Chiusdino, Monticiano, Sovicille. Nomi che ai più possono dire poco: sono piccoli borghi che punteggiano la Val di Merse, un bell’angolo della provincia di Siena, nel sud della Toscana. Morbide colline, fitti boschi e alcuni corsi d’acqua che scorrono, sinuosi e silenziosi, tra una curva e l’altra del territorio.
Qui, tra le bellezze di Siena, le Colline Metallifere e le prime propaggini della Maremma, il fiume Merse, piccolo affluente dell’Ombrone, è lo scenario di una bella e poco frequentata escursione, un cammino nel verde che porta prima a un antico castello dimenticato, con un nome che è già di per sé un racconto, e poi, sulla via del ritorno, a una spiaggia d’acqua dolce che d’estate diventa una meravigliosa oasi di frescura assolutamente da non perdere.
Nel pieno del calendario estivo, l’Italia dei borghi si accende di tavolate all’aperto, feste patronali, mercati sotto le stelle e profumi di cucina di casa che invadono le piazze. È la stagione dei prodotti dell’orto, delle grigliate serali, dei brindisi tra amici dopo una giornata di mare o di escursioni. Tra colline, coste e piccoli paesi, le sagre diventano il modo più autentico per incontrare chi il territorio lo vive ogni giorno, tra musica, chiacchiere e luci sospese sopra le strade acciottolate. In questo scenario, la Toscana unisce gusto e storia in un mosaico di appuntamenti che riempiono ogni fine settimana.
Ad agosto la Toscana propone un viaggio che passa dalle atmosfere storiche di Volterra AD 1398 – rievocazione medievale ai sapori inconfondibili di Calici di Stelle a Montepulciano, tra brindisi e panorami sulle colline. Le piazze si trasformano in teatri a cielo aperto con eventi come la Sagra della Bistecca a Cortona, che richiama gli amanti della buona tavola, mentre le emozioni delle grandi tradizioni popolari trovano il loro momento simbolico nel Palio di Siena: la più famosa competizione fra contrade, appuntamento imperdibile per chi vuole vivere il cuore pulsante della regione.
Eventi di agosto in Toscana, le sagre e le feste da vivere
Sagra della Zuppa di Aquileia – Lucca (LU), dal 31 luglio al 2 agosto 2026. La Sagra della Zuppa di Aquilea celebra la tradizione gastronomica locale in una suggestiva cornice di colline, vigne e piane delle campagne lucchesi.
Sagra delle crisciolette – Molazzana (LU), dal 31 luglio al 2 agosto 2026. La Sagra delle Crisciolette a Cascio offre tutte le sere in piazza le tipiche crisciolette, stand degustativi, bomboloni, mostra fotografica, mercatino dell’artigianato e altri sapori locali.
Terra di Prato, mercato dei prodotti agricoli – Prato (PO), il 1 agosto 2026. Terra di Prato è un mercato agricolo dove acquistare direttamente dai produttori, scoprendo cibi di stagione, tipicità locali e saperi contadini raccontati da agricoltori ed esperti.
Agrifiera Riparbellina – Riparbella (PI), dal 1 al 3 agosto 2026. Agrifiera Riparbellina a Riparbella propone numerose iniziative dedicate soprattutto alla vita contadina, con attività ed eventi legati al mondo agricolo.
Tre sere nel Passato – Fivizzano (MS), dal 7 al 9 agosto 2026. Tre sere nel Passato è una rievocazione di mercato medievale nel borgo malaspiniano di Gragnola, tra antiche botteghe e scenografie storiche ai piedi del Castel dell’Aquila.
Medioevo nel Borgo – Roccastrada (GR), dal 7 al 9 agosto 2026. Medioevo nel Borgo trasforma Roccatederighi in un villaggio medievale con abitanti in costume storico, artigiani al lavoro, spettacoli di giullari, cantastorie, maghi e saltimbanchi nei vicoli illuminati dalle torce.
Volterra AD 1398 – rievocazione medievale – Volterra (PI), il 9 agosto 2026. Volterra AD 1398 rievoca il Medioevo cittadino con cavalieri, dame, artigiani, mercanti, sbandieratori, balestrieri, musici e giullari che animano strade e piazze.
Calici di Stelle a Montepulciano – Montepulciano (SI), il 10 agosto 2026. Calici di Stelle a Montepulciano anima la notte di San Lorenzo con degustazioni di Rosso di Montepulciano e Vino Nobile, prodotti tipici, musica, spettacoli per bambini ed esibizioni nel centro storico.
Sagra della Bistecca – Cortona (AR), dal 11 al 15 agosto 2026. La Sagra della Bistecca ai Giardini del Parterre di Cortona offre bistecca di carne chianina secondo tradizione toscana, accompagnata da vini locali per celebrare il ferragosto.
La festa di Santa Chiara – Marciana Marina (LI), il 12 agosto 2026. Marciana Marina festeggia Santa Chiara, patrona e protettrice dei naviganti, con momenti di musica, spettacoli, folklore, intrattenimento e iniziative di preghiera e riflessione.
Filetto Rinascimentale – Villafranca in Lunigiana (MS), dal 12 al 16 agosto 2026. Filetto Rinascimentale a Filetto (Villafranca in Lunigiana) è una festa storica con rievocatori e artisti, mostre di abiti, laboratori, conferenze, presentazioni di libri, danze, musici itineranti e spettacoli come mangiatori di fuoco.
Balestro del Girifalco – Massa Marittima (GR), il 14 agosto 2026. Il Balestro del Girifalco è una gara di balestrieri nella piazza del Duomo di Massa Marittima, dove 24 tiratori dei tre terzieri si sfidano colpendo un bersaglio raffigurante un girifalco.
Palio dei Ciuchi a Roccatederighi – Roccastrada (GR), il 14 agosto 2026. A Roccatederighi si corre il Palio dei Ciuchi, gara tra le cinque contrade su asini, preceduta da un corteo storico in costume medievale con figuranti e presentazione di cavalcature e fantini.
Palio di San Rocco – San Miniato (PI), dal 14 al 16 agosto 2026. Il Palio di San Rocco a San Miniato è il Festival del pensiero popolare, che riunisce eventi e iniziative dedicate alla cultura e alle tradizioni locali.
Palio Marinaro dell’Argentario – Monte Argentario (GR), il 15 agosto 2026. Il Palio Marinaro dell’Argentario è una regata remiera a Porto Santo Stefano, dove i quattro rioni si sfidano con gozzi tradizionali, ciascuno intitolato a un vento, percorrendo ripetutamente il tracciato tra due gavitelli.
Ostensione della Sacra Cintola – Prato (PO), il 15 agosto 2026. Nel Duomo cittadino la Sacra Cintola, tradizionalmente appartenuta alla Vergine Maria, viene mostrata ai fedeli in specifiche ricorrenze dall’apposito pulpito di Donatello sulla facciata della cattedrale.
La Giostra del Saracino di Sarteano – Sarteano (SI), il 15 agosto 2026. A Sarteano la Giostra del Saracino rievoca la lotta dei cavalieri contro il predone arabo: i giostratori delle cinque contrade lanciano i cavalli al galoppo per infilare con l’asta un anello sullo scudo di una statua girevole.
Palio di Siena: la più famosa competizione fra contrade – Siena (SI), il 16 agosto 2026. Il Palio di Siena è una storica corsa di cavalli tra le contrade, detta Carriera, che si disputa in onore della Madonna di Provenzano e della Madonna Assunta.
Fiera di San Rocchino – Montignoso (MS), il 17 agosto 2026. La Fiera di San Rocchino a Montignoso, legata alla festa del Santo Patrono, propone bancarelle con prodotti artigianali, cibi tipici e altre specialità locali e non.
Medievalis la rievocazione storica di Pontremoli – Pontremoli (MS), dal 19 al 23 agosto 2026. Medievalis trasforma Pontremoli in un borgo del XIII secolo per rievocare la concessione di libero Comune del 1226, con vie popolate da figuranti in costumi storici, cavalieri, dame, giullari e altri personaggi.
Festa nel Castello – Montemignaio (AR), il 20 agosto 2026. A Montemignaio il castello e il centro storico fanno da cornice a una festa a tema medievale, con ambientazione storica e atmosfera d’epoca.
Sagra della Bistecca – Pieve Fosciana (LU), dal 20 al 23 agosto 2026. La Sagra della Bistecca a Pieve Fosciana è una tradizionale festa estiva dedicata alla bistecca garfagnina, protagonista dell’offerta gastronomica locale.
Il Pagliaio di Greve in Chianti – Greve in Chianti (FI), il 23 agosto 2026. Il Pagliaio è il mercato contadino e artigiano di Greve in Chianti, dove produttori locali propongono formaggi, pane, vino, olio, conserve, dolci e manufatti di artigianato naturale.
Nel cuore dell’estate il calendario si riempie di sagre di paese, feste patronali e serate all’aperto dedicate ai sapori di stagione. Le piazze si accendono di musica, profumi di cucine improvvisate e brindisi sotto il cielo limpido, mentre piccoli borghi e città d’arte riscoprono tradizioni antiche. È il momento ideale per assaggiare prodotti tipici, seguire le processioni e vivere la socialità lenta dei tavoli condivisi. In questo scenario la Toscana offre un mosaico di appuntamenti che uniscono gusto, storia e paesaggi indimenticabili.
Tra le colline, le città murate e i borghi medievali, luglio 2026 in Toscana è un susseguirsi di eventi: dalla suggestione storica del Palio di Siena alle atmosfere d’altri tempi della Festa Medievale a Monteriggioni, fino ai calici raccontati da Le Notti del Vino a Montepulciano. Accanto alle grandi rievocazioni e alle corse storiche, le sagre di paese e le feste enogastronomiche diffuse sul territorio invitano a scoprire, giorno dopo giorno, un volto diverso della regione.
Gli eventi di luglio in Toscana tra sapori, palii e rievocazioni
Sagra del Papero e del cinghiale – Cerreto Guidi (FI), dal 2 al 19 luglio 2026. Manifestazione al Circolo Arci dedicata ai sapori della caccia locale, con piatti a base di papero e cinghiale cucinati secondo ricette tradizionali e prenotazione obbligatoria.
Palio di Siena: la più famosa competizione fra contrade – Siena (SI), il 2 luglio 2026. Il Palio di Siena è una storica giostra equestre tra le contrade cittadine, con due corse annuali dedicate alla Madonna di Provenzano e alla Madonna Assunta.
Le Notti del Vino a Montepulciano – Montepulciano (SI), il 3 luglio 2026. Le Notti del Vino propongono appuntamenti serali all’aperto nelle cantine di Montepulciano, con degustazioni di vini, specialità di Chianina alla brace o alternative vegetariane tra i vigneti al tramonto, su prenotazione consigliata.
Festa del Totano Fritto – Bientina (PI), dal 4 al 5 luglio 2026. A Bientina la Festa del Totano Fritto propone stand gastronomici al campo sportivo con frittura di totani, piatti di mare, specialità locali, carne alla griglia e pizze.
La Notte di Isabella – Cerreto Guidi (FI), dal 4 al 5 luglio 2026. La Notte di Isabella a Cerreto Guidi è una grande rievocazione rinascimentale con spettacoli all’aperto, balli, intrattenimenti e un dettagliato corteo storico dedicato alla vicenda di Isabella de’ Medici.
