoscere un po’ di storia sugli onsen giapponesi e perché questi siano così importanti per il Giappone.

Con la parola “onsen” indica una sorgente termale naturale, alimentata da acque geotermiche che emergono dalle profondità vulcaniche del territorio giapponese. Questa tradizione ha radici antichissime. Infatti, si ritiene che gli onsen fossero utilizzati già oltre duemila anni fa dalla popolazione locale, sia per scopi terapeutici che spirituali. Proprio per questi scopi, nel tempo il bagno termale è diventato un vero e proprio rituale di purificazione, non solo del corpo ma anche della mente.

Gli onsen sono spesso inseriti in contesti naturali estremamente suggestivi, tra montagne, foreste o vicino al mare, e sono considerati luoghi di guarigione, riposo e contemplazione. Ancora oggi, rappresentano un elemento profondamente radicato nella vita quotidiana dei giapponesi, simbolo di armonia tra uomo e natura.

Per entrare e godere di questa esperienza rilassante, bisogna tenere in considerazione il fatto che, prima di immergersi nelle acque termali, bisogna lavarsi, in segno di “purificazione” del corpo, oltre al fatto che non è consentito vestire alcun tipo di costume.

Proprio per queste ragioni culturali, in molti onsen tradizionali l’accesso è ancora vietato a chi ha tatuaggi, indipendentemente dalla loro forma o significato. Questo perché, storicamente, i tatuaggi in Giappone sono stati associati ai membri della Yakuza, la criminalità organizzata giapponese, e questa percezione è rimasta radicata nella società.

5 migliori siti termali del Giappone

Kinosaki Onsen: un viaggio nel tempo tra tradizione e relax

Kinosaki Onsen è una cittadina termale che sembra uscita da un dipinto giapponese, situata nella prefettura di Hyōgo.

Questo sito termale, che vanta una storia di oltre milletrecento anni, offre diversi bagni pubblici, tutti facilmente accessibili e raggiungibili a piedi dal centro cittadino. Tutto ciò permette ai visitatori di questo sito termale di vivere l’esperienza del “sotoyu meguri“, il cosiddetto giro delle terme.

Passeggiare lungo il canale centrale della cittadina, costeggiato da bellissimi salici piangenti e tradizionali edifici giapponesi in legno, indossando un yukata e i tipici sandali geta, è un’esperienza in grado di riportare indietro nel tempo. La città di Kinoasaki Onsen è molto conosciuta anche per la sua accoglienza verso i visitatori con tatuaggi, rendendola una meta inclusiva per tutti.

Dōgo Onsen: la sorgente termale più antica del Giappone

A Matsuyama, sull’isola dello Shikoku, si trova Dōgo Onsen, sito termalo considerato come la più antica sorgente termale del Giappone. Questo luogo vanta una storia che risale a oltre tremila anni fa. Proprio per questo Dōgo Onsen è menzionata addirittura in antichi testi giapponesi ed ha ispirato numerose opere letterarie e artistiche.

L’edificio principale, il Dōgo Onsen Honkan, che è stato costruito nel 1894, è un capolavoro architettonico che ha influenzato anche il celebre film d’animazione, del famoso Studio Ghibli, “La città incantata” di Hayao Miyazaki. Immergersi nelle sue acque è come fare un tuffo nella storia e nell’antica cultura giapponese.

Dogo Onsen, tra i migliori siti termali del Giappone
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Dogo Onsen, tra gli onsen più conosciuti del Giappone

Nyutō Onsen: un rifugio tra le montagne del Tōhoku

Per chi, invece, cerca un’esperienza più intima e immersa nella natura la scelta ideale, tra i migliori siti termale del Giappone, ricade su Nyutō Onsen, cittadina situata nella prefettura di Akita.

La città, circondata da fitte foreste e montagne verdi, questa località termale offre un’atmosfera alquanto rustica ed autentica. Tra i vari ryokan, le tradizionali locande giapponesi, che offrono un’esperienza di ospitalità autentica e rilassante, il Tsuru-no-yu è particolarmente rinomato per le sue vasche all’aperto, posti che permettono di godere del paesaggio montano mentre ci si rilassa nelle acque calde. La zona è particolarmente affascinante soprattutto durante l’autunno, quando le foglie si tingono di colori caldi, creando un panorama ed un’atmosfera mozzafiato.

Beppu Onsen: la città delle mille sorgenti

Un altro importante sito termale giapponese è Beppu, una famosa località termale del Giappone che si trova nella prefettura di Ōita, sull’isola di Kyūshū, a circa due ore in auto dal centro della principale città di Fukuoka.

