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Cosa fare a Milano ad agosto 2026, tra eventi e piscine aperte in città

5 août 2026 à 17:50

Per chi resta a Milano anche solo per qualche giorno ad agosto, sono tantissime le iniziative e i luoghi aperti anche d’estate. Anzi, proprio perché c’è poca gente in città, alcuni di questi si godono anche meglio.

Con le temperature che sfiorano i 40°C, non c’è niente di meglio che chiudersi in un luogo fresco o trovare sollievo immersi tra le acque di una piscina o sotto il fresco degli alberi. Abbiamo scelto i luoghi migliori dove vi consigliamo di andare.

Mostre e aperitivi a Palazzo Citterio

Per i primi giorni di agosto (chiude tra il 10 e il 26), il cortile interno di Palazzo Citterio, in via Brera, uno dei giardini più deliziosi del centro di Milano, torna a essere un luogo dove fermarsi, dal mattino fino alla sera. Ospita infatti il Citterio Garden by St-Germain, un luogo molto chic per consumare aperitivi a base di St-Germain, il liquore francese ottenuto da fiori di sambuco selvatici raccolti a mano ogni primavera, con una selezione di cocktail pensati appositamente per questo spazio e questa stagione, accompagnati da piatti della cucina firmata dallo chef stellato Claudio Sadler, che ha creato una carta esclusiva proprio per il Garden. questo momento d relax è ciò che ci vuole dopo aver visitato una delle mostre di Palazzo Citterio, come quella dedicata al fotografo Giovanni Gastel con 250 immagini che ripercorrono l’intera sua carriera, dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitarie, e Lorem Ipsum Variorum, l’installazione digitale site-specific dell’artista e poetessa kalmyko-americana Sasha Stiles, la cui ricerca si sviluppa tra poesia, linguaggio e intelligenza artificiale. E con un unico biglietto si può visitare anche la Pinacoteca di Brera.

Cinema al Castello Sforzesco

Per tutto il mese di agosto, il Cortile delle Armi del Castello Sforzesco si trasforma in una delle sale cinematografiche più suggestive e grandi della città (800 posti a sedere). La rassegna cinematografica “Tutto il bello del cinema” propone 25 serate di proiezioni all’aperto di grandi classici, film d’autore, commedie e cult internazionali. Da “Frankenstein Junior” a “Il cielo sopra Berlino” da “Ghost” a “Casablanca”, da “Blade Runner” a “La storia infinita”. I film sono gratuiti, ma la prenotazione è obbligatoria. Ma prima del film, per tutto il mese di agosto, è possibile visitare il Museo d’Arte Antica, il Museo della Pietà Rondanini e la mostra Passione e Disegno al Castello Sforzesco con orario prolungato fino alle ore 19:30, dal martedì alla domenica. Nella fascia di estensione dell’orario (17:30-19:30), il biglietto di ingresso è scontato (biglietti serali: intero 5 euro, ridotto 2,50 euro.

Le piscine delle Terme De Montel

Le splendide piscine delle Terme De Montel in zona San Siro restano aperte con una programmazione di eventi che uniscono benessere, cultura, intrattenimento e convivialità. Tra rituali dedicati alla rigenerazione ispirati alla luce, all’energia e alla freschezza, trattamenti pensati per affrontare il caldo estivo, aperitivi immersi nel verde tutte le sere, dalle 18.00 alla chiusura e appuntamenti serali, il parco termale si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto. Dal venerdì alla domenica l’appuntamento è con Pizza & Relax, un’esperienza che unisce l’ingresso serale alle terme con una cena in accappatoio nella Vip Lounge, tra pizza appena sfornata, musica soffusa e divertimento sotto il cielo stellato dell’estate. Ogni sera, dalle 21.00 alle 23.00, si svolge il Rituale di Accensione del Light Garden, il percorso luminoso che accompagna il tramonto trasformando il giardino in uno scenario immersivo fatto di riflessi, acqua e giochi di luce. Ferragosto si celebra con Star & Fire, un grande evento con spettacoli di fuoco, musica dal vivo, DJ set, performance artistiche e rituali di benessere. Le terme sono raggiungibili con la metropolitana della linea 5 (lilla) scendendo alla fermata San Siro Stadio.

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Ufficio stampa
Le Terme De Montel by night

Idroscalo, il mare di Milano

Il parco dell’Idroscalo non chiude neppure ad agosto ed è accessibile tutti i giorni dalle 7 alle 21. Il mare di Milano è il luogo migliore dove fare attività acquatiche e stare al fresco. Si possono praticare sup (stand up paddle), facile da imparare, noleggiando tavola e pagaia e magari prendendo anche qualche lezione; canoa e kajak, percorrendo 6 km immersi nella bellezza della natura dell’Idroscalo e volendo anche canottaggio e dragon boat, ma per questi ci vuole allenamento. E poi naturalmente si può nuotare, nella piscina o nelle acque dell’Idroscalo dove ci sono corsie dedicate.

Aperitivi scintillanti al Café Swarovski

Palazzo Cordusio Gran Meliá è un indirizzo da non perdere ad agosto. Al piano terra, è aperto ad agosto il pop-up Café Swarovski che regala un’esperienza estiva colorata, tra design e convivialità, dalla colazione alla cena. All’interno dell’elegante palazzo ottocentesco progettato da Luca Beltrami che s’affaccia su piazza Cordusio, a pochi passi dal Duomo, dai negozi e dai musei, ci si può immergere nell’atmosfera scintillante e vivere il mondo Swarovski. I piatti ordinati al Café Swarovski sono serviti su pregiate porcellane della collezione Swarovski x Rosenthal (che si possono anche acquistare).

Una spiaggia tropicale ad Acquaworld

Piscine indoor e outdoor: Acquaworld, a Concorezzo, alle porte di Milano, è l’unico parco acquatico e benessere in Italia a offrire entrambe le possibilità. Con i suoi 20mila metri quadrati di superficie, nove scivoli acquatici super divertenti, piscine e vasche idromassaggio con acqua sempre riscaldata a 31°C e, proprio d’estate, un grande giardino con sdraio, lettini e ombrelloni è uno dei luoghi ideali dove trascorrere giornate intere in bikini e infradito. Il parco è diviso in diverse aree: Area Benessere con grotta del temporale, sauna, bagno turco, stanza del sale, cerimonie di benessere, frigidarium e Area Fun (al coperto con tante attrazioni, come la torre scivoli, la vasca onde, il Mini World per i bambini, la piscina lazy river, il Mondo dei Corsari e la Tiki Bay, una zona del parco con sabbia bianca, cabanas, letti balinesi, ombrelloni di paglia, scivoli e una vegetazione da isola tropicale, ampliata l’estate scorsa con la Blue Paradise, una vera e propria laguna tropicale di 800 mq. Acquaworld è aperto dalle 10.00 alle 24.00. A Ferragosto, propone oltre a una giornata tra piscine, scivoli, aree relax e attrazioni acquatiche il Ferragosto Schiuma Party, con musica, spettacolo e un’atmosfera di festa. Oltre ad arrivarci in auto, è raggiungibile anche con i mezzi pubblici, scendendo alla fermata della metropolitana della linea 2 (verde) Cologno Nord e prendendo il bus no. Z323.

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Ufficio stampa
La spiaggia di Acquaworld dove trascorrere l’estate in città

Il parco di Villa Arconati

Per chi trascorre il mese di agosto a Milano, ci si può immergere nella bellezza del giardino monumentale di Villa Arconati, dove l’afa cittadina lascia il posto alla piacevole brezza che percorre i viali, all’ombra fresca degli alberi secolari, al suono delle fontane zampillanti e alla magia dei giochi d’acqua, ideati per sorprendere e regalare refrigerio agli ospiti della villa. Tra statue, prospettive scenografiche e maestosi teatri, ogni angolo di questo luogo incantevole a Castellazzo, appena fuori Milano, racconta la raffinatezza di una dimora concepita per incantare, emozionare e invitare alla contemplazione. A rendere queste visite ancora più esclusive è l’apertura di alcune delle sale più rappresentative della villa, ambienti ricchi di storia, arte e memoria che, in via eccezionale, accolgono i visitatori come naturale proseguimento del percorso nel giardino, offrendo l’opportunità di scoprire Villa Arconati nella sua veste più autentica, intima e affascinante. Ogni mercoledì e venerdì di agosto alle ore 10.00 c’è la visita guidata, tutti i martedì è prevista una visita speciale per famiglie con bambini. Inoltre, è aperta tutte le domeniche dalle 11.00 alle 19.00 ed eccezionalmente anche a Ferragosto con visite libere e guidate. Oltre all’auto la villa è raggiungibile anche in treno alla fermata Bollate Nord o Garbagnate Groane. La stazione dista circa 2 km. A Bollate c’è la velostazione per noleggiare la bicicletta.

Dettaglio di Villa Arconati, Lombardia
Credits: Corinne Férault
Uno scorcio del parco di Villa Arconati

Dalle fettuccine alla trebulana al miele amaro, le sagre e gli eventi del weekend dal 31 luglio al 2 agosto 2026 in Italia

31 juillet 2026 à 12:31

L’ultimo weekend di luglio e il primo assaggio di agosto portano in tutta Italia un ricco calendario di sagre, feste tradizionali ed eventi dedicati ai sapori locali. Dal Nord al Sud il viaggio passa attraverso borghi, montagne e piazze dove scoprire prodotti tipici, antichi mestieri, musica e folklore.

Tra fettuccine alla trebulana, miele, vini pregiati, grano siciliano e tradizioni alpine, il fine settimana dal 31 luglio al 2 agosto 2026 è l’occasione ideale per una gita fuori porta all’insegna dell’enogastronomia e della cultura.

Festival Internazionale del Folklore a Sappada (UD)

Dal 31 luglio all’1 agosto Sappada ospita la 26ª edizione del Festival Internazionale del Folklore, evento organizzato dal Gruppo Folkloristico Holzhockar. La manifestazione porta nella località dolomitica tradizioni e culture provenienti da tutto il mondo, con la partecipazione del gruppo Choomdam & Yeon Dance Company della Repubblica di Corea e del Ballet Andino e Grupo Musical Indoamerica dell’Ecuador.

Il momento più atteso sarà la grande sfilata di sabato 1 agosto alle ore 17, con partenza dalla piazza vicino al Rio Mühlbach e arrivo nel centro del paese. In serata, alle 20.45 presso il tendone in località Eibn, spazio agli spettacoli folkloristici con ingresso libero.

Eventi e sagre del weekend in Italia
Solero
Festival del folklore a Sappada

Sagra delle Fettuccine alla Trebulana a Monteleone Sabino (RI)

A Monteleone Sabino, in provincia di Rieti, l’1 e il 2 agosto torna la Sagra delle Fettuccine alla Trebulana, uno degli appuntamenti gastronomici più attesi dell’estate sui Monti Sabini. Dopo una giornata trascorsa al mare o al lago, il borgo offre la possibilità di raggiungere le zone più fresche dell’entroterra e vivere una serata dedicata alla cucina tradizionale. La festa prenderà il via dalle ore 19 con la degustazione delle celebri fettuccine alla trebulana, ricetta simbolo del territorio, accompagnata dall’atmosfera conviviale tipica delle sagre di paese.

Festa della Spillatura del Torchiato a Fregona (Treviso)

Sabato 1 agosto il Centro di appassimento del Torchiato di Fregona, in via Castagnola 50 a Osigo di Fregona, ospita la seconda edizione della Festa della Spillatura. Organizzata dalla Pro Loco di Fregona e dalla Cantina Produttori di Fregona, la giornata celebra la nuova annata 2025 del celebre vino passito.

Il programma inizia alle 14.30 con degustazioni, laboratori e visite guidate alla cantina. Dalle 15 alle 18 sarà possibile assistere alla spillatura del Torchiato e conoscere i segreti di un prodotto realizzato fin dal Seicento. La festa prosegue con aperitivo, degustazioni di vini locali e una cena serale con piatti abbinati alle eccellenze enologiche del territorio.

Eventi nel primo weekend di agosto 2026 in Italia
Ufficio Stampa
Festa della spillatura a Fregona

Sagra del Grano a Petralia Soprana (PA)

Nel cuore delle Madonie, la frazione di Pianello a Petralia Soprana ospita l’1 e 2 agosto 2026 la XIII edizione della Sagra del Grano. L’evento celebra il legame tra la comunità siciliana e il mondo agricolo attraverso degustazioni, rievocazioni storiche e spettacoli. Sabato 1 agosto alle ore 18 è previsto il laboratorio “Mani in pasta”, dedicato alla panificazione e alla preparazione della pasta fresca. Alle 20.30 spazio allo street food con specialità siciliane come panelle, milza e salsiccia, mentre la serata continua con musica e danze popolari.

Domenica 2 agosto sarà protagonista la rievocazione storica della vita trascorsa nell’aia con la rappresentazione de “a pisata” e “a spartenza”, seguita da un percorso gastronomico dedicato ai prodotti del grano.

Sagre in Italia nell'ultimo weekend di luglio
Ufficio Stampa
A Petralia Soprana torna la “Sagra del Grano”

Festa del Viccio a Castel San Lorenzo (SA)

Fino al 1° agosto torna a Castel San Lorenzo, in provincia di Salerno, la Festa del Viccio, giunta alla decima edizione. L’appuntamento si svolge nella suggestiva area del Mulino del Principe, antico edificio risalente al 1579 oggi punto di riferimento culturale del territorio. Protagonista della manifestazione è il viccio, una particolare ciambella di pane nata come preparazione utilizzata per verificare la temperatura del forno prima della cottura del pane. Oltre ai sapori della tradizione, il programma propone musica dal vivo, spettacoli e momenti di intrattenimento per tutte le età.

Ardesio DiVino ad Ardesio (BG)

Dal 31 luglio al 2 agosto torna Ardesio DiVino, manifestazione dedicata alle eccellenze enogastronomiche italiane ed europee. L’edizione 2026 rende omaggio a Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana moderna, grazie alla collaborazione con Casa Artusi.

Il borgo bergamasco ospiterà degustazioni, incontri culturali e appuntamenti gastronomici ispirati alla tradizione culinaria artusiana. Nel centro storico sarà allestito un percorso dedicato alle ricette de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, mentre non mancheranno laboratori sulla preparazione della piadina guidati dalle Mariette di Casa Artusi.

Festa del Costume Livignasco a Livigno (SO)

Il 31 luglio 2026 Livigno celebra la propria identità alpina con la Festa del Costume Livignasco, appuntamento dedicato alla storia e alle tradizioni della comunità locale. L’evento racconta il concetto di “Livignasc”, simbolo di autenticità alpina, cultura del territorio e memoria collettiva. Le vie del centro diventano uno spazio dove riscoprire antichi mestieri, abiti tradizionali e scene della vita quotidiana di un tempo. Tra rappresentazioni e degustazioni di prodotti locali, la festa permette ai visitatori di conoscere il lato più autentico della località valtellinese.

Festa di San Lorenzo a Valiano (SI)

Dal 2 al 10 agosto 2026 il centro storico di Valiano, frazione di Montepulciano, ospita la Festa di San Lorenzo, dedicata al patrono del paese. Il calendario prevede celebrazioni religiose, musica, degustazioni e iniziative legate alla tradizione agricola locale. L’apertura è prevista domenica 2 agosto con il raduno dei trattori alle ore 10 e la Messa dell’Agricoltore alle ore 11, seguita dalla benedizione dei mezzi agricoli. Dopo il pranzo dedicato al mondo contadino, nel pomeriggio spazio anche al torneo di freccette.

