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Agosto in Friuli-Venezia Giulia: le migliori sagre, feste ed eventi

22 juillet 2026 à 14:41

Il ritmo lento delle serate all’aperto, i tavoli nelle piazze che si riempiono di voci, il profumo dei piatti di stagione che accompagna i brindisi: è il tempo delle sagre di paese e delle feste patronali, quando la convivialità torna protagonista. Tra piazze illuminate, balli sotto le stelle e specialità locali, ogni borgo si trasforma in un salotto a cielo aperto dove incontrarsi, assaggiare, ascoltare musica. In questo clima di leggerezza estiva, tradizioni antiche e nuove occasioni di incontro si intrecciano, regalando a chi viaggia un mosaico di esperienze diverse. È proprio in questo contesto che il Friuli-Venezia Giulia rivela il suo carattere più autentico, fatto di accoglienza e sapori genuini.

Nel cuore dell’estate, il Friuli-Venezia Giulia diventa un susseguirsi di appuntamenti da scoprire tra vallate alpine, colline e città storiche: dalle atmosfere medievali del Palio di San Donato a Cividale del Friuli alla suggestiva Rievocazione storica della Macia a Spilimbergo, fino alle serate gastronomiche della 27a Sagra dello Struzzo a Pozzuolo del Friuli. In questo itinerario di agosto trovano spazio anche feste di paese, eventi enogastronomici e rievocazioni che punteggiano località come Latisana, Resia, Pordenone o Cordovado, offrendo a chi parte un calendario ricco di spunti per vivere il territorio tra gusto, storia e atmosfera di festa.

Gli eventi di agosto in Friuli-Venezia Giulia tra gusto e tradizione

  • 27a Sagra dello Struzzo – Pozzuolo del Friuli (UD), dal 24 luglio al 2 agosto 2026.
    Sagra dedicata ai piatti a base di carne di struzzo, con menù curato, prezzi familiari, attenzione all’ambiente e spazi accoglienti anche per bambini.
  • Sere d'estate a Latisana – Latisana (UD), dal 28 luglio al 1 agosto 2026.
    Rassegna estiva a Latisana con animazione serale del centro cittadino il giovedì, tra musica dal vivo, shopping, enogastronomia e attività per bambini nelle principali piazze.
  • Tempus est jocundum – 34a Edizione – Gemona del Friuli (UD), dal 31 luglio al 3 agosto 2026.
    Rievocazione medievale nel centro storico, illuminata da torce e fiaccole, con animazioni teatrali, giochi interattivi e taverne che servono menù ispirati al Medioevo.
  • Sagra dei Pirus – Pavia di Udine (UD), dal 31 luglio al 2 agosto 2026.
    Festa delle pere a Pavia di Udine che unisce tradizione agricola ed enogastronomia a concerti gratuiti, itinerari agrituristici, mostre, degustazioni e manifestazioni sportive, con finale scenografico dell’incendio della pera gigante.
  • Festa della Madonna della Neve – Precenicco (UD), il 5 agosto 2026.
    Celebrazione della Madonna della Neve con solenne processione lungo il Fiume Stella da Precenicco a Titiano, in ricordo dell’evento miracoloso legato alla nevicata sul Colle Esquilino nel 352.
  • 'Sagra del Frico' a Carpacco – Dignano (UD), dal 8 al 10 agosto 2026.
    Sagra paesana a Carpacco incentrata sul frico locale, con intrattenimenti musicali, mostre d’arte ed eventi sportivi come la gara di mountain bike nell’area verde vicino al campo sportivo.
  • Festa dell'Arrotino – Resia (UD), dal 8 al 9 agosto 2026.
    Manifestazione dedicata alla figura dell’arrotino, con dimostrazioni di affilatura, visite all’esposizione museale del mestiere e laboratori per adulti e bambini.
  • Rievocazione storica della Macia – Spilimbergo (PN), dal 14 al 16 agosto 2026.
    Rievocazione storica che ricrea la vita quotidiana e le vicende politiche e culturali di una città friulana agli inizi del Cinquecento, ai tempi dei fratelli Roberto e Adriano di Spilimbergo.
  • Festa dell'Assunta – Tramonti di sotto (PN), il 15 agosto 2026.
    Festa dell’Assunta che valorizza ambiente, storia, emigrazione e arte, con rievocazioni nei luoghi più caratteristici, festival di arti di strada, mercatini e degustazioni di piatti tipici tramontini.
  • Fiesta tas corts: Antichi sapori nelle corti – Ravascletto (UD), il 16 agosto 2026.
    Festa nelle corti a Ravascletto, dove le famiglie aprono le proprie case per offrire antichi piatti carnici preparati secondo le vecchie ricette, in un percorso gastronomico diffuso.
  • Festa in Piassa, la più grande sagra della Città di Pordenone – Pordenone (PN), dal 20 al 23 agosto 2026.
    Al Centro Sportivo A. Lupieri di Villanova di Pordenone torna la Festa in Piassa, grande sagra cittadina con musica, sport, buona cucina e attività per tutte le età, con programma ricco e variegato.
  • Palio di San Donato – Cividale del Friuli (UD), dal 21 al 23 agosto 2026.
    A Cividale del Friuli il Palio di San Donato rievoca un torneo del XIV secolo con ambientazioni medievali, cortei in costume, duelli e gare tra i borghi per conquistare il trofeo, organizzato dal Comune e dalle associazioni locali.
  • Cordovado Medievale: antiche tradizioni rivivono – Cordovado (PN), dal 28 al 30 agosto 2026.
    Cordovado Medievale trasforma il borgo nel 1387, rievocando l’assedio al castello con spettacoli di giullari, danzatrici, menestrelli, sputafuoco e funamboli lungo le vie storiche, con ingresso gratuito.
  • Coltello in festa – Maniago (PN), dal 29 al 30 agosto 2026.
    Coltello in festa anima il centro storico con la mostra mercato delle coltellerie del Distretto del Coltello, dimostrazioni di lavorazioni artigianali e un tradizionale mercato dell’artigianato per scoprire territorio, persone e storia.

I migliori eventi e le sagre di luglio in Friuli-Venezia Giulia

22 juillet 2026 à 14:37

Il ritmo lento delle serate all’aperto, i tavoli nelle piazze che si riempiono di voci e brindisi, i profumi che si alzano dalle griglie e dalle cucine di paese: l’estate è il momento in cui la convivialità torna protagonista. Tra sagre, feste patronali ed eventi enogastronomici, ogni weekend diventa un’occasione per scoprire prodotti stagionali, ricette del territorio e tradizioni condivise. Le giornate si allungano, le colline e le coste si animano, le comunità locali aprono le porte a chi cerca atmosfere autentiche. In questo scenario il Friuli-Venezia Giulia offre un mosaico di appuntamenti che unisce sapori, musica e voglia di stare insieme.

Nel luglio 2026 il calendario regionale è fitto di proposte: dalla Sagra delle Fragole e dei Lamponi di Attimis alla saporita Sardelada di Grado, passando per la grande Festa del Prosciutto di Sauris e per l’appuntamento gourmet Ein Prosit in Tarvis a Tarvisio. Tra località di mare, borghi di pianura e vallate di montagna, le sagre e gli eventi enogastronomici invitano a costruire un vero e proprio itinerario del gusto, alla scoperta delle diverse anime del territorio regionale.

Gli eventi di luglio in Friuli-Venezia Giulia da vivere giorno per giorno

  • Sere d'estate a Latisana – Latisana (UD), dal 2 al 3 luglio 2026.
    Sere d'estate a Latisana anima il centro cittadino il giovedì con musica dal vivo, shopping, enogastronomia e animazione per bambini nelle principali piazze.
  • Festeggiamenti Pratensi – Prata di Pordenone (PN), dal 2 al 4 luglio 2026.
    I Festeggiamenti Pratensi propongono la sagra della Pro Loco di Santa Lucia con musica, spettacoli, mostre e stand gastronomici con grigliate, vini e prodotti locali.
  • Sagra dei Gamberi – Zoppola (PN), dal 2 al 12 luglio 2026.
    Sagra enogastronomica dedicata ai gamberi e ai vini locali delle Grave, con serate di ballo liscio, musica per giovani, teatro, gare sportive e animazione per bambini.
  • Sagra delle Fragole e dei Lamponi – Attimis (UD), dal 3 al 5 luglio 2026.
    Storica festa popolare nel Parco dei Conti d’Attimis dedicata a fragole e lamponi, da gustare al naturale o in dolci, dessert, aperitivi e piatti vari.
  • La Sardelada – Grado (GO), dal 10 al 12 luglio 2026.
    Caratteristica degustazione di pesce a Grado, con le sardine protagoniste di diverse varianti gastronomiche, molto attesa da cittadini e turisti.
  • Ein Prosit in Tarvis: torna l'appuntamento con il gusto – Tarvisio (UD), dal 10 al 12 luglio 2026.
    Grande manifestazione enogastronomica tra Tarvisio e Malborghetto dedicata al vino e alle specialità culinarie regionali e internazionali, con mostra-assaggio, degustazioni guidate, incontri, seminari e itinerari del gusto.
  • Festa del Prosciutto – Sauris (UD), dal 11 al 12 luglio 2026.
    Festa a Sauris dedicata al celebre prosciutto crudo affumicato, con stand gastronomici che propongono salumi, gnocchi, carni alla griglia e dolci fatti in casa.
  • Mostra Regionale delle Pesche – Fiumicello Villa Vicentina (UD), dal 15 al 20 luglio 2026.
    Mostra dedicata alle pesche di Fiumicello, con degustazioni di prodotti tipici, mercatino, pesca di beneficenza, giochi per bambini e possibilità di acquisto del frutto simbolo locale.
  • Sagre da la Bisate – Sagra dell’Anguilla – Rivignano Teor (UD), dal 18 al 27 luglio 2026.
    Festa paesana in onore di San Giacomo Apostolo con attività ludiche, visite all’Acquario Regionale e al parco di Villa Ottelio, oltre a piatti tipici a base di anguilla del Fiume Stella.
  • Sagra dei Pirus – Pavia di Udine (UD), dal 23 al 26 luglio 2026.
    Sagra friulana dedicata alle pere che unisce proposte enogastronomiche, concerti gratuiti, itinerari agrituristici, mostre, degustazioni, sport e un suggestivo gran finale con l’incendio della pera gigante.
  • 27a Sagra dello Struzzo – Pozzuolo del Friuli (UD), dal 24 luglio al 2 agosto 2026.
    Sagra dedicata ai piatti a base di carne di struzzo, con menù curato, prezzi familiari, attenzione all’ambiente e spazi accoglienti anche per bambini.
  • Cena a Corte – Rivignano Teor (UD), il 24 luglio 2026.
    Cena a Corte nella cornice di Villa Ottelio Savorgnan ad Ariis, evento conviviale che torna dopo il successo delle precedenti edizioni.
  • Tempus est jocundum – 34a Edizione – Gemona del Friuli (UD), dal 31 luglio al 3 agosto 2026.
    Rievocazione medievale nel centro storico, illuminata da torce e fiaccole, con animazioni teatrali, giochi interattivi e taverne che servono menù ispirati al Medioevo.

Il paradiso dell’outdoor si trova in Friuli-Venezia Giulia

22 juillet 2026 à 10:00

C’è un angolo di Friuli-Venezia Giulia dove la natura sembra essersi divertita a creare piccoli miracoli geologici e paesaggi da favola.