Terra di Prato, mercato dei prodotti agricoli – Prato (PO), il 4 luglio 2026. Terra di Prato è un mercato agricolo dove acquistare direttamente dai produttori cibi genuini e di stagione, riscoprendo tipicità locali e saperi contadini attraverso il contatto diretto con agricoltori ed esperti.
Festa Medievale a Monteriggioni – Monteriggioni (SI), dal 9 al 12 luglio 2026. La Festa Medievale a Monteriggioni anima il borgo con botteghe artigiane che ricreano i mestieri del XIII e XIV secolo, spettacoli di musica, danza e artisti di strada europei adatti a ogni pubblico.
Torna la manifestazione enogastronomica Ripa Wine – Riparbella (PI), dal 10 al 12 luglio 2026. Ripa Wine porta nelle vie e piazze del borgo aziende vinicole locali con degustazioni di etichette, piatti della tradizione riparbellina, musica e intrattenimenti serali.
Palio della Balestra per San Paolino – Lucca (LU), il 12 luglio 2026. Il Palio della Balestra per San Paolino a Lucca è una gara di tiro con la balestra tra i Terzieri cittadini, svolta secondo antiche regole e accompagnata da figuranti in costume, musici e sbandieratori.
Palio di San Valentino – Bientina (PI), il 19 luglio 2026. Il Palio di San Valentino a Bientina prevede una corsa nella cornice della piazza principale e un suggestivo corteo storico notturno con figuranti in costume medievale delle nove contrade del paese.
Palio dei Rioni Camaiore – Camaiore (LU), dal 22 al 25 luglio 2026. Il Palio dei Rioni anima l’estate di Camaiore con una storica competizione tra rioni che coinvolge e appassiona in particolare i giovani della comunità.
Sagra della Zuppa 2026 & RB Festival – Fucecchio (FI), dal 24 al 26 luglio 2026. La Sagra della Zuppa di Massarella, storica manifestazione gastronomica, ospita l’RB Festival con concerti a ingresso gratuito organizzati dalla Contrada Massarella in collaborazione con La Limonaia.
Festival Medievale a Laterina – Laterina Pergine Valdarno (AR), dal 24 al 26 luglio 2026. Il Festival Medievale di Laterina propone corteo storico, rievocazioni e spettacoli a tema, ricreando atmosfere e suggestioni del Medioevo nel borgo.
Giostra dell'Orso – Pistoia (PT), il 25 luglio 2026. La Giostra dell’Orso a Pistoia è la riedizione moderna della storica corsa del palio del 25 luglio per la festa di San Jacopo, una delle principali manifestazioni del Luglio Pistoiese.
Festa di Sant'Anna, la protettrice di Firenze – Firenze (FI), il 26 luglio 2026. La Festa di Sant’Anna ricorda il 26 luglio 1343 come giorno simbolo della libertà fiorentina, considerata alla base dello sviluppo economico e culturale della Firenze del Rinascimento.
Il Pagliaio di Greve in Chianti – Greve in Chianti (FI), il 26 luglio 2026. Il Pagliaio di Greve in Chianti è un mercato contadino e artigiano con formaggi, pane, vini, olio, conserve, dolci e prodotti di artigianato naturale esposti dai produttori dell’Associazione ASI Toscana.
Sagra della Zuppa di Aquileia – Lucca (LU), dal 31 luglio al 2 agosto 2026. La Sagra della Zuppa di Aquilea celebra la tradizione gastronomica locale in una suggestiva cornice di colline, vigne e piane delle campagne lucchesi.
Sagra delle crisciolette – Molazzana (LU), dal 31 luglio al 2 agosto 2026. La Sagra delle Crisciolette a Cascio offre tutte le sere in piazza le tipiche crisciolette, stand degustativi, bomboloni, mostra fotografica, mercatino dell’artigianato e altri sapori locali.
L’estate italiana è anche sinonimo di tradizioni secolari che continuano a vivere nei palii, eventi capaci di trasformare città e borghi in grandi palcoscenici a cielo aperto.
Tra rievocazioni medievali, cortei storici, antichi mestieri, competizioni equestri e gare di tiro con la balestra, sono appuntamenti che raccontano la storia dei territori e coinvolgono migliaia di figuranti, contrade e quartieri per un vero e proprio viaggio nel tempo.
Il Palio di Asti tra cortei e cavalli montati a pelo
Domenica 6 settembre Asti vivrà il momento più atteso dell’anno con il suo Palio, una delle manifestazioni storiche più antiche d’Italia. La giornata inizierà con la benedizione del cavallo e del fantino nelle parrocchie cittadine, seguita dall’esibizione degli sbandieratori dell’A.S.T.A. in Piazza San Secondo.
Nel pomeriggio prenderà il via il grande corteo storico con circa milleduecento figuranti in rappresentanza dei Rioni, Borghi e Comuni della provincia. Aperto dal Gruppo del Capitano del Palio e dagli sbandieratori, verrà chiuso dal Carroccio scortato dagli armigeri.
Alle 16, in Piazza Alfieri, si correrà il Palio con cavalli montati a pelo, senza sella. Dopo le tre batterie eliminatorie, il pubblico assisterà a una nuova esibizione degli sbandieratori prima della finale a nove cavalli, che assegnerà il Palio al vincitore.
Il Medioevo rivive con il Palio di Feltre
Dal 31 luglio al 2 agosto il centro storico di Feltre, in provincia di Belluno, ospiterà la 47ª edizione del Palio di Feltre: per tre giorni, le vie del centro si animeranno con spettacoli e rievocazioni tra tamburini, sbandieratori, armigeri, cavalieri, paggetti e alfieri.
Il programma si aprirà con le tradizionali cene propiziatorie dei Quartieri. Il sabato sarà dedicato agli spettacoli itineranti, ai cortei storici e alle gare di tiro con l’arco e della staffetta in Piazza Maggiore.
La giornata conclusiva vedrà protagonista il piccolo corteo storico, seguito dalla gara del tiro alla fune e dalla Carica storica del IV Reggimento a Cavallo dell’Arma dei Carabinieri. Al termine sarà consegnato il Drappo del Palio alla squadra vincitrice.
Il Palio di Siena, la corsa più famosa d’Italia
iStockParata che apre il celebre Palio di Siena
Il primo grande appuntamento dell’estate è in programma giovedì 2 luglio con il “Palio di Provenzano“, una delle due celebri corse che ogni anno animano Piazza del Campo. La manifestazione affonda le proprie origini nelle prime decadi del Seicento e celebra la Madonna di Provenzano, mentre il secondo appuntamento, il 16 agosto, è dedicato alla Madonna Assunta, venerata dalla Repubblica di Siena come patrona e regina della città.
A partire dalle 19.30 dieci delle diciassette contrade, rimaste immutate dal 1729, si sfideranno nella celebre Carriera, la corsa a cavallo che assegna il drappellone del Palio. Prima della competizione, dalle 17.20, sfilerà il tradizionale corteo storico composto da quattordici gruppi e quasi seicento figuranti in abiti d’epoca, chiamati a celebrare le istituzioni e la grandezza dell’antica Repubblica di Siena. A chiudere la sfilata sarà il Carroccio, sul quale viene esposto il Palio destinato al vincitore della corsa.
Lucca celebra San Paolino con l’antica balestra
Da venerdì 10 a domenica 12 luglio sarà Lucca a riportare in vita il proprio passato con la 52ª edizione del Palio di San Paolino che prenderà il via in Piazza San Martino con la tradizionale parata degli sbandieratori di Lucca, Querceta e Sinalunga.
Il giorno successivo sarà dedicato alla luminara in onore di San Paolino e al sorteggio dell’ordine di tiro, mentre domenica sera il momento più atteso sarà la gara di tiro con la balestra antica da banco, in programma dalle 21.30 nel piazzale San Donato. A contendersi il Palio saranno i tre terzieri cittadini di San Salvatore, San Martino e San Paolino. Nato nel 1973, l’evento si svolge seguendo l’antico regolamento italiano di tiro con la balestra del 1443, noto come “Ordo Pro Balistari”.
Il Palio della Balestra, la sfida secolare tra Sansepolcro e Gubbio
Tra gli appuntamenti più antichi dell’estate c’è poi il Palio della Balestra, storica competizione di tiro che ogni anno rinnova la rivalità e l’amicizia tra Sansepolcro e Gubbio, documentata almeno dal XV secolo. Le origini risalgono all’addestramento delle milizie cittadine nel Medioevo e nel Rinascimento e ancora oggi i balestrieri si affrontano utilizzando i tradizionali “balestroni da posta“, armi di grandi dimensioni che richiedono precisione e notevole abilità: l’obiettivo è colpire il centro del bersaglio, la cosiddetta “bulletta del corniolo”.
L’edizione 2026 si svolgerà domenica 13 settembre nella cornice di Piazza Torre di Berta, a Sansepolcro. La giornata si aprirà con la lettura pubblica del bando di sfida da parte dell’Araldo, per poi lasciare spazio alla competizione tra i balestrieri delle due città. In serata, il vincitore sarà celebrato con un suggestivo corteo storico che attraverserà il centro.
Il Palio rappresenta il momento culminante delle Feste della Balestra, durante le quali è possibile visitare anche il Mercato di Sant’Egidio, ricostruzione di un mercato rinascimentale, e assistere alle esibizioni del celebre Gruppo Sbandieratori di Sansepolcro, le cui coreografie si ispirano alla geometria delle opere di Piero della Francesca.
Il Palio dei Normanni, la grande sfida cavalleresca in Sicilia
Dal 12 al 14 agostoPiazza Armerina, in provincia di Enna, ospita ogni anno il Palio dei Normanni, dedicato a Ruggero d’Altavilla, che nel XII secolo liberò la città dai Saraceni.
Protagonisti dell’evento sono i cavalieri dei quattro quartieri cittadini, impegnati nell’arena medievale di Sant’Ippolito nella tradizionale Quintana che si articola in quattro prove: nelle prime tre i cavalieri devono colpire al galoppo lo scudo del “Saraceno”, prima con una lancia e poi con un martello, mentre nell’ultima prova sono chiamati a centrare un anello con la lancia e a lanciare un giavellotto attraverso un altro anello posto su una forca.
Ci vuole un po’ di pazienza ad arrivare, ma ogni minuto speso vale il viaggio: la prima curva arriva dopo Monte San Savino, poi un’altra, poi una salita lenta lungo un profilo collinare tra campi aperti, filari ordinati, macchie di leccio e improvvisi squarci sulla Val di Chiana. A un tratto, sopra il verde, appare una torre merlata alta, severa e assolutamente riconoscibile da lontano. Gargonza comincia così, con una sagoma che sembra uscita da un manoscritto miniato.
Siamo in Toscana, a metà strada tra Arezzo e Siena, su un’altura che domina da nord-ovest la valle. Qui, dentro una proprietà boschiva di 500 ettari, prende forma uno dei borghi fortificati meglio conservati della provincia. Chi arriva fin quassù scopre presto un dettaglio sorprendente: Gargonza è un castello, certo, ma pure un paese abitato, una tenuta agricola, un albergo diffuso e una pagina medievale rimasta leggibile pietra dopo pietra.
Secondo la tradizione più accreditata, da queste parti arrivò persino Dante Alighieri, guelfo bianco in esilio, per una riunione politica tra fuoriusciti fiorentini e aretini. La data è dibattuta tra 1302, 1303 e 1304, però la lapide sopra l’antica porta del borgo continua a ricordare quell’episodio con una certa dose di orgoglio.