Beppu è una delle località più famose e visitate di tutto il Giappone ed è molto nota per la varietà e l’abbondanza delle sue sorgenti termali, che includono bagni di sabbia, bagni di vapore e le famose “inferni”, in giapponese jigoku, che sono spettacolari sorgenti termali dai colori vivaci e temperature elevate. Arrivare a Beppu in auto, soprattutto durante le giornate più fredde, regala un panorama unico, con comignoli e vapore delle varie sorgenti termali che regalano un’atmosfera unica.

Tra i numerosi stabilimenti termali di Beppu, Hyōtan Onsen si distingue per essere l’unico onsen in Giappone ad aver ricevuto tre stelle Michelin, offrendo un’esperienza termale di altissimo livello. Sono disponibili in città anche numerosi bagni pubblici, che prevedono un costo d’ingresso di soli 1000 yen, circa sessanta centesimi di euro.

Beppu Onsen, tra i migliori siti termali del Giappone
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Beppu Onsen, isola del Kyūshū

Kusatsu Onsen: l’energia delle acque montane

Infine, nella prefettura di Gunma, a nord di Tokyo, si trova Kusatsu Onsen. Si tratta di una delle località termali più apprezzate dai giapponesi, che decidono di arrivare qui alla ricerca di giornate ed esperienze rigeneranti. La città è famosa per le sue acque altamente acide e ricche di zolfo, che sgorgano in abbondanza e sono famose nel Paese, e non solo, per le loro proprietà terapeutiche.

Il simbolo di Kusatsu è lo Yubatake, una grande struttura in legno dove l’acqua termale viene raffreddata naturalmente prima di essere distribuita agli stabilimenti. Assistere alla cerimonia del “yumomi”, durante la quale l’acqua viene agitata con grandi assi di legno al ritmo di canti tradizionali, è un’esperienza culturale decisamente unica e che vale la pena vivere.

Ogni onsen in Giappone offre un’esperienza unica, legata alla storia, alla cultura e alla natura del luogo. Che si tratti di una cittadina tradizionale come Kinosaki, di una sorgente antica come Dōgo, di un rifugio montano come Nyutō, di una città termale vivace come Beppu o di un centro termale rinomato come Kusatsu, immergersi nelle acque calde di un onsen è un modo per scoprire il Giappone più autentico e rilassante. Per i viaggiatori in cerca di benessere e cultura, queste località rappresentano tappe imperdibili di un viaggio indimenticabile.

Più blu di così non si può, alla scoperta delle spiagge più belle di Ischia

24 mai 2025 à 11:22

La magnifica Ischia, nel Golfo di Napoli, è spesso considerata “solo” terme e hotel da pensione completa. Ma la verità è che è un grandissimo errore, perché l’isola ha un affascinante volto fatto di scogli che lasciano i segni, sabbia rovente e acqua che rinfresca le gambe (anche a luglio).

Da queste parti, spiagge e calette non sono esclusivamente scenografie da cartolina, ma angoli vivi, crudi e autentici. Per questo motivo, noi di SiViaggia abbiamo selezionato per voi le migliori spiagge dell’Isola di Ischia.

Spiaggia dei Maronti, Barano d’Ischia

Sulla costa sud-orientale dell’isola, nel comune di Barano d’Ischia, sorge la Spiaggia dei Maronti, la più lunga di questo angolo della Campania: quasi 3 km di sabbia di origine vulcanica, mare aperto che cambia colore con il sole e la possibilità di usufruire di lidi super attrezzati o tratti liberi e selvaggi.

A luglio e agosto rischia di diventare troppo affollata e di celare la sua anima “ischitana”, ma quel che è certo è che rimane ideale per camminare per un po’ senza sentirsi dentro una scatola di sardine. In questa zona il mare è quasi sempre pulito e trasparente, anche quando c’è gente. Vi basti pensare che, persino in alta stagione, solo inoltrandosi un po’ è possibile trovare pace e relax.

Alle spalle prendono vita le famose fumarole, con sabbia che scotta nel vero senso della parola: scavando con le mani si può addirittura trovare il calore geotermico. Qualcuno ci cucina le uova (sì, sul serio), altri ci fanno impacchi naturali. Qualsiasi sia la vostra scelta, quel che conta è stare molto attenti a non scottarsi.