Qui, all’ombra delle imponenti vette delle Alpi Giulie occidentali, si sviluppa un paradiso dell’outdoor che custodisce foreste di risonanza usate dai liutai di tutto il mondo, miniere che nascondono segreti curativi ed eccellenze gastronomiche, e corsi d’acqua spettacolari che viaggiano incredibilmente fino al Mar Nero.

Quello di Tarvisio e dei suoi dintorni è un territorio sorprendente e accessibile a tutti, dove i sentieri per il trekking più selvaggio si alternano a percorsi pensati per il puro relax delle famiglie, capace di trasformare ogni passeggiata in un’avventura indimenticabile tra terra, acqua e cielo.

Il Parco Geominerario di Raibl, viaggio nel cuore della Terra

Il cuore del Parco Geominerario di Raibl è la sua miniera, le cui pareti sono custodi di oltre 700 anni di attività a partire dall’epoca romana. Per secoli qui gli abitanti della zona (e non solo) hanno lavorato per estrarre zinco e piombo.

La struttura sotterranea della miniera ha dell’incredibile: ben 120 chilometri di gallerie disposte su 19 livelli, che scendevano fino a 520 metri di profondità. Camminando all’interno si nota subito una curiosa pendenza del 2 per mille, studiata appositamente in passato per non far fare troppa fatica ai muli che trasportavano il materiale estratto e per permettere all’acqua di drenare correttamente senza allagare i cunicoli.

Altra particolarità: per visitare la miniera dovrai coprirti molto bene! All’interno infatti c’è un’umidità del 98% e una temperatura costante di 6 gradi.

Entrando nel suggestivo Camerone Santa Barbara – che una volta era ben cinque volte più grande ed è il punto esatto in cui venne trovata la vena mineraria principale – si respira ancora la profonda devozione dei lavoratori alla Santa che li proteggeva. L’altare sotterraneo è dedicato proprio a Santa Barbara e ogni 4 dicembre vi si celebra una messa in due lingue.

Ma non finisce qui. Un altro luogo caratteristico della miniera è il Pozzo Layer, un ascensore utilizzato per trasportare il materiale estratto e i minatori. E come non citare poi il Tunnel o Galleria di Bretto che, con i suoi 5 chilometri, è stato il primo confine di Stato più profondo d’Europa.

Formaggi in miniera
@SiViaggia - Valentina Scillieri
L’affinatura dei formaggi nella miniera

Nella miniera Raibl ci sono anche altre due sorprese. La prima è che in uno degli ambienti sotterranei si tengono due volte all’anno dei trattamenti di speleoterapia per ragazzi con problemi respiratori. La seconda è invece di natura enogastronomica: da qualche anno le gallerie ospitano zone di affinatura dei formaggi, che, grazie ai lieviti della miniera, rimangono morbidissimi all’interno. Una vera chicca unica in Europa!

Dal punto di vista umano, senso di comunità si percepisce ovunque: basti pensare che negli anni ’50 ci lavoravano ben 1200 persone e il paesino di Cave del Predil era un vero e proprio villaggio vibrante di 2500 abitanti, mentre oggi ne rimangono circa 200, dopo che nel 1991 la miniera è stata definitivamente chiusa. All’interno della miniera rimane, per fissare la memoria e l’attaccamento della popolazione a questo luogo, una scritta: “Gluck auf“, ovvero “Felice ritorno”, il tradizionale saluto dei minatori che esprimeva la speranza di tornare alla propria vita in superficie.

Sul set cinematografico dei Laghi di Fusine

Se c’è un luogo che sembra uscito direttamente da una fiaba o da una cartolina, quello è senza dubbio la conca dei Laghi di Fusine. Non a caso questo posto pazzesco è stato più volte scelto come set cinematografico e pubblicitario d’eccezione.

Questi due laghi di origine glaciale sono protetti dalle maestose Alpi Giulie occidentali, dominate dal profilo del monte Mangart con i suoi 2677 metri di altezza, un colossale blocco di calcare e dolomia.

Laghi di Fusine
@SiViaggia - Valentina Scillieri
Vista dai Laghi di Fusine

Camminando lungo le sponde, potrai ammirare i famosi massi erratici, giganteschi blocchi di roccia staccati in epoca remota dal ghiacciaio e trasportati fino a qui: i più famosi sono il masso Marinelli (alto circa 20 metri) e il masso Giulio Andrea Pirona.

I laghi sono due, situati a pochissima distanza l’uno dall’altro ma con sfumature uniche: il Lago Inferiore si trova a 924 metri di altitudine, mentre il Lago Superiore si trova a 929 metri. I due sono collegati da un sistema sotterraneo di acque, per cui è il Lago Superiore ad alimentare quello Inferiore. Una particolarità: il Lago Superiore è molto “umorale”, nel senso che essendo alimentato principalmente dall’acqua piovana, il suo livello cambia continuamente.

Per gli amanti della natura selvaggia, i boschi circostanti di abeti rossi e faggi sono un vero paradiso di biodiversità. Qui crescono i pregiati abeti rossi di risonanza, ricercati dai liutai di tutto il mondo perché il loro legno finissimo è perfetto per costruire strumenti musicali a corda di altissimo livello. Aguzzando la vista e l’udito tra i rami, potresti avvistare poi animali come il picchio verde e il picchio nero, cervi, caprioli, camosci, stambecchi e marmotte, ma anche lupi, orsi e linci.

Il Monte Lussari e il santuario tra le nuvole

Il Monte Lussari è un luogo magico intriso di spiritualità e fascino ad alta quota. Salendo quassù a piedi o con gli impianti, si raggiunge il celebre e pittoresco borgo dove nel 1313 nasce ufficialmente il santuario, una meta di pellegrinaggio antichissima e suggestiva che da secoli unisce popoli e lingue diverse.

Monte Lussari
@SiViaggia - Valentina Scillieri
Il borgo di Monte Lussari

Una delle particolarità architettoniche più curiose della chiesa riguarda la forma del suo soffitto: fu infatti realizzato con le sembianze di una carena di nave rovesciata per il patriarca d’Aquileia, un dettaglio costruttivo davvero singolare che ti consiglio assolutamente di osservare alzando gli occhi al cielo una volta varcato il portale d’ingresso.

Tutto attorno il paesaggio si apre in una spettacolare vista sulle Alpi Giulie e lo sguardo si perde nella maestosità delle pareti di roccia del Jof di Montasio, del Jof Fuart e del Mangart. Questo luogo è l’ideale sia per gli amanti del trekking e della natura, con anche sentieri impegnativi come il Cammino Celeste, che per chi pratica sport invernali, con la suggestiva pista Di Prampero adatta agli sciatori più esperti.

Alpi Giulie Monte Lussari
@SiViaggia - Valentina Scillieri
Le Alpi Giulie viste dal Monte Lussari

Il Monte Lussari è anche l’ambientazione della suggestiva e tradizionale fiaccolata del 1° gennaio: sciatori professionisti, vestiti con abiti invernali tipici, scendono lungo i pendii della montagna con le fiaccole in mano fino a Camporosso, dove tutta la comunità si ritrova per festeggiare con musica, vin brulè e fuochi d’artificio.

Le acque cristalline dell’Orrido dello Slizza

Se cerchi un’avventura a piedi che lasci a bocca aperta tutta la famiglia senza richiedere sforzi eccessivi o sentieri da alpinisti, l’Orrido dello Slizza è esattamente la scelta perfetta.

Si tratta di una forra molto stretta e profonda, scavata nel corso dei millenni dalla forza incessante dell’acqua dello Slizza, un torrente che nasce dall’unione di due corsi d’acqua della zona: il Rio Freddo e il Rio del Lago.

La camminata si sviluppa lungo un sentiero semplice e perfettamente attrezzato con scale e staccionate, ideale per una splendida gita con i bambini.

Orrido dello Slizza
@SiViaggia - Valentina Scillieri
L’Orrido dello Slizza

Oltre ad essere una meta rinomata e apprezzata per gli appassionati di pesca sportiva, questo torrente nasconde un fatto geografico davvero incredibile: a differenza della stragrande maggioranza dei fiumi italiani, l’acqua dello Slizza scorre verso Nord e va a finire dritta nel Mar Nero! Un piccolo miracolo della geografia che rende questo canyon un luogo ancora più affascinante da scoprire a passo lento.

Dalla Ciclovia Alpe Adria ai sentieri incontaminati

Le opportunità per vivere questo splendido territorio a stretto contatto con la natura non finiscono certo qui, perché la fitta rete di percorsi all’aria aperta offre infinite varianti per tutte le gambe e per tutte le età.

Per chi ama le due ruote, un’esperienza assolutamente imperdibile e rigenerante è quella di percorrere un tratto della celebre Ciclovia Alpe Adria, una delle piste ciclabili più spettacolari e premiate d’Europa che attraversa paesaggi mozzafiato ed è perfetta per le famiglie, grazie a pendenze dolci e tracciati sicuri ricavati spesso sul sedime di vecchie linee ferroviarie dismesse.

Se invece alle due ruote preferisci il trekking classico o le passeggiate rilassanti immerse nel verde, da non perdere è il “The Forest Sound Track” (il Sentiero degli Alberi di Risonanza in Val Saisera), un percorso facile di 5,5 km che conduce al cospetto dei maestosi abeti rossi usati dai liutai.

Un’idea perfetta da vivere con i bambini è la visita alle malghe del Passo Pramollo, una passeggiata molto agevole su strada forestale che conduce fino a Malga For, punto di sosta ideale tra i pascoli di montagna. Per chi ama camminare al fresco accompagnato dal mormorio dell’acqua c’è l’Anello del Rio Serai, un percorso rilassante e alla portata di tutti che attraversa il bosco superando il torrente su una suggestiva passerella pedonale.

Tarvisio e i suoi dintorni sono una destinazione immersa nella natura capace di mettere d’accordo proprio tutti. Che tu abbia voglia di infilare gli scarponi per un trekking tra i boschi, di scendere sottoterra al fresco di una miniera centenaria o semplicemente di goderti la vista sui laghi con tutta la famiglia, qui le cose da fare e da vedere non mancano mai.

Nelle suggestive montagne del Friuli con la nuova storia di Ilaria Tuti

19 juillet 2026 à 14:00

Un libro che ci porta nel passato e ci fa immergere in pagine di storia meno conosciute, ma anche esplorare luoghi in cui la natura regala scenografie che levano il fiato. Ilaria Tuti, apprezzatissima autrice di romanzi bestseller tra cui la serie di gialli con Teresa Battaglia, è tornata in libreria con una storia che ci porta indietro nel tempo, alla Seconda Guerra Mondiale e all’invasione della Carnia da parte dei Cosacchi. Siamo nella parte nord-occidentale del Friuli-Venezia Giulia, ed è lì che possiamo scoprire scenografie meravigliose, tra montagne, boschi fitti e borghi da visitare. E non c’è nulla di meglio che farlo in compagnia del libro giusto.

Alla scoperta della Carnia insieme a Ed è un poco la notte e un poco l’alba, l’ultimo romanzo di Ilaria Tuti pubblicato da Longanesi.

Tutto sulla Carnia, la zona del Friuli protagonista del libro

Ci sono dei romanzi che hanno il pregio di mostrarci con gli occhi dell’autrice (o dell’autore) luoghi incredibili. Così è la Carnia, zona che si trova nella parte nord-occidentale del Friuli e presenta alte vette (il monte più alto raggiunge quota 2780 metri), valli, boschi e borghi.