Nonostante tutto, nel ‘900 il luogo rischiò l’abbandono totale, fino a che, nei primi anni ’70, Roberto Guicciardini Corsi Salviati diede avvio a un recupero conservativo raro per sensibilità e rigore. Dal 1972 le prime abitazioni restaurate accolsero viaggiatori. Oggi Gargonza vive ancora, ma senza avere sacrificato la propria identità.
Grazie al restauro conservativo avvenuto negli anni scorsi, stalle e magazzini di questa perla della Toscana sono state trasformate in residenze d’epoca, pur sempre rispettando le cubature medievali. Visitarlo vuol dire immergersi in un tripudio di vicoli stretti, case rurali, passaggi in pietra, piccole aperture irregolari, quote differenti e visuali improvvise sulla valle.
La Torre merlata del cassero
Alta e possente, la Torre merlata del cassero rappresenta il simbolo assoluto del paese. I merli guelfi ne definiscono subito l’identità politica medievale, mentre la muratura mostra chiaramente fasi costruttive differenti.
Dopo la devastazione del 1433, proprio questa struttura rimase in piedi quando gran parte delle mura venne abbattuta dai fiorentini. Da allora domina il profilo collinare e nelle ore del tramonto assume sfumature che vanno dall’ocra al rame, al punto da sembrare una specie di faro terrestre.
La porta duecentesca
Prima di entrare nel cuore abitato si attraversa un antico accesso medievale con tanto di arco costruito nel XIII secolo. Quest’ultimo conserva ancora proporzioni difensive molto precise, pensate per controllare il flusso di uomini, animali, carri e mercanzie.
Sopra questo ingresso una lapide ricorda il passaggio di Dante. Un dettaglio piccolo, ma che senza dubbio aggiunge una certa dose di profondità letteraria a un luogo già carico di memoria.
La piazzetta con il pozzo ottagonale
Nel centro del villaggio si apre uno spazio raccolto in cui si trova un pozzo ottagonale che, oltre ad avere una funzione idrica, rappresentava il cuore sociale del paese, il punto d’incontro tra famiglie contadine, artigiani, soldati e religiosi.
Le geometrie della pietra, consumate da secoli di utilizzo, sono testimoni di una comunità fatta di stagioni agricole, raccolti, discussioni, matrimoni e partenze.
iStockLa piazzetta con il pozzo ottagonale di Gargonza
La Chiesa dei Santi Tiburzio e Susanna
Piccola, romanica e raccolta, la Chiesa dei Santi Tiburzio e Susanna risale al XIII secolo, anche se l’aspetto attuale deriva dal ripristino stilistico realizzato da Giuseppe Castellucci nel 1928.
Il campanile a vela con bifora dona slancio verticale alla struttura, mentre sul portale compare una lunetta quattrocentesca in terracotta con la Madonna col Bambino e angeli, attribuita a scuola toscana.
I resti della cinta muraria
Tra passaggi laterali, salite brevi e scorci panoramici, riposano segmenti delle mura originali che consentono di comprendere in maniera più approfondita il linguaggio militare del borgo, fatto di visuali strategiche sulla valle, controllo dei percorsi e protezione delle vie commerciali.
Gargonza conquista anche fuori dalle mura: il paesaggio circostante amplia il racconto, portandolo tra vigneti, strade bianche, colline morbide e piccoli centri che custodiscono una Toscana ancora profondamente agricola. Tra le migliori esperienze da fare ci sono:
Percorrere i sentieri in ebike: vecchie strade attraversano boschi, poderi e crinali agricoli, collegando Gargonza ai piccoli centri della Val di Chiana.
Visitare le cantine del Chianti Classico: in meno di 1 ora si raggiungono aziende storiche dedicate al Sangiovese, riserve, cru e vinificazioni tradizionali.
Raggiungere la terra del Brunello: il territorio di Montalcino offre una delle espressioni enologiche più celebri del pianeta.
Scoprire il Nobile di Montepulciano: borgo che regala palazzi rinascimentali, cantine sotterranee e una cultura vinicola profondissima.
Passare una giornata tra arte e storia adArezzo: in circa 25 minuti si raggiunge il centro storico, con piazze medievali, botteghe antiquarie e cicli pittorici celebri.
RaggiungereSienaper una giornata completa: più o meno 40 minuti bastano per arrivare nella città del Palio.
Scoprire i borghi minori della valle: Lucignano, Civitella in Val di Chiana e Monte San Savino custodiscono piazze, chiese, archi e piccoli musei spesso fuori dai circuiti più battuti.
Assaggiare la cucina del borgo: l’antica falegnameria trasformata in ristorante propone pasta fresca fatta in casa, carni locali alla griglia e selezioni DOC e DOCG toscane.
Il borgo-castello di Gargonza appartiene al comune di Monte San Savino, in provincia di Arezzo, ed è “poggiato” su una collina dominante la Val di Chiana, tra Siena e Arezzo. Chi arriva in auto può uscire al casello di Monte San Savino tremite l’Autostrada A1 Milano-Napoli. Da lì bastano 11 km lungo la viabilità collinare
L’ultimo tratto sale tra curve morbide, campi coltivati e boschi fitti. Poi la torre compare ancora una volta, identica a secoli fa. In quel momento si comprende una cosa preziosa: Gargonza ha attraversato guerre, abbandoni, rivolte, dinastie e rinascite, eppure la sua voce è incredibilmente intatta.
Il 25 aprile è il giorno perfetto per partire alla scoperta di paesaggi che sembrano disegnati da un pittore, a bordo di un treno storico a vapore che regala la sensazione di tornare indietro nel tempo: attraversando la Val d’Arbia e la Valle dell’Ombrone, ci si immerge così nei luoghi più autentici della Toscana.
Un viaggio possibile grazie al “Treno Natura: Festa di Primavera” organizzato dalla Fondazione FS, che parte da Siena e raggiunge Castiglione d’Orcia, offrendo la possibilità di vivere esperienze speciali tra specialità gastronomiche della tradizione, castelli e percorsi di trekking nella natura.
Il Duomo di Siena, che svetta maestoso nel cuore della città nell’omonima piazza, è una delle più illustri cattedrali romanico-gotiche d’Italia. Varcare la soglia di questo monumento permette di esplorare uno dei tesori artistici più preziosi della città.
Immaginate quindi la bellezza di poterlo scoprire in una veste ancora più intima grazie al ritorno del tour con il clavigero. Dal 6 aprile al 31 ottobre 2026, il rito del risveglio, che vede il custode delle chiavi protagonista, consente a un numero ristretto di visitatori di assistere alla nascita del giorno tra le navate deserte, prima che la folla animi la piazza e gli interni della struttura.
Salire a bordo di uno dei treni storici più belli del mondo per viaggiare attraverso il cuore della Toscana fino ad assistere al celebre Palio di Siena è un’esperienza che regala emozioni uniche e irripetibili. La Dolce Vita Orient Express, elegante treno di lusso italiano, ha deciso di celebrare la storica giostra equestre di origine medievale inaugurando un itinerario esclusivo all’insegna della cultura, dell’ospitalità e dell’alta gastronomia.
Quando parte il treno
Il viaggio a bordo delle meravigliose carrozze del Dolce Vita Orient Express dura tre giorni e due notti e prevede due date che coincidono con i due appuntamenti con il Palio di Siena, come da tradizione secolare, ovvero quello del 2 luglio (Madonna di Provenzano) e del 16 agosto (Madonna Assunta).
I due itinerari andata e ritorno sono quindi programmati nelle seguenti date: dall’1 al 3 luglio 2026 e dal 15 al 17 agosto 2026.
Oliver AstrologoViaggio esclusivo a bordo del treno La Dolce Vita Orient Express
L’itinerario da Roma a Siena
Si parte da Roma Ostiense al tramonto, dopo essere stati accolti nella Dolce Vita Lounge, e si procede verso la Toscana. A bordo, la cena è firmata dallo chef tre stelle MichelinHeinz Beck e in seguito, la serata prosegue con musica dal vivo italiana accompagnata al pianoforte nella Carrozza Bar.
La carrozza prosegue il suo viaggio attraverso le dolci colline della Toscana, fino a raggiungere Siena. Qui, la mattina successiva, si vive il Palio da una prospettiva speciale ed esclusiva: dai balconi privati di Palazzo Chigi Zondadari, una splendida residenza nobiliare che si affaccia sulla celebre Piazza del Campo.
iStockPalazzo Chigi Zondadari affacciato sul Palio di Siena
Una volta terminata la gara, al calar del sole, si viene coccolati da una raffinata cena toscana nel cortile del palazzo, assaporando squisiti vini regionali e piatti di stagione. Più tardi, si risale a bordo del La Dolce Vita Orient Express, ma il divertimento non finisce qui: ad attendere gli ospiti è un elegante after-party che continua nel Carrozza Bar, con melodie di pianoforte, cocktail e conversazioni piacevoli.
Il mattino seguente si rientra nella stazione di Roma Ostiense, dopo aver fatto colazione a bordo mentre i paesaggi scorrono lenti oltre i finestrini. È un risveglio dolce, fatto di luci soffuse, servizio impeccabile e quell’atmosfera sospesa che solo un viaggio in un treno di lusso sa regalare. Le ultime ore diventano così il momento perfetto per rivivere le emozioni della sera precedente, tra il fragore della corsa in Piazza del Campo e la magia di una notte trascorsa su uno dei convogli più affascinanti d’Europa e del mondo.
Un viaggio che non è solo uno spostamento, ma una celebrazione del saper vivere italiano, tra eleganza, design e bellezza che si uniscono alle tradizioni culturali senza tempo del Belpaese.
iStockIl celebre Palio di Siena
Come prenotare il viaggio
Per partecipare a questa esclusiva esperienza toscana è necessario contattare direttamente l’ufficio prenotazioni de La Dolce Vita Orient Express, che fornirà tutte le informazioni su disponibilità, tipologie di cabine, prezzi e servizi inclusi in questo speciale pacchetto. Vi consigliamo dunque di accedere al sito ufficiale Orient-express.com per ogni ulteriore dettaglio.
L’arrivo della Fiamma Olimpica in Toscana è un’occasione unica per vivere la regione attraverso sport, storia, arte e paesaggi indimenticabili. Simbolo dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 (6-22 febbraio 2026), la torcia attraversa la Toscana tra il 10 e il 12 dicembre 2025 (per poi fare ritorno il 9 gennaio 2026 a Carrara e Massa), illuminando città d’arte, borghi medievali e piazze iconiche.
Da Arezzo a Grosseto, passando per Montepulciano, Pienza, Siena e Firenze, ogni tappa offre eventi, spettacoli e celebrazioni che coinvolgono le comunità locali, trasformando il passaggio della Fiamma in un vero viaggio nel cuore della Toscana.
Seguire la Fiamma significa immergersi non solo nello sport, ma anche nella storia e nella cultura della regione: piazze storiche, borghi medievali, siti Unesco, scorci panoramici e sapori locali creano un itinerario unico, che combina la suggestione olimpica con l’autenticità toscana.
Le tappe della Fiamma Olimpica in Toscana
Il percorso toscano della Fiamma inizia ad Arezzo il 10 dicembre 2025, dove la torcia progettata da Carlo Ratti e detta Essential attraverserà il centro storico tra piazze e vie medievali, accompagnata da eventi culturali e musicali.
Passando per le Crete Senesi, prosegue poi verso Montepulciano e Pienza, nel cuore della Val d’Orcia, per raggiungere poi Montalcino e infine Siena nel primo pomeriggio, con la sua famosa Piazza del Campo. Lì, nella prima delle tre tappe toscane (prima di Firenze e Livorno) tra il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia, ci saranno momenti di grande emozione.
