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La più grande storia racchiusa in una misura minima: Porziuncola, la chiesa dentro una basilica

10 janvier 2026 à 16:00

Nella vasta pianura che si stende ai piedi di Assisi, tra campi ordinati, luce ampia e il profilo continuo del Subasio, sorge una costruzione che sorprende per contrasto e importanza. Una basilica dalle dimensioni solenni, infatti, accoglie al proprio interno una chiesa minuscola, quasi disarmante per semplicità. Ci troviamo al centro della sontuosa Santa Maria degli Angeli, proprio dove prende forma la Porziuncola, piccola porzione di terra diventata origine di una rivoluzione spirituale destinata a propagarsi ben oltre i confini umbri.

Molti la definiscono la chiesa più piccola del mondo, affermazione che supera la curiosità numerica per entrare nel territorio del simbolo: 4 metri per 7, pietra locale, copertura essenziale e una soglia che introduce a un interno privo di monumentalità. Eppure da qui nasce un modo nuovo di intendere il rapporto tra uomo, fede e realtà materiale. La scelta di collocare una basilica colossale attorno a una struttura tanto modesta racconta però una volontà precisa: proteggere, custodire e amplificare il senso di un luogo che ha cambiato la direzione della storia religiosa europea.

La piana assisana, definita da Francesco “valle mea spoletana”, avvolge questo complesso con una geografia dolce dove la città di Assisi appare in tutta la sua bellezza più in alto.

Storia e legame con San Francesco

La vicenda della Porziuncola affonda le proprie radici in un tempo lontano, quando la pianura ai piedi di Assisi risultava ancora segnata da presenze eremitiche e silenzi profondi. L’edificazione viene fatta risalire all’epoca tardoantica, con grande probabilità al IV secolo, forse per iniziativa di asceti provenienti dalla Palestina che scelsero questo lembo di terra per la sua posizione appartata e per la devozione mariana già diffusa. Nei secoli successivi il piccolo edificio entrò nella sfera dei monaci benedettini del Monte Subasio, restando tuttavia ai margini della vita religiosa più attiva.

Francesco arrivò da queste parti solo dopo avere già messo mano al restauro di San Damiano, guidato da una spinta interiore maturata davanti al Crocifisso. La chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli esercitò su di lui un richiamo profondo e duraturo. Le fonti raccontano che proprio qui egli comprese con chiarezza che la sua esistenza avrebbe trovato senso attraverso una vita modellata sul Vangelo (e vissuta nella povertà scelta e nella fraternità concreta).

Non è un caso che tra queste mura si concentrarono alcuni degli eventi destinati a segnare la storia spirituale europea. Nella notte tra la Domenica delle Palme e l’alba successiva, tra il 1211 e il 1212, Chiara di Favarone arrivò da queste parti lasciando la casa paterna. Francesco le recise i capelli in segno di consacrazione totale, atto semplice e radicale dal quale prese avvio l’esperienza delle Povere Dame, poi chiamate Clarisse.

La tradizione colloca qui anche uno dei momenti più intensi del cammino interiore del Santo Patrono Italiano: nel 1216, durante una prova spirituale particolarmente aspra, un roseto selvatico e una visione della Vergine insieme al Figlio portarono alla richiesta di un’indulgenza aperta a tutti, concessa da papa Onorio III. Il Perdono di Assisi trasformò così la Porziuncola in una soglia simbolica, accessibile a chiunque cercasse riconciliazione.

Questo posto accolse anche i Capitoli generali, grandi adunanze durante le quali migliaia di frati si ritrovavano per confrontarsi sulla Regola e rinnovare il fervore delle origini. Nel 1226, sentendo avvicinarsi la fine, Francesco chiese infine di essere ricondotto qui. Venne adagiato sulla terra, poco distante dalla chiesetta, e la sera del 3 ottobre concluse la propria vita.

Cosa vedere nella Porziuncola

La Porziuncola si presenta come una costruzione quadrangolare dalle proporzioni raccolte. Le murature conservano l’impianto trecentesco, con interventi successivi che hanno arricchito la superficie senza stravolgere la struttura originaria. La pietra con cui è costruita proviene dal Monte Subasio ed è un materiale che lega fisicamente l’edificio al paesaggio circostante.

La facciata ospita un affresco ottocentesco di Friedrich Overbeck, realizzato nel 1829, che raffigura Francesco nell’atto di ricevere il Perdono. Sopra il tetto a capanna si innalza invece una piccola edicola gotica con una Madonna del Latte risalente al XIV secolo. L’ingresso avviene attraverso una porta lignea trecentesca che introduce a un’unica navata di dimensioni ridotte.

Porziuncola, Umbria
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Tutta la bellezza della Porziuncola

All’interno attira l’attenzione la pala d’altare dipinta da Prete Ilario da Viterbo nel 1393, che racconta visivamente la nascita dell’indulgenza, con la Vergine al centro e scene narrative disposte attorno. Sul retro della chiesa rimangono tracce di una Crocifissione attribuita a Pietro Vannucci, detto il Perugino. La figura di Francesco appare inginocchiata ai piedi della croce, segno di una devozione intima.

Il pavimento in cocciopesto, riportato alla luce dopo il restauro seguito al sisma del 1997, restituisce la percezione originaria dello spazio che risulta ruvido e autentico.

La bellezza della Basilica di Santa Maria degli Angeli

La basilica che accoglie la Porziuncola, dedicata a Santa Maria degli Angeli, si presenta con un’architettura che risponde a un equilibrio studiato tra monumentalità e sobrietà. L’esterno sfoggia una facciata ampia coronata da una statua dorata della Vergine che risulta visibile persino da lontano nella pianura.

Tra le sue mura lo spazio si apre in una grande aula luminosa, al cui centro prende vita la Porziuncola che è il cuore pulsante dell’intero complesso. Il contrasto tra le dimensioni della basilica e quelle della chiesa originaria amplifica il messaggio spirituale legato all’umiltà.

Sulla destra del presbiterio è possibile ammirare la Cappella del Transito, luogo connesso agli ultimi momenti del santo. Gli affreschi dello Spagna e una terracotta invetriata di Andrea della Robbia arricchiscono l’ambiente con colori delicati. Nel complesso si trova anche il roseto legato alla tradizione della tentazione, ancora oggi popolato da una varietà di rosa priva di spine. La basilica, tra le altre cose, ospita archivi, biblioteca, curia provinciale e seminario teologico.

Come arrivare alla Porziuncola

Santa Maria degli Angeli sorge nella parte bassa di Assisi ed è facilmente raggiungibile grazie alla sua posizione pianeggiante. La stazione ferroviaria della città è collocata a breve distanza dal santuario e anche collegata alle principali linee umbre. Da lì il percorso verso la chiesa risulta diretto e intuitivo.

Chi arriva in auto trova parcheggi nelle immediate vicinanze, inseriti nel tessuto urbano della frazione. La piana offre una lettura chiara del territorio, con la basilica che emerge come punto di riferimento visivo. Collegamenti urbani permettono anche di raggiungere il centro storico di Assisi, arroccato più in alto.