Sono diversi i luoghi citati nel romanzo, la cui protagonista è Serafina, una donna coraggiosa che vive in una terra di confine e che porta in sé credenze antiche. È lei la narratrice dell’arrivo dei Cosacchi ed è sempre lei che ci accompagna in una storia che avvince e avvolge.

La Zona Libera della Carnia è il cuore pulsante del nuovo libro di Ilaria Tuti, un’area autonoma e costituita dai Partigiani nell’agosto del 1944 e durata nemmeno una manciata di mesi all’epoca del Secondo conflitto Mondiale.

E quali sono alcune delle tappe da raggiungere accompagnati da Ed è un poco la notte e un poco l’alba? Ad esempio, la Valle di Verzegnis, citata nelle primissime pagine del romanzo. Qui si possono fare delle belle escursioni, magari lungo il lago artificiale oppure alla scoperta delle cave di marmo rosso o, ancora, verso il monte omonimo. Non manca la storia e in tal caso basta visitare la Pieve di San Martino oppure, per gli appassionati di arte, vale la pena raggiungere l’Art Park.

E poi il comune di Cavazzo Carnico con le sue frazioni. La protagonista, ad esempio, vive oltre la frazione di Mena, da sola su un versante soleggiato, ma tutta la zona vale la pena di essere esplorata a partire da Cesclans, con una Pieve che pare essere stata innalzata tra 700 e l’800 d.C.: rimane più in alto rispetto al piccolo paese e domina anche il lago di Cavazzo, il più grande bacino naturale (ha origine glaciale) della regione.

Lago di Cavazzo
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Il meraviglioso Lago di Cavazzo

Tantissime le tappe che si possono raggiungere nella Carnia, tra borghi da scoprire ed escursioni nella natura,  ma – visto che stiamo parlando di Ilaria Tuti – non ci si può esimere dall’uscire dal tracciato e raggiungere anche il paese dell’autrice: Gemona del Friuli con il suo duomo, la torre campanaria e il castello, è un vero gioiello. Tra l’altro viene anche citata nel libro.

Trava e il santuario: un altro luogo centrale del romanzo

C’è un altro luogo centrale nel romanzo ed è il santuario della Madonna di Trava, dove la nonna della protagonista compie un rito basato su una credenza popolare: tentare di ridare l’ultimo respiro ai neonati morti per battezzarli ed evitargli il Limbo.

Si trova nella frazione di Trava, che fa parte del Comune di Lauco, ed è stato innalzato nel 1659: si racconta che la Madonna del Carmelo fosse miracolosa e che concedesse proprio quell’ultimo respiro. Si raggiunge in 15 minuti, percorrendo un sentiero che offre una vista suggestiva ma è importante, viene spiegato sul sito ufficiale del turismo in Friuli-Venezia Giulia, prenotare la visita essendo gestito da volontari.

Tantissimi luoghi che regalano un’atmosfera ancora più vibrante e viva, se visitati osservandoli anche con gli occhi dell’autrice grazie a Ed è un poco la notte e un poco l’alba, l’ultimo imperdibile romanzo di Ilaria Tuti.

Gemona del Friuli, dove è nata Ilaria Tuti
iStock
Gemona del Friuli paese di Ilaria Tuti

Abbazia di Rosazzo, mille anni di storia tra spiritualità e vigneti nelle colline del Friuli

10 juillet 2026 à 17:00

L’Abbazia di Rosazzo, adagiata tra le dolci colline orientali del Friuli, è un luogo in cui il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso, seguendo quello della natura, dei vigneti e delle stagioni. Qui storia, spiritualità e cultura del vino si intrecciano da oltre mille anni, dando vita a un complesso unico nel suo genere, capace di raccontare l’identità più autentica di questo angolo d’Italia.

Tra antiche architetture, panorami sulle colline friulane e una tradizione vitivinicola profondamente radicata nel territorio, l’abbazia rappresenta oggi una delle destinazioni più suggestive per chi desidera vivere un’esperienza che va oltre la semplice visita. Grazie al nuovo percorso di accoglienza e degustazione promosso da Cantina Livio Felluga, questo luogo simbolo apre ancora di più le sue porte ai visitatori, invitandoli a scoprire le sue stratificazioni storiche, i suoi paesaggi e il legame indissolubile tra il vino e la terra da cui nasce.

La storia dell’abbazia

Le origini dell’abbazia affondano nell’Alto Medioevo e, pur avvolte da alcune incertezze, testimoniano il ruolo di Rosazzo quale punto d’incontro tra il mondo latino e quello slavo. Divenuta abbazia benedettina e posta sotto la protezione pontificia nel XIII secolo, attraversò secoli di splendore, incendi, trasformazioni e restauri, fino alla rinascita seguita al terremoto del 1976.

Abbazia di Rosazzo, panorama
Ufficio Stampa
Vista sulle colline dall’abbazia

Ancora oggi il complesso conserva la chiesa di San Pietro, il chiostro e la suggestiva torre occidentale, mentre dal belvedere si apre uno dei panorami più ampi del Friuli, che nelle giornate limpide spazia dalla Slovenia al mare Adriatico. Concerti, incontri culturali e celebrazioni religiose continuano a mantenere viva la vocazione dell’abbazia come luogo di dialogo e riflessione.

L’abbazia e l’ospitalità

L’Abbazia di Rosazzo è nota soprattutto oggi perché accoglie i visitatori con spazi dedicati a soggiorni, incontri ed eventi culturali. Le camere e le sale del complesso infatti permettono di vivere il luogo con lentezza, immersi nel silenzio delle colline e nella bellezza del paesaggio circostante. Il nuovo allestimento pensato per l’accoglienza valorizza ulteriormente questa dimensione, proponendo un itinerario che invita a sostare, osservare e comprendere il profondo legame tra il monastero e il territorio friulano che lo circonda.

Abbazia di Rosazzo
Ufficio Stampa
Interno e giardino dell’abbazia

Nello specifico, l’Abbazia dispone di numerose sale attrezzate, adatte a convegni, riunioni, corsi ed eventi, con la possibilità di organizzare catering esterni nella Sala della Vite e dell’Uva, prenotando anche le sale adiacenti. La struttura offre inoltre 14 camere con bagno privato (3 singole e 11 doppie) immerse in un contesto panoramico e tranquillo, ideale per soggiorni e ritiri spirituali. Le prenotazioni devono essere effettuate almeno dieci giorni prima, l’abbazia è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, mentre l’utilizzo serale comporta un supplemento del 50%. Purtroppo, però, non sono ammessi animali.

La cantina e le degustazioni

Il percorso di visita all’abbazia si intreccia anche con la storia vitivinicola delle colline di Rosazzo. Gli ospiti possono infatti attraversare gli storici vigneti abbaziali e visitare l’antica cantina di affinamento, risalente al XIII secolo, la più antica del Friuli-Venezia Giulia ancora conservata.

Abbazia di Rosazzo, cantina
Ph. Alessandra Zaco
Vista interna delle anfore nella cantina

Le degustazioni guidate dei vini alla Cantina Livio Felluga sono espressione di questo territorio e completano un’esperienza che non si limita al calice, ma racconta il vino come parte integrante del paesaggio e dell’identità culturale di Rosazzo.

Il tempo ritrovato: nel Friuli-Venezia Giulia l’estate si vive con Appuntamento nei Borghi

Par : elenausai10
3 juillet 2026 à 13:00

Per scoprire l’identità forte e genuina del Friuli-Venezia Giulia è fondamentale imparare a rallentare. Questo è il territorio delle vette dolomitiche tanto quanto delle piazze silenziose, dei manieri medievali incorniciati dal verde, delle botteghe storiche e dei filari che si tingono d’oro al mutare delle stagioni.

Per tutta l’estate e fino a dicembre, questo immenso patrimonio storico e paesaggistico diventa lo scenario di “Appuntamento nei borghi”. La rassegna, promossa da PromoTurismoFVG insieme alle amministrazioni comunali e agli operatori locali, propone una cinquantina di appuntamenti pensati per esplorare cinque gemme della regione con uno spirito profondamente rinnovato.

Quello di cui potrete fare esperienza non sono semplici visite guidate, ma passeggiate naturalistiche, laboratori creativi e degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali per scoprire il territorio in modo intimo e diverso.

Gli eventi a Strassoldo, Muggia e Valvasone

Il viaggio ideale tra i borghi del Friuli-Venezia Giulia comincia laddove la storia ha lasciato segni indelebili nell’architettura e nel paesaggio. A Strassoldo, le prime passeggiate di luglio vi condurranno in un contesto rurale straordinariamente intatto, dove le fresche risorgive alimentano i corsi d’acqua che lambiscono il suggestivo mulino del bosco e la chiesetta di Santa Maria in Vineis, custode di una spiritualità antica.

Spostandovi verso la costa, l’atmosfera cambia a Muggia, una vera e propria perla dell’Adriatico che rivendica con orgoglio le sue radici marinare. Il percorso parte dal porto, cuore pulsante della vita locale, e sale gradualmente tra scorci pittoreschi fino a raggiungere il maestoso castello trecentesco, da cui si gode di una vista impareggiabile sul golfo.

Le atmosfere medievali, invece, trovano la massima espressione a Valvasone. Questo scrigno di pietra offre una doppia chiave di lettura: da un lato, la scoperta del centro storico acciottolato e del castello che fu testimone delle intricate vicende della nobiltà friulana; dall’altro, l’unione perfetta tra cultura e piaceri del palato. L’itinerario autunnale di settembre vi accompagnerà dalle sale del maniero direttamente ai vigneti del territorio, concludendosi con una degustazione guidata nella storica cantina.

Strassoldo
Ufficio Stampa
Il caratteristico borgo di Strassoldo

Il programma a Spilimbergo e Polcenigo

Con l’arrivo di settembre, Spilimbergo, celebre per la sua secolare tradizione mosaicista, apre le porte delle sue dimore signorili. Il percorso si snoda a partire dal Palazzo di Sopra, permettendo di passeggiare nel raffinato giardino all’italiana e di affacciarsi dal belvedere panoramico. Da qui lo sguardo abbraccia le rogge che attraversano l’abitato, per poi seguire il flusso dell’acqua fino al Mulino di Mezzo, una struttura che racconta l’ingegno artigianale e l’antica economia manifatturiera della zona.

Infine, l’itinerario di Appuntamento nei Borghi tocca Polcenigo, borgo adagiato alle sorgenti del fiume Livenza. Qui, la proposta si fa ancora più dinamica, integrando visite culturali e sessioni di trekking leggero. Verrete guidati in un percorso che valorizza un patrimonio naturalistico unico: dal nucleo storico si sale verso i resti del castello medievale, costeggiando eleganti palazzi signorili e chiese ricche di opere d’arte.

Treno Folkest 2026, l’esperienza in treno storico per vivere il festival internazionale della musica folk

2 juillet 2026 à 07:30

Domenica 5 luglio 2026 torna il Treno Folkest, il treno storico che collega Trieste con il Friuli centrale in un’esperienza di viaggio che unisce mobilità lenta, cultura e musica. A bordo delle storiche carrozze “Centoporte” anni ’30 i passeggeri potranno raggiungere Gemona del Friuli e San Daniele del Friuli, in occasione di uno degli appuntamenti più attesi dell’estate regionale: il Folkest – International Folk Music Festival. Il viaggio diventa così parte integrante dell’evento, trasformando lo spostamento in un percorso tra storia, paesaggi e tradizioni.

