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Sagre ed eventi di agosto in Trentino-Alto Adige, gli appuntamenti da non perdere

22 juillet 2026 à 14:42

Succosi grappoli maturi, formaggi d’alpeggio e profumi di erbe di montagna riempiono le tavole e le piazze d’estate. È il momento delle sagre di paese, delle feste patronali e degli eventi enogastronomici che animano i borghi, tra musica dal vivo, piccoli mercatini e specialità della tradizione. Le serate si allungano, le luci si accendono sui centri storici e sulle frazioni di montagna, mentre le ricette tipiche diventano protagoniste di cene all’aperto e convivialità.

In Trentino-Alto Adige agosto è un invito a scoprire sapori e panorami, dalle vallate dolomitiche alle zone vinicole più rinomate. Tra gli appuntamenti da segnare in agenda spiccano la Festa del vino di Caldaro, che celebra il legame profondo tra vigneti e lago, e i Giochi medievali a Sluderno, dove storia e gusto si incontrano tra rievocazioni e stand gastronomici. A fare da cornice, eventi come Festa ta mont, la tradizione ladina in Val San Nicolò e l’evocativa Alba sotto le Stelle a Canazei, per un mese di montagna vissuta tra degustazioni e atmosfere uniche.

Gli eventi di agosto 2026 in Trentino-Alto Adige da gustare

  • Alba sotto le Stelle – Canazei (TN), dal 30 luglio al 24 agosto 2026.
    Alba sotto le Stelle chiude al traffico la via principale di Alba di Canazei, trasformandola in un vivace spazio pedonale con musica, artisti di strada, spettacoli e intrattenimento serale.
  • Festa ta mont, la tradizione ladina in Val San Nicolò – Sèn Jan di Fassa (TN), dal 1 al 2 agosto 2026.
    In Val San Nicolò la festa "ta mont" celebra la tradizione ladina con costumi, musica, specialità culinarie, storie e leggende in un’atmosfera suggestiva.
  • Festa dei Mulini, dal grano alla farina – Terento (BZ), il 2 agosto 2026.
    La Festa dei Mulini a Terento permette di assistere alla macinatura del grano come un tempo, nei mulini storici azionati dall’acqua, con dimostrazioni per grandi e piccoli.
  • Festa dei Canederli – Castelrotto (BZ), il 3 agosto 2026.
    La Festa dei Canederli a Castelrotto propone piatti tipici altoatesini a base di canederli in numerose varianti salate e dolci, serviti nella piazza del paese.
  • Le Notti di Re Laurino – Nova Levante (BZ), il 5 agosto 2026.
    Le Notti di Re Laurino a Nova Levante offrono gastronomia locale, shopping serale con negozi aperti, musica tradizionale e attività per bambini come castello gonfiabile e laboratori.
  • Festa del vino di Caldaro – Caldaro sulla Strada del Vino (BZ), dal 12 al 15 agosto 2026.
    Tradizionale Festa del vino di Caldaro nel piazzale delle cantine, con degustazioni e musica dal vivo che invita a ballare.
  • Baldo Bio e Benessere – Brentonico (TN), dal 14 al 16 agosto 2026.
    Evento dedicato al benessere e ai prodotti biologici a km zero dell’Altopiano di Brentonico, con mostra mercato, laboratori, workshop, sport e trattamenti olistici.
  • Festa della polenta – Castelrotto (BZ), dal 14 al 16 agosto 2026.
    Festa tradizionale dedicata alla polenta nel centro del paese, con specialità tipiche e atmosfera conviviale.
  • Torna ogni due anni Altstadtfest a Bressanone – Bressanone (BZ), dal 21 al 23 agosto 2026.
    Altstadtfest a Bressanone propone un ricco programma di musica, folklore, teatro e gastronomia per intrattenere i visitatori.
  • Festa del Cioccolato a Monguelfo – Monguelfo-Tesido (BZ), dal 21 al 22 agosto 2026.
    A Monguelfo ritorna la festa del cioccolato, un appuntamento goloso per appassionati e curiosi di ogni età.
  • Giochi medievali a Sluderno – Sluderno (BZ), dal 21 al 23 agosto 2026.
    Giochi Medievali dell'Alto Adige a Sluderno, con spettacolari combattimenti e duelli nella suggestiva cornice di castelli e abbazia.
  • Ritorna il Palio della Sloiza a Transacqua – Primiero San Martino di Castrozza (TN), il 22 agosto 2026.
    Il Palio della Sloiza rievoca antiche attività agricole con prove di forza e abilità tra i paesi di Primiero, preceduto da una serata dedicata ai mestieri di un tempo e a degustazioni tipiche.
  • Palio Raglio – Cembra Lisignago (TN), dal 31 agosto al 2 settembre 2026.
    Il Palio Raglio è una versione tragicomica del Palio di Siena, con corsa a dorso d’asino e sfilata dei contradaioli nel borgo cembrano.

Dove andare a Capodanno 2027 per iniziare l’anno in modo speciale

18 juillet 2026 à 17:00

Organizzare il Capodanno durante l’estate è una delle strategie migliori per partire senza spendere una fortuna: le mete più richieste registrano infatti il tutto esaurito con mesi di anticipo e prenotare per tempo permette di trovare tariffe più competitive per voli e alloggi, e di assicurarsi le strutture migliori e una maggiore possibilità di scelta.

Abbiamo selezionato alcune località meno inflazionate, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, perfette per salutare il 2026 e dare il benvenuto al 2027. Dalle atmosfere innevate delle Dolomiti ai borghi della Toscana, passando per un’isola croata fuori dai circuiti del turismo di massa fino ad arrivare ai safari africani e ai paesaggi desertici dell’Oman, ecco alcune idee per chi vivere un Capodanno originale.

Sappada, Dolomiti: il fascino delle tradizioni alpine

Se immaginate un Capodanno tra i fiocchi di neve, una delle destinazioni più suggestive delle Dolomiti è Sappada, piccolo centro montano che durante le festività si arricchisce di eventi e tradizioni.

Il momento più atteso della serata del 31 dicembre è la tradizionale fiaccolata dei maestri di sci, che di solito prende il via intorno alle 18. A seguire, lo spettacolo pirotecnico illumina la zona della Pista Nera, uno scenario spettacolare tra le montagne innevate.

Gli appassionati di sport invernali possono dedicarsi allo sci e allo snowboard sulle piste, mentre chi preferisce un ritmo più rilassato può scegliere escursioni con le ciaspole, pattinaggio sul ghiaccio oppure trascorrere qualche ora a Nevelandia, il parco dedicato alle famiglie e ai bambini.

La serata può proseguire con un cenone in baita o in uno dei rifugi in quota, raggiungibili anche con motoslitte o gatti delle nevi, oppure nei ristoranti e negli hotel del centro, dove vengono organizzate cene accompagnate da musica e intrattenimento fino a tarda notte.

Urbino, Marche: arte, storia e atmosfera romantica

Veduta del centro di Urbino, Marche
iStock
Tutto il fascino del centro storico di Urbino

Tra le mete meno considerate per la notte di San Silvestro c’è anche Urbino, città natale di Raffaello che sorprende per il patrimonio storico e culturale e che durante le festività assume un fascino speciale. Il centro storico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, invita a passeggiare tra vicoli acciottolati, scorci panoramici e palazzi rinascimentali ancora più suggestivi grazie alle decorazioni natalizie.

Le famiglie possono contare su un ambiente tranquillo e accogliente, con iniziative dedicate ai bambini, tra laboratori creativi e spettacoli organizzati nelle piazze durante il periodo natalizio.

Le coppie trovano invece il contesto ideale per trascorrere una serata romantica, con una passeggiata tra le vie del centro e poi il Cenone di San Silvestro a lume di candela.

Anche i gruppi di amici hanno diverse occasioni per alternare cultura e divertimento. Dopo aver visitato il centro storico durante il giorno, la serata può continuare nei locali oppure partecipando agli eventi musicali e culturali organizzati in piazza.

Maremma Toscana: borghi, natura e sapori del territorio

La Maremma è ideale per accogliere il nuovo anno lontano dal caos delle grandi città, al cospetto di paesaggi dove la natura, la storia e le tradizioni convivono in piena armonia.

Hotel, agriturismi, dimore storiche e strutture ricettive propongono soggiorni dedicati al relax, spesso accompagnati da percorsi benessere e da esperienze gastronomiche che valorizzano i prodotti tipici della cucina maremmana.

La sera del 31 dicembre i borghi organizzano feste in piazza con musica dal vivo e spettacoli pirotecnici; è inoltre possibile passeggiare tra i mercatini di Natale oppure assistere ai concerti di fine anno ospitati nelle località più caratteristiche della zona.

Sentieri escursionistici, percorsi in bicicletta o a cavallo permettono di esplorare le Vie Cave etrusche, le oasi WWF, i parchi naturali, antiche fortezze, eremi e borghi marinari, dove il mare d’inverno regala panorami dal fascino particolare.

Isola di Vis, Croazia: Capodanno lontano dal turismo di massa

Komiza sull'Isola di Vis, Croazia
iStock
L’incantevole villaggio di pescatori di Komiza sull’Isola di Vis

Nel cuore dell’Adriatico, Vis, ancora poco interessata dal turismo di massa, durante il periodo di Capodanno vanta un’atmosfera intima e rilassata, la scelta migliore per iniziare il nuovo anno lontano dalla folla.

