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Calabria, cosa fare e cosa vedere d’estate in questa regione da sogno

Par : emmasanto
31 juillet 2025 à 18:22

Con i suoi 800 km di costa la Calabria è un’autentica meraviglia a cielo aperto. Nota e apprezzata dai viaggiatori per le spiagge e il mare da sogno, questa perla del Sud Italia ha davvero tanti assi nella manica, dai borghi che riportano indietro nel tempo ad aree protette e parchi naturali di una bellezza disarmante, dai castelli che si specchiano sull’acqua ai tesori archeologici che ne rivelano l’anima più antica e misteriosa. Ecco cosa fare e cosa vedere in estate in questa regione che sa esaudire ogni desiderio.

Tropea

Tropea è la meta perfetta se cercate meraviglie naturali e un patrimonio culturale che è valso alla città il soprannome di “piccola Atene della Calabria”. Lo splendido borgo sorge in posizione scenografica su un alto promontorio tufaceo a cavallo tra i golfi di Gioia e di Santa Eufemia, ergendosi come una panoramica terrazza sul mare, molto apprezzata dai viaggiatori per le spiagge candide, le acque cristalline e le suggestive grotte che fanno parte della famosa Costa degli Dei.

Una visita al centro storico regala scorci mozzafiato, come la splendida vista sulla costa e sullo scoglio di Santa Maria dell’Isola, ma anche preziose testimonianze architettoniche, quali gli splendidi palazzi nobiliari del XVIII e del XIX secolo, arroccati sulla rupe a strapiombo con la spiaggia sottostante. Tra le attrazioni maggiori, il grande scoglio sul quale si erge il Santuario di Santa Maria dell’Isola, un luogo dalla bellezza unica al centro di storie e leggende, raggiungibile attraverso una scala scavata nella roccia. Magnifica la vista che si gode dal rigoglioso giardino che circonda il santuario, che spazia lungo tutta la costa e si spinge sino alle Isole Eolie e alle coste siciliane, con Stromboli, Vulcano e l’Etna che si stagliano all’orizzonte.

La particolare Isola di Capo Rizzuto con il Castello Aragonese
iStock @Naeblys
Isola di Capo Rizzuto, il Castello Aragonese di Le Castella

Isola di Capo Rizzuto

Non fatevi ingannare dal nome: Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, in realtà isola non è. Non è, infatti, circondata dal mare bensì è collocata su un bellissimo promontorio lungo il versante orientale calabro, a strapiombo sul Mar Jonio. Particolarmente amato dai vacanzieri come meta per le vacanze estive, grazie ai suoi 34 chilometri di costa che alterna calette incantate, lidi sabbiosi e fondali meravigliosi, vanta attrazioni imperdibili. A partire dal Castello Aragonese di Le Castella, splendida frazione del borgo, sorta su un isolotto collegato alla costa da una sottile lingua di terra, che emerge ed è praticabile solo nei momenti di bassa marea. Grazie alla sua particolare ubicazione, è senza dubbio uno dei castelli più belli d’Italia.

Da non perdere anche il Santuario della Madonna Greca, sorto su un monastero normanno e dedicato alla protettrice di Isola di Capo Rizzuto, considerata la più antica delle madonne bizantine venerate nel territorio calabro. Un altro vanto di questo luogo è l’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”, la più grande d’Italia. È definita da otto promontori, il primo dei quali è quello di Capo Colonna, con il tempio dedicato alla dea Hera Lacinia, mentre punta Le Castella ne rappresenta l’ultimo. Nella piazza del Santuario della Madonna Greca si può visitare l’Aquarium, che ospita 22 vasche al cui interno è possibile ammirare la flora e la fauna dell’area protetta, una piccola riserva in cui sono stati ricreati gli habitat marini, nel pieno rispetto degli organismi presenti.

Chianalea di Scilla

Scilla è una delle mete più amate dai visitatori italiani e internazionali e Chianalea è una delle sue gemme più preziose, considerata il cuore autentico della Calabria tirrenica. Conosciuta come la “Piccola Venezia del Sud”, è dominata dall’alto dal Castello di Ruffo di Scilla, abbarbicato sul promontorio proteso sullo stretto si Messina.

Questo piccolo villaggio di pescatori, inserito tra i “Borghi più Belli d’Italia”, ha conservato il suo fascino senza tempo, tra i vicoli in cui si incontrano i pescatori che intrecciano le reti, le case addossate le une alle altre che sembrano sfidare la forza del mare, la bellezza paesaggistica che lascia senza fiato. La meta ideale per scoprire l’anima più autentica della Calabria, perfetta per gli amanti delle immersioni subacquee, della pesca e del trekking.

Baia di Grotticelle a Ricadi

Se siete amanti dello snorkeling e delle immersioni, la baia di Grotticelle, nel borgo di Ricadi – in provincia di Vibo Valentia – è una tappa imperdibile nel vostro viaggio in Calabria.. Incastonata nell’incantevole cornice di Capo Vaticano, lungo la Costa degli Dei, offre acque cristalline ricche di meraviglie sommerse da ammirare con maschera e boccaglio. La meta perfetta an anche per gli amanti della natura, grazie alla rigogliosa vegetazione mediterranea che si attraversa per raggiungere le spettacolari calette.

Questa meraviglia della natura si estende per un chilometro e si colloca all’interno di una conca protetta, a nord dal promontorio di Capo Vaticano e a sud dalla Spiaggia di Santa Maria. Di fronte, il panorama delle Isole Eolie. Le splendide spiagge di Grotticelle, classificate tra le più belle del mondo, sono anche attrezzate con ombrelloni e sdraio, e servizi per i bagnanti. La baia, ampia e frastagliata, culmina con lo Scoglio del Palombaro, la punta estrema di Capo Vaticano, con un faro che da sempre indica la via sicura ai naviganti.

Lo spettacolare Arcomagno a San Nicola Arcella
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Lo spettacolare Arcomagno, attrazione di San Nicola Arcella

Arcomagno di San Nicola Arcella

Tappa imperdibile per gli amanti della natura e degli scenari mozzafiato, l’Arcomagno è un’affascinante formazione geologica, situata lungo la costa tirrenica della Calabria, nella Riviera dei Cedri, incastonata nel Golfo di Policastro. Siamo in località San Nicola Arcella, in provincia di Cosenza. Qui, l’incessante azione delle onde marine, che nel corso dei secoli hanno eroso la roccia costiera, ha creato un paesaggio spettacolare e unico nel suo genere.

L’arcata, che si estende per circa 50 metri tra maestose pareti, custodisce un tesoro nascosto: un’incantevole spiaggetta, in origine conosciuta come la “Grotta d’u Saracinu”. Un vero e proprio anfiteatro in miniatura, caratterizzato da una lingua di sabbia a forma di mezzaluna e ciottoli lambita da un’acqua dai colori strabilianti. È chiamata anche spiaggia di Enea, perché il mito vuole che l’eroe fosse passato da qui, dopo la caduta di Troia.

Ciclovia Parchi Calabria

Tra l’Aspromonte, la Sila, il Pollino e le Serre, la Ciclovia dei Parchi della Calabria offre agli appassionati delle due ruote 545 km di autentica scoperta e nuove esperienze tra paesaggio ed ecosostenibilità. Chi ama fare escursioni in bicicletta in contesti paesaggistici mozzafiato, non può assolutamente perdersela.

L’itinerario Appenninico è costituito dall’unione di strade a bassa percorrenza di auto, piste e sentieri ciclabili. Il percorso parte da Laino Borgo e arriva a Reggio Calabria, con una lunghezza complessiva di 545 Km; attraversa i Parchi Nazionali del Pollino e della Sila, il Parco Naturale Regionale delle Serre e il Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il viaggio è strutturato in 12 tappe, che coprono dai 31 ai 58 Km ciascuna con tre diversi livelli di difficoltà – facile, intermedio o difficile – il più impegnativo per via delle asperità appenniniche. Insieme al percorso principale, la Ciclovia propone anche una variante che consente di raggiungere il Lago Angitola, nel Parco delle Serre, nella tappa n. 9 che collega Girifalco a Serra San Bruno.

Area archeologica di Capo Colonna

Se siete appassionati di storia, è d’obbligo una visita a Capo Colonna, uno dei siti archeologici più famosi della Calabria. Il Parco, a 10 Km da Crotone, si estende per circa 50 ettari, occupando la punta più orientale del promontorio, noto nell’antichità come “Lakinion akron”. L’antico luogo di culto per la dea Hera Lacinia di fondazione greca comprende oggi l’area archeologica, circoscritta dalle mura di età romana, una zona boschiva e a macchia mediterranea, simbolo del bosco sacro alla dea, e la zona del Museo.

Il più importante edificio del santuario è il grande tempio dorico di Hera Lacinia, edificato intorno al 480-470 a.C., presso il ciglio della falesia. Se ne conservano tracce delle fosse di fondazione e parte dello stilobate orientale con un’unica colonna superstite, diventata l’emblema del Parco e del promontorio. Nell’area sacra sono presenti i resti di un più antico luogo di culto arcaico, da cui provengono i preziosi oggetti votivi del cosiddetto Tesoro di Hera, conservati in parte nel Museo archeologico nazionale di Crotone.

L'Arena dello Stretto di Reggio Calabria di fronte allo Stretto di Messina
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L’Arena dello Stretto di Reggio Calabria, sul Lungomare Falcomatà

Lungomare Falcomatà a Reggio Calabria

Se la vostra destinazione è Reggio Calabria, non potete perdervi una passeggiata sul Lungomare Falcomatà (noto ai reggini come Via Marina), fiore all’occhiello del centro storico della città. Viene chiamato “il più bel chilometro d’Italia” – frase erroneamente attribuita a Grabriele D’Annunzio – per via del fenomeno ottico conosciuto come ‘fata morgana’, una sorta di miraggio che solo dalla sponda reggina e in particolari condizioni climatiche e di luce (specialmente nelle mattine d’estate, durante giornate calde e umide, in assenza di vento e con il mare calmo), rende perfettamente visibile Messina in ogni suo dettaglio, annullando le distanze.

Realizzato dopo il terremoto del 1908, il lungomare è costituito da quattro vie che si allungano nel fascia costiera reggina, con il Lungomare Matteotti, corso Vittorio Emanuele III e viale Genovese Zerbi.  Il viale è adornato da palazzi in stile liberty, tra i quali spiccano palazzo Zani, palazzo Spinelli e villa Genoese Zerbi, ed è impreziosito da elementi che tracciano la storia della città, tra cui numerosi monumenti e alcuni siti archeologici, preziosa testimonianza dell’epoca greco-romana. Tra il mare e la passeggiata con il parapetto e i lampioni liberty, sorge inoltre l’iconica arena dello Stretto, teatro in stile greco che ospita eventi culturali e d’intrattenimento, soprattutto nei mesi estivi.

Le migliori spiagge nascoste della Costiera Amalfitana dove andare in estate

Par : emmasanto
30 juillet 2025 à 20:29

La Costiera Amalfitana è una delle mete turistiche più ambite al mondo per le sue atmosfere da dolce vita, le cornici naturali che sembrano acquerelli, i borghi da cartolina, ma soprattutto per il mare che riempie di blu lo sguardo a ogni scorcio. Oltre alle spiagge rinomate, non è difficile trovarne di più appartate, piccoli segreti da scoprire, incastonati in insenature di incredibile bellezza, raggiungibili via mare o attraverso sentieri dal fascino selvaggio e romantico. Ecco le migliori spiagge nascoste dove andare in estate.

Spiaggia di Salicerchie

Nel comune di Maiori, incontriamo una splendida spiaggia nascosta della Costiera Amalfitana: la Spiaggia di Salicerchie, incastonata in una baia da sogno. Conosciuta anche come Acquachiara o Baia Verde per il colore delle sue acque – che vanno dal verde smeraldo all’indaco all’azzurro – è un’oasi dal fascino selvaggio, perfetta se cercate un angolo appartato per i vostri bagni. Una rigogliosa vegetazione fa da contraltare alle sfumature cangianti del mare, che lambisce l’arenile di sabbia mista a rocce, gran parte del quale è gestito dallo stabilimento balneare del residence che domina la baia. Visitatela nelle prime ore del giorno, per godere appieno della tranquillità di questo paradiso.

Una bellissima veduta della spiaggia del Fiordo di Furore, in Costiera Amalfitana
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La spiaggia nascosta del Fiordo di Furore

Spiaggia del Fiordo di Furore

Se amate sorprendervi, la spiaggia del Fiordo di Furore, nell’omonimo borgo, fa al caso vostro. Gemma nascosta della Costiera Amalfitana, è incastonata tra le rocce a strapiombo, di circa 25 metri. Una lingua di sabbia ciottolosa, incorniciata dalle scoscese pareti del vallone e sormontata dal ponte della strada statale che taglia la gola stretta.

Conosciuto come “angolo di Norvegia tagliato nella roccia del Mediterraneo”, il Fiordo di Furore ospita un paesino pittoresco, che ha preso vita tra pareti a falesia con boschi verdeggianti ed è intervallato da splendide aree terrazzate, il tutto a formare un museo a cielo aperto. Fino al 2024, questo luogo è stato famoso anche per la gara internazionale di tuffi che raggiungono la massima altezza con il salto dal ponte a 28 metri dal mare.

Spiaggia di Tordigliano

Costituita in prevalenza da ciottoli lambiti da acque limpidissime, la Spiaggia di Tordigliano è una delle più estese dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella e ha una particolarità: pur essendo in Costiera Amalfitana, a poca distanza da Positano, fa parte della Penisola Sorrentina, poiché la località Tordigliano – Chiosse, in cui è situata, è una frazione di Vico Equense.

La spiaggia è accessibile via mare oppure attraverso un sentiero sterrato e accidentato, che inizia dall’interruzione del guard-rail della strada statale Amalfitana n°163. Il percorso, immerso nella macchia mediterranea, dura all’incirca un’ora, ma è importante sapere che presenta alcuni tratti esposti, per cui è consigliato procedere con passo sicuro e scarpe adeguate. Trovarla non è semplice, perché non è segnalata con un cartello, né visibile dalla strada, così come non è semplice accedervi, motivo per cui non si rischia la calca. Una volta giunti, si può ammirare uno splendido panorama sugli isolotti de Li Galli. Questa spiaggia è inoltre una tappa molto ambita dai nudisti.

Marina Di Conca

Affacciato sul mare tra Praiano e Amalfi, il borgo di Conca dei Marini è celebre per la Grotta dello Smeraldo, ma custodisce anche un tesoro più nascosto: la spiaggia di Marina di Conca. Si presenta delimitata da un’incantevole baia e costituita da piccoli ciottoli lambiti da acque dalle sfumature che vanno dall’azzurro allo smeraldo. La spiaggia si può raggiungere comodamente via mare oppure a piedi, affrontando un dedalo di circa 300 scalini. Qui, lo sguardo si lascia rapire dalla bellezza del paesaggio e dalle case che se ne stanno aggrappate alla roccia della scogliera sovrastante, con la piccola e antica chiesetta della Madonna della Neve incastonata nella roccia.

Spiaggia della Vite

Tra Amalfi e Conca dei Marini c’è un’oasi di sabbia e ciottoli, che con il suo fascino ha stregato personaggi famosi come Richard Gere e Jacqueline Kennedy. A rendere speciale la Spiaggia della Vite è la sua posizione, racchiusa com’è in una cornice naturalistica così suggestiva da togliere il fiato. Il nome deriva da una solitaria pianta di vite, che oggi purtroppo non c’è più, la quale nel corso degli anni ha raggiunto un’altezza di 20 metri sul livello del mare. L’accesso via terra alla spiaggia è sconsigliato poiché considerato pericoloso, è quindi preferibile raggiungerla via mare. Vi accoglierà un suggestivo paesaggio impreziosito da acque cristalline, popolate da posidonie e da una ricca fauna marina.

Spiaggia del Duoglio

Bisogna percorrere circa 400 scalini, incastonati in un sentiero immerso nella natura, per raggiungere la spiaggia nascosta del Duoglio, nella località di Lone, distante poco più di un chilometro da Amalfi. L’accesso alla rampa si trova al km 28 della Statale Amalfitana, vi troverete un cancello, aperto solo d’estate, dalle 07.00 di mattina alle 19.00 di sera. Un altro modo per raggiungere questa gemma naturale è via mare: dal porto di Amalfi parte una piccola imbarcazione che porta comodamente alle spiagge nei dintorni. Un’oasi di bellezza rigenerante.

Spiaggia di Santa Croce

Tra le spiagge nascoste più belle della Costiera Amalfitana c’è quella di Santa Croce, nella località di Vettica Minore, a quasi 3 km da Amalfi. Questo piccolo paradiso terrestre, raggiungibile solo via mare, prende il nome dai ruderi dell’antica chiesa rupestre di Santa Croce, un tempo il centro di una piccola comunità di eremiti che dipendeva dall’abbazia di Positano. Da qui si può ammirare lo spettacolare arco naturale, detto “degli innamorati”. La tradizione vuole che le coppie che vi passano sotto si scambino un bacio come pegno d’amore. Quale scusa migliore per un bagno romantico?

Marina Di Praia

Il nostro viaggio tra le spiagge nascoste della Costiera Amalfitana si conclude nell’incantevole Marina di Praia, situata nella parte bassa di Praiano. Incastonata tra due creste rocciose e sovrastata da un’antica torre saracena, questo scrigno di ciottoli misti a sabbia è lambito da acque cristalline che passano dall’azzurro al cobalto. Per la sua posizione, però, è illuminata dal sole solo nelle ore centrali della giornata. Se amate le passeggiate romantiche, sul lato destro della spiaggia troverete un suggestivo sentiero che conduce alla splendida Torre a Mare, risalente al Medioevo.

Alla scoperta delle spiagge libere più belle della Campania

Par : emmasanto
21 juillet 2025 à 13:40

In quanto a spiagge, la Campania non si fa mancare nulla. Da Napoli alla Costiera Amalfitana, dalla Penisola Sorrentina alle isole del golfo, si può scegliere tra lunghi arenili di sabbia doarata o ciottoli, un tuffo dagli scogli circondati da paesaggi che sembrano cartoline viventi, una giornata relax in una baia riparata dal mondo. Sia in città che fuori, ci sono diverse spiagge libere dove abbandonarsi al piacere del mare e del sole in cornici naturalistiche che hanno conservato il loro fascino selvaggio. Ecco le più belle.