Il viaggio in treno storico: l’itinerario

Il Treno Folkest partirà da Trieste Centrale alle 08:22, con fermate intermedie a Monfalcone (08:54), Gorizia Centrale (09:18), Udine (10:23) e arriverà a Gemona del Friuli alle 11:20. Da qui, grazie a navette TPL FVG incluse nel biglietto, i viaggiatori raggiungeranno San Daniele del Friuli, cuore della manifestazione.

A bordo si viaggerà su carrozze d’epoca che richiamano il fascino del Novecento ferroviario, in un contesto pensato per valorizzare il turismo slow. Un elemento distintivo del servizio è la possibilità di trasportare gratuitamente la bicicletta nel bagagliaio attrezzato, fino a esaurimento posti, rendendo il viaggio ancora più flessibile per esplorare il territorio.

Una volta a destinazione, il programma della giornata prevede la scoperta di San Daniele del Friuli, celebre per il Prosciutto di San Daniele e per il suo patrimonio storico-artistico. La visita guidata inclusa nel viaggio condurrà tra le vie del centro storico, il Duomo di San Michele Arcangelo e la Chiesa di Sant’Antonio Abate, arricchendo l’esperienza culturale.

Per i possessori del biglietto è prevista anche l’apertura straordinaria della Biblioteca Guarneriana (ingresso 4 euro a persona su prenotazione), uno dei tesori più preziosi del Friuli Venezia Giulia, fondata nel 1466 e custode di manoscritti storici, tra cui una delle più antiche copie dell’Inferno di Dante Alighieri.

Il ritorno è previsto da Gemona del Friuli alle 18:05, con arrivo a Trieste Centrale alle 20:30.

A San Daniele del Friuli per il Folkest 2026
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San Daniele del Friuli

Folkest: International Folk Music Festival

Il Treno Folkest si inserisce nel contesto del FolkestInternational Folk Music Festival, una delle rassegne musicali più longeve d’Italia, nata nel 1978 e simbolo di rinascita culturale del Friuli dopo il terremoto del 1976. Oggi il festival è conosciuto come il “festival curioso del mondo”, grazie alla sua capacità di mettere in dialogo musiche e culture provenienti da ogni parte del pianeta.

L’edizione 2026, dedicata al tema “La forza della parola in musica”, animerà il territorio dall’11 giugno al 21 luglio e porterà in Friuli Venezia Giulia artisti italiani e internazionali. Il clou del programma si svolgerà proprio a San Daniele del Friuli (3-5 luglio).

Durante la giornata del treno storico sono previsti eventi musicali e culturali, tra cui concerti internazionali, incontri dedicati alla memoria storica e attività per tutte le età, rendendo l’esperienza immersiva e adatta a un pubblico eterogeneo.

Per maggiori informazioni, consultare il sito ufficiale del Folkest.

Come prenotare il viaggio sul Treno Folkest

La partecipazione al Treno Folkest è possibile tramite biglietto andata e ritorno con tariffe dedicate: adulti 10 euro, ragazzi (4-12 anni) 5 euro, bambini sotto i 4 anni gratuiti senza posto riservato. I biglietti sono disponibili attraverso i canali Trenitalia, biglietterie di stazione, self-service, agenzie abilitate e tramite apposito form di prenotazione sul sito Fondazione FS.

Le prenotazioni vengono gestite in ordine di arrivo e sono soggette a verifica dei posti disponibili. Il prezzo del biglietto include anche le navette TPL FVG da Gemona a San Daniele e ritorno, senza costi aggiuntivi.

Per informazioni sul treno storico è disponibile l’Infopoint di Tolmezzo, mentre per dettagli sulla località e sulle attività del festival è attivo l’Ufficio Turistico Pro San Daniele, punto di riferimento anche per le prenotazioni alla Biblioteca Guarneriana.

Dove andare in vacanza a luglio in Italia, 6 mete sorprendenti

13 juin 2026 à 12:00

Luglio è il mese in cui l’estate entra davvero nel vivo e la voglia di partire si fa più forte, ma non sempre la vacanza perfetta coincide con le mete più affollate o con le spiagge più celebri: l’Italia, in questo periodo, offre anche luoghi più appartati e sorprendenti, dove alternare giornate nella natura, passeggiate nei borghi, escursioni panoramiche e momenti di puro relax.

Dalle vallate verdi dell’Abruzzo alle montagne del Friuli Venezia Giulia, dai borghi nascosti del Lazio alle acque cristalline della Sardegna, fino ai paesaggi spettacolari della Basilicata, ecco alcune idee per una vacanza di luglio diversa dal solito.

Parte il treno storico del Giro d’Italia, la tappa più spettacolare dal fascino vintage

25 mai 2026 à 07:30

C’è un modo davvero speciale per vivere il Giro d’Italia 2026 ed è salendo a bordo del treno storico a vapore che attraversa il Friuli-Venezia Giulia con carrozze d’epoca, toccando una delle tappe più simboliche dell’edizione di quest’anno. Il 30 maggio 2026, infatti, in occasione della ventesima tappa “Gemona 1976-2026”, si potrà raggiungere Gemona del Friuli partendo da Gorizia a bordo delle storiche carrozze italiane “Centoporte” degli Anni ’30, in una giornata che unisce sport e memoria storica organizzata dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e da FS Treni Turistici Italiani.

La tappa del Giro, infatti, avrà anche un forte valore commemorativo, perché celebra il 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976: la partenza della corsa sarà preceduta da un momento dedicato alle vittime del sisma, trasformando l’evento in un’occasione di ricordo collettivo oltre che di festa.

L’itinerario del treno storico del Giro d’Italia

Il treno storico speciale partirà da Gorizia Centrale alle ore 7:00 del mattino, con fermata intermedia a Udine prevista alle 8:04 e arrivo a Gemona del Friuli alle 8:45. Il ritorno è invece previsto nel tardo pomeriggio, con partenza da Gemona alle 17:07, tappa a Udine alle 18:31 e termine del viaggio a Gorizia alle 19:07.

Il viaggio è molto suggestivo: ci si siede a bordo delle locomotive a vapore con carrozze storiche Anni ’30 e bagagliaio attrezzato che hanno fatto la storia del trasporto ferroviario italiano. Ma non è tutto, perché chi vuole esplorare il territorio all’arrivo in totale libertà, può portare con sé le proprie biciclette gratuitamente, fino a esaurimento posti.

Una volta arrivati a Gemona del Friuli, ci si immerge completamente nell’atmosfera del Giro d’Italia. La tappa maschile “Gemona 1976-2026” parte proprio dalla Caserma Goi Pantanali di Gemona e si conclude a Piancavallo, lungo uno dei percorsi più impegnativi e selettivi dell’intera edizione del Giro d’Italia 2026. I corridori dovranno infatti affrontare circa 200 chilometri con oltre 3.000 metri di dislivello, fino alla doppia ascesa finale verso Piancavallo. Prima della partenza ufficiale, inoltre, è prevista una commemorazione delle vittime del terremoto del 1976 davanti al cimitero monumentale di Gemona, in un momento particolarmente simbolico per tutto il Friuli-Venezia Giulia.

Ma oltre alla corsa, tutto il cuore storico di Gemona del Friuli sarà un caleidoscopio di esperienze coinvolgenti: tra Piazza Garibaldi, via Bini e via XX Settembre, saranno organizzate proiezioni in diretta della tappa Gemona-Piancavallo, concerti rock pomeridiani, stand gastronomici, attività per bambini e laboratori creativi dedicati al mondo del ciclismo. I più piccoli potranno partecipare a giochi a tema, ping-pong e attività come “Costruisci la tua bici” o “Colora la Maglia Rosa”, con la possibilità di ricevere anche un “Passaporto del piccolo ciclista” come ricordo della giornata.

Chi si recherà a Gemona, però, dovrà tenere presente che, a causa della viabilità ridotta per il passaggio del Giro, il centro storico sarà raggiungibile esclusivamente a piedi. Partendo dalla stazione ferroviaria per recarsi al centro storico, ci sono circa 30 minuti di cammino, con un tratto finale in salita abbastanza impegnativo: meglio quindi indossare scarpe comode.

Per ottenere ulteriori informazioni sulla località e sul programma della giornata, si può contattare “Visit.Gemona”.

Prezzi e come prenotare il viaggio

Il viaggio a bordo del suggestivo treno storico del Giro d’Italia prevede tariffe fisse che non dipendono dalla distanza percorsa. In particolare, l’andata e ritorno per adulti costa 15 euro a testa, mentre solo una delle due tratte è fissata a 7,50 euro. Per i bambini da 0 a 4 anni il viaggio è gratuito, mentre per bambini dai 4 ai 12 anni è di 7,50 euro andata e ritorno.

I biglietti possono essere acquistati attraverso tutti i canali Trenitalia, comprese le biglietterie di stazione, le self-service, le agenzie di viaggio abilitate e il sito ufficiale di Trenitalia.

Estate 2026, il Friuli-Venezia Giulia si scopre dal mare

17 mai 2026 à 07:30

Nell’estate 2026 il Friuli-Venezia Giulia punta sul mare come infrastruttura di mobilità e come esperienza turistica: per la prima volta, tutte le principali località balneari e lagunari della regione risultano collegate con servizi di navigazione di linea che permettono di spostarsi lungo la costa senza utilizzare l’automobile.

Il sistema dei collegamenti marittimi coinvolge Trieste, Grado, Lignano Sabbiadoro, Duino-Aurisina, Sistiana, Monfalcone, Marano Lagunare e Aquileia, un progetto che valorizza i circa 130 chilometri di costa della regione, caratterizzati da paesaggi molto diversi tra loro: falesie rocciose, spiagge sabbiose, lagune, riserve naturali, borghi marinari e località termali.

Da Trieste alle baie del Carso

Partendo da Trieste, la rete marittima permette di raggiungere alcune delle località più rappresentative della costa giuliana. Le imbarcazioni collegano, infatti, il capoluogo alle baie della costiera, a Sistiana, a Duino e fino a Marina Julia, la spiaggia di Monfalcone diventata negli anni un riferimento per gli sport del vento, in particolare il kitesurf.

Dal mare si possono ammirare il Castello di Miramare, affacciato sul golfo, e il Castello di Duino, costruito sulla scogliera carsica. Sul versante opposto del golfo si raggiunge invece Muggia, il borgo marinaro di impronta veneziana che mantiene un forte legame con la tradizione adriatica.

I “bagni” storici di Trieste e la linea verso Sistiana

Tra i collegamenti più suggestivi dell’estate 2026 c’è la linea servita da Delfino Verde, attiva fino al 4 ottobre, che tocca Porto Vivo, Barcola, i “Topolini”, Grignano e Sistiana.

Barcola rappresenta da sempre il rapporto più autentico tra la città e il mare, dove si trovano gli storici stabilimenti balneari e soprattutto i celebri “Topolini”, piattaforme pavimentate sul mare diventate nel tempo un elemento identitario della vita cittadina triestina.

La fermata di Grignano consente invece di raggiungere il Castello di Miramare con una passeggiata panoramica sul mare: il castello ospita fino al 1° novembre la mostra “Una sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”.

La linea offre inoltre la possibilità di scoprire Porto Vecchio-Porto Vivo, il grande progetto di rigenerazione urbana che sta ridisegnando una parte storica del waterfront triestino.

A questi collegamenti stagionali si aggiunge il servizio annuale verso Muggia.