Riparte il treno Assisi in una veste speciale: alla scoperta dei frantoi aperti dell’Umbria

Par : losiangelica
29 septembre 2025 à 10:37

L’Umbria in autunno è una regione magica da scoprire per i colori che la natura regala ma soprattutto per la tradizione gastronomica del territorio. Tra le produzioni, oltre a quella vinicola e quella legata al tartufo, c’è l’olio. L’oro verde della regione ha fatto sì che nascesse il progetto dell’Espresso Assisi Frantoi Aperti. Un viaggio sinonimo di avventura sensoriale che conduce tra borghi medievali, paesaggi mozzafiato e degustazioni a tema. Il programma di Espresso Assisi Frantoi Aperti a cura di FS Treni Turistici Italiani è attivo dal 19 ottobre al 16 novembre partendo ogni domenica per regalare itinerari turistici imperdibili a ritmi lenti.

Espresso Assisi Frantoi Aperti: il progetto

L’Espresso Assisi Frantoi Aperti nasce in collaborazione con Frantoi Aperti 2025, l’evento diffuso che ogni autunno trasforma i borghi umbri in luoghi di festa, arte e sapori autentici. Questa edizione speciale del treno ti offre la possibilità di partecipare in prima persona a questa celebrazione del gusto con tratte dal 19 ottobre al 16 novembre a cadenza settimanale di domenica.

Durante il tragitto, degustazioni guidate a bordo ti introdurranno alle diverse sfumature dell’olio extravergine umbro: un vero e proprio viaggio sensoriale tra note fruttate, piccanti e delicate, raccontate da esperti e produttori locali.

E poi, una volta sceso, inizia l’immersione in questo fantastico mondo: visite ai frantoi storici, incontri con chi lavora ogni giorno tra gli ulivi, laboratori, assaggi di piatti tipici e abbinamenti creativi dove l’olio nuovo è il protagonista assoluto. Un modo per toccare con mano la cultura dell'”oro verde” e scoprire i segreti della spremitura, dalla raccolta al primo filo di olio che scorre.

E per chi ama un tocco di esclusività, c’è anche un vantaggio irresistibile: la TTI SPECIAL -25%, l’offerta dedicata ai viaggiatori curiosi e appassionati, con posti limitati per vivere l’esperienza a un prezzo speciale.

In carrozza ti aspettano anche i comfort di un viaggio firmato Treni Turistici Italiani: un servizio bar in carrozza ristorante, un’atmosfera rilassata e il fascino vintage del treno espresso diurno, perfetto per chi ama viaggiare con lentezza, osservando dal finestrino i paesaggi dell’Umbria che scorrono come un film.

Unica eccezione: il treno non circolerà domenica 9 novembre, ma tutte le altre domeniche sarà pronto a partire per un’avventura gustosa e piena di sorprese.

Espresso Assisi Frantoi Aperti tappa a Spoleto
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Il borgo di Spoleto è tra le tappe di Espresso Assisi – Frantoi Aperti Edition

L’itinerario di Espresso Assisi Frantoi Aperti

Ogni stop è una storia da scoprire: Spoleto, Foligno, Spello, Assisi, Perugia, fino ad arrivare ad Arezzo, in un percorso che unisce gusto, bellezza e scoperta.

Ecco tutte le tappe proposte:

  • Roma Termini – 8:30, partenza
  • Terni – 09:30 (salita)
  • Spoleto – 10:05 (salita e discesa)
  • Foligno – 10:30 (salita e discesa)
  • Spello – 10:40 (salita e discesa)
  • Assisi – 11:00 (salita e discesa)
  • Perugia – 11:18 (salita e discesa)
  • Arezzo – 12:10, arrivo

Il rientro parte da Arezzo alle 17:30 e riporta a Roma Termini alle 22:42 ripercorrendo a ritroso tutte le tappe dei borghi umbri per chi ancora vuole concedersi una sosta. Gli amanti dei viaggi esperienziali, del foliage d’autunno, dei viaggi enogastronomici o i più curiosi apprezzeranno un modo originale e rispettoso per scoprire la regione attraverso un itinerario unico nel suo genere.

Un museo diffuso francescano per 800 anni del ‘Cantico delle Creature’

19 août 2025 à 12:50

La Lombardia celebra nel 2025 gli 800 anni del famoso ‘Cantico delle Creature’ di San Francesco d’Assisi. Lo fa con un articolato progetto diffuso, promosso dalla Fondazione Terra Santa insieme alle famiglie francescane. L’iniziativa è sostenuta da Regione  con un contributo di 17.500 euro attraverso l’Avviso Unico Cultura 2025.  L’evento si inserisce nel programma triennale ‘Frate Francescano 2023-2026. Centenari francescani in Lombardia’.

L'assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso in un momento di un'intervista tv in cui illustra i progetti che sta realizzando

“Con questo progetto – ha affermato l’assessore alla Cultura, Francesca Caruso – la Lombardia ricorda l’importante anniversario del più antico testo poetico della letteratura italiana di cui conosciamo anche l’autore. L’iniziativa rinnova, inoltre, il legame della nostra regione con la sua storia francescana, che ha lasciato tracce profonde sul territorio. È la dimostrazione di come la cultura possa farsi ponte tra passato e presente, tra tradizione e linguaggi contemporanei”.

“Fino a dicembre – ha aggiunto Caruso – sono in programma mostre, concerti, visite guidate, laboratori e momenti di incontro che uniscono arte e spiritualità. Gli eventi coinvolgeranno le province di Milano, Pavia, Brescia, Lecco, Lodi, Mantova e Varese. L’obiettivo è stimolare la partecipazione dei cittadini, promuovere il welfare culturale e rendere attuale l’eredità di San Francesco. Questo anche in vista del 2026, anno in cui ricorrerà l’anniversario della sua morte”.

Il Cantico delle Creature, composto tra il 1224 e il 1225, è considerato il primo testo letterario in volgare italiano. Era destinato a un pubblico di fedeli che non comprendeva il latino, lingua ufficiale della liturgia. San Francesco, patrono d’Italia e fondatore dell’Ordine dei frati francescani, iniziò a scriverlo due anni prima della morte.

Il progetto prevede cinque azioni principali, tutte intrecciate tra loro. Un ‘Museo Diffuso francescano’ porterà nei musei lombardi mostre dedicate all’iconografia del santo.  In un percorso che unisce spiritualità, arte e territorio e che sarà visitabile tra novembre e febbraio.

A questo si affiancheranno i cicli di visite guidate ‘Incontra Francesco’, per scoprire conventi e luoghi francescani e approfondire le opere sociali ancora oggi attive: dalle mense all’accoglienza fino al sostegno alle persone fragili.

‘Cantico delle Creature’ in Lombardia, le iniziative a Lecco, Pavia e a Busto Arsizio (Va)

‘Laudato si’. Un Cantico per i popoli del mondo’ darà vita a eventi-spettacolo con l’Orchestra AllegroModerato dove musica, narrazione e pluralità linguistica si intrecciano per celebrare la fraternità universale e il rispetto del creato.

AllegroModerato è una cooperativa sociale creata nel 2011 a Milano da un gruppo di insegnanti con lunga esperienza professionale nell’insegnamento della musica, rivolta a bambini, giovani e adulti con disabilità.

Non mancheranno i concerti di ‘Note di Pace’, in programma a Lecco e Pavia, con l’Orchestra da camera dell’Istituto Magnificat di Gerusalemme. Una realtà musicale interreligiosa che porta un messaggio di convivenza tra culture.

Infine, con ‘Un Cantico per tutti’, il carcere di Busto Arsizio (VA) ospiterà un laboratorio teatrale, curato dall’Associazione l’Oblò, che coinvolgerà detenuti insieme a bambini, persone con disabilità e pazienti oncologici, per mettere in scena il ‘Cantico’ come atto di restituzione sociale, linguistica e musicale.