Le calette silenziose, i piccoli villaggi di pescatori come Komiža e le grotte che punteggiano la costa creano scenari di rara suggestione in cui lunghe passeggiate affacciate sul mare.

L’esperienza passa anche per la buona tavola: presso le taverne dell’isola è possibile assaporare specialità tradizionali come la Viška pogača, la caratteristica focaccia farcita con acciughe, pomodori e cipolle, oppure il goulash di polpo, piatto tipico della cucina dell’isola.

Aarhus, Danimarca: creatività, cultura e qualità della vita

Giovane, dinamica e ricca di iniziative culturali, Aarhus riesce a trasmettere una sensazione di benessere senza rinunciare alla vivacità urbana. Non a caso è stata nominata “The Happiest City of 2026“, un riconoscimento che ben descrive il clima che si respira tra le sue strade.

Trascorrervi il Capodanno significa vivere una festa più autentica: caffè, quartieri illuminati, musei e spazi culturali diventano il punto di incontro per residenti e turisti.

Tra le esperienze da non perdere una visita a Den Gamle By, il museo a cielo aperto che racconta l’evoluzione storica della città grazie a quartieri e edifici ricostruiti, accanto ai numerosi esempi di architettura e design contemporaneo che caratterizzano Aarhus.

Sofia, Bulgaria: concerti, tradizioni e vita notturna

Sofia è una valida alternativa per godersi il Capodanno in una capitale europea ancora poco battuta dal turismo internazionale: ai piedi del Monte Vitosha, durante le festività si anima con concerti, mercatini natalizi e spettacoli pirotecnici.

Il cuore dei festeggiamenti è Piazza Knyaz Alexander I, dove viene organizzato il grande concerto di fine anno con artisti bulgari e musica dal vivo. Allo scoccare della mezzanotte il cielo si illumina con i fuochi d’artificio mentre tutti brindano con vino e rakia, il tradizionale distillato bulgaro.

Prima della festa vale la pena concedersi una cena in uno dei ristoranti tradizionali del centro per assaggiare specialità come la banitsa, la shopska salata e le carni alla griglia accompagnate da salse speziate. Per un’atmosfera più romantica, potete scegliere un locale con vista sul Monte Vitosha, che durante l’inverno è spesso ammantato di neve.

La serata può poi proseguire nei bar e nei club del quartiere Studentski Grad, mentre per un Capodanno più tranquillo potete trascorrere la notte in montagna, in un rifugio affacciato sulle luci della città.

Nepal: un viaggio tra spiritualità e Himalaya

Trekking sulle montagne dell'Himalaya
iStock
Trekking sulle montagne dell’Himalaya

Sognante un Capodanno davvero differente? Pensate al Nepal per un itinerario capace di unire spiritualità, cultura e grandi paesaggi naturali.

Kathmandu custodisce alcuni dei luoghi simbolo del Paese, come il Boudhanath Stupa, tra i più importanti siti sacri buddhisti, e il Tempio di Pashupati, spesso considerato la piccola Varanasi del Nepal.

L’itinerario può proseguire a Patan, celebre per la lavorazione delle campane tibetane, mentre il Parco Nazionale di Chitwan offre la possibilità di partecipare a un safari alla scoperta della fauna autoctona e di visitare un tradizionale villaggio Tharu.

Pokhara, affacciata sul Lago Phewa e abbracciata dalle vette himalayane, è invece una delle località più suggestive del Paese, mentre il villaggio di Bandipur è ideale per concedersi una pausa rilassante.

Tanzania: safari e spiagge tropicali per iniziare l’anno

Tra le destinazioni di lungo raggio più interessanti per il periodo di Capodanno non manca la Tanzania. In questo periodo dell’anno, molte aree del Paese coincidono con la stagione secca, condizione favorevole per esplorare i grandi parchi nazionali.

Il Serengeti e il cratere di Ngorongoro offrono l’occasione di osservare da vicino leoni, elefanti, giraffe e rinoceronti, nel loro ambiente naturale.

Il viaggio può essere arricchito dalla scoperta della cultura swahili con la visita ai villaggi tradizionali, ai mercati locali e ai piatti tipici, spesso accompagnati da eventi e celebrazioni per l’arrivo del nuovo anno.

Per alternare l’avventura al relax potete infine raggiungere Zanzibar o l’isola di Pemba, dove spiagge di sabbia chiara e mare cristallino disegnano la cornice perfetta per iniziare il nuovo anno sotto il sole.

Oman: dal deserto alle coste dell’Oceano Indiano

L’Oman è una delle destinazioni più indicate per godersi il Capodanno al caldo senza affrontare temperature eccessive. Durante l’inverno, infatti, lungo la costa il clima è piacevole, con valori compresi tra i 20 e i 30 °C.

I festeggiamenti comprendono cene di gala organizzate nei resort internazionali, spettacoli di fuochi d’artificio e suggestive serate nei campi tendati del deserto di Wahiba Sands, dove il nuovo anno viene accolto attorno ai falò sotto un cielo ricco di stelle.

Le temperature rendono infatti semplici gli spostamenti sia lungo la costa sia nelle aree interne, per visitare città storiche, paesaggi naturali e persino il deserto senza il caldo intenso che caratterizza altri periodi dell’anno.

Tre Cime di Lavaredo, è caos turisti: la situazione (e i consigli alternativi)

14 juillet 2026 à 10:00

Centinaia di turisti in questi giorni fanno la fila in attesa dell’autobus che li porterà fino al Rifugio Auronzo, porta d’accesso alle mitiche Tre Cime di Lavaredo. Da Paradiso a Inferno è un attimo. Ma vale davvero la pena perdere così tanto tempo, magari sotto il solleone, per un semplice selfie sotto le vette più famose d’Italia?

Nonostante di recente siano cambiate le regole d’accesso alle celebri cime dolomitiche, visto che la strada per accedervi è diventata accessibile solo su prenotazione, sembra che la misura non sia servita a molto e i Sindaci dei Comuni coinvolti sono pronti a prendere provvedimenti seri.

Come se non bastasse il traffico (in tutti i sensi) per salire sulle Tre Cime, c’è chi pensa bene di far sopportare tutto questo stress ciò anche ai bambini. Vediamo nei dettagli la situazione cerchiamo di trovare una soluzione.

Il lago di Sorapiss è la nuova vittima dell’overtourism: le acque color indaco sono prese d’assalto

7 juillet 2026 à 15:30

Il lago di Sorapiss, uno degli angoli più spettacolari delle Dolomiti, è diventato il simbolo di una nuova emergenza legata al turismo di massa. Le sue acque color turchese, quasi irreali per effetto dei sedimenti minerali, attirano ogni anno migliaia di visitatori desiderosi di scattare la foto perfetta da condividere sui social. Un fenomeno che ha trasformato un luogo selvaggio e raggiungibile solo a piedi in una delle mete più ambite degli itinerari veloci tra le montagne venete.

Lago di Sorapis preso d’assalto: tra selfie, rifiuti e turismo veloce

Il rifugio Vandelli, situato a pochi minuti dal lago di Sorapiss nel territorio di Cortina d’Ampezzo in provincia di Belluno, è diventato un osservatorio privilegiato di questa trasformazione. Un tempo il chiosco esterno apriva a metà mattina, mentre oggi le prime ondate di visitatori arrivano già alle 7:30, soprattutto fotografi intenzionati a immortalare il lago con la luce migliore.

Durante l’estate 2026 il lago del Sorapiss sta vivendo un vero e proprio boom di presenze. La nuova tendenza è quella di concentrare in poche ore più tappe possibili: al mattino le Tre Cime di Lavaredo, nel pomeriggio il lago di Sorapiss e poi ancora Cinque Torri, Lagazuoi o lago di Braies. Un turismo in cui spesso l’esperienza della montagna passa in secondo piano rispetto alla necessità di collezionare immagini iconiche per Instagram e TikTok.

Il risultato è un aumento della pressione su un ambiente fragile. Ad agosto 2025 gli accessi giornalieri hanno raggiunto circa 3 mila persone, numeri difficili da sostenere per un’area naturale di alta quota. Anche il giugno 2026 ha confermato la crescita del fenomeno, con un aumento dell’affluenza del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo quanto raccontato da Emilio Pais Bianco, gestore del rifugio Vandelli insieme alla famiglia.

La maggior parte dei visitatori arriva dall’estero, con una presenza crescente di turisti stranieri che inseriscono il Sorapis in programmi molto intensi. Il problema, però, non riguarda soltanto il numero delle persone, ma anche il comportamento di alcuni visitatori poco rispettosi dell’ambiente montano. Il gestore del rifugio ha denunciato la presenza quotidiana di cartacce, bottiglie di plastica e vetro abbandonate a terra, oltre a situazioni di degrado legate ai rifiuti organici lasciati lungo i sentieri.

Negli ultimi anni la situazione è migliorata grazie alla presenza delle guardie delle Regole d’Ampezzo, dei carabinieri forestali e degli operatori impegnati nella tutela del territorio. È inoltre previsto un rafforzamento dei controlli attraverso il coinvolgimento della Polizia provinciale durante la stagione estiva.