Spiagge libere a Posillipo

Per poter godere dei tre tratti di spiaggia libera a Posillipo, rinomato quartiere residenziale collinare della città di Napoli, è disponibile un sistema online per prenotare il proprio posto – ce ne sono ben 480 sulla spiaggia delle Monache, con accessi dal Bagno Sirena, e 70 posti sulla spiaggia ai lati di Palazzo Donn’Anna, con accesso dal Bagno Elena e dal Bagno Ideal. È possibile accedere alle spiagge dalle ore 8:30 alle 17:30 (il mancato accesso entro le 13:00 fa decadere la prenotazione e, quindi, libera il posto ad altri bagnanti). Non hanno, invece bisogno di prenotazione gli anziani oltre i 70 anni e gli appartenenti alle categorie protette.

Circondata da scogliere, la Spiaggia delle Monache è una piccolissima area libera situata tra Mergellina e Posillipo, con accesso dal vicino Bagno Sirena, attraverso un percorso apposito. Prende il nome dalle monache di un vicino convento ormai in disuso, le quali erano solite venire a rinfrescarvisi godendo in questo splendido angolo di pace lambito da acque di colore azzurro-verde.
La Spiaggia Donn’Anna sorge all’ombra dello storico Palazzo omonimo, appartenuto alla regina Giovanna II d’Amgiò, e si presenta come un’oasi di relax e tranquillità, circondata da splendide rocce vulcaniche.

Spiaggia libera nel Parco Sommerso di Gaiola a Napoli

Spiaggia di Gaiola, in un’area marina protetta

All’interno dell’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola – che prende il nome dai due isolotti situati a pochi metri di distanza dalla costa di Posillipo – si può usufruire della bellissima spiaggia libera, accessibile unicamente su prenotazione e fino al raggiungimento di un limite massimo di persone: 400 al giorno in due turni, in una spiaggia di 420 metri quadrati, con ingresso garantito per diversamente abili e gli ultrasettantenni. Il motivo è preservare un inestimabile patrimonio archeologico e ambientale.

Il Parco Sommerso di Gaiola – oggi sito di ricerca, formazione, divulgazione scientifica ed educazione ambientale – deve la sua particolarità alla fusione tra aspetti vulcanologici, biologici e storico-archeologici, il tutto nella cornice di un paesaggio costiero tra i più suggestivi del Golfo di Napoli.

Spiaggia dello Schiacchetiello a Bacoli

Lo Schiacchetiello è una incantevole insenatura costituita da una piccola spiaggetta di sabbia e sassolini e da scogli di tufo, affacciata sull’isolotto di Punta Pennata, nella zona di Bacoli e Miseno. Per molto tempo, date le dimensioni limitate dell’area e la mancanza di lidi attrezzati, questo luogo è stato frequentato solo dagli abitanti della zona, il che ha permesseo che restasse ricco di biodiversità marina.

Collegata alla terraferma fino agli anni ’60, è oggi una riserva marina del Parco regionale dei Campi Flegrei, nonché un luogo ricco di storia e avvolto nella leggenda. Secondo la mitologia greca, proprio qui approdò Ulisse, incantato dalle bellezze di questa costa. Un piccolo e suggestivo angolo di paradiso bagnato da acque perfette per gli amanti dello snorkeling.

Fiordo di Furore, Costiera Amalfitana

La spiaggia del Fiordo di Furore è un piccolo gioiello naturale incastonato tra spettacolari rocce a strapiombo, di circa 25 metri. Una lingua di sabbia ciottolosa, incorniciata dalle scoscese pareti del vallone e sormontata dal ponte della strada statale che taglia la gola stretta. Da molti definito “un angolo di Norvegia tagliato nella roccia del Mediterraneo”, il Fiordo di Furore ospita un pittoresco borgo marinaro, tra pareti a falesia con boschi verdeggianti e intervallato da splendide aree terrazzate, il tutto a formare un museo a cielo aperto. Fino al 2024, vi si è svolta la gara internazionale di tuffi che raggiungono la massima altezza con il salto dal ponte a 28 metri dal mare.

Baia di Ieranto, Massa Lubrense

Un’altra splendida spiaggia libera campana è quella racchiusa nella Baia di Ieranto, racchiusa tra Punta Campanella e Punta Penna, all’estremità della Penisola Sorrentina, nel comune di Massa Lubrese. Un luogo avvolto nella leggenda – quella dell’incontro di Ulisse con le Sirene, nel suo viaggio di ritorno verso Itaca – dove all’azzurro del mare fa da contraltare il verde degli olivi, in un panorama che si estende fino all’inconfondibile profilo dell’isola di Capri. Per raggiungere la Baia e la spiaggia bisogna percorrere un sentiero lungo circa 6 km, che parte dalla piazzetta di Nerano. Il luogo ideale per chi ama lo snorkeling e le passeggiate nella natura.

Spiaggia del Caleo, Acciaroli

Poco prima dell’ingresso al centro di Acciaroli, arrivando da Pioppi, ci si imbatte nella splendida Spiaggia del Caleo, un vero tesoro lungo la costa cilentana che offre un’esperienza immersiva nella natura. Il suo nome è legato alla storica Torre del Caleo, che domina la spiaggia. Un angolo di paradiso raggiungibile attraverso un sentiero costiero, privo di stabilimenti balneari, dove godere in tutta tranquillità delle acque cristalline che lambiscono la sabbia punteggiata di ciottoli e scogli, ricche di vita marina e quindi paradiso per gli amanti dello snorkeling.

Spiaggia di Cava dell’Isola, Ischia

Situata nel comune di Forio, poco distante dalla baia di Citara e dagli Scogli degli Innamorati, la Spiaggia di Cava dell’Isola è l’unica completamente libera dell’isola d’Ischia. La contraddistingue un fascino selvaggio e un’anima informale che la rende la meta preferita dai giovani e dagli amanti del beach volley e dei racchettoni, ma adatta anche alle famiglie con bambini. Per raggiungerla si percorre una ripida discesa e diversi scalini che conducono in questa suggestiva cavità naturale, dove si incontrano anche due bar-ristoranti. La felice esposizione a ovest permette di ammirare tramonti che tolgono il fiato.

Spiaggia di Ciraccio a Procida con vista sui faraglioni
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La Spiaggia di Ciraccio con vista sui faraglioni, a Procida

Spiaggia di Ciraccio, Procida

Anche a Procida non mancano spiagge libere dal fascino naturalistico, come quella di Ciraccio, separata dal Ciracciello (meglio nota come Chiaiolella) da due caratteristici faraglioni tufacei, formatisi in seguito a una frana del costone roccioso. Il bagno in queste acque diventa così un’esperienza unica in una cornice davvero suggestiva, in un luogo che è una piccola oasi di relax, rispetto alla più vivace e affollata Chiaiolella. La spiaggia ideale per chi cerca un mix di fondali bassi, natura selvaggia e un’atmosfera accogliente, preferendo evitare gli stabilimenti balneari e godendo di tutta la magia più autentica dell’isola.

Isole più grandi del Mediterraneo, ecco quali sono

Par : emmasanto
15 juillet 2025 à 13:35

Il Mar Mediterraneo ospita alcune delle isole, non solo più affascinanti del mondo, ma anche più significative dal punto di vista storico e culturale. Tra queste, alcune spiccano come le più grandi – e le prime due sono proprio italiane – ognuna con paesaggi, storie e tradizioni uniche.

Isole plasmate da antiche civiltà, dai Greci ai Romani, dai Bizantini agli Ottomani, che vantano coste meravigliose, montagne imponenti, pianure fertili che hanno sostenuto gli insediamenti umani per millenni. Oggi mete da sogno che offrono esperienze che toccano l’anima e ispirano ricordi indelebili ai visitatori. Sono 157 le isole più grandi del Mediterraneo, con un’area di almeno 10 km², di cui 49 hanno una superficie maggiore di 100 km². Qui vi portiamo alla scoperta delle prime 10, classificate per dimensioni.

Sicilia, l’isola più grande del Mediterraneo

Con una superficie di oltre 25 mila km², grosso modo pari all’intera superficie di tutte le isole della Grecia, la Sicilia non è solo la più grande isola italiana, ma la più estesa isola del Mar Mediterraneo, la settima d’Europa (seconda dell’Unione europea), la quarantacinquesima del mondo. È anche la più popolosa isola del Mediterraneo, con quasi 5 milioni di abitanti.

Situata in una posizione di importanza strategica, tra lo Stretto di Gibilterra e il Canale di Suez, quasi al centro del Mediterraneo, l’isola funge da punto di collegamento tra Oriente e Occidente, tra Europa e Africa.
La si conosce anche come “isola-continente”, per la notevole varietà dei suoi aspetti naturalistici, storici e culturali, mentre per Omero, che l’ha descritta nell’XI libro dell’Odissea, era “l’isola del Sole”. Da sempre, grazie al suo affascinante patrimonio architettonico e artistico, a spiagge e paesaggi mozzafiato, nonché a una cucina che delizia tutti i sensi, la Sicilia è una destinazione imperdibile per chi cerca un’esperienza autentica e variegata.

Splendida veduta aerea della spiaggia di Porto Giunco, in Sardegna
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La spiaggia di Porto Giunco, a Villasimius, tra le più belle della Sardegna

Sardegna, la seconda isola più grande del Mediterraneo

Con una superficie complessiva di 24.100 km² quadrati, la Sardegna è per estensione la seconda isola del Mediterraneo. È separata dalla penisola italiana dal mar Tirreno, il Canale di Sardegna la divide dalle coste tunisine, mentre a nord le Bocche di Bonifacio la separano dalla Corsica e a ovest il mar di Sardegna dalla penisola iberica e dalle isole Baleari.

Grazie alla bassa densità di popolazione (oltre 1,5 milioni di abitanti), unita alla difesa di un prezioso patrimonio culturale, fondato su tradizioni originali e su una lingua ricca e interessante, l’isola è riuscita a mantenere nel tempo la sua incontaminata bellezza, che l’ha resa meta di viaggiatori e scrittori. Per la varietà dei suoi ecosistemi è stata, inoltre, definita un “micro-continente”.

Non è un mistero che le coste e il mare della Sardegna siano celebrati e ricercati, ma l’essenza di questa regione italiana si nasconde al suo interno, tra i paesaggi del Limbara, l’imponenza del Massiccio del Gennargentu, il Parco della Giara, gli scorci dell’Ogliastra, la varietà di paesaggi e di abitati delle Barbagie, lo spettacolo della Valle dei Nuraghi nel Meilogu. Un’isola da vivere e scoprire fino in fondo.

Il bellissimo sito archeologico di Kourion a Cipro
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Cipro, lo splendido sito archeologico di Kourion

Cipro, la terza isola più grande del Mediterraneo

Dopo Sicilia e Sardegna, Cipro è la terza isola del Mediterraneo per estensione, con una superficie di oltre 9 mila km². Si tratta di un’isola divisa in due parti, separate dalla cosiddetta linea verde: l’area sotto il controllo effettivo della Repubblica di Cipro, che comprende circa il 59% della superficie dell’isola, e la zona occupata nel 1974 dalla Turchia al nord, autoproclamatasi Repubblica Turca di Cipro del Nord – riconosciuta dalla sola Turchia – che copre circa il 36% della superficie. Anche la capitale Nicosia (in turco Lefkoşa), situata al centro dell’isola, è divisa in due metà.

Crocevia tra Oriente e Occidente, Cipro ha una storia che ha influenzato profondamente il Mediterraneo. C’è davvero tantissimo da esplorare su quest’isola affascinante, dove ogni città è ricca di monumenti e attrazioni di ogni tipo. Un’altra destinazione perfetta per chi cerca un mix di storia millenaria, paesaggi unici e mare cristallino.

La spettacolare spiaggia di Rondinara in Corsica
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La spettacolare spiaggia di Rondinara, tra i gioielli della Corsica

Corsica, la quarta isola più grande del Mediterraneo

La Corsica è la quarta isola più grande del Mediterraneo, con una superficie di 8.681 km quadrati. Separata dalla Sardegna dal breve tratto delle Bocche di Bonifacio, fa politicamente parte della Francia sin dal 1769, ma rientra nella regione geografica italiana, e con l’Italia ha legami storici anche in ambito linguistico e culturale.

Quest’isola vanta oltre 1000 km di costa e circa 200 spiagge, una miriade di villaggi di pescatori, borghi collinari dall’atmosfera rilassata e graziose cittadine con centri storici incantevoli, come Ajaccio, Calvi, Bastia. L’Ile de Beauté (Isola della Bellezza) sa come incantare con l’azzurro del mare, la sabbia fine delle sue spiagge, una natura selvaggia e un imperdibile patrimonio storico.

Splendida veduta panoramica della spiaggia di Preveli a Creta
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Il fascino selvaggio della spiaggia di Preveli, sulla costa meridionale di Creta

Creta, la quinta isola più grande del Mediterraneo

Oltre a essere la maggiore isola della Grecia, Creta è la quinta isola più grande del Mediterraneo, con una superficie di 8.261 km². È tra le principali mete turistiche del Paese, grazie alla ricchezza di siti naturalistici e archeologici, nonché per il particolare patrimonio culturale.

Culla della cultura minoica, racchiude millenni di storia. Tra le prime civiltà a svilupparsi nel Mediterraneo, l’isola del mito di Teseo e Arianna aveva come centri principali l’antica città di Cnosso – dove ancora oggi si possono visitare i resti del palazzo di Minosse – Festo e Cidonia. Da non perdere una visita alla bellissima capitale Heraklion, sede di un museo archeologico di immenso valore.

Eubea, la sesta isola più grande del Mediterraneo

Sempre in Grecia troviamo Eubea, la sesta isola più grande del Mediterraneo. Con una superficie di 3.660 km quadrati, è situata nel mar Egeo, adiacente a parte della costa sud-orientale della penisola, con capoluogo Calcide, dove l’isola dista dalla terraferma solo 40 metri.

Conosciuta anche come come Evia, è stata fin dall’antichità un importante centro culturale e commerciale. Oggi, l’isola offre ai visitatori paesaggi e panorami unici, tra montagne verdi, laghi cristallini e un mare turchese e limpido, ponendosi come destinazione imperdibile per gli amanti delle escursioni e delle attività all’aperto.

Paesaggio con spiaggia dalla città di Palma di Maiorca
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Splendida veduta di Palma di Maiorca

Maiorca, la settima isola più grande del Mediterraneo

Settima fra le più grandi isole del Mediterraneo, Maiorca è anche la più grande delle Baleari, con una superficie di oltre 3.600 km². Chiamata “Isla del Sol”, per i suoi proverbiali 300 giorni di sole tutto l’anno, è perfetta in ogni stagione. Questo paradiso tropicale bagnato dal Mediterraneo vanta trecento spiagge di sabbia finissima lambite da acque limpide e cristalline, e un entroterra ricco di tesori da scoprire.

Punto di partenza per una visita che non tralasci i gioielli più belli dell’isola è il capoluogo Palma, una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo, soprattutto nel periodo estivo, grazie alle spiagge e ai divertimenti che offre. Da un po’ di tempo, è inoltre diventata il “buen retiro” estivo della Famiglia Reale Spagnola.

Lesbo, l’ottava isola più grande del Mediterraneo

Lesbo è l’ottava isola per estensione del Mediterraneo e la terza maggiore isola greca, con una superficie di 1630 km² e un cospicuo sviluppo costiero, di ben 320 km. Tra spiagge che levano il fiato, bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche, ci sono moltissime cose da fare e da vedere, e tante esperienze da vivere in questa gemma di grandi dimensioni. L’isola è stata famosa nell’antichità soprattutto per la sua intensa attività culturale, basti pensare che ha dato i natali alla poetessa Saffo e al poeta Alceo, tra i maggiori esponenti della lirica greca arcaica.

Tra i centri urbani che meritano una visita, il capoluogo Mitilene, dove ammirare il castello bizantino costruito su antiche rovine, Molyvos (o Mithymna), uno degli insediamenti più affascinanti con la sua fortezza genovese, e il villaggio di Eresos, nella parte meridionale dell’isola.

Il complesso archeologico a Lindos, sull'isola di Rodi 
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Il magnifico complesso archeologico nel pittoresco villaggio di Lindos, sulla costa orientale dell’isola di Rodi

Rodi, la nona isola più grande del Mediterraneo

Con una superficie di 1.400 km quadrati, Rodi è la nona isola più grande del Mediterraneo. È anche è la più grande delle isole del Dodecaneso, oltre a essere la più orientale delle maggiori isole dell’Egeo, ed è la quarta isola più grande della Grecia. Il nome potrebbe derivare dal greco antico rhodon, che significava ‘rosa’, difatti è conosciuta come l’Isola delle Rose.

Oggi è una delle mete predilette da chi sogna di visitare un’isola greca, grazie alle incredibili ricchezze che svela ai suoi visitatori e alle numerose esperienze che rendono la vacanza memorabile, tra spiagge da sogno, natura straordinaria, complessi archeologici di grande interesse e luoghi intrisi di storia.

Chios, la decima isola più grande del Mediterraneo

Eccoci, infine, alla decima isola più grande del Mediterraneo: Chios (Chio in italiano). Anticamente detta Scio, è una splendida isola greca dell’Egeo orientale, con una superficie di 842,5 km quadrati. Situata a soli 8 chilometri dalla costa turca, tra le isole di Samos, Icaria e Lesbo, è la quinta isola per grandezza della Grecia.

Conosciuta come “l’isola del mastice”, famosa per i suoi bellissimi paesaggi e il clima mite, è un paradiso di acque cristalline, con 200 chilometri di costa che spazia dalle calette rocciose della parte orientale alle ampie distese sabbiose del versante occidentale, e poi borghi medievali e tradizioni millenarie da scoprire.

Spiagge della Campania, quali sono le meno conosciute

Par : emmasanto
29 juin 2025 à 14:18

Da Napoli alla Costiera Amalfitana, dalla Penisola Sorrentina fino alle isole, sono infinite le opzioni per bagni e nuotate che fanno sentire in paradiso. Non tutti, però, amano la folla e c’è chi preferisce scegliere luoghi che abbiano come ingredienti un mix di relax, paesaggi che fanno sognare e acque dalle infinite sfumature di blu e verde. Insomma, c’è chi cerca quei proverbiali angoli di paradiso che se ne stanno nascosti alla grande folla. Ecco, dunque, la nostra selezione di spiagge meno conosciute della Campania, una regione che non smette mai di sorprendere ed emozionare.

