Pensate alle destinazioni vacanziere più idilliache e forse vi vengono in mente distese di sabbia bianca e acque cristalline. Non serve guardare troppo lontano per trovarle: molte di queste sono proprio in Italia. Lo conferma un’analisi elaborata da Holidu che ha incrociato punteggi e numero di recensioni raccolte su Google Maps, una delle fonti più consultate da chi cerca informazioni sulle destinazioni turistiche, per stilare la classifica delle 30 spiagge italiane più amate del 2025.
In cima alla lista c’è la Spiaggia dei Conigli, a Lampedusa, che con un voto medio di 4,9 su quasi 3.000 recensioni conferma un successo che dura da anni, sostenuto da un flusso costante di turisti italiani e stranieri. Al secondo posto sale Cala Mariolu, nel territorio di Baunei, in Sardegna, con 4,8 punti e oltre 5.500 recensioni. Il terzo gradino se lo aggiudica Tuerredda, nel sud dell’isola, che pur con una media leggermente più bassa (4,7) stacca tutte le altre per numero di recensioni: più di 15.800, il volume più alto dell’intera classifica.
La Sardegna domina la classifica con 22 spiagge su 30
Scorrendo l’elenco, quasi tre spiagge su quattro tra le prime trenta si trovano in Sardegna. Un dominio che attraversa l’isola da nord a sud, con litorali come Is Arutas e le sue sabbie chiarissime, Porto Giunco, Su Giudeu, Mari Pintau, Piscinas e Punta Molentis, distribuiti tra le province di Cagliari, Oristano, Sud Sardegna e Ogliastra.
Non si tratta quindi di un singolo tratto di costa, ma di un livello di gradimento diffuso lungo gran parte del perimetro costiero regionale, segno che la qualità del mare sardo non si concentra in poche località simbolo, ma si distribuisce su un territorio molto ampio.
iStockLa splendida spiaggia di Punta Molentis in Sardegna
Le spiagge più amate nel resto d’Italia
Le restanti spiagge in classifica arrivano da cinque regioni diverse, ciascuna con la propria interpretazione di paradiso. Dalla Calabria ci sono la spiaggia dell’Arcomagno a San Nicola Arcella, e la Rotonda di Tropea, entrambe apprezzate per un contesto paesaggistico ancora poco affollato. La Puglia è presente con Porto Selvaggio a Nardò, e San Pietro in Bevagna a Manduria, che chiude la classifica al trentesimo posto, ma con un punteggio comunque solido: 4,6 su circa 3.400 recensioni.
Dalla Liguria c’è Boccadasse, il piccolo borgo di pescatori che, pur inglobato nella città di Genova, mantiene intatta la propria identità rispetto al contesto urbano circostante. La Toscana entra in classifica con la Spiaggia di Cavoli all’Isola d’Elba, una delle mete più frequentate dell’arcipelago. A chiudere l’elenco è la Campania, con i Bagni della Regina Giovanna a Sorrento: l’unico ingresso non sabbioso di tutta la top 30, a conferma che il mare più amato dagli italiani non ha bisogno per forza di una spiaggia in senso stretto per conquistare chi lo visita.
Questa la classifica completa:
Spiaggia dei Conigli, Lampedusa (Sicilia);
Cala Mariolu, Baunei (Sardegna);
Tuerredda, Teulada (Sardegna);
Is Arutas, Penisola del Sinis/Oristano (Sardegna);
Porto Giunco, Villasimius (Sardegna);
Su Giudeu, Chia (Sardegna);
Arcomagno, San Nicola Arcella (Calabria);
Cala Goloritzé, Golfo di Orosei (Sardegna);
Mari Pintau, Quartu Sant’Elena (Sardegna);
Porto Pino, Sant’Anna Arresi (Sardegna);
Mari Ermi, Cabras (Sardegna);
Piscinas, Arbus (Sardegna);
Cala li Cossi, Trinità d’Agultu e Vignola (Sardegna);
In Italia ci sono luoghi capaci di trasformare un soggiorno apparentemente spartano in un’esperienza poetica e indimenticabile. È esattamente ciò che è accaduto al Guardian, che ha deciso di raccontare un viaggio in un angolo incontaminato della Sicilia meridionale. Il reporter del quotidiano britannico, in particolare, è rimasto folgorato dalla riserva naturale di Vendicari, un’oasi umida situata a sud di Siracusa.
Tra fenicotteri che danzano nell’acqua e il profumo pungente dei limoneti, ha celebrato questo territorio non solo come un paradiso per il birdwatching, ma come un vero e proprio miracolo ecologico strappato alla cementificazione.
Un paradiso selvaggio salvato dal cemento
A colpire profondamente il giornalista del Guardian è stata, innanzitutto, la natura fiera e intatta della riserva naturale di Vendicari, resa ancora più preziosa dalla sua storia di resistenza. Negli anni ’70, infatti, un’azienda petrolifera aveva pianificato di costruire proprio qui una grande raffineria di petrolio, un progetto inizialmente approvato dalle amministrazioni locali.
A cambiare il destino di Vendicari fu la determinazione di Bruno Ragonese, un ambientalista carismatico che riuscì a mobilitare l’opinione pubblica e a coinvolgere le organizzazioni internazionali, dimostrando l’importanza globale di questa zona umida per le rotte migratorie degli uccelli tra l’Africa e l’Europa.
Istituita ufficialmente nel 1984, la riserva si presenta oggi come un ecosistema unico. Nell’articolo del Guardian, il giornalista descrive con stupore i grandi laghi salmastri nel cuore del parco, affollati da centinaia di fenicotteri rosa che atterrano sull’acqua con l’eleganza incerta di “aeroplani rosa mal pilotati”.
Camminando lungo i sentieri della riserva è possibile immergersi in una biodiversità sorprendente, dove la fauna selvatica convive con i resti di antiche civiltà, come le rovine greche di Eloro risalenti al VII secolo a.C. o la suggestiva tonnara dismessa, i cui pilastri spogli ricordano un tempio antico.
iStockI resti della Tonnara di Vendicari
Tra spiagge incontaminate e il profumo dei limoni
L’altro grande motivo di fascino che ha stregato il quotidiano inglese è la perfetta armonia tra terra, mare e agricoltura tradizionale che si respira a Vendicari. Il viaggio si snoda attraverso la splendida spiaggia di Calamosche, una caletta dove la sabbia dorata sfuma dolcemente in acque cristalline, incorniciata da cespugli di ginepro, iris selvatici, cactus e dal volo leggero dell’upupa.
Ma la vera magia, per il reporter, si nasconde nei dettagli della vita rurale che circonda l’oasi. Alloggiando in un antico baglio, una tipica fattoria fortificata siciliana, si è ritrovato immerso in un paesaggio dominato da distese di calendule, finocchietto selvatico e, soprattutto, da rigogliosi e profumatissimi limoneti.
Qui esalta la generosità della natura locale e la prelibatezza dei limoni Femminello Siracusano: frutti biologici, enormi e privi di pesticidi, coltivati secondo rigide norme che ne rendono edibile persino la buccia. È proprio questo contrasto tra la selvaggia bellezza delle paludi e la ricchezza dorata della campagna circostante ad aver conquistato il cuore del giornalista, che ha concluso la sua avventura cucinando un piatto di tagliatelle al limone al tramonto, con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte e l’eco dei fenicotteri in sottofondo.
Un’offerta flash come non si vedeva da tanto: la nuova promozione easyJet ci fa sognare per le vacanze estive in Italia con uno sconto del 15% su tantissime mete… ma solo fino al 28 maggio. Ci sono poche ore e pochi posti disponibili per poter volare a queste tariffe così convenienti. Le date di partenza coprono tutta la stagione estiva e non mancano occasioni nei weekend!
Con le tensioni internazionali e il rischio aumento prezzi restare in Italia è un’opzione concreta per le vacanze estive ormai a ridosso; non serve spendere una fortuna per godersi un mare paradisiaco… dopotutto una classifica ha già svelato alcuni dei mari più puliti d’Italia e con la nuova offerta di easyJet raggiungerle è davvero facile. La promo permette di godersi andata e ritorno con prezzi da 69,99 euro per volare verso mete come Catania, Palermo, Napoli, Brindisi, Cagliari e non solo… alcune tratte partono persino da meno di 30 euro a biglietto. Ecco le 3 opzioni top che abbiamo selezionato per voi.
Da Milano a Lampedusa
Lampedusa è un posto sospeso, lontano da tutto, con un mare che non ha paragoni in tutto il Mediterraneo.
Da Malpensa ci si arriva con tariffe che partono da 29,99 euro e approfittando dell’offerta easyJet andata e ritorno da 69,99 euro. Quello che si trova dall’altra parte è la Spiaggia dei Conigli: regolarmente in cima alle classifiche delle spiagge più belle d’Europa, e non a torto. L’acqua è trasparente in modo quasi esagerato, il fondale è basso e bianco, le tartarughe Caretta caretta vengono a deporre le uova di notte. C’è anche la Tabaccara, meno celebre ma forse ancora più bella per chi ama snorkeling e isolamento.
Fuori dall’acqua, è piccola e autentica. I ristoranti servono pesce del giorno, i ritmi sono quelli di un’isola che non ha mai voluto diventare una meta turistica patinata… e proprio questo fa battere il cuore.
iStockLampedusa e le sue spiagge da sogno
Da Napoli a Olbia
La Sardegna, in cima alle classifiche delle spiagge più belle d’Europa e con il mare più pulito d’Italia è una meta top per l’estate e da Napoli si raggiunge Olbia con tratte a meno di 29 euro e approfittando della promo easyJet con andata e ritorno a 69,99 euro.
Olbia è il porta d’accesso alla Gallura, che è forse la parte più selvaggia e scenografica dell’isola. La Costa Smeralda è lì, certo… ma basta spostarsi di qualche chilometro per trovare calette che non compaiono su nessuna guida. Cala Brandinchi, che molti chiamano Tahiti senza esagerare troppo. La spiaggia di Lu Impostu. L’Arcipelago della Maddalena, raggiungibile in traghetto, con acque color smeraldo che sembrano caraibiche. L’entroterra della Gallura poi è un’altra storia: graniti rosa, macchia mediterranea fitta, borghi come Aggius o Tempio Pausania dove il tempo scorre diversamente.
iStockViaggio estivo a Olbia per visitare la Sardegna
Da Milano a Brindisi
Brindisi è l’aeroporto perfetto per poter scoprire la Puglia. Da Malpensa si vola con meno di 30 euro a tratte e si può accedere a tutto il territorio del Salento.
Le coste del Salento, sia adriatica che ionica, sono tra le più belle d’Italia. Torre dell’Orso, Baia dei Turchi, Porto Selvaggio: ogni caletta ha la sua personalità, la sua acqua, il suo carattere. Otranto merita una visita anche solo per il mosaico medievale del pavimento della Cattedrale, uno dei più grandi al mondo. Gallipoli invece è una città vecchia su un isolotto, circondata dal mare, con una vitalità notturna che dura fino all’alba.
Ma c’è anche altro. La murgia dei Trulli, il barocco di Lecce che è una delle città più belle della penisola. E la cucina? Le orecchiette, il pesce crudo alla brindisina, i pasticciotti, il caffè in ghiaccio con latte di mandorla… è tutto gustosissimo.
In vista delle vacanze di Pasqua, che quest’anno si celebrano il 5 aprile, torna sui binari il Sicilia Express, il collegamento ferroviario speciale che unisce il Nord e il Centro Italia a Palermo e Siracusa. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Siciliana, ritorna dopo il successo dello scorso anno per offrire una soluzione di viaggio più sostenibile ed economica rispetto ai voli di linea, facilitando il rientro nell’isola durante il periodo festivo.
I treni, i cui biglietti sono disponibili da sabato 28 marzo, partiranno da Torino giovedì 2 aprile per attraversare l’Italia a tariffe agevolate, con il viaggio di ritorno verso il capoluogo piemontese previsto per martedì 7 aprile. Anche questa volta l’esperienza a bordo non sarà soltanto funzionale allo spostamento, perché il tragitto diventerà uno spazio di intrattenimento culturale e gastronomico. Tra masterclass e performance artistiche curate da ambassador siciliani, il viaggio si trasforma anche in un’occasione per conoscere nuove persone.