Il cuore della festa sarà invece allestito ai Giardini La Lizza, con la predisposizione anche del Villaggio Olimpico aperto al pubblico dalle 17 alle 19:30. Spettacoli e momenti di festa saranno aperti a tutta la comunità e ai visitatori. La celebrazione simboleggia i valori dello sport, della pace e della condivisione, offrendo a tutti un’esperienza emozionante e immersiva.
L’11 dicembre, la staffetta dei tedofori punterà verso nord, attraversando la Maremma toscana e tanti borghi e città ricchi di fascino come Grosseto, Volterra e San Gimignano, Pontedera, Empoli, fino ad arrivare a Firenze, dove la Fiamma percorrerà vie rinascimentali e piazze storiche tra Piazza del Duomo e Ponte Vecchio. La cerimonia ufficiale si svolgerà in piazza Santissima Annunziata dalle 17:30 con i tedofori provenienti da piazza Pitti.
Il 12 dicembre, la torcia attraverserà Prato, Montecatini, Pisa, con la Torre Pendente come simbolo iconico, Pistoia, Lucca e Livorno, concludendo il percorso lungo il Mar Tirreno con la tradizionale accensione del braciere per tenere viva la Fiamma olimpica. Ogni tappa è pensata per coniugare sport e turismo, offrendo esperienze culturali e paesaggistiche uniche.
Ecco l’itinerario perfetto, alla scoperta di borghi e città toscane, inseguendo la fiamma olimpica.
Montepulciano: tra piazza Grande e il profumo del Nobile
A Montepulciano il 10 dicembre 2025 (tra le 15:20 e le 15:50), la Fiamma attraverserà il centro storico, da viale Clamandrei per poi percorrere viale Sangallo, Porta al Prato fino a piazza Grande (nel cuore del mercatino di Natale). Nove tedofori si alterneranno lungo le vie principali del borgo, sei dei quali all’interno del centro storico, in un percorso che unisce storia e spettacolo.
Il braciere cerimoniale, acceso davanti al Palazzo Comunale, rappresenterà un momento di festa e partecipazione, con la presenza delle associazioni locali, sbandieratori e tamburini.
Chi segue la Fiamma può approfittare per visitare il Tempio di San Biagio, capolavoro rinascimentale fuori dal centro città, o le storiche cantine dove si produce il rinomato Vino Nobile di Montepulciano. Inoltre, per l’occasione, saranno aperti il mercatino di Natale e tutte le attrazioni del programma natalizio e le decorazioni delle vie aggiungeranno un’atmosfera festosa al borgo.
Ufficio StampaVista aerea del centro storico di Montepulciano
Pienza: la città ideale illumina la Val d’Orcia
La Fiamma proseguirà poi verso Pienza, uno dei gioielli rinascimentali della Toscana, progettata da Papa Pio II come città ideale. Il percorso, tra le 16:13 e le 16:28, attraverserà il centro storico, con Piazza Pio II, il Duomo e Palazzo Piccolomini come scenari principali e culminerà in piazza Dante Alighieri. Passeggiare tra le vie del borgo permette di ammirare architetture armoniose e scorci panoramici sulle dolci colline della Val d’Orcia.
Il passaggio della Fiamma rende ancora più suggestiva l’atmosfera di Pienza, mentre i visitatori possono assaggiare il celebre pecorino locale e scoprire le botteghe artigiane che rendono il borgo unico. La vista dai punti panoramici lungo le mura, soprattutto al tramonto, offre fotografie indimenticabili, perfette per i viaggiatori in cerca di emozioni autentiche.
Volterra, famosa per le sue origini etrusche e le mura medievali, offre un palcoscenico straordinario al passaggio della Fiamma Olimpica che verrà l’11 dicembre. Le vie acciottolate, Piazza dei Priori, il Teatro Romano e il Duomo creano un itinerario che unisce storia e cultura. Volterra è anche nota per l’artigianato dell’alabastro, che può essere scoperto nelle botteghe locali lungo il percorso della torcia.
Passeggiare tra le antiche strade mentre la Fiamma attraversa il borgo è un’esperienza che lega simbolicamente passato e presente, sport e cultura, regalando emozioni a grandi e piccoli.
San Gimignano: le torri che sfidano il cielo
La città delle cento torri è uno dei simboli della Toscana medievale e rappresenta una delle tappe (11 dicembre) più spettacolari del percorso. La Fiamma percorrerà il centro storico di San Gimignano, tra torri slanciate, piazze vivaci e vicoli caratteristici. I visitatori possono approfittare per degustare piatti tipici della tradizione toscana, passeggiare tra botteghe di ceramica e ammirare la vista panoramica sulle colline circostanti.
San Gimignano unisce la suggestione storica alla vivacità delle feste locali, rendendo il passaggio della torcia un momento di grande partecipazione per turisti e residenti.
iStockVeduta aerea di San Gimignano
Pontedera ed Empoli: tra arte, storia e innovazione
Pontedera, nota per la tradizione industriale e tecnologica, accoglierà la torcia (nel pomeriggio dell’11 dicembre) tra strade urbane e piazze animate, offrendo spettacoli e attività legate al mondo olimpico.
Empoli, con il suo centro storico ricco di palazzi, chiese e musei, rappresenta un’altra tappa significativa. Qui la Fiamma diventa occasione per scoprire la storia cittadina, la cultura locale e le eccellenze gastronomiche, come il famoso vino e l’olio toscano.
Montecatini Terme: relax e panorami
A Montecatini Terme, la Fiamma attraverserà il 12 dicembre le eleganti vie e le piazze del centro storico, mentre le strutture liberty e le fontane creano un’atmosfera raffinata. Per chi si trova in città è consigliato raggiungere Montecatini Alto, borgo medievale arroccato sulla collina. Dalla terrazza panoramica si gode di una vista mozzafiato sulla Valdinievole.
Ventidue anni fa, a Siena, prendeva forma un’idea semplice e al tempo stesso rivoluzionaria: trasformare la città in un percorso da esplorare a passo lento. Da quell’intuizione del 2003 è nata la Giornata Nazionale del Trekking Urbano, un’iniziativa che ha saputo farsi strada a livello nazionale, unendo cultura, turismo e benessere in un’esperienza collettiva.
Oggi, con la sua XXII edizione prevista per venerdì 31 ottobre 2025, l’evento coinvolge 85 città in 19 regioni, dalle grandi capitali d’arte ai borghi più suggestivi, tutte unite sotto il tema “Le Vie del Giubileo tra storia, cultura e spiritualità”.
Il filo conduttore del Giubileo
Il 2025 segna un appuntamento di grande richiamo per la tradizione cattolica: l’Anno Santo Giubilare, che da secoli richiama pellegrini da tutta Italia e dal mondo.
Per l’occasione, la Giornata del Trekking Urbano ha deciso di intrecciare i propri itinerari con i percorsi giubilari, ripercorrendo le antiche vie dei pellegrini e i cammini che hanno segnato la storia del Paese.
La scelta non è casuale: il Giubileo invita al cammino, all’esperienza del viaggio inteso come riflessione, incontro e scoperta. Così, i trekker moderni avranno l’opportunità di percorrere strade medievali, antichi ospitali, piazze e chiese che, nei secoli, hanno accolto uomini e donne in cerca di spiritualità, cultura e accoglienza.
Camminare per scoprire
Il trekking urbano non è solo un’esperienza turistica, ma un modo per osservare la città con occhi nuovi. Camminando a passo lento, si colgono dettagli altrimenti invisibili: un portale nascosto, un affresco dimenticato, le storie dei passanti.
La Giornata unisce movimento e conoscenza, benessere e cultura, e rende il cammino accessibile a tutti. Famiglie, gruppi di amici e viaggiatori solitari possono vivere itinerari che, pur diversi nella lunghezza e nella difficoltà, condividono la stessa essenza ovvero la scoperta del patrimonio diffuso e l’incontro con l’anima autentica dei luoghi.
Siena, cuore del progetto
A guidare il movimento rimane Siena, dove tutto è cominciato. Il percorso 2025, intitolato “1300–2025 Giubileo e cammini: luoghi, pellegrini e spiritualità nei secoli”, accompagna residenti e turisti dal Campo al Duomo e a Santa Maria della Scala, luoghi simbolo della spiritualità e dell’accoglienza lungo la Via Francigena.
I percorsi tra città e borghi
iStockTrekking urbano a Comacchio
Dal nord al sud, la Giornata del Trekking Urbano propone itinerari che sono un mosaico di storie e suggestioni. L’Aquila racconta le Vie Giubilari e la Perdonanza Celestiniana, Napoli dedica il cammino alle “Donne di fede, carità e speranza”, mentre Bologna unisce spiritualità e accoglienza con un finale musicale suggestivo. Mantova conduce i partecipanti lungo la Via Carolingia fino alla Basilica di Sant’Andrea, evocando secoli di pellegrinaggi.
Accanto alle città, non possono certo mancare i Borghi Più Belli d’Italia: ad Ercolano, il culto mariano emerge tra edicole votive e tradizioni popolari, a Comacchio, fede e acqua si fondono in immagini devozionali disseminate tra barche e case, a Finale Ligure, un doppio itinerario porta alla Basilica giubilare di San Biagio mentre ad Ascoli Piceno il cammino recupera la memoria dei pellegrini medievali, dai battisteri romanici alle chiese storiche.
Natura e cammino
Il trekking urbano non significa soltanto storia e arte, ma anche immergersi appieno nel paesaggio.
Ancona invita a percorrere il Parco del Cardeto, con panorami a picco sul mare e testimonianze storiche, Aosta coniuga vestigia romane e montagne alpine, Trento mette in comunicazione cammini alpini e luoghi del Concilio, mentre Spoleto restituisce la dimensione del pellegrinaggio tra boschi e colline.
Nei borghi, la natura diventa protagonista: a Tempio Pausania i percorsi si snodano tra granite e paesaggi della Gallura, e a Termoli il borgo antico emerge dal mare in un dialogo tra costa e arte urbana.
Tracce del passato e memoria collettiva
iStockScorcio del borgo di Leonforte
Camminare lungo queste vie significa anche riscoprire la storia e il senso di comunità.
E, a questo proposito, Pavia fa incontrare la propria memoria con la Via Francigena, Verona ripercorre le vie dei pellegrini medievali, Ivrea invita a leggere la città come connubio di memoria industriale e spiritualità. In Sicilia, Leonforte lega il trekking al barocco e alle fontane monumentali, in Toscana, Pitigliano racconta secoli di convivenza tra comunità diverse mentre in Calabria, San Giovanni in Fiore guida alla scoperta delle tracce lasciate da Gioacchino da Fiore, abate visionario del Medioevo.
La città di Siena è stata proclamata una delle vincitrici dell’European Green Leaf Award 2027, tra i più prestigiosi riconoscimenti europei dedicati alla sostenibilità urbana. L’annuncio è arrivato il 2 ottobre a Vilnius, nel corso della cerimonia ufficiale organizzata presso la Galleria Nazionale d’Arte Lituana, dove sono stati rivelati anche i nomi delle altre città premiate.
A condividere il podio con Siena è la città olandese di Assen, mentre il titolo di Capitale Verde Europea 2027 è stato assegnato a Heilbronn, in Germania. Il premio, istituito dalla Commissione Europea, mira a valorizzare i centri urbani che si distinguono per le politiche ambientali e sociali, la gestione intelligente delle risorse e la promozione di modelli di sviluppo sostenibile.