Eventi e sagre italiane dal 31 luglio al 2 agosto 2026
Ufficio Stampa
Festa di San Lorenzo a Valiano

L’estate dell’artigiano valdostano ad Aosta (AO)

Fino al 2 agosto Aosta celebra artigianato e tradizioni con un ricco programma di eventi. In Piazza Chanoux apre l’Atelier des Métiers, dedicato ai maestri artigiani e alle loro lavorazioni, mentre il progetto ORSOFF porta nelle vie del centro un dialogo tra arte e artigianato contemporaneo. Il momento centrale sarà il 1 agosto con la 57ª Foire d’été, storica fiera dell’artigianato valdostano che richiama centinaia di espositori. In programma anche laboratori per famiglie, dimostrazioni di antichi mestieri, attività per bambini e la tradizionale sfilata degli antichi mestieri.

Sagra del Miele Amaro a Monti (SS)

Domenica 2 agosto Monti, nel cuore della Gallura, ospita la XXI edizione della Sagra del Miele Amaro, appuntamento inserito nel calendario “Andar per Miele” dedicato alla scoperta dei mieli italiani. La manifestazione si svolge in contemporanea con la Sagra del Vermentino e celebra uno dei prodotti più preziosi della Sardegna: il miele amaro di corbezzolo.

Dal colore scuro e dal gusto caratteristico, è considerato uno dei mieli più rari e ricercati, apprezzato dagli intenditori per le sue qualità e per il forte legame con il territorio. Un’occasione per degustare specialità locali e scoprire le tradizioni della Gallura.

Dalle lasagne romagnole alle vongole del Delta del Po, le sagre e gli eventi del weekend dal 24 al 26 luglio 2026 in Italia

24 juillet 2026 à 11:50

Il weekend del 24-26 luglio 2026 è ricco di appuntamenti enogastronomici, ma non solo. Tantissime le sagre di paese che si svolgono nel fine settimana – alcune sono già iniziate – e sono un’occasione di convivialità e divertimento, oltre che di scoperta di piatti e specialità locali.

Dalle lasagne romagnole alle lumache della Liguria, dalle vongole del Delta del Po agli gnocchi laziali, ce n’è davvero per tutti i gusti. Alla buona tavola, si aggiungono tanti eventi aperti a tutti, come la Fiaccolata delle streghe sui sentieri del Trentino alle passeggiate in una faggeta Patrimonio Unesco, dai tornei di calcio alla musica dal vivo praticamente ovunque e ogni sera.

Abbiamo selezionato i dieci eventi imperdibili, da Nord a Sud dell’Italia ed ecco i nostri consigli.

Scorticata – La collina dei piaceri a Torriana (RN)

Torna a Torriana Scorticata, dal 22 al 24 luglio, La collina dei piaceri, la festa nel borgo organizzata dalla Pro Loco di Torriana e Montebello insieme al Comune di Poggio Torriana. Tre serate dedicate alla gastronomia, ai vini del territorio, alla musica e agli spettacoli, per celebrare l’identità e le eccellenze locali. Dalle ore 19 fino a notte inoltrata, il borgo si animerà con i celebri “cuochi da marciapiede”, degustazioni di vini e cantine, specialità gastronomiche, musica dal vivo e intrattenimento. Saranno sempre presenti la piada di Scorticata, salumi, pane artigianale, gelato contadino, birrifici artigianali, dolci e uno spazio cocktail.

Calici di Stelle 2026 in Umbria

A partire dal 24 luglio e fino al 16 agosto 2026, l’evento Calici di Stelle porterà alla scoperta di 22 cantine e di tre Comuni dell’Umbria attraverso degustazioni, pic-nic in vigna, cene sotto le stelle, concerti e osservazioni astronomiche. La manifestazione del Movimento Turismo del Vino Umbria vuole mostrare vigneti, borghi e colline attraverso i calici e le storie dei suoi territori. Ben 22 cantine apriranno le porte con un calendario diffuso di appuntamenti che attraverserà tutta la regione. Il tema scelto per quest’anno è “Brinda alla Vita!”.

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Ufficio stampa
Night gazing tra i vigneti durante Calici di stelle 2026

A tavola tra gli affreschi ad Arcumeggia (VA)

Domenica 26 luglio, Arcumeggia organizza una giornata all’insegna della convivialità, della tradizione e della bellezza con “A tavola fra gli affreschi”, l’appuntamento che trasforma le vie del borgo famoso per essere un museo a cielo aperto in una grande tavola condivisa, dove gustare il pranzo preparato dai volontari della Pro Loco e vivere il piacere di stare insieme in uno dei paesi più suggestivi della Lombardia, tra arte, cultura e sapori autentici. La giornata si aprirà alle 11.00 con la premiazione del progetto “Arcumeggia vista con gli occhi dei bambini”: gli elaborati dei piccoli partecipanti saranno esposti lungo le vie del paese, regalando ai visitatori uno sguardo speciale sul borgo dipinto. Un’occasione perfetta per trascorrere una domenica tra buona cucina, un paese unico e la calorosa accoglienza della comunità.

Festa degli Gnocchi co’i Ferro a Soriano nel Cimino (VT)

Dal 23 al 26 luglio a Soriano nel Cimino si svolge la 4ª Festa degli Gnocchi co’i Ferro. Non è solo una sagra, ma un’occasione per vivere il paese, stare insieme e riscoprire le tradizioni. Tra gli appuntamenti da non perdere, venerdì dalle ore 19.00 la cena con gli Gnocchi co’i Ferro, sabato 25, invece, tante attività, con passeggiate guidate, giochi, letture, yoga, e-bike e, nel pomeriggio, la Salifaggeta, una corsa che unisce sport e amore per la faggeta Patrimonio Unesco. E la sera, tutti a tavola. Domenica, pranzo e cena per gustare gli autentici Gnocchi co’i Ferro, preparati secondo la tradizione sorianese.

Sagra della Lumaca e degli Spiedini a Villa Viani (IM)

Sabato 25 e domenica 26 luglio 2026, a Villa Viani, una frazione del Comune di Pontedassio, torna la 47ª Sagra della Lumaca e degli Spiedini, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate ligure nato negli Anni Settanta. Due serate all’insegna della buona cucina, della musica e del divertimento, con specialità gastronomiche da gustare in compagnia. Tutte le materie prime sono cucinate fresche, in giornata, sul posto, seguendo ricette antiche tramandate nelle famiglie. E poi, primi di pasta fatta a mano e dolci cotti nel forno.

Sagra della Trota a Rivodutri (RI)

Venerdì 24 e sabato 25 luglio 2026, torna a Rivodutri la Sagra della Trota e del Gambero di Fiume, due serate dedicate ai sapori autentici del territorio nella suggestiva cornice della Sorgente di Santa Susanna. Protagonisti della manifestazione saranno due eccellenze della tradizione gastronomica locale, proposte in gustose specialità preparate secondo le ricette del territorio. Un appuntamento all’insegna della buona cucina, della convivialità e della valorizzazione delle tradizioni locali, immersi in uno dei luoghi più affascinanti della provincia di Rieti. Dalle 19:30 alle 23.

Sagra della Vongola a Goro (FE)

Torna in provincia di Ferrara la 26ª Sagra della Vongola, uno degli appuntamenti gastronomici più attesi del Delta del Po. L’evento ha preso il via il fine settimana scorso, e per sei serate protagonista è la vongola verace di Goro, eccellenza del territorio e simbolo della tradizione marinara locale. Un ricco stand gastronomico propone piatti a base di questo prezioso mollusco, affiancati da musica, intrattenimento e momenti dedicati alla scoperta delle tradizioni legate alla Sacca di Goro e al lavoro dei pescatori. Un’occasione per assaporare i sapori autentici del Delta del Po e conoscere da vicino uno dei prodotti più rappresentativi di questo straordinario territorio.

Sagra della Lasagna a Portico di Romagna (FC)

Sabato 25 luglio 2026, a Portico di Romagna debutta la prima edizione della Sagra della Lasagna, il nuovo appuntamento gastronomico organizzato dalla Pro Loco per celebrare uno dei piatti più amati della tradizione italiana. La manifestazione proporrà diverse interpretazioni della lasagna, ognuna capace di raccontare i sapori del territorio e la ricchezza della cucina romagnola. Lo stand gastronomico aprirà alle 19:30, offrendo ai visitatori la possibilità di gustare specialità preparate con ingredienti e ricette della tradizione. Dalle 21:30, la serata proseguirà con il concerto-spettacolo degli Zebra e Pois, che animerà la piazza con musica e intrattenimento. Un’occasione speciale per trascorrere una serata all’insegna della buona cucina, della convivialità e del divertimento.

Fiaccolata delle Streghe a Ruffrè-Mendola (TN)

A Ruffrè torna la suggestiva Fiaccolata delle streghe, un evento che trasforma il sentiero Rio Diavola in un percorso incantato tra mistero, leggende e magia. Il ritrovo è previsto alle 19:00 presso la Pro Loco. Da qui, lanterna alla mano, i partecipanti partiranno insieme lungo il sentiero accompagnati da streghe, Krampus e Anguane, creature leggendarie che renderanno l’esperienza ancora più coinvolgente. La camminata si concluderà nei pressi dei suggestivi Laghetti di Ruffrè, dove si potrà assistere a un emozionante spettacolo di fuoco e magia che illuminerà la notte. n’esperienza unica, pensata per far sognare le famiglie e regalare ai bambini una serata indimenticabile tra fantasia, natura e tradizioni popolari.

Sagra delle Pallotte Cace e Ove a Santa Maria Imbaro (CH)

Dal 24 al 26 luglio 2026, a Santa Maria Imbaro torna la XVII Sagra delle Pallotte Cace e Ove, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate abruzzese. Per tre serate, a partire dalle ore 20 e fino alla mezzanotte, piazza della Gioventù si animerà con il profumo delle tradizionali pallotte cace e ove, simbolo della cucina abruzzese, accompagnate da musica, convivialità e tanto divertimento. Un’occasione speciale per vivere il gusto autentico del territorio e trascorrere piacevoli serate nel cuore d’Abruzzo.

Tre giorni a Sarajevo: viaggio (del cuore) nella città che ha saputo rinascere

21 juillet 2026 à 14:00

Ci sono viaggi che si fanno non tanto per divertirsi e svagarsi, ma per arricchirsi culturalmente e umanamente. E un viaggio a Sarajevo è proprio questo (benché il divertimento e lo svago non manchino affatto, anzi).

La Capitale della Bosnia ed Erzegovina è una città incredibilmente interessante, non soltanto per la sua recentissima storia (che si capisce solo andando sul posto e parlando con i local), ma per quella antica, che l’ha portata a essere quella che è (prima l’invasione turca, poi quella austro-ungarica), per le sue tradizioni ben radicate, per la sua posizione geografica, che ancora oggi cela qualche tensione politica e religiosa. Ma è una città tranquillissima, intendiamoci, da visitare per un long weekend, grazie ai voli low cost che la collegano all’Italia (WizzAir da Roma, Ryanair da Milano-Bergamo).

Se avete amato Istanbul, per il suo mix di tradizioni, architetture e stile di vita tra Oriente e Occidente, Sarajevo vi darà le stesse sensazioni. Con qualcosa in più.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il lungofiume Miljacka a Sarajevo

Cosa vedere a Sarajevo in 3 giorni

Inutile girarci intorno: la città è stata distrutta per circa il 90% tra il 1992 e il 1995 e ora è completamente riscostruita; pertanto, ciò che si vede è quasi tutto nuovo, talvolta rifatto in maniera identica, in altri casi invece no e gli effetti della guerra sono – appositamente – ben visibili. In tre giorni potete scoprire i principali highlight di Sarajevo e farvi un’idea della città. Il consiglio, tuttavia, è quello di farsi accompagnare da una guida, fondamentale per spostarsi in alcuni punti significativi e per entrare appieno nel mood (le guide hanno moltissimi aneddoti da raccontare che non trovate in nessuna guida scritta).

Il lungofiume Miljacka

Sarajevo è circondata dalle montagne (che nel 1984 hanno ospitato la XIV edizione dei Giochi Olimpici invernali) e si trova in una conca attraversata dal fiume Miljacka, che divide il centro storico dalla zona più nuova. Tutto il lungofiume, su entrambi i lati, è una bellissima passeggiata da fare a piedi o in bicicletta (bike sharing e monopattini a noleggio non mancano neppure qui). Lungo il fiume si affacciano alcuni dei palazzi più belli e signorili della città: ambasciate, edifici Liberty, musei.

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123RF
Il ponte Festina Lente a Sarajevo

Vijećnica

Uno di questo è Vijećnica, simbolo di Sarajevo. È il più grande e rappresentativo edificio del periodo austro-ungarico in tutta la città, anche se non è l’originale. L’architetto dell’epoca volle costruirlo in stile pseudo-moresco ispirandosi all’arte islamica, in particolare all’Alhambra di Granada, in Spagna. Ai tempi della guerra, era la biblioteca cittadina, con 1,5 milioni di volumi e più di 155.000 tra libri rari e manoscritti. Fu però distrutto da un incendio durante l’assedio di Sarajevo del ’92 da parte dei serbi e oggi è stato ricostruito tale e quale. Ospita la sede del Municipio, ma anche il museo della biblioteca e, in alcune sale, sono stati raccolti i libri sopravvissuti al grande rogo (circa il 90% del patrimonio della biblioteca andò perduto) e alcune opere d’arte moderna, in attesa della realizzazione del nuovo Museo di arte contemporanea, Ars Aevi.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Vijećnica, il simbolo di Sarajevo

Ars Aevi

Ars Aevi è il museo di arte contemporanea ospitato provvisoriamente in un’ala del complesso di Skenderija lungo il fiume, costituito durante la guerra come resistenza di cultura. Ospita oltre 120 opere di noti artisti internazionali, tra cui Michelangelo Pistoletto. La sua storia è meravigliosa. All’inizio degli Anni ’90, mentre la città era sotto assedio, l’artista bosniaco Enver Hadžiomerspahić prese un’iniziativa che era parsa folle: realizzare un museo di arte contemporanea a Sarajevo. Dal 1993 in poi, Enver si è dedicato a raccogliere opere d’arte dei più grandi artisti contemporanei. Finalmente, grazie al sostegno dell’Italia, è iniziata la fase esecutiva del nuovo progetto, disegnato nel 1999 dall’architetto Renzo Piano, nominato nel ‘94 ambasciatore Unesco di buona volontà per l’architettura.

Ponti sul fiume Miljacka

Oltre al progetto, Piano – assieme ad altri partner italiani – ha finanziato la costruzione di uno dei 22 ponti sul fiume Miljacka vicino all’area dove è prevista la nascita della struttura museale che speriamo di vedere presto realizzata. Dopo il ponte disegnato da Gustave Eiffel, il Ponte Latino, che fu teatro dell’assassinio dell’erede al trono dell’Impero austro-ungarico Francesco Ferdinando, il ponte Festina Lente (che significa “Affrettati lentamente”), e il ponte di Vrbanja, dove morirono le prime vittime della guerra nel 1992, è il più fotografato di Sarajevo.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il luogo dell’assassinio di Francesco Ferdinando d’Austria

Inat Kuća

Proprio di fronte a Vijećnica, sull’altra sponda del fiume, c’è un piccolo edificio storico, uno dei pochi rimasti a Sarajevo, che ospita la trattoria Inat Kuća che serve cucina tradizionale bosniaca: ebbene, ai tempi dell’arrivo delle truppe austro-ungariche questo edificio si trovava sul lato opposto, ma poiché il proprietario si rifiutò di farlo abbattere per costruire il nuovo Municipio, venne trasferito mattone su mattone dove si trova ora.

