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Le spiagge da non perdere a Lerici, intime e scenografiche

19 août 2025 à 14:45

Lerici è senza dubbio una delle località più interessanti della Liguria. Incastonata come una pietra grezza nel Golfo dei Poeti, Lerici si trova in una posizione strategica, fa parte della provincia di La Spezia e si affaccia sulla Riviera di Levante.

Questo borgo marinaro dal fascino antico può annoverare tra le sue attrattive un mare pulito e numerose spiagge meravigliose, che fanno di Lerici una meta gettonata dagli amanti della tipica costa Ligure, ma anche un’ottima alternativa, decisamente più economica e tranquilla, alle affollatissime Cinque Terre.

Seguite la nostra guida alla volta di Lerici attraverso le sue spiagge più belle, per scoprire i segreti di questa località sottovalutata che ha davvero tanto da offrire.

La Caletta

Piccolo gioiello naturale, la Caletta è situata poco fuori dal centro di Lerici, lungo il sentiero panoramico che conduce a Tellaro, nei pressi della località Maralunga. La si può raggiungere percorrendo una scalinata immersa nella macchia mediterranea oppure dal mare, magari in canoa.

La spiaggia, raccolta e selvaggia, è un rifugio di quiete: acque trasparenti che sfumano nell’azzurro intenso del mare e un’atmosfera intima e rilassata. A renderla davvero unica è il suo maestoso faraglione di roccia, che si erge al centro della baia come un guardiano silenzioso, circondato da piccole grotte marine che invitano all’esplorazione.

Chi ama camminare trova qui un punto di partenza ideale: i sentieri costieri si snodano tra uliveti, scorci mozzafiato e minuscole insenature, regalando panorami che raccontano l’essenza della Liguria. Per gli appassionati di mare, invece, la Caletta è una destinazione perfetta per lo snorkeling e le immersioni subacquee.

Cala Maramozza

Le spiagge di Lerici si distinguono per il loro fascino autentico: non grandi distese sabbiose, ma piccole calette incastonate in un paesaggio naturale ancora in parte selvaggio. La costa, protetta da scogliere e barriere naturali, cela angoli suggestivi e talvolta difficili da raggiungere, ma proprio per questo ancora più preziosi.

Tra questi gioielli spicca la Cala Maramozza, conosciuta anche come “spiaggia degli americani”. Un piccolo paradiso di ciottoli e mare cristallino, accessibile solo percorrendo un ripido sentiero che scende tra la vegetazione mediterranea. La fatica della discesa viene però ricompensata dal silenzio e dalla tranquillità di un luogo che resta spesso poco affollato, se non addirittura deserto. Ideale per chi desidera staccare la spina e concedersi un momento di relax immerso nella natura.

Cala Maramozza
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La spiaggia intima di Cala Maramozza

Spiaggia della Venere Azzurrra

Tra le spiagge più amate di Lerici spicca senza dubbio la Venere Azzurra, un ampio arenile che prende il nome dai suggestivi riflessi del mare, capace di sfumare dal blu intenso al verde smeraldo. La spiaggia è in gran parte libera, ma non mancano servizi essenziali come chioschi, bar e punti di noleggio per attrezzature sportive, che la rendono comoda senza snaturarne l’atmosfera autentica.

Grazie al suo colpo d’occhio scenografico e alla posizione facilmente raggiungibile dal centro del borgo, la Venere Azzurra è una tappa ideale per chi cerca una giornata di mare all’insegna della libertà e dei colori più belli del Golfo dei Poeti in Liguria.

Spiagge di San Giorgio

Le spiagge più vicine al borgo sono le tre piccole baie di San Giorgio, incorniciate dalla vista suggestiva del castello che domina il promontorio. Facilmente accessibili e attrezzate con servizi e comfort, rappresentano una scelta ideale per chi viaggia in famiglia o per chi arriva a Lerici senza auto, magari spostandosi comodamente in treno o con i mezzi pubblici.

Le spiagge nei dintorni di Lerici

Chi sceglie di spostarsi in auto nei dintorni di Lerici ha la possibilità di scoprire piccoli gioielli incastonati lungo la costa. A pochissimi chilometri dal centro, infatti, si trova San Terenzo, un borgo affacciato sul mare che conserva un fascino autentico. Le sue spiagge, più tranquille rispetto a quelle di Lerici, sono perfette per chi cerca angoli meno battuti e panorami suggestivi. La spiaggia del paese è in gran parte ghiaiosa, ma basta spingersi di poco per incontrare arenili davvero imperdibili. Tra questi, la spiaggia di Marinella e soprattutto la celebre Baia Blu, in località Pozzuolo: una delle mete balneari più amate della zona.

La Baia Blu deve la sua fama al mare dalle tonalità cristalline che sfumano dal turchese al blu intenso. È una spiaggia in parte attrezzata, ma dispone anche di un tratto di spiaggia libera, cosa rara a Lerici. Il litorale, perlopiù sabbioso, la rende particolarmente adatta alle famiglie con bambini, mentre il fondale irregolare e roccioso è l’ideale per chi ama nuotare o fare snorkeling.

Chi invece desidera un’esperienza balneare esclusiva può concedersi una giornata all’Eco del Mare, la spiaggia più elegante e raffinata di Lerici. Qui il comfort è protagonista: al posto dei tradizionali ombrelloni ci sono soffici cuscini e baldacchini bianchi, lo stile richiama un raffinato shabby chic provenzale e l’atmosfera è completata da un curato lounge bar e da un ristorante con vista mare. È la scelta perfetta per chi cerca una giornata di mare all’insegna del relax assoluto e del lusso discreto.

Viaggio nel Nord della Spagna in 15 giorni

6 août 2025 à 11:36

Il Nord della Spagna è una delle aree più variegate e sorprendenti della penisola iberica. In un unico viaggio si attraversano spiagge selvagge, montagne spettacolari, borghi marinari, città storiche. Questo itinerario percorre oltre mille chilometri; parte da Vigo, in Galizia, e arriva fino a San Sebastián, nei Paesi Baschi, attraversando anche le regioni di Asturie, Cantabria.

Un percorso completo ma flessibile; da adattare a seconda del tempo a disposizione e degli interessi. È pensato in auto o camper, perfetto in primavera, estate (non fa mai troppo caldo) o inizio autunno, quando il clima è mite e le giornate lunghe.

Giorno 1 – Vigo

Vigo, città galiziana affacciata sull’Atlantico, ha un centro storico, il Casco Vello, che si sviluppa attorno a piazze ombreggiate, facciate in pietra e locande tradizionali. Dalla collina del Monte do Castro si gode di una vista completa sulla ría e sulle isole Cíes. Il quartiere di Bouzas conserva ancora l’atmosfera di villaggio di pescatori, mentre il porto svela il lato più moderno della città. Per chi ama la cucina di mare, ostriche, polpo alla gallega e pesce fresco si trovano praticamente ovunque.

vigo spagna
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Centro storico di Vigo

Giorno 2 – Isole Cíes

Dal porto di Vigo partono i traghetti per le Isole Cíes, accessibili solo con permesso da richiedere online (da chiedere con un po’ di anticipo perché i posti sono limitati). Inserite nel Parco Nazionale delle Isole Atlantiche, sono una delle mete naturalistiche più belle e più visitate di tutta la Spagna. Playa de Rodas è la spiaggia più conosciuta, collegamento naturale tra due isole. Chi ha tempo può salire verso i punti panoramici di Faro de Cíes o Alto do Príncipe. L’unico pernottamento possibile è nel campeggio autorizzato (da prenotare per tempo, con tenda propria o con tenda a noleggio).

Isole Cies, spagna
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Isole Cíes, nel Inserite nel Parco Nazionale delle Isole Atlantiche

Giorno 3 – Pontevedra e Santiago de Compostela

Rientrati a Vigo, ci si sposta verso nord, verso Pontevedra, con il suo centro storico pedonale, le piazze porticate e le facciate in pietra chiara. La città si visita a piedi, tra caffè, librerie e un’atmosfera senza tempo.

Pontevedra
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Pontevedra con vecchie case, chiese e parchi con fiori, Galizia

Nel pomeriggio si raggiunge Santiago de Compostela, capoluogo spirituale della Galizia. La cattedrale accoglie i pellegrini al termine del Cammino, ma anche chi arriva da turista rimane colpito dalla monumentalità del centro storico, dalla frenesia delle sue piazze e dalla qualità della cucina locale.

santiago de compostela
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Vista panoramica di Praza do Obradoiro e della Cattedrale, a Santiago de Compostela, in Galizia

Giorno 4 – Capo Finisterre e A Coruña

Dal cuore della Galizia si raggiunge Capo Finisterre, promontorio battuto dal vento considerato per secoli la fine del mondo conosciuto. I romani lo chiamavano “Finis Terrae” e credevano che il sole si spegnesse ogni sera nelle sue acque. Ancora oggi è una meta di pellegrinaggio per molti che proseguono il Cammino di Santiago fino alla scogliera, dove si trova uno dei fari più celebri d’Europa. Nei pressi del faro si trovano anche il cimitero progettato da César Portela e i resti dell’eremo di San Guglielmo, legato a riti antichi legati alla fertilità.

Proseguendo lungo la costa si arriva ad A Coruña. La Torre di Hércules, faro di epoca romana e patrimonio UNESCO, è uno dei suoi simboli. La penisola su cui sorge la Città Vecchia ospita un interessante complesso romanico di strade, piazze e chiese medievali. L’Aquarium Finisterrae, il Domus e la Casa delle Scienze mostrano invece il volto più moderno della città. Le ampie spiagge urbane di Riazor e Orzán completano il quadro con una delle immagini più caratteristiche della costa galiziana.

A Coruña. La Torre di Hércules
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A Coruña. La Torre di Hércules, faro di epoca romana e patrimonio UNESCO

Giorno 5 – Playa de las Catedrales e Luarca

Riprendendo la strada verso est si entra nella provincia di Lugo per visitare la spettacolare Playa de las Catedrales, famosa per le sue arcate naturali visibili solo durante la bassa marea. L’entrata è libera ma a posti limitati, e serve prenotare online in anticipo. Dopo la visita si prosegue per Luarca, già in territorio asturiano, un paesino piacevole arroccato su una baia a forma di “S”, dalle case bianche e dalla tradizione marinara. Un fiumiciattolo divide il borgo marinaro in due parti collegate da diversi ponti. Le costruzioni più interessanti sono il faro e la cappella di La Atalaya, senza dimenticare il cimitero, a picco sulla costa. Per scoprire le sue tradizioni si può entrare in uno dei tanti chigres, le antiche taverne asturiane, dove bere il sidro, versato dall’alto con un gesto deciso e rituale.

Playa de las Catedrales
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Playa de las Catedrales, famosa per le sue arcate naturali visibili solo durante la bassa marea

Giorno 6 – Cudillero e Oviedo

Da Luarca si raggiunge Cudillero, tra i borghi più fotogenici del Nord. Bastano poche ore per ammirare le case colorate che si arrampicano sulla collina, e osservare il via vai del porto ancora attivo.

Cudillero
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Cudillero, tra i borghi più fotogenici del Nord

Da qui si devia verso l’interno per visitare Oviedo, capitale delle Asturie. Il centro storico è ben conservato, con chiese preromaniche, piazze eleganti e, non meno importante, un’eccellente scena gastronomica. La città è conosciuta anche per le sue sidrerie, dove la bevanda viene versata secondo la tradizione asturiana.

Oviedo, capitale delle Asturie
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Piazza della Costituzione a Oviedo, nelle Asturie

Giorno 7 – Gijón e Lastres

Tornando verso la costa si arriva a Gijón, la seconda città delle Asturie, affacciata sulla Playa de San Lorenzo. Il centro storico si concentra nel quartiere di Cimadevilla, antica zona di pescatori tra la fortezza di Santa Catalina e il porto turistico. Qui si trovano tracce romane, piazze eleganti e l’opera “Elogio dell’Orizzonte” di Chillida, da cui si gode una delle vedute più suggestive sulla Costa Verde. Sull’altro lato della spiaggia sfocia il fiume Piles, che delimita con il suo corso il Parco Inglés e il Parco di Isabel la Católica.

Gijón,Asturie
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Gijón, la seconda città delle Asturie

Prima di arrivare a Ribadesella, vale la pena fare una sosta a Lastres, piccolo borgo marinaro arroccato sulla costa, con vista sull’oceano e un centro raccolto ma molto suggestivo.

Giorno 8 – Ribadesella e la Grotta Tito Bustillo

Ribadesella si sviluppa lungo l’estuario del fiume Sella, che divide in due il centro città e il porto peschereccio: a est si trova il centro storico cittadino, dichiarato Bene di Interesse Culturale; e a ovest la grotta di Tito Bustillo, un gruppo di grotte paleolitiche gioiello dell’arte rupestre europea (i biglietti per la visita vanno prenotati in anticipo, specialmente in estate). Il lungo ponte che collega le due rive ogni anno, il primo sabato di agosto, ospita la Discesa Internazionale del Sella, una delle feste più rappresentative delle Asturie.

Ribadesella
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Vista aerea di Ribadesella

Giorno 9 – Costa di Llanes e Potes

Tra Ribadesella e Llanes si percorre uno dei tratti costieri più spettacolari delle Asturie, un susseguirsi di spiagge nascoste, scogliere, e piccole baie. Qui ci si può fermare in base a quanto tempo si ha a disposizione, esplorando la costa in ogni suo angolo. Per una gita verso l’interno, Potes, nel cuore dei Picos de Europa, è un villaggio di montagna con atmosfera alpina, punto di partenza per escursioni in quota.

Giorno 10 – Monastero di Santo Toribio e Fuente Dé

Con un po’ di giorni a disposizione e per uscire dalle tratte più conosciute, ecco una deviazione possibile: Potes si trova lungo il Cammino Lebaniego, che conduce al Monastero di Santo Toribio, meta di pellegrinaggio. Da lì, una strada panoramica porta alla funivia di Fuente Dé, che in pochi minuti sale a oltre 1.800 metri, con una vista spettacolare sul massiccio dei Picos.

Giorno 11 – San Vicente de la Barquera, Oyambre e Comillas

Scendendo dai Picos si torna verso la costa cantabrica. A San Vicente de la Barquera, la città vecchia è stata dichiarata Bene di Interesse Culturale della Cantabria per l’interessante complesso monumentale che include la chiesa gotica di Santa María de los Ángeles, il castello e i resti della muraglia medievale. Tra i simboli del borgo spiccano anche i ponti: quello della Maza, con i suoi 28 archi, fu costruito nel XVI secolo per volere dei Re Cattolici; quello del Parral risale invece al XVIII secolo. La pausa al mare è nelle spiagge di Fuentes, El Rosal, El Tostadero e Merón, con sabbia dorata e viste sulla ría.

San Vicente de la Barquera
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San Vicente de la Barquera: la città vecchia è stata dichiarata Bene di Interesse Culturale della Cantabria

Il Parco Naturale di Oyambre circonda la zona con paesaggi estremamente vari: dalle scogliere alte fino a 50 metri alle spiagge aperte sull’oceano come Merón e Oyambre, fino alle spiagge interne che si aprono sugli estuari di San Vicente e La Rabia. Paludi, dune, estuari e colline erbose formano un mosaico di ambienti in cui trovano rifugio uccelli migratori, rapaci come il falco pellegrino e una vegetazione molto diversificata.

Playa de las Catedrales
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Parco naturale di Oyambre e spiaggia fluviale di Ria Capitan in Cantabria

Poco oltre, vale la pena una sosta a Comillas con la sua architettura modernista, tra cui spicca il Capricho di Gaudí, del celebre architetto di cultura catalana.

Giorno 12 – Santillana del Mar e Santander

La tappa successiva è Santillana del Mar, borgo medievale perfettamente conservato, dove si trova anche la Neogrotta di Altamira, fedele ricostruzione del celebre sito preistorico.

Nel pomeriggio si raggiunge Santander, una città che sembra uscita da una fiaba, con la sua baia, considerata una delle più belle del mondo. Una passeggiata nel centro storico permette di scoprire palazzi signorili e angoli dal fascino aristocratico, eredità della nobiltà che a fine Ottocento la scelse come meta di villeggiatura. Il simbolo della città è il Palazzo della Magdalena, costruito su un promontorio da cui si gode una vista eccezionale sull’Atlantico.

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Santader e la sua bellissima baia

Tra le spiagge più note ci sono El Sardinero, Camello, Mataleñas, La Concha e Los Peligros, tutte raggiungibili a piedi e ideali per una giornata di relax tra bagni e passeggiate sul lungomare. A tavola, da non perdere frutti di mare, i calamari fritti e vongole alla marinara.

Giorno 13 – Costa Quebrada e Castro Urdiales

Lasciando Santander, si percorre la costa di Liencres, detta Costa Quebrada, caratterizzata da scogliere scolpite dal vento e spiagge spettacolari. Qui si trova anche il Parco Naturale delle Dune di Liencres, uno dei più vasti sistemi dunali della costa settentrionale spagnola. Il parco ospita una ricca biodiversità e comprende anche isolotti, l’estuario del fiume Pas, parte del monte Tolío e la ría di Mogro. Dichiarata Geoparco UNESCO nel 2025, quest’area è un vero e proprio laboratorio naturale.

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Costa Quebrada Playa de Arnia a Pielagos di Cantabria in Spagna

Si prosegue fino a Castro Urdiales, cittadina con porto storico, castello e chiesa gotica, che segna l’ingresso nei Paesi Baschi.

Giorno 14 – Getxo, Puente Colgante e Bilbao

Lungo la costa si incontra il ponte sospeso di Portugalete, patrimonio UNESCO, che collega le due sponde della ría del Nervión.

Si arriva quindi a Bilbao, città simbolo della trasformazione urbana contemporanea. L’iconico Museo Guggenheim, progettato da Frank Gehry, ha cambiato il volto della città, affiancato da opere di architetti come Calatrava, Foster e Starck. Bilbao è oggi un punto di riferimento internazionale per l’arte e l’architettura contemporanea, ma resta anche profondamente legata alla sua tradizione basca. Il centro storico, con le Siete Calles, è un concentrato di storia, taverne e pintxos; il mercato della Ribera e Plaza Nueva sono punti forti della cultura gastronomica locale. Ma Bilbao è anche una città verde e vivibile, con il Parco di Doña Casilda, la funicolare di Artxanda e la ría; mentre in pochi minuti si raggiungono le spiagge di Getxo, sull’oceano.