Un riconoscimento al modello ambientale senese
La giuria internazionale, composta da esperti indipendenti in materia di sostenibilità, ha riconosciuto a Siena la capacità di unire tutela del territorio, innovazione e partecipazione civica. La città toscana si è distinta in particolare per l’estensione e la qualità delle aree verdi pubbliche, che oggi raggiungono una media di 28 metri quadrati per abitante, un valore tra i più alti in Italia e in Europa.
Negli ultimi anni Siena ha investito nella creazione di nuovi parchi urbani e nella rigenerazione di spazi naturali, così da restituire ai cittadini luoghi di incontro e biodiversità. Un impegno che si accompagna a una gestione dei rifiuti particolarmente virtuosa: oltre il 61% dei rifiuti urbani viene riciclato, mentre solo l’1% finisce in discarica.
Risultati che testimoniano un’evoluzione strutturale nella cultura ambientale cittadina, realizzata nel tempo grazie a politiche di sensibilizzazione, incentivi e coinvolgimento diretto dei residenti.
Una comunità protagonista della transizione verde
Il premio non riconosce solo i risultati ambientali, ma anche la capacità delle città di coinvolgere la propria comunità nei processi di cambiamento: Siena, in tal senso, ha colpito la giuria per la varietà delle iniziative di partecipazione pubblica. Grazie a progetti educativi, laboratori di quartiere e campagne dedicate al riuso e alla riparazione dei materiali, ha saputo trasformare la sostenibilità in un’esperienza quotidiana.
Il modello senese si basa su una visione integrata: ambiente, economia e cultura vengono trattati come dimensioni inscindibili. L’approccio mira non solo alla riduzione dell’impatto ambientale, ma anche alla costruzione di una cittadinanza attiva, consapevole delle proprie scelte e del loro effetto sul futuro collettivo.
Durante la cerimonia, la Commissaria europea per l’Ambiente, la Resilienza Idrica e l’Economia Circolare, Jessika Roswall, ha sottolineato come i premi Green Capital e Green Leaf rappresentino “un riconoscimento ma anche una responsabilità”. Le città vincitrici, ha affermato, diventano “ambasciatrici della transizione verde”, chiamate a guidare con l’esempio e a ispirare altre comunità europee.
Il titolo ottenuto da Siena conferma dunque la capacità delle città di medie dimensioni di esercitare un impatto significativo nella lotta ai cambiamenti climatici. A differenza delle grandi metropoli, i centri come Siena possono sperimentare politiche più agili e modelli di collaborazione diretta tra amministrazione e cittadini.
Un premio che guarda al futuro
Oltre al prestigio simbolico, il riconoscimento porta con sé anche un premio economico di 200.000 euro, che Siena potrà investire in nuovi progetti ambientali e sociali. L’obiettivo è consolidare le buone pratiche già avviate e promuovere ulteriori interventi in materia di mobilità sostenibile, gestione dell’energia e tutela del paesaggio.
Nel panorama europeo, la competizione per il Green Leaf Award è sempre più intensa: quest’anno vi hanno partecipato 20 città provenienti da 11 Paesi, selezionate e valutate da una giuria che include rappresentanti della Commissione Europea, del Comitato delle Regioni, dell’Agenzia Europea dell’Ambiente e del Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia.
Accanto a Siena e Assen, sono state elogiate anche le città finaliste di Benidorm e Saint-Quentin, a testimonianza di un’Europa che continua a investire nella qualità della vita urbana.
Con l’arrivo del periodo natalizio, Siena si prepara a vivere settimane di pura magia: da sempre custode di un patrimonio storico e artistico unico, si trasforma in un grande palcoscenico diffuso grazie al progetto “Siena Incanta – Natale tra cultura e meraviglia”, una rassegna di eventi che dal 1° dicembre 2025 al 7 gennaio 2026 animerà le vie del centro storico con spettacoli, installazioni luminose e appuntamenti dedicati alla musica, al teatro e alle famiglie.
Quest’anno, la manifestazione assume un significato particolare: si celebra infatti il trentesimo anniversario del riconoscimento del centro storico di Siena come Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, un traguardo che sottolinea il valore universale della città toscana e la sua capacità di unire bellezza, identità e tradizione.
Una direzione artistica che punta all’emozione
Alla guida del progetto c’è Vincenzo Bocciarelli, attore, produttore e Direttore Artistico dei Teatri di Siena, che ha immaginato un Natale capace di unire il fascino del passato con la forza evocativa dell’arte contemporanea. “Siena Incanta”, spiega Bocciarelli, è pensato come un viaggio sensoriale in cui la città stessa diventa protagonista: le sue piazze, le logge e i palazzi si accendono di nuova vita, trasformandosi in scenari di luce e stupore.
Il 1° dicembre segnerà l’avvio ufficiale del programma, con l’accensione delle luminarie in coincidenza con la festa di Sant’Ansano, patrono della città. A inaugurare simbolicamente la stagione sarà Ofelia Passaponti, Miss Italia 2024, scelta come testimonial dell’evento, a rappresentare la freschezza e la grazia di una Siena che accoglie il futuro senza dimenticare le proprie radici.
Il calendario prevede appuntamenti di rilievo come il balletto “Lo Schiaccianoci” in versione contemporanea, il Concertone di San Silvestro e il Concerto di Capodanno diretto da Marco Severi. Eventi pensati per coinvolgere pubblici diversi, in un dialogo continuo tra musica, danza e partecipazione collettiva.
Una città che racconta la propria anima
Durante le festività, Siena si offrirà ai visitatori come un luogo di narrazione viva, in cui ogni pietra e ogni vicolo custodiscono frammenti di una storia millenaria. Come ha sottolineato Roberto Barbetti, dirigente del settore Cultura e Turismo del Comune, Siena non è solo un insieme di monumenti, ma un organismo pulsante che vive grazie alla sua comunità.
L’anima della città risiede nella capacità dei senesi di custodire e trasmettere il proprio patrimonio con un senso profondo di appartenenza. È un’eredità che si rinnova ogni giorno, fatta di gesti, di tradizioni e di quella sensibilità collettiva che rende Siena un luogo dove la bellezza non è solo da contemplare, ma da condividere.
Le luci e le vie del Natale senese
iStockPalazzo Salimbeni a Natale a Siena
Il cuore del progetto “Siena Incanta” sarà il percorso luminoso che attraverserà il centro storico, dalle porte della città fino al Duomo. Le principali vie (Banchi di Sopra, Banchi di Sotto e Via di Città) saranno illuminate da installazioni artistiche e decorazioni filiformi che creeranno un effetto scenografico diffuso, per un itinerario di luce e stupore.
Le Logge della Mercanzia e le Logge del Papa, due luoghi simbolici della Siena rinascimentale, diventeranno punti focali di attività performative e teatrali curate dalla direzione artistica. La luce, in questa visione, non sarà solo decorazione ma linguaggio: un modo per valorizzare l’architettura urbana e trasformarla in esperienza emotiva.
Spettacoli, mercati e momenti di festa
Dal 6 dicembre al 6 gennaio, il Parco della Lizza accoglierà la Cittadella del Divertimento, un’area dedicata alle famiglie e ai più giovani. Qui prenderà vita un piccolo mondo di musica, spettacoli di strada, food truck e una grande pista di pattinaggio su ghiaccio lunga quaranta metri, che farà da sfondo a un calendario di eventi quotidiani.
Dal 13 dicembre al 5 gennaio, invece, nella limonaia di Villa Rubini Manenti, sarà allestito il Villaggio di Natale, dove i bambini potranno incontrare Babbo Natale, partecipare a laboratori creativi e vivere esperienze pensate anche per l’inclusione dei più piccoli con disabilità.
Non mancherà poi il tradizionale Mercato nel Campo, in programma nei giorni 6, 7 e 8 dicembre. La celebre Piazza del Campo tornerà a ospitare oltre centotrenta banchi di artigiani, produttori e commercianti locali, in una rievocazione dell’antico mercato medievale che richiama ogni anno migliaia di visitatori. Un’occasione per riscoprire sapori, colori e tradizioni della campagna senese, all’interno di uno dei luoghi più rappresentativi d’Italia.
Il Capodanno nel cuore di Siena
Il gran finale delle festività sarà il Concerto di Capodanno in Piazza del Campo, una serata che unirà musica dal vivo, spettacoli di luce e dj set fino a notte inoltrata. La piazza, dall’inconfondibile forma a conchiglia, si trasformerà in un teatro all’aperto dove cittadini e turisti potranno salutare insieme il nuovo anno in un’atmosfera di festa condivisa.
Con questo evento si chiuderà un percorso che ha voluto restituire a Siena il ruolo di capitale culturale delle festività natalizie. Non solo una città da visitare, ma un luogo da vivere, capace di accogliere con la stessa intensità il passato e il presente, la tradizione e la contemporaneità.
Un nuovo collegamento ferroviario permette di viaggiare tra Roma e Siena a ritmo lento e ammirando i suggestivi panorami lungo l’itinerario chesi affaccia all’Argentario e attraversa la Val d’Orcia e le Crete Senesi. È l’Espresso Siena, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra FS Treni Turistici Italiani e Fondazione FS, che grazie a un’accurata ristrutturazione ha dato nuova vita alle carrozze “Gran Confort”, icone dei viaggi degli Anni 70 con i loro ampi finestrini e tutta l’eleganza di un viaggio in prima classe.
Il nuovo collegamento diretto tra Roma e Siena è l’occasione perfetta per trascorrere un weekend autunnale alternativo, tra il 27 settembre e il 2 novembre, a bordo di un convoglio storico affascinante. Un viaggio che conduce nel cuore della Toscana attraverso vigneti rigogliosi, borghi senza tempo, colline punteggiate da cipressi e paesaggi che si tingono con i primi colori dell’autunno.
Le date del nuovo Espresso Siena
I viaggi dell’Espresso Siena sono attivi nel weekend, con partenza il sabato da Roma verso Siena, la città del celebre Palio amata a livello internazionale. Il rientro verso la Capitale è previsto la domenica.
In particolare, si parte da Roma Termini sabato 27 settembre, 4 ottobre e 1° novembre, alle ore 7:42, e si ritorna da Siena domenica 28 settembre, 5 ottobre e 2 novembre, alle ore 15:05.
Gli interni restaurati dell’Espresso Siena
Tutte le fermate tra Roma e Siena
Il treno storico Roma-Siena che attraversa la Val d’Orcia (patrimonio UNESCO) prevede diverse fermate che permettono di ammirare i paesaggi tipici delle province di Grosseto e Siena: si passa dalle verdeggianti colline ricoperte di vigneti e punteggiate da borghi antichi come Capalbio e Montepescali, si tocca la laguna di Orbetello (importante oasi WWF e riserva naturale) e si attraversano i territori argillosi e a tratti lunari di Buonconvento e Monteroni d’Arbia a sud-est di Siena. Qui l’incanto delle famose Crete Senesi prende vita, con le loro inconfondibili forme ondulate, i calanchi e le biancane.
iStockIl territorio caratterizzato dalle Crete Senesi
Un tragitto lento e panoramico che conferma l’impegno di FS Treni Turistici Italiani nell’esaltare un modo diverso di viaggiare: sconnettersi e assaporare la bellezza di un viaggio senza tempo in uno dei panorami più incantevoli d’Italia. Un’iniziativa che restituisce un valore importante al turismo di qualità e alla sostenibilità.