Il Sicilia Express per Pasqua 2026
Il Sicilia Express torna per garantire il diritto alla mobilità, offrendo un’alternativa al fenomeno del caro voli che condiziona soprattutto le partenze durante le festività. Per farlo, mette a disposizione dei passeggeri tariffe agevolate e posti aggiuntivi rispetto alla normale programmazione ferroviaria.
L’estetica del convoglio gioca un ruolo centrale nel racconto del viaggio: per il secondo anno consecutivo, la creatività di Alessandro Enriquez trasforma il treno in un manifesto visivo. La grafica inedita celebra l’energia del Mediterraneo, trasformando i vagoni in un simbolo del ritorno alle proprie radici.
Oltre al valore funzionale, infatti, il Sicilia Express si propone come una sorta di festa itinerante. Durante il tragitto, i viaggiatori possono partecipare a momenti di convivialità, tra esperienze culturali e degustazioni di prodotti tipici della tradizione siciliana.
Per quanto riguarda il comfort, invece, sono previste due tipologie principali di sistemazione: la carrozza cuccette, ideale per chi viaggia in notturna, con cabine da 6 letti, e il posto a sedere in scompartimenti da 6 posti.
Le tappe del Sicilia Express per le vacanze di Pasqua
Il Sicilia Express unisce le principali città del Nord e del Centro Italia alla Sicilia. Il viaggio di andata parte giovedì 2 aprile da Torino Porta Nuova alle 11:50, per poi toccare altri grandi nodi ferroviari.
Dopo la partenza da Torino, il treno ferma a Milano Lambrate (14:21), per poi scendere verso l’Emilia con tappe a Parma (15:38), Modena (16:03) e Bologna Centrale (16:31). La discesa prosegue via Firenze S.M. Novella (18:19) e Roma Tiburtina (22:44), fino a raggiungere Salerno (02:04).
Una volta arrivato sull’isola, il treno si divide in due sezioni per servire contemporaneamente i due versanti dell’isola:
Sezione Palermo: fermate a Messina, Milazzo, Capo d’Orlando, S. Stefano di C., Cefalù, Termini Imerese, Bagheria, Palermo;
Il viaggio verso Torino è previsto per martedì 7 aprile. Gli orari di partenza dai due capolinea siciliani sono studiati per permettere il ricongiungimento dei vagoni a Messina e la risalita notturna. Da Palermo si parte alle 12:45 e da Siracusa alle 13:55.
I biglietti
I biglietti per il Sicilia Express sono già disponibili per l’acquisto. La prenotazione può essere effettuata online attraverso il sito ufficiale di FS Treni Turistici Italiani oppure tramite tutti i canali di vendita convenzionali di Trenitalia, inclusi l’app ufficiale, le biglietterie di stazione, i distributori self-service e le agenzie di viaggio.
I prezzi sono da Torino e Milano 29,90 euro, da Parma e Firenze 27,90 euro e da Roma e Salerno 24,90 euro.
Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, come ogni anno, torna la magica tradizione di Santa Lucia, che in alcune zone d’Italia porta proprio come Babbo Natale i doni ai bambini “buoni”. Una ricorrenza imperdibile e molto sentita, celebrata secondo tradizioni diverse lungo lo Stivale.
Vissuta tra III e IV secolo, Santa Lucia è la protettrice della vista e il simbolo della luce che vince il buio. Nel tempo la sua figura è diventata protagonista di tradizioni amatissime dai bambini, soprattutto nel Nord Italia, dove la notte dei doni è un rito attesissimo. Dalle province di Bergamo e Brescia a Trento, dalla sua città natale Siracusa fino alla Sardegna, la devozione per Santa Lucia unisce territori diversi con storie, usanze, tradizioni culturali e tanta meraviglia.
Santa Lucia a Brescia
A Brescia (insieme a Bergamo) Santa Lucia è la tradizione natalizia più amata. Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, la Santa arriva con il suo asinello portando dolci e piccoli doni ai bambini buoni… e un po’ di carbone a chi è stato monello. In molte zone del bresciano si lascia sull’uscio latte, fieno e biscotti: un ringraziamento per il lungo viaggio notturno della Santa.
La mattina successiva è pura magia: i bimbi trovano sotto l’albero proprio i regali che avevano chiesto nella loro letterina a Santa Lucia, una sorta di Babbo Natale “al femminile” tutta locale.
Nei giorni che precedono la notte più attesa, molti borghi si animano con la misteriosa Santa Lucia itinerante, che passa con il suo carretto, suona la campanella e distribuisce caramelle ai bambini accorsi in strada. Non mancano poi gli eventi in tutta la provincia: a Brescia il Museo di Santa Giulia propone laboratori per famiglie (12 dicembre, ore 16:30), mentre nei diversi paesi si susseguono spettacoli, cortei e momenti di festa. A Rodengo Saiano, in Franciacorta, ad esempio, i bambini consegnano la letterina tra zucchero filato e bevande calde, mentre sul lago di Garda, a Desenzano, la magia continua con teatro, merenda e corteo.
Santa Lucia a Bergamo
Anche a Bergamo, quella tra il 12 e il 13 dicembre, è sempre la notte più attesa dai bambini: Santa Lucia, riempie la città e la provincia di appuntamenti pensati per famiglie, tra emozioni, storie e tradizioni che si tramandano da generazioni. Quest’anno, fino al 14 dicembre, la Santa “viaggia” attraverso quattro percorsi tematici – tra musei, teatro, cinema e città – trasformando quartieri e spazi culturali in luoghi dove scoprire la natura, l’arte, la scienza e la narrazione attraverso laboratori creativi, spettacoli, letture e proiezioni.
Tappa fissa anche nella chiesetta di via XX Settembre dove, dopo aver consegnato la letterina alla santa più amata dai bambini, molti approfittano per una passeggiata sul Sentierone, il cuore pulsante di Bergamo Bassa dove negli stessi giorni ci sono le ormai celebri bancarelle di Santa Lucia.
IPALetterine lasciate dai bambini a Santa Lucia a Bergamo
Sempre in città, il cuore pulsante della festa è il suggestivo Luna Park delle Meraviglie, allestito nel Monastero del Carmine: un percorso immersivo che invita piccoli e grandi a riscoprire stupore e immaginazione.
Ma la festa corre anche in tutta la bergamasca. Venerdì 12 dicembre, sul sagrato della Chiesa Parrocchiale di Presezzo, una speciale lettura dedicata a una giovane ballerina farà da preludio all’arrivo di Santa Lucia, che distribuirà dolci, caramelle e bevande calde a bambini e famiglie. Anche lo splendido borgo di Lovere (affacciato sul lago d’Iseo) dedica un pomeriggio speciale ai bambini, che devono aiutare l’asinello a tornare da Santa Lucia all’Oratorio (alle ore 17:30). Anche in questo caso, potrete trovare appuntamenti per tutta la famiglia in moltissimi borghi della provincia bergamasca.
Anche a Trento Santa Lucia è molto sentita, amata persino più di Babbo Natale. La notte del 12 dicembre, la santa dal volto velato (simbolo di cecità) passa nelle case dei bambini accompagnata dal suo inseparabile asinello, portando dolci e piccoli doni.
La tradizione più attesa? Le “strozegade”: cortei rumorosi in cui i bambini trascinano per le strade barattoli e lattine legati a un filo, chiamando a gran voce la Santa. Mentre i piccoli ricevono dolcetti e il classico pane a forma di asinello, gli adulti si scaldano con tè fumante o vin brulè. Prima di dormire, ogni bambino lascia un piattino con sale, farina gialla e carota per l’asinello e latte e biscotti per Santa Lucia. Un gesto semplice che conserva tutta la magia dell’attesa.
Nei giorni in cui si celebra la santa, inoltre, Trento si accende di magia: dalla Fiera di Santa Lucia, con oltre 350 bancarelle nel weekend del 13 e 14 dicembre per le vie del centro storico, passando per il parco divertimenti con giostre e attrazioni in piazzale Sanseverino, attivo fino al 6 gennaio, con iniziative rivolte ai bambini e alle famiglie, fino ai giochi tradizionali e i punti ristoro di piazza Fiera.
Santa Lucia a Siracusa
Anche in Sicilia Santa Lucia è molto sentita e in particolare è Siracusa a celebrarla in grande come patrona della città. “Fidem Servavi” è il filo conduttore della Festa di Santa Lucia 2025, che in città torna a sorprendere con uno dei momenti più attesi dell’anno. Le celebrazioni, iniziate il 29 novembre con la tredicina, hanno il 12 dicembre come giorno della tradizionale traslazione, mentre il 13 dicembre, alle 10.30, la solenne celebrazione eucaristica sarà presieduta dal cardinale Baldassare Reina.
In città si respira un’atmosfera vibrante: luminarie, mercatini, musica e iniziative culturali animano il centro storico, insieme ad attività dedicate anche ai più piccoli. Una festa che unisce fede, tradizione e partecipazione popolare, diventando ogni anno un’occasione per riscoprire le radici siracusane e condividere la magia della Santa della luce.
iStockPiazza Duomo a Siracusa nel periodo natalizio
Le Notti di Santa Lucia a Nurachi (Sardegna)
Sono tre giorni di fuoco, tradizioni e magia, quelle che animano il borgo di Nurachi (provincia di Oristano): dal 12 al 14 dicembre, le Notti di Santa Lucia accendono una festa che trasforma il paese in un mix irresistibile di tradizioni antiche, street food, arte e spettacoli di fuoco. Il grande falò è il cuore degli eventi: un rito che affonda nei secoli e che oggi vive grazie ai ragazzi del paese, protagonisti di un passaggio simbolico ricco di storia e significato.
Ufficio StampaLe Notti di Santa Lucia a Nurachi (Sardegna)
Tra laboratori di ceramica aperti a tutti, mostre d’autore dedicate alla sartoria sarda, musica, balli tradizionali, cantine in festa e giochi in legno per grandi e bambini, il borgo si anima come un vero palcoscenico a cielo aperto. E ogni sera, tra profumi di castagne, vini del territorio e spettacoli di luce, Nurachi si trasforma in un luogo sospeso nel tempo, perfetto da vivere in famiglia o con gli amici.
Nel cuore della Sicilia, a pochi chilometri da Ragusa, si trova un luogo dal fascino unico che sembra uscito direttamente da un romanzo: il meraviglioso Castello di Donnafugata. Tra torri imponenti, giardini da fiaba, labirinti e leggende millenarie, questa dimora nobiliare racconta secoli di storia, misteri e bellezza senza tempo.
Il suo nome è legato indissolubilmente alla leggenda di una donna dai capelli lunghissimi, mentre la sua bellezza appare in diverse scene di celebri film come “Il Gattopardo” (1963) e “Il Commissario Montalbano“.
Il leggendario castello della “donna in fuga”
Il Castello di Donnafugata incanta la vista ancor prima di varcare il portone d’ingresso: un’imponente costruzione che in origine era una masseria nobile, ma che nel tempo si è trasformata in una fortezza dallo stile ottocentesco e dal gusto romantico, proprio come nelle fiabe.
Sorge in un angolo remoto della Sicilia meridionale, nel ragusano, e deve il suo aspetto attuale alle modifiche apportate tra la seconda metà del XIX secolo e gli inizi del ‘900. Oggi conta ben 122 stanze su una superficie di oltre 2.500 mq.
Entrarvi significa immergersi in un mondo d’altri tempi: sale eleganti e arredi d’epoca ne dimostrano tutta l’eleganza, come la Sala degli Stemmi e la Sala degli Specchi, che conservano mobili e decori dell’Ottocento, mentre le camere da letto e i saloni del biliardo raccontano la vita della nobiltà siciliana che qui vi trascorreva le vacanze.
iStockGli interni del Castello di Donnafugata
Visitando il castello ci si addentra anche nella Cappella privata e nel Museo del Costume (MuDeCo), tappa da non perdere per gli appassionati di arte e moda storica, mentre tutt’attorno si apre il parco storico: otto ettari di giardini all’inglese e alla francese, alberi secolari, fontane, labirinti e grotte artificiali, popolati da oltre 1.500 specie vegetali. Passeggiare qui è come entrare in un quadro dipinto.
A renderlo uno dei castelli più affascinanti d’Italia è la leggenda custodita tra le sue mura, una storia che mescola realtà e mito: si racconta che la principessa Bianca di Navarra, donna dai capelli lunghissimi e fluenti, venne rinchiusa dal conte Cabrera nella torre più alta del castello, speranzoso di convincerla a sposarlo, ma lei riuscì a scappare attraverso tunnel segreti, continuando a spostarsi da un castello all’altro per lungo tempo. È proprio da “donna in fuga” che nasce il nome “Donnafugata”.
iStockIl labirinto del Castello di Donnafugata
I film celebri girati nel castello
Tutta la bellezza del Castello di Donnafugata appare anche nelle scene di celebri film, che l’hanno scelto come cornice perfetta per le loro storie.