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Il Guggenheim Museum di Bilbao

Giorno 15 – La costa basca e San Sebastián

Sulla costa tra Bilbao e San Sebastián si possono prevedere tappe a Mundaka, Lekeitio, le scogliere flysch di Zumaia e il borgo di Getaria, a seconda del tempo a disposizione.

Infine, San Sebastián è la meta perfetta per concludere il viaggio, che in estate ospita un fitto calendario di feste. Situata su una baia di sabbia bianca tra i monti Urgull e Igeldo, la città ospita il Museo San Telmo, il gruppo scultoreo del Pettine del Vento di Eduardo Chillida, il palazzo Miramar, il moderno edificio del Kursaal nel quartiere di Gros, solo per dare qualche spunto. Per il bagno, c’è la spiaggia di La Concha; mentre dalla cima del Monte Igeldo si gode una delle vedute più spettacolari della costa basca.

L’itinerario via mare che ti permette di riscoprire la Costiera più bella d’Italia

16 juillet 2025 à 09:56

C’è sempre un buon motivo per visitare la Costiera Amalfitana, e i viaggiatori che giungono su questo lembo di terra bagnato dal mare in primavera e in estate ne sono la conferma. Del resto parliamo di uno dei tratti di costa più belli del nostro Paese e del mondo intero. Un territorio da percorrere on the road, per un viaggio mozzafiato, o in barca per chi non si stanca mai di ammirare il turchese del mare che si fonde con quello del cielo e nell’orizzonte si perde.

La Costiera Amalfitana, dicevamo, è una di quelle destinazioni imprescindibili, da visitare almeno una volta, per chi vive in Italia e per chi è in visita nel Bel Paese. Tra paesaggi mozzafiato, angoli di paradiso incontaminati, meraviglie da scoprire e profumi agrumati in ogni dove, questo territorio offre un’esperienza immersiva tra spiagge da sogno, storia e cultura.

Per visitarla ci sono tre opzioni. La prima è quella che prevede un viaggio on the road tra curve ondeggianti e sinuose che spalancano, a ogni chilometro, panorami di immensa bellezza. È possibile raggiungere la costiera anche in treno, facendo tappa a Salerno e poi prendendo autobus o traghetti. L’alternativa per chi vuole fare incetta di meraviglia, invece, è quella di scoprire la Costiera Amalfitana via mare per ammirare le sue meraviglie lasciandosi accarezzare dal vento e dalla brezza marina.

Costiera Amalfitana: come raggiungerla via mare

Se avete scelto di raggiungere la Costiera Amalfitana in estate, e godere così di un clima unico e di tutte le esperienze che la stagione offre, il modo migliore per visitarla tutta e in maniera inedita è quello che attraversa il mare. Da fine aprile e fino a ottobre, infatti, i collegamenti via mare si intensificano e potrete approfittare di traghetti e aliscafi in partenza da diversi luoghi per esplorare le meraviglie di questo tratto di costa.

Non esiste un collegamento diretto da Napoli, ma partendo dal capoluogo campano potrete raggiungere Sorrento, la suggestiva e profumata città dei limoni, e dopo aver trascorso qui la giornata potete imbarcarvi i porti di Amalfi e Positano.

il mare di Positano
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La splendida Positano e il suo mare

In alternativa potete, invece, raggiungere Salerno in auto e in treno e da lì imbarcarvi in uno dei tanti aliscafi che collegano la città ai porti di Amalfi, Cetara, Positano, Minori e Maiori. Tra luglio e agosto, inoltre, sono attivi ulteriori collegamenti che consentono di raggiungere anche gli altri paesi della Costiera Amalfitana.

Se desiderate, invece, un viaggio più rilassato e senza vincoli di orari, vi consigliamo di noleggiare una barca o di intraprendere un tour privato, sempre via mare, per scoprire calette, spiagge segrete e meravigliose scogliere a picco sul mare.

Costiera Amalfitana: le tappe imperdibili da Positano a Vietri sul Mare

Ma quali sono le tappe imperdibili di un’itinerario via mare lungo la Costiera Amalfitana? Si comincia da Positano, considerata la perla della costiera e dell’Italia meridionale. La sua bellezza precede la sua fama, così come lo fanno le sue atmosfere glamour, le stradine scoscese, le caffetterie di lusso e le boutique dedicate alla moda mare. Imperdibili la Spiaggia Grande e quella di Fornillo, la Grotta La Porta e la Grotta Smeraldo. Non solo mare però, una volta toccata la terraferma vi consigliamo di visitare la Chiesa di Santa Maria Assunta, con la cupola in maiolica, e intraprendere il Sentiero degli Dei, un percorso escursionistico che collega il paese agli altri luoghi della Costiera.

Altra tappa imperdibile del nostro tour è Praiano, facilmente raggiungibile via mare con traghetto da Salerno. Qui la bellezza è di casa, al punto tale che il territorio comunale è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1997. Imperdibili sono Marina di Praia, una suggestiva e pittoresca spiaggia incastonata tra le rocce e sorvegliata da una torre saracena, e la Gavitella, una spiaggia glamour bagnata da acque contraddistinte da mille sfumature di azzurro.

Spiaggia di Praia a Praiano
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Marina di Praia, una delle spiagge più belle della Costiera

A circa 5 km da Praiano, troviamo poi Furore, raggiungibile in auto, in bus o in alternativa con barca privata. Qui, dove il mare abbraccia la montagna formando una piccola e suggestiva baia, è d’obbligo una tappa perché è proprio qui che è possibile immergersi nelle acque del fiordo naturale della Costiera, un vero e proprio gioiello da ammirare e da esplorare. Costeggiando il litorale, poi, è possibile anche raggiungere la Grotta dello Smeraldo, una piscina naturale coperta che è meta imprescindibile di chiunque esplori il territorio.

Il viaggio continua con Amalfi, raggiungibile comodamente in traghetto da Salerno e dagli altri porticcioli della costiera. La cittadina, che prende il nome dall’amante di Ercole, è uno dei luoghi più amati dai turisti e i motivi sono facilmente intuibili. Da non perdere il centro storico, il Duomo, il Chiostro del Paradiso e il Museo della Carta, insieme ai tanti laboratori che puntellano il paese, e poi, ancora, acque cristalline e Marina Grande, la pittoresca e colorata spiaggia di Amalfi nonché tra le più frequentate di tutta la costiera.

Troviamo poi Atrani, anche questa raggiungibile via mare in barca privata o traghetto, un borgo costruito a picco sul mare che sembra un piccolo gioiello in miniatura. Dopo una passeggiata tra vicoli, scale e case che si arrampicano sulla roccia, prendetevi del tempo per scendere in spiaggia e per immergervi in acque da sogno.

Da qui è possibile raggiungere Ravello, in auto, in moto o in bus, ed esplorare uno dei borghi più suggestivi del nostro Paese che da secoli incanta poeti, scrittori e celebrità.

Prima di raggiungere Vietri sul Mare, ultima tappa del nostro tour, vi consigliamo di prendervi del tempo per perdervi e immergervi nelle splendide località di Minori e Maiori, entrambi raggiungibili in traghetto da Salerno, Cetara, Amalfi, Positano e Vietri. Situate a pochissima distanza l’una dall’altra, questi due gioielli ospitano la spiaggia più lunga della Costiera, una lingua di sabbia dorata incastonata tra le scogliere e il mare cristallino.

Maiori
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Maiori, Costiera Amalfitana

L’ultima tappa, o la prima per chi parte da Salerno, è Vietri sul Mare, il comune più popolato della Costiera nonché il più orientali. Cosa fare una volta toccata la terraferma? Sicuramente visitare i laboratori e le botteghe artigianali, proprio lì dove è custodita l’antica arte della lavorazione della ceramica, tramandata da generazione in generazione. Poi passeggiate tra le spiagge assolate, le calette segrete e lasciatevi incantare dal blu magico del Golfo.

Cosa vedere a Domodossola in un giorno: tra bellezze medievali e riserve naturali

11 juin 2025 à 11:00

L’Italia è un Paese ricco di tesori nascosti da scoprire e, tra le molte città che meritano almeno una visita, c’è senza dubbio quella di Domodossola. Situata in Val d’Ossola, nella provincia del Verbano-Cussio-Ossola, questa cittadina è da sempre un crocevia in una posizione strategica, poiché non è lontana da Milano, dalla Svizzera, dal lago Maggiore e dal resto del Piemonte.

Riscuote anche grande successo per i luoghi di interesse artistico che ne adornano il centro storico e le periferie. Se state quindi pensando di fare un salto da queste parti e dedicare una visita di un giorno a Domodossola, ecco quali sono i luoghi e le attrazioni imperdibili.

Tappa 1: il centro storico

Tra i luoghi da visitare a Domodossola merita una menzione il centro storico della città, che conserva ancora un aspetto medievale tra stradine e viuzze tortuose. Il fulcro è rappresentato dalla Piazza del Mercato, un vero e proprio gioiellino di arte rinascimentale adornata da affascinanti portici quattrocenteschi. Qui si svolge ogni sabato un suggestivo mercato, inaugurato nel 917 d.C. dal re Berengario.

Sulla piazza del Mercato si affacciano vari palazzi rinascimentali. Tra i più suggestivi c’è San Silva, costruito nel Rinascimento e oggi monumento nazionale. Questo edificio è famoso per le incorniciature delle finestre realizzate in marmo di Crevola e la scala a chiocciola che mette in comunicazione tutti i piani all’interno della casa.

Altrettanto suggestivo è Palazzo Mellerio, oggi sede della polizia municipale e di alcuni uffici comunali. Sulla sua facciata si trovano il medaglione del conte Giacomo Mellerio e il bassorilievo dell’abate Antonio Rosmini. Merita infine una menzione il Palazzo di Città, attuale sede comunale, costruito nel 1847. Al suo interno c’è la sala storica della Resistenza ossolana, mentre una lapide ricorda la motivazione della medaglia d’oro al valor militare conferita alla val d’Ossola dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Molto suggestiva è anche Via Briona, su cui si affacciano le caratteristiche case con tetti in piode. Nel vecchio quartiere La Motta, invece, spicca Piazza Fontana, al cui centro si possono ammirare la fontana ottagonale e l’obelisco. Piuttosto difficile, infine, scorgere i resti delle antiche mura pentagonali, che già dai primi del 1300 cingevano il borgo di Domodossola.

Tappa 2: le chiese

Domodossola è famosa anche per le bellissime chiese situate nel suo territorio. Tra tutte citiamo la Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, costruita tra il 1792 e il 1798. L’edificio, composto da tre navate e sei cappelle, conserva un pregevole altare maggiore in marmi policromi.

Abbiamo poi il Santuario della Madonna della Neve, risalente al XVII secolo. Al suo interno si trovano numerosi affreschi di pregio, tra cui il dipinto Matrimonio della Vergine attribuito al pittore fiorentino Luigi Reali. Di fronte, sorge il Collegio Mellerio Rosmini, che contiene una ricchissima biblioteca (circa 60.000 volumi) ed è sede del Museo di Scienze Naturali, visitabile su richiesta.

Tappa 3: i musei civici a Palazzo San Francesco

Se avete voglia di approfondire la storia della città visitando un museo, vi consigliamo quelli ospitati all’interno di Palazzo San Francesco, in passato chiesa francescana. Il percorso espositivo è suddiviso in tre piani e permette di passare dal Museo di Scienze Naturali alla Pinacoteca, fino alla sezione archeologica e a quella dedicata all’arte sacra.

Uno spazio è inoltre dedicato alla collezione grafica, mentre al pian terreno la chiesa duecentesca è destinata alle mostre temporanee. Durante la visita, non dimenticate di ammirare gli splendidi affreschi realizzati nel palazzo tra il XV e XVII secolo, rinvenuti durante le operazioni di restauro.

Tappa 4: il Sacro Monte Calvario

A circa 30 minuti dal centro di Domodossola sorge il Sacro Monte Calvario, Patrimonio UNESCO tra i Sacri Monti alpini dal 2003, fondato poco dopo la metà del Seicento. Durante la visita al complesso, tra le tappe più interessanti da fare in questa zona del Piemonte, scoprirete la cella che, nel XIX secolo, fu abitata dal teologo Antonio Rosmini, e gli altri edifici tutelati dalla Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte Calvario.

Tra questi citiamo il Castello Medievale di Mattarella, l’Oratorio della Madonna delle Grazie, l’Orto Botanico avviato dai religiosi del Sacro Monte nei terreni destinati in parte a uso agrario e in parte a giardini ornamentali. Per scoprire l’orto potete partecipare anche alle visite guidate e alle attività didattiche organizzate durante l’anno.

Sacro Monte Calvario a Domodossola
Fonte: iStock
Il Sacro Monte Calvario

Cosa vedere nei dintorni di Domodossola

Se avete più di un giorno a vostra disposizione, potete andare alla scoperta dei dintorni di Domodossola. Nelle vicinanze della città ci sono diversi borghi molto caratteristici, dove passeggiare tra case in pietra, latterie storiche e cantine, come il Borgo Canova.

Qui potrete ammirare la classica architettura rurale in pietra, un materiale caratteristico della Val d’Ossola, tra muri a secco e tetti in piode. Nelle vicinanze c’è anche l’area dei mulini che, in passato, sfruttavano l’abbondanza d’acqua dovuta al Toce e ai suoi immissari.

E, se volete vivere un’esperienza particolare, salite sul treno panoramico Vigezzina-Centovalli, un modo unico e sostenibile per scoprire il territorio.

Itinerari e consigli per visitare la Costa Azzurra in camper

7 avril 2025 à 11:54

La Costa Azzurra, o Côte d’Azur, è il tratto di litorale francese che si estende da Mentone fino a Saint-Tropez. Affacciata sul Mediterraneo, questa regione incanta da sempre i viaggiatori di tutto il mondo per il suo mare spettacolare, e perché soddisfa tutti i gusti: di chi punta a destinazioni eleganti e prestigiose; per le famiglie che cercano servizi comodi e accessibili; di chi preferisce esperienze meno battute nell’entroterra.

Grazie alla vicinanza con l’Italia e al clima mite quasi tutto l’anno, la Costa Azzurra è una destinazione perfetta per chi parte per una vacanza anche di breve durata, con la possibilità di alternare giornate in spiaggia a escursioni nei borghi dell’interno.

Limitazioni per i camper in Costa Azzurra

Per chi viaggia in camper? La casa mobile è simbolo di libertà, flessibilità, autonomia; ma chi sceglie questo mezzo per visitare la Costa Azzurra deve considerare alcune limitazioni, soprattutto per quanto riguarda le soste notturne lungo la costa. Molte località, tra cui Nizza, Villefranche, Beaulieu e Cap d’Ail, non sono attrezzate con parcheggi riservati, aree sosta e campeggi, e non consentono la sosta notturna dei camper. Questo non impedisce di esplorare la zona durante il giorno, ma rende necessaria un’organizzazione diversa per pernottare, preferendo l’entroterra o le aree attrezzate nei pressi dei villaggi di montagna.

Strade panoramiche: le tre Cornici della Costa Azzurra

Il tratto tra Nizza e Mentone è collegato da tre strade panoramiche note come Corniche: la Basse, la Moyenne e la Grande. Percorrerle in camper è possibile, prestando attenzione alla larghezza dei mezzi e alla guida in alcuni tratti più stretti o trafficati, specialmente in alta stagione.

Basse Corniche

La Basse Corniche, o Corniche Inferiore, è la strada costiera che si snoda lungo il litorale, collegando località rinomate come Villefranche-sur-Mer, Beaulieu-sur-Mer, Saint-Jean-Cap-Ferrat e Cap d’Ail. Costruita nel 1860, questa via offre viste spettacolari sul Mediterraneo e permette di ammirare le eleganti dimore della Belle Époque che punteggiano la costa. Una sosta sul Boulevard Carnot è consigliata per godere di una delle vedute più suggestive sulla Baie des Anges. Lungo il percorso, si incontrano il pittoresco borgo di Villefranche-sur-Mer, con il suo centro storico colorato e la cittadella, e l’elegante Beaulieu-sur-Mer, nota per la Villa Kerylos. La penisola di Saint-Jean-Cap-Ferrat è conosciuta come la “penisola dei miliardari” (da qui partono sentieri costieri immersi nella natura selvaggia); e infine, Cap d’Ail, con la sua spiaggia di Mala incastonata tra le scogliere, è una tappa imperdibile. ​

Plage des Marinieres
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Plage des Marinieres a Villefranche-sur-Mer

Moyenne Corniche

La Moyenne Corniche, o Corniche Media, si trova a poche centinaia di metri sul livello del mare e offre panorami eccezionali lungo le ripide scogliere. Costruita tra il 1919 e il 1928, questa strada collega Nizza a Mentone, passando per il villaggio medievale di Èze, arroccato su uno sperone roccioso a picco sul mare. A Èze, è possibile visitare il Giardino Esotico, che offre una vista spettacolare sulla costa, e le profumerie Galimard e Fragonard, dove è possibile creare il proprio profumo. La Moyenne Corniche attraversa anche La Turbie, nota per il Trofeo di Augusto, monumento romano del I secolo a.C., da cui si gode una vista panoramica sul litorale e sul Principato di Monaco. Lungo il percorso, si trovano aree verdi come il Parc du Mont Boron e il Parc du Vinaigrier, per una sosta nella natura.

costa azzurra in camper
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Strada dalla Moyenne Corniche a Eze

Grande Corniche

La Grande Corniche, o Corniche Superiore, si trova a oltre 400 metri di altitudine ed è la più antica delle tre strade, costruita per ordine di Napoleone I seguendo il tracciato della via romana “Via Augusta”. Inizia nel quartiere Riquier di Nizza, più precisamente in corso Bischoffsheim, e offre vedute panoramiche spettacolari, con il blu del Mediterraneo da un lato e le montagne del Mercantour dall’altro. La strada attraversa il Parco Dipartimentale della Grande Corniche, che si estende dal monte Vinaigrier al monte Bastide, passando per il monte Leuze, il Plateau de la Justice, il forte della Revère e la cima della Forna. Lungo il percorso, si trovano l’Osservatorio di Nizza, progettato da Charles Garnier con una cupola realizzata da Gustave Eiffel, e l’Astrorama di Èze, che offre serate di osservazione astronomica. La Grande Corniche è spesso utilizzata per eventi sportivi, come la corsa ciclistica “Parigi-Nizza”, e ha fatto da sfondo a film celebri, tra cui “Caccia al ladro” di Alfred Hitchcock. È particolarmente apprezzata da appassionati di auto e moto per le curve panoramiche e i test drive, ma va percorsa con cautela, specialmente in camper.