Se non si ha a disposizione un automobile, vi si può arrivare in taxi boat da Sant’Angelo (o in autobus), mentre si ammira una bella vista sulla costa.

Spiaggia dei Maronti, Ischia
Fonte: iStock
La bellissima Spiaggia dei Maronti

Baia di Sorgeto, Forio

La Baia di Sorgeto, nel comune di Forio, è tutto tranne che una spiaggia classica: non c’è sabbia. È un tratto di costa puntellato di scogli scuri, mare trasparente e acqua termale calda che sgorga direttamente dal fondale. Il concetto di “bagno rilassante”, quindi, acquisisce un livello completamente diverso.

Parliamo perciò di una piscina naturale a cielo aperto, dove l’acqua salata si mescola a quella termale, creando zone calde, tiepide e fredde. Non vi sorprenderà sapere che qui, se non si soffre il freddo, si può fare il bagno pure d’inverno. E poi c’è la sua atmosfera, scandita da una doppia anima perché, a seconda dell’orario, può sembrare un angolo segreto o una festa da hippie con accenti tedeschi e bottiglie di vino portate da casa.

Al tramonto diventa uno spettacolo vero, con il sole basso sull’orizzonte, acqua che fuma e il silenzio rotto solo da qualche chiacchiera. Oltre al telo, è necessario indossare un paio di scarpette da scoglio e magari avere in borsa qualcosa da bere e mangiare. Attenzione però, perché in alta stagione può rivelarsi davvero affollata.

Baia di San Pancrazio, Barano

Ischia non è un’isola solo da mordi e fuggi e San Pancrazio, probabilmente, è una delle dimostrazioni più concrete di quanto appena detto. Non ci sono stabilimenti, musica e nemmeno ombrelloni in fila, ma solo una piccola caletta fatta di rocce e acqua limpida, quei luoghi che quando ci si arriva ci si sente fortunati, perché sembra di averli trovati per caso.

Uno dei modi per raggiungerla è un sentiero di trekking abbastanza impegnativo, ma la fatica è ripagata da un mare cristallino, un fondale che sembra disegnato apposta per lo snorkeling e da una pace che a Ischia oggi è merce quasi rara. In alternativa, vi si può arrivare via mare.

Spiaggia di San Montano, Lacco Ameno

Se si desidera un luogo turistico e perfettamente organizzato, la Spiaggia di San Montano a Lacco Ameno è forse la scelta migliore che si possa fare sull’isola. Si presenta come una piccola baia sabbiosa, con acqua calma e bassa — ideale anche per i bambini – con un fondale dolce e perfetto per nuotare senza dover andare troppo lontano.

A lasciare senza fiato è soprattutto il contesto: è incastonata tra il Monte Vico e il Monte Zaro, con una vegetazione che regala ombra naturale al mattino e un’atmosfera rilassata, nonostante la presenza di stabilimenti. Come è possibile intuire, in alta stagione è decisamente affollata. Il consiglio che vi diamo è quello di arrivare al mattino presto, perché la spiaggia si riempie in fretta, e i posti migliori sono quelli sotto gli alberi.

Se si desidera risparmiare, ci sono tratti di spiaggia libera, ma spesso sono piccoli e pieni di persone. Una chicca da non perdere: alle spalle della spiaggia si diramano alcuni sentieri che conducono al cospetto di panorami bellissimi e zone più selvagge, lontano dal via vai dei turisti.

Cava Grado, Sant’Angelo

Nascosta proprio sotto il pittoresco borgo di Sant’Angelo, Cava di Grado si compone di ciottoli e sabbia fine e può essere considerata come l’emblema della bellezza “vera” dell’isola. Con acqua cristallina che cambia colore dal turchese al blu profondo in pochi metri, l’atmosfera è intima, senza l’assalto degli ombrelloni uno attaccato all’altro.

Un luogo ottimale per nuotare, fare snorkeling e rilassarsi senza stress in un mare caldo e calmo, perché protetto dalla baia. La spiaggia di Cava Grado si raggiunge facilmente a piedi dal centro del borgo in pochi minuti, senza bisogno di percorsi difficili. Nonostante ciò, grazie alla sua dimensione contenuta, non si riempie mai troppo (ad eccezione dei weekend estivi).

La vista sul porticciolo di Sant’Angelo e sulle barchette colorate catapulta il visitatore in un quadro vivente, soprattutto al mattino o nel tardo pomeriggio, quando è davvero difficile trovare la ressa.