Problema overtourism al lago di Sorapiss
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Il Lago di Sorapis immerso tra le Dolomiti

Numero chiuso e tornelli: l’appello per salvare il lago turchese

Per chi vive e lavora ogni giorno vicino al lago di Sorapiss, però, i controlli potrebbero non essere sufficienti. Emilio Pais Bianco ha lanciato un appello chiaro: con numeri che arrivano a 3 mila accessi quotidiani diventa impossibile proteggere un ecosistema così delicato.

La proposta è quella di introdurre un sistema di regolamentazione degli ingressi, attraverso un numero chiuso o strumenti simili ai tornelli già utilizzati in altre località molto frequentate. L’obiettivo sarebbe ridurre l’impatto del turismo e garantire che il lago mantenga nel tempo le sue caratteristiche naturali.

Il rischio, infatti, è che l’overtourism porti a conseguenze irreversibili e costringa in futuro a limitare drasticamente l’accesso all’area.

Dalle Dolomiti al Lago di Bracciano, i luoghi di film e serie Tv italiani da raggiungere quest’anno

5 juillet 2026 à 17:00

Il set-jetting, o cineturismo, è una delle tendenze di viaggio più forti degli ultimi anni. Dopo aver conquistato tutti con fenomeni come The White Lotus, Emily in ParisBridgerton, oggi sono sempre di più i viaggiatori che scelgono la prossima destinazione ispirandosi ai luoghi visti sul grande e piccolo schermo. Attenzione però: non si tratta solo di visitare una location, ma di vivere in prima persona le atmosfere di un film o di una serie Tv che ci ha appassionato, passeggiando negli stessi borghi e ammirando quei panorami suggestivi che hanno catturato il nostro immaginario.

L’Italia, all’interno di questo trend, è una delle regine: dalle Dolomiti alla Toscana, passando per il Lago di Garda e città eleganti baciate dal sole, fino a piccoli borghi affacciati su un lago poco conosciuto, sono tanti gli scenari che quest’anno spopoleranno tra gli amanti del jet-setting grazie alle nuove produzioni cinematografiche ambientate nel Belpaese e di cui abbiamo parlato nei nostri articoli.

Le Dolomiti di “Una nuova vita” e di “Rosso Volante”

Tra le destinazioni che si candidano a diventare protagoniste del set-jetting di montagna nel 2026 ci sono le Dolomiti di Una nuova vita, la fiction con Anna Valle e Daniele Pecci. Girata tra Primiero San Martino di Castrozza e Predazzo, la serie valorizza alcuni degli scenari più spettacolari del Trentino, trasformandoli in un invito al viaggio.

Anna Valle e il laghetto Welsperg
Ufficio Stampa/iStock
Anna Valle e il laghetto Welsperg, location di “Una nuova vita”

Protagonista assoluta è San Martino di Castrozza, ai piedi delle Pale di San Martino, Patrimonio UNESCO, una località amata tutto l’anno tra escursioni estive, piste da sci e panorami mozzafiato.

San Martino di Castrozza, location di "Una nuova vita"
iStock
San Martino di Castrozza, location principale di “Una nuova vita”

Sullo schermo compaiono anche il suggestivo Laghetto Welsperg, immerso nella Val Canali, e Fiera di Primiero, borgo dal fascino alpino con eleganti edifici storici.

Completano questo suggestivo itinerario Tonadico e Sagron Mis, due piccoli borghi immersi nella natura che, grazie alla fiction, potrebbero diventare le nuove mete da segnare in agenda.

Le Dolomiti sono le regine del cineturismo italiano, complice anche l’eco delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Oltre alla fiction con Anna Valle, sono state protagoniste anche delle ambientazioni di Rosso Volante, il film con Giorgio Pasotti dedicato al campione di bob Eugenio Monti, è stato girato tra alcuni degli scenari più iconici delle Dolomiti Bellunesi.

Le location di "Rosso Volante": in foto Cortina d'Ampezzo
Ufficio Stampa RAI/iStock
Le location di “Rosso Volante”: in foto Cortina d’Ampezzo

Cuore delle riprese è stata Cortina d’Ampezzo, con le sue montagne Patrimonio UNESCO e luoghi simbolo come lo storico Hotel de la Poste, che nel film riporta in vita l’atmosfera degli Anni Sessanta. Accanto alla “Regina delle Dolomiti” compare anche San Vito di Cadore, immerso in una verde conca ai piedi delle cime bellunesi.

Il Lago di Bracciano di “A testa alta – Il coraggio di una donna”

Tra le location che hanno già conquistato i lettori (e viaggiatori) diventando protagonista del set-jetting italiano, c’è il Lago di Bracciano, scenario principale di A testa alta – Il coraggio di una donna, la serie Tv Rai con Sabrina Ferilli.

Le location di "A testa alta" con Sabrina Ferilli
Ufficio Stampa Mediaset/iStock
Le splendide location di “A testa alta” con Sabrina Ferilli

Le riprese si sono svolte in particolare ad Anguillara Sabazia, uno dei borghi più affascinanti del Lazio, affacciato sulle acque del bacino lacustre. Vicoli medievali, piazzette panoramiche e un suggestivo lungolago fanno da cornice a una destinazione che unisce tranquillità, storia e paesaggi romantici, perfetta per un weekend fuori porta.

La Bari di “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”

Tra le destinazioni che potrebbero beneficiare dell’effetto set nel 2026 c’è Bari, protagonista di Guerrieri – La regola dell’equilibrio, la serie Tv con Alessandro Gassmann ispirata ai romanzi di Gianrico Carofiglio.

Bari è la location principale di "Guerrieri"
Ufficio Stampa RAI/iStock
Bari è la location principale di “Guerrieri”

La fiction racconta una città elegante e autentica, tra il centro storico, il lungomare e i suoi luoghi simbolo, diventando un vero e proprio itinerario da seguire: le riprese attraversano il Tribunale di Bari, Palazzo Ietri, il quartiere Murat, Bari Vecchia con la celebre Via delle Orecchiette e il lungomare, mostrando una città ricca di fascino.

La serie si spinge anche oltre il capoluogo, accendendo i riflettori su alcuni dei borghi più belli della regione, come Giovinazzo, Trani e Monopoli, oltre ai centri dell’entroterra di Modugno e Grumo Appula.

La campagna laziale di “Benvenuti in campagna”

Tra i luoghi che potrebbero alimentare il desiderio di una fuga slow nel 2026 c’è la campagna laziale raccontata da Benvenuti in campagna, commedia con Maurizio Lastrico. Il film è stato girato tra antichi casali, laghi e borghi a pochi chilometri da Roma, trasformando la campagna in una vera protagonista della storia.

Una delle location del film "Benvenuti in campagna" è il Lago di Martignano
Vision Distribution/iStock
Le location di “Benvenuti in campagna” – In foto il Lago di Martignano (Lazio)

Il cuore delle riprese è Campagnano di Roma, circondato da boschi e sentieri e affacciato sul suggestivo Lago di Martignano, una delle oasi naturali più tranquille del Lazio. Nei dintorni spicca anche il Parco Regionale di Veio, con le sue cascate, i torrenti e i resti dell’antica città etrusca, meta ideale per chi cerca natura e relax.

Il viaggio prosegue a Monterosi, borgo attraversato dalla Via Francigena e che completa un itinerario perfetto per chi sogna di rallentare i ritmi e scoprire il volto più autentico della campagna romana.

Una delle location di "Benvenuti in campagna": il Lago di Martignano
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Un tranquillo tramonto sul Lago di Martignano

La Toscana romantica di “Non è un paese per single”

La Toscana continua a essere una delle mete più amate dal jet setting cinematografico, anche nel 2026. Sono tante le produzioni che hanno utilizzato i più bei luoghi della regione come location e uno degli ultimi ne celebra il volto più romantico: “Non è un paese per single“, tratto dal bestseller di Felicia Kingsley, esalta le colline della provincia di Siena e trasforma borghi medievali e vigneti in una cartolina che invita a partire.

Sant'Angelo in Colle è location di "Non è un paese per single"
iStock/Amazon MGM Studios
Location di “Non è un paese per single” – In foto: Sant’Angelo in Colle

Le riprese si sono concentrate tra Montalcino e la sua frazione Sant’Angelo in Colle, che sullo schermo diventa l’immaginario “Belvedere in Chianti”. Vicoli in pietra, piazzette, scorci sulla Val d’Orcia e panorami punteggiati di vigneti fanno da sfondo a una toccante storia d’amore.

I borghi medievali e la campagna toscana sono co-protagonisti del film "Non è un paese oer single"
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La fortezza di Montalcino domina il paesaggio e offre una vista unica sulla Val d’Orcia

Il Lago di Garda, set a cielo aperto che non passa mai di moda

Ci sono luoghi che continuano a ispirare registi e viaggiatori anno dopo anno e il Lago di Garda è proprio uno di questi. Tra borghi affacciati sull’acqua, strade panoramiche a strapiombo e castelli medievali, il lago più grande d’Italia resta una delle mete simbolo del cineturismo e del set-jetting italiano: da Tremosine sul Garda, con la spettacolare Strada della Forra resa celebre da 007 – Quantum of Solace, a Sirmione, protagonista di film romantici come Letters to Juliet e Love in the Villa, passando per Gardone Riviera con il Vittoriale degli Italiani, Riva del Garda e Malcesine, ogni angolo è una scenografia cinematografica a cielo aperto.