Da “Il Gattopardo” del 1963 a “I viceré” (2007) diretto da Roberto Faenza, da “Il racconto dei racconti” (2015), del premio Oscar Matteo Garrone, a “Il commissario Montalbano“, dove in una puntata è stato dimora del boss mafioso Balduccio Sinagra.
Dove si trova e come raggiungerlo
Il Castello di Donnafugata si trova nella Sicilia meridionale, a 15 km da Ragusa. Si raggiunge comodamente in auto da Ragusa, percorrendo la SP60 in direzione Santa Croce Camerina, poi la SP80, seguendo le indicazioni per il castello. C’è un parcheggio vicino alla fortezza in cui sostare. In treno, si percorre la linea Siracusa-Gela scendendo alla stazione di Donnafugata, che dista meno di 400 metri dal castello. In alternativa, si può prendere un autobus locale da Piazza Zama (Ragusa), che raggiunge Donnafugata in circa 20 minuti.
Cala Pulcino a Lampedusa si apre tra scogli bassi e vegetazione rada, un piccolo angolo dove è il mare a vigilare su tutto. La sabbia è chiara, punteggiata di ciottoli e conchiglie, e l’acqua passa dal turchese intenso al verde trasparente con ogni cambiamento di luce. Nei giorni di calma sembra un acquario naturale, ma quando il vento si alza il rumore delle onde rimbalza sulle pareti rocciose e riempie l’aria.
Dove si trova e come arrivare a Cala Pulcino
Cala Pulcino si trova nella parte meridionale di Lampedusa, subito dopo il Vallone della Forbice e l’Isola dei Conigli, all’interno della Riserva Naturale Orientata Isola di Lampedusa. Ci si arriva(va) a piedi partendo da Casa Teresa, a Capo Ponente, seguendo un sentiero che scende(va) nel vallone tra macchia mediterranea, rocce bianche e profumi di finocchietto e capperi.
Il tutto si potrebbe (attenzione, il condizionale non è un caso) fare seguendo un percorso di circa 20-30 minuti che poi termina su una piccola spiaggia di sabbia mista a ciottoli, circondata da pareti calcaree e bagnata da un mare che cambia colore con la luce. In alternativa, si potrebbe raggiungere via mare.
Attenzione: Cala Pulcino è vietata
Sfortunatamente, Cala Pulcino è oggi interdetta per motivi di sicurezza: il sentiero che scendeva dal Vallone della Forbice è chiuso e l’accesso a piedi è vietato a causa del rischio di frane. La Regione Siciliana e Legambiente, che gestisce la riserva, hanno esteso il divieto anche a balneazione, sosta e transito nell’area, quindi non si può attraccare o scendere a terra neppure arrivando dal mare.
In barca è consentito solo passare al largo e ammirare la cala da distanza di sicurezza. In sostanza, niente immersioni, niente tuffi, niente soste. È una limitazione rigida, ma serve a proteggere sia le persone che un ambiente delicato e instabile.
Nonostante quanto appena detto, ci sono persone che scelgono di ignorare i cartelli e le ordinanze, rischiando multe salate o peggio, ma da parte nostra non è un comportamento accettabile: rispettare le regole significa tutelare la propria sicurezza e quella di un luogo che, proprio perché fragile, merita attenzione e non sfide.
La bellissima Cala Pulcino è una piccola insenatura racchiusa tra pareti calcaree chiare, modellate dal vento e dall’erosione marina, che scendono a picco fino a toccare l’acqua. La spiaggia, oggi inaccessibile, è composta da sabbia chiara mescolata a ciottoli e frammenti di conchiglie, segno della continua azione del mare sulle rocce e della vita marina che popola la zona.
L’acqua è trasparente e varia dal turchese intenso al verde smeraldo, con fondali che alternano tratti sabbiosi e zone rocciose, rifugio di pesci e piccola fauna marina. Da lontano, specialmente dal mare, si può cogliere l’insieme in tutta la sua armonia: il contrasto tra il bianco delle falesie, il verde della macchia mediterranea che resiste sulle creste e le sfumature cangianti del mare sotto di esse.
Nei giorni limpidi, la luce amplifica i colori e ogni dettaglio sembra più netto, come in un quadro naturale in cui non manca nulla, se non la possibilità di posarvi i piedi. Oggi la si può osservare legalmente solo a distanza, e diversi tour in barca organizzati sull’isola includono un passaggio davanti alla cala.
In poche parole, si rimane a bordo, si ammira il paesaggio e magari si scatta qualche foto, portandosi via l’immagine intatta di uno dei luoghi più selvaggi di Lampedusa.
Se pensi che il futuro del trasporto aereo passi solo dai grandi hub, preparati a ricrederti: in Italia, a fare scintille sono soprattutto i piccoli scali. La loro importanza per il turismo locale è cruciale – basti pensare al recente “caso Montalbano”, le cui location starebbero perdendo visitatori e soldi proprio a causa delle difficoltà dell’aeroporto di Siracusa – ma quando funzionano bene possono trasformare intere destinazioni.
E i numeri lo confermano. Nel primo semestre del 2025, il traffico passeggeri negli aeroporti europei è cresciuto del +4,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, superando addirittura del +5,1% i livelli pre-Covid del 2019. Ma la vera sorpresa? I protagonisti di questa corsa non sono gli aeroporti da decine di milioni di passeggeri, bensì quelli che, a malapena, ne gestiscono un milione all’anno. Tutti questi dati sono riportati da Aci Europe che ha di recente pubblicato un’analisi completa sul trend
Gli scali più piccoli vincono
Gli scali sotto il milione di passeggeri, gli small secondo la classificazione internazionale, hanno registrato un incremento medio del +5,2% in Europa. Un ritmo che surclassa quello dei giganti oltre i 40 milioni di passeggeri, fermi a un +2,4%. E in Italia, i piccoli e medi aeroporti stanno vivendo una vera e propria primavera con Trieste, Genova e Bari che segnano un aumento importante dal 15 al 31,8%.
iStockIl piccolo aeroporto di Trieste registra un boom nel 2025
Ma cosa c’è dietro questo balzo? Innanzitutto, il boom delle rotte low cost e l’esplosione della domanda leisure e VFR (visiting friends and relatives), cioè chi vola per raggiungere amici e parenti. I viaggiatori cercano comodità e prezzi competitivi, e i piccoli aeroporti spesso offrono entrambe le cose: meno code, parcheggi più vicini e tariffe più allettanti.
Chi nell’anno utilizza spesso gli aeroporti sa bene che i grandi hub presentano spesso file infinite ai controlli, attese lunghe per i bagagli e coincidenze da raggiungere di corsa. Nei piccoli scali, invece, i procedimenti sono più veloci e per questo molte compagnie aeree investono trovando un’opportunità dal punto di vista economico e di servizi.
Gli aeroporti italiani in classifica
In Italia, i numeri parlano chiaro: Trieste +31,8%, Genova +18% e Bari +15,7% sono in vetta alla classifica delle crescite più impressionanti tra i piccoli e medi scali. Questi aeroporti stanno beneficiando di una combinazione vincente: nuove rotte low cost, aumento dei viaggi leisure e VFR (visiting friends and relatives), oltre a un’esperienza di viaggio più snella rispetto ai grandi hub. L’Italia nel complesso segna un +5,7% nel semestre, posizionandosi tra i mercati leader in Europa insieme alla Spagna (+4,5%). Un risultato che supera nettamente Francia (+3,6%), Germania (+2,3%) e Regno Unito (+2,3%).
I piccoli aeroporti possono influenzare le rotte turistiche; è di questi giorni la notizia che la location di Montalbano stia registrando un danno da 100 milioni a causa del flop dell’aeroporto di Siracusa che viene servito da pochissime tratte.
Altri piccoli scali europei in classifica
Il boom non è solo italiano. In tutta Europa, i piccoli scali (sotto il milione di passeggeri) hanno messo a segno un +5,2% medio, distaccando nettamente i grandi hub oltre i 40 milioni di passeggeri, fermi al +2,4%. Tra i campioni del semestre spiccano l’aeroporto di Bucharest BBU, che a giugno ha registrato un incredibile +403,4% rispetto allo stesso mese del 2024, e i successi di Wroclaw (+15,6%) e Girona (+17,1%). Geograficamente, è il Sud-Est Europa a trainare la crescita, con performance record in Slovacchia (+19,2%), Polonia (+14,9%), Ungheria (+14,2%), Malta (+11,7%) e Cipro (+10,8%). Al contrario, il Nord-Ovest segna passi più lenti, con risultati deboli in Estonia, Islanda e Lussemburgo, e addirittura un calo in Svezia (-0,9%).
I piccoli scali italiani ed europei devono investire e continuare a credere nel progetto offrendo ottimi servizi ed infrastrutture, puntando anche sulla digitalizzazione e sostenibilità per continuare a registrare una curva positiva.
Una delle mete estive più amate dagli italiani resta la Sicilia, l’isola ricca di storia, cultura e con un mare da sogno. Una regione che ha molto da offrire ma girarla tutta in un’unica vacanza è impossibile. Proviamo a concentrarci nella zona che va da Catania a Messina, passando per Ragusa e Taormina: ecco le spiagge della Sicilia orientale più belle.
Punta Braccetto a Ragusa
Un mix perfetto di natura, servizi e sport: Punta Braccetto ha una lunga spiaggia dorata incorniciata da basse scogliere e pini marittimi. Le sue acque limpide sono amate dai sub e dai surfisti, ma anche perfette per i bambini. Ci sono stabilimenti ben attrezzati e anche tratti liberi: ognuno può trovare il suo angolo ideale.
Marianelli a Noto
Una delle spiagge più segrete della Riserva di Vendicari, frequentata soprattutto da naturisti e amanti della privacy. Qui troverai sabbia soffice, scogli dorati e il profumo dei limoneti che arrivano fino al mare. Non ci sono servizi né bar, ma troverai silenzio, autenticità e un mare da sogno.
Spiaggia di Marinello a Oliveri
Sotto il santuario di Tindari si apre una spiaggia che sembra disegnata dalla natura con mano artistica. La spiaggia di Marinello è famosa per i suoi laghetti salmastri, che cambiano forma con le maree. Una location magica per chi ama camminare, scattare foto e rilassarsi lontano dal turismo di massa. Il mare è limpido e circondato dalla quiete della Riserva Naturale.
Calamosche a Noto
Una perla nascosta tra archeologia e natura incontaminata. Calamosche, premiata da Legambiente, si raggiunge solo a piedi con una breve escursione nella macchia mediterranea. Il premio? Una baia protetta dal vento, acqua cristallina e sabbia dorata incorniciata da scogli. Ideale per lo snorkeling e le giornate romantiche.
Fontane Bianche a Siracusa
Un angolo caraibico in Sicilia, a pochi chilometri da Siracusa. Fontane Bianche è perfetta per chi cerca relax e servizi. La sabbia bianca finissima si stende per oltre un chilometro e l’acqua è così trasparente da sembrare una piscina naturale. Il nome deriva dalle sorgenti di acqua dolce che emergono dal fondale. Perfetta per famiglie e bambini, grazie al fondale che degrada dolcemente.
iStockSpiaggia di Fontane Bianche a Siracusa vista dall’alto
Vendicari a Noto
Se ami le spiagge selvagge, Vendicari ti conquisterà. Situata all’interno dell’Oasi Faunistica di Noto, questa spiaggia è perfetta per chi cerca silenzio, natura e panorami spettacolari. Tra le dune sabbiose e le torri antiche, potrai anche avvistare fenicotteri o aironi. E se trovi la spiaggia coperta da Posidonia, sorridi: è il segno di un mare pulitissimo.
Oasi Gelsomineto ad Avola
Una spiaggia da favola, conosciuta anche come spiaggia della Marchesa. Gelsomineto è incorniciata da scogliere e si affaccia su un mare turchese che lascia senza fiato. Sabbia bianca, acque limpide e profumo di pini marittimi: qui il tempo sembra fermarsi. È perfetta per una giornata di puro relax in una cornice quasi esotica.