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©Visit Sarajevo
Il Ponte Latino a Sarajevo

Il centro storico

Baščaršija è il centro storico di Sarajevo. In questo quartiere di stampo ottomano, tra vicoli, negozi di artigianato, bar dove si fuma la shisha (o narghilè) e si beve l’acqua di rose o il caffé (che non ha ulla a che fare con il nostro né con quello turco), ci troviamo nel cuore pulsante della città, nell’antico bazar, dove l’andirivieni dei cittadini che fanno acquisti e che si recano alla grande moschea si mischia al via vai dei turisti, sempre più numerosi. La strada principale che lo attraversa è via Kazandžiluk, e vi si affacciano i principali esercizi commerciali, tra cui anche negozi di design. E c’è anche la via più stretta della città, Ulica Ćulhan, dove a malapena passa una persona.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Tra i vicoli di Baščaršija, il centro storico di Sarajevo

Sebilj

Simbolo del quartiere che si erge in mezzo al leggero pendio della piazza di Baščaršija è la Sebilj, la tipica fontana ubicata nei pressi di una moschea, che, in questo caso, ha la forma esagonale ed è fatta di legno in quanto fu realizzata dall’amministrazione asburgica.

Moschea Gazi Husrev-beg

La moschea Gazi Husrev-beg che si può visitare (le donne devono ricordarsi di portare sempre dietro una pashmina per coprire il capo e, tutti, di indossare le calze) prende il nome da un importante governatore ottomano nonché il più grande benefattore di Sarajevo, vissuto a cavallo tra i ‘400 e il ‘500, che trasformò la città in un fiorente centro culturale. La moschea è stata la prima al mondo a dotarsi di illuminazione elettrica nel 1898. Questo capolavoro ottomano rappresenta il simbolo della ricca storia di Sarajevo, della sua resilienza e della diversità culturale, nonché un angolo di pace e silenzio nel caso del quartiere storico.

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Getty Images
La Sebilj, la tipica fontana musulmana nella piazza di Baščaršija

Torre dell’Orologio

A lui si deve anche la realizzazione della Torre dell’Orologio che si trova vicino alla moschea. Alta 30 metri, ha l’unico orologio lunare in Europa, secondo il quale la mezzanotte coincide con il tramonto a Sarajevo. Poiché la durata del giorno cambia quasi quotidianamente, l’orologio deve essere regolato manualmente in modo continuo, cosa che il muvekit fa una volta alla settimana salendo i 76 gradini di legno.

Museo di Gazi Husrev-beg

Dietro la moschea, in quella che era l’antica madrasa, la scuola islamica risalente al XVI secolo, si trova anche il Museo di Gazi Husrev-beg, aperto nel 2015 e dedicato alla conservazione e alla valorizzazione dell’eredità di Gazi Husrev-beg. La mostra permanente del museo offre uno spaccato della tradizione islamica dei bosgnacchi, con manufatti legati a diversi aspetti della vita quotidiana. La collezione comprende oltre 1.200 oggetti.

Sarajevo Meeting of Cultures

Da metà della lunga via Ferhadija, una linea chiamata Sarajevo Meeting of Cultures divide la città vecchia da quella moderna e segna la convergenza delle influenze orientali e occidentali di Sarajevo e la transizione tra gli stili architettonici ottomano e austro-ungarico. Oltrepassata questa riga, infatti, lo stile degli edifici cambia completamente ed è molto interessante vedere i due aspetti della città.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Sarajevo Meeting of Cultures

Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù

Ed è proprio oltre la linea, in una grande piazza che svetta la Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù conosciuta anche come Katedrala Srca Isusova che fu completata nel 1889. Al suo esterno si erge una scultura dedicata a Papa Wojtyla, che ricorda la storica visita di Papa Giovanni Paolo II a Sarajevo nell’aprile del 1997 portando un forte messaggio di pace e riconciliazione nella città reduce dalla guerra. Al suo interno ci sono spettacolari vetrate.

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123RF
La Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù

Galerija 11/07/95

Da non perdere nel quartiere è il piccolo ma super toccante museo Galerija 11/07/95, dedicato al genocidio di Srebrenica iniziato proprio in quella data.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Galerija 11/07/95, il museo dedicato al genocidio di Srebrenica

I luoghi della guerra

Impossibile visitare Sarajevo senza fare il tour dei luoghi legati alla guerra in Bosnia che si è svolta tra il ‘92 e il ’95, ma che ha avuto conseguenze ancora oggi ben visibili praticamente ovunque in città (tra i simboli ci sono le famose Rose di Sarajevo visibili sui marciapiedi di tutta la città). Per fare questo giro è consigliato vivamente di affidarsi a una guida specializzata perché ciò che non si vede con gli occhi lo si ascolta con il cuore… Vi racconterà di cosa è accaduto veramente, del tema di grande attualità dei safari di Sarajevo e vi mostrerà i luoghi più turistici ma anche quelli che pochi conoscono.

Sniper Alley

l primo dei luoghi da visitare è la tristemente celebre Sniper Alley (in lingua bosniaca Snaiper alea) o “viale dei cecchini” il cui nome vero è Ulica Zmaja od Bosne (Strada del dragone di Bosnia). Si tratta di un viale lungo 8 km che attraversa la città collegando la parte industriale con l’aeroporto e che veniva preso di mira dai cecchini serbi che si appostavano sulle alture o all’interno dei grattacieli (sulle cui facciate ancora oggi sono ben visibili i fori di pallottole) che si trovano tutt’attorno a Sarajevo. Ancora oggi sono in corso indagini perché i cecchini non erano solamente militari in guerra, ma anche civili provenienti da altri Paesi che pagavano per uccidere donne, bambini e chiunque transitasse lungo questo viale.

Tunnel della speranza

Proprio per riuscire a bypassare questo viale e poter attraversare la città, in quegli anni a Sarajevo furono realizzati dei tunnel sotterranei. Il più famoso e visitabile è il Tunnel of Hope (Tunnel della speranza o della salvezza) che passava al di sotto dell’area neutrale dell’aeroporto istituita dalle Nazioni Unite 8che comunque non era sicura al 100%). Il sito ospita anche una sala proiezioni che mostra i video di allora, di come venne costruito nel 1993 e di come veniva usato per far passare armi, ma anche viveri, animali e persone naturalmente. Il tunnel originale si estendeva per circa 800 metri di lunghezza ed era alto 1,60 m. e largo circa 80 cm.. Oggi lo hanno un po’ alzato, allargato e illuminato, almeno in un breve tratto, per consentire ai visitatori di percorrerne circa 200 metri e rendersi conto di cosa significasse attraversarlo. Ai tempi, c’erano degli adetti posizionati alle due estremità che davano il via onde evitare che troppe persone si incrociassero in uno spazio sotterraneo così angusto. Si tratta del luogo più visitato a Sarajevo. Il biglietto d’accesso si paga solo in contanti e in moneta locale che è il Marco della Bosnia-Erzegovina.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Dentro il Tunnel della speranza di Sarajevo

Cimitero ebraico

Tra i luoghi preferiti dai cecchini c’era il cimitero ebraico che si trova sulle alture della città, un posto che fa davvero venire i brividi e da dove in effetti si vede tutta la città dall’alto (si raggiunge in auto).

Holiday Inn Hotel

Un altro luogo simbolo della guerra è l’Holiday Inn Hotel che si trova nei pressi del Museo nazionale e della Sniper Alley. Questa struttura moderna dalla facciata gialla inconfondibile fu progettata dal celebre architetto bosniaco Ivan Straus e fu costruita per le Olimpiadi dell’84. Ha ospitato sportivi, personaggi illustri, politici e celebrity, ma è stata uno dei simboli della guerra in quanto era qui che alloggiavano tutti i giornalisti inviati dai media internazionali che hanno raccontato i fatti ed è ancora oggi un hotel dove si può soggiornare. Durante l’assedio, il corrispondente della BBC, Martin Bell, descrisse l’Holiday Inn come “ground zero”: solo nella primavera e nell’estate del 1992,la struttura fu colpita più di cento volte. Dopo la firma degli Accordi di pace di Dayton nel dicembre 1995, che posero fine alla guerra in Bosnia, l’hotel ospitò gran parte di quell’esercito di “internazionali” giunti a Sarajevo all’avvio della ricostruzione post-bellica.

Musei della guerra

Per chi volesse approfondire, ci sono tre musei che meritano di essere visitati: il primo è il Museo dei Crimini contro l’umanità e i Genocidi, il secondo è il War Childhood Museum e il terzo è il Museo Nazionale della Bosnia ed Erzegovina. I primi due sono nel quartiere Baščaršija a quattro minuti a piedi l’uno dall’altro, mentre il terzo si trova nei presi dell’Holiday Hotel. Sono estremamente toccanti e coinvolgenti (specie quello dedicato ai bambini) e riportano alcune scene molto crude che fanno effettivamente realizzare cosa può essere stato l’assedio di Sarajevo. Il Museo Nazionale fu fondato nel 1888 durante l’occupazione austro-ungarica ed è il museo più antico del Paese. I quattro padiglioni interni sono collegati da terrazze e ospita il giardino botanico.

Museo dei veterani

Infine, c’è posto che solo alcune guide conoscono, un museo privato accessibile solo dietro prenotazione ed è il Museo dei veterani. Nato come luogo d’incontro dei veterani della guerra in Bosnia, è diventato un museo di circa 300 metri quadrati che raccoglie all’incirca 300 memorabilia dei combattenti bosniaci e altrettante fotografie ma soprattutto le loro storie. Qui, infatti, si possono incontrare ex militari che raccontano ai visitatori della guerra e della situazione attuale della Bosnia Erzegovina. C’è anche una delle tante uscite del Tunnel della Speranza che si può ripercorrere e questo è un po’ più reale rispetto al museo aperto a tutti i visitatori.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Museo dei veterani di Sarajevo

Luoghi di svago

Girando per Sarajevo, dell’atmosfera della guerra tra la gente ormai non si respira più l’aria, almeno apparentemente. Qui l’ambiente è molto spensierato e lo si nota osservando la vita quotidiana, fatta di gente che prende tranquillamente il tram che percorre la Sniper Alley, che gira a piedi e in bicicletta, che frequenta caffè, ristoranti, trattorie e locali notturni.

Per entrare nel mood di Sarajevo, vi consigliamo di non perdervi alcuni luoghi che ricordano un po’ l’Europa degli Anni ’90. Tra i locali più celebri c’è il Caffe Tito vicino a Museo della storia. Tra pareti rosse e verdi, c’è un’esposizione di ogni sorta di materiale bellico, dai kalachnikov appesi alle pareti agli elmetti sul soffitto e usati come portalampade. Un piccolo museo dove non mancano un busto in bronzo del leader della Jugoslavia, Tito, e le sue foto incorniciate. Nel dehor si può stare seduti su una cassa per munizioni di mortaio, sorseggiando un boccale di birra Nektar.

Altro locale un po’ vintage ma che va molto tra i giovani di Sarajevo è il Kino Bosna, the place to be se vi trovate in città il lunedì sera. Un tempo era un cinema, ma sul palco si sono tenuti concerti e altri eventi. Oggi suonano musica bosniaca dal vivo. Per gli amanti degli spettacoli live, ci sono anche il Balkan Express dove sembra di entrare in un appartamento Anni ’60, con carta da parati alle pareti, boiserie e quadri, il Bosnian Cultural Center dove si tengono concerti e, infine, il Cafe RajvoSA, un locale super rustico molto local.

Se cercate qualche ristorante tipico, ce ne sono diversi in centro e nelle zone turistiche, ma gli abitanti di Sarajevo amano frequentare le trattorie che si nascondono tra le case private sulle colline, magari nei pressi della Fortezza Gialla, con una meravigliosa vista sulla città.

Un viaggio a Sarajevo dovrebbe rientrare nei programmi di gite scolastiche degli studenti italiani (come del resto quelli, per motivi diversi, ma legati alla stessa fase storica, ad Auschwitz e a Norimberga). Dovrebbero andarci le famiglie, la Gen Z, ma anche i Millennial che, pur essendo cresciuti negli stessi anni della guerra in Bosnia ed Erzegovina, non hanno idea di cosa succedesse in quel Paese mentre loro pensavano a vestirsi come i Paninari. Ma c’è un altro motivo più pratico per andare a Sarajevo: è stata eletta la città più low cost d’Europa del 2026.

Dal fusillo alla trota, dal Sangiovese alla grigliata, le sagre e gli eventi del weekend del 10 – 12 luglio 2026 in Italia

10 juillet 2026 à 13:30

Il secondo weekend di luglio si prospetta ricco di eventi enogastronomici e non solo (ma dove c’è sempre qualcosa da mettere sotto i denti!).

Feste in famiglia, sagre tradizionali, vini e prodotti regionali attirano centinaia di visitatori là dove neppure si pensava di andare. Abbiamo scovato alcuni eventi davvero unici e interessanti che allieteranno il fine settimana che va dal 10 al 12 luglio 2026.

Sentiero Gourmet a Livigno (SO)

Il 10 luglio 2026 torna a Livigno il Sentiero Gourmet, uno degli appuntamenti più attesi della stagione estiva, pensato per chi desidera scoprire la montagna attraverso un’esperienza immersiva che intreccia natura, cammino e alta cucina alpina. Una giornata nello scenario della Valle del Vago, dove un percorso di circa 5 km si snoda tra pascoli e paesaggi d’alta quota, trasformandosi in un itinerario multisensoriale. Lungo il cammino, i partecipanti saranno accompagnati da sette tappe gourmet – una in più rispetto alle precedenti edizioni – in un viaggio che conduce dall’antipasto al dessert, per concludersi con caffè e distillati, accompagnando ogni proposta gastronomica con una selezione di vini dedicata. Il format mantiene la sua identità, fedele a un racconto gastronomico costruito attorno ai sapori del territorio, ma quest’anno si arricchisce con il tema dei cinque sensi e con una nuova tappa interamente dedicata ai formaggi, ulteriore espressione della cultura e della tradizione locale.

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Ufficio stampa
Tappa lungo il Sentiero Gourmet a Livigno

Sagra del Fusillo co’ Ciurillo a San Potito Ultra (AV)

Torna il 10-11 luglio 2026 in provincia di Avellino la Sagra del Fusillo co’ Ciurillo ormai arrivata alla sua XVI° edizione. Una tra le prime a svolgersi sul territorio che apre la stagione delle sagre estive con i suoi sapori e le sue tradizioni. Il paese si colorerà di luci, voci e persone, ma soprattutto di buon cibo accompagnato da buona musica e ottimo vino. A partire dalle 19, sarà possibile raggiungere la sagra per gustare gli ottimi piatti e il famoso cuoppo di ciurilli, nel menu della sagra sarà possibile trovare la tradizionale brace di maiale, fusilli con ragù, il caciocavallo ‘mpiccato, vino paesano e dolci della tradizione popolare fatti dalle massaie del paese.