Baia di Ieranto, Massa Lubrense

Situata in una insenatura all’estremità della Penisola Sorrentina, nel comune di Massa Lubrese, la Baia di Ieranto si apre in un meraviglioso scenario naturale, con la vista che abbraccia i faraglioni di Capri. Un vero luogo incantato che ha alimentato la leggenda legata all’incontro di Ulisse con le Sirene, nel suo viaggio di ritorno verso Itaca. La caratterizza una rigogliosa macchia mediterranea, con verdi olivi e splendidi panorami sulle acque cristalline, da ammirare attraverso un percorso di trekking di media difficoltà.

Oggi protetta dal FAI e riconosciuta Sito di Interesse Comunitario, incluso nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, Ieranto vanta un elevato livello di biodiversità, che la rende la destinazione ideale per chi desidera stare a contatto con la natura incontaminata, anche attraverso esperienze come il kayak, lo snorkeling, passeggiate botaniche e birdwatching.

Marina di Conca, Costiera Amalfitana

È un concentrato di meraviglie, il borgo di Conca dei Marini, affacciato sul mare tra Praiano e Amalfi, e celebre per la Grotta dello Smeraldo. Forse ancora poco conosciuta è la spiaggia di Marina di Conca, delimitata da un’incantevole baia e costituita da piccoli ciottoli lambiti da acque dalle sfumature che vanno dall’azzurro allo smeraldo.

Oltre che dalla bellezza del paesaggio circostante, l’occhio viene rapito dalle case che se ne stanno aggrappate alla scogliera sovrastante, e dalla piccola e antica antica chiesetta della Madonna della Neve, incastonata nella roccia. La spiaggia si può raggiungere comodamente via mare oppure a piedi, affrontando un dedalo di circa 300 scalini.

Spiaggia dello Schiacchetiello, Bacoli

Affacciato di fronte all’isolotto di Punta Pennata, nella zona di Bacoli e Miseno, lo Schiacchetiello non è una spiaggia vera e propria, bensì un tratto di costa adornato da scogli di tufo. Questa splendida insenatura è stata collegata alla terraferma fino agli anni ’60, e oggi è una riserva marina del Parco regionale dei Campi Flegrei, nonché un luogo ricco di storia e avvolto nella leggenda. Secondo la mitologia greca, proprio qui approdò Ulisse, incantato dalle bellezze di questa costa. Un piccolo e suggestivo angolo di paradiso bagnato da acque limpide, dove regalarsi un bagno al cospetto di un paesaggio senza tempo.

Spiaggia di Capitello, Montecorice

Incastonata nell’omonima Baia di Capitello, in località Montecorice – uno dei comuni Bandiera Blu della Campania – perla della costa del Cilento, questa piccola spiaggia è composta in prevalenza da ghiaia e ciottoli, lambiti da un mare cristallino che regala grandi emozioni agli appassionati di snorkeling e immersioni subacquee, grazie alla ricchezza della fauna marina.

Questa perla dal paesaggio unico, circondata da unavegetazione rigogliosa e da scogliere imponenti, rimane ancora poco frequentata dai vacanzieri, il che la rende un luogo ideale per coloro che vogliono evitare i lidi troppo affollati, godendosi un’esperienza rilassante, ma soprattutto autentica nel rapporto con la natura circostante. La si raggiunge tramite una strada panoramica che offre vedute spettacolari lungo il tragitto.

Cava Grado, Ischia

A poche centinaia di metri dall’ingresso al borgo di Sant’Angelo, sull’isola d’Ischia, volgendo lo sguardo verso la cava situata alle spalle del piazzale degli autobus, si scopre una piccola oasi di relax e bellezza: la spiaggia di Cava Grado. Un fazzoletto di sabbia a grani grossi protetta da alte falesie di tufo, che svela una vista privilegiata sulla caratteristica Torre, l’isolotto simbolo dell’ex villaggio di pescatori.

Il lido, in parte libero e in parte privato, si raggiunge attraverso una panoramica scalinata in pietra, che ripaga della fatica offrendo emozionanti scorci paesaggistici. Sotto uno dei costoni che cingono la spiaggia, un bar-ristorante interamente scavato nella roccia offre piatti tipici e fresche pause dal caldo. Una vera scoperta per i vacanzieri, un rifugio di benessere per le persone del posto, perfetta anche per le famiglie con bambini.

Fiordo di Crapolla, Penisola Sorrentina

Affacciata sul golfo di Salerno, a poca distanza da Positano, Crapolla è una graziosa località marina del paese di Torca, frazione di Massa Lubrense, nella Penisola Sorrentina. Il suo fiore all’occhiello è il fiordo che si insinua nel Monte di Torca, tra le insenature più spettacolari di questo tratto di costa. Lo si può raggiungere solo a piedi, partendo dalla piazzetta di Torca (gli autobus SITA che arrivano qui partono da Sorrento, alcuni passano da Massa Centro prima di raggiungere Sant’Agata sui Due Golfi, quindi Torca), oppure da Sant’Agata sui Due Golfi, distante un chilometro.

Dopo un primo tratto tra i vicoletti del centro abitato, il sentiero si innesta su una vecchia mulattiera circondata dalla flora mediterranea. Una volta giunti sul belvedere noto come “La guardia”, troverete una diramazione (tracciata con la fascia bianco-rossa) che prevede un percorso di 700 gradini che vi condurranno al fiordo. Il percorso è molto impegnativo – ma ben tracciato – per cui è bene intraprenderlo con scarpe e abbigliamento adeguato.

Spiaggia del Buon Dormire, Palinuro

Tra le gemme forse meno conosciute del Cilento c’è la Baia del Buon Dormire, a Palinuro. Racchiude una spiaggetta dal fascino selvaggio ed è accessibile solo via mare. Se desiderate regalarvi un’esperienza unica e rilassante a contatto con la natura, immersi nella bellezza di un angolo di paradiso dalle acque turchesi con riflessi verde smeraldo, è il posto giusto per voi.

Un’altra chicca di questo luogo idilliaco, è che regala molte zone d’ombra, in cui si può prendere una tregua dal sole cocente e riposare: da qui il nome “Spiaggia del Buon Dormire”. Di fronte alla baia, si può inoltre ammirare il caratteristico “Scoglio del Coniglio”, una formazione circondata interamente dal mare e sormontata da un fitto bosco, che ricorda un coniglio accovacciato.

Il Giardino di Ninfa è un gioiello da scoprire: cosa vedere

Par : emmasanto
4 avril 2025 à 13:13

Sorto alle pendici dei monti Lepini, la propaggine più a Nord dell’Antiappenino Laziale, il Giardino di Ninfa è un’oasi verde realizzata sulle rovine della omonima città medievale. Il Monumento Naturale comprende il giardino all’inglese attraversato dal fiume e l’area rinaturalizzata di Pantanello. Tra aprile e maggio, la fioritura raggiunge il massimo splendore, con gli imperdibili ciliegi giapponesi in fiore. Ecco cosa vedere e cosa sapere prima di programmare una visita in questo luogo incantato.

L’affascinante storia del Giardino di Ninfa

“Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei, le cui case s’innalzano rigide come mummie tratte fuori dalle ceneri vulcaniche”, scriveva Ferdinand Gregorovius, in “Passeggiate romane”.

Anticamente, Ninfa – il cui nome deriva da un tempio di epoca romana costruito nei pressi dell’attuale giardino, dedicato alle divinità delle acque sorgive – faceva parte di un più vasto territorio chiamato Campagna e Marittima. Nell’VIII secolo entrò a far parte dell’amministrazione pontificia, mentre dall’XI secolo assunse il ruolo di città. Fu governata da varie famiglie nobiliari come i Tuscolo, i Frangipane, sotto i quali fiorì l’architettura cittadina e crebbe l’importanza economica e politica di Ninfa, i Conti, la famiglia Colonna e infine i Caetani.

Dopo essere stata saccheggiata e distrutta da parte delle truppe sostenitrici dell’antipapa nel Grande Scisma, la città non fu più ricostruita, anche a causa della malaria che infestò la vicina pianura, e finì per essere abbandonata dai pochi abitanti rimasti. Oggi restano i ruderi di cinque chiese – San Giovanni, San Biagio, San Pietro fuori le mura, San Salvatore e Santa Maria Maggiore – i cui affreschi sono conservati nel castello Caetani di Sermoneta.

Solo verso la fine dell’Ottocento i Caetani ritornarono sui possedimenti da tempo abbandonati, creando un giardino in stile anglosassone. Dopo aver bonificato le paludi, estirpato gran parte delle infestanti che ricoprivano i ruderi, piantarono i primi cipressi, lecci, faggi e rose, occupandosi anche del restauro di alcune rovine, fra cui il Palazzo Baronale che divenne la casa di campagna della famiglia, oggi sede di alcuni uffici della Fondazione Roffredo Caetani.

Nel XVI secolo, il cardinale Nicolò III Caetani, amante della botanica, volle creare un “giardino delle delizie“: fece realizzare, accanto alla rocca medievale, un hortus conclusus, un giardino delimitato da mura con impianto regolare, coltivandovi pregiate varietà di agrumi, fra cui il Citrus Cajetani. Nel XVII secolo si occupò dell’hortus anche il Duca Francesco IV, della cui opera rimangono le polle d’acqua e le fontane.

Negli anni Trenta del Novecento, Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani, aprì le porte del giardino al circolo di letterati e artisti legato alle riviste letterarie da lei fondate, “Commerce” e “Botteghe Oscure”. L’ultima erede e giardiniera della famiglia fu la figlia Lelia Caetani, una pittrice che curò il giardino come un grande quadro, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante, evitando inoltre l’uso di sostanze inquinanti. Insieme alla madre, introdusse numerose magnolie, prunus, rose rampicanti, e realizzò il rock garden, chiamato anche “colletto”. Nel 1972, Lelia istituì la Fondazione Roffredo Caetani, al fine di tutelare la memoria del Casato e di preservare il giardino di Ninfa e il Castello di Sermoneta.

Splendido scorcio del Giardino di Ninfa nel Lazio
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Uno scorcio romantico del Giardino di Ninfa, circondato dalle acque di un laghetto

Cosa vedere al Giardino di Ninfa

All’interno del giardino all’inglese di 8 ettari, il più bello del mondo secondo il New York Times, si possono ammirare oltre 1300 specie di piante, tra cui ciliegi e meli ornamentali che in primavera regalano fioriture spettacolari, varietà di magnolie decidue, betulle, iris palustri e una incredibile varietà di aceri giapponesi.

Nel 1976, è stata istituita un’oasi del Wwf che mira alla protezione della fauna nel comprensorio di Ninfa. È stato realizzato un impianto boschivo e un sistema di aree umide per agevolare la sosta e la nidificazione dell’avifauna, e allo stesso tempo si è cercato di ricreare, su un’area di quindici ettari, la vegetazione tipica della zona, ossia quella prettamente paludosa, già esistente fino agli anni Trenta, prima che l’area pontina venisse del tutto bonificata. Si tratta di un’area situata sulla traiettoria di una delle principali rotte migratorie percorse da uccelli che, provenienti dai Paesi africani, si trasferiscono in varie zone dell’Europa.

Oggi quest’oasi chiamata Giardino di Ninfa si presenta come una pittoresca rovina con avanzi di un castello, di palazzi, di chiese, di campanili medievali, il tutto abbracciato da una vegetazione lussureggiante. Il tutto reso ancora più suggestivo dagli abbondanti ruscelli che sgorgano dal monte sgorgano, formando un laghetto.

Da un anno, la Fondazione Roffredo Caetani è impegnata nel progetto “Il Giardino di Ninfa: dalla memoria del passato alla nuova resilienza e sostenibilità”, finanziato dal PNRR, volto a valorizzare le aree finora non incluse nel tradizionale percorso di visita. Tra queste, l’Hortus Conclusus, archetipo del giardino segreto, con le sue fontane, le vasche e i ninfei, oltre che l’agrumeto e le antichissime e rare specie arboree contenute tra le sue mura medievali.

Le bellissime fioriture del Giardino di Ninfa
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Il Giardino di Ninfa in primavera è uno spettacolo di colori

Il Castello Caetani a Sermoneta

Per completare il tuffo nel passato, proseguite la vostra esperienza in questo tempo sospeso visitando il Castello Caetani nell’antica e splendida città medievale di Sermoneta. Il suggestivo edificio domina l’intera Pianura Pontina, affondando le sue origini nel XIII secolo, quando la Santa Sede affidò alla famiglia baronale degli Annibaldi le città di Sermoneta, Bassiano, San Donato e altri territori annessi. Si tratta di uno dei monumenti tra i più integri dell’antica architettura medievale del Lazio e dell’Italia, grazie al lavoro di tutela e conservazione della Fondazione Roffredo Caetani, che ha cercato di perpetuare l’opera iniziata dal plurisecolare casato.

Nel XV secolo, i Caetani avviarono grandi opere di ampliamento, la collegiata di San Pietro, dove erano custodite le spoglie della famiglia, venne inglobata in Piazza D’Armi e al 1470 risalgono le Camere Pinte, stanze affrescate con scene mitologiche e allegoriche. Sotto i Borgia, il castello divenne una fortezza militare, fu rinforzata la cinta muraria, costruito il Rivellino, o Cittadella, e il muraglione del camminamento di ronda, fu distrutto l’ultimo piano del Maschio e raso al suolo la Chiesa di San Pietro in Corte.

Alla morte di Alessandro VI, Papa Giulio II nel 1504 riconfermò i Caetani Signori di Sermoneta. Questo splendido monumento ha visto il passaggio di ospiti illustri come imperatori, papi, principi e cardinali e grandiosi festeggiamenti, fino all’abbandono dell’edificio. Solo alle fine dell’Ottocento i Caetani tornarono ad occuparsene, avviando imponenti lavori di restauro e trasformandolo in centro sociale ed educativo.

Grazie alle visite guidate gestite dalla Fondazione Roffredo Caetani, oggi si può ammirare il Castello in tutto il suo splendore, insieme alle sue prigioni, con la Sala dei Gendarmi, le cucine dei soldati, e le stanze adornate da graffiti settecenteschi, realizzati con molta probabilità dai soldati delle truppe napoleoniche durante l’occupazione del maniero.

Il Castello Caetani di Sermoneta
Fonte: iStock @Stefano_Pellicciari
Il suggestivo Castello Caetani di Sermoneta

Il Parco Pantanello

Se volete ammirare uno splendido esempio di ricostituzione dell’ambiente originario delle Paludi Pontine, non potete perdervi il Parco Naturale Pantanello, che si estende per circa cento ettari al di fuori delle mura del Giardino di Ninfa. Le aree umide, che coprono circa 12 ettari di superficie, sono costituite da stagni, acquitrini e ambienti paludosi, prati umidi e piccoli corsi d’acqua corrente, e sono caratterizzate da differenti valori ecologici.

Il Parco è nato dal desiderio della Fondazione Roffredo Caetani di riconsegnare alla natura selvaggia un territorio fortemente trasformato dall’uomo per creare un continuum con il Giardino, così che, una volta rinata la palude, la città oramai fantasma di Ninfa tornasse ad affacciarsi, come in passato, su una distesa di paludi e boschi.

Splendida veduta aerea del Giardino di Ninfa al tramonto
Fonte: iStock
Affascinante veduta aerea del Giardino Ninfa al tramonto, un’oasi verde

Giardino di Ninfa: info utili

Il Giardino di Ninfa si trova a Cisterna di Latina, tra i comuni di Norma e Sermoneta. La zona non è servita da mezzi pubblici, ed è raggiungibile esclusivamente con mezzi propri anche se si può arrivare nei dintorni con il treno e servizio taxi dalla stazione di Latina Scalo (circa 7 km) al giardino. All’ingresso è presente un ampio parcheggio gratuito per auto e autobus.

Come detto, oltre al Giardino di Ninfa, sul sito è possibile prenotare la visita al Castello Caetani di Sermoneta e al Parco Naturale Pantanello. Il Castello Caetani di Sermoneta dista dal Giardino di Ninfa circa 30 minuti in auto (circa 9km).

Biglietti e costi

L’acquisto dei biglietti è possibile esclusivamente online, sul sito ufficiale del Giardino di Ninfa. I minori con età inferiore a 12 anni entrano gratis.

  • Il biglietto d’ingresso per il Giardino di Ninfa costa 15,75 euro. A luglio e ad agosto il Giardino organizza anche visite speciali al costo di 20 euro.
  • Il costo del biglietto di ingresso per il Castello Caetani è di 8,25 euro.
  • Il prezzo del biglietto per la visita al Parco Pantanello è di 6 euro.
Il Giardino di Ninfa e le rovine della città medievale di Ninfa
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Il Giardino e le rovine della città medievale di Ninfa

Giorni e orari di apertura

Gli orari di ingresso al Giardino di Ninfa possono variare a seconda della stagione, indicativamente vanno dalle 9 alle 18/18.30, mentre per le aperture serali gli orari di ingresso sono 18.30 e 19. Si consiglia comunque di controllare sul sito al momento della prenotazione.

Ecco i giorni di visita del 2025.

  • Aprile: 5, 6, 12, 13, 19, 20, 21, 25, 26, 27
  • Maggio: 1, 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24, 25, 31
  • Giugno: 1, 2, 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28, 29
  • Luglio: 5, 6, 12*, 13*, 19*, 20*, 26*, 27*
  • Agosto: 2*, 3*, 9*, 10*, 15, 16, 17, 23, 24, 30, 31
  • Settembre: 6, 7, 13, 14, 20, 21, 27, 28
  • Ottobre: 4, 5, 11, 12, 18, 19, 25, 26
  • Novembre: 1, 2, 8, 9

* Dal 12 luglio al 10 agosto si svolge la visita speciale al tramonto, sarà possibile scegliere tra due percorsi: “Il Giardino di Ninfa e la flora” e “Il Giardino di Ninfa e le rovine”.

Le case-torri nelle montagne del Caucaso in Georgia: storia e curiosità

Par : emmasanto
8 mars 2025 à 11:46

C’è un gioiello nascosto tra le montagne del Caucaso in Georgia. Siamo nello Svaneti (Svanezia), la regione abitata più alta d’Europa, un luogo in cui natura e cultura si fondono armoniosamente e dove si può ammirare uno degli esempi più interessanti di architettura popolare georgiana, che rimanda alla memoria il paesaggio medievale italiano.