Isola delle Correnti a Portopalo di Capo Passero
Dove lo Ionio incontra il Mediterraneo nasce uno degli scenari più suggestivi dell’isola. Isola delle Correnti è selvaggia, battuta dal vento e con un mare spesso agitato, ma proprio per questo affascinante. Un pontile di sabbia ti collega all’isoletta, con il suo faro abbandonato e un’atmosfera d’altri tempi. Per spiriti liberi e avventurosi.
Eloro a Noto
Perfetta per chi ama unire relax e cultura. La spiaggia di Eloro si trova accanto ai resti archeologici dell’antica città greca Helorus. Sabbia fine, mare trasparente e una piccola pineta dove trovare ombra. C’è anche un bar per un drink rinfrescante con vista sulla storia.
iStockSpiaggia rocciosa nell’oasi naturale di Vendicari
Capo d’Orlando a Messina
Chi cerca glamour, comfort e un’atmosfera chic rimarrà estasiato da Capo d’Orlando a Messina. Una spiaggia perfetta per le vacanze in famiglia: attrezzata con bar, ristoranti, ombrelloni e lettini, ha un mare limpidissimo e tranquillo.
Aci Trezza a Catania
Il nome Aci Trezza è una vera e propria leggenda ma sono i faraglioni dei Ciclopi ad aver lasciato un’impronta nella storia. Il legame con il mito di Ulisse e Polifemo è forte in questa spiaggia fatta di scogli lavici e piattaforme dove tuffarsi in una delle zone più limpide della costa.
Isola Bella a Taormina
C’è chi considera Isola Bella tra le spiagge più amate del Mediterraneo: la riserva naturale è tutta da scoprire e, nonostante sia un’isola, ha la particolarità di essere collegata alla terraferma tramite un lembo di sabbia. Fare snorkeling qui è pura magia ma per accedervi serve un biglietto d’ingresso che include la visita al museo naturalistico.
iStockTra le spiagge più belle della Sicilia orientale c’è quella dell’Isola Bella
Santa Teresa di Riva a Messina
Una lunga e ampia spiaggia cittadina, premiata diversi anni con la Bandiera Blu. Santa Teresa di Riva è un mix di sabbia e ciottoli, con un mare trasparente e numerosi servizi. È perfetta per una giornata al mare senza allontanarsi troppo dal centro abitato. Atmosfera rilassata e autentica.
San Marco a Calatabiano
Una delle spiagge più verdi e naturali della zona di Taormina. San Marco è un’oasi di pace tra eucalipti e agrumeti. Il mare è cristallino, la spiaggia ampia e tranquilla, con tratti liberi e stabilimenti. Ottima per chi vuole rilassarsi in mezzo alla natura.
Letojanni a Messina
Elegante e vivace, Letojanni è un’estensione del fascino di Taormina. Qui troverai sabbia e ghiaia, lidi moderni e bar con terrazze sul mare. È la scelta perfetta per chi ama alternare tuffi e aperitivi, con la possibilità di rientrare in città in pochi minuti.
Marzamemi a Siracusa
Non è solo una spiaggia, ma un’esperienza. Marzamemi è un borgo di pescatori colorato e vivace, dove il mare lambisce antiche tonnare e piazzette pittoresche. Le sue calette sono incantevoli, perfette per chi cerca relax con un tocco di romanticismo.
Sampieri a Ragusa
Due chilometri di sabbia dorata e un paesaggio selvaggio che sembra uscito da un film. La spiaggia di Sampieri è tra le più lunghe del ragusano e conserva un’anima autentica. Alle spalle, una vecchia fornace in rovina dà un tocco vintage e misterioso.
San Lorenzo a Siracusa
Vicino a Marzamemi e Vendicari, la spiaggia di San Lorenzo offre un mix irresistibile di sabbia chiara, fondali bassi e calette nascoste. Un tratto è protetto dal WWF per la nidificazione delle tartarughe marine. Ideale per famiglie e amanti della natura.
Caucana a Ragusa
A due passi dal Parco Archeologico di Kaukana, questa spiaggia offre mare pulito e tanto spazio. È perfetta anche in alta stagione, perché raramente si affolla. Un luogo semplice ma autentico, con un mare da cartolina.
Marina di Modica a Ragusa
Perfetta per gli sportivi e i surfisti, grazie ai venti costanti. Marina di Modica ha anche stabilimenti attrezzati e ristoranti sul mare. La sabbia dorata è morbida e l’atmosfera rilassata: la destinazione ideale per chi ama il mare in tutte le sue forme.
Playa di Catania
Il cuore balneare della città: La Playa è lunga quasi 18 km, con sabbia dorata e tutti i servizi immaginabili. Attrezzata, dà l’opportunità di noleggiare un ombrellone, fare windsurf o semplicemente goderti il panorama con l’Etna sullo sfondo. Un classico intramontabile.
San Giovanni Li Cuti a Catania
Una chicca urbana dal sapore antico. San Giovanni Li Cuti è una spiaggia di origine vulcanica, caratterizzata da sabbia nera e ciottoli levigati dal tempo. Il piccolo porticciolo e le barche dei pescatori creano un’atmosfera da cartolina, perfetta per chi cerca un angolo autentico nel cuore di Catania. Le piattaforme in legno sono ideali per prendere il sole con stile.
Aci Castello a Catania
Scogli lavici, castelli medievali e acque profonde: Aci Castello è un’esperienza visiva e sensoriale. La spiaggia si trova proprio ai piedi dell’antico castello Normanno, che domina il paesaggio. Perfetta per immersioni e snorkeling, grazie ai fondali rocciosi e alla ricca biodiversità marina. Dopo il bagno, non perderti una granita con vista.
Santa Tecla a Catania
Per chi ama l’autenticità, Santa Tecla è un piccolo gioiello. Questo borgo marinaro è abbracciato da scogliere e affacciato su un mare cristallino. Pochi lidi, qualche piattaforma sugli scogli e tanto, tanto relax. Ideale per chi vuole prendere il sole lontano dalla confusione e godersi un bagno in acque limpide e fresche.
Stazzo a Catania
Stazzo è un angolo di Sicilia che ha conservato la sua anima più genuina. La spiaggia non è grande, ma regala momenti di pace assoluta. Gli scogli di origine vulcanica e le acque chiare sono perfette per una nuotata rinfrescante o una giornata a mollo sotto il sole. Un must per chi cerca l’atmosfera slow e autentica.
Pozzillo a Catania
Famosa per le sue sorgenti d’acqua dolce che si mescolano con il mare, Pozzillo è un tuffo rinfrescante nel cuore della Riviera dei Ciclopi. Le sue acque più fresche sono perfette nelle giornate torride d’estate. Il borgo ha mantenuto la sua identità e la spiaggia, tra scogli e piattaforme, è ideale per chi vuole evitare la folla.
Fondachello a Catania
Una lunga spiaggia di ciottoli grigi con vista sull’Etna: Fondachello è tra le mete più amate dai catanesi. I fondali bassi e l’acqua pulita la rendono perfetta per famiglie con bambini. Nelle giornate limpide, nuotare qui mentre si osserva l’Etna sullo sfondo è un’esperienza unica.
Giardini Naxos a Messina
Se pensiamo alle località balneari siciliane, i Giardini Naxos sono in cima a molte wishlist di viaggio. Storia, nightlife, spiagge sabbiose e lidi attrezzati rendono la località perfetta e qui si trovano spiagge paradisiache dove fare il bagno. Si raggiunge in un battibaleno da Taormina ed è perfetta sia per giovani sia per famiglie con bambini.
iStockLa spiaggia urbana di Giardini Naxos in Sicilia
Mazzarò a Taormina
Raccolta e incastonata tra le rocce, Mazzarò è una delle spiagge più esclusive della zona. Si trova proprio sotto Taormina ed è raggiungibile con la funivia. Le acque sono profonde e limpide, ideali per escursioni in barca e immersioni. Qui il relax ha un gusto raffinato.
Fondaco Parrino a Messina
Un segreto ben custodito tra i local. Fondaco Parrino si trova vicino a Taormina ma resta una meta poco conosciuta, perfetta per chi cerca tranquillità. La spiaggia è ampia, il parcheggio facile e i nuovi lidi sono curati ma mai affollati. Ideale anche per esplorare a piedi laghetti nascosti poco distanti.
L‘isola di Lampedusa è un luogo di contrasti. Fa spesso notizia come principale porto di sbarco per i rifugiati africani e mediorientali, tra cui migliaia di migranti provenienti soprattutto da Libia e Tunisia. Ma è anche un luogo dove le spiagge vantano acque cristalline e dove, indossando scarpe da trekking, si possono raggiungere angoli di incredibile bellezza.
Se state organizzando un viaggio sull’isola siciliana, qui vi diamo qualche consiglio su cosa vedere e sulle spiagge da segnare sul vostro itinerario.
Dove si trova l’isola di Lampedusa
L’isola di Lampedusa si trova nel Mar Mediterraneo e appartiene all’arcipelago delle Isole Pelagie (insieme a Linosa, Lampione, l’Isola dei Conigli e lo Scoglio del Sacramento), in Sicilia. Fa parte della provincia di Agrigento e dista circa 113 chilometri dalle coste della Tunisia e 205 chilometri da Porto Empedocle.
Rappresenta il lembo di terra più a sud d’Europa e, per raggiungerla, potete sia prendere un aereo dai principali aeroporti italiani che il traghetto da Porto Empedocle.
Cosa vedere sull’isola di Lampedusa in estate
La maggior parte delle cose da vedere sull’isola di Lampedusa sono legate al mare. Chiunque la visiti non può esimersi dal raggiungere la Grotta del Bue Marino, una meraviglia naturale situata sulla costa nord-ovest. Chiamata così in riferimento alle foche monache che un tempo vivevano in quest’area, oggi rappresenta una meta turistica molto amata grazie alla bellezza delle sue acque, ideali per fare snorkeling e andare alla scoperta dei fondali.
Sulla costa orientale dell’isola, invece, sorge il Faro di Capo Grecale, uno dei fari più antichi dell’isola perché costruito nel lontano 1853. Grazie alla sua posizione elevata, i visitatori possono godersi una vista panoramica senza eguali immersi in un’atmosfera unica e suggestiva. Se volete portarvi a casa un ricordo davvero unico, visitatelo all’alba.
Chi, invece, vuole approfondire la storia di Lampedusa, può farlo al Museo delle Pelagie. Il museo, ospitato all’interno di un edificio storico dal grande fascino architettonico, custodisce una vasta collezione dedicata ai reperti archeologici e ai documenti storici che raccontano la storia dell’isola e delle sue genti.
Infine, chi vuole scoprire l’isola a passo lento, può farlo percorrendo il Sentiero della Tabaccara: questa passeggiata di circa 6 chilometri, fattibile in circa 2 o 3 ore di cammino, vi permette di arrivare alla suggestiva baia di Tabaccara, ammirabile dall’alto. Questa è caratterizzata da pareti di tufo bianco che si ergono imponenti sopra il mare, creando un’atmosfera magica e surreale.
Sono tante le spiagge di Lampedusa da segnare sull’itinerario, da quella dei Conigli, premiata più volte come la spiaggia più bella del mondo, alla riservata Cala Pulcino.
Spiaggia dei Conigli
Tra le più belle di Lampedusa, la spiaggia dei Conigli vanta una sabbia bianchissima e finissima, oltre che acque incredibilmente limpide e turchesi. Situata di fronte all’isolotto omonimo, rappresenta un’area protetta e un luogo fondamentale per la nidificazione delle tartarughe marine Caretta Caretta. Per preservare il suo delicato ecosistema, l’accesso è contingentato e regolamentato, rendendo ogni visita un’esperienza ancora più esclusiva e rispettosa della natura.
Cala Croce
Cala Croce è una piccola insenatura lunga circa settanta metri, dove la sabbia è talmente candida che il fondale del mare riflette tutte le sfumature possibili dell’azzurro! La cala è divisa in due parti, quasi a formare una croce (da qui il suo nome), dove si trovano due piccole spiagge divise da un lembo di costa rocciosa. Da una parte c’è la Spiaggia di Cala Croce, la più grande, e dall’altra Portu ‘Ntoni, la più piccola.
Si tratta di una cala facilmente accessibile e dotata di tutti i comfort necessari, dagli stabilimenti dove affittare sdraio e ombrelloni ai bar e ristoranti.