Francesca Caruso assessore regionale alla Culturain un momento di un intervento al microfono in un dibattito sui beni culturali Accanto a queste azioni, sono previste anche proiezioni cinematografiche e una camminata tematica a Pavia alla scoperta delle tracce francescane locali.

“Questi appuntamenti – ha concluso l’assessore – valorizzano l’eredità culturale e sociale di San Francesco d’Assisi con linguaggi e forme espressive contemporanee, generando impatti duraturi sul territorio. Un percorso che si connette anche con eventi di rilevanza internazionale come le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026“.

 

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Le Vie di San Francesco ottengono un riconoscimento: sono Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa

Par : losiangelica
2 juillet 2025 à 15:20

Il 2 luglio 2025 le Vie di San Francesco hanno raggiunto un traguardo importantissimo entrando a far parte dell’Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. Il riconoscimento, di altissimo profilo, è stato annunciato al ministero della Cultura alla presenza del ministro Alessandro Giuli, mettendo in luce la rilevanza e l’attualità del Santo di Assisi.

Le Vie di San Francesco riconosciute Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa

Manca poco all’ottavo centenario della morte di San Francesco (2026) e, quasi ad omaggiarlo, arriva un riconoscimento prestigioso per un percorso che unisce spiritualità, storia, cultura e territorio. Il cammino francescano, promosso dall’Associazione internazionale Saint Francis’ Ways, si estende tra Italia, Europa e perfino la Terra Santa, legando idealmente e concretamente monasteri, eremi, borghi e sentieri battuti dal Poverello d’Assisi.

Va oltre il semplice pellegrinaggio, diventando un vero e proprio ecosistema culturale che si muove unendo la ricerca accademica, la valorizzazione del patrimonio storico e spirituale legato al francescanesimo, e naturalmente i cammini fisici, che attraversano paesaggi mozzafiato, borghi millenari e luoghi di forte impatto emotivo.

Con epicentro ad Assisi, il progetto coinvolge oggi dodici Paesi ed è supportato da un network internazionale in costante espansione. Perché l’eredità di Francesco, fatta di pace, dialogo, amore per il creato e attenzione all’altro, parla ancora forte e chiaro all’Europa contemporanea.

Il progetto è stato presentato lo scorso settembre al Forum consultivo del Consiglio d’Europa a Visegrad, in Ungheria, davanti a oltre 350 stakeholder europei. A novembre, la study visit di valutazione ha confermato l’eccellenza del percorso, riconoscendone l’alto valore educativo, oltre a quello culturale e turistico.

Il Consiglio d’Europa, che promuove con i suoi itinerari la coesione tra popoli, la sostenibilità ambientale e i diritti umani, ha così accolto a pieno titolo Le Vie di San Francesco tra i suoi prestigiosi Itinerari Culturali, accanto a cammini storici come la Via Francigena e il Cammino di Santiago.

Le vie di San Francesco d'Assisi diventano Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa
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Le Vie di San Francesco riconosciute Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa

L’importanza del riconoscimento

A sottolineare il valore simbolico e strategico dell’ingresso tra gli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa è Marco Villani, vicesegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha ricordato come questa sia una vittoria condivisa.

Come riportato dal comunicato stampa ufficiale, Marco Villani ha dichiarato: “Il riconoscimento dell’Itinerario culturale Le Vie di San Francesco da parte del Consiglio d’Europa rappresenta un traguardo di grande valore per il nostro Paese e per il sistema delle autonomie locali e culturali che hanno contribuito a costruirlo. È un risultato che premia un modello di sviluppo fondato sulla valorizzazione del patrimonio identitario, sulla promozione del dialogo interculturale e sulla capacità di attivare reti territoriali.”

Per Mons. Paolo Giulietti, presidente dell’Associazione Saint Francis Way, il riconoscimento europeo non è solo il punto d’arrivo di un lungo impegno collettivo, ma anche un potente punto di partenza sottolineando come serva, oggi più che mai, un’ispirazione che ci guidi.

L’itinerario vivo è un’esperienza che fa toccare con mano i valori della figura religiosa rendendo il messaggio più accessibile e coinvolgente, soprattutto per le nuove generazioni.

In un’epoca come quella attuale, la figura di Francesco d’Assisi torna a parlarci con forza. Il suo messaggio attraversa secoli e confini, trasformando un’esperienza personale in un patrimonio collettivo. E oggi, grazie a questo riconoscimento europeo, quel messaggio cammina ancora più lontano.

Cammino di San Francesco: i luoghi più belli da Assisi alla Valle Santa

Par : cdelgiudice
23 avril 2025 à 17:00

Il Cammino di San Francesco, o Via di Francesco, è un pellegrinaggio spirituale e naturalistico che collega i luoghi chiave della vita di San Francesco d’Assisi, attraversando territori di straordinaria bellezza e significato.

Questo cammino non è un unico tracciato, ma un insieme di percorsi convergenti su Assisi, cuore del francescanesimo, con estensioni che proseguono fino a Roma o che partono dalle montagne della Romagna e della Toscana. Lungo il tragitto si incontrano eremi, monasteri, santuari, borghi medievali e paesaggi incontaminati, che rendono il viaggio un’esperienza intensa e trasformativa, anche per chi lo affronta in chiave laica.

Si tratta di un cammino ben segnato, in buona parte su sentieri CAI o percorsi escursionistici consolidati, con tappe di varia lunghezza e dislivello. È percorribile da marzo a novembre, ed è adatto a chi ha un minimo di allenamento.

Origine e significato della Via di Francesco

Il Cammino ripercorre idealmente le orme di San Francesco d’Assisi, vissuto tra il XII e il XIII secolo, visitando i luoghi in cui ha predicato, pregato e compiuto opere significative. Lungo questo itinerario si incontrano siti storici come il Santuario della Verna, dove ricevette le stimmate, il Sacro Speco di Greccio, dove inventò il primo presepe, e ovviamente Assisi, dove nacque, visse e morì.

Questo non è solo un cammino devozionale, ma anche un’opportunità per riscoprire una parte d’Italia fatta di natura, spiritualità e silenzio, con un ritmo lento, sulle tracce di uno dei santi più amati al mondo.

Itinerari principali del Cammino di San Francesco

Il Cammino di San Francesco non è un unico sentiero, ma un insieme di quattro itinerari principali, tutti legati ai luoghi significativi della vita del Santo. Ogni percorso ha una sua logica geografica, spirituale e paesaggistica, e può essere affrontato in modo autonomo o come parte di un cammino più lungo. Tutti convergono su Assisi:

  • La Via del Nord, da La Verna ad Assisi, è l’itinerario più spirituale e montano.
  • La Via del Sud, da Roma ad Assisi, ripercorre le tappe del ritorno simbolico del pellegrino verso le radici francescane. È un itinerario più collinare e agricolo, ricco di storia e spiritualità, e con molte opportunità di sosta e riflessione.
  • La Via di Roma, che collega La Verna, Assisi e Roma, è il tracciato completo per chi desidera un’esperienza lunga, profonda e continuativa. Unisce la Via del Nord e la Via del Sud in un unico percorso di oltre 500 km. È ideale per chi ha tempo e desidera vivere l’intero arco della vita di Francesco, dalle montagne dell’isolamento alla città simbolo della cristianità.
  • Il Cammino di Assisi, da Dovadola ad Assisi, è un percorso alternativo che parte dalla Romagna e attraversa la dorsale appenninica passando per luoghi mistici come Camaldoli, La Verna e Gubbio. È un itinerario più selvaggio e silenzioso, molto immerso nella natura, adatto a chi cerca isolamento, boschi e la dimensione più contemplativa del cammino.