Calici – Gusto è Cultura ad Agliè (TO)

Torna sabato 11 luglio 2026 in piazza Castello ad Agliè “Calici – Gusto è Cultura”, uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi dell’estate canavesana. Giunta all’11^ edizione, la manifestazione riunirà 90 produttori vitivinicoli e 18 protagonisti dell’eccellenza gastronomica piemontese fra Maestri del Gusto Slow Food, chef e artigiani del settore agroalimentare, in una serata dedicata alla valorizzazione del territorio attraverso vino, cultura e spettacolo. Durante l’evento anche l’eccellenza del riso vercellese, proposte gastronomiche a km 0, degustazioni didattiche gratuite dei migliori oli EVO piemontesi, liquori, distillati, vermouth artigianali territoriali, la birra artigianale e uno stand di mixology canavesano. In piazza Mautino, a pochi passi da piazza Castello, sarà allestita la Piazzetta dei Primi con risotti e paste fresche. La serata sarà animata da spettacoli dal vivo e concerti.

Borgate in Festa a Sappada (UD)

Torna a Sappada Borgate in Festa – Heivilanfescht. L’appuntamento è dal 10 al 12 luglio con eventi dedicati a cultura, natura, gastronomia e tradizioni. Il cuore della festa sarà Sappada Vecchia, in particolare le borgate Hoffe, Fontana e Kratten. Si comincerà già la mattina di venerdì 10 luglio con dimostrazioni di artigianato. A partire dalle 17, l’apertura degli stand gastronomici e poi dj set sotto il tendone. Il weekend prevede presentazioni di libri e del Carnevale Sappadino, workshop e laboratori. Spazio alla musica con diversi gruppi che si esibiranno in maniera itinerante e ai bambini che potranno divertirsi e imparare all’“Ortoteatro”. Per tutta il tempo funzioneranno gli stand gastronomici e i mercatini.

La Trota e il Verdicchio a Sefro (MC)

L’11 e 12 luglio torna in provincia di Macerata “La Trota e il Verdicchio”, che trasforma il pesce d’acqua dolce in simbolo contemporaneo di gusto, benessere e rinascita. L’appuntamento fa di Sefro una vera capitale del gusto d’Appennino e, anno dopo anno, interpreta il territorio non soltanto come scenario, ma come esperienza viva, contemporanea e rigenerante. Un evento che mette al centro la trota, prodotto identitario per eccellenza, e il Verdicchio di Matelica, simbolo di convivialità e racconto enologico marchigiano, intrecciando sapori, paesaggio, relazioni e nuove visioni di territorio. Il weekend inizia sabato con “Sorgenti d’eccellenza”, una cena immersiva affidata alla conduzione di Justine Mattera, mentre domenica parte con un’esperienza di forest bathing e la sera torna l’Aperitrota, con dj e sapori tipici, con la trota come regina indiscussa.

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Ufficio stampa
La Trota e il Verdicchio a Sefro

Le notti del vino a Fregona (TV)

Sabato 11 luglio, dalle 18 alle 24, nel celebre sito naturalistico di Fregona si svolge l’evento Le notti del vino promosso dall’associazione nazionale Città del vino con degustazioni di 20 vini – bianchi, rossi e passiti, tra questi anche il Torchiato di Fregona e il Boschera igt – in abbinamento a prodotti locali, nella suggestiva cornice del parco delle Grotte del Caglieron in località Breda. Sarà possibile visitare le grotte al calare del sole, ascoltare musica e, per una sera, il cielo entrerà nelle grotte con proiezioni delle immagini di pianeti, stelle e galassie in diretta dall’Osservatorio astronomico di Piadera.

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Ufficio stampa
Le Grotte del Caglieron Fregona

Valsassina Country Festival a Barzio (LC)

All’ombra delle Grigne, il 10-11-12 luglio si svolge l’undicesima edizione del Valsassina Country Festival, che trasforma il Comune di Barzio in un’indomita frontiera stile Far West. L’evento è divenuto punto di riferimento per la cultura equestre e rurale ospitando un programma che prevede dimostrazioni di sheepdog, lezioni di roping, lavoro in mandria, competizioni di Gimkana Western, musica e danze country, cavalli e pony per i bambini e non mancherà l’offerta gastronomica con piatti dai sapori, gusti e profumi tipici delle praterie, con un’enfasi particolare sulle rinomate specialità alla griglia. Madrina del festival e ambasciatrice europea della scuola di Buck Brannaman è Natalia Estrada.

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@Giuseppe Catalano
Il Valsassina Country Festival a Barzio

Sagra del Sangiovese a Villa Verucchio (RN)

Sabato 11 e domenica 12 luglio nello stadio di Villa Verucchio torna il classico appuntamento con la Sagra del Sangiovese organizzata dall’ASD Verucchio 1957 con il patrocinio del Comune di Verucchio. Buon vino, buona musica e divertimento per tutti. La storica manifestazione offre percorsi di degustazione del celebre vino romagnolo, musica dal vivo e piatti della tradizione. La festa apre sabato a partire dalle 17.30 con torneo di calcio, stand gastronomici, concerto e spazio bimbi, stesso orario per la domenica, che prevede la Mini Olimpiade della Sagra e tanti giochi per bambini e per famiglie oltre allo street food e alla musica.

Giornate dello Yogurt a Vipiteno (BZ)

Proseguono gli eventi delle Giornate dello Yogurt – Yogurtsummer, l’appuntamento estivo dedicato a uno dei prodotti simbolo dell’Alto Adige (fino all’11 settembre). Un calendario di appuntamenti tra degustazioni, pic-nic in quota, yoga in malga, visite guidate e appuntamenti per famiglie pensato per raccontare lo yogurt di Vipiteno attraverso esperienze immersive tra gusto e natura. Il 10 luglio è il momento della festa dedicata alle famiglie, un’occasione per scoprire la produzione degli Yogurt Vipiteno attraverso una visita guidata gratuita, accompagnata da cibo, bevande, giochi e attività per grandi e piccoli.

I Gamelui in Festa a Malesco (VCO)

Dal 10 al 12 luglio 2026 tornano I Gamelui in Festa, tre giornate di festa nella splendida Pineta Loana di Malesco, nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola, con un ricco programma pensato per grandi e piccoli: ottimo cibo, musica, intrattenimento e tanto divertimento in compagnia. La festa prende il via venerdì a partire dalle ore 17 e poi stuzzichini e grigliata accompagnati da musica e dj set. sabato e domenica l’appuntamento è a partire dalle 10 con grigliate, polenta e molto altro, dal raduno di auto storiche agli apertivi fino alla cena del sabato sera.

In Romagna l’estate è a ritmo di musica: torna la Notte Rosa più bella d’Italia

19 juin 2026 à 14:00

In Romagna l’estate si accende a ritmo di musica con il ritorno della Notte Rosa, il grande appuntamento che dal 19 al 21 giugno 2026 trasforma la Riviera in un unico palcoscenico a cielo aperto. Per tre giorni la costa e l’entroterra dell’Emilia-Romagna, da Comacchio a Cattolica, si colorano di rosa con quasi 150 eventi distribuiti in 40 Comuni.

Concerti, dj set, spettacoli, cultura, sport e intrattenimento rendono il weekend il simbolo dell’avvio dell’estate italiana. Il claim “HIT’S SUMMER” racconta l’anima anche dell’edizione 2026: la musica come filo conduttore e linguaggio universale capace di unire spiagge, borghi e piazze in un’unica grande festa condivisa.

19 giugno: la prima notte della festa

Venerdì 19 giugno la Romagna inaugura il weekend della Notte Rosa con una lunga serie di eventi diffusi. A Rimini il Parco Fellini ospita l’RDS Summer Festival, mentre a Riccione RTL 102.5 porta sul palco grandi nomi della musica italiana come J-Ax.

A Cattolica il concert show di Jerry Calà anima Piazza Primo Maggio, trasformando il centro cittadino in una pista a cielo aperto. Anche Misano Adriatico e Bellaria-Igea Marina propongono musica e intrattenimento tra dj set, spettacoli e momenti dedicati alle tradizioni locali. È il primo assaggio di una festa che coinvolgerà tutta la Romagna e che a mezzanotte accenderà il cielo di rosa con lo spettacolo dei fuochi d’artificio.

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Ufficio Stampa
La Notte Rosa a Rimini

20 giugno: il cuore della Notte Rosa tra musica e spettacoli

Sabato 20 giugno la Notte Rosa propone un calendario di appuntamenti ancora più ricco lungo tutta la Riviera. A Rimini torna l’RDS Summer Festival con i grandi protagonisti della musica italiana come Achille Lauro, mentre a Riccione lo spettacolo “Magia in Movimento” celebra la danza internazionale.

A Cattolica il Radio Gamma DJ Party festeggia 50 anni di musica, mentre a Bellaria-Igea Marina le piazze si trasformano in dance floor a cielo aperto. A Cesenatico arriva Dargen D’Amico con un live molto atteso, mentre Ferrara ospita il dj set di Paul Kalkbrenner e importanti appuntamenti culturali tra mostre e aperture serali. Una giornata che unisce generi e pubblici diversi, tra musica live, spettacoli e grandi eventi diffusi.

21 giugno: il solstizio d’estate tra tradizione e grandi eventi

Domenica 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, la Notte Rosa si chiude con un programma che unisce spettacolo e tradizione. A Bellaria-Igea Marina lo show delle Frecce Tricolori illumina il cielo della Riviera, mentre a Rimini la Liscio Street Parade celebra la musica popolare romagnola.

A Cesenatico il concerto all’alba e gli eventi serali chiudono il weekend, mentre a Ferrara l’Italian Gospel Choir e le visite al Castello Estense offrono cultura e musica. Spazio anche a Cervia con la Festa della Musica e a Bertinoro con il jazz festival, in una giornata che celebra il solstizio in tutta la Romagna.

Eventi collaterali e iniziative diffuse

La Notte Rosa si estende anche oltre il weekend principale con un ricco calendario di appuntamenti collaterali. Dal 18 giugno le anteprime animano i borghi e le città, mentre le famiglie, durante tutto l’evento, potranno scegliere tra carnevali in rosa, spettacoli e attività dedicate ai bambini.

I parchi tematici della Riviera partecipano con eventi speciali, insieme a iniziative sportive e di benessere come yoga, camminate all’alba ed escursioni. Non mancano le suggestive Albe in Rosa, che trasformano il sorgere del sole in un’esperienza musicale unica sul mare Adriatico.

Per il programma completo con eventi, luoghi e orari, consultare il sito ufficiale de La Notte Rosa.

La Notte Rosa è family friendly
Ufficio Stampa
Eventi per bambini a La Notte Rosa

Dua Lipa e Callum Turner festeggiano il matrimonio a Bagheria, nel palazzo del Gattopardo

Par : elenausai10
5 juin 2026 à 10:15

Che siate consumatori seriali di pop culture o semplici osservatori distaccati, ci sono eventi mediatici semplicemente impossibili da ignorare. L’ultimo, destinato a inondare i nostri feed di scatti patinati e invidie planetarie, è senza dubbio il matrimonio dell’anno. La popstar Dua Lipa e l’attore Callum Turner stanno per scambiarsi i voti in una tre giorni blindatissima, dal 5 al 7 giugno, che trasformerà la Sicilia nell’epicentro del glamour internazionale.

Se il quartier generale dei festeggiamenti è stato allestito a Villa Igiea, iconica gemma liberty della dinastia Florio, il sì più atteso risuonerà tra le mura monumentali di Villa Valguarnera a Palermo. Questa sfarzosa residenza settecentesca non è nuova a riflettori così prestigiosi: la sua scenografica architettura barocca custodisce storie di nobiltà e grande cinema, unendo il fascino del passato all’esclusività del jet set contemporaneo.

Il fascino di Villa Valguarnera: da specchio del Settecento a set del matrimonio dell’anno

Dopo il sì civile celebrato a Londra il 31 maggio, i tre giorni che attendono Dua Lipa, Callum Turner e i loro oltre trecento ospiti, tra cui si sussurrano i nomi di Elton John e Donatella Versace, non potevano trovare una cornice più teatrale. Villa Valguarnera a Palermo non è semplicemente un gioiello del Barocco siciliano, ma un trionfo di prospettive audaci e cortili monumentali nato nel 1712 da un’antica promessa d’amore e dall’estro dell’architetto Tomaso Maria Napoli.

Ma dietro i fasti nobiliari della dinastia Alliata e quel disegno architettonico che dall’alto ricorda una chiave esoterica, la villa possiede una naturale attitudine a rubare la scena, ampiamente dimostrata dal suo legame viscerale con la cultura pop. Immortalata da Dacia Maraini nel romanzo Bagheria, la dimora è da decenni il set preferito del grande cinema e della moda internazionale.

Se Giuseppe Tornatore vi ha diretto Sophia Loren per uno spot di Dolce&Gabbana, le sue sale barocche hanno recentemente ospitato le riprese della serie Netflix Il Gattopardo, oltre a pellicole firmate da Ferzan Özpetek (La dea fortuna) e Valeria Golino (L’arte della gioia).

Una vocazione romantica ed esclusiva che aveva già ammaliato la top model Mariacarla Boscono per le sue nozze e che oggi si prepara a consacrare il matrimonio più atteso dell’anno.

Perché i matrimoni dei super-vip si celebrano in Sicilia

C’è una Sicilia prima e una dopo The White Lotus. Se un tempo l’isola era la meta prediletta di viaggiatori solitari a caccia di un Mediterraneo intimo, oggi è diventata l’oggetto del desiderio globale. Il Washington Post lo ha codificato chiaramente come “White Lotus Effect”, quel fenomeno magnetico che ha inserito stabilmente la regione nei radar del turismo americano di fascia alta.

In particolare, la Sicilia è diventata la terra d’elezione per coppie che cercano una solennità teatrale, ma non artificiale: prima di Dua Lipa, innamorata di Palermo, le storiche tonnare e le dimore barocche dell’isola hanno incantato star del calibro di Charli XCX, convolata a nozze alla Tonnara di Scopello tra fiumi di spritz, e il frontman dei Radiohead Thom Yorke, che scelse proprio Villa Valguarnera.

A fare la differenza rispetto a classici intramontabili come il Lago di Como o la Toscana è l’incredibile varietà scenografica e una straordinaria flessibilità: qui i wedding planner internazionali trovano calore umano, nessuna restrizione rigida sugli orari della musica e una privacy totale garantita dalle proprietà più remote nell’entroterra.

Viaggiate slow in tutta Italia: tre giorni di tappe imperdibili spostandosi solo in treno

Par : elenausai10
21 mai 2026 à 11:00

Il viaggio in treno, ormai da qualche anno, sta vivendo un momento d’oro sia per chi vuole viaggiare slow che in modo più sostenibile. Anche l’Italia è tra le mete europee perfette da scoprire in treno grazie a una rete ferroviaria capillare e accessibile, che permette di raggiungere mare, montagna, borghi, siti archeologici e laghi senza fretta, e alla nuova offerta lanciata da Trenitalia per l’estate 2026.

La compagnia invita i viaggiatori a scoprire le meraviglie del Paese con il biglietto “Italia in Tour”. Per viaggi illimitati di 3 giorni costa 35 euro (mentre la formula da 5 giorni è proposta a 59 euro) e permette di salire sulla seconda classe dei treni regionali, per più giorni consecutivi, con un solo biglietto.