Tra le spiagge più frequentate c’è sicuramente Cala Guitgia perché facile da raggiungere e dalle acque sicure, ideali soprattutto per le famiglie che viaggiano con bambini. Il biancore della sabbia crea un contrasto splendido con le acque dalle tonalità azzurre-verdi e, delimitata da rocce e circondata da palme, offre lo scenario ideale dove rilassarsi, ma non solo. Per anni, infatti, è stata il palcoscenico principale del festival “O’ Scià”, ideato e organizzato da Claudio Baglioni dal 2003 al 2012.
Cala Pulcino
Cala Pulcino è famosa per essere un vero e proprio paradiso color turchese. Questa è l’ultima spiaggia del versante a sud-ovest dell’isola e, in quanto non facilmente raggiungibile, rappresenta un luogo tranquillo e incontaminato dove rilassarsi e godere delle sue acque. Per arrivarci, infatti, dovrete noleggiare una barca o indossare scarpe comode e percorrere il sentiero di trekking.
Il sentiero più bello è quello che, da Casa Teresa (il dammuso più antico di Lampedusa) vi farà attraversare la Riserva Naturale Orientata dell’isola di Lampedusa, portandovi a destinazione in circa 30 minuti. Una volta arrivati, capirete perché vale la pena affaticarsi un po’ per raggiungerla!
La spiaggia di Calamosche, situata tra Noto e Marzamemi nella Riserva Naturale di Vendicari, è una delle perle più amate della Sicilia sud-orientale. Questo paradiso siciliano è anche chiamato “Funni Musca” dai locali.
La spiaggia di Calamosche, lunga circa 200 metri, è famosa per le sue acque cristalline, la sabbia dorata e la cornice naturale incontaminata.
Il quotidiano inglese The Guardian l’ha inserita tra le spiagge più belle d’Europa, descrivendola come un luogo “selvaggio” ma facilmente accessibile, ideale per una vacanza in Sicilia. Nel 2005 è stata anche insignita del titolo “Spiaggia più bella d’Italia” dalla Guida Blu di Legambiente.
La spiaggia di Calamosche, inoltre, per la sua bellezza, viene anche scelta per spot pubblicitari. Tra i più popolari quello del 2008 girato per una nota compagnia telefonica, con protagonisti Aldo, Giovanni e Giacomo.
Dove si trova e come raggiungere la spiaggia di Calamosche
La spiaggia di Calamosche si trova all’interno della Riserva Naturale di Vendicari, tra le città di Noto e Marzamemi, in provincia di Siracusa. L’accesso diretto a questa spiaggia avviene tramite un ingresso – all’interno della riserva – a questa dedicato.
Il modo più semplice per raggiungerla è utilizzando un mezzo proprio. Dalla strada provinciale 19 (SP19) Pachino-Noto, si seguono le indicazioni per “spiaggia Calamosche”. Dopo aver parcheggiato l’auto al parcheggio attrezzato, ci si incammina lungo un sentiero per circa 1,2 km immerso nella macchia mediterranea e privo di zone d’ombra. Per arrivare alla caletta ci si impiegano circa 20-25 minuti di camminata.
La spiaggia di Calamosche è raggiungibile anche a piedi percorrendo uno dei sentieri escursionistici della Riserva Naturale di Vendicari:
itinerario arancio, lungo 4,38 km, che parte dall’ingresso principale della riserva e passando dalle capanne di birdwatching, dalla Tonnara di Vendicari e dalla Torre Sveva giunge a Calamosche,
itinerario blu, di circa 5,60 km, che partendo dall’ingresso della spiaggia di Eloro, dopo aver attraversato gli scavi archeologici e la spiaggia Marianelli, ha sempre Calamosche come meta finale.
Le caratteristiche della spiaggia
Calamosche è una caletta sabbiosa di circa 200 metri, racchiusa tra due promontori rocciosi che la proteggono dalle correnti e garantiscono un mare calmo e trasparente. Il fondale, inizialmente basso, è ideale per famiglie con bambini. Più avanti, verso le scogliere, il fondale si trasforma poi in un paradiso per gli amanti dello snorkeling: grotte, cavità e anfratti custodiscono una molteplice fauna marina.
La spiaggia è priva di stabilimenti balneari, bar o punti di ristoro, quindi si consiglia di portare con sé acqua e cibo per trascorrere una giornata al mare.
Fonte: iStockVista sulla spiaggia di Calamosche, Oasi di Vendicari in Sicilia
Essendo parte di una riserva naturale, è vietato l’accesso agli animali e non si possono utilizzare giochi da spiaggia che possano disturbare la tranquillità del luogo o danneggiare l’ambiente circostante.
Modalità di accesso alla spiaggia e consigli
Per preservare l’ambiente naturale della riserva, l’accesso alla spiaggia di Calamosche è regolamentato.
È infatti previsto un biglietto d’ingresso di 3,50 € a persona, con tariffe agevolate per famiglie, per studenti e altre categorie. Si può accedere alla spiaggia durante tutto l’anno dalle 7 alle 19.30. Ma prima di partire si consiglia sempre di consultare il sito ufficiale della riserva per avere aggiornamenti in tempo reale su possibili chiusure temporanee in caso di eventi eccezionali.
Attualmente, non è necessaria la prenotazione anticipata, ma durante l’alta stagione è molto consigliabile arrivare presto al mattino, in quanto la spiaggia, essendo di piccole dimensioni, può riempirsi velocemente.
Per trascorrere una giornata piacevole alla spiaggia di Calamosche in Sicilia è consigliato:
indossare scarpe comode,
portare cappello, ombrellone e crema solare per proteggersi dal sole,
mettere nello zaino una buona scorta d’acqua e il pranzo,
partire muniti di una bustina per raccogliere i propri rifiuti, nel rispetto dell’ambiente.
La spiaggia di Calamosche è senza dubbio una delle più belle della Sicilia.
In occasione dell’apertura del Festival delle Tragedie Greche, sbarca a Siracusa un’esperienza culinaria unica nel suo genere, ricercata e prestigiosa, proposta dallo chef di alta cucina Yannick Alléno, capace di unire l’eleganza della gastronomia francese ai sapori autentici e decisi della tradizione italiana.
Situata nella Sicilia sud-orientale, affacciata sul Mar Ionio, Siracusa richiama a un viaggio nel tempo tra le meraviglie dell’Antica Grecia e del mondo romano. Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, questa città costiera rappresenta un crocevia di civiltà e culture. Le sue strade, i monumenti e le tradizioni raccontano una storia millenaria che continua a vivere, anche grazie a eventi di grande rilievo, culturali e non solo.
Cultura classica e alta cucina: l’offerta pluristellata di chef Yannick Alléno
Il 10 e 11 maggio è un viaggio nel viaggio quello riservato a soli 50 ospiti selezionati, e un’opportunità unica per celebrare il 20° anniversario dell’inserimento di Siracusa nella lista dei siti UNESCO. Il pacchetto VIP include tre momenti esclusivi, servizi di lusso e una cena gourmet eccezionale firmata dallo chef di alta cucina Yannick Alléno, detentore di 17 stelle Michelin, lo chef più decorato al mondo. Per prenotazioni cliccare qui.
Il pacchetto completo: tesori antichi e sapori contemporanei
Un soggiorno pensato per chi desidera vivere Siracusa in modo privilegiato ma autentico. All’arrivo, gli ospiti hanno l’opportunità di partecipare alle celebrazioni ufficiali per il ventesimo anniversario dell’inserimento della città tra i Patrimoni Mondiali dell’UNESCO. Un’occasione unica per scoprire alcuni dei luoghi simbolo della storia e dell’identità siracusana.
Il percorso prosegue sull’Isola di Ortigia, con una visita privata a Palazzo Borgia del Casale, storica dimora della famiglia Borgia. Qui, tra saloni affrescati e atmosfere d’epoca, prende vita un’esperienza gastronomica irripetibile firmata da uno dei nomi più autorevoli della cucina mondiale.
Lo chef Yannick Alléno guida una cena esclusiva in cui l’eleganza della gastronomia francese incontra i sapori decisi della tradizione italiana. Ogni piatto è concepito come un dialogo tra tecniche d’avanguardia e ingredienti mediterranei, in un equilibrio raffinato e sorprendente. A completare il percorso, una selezione di vini pregiati scelti per esaltare ogni portata. Una leggenda vivente della cucina internazionale in una cornice storica d’eccezione.
Il soggiorno include anche un pernottamento in hotel 5 stelle con prima colazione e tutti i trasferimenti organizzati. Un’esperienza curata nei minimi dettagli, tra archeologia, arte e alta cucina.
Parole dello chef: tradizione e identità a tavola
Nato nel 1968, con 19 ristoranti in tutto il mondod – da Londra a Dubai, da Montecarlo a Osaka- e un totale di 17 Stelle Michelin, chef Yannick Alléno è noto per valorizzare l’identità di un territorio attraverso ingredienti locali e stagionali, portando uno stile culinario estremamente personale e creativo.
Fonte: @SimonDetrazYannick Alléno, detentore di 17 Stelle Michelin, lo chef più decorato al mondo
Questa esperienza coincide con un grande evento culturale e una celebrazione UNESCO. Vede un parallelo tra alta cucina e patrimonio culturale? E come interpreta il concetto di “eredità” nel suo lavoro?
Sì, assolutamente. L’alta cucina e il patrimonio culturale riguardano entrambi la trasmissione di conoscenze, emozioni, memoria. Quando creo un menu, penso a ciò che comunica non solo nel presente, ma anche all’artigianalità, alla visione, al pensiero che ci stanno dietro. L’eredità, per me, non è statica, è attiva. Si tratta di prendere qualcosa che si è ereditato e portarlo avanti con intenzione.
Con tante esperienze globali alle spalle, luoghi specifici influenzano mai il suo istinto creativo – anche in modo sottile – oppure il suo processo è più isolato dalla geografia?
Direi che il mio processo creativo è radicato nella precisione e nell’identità è il mio linguaggio personale. Detto ciò, quando si entra in un nuovo ambiente, soprattutto uno con così tanta storia come Siracusa, avviene una sorta di dialogo. Non è letterale, non si tratta di usare un’erba locale o un olio d’oliva, ma c’è una sensazione, una vibrazione, che può influenzare il ritmo o l’atmosfera di ciò che creo.
Gran parte del suo lavoro sfida l’idea di cucina “locale” o “autentica”. Nel 2025, cosa significa per lei autenticità?
Autenticità è una parola molto carica. Spesso viene confusa con la nostalgia. Per me, l’autenticità significa essere intellettualmente onesti. Se vengo in Sicilia e provo a “imitare” la cucina siciliana, non sarebbe autentico. Ciò che è autentico è portare il mio punto di vista, le mie tecniche, i miei sapori, la mia logica, in qualsiasi contesto.
La cucina siciliana riflette secoli di influenze stratificate, incluso un periodo di dominazione normanna (e francese). Nota mai queste eco nei suoi viaggi, e la incuriosiscono? E quale impressione o quale sapore spera di lasciare personalmente in questa terra?
Sì, la Sicilia è affascinante per questo motivo. Si sente la complessità nell’architettura, nelle strade e sì, nel cibo. Ci sono momenti in cui qualcosa sembra quasi familiare, come se fosse passato per la Francia prima di diventare siciliano. Quel tipo di stratificazione culturale è bellissimo. Ciò che spero di lasciare qui è un senso di sorpresa, un sapore che non appartiene a nessun luogo preciso, ma che le persone ricordano perché ha fatto provare loro qualcosa di nuovo.
Il Festival delle Tragedie Greche a Siracusa: il fascino del teatro antico sotto le stelle
Ogni primavera, il Teatro Greco di Siracusa si anima di parole antiche e gesti senza tempo. È qui, tra le gradinate scolpite nella pietra e lo sfondo del cielo che sfuma verso il mare, che prende vita il Festival delle Tragedie Greche, uno degli appuntamenti culturali più suggestivi del Mediterraneo. Nato nel 1914 e giunto alla sua sessantesima edizione, il festival rappresenta non solo un omaggio alla grande drammaturgia classica, ma anche un’occasione per restituire senso e presenza al patrimonio archeologico di Siracusa.
Le opere di Eschilo, Sofocle ed Euripide vengono rappresentate nel luogo per cui furono pensate, riportando in scena emozioni universali e interrogativi ancora attuali. Lo spettacolo non è solo nella parola, ma anche nello spazio: la luce del tramonto apre le rappresentazioni, e poi lentamente la notte e le stelle calano sul pubblico e sulla scena.