La nuova linea Trieste–Duino-Aurisina–Monfalcone

Tra le principali novità dell’estate 2026 figura poi la nuova tratta attiva dal 31 maggio al 20 settembre che collega Trieste con Sistiana, Duino-Aurisina e Monfalcone.

La fermata di Duino-Aurisina permette di raggiungere il Castello di Duino, storica residenza della famiglia della Torre e Tasso, proprietaria del maniero da oltre quattro secoli. Il castello ospita attualmente un percorso espositivo composto da sette installazioni realizzate con mattoncini LEGO, che raccontano vicende e personaggi legati alla lunga storia della dimora.

Sistiana è invece una delle località più frequentate della costiera triestina grazie alla baia e all’offerta turistica e la zona è collegata anche dal Sentiero Rilke, il percorso panoramico che si sviluppa lungo le falesie del Carso ed è parte dell’Alpe Adria Trail.

La linea prosegue infine verso Monfalcone e Marina Julia, capitali delle discipline sportive acquatiche.

Da Trieste a Grado e Lignano

Veduta della laguna di Grado in barca, Friuli Venezia Giulia
Credit Tassotto Max - Ufficio Stampa
La suggestiva laguna di Grado in barca

Fino al 4 ottobre la linea diretta Trieste–Grado–Lignano collega le principali destinazioni balneari della regione.

A Grado sono visitabili due nuovi musei: il Museo civico del Tesoro del Duomo, legato alla storia religiosa della città, e il Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico, dedicato al patrimonio sommerso dell’area adriatica. Inoltre, si conferma località wellness grazie alla riqualificazione delle Terme che includono aree fitness, SPA, beauty center, piscine, solarium e zone relax, oltre alla crioterapia, servizio presentato come unico in regione.

Proseguendo lungo la costa si arriva a Lignano Sabbiadoro: oltre agli otto chilometri di spiaggia, vanta una grande pineta con oltre 1,2 milioni di alberi e, negli ultimi anni, si è orientata verso attività legate al benessere e al contatto con la natura quali yoga sup, camminate metaboliche, forest bathing e water nordic walking.

Le linee lagunari tra natura, casoni e archeologia

Tornano operative le motonavi Saturno e Santa Maria: le tratte collegano Lignano Sabbiadoro e Grado in ambienti lagunari caratterizzati dai casoni dei pescatori e da paesaggi sospesi tra acqua e terra.

Uno dei collegamenti più suggestivi è quello verso Marano Lagunare, borgo dalla forte identità marinara e tradizione legata alla pesca.

Significativo anche il servizio tra Grado e Aquileia, che consente di raggiungere via acqua il sito archeologico riconosciuto Patrimonio UNESCO.

Boat&Bike, tra ciclovie e laguna

Uno degli elementi centrali dell’offerta turistica regionale è l’integrazione tra navigazione e cicloturismo: i servizi marittimi consentono di viaggiare con la propria bicicletta, favorendo una mobilità intermodale che permette di alternare tratti via acqua e percorsi ciclabili.

A Grado la bicicletta diventa uno strumento ideale per esplorare il territorio tra centro storico, campagne, vigneti e paesaggi lagunari. Da qui si può imboccare la Ciclovia Alpe Adria, che attraversa l’intera regione fino a Tarvisio, oppure percorrere la Ciclovia del Mar Adriatico FVG2, itinerario che conduce verso la Valle Cavanata e la Foce dell’Isonzo-Isola della Cona, aree naturalistiche di particolare interesse.

Anche Lignano Sabbiadoro investe sulla mobilità lenta con una rete di circa 75 chilometri di percorsi ciclabili che si sviluppano tra canali lagunari, canneti e valli da pesca. Tra le tappe più suggestive, la Riserva delle Foci dello Stella, uno degli ambienti naturalistici più caratteristici della laguna friulana.

Torna inoltre il servizio fluviale X River – Across the river Tagliamento, attivo fino al 1° novembre, che collega Lignano Sabbiadoro e Bibione solcando il fiume Tagliamento in pochi minuti.

I Laghi di Fusine in primavera: i due laghi gemelli delle Alpi Giulie da scoprire

16 mai 2026 à 16:00

L’altitudine è limitata, ma la bellezza è tanta: a meno di mille metri sul livello del mare i Laghi di Fusine sono una delle tante meraviglie naturali delle Alpi Giulie, all’estremo lembo nordorientale del Friuli-Venezia Giulia. A pochissimi chilometri dal confine sloveno, questi due cristallini specchi d’acqua di origine glaciale, il Lago Inferiore e il Lago Superiore, sono due bacini separati ma uniti, in modo quasi misterioso nelle viscere della terra, da un sistema di acque sotterranee che li rende inseparabili gemelli: il Lago Superiore, a quota 929 metri sul livello del mare, alimenta infatti quello Inferiore, collocato cinque metri di altitudine più in basso, in una sorta di abbraccio invisibile.

I laghi si trovano immersi in un contesto naturale spettacolare, una sorta di anfiteatro naturale di rara potenza scenografica: gli specchi d’acqua e i boschi che li circondano si stagliano contro le pareti rocciose del Mangart, cima da oltre 2600 metri che domina il panorama, del Picco di Mezzodì (2063 metri), della Stugova e del Veunza. Una corona di montagna eleganti che fanno da cornice a un luogo di rara bellezza. La vallata, inserita nel Parco Naturale dei Laghi di Fusine fin dal 1971 e immersa nella più vasta Foresta dei Tre Confini, che copre di vegetazione 24mila ettari di territorio tra Italia, Austria e Slovenia.

Laghi di Fusine: dove sono e come arrivare

I Laghi di Fusine si trovano a Tarvisio, comune di soli tremila abitanti a fronte del territorio più esteso fra i municipi del Friuli-Venezia Giulia, all’estremo orientale della regione, sulle Alpi Giulie. Il confine con la Slovenia è a un passo, ma anche l’Austria si trova nelle immediate vicinanze.

La località più vicina ai laghi è Fusine in Valromana, che si raggiunge facilmente in auto dalla strada statale 54, non lontana dall’uscita autostradale di Tarvisio, lungo la A23. L’accesso alla parte finale della strada che porta ai laghi, e quindi al parcheggio più prossimo, è a pagamento. Chi preferisce non pagare, o semplicemente vuole allungare la passeggiata, può lasciare la propria auto prima della cassa e raggiungere il primo lago a piedi in circa venti minuti a piedi lungo il pittoresco Sentiero del Rio del Lago, che costeggia il torrente omonimo tra larici e abeti rossi.

Un modo alternativo per raggiungere i Laghi di Fusine è in bici, noleggiandola a Tarvisio o portandola con sé in treno: la cittadina è collegata alla linea Venezia-Vienna.

Cosa fare ai Laghi di Fusine in primavera

La primavera è certamente un momento speciale per visitare i Laghi di Fusine, e non soltanto perché li si trova meno affollati rispetto ai mesi estivi. La cornice naturale in cui si trovano incastonate queste due piccole gemme acquatiche è spettacolare in tutte le stagioni, ma quando arrivano i mesi di aprile, maggio, giugno si assiste davvero al proverbiale risveglio primaverile.

La neve si scioglie sulle cime del Mangart e delle Ponze, alimentando i laghi con acque fresche e limpidissime. La vegetazione ricomincia a coprire i sentieri di un verde tenero e luminoso e lungo i bordi dei percorsi compaiono le prime genziane, con i loro petali blu, poi i rododendri e pure, più in alto e più tardi, qualche stella alpina. Anche la fauna si risveglia, come testimoniato dai rapaci che volano in grandi cerchi, stagliandosi contro il cielo blu.

Laghi Fusine primavera Alpi Giulie
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I Laghi di Fusine dalla cima del Mangart in un giorno di primavera

Visto il contesto montano, l’attività principale da fare ai Laghi di Fusine è camminare. Camminare e guardare, godendosi lo spettacolo della natura in purezza.

La passeggiata principale è il giro dei Laghi, da affrontare seguendo il percorso ad anello dedicato, lungo circa quattro chilometri e con un dislivello minimo da superare. Si tratta di una camminata accessibile a tutti, pensata anche per le famiglie con bambini, e si percorre in circa due ore senza fretta. Si parte dal Lago Inferiore, che ha un aspetto più dolce, caratterizzato dalle sue sfumature blu e verdi, e si risale dolcemente fino al Lago Superiore, che invece è più selvaggio e aperto, con un grande prato che si estende lungo le sponde in direzione delle montagne.

Il sentiero corre tra radici di abete, massi muschiati e tratti più aperti da cui si gode di scorci memorabili. Attorno a entrambi i laghi ci sono aree attrezzate con tavoli e panchine in legno, posizionate in punti strategici per godere del panorama.

Laghi Fusine primavera Alpi Giulie
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L’acqua cristallina del Lago Superiore

È importante ricordare che i laghi non sono balneabili: è vietato tuffarsi e fare il bagno, una norma pensata per preservare l’ecosistema di questo ambiente protetto. Non mancano però i punti di ristoro: a primavera cominciano ad aprire i battenti le diverse strutture ricettive che si trovano nelle vicinanze di entrambi i laghi, offrendo i piatti tipici della cucina friulana, qui sottoposta all’influenza della vicina Slovenia.

Tre escursioni attorno ai Laghi di Fusine ideali per la primavera

La rete di sentieri che si dirama attorno ai laghi offre itinerari per tutte e tutti, e le già citate meraviglie della primavera alpina invitano a tirar su le maniche della camicia e avventurarsi sui sentieri.

Il già menzionato Giro dei Laghi, a cui aggiungere una deviazione ai cosiddetti Laghi Piccoli è la proposta perfetta per una passeggiata semplice, senza vere difficoltà escursionistiche. Il classico percorso ad anello che collega il Lago Inferiore e il Lago Superiore, lungo circa 4 chilometri, si arricchisce di una breve visita a due piccoli specchi d’acqua adiacenti al Lago Inferiore, spesso trascurati dai visitatori frettolosi. In primavera il silenzio in questo angolo del parco è quasi assoluto, interrotto solo dal fruscio degli alberi e dal placido muoversi del pelo dell’acqua.

Il Rifugio Zacchi è una destinazione ideale per ogni tipo di esperienza escursionistica: lo si può raggiungere con una facile passeggiata, o anche in mountain bike o e-bike, attraverso una ampia carrareccia che sale dai Laghi di Fusine alla struttura. Il sentiero classico per raggiungerlo però è quello contrassegnato dal segnavia 512 del CAI, che si inerpica nel sottobosco con pendenza sostenuta. Questo percorso misura poco meno di tre chilometri sola andata, con un dislivello di 450 metri, e richiede circa un’ora e mezza di cammino. Una terza via, più ampia, per camminatori più allenati, è quella che percorre il sentiero 514 fino alla malga Alpe del Lago e poi il 513 fino al Rifugio. Quest’ultima alternativa richiede poco più di due ore di cammino per raggiungere la destinazione.

Laghi Fusine primavera Alpi Giulie
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Veduta aerea dei Laghi di Fusine

Il Rifugio Zacchi, a 1380 metri di quota, si trova ai piedi delle pareti rocciose delle Ponze, del Veunza e del Mangart, le statuarie cime già in vista dai Laghi di Fusine. È noto per la sua cucina, per la collocazione in un contesto speciale e perché punto di partenza per ulteriori e più ambiziose escursioni in quota.