Dove sostare in camper: costa e entroterra

Lungo la costa, la sosta notturna per i camper è generalmente vietata. Nizza, Villefranche-sur-Mer, Beaulieu-sur-Mer, Cap d’Ail e Èze non permettono la sosta notturna di camper , autocaravan e roulotte. A Èze è possibile fermarsi solo in giornata nel Parking de l’Oppidum du Col d’Eze, aperto da luglio a metà settembre, ideale per una breve sosta panoramica.

Un’opzione utile per fermarsi in zona è Saint-Laurent-du-Var, dove in avenue Déchame esiste un parcheggio gratuito per camper, aperto dalle 17 alle 10, seppur senza servizi. A pochi chilometri si trova il Camping Magali, aperto dal 1° febbraio al 31 ottobre, con piazzole attrezzate e tutti i servizi, soluzione comoda per chi desidera esplorare la costa e rientrare poi in struttura.

Nell’entroterra si trovano diverse soluzioni per la sosta. A Carros, l’area camper si trova nel parcheggio di Place du Puy: si consiglia di segnalare la propria presenza alla polizia municipale. A Levens non ci sono aree attrezzate, ma è possibile sostare per una o due notti nei parcheggi pubblici. Clans offre invece una vera area attrezzata, con possibilità di sosta prolungata e servizi dedicati.

Chi desidera spingersi verso la montagna troverà diverse alternative. A Saint-Dalmas-le-Selvage si trova un parcheggio pubblico aperto in tutte le stagioni. Lungo la salita del Col de la Bonette, invece, i camper non possono circolare. Saint-Étienne-de-Tinée accoglie i viaggiatori al Camping du Plan d’Eau, con piazzole attrezzate e permanenza massima di tre giorni. In alternativa, si può sostare liberamente lungo il fiume, ma senza servizi.

A Auron, il Plateau de Chastellarès propone un’area camper con allacci elettrici. Roubion, nella zona Les Buisses, dispone di un’area immersa nella natura, aperta tutto l’anno e senza necessità di prenotazione. Belvédère ospita una comoda area sosta operativa in tutte le stagioni, perfetta per esplorare il Parco del Mercantour.

Consigli di viaggio e di guida

La Costa Azzurra è una meta straordinaria anche per chi viaggia in camper, a patto di pianificare l’itinerario con attenzione. Le strade sono panoramiche e ben mantenute, ma alcune presentano curve strette e tratti in pendenza, specialmente lontano dalla riviera. È importante valutare sempre le dimensioni del proprio veicolo prima di intraprendere itinerari secondari.

Per pernottare, la scelta migliore resta l’entroterra o le strutture organizzate poco distanti dalla costa. La sosta libera è spesso vietata e controllata. In alternativa, è possibile organizzare tappe diurne lungo le Cornici, approfittando dei panorami e delle visite nei borghi, per poi rientrare in campeggio per la notte.

Come sempre, è consigliato viaggiare fuori alta stagione, in primavera o a settembre-ottobre, quando le temperature sono ancora miti, il traffico e i costi diminuiscono ed è più facile trovare posto nelle aree di sosta.

Paradisi in Terra, le 10 isole più belle dell’Oceano Pacifico

25 mars 2025 à 17:27

Paesaggi magici e incontaminati, acque cristalline, fondali marini pieni di meraviglie, picchi vulcanici, valli fluviali da sogno, questo e tanto altro hanno da offrire le Isole del Pacifico, veri e propri angoli di paradiso nei quali fuggire dal mondo. L’Oceano Pacifico conta circa 20/30.000 isole, ed è proprio in questo oceano che si trovano le migliori isole del mondo. Scopri in questo articolo quali sono, secondo noi di SiViaggia, le 10 isole tropicali più belle del Pacifico, tutte da sognare e da visitare non appena possibile.

Isola di Norfolk

Una delle più belle isole australiane nel Pacifico è quella di Norfolk. È l’isola principale dell’omonimo piccolo arcipelago, situato ad est dell’Australia, tra la Nuova Zelanda e la Nuova Caledonia. Scoperta dall’esploratore Cook, è caratterizzata da una rigogliosa vegetazione autoctona, in particolare dal pino dell’Isola Norfolk, vero e proprio simbolo dell’isola come si può osservare dalla bandiera nazionale.

In questo posto da favola, circondato da spiagge candide e acque cristalline, è anche possibile fare trekking perdendosi nel Giardino Botanico, oppure sui sentieri dei monti Pitt e Bates. Da non perdere inoltre la visita a uno dei siti storici meglio conservati dell’intero Pacifico: il Kingston and Arthurs Vale Historic Area, meglio conosciuta con l’acronimo KAVHA e inserita nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità.

Isola Norfolk, Pacifico
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L’incredibile paesaggio dell’Isola Norfolk

Isole Whitsunday

Le Whitsunday rientrano nella lista delle isole australiane più spettacolari. Situate nel mar dei Coralli al largo della costa centrale del Queensland, sono un arcipelago di 74 isole continentali di varie dimensioni che prendono il nome dalla più grande, la Whitsunday appunto. Quest’ultima, nonostante le strutture poco ricettive, attira a sé tantissimi turisti ogni anno, grazie soprattutto a Whitehaven Beach: un tratto di spiaggia lungo 6 km considerato tra i più belli del mondo.

Whitehaven Beach, Australia
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L’affascinante Whitehaven Beach

Isole Galapagos

Una delle principali destinazioni al mondo per gli amanti della natura incontaminata, le Isole Galapagos dell’Ecuador sono considerate dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Famose per la loro biodiversità, queste isole sono abitate da iguane, tartarughe giganti di ogni tipo, leoni marini, pinguini e tantissime specie di uccelli.

Non a caso, è proprio dallo studio della flora e la fauna di queste isole che Darwin prese ispirazione per formulare la sua Teoria dell’Evoluzione!

Isole Galapagos, Ecuador
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Iguane marine alle Isole Galapagos

Aitutaki

Aitutaki è un atollo del Pacifico che offre ai visitatori spiagge mozzafiato e acqua cristallina. L’isola corallina è situata a 235 km a nord est di Rarotonga, la capitale delle Isole Cook. Essendo abbastanza difficile da raggiungere, fa ancora parte delle isole poco turistiche, ma sono sempre di più i turisti che vengono a tuffarsi nella laguna turchese di questo posto paradisiaco e ad ammirare i motu che lo circondano.

Aitutaki, Pacifico
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Tutta la bellezza di Aitutaki

Moorea

Tra le isole più belle della Polinesia Francese c’è Moorea, una delle mete preferite dagli innamorati in luna di miele. Circondata dalla barriera corallina, le acque limpide e le spiagge da sogno non sono l’unica cosa che questo piccolo paradiso ha da offrire. Oltre alle due baie stupende in cui fare immersioni per ammirare la barriera corallina, infatt,i è possibile fare escursioni sulle montagne dell’isola e scoprire la bellezza della sua natura incontaminata.

Moorea, Polinesia Francese
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Veduta di Moorea

Isole della Grande Barriera Corallina

Bene protetto dall’UNESCO e Patrimonio dell’umanità, la Grande Barriera Corallina è la più grande estensione di corallo del mondo: si sviluppa per 2300 chilometri ed è composta da 900 isole. Queste sono vere e proprie isole paradiso del Pacifico, dei capolavori della natura diversissimi tra loro. Non si può stabilire quale sia la più bella, data la loro diversità, ma di certo ognuna di loro offre un’esperienza unica e indimenticabile.

Isole della Grande Barriera Corallina, Australia
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Una delle Isole della Grande Barriera Corallina

Raiatea

Le isole del Pacifico però non sono solo belle spiagge, perché ci sono luoghi come Raiatea, ad esempio, che non ne hanno per niente. Non per questo però è priva di meraviglie da scoprire. Qui infatti si può approfondire meglio la conoscenza della cultura polinesiana e i resti delle antiche civiltà. Sono infatti tantissime i marae, luoghi sacri, edificati dagli antichi polinesiani. In particolare, il Marae Taputapuatea è uno dei tempi più importanti della Polinesia Francese.

Raiatea, Pacifico
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Splendido paesaggio di Raiatea

8. Palau

Il nome, nella lingua locale, è letteralmente tradotto in “favola” e non c’è termine migliore per definire questo arcipelago. Queste 200 isole della Micronesia sono circondati da acque dai fondali incontaminati e ricchi di biodiversità. Un luogo di pace in cui godersi il relax in piena regola, baciati dal sole che splende tutto l’anno.

Palau, Micronesia
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Paesaggio incredibile di Palau

Efate

Efate è l’isola più popolosa delle Vanuatu ed è situata nel Pacifico meridionale. La sua capitale, Port Vila, è un mix di culture tutte da scoprire. Qui è possibile praticare windsurf, fare snorkeling, visitare le caratteristiche piantagioni di cocco e ammirare le spettacolari Cascate di Mele.

Efate, Pacifico
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Il tramonto di Efate

Taveuni

La terza isola più grande delle Fiji è anche chiamata “isola giardino” dato che il 60% della superficie è coperto da un manto di foresta pluviale. A Taveuni è possibile ammirare tutta la bellezza della natura, tra piscine naturali, cascate e piante tropicali pieni di uccelli variopinti di ogni genere. Gli appassionati di immersione subacquea, invece, possono godere di uno spettacolo fantastico osservando i banchi di corallo nello stretto di Somosomo.

Taveuni, Fiji
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Spiaggia sabbiosa di Taveuni

Cosa fare ad Aprica, tra sci, ciaspole e passeggiate

12 janvier 2025 à 10:50

Ogni stagione è quella giusta per visitare Aprica, dove la natura è integra e ci si può immergere nelle sue bellezze d’estate come d’inverno. Situata nella provincia di Sondrio, tra le cime innevate della Val Camonica e della Valtellina, a cavallo del passo che porta lo stesso nome, questa graziosa cittadina dalle origini medievali è stata per lungo tempo un crocevia importante tra i versanti delle Alpi. E sono proprio queste memorie come luogo d’incontro che l’hanno resa, a partire dal XIX secolo, un riferimento nel mondo turistico per la sua accoglienza e ospitalità, ma anche per gli splendidi paesaggi.

Sono luoghi ricchi di suggestioni, ideali per trascorrere una vacanza all’insegna degli sport invernali o delle escursioni estive in montagna. Il tutto arricchito da un borgo che ha resistito al passare del tempo, dove provare le specialità tipiche del territorio e pianificare un’esperienza immersiva anche nei dintorni.

Aprica: cosa fare in inverno

Inverni lunghi, neve sempre abbondante, piste da sci adatte a tutti: Aprica è una meta molto amata per chi vuole sciare in Lombardia e godersi la stagione fino alla fine. Qui troverete ad aspettarvi il comprensorio sciistico Aprica-Corteno, con i suoi 50 chilometri di piste tra gli impianti del Baradello, in località San Pietro, Palabione e Magnolta, tutti collegati tra loro.

Le piste da sci sono adatte sia ai principianti che agli sciatori esperti, che potranno praticare questo sport sullo sfondo di aree naturalistiche incontaminate e paesaggi di montagna incantevoli. Non solo sci: ad Aprica ci sono percorsi immersi nei boschi da vivere con le ciaspole, aree divertenti per i bambini con bob, slittino e giochi sulla neve, oltre che la Superpanoramica del Baradello. Questa è la pista da sci illuminata più lunga d’Europa e offre una vista mozzafiato sul fondovalle e la Valtellina!

Aprica: cosa fare in estate

Se d’inverno sono le piste da sci le vere protagoniste, d’estate saranno le escursioni a piedi o in bicicletta ad allietare gli amanti della montagna e delle attività all’aria aperta. In funzione anche durante i mesi più caldi, le funivie del comprensorio Aprica-Corteno vi permetteranno di raggiungere facilmente e in totale comodità i punti di partenza per i diversi sentieri.

Passi alpini, sentieri dedicati, piste ciclabili per tutta la famiglia aspettano anche gli amanti delle mountain bike e delle e-bike. Fra sentieri, strade militari e alpeggi potrete immergervi completamente nella natura alpina e godervi un panorama mozzafiato in sella alla vostra bici.

A piedi, invece, avrete a vostra disposizione oltre 200 chilometri di sentieri e itinerari di montagna che attraversano zone naturalistiche molto interessanti come la Riserva Naturale di Pian di Gembro o la Riserva Naturale delle Valli di Sant’Antonio con la Val Brandet e la Valle di Campovecchio.

Aprica: cosa vedere in città

Passeggiando per le stradine del borgo si possono notare bellissimi affreschi realizzati sui muri delle case in tre delle sei contrade di Aprica. Si tratta delle opere dell’artista valtellinese Alcide Pancot che decorano le facciate di alcuni edifici in contrada S. Maria, S. Pietro e Dosso. I murales rappresentano la storia del comune e ritraggono i bellissimi paesaggi alpini, in questo modo sembra di camminare tra i boschi e tra i sentieri scoscesi anche quando si è in città.

Gli edifici religiosi di Aprica sono situati a poca distanza l’uno dall’altro, per questo è facile visitarli tutti in una mezza giornata di passeggiata nel cuore della cittadina. Troverete il Santuario di Maria Ausiliatrice, dallo stile moderno e con un bellissimo albero dei frutti salesiani che decora la parete interna; la Parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, in stile romanico e con un suggestivo baldacchino in legno intagliato che sovrasta l’altare maggiore; e la Chiesa di Santa Maria assunta con il suo imponente organo a canne.

Feste, tradizioni e buona cucina ad Aprica

Se visitate Aprica agli inizi di marzo, oltre a poter godere ancora delle cime innevate e delle piste, avrete l’opportunità di assistere a un evento tradizionale molto sentito: la Sunà da Mars. Organizzata per il 1 marzo, questa festa celebra l’antica usanza di svegliare la primavera con il suono dei campanacci. Tutti gli anni, partendo dalle diverse contrade (S. Pietro, Dosso, Mavigna, S. Maria, Liscidini e Liscedo) gli abitanti percorrono le vie del paese con le bronse e i sampogn (i campanacci) affinché il suono risvegli l’erba e la natura riprenda il suo corso.

Che sia d’inverno o d’estate, infine, non potete lasciare Aprica senza aver provato le specialità tipiche del territorio. Qui regna sovrana la cucina valtellinese: dagli antipasti a base di taglieri con salumi e formaggi, in primis il salume locale chiamato slinsega e il formaggio Bitto, dal sapore deciso, ai primi come i pizzoccheri, conditi con verza, patate, burro, aglio e formaggio casera. Terminate il vostro pasto con un dolce, dalla bisciola, un pane ricco e dal sapore rustico ripieno di frutta secca ed essiccata, alla cupeta, un dolce a base di ostie, miele e noci prodotto prevalentemente in autunno.

Pizzoccheri Aprica
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Pizzoccheri tipici della Valtellina

Soroche: cause e rimedi del mal di montagna peruviano

20 décembre 2024 à 19:04

Viaggiare ed esplorare il mondo, colmare gli occhi di meraviglia e la valigia di esperienze, ma farlo con la consapevolezza che si devono affrontare diverse situazioni e che, alcune di queste, potrebbero portare fastidi. Quindi per vivere pienamente la vacanza è bene prepararsi con anticipo.

Succede, ad esempio, visitando le meravigliose Ande in Perù o Bolivia, quando si trascorre lungo tempo a quote decisamente alte. Qui, infatti, se non ci si prepara con cura si rischia di soffrire di soroche, il mal di montagna.

La causa è l’altezza, che in alcune persone – se non si procede con un adattamento – può dare vita a diversi sintomi fastidiosi. Infatti questa serie di disturbi non colpisce solo i viaggiatori di questa zona del mondo, ma anche tutti coloro che si apprestano a salire nei punti più elevati senza la giusta preparazione.

Tutto quello che c’è da sapere sul soroche e su come combatterlo.

Soroche, il mal di montagna da combattere (ad esempio) sulle Ande

Quando si viaggia alla scoperta dell’America del Sud difficile non imbattersi nella Cordigliera delle Ande, una catena montuosa che tocca sette stati tra cui Perù e Bolivia. Qui si incontrano luoghi di una bellezza straordinaria, tesori preziosi e testimonianze uniche.

Basti pensare al Perù: sulle Ande si incontra Cusco, che è stata la storica capitale dell’impero Inca, ma anche Machu Picchu, sito archeologico di grande importanza, oppure alla Bolivia e alla sua capitale La Paz. Tutti luoghi diversi, ma accomunati dal fatto di trovarsi sulle Ande e ad altezze davvero notevoli: Cusco è circa 3400 metri sopra il livello del mare, Machu Picchu a 2430, mentre La Paz viene considerata la capitale più alta al mondo e si trova a 3500 metri.

Insomma, luoghi in cui si può provare la sensazione di sfiorare il cielo: e se è vero che sono meravigliosi e regalano emozioni uniche, è anche vero che per raggiungerli bisogna prendere delle precauzioni perché il rischio di soffrire il mal di montagna (soroche) è davvero elevato. Ma va anche ricordato che la ragione principale per cui si manifesta è la salita veloce; quindi, in genere i sintomi dovrebbero passare in maniera veloce non appena il corpo si sarà abituato alla diversa altezza.

Soroche, il mal di montagna da combattere sulle Ande
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Soroche, il mal di montagna da combattere (ad esempio) sulle Ande

Come si manifesta il soroche

Ma quali sono i campanelli d’allarme del soroche? Questo mal di montagna si manifesta con tanti disturbi diversi, a partire dal mal di testa che è senza dubbio quello più comune e anche quello che viene utilizzato per effettuare la diagnosi se combinato con altri fastidi. Va inoltre sottolineato che in genere si tratta di un disturbo che si può riscontrare sopra i 2500 metri, ma può capitare che alcune persone mostrino i sintomi anche in zone più basse.

Tra i fastidi più comuni vi sono quelli gastrointestinali come perdita d’appetito, nausea, vomito. Ma anche stanchezza e insonnia, oppure gonfiore a mani, piedi e viso.

Esistono anche sintomi più gravi che sono quelli di edema polmonare e cerebrale. Ovviamente per diagnosticare il mal di montagna è necessario farsi visitare da un medico.