Lancio della 60ª edizione del festival: cosa sapere
Dal 9 maggio al 6 luglio 2025, il Teatro Greco di Siracusa ospita la 60ª stagione delle rappresentazioni classiche promossa dalla Fondazione INDA. Un’edizione che conferma la linea di alta qualità artistica seguita negli ultimi anni, con il ritorno di Robert Carsen, l’esordio nella regia di classici di Roberto Andò e Serena Sinigaglia, la nuova creazione originale firmata da Giuliano Peparini, e un cast che comprende, tra gli altri, Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Lella Costa e Giuseppe Sartori.
Il programma si articola in quattro spettacoli: Elettradi Sofocle (9 maggio – 6 giugno), Edipo a Colono di Sofocle (10 maggio – 28 giugno), Lisistratadi Aristofane (13 – 27 giugno) e L’Iliade, spettacolo di chiusura con musica, danza e poesia (4 – 6 luglio). Le rappresentazioni sono accompagnate da traduzione simultanea in inglese, francese e spagnolo, per un pubblico sempre più internazionale.
I biglietti sono disponibili online sul sito ufficiale della Fondazione INDA e presso il botteghino del Teatro Greco. I prezzi variano da 35 a 70 euro a seconda del settore e della data, con riduzioni previste per under 25, over 65 e residenti a Siracusa. Disponibili anche formule di abbonamento per tre o quattro spettacoli, con sconti dedicati.
Il Teatro Greco si raggiunge facilmente dal centro storico di Siracusa, con possibilità di parcheggio nei pressi dell’ingresso. Chi arriva da fuori può contare su collegamenti ferroviari diretti con Catania e Messina, e sull’aeroporto di Catania-Fontanarossa, distante circa un’ora in auto.
I romanzi di Andrea Camilleri e la celebre fiction televisiva Il Commissario Montalbano hanno dato vita a un universo narrativo talmente vivido da ridisegnare la mappa della Sicilia nell’immaginario collettivo. Vigata, Montelusa, Marinella non sono località reali, ma esistono nella mente dello scrittore e nelle immagini della serie TV, che ha trasformato angoli autentici dell’isola in scenari iconici.
Grazie alla popolarità della fiction, la provincia di Ragusa è diventata una delle mete più amate dai viaggiatori, attratti non solo dalla bellezza del barocco siciliano e dal fascino delle coste mediterranee, ma anche dal desiderio di passeggiare nei luoghi del commissario più famoso d’Italia. E così, città e borghi siciliani si ritrovano oggi in una continua sovrapposizione tra realtà e finzione: ma dove si trovano davvero i luoghi in cui sono state girate le scene di Montalbano? Scopriamoli insieme.
La Sicilia autentica della fiction
Sebbene molte ambientazioni della fiction siano frutto della creatività di Camilleri, le riprese si sono svolte in svariate località della Sicilia, in particolare tra le province di Ragusa e Agrigento. Chiunque voglia immergersi nell’atmosfera della serie può così visitare tali scenari dal fascino straordinario, tra città barocche, borghi marinari e antichi siti archeologici.
Porto Empedocle
Affacciata sul mare, Porto Empedocle è la città natale di Andrea Camilleri e la vera ispirazione per la sua Vigata. Fino a qualche anno fa, il cartello di benvenuto riportava con orgoglio il nome “Porto Empedocle Vigata“, a testimonianza del legame indissolubile tra il paese e la finzione letteraria.
Sebbene il nome aggiuntivo sia stato rimosso nel 2009, qui si respira ancora l’atmosfera dei romanzi, nei vicoli, nelle piazze assolate e nell’aria di un’autentica cittadina siciliana, incastonata tra storia e letteratura.
Scicli
Fonte: iStockVeduta panoramica di Scicli
Indiscusso gioiello del barocco siciliano, Scicli, tra le località più interessanti del sud-est siciliano, è stato dichiarato Patrimonio UNESCO grazie ai sontuosi palazzi decorati e alle chiese imponenti.
È proprio qui che si trova il famoso commissariato di Vigata, all’interno del Municipio di Scicli, in via Francesco Mormina Penna. Il suo elegante prospetto è ormai inconfondibile per gli appassionati della serie, così come l’ufficio del Sindaco, che nella fiction diventa la stanza del Questore.
Punta Secca
A venti chilometri da Ragusa, il piccolo borgo marinaro di Punta Secca è un luogo dal fascino senza tempo. Qui sorge la casa di Salvo Montalbano, con la celebre terrazza affacciata sul mare. In realtà, la casa è un bed & breakfast situato in via Aldo Moro, 44, e il mare in cui il commissario nuota ogni mattina è quello cristallino del Canale di Sicilia.
Il nome Punta Secca deriva dalla presenza di scogli affioranti poco lontano dalla riva, ma per i fan della fiction tale angolo di paradiso sarà per sempre Marinella, il rifugio del commissario tra un caso e l’altro.
Agrigento
Fonte: iStockRovine del Tempio di Castore e Polluce
Agrigento è senza dubbio una delle città più affascinanti della Sicilia, il cui centro storico è un viaggio nel tempo, tra palazzi nobiliari, cattedrali barocche e cortili nascosti che svelano scorci emozionanti. Ma il vero gioiello si trova poco oltre il suo cuore urbano: si tratta della straordinaria Valle dei Templi, uno dei siti archeologici più spettacolari del mondo, laddove si ergono maestosi i templi dorici dell’antica Akragas, a testimonianza dei fasti della Magna Grecia.
A pochi passi, incanta il Giardino della Kolymbetra che unisce storia e natura, con agrumeti profumati che crescono accanto a testimonianze archeologiche millenarie.
Ma Agrigento è anche la città natale di Luigi Pirandello. La sua Casa Natale, oggi museo, ne conserva cimeli e manoscritti oltre a un’urna contenente le sue ceneri.
Tra i luoghi da non perdere spicca poi la Cattedrale di San Gerlando dove si verifica un fenomeno acustico affascinante: un sussurro pronunciato all’ingresso della chiesa arriva fino all’abside con un’eco sorprendente.
Infine, una visita non può dirsi completa senza fare tappa al Museo Archeologico Regionale, custode di oltre 5.600 reperti che raccontano la storia di Agrigento, dalla preistoria fino all’epoca greco-romana.
Ragusa Ibla
Ragusa ha un’anima doppia: in alto, Ragusa Superiore, costruita dopo il terremoto del 1693, e in basso, Ragusa Ibla, dall’intrico di vicoli barocchi che scivolano giù per la collina. Qui troviamo la piazza con il maestoso Duomo di San Giorgio, uno dei luoghi più riconoscibili della serie.
Passeggiando tra le stradine si incontrano altresì la Chiesa di San Giuseppe, il Circolo di Conversazione e il Giardino Ibleo, tutti protagonisti in diverse puntate della fiction.
Vigata e le altre città della fantasia di Camilleri
Se i fan della serie possono visitare molte delle ambientazioni reali della fiction, alcuni luoghi sono esistiti soltanto nella fantasia di Andrea Camilleri. Il maestro siciliano ha costruito un intero universo letterario mescolando nomi di fantasia e scenari reali, così da creare un mondo che sembra esistere davvero.
Vigata
Vigata prende vita solo nei romanzi e nella serie TV, ma il suo volto è quello di Ragusa Ibla, con la magnifica piazza del Duomo e le stradine che si snodano tra chiese e palazzi barocchi. Il celebre ristorante Da Calogero, dove Montalbano gusta piatti tipici siciliani, nella realtà è La Rusticana. Anche la Chiesa di Santa Maria delle Scale e il Giardino Ibleo fanno la loro comparsa in molte scene della fiction.
Fonte: iStockVista idilliaca nel giardino di Ragusa Ibla
Vigata è una città che non si trova sulle mappe, ma che ha preso forma nel cuore della Sicilia, fino a diventare un luogo dell’anima per i lettori e gli spettatori.
Montelusa
Montelusa è un’altra città immaginaria creata da Camilleri, ma il suo aspetto è quello di Agrigento. È qui che è ambientato il commissariato in cui lavorano Montalbano e i suoi colleghi. La sua sede è in realtà il Palazzo del Municipio di Scicli, con gli interni che ospitano il famoso ufficio del Questore.
Camilleri stesso ammetteva di aver “rubato” il nome Montelusa a Luigi Pirandello, che lo aveva già usato nelle sue novelle per indicare Agrigento. Così, tra letteratura e televisione, Montelusa vive oggi tra le strade, i palazzi e i panorami della vera Sicilia.
Marinella
Il borgo in cui Montalbano vive non esiste ufficialmente, ma il suo alter ego è Punta Secca. La casa del commissario, il lungomare e le onde che accarezzano la sabbia sono diventati un simbolo della serie, un luogo che molti sognano di visitare almeno una volta.
Per chi vuole vivere l’esperienza in prima persona, la casa di Montalbano oggi è un bed & breakfast che accoglie i visitatori nella stessa atmosfera rilassata che caratterizza le scene della fiction.
Il sogno di inseguire l’estate, di viaggiare cercando il mare caldo, quello che ti accoglie tutto l’anno con temperature miti regalandoti la possibilità di bagni anche fuori stagione. Ci sono alcune mete nel mondo dove il desiderio si trasforma realtà, offrendo la possibilità di fare una nuotata anche quando imperversa l’inverno.
Alcune facilmente raggiungibili, altre più distanti, sono tutte accomunate dal loro mare che permette di viverevacanze al caldo e che regala un’esperienza autentica di estate (o primavera) che dura dodici mesi: dalle Canarie a Sharm El Sheikh, ma anche Dubai e Lampedusa dove il bagno si può fare fino all’autunno inoltrato.
Le tappe imperdibili per rincorrere l’estate e fare il bagno anche fuori stagione: da quelle più vicine all’Italia a destinazioni più lontane ma che vale la pena raggiungere.
Canarie
Temperature miti, mare caldo tutto l’anno: le Canarie sono una delle mete predilette per chi sogna di andare in spiaggia per tutti i 12 mesi. Appartengono alla Spagna, ma si trovano al largo della costa nord – occidentale africana nell’Oceano Atlantico. Basti pensare che le temperature non scendono sotto i 18 gradi (come minima) a gennaio e quindi le acque di queste isole sono perfette per fare il bagno anche fuori stagione. Tra le isole che si possono scegliere vi sono Gran Canaria e Tenerife, che sono meno ventose rispetto alle altre.
Comunque, la temperatura media è di 22 gradi e le ore di sole annuali ammontano a più di tremila, le spiagge sono diversificate e si trova quella giusta per ogni gusto.
Fonte: iStockA Gran Canaria, dove il mare è gradevole tutto l’anno
Spagna – Costa del Sol
Restiamo in Spagna con la Costa del Sol, la zona di Malaga in Andalucia è una meta favolosa per godere del mare anche in inverno: la sua costa è molto lunga e i giorni di sole annuale pare ammontino a circa 320 in questa regione. Si tratta di un’area punteggiata da suggestive località balneari, ma di cui vale assolutamente la pena scoprire anche la cultura e la tradizione gastronomica (davvero ricca e indimenticabile). Un luogo in cui, poi, si avrà voglia di tornare.
Fonte: iStockSpagna lungo la Costa del Sol per andare al mare tutto l’anno
Dubai
Bella tutto l’anno con le sue tante anime, Dubai anche nei mesi invernali è la meta ideale per chi cerca mare caldo e clima adatto a una vacanza che ci ricordi l’estate.
Oltre alle bellissime spiagge si possono programmare escursioni nel deserto o visitare le tante attrazioni maestose che questa località ha da offrire. Un viaggio indimenticabile per chi ama la comodità e le mete da sogno.
Fonte: iStockVacanza a Dubai per il mare caldo tutto l’anno
Lampedusa
Più vicina all’Africa che alla Sicilia, l’isola italiana di Lampedusa gode di un clima privilegiato per gran parte dell’anno, che permette di poter fare il bagno in un mare abbastanza caldo anche in autunno inoltrato: infatti l’estate può arrivare anche fino al mese di novembre.
Tra le spiagge da visitare (e da vivere) a Lampedusa si segnalano quella di Cala Croce con la sua sabbia bianca che fa da contrasto con il blu del mare e, da non dimenticare, anche la Spiaggia dei Conigli il cui accesso è contingentato.