La Via del Nord (La Verna – Assisi)

La Via del Nord è l’itinerario più spirituale e silenzioso, immerso nella natura appenninica tra Toscana e Umbria. Si parte dal Santuario de La Verna, luogo chiave della vita di San Francesco, dove ricevette le stimmate nel 1224, e si prosegue per circa 190 km in direzione di Assisi.

Le tappe attraversano luoghi ricchi di significato francescano come Sansepolcro, Città di Castello, Pietralunga e Gubbio, dove si svolse il celebre episodio del lupo. Il percorso è mediamente impegnativo: si sviluppa su sentieri montani e collinari, con dislivelli frequenti ma gestibili, alternando tratti boscosi a zone coltivate e borghi storici.

I luoghi da vedere sono molti: il centro rinascimentale di Sansepolcro, le mura di Citerna, la spiritualità di Gubbio, le pievi umbre immerse nei boschi, e naturalmente la Basilica di San Francesco ad Assisi, punto d’arrivo e simbolo del cammino.

La Via del Sud (Roma – Assisi)

La Via del Sud parte da Roma, precisamente dalla Basilica di San Pietro, e risale verso Assisi attraversando circa 250 km di paesaggi vari e carichi di spiritualità. È il percorso che ripercorre il cammino “a ritroso” del pellegrino moderno verso le origini della fede francescana.

Dopo l’uscita da Roma, si cammina tra campagne e colline fino a raggiungere la Valle Santa di Rieti, luogo fondamentale per San Francesco, dove si trovano i quattro santuari francescani: Greccio (dove inventò il presepe), Fontecolombo, La Foresta e Poggio Bustone. Si prosegue poi attraverso borghi medievali come Spoleto, Trevi, Foligno e Spello, tra uliveti, colline umbre e sentieri poco frequentati.

La difficoltà è media: le tappe sono più lunghe ma con dislivelli più contenuti rispetto alla Via del Nord. I paesaggi sono più aperti e collinari, e l’esperienza è arricchita da numerose chiese, abbazie e testimonianze storiche legate alla vita del Santo.

La Via di Roma (La Verna – Assisi – Roma)

La Via di Roma è il cammino più lungo e completo, unendo in un unico itinerario le due vie principali: si parte dal Santuario de La Verna, si attraversa Assisi e si prosegue fino a Roma, per un totale di circa 500 km suddivisibili in 24 tappe.

È un cammino adatto a chi ha tempo a disposizione e desidera un’esperienza profonda, che racchiuda tutti i luoghi più significativi della vita di San Francesco: dalla montagna della contemplazione (La Verna), passando per i luoghi della predicazione (Gubbio, Città di Castello, Foligno), fino alla meta universale della cristianità. Le tappe sono mediamente impegnative, con una varietà di terreni che alternano tratti montani, sentieri collinari, strade sterrate e vie urbane.

I luoghi di interesse sono tantissimi: l’eremo di Montecasale, il centro storico di Spoleto, la Valle Santa, la Basilica di San Francesco ad Assisi e quella di San Pietro a Roma. È un itinerario completo e profondo, perfetto per un viaggio trasformativo.

Il Cammino di Assisi (Dovadola – Assisi)

Meno conosciuto ma estremamente affascinante, il Cammino di Assisi parte dall’eremo di Montepaolo vicino a Dovadola, in provincia di Forlì, e raggiunge Assisi in circa 13 tappe e 300 km.

È un itinerario molto immerso nella natura, che attraversa le Foreste Casentinesi, l’eremo di Camaldoli, il Santuario della Verna e poi si innesta nella Via del Nord. È un percorso ideale per chi cerca solitudine, boschi e contemplazione, con dislivelli importanti soprattutto nella prima metà.

La difficoltà complessiva è medio-alta, ma è ripagata da paesaggi straordinari: faggete, ruscelli, crinali panoramici e borghi nascosti. I luoghi da visitare sono meno turistici ma densi di significato: l’eremo di Camaldoli, il monastero di Corniolo, il santuario della Verna e, più avanti, Gubbio e Assisi. È il cammino ideale per chi desidera un’esperienza profonda, meno battuta, all’insegna della connessione con la natura e la spiritualità francescana.

Credenziale e Testimonium

Nel Cammino di San Francesco, la Credenziale non è solo un documento funzionale: è un segno tangibile dell’ingresso nel pellegrinaggio. Viene rilasciata in numerosi punti del percorso – tra cui La Verna, Gubbio, Rieti, Greccio, Spoleto, Roma e Assisi – e permette di raccogliere i timbri delle tappe, custodendo simbolicamente le orme del proprio cammino verso la città del Santo. Ogni timbro rappresenta un passaggio fisico ma anche spirituale, che diventa parte di un racconto personale fatto di strade, incontri, silenzi.

Al termine del cammino, giungendo ad Assisi, il pellegrino che ha percorso almeno gli ultimi 100 km a piedi (o 200 km in bicicletta) può presentare la credenziale presso l’Ufficio del Pellegrino del Sacro Convento di San Francesco (Porta San Francesco, ingresso basilica inferiore) per ricevere il Testimonium Viae Francisci, l’attestato ufficiale del pellegrinaggio francescano. È una pergamena rilasciata gratuitamente come segno di compimento del percorso, legata alla spiritualità dell’accoglienza francescana. Il cammino stesso, timbro dopo timbro, diventa un pellegrinaggio vissuto anche nei gesti.

Quando partire per la Via di Francesco

Il Cammino di San Francesco si snoda tra zone montane, collinari e appenniniche, e attraversa territori come il Casentino, l’Appennino umbro, la Valle Santa reatina e l’Umbria centrale. Le stagioni più adatte per percorrerlo sono la primavera (aprile–giugno) e l’inizio autunno (settembre–ottobre), quando i sentieri sono percorribili e la luce valorizza i paesaggi francescani: i boschi della Verna, i campi tra Spello e Assisi, le querce di Greccio, i colli di Spoleto.

In estate, l’esposizione di molti tratti collinari (come nella zona tra Foligno, Trevi e Spello) rende il cammino più faticoso per via del caldo. In inverno, invece, la neve può rendere inaccessibili tappe alte come La Verna – Pieve Santo Stefano o Citerna – Gubbio. Ogni stagione, però, ha una valenza simbolica: la fioritura primaverile ricorda la gioia di Francesco, mentre l’autunno evoca il tempo del ritorno e della contemplazione. Prima di partire, è bene informarsi sulle condizioni meteorologiche e sulla disponibilità delle strutture religiose, alcune delle quali chiudono nei mesi più freddi.

Dove dormire

Lungo il Cammino di San Francesco si trova una rete di ospitalità spirituale e rurale che riflette la filosofia del Santo: semplicità, condivisione, essenzialità. I pellegrini possono alloggiare in conventi francescani, parrocchie, monasteri, ostelli e case di accoglienza che spesso offrono donativo o contributi simbolici. Tra i più significativi vi sono la foresteria della Verna, le accoglienze parrocchiali a Pietralunga, i conventi di Fontecolombo e Poggio Bustone nella Valle Santa.