Di seguito tutte le fermate e gli orari previsti nella tratta Roma-Siena del nuovo collegamento ferroviario per l’autunno 2025:
Roma Termini 07:42
Tarquinia 09:03 – 09:05
Capalbio 09:25 – 09:27
Orbetello 09:34 – 09:36
Grosseto 09:55 – 10:40
Montepescali 10:49 – 10:51
Monte Antico 11:18 – 11:25
Buonconvento 11:49 – 11:51
Monteroni d’Arbia 12:01 – 12:03
Siena 12:27
iStockIl paesaggio di Buonconvento attraversato dall’Espresso Siena
Quanto costano i biglietti
I biglietti dell’Espresso Siena sono acquistabili sulla piattaforma Railbook e hanno prezzi che partono da 29 euro per la tratta Roma-Argentario (Tarquinia, Capalbio, Orbetello e Grosseto), fino a 49 euro per l’intera tratta Roma-Siena.
Si possono scegliere anche tratte intermedie, con prezzi che variano tra 29, 39 e 49 euro. I bambini da 0 a 3 anni non pagano (si devono aggiungere al momento della prenotazione del biglietto da adulto), mentre dai 4 ai 12 anni non compiuti viaggiano con tariffa ridotta del 50%.
Una volta effettuato l’acquisto, si riceve sulla propria mail un voucher di viaggio che attesta l’avvenuto acquisto, da presentare la mattina stessa della partenza al check-in per poter accedere alle carrozze “Gran Confort” dell’Espresso Siena.
Tutte le informazioni sui posti ancora disponibili, sulle tariffe e sui servizi a bordo del treno sono consultabili sul sito ufficiale Fstrenituristici.it.
Regione Lombardia contribuisce alla realizzazione e alla riqualificazione delle residenze universitarie, sostenendo i progetti presentati dagli atenei lombardi nell’ambito del ‘V bando’ del Ministero dell’Università e della Ricerca. Complessivamente, Regione ha stanziato 3,5 milioni di euro per cofinanziare interventi relativi alla realizzazione di nuovi alloggi, alla ristrutturazione e manutenzione degli immobili esistenti e all’adeguamento funzionale e tecnologico degli edifici.
L’assegnazione delle risorse ministeriali
Le risorse regionali vengono assegnate sulla base dell’ammissibilità dei progetti al bando ministeriale e dello scorrimento della relativa graduatoria. Le proposte candidate dal sistema universitario lombardo e giudicate ammissibili dal Ministero sono state 26. Di queste, le prime 7 proposte hanno ottenuto il cofinanziamento regionale alla fine dello scorso anno. I progetti in questione consentiranno di realizzare, entro il 2027, 1.052 posti alloggio di cui 642 aggiuntivi.
Con lo scorrimento della graduatoria ministeriale sono state finanziate ulteriori 3 proposte lombarde che permetteranno di rendere disponibili, entro il primo semestre 2028, altri 366 posti alloggio di cui 210 aggiuntivi. Complessivamente, dunque, in base ai progetti finora approvati dal Ministero, saranno realizzati in Lombardia 1.418 alloggi universitari di cui 852 aggiuntivi, con un cofinanziamento regionale di circa 1,2 milioni di euro.
I nuovi progetti degli atenei per le residenze universitarie
Questi i 3 progetti per le residenze universitarie degli atenei lombardi ammessi al cofinanziamento nel mese di luglio 2025:
Università degli Studi di Milano Bicocca: 144 nuovi posti alloggio per un cofinanziamento regionale di 114.340 euro (interventi di ricostruzione, trasformazione o ampliamento degli immobili);
Università degli Studi di Milano: 106 posti alloggio di cui 48 aggiuntivi per un cofinanziamento regionale di 114.340 euro (interventi di ricostruzione, trasformazione o ampliamento degli immobili).
Franco: da Regione forte sostegno al sistema universitario lombardo
“Grazie al supporto e al cofinanziamento regionale – sottolinea l’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco – le proposte presentate dal sistema universitario lombardo sono riuscite ad ottenere un punteggio aggiuntivo nella graduatoria nazionale stilata dal Ministero. Come Regione sosteniamo fattivamente gli atenei lombardi che attivano progetti per ampliare l’offerta relativa agli studentati e alle strutture dedicate all’accoglienza. Un modo concreto per aiutare i nostri ragazzi, le loro famiglie e tutti coloro che scelgono la Lombardia e le sue eccellenze universitarie per compiere il proprio percorso di studi. Diamo inoltre ulteriore valore ai nostri atenei affinché possano diventare sempre più attrattivi migliorando l’offerta abitativa”.
Gli atenei e i progetti per le residenze universitarie ammessi nel 2024
Questi invece i 7 progetti ammessi al cofinanziamento alla fine del 2024:
Università Bocconi (333 posti per 75.000 euro di cofinanziamento regionale);
Fermi: garantire diritto allo studio a chi vuole laurearsi in lombardia
“La forte attrattività dei nostri atenei – commenta l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi – fa aumentare la richiesta di alloggi e noi vogliamo garantire una residenza a tutti. Vogliamo rendere effettivo il diritto allo studio dei ragazzi che vogliono laurearsi in Lombardia. Il lavoro di squadra paga sempre: la sinergia tra Ministero, Regione e atenei lombardi sta portando a risultati straordinari”.
È tutto pronto per il Palio di Siena 2025: il tufo è stato steso a Piazza del Campo e tutti sono in fermento per l’inizio ufficiale atteso per il 3 luglio. Doveva iniziare il 2 ma, causa maltempo, è stato rinviato. Nel 2024, entrambe le carriere, sia quella di luglio sia quella di agosto, erano state rinviate proprio per il maltempo. Questo è, quindi, il terzo Palio consecutivo che viene rinviato, un evento che non accadeva da ben 155 anni.
Ciò non fermerà le migliaia di spettatori che arriveranno qui da tutta Italia e oltre per assistere alla tradizione equestre che vede sfidarsi ben 17 contrade. La manifestazione, che si disputa due volte l’anno, è iniziata lo scorso 26 giugno con la cerimonia di presentazione, mentre le due corse si svolgeranno rispettivamente giovedì 3 luglio e venerdì 16 agosto. Ecco tutte le cose da sapere sulla corsa ippica più famosa d’Italia.
Le origini del Palio di Siena
Il termine “palio” ha origine dal latino pallium, che significa “drappo”, poiché questo era il premio assegnato al vincitore della corsa tra rioni. Per ogni edizione viene realizzato un drappo apposito, a volte con la collaborazione di pittori famosi, mentre non sono previsti premi in denaro.
Di origini medievali, tali gare non si disputavano solo con cavalli, ma anche con cavalle, bufale, asini e mule. Il palio più antico si correva il 15 agosto, in occasione della festa dell’Assunzione della Vergine Maria, patrona della città, ed era noto come “alla lunga”, cioè su un percorso con partenza e arrivi diversi: il tracciato si snodava da fuori le mura cittadine, attraversando a gran velocità le strette vie del borgo medievale fino a raggiungere la piazza davanti al duomo. La corsa aveva inizio solo dopo la solenne cerimonia dell’offerta dei ceri alla Madonna da parte delle città e dei territori soggetti. A parteciparvi non erano le contrade, ma gli aristocratici.
Quello dell’Assunta non era l’unico palio organizzato in periodo rinascimentale: gli altri erano dedicati ai beati Ambrogio Sansedoni e Agostino Novello, a santa Maria Maddalena e a san Pietro Alessandrino, ma non ebbero seguito in epoca successiva.
In seguito, la corsa venne spostata in Piazza del Campo, trasformandosi progressivamente nella forma attuale. Questa è documentata per la prima volta da una stampa del 1633, che mostra la corsa “alla tonda”.
Dal XVII secolo, il palio prese quindi l’aspetto che conosciamo oggi ossia una corsa a cavallo tra dieci contrade estratte a sorte, su un anello di tufo nella piazza, preceduta da un corteo storico in costume. Oggi si svolge due volte l’anno, il 2 luglio, che quest’anno è stato eccezionalmente spostato al 3 (Palio di Provenzano) e il 16 agosto (Palio dell’Assunta), mantenendo viva una tradizione secolare che unisce fede, identità e spirito di appartenenza.
iStockCavalieri al Palio di Siena
Come funziona il Palio di Siena: regole e contrade
Al palio partecipa un cavallo estratto a sorte, montato da un fantino scelto appositamente, per ciascuna delle contrade nelle quali è divisa Siena. Seppur le contrade siano in totale 17, a ogni edizione possono parteciparvi solo dieci seguendo il principio della rotazione: le sette contrade che non hanno corso il palio l’anno precedente, sono ammesse di diritto a quello successivo. Per completare il numero esatto, le altre vengono estratte a sorte.
La corsa prevede tre giri completi di Piazza del Campo, ossia la piazza principale di Siena, appositamente ricoperta con una miscela di tufo, argilla e sabbia. I cavalli partecipanti entrano in piazza seguendo un ordine ben preciso, anch’esso sorteggiato, e aspettano la “mossa”, ossia la partenza decretata da un apposito “mossiere”. Durante la corsa, se un fantino cade e il cavallo arriva da solo, la partecipazione è considerata valida.
Il Palio di Siena viene vinto dalla contrada il cui cavallo, montato o scosso (cioè senza fantino), taglia per primo il traguardo dopo tre giri completi di Piazza del Campo. Il traguardo si trova vicino alla curva di San Martino ed è segnalato da un grande drappo colorato, il cosiddetto “bandierino”.
La corsa non è l’unico evento del Palio di Siena! La manifestazione dura più giorni e prevede diversi appuntamenti.
Lunedì 30 giugno ci saranno le prove regolamentate del mattino e della sera a Piazza del Campo, mentre martedì 1 luglio si terrà la prova ufficiale del mattino, il trasferimento del Drappellone dal Palazzo Comunale alla Collegiata di Provenzano, il Corteo con il Labaro del Magistrato, Priori e rappresentanti delle Contrade secondo l’ordine previsto dal Corteo Storico e la Cena della Prova Generale nelle Contrade partecipanti.
L’evento più atteso sarà giovedì 3 luglio, che comincerà con la messa del fantino alla Cappella del Palazzo Comunale, alla presenza di capitani e fantini, e con la messa solenne nella Collegiata di Provenzano, con il Labaro del Magistrato e i Priori. Successivamente ci sarà il raduno delle Comparse delle Contrade presso il Palazzo della Provincia, le Sbandierate ufficiali presso Palazzo Salimbeni, Circolo degli Uniti, Palazzo Chigi Saracini, Palazzo Arcivescovile e cortile del Palazzo della Provincia e l’ingresso del Corteo Storico in Piazza del Campo.
Infine, la corsa del Palio si terrà la sera.
Come assistere al Palio di Siena 2025
L’evento del Palio di Siena è libero e gratuito per chi vuole assistere in piedi nello spazio centrale della piazza. In alternativa, è possibile prenotare un posto nei palchi o nei balconi che affacciano sulla piazza: si tratta di posti a pagamento, venduti da privati o tramite pacchetti turistici.
La Via Lauretana in Toscana è un antico percorso che collega la città di Siena alla Val di Chiana, proseguendo poi verso le Marche e culminando nel celebre santuario mariano di Loreto. Un cammino carico di spiritualità, paesaggi incantevoli e storia millenaria, che attraversa il cuore più autentico della Toscana. Oggi, come secoli fa, questo itinerario affascina viandanti e pellegrini offrendo un’esperienza profonda, dove la lentezza del cammino si intreccia con la bellezza di borghi medievali, pievi solitarie e dolci colline punteggiate da cipressi.