Parliamo delle caratteristiche case-torri che impreziosiscono i pendii delle montagne, spiccando tra gole e valli alpine su uno sfondo di montagne innevate. Costruzioni straordinarie, che l’architetto Longinoz Sumbadze definì “monumentali come i templi”. Scopriamo più da vicino la loro storia e qualche curiosità.

La storia delle case-torri

Preservato dal suo lungo isolamento geografico, l’Alto Svaneti è stato inserito dall’UNESCO nel Patrimonio mondiale dell’umanità come esempio eccezionale di paesaggio montano con villaggi e case-torri di tipo medievale. Le loro caratteristiche riflettono l’economia tradizionale del posto e l’organizzazione sociale delle comunità Svan.

Tali costruzioni difensive vengono fatte risalire al Basso Medioevo, nel periodo tra l’XI e il XIII secolo, in una fase storica della Georgia in cui si alternavano invasioni di potenze straniere e periodi di governo stabili. Le condizioni di isolamento della regione esponevano, inoltre, i villaggi delle vallate alle incursioni del brigantaggio proveniente da altri versanti del Caucaso, cui si aggiungevano quelle dei clan rivali della stessa regione. Il fatto che non siano presenti mura di cinta induce a pensare che le torri fossero un sistema difensivo adottato dalle famiglie in lotta all’interno delle loro stesse comunità, motivo per cui, pur essendo distinte dalle abitazioni erano a esse strettamente collegate.

Il villaggio di Chazhashi nella comunità di Ushguli, situato alla confluenza dei fiumi Inguri e Nera e annidato a ridosso del picco più alto della Georgia, ha conservato innumerevoli case-torri medievali – utilizzate sia come abitazioni che come postazioni di difesa – insieme a splendide chiese e castelli da scoprire. L’uso del suolo e la struttura degli insediamenti rivelano la continuità delle tradizioni abitative e costruttive della popolazione locale dello Svaneti, che ha sempre vissuto in armonia con l’ambiente naturale circostante.

Il villaggio di Chazhashi, con le caratteristice case-torri
Fonte: iStock
Il villaggio di Chazhashi, nell’Alto Svaneti, patrimonio dell’umanità

Curiosità sulle case-torri della Georgia

Le case-torri dell’Alto Svaneti erano utilizzate durante il Medioevo sia come abitazioni che come postazioni di difesa contro gli invasori che affliggevano la regione. Le torri hanno solitamente dai 3 ai 5 piani e lo spessore dei muri diminuisce con l’altezza, conferendo a queste strutture un aspetto affusolato. I piani superiori erano utilizzati esclusivamente per la difesa, con parapetti e caditoie.

Le case annesse alle torri hanno solitamente una superficie di 80-130 metri quadrati e si sviluppano su due piani: il piano terra, chiamato machub, e il piano superiore, detti darbazi. Il piano terra è costituito da un’unica sala con un focolare e alloggi per persone e animali, separati da una parete divisoria in legno, spesso riccamente decorata.

Il secondo piano era adibito ad alloggio estivo e magazzino. Da qui si accede alla torre, collegata anche al corridoio che protegge l’ingresso. Oltre alle funzioni sociali, domestiche, economiche e di difesa, i complessi residenziali dello Svaneti rappresentano un prezioso patrimonio cultuale.

Le case-torri, che contribuiscono a rendere le montagne del Caucaso ancora più interessanti, hanno mantenuto l’originale aspetto medievale e la maggior parte di esse ha conservato l’uso e la funzione originari, nonché il rapporto armonico con l’ambiente circostante. Tuttavia, per riuscire a vedere l’interno di una casa-torre bisogna recarsi nel villaggio di Mestia, nel cuore dello Svaneti, presso la Casa-museo Mikheil Khergiani.

Il peculiare villaggio di Mestia nello Svaneti
Fonte: iStock
Il villaggio di Mestia, nel cuore dello Svaneti, dove si può ammirare dall’interno una casa-torre

Delle centinaia di torri esistenti fino a un secolo fa, sono ancora in piedi poco più di centocinquanta, molte delle quali in pericolo di crollo. L’ICOMOS Georgia ha lavorato attivamente sulle diverse problematiche del patrimonio culturale dell’Alto Svaneti e in particolare sul sito del villaggio di Chazhashi. Nel 2001 è stata condotta una ricerca multidisciplinare per studiare le diverse caratteristiche del sito, comprese le questioni sociali e comunitarie. Sulla base di questa ricerca sono stati preparati il Piano di conservazione e una Strategia di sviluppo del sito, ai quali sono seguiti i progetti di recupero e restauro degli edifici storici del villaggio. La speranza è che queste costruzioni uniche possano essere preservate come testimonianza di un passato che resta scolpito nella pietra.

Dove sciare a marzo: le migliori località sciistiche in Italia e in Europa

Par : emmasanto
20 février 2025 à 18:29

Sciare quando le giornate si allungano e diventano più assolate e calde, è senz’altro un’esperienza da provare, purché si scelgano le stazioni sciistiche che permettano di godere di ottime condizioni di neve anche con l’affacciarsi delle temperature primaverili. Se vi siete persi l’inizio della stagione, vi farà piacere sapere che c’è ancora tempo per vivere la magia delle piste di alcuni dei più alti e famosi comprensori, con in più il vantaggio di evitare la folla dei mesi più freddi. Noi di SiViaggia abbiamo selezionato le migliori località in Italia e in Europa, dove sciare a marzo.

Dove sciare a marzo in Italia

Lanciarsi sulle piste da sci a marzo è il sogno di molti, ma può essere anche un’incognita, perché le condizioni della neve possono variare molto velocemente a causa dei repentini cambiamenti di temperatura nei mesi primaverili. Proprio per questo, è importante scegliere località sciistiche con quote medie piuttosto alte, dove gli impianti di risalita rimangono aperti fino a fine aprile o a inizio maggio. Il nostro Paese è ricco di comprensori adatti a ogni esigenza, perfetti anche in questo periodo dell’anno. Ad ogni modo, prima di comprare il biglietto, è sempre bene verificare che gli impianti in cui desiderate sciare siano aperti.

Cervino Ski Paradise, il più alto comprensorio delle Alpi

Il Cervino Ski Paradise, in Valle d’Aosta, è uno dei più grandi e spettacolari d’Italia. Situato ai piedi del Monte Cervino, si sviluppa lungo le tre vallate di Italia e Svizzera e offre 350 chilometri di piste collegate tra loro. Breuil-Cervinia e Valtournenche – insieme a Zermatt, in Svizzera – sono le località regine di questo comprensorio, che si estende dai 1.500 mt. di Valtournenche ai 3.883 mt. del Piccolo Cervino. Tra le piste per lo sci alpino, spicca la “Ventina”, lunga 11 km che, percorrendo l’omonimo ghiacciaio, scende dal Plateau Rosà fino a Cervinia, a 2000 metri.

Date e tariffe

Iniziata a ottobre, la stagione sciistica nel comprensorio del Cervino Ski Paradise durerà anche quest’anno 11 mesi. Gli impianti di risalita di Breuil-Cervinia chiuderanno, infatti, il 7 settembre 2025, senza interruzioni tra inverno ed estate. Il prezzo dello skipass giornaliero per gli adulti è di 61 euro. C’è la possibilità di sciare il mattino fino alle 13:00 e il pomeriggio dalle ore 12:00, al costo di 49 euro. Il costo dello skipass per 6 giorni è di 322 euro. È, inoltre, applicata la riduzione del 20% sulle tariffe degli skipass under 24 e lo sconto del 30% agli under 16.

Come arrivare

Chi vuole raggiungere il Cervino Ski Paradise in auto, può prendere la A5 Torino-Aosta, uscire a Châtillon/Saint-Vincent e continuare sulla regionale in direzione Cervinia, per 28 km. Se, invece, si viaggia in treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Châtillon/Saint-Vincent. Da Châtillon, così come da Torino e Milano, è attivo un servizio di autobus di linea da/per Breuil-Cervinia Valtournenche. Per chi viaggia in aereo, i trasferimenti sono facilitati dalla vicinanza con gli aeroporti internazionali di Torino Caselle, Milano Malpensa, Milano Linate e Ginevra. Per il trasferimento da e per gli aeroporti esistono diverse possibilità con bus, taxi e auto a noleggio.

Monte Cervino visto da Plan Maison a marzo, Valle d'Aosta
Fonte: iStock
Monte Cervino da Plan Maison all’interno del comprensorio sciistico Cervino Ski Paradise

Val Senales, con piste variegate

Il comprensorio sciistico Val Senales, in Alto Adige, è uno dei più amati della zona, grazie alle piste di tutti i gradi di difficoltà che si snodano dal Ghiacciaio di Giogo Alto fino a Maso Corto, giù nella valle. Le piste dell’area sciistica della Val Senales si estendono tra 2.000 e 3.200 metri di quota con una lunghezza di 42 km, di cui 16 per neofiti. La pista più suggestiva e consigliata ai soli esperti è la “Schmugglerabfahrt”, che con una discesa di 8 km e 1200 metri di dislivello porta fino alla stazione a valle. Una parte delle piste (circa una decina di chilometri), collocata sul ghiacciaio a 3200 metri di quota, consente di sciare anche in estate.

Date e tariffe

La stagione sciistica del comprensorio Val Senales si conclude il 4 maggio 2025. Il prezzo dello skipass giornaliero per adulti è di 55 euro, mentre dalle 12.30 il costo è di 45 euro. La tariffa dello skipass di 6 giorni è di 276 euro. Nei giorni 7 marzo, 12 e 21 aprile 2025, il costo dello skipass giornaliero è di 61 euro. Accanto al classico giornaliero e plurigiornaliero, la skiarea Val Senales propone una serie di skipass speciali.

Come arrivare

La Val Senales è facilmente raggiungibile sia in auto da Bolzano, Merano, dal Passo Resia, dal Passo dello Stelvio e da Passo Monte Croce, sia in autobus da Merano o Naturno. Gli aeroporti più vicini sono: Bolzano, Bergamo – Orio al Serio, Verona, Venezia, Treviso, Milano. Per salire in cima, bisogna prendere la funivia Gletscherbah alla stazione a valle di Maso Corto a 2000 metri di quota, che in soli sei minuti porta fino ai 3200 metri della stazione a monte Grawand. A Maso Corto, nei pressi della funivia, troverete ampi parcheggi.

Stazione sciistica della Val Senales
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La stazione sciistica della Val Senales, in Alto Adige

Dolomiti Superski, con 12 aree sciistiche

A marzo, il clima è più mite e le giornate più soleggiate, ideali per divertirsi sulle piste da sci delle Dolomiti e per trascorrere momenti rilassanti nel sito naturale Patrimonio UNESCO. Nella stazione sciistica Dolomiti Superski è possibile usufruire di 450 impianti di risalita e 1.246 chilometri di piste, di cui circa la metà direttamente collegati tra di loro, con un unico skipass. Il 97% delle piste è predisposto per l’innevamento programmato, dove la sciabilità è garantita da dicembre fino ad aprile anche senza precipitazioni nevose.

Il comprensorio è composto da 12 aree sciistiche:

  • Cortina d’Ampezzo (aperto fino al 1° maggio 2025)
  • Plan de Corones (fino al 21 aprile 2025)
  • Alta Badia (fino al 6 aprile 2025)
  • Val Gardena – Alpe di Siusi (fino al 6 aprile 2025)
  • Val di Fassa – Carezza (fino al 6 aprile 2025)
  • Arabba – Marmolada (fino al 6 aprile 2025)
  • Tre Cime (fino al 21 aprile 2025)
  • Val di Fiemme – Obereggen (fino al 21 aprile 2025)
  • San Martino di Castrozza – Passo Rolle (fino al 30 marzo 2025)
  • Rio Pusteria – Bressanone (fino al 20 aprile 2025)
  • Alpe Lusia – San Pellegrino (fino al 6 aprile 2025
  • Civetta (fino al 30 marzo 2025)

Le aree collegate tra di loro sono: Alta Badia, Val Gardena (eccetto l’Alpe di Siusi), Val di Fassa (eccetto Carezza e Catinaccio), Arabba e Marmolada. A questi si aggiungono gli skitour del Sella Ronda e il Giro della Grande Guerra.

Date e tariffe

Il prezzo di uno skipass giornaliero è di 83 euro fino al 22 marzo e di 75 euro dal 23 marzo al 1° maggio. Acquistando uno skipass giornaliero o plurigiornaliero tramite la My Dolomiti Card almeno due giorni prima dell’inizio della validità, si ha diritto a uno sconto del 5%.

Come arrivare

Il percorso migliore per raggiungere le Dolomiti in automobile è dall’autostrada A22 del Brennero (sia in Italia che in Austria vengono riscossi i pedaggi autostradali). In treno, le dodici vallate sono facilmente raggiungibili con Trenitalia e con le ferrovie dell’Alto Adige. In aereo, con Sky Alps le Dolomiti si possono raggiungere in poche ore dagli aeroporti italiani di Roma, Cagliari, Lamezia Terme, Brindisi, Olbia e Catania.

Monte Cristallo innevato a Cortina d'Ampezzo
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Cortina d’Ampezzo, una delle 12 aree sciistiche del comprensorio Dolomiti Superski

Sestriere – Vialattea, sciare in Piemonte sulle Alpi

Sestriere, alle porte di Torino, fa parte del comprensorio sciistico internazionale della Vialattea, che comprende altre 7 località montane tutte collegate tra loro dagli impianti di risalita: Sauze d’Oulx, Oulx, Sansicario, Cesana, Pragelato, Claviere e la francese Montgenèvre. Nel complesso, si può godere di oltre 249 piste (7 verdi, 80 blu, 120 rosse e 42 nere) e 70 impianti di risalita. La vastità e la varietà del comprensorio riescono a soddisfare sia gli sciatori più esigenti, grazie alle piste lunghe ed impegnative, sia chi si avvicina per la prima volta al mondo dello sci, con proposte anche per i bambini, come il Baby Fun Park di Sansicario e di Sauze d’Oulx. È inoltre possibile sciare in notturna.

Date e tariffe

Fino al 9 marzo (alta stagione), il prezzo dello skipass giornaliero per adulti è di 50 euro, pomeridiano 37 euro, per quindici giorni consecutivi il costo è di 529 euro. Dal 10 marzo al 13 aprile (bassa stagione), il costo dello skipass giornaliero è di 35 euro, 27 euro il pomeridiano, 383,50 euro il costo dello skipass da 15 giorni.

Come arrivare

In auto, da Torino, prendendo l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia – Uscita “Oulx Circonvallazione”, e proseguendo per 20 km in direzione Sestriere. In treno, la stazione più vicina al paese è Oulx, che si trova a pochi km da Sestriere. Il tempo di percorrenza da Torino a Oulx è di circa un’ora e mezza. In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Torino – Caselle (TRN). Il tempo di trasferimento tra l’aeroporto di Torino e Sestriere è poco meno di 2 ore (90 km).

Il comprensorio sciistico di Sestriere
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Il comprensorio sciistico di Sestriere-Vialattea

Livigno, il più grande comprensorio sciistico in Valtellina

Chi sceglie Livigno per sciare a marzo non rimarrà deluso. Parliamo di una delle Ski Aree più estese e rinomate d’Europa, con una superficie sciabile che supera i 115 km di neve battuta e una stagione invernale che dura fino ai primi di maggio. Dai vari punti del paese in provincia di Sondrio (Lombardia) oltre 30, tra moderni skilift, seggiovie e cabinovie, portano in quota su entrambi i versanti della valle, offrendo la possibilità di sciare su piste di ogni livello di difficoltà (easy, medium, advanced).

Date e tariffe

La chiusura della stagione sciistica è prevista per il 4 maggio 2025. È possibile sciare con un unico skipass, valido per l’accesso a tutti gli impianti di risalita, scegliendo tra skipass giornalieri per sciare da mattina a sera oppure optando per tessere mattiniere o pomeridiane, usufruendo anche di offerte e promozioni per lo sci a prezzi speciali. Fino al 14 marzo (alta stagione), il costo dello skipass giornaliero per adulti è di 56,50 euro, mentre mattiniero e pomeridiano costano 41,50 euro; dal 15 al 28 marzo (media stagione), il giornaliero scende a 53 euro. Dal 12 al 17 aprile e dal 22 aprile all’1 maggio si può usufruire della tariffa promozionale di 36,50 euro per skipass giornaliero adulti.

Come arrivare

In auto, la strada percorribile tutto l’anno da Lombardia, Piemonte, Liguria è la seguente: da Milano SS36 per Lecco, quindi proseguire fino a Colico e prendere la SS38 dello Stelvio in direzione Sondrio-Tirano-Bormio, infine la SS301 del Passo del Foscagno fino a Livigno. Per chi viene da Triveneto, Emilia, Centro e Sud Italia: dall’autostrada A22/E45 prendere l’uscita Bolzano Sud per la superstrada, direzione Merano, prendere la SS38/40 in direzione Passo Resia fino a Glorenza, quindi la SS41 in direzione Tubre/Taufers; entrare in Svizzera (frontiera di Müstair), quindi raggiungere Livigno attraverso il Pass dal Fuorn e il Tunnel Munt La Schera (frontiera Passo del Gallo). È importante verificare la situazione dei passi in tempo reale. In aereo, sono previsti collegamenti diretti Livigno-aeroporti (andata e ritorno) per Milano Malpensa, Milano Linate, Bergamo Orio al Serio. In treno, Milano-Tirano con coincidenza autobus da Tirano a Livigno (con cambio a Bormio).

Stazione sciistica a Livigno
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Le piste innevate della stazione sciistica a Livigno

Dove sciare a marzo in Europa

Oltre all’Italia, altre mete europee sono ideali per sciare nel mese di marzo, grazie alle tante località sciistiche di fama internazionale, come Verbier in Svizzera o Tignes, tra le Alpi francesi. Questo periodo dell’anno può, inoltre, offrire l’occasione per avventurarsi in comprensori magari meno noti, ma altrettanto favolosi, spingendosi fino al Circolo Polare Artico. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta per scoprire, sci ai piedi, alcune delle migliori piste del mondo, dove vivere avventure davvero uniche nella neve.