Strada della Forra, la più bella del mondo
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La spettacolare Strada della Forra di Tremosine

Curona de Gherdëina, il trekking “deluxe” che reinventa le Dolomiti tra comfort e alta quota

18 mai 2026 à 16:00

Se avete sempre sognato attraversare le Dolomiti senza rinunciare all’anima selvaggia della montagna, ecco una buona notizia: un trekking che affianca quest’anima wild a un’idea di viaggio più fluida ma confortevole. È la Curona de Gherdëina, il trekking di cinque giorni che abbraccia la Val Gardena come una corona naturale fatta di cime leggendarie, altipiani e sentieri sospesi tra Unesco e immaginario alpino.

Il percorso si sviluppa per circa 60 chilometri e segue un anello che mette in scena alcuni dei paesaggi più riconoscibili delle Dolomiti: Odle, Puez, Sella, Sassolungo e Alpe di Siusi. La vera particolarità è la formula “deluxe”: al termine di ogni giornata, invece del classico rifugio in quota, si rientra nei paesi della valle (Ortisei, Santa Cristina, Selva di Val Gardena) dove hotel, pensioni e servizi wellness permettono di recuperare energie senza perdere il contatto con il territorio. La logistica gioca un ruolo chiave, con impianti di risalita, collegamenti efficienti e la Val Gardena Mobil Card che rendono le tappe più flessibili, mentre la Val Gardena Card amplia le possibilità di movimento. È, insomma, un’escursione pensata per camminatori esperti, ma modulabile, dove il dislivello si alleggerisce grazie a una rete di mobilità integrata.

Un viaggio a tappe tra le Dolomiti

La Curona de Gherdëina si apre con una progressione più narrativa che geografica, dove le tappe non sono solo segmenti di percorso, ma capitoli di un unico paesaggio in trasformazione. Si parte dalle Odle e dal Seceda, dove la linea delle creste sembra disegnata a mano e i panorami si aprono su terrazze naturali tra le più fotografate delle Dolomiti. Qui il paesaggio alterna dolcezza e verticalità, con scorci che cambiano a ogni curva del sentiero.

Odle, Val Gardena
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Panorama su Odle, Val Gardena

Il secondo giorno entra in scena il Puez, un altopiano quasi lunare che sposta il registro verso un ambiente più essenziale e minerale. È una montagna che si svuota di colore per diventare forma pura, tra rocce chiare, silenzi lunghi e orizzonti che sembrano infiniti.

Fabrizia Postiglione
L’emozione del trekking sul massiccio del Sella

La terza tappa è la più sorprendente, il massiccio del Sella. Un attraversamento che ha il sapore dell’alta montagna classica, tra il lago Pisciadù e il Sentiero delle Leggende, fino alla discesa nella Val Lasties. Qui la dimensione del trekking diventa più fisica, più verticale, quasi rituale.

Lago del Pisciadù - Dolomiti
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Lago del Pisciadù, Dolomiti

Attorno al Sassolungo si sviluppa il quarto giorno, forse il più scenografico. Il paesaggio cambia continuamente prospettiva: la Città dei Sassi, i panorami sulla Marmolada e sul Catinaccio, i sentieri che sembrano disegnare un anfiteatro naturale sospeso tra luce e roccia.

Il gran finale arriva all’Alpe di Siusi, il più grande altopiano d’Europa, dove la montagna si distende e si addolcisce. Malghe, prati aperti e linee morbide chiudono il percorso con un ritmo completamente diverso, quasi contemplativo.

Alba all'Alpe di Siusi con Sassolungo sullo sfondo
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L’Alpe di Siusi con il Sassolungo sullo sfondo

Un nuovo modo di vivere la montagna

La Curona de Gherdëina rappresenta una lettura contemporanea del trekking alpino: meno rigidità, più modularità, meno isolamento, più connessione con i servizi della valle. Non si tratta di semplificare la montagna, ma di renderla più accessibile senza tradirne la natura. In questo equilibrio tra esperienza fisica e comfort, tra sentieri e ospitalità, si disegna una nuova idea di viaggio nelle Dolomiti che parla non solo di conquista della vetta, ma di immersione lenta in un paesaggio che cambia volto a ogni passo.

Overtourism in Val Gardena: arriva la prenotazione obbligatoria per il Seceda

16 mai 2026 à 11:00

Le Dolomiti tornano al centro del dibattito sull’overtourism e la Val Gardena si ritrova ancora una volta a fare i conti con il difficile equilibrio tra tutela del paesaggio alpino e crescita costante dei flussi turistici. Al centro della discussione c’è il Seceda, uno dei punti panoramici più celebri dell’Alto Adige, diventato negli ultimi anni una meta chiave dei social network e dell’immaginario turistico contemporaneo.

Le immagini delle creste erbose affacciate sulle Odle hanno contribuito a trasformare la zona in una delle destinazioni più ricercate delle Dolomiti. In questo modo, però, sono aumentati anche i problemi legati alla gestione del turismo di massa: code agli impianti, sentieri congestionati, traffico intenso nei paesi della valle e un impatto sempre più evidente sugli ecosistemi montani.

Prenotazione obbligatoria per il Seceda

Per provare a contenere la situazione, dal 22 maggio 2026 entrerà in vigore un nuovo sistema di accesso agli impianti del Seceda basato su prenotazione obbligatoria online e fasce orarie prestabilite. Il modello scelto ricorda quello già adottato in altri settori del turismo ad alta intensità, come il trasporto ferroviario o alcuni siti culturali molto frequentati, e l’obiettivo è distribuire meglio gli ingressi nell’arco della giornata ed evitare i picchi che, soprattutto durante l’estate, hanno messo sotto pressione l’intera area.

Accanto alla prenotazione arriva però anche un aumento consistente dei prezzi. Il costo del biglietto andata e ritorno passa infatti da 52 a 74 euro, una scelta che ha alimentato il dibattito pubblico. Se da una parte le amministrazioni e i gestori parlano di una misura necessaria per regolamentare i flussi e migliorare la gestione del territorio, dall’altra emergono critiche legate al rischio di trasformare l’accesso alla montagna in un’esperienza sempre più selettiva dal punto di vista economico.

Il piano nasce da un confronto che ha coinvolto diversi soggetti del territorio: i Comuni di Ortisei e Santa Cristina, la società degli impianti Seceda, l’associazione provinciale delle organizzazioni turistiche, Idm Alto Adige e il Centro Mobilità Val Gardena.

L’estate delle code infinite

La decisione di introdurre prenotazioni obbligatorie arriva dopo una stagione estiva particolarmente difficile per la Val Gardena: negli ultimi mesi, è stata travolta da un afflusso di turisti giornalieri considerato senza precedenti, con conseguenze evidenti sia sulla viabilità sia sulla vivibilità delle località alpine.

Le immagini delle lunghe file agli impianti di risalita e del traffico paralizzato a Ortisei hanno fatto il giro dei social network e dei media nazionali, e trasformato il Seceda in uno dei casi simbolo dell’overtourism in montagna.

Il momento più controverso della scorsa estate è stato però quello legato all’installazione di un tornello a pagamento lungo un sentiero panoramico vicino al Seceda: alcuni proprietari dei pascoli della zona avevano deciso di introdurre un accesso controllato nel tentativo di limitare il passaggio continuo dei visitatori e denunciare i danni provocati dall’eccessiva frequentazione dell’area.

Secondo quanto emerso nel dibattito in loco, alla base della protesta c’erano problemi sempre più frequenti: prati danneggiati, rifiuti lasciati lungo i percorsi e comportamenti giudicati poco rispettosi dell’ambiente alpino. Il tornello è però rimasto attivo per poco tempo: la Provincia ne ha disposto la rimozione, chiarendo che il tracciato ricadeva in un’area pubblica appartenente all’Ente Parco.

Nonostante ciò, l’episodio ha avuto un forte impatto simbolico: da una parte, residenti e operatori turistici hanno interpretato il gesto come un segnale di esasperazione davanti a una situazione diventata difficile da gestire, dall’altra, associazioni ambientaliste e sostenitori dell’accesso libero alla montagna hanno denunciato il rischio di una progressiva privatizzazione dei sentieri alpini.

Il ruolo dei social e il Seceda meta “virale”

Sentiero escursionistico che porta alle vette del Seceda, Alto Adige
iStock
Sentiero escursionistico mozzafiato che porta alle vette del Seceda

Uno degli elementi che più hanno contribuito all’esplosione turistica del Seceda è la sua elvata visibilità sui social network: negli ultimi anni, le immagini del panorama sono state condivise a più riprese su Instagram, TikTok e altre piattaforme, così da trasformare l’escursione in una sorta di esperienza da replicare.

Influencer, creator digitali e personalità internazionali hanno amplificato il fenomeno, alimentando una domanda turistica sempre più concentrata su alcuni luoghi specifici facilmente riconoscibili online: aree un tempo frequentate soprattutto da escursionisti abituali si sono ritrovate d’improvviso esposte a flussi molto più intensi e spesso concentrati in poche ore della giornata.

Le istituzioni locali hanno provato a intervenire con varie misure di contenimento, tra cui controlli più frequenti e la presenza di ranger nelle zone maggiormente affollate. Tuttavia, il nodo centrale resta la capacità della montagna di sostenere un turismo sempre più numeroso senza compromettere gli equilibri ambientali e sociali del territorio.