Fonte: iStockLampedusa, qui si trova il mare caldo per gran parte dell’anno
Malesia
Un’altra meta ideale per chi è alla ricerca di un mare caldo tutto l’anno è la Malesia. Il clima, del resto, è equatoriale che si traduce con caldo e umido, non mancano neppure le piogge che sono molto abbondanti soprattutto in concomitanza dei monsoni. Le aree esposte sono diverse in base ai periodi dell’anno; quindi è bene organizzare il viaggio sapendo prima come sarà il clima. Aspetto interessante da sapere è che le temperature sono calde e gradevoli 12 mesi all’anno. Se si programma una vacanza in Malesia tra novembre e maggio, ad esempio, la zona da raggiungere è quella peninsulare occidentale.
Fonte: iStockMare caldo tutto l’anno in Malesia
Mauritius
Mauritius è un’isola ed è una meta di viaggio favolosa per chi rincorre l’estate tutto l’anno, in particolare per la temperatura del mare che è calda e gradevole.
Da aprile a settembre le temperature sono perfette e il clima dovrebbe essere più secco, mentre in altri periodi si corre il rischio di piogge. Da calcolare che qui soffiano venti anche molto forti. Perfetta per chi cerca spiagge e natura indimenticabili.
Fonte: iStockMauritius: mare caldo e location da sogno
Cuba
Mare tutto l’anno? Cuba è un’altra destinazione perfetta, poiché la temperatura dello specchio marino può variare dai 24 ai 28 gradi. Da novembre ad aprile il clima è maggiormente secco, quindi potrebbe essere il momento più adatto per raggiungere l’isola. A rendere un viaggio qui indimenticabile tante bellezze, a Cuba infatti ci si potrà lasciare stupire da spiagge meravigliose, natura favolosa, storia e cultura. Un luogo tutto da scoprire.
Fonte: iStockIl mare caldo tutto l’anno lo troviamo a Cuba
Sharm el-Sheikh
Torniamo relativamente vicino all’Italia con Sharm el-Sheikh, località di mare in Egitto dove si può fare il bagno tutto l’anno, basti pensare che la temperatura del Mar Rosso non scende al di sotto dei 22 gradi.
Si raggiunge in circa 4 ore di volo da Milano e qui ci si può lasciare stupire dalla sua bellissima barriera corallina, una delle più grandi al mondo e i cui coralli si sono formati anche 6mila anni fa, dalle sue spiagge favolose come quella di Main Beach. Da non perdere anche il Monastero di Santa Caterina che si trova nei pressi del monte Sinai.
Fonte: iStockMare caldo tutto l’anno a Sharm El Shaik mare caldo
Bonita Springs in Florida
Se l’intenzione è quella di volare negli Stati Uniti, allora la località da raggiungere è Bonita Springs: qui il sole splende tutto l’anno (pare per circa 300 giorni). Si trova nel sud – ovest della Florida, più precisamente nella contea di Lee ed è una cittadina caratterizzata da spiagge di sabbia bianca e sottile, parchi e si possono organizzare tante escursioni per tutti i gusti: da quelle più sportive a quelle di carattere culturale.
Fonte: iStockMare caldo, una delle mete è Bonita Springs in Florida
Sri Lanka
Vacanze per tutto l’anno grazie a un mare caldo? Lo Sri Lanka è un’altra località da raggiungere, basta pianificare con attenzione il periodo e la zona da visitare in base ai monsoni. Qui, poi, ci sono tantissime cose da fare e da vedere: dalle attrazioni che fanno immergere nella cultura di questo luogo, fino alle spiagge che lasciano senza fiato così come la natura.
Fonte: iStockSri Lanka: meta da scoprire per il suo mare caldo
Lampedusa è un luogo che sa conquistare il cuore di chi lo visita. È la più grande delle Isole Pelagie, in Sicilia, situata tra la regione italiana e la costa tunisina. Un vero e proprio gioiello del Mar Mediterraneo che, soprattutto a fine stagione, è in grado di offrire ai suoi visitatori un’esperienza unica ed autentica. Ad esempio, i mesi di settembre ed ottobre sono i mesi ideali per scoprire le bellezze uniche che questo luogo ha da offrire, senza la folla di turisti estiva, godendo così di un clima ancora caldo e di una tranquillità che invita al relax.
Perché scegliere Lampedusa a fine stagione?
I mesi di settembre ed ottobre a Lampedusa rappresentano il periodo ideale per la visita dell’isola e, a differenza del resto d’Italia, possono essere considerati ancora mesi “estivi” per il territorio, con temperature che superano i 30 gradi. Tutto questo grazie alla sua particolare posizione geografica, che la espone a correnti euro-asiatiche e all’anticiclone delle Azzorre per la maggior parte dell’anno, in grado di mantenere un clima temperato.
Il mare rispecchia queste condizioni, con una temperatura calda ed accogliente, che invita costantemente ad lunghe e rilassanti nuotate in mare aperto. Le acque, inoltre, così limpide e trasparenti, permettono di godere appieno della bellezza dei suoi fondali, rendendo attività come lo snorkeling e le immersioni assolutamente imperdibili.
Molti viaggiatori, proprio per questo motivo, evitano di visitare le isole Pelagie nei periodi di maggior afflusso, evitando temperature torride e la presenza di numerosi turisti e godersi le bellissime spiagge di Lampedusa, fra le più belle di tutta Italia e non solo.
Il fascino del clima imprevedibile di Lampedusa
Settembre a Lampedusa non è solo sinonimo di relax, temperature perfette e mare calmo. Infatti, durante questo periodo dell’anno si verifica un fenomeno molto particolare ed altrettanto affascinante: “U Marrobbio”. Si tratta di una marea, che può sorprendere anche i visitatori più esperti, e che si manifesta con un improvviso abbassamento, o innalzamento, del livello del mare, spesso accompagnato dal ritrovamento di pesci ed alghe addirittura sulle strade che affiancano la costa.
Sebbene questo fenomeno venga attribuito ai movimenti della placca terrestre, gli abitanti di Lampedusa preferiscono raccontare e descrivere questo fenomeno come un evento quasi “magico” e “misterioso”, rendendo il tutto molto affascinante.
Nel mese di ottobre, invece, è possibile assistere ad un altro spettacolo naturale a dir poco unico alle isole Pelagie: i fulmini senza tuoni. Soprattutto durante le notti più calde, infatti, è possibile assistere a questi lampi di luce che illuminano il cielo senza produrre alcun tipo di suono. Anche in questo caso, la scienza spiega che questi effetti siano dovuti alle condizioni climatiche della zona, ma gli abitanti dell’isola di Lampedusa amano pensare a questi eventi come manifestazioni di forza misteriose, aggiungendo magia alle serate isolane.
Cosa fare a Lampedusa a fine stagione?
Lampedusa è un’isola affascinante, che invita i visitatori all’esplorazione dei suoi territori. Nei mesi autunnali, con le temperature miti e sempre meno turisti presenti, è il momento ideale per scoprire ogni angolo nascosto dell’isola. Una delle attività più apprezzate, soprattutto dagli amanti delle escursioni e delle attività all’aperto, è il trekking.
A Lampedusa sono presenti diversi percorsi che si snodano lungo la costa e che sono in grado di regalare panorami unici e mozzafiato. Si tratta di cammini che portano ad una delle spiagge più belle di Lampedusa, ovvero Spiaggia dei Conigli, considerata fra le più affascinanti di tutta Europa, grazie alla presenza di un mare turchese unico nel suo genere, in contrasto con la sabbia chiara e fine dell’isola.
Per glia amanti del mare, poi, attività come lo snorkeling e le immersioni sono un must, grazie alla ricca biodiversità marina che popola queste acque. Non è difficile, infatti, vedere tartarughe, delfini e diverse varietà di pesci colorati, soprattutto facendo delle escursioni guidate in barca, che danno, ai visitatori, la possibilità di scoprire splendide calette nascoste e grotte altrimenti inaccessibili.
Visitare Lampedusa a fine stagione significa scoprire un’isola che, pur essendo famosa per le sue estati calde e affollate, sa regalare esperienze uniche e paesaggi indimenticabili, per una vacanza all’insegna del relax e del riposo, lontani dal turismo di massa e dalle temperature troppo elevate.
Lampedusa è un vero paradiso in Terra che sorge al largo della costa siciliana e non molto prima di quella africana. Si tratta di un luogo eccezionale e che si rivela una meta ideale per coloro che sono alla ricerca del sole (anche piuttosto caldo), della possibilità di fare immersioni, di godere di natura selvaggia e di scoprire spiagge paradisiache. Terra di confine tra due continenti, al punto da possedere caratteristiche ambientali sia africane che europee, è un susseguirsi di spiagge e calette da sogno e per questo, noi di SiViaggia, abbiamo deciso di selezionare per voi le migliori 5 spiagge di tutta l’isola.
La Spiaggia dei Conigli, un capolavoro
Non si può parlare di Lampedusa e non menzionare la Spiaggia dei Conigli, una meraviglia reale anche perché si sviluppa in una delle zone più incontaminate dell’isola. Sorge, infatti, al cospetto di un omonimo isolotto che è anche la culla del gabbiano reale, e persino un’area naturale protetta in cui le tartarughe caretta caretta depongono le loro uova.
A numero chiuso e con prenotazione obbligatoria, offre una sabbia bianchissima e un mare purissimo, tanto che all’arrivo il visitatore crede di sognare a occhi aperti. A dispetto del nome, la Spiaggia dei Conigli non si chiama così perché ci sono tantissimi animali di questo tipo, ma a causa di una traduzione impropria di “Rabit Island”, il nome che gli diede l’ammiraglio William Smith, nel 1894. Sembrerebbe, infatti, che il signor Smith non volesse parlare di conigli, perché il nome “Rabit” potrebbe riferirsi al termine arabo rabit, che può essere spiegato con “legame” o “collegamento”, probabilmente in riferimento all’istmo che compare durante la bassa marea.
Cala Pulcino, una delle più belle
Non troppo distante dalla Spiaggia dei Conigli sorge Cala Pulcino, da molti ritenuta la più bella di tutta l’isola. Dalla forma stretta e profonda, offre fondali piuttosto bassi e una sabbia (mista a ciottoli) di un bianco abbagliante, che a sua volta è lambita da un mare di uno splendido colore turchese.
Fonte: 123RFTutta la bellezza di Cala Pulcino
Per raggiungerla occorre fare una passeggiata nella pineta e nella macchia mediterranea, oppure si può scegliere una gita in barca. Qualsiasi sia la vostra decisione, una volta arrivati (oltre a innamorarvene) potrete visitare anche grotte ed anfratti che rendono il paesaggio ancor più emozionante.
L’affascinante Cala Croce sorge lungo la costa meridionale di Lampedusa e si distingue per essere piccola, attrezzata, dotata di tutti i comfort necessari ma assolutamente suggestiva: è incorniciata da un numero indefinito di arbusti e agavi spinose.
Nella realtà dei fatti, Cala Croce si compone di due insenature di sabbia bianca, una più grande e una più piccolina e riservata, che mettono a disposizione dei visitatori un arenile di morbida sabbia bianca (e una parte anche rocciosa), costantemente accarezzato da un mare dalle tonalità cangianti. Alcune informazioni in più: è ben protetta dai venti e questo le consente di offrire un mare quasi sempre calmo; a causa delle minute dimensioni e dei numerosi servizi che offre, è spesso molto affolata.
Fonte: Getty ImagesVeduta della suggestiva Cala Croce
Cala Greca, che sembra un piccolo fiordo
Cala Greca è davvero unica nel suo genere: chi la vede per la prima volta può credere di essere arrivato su un fiordo roccioso per via della sua peculiare conformazione. Non a caso, è conosciuta anche come Cala Stretta. Si tratta di una minuta spiaggetta di sabbia bianca come la neve mista ad alghe e piccoli ciottoli, protetta da suggestive scogliere modellate, nel corso dei millenni, dal vento e dal mare.
L’acqua, manco a dirlo, riesce a presentare tutte le sfumature del turchese, donando anche una trasparenza che ha dello straordinario. Situata sulla Costa Sud di Lampedusa, è facilmente raggiungibile a piedi.
Fonte: 123RFTutti gli incredibili colori di Cala Greca
Spiaggia di Mare Morto, acque calme e limpide
Il nome Mare Morto potrebbe far sembrare che questa spiaggia non prometta bene, ma nei fatti non è assolutamente così: si chiama in questa maniera perché si trova in un punto dell’isola molto riparato dal vento, offrendo costantemente acque molto calme e limpide.