Val Thorens e Les Trois Vallées, in Francia

Una delle migliori località per sciare a marzo in Europa è Val Thorens, tra le stazioni sciistiche più alte d’Europa. Situata nel dipartimento francese della Savoia, è immersa nel cuore del comprensorio delle Trois Vallées, con la sua vetta più alta, la Cime Caron, di 3.200 metri. Ciò significa che è incredibilmente innevata, anche a stagione inoltrata. Il comprensorio sciistico di Val Thorens-Orelle offre 150 km di piste e l’accesso alla Maurienne tramite la stazione di Orelle. Il comprensorio sciistico delle Trois Vallées è composto, invece, da 7 stazioni sciistiche – Courchevel, Méribel, Brides-les-Bains, Saint-Martin-de-Belleville, Les Menuires, Val Thorens e Orelle – tutte collegate, per un totale di 600 km di pista.

Date e tariffe

Il comprensorio sciistico di Val Thorens rimane aperto fino al 4 maggio, mentre quello delle Trois Vallées chiude il 21 aprile. Si può optare per diversi pacchetti, come lo skipass da 4 ore, al costo di 61 euro in Val Thorens-Orelle, lo skipass giornaliero al costo di 68 euro, o il pacchetto principianti, al prezzo di 34 euro (giornaliero).

Come arrivare

In auto, se partite da Albertville, nel dipartimento di Savoia, prendete la N90 in direzione Moûtiers, quindi l’uscita n° 40 – St-Jean-de-Belleville / St-Martin-de-Belleville / Les Menuires / Val Thorens; seguire la D117 fino a Val Thorens. Se partite da Maurienne (Orelle): prendete l’autostrada A43, l’uscita n°29 – St Michel de Maurienne, seguite la D1006 in direzione Orelle. In treno, la stazione Moûtiers – Salins – Brides-les-Bains è la più vicina a Val Thorens. Gi aeroporti vicini sono quelli di: Chambéry – Savoia Monte Bianco (CMF), distante 122 km; Grenoble Alpes Isère (GNB), distante 194 km; Lione Saint Exupéry (LYS), distante 199 km; l’aeroporto internazionale di Ginevra, che dista 201 km.

Val Thorens, famosa stazione sciistica in Francia
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Val Thorens, tra le stazioni sciistiche più alte d’Europa

Verbier, Svizzera

Approfittate delle piste più tranquille a marzo per sciare in una delle località sciistiche più popolari della Svizzera. Situata nel cuore delle 4-Vallée, Verbier è una delle più importanti ed ampie ski aree d’Europa, posta su un altopiano baciato dal sole con una meravigliosa visuale dei monti circostanti. Particolarmente apprezzata dai freerider, la ski area va da 1500 a 3300 metri, con 93 impianti che danno accesso a 412 km di piste.

Date e tariffe

La chiusura del comprensorio è prevista il 21 aprile 2025. Lo skipass di un giorno costa 87 euro, 77 euro dalle 12.30, mentre lo skipass di 6 giorni costa 400 euro.

Come arrivare

La città di Verbier dista 260 chilometri da Milano. In auto, prendete prima l’autostrada A4 in direzione E2, in seguito prendete l’uscita Santhià per A5 verso il Gran San Bernardo. Imboccate l’uscita Aosta Est verso E27 e, attraversato il traforo del Gran San Bernardo, proseguite sulla E27. Infine, la strada Route de Verbier vi porta fino al fondovalle di Le Châble, dove si trova la telecabina che sale fino alle piste di Les Ruinettes con fermata intermedia nel paese. L’aeroporto internazionale più vicino è quello di Ginevra, a 160km. Dall’Italia, si può prendere il treno diretto Milano – Martigny, effettuando un cambio per Le Châble, da cui raggiungere il paese di Verbier con la telecabina.

Sciatore a Verbier, Svizzera
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Verbier, una delle località sciistiche più popolari della Svizzera

Åre, la più grande località sciistica della Scandinavia

Ad Åre, per la conformità delle montagne, le diverse condizioni meteorologiche e di neve rispetto alle Alpi, si può vivere un’esperienza sciistica davvero esotica. La più grande località sciistica della Scandinavia,  nella contea di Jämtland, in Svezia, dispone di 42 impianti di risalita e 89 piste, con 890 metri di dislivello dall’alto verso il basso, il che significa che c’è molto da sciare. A ciò si aggiungono due snowpark costruiti insieme alla medaglia olimpica Jesper Tjäder, una pista da discesa realizzata per i campionati mondiali, lo sci fuori pista e una vasta gamma di altre attività come le slitte trainate da cani e le escursioni in motoslitta.

Date e tariffe

A febbraio e marzo le giornate si allungano, le temperature si alzano un po’ e lo sci è al suo apice. Spesso, in questo periodo ci sono molte nevicate e i tracciati fuori pista sono facilmente accessibili. La stagione si protrae fino al 4 maggio 2025, mentre gli impianti di risalita di Björnen, Duved e Tegefjäll chiudono il 27 aprile. Ci sono vari pacchetti pensati per le famiglie che vogliono vivere un’esperienza completa, che includono alloggio e skipass, a partire da 176 euro a persona.

Come arrivare

In aereo, a est, l’aeroporto di Åre Östersund effettua voli nazionali da Stoccolma e altri aeroporti svedesi e voli internazionali. Diverse compagnie di autobus e treni offrono collegamenti diretti con Åre dalle città più grandi della Svezia e da Trondheim in Norvegia. Per chi viaggia in auto, la E14 si estende da Stjørdal, appena a nord di Trondheim in Norvegia, a Sundsvall sulla costa orientale della Svezia, attraversando i principali villaggi del comune di Åre.

Åre, la più grande località sciistica della Scandinavia
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Åre, bellissima località sciistica in Svezia

Tignes, nel cuore delle Alpi francesi

Situata nella Valle della Tarentaise, Tignes, nel dipartimento della Savoia della regione Alvernia-Rodano-Alpi, è una delle migliori stazioni sciistiche d’Europa da visitare a marzo. Si trova a ben 2.100 metri sul livello del mare, e grazie a questa altezza e al ghiacciaio della Grande Motte, che raggiunge i 3456 metri, potete aspettarvi piste meravigliosamente innevate anche in questo periodo dell’anno. Qui si può godere di un’area sciistica con 300 km di piste, distribuite tra i 1.550 m e i 3.450 m di altitudine, per ore di sci nella neve fresca.

Date e tariffe

Nelle settimane dall’8 al 15 marzo e dal 15 al 22 marzo si può usufruire dell’offerta di una settimana al costo di 409 euro per skipass adulti, mentre nelle settimane dal 22 al 29 marzo e dal 29 marzo al 5 aprile, c’è la tariffa speciale di 363 euro. La stagione sciistica si conclude il 4 maggio 2025.

Come arrivare

Tignes si trova nel dipartimento della Savoia, distante circa 5 ore dagli aeroporti italiani di Milano e Torino. Per chi viaggia in treno, la soluzione più rapida per raggiungere le piste è quella di recarsi presso la stazione di Torino Porta Nuova e poi spostarsi in auto o in autobus. In auto, da Torino, la località dista circa 150 km.  Il comprensorio sciistico si raggiunge in meno di tre ore, percorrendo l’autostrada A32 e successivamente la strada statale 25 fino al raggiungimento del territorio francese. Da qui, la strada D902 conduce verso la Val-d’Isère.

Tignes, località sciistica in Francia
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La stazione sciistica di Tignes, nella Valle della Tarentaise in Francia

Levi, sciare al Circolo Polare Artico

Situata al Circolo Polare Artico, nella natura selvaggia della Lapponia, Levi è la principale stazione sciistica della Finlandia, nel distretto di Kittilä, con 44 piste, quattro snowpark e cinque percorsi di sci alpinismo. Le sue piste sono popolari anche tra gli sciatori alpini di livello mondiale, per le gare di Coppa del Mondo. Moderne seggiovie e cabinovie consentono di accedere alle piste intorno alla vetta alta 531 metri. A ciò si aggiunge l’ampia scelta di avventure sulla neve, dalla motoslitta alla pesca sul ghiaccio, dallo sci di fondo allo spettacolo dell’aurora boreale.

Date e tariffe

Acquistando gli skipass in anticipo online, si possono ottenere a un costo migliore. Il prezzo di uno skipass adulti giornaliero è di 56,50 euro, per 6 giorni è di 250,50 euro. Lo stoccaggio della neve inizia sulla pista Levi Black (G2) dopo Pasqua e sulla pista Front dopo il 1° maggio, quando entrambe le piste saranno chiuse. Le altre aree delle piste rimarranno aperte fino al 4 maggio 2025, se le condizioni meteorologiche e di innevamento lo permetteranno. La seggiovia Levi Six rimarrà aperta fino al 18 maggio.

Come arrivare

Il modo più comodo per raggiungere Levi è con un volo da Helsinki a Kittilä, prendendo poi un bus navetta. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Kolari, a soli 80 km, seguita da quella di Rovaniemi, a circa 170 km dal centro di Levi. Ci sono anche buoni collegamenti in autobus da Rovaniemi a Levi.

Vista dell'alba delle piste da sci di Levi, in Lapponia
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Le piste da sci di Levi, in Lapponia, nelle suggestioni dell’alba

Gli impianti sciistici dove andare a marzo

Se siete pronti a inforcare gli sci, abbiamo visto come nel mese di marzo sia ancora possibile vivere la magia delle piste innevate sulle migliori stazioni sciistiche d’Italia e d’Europa. Per facilitarvi la scelta, ecco una panoramica sui comprensori perfetti in questo periodo dell’anno, con le date di chiusura.

I migliori comprensori sciistici in Italia dove andare a marzo

  • Cervino Ski Paradise, Valle d’Aosta (fino al 7 settembre 2025)
  • Val Senales, Alto Adige (fino al 4 maggio 2025)
  • Dolomiti Superski, Alto Adige (fino al 1° maggio 2025)
  • Sestriere – Vialattea, Piemonte (fino al 13 aprile 2025)
  • Livigno, Lombardia (fino al 1° maggio 2025)

I migliori comprensori sciistici in Europa dove andare a marzo

  • Val Thorens e Les Trois Vallées, Francia (fino al 4 maggio 2025)
  • Verbier, Svizzera (fino al 21 aprile 2025)
  • Åre, Svezia (fino al 4 maggio 2025)
  • Tignes, Francia (fino al 4 maggio 2025)
  • Levi, Finlandia (piste fino al 4 maggio – seggiovia fino al 18 maggio 2025)

I giardini del Belvedere a Ravello che hanno incantato il mondo

Par : emmasanto
18 février 2025 à 12:46

Ogni volta che ci si immerge nell’incanto della Costiera Amalfitana si può confermare di aver avuto l’impressione di essere catapultati in una perenne dolce vita. Merito di questo affascinante tratto di costa a picco sul mare, dove in una natura carica di suggestioni si incastonano borghi dai colori pastello e ville di grande valore artistico e architettonico.

Tra queste, si distingue la meravigliosa Villa Rufolo a Ravello, una delle più grandi e importanti della Costiera, celebre per la superba posizione dei giardini che, con il loro magnifico Belvedere affacciato a circa 300 metri sul livello del mare, sono una delle più celebri mete del turismo internazionale. Un luogo la cui bellezza proverbiale non è stata intaccata dallo scorrere del tempo, complice una vista che regala un barlume di infinito.

Dove sono i giardini col Belvedere più bello della Costiera Amalfitana

I giardini del Belvedere sono il fiore all’occhiello di Villa Rufolo, considerata il “gioiello prediletto” di Ravello, borgo chic e silenzioso che domina la Costiera Amalfitana dall’alto dei Monti Lattari, offrendo generosamente a chiunque lo visiti panorami di struggente bellezza. La Villa è situata in piazza del Vescovado, accanto al Duomo, con la torre d’ingresso che ancora oggi sembra vegliare su residenti e visitatori.

La suggestiva località turistica di Ravello si distingue per il ruolo chiave che la cultura ha occupato nella sua storia, tanto da essersi affermata come approdo di personalità illustri, come il celebre compositore Richard Wagner. Nel tempo, questo piccolo paradiso a picco sul mare, parte del Patrimonio mondiale UNESCO dal 1997, è rimasto il luogo dell’anima per gli intellettuali e gli appassionati dell’arte e della cultura.

Il turismo, qui, è più elitario, si passeggia con calma, apprezzando ogni scorcio, ammaliati da un’atmosfera intima ed esclusiva. Il centro storico si presenta come uno scrigno di stradine medievali, dove permane il gusto arabo-normanno dei palazzi e delle chiese, che confluiscono nella splendida piazza su cui affaccia il Duomo, costellata di bar accoglienti e negozi di souvenir che invitano all’indugio e alle chiacchiere. Nelle vie secondarie si scopre, invece, una dimensione più tranquilla, legata alle tradizioni rurali, con giardini delimitati da muri a secco, caratterizzati da una vegetazione lussureggiante e orti curati.

Oggi Ravello è anche conosciuta con l’appellativo di “Città della Musica”, per i tanti eventi musicali di richiamo internazionale che ospita, tra cui il prestigioso Ravello Festival, famoso e imperdibile appuntamento estivo. Ad attrarre i visitatori sono anche i suoi gioielli monumentali: oltre alla sopracitata Villa Rufolo, ci si imbatte nella splendida Villa Cimbrone, edificata su di una roccia a picco verso il Golfo di Salerno, nel luogo dove un tempo sorgeva una villa romana.

Il bellissimo panorama da Villa Rufolo, a Ravello
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Il bellissimo panorama che si ammira da Villa Rufolo, gioiello di Ravello

Chi sono i proprietari di Villa Rufolo

Per oltre due secoli, i ricchi mercanti Rufolo hanno rappresentato il simbolo della potenza economica e politica della Ravello medievale. All’inizio del periodo aureo della loro famiglia, costruirono il palazzo che doveva essere grandioso, principesco e ricco – espressione della loro potenza – fondendo le tipologie architettoniche e decorative arabe e bizantine con elementi della cultura locale.

Si narra che Boccaccio avesse soggiornato presso la dimora. È infatti verosimile che “il palagio con bello e gran cortile nel mezzo e con logge e sale e con giardini meravigliosi” sia stato proprio il giardino di Villa Rufolo, e a ciò si aggiunge il riferimento alla famiglia nella famosa novella del “Decamerone” dedicata a Landolfo Rufolo.

Parallelamente alla decadenza della Repubblica Amalfitana, la famiglia Rufolo, caduta in rovina, fu costretta a smembrare le proprietà. Il palazzo passò per diritto di successione ai Confalone e ai Muscettola e successivamente ai D’Afflitto di Scala nel XVIII secolo. Questi ultimi fecero un grande sforzo per renderlo abitabile, ma la distruzione di molti elementi di valore e pregio causarono la rovina di gran parte della residenza.

A metà dell’Ottocento, l’edificio si presentava come un rudere, solo in parte era riuscito a conservare l’aspetto originario, finché un Lord scozzese, Sir Francis Nevile Reid, decise di acquistarlo. Lo fece restaurare e risistemò le terrazze a giardino, realizzando il capolavoro che fece esclamare a Wagner: “Il magico giardino di Klingsor è trovato”. Dal 2007, la gestione di Villa Rufolo è stata affidata alla Fondazione Ravello, che ha avviato una serie di iniziative volte al recupero, alla valorizzazione e alla tutela di questo straordinario monumento della Costiera Amalfitana.

Splendido scorcio dei giardini del Belvedere di Villa Rufolo
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Uno scorcio suggestivo dei giardini del Belvedere di Villa Rufolo

Cosa vedere a Villa Rufolo

Conosciuto anche con il nome di “Giardino dell’Anima”, il giardino di Villa Rufolo si sviluppa su due livelli, introdotti da un viale alberato d’ottocentesca memoria. Le antiche mura appena nascoste dai cipressi e dai tigli, conducono fino al Chiostro Moresco, poi una piccola scala introduce al primo livello del giardino, dove i visitatori sono rapiti da un’atmosfera avvolgente che riporta al giardino romantico. La parte circostante il Pozzo, ricca di rovine, piante esotiche, pini e cipressi, è quella che conquistò Richard Wagner che ritrovò materializzato “il magico giardino incantato di Klingsor”, fino ad allora presente solo nelle sue visioni fantastiche.

Il giardino superiore si affaccia a Oriente, attraverso il Belvedere, su un panorama che non ha eguali al mondo, nonché sui giardini inferiori, che costituiscono la naturale platea degli eventi del Ravello Festival, messi in scena sul palco proteso sul blu che ogni anno viene appositamente costruito.

I giardini del Belvedere, insieme al Chiostro, sono le attrazioni più belle e famose di Villa Rufolo, veri e propri capolavori di botanica, un tripudio di colori e profumi, grazie agli spazi fioriti, che ospitano piante rare ed esotiche. Il Belvedere è una vera gioia per gli occhi è l’anima. Si presenta delimitato da un colonnato sormontato da un pergolato in legno, ricoperto con bouganville e rose rampicanti, caratterizzato da muretti perimetrali intervallati da sedute.

Da qui, scendendo una ventina di gradini, o dai giardini inferiori, attraverso un breve camminamento, si accede a un piccolo terrazzamento dal quale si può ammirare il panorama può celebre di Ravello nel mondo. Un pino secolare incornicia le emblematiche cupole della Chiesa dell’Annunziata con i Monti Lattari sullo sfondo che si specchiano nel blu del Golfo di Salerno.

Scendendo lungo il lato settentrionale del giardino, si incontrano i resti della Balnea, area destinata alle cure termali e solo di recente riemersa grazie agli ultimi scavi archeologici. Tra le attrazioni di Villa Rufolo, spiccano inoltre il Bagno Turco, al cui interno sono ben visibili i resti delle canalizzazioni dell’acqua, la maestosa Torre Maggiore, alta trenta metri e suddivisa in tre piani, il Teatro e la cosiddetta Sala dei Cavalieri, dalle enormi arcate. Grazie ai magnifici giardini, all’architettura moresca e al chiostro, il tutto unito a viste mozzafiato, questo incantevole gioiello ricorda l’Alhambra di Granada in Spagna.

Dettagli del Chiostro Moresco di Villa Rufolo
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L’affascinante Chiostro Moresco di Villa Rufolo, tra le attrazioni più fotografate

Quando andare a Villa Rufolo

Villa Rufolo si può visitare tutto l’anno. Il periodo migliore per ammirarla in tutto il suo splendore, però, è da aprile a ottobre, quando il clima è mite e i meravigliosi giardini sono in fiore. L’innumerevole ricchezza naturale si riflette nella quantità e nella varietà di specie di piante, un patrimonio che contribuisce a caratterizzare ancora di più Villa Rufolo come opera d’immenso valore naturalistico e culturale.