Come prevenire il mal di montagna

Sapere che può accadere è la prima regola per prevenire: infatti si presterà maggiore attenzione e si metteranno in moto tutte quelle accortezze per riuscire a evitare che durante il viaggio si stia male a causa del soroche. Qualche altro buon comportamento per evitare di stare male in vacanza:

  • Darsi tempo. Tra le buone pratiche da non dimenticare c’è quella di arrivare nel punto più alto del viaggio attraverso delle tappe intermedie, lasciando che il corpo si abitui.
  • Non esagerare. Anche se si sta bene, non passare subito a un’altitudine maggiore in maniera improvvisa: la vacanza è una e va programmata a tappe, ragionando su quali sono le strategie per non rovinarsela stando male.
  • Attenzione a quanto e a cosa si beve. È fondamentale bere molta acqua (ma senza esagerare) ed evitare gli alcolici almeno per i primi due giorni.
  • Non stancarsi. Evitare attività faticose il primo giorno potrebbe aiutare a ridurre gli eventuali sintomi.
Come prevenire il mal di montagna soroche sulle Ande
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Come prevenire il soroche sulle Ande: le info utili

Farmaci e rimedi per affrontare il mal di montagna

Ci sono dei farmaci per curarsi, ma anche in questo caso è sempre bene contattare un medico o – comunque – parlarne con il proprio prima della partenza e capire cosa potrebbe essere utile portare con sé in viaggio.

Un’altra opzione invece non ha una base scientifica, invece, ma viene comunque suggerita come rimedio dai locali: si tratta dell’assunzione di coca in foglie da masticare, oppure da bere nel mate, un infuso. si tratta di prodotti legali e privi di alcun tipo di principio attivo, per cui si possono utilizzare senza problemi, inoltre si tratta di una tradizione locale che vale la pena provare. Oltre a infusi e foglie, si trova anche in formato caramelle.

Diversamente si possono utilizzare bombole di ossigeno: è facile trovarle in tante situazioni diverse e sono un valido aiuto per combattere i vari fastidi che può provocare il mal di montagna. In quasi tutte le farmacie, infine, si trovano delle pillole Sorojchi che vengono vendute con l’obiettivo di ridurre le sensazioni di malessere che provoca l’altitudine.

Il consiglio per tutti è comunque quello di parlarne con un medico prima della partenza e, in caso di sintomi, farsi visitare anche in loco. E se i disturbi sono gravi e persistenti è bene sapere che l’unica cura è quella di scendere di quota fino a che non si sta meglio.

Cosa fare ai Piani di Bobbio in ogni stagione

17 décembre 2024 à 11:20

A poca distanza da Milano, tra la provincia di Lecco e quella di Bergamo, si trova un luogo adatto per essere vissuto in ogni stagione: stiamo parlando dei Piani di Bobbio, un comprensorio sciistico molto amato dove godere al meglio la natura, la buona cucina e, naturalmente, gli sport all’aria aperta.

I suoi paesaggi sono frequentati d’inverno, grazie alla presenza di piste ideali per ogni livello di preparazione, dalle più semplici per bambini e principianti alle piste nere dell’Oscellera e di Valtorta, ma anche d’estate per chi ricerca una fuga rigenerante dalla città. In più possono essere raggiunti facilmente anche con la cabinovia dal bellissimo villaggio di Barzio, per vivere un’emozionante avventura ancor prima di arrivare ai Piani di Bobbio, la vostra meta finale.

In questo articolo vi consigliamo tutte le attività da fare in ogni stagione e non solo per godervi questo angolo incantato della Lombardia.

Cosa fare ai Piani di Bobbio in inverno

I Piani di Bobbio offrono ben 36 chilometri di piste da sci per ogni livello di esperienza, accessibili grazie ai 12 impianti di risalita tra funivie, seggiovie e skilift. Questo è il luogo ideale per insegnare ai più piccoli a sciare, grazie anche alla presenza di apposite piste baby e azzurre, oltre che di scuole con istruttori esperti e certificati. Non mancano, però, anche le piste nere per soddisfare le esigenze degli sciatori più esperti, come la pista Orscellera, con una vista che spazia fino a Milano, oppure la discesa del Tre Signori al cospetto dell’omonimo pizzo.

Chi ama lo sci di fondo, invece, deve assolutamente recarsi alla pista Rododendro, che ha ospitato anche i campionati italiani Master e quelli assoluti. I Piani di Bobbio sono in grado di accontentare anche chi pratica lo sci alpinismo, offrendo diversi percorsi di durata e difficoltà variabile. Si parte da quelli più semplici che durano un paio d’ore, fino ad arrivare al percorso di Aralata, che richiede ben 10 ore di salita, per cui spesso è frazionato in due giorni. E per chi vuole sperimentare emozioni nuove sulle piste, Piani di Bobbio offre la possibilità di provare il Telemark, ovvero lo sci a tallone libero, mentre i freestyler possono usufruire dei 1500 metri di area dove esibirsi nelle loro performance.

Per chi non è amante dello sci, ma non vuole rinunciare a un po’ di movimento sulla neve, la ciaspolata è l’attività migliore da praticare. Ai Piani di Bobbio si pensa anche ai meno esperti che qui possono noleggiare tutta l’attrezzatura necessaria e scegliere il percorso che conduce all’ex Albergo Pequeno, un hotel degli anni ’60 ormai dismesso. Si tratta di un itinerario prevalentemente pianeggiante, con soli 130 metri di dislivello, l’ideale per far provare ai bambini o a chi è alle prime armi questa bellissima attività. I più esperti, invece, possono optare per il percorso dei rifugi di Artavaggio con una pendenza di oltre 300 metri.

Cosa fare ai Piani di Bobbio in estate

I Piani di Bobbio sono perfetti anche durante la stagione estiva grazie ai tanti sentieri escursionistici presenti. Adatto a tutti è il percorso ad anello attraverso l’anfiteatro del Gruppo dei Campelli e del Corno Grande nel Vallone dei Megoffi, mentre più impegnativa è l’escursione panoramica attorno al Gruppo dei Campelli. Qui godrete di una vista unica delle Prealpi lecchesi con le Grigne e le Orobie bergamasche.

I Piani di Bobbio sono famosi anche per i tanti rifugi, raggiungibili con escursioni adatte a tutti, anche a chi viaggia con bambini. Chi è alla ricerca di un piatto tipico deve assolutamente fare tappa al Rifugio Lecco, dove potrà degustare la migliore polenta. Per chi invece cerca qualcosa di più raffinato, vi consigliamo di fermarvi al Rifugio di Ratti-Cassin. Potrete approfittare anche del centro benessere per farvi coccolare dopo tutte le attività svolte. Molto accoglienti sono anche il Rifugio Stella e quello Campelli Barzio, che offrono un bellissimo esempio dell’ospitalità tipica dei Piani di Bobbio.

Durante l’estate potete fare tappa anche al suggestivo villaggio di Barzio, una meta molto amata dai turisti che scelgono la Valsassina. Questo luogo è ideale per rilassarsi tra strade caratteristiche e per poter osservare dall’alto tutta la valle.

Piani Bobbio estate
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Piani di Bobbio durante l’estate

Dove si trovano i Piani di Bobbio

I Piani di Bobbio si trovano in Valsassina, in provincia di Lecco, a 1662 metri di altezza e a 75 chilometri di distanza da Milano. È proprio grazie alla vicinanza con il capoluogo lombardo che rappresentano una meta particolarmente amata in ogni stagione. Una volta arrivati, lasciate l’auto nell’ampio parcheggio a pagamento (5 euro per il giornaliero) situato presso la funivia o nei parcheggi appositi presenti nella cittadina di Barzio. Da qui salite sulla funivia o percorrete un’escursione di un paio d’ore a piedi per raggiunger i Piani di Bobbio.

Cosa fare ai Piani di Bobbio fuori stagione

Fuori stagione potete scoprire i Piani di Bobbio intraprendendo delle escursioni semplici, adatte anche ai bambini, e approfittarne per fermarvi in un rifugio e provare le migliori specialità tipiche del territorio. Tra queste vi consigliamo la polenta taragna, una particolare polenta di grano saraceno alla quale viene unito il taleggio, formaggio tipico della zona, e gli scapinasc, ravioli di carne rossa e carne bianca. Se amate i dolci, invece, provate i sassetti della Valsassina, ossia biscotti croccanti con mandorle prodotti in tutta la valle.

Le più belle mete termali d’Italia all’aperto

15 décembre 2024 à 17:50

Si sa, le acque termali sono note da sempre grazie ai loro effetti curative verso numerosi soggetti affetti da determinate patologie e per la possibilità di offrire un momento di intenso benessere, sia per quanto riguarda la mente, che per il corpo. Ad esempio, il suono rilassante dell’acqua oppure il vapore che sfuma nell’aria sono due elementi che contribuiscono a ricreare un’atmosfera rilassante, dove sembra essere quasi sospesi nel tempo, totalmente distaccata rispetto ai ritmi stancanti della vita quotidiana.

Queste caratteristiche uniche dei centri termali rendono questi luoghi gli ambienti ideali dove prendersi cura di sé stessi, per riconnettersi con il proprio corpo. Inoltre, quando le terme si trovano all’aperto, immerse in cornici naturali suggestive ed uniche, i benefici sono in grado di aumentare, grazie anche alla bellezza del contesto in cui queste sono inserite.

Quella di seguito è una lista di alcune delle più belle mete termali all’aperto in Italia, un Paese che offre numerosi scenari da sogno, dove le terme sono immerse in paesaggi meravigliosi, per appagare davvero tutti i sensi. Dalle terme in montagna a quelle al lago, tra stabilimenti a cinque stelle e terme naturali completamente libere, ecco dunque i migliori suggerimenti per sperimentare le terme all’aperto: non resta altro che scegliere la propria meta ideale!

Terme all’aperto circondate dalle montagne

A seconda della stagione, scegliere di passare una giornata all’insegna del relax, tra cime innevate ed aria fresca delle montagne, è possibile vivere un’esperienza rilassante in località dove sfuggire al caldo estivo o in inverno, immergendosi in acque bollenti in mezzo alla natura.

Bagni Vecchi di Bormio

Questo centro termale è uno dei luoghi più suggestivi delle Alpi Lombarde. I Bagni Vecchi di Bormio, tra i più bei centri termali della regione, sono conosciuti per la struttura davvero affascinante e per la piscina panoramica esterna, ovvero una vasca storica scavata nella roccia, dalla quale poter godere di una vista mozzafiato unica ed indimenticabile sulla conca di Bormio e sulla Valdidentro.

Le acque che sgorgano in questo centro hanno una temperatura compresa tra i 36°C ed i 42°C, caratteristica che la rende ideale per rilassare muscoli ed articolazioni. Sono presenti anche bagni romani, grotte a vapore naturale e diverse vasche idromassaggio. Per accedere al centro termale e a questi servizi si consiglia la prenotazione, in quanto molto affollate, soprattutto nei fine settimana e nelle giornate festive. È possibile anche prenotare trattamenti di bellezza e massaggi, ideali per chi vuole personalizzare la propria esperienza a Bormio.

L’ingresso giornaliero, dalle 10:00 alle 22:00, ha un costo di 62€, senza limiti di tempo di permanenza, ma è possibile anche optare per biglietti ridotti che prevedono un ingresso di sole 5 ore o solo in serata. Allo stesso tempo è possibile anche acquistare pacchetti benessere, che comprendono ingresso e massaggio, a partire da 160€.

È possibile raggiungere i Bagni Vecchi di Bormio in auto da Tirano o da Sondrio, seguendo le indicazioni per la struttura lontana 3km da Bormio. Oppure, per chi utilizza i mezzi pubblici, è possibile arrivare in treno fino alla cittadina di Tirano e poi proseguendo in autobus con la linea diretta a Bormio.

Terme di Pré-Saint-Didier

In Valle d’Aosta si trova il centro termale di Pré-Saint-Didier, immerso nella natura e con la presenza di diverse piscine che regalano una vista mozzafiato sulle vette circostanti. Le acque di queste vasche variano dai 36°C ai 40°C e vengono alimentate da diverse sorgenti, soprattutto ricche di ferro.

Le terme presenti a Pré-Saint-Didier, circondate dal Monte Bianco, dispongono di altri servizi come idrogetti, cascate d’acqua ed una serie di percorsi wellness interni, oltre che la possibilità di godere di massaggi e trattamenti speciali. Inoltre, durante l’inverno, queste terme riescono ad offrire ai propri ospiti un’atmosfera unica e romantica, grazie alla presenza di bracieri illuminati nei giardini.

L’accesso alle vasche, alle saune e alle diverse aree del centro ha un prezzo che parte da 64€, per l’ingresso giornaliero. È possibile anche acquistare un ingresso di tempo ridotto, come serale o di alcune ore, pacchetti benessere, da 118€, e ingressi combinati con la possibilità di partecipare ad una corsa sulla funivia Skyway oppure accedendo al Forte di Bard.

Gli orari d’ingresso al centro termale sono: dal Lunedì al Giovedì e la Domenica dalle 9:00 alle 22:00, il Venerdì dalle 9:00 alle 23:00 ed il Sabato dalle 8:00 alle 23:00.

Data la loro posizione, raggiungere questo centro termale è molto semplice in auto dalla vicina cittadina di Courmayeur o, in tutti i casi, viaggiando sulla rete autostradale Torino-Aosta e seguendo l’uscita Morgex, pochi chilometri distante dalle terme. In treno, invece, la stazione ferroviaria di Pré-Saint-Didier è collegata ad Aosta e offre una linea di bus che porta direttamente al centro termale.

Vista dall'alto del centro termale all'aperto di Pré-Saint-Didier, in Alto Adige
Fonte: iStock
Terme di Pré-Saint-Didier in Alto Adige

Le terme all’aperto sul lago di Garda

Il Lago di Garda è una cornice paesaggistica unica, circondata da diverse località termali all’aperto: luoghi in grado di combinare il relax unico delle acque termali, grazie anche ad una vista spettacolare su uno dei laghi più belli d’Italia.

Villa dei Cedri SPA

Il primo fra i centri termali più belli di questo luogo è il centro termale di Villa dei Cedri, che si trova all’interno di un elegante parco. Sono presenti diverse piscine con acqua calda che raggiungono i 37°C, circondati da un ambiente a dir poco suggestivo e romantico, fatto di alberi secolari, che sembra trasportare gli ospiti in un ambiente fiabesco.

È il luogo perfetto dove passare una giornata di relax nei pressi di Lazise, la parte del Lago di Garda del Veneto. Gli orari di apertura di questo centro termale sono, dal Lunedì al Sabato, dalle 9:30 alle 23:00, e la Domenica dalle 9:30 all’1:00 di notte. Durante questi orari è possibile accedere al parco termale, con un prezzo di 40€ per gli adulti e di 25€ per i bambini alti tra 120 cm e 150 cm (5€ di sconto per acquisto online), al centro benessere, con ingressi a partire da 4 ore, al prezzo di 40€, e alla piscina termale, ad un prezzo di 25€ per l’intera giornata.

Nel centro benessere di Villa dei Cedri è possibile usufruire di determinati servizi come percorsi benessere e massaggi, per vivere appieno una giornata di relax indimenticabile in uno dei centri termali più belli d’inverno in Italia.

Per chi viaggia in auto, Villa dei Cedri è raggiungibile tramite l’autostrada A4, che collega Milano a Venezia. Invece, chi viaggia in treno, può giungere alla stazione di Peschiera del Garda e poi viaggiare con taxi o autobus locali per la struttura termale.

Aquaria Thermal SPA

Un altro centro termale molto ricercato e frequentato sul Lago di Garda è sicuramente l’Aquaria Thermal SPA, un centro termale immerso in un grande parco affacciato sul Lago di Garda. Si tratta di una struttura di lusso, dove gli ospiti possono vivere un’esperienza rilassante unica a Sirmione, in Lombardia.

le acque termali del centro hanno una temperatura fra i 33°C ed i 36°C ed hanno caratteristiche uniche, grazie al fatto di essere alimentate da una sorgente d’acqua sulfurea salso-bromoiodica di Sirmione. Sono presenti piscine interne ed esterne, ma anche saune, bagni turchi e vasche idromassaggio. Oltre a questi servizi, è possibile anche sottoporsi a diversi trattamenti, come massaggi e percorsi salute.

Il prezzo d’ingresso parte da 56€, per un massimo di 5 ore, e sale fino a 79€ per pacchetti promozionali che comprendono sia l’ingresso alle terme, che massaggi benessere. Il centro termale è aperto dalle 9:00 alle 22:00 dalla Domenica al Giovedì ed il venerdì e Sabato dalle 9:00 alle 24:00.

Arrivare ad Aquaria Thermal SPA  è facile. In auto è possibile arrivare al centro dall’autostrada A4è, mentre, per chi utilizza i mezzi pubblici, è possibile giungere in treno la stazione vicina di Desenzano del Garda, dalla quale proseguire in autobus o taxi.

Centro termale all'aperto di Aquaria Thermal SPA sul Lago di Garda
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Aquaria Thermal SPA sul Lago di Garda

Le terme all’aperto in Toscana

Il viaggio continua alla scoperta di alcuni dei centri termali più famosi della Toscana, regione caratterizzata da una storia antica affascinante e dove natura e benessere si incontrano, per un mix unico nel suo genere. Ecco quali sono i centri termali imperdibili e probabilmente più interessanti della regione.

Terme di Saturnia

Le Terme di Saturnia sono, probabilmente, tra le più affascinanti d’Italia e conosciute, sia dai cittadini locali, che da numerosi turisti nazionali ed internazionali. Delle Terme di Saturnia fanno parte le Cascate del Mulino, dall’accesso libero, la scelta ideale per tutti coloro che vogliono godere di una bella giornata di relax, in mezzo alla natura: piscine naturali caratterizzate dalla presenza di un’acqua sulfurea, che sgorga ad una temperatura di 37°C. È possibile immergersi in queste acque anche durante la notte, un momento davvero suggestivo durante il quale osservare anche le stelle.

È presente anche uno stabilimento termale, per il cui ingresso si deve sostenere un costo che parte da 22€, per l’ingresso pomeridiano, e 25€ per la giornata intera, con un leggero sovrapprezzo durante i giorni festivi. In questo centro sono presenti diverse vasche termali, percorsi Kneipp, ovvero caldo e freddo, ma anche diverse saune e la possibilità di usufruire di massaggi e trattamenti benessere, alle quali accedere dalle 9:00 alle 19:00.

Le Terme di Saturnia si trovano nel comune di Manciano, ed è possibile raggiungerle comodamente in auto dalle città di Roma o Firenze viaggiando sull’autostrada A1, uscendo ad Orvieto. Per chi preferisce i mezzi pubblici, la stazione di Grosseto è quella più vicina.