Sono esclusi dalla promozione i servizi di altre imprese ferroviarie e i treni sulla tratta Trento-Bassano del Grappa e nell’ambito del territorio della Lombardia e del Parco nazionale delle Cinque Terre, delimitato dalle stazioni di Levanto e La Spezia Centrale e comprendente le stazioni di Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.

Un’occasione imperdibile per pianificare un fine settimana lungo tra mare, montagna e cultura. Dove andare? Ecco alcune delle tratte coinvolte dall’offerta!

In treno tra la Campania e la Basilicata

Con l’offerta di Trenitalia, il vostro viaggio di cinque giorni potrebbe cominciare a Napoli, tra Piazza del Plebiscito e i vicoli di San Gregorio Armeno. Il secondo giorno ci si sposta verso sud lungo la linea costiera: tappa obbligata agli scavi archeologici di Pompei, per poi respirare il profumo di limoni a Vietri sul Mare. Il terzo giorno è dedicato alle meraviglie del Cilento, tra i templi di Paestum e il borgo di Agropoli, prima di sconfinare per un finale indimenticabile a Maratea, la splendida perla della Basilicata affacciata sul Tirreno.

Viaggio tra Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia

Partendo dall’hub ferroviario di Bologna, il regionale taglia verso nord per raggiungere Padova e gli spettacolari affreschi di Giotto. Poco dopo, l’emozione è unica quando si scende direttamente sul Canal Grande alla stazione di Venezia Santa Lucia. Da qui il viaggio potrebbe continuare toccando le eleganti città d’arte venete, dalle architetture del Palladio a Vicenza fino a Verona. Avendo più giorni a disposizione, la linea si estende a est verso il Friuli-Venezia Giulia: dall’elegante Trieste, intrisa di fascino letterario, fino al castello di Gorizia, prima di rientrare passando per i canali di Treviso.

Il treno tra Calabria e Sicilia

Questo itinerario, invece, parte da Lamezia Terme e si snoda lungo la costa calabrese, toccando le splendide terrazze sul mare di Tropea prima di scendere a Reggio Calabria per ammirare i celebri Bronzi di Riace. Attraversato lo stretto in nave, Messina dà il benvenuto in Sicilia con il suo duomo normanno. Da qui, la ferrovia costeggia il mare verso Taormina e il suo spettacolare Teatro Antico, proseguendo poi fino a Catania, dominata dall’Etna e dall’iconica Fontana dell’Elefante.

Per chi, invece, preferisce scoprire altre parti dell’isola, una volta arrivati in Sicilia potreste continuare il viaggio verso sud tra i palazzi signorili e il mare cristallino dell’isola di Ortigia, a Siracusa, o raggiungere l’energia vibrante di Palermo, scrigno di tesori come il Palazzo dei Normanni.

Dove andare per il ponte del 2 giugno in Europa e Italia, tra borghi e nuove rotte low cost

20 mai 2026 à 17:00

Il ponte del 2 giugno è uno di quei momenti dell’anno in cui il viaggio diventa quasi una necessità emotiva più che logistica: siamo vicini all’estate e tutti vogliono già farne un assaggio, magari con i primi bagni in spiaggia e staccare la spina dalle giornate quotidiane di lavoro. Ed in effetti, bastano pochi giorni per staccare davvero, a patto di scegliere bene la destinazione: non troppo lontana, facile da raggiungere, ma soprattutto capace di sorprendere, insomma, non “la solita”.

Il 2026 aggiunge un elemento interessante a proposito, ovvero nuove rotte aeree dall’Italia che stanno rendendo accessibili città europee meno scontate, mentre in Italia tornano festival, riti e aperture speciali nei borghi. Il risultato è un mix perfetto tra micro-avventure e city break intelligenti, dove anche tre giorni possono sembrare una fuga lunga. Ecco 8 idee selezionate per un ponte breve, ma che si prospetta decisamente memorabile.

Dove andare in Italia

Marostica, Veneto

Tra le destinazioni più scenografiche per il ponte del 2 giugno c’è Marostica, piccolo gioiello murato dove il tempo sembra rallentare, in provincia di Vicenza, ai piedi delle Prealpi. Qui tutto ruota attorno a un centro storico perfettamente conservato (con la sua suggestiva Piazza degli Scacchi), dominato dalle celebri mura scaligere che collegano la parte alta e bassa del borgo. In questo periodo la città si anima con la storica Festa delle Ciliegie, che trasforma piazze e vie in un percorso diffuso fatto di degustazioni, mercatini agricoli e profumi che arrivano direttamente dalle colline circostanti.

Marostica
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L’enorme scacchiera di Marostica nel centro storico

Il bello di Marostica è proprio la sua dimensione “umana”: si cammina senza fretta tra torri, logge e portici, con la possibilità di fermarsi in piccole osterie dove la cucina veneta è ancora profondamente legata alla tradizione.

Santa Maria di Castellabate, Campania

Se state cercando una gita fuori porta per il 2 giugno in Italia, nel cuore del Cilento, Santa Maria di Castellabate rappresenta una delle ultime Italie marine ancora autentiche. Qui il ponte del 2 giugno coincide con la Festa del Pescato di Paranza: il lungomare si riempie di stand, il profumo del fritto arriva fino alla spiaggia e il ritmo è quello lento dei borghi costieri che vivono ancora fuori dalle logiche del turismo di massa.

Santa Maria di Castellabate, Cilento
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Un angolo di Santa Maria di Castellabate

Le giornate iniziano già a sembrare estive, ma l’atmosfera resta rilassata. Poco distante, il borgo storico di Castellabate domina la costa dall’alto, donando al viaggiatore uno dei panorami più stupefacenti del Cilento.

Volterra, Toscana

In Toscana, Volterra diventa ancora più affascinante durante il ponte grazie alle rievocazioni storiche e alle atmosfere medievali che animano il centro. Il Palio del Cero porta cortei, bandiere e tradizioni antiche nelle strade in pietra, trasformando la città in un vero viaggio nel tempo. Ma Volterra non è solo evento, bensì è un intreccio di epoche, tra tracce etrusche, architettura medievale e panorami aperti sulle colline toscane. Un luogo, insomma, in cui ancora oggi oni angolo sembra costruito per rallentare il passo e stupire il viaggiatore.

dove andare il 1 maggio in Italia: Toscana
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Toscana, skyline della città di Volterra, chiesa e vista panoramica

Dove andare in Europa

Limoges, Francia

Tra le novità più interessanti del 2026 c’è il nuovo collegamento diretto dall’Italia verso Limoges, che apre a una Francia completamente diversa da quella più turistica, un ottimo motivo per scoprire l’Europa nel ponte del 2 giugno. Conosciuta storicamente per la porcellana, la città conserva un centro medievale fatto di vicoli, case a graticcio e piazze tranquille dove il tempo sembra scorrere più lentamente.

Cattedrale di Limoges, Francia
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Vista della Cattedrale di Limoges

Ma il vero valore aggiunto è tutto ciò che la circonda: campagne verdi, piccoli villaggi in pietra, laghi e paesaggi rurali ancora autentici. È una Francia più silenziosa, dal fascino si potrebbe dire “letterario”, perfetta per chi cerca un viaggio rilassante e non frenetico, lontano dalle rotte più gettonate.

Aalborg, Danimarca

Grazie ai nuovi collegamenti aerei dall’Italia, anche Aalborg entra tra le mete possibili per un ponte breve. Città danese dal carattere contemporaneo, si sviluppa lungo il fiordo e combina architettura moderna, spazi industriali riqualificati e una scena culturale molto attiva.

Aalborg, Danimarca
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Aalborg, Danimarca

Il centro è compatto e si gira facilmente in bicicletta, tra musei, street art e locali affacciati sull’acqua. A pochi minuti dalla città si apre un paesaggio completamente diverso: spiagge nordiche, dune e natura essenziale, quasi minimalista. È la meta ideale, quindi, per chi vuole “staccare la spina” senza andare troppo lontano.

Mete low cost

Danzica, Polonia

Sempre più raggiungibile e soprattutto low cost, grazie anche ai collegamenti aerei dall’Italia verso la Polonia, Danzica è una delle sorprese più interessanti del momento. Affacciata sul Mar Baltico, ha un centro storico ricostruito con una cura quasi teatrale: facciate color pastello, palazzi mercantili, canali e una lunga promenade sul porto. Ma l’anima più affascinante è quella industriale e creativa, che si respira nei vecchi cantieri navali oggi trasformati in spazi culturali, birrerie artigianali e locali contemporanei.

Vista panoramica sulla città di Danzica
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Vista panoramica sulla città di Danzica

A giugno poi, la luce cambia completamente la percezione della città: tramonti tardivi, aria fresca e un’atmosfera sospesa tra nord Europa e storia marittima. Danzica oggi è per chi la scopre una di quelle destinazioni che sorprendono semplicemente perché non ci si aspetta di trovarle così complete.

Breslavia, Polonia

Sempre più presente nei nuovi collegamenti europei, Breslavia è una delle città più sorprendenti dell’Est Europa. Attraversata dal fiume Oder e da decine di ponti e isolotti, ha un centro storico che sembra disegnato per essere esplorato a piedi. Le piazze sono colorate, i palazzi hanno un’anima mitteleuropea e l’atmosfera è giovane, grazie anche alla forte presenza universitaria.

centro storico di Breslavia, Polonia
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Piazza del mercato a Breslavia, Polonia

Il dettaglio che la rende unica è quasi “giocoso”: oltre 800 piccoli gnomi in bronzo nascosti in ogni angolo della città. Trovarli diventa una specie di caccia al tesoro urbana che cambia completamente il ritmo della visita, particolare soprattutto per i bambini.

Lubiana, Slovenia

Piccola, elegante e attraversabile interamente a piedi, Lubiana è una delle capitali europee più adatta a un ponte breve. Il centro storico si sviluppa lungo il fiume Ljubljanica, tra ponti suggestivi, caffè all’aperto e una vivibilità quasi “da città ideale”.

Dove andare in Europa a febbraio
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Panorama di Lubiana, Slovenia

L’atmosfera è rilassata, mai caotica, con una forte presenza di verde e spazi pubblici curati. In pochi minuti si passa dal centro alla natura: parchi, sentieri e laghi facilmente raggiungibili rendono il viaggio ancora più completo, adatto a tutta la famiglia e persino pet-friendly.

Cosa fare a Bolzano in tre giorni: i luoghi insoliti da visitare, secondo noi

13 mai 2026 à 14:46

Tra le più belle esperienze da fare in Italia c’è un weekend a Bolzano. Il capoluogo altoatesino merita assolutamente un viaggio. In coppia, in famiglia, da soli, questa città è perfetta per chiunque. Pratica da raggiungere, facile da girare a piedi o in bicicletta (qui ce l’hanno tutti e sono anche molto diligenti) o con pochi mezzi pubblici, vivacissima, con tantissime attrattive, alcune decisamente insolite.

Molti avranno visitato Bolzano in occasione dei mercatini di Natale e avranno fatto tappa nel Duomo di Santa Maria Assunta (che ricorda un po’ lo Stephansdom di Vienna), in piazza Walther e al Museo Archeologico (che un tempo ospitava la Banca d’Italia), meglio conosciuto come Museo di Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio, una mummia di 5.300 anni.

Ma se cercate qualche esperienza insolita da fare a Bolzano, ecco alcuni luoghi meno turistici che vale assolutamente la pena visitare per entrare nel mood altoatesino che è quello di essere tradizionale, ma anche molto innovativo. A Bolzano, infatti, troverete le stube dove servono i canederli, ma anche tanti locali gourmet dove provare piatti fusion; i negozi che vendono i dirndl – gli abiti tradizionali delle donne altoatesine – ma anche golfini di alpaca fluo; statuine di legno intagliate, ma anche oggetti d’arredamento di design nordico. Insomma, se pensate che Bolzano sia una città classica, vi dovrete ricredere.

Primo giorno

Quando arrivate, ambientatevi restando nella zona del centro storico di Bolzano, che si può percorrere tranquillamente a piedi. Con calma, andate a visitare due dei luoghi più originali della città.

WaltherPark

Se arrivate a Bolzano in treno, dovete per forza attraversare il nuovo quartiere sorto di fronte alla stazione e che la collega con il centro storico, il WaltherPark, progettato dal pluripremiato architetto britannico David Chipperfield (lo stesso del MUDEC di Milano, giusto per citare uno dei tantissimi edifici da lui progettati), che si distingue per le linee essenziali e una visione che dialoga con il contesto alpino in cui è sorto. Un parco minimalista di 16mila metri quadrati pedonali con edifici in vetro e calcestruzzo da cui è possibile ammirare il Catinaccio e le montagne che circondano Bolzano.

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@Lorenzo Bartoli per Saint-Gobain Italia
Il nuovo quartiere di WaltherPark di Bolzano progettato da David Chipperfield

All’interno, ospita un moderno centro commerciale, l’hotel del gruppo altoatesino Falkensteiner, ristoranti, food hall e il rooftop bar Mochi Sushi.Grill.Rooftop Bar, il primo indirizzo in Italia del celebre brand viennese, uffici, appartamenti, un parco giochi per bambini oltre a un garage interrato e al grande parcheggio che può ospitare fino a 1200 biciclette.

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@Falkensteiner Hotels & Residences
Vista sul Duomo di Bolzano dal rooftop del Mochi Sushi.Grill

Museion

È uno dei luoghi più inaspettati di Bolzano. Si tratta del Museo di arte moderna e contemporanea e, proprio nel 2026, compie cinquant’anni. Fondato nel 1985, dal 2008 ha cambiato sede e attualmente è in un edificio a forma di cubo di cristallo progettato dallo studio di architettura berlinese KSV Krüger Schuberth Vandreike. Le facciate di vetro guardano verso la città e mettono in comunicazione il centro storico con la parte più nuova di Bolzano.

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Getty Images
Il Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano

Di sera, fungono da superfici per la proiezione di opere d’arte. Il Museion ospita due mostre internazionali all’anno. Il piano terreno, chiamato “Passage”, progettato dal designer altoatesino Martino Gamper, è a ingresso gratuito ed è aperto a tutti, spesso vengono organizzati eventi, festival e concerti. Dell’edificio avveniristico fanno parte anche i due ponti curvi esterni che passano sopra il fiume Talvera e che collegano il Museion alla città attraverso la pista ciclopedonale.

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Courtesy Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano
Lo scenografico Museion quando viene illuminato la sera

Secondo giorno

Il secondo giorno potete esplorare le zone meno centrali di Bolzano e spingervi verso le periferie Nord e Sud cittadine, alla scoperta di alcune chicche decisamente inaspettate.

Fondazione Antonio Dalle Nogare

Avete presente gli edifici progettati dall’architetto statunitense Frank Lloyd Wright che si integrano perfettamente con l’ambiente in cui vengono realizzati? Ebbene, l’edificio che ospita la Fondazione Antonio Dalle Nogare è il “Fallingwater italiano”. Ci troviamo sulle alture di Bolzano, a 15 minuti di bicicletta da piazza Walther in direzione Nord. Si tratta di una casa-museo fatta in calcestruzzo e, in parte, scavata nella montagna. Ospita la collezione privata di un imprenditore altoatesino che, a un certo punto, ha deciso di aprire le gigantesche – letteralmente – porte della propria abitazione al pubblico per condividere le opere di arte contemporanea di sua proprietà con tutti.