Infine, una bella escursione è quella che dai Laghi di Fusine porta a Sella Colrotondo, perfetta per gli escursionisti che vogliono scoprire prospettive diverse sulla vallata. Il percorso risale dal fondovalle lungo le sponde dei laghi, poi svolta verso l’Alpe del Lago e sale fino alla panoramica Sella Colrotondo, per poi ridiscendere nella foresta e ricongiungersi con i sentieri dei laghi. Si attraversano ambienti molto diversi tra loro: dalla foresta di conifere che circonda gli specchi d’acqua, alla faggeta verso Colrotondo, alle radure aperte con vista sulle pareti rocciose del Mangart.

Torna il Treno delle Orchidee per un viaggio storico nella natura più autentica del Friuli

11 mai 2026 à 07:30

Uno dei treni storici più speciali della primavera è pronto a ripartire per offrire un viaggio suggestivo nei paesaggi naturali del Friuli-Venezia Giulia in cui crescono spontanee le numerose specie di variopinte orchidee locali.

Organizzato da Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e FS Treni Turistici Italiani, il viaggio in treno storico parte da Pordenone il 24 maggio 2026 e raggiunge il borgo di Osoppo e la sua fortezza, che ospitano anche quest’anno la Festa delle Orchidee: un appuntamento imperdibile per gli amanti delle fioriture primaverili e per tutti coloro che vorrebbero scoprire luoghi autentici e lontani dalla folla, dove la vita quotidiana è ancora guidata dai ritmi della natura.

Parte il Treno dei Giardini 2026, un emozionante viaggio storico da Trieste a Sacile

3 mai 2026 à 09:00

Il 17 maggio 2026 il Friuli-Venezia Giulia torna a celebrare il fascino del viaggio lento con il “Treno dei Giardini”, un itinerario ferroviario storico che unirà Trieste e Sacile al cospetto di paesaggi ricchi di storia, natura e tradizioni enogastronomiche. L’iniziativa, organizzata dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia insieme a FS Treni Turistici Italiani, propone un’immersione nel patrimonio culturale e paesaggistico del territorio, a bordo di un autentico treno storico a vapore.

Il convoglio sarà composto da una locomotiva a vapore, dalle celebri carrozze anni Trenta “Centoporte”, simbolo dell’età d’oro della ferrovia italiana, e dal tradizionale bagagliaio d’epoca, che contribuisce a ricreare l’atmosfera dei viaggi ferroviari del Novecento. Fin dalla partenza, il viaggio si trasforma in un’esperienza evocativa, capace di riportare i passeggeri indietro nel tempo grazie al ritmo lento del treno, al suono della locomotiva e al fascino senza tempo delle carrozze storiche.

Un itinerario nel cuore del “Giardino della Serenissima”

Il Treno dei Giardini percorre un’area del Friuli-Venezia Giulia spesso definita “Giardino della Serenissima”, un territorio che nei secoli ha unito la propria identità con quella della Repubblica di Venezia, dove il paesaggio alterna vigneti, corsi d’acqua, borghi storici e dimore nobiliari, per un colpo d’occhio davvero suggestivo durante la primavera.

L’iniziativa nasce proprio con l’obiettivo di valorizzare tali ricchezze naturali ed enologiche grazie a una forma di turismo sostenibile e culturale: il viaggio ferroviario diventa, così, un modo per riscoprire il territorio con tempi più lenti, lasciandosi guidare dai colori della campagna friulana e dai profumi dei fiori e del vino che caratterizzano questa zona della regione.

Il percorso tra Trieste e Sacile permette inoltre di osservare scorci diversi del Friuli-Venezia Giulia, passando da aree urbane a paesaggi rurali che raccontano tradizioni agricole ancora radicate.

La visita a Sacile e l’esperienza enologica

Scorcio panoramico di Sacile, Friuli Venezia Giulia
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Scorcio panoramico di Sacile

Uno degli aspetti più apprezzati dell’esperienza è il programma di visite incluso nel biglietto ferroviario. I possessori del titolo di viaggio potranno infatti partecipare senza costi aggiuntivi alla visita guidata di Sacile, cittadina elegante e raffinata spesso soprannominata “Giardino della Serenissima” per i suoi canali, i palazzi storici e le atmosfere veneziane che ancora oggi caratterizzano il centro urbano.

Sacile conserva un forte legame con la propria storia mercantile e con l’influenza veneziana, evidente nelle architetture e nella struttura urbana attraversata dal fiume Livenza dove portici, piazze e antiche dimore raccontano secoli di storia.

L’esperienza proseguirà poi con la visita e degustazione presso la Tenuta Vistorta, una delle realtà vitivinicole più note del territorio: il legame tra vino, paesaggio e tradizione è infatti uno degli elementi centrali dell’intero progetto turistico.

La visita permette di entrare in contatto con un patrimonio agricolo che nel corso degli anni ha contribuito a definire l’identità del Friuli-Venezia Giulia, regione sempre più apprezzata anche a livello internazionale per la qualità della sua produzione vinicola.

Biglietti e tariffe del Treno dei Giardini 2026

Le tariffe previste per il Treno dei Giardini 2026 sono promozionali e fisse, indipendenti dalla distanza percorsa. Il biglietto andata e ritorno per gli adulti ha un costo di 15 euro, mentre la tariffa per una sola tratta è di 7,50 euro. Per i bambini dai 4 ai 12 anni il prezzo dell’andata e ritorno è di 7,50 euro, invece i bambini da 0 a 4 anni viaggiano gratis.

Nel prezzo del biglietto sono incluse anche le attività organizzate durante la giornata, come la visita guidata di Sacile e la degustazione presso la Tenuta Vistorta. C’è la possibilità di portare gratuitamente a bordo la propria bici inserendola nell’apposito bagagliaio attrezzato.

Sesto al Reghena, il borgo attrattivo dove l’Abbazia di Santa Maria in Sylvis racconta secoli di storia

28 avril 2026 à 19:42

Sesto al Reghena, incastonato nella pianura friulana in provincia di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia, è uno di quei luoghi che sorprendono per la loro armonia tra storia, spiritualità e paesaggio.

Il borgo è stato premiato durante la seconda edizione del Premio “Livio Scattolini” de I Borghi più belli d’Italia nella categoria “Borgo Attrattivo” che valorizza i comuni che sviluppano progetti innovativi per contrastare lo spopolamento e rafforzare l’identità locale. Il riconoscimento è stato assegnato a Corinaldo (AN) il 18 aprile 2026, sottolineando il ruolo virtuoso del borgo friulano.

Questo borgo deve la sua fama soprattutto alla presenza dell’antica Abbazia di Santa Maria in Sylvis, uno dei complessi monastici più importanti dell’Italia nord-orientale.

Cosa vedere a Sesto al Reghena

Il cuore del borgo, inserito tra i più belli d’Italia, è senza dubbio l’Abbazia di Santa Maria in Sylvis fondata nella prima metà del VIII secolo. Dell’antico complesso benedettino (di origine alto medievale) oggi si può ammirare:

  • la basilica, in forma romanico-bizantina, decorata da uno straordinario ciclo di affreschi del Trecento (attribuiti alla scuola di Giotto)
  • la torre d’ingresso della fine del ‘400 – Torre Grimani
  • la residenza dell’abate – oggi Municipio
  • la cancelleria abbaziale
  • la canonica
  • la cripta con l’urna di Santa Anastasia, la Pietà e l’Annunciazione
  • un’esposizione di reperti e sculture dall’epoca romana fino al Medioevo
  • il parco abbaziale.

Intorno all’abbazia si sviluppa l’affascinante centro storico, caratterizzato da case in pietra, portici e piccole piazze – cuore del centro è Piazza Castello – che invitano a una passeggiata lenta e contemplativa.

Nel borgo medievale di Sesto al Reghena, da non perdere anche le aree lungo il fiume Reghena, dove la natura si intreccia con la storia e offre scorci fotografici particolarmente suggestivi.

Cosa vedere a Sesto al Reghena
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L’abbazia medievale di Sesto al Reghena

I Molini di Stalis e il legame con l’acqua

Sesto al Reghena vanta di una forte tradizione legata all’acqua e alla macinazione grazie alla presenza storica di numerosi mulini ad acqua.

I Molini di Stalis – lungo il fiume Lemene – rappresentano infatti una parte fondamentale dell’identità del territorio e sono testimoni di una storia molto legata al potere benedettino dell’Abbazia di Santa Maria di Sesto (con testimonianze che risalgono al Medioevo).

Ancora oggi, lungo le rive, è possibile ammirare i Molini – recentemente restaurati – che richiamano quell’antico sistema produttivo, in cui l’acqua era energia per la comunità.

I mulini raccontano una storia di lavoro e tradizione contadina che hanno modellato il borgo e la zona nei secoli. Questo legame con l’acqua rende Sesto al Reghena unico nel panorama friulano, offrendo un’esperienza tra natura e paesaggio che unisce memoria storica e suggestione ambientale.

Dove si trova Sesto al Reghena e come raggiungerlo

Sesto al Reghena si trova in Friuli-Venezia Giulia, in provincia di Pordenone, nella bassa pianura friulana vicino al confine con il Veneto. È raggiungibile in auto tramite A28 (uscita Sesto al Reghena) dallo svincolo di Portogruaro.

La stazione ferroviaria più comoda è Portogruaro-Caorle (linea Venezia-Trieste), da cui partono autobus e taxi. Gli aeroporti di Venezia e Trieste sono i più comodi per i visitatori.

La posizione del borgo permette di organizzare sia visite giornaliere sia soggiorni più lunghi nel territorio circostante.

Parte il treno storico delle Fortezze 2026 tra castelli e bastioni del Friuli Venezia Giulia

27 avril 2026 à 10:14

I viaggi in treno oggi rappresentano un modo diverso di viaggiare, lontano dalla fretta e vicino alla meraviglia. Salire a bordo del Treno storico delle Fortezze 2026, in programma il 10 maggio 2026, e lasciarsi trasportare tra alcune delle architetture difensive più affascinanti del Friuli Venezia Giulia è un’esperienza che unisce il fascino vintage del convoglio storico a trazione elettrica con un itinerario culturale sorprendente tra Sacile, Gorizia e Gradisca d’Isonzo.

L’iniziativa si presenta come una vera giornata immersiva tra storia, ingegneria e paesaggi. Il progetto ruota attorno al percorso divulgativo “La Meccanica delle Fortezze”, un racconto originale che mette in scena tre grandi menti del passato: Giulio Savorgnan, Leonardo da Vinci ed Edmond Halley. Tre nomi che diventano guide ideali per comprendere le soluzioni tecniche adottate nella costruzione delle fortificazioni di Palmanova, Gradisca e Gorizia.

Dal Castello di Gorizia alla Fortezza di Gradisca

La mattina il treno storico raggiunge Gorizia Centrale alle 11:10, dove è previsto il transfer in navetta incluso verso Borgo Castello. Da qui parte una visita guidata al Castello di Gorizia dalle 11:30 alle 13:00. Qui, dunque, entra in scena Edmond Halley, l’astronomo inglese reso celebre dalla cometa che porta il suo nome. In pochi sanno che Halley soggiornò a Gorizia e contribuì al rafforzamento delle mura del castello, progettando il “nuovo Bastione” e parte delle difese verso Castagnevizza.