La tratta toscana rappresenta la prima parte del pellegrinaggio verso la Santa Casa di Loreto e si snoda tra terre di grande fascino culturale e naturalistico, come le Crete Senesi, la Val di Chiana e i centri storici di Rapolano Terme, Sinalunga, Torrita di Siena e Cortona. La Via Lauretana è oggi un cammino riscoperto e valorizzato, grazie a progetti di recupero e segnaletica, ed è percorribile a piedi o in bicicletta, in più giorni e con grande varietà di paesaggi ed emozioni.
La storia della Via Lauretana
La Via Lauretana affonda le sue radici nell’epoca romana, quando collegava Arezzo a Roma attraverso un sistema viario secondario rispetto alla più nota Via Cassia. Ma è nel Medioevo che la strada assume un ruolo cruciale come itinerario di pellegrinaggio verso il santuario della Madonna di Loreto, uno dei luoghi mariani più venerati d’Europa. Siena, allora snodo strategico per i pellegrini in transito verso Roma e la Terra Santa, divenne anche un punto di partenza privilegiato per coloro che si dirigevano verso le Marche.
Nel corso dei secoli, lungo il tracciato sorsero ospedali, pievi e locande, che offrivano riparo ai pellegrini e ai viandanti. Il cammino divenne così anche un canale di scambio culturale e commerciale tra la Toscana e le regioni centrali dell’Italia. Dopo un lungo periodo di abbandono, la Via Lauretana è tornata a vivere grazie a un progetto di riscoperta promosso da enti locali, diocesi e associazioni del territorio. Oggi è nuovamente percorribile, con tracciati ben segnati che seguono il più fedelmente possibile le antiche rotte medievali.
Le tappe da percorrere
La Via Lauretana in Toscana si snoda per circa 95 chilometri tra Siena e Cortona, attraversando alcune delle zone più affascinanti della regione: dalle Crete Senesi alle dolci colline della Val di Chiana, passando per borghi storici, pievi medievali e paesaggi modellati dal tempo e dall’uomo. Il cammino è suddivisibile in cinque tappe, con distanze accessibili anche ai camminatori meno esperti e con servizi di accoglienza distribuiti lungo il percorso.
Tappa 1: da Siena a Taverne d’Arbia
(12 km, 120 D+, 150 D-, 3h)
Il cammino prende avvio da Siena, una delle città d’arte più affascinanti d’Italia, con il suo centro medievale perfettamente conservato e la spiritualità che si respira tra le vie della Contrada. Lasciando alle spalle Porta Romana, si esce lentamente dalla città inoltrandosi in un paesaggio rurale fatto di colline morbide e poderi. La tappa è breve ma suggestiva, ideale per prendere confidenza con il ritmo del cammino. Si arriva a Taverne d’Arbia, piccolo centro abitato lungo il torrente Arbia, citato da Dante nella Divina Commedia.
Tappa 2: da Taverne d’Arbia a Rapolano Terme
(23 km, 380 D+, 290 D-, 6h)
Questa tappa si snoda tra le scenografiche Crete Senesi, uno dei paesaggi più iconici della Toscana: colline ondulate, calanchi d’argilla, casali isolati e strade bianche che sembrano scolpite nel tempo. Si attraversano poderi e si costeggiano pievi antiche fino a giungere a Rapolano Terme, noto fin dall’antichità per le sue acque sulfuree. Qui si può concludere la giornata con un momento di relax alle terme, rigenerando corpo e spirito dopo il lungo tratto collinare.
Tappa 3: da Rapolano Terme a Sinalunga
(21 km, 340 D+, 320 D-, 5h 30’)
Lasciata Rapolano, il cammino prosegue verso est tra oliveti, vigneti e piccoli boschi. Si incontrano paesaggi più verdi e dolci, punteggiati da poderi e cappelle rurali. Lungo il percorso si può fare una deviazione per visitare Serre di Rapolano, borgo medievale dall’atmosfera raccolta. L’arrivo a Sinalunga, adagiata su un colle, regala un belvedere sulla Val di Chiana e un centro storico tranquillo, con scorci autentici e una forte identità locale.
Tappa 4: da Sinalunga a Foiano della Chiana
(19 km, 280 D+, 270 D-, 5h)
Questa tappa segna l’ingresso nella Val di Chiana, terra fertile e generosa, un tempo bonificata dai Medici. Il cammino si fa più pianeggiante, con ampie vedute sulla valle e lunghi tratti su strade sterrate. Si attraversano campi coltivati e canali fino a giungere a Foiano della Chiana, uno dei borghi più antichi della zona, con un centro rinascimentale curato e un forte senso di accoglienza.
Tappa 5: da Foiano della Chiana a Cortona
(20 km, 480 D+, 420 D-, 6h)
L’ultima tappa è la più impegnativa, ma anche una delle più emozionanti. Dopo una prima parte in piano tra la campagna, il percorso inizia a salire verso Cortona, adagiata su uno sperone roccioso. L’antica città etrusca, con le sue mura possenti e le vedute spettacolari sulla Valdichiana, rappresenta una degna conclusione del cammino toscano. Cortona conserva un patrimonio artistico e spirituale unico, ed è un luogo perfetto per riflettere sul viaggio appena compiuto, in attesa – per chi prosegue – di riprendere la Via Lauretana verso le Marche e Loreto.
La Via Lauretana in Toscana è percorribile anche in bicicletta, ma il tracciato richiede buona preparazione fisica e confidenza con distanze medio-lunghe, dislivelli impegnativi e tratti sterrati. Il percorso completo da Siena a Cortona può essere suddiviso in due tappe giornaliere, che ripercorrono in buona parte le direttrici del cammino a piedi, con alcune varianti adatte alle due ruote.
Tappa 1: da Siena a Sinalunga
(60,2 km, 930 D+, 860 D-, 4h 04’)
La prima tappa in bici parte dalla stazione di Siena e attraversa i paesaggi collinari delle Crete Senesi, con strade perlopiù asfaltate ma con frequenti saliscendi che mettono alla prova la resistenza. Si passa per Asciano e Rapolano Terme, fino a raggiungere Sinalunga, dove termina la giornata. Un percorso panoramico e fisicamente esigente, ideale per ciclisti allenati.
Tappa 2: da Sinalunga a Cortona
(64 km, 1.070 D+, 940 D-, 4h 33’)
La seconda giornata è ancora più impegnativa, con una lunga salita finale verso il centro storico di Cortona, adagiato in posizione dominante sulla Valdichiana. Il fondo è misto: strade secondarie, sterrati e tratti di asfalto. Si passa per Foiano della Chiana e Montepulciano Stazione, con belle vedute sulle colline e sul lago Trasimeno. Una tappa intensa ma suggestiva, perfetta per concludere in bellezza il cammino ciclabile.
Il periodo migliore per percorrerla
Il periodo ideale per mettersi in cammino lungo la Via Lauretana in Toscana è la primavera e l’autunno, quando il clima è mite, i colori del paesaggio sono vividi e l’esperienza del cammino si arricchisce di suggestioni naturali e culturali.
La primavera è forse il momento più affascinante per attraversare le Crete Senesi e la Val di Chiana. I campi si tingono di verde acceso, gli alberi fioriscono e l’aria è fresca e profumata. Le temperature, in genere comprese tra i 12° e i 25°, sono perfette per camminare a lungo senza affaticarsi troppo. Inoltre, le giornate si allungano e permettono di vivere il cammino con più calma, magari con qualche deviazione per visitare pievi, borghi o fattorie lungo il percorso.
Anche l’autunno regala momenti indimenticabili lungo la Via Lauretana. I toni caldi della campagna toscana, le vigne pronte per la vendemmia e gli ulivi argentati creano un paesaggio pittoresco e rilassante. Le temperature si mantengono piacevoli, oscillando tra i 14° e i 24°, e l’afflusso turistico è più contenuto rispetto all’estate, rendendo l’esperienza più intima e raccolta. È anche il periodo perfetto per godere dei prodotti enogastronomici locali: olio nuovo, funghi, castagne, vino novello.
L’estate (luglio e agosto) è sconsigliata a causa delle temperature elevate, spesso oltre i 35°, e della scarsa ombra lungo molti tratti del cammino. Se si sceglie comunque di partire in questi mesi, è importante camminare nelle ore più fresche e pianificare soste frequenti. L’inverno, invece, pur non essendo proibitivo, presenta clima instabile, giornate corte e minori possibilità di accoglienza, specie nei borghi più piccoli.
Consigli e indicazioni pratiche
Percorrere la Via Lauretana in Toscana, da Siena a Cortona, significa immergersi in un cammino accessibile, ben segnalato e ricco di servizi, ma che attraversa anche zone rurali e tratti isolati, dove è utile arrivare ben preparati.
La segnaletica lungo il percorso
Il tracciato è ben segnalato per l’intera tratta toscana. Lungo la strada troverai frecce bianche e azzurre, cartelli con simboli del pellegrinaggio e mappe nei centri principali. Il cammino segue per buona parte strade bianche, poderali e sentieri rurali, evitando l’asfalto dove possibile. Il tratto tra Rapolano Terme e Sinalunga, in particolare, attraversa ambienti isolati: è consigliato portare con sé una traccia GPS, scaricabile da portali ufficiali o tramite app escursionistiche.
Tutte le cinque tappe offrono possibilità di pernottamento, anche se la disponibilità varia a seconda del centro:
Siena, Rapolano Terme e Cortona dispongono di una vasta offerta: hotel, B&B, ostelli e strutture religiose.
Taverne d’Arbia e Sinalunga offrono accoglienza più semplice, con piccoli affittacamere, agriturismi nei dintorni e soluzioni familiari.
In alcuni casi (soprattutto fuori stagione), può essere utile prenotare con qualche giorno di anticipo, in particolare nelle località minori o in coincidenza con eventi locali.
Dove mangiare
Il cammino attraversa borghi abitati a intervalli regolari, dove è possibile trovare bar, alimentari e trattorie. In ogni tappa principale potrai gustare piatti tipici della cucina toscana: pici all’aglione, zuppe contadine, formaggi locali, vino delle Crete Senesi o della Valdichiana.
Tuttavia, in alcune sezioni – ad esempio tra Taverne d’Arbia e Rapolano Terme o tra Sinalunga e Foiano – i servizi possono mancare per tratti di 10 km o più. Si consiglia quindi di partire al mattino con acqua e uno spuntino, soprattutto nelle giornate più calde.
Il 2 luglio 2025, Siena si prepara a vivere un’edizione speciale del Palio: non solo prende vita la corsa più iconica del continente, ma la città toscana ospita per l’occasione una serata unica che unisce e intreccia tradizione millenaria e alta cucina.
Nella spettacolare Piazza del Campo, uno dei palazzi più intimi e suggestivi del centro storico apre eccezionalmente le sue porte per una cena esclusiva firmata da Yannick Alléno, chef da 17 stelle Michelin e maestro della cucina contemporanea.
Un momento irripetibile, per pochi, dove l’emozione e l’adrenalina della corsa lascia spazio al gusto raffinato, all’eleganza e a un senso profondo di condivisione.