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Ufficio stampa
La Fondazione Antonio Dalle Nogare sulle alture di Bolzano

Al centro della collezione privata si trova la passione per l’arte concettuale e minimal di Antonio Dalle Nogare, con opere dei Maestri della seconda metà del XX secolo. Si svolgono anche mostre temporanee. Si accede solo nel weekend su prenotazione con una visita guidata. La posizione geografica, il particolare contesto naturale uniti alla scelta dei materiali e all’intervento di artisti internazionali, lo rendono un luogo unico. C’è anche una piccola terrazza da cui godere della vista su Bolzano e di Castel Roncolo, il castello di Bolzano.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Una delle sale della Fondazione Antonio Dalle Nogare

NOI Tech Park

È la Silicon Valley dell’Alto Adige, il parco tecnologico NOI Tech Park, un hub dove lavoro e ricerca si concentrano sull’innovazione tecnologica nei settori in cui la regione eccelle. Nato per supportare le aziende del territorio a fare innovazione, è stato aperto nel 2017 e nel 2024 è stato ampliato con il padiglione di ingegneria dell’università di Bolzano. L’edificio originale era una fabbrica di alluminio e ne è stato fatto un ingegnoso recupero industriale.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il NOI Tech Park di Bolzano

All’interno, ospita aziende, startup, spazi di coworking – anche gratuiti, da sfruttare sicuramente se si è di passaggio e si desidera fare smart working – e 70 laboratori dove vengono eseguiti diversi tipi di test, dall’ambito food, green, digital fino all’AI. Se gli spazi interni sono accessibili solo agli addetti ai lavori, tutti possono partecipare agli eventi che vengono organizzati d’estate e che coinvolgono tutta la città o nei weekend, quando ci sono i laboratori gratuiti per bambini. Raggiungerlo è facile: si trova a un quarto d’ora di bicicletta da piazza Walther, in direzione Sud, verso l’aeroporto di Bolzano, ma ci sono anche gli autobus e una fermata del treno (Bolzano Sud).

Terzo giorno

Se visitate Bolzano nel weekend, spesso il terzo giorno del vostro soggiorno cadrà di domenica. Tuttavia, non temete di trovare tutto chiuso, al contrario, ormai anche qui musei, negozi, bar e ristoranti sono sempre aperti. Compreso il Duomo che, proprio la domenica, è aperto fino alle 20.

Potete quindi trastullarvi tra le bancarelle del mercato di piazza Erbe sedendovi in uno dei tanti locali per un aperitivo a base di Hugo, un cocktail inventato in Alto Adige a base di Prosecco, sciroppo di fiori di sambuco, seltz e foglie di menta, Schüttelbrot (il pane indurito tipico dei masi altoatesini) e speck; passeggiare tra le vie storiche come via dei Portici (Laubengasse) che collega la piazza delle Erbe (Obstplatz) alla piazza del Municipio (Rathausplatz) facendo qualche tappa curiosa al Archivio storico della Città di Bolzano, al Municipio Vecchio, al Museo Mercantile di Bolzano, all’antica Farmacia Madonna e alla Farmacia Aquila Nera, con i loro antichi albarelli in ceramica esposti che, nel Medioevo, contenevano le spezie provenienti da tutta Europa (perché allora Bolzano era un importante snodo commerciale tra Europa del Nord e del Sud) o la parallela, via Argentieri (Silbergasse), ricca di bellissimi palazzi signorili o ancora via Cassa di Risparmio, con i suoi sontuosi palazzi antichi in stile tardo gotico su un lato, con torrette d’angolo, cornici alle finestre ed elementi decorativi in pietra artificiale, e neobarocco, che ricordano l’architettura viennese, sull’altro o via Dr. Joseph Streiter (Streitergasse) attraversata da più archi che le conferiscono un carattere medievale, e via Bottai, una delle vie più tipiche del centro con le belle insegne in ferro battuto e le numerose locande come il Cavallino Bianco e Ca’ de Bezzi, luogo amato da diversi artisti.

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Courtesy Thomas Rötting
La Streitergasse o via Streiter a Bolzano con i locali all’aperto

Diversi vicoli e passaggi collegano via Portici con le altre vie retrostanti e parallele Dr. Streiter e Argentieri. Attraverso uno di questi, il vicolo della Pesa, è possibile raggiungere piazza del Grano, dove in passato si teneva il mercato dei prodotti agricoli. Si tratta del più antico nucleo urbano di Bolzano, attorno al quale sorgevano il castello dei principi vescovi di Trento (demolito da Mainardo II di Tirolo nel 1277) e la chiesa di Sant’Andrea, demolita nel 1785. A Nord della piazza si trova uno degli edifici più pittoreschi della città: la casa della Pesa (1634), sede della pesa pubblica fino al 1780.

Come arrivare a Bolzano

Raggiungibile comodamente in auto, il migliore consiglio per recarsi a Bolzano, però, è con il treno. La stazione ferroviaria, che si trova a cinque minuti a piedi dal centro storico e da piazza Walther, è raggiunta dai treni diretti ad alta velocità da Roma e da Milano (un Frecciarossa al giorno che parte dalla Stazione Centrale alle 17.45 al quale, a partire dal 20 giugno 2026, se ne aggiungerà un altro con partenza alle 8.15), oltre ai treni regionali.

Muoversi in città a Bolzano è molto semplice, quasi tutto è raggiungibile a piedi o con le funivie: la Funivia del Renon porta a Soprabolzano in soli 12 minuti, partendo dai pressi della stazione, e la Funivia del Colle che porta appunto al Colle. Oltre a essere normali mezzi di trasporto per i bolzanini, le funivie sono un sistema molto comodo per salire sulle alture e percorrere qualche bel sentiero oltre a godere di una bellissima vista su Bolzano.

Per chi arriva da più lontano, c’è anche un piccolo aeroporto che d’inverno è collegato solo con le città del Nord Europa, mentre d’estate anche con alcune italiane, come Brindisi, Cagliari, Catania, Lamezia Terme e Olbia.

Per il ponte del 1° maggio 2026 sono 7,4 milioni gli italiani pronti a partire, soprattutto verso il mare

27 avril 2026 à 11:45

Il ponte dell’1 maggio 2026 si conferma uno dei momenti più attesi della primavera in tutta la Penisola. Complice la Festa dei Lavoratori che cade di venerdì, milioni di persone stanno infatti preparando valigie, itinerari last minute e mini fughe in cerca di relax ed evasione dalla quotidianità. Secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, saranno 7,4 milioni gli italiani in viaggio, con un totale di 22 milioni di pernottamenti e un giro d’affari stimato in 3,8 miliardi di euro. Un dato che racconta molto bene la situazione del momento: anche in un contesto economico complesso, tra guerre e incertezze, il desiderio di partire resta fortissimo, almeno per i connazionali.

Il ponte sarà però più breve rispetto al 2025, quando la combinazione con il 25 aprile aveva favorito vacanze più lunghe. Quest’anno domina invece il format perfetto per l’era contemporanea, ovvero pausa smart, pochi giorni ma ben sfruttati. La durata media del soggiorno sarà infatti di circa tre notti, con una spesa media pro capite di 512 euro, pari a circa 170 euro al giorno.

Dove andranno gli italiani per il ponte del 1° maggio 2026

La regina assoluta delle preferenze per l’1 maggio è ancora una volta il mare, scelto dal 39,7% dei viaggiatori. Le temperature miti e il richiamo della prima tintarella rendono le località costiere la destinazione più ambita del weekend lungo. Sul podio salgono anche le città d’arte, che raccolgono il 25,3% delle preferenze, un dato che comunque conferma quanto i weekend culturali continuino a piacere, tra musei, centri storici e passeggiate urbane che restano una combo vincente.

San Vito Lo Capo, spiaggia, Sicilia
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La splendida costa su San Vito Lo Capo

Terzo posto invece per la montagna, scelta dal 17,4% degli italiani, perfetta per chi cerca aria pulita, trekking leggeri e silenzio detox. Crescono anche le località termali con l’11,1%, segnale chiaro che il wellness travel non è più una nicchia ma un’abitudine consolidata. Per chi invece varcherà i confini nazionali (stavolta si tratta appena dell’8% del totale) la destinazione più gettonata saranno le grandi capitali europee, selezionate dall’87% di chi andrà all’estero. Weekend a Parigi, Londra, Madrid o Amsterdam in modalità fuga veloce.

Amsterdam in primavera
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City break di primavera ad Amsterdam

A confermare ancor di più le scelte di italiani e famiglie delle mete, possiamo notare come tra le motivazioni che spingono alla partenza, al primo posto ci siano le bellezze naturali della destinazione, indicate dal 55,6% degli intervistati, seguite dalla ricchezza del patrimonio artistico e culturale (34,2%). Conta anche il bisogno di staccare la spina: quasi un italiano su tre sceglie di concedersi qualche giorno di riposo, mentre cresce il peso delle mete vicine e facilmente raggiungibili, perfette per un ponte breve e senza stress logistico. Sul fronte dell’ospitalità, la soluzione più scelta resta quella di amici e parenti, preferita da circa un vacanziero su tre. Subito dopo si posizionano alberghi, residence e villaggi turistici con circa il 25% delle preferenze, mentre il bed and breakfast continua a essere amatissimo per flessibilità e atmosfera smart.

Chi invece resterà a casa lo farà soprattutto per ragioni economiche: oltre la metà degli italiani non partirà per contenere le spese, mentre incidono anche motivi familiari e il generale aumento dei prezzi.

Come si sposteranno gli italiani e quanto spenderanno

Quando si parla di ponti brevi, vince la praticità, per questo l’auto privata domina nettamente: tre italiani su quattro useranno infatti proprio la macchina per partire. Un dato che fa prevedere traffico intenso soprattutto tra mercoledì 29 aprile, giovedì 30 aprile e venerdì 1° maggio. Il vero picco è atteso giovedì 30 aprile, quando 4,7 milioni di persone si metteranno in viaggio, una giornata da segnare in rosso per chi deve affrontare autostrade e tangenziali.

Dietro l’auto si piazza l’aereo con il 18,6%, mentre il treno cresce ma resta ancora minoritario con il 3,9% delle preferenze. Sul fronte spese, la voce principale sarà il food: 29,1% del budget destinato a pranzi, cene e aperitivi. Seguono i costi di trasporto (21,5%) e l’alloggio (18,2%). Non manca, comunque, una quota dedicata allo shopping (13%), segno che ogni mini vacanza ha bisogno del suo souvenir. Infine, le attività preferite: passeggiate (71,4%), escursioni (39,1%) ed esperienze enogastronomiche (36,2%). In sintesi, gli italiani cercano semplicità, natura e buon cibo e, d’altronde, è difficile dar loro torto.

Lago Cerknica, il gigante che appare e scompare nel cuore carsico della Slovenia

11 avril 2026 à 16:30

Alle volte è una distesa d’acqua ampia quanto un piccolo mare interno, altre un prato silenzioso segnato da canali, erba alta e tracce di passaggi animali. No, non avete assolutamente bevuto un goccetto di troppo, siete solo davanti al Lago Cerknica, nel sud-ovest della Slovenia, una presenza intermittente, ovvero un fenomeno naturale che rende instabile perfino l’idea di geografia.

Il suo nome sloveno, Cerkniško jezero, richiama la cittadina di Cerknica e contemporaneamente identifica una delle manifestazioni più spettacolari del carsismo europeo. Del resto, in zona il paesaggio non resta mai uguale a se stesso. Pioggia, neve, stagioni e correnti sotterranee governano una trasformazione continua che può riempire o svuotare l’intera conca in tempi sorprendentemente rapidi. Tre giorni bastano a rendere una pianura un lago; poche settimane di clima secco la restituiscono alla terra.

Non sorprende che questo luogo abbia conquistato naturalisti, studiosi e viaggiatori fin dal Medioevo anche perché qui nasce, in un certo senso, la carsologia moderna. Il bacino, tra le altre cose, si distende a più o meno 550 metri di altitudine, incastonato tra i rilievi dei monti Javorniki, l’altopiano di Bloke e il monte Slivnica. Attorno, una cornice vegetale fitta e stratificata accompagna lo sguardo dai prati umidi fino ai boschi di latifoglie e conifere. E poi oltre 270 specie di uccelli registrate, presenze che cambiano con il livello dell’acqua rendendo ogni visita diversa dalla precedente.

Formazione e caratteristiche del Lago Cerknica

Cerknica, che talvolta in italiano chiamiamo anche Circonio, è uno dei più grandi laghi intermittenti d’Europa. La sua natura dipende interamente dal sottosuolo perché l’acqua, infiltrandosi nel terreno nel corso di milioni di anni, ha scavato cavità, grotte e condotti sotterranei che oggi regolano il suo destino.

Quando le precipitazioni aumentano, falde e corsi sotterranei si riempiono fino a emergere in superficie. L’acqua invade la piana, la polje, termine di origine slava che indica proprio una grande conca carsica pianeggiante. In queste fasi, il lago può raggiungere una superficie superiore ai 25 chilometri quadrati, diventando il più esteso della Slovenia.

Poi accade il contrario: l’acqua defluisce attraverso inghiottitoi disseminati nel terreno fino a scomparire nel sottosuolo con una rapidità sorprendente. Si ritira, si frammenta e poi, come per magia, si dissolve. Rimangono prati, canali e zone fangose, in un ciclo che si ripete da secoli e senza una cadenza rigida (ma con una certa regolarità stagionale).

Questa alternanza ha modellato il territorio e la vita umana. Fin dall’età della pietra, le comunità locali hanno sfruttato le risorse da lui offerte. Pesca e caccia durante le fasi di piena, agricoltura e pascolo nei periodi asciutti. Il paesaggio che oggi si osserva porta ancora i segni di questo rapporto continuo tra uomo e ambiente.

Il valore scientifico e ambientale del sito ha portato riconoscimenti internazionali. L’area rientra nel Parco regionale Notranjska ed è inclusa tra i siti Natura 2000 e Ramsar, a testimonianza della sua rilevanza per la conservazione delle specie, soprattutto quelle aviarie.

Cosa vedere e cosa fare al Lago Cerknica

Ormai lo avete capito benissimo: il bello di Cerknica sta proprio nella sua imprevedibilità. Durante i mesi in cui l’acqua domina la scena, la superficie si presta a escursioni in canoa, pesca e osservazione degli uccelli. Nei periodi più asciutti, al posto dell’acqua si aprono sentieri naturali percorribili a piedi o in bicicletta. Il terreno racconta ciò che è stato, con linee sinuose che indicano antichi flussi e zone di ristagno. In tali fasi si possono incontrare cavalli al pascolo o agricoltori impegnati nella fienagione.

Tra le esperienze più amate c’è il giro in carro tradizionale, il lojtrnik, trainato da cavalli. Un modo lento per attraversare la piana e osservare i dettagli, dalle variazioni del suolo alle specie vegetali che mutano nel giro di pochi metri. Non è di certo meno interessante il contesto circostante che, anzi, merita tempo. Poco distante, per esempio, c’è la valle carsica di Rakov Škocjan che presenta ponti naturali imponenti formati dal crollo di antiche grotte. Archi di roccia alti decine di metri incorniciano un paesaggio quasi alieno, attraversato da un fiume che compare e scompare tra cavità sotterranee.

Un’altra tappa significativa è il Museo del Lago, noto come Jezerski hram, al cui interno si possono osservare modelli dinamici che spiegano il funzionamento del sistema idrico e oggetti della tradizione locale che raccontano la vita quotidiana delle comunità che hanno imparato ad adattarsi a un ambiente in costante mutamento.