Baia della Scarrupata, Barano d’Ischia

Il nome, Scarrupata, fa capire all’istante che questa spiaggia non è per tutti. La baia si fa spazio nel comune di Barano d’Ischia, sulla costa sud-est dell’isola, tra Punta San Pancrazio e Capo Grosso ed è una delle spiagge più selvagge e meno frequentate di Ischia. Un pezzetto di costa autentica, rocciosa e poco battuta, dove non si trova nulla di artificiale come bar, stabilimenti e così via.

L’acqua è trasparente come pochi posti del territorio, il silenzio è totale e l’atmosfera è quella di un angolo nascosto che solo chi ci mette impegno riesce a scoprire. Vi si può arrivare via mare, con una barca o kayak, partendo dai porti vicini o a piedi, ma con molta forza di volontà: il sentiero è impegnativo, scosceso e non adatto a chi ha poca esperienza o non troppa voglia di faticare. È consigliato non andare da soli se non si conosce la strada o il mare.

Spiaggia di Citara, Forio

Servizi, divertimento e bellezza: la Spiaggia di Citara, a Forio, possiede tutto questo e molto di più. Parliamo infatti di uno dei lidi più famosi e frequentati di Ischia. Facilmente raggiungibile, è ampia, con sabbia mista a ciottoli e un mare generalmente limpido. È perfetta se si ha voglia di stare comodi e con tutto a portata di mano.

Ma non è finita qui, perché è anche un punto ottimale per gli amanti del tramonto, che da qui possono ammirare il calar del sole con vista aperta verso il mare e la sagoma di Punta Imperatore sullo sfondo. A poca distanza, inoltre, ci sono i Giardini Poseidon, uno dei parchi termali più famosi e completi dell’isola.

Il consiglio per vivere al meglio questo affascinante lido è quello di evitare le ore centrali della giornata in alta stagione. Meglio andare al mattino presto o al tardo pomeriggio.

Centri per la famiglia, Lombardia ha presentato nuovo logo

15 mai 2025 à 14:04

‘Centri per la famiglia’, un modello lombardo. All’Auditorium ‘Testori’ di Palazzo Lombardia istituzioni, enti gestori e operatori hanno dialogato facendo un bilancio e tracciando le prospettive future di questi veri e propri punti di riferimento per le famiglie sul territorio. Luoghi in cui i diversi attori, istituzionali e non, convergono per costruire insieme interventi volti a promuovere il benessere e lo sviluppo della famiglia, a partire dalla genitorialità e dall’infanzia fino ad arrivare alle tematiche legate alla terza età.

Un logo dal forte significato

Presentato anche il nuovo logo dei Centri per la famiglia, appositamente studiato con un’identità grafica che illustra la ‘mission’ impostata da Regione Lombardia per questi servizi. A spiegarlo è stata l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, aprendo i lavori.  “Abbiamo scelto di utilizzare la lettera C, simbolo del Centro per la famiglia, e frammentarla in varie forme e colori: tutti i segmenti di questa C, abbracciati tra di loro, servono a identificare i target diversi che vogliamo indicare e che si uniscono sotto l’egida di una Regione che diventa lei stessa un grande cappello in grado di contenere tutti i nuclei famigliari che essa racchiude e protegge”.

“Ogni segmento fa riferimento un componente del nucleo: i genitori, i figli, ma anche i nonni che rappresentano un punto di riferimento importante per tutta la famiglia”, ha illustrato l’esponente della Giunta annunciando anche che nelle settimane a venire “approveremo un’importante delibera perché – ha affermato Lucchini – vogliamo rafforzare e consolidare questa esperienza con ulteriori risorse. Vogliamo potenziare ulteriormente questa rete, che ha dato prova di essere un importante riferimento di prossimità sul territorio”.

Più visibilità sul territorio

Ora quindi i Centri per la famiglia sono ancora più ‘riconoscibili’ e ‘visibili’ grazie al nuovo logo sui cartelli apposti all’interno e all’esterno delle strutture.

Nati in via sperimentale nel 2019, nel 2025 in Lombardia sono presenti e attivi sul territorio 90 Centri per la famiglia (HUB) e 346 Spoke con la governance delle 8 ATS lombarde e gestiti da Ambiti, ASST, Comuni e soggetti del terzo settore in rete con i soggetti che costituiscono punti di accesso/prossimità tra cui Ambiti, soggetti del terzo settore, scuole, oratori, tribunali, RSA, UdOS, ASST anche attraverso le Case della comunità.