Piscine termali all'aperto delle Terme di Saturnia in Toscana, al tramonto
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Cascate del Molino delle Terme di Saturnia

Bagni San Filippo e Terme di Petriolo

Altri centri termali da non perdere in Toscana sono i Bagni San Filippo, che si trovano a Castiglione d’Orcia, e le Terme di Petriolo, a Monticiano.

Le terme di Bagni San Filippo, sempre accessibili e dall’ingresso gratuito, rappresentano uno dei punti più suggestivi della Val d’Orcia e sono famose per la presenza di diverse piscine calcaree, dove poter immergersi fra le acque calde ed i fanghi naturali e godere di una pelle liscia e dove rilassare i muscoli. I Bagni San Filippo si raggiungono in auto passando per l’autostrada A1 e seguendo le indicazioni per l’uscita di Chiusi-Chianciano Terme. In treno, invece, la stazione più vicina al centro termale è quella di Chiusi, da cui sarà possibile proseguire sia int taxi che in autbous.

Le Terme di Petriolo, invece, si trovano sul fiume Farma, e sono, come le precedenti, ad ingresso libero. Le acque di questi bagni sono conosciute per avere effetti benefici sul corpo degli individui grazie alla grande presenza di zolfo e alla temperatura di 43°C. Sono un luogo ideale per tutti coloro che, dopo una visita della bellissima natura toscana, vogliono passare una giornata all’insegna del benessere e del relax.

Le Terme di Petriolo, invece, si trovano tra Siena e Grosseto e per chi viaggia in auto si consiglia di viaggiare sulla strada statale che collega Grosseto a Siena, strada sulla quale è possibile proseguire per le Terme di Petriolo. In autobus o treno si consiglia di arrivare alla stazione di una di queste due grandi città toscane.

Piscina naturale delle terme all'aperto libere di Bagni San Filippo in Toscana
Bagni San Filippo in Toscana

Le terme all’aperto vista mare

Ci sono anche alcuni centri termali, degni di nota, che si trovano in una posizione unica vista mare. Alcune delle strutture termali, vista mare e tra le più belle d’Italia sono: Giardini Poseidon, ad Ischia, Terme Marine di Grado ed il centro Specchio di Venere a Pantelleria.

Giardini Poseidon

I Giardini Poseidon sono un centro termale che si trova ad Ischia, in Campania, e sono aperti nella stagione più mite, da Aprile ad Ottobre, ed è possibile accedervi dalle 9:00 alle 19:00, con un prezzo di ingresso giornaliero di 41€ nei mesi di Aprile, Maggio ed Ottobre, di 43€ a Giugno, Luglio e Settembre e di 48€ ad Agosto.

Questo centro è uno dei complessi termali più grandi ed attrezzati in Europa e contano 20 piscine con acque dalla diversa temperatura, con una massimo di 40°C. Al suo interno sono presenti diverse vasche termali, percorsi Kneipp e saune, oltre che diverse sale dedicate ai trattamenti benessere. Inoltre, la presenza di una spiaggia privata sul bellissimo mare di Ischia la rende un luogo davvero unico nel suo genere.

Le terme di Giardini Poseidon si trovano sull’isola di Ischia, in Campania, e proprio per questo è possibile raggiungere il centro termale prendendo un traghetto o un aliscafo da Napoli o Pozzuoli. Dal porto dell’isola, poi, si può proseguire in autobus o in taxi verso Forio e la Baia di Citara.

Piscina del centro termale all'aperto di Ischia, in Campania, con persone in acqua
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Giardini Poseidon ad Ischia

Terme di Marine di Grado

Le terme di Marine di Grado si trovano sulla spiaggia del Friuli Venezia Giulia, a Grado, e sono strutture in grado di combinare i benefici delle acque salata alle strutture moderne del centro. Sono presenti diverse piscine termali, con vasche idromassaggio, ma anche sale nelle quali beneficiare di diversi trattamenti idroterapici.

Per chi cerca relax e benessere, è possibile accedere tutti i giorni alle Terme di Marine di Grado dalle 8:30 alle 15:00 e solo dal Lunedì al Sabato, ad un prezzo di 55€ per l’intera giornata. Durante la stagione estiva è possibile accedere anche alle spiagge ed al parco acquatico.

Queste terme della città di Grado si possono raggiungere in auto tramite l’autostrada italiana A4 fino a Palmanova, dopodiché proseguendo per Grado. In alternativa, si può giungere alla stazione ferroviaria di Cervignano del Friuli e poi proseguire con le linee dirette per Grado.

Queste terme all’aperto, in Italia, sono assolutamente da visitare ed in grado di offrire un’esperienza rilassante indimenticabile per tutti coloro che vogliono vivere una giornata all’insegna del relax e rigenerarsi.

Cosa fare a Sestriere, affascinante località sciistica (e non solo) del Piemonte

8 décembre 2024 à 19:39

In provincia di Torino, nell’incantevole scenario montano del Piemonte, sorge Sestriere, un comune di poco più di 900 anime ma che, nonostante le sue dimensioni, riesce a regalare vacanze da favola in ogni stagione. Il merito è certamente degli emozionanti panorami (con i suoi 2035 metri sul livello del mare è il comune più alto d’Italia), ma anche dell’interessante proposta turistica che offre.

Cosa fare a Sestriere in inverno

Sestriere in inverno è un paradiso di neve: permette di vivere esperienze uniche nel cuore delle montagna, e non a caso è anche una località in cui vengono ospitati regolarmente eventi sportivi di grande rilievo internazionale, tra cui numerose tappe della Coppa del Mondo di Sci Alpino.

Chi ama gli sport invernali, quindi, scegliendo Sestriere si regala un viaggio da sogno, grazie a straordinarie piste da sci che si estendono per oltre 80 km e adatte a tutti i livelli di abilità. Sestriere, infatti, è una delle località del comprensorio sciistico internazionale della Vialattea, uno dei comprensori sciistici tra i più estesi e divertenti, sia in Italia che in Europa. Dotato di ben 19 impianti di risalita, i viaggiatori qui possono scivolare a tutta velocità su ben 12 piste nere, 24 piste blu e 30 piste rosse.

Incredibile soddisfazioni le possono sperimentare anche coloro a cui piace fare snowboard, grazie alla presenza di percorsi fuori pista e in pista, e lo sci alpinismo, altro sport che consente di vivere esperienze magiche tra vette che superano i persino i 3000 metri di altezza. Non manca di certo la possibilità di fare sci di fondo tra boschi e valli perfettamente innevate.

Vialattea, Piemonte
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Una zona della bellissima Vialattea

E per gli amanti dell’adrenalina più pura c’è persino un servizio di Heliski, con cui volare tra vette bianchissime fino a raggiungere quelle più belle ed estreme per praticare escursioni indimenticabili.

Poi ancora ciaspolate e passeggiate tra una fitta rete di sentieri, mentre si respira l’aria fresca e si gode di un favoloso scenario montano, il pattinaggio su ghiaccio, la possibilità salire a bordo di una slitta trainata dai cani, e infine guidare una motoslitta tra percorsi innevati che tolgono il fiato.

Sestriere in estate: cosa fare

Non è di certo meno emozionate (e ricca) l’estate di Sestriere, poiché le piste innevate si trasformano in magnifiche rotte per escursioni guidate e gite in mountain bike. Nella zona, infatti, si possono fare numerose passeggiate mentre si ammira la natura circostante che riesce ad emozionare chiunque abbia la fortuna di posarci lo sguardo. A disposizione, inoltre, ci sono anche una serie di escursioni da intraprendere con guide esperte e con vari livelli di difficoltà tra valli, vette, laghi, ponti appassionanti e molto altro ancora.

Grazie alla sua collocazione geografica favorevole, Sestriere è meta ideale anche per gli appassionati della bici da strada e per i biker che scelgono l’off-road in sella alle loro mountain bike.

E poi c’è il golf, da praticare grazie a 18 buche che si rivelano uno dei percorsi di montagna più belli e divertenti di tutta Europa, mentre si è costantemente circondati da scenari mozzafiato difficilmente replicabili altrove.

Infine il padel, i bagni in piscina, il tennis, il luna park per provare MTB, BMX, BMT, skateboard, monopattini e roller e persino lo sci d’erba, attività adatta a tutte a tutte le età e che permette di sciare anche quando il sole è caldo e la neve non c’è.

Sestriere in estate
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Paesaggio montano estivo lungo la strada per Sestriere

Cosa fare a Sestriere fuori stagione

La zona di Sestriere offre tantissime attività da fare e luoghi da visitare anche fuori stagione. Oltre a pedalare e fare escursioni, infatti, vale sicuramente la pena passeggiare nel centro cittadino per ammirare diverse meraviglie architettoniche. Alcune, sia dentro che fuori dal centro, sono particolarmente degne di nota:

  • Cappella Regina Pacis: costruita in pietra e con un pittoresco tetto spiovente in legno e una piccola torre campanaria;
  • Chiesa di Sant’Edoardo: in stile tardo romanico, è realizzata in gneiss, una pietra scura, e vanta un portone in bronzo che rappresenta la famiglia Agnelli reinterpretata in chiave mitologica, ovvero coloro che l’hanno voluta costruire;
  • Chiesa di Sant’Antonio Abate: in località Champlas du Col, offre un una semplice facciata a capanna sormontata dal piccolo campanile a vela;
  • Torri: esempio unico di architettura moderna, ancora oggi considerate particolarmente all’avanguardia per via degli stratagemmi e delle peculiarità tecniche che sono state adottate durante la loro costruzione.

A pochissima distanza da Sestriere si consiglia anche di raggiungere Salbetrand, un grazioso borgo immerso nella natura del Parco naturale Gran Bosco, che è sua volta è la casa di numerosi varietà di abeti, cinghiali, cervi, camosci e lupi.

Un po’ più distante, ecco il Forte di Fenestrelle che si distingue per essere uno dei complessi militari più grandi d’Europa, al punto da possedere il soprannome di Muraglia piemontese.

Non dimenticate, infine, di lasciarvi andare ai piaceri del cibo e della gastronomia locale, assaggiando salumi e i formaggi tradizionali della zona, come la bondiola o i tomini, ma anche la minestra di castagne, le pilot, il capocollo, la focaccia dolce di Susa o il Pan della Marchesa.

Sestriere, il borgo
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Passeggiando per le strade di Sestriere

Dove si trova Sestriere

Sestriere sorge su un omonimo colle tra la Val di Susa e la Val Chisone ed è circondato da straordinarie cime che superano i 3.000 metri di altezza. Parte del comprensorio della Vialattea, che include Sauze d’Oulx, Oulx, Sansicario, Cesana, Pragelato e la stazione francese di Monginevro (per un totale di 400 chilometri di area sciabile), è a circa un’ora e mezza di distanza in auto da Torino. Chi vuole arrivare con i mezzi, invece, può muoversi in treno fino alla stazione di Oulx, e poi salire su un autobus che in poco meno di mezz’ora arriva a destinazione.

Dove sciare in Piemonte

20 novembre 2024 à 14:20

Il Piemonte è la meta ideale per una vacanza sulla neve e per tutti gli appassionati di sport invernali. Il nome stesso della regione alpina evoca la presenza scenografica delle montagne, che si scorgono e caratterizzano il panorama persino dal centro di Torino, offrendo uno spettacolo incantevole alle spalle della Mole Antonelliana, specialmente nelle giornate terse e con le innevate. Durante l’inverno l’intero arco alpino, che abbraccia il Piemonte su ben tre lati, si trasforma quasi in una distesa ininterrotta di neve e diventa possibile per gli appassionati sciare per giorni in luoghi sempre diversi, anche grazie al fatto che i diversi comprensori sciistici della regione sono collegati tra loro.

Infatti, in tutto il Piemonte, sono numerose le località sciistiche che offrono sia la possibilità di immergersi in un paesaggio naturale mozzafiato che quella di utilizzare impianti funzionali e di alto livello, adatti a ogni esigenza o categoria. Le diverse stazioni sciistiche presenti nella regione, dalle Alpi Marittime a sud fino al gruppo del Monte Rosa e al confine con la Svizzera e con la Francia, consentono a ciascuno di trovare la propria dimensione ideale, che si tratti di piste di discesa o di fondo, di un grande impianto all’avanguardia o di una piccola stazione sciistica a gestione familiare, dalle piste per gli sciatori più esperti a quelle dove anche i principianti e i bambini possono iniziare ad accostarsi a questo sport.

Per non perdersi in questa vastissima offerta, ecco una guida alle località sciistiche del Piemonte, per un fine settimana sulla neve o per una vacanza invernale.

Comprensorio sciistico della Via Lattea

La Via Lattea è uno dei comprensori sciistici più grandi d’Italia e comprende località di primissimo livello come Sestriere, Sauze d’Oulx, Oulx, Cesana, Pragelato, Claviere, Sansicario oltre alla francese Montgenevre, appena oltre il confine. Il comprensorio, situato a meno di 80 chilometri da Torino, ha un nome che evoca direttamente il candore della neve e uno slogan che non lascia spazio a molte interpretazioni: “Sciare senza confini”. Non sono parole eccessive se si pensa che gli impianti contano complessivamente oltre 200 piste e coprono circa 400 chilometri totali, superando effettivamente il confine nazionale.

Gran parte delle piste è classificata come rossa, adatta pertanto a sciatori di livello intermedio, ma il comprensorio offre anche molte piste nere e sfide interessanti per gli sciatori più esperti, in particolare presso l’impianto di Sestriere. I paesaggi sono mozzafiato e molto diversificati tra loro ed è possibile anche sciare fuoripista, con percorsi nel bosco. Il fascino di questi impianti è dovuto anche al fatto che sono stati teatro delle Olimpiadi Invernali di Torino 2005, oltre a molte altre competizioni nazionali e internazionali.

L’ingresso agli impianti, aperti dal 6 dicembre 2024 al 13 aprile 2025, è uguale in tutto il comprensorio della Via Lattea. Il prezzo del giornaliero parte da 50 euro (+3.50 euro di assicurazione) in bassa stagione e da 54 euro in alta stagione, il pomeridiano, valido dalle 13:00, da 37 euro in bassa stagione e da 41 euro in bassa stagione (+3.50 euro di assicurazione). Sono disponibili anche abbonamenti per più giorni, acquistabili dal sito ufficiale.

Impianto di Sauze d’Oulx

Facilmente raggiungibile sia da Torino che da Milano, Sauze d’Oulx è una sorta di privilegiata porta d’accesso all’intero comprensorio sciistico della Via Lattea ed è particolarmente famosa per le sue piste in mezzo ai boschi e alcuni splendidi rifugi dove riprendere le forze, magari rifocillandosi con qualche sostanzioso piatto tradizionale. Non ultimo, il paese offre una movimentata vita notturna, se le energie non sono ancora esaurite dopo una giornata sulla neve!

Impianto di Sestriere

Probabilmente la località sciistica più famosa del Piemonte, l’impianto di Sestriere è teatro di numerose competizioni a carattere internazionale, come la Coppa del Mondo di Sci Alpino, e offre agli appassionati ben 400 chilometri di piste. Tra le sue attrattive imperdibili, insieme alle 5 piste nere che coprono un percorso di venti chilometri, spicca certamente la pista Kandahar Banchetta, che con i suoi 900 metri di dislivello e lunga 3 chilometri è stata la sede della discesa libera maschile alle Olimpiadi del 2006.

Impianto sciistico Sestriere
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L’impianto sciistico di Sestriere

Impianto di Cesana Torinese

Al centro della Via Lattea e ottimamente collegata a tutti gli altri impianti del comprensorio stesso tramite telecabine e seggiovie, Cesana Torinese è una meta ideale veramente per tutti gli sciatori (comprende infatti piste blu, rosse e nere). La pista Pariol Cesana è sede di campionati mondiali ed è stata sede di alcune gare delle Olimpiadi del 2005. Se qualcuno desiderasse per un momento un diversivo rispetto allo sci, qui è possibile percorrere il ponte Tibetano, sospeso a 30 metri da terra su un canyon alla confluenza tra la Piccola Dora e il rio Gimont.

Impianto di Monginevro

Situata a due passi dall’Italia, Monginevro unisce il fascino del piccolo paese di montagna alle opportunità offerte dalla grande stazione sciistica internazionale che offre più di 400 chilometri di percorsi sciabili collegati fino a Sestriere. Questa è la parte francese della Via Lattea, dove le piste si trovano a un’altitudine di 2700 metri.

Impianti di Bardonecchia

Bardonecchia si trova nell’alta val di Susa, a circa un’ora di treno da Torino, ed è una meta relativamente poco turistica, ma perfetta per tutti gli amanti della neve e dello sci. Situata a un’altitudine di 1312 metri, Bardonecchia offre 100 chilometri di piste: nel comprensorio sciistico di Colomion-Les Arnauds e in quello del Melezet troverete ampi tracciati nel bosco, con percorsi che partono dai 1330 metri di Campo Smith e arrivano ai 2400 metri di quota dei plateau del Vallon Cros per sciare backcountry. Se invece siete alla ricerca di panorami mozzafiato e avventure ricche di adrenalina, a 5 minuti dal paese potrete raggiungere con la navetta anche il comprensorio dello Jafferau con la sua punta massima di 2.800 metri d’altezza e piste prevalentemente fuoribosco.

I comprensori sono aperti dal 5 dicembre 2024 al 13 aprile 2025, ma vi consigliamo di monitorare la situazione della neve sul sito ufficiale per eventuali cambiamenti o ritardi. Lo skipass giornaliero costa 46 euro, per gli adolescenti 39 euro e per i bambini 14 euro.

Bardonecchia Piemonte
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Comune di Bardonecchia in inverno

Impianto sciistico di Sampeyre

Ai piedi del Monviso, a poco meno di 1.000 metri di altitudine, si trova Sampeyre, la meta perfetta per lo sci d’alpinismo. Le funivie si trovano sui pendii del vallone Sant’Anna, rapidamente raggiungibili dal centro del paese, e portano a oltre 1800 metri di quota. A partire dal 14 dicembre 2024 troverete 2 piste blu, 7 piste rosse, 2 piste nere e 1500 metri di dislivello. All’interno del comprensorio è possibile vivere un’esperienza invernale completa, non solo dedicata allo sci alpino e snowboard su neve fresca e battuta, ma anche ai percorsi per escursioni con ciaspole, pattinaggio, pranzi in quota, centro benessere e notti in chalet nella natura.