Accanto a queste, esistono numerose strutture laiche (B&B, agriturismi, locande) che hanno aderito al progetto Via di Francesco, offrendo accoglienza con spirito collaborativo e attento al pellegrino. Il consiglio è di prenotare sempre con qualche giorno di anticipo, soprattutto nei mesi centrali o nei tratti meno battuti come la Via del Sud tra Poggio San Lorenzo e Narni.

Cosa portare nello zaino

Il Cammino di San Francesco richiede uno zaino leggero ma ben pensato, adatto a terreni variabili tra boschi, colline e centri abitati, spesso alternando strade bianche, sentieri CAI e tratti asfaltati secondari. Uno zaino da 35-40 litri è sufficiente per chi viaggia in autonomia con soste in strutture. L’essenziale include scarponcini da trekking impermeabili, bastoncini, cappello, giacca antivento e antipioggia, oltre a uno o due cambi tecnici a strati.

Chi percorre la Via del Nord attraversa ambienti montani: La Verna, Montecasale, i crinali tra Umbria e Toscana, dove il clima può cambiare rapidamente. Serve quindi una giacca calda, una coperta termica, e in primavera/inverno anche guanti e berretto. Sulla Via del Sud, invece, prevalgono tratti agricoli e collinari, dove sono utili protezioni solari, boraccia da almeno 1,5 L e un coprizaino impermeabile. Non deve mancare una credenziale plastificata, una torcia frontale, una carta dei sentieri o app GPS (con le tracce della Via scaricate da siti ufficiali), oltre a uno spazio per il diario di viaggio.

Camminare lungo le vie di Francesco non è un’impresa tecnica, ma serve cura: non tanto per superare ostacoli, quanto per rimanere fedeli a una scelta di sobrietà, ascolto e rispetto dei luoghi. Ogni oggetto portato dovrebbe rispondere al principio: “mi serve davvero?” — come avrebbe chiesto il Poverello d’Assisi.

Perché scegliere il Cammino di San Francesco

Il Cammino di San Francesco non è solo un percorso fisico: è un viaggio interiore, un invito a rallentare, osservare, ascoltare. È un cammino che unisce natura, silenzio e spiritualità, adatto a chi vuole vivere giorni di semplicità e autenticità. Lungo la strada, ogni bosco diventa un luogo di riflessione, ogni borgo un’opportunità di incontro. Sia che tu parta da La Verna, da Roma, da Dovadola o da Assisi, troverai un cammino che ti cambia.

Presepe di Assisi, date e info per immergersi nell’atmosfera magica della Città dei Presepi

Par : losiangelica
4 décembre 2024 à 18:30

Ci sono territori profondamente legati alle proprie tradizioni e alla spiritualità. Di certo, Assisi, che si trova in Umbria, è tra questi: a Natale, questo luogo si immerge in un’atmosfera che definire magica è riduttivo. Va tutto al di là delle luci e degli addobbi: qui si parla la lingua della spiritualità, dei buoni sentimenti e della natività. Il presepe di Assisi è uno degli appuntamenti annuali imperdibili per chi percepisce il valore del Natale: è una rappresentazione artistica di enorme bellezza e amore.

Storia del presepe di Assisi

Non è facile descrivere lo splendore dell’Umbria a Natale: ogni anno, i borghi e le città si animano con eventi e appuntamenti, musiche natalizie per le strade, luci scintillanti, mercatini natalizi e – naturalmente – i tradizionali presepi. In particolare ad Assisi, la città di San Francesco, dove si trovano alcuni dei presepi più belli d’Italia. Ed è al Santo della città, in effetti, a cui tradizionalmente si riconosce il merito di avere inventato il presepe, esattamente a Greccio, che si trova in provincia di Rieti nell’appennino laziale.

La storia del presepe di Assisi, dunque, affonda le sue radici nei secoli: a raccontare l’aneddoto è stato Tommaso da Celano, frate francescano. Il primo presepe della storia sarebbe stato proprio allestito da San Francesco a Greccio, e ad Assisi si rivive ogni anno quella magia in un’esperienza immersiva di profondo valore, una sorta di villaggio delle favole che ci permette di entrare in connessione con la spiritualità.

Date e orari del presepe di Assisi

Presepe di Assisi, come arrivare
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I dettagli del Presepe di Assisi

Il Natale ad Assisi è speciale sotto molti punti di vista, anche perché il programma è ricco di eventi e di cose da fare. Non solo presepi tradizionali, ma anche presepi viventi: per chi non ne ha mai visto uno in vita sua, è l’occasione giusta per farlo. Tutto viene avvolto da un’atmosfera scintillante, a partire dalle luci natalizie di Assisi, che in questo caso diventano un “racconto luminoso”, perché si ispirano al Cantico delle Creature di San Francesco.

Ma, al di là delle luci, è impossibile non soffermarsi proprio sui presepi. Prima di tutto, Assisi stessa è conosciuta come la Città dei Presepi, proprio perché ne vengono allestiti diversi. Il Presepe che si trova sul prato di San Francesco è ideato e progettato da Carlo Angeletti. Sin dal 1995 accompagna le festività. Segniamoci le date e gli orari delle inaugurazioni di alcuni dei presepi più belli da vedere ad Assisi.

  • Presepe del Colle del Paradiso: dal 7 dicembre 2024 al 6 gennaio 2025;
  • Presepe Artistico in Stile Napoletano del ‘700: dalle 10:00 del 7 dicembre 2024 alle 21:00 del 6 gennaio 2025;
  • Mostra dei Presepi artistici locali e di Greccio: dal 16 dicembre 2024 al 6 gennaio 2025;
  • Mostra d’Arte Presepiale: dal 21 dicembre 2024 al 6 gennaio 2025;
  • Presepe dei Viventi alla Cittadella di Assisi: inaugurazione il 21 dicembre alle ore 18;
  • Mostra dei Presepi alla Basilica di Santa Maria degli Angeli: inaugurazione 7 dicembre alle ore 16.30. La mostra sarà visibile fino al 12 gennaio 2025.

Dove si trova e come raggiungere il presepe di Assisi

Nel Chiostro monumentale della Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi viene organizzata ogni anno una mostra di presepi: possiamo osservare presepi da tutto il mondo, con particolare focus su quelli italiani. La mostra si trova in Piazza Porziuncola, 1, ed è facilmente raggiungibile: ci sono dei parcheggi nei pressi della Basilica, anche ben segnalati, come il Parcheggio Giovanni Paolo II. In treno, invece la stazione ferroviaria si trova a circa 10-15 minuti a piedi da Piazza Porziuncola.

Passiamo al Presepe del Colle del Paradiso, che è ideato da Carlo Angeletti: tradizionale e unico, si trova proprio sul prato della Chiesa Superiore della Basilica di San Francesco. Anche in questo caso possiamo raggiungerlo facilmente dalla stazione ferroviaria o in auto parcheggiando vicino, quindi a pochi passi a piedi. Ovviamente, il periodo è comunque molto affollato: suggeriamo di vederlo negli orari meno di punta.

Passiamo a un vero e proprio spettacolo, il Presepe Artistico in Stile Napoletano del ‘700: ci troviamo in Piazza del Comune, 25, precisamente nella Sala del Palazzo Capitano del Popolo, ed è un evento imperdibile, perché il presepe rispecchia lo stile e la tradizione napoletana. Una natività, dunque, che si concentra anche su uno spaccato profondamente sentito della vita popolare. La piazza è nel centro storico di Assisi, quindi consigliamo di parcheggiare a Mojano (10 minuti a piedi) o zona Parcheggio Matteotti, sempre a pochi minuti di cammino.