Nei prati, poi, si ascolta il canto dell’allodola, mentre tra l’erba alta si nasconde il re di quaglie, più facile da sentire che da vedere. Nei boschi risuona il tambureggiare dei picchi, in particolare il picchio nero domina la scena acustica. Al calare della sera, il paesaggio si modifica ancora, animato da gufi e altri predatori. Anche i grandi mammiferi frequentano l’area, come orsi, lupi e linci che sono spesso invisibili ma presenti.

Lago intermittente di Cerknica
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In barca sul Lago Cerknica

Dove si trova e come arrivare

Il misterioso (e affascinante) Lago Cerknica si trova nella regione della Notranjska, nel sud-ovest della Slovenia, per la precisione a circa 50 chilometri da Lubiana. La posizione lo rende facilmente raggiungibile in auto, seguendo le principali arterie che collegano la Capitale con l’entroterra.

Il punto di riferimento principale è la cittadina di Cerknica, da cui si accede alla piana. Da qui iniziano sentieri, piste ciclabili e percorsi naturalistici che attraversano il bacino e le aree circostanti (sì, c’è quasi l’imbarazzo della scelta).

Tuttavia, le emozioni si sperimentano già durante il viaggio per giungervi, con strade che si inoltrano tra boschi, altopiani e villaggi sparsi. Bisogna però essere consapevoli che arrivare qui significa anche accettare una certa imprevedibilità, perché il lago potrebbe accogliere in tutta la sua estensione oppure lasciare spazio a una distesa erbosa.

In entrambi i casi, l’impressione resta forte: Cerknica porta con sé una lezione silenziosa sulla natura del cambiamento. Un luogo che rifiuta l’immobilità e mostra, senza troppe remore, il movimento continuo della terra.

5 mete dove andare per il ponte del 1° maggio 2026 in Italia, Europa e nel mondo

Par : elenausai10
10 avril 2026 à 17:30

Il calendario del 2026 ci regala un’occasione perfetta: con il 1° maggio che cade di venerdì, il weekend lungo è piacevolmente servito su un piatto d’argento. Tre giorni pieni per staccare la spina o, per i più fortunati, la possibilità di agganciare il 25 aprile e trasformare il ponte in una vera spedizione primaverile. Ma dove andare per evitare le folle dell’overtourism e riscoprire il piacere del viaggio lento?

Dalle ferrovie panoramiche che tagliano le brughiere scozzesi ai segreti sotterranei della Toscana, passando per il fascino magnetico di una Marrakech in fiore e i nuovi binari che attraversano la giungla messicana: queste le 5 mete che vi consigliamo per il ponte del 1° maggio in Italia, Europa e nel mondo.

Dolomiti Friulane, Friuli-Venezia Giulia

Se per il ponte del 1° maggio volete stare all’aria aperta, raggiungete il Friuli-Venezia Giulia. Qui, ad aspettarvi troverete le splendide e poco affollate Dolomiti Friulane, tutelate dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Gli appassionati di trekking ed escursionismo avranno a disposizione un territorio vastissimo e caratterizzato da un paesaggio alpino mozzafiato.

Tra i luoghi da inserire nell’itinerario consigliamo le Grotte di Pradis, il lago di Barcis e la vicina Riserva Naturale della Forra del Cellina. In generale, i sentieri percorribili sono diversi e permettono di immergersi anche tra le bellezze primaverili del patrimonio floristico alpino.

Costa degli Etruschi, Toscana

La Costa degli Etruschi rappresenta il volto più insolito della Toscana, un litorale che tra Livorno e Piombino intreccia la bellezza marina a millenni di storia sotterranea. Raggiungete la Val di Cornia, terra segnata dall’estrazione mineraria e dalle vestigia dell’unica città etrusca fondata sul mare: Populonia. Qui, tra le necropoli di Baratti e l’Acropoli alta, si passeggia tra templi e domus romane con lo sguardo rivolto all’arcipelago.

L’esplorazione prosegue nel Parco archeominerario di San Silvestro, dove un trenino giallo conduce i visitatori nelle profondità della Miniera del Temperino, svelando la dura vita dei minatori fino alla Rocca medievale. Il viaggio si potrebbe concludere tra i vicoli di Campiglia Marittima, uno dei borghi più belli d’Italia.

Marrakech, Marocco

Questo è il periodo ideale per scoprire Marrakech, lontano dalla calura estiva. Passeggiare nella Medina diventa un piacere, mentre i giardini vivono la loro massima esplosione: dal blu cobalto del Jardin Majorelle ai sentieri geometrici del Jardin Secret, l’aria profuma di gelsomino e arancio.

Alzando lo sguardo, noterete che le mura del Palais el-Badi ospitano le cicogne, simbolo di buona sorte, che tornano a nidificare tra i mattoni rossi. Per chi cerca l’avventura, maggio è il momento ideale per salire sull’Atlante o raggiungere la Valle delle Rose, dove la raccolta dei fiori tinge il paesaggio di rosa, regalando un’esperienza unica.

Highlands, Scozia

Chi cerca un’esperienza lenta, immersa in panorami selvaggi, la meta da raggiungere è la Scozia. In particolare, le Highlands offrono l’itinerario perfetto lungo i binari della West Highland Line, considerata una delle tratte ferroviarie più scenografiche d’Europa. Partendo da Glasgow, il treno si insinua tra brughiere solitarie e montagne aspre, raggiungendo luoghi remoti come Rannoch Moor, accessibili solo a piedi o su rotaia.

Il momento culminante è il passaggio sul viadotto di Glenfinnan, reso famoso dai film di Harry Potter. Potete decidere, come molti, di aspettare l’arrivo del treno dal punto panoramico, oppure di salirci a bordo: il treno a vapore The Jacobite è un’esperienza assolutamente da non perdere. Sedetevi e godetevi semplicemente i paesaggi.

Penisola dello Yucatán, Messico

Mentre proviamo a scrollarci di dosso l’inverno e le giornate di pioggia che vanno e vengono, possiamo fuggire verso mete più calde come il Messico. In particolare, se state sognando di visitare la penisola dello Yucatán, potreste farlo salendo sul nuovo Tren Maya, che collega le spiagge di Cancún alla storia coloniale di Campeche. In sette giorni si attraversano oltre 500 chilometri di foresta tropicale, facendo tappa a Valladolid per un tuffo nei cenote e a Chichén Itzá per ammirarne i templi leggendari.

Il viaggio rivela gemme come la città gialla di Izamal, dove il convento francescano sorge su un’antica piramide, e la vivace Mérida, capitale culturale dai viali ottocenteschi. Il finale perfetto è a Campeche, città fortificata affacciata sul Golfo, dove il tramonto sul malecón chiude un percorso tra mercati d’artigianato e sapori millenari.

Case colorate a Campeche
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Le caratteristiche case colorate di Campeche

Dove andare ad aprile: 7 idee per un viaggio di 3 giorni

21 mars 2026 à 15:30

Aprile è quel mese sospeso tra il desiderio di evasione e la leggerezza della primavera che finalmente si fa sentire: le giornate si allungano, la luce cambia, l’aria si fa più tiepida e invita a uscire e a riscoprire il piacere del viaggio.

È quindi il momento ideale per staccare dalla routine quotidiana e concedersi una pausa di tre giorni, senza la folla dell’estate e senza il freddo dell’inverno.

E allora, dove andare ad aprile per un viaggio breve ma intenso? Ecco una selezione di mete che, più di altre, in questo periodo dell’anno riescono a dare il meglio di sé.

800 anni di San Francesco, 3 trekking con i frati lungo il Cammino dei Cappuccini

Par : losiangelica
23 février 2026 à 14:00

Il 2026 non è un anno come gli altri per chi mastica polvere e spiritualità lungo i sentieri d’Italia. Ricorre l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi e, quasi per una strana sincronia del destino, le Marche si preparano a riaprire le porte di un itinerario che sta diventando un piccolo caso nazionale grazie al Cammino dei Cappuccini.

Non è la solita operazione di marketing territoriale mascherata da pellegrinaggio: qui c’è di mezzo l’unico cammino in Italia gestito direttamente da un Ordine religioso, i Frati Minori Cappuccini, che per questa stagione hanno deciso di alzare la posta con tre proposte che mescolano l’Appennino selvaggio alla lentezza dei conventi. I grandi flussi e i luoghi del turismo di massa o mordi e fuggi vengono messi da parte ponendo l’attenzione sull’entroterra, tra borghi dimenticati e cammini guidati. Ecco i 3 percorsi di trekking studiati proprio per questa speciale occasione.

La sfida dei 160 chilometri

Il primo percorso guidato si terrà tra il 20 e il 26 aprile: 7 giorni di cammino che parte da Camerino e punta dritto verso sud, direzione Ascoli Piceno. In mezzo? Circa 160 chilometri di saliscendi costanti, con tappe che oscillano tra i 17 e i 26 chilometri al giorno. La visita guidata di gruppo permetterà la partecipazione a massimo 30 persone.

Camminare con i cappuccini permette di entrare in una dimensione comunitaria che oggi definiremmo fuori bolla. Si condivide tutto: il silenzio dei boschi, la fatica della salita, i momenti di riflessione la sera. Il tracciato cuce insieme conventi e altri luoghi di fede, fino ad arrivare al Santuario di San Serafino ad Ascoli. È un’esperienza fisica, certo, ma anche profondamente umana, dove la meta è simbolica tanto quanto il sudore versato per raggiungerla.

Il Cammino delle coppie

Se l’idea della traversata completa spaventa, c’è un’opzione che punta su sfumature decisamente più introspettive mantenendo comunque un legame con il territorio delle Marche. Dal 29 aprile al 3 maggio, il cammino si fa spazio di relazione. Si parte dal Monastero di Fonte Avellana, un posto che, per chi non c’è mai stato, trasuda una sacralità quasi magnetica, e si scende verso Cupramontana, la terra del Verdicchio.

Sono 88 chilometri totali, circa 13 al giorno, con tanto di servizio transfer per i tratti più ostici. L’obiettivo? Non è la performance atletica, ma usare il cammino come tempo di ascolto e crescita condivisa. Solo dieci coppie, riflessioni guidate e il paesaggio delle colline vitate a fare da cornice. Un lusso di tempo che, di questi tempi, è merce rarissima.

Vista panoramica sul Monastero di Fonte Avellana
Getty Images
Il Monastero di Fonte Avellana tra le tappe del trekking

Trekking d’Appennino

Parallelamente alla proposta per le coppie, c’è chi preferisce invece la linea dura. La guida ufficiale porterà un gruppo di escursionisti esperti nel cuore più selvaggio dell’Appennino marchigiano, sempre dal 29 aprile al 3 maggio.

La spiritualità passa per le gole, i boschi fitti e i crinali esposti. È il tratto più naturalistico del Cammino dei Cappuccini, quello dove la natura mostra i denti ma regala anche gli scorci più gratificanti. Da Fossombrone a Fabriano, si attraversa una geografia che le mappe turistiche convenzionali spesso dimenticano di colorare. Si arriva a destinazione stanchi, ma con la sensazione di aver toccato con mano l’anima più ruvida e autentica delle Marche interne.

Questi percorsi sono studiati per ripercorrere un anniversario importante di San Francesco.

Dove andare a marzo 3 giorni: 7 mete romantiche e suggestive

15 février 2026 à 14:00

Marzo è quel mese sospeso in cui l’inverno allenta la presa e la primavera inizia a farsi sentire nell’aria: le giornate si allungano, la luce cambia, le città si svuotano delle folle dell’alta stagione e tornano a respirare. Insomma, è il momento ideale per concedersi tre giorni lontano dalla routine.

Che si tratti di un borgo medievale dell’Europa centrale, di un villaggio lambito dai canali o di un angolo ancora autentico d’Italia, marzo regala un ritmo perfetto, abbastanza mite per camminare, piuttosto tranquillo per ascoltare davvero i luoghi.

Ecco alcune idee per un weekend lungo o un mini break che sa di scoperta.

Dai casoncelli alla porchetta, le sagre e gli eventi del weekend dal 16 al 18 gennaio 2026

16 janvier 2026 à 16:27

Proseguono in tutta Italia le feste dedicate a Sant’Antonio Abate, con eventi tradizionali, folkloristici, religiosi, culturali e, ovviamente, anche gastronomici. Il momento legato al cibo, infatti, non manca quasi mai nelle feste di paese, dove queste ricorrenze sono più sentite che mai e sono un’occasione per attirare visitatori da ogni dove.

Ma sagre e festival animano il weekend del 16, 17 e 18 gennaio 2026 da Nord a Sud dell’Italia, isole comprese con piatti tipici della tradizione locale, eventi gourmet e tanto divertimento tra un boccone e l’altro. Abbiamo selezionato dieci eventi da non perdere.

Sagra di Sant Antoni a Versuta (PN)

Nella piccola frazione di Versuta, parte di Casarsa della Delizia in provincia di Pordenone, la festa di Sant’Antonio Abate si celebra con un rituale che va avanti per più giorni. Il festeggiamenti sono iniziati il 9 gennaio 2026 e si va avanti fino a domenica 19 gennaio con un ricco programma di camminate, musica e cibo. Piatto principe delle serate è la costata di carne, di solito accompagnata da piatti friulani come frico e musetto. Ma anche carne alla griglia, funghi e panini.

Sagra della Porchetta a Sant’Antonio Abate (NA)

Dal 16 al 19 e dal 22 al 25 gennaio 2026, per otto giorni la Sagra della Porchetta animerà la cittadina ai piedi dei Monti Lattari. Un evento profondamente radicato nella comunità che è ormai giunto alla 48^ edizione, un modo per dare lustro al Santo Patrono, festeggiato proprio il 17 gennaio, con riti e tradizioni, fortemente legati alla simbologia del fuoco e dei prodotti della terra, le cui radici affondano nelle comunità rurali ma che sono stati tramandati fino a oggi.

Cacio e Pepe Festival a Roma

La tradizione romana in scena da Eataly Roma Ostiense dal 16 al 18 e dal 23 al 25 gennaio 2026. La settima edizione del Cacio e Pepe Festival, dedicato a uno dei piatti simbolo della tradizione romana, si svolge per due weekend in cui al centro dell’attenzione saranno le gustose proposte food che spaziano dalla ricetta classica alle versioni più creative. Il tutto accompagnato da birre artigianali, vini selezionati, show cooking, musica e momenti di intrattenimento pensati per tutta la famiglia.

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Ufficio stampa
Il Festival Cacio e Pepe a Roma

Fiera di Sant’Antonio a Torrita di Siena (SI)

A Torrita di Siena, domenica 18 gennaio 2026 si rinnova la tradizione della Fiera di Sant’Antonio lungo Passeggio Garibaldi, sotto le mura del centro storico. La fiera dedicata al Santo protettore degli animali che saranno i veri protagonisti della giornata, da ammirare nella ventisettesima Mostra del bestiame selezionato della Valdichiana. Sarà presente anche il Gruppo Sbandieratori e Tamburini. Organizzata in collaborazione con Slowfood Montepulciano-Chiusi e Proloco di Torrita di Siena, la “Cena di Sant’Antonio” è in programma sabato 17 gennaio alle ore 20:00.