È possibile anche effettuare numerose ascensioni, tra cui le più famose e spettacolari sono quelle alle Logge del Viso, alla cima delle Lobbie, al monte Nebin e al monte Cugulet. Il biglietto giornaliero costa 25 euro per gli adulti, 20 euro per i ragazzi e 15 euro per i bambini. L’ingresso pomeridiano costa invece 22 euro per gli adulti, 17 euro per i ragazzi e 12 euro per i bambini.

Comprensorio di Mondolé Ski

Situato in provincia di Cuneo, il Mondolé Ski rappresenta il bacino sciabile più esteso del territorio e comprende le stazioni di Artesina, Frabosa Soprana e Prato Nevoso. Grazie all’ottima esposizione e all’innevamento programmato, il comprensorio garantisce lunghe stagioni sciistiche da inizio dicembre ad aprile. Prato Nevoso, in particolare, rappresenta una delle mete più ambite dagli amanti degli sport invernali sia perché facilmente accessibile che per il ricco programma dedicato agli eventi e all’intrattenimento.

Inoltre, qui è possibile anche sciare sotto le stelle, poiché lo snow park viene appositamente illuminato per una suggestiva esperienza in notturna, e sono presenti aree specifiche per i bambini con giochi, tappeti di risalita e gonfiabili. La data ufficiale di apertura della stagione è il 7 dicembre 2024 e proseguirà fino al 6 aprile 2025. Lo skipass giornaliero per gli adulti costa dai 37 euro, per i ragazzi da 27 euro e per i bambini da 9 euro. È possibile acquistare anche altre tipologie di ingresso sul sito ufficiale, come quello da 4 ore a partire da 34 euro o i plurigiornalieri.

Impianto di Ala di Stura

In provincia di Torino, a un passo dalla Valle d’Aosta, si trova una piccola località sciistica chiamata Ala di Stura. Grazie a una seggiovia biposto, partendo a 1000 metri dalla località La Fabbrica, arriverete fino a Pian Belfè a circa 1450 metri, in località Alpibel. Qui troverete due skilift e un tapis roulant che servono piste di diverse difficoltà: circa 11 chilometri di tracciati di cui 5,3 chilometri con innevamento artificiale per lo sci alpino e 4,7 chilometri di itinerari non battuti per il fuoripista. Il tappeto mobile offre anche una breve pista adatta ai bambini e a chi sta imparando a sciare. La stagione comincerà il 28 dicembre 2024, mentre gli ingressi costano tra i 10 e i 15 euro in base all’età.

Riserva Bianca a Limone Piemonte

Nota come la “Regina delle alpi Marittime”, Limone si trova in una posizione strategica e incantevole, che la rende una meta turistica estremamente ambita. Circondata da luoghi affascinanti come Sanremo, Montecarlo e Nizza, risulta sicuramente prediletta dagli appassionati di sci per le panoramiche piste del comprensorio Riserva Bianca. Qui troverete 37 piste che si sviluppano lungo 80 chilometri dai 1.050 a 2.050 metri di quota e che sfiorano un dislivello complessivo di 10.000 metri, 16 impianti di risalita, 11 seggiovie, due ski-lift, una cabinovia e due tapis roulant, lunghi complessivamente più di 16 chilometri.

Tutto il comprensorio è dotato di impianti per l’innevamento programmato che garantiscono l’accesso alle piste anche in assenza di adeguate precipitazioni nevose naturali. La data di apertura dell’impianto è prevista per il 7 dicembre 2024 fino alla fine di marzo (le date ufficiali dipendono dalle temperature e possono essere monitorate sul sito ufficiale). Gli skipass giornalieri costano 44 euro per gli adulti, 38 euro per i senior, 35 euro per i ragazzi e 17 euro per i bambini. Anche in questo impianto vengono proposte altre tipologie di ingresso, come mattiniero, pomeridiano e per più giornate a prezzi differenti consultabili nel listino ufficiale.

Case Limone Piemonte
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Case tipiche a Limone Piemonte

Impianti sciistici ad Alagna Valsesia

La bellezza del paese è un notevole plus da aggiungere al fascino indiscutibile della stazione sciistica di Alagna Valsesia. Gli impianti trasportano i visitatori dai 1.212 metri dell’abitato fino ai 3.275 metri di Punta Indren, nel cuore del ghiacciaio. Seppur qui troverete ben 180 chilometri di piste con vista sui 4000 metri del Monte Rosa, Alagna Valsesia è considerata il paradiso per chi pratica freeride e sci fuoripista, sia per principianti che professionisti. Non mancano percorsi per sci di fondo, sci ripido e per gli appassionati delle passeggiate con le ciaspole. Gli impianti apriranno il 21 dicembre 2024 fino al 23 marzo 2025.

Lo skipass giornaliero costa dai 38 euro ai 67 euro, in base alla stagione e all’età, e sono presenti anche altre tipologie di ingresso come il plurigiornaliero.

Impianti Macugnana-Monterosa

Nel nome, il presagio della visione splendida del Monte Rosa. A Macugnana si trovano ben 2 comprensori sciistici, relativamente piccoli, ma che offrono panorami e piste spettacolari: il Belvedere e il Monte Moro. Il primo è raggiungibile dalla località Pecetto, da dove parte l’omonima seggiovia e dove potrete usufruire di oltre 10 chilometri di piste, innevate anche artificialmente. La stazione intermedia della seggiovia permette di accedere alle piste dell’Alpe Burki, adatte sia a sciatori esperti che a principianti, mentre il secondo tratto dell’impianto conduce al Belvedere, situato a oltre 1.900 metri, dove ci sono tre piste impegnative.

Il secondo comprensorio, invece, quello di Monte Moro, si raggiunge con due funivie partendo dalla località Staffa: qui troverete piste adatte a tutti i livelli, dai principianti agli sciatori esperti, con un dislivello di oltre 1000 metri. Inoltre, potrete godere anche di una splendida vista panoramica sulla parete est del Monte Rosa. Gli impianti, aperti dal 21 dicembre 2024 al 30 marzo 2025, offrono skipass stagionali a 590 euro per gli adulti e 430 per i ragazzi, con agevolazioni per senior e residenti.

Impianto di San Domenico

Questa tranquilla stazione sciistica sulle appartate alpi Lepontine è stata in tempi recenti oggetto di importanti investimenti, che hanno portato a coniugare lo spettacolo dei paesaggi mozzafiato della zona con impianti futuristici. In particolare, la seggiovia esaposto Bandolero è fornita di sedili rotanti, per una esperienza visiva incredibile. Le piste prevedono vari livelli di difficoltà ed è possibile praticare anche sci nordico e fuoripista. L’impianto è aperto dal 26 dicembre a fine marzo, mentre gli skipass giornalieri costano 33 euro gli adulti, 30 euro i giovani e 25 euro i bambini, mentre i più piccoli sotto gli 8 anni possono entrare gratis.

Alla scoperta della Torino esoterica

8 novembre 2024 à 16:00

Torino non è una città come le altre. Tra le sue tante particolarità c’è qnche quella legata all’esoterismo. Ci sono moltissimi luogi della città dal significato misterioso, che in pochi conoscono. Torino, infatti, soprannominata “la città magica”, perché ad essa sono legate miti e leggende di culti esoterici. Negli Anni ’70, il Papa la definì anche “città diabolica” perché è qui che s’incrociano i due triangoli della magia nera e della magica bianca. La città è nota per essere una delle punte del triangolo di magia nera, insieme alle città di Londra e San Francisco, ma anche una delle puntedel triangolo della magia bianca, con Praga e Lione.

Ma non è tutto. Sorta nel punto in cui il fiume Po (che rappresenterebbe il Sole) e la Dora (che indicherebbe, invece, la Luna) confluiscono, sarebbe dotata di “porte” nei punti cardinali. Infine, il 45° parallelo, la linea immaginaria che marca l’equidistanza dal Polo Nord e dall’Equatore, passa proprio per il centro di Torino e questo fatto accumulerebbe una grande quantità di magia positiva.

A Torino l’esoterismo è presente anche in diversi monumenti sparsi per la città, chiese e persino nella famosa Mole Antonelliana e a Palazzo Reale. Ci sono dei punti rappresentativi della magia bianca (quella buona), ma altri della magia nera (maligna). Infatti, pare che per anni le messe nere che venivano celebrate siano state un grosso problema per l’amministrazione cittadina, che ha dovuto chiudere il Mausoleo della Bela Rosin, oggi ristrutturato e divenuto una in biblioteca. In realtà, sparsi per la città ci sono simboli magici, mascheroni, draghi, meduse, serpenti e quant’altro che si sporgono dai meravigliosi edifici del centro storico. Non c’è angolo di Torino che non sia in qualche modo legato alla magia, bianca o nera che sia: Ecco i luoghi più suggestivi da non perdere.

Torino, città dei misteri

Ci sono diverse storie all’origine della Torino esoterica. Pare che il Capoluogo piemontese sia sempre stato avvolto in un’aura magica. Alcuni riportano il mito di Fetonte, risalente ai tempi degli antichi egizi: figlio di Iside, la dea della magia, fondò Torino intorno al 1529 a.c. e alla città venne dato questo nome perché Cecrope, re di Atene, iniziò a immolare tori a Giove, dopo che questo si era unito a Io, che in seguito alla sua morte venne chiamata Iside. A sostenere questa tesi, la coincidenza che la città sorge dove confluiscono quattro fiumi, e l’acqua, per tutte le religioni, specialmente per quella egizia e greca, è simbolo di purificazione.

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Fonte: 123RF
Torino e il Po

Seguendo, invece, una seconda versione, forse più veritiera, Torino venne fondata dai romani nel 28 a.C. per volere di Augusto, con il nome di Augusta Taurinorum, a presidio di confine dell’Impero. All’epoca, la città era divisa in due: nella zona occidentale, dove sorge il Sole, quindi a rappresentanza del lato più benigno del territorio, e nella zona occidentale, dove invece io Sole tramonta e sorgono le tenebre: è qui che venivano sepolti e crocifissi i condannati. Ecco perché ancora oggi chi crede a queste leggende divide la città in due zone, una nota per il bene e l’altra per il male che sprigiona.

La Mole Antonelliana

Tra i monumenti più famosi di Torino c’è sicuramente la Mole Antonelliana. Vero simbolo della città, è l’opera più conosciuta dell’architetto Alessandro Antonelli. Oltre ai significati più conosciuti, la Mole è uno dei simboli esoterici di magia bianca del Capoluogo piemontese. Secondo gli esperti di esoterismo, la Mole sarebbe un’enorme antenna che irradia l’energia positiva presa dal sottosuolo di tipo maschile (quella femminile è invece collegata alla Gran Madre) in grado di fare da equilibratore.

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Fonte: 123RF
La Mole Antonelliana

Una leggenda che riguarda la Mole vuole che custodisca il Sacro Graal, in quanto la statua della Fede davanti alla Gran Madre avrebbe lo sguardo rivolto proprio verso l’edificio. Inoltre, la Mole rappresenta uno dei tanti simboli massonici italici. Infatti, Antonelli, l’architetto che ne iniziò la costruzione nel 1863, era un massone.

Infine, Friedrich Nietzsche vide nella Mole l’immagine di Zarathustra. In una sua lettera scritta quando era a Torino, infatti, il filosofo riporta di averla “Battezzata Ecce Homo” e di averla “circondata nello spirito con un immenso spazio“. Secondo il suo biografo, Anacleto Verrecchia, Nietzsche amava pranzare nei dintorni della Mole per goderne dei benefici influssi.

La Gran Madre

La Gran Madre è una delle chiese più belle di Torino ed è considerata come un forte punto di magia bianca. Si dice che qui sia nascosto il Sacro Graal. A sostegno di questa teoria contribuiscono le due statue poste davanti alla chiesa: una di queste rappresenta la religione, l’altra invece incarna la fede, in quanto regge una coppa (che simboleggia, appunto, il Santo Graal). Si dice che lo sguardo della prima indichi il percorso da seguire per trovarlo (forse alla Mole Antonelliana, ma potrebbero anche essere il Palazzo di Città o Moncalieri, nel Medioevo frequentata dai Templari).

Infine, c’è da considerare il nome inusuale per un luogo di culto cristiano, in quanto evoca una pagana Grande Madre, intesa come madre di tutti i viventi, alla base di tutti i culti misterici dell’antichità.

Piazza Solferino e la sua fontana

La fontana Angelica di piazza Solferino è in bronzo e racchiude in sé la cultura massonica. Tra le quattro statue, le due maschili rappresentano l’autunno e l’inverno ed entrambe versano l’acqua dagli otri, simbolo di conoscenza. Metaforicamente parlando, rappresenterebbero il primo step che gli iniziati massonici devono compiere per completare il percorso massonico. Pare che rappresentino anche i due sostenitori delle colonne di Ercole, oltre le quali gli antichi credevano vi fosse l’infinito. Le figure femminili, invece, rappresentano la primavera e l’estate, l’amore sacro e l’amore profano.

La fontana, opera del 1929, doveva essere collocata davanti al duomo cittadino, ma incontrò l’opposizione della chiesa, a causa proprio delle simbologie non gradite. Era forse noto che la fontana era stata voluta da due massoni, Paolo Baiotti, ministro di Casa Savoia e Giovanni Riva?

La Fontana dell'Angelica a Torino
Fonte: 123RF
La Fontana dell’Angelica a Torino

Piazza Statuto

Piazza Statuto è un luogo considerato negativo, in quanto coincide con il vertice del triangolo di magia nera di cui la città farebbe parte con San Francisco e Londra. Pare, inoltre, che gli antichi romani avessero collocato in questa zona della città la necropoli e la vallis occisorum ovvero il patibolo dove venivano giustiziati i criminali. Ad aggiungere caratteristiche negative a questo luogo ci pensa poi lo snodo centrale delle fognature posto al centro della piazza che, nell’antichità, venivano chiamate “cloache” ossia “bocche dell’inferno”.

Il monumento più famoso di questa piazza, la fontana del Traforo del Frejus, pare sia suscettibile di un’interpretazione diversa dalla versione tradizionale, che vuole che questo monumento sia un omaggio ai minatori caduti duranti i lavori del traforo: per gli illuminati il Genio Alato rappresentato in cima è la personificazione di Lucifero, che guida le forze dell’oscurità, guardando con aria di sfida le forze benigne, ossia l’oriente, simbolo di luce e nascita. Inoltre, in precedenza sulla sua testa era collocata una stella a cinque punte che poi fu rimossa: forse un terzo occhio? Infine, nella piazza si trova anche l’obelisco geodetico, che sta a indicare il passaggio del 45° parallelo che, per gli esperti di magia, indica il centro delle potenze maligne della città.

Fontana del Traforo del Frejus 
Fonte: 123RF
Fontana del Traforo del Frejus

Il portone del diavolo

Il portone del diavolo a Torino del Palazzo Trucchi di Levaldigi al civico 40 di via XX Settembre presenta un batacchio centrale che raffigura il demone con due serpenti mentre scruta chiunque bussi alla porta. Per questo è meglio conosciuto come il “portone del Diavolo”, un luogo che sarebbe carico di energia negativa e attorno al quale si narrano tante leggende. Quella più inquietante è sicuramente la storia dell’origine del portone: molti, infatti, raccontano che questo portone sia comparso improvvisamente in una notte, alimentando così leggende come quella che fosse opera del diavolo. Ad avvalorare l’ipotesi, anche misteriosi omicidi e sparizioni. Una su tutte, la storia del Maggiore Melchiorre Du Perril scomparso al suo interno nel 1817 e ritrovato vent’anni dopo, murato tra due pareti.

Il portone del diavolo a Torino
Fonte: 123RF
Il portone del diavolo a Torino

Piazza Castello

Nei sotterranei di Piazza Castello, probabilmente tra Palazzo Madama e Palazzo Reale, la leggenda dice che si trovino le Grotte Alchemiche: si tratta di luoghi in cui i grandi Alchimisti hanno il potere di trasformare anima e corpo in qualcosa di superiore, unendolo all’Essenza del Tutto. Durante gli scavi per la costruzione della ferrovia, infatti, è emersa un’antica necropoli ritrovata nel sottosuolo.

In queste stanze segrete sarebbe possibile operare sul tempo, sulla materia e sulle coincidenze, influenzando il futuro, il presente e il passato del mondo. Sulla superficie della piazza, invece, si trova la cupola del Guarini, che racchiude il talismano più “bianco” e potente della Cristianità: la Sindone.

Oltre a questo monumento, si trova nella piazza anche l’obelisco geodetico, detto anche “Guglia Beccaria”, sulla cui sommità sorge un astrolabio che, secondo gli esperti di magia, indicherebbe il cuore delle potenze maligne della città. Vicino alla piazza invece, in Via Lessona, si trova la Domus Marozzo dove si dice alloggiò Nostradamus venuto a Torino per curare la sterilità di Margherita di Valois, moglie di Emanuele Filiberto. Proprio qui, il mago incise su una lapide la scritta “Nostradamus ha alloggiato qui, dove c’è il Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria, chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la rovina intera”.

Via Lascaris e gli “occhi del diavolo”

In via Lascaris, una via secondaria nei pressi di Piazza Castello, c’era, in passato, una Loggia Massonica. Alla base del palazzo, oggi sede di una banca, si trovano delle strane fessure a forma di occhi, detti “infernotti”, che dovevano essere dei punti di sfiato e/o di illuminazione per i locali nel sottosuolo. Negli anni, a causa della loro strana forma, si è diffusa la credenza che si trattasse degli “occhi del diavolo”.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
Le fessure dette “occhi del diavolo” a Torino

Palazzo Reale

La cancellata di Palazzo Reale segnerebbe il confine tra la città bianca e quella nera: il cancello del palazzo Reale, con le due stature dei Dioscuri, Castore e Polluce. La cancellata fu eseguita nel 1840 da Pelagio Palagi (1775-1860) e collocata per delimitare la piazzetta reale da piazza Castello. Ad ornamento furono posti dei candelabri sulla sommità dei pilastri, e dei pannelli con il simbolo mitologico della Medusa nella parte centrale. È qui che si trova l’immaginaria linea di demarcazione tra la Torino sacra e quella diabolica, tra la zona Est da quella Ovest, tra la parte della luce a quella delle tenebre.

Cosa vedere e quando andare a Brasov, ora ancora più vicina con nuovi voli dall’Italia

28 octobre 2025 à 15:00

Brasov, in lingua locale Brașov, è una deliziosa città della Transilvania (ad esser propriamente onesti è la Capitale culturale della Regione) che attira sempre più viaggiatori provenienti da tutto il mondo per via della sua bellezza tipicamente medievale, ma anche a causa della sua vicinanza con quello che è conosciuto come il Castello di Dracula.