In estate, il palco del Belvedere ospita il famoso Ravello Festival – il più antico d’Italia dopo il Maggio Musicale Fiorentino – che prende vita su un palco realizzato nel “vuoto”, a strapiombo su giardini digradanti verso la costa, trasmettendo suggestione e incanto, attraverso concerti e spettacoli di danza en plein air che rinnovano la magia ogni anno.

Visita a Villa Rufolo: info utili

Villa Rufolo è aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 9:00 alle 17:00, con ultimo ingresso alle 16.30.
I biglietti si acquistano solo in loco e non è richiesta prenotazione.
Di seguito, le tariffe d’ingresso:

  • biglietto ordinario: 8,00 euro
  • gruppi a partire da 15 persone: 7,00 euro
  • over 65 e bambini dai 5 ai 12 anni: 6,00 euro

È importante sapere che, per ragioni di sicurezza, l’ingresso dei bambini alla Torre Museo è consentito a partire dai 5 anni. I cani non sono ammessi nelle sale e negli ambienti chiusi.

Scorcio del Belvedere di Villa Rufolo delimitato da un colonnato
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Il Belvedere delimitato da un colonnato sormontato da un pergolato, ricoperto con bouganville

Come raggiungere Ravello

Dall’Aeroporto Internazionale di Napoli, si può raggiungere Ravello in taxi oppure con un autobus diretto in partenza da Napoli – Capodichino Aeroporto, che arriva a Minori, Via Alfonso Gatto. I collegamenti partono ogni 4 ore, e operano tutti i giorni. Il viaggio dura circa un’ora e 35 minuti. Da Salerno, è invece possibile raggiungere Amalfi in aliscafo, per poi arrivare a Ravello, distante 7 chilometri, con un taxi o con l’autobus. Le opzioni sono le stesse anche per chi arriva a Napoli o a Salerno in treno.

Per chi, invece, viaggia verso la Costiera Amalfitana in auto, il percorso più panoramico da Napoli prevede l’autostrada Napoli-Pompei-Salerno, con uscita al casello “Vietri sul mare”. Seguendo le le indicazioni “Costiera amalfitana” e “Ravello”, toccherete i pittoreschi comuni di Cetara, Maiori e Minori, per poi giungere finalmente a destinazione. Ricordate che, essendo la più panoramica, questa strada è anche la più trafficata, soprattutto nei fine settimana e nei giorni festivi.

Le più belle sfilate di Carnevale in Italia: quando e dove vederle

Par : emmasanto
13 février 2025 à 12:51

Siamo finalmente entrati nel vivo dei festeggiamenti di Carnevale. Da Nord a Sud, ci si prepara a veder sfilare maschere e carri allegorici che ogni anno attirano migliaia di visitatori, creando un’occasione unica per scoprire tradizioni e rituali che raccontano da una prospettiva diversa e goliardica città e borghi del nostro Paese. Le sfilate che animano strade e piazze italiane sono davvero tantissime. Noi di SiViaggia abbiamo selezionato per voi quelle che proprio non si possono perdere. Ecco quando e dove vederle.

Le sfilate del Carnevale di Venezia

In occasione del 300° anniversario dalla sua nascita, il Carnevale di Venezia torna a meravigliare grandi e piccini dal 14 febbraio al 4 marzo 2025, con un’edizione speciale, intitolata “Il tempo di Casanova”, dedicata al figlio illustre della Serenissima. L’atteso evento apre i battenti con un omaggio alla notte di San Valentino a Piazza San Marco, che si trasforma nel palcoscenico più affascinante del mondo per una ricca serata di varietà e animazione.

Tra gli appuntamenti imperdibili, il corteo acqueo di imbarcazioni tradizionali lungo il Canal Grande, l’Arsenale Water Show, la Selezione delle 12 Marie – in programma giovedì13 febbraio alle ore 15:00 presso la Scuola Grande San Giovanni Evangelista – il Dinner Show e, naturalmente, la Sfilata dei Carri allegorici.

Quando e dove vederle

Ecco dove e quando vedere le sfilate dei carri allegorici del Carnevale di Venezia 2025.

  • Sfilata di carri allegorici a Pellestrina: giovedì 27 febbraio 2025, ore15:00 – 18:30, Sestier Scarpa 952, Venezia.
  • Sfilata di carri allegorici al Lido di Venezia: venerdì 28 febbraio 2025, ore 15:00 – 19:00, Riviera Santa Maria Elisabetta, Lido di Venezia.
  • Sfilata di carri allegorici a Marghera: sabato 1 marzo 2025, ore 15:00 – 18:00, Piazza Mercato, Marghera (VE).
  • Sfilata di carri allegorici a Campalto: domenica 2 marzo 2025, ore 14:00 – 20:00, Campalto (VE).
  • Sfilata di carri allegorici a Mestre: lunedì 3 marzo 2025, ore 15:30 – 17:00, via San Pio X, Mestre (VE).
  • Sfilata di carri allegorici a Zelarino: martedì 4 marzo 2025, ore 14:30 – 17:00, Zelarino (VE).

I Carri Allegorici del Carnevale di Viareggio

Con le loro forme fantasiose e coloratissime, i carri allegorici sono da sempre il fulcro del Carnevale di Viareggio, che ha preso il via il 9 febbraio e si concluderà il 4 marzo, ovvero martedì grasso. Opere allegoriche di prima e seconda categoria, frutto di mesi di lavoro da parte dei maestri della cartapesta, che con ingegno e abilità riescono a creare costruzioni imponenti, animate da movimenti sorprendenti e cariche di satira sociale e politica.

I Corsi Mascherati sono l’evento principale del Carnevale di Viareggio. Questo è, infatti, il momento in cui i carri allegorici sfilano sul Lungomare della città toscana in tutta la loro grandiosità. Ogni edizione ne ha sei, alcuni dei quali notturni.

Date e orari dei Corsi Mascherati

Al primo Corso Mascherato che ha segnato l’apertura dell’edizione numero 152 lungo i famosi Viali a Mare di Viareggio, seguiranno:

  • secondo Corso Mascherato: domenica 16 febbraio a partire dalle 15
  • terzo Corso Mascherato notturno: sabato 22 febbraio dalle ore 17
  • quarto Corso Mascherato notturno: giovedì 27 febbraio dalle ore 18
  • quinto Corso Mascherato: domenica 2 marzo dalle ore 15
  • sesto Corso Mascherato di chiusura: martedì 4 marzo, dalle ore 15

Dopo quest’ultima sfilata è in programma la proclamazione dei carri vincitori in piazza Mazzini e, a seguire, lo spettacolo pirotecnico finale.

I festeggiamenti del Carnevale di Viareggio
Fonte: iStock @Federico Neri
La sfilata dei Carri Allegorici del Carnevale di Viareggio

Le sfilate del Carnevale di Cento

Il Carnevale di Cento, in provincia di Ferrara, è annoverato tra i più spettacolari d’Italia. Quest’anno, le sfilate dei Carri Allegorici delle cinque Associazioni Carnevalesche in gara sono: “I Ragazzi del Guercino”, “Toponi”, “Fantasti100”, “Mazalora”, “Risveglio”. Durante le celebrazioni, Corso Guercino e la sua piazza diventeranno un tripudio di maschere, colori, animazione, musica e balli.

Le date delle sfilate

Le celebrazioni si terranno per cinque domeniche consecutive, sempre a partire dalle ore 14:

  • domenica 16 febbraio
  • domenica 23 febbraio
  • domenica 2 marzo
  • domenica 9 marzo
  • domenica 16 marzo

L’ultima domenica di Carnevale ci sarà la proclamazione e premiazione del carro vincitore, il tradizionale testamento di Tasi e il suggestivo rogo della maschera centese. A conclusione di questo evento imperdibile, il coinvolgente spettacolo piromusicale che chiuderà l’edizione di quest’anno.

I Carri Allegorici del Carnevale di Putignano

Oltre 100 appuntamenti sono in programma nella cittadina pugliese di Putignano, alle porte di Bari, che da oltre 631 anni festeggia il Carnevale di cui le sfilate dei carri allegorici sono il cuore pulsante, regalando a grandi e piccini un’esplosione di tradizioni, satira, e cultura popolare.

Sette i progetti selezionati per questa edizione del Carnevale più lungo d’Europa, il cui tema è  “Sovvertire – Il Carnevale torna alle origini””: Associazione Carta Bianca con “Siamo fuori dal gregge”, Associazione cArteInRegola con “Che cuore grande che hai!”, Associazione Carta&Colore con “Fiori nei Cannoni”, Associazione Carta in Festa con “Le Gardien”, Associazione Cartaland con “Regeneratio”, Associazione Conlemani con “Sovvertigine”, Associazione L’Isola che non c’è con “ParadisO 2.0”.

Date e orari delle sfilate

Il Carnevale di Putignano 2025 prevede quattro sfilate, che si terranno nelle seguenti date:

  • domenica 16 febbraio, ore 15:30
  • sabato 22 febbraio, ore 19:00
  • domenica 2 marzo, ore 11:00
  • martedì grasso 4 marzo, ore 18:30
La sfilata dei carri del Carnevale di Putignano
Fonte: iStock @vololibero
I carri allegorici del Carnevale di Putignano

Carnevale di Acireale: le date delle sfilate

Considerato il più bello della Sicilia, il Carnevale di Acireale regalerà undici giorni di puro divertimento, ognuno ricco di appuntamenti coloratissimi e interessanti. Un’occasione per vivere i vicoli del barocco nell’incantevole ‘Riviera dei Limoni’, ammirando i maestosi carri allegorici, facendosi coinvolgere dall’allegria dei gruppi mascherati e godendosi gli spettacoli serali.

Quali sono le sfilate e quando vederle

Le sfilate dei carri allegorico-grotteschi avvengono sia in diurna che in notturna. A queste, dal 2016 si è aggiunta l’esposizione delle maschere isolate.

  • Sabato 15 febbraio, dalle ore 18.00: Sfilata notturna Carri Allegorico-Grotteschi con Dj-Set e a seguire e intrattenimento itinerante e sfilata Maschere Isolate.
  • Domenica 16 febbraio, ore 15.30: Sfilata dei Carri Allegorico-Grotteschi, Gruppi Mascherati e Maschere Isolate; sfilata del Carro di apertura.
  • Sabato 22 febbraio, dalle ore 18.00: Sfilata notturna dei Carri Allegorico-Grotteschi con Dj-Set; intrattenimento itinerante e sfilata Maschere Isolate.
  • Domenica 23 febbraio, ore 15.30: Sfilata Carri Allegorico-Grotteschi, Gruppi Mascherati e Maschere Isolate.
  • Sabato 1 marzo, dalle ore 18.00: Sfilata notturna Carri Allegorico-Grotteschi con Dj-set; intrattenimento itinerante e sfilata Maschere Isolate.
  • Domenica 2 marzo, ore 15.00: Sfilata Carri Allegorico-Grotteschi, Gruppi Mascherati e Maschere Isolate.
  • Martedì 4 marzo, ore 15.00: Sfilata Carri Allegorico-Grotteschi, Gruppi Mascherati e Maschere Isolate.
Una sfilata di carri del Carnevale di Acireale
Fonte: iStock @massimo brucci
I fantasiosi carri del Carnevale di Acireale

Il Corteo Storico e gli eventi del Carnevale di Ivrea

Lo Storico Carnevale di Ivrea è uno degli appuntamenti più attesi in Piemonte, un grande evento, conosciuto in tutta Italia, impreziosito dalla celebre Battaglia delle Arance. Fulcro dell’evento è il Corteo Storico, una rievocazione storica e leggendaria popolata da personaggi nati in epoche differenti, come la Mugnaia e la sua Scorta d’Onore, Toniotto, marito della Mugnaia, il Generale e il suo Stato Maggiore, il Sostituto Gran Cancelliere, il Magnifico Podestà, gli Abbà, i Pifferi e i Tamburi.

Le date degli eventi da non perdere

Sono davvero tanti gli eventi imperdibili che rendono il Carnevale di Ivrea tra i più interessanti d’Italia. Ecco le date da segnare in agenda.

  • 16 febbraio: tra i momenti clou, le Fagiolate, la Prise du Drapeau e le Alzate degli Abbà.
  • 23 febbraio: le Fagiolate, la Parata dei Carri da Getto e l’Alzata degli Abbà, la sfilata e la successiva presentazione dei Carri da Getto. I Carri e cavalli si mostreranno in tutto il loro splendore, prima di calarsi nella spettacolare Battaglia delle Arance.⁠
  • 27 febbraio: la Calzata del Berretto Frigio, la salita del Generale a cavallo e la sfilata del Corteo Storico, accompagnata dagli immancabili Pifferi e Tamburi. E ancora: feste dei bambini in piazza e gran finale dalle 21 con bande e sfilate in città⁠.
  • dall’1 al 4 marzo si celebrerà il culmine dell’evento con un fitto calendario ogni giorno. Dalla presentazione della Vezzosa Mugnaia il sabato sera, con la sfilata degli Aranceri e del Corteo Storico, seguito dallo spettacolo pirotecnico, alle tre giornate di Battaglia delle Arance. E ancora: sfilata del Corteo Storico e gruppi ospiti, fagiolata del Castellazzo, Zappate, Scarli e molto altro.

Quando e dove si svolge il Carnevale Ambrosiano

Il Carnevale Ambrosiano si celebra a Milano – ma anche molte località dell’arcidiocesi milanese, come Monza, Lecco, Varese e parte delle province di Como e Bergamo – e ha una particolarità, quella di terminare il sabato grasso anziché il martedì grasso. Le celebrazioni di quest’anno, in programma dal 16 febbraio, andranno dunque avanti fino all’8 marzo 2025.

  • Carnevale Ambrosiano a Milano: l’evento più atteso è senza dubbio la sfilata dei carri allegorici che attraverserà le principali vie del centro, con partenza da Corso Venezia e arrivo in Piazza Duomo. Tra gli eventi più amati ci sono i laboratori per bambini, i concerti e le performance teatrali organizzate nei quartieri della città.
  • Carnevalone di Lecco, ha in programma, il 7 e 8 marzo, le consuete sfilate in maschera per le vie più importanti della città accompagnate dai gruppi musicali e da tanta buona musica.
  •  “Carnevale in Tour 2025″ a Varese: dal 22 febbraio al 9 marzo sono previste sette tappe per il tour dei carri allegorici e dei gruppi mascherati, che toccheranno i comuni di Sangiano, Cuvio, Cuveglio, Laveno Mombello, Besozzo, Ponte Tresa, Ispra e Gavirate, con lo scopo di creare una grande festa del tradizionale Carnevale e far conoscere il territorio e le associazioni che lo popolano.
  • Carnevale Canturino: anche a Cantù si festeggia il Carnevale Ambrosiano: il 16 e il 23 febbraio, il 2 e 8 marzo, sfileranno per la città in provincia di Como spettacolari carri allegorici, fino al gran finale del sabato grasso.
Sfilata di carri al Carnevale di Cantù
Fonte: iStock @RnDmS
Carri del Carnevale Ambrosiano a Cantù

Carnevale di Fano: quando vedere le sfilate

Il Carnevale di Fano è considerato uno dei più antichi d’Italia. Con il tema “I sogni son desideri”, l’evento di quest’anno invita tutti i partecipanti a immergersi in un mondo onirico, dove travestimenti, festa e condivisione trasformano i sogni in realtà. Quest’anno segna l’inizio di una nuova esperienza, “In viaggio col Vulón“, un percorso tematico che guiderà le prossime quattro edizioni, ognuna caratterizzata da un tema unico e speciale.

Nelle domeniche del 16 e 23 febbraio e 2 marzo, tanti eventi animeranno la città, con le sfilate dei grandi carri allegorici, il getto di dolciumi – che ha reso il Carnevale di Fano uno degli appuntamenti più attesi per i golosi di ogni età, nonché il Carnevale più dolce d’Italia – il carnevale dei bambini e le celebrazioni del martedì e giovedì grasso.

Amrum, l’isola della Germania da girare a piedi in una giornata

Par : emmasanto
3 septembre 2024 à 10:30

L‘isola di Amrum, nella Frisia Settentrionale, è una delle migliori destinazioni per gite di un giorno in tutto lo Schleswig-Holstein, una delle sedici regioni federali della Germania. L’aria fresca del Mare del Nord, le zone paludose, la natura incontaminata e le distese di dune a perdita d’occhio sono sufficienti ad attrarre chiunque sia alla ricerca di una vacanza ricca di avventura o di una meritata pausa di relax in un luogo dove si può realmente staccare la spina.

Cosa fare e vedere ad Amrum

Con una superficie di circa 20 chilometri quadrati, e una popolazione di circa 2400 persone, l’isola di Amrum si trova proprio nel cuore del Parco Nazionale del Mare di Wadden dello Schleswig-Holstein. Una delle cose migliori che si possono fare ad Amrum è esplorare il variegato paesaggio e i cinque villaggi situati sulla costa orientale: Nebel, il più grande e caratteristico, Wittdün, fondata come località di villeggiatura marittima nel XIX secolo e diventata la cittadina più abitata di tutta l’isola, Norddorf, Süddorf e Steenodde.

La parte occidentale, invece, è prevalentemente costituita da una grande zona di dune sabbiose, di cui la più alta misura 32 metri. Le dune di Amrum sono una riserva naturale dello Schleswig-Holstein e sono perfette per un’escursione a piedi o in bicicletta. La vista dalla cima è davvero mozzafiato.

Un’altra attrazione dell’isola è la spiaggia di sabbia bianca di Kniepsand, che si estende per 10 chilometri di lunghezza e fino a 1,5 chilometri di larghezza. Vi si può trascorrere un’intera giornata sdraiati a godersi il sole, o se siete avventurosi, potete noleggiare una tavola da surf o un kayak ed esplorare le acque limpide del Mare del Nord.

Uno dei simboli di Amrum è il faro di Norddorf, una tappa obbligata per chi vuole fare vedere l’isola dall’alto. È possibile salire e godersi la vista panoramica mozzafiato, particolarmente suggestiva al tramonto. Gli amanti delle escursioni possono fare passeggiate indimenticabili, come quella che va dal faro fino al villaggio di Norddorf attraverso la pineta, o il sentiero che parte da Norddorf, proseguendo lungo la spiaggia per raggiungere la riserva ornitologica di Amrum-Odde. Si tratta di un’area protetta dove vivono molte specie di uccelli. Un ottimo posto per fare birdwatching e osservare da vicino la fauna locale.