Festa di San Marcello a Umin di Feltre (BL)

Dal 14 al 18 gennaio 2026, il picoclo borgo rurale di Umin di Feltre, famoso soprattutto per il Santuario di San Marcello, ospita la cucina tipica bellunese a pranzo e a cena, con la trippa, regina assoluta della festa: viene preparata sia in umido alla parmigiana sia in brodo, per accontentare tutti gli appassionati di questo piatto della tradizione. Accanto alla trippa non mancano pita lessa, canederli, soppressa fritta con polenta, cotechino con contorni e dolci casalinghi. Il programma prevede anche celebrazioni religiose dedicate a San Marcello, visite guidate alla chiesetta, iniziative per i più piccoli e momenti di incontro per tutta la comunità. Sabato 17 gennaio spazio anche alla “San Marcello Run”, trail di 7 km con 200 metri di dislivello e camminata non competitiva sui sentieri attorno a Umin.

Festa di Sant’Antonio Abate e Novoli (LE)

Fino al 25 gennaio, anche a Novoli, in provincia di Lecce, si celebra la grande Festa di Sant’Antonio Abate. Un lungo festival con tanti appuntamenti tra devozione, ritualità, tradizione, cultura, arte, musica e spettacolo. Una rassegna che racconta una comunità che da secoli custodisce, tramanda e fa rivivere in un evento collettivo le sue radici di fuoco, attorno alla grandiosa Fòcara riconosciuta come uno dei più grandi falò rituali tradizionali del mondo. Venerdì 16 gennaio alle 20.30 è attesa l’accensione della Fòcara in piazza Tito Schipa.

Sagra dei Pizzoccheri e Sciatt a Bergamo

Ultimo weekend, quello dal 16 al 18 gennaio 2026, nel cuore di Bergamo, nel piazzale degli Alpini, con la sagra dedicata a due dei piatti più iconici della cucina lombarda: i pizzoccheri e gli sciatt. Ma ci saranno anche bresaola, funghi porcini e formaggio d’alpeggio, pasta fresca, fonduta di formaggi, polenta e casoncelli alla bergamasca. Piatti semplici, sostanziosi, fatti per stare insieme.

Su Fogalone de Sant’Antoni ad Allai (OR)

Su Fogalone de Sant’Antoni è uno degli appuntamenti più sentiti della tradizione popolare sarda, simbolo di condivisione, identità e rinnovamento. La raccolta della legna per la preparazione del grande fuoco di Allai anticipa la serata del 16 gennaio in cui tradizione e religione si fondono, scandendo i ritmi della storia. Dopo una degustazione dei prodotti del paniere del Distretto Rurale del Giudicato di Arborea, dalle 16 espongono le aziende del territorio. Il pomeriggio e la serata saranno scanditi dai rituali legati all’antica tradizione dell’accensione del fuoco in onore di Sant’Antonio Abate e dalla sua benedizione, in programma per le ore 17:00. La serata sarà impreziosita dall’esibizione dei Mamutzones di Samugheo e proseguirà con l’arrostitura della carne attorno al fuoco e un momento musicale, a suggellare una giornata all’insegna della tradizione, del gusto e della partecipazione comunitaria.

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Ufficio stampa
La festa di Sant’Antonio ad Allai in Sardegna

Sagra del casoncello a Pontoglio (BS)

Fino al 17 gennaio, a Pontoglio, piccolo Comune della provincia bresciana, si festeggia una delle paste più famose della cucina regionale: i casoncelli. La sagra diffusa coinvolge alimentari del posto dove è possibile acquistare i casoncelli eseguiti secondo la ricetta tradizionale del posto, che prevede la creazione di una mezzaluna di pasta sfoglia ripiena di macinato di carne di maiale e manzo. Alcuni ristoranti della zona offrono menu speciali con prezzi dedicati che avranno come protagonisti proprio i famosi casoncelli.

Festa dei Carri di Sant’Antuono a Macerata Campania (CE)

Grandi festeggiamenti dal 10 al 18 gennaio 2026 a Macerata Campania, in provincia di Caserta, per ‘A Festa ‘E Sant’Antuono, la festa di S. Antonio Abate, una delle più grandi feste popolari e religiose della Campania. Una bella festa che prevede anche la sfilata di tantissimi carri di Sant’Antuono, “Le Battuglie di Pastellessa” che animeranno il paese al suon di botti, tini e falci, e sfilate fino all’atteso gran finale di domenica 18 gennaio.

Urbania è la Città della Befana: torna la Festa Nazionale 2026

3 janvier 2026 à 11:00

Urbania si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: dal 4 al 6 gennaio 2026 va in scena la 29ª edizione della Festa Nazionale della Befana, un evento che da quasi trent’anni rende omaggio alla nonnina più famosa d’Italia e che richiama migliaia di visitatori anche dall’estero.

Per tre giorni la cittadina marchigiana, in provincia di Pesaro e Urbino, diventa ufficialmente la “Città della Befana”, avvolta da un’atmosfera fiabesca che coinvolge grandi e piccoli.

La Casa della Befana

Il cuore simbolico della festa resta la Casa della Befana, residenza ufficiale della protagonista dell’Epifania, dove inizia il percorso per incontrare la vecchina nel suo ambiente più intimo e suggestivo. In via del tutto eccezionale, sabato 3 gennaio è prevista un’apertura straordinaria, per anticipare l’atmosfera di festa.

Accanto, non può mancare l’Ufficio Postale della Befana, in cui migliaia di bambini possono scrivere, indirizzare e spedire la loro letterina, in un rito che unisce tradizione e fantasia, e che rende tangibile il dialogo tra immaginazione e realtà.

Festa lungo tutto il centro storico

Grande protagonista è la rinnovata Piazza San Cristoforo: domenica 4 gennaio alle ore 10, si svolge la consegna delle chiavi della città alla Befana da parte del sindaco Marco Ciccolini.
Spicca poi il palco centrale, animato per tutta la durata della festa da un ricco programma di intrattenimento: momenti di danza, musica e spettacolo, dalla BefanaDance curata da Passi di Danza e Collettivo Flow, ai balli collettivi e alle animazioni firmate Ar Fun Animasion, fino ai dj set pensati per coinvolgere anche il pubblico più giovane. Non mancano le esibizioni sportive di ginnastica artistica a cura di Ginnastica Ergos, gli spettacoli di danza di Maison Étoile e gli show di illusionismo firmati Terzostudio e Mascheraviva.

Martedì 6 gennaio, alle ore 17, va in scena lo spettacolo “Winx Club – The Magic is Back Show”, con la regia di Luca Panzieri. A seguire, il Meet & Greet consente ai fan di incontrare dal vivo le celebri fate.

L’edizione 2026 segna poi un ulteriore passo avanti nel coinvolgimento del centro storico. Piazza del Mercato diventa il punto di riferimento per il RistoBefana e lo street food, mentre Piazza Duomo si trasforma nella piazza dei dolci, con spettacoli, laboratori, il tiro con l’arco, i balli e i quiz interattivi, spettacoli di giocoleria comica, magie, bolle di sapone e il tradizionale Palio della Befana, curato dai Giovani di Urbania.

Lo splendore di Urbania
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Il centro storico di Urbania

Il cortile di Palazzo Ducale accoglie l’area dedicata al piccolo artigianato e diventa la cornice ideale per gli spettacoli di burattini e fiabe popolari del Teatrino Pellidò, mentre Via Giuseppe Garibaldi si caratterizza come la via del prodotto tipico. Le vie del centro si animano grazie agli spettacoli itineranti della Musica Arabita, del Re Magio Baldassarre e del suggestivo Magico Elefante del Teatro delle Isole, che accompagnano il pubblico in un racconto in movimento.

Ma non è ancora tutto. Piazza Cavour ospita il Villaggio Fiabesco, novità pensata come uno spazio interamente dedicato ai bambini, dove prendono vita laboratori creativi curati da Il Giardino dei Colori, giochi antichi artigianali in legno, sfide divertenti per grandi e piccoli, la pesca delle paperelle e la presenza di animaletti della fattoria. L’area è arricchita da strutture fiabesche, angoli photobox, grandi portali scenografici, laghi di zucche colorate, casette degli gnomi e una speciale nevicata artificiale che contribuisce a rendere l’esperienza ancora più immersiva.

Teatro, tradizione e riti

La Festa della Befana è anche cultura e spettacolo teatrale. Domenica 4 gennaio, alle ore 21, il Teatro Bramante apre le porte alle famiglie con lo spettacolo “La Bella addormentata nel bosco”, portato in scena dalla compagnia Il Palchettone.

Lunedì 5 gennaio, alle ore 20, torna la consegna dei regali da parte della Befana, a cura della Pro Loco. Martedì 6 gennaio, alle ore 13, l’Ufficio Postale della Befana in piazza San Cristoforo ospita la cerimonia di annullo filatelico in collaborazione con Poste Italiane.

Tuttavia, il momento più emozionante rimane la spettacolare discesa della Befana dalla Torre campanaria, accompagnata da un mix di luci, colori e musica che fa da colonna sonora al suo arrivo nella piazza del Comune. A rendere ancora più suggestivo l’appuntamento, debutta un imponente video mapping architetturale curato da Alcmena, con doppia proiezione prevista alle ore 16 e alle ore 18.30 sulla Torre campanaria.

Altro evento simbolo è la sfilata della calza da record, una straordinaria calza lunga oltre 70 metri che percorre la città sorretta da migliaia di bambini lungo Corso Vittorio Emanuele II, accompagnata dal ritmo travolgente della Musica Arabita. Con il progetto “Vesti Befana”, inoltre, è possibile noleggiare l’abito ufficiale della festa e unirsi alla Grande Famiglia della Befana.

Collaborazioni e patrimonio culturale

Numerose le collaborazioni che arricchiscono il programma 2026. Tra queste, il laboratorio di decorazione dei biscotti della Befana, curato dagli allievi e docenti dell’Istituto Alberghiero di Piobbico nella Sala Volponi. La Piccola Bottega dei Folletti, realizzata con il Bosco dei Folletti di Urbania e l’associazione naturalistica Il Ghiro, propone attività legate alla natura e alla creatività. Spazio anche ai giochi da tavolo e ai laboratori di manipolazione creativa firmati Spin Master, così come all’Atelier Amici della Ceramica, che in Piazza del Mercato offre corsi di ceramica creativa per tutta la famiglia.

Durante tutte le giornate della festa è possibile visitare alcuni dei luoghi più rappresentativi del patrimonio culturale di Urbania: il Palazzo Ducale, antica dimora di Francesco Maria II della Rovere e ultimo Duca d’Urbino, apre le porte insieme ai Musei Civici, alla suggestiva Chiesa dei Morti con il Museo delle Mummie e al Museo Leonardi.

Informazioni utili

La 29ª Festa Nazionale della Befana di Urbania è organizzata dalla Pro Loco Casteldurante – Urbania, con il contributo del Comune di Urbania e della Regione Marche – Let’s Marche. L’ingresso è gratuito per i bambini fino ai 10 anni, mentre sono previsti biglietti giornalieri e abbonamenti per più giorni, tutti comprensivi della visita alla Casa della Befana.

Solstizio d’inverno ad Aosta, la città nata dal Sole, festeggia con 3 giorni di eventi

19 décembre 2025 à 07:30

Memoria storica, astronomia e spettacolo si incontrano sotto un cielo che, da oltre duemila anni, scandisce la vita di Aosta, dove il solstizio d’inverno non è solo un evento astronomico, ma un vero rito collettivo: il momento in cui il Sole torna protagonista.

Nei giorni più brevi dell’anno, Augusta Prætoria celebra i suoi 2.050 anni con il calendario di appuntamenti “Solstizio d’inverno, 2050 anni sotto lo stesso Sole”: da venerdì 19 a domenica 21 dicembre, in città prende vita un ricco programma di eventi gratuiti, che permette di vivere l’esperienza del solstizio d’inverno e dell’allineamento del Sole, il fenomeno che da sempre affascina il mondo intero perché permette di guardare il cielo esattamente come facevano gli antichi.

Il solstizio d’inverno più sentito è ad Aosta

Forse non tutti lo sanno, ma Aosta ha un legame profondo e tutt’oggi indissolubile con il solstizio d’inverno. Augusta Prætoria, infatti, è stata fondata il 25 a.C. per volere dell’imperatore romano Ottaviano Augusto e, secondo l’uso romano, venne progettata tenendo conto dell’osservazione del territorio e del momento astronomico perfetto: per questo motivo il solstizio d’inverno segna la nascita di Aosta, 2.050 anni fa. Un’ipotesi nata da una scoperta archeologica avvenuta nel 2012 alla Torre dei Balivi, ma che è stata successivamente confermata da studi archeo-astronomici e da relative pubblicazioni specialistiche.

Gli eventi imperdibili ad Aosta

Sono tanti gli eventi diffusi e gratuiti che celebrano Aosta e la sua storia tra il 19 e il 21 dicembre 2025, per concludere in bellezza il calendario di Aostæ2025, organizzato dalla Soprintendenza per i beni e attività culturali della Regione e dal Comune di Aosta per i 2.050 anni dalla fondazione di Augusta Prætoria.

Iniziano così tre giorni di eventi, proprio nel periodo in cui la città scintilla per il Natale, tra mito, storia e astronomia: spettacoli, conferenze, laboratori per bambini, installazioni immersive, osservazioni astronomiche del sorgere del Sole e delle costellazioni invernali e rievocazioni storiche.

Si inizia il 19 dicembre con lo spettacolo teatrale “Avilliana. Miti di fondazione dal Mediterraneo alla Valle d’Aosta” al Théâtre de la Ville, realizzato in collaborazione con l’Università di Torino, per passare agli appuntamenti del 20 dicembre: dalle 14:30 alle 18:00, il MegaMuseo di Aosta ospita la tavola rotonda dal titolo “Alle origini della città. Fondazioni augustee tra mito, rito e archeologia”; dalle 14:00 alle 22:00, il Criptoportico Forense di Aosta ospiterà l’esperienza immersiva di luci e ombre “L’eco delle stelle. Luci nel Criptoportico”, con spettacoli olografici proiettati a ciclo continuo ogni 15 minuti; dalle 15:30, il Museo Archeologico Regionale ospita il laboratorio per bambini (dai 6 agli 11 anni) “Miti di stagione. Saturno e l’età dell’oro”, evento gratuito con prenotazione obbligatoria.

Il grande appuntamento è per il giorno del solstizio, domenica 21 dicembre: dalle 10:30, in via Croce di Città ad Aosta, si può partecipare all’osservazione del sorgere del Sole con Giulio Magli del Politecnico di Milano, Matteo De Re dell’Osservatorio astronomico regionale e Stella Bertarione della Soprintendenza per i beni e attività culturali. Parallelamente, si svolge la rievocazione storica della Guardia pretoriana dell’imperatore a cura di Cohors III Prætoria, che proseguirà al Museo Archeologico Regionale nel pomeriggio, a partire dalle 15:00.

Infine, dalle 20:30 alle 21:30 si possono osservare a occhio nudo le costellazioni invernali dalla terrazza dei Balivi con l’appuntamento “Il cielo sopra Augusta Prætoria”, un’occasione imperdibile per innamorarsi ancora una volta delle meraviglie del cielo, resa possibile grazie all’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta (la prenotazione è obbligatoria dal sito Oavda.it).

Un ricco programma di appuntamenti che richiama residenti e turisti, per scoprire la storia e il patrimonio immenso di questa città romana e per ricordarci ancora una volta che il viaggio non è solo nello spazio, ma anche nel tempo: basta alzare lo sguardo al cielo per scoprire che, da 2.050 anni, Aosta continua a nascere ogni inverno insieme al Sole.

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