Un modello di successo

Sono state accolte e intercettate oltre 30.000 persone. Numeri che confermano il successo del modello regionale a rete dei Centri, nella logica di filiera, di struttura Hub&Spoke (capofila e partner). La logica di filiera, che si configura come luogo privilegiato di scambio di conoscenze e innovazione, garantisce un modello flessibile, non solo come copertura territoriale (come Hub o come Spoke in ogni ambito/distretto) ma soprattutto un approccio a più livelli ai servizi socioeducativi, sociali, sanitari, sociosanitari, con le organizzazioni formali e informali presenti sul territorio lombardo.

Nel corso dei lavori trasmesso anche l’intervento video del ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, che ha sottolineato l’impegno di Regione Lombardia che, attraverso i Centri per la famiglia, sta dimostrando di essere apripista a livello nazionale, testimoniando buone pratiche e molte competenze.

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Un tuffo nella storia e nel benessere tra le terme di Viterbo, amate dai Papi e dagli Etruschi

Par : claudiag2019
9 mai 2025 à 14:00

Viterbo possiede al tempo stesso le dimensioni di una media cittadina e l’atmosfera intima e affascinante di un borgo sospeso nel tempo. Oltre al suo centro storico medievale e alle mura merlate che la circondano, oltre agli splendidi edifici in peperino, pietra tipica delle costruzioni viterbesi, ciò che caratterizza Viterbo e ne enfatizza l’aura magica è l’acqua.

La zona è infatti ricchissima di fonti termali, dalle quali sgorgano acque tra le più apprezzate d’Italia per le loro qualità curative. La leggenda narra che le acque termali presenti intorno a Viterbo, fra le più famose terme del Lazio, sarebbero state create da Ercole in persona, scaturite direttamente da un cratere che l’eroe delle dodici fatiche avrebbe creato allo scopo di dimostrare la sua forza, conficcando un gigantesco palo nella profondità della terra.

Tornando alle fonti storiche, queste attestano la rinomanza e l’apprezzamento delle terme di Viterbo fin dall’antichità. Già gli Etruschi ne conoscevano i benefici, anche se bisognerà aspettare i Romani per la loro valorizzazione. Furono loro, infatti, a edificare sontuose strutture attorno alle sorgenti: ancora oggi, percorrendo l’antica via Cassia, si possono scorgere i resti di queste terme, specialmente in prossimità delle fonti più celebri.

Inoltre, le acque viterbesi hanno segnato la storia della città godendo del favore di numerosi Pontefici, sia durante il periodo in cui Viterbo fu sede papale (1257-1281) sia in epoca rinascimentale.

Le Terme dei Papi, Viterbo

Tra gli stabilimenti termali più famosi del Lazio ci sono le Terme dei Papi. Un nome che non stupisce in una città come Viterbo chiamata in passato “Città dei Papi” in quanto sede del papato dal 1257 al 1281. Queste terme furono un luogo privilegiato per i Pontefici come Papa Bonifacio IX che, nel 1404, accolse l’invito dei priori viterbesi per curare i problemi alle ossa con le acque e i fanghi.

In tempi moderni, le terme furono ristrutturate nel 1989, affermandosi ben presto come un punto di riferimento nel campo termale e sanitario, ottenendo anche la classificazione di Prima Categoria Super per l’efficacia dei mezzi termali. La struttura comprende una piscina monumentale, una Grotta Naturale unica in Italia perché capace di raggiungere un’altissima temperatura interna (45-48°C), la piscina sensoriale e la vasca idromassaggio San Valentino.

Presso la struttura è possibile richiedere anche diversi trattamenti estetici e di benessere.

Informazioni utili sulle Terme dei Papi

Le Terme dei Papi sono aperte 365 giorni l’anno, festivi compresi, con orario continuato dalle 9:00 alle 19:00. Il sabato è possibile fare un bagno sotto le stelle a partire dalle 21:00 fino all’1:00 di notte.

L’ingresso alla piscina monumentale termale nei giorni feriali può essere di 3 ore per 12 euro, o giornaliero per 18 euro. I bambini dai 2-12 anni non compiuti pagano invece 8 euro.

Non lontane dal centro storico, possono essere raggiunte facilmente con l’auto, prendendo la Strada Statale 675 Umbro-Laziale e proseguendo fino all’uscita Viterbo Terme; con il treno, scendendo alla stazione Viterbo Porta Romana; con gli autobus 2, A, AG, 2F.