Dall’8 dicembre 2024 all’8 gennaio 2025 si tiene l’esposizione Presepe Monumentale Agrestini in tre location: oltre Assisi, anche Venezia e Loreto. Ad Assisi, precisamente dall’11 dicembre nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, Santuario della Spogliazione in piazza del Vescovado, 2A. Imperdibile anche l’evento dei Presepi Artistici locali e di Greccio, che è organizzato all’ex Pinacoteca, dal 16 dicembre 2024 al 6 gennaio 2025. La XVIII Mostra d’Arte Presepiale è visitabile alla Galleria Le Logge in Piazza del Comune 1, quindi sempre nel centro storico.

Il programma del presepe di Assisi: eventi e visite guidate

Assisi a Natale
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Assisi a Natale, la magia delle feste

Il programma del presepe di Assisi è ricco di eventi e di appuntamenti imperdibili. Abbiamo visto quelli tradizionali, ma non dimentichiamo di segnare in agenda l’inaugurazione del Presepe dei Viventi, che è visitabile per tutto il periodo natalizio: l’inaugurazione è prevista per sabato 21 dicembre alle ore 18:00 a Casa Franchi, in Via Arnaldo Fortini.

La “Visita ai Presepi, fra tradizione e cultura” è una delle visite guidate ai presepi di Assisi: parte domenica 22 dicembre alle ore 15:30, esattamente dalla Casetta di Babbo Natale in Piazza del Comune, nel centro storico.

Tra le iniziative, segnaliamo anche la “Visita Guidata ai Presepi della Cittadella Laudato sì“, che invece è organizzata per martedì 24 dicembre alle ore 15 nella Pro Civitate Christiana in Via Ancajani, 3. Imperdibili i presepi nei dintorni, come la rappresentazione del Presepe Vivente di Petrignano, che ogni anno chiama a sé centinaia di turisti: la data da segnare in questo caso è mercoledì 25 dicembre alle ore 17:15 in Via del Castello a Petrignano, in provincia di Perugia, a 16 minuti circa in auto da Assisi. Da Piazza Unità d’Italia ad Assisi, invece, nel giorno di Santo Stefano, alle 16:00, è prevista una navetta da Assisi sempre per il Presepe Vivente di Petrignano.

Parte l’Espresso Assisi, le informazioni sul treno turistico

2 septembre 2024 à 07:30

L’autunno di quest’anno si preannuncia ricchissimo di meravigliosi viaggi da fare in treno per ammirare le meraviglie italiane che, durante la stagione, sono impreziosite dalle calde tonalità del foliage. Proprio in vista di questo affascinante fenomeno naturale, FS Treni Turistici Italiani, società del Gruppo FS Italiane, ha annunciato la partenza di un perdibile collegamento: il Roma–Assisi, con il treno diurno Espresso Assisi.

Espresso Assisi: costi e orari

Espresso Assisi, insieme all’Espresso Langhe-Monferrato, nasce con l’obiettivo di offrire un nuovo modo di viaggiare che coniuga il turismo lento, sostenibile, di qualità alla bellezza del viaggio in treno, a bordo di carrozze completamente ristilizzate per garantire il massimo comfort verso destinazioni dall’alto valore storico, paesaggistico ed enogastronomico.

Sarà possibile salire a bordo dell’Espresso Assisi tutti i sabati e le domeniche dal 5 ottobre al 1° dicembre, con partenza di Roma Termini e fermate intermedie a Terni, Spoleto, Foligno e Spello fino ad arrivare ad Assisi. Il sabato la partenza è prevista alle 10.05 e il ritorno alle 18.00, mentre la domenica si parte alle 8.30 e si rientra alle 16.58. Le località potranno essere raggiunte viaggiando sulle poltrone dei salottini, ideati per garantire privacy e comfort, o usufruendo del vagone bar/ristorante per uno spuntino da consumare nell’elegante salone.

Ma non è tutto, perché durante il mese di ottobre sarà possibile beneficiare, grazie alla tariffa “TTI Special”, di uno sconto del 50% su tutti i biglietti acquistati entro 48 ore dalla partenza: basta andare sul sito fstrenituristici.it o usufruire di tutti  canali di vendita di Trenitalia, App, biglietterie di stazione e self-service.

Le fermare dell’Espresso Assisi

La prima fermata dell’Espresso Assisi è Terni, città che si distingue per essere ricca di bellezze artistiche e paesaggistiche. Imperdibile, per esempio, sono l’Anfiteatro romano, in parte ancora conservato,  la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la torre romanica dei Barbarasa e la Basilica di San Valentino (con le spoglie del santo protettore degli innamorati).

La seconda tappa è invece Spoleto, in provincia di Perugia, che è una delle più affascinanti città d’arte dell’Umbria. Vi basti pensare che vanta più di 2000 anni di arte e cultura ed eventi internazionali.

Voliamo ora a Foligno, sempre in provincia di Perugia, che sorge lungo le rive del fiume Topino e che offre un prezioso centro storico, da visitare interamente a piedi in una giornata, pregno di vicoli che regalano scorsi assolutamente particolari e piazze impreziosite da importante e affascinanti monumenti.

C’è poi Spello, suggestivo borgo umbro pieno di case colorate di rosa. Ma non è di certo tutto, perché il centro si presenta pieno di vicoli acciottolati, chiese affrescate e monumenti che ancora oggi raccontano la sua lunga storia: romana, longobarda, di papi e signori.

Infine Assisi, la “patria” di San Francesco e Santa Chiara, che oggi è una sorta di vero e proprio simbolo di messaggio di pace che si può avvertire ovunque passeggiando lentamente tra le sue belle vie. Un reale e spirituale gioiello che, durante questo autunno, sarà possibile raggiungere a bordo di un comodo treno.

Non resta che riservare il proprio interessante viaggio a bordo dell’Espresso Assisi.

I migliori festival musicali dell’estate 2024 in Umbria

Par : mgwesteast
9 juillet 2024 à 16:09

L’iconico Umbria Jazz, il frizzante Riverock Festival e il suggestivo DeMusicAssisi accendono l’estate 2024 nel cuore verde d’Italia, che si prepara a una stagione ricca di musica dal vivo. Tra i numerosi festival che animeranno la regione, questi tre appuntamenti imperdibili si distinguono per la loro tradizione e la qualità del programma. Umbria Jazz, dal 12 al 21 luglio a Perugia, non ha certo bisogno di presentazioni e rappresenta un’occasione unica per immergersi nelle magiche atmosfere che da sempre caratterizzano questo festival, con concerti di grandi nomi internazionali e giovani promesse del panorama jazzistico.

Riverock Festival, invece, celebra la sua tredicesima edizione dal 25 al 28 luglio ad Assisi. Ai piedi della suggestiva Rocca Maggiore, il festival propone un mix esplosivo di rock, indie, pop ed elettronica, con la partecipazione di artisti affermati e talenti emergenti. Un’esperienza imperdibile per gli amanti della musica a 360 gradi, che potranno godersi concerti di alto livello in una cornice paesaggistica altamente suggestiva.

Tutt’altra musica a DeMusicAssisi, primo festival di musica medievale in Umbria, che dal 15 al 20 agosto propone concerti, conferenze, laboratori, spettacoli itineranti nella cornice unica della città di San Francesco.