Tre Cime di Lavaredo pronte alla stagione estiva, ma la strada è su prenotazione

Par : losiangelica
14 mai 2026 à 11:00

Le Tre Cime di Lavaredo si risvegliano e si preparano alla stagione estiva; dal 23 maggio potete tornare lassù ma questa volta con qualche regola in più da rispettare. Dopo il rimedio dello scorso anno con ingressi a numero chiuso e prenotazione obbligatoria anche per l’estate 2026 ci si prepara allo stesso modo con tariffe confermate.

Dal Duomo alle Dolomiti senza cambi: il nuovo Frecciarossa accorcia le distanze (e sogna Monaco)

5 mai 2026 à 11:47

C’è un nuovo modo di pensare il viaggio: meno stress, più fluidità, zero cambi, perfetto per i tempi di incertezza con i voli. Questa volta non è solo un concept, ma un progetto concreto firmato Trenitalia. Dal 20 giugno 2026 debutta il collegamento diretto tra Stazione di Milano Centrale e Fortezza, una piccola ma strategica località dell’Alto Adige. Tempo di percorrenza? Circa tre ore e mezza, senza cambi. Dunque, si parte dal Duomo e in poche ore si respira già aria di montagna, tra panorami alpini e vibes da vacanza slow.

Ma questo treno non è solo una nuova tratta. È un primo step verso qualcosa di molto più grande: il futuro collegamento diretto tra Milano e Monaco di Baviera, con l’obiettivo di spingersi ancora oltre, fino a Berlino entro il 2028. Una visione europea del viaggio, dove il treno torna protagonista, sostenibile e sempre più competitivo anche sulle lunghe distanze.

La strategia italiana anti-overtourism conquista il mondo, Forbes elogia il Belpaese

Par : losiangelica
31 mars 2026 à 12:00

Il problema dell’overtourism collegato anche ai fenomeni social sta interessando tutto il mondo, ma c’è chi, come il Belpaese, ha trovato il modo di distinguersi. Forbes ha acceso i riflettori sull’Italia, dedicando ampio spazio alle nuove misure anti-overtourism che il Paese sta adottando nel 2026.

La rivista americana ha raccontato come, da Capri alle Dolomiti, passando per Firenze e Venezia, l’Italia stia stringendo le maglie attorno a un turismo di massa che rischia di divorare ciò che promette di celebrare. Un riconoscimento internazionale che arriva in un momento in cui il dibattito sul turismo sostenibile è più acceso che mai.

Le Dolomiti italiane conquistano gli USA grazie alle Olimpiadi di Milano Cortina: l’elogio di Forbes

27 février 2026 à 10:28

Le immagini delle Olimpiadi Invernali hanno fatto qualcosa di potente: hanno trasformato un paesaggio già straordinario in un sogno collettivo globale. Per due settimane, milioni di spettatori negli Stati Uniti hanno guardato le gare di sci e snowboard con quelle montagne irreali sullo sfondo, con le loro pareti verticali color rosa al tramonto. La reazione è stata quasi unanime: dove si trova questo posto?

Si tratta delle Dolomiti, patrimonio UNESCO e una delle meraviglie naturali più spettacolari d’Europa. Secondo Forbes, che ha recentemente celebrato la regione dopo le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, queste montagne rappresentano una delle migliori destinazioni outdoor al mondo, capace di competere con luoghi mitici come Patagonia o Himalaya.

La verità è che chi conosce le Dolomiti lo sa da tempo, qui la natura sembra dipinta. Torri di roccia che cambiano colore con la luce, altipiani alpini infiniti e villaggi dove il tempo sembra scorrere a un ritmo lento e rilassato, che in città si può solo sognare. Le Olimpiadi hanno semplicemente acceso i riflettori globali su qualcosa che era già magnifico, ma fa sempre piacere sentirsi apprezzati anche all’estero.

Rosso Volante, le location immerse tra le Dolomiti italiane nel film con Giorgio Pasotti

23 février 2026 à 17:30

Girato tra le Dolomiti delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, il film Rosso Volante, firmato da Alessandro Angelini con protagonista Giorgio Pasotti, racconta le imprese incredibili del campione di bob a due Eugenio Monti. Il titolo porta il soprannome affidato da Gianni Brera allo sportivo che è stato sette volte campione del mondo nel bob e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Grenoble del 1968. Proprio a lui è dedicata la pista olimpica di bob di Cortina d’Ampezzo dove si sono svolte le Olimpiadi Invernali.

Rosso Volante, in onda in prima serata su Rai 1 il 23 febbraio 2026, è liberamente ispirato all’opera letteraria “Rosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda” di Stefano Rotta, ed è stato prodotto da Rai Fiction, Wonder Film e Wonder Project, con il contributo del Veneto Film Commission. Vere protagoniste della storia, insieme alle gesta sportive di Monti, sono le spettacolari location scelte per le riprese, che rappresentano la bellezza incredibile delle Dolomiti italiane.

Sono questi i migliori eventi in Europa nel 2026 (che valgono un viaggio)

Par : elenausai10
10 février 2026 à 12:30

Dimenticate per un attimo il calendario dei “soliti” impegni e provate a rispondere a questa domanda: qual è il viaggio che sognate nel 2026? Non parliamo di logistica o budget, ma di puro desiderio. È esattamente quello che è stato chiesto da European Best Destinations a oltre 42.800 viaggiatori da tutto il mondo, chiamati a scegliere tra 257 eventi in Europa.

Il risultato? Una selezione di 12 esperienze imperdibili che compongono la mappa definitiva del viaggio perfetto. Dalle vette innevate delle Dolomiti al glamour della Costa Azzurra, passando per la magia delle capitali dell’Est, ecco gli eventi che hanno dominato la classifica.

Giochi Olimpici Invernali, Cortina d’Ampezzo

A febbraio 2026, il cuore pulsante degli sport invernali è in Italia. Cortina d’Ampezzo non sarà solo una sede di gara, ma un vero e proprio palcoscenico che unisce sport e glamour. Tra le vette dichiarate Patrimonio UNESCO, i viaggiatori vivranno un’atmosfera elettrica, fatta di competizioni storiche, spirito festivo internazionale e la cultura dell’après-ski. È l’occasione irripetibile per assistere alla storia dello sport in un paesaggio dove il lusso e la natura selvaggia si incontrano.

Azores Blue Island Trail Run, Isola di Faial

L’Ultra Blue Island è un viaggio epico attraverso i paesaggi primordiali dell’Isola di Faial. All’inizio di maggio, dall’1 al 3, i runner si mettono alla prova su percorsi che variano dalla sfidante Whalers Great Route di 118 chilometri fino a opzioni più brevi e panoramiche. Il tracciato è pura magia geologica: si corre lungo il bordo del cratere della Caldeira, si attraversa il paesaggio lunare del vulcano Capelinhos e si percorrono gli antichi sentieri dei balenieri, sospesi tra foreste lussureggianti e l’azzurro dell’Atlantico.

Concorso d’Eleganza Villa d’Este, Lago di Como

L’ultimo evento si svolge sulle rive del Lago di Como dal 15 al 17 maggio 2026. Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este è la più prestigiosa esposizione di auto classiche al mondo, una celebrazione di design e passione che affonda le radici nella storia. I viaggiatori si ritroveranno immersi in un’ambientazione unica, dove automobili rarissime sfilano tra giardini all’italiana e ville secolari.

Festival delle Luci, Zagabria

Ogni primavera, la capitale croata rivela la sua anima creativa trasformandosi in una galleria a cielo aperto. Per cinque notti, il Festival delle Luci ridisegna i quartieri della città alta e della città bassa con installazioni poetiche, proiezioni 3D e mapping immersivi che animano parchi e facciate storiche. Quest’anno l’evento, previsto dal 18 al 22 maggio 2026, si guadagna un posto tra i migliori eventi in Europa non solo per la sua magia visiva, ma perché cattura l’essenza stessa della città: una destinazione viva, ottimista, creativa e profondamente piacevole, sia di giorno che di notte.

Shakespeare International Festival, Craiova

Dal 21 al 31 maggio 2026, il Shakespeare International Festival consacra Craiova come una delle mete culturali più stimolanti d’Europa. Questo evento biennale porta l’arte fuori dai palcoscenici tradizionali per invadere piazze e musei, rendendo la cultura un’esperienza onnipresente e immersiva.

Il festival vanta una caratura internazionale rara, avendo ospitato negli anni giganti del calibro di Robert Lepage, Peter Brook e Gregory Doran. Ciò che lo rende unico è l’equilibrio tra ambizione intellettuale e accessibilità: i temi universali di Shakespeare vengono reinterpretati attraverso danza, musica e arti visive, parlando direttamente al pubblico contemporaneo.

Monaco Grand Prix, Monte Carlo

Dal 4 al 7 giugno 2026, Monte Carlo si trasforma nel circuito più famoso del mondo, dove i motori ruggiscono tra palazzi Belle Époque e yacht di lusso, a pochi passi dal Mediterraneo. Qui, l’adrenalina della Formula 1 si fonde con l’eleganza della vita notturna monegasca. Non c’è alcun dubbio che, tra le curve strette e il prestigio della Riviera, il Grand Prix rimane un simbolo intramontabile di stile e velocità, un appuntamento che da solo vale sicuramente l’intero viaggio.