Foto dal basso del Castello di Gorizia, con in primo piano alberi verdi del parco circostante
iStock
Il Castello di Gorizia

Dopo la visita, il programma per i passeggeri di questo straordinario viaggio in treno prevede la pausa pranzo libera in città dalle 13:00 alle 14:00, ideale per concedersi un pranzo tipico o un caffè nel centro elegante di Gorizia. Nel pomeriggio si riparte in treno alle 14:45 verso Redipuglia, con arrivo alle 15:02. Da lì una navetta accompagna i passeggeri a Gradisca d’Isonzo, dove dalle 15:15 alle 17:15 si visita la Fortezza. Qui il protagonista simbolico è Leonardo da Vinci, che nel 1500 fu inviato dalla Repubblica di Venezia ai confini orientali per studiare sistemi difensivi contro le invasioni ottomane. Il territorio dell’Isonzo e la conca di Gradisca ispirarono idee strategiche legate all’ingegneria idraulica e militare.

La tappa dedicata a Giulio Savorgnan e Palmanova non prevede una fermata fisica nel programma del treno, ma è inserita come parte del percorso narrativo e multimediale “La Meccanica delle Fortezze”.

Orari, prezzi e info utili per prenotare

Il treno parte da Sacile alle 09:35, con fermate a Pordenone (09:49), Casarsa (10:04), Codroipo (10:15) e Udine (10:37) prima di arrivare a Gorizia. Il ritorno parte da Redipuglia alle 17:42, con arrivo a Sacile alle 20:00.

Le tariffe di andata e ritorno sono le seguenti: 10 euro per gli adulti, 5 euro per i ragazzi tra i 4 e i 12 anni non compiuti, gratis senza posto riservato per i bambini fino ai 4 anni non compiuti. È possibile acquistare anche la sola tratta semplice: 5 euro per gli adulti e 2,50 euro per i ragazzi.

I biglietti sono disponibili tramite tutti i canali Trenitalia: sito ufficiale, biglietterie, self-service e agenzie abilitate, mentre le visite guidate e le navette TPL FVG sono incluse senza costi aggiuntivi per chi possiede il biglietto del treno storico.

Extra molto apprezzato: è possibile portare gratuitamente la bicicletta, fino a esaurimento posti nel bagagliaio attrezzato. Per chi cerca una gita originale, culturalmente ricca e con un’estetica da film europeo, questo treno storico è una chicca assoluta. Un solo consiglio: arrivare puntuali, i binari della storia non aspettano nessuno.

Poffabro, cosa vedere nel borgo innovativo di pietra e legno

25 avril 2026 à 17:00

Adagiato tra le montagne della Val Colvera, in quella porzione autentica e ancora poco raccontata del Friuli-Venezia Giulia, il piccolo borgo gioiello di Poffabro è custode di una dimensione sospesa, dove il tempo rallenta e ogni pietra pare avere memoria.

Non è un caso che venga chiamato “Presepe tra i presepi”, definizione poetica che racconta bene l’incanto che si prova passeggiando tra i suoi vicoli. Inserito nel 2002, primo borgo del Friuli, tra i Borghi più belli d’Italia, ha aggiunto un altro importante riconoscimento alla propria identità: nel 2026 è stato nominato “Borgo Innovativo” nella seconda edizione del Premio Livio Scattolini, che valorizza i centri capaci di distinguersi per innovazione, sostenibilità, attrattività e visione contemporanea.

Incorniciato dalle Prealpi Carniche e immerso in una natura dove ritrovare il contatto con sé stessi, il borgo accoglie con una bellezza schietta, disegnata da case in pietra viva, balconi in legno, corti raccolte e silenzi che hanno un qualcosa di meditativo. Il suo fascino nasce da una sorprendente armonia di dettagli: archi in sasso, ballatoi sospesi, scale consumate dal tempo, filari di abitazioni cinquecentesche che sembrano crescere dalla montagna stessa.

Ancora, è anche un luogo segnato dalla storia: la valle venne attraversata già in epoca romana da un’importante via di passaggio che collegava Julia Concordia ai territori del nord, oltre le Alpi, e la parrocchia compare tra i beni del vescovo di Concordia già nell’XI secolo, mentre nel 1339 emerge una delle prime citazioni documentate di Prafabrorum, antico nome del paese.
Un altro passaggio importante arriva poi nel 1810, quando un decreto napoleonico sancisce l’ingresso di Poffabro come frazione di Frisanco.

Festival delle Dimore Storiche in Friuli-Venezia Giulia: viaggio tra ville e palazzi aperti

11 avril 2026 à 11:00

In occasione del ponte del 25 aprile, il Friuli Venezia Giulia si trasforma in un grande itinerario culturale diffuso grazie alla quarta edizione del Festival delle Dimore Storiche. L’iniziativa, in programma il 25 e 26 aprile, rappresenta un’opportunità rara per attraversare secoli di storia entrando in luoghi di solito chiusi al pubblico, custodi di architetture, tradizioni e vicende familiari.

Promosso dalla sezione regionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, il Festival coinvolge quest’anno ventitré residenze private distribuite su tutto il territorio: dalle colline alle pianure, dai borghi rurali ai centri urbani, l’evento si configura come un racconto corale che unisce identità locali e patrimonio culturale e offre una prospettiva inedita sul passato e sul presente della regione.

Le dimore aperte tra storie e architetture

Il cuore del Festival è rappresentato dalle dimore storiche, ognuna con la propria identità e il proprio patrimonio. La provincia di Udine concentra il maggior numero di aperture, con diciotto residenze che spaziano da case fortificate a ville nobiliari, passando per palazzi urbani di grande valore storico e artistico. Tra queste spiccano Casa Asquini a Fagagna, Palazzo Orgnani a Udine e Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco, esempi significativi di un patrimonio architettonico diffuso e stratificato.

Anche il territorio goriziano partecipa con tre dimore, tra cui Villa Attems a Lucinico e Villa del Torre a Romans d’Isonzo, mentre la provincia di Pordenone completa il quadro con due residenze di grande fascino, come Palazzo Scolari Salice a Polcenigo.

Veduta di Villa de Claricini Dornpacher, Bottenicco, Udine
Ufficio Stampa – Reportage
Il 25 e 26 aprile 2026 torna il Festival delle Dimore Storiche in Friuli Venezia Giulia

L’esperienza della visita

Uno degli elementi distintivi del Festival è la modalità di visita: infatti, le dimore non vengono “semplicemente aperte”, ma raccontate direttamente dai proprietari, che accompagnano i visitatori in un percorso fatto di aneddoti, documenti e memorie tramandate nel tempo.

Entrare in queste residenze significa quindi scoprire ambienti vissuti, spesso ancora abitati, dove ogni dettaglio contribuisce a costruire una narrazione complessa. Le dimore diventano così spazi vivi, legati al territorio e alle comunità, e propongono una chiave di lettura privilegiata per comprendere il ruolo della proprietà privata nella conservazione del patrimonio culturale.

Ma non è tutto: accanto alle visite guidate, il Festival vede un ricco calendario di iniziative collaterali quali eventi culturali, momenti musicali e appuntamenti dedicati all’enogastronomia locale, attività che, oltre agli edifici, contribuiscono a valorizzare anche il contesto in cui si inseriscono, mettendo in luce le eccellenze del territorio.

Valorizzazione e sostenibilità del patrimonio privato

Il Festival delle Dimore Storiche si conferma come uno degli appuntamenti più rilevanti a livello nazionale per la valorizzazione del patrimonio culturale privato: l’iniziativa non si limita a promuovere la conoscenza delle residenze, ma sottolinea anche il ruolo fondamentale dei proprietari nella tutela e nella trasmissione di cotanto patrimonio.

La partecipazione alle visite avviene previa donazione libera, con un contributo minimo di dieci euro, destinato a sostenere i progetti di valorizzazione turistica promossi dall’associazione. L’ingresso gratuito per alcune categorie, tra cui minorenni accompagnati e persone con Disability Card, testimonia la volontà di rendere l’evento il più inclusivo possibile.

Per il programma dettagliato degli eventi e gli orari di apertura delle singole dimore, visitate il sito ufficiale Festdsfvg.it.

Primavera in località meno conosciute: cinque angoli d’Italia da scoprire fuori stagione

8 avril 2026 à 13:30

La campagna verde, i prati fioriti, i bei borghi di provincia baciati dal primo sole. A volte, viaggiando in primavera, il rischio è quello di ridurre tutto a una cartolina o a una foto da postare sui social, e pazienza se poi si finisce per riprodurre sempre gli stessi luoghi, frequentare gli stessi circuiti, finire nel solco tracciato dalla massa. Per fortuna, però, il nostro Paese offre una varietà enorme di possibilità di scoperta: bastano pochi chilometri fuori dalle rotte più frequentate per ritrovarsi in territori che sembrano riservare la loro bellezza migliore a chi ha il fiuto, le indicazioni e l’astuzia di cercarla.

È un assunto che vale per ogni stagione, ma per la primavera a maggior ragione. Se da una parte infatti ci sono gettonatissime aree di alcune regioni che vedono la stagione turistica risvegliarsi tutta insieme, immediatamente al loro fianco se ne trovano altre altrettanto belle, ma assai meno frequentate. I frutteti in fiore sulle colline del Roero in Piemonte sono all’altezza dei filari di noccioli delle Langhe. In Friuli primavera vuol dire orchidee selvatiche nei prati d’alta quota delle Valli del Natisone. In Toscana la Val d’Orcia e la Maremma offrono cartoline bellissime, ma la Lunigiana, a nord della regione, non ha niente da invidiare. In Puglia e in Sicilia, invece, la natura si accende di colori nella Murgia e sulle alture dei monti Iblei.

Toscana: primavera in Lunigiana

La Lunigiana è un gioiello nascosto tra la Toscana settentrionale e la Liguria di Levante, un territorio storico che trae il suo nome dall’antica e potente città romana di Luni, di cui oggi rimangono alcuni resti archeologici.

Oggi, però, quando si parla di Lunigiana ci si riferisce soprattutto ai territori che si estendono attorno al bacino del fiume Magra, principalmente in provincia di Massa, in Toscana. Dotata di minor richiamo rispetto alla più nota Val d’Orcia o ai tanti borghi che punteggiano la parte meridionale della regione, la Lunigiana coniuga lo scenografico impatto dell’arco appenninico e delle vette delle Alpi Apuane, le prime verdi, le altre più aspre, a borghi medievali in pietra grandi, piccoli e piccolissimi, dove davvero, come vuole quello che ormai è diventato un luogo comune, il tempo si è fermato.

primavera Lunigiana
Lorenzo Calamai
Vista delle Alpi Apuane dalla Lunigiana

La primavera è il momento ideale per esplorarla perché i boschi che ne coprono le colline tornano a tingersi di verde. Si passa dal trekking alle visite culturali, dalle passeggiate nei vicoli di minuscole borgate all’esplorazioni delle torri dei castelli che ne caratterizzano il variegato territorio.

Da Pontremoli, centro principale della zona e sua ideale porta d’ingresso, ci si spinge verso Bagnone, considerato uno dei borghi più pittoreschi della Lunigiana, caratterizzato da un porticato quattrocentesco e dal castello che domina l’abitato. Il paese è attraversato dal torrente omonimo, capace di creare scorci suggestivi.

A Montereggio, piccola frazione di Mulazzo, si scopre la storia del cosiddetto paese dei librai, tradizione secolare del borgo, che nei suoi dintorni offre anche la possibilità di facili quanto spettacolari trekking nei boschi di castagni, alla ricerca di antiche rovine di mulini abbandonati.