Da non perdere anche il punto panoramico di North Point, il più settentrionale dell’isola, un luogo ideale per un picnic o una passeggiata, con un paesaggio unico. La piccola e graziosa isola di Amrum merita una visita durante tutto l’anno, con le case frisone col tetto di paglia, i ristoranti di pesce e le taverne dei marinai che offrono luoghi caldi e accoglienti durante i mesi invernali.

Le altre isole Frisone Settentrionali

Dopo aver scoperto Amrum, ecco un breve tour tra le altre isole Frisone Settentrionali appartenenti alla Germania. Cominciamo da Föhr, che ha una superficie di soli 82 chilometri quadrati ed è popolarmente conosciuta come “i Caraibi Frisoni”, presumibilmente per il clima mite della Corrente del Golfo e la spiaggia di sabbia bianca. Qui si possono percorrere più di 200 chilometri di piste ciclabili e si possono visitare splendide chiese e musei, ma l’attrazione principale è il Sentiero dei Pianeti, che si estende per 11 chilometri tra Wyk e Utersum.

Pellworm, la terza più grande delle Isole Frisone Settentrionali, invita invece alla tranquillità e a godere appieno della natura. Il Faro è una tappa popolare, dove apprendere la storia dell’isola, e ad un’altezza di 37 metri si trova una piattaforma panoramica che si raggiunge salendo 140 gradini.

Nordstrand è nota per la sua aria buona e per questo è ufficialmente una stazione termale del Mare del Nord. Tra 1906 e 1907 fu collegata alla terraferma mediante una diga a fior d’acqua di circa 2,6 chilometri di lunghezza a scopo di protezione del litorale. Qui, il Mare dei Wadden si può attraversare in carrozza fino alla Hallig Südfallinabitata.

Infine, Sylt, l’isola più conosciuta delle Frisone settentrionali, dove si trova la città di List, la più settentrionale della Germania. Ci si imbatte in persone a cavallo nella magnifica riserva naturale della Brughiera di Braderup, nelle ville dai tetti di paglia nel villaggio di Kampen, o in una meraviglia come il paradiso naturale del Bacino di Rantum, un lago di acqua salmastra di 576 ettari a sud-est di Westerland, luogo di riproduzione e di riposo per decine di migliaia di uccelli. L’isola è conosciuta soprattutto per le sue spiagge di sabbia bianca, sempre battute dal vento.

Angkor Wat, il celebre tempio a rischio a causa di un trend su TikTok

Par : emmasanto
2 septembre 2024 à 13:24

Una delle tendenze virali più in voga del momento vede persone correre e saltare nell’area del celebre Angkor Wat in Cambogia e di altre rovine di templi nel Paese del Sud-Est asiatico. Si tratta di un remake dal vivo del popolare videogioco “Temple Run”, che però ha suscitato le polemiche degli ambientalisti, secondo i quali la corsa alle visualizzazioni sui social network denigra le sculture di quasi 900 anni e rischia di causare danni irreparabili a un sito patrimonio dell’umanità.

Angkor Wat: la sfida sui social mette in pericolo il tempio

Brevi video di visitatori che corrono lungo stretti sentieri di pietra e scavalcano passaggi, spesso accompagnati dai suoni del popolare videogioco “Temple Run”, hanno fatto il giro di TikTok, Facebook, YouTube e altre piattaforme. Alcuni di questi hanno ricevuto più di 2 milioni di visualizzazioni e continuano a fare proseliti.

Simon Warrack, un conservatore che ha lavorato per tre decenni per preservare le rovine quasi millenarie di Angkor, è preoccupato per i potenziali danni e per le implicazioni culturali e religiose che questa moda può avere sul sito archeologico più importante della Cambogia e tra i più importanti al mondo.

“Nessuno correrebbe nella Basilica di San Pietro a Roma o in qualsiasi altra chiesa occidentale, quindi perché è giusto farlo in Cambogia? – si è chiesto Warrack – Non si tratta solo di un potenziale danno alle pietre, perché le persone vi sbattono contro e cadono o rovesciano le cose – cosa che accade realmente – ma anche di un danno al valore spirituale e culturale dei templi”. Come sottolinea Warrack, Angkor Wat è ancora profondamente venerato dalla popolazione. “Si ritiene che ogni pietra contenga gli spiriti degli antenati”.

Questa tendenza mette in evidenza la sfida che molti siti storici devono affrontare al giorno d’oggi per bilanciare l’aumento del turismo, la sostenibilità e la vita locale, in particolare in un mondo post-Covid in cui i cosiddetti “viaggi di vendetta” verso il tempio perduto sono diventati sempre più importanti.

Angkor Wat, uno dei templi più belli al mondo

Angkor è uno dei siti archeologici più importanti del Sud-Est asiatico. Esteso su circa 400 chilometri quadrati, compresa un’area boschiva, il Parco Archeologico ospita i magnifici resti delle diverse capitali dell’Impero Khmer, dal IX al XV secolo. Tra questi, il famoso tempio di Angkor Wat e il Tempio Bayon ad Angkor Thom, con le sue innumerevoli decorazioni scultoree. Dato il suo valore incommensurabile, l’UNESCO ha avviato un ampio programma di salvaguardia di questo sito simbolico e dei suoi dintorni.

Angkor Wat, il cui nome significa  “Tempio della città”, è il tempio meglio conservato di Angkor e riassume due principali caratteristiche dell’architettura cambogiana: il “tempio-montagna” che si erge all’interno di un fossato a simboleggiare il monte Meru (la montagna degli dei nella religione indù) e i successivi “templi a galleria“. Questo straordinario complesso è famoso in tutto il mondo per la sua grandiosità, l’armonia dell’architettura, i magnifici bassorilievi e le raffigurazioni di Apsaras e Devata.

A differenza di molti templi del sito archeologico, Angkor Wat è orientato a ovest. L’ipotesi più probabile di questa scelta è che si tratti di un mausoleo, dove venerare il re dopo la morte. L’entrata principale a ovest era, infatti, una consuetudine dei templi funerari, mentre i templi indù erano orientati a est.

Jardin Majorelle: uno dei giardini più belli del mondo compie 100 anni

Par : emmasanto
2 septembre 2024 à 10:30

Uno dei giardini più incantevoli e misteriosi del Marocco festeggia 100 anni. Parliamo del Jardin Majorelle, un’oasi di verde e cultura situata a Marrakech, a due passi dalla Medina. La celebrazione di questo importante anniversario comprende mostre, eventi speciali, conferenze, concerti e proiezioni di film, ma è soprattutto un’occasione per mettere in evidenza il ruolo storico e attuale di una destinazione di fama mondiale. Scopriamo perché è diventata un’attrazione iconica.

Alla scoperta del Jardin Majorelle, attrazione simbolo di Marrakech

Questa meraviglia, che si estende su una superficie di novemila metri quadri, deve il suo nome al pittore orientalista francese Jacques Majorelle, il quale, stabilitosi nel 1919 a Marrakech, concepì qui il grande e rigoglioso giardino come un un luogo di pace e tranquillità, in cui potersi dedicare alla pittura, e un “laboratorio” botanico.

Nel 1922, l’artista comprò un palmeto nel nord-ovest della Medina, e iniziò ad arricchirlo con esemplari botanici esotici – in particolare cactus – e specie rare, provenienti dagli angoli più remoti del mondo. Negli anni Trenta, commissionò all’architetto Paul Sinoir la costruzione di una villa in stile moresco, creando il famoso “blu Majorelle”, un blu oltremare/cobalto, intenso e chiaro al tempo stesso, che contraddistingue le pareti della struttura e le architetture circostanti. La sua casa era al primo piano, mentre al piano terra c’era il grande studio in cui dipingeva.

Nel corso di quarant’anni, il Jardin Majorelle è diventato un’opera d’arte vivente in movimento, un sogno impressionista, “una cattedrale di forme e colori”, con un labirinto di vicoli che si incrociano su diversi livelli, edifici dalle tonalità vivaci che mescolano influenze Art Déco e moresche, incantevoli laghetti, fontane e pergolati.

Nel 1947, il complesso è stato finalmente aperto al pubblico. Rimasto abbandonato per molti anni, dopo la morte del suo creatore, avvenuta nel 1962, è stato acquistato da Yves Saint Laurent e Pierre Bergé nel 1980, i quali hanno strappato questo patrimonio di inestimabile valore dalle mani di chi avrebbe voluto farne un complesso alberghiero.

I due geni della moda sono così diventati i nuovi proprietari della villa di Jacques Majorelle, che hanno ribattezzato Villa Oasis. Le ceneri di Yves Saint Laurent sono state disperse nel roseto dell’edificio e in suo onore è stato eretto un memoriale nel giardino.

Il Museo Berbero, viaggio nella storia e nell’arte

“Dal mio arrivo a Marrakech nel 1966, non ho mai smesso di essere affascinato dalla cultura e dall’arte berbera. Nel corso degli anni, ho raccolto e ammirato quest’arte che abbraccia diversi paesi contemporaneamente. I berberi sono giustamente orgogliosi della loro cultura, che hanno costantemente rivendicato nonostante le vicissitudini che hanno incontrato. A Marrakech, nel Paese dei Berberi, nel Jardin Majorelle creato da un artista che dipinse così tante scene di uomini e donne berberi, l’idea di questo museo ci è venuta naturale”. Sono le parole con cui Pierre Bergé introduce i visitatori al Museo Pierre Bergé delle Arti Berbere, inaugurato nel 2011 nell’ex studio di pittura dell’artista Jacques Majorelle.

Al suo interno si può venire a contatto con la straordinaria creatività dei Berberi (nell’antichità chiamati Imazigenes, che significa “popolo libero”), tra i più antichi abitanti del Nord Africa. Oltre 600 manufatti, raccolti da Pierre Bergé e Yves Saint Laurent tra i monti del Rif e il Sahara, testimoniano la ricchezza e la diversità di questa vibrante cultura, ancora oggi molto viva.

La collezione è esposta in quattro spazi distinti, ciascuno dedicato a un tema particolare. Prima di entrare nelle sale espositive, viene presentata ai visitatori una panoramica della storia di questa popolazione e una mappa che mostra la posizione delle principali tribù berbere in tutto il Marocco. Insieme al Musée Yves Saint Laurent Marrakech, aperto al pubblico nel 2017, questi due magnifici poli culturali aggiungono una dimensione artistica a un’oasi di rara bellezza, offrendo un viaggio immersivo a chi ama sia la natura che il mondo creativo del grande stilista francese.

I voli, rispetto a 50 anni fa, sono quasi 40 volte più sicuri: lo studio

Par : emmasanto
10 août 2024 à 07:30

Molti viaggiatori hanno paura di volare. Se anche voi siete tra questi, probabilmente potrebbe essere d’aiuto sapere che gli standard di sicurezza dei voli commerciali, a livello mondiale, continuano a migliorare. È quanto emerso da un nuovo studio condotto dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology. Per la precisione, i passeggeri sono circa 39 volte più sicuri rispetto al periodo 1968-1977.

Viaggi in aereo: diminuisce il rischio di incidenti mortali

Stando allo studio di una delle più importanti università di ricerca del mondo, nel periodo 2018-2022, il rischio di incidenti mortali dovuti ai voli commerciali è stato di 1 ogni 13,7 milioni di passeggeri imbarcati a livello globale, un miglioramento significativo rispetto a 1 ogni 7,9 milioni di imbarchi del periodo 2008-2017 e ben lontano da 1 ogni 350.000 imbarchi, verificatosi nel periodo 1968-1977, secondo lo studio. La probabilità di morire durante un volo aereo continua a diminuire di circa il 7% all’anno, e si riduce di due volte per ogni decennio.

Questo non vuol dire, sottolineano gli autori della ricerca, che ci siano garanzie di miglioramento continuo. Alcune recenti quasi-collisioni sulle piste di decollo negli Stati Uniti hanno guadagnato le prime pagine dei giornali nell’ultimo anno, rendendo chiaro che la sicurezza delle compagnie aeree è un impegno continuo.

Lo studio ha analizzato anche l’impatto del Covid-19 riguardo ai contagi in volo durante la pandemia, un dato a parte rispetto a quello degli incidenti delle compagnie aeree durante le normali operazioni. È emerso che da giugno 2020 a febbraio 2021, prima che i vaccini fossero disponibili, ci sono stati circa 1.200 decessi negli Stati Uniti a causa del Covid-19, associati, direttamente o indirettamente, alla sua trasmissione sugli aerei passeggeri. La maggior parte, però, ha riguardato persone che non avevano volato ma che avevano contratto il coronavirus da altri viaggiatori infettati in aereo. A livello globale, da marzo 2020 a dicembre 2022, circa 4.760 decessi a livello globale sono stati collegati alla trasmissione del Covid-19 in volo.

I Paesi in cui è più sicuro volare

Lo studio ribadisce una cosa probabilmente ovvia già a tanti viaggiatori, ossia che è più sicuro volare in alcune parti del mondo che in altre. A tal proposito, i ricercatori dividono il mondo in tre gruppi di Paesi, in base ai loro record di sicurezza sui voli commerciali. Tra quelli della terza fascia, il numero di decessi per imbarco di passeggeri nel periodo 2018-2022 è stato 36,5 volte superiore a quello della prima fascia.

Tra i Paesi più sicuri, troviamo Stati Uniti, Europa, Australia, Canada, Cina, Israele, Giappone e Nuova Zelanda. La sicurezza diminuisce nel secondo gruppo, in cui rientrano Bahrain, Bosnia, Brasile, Brunei, Cile, Hong Kong (che si è distinta dalla Cina continentale per quanto riguarda le norme di sicurezza aerea), India, Giordania, Kuwait, Malesia, Messico, Filippine, Qatar, Singapore, Sudafrica, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Turchia ed Emirati Arabi Uniti. In ciascuno di questi due gruppi di nazioni, il rischio di morte per imbarco nel periodo 2018-22 è stato di circa 1 su 80 milioni.

Il terzo gruppo è composto da tutti gli altri Paesi del mondo. All’interno dei primi due gruppi, nel periodo 2018-2022 si sono verificati 153 decessi di passeggeri e un incidente grave, quello della China Eastern Airlines nel 2022, in cui hanno perso la vita 123 passeggeri. Per i Paesi di terza fascia, anche gli incidenti aerei mortali sui voli sono stati all’incirca dimezzati nel periodo 2018-2022.

Dopo più di 50 anni, il mare di Castellamare di Stabia torna balneabile

Par : emmasanto
9 août 2024 à 10:45

Il mare di Castellammare di Stabia, antistante la Villa Comunale, è tornato balneabile dopo più di cinquant’anni. Grazie a un’iniziativa definita “storica” dalle autorità locali, il grande arenile a ridosso del centro della località affacciata sul Golfo di Napoli è stato finalmente bonificato. Si potrà quindi tornare a fare il bagno in un tratto di costa particolarmente ambito da residenti e visitatori. Un’altra buona notizia è che, a differenza degli altri lidi del posto, la spiaggia rimarrà per gran parte libera.

Castellammare di Stabia, restituita la spiaggia della Villa Comunale

Incastonata al centro del Golfo di Napoli, Castellammare di Stabia si trova ai piedi del Monte Faito, tra la zona vesuviana e la Penisola sorrentina ed è da sempre nota per le sue bellezze paesaggistiche, l’incredibile ricchezza di acque termali e le ville appartenute ai ricchi patrizi Romani e agli esponenti della cerchia imperiale. Benché i viaggiatori siano solitamente attratti dalla vicina Napoli, da Pompei, Ercolano o Sorrento, questa meta è una delle più caratteristiche della Campania, e vale sicuramente una visita.

In particolar modo ora che si potrà godere di nuovo del mare antistante la Villa Comunale, finalmente libero dal divieto di balneazione scattato dopo l’epidemia di colera del 1973. Queste acque erano state interdette perché vi finivano i liquami di tre canali – San Pietro, San Marco e Cannetiello – inizialmente concepiti per il deflusso a valle delle acque piovane dalla zona collinare, ma negli anni trasformati in fogne da alcuni privati. Gli scarichi illegali sono stati tombati e i canali ripuliti, grazie al progetto di Regione Campania, Gori ed Ente Idrico Campano, che prevede la balneabilità di tutto il Golfo di Napoli.

Lo scorso 22 luglio, le analisi di Arpac hanno decretato come “buona” la qualità dell’acqua antistante la Villa Comunale, punto di riferimento della località campana, concedendo il disco verde alla balneazione. Il 5 agosto, il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, ha firmato l’ordinanza di revoca del divieto che vigeva da 51 anni, parlando di “risarcimento storico” nei confronti dei cittadini.

“Avremo il Golfo più bello del mondo con sullo sfondo il Vesuvio, totalmente balneabile, con una spiaggia come questa di Castellammare che è larghissima. Qui si riesce a creare l’economia del mare. E questo nell’ambito di un programma di rilancio di tutta l’area vesuviana”, ha dichiarato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

La spiaggia restituita a cittadini e turisti è stata attrezzata con i primi servizi e si sta provvedendo a una serie di interventi di pulizia, derattizzazione e disinfestazione. L’anno prossimo sarà pianificato l’utilizzo dei circa 50mila metri quadrati di arenile, che a detta del sindaco resterà prevalentemente libero e gratuito.

Un viaggio nel tempo, tra terme e ville romane

Meta ambita già dagli antichi Romani, per le sue acque minerali dalle virtù terapeutiche, Castellammare di Stabia conta ben 28 sorgenti di varia composizione, che contribuirono alla ricchezza dell’antica Stabiae e che offrono una varietà idrica senza paragoni, comprensiva di numerose tipologie di acque solforose, bicarbonato-calciche e medio minerali.

Nel Settecento, nel cuore del centro storico venne costruito il complesso chiamato Antiche Terme Stabiane, mentre nel 1964 sulla collina del Solaro è stato edificato il moderno complesso delle Nuove Terme, immerse in una pineta di 18 ettari. Etrambi i complessi, però, sono chiusi dal 2015 e versano in uno stato di abbandono e degrado.

A pochi passi dalle terme, è stato inaugurato lo scorso marzo il nuovo allestimento del Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”, con un percorso ampliato, con oltre 500 reperti provenienti dalle ville del territorio stabiese, tra dipinti murali, arredi marmorei, suppellettili in ceramica e bronzo, cui si aggiunge una scuola di formazione e digitalizzazione e la possibilità di visitare i depositi del complesso.