Starlite Marbella Festival, Marbella

Dal 29 giugno al 7 luglio 2026 si terrà lo Starlite Festival in una cornice mozzafiato: la Cava de Nagüeles, un anfiteatro naturale di roccia dalle proprietà acustiche eccezionali, dove i grandi nomi della musica mondiale, da Andrea Bocelli a Sting, si esibiscono in un contesto intimo ed esclusivo. Il cuore pulsante dell’evento è lo Starlite Gala, la più grande serata benefica della Spagna, guidata da Antonio Banderas e Sandra García-Sanjuán.

Volleyball on Water, Lubiana

Per due notti, il 10 e l’11 luglio 2026, Lubiana trasforma il fiume Ljubljanica in un palcoscenico. Il Volleyball on Water è uno spettacolo urbano unico dove i giocatori si sfidano su un campo sommerso da circa 12 centimetri d’acqua e illuminato a LED, creando l’illusione ipnotica di una partita “galleggiante”. Nato come concept promozionale, l’evento è oggi una competizione internazionale che attira squadre da tre continenti. Con i ponti storici che diventano tribune naturali, musica, acrobati e pop-up gastronomici, l’atmosfera lungo il fiume è elettrica e vibrante!

Global Gift Gala, Marbella e Monaco

Il Global Gift Gala si distingue come uno degli eventi benefici più esclusivi d’Europa. Il 19 luglio 2026 a Marbella, l’energia di Maria Bravo ed Eva Longoria trasforma la serata in un connubio perfetto tra generosità e stile mediterraneo. Il 3 ottobre 2026 a Monaco, l’evento assume un tono più intimo sotto l’egida di Camille Gottlieb, che incarna una nuova generazione di filantropia attiva. In entrambe le tappe, la missione è sostenere la Global Gift Foundation, che si occupa di creare un impatto positivo sulla vita di donne, bambini e famiglie in situazioni di vulnerabilità o crisi.

Pogi Challenge, Komenda

Dal 31 luglio al 2 agosto 2026, gli appassionati di ciclismo non possono perdere il Pogi Challenge a Komenda, in Slovenia. Questa è l’occasione per sfidare il campione Tadej Pogačar in un percorso che, partendo da Komenda, si snoda per 23 chilometri fino alla vetta del Krvavec, affrontando un dislivello di 1.189 metri con pendenze medie del 7,6%. L’atmosfera è epica: migliaia di fan incitano i 1.189 partecipanti prima che il campione parta all’inseguimento. L’obiettivo? Arrivare in cima prima di lui! Oltre la fatica, la vetta offre anche una festa con musica e concerti.

Monaco Yacht Show, Monaco

Ogni settembre, il Principato si conferma capitale mondiale della nautica di lusso. Il Monaco Yacht Show, in programma dal 23 al 26 settembre 2026, è considerato il più prestigioso palcoscenico globale per i superyacht, dove il design d’avanguardia incontra lo spirito d’innovazione mediterraneo. L’evento attira leader del settore e viaggiatori alla ricerca di esperienze esclusive, offrendo un’immersione totale in un lifestyle fatto di eleganza e sofisticatezza.

Mercatini di Natale all’Advent Bazilika, Budapest

Eletto ripetutamente come il più bello al mondo, l’Advent Bazilika di Budapest è uno dei più amati dai viaggiatori che raggiungono la capitale ungherese durante il periodo natalizio. Sotto la guida visionaria di Tibor Krskó, l’evento trasforma la piazza della Basilica di Santo Stefano in un palcoscenico di luci, sapori tradizionali come il kürtőskalács e spettacolari proiezioni in 3D. Ciò che lo rende unico è anche la sua anima etica: da oltre 15 anni, il mercato sostiene numerose realtà caritatevoli e promuove una sostenibilità d’avanguardia.

Cosa fare a Predazzo, l’anima della Val di Fiemme tra natura, sport e vita autentica

Par : losiangelica
7 février 2026 à 16:00

Sono tanti i borghi che stanno acquisendo ancora più apprezzamento grazie alla loro partecipazione alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 e Predazzo è uno di questi. Simbolo della Val di Fiemme e incastonato tra le Dolomiti, è tutto da scoprire. Ecco cosa fare, cosa vedere e come raggiungerlo.

Cosa fare e cosa vedere a Predazzo

Nato quasi per scommessa da dodici masi isolati tra i boschi, oggi Predazzo è il motore della Val di Fiemme, ma con un’identità che affonda letteralmente nelle viscere della terra. Lo chiamano il “Giardino geologico delle Alpi”, e non è un titolo onorifico. È un posto dove la montagna non si scalda e basta, la si legge come un libro aperto, tra un’escursione e un caffè in piazza.

D’estate è un formicaio di sentieri: si va dalla Foresta dei Draghi per i più piccoli fino ai percorsi duri per le mountain bike tra Gardonè e l’Alpe Lusia. Quando arriva la neve, il paesaggio si ribalta.

Lo Ski Center Latemar diventa il regno di chi ama le lamine, mentre il fondovalle si trasforma nella passerella della Marcialonga. Ecco cosa vedere a Predazzo e le attività da fare assolutamente.

Ski Area Alpe Lusia – Predazzo
iStock
Fare sport sulla neve a Predazzo

Museo geologico

Il museo geologico di Predazzo è un viaggio nel tempo tra fondali marini tropicali (sì, qui c’era il mare), vulcani che hanno ribollito e ghiacciai che hanno piallato tutto. Farci un salto prima di partire per i sentieri cambia la prospettiva: quando poi ti trovi davanti a una parete di roccia, non vedi più solo pietra, ma milioni di anni di storie. I modelli e i pannelli sono diretti, facili, perfetti anche per i bambini.

Il sentiero del Dòs Capèl

Se volete toccare con mano quello che avete visto nelle teche, dovete salire verso il Dòs Capèl. Siamo tra i 2000 e i 2200 metri, in una sorta di museo senza pareti tra passo Feudo e l’Alpe di Pampeago. Il GeoTrail è un anello che ti sbatte in faccia la storia del pianeta: cammini su spiagge preistoriche e passi accanto a resti di vulcani spenti. Non serve essere Messner, basta aver voglia di camminare e un briciolo di curiosità. Per i ragazzini è una specie di caccia al tesoro tra i fossili.

Il centro storico e le sue chiese

Tornando giù, il paese ha un ritmo tutto suo. C’è la chiesa neogotica dei Santi Filippo e Giacomo, con quelle linee che sembrano voler bucare il cielo, ma il vero cuore di Predazzo pulsa nei vicoli. Bisogna infilarsi nei rioni storici come Ischia o Sommavilla. Lì, tra fontane di pietra e vecchi portali, l’atmosfera si fa densa, quasi rurale.

C’è poi la chiesetta di San Nicolò, discreta, accanto al cimitero, che sa di antico. È un’organizzazione comunitaria che resiste, fatta di spazi condivisi che raccontano un passato di fatiche e dignità montana.

In occasione della sagra di San Giacomo le vie del centro si animano; l’evento atteso ogni anno a luglio in occasione del santo patrono anima la località con musica dal vivo e attività.

La forra di Sottosassa

La forra di Sottosassa è uno spettacolo di gole profonde scavate nel porfido. Cascate, pozze d’acqua gelida e pareti che sembrano chiudersi sopra la testa. Ci sono passerelle che permettono di sporgersi senza rischi, ma se siete dei tipi da brivido, le pareti verticali sono una palestra naturale per chi ama l’arrampicata. D’estate, quando il sole picchia, è il rifugio perfetto.

Il biolago

Alle Fontanelle hanno inventato il biolago. Il concetto è semplice ma geniale: l’acqua si pulisce da sola grazie alle piante acquatiche. È balneabile ma un po’ freddina. È il posto ideale per staccare la spina dopo una pedalata sulla ciclabile, con un bel prato per leggere un libro e il silenzio interrotto solo dal rumore del ricambio naturale dell’acqua. Apre col caldo, da giugno a settembre.

Bellamonte e il parco di Paneveggio

Salendo verso Bellamonte il paesaggio cambia, si apre, con le baite che sembrano messe lì apposta per una foto. Se vi piacciono le storie di una volta, fate un salto al Museo di Nonno Gustavo: è un vecchio fienile strapieno di attrezzi che oggi sembrano oggetti alieni, ma che erano la vita dei contadini di un tempo.

Non perdetevi Paneveggio, la “Foresta dei Violini“. Gli abeti rossi qui hanno una marcia in più: il loro legno risuona, letteralmente, e finisce nei laboratori dei liutai più famosi del mondo. Nel parco puoi avvistare i cervi o sfidare le vertigini su ponti sospesi e passerelle trasparenti.

Predazzo e le olimpiadi Milano Cortina

Le Olimpiadi Milano Cortina 2026 arrivano anche qui. A Predazzo il salto con gli sci è la disciplina olimpica che andrà in scena e non è certo un caso; lo Stadio Giuseppe Dal Ben è pronto a ospitare le gare e gli atleti dal 7 al 16 febbraio.