Terme di Vulci, Canino

Chi ha bisogno di staccare la spina e immergersi nel relax sa che, sia a Viterbo che nei dintorni, troverà sempre la struttura termale più adatta ai suoi bisogni. Tra le terme più belle da visitare in Italia ci sono le Terme di Vulci a Canino, dove troverete quattro piscine naturali differenti per colore, temperatura e proprietà in quanto ciascuna agisce su diversi aspetti del corpo e della mente.

Il tutto circondati da tranquilli paesaggi di campagna e uliveti, a solo un’ora di distanza da Roma. Qui godrete dei benefici offerti dall’acqua naturale ipertermale (fino a 42°C), naturalmente gassata, ricca di sali minerali. Presso la struttura è presente anche una SPA dove richiedere trattamenti estetici e di benessere consultabili sul sito ufficiale.

Informazioni utili sulle Terme di Vulci

Le Terme di Vulci sono aperte dal 10 aprile al 9 novembre 2025, dal lunedì alla domenica dalle 10:00 alle 19:00. Potete acquistare l’ingresso giornaliero al costo 18 euro nei giorni feriali e 28 euro in quelli festivi, oppure l’ingresso pomeridiano (dalle 15:00) al costo di 16 euro nei giorni feriali e 22 euro in quelli festivi.

Potete portare teli e accappatoi da casa solo se sono bianchi, oppure noleggiarli presso la struttura. Le ciabattine sono obbligatorie (di qualsiasi colore), mentre sono inclusi nel biglietto ombrellone, lettini o sedia regista (fino a disponibilità), spogliatoio, docce, bagni e parcheggio.

Le terme sono raggiungibili in auto dal Porto di Civitavecchia uscendo al Raccordo Civitavecchia-Viterbo/E840 e proseguendo sulla SS1 Via Aurelia/E80 in direzione di SP105 a Montalto di Castro fino a svoltare sulla Strada Provinciale 105.

Tuscia Terme, Viterbo

Aperto tutto l’anno, il parco termale Tuscia Terme è immerso in un contesto naturalistico di rara bellezza e dispone di 5 vasche termali, alimentate direttamente da una sorgente naturale, le cui acque solfuree sono tra le più ricche e benefiche d’Europa. Ogni piscina è alimentata direttamente da una sorgente naturale di acqua calda ricca di minerali solfurei. Con una temperatura costante di 58 gradi, le acque delle piscine alleviano lo stress e rinvigoriscono il corpo.

Informazioni utili su Tuscia Terme

Il biglietto d’ingresso per un’intera giornata, valido dalle 9:00 alle 19:00, costa 14 euro nei giorni feriali e 20 euro nei weekend, festivi e prefestivi. I lettini e gli ombrelloni sono gratuiti fino a esaurimento posti.

Vi consigliamo di monitorare il sito ufficiale di Tuscia Terme per restare aggiornati su eventi esclusivi come quello chiamato Bagno sotto le stelle, che vi permetterà di accedere alla struttura dalle 19:30 alle 23.30. Potete raggiungere la struttura con la vostra auto, in sede è presente un parcheggio riservato ai clienti.

Terme Oasi, Viterbo

Un’altra struttura termale di Viterbo è rappresentata dalle Terme Oasi, dove le vasche sono alimentate naturalmente dalle sorgenti a una temperatura di 65°C. Questo è il luogo perfetto dove godere dei benefici della balneoterapia perché, immergendovi in queste acque, inalerete i vapori mentre il corpo assume da 1 a 1,5 litri di sali minerali.

Un altro punto di forza delle vasche termali di Terme Oasi è racchiuso nelle alghe, le quali possiedono le stesse caratteristiche dei fanghi, ma offrono effetti terapeutici molto più rilevanti ed evidenti.

Informazioni utili sulle Terme Oasi

Le Terme Oasi si trovano a Viterbo e sono aperte dal lunedì al sabato dalle 9:30 alle 19:00, mentre la domenica dalle 9:30 alle 20:00. Il sabato è possibile accedere alle terme anche la sera, dalle 20:00 alle 24:00.

L’ingresso, che include le vasche termali, la zona relax riscaldata con lettini per riposo e la balneoterapia costa 25 euro il giornaliero feriale e 30 euro quello festivo. L’ingresso per l’apertura serale il sabato costa invece 25 euro, un’esperienza che può essere associata a una cena al costo di 50 euro.

Se arrivate con la vostra auto, troverete un parcheggio sulla Strada Martana 1/a (adiacente al distributore Q8).

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