Il Palio, Tucci e il fascino globale di un rito senza tempo
Il Palio di Siena è molto più di una corsa: è un rito collettivo millenario che unisce passione, rivalità e bellezza in uno spettacolo senza pari. Già celebre oltre oceano grazie al film di James Bond e alla cronaca internazionale, l’evento è di nuovo sotto ai riflettori del mondo perché Stanley Tucci, l’attore italo-americano candidato all’Oscar, ha scelto proprio il Palio per inaugurare la seconda stagione di Tucci in Italy. Nel primo episodio, il protagonista si lascia travolgere dalla magia senese: le Contrade, le emozioni a fior di pelle, i preparativi, fino a una delle celebri cene, tra fiaccole e cori, per una ricostruzione intensa e umana di un evento senza eguali.
I palazzi che affacciano su Piazza del Campo permettono di vivere il Palio in modo unico, suggestivo e coinvolgente come non mai.
Scrigno d’arte e silenzioso testimone dei secoli, uno dei più prestigiosi palazzi privati sulla piazza — solitamente non accessibile al pubblico — apre le sue sale per un’occasione ed un’esperienza riservatissima, che concede a pochi selezionati un punto di vista privilegiato sulla corsa durante una cena d’eccezione. Un viaggio sensoriale immersivo e totalizzante, tra l’adrenalina che precede la mossa e la quiete del dopocorsa, accompagnata dai piatti stellati di Yannick Alléno, maestro assoluto della cucina contemporanea.
Amo tornare dove sento autenticità. Siena è un concentrato raro di cultura viva, che non si limita a sopravvivere: pulsa. L’anno scorso era la mia prima volta ed è stato straordinario, anche se alla fine non abbiamo visto la corsa per il maltempo… ma proprio questo mi ha lasciato una fame di verità. Questa volta spero di cogliere fino in fondo l’essenza di questa espressione autentica di vita e appartenenza.
Che significato ha portare la sua cucina in questo contesto?
Quando cucini in un luogo così, non porti solo un menù: porti rispetto.
Hai la sensazione che ogni gesto sia osservato da secoli di storia. Per questo cucino per onorare, non per stupire.
Chef Yannick Alléno al Palio di Siena
Cosa cambia rispetto all’anno scorso?
Nel 2024 avevamo proposto un lunch. Una bellissima esperienza, ma quest’anno abbiamo voluto lasciare il giusto tempo a ogni emozione: prima l’adrenalina della corsa, poi la lentezza del gusto. Il Palio è ritmo, attesa, esplosione, silenzio: un momento di sospensione, di emozione pura. È dopo questo che voglio entrare con i miei piatti: quando tutto rallenta e i sensi si riaccendono.
Il suo menu per l’evento si ispira anche alla cultura senese?
Certamente, questo non è un menù “francese” o “italiano”: è una conversazione.
Ogni piatto è una frase che spero risuoni con le emozioni della giornata. È una cucina che ascolta, prima ancora di parlare.
Cosa spera resti agli ospiti?
Una sensazione di autenticità.
Di essere entrati, per una sera, in qualcosa che non si può costruire artificialmente: un’energia collettiva, una verità che si sente nella pelle. Se un sapore saprà fissare quella emozione nella memoria, allora avrò fatto il mio dovere.
Yannick Alléno, chef da 17 stelle Michelin
Il Palio, molto più di una corsa
Due volte l’anno, Siena si trasforma: da città si fa creatura viva. Le Contrade si animano, i cavalli corrono senza fantino, Piazza del Campo trattiene il respiro. Il Palio è molto più di un evento sportivo: è fede, radice, voce collettiva.
Un insieme di ritualità antiche che toccano la spiritualità (sì, i cavalli vengono benedetti in chiesa), la comunità, l’identità.
E in serate speciali come questa, può diventare anche opera d’arte totale — da vivere, da vedere, da ascoltare. E, quest’anno, anche da gustare.
Per partecipare all’evento scrivere a: uniqueevents@topfivemanagement.net
Esperienza a numero chiuso, su selezione.
Siena, con il suo fascino medievale intatto e la sua straordinaria eredità artistica, continua a incantare visitatori da tutto il mondo. Il quotidiano britannico The Guardian ha infatti recentemente dedicato un approfondimento alla città toscana, elogiandone il patrimonio artistico e consigliandola come meta ideale per gli amanti dell’arte.
L’articolo del quotidiano britannico, infatti, si focalizza sulla Storia dell’Arte nella città toscana e sottolinea come l’esperienza di Siena vada ben oltre la semplice visita ai musei: la città stessa è un “museo a cielo aperto”, dove ogni vicolo e piazza raccontano secoli di storia e bellezza, anche solo passeggiando nel suo centro storico, per l’appunto. Inoltre, l’articolo ha anche reso omaggio alla città evidenziando come, rispetto a Firenze, Siena offra un contesto più intimo e autentico, lontano dal turismo di massa che affolla il capoluogo toscano.
L’importanza di Siena nella storia dell’arte
Se Firenze è universalmente riconosciuta come la culla del Rinascimento, Siena ha svolto un ruolo cruciale nella formazione del linguaggio artistico europeo tra il XIII e il XIV secolo. La cosiddetta Scuola Senese ha infatti indubbiamente influenzato profondamente lo sviluppo della pittura, con artisti come Duccio di Buoninsegna, Simone Martini e i fratelli Lorenzetti, che hanno introdotto elementi di narrazione, espressività e uso del colore innovativi per l’epoca e ormai intramontabili.
Un esempio emblematico di questa grande tradizione è la Maestà di Duccio, conservata nel Museo dell’Opera Metropolitana, un capolavoro che rappresenta il passaggio dalla rigida iconografia bizantina a una pittura più dinamica ed emozionale. Anche il Duomo di Siena testimonia la grandezza artistica della città, con la sua facciata gotica ricca di dettagli e il magnifico pavimento a mosaico, definito da Giorgio Vasari “il più bello mai realizzato”.
Fonte: iStockIl magnifico Duomo di Siena
Sebbene la storia abbia visto il predominio di Firenze nel periodo rinascimentale, Siena ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama artistico e tutta l’Italia dovrebbe andarne fiera. La sua influenza si estende ben oltre i confini italiani, come dimostra la mostra Siena: The Rise of Painting, 1300-1350alla National Gallery di Londra, che oggi celebra il ruolo della città come catalizzatore del cambiamento artistico in Europa.
L’arte senese, pur mantenendo legami con il passato gotico e bizantino, ha saputo sviluppare un linguaggio espressivo unico, capace di ispirare generazioni di artisti. Passeggiare per le strade di Siena significa immergersi in un’epoca in cui la bellezza e la spiritualità erano parte integrante della vita quotidiana, un’eredità che ancora oggi rende questa città un gioiello senza tempo.
Siena, museo a cielo aperto
Oltre ai capolavori custoditi nei musei, Siena è un’esperienza artistica a 360° ed è proprio questa sua caratteristica e capacità di far sentire il visitatore avvolto nell’abbraccio dell’arte che il quotidiano britannico ha voluto enfatizzare. Le sue strade strette e tortuose, circondate da mura medievali perfettamente conservate, offrono scorci mozzafiato e dettagli architettonici che raccontano la sua lunga storia. La Piazza del Campo, con la sua forma unica a conchiglia, non è solo il cuore pulsante della città, ma anche un capolavoro urbanistico dove ogni edificio contribuisce a creare un’armonia visiva perfetta.
Un altro aspetto distintivo di Siena è la sua divisione in Contrade, i quartieri storici che ancora oggi animano la città con le loro tradizioni secolari. Ogni Contrada possiede un proprio museo, dove si possono ammirare trofei, dipinti e cimeli legati al celebre Palio di Siena, una competizione equestre che risale al Medioevo e che rappresenta uno degli eventi più iconici della cultura senese.
Una nuova scoperta archeologica è sempre un’emozione, per chi è protagonista in prima persona e per chi è appassionato di storia. In Italia abbiamo un patrimonio culturale infinito e gli scavi in corso portano sempre alla luce qualcosa di interessante e prezioso nel corso del tempo. A San Casciano dei Bagni un team determinato ed esperto è stato protagonista di un evento straordinario: nel sito del comune toscano in provincia di Siena è stato rinvenuto un tesoro incredibile davanti al quale anche Indiana Jones resterebbe a bocca aperta. Un giorno da ricordare per gli studiosi e i professionisti del settore, ma anche per i locali e per gli appassionati del mondo antico.
I protagonisti della scoperta: statue, oro e serpenti
Nel fondo della vasca del Bagno Grande, una struttura termale molto antica che era usata prima dagli Etruschi e poi dai Romani, sono stati ritrovati gioielli preziosi, casse di monete, corone scintillanti e altri oggetti di valore legati a un passato molto lontano. Gli archeologi guidati dal professor Jacopo Tabolli, docente all’Università per Stranieri di Siena, si sono trovati davanti ad alcuni serpenti in bronzo dopo che tempo prima erano state trovate alcune statue in bronzo nella stessa area. Nel bottino rientrano anche alcune creazioni in metallo pregiato tra cui strumenti di rito come una lucerna decorata, un toro piccolo in bronzo, quattro statue con braccia e teste votive e oltre 10.000 monete di epoca romana, oltre a gemme, ambra e altri gioielli.
Fonte: AnsaVista dall’alto degli scavi di San Casciano dei Bagni
Una statua maschile recisa ha attirato l’attenzione degli archeologi che pensano possa essere un’offerta da parte di Gaio Roscio alla Fonte Calda per testimoniare una guarigione. E la figura di un piccolo sacerdote con un’iscrizione in etrusco sulla gamba che rimanda a pratiche rituali. Insieme a Tabolli, Emanuele Mariotti, direttore dello scavo e Ada Salvi, responsabile per la soprintendenza, sono impegnati dal 2019 in una ricerca accurata sul posto che ha portato alla scoperta di reperti imprevisti e di grande valore. “Una sorpresa infinita” l’ha definita Tabolli, mentre il ministro Alessandro Giuli ha sottolineato che “San Casciano dei Bagni è l’esempio della forza della cultura“.
Il progetto di restauro e valorizzazione del Comune di San Casciano dei Bagni
Il sito archeologico di San Casciano dei Bagni è supervisionato dal Comune e alcuni enti locali come la Direzione Generale Archeologia e la Soprintendenza per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. La campagna di scavo ha coinvolto 80 studenti universitari provenienti da tutto il mondo creando un team di ricerca interdisciplinare qualificato, e il Museo Archeologico Nazionale e un Parco Archeologico Termale completano il progetto per valorizzare l’area e richiamare i turisti. L’eredità archeologica dell’Italia ha un valore di grande rilievo e i lavori sono destinati a continuare per scoprire ancora altri segreti custoditi gelosamente dalla terra del Bagno Grande.
Le altre scoperte di San Casciano dei Bagni
Questa nuova scoperta ha confermato ancora una volta la ricchezza storica di San Casciano dei Bagni che in passato è già stata teatro di emozionanti ritrovamenti. Le statue di bronzo, gli oggetti preziosi e le iscrizioni testimoniano l’importanza della zona come centro di culto e scambio tra antiche civiltà. Nel corso degli anni gli scavi di questa area della Toscana hanno riportato alla luce un santuario termale, una necropoli di epoca etrusco-romana, circa 24 statue in bronzo. E alcuni di questi sono conservati nelle Stanze Cassianesi, un museo all’interno del palazzo comunale del paese. Fin dal 1585 ci sono testimonianze storiche a San Casciano dei Bagni con affreschi, resti di strutture architettoniche, tombe, e tanto altro.