L’Amministrazione ha chiamato a raccolta Progetto Turismo proprio per questo: trasformare i trampolini HS100 e HS130 in qualcosa che serva al territorio per i prossimi vent’anni, non solo per dieci giorni di gloria televisiva.

salto con gli sci alle olimpiadi a Predazzo
Getty Images
Attese a Predazzo le gare di salto con gli sci delle Olimpiadi Invernali

Dove si trova e come raggiungerlo

Predazzo si trova nella parte orientale del Trentino, al termine della Val di Fiemme, in una posizione che fa da cerniera naturale tra il gruppo del Latemar, il Lagorai e le Pale di San Martino. Non è un paese “di passaggio”: ci si arriva perché lo si è scelto. In auto, la via più semplice resta l’autostrada A22 del Brennero. L’uscita consigliata è Egna–Ora.

Da lì si imbocca la strada statale che risale tutta la Val di Fiemme: una quarantina di chilometri, tra centri abitati e tratti boscosi, prima di arrivare a Predazzo. Chi proviene da est può invece puntare sui passi Rolle o Valles, percorsi spettacolari ma da considerare soprattutto nella bella stagione, verificando sempre le condizioni della viabilità.

In treno si arriva fino alle stazioni di Ora, Bolzano o Trento. Da qui partono autobus di linea che collegano in modo regolare la pianura alla Val di Fiemme. Predazzo è ben servita: fermate lungo la statale, collegamenti con le frazioni e navette verso gli impianti di risalita nelle stagioni di punta.

Una nuova vita, dove è stata girata la serie Tv con Anna Valle ambientata in montagna

28 janvier 2026 à 18:00

Inizia mercoledì 28 gennaio 2026, in prima serata su Canale 5, la nuova fiction Una nuova vita, coproduzione RTI – Banijay Studios Italy, diretta da Fabrizio Costa, con protagonisti Anna Valle e Daniele Pecci.

La vicenda, intima e tormentata, è ambientata in montagna: ad essere valorizzati, in particolare, sono il territorio trentino e le Dolomiti, dove piccoli borghi, vette e ambientazioni suggestive hanno contribuito a rendere le atmosfere sospese della fiction.

Purché finisca bene – Tempi supplementari: le location del film Rai tra Asiago, Feltre e le Dolomiti

8 janvier 2026 à 12:00

Il nuovo film per la tv Tempi supplementari, diretto da Ago Panini, va in onda su Rai 1 con una storia di sport, riscatto e relazioni familiari. Ma oltre alla trama coinvolgente, una delle grandi protagoniste del film è la splendida ambientazione: le riprese si sono infatti svolte interamente in Veneto, tra le province di Vicenza e Belluno, grazie al sostegno della Veneto Film Commission.

La produzione, curata da Pepito Produzioni, ha puntato alla massima sostenibilità ambientale durante le riprese. Tempi supplementari fa parte del ciclo televisivo Purché finisca bene, una serie di film per Rai 1 che raccontano storie umane a lieto fine. Sempre nel Vicentino, la rassegna proseguirà con L’ora d’Arianna, diretto da Giuseppe Curti e interpretato da Lorenzo Richelmy, Mariana Lancellotti e Gabriele Cirilli, girato tra le suggestive strade di Bassano del Grappa.

Di cosa parla

Tempi supplementari racconta la vicenda di Sandro (Giuseppe Zeno), ex allenatore di hockey che ha la possibilità di guidare una squadra giovanile di ragazzi “difficili”. Tra allenamenti e sfide sportive, Sandro ritroverà anche sua figlia Thea, persa di vista da anni. La sceneggiatura, firmata da Sara Cavosi e Luca Monesi, unisce la passione per lo sport a temi universali come la famiglia, il coraggio e il riscatto personale.

Tempi supplementari Rai
Ufficio stampa RAI
Una scena del film tv Tempi Supplementari

Dove è stato girato

Le scene centrali del film, ambientate nel mondo dell’hockey su ghiaccio, sono state girate in luoghi simbolo del territorio. Il palaghiaccio di Feltre ha ospitato alcune delle sequenze più importanti, con la pista ghiacciata ripristinata addirittura in piena estate per esigenze di set.

Non meno importanti sono le riprese ad Asiago, che hanno visto la troupe muoversi tra esterni iconici e location cittadine riconoscibili: dal centro storico agli istituti scolastici come l’Istituto Patrizio Rigoni, trasformato temporaneamente in un “Palazzo del Ghiaccio” scenografico, fino all’Istituto Mario Rigoni Stern. Cuore dell’Altopiano dei Sette Comuni in provincia di Vicenza, Asiago non è solo una località montana suggestiva, ma un vero simbolo di storia, sport e tradizione. La sua storia legata alla Prima Guerra Mondiale aggiunge profondità e fascino al territorio.

Asiago
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Vista di Asiago

Qui hanno partecipato anche gli atleti locali e giovani talenti della provincia, tra cui Giacomo Vigo di Rosà e le pattinatrici Sara Pilati, Giorgia Rigoni e Nicole Primon, che hanno arricchito il cast insieme ad attori affermati come Giuseppe Zeno, Clotilde Sabatino, Alvise Marascalchi, Bianca Baglioni e Arianna Moro.

Oltre alle città e agli impianti sportivi, le riprese hanno valorizzato le Dolomiti venete, con panorami mozzafiato come Cortina d’Ampezzo, rinomata località sciistica con le sue strade eleganti e le cime imponenti che diventano un simbolo di sfida e resilienza; Marmolada, la “Regina delle Dolomiti” con i ghiacciai e panorami vertiginosi; e le Tre Cime di Lavaredo, che fanno da sfondo a una storia di determinazione e correttezza.

Il paesaggio montuoso, rigido ma affascinante, si integra perfettamente con la trama, diventando quasi un personaggio silenzioso del film.

Cortina D'Ampezzo
iStock
Cortina D’Ampezzo

L’inverno è tutto da vivere in Alta Badia: cosa fare tra piste, eventi e avventure sulla neve

Par : elenausai10
26 décembre 2025 à 10:00

In Italia, le bellezze del paesaggio montano sono davvero tantissime e l’unica cosa difficile da scegliere è come viverle per godersele al meglio. In Alta Badia, per esempio, il comprensorio altoatesino più amato delle Dolomiti fa da capofila quando si tratta di trascorrere le proprie vacanze invernali in montagna.

Dal 4 dicembre 2025 al 7 aprile 2026, infatti, i parchi Movimënt accolgono sciatori e amanti della montagna per una stagione ricca di eventi che spaziano dalla gastronomia stellata alle notti in slittino. Se state pensando di organizzare un weekend o una vacanza lunga in questa zona, queste sono le cose da fare!

Movimënt Challenge 2025/26

Tra le esperienze più coinvolgenti dell’inverno in Alta Badia spicca il ritorno del Movimënt Challenge, un appuntamento imperdibile per chi ama vivere la montagna in modo attivo e giocoso. Più che una gara, è una sfida personale aperta a tutti, capace di trasformare una giornata sugli sci in un’avventura memorabile tra alcune delle piste più spettacolari del comprensorio.

Il format prevede sei tappe distribuite sul territorio, libertà assoluta nella scelta del punto di partenza e un obiettivo da raggiungere nello stesso giorno, completando almeno quattro prove per conquistare un gadget esclusivo.

L’offerta si completa con attrazioni ad alto tasso di adrenalina, come il Parallel Slalom sulla Prè dai Corf, lo Speedcheck per gli amanti della velocità pura e il Movie Slalom Audi sulla pista Col Alto. Immancabili, infine, i Photopoint Movimënt, angoli dove scattare una foto da portare a casa!

De dl’ëra – La Giornata della Donna

L’8 marzo 2026, l’Alta Badia celebra l’universo femminile con De dl’ëra-La Giornata della Donna, un’intera giornata pensata per rendere omaggio alle sciatrici e alla loro passione per la montagna. Ventiquattro ore di eventi, iniziative speciali e promozioni dedicate trasformano la ricorrenza in un momento di festa, condivisione e sport sulla neve. Tra discese baciate dal sole, appuntamenti esclusivi e un’atmosfera vivace e inclusiva, la Giornata della Donna diventa l’occasione ideale per vivere le piste in modo diverso, celebrando energia, eleganza e libertà al femminile.

Oakley Community Days

A marzo tornano anche gli Oakley Community Days, dal 13 al 15 marzo 2026, un weekend che celebra lo sport, la condivisione e lo spirito di community nel cuore delle Dolomiti. Per tre giorni, le piste diventano il punto d’incontro tra appassionati e atleti della famiglia Oakley, offrendo l’opportunità unica di sciare fianco a fianco con professionisti e di partecipare a sessioni dedicate. Un’esperienza immersiva, fatta di performance, ispirazione e tanta adrenalina!

Bun de Gran Risa-Sci all’alba sulla pista leggenda

Tra le esperienze più esclusive spicca il Bun de Gran Risa, lo sci all’alba sulla pista simbolo dell’Alta Badia. Ogni giovedì, dal 5 febbraio al 5 marzo, la Gran Risa apre eccezionalmente alle prime luci del giorno, offrendo a un numero ristretto di sciatori la possibilità di scendere su un tracciato ancora immacolato. Accompagnati dai maestri di sci, si vive l’emozione di una partenza dal cancelletto di gara, seguita da una ricca colazione in quota che rende l’esperienza ancora più memorabile.

Nöt dla Liösa-Slittino in notturna

La montagna di notte regala emozioni speciali con la Nöt dla Liösa, una serata dedicata allo slittino illuminato sulla pista Trù Liösa Foram. In tre date selezionate, ossia il 29 gennaio, il 17 febbraio e il 5 marzo, la neve si accende di luci e atmosfera, con la cabinovia Piz Sorega in funzione fino alle 22:30. L’appuntamento del 17 febbraio aggiunge un tocco di festa con il Carnevale e la premiazione delle maschere più originali.