​Umbria Jazz a Perugia

Quest’anno sui 12 palchi del festival perugino sono attese ben 87 band, per un totale di 580 artisti, 238 eventi, circa 330 ore di musica. Si inizia a mezzogiorno con la sfilata della marching band e si conclude a notte fonda nell’intima atmosfera del jazz club. Ogni location del Festival è caratterizzata da una precisa identità musicale. L’Arena Santa Giuliana, lo spazio più capiente, ospita i grandi eventi, sia di musica pop/rock che jazz. Tra gli headliner spiccano il grande Lenny Kravitz, la leggendaria band Toto e il genio della black music Nile Rodgers con i suoi Chic. Attesissimo anche il concerto  di Vinicio Capossela, dedicato al grande amico e promoter perugino Sergio Piazzoli nel decimo anniversario della sua scomparsa.

Per gli amanti della musica pop, l’Arena ospita Raye, cantautrice inglese vincitrice di ben sei BRIT Awards, l’islandese Laufey, fresca vincitrice di un Grammy, la talentuosa Fatoumata Diawara, la star americana del jazz Veronica Swift, la voce calda e soul di Lizz Wright, spesso paragonata a “un bourbon invecchiato in botti di legno”.

Il Teatro Morlacchi, fulcro della vita culturale cittadina, accoglie concerti di jazz più tradizionale. Gli amanti del jazz “puro” avranno l’occasione di assistere alle performance di grandi maestri del genere, a partire da Charles Lloyd, il grande guru del jazz contemporaneo, che si esibirà con il suo quartetto, e la star del pianoforte Jason Moran. Da non perdere anche i concerti dei tre più grandi trombettisti italiani: Enrico Rava con i The Fearless Five, Paolo Fresu con il Devil Quartet e Fabrizio Bosso con il progetto “About Ten”, con Paolo Silvestri. Completano il cartellone i pianisti Alessandro Lanzoni con special guest Francesco Cafiso, Dado Moroni in trio con Eddie Gomez e Joe La Barbera per un omaggio a Bill Evans, e Danilo Rea in piano solo.

La Galleria Nazionale dell’Umbria è la preziosa cornice per un jazz sofisticato e quasi “da camera”, votato alla ricerca. I palchi all’aperto in Piazza IV Novembre, Giardini Carducci e Terrazza del Mercato Coperto offrono generi più popolari, rivolti a un pubblico che apprezza la buona musica soul, blues e swing. Mentre il Secret Bistrot propone jazz per gli amanti delle jam session, un rito distintivo di questo genere in ogni epoca.

Per le migliaia di turisti che giungono a Perugia per Umbria Jazz, il festival rappresenta anche l’occasione per scoprire uno dei centri storici più suggestivi d’Italia. Tra un concerto e l’altro, è possibile immergersi nelle Vie Regali, nei vicoli, nelle piazze, nelle chiese, nei musei e nei monumenti che raccontano la storia del capoluogo umbro, dall’epoca etrusca al Rinascimento e oltre. È proprio questo incontro tra la musica contemporanea e i luoghi storici che rende Umbria Jazz un’esperienza davvero unica.

Info utili

Come arrivare a Perugia

In auto:

Autostrada A 1 del Sole

Da Nord, uscita Valdichiana

Da Sud Uscita di Orte si prosegue sulla E 45 in direzione Perugia

In treno:

Treno per Perugia dalla stazione di Terontola (linea Firenze-Roma) o dalla stazione di Foligno (linea Roma-Ancona)

Biglietti Umbria Jazz:

Sul sito di Umbria Jazz e su Ticketone

Riverock Festival

Un fitto programma attende alla Rocca Maggiore di Assisi il pubblico del Riverock Festival, con concerti di grandi artisti italiani e internazionali, ma anche incontri, laboratori e attività dedicate al benessere e alla crescita personale.

Si comincia giovedì 25 luglio con un trittico di grandi band italiane: i Marlene Kuntz, con il loro tour “Estate Catartica 2024”, I Hate My Village e A Toys Orchestra, che presentano il loro nuovo album “Midnight Again”.

Venerdì 26 luglio, invece, è la volta di Margherita Vicario, reduce dal successo del suo ultimo album “Gloria!”, e dei Selton, per una serata all’insegna del pop italiano di qualità. Un ingresso libero su prenotazione permetterà di godersi la musica dal vivo in un’atmosfera unica.

Sabato 27 luglio il palco del Riverock ospita Cosmo e Crookers, mentre domenica 28 luglio è la volta di Gio Evan, con il suo “Evanland, il III Festival Internazionale del mondo interiore. Una giornata interamente dedicata al benessere e alla crescita personale, con un intenso programma di workshop, incontri, laboratori, spettacoli, letture, pratiche, giochi e approfondimenti culturali. Senza dimenticare un’ampia area ludica dedicata ai bambini e ai ragazzi, con giochi inclusivi e privi di qualsiasi forma elettronica.

Il Riverock Festival è un evento da non perdere per tutti coloro che amano immergersi in un’atmosfera magica e suggestiva, circondati dalla bellezza della natura e dalla forza della musica.

Info utili

Come arrivare ad Assisi

In treno:

Linea Firenze-Terontola-Perugia-Foligno – Stazione di Assisi/S. Maria degli Angeli, collegata con servizio di Bus

Servizio navetta gratuito in collaborazione con il Comune di Assisi e Busitalia per la Rocca Maggiore

In auto:

Autostrada A 1 del Sole

– Uscita Valdichiana fino a Perugia, proseguimento per Cesena (E45) fino all’uscita per Assisi.

Autostrada A 14 Adriatica

– Uscita Civitanova Marche proseguimento per Foligno – Perugia fino all’uscita per Assisi.

Autostrada A 1 del Sole

– Uscita di Orte si prosegue sulla E 45 in direzione Perugia – Cesena fino all’uscita per Assisi.

Il RiverRock Festival si svolgerà presso La Rocca Maggiore, ovvero il punto più alto della città. In quei giorni via della Rocca sarà chiusa al traffico, per questo è consigliato parcheggiare nei pressi di Piazza Matteotti o negli altri parcheggi disponibili.

Biglietti Riverock Festival:

Su TicketItalia e TicketOne

DeMusicAssisi

Trasformare la musica medievale in un’esperienza “pop” e accessibile a tutti è l’obiettivo di DeMusicAssisi, il primo festival di musica medievale in Umbria e uno dei pochi in Italia. Dal 15 al 20 agosto, Assisi si animerà con oltre 20 appuntamenti in location suggestive, trasportando il pubblico in un viaggio temporale attraverso i suoni e le melodie del XIII-XV secolo interpretati da artisti e musicisti provenienti da Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia, Siria, Austria, Stati Uniti e Belgio.

Un festival unico in un contesto speciale, la città natale di San Francesco, crocevia di grandi compositori medievali e che oggi vanta un’accademia (Resonars) dedicata proprio allo studio e all’approfondimento delle discipline artistiche medievali. Quest’anno il festival pone l’accento sulla “Lauda”, la musica devozionale legata al movimento delle Confraternite, in linea con i centenari francescani 2023-2026.

Concerti, conferenze musicologiche, incontri con esperti, laboratori didattici, spettacoli itineranti, flash mob e persino dj set di musica medievale animeranno le vie e le piazze della città. All’interno della rassegna anche una mostra dedicata agli strumenti antichi e all’arte dei liutai che conferma l’evento come un’occasione imperdibile per scoprire la bellezza e la varietà della musica medievale in tutte le sue forme.