Soprannominata anche Cala Calandra, ha un aspetto piuttosto selvaggio grazie alla presenza di scogli e rocce, che sembrano catapultare il visitatore in un paesaggio marziano, incredibilmente bagnato da un mare limpidissimo e turchese. Ottime soddisfazioni le possono avere anche gli amanti dello snorkeling, che possono scoprire i fondali colorati e ricchi di vita marina di Lampedusa.
Ma non è tutto perché, non essendo di facile accesso, la Spiaggia di Mare Morto è quasi sempre poco affollata, mettendo i suoi visitatori nella condizione di godere del suo splendido paesaggio fatto di grotte e promontori, rocce ideali per i tuffi e uno scenografico arco naturale, in tutta tranquillità. Per trovarla occorre raggiungere la costa nord orientale di Lampedusa, ma siamo sicuri che varrà assolutamente la pena.
Fonte: iStockSpiaggia di Mare Morto, incanto di Lampedusa
Lampedusa, una delle Isole Pelagie, è uno di quei posti che per la sua bellezza sembra quasi difficile credere che sia vero. E proprio qui, dove il mare assume mille incredibili sfumature e dove la natura è selvaggia e sorprendente, sorge quella che viene spesso definita la spiaggia più bella del mondo (dai viaggiatori e dagli esperti del settore). Parliamo della Spiaggia dei Conigli, un posto così eccezionale che pare che sia caduto in terra direttamente dal paradiso.
Dove si trova la Spiaggia dei Conigli
L’affascinante Spiaggia dei Conigli sorge al largo della costa meridionale della Sicilia e si trova all’interno di una bellissima area protetta che prende il nome di Riserva naturale orientata di Lampedusa.
Nei fatti si tratta di una magnifica spiaggia che deve il suo toponimo a un suggestivo isolotto che si staglia di fronte ad essa, e che a sua volta è un’importante stazione di sosta per uccelli migratori e uno dei pochi siti accertati di ovodeposizione della tartaruga Caretta Caretta che ancora sopravvivono in Italia.
Cosa aspettarsi
Chiudete gli occhi e immaginate i colori dei Caraibi impreziositi dalle mille sfumature della macchia mediterranea. Lo avete fatto? Bene, allora vuol dire che avete perfettamente capito cosa aspettarsi dalla Spiaggia dei Conigli: uno dei lidi più belli su cui l’uomo abbia mai avuto la fortuna di aver posato i suoi occhi.
La spiaggia si trova seminascosta in un vallone da cui è possibili intravedere anche la villa di Domenico Modugno. Il famosissimo cantautore italiano, infatti, se ne innamorò così follemente da definire questa baia “la piscina di Dio”. Un soprannome certamente importante ma che al contempo descrive al meglio l’incanto di questo luogo siciliano.
Per raggiungerla occorre fare circa venti minuti buoni di cammino, ma una volta giunti a destinazione si verrà coccolati da una sabbia morbida e bianca come il latte, un mare favoloso e una natura raggiante.
Ma perché si chiama proprio Spiaggia dei Conigli?
Ve lo abbiamo accennato poco sopra: questa magnifica spiaggia di Lampedusa prende il nome dall’isolotto che svetta di fronte alle sue rive. O meglio, si tratta di una specie di isola perché, quando le maree sono basse, emerge un istmo sabbioso che la collega alla terraferma. Ma cosa c’entrano i conigli se, come abbiamo detto in precedenza, questo lembo di terra è un santuario per i volatili? Forse perché ci sono anche questi buffi animali?
Fonte: iStockVeduta dell’iIsola dei Conigli
Sì, da queste parti vive una colonia di conigli, ma la realtà dei fatti è che l’etimologia del nome è controversa: fu l’ammiraglio britannico William Smith, nel 1894, che la definì “Rabit Island”. Il problema è che questo toponimo fu impropriamente tradotto dall’inglese (rabbit, quindi coniglio), poiché sembrerebbe in realtà riferirsi alla parola araba rabit, che può essere spiegato con “legame” o “collegamento”, probabilmente in riferimento all’istmo che compare durante la bassa marea.
Cosa fare
La classica vita da spiaggia: per preservare il suo straordianario paesaggio, questo angolo di paradiso è praticamente priva di servizi o stabilimenti balneari. C’è un piccolo punto di ristoro lungo la strada per raggiungerla, ma niente di più. Per questo motivo, uno degli aspetti più importanti da valutare è quello di portarsi teli da mare, ombrelloni e cibo, ma assicurandosi di non lasciare resti o spazzatura quando è giunto il momento di andarsene.
In sostanza, si viene qui per godersi un posto che pare uscito da un sogno, tanto da essere considerato la spiaggia più bella del mondo, prendersi gli ultimi scampoli di sole italiano (al largo di Lampedusa ci sono le coste africane) e fare un bagno in acque limpide e dai fondali preziosi.
Come arrivare alla Spiaggia dei Conigli
Lampedusa non è un’isola grandissima, e per questo è facile muoversi. Per la Spiaggia dei Conigli, a disposizione dei viaggiatori ci sono gli autobus locali, in particolare quello che viene chiamato “Circolare Blu”, che partono ogni ora dalla Piazza Comm. Brignone. In alternativa, con auto o scooter basta attraversare la strada che arriva a Capo Ponente.
Qualsiasi sia la vostra scelta, ci sarà comunque da fare un tragitto a piedi di circa 20 minuti. Si tratta di un sentiero, perlopiù agevole, che passo dopo passo regala un paesaggio di quelli che lascia senza fiato: a circa metà tragitto, ecco comparire una terrazza naturale da cui scorgere i colori della Tabaccara, una caletta famosa per l’acqua cristallina, poi quella che fu la casa di Domenico Modugno e infine la scintillante Spiaggia dei Conigli.
Fonte: Getty ImagesL’arrivo alla Spiaggia di Lampedusa
Quanto costa la Spiaggia dei Conigli?
La Spiaggia dei Conigli è gratuita, ma ci sono delle importanti regole da rispettare e che vi invitiamo a leggere anche sui siti istituzionali, in quanto di anno in anno possono cambiare.
Quello che però possiamo dirvi con certezza è che da un po’ di tempo a questa parte vi si può accedere solo su prenotazione, poiché per la sua ridotta estensione e la presenza di aree a rischio idrogeologico può ospitare un numero limitato di persone.
In genere, durante il periodo estivo, ci sono due turni di accesso (mattina 8.30-13.30, pomeriggio 14.30-19.30), per un numero massimo di 550 persone per volta. In più:
È possibile prenotare per un solo turno al giorno;
Al termine di ogni turno i visitatori presenti in spiaggia devono andarsene;
È possibile prenotare solo per una volta alla settimana;
Ogni prenotazione può includere massimo 2 persone;
In aggiunta alla prenotazione on line sono disponibili ulteriori 150 posti per turno tramite lista di ingresso, recandosi direttamente all’accesso della Riserva;
L’accesso è sconsigliato a persone con difficoltà motorie e/o di equilibrio, problemi cardiaci o respiratori, asmatiche o a rischio allergie (per pollini re/o punture di insetto);
Non sono presenti servizi di salvataggio, assistenza medica, punti ristoro, servizi igienici e punti d’acqua;
Non si possono occupare le aree vietate;
Occorre mantenere la quiete per il rispetto della natura e degli altri visitatori;
Non è consentito l’uso di apparecchi fonoriproduttori (se non in cuffia), giocare a pallone o con le racchette o similari e fare schiamazzi;
È proibito utilizzare sedie, sdraio, lettini, tende da sole, gonfiabili e similari;
Non è permesso l’accesso ai cani perché possono arrecare danni alla fauna (sono esclusi i cani guida per i non vedenti);
Non è consentito fumare;
È vietata l’attività di pesca e l’introduzione di qualsiasi tipo di arma e di attrezzi per la cattura (fucili subacquei, retini, etc);
Non è consentito l’utilizzo di droni;
Non si può accedere in bicicletta.
Fonte: 123RFI colori del mare della Spiaggia dei Conigli
Uno dei siti senza dubbio più sorprendenti della Sicilia è il Parco Archeologico Neapolis di Siracusa, che si sviluppa sul colle Temenite e che custodisce le testimonianze più significative della Siracusa greca e romana.
Simbolo dell’espansione della città all’epoca del tiranno Gelone, oggi Neapolis, oasi protetta, dona l’emozione di passeggiare in un contesto naturale straordinario, proprio laddove Eschilo, 2500 anni fa, portava in scena le sue opere immortali.
Cosa vedere al Parco Archeologico Neapolis di Siracusa
Il Parco Archeologico Neapolis consente di conoscere da vicino la storia millenaria di Siracusa e, autentico museo a cielo aperto, di ammirare tesori unici al mondo.
Scopriamo allora nel dettaglio le sue meraviglie.
L’Anfiteatro Romano
Il primo monumento che si incontra all’ingresso del Parco è l’Anfiteatro Romano, di probabile età augustea, il più grande dell’isola.
Tipicamente romano in una realtà d’impronta greca, presenta ben conservata la parte dell’arena dove si svolgevano le lotte dei gladiatori e una cavea ellittica su tre livelli con portico sovrastante. Al di sotto di essa, è ancora visibile il tunnel di servizio per gli accessi.
Al centro dell’arena, ecco una “misteriosa” vasca quadrangolare che, forse, serviva da supporto agli spettacoli.
L’Ara di Ierone II
Si tratta del più maestoso altare del mondo greco, realizzato dall’ultimo dei tiranni di Siracusa, Ierone II, e dedicato a Zeus Eleutherios, “liberatore”.
Vantava una lunghezza di quasi 200 metri e una larghezza di oltre 20: oggi, rimane la parte scavata nella roccia.
Sulla base della tradizione, le feste celebrative per ricordare la messa in fuga del tiranno Trasibulo esigevano il sacrificio di ben 450 animali.
I sacrifici avvenivano sul piano della mensa, cui si giungeva attraversando due rampe colorate.
Il Teatro Greco e un paesaggio che lascia senza fiato
Costruito su volere di Gelone dall’architetto Damokopos, chiamato Myrilla, è uno dei monumenti più famosi del Parco di Neapolis nonché uno dei teatri più ampi e importanti del Mondo Antico per cui Eschilo scrisse e mise in scena nel 476 a.C. l’opera “Le Etnee”.
Ricavato nella roccia del Temenite, il Teatro Greco (che poteva ospitare circa 12.000-14.000 spettatori) presenta una grande cavea con 67 ordini di gradini e lungo il corridoio conserva iscrizioni in greco che riportano il nome di Zeus Olimpio.
Sedersi sui gradini in pietra è pura emozione e riporta con la mente a quando Siracusa era centro della cultura teatrale, dalle commedie doriche al mimo.
Risalendo la collina, è poi il panorama a diventare protagonista e a incantare donando la vista, in un colpo solo, di tutta la baia di Siracusa. Alle spalle, invece, ecco il ninfeo, e svariate nicchie e grotte scavate nella roccia, utilizzate in epoca cristiana come tombe.
E, tra le antichità, si ha anche l’occasione di vedere un “moderno” mulino settecentesco.
La Latomìa del Paradiso e le sue bellezze
Dopo aver sceso una scalinata, ci si ritrova nella Latomìa del Paradiso, un favoloso “giardino lussureggiante” plasmato da cipressi, pini, ulivi, ficus, agrumi, palme da dattero e melograni, una dimensione idilliaca dove la natura incontra i resti archeologici in perfetta armonia.
I fianchi della vallata presentano grotte artificiali tra cui spicca la Grotta dei Cordari, dove venivano realizzate in maniera artigianale corde di ogni tipologia, e, soprattutto, l’Orecchio di Dioniso, grotta artificiale alta 23 metri dalla caratteristica forma “a esse”. L’eco al suo interno è a dir poco eccezionale tant’è che il tiranno Dioniso poteva così ascoltare dall’esterno le parole dei prigionieri lì detenuti.
Parco di Neapolis, informazioni pratiche
Il Parco di Neapolis è aperto tutti i giorni, dalle 8:30 alle 15:30, con orari che si prolungano fino alle 16.45 durante i giorni festivi. Per ogni eventuale modifica/variazione, è consigliabile consultare la sezione avvisi del sito.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 16,50 per gli adulti, 9,75 per i ragazzi dai 18 ai 25 anni mentre è gratuito per i minorenni.
Il Parco, in Via Paradiso 14 a Siracusa, mette a disposizione una vasta gamma di servizi tra cui:
audioguide;
visite guidate della durata di due ore circa da prenotare in anticipo;