Gli appassionati di archeologia non possono, inoltre, perdersi gli scavi di Stabiae, l’odierna Castellammare, distrutta insieme a Pompei ed Ercolano dall’eruzione vesuviana del 79 d.C. Anticamente, sul ciglio settentrionale del poggio di Varano, sorgevano numerose ville in posizione panoramica, concepite prevalentemente a fini residenziali, con vasti quartieri abitativi, strutture termali, portici e ninfei splendidamente decorati. Attualmente è possibile visitare solo alcune di queste dimore: Villa S. Marco, una delle più grandi tra le villae romane a carattere residenziale, Villa Arianna, la più antica, e la villa detta ‘Secondo complesso’, separata da Villa Arianna da una stradina.

L’Italia è spaccata in due a causa dell’overtourism

Par : emmasanto
3 août 2024 à 07:30

Mentre il numero di visitatori nel nostro Paese supera i livelli pre-pandemici, continua il dibattito sui problemi legati all’overtourism, che sta mettendo a dura prova città, monumenti e paesaggi più gettonati. Da un’analisi di Ref Ricerche è emersa un’Italia è spaccata in due, perché laddove alcune destinazioni dipendono dalle entrate del turismo, altre preferiscono adottare soluzioni per contenere questo afflusso massiccio di persone che mette sotto pressione infrastrutture e risorse.

Perché l’overtourism divide l’Italia

L’overtourism rappresenta una minaccia sia per la sostenibilità delle destinazioni turistiche per la qualità della vita degli abitanti. Stando al report, nelle città d’arte del Nord e del Centro si sta cercando di arginare questo fenomeno con alcune misure mirate a salvaguardare il patrimonio culturale, architettonico, storico e paesaggistico di inestimabile valore che le caratterizza.

Ne è un esempio Venezia, che ha introdotto in forma sperimentale il ticket d’ingresso di 5 euro (la sperimentazione si è conclusa da poco e già si discute di raddoppiare la tassa a 10 euro), al fine di porre un freno al turismo giornaliero ‘mordi e fuggi’. Nel frattempo, è entrato in vigore il nuovo regolamento riguardante i gruppi turistici accompagnati da guide, che impone il limite di 25 persone per gruppo e il divieto di utilizzo del megafono.

Il discorso però cambia radicalmente al Sud, dove il settore turistico rappresenta un tassello fondamentale nella struttura produttiva locale. Nelle regioni del Mezzogiorno, gli effetti di politiche disincentivanti del turismo di massa rischierebbero di ridurre le opportunità del territorio, spiegano gli esperti. La strada migliore per allentare la pressione dell’affluenza di visitatori sembrerebbe quella che punta sulla destagionalizzazione, che consentirebbe la redistribuzione dei flussi su periodi diversi o più lunghi.

Overtourism: le mete più a rischio in Italia

L’Indice complessivo di sovraffollamento turistico (Icst), ideato in chiave ancora sperimentale da Demoskopika e la cui mappa interattiva è stata pubblicata in esclusiva dall’Ansa, utilizza cinque indicatori – densità turistica, densità ricettiva, intensità turistica, occupazione delle strutture e quota di rifiuti urbani attribuibili al settore turistico – per valutare l’impatto del turismo su diverse città e regioni italiane. La ricerca si è concentrata sulle principali mete turistiche italiane, come Venezia, Firenze, Roma e Milano, dove il sovraffollamento comincia a essere più che preoccupante, sottolineando anche i rischi per altre destinazioni.

Le città sono state classificate in tre livelli di rischio:

  • Livello molto alto: Rimini, Venezia, Bolzano, Livorno, Trento, Verona, Napoli.
  • Livello alto: Milano, Savona, Ravenna, Roma, Trieste, Imperia, La Spezia, Grosseto, Firenze, Gorizia, Aosta, Forlì-Cesena.
  • Livello moderato: Siena, Monza della Brianza, Brescia, Padova, Genova, Sassari, Vibo Valentia (inclusa Tropea), Lucca, Pistoia, Como, Bologna, Pisa, Pesaro e Urbino.

A subire meno la massiccia presenza turistica sono, invece, Benevento, Rieti, Reggio Calabria, Isernia e Campobasso, collocate nel livello “Molto-Basso”. Qui, il sovraffollamento turistico è minimo, con impatti limitati su infrastrutture e residenti.

L’indice punta a favorire una maggiore evoluzione del fenomeno sui sistemi turistici locali, aiutando a comprendere come il turismo incida sulla densità di popolazione, sull’uso delle infrastrutture ricettive, sull’intensità dell’interazione turistica rispetto ai residenti e sull’impatto ambientale relativo alla gestione dei rifiuti.

Strade da bollino rosso: quando partire per le vacanze

Par : emmasanto
26 juillet 2024 à 13:30

Per chi deve mettersi in viaggio nell’ultimo fine settimana di luglio, le notizie relative al traffico invitano ad armarsi di pazienza. Gli spostamenti più consistenti sono attesi da venerdì 26 luglio e sabato 27 luglio, in uscita dai grandi centri urbani, in special modo lungo le direttrici che da Nord portano alle località di villeggiatura del Sud. Ecco quali sono i giorni e le strade da bollino rosso.

Inizia l’esodo estivo: le strade da bollino rosso nel weekend

Da questo fine settimana inizierà la fase più intensa delle partenze per le vacanze degli italiani. Secondo il calendario contenente le previsioni di traffico, predisposto da Viabilità Italia, venerdì 26 luglio sarà da bollino giallo per l’intera giornata. Il traffico si prevede intenso già a partire dal pomeriggio di giovedì, con una probabile intensificazione nel pomeriggio e alla sera di venerdì.

Per la mattinata di sabato 27 luglio è segnalato il primo bollino rosso per il traffico del weekend, quando è previsto il grosso dell’esodo estivo. Il traffico dovrebbe diminuire nel pomeriggio, valutato da bollino giallo. La situazione è però in peggioramento nella giornata di domenica 28 luglio, a causa del traffico intenso anche per il rientro di molti dal weekend o dalle ferie. Per facilitare gli spostamenti estivi, come da Decreto ministeriale, è già in vigore il divieto di circolazione dei mezzi pesanti a partire dal venerdì pomeriggio per tutto il weekend.

Secondo Autostrade per l’Italia, gli spostamenti più consistenti sono attesi lungo l’A1 Milano-Napoli, l’A14 Bologna-Taranto e l’A30 Caserta-Salerno. I giorni segnati dai maggiori volumi di traffico saranno quelli di sabato 3 e sabato 10 agosto. Nel complesso, nei primi due weekend di agosto si prevedono 28 milioni di italiani in viaggio lungo la rete autostradale italiana. Traffico ancora intenso verso le località turistiche anche nel weekend che seguirà il Ferragosto. I rientri nelle grandi città saranno invece più diluiti e riguarderanno soprattutto gli ultimi tre fine settimana di agosto.

La società ha messo a punto un piano di gestione della viabilità che prevede, tra l’altro, la rimozione dei cantieri più impattanti lungo i principali tratti autostradali, così che tutte le corsie siano disponibili nei periodi di maggior afflusso. Gli accorgimenti adottati e i presidi previsti garantiranno in ogni caso la disponibilità di due corsie nella direzione prevalente di traffico. Potenziati inoltre i presidi di personale e mezzi in punti strategici, per assicurare un intervento tempestivo a supporto degli utenti.

In concomitanza al grande esodo estivo, ha preso il via il Centro per il monitoraggio del Traffico, degli Impianti e delle Infrastrutture di Aspi, per gli addetti ai lavori la control room, nuovo cuore tecnologico che dalla sede della direzione generale di Roma coordina da remoto la viabilità e lo stato dell’infrastruttura, attraverso software evoluti connessi con i dispositivi in campo che utilizzano intelligenza artificiale, droni e Iot (Internet of things).

Come restare aggiornati sul traffico: info utili per i viaggiatori

Prima di mettersi in viaggio, soprattutto nei periodi da bollino rosso, è sempre bene essere informati sulla situazione delle nostre autostrade. Al fine di fornire ai cittadini informazioni utili per favorire partenze consapevoli e per aumentarne la sicurezza, Viabilità Italia ha messo a disposizione documenti consultabili sul sito della Polizia di Stato, tra cui il calendario con i bollini di traffico con indicazione delle fasce orarie di divieto di circolazione per i veicoli di portata superiore alle 7.5 t. e il “Piano Estate 2024”.

Muovy_ASPI è, invece, il canale Twitter ufficiale di Autostrade per l’Italia, attraverso il quale è possibile seguire gli eventi di viabilità sul traffico aggiornati in tempo reale. Notizie aggiornate per chi viaggia in auto sono disponibili anche tramite i canali del Centro Coordinamento Informazioni Sicurezza Stradale (C.C.I.S.S.), la radio RTL 102.5, Isoradio, il canale radiofonico Rai dedicato alle informazioni di traffico, e i notiziari di “Onda Verde” sulle tre reti Radio-Rai. Infine, i Pannelli a Messaggio Variabile situati lungo tutta la rete del Gruppo Autostrade, consentono di informare costantemente i viaggiatori con messaggi relativi a incidenti, cantieri, code e rallentamenti, tempi di percorrenza ed eventi meteo.

La Rossa all’isola d’Elba, la spiaggia dove lettini e ombrelloni sono gratis

Par : emmasanto
26 juillet 2024 à 10:52

Chi ama rilassarsi al mare in estate, standosene comodamente sdraiato sui lettini e godendosi il fresco di un ombrellone, sa bene che deve fare i conti con i listini degli stabilimenti sempre più salati. C’è però una piccola e deliziosa spiaggia che si distingue, dove ombrelloni e lettini sono messi a disposizione di turisti e residenti a titolo gratuito. Per trovarla bisogna recarsi sull‘isola d’Elba: si chiama La Rossa, ed è una meraviglia da scoprire nel cuore turistico di Porto Azzurro.

La Rossa, la spiaggia con ombrelloni e lettini gratuiti

La Rossa è tra le poche spiagge in Italia a essere gestita direttamente dal Comune, l’unica davvero pubblica dellisola d’Elba. Una meta ideale per coloro che non vogliono rinunciare alla possibilità di usufruire gratuitamente di ombrelloni, lettini e sdraio durante le proprie vacanze.

L’idea è nata una decina di anni fa, quando il sindaco di Porto Azzurro, Maurizio Papi, ha deciso di mettere a disposizione degli abitanti, in particolar modo degli anziani che necessitavano di un luogo di ritrovo, la piccola spiaggia di sabbia e ghiaia, piazzandovi inizialmente trenta ombrelloni e settanta sdraio, offerti gratuitamente sia ai suoi concittadini che agli ospiti degli alberghi vicini. Oggi quel progetto di spiaggia attrezzata è stato perfezionato, con l’installazione di circa una cinquantina di ombrelloni per un centinaio di sdraio e lettini, così da far fronte alla richiesta dell’utenza in aumento nell’alta stagione.

Situata all’interno della rada di Porto Azzurro, in pieno centro urbano, La Rossa si affaccia sulla maggior insenatura del versante orientale dell’isola d’Elba. Questa piccola oasi di pace lunga 120 metri è ciò che è rimasto della più ampia spiaggia che, prima della realizzazione del banchinamento che ha originato l’attuale porto, arrivava fino al Palazzo Comunale.

Il suo aspetto è mutato negli anni anche a seguito di un intervento di ripascimento effettuato a luglio 2021. Se un tempo era composta da sabbia mista a ghiaietta rossastra ricca di minerali, oggi è formata da una fine sabbia bianca, lambita da un mare limpido nonostante sia compresa nell’aera del porto, specialmente nelle giornate in cui soffia vento di Maestrale. Proprio la vicinanza al porto comporta tuttavia un divieto di balneazione.

La Rossa non è di certo una delle spiagge più belle e ambite dell’isola d’Elba, ma il suo punto di forza è l’accessibilità dei servizi che si trovano nelle immediate vicinanze, cui si aggiunge la possibilità di usufruire di sdraio e ombrellone senza dover pagare. Il che la rende senza dubbio un esempio virtuoso tra le spiagge italiane sempre più dominate da concessioni private.

Le altre spiagge di Porto Azzurro

Per il quinto anno consecutivo, il porto turistico di Porto Azzurro ha ricevuto la certificazione Bandiera Blu, che sventolerà sulla banchina del Marina di Porto Azzurro anche per il 2024-25. Oltre alla Rossa, ci sono altre spiagge che vale la pena scoprire in questa splendida località turistica dell’isola d’Elba.

A partire dalla Dog Beach di Mola, situata all’interno del Golfo di Mola, l’unica spiaggia per cani ufficiale dell’isola d’Elba. Circa 500 metri quadrati dedicati alla balneazione con molti servizi dedicati agli amici a 4 zampe, tra lettini, ombrelloni, ciotola d’acqua fresca e lavaggio finale con acqua dolce.

Per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni c’è la spiaggia della Pianotta, situata all’esterno della rada del porto di Porto Azzurro, composta da ciottoli di ghiaia bianca che rendono l’acqua limpidissima e con un fondale turchese mozzafiato.A un km dal centro del paese troviamo, invece, la spiaggia di Barbarossa costituita da ghiaia scura di piccole medie dimensioni, con un fondale ricco di insenature rocciose, perfette per esplorazioni subacquee. Con una nuotata di circa 10 minuti, nella parte settentrionale è possibile raggiungere la splendida Caletta di Barbarossa, racchiusa dagli scogli in un panorama molto suggestivo. Gli amanti del trekking possono avventurarsi per la passeggiata Carmignani, che unisce la spiaggia al paese costeggiando il perimetro delle mura del forte S.Giacomo.

Da non perdere anche l’incantevole spiaggia di Reale, situata in un pregevole contesto ambientale, composta da ghiaia fine grigio chiara con fondale profondo e roccioso. Da qui si può proseguire tramite un sentiero per raggiungere la spiaggia di Terranera, con il suo caratteristico laghetto.

È Livigno la stazione sciistica migliore d’Italia

Par : emmasanto
18 juillet 2024 à 16:30

Livigno è stata incoronata stazione sciistica più amata d’Italia per il miglior servizio clienti. Il Piccolo Tibet d’Italia e d’Europa, ambita destinazione per le vacanze in montagna in Italia, incastonata in una cornice naturalistica di grande valore ambientale e paesaggistico in una splendida vallata dell’Alta Valtellina in Lombardia, ha ottenuto il primo posto nella categoria ‘Stazioni sciistiche’.

Livigno è la stazione sciistica più amata d’Italia

Chi ama le piste innevate, non rischia mai di annoiarsi a Livigno. In fondo parliamo di una delle Ski Aree più estese e rinomate d’Europa, grazie a una superficie sciabile che supera i 115 km di neve battuta e una stagione invernale che dura da novembre a maggio. Dai vari punti del paese in provincia di Sondrio, vicino al confine con la Svizzera, oltre 30 tra moderni skilift, seggiovie e cabinovie portano rapidamente in quota su entrambi i versanti della valle, offrendo la possibilità di sciare su piste di ogni livello di difficoltà. Inoltre, i collegamenti tra gli impianti e il servizio Skilink che trasporta gli sciatori da un versante all’altro consentono di provare tutti i tracciati, rendendo ogni giornata sugli sci a Livigno unica e speciale. Non sorprende, dunque, che sia la stazione sciistica più amata del nostro Paese.

“La nostra Valtellina e la Lombardia ottengono così un altro primato. A vincere sono tanti imprenditori e operatori del turismo che ogni giorno lavorano instancabilmente per accogliere i nostri turisti con servizi di qualità, confermando il valore dell’efficienza e dell’eccellenza lombarda”. Così Barbara Mazzali, assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda commenta la classifica dell’ ‘Italy’s Best Customer Service 2024/2025’, realizzata da Statista e Corriere della Sera. La ricerca ha coinvolto oltre 15.000 italiani a cui è stato chiesto di valutare il servizio clienti di numerose aziende in 155 categorie, per un totale di 4.600 concorrenti. Livigno ha ottenuto il primo posto nella categoria ‘Stazioni sciistiche’ con un punteggio di 9,02.

“I risultati della ricerca Statista – sottolinea Mazzali citando le rilevazioni dell’Osservatorio per il Turismo e l’attrattività regionale – collimano con i dati sul cosiddetto ‘web sentiment’ che, in riferimento al 2024, nel comparto ‘attrazioni’, attribuisce alla Città di Livigno un ‘gradimento’  pari a 98,95 su una scala di 100. Un dato molto elevato e superiore in maniera significativa alla media della Provincia di Sondrio (89,3) e di tutta la Regione Lombardia (86,1).  Un record regionale”. L’assessore ha evidenziato inoltre, che “nel 2024 il sentiment per la Provincia di Sondrio rilevato su 78.855 tracce digitali è pari a 89,3 su 100, anch’esso superiore alla media della regione”.

Al vertice delle ricerche/gradimento si posizionano attrazioni paesaggistiche, parchi naturali e punti di interesse culturali. Tra queste ci sono  la  Val Federia (98,33), Crap de La Paré (97,87),  Alpi di Livigno (97,24), il Mus! Museo di Livigno e Trepalle (96,1). Sono inoltre comprese la Cascata della val Nera(95,37),  il Passo Eira (94,82), il Lungolago di Livigno (93,87) e Livigno Ski Area (95,38).

Livigno in estate: cosa fare

Livigno non è solo una meta ambita per gli sciatori. Natura e sport, opportunità di shopping, momenti di relax ed eventi rendono questa perla il luogo ideale anche per chi sogna emozionanti vacanze estive in montagna. Gli sportivi avranno solo l’imbarazzo della scelta: golf, tennis, equitazione, in valle; trekking, hiking, escursioni, arrampicate, parapendio sulle montagne, kayak, stand up paddle, pedalò al Lago di Livigno. Tutto il territorio è inoltre un paradiso per il biking.

Se cercate passeggiate nel bosco, ci sono molte valli da scoprire, tra cui Val Federia, Val delle Mine, Val Alpisella e la Val Nera, con la sua cascata mozzafiato. C’è poi un percorso in valle che si snoda lungo tutto il paese con 17 km di pista ciclo-pedonale, sempre soleggiata e punteggiata di aree pic-nic. Da non perdere, infine, le avventurose escursioni guidate con le Guide Alpine.

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