Info utili

Come arrivare ad Assisi

Per partecipare al DeMusicAssisi basta seguire le stesse indicazioni riportate sopra in riferimento al Riverock Festival.

Biglietti DeMusicAssisi:

Ingresso libero

Via dell’Acqua, la pista ciclabile che collega Roma e Assisi

4 avril 2024 à 12:05

È un percorso meraviglioso, ricco di storia e bellezza, che si inerpica tra la natura e regala una visione diversa di ciò che ci circonda. È la Via dell’Acqua, che collega Assisi a Roma e che si può percorrere in bicicletta, ma anche a piedi e – perché no – a cavallo.

Si snoda per 250 chilometri e porta ad attraversare questo tratto di Italia centrale, potendone apprezzare la natura, la campagna che si ha intorno a sé e i corsi d’acqua. Un percorso fatto di bellezza, che fa da filo rosso tra Umbria e Lazio, tra Valle Spoletana, Valnerina e la Valle del Tevere. Ma anche spirituale, infatti collega due centri della Cristianità: Assisi e Roma.

Tutto quello che c’è da sapere sulla Via dell’Acqua, per provare una vacanza diversa, più lenta che ci permette di apprezzare il territorio e di vivere in prima persona il turismo sostenibile.

La Via dell’Acqua, cosa c’è da sapere

Si estende per 250 chilometri la Via dell’Acqua, di questi 200 si snodano lungo percorsi ciclabili già esistenti e lungo strade di campagna, gli altri 50 – invece – su asfalto. Non importa quanto tempo si impiega a percorrerla, perché l’obiettivo è un altro. Tra le cose più belle, infatti, di un viaggio così ci sono la possibilità di lasciarsi incantare dal paesaggio circostante e quella di conoscere luoghi nuovi lungo il percorso.

Inoltre, lungo la Via dell’Acqua si incontrano anche diverse attività per mangiare e dormire, ma anche servizi, che offrono una scontistica grazie alla convenzione attiva per coloro che viaggiano in bici, a cavallo o a piedi e sono in possesso della credenziale che si può richiedere sul sito ufficiale. Il dislivello complessivo è di 2100 metri ed è una vera e propria immersione nella natura alla scoperta di luoghi suggestivi e del fascino di un tratto di Italia a cavallo tra due regioni: l’Umbria e il Lazio.

Perché si chiama così e la storia della sua nascita

Sul sito ufficiale di questo percorso si racconta che la genesi di tutto è stata l’acqua, che è stata ciò che ha ispirato ma che è anche l’elemento che lo caratterizza. Infatti si snoda proprio nei pressi di alcuni argini.

Il percorso è facile, fattibile per tutti.  Come viene spiegato – sempre sul sito ufficiale – la realizzazione della Via dell’Acqua è stata possibile anche grazie al fatto che in Umbria c’era già una fitta rete di percorsi ciclabili. Numeri alla mano, infatti, dei 160 chilometri di tratta che scorrono in questa regione, ben 120 erano su ciclabili già esistenti.

Il risultato sono seniteri, strade e ciclabili che uniscono due regioni e due città: un modo per conoscere il territorio da un altro punto di vista, una maniera per godere della bellezza intorno a sé senza alcuna fretta, ma lasciando che lo sguardo si meravigli a ogni scorcio.

Come si deve percorrere e le info utili

Come percorrerla? La si può fare da Assisi verso Roma e viceversa. Sul profilo Facebook ufficiale dedicato alla Via dell’Acqua vengono pubblicati e condivisi aggiornamenti utili da conoscere prima di partire. Sempre tramite Facebook si arriva ad altre informazioni che contengono le indicazioni e i suggerimenti sulle soste da fare lungo il tragitto, come quella al sito archeologico Lucus Feroniae, che si sviluppa in un’area archeologica e in un museo a ingresso gratuito, oppure la sosta a Terni per visitare la Basilica di San Valentino.

Regione Lombardia stanzia 1 milione per i senza fissa dimora

25 janvier 2024 à 18:35

Contrasto alla povertà e aiuto concreto alle realtà del ‘terzo settore’ per la presa in carico dei senza fissa dimora. Con questo importante obiettivo l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha incontrato a Milano, alcune realtà che si occupano di accoglienza e assistenza.

Prima tappa alla Fondazione ‘Fratelli di San Francesco d’Assisi’ di via Bertoni

Prima tappa alla Fondazione ‘Fratelli di San Francesco d’Assisi’ di via Bertoni, che oggi gestisce sette comunità presenti nella città metropolitana di Milano. Tra le aree di intervento principali c’è il sostegno alle Comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati. L’assessore ha discusso con i volontari e il presidente, fra Clemente Moriggi, delle attività dell’associazione, in particolare, accoglienza a minori e adulti, mensa e poliambulatorio medico.

Secondo appuntamento all”Opera San Francesco per i Poveri’

Secondo appuntamento all”Opera San Francesco per i Poveri’, la realtà fondata dai Frati Cappuccini, che dal 1959 assicura ai poveri assistenza gratuita e accoglienza. Bertolaso si è recato nella sede di via Antonello da Messina (l’altra è in viale Piave) ed ha incontrato medici, volontari e il presidente fra Marcello Longhi. L’Osf fornisce quotidianamente pasti caldi, docce e garantisce anche visite mediche e medicinali gratuiti.

Il terzo incontro è avvenuto alla Casa della Carità

Il terzo incontro è avvenuto alla Casa della Carità associazione che promuove accoglienza, cultura, prendendosi cura delle persone, bambini e famiglie che si trovano in gravi difficoltà. L’assessore ha discusso delle problematiche del settore con il presidente onorario don Virginio Colmegna che ha guidato la ‘Casa’ dal 2002 a febbraio 2023, quando il ruolo di presidente è stato assunto da don Paolo Selmi, su mandato dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini.

Un bando per aiutare le associazioni che si occupano dei ‘senza fissa dimora’

Guido Bertolaso, accompagnato del direttore generale del Welfare di Regione, Giovanni Pavesi, e dal DG di Ats Milano, Walter Bergamaschi, nel corso dei vari incontri ha ricordato che la Giunta regionale ha approvato recentemente una delibera che ha l’obiettivo di prevenire il diffondersi di malattie infettive dei ‘senza fissa dimora’ sul territorio del Comune di Milano aiutando concretamente le associazioni del territorio che si occupano di questo delicato e importante settore. Così, Regione Lombardia ha messo a disposizione 1 milione di euro destinandoli all’Ats Milano che, a breve, pubblicherà una manifestazione d’interesse. Potranno partecipare le associazioni del ‘Terzo settore’ con determinati requisiti, per garantire, ai soggetti da prendere in carico, la corretta segnalazione delle malattie infettive e i servizi di prevenzione, gestione e profilassi.

Le associazioni che si aggiudicheranno il bando si impegneranno a formare i propri medici, infermieri e altri professionisti sanitari; a realizzare campagne di screening infettivologico; a garantire in ogni visita azioni di counselling dedicato e una attenta analisi del paziente in collaborazione con le ASST di riferimento.

Assessore Bertolaso: Regione Lombardia sarà sempre un interlocutore attento e sensibile

“Ho avuto modo di incontrare le realtà che quotidianamente si occupano degli ultimi – ha detto l’assessore Bertolaso -. Ho visto con quanta umanità, professionalità e amore, si occupano di accoglierli e offrire un pasto caldo. Ed ho confermato che troveranno sempre in Regione Lombardia un interlocutore attento e sensibile”.

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