L’eleganza di Fivizzano, l’imponenza della Fortezza di Verrucola e l’austerità della Pieve romanica di Sorano a Filattiera sono invece tra le attrazioni preferite da chi ama l’architettura.

Friuli: primavera nelle Valli del Natisone

Nelle poco conosciute Valli del Natisone, nel Friuli orientale che confina con la Slovenia, si trova un angolo di natura che in primavera diventa semplicemente straordinario.

Il percorso botanico Prati di Tribil è infatti un anello da percorrere a piedi che si sviluppa nel comune di Stregna, meno di 400 abitanti al confine con la Slovenia. Poco più di otto chilometri, con un dislivello altimetrico di circa 300 metri, che attraversa un ambiente montano dove, a fare da contrafforte ai fitti e imponenti boschi, si aprono ampissimi prati che conservano valori naturalistici di grande interesse e numerose specie protette.

Quel che rende questo luogo speciale è la biodiversità di queste ampie aree prative: in pochi metri quadrati l’area è capace di ospitare 70 specie vegetali, tra cui fiori rari come il Narcissus radiiflorus, specie di narciso inserita nella lista delle specie protette dalla Convenzione di Berna. Le orchidee selvatiche qui crescono in libertà, con oltre quindici diverse specie presenti lungo il sentiero botanico, insieme a fioriture colorate che rendono il colpo d’occhio memorabile.

L’escursione ai Prati di Tribil è la punta di diamante di un territorio poco noto, ma che ha molto da offrire, a partire da Cividale del Friuli, sorta di capoluogo delle Valli e al tempo stesso porta d’accesso alle medesime. Un territorio di confine dalla scarsa densità abitativa, ma con piccole borgate diffuse ovunque. Numerose escursioni portano alla scoperta di vette come quella del Monte Kolovrat, dove rimangono imperiture testimonianze delle battaglie della Prima guerra mondiale, mentre a valle si può pedalare lungo il corso del fiume Natisone.

Da non perdere una visita alla grotta di San Giovanni d’Antro, uno scenografico complesso ipogeo con una chiesa costruita all’interno della roccia.

Piemonte: primavera nel Roero

Il Roero è l’altra faccia delle Langhe: separato da esse dal fiume Tanaro, meno conosciuto ma altrettanto affascinante, accoglie il visitatore con i suoi dolci rilievi, i rigogliosi boschi, ma anche vigneti storici e borghi autentici. Un territorio che pian piano sta riuscendo ad emergere dal cono d’ombra del ben più celebre vicino, con il quale peraltro condivide il riconoscimento UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

La primavera sulle colline del Roero regala un colpo d’occhio difficile da eguagliare: è questa la stagione, infatti, dei frutteti in fiore, che colorano il paesaggio di bianco e rosa. I panorami abbracciano le immancabili vigne, che con i loro filari caratterizzano la vista, i boschi e i piccoli borghi.

La porzione centrale del Roero è caratterizzata dalle Rocche, un fenomeno geologico di erosione che nel Medioevo veniva sfruttato come ostacolo difensivo per proteggere i borghi nati sul crinale dei rilievi. In pratica, un susseguirsi di dirupi e pareti di roccia che spuntano tra la vegetazione, su cui si stagliano torri e castelli incuranti del baratro.

Oggi i borghi di sommità si sono riuniti per dare vite all’Ecomuseo delle Rocche, un museo a cielo aperto caratterizzato da una fitta rete di sentieri tematici per scoprire questo ambiente unico. In primavera peschi, ciliegi e albicocchi sbocciano in sequenza lungo i percorsi della rete escursionistica dell’Ecomuseo.

Ovviamente il turismo enogastronomico rappresenta uno dei principali motivi di attrazione: i vini del Roero accompagnano degnamente ogni pausa tra un’escursione e la visita di un borgo storico.

Roero primavera
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Filari di viti nel Roero, in Piemonte

Sicilia: primavera sui monti Iblei

Chi conosce l’angolo sudorientale della Sicilia ne ricorderà il bel mare, le tante spiagge, l’elegante architettura barocca di Noto e Ragusa. Eppure c’è altro da scoprire, come l’altopiano dei monti Iblei, catena montuosa che caratterizza l’area e la cui cima più alta, il Monte Lauro, raggiunge 986 metri di quota.

Alle pendici del Lauro si trova Buccheri, borgo riconosciuto tra i più belli d’Italia. Dall’abitato si gode di una bella vista sull’Etna, ma anche il colpo d’occhio sulla cittadina stessa non delude: il piccolo skyline è dominato dal campanile della chiesa barocca di Sant’Antonio Abate.

Poco fuori ci sono i resti del castello che diede origine all’insediamento, oltre ad aree naturali ideali per escursioni alla scoperta del territorio come le Gole della Stretta, un piccolo canyon scavato dall’acqua, e il Bosco della Contessa, parco escursionistico che a primavera dà il meglio di sé, con fioriture selvatiche e panorami su tutto l’altopiano.

Buccheri primavera
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La cittadina di Buccheri

A Cavagrande del Cassibile, una grande gola scavata dal fiume, ci si immerge in un paradiso selvaggio: ripidi sentieri portano dall’altopiano giù verso il fiume, in una natura selvaggia abbellita dal rosa e dal bianco dei fiori di oleandro, raggiungendo cascatelle nascoste e piscine naturali.

Dello stesso registro la scoperta della maestosa necropoli di Pantalica, patrimonio UNESCO, nella valle dell’Anapo, fiume che da millenni scava il territorio ibleo e che dal periodo preistorico a quello bizantino è stato utilizzato per la sepoltura cerimoniale. Un dedalo di sentieri sospesi tra storia e natura, con grotte scavate nella roccia e panorami mozzafiato sulla gola, permette di esplorare questo territorio unico, che in primavera è caratterizzato da una natura rigogliosa e da un clima mite, ideale per le escursioni.

Puglia: primavera nel Parco Terra delle Gravine

Scolpita nel calcare, scavata dalle acque nel corso dei millenni, pronta a rivelarsi solo a chi si avvicina: è la Puglia diversa, quella delle gravine.

Con il termine gravina si intende un gruppo di crepacci scavati dalle acque ed erosi dal vento nell’area delle Murge, affascinante altipiano che corre al confine tra Basilicata e Puglia. La pietra di una gravina è calcarea, tenera, facilmente modificata nel corso dei secoli tanto dagli agenti atmosferici che dalla mano dell’uomo.

Il Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine si estende per più di 28mila ettari nel cuore dell’altopiano delle Murge. La primavera è il momento in cui la macchia mediterranea che tappezza i versanti delle gravine è al suo meglio, tra carrubi e alberi di mirto. Nelle gravine l’acqua piovana accumulata durante la stagione invernale permette una vera e propria esplosione di forme e colori grazie alle fioriture spontanee di orchidee selvatiche, ciclamini e rose selvatiche.

Tra le mete più spettacolari del territorio c’è la Gravina di Laterza, estesa per 12 chilometri e larga fino a 500 metri nel suo punto più ampio, ricoperta da una vegetazione lussureggiante.

laterza primavera
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Laterza, in Puglia, sull’orlo della gravina

Non lontano, la Gravina di Petruscio, nel comune di Mottola, si snoda per circa quattro chilometri e ospita un villaggio rupestre composto da circa duecento grotte artificiali scavate nella roccia friabile, che servivano come abitazioni o ricovero di animali e pastori. È un paesaggio che non assomiglia a nient’altro in Italia e che vale la pena di essere scoperto attraverso i tanti sentieri panoramici che si snodano tra boschi verdi, morbide colline e ruscelli.

Castelli Aperti nel Friuli-Venezia Giulia, torna il 28 e 29 marzo il viaggio incantato tra le dimore storiche

27 mars 2026 à 11:05

Un intero territorio che si racconta attraverso le sue architetture più affascinanti: torna anche nel 2026 Castelli Aperti FVG, l’iniziativa che permette di entrare due volte all’anno – in primavera e in autunno – in dimore storiche spesso non accessibili al pubblico. L’evento, promosso dal Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia, rappresenta da anni un punto di riferimento per la valorizzazione, la promozione e la tutela del patrimonio storico e culturale del Friuli Venezia Giulia.

L’edizione primaverile si svolgerà sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 e proporrà un itinerario diffuso tra castelli, rocche e residenze d’epoca, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica tra storia, arte e paesaggio. Un’occasione unica per scoprire luoghi ricchi di fascino.

I manieri visitabili il 28 e 29 marzo 2026

Nel fine settimana 28-29 marzo 2026 saranno 19 i siti aperti al pubblico, distribuiti nelle quattro province della regione. La provincia di Udine concentra il maggior numero di aperture, con ben 14 dimore storiche.

Qui si trovano alcuni dei complessi più rappresentativi, come il Castello di Strassoldo di Sopra e quello di Strassoldo di Sotto, immersi in un contesto di grande suggestione, il Castello di Villalta e il Castello di Arcano, testimonianze importanti della storia medievale friulana.

Accanto a questi, il pubblico potrà visitare anche altri manieri come il Castello di Aiello, il Castello di Ahrensperg, la Casaforte di Bergum, il Castello di Flambruzzo, il Castello di Tricesimo, il Castello di Colloredo di Monte Albano – ala ovest, Palazzo Romano, la Casaforte La Brunelde, la Tenuta di Monastero – Villa Ritter de Záhony e il Palazzo Steffaneo Roncato che raccontano un patrimonio diffuso e variegato.

Nel pordenonese partecipano il Castello di Cordovado e Palazzo Panigai Ovio, mentre nell’area isontina aprono la Rocca di Monfalcone e il Castello di San Floriano.

A Trieste, infine, sarà visitabile il Castello di Muggia, affacciato sul mare e capace di regalare scorci panoramici unici.
Questa ampia scelta permette di costruire itinerari personalizzati, attraversando paesaggi diversi del Friuli-Venezia Giulia tra colline, borghi e mare.

28 e 29 marzo 2026 torna l'evento Castelli Aperti FVG
Ufficio Stampa
Tenuta di Monastero – Villa Ritter de Záhony, Aquileia

Visite guidate ed esperienze speciali

Durante le due giornate, le visite si svolgeranno con partenze a cadenza oraria e saranno guidate direttamente dai proprietari dei castelli o da guide turistiche professioniste. Questo consentirà di vivere un’esperienza coinvolgente, arricchita da racconti, aneddoti e dettagli che restituiscono vita a questi luoghi storici.

Non si tratta solo di visite guidate: molti castelli organizzeranno anche attività collaterali che renderanno l’evento ancora più interessante. Tra le proposte ci sono rievocazioni storiche, spettacoli, concerti, mostre di artigianato locale, laboratori per ragazzi, presentazioni editoriali e appuntamenti culturali. Un’offerta pensata per coinvolgere sia gli appassionati di storia sia le famiglie in cerca di un’esperienza diversa dal solito.

Come partecipare

Per partecipare è consigliabile consultare il programma completo online sul sito ufficiale consorziocastelli.it, dove sono indicati orari e modalità di accesso, considerando che alcune dimore saranno aperte solo nella giornata di domenica.

I biglietti hanno un costo compreso tra 7 e 10 euro – a seconda dell’attività proposta e della struttura – con riduzioni per i bambini dai 7 ai 12 anni e ingresso gratuito fino ai 6 anni.

Castelli Aperti FVG: 28 e 29 marzo 2026
Ufficio Stampa
Castello di Colloredo di Monte Albano

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