La sue origini sono quindi molto antiche, e il suo fascino bohémien da solo vale il viaggio. Scopriamo insieme cosa vedere in questa affascinate città della Romania.

Le mura medievali

Recarsi a Brasov vuol dire ritrovarsi nel cuore della Transilvania, incredibile regione della Romania che genera un enorme carico di suggestioni, ma anche al cospetto di imponenti mura antiche. La cittadella medievale, infatti, è abbracciata da una grande cinta muraria (alta ben 12 metri) costruita nel XV secolo.

Lunga 3 chilometri e con 7 bastioni, racchiude numerosi gioielli artistici e architettonici tutti da scoprire, ma anche una serie di angoli pittoreschi e localini affascinanti.

La Chiesa Nera

Una delle attrazioni da non perdere a Brasov è senza ombra di dubbio la sua Chiesa Nera, che rappresenta il vero e proprio simbolo della città. Si trova nel centro antico ed è classificata come monumento storico della Romania e, soprattutto, possiede questo oscuro nome perché, nel 1689, fu vittima di un brutto incendio che annerì i suoi muri esterni.

Chiesa Nera, Brasov
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L’affascinante Chiesa Nera di Brasov

Chiamata in Biserica Neagra in lingua rumena, possiede un campanile di ben 65 metri metri di altezza e offre un interno in stile barocco riccamente decorato. Tra le sue mura, inoltre, è gelosamente conservata una delle più grandi collezioni di tappeti orientali in Europa, e un enorme organo con oltre 4 mila tubi sonori.

Casa Sfatului

Molto interessante è anche Casa Sfatului, che è anche una delle attrazioni più fotografate di tutta la città. Si tratta di un’antica abitazione che dà il nome all’omonima piazza in cui si trova e che ospita il museo di storia della contea di Brasov. Risalente al 1420, è sormontata dalla Torre del Trombettiere dove un tempo si riunivano i consiglieri. Inoltre fu sede dell’amministrazione cittadina fino al 1780.

L’ultima modifica delle struttura avvenne tra il 1909 e il 1910, quando il tetto barocco venne sostituito con l’attuale tetto piramidale che risulta altrettanto affascinante. L’omonima piazza in cui sorge, tra le altre cose, è una delle più belle dell’intera Romania grazie alla presenza di alcune storiche dimore dipinte con colori pastello.

Poarta Ecatenirei

Poarta Ecatenirei, chiamata da noi italiani Porta Caterina, è certamente una tappa che devono fare tutti, ma che non deve essere assolutamente saltata dagli amanti della storia: sulla sua cima vi sono 4 torrette che simboleggiano l’autonomia giuridica della città nel Medioevo, e il conseguente diritto di applicare la pena capitale.

Sfortunatamente, è l’unica delle varie porte antiche che è arrivata ai giorni nostri e, secondo alcuni documenti, il suo nome originario era Porta Valacce, in quanto unico ingresso per i rumeni che vivevano a Șcheii Brașovului, una zona della città simile a un villaggio in cui si susseguono piccole case costruite lungo strade strette con giardini e piccoli campi. Da notare è che sopra l’ingresso compare lo stemma della città, ovvero una corona su tronco di quercia e radici. Al giorno d’oggi, Porta Caterina ospita un museo.

Strada Sforii

Avete mai sognato di attraversare uno dei vicoli più stretti d’Europa? Se è così dovete assolutamente raggiungere la Strada Sforii, una vietta larga meno di un metro e che in alcuni punti si assottiglia così tanto da permettere di poter toccare entrambe le pareti con le mani.

Non sarà perciò una sorpresa venire a conoscenza che, secondo una leggenda, in epoca medievale questo era uno dei ritrovi preferiti dagli innamorati (ma probabilmente anche oggi).

Monte Tampa

Una delle attività più amate in generale dai turisti è ammirare le città dall’alto e, da questo punto di vista, Brasov offre un punto panoramico davvero eccezionale. Sulla città si affaccia infatti il Monte Tampa (con tanto di scritta in stile hollywoodiano) che è l’habitat dell’orso bruno, lince, cinghiale, farfalle e di una grande varietà di uccelli.

Monte Tampa, Brasov
iStock
La scritta Brasov in stile hollywoodiano sul Monte Tampa

Per raggiungerlo basta intraprendere un trekking di circa 4 km che parte dalle vie della cittadina, oppure salire su di una funivia che in pochi minuti permette di arrivare sulla cima, dove inizia un sentiero pianeggiante che in più o meno 15 minuti porta alla (discutibile) scritta e ad una bellissima terrazza panoramica.

Chiesa di San Nicola

Costruita inizialmente secondo i dettami dell’architettura gotica, in un secondo tempo la Chiesa di San Nicola venne adattata alle linee dell’architettura barocca e vi furono aggiunte una cappella e una nuova torre. Molto affascinanti sono gli interni, opera del maestro Mişu Popp.

Vicino ad essa è invece possibile scoprire la più antica scuola della Romania, attualmente trasformata in un museo pieno di antichi manoscritti, carte topografiche e tantissimi altri documenti storici che raccontano questo pittoresco territorio.

Torre Bianca e Torre Nera

Sono due torri di sorveglianza che dominano il centro storico, costruite nel XV secolo per proteggere la città dagli attacchi nemici. Nel corso del tempo sono state entrambe convertite in Museo Provinciale di Storia, in cui il visitatore può ammirare armature, armi, attrezzi e costumi degli abitanti di un tempo.

I dintorni di Brasov

Non si può venire a Brasov e non pensare di fare delle piccole gite anche nei suoi dintorni: siamo in Transilvania, una delle Regioni più affascinanti e misteriose d’Europa. Le cose da vedere sono davvero tante, ma quelle da non perdere per nessuna ragione al mondo sono:

  • Fortezza di Rasnov: incredibile complesso costruito dai Cavalieri Teutonici sulla cima di una collina rocciosa e che si distingue per essere uno dei complessi fortificati meglio conservati della Romania. Con una cinta muraria alta 5 metri e che segue la cresta della collina, ospita al suo interno 30 case, una scuola e una cappella;
  • Castello di Bran: è il famoso Castello di Dracula, quindi il luogo in cui si dice che Bram Stoker ambientò il suo romanzo dedicato a questo temutissimo vampiro.

Quando andare a Brasov

Andare a Brasov è sempre un’ottima idea, ma senza ombra di dubbio la primavera è un periodo ottimale per via del clima mite e delle lunghe giornate piene di luce. Più calda, ma ideale è anche l’estate, così come lo sono l’autunno e l’inverno che, pur con temperature più rigide, regalano eventi indimenticabili, come i pittoreschi mercatini di Natale cittadini.

Brasov a Natale
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Il centro di Brasov durante le feste di Natale

Come arrivare dall’Italia con i nuovi voli WizzAir

A partire dal 28 ottobre 2025, raggiungere Brasov dall’Italia è ancora più semplice grazie ai nuovi voli WizzAir in partenza da Milano Malpensa. I collegamenti sono operativi tre volte a settimana, nei giorni di martedì, giovedì e sabato, con tariffe a partire da 24,99 euro.

Questa nuova tratta low cost offre un’ottima opportunità per scoprire la magia della Transilvania in maniera comoda e conveniente, ideale sia per un weekend lungo che per una vacanza più estesa alla scoperta di Brasov e dei suoi dintorni, come il meraviglioso territorio di Bran.

Cosa vedere, orari e prezzi di Museo e Galleria Borghese a Roma

14 octobre 2024 à 08:30

Roma è considerata senza dubbio una delle più belle città al mondo, fama dovuta al vasto numero di monumenti storici, culturali, artistici e religiosi presenti nella Città Eterna e ai suoi innumerevoli musei. La sua storia ha indubbiamente contribuito ad accrescerne il fascino, trasformandola in una capitale iconica e tutta da scoprire: non a caso ogni anno è meta di migliaia e migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.

Tra i numerosi luoghi di interesse da visitare nella Capitale, la Galleria Borghese con il suo Museo rappresentano indubbiamente un centro di interesse davvero di valore. Galleria Borghese sorge proprio nel cuore di Roma, nella zona del Pincio, in una posizione privilegiata e suggestiva, all’interno di un imponente edificio storico che prende il nome dalla nota famiglia che lo ha costruito.

Ad attirare i turisti sono ovviamente le numerose opere d’arte contenute all’interno del Museo, ma Galleria Borghese è anche immersa nel verde, circondata da splendidi giardini percorsi da viali che vale la pena percorrere almeno una volta nella vita e che molti romani amano ancora oggi tornare a visitare. Noi di SiViaggia vi offriamo la possibilità di acquistare i biglietti o i tour con le visite guidate con il 5% di sconto, un motivo in più per dedicare una giornata al patrimonio artistico e culturale di Roma. Ricordiamo che l’acquisto dei biglietti con annessa prenotazione è obbligatorio per poter visitare la galleria.

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Breve storia della Galleria Borghese

Costruita nel XVII secolo, Villa Borghese e la Galleria testimoniano l’ascesa al potere della famiglia Borghese a Roma. Originari di Siena, il loro successo deriva dal legame tra Papa Pio V e il suo nipote prediletto, il cardinale Scipione Caffarelli Borghese, entrambi spinti dalla volontà di creare una straordinaria collezione d’arte. La costruzione della villa, avviata a partire dal 1607 e curata fino al 1613 da Flaminio Ponzio, fu portata a termine da Giovanni Vasanzio (il fiammingo Jan Van Santen) seguendo l’impianto architettonico delle tradizionali ville suburbane, come le cinquecentesche Villa Farnesina alla Lungara e la Villa Medici al Pincio.

Papa Pio V e Scipione Borghese riuscirono nel loro intento perché, oggi, Villa Borghese custodisce una collezione unica con opere, tra gli altri, del Bernini, Canova, Caravaggio, Raffaello e Tiziano. Non solo l’arte al suo interno quindi, l’intera struttura, dal criterio espositivo con il quale vengono scelte e posizionate le opere allo stile degli ambienti, merita di essere scoperta e approfondita e noi consigliamo di farlo partecipando a una visita guidata, acquistabile con il 5% di sconto.

Giardini Villa Borghese
Fonte: iStock
I giardini di Villa Borghese

Villa Borghese: opere presenti nel Museo

Oltre all’edificio storico in sé e ai suoi bellissimi viali e giardini, il tesoro di Galleria Borghese è proprio il suo museo, ricco di opere d’arte storiche di valore inestimabile. All’interno del Museo di Villa Borghese è possibile infatti ammirare sculture e bassorilievi, mosaici e dipinti risalenti al periodo compreso tra il XV e il XVIII secolo, sala dopo sala.

Si comincia dal Salone di Mariano Rossi e dai busti degli imperatori romani, per poi passare alla Sala della Paolina, chiamata così perché espone il celebre ritratto di Paolina Bonaparte Borghese come Venere Vittoriosa del Canova. Si prosegue verso la maestosa statua del David del Bernini, esposta nell’omonima sala, e di Apollo e Dafne. La Sala degli Imperatori, invece, espone i busti degli imperatori romani e, al centro, il Ratto di Proserpina.

Al primo piano, invece, c’è la sala dedicata agli artisti umbri del Rinascimento e alle opere di Raffaello, come la Dama col Liocorno e il Ritratto d’Uomo. Molto interessante è la sala dedicata a Ercole, dove l’eroe è presente in cinque dipinti raffiguranti le famose fatiche: l’Apoteosi di Ercole, Ercole che riceve dalle Naiadi il corno di Acheloo, Nesso e Deianira, Ercole e Lica e, infine, la Morte di Ercole.

Sono veramente tante le opere che potete ammirare nel Museo di Galleria Borghese, tutte esposte nelle 20 sale affrescate che, insieme con il portico e il salone di ingresso, costituiscono gli ambienti del museo aperti al pubblico da visitare assolutamente.

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Interni Galleria Borghese
Fonte: iStock
Sala affrescata nella Galleria Borghese

Ingresso Museo e Galleria Borghese: orari e prezzi

L’ingresso a Villa Borghese è regolamentato secondo turni di visita di massimo 2 ore ciascuna per un numero massimo di 180 persone a turno, con obbligo di uscita a fine visita. Queste speciali precauzioni sono dovute alla preziosità delle opere contenute e, per ragioni di sicurezza, per via della particolare conformazione dell’edificio.

Periodicamente il Museo di Villa Borghese diviene anche teatro di importanti mostre artistiche. Gli orari di Villa Borghese prevedono l’apertura delle sue sale dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 19:00, con l’ultimo ingresso possibile alle 17:45. Considerate almeno due ore per la visita, soprattutto se deciderete di immergervi totalmente nella bellezza della villa e del suo museo partecipando a una visita, acquistabile con il nostro 5% di sconto.

La magia del foliage all’Alpe Devero

3 octobre 2024 à 13:57

L’autunno è un periodo magico per visitare l’Alpe Devero. Situata all’interno del Parco Naturale Veglia-Devero, quest’area protetta offre una combinazione unica di colori e natura incontaminata. Durante i mesi di settembre e ottobre, i larici si tingono di giallo, arancione e rosso, creando uno spettacolo visivo indimenticabile, punto esclusivo per vivere la magia del foliage.

Trekking all’Alpe Devero

Uno dei percorsi più popolari e accessibili è il trekking verso Crampiolo e il Lago delle Streghe. Si tratta di un’escursione di circa un’ora, lungo un sentiero ben tracciato che attraversa un caratteristico ponte in legno e costeggia un torrente. Il primo tratto richiede circa 40 minuti e conduce al borgo alpino di Crampiolo, dove vale assolutamente la pena fare una pausa. Da Crampiolo, proseguendo per altri 20 minuti, si raggiunge il Lago delle Streghe, piccolo e cristallino, perfetto per un picnic.

Il nome del lago è legato a una leggenda affascinante: si narra che una giovane fanciulla, con il cuore spezzato, incontrò una strega nel bosco, la quale la condusse in una grotta. Qui, la giovane vide il volto del suo amato in due pozze d’acqua: uno invecchiato, l’altro giovane. A lei fu data la scelta tra un amore effimero o uno eterno, e il lago rimase per sempre avvolto in un alone di mistero.

Itinerari per escursionisti esperti

Oltre al Lago delle Streghe, l’Alpe Devero offre numerose altre escursioni, adatte a diversi livelli di difficoltà. Un altro sentiero suggestivo conduce al Lago Devero, più grande del Lago delle Streghe e circondato da imponenti montagne. Lungo il percorso si incontrano boschi di larici e ampi prati, dove è facile imbattersi in camosci o cervi, che si preparano all’inverno.

Per gli escursionisti più esperti, l’Alpe Devero è il punto di partenza ideale per esplorazioni più impegnative.

Ascesa alla Punta della Rossa

L’ascesa alla Punta della Rossa è una delle avventure più impegnative dell’Alpe Devero, adatta a escursionisti esperti. Questo percorso, che sale fino a 2.880 metri di altitudine, regala panorami incredibili su tutto il parco e i laghi circostanti. Il sentiero parte dalla Piana del Devero e attraversa boschi di larici, praterie alpine e aree rocciose, fino a raggiungere la vetta. La salita è ripida, richiedendo una buona preparazione fisica, ma la vista dalla cima ripaga di ogni sforzo, offrendo un colpo d’occhio unico su vette innevate e vallate verdi. Da qui, si possono vedere anche le Alpi svizzere e la vicina Val Formazza.

Il giro dell’Alpe Sangiatto

Il giro dell’Alpe Sangiatto è un itinerario circolare che attraversa un paesaggio variegato fatto di pascoli e laghetti alpini. Il sentiero inizia sempre dalla Piana del Devero e si dirige verso nord-ovest, salendo fino all’Alpe Sangiatto a 2.060 metri. Durante l’escursione, si attraversano morbidi pendii erbosi e si passa accanto a tre piccoli laghi alpini, circondati da prati fioriti in estate e da colori autunnali caldi in questa stagione. Il percorso, anche se meno impegnativo rispetto alla Punta della Rossa, presenta tratti tecnici che richiedono attenzione, soprattutto in caso di pioggia o neve. L’itinerario dura circa 4-5 ore, con un dislivello di circa 500 metri.

Il Giro del Parco Naturale Veglia-Devero

Per chi vuole un’avventura ancora più immersiva, il Giro del Parco Naturale Veglia-Devero è un trekking di più giorni che permette di esplorare in profondità l’intera area protetta. Questo percorso prevede circa quattro giorni di cammino, con tappe che toccano rifugi storici e laghi alpini spettacolari. Partendo dall’Alpe Devero, il giro si snoda tra i pascoli alpini del Devero e del Veglia, passando attraverso valli remote, creste montuose e superando passi impegnativi come il Passo della Rossa o il Passo di Valtendra, che offrono panorami vertiginosi sulle vette circostanti. L’itinerario alterna giornate di trekking di 5-6 ore a momenti di relax in rifugio, dove è possibile assaporare piatti tipici della cucina di montagna e dormire in ambienti accoglienti e tradizionali.

Questo giro permette di scoprire la biodiversità unica del parco, attraversando zone di straordinaria bellezza naturale come i Boschi di larice e abete rosso, le torbiere alpine e le praterie fiorite. Lungo il percorso, è facile avvistare fauna selvatica, come camosci, stambecchi e aquile reali, che vivono indisturbati in quest’area protetta.

Attività per tutti: fotografia e relax

L’Alpe Devero non è solo una destinazione per gli escursionisti. È anche un luogo perfetto per gli appassionati di fotografia naturalistica. Il contrasto tra le montagne innevate, i boschi colorati dal foliage e i laghi cristallini offre innumerevoli occasioni per scatti spettacolari. In autunno, la luce dorata del tramonto rende il paesaggio ancora più magico, riflettendosi sulle acque calme del Lago delle Streghe e del Lago Devero.

Chi è alla ricerca di un po’ di relax può optare per un picnic in uno dei tanti prati che circondano Crampiolo o il Lago delle Streghe, magari facendo sosta in uno degli empori del borgo per acquistare prodotti tipici come il Bettelmatt, il pane di segale e salumi locali.