Giat dala nëi-Snowcat Experience

Infine, se desiderate scoprire il dietro le quinte della montagna, il Giat dala nëi-Snowcat Experience offre un punto di vista inedito sull’inverno dolomitico. Ogni mercoledì, dal 14 gennaio al 14 marzo 2026, si sale a bordo del gatto delle nevi per un’escursione affascinante tra piste e pendii, accompagnati da chi ogni notte lavora per creare il manto perfetto.

L’Alto Adige strega il Regno Unito: neve, spa sospese e cucina da favola

11 décembre 2025 à 10:07

Il fascino dell’Alto Adige, come si legge sul magazine Independent, continua a conquistare i viaggiatori britannici in cerca di una fuga invernale capace di unire natura grandiosa, benessere panoramico e ristorazione d’eccellenza.

Tra le Dolomiti innevate, gli hotel diventano rifugi di relax assoluto, mentre le città alpine come Bolzano offrono un mix ricercato di tradizione, lifestyle italiano e sapori autentici. Dalle spa sospese tra le nuvole ai ristoranti gourmet affacciati su vette iconiche, il Sud Tirolo dimostra di essere una delle mete più seducenti non solo per gli inglesi, che lo hanno elogiato, ma anche per tutti coloro che desiderano vivere un’esperienza invernale davvero speciale.

Val di Funes in inverno: escursioni, malghe e panorami unici sulle Odle

30 novembre 2025 à 19:30

Una valle stretta, popolata da serie chiome sempreverdi e ampi pascoli, con austere e monumentali montagne a fare da sfondo: la Val di Funes sembra un luogo uscito direttamente da una fiaba, di quelle dove ti aspetti di trovare una casa di marzapane. Incastonata tra le meravigliose cime delle Dolomiti, è una destinazione magica che in inverno regala il meglio di ciò che ha da offrire: il paesaggio si ricopre di bianco e il profilo delle Odle, spettacolari vette dalle guglie appuntite, diventano il confine verticale più scenografico che si possa immaginare. Non sorprende che questa piccola valle laterale della Valle dell’Isarco sia considerata uno dei luoghi più suggestivi di tutto l’arco alpino.

L’inverno in Val di Funes è una occasione per guardare oltre i panorami da cartolina ed entrare davvero in sintonia con la vita di montagna più autentica, quella che si può toccare con mano quando i pascoli scompaiono sotto uno strato di neve e le nuvole basse rendono l’atmosfera magicamente spettrale e ovattata per lunghe ore del giorno. Per chi visita la valle nella stagione fredda, il primo impatto è spesso con due simboli inevitabili: la Chiesetta di Santa Maddalena e la celebre Chiesa di San Giovanni in Ranui. D’inverno questi luoghi assumono un’atmosfera quasi mistica: il candore della neve esalta l’architettura semplice e austera degli edifici, mentre il profilo roccioso delle Dolomiti compare e scompare tra le nuvole, regalando scorci stupefacenti e tonalità uniche quando colpito dalla luce di un pallido sole.

Dove si trova la Val di Funes

La Val di Funes, Villnösstal in tedesco, si trova in Alto Adige, nel cuore della Valle dell’Isarco, tra Bressanone e Chiusa. È una delle valli laterali più affascinanti della zona, a cui si ha facilmente accesso percorrendo la Strada statale 12 fino alla comoda deviazione che conduce ai paesi della valle: Tiso, San Pietro e Santa Maddalena. Ha un’orientamento da est verso ovest e un imbocco particolarmente stretto nei pressi di Gudon, la prima località che si incontra. Si apre poi nei pressi di San Pietro, da dove si possono effettivamente ammirare, guardando verso sud, le Odle.

La valle è infatti incastonata ai piedi del Gruppo delle Odle, celebri e scenografiche cime dolomitiche che fanno parte del Parco Naturale Puez-Odle e che rappresentano uno dei panorami simbolo del territorio altoatesino. Pur essendo vicina ad aree ben note e turistiche come la Val Gardena, la Val di Funes conserva un’atmosfera più raccolta e autentica, perfetta per chi cerca tranquillità, natura incontaminata e un turismo di montagna consapevole e dedicato alle attività all’aperto.

Escursioni d’inverno in Val di Funes

Chi ama il trekking e le attività outdoor trova in Val di Funes un territorio perfetto. La valle è ricca di sentieri battuti, percorsi per ciaspole, ma anche itinerari panoramici accessibili a chi desidera soltanto una passeggiata tranquilla con la neve sotto gli scarponi. Il paesaggio, con la presenza costante delle Odle come punto di riferimento, rende ogni escursione un’esperienza estetica di altissimo livello.

Uno degli itinerari più amati è quello che conduce a Malga Gampen, nel cuore del Parco naturale Puez-Odle. Si tratta di un percorso semplice ma che regala scorci indimenticabili: il tragitto attraversa boschi, d’inverno spesso innevati, e radure dal grande impatto panoramico, fino a raggiungere infine uno scenografico altopiano aperto da cui le cime delle Odle sembrano così vicine da poterle toccare.

Val di Funes inverno
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Le cime delle Odle innevate in una luminosa giornata d’inverno

Un altro classico itinerario invernale in Val di Funes è rappresentato dai numerosi percorsi che si snodano a partire da Malga Zannes a Santa Maddalena, dove si trova un ampio parcheggio. Si parte dai quasi 1700 metri di altitudine della malga per compiere alcuni magici percorsi tra altopiani innevati e splendidi panorami.

Il sentiero che da Zannes sale verso il Rifugio Odle (Geilseralm), ad esempio, regala uno dei panorami più belli dell’intero arco delle Dolomiti: le Odle si stagliano contro il cielo come un gigantesco muraglione naturale.

Bello anche il percorso del Sentiero Adolf Munkel, in inverno ideale per le ciaspole, che si snoda al cospetto delle imponenti pareti nord del gruppo montuoso.

Per chi cerca un’esperienza semplice, senza troppe pretese atletiche ma comunque soddisfacente, il Sentiero Natura che parte sempre da Malga Zannes è un’ottima opzione: in circa un’ora e mezzo di camminata su un sentiero perlopiù pianeggiante si compie un anello che attraversa splendidi prati innevati, un tratto di bosco e un grande ponte di legno; si passa accanto a una vecchia calcara, un forno per la calce, e consente di ammirare un paesaggio alpino autentico ed emozionante.

Cosa fare in Val di Funes in inverno

La Val di Funes in inverno non è soltanto escursionismo. La valle offre infatti una sorprendente varietà di attività che permettono di vivere la montagna in modo autentico, lento e a misura d’uomo. Non per caso l’amministrazione di Funes, il comune sparso che riunisce le località della valle, è parte delle Perle delle Alpi, un progetto di cooperazione tra diverse comunità italiane, austriache, slovene, svizzere e tedesche per la mobilità ecologica. Ai turisti viene infatti offerta l’opportunità di muoversi lungo la valle senza usare necessariamente l’auto, ma sfruttando invece il trasporto pubblico e una serie di veicoli ecologici come bici, mountain bikes, e-bikes e veicoli elettrici.

Val di Funes inverno
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Anche quando il meteo non è dei migliori, le Odle in Val di Funes regalano emozioni

Un mezzo di trasporto ecologico, per certi versi, è anche lo slittino, un’attività semplice e divertente che conquista adulti e bambini e che è raro trovare così incentivata con piste lunghe, sicure e ben mantenute. Da Malga Zannes si diramano due piste che si dirigono verso Malga Gampen e il Rifugio Odle. Gli slittini possono essere noleggiati sul posto, rendendo l’esperienza accessibile anche a chi arriva senza attrezzatura.

L’area di Zannes è anche quella dedita allo sci di fondo. Pur non essendo una valle votata allo sci alpino, la Val di Funes ospita alcuni tratti perfetti per la variante più dolce dello sci, che si concilia con la contemplazione del paesaggio.

Da non perdere la visita alla Chiesa di San Giovanni in Ranui, nei pressi di Santa Maddalena. Questo isolato edificio religioso ha una splendida posizione, estremamente fotogenica, al cospetto delle Odle, in mezzo a un ampio prato senza altri edifici attorno. La sua collocazione lo rende uno dei luoghi più fotografati della Val di Funes e un simbolo dell’Alto Adige.

Val di Funes inverno
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La chiesetta di San Giovanni in Ranui

L’inverno in Val di Funes è anche sinonimo di sapori e tradizioni. Le accoglienti malghe sono vere e proprie custodi della tradizione gastronomica locale e in inverno offrono piatti caldi e genuini, ideali dopo un’escursione nella neve: speck, formaggio alpino, spezzatini di selvaggina, canederli in tutte le loro varianti e l’immancabile strudel di mele condiscono le tavole del territorio.

Durante il periodo natalizio, infine, alcuni masi e piazzette del paese ospitano mercatini artigianali, degustazioni di prodotti locali e piccole rievocazioni legate alla cultura alpina. È l’occasione perfetta per scoprire la vita di montagna, assaggiare formaggi, miele, tisane, prodotti e dolci tipici, oppure acquistare oggetti realizzati a mano.

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