Info pratiche

Consigli per visitare l’Alpe Devero

Se si pianifica una visita all’Alpe Devero in autunno, è importante tenere conto di alcuni dettagli pratici. L’area è ben servita, ma l’arrivo deve essere ben organizzato. Partiamo dall’abbigliamento: in autunno, il tempo può essere molto variabile. È fondamentale vestirsi a strati, portando con sé una giacca impermeabile e abiti caldi per affrontare le temperature che possono scendere rapidamente, soprattutto in prossimità dei laghi. Attenziona particolare alle scarpe. I sentieri sono generalmente ben mantenuti, ma possono risultare scivolosi o fangosi, soprattutto dopo le prime nevicate; per questo è consigliabile indossare scarpe da trekking impermeabili. Rispetto al cibo, anche se lungo il percorso si trovano fontane di acqua potabile, è sempre meglio avere con sé una borraccia. È anche una buona idea portare uno snack o un pranzo al sacco, soprattutto se si percorrono sentieri più lunghi.

Come arrivare

Raggiungere l’Alpe Devero è piuttosto semplice: da Baceno basta seguire le indicazioni fino a Devero, dove si trova un ampio parcheggio. Da lì, il percorso prosegue esclusivamente a piedi, consentendo di immergersi completamente nella pace del parco. Il sentiero porta immediatamente alla Piana del Devero, un pianoro vasto e suggestivo, perfetto punto di partenza per le esplorazioni autunnali.

Dove dormire all’Alpe Devero

Per chi desidera prolungare il soggiorno e godere appieno dell’atmosfera autunnale, ci sono diverse opzioni di pernottamento all’Alpe Devero e nei dintorni. I rifugi alpini offrono un’accoglienza calorosa e autentica, con piatti tipici della tradizione locale. In alternativa, è possibile affittare una delle molte baite o case vacanza disponibili nel borgo di Devero, ideali per chi cerca un’esperienza più intima e indipendente.

 

Prezzi e consigli per una vacanza in caicco in Turchia

24 septembre 2024 à 13:50

La Turchia è una destinazione ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del relax e della scoperta di territori fantastici, con le sue acque spettacolari ed il suo mare cristallino. Cosa c’è di meglio che esplorare queste meraviglie a bordo di un caicco, una tradizionale imbarcazione in legno tipica della zona orientale del Mediterraneo e particolarmente diffusa nel Paese. L’esperienza di una crociera in caicco rappresenta una vera e propria immersione nella natura incontaminata di questo affascinante e meraviglioso Paese.

Le origini del caicco

Il caicco ha una lunga tradizione nelle acque turche, risalente a diversi secoli fa. Questa imbarcazione, infatti, veniva principalmente utilizzata per la pesca ed il trasporto delle merci. Oggi, invece, sono state trasformate in eleganti yacht a vela, che possono offrire ai propri ospiti tutti i comfort moderni, conservando, allo stesso tempo, il loro antico fascino ed il profondo legame con il mare.

Passare una vacanza in caicco è un’esperienza unica, che permette di vivere a pieno il mare e, soprattutto, in modo autentico. È il mezzo ideale per scoprire le insenature nascoste della Riviera Turca, le sue bellissime spiagge segrete e le antiche rovine che si affacciano sul mare e che diventano, così, facilmente accessibili. Navigare in caicco è l’ideale per chi desidera allontanarsi dalla folla e godere del silenzio della natura, fra le acque cristalline dei suoi mari.

Come organizzare una vacanza in caicco in Turchia?

Ci sono due modi principali per vivere una vacanza in caicco in Turchia. Il primo è quello di unirsi ad una crociera organizzata, occasione in cui è possibile prenotare una singola cabina, dove passare il viaggio con più privacy ed è la scelta ideale per chi viaggia da solo, in coppia o con un gruppo di amici. La seconda modalità, invece, è quella di noleggiare privatamente l’intera imbarcazione. In quest’ultimo caso si può godere della massima libertà: sarà possibile scegliere l’itinerario liberamente e concordarlo con il capitano, scegliendo le tappe secondo i propri desideri, tra antiche rovine e spiagge segrete deserte.

Quando si sceglie di viaggiare in caicco in Turchia è importante scegliere la rotta con attenzione. Infatti, sono molte le destinazioni imperdibili di questo Paese ed ogni tratto della costa turca ha qualcosa di speciale da offrire. Ecco quali sono gli itinerari più consigliati ed amati dai viaggiatori, per rendere un viaggio a bordo di questa tradizionale imbarcazione turca un’esperienza indimenticabile.

Veduta aerea di diversi caicchi nelle acque limpide della riviera turca
Fonte: iStock
Veduta aerea di caicchi in mare, Turchia

Itinerari consigliati

Il primo itinerario, forse il più amato e consigliato dai viaggiatori, è quello che porta alla scoperta della Costa Turchese. Si parte dalla bellissima cittadina di Bodrum, per navigare nella baia di Gokova. Questa rotta, chiamata anche “Blue Cruise”, porta i viaggiatori attraverso alcune delle zone più belle ed incontaminate del Mar Egeo. Include l’isola di Cleopatra, famosa per le sue spiagge chiare e le acque limpide, e le Sette Isole, ovvero un arcipelago immerso nel verde. Questa rotta è la scelta perfetta per chi desidera una vacanza in cui alternare relax ed avventura, tra immersioni e snorkeling e lunghe passeggiate sulla terraferma.

Un altro itinerario da non perdere è quello della baia di Hisaronu, dove il Mar Egeo si incontra con il Mar Mediterraneo. È un tratto della costa turca caratterizzato da una costa frastagliata ed acque cristalline, dove poter scoprire piccole baie accessibili soltanto via mare. Durante questo viaggio è possibile visitare le rovine storiche di Knidos, un’antica città di origine greca. Inoltre, fra le varie tappe, per rendere l’esperienza ancora più autentica, nelle piccole taverne dei pescatori si potranno assaggiare piatti a base di pesce fresco e le varie specialità culinarie turche.

Per chi, invece, cerca una vacanza tranquilla e vuole navigare in acque calme, il golfo di Fethiye e le isole di Gocek sono la scelta ideale. Questa zona, infatti, è particolarmente amata dai velisti, grazie alle condizioni ottimali di navigazione e alle numerose baie che offrono riparo durante le correnti più forti. Degne di nota sono le isole Yassica, con le loro lagune naturali e le spiagge di sabbia. Il mare qui è così tranquillo da sembrare quasi una piscina naturali, caratteristica che rende perfetta la rotta anche per i visitatori con bambini.

Infine, il bellissimo itinerario che porta alla scoperta della baia di Kekova. Qui le acque turchesi nascondono delle vere e proprie città sommerse, resti appena visibili sotto la superficie dell’acqua. Questa zona, infatti, è un territorio ricco di storia ed è perfetta per chi vuole unire un pizzico di avventura alla scoperta culturale. Si può visitare l’antica città di Myra, con le sue tombe ed il grande teatro di epoca Romana, una delle tappe sicuramente più affascinanti, oppure il piccolo e pittoresco villaggio di pescatori di Kas, dove fare un salto nel passato.

Caicco in lontananza che naviga in acque turche al tramonto
Fonte: iStock
Caicco in navigazione al tramonto

Quanto costa fare una vacanza in caicco?

Uno dei primi aspetti da considerare per chi vuole organizzare una vacanza in caicco è sicuramente il budget. I prezzi, infatti, possono variare notevolmente non solo a seconda della stagione, ma anche in base al tipo di imbarcazione scelta ed ai servizi inclusi. Ovviamente, durante l’alta stagione i prezzi tendono a salire, soprattutto nei mesi di Luglio e Agosto, con cifre più elevate rispetto a quei mesi considerati “di spalla”, come Maggio, Giugno e Settembre, periodo in cui è anche possibile trovare offerte più convenienti.

Il costo per noleggiare una cabina su un caicco condiviso parte da circa 200/300 euro a persona per una settimana di viaggio, ma può salire anche fino a 1000 euro se si viaggia, invece, su imbarcazioni più lussuose. Il prezzo include, solitamente, l’alloggio, i pasti a bordo e alcune delle escursioni a terra.

Per chi, invece, vuole noleggiare un caicco per un vacanza più libera, allora i prezzi possono variare da 2.000 euro fino ad oltre 10.000 euro a settimana, a seconda delle dimensioni e della classe dell’imbarcazione, quindi i livelli di comfort ed eventuali servizi aggiuntivi, come l’equipaggio completo o la possibilità di praticare diversi sport acquatici.

La maggior parte delle vacanze in caicco dura una settimana, ma esistono anche altre soluzioni. Per chi ha meno tempo o desidera fare solo una breve esperienza a bordo di questa imbarcazione turca, è possibile prenotare una mini crociera della durata di tre o quattro giorni.

Una vacanza in caicco in Turchia è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Un viaggio durante il quale è possibile vivere momenti unici che combinano il fascino della navigazione con la bellezza di una delle coste più suggestive dell’intero Mar Mediterraneo, che sia un classico itinerario o uno dei più avventurosi.

Viaggio in Norvegia: dove vedere l’aurora boreale

8 septembre 2024 à 12:00

Assistere allo spettacolo offerto dall’aurora boreale è una delle esperienze inserite nella lista dei desideri di molte persone. Per riuscire ad ammirarla l’organizzazione è tutto: bisogna sapere non solo dove andare per incontrare il bagliore verde e viola che compare come un effetto alieno nel cielo notturno, ma anche quando e a che latitudine. A volte bisogna avere anche un semplice tocco di fortuna nel trovare, dovunque siamo, un cielo chiaro, buio e senza nuvole.

Lo scrittore e poeta austriaco Theodor Däubler descrisse l’aurora come “un luminoso amplesso tra il sole liberato dalla terra e il sole celeste, il quale apporta la luce polare alle lunghe notti dei poli mentre la terra aspira a ritornare una stella splendente”. Entrando nel dettaglio per spiegarvelo meglio, questo fenomeno naturale si manifesta nell’emisfero nord del pianeta ed è prodotto da particelle elettriche che colpiscono la ionosfera creando uno spettacolo di luce incredibile. Le luci appaiono quando le particelle cariche provenienti dal sole vengono attratte dentro l’atmosfera dai campi magnetici terrestri e si scontrano con atomi di azoto e ossigeno. La collisione sprigiona lampi di luci colorate che ai nostri occhi appaiono come l’aurora boreale.

Questo fenomeno elettrico di elettroni e protoni fa si che l’energia possa essere vista attraverso uno spettacolo luminoso anche se avviene tra i 100 e i 500 chilometri di altitudine. Scopriamo insieme dove andare e come organizzare un viaggio in Norvegia per vederlo al meglio.

Dove vedere l’aurora boreale in Norvegia

L’aurora boreale può essere ammirata in tutta la sua magica meraviglia soprattutto nelle aree rurali, dove il basso inquinamento luminoso le consente di brillare al massimo. In linea generale, i cacciatori di aurore si dirigono verso destinazioni posizionate ad alta latitudine sopra il Circolo Polare Artico in luoghi come Finlandia, Svezia, Norvegia, Canada, Islanda, Groenlandia e Alaska lungo un anello noto come Aurora Oval. Seppur lo spettacolo di luci non sia mai garantito, è in quest’area che avrete la più alta probabilità di catturare l’attività dell’aurora.

Tra tutte queste destinazioni, la Norvegia è quella più ambita, in particolare la zona settentrionale e l’arcipelago delle Svalbard. Questa è l’unica destinazione abitata al mondo dove potete assistere alle aurore boreali in qualsiasi momento della giornata. Il periodo ideale è quello che coincide con la notte polare, ossia la stagione più buia del paese che dura ben 113 giorni tra novembre e gennaio. Con così tante ore trascorse nell’oscurità, avrete tantissime opportunità per inseguire l’aurora!

Seppur il migliore, l’arcipelago non è l’unico luogo dove ammirare il fenomeno. Le aurore boreali si manifestano anche in altre parti del paese come nella regione del Trøndelag, nelle isole Lofoten e nelle zone più meridionali della Norvegia, soprattutto durante i periodi di maggiore attività solare.

Aurora boreale Norvegia
Fonte: iStock
L’aurora boreale alle Lofoten, in Norvegia

Qual è il periodo migliore per vedere l’aurora boreale

Oltre al dove, un’altra informazione fondamentale da tenere a mente durante la pianificazione del vostro viaggio in Norvegia è quando andare. Statisticamente, i periodi migliori per vedere l’aurora boreale sono la primavera (marzo/aprile) e l’autunno (settembre/ottobre), ossia i mesi che registrano il livello più alto di attività delle aurore. Tuttavia è possibile osservarle anche a novembre, dicembre, gennaio e febbraio. Anche l’orario è importante: l’aurora può manifestarsi già dalle 18.00, ma la possibilità di vederla aumenta dalle 23.00 alle 2 del mattino.

I nostri consigli per vedere l’aurora in Norvegia

Desideriamo aiutarvi a vivere al meglio quest’esperienza unica ed è per questo che abbiamo raccolto alcuni consigli che pensiamo possano esservi utili per organizzare il vostro viaggio in Norvegia alla ricerca delle luci danzanti.

Cosa indossare

Il primo consiglio riguardante l’abbigliamento è quello di vestirvi a strati, così da poter togliere o aggiungere più facilmente i capi se avete troppo caldo o freddo. Indossate uno strato di pile o lana come base, sopra un maglione più spesso in lana (molto amata per le sue qualità termoregolatrici), una sciarpa e calzini di lana. Per lo strato più esterno consigliamo una giacca antivento e impermeabile, oltre che pantaloni e giubbotti termici, un cappellino di lana che copra le orecchie, guanti e scarpe invernali.

Un dettaglio importante riguarda le scarpe: la pioggia gelata può rendere le strade scivolose, ecco perché è meglio indossare modelli dalla suola in gomma. Nello zaino, invece, portate con voi acqua e bevande calde per riscaldarvi, cibo e snack e una pila frontale o torcia per spostarvi con maggiore facilità al buio.

Come fotografare l’aurora boreale

Sappiamo bene che chiunque desidera portarsi a casa gli scatti migliori: per ottenerli, oltre ad affidarvi a una guida locale che vi accompagni nei luoghi ideali, un particolare da tenere a mente è il flash che non va utilizzato. Se non volete contattare un esperto, controllate le previsioni del tempo (la limpidezza del cielo è fondamentale) e le previsioni dell’aurora che possono essere monitorate anche tramite un’app chiamata NorwayLights.

Per evitare immagini sfuocate portate con voi un treppiede, questo può essere sia un cavalletto professionale che una roccia o il cofano della vostra auto: qualsiasi cosa che vi aiuti a tenere la fotocamera ferma. Infine, regolate la messa a fuoco, il tempo di esposizione, l’ISO e l’apertura. Un consiglio? Fate pratica con le impostazioni della vostra macchina fotografica prima di partire per il vostro viaggio!

Aurora boreale Tromsø
Fonte: iStock
Vista dell’aurora boreale nelle vicinanze della città di Tromsø

Tutto quello che c’è da sapere su Cala Liberotto

27 août 2024 à 08:00

Alla ricerca di una spiaggia incantevole? Cala Liberotto in Sardegna è la scelta giusta! Una località che sembra uscita da una cartolina, con mare smeraldo e sabbia dorata, un contrasto perfetto. Si trova a nord dell’isola, nel Golfo di Orosei, ed è l’ideale per chi è alla ricerca di un luogo dove rilassarsi a stretto contatto con la natura.

Come arrivare a Cala Liberotto?

La spiaggia di Cala Liberotto si trova a circa 14 chilometri a sud della città di Orosei. Si può raggiungere questa spiaggia in auto, essendo ben collegata alle principali località della Sardegna, e rappresenta una destinazione facilmente accessibile anche per chi viaggia con bambini o persone con mobilità ridotta, grazie anche alla presenza di un parcheggio nelle vicinanze.

Paradiso per gli amanti della natura

Questa spiaggia è formata da un insieme di piccole baie, con acqua cristallina, circondate da rocce di granito chiara e sabbia dorata: un angolo di paradiso vero e proprio, particolarmente amato anche per la presenza di fondali bassi.
Una delle caratteristiche più affascinanti di Cala Liberotto è la presenza di tre grandi scogli che affiorano a poca distanza dalla riva, raggiungibile facilmente a nuoto, e che donano un tocco quasi esotico al panorama. Alle spalle della spiaggia si trova anche una piccola pineta, perfetta per chi cerca relax e ombra, soprattutto nelle giornate estive più calde, a due passi dal mare.

Cala Liberotto, inoltre, non è solo una destinazione balneare, ma anche un piccolo paradiso per i naturalisti. Nelle vicinanze della spiaggia, infatti, è presenti uno stagno circondato da vegetazione tipica del mediterraneo, che crea un ambiente unico e che lo rende ideale per chi vuole passare giornate a stretto contatto con la natura. Soprattutto in autunno e primavera, quando colori e profumi, grazie alla fioritura del mirto e di altre essenze mediterranee, trasformano la visita a Cala Liberotto in un’esperienza “sensoriale”.

Mare cristallino a Cala Liberotto, con scogli quasi color oro in contrasto con azzurro del mare
Fonte: iStock
Splendido mare a Cala Liberotto

I servizi di Cala Liberotto

Nonostante la sua atmosfera tranquilla ed incontaminata, Cala Liberotto è una spiaggia notata di numerosi servizi, utili a garantire una giornata di mare confortevole ai suoi visitatori. È possibile noleggiare ombrelloni e sdraio oltre che usufruire di diversi chioschi e bar nelle vicinanze. Per chi, invece, preferisce pranzare sulla spiaggia, sono anche presenti numerose aree picnic ombreggiate nella pineta, per una pausa di relax

Un aspetto importante di Cala Liberotto, da non sottovalutare, è che si tratta di una spiaggia pet-friendly, che significa che è possibile portare con sé il proprio amico a quattro zampe anche al mare. È un grande vantaggio per chi non vuole separarsi dai propri animali durante le vacanze e come questa spiaggia, sono diverse anche le strutture pet-friendly in Sardegna.

Attività ed escursioni nei dintorni

Per chi decide di trascorrere più giorni nei pressi di questa spiaggia, è bene sapere che questo territorio ha davvero molto da offrire, tra attrazioni naturalistiche e culturali. La Sardegna è una regione famosa in tutto il mondo per le sue bellezze, tra mare ed entroterra. In questa zona a nord, nello specifico, è possibile visitare il famoso Golfo di Orosei e le sue spiagge, tra cui Cala Mariolu, Cala Luna e Cala Goloritzé.

Imperdibile è l’escursione alla grotta del Bue Marino, un complesso di grotte marine accessibile solo via mare, e che un tempo furono rifugio per la foca monaca, accessibile grazie a diverse escursioni organizzate,

Cala Liberotto è una destinazione della Sardegna in grado di incantare per la bellezza dei suoi paesaggi e delle sue spiagge i suoi visitatori. Una località adatta a chi è alla ricerca di relax totale, ma anche attività all’aria aperta.

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